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\,

LE MOMITE DELL'ITALIA ANTICA


EACCOITA ENEEAII
DEL

Raffaele Garrucci
D. 0. D. e.

PARTE PEIMA
Y

MONETE FUSE
/

2);^)--

^^
ROMA
COI TIPI

DEL CAV.
1885

V.

SALVIUCCI

AI LETTORI

J_Jf raccolta generale delle ja

monete, che

l'Italia

antica fuse e coni nelle sue zecche lo

scopo di questa mia opera. Io

la

imprendo
fino a

dalla origine

quando

le

citt
stati

le

repubbliche

erano indipendenti e
stili

la

conduco

che

Roma
il

impadronitasi degli
le sorti.

d'Italia e sottopola

alla

sua dominazione o
insorti,

all'alto

dominio ne regolava

Concessa poi

piena cittadi-

nanza a quei popoli

che

la

domandavano,
tutte le

dritto di batter

moneta con
descritte
le

la libert si estinse.

Un'opera simile che contenesse

monete disegnate o
condotta a fine:

fu

gi intrapresa

all'esordio di codesto secolo dal Carelli,

ma non

duecento sue tavole con


lasciate
al

l'aggiunta di altre

due videro

la luce cos

imperfette

come

le

aveva

1831.

La descrizione

di cotesta tavola fu affidata ai Cavedoni, che profitt delle scoperte e degli

studii posteriori al Carelli per

emendarle e renderle

utili

per quanto poteva


che
il

agli studiosi.

Stim
fatta

anche opportuno pubblicare di nuovo in secondo luogo

la descrizione

Carelli

aveva

della sua privata collezione messa a stampa, e vi aggiunse le emendazioni fattevi dall'Avellino.

Ma
tori di

il

Carelli

aveva riprodotte
i

le

stampe

dell' Arigoni

e del card.

De Zelada

e di

altri edi-

moneta

fusa;

PP. Marchi e Tessieri avevano messo un ordine nuovo e una novella


il
il

distribuzione all'oes grave, e pubblicato


altri

frutto dei loro lavori nel

1839

il

Kircheriano ed
raccolte
fino
ai

musei avevano accresciuto di molto

numero

dei bronzi inedili nelle


Carelli,

loro,

tutto ci bisognava che venisse a


nostri,

compire l'impresa del

conducendola

giorni

dando luogo

quanto
le

si

era scritto e divulgato dai numismatici. Era d'uopo che finaldi aes rude,

mente prendessero posto


dagno per
la storia

monete

con

le questioni

che avevano destato e

il

gua-

che se ne poteva cavare.

Le

settanta tavole di questa


di

mia raccolta comprenderanno quante monete


almeno dai
si

fuse conosco, di-

segnandole

nuovo quasi
i

tutte dagli originali o


falsi,

gessi e dalle galvanoplastiche, e

togliendo di mezzo
si

bronzi

alcuni dei quali


sette

credono tuttavia autentici. Per fare ci


in
circa.

richiedeva

tempo e per

passarono

lustri
si

Le

monete
le

fuse,

di

questa
coniate,

prima parte, poich nella seconda parte che ora


sono state da

stampa sono raccolte


l'aes

monete

me

divise in tre classi

nella

prima pongo

rude, nella seconda l'aes signa-

tum, nella terza

l'aes

grave.
tutti coloro,

Intendo ringraziare
riferire a suo luogo.

che mi hanno aiutato,

nomi dei quali non

lascer

di

Lontano come sono per professione e per indole dai


le

complimenti con-

fesso

che questo mio lavoro ha bisogno di molto per appagare tutte


basti di aver cominciato

brame

di

tutti

me

quando potevo aver

l'agio di far disegnare e l'opportunit

di

scrivere e di andar perfezionando l'ardua impresa.

Ora far qui seguire un breve indice dei luoghi, donde generalmente
bronzi qui disegnati e descritti.

si

sono avuti

INDICAZIONE DELLE CITT E DEI LUOaHI


DOVE
SI

SA CHE

BRONZI DESCRITTI NELLE LXX TAVOLE SONO STATI TROVATI


SI

E DELLE EACCOLTE PUBBLICHE E PRIVATE OVE

CONSERVANO E IN MANCANZA DA CHI PUBBLICATI

Albano, lbanum, Yi,

8.

Montefascone, Vulsiniensis ager, VII,

1.

Sabatini ad lacum Sabate,


Sabina, Sabini,

XXXV,

1-7.
1 -7;

Ancarano,

v.

Norcia.
2.

Museo

di Bologna,

LUI,
1
;

4.

XXXVI,

1-6,

XXXVII,

XL,

8.

Ardea, LSVII,

Britannico, X,

XI, 2; XII, 2
1;

XIII, 1

T.

Nicotera.
Soratte),

Ariccia, Arida, 1, 1;

X,2;XII,

2;

XIII, 2; XIV,

1.

XVIII; XXIII; XXIV,

XLIV,

9. 1,

Saura Faliscohtm (Monte


2;

XXXIII

2, 3;

Aiigoni, XL, 11-13;


-iscoli di Puglia,

XLIV,

11;

LXVI, 16-19.
1-5. 1-4.

Kircheriano,

XVI; XVII, 2; XXI,

XXXIV

1-6;

LXX,

2.

Ascidum Aptdum, LXV,

XXIII: XXV, 1-3; XXVII, 1,2; XXIX, 6;

Seolca in Sardinia, VI, 12.


Sutri, Satrium,

Atri, Hatria, asse

LX, 6; serie; LXI, 1-4; LXil,


aga; LXVII,
6. 3.

XLIV, 2-4.

6, 7, 0,

XLV,

3, 4, 5, 10, 11.

XXXIX,

1-3;

XL,

1-7.

Belona,
Carelli,

Vulsiniensis

di

Cortona

(Sellari),

XXVH,

13.

Tarquinii. v. Corneto.

XXI,

3;

XL, 10; LIV,

di Firenze,

LIV,
1
;

7.

Telamone, Telamon, XLVII,


6;

1,

oncia.

Il

bronzo
:

Castellani, t. Cortona.

II,

di Parigi,

XX,

XLV,

LV,

1.

con l'epigrafe
se ne

fl>|t,

impostura moderna

Cerveteri, Caerae,

I,

2;

1.2;
2.

III,

1-5; IV, 1;

.,

di Pesaro, XII, 1;
di Torino,

XXXI,
3.

3,.LIII, 5;

LVI, 1.

ha

il

disegno alla tavola 125.


1.

V, 2-6; IX, 2,3; XXII,


Cesena, Caesena, LXVIII,
1.

XXVII,
2.

Teramo, Interamna praetuU. Vili,


Tivoli,

Vaticano, XIV,
di Vienna,

Tibur,

XLIIL

1-7.

Comete, Tarquinii, VI, 10; XXV,


serie

4, 5;

XXVI

2-6

XLIV,
di,

5;

XLV,
2.

9.

Todi, Tudertinus ager,

XXVII,

2-7;

XXVIII, 1;

XLVI,
coli.

1-8;

LXX,

1.

Nicotera,
1.

campagna

LXX,
1.

LUI,

2,

tutta la serie,

LV, 1-8 LVI, 1-11.


1.

Cortona,

Castellani,

LIV,

Norcia, Nursia, LXVII,


2.
Oirvieto,

Todi-Chiusi, VI, 3: Todi-Perugia, LIV,

Fabbro, Vuldniensis ager, IX,

1;

Vulsiniensis ager, LXIII, 3. v. Fabbro.

Toscana, Etruria, ruota-ancora

M, LI,

ruota-

Fermo, Frmum, LX,

3-5.

Ossi in Sardinia VI, li.


Palestrina, Praeneslinus ager, VI, 1, 3, 6, 7, 10, 14;
1.

cratere, D, LI, 2; ruota-anfora, LI, 3; ruota-

Fiesole, Faesulamis ager, X, 3.

ferro di bipenne, LII, 1; ruota-itero, Lll, 2;

Genzano, Lanioinus ager, XV.

XLI, 1-4; XLII, 1, 2; XLIV,


Passeri,

1;

LXIX.

1,

7.

ruota etrusca-item,LII,
sca-item,

3;

A, V, ruota etru1; fl^^,

Gobbio, Iguvium, tripondio LVI, 14: serie LVII,


1-7;

LVI,

1, 2.

LUI,

1;

V,A,^, V, L,

),

LVni,

1-7.
1

Pesaro, Pisaurensis ger, XVII, 1;


-7;

XXVII

1.

anfora, LI, 1-3. Elruscorum, testa coperta di


pileo acuminato /( accetta, coltello,

Lazio, Latini,
3-7;

XXXVIII,
1-10;

XL; XLI,
1-11.

5, 6;

XLII,

Pinder,

XLV,

2, 7.

LIV, 1-6.

XLIV,

XLV,

Ponte
1-18.

Landolfo
2.

Benevenlanus

ager
2;

VI

Velecha,
Velletri,

LXVI,

7-14.

Lucer, Lvceria, LXIII 1-3; serio

LXIV,
3, asse

LXVIII,
rude
e

suppl.

LXVII,
14.

gruppo

di aes

Velilernus ager,

XXXIII; LXIX,

2.

Lucer, Eoma-Lucera, XXXII, 2,


col gallo e l'epigrafe
l'epigrafe LXIII,3;
cio V. pag. 41.

moderno

cusum VI,

Velletri. v.
2.

Eoma-Velletri

LXX,

3; col cavallo e

Quingento, Parmensis ager, sign. VII,


Rieti, Beate,

Venosa, Veniisia,
Vestini,

LXV,

6-12; LXVI,

I, 2.

come imaginata dal Ric-

XXXIII,

1.

Ves{tinorum}, LXII, 5-8.

Rimini, Ariminum, LIX, 1-6; LX,


1.

1,

2; asse coi

Vetulonia, ruota-ancora,
Vicarello,

LUI,

4, 5. 2, 4, 13, 15, 17,


8.

Lunghezza, CoUatia, V,

tipi
8, 9.

romani, XXVIII,

1.

M M

Aquae ApoUinares, VI,


XIV,
3;

in
in

moneta ovale XXVII, moneta rotonda.


e Tessieri,

Roma,

aes signatum,
2;

LXVIII,

4;

Romanus

ager,

19, 22;

XXVI,

XLV,

R. V\ tav.

XLIV,

6, 7.

XXIV,
1-8;

XXVIII, 2-4; Eoma-Lazio, XXIX,


1;

Volterra, Volaterrae,

XLVII, 2-4 ; XLVIII,

1-7

Marchi

LXVI,

15.
2.

XXX,

XXXI,
,

1-3;
2,

XXXII,
3
;

4, 5.

XLIX,
,

1-7.
;

Marzabotto, Bononiensi aga; VIII,

Roma-Luoera

XXXII
1.

Eoma-Velletri

Vulci, Volcentanus ager, XI, 1

XV,

2.

Metaponto. Metapontwn, LXVI, 3-6.

XXXII,

Moneta ovale XXVII, 10-12.

Romamm,

XXIII; XXIV,

e a pag.

40

(falso).

DESCEIZIONE E DICHIARAZIONE DELLE TAVOLE

PARTE PRIMA
MONETE FUSE

AES EUDE
Non
fin dai
si

fu data la preferenza al rame per la gran quantit che

se ne

cavava dalle sue miniere, sicch poi


dubitato finora

si

diveime sui primordi del

che in

Eoma

vi potessero

essere
:

secolo quarto di

Roma

a fonderne

di

forma raramente ovale


coi

tempi

di

Romolo

artefici clie

lavoravano Toro e l'argento

comunemente
doppio rilievo

rotonda dividendolo in pezzi


e d' ordinario
il

propri tipi

ma

che questi formassero due corpi distinti lo apprendiamo da


di Plinio
,

marcati con cifre

numeriche che

un passo

che a quanto so non

si

finora considerato

ne indicassero
aes grave.

valore legale. Questo aes prese poi

nome

di

da quel lato che poteva giovare alla discussione relativa alle


origini
riferito

numismatiche.

Il

dotto

antiquario
,

romano dopo aver


da quello che

Di

tutto

ci

che

ci

avevano tramandato gli antichi noi


e l

da un libro

di

Timeo

probabilmente

abbiamo acquistato esperienza pei depositi qua


specialmente nella media
si

rinvenuti

scrisse intorno alla medicina che si cava dai metalli, de metallica

Italia.

Questi depositi che volgarmente


:

medicina (index ad
di Servio Tullio

Plinii H. N.

1.

XXXIII), che
rude
nel

Eomani

chiamano

tesoretti

contengono
di

1 solo

aes

grave
;

come
2 ov-

prima

usavano Vaes
1),

cambio delle
aes
si

quelli di

monte Mario,

Comete, di Cere, di Amelia


,

merci, soggiunge (L.

XXXIV,

che l'uso di questo

vero r aes grave con aes rude ed aes signatum

come quello

dimostrava col fatto anteriore a Servio, perch

Numa

alle

due

scoperto a Vulci, dove l'aes grave era solo rappresentato da alcuni


pezzi,
i

corporazioni di artefici aggiunse una terza che fu dei fabbri di

pili sestanti, di

forma

ellittica; 3

ovvero solo aes rude ed


e

rame. Sed
declarat,
stituto.

et

alia

vetustas

aequalem urbi auctoritatem eius


aerariorum fabrum in-

aes signatum, come quelli

di

Ariccia

di

Cere

4 ovvero

a rege

Numa

collegio tertio

Vaes rude
e

V aes signatum con pezzi


di accetta,
v'

di spade,

punte di lancia

frammenti

siccome quello scoperto presso di Ascoli

In queste tre oiScine lavoravasi adunque


in oro in argento
s'

dai
:

tre collegi

Piceno.

Non

poi dubbio che le tre specie di aes avevano


si stabil

e in

rame a scopo monetario


sulle rozze
si

ma non
all'

vi

egualmente corso non solo prima del 485 quando


l'asse

che
gi

imprimeva
si

verun tipo

masse

all'

oro e

ar-

fosse sestantario,

ma
p.

anche

di

poi

ed

io

allegai
di

gento

dava prima o
ai

diede poi una figura quadrata che


il

in prova {Diss.
(1,

arch.
si

I,

154) un notevole
i

luogo

Livio
spo-

per analogia

mattoni ebbe

nome

di later
pr.

come impariamo
2,

XXVI) dove
il

legge che

soldati di Annibale, visto

da Varrone {de vita Populi


e da Plinio (H. N.

Romani
3,

Nonio
al

481

12, 9)

gliato

tempio di Feronia dei doni d'oro e d'argento, tocchi

XXXIII,

17)

ma

quanto

rame

la nostra

da religione gittarono nel recinto del tempio pezzi di aes rude,


dei quali

esperienza
di later,

ci

ha dimostrato che
s

gli si

dava non solo una forma


ancora altre ed altre
dir.

un gran numero

fu trovato dopo la loro partenza

aeris

ma

gli si

facevano
di

prendere
si

rud,era iecerunt,

quorum

acervi post

profectionera

Annibalis

forme, almeno fuori

Roma, come
il

Abbiamo ancora

magni

inventi. Erano adunque cotesti gli


si

stipendi giornalieri,

appreso che Servio

il

quale segn
fu dato
il

primo con un' impronta


di

neir epoca stessa in che


soldato quel gruppo di

depose nel sepolcro accanto ad un


e coniata

Vaes rude, onde

gli

nome

signatum, non pose


:

moneta rude

che ho raccon-

cotesto segno sn d'altra forma che la quadrilatera

e cosi deve

tato a suo luogo (v. Dichiar. tav. VI,

14).

intendersi Plinio ove scrive (H. N.

XXXIII, 13)

Servius rex
tradii.

Or
forma

ci

conviene notare
aes
di

alcune particolarit
si

riguardanti la

primus

signavit aes. rudi ante usos


e

romanos Tirnaeus

di questo

rude che generalmente

chiama

pane

Se in Asia prevalse l'oro

in Grecia l'argento, in Italia

metallico. Il

nome

pane veramente non conviene a tutte le

AES EUDE

forme,
pani.
se

ma
ho

a quelle si

pu dare che sono larghe

e rotonde quasi

cominciato a tener conto di simile aes rude, del quale


raccolti e deposti nel

si

sono

Ma

io gi avvertito nelle

Dissertaoni (loco citato) che


fino

Museo

di Cagliari da varie parti dell' Isola

ne fusero di varia grandezza

alla

mezza

libbra,

ne

notabili pezzi

che

serbano

in varie

proporzioni la simile ro-

allegai gli esemp dalle scoperte di Vicarello e Prenestine: posso

tonda forma piano convessa.

ora aggiungere anche Belona dopo la publicazione di uno d'essi

A
che
si

Scolca nell'isola medesima fu trovato un deposito di bronzi,

bronzi fatta dal eh. P.


quello
di

De

Feis (lav. LXVIII,

3),

sopratutto
1,

vedono
(v. la

ridotti a

met

della loro grandezza nella tavola dello


n. 12):

Tarquinia

che

do

nella

tavola

LXVII,

dove
a forma

Spano

nostra tav.

VI

questi imitano la forma ret-

singolare, che

come quello

di Belona, apparisce fuso

tangola dei quadrilateri. Con le forme rettangole vi erano miste

chiusa

essendovi rimasta la verghetta metallica formatasi nel


si

anche
i

le

tendenti a forma triangolare, ed notevole, che essendo

getto del metallo all'apertura della staffa, qual


in

vede anche

pezzi rotondi trovati in questa isola di

rame puro, questi

in-

un sestante
e

della

sei'ie

ovale recatomi dagli soavi di Ancacollezione.

vece sono di rame misto al zinco, ovvero alla cadmia.

rano

che ora

nella

mia

Ci non di

meno deve

Che Vaes rude abbia avuto


(tav. VI, 3-8)

la

forma di verga quadrata

tenersi

come parto d'imaginazione


forma
di

ci che scrisse gi

ilMommsen,
una libbra,
1,

l'abbiamo imparato da alcune di cotesto verghe


e

essersi fuso Vacs rude in

cubo

fino al peso di

rinvenute nel Lazio


simili verghe,
(tav.

in Btruria

messe a confronto con


classe

altre

dandosi poi a pesi maggiori la forma quadrilatera {H. de la m.


p.

ma

appartenenti

alla

AelVaes signatum

175
si

seg.).

Perocch se fosse vero che nelle acque


:

di Vicarello

XXVII,

13).

Queste portano in rilievo rami braceiati con

non

sian trovati pezzi di aes eccedenti la libbra

pure se ne
pili

globetti ripetuti negli intervalli di

un braccio

all'altro.

erano trovati a Vulci di quei di due libbre. Ora poi pi e


depositi sono venuti a dimostrare
il

Sui pezzi di aes rude

si

vedono talvolta delle contromarche

mal fondata questa

teoria sopra

come

sui quadrilateri e sull'aes grave etrusco. Grli

esempi che
se

pezzo supposto libbrale di Vicarello.

ne abbiamo sull'nas rude lasciano


si

indecisa
nelle

la

questione,

Nel bel mezzo


veteri
il

dell'antica Cere che oggi

chiama Cergran pro-

queste contromarche
emissione, ovvero,

s'improntavano

zecche

prima della

sig.

Filippo Calabresi scavando

un

fosso a

se le repubbliche le

imprimevano sui pezzi


uso-.

fondit s'imbatt in

un bel deposito
Brano
ivi

di aes

rude

signatum
pezzi
di

che a tal fine avevano ritirato dal corso per poi rimetterle in

accennato

di

sopra.

cento

sessantasette

Per contromarca,
lavorato e freddo
:

intendesi
tali

un segno impresso
i

sul metallo gi

varia grandezza che tutti insieme

sommavano a centocinquanta

sono

simboli

nomi propri impressi

libbre di rame, per buona ventura salvate a tempo dalla fornace.

modo

di

esempio sulle

strigili.

Di questa natura certamente


quei simboli im-

Saggiatone un pezzo apparve di puro

rame senza mistura

di

non sono, quantunque

fatte al

modo medesimo
un pezzo

stagno come a Villanova, n di zinco come a Vicarello, ovvero


di

pressi in incavo sulle due facce di

di bronzo fuso trovato


si

piombo come a Marzabotto. Fra molti pezzi


il

di piccola

mole
vi

nell'Orvietano ovvero di una piastrellina qual

quella recataci

ve ne erano dei grandi ohe richiamarono


trovai anche
lato

mio

studio,

ma

da Ancarano, alla quale ora


viene da Perugia.

si

aggiunto un nuovo esempio che

uno

intero,

quantunque per un po'


il

difettoso da

un
si

a quanto pare,

un aes signatum

in incavo.
si

essendosi arrestato

metallo

nella

staffa.

Ben per

Coi segni o lettere impresse a

modo
mi

di contromarca non

deb-

vedeva che tendeva ad una forma rotonda (vedasi Questo mi serv


(tav. Ili, 1-5)

la lav. Il e, b).

bono neanche confondere


indicatomi gi dal P.

segni o lettere graffite,

un cui esempio
poi confermato

di

guida onde studiati anche


il

gli altri

frammenti

De
di

Feis

stato

di

ne deducessi che

metallo gettavasi in una scostaffa

anche dal eh. Brizio, su

uno dei pezzi pi

piccoli del deposito di

della, a fondo

leggermente concavo, ovvero in una larga

Bologna pesante solo 260 grammi che porta nella faccia convessa
sia inferiore la

in forma di cono rovescio e a fondo mobile. Ci

mi

si

f'

palese

seguente sigla

Kf-.

E il Brizio

soggiunge

vedendo come intorno

al

fondo di cotesti pani formavasi


di
ci

una

che un grande numero


i

di fibule e di paalstabs ohe erano in-

bava che prendeva la figura

una base (vedi

la citata tav. III).

sieme con

detti pani di

bronzo

insignito

di sigle, le quali

Ora

il

deposito

di

Bologna

ha dato pani di conica forma

non ha

trascritte perch

non

gli pare
.

possano considerarsi come

rovescia e a fondo convesso.

contrassegni della legalit


:

dell'ae.';

Karl sono
esempi,
(tav. I,
1'

pani fusi in scodelle ovali

di questi

ho due
si

Dissi gi altra volta

che molti pezzi nel deposito di Cere


e ci contro taluni

uno dal deposito


2).

di Ariccia, l'altro

da quello di Cere
di

vedevano evidentemente spezzali


:

che non

1,

Cere anche
(tav-

debbo l'unico frammento

un

se ne mostravano persuasi

alla difficolt

che

si

opponeva di

pane in forma anulare

IV, 2) largo tre centimetri e mezzo,


il

rompere questi pani risposi sapersi dai fonditori di metalli che


il

grosso cinque del peso di tre libbre e due once,

cui intero

rame

detto da essi acre cio non battuto n


si

temperato

ma

doveva avere venti centimetri di diametro


Il

e pesare

sedici libbre.

fuso e freddo

rompe

a colpi di martello e viepi se collo

qual peso non parr eccessivo sapendo che dal


il

deposito

di

stagno in lega.
i

Osservai altres che in alcuni pezzi sono rimasti


il

Bologna, come mi scrive

eh. Brizio, se

ne ebbe uno in forma


e

segni dell'accetta o tagliuola adoperate a preparare

rame
veduta
inoltre

di cono rovescio del peso di sei

kilogrammi

200 grammi.
si

alla rottura (tav.

V, 6)

la

quale osservazione ho

poi

Nella tav. VI
di

n. d'

11 do l'unico pezzo che

conservato

essersi fatta anche dal eh. sig. conte Gozzadini.

Notai

un gran numero

aes rude rinvenuto in Ossi di Sardegna.

nel deposito di Cere un pane ridotto col martello a forma ret-

La forma ne

singolare

perch piano convessa, rotonda, e del

tangola (tav.

n. 5)

e aggiunsi

aversene un altro voluto ridurlo


il

diametro di dodici centimetri del peso di gr. 1540. Dopo questa scoperta

a forma quadra

ma

lasciato a

mezzo

lavoro imperfetto, ed ora


trovato di

divulgata dal eh. canonico

Spano pare che

siasi

posso mostrare

un nuovo esempio

in

un quadrilatero

T. I-V

ABS RUDE

vecente alle rive del Tevere (tav.

LXVIII

di Suppl. n. 4).

Non

peso

constando
di

l'antica

libbra

di

gr.

324

incirca

la

mi pare

di

omettere in questo luogo quel frammento

che mi
2
fl,

moderna
b.

gr.

336.

stato recato or ora con altri pezzi proveniente da di Cesena, ove da un pane

un deposito
scodella
a

Aes oblongo scavato dentro avente di fuori la forma di


di

metallico
si

in

forma

di

una navicella trovato nel deposito


collezione.

Cere

venuto nella mia


e sette

fondo leggermente convesso


dentissima accetta (tav.

ricavato col martello una evin.


1,

Pesa grammi 536, pari ad una libbra


piti volte

LXVIII
i

a, b).

once inc'ca. Chi ha


di

vedute

le

lucerne di terracotta

Al metallo greggio
rudus, e in questo
:ieris

latini

diedero

nome

raudus

fatte a

mano che

si

ti-ovano insieme con le stoviglie fime-

senso scrive Livio

nel

luogo sopracitato

bri in

Eoma
il

e nel pascolare di Castel

Gandolfo non trover


il

rudero. Questo

nome per

si

trova esteso anche ad oggetti

strano

confronto fra queste lucerne e

bronzo di Cere.

artefatti sani o rotti che siano, se si

hanno in conto o
il

si

riducono

a semplice merce, non altro considerandone che


tallico.

valore
7,

me7,

In questo senso
arg. 34, 2), che,

si

legge nel Digesto {frag.

de
..

Tav. il
a, b. Aes

auro,

vas conflatum ad rudein massa m

intero

come

venuto fuori dalla

staffa trovato nel de-

reverti potest.

posito di Cere ed ora nella


si

mia

collezione.

di

forma rotonda

Constando dalle prove allegate qual


mossi rude non deve
aver

fosse Vaes che


i

chia-

tendente alla ovale,


della fusione che
Il

ma

difettosa dal lato sinistro a motivo

luogo

il

quesito, se

depositi di

come pare

stata impedita nella forma.

questo bronzo sono veramente tesoretti di moneta, ovvero depositi

suo peso di libbre 8 e 9 once e mezzo.

notevole

di metallo destinato

aUa fonderia.
l'

quella sgocciolatura di metallo per tutta quasi la superficie


si

minato.

stato anche cercato se

aes rude

ebbe un peso deter-

piana: quanto alla parte convessa essa tanto irregolare

A
si

che rispondo non aversene esperienza, perch rarisdi trovare

da fare meritamente conchiudere che


in

il

metallo fu colato

simo
anche

il caso

dei pani metallici interi,


si

quando

un

fossetto di arena.

trovassero
l'

non

potrebbe argomentare dalla quasi

parit dei pesi

intenzione di dar loro

un valore determinato,
In generale vero

potendo
che

ci derivare dalla parit delle staffe.

Tav.
1-5.

m.
Ho
riunito qui questi cinque pezzi usciti dal deposito di
ci

questa

uguaglianza di

staffe

pu aver giovato ad un apsulle bilance; cos


i

prezzo

quahmque che

poi si sar compiuto

Cere, perch

danno un saggio dei pani metallici rotondi

pu tenersi per verisimile che chi rompeva


volta
il

pani e le armi tal:

divisi in quattro parti.

Di pi perch

vi si

vede chiaramente

faceva

serbando

una

certa

imiformit
il

ma

sarebbe

come

il

metallo

si

aperta la via intorno intorno per

un

contro la esperienza e la natura delle cose


siasi fatto

pretendere che

fondo che doveva perci essere mobile. Il primo pezzo pesa

sempre a disegno. Le ragioni che

si

possono essere
forse perch

due libbre
il

once due

il

secondo

due libbre

once otto

avute per ridurre le armi ad

rudem massam sono

terzo libbre quattro once otto e


:

mezzo

il

quarto libbre
e

spoglie tolte al nemico in guerra, o perch adoperandosi ornai le

quattro once tre

il

quinto libbre quattro once otto

mezzo.

armi di ferro per


perar

la scarsezza del

bronzo, tornava conto ado-

questo

al

cambio
all'

delle

merci.
si

Comunque
mai data

sia

strano
di

sarebbe opinare che


spada, di accetta,
o

aes rude
lancia

fosse

la
si

forma

Tav. IV.
1. a, &, e.

di

perch nei depositi


coli'

trovano

Strano bronzo tendente alla forma

di

cono rovescio pro-

queste armi intere o rotte insieme

aes rude.

dotto dal deposito di Cere. Chiaro appai-isce che le pareti

interne della forma pieghettavano

per hanno impressi

pi angoli e cantoni

ma

non simmetrici fra loro. Il peso


circa.

Tav.

L
Bronzo proveniente dalla valle dell'Aricela.

di libbre quattro e

due once in

Fu

spezzato in pi

1. a, b.

Fu
i

posseduto
contadini

luoghi a colpo di martello del quale rimangono evidenti le

dal barone P. E. Visconti dal quale seppi che


lo

ammaccature. Le forme a cono rovescio hanno ora perfetti


modelli in alcuni bronzi del deposito di Bologna (Gozzadini.

avevano rotto come ora

si

vede

e lasciato

perdere quel

piccolo frammento che ora gli manca.

La sua apparizione

Noie sur

uno

cachette de fondeur, Toulouse 1877, ed.

coincide coUa scoperta del deposito aricino, che sappiamo

sep. pag. 11).


2. a, b, e, d. Il

non esser venuto

tutto intero nel Kircheriano. Sar

dimque

deposito di Cere
il

ci
i

manda ancora questo bronzo


dimostra d'esser parte
il

da credersi uno dei pezzi componenti quel

ripostiglio.

singolare,

quale a tutti

segni

faso in una staffa deUa singoiar forma ellittica a fondo con-

d'un grosso anello. Esso prova che


rere nella forma
ti-e

metallo fu fatto scor-

cavo di patera bassa in


fusovi dentro supera
i

modo

che la grossezza del bronzo


Il

circolare a pi riprese. Il suo peso di

due centimetii.

suo peso

si

ac-

libbre once due incirca.

costa alle 12 libbre antiche alle quali Varrone assegna

288
Tav. V.
1.

scrupoli

pari a 312

grammi, posto
di oltre

lo scrupolo

uguale a

gr. 1,12. L'oncia

romana

a gr. 27,00 differisce oncia

di

meno

di

un grammo

dalla

odierna

romana

di

Questo bronzo e

seguenti sono stati raccolti in questa tavola


si

gr. 28,00.

Per spesso mi son servito dell'uno

e dell'altro

per dare una idea delle spezzature e dei tagli quando

AES BUDE

T.

VI

dichiararono da taluni a giudizio dei periti, impossibili, non


ostante le prove recate dal conte Gozzadini. Migliori esemp

3, 4.

n n. 3 rappresenta un pezzo

di aes in

forma

di

verga quadrata
trovato in una

colla sua base a destra e a sinistra. L'ho

ne sono venuti di poi alla luce fra

quali tiene

un

singoiar

delle casse sepolcrali nella necropoli di Palestrina; ora

posto quel bronzo di Cesena che rappresenta un' accetta


(tav.

deposto nel museo Vaticano.


fronto quello

questo pezzo
dalle acque di

fa

buon con-

LXVIII

1,

b).

Il diedi

anche inciso dalla parte del

del n. 4 cavato

Vicarello e

dritto e del riverso nel

quaderno 720 pagg. 718, 718 della

ora nel Kircheriano. Si riscontrano assai bene anche per la

Civ. Catt. Esso non viene da Cere,

ma da

Collatia oggi detta


sette pezzi nel

bava dai due

lati.

Lunghezza,

e fu trovato

insieme con

altri

5-8. Nette per contrario da ogni bava si

mostrano

le quattro

mezzo

di

un sepolcro rotondo comune ad

altrettanti defouti

verghe quadrate che d sotto questi numeri.


vate tutte in
eh.

Non

sono tro-

divisi l'uno dall'altro da

un mnricciuolo

e collocati

come

un
fra

sito

ma

in diversi. Il n.
e

5 fu trovato dal

raggi intorno ad

un

centro. Il suo peso di gr. 320. V'erano

Gamurrini

Todi

Chiusi e fu

dato alla

luce nel

insieme con questo aes rude vasellini e tazze di buon lavoro


:

Periodico del march. Strozzi (an. IV, tav.


il

1, 2, 2, 6, p. 16):

vasellini a

due manichi

e striati in pasta di color

n.

6 l'ho raccolto io stesso nei miei scavi di Palestrina: 7

nero, le tazze in color di creta giallognola dipinte a cerchi


concenti'ici di color nero.
2,
3, a,
b,
e.

Il
il

n. n.

fu

recato
il

da Albano

al

barone P. E. Visconti
:

8 l'ebbe

medesimo barone Visconti da Palestrina


i

Vengono ambedue da Cere.


nove
e

Il

peso del primo

in esso sono evidenti

segni della tagliatura a destra. Per


e sicura

di once

mezzo in

circa, quello del

secondo di

questi

pezzi e

due precedenti avrassi fondata

circa sei once.

Le

linee del taglio sono ancor qui in

am-

dimostrazione che in Toscana e nel Lazio fu in uso Vaes

bedue

evidenti, solo

non

si

saprebbe dire se

lo

strumento

rude

in

forma di verghe quadrate


le simili

piena conferma poi ce


all'

adoperato fosse piuttosto ima mannaia che una scure. Oogid nelle officine si adoperano tagliuoli coi quali s'intacca
il

ne daranno

verghe appartenenti

aes signatum

che mostreremo nella tav.


9.

XXVII'

n.

13, a, b.

rame che poi


Nel

si

spezza a colpi di mazza e ci

si

fa

anche
lati

Da Ponte

Landolfo presso Benevento nella mia collezione.


la faccia piana 2, a, b,

a freddo.

n.

2
i

si

vede la tagliatura sui tre

Di questo bronzo del quale qui ho delineato


tratter di

sul piano appaiono


4. a, b, e.

ripetuti colpi di mazza.

nuovo nel Supplemento

tav.

LXVIII,

dove
^,

Ancor questo pezzo che

pure ceretano

rajjpre-

dar anche la faccia inferiore che porta impressa la lettera


di che

sentato da tre suoi lati. Pesa una libbra once otto e


in circa.

mezzo

non mi era avveduto prima. Pesa once quattro scarse.

Fu

staccato da

im pane

della forma d' una patera

10. Dalla necropoli di Tarquinia. Pezzo singolarissimo fuso fra


staffe chiuse,

come appare dal fondo convesso


Sono ancor qui patenti
5.
i

e dalla figura

rotonda in a.

di che

argomento l'esuberante metallo del

colpi di

mazza

in

e.

canaletto d'infusione, quale si vede nell'aes

signatum
della

e nel-

Ai due frammenti
gere questo che

2,

3 di forma triangolare piacemi aggiunstato ridotto a

Vaes grave

e in

special

modo

in

un sestante

serie

forma rettangola. Pro-

ovale recatomi da Ancarano.


11. Scavandosi in Ossi di Sardegna nel 1851 fu rinvenuto, scrive
il

viene da Cere e pesa due libbre e once quattro.


altro pezzo nella collezione la cui riduzione a

Ve

n'

un

forma qualati.

ean.

Spano

{Bull. arch. sardo

1860

p. 34), sotto

un tronco

drata non stata compita se non da soli tre


6.

di quercia un gran numero di questo aes rotondo e piano


e

o,

h.

Bronzo ceretano espresso in a dalla faccia inferiore


dal lato sinistro. V' da notare in a

convesso che fu distrutto e non se ne riserb che questo


sol pezzo pel

in b

un evidentissimo

museo

di Cagliari ove ora si trova deposto.

taglio e in 6 la piccola

massa

cilindrica confusa col liquido

Pare che

gli

Ossensi con questi pezzi di analoga forma role

metallico

quegli

sfiati

prodotti dalla ineguaglianza di tem-

tonda imitassero
uso in
si

forme

di aes

grave che era allora in

peratura. Pesa tre libbre ed once sette.

Italia.

ora saputo che in luoghi diversi dell'isola

sono poi trovati simili pezzi rotondi

ma

di

peso

mag-

giore,

sempre per

di

puro rame a

differenza dei pezzi quadi

Tav. vi.
1.

drati n.

62 che sono generalmente composti

rame

e zinco

Dalle terre di Palestrina nella collezione del bar. Visconti.

che diciamo ottone. Questo pezzo nel disegno dello Spano


stato ridotto alla sua met,

Pesa quattro libbre once


rappresentata in b, 2.
il

otto e mezzo.

La sua grossezza

come ora apprendo dal


gr.

direttore

bronzo tende alla forma quadrata.


il

del

museo

di Cagliari.

Pesa

1540.

Dalle acque di Vicarello ora nel Kircheriano. Kappresenta

12. In Scolca della

medesima
Spano

isola di
(

Sardegna fu scoperta, a
cit.

pi gran pezzo
serv di base al

di aes

rude

tratto da quelle

acque. Esso

testimonianza dello

Bull.

p.

34

tav.

n.

1)

Mommsen

per stabilire che V aes rude e


pari, in guisa che

nel 1840 una pignatta piena di aes rettangolo o tendente


alla

Vaes quadrilatero andavano del

Vaes rude

forma triangolare (vedi BtW.

arc/..

sardo tav.

E n. 2-5).
il

fosse di pezzi inferiori alla libbra e al di sopra della libbra


i

Cotesto pezzo

ancor esso ridotto nelle tavole dello Spano,


6

quadrilateri, ci che

ho dimostrato nel prolegomeno non


il

essendo di cent.

per

otto

mezzo

di
il

altezza:

suo

esser vero. Notisi inoltre che

peso di questo bronzo non

peso di gr. 640. Gli fanno riscontro


strina del n. 16 di questa tavola, e
il

bronzo di Pale-

come presunse

il

Mommsen

di

una libbra,

ma

s di

due

bronzo quadrato di

libbre e oltre ad

un

oncia, cio di gr. 707,20. Trovasi

pub13.

Ancarano che do nel supplemento

(tav.

LXVII,

1).

blicato dal barone D'Ailly nelle Recherches tom.

I, pi. 1, 1.

venuto nel Kircheriano dalle acque di Vicarello.


sia

Non

v'ha

La sua forma

quasi quella di

un cubo.

dubbio che

frammento

di

una

lastra

ovale o rotonda

T.

VI

AES BUDE

come

l'altro simile

estratto dalle acque


1,

medesime

clie

do

numero

dagli scavi delle terramare di Lombardia.

Le campagne
all'

nella tav.

XXVI

n.

colla sola differenza che

questo

di Vitorchiano verso

Montefiascone ne hanno messi


e le terre di e

aperto

rude

l'altro

segnato di un tronco marchiato di

un

glo-

due notevolissimi esemp,

Ardea ne hanno mostrato

betto fra ciascuna coppia delle sue braccia.


