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F ENOMENI ASSOCIATI ALL ' ATTIVAZIONE DELL ' ACQUA (II International Conference on Bionics and applied Biophysics,

Kiev, Ucraina, 2829/3/2013)


d i G u a l t i e r o A . N . Va l e r i
(CIFA Centro Internazionale Ricerca Fattori Ambientali Lugano/Sinferopoli e-mail: valeri@cifafondation.org)

Nell'anno 2011, dopo un lungo periodo di ricerche sull'Effetto Piccardi in relazione alle sue applicazioni industriali, abbiamo depositato un brevetto con un partner industriale, e messo in produzione di serie degli apparecchi per l'attivazione dell'acqua particolarmente orientati ad inibire la formazione dei depositi calcarei. Gli apparecchi consistono essenzialmente di due armature, una delle quali, od entrambe, isolate, tra cui scorre l'acqua da attivare. Alle armature applicato un campo elettrico di frequenza compresa tra i 10 ed i 30 kHz, con un gradiente di potenziale di 200400 kV/m. Essi, attualmente, sono costruiti in due versioni: una, domestica o per piccole applicazioni, per il trattamento di 2000 l/h d'acqua, ed un'altra per il trattamento di 20'000 l/h d'acqua. Questo brevetto mirava ad un controllo migliore del fenomeno, aumentando lo stato di attivazione ottenuto. Lo scopo stato pienamente raggiunto, e, cosa particolarmente interessante, si sono cominciati ad evidenziare alcuni fenomeni che precedentemente non erano stati osservati. Il pi interessante di essi che, dove questo apparecchio stato montato in impianti idrici con le tubature occluse da spessi depositi di carbonato di calcio, questo, in pochi giorni, ha iniziato a solubilizzarsi liberando le tubature stesse. Dagli studi compiuti, si osservato, tramite la diffrazione X, che l'acqua attivata non cristallizza pi in forma di calcite od aragonite, ma in una terza forma cristallina, detta vaterite, e che il carbonato di calcio, anzich stratificare sulle superfici formando depositi pi o meno spessi, forma una moltitudine di piccoli cristalli che rimangono in sospensione nell'acqua. Quest'ultimo fenomeno potrebbe giustificare da solo la rapida dissoluzione degli spessi depositi calcarei, dato che, per il principio dell'equilibrio mobile, normale che si instauri un equilibrio tra il soluto ed il precipitato, per cui, in ogni momento, una quota di precipitato si ridiscioglie ed una quota eguale riprecipita; pertanto gli strati di carbonato di calcio formatisi tendono a ridisciogliersi e trasformarsi in piccoli cristallini di vaterite che permangono in sospensione. Tuttavia ci ha lasciato sorpresi la veloce dissoluzione di spessori notevoli di carbonato di calcio depositati nelle tubazioni, tanto che per giorni l'acqua esce dalle condotte torbida e trascinando sabbia e corpuscoli solidi: questa cosa ci fa supporre che addirittura la solubilit del 1/3

