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ESERCIZI SUGLI INTEGRALI IMPROPRI


a cura di Michele Scaglia

RICHIAMI TEORICI
INTEGRALI IMPROPRI NOTEVOLI
Lintegrale
Z

1
x (log x)

dx,

0 < a < 1, , R

CONVERGE
per < 1 e per ogni
per = 1 e per > 1
DIVERGE
per > 1 e per ogni ,
per = 1 e per 1.
Lintegrale
+

1
dx,
x (log x)

a > 1, , R

CONVERGE
per > 1 e per ogni
per = 1 e per > 1
DIVERGE
per < 1 e per ogni ,
per = 1 e per 1.

Lintegrale
Z
a

CONVERGE
per < 1
DIVERGE
per 1.

1
dx,
(log x)

0 < a < 1, R

Lintegrale
Z
a

1
dx,
ex

a > 0, R

CONVERGE
per > 0 (cio`e se lesponenziale rimane a denominatore)
DIVERGE
per 0 (se lesponenziale sparisce o finisce a numeratore)
Per studiare la convergenza/divergenza dellintegrale improprio
Z +
1
dx, a > 1, , , R
x

e x (log x)
a
per x + si tiene presente questa regola:
Se > 0 (cio`e se lesponenziale rimane a denominatore), lintegrale CONVERGE per
ogni valore di e .
Se < 0 (cio`e lesponenziale finisce a numeratore), lintegrale DIVERGE per ogni valore
di e .
Se = 0 (cio`e lesponenziale vale costantemente 1 e quindi scompare), lintegrale si riduce
al secondo caso illustrato, al quale rimandiamo le casistiche di convergenza/divergenza.
Osserviamo che, in un intorno di x = 0, lo studio dellintegrale improprio
Z a
1
dx, 0 < a < 1, , , R
x

x (log x)
0 e
non coinvolge lesponenziale, in quanto, per x 0, si ha ex 1, quindi, per il criterio del
confronto asintotico, lo si pu`o omettere.
Pertanto lo studio del carattere `e il medesimo del primo caso esposto in questi richiami teorici.

3
ESERCIZI SVOLTI
1) Si studi il carattere dellintegrale improprio

Z +
sinh (x) sin2 ( x)
dx.
(e2x 1) log(1 + ex3 )
0
Svolgimento.
Cerchiamo anzitutto di capire quale sia il dominio della funzione f integranda.
Devono essere soddisfatte le condizioni seguenti:

x0

(e2x 1) 6= 0
3

1 + ex > 0

3
log(1 + ex ) 6= 0
Risolviamo
e2x 1 6= 0.
Si ha
e2x 6= 1,
ossia
e2x 6= e0 ,
da cui x 6= 0.
La disequazione
3

1 + ex > 0
`e invece soddisfatta per ogni x R (in quanto lesponenziale `e sempre positivo).
Infine
3

log(1 + ex ) 6= 0
diviene (passando allesponenziale a entrambi i membri)
3

1 + ex 6= 1,
da cui
3

ex 6= 0,

che `e sempre verificata (in quanto lesponenziale `e maggiore strettamente di 0).


In definitiva, il sistema che fornisce il dominio di f `e

x0

x 6= 0
,

x R
la cui soluzione `e ovviamente
x > 0.
Pertanto il dominio di f `e
domf =]0; +[.
Osserviamo che lintegrale assegnato `e definito sullintervallo (0; +): tale integrale `e quindi
improprio in quanto, anzitutto, lintervallo I di integrazione `e illimitato; inoltre, in x = 0 la
funzione f non `e definita e presenta una singolarit`a che potrebbe tradursi in una illimitatezza
della f stessa con eventuale divergenza dellintegrale.
Pertanto, come osservato in classe, lintegrale converge se e soltanto se converge sia in un
intorno di 0, sia per x +.
Dobbiamo quindi studiare due convergenze.
Possiamo infatti pensare lintegrale assegnato come
Z +
Z a
Z +
f (x) dx =
f (x) dx +
f (x) dx,
0

essendo a un qualsivoglia valore numerico intermedio tra 0 e +. In tale valore lintegrale non
presenta ovviamente problemi in quanto la funzione non `e definita solo in x = 0.
Lintegrale improprio di partenza converger`a se e soltanto se entrambi gli integrali impropri a
secondo membro risultano convergenti. Risulter`a invece divergente nel caso in cui almeno uno
dei due diverga (positivamente, trattandosi di unintegranda positiva).
Osserviamo inoltre che la funzione integranda `e sempre positiva o nulla (quindi possiamo applicare i criteri di integrabilit`a per funzioni positive).
Cominciamo a studiare lintegrabilit`a impropria in un intorno di 0, vale a dire

Z a
sinh (x) sin2 ( x)
dx.
2x 1) log(1 + ex3 )
0 (e
Sia quindi x 0.

5
Vogliamo applicare il criterio del confronto asintotico.
Dobbiamo esibire una funzione 0 g(x) pi`
u semplice di f (x) che verifichi
f (x)
= ` (0; +).
x0 g(x)
lim

Per fare ci`o, come gi`a richiamato, `e necessario capire a cosa tendano (per x 0) i vari fattori
che costituiscono lintegranda f .
1 fattore: sinh x.
Si ha
sinh x =

ex ex
.
2

Pertanto
 0
 

e e0
11
ex ex
=
=
= 0.
lim sinh x = lim+
x0+
x0
2
2
2
Il primo fattore `e quindi infinitesimo.
Dobbiamo far intervenire o un limite notevole opportuno o gli sviluppi di Taylor. Seguiamo la
seconda possibilit`a (in quanto a lezione non abbiamo mai dato limiti notevoli che coinvolgano
le funzioni iperboliche).
Si ha
1
sinh x = x + x3 + o(x4 ).
6
In questo caso `e sufficiente arrestarsi al primo ordine in quanto il fattore consta solo del termine
sinh x.
Pertanto possiamo sostituire, per x 0,
sinh x
con
x.
Dora in poi scriveremo
sinh x x per x 0.

