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G ENERATORI M AGNETOIDRODINAMICI (MHD):

UNA FONTE ALTERNATIVA DI ELETTRICIT (Convegno Gravit, antigravit e free energy, Cesano-Roma, 19/5/2013)

d i G u a l t i e r o A . N . Va l e r i
(Montevenda Engineering International Association, Lugano (CH) e-mail: valeri@montevenda.net)

Tra tutte le possibili fonti di energia alternative all'impiego classico dei combustibili fossili ed all'energia nucleare di fissione, manca completamente, nell'informazione corrente attuale, qualsiasi cenno ai generatori magnetoidrodinamici (generatori MHD). Ci nonostante il tema non sia nuovo - i primi studi su questa tecnologia risalgano a pi di mezzo secolo fa e si siano cominciati a sviluppare oltre che in Russia, che dove si arrivati a costruire impianti di una certa potenza, anche negli Stati Uniti, Cina, Francia, Gran Bretagna ed anche in Italia. Inoltre, negli ultimi vent'anni, dopo circa un decennio di stasi, la ricerca sui generatori MHD ha registrato una certa ripresa. Come vedremo, si tratta di una tecnologia il cui sviluppo industriale presenta delle difficolt per le quali, spesso, le ricerche si sono fermate. Ma da un lato la lievitazione dei costi dell'energia dagli anni '80 ad oggi giustificherebbe investimenti assai pi rilevanti di quelli che erano considerati accettabili allora, dall'altro le tecnologie, in particolare dei materiali ceramici, si sono sviluppate in maniera cos rilevante che da supporre che alcuni problemi che erano ardui un tempo oggi possano trovare una soluzione relativamente agevole. Vediamo, innanzitutto, cos' un generatore magnetoidrodinamico. Esso si basa sulla legge di Faraday (1831) per la quale, quando un conduttore si muove in un campo magnetico in esso indotta una f.e.m. direttamente proporzionale all'intensit del campo, alla lunghezza del conduttore ed alla sua velocit e sull'effetto Hall (1880) - per il quale se un conduttore percorso da corrente immerso in un campo magnetico, trasversalmente sulle sue facce si produce una d.d.p. In questo caso il conduttore costituito da un flusso di plasma che pu essere prodotto in vari modi, che attraversa una camera di geometria e materiale idoneo ed immersa in un intenso campo magnetico; sulle opposte pareti della camera ci sono piastre collettrici dell'elettricit cos generatasi. Nei generatori magnetoidrodinamici di cui nota la realizzazione, il flusso di plasma (che percorre il canale a 6501'500 m/s da due ad oltre quattro volte la velocit del suono) stato
Gualtiero A.N. Valeri Generatori magnetoidrodinamici: una fonte alternativa di elettricit, Cesano-Roma 19/5/2013.

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ottenuto per combustione soprattutto di gas naturale o di gasogeno, od eventualmente olio combustibile, o polverino di carbone, preferibilmente con ossigeno. Combustibile e comburente sono preriscaldati, e la temperatura del plasma pu essere ulteriormente incrementata mediante un arco elettrico, cos da raggiungere temperature di almeno 2'5004'000C, alle quali si manifesta un certo grado di ionizzazione del gas. Si nota che il plasma potrebbe essere generato anche per tramite di reazioni nucleari (es. fusione) convenzionali od anche delle nuove reazioni nucleari a debole energia. Solo per tramite del dispositivo descritto, il canale MHD, si pu avere un rendimento elettrico del sistema del 40% o pi. Ponendo in uscita ad esso un generatore di vapore collegato ad una turbina dato che la temperatura del gas uscente comunque ancora molto alta, si riesce a recuperare un ulteriore 40% sull'energia in ingresso come elettricit, per cui, sommando, possibile teoricamente arrivare anche al 90% e forse pi di rendimento elettrico. In pratica, attualmente, si arrivati sinora al 58% circa. Per confronto, una centrale termoelettrica tradizionale arriva ad un rendimento elettrico del 42%, che sale al 46% nei tipi pi moderni. Si nota inoltre che partendo, ad esempio, dalla gassificazione dei rifiuti processo che genera, come noto, un gas che pu essere contaminato da prodotti anche molto tossici (es. aromatici clorurati), il gas prodotto verrebbe bruciato a temperature altissime che distruggerebbero le specie tossiche dette, ed il plasma generato potrebbe efficacemente alimentare un sistema quale quello descritto. Il punto pi delicato del sistema, il canale MHD attraversato dal plasma, che erode profondamente i materiali con cui viene a contatto, in particolare quando esso lanciato a grande velocit. Uno dei materiali refrattari pi resistenti oggi diffusi industrialmente, e che pu essere impiegato per questo, l'ossido di zirconio sinterizzato (AZS). Si usato anche il nichel, ma la configurazione che ha dato migliori risultati stata quella di elementi in nichel (agenti anche da collettori) alternati ad elementi ceramici. La vita dei canali sinora impiegati variata da un minimo di 100 ore alle 1000 ore ed oltre per i progetti russi pi avanzati. Dato che alle temperature indicate il gas ancora poco ionizzato, si applica l'accorgimento di aumentarne artificialmente il numero di ioni presenti disperdendo nel flusso sali di potassio o cesio (tecnica definita disseminazione), che naturalmente sono recuperati in uscita assieme alle polveri che un simile processo pu produrre. Il cuore del sistema , appunto, il canale MHD, che pu avere varie geometrie.
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La pi semplice di un condotto rettangolare; pi diffusa quella a coda di rondine; talvolta stata usata una geometria circolare anzich lineare, quale il tipo a vortice (od a spirale) ed il tipo radiale, in cui ioni, molecole ed atomi compiono, anzich una traiettoria pi o meno rettilinea, una traiettoria curvilinea. Anche la disposizione delle piastre collettrici ed il loro collegamento pu avere diverse configurazioni, per cui abbiamo canali a coda di rondine con elettrodi segmentati del tipo di Faraday o di Hall. Riepiloghiamo brevemente l'evoluzione della tecnologia dei generatori

