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 ARO COLA,
sono quello che ti scrisse sulla fa-mosa poltrona nel naviglio Martesana. Gra-zie alla tua pubblicazione sono stato contat-tato personalmente dal sindaco, che ha voluto se-gnalarmi l’intervento da parte del Comune per la rimozione dello scarico abusivo. Nella telefonata, ho potuto esprimere tutte le mie preoccupazioni sul mio quartiere, Greco, è stato un colloquio lun-go e interessante. Ora il mio modesto parere sulla riapertura del Navigli – sicuramente per il tratto a me più caro comporta portare la Martesana “a vista” nella squallida via Melchiorre Gioia – è posi-tivo da un punto di vista commerciale, turistico e di vivibilità di una Milano che non può vivere di so-li grattaceli, ormai surreali, e di architetture anni ‘60 senza logica e prospettive (in quel tempo) per il futuro urbanistico di una città. Spero proprio che si possa riaprire il tratto della Martesana per mostrare le possibilità oggi di una struttura “recu-perata” in una città che deve imparare ad avere meno auto e privilegiare la mobilità sostenibile.
Mauro Paiola
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Dal primo settembre e fino all’11 i genitori dei bimbi da ze-ro a sei anni devono presentare la documentazione per manda-re a scuola i figli. Per gli under 16, invece, c’è tempo fino al 31 ottobre. In tutti i casi, serve il certificato vaccinale, che può essere recuperato online nel Fa-scicolo sanitario elettronico. In alternativa, serve un’autocerti-ficazione, o la richiesta di un ap-puntamento per vaccinarsi, op-pure un esonero del medico.
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 Annunciata prima dell’estate, entra in vigore il 4 settembre: la marcia indietro sui tagli alle corse di metrò, bus e tram effet-tuati a febbraio diventa adesso realtà. Ma nel nuovo piano di  Atm e Comune che scatta con il rientro dalle vacanze ci sono al-tre novità: una nuova linea di bus per i quartieri Cascina Mer-lata e Porrette e una razionaliz-zazione dei percorsi delle linee esistenti, con il potenziamento di quelle che passano per i can-tieri della M4.
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 ANNO
25 anni di differen-za. Antonio Violante è un docente universitario, mi-lanese da varie generazioni («A parte il nonno di origini meridio-nali...») e dalle solide radici bor-ghesi. Sandra Gladanac è una ele-gante e giovane donna dell’Est Europa, bionda e con due enormi occhi verdi screziati di giallo. Tut-to già scritto? Non esattamente. Basta vederli arrivare a cavallo di una cattivissima moto (dalla quale lei scende con assoluta non-chalance nonostante il tacco 12 e un vestito Dolce&Gabbana ta-glia 48) per buttare alle ortiche il concetto stesso di stereotipo.
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 Via libera alle primarie in autun-no, probabilmente a fine no-vembre. Il Pd ieri, dopo l’ok di Giorgio Gori che ha ribadito la sua disponibilità a misurarsi con altri eventuali candidati del centrosinistra, ha aperto ai ga-zebo per scegliere il candidato alle Regionali. Una mossa, quel-la dei dem, che lascia il cerino in mano ai bersaniani di Mdp e a tutta la sinistra extra-Pd, cui toc-cherà decidere se blindare il mo-dello Lombardia o se seguire i venti nazionali e siciliani dove gli strappi sono all’ordine del giorno. In attesa che si trovi la quadra, Gori – candidato in pec-tore – può iniziare ufficialmen-te la campagna elettorale. Sul fronte referendum, invece, og-gi si costituisce il Comitato dei sindaci Pd per il Sì.
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Sono sedici le linee regionali (su 39) che nel primo semestre dell’anno non hanno rispettato gli standard di qualità previsti dal contratto di servizio. E che al-meno una volta — alcune anche due o più — hanno fatto scattare il bonus per i pendolari, lo sconto sull’abbonamento come compen-sazione per i disagi, erogato per ben 35 volte. Un terzo, in pratica, delle direttrici ferroviarie nella prima parte dell’anno ha supera-to almeno una volta la soglia per ritenere affidabile il servizio. È ac-caduto sulla Lecco-Bergamo-Bre-scia ai suoi 13mila viaggiatori, ma anche sulla Lecco-Carnate, 30mila pendolari. Per Trenord la questione è imputabile più che al-tro alla flotta dei treni, che è trop-po datata.
