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La storia antica attraverso le monete

1) La moneta

Moneta coniata= moneta in metallo conforme a uno standard e con un segno


distintivo. E vero il primato lidio? Senofane in Polluce dice di s. Tale teoria si
basa sul fatto che a Efeso furono trovate le prime monete e sul suo possesso di
elettro, ma Efeso una citt greca. La monetazione un fenomeno greco (in
Persia solo in zone ellenizzate da VI, in Fenicia solo da met V, in Etruria da III.
La Lidia aveva una forte influenza greca, a Sardi cera unagor, anche se
pienamente greca solo da III a.C.). La moneta nacque grazie a interazione fra
Lidi e Greci, con un termine ante quem 560 a.C. (data del 1 rinvenimento).
Non conosciamo le sue funzioni pi arcaiche, forse monete usate per pagare
mercenari o per pagamenti da e verso lo stato. Non sappiamo nulla delle
autorit responsabili (sono ritenute Lidie per la frequenza e la vasta
distribuzione nellarea e per le iscrizioni non in greco). Secondo alcuni, a causa
della variet dei tipi si pensa che furono fatte da privati (per nellantichit mai
le monete furono prodotte da privati, al massimo da stato per i privati. Inoltre
le monete statali pi tarde usano tipi diversi. In quelle lidie per diversi tipi
usato lo stesso punzone nel rovescio, segno che furono fatte in ununica sede.
Forse con Creso, pi probabilmente con i Persiani lelettro fu sostituito con loro
e largento, forse per la variabilit della presenza dei metalli e incertezza
conseguente dei valori (ipotesi smentita da analisi). Altri contesti di
ritrovamento nel VI sono a Persepoli e a Sibari (distrutta nel 510). Ci sono pi
esempi dal V, questo grazie a ripostigli con monete da zecche diverse. La
diffusione fu rapida, attorno al 500 cerano monetazioni consolidate. Per la
cronologia utile la diaspora dei Greci da oriente a causa dellarrivo dei
Persiani, cos come per la diffusione sono importanti il commercio e il rapporto
fra la colonia e la madrepatria. La moneta si diffuse con lo sviluppo economico-
politico-sociale della citt. La mancanza di piccoli nominali sembra voler
significare il suo scarso utilizzo nel commercio, in realt anche il commercio era
in sviluppo e inoltre in alcuni contesti sono state trovate monete piccolissime
( anche se difficile comprenderne la funzione in pratica). Es. di sua funzione
un ripostiglio del VI in Asia Minore. Ovviamente non bisogna ingrandire
limportanza del suo utilizzo. Certo che con lintrudozuone del metallo vile
fiduciario con scarso valore si produce un grande cambiamento, perch le
monete sono pi maneggiabili- In Etruria e Roma nel VI metallo vile a peso,
altrove monete in bronzo, in Grecia tale costume si sviluppa fra la fine del V e
linizio del IV.
I darici doro persiani, loro di lampsaco, lelettro di Cizio erano usati come
moneta internazionale fino allet di Alessandro, poi alessandrini, moneta
Tolemaica e Cartagine. Difficilmente ci furono regolari monetazioni in oro, vuoi
per prudenza (risparmio) o uso non monetale delloro e il suo alto valoro, forse
per tab o mancanza di miniere. Con Alessandro ci fu la diffusione dellargento
(usato per a peso) e bronzo, ma pi limitatamente. Nel III monetazioni
imitative lungo il Danubio e in Britannia con influenza di prototipi macedoni.
Roma uso la tradizione etrusca (bronzo fuso a peso) e greca (argento e
fiduciaria in bronzo), poi nel 221-201 abbandona la tradizione etrusca. Ebbe
