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LAMORE TRIONFA In copertina, al centro della figura ho posto il buon Pastore con le sue pecore.

Procedendo dal centro verso la periferia vi sono dei cerchi concentrici che formani 12 livelli. Nel 1 livello ho posto i Doni dello Spirito Santo, dai quali provengono (2 e 3 livello) le Virt Teologali e Cardinali, unite alle loro virt opposte. Nel 4 e 5 livello i comportamenti umani corrispondenti. Nel 6 e 7 livello le Virt opposte ai peccati capitali. Nel 8 e 9 livello i Sacramenti e i ministeri della Chiesa. Negli ultimi 3 livelli le situazioni umane risultanti.

LAMORE DI COPPIA Tra due persone che si incontrano, normalmente giovani, e non impegnate con altri, eterosessuali per legge naturale, pu esservi all'inizio attrazione fisica istintiva. Queste due anime racchiuse nei rispettivi corpi, entrano tra loro in relazione attraverso i sensi. Il primo senso la vista: lo sguardo, il sorriso, il fascino, i gesti, la bellezza, i movimenti, possono interessare l'altro e dar luogo a reciproca simpatia e curiosit di fare conoscenza e amicizia. Dopo di che subentrano la parola, l'udito, il tatto e l'olfatto. A questo punto pu nascere ulteriore desiderio di contatto, che pian piano, con la confidenza, si conclude con il bacio (gusto). Questo non ancora amore! I due esseri si corteggiano e si riincontrano. Per tanti di essi lamore termina ancor prima di incominciare. Quasi sempre si spegne e i due si lasciano quando i desideri egoistici sono appagati. In molti casi, almeno uno dei due rimane triste, deluso e amareggiato. Altri invece, seri, dopo essersi scambiati le confidenze, il loro passato, i loro segreti, le rispettive abitudini, attitudini e predilezioni, se si piacciono anche interiormente, si fanno promesse reciproche e continuano a frequentarsi regolarmente perch sta nascendo l'amore. Ecco... due corpi e due spiriti si sono incontrati e pensano di aver trovato l'anima gemella con la quale poter vivere uniti per la vita. Buona parte di questi, pudichi e timorati di Dio, in virt della Temperanza osservano la castit.

Questo il vero amore, col quale nasce il rispetto dell'altro. Saper comprendere la prima legge per saper amare. (vedi "Humanae Vitae"- Enciclica Paolo VI ). LAmore non unavventura. Lamore desiderio di dare a un altro e desiderare che un altro dia a noi, non tanto per ci che noi riceviamo, quanto perch laltro ci d. la contentezza e la gioia di far felice un altro dandogli qualcosa che ci appartiene; cos siamo felici che laltro sia felice che noi siamo felici! Laspetto pi gratificante della vita scoprire che, al di l dei valori e realt meravigliose della nostra persona, c qualcuno, c una persona che ti ama e che da un pezzo, senza che te ne rendessi conto, ti stava cercando e aiutando. La vita diventa allora scoperta dellamore: non del proprio amore, quanto piuttosto dellamore di un altro; e si resta incantati nel vedere che questaltro ti ama Si resta stupiti perch sembra impossibile, perch non si capisce cosa possa trovare in noi da essere amato. Nel rapporto damore in quello umano come in quello con Dio il punto non meritare lamore dellaltro, ma essere totalmente presi dallamore dellaltro. Se si pensa bene, questo il solo modo di uscire veramente da se stessi, dal proprio egocentrismo, dal proprio egoismo... (nuoviaccordi 2001).

CHE COS' L'AMORE frutto d'uno sguardo, o frutto d'un sorriso, raggiungere il traguardo, toccare il paradiso. Ti giunge all'improvviso, ti penetra nel sangue, con un dolce brivido, con un flusso che langue! Se lento ti raggiunge come fa la marea, non sentirai che punge. Pu esser come un'onda leggera o furibonda. L'amore cieco, esso non vede la matura o la pivella, e pu aggrapparsi al piede d'una brutta o d'una bella. L'amore per il bimbo e per la madre, uguale, l'amore non ha limbo se ti lancia lo strale. L'amore per l'umano, l'amore per il fiore, esso stende la mano in gioia ed in dolore! 3

Che stia nel tuo cervello oppure nel tuo cuore, qualcosa di bello, ch'esala pi d'un fiore. Si esprime anche in pittura, nel canto e pure in musica, poesia, danza e scultura. Sia mite od irruento, sempre un sentimento! Pu essere istintivo, oppure pi profondo. Se l'amore per Dio, va fino alla clausura, allor non c' pi l'io, ma un'aria assai pi pura, che ha sede in altro mondo!

