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L'ALIMENTAZIONE SECONDO LA BIBBIA Queste norme alimentari sono estratte dal capitolo Alimentazione: quando, quale, quanto nel

libro La Ruota dellEsistenza. Ges disse: Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete, n per il vostro corpo, come vi vestirete. La vita vale pi del cibo e il corpo vale pi del vestito. Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio nel granaio, e Dio li nutre (Lc 12,22-31). Per quanto riguarda la carne faccio una riflessione su quanto Dio vuol far intendere a coloro che non sono ciechi, sordi e col cuore indurito, ricordando che nel libro della Genesi, dopo la creazione delluomo, disse: Ecco, io vi do ogni sorta di erbe che producono seme e che sono sulla superficie della terra, e anche ogni sorta di alberi in cui vi sono frutti che producono seme: essi costituiranno il vostro nutrimento (Gen 1,29). E cos avvenne. Nel piano originario di Dio, secondo la tradizione sacerdotale, il cibo delluomo doveva essere vegetariano. un modo per presentare la condizione ideale del mondo, in cui non c la necessit di uccidere per procurarsi il cibo. Dopo il peccato originale Dio disse: Ecco, luomo diventato come uno di noi, conoscendo il bene e il male. Ora facciamo s chegli non stenda la sua mano e non prenda anche dellalbero della vita, cos che ne mangi e viva in eterno. E il Signore Dio lo mand via dal giardino dellEden, perch lavorasse la terra dalla quale era stato tratto. Scacci luomo, e dinanzi al giardino dellEden pose dei cherubini e la fiamma della spada folgorante per custodire laccesso allalbero della vita. Perci luomo dopo avere peccato contro Dio, da immortale divenne mortale. E dopo il Diluvio Dio benedisse No e i suoi figli e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. Quanto si muove e ha vita vi servir di cibo: vi do tutto questo, come gi le verdi erbe. Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cio il suo sangue. Del

sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domander conto; ne domander conto a ogni essere vivente e domander conto della vita delluomo alluomo, a ognuno di suo fratello (Genesi 9,1-5). In contrapposizione a Genesi 1,29 ove Dio insegnava una dieta vegetariana, diede invece come cibo alluomo anche ci che ha vita animale. Fu un segno che la situazione delluomo era diversa dalla condizione originaria ideale. Chi vuol intendere intenda!. Poi nel Levitico (cap. 11) Dio precis quali animali era permesso mangiare e quali no. Tutte le religioni, che mirano a favorire, per la loro stessa natura, levoluzione spirituale delluomo, hanno preconizzato o ristabilito la restrizione dellalimentazione carnea. Che certuni si sentano obbligati a consumarne regolarmente possibile, ma non devono illudersi sui suoi vantaggi tanto nutritizi che spirituali. La carne non un alimento di scelta, ma al contrario, un alimento di rifiuto. Sappiamo infatti che gli animali sono quasi tutti allevati in modo innaturale e che negli allevamenti si usano antibiotici e anabolizzanti. Le carni rosse, anche quelle classificate magre, sono ricche di grassi saturi, molto dannose per il nostro organismo. Conviene di preferenza scegliere carni bianche: pollo, tacchino o coniglio, peraltro anch'essi soggetti a possibili contaminazioni. L'alimentazione molto carnea contribuisce al sorgere di malattie cardiocircolatorie, infarto, obesit, ipertensione e spesso anche il cancro! Le carni pi putrescibili, non solo intossicano, ma degradano lo spirito ed eccitano la sensualit. La carne non dunque, come si vorrebbe far credere, un alimento necessario: i vigorosi contadini di una volta ne mangiavano molto poca; essa non un alimento che d forza o resistenza: certi atleti non ne consumano quasi, altri per niente, e tutti fanno prova di una resistenza meravigliosa. a causa del cuore indurito delluomo, che Dio autorizz No a nutrirsi di carne dopo la distruzione col diluvio della razza umana divenuta sanguinaria e impura. La vita terrestre ha per scopo la spiritualizzazione progressiva dellessere umano.

