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COMITATO PER I MUSEI DI SCIENZA E TECNICA DI PADOVA

Chiesa di San Tomaso Becket - adiacente al Castello


Via San Tomaso, 3 - 35141 PADOVA (ITALY)
Corrispondenza: C.P. 804 - 35100 PADOVA - e- mail: cmstpadova@montevenda.net

SULLA STRUTTURA E SULLE FUNZIONI DEL


MUSEO DI SCIENZA E TECNICA DI PADOVA

Il Museo di Scienza e Tecnica di Padova ha da intendersi come libero centro di cultura scienti-
fica, aperto sia a livello cittadino sia di scambio di esperienze a livello europeo.
Le funzioni interdisciplinari, essenziali in ogni struttura museale moderna, a cui dovrà assolve-
re il Museo, sono le seguenti:
1. raccolta e classificazione;
2. studio e ricerca;
3. didattica e formazione.
Tali funzioni non sono disgiungibili e devono svilupparsi in un adeguato rapporto reciproco.
Senza la raccolta e la classificazione non c’è un museo, senza un’attività di ricerca e di studio
non c’è evoluzione ed, infine, senza una pratica didattica e formativa non c’è divulgazione e diffu-
sione della cultura. E non dimentichiamo che la didattica di una scienza è, sotto un certo aspetto, la
scienza stessa, perché è attraverso di essa che il sapere si trasmette da una generazione all’altra, ed è
sempre essa che determina le nuove forme che il sapere, in questa trasmissione, assumerà.
Il Museo di Scienza e Tecnica di Padova deve articolarsi in:
- museo tradizionale, costituito da due rami principali: naturalistico e storico-scientifico-tec-
nologico;
- museo dinamico, sul percorso tracciato in Francia nel 1937 da Jean Perrin e negli Stati Uniti
nel 1969 da Frank Oppenheimer: un museo dove il pubblico diventa artefice degli esperi-
menti dimostrativi e non semplice spettatore, un museo che stimola la curiosità e dunque
l’apprendimento;
- centro di cultura scientifica, inteso come elemento di collegamento con il territorio ed artico-
lato in sale per conferenze, incontri, proiezioni; biblioteca storica e moderna, archivio stori-
co, centro di documentazione; cineteca scientifica.
Esso, in pratica, deve essere la convergenza dei due modelli: il tradizionale ed il dinamico.
Nel museo tradizionale si ha ostensione di collezioni, secondo una logica specifica e peculiare
di un certo museo, che mira a dare al visitatore una ben precisa rappresentazione della disciplina og-
getto del museo stesso.
Nel museo dinamico, i vari fenomeni scientifici sono presentati al pubbli-
co con apparecchiature dimostrative (od “esperimenti”) che vengono azionate
o dal pubblico stesso, che così viene reso partecipe all'esperienza, o da perso-
nale addetto, od automaticamente. Tali esperimenti possono essere più o meno

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spettacolari, ma in ogni caso viene tenuto ben presente il principio che “dove non c’è curiosità, non
c’è apprendimento”.
Quale il rapporto tra il museo tradizionale ed il museo dinamico? Accanto e dentro il museo
tradizionale saranno posti - con una presenza discreta, non prevaricante - sussidi atti a facilitare la
lettura e l’interpretazione del materiale esposto da parte del pubblico, ed atti ad accenderne l’inte-
resse e stimolarne la creatività anche in senso artistico (il museo dinamico, appunto). Tale abbina-
mento recupera e valorizza la tradizione culturale europea che coniuga le scienze umane alle scien-
ze naturali ed esatte. Il modello americano – per quanto interessante e degno di studio approfondito
– esaspera la forma del museo dinamico ed è estraneo ai valori culturali europei. Dal lato pratico,
esso rende avulso il fenomeno presentato allo spettatore dal suo contesto storico o naturale, perden-
do la necessaria relazione coll’Uomo ed il suo divenire.
Le sale di ostensione saranno articolate secondo il doppio criterio delle esposizioni permanenti
e temporanee a rotazione su temi definiti. Queste ultime usufruiranno del materiale contenuto nei
depositi ed eventualmente di materiale complementare accessibile tramite il prestito temporaneo da
altre raccolte. Tali esposizioni temporanee (a cui solitamente si dà una durata di sei mesi) giocano
un ruolo fondamentale nel tenere sempre desta l’attenzione del pubblico sul museo. Gli indirizzi
museologici moderni, inoltre, postulano l’impossibilità di esporre razionalmente tutto il materiale
disponibile di un museo, e considerano fondamentale l’organizzazione di depositi ben strutturati
fruibili a scopo di studio e per fornire il materiale per eventi specifici.
La funzione di museo tradizionale, oltre che essere di aggancio al territorio, andrà a sopperire
alla necessità di tutela, conservazione e valorizzazione culturale delle moltissime collezioni scienti-
fiche esistenti nel territorio padovano: il Comitato per i Musei di Scienza e Tecnica ha sinora indivi-
duato e censito ben venticinque collezioni scientifiche nella sola città di Padova, pubbliche e priva-
te, in moltissimi casi (particolarmente quelle pubbliche) immagazzinate in maniera precaria in luo-
ghi spesso inidonei alla loro stessa conservazione.
La maggior parte di tali collezioni necessita urgentemente di una sede idonea per la conserva-
zione ed esposizione.
Naturalmente esistono dei limiti sia di spazio fisico, sia che di permanenza nei luoghi di origine
che non rendono opportuna la sistemazione di tutto questo materiale nella sede del Castello di Pado-
va. Ma si ha da intendere il Museo di Scienza e Tecnica di Padova, nella sua completa estensione,
come un sistema policentrico di cui il centro del Castello di Padova è punto di riferimento – di cata-
logazione ed attività scientifica e didattica – che s’irradia ad accogliere in una struttura organica i
beni di interesse storico-scientifico-tecnologico diffusi nel territorio padovano ed oltre. Tali beni
vanno dalle collezioni ed i musei scientifici, ai beni di archeologia industriale, a strutture di interes-
se storico-tecnologico presenti nel territorio (quale il sistema idraulico del territorio padovano): que-
sti beni non possono sempre trovare collocazione fisica nel Museo di Scienza e Tecnica, ma posso-
no però essere referenziati in esso.

