Sei sulla pagina 1di 8

Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n.

649004

Copia 1,00 Copia arretrata 2,00

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
sabato 8 ottobre 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 232 (45.877)
.

Citt del Vaticano

Il discorso di Benedetto

XVI

ai vescovi dellIndonesia in visita ad limina

Sollecitati un piano anticrisi e regole uguali per tutti

Dialogo con le religioni e rispetto delle minoranze


Un appello a intensificare il dialogo con le religioni, nel rispetto delle reciproche differenze e dei diritti delle minoranze, stato lanciato dal Papa in occasione della visita ad limina dei vescovi dellIndonesia, ricevuti in udienza venerd mattina, 7 ottobre, nella Sala del Concistoro. compito dei cristiani ha ricordato il Pontefice promuovere la causa della tolleranza e dellarmonia, superando equivoci o forme di sfiducia e rafforzando lamicizia con gli altri credenti. In questo modo lintero popolo indonesiano pu dare un contributo importante al desiderio di pace e di comprensione fra i popoli del mondo. Benedetto XVI ha anche sottolineato limportanza di garantire efficacemente la libert religiosa, che ha puntualizzato non si pu mai dare per scontata e deve essere sempre giustamente e pazientemente sostenuta. Essa ha aggiunto non solo un diritto a essere liberi dalle costrizioni esterne, ma anche a essere cattolici in maniera autentica e piena.
PAGINA 7

Europa e Cina nel mirino di Obama


WASHINGTON, 7. Dal suo arco, il la Camera dei Rappresentanti presidente statunitense, Barack che laggravarsi della crisi del debiObama, lancia frecce allindirizzo to europeo pone dei rischi signifidi Europa e Cina. AllUe il capo cativi per leconomia globale. della Casa Bianca ha chiesto ieri, LEuropa ha detto Geithner in un discorso alla Casa Bianca, di cos grande e cos strettamente levarare un piano contro la crisi del gata con gli Stati Uniti e le econodebito prima del G20 di inizio no- mie del mondo che una grave crisi vembre in Francia; a Pechino ha in Europa potrebbe causare danni sollecitato il rispetto delle regole, significativi, minando la fiducia e che devono essere uguali per tut- indebolendo la domanda. Nello ti. Obama rimprovera alla Cina di stesso tempo il segretario al Tesoro manipolare lo yuan e di fare ha rilevato che lesposizione degli giochetti con il sistema di scambi Stati Uniti nei confronti dei Paesi commerciali. Tutti devono giocare secondo le stesse regole ha dichiarato il presidente statunitense. Lapprezzamento dello yuan non ancora sufficiente e questo rende le esportazioni cinesi pi economiche, quelle americane pi care. Una concorrenza che per Obama non si svolge su un piano leale. E per il capo della Casa Bianca la crisi del debito che sta attraversando lEuropa pu danneggiare anche gli Stati Uniti. Per questa ragione, lUnione europea chiamata a moltiplicare gli sforzi in modo tale che al G20 di Cannes del 3 e 4 novembre sia pronto un piano chiaro e concreto per evitare il rischio contagio. Rilevano gli analisti che se Obama dopo il discorso (LaPresse/Ap) la spirale della crisi si allargasse fino agli Stati Uniti, le conseguenze sareb- europei pi indebitati molto bero gravi per uneconomia gi in modesta. Geithner, che ha invitadifficolt. to lEuropa a utilizzare la leva per In precedenza era stato il vice espandere la capacit effettiva del presidente statunitense Joe Biden, fondo salva-Stati, ha comunque a esprimere timori simili, paventando lo scenario di un contagio in- escluso che gli Stati pi indebitati ternazionale se lEuropa non do- pongano rischi sistemici per Wavesse riuscire a frenare in tempo la shington e ha assicurato che lEucrisi. Sulla questione intervenuto ropa si impegnata al massimo per anche il segretario al Tesoro, Timo- sostenere il suo sistema bancario. thy Geithner, il quale ha affermato in unaudizione di fronte alla Commissione servizi finanziari delIl movimento antifinanza negli Stati Uniti

LUnicef denuncia la morte di 94 bambini dallinizio dei disordini

Lo Yemen sprofonda nella crisi umanitaria


SANA, 7. Questanno nello Yemen, dallinizio dei disordini, almeno 94 bambini sono stati uccisi e 240 sono stati feriti da arma da fuoco o da granate. Lo denuncia il direttore generale del Fondo delle Nazioni Unite per linfanzia, Anthony Lake, che ha aggiunto: deplorevole che i bambini siano vittime del fuoco incrociato. Da qui lappello dellUnicef affinch tutte le parti in conflitto facciano il possibile per risparmiare i civili, soprattutto le donne e i bambini. Secondo notizie confermate dai nostri partner questa settimana ha detto ancora Lake almeno due bambini sono stati uccisi, a causa di granate: si tratta di una bambina di sette anni colpita nella capitale, a Sana, lo scorso 2 ottobre e di un ragazzo di 13 anni rimasto ucciso lo scorso 4 ottobre. LUnicef condanna tutte le violenze contro i bambini, ovunque accadano. In questo periodo dellanno, i bambini dello Yemen dovrebbero essere impegnati a tornare a scuola. Invece sottolinea si trovano ad affrontare uomini armati invece di insegnanti, proiettili al posto dei libri. Il Paese sta sprofondando in una crisi umanitaria. La nota dellUnicef prosegue sottolineando che la crisi nello Yemen ha il maggiore impatto sulle categorie pi vulnerabili, in particolare sui bambini, molti dei quali hanno bisogno di assistenza immediata e richiedono per il recupero un aiuto nel lungo termine. Secondo il direttore generale dellUnesco nel Paese i tassi di malnutrizione erano allarmanti prima ancora dello scoppio delle violenze; la situazione si aggravata con laumento dei prezzi dei generi alimentari e il collasso dei servizi sanitari di base. Dei 3,6 milioni di bambini sotto i cinque anni nello Yemen almeno il 43 per cento sottopeso e il 58 per cento ha ritardi nella crescita. E ancora: la combinazione mortale tra diffusa povert e malnutrizione, soprattutto tra i bambini, sta investendo il Paese. In alcune parti dello Yemen, i tassi di malnutrizione infantile sono gi ben al di sopra dei livelli di emergenza e sono paragonabili a quelli dei Paesi pi colpiti al mondo, che ricevono maggiore attenzione dai media internazionali. La popolazione yemenita ha bisogno della nostra attenzione e del nostro aiuto ora lappello non c un minuto da perdere. In questa profonda crisi umanitaria, lUnicef chiede la protezione urgente di donne e bambini e il ritorno alla vita normale, in modo che i bambini possano almeno frequentare la scuola in pace. Ma, intanto, la situazione nel Paese rimane estremamente tesa. Otto persone sono rimaste ferite ieri a Taiz dopo che la polizia intervenuta per disperdere una manifestazione antigovernativa. Migliaia di persone scese in piazza anche a Sana dove hanno chiesto la partenza immediata del presidente, Ali Abdullah Saleh, dei suoi figli e nipoti, che controllano i principali organi di sicurezza. Ma, nel frattempo, non sono stati i terroristi di Al Qaeda, ma i Fratelli musulmani a sabotare loleodotto di Mareb. quanto si legge in una nota del ministero della Difesa di Sana, apparsa sul suo sito Internet, che parla dellattentato eseguito ieri nel nord del Paese contro il principale oleodotto usato per lesportazione del greggio yemenita. Il governatore di Mareb, Naji Al Ziyadi, sostiene che sono stati quelli dei Fratelli musulmani che fanno parte del partito di opposizione Al Islah e quelli degli altri partiti di opposizione a far saltare in aria loleodotto. In particolare le autorit yemenite puntano il dito contro gli uomini della trib dei Damashqa che ieri hanno piazzato una bomba sulla conduttura. Lattentato il quarto in un mese contro loleodotto di Mareb ed avvenuto poche ore dopo che i tecnici avevano riparato una falla che si era creata 24 ore prima a causa di un altro attacco eseguito a soli 15 chilometri di distanza.

NOSTRE INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Alberto Bottari de Castello, Arcivescovo titolare di Oderzo, Nunzio Apostolico in Ungheria. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Carlos Aguiar Retes, Arcivescovo di Tlalnepantla (Messico), Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano (C.E.L.AM.), con le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori Rubn Salazar Gmez, Arcivescovo di Bogot (Colombia), Primo Vice-Presidente; Dimas Lara Barbosa, Arcivescovo di Campo Grande (Brasile), Secondo Vice-Presidente; Santiago Jaime Silva Retamales, Vescovo titolare di Bela, Ausiliare di Valparaso (Cile), Segretario Generale; Carlos Mara Collazzi Irazbal, Vescovo di Mercedes (Uruguay), Presidente del Comitato Economico, e con il Reverendo Padre Leonidas Ortiz Losada, Segretario Generale Aggiunto del medesimo Consiglio Episcopale. Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Eccellenza il Signor Walter Jrgen Schmid, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, con la Consorte, in visita di congedo. Il Santo Padre ha accettato la rinuncia allufficio di Ausiliare della Diocesi di Porto presentata da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Joo Miranda Teixeira, in conformit ai canoni 411 e 401 1 del Codice di Diritto Canonico.

La politica interpellata
LUCA M. POSSATI
A PAGINA

Giovanni XXIII e il Vaticano II nel ricordo dellarcivescovo Loris Capovilla

Assegnato a tre donne il Nobel 2011

Il concilio vivo
AGOSTINO MARCHETTO
A PAGINA

Pace al femminile

Domenica la visita del Papa alla certosa di Serra San Bruno

Quando il silenzio vale pi della parola

Da sinistra: Ellen Johnson-Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman (LaPresse/Ap, Reuters, Ansa)
y(7HA3J1*QSSKKM( +#!#!"!z!{

OSLO, 7. Il premio Nobel per la Pace 2011 stato assegnato a tre donne: il presidente della Liberia, Ellen Johnson-Sirleaf primo capo di Stato donna a ottenere il riconoscimento la sua connazionale Leymah Gbowee, che lanci una mobilitazione femminile contro la guerra civile, e lattivista yemenita per la democrazia Tawakkul Karman. Lo ha annunciato questa mattina a Oslo Thorbjrn Jagland, il presidente dellIstituto norvegese per i Nobel, che assegna appunto quello per la pace, mentre gli altri sono assegnati a Stoccolma. Nella

lettura delle motivazioni, Jagland ha specificato che il premio stato conferito a Johnson-Sirleaf, Gbowee e Karman per limpegno non violento a favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare pienamente alla costruzione della pace. Alle motivazioni del conferimento, lIstituto norvegese aggiunge laugurio che lassegnazione del Nobel 2011 aiuti a porre fine alloppressione che le donne ancora subiscono in molti Paesi e a realizzare il grande potenziale che possono rappresentare per la pace e la democrazia.

PAGINA 8

pagina 2

LOSSERVATORE ROMANO
Movimento antifinanza negli Stati Uniti Jean-Claude Trichet presiede lultima riunione in qualit di presidente

sabato 8 ottobre 2011

La politica interpellata
di LUCA M. POSSATI Vorrei un futuro: iniziano quasi tutti cos i messaggi in rete dei giovani di Occupy Wall Street, il movimento di protesta contro la grande finanza americana. Perch di futuro, in effetti, si tratta. Futuro per i disoccupati, per le famiglie, per gli studenti colpiti dai debiti universitari, per i pensionati, per gli insegnanti, per i veterani. Futuro per unAmerica che ora sinterroga seriamente sulla leadership della politica. Sta proprio qui il nocciolo della protesta: le giovani generazioni ma non solo chiedono di togliere alla politica il bavaglio della finanza. Nella sede del movimento, Zuccotti Park, a met strada tra Ground Zero e la sede della Federal Reserve, si mescolano tutte le idiosincrasie del mondo figlio dell11 settembre e del fantasma di Lehman Brothers. I cronisti entusiasti si aggirano per le strade di Manhattan inneggiando a una nuova piazza Tahrir, al sogno di libert che dalla primavera araba inonda le plaghe a stelle e strisce, o a un revival delle grandi marce del movimento per i diritti civili e della lotta contro la guerra nel Vietnam. Certo, il sostegno ricevuto da Ben Bernanke, presidente della Fed, e da Tim Geithner, segretario al Tesoro, stona un po, ma a rinsaldare gli animi ci ha pensato Noam Chomsky, il filosofo e linguista paladino della sinistra liberal. In realt, nelle facce dei manifestanti travestiti da zombie di fronte al New York Stock Exchange c poco o nulla della rabbia dei ragazzi egiziani o tunisini. Poco o nulla di simile nel rispettivo uso di twitter, facebook o google. Lassalto allambasciata israeliana al Cairo lo scorso 9 settembre dimostra che il movimento riformista egiziano non controlla pi le piazze, che le divisioni tra gruppi stanno prevalendo. I membri di Occupy Wall Street pensano che il potere di Washington sia compromesso dallalta finanza e puntano ad attirare lattenzione sulliniziativa, tanto da voler portare le loro richieste fino alla Casa Bianca. E sono pronti a sbarcare oltreconfine, in Canada e perfino in Giappone. Manifestano a New York, Boston e Washington: sono figli dello stesso sistema contro il quale protestano. Ma fin troppo facile definirli qualunquisti. Sotto la rabbia, infatti, c qualcosa di pi, ovvero la consapevolezza che il rapporto tra politica e finanza debba essere invertito, che una politica dominata dal mercato non possa funzionare. il paradosso che questa crisi sta rivelando: i signori delle Borse hanno fatto il danno il buco della bolla dei mutui subprime e ora chiedono alla politica di metterci una toppa agendo secondo i loro dettami. Sta accadendo in Europa, dove ormai le mosse dei Governi possono essere anticipate scorrendo i listini. Sta accadendo anche in America, dove le grandi banche hanno gi smorzato gli effetti della riforma finanziaria. Le trentamila persone che nei giorni scorsi hanno sfilato nelle strade di Manhattan chiedono che il business faccia la sua parte, e solo quella. La protesta trasversale, riguarda ogni categoria. Il vero interrogativo, adesso, come risponder la politica, soprattutto ora, alla vigilia della nuova corsa alla Casa Bianca. Su questa strada la maggiore sfida riguarda il lavoro: nonostante i recenti segnali positivi, il tasso di disoccupazione resta ancorato al dieci per cento. I dati fanno capire che la ripresa troppo lenta. Lindice manifatturiero dellIsm nel mese di settembre salito al 51,6 per cento, un punto percentuale in pi rispetto ad agosto. Lattivit economica nel settore non manifatturiero aumentata in settembre per il ventiduesimo mese consecutivo, con lindice che si attestato a 53. Bernanke ha ammesso che la politica monetaria non una panacea e che ci sono aree in cui la politica pu contribuire. Per trasformare la rabbia della piazza in energia positiva serve una politica forte, capace di prendere posizioni nette, soluzioni chiare. Solo allora il futuro avr unidentit.

Impegno della Bce per limmissione di liquidit


BERLINO, 7. La Banca centrale europea (Bce) va in soccorso delle banche, e promette nuove immissioni di liquidit. Nello stesso tempo ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, nonostante i crescenti segnali di un rallentamento delleconomia della zona euro che, secondo le previsioni di mercato, potrebbe finire in recessione entro la fine dellanno. Nella sua ultima conferenza stampa, dopo otto anni di mandato, il presidente Jean-Claude Trichet (cui il primo novembre succeder Mario Draghi) ha annunciato che la Bce realizzer due operazioni di rifinanziamento a un anno, a favore del sistema bancario, prolungher le sue normali operazioni a pi breve termine a tasso fisso con quantit illimitate almeno fino a met del 2012 e acquister quaranta miliardi di euro di covered bond emessi dalle banche. Si tratta di strumenti gi adottati dallistituto di Francoforte nei mesi successivi al collasso di Lehman Brothers che aveva portato a una paralisi dellinterbancario e dei covered bond. Trichet ha detto che la situazione del settore bancario richiede particolare attenzione, tenendo conto dellinterazione fra i problemi del rischio sovrano e la necessit di finanziamento delle banche. Il presidente della Bce ha quindi posto laccento sulle riforme del mercato del lavoro, sul rafforzamento della contrattazione salariale decentrata, sullaumento della concorrenza nei servizi, sulle privatizzazioni. Durante la conferenza stampa, Trichet ha fatto riferimento, tra laltro, allItalia. Noi ha detto mandiamo messaggi e vediamo che cosa stato deciso, alcune misure sono state adottate in linea di principio, altre sono state finalmente applicate. Si tratta di lavori in corso, vi sono molte altre cose da fare. Noi insistiamo molto sulle riforme strutturali. Queste ha ribadito Jean-Claude Trichet sono essenziali.

