Definire La Citta Raffigurare La Citta
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Definire La Citta Raffigurare La Citta
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Semata e signa sono i nomi che indicano le immagini monetali al loro primo apparire in Grecia e
a Roma.
I due termini hanno una valenza polisemica che insiste soprattutto sulla funzione comunicativa
del potere d’acquisto della moneta, garantito da valori sacrali e giuridici inerenti all’immagine/tipo
che la caratterizza.
Le immagini monetali esprimono ideologie e credenze attinte dal patrimonio culturale dei popoli,
e veicolano messaggi che l’emittente/proprietario della moneta rivolge all’utente/destinatario.
La Collana nasce come raccolta di studi e di incontri seminariali a carattere metodologico, prope-
deutici alla realizzazione del Lexicon Iconographicum Numismaticae (LIN), all’interno di un progetto
interuniversitario a carattere nazionale, ma è aperta anche a contributi e collaborazioni interna-
zionali.
L’approfondimento, con metodo multidisciplinare, del significato assunto nello spazio e nel tem-
po da singoli tipi monetali o da tipi che afferiscono a tematiche più ampie, mirano alla conoscenza
dei criteri e delle regole che soggiacciono al linguaggio speciale delle iconografie monetali in uso
in età antica e medievale.
L’obiettivo finale è la valorizzazione della moneta quale fonte diretta e il recupero della tradizione
iconica – di cui essa è peculiare ed emblematica espressione – quale documento storico.
MONETA E IDENTITÀ TERRITORIALE:
Dalla polis antica alla civitas medievale.
a cura di
Anna Lina Morelli, Erica Filippini
FALZEA EDITORE
Il presente volume è stato pubblicato con fondi MIUR del progetto PRIN 2009
Moneta e identità territoriale: dalla ‘polis’ antica alla ‘civitas’ medievale – Unità di ricerca delle
Università di Messina (M. Caccamo Caltabiano), Bologna (A.L. Morelli), Genova (R.
Pera) e Milano (L. Travaini)
Immagine di copertina
Antiochia, tetradramma, AR, 2 a.C. (rovescio)
Cfr. RPC I, n. 4155
© Yale University Art Gallery, n. reg. 2001.87.4522
ISBN 978-88-8296-464-1
Copyright 2016 © Falzea Editore s.r.l.
Viale Calabria, 60
89133 Reggio Calabria (Italy)
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me/fascicolo/periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5,
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Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comun-
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rilasciata da: AIDRO, Corso di Porta Romana n.108-20122 Milano (E-mail: segreteria@[Link] - Sito
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INDICE
Premessa
ANNA LINA MORELLI, ERICA FILIPPINI » 15
Introduzione
MARIA CACCAMO CALTABIANO » 17
Relazioni
CARMELA RACCUIA » 43
Definire la città, raffigurare la città
ELENA SANTAGATI » 61
Legende monetali ed identità poleiche: alcuni esempi
DANIELE CASTRIZIO » 79
La città e il suo porto. Note di iconografia monetale
Tavola rotonda
Conclusioni
MARIA CACCAMO CALTABIANO » 317
IGLS = Inscriptions grecques et latines de la Syrie, L. Jalabert, R. Mouterde et alii (éds.), Paris
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RIC = The Roman Imperial Coinage, H. Mattingly, E.A. Sydenham et alii (eds.), London,
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SNG ANS = Sylloge Nummorum Graecorum. The Collection of the American Numismatic Society,
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2000 ss.
SNG Lloyd = Sylloge Nummorum Graecorum. The Lloyd Collection, London, 1933-1937.
SNG München = Sylloge Nummorum Graecorum. Deutschland, Staatliche Münzsammlung
München, Berlin, 1968 ss.
SNG Paris = Sylloge Nummorum Graecorum, France, Cabinet des Médailles, Paris, 1993 ss.
SNG von Aulock = Sylloge Nummorum Graecorum. Deutschland, Sammlung v. Aulock, Berlin,
1957-1968.
