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QUEL FAMOSO E STRANO “NE”…

Il famoso ne (da non confondere col né accentato, che significa negazione –né = e non-)
è un partitivo che fa riferimento ad una parte di qualcosa su cui si sta parlando.
Sostituisce la forma “di + qualcosa”, essendo questo qualcosa sempre un singolare.

C’è più pane? R/ Non ce n’è più (=non c’è più “di esso”)
Ti piace il formaggio? R/ Certo! Non posso farne a meno! (=non posso fare a meno “di
ciò”)
Le mucche sono diventate pazze un’altra volta; che ne pensi? (=che pensi “di ciò”?).

Spesso si commette l’errore di usare ne in sostituzione della formula “di + plurale”, ad


esempio: Hai letto i libri? Ne ho letti quattro (= ho letto quattro “di essi”). Conosci i
neokantiani? Ne ho sentito parlare (=ho sentito parlare di essi). Eppure questo uso e
scorretto.

È invece corretto:
Hai letto i libri di Hegel? R/ Ne ho letti quattro (=ho letto quattro libri “di Hegel”)
Conosci il pensiero dei neokantiani? R/ Ne ho sentito parlare (=ho sentito parlare “di
quel pensiero”)

Quando invece si parla di un qualcosa concreto, si usa ci (che diventa ce davanti al


pronome di complemento diretto o indiretto):
Hai la chiave? Sì, ce l’ho. - Avete i biglietti? No, non ce l’abbiamo. - Ci sono riusciti?
Certo, ce l’hanno fatta.

In questo tipo di frasi che sottintendono l’oggetto, è necessario usare ce o ne, a seconda
di quanto spiegato, ed è sbagliato ometterne l’impiego: Hai la chiave? Sì, ho o Sì, l’ho. R/
Si, ce l’ho!

(Fuente: “Lingua Madre”)


LE PAROLE DELLA «VIA»
via: spazio da passare per andare da un luogo all'altro (in senso figurato: mezzi per rag-
giungere uno scopo);
strada: spazio di terreno, appositamente preparato con lavori di spianamento o assoda-
mento, sempre per andare da un luogo all'altro.
NOTA Ogni strada è via, ma non ogni via è strada; infatti: da un luogo all'altro possiamo
andare anche attraverso luoghi dove non ci sono strade.
Il nostro percorso sarà pur sempre una via: senza strada, ma una via.
Ancora. Sentirai dire che uno scalatore ha aperto una via attraverso una parete, mai una
strada. E il perché di questa differenza lo troverai chiaro nelle definizioni iniziali.
Nell'uso comune, tuttavia, i due termini sono usati senza notevole differenza di
significato.

Parti della strada


massicciata: strato di sassi, ben connessi fra loro, che fanno solido fondamento a una
strada;
fondo: pavimento della strada, che si vede in superficie;
ciglio: orlo, lembo estremo della strada;
marciapiede: striscia di spazio, più o meno larga, quasi sempre lastricata ed elevata
come gradino, che sta ai due lati (o anche a uno solo) di una strada e che serve per i
pedoni (dícese banqueta [Méx] o acera [Esp]);
banchina: striscia di spazio, lastricato o no, lungo strade non urbane, riservate ai pedo-
ni o ai ciclisti (si dice anche del tratto di terreno rialzato d'una stazione ferroviaria);
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cunetta: canaletto lungo i margini della strada per raccogliere le acque.

Caratteristiche della strada

Una strada, con riferimento all'Ente che l'ha costruita e ne cura la conservazione, può
essere:

nazionale: se fu costruita per conto dell'A.N.A.S.S. (Azienda Nazionale Autonoma Strade


Statali);
provinciale: se per conto dell'Amministrazione provinciale;
comunale: se per conto dell'Amministrazione comunale.

Con riferimento alla posizione rispetto ai luoghi abitati e, perciò, all'importanza:

maestra: strada principale che porta da un paese a un altro (in senso figurato: la via
che porta direttamente allo scopo);
vicinale: strada, di campagna, che porta a piccoli abitati, a poderi;

Con riferimento al «fondo»:

lastricata (ammattonata, selciata): pavimentata;


acciottolata: lastricata con ciottoli (frammenti di roccia arrotondati);
inghiaiata: coperta di ghiaia (detriti di roccia arrotondati più piccoli dei ciottoli);
traversa: strada che dirama dalla principale, anche scorciatoia (in senso figurato: pren-
dere vie traverse; usare mezzi occulti, non leali, per raggiungere uno scopo).
sterrata: coperta di terra, quindi non lastricata, detta anche: di terra battuta;
asfaltata: coperta di asfalto (bitume, agglomerato di calcari e bitume).

Il fondo può ancora essere:

a schiena d'asino: colmo nel mezzo e spiovente ai margini.

I mezzi di trasporto che possono percorrerla, la distinguono in:

mulattiera: strada di montagna, idonea solo al passaggio di muli o di animali da soma;


rotabile: adatta per veicoli a ruote;
carraia (raro), carreggiabile: idonea per carri;
carrozzabile: idonea per carrozze;
camionabile o camionale (voce nuova dal francese camion: autocarro): idonea per il
passaggio degli autocarri;
autostrada: strada riservata ad automobili, autocarri; in generale a veicoli con motore

Una strada può essere, in ogni caso: abbandonata, deserta, solitaria, battuta,
frequentata; ampia o angusta, larga o stretta; diritta, a zig-zag, tortuosa, serpeggiante;
scoscesa, accline (in discesa), piana, pianeggiante; acclive (in salita), erta,
ripida; facile, agevole, comoda, sicura, buona; oppure: cattiva, scomoda, pericolosa,
difficile.