Terzo mese di ribassi per il prezzo dei cibi


ROMA, 7. Luci e ombre nel rapporto trimestrale della Fao, presentato ieri, Crop prospects and food situation, insieme allaggiornamento di settembre del Food price index. Si registra, per il terzo mese consecutivo, il calo dei prezzi dei cibi, grazie anche ai raccolti di cereali: il fattore decisivo per arrestare i rincari stato comunque lindebolirsi della domanda. Nello stesso tempo si constata che i prezzi dei prodotti agricoli restano alti, nonch soggetti a una elevata volatilit. Per quanto concerne il Food price index, si rileva che esso arretrato del 2 per cento rispetto ad agosto ed appunto in calo da tre mesi consecutivi, il periodo pi lungo da due anni. Rilevano gli analisti che il confronto con il passato, comunque, non rassicura: lultima discesa prolungata ha avuto luogo tra il luglio 2008 e il febbraio 2009, quando lindice croll del 37 per cento a causa della grave recessione. Nel rapporto della Fao si afferma che la ragione per cui i prezzi stanno scendendo il rallentamento economico. E non si esclude che il calo possa manifestarsi in modo ancora pi sensibile, soprattutto in caso di nuove cattive notizie sulla domanda. Abdolreza Abbassian, della Fao, mette in guardia dal fatto che la volatilit resta elevata e dietro langolo potrebbero esserci nuove impennate di prezzo. Abdolreza Abbassian dichiara: Molta gente star pensando che c unottima opportunit per comprare. Basta che vi siano acquisti per un paio di milioni di tonnellate e il mercato torner a salire, con un rialzo che potrebbe essere molto rapido. A 225 punti il Food price index della Fao arretrato del 5,5 per cento rispetto al record storico di febbraio, ma supera tuttora del 16 per cento il livello di un anno fa. I maggiori ribassi in settembre riguardano in particolar modo lo zucchero (meno 3,8 per cento) e i cereali (meno 3 per cento).

Scontri in Cile tra polizia e studenti


SANTIAGO DEL CILE, 7. Scontri tra le forze dellordine e manifestanti si sono registrati ieri a Santiago del Cile, quando la polizia intervenuta per reprimere un imponente corteo studentesco non autorizzato nel centro cittadino. Nei giorni scorsi, erano stati interrotti i colloqui avviati dopo mesi di tensioni tra il Governo e gli studenti che contestano la riforma scolastica e universitaria e manifestano affinch listruzione resti gratuita. Gli scontri di ieri si sono concentrati nella zona di piazza Italia, nel centro della capitale cilena, dove le forze dellordine hanno messo in azione carri idranti e lanciato gas lacrimogeno per arrestare lavanzata del corteo. I mezzi dinformazione locali riferiscono di una trentina di agenti e di una quindicina di civili feriti e dellarresto di duecentocinquanta manifestanti. Scontri e arresti sono stati segnalati anche in analoghe manifestazioni a Concepcin, Talca, Curic, Valdivia e Valparaso

Trichet durante una conferenza stampa (Reuters)

A Berlino incontro con il direttore dellFmi

Merkel preme per la ricapitalizzazione delle banche


BERLINO, 7. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha invitato gli altri partner delleurozona a non esitare sulla ricapitalizzazione delle banche che potrebbero avere bisogno di fondi. Durante la conferenza stampa, ieri a Berlino, dopo lincontro con il direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, il cancelliere tedesco ha dichiarato: Lindicazione che stiamo ricevendo, ovvero che le banche europee non hanno abbastanza capitale, deve essere presa molto seriamente. La situazione tale che noi dellUnione europea dovremo riesaminare la situazione e credo che, se si rivela un investimento ragionevole e necessario, non dovremmo esitare perch, in caso contrario, il danno che ne deriverebbe sarebbe di proporzioni molto pi vaste. E durante un incontro con i leader locali a Lipsia, Merkel, riferisce lagenzia Adnkronos, ha detto che, in occasione del vertice del G20, il 3 e il 4 novembre a Cannes, promuover una nuova tassa sulle transazioni finanziarie. Al riguardo, il cancelliere tedesco ha affermato: Non siamo ancora riusciti a regolare i mercati per evitare che le persone abbiano la sensazione che una crisi come questa non si possa pi ripetere. Quindi Merkel ha insistito sul fatto che abbiamo bisogno di una tassa di questo tipo. Sempre riguardo allincontro di Berlino, da segnalare che il direttore dellFmi, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha detto che vi sono le risorse sufficienti per aiutare lItalia, in caso di bisogno. Lagarde non ha specificato di ritenere che questo sostegno sia al momento necessario e il Fondo monetario internazionale aveva spiegato, proprio in questi giorni, di non aver ricevuto alcuna richiesta di aiuti da parte di Paesi europei, oltre a quelli gi concessi a Grecia, Irlanda e Portogallo. Christine Lagarde ha tenuto a rilevare che, intervenendo nellarea delleuro insieme ai Paesi europei e alla Banca centrale europea (Bce), questo alza il limite delle risorse disponibili. Lincontro tra Merkel e Lagarde, rilevano gli analisti, valso a ribadire che sono numerosi i fattori che stanno condizionando la ripresa delleconomia mondiale: ne deriva lesigenza di unazione ben pianificata e coordinata.

Londra incrementa lacquisto di titoli di Stato


LONDRA, 7. Il Comitato di politica monetaria della Banca di Inghilterra (Boe) ha deciso di lasciare inalterato il tasso di interesse di riferimento allo 0,5 per cento, il minimo storico, in vigore dal marzo del 2009. Tuttavia, nella riunione di ieri, il Comitato riferisce una nota della stessa Boe ha anche deciso di incrementare di 75 miliardi, a 275 miliardi di sterline, limporto del programma di acquisti di titoli di Stato finanziato mediante lutilizzo di riserve. Il programma di stimolo verr attuato nei prossimi quattro mesi. La ripresa del programma di acquisti rilevano le agenzie di stampa internazionali stata sollecitata da pi parti come contributo a far ripartire la ripresa economica in Gran Bretagna. Nella sua nota, la Banca dInghilterra sottolinea, infatti, il peggioramento dello scenario, che render improbabile il raggiungimento dellobiettivo del 2 per cento del tetto di inflazione nel medio termine. Oggi, intanto, lagenzia internazionale Moodys ha tagliato il rating di dodici istituti finanziari britannici, fra cui quelli di Lloyds Tsb Bank, Royal Bank of Scotland e Santander Uk. Lagenzia Moodys ha abbassato di un gradino il giudizio su Lloyds e Santander e di due gradini quello su Rbs.

Nuove stragi dei narcos in Messico


CITT DEL MESSICO, 7. Nuove stragi legate al narcotraffico sono state scoperte nello Stato messicano orientale di Veracruz, dove ieri sono stati ritrovati in tre abitazioni i corpi di 32 persone uccise. La scoperta stata fatta due giorni dopo lannuncio del Governo centrale messicano di un massiccio dispiegamento di polizia ed esercito nella zona. Nello Stato di Veracruz negli ultimi mesi si assistito a una recrudescenza di violenze nella guerra tra i diversi cartelli del narcotraffico. Il mese scorso erano stati scoperti 35 cadaveri in strada, in questo caso vittime dei sedicenti Zeta Killers, gli aderenti a un gruppo che dichiara di voler liberare la zona dal cartello narcotrafficante Los Zetas, formato da ex militari e considerato di particolare ferocia. I narcotrafficanti Los Zetas sono impegnati in una guerra con il cartello del Golfo per il controllo del traffico di droga tra Messico e Guatemala.

Putin sullingresso di Mosca nella Wto


MOSCA, 7. Intervenendo ieri a un forum economico, il premier russo, Vladimir Putin, ha sostenuto che lopposizione della Georgia allingresso di Mosca nellO rganizzazione mondiale del commercio (Wto) non un vero ostacolo alla conclusione positiva del negoziato. Non c bisogno di rifugiarsi dietro la questione georgiana. Se volete lingresso delle Russia, potete farlo molto velocemente, soprattutto considerando che abbiamo ormai raggiunto un compresso sulla maggior parte dei punti, ha ammonito il capo del Governo. Putin il candidato forte alle presidenziali russe del 2012, gi capo dello Stato dal 2000 al 2008 ha anche accusato la Georgia di non collaborare per una soluzione reale, riportando le sue richieste sempre al punto iniziale. La Russia rilevano gli esperti lunica grande potenza economica ancora fuori dallOrganizzazione mondiale del commercio. La sua adesione ostacolata dal veto posto da Tbilisi, che pretende vengano ripristinati i controlli georgiani sulle merci nelle regioni perse in seguito alla guerra del 2008 con Mosca. Vladimir Putin si poi detto convinto che il sistema politico russo abbia bisogno di cambiamenti, che avverranno in modo graduale. Non abbiamo bisogno di grandi sconvolgimenti, abbiamo bisogno di una grande Russia, ha precisato. Preannunciata lo scorso 24 settembre, la candidatura di Putin al Cremlino per le elezioni di marzo dovrebbe essere ufficializzata dal suo partito, Russia Unita, entro la fine del mese di novembre.

Il premier russo (Reuters)

LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt

GIOVANNI MARIA VIAN


direttore responsabile

don Pietro Migliasso S.D.B.


direttore generale

Servizio vaticano: vaticano@ossrom.va Servizio internazionale: internazionale@ossrom.va Servizio culturale: cultura@ossrom.va Servizio religioso: religione@ossrom.va Servizio fotografico: telefono 06 698 84797, fax 06 698 84998
photo@ossrom.va www.photo.va

Carlo Di Cicco
vicedirettore

Segreteria di redazione
telefono 06 698 83461, 06 698 84442 fax 06 698 83675 segreteria@ossrom.va segretario di redazione

Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Ufficio diffusione: telefono 06 698 99470, fax 06 698 82818, ufficiodiffusione@ossrom.va Ufficio abbonamenti (dalle 8 alle 15.30): telefono 06 698 99480, fax 06 698 85164, info@ossrom.va Necrologie: telefono 06 698 83461, fax 06 698 83675

00120 Citt del Vaticano ornet@ossrom.va


http://www.osservatoreromano.va TIPO GRAFIA VATICANA EDITRICE LOSSERVATORE ROMANO

Antonio Chil
redattore capo

Piero Di Domenicantonio
redattore capo grafico

Gaetano Vallini

www.publicinque.it via Fattori 3/C, 10141 Torino telefono 011 3350411 fax 011 3828355 torino@publicinque.it via M. Macchi 52, 20124 Milano telefono 02 6695279 fax 02 6695281 milano@publicinque.it via C. A. Racchia 2, 00195 Roma telefono 06 3722871 fax 06 37512606

Pubblicit Publicinque s.r.l.

Aziende promotrici della diffusione de LOsservatore Romano

Intesa San Paolo Ospedale Pediatrico Bambino Ges Banca Carige Cassa di Risparmio di San Miniato Credito Valtellinese Fondazione Monte dei Paschi di Siena Banca Monte dei Paschi di Siena

sabato 8 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO

pagina 3

Sullo scudo spaziale

A rischio la cooperazione tra Russia e Stati Uniti


MOSCA, 7. Commentando laccordo tra Stati Uniti e Spagna per la dislocazione di quattro navi con missili antiaerei in acque spagnole, Mosca ha ammonito che potrebbe interrompere la collaborazione con Washington sul progetto di difesa antimissile in Europa, il cosiddetto scudo spaziale, se lAmministrazione Obama continua a prendere decisioni senza una discussione collettiva. Se ci continuer, allora la possibilit, creata al vertice tra Nato e Russia a Lisbona, di trasformare la difesa anti missile da unarea di conflitto a una di cooperazione potrebbe vanificarsi, ammonisce Mosca. Spagna e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per dispiegare nella base di Rota, Cadice, quattro navi americane Aegis, nucleo dello scudo antimissile che la Nato sta sviluppando in Europa, e 1.100 militari. Ad annunciarlo stato il segretario generale dellAlleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, sottolineando come questa decisione rappresenti un passo importante per il sistema di difesa antimissile in Europa. Questo accordo ha sottolineato Rasmussen in una dichiarazione alla stampa insieme al presidente del Governo spagnolo, Jos Luis Rodrguez Zapatero, e al segretario alla Difesa americano Leon Panetta rappresenta un passo avanti importante nei nostri sforzi comuni di difendere le popolazioni, le forze e i territori della Nato contro le minacce missilistiche. Dal canto suo, il segretario alla Difesa americano, rispondendo ieri a domande di un giornalista turco a Bruxelles durante il vertice Nato, ha affermato che Israele non avr accesso al sistema informativo dello scudo antimissile dellAlleanza atlantica. Panetta ha premesso che lo scopo dello scudo missilistico non quello di salvare Israele da potenziali missili che lIran potrebbe lanciare sulla regione. Poi ha chiarito che le informazioni del sistema saranno condivise fra gli stati della Nato e che partecipano al progetto, quindi con la Turchia, ma non con Israele. La reazione irritata di Mosca allaccordo tra Stati Uniti e Spagna per la partecipazione della base spagnola Rota al progetto di scudo antimissile esagerata: il commento del ministro della Difesa francese, Grard Longuet. Se mi avessero chiesto un avviso, avrei detto che hanno reagito sopra le righe, ha detto Longuet in un incontro stampa a Bruxelles. Si tratta infatti di un gesto degli Stati Uniti verso leconomia spagnola che permette allAndalusia e alla base di Rota di beneficiare di un certo sostegno.

Missione del premier tunisino a Washington


TUNISI, 7. Il presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, ha affermato che listituzione finanziaria di Washington pronta a fornire alla Tunisia la necessaria assistenza finanziaria in questo momento di transizione. In una dichiarazione fatta ai giornalisti poco dopo aver incontrato a Washington il primo ministro ad interim di Tunisi, Beji Cad Essebsi, Zoellick ha detto che la Banca mondiale ha gi erogato al Paese maghrebino per il 2011 un prestito di circa duecentosessanta milioni di euro. Essebsi si trova negli Stati Uniti per una visita di cinque giorni su invito del presidente statunitense, Barack Obama. Intanto, il perdurare della guerra in Libia, in un Paese come la Tunisia che negli ultimi mesi ha visto accentuata la sua crisi economica anche a causa del calo del turismo sta provocando una penuria di acqua minerale, costringendo il Governo di tunisi ad acquistarne dallItalia 50 milioni di litri, cio il fabbisogno stimato di un mese. Inoltre, la carenza di latte quasi interamente a lunga conservazione sarebbe invece da mettere in relazione alla scelta dei consumatori tunisini di acquistarne consistenti quantit e di tenerle in casa nel timore che, per le elezioni, si ripetano gli incidenti che, durante i giorni della rivoluzione determinarono la sparizione di molti generi alimentari dai punti di vendita di quasi tutto il Paese.

Il lancio di un razzo verso la citt assediata (LaPresse/Ap)

Gheddafi invita i libici a manifestare pacificamente contro il Consiglio nazionale di transizione

La battaglia di Sirte
TRIPOLI, 7. iniziata questa mattina loffensiva delle brigate del Consiglio nazionale libico per la conquista del centro di Sirte. Secondo quanto riferisce linviato della televisione Al Jazeera, sono iniziati gli attacchi da diversi fronti della citt verso il centro. A ostacolare lavanzata sono i cecchini delle brigate ancora fedeli a Muammar Gheddafi. Il giornalista riferisce di adolescenti e mercenari africani posizionati sui tetti dei palazzi per sparare contro i miliziani del Cnt. Per i comandanti del Consiglio nazionale libico quella di oggi potrebbe essere la battaglia decisiva. Per il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, la fine della guerra in Libia in vista ma le operazioni dellAlleanza proseguiranno finch continuano le minacce alla popolazione. Gheddafi, intanto, tornato a farsi sentire con un messaggio audio trasmesso dalla televisione Arria, basata in Siria, nel quale ha invitato i libici a scendere nelle strade per protestare pacificamente e ha accusato le potenze straniere di voler conquistare i Paesi del terzo mondo. Se il potere delle flotte (straniere) d legittimit, allora i governanti del terzo mondo siano pronti, ha detto il colonnello: Voi che riconoscete il Cnt preparatevi alla creazione di consigli transnazionali imposti dal potere delle flotte per rimuovervi uno a uno. I libici, dunque, devono scendere nelle strade a milioni, perch la situazione nel Paese divenuta insostenibile. Il figlio del colonnello, Mutassim, che guiderebbe la resistenza in citt, si sarebbe dato alla fuga, ha annunciato il Cnt, ma non c nessuna conferma indipendente alla notizia. La situazione resta molto complessa. A Sirte, i comandanti del Cnt hanno piazzato la propria base in un hotel di lusso nella parte settentrionale della citt, dal quale cercano di stanare i cecchini fedeli a Gheddafi. In citt emergenza umanitaria: i civili in fuga raccontano di decine di morti, causati dai violenti scontri e dai raid della Nato. Ho sepolto mio figlio, 11 anni, dove era stato ammazzato, troppo pericoloso andare al cimitero, ha raccontato Hajj Abdullah, che accusa la Nato: Fanno i raid a caso, la gente sta morendo nelle proprie case. Ma la Nato smentisce: da diversi giorni i jet dellAlleanza atlantica, che hanno diminuito significativamente la propria azione nelle ultime settimane, non bombardano Sirte. Le operazioni della Nato in Libia hanno per aumentato il numero di vittime civili nel conflitto tra le autorit locali e lopposizione. La Russia tornata ieri a denunciare loperato dellAlleanza atlantica in Nord Africa tramite il ministro degli Esteri, Serghiei Lavrov. Respingiamo il sogno della Nato che la sua interferenza militare abbia salvato innumerevoli vite ha attaccato da Mosca il responsabile della diplomazia del Cremlino si tratta solo di unutopia. I membri della comunit internazionale, prima di tutto i nostri alleati occidentali, hanno scelto di sostenere una delle parti nella guerra civile, probabilmente la parte che rappresenta le legittime aspirazioni del popolo libico, ma questo ha moltiplicato ancora il numero delle vittime tra la popolazione civile. Anche a Bani Walid, laltra roccaforte dei fedelissimi di Gheddafi, dove si nasconderebbe il figlio Saif Al Islam, la situazione in evoluzione. Le forze del Cnt hanno conquistato alcune postazioni strategiche, ma la radio della citt continua a diffondere messaggi di propaganda pro-regime. E, a sorpresa, oggi si aperto un altro fronte: a Ragadaline, centotrenta chilometri a sudovest di Tripoli, scoppiata una violenta battaglia tra circa novecento soldati di Gheddafi e le forze del Cnt. Ufficialmente sono accerchiati, ma invece di arrendersi hanno attaccato la vicina Zuara, uccidendo un comandante del Cnt.

