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4-7 Con le tecniche di

anni
MATTEO SALVO

IL MAGO DELLE
TABELLINE
L’‚approccio rivoluzionario
‚per memorizzare ‚i numeri…
‚e non ‚solo!

a cura
cu
cu di
Barbara
B arbar Franco

con
LIBRO - G ult i I DA
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QUID+
IL MAGO DELLE TABELLINE
L’approccio rivoluzionario per memorizzare i numeri… e non solo!

A cura di Barbara Franco


Testi: Barbara Franco, Matteo Salvo
Con la consulenza di: Nicola Tomba
Fotografie: Shutterstock Images, Freepik
Illustrazioni: Anna Laera
Art direction e impaginazione: www.graƁchevincenti.it - Fossano (CN)

Stampa e confezione: GraƁche Busti srl, Colognola ai Colli (VR),


azienda certiƁcata FSC®-COC con codice CQ-COC-000104

© 2019 Alias S.r.l.


Prima edizione 2019 [4(L)] 978-88-580-2357-0
Tutti i diritti sono riservati, in Italia e all’Estero, per tutti i Paesi. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa
con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma (fotomeccanica, fotocopia, elettronica, chimica, su disco o altro, compresi cinema, radio, televisione)
senza autorizzazione scritta da parte dell’Editore. In ogni caso di riproduzione abusiva si procederà d’ufƁcio a norma di legge.
IL MAGO DELLE
TABELLINE
L’‚approccio rivoluzionario
‚per memorizzare ‚i numeri…
‚e non ‚solo!
La linea editoriale QUID+ nasce da un cuore di mamma.

Una mamma che, come tanti genitori, si rivolge spesso la domanda:


“Che cosa posso dare oggi a mio figlio per permettergli di vivere
al meglio il suo futuro?”.

Se stai leggendo questa guida, probabilmente anche tu sei spinto


dalla voglia di dare il meglio a tuo figlio nel tuo ruolo di genitore,
per non avere il rimpianto, un domani, di non aver saputo sfruttare
tutte le occasioni per passare “tempo di qualità” insieme.

Quello che ti proponiamo con QUID+ è di intraprendere un


viaggio insieme, tu e il tuo bambino, con il fine di aiutarlo a
sviluppare le infinite potenzialità che già possiede. Non per farlo
diventare un supereroe, ma perché cresca con curiosità e passione
verso il mondo che lo circonda, capace di cogliere e assaporare
ogni occasione che gli si presenta per ottenere una vita ricca di
emozioni e di amore.

QUID+ è un dono d’amore dedicato ai bambini che bramano di


scoprire il mondo e ai genitori che vogliono accompagnarli in
questa avventura.

Un abbraccio e buona vita insieme!


Sommario
P‚arte ‚dedicata ‚ai ‚bambini
Il Mago delle Tabelline . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
Il libro magico delle tabelline . . . . . . . . . . . . . . 15

P‚arte ‚dedicata ‚agli ‚adulti


QUID+ Il lato divertente di imparare . . . . . . . . . . 51
Per un genitore consapevole . . . . . . . . . . . . . . 52
Aree globali di competenza: un mondo da esplorare . . . 53
Il Mago delle Tabelline . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
Giochiamo! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
Il Mago delle Tabelline
C’era una volta un bimbo di nome Pietro.
Pietro era speciale, aveva un potere che sembrava magico,
un talento raro: riusciva, infaिi, a vedere particolari
che i suoi amici non vedevano.
Era aिento ai deिagli e all’ordine che trovava in tuिe le cose.
Non l’ordine che la mamma gli chiedeva di fare
nella sua camereिa… Pietro vedeva l’ordine che regnava
nel mondo, sopraिuिo nella natura.
Aveva scoperto che le foglie dell’acero avevano 5 punte, così come
le stelle marine e che le violeिe che crescevano in giardino avevano
5 petali. E anche le sue mani avevano 5 dita! Il numero 5 aveva
per lui un signiਭcato particolare, un po’ magico.
9
Era stato il nonno a insegnargli a contare. Tuिo era iniziato
con i suoi primi passi da solo. Tuिe le volte che salivano le scale,
il nonno si aggrappava al corrimano e, tenendo ben saldo
Pietro con la mano libera, contava insieme a lui ogni gradino.
Erano 5 rampe con 10 gradini ciascuna. E così Pietro,
che non aveva ancora tre anni, sapeva già contare ਭno a 50.
Pietro si divertiva a contare ogni cosa: le macchine che passavano
sulla strada, gli gnocchi che aveva nel piaिo, i ਭori nel giardino
del nonno.
Pian piano aveva sviluppato la capacità magica di vedere
le quantità, riconosceva l’ordine in tuिe le cose e le impronte
che ciascuno di noi lasciava nel mondo.

Un giorno il nonno lo fece sedere


sulle sue ginocchia e gli disse
che era ormai pronto per entrare
nel magico mondo delle tabelline.
Pietro era molto curioso:
che cosa voleva dire?

10
Il nonno gli porse un libro molto speciale, che lui stesso
aveva ricevuto in dono tempo prima da suo nonno.
«ोesto libro» gli spiegò «contiene tante formule magiche
che potrai usare tuिe le volte che vorrai, con me, con i tuoi amici,
con mamma e papà e che ti aiuteranno a leggere meglio l’ordine
delle cose che hai intorno.»
Pietro, che era molto curioso, prese subito in mano il libro
e iniziò a sfogliarlo aिentamente. Le pagine erano piene
di bellissimi disegni colorati e di divertenti ਭlastrocche.
Un sorriso grande grande gli si dipinse in viso.
Ben presto Pietro iniziò a giocare con le tabelline, da solo,
in compagnia dei suoi amici o in gara con il nonno…
diventò così bravo che da allora tuिi lo chiamarono
Il Mago delle Tabelline.

13
Caro genitore,
per sfruttare al meglio tutti i contenuti del libro magico delle tabelline,
leggi il lÚro-guida ࠫe trovi a pagina 60.
IL
lÚroDELLE
magico
tabelline
,
Conta dell 1
Uno, due, poi viene il tre,
elefante, tocca a te.
࠭attro, cinque e anࠫe sei,
con te il mondo esplorerei.
Con il sette arriva l'otto,
ci mangiamo un bel biscotto.
Dopo il nove arriva il dieci,
ma ࠫe buoni questi ceci.

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Conta del 2
Due, quattro e poi sei,
i triࠫeࠫi nei musei.
Otto, dieci e poi dodici,
non vengon dai Tropici.
࠭attordici, sedici, diciotto,
hanno tutti un bel panciotto.
Se li guardi son contenti,
e di zanne ne hanno venti.

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Conta del 3
Tre, sei, nove,
vedo impronte in ogni dove.
Dodici, quindici, diciotto,
la gallina e il suo fagotto.
Ventuno e ventiquattro,
è al mare e dà di matto.
Ventisette e poi trenta,
in vacanza si lamenta.

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Conta del 4
࠭attro, otto, dodici,
i versi son melodici.
Sedici, venti, ventiquattro,
hanno anࠫe uno scettro.
Ventotto, trentadue, trentasei,
le libellule ascolterei.
Di ali ne han quaranta,
il loro coro tutti incanta.

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Conta del 5
Cinque, dieci, quindici,
si alzan solo gl’indici.
Venti, venticinque, trenta,
la mano gialla diventa.
Trentacinque e poi quaranta,
ogni dito già si vanta.
࠭arantacinque e cinquanta,
la tua mano tutti incanta.

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Conta del 6
Sei, dodici, diciotto,
con gli amici è l’assolotto.
Ventiquattro e poi trenta,
tutti pensan ࠫe io menta.
Trentasei, quarantadue,
branࠫie strane son le sue.
࠭arantotto, cinquantaquattro,
si nasconde quatto quatto.
Vorrei fossero sessanta,
contro il vetro lui si sࠫianta.

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Conta del 7
Sette, quattordici, ventuno,
di puntini ne han qualcuno.
Ventotto, trentacinque, quarantadue,
le coccinelle sulle prue.
࠭arantanove, cinquantasei,
«Sai cosa vorrei?».
Sessantatré e poi settanta,
la fortuna ࠫe mi manca!

28
,
Conta dell 8
Otto, sedici, ventiquattro,
c’è un polpo tutto matto.
Trentadue e poi quaranta,
hai sentito come canta?
࠭arantotto, cinquantasei,
lui ha ocࠫi solo per lei.
Sessantaquattro, settantadue,
lei sta sempre sulle sue.
Di ventose ne ha ottanta
ed è questo ࠫe lo incanta.

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Conta del 9
Nove, diciotto, ventisette,
allo specࠫio si riࣽette.
Trentasei, quarantacinque,
da tutti gli altri si distingue.
Cinquantaquattro, sessantantré,
degli armadilli lui è il re.

Settantadue, ottantuno,
non ha paura di nessuno.
Neanࠫe fossero in novanta!
Allo specࠫio lui si vanta.

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Conta del 10
Dieci, venti, trenta, Ottanta, poi novanta,
il granࠫio si spaventa. ha buttato giù la pianta.
࠭aranta, poi cinquanta, Si è distrutta in pezzi cento,
l’amica piange aࣻranta. ࠫe terribile momento!
Sessanta e settanta,
è lei ࠫe lo tormenta.