Volendo, la carne pu essere sostituita dalla soia, che ha un alto contenuto di proteine. Il porco stato cancellato dall'alimentazione degli Israeliti e dei Maomettani. Ricordate nel Vangelo lepisodio di guarigione dellindemoniato nel paese di Geraseni? (Lc 8,32-33, Mc 5,9-13, Mt 8,28). La legione di demoni fatti uscire dall'indemoniato supplicarono Ges di mandarli in un branco di porci; entrati in essi lintero branco si lanci a precipizio nel lago e affog! Chi vuol intendere intenda! Che pensare del pesce? Il pesce senz'altro preferibile alla carne perch ricco di olii polinsaturi, protettivi nei confronti del colesterolo, ed privo di grassi saturi. Ognuno comunque converr che, in periodi di astinenza, sarebbe bello e buono sopprimere ogni carne, compreso il pesce; anch'esso un animale che per essere mangiato deve essere ucciso. Si pu fare notare che nessuna privazione entra in linea di conto nel ghiottone che mangia un'orata o sogliola o ostriche, al posto di una bistecca. Si potrebbe obiettare, in favore del pesce, il fatto che Ges Cristo stesso lo moltiplic per nutrire le folle, e che Egli non ne ha mai condannato luso. Senza voler esaurire il problema che questa obiezione solleva, assai facile rispondere: se consideriamo che il Cristo si occupava unicamente del solo dominio spirituale che Egli veniva a stabilire con una invincibile potenza sulla terra, e che questa questione alimentare al momento non lo interessava, non vediamo perch si dovrebbe prendere il suo atteggiamento di distacco per un consiglio da usare del tutto incondizionatamente. Noi sappiamo al contrario che Egli venuto ad insegnare la rinuncia, e che la Chiesa nello Spirito di Pet-Devozione, ha esteso questa rinuncia al dominio alimentare coi digiuni e le astinenze. Bisogna fare una distinzione molto netta tra: 1) ci che meglio, preferibile, consigliabile, 2) ci che permesso, tollerato e dunque non condannabile, 3) da ci ci che rischioso e proibito. San Paolo scrisse: Tutto permesso, ma non mi lascio dominare da nulla. Un proverbio dice: non tutto buono ci che piace.

Ora dobbiamo rispondere a due obiezioni frequentemente rilevate: 1) Consigliare lastinenza della carne, bene, ma gli animali si moltiplicheranno!. Errore madornale, poich pi si massacra, e pi si alleva! Bisogna ben pensare a sostituire con altri gli animali che sono uccisi, poich il consumo continua e cos pure il guadagno che si trae da questo commercio! 2) Voi sopprimete la carne, ma la popolazione del globo aumenta incessantemente: ben presto vi sar la carestia!. Ora, la soluzione del problema abbastanza facile da trovare: Gli immensi pascoli che servono per mantenere una soccida che aumenta continuamente, potrebbero essere adibiti alla coltivazione e permetterebbero di nutrire un numero di persone venti volte superiore a quello che vien nutrito dalla carne degli animali che sono allevati in questi pascoli. Bisogna dunque concludere colla soppressione radicale ed assoluta della carne? Il parere del dottor Paul Carton, studioso dell'argomento, era di non sopprimerla bruscamente e totalmente, ma di lasciarla tre volte la settimana, con la libert per ognuno di rinunciarvi, se egli lo giudicava buono e se ne sentiva capace. Con amore bisogna rispettare, nei limiti del possibile, oltre il mondo animale anche il mondo vegetale senza cadere in fanatismi. Il mio amore verso la natura mi impone questo principio: Qualsiasi animale va ucciso solo per necessit: fame o difesa. In verit, ci che Dio ha creato e messo a disposizione dell'uomo buono e nulla da scartarsi quando lo si prende con rendimento di grazie, perch esso viene santificato dalla Parola di Dio e dalla Preghiera (San Paolo: 1Tm 4,4 - Atti: 10,11-15). Perci allinizio di ogni pasto bene farsi il segno della croce e pregare cos: Signore benedici questo cibo e queste bevande, te ne ringraziamo e danne anche a coloro che non ne hanno. Cosa che facevano sempre i capifamiglia a tavola fino a pochi anni fa!.