Tipi della strada

circonvallazione (o strada di circonvallazione): strada che gira intorno alla città;


corso: strada importante di luogo abitato (specialmente di città); talvolta la maggiore
senz'altra determinazione;
viale: strada larga, alberata; taluni impropriamente la chiamano allea;
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contrada: strada di città lunga e larga; qualche volta in luogo di strada, ma allora è
voce antiquata. Anche: parte, quartiere di città. In linguaggio poetico equivale a regione;
calle: caratteristica stradetta veneziana; anche strada campestre piuttosto stretta (di
genere maschile, nel Veneto è usata spesso al femminile);
vicolo: strada, stretta, di città. Spesso usato per indicare la strada e le case (vicolo cie-
co, ronco: vicolo senza uscita, chiuso);
scorciatoia: la strada più breve e, di solito, meno comoda della principale, che con-
giunge due luoghi (=atajo [esp])
sentiero: strada di campagna o di montagna, non larga, per sole persone;
viottola: strada di campagna, stretta, in mezzo a un podere;
viottolo: piccola strada, senza case, fra campi e boschi, spesso tracciata fra l'erba dai
passanti;
traccia: come viottolo, ma meno frequentato;
pista: come traccia (anche: luogo recinto di forma circolare o elissoidale per corse ippi-
che, ciclistiche);
tratturo (termine abruzzese e pugliese): strada larga, formata dal passaggio di grandi
greggi;
erta: salita ripida;
china: discesa ripida;
rampa: salita breve, ma ripida.

LE PAROLE DI TUTTI I GIORNI


IL VESTITO

Fuente: Redazione.
Sin ringrazia vivamente la collaborazione di “Correzione Linguistica”per
l’elaborazione di questo servizio.

Italiano Spagnuolo
Vestiti Ropa[1]
Divisa Uniforme (de policía, del legionario…)
Abito Traje, vestido… en general y también relacionado
con los monjes.
Scarpe Calzado (in genere)
Scarpe da ginnastica Tennis ovvero zapatillas de juego
Scarponi Botas de montaña
Stivali Botas (como las del Gato con Botas, hasta media
rodilla)[2]
Stringhe/laccetti Cordones (agujetas…)
Piantine, solette Plantillas
Calzini Calcetines
Pantaloni/calzoni Pantalones
Cintura Cinturón
Cinghia Correa (anche dell’orologgio)
Fibbia Hebilla (ing.: buckle)
Tasca Bolsillo
Mutande Calzoncillos[3]
Maglietta Camiseta
[

3
Canottiera Camiseta de tirantes
Maglione Jersey (suéter)
Biancheria Ropa interior
Camicia Camisa
Cravatta Corbata
Fiocco Pajarita (de traje; no es uccellina)
Maniche Mangas
Polsi Puños[4]
Colletto Cuello (de la camisa, del niki)
Colletto Alzacuellos
Polo (la) Niki
Tonaca Sotana[5]
Talare Sotana
Fascia Banda
Spilla da baglia Imperdible (seguro…)
Gemelli Gemelos, mancuernillas
Orlo (dei pantalón) Bastilla, bajo de los pantalones
Bottone Botón
Cerniera, cremagliera/zip Cremallera
Fazzoletto Pañuelo
Vestito Traje
Lenzuolo (il) Sábana (plur: le lenzuola)
Federa Funda de almohada
Piumino Edredón
Materasso Colchón
Coperta Manta
Copriletto Colcha, cubrecama
Cuscino Almohada[6]
Maglietta da gioco Camiseta de juego
Calze da gioco Calcetas de juego
Pantaloncino Short (pantaloncillo de juego)
Grembiule Bata (de cocina), delantal
Accappatoio Albornoz (ovvero bata de ducha)
Pantofole Pantuflas
Pigiama (il) Pijama
Giubbotto Chamarra
K-way (pron: kiwey o kappa wey) Chubasquero, impermeable
Sciarpa Bufanda
Guanti Guantes
Costume da bagno Bañador
Asciugamano (il, ovvero l’) Toalla
Ciabatte (le) Chanclas
Occhiali da sole Gafas de sol
Pinne (le) Aletas
Cappello Gorra, cachucha, sombrero[[7]]
Gilé Chaleco
[

4
STENDERE TENDER LA ROPA
STENDINI TENDEDEROS
MOLLETTE PINZAS (DE TENDER)
CANDEGGINA LEJÍA
SAPONE JABÓN
STIRARE PLANCHAR
FERRO DA STIRO PLANCHA

NOTE
[1]
Da non confondere con roba, che significa “cose” come mucchio di enti non
specificamente determinati (!!!!)
[2]
Usato anche per designare la forma della penisola italica.
[3]
La parola calzoni in alcune zone dell’Italia si usa, ma vuol dire pantaloni, e non altro.
Così anche calzoncini, contrariamente al suo suono per noi, significa piccoli pantaloni:
“calzoncini corti” sono quelli che portano i bimbi d’estate.
[4]
Pugno in italiano è un colpo forte dato con la mano chiusa, il più delle volte destinato a
fare male al proprio nemico.
[5]
Sottana significa gonna (=falda) femminile
[6]
Da non confondere con cugino (primo) né con cucino (yo cocino).
[7]
Da non confondere con capello, che significa cabello.