Carmela Raccuia
Università di Messina
Abstract
The study investigates the relationship between the essence of the polis and the
typological choices of the main mints. The Thucydidean reconstruction of the Greek
archaiologhia defines the polis as a safe living space, not necessarily fortified, with its
means of subsistence and capable of consolidating itself in various ways. The term
paraskeue refers not only to the breadth of resources but also to the provision of
infrastructures (fountains, roads, ports, mines), the establishment of relations with
the outer world, as well as the features of the urban space. Thucydides compares
the different ways of “making a city”, from Sparta to Athens, the Siceliote poleis and
the Greek mainland including the Thracian “tribal” experiences, and identifies the
peculiarity of Athens in the synoecistic choice, emporic vocation, industriousness
and also in the assistance provided to supplicants, adynatoi, astheneis. Even in its typo-
logical choices, Athens, after a plurality of images, chose a unifying iconography for
its coins, which seems to echo the shield-goddess of the second millennium BC in
its tetradrachms.
1 Per i problemi interpretativi e la vasta bibliografia sulla polis vd., di recente, Hansen 2006; Id.
2007; Moggi 2007, 93 ss.; Bearzot 2009; Arnason, Raaflaub, Wagner 2013.
2 I lemmi, indicanti sedi di esercizio del potere amministrativo e/o religioso in uno scenario remoto,
rinviano al dibattito sulle origini della polis tra continuità o cesura rispetto alle esperienze precedenti:
cfr. Marini 2007, 51 ss.
3 Berent 1994; Id. 2004, 107 ss.; contra, Hansen 1998; Id. 2002, 17 ss.; Faraguna 2000, 217 ss.;
4 Settis 1996, XXIX. Anche se la polis è l’aspetto “più caratteristico ed essenziale della concezione
greca della vita” (Mazzarino 1947, 200 ss.) tale “mito storiografico” (Giangiulio 2001, 61 s.) non deve
produrre disinteresse per formazioni come gli ethne e i koina su cui Daverio Rocchi 1993; Consolo
Langher 1996; Morgan 2003; Antonetti 2010.
5 Sull’approccio iconologico e semiologico al documento monetale, Caccamo Caltabiano 2007,
11 ss.
6 Franke 1961; Williams 1965; Consolo Langher 1996; Psoma 2001; Ead. 2007, 7 ss.; Tsangari
2007.
7 La “Renaissance” dell’VIII secolo esce sfumata dalle accresciute evidenze archeologiche per
i cosiddetti secoli bui ove si colgono le propaggini dei damoi micenei, pencolanti tra l’insediamento
precario, il chiefdom, il sito a vocazione cultuale o “sinecistica”: Whitley 1991; Donlan, Thomas 1993;
De Polignac 1995; Moggi 2007, 105 ss.
45
8 Pl. Prt. 322 a-d: gli uomini delle origini ᾤκουν σποράδην; privi di techne politike e polemike, si salvavano
dagli attacchi delle bestie feroci “riunendosi e costruendo città”; mancavano ancora, a riparo dalle
violenze reciproche, i vincoli di philia e gli ordinamenti civici che scaturirono quando Zeus donò aidos e
dike a tutti. Schnapp 1996, 120 ss.; Nicolai 2005, 246 ss.
9 Superiorità della polis perché l’uomo viva bene: Arist. Pol. 1, 2, 1252b; 3, 1, 1274b; sua natura
“plurale”: 2, 2, 1261a e 3, 4, 1277a; città autarkes in uno spazio εὐσύνοπτος: 7, 4, 1326b; interrelazione
tra ambiente, società, economia, forma politica: 6, 7, 1321a.
10 Th. 1, 2, 1-4: Gomme 1945, 92 ss. Sullo scarto dalla visione edenica dell’età aurea (Hes. Op. 109
ss.) e l’aderenza al quadro “selvatico” cantato da Omero per i Ciclopi (Od. 9, 105 ss.), Nicolai 2005,
237 ss.; Musti 2008, 53 ss.
