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Logaritmi

Capita sempre più spesso di incontrare calcoli con i logaritmi al test, per questo voglio
aiutarti a ripassare tutte le proprietà fondamentali dei logaritmi e proporti metodi di
calcolo veloce.

1. Definizione.

loga b = x ⇔ ax = b.

I logaritmi sono l’operazione inversa dell’esponenziale. Per passare da una all’altra,


basta sfruttare la definizione: ad esempio, l’equazione 2 x = 3 è impossibile da
risolvere, se non attraverso la trasformazione logaritmica: x = log 2 3; inoltre, “a” si
chiama base del logaritmo, “b” invece è detto argomento.

• le basi più comuni sono 10 ed e (numero di Nepero che equivale ~ 2.718 e,


proprio come il π, è un numero irrazionale con infinite cifre dopo la virgola); in
particolare loge si indica con ln (logaritmo naturale).
• la base a deve essere sempre maggiore di zero e diversa da uno;
• l’argomento b deve essere sempre maggiore di zero (è una Condizione
d’Esistenza per le equazioni e disequazioni logaritmiche in cui l’incognita x è
nell’argomento del log).

Perché i logaritmi sono utilissimi?

Quando dobbiamo fare dei calcoli con numeri grandissimi (o piccolissimi), la


trasformazione logaritmica è un’operazione molto utile per gestire meglio quei
numeri.

Devi tenere presente che qualunque logaritmo rappresenta un numero (ti invito a
scrivere il seguente esempio sulla calcolatrice).

log3 9 = 2

2. I valori noti e le proprietà dei logaritmi.


Ricordiamo le seguenti proprietà dei logaritmi:

• loga (1) = 0, un logaritmo che ha 1 come argomento vale zero, per qualsiasi
base “a”;

• loga (a) = 1, un logaritmo che ha base ed argomento uguali è uguale a 1;


• log1 (a) non esiste, un logaritmo che ha per base 1 non esiste;

• loga (b • c) = loga (b) + loga (c), cioè il logaritmo di un prodotto è dato dalla
somma di logaritmi che hanno per base la stessa base e per argomenti i
fattori del prodotto;

• loga (b / c) = loga (b) - loga (c), cioè il logaritmo di un rapporto è dato dalla
differenza di logaritmi che hanno per base la stessa base e per argomenti il
numeratore e il denominatore del rapporto;

• loga (b)c = c • loga (b), cioè l’esponente dell’argomento del logaritmo (di tutto
l’argomento!) si può portare davanti al simbolo di logaritmo come fattore
moltiplicativo di questo.

• loga (1 / c) = loga 1 - loga c = - loga c, combinando le due proprietà precedenti


otteniamo che il logaritmo del reciproco di un numero “c” è uguale a “meno
logaritmo” o logaritmo negativo di quel numero c.

• a (log b)
a = b, che si legge “a elevato alla logaritmo in base a di b è uguale a b”;
per esempio, e (ln 5)
= 5;

• loga (b) = logc (b)/logc (a); è la cosiddetta proprietà del cambio di base dei
logaritmi, in quanto la base “a” di un logaritmo può essere cambiata a nostro
piacimento in una base “c”.

3. I grafici delle funzioni logaritmiche.


Una funzione logaritmica è del tipo y = loga (x). Per ogni x, a parte x = 0, esiste
un valore di y determinato da questa funzione, a patto che la base a assuma
valori positivi e diversi da 1. Di seguito si descrivono i grafici delle funzioni
logaritmiche al variare della base:
• La base “a” è un numero maggiore di 1:

- l grafici delle funzioni logaritmiche con


base a > 1 sono monotoni crescenti
(cioè sono sempre crescenti);
- I grafici si trovano tutti oltre l’asse delle
y, quindi per ogni x positiva esiste una
y positivo o negativo (anche – inf),
Figura 1: grafico y = log10 (x)
cioè il logaritmo può assumere valori positivi e negativi: provate a scrivere sulla
calcolatrice log10 (0.5).

• La base “a” è un numero compreso


tra 0 e 1:

- l grafici delle funzioni logaritmiche


con base 0 < a < 1 sono monotoni
decrescenti (cioè sono sempre
decrescenti); Figura 2: grafico y = log½ (x)

- I grafici si trovano tutti oltre l’asse delle y, quindi per ogni


x positiva esiste una y positivo o negativo (anche – inf).

Considerazioni generali:

I grafici di funzioni logaritmiche del tipo y = loga (x) hanno come dominio l’argomento
strettamente maggiore di zero (D: x > 0) e come codominio tutto R (C: R); tali grafici,
inoltre, passano tutti dal punto A (1; 0), se non traslati. Questo significa che y = log a
(1) = 0, come detto nelle proprietà precedenti.