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li hanno mes-si, così almeno qualcu-no sa che ci sono tutti questi negozi». Il fatto che siano spuntati in bella vista sui muri degli scavi di M4 in via Washington e via Fop-pa i pannelli con l’elenco delle at-tività commerciali che resistono — nonostante la situazione di di-sagio che si protrarrà fino al 2022 quando è annunciata, ad aprile, l’apertura della nuova li-nea 4 della metropolitana — è una buona notizia per Mario Smanio, il presidente dell’asso-ciazione dei commercianti Asse-lor, che raduna 80 negozi, la maggior parte con le vetrine oscurate dalle cesate.Poi però torna l’amaro per i 25 esercizi commerciali che hanno chiuso in via Lorenteggio oltre a una decina in via Foppa: «Tra il negozio che chiude perché ha perso il 60 per cento del fattura-to e quello che chiude perché ha perso il 20 non c’è nessuna diffe-renza: tutti e due non ce la fanno più. Il progetto per la costruzio-ne sotterranea non ha tenuto conto di quello che c’è in superfi-cie».  Via Lorenteggio è ristretta in due corridoi a senso unico, da e per piazza Bolivar. Proseguen-do, si passa attraverso una ginca-na tra recinzioni e ruspe. Un per-corso studiato ad hoc per riusci-re a far continuare a passare l’au-tobus Atm della linea 50, anche se alcune fermate sono state spo-state, tra quelle saltate e altre che sono state aggiunte. La signora che gestisce l’edico-la alla fine di via Lorenteggio di-ce che vorrebbe essere «una vo-ce fuori dal coro e sentire meno lamentele. La metropolitana cre-do che non possa fare che bene.  Vorrei che ci fossero più visite all’interno dei cantieri per chi ha la curiosità di vedere come viene costruita la nuova Milano. Sicu-ramente se ci fosse un parcheg-gio saremmo più felici: hanno tol-to la fermata del bus che per i re-sidenti è una catastrofe però hanno rimesso quella davanti al gelataio e là sono contenti. Vede, per metterne una lì l’hanno tolta da un’altra parte, c’è chi ha e chi non ha più». Da ieri si aggiunge una nuova deviazione per il traffico: fino a dicembre, via Lorenteggio viene interrotta tra via Vignoli e via Tolstoj in direzione centro, an-che la linea 50 deve passare per via Vespri Siciliani per riprende-re la via Lorenteggio. «Siamo pie-ni di polvere e sporco e nessuno si ricorda di noi» dicono in via Foppa i fratelli curdi che gesti-scono il kebab pizzeria “Turchia Istanbul” e sono scappati dal massacro del loro popolo e ora la-vorano proprio a ridosso della fo-ce di piazza Bolivar. Guardano gli operai che lavorano nel can-tiere con le ruspe e le gru. «Sono lenti, dovrebbero andare molto più veloci. Ora i lavori procedono ma si è perso tempo all’inizio, l’anno scorso, quando lavorava-no un’ora o due e dopo andavano via. Poi vennero cambiate le squadre. Eh ma qual è il proble-ma? Soldi, appalti... Di solito ad agosto noi chiudevamo, ora sia-mo rimasti aperti perché ogni giorno va male. Avevo otto di-pendenti ora siamo rimasti in tre: ci sono le spese, le cambiali, io non intasco niente. Ma me ne vado, chiudo qua e apro in Papi-niano». «In centro i lavori nei cantieri vanno sempre veloci — protesta un altro commerciante di via Foppa — . Siccome qua siamo in periferia, possono permettersi di essere in ritardo». Secondo il crono programma dei lavori che era stato dato ai negozianti, «quello che vediamo adesso è lo stato dell’arte che era previsto a gennaio. Sono in ritardo di otto mesi. Ci sembra grave». Tutto co-sì fino ad aprile 2022? «Più o me-no — sospira Marco Bolis, dal suo negozio di ferramenta De  Angelis — . Tra due anni riapro-no il transito in via Gessi per i re-sidenti. Il traffico non c’è più e ab-biamo il deserto d’argilla: servia-mo soltanto la clientela storica dei residenti, ma non è che han-no bisogno così tanto spesso di noi. Il problema è che abbiamo perso quelli che venivano da fuo-ri e che parcheggiavano e scen-devano per fare acquisti, ed era-no una fetta consistente degli in-troiti».