monetazione regolare in oro dal 46 a.C., con successiva predominanza delloro
durante limpero. Con Roma a volte la monetazione in altre citt cessata, a
volte fatta propria da Romani, a volta assimilata e sostituita. Con Diocleziano si
ebbe la standardizzazione e decentralizzazione delle zecche. La base fu il
sistema con il denario con modifiche ( 46 a.C. introduzione oro, 23 a.C.
riorganizzati metalli vili, 215 d.C. antoniniano).
La moneta pu essere riserva di ricchezza, misura di valore (gi a Babilonia e in
Egitto, usata per aggiustare le equivalenze nel baratto), mezzo di pagamento e
scambio (in Mesopotamia, specialmente largento, talvolta tagliato secondo
uno standard identificabile). Manca la moneta in documentazione micenea;
Omero problematico, qui c un reciproco scambio di doni e una
redistribuzione gerarchica dei beni, per la moneta non usata come mezzo di
scambio, forse la moneta nata dai sistemi di valore usati per il prestigio o per
indicare ruoli sociali, non da baratto (la teoria viene dallantropologia con rischi,
il baratto non da scartare), o magari deriva da doti, multe, scambi forse lo
stimolo venne dallOriente, per tutto ci non spiega lintervento statale. La
moneta usata in ambiti vasti, di certo ci furono fasi intermedi nel suo utilizzo
(es. spiedo di ferro). Grazie a ci poi diffusione e omogeneit in coniazione
(usato argento puro con standard da 12 a 17,2). La moneta emessa dallo
stato e le autorit emittenti sono identificate da tipi che tendevano a rimanere
invariati. La polis la chiave del suo sviluppo (competitivit nellasserire la
propria identit civica prodotta dalla monete, per alcuni stati coniarono poco
o nulla). Importanze laspetto politico, la spiegazione non va trovata solo
nellinterazione fra stati ma grazie ai cambiamenti economici-sociali e politici
sia come conseguenza che parte attiva. Fra il 700 e il 500 ci fu una crescita di
scambi, che liberarono la moneta dalla chiusura di scambio aristocratico (da
qui ricchezza base per la gerarchia sociale). A livello politico crebbe lautorit
statale con laccentramento del potere. Grazie alle monete si poteva avere una
codifica dei valori e uno stabilimento di norme imposte. Favor la sofisticazione
economica e il deposito bancario (non da sopravvalutare). Allinizio non favor il
commercio al dettaglio, ma favor gli scambi di mercato e il cambiamento
sociale e politico da cui era nata.
Atene: le paghe hanno diffuso la moneta. La paga giornaliera era fatta con
nominali piccoli, incoraggi un mercato basato sul contante. Molti schiavi erano
usati nel commercio al dettaglio, vi erano 30 magistrati per regolare il
commercio a Atene e al Pireo. Nascono i prestiti impersonali o inseriti in
relazioni sociali (senza interesse o molto basso), o da usurai o da banche o da
creditori professionisti o da negozianti o da corporazioni. Parte dellagor era
dedicata alle banche, il prestito era importante per il commercio marittimo,
per sempre necessario il trasferimento fisico di denaro. La moneta era usata
per affitti, per tasse e attivit filantropiche. La campagna era poco monetizzata
(cerano per prestiti da templi a demos).
Impero romano: livelli vari a seconda dei luoghi e dei tempi, per non grande
differenza. Come a Atene lassenza di monetazione era visto come attributo dei
primitivi. Il trasferimento fisico di monete era obbligato (uniche eccezioni forse
solo nei trasferimenti dei profitti delle tasse dallo stato o fra privati).