11 Giangiulio 2007, 337.
12 E.g., Th. 2, 27, 2: Tirea data dagli Spartani agli Egineti da οἰκεῖν καὶ τὴν γῆν νέμεσθαι.
46
13 Ducrey 1995, 245 ss. Gli elementi tipici di un atto di fondazione (teichos, oikoi, neoi e arourai) nella
3; cfr. Th. 2, 15, 5 e Paus. 1, 14, 1 con menzione del solo Pisistrato; una Dodekakrounos in Phot. δ 865;
Hsch. δ 2705. La presenza di fonti tra i tratti distintivi di una polis in Paus. 10, 4, 1, che però ne rileva
l’assenza per Panopeo. Cura di Minosse e Teseo per la sicurezza di strade e rotte: Th. 1, 4, 1 e 8, 2; Plu.
Thes. 6, 3-7; 8 e 10-11. Anche per l’istmo di Corinto, Th. 1, 13, 5, ricorda la bonifica dai pirati, per terra
e per mare.
17 Il ruolo di arete, to dikaion e homoiotropia nell’instaurazione di philia tra individui e koinonia tra
“maestra di impegno” (μόχθοιο διδάσκαλος): [Theoc.] Id. 21, sulla scia di Ar. Pl. 510 ss.; E. Fr. 571, 641
Nauck2.
21 Th. 1, 2, 6 e 12, 4; la syngheneia tra Atene e la Ionia è già in Sol. frg. 4a West.
22 Narrando la spedizione di Brasida contro Anfipoli, Tucidide ricorda il proprio diritto a sfruttare
miniere d’oro nell’area e l’influenza sui notabili locali: Th. 4, 105, 1; Hornblower 1996, 334 s.
23 Plu. Cim. 4, 1-3: legami di Tucidide con Milziade e Cimone; sua sepoltura nella tomba dei Filaidi;
omonimia di Oloro col suocero trace di Milziade. Per Egesipile, madre dello storico, Marcellin. Vit.
Thuc. 2: Carena, Manfredini, Piccirilli 1990, 207 ss. (Piccirilli); Sears 2013, 46 ss.
24 Musti 1999, 37, col richiamo al “rapporto profondo che c’è tra l’autoctonia e l’idea di supplicità”.
25 Rispettivamente in Hdt. 5, 65, 3; 5, 57; 6, 35.
26 Nella tradizione mitica risalta quell’aggressione delle Amazzoni ad Atene che, scolpita nelle
metope del Partenone, fu dipinta nella Stoa Poikile accanto alle battaglie storiche di Maratona ed Enoe:
Paus. 1, 15, 1-3; Beschi, Musti 20006, 315-317.
27 Str. 8, 1, 2; Hdt. 8, 144, 2: ἐὸν ὅμαιμόν τε καὶ ὁμόγλωσσον, καὶ θεῶν ἱδρύματά τε κοινὰ καὶ θυσίαι
ἤθεά τε ὁμότροπα.
48
28 Th. 2, 15-16, 1. Eco di conflitti tra l’Atene di Eretteo e l’Eleusi di Eumolpo, proveniente dalla
Tracia: Paus. 1, 38, 2. Ostilità di Menesteo e di ghene aristocratici al provvedimento di Teseo: Plu. Thes.
32, 1; Ampolo, Manfredini 1988, 235-237, 253 (Ampolo). Sul sinecismo e i problemi connessi, vd. ora
Moggi 2007, 97 ss.
29 Th. 2, 37-41. Loraux 1993; Most 1997, 1342 ss.; Musti 1999, 3 ss., 115 ss.
30 Cartledge 1996, 42 ss. Sul concetto di meson come “realtà centrata”, partecipe “del politico e del
dai campi per respingere il tentativo eversivo di Cilone: Th. 1, 126, 7; incoraggiamento di Pisistrato a
vivere διεσπαρμένοι κατὰ τὴν χώραν: Arist. Ath. 16, 3; case e agroi posseduti da Pericle nel contado: Th.