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E NOVITÀ
arrivano tutte assieme, dal giorno in cui la città dovrebbe riprendere a pieno ritmo l’attivi-tà. Da lunedì 4 settembre, infatti, parte il nuovo piano della mobilità Atm. Con due punti essenziali: la marcia indietro sui tagli alle frequenze decisi a febbra-io — che tante proteste hanno portato — e le modifiche su diverse linee di bus e tram, che cambiano i percorsi, in molti casi allungandoli.La retromarcia sui tagli, prima di tutto: da lunedì au-mentano — tornando al livello pre-tagli — le frequenze delle linee metropolitane nelle fa-sce di morbida dei giorni feriali e sulle 20 linee di bus e tram duran-te i fine settimana. Un annuncio che dovrà essere verificato tabelle alla mano, ma che deriva dalla pressione che anche la maggioran-za ha fatto sulla giunta dopo la de-cisione di ridurre le frequenze per risparmiare. È proprio sulle linee di superficie, poi, che si concentra il nuovo piano di settembre, reso possibile dal fatto che il contratto di servizio tra Comune e Atm è stato prorogato: quindi il miglioramento (quantificato dall’assessore alla Mobilità Marco Granelli in 1 milione di chilometri/vettura in più all’anno per 5 milioni di eu-ro di costi) viene assorbito nella spesa già prevista. In alcuni casi le modifiche servono anche a compensare i disagi dovuti ai cantieri della M4.E quindi: nasce una nuova linea di bus, la 35. Colle-gherà i nuovi quartieri di Cascina Merlata, Stephen-son e Porretta — che finora erano tagliati fuori dalle rotte del trasporto pubblico — con la linea M1 a Molino Dorino e con la stazione ferroviaria a Certosa. Modifi-che, invece, arrivano per quattro linee di bus esistenti. La 45 collegherà i quartieri Forlanini, Argonne e Ac-quabella con Lambrate (stazione ferroviaria e M2) e Città Studi. Da San Donato a Forlanini il percorso non cambia, da qui sale verso nord, quindi chi vuole prose-guire per via Cadore (l’attuale capolinea) dovrà usare le linee 27 o 73. La linea di bus 47 dovrà migliorare inve-ce il collegamento del quartiere Ronchetto con viale Faenza e piazza Miani, mentre si riallunga la linea 77, che da Poasco arriverà a Lodi M3 per collegare il quar-tiere di Chiaravalle con la stazione ferroviaria di Scalo Romana e con il filobus della 90/91. Modificano e prolungano il percorso la linea 70 — dal cimitero di Bruzzano alla fermata Monu-mentale della M5 — e la linea 82, che dal quartiere Bovisasca arrive-rà a Zara (fermata del metrò 3 e 5).Cambio parziale di percorso an-che per due linee di tram. La linea 1 viaggerà come adesso da Greco a piazza Firenze: da qui proseguirà di un bel tratto, fino ad arrivare al nuovo capolinea all’o-spedale Sacco (Roserio). Il tratto da piazza Firenze a piazza Castelli — cioè l’attuale capolinea dell’1 — ver-rà invece coperto dal 19, che quindi riduce il suo percor-so ma, in compenso, aumenterà le corse nelle ore di punta. Infine, vengono potenziate le corse di tre linee: il tram 14 tra Lorenteggio e Porta Genova per compen-sare i disagi dei cantieri della Blu, il bus 63 — il prolun-gamento fino alla M1 De Angeli ci sarà ogni giorno fino alle 20 — e la linea bus 75.