MATRIMONIO E FAMIGLIA Lasciare traccia, costruire nell'essere: per fare questo, una relazione non pu essere occasionale, sporadica, strumentale, ma necessariamente deve essere totale, senza limiti o condizioni; capace di assicurare, attraverso una completa apertura del s, una corrispondente sicurezza e affidamento nell'altro. Come due acrobati sospesi al trapezio: la vita e l'applauso dipendono da come le braccia dell'uno si offrono alla presa dell'altro. Queste caratteristiche di totalit, di seriet, di stabilit, di sincerit, di fedelt, di fiducia, di sicurezza, di protezione e di accettazione incondizionata, conducono alla concezione della famiglia che si confermata nel corso dell'esperienza plurimillenaria dell'umanit e che si corona col matrimonio. Il matrimonio un sacramento che vincola e autentica, con l'approvazione e la protezione divina, l'unione e la coabitazione di un uomo con una donna nella gioia e nelle difficolt della vita, con precisi impegni morali e civili; esso finalizzato alla procreazione e all'educazione dei figli; l'amore favorisce la loro crescita e poi la loro potatura (correzione) per dare molto frutto. Spesso noi adulti li accusiamo troppo facilmente di non possedere la nostra esperienza, pretendendoli maturi in anticipo, non ricordando di essere incorsi nei loro stessi errori; d'altra parte molti figli accusano i genitori di incomprensione senza capire che usano certe severit per amore e senza tener conto dei loro sacrifici. La correzione fraterna va condotta principalmente nellambito familiare. Spesso tacere bene, ma qualche volta parlar chiaro meglio. Dovremmo educare moralmente figli e figlie dando 5

loro l'esempio della famiglia e insegnare loro la preziosa Virt dellObbedienza. "Genitori, voi siete gli archi dai quali i vostri figli vengono proiettati in avanti come frecce viventi. L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito ed Egli vi tende con la sua potenza in modo che le Sue frecce vadano rapide e lontane. Lasciatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere, poich come Egli ama le frecce che volano, cos ama pure l'arco che stabile" (Gibran). Dobbiamo per esser certi che ogni conseguenza di questo dare sia sempre felicit presente e futura non solo per noi, ma anche per laltro. In caso contrario non sarebbe amore ma egoismo; lamore vero fatto di donazione di s ma anche di rinuncia. Lamore donazione scambievole. Lamore dona a me, a te, a noi piacere, felicit, soddisfazione e pace. Per mezzo dellamore luomo dona il proprio corpo e il proprio affetto alla sua donna, sua moglie; altrettanto la moglie verso il marito. Lamore coniugale tende a fondere non solo i due corpi, ma anche i due spiriti. Ges disse e dice: "Per la durezza del vostro cuore Mos (e la legge attuale) ha permesso di scrivere un atto di ripudio (separazione e divorzio). Ma all'inizio della creazione Dio li cre maschio e femmina; per questo luomo abbandoner suo padre e sua madre e si unir a sua moglie e i due saranno una carne sola". "L'uomo dunque non separi ci che Dio ha congiunto" (Mc 10,2-9) (Genesi 2,24) (Dt 24,1). "Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro commette adulterio" (Mc 10,11-12 / Malachia 2,12-16). 6

LAMORE-CARIT Le Virt Teologali sono la Fede, La Speranza e la Carit. Le Virt Cardinali sono la Giustizia, la Temperanza, la Prudenza e la Fortezza. Ad esse ho aggiunto la SinceritVerit, che si identifica con Ges stesso. La vera e piena felicit uno stato d'animo che si raggiunge quando si riesce a trasmettere al prossimo, nella pratica quotidiana, quel sentimento divino chiamato "AmoreCarit", che ognuno di noi possiede pi o meno nascosto nel cuore. Cos sentiamo la presenza di Dio in noi, perch l'Amore-Carit la pi importante delle Virt teologali, e si identifica con Dio stesso. Per merito dellAmore, trasmesso da Dio alluomo, il Bene presto vincer e regner per sempre; del male rester soltanto il ricordo. San Paolo nella prima lettera ai Corinti scrisse l'inno allAmore-Carit: Fratelli, aspirate ai carismi pi grandi! E io vi mostrer una via migliore di tutte. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi Amore, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede cos da trasportare le montagne, ma non avessi Amore, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi Amore, niente mi giova. LAmore paziente, benigno lAmore; non invidioso lAmore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della Verit. Tutto 7

copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. LAmore non avr mai fine. (1Cor 13,4-8). CHE COS LA VERIT? La Verit simile al buon seme che un uomo gett nel suo campo. Esso germogli e crebbe. Ma, mentre tutti dormivano, venne il nemico a seminare nel campo la menzogna, che simile alla zizzania. Anche la menzogna crebbe, confondendosi con la Verit; cerc di sopraffarla e di impedire che portasse frutto. Allora i servi chiesero al padrone di casa: Padrone, non hai seminato nel tuo campo il buon seme della Verit? Da dove viene la menzogna? Ed Egli rispose loro:Un nemico ha fatto questo. Quando poi viene lora della mietitura, i servi, istruiti dal padrone, raccolgono prima la menzogna, (cio gli operatori di iniquit, figli del maligno), la legano in fastelli e la bruciano. Cos la Verit pu crescere rigogliosa. La Verit la Parola di Dio, annunciata da Ges Cristo. Come dalla vite ai tralci, essa si trasmette ai figli di Dio, che l'hanno ascoltata, compresa e messa in pratica; essi daranno molto frutto e produrranno chi il 30, chi il 60 e chi il 100 per uno, e vengono riposti dai servi nel granaio, che il Regno di Dio. Ges, che Amore e Verit, li ha fatti liberi!

Sempre per Amore il padre e la madre donano il loro affetto ai figli; ugualmente i figli verso i genitori. Ma qual il loro merito? Non fanno cos anche gli animali? LAmore viene scambiato tra fratelli, parenti, amici ma, secondo linsegnamento cristiano, deve essere esternato anche verso gli estranei, gli sconosciuti, addirittura verso i nemici! Ges dice: "Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perch siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale merito avete? Non fanno cos anche i pubblicani?" (Mt 5, 43-46). "Amatevi gli uni e gli altri come io vi ho amati" (Gv 15,12). Se amiamo il prossimo, in noi non possono pi alloggiare falsit, ambizioni, cupidigie e desideri egoistici; scopriamo che non siamo soli, ma collegati gli uni agli altri. LAmore, espresso con la bont e la misericordia, ti responsabilizza e risveglia in te stesso il dovere incondizionato di onorare il padre e la madre, di osservare i diritti del tuo prossimo, aiutare i bisognosi, dar da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi e i carcerati, liberare i pentiti, rispettare la natura, gli animali e le piante.

La Virt di Giustizia, legata allAmore verso il prossimo, impone agli avvocati di essere imparziali nellaccusa e nella difesa e ai Giudici di essere imparziali nel giudizio e nel verdetto, consentendo di conoscere e rispettare la Verit. Ges consiglia ai suoi discepoli di non giudicare: "Non giudicate, per non essere giudicati; perch col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perch osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? Inoltre la Giustizia ci insegna ad essere onesti sia nel pretendere che nel dare, nel farsi pagare che nel pagare, di essere parsimoniosi e contemporaneamente generosi col prossimo, in particolare col povero, rispettando il principio dell'eguaglianza: "Dare a ciascuno ci che gli spetta". Ges disse: "Rendete a Cesare quel che di Cesare e a Dio quel che di Dio" (Mt 22,15-22). "Nessuno pu servire a due padroni: o infatti odier l'uno e amer l'altro, o si affezioner all'uno e disprezzer l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona (denaro)" (Mt 6,24) (vedi www. signoraggio. com). " pi facile a una gomena entrare per la cruna di un ago, che a un ricco entrare nel regno di Dio" (Mc 10,25). "A chi ha sar dato, e a chi non ha sar tolto anche quello che ha" (Mc 4,25). "Che giova all'uomo guadagnare tutto il mondo se (poi) perde l'anima sua?" (Mc 8,36-37).

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Mio padre lasci scritta questa poesia:

LEGO L'ego quella parte di te che ha il sopravvento; un'atomica nel sangue. Quando desidera, subisci una forza pi forte di te stesso, gli ubbidisci, fai quello che vuole, n te ne rendi conto... forse nel dipoi, ma in quel momento ha vinto! Non bastato il sangue di Cristo a spegnerne l'istinto? Afferrami se puoi, tra le nubi che mi portan via da questo mondo, oppur rifletti attraverso i detti che t'ho messo innanzi. Talor s'ebbe a nutrire anche d'avanzi questo bipede animale, che si crede superiore, quando, giornalmente, in gran parte dimostra d'esser men che niente. Tu vincerai quando Cristo imiterai!