14. Trovato da

un terzo esempio per fabbrica

peso egualissimi ai lombardi.

me

in

ima parte della necropoli prenestina de-

Dopo

questi rozzi ed assai arcaici saggi porremo quei frammenti

stinata alla sepoltura dei soldati. Accanto alla" testa dello

che sono di miglior arte e insieme di minor peso. Gli estremi


confini di loro scoperte sono stati finora

scheletro dal lato destro era questo gruppetto

di

metalli

Marzabotto nel Bolosi

congiunti

dall' ossido

di

ferro.

Vi

si

vedono

due fram-

gnese e Teramo negli Abruzzi,


ad unire
la citt,
il

ai

quali

venuto di recente

menti di aes rude, una monetina di bronzo napolitano col

romano trovato

sulle rive del

Tevere che traversa

mezzo bue androprosopo

la testa

di

Apollo

al riverso

nel quale egualmente che nel teramano cominciano a


i

con parte della epigrafe. V' insieme un anello di ferro, due

variare
soli

tipi

per dar luogo

ai

delfini

che vi

si

vedono

effigiati

frammenti di bulle
metallo (vedi
Calt.

in

rame

due tronche lamine dello stesso


voi.
1 p.

ovvero

insieme con qualche


sia

strumento del quale rimane


tridente simbolo
allusivo al

le

mie

Diss. archeol.

133

e la Civ.

l'asta e

pu credersi che
che
il

rm

quad. 790 p. 477).

mare

del pari

delfino.

Agli

estremi
si

confini di

questa
i

15. Dalle acque di Vicarello.

un frammento

di lastra che

non

seconda epoca o

ai principi

della terza

possono assegnare
officine di

pu
tipo

dirsi se di

forma ovale ovvero rotonda. Non ha verun


piana solo da una parte, dall' altra

due
e ci

quadi-ilateri che

devono essere usciti dalle


d'essi

Todi

ma

liscia e

sono giunti interi. L'un

ha per tipo

la clava e al

convessa.
16.

riverso la frasca della


e

chamerops humilis,

l'altro figm-a

un bue

Anche Palestrina come Ancarano,


rude
di

ora Perugia, us

1'

aes

e al riverso il tronco bracciate forse della

verbena.

forma quadrata.
lata

Alla terza epoca della miglior arte

si

deve

il

veder regola

17. Pezzo triangolare di Vicarello della qual forma ne furono

meglio la fusione, essa


si

fa in

prima sparire del tutto

bava

veduti pi pezzi nel deposito di Scolca insieme colle forme


rettangole.

dai tre lati, e

studia che le due staffe combacino, onde non


s raro a vedersi nei quadrilateri delle epole

Vedi avanti

n.

12.

avvenga

ci che

non

18. Dalle acque di Vicarello. Pezzo che simula la


accetta.

forma d'una

che anteriori, in diverso livello


l'altro.

impronte

di
si

un

lato da quelle dalsi

da stimarsi che

il

metallo vi

adoperasse quale

19-22. Dalle acque medesime. Sono forme che


triangolari, rettangole, cubiche, miste.

si

accostano alle

cava dalle miniere, ovvero, siccome ne abbiamo esperienza nel-

Non

sono le pi pic-

Vaes rude, vi
dove
il

si

mescolasse in poca quantit dove

il

piombo

cole avendosene di quelle che pesano

appena due grammi,

zinco e dove lo stagno. Della provenienza di questi qua-

un

cui esempio nella

mia

collezione, e
1,

un

altro si trova

drilateri

non

si

sempre tenuto conto. Nondimeno sembra che


di

nel D'Ailly {Recherches, tom. 1 pi.

8).

non se ne

debba

troppo

allargare la regione

segnataci da

Tarquinia, Bomarzo e Todi dal lato dell'Etruria e dell'Umbria


e

da Velletri che sembra l'ultimo termine dell'altro.


1 tipi di

AES SiaNATUM
Dei,

questa et non sono ancora figure d'uomiui o di


e

ma

segni

simboli presi dalla natura animale


civile.

dagli strunei quadri-

Abbiamo appreso

dall'

esperienza che

1'

aes rude

si

fuse

menti d'uso nella vita


lateri di

cosa notabile che


siasi

d'ordinario in istaffe aperte, e per contrario le staffe chiuse furono

questa classe finora conosciuti non

veduto altro

adoperate comrmemente a fondere Vaes signatum. La forma volgare di queste staffe o matrici fu quadrilatera.

che

il

bue quantunque
perch
con

il

nome

di

pecunia
la
et

dicasi provenuto

Da

principio le

all' asse,

esso pagavasi

somma

delle multe in

due matrici non


si

si

accostavano in guisa che combaciassero,

ma

buoi e pecore, multae dictione ovium


e.

bowm

(CAcr.

de re pubi. II

lasciavano in qualche
il

maggiore o minore distanza di modo


fondevasi dal minor lato superiore
staffe

9)

neanche pu dirsi che

siasi

avverato ci che Plinio ha


la

che

liquido metallo che


i

scritto {L.
tipi dei

XVIII, 3) essersi in principio segnata

moneta
e

coi

riempiva anche

margini delle
si

e questa esuberanza noi le

buoi e delle pecore, ovium boumque

effigie

che da

sogliamo chiamar bava:

anche da notare che

due

staffe

questa nota
pellata (L.
{D. di
71.

pecudum

fosse denominata, uule et


testi

pecunia apP. Eckhel

non

si

vedono collocate parallele,


il

ma

pi spesso da basso in alto

XXXII1,13).I quali due

avendo

citati il
si

oblique, sicch

quadrilatero con la sua bava prende aspetto di

V.

I,

11) meritamente soggiunge che gli


tale sentenza a cui

concederebbe
le

cogno.
si

peso del metallo non determinato,

ma

nei pi recenti

non sottoscrivere a

non suffragano
si

mo-

accosta alle cinque libbre. I tipi di questa prima epoca sono

nete.

Non

fu di fatti perci che la


il

moneta

disse

pecunia ma,
;

tronchi bracciati, ovvero ramoscelli di foglie acute in punta simili a

perch con essa pagavasi

valore

dei buoi e delle pecore

poi

quella della

Chamaerops humilis,

e per alle frasche che

maestri

anche se ne allarg

il

significato, sicch ogni

provento della terra in

della palestra

come

quelli in

musaico delle terme antoniniane por-

grano, in frutta, chiamossi pecunia, quia ex his rebus constai

quam

tano in

mano per
il

far scuola ai giovani palestriti.

Oggi

invalso

nunc pecuniam dicimus.

(Paul, in Post. p. 244).


il

Ognun vede

l'uso di definire

tronco bracciate per

ramo secco

e la frasca

che l'aquila ministra del fulmine e


di

pegaso sono simboli l'uno

simile a quella deUa chamaerops humilis di chiamarla spina di


pesce.
si

Giove tonante,

l'altro del dio


il

marino, dal quale secondo la


e

La maggior

copia di codesti quadi-ilateri, dei quali non

tradizione seguita da Cornuto

pegaso ebbe origine


e.

nome:

cItt

inora trovato

veruno intero, se ne sono avuti in qualche

zv

Ttfffiv

(vonaa[ivog {De nat. deor.

22

p.

130

ed. Ossan.).

AES SIGNATUM

T. VII

prospera impresa sembranmi alludano


polenta
e di

polli augurali in atto

La zecca

di

Todi

ci

aveva messi sull'avviso della diminu-

di beccare avidamente la

fare colle bricciole di


;

zione avvenuta nel peso dei quadrilateri,


brale.
p.

come

sulla

moneta

lib-

essa cadute sul terreno

il

trijmdiuin solistimum
il

che poi queste

Fu dunque

dato alla

luce dal Passeri {Chron.nwnism.

imprese siano di un' armata

dinotano quei due astri simboli

193) un quadrilatero del peso di once tredici e colla nota del


i

dei due gemelli protettori della navigazione, e al riverso quei


delfini

valore segnata con quattro globetti sotto era


il

piedi del

bue che ne
di:

che nuotano fra due rostri di nave.


la

Cercandosi poi

un
si

tipo.

Strano sarebbe

nuovo l'uso dei globetti che

legame ohe insieme congiunga


trover qualora
si

scrofa e l'elefante africano


si

notano l'oncia invece della linea verticale che segna la libbra

voglia

por mente a ci che

narra

avve-

ma

v'

un esempio indubitato che possiamo

allegare,

ed

il

nuto nella giornata campale dei Komani contro

Pirro sotto le
alla de-

decapoudio di bronzo del Kircheriano di sferica forma e piana

mura

di Ascoli in Puglia

di

che vedi

il

commentario

da due

lati,

suU' uno dei

quali
cifre --

il

numero
:

suU' opposta

scrizione della tav.

XXII
ben

n. 1.

Che

poi questi che chiamo rostri

faccia vi si

vedono queste

: : : ;

dove

l'uffizio dei glo-

non siano

stati finora

definiti

per tridenti, lo dimostra la forma

betti e della linea orizzontale notevole,

non potendo spiegarsi

troppo diversa come gi ho notato in un articolo {Civ.Calt. qu. 726


pag. 723), non vedendovisi nei tridenti quelle legature che so-

altrimenti gli uni e gli altri che per libras decem,

come leggiamo
;

distesamente in
il

altri pesi

VNCIAS

VI,

modo

di esempio

inoltre

lidamente uniscono nei rostri

le

punte estreme fra di


tipi

loro, sicch

peso di grammi 3581,30 vi corrisponde, fatta l'oncia di gr. 28,


:

ne formano una sola massa. Alcimi


quadrilateri separatamente
si

che vediamo sui nostri

a dieci libbre, otto once, grammi 3

posto adunque che

il

qua-

sono veduti congiunti in altri bronzi

drilatero del Passeri pesava tredici once e valeva quattro libbre,

ora smarriti o occulti. Il Mionnet vide l'aquila col fulmine sul


dritto e

dovr dirsi che la libbra era ridotta a quadrantaria. Tarquinia


ci

un parazonio

sul rovescio di

uno
il

d'essi {Md.

rom. tom. I

ha recentemente

dati interi quadrilateri anepigrafi, e dei


il

fram-

pag. 1):

nn

tridente dall'

un

lato e
si

fulmine dall'altro ap-

menti che portano notato


verticale, che in
gr.

valore col noto

segno della linea

parve gi in tre esemplari che

trovarono nella necropoli di


il

uno

tripla. Or,

poich dei due interi l'uno pesa

Tarquinia, secondo la notizia confermatami dal bar. Visconti,

558

l'altro

545

cio once venti

meno due grammi ed once 19

quale anche

me
il

ne indic

tipi,

non espressi dal Borghesi, che


detto di sopra che Tarquinia,

pi gr. 13, ne deduciamo che gl'interi dei quali ora abbiamo

ne ricord

ritrovamento.
i
i

Ho

frammenti colla nota


della

II

III

debbono

essere

stati

tripondii

Bomarzo
si

Todi sono

limiti settentrionali della regione dove

riduzione

semissale, non

essendo probabile la trientale


UHI

sono trovati finora


i

quadrilateri di questa classe.

Non

pare

pi di quello che sia l'adoperare cinque linee


e

invece d'un V,
o

dunque che

Eomani abbiano mai

fuso o lasciato fondere quai

potendo sempre supporsi che l'intero peso fosse pi

meno

drilateri nella citt di Rimini, ovvero che

Eiminesi che hanno

di ventiquattro once.

fuso di certo Vaes grave, abbiano emessi metalli quadrilateri.

cotesta epoca di riduzione parmi


di

si
il

debbano

riferire quei

giova opporre i clipei di gallica


pressi su di

forma ovale che

si

trovano imi

frammenti

verghe quadrate che recano


le

tronco della verbena

uno

di

essi.

Perch noi concediamo che

Galli

per tipo e fra

braccia globetti,

cui esemplari furono posi

adoperassero scudi di questa forma,

ma neghiamo
di

che siano stati


i

seduti in Cortona dal Sellari, dove nou sappiamo se

globetti

solo lor propri, constando che in certo

tempo anche
Locri
si

Romani
appoggia

siano note di once ovvero di libbre ridotte, o solo vi alludano.


)

ne fecero uso. ad un clipeo

Roma

su di

una moneta

elittico identico al gallico

anche per l'insegna che


:

porla simile ad un fulmine privo dei soliti raggi


dersi che
fesa
i

ne pu cre-

Tav. VII.
1.

Locresi rappresentando

Roma

armata

la volessero di-

a, b, e.

Il

frammento posto

in

primo luogo proviene dalle


il

da uno scudo non suo. Della spada non parlo, perch consta

campagne
di gr.

di Montefiascone (o Vitorchiano) (');


sei,

suo peso

dai

monumenti averne

essi

avuta di pi d'una maniera. L'eb-

2248 pari a libbre

once otto e altrettanti grammi.

bero a due tagli e acuta in punta con una vetta traversa per

Le due
bava
si

facce sono quadrilatere,


il

ma

lati
i

minori colla loro


labri delle staffe)

paramano, come

si

vede sulla moneta fusa riminese, e inoltre pare


si

(cos dicesi

metallo trascorso fra


in basso, sicch
ivi

che abbiano adottata anche la romana, quale


quadrilateri, siccome

rappresenta sui
coniata,

vanno restringendo

danno l'aspetto di cono

impariamo dalla moneta

dove

rovescio.

Un

secondo frammento

medesimo trovato che


delle due facce ha
e,

figurato

il

Gallo armato di scudo di asta e di un parazonio nel

sembra tenere un andamento parallelo


la

fodero desinente in tondo e munito della piastra di guardia che

non ordinaria ertezza

di

sei centimetri,

quantunque
pesa nonpeso

diciamo crespello. Ai Galli Celti Diodoro Siciliano attribuisce doppia spada una dritta l'altra curva
ghesi {Oeim:,
1

non abbia maggiore altezza

di dieci centimetri, e del

come ha notato

il

Bor-

dimeno

gr.

2400. La notizia della forma

mi

pag. 337, 338; Diod. Sic. V, 30).

stata comunicata dal sig. V. Capobianchi.

Pu

credersi che

parere dei numismatici che questi quadrilateri siano alquinipondii e lo

l'intero

quadrilatero

dovesse
codesti

pesar

il

doppio stando alle


simili a

trettanti quincussi o

deducono dal peso che


talvolta otto once
il

ordinarie

misure

di

bronzi. Quadrilateri

sogliono avere di cinque libbre a cui

mancano

pi spesso sole tre o quattro. Ninno di questi bronzi porta

nome

del popolo o della citt se ne eccettui quel solo che reca

(')

Cotesto bronzo fu comprato in Montefiascone e n'ebbi

notizia da

l'epigrafe

ROMANOM.

Niuno ha veruna nota


i

di valore,

questa

colui elle lo

compr

e dal venditore.
altri

Appresi

di

poi dal sig. Capobianchi


nelle

che fu insieme con


torchiano.

bronzi da

me

descritti trovato

terre di Vi-

cominci solo ad inscriversi quando

quadrilateri furono ridotti.

T. VIII-X

AES SIGNATUM

questi due
in qualche

si

erano avuti da Marzabotto nel Bolognese e


dalle terre di

peso tale

che

sembrano

usciti

dalle

medesime

staffe

ci

numero

Parma

di

Reggio e
pia-

far persuasi ohe non vi fu diversit fra le genti dell'alta


e
il il

credevasi che fossero sol proprie della Emilia

e delle

media
Lazio.

Italia fra

Parma, Bologna

Seggio

e il

Piceno

nure lombarde

ma

ecco Montefiascone, ecco Teramo, ecco

Ce ne convinceremo anche meglio considerando


aes
2,

Ardea, d'onde abbiamo


figura

dedotto
delle

che

bronzi

di tal

peso e
della

singolare

di

Ardea

che

si

dar

nell'

appendice

sono propri

anche

regioni
il

del Lazio,

tav.

LXVn,

a, b, e, d, e.

Etruria e del Piceno. Si detto che

segno postovi so-

pra

sia

un fulmine

ma
n.

pu esser piuttosto un tronco della


Inslit.

gramigna (Targioni Tozzetti,


1813, T.
I, tav.

botaniche 3 ed. Firenze

Tav. IX.
1.

Ili,

89): poich a volerlo fulmine


alle

manlate-

a, b, e.

Trovato a Fabbro nella provincia di Orvieto insieme


Il

cherebbe la punta
rali:

al tronco simile

due braccia

con altri pezzi e ora nella collezione del march. Strozzi.

inoltre nei fulmini le parti

trisulche

sono alle due


il

suo peso di gr. 805


circa.

pari a
si

libbre
il

due

e un' oncia in

estremit, e posto che l'una manchi,

mai non avrebbero

Sulle due facce vi

rileva

cos detto

ramo

secco,

tronco
la
2.

prolungato senza che

vi fosse

dove stringerlo con

ma

che a

me

pare possa essere invece un tronco bracciate


cit. tav.

mano.
In Quingento, luogo del comune di
s.

della verbena (v. Targioni Tozzetti, op.

Ili n. 65).

a, b, e, d.

Lazaro Par-

Si noti ancora

come siano mal


pii in

accostate le due staffe pi.


e

mense, furono trovati in una terramare dieci frammenti di


aes.

bassa l'una a,

su l'altra

b, e

come

inoltre

il

profilo

Quell'uno d'essi
del

che ho

qui
il

delineato

venuto

in

della bava b parallelo dimostri che

non

vi fu

distaccamento

possesso

march. Strozzi:

suo

peso di gr.

2350

maggiore dall'una che


2. a, b, e.

dall'altra estremit.

pari a libbre sette. Esso porta in rilievo


ciate senza foglie, che

un ramo bracsecco.

Dal deposito

di

Cere ora nella mia collezione. Bronzo

suole

dirsi

ramo

La forma

intorno involto nell'ossido di ferro.


di quadrilatero

un

piccolo
;

frammento
il

dei lati minori

come quella

del bronzo di Montefiascone


e,

ma

di

non

lieve

momento

stantech sia

a cono rovescio: pari ne la grossezza h,

d con quella

solo esempio ohe si abbia della estremit superiore,


si

come

del montefiasconese predetto 6,

e.

deduce chiaramente da quel canaletto e che

gli corre in-

torno. Il coperchio

adunque che
il

si

assestava

sulle

staffe
il

ebbe una base o piede, che


Tav.
1.

teneva fermo mentre che vi


si

me-

Vm.
e, d.

tallo fuso si gettava nelle staffe pel foro

doveva

a,b,

Kirch. Scoperto a tramontana di

Teramo

in contrada

essere aperto nel mezzo. Nella faccia a rimane

un

vestigio
la

detta dei Turri luogo distante tre miglia dalla citt,

come

del

ramo secco

o tronco di verbena, e sul lato


Il

minore

afferma

il

sac.

D. Giuseppe Mentori in una sua lettera al P.


Il

bava non ha sensibile divaricazione.


sette e gr. 13.
3. a, b, e.

suo peso di once

Marchi, nella quale narra cotesto trovamento.

suo peso di
si

grammi 1407

pari a libbre quattro once cinque incirca. Vi


e in

Trovato nel deposito di Cere con Vaes rude

ora

vede in rilievo un'asta terminata forse in tridente


a due
delfini.

mezzo

nella collezione mia.


di ferro,

tutto involto e coperto dall' ossido

AI riverso non appare che

l'asta in

campo

come

il

In'onzo del

numero precedente

qualche
e

liscio. Il profilo
si assottiglia.

conico della bava al lato minore e di molto

altro aes del ripostiglio


la

medesimo. Quel tronco bracciato


al

forma di cono rovescio data

bronzo e alla bava per


il

Gennarelli (ia moneta primitiva p. 17) trascrive in

la divaricazione delle staffe, ravvicinano di tanto ai bronzi


(tav.

bronzo ceretano
e di Fiesole
officina.

nota una lettera del P. Marchi che dice aver comprato a


caro prezzo questo mezzo quinipodio dal cav. prof de Paolis

di

Teramo

(tav. Vili, 2)

X, 3) da
gr.

farli

credere gettati in una comune

che rebl)e

dalla

provincia

di

Teramo. Alla pag. 109


il

il

Pesa

2104

pari a libbre cinque ed once quattro incirca.

Gennarelli torna a parlarne dicendo che

cav. de Paolis
il

con lettera del 29 dicembre 1842 l'assicur che

fram-

mento fu trovato presso Nereto


2. a, b.

nell'agro pretuziano.

Tav. X.
1.

Trovato nello scoprire

il

principale
nel

monumento funebre
(Gozzadini,

a, b-

Frammento
le facce.

di quadrilatero di

forma convessa da ame

di Misanello a

Marzabotto

Bolognese

Di

bedue
e

nel

Museo Britannico

pesa una libbra

un'aitica necropoli a Marzabotto

1865, tav.

XVII

n.

dieci once. Il tronco bracciato che v' sopra di rilievo


e le braccia

pag. 53). Il suo peso di libbre sette

meno

undici

grammi
s

ha due particolarit, perch nodoso


rette

non son

pari a gr. 2157. Tutta la superficie di cotesto bronzo

ma

curve e sembra che

si

assottiglino nelle punte.

coperta di ossido, che, oltre all'asta di mezzo non presenta


allo

La seconda

che vi

si

vede impressa una mezza luna per


riconosciuto la seconda volta dal-

sguardo se

liscio

ovvero se vi sono

delfini,
si

come

nel

contromarca.

Fu dunque

bronzo teramano precedente, a cui cotanto


anche per
la grossezza b
;

assomiglia,
l'asta

l'autorit publica che lo legalizz perch avesse valore in

neppure pu indovinarsi se

quella citt

territorio,
i

dove l'avranno trovato. I numi-

portasse in cima

un

tridente, ovvero

due serpi come caduceo,

smatici credendo che

nocchi del tronco fossero vertebre


di spina di pesce, a cui si acdelle

bel confronto fra questi due pezzi provenienti da ree

hanno dato

al tronco

nome

gioni cos distanti

nondimeno

di forma, di disegno,

di

costa in fatti per la figura e spessore e andamento

ABS SIGNATUM

T.

X[-XIV

braccia.

Ma

di certo

quei nodi uon sono vertebre come


si
si

si

l'altro
ai

il

tronco bracciato coi globetti negli anelli di rilievo

vedr di poi e quel curvarsi delle braccia


nel bronzo seguente, sebbene ivi esse non

osserva anche
assottigliano.

punti ove le braccia

partono dal tronco.


e otto

Il

suo peso

di gr. 900, ossia di


2. a, b.
cia.

due libbre

once incirca.

A me

pare

che

questo tronco

si

rassomigli di molto ad

nel Kircheriano e proviene dal ripostiglio dell'Aricdelfini e dall'altro


il

un ramo

della pianta detta

Chamaerops humilis (Targioni


una volta
le frasche

Eappresenta da un lato due

tronco

Tozzetti, op. cit. n. 57), da cui tagliavano

bracciato con certe vestigie degli anelli di rilievo sul tronco


agli intervalli delle braccia.
3. a, b.

pei maestri degli atleti. Se ad alcuno sembrassero piuttosto

nervo

e fili di

una

foglia potrebbe paragonarne

il

disegno alla

Nel Museo Britannico

d'ignota provenienza;
il

sembra

foglia del Ficus religiosa (Targioni Tozzetti, op. cit. tav.


n.

IV

per dell'oiEcina medesima, donde fu emesso


n. 1. Il

bronzo del
il

152)

ma

io preferisco

la

prima spiegazione tenendolo

Poole nel Catalogne p. 38 lasci incerto


io,

tipo del
il

per ramo della Chamaerops humilis, a cui pu ridursi anche


la figura del bronzo di

riverso dove ho

giovandomi

di

un

gesso, tracciato

tronco

Fabbro disegnata qui appresso, seb-

bracciato cogli anelli sui centri delle braccia.

bene
2. a, b, e.

le

braccia non siano acute.


di

Dal rispostiglio

Fabbro nel
Pesa
gr.

territorio di Orvieto

ora nella collezione


tre,

Strozzi.

1110 pari a libbre

Tav. XIII.
1.
fl,

once quattro incirca. Le superficie di questo frammento

b.

Dalla

collezione

Guadagni ora nel Museo Britannico

sono piane, quel cordone formato dalla bava fra le staffe

stampato nel Catalogue pag. 29.


t.

Fu
2="

veduto e descritto
ed.).
Il

non

cuneiforme

avendo

le

linee

di

contorno

parallele.

dal P. Lanzi (Saggio

11 pag. 102

suo pesa
incirca.

Ho

gi notato che le braccia del

ramo che

espresso sulle

di gr.

1593,691 pari a libbre quattro, once nove,


del

due facce non vanno su dritte,

ma

s'incurvano, pur nondialla base.

La nota

Mommsen
ma
il

(Blacas, H.
1

t. il

p. 381) da

emen-

meno non sono acute


3. , 6, e.

in

cima n pi larghe
di circa

darsi. Il Carelli tav.

XL,

non d

quadrilatero descritto

Unico avanzo del ripostiglio

settanta pezzi

dal Lanzi,

borgiano, che fu veduto dall'Eckhel ed


di

trovato nelle vicinanze di Fiesole.

serbato in Firenze dal

ora nel

Museo Nazionale

Napoli (vedilo a tav. LXIX,

2).

doti Andrea Carlo GargioUi. Pesa gr. 1344 pari a libbre


tre,

Questi due sono autentici:

ma non

quello che

il

Caronni

once otto.

questo

il

primo esempio del ramo con pi


ci

compr dal Minervino,

al quale vedesi

aggiunta l'epigrafe
il

di due braccia la cui distanza sia tronco di verbena. la

conferma nell'opinione che


neanche qui combaciano:

ROAAANOM, non ROMANO come


drilateri che portano con
(se
i

scrive

Mommsen.

qua-

Le due

staffe

tipi

medesimi questa
falsi.

iscrizione

bava tra di esse

staffe

riesce alquanto cuneiforme.

ne contano quattro) sono tutti

Di quello che publico


secondo ho
il

qui ho la copia galvanoplastica,


e

del

gesso,

da ambedue ho tratto

miei disegui. Al Carelli fu cer nel

Tav. XI.
1.
fl,

tamente mal disegnato quello che ora

Museo Napo-

b.

Trovato nel tesoretto di Vulci,

ma

ora nel Kircheiiano.


e

litano,
2. , b.

come vedremo a suo luogo.


di Ariccia,

Pesa grammi 387 pari ad una libbra


incirca. Il tronco bracciate

due once

mezzo
si

Dal ripostiglio

ora nel Kircheriano.

Framspada
il

quantunque assai guasto


bracciate
col tronco
di

con-

mento

di quadrilatero rappresentante dall'un lato la


il

fronta abbastanza col


2)
dall'

ramo
e

Fabbro

(T.

dall'altro

suo fodero, dove assai ben conservato

cin-

una
1)

delle

facce

della

Chamaerops

golo e l'orlo del fodero

che

si

eleva nel

mezzo per im:

(ibid. n.
2. a,
b.

dall'altra.

boccarlo nella corrispondente incavatura del manico


e se

di

che
tro-

nel

Museo Britannico
e di

ne ignora la provenienza.
:

abbiamo avuto un esempio nella spada


vata nel distretto di Huzs, e deposta nel
glieria in Parigi
Il

col

fodero

Il

bronzo intero
delle

forma piano-convessa
dall'altra

rappresenta
della

Museo

di arti-

dall'una

facce
si

una clava,

un ramo

(Revue arch. 1866


di

p.

184, 185 pi. VI, Q).

Chamaerops a cui
betti che
di che
gr.

sono impressi a ciascuna linea glodi anelli

peso di questo frammento

gr.

573.

sembrano essere dentro cerchi a guisa


di poi.
Il

avremo esempi luminosi

suo peso di

1509,38 pari a cinque libbre meno once tre incirca.

Tav. XIV.
1.

a,b. Il tipo dello scudo


tato dal Lanzi, ora nel

si

aveva nell'esemplare Guadagni

ci-

Museo

Britannico (Catal. p. 2127):

Tav.
1.

XIL

nel

io

do qui inciso uno dei due esemplari che venne al Kir-

a, 6.

Museo

di

Pesaro

e fu dato dal Passeri (Parai. 2.

1. 1,

2).

cheriano dal ripostiglio di Aricela, l'altro pass al marchese

Pass quindi nelle tavole del Carelli XLI,


il

Lo descrive

G. Durazzo.

Cotesto sopra

delle

sue facce porta la leg-

Lanzi

(Saggio tav. II p. 127 n. 5). Il mio disegno, se

genda DIJIA tracciata collo stecco dal modellatore sulla


creta (vedi la

ne eccettui l'eccedenza del metallo che ho copiato dal Carelli,

mia Storia d'Isernia Napoli, 1848 pag. 182).


se

viene da

un gesso che me ne sono procurato.

I con-

Noi non possiamo dedurre


per ozio
di

questa

epigrafe fosse fatta


ai lettori il

torni a schiancio ricorrono anche in altri pezzi, che paiono


usciti dalle officine

per indicare la zecca. Ricordo


graffito

nome

di

Todi ponendoli a confronto col molato


il

Macoluia

sulla

faccia interna di

uno dei piedi


al

dello tav.

XVII. Rappresenta da un

delfino,

dal-

della celebre

cista

prenestina del Kircheriano;

quale

T.

XV-XVlt

AES SIGNATUM

non fu prestata fede


ed. Blacas),

(Ilist.

de la monn.

t.

pag. 187

2. a, b.

Cotesto frammento che dal ripostiglio di Vulci, come


il

ma
1

che fu dimostrato vero ed inciso nelle Diss.


tav.

ha notato
relli

Puertas, pass nel Kircheriano, fu noto al Ca-

archeol.

(voi.

XI, 21).

Il

bronzo del Museo Britan-

che lo die' inciso alla tav.


il

XXXIX,

ma

non esat-

nico pesa gr.


il

1623,30 pari a quattro libbre e dieci once,


pari a libbre 4, once 8 e 8 grammi.
;

tamente. Quindi

Cavedoni nella descrizione prese l'avanzo

nostro ha

grammi 1580,

del tripode b per


il

un vaso che chiam

diota, e il

Mommsen
dall' origi-

La forma

dei due scudi ellittica


si

nel primo a v' rape

disse di poi anfora {H. de la

monn.

1. 1,

Annexes pag. 831).

presentato l'umbone che

prolunga a destra

a sinistra

Ci quanto al riverso. Il mio disegno cavato


nale e vi
si

in forma di costola di rinforzo. Simile a questo lo scudo

vedono con verit espresse sul dritto quelle


(loc.
cit.)

usato dai Galli e noto per

piti

monumenti.

Il

secondo scudo

che
a

il

Mommsen
sembrano

prese per linee oblique. Esse


di

b porta quattro razzi di fulmini che partono

da un globo

me

penne

dell'ala

un

pegaso
6,

piuttosto

posto nel centro verso la periferia. Alcuna cosa di analogo


si

che

di un' aquila. Il suo

peso

di

once

deu.

7 pari

vede nel riverso di una moneta di bronzo di Agyrium


nota all'Eckhel
e

a gr.

177,82.

in Sicilia

stampata dall'Avellino {Real

Museo Borbonico tomo XII

tav.

XXIX,

(1,

Napoli, 1839);

il

quale avvert che cotesto simbolo non aveva ricevuta una


soddisfacente spiegazione, e che l'Eckhel non ne aveva fatto

Tav. XVI.
1. a, b.

Trovato nelle campagne di Bomarzo

deposto nel Kirchee gr. 6,35.

motto;
croce.,

il

Mionnet

{Descript,

t.

1,

pag. 217) lo disse una


Sicilij

riano.

Pesa grammi 1686,35 pari a cinque libbre


il

il

Poole ruota a quattro raggi (a Catal.


il

Kappresenta da un lato
ad ambedue

tridente dall'altro

il

caduceo

pag. 25),

ma

cerchio della ruota

manca nell'esemplare
non pu
dirsi

avvinta lina tenia o lemnisco.

Di

simili qua-

edito dall'Avellino; e sul quadrilatero


sia ruota,

che

drilateri se ne

hanno

altri

due esemplari uno nel Museo


1628,00 secondo
il

perch ovale.
di quadrilatero col

di Firenze del peso di gr.

Fontana

(let-

2. a,b.

Nel Museo Vaticano. frammento


due scudi
ellittici.

tera aggiunta alla Decr. della serie consolare n. 23), cio di

tipo dei
3.

libbre 4, once 9, ed descritto

anche dal Lanzi {Saggio,

Dalle acque di Viearello; nel Kircheriano.

quanto pare

11, 27, 8) e stampato dall'Inghirami (Mon. etruschi serie

HI
Ca-

deve essere im frammento di quadrilatero col tipo di uno

pag. 17 tav. 2, 3, 1821-1826), donde


relli

il

trasse di poi

il

scudo

ellittico

da cotesto

lato.

(tav.

XXXIX,

1).

Il terzo

nel Vaticano e l'abbiamo


e

avuto dal comm. C. L. Visconti (Period. di storia

diritto

Tav. XV.
1.

1880
il

63 seg.)

di gr.

1678,00 cio cinque libbre


tipi

incirca.

a, b.

Trovato in Castel Gandolfo presso


il

casino di

campagna

Un quarto

esemplare con questi


si

ma

col

caduceo alquanto

del duca di Blacas d'Aulps che


lezione l'anno

compr per

la sua col-

diversamente modellato
l'ha pubblicato
il

conserva nel Museo di Parigi e


la rp.

1820 (vedi

la lettera

del Blacas

nell'in-

Cohen {Mon. de
cio

rom.

pi.

LXXIII
incirca.

nuaire Numism. 1882 pag. 284), ed

ora passato nel

Museo

pag. 349): pesa gr. 1680,15,

libbre cinque

Britannico. Il Blacas figlio ne aveva preparata la pubbli-

Questo ha
al

di proprio

che

il

cappio del lemnisco annodato


e

cazione nell'appendice al voi. Ili elV Histoire de la

mannaie

caduceo

esce

a sinistra

non a destra come nei


omesse nel caduceo
le

tre

romaine, che

stato pubblicato col titolo di voi.


pi.
I, II. Il

IV

dal

descritti: vi sono state inoltre


foglie sulle quali

due

barone de Witte, Paris 1875 pag. 5


secondo
si
il

suo peso

posano

serpenti.

Blacas

{^eltre

cit.)

di

54 once romane, ma
pari a

verificato di

recente e conta

grammi 1495,06
mio disegno

libbre quattro, once quattro e gr. 10. Il

preso

Tav. XVII.
1.

dal gesso che se ne conserva nel Kircheriano.

Quivi me-

a, b.

Fu

dell'abate
la

Mascioli di Todi che


di lui l'Olivieri

il

tenne caro: n

desimo

si

ha un secondo esemplare levato dalle acque di


il

se

non dopo

morte

n'ebbe un disegno

Viearello assai roso. Eappresenta da l'un lato

tripode su

dal parroco Giovannelli, che diede alle stampe {Fondaz. di

zampe
sulle

di leone e nel riverso l'ancora.

assai di rado che tipo:


se ne

Pesaro pag. 28). Pi compiuta la narrazione che se ne

monete

italiche

il

tripode figuri come

ha nel Diario del Giovannelli:


Antaldi che

la cui notizia
il

debbo

al

march.

eccettui Crotone che ne fa solenne


della sua spiga di grano
;

pompa, come Metaponto

me

ne ha scritto da Pesaro

28 ottobre 1880,
in quel di
il

cinque sono le citt che talvolta

ed

questa:

Fu

trovato nel

1745 a Rosaro

se

ne servono.

Lo

fa

Temesa, indi Napoli, Metaponto,

Todi; l'Olivieri nel 1717 non ne aveva avuto che

disegno

Petelia e Keggio. Dell'ancora ancor pi raro l'uso; pe-

ed

il

peso dal tedino


il

don Andrea Giovannelli


Olivieriana; poi nel

del quale

rocch ponendo da parte gli Etruschi appena se ne ha un

abbiamo

Diario in
si

Diario ridetto
il

esempio in Atri, uno in Taranto,

solo in Pesto si trova


i

tom. 2 a pag. 108

vede che da certo Valentini fu

adoperata in quattro piccoli bronzi. Il veder dunque


tipi

due

quadrilatero stesso donato al Passeri e da lui deve averlo

congiunti nel Lazio deve interpretarsi per un caso non


stato
il

avuto l'Olivieri
e

>..

Il

Passeri lo riprodusse {Paralipom. tab.I)


Carelli (tab.

ordinario, qual sar

voler

alludere ad una spedi-

da lui

il

trasse

il

XLI,

1). Il

mio disegno

zione a Delfo, cosa che leggiamo fin dai tempi pi remoti


essersi fatta dai Latini (Liv. I a. 56).
.

tratto

da un gesso che

me

ne sono procurato. Nel dritto

figurato

un bue che va

a destra e

guarda di prospetto,
-2

10

AES SIGNATUM

T.

xvin XIX

nel a
i

riverso

v'

un ramo bracciate
dentro anelli su dove

con
il

globi impressi

ellissoide schiacciata ed

pii

erano sestanti. Il

Mommsen
me
a

rilievo

quasi

tronco

germina
9,

mette ancora nel novero


quello del
Carelli (T.

dei

frammenti con questo tipo


n.
2),

rami. Il

suo peso 1436.

di

libbre

quattro,

once

gr.

XL

che

dato da
il

pari a gr.

T. XII, 2; nella quale opinione stato anche


si

Cavedoni

Con questo bronzo non


di

pu confondere

il

quadrilatero

{ad Carell. tab.

cit.).

Todi coi

tipi

medesimi,

ma
il

del peso di due libbre e dieci

once,
gio

della quale

moneta

Borghesi
voi.

scrisse

il

magcon-

1826

al cav. Delfico

{Oeuvres

VI

pag. 307)

Ho

Tav. XVIII.
a, b.

sigliato a fare delle diligenti ricerche sopra la di lei pro-

Nel Museo Britannico


da un lato
rostri di
i

(Catal.

64,

65).

I suoi tipi

sono

venienza, dalle quali poi so che rimasto constatato che

due

polli che beccano, dall'altro


delfini tra

due opposti
si

fu trovata, se non erro, un due anni fa a Todi da un villano che la vend per metallo ad un rigattiere, dal quale fu rivenduta per poco prezzo ad im onesto collettore che
io

nave con due

mezzo che

vanno innella

contro. Il suo peso di gr. 1491,70.