2) La coniazione

Legame fra metalli, moneta coniata e potere. Il metallo per le monete veniva
preso da miniere, bottini, indennit, doni, acquisti, beni accantonati, riconi
azioni. Per la provenienza si pu usare lanalisi metallografica, ma con cautela,
utile pi per capire la zecca di provenienza che la miniera. Sono utili le analisi
degli isotopi di piombo, per non devono essere mescolati metalli da fonti
diverse, cosa alquanto probabile, quindi tale metodo usato per lo pi per la
Grecia arcaica. Egina produsse la monetazione pi cosistente nel VI da miniere
di Sifno, Atene con il Laurion nel V (cos come Corinto dal Laurion, non avendo
fonti di metallo). Roma nel 346-88 ebbe una nuova fonte, forse per questo
prefer loro.
Le monete erano fuse quando troppo larghe per la coniazione (il metodo pi
usato consiste nel battere un tondello fra due conii incisi, quello superiore-
rovescio- inserito in un punzone, quello inferiore-dritto- in una incudine). Sono
stati trovati i titoli dei lavoratori e dei funzionari coniatori a Roma con Traiano.
Dal 244-9 si conosce la presenza di pi officine grazie alle diverse sigle
registrate, tutte con lavoro su ampia scala e stabile. Certe zecche avevano sedi
fisse con edifici appositi, seppure talvolta gli stabilimenti fossero chiusi quando
la coniazione non era in atto. A Atene si trovava nellagor con schiavi pubblici
usati come lavoratori, a Roma in Campidoglio e poi nellex domus aurea. Le
monetazioni civiche erano sporadiche e senza sede fissa. Molti edifici inoltre
non avevano una tipologia specifica, tanto che quando le zecche chiuse sono
irriconoscibili. I tondelli sono la base. Il ritrovamento dei tondelli la base per
scoprire lesistenza di una zecca (trovati fra il V e il II, ma non sempre dove ci
sono tondelli c una zecca). Forse si preferivano piccoli stabilimenti
decentralizzati contro uno centralizzato (problema sicurezza). Zecca= luogo di
produzione moneta di una citt, trovato nella stessa citt (non sempre vero,
dato che si poteva usare lo stesso conio per due o pi citt. Una citt poteva
coniare monete per pi citt e ci si capisce dal fatto che hanno lo stesso tipo
monetale; se questo diverso difficile capire se la moneta coniata in un
luogo o in pi). I coni potevano essere trasferiti fra zecche per apertura nuova
zecca o per decentralizzazione monetazione. Quando la condivisione
sistematica si tratta di centralizzazione. La condivisione usata per lo pi in
epoca imperiale durante la collaborazione fra piccole citt. Tavolta Roma coni
monete regionale per la circolazione in determinati luoghi (in occidente
standardizzate, in oriente secondo stili e pesi regionali), Le zecche potevano
anche essere itineranti.
Il logorio dei coni varia a seconda dellintensit della produzione. Durante
lEllenismo veniva apposto il mese di coniazione grazie a cui si capisce la
durata di singoli coni. Duravano da 3-5 mesi fino a 5 anni. A Roma minimo un
giorno fino a un massimo di 80 anni, stessi coni usati non per forza per monete
contemporanee. Studio dei coni=valutazione della quantit di emissioni. Non
esistono archivi di zecche. Si calcola mediamente grazie al prodotto fra il
numero originario dei conii usati per una emissione e il numero medio di
monete prodotte per ogni conio. Il primo dato deriva da estrapolazioni
statistiche del numero di coni osservati in epoca moderna risultato dalla
frequenza del campione nelle monete esistenti. Il risultato va messo come
intervallo di valori, data lenorme incertezza e rischio di errori. Maggiore
sicurezza viene dal paragone fra la stima del numero totale di coni e la
frequenza relativa nei ripostigli monetali (considerando la progressiva uscita
dalla circolazione delle monete pi antiche). Nel caso necessario il confronto
fra dati regionali. Il problema passare dalla quantit relativa espressa in
numero di coni alla produzione assoluta di monete, per cui necessaria la
produttivit media dei coni. La produttivi di un conio varia a seconda del
metallo usato, dimensioni e tipo della moneta, qualit conio, abilit lavorativa,
momento della sostituzione. Tutto ci cambia la produzione effettiva dei singoli
coni; lo studio utile per alta o bassa produzione, per porta con se grossi
rischi.
Prima si pensava che il solo modo di ingresso in circolazione della moneta fosse
per le spese dello stato (non vero, anche cittadini privati potevano coniare
monete, anche se le fonti ne parlano raramente. Le monete potevano essere
vendute al pubblico o ai cambiavalute, Altri motivi per la coniazione: riforme
monetarie, sistemi di circolazione chiusi, rinnovamento monete consunte o
standardizzazione accumulazione non omogenea, alleanza monetarie, profitto,
orgoglio, politica, per facilitare scambi, pagamento tasse e commerci esterni.
La moneta nuova di Domiziano fu usata solo per un decimo di spese dello stato
(usati anche lingotti, monete vecchie, crediti). Rimane importante il suo uso per
spese statali (spese militari, distribuzione di cibo e denaro, giochi, lavori
pubblici, pubblico impiego, spese insediamento, pagamenti esterni. Cera una
moneta specifica per ognuna di queste categorie). Per capire se monete fatte
per spese militari servono 5 fattori, che comunque non bastano: iscrizioni
militari, tipologia militare, contesti militari, fenomeni monetari apparentemente
inspiegabili, documentazione su origine militare di una coniazione (alcune
monete militari non hanno nessuna di questa caratteristica e non sappiamo
come riconoscerle. Importante conoscere le cronologie e la datazione per
anno, grazie a cui si possono riconoscere le fasi di preparazione alla guerra).
3) Gli imperi