Perci la preghiera di benedizione rende puri anche i cibi che sarebbero impuri e, a proposito, cito un passo degli Atti degli Apostoli, cap.10: Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla citt, Pietro sal verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. In essa c'era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuon una voce che gli diceva: "Alzati, Pietro, uccidi e mangia!". Ma Pietro rispose: "No davvero, Signore, poich io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo". E la voce di nuovo a lui: "Ci che Dio ha purificato, tu non chiamarlo pi profano". Molti potrebbero chiedere: se non mangiamo pi carne n pesce e diventassimo vegetariani, potremmo riacquistare limmortalit?. La risposta ve la d Ges nel Vangelo di Marco, Cap. 7,1-23: Non ci che entra nella bocca contamina luomo, ma quello che ne esce, questo contamina luomo!. Lo stesso concetto ribadito nel Vangelo di Matteo (cap. 15, 10-11) e di Luca (Cap.11, 38.52). Ges inoltre afferma che non tanto importante ci che si mangia, quanto la disponibilit a condividere il pane con tutti, anche con i peccatori. Egli dice: Imparate dunque che cosa significhi "misericordia io voglio e non sacrificio". (Mt. 9,13) Col sacrificio di Cristo venne cancellata per sempre la necessit di ulteriori sacrifici (Eb. 7,27). Il 5 Comandamento dice: Non uccidere! Papa Wojtyla disse: Ad uccidere, prima delle armi, il cuore dell'uomo. Perci, prima di pensare se deve o non deve uccidere gli animali per poi mangiarli, luomo guardi nel proprio cuore e da cuore di pietra lo renda cuore di carne.

Come pu luomo pretendere che Dio gli renda limmortalit quando uccide suo fratello? Almeno usasse solamente la difesa, invece usa loffesa, e sempre per interesse! Un antico proverbio in latino dice: homo homini lupus e spesso io mi chiedo: siamo uomini o lupi? L'uomo e il lupo di Trilussa inizia cos: Un vecchio lupo, ner guarda' le stelle, divent bono e se sent er dolore d'ave' scannato tanto pecorelle. (Tutte le cose belle fanno un effetto maggico ner core). Mantenne la promessa. Da quer giorno, fu l'amico pi bono e pi tranquillo de l'agnelletti che ciaveva intorno. e finisce con una triste morale: Ma una brutta mattina trov tutte le pecore scannate e un vecchio co' le mano insanguinate che contrattava la carneficina. Eh! disse allora. L'omo sempre quello: predica la bont, ma all'atto pratico non che un lupo: un lupo dipromatico, che specula sur sangue de l'agnello. Solo quando l'uomo avr imparato a non fare pi la guerra al suo simile e a non uccidere, la morte sar annientata e Dio ci restituir limmortalit! Alcuni potrebbero obiettare: Io non uccido n uomini n animali, perch devo morire?. La risposta che si pu uccidere anche con ci che esce dalla bocca e proviene da cuori di pietra: cattivi pensieri, malvagit, inganno, invidia, maldicenza, bestemmia! Oppure si pu uccidere con