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LAmore ci rende prudenti, semplici e pazienti, umili e nel contempo dignitosi; non concepisce linvidia, lodio o lindifferenza, che portano gli esseri umani alla guerra e allomicidio. Lavversione verso il male, che fa parte dellAmore, ci conduce a molte rinuncie, ci rende miti, ci spinge a compiere opere di pace e a perseverare nel Bene, a vigilare e a difendere con coraggio i valori della vita e resistere al male, come veri guerrieri della luce, mantenendo cos la concordia, larmonia, lordine e lequilibrio in noi e intorno a noi. Lumilt ci d la forza di pentirci nel caso di errori commessi, di confessare con sincerit i nostri peccati, rendendoci sicuri, in virt della Fede e della Speranza, di esser perdonati da Dio e dagli uomini, per accostarci infine alla mensa del Signore. Per un giusto ordine naturale, l'anima deve sottomettersi a Dio, il corpo all'anima, l'anima e il corpo a Dio. La Carit, intesa come "elemosina o assistenza", d fastidio a molti, poich mette in evidenza l'incapacit di pensare al cambiamento strutturale della societ in cui viviamo, ove la gran parte dei diritti umani sono stati via via ristretti ai "soli cittadini residenti". Tra i forestieri vi sono gli stranieri immigrati, cio gli estranei, non familiari, sia come lingua che come cultura, geografia, razza, colore, storia e religione. Spesso alle grida del disperato, risponde lusuraio! Indifferenza, esclusione o accoglienza sono le tre diverse opzioni di scelta nei confronti dello straniero. In alcune situazioni difficile sapere cosa giusto fare e cosa non giusto, ma quando si sa cosa giusto, difficile non farlo.

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Teniamo presente che Dio continua ad amarci in maniera unilaterale. I nostri sono gli anni in cui tutti gli immigrati, i poveri e la povert, senza troppi pudori, rischiano di essere criminalizzati. Gli anziani, considerati in eccesso vengono individuati come un fattore di crisi, scomodi per le nuove generazioni (Dt. 15,7-11; Ez. 34). Ma in forza dellAmore sorgono organizzazioni come volontariato, solidariet internazionale, confederazioni, sindacati, protezione civile, cooperazione allo sviluppo, Amnesty International, mense e ostelli per i poveri, Caritas nazionale e internazionale e molte altre. Per chi ha meno diffidenza verso la Carit, queste sono proposte innovative per dare casa, lavoro e cibo ai poveri e per fare, di nuovo, sia degli anziani che degli immigrati, una risorsa e non una minaccia. LAMORE PERDONA L'amore non sfugge il male, non lo nasconde, lo svela, vi si cala dentro, lo trasforma e ci sintonizza con Dio. nel profondo del cuore che si conclude l'amore divinoumano con l'atto sublime del Perdono incondizionato delle offese. Cristo, che Dio, nell'episodio dell'adultera, prima induce l'uomo a perdonare, mettendolo di fronte alla propria coscienza; infatti la Sua risposta all'insidiosa domanda degli scribi e dei farisei fu questa: "Chi di voi senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei"; poi, quando tutti si ritirarono in silenzio, disse all'adultera: "Neanch'io ti condanno, va e d'ora in poi non 13

peccare pi". Il perdono di Dio, donato all'uomo, obbliga l'uomo a perdonare l'uomo. La novit del rapporto Dio-uomo, deve trasferirsi nel rapporto uomo-uomo. La "restitutio ad integrum" che Cristo ha reso gratuitamente, gratuitamente deve ripetersi tra noi. Quando chiediamo al Padre nostro: "rimetti a noi i nostri debiti (offese, violenze) come noi li rimettiamo ai nostri debitori" dobbiamo rispettare ci che abbiamo affermato, perdonando chi ci ha fatto del male, se vogliamo essere perdonati per i nostri peccati. Non pu l'uomo dire: "Dio perdona, io no", altrimenti merita ci che scritto nel Vangelo di Matteo 18,21-35. Ges disse ai suoi discepoli: "Se un tuo fratello pecca, rimproveralo, ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: mi pento, tu gli perdonerai" (Lc 17,3-4). Allora Pietro gli si avvicin e gli disse: "Signore, quante volte dovr perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?" E Ges gli rispose: "Non dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette"(Mt18,21-22). "Beati i misericordiosi, perch troveranno misericordia" (Mt 5,7)."Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Altrove disse: "A chi ti colpisce su una guancia, porgi anche l'altra! E a chi ti leva il mantello non rifiutare la tunica (Lc 6,29). "Beati i miti perch erediteranno la terra" (Mt 5,5).