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 peggiori c’è la Lec-co-Bergamo-Brescia che ogni giorno trasporta 13mi-la viaggiatori: da inizio anno è stata inaffidabile per quattro mesi su sei. Peggio è andata sul-la Lecco-Molteno-Como, certa-mente meno trafficata (700 per-sone al giorno) e cinque mesi su sei fuori dai parametri. Sono se-dici le linee regionali su 39 totali che nel primo semestre dell’an-no non hanno rispettato gli stan-dard di qualità previsti dal con-tratto di servizio. E che almeno una volta — alcune anche due o più — hanno fatto scattare il bo-nus per i pendolari, l’abbona-mento mensile scontato di un terzo da richiedere due mesi più tardi. Un terzo, in pratica, delle direttrici ferroviarie nella prima parte dell’anno ha superato al-meno una volta la soglia per rite-nere affidabile il servizio. E, se-condo Trenord, è soprattutto una questione imputabile alla flotta che è troppo datata.L’indice di affidabilità prende in considerazione i treni con ri-tardo superiore ai cinque minuti e quelli totalmente soppressi: se supera un determinato coeffi-ciente preventivamente fissato — un valore soglia — scatta il di-ritto al bonus per gli abbonati. Nel caso di Trenord è del 5 per cento. Ecco, da gennaio a giugno per 35 volte l’azienda ferrovia-ria è stata costretta a erogare il bonus perché tale limite è stato superato. Con il picco peggiore toccato a giugno: caldo eccezio-nale e 16 direttrici con soppres-sioni e ritardi oltre il consentito. La Seregno-Carnate è stata la più nera, con un coefficiente di 13,97% contro il 5 massimo. E i pendolari che si sono coalizzati in una lettera di protesta al go- vernatore Maroni e ai vertici dell’azienda regionale.I problemi maggiori del siste-ma si concentrano dunque su un terzo delle linee. È su queste di-rettrici che si stima che viaggi circa il 20 per cento dei pendola-ri lombardi, 156mila persone. E, non a caso, sono anche quelle che, tranne in un paio di casi, cor-rono ancora a binario unico e sul-le quali sono in esercizio i treni più datati: convogli che hanno al-meno 35 anni di vita, un dato che, almeno in parte, spiega i motivi dei guai. Alcuni esempi. Sulla Domodossola-Milano ci so-no ancora le carrozze doppio pia-no degli anni 80, sulla Chias-so-Como viaggiano le piano ri-bassato prodotte tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio dei ‘90. Sulla Lecco-Molteno circolano le Aln (che sta per Automotrice legge-ra a nafta): si tratta di vecchi die-sel che l’azienda sta finendo ora di sostituire con i nuovi Stadler. E ancora sulla Stradella-Pa- via-Milano, 7mila pendolari al giorno sulle piano ribassato. Mezzi vecchi che sono natural-mente più a rischio di guasti. E che durante il grande caldo di giugno non hanno potuto viag-giare principalmente per via del-la mancanza di aria condiziona-ta a bordo.  Altre linee che hanno sforato sono invece meno frequentate: è il caso della Seregno-Carnate che trasporta 528 passeggeri al giorno con 24 corse quotidiane e della Voghera-Piacenza, 1.053  viaggiatori, anche in questa dire-zione sono tuttora in uso le pia-no ribassato, 15 corse al giorno. Sulla Brescia Parma si trovano invece le 668 diesel, sempre mol-to datate oltreché inquinanti.Il bonus è visto positivamente dai pendolari. Ma non mancano le critiche a questo sistema di rimborsi che può tradursi anche in una scusa per tardare a mette-re mano ai problemi strutturali di un’azienda dal traffico senza uguali: gestisce ogni giorno 2.300 corse e 817mila viaggiato-ri. Numeri molto significativi se paragonati all’azienda omologa nelle altre grandi regioni: in La-zio, la seconda come servizio, si fanno i conti con 895 corse e 360mila viaggiatori, 812 treni in Veneto e 163mila passeggeri, 142mila in Piemonte e 105mila in Emilia. Segno questo che il tre-no in Lombardia fa ormai più che parte dell’ossatura della mo-bilità pubblica. Il punto è che la soluzione ve-ra sono 160 nuovi treni da acqui-stare, tanti sono quelli con alme-no 35 anni di anzianità che reste-ranno in esercizio alla fine del piano di investimenti di 76 con- vogli che finiil prossimo anno. Secondo il documento elaborato dai vertici di Trenord sul fabbiso-gno necessario, oltre la metà di questi mezzi, 94 per la precisio-ne, sono i convogli ad alta capaci-tà — quindi con oltre 500 posti — da inserire gradualmente sul-le linee elettrificate della Regio-ne. Nell’elenco delle richieste con le quali Trenord sta batten-do cassa alla Regione ci sono an-che 36 treni con una capacità media, intorno ai 260 posti, sem-pre sulle linee che viaggiano a elettricità. La Regione ha pro-messo di investire. Nei prossimi anni arriveranno 50 nuovi treni, gli altri entro 10-15 anni, «1,6 miliardi di euro» ricorda l’asses-sore alla Mobilità Sorte, convin-to che «anche Trenord e Rfi fa-ranno il possibile per garantire un servizio e una rete sempre più di qualità».