35
36
Ogni mago ha i suoi trucࠫi per stupire il pubblico.

Pietro vuole condividerne alcuni con te


per imparare le tabelline: così non avranno
proprio più segreti!

E anࠫe tu diventerai un vero


Mago delle Tabelline.

Sei pronto?
Iniziamo!

Caro genitore,
per le attività proposte in questa sezione
leggi attentamente le indicazioni contenute
nel lÚro-guida ࠫe trovi a pagina 88.
,
La piramide dell 1
____ × ____ = ____

____ × ____ = ____

____ × ____ = ____

____ × ____ = ____

____ × ____ = ____

____ × ____ = ____

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La piramide del 2
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La piramide del 3
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La piramide del 4
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La piramide del 5
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La piramide del 6
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La piramide del 7
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La piramide dell 8
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La piramide del 9
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La piramide del 10
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La tabellina del 7
7×1 = 7 puntini sulle alette;
7×2 = 14 li han contati pure i medici;
7×3 = 21 non c’è errore alcuno;
7×4 = 28 non ci crede l’orsacࠫiotto;
7×5 = 35 non ci credono le bimbe;
7×6 = 42 le bimbe amiࠫe sue!
7×7 = 49 volevan tutte le prove;
7×8 = 56 ma ha proprio ragione lei;
7×9 = 63 la coccinella va dal re;
7 × 10 = 70 e tutti i puntini le conta.
3 2 1 0
7 6 5 4
10 9 8
IL MAGO DELLE
TABELLINE
Libro - guida ‚dedicato ‚agli ‚adulti
QUID+
I‚l ‚lato ‚divertente
‚di ‚imparare
Quello che hai tra le mani non è un semplice gioco: è uno strumento per accompagnare
il tuo bambino attraverso le tappe fondamentali del suo percorso di crescita! A parti-
re dall’età prescolare, QUID+ si occupa di tradurre le più avanzate teorie pedagogiche
in prodotti semplici e accattivanti, per aiutare il genitore nell’importantissimo compito
educativo.
QUID+ si pone l’obiettivo di fornire a genitori ed educatori una maggior consapevolezza
delle capacità di apprendimento del bambino e dei mezzi per aiutarlo a esprimere al
meglio le sue risorse attraverso il gioco e il divertimento, con spontaneità e naturalezza
e grazie a una relazione intima e profonda con l’adulto.
QUID+ è un aiuto per ottenere quel “qualcosa in più” dal grande potenziale del bambi-
no, un vantaggio nell’apprendimento di cui oggi più che mai vi è un estremo bisogno!
L’immagine che identifica il percorso QUID+, un elefante adulto che accompagna e guida il
proprio cucciolo, descrive un atto che in natura si ripete da sempre, un istinto che permette
il fluire stesso della vita. In tutte le specie, la sopravvivenza avviene sempre grazie all’inte-
razione tra generazioni. È infatti l’adulto capace che nutre, sostiene, guida e fornisce esem-
pi da imitare, e che tramanda le conoscenze e le esperienze fondamentali per permettere
al cucciolo di maturare la propria indipendenza.
QUID+ è un valido supporto per tutti gli adulti consapevoli che vogliono vivere appieno
l’esperienza dello sviluppo armonioso e completo del loro bambino. Attraverso una serie
di giochi didattici e un testo ricco di informazioni e consigli derivanti dalle ultime scoper-
te nel campo della psicologia e della pedagogia, impareranno a gestire e familiarizzare
con il loro ruolo e le responsabilità che ne derivano.
Per un genitore
‚consapevole

“Formazione del genitore” o “educazione alla genitorialità” sono i termini che in ambito
scientifico si stanno diffondendo per descrivere la crescente necessità di aiutare il geni-
tore a migliorare l’azione educativa e a svolgere al meglio il proprio ruolo, attraverso la
formazione e gli strumenti didattici più adeguati, anche per far fronte alla società di oggi,
sempre più complessa e articolata. Ormai è assolutamente chiaro, infatti, che le qualità
cognitive, intellettive, psicologiche, comportamentali, emotive e relazionali di ogni indi-
viduo nascono e si strutturano nella primissima infanzia o, più precisamente, nelle intera-
zioni e nelle stimolazioni alle quali il bambino è esposto nei primi 5 anni di vita.

Ciò che accade in questo “periodo critico” modifica in modo permanente


lo sviluppo cognitivo dei nostri bambini, determinando potentemente
la loro crescita e le qualità che potranno esprimere una volta adulti.

È quindi soprattutto nelle mani del genitore la responsabilità di una maturazio-


ne equilibrata, sana e completa non solo dei propri figli ma anche, per estensione,
dell’intera società. Fortunatamente, non siamo soli in questa difficile ma straordinaria
missione. In ambito educativo, psicologia e pedagogia hanno ormai sviluppato cono-
scenze, metodi e strategie potentissime e alla portata di tutti. Oggi, infatti:

Conosciamo Sappiamo
le aree più importanti sulle quali agire per come fornire al bambino gli stimoli adeguati
permettere al bambino di maturare un sano per fargli acquisire in modo semplice e giocoso
equilibrio psicologico, emotivo e relazionale. conoscenze e competenze di altissimo livello,
utili ad affrontare il mondo di oggi.

52
Per un genitore ‚consapevole

Gli strumenti per sviluppare nei nostri bambini tutte le competenze e le qualità
indispensabili ad affrontare le sfide di ogni giorno, quindi, sono già in nostro pos-
sesso, basta capire come utilizzarli.

I‚l progetto QUID+ mette a disposizione di genitori ed educatori


gli strumenti essenziali per acquisire le conoscenze di base e stimolare
in modo profondo e completo l’intelligenza e l’interiorità dei bambini.

Aree globali di competenza:


‚un mondo ‚da ‚esplorare
Cosa contribuisce maggiormente allo sviluppo intellettivo del bambino?
Da dove nasce la capacità di stabilire relazioni profonde, durature e importanti?
Cosa garantisce un maggiore successo e una maggiore soddisfazione nella vita?
Perché molti bambini, perfettamente sani dal punto di vista fisico e apparente-
mente immersi in ambienti adeguati, sviluppano scarse capacità intellettive,
gravi sofferenze psicologiche e difficoltà dal punto di vista sociale e relazionale?

Qual è, in sostanza, l’approccio educativo più efficace


per aiutare i nostri bambini ad affrontare le sfide della vita,
a raggiungere i loro traguardi e a maturare un adeguato,
profondo e duraturo stato di soddisfazione e benessere?

53
Aree globali di competenza: ‚un mondo ‚da ‚esplorare

Vista l’immensa ricchezza e complessità delle facoltà umane, delle esperienze e


delle storie personali di ognuno, gli scienziati hanno dovuto effettuare una grande
opera di osservazione per individuare e definire le variabili fondamentali in grado
di influenzare veramente lo sviluppo, il successo e il benessere di ogni individuo.

A questo scopo, a partire dallo psicologo Alfred Binet, fin dagli inizi del secolo scor-
so sono stati ideati innumerevoli test, nel tentativo di individuare e misurare nel
modo più chiaro e oggettivo possibile le principali caratteristiche mentali dell’uo-
mo. L’idea di fondo era individuare un indice numerico che potesse descrivere le
“capacità intellettive globali” della persona e che potesse dare indicazioni precise
sulle sue probabilità di successo negli ambiti più diversi. L’indice così costruito è
conosciuto come “quoziente intellettivo”.

Il QI del 96% della popolazione


si colloca tra i 70 e i 130
punti Wechsler.

Il QI del 68% della popolazione


si colloca tra gli 85 e i 115
punti Wechsler.

68%

96%

0,1% 2% 14% 34% 34% 14% 2% 0,1%

55 70 85 100 115 130 145

Rappresentazione del quoziente intellettivo secondo la scala Wechsler. Sottoponendo test adeguati per ogni
fascia di età, normalmente il QI delle persone si posiziona intorno al 100. Sotto il 70 vi è patologia, sopra il 130
vi è “plusdotazione”.

54
Aree globali di competenza: ‚un mondo ‚da ‚esplorare

Questo indice presenta dei limiti:


+ è eccessivamente riduttivo e non tiene in considerazione numerose aree di compe-
tenza, come quelle emotive, psicologiche, sociologiche e comportamentali;
+ fornisce un quadro esclusivamente momentaneo della situazione di un individuo
(che, quindi, potrebbe avere ottenuto un punteggio basso solo a causa di una
condizione passeggera come una malattia o la stanchezza);
+ non valuta l’eventuale potenziale di crescita e di cambiamento e porta a una
possibile caratterizzazione negativa della persona. Ad esempio in alcune regioni
del mondo dove i test per la misura del QI sono diffusissimi, avere un punteggio
non nella norma causa derisione, bullismo e addirittura impossibilità di accedere
a determinati corsi di studio, lavori o posizioni sociali.

C’è però un problema ancora più rilevante: questi test e questi indici, volenti o no-
lenti, hanno portato alla convinzione che un alto quoziente intellettivo fosse
sufficiente per il successo (in senso ampio) nella vita di un individuo. Questo,
agli effetti pratici, si è rivelato totalmente errato!