Insediato in Marocco il Consiglio dei diritti delluomo


RABAT, 7. inteso a favorire lo sviluppo della democrazia in Marocco linsediamento, avvenuto ufficialmente alla presenza delle pi alte cariche dello Stato, del Consiglio nazionale dei diritti delluomo. Composto da giuristi ed esponenti della societ civile, il nuovo organismo ha il compito di partecipare attivamente al processo legislativo in materia di diritti e sar funzionale allinserimento nella societ delle pi recenti conquiste democratiche del Paese maghrebino. Esso stato istituito il 3 marzo scorso da re Moammed VI, in sostituzione di uno analogo, che aveva un ruolo consultivo. Una nuova alleanza formata da otto partiti di destra e di sinistra si presenter unita alle prossime elezioni politiche che si terranno il 25 novembre. questa la principale novit che emerge nei primi giorni di campagna elettorale. Secondo quanto riferisce la stampa di Rabat, fanno parte del nuovo cartello elettorale partiti di destra come il Raggruppamento nazionale liberale, guidato dal ministro dellEconomia Salahuddin Mouzour, e il partito liberale Tradizione e modernit, fondato da politici considerati molto vicini al re del Marocco e attualmente allopposizione. Ne fanno parte anche sei piccoli partiti di sinistra.

Dieci milioni di afghani colpiti dalla carestia

Sale la tensione tra Islamabad e Kabul


ISLAMABAD, 7. Si acuisce la tensione tra Pakistan e Afghanistan, anche dopo le rassicurazioni del presidente afghano Hamid Karzai circa gli equilibri nella regione (allindomani della sua visita in India). Ieri lesercito pakistano ha lanciato un avvertimento allAfghanistan affinch fermi gli attacchi e linfiltrazione di militanti estremisti lungo la frontiera che divide i due Paesi. Il capo delle forze armate, generale Ashfaq Parvez Kayani, ha affermato che queste attivit non saranno pi tollerate e ha ricordato che il Pakistan possiede la capacit per rispondere a questi attacchi. Ricorda lagenzia Ansa che in seguito a lanci di artiglieria dalle province afghane di Kunar e Nuristan contro alcuni posti di blocco, lo scorso mese il Governo di Islamabad aveva rivolto una protesta ufficiale contro Kabul. Da rilevare poi che il Pakistan ha ribadito ieri le sue critiche agli Stati Uniti, come riferiscono fonti di stampa: i sospetti statunitensi circa presunti legami tra Islamabad e i terroristi, afferma il Pakistan, rischiano di ostacolare gli sforzi per la stabilizzazione dellAfghanistan e dellintera regione. In particolare Washington aveva puntato il dito sui legami tra i servizi segreti pakistani e la rete terroristica Haqqani.

La Nato non abbandoner lAfghanistan


BRUXELLES, 7. A dieci anni dallinizio della guerra in Afghanistan, la Nato assicura che concluso il processo di transizione nel 2014 non abbandoner gli afghani. La garanzia arrivata dal vertice a Bruxelles dei ministri della Difesa dei Paesi dellAlleanza atlantica. Dieci anni dopo l11 settembre e lordine di attacco partito il 7 ottobre contro lAfghanistan la transizione iniziata a luglio procede e la Nato non permetter a nessuno di ostacolare questo processo, ha assicurato il segretario generale dellAlleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen. Per questultimo, transizione non sinonimo di abbandono, ma anzi la Nato proseguir con il suo impegno e non si lascer dietro un vuoto di sicurezza. Laddestramento delle forze afghane potrebbe essere il punto focale dellimpegno dellAlleanza per il dopo 2014, ma bisogner attendere il vertice Nato di Chicago del prossimo maggio per conoscere i dettagli della strategia e il numero dei soldati che resteranno in Afghanistan anche dopo quella data. La Turchia, nel frattempo, ha prolungato fino a novembre 2012 la sua missione militare a Kabul, dove Ankara ha il comando regionale nellambito delle Forze internazionali di assistenza alla sicurezza in Afghanistan (Isaf).

Si riaccendono le violenze nel Sud Kivu


KINSHASA, 7. Unulteriore intensificazione delle violenze peraltro mai del tutto cessate si segnala in queste ore nella regione nel Sud Kivu, la regione orientale della Repubblica Democratica del Congo al confine con il Burundi. Sette persone sono state uccise e quattro donne sono state rapita in unimboscata tesa a un veicolo dellassociazione Eben Ezer, legata alla Chiesa evangelica. Nel dare notizia, ieri, dellattacco, avvenuto marted, lemittente Radio Okapi, espressione della missione dellOnu nella Repubblica Democratica del Congo, ha precisato che il pulmino trasportava 14 passeggeri ed era partito da Uvira per recarsi sugli altipiani al confine con il Burundi. Secondo fonti locali citate da Radio Okapi, gli assalitori potrebbero appartenere a una coalizione di diversi gruppi armati operanti nella zona, cio i ribelli locali mayi-mayi Yakutumba, le Forze democratiche per la liberazione del Rwanda e Forze nazionali di liberazione, lex ribellione burundese. Poco prima dellimboscata, gli stessi assalitori avrebbero ucciso un militare delle forze governative congolesi, un poliziotto e il guidatore del moto taxi che li trasportava nei pressi di Fizi. Due degli assalitori sarebbero poi stati uccisi dai militari congolesi. Mercoled, prima ancora che si avesse notizia del nuovo fatto di sangue, lOcha, lufficio di coordinamento degli interventi umanitari dellOnu, aveva comunicato di aver registrato dallinizio dellanno 130 episodi di violenza contro operatori umanitari del Sud Kivu e del Nord Kivu. Lo scorso 9 settembre, cinque esponenti di una organizzazione non governativa che collabora con lalto commissariato dellOnu per i rifugiati erano stati sequestrati da miliziani mayi-mayi nel territorio di Walikale, nel Nord Kivu.

Avviati negoziati nella Repubblica Centroafricana


BANGUI, 7. Sembra possibile arrivare a una soluzione negoziata per fermare i combattimenti ripresi da un mese nellarea di Bria, nella Repubblica Centroafricana. dallo scorso 11 settembre. Esponenti della Convenzione dei patrioti per la giustizia e la pace e dellUnione delle forze democratiche repubblicane, due gruppi armati di altrettante comunit locali, hanno accolto la proposta del comitato di mediazione guidato dallarcivescovo emerito di Bangui, Paulin Pomodimo. stato convenuto di far venire nella capitale i capi dei due gruppi per tentare di avviare una vera riconciliazione. Gli scontri tra le due fazioni nella zona di Bria hanno dall11 settembre scorso provocato almeno quaranta morti, compresi diversi civili, e hanno costretto alla fuga centinaia di abitanti.

Una vallata nella provincia del Panjshir (Reuters))

KABUL, 7. LAfghanistan colpito da siccit e la conseguente carestia ha indotto Kabul a rivolgersi alla comunit internazionale chiedendo aiuti urgenti per una cifra valutata a oltre cento milioni di euro. La richiesta stata rilanciata dal Programma alimentare mondiale (Pam) dellO nu. Il ministro afghano dellAgricoltura, Mohammed Asif Rahimi, ha dichiarato che la carestia colpisce quattordici provincie del Paese, cio pi o meno la met del territorio afghano, quasi tutto il nord. I raccolti scarsi dovuti alla siccit e la

crescit dei prezzi dei generi alimentari a livello mondiale hanno creato unemergenza nel nord dellAfghanistan ha dichiarato Rahimi. Secondo il Pam, che sollecita i Paesi donatori a stanziare immediatamente 106 milioni di euro, il numero delle persone con problemi di fame o di grave malnutrizione in Afghanistan potrebbe crescere questanno di oltre due milioni e mezzo, arrivando a quasi dieci milioni, unemergenza paragonabile a quella in atto nel Corno dAfrica.

pagina 4

LOSSERVATORE ROMANO
Transtrmer e la poetica di un Nobel Scultura e arte funeraria dallantico Egitto al Bernini

sabato 8 ottobre 2011

Vegliando nel buio tra lo scalpitare delle costellazioni


di CLAUDIO TOSCANI

Limmortalit inizia dalla fine


Tradotto in Italia il classico studio di Erwin Panofsky
no, infatti, le superfici sulle quali larte funeraria si espressa impegnando la scultura e a volte larchitettura. Il periodo coperto dal testo , come precisato dal titolo, quello che va dallAntico Egitto al XVII secolo. Un arco di tempo che comprende lepoca etrusca e quella pre-ellenica e termina con lopera di Bernini. Dopo il quale, a detta dellautore, i successori rimasero intrappolati tra pomposit, sentimentalismo e volontario arcaismo. Trovatosi di fronte al problema di organizzare labbondante materiale artistico che raffigura il passaggio dal mondo dei vivi al mondo dei morti, Panofsky ha pensato bene di tracciare due grandi linee direttrici in corrispondenza dei due atteggiamenti ritenuti dominanti. Da un lato la tendenza prospettiva, cos definita in quanto si rivolge pi al futuro dello scomparso cercando di indovinare i bisogni e i desideri che caratterizzano la vita dellaldil. D allaltra la tendenza retrospettiva che mira a perpetuare la memoria del trapassato e a renderlo immortale celebrandone le gesta e le virt. Il risultato della semplificazione data al vasto e variegato mondo delliconografia funeraria presente nelle due aree descritte che sulla prima direttrice trovano posto temi dettati dallesistenza post mortem, dallaspirazione alla pace, al riposo, alla salvezza dellanima, allaiuto offerto alla risurrezione del corpo. Manca la dimensione del tempo, sostituita da quella delleternit e della luce. Nella seconda sezione prevalgono invece la glorificazione e la commemorazione del passato. Leroe sostituisce il martire e la felicit prende il posto della piet. Osservando liconografia da un altro punto di vista, quello cronologico, succede che le differenze tra i due mondi si fanno meno nette. In questo caso la realt raffigurata si presta meno agli schemi imposti e non esclude la mescolanza degli argomenti, le influenze reciproche. La scultura etrusca presenta, infatti, situazioni in cui nella sua seconda vita il Gian Lorenzo Bernini defunto ricorda Monumento funebre a Urbano VIII (basilica di San Pietro in Vaticano) di ODD ONE CAMERANA l bisogno di stabilire relazioni costruttive con la morte e con i defunti, oggi trascurato, insoddisfatto o coperto da tab, se non da indifferenza e impreparazione. Non si pu quindi che accogliere con favore ledizione italiana del libro di Erwin Panofsky, uscito nel lontano 1964, La scultura funeraria, dallAntico Egitto a Bernini (Torino, Einaudi, 2011, pagine XXXVIII, 162, euro 40). Corredato da oltre trecento illustrazioni, un testo di critica darte che integra la conoscenza in materia, fornita dalla tradizione, dalla religione e dai libri dedicati alla liturgia e alla tanatologia. Se non si pu affermare che larte nasce funeraria, pur vero che questo ramo dellespressione umana si pone allorigine della cultura stessa e che la forma scultorea ha prevalso su quella della pittura a causa della centralit del corpo del defunto a cui dare sepoltura e accompagnamento nella vita ultraterrena. Tombe, mausolei, cenotafi, sarcofagi, steli, urne cinerarie, cippi, lapidi, cappelle, pietre e lastre tombali, epitaffi marmorei e monumenti soaspetti della scultura funeraria egiziana. Quanto alla scultura funeraria paleocristiana, che mette in scena situazioni di liberazione dal peccato, dalla morte e dalla miseria, rifacendosi a questo scopo a temi presi dallAntico e dal Nuovo Testamento, evidente il mescolarsi di essa con liconografia romana, dove il ricordo del passato rimanda a rappresentazioni di gente comune e mestieri. In tal caso i sarcofagi possono assumere la configurazione di abitazioni, tipo casa di bambole. Quando poi si tratta di mettere in scena statue equestri, la differenza di impostazione tra le due tendenze ottenuta dalladattamento delle statue alla natura sepolcrale voluta o a quella gloriosa. Proseguendo lesame Sarcofagi egizi (XVI secolo prima dellera cristiana) delle opere lungo la linea cronologica, lautore fa noCol passare del tempo e con limtare, relativamente alla rivoluzione cristiana, una questione spesso tra- porsi dellinfluenza del classicismo scurata ma centrale in materia di rinascimentale, il punto di vista scultura funeraria: A noi sembra commemorativo, antropocentrico e auto-evidente che la storia della secolaristico che privilegia le opere scultura funeraria possa essere stu- fin tuttavia col prevalere sullo stile diata nelle chiese. Ci attendiamo di determinato dalla tendenza prospettrovare, e in effetti troviamo, le tom- tica. Il richiamo alla vanitas della vibe dei Papi a San Pietro, le tombe ta pass cos in secondo piano e il dei vescovi e arcivescovi nelle loro precetto di Erasmo Noi riabilitiacattedrali, le tombe dei re di Francia mo lantico, senza rinunciare al futua Saint-Denis, le tombe dei nobili ro fu alla base di concetti quali dInghilterra nellabbazia di West- quelli che a dare limmortalit fosse minster e le tombe dei nobili locali ora la fama o che valesse pi essere duchi, cavalieri, sindaci, dottori, ricordati che salvati o che lingegno avvocati e uomini daffari nelle lo- umano trionfasse sulla morte. Ai vertici espressivi della scultura ro chiese parrocchiali. Pochi di noi si soffermano a considerare che sa- funeraria rinascimentale del Polrebbe stato del tutto impossibile laiuolo, di Michelangelo, del Berniseppellire i resti di Pericle nel Parte- ni o di Giacomo Della Porta, per cinone o quelli di Giulio Cesare nel tare alcuni tra i grandi, il defunto rappresentato ora reclinato, ora in tempio di Giove Capitolino. Nellera pagana i morti venivano, ginocchio, ora benedicente, ora in infatti, tenuti lontano dai santuari. trono, ora a cavallo, comunque semNon cosa da poco, e Panofsky ac- pre in vita e qualche volta circondacenna alla ragione di questa diffe- to dalle virt e dalle arti liberali o renza di atteggiamento da ricercarsi altre simbologie. Un perfetto equilinella figura del martire, figura del brio tra visione religiosa e visione cristianesimo assente nel paganesi- terrena. Gruppi scultorei come le tombe mo. Il costume di inumare nelle chiese o in aree contigue, dando co- di Giulio II, di Urbano VIII, di Paos ai sepolti la possibilit di un eter- lo III, di Alessandro VII o del cardino riposo, affermatosi nel corso dei nale Domenico Pimentel esprimono secoli accentu la tendenza a erigere cos la sintesi di vita attiva e consculture funerarie allinterno delle templativa, di riconciliazione degli chiese stesse. Laddove questo orien- opposti, di intromissione delleletamento poneva problemi di spazio, mento miracoloso nella realt, di suvenne in aiuto larchitettura offren- peramento del confine tra vita terredo il rimedio di nuove soluzioni for- na e vita celeste. Un mondo nel mali: lastre tombali, tombe a tavolo, quale la stessa forza che pone fine pareti scolpite e memento mori. alla vita conferisce limmortalit.

barcai la notte di maggio / in un gelido chiaro di luna / dove erba e fiori erano grigi / ma il profumo verde. / Salii piano un pendio / nella daltonica notte / mentre pietre bianche / segnalavano alla luna. / Uno spazio di tempo / lungo qualche minuto / largo cinquantotto anni. / E dietro di me / oltre le plumbee acque luccicanti / cera laltra costa / e i dominatori. / Uomini con futuro/ invece di volti.