Avendo osservato

stampa' del Catalogue dato da Poole la mancanza dei due


astri

ben conosco, da cui in


Pesaro ove ora
vera, sebbene
il

fine stata

ceduta al Museo Oli-

nel dritto di questo quadrilatero, che


di Parigi, ne ho

si

hanno nel-

vieri di

si
il

conserva

La qual

notizia

pu

r esemplare

dimandato all'autore, che mi


riprodotto

ben esser
Perocch

bronzo non sia entrato nel Museo.

risponde non apparirvene la traccia: ho quindi


il

soprallodato march. Antaldi

mi

scrive che per

diseguo dato da lui nel Catalogue citato.

quanto egli sa non vi mai stato nel Museo Olivieri altro bronzo che avesse questi
peso. Il Lanzi (Saggio 2"
plari con questi tipi
tipi,
t.

che

il

sopra descritto, e di tal

II pag. 102), novera tre di


s.

esem-

Tav. XIX.
a, 6.

uno nel Museo

Genoveffa, l'altro
il

Nel gabinetto
il

delle

medaglie in Parigi. Lo hanno descritto


p.
t.

del Pembroke, passato poi in possesso del sig. Bunbury,


terzo,

Lanzi (Saggio t II

10
I

2''

ediz.),
,

l'Akerman
Eiccio
(

(Descript, delle

del

quale
egli

si

parla, presso

il

Mascioli.
soltanto
il

Pu ben
tipo del

of rare
ant.

roman

coins
p.

p. 2 )
il

il

Mon.

essere che

intendesse
facce,

indicare

fam. di Roma

250),

Lenormant che
des

ne

ha dato

bue

dall'

una delle

perch

quello

del

Mascioli

ha

anche un disegno nel testo


introd.
n. p.
2),
1.

(lite
il

monum.

cramogr.

dall' altra

un ramo

bracciato. Egli ancora novera

un bronzo
,

1 p.

LVIII, LIX),
(H. de

Cavedoni [ad Carell. tab.

XL
cf.
i

col
p.

bue duplicato
102
) :

nel

Museo
mai

Borgia
altro,

Saggio

2"

ed.

il

Mommsen
il

la

monn.

voi. I p.

330,

ma

ivi

non

vi fu

che un frammento

175) e

Cohen {Mon. de
han del pari
due

la rp. pag. 350, 2), tutti

con questo tipo.


2.

quali autori

scritto che dall'un lato sono due"

a, b.

Frammento proveniente da
nel

Vulci, ora nel Kircheriano.


di

polli

e dall'altro

delfini

con due tridenti.

Il tipo

del

Un frammento simile

Museo

Napoli

pesa gr. 654,15


del gallo

dritto a parer

mio una coppia


;

di polli augurali fra

due

(Borgia, Catal. ms. p. 17). Questo, ha

di sopra

astri in atto di beccare

al riverso

sono due rostri

di

nave

che volto a sinistra una

stella. Il

volcentano pesa gr. 572,35,

veduti di fianco e due delfini.

Ad

escludere qui l'idea del

quello del Borgia once 23, den. 3 i.


drilatero nelle

Vedremo

l'intero

qua-

tridente baster notare che le tre cuspidi non sono libere,

due tavole seguenti, dei cui


lato e

tipi

rimane qui

come sempre

nei tridenti,

ma
fin

legate insieme dal metallo

un

gallo da

un

un

rostro di nave con

due mezzi

che ne riempie gl'intervalli


se
i

quasi alle estreme punte. Che


le

delfini dall'altro. Quell'arnese che dico rostro detto aviron,

rostri talvolta

mostrano

punte prohmgate
i

di

modo

remo, dal Mommsen-Blacas


cf.

[Hist.

de la monn.

1.

1 p. 175,
il

che paiono tridenti, non avviene perci che

tridenti abbiano
la

p.

330), e ivi

medesimo

1 trident; e cos l'appella


p.

mai

ripieni gl'intervalli. Il

mio disegno che ha

prima volta

Borgia con

altri e ora il

Sambon {Recherches
et

56

n. 6, 8)

dove

espressa la vera figm-a di cotesti strumenti stato tratto da

scritto per errore

deux dauphins

dewx

toiles,

invece di

un buon

gesso.

Non

intendo con ci negare che la identica


laterali piegate in furi co-

deux

coqs etc.):ma vedi appresso.


si

anche bene

avvertire che

forma tricuspide colle due punte

nella indicata pagina dove

parla del ripostiglio di Vulci

me

foglie

non siano perci


i

tridenti; tali

certamente ce
9). Il

li

rap-

dicesi che vi furono trovati dei quadrilateri in parte rotti e

presentano

Tudertini

(tav.

LV,

5;

LVI,

peso di questo

che tre di cotesti frammenti sono oggi nel Kircheriano


nella nota (2)
si

indi

bronzo
gr. 1.

di

grammi 1525,50
fra
i

pari a quattro libbre, once otto,


tipi

descrivono come interi: ces trois pices ont

mio credere

due

passa una stretta relazione.

pour type

un

boeuf sur

le

deux

faces; 2

un

aviron
les

Perocch se nei due polli ohe beccano vogliamo riconoscere


che rappresentino
prendersi nelle
il

avec deux dauphins deux poulets; S" une haste sur

tripudium solistimum
,

augurio solito

deux

faces.

Questo modo inesatto di esprimere

la qualit

pugne anche navali

due

astri

sono

dei pezzi e la parte del tipo che solo vi rimane dipende dal

quelli che proteggono la navigazione, ossia quelli che appa-

racconto di Melchiade Fossati nella lettera del 1842,

25

iono sulle teste dei Dioscori, poi indubitato che

delfini

agosto, stampata dal Gennarelli a p. 12 della Mon. primitiva:

simboleggiano le acque del mare, come


le

rostri significano

dove

si

legge che a cinque palmi dal snolo fu trovata un' olla


altri

navi rostrate.

piena di bronzi,

dupondii o tripoudii parallelepipedi e ve


di parti aliquote di assi di figura

ne erano dei

franti, altri

T.

XX-XXIII

AES SIGNATUM

11

Tav.
(.',

XX.
Nel gabinetto
Cohen
delle medaglie in Parigi.

Io ne

ho tratto

il

disegno da una mia copia alla galvanolato

b.

L'ha pubblicato
altri.

il

plastica.

Eappresenta da un
,

un

elefante

asiatico che
sinistra.

(op. cit. p.

350

pi.

LXXIV) dopo
e

Il
il

mio

dise-

va a destra

daU' altra

una scrofa
t.

che va a
II p.

Il
il

gno deriva da un gesso,

per vi
quei

si

vede
l'

bue

intero,

Lanzi

lo vide

e descrisse {Saggio

102

ed. sec), e
il

non mutilo
islampa

come
Il

il

fanno

che

hanno dato

in

Carelli lo

stamp nella sua tavola XXXVIII, dove


il

Ca-

finora.

suo peso di gr. 1385,90 o sia quatincirca.

vedoni scrive, che


riverso v'era
la scrofa e' e

Lanzi ne vide dei simili,

ma

che nel

tro libbre, tre

once

Se

ne

conosce

un secondo
Ili, 119),

un sus ovvero xm aper, non una


non un
il

scrofa.

Ma

esemplare che fu gi del Pembroke (Num. ant.

sus, se

non soltanto nella stampa del


serie consolare

comprato poi dal Bunbury


bre
cinque,
gli

pesa gr. 1790,15, cio libsei

Carelli.
p. 3)

Del

resto

Fontana {Descr. di una


il

once

meno due grammi, non


il

once

aveva avvertito, che

Lanzi citando un secondo esem100) erra per-

qnanto

assegna
si

Cohen
nella

(1.

cit.).

Io
del

ignoro adun-

plare del

Museo

di Firenze (II, 2 ed. p.

que
p. p.

ci

che

legge

versione

Blaoas (T. I
etc.

ch questo non ha una troia e im elefante,


e

ma

una

troia

331)

secondo la quale l'Hussey (An essat/


)

1836,
Brili-

un bue, che non doveva


.

citarsi

perch opera di Weber,


il

120, 132

parie de

trois lingots carrs

du Muse

rotondo e falso

Del terzo esemplare che

Lanzi dice pas-

tannique au type du hoeuf, qui pseraient environ 3


vres
'/4,

sato in Inghilterra dalla collezione del barone Stosch non se

ce

qui quivaut peu prs 1703


et

gr. 89.
e il

Lo
Ca-

ne sa nulla. Pesa grammi 1681, 68, cio cinque libbre incirca.


I

Spanhemio (De praest.


relli

usu numism.

t.

1 p.

22)

Eomani videro

l'elefante asiatico la
di

prima volta nel 474,

(tab.
Il

XXXVII,
Cai-elli vi

1, 2)

hanno delineato quello del Pemil

vinto Pirro
l'elefante

ad Ascoli

Puglia; videro di poi nel 504


i

broke.

aggiugne

disegno del P.

Du

Molinet

africano quando vinti

Cartaginesi

Metello ne

(Cahin. de sainte Genevive p. 47 pi.


dotto e lo stampa da

XIV) che

lo

ha

ri-

men

pel suo trionfo a


si

Eoma

centoquattro (Orosio IV, 9).


i

un

sol lato
t.

cos riprodotto dal

Non

saprebbe spiegare qual motivo ne inducesse


sul

Eo-

Montfaucon {Ant. explique

III p.

164

pi.

LXXXVIII).
il

mani a congiungere insieme


fante e la scrofa
,

medesimo bronzo

l'ele-

Questi lo chiamano quadrusse,

ma non

ne riportano

peso.

se

non ce ne avesse aperta


(

la intelli-

Di

quello esemplai-e, a cui

si

danno dal Riccio tredici once


Pas-

genza un curioso racconto di Eliano


e.

De

nat..

animai.

di peso, e che ei dice essere stato nella collezione del


seri,

38). L'elefante, scrive egli,


si

teme

il

grugnito del porco

poi nella sua, non posso dir nulla fin che non sapr
si

ha per tradizione che


in fuga ad Ascoli

Eomani con questo spediente


di
:

dove ora
si trovi

conserva.

certamente notevole che

il

Passeri
,

posero
e cos

gli elefanti

Pii-ro

l'Epirota

d'accordo col Eiceio in quanto alle tredici once

ma

ne riportarono splendida vittoria


.

QwSe S Xsqiag
zovg
fj

non

si trovi

d'accordo col medesimo in quanto


il

ai

segni di

XOiQov orjV

nVT)

toIvvv,

(paal, xc 'PwficeToi

avv
vxtj
i

valore, scrivendo

Passeri che porta quattro globi in segno


,

lIvQQm

rjusiQWTrj

tQipavTO

iXstpavtag
e
si

xal

delle quattro libbre

delineando
delle ant.

il

Eiceio quattro linee


tav.

avv toTg 'Po^iamg XafiTtgwg

ys'vsTo;

racconta che
e,

nel senso

medesimo (Mon.
Il bai-one

fam.

LXVIII
t.

2' ed.

Megaresi assediati da Antigono presero alcuni porci,


farli strillare
'

1843 pag. 250).

D'Ailly {Recherches
falso presso

I p. 200)
di

bene, g' impegolarono e dato fuoco gli spindell'oste

scrive di averne

visto

uno

un negoziante

sere contro agli elefanti

nemica che
e.

infuriati

la

Napoli nel 1852.

misero in disordine

(Id. lib.
si

XVI

36). Gli elefanti scrive

Plinio {H. N. Vili, 9),


gnito del porco:

spaventano ad un minimo grusuis stridore terrentur.


di quadrilatero sulle

minimo

Tav. XXI.
1. a, b.

2.
si

a, b.

Dal deposito di Cere. Frammento

Nel Kircheriano non


di

sa d'onde

ma

probabilmente

cui facce rimangono appena visibili le tracce di piedi d'animali


dietro le

da Vulci. Frammento

quadrilatero rappresentante dai


gr.

ammaccature della mazza adoperata per romperlo.

due
2.

lati

il

toro italico.

Pesa

430,39.

a, b.

Nel Kircheriano. Venne

forse dalla collezione del


i

marTav. XXIII.
1.
si

chese Eecupero e rappresenta


italico. Il
3.

quarti posteriori del toro

suo peso di gr. 201,37.


2),

a, b.

Dalle terre velletrane trovato insieme


il

coli' altro

qua-

Dalle tavole del Carelli (XL,


sa dove stia. Il

non dall'originale che non

drilatero che porta per tipo la spada e


lo vide

fodero. L'Eckhel
,

Mommsen

cita negli

Annexes

p.

330 questo

nel

Museo Borgiano

di

Velletri

e lo

pubblic

bronzo

fra

quei che portano per tipo al dritto due polli e al

nella Sylloge I tab.

IX
p.

p.

90

e lo descrisse nella

D.N.V.

riverso due creduti tridenti e due delfini,

ma
lo

sbaglia anche

T. Il p. 86

T.

49,

50,

indi

il

Carelli lo f inci-

perch lo

strumento

che al riverso un vero tridente

dere nella sua tavola


fu estratto dal nel
lo

SXXVI. Non
predetto
:

si

sa come, ne quando

sempre

cos effigiato sui quadrilateri

come

questo.

Museo

solo certo che

non fu mai

Museo

di Napoli,

dove pass una parte del Borgiano,

che dimostrato dall'Avellino per mezzo del Catalogo che

Tav. XXTI.
1.

ne fu fatto al tempo della consegna. Nel

Museo Kirchedott.

a, 6.

Dalla collezione

Guadagni

di

Firenze passato ora al

riano, dove ora si trova, entr per le

mani del

Emilio

Museo Britannico

e dato dal Poole (Catalogue pag. 62,63).

Braun che

lo

compr

in

Napoli, e gli furono pagati 300

12

AES SIGNATCJM

T.

xxiv-xxvr

scudi,

mi narrava
Il

il

P. Marchi, oltre

un ammasso

di aes grave

olivo

con in cima tre

foglie, dall'altro

un segno

incerto

per giunta.
e fa perci
il

Mommsen

tutto ci non Io doveva ignorare

probabilmente perch ammaccato da colpi di mazza.


4. a, b. Trovato nKlla necropoli di

maraviglia come abbia osato mettere in dubbio

Tarquinia in una cassa sepol:

modo

dell'acquisto, scrivendo: Cette pice apres avoir


le

crale di nenfro accanto allo scheletro

ha

di

peso gram. 558

passe avec

Musile Borgia (corr.

une parile du Muse


Propaganda
di

B.

pari a

cii'ca

venti once. Kappresenta da due lati due


ai lati

mezze

perch l'altra parte

fu

deposta in

Eoma)

lune rivolte colle punte

minori. Io

l'

ebbi presso di

dans

la collection de Naples, est


le

venne, on ne

sait trop

me
5. a, b.

e il feci disegnare.

comment, dans
di

Muse Kircher Rome.


dall' Instituto nel

Fu

pubblicato

Dalla necropoli di Tarquinia nel Museo Britannico


il

lo

nuovo dopo l'Bckhel

BuUeUino<&. 1844
dall'originale

ha dato inciso
gr.

Poole

{Catal. p. 66):

il

suo peso di
i

pag. 49 segg.:

ma

il

mio disegno

preso

35 pari a venti once


nel

incirca. I suoi tipi sono

me-

che pesa gr. 1610, 99, cio libbre quattro e nove once e
gr.

desimi che
dei

precedente numero 4. Coteste venti once

14

in circa.

Kappresenta da un lato l'aquila che vola di


il

due

quadrilateri

provano una riduzione nel sistema


ci

prospetto stringendo

fulmine negli artigli e volge


il

il

capo

di Tarquinia, lo che

dimostrato da simili pezzi ohe

a destra; dall'altro lato

pegaso che corre a sinistra batleggenda:

portano le note di valore.

tendo

le

ali; di sotto v' la

ROW\ANOM.
Tav.

XXVI.
Frammento
di

T.U-.
1.

XXIV.
Dal Museo Guadagni
1),

1. a.

lastra rotonda o ellittica tratta dalle acque

0, h.

in Firenze

ove lo vide

il

Lanzi

di Vicarello e ora nel Kircheriano.

Porta per tipo

il

tronco
i

{Saggio T. II p. 126,

ora nel

Museo
calco

Britannico. Il
in

mio

bracciato coU'anello, che

qui ovale, sul tronco fra

due

disegno

cavato

da un mio
il

galvanoplastica.
2.
ffl,

rami.
b.

Kappresenta come
portando
il

precedente l'aquila di fronte che vola


il

Dalla necropoli di Tarquinia nella collezione mia. Framdi piccolo

fulmine negli artigli e al riverso

pegaso che

mento

quadrilatero

coi

tipi

delle

mezze lune

prende

il

volo a sinistra.
gr.

Vi

si

rivede

l'epigrafe

NCIA. Peso

1391 pari

a libbre 4, un'oncia e
io

ROMAgr. 6. Un

volte colle punte ai lati minori. Vi si vede l'impressione


lasciata da

un

forte colpo di

mazza:

e la fusione del

bronzo

esemplare senza leggenda l'ho

veduto in Parigi presso

non

ben

fatta,

notandosi per tutto gruppi e nodi di puro


Altri

r Hoffman.
2.

stagno. Il suo peso di gr. 391.

pezzi
e

di cotesto

a, h. le

Trovato nell'a. 1846 in ottobre a Tor Maraneia presso

aes quadrilatero sono nella collezion

mia

provengono da
il

mura

di

Kma

e dato nelle

Mem. numismatiche a

p.

42

Tarquinia

uno

di recente ne

ho veduto presso

sig. Stet-

tav.

Vn,

3, 4. Il Capranesi lo vendette poi al Kircheriano.

3. a,

tiner a cui stato recato da Citt della Pieve insieme con


altri piccoli
b.

un frammento
epigrafe che
quadrilateri
e
si
si

di quadrilatero con avanzo dei tipi e della

frammenti

di lastre quadrate e di quadrilateri.

hanno interamente rappresentate nei due

Dalla necropoli

di

Tarquinia

nella collezione
ai lati

mia. I

precedenti.

Pesa

gr. 233, 17,

cio otto once


1.

suoi tipi sono le

mezze lune volte

minori:

ma

di

den. 6. Nella versione dell' H. de la

monn.

pag. 177(')

singolare
11

v'

nel

centro un fiore simile ad


gr.

un

asterisco.

legge Vauthenticit
et

du

lingot

ayant pour type

un Foudeve in4.

suo peso di

441.
11

dre

Pegase

avec la legende

ROMANOM,
si

si

a, b.

Dalla necropoli di Tarquinia.

suo peso di gr. 437.

tendere che l'aquila perita del tutto e vi


lato

vede da un
i

Ha
lati

per

tipi dai

due

lati

im A

di

forma

latina rivolta ai

una

sola .parte di fulmine ed all' opposto

soli piedi

minori colla sua base, e questo medesimo


dall'

si

doveva
dal

del pegaso con la leggenda del quadrilatero del 1846, e per


intero
il

ROM. Quanto
stata

all'autenticit
stabilita

vedere

opposto

lato
n. 6.

minore

come apprendiamo
di

eUa era

ben

prima

frammento seguente
frammento
n.

Nel campo

mezzo dove nel


si

Mommsen non

doveva scrivere che allora

3 abbiamo un asterisco, qui

vedono tre

soltanto divenne incontrastabile l'autenticit di esso

quando

linee parallele perpendicolari ai lati maggiori che senza

dubcerto

fu trovato

il

frammento.

bio sono la nota del valore, cio libbre tre


se ne perita alcun' altra. Se
il

ma

non

pezzo

come

pare, alquanto
di circa

maggiore della met noi avremo un quadrilatero


Tav.
1.

XXV.
Nel Kircheriano.
due facce:
il

ventiquattro once, cio

un quadrusse

di

diminuzione se*'

a, b.

Parte inferiore del tronco bracciate


gr.

missale.
5.

sulle
2.

suo peso di

302.
:

a^b. Dalla necropoli di Tarquinia ora nella collezione Strozzi


in Firenze,
pili

Dalla collezione Eecupero nel Kircheriano

il il

suo peso di
tronco di verin
vi

del peso di gr.

221 e s'intende che

gli

manca

grammi 111.

I suoi tipi sono da


il

un

lato

della met.

bena, dall'altro

ramo

di

Chamaerops. Sul tronco

mezzo
appare
1,

6. a, b.

Nel Kircheriano
si

proviene dagli scavi di Tarquinia.


linee

delle cui braccia sono impressi gli anelli,


il

ma non

Vi

vede un

con due

parallele; ohe compie


n. 4,

il

globo come

si

veduto nel bronzo tudertino, Tav. XVII


di Ariccia nel Kircheriano:
il

b.

disegno del tipo dalla opposta parte del

come

si

dimo-

3.

a, b.

Dal deposito

suo peso
di

stra dal collo di getto. Il suo peso di gr. 343,80, cio di

di

grammi 420

e rappresenta da

un

lato

un ramoscello

una libbra

grammi

sette.

T.

XXVII

AES SIGNATUM

13

Tav. XXVII.
1. a, b.

non paiono
serto di foglie d'olivo
bracciale,
il

moneta.

Il

tipo

di

ambedue

si

un ramo

Nel Kircheriano. Eappresenta un


tipo ripetuto

cui tronco posto su due cantoni, mentre le

sospeso ad un anello
gr.
1(57.

sulle

due

facce.

Pesa

braccia

si

stendono sulle quattro facce a destra e sinistra:

negl'intervalli delle braccia sono dei globetti che forse allu-

2. o, b, e.

Nel Eircheriano. Mezzo semisse

della serie di forma

dono

ai

segni di valori. Questa serie

di

moneta ovale

si
i

ovale col segno di valore, del peso di gr. 98.


signe, perch ci rivela

per in-

attribuita

a Todi a motivo della clava trovandosi che


;

una

serie di peso
i

il

doppio mag-

Tudertini l'hanno fatta tipo dei loro trienti

ma

se valesse

giore della libbra semissale

cui spezzati inora si conogr.

questa ragione vi avrebbe troppo maggior dritto Volterra, che non nei trienti soltanto
del suo aes grave
il

scevano. Ora l'intero cbe doveva essere di circa 196


ci fa

ma

ripete per tutta una serie

supporre un asse' di gr. 396 cio oltre a quattordici

tipo

della

clava;

si

anche

detto,

once. I suoi tipi sono la clava da


di semisse r\
3. a, b.

un

lato e la nota etrusca

che gli spezzati


tudertine
:

di

questi bronzi provengono dalle terre

dall'altro.
di

ma

essi si trovano

per tutta l'Etruria, dove non

Nel Museo

Torino.

Unico
fin

esemplare

dell'asse di

si

sogliono trovare

monete

umbre.

Di recente ne

.ho io

cotesta serie preso a calco

dal

1854 nel Museo prelato e la nota del-

avuto
altra

da Ancarano antica necropoli di Nursia o di qual


citt

detto. I suoi tipi sono la clava


l'asse
4. a, b.
I

da un

della

Sabina.

per

me

di gran peso che nel

dall' alti-o.

Pesa once

sei.

deposito di Vulci tutto composto di aes rude e signatwni


di

Nel Kircheriano. Unico esemplare intero


dove la clava
il tipo gT.

semis della
il

senz'ombra o vestigio di moneta fusa

sia etrusca, sia

umbra,

serie ovale

del dritto e

segno

siano stati trovati questi soli pezzi che appartengono all'ars

di valore nel riverso.


5. a, 6.

Pesa

84,00
col
:

pari ad once tre.

grave ridotto. Ci prova che se

il

deposito antecede

il

474

Nel Kircheriano. Frammento


il

predetto

tipo

della
gr. 47,

nel quale anno fu presa e distrutta Vulci, era gi avvenuta


la

clava nel dritto e

segno di valore

dall' altro.

Pesa

diminuzione dell'asse semissale. Tarquinia di certo aveva


i

ma

essendo mancante di una sua parte pu valutarsi che

anch'essa cominciato a fondere

suoi quadrilateri su questo

fosse di due once e per del peso di gr. 56. Il sig. L.

Sambon
ai

piede ridotto. In quel deposito non vi era aes grave etrusco

assegna ai pezzi a s noti per limite di peso dai gr. 46


Il trienle

37.

ma

questi soli spezzati della' serie ovale che

si

attribuisce

dovrebbe pesare due once

mezzo per

istare in

a Todi e vi consente l'uso

che

si

fa in essi della fa

mezza

serie con
6. 7. a, b.

un semisse

del peso di tre once.


rari coi tipi

luna

per

nota di

semisse,

come pur

Todi nella sua

Nel Kircheriano. Sestante ad oncia non

monetazione primitiva; inoltre la riduzione dell'asse che


propria di Todi e non delle citt etrusche.

della clava e la nota di valore. II peso del sestante di

un'oncia gr. 28,00: quello dell'oncia di dodici denari, ossia


gr.

14,00. Il
dieci:
il

Sambon assegna

al sestante

limiti da gr. 89
gr.

peso di due miei esemplari di


a cui attaccata

26,00;
di

AES GRAVE
LATIUM, SABINA
Fu una
si

23,50.

Un terzo
.

molta bava dal canaletto


il

fusione pesa gr. 34,00. L' oncia secondo


gr.
8, 9.

Sambon va da

18 a

Dall' Arrigoni. (i'aes grave tav.

incerte 11,12, pag. 36).

volta cercato se

presso gli antichi

1'

aes libbrale

Sestante ed oncia della forma di una ghianda missile

ma

dicesse grave a motivo del peso specifico, ovvero perch non

smussata
IH

alle

due punte.

Ha

per tipo al dritto im

si

numerava,
il

ma

si

pesava.

mio credere

il

nome grave

de-

latino, al riverso la nota di valore.

sign
7).

peso specifico originale dell'asse, che fu libbrale o quasi

10.

Kircheriano

(Olivieri,

Fond. di Pesaro tav HI,

Piccolo

libbrale,
al

ma

di poi quel vocabolo di

grave non

si

poteva dare
fin

bronzo di forma lentieolare.


lancia da
11, 12. a,b.

Ha

per

tipo

il

ferro della
gr. 7,00.

numero

dei pezzi sibbene al peso di molti in


la

massa
e fu

da

una

parte, la clava dall'altra.


e Tessieri,

Pesa

quando s'introdusse
l'effettiva.

moneta

di bronzo

nominale

abrogata

Marchi
di

Vaes grave

pag. 28. Sestante


nella serie 3-7
e

ad oncia

forma lentieolare

oblunga come

Noi seguiamo l'esempio

dei numismatici che hanno dato


il

il

precedente. Il sestante ha una clava per tipo dal dritto


al riverso

nome
ficato

di aes

grave all'aes fuso libbrale estendendone


alle successive

signi-

un ramo

bracciate colla nota di valore, l'oncia


uniti al tronco in

anche

diminuzioni e a tutta la variet delle

ha nel
trario

dritto

due rami bracciati


figurano
i

con-

libbre. L'aes
l'aes

gram

degli antichi non

comprende

1'

aes rude e

come

si

raggi di

un fulmine,

ma

di pili

signatum,

ma

solo quell'aes d'un determinato peso legale

vi si vede

una

linea retta traversa nel punto di congiun-

sovente espresso con globetti e linee rette e sinuose.

zione; al riverso la sola nota dell'oncia.


13.

Questo aes di peso

determinato

non

ben certo quando

Caronni vide questi due frammenti di verghe quadrate in


del
Sellari

ebbe origine e da qual popolo. Si tien per congettura che incominciasse a

Cortona nella collezione


n. 48),
(

(Ragguaglio tav. VI
Passeri
il

Eoma

all'epoca dei decemviri, leggendosi che le

quando erano

stati dati gi in luce dal

multe in bestiame

stabilite

per legge Aternia-Tarpeia del 300

Paralip. tab. I nn. 3, 4, 5). Li ha dipoi riprodotti


CI. II,

P.

rinnovata due anni dopo per la legge Menena-Sestia furono poi


nel

Marchi [L'aes grave,


(p.

IV

nn. 5, 6, 7)

ma

nel testo

324 per

la legge Giulia-Papiria

cambiate in multa pecunia-

28) ha scritto che sono pubblicati per moneta,

ma

che

ria, nella

quale per una pecora pagavansi dieci assi e per un bue

14

AES GRAVE

T.

XXVII

cento (Cic. de

r.

p. II, 35)

levis aestimatio

pecudum
est.

in multa

ETRURIA, UMBRIA
Quanti hanno scritto intorno
dagli Etruschi
si

lege C. lul P. Papirii

consulum constiluta

Cotesta congetfa la

tura

si

conferma da Livio (IV, 41) che nell'anno 352

prima
alla

al

primitivo bronzo monetato


al

volta menzione dell'aes grave nella condanna di

Postumio
gravis.

sono dati per vinti

Mommsen

ohe tiene

somma

di dieci

mila
si

assi:

decem millibus aeris

per

questa specie di moneta non essere fra loro anteriore al 474 di

da notare che prima

trova menzione dell'oes e dell'asse, inoltre

Eoma. Egli

lo

deduce da

ci che l'Etruria trastiberina soggio:

del quadrante e del sestante,

nondimeno non

si

pu per
;

ci dire

gata appunto in quell'anno non ha moneta propria di bronzo


ragion dunque volere ohe neanche
se lo avesse
il

che Vaes fosse piuttosto grave che rude e signatum che Vas
il

neanche
dell' aes

resto della nazione etrusca

qnadrans

e il

sextans dinotino la creazione

fuso o

coniato.

Ma

questo argomento che parca

grave, cio di una moneta di forma e di peso determinato.

cos solido ha oggi perduto ogni valore

dopoch

prodotti degli

L' epoca ignota


:

delle diminuzioni successive dell' aes grave ci

scavi della necropoli

tarquiniese tenuti in

osservazione hanno
ri-

e gli antichi scrittori

non ne parlano,

per dimostrato

rimesso alla luce una nuova serie di aes grave libbrale nel

dalla nostra esperienza che dall'ssse di peso

effettivo si pass

manente

delle terre etrusche e latine

non mai veduto. Da questa

all'asse semissale, poscia al trientale, indi al quadrantario e final-

scoperta stata tolta ancora ogni difesa alla opinione che l'in-

mente

al sestantario,

nella qual

epoca fu stabilito

per legge

troduzione della moneta di bronzo in Etruria datasse dall'epoca


della diminuzione semissale

del 485, che si coniasse l'asse del peso di

im

sestante.

romana: perch Tarquinia insieme


quadrantario
ci

Coteste diminuzioni

si

trovano

soltanto nell' aes grave di


;

colVaes quadrilatero propria serie

del

sistema

ha dato
e

la

Eoma,

di Lucer, di Venosa, di Todi

forse anche degli

Eugu-

libbrale in assi di dodici libbre

incirca

al di

bini, se

pu dedursi dal peso del

tresse, che

suppone

l'asse di
sei.

l fino a quella trovata nel

1875 con un astro a quattro raggi


peso di gr. 368
cio di

quattro once, mentre negli assi finora noti se ne

contano

per tipo ripetuto sulle

due facce del

AUa

serie ridotta di

Todi coll'aquila manca

l'asse,
si

ma

questo

once 13

gr. 4.

asse non

manca

nella serie ovale ridotta, che

attribuita ai

La

tradizione

faceva

Numa

autore dell' aes


si

rude,

Servio

Tudertini.

Tullio dell'acs signatum e coi nostri studi


dell' asse,

probabilmente
circa
i

La repubblica romana non emise multipli


dupondii, tripondii, e decapondii nell'epoca
grave,

cio

stabilito

che

1'

aes grave

deve essere
e

stato introdotto

primitiva dell' aes

primordi del secolo terzo di Eoma,

non abbiamo finora niun

ma

quando era gi avvenuta

la riduzione.

argomento che seriamente combatta queste tre epoche, ovvero


l'origine

I tipi dell'aes

grave sono presi generalmente dalla classe


:

romana del bronzo fuso monetato.


si

Ma

neanche

le

mo-

dei simboli e dei segni

fu proprio del Lazio e della Sabina

il

nete coniate

possono far precedere


i

il

quarto secolo di

Eoma

prendere per tipo

le

imagini

d'uomini e di donne, simboliche


si

nel quale Atene e

Greci

d' Italia

cominciano ad usarle. La

ancor esse. Atri, Arimino, romane colonie


a questa usanza.

attennero in parte

serie ovale fusa e la serie coniata incusa sono

due singolarit

che
il

si

trovano solo in Etruria. Al 474 circa allorch verisimilfu

Eoma
mini ripete

ripete
il

tipo

del

rovescio

per tutta la
il

serie,

Eie

mente
le

nascosto
di

il

deposito di aes

rude

signatum presso
in corso nel-

tipo del dritto. Atri varia

tipo

del

dritto

mura

Vulci

le

monete ovali non solo erano


si

del riverso. Lucer

segue un

sistema

suo
Il

proprio del quale

l'Etruria, perch alquante di essa vi

rinvennero fra quei bronzi,

ragiono
tipo

nelle

dichiarazioni
pei

delle

tavole.

Lazio
il

ripete

il

ma,
Ci

ci
si

che s'ignorava, essa aveane subito' gi una diminuzione.

del

dritto

primi tre pezzi

e ripete

riverso per
il

deduce dal frammento di semisse di recente acquistato


il

tutta la serie.

La

Sabina, ora

non ripete

ma

duplica

tipo
tipo,

pel Kircheriano

quale

suppone un asse libbrale


conosciuti
finora

mentre

che lo stesso nel dritto e nel riverso, ora non ripete n lo duplica.
II

il

pezzi della intera serie


asse
il

appartengono

ad un

cui solo esemplare che nel

Museo

di Torino di ridu-

Lazio e la Sabina non usano dichiarare

il

proprio

nome

zione semissale.

talvolta

un simbolo ovvero una

lettera

iniziale soltanto

che

Usano

gli

Etruschi nelle monete fuse


:

di ripetere

tipi del-

vi si legge.

Eoma

si

inscrive soltanto nella

moneta che fonde

l'asse per tutta la serie


I Tudertini, zati inferiori;

gli

Umbri
li

invece variano in due modi.

nella zecca degli alleati

con

tipi

non suoi:

ma

quando

tipi

come

Eomani,

fanno diversi nei cinque spez-

sono gli stessi

essa indica la zecca se ad


il

esempio

Lucer,
e

ma

gli

Eugubini hanno per costume, a quanto


volte, ripetendo
i

con U, se Velletri con V. Atri inscrive


Vestini e

suo nome,
il

cos

pare, di cambiar tipo tre

tipi dell' asse nel

Fermo. Venosa

incerto se abbia apposto

suo mo-

semisse, del triente nel quadrante, del sestante nell'oncia. Eestano per alcuni tipi fuori di serie ai quali attendiamo che si
trovi
il

nogramma
e lo fa

nella serio libbrale.


!.-,

Lucer comincia dalla

serie ridotta

con la sola iniziale

Ascoli di Puglia prende per tipo

compagno. Nelle note del valore

costante

presso

la lettera

che ripete per tutta la serie. Questa

non etruil

degli
sia il

Umbri

l'adoperare la nota etrusca 3 dinotante la


i

met

sca

ma

latina appare inaspettata sulla serie di Tarquinia

cui

semisse: nel che vanno con loro d'accordo

Volterrani

significato letterale o simbolico tuttavia

un enimma.

fra gli Etruschi e quei che


tipo, e

pongono

la testa del sacerdote per


e

I coloni lucerini sono


i

soli

che abbiano inscritti sugli assi

quei che la ruota etrusca al dritto e al riverso,


le

quei

nomi

dei magistrati monetali o eponimi che vogliano credersi.

che fondono

loro

monete

in

forma ovale. Quindi


di

si

deduce

Eieti appone

sul

dritto le iniziali

di

uno

due magistrati

che cotesta serie ovale o uscita dalle officine


citt la quale fondesse

Todi o da una
e si servisse

pel riverso l'iniziale del suo proprio nome.

in origine l'asse

libbrale

T.

XXVIII

AES GEAVE

15

della nota etrusca D per indicare

il

semisse. Inoltre la serie che


e al riverso tre

hanno adoperato anche

gli

Etruschi per significare la loro alil

ha per tipo a dritta la nota etrusca


volte col dosso al centro,

mezze lune
lo

leanza di ohe certissimo esempio

triplice

nome

di

Pupluna

non ostante l'epigrafe dell'asse cho


adopera
i

Vetulonia e Chamars sulla moneta coniata coi tipi di Populonia.

dichiara

tudertino

perch

sei globetti

per nota del

Non

si

dovrebbe quindi trovar ostacolo ad ammettere almeno


si

semisse, non deve essere stato emesso dalla zecca di Todi. L'asse
e
i

come verisimile che


i

legga

il

nome

di Vetulonia su d'un asse

suoi multipli

si

sogliono trovar notati con l'unili

I.

Vi hanno

cui tipi sono da

un

lato la ruota

ad otto raggi e dall'altro

per esempi dei dodici globetti.


Gli Etruschi,

l'ancora, tipi gi noti nella


e,

serie di
>J,

Chamars
serie

e delle citt in-

tranne Volterra,
e

fra le

monete
il

coniate,

dicate

dalle loro

iniziali , 5,

A,

per

non ridotte e

Pupluna, Fercnas
sulle

Peithesa, sogliono abbreviare lettere

loro

nome

aventi costantemente per tipo la ruota a sei raggi, non ad otto

monete scrivendo talvolta due


sola lettera iniziale, dove

M, ma

comune-

come quella che porta


che
ai tipi della

il

nome

di Vetlunva. L'asse controverso


le tre
il

mente una

non omettono ancor questa.


:

ruota etrusca da una parte e


il

mezze lune
peso, non la

Yetulonia adopera quattro sole lettere. Fall, sulla moneta coniata


in
il

dall'altra

congiunge

nome
i

di

Todi

non ha

monete

di

confederazione la citt che


il

ai

suoi tipi inscrive

maniera, non la forma, u


tesi

tipi

tudertini, in questa nostra ipo-

nome

della citt confederata

pone per intero


finora
il

Vetlunva in

parmi che trovi

la

ragionevole sua spiegazione. Crediamo


il

una moneta della quale abbiamo


larissimo bronzo coniato che
si

solo asse.

Un
di

singo-

finalmente degna di menzione la maniera di coniare

bronzo

conserva nel Museo

Parma
Felalu,
far

tenuta dagli Etruschi in una loro serie che riesce nuova e singolare anche per le straordinarie divisioni e
il

nomina

le tre citt confederate in questo

modo Fufluna,
Grli

modo

d'indicarle

Cha, cio Pupluna,

Velulonia e Chamars.
sulla

Umbri amano

non con

le solite cifre

ma come
fa

sull'oro e sull'argento coi nu riunita ora in

pompa

del loro

nome

moneta fusa

e coniata

scrivendovi

meri. Essa pel molto che

mi sono adoperato
il

Tulere nell'asse e semisse e sulla coniata; Tuder, Tu negli spezzati


:

una
e
il

serie, nella

quale

sua mostra

)IC che seguito dal

gli

Eugubini danno sempre intero Icuvini ovvero Icuvins.

peso di entrambi ne avverte del valore di 100 nel primo

una
nome

singolarit della quale

abbiamo avuto esempio


iniziali

in Sabina,
il

e di

50 nel secondo. Poscia


XIIC, X, A.
il

si

hanno spezzati

di

XXX, AXX,

dove sembra che abbiano notate con tre

SAF

proprio

XX,
il

Manca
il

tuttavia l'unit minore e probabilmente


e il

nel solo bronzo di tatta la serie che rappresenta l'oncia.


si

AX,

AXXX,
si

XXXX
come

AXXXX,

il

qual supposto atten-

un' oncia ancora

quel recente bronzo venuto in possesso


scavi di Telamone,
sul quale
se la

diamo che
le cui basi

avveri

tanti altri per le scoperte ulteriori,

del

march.