Alcuni studi, tra i quali la Psicologia Positiva di Martin E. P. Seligman (USA, 1942) e
Mihály Csíkszentmihályi (Ungheria, 1934), spiegano come le qualità che distinguo-
no le persone più equilibrate, con relazioni stabili o con i tassi di soddisfazione più
elevati nella vita, non siano collegate soltanto al loro quoziente intellettivo.

Questo significa che sviluppare “l’intelligenza”, intesa come


è stato fatto finora, non garantisce né il successo, né l’equilibrio
psicologico, né relazioni stabili, né la felicità di un individuo!

Fortunatamente, nel tempo sono stati sviluppati altri approcci che hanno in-
dividuato le aree di competenza più importanti sulle quali agire in ambito
educativo. Lo staff di QUID+, appoggiandosi a professionisti del settore,
Scarica contenuti
aggiuntivi su ha operato uno studio e una semplificazione delle metodologie più recen-
www.quid-plus.com ti ed efficaci, per cercare di tradurle in strumenti facilmente utilizzabili
nella vita quotidiana, destinati a tutti i genitori e gli educatori interessati.

55
Aree globali di competenza: ‚un mondo ‚da ‚esplorare

Integrando i vari punti di vista, si è capito che le abilità e le competenze del bambino si
sviluppano in DUE GRANDI AREE:

Cognitivo-‚gnoseologica P‚sico-‚socio
‚comportamentale
Comprende le competenze, le abilità pratiche,
le conoscenze e il modo in cui il bambino Il modo in cui l’individuo
raccoglie, elabora, usa e memorizza pensa e percepisce se stesso
le informazioni per “costruire la propria idea e gli altri e il modo in cui
di realtà” e per agire nel mondo. agisce e interagisce.

È fondamentale comprendere che le abilità cognitive


e quelle psicologiche agiscono sempre insieme, e che è la combinazione
equilibrata di questi due grandi fattori a determinare il reale
benessere presente e futuro dei nostri bambini.

Non sempre nelle famiglie tutto questo è compreso fino in fondo. Generalmente,
infatti, si assiste o a una eccessiva attenzione all’ambito intellettivo, delle com-
petenze e della performance, o a una esagerata attenzione all’ambito psicologico,
emotivo e relazionale.

Quando si dà troppa importanza a una delle due sfere, i bambini possono im-
boccare vie di sviluppo disfunzionali che possono condurre a un maggior rischio,
in età adulta, di insorgenza di disturbi psicologici come ansia, depressione, scarsa
considerazione di sé, dipendenza da persone e/o sostanze, abbandono scolastico,
incompetenza sociale, aggressività, opposizione ecc.

Quando invece l’area cognitiva e quella psicologica sono in buon equilibrio, si


assiste a un positivo “effetto circolare”.

56
Aree globali di competenza: ‚un mondo ‚da ‚esplorare

Curando il lato intellettivo, ogni scoperta, ogni successo e ogni traguardo raggiunto
alimentano un intimo stato di benessere, migliorano l’autostima e forniscono ener-
gie psicologiche per affrontare compiti e ostacoli sempre più impegnativi.

Curando, invece, il lato psicologico ed emotivo, il bambino si abitua ad avere uno


sguardo ottimistico verso il mondo e fiducia nelle persone, anche dal punto di vista
intellettivo. Sarà perciò spinto a una maggiore esplorazione, all’acquisizione di nuo-
ve competenze, a mettersi alla prova in situazioni sempre nuove e a raggiungere
obiettivi sempre più importanti.

Conoscenza ed emozione non sono quindi da intendersi separate,


ma si mescolano, interagiscono e si rafforzano a vicenda.

In mancanza di emozione, sia essa positiva o negativa, non viene attivato nessun
processo cognitivo e – di conseguenza – nessuna azione, apprendimento o com-
portamento possono essere messi in atto. Si può dire che sono proprio le emozioni a
determinare come il cervello matura e si evolve, contribuendo a sviluppare al meglio
la nostra intelligenza.

Nel progetto QUID+ le due macroaree indicate vengono stimolate profondamente


attraverso giochi e attività declinati su 7 aree di competenza.
Aree globali di competenza: ‚un mondo ‚da ‚esplorare

Le ‚aree ‚di ‚competenza


EMOZIONI E SOCIALITÀ
io e gli
altri
intelligenza emotiva affettività consapevolezza di
sé/dell’altro regole sociali e di comportamento
sperimento

ABILITÀ FISICO-PRATICHE
coordinazione occhio-mano uso degli strumenti
musicali sensorialità manualità scrittura

ESPRESSIONE CREATIVA
creo

disegno arte musica teatro


mi oriento conosco

CONOSCENZA DEL MONDO


natura e ambiente scienza corpo umano
storia dell’uomo geografia

ORIENTAMENTO SPAZIO-TEMPORALE
sequenze di eventi relazioni causa-effetto
tempo spazio orientamento assoluto e relativo

LINGUAGGIO
parlo

comunicazione orale lessico lettura


lingue straniere comunicazione scritta

ABILITÀ LOGICO-MATEMATICHE
conto

quantità confronti operazioni numeri


forme problem solving informatica

58
Il Mago delle
Tabelline

La memoria custodisce la nostra identità: la persona che vedi oggi, riflessa nello spec-
chio, è frutto delle esperienze vissute, dei fallimenti affrontati, dei successi conquistati
e delle lezioni imparate. Ognuno di noi è il prodotto del proprio bagaglio personale e di
ciò che ricorda. Ecco perché è così importante trasmettere al nostro bambino il segreto
per acquisire il maggior numero di informazioni: lo aiuteremo a rendere la sua identità
veramente unica. Ma non solo. Allenare la sua memoria e potenziarne le capacità, può
contribuire a migliorare il suo rendimento scolastico e, in generale, la sua qualità di vita.

Grazie a Il Mago delle Tabelline, possiamo avviare il nostro bambino ad alcune semplici
tecniche di memorizzazione, aiutandolo, attraverso il gioco, a imparare (e ricordare!) più
informazioni possibili.

Per il bambino, tra le cose più complesse da memorizzare ci sono proprio le


sequenze di numeri, perché rappresentano un concetto astratto. Possiamo,
però, insegnargli a potenziare le sue innate abilità e condurlo a ri-
cordare qualsiasi sequenza utile nella vita di tutti i giorni, dal telefono
della mamma al compleanno della nonna, alle “famigerate” tabelli-
ne! È come per qualsiasi altra competenza, ad esempio una seconda
lingua, uno sport o la musica: cimentarsi fin dai primi anni di vita in una
determinata disciplina permette di acquisire una sicurezza e una natura-
lezza tali che non potremmo raggiungere se vi ci avvicinassimo da adulti.

Aiutiamo il nostro bambino a organizzare le informazioni in modo


funzionale, dandogli uno strumento utile per acquisire qualsiasi altro
tipo di nozione e imprimerla nella memoria in modo naturale e, perché
no, divertente!

Abituiamolo fin da piccolo: gli regaleremo una forma mentis che lo fa-
ciliterà ad associare l’atto di imparare a una sensazione di sfida sti-
molante, che sarà per lui un’avventura sempre nuova da cogliere al volo!

60
Tecniche di memorizzazione,
non matematica!

Per Il Mago delle Tabelline, QUID+ ha operato un’accurata selezione individuando fra
le tecniche di memorizzazione quelle più adatte ed efficaci per bambini tra i 4 ed
i 7 anni, da applicare alle tabelline, ma anche a qualsiasi sequenza di numeri o di
nozioni in generale.

Ci teniamo a sottolineare che questo, però, non ha nulla a che fare


con lo studio della matematica! P roprio perché una delle regole
fondamentali delle tecniche di memorizzazione che vi suggeriamo
è quella di comprendere il significato di ciò che si memorizza,
è necessario allenare il nostro bambino a riconoscere le quantità
prima di avvicinarlo a queste attività.

Usare il ragionamento e la capacità di astrazione per riuscire a risolvere i problemi


della vita quotidiana ha determinato lo sviluppo della specie umana. Queste capa-
cità sono fortemente connesse con la facoltà di riconoscere la quantità: fin dalla
sua comparsa l’Homo sapiens sapiens ha intuito che saper quantificare il cibo, gli
animali, gli utensili, poteva essere un fattore determinante per la sua sopravvi-
venza. E così è stato.

Nel corso della sua evoluzione, l’uomo ha cercato di approfondire questa capacità
e di potenziare le sue conoscenze per padroneggiarne i principi base. Proprio per
sviluppare questa abilità (alla base della matematica) è stato ideato e intro-
dotto l’uso del numero, che non è altro che un simbolo grafico rappresentante una
quantità.

61
Tecniche di memorizzazione, non matematica!

Siamo portati a definire la matematica come la scienza che studia i problemi relati-
vi ai numeri, ma la si deve, invece, intendere come la disciplina che studia i problemi
concernenti le quantità. Contare in sequenza, per esempio, non significa conoscere la
matematica, ma averne memorizzato il suono, così come conoscere i numeri vuol dire
semplicemente saper leggere dei simboli!