Secondo fattore: sin2 ( x).

6
Banale `e osservare che
lim sin2

x0


x = 0.

Il fattore `e quindi infinitesimo.


Per il ben noto limite notevole
sin t
= 1,
t0 t

lim
si ha subito, per composizione,

sin ( x)
lim
= 1.
x0
x
Pertanto possiamo dire
sin


x x per x 0,

da cui
sin2


x

2
x = x per x 0.

Terzo fattore: (e2x 1).


Si ha anzitutto
lim (e2x 1) = 0.

x0

Il fattore `e quindi infinitesimo.


Qui `e imemdiato concludere (grazie al limite notevole) che
e2x 1
lim
= 1.
x0
2x
Pertanto sostituiremo (e2x 1) con 2x, cio`e
(e2x 1) 2x per x .
3

Quarto fattore: log(1 + ex ).


Si ha


3
lim log(1 + ex ) = log(1 + e0 ) = [log(1 + 1)] = log 2.

x0

Il quarto fattore tende quindi a una quantit`a finita e positiva. Possiamo quindi trascurarlo

7
nellintrodurre la g(x).
Fatte queste premesse si
f (x) g(x) =

1
xx
= 1 per x 0.
(2x)
2x

Per il criterio del confronto asintotico, i due integrali


Z a
Z a
f (x) dx e
g(x) dx
0

hanno esattamente lo stesso carattere.


Poiche
Z
Z a
g(x) dx =

1
dx
2x1

`e convergente in quanto = 1 < 1 (non dimentichiamoci che siamo in un intorno di x = 0,


non di x = +), ne segue che pure

Z a
Z a
sinh (x) sin2 ( x)
f (x) dx =
dx
2x 1) log(1 + ex3 )
0
0 (e
`e convergente.
Per ora abbiamo mostrato che la singolarit`a in x = 0 per f non provoca la divergenza dellintegrale.
Occupiamoci ora di stabilire se la illimitatezza dellintervallo I di integrazione comporti o
meno la divergenza dellintegrale stesso.
Studiamo cio`e il caso x +, vale a dire lintegrale improprio

Z +
sinh (x) sin2 ( x)
dx.
(e2x 1) log(1 + ex3 )
a
Sia quindi x +.
Anche in questo caso vogliamo semplificare lo studio dellintegrale.
Solo che, a differenza del caso precedente, ora non si pu`o applicare direttamente il criterio del
confronto asintotico (il quale coinvolge limiti), in quanto non esiste il
lim sin2

x+


x ,

essendo la funzione sin continuamente oscillante tra 1 e 1 e di conseguenza la funzione sin2


oscillante tra 0 e 1.
Come gi`a osservato in aula, in questi casi si cerca di utilizzare il criterio del confronto, esibendo
una funzione g(x) tale che
f (x) g(x) per ogni x (a; +),
sperando che

g(x) dx
a

risulti convergente.
Poiche
sin2


x 1 per ogni x > 0,

ne segue che

sinh (x) sin2 ( x)


sinh (x) 1
f (x) = 2x
2x
= g(x) per ogni x > 0.
3
x
(e 1) log(1 + e )
(e 1) log(1 + ex3 )
Cerchiamo quindi di stabilire il carattere dellintegrale improprio
Z +
Z +
sinh (x)
g(x) dx =
dx.
(e2x 1) log(1 + ex3 )
a
a
Per questo integrale improprio possiamo invece applicare il criterio del confronto asintotico in
quanto tutti i fattori dellintegranda ammettono limite per x +.
Consideriamo i vari fattori.
1 fattore: sinh x.
Si ha
 +
 

e
e
+ 0
ex ex
=
=
= +.
lim sinh x = lim
x+
x+
2
2
2
Poiche tale fattore tende a + lo sostituiremo, nellintrodurre la nuova funzione f (x), con
laddendo di infinito maggiore.
In questo caso si tratta di ex (abbiamo volutamente tralasciato la costante moltiplicativa, ininfluente ai fini della convergenza).
Pertanto
sinh x ex per x +.
Secondo fattore: (e2x 1).
Si ha
lim

x+

 

e2x 1 = e+ 1 = +.

Poiche il fattore tende allinfinito teniamo laddendo di infinito dominante, vale a dire e2x .
Quindi
(e2x 1) e2x per x +.

Osserviamo che sarebbe stato errato utilizzare in questo caso il limite notevole e sostituire
(e2x 1) con 2x. Infatti, per x +, i due termini e2x e 2x non hanno affatto lo stesso
comportamento. Sappiamo infatti che lesponenziale va allinfinito molto pi`
u rapidamente delle

potenze x , > 0.
3

Terzo fattore: log(1 + ex ).


Si ha


3
lim log(1 + ex ) = log(1 + e+ ) = [log(+)] = +.

x+

Il fattore tende cio`e allinfinito.


3

Nellargomento del log terremo solo laddendo di infinito maggiore, cio`e ex .


Si ha quindi
3

log(1 + ex ) log(ex ) = x3 log e = x3 ,

per x +.