Strozzi dagli

sono state con instancabile attivit e consiglio poste

prima lettera non


agevolmente
si

chiara si legge per

indubitato \MA>I che


tipo.

dal sig. march. C. Strozzi,

nome

illustre che ricordo con sin-

compie Tlo.mun. Questa oncia non ha verun


il

golare aifezione e doverosa riconoscenza.

In altre poi pare che


iniziali siasi

nome

della

citt o intero

o in sole

impresso nel solo asse o nel suo multiplo. Leggesi

cos Tulere in

un

asse,
i

nel dritto

nel riverso di
la serie

un du-

Tav. XXVIII.
1.

pondio, d'ambedue
anepigrafa.

quali

bronzi

abbiamo

intera

ma

Museo

di Pesaro.

Bifronte barbato

coronato di lauro: la

nota della libbra gli sopra scritta


l'ordinario peso dell'asse

ma

il

suo peso eccede


i

Alle monete gi fuse nelle tre classi di aes rude, signa-

romano che non passa Al rovescio

gr. 312,30:

tum

grave o coniate

si

vedono talvolta impressi dei segni,


le quali

questo invece ne pesa 389,50.

la

prora di

che diciamo contromarche


emissione,
altrimenti
il

per non ricevono nella prima


Il

nave volta a sin. e di sopra ripete la nota della libbra. 11

ma
non

dopo che sono entrate in commercio.


ci

supporre

Eocchi nel catalogo ms. di quel Museo ha notato l'analogia


di questa

par verisimile

essendo evidente che chi fuse

libbra con

quella di Atri,

come apprendo

dal

metallo vi deve aver notato nella forma o staffa

quanto

si

eh. sig. march. Antaldi.

A me

pare che sia stato fuso nel


il

esige perch abbia corso legale.


legalizzarlo con altro marchio.

per diciamo che non occorre

territorio di Rimini, e siasi perci ritenuto


locale.

peso della libbra

Sopra un frammento di aes rude


Bebiani presso Benevento ve-

La prora

volta a sin. appartiene alla seconda emis-

portatoci dalle terre dei Liguri

sione romana, al

qual tempo
:

ovvero ad epoca posteriore


che
ci

diamo ben impressa


e

la lettera ^ retrograda e di arcaica forma,


di aes

bisogna riportar quest'asse


gi dato,

il

conferma nel parere

sopra

un frammento

signatum probabilmente trovato

che

nel peso

si

seguita la libbra di Eimini.

nella

necropoli di

Tarquinia ora nel Museo Britannico

im-

Del resto
cezione.
2.

alla regola stabilita dal D'Ailly v' qualche ecn.

pressa profondamente una mezza luna: la mezza luna e


si

un

astro

Vedi appresso

4.
d.
Il

trovano impressi in altro frammento di quadi'ilatero prove-

Kircheriano.

Bifronte barbato. R. Prora di nave volta a


p. 35, 36)

niente di certo dalla stessa necropoli, e posseduto dal marchese


Strozzi. tato

barone D'Ailly ha stabilito {Rech. I


si

che la prora

SuU'aes grave e sulle monete coniate etrusche ho no>l,

trova costantemente volta a destra uell'asse primitivo:

ma

un

r,

ovvero una foglia di edera, ovvero una mezza

nella seconda emissione che tende alla diminuzione e nelle


serie gi diminuite al pari che nei multipli essa si vede volta

luna 3; questi due ultimi segni impressi a solo contorno.

Le monete
bilito

di confederazione si riconoscono

come ho
nomi
;

sta-

a sinistra; di che

mi

piaciuto

dare un esempio nel sedell'asse primitivo

altrove a queste

condizioni. I due o piii

inscritti

misse seguente.

Il

maggior peso
e

come
il

su di una moneta che ha per tipi quei di una d'esse


solo inscritto sulla

un nome
Cos

fu detto di gr. 312,30

discende fino a 207,10. Cos

moneta che porta

tipi d'altra zecca.

Bar. D'Ailly,

il

quale anche dimostra che le riduzioni sue-

16

AES GEAVE

T.

XXIX-XXXI

cessive

si

fanno

di
il

met

in

met,

creando prima-

1'

asse

di gr. 27, che

meglio

si

adattano alla diminuzione qua-

semissale, poscia

quadrantale, ohe la
1'

met

del semisse.

drantaria che alla trientale. Poi rispetto alla nota osservisi

Ma avrebbe
legalmente

dovuto dire che v'era inoltre

asse trientale che


ino a tanto

come
della

delle tre linee richieste ad indicare

il

tripondio,

se

dimostra avvenuta una diminuzione al terzo,


si

che

mediana non

vi

rimasta che una traccia, v' per

stabil l'asse sestantario,


11

diminuendo a met

una

tale distanza delle

due linee

estreme

che

sarebbe

l'asse trientale.

peso pi elevato dell' asse semissale

inesplicabile se

non avesse dovuto segnarsene una nel mezzo.

stato stabilito dal D'Ailly a gr. 178.

Nel gran deposito

di

Inoltre di essa linea

media
sia

le tracce

sono evidenti. Deve

assi primitivi scoperto a Cerveteri vi si trovarono tre

esem-

dunque stimarsi che


tale,
7.

un

tripondio del sistema quadran-

plari del peso di gr. 143,90; 147,80; 148, che

sembrano
epoca

e tal parere

ci

confermato anche dal peso.

provare non

essersi fatto quel deposito

prima

dell'

Kircheriano. Asse trientale del peso di gr. 102. Il dritto ha


il

dell'asse semissale.
3. Kircheriano. Testa di Giove laureata barbata e volta a destra.

solito tipo

del bifronte barbato, nel rovescio la prora

volta a sin. e sopra v' la nota della libbra.


8.

R. Prora di nave volta a sin.


4. Kircheriano.

di sopra la nota del semisse.

Kircheriano. Asse sestantario


gr.

del peso di due


il

once, pari a

Testa di Minerva

volta a sin.; di
vi si

sotto la
la

56,00. Il D'Ailly stabilisce

peso normale di cotesti


117).

nota

del triente. R. Prora a d. e

vede ripetuta

assi a gr.

54,166

(T. Ilpart. I pag.


il

notevole nel
nel bifronte
si

nota del triente.

disegno di questo bronzo

profilo

del naso

che da sinistra convesso, da destra concavo. Inoltre

ha da avvertire
Tav.
1.

al

modo

di trattare

capelli della fronte

XXIX.

e la

barba con una doppia serie di globetti in Inogo dei


Caronni nel catalogo del Museo Hedervary ha gi
cotesta maniera di trattare
i

Kircheriano. Testa di Ercole giovine coperta della pelle di


leone che gli
si

ricci. Il

annoda

al collo

dietro a d.

la nota del

notato che

capelli, la

barba e

quadrante. R. Prora volta a d. e di sotto vi

ripetuta la

anche

il

bulbo degli occhi tenevasi


di

ai suoi

tempi come prodic'egli,

nota di valore.
zione pesa
si

Un

quadrante ben conservato di mia colleasse di gr. 316:

pria delle officine


tutti questi bronzi:

Gubbio, donde provenivano,


et

grammi 79 che darebbe un

ma
tali

Barba

coma oculique

globuli perpetui

gi notato che gli, spezzati inferiori all'asse sogliono


all'

sunt,

horumque assium genus ex eugubiana Etruriae regione

riferirsi

asse

di

dodici

once

pi,

quantunque

proveniunt omnes, ita ut a nonnullis antiquariis Eugubio


civitati tribuantur.

assi

non

si

siano

mai

trovati.

Un
I,

quadrante di seconda

ri-

La

quale opinione, dice


il

egli, si

conferma

duzione

cio appartenente

all'asse di

quattro once nel

da un

fatto, del

quale ha tenuto conto

Eeposati {Zecca

Kircheriano. Il D'Ailly {Rech.


esso pesa gr. 25,85.
2. Kircheriano.

129) stima che sia unico:

di Gubbio),

avvertendo

che un ingente

numero
e

di

assi

sestantarii fu trovato ivi insieme colla


sin.

forma

che

erano

Testa di Mercurio con pileo alato volta a


d.

conservati dall'abate Trombelli: Eugubii sextantarios fusos

R.
3.

Prora volta a

di sotto

la nota del sestante.

probat
bellio

numerus ingens cum ipsa forma


servatus.

repertus
asse

et

a Trom-

Kircheriano.
di

Testa di
d.

Koma
XX,

galeata volta a sin.

R. Prora

Contemporaneamente

all'

sestantario
la cui

nave a

e di sotto la

nota dell'oncia.
1-2 pag. 77, 80). Semisse unico
e

fuso fu coniato in

Koma

l'asse del peso di

due once

4. Coli. D'Ailly [Rech. pi.

estrema diminuzione fu stabilita dal D'Ailly a grammi trenta.

nel quale

la

testa di

G-iove volta a destra

la

prora

della nave volta a sinistra. Il suo peso di gr. 127,750,


e

pu appartenere
triente

all'asse primitivo.

Nella

coli.

Blacas v'

Tav.

XXX.
Il

un

rimasto

ignoto

al D'Ailly, nel quale la testa

a, b. Kircheriano.

Cohen ha

scritto di questo decusse che nel

della

Minerva

volta a destra e la prora a sinistra (Blacas-

Museo

di

Napoli ve n' un altro esemplare {Monn. de la rp.


:

De

Witte, H. de la

monn.

t.

IV

pi.

VI

n.

2 pag.

8).

Il

rom. pag. 349)

ma

ivi

non

mai

stato, e

il

nostro pass dal

suo peso di gr. 81,84 e per deve considerarsi di prima


emissione.
5.

Museo Capponi
Passeri, al

nel Collegio romano, e fu noto al Gori, al

De

Zelada. Testa di

Eoma
il

volta a d. coperta di
:

Coli.
gr.

D'Ailly (Redi.
154,10,54
e

pi.

XXVI,

2).

Asse del
tipo
il

peso

di

galea a testa di grifo coi lacci da legarla pendenti


alla

di dietro

per

semissale.

Ha

per

bifronte

nuca

la nota del valore,

suo peso

di gr.

1106,60

nel dritto, nel rovescio la prora volta a sin. e sopra di essa


la nota della libbra.

pari ad once 39 e

mezzo romane: donde

risulta che questo

Questa prima riduzione non era amil

decusse fu emesso nell'epoca dell'asse trientale. Al riverso


la prora della la nota. X.

messa da

alcuni,

ma

D'Ailly ne ha dimostrato la realt.


il

nave volta a

sin.

di

sopra

ripetuta

6. Kircheriano. Tripondio unico a motivo del tipo che


fronte. Io l'ho veduto nel Kircheriano, ove ora

bi-

non

per

non ne ho
D'Ailly
l'antico.

tratto

il

disegno dall'originale,
t.

ma

dalle tavole del

(Recherch.,
Il

I pi.
il

XXV,

3),

che non ben ritrae

Tav.
1. a,

XXXI.
&,
e.

D'Ailly ne d

peso di gr. 254,90

ma

sostiene

Kircheriano. Testa
i

galeata di
:

Eoma

con eresta di

a pag. 193 che non

un

tripondio, sibbene
e

un dupondio.
mezzo
incirca

grifo e

lacci da legarla pendenti

di dietro la nota del

Ma

il

peso di gr. 254 equivale a 9 once

tripondio.

R.

Prora a

sin.

e di sopra la nota

medesima

del

T.

XXXII

AES GRAVE

17

valore.

La forma

del rostro non sempre la stessa perci


la
e.

ROMA-LUCERIA
2.

ho

curato di

esprimere

notevole
Il

variet

che

si

vede
Eircheriano. Bifronte barbato. R. Prora di nave volta a destra,
accanto alla quale
v'

nel rovescio del

tripondio

peso di cotesti pezzi, se-

condo

il

D'Ailly, va da

grammi 208 a 213; sono dunque

la iniziale

della zecca lucerina.

da riferire alle corrispondenti riduzioni dell'asse a norma


dei limiti assegnati dalla esperienza.
2.

moneta
nari
:

di riduzione quadrantaria la prora

pesando once 2
il

de-

22 nondimeno

non

come vorrebbe

D'Ailly

Eirclieriano. Testa di

Eoma

volta

d.

con galea
alla

che

ha

(V. tav.

XXVIII,

2),

volta a sinistra.

A
il

Lucer fu dedotta
bar.

una codetta
stretta:
ivi

di crini

per cresta

e la

gronda
valore.

nuca assai
Prora volta

una colonia romana nel 440: donde


duce che
la

D'Ailly deavvenuta in
tal

anche la nota

del

R.

riduzione

quadrantaria era gi

a sinistra e vi di sopra ripetuta la nota


Il

del dupondio.

Roma
si

in questa epoca.

Ma

ci

suppone che

serie

di

peso ascendente dei dupondi va da grammi 151 a 200,

asse e semisse coi tipi romani siasi emessa subito che vi

che per

possono rispondere alle tre


trovato
negli
scavi
di

diminuzioni. In un

condusse la colonia, di che non v' motivo. Lucer ebbe

esemplare
leri

Santa

Maria

di

Fal-

la serie primitiva coi propri tipi

come vedremo,

e la serie

veduto da

me

la nota del valore

mancava

al rovescio

ridotta al peso
la

delle tre

once: quindi ragionevole che


si

di esso.
3.

moneta

coi tipi

romani

stirai

fusa quando
il

in

Eoma

Museo

di Pesaro. Testa della dea di


grifo

Uovaa volta a destra con


alla

erasi ridotta a quadrantaria. Notisi che qui

bar.

De Witte
quadran-

elmo a testa
vedono
i

larga gronda
alla

nuca.

Vi

si

(Op.

cit.

t.

IV

pag.

13

pi.

XVIII) ha chiamata riduzione

lacci pendenti

come

Roma

del tripondio e del

trientale, o sia di taria


3.

4 once, quella che per noi

deeapondio descritti di
si

sopra. Il segno

del

decusse

vi

sia di

3 once.
laureata
volta a dr.
R.

vede a sinistra e a destra, davanti al volto v' per segno


di lancia. R.

Eircheriano. Testa di Giove

Prora

monetale xm ferro

Prora di nave volta a


:

sini-

volta a destra, di sopra la nota S e dal lato destro la


lettera iniziale U. Il suo peso di un' oncia e mezzo.

stra e di sopra la nota


ripetuto e
si

del valore

il

ferro di lancia vi
al di e

La

vede sotto la prora, stando


Il

sopra la

legge del D'Ailly che la prora volta a sinistra nella serie


ridotta,

nota del decusse.

suo peso di

grammi 721,

per pu

non neppur qui osservata.

corrispondere all'asse ridotto a tre once, cio quadrantario.

Questa insegna del ferro

di lancia

ha riscontro nell'argento
4. Eircheriano.

EOMA E
a tre creste
:

U
dell'

coniato anonimo. II eh. march. Antaldi che ha scandagliato


il

Testa muliebre di prospetto coperta

elmo

peso del decusse, mi scrive che a cotesto deeapondio

il

ha pendenti
:

agli orecchi, e collana di pietre


capelli lucignolati dalla cer-

Gori (Mus. Eli: tav.

CXLVI

n. 6) e 17

ha

attribuito

40

once,

preziose al collo

due

liste di

mentre non ne pesa che 26


l'ebbe e
il

denari.

L'Arigoni ohe

vice le cascano sulle spalle. R.


di prospetto: nell'esergo

Bue che va

a destra e guarda
si

pubblic {Num. musei


assai

/!ri(7on. t. Ili tav.

21,22)

ROMA.
fin

Sul dorso del bue

alza

lo rappresenta

male

n dopo se

n'
il

veduto alcun
peso sia al-

un caduceo. Niun disegno


tutti
i

ora ha saputo rappresentarci


descritti:
il
i

altro miglior

disegno.

A me

sembra che

particolari che

abbiamo

D'Ailly che
pendenti

quanto scadente per difetto della fusione.

l'ultimo editore

ha pur omesso

la collana e

(T. I,

XLVIII,

2). Il

peso di quest'asse di once nove e quattro

EOMA-VBLITRAE
Tav.
1.

denari.
5. Eircheriano.

XXXn.
Testa di Giove laureata volta a
R.
Il

Tipo simile

al precedente, se

non che in questo pur

Coli. Depoletti.

sin.

ed ha

manca
manca
:

la doppia lista di capelli ravvolti, e la collana

di sotto la nota S giacente.

Prora volta a destra sulla


suo peso
il

per vi

si

vedono

pendenti che sono omessi nelle


I,

quale
e

si

vede la lettera V.
E.

di

once cinque

edizioni,

anche dal D'Ailly (T.


si

XLVIII,

1).

Sul bue al

mezzo.

negoziante Depoletti che

possedeva mi disse
;

rovescio non
cedente,

drizza

un caduceo, come

nel

bronzo pre-

che gli era venuto dalle campagne velletrane


si

e ci

parmi

ma

vi sta

un U

acuto. Il suo peso di once otto,

confermi dalla iniziale


di

della zecca veliterna, dove ai

imdici denari e mezzo. Di cotesto rare monete se ne trovato un esemplare negli scavi di Veleia (De

Romani piacque

fondere la

moneta,

contrasegnandone
in

Lama, Tav.

l'ofScina con la iniziale V,

non altrimenti che fecero

Lucer

Alim. pag. 57), uno nel Modanese sulla via della Secchia
(ivi

con la lettera U. Velletri era colonia latina ed avr potuto


prestare cotesto uficio della zecca a

pag. 58), uno qui in

Eoma

nel

Campo Verano,
7,

di cui

Roma prima

del 361,

diedi gi conto

nella Civ. Catt.

(1877 pag.

8).

Ma

in

nel quale anno,

come narra Diodoro (XIV,


si
i

102), o nel 371,

Puglia non
il

si

sa che se ne sia trovato veruno, e nondimeno

come

si

ha da Livio (VI, 20),

separ dalla romana con-

Riccio l'ha attribuita a Lucer. Or le acque di Vicarello


ci

federazione, e nel

416 perdette

suoi diritti di cittadinanza.


dei quadri-

che non

hanno mostrata neppur una moneta fusa della

Essa aveva in prima emessi probabilmente


lateri,

zecca di Lucer ci hanno invece dati sette di questi assi,

due certamente se ne trovarono nelle sue campa-

quattro colla insegna del caduceo e tre con la iniziale U


la loro patria

gne

(tav.

LXrX,

2),

di

questi uno

con l'epigrafe

RO-

dunque non pu essere cercata

fuori del Lazio


vi

N\ANO/V\ (Vedi

tav.

XXHI).

della
sia stata

Sabina nella quale regione, non sapendosi che

una

citt

con

l'

iniziale U, d'uopo che ci vol-

18

AES GEAVE

T.

XXXIII

giamo

al

Lazio che

ci

dar da scegliere Lavinium, Lani-

emissione del bronzo, ponendovi sopra per tipo la testa del


lacus reali7ius e al riverso l'uccello che viveva sopra quel

viwn

ovvero Lahcum prima del 416 o sia dell' epoca di


citt latine nella cittadinanza

assorbimento delle

romana.

lago e pascevasi del

buon pesce che

vi pescava.

EEATE
Tav.
1.

SAUEA EALISCOEUM
2. Kircheriano.

xxxin.
con capelli in masse

Testa giovanile diademata con capelli fluttuanti


;

Kirclieriano. Testa barbata

immollate
Dinanzi
artigli

intorno alla fronte e al collo, volta a sinistra

di dietro alla

d'acqua e coronata di giimco palustre volta a


vi

sin.

nuca

un

S.

R. Il tipo

medesimo

del dritto

ma
1'

qui la testa
del dritto.

ho letto UT. R. Aquila piscaria che tiene negli


e vi

volta a destra

ed ha alla nuca ripetuto


e

un pesce

poggia sopra

sul dorso chiara la lettera R,

Pesa once undici, denari imo


3.

mezzo.

che al P. Marchi parve un

monogramma, n

del resto si

Museo
tro
i

di Pesaro.

Testa giovanile con diadema occulto den-

avvide delle due lettere che sono chiare nel dritto {Lettera
al Gennarelli, Mon. prim. 1842, 29
{H. de la
ag. pag. 22). Il Blacas

capelli volta a sinistra. Alla

nuca

v'

un grappolo

d'uva col suo picciuolo ben chiaro. R.

La

stessa testa,
si

ma
il

monn.
non

I pag. 392) annota che la lezione di queste


si

coronata di raggi volta a destra: alla nuca vi

ripete

tre lettere

ebbe prima che

io la pubblicassi verissimo,

negli

grappolo d'uva ancor qui col suo picciuolo.

Annali deW Instituto 1860 pag. 242. Ci


a

perch

La

iniziale S si
il

ha finora
d'

nell' unico

esemplare del Kir-

Eoma

ne furono recati insieme due

esemplari

ma imo
De-

cheriano:
di Pesaro,

grappolo

uva era unico

iu quello del

Museo

d'essi soltanto entr nel Kircheriano, l'altro l'ebbe il


poletti,

ora vanta un secondo esempio in 'uu

asse tro-

sul quale non fu ravvisata veruna lettera. Il tipo

vato
tav.
di

nelle

campagne
n.

di
i

Nicotera

in

Calabria

(Vedi la

del dritto manifestamente di

un

dio acquatico a cui coni

LXX

2).

Eccetto

descritti tre esemplari, gli assi


di

viene
in

il

giunco palustre e l'avere

capelli

come

lucignoli
tipo del

questa serie mancano del tutto di segni monetali e

umide masse.

ci

anche d buon sostegno

il

lettere

come

si

vede nella tavola seguente.

rovescio, l'aquila piscaria.


l'aquila

Quel R dunque che


iniziale del

si

legge sul-

Or

qui luogo di cercarne la patria.

Cominciamo dalla

pu ben essere un'


;

nome

di zecca che di poi.

provenienza. Il P. Marchi non f caso dell' esemplare notato


dalla lettera S, che fu tardi indicato a
Gr.

emise questo asse

delle

due lettere del dritto dir

me

e a lui dal sig.

Considerata le circostanze predette, e come non pu essere


guari lontana quella terra, donde
plare
si

Lovatti,

il

quale

lo vide posto

da parte coi duplicati

recato

il

doppio esem-

nel Kircheriano. Il Marchi adunque intese parlare della serie

mi

sembrato che niuna citt vi potesse pretendere

priva di qualsivoglia segno o lettera quando scrisse dell'asse,

pi di Reale. Era questa nei tempi dell'asse primitivo, a


cui dobbiamo riportarla pel" suo peso di once otto e diciassette denari,

che dal ripostiglio di monte Mario ne venne fuori un solo,


e degli altri pezzi di

questa serie attest che erano recati


e pii

era dico, presso

un lago ohe

si

chiam lacus

dalle vicinanze di

Eoma

da quelle che toccano

il

mare

veliius, e per la citt che lo

dominava, lacus reatinus e


si

(Uaes grave pag.


veteri

61). Dalla

mia esperienza ho che Cerasse,

palus reatina.

Il

qual lago non

cerchi nell'odierno lago

ha dato un solo esemplare di questo


pili

Tarquinia

di Pie' di Luco, perch troppo discosto, n in quello di


Sottile,

Eipa

ne ha dati tre: degli spezzati poi qual

qual

meno

se

di

Lago Lungo,

perch di loro
il

non

si

avvera

ne trovano sparsamente anche in parti lontane

dal mare.

ci che del lacus reatinus,

quale, scrivono gli antichi,


il

Ma r
dalle

argomento
raccolti

di

molto valore

si

che di simili assi ne


di

disseccato divenne
della greca
e

un campo amenissimo, onde si ebbe


e

nome

abbiamo

quattordici dalle

acqiie

Vicarello e

Tempe

perch roscido

si

disse

campus Rosea
ad

medesime due
sestanti,

semissi, dieci trienti, dieci quadranti,

campus

roseus, rosulanus. I Eeatini, scrive Cicerone


15),

nove

once settantatre, mentre le acque del Fucino


solo asse,

Attico (IV,

mi condussero a vedere
il

la

loro

Tempe.
dis-

hanno somministrato un
trienti, sette

nn

solo semisse, quattro

Ella era prima

lago Velino che

M. Curio Dentato
il

quadranti, quattordici sestanti,


la patria loro si

dodici once.

secc aprendogli l'uscita nella Nera, sicch per

terreno

Non

v'

ha quindi dubbio che

debba ceril

ne rimase rugiadoso

Reatini

me ad sua Tempe duxerunt,


emissus
siccata et
interciso

care nella Sabina.

determinar poi pi particolarmente


il

quod lacus
in

Velinus a M. Curio
defluii,

monte

luogo di origine, viene opportuno

simulacro

dell' asse

Neram

ex quo

est illa

humida tamen

iniziale S. Il

culto dell' Apollo-Sole fu assai celebre nel

modice rosea.
Il

Soratte.

lui facevasi
I,

annuo solenne
laonde

sacrifizio nel Soratte


il

Velino era uno di quei laghi nei quali, avverte Ooe.

(Plin. H. N. VII,

49):

Virgilio invocandolo

lumella (L. Vili

16), erano stati portati


1'

semi di pesci
.

chiama sancH custos Soractis

{Aeii.

XI, 785);

Silio

al

marini che tolleravano


vectis

acqua dolce. Quos lacus

con-

Soracte d l'appellativo iPhoebeus {Punic.YIl, 662). Questo

marinis seminibus replebanl, inde


et

Velinus, inde

Soracte

si

disse anche Sauracte e cos

lo
si

appella Catone
appell la citt

etiam Sabatinus

item Volsiniensis
si

et

Ciminus lupos auraalia piscium genera

(ap. Varron. /?./?. 11 e. 4); e cos


e

Saura

tasque procreaverunt: ao
dulcis

qua sunt

Saurani

si

dissero

da uu antico scrittore greco


:

quei

undae

lollerantia.

che l'abitavano, nominando egli


(ap. Steph. Byz.
s. v.

principali fra

saurani

Le due

lettere

LT

che sono nel dritto con ogni veromagistrato

2avga

2cxvgav(v d'

al xogovipaiTocroi).

simiglianza le dico iniziali del

che

ordin la

Cotesti

Saurani furono anche soprannominati Hirpi

(Plin.

1.

T.

XXXIV-XXXVI

AES GEAVB

19

cit.),

donde

probabilmente nato, che Stefano attribuisse


ai

acque

di

Viearello

troveremo probabilissimo
i

che autori

questa Saura

Sanniti confondendo gli Birpi del Soratte

della serie possono essere

Sabatini.
vi

Per popolo sabatino


dalla

cogli Hirpini del Sannio.

non intendiamo gi quello che

venne trasportato
(Liv.

Campania non prima dell'anno 543


concesso di prendere
stanza

XXVT,

34) e fugli

nelle terre

di Sutri,

Nepi

Tav.
1.

XXXIV.
stra
R.

Vai

(Liv. VI, 5),

ma

coloro che abitarono la sponda sinistra

Kircheriano. Testa dell'Apollo Sorano diademata volta a sini-

del lago di Bracciano, ed al


alla trib (Liv. VI, 5), che
2.

367

di

Koma

diedero

il

nome

Lo

stesso tipo volto a destra.

Pesa undici once


le

da loro prese a chiamarsi Sabatina.


omessi del

denari sette. L' Erizzo

(Discorso sopra
di avere

medaglie

degli

Kirch. Testa giovanile coperta di galea cristata


tutto
i

antichi p. 249), dice

avuto im

bronzo grossisdall' altra parte,

capelli sulla fronte e sul collo


:

volta a sinistra la nota del

simo con
il

la testa

di

Apollo

dall'

ima e
di

ed ha alla nuca la clava


'

di sotto al collo

cui peso gli pareva che

fosse

sei libbre,

ma
Koma

sogle

semisse. R.
quattro,

Lo

stesso tipo
ac. 18.
il

ma

volto a destra.

Pesa once

giunge che un altro bronzo di maggior


suddette monete

peso

di

tutte

un denaro,

Paragona la testa simile in moneta


(tav.

ha

da

un

lato

la

testa
R.

di

ar3.

di argento ov' anche

segno della clava

LXXVII,
R.

8)

mata

di

un elmo
i

antico con

dietro.

Euota

tra' cui

Kirch. Fulmine con la nota del triente

e la clava.
3,

Tipo

raggi veggonsi
dico,

due medesimi segni.


il

Ci

scrivendo,

io

medesimo

colla stessa nota.

Pesa once

4 denari. Se ne

r Erizzo dimostra che

bronzo con

la ripetuta testa

ebbero due esemplari dalle acque di VicareUo, uno dal Fucino, ne fu rinvenuto

di

ApoUo non

arrivava a sei libbre, perch a sua confesil

uno in Civita Castellana, uno in Grualdo

sione era minor di peso di questo secondo bronzo


ta la nota II dinotante

quale pordella
4.

Tadino, uno inPerfugas di Sardegna [Bull. Sard. 1860 p. 35).


Kirch.

un dupondio, che

quello

Mano

destra aperta e la nota del quadrante a sinistra

nostra T.
2.

XXXIX,
a

2.
S.

clava a destra.
R.

R Mano

sinistra aperta e a sinistra la clava,

Kirch. Pegaso in corsa a sinistra e la nota


tipo

Lo
2.

stesso

a destra la nota del quadrante.

Pesa 2 once

12 denari.
in Puglia,

ma

volto
e

destra

con

la nota

retrograda

Pesa

Di questo quadrante ne abbiamo avuto da Biccari


da Eiccia in provincia Arezzo in Toscana.
5.

cinque once
3.

cinque denari.
di cavallo volta a sinistra e sotto al collo la

di

Campobasso, da Cortona e da

Kii'ch.

Protoma

nota del triente.

R Lo

stesso tipo

ma

volto a destra e sotto

Kirch. Conchiglia del genere

pecten veduta dalla parte in-

del collo la nota medesima. Pesa once quattro e denari dieci.


4.

terna: di sotto la clava ai lati la nota del sestante.


stesso tipo.

R Lo
avuti

Kirch. Cignale corrente a sinistra


di'ante. R.

di sotto la nota del qua-

Pesa 2 once. Da VicareUo

se

ne sono

Lo

stesso tipo volto a destra e vi ripetuta la


6.
:

tre esemplari con la clava,

due senza clava.

nota di valore. Pesa once tre e tre denari.


5. Eareh.

K'ch. Parte concava dell'astragalo, di sotto la clava, di sopra


la nota dell' oncia,! fi. Parte convessa dell'astragalo, e la nota e la clava

Testa di

im Dioscoro volta
R.
la

a sinistra

alla

nuca la
e

nota del sestante.


dietro
alla

La

stessa

testa

volta

destra

come

al dritto.

Pesa denari 19. VicareUo ne ha


sette

nuca

nota medesima.

Pesa

due

once

e
7.

mandati quindici senza clava,

con clava.
d. R.

due denari.
6.

Kirch. Ghianda nel suo calice e la nota della semoncia a


stesso tipo e la nota della

Lo

Kirch. Grrano di orzo e nota dell'oncia. R.


denari ventidue.

Lo

stesso tipo.Pesa

semoncia a

sinistra.

Pesa de-

nari 11. VicareUo ne mise fuori 18.

SABATIOT
Tav.

SABINI

Tav.
1.

XXXV.
frigia desinente

XXXVI.
le

Kircheriano. Testa muliebre volta a sinistra coperta di galea


in

Ai Sabini dobbiamo attribuire


pel gran

due

serie

seguenti non solo

rostro

d'

aquila

cristata

con lacci

numero

di assi e di spezzati che ci

hanno man-

pendenti: alla nuca per

segno monetale una clava. R.

dato le acque di VicareUo,

ma

pure per la positiva teil

Lo

stesso tipo

ma

volto a destra e col


e

medesimo segno
si

della

stimonianza di un' onica suUa quale se ne legge

nome
il

clava.

Pesa nove once


la

nove denari. La clava

ripete

SAF

(Tav.

XL,

8 b).

Un

terzo argomento ne lo d

ve-

per tutta

serie:

ma

v' inoltre una seconda

serie che

dervi ritenuto nel semisse, nel triente, nel quadrante, nel


sestante, nell'oncia
coi

non ho rappresentato

nelle tavole, dove questo segno

manca:

\m

tipo della serie assegnata ai Sabatini,

nel resto similissima, ed pili facile a trovarsi che la

quali perci arguisco

che ebbero ima confederazione,

precedente.

determinare la

regione vale non poco

il

sa-

espressa anche nell'asse col tipo del bifronte, imagine simbolica dei due popoli.
1.

pere, che dieci esemplari dell' asse si rinvennero posito di Cerveteri e che dal ripostiglio di
se ne ebbero con la clava e senza (ilarchi,

nel de-

monte Mario

Kii-ch. Bifronte forse

muliebre coi capelli avvolti intorno alla

Vaes graveiG).

fronte e alle tempia e coronato di lauro. R. Testa di

Mer-

Per mia esperienza

altri

due esemplari

ma

senza clava

curio coperta di petaso alato volta a sin.

AUa

nuca v' per

vengono dalla necropoli

di Cerveteri e questa citt


vi

medeil

segno monetale una ronchetta, che

si

ripete per tutta la serie.

sima ora ha dato cinque semissi: che se


bel

aggiungiamo

Pesa once 9

15 denari. Questo asse venne nel Kiixhe-

numero

degli spezzati inferiori all'asse rimessici dalle

rano dalla Sabina.

20

AES GRAVE

T.

XXXVII xxxviri

2.

Kireh. Testa giovanile con galea cristata volta a


la

sin., di sotto

3.

Kireh. Fulmine e nota del triente.


desima. Pesa once tre e sette

R.

Delfino e la nota

me-

nota del semisse. R. Testa nuda con capelli

avvolti
:

denari.

Di

cotesto

bronzo

alla guisa

medesima che

si

vedono nelle teste del bifronte

ne furono trovati tre esemplari nel deposito di Cerveteri e

di sotto la nota del semisse e alla

nuca la ronchetta.

Un
4.

uno n'ebbi gi

io dagli scavi di Tarquinia.

esemplare di questo semisse fu gi trovato nelle terre di


Chiusi (Gori, Mus. Etr. II p. 426 tab. CXCVII, 9) ed era
del peso di once 4, scrupoli 14.
3.

Kireh. Pongasi per dritto la


di

mano

destra aperta colla nota


la nota

quadrante

e al riverso

due acini d'orzo con

me-

desima, messi qui al contrario per errore. Pesa once due


R. Delfino
volto a
e den.
5.

Kireh.

Fulmine
Di

e la

nota

del

triente.

19.

Da

Vicarello ne abbiamo avuti 58.


vista dall' interno, e nota del se-

destra.

sotto la nota stessa, di sopra la ronchetta.


s.

Tre
;

Kireh. Conchiglia pecten


stante.
e R.

esemplari furono trovati in un deposito presso


e v'erano

Germano

Caduceo

e la stessa nota di valore.

Pesa un'oncia

insieme due quadranti della serie medesima ed


Inst.

19 den. Dalle acque di Vicarello ne furono estratti 95

un
4.

sestante (Bull.

1878 pag.
;

30).

esemplari.
del quadrante,
6.

Kireh.

Mano

destra aperta
R,

alla sin. la nota

Kireh. Astragalo e sopra di esso la nota dell' oncia. R.


stessa nota nel

La

a d. la ronchetta.

Due

acini d'orzo e la nota

medesima.
7.

campo

liscio.

Vicarello ce ne ha mandati 581.


R.

Qui

il

modellatore del conio avrebbe dovuto porre la ron-

Kireh. Ghianda nel suo calice.


della semoncia

Nel campo

liscio la

nota

chetta sul rovescio della moneta,

come

fa in tutta la serie,

. Le acque

di Vicarello ne

mandarono 361

ed egli l'ha posta invece sul dritto.


5.

esemplari.

Kireh. Conchiglia del genere pecien veduta dall'interno, e nota


del sestante. R. Caduceo, la nota

medesima

e la ronchetta

NEPETE.
Tav. XXXVIII.

a destra.
6.

Kireh. Astragalo e di sotto la nota dell'oncia. R.

La

nota

Questa serie assai rara fu ignota


rello e quelle del

al

Zelada:

le

acque di Vica-

medesima

e la ronchetta.
finora

Fucino non ne hanno mandato alcun esemil

La semoncia

manca.

plare
il

al

Kircheriano mancava tuttavia

semisse,

il

triente,

quadrante e la semoncia quando fu pubblicato Vaes grave.


il

Brasi nondimeno posto per quadrante

bronzo che da

Tav.
1.

XXXVII.
diadema:
che manca al bronzo

me
di sopra v' la nota dell'asse

delineato nella tav. XLIII, n. 4. Gli acquisti posteriori


il

Kireh. Bifronte giovanile con capelli corti e dimessi cinto di

hanno riempita una lacuna dandoci

semisse, che ora

nel Kircheriano, la cui scoperta ha mostrato che gli autori


dell' aes

simile della tav. precedente. R. Testa di Mercurio col segno


della libbra ripetuto. Pesa once undici e den. 21.

grave

si

erano bene apposti imaginandone

il

tipo
il

Di questo

conforme a

quello dell'asse.

Ulteriormente

si

vedr se

asse le acque di Vicarello ne hanno mandato sedici esemplari, e se

paragone di questa serie con quella della tavola seguente

ne ebbero quattro dal ripostiglio di Cerveteri,

XXXIX

ben fondato anche pel


il

triente,

che tuttavia

altri dai depositi di

Monte Mario,

altri

da quello di Ostia.
I,

congetturale, ponendo

tipo della tsta galeata.

Questa serie

Afferma

il

Mommsen

colP. Marchi [H. de la monn.

185)

segna la nota di valore solo nel rovescio del semisse e del


sestante: v' quindi

che intorno ad Ostia fu trovato un deposito solo di questi


assi e pi copioso di quello di
e

da

osservare che questa

nota passa

Monte Mario

{L''aes

grave 48):

irregolarmente sul dritto del quadrante e della semoncia,


inoltre che si ripete sulle

soggiunge ohe da Vicarello se ne ebbero 1109 di questa

due facce dell'oncia. Pare quindi emesse


pii

serie insieme con

13

di serie

romana. La verit

che

il

che siano una volta


spezzati di esse
sia

state,

serie e .che degli

P. Marchi conta solo 13 assi col bifronte sul dritto

e la

stata

composta questa

che

abbiamo

testa di Mercurio coperta di petaso alato sul riverso, che


gli

rappresentata.

furono

mandati,

io

qui e altrove
sottratti,

aggiungo

ai

suoi

L' analogia delle

due serie pu servire

di

norma per

calcoli

anche quei pezzi allora

che vennero poscia

ravvicinarne le zecche, onde appaia verosimile ohe questa


serie sia

in

mia mano. Nel luogo

citato si nota dal


il

Mommsen
il

che

uscita da Nepi,

come siamo per provare che

la

nella vicinanze di Trento fu trovato

triente,

quadrante

seguente

ebbe

per

patria Sutri, la quale citt

ricevette

e l'oncia di cotesta serie, per testimonianza del Giovanelli

una colonia

inviata col

da

Eoma

uell'

anno

371,

Nepi

{Dei Rezi, p. 81).