Ci sono diversi metodi educativi che, anche se molto differenti fra loro, condividono
un approccio alla matematica basato sul concetto di quantità. Analizziamo, insieme, i
più diffusi. L’approccio di Maria Montessori è basato sull’esplorazione multisensoriale.
Nelle Case dei Bambini, un tempo, e nelle scuole che adottano il metodo montessoria-
no, oggi, sono messi a disposizione degli alunni, anche se molto piccoli, vari strumenti
raffiguranti il concetto di quantità: aste di lunghezza diversa, oggetti raggruppati per
quantità, tavole con buchi da riempire ecc. Solo quando il bambino ha appreso bene
questo concetto, provando e riprovando i “giochi” a disposizione, si passerà all’abbi-
namento tra quantità e simbolo numerico.

LIA
I TA

SU
DA
Esempio di flash card FR
IC
contenute in Scopriamo il mondo, A
di Gribaudo.

L’americano Glenn Doman, invece, prevede l’utilizzo di flash card, carte raffiguran-
ti un numero diverso di pallini disordinati, a simboleggiarne la quantità. Ogni carta è
presentata al bambino per circa un secondo e la visione viene ripetuta in diverse ses-
sioni, aumentando gradualmente, giorno dopo giorno, la quantità dei pallini sulle carte,
senza mai mostrare la cifra corrispondente. Questo metodo prevede varie sessioni al
giorno, a distanza di almeno mezz’ora l’una dall’altra. Solo al termine del ciclo di ap-
prendimento è presentata la “non quantità” zero.

62
Tecniche di memorizzazione, non matematica!

Un altro sistema in via di diffusione nella scuola elementare italiana è rappresenta-


to dal Metodo Analogico di Camillo Bortolato. Anche in questo caso, gli obiettivi
sono: favorire la comprensione del concetto di quantità e allenare il calcolo mentale.
Nel Metodo Analogico le quantità inizialmente sono proposte tramite uno stru-
mento chiamato “Linea del 20”, che imita le dita di due coppie di mani affiancate.
A mano a mano che le abilità del piccolo studente si sviluppano, vengono proposte
la “Linea del 100” e “La casa del 1.000”, composte da griglie di puntini ordinati fino
alla quantità 100 e 1.000.

Una differenza sostanziale con il metodo Doman è che, per corrispondere alle muta-
te caratteristiche cognitive del bambino sopra i sei anni, le quantità non sono sparse
casualmente, ma appaiono ordinate in righe e colonne.

I metodi citati derivano tutti dalla consapevolezza


che ognuno di noi nasce con le strutture cerebrali
necessarie a sviluppare una buona “cognizione di
quantità” e che queste debbano essere stimolate
per fissarsi e maturare in modo completo.

Possiamo, comunque, intro-


durre il nostro bambino al
concetto di quantità sempli-
cemente sfruttando il mon-
do intorno a noi, nelle picco-
le attività quotidiane.

63
Come funziona
‚la memoria?

Così come per l’uomo, anche per gli animali la memoria gioca un ruolo fondamentale.
Con una grande differenza: gli animali, infatti, memorizzano unicamente le informa-
zioni utili per la loro sopravvivenza, mentre l’uomo crea un bagaglio di ricordi legati
alle persone che ama, ai momenti che vive, alle delusioni che affronta costruendo
così la propria identità.

Se si prende in considerazione la memoria dal punto di vista temporale, possiamo


distinguere:
+ una memoria a breve termine, che ci permette di memorizzare un’informazione
per pochi minuti, come un numero di telefono o un indirizzo, che ripetiamo il tempo
necessario per segnarla in agenda;
+ una memoria a lungo termine, che ci permette di assimilare le
informazioni più importanti, come il fatto che se ci avvicinia-
mo al fuoco ci bruciamo. È proprio grazie a questo tipo di me-
moria che possiamo arricchire il nostro bagaglio culturale.

In queste pagine ci focalizzeremo sulle strategie


per immagazzinare le informazioni nella me-
moria a lungo termine.

64
Come funziona ‚la memoria?

Come ‚fa ‚la nostra mente


‚a ‚immagazzinare
‚informazioni?
La nostra mente registra i ricordi principalmente attraverso i cinque sensi, utiliz-
zandone uno o più contemporaneamente. Qui di seguito riepiloghiamo brevemente
le varie tipologie di memoria.
+ La memoria olfattiva è probabilmente il tipo di memoria più antico, quello che
si trova più vicino all’ippocampo, una delle strutture responsabili della memoria.
È collegata, inoltre, al sistema limbico, la cui funzione principale è la regolazione
emotiva. Le informazioni che acquisiamo attraverso il naso arrivano diretta-
mente al cervello, senza essere rielaborate razionalmente. A chi non è mai capi-
tato di sentire casualmente un profumo che riporta alla mente immagini dell’in-
fanzia, o di una persona cara? I nostri piccoli, fin dai primi giorni di vita, utilizzano
moltissimo l’olfatto, è attraverso di esso che riconoscono l’odore della mamma,
della sua pelle, del latte materno.
+ Se la memoria olfattiva è quella più antica, la memoria visiva è quella predomi-
nante nell’uomo. Pensate che una vasta area della nostra corteccia cerebrale è
dedicata solo a questo senso. Fin dalla nascita impariamo a conoscere il mon-
do tramite le immagini, e questo ci condiziona anche quando diventiamo adulti.
Questo significa che qualsiasi informazione che cerchiamo di memorizzare viene
trasformata in immagine. Non è un caso se la maggior parte di noi ricorda più fa-
cilmente il volto di una persona che il suo nome.
+ La memoria uditiva è, invece, legata ai suoni. Chi sviluppa maggiormente questo
tipo di memoria riesce a ricordare più facilmente il timbro della voce di una persona
piuttosto che i particolari dei lineamenti del suo volto. Avrà più facilità ad appren-
dere nozioni semplicemente ascoltandole, per esempio a una lezione in classe, e per
interiorizzare, o capire meglio ciò che legge, sarà più incline a ripeterlo a voce alta.
+ La memoria cinestetica è legata al tatto e al movimento del corpo. Vi sarà capi-
tato di rivivere ricordi del passato semplicemente toccando un oggetto. Chi ha svi-
luppato maggiormente questo tipo di memoria ha bisogno di vivere in prima per-

65
Come funziona ‚la memoria?

sona il più possibile un’esperienza per fissare un concetto, per esempio tramite
un esperimento scientifico. Le persone cinestetiche hanno necessità di muoversi,
di sentire sensazioni fisiche e di sperimentare il mondo. Per ricordare un numero
di telefono possono prendere a modello le mani e assegnare a ogni dito una cifra!
+ Esiste poi una memoria gustativa, legata ai sapori. Questo tipo di memoria per-
mette agli animali di ricordare quali cibi sono dannosi. Noi, per esempio, assag-
giando un piatto cucinato proprio come faceva la nonna, ripensiamo ai momenti
in cui lei lo preparava. Ma non solo. Dal momento in cui il nostro bambino inizia
lo svezzamento entrano in gioco diversi fattori, individuali ma anche culturali e
genetici, che orientano i suoi gusti. Durante l’infanzia, poi, esistono alcuni gusti
“universali”: è difficile che un bambino ami i cibi amari. È più facile che preferisca
quelli contenenti zucchero. Queste preferenze cambiano durante la crescita, ma è
importante, fin da piccolo, abituare il nostro bambino a una dieta varia, in modo
che da adulto non rifiuti istintivamente alcuni tipi di cibo con cui non ha familiariz-
zato nei suoi primi anni di vita.

MEMORIA Per concludere, tutti


i sensi partecipano alla
olfattiva costruzione delle nostre
memorie, ma è quando
visiva li utilizziamo insieme
uditiva che i ricordi si fanno
più vividi, più precisi
cinestetica e più duraturi!
gustativa

66
Come funziona ‚la memoria?

Ciascuno di noi sviluppa un canale preferenziale.


Qualcuno utilizza di più la memoria visiva, altri quella uditiva…
Questo spiega perché ognuno impara in modo diverso.

Per esempio una “persona visiva” tende a descrivere la realtà attraverso immagini.
Solitamente parla velocemente, perché le parole devono seguire il flusso delle rap-
presentazioni visive che scorrono nella mente.

Una “persona uditiva”, invece, tenderà a parlare lentamente e a modulare il tono di


voce, a seconda del tema della conversazione. Una “persona cinestetica” sarà molto
vicina alle sensazioni, preferirà toccare con mano qualcosa per farne esperienza di-
retta, parlerà caricando di enfasi le parole e utilizzando espressioni legate alla senso-
rialità. Dirà, per esempio: “Mi sento frustrato”, oppure, accogliendo una buona idea,
dirà: “Sento che è quella giusta!”.

Indipendentemente dal tipo di memoria attivata dai singoli sensi, alla base di ogni
ricordo c’è l’emozione. La mente, infatti, immagazzina più facilmente tutto quello
che ci coinvolge emotivamente.
Ecco perché ricordiamo maggiormente fatti che hanno scatenato in noi le reazioni
più intense come rabbia, delusione, felicità, amore, curiosità, stupore.

DIVER
TITA SORPRESA
RITO
IMPAU
OFFESO

I sensi aiutano la mente a immagazzinare più facilmente tutto quello che ci coinvolge emotivamente.
Scopri di più sulle emozioni con Le sfumature delle emozioni, di Gribaudo.