LE PAROLE DI TUTTI I GIORNI


Le parole della tavola (va sottolineata la sillaba su cui ricade l’accento tonico, nei casi in
cui c’è possibilità di errore)

(la) sala da pranzo comedor


pranzare comer (a mediodía =almorzar)
far colazione – cena - merenda desayunar, cenar, merendar
cucina cocina
cucinare cocinar
apparecchiare (la tavola) poner la vajilla
sparecchiare (la tavola) recoger
pulire i tavoli limpiar las mesas
spazzare (le tavole) barrer las mesas (la spazzola = el cepillo)
tavola calda mesa caliente
cuoco cocinero
posate (le) cubiertos
forchetta tenedor
Coltello cuchillo
Cucchiaio cuchara
Cucchiaino cucharita
Piatto Plato
Tazza taza
Tovagliolo servilleta
Tovaglia mantel
Sale (il) e pepe Sal y pimienta
Bicchiere Vaso
Condimenti Aceite y vinagre (olio e aceto)
Brocca jarra
Vassoio Bandeja
Ramina, zuppiera Sopera
Pentola Perola
Pinze Pinzas
5
Mestolo cucharón de sopa
Paniere Panera
Versare Servir líquidos
Mescere (il vino) Servir el vino
Servire Servir comida
Contorno Acompañamiento (patatas, ensalada)
Patattine Patatas fritas
Insalata Ensalada
Lattuga Lechuga
Latte (il) Leche
Caffè Café
Camomilla Manzanilla
Tè Té
Primo, secondo piatto primer, segundo plato
Dessert Postre
Antipasto entremés
Arachidi Cacahue(a)tes
Pistacchi Pistachos

FRASI FATTE
FRASE SIGNIFICATO
Essere largo di bocca e stretto di mano Promettere e non mantenere
Dare una mano a qualcuno Aiutarlo
Mettere le mani adosso Picchiarlo
Stare con le mani in mano Senza far nulla
Essere nelle mani di qualcuno Sottoposti alla sua volontà
Mettere le mani in qualcosa Intervenire
Essere stanco morto aver esaurito tutte le energie
Prendere in giro Farsi gioco
Salvare la faccia Salvare le apparenze
Fare effetto Produrre conseguenze positive
Perdere la faccia Fare una bruta figura
Avere le tasche a chiocciola Essere un avaro
Avere le mani bucate Essere uno spendaccione
Avere le mani di pasta frolla Far cadere tutto dalle mani, rompere tutto
Battere la fiacca Essere un fannullone (pigrone)
Essere al verde Non avere soldi, non avere due quattrini

ALCUNI ANIMALI

ITALIANO SPAGNOLO
Verme gusano
Vitello ternero
Ape abeja
Vespa abispa
Fuco Zángano
Mascote mascota
Fringuello jilguero
Struzzo avestruz
Pernice Perdiz
Tacchino Pavo
Pavone Pavo real
Quaglia Codorniz

6
Viscia culebra
Fagiano faisán
Riccio erizo
Scoiattolo ardilla
Talpa topo
Topo Ratón
Tasso tejón
Nasello pescadilla

LE DITA DELLA MANO (E NON SOLO)


ITALIANO SPAGNOLO
Indice Índice
Medio Medio
Anulare Anular
Mignolo Meñique
Pollice Pulgar (de la mano)
Alluce Pulgar (del pie)
Polpastrello yema
Unghia uña
Lunula luna
Cuticola cutícula
Pipita padrastro