2.

l'ebbe nel 381.


sin., di

Kireh. Testa giovanile galeata volta a


del semisse.
R. Testa

sotto la nota

1.

Kireh. Testa muliebre galeata volta a


orecchi.

sin.

con pendenti agli


e

nuda con

capelli avvolti intorno alla


:

R.

Vaso a due manichi. Pesa once 10

8 denari.

fronte e all'occipite
la nota

ma

sciolti e ricci sul vertice

di sotto

2.

Kireh. Tipo simile al precedente. E. Vaso e nota del semisse


volto a sinistra
2.

medesima. Pesa once cinque e den. 18. Di questa


si

Pesa once cinque


si

sedici denari.

moneta

ha una imitazione

alla tav.

XL

n. 9.

Or

si

noti

3.

Manca: ma per congettura

supplito

dal P. Marchi.

che da Vicarello ne vennero fuori quattro, e altrettanti se

me

pare che
al

si

debba piuttosto supplire con un qualche

ne sono avuti da Corneto. Due ne furono veduti saltare in


aria allo scoppio di

simbolo

confronto delle serie espresse nelle tav.

XXXV-

una mina accesa in una cava

di

peperino
4.

XXXVII

nelle quali la testa

umana non
e

va oltre del semisse.

sulla via di

Genzano verso Civita Lavinia.

Kireh. Delfino che va a sin.

intorno la nota del quadrante.

T.

XXXIX XL

AES GEAVE

21

R.

Vaso simile

ai

precedenti. Pesa cuce due e undici de-

asse

semisse,

quando

il

lago si

disseccato

si

nari,

Capranesi

che lo dice
(.4?!.

trovato nella

regione dei
tav.

veduto un qualche esemplare venir fuori dalle terre occupate prima dalle acque. Trovaronsi bens un quadrante con
sei trienti e tre quadranti

Vestini lo pubblic

Inst.
il

1840

p.

253

P. 2).

Cesselo quindi al P. Marchi,


il

quale gli diede nella serie

romani, e con tre

trienti,

due qua-

posto occupato dal bronzo predetto.


/?.

dranti e

un sestante

della

serie sopra descritta attribuita

5. Eirch. Conchiglia pectcn.

Vaso

nota del sestante. Pesa

da

me

ai

Sabini (tav.

XXXVI).

due once

undici denari.
R.

6. Kirch. Clava e nota dell'oncia.


l'oncia.

Vaso

e di sopra nota del

Pesa 17 denari. La ripetizione della nota

un'ano-

Tav. XL.
1.

malia, se questo pezzo appartiene a questa serie.


7. Kirch.

Kirch.

Bue

in

gran corsa a sinistra; nel campo


talvolta

di sotto

Caduceo

nota della semoncia 5. R. Vaso simile ai

la nota del semisse,

retrograda.

R.

Ruota a

sei

precedenti. Pesa dieci denari.


2.

raggi e nota del semisse. Pesa once 4 e 18 denari.

Kirch. Cavallo che corre di galoppo a sin.


nota del triente.
R.

quattro globetti,

SUTEIUM
Tav.
Il

Ruota

e la

nota medesima. Pesa once

XXXIX.
di questa serie si

due

quindici denari.
il

problema della patria

pu dire deciso dall'ap-

3.

Kirch. Cane volto a sinistra che ha sospeso


la

passo

muove
Ruota

parizione del tripondio insieme col dupondio nelle campagne


di Sutri, colonia

gamba

destra: nell'esergo la nota del quadrante. R.

romana del 371. Prima

della scoperta io

a sei raggi, e la nota medesima. Pesa once due e due denari e mezzo.
dei

mi ero preparato a proporla per mia opinione indottovi da


trovamenti anteriori. Consideravo
io

Nel museo medesimo


ove
il

si

ha esempio
destra.

di

uno

che la

zecca donde

si dif,

quadranti,
e

cane

volto

Pesa once

fondevano
Cerveteri,

questi bronzi

doveva trovarsi nel mezzo


e

fra

due

un denaro.
Ruota
e

Monte Mario

Amelia, perch tre assi con un

4. Kirch. Testuggine. R.
e

nota del sestante. Pesa un'oncia

semisse

ci

erano stati recati da Cerveteri, due assi da Monte


5.

denari venti e mezzo.


Il

Mario, due dupondi, quattro assi e un semisse scoperti a


distanza di sette od otto miglia dal confluente della

Kiroh.

tipo lo stesso che al n.

4,

ma

la

nota del se-

Nera nel

misse

omessa. Pesa

grammi

36,6.

Tevere

dove essi erano riposti con 27 assi eSsemissi romani,

Niuno ha

finora vista l'oncia di questa serie. Grli spez-

due

assi col tipo della testa galeata ripetuta e

un

triente col
6.

zati superiori sogliono

trovarsi da noi
sin.,

sparsamente.
alla

busto di cavallo similmente ripetuto nelle monete assegnate


alla Sabina.

Kirch. Testa di un Dioscoro volta a


dell'oncia.

nuca

la nota

Ora viene in mezzo Sutri

citt posta fra


dall'altro, e

Amelia
7.

R.

La

stessa testa volta a destra.

da un

lato, Cerveteri, e

Monte Mario

parmi che

Kirch.
elava.

Mano
R.

aperta, a sin. la nota di sestante, a destra

una

reclami a buon dritto per s questa monetazione.


1.

Lo

stesso tipo,

ma

la nota a destra e la clava

Coli. Vaticana.

Testa muliebre

coperta di galea
;

cristata a

a sinistra.

testa di grifo con lacci pendenti volta a d.

alla

nuca

la
e

Questi due bronzi sono nelle

serie delle tav.

XXXIV

nota del tripondio. R. Ruota a sei raggi e la nota mede-

XXXV ma
7

con altro valore

ivi il n.

6 un sestante e

sima

del tripondio.

Dalle

campagne

di Sutri,

insieme
sette,

il n.

un quadrante.
sopra la nota del-

col dupondio della stessa serie.

Pesa libbre due, once

8. Coli,

di zolfi deirOdelli. Astragalo e di R.

denari due. Edito


dal

negli Studi e documenti,

Roma, 1880,

l'oncia.
e

La nota

dell'

oncia
l'

nel

mezzo del campo


L' ho citata di

comm.

C. L. Visconti pag.

72 sgg.

di sotto si legge chiara

epigrafe 5AF.
la

2. Kirch. Tipo simile al precedente, soltanto varia la nota del

sopra tav.
Sabini.
9.

XXXVII

in prova che

serie

appartenne

ai

valore che qui dupondio al dritto e al riverso. Pesa 22


once. L' Erizzo (Discorso p.

29)

dice

di

avere

avuto
1).
1'

un

Coli. Depoletti.

Testa coperta

di

galea frigia cristata volta

esemplare di questo dupondio (Vedi tav.


3. Kirch. Tipo simile

XXXIV,

a sin. e ivi la nota S. R. Testa giovanile volta a sin. coi


asse.

variando solo la nota che qui

capelli avvolti intorno alla fronte e la nota S.

Un

secondo

Pesa once nove

e imdici denari.

Di questi

assi ne furono

esemplare di questo bronzo fu presso

il

Capobianchi, ed

trovati quattro nel

tesoretto di Amelia, tre nel

tesoretto

era del peso di gr. 180, e vuol dire che supponeva


di gr. 360, cio di once tredici incirca.

un

asse

di Cerveteri, due nel ripostiglio di

Monte Mario.

Il

Mommsen

Ora

se

ne ha un

opin {H. de la

monn.

I p.

187) che questa serie dovesse

terzo esemplare del peso di gr. 170.

assegnarsi ad Alba Facente e fosse anteriore alla monetina


di argento di quella citt. Nella quale opinione indi a p. 192
tolta ogni esitazione stando

10. Dalle tav. del Carelli LVIII, 6.


vescio,

Astragalo ripetuto al roprivo del segno

come

nella

tav.

XXXV, ma
Il,

mo-

fermo registr Alba


la

fra le co-

netale della clava e

senza la nota dell'oncia.


n.

lonie latine che avevano


ci

emessa
il

moneta

libbrale.

Ma

se

11-13. Dall' Arigoni. (T. Ili tab.

23). Il tipo
riverso,

di questi

fosse

le terre

albensi e

Fucino avrebbero dovuto

tre bronzi l'astragalo ripetuto nel

ma

con questa

mandarcene a quest'ora almeno un saggio. Or prima che


il

particolarit, che nel dritto del triente v' di sopra

un vaso
14
di

lago fosse disseccato ho io percorso pii e pii volte co-

a due manichi
n.

e di sotto

una luna crescente

(id. ib. tab.

teste terre e

non mi

mai venuto

fatto di vedervi

verun

37): nel quadrante vi sono invece due

clave, l'una

22

AES GEAVE

T.

XLI-XLIII

sotto,

altra di sopra: nell' cucia

{<\.

ih. tab.

19

n. 74) y'

Tav. XLII.
1.

la nota di valore
scio, simile

e la clava ri^jetuta sul dritto e sul rove-

Kii-ch. Testa di leone


a sinistra.

che morde un pugnale


di cavallo

il

cui manico

per cib all'oncia della tav.

XXXV
19
di

n. 6,

ma

infe-

R.

Protoma
dieci,

sbrigliato volto a si-

riore della

met pel peso


Instit.

(id.

ib. tab.

n. 74). Il

March.

nistra.

Pesa once

denari quattro e mezzo. Il Passeri


tab.

Eroli narra (Bull.


in

1881 pag. 221)

aver veduto

n'ebbe un esemplare trovato a Perugia (Parain.

Vili

Amelia un simile bronzo.


2.

5;

cf Olivieri, Fond. di Pesaro tav. IV,

1).

Kirch. Testa forse muliebre con capelli corti e cinti da fascia a

PKAENESTE
Tav. XII.

doppio giro. R. Acino d'orzo, di sotto la nota del semisse.

Pesa once
e le
si

sei.

Dalle acque di Vicarello se ne ebbero due

Questa tavola
che non

cinque seguenti rappresentano parecchi bronzi


3.

esemplari.

sono potuti finora assegnare anche per conget:

Kirch. Astro a sedici raggi. R. Clipeo con


e la nota del quadrante-

umbone
e

nel mezzo,

tura ad alcuna zecca


alcuni
pezzi,

sono per da eccettuare due serie od

Pesa circa due once

mezzo.

Ve

a cui si

pu attribuire con verosimiglianza

n'

un esemplare nel Museo Britannico

(Catal- p. 81) del

la patria.

Una

terza serie v'

meno lacunosa

delle due pre-

peso di quattr'once in circa. Il Poole l'ha attribuito a Gubbio


:

dette e deve dirsi di Tarquinia, quantunque

non

si

possa

ma

gli

Eugubini non hanno

assi

maggiori del peso

di

spiegare la nota
1.

per iniziale di quella zecca.

sette once.
4. Kirch. Altro

Coli. Martinetti. Testa di leone


di

messa

di

prospetto in atto

quadrante posto qui cogli spezzati seguenti,


alla serie prenestina

ma
3.

mordere un pugnale

il

cui manico a destra. R.

Busto
ret-

non appartengono

che termina col n.


R.

di cavallo sopra base che porta nel

mezzo un incavo

Vaso a due manichi con


polo d'uva con
e
5.

la nota del quadrante.

Grap-

tangolo a
stra ed

modo

di contromarca. Il cavallo volto a sini-

un p

di tralcio.
Inst.

Pesa once due, denari 15


1835
p. 43).

ha davanti per segno monetale un caduceo. Pesa

mezzo (Capranesi,

Bull.

undici once e tre denari.

Fu

trovato nella necropoli di Pa-

Kircli. Svastica,
il globulo

ovvero croce

detta di Gaza R.

Nel centro
contromarea

lestrina con altro esemplare

mancante del predetto segno

nota

dell' oncia e accanto

una
lato.

ed incavo.

Il

suo peso era di gr. 225 cio di sette once e se-

simile

ad

un

triangolo

aperto

da
ce

un
ne

Pesa circa

dici denari.

Vi fu trovato insieme un semisse simile a quello


1.

un'oncia.

Le acque

di Vicarello

hanno mandato

che dar nella tav. XLIV,


plare con l'insegna della

Ora

si

avuto un nuovo esemfra

23 esemplari.
6.

mezza luna trovato

Val Mon-

Kirch.
la

Clava e nota

dell'oncia.
e

R.

Pentagono
denaro.
R.

e nel

mezzo

tone e Montefortino (V. la tav.


2.

LXIX,

1).

nota stessa. Pesa un'oncia

un

Kirch. Testa forse muliebre con capelli corti e intorno cinti a


piti

7.

Kirch. Esterno della

conchiglia pecten.

Pentagono colla

doppi da ima fascia a

modo

di diadema.

R.

Acino d'orzo,

nota dell'oncia nel centro. Pesa 21 denaro.

di sopra

un caduceo,
:

di sotto la nota

del

semisse. Pesa

once sei

un

altro

esemplare del Kircheriano pesa quattro


Tav. XLIII.
il

TIBUE,
triente ed

once e venti denari.

parer mio che

semisse e

il

quadrante
per
l'

di questa

L'asse,

il

il

sestante di questa tavola


pezzi
si

non

si

sa donde

tavola siano da unirsi insieme

coll'iisse,

indizio che
il

provengano, gli
tiburtine:

altri

sono trovati nelle campagne

me

ne d

il

segno monetale del caduceo. Anche


i

P. Marchi

pi che altri l'oncia e la semoncia in quattro


il

aveva pensato ohe

due spezzati dovessero stare insieme

esemplari ciascuno e

semisse in due

ci

sono stati
io

manpren-

per lo stesso motivo {La stipe pag. 10).


3. Coli.

dati da quelle terre. L'asse

ve l'ho aggiudicato
di

mia. Frotoma di bue volto a sin. e guardante di pro-

dendone argomento dal culto


tato,

Ercole che vi

rappresenle
sortes,

spetto col

muso

torto.

R. Clava di
tre,

nuova foggia ad un

sol

e
si

perch

il

grifo

pu bene simboleggiare

nodo nel mezzo. Pesa once

denaro imo e mezzo.


s.

Fu

che

conservavano nel tempio sontuoso


e

dedicato

a quel

trovata nel territorio di Gallicano presso


4.

Pastore.
e sopra

nume,

pu ben anche alludere

all'oracolo apollineo, dan-

Kirch. Astro a sedici raggi. R.


di esso
il

Un

clipeo con

umbone

dosi ivi le risposte, per le quali la sibilla


in tanta
1.

Albuna era
dea.

salita

caduceo o segno monetale, con


e

la nota del

qua-

fama

di sapienza e venerata

come

drante.
5.

Pesa tre once

mezzo denaro.
liscio.

Coli. Santangelo.

Testa di Ercole giovane coperta deUa spoa destra.


R.

Kirch. Caduceo. R.

Campo

Pesa quindici grammi. Di

glia leonina volta

Protoma
e

di

grifo

volta

questo bronzo ne abbiamo avuto quattordici esemplari dalle

egualmente a destra. Pesa once dieci


2.

gr. tre.

acque di Vicarello.
6.

Kirch. Cignale volto a destra, sopra retrograda


del semisse.
R.

del quale v' la nota


e

Mus.

Brit. Grappolo d'uva con picciuolo. R. Ferro di lancia.


gr.

Vaso a larga bocca

a due

Pesa
7.

11,4 (Poole, Catal. pag. 60).

manichi. Pesa quattro once e diciassette denari. Tivoli ce

Coli. mia.

L'ho

io trovato nei

miei scavi di Palestrina. Grap-

ne ha mandati due esemplari.


tav.
il

Il

Capranesi (Ann.

Instit.

1840

polo d'uva con picciuolo e foglie. R. nato


e pulito

Campo

liscio,

anzi spia-

p.

210)

che possedette questo esemplare dice che

con la lima

con forellino

al di sopra,

per
3.

bar. D'Ailly ne acquist

uno

in

Napoli che poi smarr.


R. Seppia con

sospenderlo al collo. Sul campo liscio vi furono fatte delle


linee doppie che

Kirch. Aquila stante e respiciente a destra.

sembrano rendere

lettere.

Pesa

gr.

6,30.

quattro tentacoli e nota del triente. Di questo bronzo fu-

T.

XLIV-XLVr

AES GKAVE

23

rono trovati due esemplari iu melia (Marcili, lav.


Bull. Instit.

XI

n. 3,

quattro petali. Pesa un' oncia e due denari e mezzo.

Ve

n'

ISSI pag. 221).


frigio

un esemplare nel Museo Britannico


e

del peso di ventiquattro

4. Eircli.

Elmo

con guanciali
R.

cresta volto a destra e

grammi

{Catal. pag. 39).


n.

la nota di quadrante.
e la nota

Vaso a due manichi con copercMo


qiiindici denari. Io

11. Dall'Ai-igoni (T. HI, tab. 18

62,

64).

Luna crescente
a un settimo
dato

medesima. Pesa due once e


Tivoli.

ne

con astro a

sei raggi. R. Sei globetti intorno

ho veduto im esemplare a
5.

che nel centro. Nella tavola

LXVI, 17 ne ho
solo
differente

im
qui

Kirch. Testuggine e nota del sestante. R. Protoma di serpe

bronzo

con

simile
i

tipo,

in ci

che

barbato e con in capo la cresta,

vi

si

ripete

la

nota

mancano

sul diitto

tre globetti o siano astri attorno al sole.

medesima. Pesa un' oncia


G.

diciassette denari.

Kirch. Vaso da latte

nota dell'oncia. R.

Pedum

o sia ba-

stone pastorale e la nota dell'oncia. Pesa ventidue denari e

Tav.
1.

XLV.
a testa di asino e vi ripetuta la nota medesima.

mezzo. L'oncia e la semoncia provengono dalle campagne


di Tivoli.
7.

Kirch. Vaso a due manichi e nota del triente. R. Corno potorio

Kirch.

Scarabeo.

R.

Fiore.
e

Pesa denari

sedici

mezzo.

2. Coli.

KoUer
lo

(Pinder,

Numism.

ani. ined., 1834, che erroneacoi capelli sparsi giu-

Di questa semoncia

dell'oncia ho veduto

quattro esemdi Tivoli.

mente

chiama quadi-ante). Testa

plari che tutti provenivano dalle

campagne

dicata dall'editore una

Medusa

di sotto la nota del triente.

R. Fiore a sei petali e la nota


3.

medesima.
:

Kirch. Pelle di cane posta di prospetto


del quadrante.
R. Testa di cane

di sopra v' la nota

Tav. XLIV. In questa tavola sono uniti alcuni pezzi fuori di serie
venienza generalmente ignota
il

messa parimente di promedesima. Pesa quattro

e di pro-

spetto, e di sotto ad essa la not^

se ne eccettui

il

semisse e

once e ventitre denari

per deve assegnarsi ad un popolo,

sestante n. 4.
a

la cui libbra si elevava al

peso di quindici once.


R.

1.

Kirch. Protoma di bue volta

destra R. Prora di nave e

4. Kii-oh.

Eana

nota del quadi-ante.

La

triscele o sia le tre

la nota del semisse. ^Pesa cinque once,

un denaro

mezzo.

gambe che partono da im

anello centrale e la nota

mede-

Un
i

secondo esemplare ne fu trovato in Palestrina insieme

sima. Pesa once due e nove denari.


5.

coll'asse che rappresenta la testa del leone col denti, e al rovescio la

pugnale fra

Kirch, Clipeo

con umbone sovrapposto ad una piastra roil

protoma

di cavallo colla insegna del

tonda che occupa


R.

centro

disotto la nota del quadrante.


tre globetti

caduceo.
2.

Grano d'orzo

e da lato

denotanti

il

va-

Kirch. Testa di cignale volta a


R. Barbito

destra

e nota del triente.


6.

lore.

Pesa due once

e denari dieci e mezzo.

a cinque corde e la nota predetta. Pesa once

Parigi, Gab. delle medaglie.

Euota

a sei raggi e la nota del

quattro e venti denari; in altro esemplare once 3 e denari


quindici.
3.
7.

quadrante. R. Caduceo e la nota medesima.


Coli.

Keller (Pinder, op.


R.

cit.

pag. 38). Testa muliebre volta

Kirch. Protoma di montone volta a sinistra e nota del quadrante.


R. Testa, parmi, di anguilla volta a sin. e nota del
8.

a sin.

Testa d'aquila volta a destra e di sotto la nota

del quadrante.

quadrante. Pesa once due e den. 18.


4.

Kirch. dalle acque di Vicarello.


nel

Un

secondo esemplare
58).

si

ha

Kirch. Ferro di tridente e nota del sestante. R. ncora e la


nota medesima. Pesa un' oncia e 22 denari.

Museo Britannico

{Catal. pag.
e

Testa di verro a

sin. R.

Vaso a due manichi

nota del sestante. Pesa un'oncia

5.

Museo

di Vienna.

Ferro di tridente. R. Fascio di verghe

e 9.

quattordici denari.
di Vienna.

nota del sestante.


6.

Museo
R.

La

lettera C, e nel

mezzo

la nota dell'oncia.

Kirch. Acino d'orzo nel mezzo

di sopra lA di sotto

e la

Ferro di lancia.
R.

nota dell'oncia. R. Fiore ad otto petali.


7. Kirch.

Pesa 17 denari.

10. Kirch. Ferro di tridente.


stante.

Ferro di lancia e nota del sedi Vicarello se

Testa di porco
s'intende che
il

di sopra

v'

la nota del sestante:

Pesa

gr. 52.

Dalle acque

ne sono

Ben

modellatore ha trasportato nel dritto


dal
rovescio.

avuti undici esemplari.


11. Kirch. Astragalo. R. Bossolo da giuoco,
il

la V\ al riverso

perch non rimaneva posto


R.

fritillum dei latini.

di sotto la lettera AA

Lo

stesso

tipo,

la

nota

manca,

di sotto alla testa v' VA retrograda.


8.

Pesa due once.


Tav. XLVI.

TAEQUINn
Prima
dei recenti scavi fatti nella necropoli di Tarquinia,
il

Museo

di Vienna.

una
se

crisalide

ovvero un bruco. R. Lo

stesso tipo.
9.

Eoto-

Kirch.

incerto

hanno voluto porre

qui

una lumaca

ehette {Journal de Savants


tale di

1841

p.

257) not l'assenza

ignuda, ovvero un rCcrxog, porcellino terrestre. R.'Nel campo


v' la

moneta etrusca negli scavi

di Veli, Cere, Tarquinii,

nota del triente. Pesa nove


nel

grammi

mezzo.

Ve
il

n'

Vuloi e Bomarzo, e a p. 259 asser, che negli scavi di Comete


e di Toscanella

un esemplare

Museo Britannico
la

nel cui dritto

Poole

non

erasi trovata
si

neppure una sola moneta

di

ha creduto che fosse rappresentata


pag. 61).

luna crescente {Catal.

questa nazione. Quindi

tenne che l'Etruria transtiberina

non avesse avuto mai propria moneta. Or poich questa


R.

10. Kirch. G-rappolo di uva con picciuolo e foglie.

Fiore a

parte della Etruria vene in potere dei

Eomani

l'anno 474,

24

AES GEAVE

XLVI

indi si dedusse, che a questo anno fosse posteriore la

mo-

8.

Kircheriano.

Luna

crescente ed astro ad otto raggi


fi.

di sotto

netazione

fusa degli Etruschi.


valore

Queste deduzioni oggi non

la nota del triente. e

Ruota ad otto raggi. Pesa quattr'once

hanno

piti

da poi che dalle tombe tarquiniesi abdi aes

due denari.

V nel Kirch.
:

un secondo esemplare che pesa

biamo avuto un buon numero


suo proprio, perocch solo
Alla tre citt Cere,
late a Servio
ivi e

grave e signalum,
altrove
si

quattro once e nove denari. Se n' trovato


in Tarquinia

un esemplare
questa serie.

non mai
e

trovato.

oud'

ohe

io

l'ho

posto

in

Tarquinia,
(u.
e.

Vai delle dodici ribeldopo la vittoria

Due

se ne

ebbero

dalle

acque

di Vicarello.

notevole

Tullio
le

176-219),

che se ne sia trovato uno in piombo, che, per essere posseduto dal Biancani in Lodi,
fu attribuito
dal

per essere

state
di

prime motrici della rivolta fu tolta


Tarquinia sostenne altre guerre

Zanetti a

una parte
con
e
si

territorio.
al

questa citt (Zecche d'/toiia, V, 451). Oltre^a questo triente


di

Roma fino

404, allorch ottenne una tregua di 40 anni,


la fede giurata.

piombo

ci

viene da Tarquinia

un

sestante dello stesso

sa che mantenne

Le

fu quindi accor-

metallo, che do qui al n. 7.


4. Kircheriano.

data la pace l'anno 445, e rimase anche di poi fedele, di che

Delfino

volto

d.

la

nota del quadrante.


e

anche indizio
il

il

sapersi che nel

451

l'esercito

romano

R. Ancora.

Pesa due once, nove denari

mezzo.

Ne

fu

ebbe libero

passo per le terre tarquiniesi. Cotesta citt

trovato

un esemplare, come ho avvertito

di sopra insieme

ebbe

la sua propria zecca, ove certamente in questo secolo


all'

col semisse nella necropoli di Tarquinia.


5. Il

quinto fuse oltre all'aes rude, e

aes

signatum,
si

anche

giogo

e la

nota del sestante. R. L'aratro volto a

d.

Mi

fu

Vaes grave.

BelVaes signatum primitivo


che
il

ebbe gi un

recato da Tarquinia insieme con l'asse e l'oncia di questa


serie.

bel saggio nei tre quadrilateri


portati nel

Borghesi credette

Pesa

gr.

50.

Di questo bronzo

si

conservano nel

Museo Vaticano. Questi avevano per impronta


un
lato e

Kircheriano
zichelli che

tre

esemplari senza nota di valore. Il Bazli

un

tridente da

un fulmine

dall'altro.

Di quello
si

ce

rec

disse

di averli trovati nelle terre


il

che appartiene agli ultimi periodi del secolo quinto


trattato nelle dichiarazioni alle tav.

di Tarquinia.

Due

di essi sono di bronzo,


n.

terzo che

XXVI, XXVII. Ma
ai

della

di
e

piombo,
19 denari.

lo

do qui al

7.

Uno

d'essi

pesa un' oncia

nuova

serie di aes

grave venuta alla luce

tempi nostri
il

dlia necropoli di Tarquinia dir di essere stato

solo a

6.

Museo Britannico
Ascoli
e

(Catal.

pag.
i

40,

dove

assegnato

ad

tener conto stando qui in


di quelle

Eoma,

e a notare la

provenienza

stimato

portare

segni di lui'oncia e mezzo).

monete che

si

trovano oggi disperse pei musei senza

Venne

in

mia mano con

l'asse predetto e col sestante dalla


e

indicazione di luogo. Il primo asse


nella

che ho fatto delineare


dal ritro-

necropoli di Tarquinia;

ne trassi
e

il

disegno.

Nel

dritto

mia tavola fu poi successivamente seguito


di altri sei esemplari, fra
i

rappresenta la luna crescente

nel centro la nota dell'oncia.

vamento

quali fu quello che ora


(Fabretti,

Al riverso non
Questo
di poi.
7.

v' altro

che

un A. Pesa
o

ventitr
il

grammi.

deposto nel
Il

Museo

della Universit di Torino


r.

se sia

un sinbolo

una

lettera

discuteremo

Museo di antichit della


de Witte, H. de la

Univ. di Tor., 1872 41;


ed. del Blaoas, T.

cf. J.

mannaie

IV

Kircheriano. Sestante di piombo coi tipi gi notati del giogo


e

pag. 14). Allora era ancor

noto che io aveva

gi

potuto

dell'aratro.

Ma

qui manca ogni nota di valore.

Pu ben

stabilire presso che del tutto la serie, a cui

non mancava

essere

che

si

abbiano qui come in Venosa due serie l'una


l'altra

che
e lo

il

semisse.

Venne
al

di poi ancor questo

da quegli scavi,
deposto
suoi

colla nota

di valore

senza:

perocch noi abbiamo


sestante senza
i

dobbiamo
Il
si

cav.

Gamurrini
aveva

che lo ha
i

nel

anche

il

semisse che ne privo. Il solo

Kircheriano.
(1. cit.)

Fabretti

avvertito

lettori

globetti

non ne

indizio

sufficiente,

avendosi per espe-

che

attendessero

da

me
il

l'

intera serie che ora


il

rienza che cotesti spezzati


le predette note, a

sono

stati

emessi anche senza


(tav.

pubblico, nella quale del resto v'

quadrante e
sulle

triente,

modo

di

esempio in Lucer

LXIV,

7).

che vi stanno per mia congettura


fatte ancor

fondata

scoperte

proposito delle monete di piombo bene avvertire che

prima neUe campagne

e nella necropoli.

Non
con
che

la loro somiglianza con le

monete

di
si

bronzo non basta a


sa che tali

devo qui omettere


tipo
di

che ora abbiamo un novello asse

provarne l'uso monetario: perocch

monete

un

astro a quattro raggi ripetuto sul riverso,


di

poterono esser fuse per saggiare col confronto di peso la


quantit di piombo o di stagno introdotta nelle simili

sar dato
1.

neUa tavola

supplemento

LXX,

n.

1.

mogr.,

Coli. Capobianchi.

Protome

di cignale volta a sinistra. R.


si

Ferro
hanno.

nete fuse di bronzo.


il

Il litro di

piombo pesa 11
chil.

chil.

352

di lancia.

il

primo dei sette esemplari che ora

litro

di stagno invece

ne pesa 7

285 grammi. Po-

Pesa grammi 307.


pesa 352 (Fabretti,
del

Ma
Il

quello

del

Museo

di

Torino

ne

trebbero anche essere prove di conii.


8. Kircheriano.

Museo d'ani, pag. 41). L'esemplare


di gr.

Bronzo privo della nota


e

di valore.

Ha

nel dritto
attri-

Museo
p.

di

Londra

323,28

(Calai, of the

Greek

un caduceo

nel rovescio un A. Sembra doversi


si

Cons

149) stato attribuito a Venosa, non essendosene

buire alla zecca di Tarquinia che


lettera A,

serve di questo segno,


s

saputa la provenienza.
2. Kircheriano. Testa di

non

solo

nell'oncia,
(tav.

ma

ancora come

ve-

montone volta

a destra.

R.

Verga pa-

demmo
segno,

nei quadrilateri

XXVII,

4-6),
si

non potendosi

storale retta. Possedevasi dal can. Marzi, che l'aveva trovata


in

pensare ad Ascoli di Puglia che pur

serve di un simile
:

un sepolcro insieme
lo acquist e

col

quadrante di questa

serie. Il

Ga-

ma

per iniziale del proprio


le

nome

si

poi

mai

murrini

pose nel nostro Museo. Pesa gr. 137.

saputo che

monete ascolane siano

state vedute in co-

T.

XLVII

XLVm

AES GRAVE

25

testa Etruria trasliberina,

ovvero che queste nostre siano


si

suo sono discernibili e varmo da destra a sinistra, secondo


il

apparse in Puglia. Dalle acque di Vicarello


ventisette

sono estratte
nostra.

disegno che ne ha dato die' egli nella tav. Ili n.

70,

monete con l'A

e il caduceo,
ci

come questa

si

leggono

alata ...

Ma

sembra che
totalmente
I

il

suo
lui,

disegna-

Inoltre

le

acque medesime

hanno mandati quattordici

tore

non

si

trovi

d'accordo

con

avendo
le-

esemplari di cotesta oncia o semoucia (sogliono pesare circa


i

espresso quasi in incavo le lettere

fl

A + .A. La mia
bronzo

due

terzi di oncia elfettiva)

liscia.

dove una faccia rappresenta


Il

zione deriva da imo studio iterato sul bronzo originale, clie

il

caduceo, l'altra

loro

peso

suol

essere

di

mi fu trasmesso
questo,

dal

march. Strozzi.

Un
il

simile a

16 grammi in circa (Poole, Calai. 61, 50, 51).


9.

ma

che porta da un sol lato

tipo dell' astragalo

Ora che

si

assicurata la serie

dell'aes

signatum

coli'

insieme colla nota dell'oncia, poi singolare sul rovescio

dell'acs yravc con lo stesso segno

rimane a spiegare questo

per la leggenda S

F che lo dimostra fuso dai Sabini

(tav.

preso per tipo dai Tarquiniesi.

La quale

se

noi vogliamo

XL, 8

a, b), la cui serie anepigrafa si

ha nella

tav.

XXXVII.

che sia lettera, non sarebbe certamente etrusca,


latina e neanche potrebbe aversi per iniziale del

ma

greca, o

nome Tar2.

VOLATEEKAE
Volterra,
Coli.

quinii. Livio conta Tarquinia alla


i

met del

secolo sesto fra

Inghirami.

Bifronte imberbe
R.

coperto di un

popoli etruschi, che concorsero all'armamento della fiotta


a se di provvederla della tela di lino per

pileo a larga gronda e acuminato.


e

Delfino volto a sin.


II

romana prendendo
le vele (L.

intorno

l'

epigrafe

NOfl>J3
otto e

con la nota
denari.

del

du-

XXVIII, 4-3): Tarquiniensei Unica

in

vela.

pondio.

Pesa

once

quattro

L' Inghirami
1
;

Non
fra
si

importa alla questione nostra che non sia stata fondata


:

l'ha pubblicato nei

Monum.

Etr. serie III tav.

il

mio

dagli Etruschi
il

questi occuparono le terre che si stendono

disegno preso
dal possessore.
3.

da un gesso che

me

ne sono procurato

Tevere

e il

mare nell'epoca medesima,

in che

Focesi

stabilirono in Alalia.

Prima

era essa

una colonia

di greci

Kircheriano. Bifronte imberbe coperto di pileo acuminato e


a larga gronda.
R.

Tessali (.Justin.

XX,

1):

Midtae urbcs adirne post lantani

Delfino

con

1'

epigrafe NOf>l3 e la
dieci denari
e

veluslalein vestigia graeci moris nslentanl: in Tuscis Tar-

nota
4.

dell' asse.

Pesa quattro once,


tipi

mezzo.

quinii a Thessalis. Secondo Dionigi vi avevano approdato

Kircheriano. Semisse coi


dritto che al riverso

medesimi

dell' asse, tanto al


si

anche

Pelasgi

di Cillene
ai

(De

sitit,

orbis v. 347), che vi


vi pot trovare re-

dove solo la nota dell'asse

cambia
denari

abitarono misti

Tirreni.

Demarato

in

lunetta

D,

nota del semisse.

Pesa due once

capito l'anno 104 di

Eoma:

egli certo

che dopo l'occusi

quattordici.

Ora

il

sig.

Capobianchi

mi ha
pari

recato

un

pazione etrusca essa non cambi mai nome, e sempre


detta

suo
gr.

esemplare
12,60.

che

pesa gr. 68,60,

due

once e

Tarquinii, fHDIAT. Sajpiamo, che Caere


;

si

chiam

prima AgijUa
cmio che

ma non

venga, di grazia, in mente ad al-

L'Arigoni (T. Ili tab. 26)

e il

Dempstero

(tab.

LVI,

I)

la serie Tarquiniese sia invece uscita dalla offi-

ne diedero inciso un esemplare, che sembra riprodotto dal


Carelli
(tab.

cina di Agijlla, per trovar


delle sue monete.
in Caere
e

modo

di interpretare la lettera
si

IV,

8),

omessa per

la nota dell'asse.
le

Di pi queste monete non

trovano

Il territorio di

questa citt esteudevasi fino al mare,


il

aggiungo che neppure in Alsittm, ne in Axia


le

cui spiagge poi tennero

nome

di

vada volalerrana,

(Castel d'Asso),

quali

due

citt

potrebbero cercarsi a

questo loro dominio sul mare vollero

di certo significare
il

motivo della

iniziale.

Axia

inoltre fu
se

sempre etrusca ed
non sul
finire della

prendendo per tipo


che
i

di

questa serie

delfino.

Era fama

Alsium non ebbe una colonia romana


prima guerra punica, quando

Volaterraui avessero tolta Populonia ai Corsi, e v'era

erasi introdotto in

Eoma

l'asse

tradizione

che l'avessero colonizzata, come impariamo da

sestantario e in Italia abolita la

moneta

fusa.

Esclusa quindi

Servio (ad Virgil. Aen. J, 172); Alii fopuloniam Volater-

ogni probabilit di antico nome, e del carattere greco o latino in

ranorum coloniam
puisse diclini.

tradunt,

alii

Volaterranos Corsis eri-

una

citt la cui necropoli tutta etrusca,

rimane

che

ci

rivolgiamo a giudicare altrimenti di cotesta A, che

Volterra inscrive
i

il

suo

nome

intero sulle monete,

come

deve essere piuttosto un


livella a cui
il

simbolo o segno simile ad una

Tudertini e gli Eugubini

dell'

Umbria, dall'uso delle quali

piombo manchi.

citt si dipartono ripetendo gli stessi tipi per tutta la serie

come fanno generalmente

gli Etruschi.

TELAMON
Tav. XLVII.
1.

CoU. Strozzi. Trovato negli scavi presso Telamone.

un' oncia

Tav.

XLVIIL
Bifronte

fusa colla sola nota del valore che un globetto nel centro

1-7. Kircheriano.

coperto di
R.

pileo

a larga

gronda e

del dritto ripetuto nel riverso.

Non

vi sono

tipi,

ma

acuminato nel mezzo.

Clava

e intorno KOfl-ja.

La nota
gr.

dall'

un

lato vi si

leggono secondo
si

me

queste lettere

WA-J

di valore nei semisse la lunetta. Il

dupondio pesa

297

che agevolmente

compiono

col

nome

della citt di Tela-

pari ad once 10 e gr. 17. L'asse pesa gr. 125 pari ad once

mone Tlamu.l Gamurriui l'ha veduto presso il march. Strozzi


e l'ha dato alla luce nel

quattro e dodici grammi. Il semis pesa

grammi 99

pari ad

Supplemento

al

Corpus inscr.

ilalic.

once 3, gr. 11.

Il triente

pesa gr. 63, cio due once e tre

del Fabretti a p. 12 n. 70.

Le

lettere che anche a parer

grammi.

26

AES GRAVE

T.

XLIX L

T.iv.