Il poeta nel suo studio

Non agevole, ma neanche impossibile, collegare questa unica poesia citata da Poesia dal silenzio (Milano, Crocetti, 2001) a ci che le analisi critiche disponibili sul Nobel per la letteratura 2011, Tomas Transtrmer, precisano della sua opera, posta a met tra espressionismo, modernismo e surrealismo. Primo, per quel tratto dispirazione mistico-cosmica e di pathos elegiaco che fu della corrente artisticoletteraria tedesca dinizio Novecento; secondo, per quel che dal movimento ispano-americano ne derivarono tutti in Europa, anche se al Nord meno che altrove, in colori, metrica e musicalit; terzo, infine, per quel ricorso a immagini sognanti e da io profondo che lottantenne poeta seppe a suo tempo mutuare dal movimento francese anni VentiQuaranta. Riferimenti cronologico-culturali, in ogni caso, pi che determinazioni creative dirette e individuali (e val la pena richiamare che i dominatori dellaltra costa possono ben simulare il fatto che negli anni Settanta i Paesi baltici erano ancora parte dellUnione Sovietica). Nato a Stoccolma nel 1931 (ma Transtrmer non ha giocato in casa, perch notevoli e pi affermati di lui erano i suoi concorrenti, dagli Stati Uniti al Giappone), scrittore e poeta nonch egregio traduttore, dalle 17 poesie del suo esordio (1954) ha collezionato una ventina di raccolte, oltre che molto apprezzate in patria, tradotte in una cinquantina di lingue, costellate da importanti riconoscimenti e poste a capostipiti ispirativi di giovani generazioni che ne hanno fatto un vero e proprio cult poet. Non per nulla si sono espressi per stima e ammirazione nei confronti dei suoi versi, precedenti Nobel come Iosif Brodskij, Seamus Heaney e Derek Walcott. Dal canto suo, Transtrmer non nasconde debiti espliciti o sotterranei dallestetica baudelairiana delle correspondences (decifrazioni delle segrete armonie delluniverso), dal programma imagiste (classicit, arte geometrica, figurazione nette e precise), dai concetti di storia e tradizione e di realt ulteriori attraverso osservazioni oggettive riconducibili a Eliot. Passando, sincontra allimprovviso qui la vecchia / quercia gigantesca, alce pietrificato dalla / chioma sconfinata sulla fortezza nero-verde / del mare di settembre. / Temporale del nord. il tempo in cui maturano / grappoli di nespole. Vegliando al buio si sentono / scalpitare le costellazioni alle loro poste / in alto sopra lalbero. Dal 1958 in poi, da Segreti sulla via a Echi e tracce (1966); da Colui che vede nel buio (1970) a

Fuori dai sentieri (1973); da Per i vivi e per i morti (1989) a La gondola a lutto (1996) sino a Il grande enigma (2004), da quel poco che stato tradotto in Italia ce n abbastanza per dar ragione alla Reale Accademia Svedese che nella sua motivazione ha scritto: Attraverso le sue immagini condensate e translucide ha offerto un nuovo accesso alla realt. Concentrata nellattenzione allindividuo quotidiano ma riverberata in riflessi mistici rivelatori oltre che reali, e negli sconfinati aspetti della mente umana dallimmenso potere sia nel bene che nel male, la sua poesia s penetrata di esperienza personale (dai viaggi agli incontri, dalla citt natale al mondo, vita propria, morte e malattia, la terra e il mare, la libert e il controllo), ma spesso costruita tra sguardi psicologici e interpretazioni metafisiche. Dividendo fin dalla met degli anni Sessanta la sua vita tra la scrittura e il lavoro da psicologo (laureato dal 1956), nel 1990 Transtrmer vittima di un ictus che compromette la sua capacit di parlare, ma non di scrivere, dando una rilevanza di destino al suo pi remoto titolo di libro, Poesia dal silenzio (stampato da Crocetti nel 2001 ma anticipato due anni prima da Mario Luzi). In Svezia, la nuova poesia ha seguito la modernit, ma con fermo ancoraggio alla tradizione, vale a dire con voci di un umanesimo assai pi esistenziale che ideologico (e non certo fuori luogo pensare alla cinematografia di Ingmar Bergman e alla letterariet del suo universo, o alleredit di August Strindberg, tra naturalismo e simbolismo mistico-espressionista e antiromantico). La lirica svedese del Novecento conserva i legami spirituali con la letteratura del secolo precedente; vero, quindi, che essa si aperta nuove vie solo relativamente tardi, cio dopo la prima guerra mondiale. Ma desidereremmo smentire Transtrmer quando, Nobel permettendo, scrive: La mia poesia cresce / mentre io mi ritiro... mi tolgo di mezzo.

Nella teoria dei giochi alcune possibili risposte ai problemi di convivenza e cooperazione tra Paesi

James Dean, il pollo e la crisi di Cuba


di ERNESTO DAVANZO Ci sono diversi scenari che esemplificano il gioco del pollo, pi conosciuto nella sua versione anglosassone come chicken game. Forse il pi noto trae ispirazione da un film del 1955, Giovent bruciata, in cui due ragazzi sono avversari in una corsa automobilistica che li vede lanciati simultaneamente verso un dirupo. Nella teoria dei giochi, corrono luno contro laltro in rotta di collisione: o il guidatore decide di deviare, oppure entrambi possono morire nello scontro. Se uno dei due guidatori devia, allora questultimo detto appunto pollo, o codardo. Ed questa la terminologia prevalente nella scienza politica, i cui esperti usano spesso il modello o, almeno, la metafora del chicken per spiegare situazioni di conflitto come, per esempio, fu la crisi dei missili di Cuba del 1962, nella quale, come noto, i giocatori erano Stati Uniti dAmerica e Unione Sovietica. Se nessuno dei due guidatori (Governi) sterza (desiste), le auto (Paesi) si scontreranno, con le conseguenze immaginabili per i loro conducenti (cittadini o esseri umani, come si preferisce). Ovviamente nessuno dei due vuole ci. Non deviando, cercano di indurre il proprio avversario a farlo, magari con lunico interesse di mostrare il proprio coraggio (o forza, nel caso di Paesi belligeranti). Il chicken game correlato a un altro modello per la simulazione dei conflitti, anchesso indagato dalla teoria dei giochi, il problema della pastura comune. Ecco la versione di Lszl Mr, poliedrico psicologo e matematico ungherese. Un villaggio ha un terreno da pascolo in comune. Dieci contadini possiedono una mucca ciascuno e tutte pascolano nella pastura comune. Gli animali ingrassano nutrendosi dellerba. Due contadini, grazie alla propria mucca, si arricchiscono e possono permettersi lacquisto di unaltra mucca che, a sua volta, si nutrir nella stessa pastura comune. Quando tutti e dieci i contadini possiedono due mucche, gli animali moriranno tutti di fame, poich la risorsa, la pastura comune, limitata e si esaurisce. Il problema della pastura un modello che funziona bene per spiegare i conflitti che si scatenano per suddividere le risorse comuni, dagli spazi allinterno di un condominio, fino allaccaparramento delle risorse naturali come il petrolio. Sia il chicken game, sia la pastura comune, richiedono cooperazione fra i contendenti. I due giovani coinvolti nella gara che si parlano per cooperare o le superpotenze che non si armano oltre misura o, ancora, organizzazioni e Paesi che si mettono daccordo sullo sfruttamento di una risorsa, sono solo alcuni esempi. NellIndagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776) Adam Smith descriveva il principio della mano invisibile, secondo cui la ricerca egoistica del proprio interesse gioverebbe allintera societ, grazie allintervento di una presunta e benefica mano invisibile che rende possibile il bene comune. Nonostante la teoria si dimostrasse corretta in condizioni di perfetta concorrenza, Smith non la verific mai. Il fondatore della scienza economica forn solo esempi tratti dalla storia antica e contemporanea di come gli interventi governativi potessero produrre effetti indesiderati, sebbene sorretti da buone intenzioni. Ma la teoria restava una pura intuizione. In aiuto di Smith, nel 1944, arriva John von Neumann, uno dei fondatori della moderna scienza dei calcolatori, che, insieme a Oskar Morgenstern, pubblica Theory of Games and Economic Behavior. Il teorema di von Neumann, e le sue generalizzazioni ai giochi con molti agenti, ha largamente sostenuto, in ambito economico, le idee di Adam Smith, una volta considerate solo intuizioni. Il principio secondo cui ogni giocatore cerca di favorire linteresse personale, e assume che i suoi avversari facciano lo stesso, pu effettivamente generare un equilibrio stabile e prolungato. Eppure stata proprio la teoria dei giochi a indicare i limiti della teoria di Adam Smith. Per esempio, nel caso di giochi a somma non nulla, come il problema della pastura, la mano invisibile porta alla reciproca competizione che, in casi come la guerra, pu provocare catastrofi. Anche in questo caso, tuttavia, esistono altre azioni possibili cos come nel caso del chicken, o della pastura. Per esempio i Governi potrebbero spingere verso la reciproca cooperazione, mettendo al centro della loro agenda una scala di valori come la pace, nel caso di Paesi belligeranti, o unazione di sostegno delle persone pi deboli, in caso di crisi economiche o finanziarie. Daltra parte, lo stesso Smith, nella Teoria dei sentimenti morali, sostiene che nella corsa alla ricchezza, agli onori e allascesa sociale, ognuno pu correre con tutte le proprie forze. Ma se si facesse strada a gomitate o spingesse per terra uno dei suoi avversari, lindulgenza degli spettatori avrebbe termine del tutto (...) la societ non pu sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto lun laltro.

Gli scenari del chicken game possono spiegare e offrire soluzioni ragionevoli a situazioni di conflitto politico o economico
infatti, il chicken game un modello per spiegare situazioni di conflitto, proprio come la semplice corsa fra auto nel film diretto da Nicholas Ray. Nella fattispecie, se entrambi i guidatori sterzano, prima di arrivare al dirupo, faranno una figura poco decorosa con i propri amici che assistono alla gara; se luno sterza e laltro continua, il primo far la figura appunto del chicken, mentre il secondo apparir come una persona degna di rispetto. Se entrambi continuano sulla strada, saranno due eroi che, tuttavia, non potranno mai avere gli onori di raccontare le proprie gesta, vista la sorte che li aspetta. La parola pollo nel nome deriva da unaltra versione del gioco, forse la pi nota ai game theorists, e non solo, in cui i due guidatori

James Dean in Giovent bruciata (1955)

sabato 8 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Giovanni e il Vaticano nel ricordo del segretario particolare del Pontefice