a cavallo donato non si guarda in


bocca
a spizzichi e bocconi a trancas y barrancas
acqua in bocca guardar un secreto, no decir nada
ad ogni ucello il suo nido è bello
affogarsi in un bicchier d’acqua ahogarse en una vaso de agua
al tempo in cui Berta filava en tiempos de Mari Castaña
ambasciator non porta pena el mensajero no mata
andare con il vento in poppa
averci la puzza sotto il naso
avere gli occhi fuori dell'orbita
avere gli orecchi foderati di
prosciutto essere sordo
avere occhio di lince
cogliere l’occasione, approfittare
battere il ferro finché è caldo del momento
bisogna mettere il carro innanzi ai
buoi
c’è rimasto poco tempo datti una regolata per finire
uscire da una situazione per
andare a finire in una ancora
cadere dalla padella nelle brace peggio.
camminare con i piedi di piombo ir con pies de plomo
campa cavallo che l’erba cresce
can che abbaia non morde
cane che abbaia non morde siete
come cani e gatti
capire fischi per fiaschi entender una cosa por otra.
capire quello che è nell'aria
7
c'erano soltanto quattro gatti
cercare il pelo nell’uovo cercare diffeti dove non ci sono
cercare un ago nel pagliaio
chi ben comincia è alla metà
dell'opera
chi cerca trova
chi dorme non piglia pesci a chi non si dimostra attivo
chi ha fatto trenta, puó fare trentuno
chi lascia la strada vecchia per la
nuova, sa quel che lascia e non sa
quel che trova
chi pecora si fa il lupo se la mangia
chi si accontenta gode
chi va piano, va sano e va lontano
chiodo scaccia chiodo un clavo saca otro clavo
chiudere la stalla dopo che sono
scappati i buoi dare una soluzione troppo tardi.
chiudere un occhio perdonar
come pesce fuor d'acqua adesso
costare un occhio della testa
credersi l’ombelico del mondo creerse el más importante
dal dire al fare c'è di mezzo il mare
dal senno di poi sono piene le
sepulture al hecho pecho
darsi alla bella vita
di cristiani ne ho visti pochi o punti
vestiti così
dormire come un ghiro
dormire come un sasso
dritto come un fuso
è bello come la belleza dell'asino
è passato di bocca in bocca rimanere
a bocca asciuta rimanere a bocca
aperta
essere come il cacio sui maccheroni propizio
essere come il cane e il gatto llevarse como el perro y el gato
essere come il prezzemolo dappertutto
essere di bocca buona mangiare con appetito
essere di bocca larga e di mano
stretta promettere ma non mantenere
essere sano come un pesce
essere tutto fumo e niente arrosto mucho ruido y pocas nueces
fai castelli nell'aria
fare di necessità virtù hacer de tripas corazón
fare progetti senza contare con la
fare i conti senza l’oste person
fare il lavoro con i piedi
gatta ci cova hay gato encerrado
gettare acqua sul fuoco
gli amici si riconoscono nel bisogno
gridare ai quattro venti
guardare con la coda dell'occhio
ha qualche santo in paradiso è protetto /a da persone
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importanti
ha un diavolo per capello essere arrabbiato
hai la testa fra le nuvole
ho dovuto cedere e ingoiare il rospo
ho l'acqua alla gola
ho le carte in regola
i morti si accatastano sui morti
il diavolo fa le pentole ma non i
coperchi no hay crimen perfecto.
il diavolo non è così brutto come lo si a chi si dimostra spaventato per
dipinge un’ improvvisa difficoltà.
il fiume del destino scorre
il lupo perde il pelo ma non il vizio genio y figura hasta la sepultura
in bocca al lupo! buena suerte!
l’occasione fa l’uomo ladro la ocasión la pintan calva
l’ospite è come il pesce dopo tre
giorni rincresce
a chi ha una reazione esagerata a
la lingua batte dove il dente duole una battuta inocente.
la migliore parola è quella che non si
dice
l'abito non fa il monaco
lavare in casa i panni sporchi
levarsi il pane di bocca togliere il pane a qualcuno
cercare di risolvere una cosa
levarsi la sete col prosciutto peggiorandola
lottare contro i mulini a vento
mandare al diavolo
meglio tardi che mai
meglio un uovo oggi che una gallina
domani a chi non si acontenta
menare il can per l’aia andarse con rodeos
metere le carte in tavola
mettere il bastone tra le ruote
fare le cose al contrario di come
mettere il carro davanti ai buoi devono essere fatte.
mettere le gambe in spalla andarsene di casa
mettere troppa carne al fuoco
mi trovo in cattive acque
non c'è maggior sordo che quello che
non vuole sentire
non c'è rosa senza spine
non è un osso molto facile da rodersi
non essere nè cane nè pesce
non ficcare il naso negli affari degli
altri
non ha nè capo nè coda
non perdere d'occhio
non sapere che pesce pigliare
non tutte le ciambelle riescono con il
buco no todo sale a pedir de boca
non valere un’ acca o un fico secco no valer nada
non vedere di buon occhio
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non vedere piú in là del proprio naso
dover scegliere tra due cose o
o bere o affogare situzioni difficili entrambe
paese che vai usanza che trovi
parlare in punta di forchetta con la puzza sotto il naso
Parlare al vento
Parlare di corda in casa del'
impiccato
parlare in punta di forchetta parlare in forma affettata (pija)
più presto si fa megio é cuanto antes mejor
prendere una boccata d'aria
promettere mari e monti prometer el oro y el moro
qualche santo ci aiuterà si troverà una soluzione
a chi approfitta dell’assenza di
quando la gatta non c’è i topi ballano qualcuno per fare quello che vuole
a chi approfitta dell’assenza di
qualcuno per fare quello che
quando la gatta non c’è i topi ballano vuole.
qui gatto ci cova
restare a bocca aperta restare intontiti
Restare muto come un pesce
Ride bene chi ride ultimo
rimandi a domani ciò che puoi fare
oggi
rimanere con un palmo di naso sorpreso
ripetere come un pappagallo
rompere le uova nel paniere a
qualcuno far fallire i progetti di qualcuno
rompere le uova nel paniere a
qualcuno far fallire i progetti di qualcuno
scherza con i fanti e lascia stare i
santi con ciertas cosas no se bromea
scoprire l’acqua calda dire una cosa molto ovvia
se ne andó con la coda tra le gambe
sei sordo come una campana
risolvere un problema che non era
sfondare una porta aperta tale
sherza coi fanti e lascia stare i santi non ridere delle cose serie
si asomigliano come due gocce
d'acqua
si raccoglie quel che si semina
spaccare il capello in quattro trabajar duro
stare con le mani in mano senza far nulla
stare con le mani in mano senza fare niente
tagliare la corda andare via
ingannare, preparar una
tendere un agguato emboscada
tenere la testa fra le nuvole essere distratto
tenere qualcuno sotto una campana
di vetro prottegere qualcuno molto
tirare l'acqua al proprio mulino
toccare il cielo con un ditto essere felice
troppa grazia, sant’ antonio è anche troppo
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trovare il punto di partenza da cui
cominciare a risolvere una
trovare il bandolo della matassa situazione
trovarsi in una posizione salda e
trovarsi in una botte di ferro sicura
essere, trovarsi in una situazione
trovarsi tra l’incudine e il martello difficile
tu hai il tatto di un elefante
tu perdi la testa per qualche cosa
tutte le strade conducono a Roma
tutti i nodi vengono al pettine antes o después todo se sabe
tutti i salmi finiscono in gloria todo termina bien
tutto il mondo è paese en todas partes cuecen habas
una rondine non fa primavera
uomo avvisato mezzo salvato
valere la botte piena e la moglie
ubriaca querer hacer dos cosas a la vez.
vederne di cotte e di crude
vivi nel mondo della luna
volere è potere
vuotare il sacco dire tutto

a bella posta apposta


a bizzeffe una gran cantidad
accogliere qualcuno molto
a braccia aperte bene
a brano a brano por partes, trozo a trozo
a briglia sciolta a rienda suelta
a buon mercato barato
a casaccio al azar
a caso al azar
a catinelle a cántaros
a cura di a cargo de
a denti stretti a reganadientes
a detta dei según dicen los
a dirotto mucho, piovere a dirotto
a gara de porfía
andare qualcosa molto
a gonfie vele bene
a iosa a porrillo
a lungo andare a la larga
a mala pena a duras penas
a mancanza di altro a falta de otra cosa
a mano a mano che a medida que
a matita a lápiz
a memoria de memoria
a menadito al dedillo
a occhio e croce mas o menos
a occhio nudo a simple vista
a palate en gran cantidad