Introduciamo quindi la funzione h(x) adatta al criterio del confronto asintotico con g(x). Si ha
h(x) =

1
ex
= x 3.
2x
3
e x
e x

Poiche (ricordando gli integrali notevoli)


Z +
Z
h(x) dx =
a

ex

1
dx
x3

converge (essendo lesponenziale a denominatore), ne segue che, per confronto asintotico, converge pure lintegrale improprio
Z +
Z
sinh (x)
g(x) dx =
dx.
2x
(e 1) log(1 + ex3 )
a
Quindi, per il criterio del confronto, converge pure lintegrale iniziale

Z +
Z +
sinh (x) sin2 ( x)
f (x) dx =
, dx.
(e2x 1) log(1 + ex3 )
a
a
Pertanto si ha convergenza anche per x +.
In conclusione lintegrale di partenza

Z +
sinh (x) sin2 ( x)
dx
(e2x 1) log(1 + ex3 )
0
risulta convergente (in quanto sia in 0 che in + c`e convergenza).

10
2) Si studi, al variare del parametro R, il carattere dellintegrale improprio
Z
0

1/2

(x sin x) cos2 (x)


dx
x|4| log2 x log (1 + x)

Svolgimento.
Calcoliamo il dominio di f .
Dobbiamo risolvere il sistema

x > 0

x 6= 0
log2 x 6= 0

1+x>0

log(1 + x) 6= 0

Lequazione
log2 x 6= 0,
che equivale a
log x 6= 0,
d`a per risultato (passando allesponenziale)
x 6= 1.
Risolvendo
log(1 + x) 6= 0
si trova
1 + x 6= e0 ,
da cui
x 6= 0.
Quindi il sistema `e

11

x>0

x 6= 0
x 6= 1

x > 1

x 6= 0

che ha per soluzione


x > 0 con x 6= 1.
Pertanto il dominio di f `e
domf =]0; 1[ ]1; +[.

Osserviamo che la funzione non `e definita in x = 0 e in x = 1.


Daltra parte lintegrale sotto studio ha per intervallo


1
,
I = 0,
2
al quale non appartiene il punto x = 1.
Lintegrale `e quindi improprio solo a causa del punto x = 0 in cui, a seconda dei valori del
parametro , la funzione potrebbe diventare illimitata e rendere lintegrale divergente.
Cerchiamo quindi di capire per quali valori di lintegrale, in un intorno di 0, risulti convergente.
Cerchiamo di applicare il criterio del confronto asintotico, esibendo unopportuna funzione
positiva g(x) tale che
f (x)
= ` (o, ).
x0 g(x)
lim

Per introdurre tale funzione dobbiamo studiare i vari fattori dellintegranda f (x).
1 fattore: (x sin x).
Si ha
lim (x sin x) = 0.

x0

Il fattore `e infinitesimo ed `e dato dalla sottrazione di due infinitesimi. Utlizziamo gli sviluppi
di Taylor.

12
Si ha
1
x5
sin x = x x3 +
+ o(x6 ),
6
5!

per x 0.

Nel nostro caso `e sufficiente fermarsi al terzo ordine (infatti la potenza di grado 3 non si cancella).
Si ha quindi


1
1 3
4
x sin x = x x x + o(x ) = x3 + o(x4 ) per x 0.
6
6

Quindi
(x sin x)

1 3
x per x 0.
6

Secondo fattore: cos2 x.


Si ha
lim cos2 x = 12 = 1.

x0

Quindi tale fattore lo possiamo tranquillamente trascurare.


Terzo fattore: x|4| .
Tale fattore si presenta gi`a in una forma favorevole.
Quarto fattore: log2 x.
Anche tale fattore gi`a si presenta in forma adatta.
Quinto fattore: log(1 + x).
Risulta
lim log(1 + x) = 0.

x0

Poiche si ha
log(1 + x)
= 1,
x0
x
lim

ne segue che
log(1 + x) x per x 0.

13

Possiamo quindi introdurre la funzione g(x) adatta al criterio del confronto asintotico.
Risulta

1 3
x
1
1
g(x) = |4| 6 2
= |4|2
.
6 x
x
log x x
log2 x

Studiamo quindi per quali valori del parametro si ha la convergenza dellintegrale improprio
Z

1/2

1/2

g(x) dx =
0

1
x|4|2 log2 x

dx.

Ricordando la tavola degli integrali impropri notevoli, si ha che il precedente integrale converge
sicuramente se
|4 | 2 < 1,
cio`e
|4 | < 3.
Tale disequazione con valore assoluto equivale a
3 < 4 < 3,
vale a dire al sistema
(
4 > 3
4<3

Tale sistema diviene


(
<7
>1

che ha per soluzione


1 < < 7.

Se |4 | 2 = 1 c`e comunque convergenza in quanto lesponente del logaritmo `e 2 > 1.


Calcoliamo quindi gli per cui
|4 | = 3.

14

Si ha
4 = 3

4 = 3,

da cui

=7

= 1.

In definitiva, lintegrale improprio


Z

1/2

g(x) dx
0

converge se e solo se
1 7.
Per il criterio del confronto asintotico segue che pure lintegrale iniziale
Z

1/2

1/2

Z
f (x) dx =

(x sin x) cos2 (x)


dx
x log2 x log (1 + x)

converge per
1 7.

3) Si studi, al variare del parametro R, il carattere dellintegrale improprio


Z +

[sin (ex )] log x


dx.
x2/3 (e3x 1)
5
Svolgimento.
Osserviamo anzitutto che, per ogni x > 0, la funzione integranda `e positiva.
Calcoliamo il dominio dellintegranda f .
Osserviamo che, affinche abbia senso la potenza reale


sin ex



abbia senso, la base deve essere strettamente maggiore di 0.


Quindi, osservati anche gli altri fattori che costituiscono lintegranda, il sistema da impostare
per individuare il campo di esistenza `e il seguente:

15

sin (e ) > 0
x>0

3x
e 1 6= 0

Consideriamo la prima disequazione.