pagina 5

XXIII

II

Il concilio vivo
Monsignor Loris Capovilla invita a evitare forzature fuorvianti del discorso dapertura
di AGOSTINO MARCHETTO opo il volume Giovanni XXIII nel ricordo del segretario Loris Francesco Capovilla, intervista di Marco Roncalli con documenti inediti (1994), grazie alle domande postegli questa volta da Ernesto Preziosi (Ricordi dal Concilio. Siamo appena allaurora, Brescia, La Scuola, 2011, pagine 160, euro 9,50), abbiamo qui ricordi vivi e ammirati di Giovanni XXIII da parte di colui che fu il suo segretario particolare. Il concilio ecumenico Vaticano II ne illuminato quasi di riflesso da chi lo convoc e ne presiedette la prima sessione. Per Capovilla il Vaticano II vivo, attuale, ricco, di una ricchezza che ancora attende di essere valorizzata pienamente. Nelle risposte sentiamo riecheggiare eventi, personaggi, riemergere temi, forse un po rimossi, ma ancora di grande attualit e in attesa di attuazione. In molti casi lintervistato ricorre alle parole stesse di Papa Giovanni o dei suoi successori, ma ci non disturba affatto. Lintervistatore si colloca dal suo punto di vista, che sottolinea il rinnovamento conciliare, meno sensibile mi pare alla continuit dinsegnamento ecclesiale che non venuto meno. Una spia forse la citazione di Gilles Routhier, che si pone proprio su tale linea, a suo tempo criticato da chi scrive. In effetti non nasce per noi con il concilio una nuova figura di cattolicesimo, ma c stato un aggiornamento, un rinnovamento, una riforma nella continuit, come autorevolmente indicato da Benedetto XVI, il 22 dicembre 2005, in un discorso ormai famoso alla Curia romana. Lintervista riporta, allinizio, una autobiografia di monsignor Capovilvolta: un Concilio! (...) Il primo ad re un futuro felice essere sorpreso di questa mia propo- della societ sulla posta, fui io stesso, senza che alcuno vert, sullingiustizia, mai me ne desse indicazione. sulla sofferenza di un In effetti ricorda Capovilla fratello. quel senza averci pensato prima Per il Vaticano II i ha suscitato delle perplessit. Eppu- semi di novit erano re dallinsieme dei suoi scritti e dai gi nellHumanae sadiscorsi successivi risulta che con lutis attenzione ai quellespressione si riferiva al periofratelli separati, alle do antecedente alla sua nomina a Papa, quando era sua precisa deter- grandi religioni, a un I padri conciliari nella basilica di San Pietro minazione non interessarsi a progetti nuovo rapporto con estranei al suo servizio. la solu- le realt umane, in zione dellintervistato. Io mi indiriz- una storia in profonzai piuttosto su quella che ricorre al- da trasformazione e, secondo Ca- un cambiamento radicale verso una provvidenzialit del ruolo di Pietro la complessit della psicologia e dei povilla, non ci fu una trasformazio- visione squisitamente pastorale del che (...) fece superare lo stallo proricordi umani, anche quelli di un Pa- ne del progetto conciliare dal suo pontificato e dellepiscopato. Capo- cedurale. villa conferma, parlando per piuttoAlla domanda, poi, del discorso pa. Sta di fatto che prima del 20 annuncio allapertura. Gi il 25 gennaio 1959 erano state sto di rinnovamento ecclesiale, ed della luna, e relativa richiesta se fu gennaio 1959 non solo a don Giovanni Rossi, ma anche a qualche al- date le parole chiave del concilio: fe- esso era compito di tutti i fratelli lui che spinse il Papa ad affacciarsi, tro egli confid questo progetto. de, amore e santit. Punto di parten- nellepiscopato di Papa Giovanni. quella notte, al balcone, Capovilla Forse il Papa chiese il sostegno e la za doveva essere il richiamo di al- Regnava, certo, un clima di grande diretto: No, Papa Giovanni non preghiera delle persone a lui pi vi- cune forme di affermazione dottrina- attesa e di novit, ma nei primi due aveva bisogno di essere spinto, secine per decidersi a parlare pubbli- le e di saggi ordinamenti di ecclesia- mesi non si produsse alcun docu- guiva la sua ispirazione. Ma agcamente del proposito, dopo essersi stica disciplina, invitando la Chiesa mento e il Papa risolse lobiezione giunge: Il Papa riteneva di aver convinto che non si trattava di fan- a un severo esame di coscienza e generale per cui, pur stando tutti pienamente esaurito il suo compito. tasia peregrina, di improvvisazione allaggiornamento delle strutture ec- insieme, si era fatto poco facendo Era comunque previsto un affacciarsi spettacolare, ma di una ispirazione clesiastiche. In tutto certamente osservare che era naturale, essendo per benedire la folla. E qui intervenche lo obbligava a sottomettersi, co- continua Capovilla ci fu linter- tutti in qualche modo novizi: bi- ne il piccolo espediente di Capovilla sognava conoscersi, soprattutto per che punta sulla curiosit di Giome sempre, alla volont di distinguersi anche da qualunque al- vanni XXIII il quale finalmente chieD io. tro consenso di tipo scientifico, filo- de la stola e avvia quella famosissiIl Papa gliene parl Del resto, un po pi sofico, storico o politico. ma conversazione, invitando la folla avanti, monsignor Capogi due giorni dopo lelezione A questo punto lintervistatore a guardare la luna. villa confessa che Giovanparla di confronti, anche aspri, fra Per Capovilla Il Concilio stato e il 21 novembre torn sullargomento ni XXIII gliene parl il 30 chi si apriva allaggiornamento e un evento e un atto missionario (...) ottobre 1958, due giorni Sembra che lora sia giunta chi era portato a sottolineare la virt un sinodo della collegialit e dopo lelezione. E 22 giorcardinale della prudenza; chi scrive dellecumenismo, del dialogo e della ni dopo, il Papa torn non formulerebbe proprio cos la co- solidariet. Per quel che concerne il sullargomento con un sembra vento dello Spirito Santo, visibile sa, ma piuttosto considererebbe chi, discorso pontificio dinizio concilio, che lora sia giunta con il suo se- dagli atti conciliari, dalle parole dei fra i Padri, era sensibile, diremmo, Gaudet mater Ecclesia, lintervistato gretario, il quale, come per il primo Pontefici dalle memorie di coloro allapertura al mondo, allincarnazio- invita a evitare forzature fuorvianti accenno, rimase silenzioso. Final- che al Concilio parteciparono. ne nelloggi, e chi sottolineava la ne- e sterili polemiche in un senso o mente la sera del 20 dicembre, dopo Nella sua agenda del 1963 il Papa nellaltro, quasi che, da il rosario, il Papa della pazienza appunt: Nei primi due mesi del un lato, la fedelt al quasi la perde e d una lezione al suo avviamento grave deficienza di sacro deposito rivelato Papa Giovanni XXIII suo collaboratore: Faccio una con- rapporto diretto Papa e concilio. impedisca la dinamica fidenza al mio Segretario particolare, Ogni giorno si vedeva con il Segreapostolica e, dallaltro, una volta, una seconda volta, e lui tario di Stato Cicognani, aveva anla novit pastorale spettacolo al mondo e ritornato il non dice niente. La risposta di Ca- che appuntamenti bisettimanali col possa compromettere silenzio: Santo Padre, desiderate povilla richiama, con il suo capo, segretario generale del Concilio, larla verit. vedere qualcuno? C qualcosa da giustamente, i precedenti; in fondo, civescovo Pericle Felici (...) e comIn esso Giovanni fare che vi preme?. Rispose: No, Roncalli stesso, raccontandogli gli prese che i tempi preventivati si saXXIII espresse anzitutto ora lasciami dire, in pace, vespero, anni della sua collaborazione con rebbero allungati; ci furono inoltre il suo moderato ottimicompieta e rosario (lo diceva com- Radini Tedeschi, gli aveva ispirato contatti intensi con Montini, Suesmo e la sua visione pleto, decina dopo decina). Per lui questo comportamento. nens, Alfrink e Lger. positiva del senso della preghiera, quindi, prima di ogni alMa non fu sufficiente poich il Di interesse storico risulta poi la storia, permettendo di tro impegno. Ma venne, sul tardi, Papa cos continu: Tu non sai chi domanda e relativa risposta se il scoprire, sin dalle prianche lo stesso Tardini per il quale era monsignor Radini. Comunque Papa fosse soddisfatto degli schemi me battute, il rifiuto di commenta non basta quel fug- ho capito. Tu pensi che il papa preparatori. Il Papa li esamin a una certa forma di ingevole complimento; qua dentro egli vecchio, che gli manca il tempo per Castel Gandolfo con monsignor Categrismo. Subito dopo, Monsignor Loris Capovilla il personaggio pi importante. unimpresa di grande rilievo, ti spa- vagna e ne era, nel complesso, abbain ripetizione di quanChe realismo, in chi spesso accusa- venta linsieme dellimpresa, e sbagli, stanza soddisfatto, non avendo nulla to aveva pi volte anto di idealismo, e ottimismo esagera- perch ragioni come un impresario: da eccepire sulla dottrina esposta, to! progetto, studio, difficolt, compli- attestandolo pi volte in pubblico e cessit della fedelt alla Tradizione: nunciato, precis lo scopo eminentePer il Papa soprattutto Pastore, cazioni (...) un argomentare uma- in privato. Inoltre, a quanto mi ri- due tendenze legittime, se stanno in- mente pastorale del Concilio ed e lo fu con evangelica mitezza e no. Finch non avrai messo il tuo io sulta, i cardinali di varia provenienza sieme, nella Chiesa cattolica, secon- escluse ogni discussione su un artigrande umilt, sentendosi come sotto i piedi non capirai nulla delle da lui interpellati tra questi pure do le sensibilit di ciascuno. Nella colo o laltro della dottrina fondaGiuseppe, il figlio di Giacobbe, col vie del Signore. Se Lui chiama, non Frings, Dpfner, Bea, Lercaro, Al- risposta Capovilla parla, a tale pro- mentale della Chiesa, definita nei dire: Sono il vostro fratello Giusep- si pu rifiutare, non c obiezione frink, Suenens, ricevuti con frequen- posito, di tradizionalisti mentre si precedenti concili, dal Niceno al Vadovrebbe dire tradizionali. ticano I, mai rimessi in discussione o pe (Genesi, 45, 4) al servizio di che tenga, let non conta, neanche za non dissentirono sostanzialComunque il Papa apprezzava la svalutati. Lasci anzi intendere che, tutta lumanit e leggendo i segni la pochezza delle proprie forze. Per mente da questo giudizio. Conveni- pi ampia discussione con respiro di nelle attuali condizioni, sarebbe stadei tempi, indifferente al plauso o noi, sue creature, gi grande onore vano sul fatto che si dovesse sottoli- bene intesa e piena libert. La comta esclusa la definizione di nuovi alla critica, al successo neare lispirazione ecumenica ed ac- missione antepreparatoria e poi dogmi, avvertendo che linteresse o allinsuccesso. Cacentuare la nota delluniversalit nel- quelle preparatorie avevano lavorato Pensi che il Papa vecchio principale del concilio consisteva povilla commenta: con la fraternit e nella carit. sodo, ininterrottamente, tenendo nella ripresentazione pi efficace quel distacco proposto e gli manca il tempo per unimpresa Il lavoro preparatorio ebbe la conto di tutte le voci, di tutte le da santIgnazio nei sua importanza, e questo confer- istanze. Durante le sessioni, prima della dottrina rivelata universalmente di grande rilievo suoi Esercizi spirituali. mato dal giudizio dispiaciuto dello del rientro in sede, il Papa riceveva accolta e divulgata dal magistero dei Ora, quali fattori Ma sbagli perch stesso Giuseppe Alberigo, per il in udienza cardinali e vescovi mem- Vescovi. Apparve, quindi, naturale contribuirono a far maquale i testi approntati dinizio inci- bri delle commissioni, ascoltando i che questa presentazione pi efficace il tuo un argomentare umano turare in Giovanni sero pi di quanto si era pensato su pareri e le impressioni, che risultava- esigesse un aggiornamento di cui il XXIII lidea di celebrare gli disse Giovanni XXIII quelli finali. Vi era in effetti un desi- no, nel complesso, di soddisfazione Papa aveva parlato altre volte. In tal il concilio? Per linterderio, in genere, di migliorarli ma per lavvio dei lavori. Ci furono modo, non esit ad ammettere uno vistato, la profonda conon di cassarli nella stessa decisiva vero momenti di tensione, ma sviluppo omogeneo della dottrina e noscenza delle vicende della Chiesa, dare ascolto alle sue ispirazioni, av- Commissione di coordinamento. dovuti al fatto che cera chi prefigu- una formulazione in qualche maniela consapevolezza della corresponsa- viare unimpresa che sua. Anche chiaro per che la centralit era rava il Concilio come evento di nor- ra nuova delle verit immutabili nelbilit collegiale, la fede nellassisten- solo annunciare il divino volere dellassemblea conciliare, cosa che male routine, mentre altri miravano la loro sostanza. Il concilio, poi non avrebbe rinza dello Spirito Santo, unumile sot- grazia divina, onore e merito. molti sembrano ancor oggi dimenti- a staccarlo dai solchi della tradizione tomissione alla volont del Padre. Papa Giovanni immagina, deci- care, puntandosi piuttosto nella ri- (...) Papa Giovanni ascoltava tutti novato anatemi. Nessuna frattura Era, insomma, il concilio, la pi va- de, prepara e avvia il Concilio con la cerca sulle varie Commissioni an- (...) ripetendo sovente di sentirsi co- dunque riscontrabile tra lannunlida risposta collegiale alle aspettati- coscienza di compiere un atto di go- chesse conciliari. me il patriarca Giacobbe tra le di- cio, la conclusione della prima sesve della Chiesa universale e alluma- verno che nella Tradizione della E giungiamo allinaugurazione del scussioni dei suoi figli: Pater vero sione e, in seguito, le tre sessioni nit intera, e alle sue esperienze pa- Chiesa. E come reagisce la Curia concilio. Lintervistatore vi intravede rem tacitus considerabat, e apparve la presiedute da Paolo VI. storali e diplomatiche nellO riente Romana? Chiede Preziosi. Capovilla europeo e in Turchia. risponde che accanto a comprensiIl Papa present il concilio come bili titubanze, la collaborazione una nuova Pentecoste. E qui sor- cos credo fu leale, pi di quanto La mostra di Carlo Mattioli al Braccio di Carlo Magno ge la questione circa il tempo di ma- si voglia ammettere. Chi si ripiega turazione dellidea in Roncalli. Fu ora sui poderosi volumi della docucosa improvvisa? La risposta dellin- mentazione ufficiale, pu attestare tervistato assai articolata. Certo, che il contributo di pensiero e di quellannuncio, il 25 gennaio 1959, fu animazione stato sollecito e vario. Trentaquattro anni fa, si svolse re un artista che, dimostrando una sorpresa un po per tutti. A Questo il mio personale ricordo. in Vaticano una mostra destinata sensibilit modernissima e attenquanto ne so, non ne aveva parlato Inizia cos la fase preparatoria a passare alla storia, Gli artisti zione alle nuove tendenze, ha, esplicitamente, ma certamente que- che rivela al Papa, ai padri e contemporanei a Paolo VI, che con assoluta coerenza, perseguisto progetto era gi scritto in lui. allopinione pubblica impreviste difdiede vita alla sezione darte to una poetica e una tecnica che Fu unintuizione, non una decisione: ficolt, irritate incomprensioni, attese contemporanea dei Musei Vati- non hanno mai abbandonato i Ne accenn velatamente il 2 no- e pretese insostenibili, scogli procecani. Tra essi, figurava anche mezzi tradizionali della pittura. vembre 1958. Ne aveva discusso con durali, forzature di entusiasti innovaCarlo Mattioli, artista scomparso La mostra cade nel centenario monsignor Cavagna (...) certo con tori, frenature di vigili pastori del nel 1994. monsignor DellAcqua. Ufficialmen- gregge, astuti calcoli di occulti madella nascita di Carlo Mattioli Oggi Mattioli di nuovo in te ne parl con Tardini solo il 20 novratori, artificiosi commenti dei (Modena, 8 maggio 1911), ed Vaticano, e precisamente al Bracgennaio 1959 o poco prima. Il cardi- poteri mediatici. un bel regalo per la produzione cio di Carlo Magno fino al prosnale Ruffini disse di aver suggerito Ma sar il Papa a sgomberare il di un artista le cui tele, tavole e simo 13 novembre. Questa volta, lui al Papa un Concilio. campo da alcuni fraintendimenti e a per, lartista vi figura da unico carte raccontano la quotidianit Per Capovilla la confidenza al car- rendere pi palese la finalit reliprotagonista. Coordinata da di un fine intellettuale, seguendinale Tardini non contraddice la giosa dellevento annunciato, in Giovanni Morello (e curata da done le stagioni della vita. sincerit del Papa: A un tratto, nel- una visione della Chiesa di tutti e Dove mi porti mia arte? / In Maurizio Calvesi, Antonio Paola conversazione con il Segretario di particolarmente la Chiesa dei povelucci, Antonio Natali, Augusta che remoto / deserto territorio / Stato, mi illumin lanima una gran- ri con vigorosa diffusione del senMonferini e Gloria Bianchino), a un tratto mi sbalestri?. Cos de idea, avvertita proprio in so sociale e comunitario, immanente Carlo Mattioli. Una luce dom- si interrogava Mario Luzi, coquellistante e mi sal alle labbra una al cristianesimo autentico (p. 56) e bra unampia retrospettiva gliendo lintensit dellarte del parola solenne ed impegnativa. La compendio del poema delle opere di Papaveri ai bordi della Versiliana (1975) monografica che intende celebra- suo grande amico. mia voce la esprimeva per la prima misericordia: Non si pu costruila, dove ricorda i primi incontri con monsignor Roncalli, e poi il suo episcopato, non facile dice a Chieti-Vasto: Era necessario aprire nuovi percorsi, entrare in fecondo dialogo con il mondo contemporaneo. Poi venne un uomo chiamato Giovanni a sedere sul soglio pontificio, come ebbe a dire il Patriarca Athenagoras; ci fu linizio di una nuova primavera, che nel Papa nacque soprattutto dalla preghiera, come indic quella frase al suo segretario che gli chiedeva, appena fatto

La Lev a Pordenone

Da Ratzinger allOsservatore passando per unex-modella


Ascoltare, leggere, crescere. Con questo motto, la Libreria Editrice Vaticana (Lev) lancia la sua settimana di incontri, letture, musica e approfondimenti a Pordenone, dal 10 al 15 ottobre. In particolare, saranno quattro i momenti principali dellevento. Il primo nella serata di luned, quando si discuter del best seller Ges di Nazaret, dello scrittore di punta della casa editrice, Joseph Ratzinger. Interverranno, tra gli altri, Giacinto-Boulos Marcuzzo, vescovo ausiliare di Gerusalemme dei Latini, Marta Lago, vice-incaricato delledizione in lingua spagnola dellOsservatore Romano, e il salesiano Giuseppe Costa, che della Lev il direttore. Duplice appuntamento mercoled. La mattina si parler del nuovo cortile dei gentili, mentre la serata sar dedicata alla ex modella Leah Diann Darrow e al suo percorso dalle passerelle allincontro con Dio. La Cappella Sistina sar invece la protagonista della tavola rotonda moderata dal direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci del tardo pomeriggio di venerd. In serata si ricorderanno gli ottantanni di Radio Vaticana, con lintervento, tra gli altri, del direttore, padre Federico Lombardi. Gran finale sabato 15 ottobre, con un omaggio ai centocinquantanni del nostro singolarissimo giornale. Ne parleranno lambasciatore italiano a Mosca, Antonio Zanardi Landi, il giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung Joerg Bremen, il direttore del Gazzettino Roberto Papetti, don Costa e il direttore dellOsservatore Romano.

Moderno e tradizionale

pagina 6

LOSSERVATORE ROMANO
Aperti allUniversit cattolica di Lilla gli Stati generali del cristianesimo

sabato 8 ottobre 2011

Lappello del cardinale Sandoval Terrazas a difesa dei diritti degli indigeni

Non bisogna avere paura


LILLA, 7. Abbiamo bisogno di un cristianesimo rivolto al futuro, dotato dimmaginazione, radiante, che dia testimonianza senza essere settario, che sia festoso pi che lamentoso, che sia sveglio e pieno di vigore. Affrontare le paure della nostra societ non significa proibire di dare un posto ancora pi ampio alla gioia e alla speranza. Al contrario. Parole di Jean-Pierre Denis, direttore della redazione del settimanale francese La Vie, organizzatore assieme allarcidiocesi, allUniversit cattolica e al Comune di Lilla della seconda edizione degli Stati generali del cristianesimo, in scena dal 7 al 9 ottobre nel capoluogo del Nord-Pas-de-Calais. Sessanta incontri e conferenze, pi di cento interventi, la grande notte del cristianesimo nella chiesa di San Maurizio (tra venerd e sabato), caratterizzata da una serie di testimonianze di vita spirituale e di impegno sociale che accompagneranno i vari momenti di preghiera: levento, anche se solo alla seconda edizione, si colloca gi tra i grandi appuntamenti annuali della Chiesa in Francia. Gli Stati generali, in realt, sono cominciati mercoled 5 con un avant-premire nelle diocesi di Arras e di Cambrai, coinvolgendo prima, a Saint-Martin-Boulogne, i quattrocento allievi di due licei privati, e poi animando, allUniversit di Valenciennes, un forum politico che ha proposto una riflessione sulla democrazia e i media e sul senso dellimpegno in politica. stata invece una preghiera ecumenica, venerd mattina allUniversit cattolica di Lilla, ad aprire ufficialmente lassemblea: a guidarla larcivescovo di Lille, Laurent Ulrich, vice-presidente della Conferenza episcopale, il metropolita Emmanuel, presidente dellAssemblea dei vescovi ortodossi di Francia, e Jane Stranz, responsabile del servizio per le relazioni ecumeniche della Federazione protestante. Il titolo della manifestazione Bisogna avere paura?. A rispondere lo stesso Denis: Lobiettivo degli Stati generali del cristianesimo non coltivare le inquietudini e lo scoraggiamento, e meno ancora di rimuginare i risentimenti. Ma bisogna pure tenere conto, nel modo pi onesto possibile, di questo contesto di malessere nelleconomia, nel sociale, nella famiglia, nella cultura, nella religione, nella definizione stessa di uomo. Di fronte alle crisi spiega il direttore di La Vie si cercano innanzitutto delle soluzioni. In mancanza di esse, si reclamano delle protezioni, quindi si indicano dei colpevoli. Si perdono cos punti di riferimento e valori comuni, c un ripiegamento su se stessi e la paura sinsinua. Ma meno ci amiamo, meno siamo capaci di inventarci un domani fedele alla nostra storia, e pi saremo tentati di diffidare degli altri. Ecco allora che, per Jean-Pierre Denis, pi che mai serve la riflessione e il confronto: in gioco il futuro dellessere umano, lavvenire della nostra cultura, la salvaguardia del nostro pianeta, il rinnovamento del nostro legame sociale. Per monsignor Ulrich, un grande segno che questa possibilit di confronto sia offerta a cristiani di diversi orizzonti e confessioni. I temi dei dibattiti sono questanno legati allo sfondo di inquietudini fortemente condivise nella nostra societ: bisogna avere paura? Comprendiamo che la paura, nella nostra epoca, largamente veicolata, ma speriamo che essa possa essere scongiurata. Noi cristiani ha detto larcivescovo di Lille siamo convinti di poter fare qualcosa. Il grande forum del venerd, intitolato appunto Bisogna avere paura? e al quale hanno partecipato filosofi, teologi, scrittori, politici e rappresentanti di associazioni, ha affrontato il problema della perdita di fiducia (che rischia di diventare il male del secolo), della diffidenza nei confronti della politica, delle istituzioni, dei media, dellislam. Interverranno ai dibattiti, fra gli altri, Mohammed Moussaoui, presidente del Consiglio nazionale del culto musulmano, Claude Baty, presidente della Federazione protestante di Francia, e larcivescovo di Rabat, Vincent Landel. Sabato gli altri due grandi forum: Che abbiamo fatto dellamore e Cristiani svegliatevi!. Chiuder gli Stati generali, domenica mattina, un incontro di condivisione sul Vangelo e sugli strumenti di lettura biblica animato da rappresentanti dellarcidiocesi e dellUniversit cattolica di Lilla.