67
Come funziona ‚la memoria?

Al contrario, diventa chiaro perché una data, un fatto o un impegno che consideriamo
poco importanti molto spesso ci sfuggano dalla memoria: sono informazioni che
non scatenano in noi nessuna reazione emotiva! Ricordate, per esempio, quanto
era difficile imparare a memoria la poesia assegnata dalla maestra come compito a
casa e come, invece, abbiamo memorizzato senza sforzo il testo della nostra canzone
preferita? Anche se la ripetizione è un passaggio fondamentale per la memorizza-
zione, perché ci aiuta a fissare nella mente le informazioni, è necessario mettere in
gioco la sfera emotiva e, soprattutto, comprendere ciò che si vuole memorizzare, per
interiorizzare i concetti e farli nostri.

Da questa consapevolezza deriva una delle strategie di memoria più antiche ed effica-
ci: “l’associazione mnemonica”.

Con l’associazione mnemonica si


collegano le informazioni da ricordare
a sensazioni e immagini mentali
emotivamente cariche, strane,
paradossali, divertenti.

Tutto questo, grazie


a precisi meccanismi
neurologici, aiuta a fissare
il ricordo in modo veloce ma,
al tempo stesso, permanente.

Per realizzare queste associazioni


basta usare la creatività,
cioè la capacità di creare collegamenti
fra le diverse informazioni.

68
Come funziona ‚la memoria?

L’‚importanza
‚della ‚creatività
Il nostro bambino è facilitato in questo compito grazie alla na-
turale curiosità che lo spinge alla scoperta del mondo. Se lo os-
servate, noterete che prova spesso stupore per cose che magari l’adulto
considera banali. Per lui è tutto nuovo, si muove liberamente nella realtà.

La sua fantasia e la sua libertà di pensiero gli permettono di associare anche og-
getti o concetti per noi molto distanti, e possiamo notarlo quotidianamente nei suoi
momenti di gioco.

Ecco che anche una semplice bottiglia vuota può diventare un telefono, un sotto-
marino che deve sconfiggere le navi nemiche, un pesciolino che nuota libero in fondo
al mare, un microfono come quello dei cantanti. I bambini vogliono capire, scoprire,
poco importa la vera funzione di un oggetto: proveranno ad aprirlo, studiarlo, pro-
prio perché è nella loro natura essere sempre alla ricerca di nuove informazioni.

Sono affascinati dal brivido della scoperta, vogliono comprendere tutto, capire per-
ché un oggetto si muove o perché produce un certo rumore.

La ‚creatività: ‚che ‚cos’‚è?


Se andiamo a cercare la definizione sul vocabolario (Treccani), scopriremo che la crea-
tività è: «Virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia. […] ha come
fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, ori-
ginalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in
modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze». In altre parole, è la capacità di tro-
vare nuove soluzioni, osservando la realtà da punti di vista differenti. Il matemati-
co francese Henri Poincaré, vissuto nella seconda metà del XIX secolo, ne dà in questo
senso una definizione calzante: «Creatività è unire elementi esistenti con connessioni
nuove, che siano utili». Alcuni di noi la utilizzano di più, altri meno.

69
Come funziona ‚la memoria?

La ‚creatività:
‚dove ‚si ‚trova?
Il nostro cervello è suddiviso in due emisferi, quello destro e quello sinistro. Le due
aree sono separate da una membrana chiamata “corpo calloso”, che permette il pas-
saggio delle informazioni da una parte all’altra. Le funzioni dei due emisferi sono in
parte speculari, in parte complementari e in parte sovrapponibili. Le neuroscienze,
però, non hanno ancora individuato un “centro della creatività”, anzi, addirittura tra
gli esperti manca ancora una definizione universalmente accettata di questa qualità!

Quello che si può dire è che molte aree del cervello collaborano alla generazione di
idee e pensieri creativi.

EMISFERO SINISTRO EMISFERO DESTRO

Controlla la parte Controlla la parte


destra del corpo. sinistra del corpo.
O
S

È preposto Percepisce
L O

a notare le cose nel loro


i dettagli. signiƁcato
SCIENZA

ARTE globale.
A

Maggiormente
C

preposto Si attiva
al pensiero maggiormente
O

logico, analitico agli stimoli


P

e seriale. emotivi.
R
O

Elabora Elabora
C

la sintassi la componente
e la grammatica emotiva
del linguaggio. del linguaggio.

70
Verso le tecniche di
memorizzazione

Finora abbiamo capito che la nostra memoria è:


+ SENSORIALE e soprattutto VISIVA. La nostra mente produce immagini quasi in
ogni istante, ecco perché se trasformiamo in immagini ciò che tentiamo di me-
morizzare, troveremo più semplice ricordare qualsiasi informazione.
+ EMOTIVA: per memorizzare, infatti, è necessario mettere in gioco gli aspetti che
rendono il ricordo più forte, caricandolo emotivamente.
+ CREATIVA, ricorda più facilmente tutto ciò che è strano e che esce dal quotidia-
no e dall’ordinario.

Come già accennato, i numeri sono una delle informazioni più difficili da memo-
rizzare, perché non possono essere associati in modo univoco a un’immagine, non
hanno alcun carico emotivo in sé e da soli non stimolano la nostra creatività.

Quali ‚tecniche
‚per ‚il nostro ‚bambino?
Già nell’antichità, un grande maestro dell’arte oratoria come Cicerone aveva intuito
la potenzialità dell’associazione per immagini, utilizzandola per ricordare tutte le
informazioni che desiderava. Partendo da questa intuizione, mise a punto una tecnica
ancora utilizzata oggi, chiamata “dei loci ciceroniani”, che sfruttava per memorizzare
le sue lunghe orazioni senza bisogno di alcun supporto. Sceglieva un percorso a lui
familiare, che attraversava molto spesso, e prendeva alcuni punti come riferimento.
Associava poi a questi punti i passaggi chiave del suo discorso, in modo da memo-
rizzare una scaletta degli argomenti da esporre. Al momento opportuno, ripercorreva
mentalmente il tragitto incontrando uno dopo l’altro i punti da argomentare. Questa

71
Verso le tecniche di memorizzazione

tecnica ha addirittura lasciato un segno nel nostro linguaggio quotidiano, in espres-


sioni come “in primo luogo abbiamo…, in secondo luogo abbiamo…”. È un metodo che
può essere utilizzato ogni volta che vogliamo immagazzinare un elenco di
informazioni che hanno tutte lo stesso livello di importanza.

Proprio come aveva intuito Cicerone, lo strumento principale che ab-


biamo per memorizzare informazioni a lungo termine è sfruttare la
capacità della nostra mente di produrre associazioni:
+ di IMMAGINI, per esempio quando vediamo una nuvola e cerchia-
mo di indovinare a quale oggetto o animale assomiglia. Oppure
giocando con la forma di oggetti e simboli.
+ di SUONI, per esempio quando sentiamo in lontananza la sirena di un’am-
bulanza, immediatamente la nostra mente produce l’immagine del mezzo; oppure
l’assonanza tra parole con un suono simile, come le rime: DUE - BUE; MANNA -
PANNA; FIUME - PIUME.
L’uso delle filastrocche e delle poesie in rima è un semplice esempio di utilizzo
dell’assonanza per la memorizzazione.
+ di IDEE O CONCETTI, per esempio quando incontriamo una persona che si chia-
ma come un parente o un caro amico, subito ci salta alla mente l’immagine della
persona cara.

PEDAGOGISTI E TECNICHE DI MEMORIZZAZIONE


Alcuni esempi:
Nel METODO STEINERIANO, elaborato a partire dal 1919 dall’austriaco Rudolf Stei-
ner (1861-1925), tutte le materie vengono insegnate utilizzando immagini e chiamando i bam-
bini a essere protagonisti di esperienze dirette, attraverso le quali si trasmette l’apprendimen-
to. Se da un lato vengono utilizzate associazioni di immagini per insegnare, per esempio, le
lettere dell’alfabeto o i numeri, dall’altro è prevista anche una parte ritmica: tutte le mattine la
giornata inizia con giochi basati sul ritmo, si canta, si ripetono concetti come le tabelline o le
regole grammaticali in musica.
Il METODO ANALOGICO DI CAMILLO BORTOLATO si basa proprio sull’individuazione di analogie visive
e uditive facilmente memorizzabili dai bambini, che vengono chiamate “Immagini Gancio” e “Suoni Gancio”. Per
esempio la linea del 20 non è nient’altro che una raffigurazione astratta di due coppie di mani affiancate.

72
Verso le tecniche di memorizzazione

Per verificare che l’associazione che abbiamo costruito sia la più idonea per impri-
mere nella nostra memoria a lungo termine l’informazione desiderata, dobbiamo
verificare che risponda all’acronimo PAV (Paradosso, Azione e Vivido). Le imma-
gini migliori per memorizzare dovranno avere queste tre caratteristiche:

PARADOSSO
Uscire dalla banalità di tutti i giorni.
Es.: se dobbiamo immaginare un chicco di caffé,
lo visualizzeremo grande come un’anguria
o magari riprodotto in un fumetto animato
che cammina.