Osserviamo che
x

sin e

1
ex

= sin


.

Essendo ex > 1 per ogni x > 0 (nel nostro caso, a dire il vero, `e x > 5), ne segue che
0<

1
1, x > 5.
ex

Pertanto, largomento del sin `e minore o uguale di un radiante (circa 57 ).


Quindi la funzione sin assume tutti valori positivi.
La disequazione `e soddisfatta per ogni x > 5.
La condizione
e3x 1 6= 0,
ossia
e3x 6= e0
d`a per risultato
3x 6= 0,

cio`e x 6= 0.

Inoltre, il logaritmo `e definito per x > 0.


Il sistema da risolvere `e quindi

x R
x>0

x 6= 0

che risolto d`a


x > 0.
Il dominio di f `e quindi
domf =]0; +[.

16

Daltra parte, nel nostro esercizio, lintervallo di integrazione `e


I =]5; +[,
e la singolarit`a x = 0 non appartiene a tale intervallo. La funzione `e quindi continua su tutto
I. Lintegrale assegnato `e quindi improprio solamente a causa della illimitatezza dellintervallo
di integrazione I.
Dovremo cercare di stabilire per quali valori del parametro lintegrale non diverge per
x +.
Sia quindi x +.
Consideriamo i vari fattori.

Primo fattore: [sin (ex )] .


Per il momento consideriamo largomento della potenza, vale a dire


sin ex .
Studiamone il limite: si ha
lim

x+

sin e




    
1
1
= [sin(0)] = 0.
= sin
= lim sin x
x+
e
+

Il fattore `e infinitesimo.
Pensando al limite notevole
sin t
= 1,
t0 t

lim
si ha, (per il teorema di sostituzione)

sin(ex )
= 1.
x+
ex
lim

Quindi
sin ex

ex

per x +,

da cui


 
sin ex
ex = ex

Secondo fattore: log x.

per x +.

17
Tale fattore `e gi`a in forma favorevole (pensando agli integrali noti a cui vogliamo ricondurci).
Terzo fattore: x2/3 .
Anche questo fattore `e gi`a in forma favorevole.
Quarto fattore: (e3x 1).
Si ha
lim

x+

 

e3x 1 = e+ 1 = +.

Poiche il fattore tende allinfinito, dobbiamo tenere laddendo di infinito maggiore, cio`e e3x (che,
tra laltro, `e anche lunico addendo che tende allinfinito nel fattore).
Quindi

e3x 1 e3x per x +.
Pertanto, la funzione g(x) adatta al criterio del confronto asintotico `e
ex
g(x) = 2/ 3x .
x e
Pertanto, i valori di per cui converge
Z +
Z
g(x) dx =
5

ex
dx,
x2/3 e3x

sono tutti e soli i valori di per cui converge lintegrale di partenza


Z +
Z +

[sin (ex )] log x


f (x) dx =
dx.
x2/3 (e3x 1)
5
5
Studiamo quindi la convergenza di
Z
5

ex
dx.
x2/3 e3x

Riscriviamo come
Z
5

1
dx =
2/3
x ex e3x

Sicuramente, se
+ 3 > 0,

1
e(+3)x

x2/3

dx.

18

ossia se
> 3
lintegrale converge.
Se
< 3,
sicuramente diverge.
Analizziamo ora il caso = 3.
Lintegrale diviene
Z

1
x2/3

dx,

2
divergente, in quanto = < 1.
3
In definitiva, si ha convergenza se e solo se
> 3.

4) Si calcoli lintegrale improprio


Z

(x 1) ex

2 +2x

dx.

Svolgimento.
La funzione integranda `e definita su tutto R.
Lintegrale da calcolare `e improprio a causa della illimitatezza dellintervallo I di integrazione.
Si ha infatti
I =]2; +[.
Per definizione di integrale improprio si ha
Z t

Z +
x2 +2x
x2 +2x
(x 1) e
dx := lim
(x 1) e
dx .
t+

Cominciamo a calcolare lintegrale


Z
2

(x 1) ex

2 +2x

dx.

19

Per prima cosa procuriamoci una primitiva dellintegranda. Risolviamo cio`e lintegrale indefinito
Z
2
(x 1) ex +2x dx.
Trattandosi del prodotto di due funzioni, per prima cosa cerchiamo di capire se lintegranda `e
interpretabile come la derivata di una composta.
La presenza dellesponenziale suggerisce che sia
f (x) = x2 + 2x, g 0 (f ) = ef .
Poiche
f 0 (x) = (x2 + 2x)0 = 2x + 2 = 2(x 1),
occorre moltiplicare e dividere lintegranda per il fattore 2: si ha
Z
Z
1
2
x2 +2x
(x 1) e
dx = (2)(x 1) ex +2x dx =
2
1
2
= ex +2x + c
2
avendo usato il fatto che
Z

g 0 (x) eg(x) dx = eg(x) + c.

Detta ad esempio F la primitiva con c = 0 risulta


Z t
2
(x 1) ex +2x dx = F (t) F (2) =
2



1 t2 +2t
1 4+4
1 2
= e
= et +2t + 1.
e
2
2
2
Calcoliamo quindi
1 2
1
lim et +2t + .
t+
2
2
Poiche
lim (t2 + 2t) = + ,

t+

occorre eliminare la forma indeterminata raccogliendo il massimo infinito.