carbonato di calcio nell'acqua attivata sia maggiore che nell'acqua nello stato standard, fenomeno su cui ci ripromettiamo di indagare pi approfonditamente. Riguardo al comportamento delle sostanze disciolte nell'acqua, possiamo riportare altre osservazioni raccolte in un quarto di secolo di studio del fenomeno. Antecedentemente allo sviluppo degli apparecchi descritti, con il partner industriale citato, abbiamo impiegato in applicazioni civili ed industriali un apparecchio pi semplice, dove nella corrente d'acqua erano immersi due elettrodi di acciaio inossidabile, tra cui passavano degli impulsi a bassa tensione e con una frequenza attorno ai 50 Hz. Si otteneva un discreto stato di attivazione (valutato con il test all'ossicloruro di bismuto), ma certo meno intenso di quello che possiamo ottenere ora. Con questi ultimi apparecchi si era notato che certe sostanze disciolte interferivano fortemente con l'attivazione. O, perlomeno, si osservava che l'efficacia rispetto all'inibizione della deposizione del carbonato di calcio era molto diminuita. Queste sostanze, nelle applicazioni civili ed industriali, erano principalmente due: gli ioni di rame, derivanti da tubature e serpentine di scambiatori di calore, e l'atrazina e sostanze similari, derivanti dall'inquinamento delle falde d'acqua da parte degli erbicidi, in particolare nell'Italia Settentrionale. Quando si manifestava una qualche anomalia nell'efficacia degli apparecchi, i controlli e le analisi chimiche sull'acqua dimostravano sempre la presenza di sostanze inquinanti di questa natura. Ad esempio, in un caso, si applicato uno degli apparecchi costruito secondo la precedente tecnologia ad una torre di raffreddamento di un impianto industriale; anzich sospendere l'aggiunta degli inibitori di corrosione e dei fosfati all'acqua, essi si sono continuati ad utilizzare in contemporanea all'apparecchio. Dopo qualche settimana il graticcio di riempimento della torre di raffreddamento era completamente occluso da una spessa schiuma minerale bianca, voluminosa ma compatta, costituita da carbonato e fosfato di calcio. Evidentemente, essa si formata per una modificazione delle forme cristalline del carbonato di calcio (e dei fosfati di calcio stessi, che ordinariamente precipitano senza aggregarsi), completamente differenti da quelle prodotte dall'attivazione nell'acqua dura. Nel 1987 il prof. Renato Colal e collaboratori, presso l'Universit di Padova, studiando l'azione dei sistemi per l'inibizione della formazione di depositi calcarei basati sull'impiego di magneti permanenti attraverso cui l'acqua fatta passare, poterono osservare che, con questi apparecchi, l'effetto di inibizione della formazione di depositi calcarei si manifestava con sufficiente

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efficacia solo nel caso che nell'acqua ci fossero piccole concentrazioni di ioni di ferro. Secondo il prof. Colal il formarsi di complessi tra l'acqua e gli ioni di ferro favoriva, in presenza di un campo magnetico, il fenomeno. Da quanto detto sopra, appare evidente che la presenza di sostanze disciolte nell'acqua in grado di formare legami dativi di una certa intensit (l'atrazina un derivato del triazolo, ed nota la facilit per il rame bivalente di formare complessi) interferisce fortemente con la formazione di cluster plurimolecolari cui si pu attribuire l'Effetto Piccardi nell'acqua e negli altri liquidi polari, per la competizione che si crea tra la formazione di legami idrogeno tra le molecole d'acqua ed i legami dativi formati da certe molecole ed ioni. Per contro, dalle osservazioni compiute dal prof. Colal, si evince che i complessi idrati di ferro aiutino il formarsi di cluster ordinati di molecole d'acqua. Si giustificano perfettamente, su questa base, le osservazioni compiute dal dr. Masaru Emoto, che ha notato profonde modificazioni nei cristalli di ghiaccio a seconda del grado di contaminazione di acque da parte di sostanze estranee, e come la presenza di certe sostanze tossiche portava a strutture cristalline fortemente disordinate. Questa competizione che si dimostra esistere tra le forze (legame idrogeno) che tengono assieme i cluster dell'acqua attivata e tra le molecole d'acqua e molecole e ioni di differente natura ci aiuta, inoltre, ad intuire quali possono essere le ragioni per le quali le acque attivate mostrano cos intense azioni sugli organismi viventi, che siano queste gli effetti terapeutici delle acque minerali e termali, oppure l'inibizione dello sviluppo di alghe o microorganismi nell'acqua che ha subito un'attivazione. Ci fornisce, inoltre, un'ulteriore elemento utile all'indagine sui meccanismi dell'azione farmacologica e biologica di composti chimici alle alte diluizioni utilizzati nella farmacologia omeopatica e studiati dal prof. Jacques Benveniste a partire dalla fine degli anni '80 del secolo appena concluso. Lugano, 12 marzo 2013
Bibliografia:
Giorgio Piccardi Sulla disincrostazione fisica delle caldaie e su di una relazione tra fenomeni ambientali ed alcuni fenomeni chimico-fisici (On physical descaling of boilers and on the relationship between environmental phenomena and some chemical and physical phenomena), in Tecnica Italiana, Trieste, 1951. Luciano Pandolfi, Renato Colal, Gastone Paiaro Magnetic Field and Tap Water , in La Chimica e l'Industria, vol. 69, n 11, November 1987 Gualtiero A.N. Valeri On the development of an apparatus for the activation of water and aqueous solutions (and nonaqueous liquids) through the application of a field of quasi-particles (IX Crimean Conference Cosmos and Biosphere, Alushta, Ukraina, 1015/10/2011)

G u a l t i e ro A . N . Va l e r i

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