XLIX.
serie

se la

sia lettera,

come pare
altri

me, ovvero

cifra

del valore
scritto il

1-7. Questa

non ha verun tipo

al rovescio,

ma

soltanto

di cinque,

come

opina. Gli Etruschi

hanno

l'epigrafe e la nota di valore. I pesi sono quei della serie

numero cinque,

A, che la

met

inferiore del X, e
in

non

si

precedente,

cio di cinque a sei once la libbra.

Non

v'

hanno esempi che l'abbiano mai volto


dei Latini.

su alla maniera

stata riduzione,

ma

pezzi maggiori non arrivano al giusto

Gli

V Etruschi

nel

significato

numerico

di

peso,

minori talvolta lo sorpassano, sempre


cinque a
sei

per accen-

cinque sono per giustamente attribuiti a sbaglio dell'artefice


(ef.

nano

alla libbra di

once.

Fabretti,

Pr.

Suppl.
gli

pag. 249).

Non A

v'

poi

Quando l'Eckhel scriveva

la Doclrina

numorum

vele-

motivo di supporre che qui

Etruschi abbiano figurato

rum

eransi gi tolte queste due serie a Velletri per darle


patria.
il

r ncora
rica.

capovolta,

per provare

che la cifra

nume-

a Volterra, loro vera

Nelle monete genuine

il

bi-

Le

tre lettere del dritto sono

disposte da destra a
l'I

fronte sempre imberbe,


tav.

sestante dell' Arigoni (T. Ili

sinistra,

dovendosi leggere
delle linee della

interiormente
'l

'l

^,

per

l'

in-

31

n.

17),

l'asse (ib. tav. 37, IV, 2),


veri,
li

dove
li

il

bifronte

clinazione

e della

V\,

e perch,

siccome
1,

barbato,

non possono tenersi per


il

come

ha tenuti
nelle sue

abbiamo notato
qua! lettera e la
fra
i

di sopra, l'epigrafe comincia


i/1

da

fra la

dopo

il

Lanzi anche
I,

Carelli, che
ai quali

ha

incisi

estrema

v'

un duplice campo
solo,

libero
alle

tavole (tab. II,

VI, 19),

ha
il

fatto l'aggiunta d'un

raggi della ruota, e non

un

come

fra

mezzo

sestante (ib. n. 20). Falso altres


(tab.
II)

dupondio del Zelada

tre lettere.

che pur

si

vede riprodotto nelle tavole Carelliane

Con

tali osservazioni

essendo ben dimostrato l'ordine e l'anda-

(tab. II, 2). II

Lanzi imaginb alcune spiegazioni del bifronte,

mento

delle tre lettere

non resta che da stupire ricordando

ora barbato, or in sembianze muliebri, che furono giusta-

l'erronee e disordinate lezioni che di queste lettere si riferiscono. Il Guarnacci {Oi-ig. Hai. p. 173) e
il

mente
Il

riiutate

daU'Bckhel {D.n.

v.

1,94).

Passeri

(p.

175)

culto di Ercole, la cui insegna la elava, era diffu-

raddoppiando gratuitamente
giunsero a leggere T P
{Etr. p.

la lettera T, e aggiuntavi

un A,

sissimo per tutta cotesta


il

maremma, come anche dimostrano


il

N A,

per aver l'upluna.

11

Dempstero

portus Uerculis labronis vicino a Volterra e


Cosa.

portus Her-

num.

I,

tav.

LXl)

lesse NA^I. Il Gori (HIus. Etr. II


le tre lettere e lesse

culis presso

423) compose arbitrariamente


il

^VN,
leg-

invertendole e cambiando

T in V, e annunzi che questo


si

bronzo apparteneva senza dubbio a Nuceria, e vi

BTKURIA MEDITERRAISTEA
T.U-. L.

geva Nufceria, come sulla moneta della Nuceria Alfaterna,


che
scrive

l11VHiq>nVl/l. L'Avellino
del
:

nelle

annotazioni
II
p.

Le

varie serie di aes grave nelle quali generalmente

domina

il

alle

tavole

Carelli (Fior., .Ann.

numism.
iit.

75)

tipo della ruota, e sono anepigrafi, ovvero distinte da

una

aveva scritto
il

Tab.

Inter radios

N, e notato che
i.

due

lettere, o

contromarche, sogliono aversi dalle terre

Mazzocchi, presso de Attellis {Civiliszazione


vanta [Tirreniche, diatr. VI) di essere stato

II p. 19),
solo che

di Arezzo, di Cortona, di Chiusi e della Valle della Chiana.


11 loro rovescio

si

il

ripete

il

tipo

medesimo

del dritto, ovvero


la serie.

l'abbia attribuita a

Luna: essendo una

rota a sette raggi


tra essi apposte.
I) lesse esternal/l <J

reca

un proprio simbolo che giova a distinguere


il

con tre lettere etrusche

L V N divisamente

Io ne d

saggio nelle tre tavole

seguenti delineandone
il

Finalmente

il

Cavedoni (/n Fr. CarelUi tab.

solo le maggiori unit; quanto agli spezzati che ripetono tipo dell'asse
serie.

mente
l/l

e
e

non pertanto da destra a sinistra


al

invece di

mi

parato sufficiente di ricordarli a ciascuna

'l

riverso consider

1'

ncora come capovolta per

trovarvi la A, quinipondii nota, gi per tale giudicata dal

ALLEANZA DI CAMARS CON


1.

Passeri e dal Grotefend (Blatter fur Miinzkunde


l/I

t.

I n. 9).

Dopo

tutti

ha parlato

infine il

Mommsen

per dire [H. de

a,b. Kircheriano.

Fu

in

Arezzo nel Museo Bacci, ora se ne ha


ai

la moivn. I p. 381), che difficile determinare dove si

debba

un secondo esemplare trovato nel 1840 su Falterona


fini della

con-

cominciare a leggere, perch ciascuna lettera fra


ruota.

raggi della
al

Toscana verso la Romagna.

Il

suo tipo da un lato

Ma

egli cos scrivendo,

mostra

di

non aver badato

la ruota a sette raggi con tre lettere


scritte

1/H separatamente
;

doppio spazio lasciato vuoto a destra; mentre


lettere raggi.

ciascuna delle tre


tra

ad ogni due raggi della ruota

n v'ha dubbio che

non ha

in

mezzo

piti di

un

sol

campo vuoto

due

debbasi cominciare da perch fra questa lettera e la

Non vi ha poi

dubbio che coteste lettere debbono essere

sono tre raggi coi due loro campi

lisci.

Dall'altro lato

iniziali,

solo s'ignora a quali citt, evidentemente in lega


si

un' ncora sul cui ceppo fra le due patte iscritto

un

V.

fra

loro,

debbano attribuire.

Netuns

Nepete sono le
V\.

Pesa

gr.

736.

Il

secondo

esemplare non pesa u pi n

sole citt etrusche a

me

note che abbiano per iniziale un


Felathri
(

meno
e

di questo. Se l'asse di coteste serie va dalle cinque


alle sei

La

comune a Facsulae, a Fercnas, a

Volaterrae),

mezzo

once, n ci sono riduzioni,

il

bronzo che
fatto
i

a Fati (o sia
altre

Vetulonia), a Felsna (cio

Volsinium), e ad
in F.

abbiamo davanti deve tenersi per un quincusse. Di

168

ancora se

cambiasi

il

V consonante

Abbiamo

grammi che danno


gr.

le
si

sei

once presi cinque volte

sommano

ancora esemp della iniziale A in Peithesa, in Perusia, in

750, che poco

discosta dal peso effettivo del bronzo.

Pupiuna

(o

sia

Populonia).

Con

tutto ci non si

pu decidere

nulla,

prima che consti

,,

T.

LI-LUI

AES GRAVE

27

fsP, D.

W\,

che
/V\

la libbra.
il

Di questa

serie

abbiamo

il

semisse,

il

triente,

Tat. li.
1.

il

quadrante,

sestante e l'oncia. In questa serie si sono


;

Nel Kircheriano. im tlupouJio cou


dritto e l'ancora nel riverso
:

la

ruota a
il

sei

raggi nel

trovate alcune contromarche


desi in tutti trovato.
e nel gli spezzati;

mi sono note
il

la

V che
si

rive-

dove anche

seguo di va
1'

per

triente

non

ancor

lore

Il

e la
il

leggenda

f-J^.

Di questa

serie vi
lio

asse,

il

Nel quadrante,
di

sestante ed oncia marcato

un

h.

semisse,

quadrante e l'oncia ohe non

delineato nelle
trienti,

Museo

Firenze bassi un sestante con


con

la lettera

>

mie tavole, bastando averli indicati. La ruota che nei


semissi ed assi ha sei raggi, ne

V' anche

la 3

una

foglia di

edera * parimente in

ha poi quattro nel qua3.

contromarca.

drante, nel sestante e nell'oncia. Il semisse in cotesta serie


e nelle

Nel Kircheriano. Euota, a

cui fanno da raggi due semicerchi

seguenti

(2, 3)

non

notato

che con sei globetti e

opposti e congiunti da una traversa ; in alto la nota del du-

l'asse si

esprime con una linea retta verticale.

pondio.
serie

Lo

stesso
il

tipo ripetuto nel rovescio.


il

Di questa
il

2. Nel Kircheriano. Il tipo medesimo della ruota nel dritto,

abbiamo

semisse,

triente,

il

quadrante,

sestante
),

ma

nel rovescio vi

si

vede un vaso a due manichi di quella

e l'oncia.

La nota

del semisse

una mezza luna

come

classe che dicesi vaso a

campana

la linea che dinota l'asse di

in Volterra, Todi e Grubbio, e nella serie attribuita gi a

sulla pancia del vaso, e sopra


iniziale del

esso vi si vede
scorie,

un D

Bolsena, che ha per tipo una testa giovanile di prospetto


coperta di un pileo

nome

della citt.

Di questa

che ad evi-

acuminato a guisa

di

meta
V-

circense.

denza

si

lega colla

precedente e solo se ne distingue pel

nome

della zecca,

abbiamo
di

la libbra che si conserva

nei
il

ALLEANZA DI AEETIUM CON


Tav. LUI.
1.

Musei Kircheriano,
semisse notato da

Arezzo,

di Bologna, di Pesaro;

sei globetti
il

pure nel Kircheriano;


il
il

vi

Kircheriano. Simile al dupondio della tavola precedente ha

hanno in

altri

Musei

quadrante,

sestante e

1'

oncia.

per di proprio la lettera

nel dritto e la

nel rovescio.

Dalla serie medesima, variando solo


che sul dritto,
ivi
si

luogo della iniziale D

A
nel
il

questa serie manca

tuttavia l'asse,

ma
;

v' il
il

semisse
triente
Il

ha

la libbra nel
il

Museo
il

di Firenze e

Kircheriano
il

notato

della

cifra

v'

medesimo

il

semisse,

quadrante,

sestante e l'oncia

quadrante,

sestante e l'oncia nel


si

Museo medesimo.

che trovasi anche in quello di Parigi.

sestante e l'oncia

trovano ancora nel Museo di Cortona:

In altre serie la iniziale

invece
:

un

W.

Se ne ha un
il

la lettera

fl

sembra accennare ad un Aretium rimanendo


il

esempio a Parigi, rm altro a Firenze


pobianchi me ne ha mostrato un terzo
il

ma

di recente

Ca-

poi a sapersi
vocale. Tale

nome

dell'altra citt la cui iniziale sia

un V

bellissimo.

Vi

anche

si

nell'Umbria

VUrvinum
perci

Metaurens, che
l'odierno

quadrante

e il sestante.

oggi

si

appella Urbania, VHortense

Drvinum che

In una terza serie


nota della libbra non
destro.
il

la iniziale
sulla
i

un AA ma

in

essa

la

Urbino pi distante,

ma non

meno

probabile.

pancia del vaso, sibbene al lato


il

ALLEANZA DI CITT ETEUSCA CON TUDEE UMBEO


2.

Se ne hanno tutti
il

pezzi, l'asse,

semisse,

il

triente,

quadrante,
di

sestante e l'oncia.
e

Da un
lune

calco.

Euota

etnisca
R.

fra

raggi

in rilievo la
tre

3.

Nei Musei

Firenze

di Arezzo.

Nel

dritto la ruota a sei

leggenda

3Q3+V+.
:

Globo
all'

nel
,

centro

fra

mezze

raggi, nel rovescio

un' anfora, e accanto a

destra la nota

opposte

intorno

orlo

vanno

dodici

globetti

del valore che la libbra.

nota dell'asse.
il

Fu

gi nella

Collezione

Coltellini di CorS.

Di
plare

cotesta serie si hanno inoltre


si

semisse,

un cui esem-

tona (Congetture sopra Viscrisione della torre di


pag.

Marco
che
p.
lo

trovato

di recente a Chiusi, il triente,

qua-

LXXXIX),

il

quale ne

fece

dono

al Sestini, 1

drante e l'oncia.

riprodusse (tom.

IV

delle Lettere e Diss. tav. n.

152

Livorno, 1779). Dal Sestini pass nella Collezione Ainsley,

ALLEANZA DI COETONA CON


Tav. LII.
1.

^ e V-

come

attesta

il

medesimo

Sestini (loc.
star in

cit.),

dove tuttora
certo,
il

deve conservarsi, ovvero


dritto
il

Londra

di

avencalco,
visitai

Nel Kircheriano. Nel


sul riverso
il

tipo della ruota a sei raggi;

done

ivi il

numismatico
f'

sig.

I.

G. Pflster cavato

ferro della bipenne, e a sinistra la nota del


libbra, a destra la
all'asse, la

del quale
il

mi

dono nel luglio del 1857, quando

valore che la

lettera

iniziale 3.

Se
di

Museo

Britannico. Il Sestini ricorda di aver veduto

\m

ne conosce oltre
Firenze.

sola oncia che nel

Museo

asse simile a questo,

ma

anepigrafo, nella collezione Sellari

di Cortona, e che altre divisioni di questo asse erano presso


serie varia soltanto la iniziale che .
l'asse,
il

Una seconda
questa
si

Di

l'Ainsley.

Nel Kircheriano

si

hanno
il

il

semisse colla nota


:

hanno

semisse,

il

quadrante

1'

oncia.

del valore in sei globetti, e

triente con quattro


il

questi

La

terza serie ha per iniziale del

nome un
e
il

V, la cui

ripetono gli stessi tipi:


il

ma

poi

quadrante ne ha tre e

asta sinistra

pi lunga della destra,


,

pare perci pi
semisse,
il

sestante due in

campo

liscio.

simile ad

un U che ad un V. L' asse


si

qua-

Assicurata cotesta serie rimane ora che le assegniamo


la zecca dalla quale fu

drante e l'oncia sono conosciuti e


2.

conservano nei Musei.

emessa.

Non

v' dubbio, che se do-

Nel Kircheriano. Euota a

sei raggi ripetuta nel riverso, sul

vessimo stare alla leggenda sarebbe

Todi,

ma

per asse-

cui orlo sono posti in giro dodici globetti, nota del valore

gnarla a Todi non v' argomento, della leggenda in fuori,

28

AES GRAVE

T.

LIV

che non opponga uu ostacolo gravissimo. In cotesto bronzo


tutto etrusco:
il

vece denominata FE+l-CNkfl,


posto della lettera vocale
se
la
;

ove la

lettera C tiene

il

peso, la figura

della

ruota, la provel'asse, di sei pel

V ma non
P

certo

come ho

detto

nienza,

il

sistema dei dodici globetti per


della

penultima

sia

un

od un K ovvero un

C o sia se

semisse

invece

mezza luna usata

in Todi.

Ma

si

debba leggersi Vetlionea ovvero

Vdlunfa oppur Vetlunva.

convenuto generalmente come a cosa dimostrata, che

vo-

lendo gli antichi significare una confederazione lo abbiano fatto


talvolta
un'altra.

ETRUSCORUM
Tav. LIV.
1.

unendo insieme

tipi

di

una

citt

col

nome

di

Sarebbe dunque nel caso nostro espressa im'al-

Coli, del sig. Agostino Castellani

in Cortona.

Testa

giovapileo di

leanza, ad esempio, di Cortona con Todi mettendo insieme


coi tipi della

nile di prospetto con capelli sparsi coperta di

un
con

prima

il

nome

della seconda.
la singolarit di quattro

forma piramidale senza


coperta da

gronda, o

piuttosto

gronda
vede

3. a, h. Kircheriano.

Ruota etrusca con

un

velo che

sembra involgerla.

Il pileo si

lettere impresse, le quali insieme unite

sembrano dire

A3TT
centro

munito

di fettucce con le quali legato di sotto al


v'

mento.

dove

rV

manca.

R.

Il

riverso

liscio,

ma

nel

Nel rovescio

una scure

un

coltello

nel centro

un

v' il globetto

segno dell'oncia. Sia pur vero che fu errol'V nella leggenda

globo, a sin. la nota

dell'asse, a destra

una mezza luna.


eccettui

neamente omessa

che dovrebbe essere


clii

Questi
la

tipi si ripetono

per tutta la serie, se ne

Q3TVT, ma
lettere
4,
5.

sar sempre indubitato che


il

impresse queste

nota del
:

valore, che nel finora


Il
il

semisse
il

una mezza luna


il

ebbe in mente
di

nome
i

di Todi.
tipi

rovescia

manca

triente e

sestante, v' per


ci

Museo

Bologna. Asse con

cui

sono

da im lato la

quadrante e l'oncia.
semisse,
il

globo dell'asse

ripetuto nel solo


sta

ruota ad otto raggi

lettere divise tra gli otto raggi,


il

ma

nel

piccolo

bronzo

n.

dinotarne
al ri-

che esternamente lette danno

nome

FE..U[INkA. R. Ancora

valore che

l'oncia: la semoncia
il

altro

non ha

con la nota dell'asse nel ceppo di congiungimento delle due

verso che la scure e


dritto che

coltello.

Dal pileo acuminato del


pileo

marre:

il

campo

intorno
i

chiuso da

un cerchio

in rilievo.

tanto analogo
la figura

al

flaminico

si

poteva

Non
della

v'ha dubbio che

tipi

della ruota e dell'ancora siano


si

dedurre che
dote,
e

giovanile
tale

rappresentasse un saceridea

zecca di Chiusi, la

quale

chiam Camars dagli

vie

pi,

perch

confermata dagli
per Vacidris e

Etruschi,

ma

questi tipi sono stati veduti ancora nel quin-

strumenti

sacrificali

definiti

dal Cavedoni

cusse di confederazione, dove la prima lettera

un

3,

che

la secespita [Nat. dell'aes

grave pag. 22). La opinione meil

pure r iniziale del nome etrusco Fetlun[e]a inscritto fra


nostra moneta.
o
l'

desima port
cambiare

il

P. Marchi,

quale fu perci

indotto a

gl'intervalli degli otto raggi di cotesta

la nota dell'asse

che credette male espressa nel

poich in quel quincusse


citt
tito

manca

il

nome
tipo,

iniziale della
si

disegno in caipedimcta. Io ne ho veduto l'originale e con-

alleata, indi si deduce, che


di sopra,

il

come

avver-

fermo
l'unit

col possessore,

che ivi fuor di dubbio la nota del-

vale a significare la zecca, che quella di


della citt che qui
si

sia dell'asse.

invalsa la credenza che

bronzi

Chiusi. Il

nome

legge

Velhmea, o

di questa serie

provengano dai contorni del lago


di quali pezzi lo abbiano
'

di

Boi-

supplendosi la terza lettera col confronto del secondo esemplare che d qui appresso.

sena. Io
dire.

non so

detto o potuto

Ma la penultima lettera della


se

quale

Non

di certo

dell'asse

unico

finora,

probabilmente

sono determinabile le sole linee inferiori per congettura


supplita per E, n
si

trovato in luogo non molto discosto da Cortona:

non del
sa dove

pu altrimenti,

non

si

vuol leggere

semisse,

cui

due esemplari finora noti non

si

Vetlunva, ovvero
6.

Vellunfa. del
si

siano stati trovati.

Un

quadrante so che

stato di recente

Museo
dente

di Pesaro. I tipi sono gli stessi


:

numero precelegge
si

comprato a Chiusi. Del sestante


vero

e dell'oncia e
al

semoncia se

r epigrafe

meglio

conservata
dell'

interalascia

che sogliono trovarsi intorno

lago fa d'uopo ri-

mente CETUCNKA. Sul ceppo


scorgere la nota
dell'asse.

ncora non

petere ci che abbiamo altrove notato degli spezzati inferiori,

Questo
(tav.

bronzo che pesa sette


VI,
1

cio ohe

non

si

suole fare gran caso di essi, quando


la

once fu pubblicato dal Passeri


vi lesse, E..+U..A.

pag.

183) che

si tratta

di assegnare

patria

ad

alcuna

serie.

Ma

noi

Poscia

il

Lanzi ripetendo la stampa del


pili

vediamo che essendosi scavato molto intorno

alla

Bolsena

Passeri ne diede una


gio 11, 30, 25).

lezione

piena fl(MV)-J+33

{Sag-

etrusca cio alla odierna Orvieto, n questi n altri bronzi


della serie nostra son venuti fuori: n io ricordo di averne

Fu dunque per ambedue


:

certo che la citt


il

indicata dalla epigrafe era Vetulonia

per fa senso che

veduti nella moderna Bolsena in casa del conte Cozza, che

Grotefend scrivendo dopo (BMter fur Miinzkunde 1837 T.I


n.
(cf.

pur aveva raccolto gran copia


delle quali piacquegli

di svariate monete, di alcune

9)

attribuisca

la
5).

moneta a Vetuna

citt

dell'Umbria

farmene grazioso dono. Volendo poi

T. II p. 70 n.

Ma

il

Fabbretti avendola trascritta

attribuire questa serie ad alcuna citt etrusca far notare

nel Glossarium (col. 1959) dal Lanzi attesta poi nella Daacrizione

che l'Etruria centrale non adopera figure

umane per

tipo

geografica

1867 pag. 5XSIII


di

di

aver

veduto

nel che anche seguita dai Tudertini ed Eugubini. Il Ca-

l'esemplare del

Museo

Bologna

e di

avervi letto CE+UCN8fl.

vedoni

(loo. cit.) opin,


si

che ne fossero autori

Tuscanienses,

La

citt di

Vetulonia sulla propria moneta s'inscrive


di

FA+U

perch essi
l'ebbe

danno

il

nome comune

alla nazione, e questa


(III, 8, 16):
.4

e sopra

un bronzo

alleanza

con Populonia e Camars


questo asse in-

dal rito

sacrificale,

scrivendo Plinio
sv.nt

essa vi indicata

dal

nome

V>ifl+3^. In

sacrifico ritu lingua

Graecorum Thusci

cognominati.

11

T.

LV

AES GEIVE

29

marchese Melohiorri
si

(Bull. Inslit.
il

1839
iu,

p. 122)

stim, che
la

biano fuso

coloni di

Ancona

e che la triscele faccia da


il

potesse dare a Luni, e

motivo
e
il

perch

moneta
per
ove
il

simbolo del promontorio come per altro verso

cubito

reca per

simbolo la luna,

cacio di

Luni ebbe

simbolo della
//.

citt posta in ipso fleclenlis so orae cubilo (Plin.

insegna patria la luna, come

s'impara

da Marziale,

N. Ili,

13).

Perocch cos potr trovarsi anche da giusti-

scrive: Cnscus ctruscae signatus

imagine lunae.
la

Ma
,

qui

ficare la disposizione

nuova

delle
i

due gambe, che

si

vanno

Melchiorri

passa

per tipo patrio

mezza luna

che

incontro, sapendosi, che tre sono

promonlorii del monte

invece im segno distintivo di conio, un' impronta


cina
;

dell'oifi-

Cumerio, due dei quali colle loro estremit ricurve s'incontrano chiudendo in seno la citt di Ancona,
il

n l'hanno

adoperata

solo

quei di
si

Luni,

ma

altri

terzo che sporscrive

popoli etruschi, anche in contromarca, e


dai latini,

trova usata anche

ge in mare a settentrione sta


(11, 4), in angusto

solo.

Exin

ilta,

Mela

come

se

ne pu convincere chi guarda l'asse di


il

duorum pyoinontoriorum ex

diverso
ri

Palestrina (Tav.LXIX, 1), ore la mezza luna prende


del caduceo. Eivenendo ai

posto

coeuntium inflexu cubiti imagine sedens. I Siracusani

Tuscanienses cotesti popoli non

vennero l'anno 347 di Eoma. Questo asse che pesa diciassette

figurano fra le dodici citt etrusche, e di pi nel loro territorio


si

once non ha finora spezzati: potrebbe per altro citarsi

non

si

trovano
si

le

monete

di questa
i

sorta,
tipi

ne poi

a confronto quel triente, che do alla tav.

XLV,

3,

il

cui

vede come essi

potessero attribuire

comuni a

peso

di circa cinque once.

tutta la nazione, almeno a parere dei G-recij ai quali secondo


la tradizione

avevano di certo miglior dritto


io

Tarquiniesi.
si

UMBRIA
TUDEE
Tav. LV.
1.

Dietro tutto ci
attribuire ad una

penso, che cotesta serie non


citt,

debba
stata

speciale

ma

sia

piuttosto

emessa a nome comune dalla nazione.


2. Kircheriano. I tipi sono

quei dell'asse: la nota di valore


accetta e
il

Parigi, Gab. delle medaglie. Aquila ad

ali

semiaperte volta

posta in basso
denari

fra

coltello.

Pesa

tre

once,

sin.,

davanti 3Q31-V-}i

la nota dell'asse. R. Cornucopia,

uno

mezzo. L' esemplare del Gabinetto parigino

pieno di bei pomi tra

quali spiccano
il

un grappolo d'uva
simbo-

delle medaglie pesa gr. 83.


3.

a destra con una spiga di grano,


ripetono
i

pisello a sinistra,

Kircheriano. Nel quadrante si

tipi

medesimi:

la

leggiando le vigne,

campi
e

e gli orti coi pomavii.

Pesa grammi
di

nota del valore posta fra


plare
del

il

coltello e l'accetta.
gr.

Un

esem-

255 pari ad once nove

due grammi.

Un

nuovo esemplare

Museo Britannico pesa

45,00 {Calai,

p. 24).

egual peso stato acquistato di recente dal Capobianchi: quello


del

Un

esemplare che proviene da Chiusi ha di peso

gr. 36,70.

Museo

di

Napoli pesa once quattordici.


si

da notarsi
da

4. Kircheriano. I tipi sono gli stessi.

La nota

del valore nel

che la monetazione di Todi


quella di Gubbio, e
si

distingue notabilmente

centro.

Pesa dodici denari. Ve n' un

altro

esemplare che

accosta di molto a quella di Tar-

pesa sedici denari e mezzo.


5.

quinia e di Volterra,
:

lasciata da parte quella del. centro

Kircheriano. I tipi sono


la

medesimi

manca per

al riverso

dell'Etruria

il

cui sistema

non

si

diparte da

un

asse di sei alle

luna crescente.

Non

vi la nota del valore,

ma

una

otto once. Il P.
vieri fu
il

Marchi [L'aes grave pag. 76)


le

scrive,
di

che l'Oli;

mezz'oncia avendo di peso sei denari.


6.

primo a riconoscere

monete

Todi
il

era per

(Carelli tav.

XX

n.

34).

Dopo

la serie gi descritta

ho posto
si

stato notato dal P. Lanzi {Saggio II p. 29), che

Passeri nei

questo bronzo per una certa analogia dell'accetta che vi


vede.

suoi

Paralipomeni

al

Dempstero, se n'era vantato scopri(/).

un' oncia e ripete

il

tipo, cio l'accetta e la clava,

tore da parecchi anni

n. v.

I,

98). Il luogo accennato

a cui non v' niente di simile nelle serie che ripetono al

dal Lanzi, e che

il

P. Eckhel dice ivi di non sapere dove


Ivi narra

rovescio

il

tipo del dritto.

l'abbia scritto, a pag. 154 dell'opera citata.

che avendo

egli

fatto
ivi

dimora

per

due anni dal

1715

FIXIBUS AGEOEUil PICENI ET GALLICI

in

Todi e vedute

ed acquistate molte di queste monete,

ANCON
7.

dalla loro frequenza cominci a sospettare che fossero tu-

Museo
il

di Firenze. di tre

Nel

dritto v' delineata la triscele o sia

dertine: che poi ne fu pienamente convinto allorch s'imbatt nelle

gruppo

gambe umane che procedono da un globo


col

monete
il

di

Gubbio pubblicate dal Dempstero.


la zecca, e in ci

che

nel

centro,

ginocchio alquanto
seguirsi

piegato.

So-

Fu

egli

dunque
il

primo a scoprirne

ha

gliono queste tre

gambe

ma

qui con nuovo esem-

ragione
il

Lanzi,

ma

l'Olivieri di fatto dieci anni


i

prima che

pio due sole

si

seguitano, non gi la terza, che ha


di

un motridente.

Passeri desse
la

alla luce
e

suoi Paralipomeni nel

1757 ne
del

vimento contrario aUa seconda. B. Ferro

im
e

divulg

scoperta,

in

questo

senso

la

sentenza
il

Pesa

gr.

484,18,

pari a
il

diciassette

once

gr.

8,18.

P. Marchi vera.

Dopo

l'Olivieri ne scrisse

Pellerin e

Gori ne possedette

primo esemplare, che pass poi in

quindi

il

Passeri. Ci quanto alla scoperta della moneta

Sicilia e ora

non

si

sa dove sia. 11 P.

Eomano ne aveva una


l'

fusa di Todi.
l'Arigoni fin
niata

Ma

fa meraviglia che

non

siasi avvertito

aver

copia in bronzo. Cotesto nuovo esemplare


il

ha pubblicato

dal 1741 gi assegnata a Todi la moneta cola

Gamurrini, dal quale abbiamo appreso che proviene dalle

che

porta

stessa

epigi-afe

3Q3+V+

(Tab.

XXII
tipo

terre

umbre

tra

Todi

Perugia

{Perioil.

numism.

del

n. 222).

SuUe monete

dei Tudertini

non abbiamo per

march. Strozzi anno IV

p. B).

per

me

probabile che l'ab-

figure degli dei,

ma

simboli, che ne rivelano gli attributi.

30

ABS GEAVE

LVI LVII

Questa relazione che passa fra


boli posti al
serie della
2.

le

imagini degli dei e

sim-

ziale si vede costantemente riprodotta nel sestante


l'oncia.

e nelal

riverso

si

vedr manifestamente

nelle

due

V' anche
il

esempio di once che non ripetono


del dritto. Questa serie

moneta lucerina,

la fusa e la coniata.
altri

rovescio
lo

globetto

ridotta al

Da

un'impronta. Cane alano accovacciato in riposo:

sistema dell'asse quadrantario.


4, 12, 13.

hanno detto un lupo. L'epigrafe


del semisse.
7?.

3Q3+V+
ivi
e

v'

la nota

Ai pezzi della nostra serie ho aggiimto


fu comprato qui a

il

disegno di

Lira a tre corde e

ripetuta la nota

un frammento che
Gir.

Roma

dal sig. conte


soli-

predetta del semisse. Pesa once sette


3. Kirch.

un quarto.

di Colloredo: di pii vi

ho aggregato due once

Mano
Pesa

sinistra

armata

di cesto atletico e nota del tri-

tarie, in

una delle
si

quali, n.

12, ohe nei

Musei

di

Pesaro
il

ente. B. Il
ente.
4.

nome 3Q3+V+
gr. 63.

fra

due clave,

la nota del tri-

di

Parma,
in

ha un ferro
liscio
:

di lancia e al riverso

glo-

betto
fl.

campo
38),

nell' altro,

che

si

ha nel

Carelli

Kirch. Kana e nota del quadrante,

Ancora
61,50.

la nota
Il

me-

(tab.

XX,

un acino

d'orzo nel dritto e nel riverso

desima: inoltre a

d.

VT. Pesa

gr.

Mazzocchi
questo qua-

un

globetto parimente in

campo

liscio.

(Tirreni che, diatr. VI) legge

LV

e attribuisce

drante a Luni.
5.

IGDVIUM
non locusta;
fra
i

Kirch. Cicala

due globetti nota del


i

14.

Museo

di Pesaro. Il tipo di questo tripondio la

luna cre-

sestante. R. Perro del tridente, a d.


l'epigrafe

due globetti, a

sin.

scente con la nota del valore nel centro e l'epigrafe al di

VT. Cotesto tridente ha piuttosto forma

di ro-

sopra che esternamente


il

si

legge

II/1I3V>II.

Nel rovescio

v'

stro quale si vede nel quadrilatero della tav.

XVIII. L'esemepigrafe

globo del sole sfolgorante di raggi, che sono dieci. Pesa

plare che ora si conserva ha nel riverso


d.

1'

Vt

gr. 428, lo che

suppone un asse

di gr. 140, pari

ad once

globetti a sin. e pesa gr. 40,60.

quattro, gli assi di


globetto, nota delai

Gubbio

finora noti

vanno dai grammi 180

6.

Kirch. Vaso a due manichi e di sopra


l'oncia. R.
gr. 22,00.

un

193, cio dalle sei alle sette once. Usano gli Eugubini,
multipli
i

Porro di lancia, a

d.

il

globetto, a sin. \J+. Pesa

ripetere nei

tipi

dell'asse,

per anche
in questo

del
tri-

semisse.
d.

Le

quattro stelle

nel dritto sono

7.

Kirch. Kana. R. Testuggine a sin. im globetto, a


gr. 17,00.

VK. Pesa

pondio appena visibili


bini,

per difetto di

fusione.

Gli

Eugunon
i

umbri

ancor

essi

come

Tudertini,

seguono
:

8.

Da

un'impronta. Pana. R. Acino di

grano a destra
7,

IV:

la

pertanto

scuole
si

diverse

nell'arte

monetale

perocch
e

nota di valore manca. Cotesti due nn.


di che

8 sono fuori di serie,


(tav.

Tudertini

accostano di molto all'arte sabina


e
i

del Lazio

abbiamo arrecati
si

altri simili

esempi

XL nn.
n. 7,

6, 7).

come
stando
il

Tarquiniesi
pii

Volterrani,

mentre

gli

Eugubini

I tipi della seconda

rivedono in un bronzo ancor esso fuori

da presso

al

centro della

Etruria ne imitano

di serie, che si trova delineato nella tav.

LXIV

come

peso e la forma.

luoerino.

Le monete

libbrali di

Lucer non hanno leggenda,

le tudertine invece l'hanno.

TAf. LVII.
1.

Kirch.

tipi

di

quest'asse

sono

quei

del

tripondio,

luna

Tav. LVI.
1,

crescente fra quattro stelle, nel mezzo la nota dell'asse e

2.

Coli. Passeri pag. 203, 205.

Vi furono
si

dei pezzi di
altri
Il
il

moche
'

epigrafe 5HGV>II

esternamente

letta.

/?.

Globo del sole


e altret-

neta

tudertina,

nei

quali
il

non

avevano

tipi

sfolgorante per quattordici raggi, sette maggiori


tanti minori.
nari.

l'aquila al dritto, e

cornucopia al riverso.
con
la nota "^ e

Passeri ne
coi

Pesa grammi 194 pari ad once


del

sei e
in
I,

2 deovvero
in
i.

conobbe due,

il

semisse

triente

La desinenza
:

nome

in questi bronzi

quattro globetti, dove l'epigrafe

tronca +V+. Queste due


di circa
sei

in
2. a,
b.

qui

in

i,

nell'esemplare del

Museo

di

Pesaro

monete suppongono
pesando
il

iiu

asse
tre, e
il

del peso
il

once,

Kirch. Globo solare con dodici raggi. R.

Luna

crescente

semisse once

triente im' oncia e mezzo,

fra quattro stelle, nel

mezzo

la nota del semisse e l'epivi

secondo l'Olivieri;
di gr. 42,

ma

Passeri a n. 205
di gr.

gU d

il

peso

grafe plare

S1/1II1V>II.

Nel museo medesimo

ha un altro esemdel

e a pag.

214 quello

47.

Non

dir

che
;

b,

nel quale

omessa

la
:

nota

valore

sono

questi tipi abbiano ad essersi ripetuti per tutta una serie

omesse anche
gr.

le quattro stelle
il

l'epigrafe IMIDV)!!.

Pesa

perch
tipi,

ho

l'esempio

di

Gubbio, che ripete a coppie

99.

Di recente

Capobianchi

ne ha

acquistato

un
al

come vedremo

nelle tavole seguenti.


i

esemplare dalla collezione Ranghiasci di


descritto 2 a.
3. Kirch.

Gubbio simile

3.

Kirch. Questa serie ha


scritta alla tav.

medesimi

tipi

che la prima gi deasse.

LIV, manca per sinora del proprio


di questa serie

Cornucopia sopra un disco in rilievo


R. Tanaglia sopra

sull'orlo scritto

3-11. Nelle

frazioni

vario l'uso di

scrivere

4.

iniIIV)!!.

un simile

disco fra quattro gloe denari 21.

e accorciare il

nome

della

citt.

Perocch nel semisse

betti, nota del valore.

Pesa
:

un'oncia
varia
il

3Q3+V+
manca
si

e si ripete

anche nel riverso: la nota del valore

Kirch.

I tipi

sono

medesimi

segno di valore che

ora a destra ora a sinistra: nel triente intera, ovvero


I'

di quadrante.

Il

suo peso di un' oncia e sette denari.

ultima lettera, nel quadrante ora

intera, ora vi
ini-

5.

Kirch. Cornucopia sopra disco e intorno all'orlo, 5MDV>l'l. R.

vede scritta la sola prima sillaba V+, la quale sillaba

Ripete lo stesso simbolo e aggiugne la nota del sestante.

T.

LYiir LTX

AES GEAVE

31

Pesa diciassette denari. L'epigrafe talvolta


in
tj.

omessa, come

serie

tanto rara che dell'asse non


di

si

ha

finora se

non l'unico

un esemplare da me veduto
I

in

Cortona.

esemplare del Museo


al

Pesaro. Del semisse se ne contano apaltrettanti

Kirch.
la

tipi

e l'epigrafe

sono gli stessi,

ma

riverso v'

pena

tre
i

esemplari e
Galli
il

del

triente.

Non

proba-

nota dell'oncia.

bile che

abbiano

emessa cotesta serie di


1842, Oeuvr. VII,

aes grave,
390),

7.

tipi

adunque
in due.

iu questa serie

eugubina vanno accoppiati


il

di

come tenne

Borghesi

(Lett.

ne

si

due

quindi fuori di serie

sestante
il

delineato

spiegherebbe come in tanti anni di loro dominio (v'erano venuti


al pii tardi

in questo luogo, nel quale dall'un lato

cornucopia colla
palma.

nel 364) abbiano fuso s poco di moneta. Stermi-

nota del sestante, dall'altro

un ramo

di

nati

Galli dalla Seuonia nel

471

Eomani

vi

dedussero una
cominci

loro colonia,

ma

non jn'ima del 486, nel qual anno


l'asse sestantario.
d'

in

Eoma
i

ad aver corso legale

Tav. LVIII.
1.