20
Si ha


2
lim (t + 2t) = lim t 1 +
= +(1 + 0) = .
t+
t+
t
2

Pertanto
1
1
1
1
1
1
1 2
lim et +2t + = e + = 0 + = .
t+
2
2
2
2
2
2
2
Quindi
Z

(x 1) ex

2 +2x

1
dx = .
2

5) [T.E. 26/01/2009]
Si calcoli lintegrale improprio seguente
Z
0


7x
dx.
(1 + 7x) 7x

arctan

Svolgimento.
Lintegrale `e improprio: infatti, lintervallo I di integrazione `e illimitato.
Inoltre, la funzione integranda non `e definita in x = 0. Tuttavia

arctan 7x

= 1,
lim f (x) = lim
x0+ (1 + 7x) 7x
x0+
grazie al limite notevole
arctan t
= 1.
t0
t

lim

Quindi, in un intorno di x = 0 la funzione integranda `e limitata.


Pertanto, pur non essendo f definita in x = 0, lintegrale non diviene improprio.
Osserviamo infine, che lulteriore condizione da imporre per individuare il dominio di f `e
1
x 6= ,
7
ma tale punto non `e di nostro interesse in quanto non appartiene allintervallo I =]0; +[.
Lintegrale da calcolare diviene dunque, per definizione di integrale improprio,
"Z
 #
t
arctan 7x
dx .
lim
t+
0 (1 + 7x) 7x

21

Calcoliamoci quindi una primitiva F di f risolvendo



Z
arctan 7x
dx.
(1 + 7x) 7x
Operiamo una sostituzione.
Poniamo

7x = t,

da cui, differenziando immediatamente, otteniamo


1
7 dx = dt,
2 7x
da cui

1
2
dx = dt.
7
7x

Pertanto si ha
Z


Z
7x
arctan t 2
dx =
dt =
(1 + t2 ) 7
(1 + 7x) 7x

arctan

2
=
7

arctan t
dt.
1 + t2

Questultimo integrale si risolve immediatamente ricorrendo alla derivata di una funzione composta.
Infatti lintegrale
Z
Z
Z
arctan t
1
1
dt =
arctan t dt =
(arctan t)1 dt
2
2
2
1+t
1+t
1+t

`e proprio della forma


Z

f 0 g 0 (f ) dt,

essendo
f (t) = arctan t,

g 0 (f ) = (f )1 .

Integrando g 0 si ha:
2
7

arctan t
2 (arctan t)2
1
dt
=

= (arctan t)2 .
2
1+t
7
2
7

22

Tornando alla variabile x, troviamo finalmente



Z
2
arctan 7x
1
dx =
arctan 7x + c.
7
(1 + 7x) 7x
Detta F la primitiva con ad esempio c = 0, abbiamo

Z t
arctan 7x
dx = F (t) F (0) =
0 (1 + 7x) 7x


2
2 
2
1
1
=
= arctan( 7t) arctan 0
arctan 7t .
7
7
In conclusione
Z


2
7x
1
dx = lim
arctan 7t =
t+ 7
(1 + 7x) 7x

arctan

1  2 2
1
(arctan(+))2 =
= .
7
7
2
28

6) [T.E. 29/01/2010]
Studiare al variare del parametro R il carattere dellintegrale improprio
Z +
ex/4 1
dx.
(sinh x) x3/2
0
Svolgimento.
Lintegrale `e da considerarsi improprio sia a causa della illimitatezza dellintervallo I di integrazione, sia a causa del fatto che la funzione f non `e definita in x = 0 e potrebbe presentare
in tale punto, al variare di , unillimitatezza tale da comportare la divergenza dellintegrale
medesimo in un intorno di x = 0.
I valori di per i quali lintegrale converge sono quindi tutti e soli i valori di per cui si ha
convergenza sia in un intorno di x = 0 sia per x +.
Possiamo scrivere lintegrale come
Z +
Z a
Z +
f (x) dx =
f (x) dx +
f (x) dx,
0

essendo a un qualsivoglia valore numerico intermedio tra 0 e +. In tale valore lintegrale non
presenta ovviamente problemi in quanto la funzione non `e definita solo in x = 0.
Cominciamo a studiare il caso x 0+ , cercando di applicare il criterio del confronto asintotico.

23
Consideriamo quindi lintegrale improprio
Z
Z a
f (x) dx =

ex/4 1
dx.
(sinh x) x3/2

Studiamo il comportamento di ciascun fattore per x 0+ .



1 fattore: ex/4 1 .
Si ha

lim+ ex/4 1 = [e0 1] = 0.

x0

Il fattore `e quindi infinitesimo.


Nellintrodurre la funzione g(x) sostituiremo tale fattore con la parte mancante di un opportuno
limite notevole. In particolare, in questo caso, faremo ricorso al limite
et 1
= 1.
t0
t

lim
Effettivamente, si ha
lim

ex/4 1
x
4

x0

= 1.

Pertanto possiamo affermare che


ex/4 1

x
4

x per x 0+ .

2 fattore: (sinh x) .
Sappiamo che
lim sinh x = 0.

x0

Il fattore `e quindi infinitesimo.


Ricorriamo agli sviluppi in serie di Taylor.
Si ha
1
sinh x = x + x3 + o(x3 ) per x 0.
6
Poiche il fattore `e infinitesimo per conto suo (e non `e dato dalla somma di addendi infinitesimi),
`e sufficiente arrestarsi al primo ordine, in quanto non potranno esserci cancellazioni di monomi
nello sviluppo.
Pertanto
sinh x x per x 0+ ,

24

da cui
(sinh x) (x) per x 0+ .
Infine, il fattore
x3/2
`e gia in forma favorevole.
Introdotta quindi la funzione
g(x) =

x
x3/2

il criterio del confronto asintotico garantisce che


Z a
Z
f (x) dx e
0

g(x) dx

abbiano lo stesso carattere.


Individuiamo quindi i valori di per i quali converge
Z a
Z a
x
g(x) dx =
dx.