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Le collezioni presenti o referenziate, saranno sia facenti parte del patrimonio del Museo, sia in
deposito temporaneo - a tempo indeterminato o meno - presso il Museo stesso o strutture collegate.
Il Museo di Scienza e Tecnica di Padova - in linea coi principi ispiratori del Comitato – deve
essere inteso rivolto a promuovere e valorizzare la conoscenza dell’evoluzione e dei rapporti inter-
correnti tra le scienze e le tecnologie con la storia - e quindi la società -, l’ambiente naturale e socia-
le, nelle loro origini e come prodotti - o modificati – dall’azione antropica o della natura. Deve,
inoltre, riuscire a rappresentare come cultura scientifica e cultura umanistica non siano entità sepa-
rate, ma concorrano assieme a formare il sapere umano.
Non si deve scordare, inoltre, il ruolo giocato dalle attività produttive nella storia del progresso
scientifico e nella storia dell’Uomo.
Allo stato attuale la velocità con cui i nuovi prodotti vengono concepiti, sviluppati, e soprattutto
mandati in obsolescenza, fa si che nel giro di pochi anni nemmeno per i più importanti di essi nella
nostra vita rimanga una traccia del processo che li ha generati. Un caso classico è quello degli ela-
boratori elettronici: di alcune fasi fondamentali della loro evoluzione non rimane che una vaga me-
moria.
Ma non è solo la “velocità” la grandezza che caratterizza l’evoluzione della tecnologia. La se-
conda grandezza, introdottasi di recente, è la “complessità”: attributo della quantità di informazioni
che sono contenute in qualsiasi nuovo prodotto dell’attuale tecnologia.
Questa crescente complessità è la principale causa di un uso sempre meno consapevole della
tecnologia da parte della gente, cosa che, in certi casi, porta al rifiuto di essa.
Il fattore che attenua la complessità, mediando questo rapporto tra le tecnologie e chi ne frui-
sce, è la divulgazione scientifica e tecnologica, che in Italia non ha mai avuto né tradizione né con-
siderazione.
Questa è un’altra motivazione per non dimenticare l’essenzialità di un museo tradizionale in
una struttura quale quella delineata. Ricostruire la storia di qualche cosa è un processo fondamenta-
le nell’uomo per appropriarsi di quella cosa, per inserirne il concetto nel proprio sistema di vita e di
pensiero.
Relativamente alla gestione, il Museo di Scienza e Tecnica di Padova dovrà avere struttura au-
tonoma ed autosufficiente sul piano economico.
Il sostentamento economico dovrà provenire dalle opportunità naturalmente presenti in seno al
Museo, cioè tramite la gestione dei cosiddetti servizi aggiuntivi - previsti dalla L. n°4/1993 (“Legge
Ronchey”), relativi particolarmente all’attività editoriale, didattica e formativa, scientifica, congres-
suale, e tramite la produzione di servizi su specifico incarico (per Aziende, Privati, Enti pubblici),
realizzabili sfruttando le competenze, il materiale e le informazioni naturalmente a disposizione del-
la struttura museale.
Sulla base delle considerazioni fatte, le discipline da rappresentarsi o refe-
renziarsi nel Museo di Scienza e Tecnica saranno le seguenti, articolate in sezio-
ni:

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- fisica, metereologia ed astronomia;
- chimica, chimica industriale e chimica clinica;
- scienze naturali e scienze della terra;
- antropologia ed etnografia;
- medicina;
- architettura, meccanica, idraulica;
- tecnologie industriali;
- storia ed archeologia.
Tale suddivisione è giustificata da vari fattori: il reciproco rapporto esistente tra queste discipli-
ne, le collezioni esistenti a cui è urgente dare una collocazione (ad esempio la collezione di Chimica
Clinica della Società Italiana di Biochimica Clinica), i rapporti con peculiari caratteristiche del no-
stro territorio (ad esempio l’idraulica) e del sito del Castello di Padova (a cui fanno naturale riferi-
mento discipline quali l’astronomia e archeologia).
Di tutte queste sezioni è d’obbligo uno stretto collegamento all’archivio storico (caso, ad esem-
pio dell’architettura, dove potrebbe trovare definitiva e degna collocazione un fondo come il De
Giorgio), ed un completamento nella biblioteca e nella biblioteca storica.
Le funzioni didattiche e divulgative del museo tradizionale e dinamico avranno, inoltre, un ul-
teriore punto d’appoggio nella cineteca scientifica che raccoglierà e organizzerà regolari proiezioni
di filmati scientifico-didattici. Essa sarà la prima cineteca di tal genere nel nostro Paese, con unica
eccezione nella raccolta, a scopo specificatamente didattico, di filmati su temi chimici della Società
Chimica Italiana.
A fianco di dette strutture, sarà cosa interessante, e che non ha attualmente riscontri in altre
strutture museali mondiali, creare una raccolta d’opere artistiche, originali o riprodotte, documen-
tanti i rapporti intercorsi tra arte e scienza nei secoli.
Sale per conferenze, incontri e per congressi saranno necessario complemento per la struttura
descritta.

Il Segretario
Gualtiero A. N. Valeri

Padova, 26 agosto 2001

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