2, 13, 1.
32 Recuperando l’antica dimestichezza gestionale diffusa nel territorio, Clistene valorizzò le fun-
zioni dei demi assicurandone “plus de cohésion”: Lévêque, Vidal-Naquet 1964, 21, 77 ss. Su demi e
altre partizioni interne alla polis, Davies 1996, 599 ss. (642 s., per l’evidenza di trikomoi, tetrakomoi e una
tetrapolis in Attica); Moggi 2005, 11 ss.
33 Sull’ordinamento spartano, Nafissi 1991; Hodkinson 1997, 83 ss.; Lupi 2007, 371 ss. Leggi di
Drero e Chio: Van Effenterre, Ruzé 1994, 81 e 62. Bolla ed agora convocate in Mitilene: Alc. frg. 130
Lobel, Page; cfr. Ampolo 1996, 309 s.
34 Roussel 1976, 42.
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ratteristiche descritte per Atene: polis senza mura né ricche dimore, intessuta di
komai, abbarbicata alla tripartizione tribale, essa appare chiusa al mescolamento,
impregnata di militarismo, negata ai concetti di rhathymia35 e benessere materiale
per gli ἰσοδίαιτοι36. Se dunque esiste parentela etimologica fra termini quali homoioi
e homoiotropoi, kosmos di Licurgo e diakosmein di Teseo37, e vale sia per Atene che
per Sparta la convinzione che gli uomini, non le mura, siano il bastione possente
a difesa della polis38, a far la differenza pesano in Sparta la vocazione pauperista,
la fedeltà all’eunomia, l’enfatizzazione del civismo come milizia permanente, l’ar-
cigna chiusura ad apporti esterni39.
Fuori da Sparta, la dimensione della kome appare a Tucidide un attardamento
in forme arcaiche di aggregazione, diffuse in regioni geograficamente e politica-
mente marginali: lo provano determinazioni temporali come τὸ πάλαι, τῷ παλαιῷ
τρόπῳ associate a stanzialità in centri privi di mura e popolati κατὰ κώμας40. L’ar-
retratezza connota anche lo stile di vita di queste aree ove kerdos e trophe derivano
dalla lesteia praticata per terra e per mare sia da Greci sia da barbari di aree co-
stiere ed isole: Locresi Ozoli, Etoli, Acarnani ed altri esercitano ancora la razzia
reciproca, l’incursione corsara per reperire mezzi di sostentamento e mantengo-
no l’abitudine di andare armati che, nell’attualità, è prassi residuale di barbari41.
Difatti, nella galassia trace mobilitata da Sitalce, nota a Tucidide anche per la sua
35 L’opposizione ῥᾳθυμίᾳ μᾶλλον ἢ πόνων μελέτῃ nell’esporsi ai rischi, in Th. 2, 39, 4. Valenza
antidemocratica assunta dal concetto di ponos nel dibattito culturale e politico dalla metà del V secolo:
Musti 1999, 103 ss.; Dimauro 2012, 21 ss.
36 Th. 1, 6, 4-5; polis non ξυνοικισθείση: 1, 10, 2; locus princeps delle differenze nei valori e nello stile
di vita è il logos epitaphios: 2, 37-40. Sulla struttura di comando dell’esercito spartano, Th. 5, 66, 3 e 68, 3.
37 Th. 2, 15, 2. Eunomia e kosmos spartani: Hdt. 1, 65, 2-5; vd. Asheri 1988, 306 ss. Kosmetor, associato
a λαῶν, in Omero è epiteto degli Atridi, dei Dioscuri (Il. 1, 16 e 375; 3, 326), di Anfinomo (Od. 18 152);
kosmos è il nome del più alto magistrato a Creta, noto epigraficamente a Drero e attestato da Arist. Pol.
2, 10, 1272a.