Incentivare l’installazione dei filtri antiparticolato per i furgoni Euro 4. A chiederlo è la Confcommercio che torna sul tema delle restrizioni agli accessi in area C. «È ancora elevato il numero dei diesel Euro 4 che da metà ottobre non potranno più entrare in centro — ha detto Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio Milano e presidente di Assomobilità —. L’installazione del filtro è una spesa ancora troppo onerosa per le piccole imprese, deve essere incentivata, ne parleremo con l’assessore Granelli».
 Totale direttrici regionali
Le linee con il bonus
%
Domodossola-Gallarate-Milano
 5,48
Chiasso-Como-Monza-Milano
 7,05
Lecco-Molteno-Como
 12,38
Lecco-Bergamo-Brescia
 7,78
Bergamo-Carnate-Milano
 6,50
Seregno-Carnate
 13,97
Bergamo-Treviglio
 5,62
Cremona-Treviglio
 7,23
Brescia –Piadena-Parma
 12,04
Brescia-Cremona
 7,50
Stradella-Pavia-Milano
5,65
Mortara-Novara
 6,0
Pavia-Torreberetti-Alessandria
 5,70
Pavia-Mortara-Vercelli
7,98
Voghera-Piacenza
 6,92
Lecco-Carnate-Milano
 7,31
Giugno
16
 Chiasso-Como-Monza-Milano
 5,01
Lecco-Molteno-Como
 7,28
Lecco-Bergamo-Brescia
 5,38
Seregno-Carnate
 10,63
Brescia-Piadena-Parma
 6,21
Stradella-Pavia-Milano
 6,24
Maggio
6
Lecco-Molteno-Como
 5,59
Seregno-Carnate
 5,10
Mortara-Novara
 6,09
Aprile
3
Seregno-Carnate
 6,08
Marzo
1
Lecco-Bergamo-Brescia
 5,21
Seregno-Carnate
 9,24
Mortara-Novara
 5,01
Febbraio
3
Chiasso-Como-Monza-Milano
 5,98
Lecco-Molteno-Como
 5,56
Lecco-Bergamo-Brescia
 5,97
Brescia-Piadena-Parma
 5,55
Stradella-Pavia-Milano
 5,22
Pavia-Torreberetti-Alessandria
 6,15
Gennaio
6
39
 
Lecco-MoltLecco-BergBrescia-PiaStradella-Pavia-Torre
 
La percentuale tra parentesi è lo standarddi affidabilità di una linea che per rientrare nei parametri non deve superare il 5 %da contratto di servizio. Quando lo si supera, si guadagna il diritto allo sconto del 30% sull’abbonamentoMedia di linee conbonus da gennaio a giugno 2017
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Quando scoppiò il guaio del software nel 2012 Trenord era nelle mani di Giuseppe Biesuz e non di Luigi Legnani, come erroneamente riportato nell’articolo di sabato scorso in cui si raccontava della class action vinta dai pendolari. Ci scusiamo con l’interessato.

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