AZIONE
Mai situazioni statiche, ma sempre in movimento,
così da attirare l’attenzione.
Es.: un elefante che corre in mezzo al traffico.

VIVIDO
Coinvolgere i cinque sensi in modo chiaro,
nitido e “colorato”.
Es.: se pensiamo alla torta di mele della nostra nonna,
dobbiamo quasi sentirne il profumo, immaginarne
la morbidezza, vedere le mele ancora tiepide
che saltano fuori dall’impasto mentre ne addentiamo
una fetta.

Ora che conosciamo le basi di alcune tecniche di memorizzazione, è giunto il momento


di iniziare questo percorso insieme al nostro bambino. Come? Giocando, naturalmente!

73
Giochiamo!
Principali scopi del gioco
1. Sperimentare alcune tecniche di memoria utili per qualsiasi informazione.
2. Suscitare nel bambino divertimento associato all’apprendimento.
3. Memorizzare tabelline e stringhe di numeri tramite diverse tecniche di memorizzazione.
4. Trovare le associazioni più adatte per il bambino.

Principali competenze Prerequisiti richiesti


sviluppate saper contare;
lessico per il livello successivo al terzo, è neces-
memoria visiva sario che il bambino abbia chiaro il con-
memoria uditiva cetto di quantità, di addizione, di sottra-
creatività zione e di moltiplicazione, e che sappia
comunicazione verbale leggere i numeri anche a doppia cifra.

Questo kit educativo contiene

IL
agic o
l Úro m
ine
DE LL E

tabell

Il libro magico carte-numero 2 carte-immagine


delle tabelline

75
Giochiamo!

Indicazioni generali

1. PROCEDI A LIVELLI
Ogni attività di gioco o di apprendimento dedicata ai bambini (e non solo) dovrebbe
essere proposta con un “approccio crescente” cioè, in base all’età e alle capacità del
momento, partendo dai livelli di difficoltà più bassi fino a quelli più elevati.
N.B. in caso di noia o disinteresse non esitare a passare ai livelli superiori!

2. INDIVIDUA IL GIUSTO GRADO DI DIFFICOLTÀ


È importante che il bambino sperimenti sia un senso di sfida/difficoltà/complessità,
che un buon grado di soddisfazione e di gioia per il successo. Infatti:
se il gioco è troppo difficile o fuori portata, si rischia di far provare frustrazione e
rabbia;
se è troppo facile o poco significativo, si rischia di annoiarlo.
In entrambi i casi, molto probabilmente si rifiuterà di proseguire.

3. SCEGLI IL MOMENTO GIUSTO


Cerca di iniziare l’attività nei momenti in cui il bimbo è più disponibile, tranquillo, sere-
no e attento. È importante non disturbarlo mentre è impegnato o concentrato su altri
giochi o quando è stanco, affamato o troppo attivo.

4. FERMATI IN TEMPO
L’attenzione dei bambini, specie nei più piccoli, ha una durata molto limitata. È necessa-
rio rispettare questa caratteristica fermando le attività prima che si presentino segni
di stanchezza. I nostri giochi sono pensati per essere realizzati anche in pochi minuti. Ciò
che conta è ripeterli nel tempo: una pratica di breve durata ma costante è sicuramente
preferibile a un'attività lunga e sporadica.

76
Giochiamo!

5. NON SOVRACCARICARLO
I bambini memorizzano più facilmente se l’informazione è estremamente chiara, sem-
plice e univoca. Cerca di non fornire troppi dati nello stesso momento. Piccoli assaggi
quotidiani sono sufficienti per raggiungere traguardi più alti!.

6. METTI DA PARTE LA LOGICA


Nei primi 5 anni di vita, i bambini presentano caratteristiche cerebrali molto par-
ticolari:
hanno un’elevatissima plasticità, possono cioè modificare la propria struttura in
modo molto più veloce e profondo rispetto a un adulto;
siccome la loro corteccia cerebrale non è completamente sviluppata, riscontra-
no quindi difficoltà in compiti che richiedono sforzi mentali prolungati e la com-
prensione di nozioni astratte, poco chiare e poco tangibili.
Per il bambino l’apprendimento è legato alle sensazioni e alle emozioni. Non “spiega-
re” le cose in maniera razionale, metti da parte la logica e lascia che sperimenti concre-
tamente le situazioni, utilizzando tutti e 5 i sensi.

7. COINVOLGI E FATTI COINVOLGERE


Il ruolo del genitore è fondamentale per la riuscita dell’attività. La gioia, il diver-
timento, la fantasia sono gli ingredienti per coinvolgere il bambino e per aprire la
sua mente:
ricordati di festeggiare con un abbraccio o un bacio ogni piccolo traguardo e
dall'altro lato non ti preoccupare se i risultati tardano a venire. Vedrai che quando
sarà il momento ti mostrerà di cosa è capace.

77
Giochiamo!

LIVELLO 1

Una ‚filastrocca
‚che “‚conta”
In questo primo livello troveremo diversi spunti per aiutare il nostro bambino a met-
tersi in gioco in prima persona. Utilizzeremo le ripetizioni, le associazioni di suoni
con le filastrocche e le associazioni di immagini con le illustrazioni.

Chi di voi utilizza ancora la filastrocca: “30 giorni ha novembre, con april, giugno e
settembre, di 28 ce n’è uno tutti gli altri ne han 31” per scoprire di quanti giorni è com-
posto un mese?
Questa cantilena, così familiare, ci ha permesso di interiorizzare il numero di giorni di
ciascun mese quasi senza accorgercene, accompagnandoci per tutta la vita!

Perché non usare lo stesso escamotage mnemonico per


permettere al nostro bambino, anche molto piccolo, di
memorizzare le tabelline?
Se è vero che la ripetizione è un momento importante
dell’apprendimento, è fondamentale prima di tutto gene-
rare nel bambino un’emozione, sfruttando le illustrazioni
e il potere che i disegni hanno di affascinare i più piccoli.

Ecco perché nel Libro Magico delle Tabelline trovi 10 fi-


lastrocche, denominate “conte”, ciascuna accompagna-
ta dall’immagine del suo protagonista.

78
Giochiamo!

Ecco i protagonisti delle filastrocche che ci accompagneranno nella memorizzazione


delle tabelline!

ZERO UNO DUE TRE


Come la forma Come la proboscide Come le 2 zanne Come le 3 impronte
dell’uovo dell’elefante del tricheco della zampa della gallina

QUATTRO CINQUE SEI SETTE


Come le 4 ali Come le 5 dita della Come le 6 branchie Come i 7 puntini sulle
di una libellula mano di una scimmia dell’assolotto ali di una coccinella

NUMERI E ANIMALI
Scarica il contenuto
aggiuntivo dal sito
www.quid-plus.com

OTTO NOVE DIECI


Come gli 8 tentacoli Come le 9 fasce Come le 10 zampe
di un polpo dell’armadillo del granchio

79
Giochiamo!

Dopo aver letto le filastrocche, divertiti insieme al tuo bambino a ritmare ogni volta
in modo diverso le rime, battendo le mani o i piedi per tenere il tempo. Le potete can-
tare, urlare o sussurrare. Questo permetterà al piccolo di vivere in prima persona le
avventure dei singoli protagonisti. Puoi suggerirgli di utilizzarle come una “conta”,
mentre gioca con i suoi amici, i cugini, i nonni…

Le conte possono essere usate, per esempio, per decidere il bambino che dovrà “pren-
dere” nel gioco nascondino, in cortile: a seconda del numero di partecipanti, si utiliz-
zerà la conta corrispondente.

Ad esempio, se i bambini inizialmente sono 7, basta metterli tutti in cerchio ripetendo


la Conta del 7 per decidere il primo escluso, poi con i 6 bimbi rimasti si ricomincia con
la Conta del 6 per escludere un altro bambino e poi, via via che il numero dei bimbi
scende, si faranno le Conte del 5 del 4 e così via, fino a individuare il bimbo, ultimo
rimasto, che dovrà cercare gli altri.

In questo modo il tuo bambino memorizzerà la conta e la tabellina corrispondente


quasi senza accorgersene, assimilando le diverse sequenze di numeri in modo intui-
tivo e naturale.

La conta, le immagini e le rime, per concludere, gli permetteranno di associare le ta-


belline (di solito così odiate…) a emozioni estremamente positive!

del 6
Conta o,
diciott o.
odici, è l’a ssolott
Sei, d m ic i
li a ta,
c on g e p oi
tr e n
.
uatt ro menta
Ventiq sa n ࠫe io
tt i p en d u e ,
tu a ra nta sue.
sei, qu le
Trenta stra ne son r o,
ie quatt
br a n ࠫ
c in q ua nta
n to tt o, u a tt o.
࠭ a ra oq
quatt
c onde a nta,
si n a s o sess ࠫ ia nta.
s s e r
V o r r e i fo lu i si s
tro
o il ve
contr

80
Giochiamo!

LIVELLO 2

Giochiamo
‚con ‚le ‚associazioni
In questo livello utilizzeremo la tecnica mnemonica dell’associazione per immagi-
ni, detta anche linking memory, che il pedagogista giapponese Makoto Shichida
ha rivisitato e riadattato per essere utilizzata anche nella primissima infanzia come
strumento per il mantenimento e lo sviluppo delle capacità mnemoniche e immagi-
native nel bambino.