Le monetazioni imperiali e i simboli relativi al controllo su coniazioni locali


possono rispecchiare lespansione di un impero. Le monete mostrano
lideologia imperiale e la rivendicazione del potere. Possono intervenire o no
(talvolta il predominio delle monete imperiali dovuto a acculturazione o
subordinazione economica, non a interventi specifici). Martin: nessun rapporto
fra sovranit e monetazione (non corretto. E vero che la sovranit non
includeva il diritto di coniazione, per lautonomia in un impero dipendeva da
accordi, legati anche alla monetazione. In alcuni contesti la coniazione
concessa dal potere imperiale. Con la fine del giogo imperiale fiorivano invece
coniazioni locali. C una forte connessione fra monetazione e autonomia
politica e orgoglio di identit civica.(es. la monetazione civica in oriente impero
fino al III fenomeno culturale, simbolo di indipendenza, seppure fittizia,
prodotte da poleis, regni clienti o province unite). Non tutte le poleis batterono
moneta, sotto limpero romano la monetazione implicava una indipendenza sul
modello greco-romano (poleis entit amministrativo-culturale). Luso di moneta
unica simbolo di coesione e appartenenza a impero, la tipologia con ritratto
segno che un individuo simbolo dello stato e portava realt impero ai sudditi
(ideologia governo benevolo, anche grazie a cooperazione elite. La
raffigurazione mezzo di auto definizione e serve per mantenere il dominio.
Atene: fra il 450-411 decreto su imposizione monete, pesi e misure con tono
imperialistico in tutte le piazze dellimpero. Usate solo monete ateniesi
(Osservato? In Egeo settentrionale non c interruzione nel periodo del decreto,
dovrebbe esserci invece una supremazia delle monete ateniesi, inoltre niente
menzione in rifondazione lega nel 378-7). Forse tale misura fu fatta per favorire
pagamenti, tasse e tributi, in realt pi un esercizio politico di forza.
Persia: prima del 500 darici doro e sicli dargento con grende Re in pose
militari, forse con regolarizzazione dei tributi (prima doni non regolari). Per gi
prima cerano problemi nei pagamenti e anche dopo furono fatti in natura. La
circolazione della monete limitata, diversa a seconda delle aree. In V sicli solo
in asia minore, dal IV circolarono pi ampiamente. Inoltre non era imposto un
uso esclusivo della moneta regia, era permessa la coniazione di monete a
satrapi, talvolta superiore a quella regia insieme a monetazioni civiche. Nel IV
forse aumenta la produzione di moneta locale in oro, elettro e argento. Non ci
fu neppure una standardizzazione dei pesi, la monetazione rifletteva la
diversit culturale e amministrazioni delle varie regioni.
Filippo II: rispett la moneta tessala e altrove continuarono le monete. Sfrutt
le miniere doro a Krenides per corruzione e pagamento dei soldati (per da un
ripostiglio di Corinto appaiono solo dal 345 a.C.). Le emissioni postume sono
cospicue e importanti (da Livio). A causa dei philippei molte zecche smisero di
produrre i nominali pi grandi, rimasti solo i pi piccoli.
Alessandro: le sue monete apparvero solo dopo 3 anni dellassunzione del
regno, continuati filippei postumi (ma xk questi non sono stati trovati in Asia
minore?). La produzione diventa massiccia dal 333-330 con tesoro persiano,
estesa pure geograficamente con zecche dovunque. Emissioni importanti
furono nel 324 a.C, con la liquidazione dei soldati. Gli Alessandrini divennero la
moneta internazionale al posto dei tetradrammi ateniesi. Fu usato lo standard
ponderale attico, Vennero prodotti per 250 anni erano riconoscibili, accettate e
politicamente neutre, nessuna imposizione, predominanza graduale. Le
monetazioni civiche continuarono e fu introdotto il doppio darico, a parte ci fu
seguit la tradizione achemenide. Atene fu danneggiata e non furono pi
necessarie, ne ci furono pi desiderio o risorse per monetazioni civiche.
Seleucidi: sotto Seleuco I continuati alessandri, sotto Antioco I suo ritratto,
ma moneta principale restano gli alessandri. Era usato lo standard attico grazie
a un regolamento preciso dovuto a considerazioni pratiche. Non era concessa
la monetazione a nome di satrapi, le citt solo bronzo, oro e argento da zecche
reali. Con indipendenza di alcune citt urono coniate monete dargento, forse
tutto ci dovuto a una misura precedente restrittiva.
Tolemei: monetazione regia esclusiva da 310, fuori alessandri e standard
attico. Viene usato il ritratto di Tolemeo e da 290 tetradramma tolemaico a 14,3
g., unica monetazione nel regno. Monopolio pure in Siria, Fenicia, Cipro. In Asia
Minore e Cirenaica pi libert, cos come in confini politici e in zone di sola
influenza. Sistema chiuso per entrate statale e per trattenere moneta,
soprattutto in argento, a causa della scarsit di miniere in Egitto.
Attalidi: 284 Filetero fa monete di peso attico (prima Alessandro, poi in nome
si Seleuco), con valore subordinato in circolazione e adatto a esportazione. Fra
il 190-170 c una monetazione cistoforica, forse centralizzata, pi leggera di
quella attica, usata solo in territorio attalide, ma continuarono fileteri attici e
monetazioni civiche attiche, forse per esportazioni. Gli Stefanofori erano
tetradrammi attici, per in un certo periodo di passaggio marcati come
cistoforici. Usavano un sistema simile a quello tolemaico, ma con monete fatte
e adibite a esportazione, inoltre cistofori non una monetazione reale in
quanto non c ne nome ne ritratto regio, ma erano contrassegnate da citt.
Forse tutto ci tipico della dialettica fra citt e attalidi.
Roma: le monetazioni locali cessano con il fluire dei metalli a Roma, se
continuavano usavano nominali assimilabili a quelli romani (durarono di pi
monetazioni locali in oriente rispetto alloccidente e in metallo vile rispetto che
in argento). Venivano continuate le vecchie monete, cos non si sa quando
lautorit pass a Roma. Dopo la fine della 2 guerra punica in Italia e Sicilia
sparirono le monete locali in argento, continuarono solo da qualche parte in
bronzo. Oro e argento cartaginese subito sparito.. In Spagna nel II furono
introdotte monetazioni locali in bronzo e argento, finite di produrre nel 50 a.C., i
celti cessarono subito, in Oriente continuata in occidente no. No bronzo in
occidente dopo Claudio, in oriente rimasta la sua coniazione fino al III d.C.
Nessuna misura romana a riguardo, al massimo scoraggiamento. Cera
differenza culturale fra Occidente e Oriente, ma sotto Diocleziano la
monetazione divenne unificata.
Gli imperi variarono i loro approcci. La monetazione imperiale simbolo e
rappresentazione dellaffermazione del potere e di appartenenza (prima
connessione di battere moneta con autonomia, indipendenza e identicit
culturale o politica). Cera in ballo una componente sia economica (per tributi e
bottini), sia ideologica. La monetazione ha influenzato la nostra tipologia di
Imperi?