3/2
0
0 x x
Lintegrale
x
dx =

x x3/2

1
x

+ 21

converge (essendo lindeterminazione in x = 0) quando


+

1
< 1,
2

ossia quando
1
< .
2
Di conseguenza, pure lintegrale
Z

Z
f (x) =

ex/4 1
dx
(sinh x) x3/2

converge per < 12 .


Individuati i valori di che garantiscono la convergenza in un intorno di 0, preoccupiamoci ora di trovare i valori del parametro che, invece, garantiscano la convergenza quando
x +.

25
Interessiamoci dunque allintegrale
+

Z
a

ex/4 1
dx.
(sinh x) x3/2

Analizziamo il comportamento di ciascun fattore per x +.



1 fattore: ex/4 1 .
Si ha ovviamente
lim

x+


ex/4 1 = [e+ 1] = +.

Poiche il fattore tende allinfinito, dobbiamo tenere laddendo di infinito maggiore, vale a dire
ex/4 ,
che, in realt`a, `e anche lunico addendo che tende allinfinito.
Osserviamo che `e essenziale tenere il 4 a denominatore.
Infatti, i termini
ex

e ex/4 =

ex

non hanno lo stesso ordine di infinito (il primo `e maggiore).


Invece, con i polinomi il discorso sarebbe diverso. I termini
x e

x
4

sono dello stesso ordine di infinito (avendo stesso grado).


Tornando allesercizio, quando introdurremo la funzione g(x) equivalente a f (x) per x +,
sostituiremo il fattore
ex/4 1
con
ex/4 .
2 fattore: (sinh x) .
Come detto a lezione, per studiare le funzioni iperboliche quando x + `e buona cosa
richiamare la definizione di tali funzioni.
Ricordiamo che
sinh x =

ex ex
1
1
= ex ex .
2
2
2

26

Calcoliamone il limite.
Risulta

lim sinh x = lim

x+

x+

1 x 1 x
e e
2
2


1 + 1
= e
=
e
2
2

= [+ 0] = +.
Il fattore tende quindi allinfinito. Dei due addendi che lo costituiscono considereremo solamente quello che tende a +, vale a dire
1 x
e
2

ex .

Pertanto, per x +,
(sinh x) = (ex ) = ex .
3 fattore: x3/2 .
Tale fattore `e gi`a in forma favorevole.
Introdotta la funzione
g(x) =

ex/4
,
ex x3/2

il criterio del confronto asintotico garantisce che


Z +
Z
f (x) dx e
a

g(x) dx

abbiano esattamente lo stesso carattere.


Individuiamo quindi i valori di per cui converge
Z +
Z +
ex/4
dx =
g(x) =
ex x3/2
a
a
Z
=
a

1
e(1/4)x

x3/2

dx.

Ricordando quanto richiamato nelle prime pagine, si hanno i seguenti casi:


se 41 > 0, ossia se >
rimane al denominatore);

1
,
4

lintegrale sicuramente converge (perche lesponenziale

27
se

1
4

= 0, ossia se =

1
4

lintegrale diviene
Z +
1
dx,
3/2
x
a

convergente, in quanto lesponente di x `e maggiore di 1 (non dimentichiamoci che siamo


in un intorno di +).
se 14 < 0, ossia se < 14 , lintegrale sicuramente diverge (in quanto lesponenziale
finisce a numeratore causando la illimitatezza della funzione).
Pertanto, lintegrale
+

g(x) dx
a

converge se e solo se
1
.
4
Stesso discorso per
+

f (x) dx.
a

Affinche lintegrale
Z

f (x) dx =
0

ex/4 1
dx
(sinh x) x3/2

converga, si deve avere


(
<

da cui

1
2
1
4

1
1
< .
4
2

7) [T.E. 11/02/2011]
Calcolare lintegrale indefinito
Z
3

arctan x
dx
x2

e quindi utilizzare la primitiva trovata per calcolare lintegrale improprio


Z +
arctan x
3
dx.
x2
1

28

Svolgimento.
Calcoliamo lintegrale
Z

arctan x
3
dx = 3
x2

arctan x
dx.
x2

Riscriviamo lintegrale come


Z
3

(arctan x) x2 dx.

Lintegranda `e data dal prodotto di due funzioni di specie diverse non legate luna allaltra da
derivate di composte.
Utilizziamo quindi la regola di integrazione per parti.
Deriviamo arctan x e integriamo x2 .
derivo

integro

arctan x

x2

y
-

1
1 + x2

1
x

Lintegrale diviene
Z
3

(arctan x) x

arctan x
dx = 3
+
x


1
dx .
(1 + x2 )x

Risolviamo
Z

1
dx.
(1 + x2 )x

Si tratta dellintegrale di una funzione razionale fratta in cui il denominatore ha grado maggiore
del numeratore.
Utilizziamo la regola dei fratti.
Cerchiamo tre numeri A, B, C R tali che
1
A Bx + C
= +
.
2
x(1 + x )
x
1 + x2
Si ha

A Bx + C
A + Ax2 + Bx2 + Cx
x2 (A + B) + Cx + A
+
=
=
.
x
1 + x2
x(1 + x2 )
x(1 + x2 )

29

Affinche la frazione ottenuta coincida con


1
x(1 + x2 )
si deve avere

A + B = 0
C=0

A=1

da cui

A = 1
B = 1

C=0

Pertanto risulta
1
x
1
=
.
2
x(1 + x )
x 1 + x2
Ne segue che
Z

1
dx =
x(1 + x2 )

= log |x|

1
dx
x

x
1
= log |x|
2
1+x
2

2x
dx =
1 + x2

|x|
1
log |1 + x2 | + c = log
+ c.
2
1 + x2

In definitiva, tornando allintegrale originario, si ha




Z
arctan x
|x|
2
3 (arctan x) x dx = 3
+ log
+c .
x
1 + x2
Passiamo alla seconda parte dellesercizio, il calcolo dellintegrale improprio.
Osserviamo che la funzione integranda,
arctan x
x2
`e definita e continua per ogni x 6= 0.
Lintegrale
Z

3
1

arctan x
dx
x2

`e improprio solo a causa della illimitatezza dellintervallo di integrazione I =]1, +[. Si tratta
dellintegrale improprio di una funzione limitata su un intervallo illimitato.