38 Alc. frg. 130 Lobel, Page; prescindono dalla componente territoriale le affermazioni di Temistocle
e Nicia: Hdt. 8, 61 e Th. 7, 77, 7 e il caso della focidese Panopeo: Paus. 10, 4, 1. Per la ripresa di questa
concezione partecipativa della città in altri autori greci e latini, Ampolo 1996, 297 ss. e 331 s. contro
l’equazione tra mura ed esistenza di una polis; è probabile anzi che, agli occhi di Greci di V secolo, una
città fin troppo cinta di mura evocasse un potere inaccessibile come quello del medo Deioce con la sua
Ecbatana dalle sette cerchie murarie: Hdt. 1, 98-99; Belloni 2006, 205 ss. Fonti letterarie per le poleis
dotate di mura, tra VI e V a.C., in Ducrey 1995, 249.
39 Si data di solito entro la metà del VI a.C. la cosiddetta “serrata” di Sparta i cui cittadini (già
ξείνοισι ἀπρόσμικτοι: Hdt. 1, 65, 2) furono via via percepiti come “asceti e atleti della guerra” (Musti
1999, 104) ma, in merito, Lupi 2007, 363 ss.
40 Th. 1, 5, 1 e 3; 1, 10, 2. Per il rapporto polis-komai nella concezione di Arist. Pol. 1, 2, 1253a:
Hansen 1995, 45 ss.; Ampolo 1996, 324 ss. Sulla coppia ἄστυ-πόλις, Cole 1976; Lévy 1983, 55 ss.;
Casevitz 1983, 75 ss.
41 Th. 1, 5, 3-6, 1; cfr. 3, 94, 4: komai prive di mura tra gli Etoli; 3, 102, 2: proasteion ateichiston nella
chora di Naupatto; 2, 80, 8: l’acarnana Limnea; 4, 43, 1: la kome di Soligea, a 48 stadi da Corinto.
50
funzione di stratega nell’area di Taso (4, 104, 4), egli segnala che i Dii, montanari
indipendenti, portano la μάχαιρα; di più, addebita a peltasti comandati da Diitrefe
l’eccidio di una scolaresca nella beotica Micalesso42. Altrove annota modalità e
figure di potere tra gli Odrisi dove al basileus, ai παραδυναστεύουσι e ai nobili al suo
fianco, dal territorio sottomesso comprendente anche centri greci, giungono in
tributo doni d’oro e argento, utensili, tessuti semplici e ricamati43. E, a proposito
della ktisis ateniese ad Ennea Hodoi nell’area dello Strimone, registra la reazione
degli Edoni per quello che essi considerano un atto di guerra e che, con altri Tra-
ci, soffocano nel sangue44. Insomma, nelle vaste e popolose regioni della Tracia,
invincibili per Erodoto se “avessero un unico capo o andassero d’accordo tra
loro”45, anche al tempo dei progetti d’unificazione di Sitalce e Seute, è prevalsa la
frammentazione delle tribù né si evidenziano centri urbani.
Diverso invece l’orizzonte nella realtà siceliota dove – dedicate rapide battute
alla concentrazione dei Fenici in Mozia, Solunto e Panormo (6, 2, 6) – Tucidide
per le varie ktiseis applica l’omerico “canone di Scheria” e dunque elenca nomi
di ecisti partiti da una Grecia ormai stabilizzata (1, 12, 4), circuiti murari, ripar-
tizioni del territorio, spazio per il sacro, origine di toponimi, nomima di apoikiai
tutte denominate poleis46. Volontà di radicamento e di auxesis, pratiche e regole
di convivenza, necessità di relazionarsi con l’elemento anellenico hanno favorito
negli insediamenti isolani, a marcata eterogeneità interna, la trasformazione di
gruppi sociali in comunità politiche: in questo processo non è casuale che Tucidi-
de annoti il singolare esperimento di xympoliteia abortita fra Megaresi e Calcidesi
in Lentini (6, 4, 1). In breve, quello delle apoikiai di Sicilia era un altro modo di
diventare poleis, oltre e dopo Sparta ed Atene.