Per il bene comune e la dignit della persona


LA PAZ, 7. Sono venuto di persona ad ascoltare le vostre preoccupazioni: con queste parole larcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, cardinale Julio Sandoval Terrazas, ha iniziato a dialogare con un gruppo di manifestanti indigeni accampati davanti alla cattedrale di Santa Cruz in sciopero della fame, per solidariet con i partecipanti alla marcia in difesa del Territorio Indigeno Parco Nazionale Isiboro Scure (Tipnis), la pi grande riserva naturale del Paese. Il porporato ha chiesto ai manifestanti di riflettere bene sullazione intrapresa, perch sempre un rischio per la vostra salute e una preoccupazione per i vostri cari. Congedandosi da loro, larcivescovo di Santa Cruz de la Sierra ha benedetto le numerose persone radunate e ha ribadito che si deve trovare al pi presto una soluzione, percorrendo le vie della giustizia e della pace. Tutta la popolazione ha concluso il cardinale desidera costruire un Paese accogliente per tutti, un Paese dove si rispetti il bene comune e la dignit della persona umana. Luned scorso, le comunit del Tipnis hanno ripreso la loro marcia verso la capitale La Paz, per protestare contro la costruzione della seconda sezione della strada che attraversa linsediamento indigeno per collegare i dipartimenti di Beni (nord) e Cochabamba (centro). Gli indigeni hanno ripreso la marcia a Quiquibey, una citt situata sul confine tra i dipartimenti di Beni e La

Paz (ovest), a circa trecento chilometri dalla capitale boliviana, dopo cinque giorni di fermo per la repressione violenta della polizia subita una settimana fa nel comune di Yucumo. La Defensoria del Pueblo (lorganismo boliviano che si occupa della tutela dei diritti umani) presente alla marcia per evitare possibili disordini, come ha riferito alla stampa locale Gonzalo Fuentes, uno dei rappresentanti dellorganismo.

I vescovi chiedono anche misure economiche

Educazione alla pace nel Salvador


SAN SALVAD OR, 7. Lazione educativa costituisce un rilevante fattore di crescita sociale, culturale e civile della societ. Leducazione infatti il presupposto indispensabile per una cittadinanza piena e responsabile, lantidoto allemarginazione e alla vulnerabilit sociale dai mille volti. La Chiesa cattolica di El Salvador considera leducazione come fondamentale per lo sviluppo di un Paese e, in seguito al progetto di bilancio per il 2012 appena presentato dal ministero delle Finanze, ha mostrato apprezzamento per laumento dei fondi destinati a sanit e istruzione. In una recente dichiarazione, monsignor Jos Luis Escobar Alas, arcivescovo di San Salvador, ha affermato che il tema del bilancio di importanza fondamentale per tutto il Paese e che la Chiesa rimane vigile sulla sua approvazione. importante ha dichiarato discuterne con grande libert, con la buona volont e la collaborazione di tutti. Larcivescovo ha sottolineato che negli anni passati si sono verificate circostanze per cui il bilancio stato fatto in ritardo, colpendo cos la Nazione, specialmente le fasce pi deboli. Ci auguriamo che adesso non ci siano blocchi e i provvedimenti siano presi in tempo, ha esclamato. Il bilancio sar approvato al pi tardi alla fine dellanno e i principali capitoli sono listruzione scolastica, la sanit e la campagna di educazione a combattere la violenza. Il presule ha anche constatato le difficolt del Governo a lavorare nelle aree sociali prestando attenzione alla popolazione pi povera ed emarginata. Larcivescovo Escobar Alas spera che le conclusioni della Consulta nazionale non rimangano soltanto mere enunciazioni. Si attendono gesti concreti. Speriamo ha auspicato che vengano messe in pratica per risolvere il problema della violenza, uno dei pi gravi che abbiamo. Secondo i dati della Polizia nazionale civile (Pnc), nel 2011 sono morti, purtroppo, ben 103 giovani a causa della violenza. I presuli di El Salvador si mostrano preoccupati per la violenza che ha colpito ultimamente il Paese. In pi occasioni hanno evidenziato questa piaga che rischia di lacerare il tessuto della convivenza civile. In primo luogo i presuli esortano a chiedere a Dio il dono divino della pace e ad accompagnare questa preghiera con lazione: tale esortazione si rivolge innanzitutto ai laici ai quali spetta un ruolo fondamentale: divenire costruttori di riconciliazione e di pace. I vescovi esortano i fedeli a non lasciarsi vincere dal male e indicano loro il modo di raggiungere la pace promuovendo un umanesimo integrale e solidale che possa incoraggiare un nuovo ordine sociale, economico e politico, fondato sulla dignit e la libert di ogni persona. Questo umanesimo sar possibile se ognuno sapr coltivare in se stesso le virt morali e sociali e diffonderle nella societ. Il cammino di trasformazione dovrebbe culminare nelluomo nuovo, creatore di una nuova umanit con laiuto necessario della grazia divina. I presuli lanciano un appello a lasciare da parte ogni tipo di contrasto e a impegnarsi, con coraggio sereno, a cercare le strade dellintesa e della riconciliazione. I gravi problemi economici, sociali e di convivenza, chiedono uno sforzo combinato e generoso, al quale sono chiamate tutte le componenti politiche sociali ed ecclesiali, affinch il Paese che tanto amiamo possa andare avanti. Il messaggio rivolto anche alle persone che pongono la loro fiducia nella violenza e si lasciano trascinare da questa, come i giovani delle bande o i diversi gruppi armati. I vescovi di El Salvador ricordano che sebbene certamente ci siano molte cose da cambiare per superare le disuguaglianze economiche in modo che tutte le famiglie possano godere di una vita degna, tuttavia la violenza non la soluzione, perch questa porta solo a peggiorare la situazione in quanto altera profondamente lequilibrio della convivenza. arrivata lora evidenziano ancora i presuli di costruire sempre pi responsabilmente un futuro di speranza. Dio con noi per incoraggiare tutto quello che ci spinga verso la vita e ci dia una carica dottimismo. Soltanto in Lui dobbiamo mettere la nostra fiducia. I membri della Conferenza episcopale di El Salvador ricordano a tutti i fedeli che solo Dio pu dare agli uomini la possibilit di superare il male nella vita e raggiungere il bene: Lo abbiamo verificato affermano nei duri anni del conflitto civile, quando sembrava che la pace fosse impossibile. Lo verifichiamo di nuovo ora. Se realmente crediamo nella sua Parola e se facciamo quello che ci chiede, il risultato sar una societ senza violenza, fondata sulla pace, sulla riconciliazione, sul perdono.

Spot televisivi e radiofonici promossi dalla Conferenza episcopale

Negli Stati Uniti iniziative a favore del matrimonio


WASHINGTON, 7. La campagna di sensibilizzazione For Your Marriage (Per il tuo matrimonio) torna a essere al centro dellattenzione della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb) che ha lanciato una nuova tornata di spot pubblicitari, sul servizio pubblico televisivo e radiofonico, con il tema: Un buon matrimonio fa molta strada. La campagna, che riguarda circa milleseicento canali televisivi e settemila stazioni radiofoniche, si rivolge alle coppie gi sposate e chiede di rispondere a una serie di domande come: Quante persone partecipano attivamente alla tua vita matrimoniale?, Qual la cosa migliore dellessere sposati?. La campagna For Your Marriage, una delle principali priorit dei vescovi degli Stati Uniti, mira a consolidare il matrimonio e la famiglia. Gi nel giugno scorso, infatti, la Conferenza episcopale aveva lanciato unaltra campagna, composta da nove annunci radiofonici della durata di trenta secondi, indirizzati a varie fasce di et, volta ad aiutare le coppie ispaniche ad affrontare la sfida di portare avanti un matrimonio e una vita familiare salutari. Secondo dati recenti dello U.S. Census Bureau, nel 2010 meno della met delle famiglie del Paese, il 49,7 per cento, era guidata da una coppia sposata. Tra le famiglie ispaniche, la percentuale saliva al 66 per cento. Secondo i presuli statunitensi, gli spot televisivi e radiofonici incoraggeranno le coppie a visitare il sito www.foryourmarriage.org oppure www.facebook.com/foryourmarriage e twitter.com/foryourmarriage per ottenere suggerimenti al fine di rafforzare e migliorare il loro matrimonio. Le risorse online comprendono articoli aggiornati periodicamente, blog e consigli quotidiani sul matrimonio. Il primo spot televisivo: Il matrimonio esige un lavoro di squadra si pu gi scaricare dal sito, mentre gli spot radiofonici sono disponibili sul sito www.foryourmarriage.org nella sezione multimediale. Questa campagna ha detto il vescovo di Fort Wayne-South Bend, monsignor Kevin Carl Rhoades, presidente del comitato sul laicato, vita familiare, matrimonio e giovani della Conferenza episcopale evidenzia come i benefici del matrimonio vadano oltre il marito e la moglie, e di fatto rafforzino tutta la societ: un messaggio che spesso va perduto nella nostra cultura. Gli spot televisivi e radiofonici sono sovvenzionati dalla Campagna di comunicazione cattolica dei vescovi statunitensi, che raccoglie fondi nelle parrocchie della nazione per sostenere le attivit mediatiche della Chiesa. La campagna For Your Marriage segue il successo ottenuto da unaltra campagna nel 2007, nella quale si chiedeva alle coppie sposate, Che cosa hai fatto per il tuo matrimonio?. In quelloccasione gli spot radiofonici sono stati trasmessi 179.453 volte e hanno ottenuto 438 milioni di commenti da parte del pubblico, gli spot televisivi sono stati trasmessi 68.023 volte ottenendo 700 milioni di commenti dal pubblico. Il sito in rete stato visitato da 6.086.700 utenti e ottenuto 1.101.757 di clic.

La marcia di protesta iniziata il 15 agosto scorso da Trinidad, con circa millecinquecento partecipanti. Finora sono sette i comitati ministeriali che hanno cercato di negoziare con gli indigeni per fermare la protesta. I numerosi partecipanti alla marcia hanno riconosciuto davanti alla stampa internazionale lappoggio umanitario offerto dalla Chiesa durante la marcia, in modo speciale prima, durante e dopo lintervento della polizia per sciogliere la marcia a Yucumo. I rappresentanti della pastorale sociale della Caritas boliviana si sono trasferiti nella sede del vicariato di Reyes per coordinare nuove azioni di aiuto umanitario a favore dei partecipanti alla marcia, che fino al momento di ripartire si erano rifugiati nelle parrocchie e nelle strutture religiose di Yucumo, San Borja e Rurrenabaque. Purtroppo, secondo alcune testimonianze dei manifestanti, risultano ancora disperse tre persone. A Rurrenabaque gli indigeni sono stati accolti nella canonica della parrocchia, dove la popolazione locale ha dato loro tutta lassistenza possibile. A Yucumo, le suore missionarie di Cristo Ges, presenti con una comunit, sono state delegate a rappresentare la Chiesa in questa zona durante il conflitto dei manifestanti con la polizia. Gli indigeni hanno testimoniato che, dopo lintervento della polizia, le suore a San Borja hanno cercato di evitare che gli scontri avessero un esito drammatico. Le religiose sono anche andate alla ricerca dei manifestanti che, in fuga, si erano rifugiati nella foresta. Soddisfazione per lattestato di stima nei confronti della Chiesa in Bolivia stato espresso da Juan Carlos Velasquez, responsabile della Caritas boliviana.

Lutto nellepiscopato
Monsignor Fernando Charrier, vescovo emerito di Alessandria, morto nella mattina di venerd 7 ottobre, dopo una lunga malattia. Nato il 12 settembre 1931 a Bourcet di Roure, nella diocesi di Pinerolo, aveva ricevuto lordinazione sacerdotale il 24 giugno 1956. Eletto alla Chiesa titolare di Cercina il 29 settembre 1984 e nominato ausiliare di Siena, di Colle di Val dElsa e di Montalcino, aveva ricevuto lordinazione episcopale l11 novembre successivo. Esperto delle questioni sociali, il 22 aprile 1989 era stato nominato vescovo di Alessandria e il 4 aprile 2007 aveva rinunciato al governo pastorale della diocesi. Le esequie saranno celebrate luned 10 ottobre, alle ore 10, nella cattedrale di Alessandria.

La Congregazione delle Piccole Suore della Divina Provvidenza della beata Teresa Grillo Michel, nella preghiera che apre alla speranza, ripete al

Vescovo monsignor

FERNAND O CHARRIER
la sua gratitudine, nella certezza che, nella comunione dei Santi, egli continua a incoraggiare la nostra famiglia religiosa con il suo esempio e la sua intercessione. Suor Natalina Rognoni, superiora generale.

sabato 8 ottobre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Il discorso di Benedetto ai vescovi dellIndonesia in visita ad limina