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Quale sentimento d'amore fraterno proviamo quando, sul finir della messa, il Sacerdote ci dice: "La pace del Signore sia con voi" e, dopo il suo invito, ci scambiamo, anche tra sconosciuti, un Segno di Pace con una stretta di mano ed un sorriso! Dobbiamo estraniarci da ogni pensiero, parola, opera od omissione che possano distanziarci da Dio, che ci vuole santi come Lui Santo. I nostri occhi e le nostre orecchie non devono essere sottoposti a visioni od ascolti sconvenienti. Occorre una particolare sensibilit e attenzione per captare e comprendere segni e coincidenze non casuali, che avvengono per correggerci ed orientarci nel nostro comportamento quotidiano. Memorizziamo e viviamo il Vangelo, guida sicura per uniformarci alla volont divina. Solo cos possiamo chiamarci figli di Dio. SantAgostino riassume LAmore con questa frase: Ama Dio e fa ci che vuoi. Gli stessi Comandamenti possono essere ridotti a tre: 1) Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto. 2) Ama il prossimo tuo come te stesso, che si riassume nella regola doro: 3) Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro; questa infatti la legge e i profeti (Mt 7,12).

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IL BUON PASTORE Il buon Pastore ama le sue pecore e offre la sua vita per loro, affinch nessuna di esse venga perduta.
GESU' disse: In verit, in verit vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, il pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perch conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perch non conoscono la voce degli estranei. In verit, in verit vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar salvo; entrer e uscir e trover pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perch abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Io sono il buon Pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon Pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore (Gv10,1-16).

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Le mie pecore ascoltano la mia voce e Io le conosco ed esse mi seguono. Io d loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapir dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date pi grande di tutti e nessuno pu rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv10,27-30). Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finch non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perch ho trovato la mia pecora che era perduta. Cos, vi dico, ci sar pi gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione (Lc15,4-7).

LA PARABOLA DEL FIGLIOL PRODIGO


Ges disse ancora: Un uomo aveva due figli. Il pi giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". Ed egli divise fra loro i beni. Di l a poco, il figlio pi giovane, messa insieme ogni cosa, part per un paese lontano, e vi sperper i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominci a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mand nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Allora, rientrato in s, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzer e andr da mio padre, e gli dir: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono pi degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi". Egli dunque si alz e torn da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide

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e ne ebbe compassione: corse, gli si gett al collo, lo baci e ribaci. E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono pi degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto, portate qui la veste pi bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perch questo mio figlio era morto ed tornato in vita; era perduto, ed stato ritrovato". E si misero a fare gran festa. Or il figlio maggiore si trovava nei campi, e mentre tornava, come fu vicino a casa, ud la musica e le danze. Chiam uno dei servi e gli domand che cosa succedesse. Quello gli disse: " tornato tuo fratello e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perch lo ha riavuto sano e salvo". Egli si adir e non volle entrare; allora suo padre usc e lo pregava di entrare. Ma egli rispose al padre: "Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me per non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici; ma quando venuto questo tuo figlio che ha sperperato i tuoi beni con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato". Il padre gli disse: "Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia tua; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perch questo tuo fratello era morto ed tornato in vita; era perduto ed stato ritrovato" (Lc15,11-32).

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PREGHIERA AL PADRE
Padre Santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perch siano una cosa sola, come noi. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella Verit. La Tua Parola Verit. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perch siano anch'essi consacrati nella Verit. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perch tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perch il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perch siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perch siano perfetti nell'unit e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perch contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poich Tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il Tuo nome e lo far conoscere, perch l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro (Gv17,10-26).

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PREGHIERA DEI FEDELI La nostra preghiera, il digiuno e la costante purificazione interiore ci mantengono in contatto con Dio.
Mio Dio, ti ho conosciuto grazie alla Tua Parola, la cui forza, perfezione e Verit sono la tua firma e danno certezza della Tua provenienza. Il bello che posso rileggerti quando voglio, a mio piacimento; e ogni volta che ti leggo, ti rivedo, o mio Dio, folgorante nella Tua onnipotenza, e sento lo sguardo di un Padre, ad un tempo autoritario ed amoroso. Nessun essere umano avrebbe mai potuto concepire certe frasi dette dal Tuo Cristo! Solo Dio stesso, disceso sulla Terra, poteva predicare e mettere in pratica certi principi e certe regole, che erano al momento e sono tuttora in pieno contrasto con l'itinerario egoistico di vita che l'uomo abituato a percorrere dall'inizio della sua esistenza. Nessuno prima di allora si sarebbe mai sognato di amare il proprio nemico, di pregare per lui e di offrire la propria vita per tutti, buoni e cattivi! Per me annunciare e divulgare la Tua Parola diventata una necessit di vita, come lo sono il pane e il vino, che Tu mi hai offerto come cibo e bevanda di salvezza. Per leggere gli altri scritti dell'autore visitare questo blog: http://mimonatta.blogspot.com

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