4)Tipi monetali e politica

Nelle prime monete difficilmente cera un significato simbolico (pi decorazioni


fisse, raramente forme distintive civiche o reali). I tipi successivi invece erano
politici con orgoglio per lemblema della citt. Durante autocrazia riflettono la
linea ufficiale, le monete offrono una coperta geografica e cronologica
maggiore, conoscenza quasi completa della tipologia monetale per molti
periodi, sono una fonte contemporanea.
Grecia: in greca arcaica e classica non cera una rappresentazione politica, ma
esaltazione di identit civica, lunica eccezione per la vittoria di tiranni o re
nelle competizioni panelleniche. Il 1 caso nel 405 a.C. da 7 citt dellasia
minore per mostrare sottomissione a Sparta contro Atene. Per sottolineare il
controllo straniero si introducevano simboli stranieri. Importante la
rappresentazione di individui, che cos diventavano simboli dello stato (non
solo peculiarit orientale, ma ci anche in occidente, seppure meno, perch il
potere doveva essere di un individuo), usate da satrapi e dinasti, attestate
verso la fine del V e la met del IV, poi con Filippo e Alessandro (per loro due
no teste ritratto). Nel 305 Tolemeo e e nel 295 Demetrio Poliorcete iniziano i
ritratti ellenistici con diadema e attributi divini (precedenti a culti statali), poi
con iscrizioni chiarificatrici i ritratti furono usati per dimostrare la continuit
dinastica grazie al richiamo a sovrani precedenti come Alessandro. Sono rari gli
accenni a ispirazioni politiche generali o a accenni a imprese specifiche. Sul
rovescio c lindicazione dellorigine divina. Pochi sono i tipi storici (es.
campagna indiana di Alessandro), possono essere espresse tramite monete
richieste daiuto ai potenti.
Roma: allinizio come in Grecia. Tra il 140-130 a.C. ci sono molteplici tipi
monetali che riflettevano interessi personali di funzionari monetali o di altri
magistrati o comandanti. Si viene a creare ostentazione pubblica per la
competizione (per porvi freno legge suntuarie nel 77 a.C.). Cerano riferimenti a
famiglia e successi degli antenati, ma anche a eventi contemporanei e persone
di potere. Furono introdotti non solo simboli, ma anche ritratti (1 Giulio Cesare,
da l caratteristica stabile in moneta). Nel 23 a.C. tornano i funzionari monetali
(apparente ritorno a repubblica), ma spariscono da 4 a.C. con
monopolizzazione dellostentazione pubblica da parte dellimperatore e della
sua famiglia. Sotto Claudio non sono pi concessi ritratti non imperiali in
monete. Fino a Iv d.C. aument la variet tipologica con preferenza allaspetto
militare, da tetrarchia c unit e uniformit, che causa la fine della variet.
I funzionari monetali erano responsabili della scelta dei tipi monetali almeno
dal 130 a.C., forse con lo stesso ruolo durante il principato, ma con la
conduzione della zecca nelle mani del procurator monetae. In monete ci sono
temi politici per laffermazione del potere. Sono poche le prove della presenza
di monete mirate verso gruppi politici particolari (es. Adriano per Britannia).
Cera una certa intenzionalit e attenzione sulleffetto che avrebbero fatto le
monete sui futuri usatori (talvolta le monete erano battute per ricordarne delle
vecchie, talvolta per ripristinare i valori antecedenti). Le monete per potevano
essere meno specifiche ma con intenti precisi. Alcuni temi erano diffusi in
momenti diversi, alcuni eventi erano abbelliti, cera cura nel mostrare o meno
alcune cose, alcune entravano in dialogo con le altre (es. utilizzo della libert in
Cesare e Bruto o pietas; questi sono esempi di vera e propria propaganda).
Quanto era limpatto sul pubblico? Non si sa. Talvolta tanto, anche se cera il
rischio di mal comprensione. Laspetto pi notabile era il ritratto, diffuso a sua
volta anche grazie a monete. Molti simboli del linguaggio figurativo nelle
monete sono presenti in muri, gioielli, tessuti, tegole, monumenti funebri etc.,