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a passo a passo paso a paso
a penna a pluma
a perdita d'occhio hasta donde se ve
a piedi a pie
a piene mani a manos llenas
a più non posso a más no poder
a più riprese en varias veces
con gran prisa,
a precipizio arrebatadamente
a quattr'occhi a solas
a quel che vedo por lo que veo
a riguardo por lo que se refiere a
a rincrescimento a malincuore --- con pena
a rompicollo, a
precipizio precipitadamente
a ruota libera senza timore, parlare...
a sazietà a màs no poder
a sbafo, a scrocco gratis, de gorra
a scappa e fuggi de prisa y corriendo
a sdraio acostado
a seconda según
a sera inoltrata a noche cerrada
a sghembo de traverso
a soqquadro sottosopra, patas arriba
a sorsettine a traguitos
a spintoni a empujones
a squarciagola con tutto il fiato
a strappi a golpes
a tastoni a tientas
a tempo perso a ratos perdidos
a torto injustamente
a tu per tu cara a cara
a tutto gas a tutta birra
a vanvera sin ton ni son
a vicenda reciprocamente
a cara descubierta, sin
a viso aperto pelos en la lengua
abbiamo fatto fuoco a hemos perseguido dos
due cose cosas
ad occhi chiusi a ojos cerrados
ad occhio e croce aproximadamente
ad ogni costo a toda costa
al giono d'oggi hoy en día
al minuto al por menor (vender…)
al più presto cuanto antes
al più tardi como muy tarde…
al volo velocemente
al'improviso,
improvisamente tra capo e collo
all’antica a la antigua
alla bell'e meglio como mejor se pueda
alla buona alla rinfusa, senza

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metterci cura
alla buon'ora ya era hora
alla carlona alla buona
alla chetichella de escondidas
alla cieca a tontas y a locas
alla diavola a la diabla
alla fin fine al fin y al cabo
alla fin fine al fin y al cabo
alla grande a lo grande
alla larga a lo ancho
alla levata cuando me levanto
alla lunga a lo largo
alla meglio lo mejor posible
alla meno peggio lo mejor posible
alla rinfusa a granel
alla rustica a lo basto
alla stessa stregua del mismo modo
alla svelta a manetta, a tutta birra
all'albeggiare al alba
all'antica foggia a la antigua manera
spagnola española
all'impazzata a tontas y a locas
all'ingrosso al por mayor
allo scoccare delle ore al dar las horas
all'oscuro a oscuras
alzare il gomito beber
ammesso che supuesto que
ammoscarsi di
qualcosa sospettare
salir perdiendo, pagar el
andarci di mezzo pato
andare a gonfie vele andare molto bene
andare a ruba avere sucesso
andare a saltelloni andar a brincos
andare a spasso ir de paseo
andare a tentoni nel
buio ir a tientas
andare a tutta birra veloce
andare a vuoto fracasar
andare a zonzo andare a spasso
andare d’accordo hacer buenas migas
andare di buon passo ir a un buen paso
andare di lusso essere molto fortunati
andare di palo in
frasca andar de palo en rama
andare dietro indietreggiare
andare in para cadere in depressione
andare liscio come l’olio
andare lontano allontanarsi
andare oltre oltrepassare
andare per le lunghe ir para largo
andare tastoni ir a ciegas