pagina 7

XVI

Dialogo con le religioni e rispetto delle minoranze


Un appello a intensificare il dialogo con le religioni, nel rispetto delle reciproche differenze e dei diritti delle minoranze, stato lanciato dal Papa in occasione della visita ad limina dei vescovi dellIndonesia, ricevuti in udienza venerd mattina, 7 ottobre, nella Sala del Concistoro. Dear Brother Bishops, I am pleased to offer you a warm fraternal welcome on the occasion of your visit ad Limina Apostolorum, a privileged opportunity to give thanks to God for the gift of communion that exists in the one Church of Christ, and a moment to deepen our bonds of unity in the apostolic faith. I wish to thank Bishop Situmorang for his kind words offered on your behalf and in the name of those entrusted to your pastoral care. My cordial greetings also go to the priests, the men and women religious, and laity whom you shepherd. Please assure them of my prayers for their sanctification and well-being. Christs message of salvation, forgiveness and love has been preached in your country for centuries. Indeed, the missionary impulse remains essential to the Churchs life, and finds expression not only in the preaching of the Gospel, but also in the witness of Christian charity (cf. Ad Gentes, 2). In this regard, I appreciate the intense efforts made by numerous individuals and agencies in the name of the Church to bring the tender compassion of God to many members of Indonesian society. This is the hallmark of every movement, action and expression of the Church, in all of her sacramental, charitable, educational and social endeavors, so that in everything her members may strive to make the Triune God known and loved through Jesus Christ. This will not only contribute to the spiritual vitality of the Church as she grows in confidence through humble yet courageous witness; it will also strengthen Indonesian society by promoting those values that your fellow citizens hold dear: tolerance, unity and justice for all citizens. Appropriately, Indonesias constitution guarantees the fundamental human right of freedom to practice ones religion. The freedom to live and preach the Gospel can never be taken for granted and must always be justly and patiently upheld. Nor is religious freedom merely a right to be free from outside constraints. It is also a right to be authentically and fully Catholic, to practice the faith, to build up the Church and to contribute to the common good, proclaiming the Gospel as Good News for all, and inviting everyone to intimacy with the God of mercy and compassion made manifest in Jesus Christ. A significant amount of the charitable and educational work within your Dioceses is done under the aegis of religious men and women. Their consecration to Christ and their lives of deep prayer and genuine sacrifice continue to enrich the Church and to render Gods presence visible and active in your nation. I wish to express my gratitude to the many priests and men and women religious who offer glory to the Lord through countless good works which benefit their Indonesian brothers and sisters. Their labors are an indispensable expression of the Churchs commitment to humanity, and in particular to the most needy. For this reason, I ask you, dear Brother Bishops, to continue to ensure that the formation and education that seminarians and men and women religious receive will always be adequate to the mission entrusted to them. Amid the growing complexities of our world and the rapid transformation of Indonesian society, the need for wellprepared religious men and women is all the more urgent. In concert with their local Superiors, ascertain that they have received what is necessary for them to live lives filled with spiritual wisdom and understanding, and to bear fruit in every good work (cf. Col 1:9, 10). I can only encourage you in your continuing efforts to promote and sustain interreligious dialogue in your nation. Your country, so rich in its cultural diversity and possessed of a large population, is home to significant numbers of followers of various religious traditions. Thus, the people of Indonesia are wellplaced to make important contributions to the quest for peace and understanding among the peoples of the world. Your participation in this great enterprise is decisive, and so I urge you, dear brothers, to ensure that those whom you shepherd know that they, as Christians, are to be agents of peace, perseverance and charity. The Church is called to follow her Divine Master, who unites all things in himself, and to witness to that peace which only he can give. This is the precious fruit of charity in him who, suffering unjustly, gave us his life and taught us to respond in all situations with forgiveness, mercy and love in truth. Believers in Christ, rooted in charity, ought to be committed to dialogue with other religions, respecting mutual differences. Common endeavors for the upbuilding of society will be of great value when they strengthen friendships and overcome misunderstanding or distrust. I have confidence that you and the priests, religious and laity of your Dioceses will continue to bear witness to the image and likeness of God in each man, woman and child, regardless of their faith, by encouraging everyone to be open to dialogue in the service of peace and harmony. By doing everything possible to ensure that the rights of minorities in your country are respected, you further the cause of tolerance and mutual harmony in your country and beyond. With these thoughts, dear Brother Bishops, I renew to you my sentiments of affection and esteem. Your country is composed of thousands of islands; so too the Church in Indonesia is made up of thousands of Christian communities, islands of Christs presence. May you always be united in faith, hope and love among yourselves and with the Successor of Peter. I commend all of you to the intercession of Mary, Mother of the Church. Assuring you of my prayers for you and for those entrusted to your pastoral care, I am pleased to impart my Apostolic Blessing as a pledge of grace and peace in the Lord. Di seguito una nostra traduzione italiana del discorso del Papa. Cari Fratelli Vescovi, sono lieto di porgervi il mio affettuoso e fraterno benvenuto in occasione della vostra visita ad limina apostolorum, una opportunit privilegiata per rendere grazie a Dio per il dono di comunione che esiste nellunica Chiesa di Cristo, e un momento di approfondimento dei nostri vincoli di unit nella fede apostolica. Desidero ringraziare il Vescovo Situmorang per le sue cordiali parole pronunciate a vostro nome e a nome di quanti sono affidati alla vostra sollecitudine pastorale. Rivolgo saluti cordiali anche ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose e ai laici affidati alle vostre cure pastorali. Vi prego di assicurarli delle mie preghiere per la loro santificazione e per il loro benessere. Il messaggio di Cristo di salvezza, perdono e amore viene predicato nel vostro Paese da secoli. Infatti, limpulso missionario resta essenziale per la vita della Chiesa e trova espressione non solo nella predicazione del Vangelo, ma anche nella testimonianza della carit cristiana (cfr. Ad gentes, n. 2). A questo proposito, apprezzo gli sforzi intensi fatti da numerosi individui e da organismi nel nome della Chiesa per portare la tenera compassione di Dio ai numerosi membri della societ indonesiana. Questa la caratteristica di ogni movimento, azione ed espressione della Chiesa, in tutti i suoi sforzi sacramentali, caritativi, educativi e sociali, cosicch in ogni cosa i suoi membri possano cercare di far conoscere il Dio Uno e Trino e di farlo amare attraverso Ges Cristo. Questo non contribuir soltanto alla vitalit spirituale della Chiesa mentre cresce nella fiducia attraverso una testimonianza umile seppur coraggiosa, ma rafforzer anche la societ indonesiana promuovendo i valori cari ai vostri cittadini: tolleranza, unit e giustizia per tutti i cittadini. In modo opportuno la costituzione indonesiana garantisce il diritto umano fondamentale alla libert di praticare la propria religione. La libert di vivere e di predicare il Vangelo non si pu mai dare per scontata e deve essere sempre giustamente e pazientemente sostenuta. N la libert di religione solo un diritto a essere liberi dalle costrizioni esterne. anche un diritto a essere cattolici in maniera autentica e piena, a praticare la fede, a edificare la Chiesa e contribuire al bene comune, proclamando il Vangelo come Buona Novella per tutti e invitando tutti allintimit con il Dio della misericordia e della compassione reso manifesto in Ges Cristo. Una parte significativa dellopera caritativa ed educativa nelle vostre diocesi viene fatta sotto legida di religiosi e religiose. La loro consacrazione a Cristo e la loro vita di preghiera profonda e di sacrificio autentico continuano ad arricchire la Chiesa e a rendere la presenza di Dio visibile e attiva nella vostra nazione. Desidero esprimere gratitudine ai numerosi sacerdoti, religiosi e religiose che rendono gloria al Signore attraverso innumerevoli buone opere che sono di beneficio ai loro fratelli e alle loro sorelle indonesiani. I loro sforzi sono una espressione indispensabile dellimpegno ecclesiale per lumanit e in particolare per i pi bisognosi. Per questo motivo, vi chiedo, cari Vescovi, di continuare a garantire che la formazione e leducazione che i seminaristi, i religiosi e le religiose ricevono siano sempre adeguate alla missione affidata loro. Di fronte alle crescenti complessit del nostro mondo e alla trasformazione rapida della societ indonesiana, la necessit di religiosi e religiose ben preparati si fa sempre pi urgente. In accordo con i loro superiori locali, accertatevi del fatto che abbiano ricevuto il necessario per condurre esistenze piene di saggezza e conoscenza spirituali, e reca-

Il saluto dei presuli

Chiesa viva e coraggiosa


La Chiesa cattolica in Indonesia viva e non si fa spaventare dagli episodi di violenza. Il vescovo Martinus Dogma Situmorang, presidente della Conferenza episcopale, ha presentato al Papa il quadro della realt dei cattolici nel Paese, tra luci e ombre. Innanzitutto sono in aumento le vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, come anche i laici consapevoli della propria missione. Ma ha aggiunto dobbiamo prestare maggiore attenzione alla preparazione e alla formazione permanente. Un punto di forza della Chiesa in Indonesia sono, da sempre, le sue opere sociali nellambito dellassistenza sanitaria e sociale e delleducazione, a tutti i livelli: dallasilo, alle scuole superiori fino alluniversit. Queste forme di apostolato restano forti, attraenti e convincenti, mentre affrontiamo nuove sfide e perfino difficolt per mantenerle e per avviarne altre, per vari motivi: autorizzazioni, personale, questioni finanziarie. Questione centrale il dialogo con le altre religioni e con lislam in particolare. Il nostro Paese ha detto ha una variet ricca e colorata di realt religiose, culturali, etniche, linguistiche e sociali e godiamo di una convivenza relativamente pacifica. Inoltre da alcuni decenni a questa parte c anche un risveglio religioso. Purtroppo non mancano i problemi. Alcuni gruppi di fanatici fra i fratelli musulmani ha riferito stanno divenendo pi violenti e terrorizzano attraverso atti criminali, cosa accaduta anche molto di recente. Con nostra sorpresa e preoccupazione, un loro bersaglio anche la maggioranza dei musulmani moderati, che non riescono ad ammansirli, mentre le forze di sicurezza e le autorit civili non agiscono in modo adeguato. Inoltre alcune sette cristiane svolgono azioni non amichevoli e operano una sorta di proselitismo, anche verso i protestanti e i cattolici. E secondo alcuni ricercatori, in certe religioni, in aumento la tendenza a essere pi esclusivi, ostili e intolleranti, anche fra i giovani. La Chiesa risponde con opere e iniziative di pace e riconciliazione a tutto campo: Educhiamo e insegniamo al nostro popolo a essere pi unito, non timoroso o scoraggiato, e pi aperto e disponibile verso tutti, nonostante le differenze o lanimosit che potrebbero esistere, con un atteggiamento fraterno e inclusivo piuttosto che ristretto, chiuso e autoreferenziale. In questo senso cerchiamo di utilizzare i moderni mezzi di comunicazione sociale, ma dobbiamo fare molto di pi. Comunque i cattolici sono impegnati in prima linea nel dialogo con altre religioni, a tutti i livelli, soprattutto fra i leader. uno sforzo infinito e, a volte, piuttosto scoraggiante. Siamo una nazione democratica, ma non siamo ancora riusciti a vivere tale democrazia e a trarne il meglio. Deploriamo il fatto che non molti dei nostri leader siano autentici servitori. La corruzione diffusa e profondamente radicata nella nostra vita sociale. In questa prospettiva, il vescovo ha presentato la realt dei rapporti con le autorit civili: c collaborazione, per siamo anche critici e questo, a volte, non bene accetto.

re frutto in ogni buona opera (cfr. Col 1, 9, 10). Posso solo incoraggiarvi nei vostri sforzi costanti per promuovere e sostenere il dialogo interreligioso nella vostra nazione. Il vostro Paese, tanto ricco nella sua diversit culturale e dotato di una vasta popolazione, dimora di tantissimi seguaci di varie tradizioni religiose. Quindi, il popolo indonesiano ha buone possibilit di rendere contributi importanti al desiderio di pace e di comprensione fra i popoli del mondo. La vostra partecipazione a questa grande impresa decisiva e quindi vi esorto, cari fratelli, a garantire che quanti sono affidati alle vostre cure pastorali sappiano che essi, in quanto cristiani, devono essere agenti di pace, di perseveranza e di carit. La Chiesa chiamata a seguire il suo Maestro Divino che ricapitola tutte le cose in s e a testimoniare quella pace che solo Lui pu dare. Questo il frutto prezioso della carit in Colui che, soffrendo ingiustamente, ci ha donato la sua vita e ci ha insegnato a rispondere in tutte le situazioni con il perdono, la misericordia e lamore nella verit. I credenti in Cristo, radicati nella verit, dovrebbero impegnarsi nel dialogo con altre religioni, rispettando le reciproche differenze. Gli sforzi comuni per ledificazione della societ avranno

un gran valore se rafforzeranno amicizie e supereranno equivoci o forme di sfiducia. Confido nel fatto che anche voi e i sacerdoti, i religiosi e i laici delle vostre Diocesi continuerete a rendere testimonianza dellimmagine e della somiglianza di Dio in ogni uomo, donna e bambino, indipendentemente dalla loro fede, incoraggiando ognuno a essere aperto al dialogo nel servizio della pace e dellarmonia. Facendo tutto il possibile per garantire che i diritti delle minoranze nel vostro Paese siano rispettati, promuovete la causa della tolleranza e dellarmonia reciproche nel vostro Paese e altrove. Con queste riflessioni, cari Fratelli Vescovi, vi rinnovo i miei sentimenti di affetto e di stima. Il vostro Paese composto da migliaia di isole. Cos anche la Chiesa in Indonesia composta da migliaia di comunit cristiane, isole di presenza di Cristo. Siate sempre uniti nella fede, nella speranza e nella carit fra voi stessi e con il Successore di Pietro. Affido tutti voi allintercessione di Maria, madre della Chiesa. Assicurandovi delle mie preghiere per voi e per quanti sono affidati alla vostra sollecitudine pastorale, sono lieto di impartire la mia Benedizione Apostolica quale pegno di grazia e di pace nel Signore.

Proposta di Cor Unum per il futuro del Corno dAfrica

Una scuola in ogni villaggio


C unintera generazione che rischia di andare perduta. quella costituita dai milioni di sfollati dalle regioni del Corno dAfrica, le pi colpite dal dramma della carestia, i quali vagano da mesi alla ricerca di sopravvivenza e nel migliore dei casi sono destinati a diventare profughi, clandestini, senza patria, gente che non ha una casa, un lavoro, una comunit. per questa generazione che il cardinale Robert Sarah, presidente di Cor Unum, ha rivolto venerd mattina, 7 ottobre, un accorato appello da africano alla comunit internazionale affinch, oltre lemergenza, offra a questi popoli lopportunit di sopravvivere impegnandosi soprattutto nella costruzione di scuole nelle quali possano formarsi per il loro futuro. Una scuola in ogni villaggio lo slogan rilanciato dal porporato durante lincontro con i giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede. Con il cardinale erano alcuni dei protagonisti della riunione svoltasi poco prima nella sede del Pontificio Consiglio alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle diverse organizzazioni caritative cattoliche, tra i quali il neo-segretario generale di Caritas Internationalis Michel Roy, il presidente di Catholic Relief Service, Kenneth F. Hacket, e David Pain, rappresentante dellarcivescovo di Canterbury Rowan Williams. Era presente anche il segretario di Cor Unum, monsignor Dal Toso. Allappello del cardinale Sarah ha fatto seguito proprio la lettura di un messaggio inviato dal primate della Comunione anglicana, nel quale definisce quanto sta accadendo nel Corno dAfrica unincriminazione dolorosa per il mondo. Dopo aver sottolineato limportanza cruciale di collegare lazione umanitaria con gli interventi per lo sviluppo larcivescovo riafferma il ruolo importante che le comunit di fede devono svolgere in questo senso e ricorda lazione svolta dagli anglicani in questarea di crisi, in Kenya soprattutto. Spero e prego conclude il suo messaggio affinch questo incontro richiami nuova energia e crei nuove opportunit di collaborazione ecumenica per dare concretezza al grido da rilanciare alla comunit internazionale: Mai pi un simile dramma. Ha quindi fatto seguito lintervento del vescovo Giorgio Bertin, amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis di Mogadiscio in Somalia, il cui intervento suonato come un vero e proprio atto di accusa nei confronti di quei Paesi che guardano allAfrica pi per interessi nazionalistici che per offrire aiuto. Ricordando gli innumerevoli interventi del Papa nei confronti di questi e degli altri popoli disastrati, e assicurato che i suoi aiuti arrivano direttamente ai destinatari, pi agevolmente a quelli che sono nei campi profughi, il vescovo ha reclamato una carit che vada oltre lemergenza. Troppo facile, ha detto in sostanza, lasciarsi commuovere al momento dallimmagine straziante dei bambini africani rilanciate dai media, e girare poi lo sguardo altrove, verso il proprio tornaconto. La Somalia, ha detto il vescovo, esemplare in questo senso. In pochi sanno infatti che non solo la carestia ad affamare la Somalia la sua denuncia ma sono piuttosto i decenni di mancanza di uno Stato vero a gettare il Paese nel caos. Perch la comunit internazionale si limita a sterili conferenze (sino ad oggi ne sono state fatte 15) e non interviene concretamente per costituire lo Stato Somalo, con un governo stabile?. La risposta pu venire, secondo il presule, anche e soprattutto dallesemplarit dellintervento congiunto e disinteressato dei cristiani e di tutti gli uomini di fede.