30
Il valore dellintegrale lo si ottiene nel seguente modo:
Z +
Z t
arctan x
arctan x
3
3
dx = lim
dx.
2
t+ 1
x
x2
1
Poiche abbiamo gi`a calcolato la primitiva generica di f (x), si ha facilmente
t
 
Z t
arctan x
|x|
arctan x
3
+ log
=
dx = 3
x2
x
1 + x2 1
1

=3


 
arctan t
|t|
arctan 1
|1|
=
+ log

+ log
t
1
1+1
1 + t2

=3



arctan t
|t|
1

+ log
.
+ log
t
4
1 + t2
2

Dobbiamo ora calcolare il limite





arctan t
|t|
1

lim = 3
+ log
+ log
=
t+
t
4
1 + t2
2



1
|t|

arctan t
log + 3 lim
+ log
.
=3
t+
4
t
1 + t2
2


Consideriamo laddendo

lim

t+


arctan t
|t|
+ log
.
t
1 + t2

Poiche
|t| =
si ha

lim

t+

t2 ,

"
#
r

arctan t
|t|
arctan t
t2
+ log
= lim
+ log
=
t+
t
t
t2 + 1
1 + t2
"

= lim

t+

arctan t
+ log
t

r # 


t2
arctan(+)
=
+ log 1 =
t2
+


2
=
+ 0 = 0.
+


31

Pertanto,
Z
1






arctan x
1
1

3
log = 3
log .
dx = 3 0 + 3
x2
4
4
2
2

8) [T.E. 11/06/2012]
Determinare per quali valori di R converge lintegrale improprio

Z +
arctan x13
dt.
x log (1 + arctan x)
0
Svolgimento.
La funzione integranda

arctan x13
f (x) =
x log (1 + arctan x)
`e definita su ]0, +[, a causa del fattore x , con R. Osserviamo altres` che, per x > 0, il
termine arctan x `e strettamente maggiore di 0, per cui largomento del logaritmo `e strettamente
maggiore di 1, quindi il denominatore della
 frazione non si annulla mai.
1
1
Poiche x3 > 0, ne segue che arctan x3 > 0. Pertanto la funzione integranda `e positiva su
]0, +[.
Per studiare il carattere faremo ricorso ai criteri di convergenza per funzioni positive.
Lintegrale risulta improprio a causa della singolarit`a in 0 e a causa della illimitatezza da
destra dellintervallo di integrazione.
I valori di per cui lintegrale risulta convergente sono quindi tutti e soli quei valori per cui si
ha convergenza in un intorno di 0 e per x +.
Dobbiamo quindi studiare la convergenza dei due integrali
Z +
Z a
I1 =
f (x) dx e I2 =
f (x) dx, con a > 0.
a

Cominciamo con lo studio di I1 .


Vogliamo applicare il criterio del confronto asintotico. Cerchiamo quindi una funzione g(x) > 0
tale che
lim+

x0

f (x)
= ` ]0, +[.
g(x)

Per fare ci`o, `e necessario capire a cosa tendano, per x 0+ , i vari fattori che costituiscono la
funzione f (x).
Cominciamo col primo fattore,
 
1
arctan
.
x3

32

Si ha

lim+ arctan

x0

1
x3


= arctan(+) =

.
2

Nellintrodurre la funzione g(x), sostituiremo a tale fattore il valore


fattore 1).
Il secondo fattore, x , `e gi`a in forma favorevole.

(o, equivalentemente, il

Analizziamo il terzo fattore,


log (1 + arctan x) .
Si ha
lim log (1 + arctan x) = log(1 + 0) = 0.

x0+

Pensando al limite notevole


log(1 + y)
= 1,
y0
y
lim

possiamo pensare di sostituire, in g(x), al fattore


log (1 + arctan x)
il fattore
arctan x,
e, a sua volta, a causa del limite notevole
arctan x
= 1,
x0
x
lim

possiamo sostituire al fattore arctan x il fattore x.


In definitiva, nellintrodurre la funzione g(x) possiamo sostituire al terzo fattore
log (1 + arctan x)
il fattore
x.
Pertanto, la funzione g(x) adatta allapplicazione del criterio del confronto asintotico `e
g(x) =

2
x

33

Studiamo quindi il carattere di


a

Z
0

g(x) dx =
2

1
x+1

dx.

Sappiamo che tale integrale converge se e solo se


+ 1 < 1,
cio`e, se e solo se
< 0.
Per il criterio del confronto asintotico, si ha che lintegrale I1 converge se e solo se
< 0.
Consideriamo ora la convergenza dellintegrale I2 , cio`e
Z +
f (x) dx.
a

Per lapplicazione del criterio del confronto asintotico, dobbiamo studiare il comportamento dei
vari fattori per x +, per poter cos` esibire una funzione h(x) > 0 tale che
f (x)
= ` ]0, +[.
x+ h(x)
lim

Per quanto riguarda il primo fattore, si ha



lim arctan

x+

1
x3


= arctan 0 = 0.