magnetoidrodinamici: come detto, la ricerca su essi inizi negli anni '50. Negli Stati Uniti le ricerche giunsero ad un discreto avanzamento, con la realizzazione anche di alcuni apparati sperimentali (di cui uno, l'AVCO Mark VI, con una potenza di 570 kWe ed un campo magnetico di 3 T, alimentato ad olio combustibile) e lo sviluppo di un progetto di ricerca congiunto con l'Unione Sovietica. Purtroppo il tutto si blocc nel 1981 per il cambiamento delle politiche energetiche dell'amministrazione Regan. Anche in Giappone, quasi contemporaneamente, si ebbero sviluppi sperimentali, con un impianto simile al precedente, il Mark VI, con una potenza di 400 kWe ed un campo magnetico di 1,9 T, alimentato sempre ad olio combustibile. In Cina le ricerche sui generatori MHD iniziarono nel 1962, ed hanno portato ad una serie di impianti pilota funzionanti ad olio combustibile oppure a carbone, con aria od ossigeno quali comburenti; le potenze termiche in entrata sono arrivate sino a 2'200 MWt su unit sperimentali, e sino a 595 MWt su unit pilota. In Francia le ricerche principiarono nel 1960 con la partecipazione principalmente di EDF e CNRF, e sfociarono nel 1964 nella realizzazione di un prototipo da 10 MWe ed un campo magnetico di 3 T. Nel 1968 l'EDF decise l'abbandono delle ricerche, considerata la realizzazione di generatori MHD troppo difficoltosa, a favore dello sviluppo di centrali nucleari tradizionali e con reattori veloci. In Italia le ricerche principiarono negli anni '50 coinvolgendo ENEL e CNEN, nonch varie universit, e furono abbandonate negli anni '70 per le difficolt connesse ai problemi tecnologici riscontrati; lo stesso avvenne in Gran Bretagna. In effetti da pensare che in quei tempi l'energia nucleare fosse considerata un obbiettivo pi facile da raggiungere e con costi molto inferiori. Altres oggi la situazione appare invertita, non tanto per i reali problemi di sicurezza ed ambientali dei reattori nucleari (ampiamente esagerati con il pretesto di incidenti occorsi in reattori tecnologicamente obsoleti ed intrinsecamente insicuri), ma
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bens per l'alto costo del combustibile fissile (aumentato di sette volte tra il 2000 ed il 2010) e per la forte dipendenza per i rifornimenti dello stesso da paesi esteri, dato che sono pochi i paesi che possono permettersi impianti per l'arricchimento dell'uranio naturale (per ottenere l' 235U) e per il riprocessamento del combustibile esausto (per ricavarne il 239Pu). Infatti, nel periodo sovietico quando potevano essere effettuati grandi investimenti nella ricerca sulla base di decisioni politiche verticistiche in Russia lo sviluppo di generatori MHD raggiunse risultati notevolissimi. Il primo prototipo, l'U-01, venne realizzato nel 1961, ed aveva una potenza inferiore a 100 W; nel 1964 venne realizzato l'U-02 da 75 kWe, alimentato a gas naturale. Il primo impianto di potenza venne realizzato, superando grandi difficolt, nel 1971: l'U25, da 25 MWe lordi (20,4 MWe netti), sempre alimentato a gas naturale, con un elettromagnete da 2 T (con un peso di 2'500 t ed un assorbimento di 4,5 MW). stato inoltre realizzato l'U-25 G a polverino di carbone. Nel 1982, a Ryazan, iniziata la costruzione dell'U-500, da 500 MWe, sempre a gas naturale, con elettromagnete da 6 T; purtroppo il progetto stato sospeso nel 1989. Negli anni successivi era stata prevista la realizzazione di altri impianti analoghi a questo, basati sul medesimo progetto.

Se tentiamo di fare un calcolo del costo unitario dell'elettricit sulla base dei risultati ottenuti, ancora negli anni '80, in Russia, e dei rendimenti complessivi massimi ricavabili, supponendo che l'incremento del costo di un impianto rispetto ad un impianto tradizionale sia del 30%, si avrebbe un valore minore di 0,06 /kWh, cio di oltre il 40% pi basso del costo ordinario dell'elettricit prodotta in una centrale termoelettrica a gas naturale, e circa pari od inferiore del costo del kWh nucleare ed idroelettrico. Calcolando il rendimento massimo reale sinora ottenuto, si potrebbe comunque pensare ad un costo dell'elettricit pari o minore di 0,09 /kWh.

Pertanto i generatori MHD possono rappresentare uno strumento atto a migliorare lo sfruttamento energetico tanto delle fonti fossili tradizionali, dei rifiuti e delle biomasse, tanto una via per lo sfruttamento delle fonti nucleari a bassa energia producenti gas ionizzati le cui ricerche sono oggi agli albori.

Roma, 17 maggio 201 3

G u a l t i e r o A . N . Va l e r i

Gualtiero A.N. Valeri Generatori magnetoidrodinamici: una fonte alternativa di elettricit, Cesano-Roma 19/5/2013.

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