Inizio della missione del nunzio apostolico in Ungheria


Monsignor Alberto Bottari de Castello, Arcivescovo titolare di Oderzo, giunto mercoled 17 agosto allaeroporto internazionale Ferenc Liszt di Budapest, dove ad accoglierlo, a nome del ministero degli Affari Esteri, erano presenti: il capo del Protocollo, la signora Csilla Wrtz, e Ferenc Szab, del ministero, nonch il cardinale Pter Erd, arcivescovo di EsztergomBudapest e presidente della Conferenza episcopale ungherese, monsignor Lajos Varga, vescovo ausiliare di Vc, e monsignor Kurian Mathew Vayalunkal, consigliere della nunziatura apostolica a Budapest. Lindomani, nella cornice dello storico Palazzo Sandr, si svolta la cerimonia della solenne presentazione della consegna delle lettere credenziali al presidente della Repubblica, Pl Schmitt. Il capo dello Stato, invitando il rappresentante pontificio ad ammirare lo splendore della capitale magiara dal balcone della residenza presidenziale, ha chiesto al nuovo nunzio apostolico di far giungere al Papa lespressione dei suoi auguri filiali. Da parte sua, monsignor Bottari de Castello, presentando i voti del Pontefice per la persona del presidente e per la nazione intera, ha confermato la sua volont di impegnarsi per mantenere e rafforzare i legami di stima e di sincera collaborazione fra lUngheria e la Santa Sede. In precedenza, il nunzio apostolico aveva presentato copia delle lettere credenziali alla signora Wrtz. Il 20 agosto, in qualit di decano del corpo diplomatico, il nunzio apostolico ha partecipato alle celebrazioni della festa nazionale che sono culminate con la sontuosa cerimonia ufficiale, svoltasi nella magnifica piazza degli Eroi della capitale. Nel pomeriggio, sul piazzale antistante alla cattedrale di Santo Stefano, stata concelebrata dal nunzio apostolico e dallepiscopato ungherese unEucaristia di ringraziamento presieduta dal cardinale Erd, alla presenza del Patriarca della Chiesa copta, Papa Shenouda III, in visita ufficiale in Ungheria. Al termine della messa, il presidente della Conferenza episcopale ha presentato il nuovo rappresentante pontificio allassemblea riunitasi al sacro rito. Subito dopo, nelle vie della capitale, si snodata una lunga e raccolta processione con le reliquie di santo Stefano, figura emblematica delle profonde radici cristiane dellidentit nazionale magiara. Marted 6 settembre, nella sede della Conferenza episcopale riunitasi in assemblea plenaria, dopo aver consegnato al presidente la lettera commendatizia del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, il rappresentante pontificio ha potuto incontrare uno a uno i vescovi, vagliando la loro determinazione nellassicurare la presenza cristiana nella societ civile ungherese, oggi minacciata dagli eccessi del relativismo e del consumismo.

pagina 8

LOSSERVATORE ROMANO

sabato 8 ottobre 2011

Il segno della certosa


Una volta era il 15 settembre 1991 il cardinale Joseph Ratzinger si rec nellabbazia Mariawald a Eimbach/Eifel, in Germania, per ordinare sacerdote un monaco cistercense della stretta osservanza. Nellomelia svolse il tema del sacerdote monaco considerato come un orante per il popolo. La prima e pi intima funzione del ministero sacerdotale, spiegava lallora cardinale, comprendere e accogliere le cose umane e trasformarle in preghiera, in modo che ci diventi un grido davanti al volto di Dio, un grido che, toccando il suo cuore, sempre di nuovo lo induce a discendere, a venire in mezzo a noi per redimerci. E poi aggiungeva: Il centro di tutto limpegno pastorale di Ges Cristo erano le sue notti di preghiera sul monte, solo con il Padre. Da una tale notte vissuta nel Tu per Tu con il Padre, nata la chiamata dei Dodici. In un tale stare sul monte, Egli ha visto come la nave della Chiesa si affatica sul lago, sulle acque di questo mondo e, lottando con il vento contrario, non avanza e sembra affondare. Egli ha dato e d tuttora alla nave un nuovo slancio. La narrazione di queste parole e di questo atto del cardinale Ratzinger si trovano nel recentissimo volume Il potere dei segni (Citt del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2011, pagine 299, euro 12) curato da Leonardo Sapienza, collaboratore quasi quotidiano del Santo Padre allinterno della Prefettura della Casa Pontificia lo definisce nella prefazione il cardinale Gianfranco Ravasi. La raccolta di trentadue testi, quasi tutte omelie, dedicati dal cardinale Ratzinger - Benedetto XVI al sacerdozio, intende dimostrare limpegno della Chiesa a passare dai segni del potere al potere dei segni propri di una comunit convertita totalmente al Vangelo. un po il filo conduttore dellattuale pontificato che, volendo applicare in profondit il concilio Vaticano II, indica lurgenza di ricuperare il primato di Dio nel mondo e nellistituzione ecclesiastica, aprendosi alla via dellamore concreto per luomo e il creato. Cercare Dio rappresenta, secondo Benedetto XVI, la condizione preliminare per radicare qualsiasi novit positiva nella storia. La particolare attenzione al monachesimo e a ci che ha significato nella storia, riscontrabile negli studi di Ratzinger teologo e nel magistero di Benedetto XVI, si spiega con il primato di Dio che sta alla base della vita monastica, conferendole una permanenza consolidata nella storia della Chiesa. Il Papa non si stanca di proporre ai cristiani, ciascuno nella propria condizione, lispirazione ideale del monachesimo, che consiste nella ricerca di Dio quale scopo principale dellesistenza. Tra i tanti, due richiami in tal senso restano ormai celebri e quasi emblematici. Nel primo il Pontefice rilancia come tuttora valido il motto inserito da san Benedetto nella sua Regola a fondamento della vita monastica in Occidente: Nulla anteporre allamore di Cristo. Il secondo il quaerere Deum proposto al mondo della cultura il 12 settembre 2008 al collge des Bernardins di Parigi. Nel crollo di vecchi ordini e sicurezze ricord in quella circostanza latteggiamento di fondo dei monaci era il quaerere Deum mettersi alla ricerca di Dio. Potremmo dire che questo latteggiamento veramente filosofico: guardare oltre le cose penultime e mettersi in ricerca di quelle ultime, vere. Il cercare Dio oggi non meno necessario che in tempi passati, per evitare un tracollo dellumanesimo. La visita del Papa a una certosa isolata ma densa di storia come quella di Serra san Bruno, pu essere ascritta nellordine dei segni e solo cos compresa. (c.d.c.)

A colloquio con padre Jacques Dupont, priore della certosa di Serra San Bruno, che Benedetto

XVI

visiter domenica 9

Quando il silenzio vale pi della parola


di NICOLA GORI I certosini sono dei veri rivoluzionari che si ispirano al Vangelo. Capovolgono i valori che il mondo ritiene fondamentali. Amano il silenzio, non inteso come assenza di parole, ma come apertura allaccoglienza di Cristo. La loro testimonianza non si esprime con parole o scritti, ma con lofferta della loro stessa vita, convinti, come sono, che se il mondo non impara a trarre vantaggio dal loro silenzio, nemmeno lo farebbe attraverso le loro parole. il priore Jacques Dupont a descrivere cos, in questa intervista al nostro giornale, i principi che regolano lesistenza quotidiana dei monaci della certosa di Serra San Bruno, dove il Papa si reca domenica pomeriggio 9 ottobre, dopo la visita alla diocesi di Lamezia Terme. Uno stile di vita che suona quasi come una proposta al mondo frenetico di oggi, fatto pi di parole che di azione. In un tempo in cui il chiasso e il rumore riempiono lo scorrere della vita quotidiana, diventa necessario sperimentare il silenzio: una dimensione ha detto il Papa anche recentemente che ci avvicina a Dio permettendoci di pensare e meditare senza distrazioni lessenziale della nostra esistenza. Quale posto occupa nella vostra giornata di monaci? Il silenzio dovrebbe permeare tutta la nostra esistenza, per permetterci di dedicarci a Dio solo. Il silenzio innanzitutto non una pratica ascetica, unosservanza da rispettare, ma ci che, insieme alla solitudine, caratterizza la nostra vita. Gi Guigo, il quinto priore di Chartreuse, nelle Consuetudini Cartusiae ossia il primo testo legislativo certosino affermava che la quies, la solitudine, il silenzio e il desiderio dei beni celesti, superiorum appetitione, tutto ci che vi di meglio nella nostra vocazione, in hac nostra institutione sunt optima. Il silenzio una chiamata interiore, in modo che dal semplice tacere nasca la sete di un silenzio pi profondo. Non lo si deve vedere come lassenza di parole o di rumore, ma come unapertura per accogliere il Verbo. Si sceglie di vivere nel silenzio per poter percepire la Parola che si manifesta come un mormorio nel fondo nellanima, l dove luomo solo davanti a Dio solo. Non per niente facile raggiungere tale livello di silenzio. Per abbiamo una guida che viene in nostro aiuto. La Vergine Maria stata puro silenzio per ricevere nello Spirito la Parola del Figlio. Ella ha ricevuto suo Figlio come il silenzio accoglie la Parola di Dio. Insieme a Maria, cerchiamo, nonostante le nostre imperfezioni e le nostre debolezze, di trascorrere la nostra vita nella contemplazione e nelladorazione di Dio, non nello splendore della visione, ma nelloscurit della vita quotidiana di Nazaret. Il connubio tra vita eremitica e cenobitica sembra abbia trovato nella certosa un punto di equilibrio. Pu indicarci quali sono le motivazioni profonde di questa scelta di vita entro la societ contemporanea? Abbracciare una vita come la nostra ha una sola motivazione: lamore di Dio. Il mondo cambia, la societ ben diversa da quella che ha conosciuto san Bruno, per, in tutti i tempi, Dio chiama alcuni a ritirarsi nel deserto per parlare al loro cuore, come fece per il suo popolo. Forse il mondo fa fatica a capire una vita consacrata esclusivamente a Dio. Tuttavia sono attuali le frasi che Bruno scrisse a un amico: Che cosa c di tanto giusto e di tanto utile, che cosa c nella natura umana di tanto profondamente radicato e di tanto profondamente conforme a essa, che amare il bene? E c altro bene che Dio solo?. La nostra vita di solitari in comunit una testimonianza resa allAssoluto di Dio. Ed del tutto legittimo consacrare totalmente la vita a Lui, soprattutto nelloggi in cui si insiste tanto sulluomo. Non dimentichiamo che ogni uomo porta in s larchetipo del monaco, che lo sprona ad andare oltre a ci che passa e a ci che molteplice, per ricercare lUnum necessarium. Fugitiva relinquere, aeterna captare, per riprendere altre parole di Bruno. Agli occhi di molti sembra che la vostra scelta significhi rinunciare a occuparsi dei problemi dei fratelli e rifugiarsi in un mondo separato. unobiezione fondata? I nostri statuti dicono che se aderiamo veramente a Dio, non ci trinceriamo in noi stessi, ma al contrario la nostra mente si apre e il cuore si dilata tanto da poter abbracciare luniverso intero e il mistero salvifico di Cristo. Separati da tutti, siamo uniti a tutti, per stare a nome di tutti al cospetto del Dio vivente. Certo, solo con gli occhi della fede si possono riconoscere questa vicinanza e questa solidariet. Pur vivendo nascosti con Cristo in Dio, siamo nel cuore dellumanit. La nostra testimonianza non si esprime con delle parole, n con degli scritti questa intervista uneccezione dovuta dalle circostanze ma mediante la vita stessa offerta a Dio. Ci significa che, molto discretamente, la nostra presenza pu svegliare il monaco che sonnecchia in ogni uomo, ossia ravvivare la sua sete di Dio. Peraltro, secondo il monaco Isacco il siriaco, il frutto della vita monastica la compassione. Mi viene in mente limmagine dello staretz russo, spesso presente nella letteratura del XIX secolo: una figura di alto livello spirituale, che, con tutto il suo essere, vive unintensa unione con Dio, per a un tempo il suo cuore si spalancato per farsi vicino al prossimo, e in primo luogo al povero, al sofferente. Nella nostra societ riservato un posto privilegiato al profitto e allefficienza. La vostra testimonianza capovolge questa visione della vita sociale e individuale? Senza volerne fare una provocazione, la vita certosina mette al primo posto dei valori che non sono tra i pi ambiti in questo mondo e in questo momento. Mentre, di solito, si valuta tutto, incluso la persona umana, dallefficienza, che a sua volta deve produrre un profitto economico, il monaco cerca di vivere nella gratuit: non qualunque gratuit ma quella dellamore. Tanto pi uno ama gratuitamente, tanto pi raggiunge la sua pienezza in Dio che totalmente Amore gratuito. ovvio che secondo i criteri del mondo, siamo inutili. Ma ricordiamoci che, in un certo modo, linutilit un valore evangelico (cfr. Luca, 17, 10). Il beato Giovanni Paolo II ha paragonato la nostra vita nascosta alla croce silenziosa piantata nel cuore dellumanit, perci essa segno eloquente e richiamo permanente del fatto che ogni uomo pu lasciarsi afferrare da Colui che solo amore. Una certosa nel cuore della Calabria, terra spesso alla ribalta delle cronache per la criminalit organizzata e la mala amministrazione, come pu essere un faro di valori evangelici? La Calabria una regione carica di contraddizioni, grandissime ricchezze umane e spirituali unite a gravi fragilit e povert. Laffetto della gente che ci circonda avvolge la nostra presenza con grande sollecitudine; daltra parte, il nostro modo di vivere ci impedisce di avere un ruolo attivo nel teatro delle vicende umane. Se gli altri riescono a cogliere in questo una testimonianza di vita cristiana, allora potrebbe venire un esempio in cui essi possono trovare stimolo e confronto. Per il resto non siamo abituati a fare interventi pubblici perch, come dicono i nostri Statuti, se il mondo non trae profitto dal nostro silenzio, tanto meno ne trarr dalla nostra parola. Tutto lanno la giornata del monaco sempre uguale. La visita di un Papa come Benedetto XVI per la certosa solo un salto fuori dalla routine? La visita del Papa per noi la conferma che, nonostante il fatto che siamo pochi, nascosti ed esenti da attivit pastorale, abbiamo un posto nella Chiesa. Smisurato il nostro ringraziamento al Sommo Pontefice per la sua attenzione nei nostri confronti. Egli viene a Serra San Bruno per pregare con noi. Aspettiamo questo momento, in cui insieme canteremo le lodi del Signore e presenteremo alla divina Maest le intenzioni di tutta la Chiesa, riunita attorno al Successore di Pietro. Attendiamo con fiducia e gratitudine le parole che il Papa ci rivolger durante la celebrazione dei Vespri, per essere confermati nella fede e nella vocazione. Cosa ha cambiato nella vita dei monaci la visita di Giovanni Paolo II alla certosa nel 1984? Pochi mesi fa morto lultimo dei monaci di questa comunit che avevano vissuto quellevento. Sicuramente la visita e i messaggi che Giovanni Paolo II ha indirizzato a questa comunit hanno confermato la vicinanza della Chiesa alla nostra vocazione e al nostro ordine, spronandoci a essere sempre pi coerenti nel nostro quotidiano. Le sue parole risuonano ancora forti nel nostro animo quando ci disse: Date con la vita testimonianza del vostro amore a Dio. Il mondo vi guarda e, forse inconsapevolmente, molto si attende dalla vostra vita contemplativa. Continuate a porre sotto i suoi occhi la provocazione di un modo di vivere che, pur intriso di sofferenza, di solitudine e di silenzio, fa zampillare in voi la sorgente di una gioia sempre nuova. Ora, in questo ultimo giorno di attesa, aspettiamo con il cuore e la mente aperti ci che Benedetto XVI vorr donarci con il suo insegnamento.

Il Papa e il monaco
I monaci sono persone che passano la loro esistenza alla ricerca di Dio, vivendo, per quanto possibile a umane creature, con Lui considerato lunico e pi grande bene. Affinati nel silenzio, sono persone capaci, perci, di dire parole sempre nuove e coinvolgenti sulla misteriosa vita di Dio e con Dio. Queste creature, un po rare nelle societ assordanti e gridate, riescono a offrire parole e segni che affascinano ancora oggi tanti e accendono nostalgie per vite alternative a quelle immerse negli affari. La voce pi recente di questo mondo contemplativo, che nel silenzio trova il senso di vivere nella gioia, viene dalla certosa di Serra San Bruno in Calabria. Alla vigilia della visita richiesta dallo stesso Benedetto XVI, nel pomeriggio di domenica 9 ottobre, leditore Rubbettino ha pubblicato un colloquio sulla vita monastica tra il giornalista Luigi Accattoli e il priore della certosa, dom Jacques Dupont. Sono 140 pagine di conversazioni nello spazio di tre giorni, raccolte sotto il titolo Solo dinanzi allUnico (Soveria Mannelli [Catanzaro], 2011, pagine 144, euro 12). Uno degli aspetti singolari che colpisce nella lettura la coincidenza di visioni tra Papa Benedetto XVI e il priore della certosa nel parlare di Dio alluomo contemporaneo. A ben riflettere, potrebbe non esserci alcuna sorpresa nella visita del Pontefice a una certosa, ma qualche sorpresa positiva si scopre invece leggendo lintervista del priore di Serra San Bruno, dalla quale emergono preoccupazioni e linguaggio molto simili alle priorit del magistero di Benedetto XVI. Come la vita del monaco ruota e ha senso intorno a Dio, cos il pontificato di Papa Benedetto XVI segnato dalla forza della parola sul primato di Dio amore proposta alla Chiesa e al mondo. Quanto di pi radicale nella vita cristiana, come si pu considerare la vita monastica cenobitica o eremitica, e quanto di pi istituzionale, come potrebbe pensarsi lesercizio del ministero petrino, coincidono nellimmagine di Dio, nellurgenza di parlare di Lui al nostro tempo e nel linguaggio per renderlo contemporaneo. Diffondere limmagine biblica del Dio amore, con tutte le conseguenze che ne derivano per la Chiesa e la societ, limpegno di base del programma pastorale di Benedetto XVI. La sua prima enciclica Deus caritas est non pu essere dimenticata. L sono le premesse di tutto il suo magistero. Jacques Dupont, tramite il libro intervista, dalla sua solitudine fortemente cercata comunica la verit di un Dio vicino alluomo contemporaneo e si dice felice di quellenciclica. E aggiunge: Dio amore. Una volta si diceva che Dio carit, ma ora abbiamo capito che dobbiamo tradurre Dio amore. Abbiamo, finalmente, inteso che tutta la teologia e cio lintera conversazione argomentativa su Dio e sulluomo va formulata o riformulata, alla luce dellamore. Questa potrebbe essere la parola dordine della Chiesa allinizio del nuovo millennio. Anche laltra enciclica Caritas in veritate (2009) molto significativa perch quando amo davvero, lamore mi spinge verso la verit; e reciprocamente, quando afferro qualche verit, essa mi apre il cuore per meglio conoscere il Signore e amare coloro che egli ama. Nascono spunti di riflessione che possono far meglio percepire il senso e lampiezza della riforma proposta dal Papa alla Chiesa. (c.d.c.)