Ex. Il dominio della funzione logaritmica y = log (x + 3) è proprio tutto l’argomento


strettamente maggiore (> e non ≥!) di 0:

D: (x + 3) > 0 x > - 3.
Appendice

1. Esempi di calcolo rapido.


• Esprimere in notazione esponenziale i numeri molto grandi log10 123.456.789
equivale ad un numero abbasta. Esprimiamo l’argomento in notazione esponenziale
1,23 • 108; l’argomento è quindi un numero compreso tra 10 8 e 109.

108 < 1,23 • 108 < 109

Applichiamo il logaritmo a tutti i membri di questa disuguaglianza:

log10 (10)8 < log10 1,23 • 108 < log10(10)9

Per la proprietà precedente, possiamo portare l’esponente dell’argomento davanti al


logaritmo (ricordando anche che log10 10 = 1). log10 1,23 • 108 è quindi un numero
compreso tra 8 e 9, molto vicino ad 8.

8 • log10 10 < log10 1,23 • 108 < 9 • log1010


8 < log10 1,23 • 108 < 9.

• Utilizzare sempre le proprietà dei logaritmi per semplificare i calcoli:

log9 (27) + log9 (3) = log9 (27 • 3) = log9 (81) = log9 (9)2 = 2 • log9 (9) = 2 • 1 = 2

• Sfruttare sempre le proprietà delle potenze;

log10 (5 • 10-2)3 = log10 (125 •10-6) = log10 (1,25 • 102 • 10-6) = log10 (1,25 • 10-4) = log10 (1,25) +
log10 (10)-4.

Il log10 1,25 è un numero poco maggiore di 0, perché l’argomento supera di poco 1,


mentre log10 (10)-4 , per la solita proprietà, è - 4 • log10 (10) = - 4; il risultato sarà -4 + 0,1
= - 3,9.

2. Equazioni logaritmiche.

Adesso che le proprietà dei logaritmi non hanno più segreti per noi, possiamo passare
alla trattazione delle equazioni logaritmiche: un’equazione si dice logaritmica se
l’incognita “x” compare nell’argomento di almeno un logaritmo.

La prima cosa da fare quando si incontra un’equazione logaritmica è quella di porre le


condizioni di esistenza di tutti i logaritmi presenti ad entrambi i membri dell’equazione,
ed intersecare tra di loro queste C.E. tramite un sistema di disequazioni. Sì, di
disequazioni, perché la C.E. di qualunque logaritmo si calcola facilmente ponendo
l’argomento del logaritmo > 0.

Un esempio?

log (x - 3) = 1

Risoluzione:

C.E.: x – 3 > 0, cioè x > 3.

Scriviamo “1” come log 10 (se la base non è esplicitata, essa è 10, ed in particolare vale
che log10 10 = 1).

log10 (x - 3) = log10 10

Possiamo dunque operare su entrambi i membri nel seguente modo (eleviamo 10 ad


entrambi i membri):

10 (log (x - 3))
= 10 (log 10)

Per proprietà, a (log b)


a = b, otteniamo che x – 3 = 10, cioè eguagliamo gli argomenti dei
due logaritmi. Quando sarete più veloci nei calcoli, potrete semplicemente saltare
questo passaggio.

Otteniamo, risolvendo la semplice equazione di primo grado in x, che x = 13, con 13 > 3,
quindi x = 13 è soluzione accettabile dell’equazione logaritmica.

Ricorda: usa sempre le proprietà quando ti trovi di fronte a somme o differenze di


logaritmi, oppure quando ti trovi di fronte ad un argomento elevato ad un certo
numero. Valgono tutte le considerazioni sulle equazioni riportate in altri contenuti.

Prima di continuare con le disequazioni, è bene che ti mostri un altro esempio molto
frequente al test: l’utilizzo di un’incognita ausiliaria nelle equazioni logaritmi (metodo
valido anche per le disequazioni).

Si rivolva l’equazione:

2 • log2 (x) + 5 • log (x) – 3 = 0

Applichiamo un’incognita ausiliaria, tenendo presente che log2 (x) significa che non è

l’esponente del logaritmo ad essere elevato al quadrato (non possiamo applicare la


proprietà nota), ma il logaritmo stesso.
log (x) = z, quindi x > 0 per condizioni di esistenza.

Riscriviamo l’equazione in z:

2 • z2 + 5 • z – 3 = 0

Risolviamo in z (proprio come un’equazione di secondo grado, calcoliamo il ∆ e z1,2,


calcoli che, per semplificazione, non riportiamo integralmente):

z1 = ½ e z 2 = - 3

Risostituiamo:

log (x) = ½ e log (x) = - 3.