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andare via andarsene
andavano per il giusto
verso estaban bien
andiamo al dunque vamos al grano
appagare un desiderio secundar un deseo
apparecchiare la tavola poner la mesa
appoggiare a terra
mani e piedi carponi
approvare a
maggioranza aprobar por mayoría
aprire bocca parlare
aprire gli occhi capire
aprire le orecchie ascoltare
armato fino ai denti armado hasta los dientes
arrivare a precipizio de golpe, en estampida
arrivare in ritardo llegar tarde
arrivare una cosa tra
capo e collo arrivare all’improvviso
arrosendo fino alla
radice enrojeciendo hasta la raíz
arrosì fino alla punta
delle orechie enrojeció hasta las orejas
aspettando col cuore in
gola esperando preocupado
avanzare con la lingua caminar con la lengua de
ciondoloni fuera
avere conto di qca. tener algo en cuenta
avere cura di preocuparse de
avere da fare tener trabajo
avere fame da lupo molta fame
avere febbre da cavallo molta fame
avere fegato essere coraggioso
avere grana tener dinero
avere i capo giri marearse
avere i piedi per terra essere realista
avere la fissa, avere
avere il chiodo l'ossesione
avere il cuore in gola tener miedo
avere il mal di
macchina marearse en el coche
avere il porto d’armi tener el permiso de armas
avere la bottega
aperta i pantaloni sbottonati
avere la famiglia sulle
spalle avere la responsabilità
avere il pallino, tener la
avere la fissazione paranoia de…
avere le mani bucate essere uno spendaccione
avere le mani di pasta
frolla far cadere tutto
avere memoria da
elefante brutta
avere occhio tener ojo
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avere occhio di lince tener buena vista
avere qualcuno in
bocca parlarne sempre
avere torto no tener razón
avere un cervello da
gallina stupida, sciocca
avere un cuore d’oro essere molto buono
avere un diavolo per
cappello essere nervoso
avere una faccia di
bronzo avere una faccia tosta
avere una paura matta miedo cerval
averla vinta salir con la suya
averne fin sopra i
capelli essere stufo
averre le idee
scompigliate in disordine
aveva soldi a palate, a
bizzeffe in gran quantità
avrebbe avuto molto hubiera tenido mucho
relievo realce
bada, atenzione cuidado
balza agli occhi salta a la vista
basta, finiscila,
smettila acaba, basta, calla
battere la campagna escaparse
battere la fiacca hacer el holgazán
bello da morire bellissimo
ben poco importante sin importancia
bene o male bien que mal
bere come una spugna bere moltisimo
bisogna tener conto se necesita tener presente
che que
botte da orbo golpes de ciego
brutto come la fame molto brutto
buio pesto o fitto boca de lobo
c' e qualcosa di strano hay algo estrano en todo
in tutto ciò esto
cadere a fiotti mucho y con fuerza
cadere tra i piedi arrivare all’improvviso
cadersi dalle nuvole caerse de las nubes
calzare come un
guanto andare perfettamente
camminare a fianco a
fianco caminar al lado
cantare come un
usignolo como un ruiseñor
caso mai si acaso
catapultarsi avanti lanzarse adelante
cavarsi una voglia darse un capricho
ce la faccio anch'io se la hago también yo
che cosa mi racconta? ¿qué me cuenta?
che ne pensi? ¿qué piensas tú?
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chi bussa? ¿quién llama?
chi l'avesse creduto? ¿quién lo hubiera creído?
dire che ti facciano
chiedere strada passare
chinare la testa cedere
chissà che...? ¿quién sabe si...?
chiudere in bellezza cerrar con broche de oro
chiudere un occhio hacer la vista gorda
ci limiteremo a nos limitaremos a
ci terrei a me gustaría
cieco come una talpa molto cieco
ciò che si usa chiamare lo que se suele llamar
ciò non toglie esto no quita que
cogliere qualcuno in cogliere in fallo, copiando
castagna en clase
col capo all'ingiù de cabeza
col codino dell'occhio con el rabillo del ojo
col passare del tempo con el pasar del tiempo
colpire nel segno dar en el blanco
colpisce la mia
sensibilità golpeó mi sensibilidad
colpo d’occhio golpe de vista
colpo di grazia golpe de bracia
colpo d'occhio vistaso
colto con le mani nel
sacco con las manos en la masa
come fu fatto como fue hecho
come Lei desideri como usted quiera
come se nulla fosse como si nada
cavársela, come te la
come va col francese? cavi?
comprare a scatola
chiusa comprar a ojos cerrados
con ciò con esto
con le braccia conserte con los brazos cruzados
con le buone por las buenas
con tutto me stesso con todas mis fuerzas
con tutto... nonostante con todo... sin embargo
concessa a malincuore concedida de mala gana
conoscere un fatto conocer algo muy bien, de
dall’a alla z principio a fin
conoscere un luogo o
persona come le
proprie tasche molto bene
contare molto mucho
contare su qualcuno contar con alguien
contentarsi di poco conformarse con poco
copiare pari copiar textualmente
coraggioso come un
leone valiente como un león
correre a briglia sciolta correra toda velocidad
persona que corrige un
correttore di bozze libro
16
corsia d'emergenza arcén
cosa c'è di
straordinario? ¿qué tiene de particular?
cosí potrebbe andare así podría ser
croce inalberata cruz enarbolada
da capo a fondo de principio a fin
da cima a fondo
dacché s'è fatto desde que se hizo
dal primo all’ultimo
dall’ inizio alla fine
dall’alba al tramonto
dall’alfa all’omega
dalla a alla z
dalla culla alla tomba
desde su nacimiento hasta
dalla sorgente alla foce su desembocadura
dalla testa ai piedi completamente
dalle origini ai nostri desde el principio hasta
giorni nuestros días
daltronde por otra parte
dar retta hacer caso
dare adosso avercela con qualcuno
dare ai nervi innervosire
partorire, avere un
dare alla luce bambino
dare alla testa ubbriacarsi
dare atto riconoscere
combattere, non
dare battaglia arrendersi
dare carta bianca concedere libertà d’azione
dare del filo da torcere non lasciarsi vincere
dare del tu tutear
dare fastidio molestar
dare i numeri farneticare, sragionare
dare il colpo finale a
qualcuno dar la puntilla a alguien
dare il via dare la uscita
dare la mano salutare
dare la precedenza dar el paso
attirare l’attenzione, dar la
dare nell’occhio nota
dare un bidone dejar plantado
dare un bidone (tirare
un…) dejar plantado
dare un colpo di bisturí
alle spese risparmiare, ridurre
dare una mano ayudar
dare una sola dejar plantado
dare una sola dejar plantado
dare uno sguardo dar un vistaso
dare uno struppo dare un passaggio
darla a bere ingannare