Erano adunque passati quindici anni

indipendenza nei

Coli. mia.

Luna

crescente

nel mezzo l'astragalo, di sopra


R.

quali

Eiminesi avevano ordinata

la loro

republica e forse an-

esternamente

letto,

SHI1V>II.

Acino d'orzo

fra

due

stelle

che aperta la loro zecca, se non

si

vuole piuttosto, che questa

e nel basso la nota del

semisse. Pesa gr. 93, pari a tre


nelle

loro monetazione fusa e coniata abbia a ripetersi,


il

come opina
latini, i quali
i

once,

gr.

9.

Fu

trovato

campagne

di

Sentinum

Mommsen

[H.

de la m. Ili p. 187), dai coloni

(Sassoferrato) in distanza di venti


se ne hanno altri due esemplari,

miglia da Gubbio. Ora


e

del resto non seguirono


cini

Eoma (Momms.
al singoiar

1.

e), ne
di

popoli

viil

uno nel Earcheriano

uno

lontani, in

quanto

costume

non variare

nel
2.

Museo

di Pesaro.
e

tipo del dritto e di variare invece quello del riverso nella sedi

Kircheriano. Cornucopia
nel

rincontro l'epigrafe $N13V>II:


l.

rie fusa. Il Gallo Senone,

colle

sue armi e

costumi,
i

simbolo
simboli

mezzo

v' la nota

del semisse.

Elmo

cristato volto

della Senonia, occupa

il

dritto dei primi tre bronzi,

a sin. Pesa once due, den. undici.


3.

allusivi alla citt marittima sono figurati sul riverso dei tre ultil'epi-

Eirch.

Eamo

di

palma dentro un cerchio; nel lembo


R,

mi.

Il

Gallo

armato

sulla

moneta

coniata,

dove

si

ha sul

grafe $HI3V>II.

La nota

del sestante dentro

un

cerchio.

dritto la testa di Vulcano,

nume

tutelare della colonia che la

Pesa den. 16,


4.

acini 12.

emise.

Museo
palma

di Milano. I tipi

sono gli

stessi,
II,

ma
2).

lo

stile

della

diverso (Avell.

Opusc.

2,

5.

Museo

di

Arezzo

si

ha pure nel Museo Britannico. Cornu-

Tav. LIX.
1.

copia e nel mezzo

un globo nota

dell' oncia.

R.

Grappolo

Museo
tratto

di Pesaro. Testa di
:

un Gallo molto

simile ad

un

ri-

d'uva. Nelle tavole del Carelli, che copiano dal Sestini (Leti,
cont.
il
t.

ha mento

raso, grandi mustacchi,

muscolo adusto,
di

IV

tab.

I,

1)

il

grappolo delineato in modo, che

capelli incolti e torque al collo. R.

Protome

un

cavallo

Cavedoni {ad Carell. tab. XXIII, 5) lo ha potuto cre;

sfrenato volta a

d.,

insegna di alta nobilt, anzi reale, del

dere una ciocca di tre olive

inoltre

il

cornucopia

vi stato

Gallo qui rappresentato. Pesa gr. 395 pari ad once quattordici.

cambiato in due
I).

delfini

aggiunta l'epigrafe IKVVIN.


colla
il

Eirch. Ruota a quattro

raggi

nota
tipo

del triente

sul

2.

Kircheriano. Nel semisse e per tutta la serie

il

dritto rap-

lembo

SmilV)!!.
e

R.

Vi

ripetuto

medesimo. Pesa

presenta l'imagine di un Gallo,

sul rovescio
sin.

lo

scudo

due once
7.

dieci denari.
ti-e

adoperato dai Galli, che era ovale: a

cinque globetti
adoperata anche

Kirch. Euota a
tuto
il

raggi: nel lembo SHI3V>II. R. Vi ripe:

dimostrano la divisione decimale


dagli Atriani.

dell' asse

tipo

medesimo
di'itto.

di pi vi la nota del
e den. 21.

quadrante
Questi due
il
3.

Pesa

sei

once

ventuno

denaro

pari

che manca nel

Pesa un'oncia
asse di

grammi
4.

194.
di Pesaro.

spezzati suppongono

un

maggior peso, che non


copiato

Museo

Testa di Gallo. R. Spada

e fodero.

La
ed

conosciuto sinora. Di

pii il tipo

dalla serie del-

spada ha vetta traversa nel manico, termina in punta


a doppio taglio
:

l'Etruria centrale, che la ruota del dritto ripete sul rovescio.

la

lama

rinforzata nel

mezzo da una
a

Per questi due motivi


i

li

ho posti fuori della


il sestante n. 3.

serie,

costola. Il fodero porta la cintura doppia

raccomandata

nella quale figurano

semissi ed

due

anelli,

nel mezzo xm rilievo corrispondente alla coi

stola: la nota del triente sono

quattro globetti a sin. Il


si

AGER GALLICUS
AEIMINUM
5.

peso

di gr.

157.

Nel Kircheriano
ho

serba

un frammento
4
a

di questo

bronzo che

rappresentato
si

al n.

motivo

della punta della spada che ci

vede chiara.
R.

Kircheriano. Testa simile alla precedente.

Ferro di

tri-

Allorch

si

preso a dimostrare che le teste

del

dritto

dente e tre globetti a destra. Pesa

tre once, 19

denari e

di questa serie erano quasi ritratti dei

GalU Senoni, che occu6.

mezzo.
Kircheriano. Testa del Gallo

parono questa parte dell'Umbria, fu supposto che non potevano


precedere l'epoca del loro soggiorno
;

come

le precedenti.

R. Delfino

per che non furono gli

volto a d. di sotto ha la nota del sestante.


e 9 denari.

Pesa due once

Umbri che

fusero queste monete. Eesta ora a vedere se pote-

rono fondersi dai Eiminesi dopo la partenza dei GaUi. Questa

32

AES GEAVE

T.

LX

Tav. LX.
1.

l'Hatria veneta, e ne prende argomento dal


avanti. R.

nome che

porta.

Kircheriauo. Testa del Gallo come


e a sin. il globetto,

Eoslro di nave

Ma

la

denominazione di mare Adriatico pass dalla prima


si

nota del valore. Pesa un'oncia e dieci


io

Hatria, dove

limitava alla sola ragione che esso mare basi

den.

Lo strumento
al

clie

dico rostro di nave

da paradove ho

gnava, e cos

cominci ad estendere
si

tal

nome

fino

al

gonarsi

creduto
i

tridente

della

Tav. XVIII,

Gargano,

non per

obliter

il

primitivo di mare Jonio,


:

mostrato come

tre denti

sono

insieme

congiunti, lo clie

anzi fu la stessa cosa dire Jonio e Adriatico


'ASgi'ag ar

r avr

non
2.

si

vede mai fatto nei tridenti.


/?.

xc 'lviog, scrive Scilace ( 27) fra gli anni

Kiroheriano. Testa del Gallo simile alle precedenti.


chiglia Peclen veduta dall'esterno.
lore,

Con-

416

a 419, e aveva di sopra (al


all'

14) detto che

il

porto di
ionio
:

Manca ogni nota

di va-

Otranto era
Xii-irjV

ingresso del seno adiatico, ovvero

ma

una semoncia,

pesa sedici denari.


il

miei occhi

'YQOvg
e

sttI
i

tm iov
si

'A'qi'ov,

ij

reo

tov loviuv x'/.nov

non

barbato,

quel Gallo che

Minervini allega dal

Mu-

arjiaK,

ohe

Japigi
il

stendevano

fino al

monte Arione

seo di Napoli in

conferma

della

semoncia che pubblica,

pel quale intende


tico: 'Icinvyg

Gargano; che pone per nel golfo adriaf'di'oc

appartenente alla collezione Lauria {Oss. numism. p. 10),

daiv

/it'xQi

'Agtonog

ngovc tov sr rm

dove

il

Gallo gli pare barbato.

xXno n

'A'gi'a.

Il territorio di

Adria estendevasi dal fiume


che davano
e
il

Vomano

al

Matrino

e vi si coltivavano le viti

AGER PICEXrS
FIRMUM
o.

Pretuzziano, del quale parlano con lode Plinio


Silio per

Dioscoride.
v.

chiama

vitiferi questi

campi (Lib.

XV

570)

In Fermo da ima impronta mandatami dal


rone.

sig.

conte L.
la

Mor-

Ttim qua vitiferos doinitat prnetuttia pubes


laeta laboris ngros.

Testa di donna volta a


E.

sin.

di dietro

nota del

quadrante.
la

Testa di bue posta di i3rospetto:

di sopra

Del resto l'agro pretuzziano confinava

col Piceno, del quale

leggenda

FIR.

Pesa once

tre.

Nel Kircheriano
il

se ne con-

Rufo Pesto Avieno

(Descr. orbis tcrrae vv. 500, 501) scrive:

serva

un esemplare

rotto dal lato destro

cui peso di

Nemnrosi
un' oncia e venti denari. Cotesto quadrante fu in prima attribuito dal Vermiglioli ad

maxima
tegit

cernes
llic

Culmina Piceni: coma

largi palmitis

Hirelum {Opusc.

voi.

4;

Iscr.

Tenditur ac fuso Bacckus


Perug.
tav. IV,
t. 1).

arva

flagello.

Il

P. Marchi lo die ad Hispelium [L'aes grave

B.

n.

8 pag. 85 seg.).

Ma

il

De

Minicis lo rivendic

Di

tale coltivazione

menano vanto anche


un

gli

Adriani che

a,'Fermo{Ce'nni sturici e numismatici di Fermo, p.Iseg. 136);


lo che si vide poi

pongono sul loro asse l'imagine di

Sileno, che venerano

confermato da im secondo esemplare che

come

dio lare, e per gli


citt

appongono sul

riverso

il

cane.

se ne ebbe (Le monete gravi, pag. 4). Questo pesa gr. 98.
4.

Questa

ebbe una colonia romana l'anno 465 passati

Kirch. Bipenne e di sopra la nota del quadrante. R. Ferro


di lancia e dal lato
i

98 anni dalla sua fondazione, se essa fu colonia siracusana o


pi veramente occupata da coloni siracusani. Certamente Pilisto nell'anno I della 01.

sinistro

SH.

Il

De

Minicis

ha

dato

due suoi esemplari per sestanti {Le monete gravi, 1868


il

105 comandava

la flotta siracusana
il

tav. n. 2, 3):

primo,

n.

2,

del peso di gr. 48;

il

secondo,

presso le acque dell'Adriatico, quando Dionigi


in Caulonia e

giovane era

n. 3, di gr. 37.

Ma

l'esemplare Kircheriano ha tre globetti

Dione occupava
e.

la tirannide in Siracusa (Diod.

ed

per un quadrante.

XVI
quattro gloincerto.

n. 3;

Plut. in Dione

25, 35).

Non

quindi ohe

si

parli

5. Kircheriano.

Aratro volto a destra e di sotto

della citt,

come intende Tzetze, ma del mare. La


il

loro

mo-

betti certi, e di sotto

\m quinto
la

/?.

Aratro volto a sinistra


Vidi
cotesto

neta fusa non generalmente rara. Seguono

sistema deci-

leggenda FIR in parte logora.


g' incerti e

male
e nel

non omettono

di fondere

anche la semoncia. Nell'asse


dell' unit
I,

bronzo nel Kircheriano fra


studio l'epigrafe che
il

ne cavai con molto

semisse adoperano la nota comune


,

del

dimostra appartenente alla serie di


lettera
il

quincunce
ziale

ma

inoltre

si

servono anche della inisemisse.

Fermo. Ne interrogai per

De

Minicis,

il

quale

U che vale

libbra,

e del S pel
i

anche

mi

rispose che veramente se n' erano trovati due esemplari

esempio della doppia nota,


l'altro,

globetti da

un

lato, il

dal-

nelle

campagne

di

Fermo,

ma

1'

uno

di essi,

tuttavia
11

in
7.

come

si

vedr nel n. 3 della tav. LXI.


coronato
di
e

quella citt, non mostrava di avere leggenda.

suo peso

Kircheriano.

Testa di Sileno di prospetto

un
due

di once due e ventidue denari, o piuttosto di gr.

84 pari
:

viticcio di edera

con tre corimbi uno sulla fronte


calvo,

a tre once.
le

Fermo ebbe una

colonia

romana nel 490

ma

sulle tempia.

ma due

ciocche di capelli gli penIl

sue monete forse precedono una tale epoca.

dono dalle tempia decorate ancor esse da un corimbo.

nome

della

citt

appena

visibile,

per

si
>l

legge

senza

AGER PRAETUTTIANUS
HATRIA
6.

dubbio TAH: in alto sulla testa


della libbra.
la iniziale U.
/?.

la lettera
:

nota iniziale
di sopra

Cane accovacciato

di sotto

HAT:

Pesa

gr. 410. Cotesta iniziale

che ninno aveva

L'Hatria dei Pretuzziani credesi fondata da Dionigi


chio, ovvero rimpiantata, se era gi
Il

il

vec-

avvertita sull'esemplare del Kircheriano

ha poi avuta una


(pi.

prima colonia dei Liburni.

conferma nell'asse del Blacas, che egli ha dato inciso

Milliugen {ConsiJ. 214) opina che sia stala fondata dal-

XVI,

H.

de la mon.

t.

IV),

il

cui peso di gr. 385, 25,

T.

XLI-XLIII

AES GRAVE

33

dal

medesimo duca

stato veduto
cit.

auche

iu altro n. 1).

esemasse

ziale del

nome
e

di

Ilatria.

R.

Globetto nel

centro,

nota

plare presso l'Hoffraauu (op. del peso di 339


sig.

I pag.

355

Un

dell'oncia,

intorno

TAH. L'esemplare
e

del Kircheriano non


e

grammi

stato di recente acquistato dal


4.

ha questo H nel

dritto,

pesa un' oncia

cinque denari.

Capobianchi.

Kirch. Nel campo del dritto un H, e al riverso

A$

dove

queir

segno gi noto della semoncia. Pesa dieci desi

nari e mezzo. Hatria non

veduta mai priva dell'aspi-

Tav. LXI.
1.

rata: fa

quindi d'uopo che la lettera


si

del

dritto

ed

A
Il

Kircheriano. Testa di Sileno di prospetto calvo con due ciocclie

del rovescio

congiungano
la

insieme in una sola voce.

di capelli alle

tempia coronato
fronte,

di

un

viticcio d'ellera

Mommsen
lettera

ha tolta

semoncia ad Atri per darla ad Ascoli


moneta,
e ci

con corimbo sulla


niata di Todi.

come
R.

si

vede suUa moneta codi sotto

piceno, che non ha propria

a motivo

della

destra

HAT.

Cane accovacciato,
e

interpretata da lui isolatamente per

Asndum. Sta
si

la nota della unit.


nari.
gr.

Pesa once quattordici


si

dodici

de-

per di fatto che nelle campagne di Ascoli non

mai

L'esemplare che oggi

trova nel Kircheriano pesa

trovato verun esemplare di questa moneta, la quale invece


frequente nelle terre atriane.

198,00 pari a sette once incirca.


Testa di Medusa cinta
sciolti
il

2. Kirclieriano.

collo dalle volute di

VESTINOE^TVI
serpenti con capelli
di sotto
e

spinti

indietro

dal

vento:
5.

HAT.

B.

Cavallo Pegaso corrente a destra: di

Kircheriano. Testa di bue di


del sestante. R.

prospetto e di sopra
e di sotto VES.

la

nota

sotto
3. Coli.

la nota

del quincuuce in cinque globetti.

Luna crescente

Pesa

tre once.

Sorriechio in Atri.

La

testa di

Medusa

cinta al collo

6.

Kirch. Bipenne

e la

nota dell'oncia. R. Conchiglia pecten ve:

da due serpenti,
della

le code dei quali si

drizzano da due lati


d.
i

duta dalla parte interna


e undici
7.

al Iato sinistro VES.

Pesa un'oncia

fronte: di

sotto

la

leggenda HAT, a
di

nota

denari (Avell.
volto
a d.

Opusc.
R.

II,

2,

3).

del

semisse. R. Cavallo Pegaso a d. e

sotto

cinque

Kirch. Calzare

La

sola

epigrafe VE5.

R.

una

globetti che sono la nota del quincunce.

quindi dimostrato
dell'asse e per
8.

semoncia del peso di grammi ventuno.


Kirch. Calzare a
d.

che per gli Atriani


si
il

il

quincunce

la

met

ed

ivi la

nota della semoncia

l.

La

chiama da
torto
di

loro

col

nome

di

semisse:

donde appare

sola epigrafe VES.

del peso di
il

grammi

22,20.

Non omet-

chi

ha voluto negare l'asse decimale stabilito

ter di riferire qui

triente di questa serie descritto dal

dal P. Marchi

(Momms.

H.

de la monn.
Il

t.

pag.

248

Riccio

il

quale afferma di averlo avuto nelle mani in un


{Vigile, giornale di Chieti,

n. 2), e sostenuto

anche dal Borghesi.


168, quello

peso del semisse

suo viaggio

31

marzo 1841).
di

Kircheriano
gr.

di gr.

del Sorriechio n. 3 pesa

Esso triente aveva per tipo del dritto l'interno


chiglia pecten,
e al rovescio

una conquale

250. La nota

del

semis

congiunta con quella dei

una
il

clava,

sopra della

cinque globetti non p\i mettei'si in dubbio: inoltre ce ne


assicura

era la nota del triente e sotto

nome VE^. Quivi

egli dice

anche

il

sig.
il

Cherubini che

a
lo

mia

richiesta di

che

il

suo peso era di cinque once e mezzo,


il

ma un

dieci anni

recente ha esaminato

bronzo

me

ha dichiarato sicu-

dopo
gli

medesimo Riccio

{Repertorio, Napoli

1852 pag. 2)
probabile che

ramente genuino.
4. Kircheriano.

assegna quattro once e un quarto.


tipo dell' oncia figurante
l'

Non

Testa giovanile

con boccoli di

capelli

lunghi
:

il

interno della conchiglia siasi

alla cervice e avvolti intorno alla fronte volta a sinistra

ripetuto
e

due volte nella

serie

medesima pel

solo triente

davanti

la nota del triente.

R.
si si

Vaso a due manichi con


vede solo
il

per la sola oncia. Anche la diversa valutazione del peso


il

entro una pianta della quale


gliare delle foglie
otto denari e
:

primo germosei once,

prova che

Riccio siasi lasciato illudere dalla poco fedele

a destra

legge

HAT. Pesa

memoria.

mezzo.

APULIA

LUCERIA
Tav. LXII.
1.

Tav.

LXin.
Testa di Ercole giovane coperta dalla pelle
R.

Kircheriano.

rappresentato da un lato

un pesce

detto

rana

1.

Coli. Santangelo.

plscatrix degli antichi, volto a destra, ed ha di sotto la nota


del quadrante. R.

del leone volta a d.


sin.

Busto

di cavallo brigliato volto a

Un delfino

volto a d. e di sopra

HAT. Pesa
ed

L'esemplai'e che nella collezione Blacas pesa gr. 341,23

tre once e ventidue denari. L'ho nella del peso di

mia

collezione

{H. de la

mon. IV

p.

11).

Quello descritto dal

Sambon
numism.
che

grammi

cento undici. Nella collezione Sorin

del peso di gr. 348,40 {Recherches, p. 82). Quello pos-

riechio se
2.

ne ha un esemplare
sin.,

piombo.

seduto dal Cenni e pubblicato dal Piorelli {Ann.


t.

Kirch. Gallo stante volto a


R. Calzare a
d.,

davanti la nota del sestante.

11 frontespizio) pesava

gr.

341.

Il

Riccio

scrive

di sotto

TAH. Pesa

un' oncia e ventidue

un esemplare ne
gr.

fu trovalo in Puglia, ed era del peso di


p.

denari e mezzo.

Ancor

di questo si

ha un esemplare

in
e

294 {Zecca di Lucerla,

11). Il disegno espresso

da
si

piombo nella collezione Sorriechio. Noi abbiamo veduto


spiegato in Tarquinia l'uso monetale del piombo.
3. Coli, di

lui aggiunge la clava presso al collo dell'Ercole, che

non
la

ha nei tre esemplari genuini che ho

citati:

ben

vedo

mons. Taggiasco. ncora

e dal lato destro

un H

ini-

in

uno

falso e

moderno, stato gi nella collezione Panelli,

84

AES dEAVE

T. Lx:iv

al riverso

del quale

il

modellatore non contento della renell'antico

Tav. LXIV.
1.

dina che sola

espressa
di

esemplare vi ha agconsta
11

Nel Kircheriano. Euota


cerchio
:

a quattro raggi priva dei quarti di

giunto una

specie

oavezzino,

che

del frontale

di sopra la nota, del quineunce, ossia della

met

con sottogola, dei facciali, della museruola.


ricavalo dalla collezione

mio disegno

dell'asse
di

decimale.
e

R.

II. tipo

medesimo.

Il

suo peso

Santangelo, dove ho avuto cura


si

quattro once

dodici denari,

pari a gr. 126.

ces-

che fosse bene espressa la criniera che vi


in

vede trattata

sare ogni dubbio che in questo bronzo sia effigiata una ruota
cos

modo

singolare, l'occhio dell'Ercole

non

di profilo,

ma

rozzamente espressa,

ma non

ostante riconosciuta anche

intero, quasi fosse di prospetto, quale si vede talvolta nel bi-

dal

De Witte

nella descrizione della tav. IV" pag. 12 (H. de la

fronte dell'asse primitivo

romano:

di che

ho un esempio in

monn.

ed. Blacas), giova

osservare

che

tipi

di questa

imo della mia eoUezioue appartenuto


2. Kircheriano.

al ricco deposito di Cere.

serie fusa sono poi ripetuti nella serie coniata coll'ordine

Testa di Apollo coi capelli raccolti e legati in


volto a sin. e nota dell'asse.
assi con questi tipi se

m^edesimo. Ivi dunque


nita
dei
si

si

ha una ruota a otto raggi


cerchio.

mu-

un

ciuffo sul vertice

R.

Gallo

quarti

del

suo

Ed

bene

avvertirlo,

stante volto a sin.


-Musei e
il

Di

ne hanno nei

perch

vedr, che questi tipi sono ripetuti nella

serie

Minervini due ne ha pubblicato dalla collezione

coniata, ove anche si apprende che sono simboli della divi-

Lauria
scrive
di
di
t.

{Oss.

num.

tav. V,

1,2)

del peso di gr. 241, ove


della zecca

nit ivi effigiata.


2. Coli. mia.

a pag. 104

ohe

sono

indubitatamente

Clava e nota del triente da un

lato,

dall'altro

il

Lucer; un terzo esemplare l'abbiamo avuto dal Duca


Blacas che l'ebbe nel suo

fulmine.

Pesa grammi 100,50. L'esemplare del Kirche-

Museo

(llist.

de la monnaie,
3.

riano di tre once, quattordici denari e mezzo.


Kii'cher. Delfino volto a sinistra e di sotto la nota del qua-

IV

pi.

XII) del peso di gr. 202,82.

quindi un asse riterzi.


Il

dotto a circa sette once, cio a


coi

meno

di

due

Lauria
4.

drante.

R.

Astro a

sei raggi.

Pesa due once

23 denari,

due esemplari predetti


esso

n'

ebbe anche un terzo, pubblila

Eirch. Esterna parte della conchiglia pecten. R. Astragalo e


di sopra la nota del sestante.

cato ancor

dal Minervini, con

singolarit di

una
5.

leggenda

al riverso,

ma non ben

riuscita nella fusione e per

Coli. mia.
gr.

Eaua.

7?.

Spiga di grano e

la

nota dell'oncia. Pesa

imperfetta. Ei ne diede

un supplemento ed una interpre-

33,50.

L'esemplare del Kircheriano

di

un' oncia e

tazione, della quale tratteremo nella nostra tavola


3.

LXX n. 3.
Eoma
dal
6.

denari sette.

Nel Museo

di Napoli. Eii

comprato di recente in

Kirch.

Luna

crescente.

R. Tirso sulla cui ferula svolazza an-

comm.

Piorelli e trasmesso al

Museo

di

Napoli. Eappred.

nodata una tenia. Pesa un' oncia,

cinque denari e mezzo:


e

senta nel dritto la testa di Apollo intorno vi


si

laureata volta a

un

altro

esemplare conta di peso diciannove denari


lati
i

mezzo.
inter-

legge a

d.

PVUO

a sinistra

MO-

Questa tenia svolazzante da due

stata

male

DIO

GR

F.

R. Cavallo libero volto a d. e saltellante: di

pretata quasi quei svolazzi fossero

tentacoli di
il

un

polpo,
e

sopra un astro a quattordici raggi. Pesa gr. 396,50. Cotesto

che per tale

si

tenuto e

si

tiene

mazzo

di frondi

bronzo l'ho

io

giudicato una
si

moderna
ci

copia,

questo
7.

ramoscelli del tirso.

mio parere ora mi

conferma da

che del suo peso di


il

Mia

Coli.

Ho

qui posto questo bronzo che ha

tipi

medee

oltre a quattordici once

mi ha

scritto

eh.

De

Petra, al

simi che l'oncia.


dall'altro

Kappresenta da un lato la ranocchia


di grano.

il

quale ne ho fatto richiesta. Esso somiglia in tutto al vero


asse pubblicato dal Caronni,

una spiga

Esso

privo della

nota di

che lo compr e introdusse

valore. Simile

a questo

tipo di quel bronzo che ho


n.

nel
n.

Museo Hedervary
42)
:

{ilus Hederv. pars. I p. 35 tab. II

rappresentato nella tavola

LV

8:

esso per ha la legdi Todi, e

era di gr. 307. Dell'esemplare che era

una volta
saputo

genda nV, che ha esempi nella serie libbrale


in questa di Lucer. Il suo peso di
I

non

nella collezione

Lombardi

in

Lucer non

si

finora

grammi

45,50.

dove

si trovi. Il sig.

Prauoesco Mongelli prima del 1848

me

Lucerini hanno ancora fusa una serie ridotta della loro


e della

ne mostr uno suo, che fuori le porte di Lucer aveva tolto


di
lo

moneta
iniziale

romana

ma

in questa vi
si

hanno adoperata

la

mano

due pastori,
di gi

quali procacciando di dividerselo


e guasto.

distintiva,

onde

rafferma la serie precedente

avevano

profondamente intagliato
si

Esso
nella
8.

attribuita ai Lucerini.

La

riduzione appare fatta sulla quarta

nondimeno, quantunque
Collezione del
principe

mal

concio, pass di poi

parte della libbra.

Spinelli,
{Oss.

ove nel 1855

il

Miner-

Kircheriano. Testa di Ercole giovane con la spoglia del leone


in capo e la clava accostata al collo volta a d.
libero galoppante a
d.,

vini attesta di averlo veduto

num.

pag.

105). Della
ci

R. Cavallo
di sotto U.

notizia data dal Eicoio dell' esemplare

Lombardi vedi

di sopra astro

ad otto raggi,

che dico nel Pavergo a pag. 41.

Pesa due once


asse
nelle

14 denari; un mio esemplare smozzicato


e

La doppia scoperta

fatta di cotesto

campail

ih

due luoghi pesa once due


di tre once.

nove denari

il

Eiccio ne d

gne di Lucer ne ha dimostrata la

patria:

prima

Maz-

uno
9.

zocchi seguito dal Caronni Io aveva attribuito a Pesto,

ma
fa

Kirch. Euota a quattro raggi e nota del quineunce: nel basso U. R.

non

si

sa

per

qual motivo.

Del

resto,

quando

si

emise

La ruota medesima. Pesa un'oncia

22 denari. Fno dei due

dalla zecca

medesima

l'asse ridotto,

al tipo dell'Apollo

esemplari di mia collezione ha di peso gr. 38, l'altro]31,70.


10. Kirch. Clava, di sopra la nota del triente, di sotto la let-

sostituito l'Ercole coperto dalla spoglia di leone, all' astro

di quattordici raggi quello di otto.

tera iniziale U.

R.

Fulmine. Pesa

gr.

33,50.

T.

XLV

AES GEAVE

35

11.

Coli. mia. In questo spezzato appare la


di

prima volta un L

manos
una

esset

pervium.

Il

Milliugen

si

maravigliava come mai


vero, dice,

forma cbe dicesi normale

quadrata. Pesa egualmente

tal citt

non avesse propria moneta. Egli

gr. 33,50.

che vi sono delle monete colla iscrizione \f da lungo tempo


attribuite a Velia, e ora si suppone

12. Kirch. Delfino: di sopra la nota del quadrante, di sotto


la lettera U.

che

appartengano

R. Astro ad otto raggi. Pesa denari ventuno.

Venosa

ma

talune sembrano doversi assegnare piuttosto a


altra

13. Coli. mia.


la lettera

Due
L

esemplari
:

del

tipo

precedente

nei

quali

Veretum nella Japigia, non avendosi del resto


che la iniziale \E per se incerta {Consid. stim ancor esso
clie

guida

quadi-ata

l'uno pesa gr. 20, l'altro 23,80.

p.

241). L'Eckhel
Velia, indotI,

14. Kirch. Conchiglia pecten veduta dall'esterno. B. Astragalo,


di sopra la
gr.

cotesto \E significasse

nota del sestante,

di sotto la lettera U.

Pesa

tovi dal tipo della Pallade e della civetta (D. n. v.


Il Sestini

166).

17.

non seppe contradire, sebbene dicesse non potersi


i

15.

Coli.

mia.

tipi

il

valore

sono

quei

del

n.

14,

ma

persuadere che monete

cui

tipi

avevano tanta analogia

la lettera

normale. Pesa gr. 17,20.


R.

con quei di Lucer dovessero essere date a Velia. Dei resto

il

16. Zirch. Eana.

Spiga

di

grano:

di sopra

globetto

raccomandava
{Descr. pag.

di vedere se si potessero 17). Il

mai dare a Venosa

nota dell'oncia, di ^otto la lettera U. Pesa nove denari.


17. Kirch.

dubbio fu tolto

e la questione decisa

Luna
:

crescente. R. Tirso che porta avvinta una tenia


la ferula serve anche per asta verticale della
sei

quando

il

P. Baselice tornando a Napoli da Venosa port

svolazzante
lettera
L-.

seco alcune monete fuse ivi acquistate, e le mostr all'Avellino, il

Pesa

grammi

20

ceutigr.

quale non trovandovi alcuna epigrafe pur le assegn

18.

uno

dei tre esemplari di

mia

collezione, nei quali la

a quella colonia a motivo della loro provenienza pubblican-

normale. Pesa gr. 6,20.

done l'asse {Rull. arch. nap.


Egli vi riport anche
l'

a.

II p.

34 Tav.

II fig. 6).

esemplare del Carelli (Tav.

XLV,

2).

ASCULUM APULUM
Tav.
1

ancor esso proveniente da Venosa,

ma

dato

come

incerto.

LXV.
alla provenienza,

Ora possiamo esser

certi che

Venosini fusero pi serie


il

1-5. Tardi e dopo ricerche iterate si deciso, avuto riguardo

della loro moneta, e nella

prima omisero del tutto

mo-

che le monete fuse con la lettera

A
un

inful-

nogramma

\,

che

inscrissero poi nella seconda. L'asse

scritta con

la nota di valore nel dritto, e al rovescio

della prima serie del peso libbrale,

ma
:

di sistema deil

mine sono della zecca

di Ascoli di Puglia. I pezzi di cotesta


il

cimale, e non ha veruna nota


sia

di
e

valore
si

quincunce, o
certi

serie trovati finora sono

triente,

il

quadrante,

il

sestante,

semisse
il

tuttavia
triente,

manca,

pu esser

che

l'oncia
p.

la

semoncia.

pesi notati dal Minervini {Oss.

non ebbero
niata
:

perch manca altres alla serie co-

97) sono questi: triens gr. 46,00; quadrans gr. 27,71;

ci

senza esempio. Le zecche di Puglia battono

sextans gr. 22, 72 ;.wr>CM gr. 13,30; semuncia gr. 6,68.


Questi pesi
cherches
del

anche la
di

semoncia e noi
per

l'abbiamo
che

nella
si

serie

coniata

medesimi trovo notati dal Sambon nelle Re-

Venosa:

notiamo

non

ancora trovata

1860

p.

74:
li

di

nuovo nelle

Recherohes

quella che deve appartenere


valore
brale.
si

alla

serie

fusa.

La

nota di

del 1869, dove anche


al triente per

attribuisce ad Ascoli piceno e d


gr.

trova segnata nel solo sestante


di

della

serie lib-

maggior peso

53

per minore gr. 44; e

Nel quadrante venosino


la nota di valore,

diminuzione

semissale
lati,

cos dice del quadrante che discende da gr.


e
il

27 a

gr.

21

manca

ma
solo.

nel sestante v' sui due

sestante da 22 gr. a 17. Cotesti pesi dimostrano che


di Ascoli

e nell'oncia

da un lato
alla

la zecca

non emise

la sua

moneta fusa sul

si-

Ho

riferito

zecca

venosina un

quadrante

im

stema libbrale,

ma

sul trientale.

sestante per sola congettura alla quale attribuzione non sar


ostacolo la ripetuta nota di valore, conosciutane
la

incoil

VE^SrVSIA
Venosa gran
citt la cui origine si fa risalire a

stanza della zecca di

Venosa: e neppure mi

si

opporr

Dio-

tipo nuovo, avendo osservato che anche nella


i

moneta fusa pu
tipi

mede ebbe da Koma una

colonia

nel 461, perch

stando

Venosini hanno due

tipi nei sestanti e nelle once. Si


il

sul confine della Paglia e della Lucania tenesse quei due

anche dire che hanno emesso


diversi, di che vedi la tavola.
6.

quadrante

con due

popoli in soggezione. Era in possesso dei Sanniti, che ne

furono cacciati, quando


assalto;

il

console

Postumio
I,

la

prese

di

Coli.

Sant.

Protoma

di cignale
sin.

volta a sin.
gr.

R.

Protoma

di

scrivendo Orazio (L. II Sat.

34, segg.):

cane da caccia volta a


plare nel

Pesa

330.

Ve ne ha un esem-

Museo Britannico

del peso di gr. 338,51.


ri-

Nani venusinus arai finem sub utrumque colonus


Missus ad hoc, pulsis, vetus
est

7.

Kircher.

Tre mezze lune opposte dalla parte convessa


il

ut fama, Sabellis,
hostis,

guardante

centro. R. Conchiglia pecten veduta dall'esterno.

Quo ne per vacuum Romano incwreret

Pesa

tre once e

im denaro. Se

l'asse libbrale

dunque

Sive quod Apula gens, seu quod Lucania hellum


Incuterei violenta

chiaro che questo bronzo non pu essere che

un quadrante.

La sua provenienza
con simili
tipi e il

ci

ignota,

ma

il

confronto del u. 10
di

E
eo

il

commentatore: Eo missus erat Romanus colonus

\E

iniziale del

nome

Venosa

ce ne assi-

tempore, quo a Romanis Sabini vieti sunt, ut ne per

cura la patria. Noi siam privi adunque del semisse, o sia quincunce, e del triente.

vacuum

locum,

Sabellis

expulsis,

iter

Lucanis ad Ro-

36

AES GKAVE

T.

IXTI

8. Kircli.

Luna

crescente, e al rovescio

il

medesimo

tipo.

Pesa

di-

l'esergo la nota del triente. Il suo peso di

grammi 28,65

e
i

ciassette

denari. Il confronto del simile bronzo con la sillaba


ci

suppone

l'asse

ridotto a quadrantario. Si opinato che


,

\E iniziale di Venosa

ha dimostrata

la zecca

che lo emise.
e

Lucani giunsero ad impossessarsi di Metaponto


fusero queste monete che
tlIET
;

ed

ivi

Se fu semoncia, noi manchiamo del sestante


9. Kircheriauo.

dell'oncia.
la

in

carattere
i

osco

s'inscrivono

DeMno
Il tipo

volto a sinistra e

di

sotto

nota del

ma

non

si

considerato che

Lucani non hanno mai


che
greco,

sestante,
di valore.

fl.

medesimo

del dritto con la nota stessa

fuse monete nelle citt da loro

conquistate,
dell'alfabeto

non

si

anche

di questo
il

bronzo

il

confronto nel

servono nelle loro monete

che

anche

sestante

che vi aggiunge

nome

di Venosa. Il peso di

quando adoperano

il

dialetto loro proprio, e cos scrivono

quello che nella collezione Blacas di

grammi

56,

il

nostro

AOYKANO/V\
ratura. Dicasi

in osco, siccome

AYKIANilN
i

in greca lette-

di gr.

55,53.

Ho

posto questo bronzo fuori della prima

adunque piuttosto che

Metapontini trasforritirata

serie

che

priva della

nota di valore.
si

Noi apprendiamo
i

mati dalla lunga dominazione dei Lucani, dopo la


di Pirro,
Il

che in Venosa come in Lucer


globetti delle once
10. Kirch.

cominci ad apporre

resi liberi

dai

Eomani emisero queste monete.

prima che

l'asse libbrale fosse ridotto.

lungo possesso di cotesto popolo indicato da Strabene, ove


i

Tre mezze lune opposte dalla parte

convessa

al

dice che

Sanniti abolirono le feste dei Neleidi r/cfaviadi]

vn

centro e di sopra \E. R. Esterno

della conchiglia peclen.

.^ayr^rou' (VI, 264). IlMillingen [Consid.^.2o, 22) seguendo


il

Pesa un'oncia, nove denari


drante,

mezzo. Se questo

un qual'asse

Cluverio

{It.

ant. p. 1278) giustamente tiene che qui per


i

come quello

del n. 7,

abbiamo adunque che


ebbe
la

Sanniti debbono intendersi


4. Kirch.

Lucani.
d., di

quando fu

ridotto a semissale

leggenda \F

non-

Testa giovanile forse coronata volta a


del
sestante
,

dietro

dimeno

globetti del valore vi sono omessi.


il

Questa inco-

la nota

davanti

il

nome

/V\ET. R. Elefante

stanza deve sospendere

nostro giudizio intorno alla serie


il

gradiente a sin. di sopra probabilmente


volante che l'incorona. Di questa

una
si

vittorietta

libbrale che parrebbe dover portare queste note, se


stante di essa serie n. 9 n' fornito.
11. Coli Carelli (Tav.
/?.

se-

moneta

avuto

di di

recente
l'epigrafe \f.

un secondo esemplare

trovato

nelle
di

campagne

LXXXIX,
che

14) Mezza luna con

Sepino, e pesa gr. 18,70.


plare
5.

Un frammento

nn

altro

esem-

Lo

stesso tipo col segno dell'oncia.

mi fu donato

in Salerno

un quarantatre anni addietro.


R. Elefante a d. coro-

12. Kircher.

DeMno
e

va a sinistra ed ha di sotto la nota


\E.
R.