tanto che influenzavano il gusto e lo stile.
Durante la Repubblica le allusioni erano comprese solo da pochi, ma da qui si
svilupp un linguaggio visivo per comunicare una grande variet di temi,
prendendo spunto dallEllenismo, ma riadattandolo. Importanti divennero le
personificazioni e i simboli astratti, la cui oscurit port alla creazione di
iscrizioni. Con Augusto i tipi divennero meno complessi e pi espliciti, fatti per
la moltitudine, che li capiva (anche grazie alla standardizzazione delle
iscrizioni). Il linguaggio visivo e verbale usato era quello dellideologia
imperiale, dalla retorica politica deriva il linguaggio delle iscrizioni. Potevano
riflettere scelte politiche particolari, cos anche grazie a moneta liconografia
imperiale conflu fra i privati.
Da Alessandro furono conferiti attributi divini a sovrani; a Roma si preferiva
esibire una parentela con la divinit (in questo campo grande competizione). Si
diveniva divus solo da deceduti, prima solo imperatori, poi anche i membri
stretta della famiglia. Ogni imperatore poteva sottolineare relazioni speciali con
particolari divinit dedincandogli tipi monetali. Usavano la corona radiata, ma
poi per suo uso frequente perse la sua importanza (indicava solo alcuni tipi di
nominali). Da III d.C. c una svalutazione del simbolismo divino, perch usato
da tutti. Da Domiziano c identificazione fra imperatori e divinit, avvenuta
definitivamente con Commodo. Ci sono casi di monetazioni anomale, senza un
controllo imperiale.
La legittimazione al potere derivava dalla discendenza, dal carattere e dalle
conquiste; dopo Giuli-claudi divennero importanti le personificazioni di virt
imperiali, in alcuni casi inoltri anche importanti erano le relazioni con lesercito
e la generosit verso il popolo. Prima cera reticenza verso la successione dal
12-13 a.C. molto meno. Il ritratto era uno strumento potente con imperatore e
successore, se monete fatte a posteriori servivano per la legittimit. Era usato
il concetto di providentia, in guerra civile la legittimit si basa sul vendicare il
proprio predecessore e inoltre battere moneta nuova una pretesa di essere
imperatore. Nessun usurpatore adott mai simboli nazionalistici o separatistici,
ma non si rifaceva mai a rivali, raramente appaiono gli altri imperatori come
colleghi.
Nelle monete veniva rappresentato il diritto dei Romani a governare il mondo
con popoli e regioni sconfitte e re inginocchiati. Da Adriano si trova la
rappresentazione di province invitte come parti dellimpero. Il mondo
raffigurato come globo, sotto dominio di Roma, che ha diritto di governare.
Le monetazioni civiche esprimono lideologia del governo benevolo, sviluppata
da elites locali integrate in impero (i modelli romani erano percepiti
lentamente). Sono rari la figura di Roma e i ritratti dei romani fino a Augusto,
da qui espansione dei tipi romani, seppure non contemporaneamente ne
dovunque. Le citt per usavano tipi anomali, dato che allargarono a un
numero eccessivo i familiari ritratti e fino a Claudio potevano addirittura esserci
ritratti di governatori imperiali. Gli imperatori erano salvatori, fondatori e
benevoli, le imperatrici erano come Dee. I rovesci avevano invece temi locali
con rivendicazione di status (fino al III d.C. maggiore variet). Le
personificazioni di virt imperiali non divennero mai un tema principale, pochi
erano i riferimenti a eventi imperiali e riferimenti a imperatori nel rovescio.
Alcuni re clienti ripreso in monete la ratifica da Roma. Le citt cercavano il
patrocinio dellimperatore per ottenere vantaggi materiali (rivalit fra citt), ma
servivano anche per ampliare lideologia imperiale. Da II prevale un gusto
antiquario, limperatore paragonato a personaggi mitico, per lo pi ritratto in
abito militare e trionfante come difensore della patria e capo dellesercito. Dal II
c pi variet nellespressione del governo benevolo dellimperatore, ma
sempre in modi ben definiti.