17
darla vinta ceder
darle vinte consentir todo
poner los pies en
darsela alle gambe polvorosa
darsi alla macchia nascondersi
darsi alla pazza gioia vivere senza fare niente
darsi da fare impegnarsi
darsi delle arie ser creído
darsi delle arie,
tirarsela ir dándoselas de algo
darsi la zappa sui piedi danneggiare se stessi
darsi pace rassegnarsi
davvero? ¿de veras?
deja que lo coja faglielo prendere
fammi spiegare! fallo
deja que se explique spiegare
deja que se lo lleve faglielo portare
fategli raccontare la
dejadle que cuente la verità. fategliela
verdad raccontare
dejádselo decir fateglielo dire
déjale oir el disco, fagli ascoltare il disco.
déjaselo oir faglielo ascoltare
déjame pasar fammi passare
por otra parte, por lo
del resto demàs
di botto de repente
di buon ora a tiempo
di corsa velocemente
di corsa, di volata, di
galoppo corriendo
di fantascienza detto di un film
di grazia por favor
di maniera epidermica superficialmente
di nascosto, in punta di
piedi a hurtadillas
di recente hace poco
por las buenas o por las
di riffe o di raffe malas
di scatto de repente
di scatto de repente
di solito si dice que muchas veces se dice que
di sottecchio con el rabillo del ojo
di stampo de tipo, de cuño
di striscio de refilón
di stucco yeso, rimanere di stucco
di tanto in tanto de vez en cuando
dipende spesso di muchas veces depende de
dire di no negare
dire di si affermare
parlare dicendo le cose
dire le cose in faccia alla persona di cui si parla
diventa piú facile... resulta mas facil...
18
dobbiamo fare quattro debemos hablar un
chiacchiere momento
dopo non molto después de no mucho
dopopranzo después de comer
dove abita? ¿dónde vive?
dovrà decidere il da tendrà que decidir qué
farsi hacer
dovunque lo voglia donde lo quiera
d'una o di altra
maniera de una u otra manera
è alle porte está a las puertas
è andata ad espandersi
è andato in frantumi se hizo añicos
È arabo imcomprensibili
è come farsi cavare un
dente tan tremendo como...
e come se ciò non
bastasse por si fuera poco
è dificile essere certo
delle es difícil estar cierto
è in ballo está en juego
È la fine del mondo bellísimo
e nel far ciò y al hacer esto
è notte fonda es noche cerrada
è possibile che... es posible que...
ha prevalecido la
è prevalsa la tendenza tendencia
è rimasto chiaro? ¿quedó claro?
è stato respinto agli fue suspendido en los
esami exàmenes
e tutto per non
saperne gran che y todo por no saber...
È un aquila molto bravo
È un pugno nello
stomaco è pesante, molto forte
è una persona con cui
non es una persona con quien
È una peste cativissimo
È una tavola calmo, piatto
È una vipera cattiva, maligna
è un'impresa es muy difícil
e, a quell che so y, por lo que sé
era un coso fatto tutto
a stracci era todo jirones
essere (o) trovarsi a
disagio no estar a gusto
essere in una situazione
essere a cavallo comoda
essere al verde non avere soldi
essere arrampicato
sugli specchi nervoso
essere bagnato
fradicio empapado
19
essere bianco come una mozzarella
essere buio pesto e
fitto boca de lobo
essere buono come il pane
essere come un senza muoversi,
baccalá impacciato
essere cotto ubriaco, brillo, sbronzo
essere dappertutto come il prezzemolo
essere di troppo ser demasiado
essere fuso estar para el arrastre
essere il cocco di qco. el enchufado
essere il deus ex
machina saberlo todo
essere il tallone
d’achille el punto débil
essere in bolletta non avere soldi
essere in dubbio tener una duda
alguien q empieza a hacer
essere in erba algo, q está todavía verde.
essere in forse en la duda
essere in forse estar en duda
essere in gamba essere bravo
essere inchiodato in
qualcosa fissato
essere la favola di qca. que todos hablan de mí
essere la fine del
mondo cqa. di bellissimo
essere nei pasticci avere problemi
essere nelle mani di sottomettersi alla volontà
qualcuno di qualcuno
essere noioso essere una pizza
essere nuovo di zecca qualcosa molto nuova
essere pago di sé felice di sé
essere pappa e ciccia ser uña y carne
essere pieno come un
uovo aver mangiato molto
essere pieno zeppo lleno a rebentar
essere rosso come un
gambero por el sol
essere rosso come un
pomodoro por la vergüenza
aver esaurito tutte le
essere stanco morto energie
essere su di giri essere eccitato, agitato
essere sul filo del trovarsi in una situazioni
rasoio difficile
essere sulla cresta
dell’onda avere molto sucesso
essere sulle spine essere in ansia
essere sveltino ser muy ágil
essere testardo come ser más terco que una
un mulo mula
essere tutto orecchi ascoltare con attenzione
20
essere un altro paio di
essere un altro conto maniche, ser otro cantar
essere un bolide veloce
essere un broccolo tonto, un testa di rapa
essere un chiodo magro
essere un da poco un inútil
essere un ficcanaso meticón
essere un giunco sottile
essere un ignorante e
un testardo testona
essere un letamaio sporco
grossa pietra, pesante,
essere un macigno noiso
essere un mattone noioso
essere un pesce lesso poco furbo
essere un pezzo di
pane molto buono
essere un po' po' mucho
essere un rebus incomprensibile
essere un salame goffo
essere una bufala cosa di scaso valore
essere una buona
forchetta tener buen saque
essere una cifra di qca. molto
essere una cima bravo
essere una cosa da
poco una bagatela
essere una cosa facile
come bere un bicchier
di acqua cosa semplice
essere una cosa
scontata ovvia
essere una frana non combinare nulla
essere una mozzarella bianco
essere una perla efficente
essere una piuma leggero
essere una pizza noioso
essere una quercia forte
essere una rapa stupido
essere una testa di
rapa cretino, stupido
essere uno sfondato un grande mangione
facciamo in lenta caminando despacio
faglielo dire déjaselo decir
faglielo spiegare déjala explicar una cosa
sporgere la testa appena,
per vedere senza farsi
far capolino vedere
far colpo causar impresión
far credito creerse algo
far da spalla ser el telonero
far fagotto hacer las maletas
far le condoglianze dar el pésame
21
far qca. A scapito di a daño de otro
far rizzare i capelli poner los pelos de punta
far vedere la luna nel ingannare qualcuno,
pozzo illuderlo
far venire l’acquolina
in bocca hacerse la boca agua
fare a bocca e a borsa pagare ognuno per sé
fare a meno di qca. abstenerse de algo
fare a testa o croce echar a cara o cruz
fare accendere dar fuego
fare benzina echar gasolina
fare capolino affaciarsi (asomarse)
fare colpo dar el golpe
fare come i gamberi retroceder
fare comodo venir bien
fare quello che vuole
senza ascoltare quello che
fare di testa sua dicono gli altri
produrre conseguenze
fare effetto positive
meterse en los propios
fare gli affari propri asuntos
fare i biglietti sacar las entradas
fare i complimenti dar la enhorabuena
promuovere qualcuno nel
fare i ponti d’oro lavoro
fare il bambino comportarse como un niño
fare il bravo portarse bien
fare il confronto comparar, confrontar
fare il mutuo hacer la hipoteca
fare impressione causar impresión
fare in fretta sbrigarsi, spicciarsi
fare l’occhiolino strizzare l’occhio
fare l’orecchietta doblar la página
fare la bocca a
qualcosa abituarcisi
fare la doccia darse una ducha
anunciar las cosas a
fare la grancassa bombo y platillo
fare la multa poner una multa
pulire il piatto con un
pezzo di pane senza
fare la scarpetta lasciarci nulla
fare la vaccinazione ponerse la vacuna
fare le boccacce fare dei gesti con la bocca
fare le cose alla buona alla rinfusa
fare le cose con i piedi fare qualcosa male
fare lezione dar clase
fare l'occhiolino guiñar el ojo
fare male hacer daño
fare orecchi da
mercanti fare finta di non sentire
fare parte formar parte
22
fare paura dar miedo
fare pena dar pena
fare piacere dar gusto
fare piano entrar sin hacer ruido
finire con tutto di una
fare piazza pulita volta
fare posto hacer sitio
fare presto darse prisa
fare qualcosa in zona
Cesarini all'ultimo secondo
fare ridere dar risa
fare schifo dar asco
fare una c inutile, che non
fare un buco nell’acqua serve a nulla
fare un errore tener un error
fare un esempio poner un ejemplo
fare un freddo cane un frío terrible
fare un giro dar una vuelta
fare un incasso tener una recaudación
fare un incidente tener un accidente
fare un pisolino riposare dopo pranzo
fare un pisolino darse una siesta
fare un sogno tener un sueño
fare un’iniezione poner una inyección
fare una bella figura quedar bien
fare una bella vita pegarse una buena vida
fare una brutta faccia poner mala cara
fare una capatina fare un salto
fare una dormita pegarse una dormilona
fare una figuraccia fare una bruta figura
fare una gaffe metedura de pata
fare una passeggiata dar un paseo
burla infantil con la lengua
entre los dientes soplando
fare una pernacchia enérgicamente
fare una sgridata echar una bronca
fare una visione
generale hacer visión de conjunto
fare uno scherzo gastar una broma
fare uno strappo alla
regola saltarse la regla
fare vedere sciroppare
fare venire l’acquolina
in bocca hacerse la boca agua
farla finita acabar de una vez
farsi drogarsi, bucarsi
farsi bello ponerse guapo
farsi in quattro aiutare molto
farsi largo hacerse paso
farsi un bagno darse un baño
farsi una mangiata darse una comilona
farsi una scorpacciata comilona