42 Th. 2, 96, 2 e 98, 4; 7, 27, 1 e 29-30 sui crimini dei milletrecento Dii: Hornblower 2008, 587 s.
curiosità per quest’area complessa e dall’affascinante diversità tracima in Hdt. 4, 94-96 e 5, 3-10; Nenci
1994, 157 ss.; Sears 2013.
44 Th. 1, 100, 3; 4, 102. Hdt. 9, 75: scontro a Dato tra Ateniesi ed Edoni per le miniere auree; 5,
177 ss.
51
47 Pl. R. 2, 369d; l’affermazione apre i ragionamenti di Socrate sulla giustizia in seno alla visione
della polis creata dal bisogno “poiché nessun uomo è autosufficiente” (369b).
48 Homosepyoi, homoka(p)noi: Arist. Pol. 1, 2, 1252b. Su homosypioi nella lex sacra da Selinunte, vd. ora
precedenza (50d), rinvio a leggi sul matrimonio, l’allevamento e l’educazione dei figli.
50 Sol. ap. D.L. 1, 55 = T. 422 Martina. Deroghe a danno di padri che non avessero insegnato ai figli
alcuna techne o li avessero generati da un’etera: Plu. Sol. 22, 1 e 4. La metafora zoologica (corrispondente
alla latina lex ciconiaria) in Zen. 1, 94, col commento “vale per quelli che ricambiano i benefici. Infatti
si dice che le cicogne assistano i genitori invecchiati e li portino sul dorso quando non possono più
volare”. Cfr. Ael. NA 3, 23; Arist. HA 9, 13, 615b; Plin. nat. 10, 63.
51 Anderson 2009, 10. Hdt. 3, 131: compensi pubblici riscossi da Democede a Egina, Atene, Samo,
prima di recarsi a curare Dario e Atossa. Attivi ad Atene anche Pittalo (Ar. Ach. 1032, 1222; V. 1432)
ed Erissimaco (Pl. Phdr. 227a, 268a; Smp. 18c). Sul funerale pubblico di Tello, ricordato da Solone, Hdt.
1, 30, 4-5; obolo agli invalidi: Arist. Ath. 49, 4.
52 Vd. nota 16; dice dell’attenzione dei tiranni all’idraulica lo spettacolare acquedotto realizzato a
ad Atene, poco oltre il Ceramico, accanto ad una statua della divinità eponima
trovava culto il dio technites, Efesto (Paus. 1, 14, 6); ancora, nella ricostruzione
dello storico una menzione speciale toccava al naupegos corinzio Aminocle, rea-
lizzatore di triremi53. È una concezione “laica” governata da principi diversi, se
non divergenti, in equilibrio tra l’esercizio delle qualità, dei saperi, dei desideri
degli individui – in una visione non penitenziale della vita – e l’opzione a far
sistema che ad Atene, col sinecismo, fissava in una planimetria τροχοειδής l’unico
prytaneion, comune focolare. Di quest’amalgama è prova l’istantanea della città
qual è presentata dallo storico alla vigilia della prima invasione di Archidamo, con
gli agroi punteggiati di dimore e luoghi di culto, l’asty ricca di oikeseis, zone libere,
hiera, heroa e l’Acropoli preservata dall’afflusso degli sfollati (Th. 2, 16, 2; 2, 17,
1). E qui cogliamo – per Atene e in genere per la realtà greca “piena di dei”54 –
un fattore rilevante nella costruzione di identità, passato però sotto silenzio nella
ricostruzione “economicista” della archaiologhia, cioè il rapporto col sacro nei suoi
momenti comunitari quali le processioni, le gare, la rituale ecatombe55. In queste
occasioni di autentica crasi civica, nel segno di una commensalità ampliata in
onore della divinità poliade (che convive con altri titolari di culti divini ed eroici,
spesso funzionali ad ambizioni di ghene rampanti) si cementava il rapporto fra
territorio e comunità politica ivi strutturatasi.