5) La circolazione delle monete

Problemi: il numero totale delle monete trovate in un luogo dipende da molti


fattori locali (tesori interrati sono quelli non recuperati, simbolo dellinsicurezza
del luogo), molte monete da ripostigli (rischio visione distorta del commercio),
piccoli nominali hanno perdite casuali maggiori, soggetti in ritrovamento a
problemi dello scavo archeologico. E necessario guardare la composizione dei
ritrovamenti in percentuale, paragonati poi con quelli della stessa regione, poi
visti isolatamente o in paragone con altre regioni. C un problema riguardo a
monete fuse, ribattute o ricommercializzate in luoghi dove non potevano
essere usate (non lasciano traccia). Molti movimenti originari sono sconosciuti,
usati lingotti per trasporto o per pagamento, usati come moneta coniata, ma la
loro circolazione non rintracciabile. Talvolta si evitava di trasferire somme di
denaro per esempio con sistema di debiti-crediti e prestiti marittimi ( un
sistema per sempre poco importante).
Le spese pubbliche erano il mezzo principale di immissione del denaro. Sono
importanti i pagamenti dei militari esterni. Una volta che lo stato riprendeva
denaro con p.e. tasse poteva poi nuovamente ridistribuirlo. Nella circolazione vi
era influenza da parte di privati. Le monete preziose erano usate per trasporti
interregionali (stato e commercio), i piccoli nominali invece erano a seconda
degli spostamenti degli individui. I flussi monetari non coincidevano con il
flusso delle merci (cerano anche il baratto e il commercio monetizzato senza
movimenti monetari). La moneta era trasportata per lacquisto o la vendita di
merci, ma anche per spese, tasse, pedaggi, dazi doganali. Cera un movimento
monetario maggiore se cera sproporzione nel valore delle merci tra due
regioni. Non conosciamo la provenienza dei mercanti e il tipo di monete non
rifletteva lorigine dellargento. La circolazione delle monete non corrisponde
alle fonti sul commercio ed in disaccordo con la ceramica.
Periodo arcaico: diffusione notevole di monete dargento. Es. spostamento di
monete da Egeo settentrionale a Siria e Egitto; es. Atene. Le monete non erano
esportate solo da regioni minerarie.
Periodo classico-ellenistico: pi facile capire gli spostamenti per motivi
militari, pur rimanendo forte come spiegazione il commercio. Es. pegasi corinzi
in Sicilia; bottini e tributi a Roma ( a causa di problemi politici ci fu una
trasformazione nella circolazione e nella coniazione?).
Roma: impossibile determinare movimenti interregionali a causa della
circolazione delle stesse monete ovunque (centralizzazione e grande
trasferimento di metalli). Monetazioni civiche e regionali: in bronzo in occidente
fino a Caligola, in oriente fino a 250 d.C. Sono utili per capire i movimenti della
gente. Il movimento solo regionale, interregionale leccezione, la maggior
parte per occasioni militari. Le monete dargento erano confinate nelle loro
regioni (forse per usi o leggi). Cera una esportazione verso il basso Danubio (in
et tardo repubblicana verso la Dacia), forse per un commercio di schiavi (per
cerano anche altre aree da cui prendevano schiavi). Qui monete di II a.C. in
depositi di fine I a.C. e oltre forse per insicurezza a causa di campagne di
Burebista. Qua inoltre ci sono imitazioni locali; moneta introdotta da Filippo I e
Alex per mercenari, fungeva per prestigio e definizione di rango (sviluppo
economico solo con ingresso in impero romano). In India cera solo per il
commercio, qui le monete a peso (talvolta anche senza) e solo quelle vecchie
per il miglior contenuto di fino(inizio movimento oro e argento con flavi e per
tutto il II d.C.). Il ritmo dellesportazione era determinato dalle riforme
monetarie. Cos vale anche per nord e est Europa nel Barbaricum e nel Baltico.
Nelle zone pi vicine per commercio le monete sono usate normalmente, pi
lontano sono prese per il loro valore simbolico. Buoni risultati ha portato lo
studio della cronologia. Problema moneta demonetizzata. Paragone fra siti
diversi o tra sub-regioni, tra citt e campagna o tra regioni su livello di
monetizzazione. Lo studio di particolari emissioni dimostra la loro irregolarit di
distribuzione originale poi non modificata. Certe monete vili erano fatte a Roma
solo per una provincia (monete preziose circolazione pi regolare e ampia).
Hopkins: le province pagano pi in tasse affitti rispetto a quanto poi ricevessero
da spese governative e introiti, quindi lunico metodo per il guadagno era il
commercio. Dunca-Jones: monete gi mischiate prima di partire da Roma (sia
vecchie che nuove). Per largento poi non cera uneconomia integrata, veniva
inviato in regioni diverse a seconda dei casi e l rimaneva (per loro c
incertezza a riguardo). Problemi di entrambe le teorie: nessuna considera i
fattori politici o monetari, i tempi di mescolamento, il ruolo dellesercito;
Hopkins va corretto perch non sempre le stesse monete ovunque, Duncan-
Jones mancanza di omogeneit non vuol dire non integrazione. Coniazione
decentrate: studiato il loro mescolamento e la durata del processo. C un
ritardo di monete orientali in occidente, forse avvenuto tramite movimenti
secondari (le monete consegnate dalla zecca non per forza rimanevano nel
luogo).

6)Tempi di crisi

La crisi si riflette sulla moneta: o si fa meno spesa o si adottano espedienti. A