Questa tecnica lavora in due principali direzioni:


1. le informazioni che si vogliono memorizzare devono innanzitutto essere trasfor-
mate in immagini, meglio se dai particolari paradossali, grotteschi, divertenti, pau-
rosi, disgustosi, buffi, esagerati, in movimento ecc. (secondo le regole del PAV);
2. le immagini, poi, devono essere legate tra loro da un qualche tipo di relazione (un
link), grazie al quale alla fine si genera una sorta di storiella.

Rendere vivide le immagini e creare un legame tra di loro fa sì che venga aumentato
l’impatto emotivo e che si attivino maggiormente i canali della memoria a lungo ter-
mine del nostro bambino.
Abitualmente questa tecnica è molto utilizzata per memorizzare liste ed elenchi di
parole o concetti completamente slegati tra loro. In questo caso, la utilizzeremo per
memorizzare alcuni numeri consecutivi, come ad esempio una data.

Per procedere con questa attività, usiamo le carte-numero che rappresentano i pro-
tagonisti delle conte, che troviamo all’interno del libro.

Grazie a queste carte abbiamo la possibilità di creare tante storie buffe e divertenti!

81
Giochiamo!

Prendi le carte-numero corrispondenti alla data che hai scelto; nel nostro esempio
prendiamo il numero 1985.

UNO NOVE OTTO CINQUE


Ecco un esempio di storiella generata con la tecnica delle associazioni:
L’elefantino fa una piroetta e finisce addosso al povero armadillo che a sua volta
cade nella vasca del polpo e rompe la sua chitarra. Il polpo, arrabbiatissimo, lancia la
chitarra e colpisce in pieno la scimmia che passava di lì.

ATTENZIONE ALLA SEQUENZA


Ogni immagine deve agire su quella successiva, in modo da creare una sequenza inequi-
vocabile. Se, ad esempio, la scimmia avesse aiutato il polpo ad aggiustare la chitarra, non
avremmo applicato la tecnica correttamente: in questo caso l’azione si sarebbe ripercossa
a ritroso sul personaggio precedente. La storiella, poi, deve essere facilmente visualizzabi-
le, per questo non devono esserci troppi dettagli e non deve essere troppo lunga!

PROCEDIMENTO DELL’ATTIVITÀ
1. Estrai una carta alla volta ogni 3-5 secondi, raccontando la storia al piccolo.
2. Ripetete insieme la storia un paio di volte durante la giornata.
3. Dopo qualche giorno fatti raccontare la storia (non occorre che sia preciso, basta-
no 2 parole!) o la successione di immagini.
4. A seconda dell’età del bambino, regola la durata del gioco. In linea di massima l’atti-
vità non dovrebbe durare più di qualche minuto. Non appena il bambino si stanca o si
distrae, sospendi pure: avete raggiunto il suo tempo massimo di attenzione. Il giorno
dopo cercate di spostare un pochino il limite aumentando il divertimento nella storia.

82
Giochiamo!

Questa tecnica può essere utilizzata per memorizzare qualsiasi tipo di informazione,
sequenza di parole, elenco. Una volta che hai imparato a utilizzarla, ti invitiamo a pro-
varla con il tuo bimbo. Per memorizzare anche stringhe di numeri più lunghe o imma-
gini di tipo diverso, puoi utilizzare le altre carte-immagine che trovi all’interno del libro.

Prova a giocare con il tuo piccolo aggiungendo via


via sempre più carte. Se sufficientemente allena-
ti, bambini anche piccoli possono superare facil-
mente le 50 immagini memorizzate in sequenza,
arrivando anche a 100! Straordinario, vero?
Una volta che il contenuto è memorizzato nella
corretta sequenza, divertiti con il tuo bambino fa-
cendoti raccontare la storia partendo da un punto
a caso o, addirittura, andando all’indietro… Vedrai
come ti sorprenderà!

Guarda il video del campione di memoria Matteo Salvo per avere un’idea di come si può sfruttare questa
tecnica per memorizzare le informazioni più disparate, ad esempio le regioni d’Italia!
https://www.matteosalvo.com/come-memorizzare-le-regioni-ditalia

ATTENZIONE ALLA VELOCITÀ


Shichida evidenzia come sia molto importante la velocità di presentazione delle
carte al bambino, soprattutto se molto piccolo, sia per evitare la noia, che per svi-
luppare la velocità di creazione delle immagini mentali e di memorizzazione della
successione delle carte. In breve tempo, la sua capacità mnemonica si svilupperà no-
tevolmente e tuo figlio potrà memorizzare lunghe serie di immagini già alla prima
ripetizione. Il tuo bambino sarà abituato a creare inconsciamente una vera e propria
sequenza di immagini nella sua mente di tutto ciò che ascolta, quasi come fosse-
ro fotogrammi cinematografici. Sarà decisamente facilitato, ad esempio a scuola,
quando dovrà imparare molte nozioni dall’insegnante!
Le informazioni, a quel punto, non saranno qualcosa di lontano e sfuggente che fi-
nisce presto nel dimenticatoio, ma, al contrario, saranno ben fissate nella memoria!

83
Giochiamo!

LIVELLO 3

Una ‚bella ‚passeggiata


In questo livello utilizzeremo la tecnica dei loci ciceroniani per memorizzare una se-
quenza di numeri, come per esempio il telefono di mamma e papà!

Ecco come funziona:


1. Scegli il numero di telefono da memorizzare e abbinalo agli animaletti QUID+.

............. ............. ............. ............. ............. ............. ............. ............. ............. .............

2. Individua il percorso più familiare per il tuo bambino: un tragitto come quello che
percorrete tutti i giorni per arrivare a scuola, o per andare dai nonni.
3. Per ogni cifra da memorizzare individua una tappa del percorso, ed elencale qui

a) .......................... b) .......................... c) .......................... d) .......................... e) ..........................

f) .......................... g) .......................... h) .......................... i) .......................... j) ..........................

4. Gioca con il tuo bambino e abbinate gli animaletti alle varie tappe, nell’ordine in
cui li volete memorizzare, divertendovi a immaginarli in modo buffo e paradossale.
In questo modo, percorrendo la strada ogni giorno, li incontrerete uno dopo l’altro,
sempre nello stesso ordine: questa tecnica permette di memorizzare le cifre nella
corretta sequenza.
5. Anche solo con l’immaginazione, ripercorri ogni volta che ne hai l’occasione questa
“passeggiata” fantastica con il tuo bambino, per fissare bene nella mente le varie
tappe e, soprattutto, la corretta sequenza dei numeri. Dopo due o tre giorni, prova
a chiedere al tuo bambino di ripetere da solo… chiedendogli la serie di numeri.

Preparati a sbalordirti: in pochissimo tempo ti accorgerai che… il numero di tele-


fono è memorizzato!

84
Giochiamo!

Per comprenderne bene il funzionamento, faremo una simulazione di memorizzazione.


1. Prendiamo il numero di telefono di QUID+: 0174 330746 e abbiniamo ogni cifra all’a-
nimaletto corrispondente:

0 7 4 3 3 0 7 4 6
2. Scegliamo un percorso a noi familiare, la strada che attraversiamo tutti i giorni per
tornare a casa.
3. Individuiamo dieci tappe, una per ogni cifra da memorizzare:

a) cestino della b) porta ufficio c) panchina d) dehor del bar e) fioriera


spazzatura turistico

f) fontana g) cartello h) statua i) albero j) campanile


stradale del cavaliere più grande della chiesa

f
d e i
a b c g h

4. A questo punto posizioniamo gli animaletti in modo buffo in corrispondenza di


ciascuna tappa.
È importante creare un collegamento vivido fra la tappa e l’animaletto.

85
Giochiamo!

+ Passiamo vicino al cestino della spazzatura: qualcosa si muove e stupiti ci rendiamo


conto che c’è un uovo (l’immagine per il numero 0), chi l’avrà buttato?
+ Più avanti, la porta dell’ufficio turistico si apre: ecco che esce un simpatico elefantino
(l’immagine per il numero 1).
+ Sulla panchina, ben esposta al sole, c’è una grande coccinella (l’immagine per il nu-
mero 7) che se lo gode!
+ Continuando a camminare incontriamo il dehor del bar dove ci fermiamo di solito e
notiamo una libellula (l’immagine per il numero 4) che vola fra le sedie e gli ombrelloni.
+ Una gallina (l’immagine per il numero 3) sta ruzzolando sulla fioriera poco più in là!
+ Vicino alla fontana dove abitualmente ci dissetiamo c’è un’altra gallina (l’immagine
per il numero 3), che beve l’acqua fresca.

86
Giochiamo!

+ Sul cartello stradale che abbiamo individuato, c’è un uovo (l’immagine per il numero 0).
+ Sulla statua che incontriamo più avanti si è adagiata una grande coccinella (l’imma-
gine per il numero 7), che la nasconde quasi tutta.
+ Sul tronco dell’albero più grande, ecco una libellula (l’immagine per il numero 4) che,
stanca di volare, si riposa.
+ Sul campanile della chiesa c’è un assolotto (l’immagine per il numero 6), che osserva
tutto dall’alto.
5. Chiudi gli occhi e prova a visualizzare il percorso che ti abbiamo suggerito. Ricor-
dati, cifra dopo cifra, il numero di telefono di QUID+. Facile, vero?