In forza del limite notevole gi`a richiamato precedentemente, possiamo sostituire tale fattore con
1
.
x3
Il secondo fattore, x , `e gi`a in forma favorevole.
Per il terzo fattore, invece, si ha


lim log (1 + arctan x) = log 1 +
,
x+
2
che `e una costante maggiore strettamente di 0, che chiameremo K per semplicit`a.

34
Una funzione h(x) `e quindi
h(x) =

1
x3

x K

Studiamo, al variare di R, il carattere di


Z +
Z
1 + 1
h(x) dx =
dx.
K a
x3+
a
Questultimo integrale converge se e solo se
3 + > 1,
cio`e se e solo se
> 2.
Pertanto, per il criterio del confronto asintotico, lintegrale I2 converge se e solo se
> 2.
In definitiva, lintegrale di partenza converge se e solo convergono contemporaneamente lintegrale I1 e lintegrale I2 , cio`e per tutti e soli i tali che
(
<0
,
> 2
cio`e per
] 2, 0[.

9) Sia R. Determinare il carattere dellintegrale improprio


2
Z +
1 cos x1
dx.
log(x2 + 1)(x 1)
1
Svolgimento.
Osserviamo che lintegrale `e improprio per due motivi: a causa del fatto che il dominio
di integrazione `e illimitato ma anche a causa del fatto che la funzione integranda non `e definita
in x = 1 e, per certi valori di , potrebbe divergere e rendere lintegrale infinito.
Dobbiamo quindi individuare gli R per cui lintegrale non diverge ne in un intorno di x = 1
ne quando x +.

35
Cominciamo a studiare il comportamento per x 1+ , cio`e studiamo il carattere di
Z a
f (x) dx,
1

essendo a un arbitrario numero reale strettamente maggiore di 1 in cui f non presenta problemi
di definizione.
Essendo f una funzione positiva (il numeratore `e un quadrato, largomento del log `e strettamente maggiore di 1, il termine (x 1) `e maggiore di 0 essendo lintegrale definito su x > 1),
possiamo applicare il criterio del confronto asintotico e cercare una funzione g tale che
lim+

x1

f (x)
= ` ]0, +[
g(x)

e studiare il carattere di
Z

g(x) dx.
1

Per introdurre la g(x) bisogna capire a cosa tendono i vari fattori che costituiscono f (x) quando
x 1.
Il fattore


1
1 cos
x

2

tende a
(1 cos 1)2 ,
quantit`a positiva (e non nulla, visto che il coseno di 1 radiante `e diverso da 1), che possiamo
denotare con K.
Anche il fattore log(1 + x2 ), tendendo a log 2, non crea problemi.
Lunico fattore problematico `e
(x 1) .
Infatti, come osservato allinizio, il contenuto della tonda tende a 0.
Siamo in presenza di un caso analogo a
Z a
1
dx,

0 x
in cui la singolarit`a `e in x = 0.
Nel nostro caso, la x tende a 1 e, chiaramente, il fattore problematico `e (x 1) . In entrambi
i casi, largomento della potenza tende a 0.
La discussione del carattere `e quindi la medesima. Generalizzando, il carattere di
Z a
Z a
1
1
dx =
dx =

0 x
0 (x 0)

36

`e il medesimo di quello di
Z

1
dx,
(x b)

a causa del fatto che, per mezzo della sostituzione x b = t, ci si riconduce allintegrale improprio con la singolarit`a in 0 (nel nostro esercizio `e b = 1).
Detto ci`o, il fattore
(x 1)
`e gi`a in forma adatta per lo studio del carattere.
Quindi, detta
g(x) =
si ha che lintegrale
Z a

Z
g(x) dx =

K
,
log 2 (x 1)

K
K
dx =

log 2 (x 1)
log 2

Z
1

1
dx
(x 1)

converge se e solo se
< 1.
Per il criterio del confronto asintotico, anche
Z a
f (x) dx
1

converge se e solo se
< 1.
Preoccupiamoci ora del carattere dellintegrale in un intorno di +.
Consideriamo il limite dei vari fattori che compongono f quando x +.
Per quanto riguarda il primo fattore (per il momento omettiamo il quadrato, lo reintroduremmo
quando definiremo g(x)), si ha


1
lim 1 cos
= 1 cos 0 = 1 1 = 0.
x+
x
Si tratta cio`e di un fattore infinitesimo. Nellintrodurre g(x) dovremo sostituire tale fattore
o con la parte mancante di un limite notevole o con lo sviluppo di Taylor opportunamente
arrestato.
Utilizziamo il noto limite notevole
lim
t0

1 cos t
1
= ,
2
t
2

37

essendo, nel nostro caso,


t=

1
0 quando x +.
x

Sostituiremo quindi il contenuto della tonda col fattore


1
.
x2
Per quanto riguarda il secondo fattore si ha
lim log(1 + x2 ) = +.

x+

Tendendo a +, siamo interessati a tenere laddendo di ordine pi`


u alto nellargomento del log.
Pertanto sostituiremo tale fattore con
log(x2 ) = 2 log x.
Infine, poiche
lim (x 1) = +,

x+

possiamo sostituire la base del terzo fattore con


x.

La funzione di cui studiare il carattere dellintegrale `e dunque



1 2
1
x2
=
.
g(x) =

4+
2 log x x
2x
log x
Poiche
Z

Z
g(x) dx =

1
2 x4+ log x

converge se e solo se
+ 4 > 1,
cio`e se e solo se
> 3,

dx

38

ne segue che anche


Z

f (x) dx
a

converge se e solo se
> 3.
In conclusione, lintegrale di partenza converge per tutti e soli gli per cui converge sia in
x = 1 che a +, cio`e per tutti e soli gli che risolvono il sistema
(
<1
,
> 3
cio`e per
3 < < 1.