lindifferenza e laccidia omettendo il soccorso al malato e la carit al povero e allaffamato. Se le labbra da errore vuoi tener lontano, cinque cose devi attento osservare: di che parli, con chi, come, quando e dove. E il vino dai cristiani dovrebbe essere bevuto con moderazione e con rispetto, ricordandolo come simbolo del sacrificio, come del resto il pane: i grani macinati diventano in tal modo un solo pane, e le uve cos pigiate diventano un solo vino. Ges, nellultima Cena porgendo il calice del vino ai Suoi discepoli disse: Prendete e bevetene tutti; questo il calice del mio sangue, per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me. (Mt 26,27-28). Quando in autunno raccogliete l'uva delle vostre vigne per il torchio, dovreste pensare in cuor vostro: Io pure sono una vigna e il mio frutto verr raccolto per il torchio, e, come vino nuovo, verr serbato in recipienti eterni (Gibran). Ma dal vino, simbolo del sacrificio, al vino strumento di soddisfazione nell'agape fraterna, vi diversit; e la distanza ancora pi grande dal vino strumento di piacere smoderato. In conclusione il vino e gli alcolici sono eccitanti ed il loro abuso costituisce un pericolo morale e fisico allo stesso tempo, poich esso diminuisce il pieno possesso di se stessi e nuoce alla salute (dal "Vangelo Esseno della pace"). Portiamo sull'altare i doni che abbiamo ricevuto dalla bont creatrice e provvidente di Dio: L'acqua viva di sorgente, che disseta, lava e purifica. Il vino, ricavato dal frutto della vite. La farina: Il Signore ha nutrito il suo popolo con il fior di frumento, lo ha saziato di miele della roccia (Sal 81,17). Il sale: Dice il Signore: Dovrai salare ogni tua offerta di oblazione: nella tua oblazione non lascerai mancare il sale dell'alleanza del tuo Dio; sopra ogni tua offerta offrirai del sale (Levitico 2,13). Lolio, che simbolo delliniziazione cristiana.

Il lievito: Il Regno dei Cieli si pu paragonare al lievito che una donna ha preso ed impastato con tre misure di farina perch tutta si fermenti (Mt 13,33). Senza l'intelligenza e la fatica dell'uomo i soli ingredienti non sfamano. Per il nutrimento occorre che i doni del Creatore siano trasformati con la sapienza delle nostre intuizioni. La mensa, il dialogo nell'agape fraterna e la condivisione che la fragranza del pane spezzato richiama, sono i tratti di quella ecologia umana, a cui ci ha richiamato il Santo Padre, che il Signore stesso ha scelto per salvarci e dimostrarci il suo amore. Abituatevi a vivere con lappetito per compagno; sarete sempre in forma e di buon umore. Non mangiate mai fino a saziarvi. Nel momento in cui mangia luomo lessere pi egoista ed introverso del mondo. Un vecchio proverbio dice: ne uccide pi la gola della spada!. Un altro proverbio dice: chi pi ne ha pi ne metta. Nei ristoranti la gente si abbuffa su tutte le portate senza scartare niente! Come risultato vi sono migliaia di obesi e malati. Un proverbio latino dice: melius abundare quam deficere, ma per lalimentazione consiglio di invertire il proverbio: melius deficere quam abundare. Se uno ha mangiato troppo, come regola deve poi saltare un pasto. Concludendo, ricorda perci che il tuo nutrimento come base, a parte il pane e la pasta, deve essere mangiato crudo come lo trovi in natura sulla tavola di Dio: le erbe verdi, i frutti degli alberi, il latte degli animali, le uova e il miele delle api. La Virt che regola e frena il vizio della gola la Temperanza. Per cui la regola per un buon cristiano mangiare per vivere e non vivere per mangiare. Il digiuno religioso del venerd rappresenta inoltre unabitudine molto salutare. Nei giorni di digiuno ci si pu privare completamente del nutrimento, oppure fare un unico pasto astenendoci da carni, vini e cibi ricercati. Cos gli organi interni si riposano con effetto benefico per la salute. I Cristiani devono rispettare il digiuno nei giorni della Quaresima, come i Maomettani lo rispettano nel Ramadan.

I Comandamenti e i precetti della Chiesa relativi all'alimentazione sono: Non essere goloso, non ubriacarti, non fare orge / Da' da bere agli assetati / Da' da mangiare agli affamati / Osserva il digiuno nei giorni prescritti / Rispetta il tuo corpo, non drogarti / Rispetta la natura, gli animali e le piante.

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