Da un mio

calco. Testa barbata a d.

del sestante
e di sopra la

di sopra l'epigrafe

Lo

stesso tipo,

nato dalla vittoria.


6. Coli. Lauria.

nota del sestante.


l'ho

per

me

incerto a qual serie

Testa barbata volta a


:

d.

alla

nuca

la

leggenda

ridotta appartenga, per

dato

separatamente. Questo

/V\ET

(v.

la tav.) R. Elefante

di sopra la nota di sestante. Il


e nelle Osserv.

esemplare pesa grammi 23,00. Altri ve ne ha di den. 15,90,


di 19 e mezzo, di 22,40, tutti muniti dell'epigrafe e della

Minervini (nel Rull. arch. nap. Ili

numism.

pag. 74) credette esservi rappresentata una cerva nutrice di

nota di valore.

Telefo

l'unghia visibile in tutti e quattro

piedi facendola

senza dubbio determinare per cerva.

A me

per non altro

appare che quanto ho espresso nella tavola. Nell'esemplare

Tav. LXVI.
1.

del
R.

Museo Borgiano
si

in quanti

mi sono

noti
di

di

Propastile

Kirch. Civetta di prospetto e nota del sestante.


cignale e vi ripetuta
la

Testa di
questa

ganda,

vede chiaramente un elefante


si

barbaro

nota.

Ho

qui

delineata

ma

con piedi carnosi a cui

possono supporre le tre

moneta

in seguito alle serie di

Venosa, perch potrebbe


di esse.

quattro unghie, non per un' unghia biida propria del cervo.

ben essere appartenuta ad alcuna


e

Pesa due once


sopra una

due denari

mezzo. Questi

tipi si

rivedono

CAlVrPANIA

moneta coniata
InsUt.

dalla predetta Venosa. Il Capranesi

{Ann.

1870, 210 tav.

VELECHA
n. 1)

trasse in

errore gli

autori
di
7.

dell'aes grave

ponendo che sul riverso fosse una testa

Da un

gesso della Coli. Odelli. Testa del sole raggiante di


:

lupo e non di cignale.


2.

prospetto
di

a d. la

iniziale

D,

a sin. la

nota del

semisse

Kirch.

Testa

giovanile
d.,

Ercole
v'
il

coperta

dalla

pelle

di

significato con sei globetti.

R.

Luna

crescente ed astro a

leone volta a

dinanzi

segno del quadrante. R.


tipi si

nove raggi entro un cerchio


basso la nota
8.

di altrettanti globettini:

nel

Protoma

di porco a d.

Pesa once due. Questi

hanno

del

semisse.

anche sebben separatamente sulle monete coniate di Venosa.

Kirch. I
il

tipi

medesimi della moneta precedente: a destra


si

Di cotesto bronzo, come del precedente ne

ignota la patria.

3 del quale

conserva l'asta verticale, a

sin.

un

indizio

dei

due globetti. R. Luna crescente ed astro

coi

due glo-

LUCANIA AUSTRALIS
METAPONTUM
3.

betti in alto.
9. Kircheriano.
v'

Pesa nove denari.

Testa del sole raggiante di prospetto, al di sotto


R. busto

la nota del sestante. la nota


e

di cavallo volto a sin. e

Kirch. Bifronte imberbe, a

d.

l'epigrafe

W\ET

(v. la tav.)

R.

ha davanti 22 denari

medesima

e di sotto le lettere

CE. Pesa

Elefante volto a sin. al di sopra v' una figurina incerta, ma,


pel confronto del n. 5 pu essere stata una vittorietta. Nel-

mezzo. Se ne ha un esempio nel Museo Bri-

tannico {Catal. pag. 128) posto fra le monete osche incerte.

T.

LXVII

AES GRAVE

37

10. Kiroher. I tipi sono simili al precedente,


l'oncia. E.

ma

la nota del-

Busto di cavallo

volto a d. che

ha dinanzi

la

APPEXDICE
SABINI
NVESIA-ANCARANO
Tav. LXVII.
1. a, b.

nota medesima. Pesa sedici denari.

Ho
mostra

uniti insieme questi quattro pezzi appartenenti a

due
di-

serie diverse
il

ma

usciti dalla officina

medesima, come

nome
delle

della citt che comincia colle iniziali C e CE.

Abbiamo

monete coniate che ripetono

tipi

mede-

Coli. Nardoni. Neil' antica necropoli posta presso


i

Ancava con

simi della testa del sole e del busto di cavallo e portano


la

rano dietro
soli

monti

di Norcia,

dalla quale oggi vi


il

si

leggenda, quando

intera,

CEAEXA. Se

cotesto popolo

tre quarti d'ora di viaggio,

Guardabassi inspettore

ha fuso moneta del sistema quadrantario dunque anteriore in questo luogo alla

degli scavi attest di aver trovato trentasei chilogrammi e

prima guerra punica.

Ma

quale
si

mezzo

di aes

rude minuto (Mem. dei Lincei

a..

1878). Unica

questa

Velecha

In Campania, dovere opinione che

tro-

per cotesta piastrella quadi-ata che porta per tipo in incavo una croce equilatera con un tondino rilevato nel centro,
quasi fulcro o piede del groma agrimensorio veduto dall'alto.

vino queste monete non vi citt veruna che porti questo


altro simile

nome. Solo un villaggio posto fra Atella


il

Napoli vi

si

accosta chiamandosi Pollica, e dice


si

Giustiniani

R.

Cifra simile

alla

lettera

C impressa ancor

essa
si

che nelle antiche carte

trova scritto Polvica, Pulbica.

nel bronzo.

Un

bronzo della stessa natura del nostro

La

serie
si

seguente eh'
notato

anonima,

si

crede

campana,

pubblicato dal P.

De

Feis (Vedi la tav. seguente n. 3).


di lastra,

Non

ma non
pani

si

che fa uso dei sei globetti


il

come

la

per un frammento
l'ho fatto
il sig.

ma im

informe
Tav.

bronzo

precedente per dinotare

semisse, mentre gli osci camil


i

fuso, quale
n. 3.

rappresentare

nella

LXVIII

servono dell'asse decimale, e per


Il

loro semisse

Ma

ora

Stettiner possiede nella collezione sua

un quincunce.

Friedlaender che stanzi


le

Velecani in
coniate, 12.

un esemplare pei
rano;

tipi

impressi similissimo a quello di Anca-

Campania non diede loro che


che sono da
11. Kircheriano.

sole tre

monete

una
di

piastrellina ancor essa,

come quella

di

Anca-

me
Due

incise nella Tav.

LXXXVIII,

10, 11,
e

rano,

ma

forma

triangolare, del peso di circa

30 grammi

giovani in corta tunica cinta

un

d'essi

con la stessissima croce su di una faccia, e la mezza luna

con clamide gonfia dalla violenza del moto sembrano esser


venuti alle mani lottando colle pugna strette. R.

impressa

sull' altra.

Esso

gli

venuto da Perugia.
il

Due mezze

Consta

che gli antichi

marcarono Vaes rude come


Strozzi sono

lune opposte colla parte

convessa al centro e aventi cianel basso v' la nota del semisse


e

signalum. Nella collezione del march.

due

scuna in seno un astro


in sei globetti.

frammenti di quadrilatero trovati negli scavi di Tarquinia


che portano per marchio una luna crescente con un astro.
Intorno alle diverse opinioni che cercano spiegare
delle
i

Pesa un'oncia
di Pesaro:
il

mezzo. Se ne ha un esemZanetti (Zecche, pag. 451)


siansi

plare nel

Museo

motivi

l'attribu a Luni, dove

non sappiamo che

mai

tro-

marche

e contrassegni

pu vedersi

il

Borghesi (Oeu-

vati pezzi di questa serie.

vres, l;

212 213). Niuno per

dei bronzi con contromarca

12-14. Kircher. I tipi di questi tre bronzi


del semisse
:

sono

quelli stessi

sono contrassegnati da due facce. Perci io stimo, che questa sia

solo ne

differiscono per la nota di valore e

una novit

di

aes

signatum, portante

suoi tipi

pel peso. Il n. 12

un

triente del peso di venti denari e


di undici

impressi in incavo.

mezzo;

il n.
il

13 un'oncia del peso

denari e

mezzo;

n.

14

una semoucia del peso

di quattro dei

RUTULI
ARDEA
2. a, b, e, d, e.

nari e mezzo.

Non

ne furono interpretati;

tipi

quanto
grave

alla zecca, si sono classificati

fra gli incerti

(Aes

Tav. IV, A,

.5).

Kircheriano. Cotesto insigne frammento di qua-

Ho

qui poste

alcune

monete, delle quali


Italia

s'ignora la

drilatero, che

mi

fu dato di vedere quando la stampa delle

patria e

sembrano provenire dalla


n.

superiore,

non

tavole di aes

signatum era compiuta, mi


si

sembrato pre-

per quella che pongo al


15. (Aes grave Tav.

15.

gio dell' opera, che

avesse almeno nell'appendice. Io ne ho


i

IV

incerte. A, 6). Testa virile

con capelli
R.

fatto delineare tutti

lati,

perch constasse la somiglianza

ricci volta a sin., alla

nuca

la nota dell'oncia.

Un

de-

di questo pezzo del Lazio con quei delle terremare della

cusse

croce equilatera.

Emilia trovati nel Reggiano e nel Parmigiano.

Il cos detto

16-17. (L'aes grave, incerte, Tav.

dall'Arigoni nn. 4, 5). Il


la

ramo secco

sui

due

lati

maggiori,

ma

privo di quei glosi

secondo bronzo
l'astro

n.

17, che

ha per tipo

mezza luna e
i

boli con anelli che in alcuni quadrilateri

vedono impressi

con un globetto a destra, deve avere invece

tre

sul tronco ad ogni diramazione delle braccia, e che proprio a

globetti

come

nel

n.

16 e per ve

li

ho aggiunti. Essi

quanto pare della zecca di Todi.


lati

Il

metallo scorso

fra

non significano
anche
il

la nota di valore,

ma

gli astri e questo

staffa e staffa nei

minori ha quell'andamento che abnei quadrilateri


di gr.
e si
e,

significato di quei che sono sul rovescio.

biamo
sopra

notato
si

in

generale
Il

nei

quali

di

18-19. (L'aes grave sopra citato


goni).

V
tipi

incerte

nn. 7, 8 dalP Ari-

allarga.

suo

peso

2691,00

pari a

Paragona

il

bronzo delineato nella Tav.

XLIV

n. 1

libbre 8, gr. 3,00.

Non

intero
letfc.

vede dal colpo di


fu

che d'altro conio

ma

con

simili a questi.

mazza che porta impresso,

che

spezzato nel

38

ES GEAVB

T.

LXVIII LXIX

mezzo

pu quindi supporsi che

l'

intero

pesasse

sedici

mont a cento

e dieci libbre incirca,

ma
si

fra tanti piccoli


let-

libbre incirca.

pezzi uno soltanto


tere
e
si
i

portava

due segni predetti. Le

Cessa quindi ogni pretesa distinzione di zecche da questa


parte, e solo si potr dire, fra noi

segni impressi generalmente

sono sempre tenuti


e a

sono

pi
i

rari questi

tengono universalmente in conto di contromarca:


:

bronzi primitivi, e nella Emilia invece sono

pi comuni.

ragione

noi troviamo di fatto questi marchi impressi anche

sull'aM uscito dalle forme con segni in rilievo.

Ma

non

v'

SUPPLEMENTO
CAESENA
Tav. LXVIII.
1.

esempio che

le

contromarche
si

occupassero

il

campo

della

moneta, u che

imprimessero su l'una

e l'altra faccia.
si

Eagion vuole adunque, che questi segni impressi


dino come
tipi.

riguar-

Vi fu quindi una terza classe

di aes

che
Peis,

a, b.

Collezion

mia.

Trovato

dal

sig.

V.

Capobianohi
altri

in

port

tipi in incavo.

Ma

non saprei seguire


di

il

P.

De

Cesena presso un negoziante insieme con


di aes

frammenti

quando stima che Vaes rude fu in origine

un peso mi-

rude

signatum: ora nella collezione mia per gra-

nimo

e determinato.

zioso suo dono.

La sua forma

di bacino

rotondo leggermente

concavo come
sezza.

si

vede nel disegno, che rappresenta la gros4. Coli. Pasinati


,

EOMA
oggi passato in quella del sig. Pietro Stettiner.
di quadrilatero con

singolarissimo non solo perch apparisce certissima-

mente

tagliato, di che ora si

hanno

altri

esempi

sicuri,

ma

Frammento
sulle

un

delfino di arcaico stile


si

perch chi lo tagli ebbe intenzione manifesta d farsene


un' accetta, la cui forma
viglia.
il

due

facce, il

primo quadrilatero che

sappia trovato

pezzo tagliato esprime a marai

in

Roma

esso stato levato dalle acque del Tevere


e

pro-

Non ometter

di far notare che fra

pezzi di questo

priamente fra Ponte Kotto

Ripa Grande, Pesa

gr.

1460

deposito
accetta

me ne fu recato un secondo, che ha ma non cos bella e finita. Il peso


due accette non avrebbe

ugual forma di
del

pari a quattro libbre, quattro once e

grammi

12.

Prendo

frammento

argomento dal posto dato

al delfino

per credere ohe un

qui disegnato di gr. 351.


lico tagli

Costui che da un pane metaldi certo fusa un'accetta

simile delfino doveva essere figurato nella parte mancante.

Dico, poich fu tagliato, perch vi


e

si

vede una linea segnata


il

per farne aes rude.

poco sopra di essa


al colpo

il

segno dell'accetta per disporre


Il

bronzo

di

mazza.

quadrilatero

intero doveva

SAMNIUM
2.

quindi pesare un otto in nove libbre.

notevole che in

Mia

collezione.

Questo pezzo di aes rude mi


citt posta a

stato recato

questo quadrilatero la grossezza della bava sporgente fra


le

da Ponte Landolfo

poca distanza da Campo Lat-

due

staffe

sia

uguale dall'alto in
di questa

basso,

e regolare.

taro nel Sannio, territorio dei Liguri Bebiani. Io ne ho gi

Non
e

v' finora

un bronzo

classe cos

elegante

dato in disegno la parte liscia nella Tav.

VI

n. 9,

ma

allora

simmetrico.

non mi era peranco avveduto della singolarissima lettera


impressa per contrassegno sulla faccia
opposta.

La forma

SUPPLEMENTO
PRAENBSTE
Tav. LXIX.
1.

II

della lettera arcaica, l'andamento retrogrado:


ci

ma

non
altri

dato

di stabilire

che

senso

si

abbia.
si

Era con

pezzi maggiori sotto grosse pietre che

vollero rimuovere

dal proprietario avv. D. Daniele Perugini.


di

Su

di

una moneta

Trovato nelle terre che sono fra Val Montone

Monte Portino.

bronzo della collezione D'Ailly furono lette due sigle S F bronzo


si

Testa di leone di prospetto ohe morde una lamina di spada


acuta a due tagli munita di manico a destra. R. Protoma
di cavallo sbrigliato

le quali in altro

sou vedute spiegate


la

FORTVNAI
pl.LIV, 12;

STIPE (D'Ailly, fecherches sur


cf.

monn.rom.

volta

a sin. dinanzi alla fronte

v'

la

mia

SijU.

pag. 555,2299). Il bronzo nostro antecede

una mezza
ci

luna.

Pesa

gr, 347.

questo

il

terzo asse che

l'epoca della colonia beneventana, e del traspiantamento dei

viene dalle terre circostanti a Pai estrina, onde ho preso a quella insigne citt del Lazio. Gli

Liguri Bebiani nel Sannio.


3.

partito di assegnarlo
assi
la

Belona nell'Orvietano, ora posseduto dal P. D. Leopoldo De Peis


Barnabita e da lui pubblicato con una dichiarazione, nella
quale di parere, che questo informe pezzo con una croce
equilatera impressa da
il

privi

di

segni

monetali formano

una prima

serie,

seconda se ne distingue per un caduceo, del quale

mi

sono giovato per mettere insieme alcuni pezzi che ripetono


la stessa insegna:

un

lato e

un' ncora dall'altro, sia

questi

sono

il

semisse e

il

quadrante

vero e primitivo aes rude del peso di un'oncia divenuto

(Tav. XLI, 2, 4).

Ora per cotesto nuovo asse portante per


si

per quei segni impressi aes signatum.


che dalla necropoli di Anoarano
ci

Ho

gi detto avanti

insegna la luna crescente,

dovr fare altrettanto, e per


rimetta
degli

venuto un simile pezzo

attenderemo che la terra

ci

spezzati

che

ma

in piastrellina quadrata portante da

un

lato la lettera

abbiano, questo segno monetale.

segno C e dall'altro una croce equilatera similissima a


quella di Belona. e anche da

Perugia se ne

avuta una
2. 0, b.

VELITRAB

seconda piastrellina coi segni medesimi, che porta quella


di

Museo

di Napoli.

Quadrilatero della collezione Borgiana,


pubblicato per disegno. Il P. Eckhel

Ancarano.

Il

minuto aes rude raccolto

in quella necropoli

finora descritto,

ma non

T.

LXX

AES GEAVE

39

lo

vide

il

primo

in Velletri e lo descrisse

poscia

il

Borgia

di Pesaro, che

rappresenta sui due


3),

lati la testa

dell'Apollo

r inser nel

rn(o/of/o del suo

Museo

trascritto dall'Avellino e

Sorano

(v.

Tav. XXXIII,

aggiuntovi per simbolo


d'

mone-

dato in luce dal Fiorelli {Ann. di numsin. Yol.ll p. 99).


Ivi
il

tale dietro la

nuca un grappolo
1^. Il picciuolo

uva che erroneamente cresi

Borgia

p.

10
di

lo attribuisce a

Kimini. Eappresenta da
il

derebbesi un

che qui non chiaro ben

un

lato la

lama
Pesa

una spada,

dall'altro

fodero col balteo

vede espresso nella tavola citata in quel di Pesaro. General-

cinturino.

gr.

1898,14 pari a cinque libbre ed 8


Il

mente

si

tiene

per lunga esperienza che


si

le

monete fuse

di

once meno 6 grammi.


nari 2.

Borgia

gli

assegna once 60

de-

maggior peso non

trovano molto lontane dalle citt e


:

Fu

trovato insieme col quadrilatero che porta da


il

un

regioni che le emisero

ma

qui la lontananza

grande

lato l'aquila sul fulmine, dall' altro

pegaso

e l'epigrafe

che appena basta a spiegarla l'analogia di qualche asse della


Italia centrale ti;ovato, per

ROAAAMOAA.
ma, se

Il

Carelli n'ebbe forse


assai dift'erente.

uno schizzo
il

di disegno

modo

di esempio, a Veleia o a

cos,

Perocch
il

manico non

Trento.

Il

motivo

di tale trasporto

non

sempre agevole che


ai Falisci della

ricurvo di sopra,

come

lo

rappresenta

disegno del Carelli,

si divini:

pure per questo asse che appartiene

ma

termina in un pomo; non ha poi la vetta libera per

Sabina

si

pu sospettare che

coloni dedotti dai


stati parte di

Komani
quei Fa-

paramano,

ma

congiunta di un pezzo. colla lama. Questa a


il

in Ipponio verso l'anno


lisci,

515 siano

punta ed ha due tagli

cui trinciante ai due terzi si al-

che poco dopo

furono

dedotti in Sardegna (vedi la

larga a guisa del ferro di una lancia. Essa poi corsa per

Sylloge inscr. ant. n. 558).

lungo

da una costa

di forza.

Quanto

al fodero questo

baccellato ed ha l'estremit inferiore protetta da una larga


piastra orlata in forma di pelta, che le fa da crespello. Il

APULIA
LUCERIA
3. (a),
h.

cingolo annodato alla estremit superiore poco


all'apertura o bocca che riceve
la

di sotto
Coli. Lauria.

lama, la quale appare


la

il

riverso dell'asse edito dal Minervini


il

aver due seni e sollevarsi nel mezzo, perch


trodotta che
alla
sia, si

lama, in-

{Osierv. pag.

104 Tav. IV, 14)

cui dritto simile a quello

tenga ferma. Vedi

le dichiarazioni fatte

dell'esemplare seguente. Qui poi ho riprodotto da un mio


particolar
i

Tav. XIII.

disegno

la

faccia

soltanto

dove

si

leggono

nomi

dei due soprastanti alla zecca, che credesi lucerina.

SUPPLEMENTO

III

Il io

Minervini tenne questo bronzo indubbitatamente genuino,

ne ho sempre difEidato; per mi parve che vi dovesse

ETEURIA
.

essere

un

originale antico dal quale

il

moderno impostore

TAEQUINII
raggi ripeil

avesse potuto ricavare la leggenda con tale paleografia ed


ortografia superiore

Tav.
1.

LSX.
tuto nel riverso. Il sistema di ripetere nel rovescio
del dritto, proprio della zecca sabatina e sabina (Tav.

qualunque ordinaria contraffazione.

Tarquinia. Asse col tipo di un astro a quattro

La

lezione
e

del

Minervini fu: SE

POS C BAB
U

ed

tipo

spiegando

supplendo Sergius o Servius Postumius, PuSExtio

XXXIV,

hlius Babidius, Luceria. Io lessi la prima volta

XXXV),
2,

e di
si

alcune citt dell' Etruria centrale (Tav. LII,

P
4. a,
b.

BAB

(Syll pag. 78).


sig.

3;

Lm)

vede qui usurpato anche da Tarquinia. Di


ridotti (Tav.

ci

Dalle campagne di Campobasso, ora posseduto dal


Bellini.

avevamo avuto un indizio nei quadrilateri


4, 5;

XXVII,

Dom.

conferma dei miei sospetti

e diiBdenze

XXVn,

2, 3, 4, 5, 6),

che al pari dei quadrilateri col tipo


1.

venuto alla luce dopo molti anni questo nuovo esemplare

del del
tera

ramo braeciato (Tav. IX,


bue (Tav. XX), ripetono

3 H;

1, 2, 3;

XXV

1, 2)

apertamente moderno,
onde
e ne

la

mezza luna ovvero

la let-

stato

ripreso da

ma me

con leggenda ben conservata,

l'esame del primo esempilare


pii

A
ci

sulle

due

facce.

Di quest'asse scoperto nel 1875 che


si

risultata

una lezione

piena del primo bronzo mal


dei duumviri monetali sono
il

ha di peso gr. 368 non


che

hanno finora spezzati. L'altro


pii

asse,

riuscito nella fusione. I


stati

nomi

ha dato Tarquinia in

esemplari, pare che debba

qui diversamente
il

ordinati, dandosi
:

primo posto a

stare a capo della serie sia che pesi gr. 352,

come quello

Babio,

secondo a Sestio
.

eccon

l'

epigrafe

SEP

BABI

del

Museo

di Torino,

323 come quello del Museo Britanvolta nella collezione

SEXTI

Ambedue

coni

sembrano

usciti dalla

medesima
alle linee

nico,

307 come quello che fu una


stalo

mano, che non badando nella iscrizione circolare


paleografiche, che
fossero volte
al

Capobianchi ed

da

me
si

disegnato nella Tav.

XLVI.

centro,

ce ne

ha date
se;

Questi pesi a bastanza dimostrano, che in Tarquinia, pi

nell'uno

e la

nell'altro

bronzo

alcune

d'esse

inclinate

che in Atri

e altrove,

non

stette per nulla alla libbra


dirsi.

guendo
che

mano che modellava da


di artefice

sinistra a

destra

lo

romana

effettiva o

nominale che voglia

parmi argomento
esistito,

moderno. Se l'originale
e
li

FALISGI
SAURA FALISCORUM
2.

non ha mai
somministr
grafia

colui

che

invent questi nomi


di

all'artefice

mostra

non ignorare

la
fa

paleocerta-

ed

ortografia
il

arcaica latina.

A me

non

Nel Museo

di Napoli, trovato in Calabria nelle

campagne

di

mente ostacolo
il

prenome SEP per Seplimus quantunque


l'

Nicotera {Not. degli scavi 1882 pag.

285).

E un

secondo

confessi raro di guisa che

Creili pot sostenere per

ben

esemplare

di

quel rarissimo e finora unico del Museo Olivieri

fatto dall'

Hagenbuch

il

supplemento Seplimius, togliendolo

40

AES GEAVE

T.

LXX

cos dalla classe dei


si

prenomi nella gruteriana 527,

1,

dove
anche

rone dice (De L.

L,

IX, 60 ed. Muli.)

In praenominibus,

legge

SEP

ANICIVS
onde,

DAMA

opinione accettata
dell' Orelli

quibus dlscernerentur nomina gentilicia, ut ab numero,


in viris Quintus, Sextus, Decimus.
Il fatto

dal sig. Henzen,

nell' indice

ha posto

poi ohe nella


il

questo Septimius nel novero di quei nomi, che falsamente


si

Epitome de nom.

rat.

(L.

Val. Max.) ricordato

pro-

credono prenomi:

nomina quae male pr praenominibus

nome Septimus,

portato gi dal primo re

degli Bquicoli:

habentur.

Ma

se

vero

che

pronomi Quintus, Sextus,

Ab aequicoUs Septimum Modium


Ivi
L.

primum regem
XXV,
37),

eorurn:
scrive:

Decimus, notati da Varrone,


nascita,

provennero dall'ordine della


dice
il

l'annotatore

cita

Livio
fllium e

(1,
i

che

qual
33)

motivo vi sar,

Borghesi

{Oeuvr.
cita,

Marcium Septimi

codici,

che sono concordi a

VITI pag.

da rigettare quei, che Varrone


il

non
fatto.

dare questa lezione.

mentre l'analogia ne vien garante ed anche

Var-

PARERaO
NUOVO QUADKILATERO FALSO COL TIPO DELLA SPADA E DEL FODERO E L'EPIGRAFE ROMANOM
Comincio dal ripetere
drilateri del Sinistri,
ci,

che altrove scrissi dei tre qua-

ed informarne

il

chiarissimo P. Garrucci,

il

quale potrebbe insti-

per dare un giudizio


gli stessi tipi

competente

di

un

tuire qualche utile disquisizione sul vero originale . Ci quanto


scrissi e divulgai nella Civ.
Catt.

nuovo quadrilatero recante

ma

modificati, che si

quad. 726 pag. 724,

in segg.

sostenuto e forse si sostiene tuttora

per genuino ed autentico.

Da
cui
il

queste tre copie che


si

oramai certo essere quelle di


bisogna ora distinguere un
luce che ripete l'identico

L'ab. Minervino prima del 1804 serbava in Napoli


drilatero che aveva per tipi

im quafodero,
;

Sinistri

confess

autore,

una spada

e al riverso

un

quadrilatero

di

recente

uscito

alla

accanto al quale era espresso in istrana guisa un fulmine

leg-

disegno

ma

con particolarit diverse.


quadrilatero

ge vasi inoltre
Il

dalla
il

parte

della

lama
e

l'epigrafe

ROAAANOM.

Codesto

giacque per lunga pezza ignorato

P. Caronni che
il

vide se ne invagh

ottenutone a gran prie-

s'ignorerebbe tuttavia, se un tal


fuori dalle tenebre. Egli

Bonichi non lo avesse tratto


d

ghi un disegno

diede alla luce nel suo Ragguaglio (Tav.XIII).


del

un bel

mi

si

present al Collegio

Pot dipoi dall'erede


ginale pel

Minervino acquistare

il

bronzo ori-

Romano

col bronzo

originale ed

un disegno che serbo tuttora

Museo Wiczay.
al

dimandandomi
gli di-

di farne

una

illustrazione.

Ma

essendomi
il

io ri-

Ma
sospetti.

rimaneva

Caronni di apprendere cosa, che

fiutato,

che

il

conobbi

falso, egli lo

mand

a Parigi dove

Duca

minu in seguito la gioia di quell'acquisto per dar luogo a


In

di Blacas lo acquist per la sua collezione, persuaso di avere

Roma come

cominci a sapersi del quadrilatero


tal

in esso trovato l'antico modello, dal quale


le

il

Sinistri

aveva tratto

minerviniano cos vi fu un
chiar pubblicamente

Giuseppe

Sinistri,

il

quale die di

sue tre copie modificandone in alcune parti

il tipo.

Perocch

essere

egli l'autore

di quello

due

in questo la testa di ariete posta per

pomo

della spada guarda

altri quadrilateri siffatti.

a destra,
il

il

fulmine a

pie' della
si

spada omesso, varia la forma


vede aggiunta la lettera

Il

Caronni adunque ebbe quivi

primo avviso, che

il

fece

del fodero, acuto in pimta, e vi a

N avanti

entrare in diffidenza di quel suo cotanto vantato acquisto


nella descrizione del

onde

ROMANOAA,
il

che manca negli esemplari del Sinistri, non

Museo Hedervariano stampata

dal

Wiezay

eccettuato quello del Caronni, contro a ci che ne scrisse per


errore

(tom. I n. 387) ne mise in dubbio l'autenticit.

Blacas [H. dd la m.

t.

I pag. 179, nota), e

l'epigrafe

Dal canto suo


spettissimo

il

Seidl {Schwergeld, pag 64) die' per soidentico

trasportata da destra a sinistra del fodero.

l'esemplare
il

conservato
il il

nel

Gabinetto

di

Or

il

Duca sostenne

1'

antichit di cotesto

bronzo in pi

Vienna ed

sig.

Arneth ne conferm
ove
si

parere.

Non mancava

luoghi della Histoire de la mannaie, e lo stesso ha fatto di poi


il

dunque che

di

sapere

celasse

terzo esemplare e di
pili

barone

De Witte

nella descrizione delle tavole tom.

IV

del-

questo risponderemo noi, avendone avuta certa notizia e di

l'opera

medesima. Una

tal differenza di pareri si ancor notata


la

ima copia in gesso nel 1861 dal Museo


esso
di

di Volterra.

Del resto
piti

in quanto alle
e

due monete che portano

leggenda PO/V\A, KVPI


se si

non fu mai tenuto per genuino,


originale
antico, secondo
il

ma
il

tutto

al

copia

OVAUAISTEA, ne deve recar sorpresa

considera a qual

un

Can. Gori prefetto di


prof.

quel
nella

raffinatezza di iniitazione dell'antico sono oggid giunti gl'impostori;

Museo,

alla cui opinione sottoscrive

Migliarini

ed ben ricordare la urna di piombo, detta in Francia

lettera del 6 aprile 1861, dove avvalora cotal parere del Gori
colla

di Domitilla, conservata

una volta nel Museo Blacas, dichiarata


pag. 20) e

testimonianza di

colui, che

lo

dette

al

Museo,

il

quale,
:

come parfaitement authentique (Revuearchol.lSQQ come


pi.

com' egli scrive,


e

lo qualific

per ripetizione da antico originale

tale pubblicata

ed illustrata dal Gerhard {Ant. Bildwerke


la

mi

fa notare il Migliarini che in

quel tempo vi erano in Volterra

LXXXVII

1-4),

cui

forma
la

di

gesso

ho

io

veduta in

due Inghirami intendenti,


11

oltre molti altri.


il

casa del cav. Ruspi, che

me

mostr, dichiarandosene l'indi imperizia nel falsario

Can. Gori

scriveva

16 marzo di quest' anno al Micontro


l'autenticit del presente
le invio

ventore ed artefice.

Un

argomento

pu

gliarini:

La

tradizione

sta

anche suggerirlo l'epigrafe

N ROMANOM,

che a parere del

asse in discorso .

prosegue a dire: Dal calco che

Ella potr rilevare qualche criterio sulla natura di tal fusione

Mommsen e del De Witte solo pu spiegarsi per Nummus Romancrum. Ma che i Romani nelle monete emesse a loro conto dalle

T.

LXX

AES GEAVE

41

zecche

degli alleati
i

non abbiano adoperato

la lettera
il

N come

da notarsi che questo quadrilatero non

si

pu esser fuso
l'

fanno

Teatini e

Venosini, quando imprimono

bronzo decie la lettera

fuori del Lazio, nel quale

non essendo in uso


il

asse decimale,
il

male, lo dimostra la monetazione con l'epigrafe

ROAAA

sarebbe stato fuor di luogo


che di
il

denominare
di riduzione

nummus

bronzo,

n, dove nell'esergo a significare

il

sistema decimale adoperano

piti

dovrebbe supporsi

semissale,

pesando

invece dell'
sia
il

la cifra dell' S

signiicando coll'S le sei once o


le altre quattro. Inoltre

quadrilatero once 53.

semisse romano e coi quattro globi

ASSE IMAGINAEIO DI LUCER

Asse Incerino con testa di Apollo diademata volta a


intorno U- PVUiO- UF- C-

d.

e la lettera iniziale ticolare della lettera

U non

vi si vede.

Nel quale ultimo parla descri-

MODIO-

CN-

F.

B. Cavallo corrente a

U non va neanche d'accordo con

destra e di sopra astro ad otto raggi. Trovasi delineato dal Riccio


noi
e

zione, che egli ne fece al Cavedoni, nel 1847. Il Riccio del

Reil

PoUorama pUtoresco (Napoli


l'articolo

n. 29), dal quale l'autore trasse

pertorio che descrive

l'unico
il

asse

Lombardi non

dunque

stamp a parte

medesimo

colla figura dell'asse, che

Riccio del Cavedoni, e

Riccio del Cavedoni non

quello del
al Riccio

stato riprodotto dal Ritschl nelle Priscae latiniiatis

monumenta
Il

Poliorama. Si pu quindi con fondamento supporre che

Ta?. V, insieme con l'altro asse datoci dal Caronni.


poi ha dato confusamente
le

Mommsen
con

mancando
di

il

disegno
edito
1,6,

dell'unico

asse

Lombardi
e

si

sia servito
alla

due descrizioni del Riccio


de
la

un bronzo

dal

P. Marchi

da

me

riprodotto

r Hedervariana
la

del Caronni {H.

m.

I p.

344), riferendo

Tav.

XXXIV n.
:

ed a cui abbia apposto un

riverso tolto dal noto


si

sola

iscrizione

che
si

si

diparte

da quella
che

del

Caronni,

asse Ulcerino ridotto (Tav.


otto raggi

LXIV

n.

8),

dove

ha

l'astro ad

non
Il

la vera,

come

vedr dall'esame

qui soggiungo.

abbia per omessa la lettera U, forse perch ne fu

Riccio nel Poliorama afferma che questo

bronzo fu trovato

avvertito, ovvero si avvide dell'errore.

E questa ipotesi a me sembra


coll'unico

nel 1847 alla porta di Lucer detta di Troia e fu acquistato dal

spiegare

il

fatto di

un disegno che non va d'accordo

Lombardi ed egM ne diede


dell' Instit.

notizia al Cavedoni (c

Bull.

Arali,

originale dallo stesso Riccio descritto al Cavedoni e nel Repertorio, e

1847

p.

159),

attestando che

pesava undici once


alla

neanche con quello del Caronni da lui medesimo citato


la descritta

nap. pari
in

a gr. 294.

Ma
il

il

medesimo Riccio dando


o

luce

con dire parergli quella moneta di Lombardi essere


e delineata nel
tab.

Napoli

nel

1852
monete
(1.

Repertorio
citato

sia descrizione e tassa

Museo Hedervariano

sotto Pesto,

Pars 1 pag. 35

delle

antiche
citt

ecc.,

dal

Mommsen

col

titolo

11

fol.

42
si

(Repert.

nota 35

a pag.

6).

Quanto

alla

Monete di

cit.),

a p.

29 d

di questa che

pur chiama
diversa.
e

iscrizione,

essa

diparte da quella del Caronni nella disposi-

unica moneta del Museo Lombardi una descrizione


Primieramente dice che
la stella
la

zione distribuzione se ne diparte anche nel dettato, cambiando


il

testa di
pii

Apollo
il

laureata

che

GR

F in

CN

F.

Conchiudiamo che questo

asse,

come

rap-

ha 14 raggi,

di

che sotto

cavallo v' l'ar-

presentato in figura dal Riccio, non

mai

stato

nella raccolta

caica
si

iniziale della zecca lucerina.

La qual
ci

descrizione

non

Lombardi, ne altrove,
dei sigg, Ritschl e

per dovr essere escluso dalle opere


e

trova d'accordo col disegno del dritto ohe

mostra un Apollo
ad otto raggi.

Mommsen,

di quanti

lo

hanno

citato

diademato ne con quello del riverso, ove

l'astro

trascritto sulla fede di lui.

Fine cella Pakte prima

Monete fuse

ARICCIA

CERVETE'RI

T.II.

:'Si^?^i'*'S

m^-

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CEBVETEB.I

T.III.

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T.IV.
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VICARELLO
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FRA TODI
k-

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31

AI,r.'..-.H'

"TELANDCLFO

TARQUINIA

IJ

OSSI

CARDEOMA

3CULCA N SAP.DEONA

T.VII.

a.bc

MONTEFIASCONE-

2-a,b,cd

OUINCiENTO

T.VIII.

a.b

TERAMO

2-a,b.c.

MAB.ZABOTTO

T.IX.

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3 b

a.b.c.

FABBRO

2-a,b.c.

T-a,b.c.

CERVETE:p.

T.X.

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a.b.

MUSEO BRITANNICO

a-a,b,c:

FABBRO

a. b.c.

FIESOLE

T.XI.

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M
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a,b..

VULCI

a.b.

MUSEO BRITANNICO

T.XII.

a.b,

MUSEO

LI

PESARO

2a.b.

ARICCIA

3a,b,

MUSEO BRITANNICO

Xlll.

a.b,

MUSEO BRITANNICO

-2

ARICGIA

T.XIV.

a.b,

ARICCi'A

a.b.

MUSEO VATICANO

VIGARELLO

T.XV.

a.b,

GENZANO

a,b.

VULCI

T.-XVI

a.b.

BOMARZO

r.
T.

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TODI

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VULeI

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a.b,

MUSEO BRITANNICO

T.

a.b

VULCI

T.XX.

1/

\\

a,b.

MUSEO

DI

PARIGI

T.

XXI.

a.b.

2a.b,

MUSEO KIRCHERIANO

a.b,

CARELLI

T.XXII.

MUSEO BRITANNICO

CERVETEKI

T.nm.

MUSEO KIRCHERIANO

XXIV.

MUSEO BRITANNICO

MUSEO KIRCHE RIANO

T.XXV

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1-3

KIRCHERIANO

4-5

TARQUINIA

T. XXVI.

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TARQUINIA

10

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KIRCHERIANO

2-12

ETRURIA

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LATIVM

T. XXX

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a.b.

MUSEO KIRCHERIANO

T.ini.

LATIVM

T.

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LATI VAI
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T.ini.

1.

3.

LATIVM
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UMBRIA

T.LVIO.

UMBRIA

T.LII

UMBRIA

T.LI.

3.

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UMBRIA PICENUM

T.LII.

PICENUM

T.LII.

3.

6:
8.

PICENUM-VESTINI

T.

LXI.

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CESENA -^ PONTE LANDOLFO. J.BELONA .^.ROMA

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