53 Th. 1, 13, 2-3. Per Atena a Corinto, Paus. 2, 3, 1, che ne vide la statua bronzea collegabile “con
l’arcaicissima Πότνια ἵππων” poi deviata in protettrice delle arti: Musti, Torelli 1986, 222, 227. Uno
xoanon di Atena Chalinitis, “la dea del morso” per Pegaso, era sulla strada per Sicione: Paus. 2, 4, 1.
54 Così Talete (A 22), nel cui pensiero l’acqua era centrale; Flashar 1996, 1232 ss.
55 Per Panatenaiche, Sinecie ed altre feste, sul sacrificio e il pasto comune: Schmitt Pantel 1992;
Graf 1996, 358 ss.; Calame 1996, 471 ss.; Bremmer 1996, 268 ss.
56 Schnapp 1996, 131, 145, per l’assenza di assemblee e riunioni politiche sui vasi.
53
57 Nomisma argenteo coniato da Ariande in competizione col Darico: Hdt. 4, 166. Per le emissioni
citate, Bellinger 1963; Le Rider 1977; Thompson 1982, 113 ss.; De Callataÿ , Depeyrot, Villaronga
1993; Descat 1995, 9 ss.
58 Rapporto tra monetazione e “polisness”: Martin 1995, 257 ss. Primato di Fidone: Eph. FGrHist
70 F 176; la priorità lidia in Hdt. 1, 94, 1; per altre tradizioni “rivali”, Parise 1996, 714 ss.
59 D.S. 4, 23, 1 e 5, 3, 4.
60 D.S. 5, 3, 5-6. Sulle Ninfe eponime di città, Larson 2001; Salamone 2012, con ampia bibliografia.
61 [Link]. s.v. Ζάγκλη. Corpus monetale: Caccamo Caltabiano 1993.
54
62 Plu. Thes. 14, 1-2: lotta contro il toro di Maratona; 25, 3: connessione alla vittoria su Tauro,
strategos di Minosse; vd. Ampolo, Manfredini 1988, 215, 239 (Ampolo), con altre fonti e rassegna delle
interpretazioni, per lo più scettiche. Il proverbio in Zen. 2, 70, è connesso all’ammenda dovuta da chi
avesse abusato della libertà di parola.
63 Sulle “monete araldiche”: Hopper 1968, 16 ss. Kraay 1976, 56 ss., collega i tipi alle varie gare
delle Panatenaiche e alle famiglie coinvolte da Pisistrato; Foraboschi 1989, 67 ss., rinvia agli emblemi
sugli scudi e alle trittie.
64 Pi. fr. 76 Mähler. Loraux 1993; Asheri 1997, 9 ss.
65 Sol. frg. 3 Gentili, Prato.
66 La mechane ideata da Pisitrato: Hdt. 1, 60, 4-5; Arist. Ath. 14, 5. Cfr. Asheri 1988, 304; Sinos
1993, 73 ss.
67 Bernal 1991, 73, ha sottolineato i nessi iconografici, etimologici e simbolici tra queste
raffigurazioni di dee che spuntano da uno scudo ad otto, la egizia Nēit e il Palladio di Atena. Di
“reincarnazione della dea dei palazzi micenei, protettrice della regalità del II millennio” scriveva già De
Polignac 1984, 90 s.
68 Atena nata da Zeus: Hes. Th. 888 ss.; Apollod. 1, 3, 6 e 3, 12, 3, con l’affidamento a Tritone e la
storia di Pallade. Per l’Atena Tritonia/dea locale degli Ausei, Hdt. 4, 180 e 188-189; la Glaucopide in
Paus. 1, 14, 6, su cui Beschi, Musti 20006, 312 s., con altre eziologie dell’epiclesi tritonide, legate sempre
ad acque di fiume o di fonte con cui si è constatato un nesso anche per Imera. Sul filone che, nel IV a.C.,
faceva di Atene una colonia di Sais e l’alone di “sapienza e mistero” intorno alla cultura egizia: Asheri
1997, 10 s.; Assman 2001, 416 ss. e, ovviamente, Bernal 1991, 114 ss.
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