Atene nike svestite e monetazione in rame fiduciaria, a Roma svilimento
bronzo, prestiti, moneta in oro.
Loro era usato nei momenti di crisi, pi rare sono le monete fiduciarie, nel caso
svalutazione (nel I a.C. Seleucidi e Tolemei). Moneta di Cartagine in continua
svalutazione, idem in Gallia e Britannia. Erano societ con bisogno di metallo
prezioso, ma con scarse fonti (poteva essere conseguenza di sospensione di
paghe ai mercenari, oro e argento verso Roma, del mancato possesso di
miniere o tecniche minerarie adeguate). In Grecia era pi frequente la
riduzione di standard ponderale (sia per usura che necessit). Questi atti erano
dovuti a pressioni finanziarie (militari), ma anche a motivi economici (profitto,
controllo scambi esterni, mantenimento moneta nel regno), come per gli
Attalidi e Tolemei.
Da 221 a.C. a 250 d.C a Roma non ci fu una caduta notevole di standard.
Ricadute ci furono con Nerone e poi con lintroduzione nel 215 dellAntoniniano.
Dal 250 fu tolta la moneta vile, con Aureliano e Diocleziano riforme per
stabilizzare la moneta, da Costantino stabilit delloro, cos come dellargento
dal 290 al 360. La riduzione dello standard derivava dalle inadeguatezze delle
finanze statali, la svalutazione si aveva quando erano alte le spese statali. Ci
era accompagnato dallaumento dellattivit della zecca, per bilanciare le
entrare e le uscite. Per con cambiamenti di dinastia si tentavano dei
miglioramenti delle monete per restaurare gli standard antichi, tutti tentativi
falliti tranne con Diocleziano con largento puro. Si doveva modificare la
moneta per mantenere il rapporto di cambio inalterato? Si diminuiva lo
standard se saliva il prezzo del metallo per non rischiare la sua fusione? Quanto
era sopravvalutata la moneta? La moneta doro talvolta non era modificata
insieme a quella dargento e nel caso non in modo uguale. Cause riforme:
spese e moralismo conservatore (forse anche per compensare il rialzo dei
prezzi).
Inflazione: aumento dei prezzi, il suo studio d risultati imprecisi; varia a
seconda di quantit, qualit, stagione, luogo; le fonti sui prezzi ufficiali di
transizioni con stato sono scarse (a parte lEgitto). Non abbiamo ne variazioni
regionali ne cronologia dei mutamenti. Linflazione porta alla scomparsa dei
nominali pi bassi. Dal II a.C. c una tendenza progressiva allaumento dei
prezzi nominali.
Equazione Fischer: mv=pt= aumento dei prezzi, tesaurizzazione e produzione
per il mercato monetizzato. Rischio utilizzo a causa di fonti imprecise. Non la
disponibilit di metalli, la la quantit coniata a influenzare i prezzi. Ci fu una
lunga stabilit dei prezzi in oro, linflazione solo dal IV ma non dovuta
allaumento di monete doro.
Svalutazione: usata da stato per spendere di pi, provoca laumento dei prezzi?
Per alcuni no, per altri s. Forse ci fu un cambiamento nel 274/5 con la riforma
di Aureliano, che altera la relazione delloro con le altre monete, loro cominci
a fluttuare e le altre persero valore a causa della svalutazione (dubbio se
fluttuazione delloro gi prima, ma forse nel 274/5 dato valore ufficiale a ci
che avveniva prima fra i privati). Fino al 220-230 cerano pesi costanti, poi
variabili, senza standard ponderali, la moneta era valutata a peso. I prezzi non
reagivano subito alla svalutazione a parte ra il 160-190 e 274. Nel IV
aumentarono i prezzi a causa dello svilimento, ma la documentazione
ambigua. Se la moneta mantiene un valore nominale non necessario un
aumento dei prezzi, se vale come un lingotto ci sta. La moneta romana sta nel
mezzo; loro variabile, le altre monete hanno il nominale stabile. Solo con oro
e argento si tentava di mantenere un rapporto stabile fra nominale e
contenuto, di solito le monete coniate erano sopravvalutate. Monete con lo
stesso nominale, ma con diversi contenuti metallici potevano circolare insieme,
la svalutazione era per valutata entro certi limiti, al massimo i prezzi
reagivano a lungo termine; potevano inoltre esserci atteggiamenti irrazionali,
basati sui ritratti.
Le riforme monetarie possono svalutare tramite lalterazione del nominale (es.
301 d.C.) o con una nuova moneta (es. radiato di Caracalla 215). Alcune
riforme sono in rapporto con il rincaro e con linflazione (es. crisi dei prezziu
273/4). Es. laumento dei prezzi port nel 301 alleditto dei prezzi massime.
Riforme monetarie e rincari sono uniti. Le riforme monetarie erano fatte per:
riduzione standard; miglioramento caratteristiche fisiche delle monete
esistenti; contro aumento prezzi.
La svalutazione era fatta per le crisi finanziarie dello stato. I periodi di
inflazione erano pieni di svalutazione e riforme monetarie. Linflazione poteva
avvenire per sostenere una valuta con basso contenuto dargento. Nel 380 d.C.
cera pi stabilit perch i prezzi erano espressi in oro. Con inflazione del
nominale cera un riaggiustamento dei prezzi e delle remunerazioni (la terra
non era toccata, non cerano obbligazioni immateriali). Limportante era avere
buone informazioni (forse con la svalutazione le transazioni erano fatte in
natura, ma c scetticismo su tale ipotesi). Nel IV lo stato esigeva obbligazioni
in oro, la disponibilit in oro era uno degli stacchi pi netti fra ricchi e poveri.
III crisi con svalutazione oro e argento a causa di debolezza finanze statali
(poco metallo prezioso disponibile). Tutto ci avvenne forse per instabilit
politica e disintegrazione (declino distribuzioni imperiali e minore integrazione
economica, con meno interscambio occidente-oriente). Ci fu un declino dello
standard ponderale e la fine delle monetazioni civiche (mai pi tornate) e fine
dellevergetismo dei privati (tasse ai poveri, poche costruzioni civiche). Ci fu la
morte delle citt piccole, solo gli ufficiali imperiali potevano rendere splendide
le citt.