87
Giochiamo!

LIVELLO 4

V‚isualizziamo ‚le ‚tabelline


In questo livello proveremo a memorizzare le tabelline, utilizzando nuovamente la
memorizzazione visiva.

I prerequisiti richiesti:
conoscere il concetto di quantità;
saper contare;
saper leggere i numeri anche a doppia cifra;
sapere il significato delle operazioni.

Come abbiamo già spiegato, un principio che non ci stancheremo mai di ripetere è
che non basta memorizzare le informazioni, ma dobbiamo fare in modo che il no-
stro piccolo capisca anche il significato di ciò che si sta imparando.
In questo caso utilizzeremo una rappresentazione grafica, che chiameremo le “Pira-
midi delle Tabelline” per far comprendere a pieno al bimbo il concetto di tabellina
partendo dal disegno delle quantità. Trovi tutte le Piramidi delle tabelline dall’1 al 10
nella parte del volume dedicata ai bambini.

Prendete ad esempio la Piramide del 2 La pira


e andate alla prima riga. mide d
el 2
Come vedete, c’è un tricheco, il nostro
personaggio che rappresenta il numero 2,
perché 2 sono le sue zanne.

Osservala insieme a tuo figlio,


traduci in parole il concetto di quantità
che vedi espresso sul foglio: “Due zanne
rappresentate una volta sola” e poi
trasferisci sul foglio i simboli matematici.

88
Giochiamo!

Mentre scrivi, ripeti ancora il concetto: “Due zanne (2) ripetute (×) una volta sola (1)”.
Ecco che hai ottenuto l’operazione: 2 × 1 = 2.

Quando pensi che il tuo piccolo abbia compreso il passaggio, passa alla riga seguen-
te che rappresenta due trichechi: “Due zanne (2) ripetute (×) due volte (2)”
Quante zanne ci sono in totale? Proprio 4.

Scrivi dunque accanto alla seconda riga


2 × 2 = 4, sempre ripetendo il concetto. La piramide del 2
Continua così fino alla base della piramide,
e alla fine dell’attività vedrai scritto l’intera
tabellina del 2.

Osservando bene i numeri scritti in sequenza


nella colonna di destra, ti suggeriamo
di far notare al bambino che coincide proprio
con la “Conta del 2”, quella che vi siete divertiti
a ripetere ritmandola e di cui avete osservato
le divertenti immagini con i trichechi nei musei
con le attività proposte nel primo livello.

Non la ricordate? Andate a rileggerla!

Ricorda sempre di monitorare l’attenzione del bambino: se si annoia o si distrae,


interrompi l’attività per riprenderla in un altro momento. Lascialo riposare, a meno
che non ti chieda espressamente di continuare (succede!).
Il giorno dopo, riguardate insieme il lavoro fatto, recitate di nuovo la “Conta del 2” e
ripetete l’attività con la piramide del 3. E così via.
Potete utilizzare anche le Piramidi delle Tabelline come poster da ritagliare e appen-
dere in cameretta. Sicuramente, visualizzare tutti i giorni i concetti è un ottimo modo
per imprimere tutto nella memoria!

89
Giochiamo!

LIVELLO 5

Moltiplicando
‚e moltiplicatore
Memorizzare le operazioni i cui risultati, in sequenza, formano la tabellina è l’obiettivo di
questo livello, quindi non solo la sequenza di numeri della tabellina (es. 2-4-6-8-10-12-14-
16-18-20), ma anche i fattori (moltiplicando e moltiplicatore) da cui si ottiene il risultato.

3 × 5 = 15
moltiplicando moltiplicatore risultato

Ti consigliamo anche in questo caso di utilizzare la memoria uditiva e lo stratagem-


ma delle rime. Se ci pensi, hai ben presente di cosa si tratta: “6 × 8 = 48 asino cotto”,
oppure “6 × 6 = 36 asino che sei”… Rime che ci hanno accompagnato durante le ele-
mentari e ormai non ci abbandonano più, tanto da trasmetterle, di generazione in
generazione, ai nostri figli, come un mantra. Possiamo applicare questo metodo alle
tabelline un po’ più complicate da memorizzare come quelle del 6, 7, 8 e 9.
Per iniziare potete utilizzare i protagonisti delle nostre conte, per poi arrivare a crea-
re delle rime “personalizzate”, utilizzando le parole preferite dal tuo bambino, i nomi
dei suoi amichetti, termini che lo divertono.
Sollecita la sua immaginazione, lasciati trasportare dalla sua creatività: così fa-
cendo, le rime saranno sicuramente più efficaci. Tieni a mente il concetto di PAV: crea
rime ricche di immagini paradossali, di azione e vivide. Il tuo bimbo le memorizzerà in
modo permanente e con molta meno fatica.
Quando le avrete inventate, divertitevi a ritmarle, disegnarle, cantarle, ballarle. Saran-
no momenti divertenti per ripetere e consolidare il suo apprendimento. Trovi nel Libro
Magico delle Tabelline (lato bambino) un esempio per la Tabellina del 7 che potrà ispirarti.

90
Giochiamo!

Abbiamo utilizzato il personaggio abbinato al numero 7, la coccinella, come protagoni-


sta di queste nuove rime e, anche in questo caso, abbiamo creato una storiella. Quando
pensi che la memorizzazione sia completata, sarà divertente giocare a indovinare!
Potrai dirgli “7 × 7 ” e lui risponderà “49 volevan tutte le prove ”! Anche in questo caso il
momento di gioco sarà fondamentale e costituirà l’allenamento necessario per impri-
mere nella memoria a lungo termine del tuo bambino tutte le tabelline!

Il tempo e l’impegno spesi per creare insieme le vostre rime personali, e poi giocando
per ripassare, si riveleranno momenti divertenti e molto utili per memorizzare a lungo
termine le tabelline.

T‚rucchetti
‚sulla ‚punta ‚delle ‚dita
Se ti dicessi che hai la tabellina del 9 sulla punta delle dita? Per bimbi un po’ più gran-
di, che sono abituati a contare con le dita, ecco due semplici strategie in più.

LA TABELLINA DEL 9
Metti le mani bene aperte davanti a te, con i palmi rivolti verso l’alto. Prova a immagi-
nare che a ogni dito, da sinistra verso destra, corrisponda un numero da 1 a 10.
Se vuoi calcolare, per esempio, 9 × 5, abbassa il quinto dito da sinistra. Prima di quello
abbassato sono rimaste 4 dita, e dopo ce ne sono 5. Il risultato è proprio 45!

LE TABELLINE DAL 6 AL 9… SONO SEMPRE LE PIÙ DIFFICILI!


Guarda questo video di Matteo e scopri una strategia per
imparare le tabelline dal 6 al 9 velocemente… Come sem-
pre il risultato che otterrai sarà legato non solo all’appren-
dimento della strategia, ma all’allenamento per aumentare
la velocità di risposta. Inizia ad allenarti usando le dita, poi
passa alla semplice visualizzazione mentale della posizione.
www.matteosalvo.com/come-imparare-le-tabelline-in-3-minuti

91
Giochiamo!

1.000 + giochi
Tutte le attività proposte finora sfruttano diverse tecniche di memorizzazione, appli-
cate a sequenze di numeri e alle tabelline. È bene precisare, però, che possono servire
per memorizzare qualsiasi nozione o informazione utile.

Ecco un breve riassunto delle tecniche di memoria che abbiamo incontrato:

LOCI CICERONIANI, per i concetti (sequenze di numeri, discorsi…)


i cui punti hanno tutti la stessa importanza.

ASSOCIAZIONI DI IMMAGINI, per tutte le informazioni


che desideriamo ricordare (tecnica che sfrutta la capacità della nostra mente
di produrre costantemente nuove immagini).

ASSOCIAZIONE DI SUONI, per tutte le informazioni che desideriamo


ricordare (tecnica che sfrutta la capacità della nostra mente di trasformare
i suoni in immagini o l’assonanza di parole in un suono simile come le rime).

PAV: per suscitare un’emozione, tenere viva l’attenzione dobbiamo


sfruttare la nostra creatività creando immagini paradossali,
ricche di azione e vivide.

Incentiva il tuo bambino a usare questi strumenti il più possibile nella sua vita quoti-
diana, per esempio per memorizzare i numeri di telefono più importanti!

Ora tocca a te!


E tu, come userai Il Mago delle Tabelline?
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IN
S IEME DI QUA
LI

PO

sperimento
TEM
‚per memorizzare ‚i numeri… ‚e non solo!
Imparare le tabelline, memorizzare numeri, date, informazioni utili e
tanto altro ancora è un gioco da ragazzi... Se sai come farlo! Ba-
stano poche semplici tecniche e un po’ di fantasia per trasformare
il tempo insieme al tuo bambino in uno strumento che lo agevola
nella vita di tutti giorni, prima a scuola e più avanti nel lavoro. Chi l’a-
vrebbe detto che una semplice passeggiata può aiutare a ricordare
il numero di telefono della mamma?

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O che una divertente Ɓlastrocca si trasformi in men che non si dica nell’ostica tabellina dell’8?
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