Applichiamo la definizione per passare da logaritmi ad esponenziali.

x1 = 101/2 = √10 e x2 = 10-3 = 1/103

Entrambi le soluzioni sono accettabili perché positivi (ho già formalmente intersecato le
soluzioni con le condizioni di esistenza).

3. Disequazioni logaritmiche.

Si definiscono disequazioni logaritmiche, quelle disequazioni in cui l’incognita compare


nell’argomento di un logaritmo:

loga A (x) < loga B (x)

Per prima cosa poniamo sempre le C.E. ed intersechiamole in un sistema:

Da ricordare, però, che la base “a” può essere a > 1 o 0 < a < 1.

• per a > 1:
- se loga b < loga c, allora b < c;
• per 0 < a < 1:
- se loga b < loga c, allora b > c;

Cosa significa questo?

Quando operiamo con le disequazioni logaritmiche, dobbiamo stare attentissimi al


segno che utilizziamo.
Se la base è maggiore di 1, passando alle disequazioni degli argomenti dei logaritmi
(proprio come fatto con le equazioni), manterrò il medesimo segno.

Se la base è compresa tra 0 e 1, passando alle disequazioni degli argomenti dei


logaritmi, dovrò necessariamente cambiare ci segno tali disuguaglianze.

Un esempio per ciascun caso:

log3 (x – 2) < log3 4

Poniamo le C.E.: x – 2 > 0, cioè x > 2.

“Semplifichiamo” i logaritmi e prendiamo in considerazione solo gli argomenti, in quanto


i logaritmi hanno stessa base, ma occhio al segno, che non deve essere cambiato,
perché la base è > 1.

x–2< 4

x<6

Questa soluzione è da intersecare ancora una volta con le C.E. calcolate in precedenza:
la soluzione di questa disequazione logaritmica è quindi 2 < x < 6.

Ricorda: devi sempre ricondurti ad una situazione semplice in cui hai una disuguaglianza
tra due logaritmi che hanno stessa base – metodo che vale anche per le equazioni
logaritmiche; sfrutta, nel caso, la proprietà del cambiamento di base.

Se la base di questa disuguaglianza fosse compresa tra 0 e 1, come dovremmo


operare?

log0.5 (x – 2) < log0.5 4

Prima sempre le C.E.: x > 2. Passo alla disequazione tra gli argomenti, tenendo però
conto che la base è compresa tra 0 e 1 e quindi devo necessariamente cambiare il
segno della disequazione.

x–2> 4

x > 6.

Hai avuto modo di vedere come il segno sia cambiato da “<” nella disequazione
logaritmica, a “>” nella disequazione tra gli argomenti dei logaritmi. Semplice no?
Ancora una volta, intersechiamo questa soluzione x > 6 con x > 2. Otteniamo, quindi, la
soluzione totale x > 6.

4. I logaritmi e le equazioni e disequazioni esponenziali.

Alcune equazioni e disequazioni esponenziali si risolvono mediante l’utilizzo della


trasformazione logaritmica.

2 • 3x = 7

Applichiamo i logaritmi (base 10!) ad entrambi i membri:

log (2 • 3x) = log 7

Per proprietà (tra cui quella di portare davanti al logaritmo l’esponente di un


argomento, in questo caso x):

log 2 + log (3)x = log 7

log 2 + x • log 3 = log 7

Come hai potuto notare, prima è stato necessario utilizzare la proprietà di somma dei
logaritmi, perché la “x” all’esponente si riferisce solo al 3, e non anche al due, cioè è
relativa ad un solo fattore della moltiplicazione. Lo abbiamo visto negli esempi
precedenti. Ora risolviamo in x:

x • log 3 = log 7 - log 2

x = (log 7 - log 2)/log 3

Possiamo scrivere l’equazione anche come:

x = (log 7/2)/(log 3),

sempre per proprietà (questa volta di differenza di logaritmi.

È stato un viaggio lungo, i logaritmi sono parte integrante del test, sia per la parte di
matematica, sia per la parte di chimica. Questa mappa, che ho reso il più schematica
possibile ma indicando sempre tutti i passaggi, può risultare molto utile per fermare i
concetti e le proprietà, o ripassarle velocemente nei giorni precedenti al test. Ti lascio al
“prova tu”.
Prova Tu

loga (½) = - 2, a=?


1
log 𝑥 − = log √𝑥
2

log3 5 + 4 • log3 t = x (risolvi in x)

log2 (x2 - 1) > 3

log1/10 [(x + 1)/(x - 1)] > log1/10 [(x)/(x + 1)]