23
una canna, fumarse un
farsi uno spinello porro
fate largo abrid paso
fatti i fatti tuoi métete en tus cosas
fecero sì che hicieron de tal modo que
finire a rotolo finire male
fino al'inverosimile hasta lo increíble
fino allora hasta entonces
fino in fondo hasta el fondo
fortuna sfacciata suerte enorme
fra capo e collo all’ improvviso
fra l'altro entre otras cosas
fresco come una rosa
fu egli a vincere él venció
fuggi a rotta di collo huyó rapidísimo
furbo come una volpe
gettare la spugna arrendermi, tirar la toalla
gettare le basi poner las bases
gettarsi in acqua tirarse al agua
giocare come il gatto salirse con la suya
con il topo siempre, hacer lo q quiere
girare la testa essere male
girare un film filmar una película
gli darò quel che si
merita le daré lo que se merece
gli si riempì il cuore di se llenó el corazón de
gioia alegría
gliene sarò se lo agradeceré
infinitamente grato muchísimo
gradisce un vecchiere
d'acqua? ¿gusta un vaso de agua?
guadagnare terreno ganar terreno
guardarsi in cagnesco guardarsi male
ha stretto la cinghia apretarse el cinturón
chiudre un occhio / fare
hacer la vista gorda finta di niente
hacerse el gracioso fare lo spiritoso
hacerse la boca agua avere l’acquolina in bocca
hai infranto le regole has infringido las reglas
he estudiado mucho
ho a lungo studiato tiempo
ho messo in moto he puesto en movimiento
ho premura tengo prisa
i tratti caracteristici los puntos característicos
il giorno appresso el día siguiente
il lavoro volgeva alla
fine el trabajo llegaba a su fin
in carne ed ossa de carne y hueso
in che posso servirLa? ¿en qué puedo servirle?
in fin dei conti a fin de cuentas
in fretta e furia de prisa y corriendo
in linea di massima en linea de principio

24
in nessun posto en ninguna parte
in ogni modo de todos modos
in piedi de pie
in poi en adelante
in precedenza anteriormente
in quattro e quattro
otto velocemente
in quel mentre en esto...
in riferimento en referencia
a posto (mettere…:
in sesto mettere a posto)
in sommo grado en sumo grado
in un baleno de repente, relámpago.
in un batter d'occhio en un santiamén
in un fiato de un tirón
in voga di moda
incapace di trattenersi incapaz de contenerse
incide il suo nome
incrociare le braccia non fare nulla
infilare la chiave nella meter la llave en la
serratura cerradura
infilare nella tasca meter en el bolsillo
infilarsi in un bar andare a un bar.
avere sucesso nel lavoro,
ingranare nel lavoro farlo bene
innamorato cotto súper enamorado
io non sono buono a
nulla no soy bueno para nada
la conclusion è stata
tratta di fue sacada de
la spiaggia formicolava
di turisti era piena di turisti
lavorare come un mulo trabajar como una mula
lavorare maglia tejer, hacer punto
le assicuro che... le aseguro que...
le nuove leve las nuevas generaciones
Lei è molto gentile usted es muy gentil
Lei si sbaglia se equivoca
liscio come l’olio
loro intenzioni de sus intenciones
ma faró del mio meglio haré lo mejor de mi parte
magro come un chiodo
mai piú nunca màs
mancano di carecen de, les falta...
mancare il colpo fallar el tiro
mangarsi la puntina parecer un disco rayado
mangiare a quattro
ganascie comer a dos carrillos
mangiare a sbafo de gorra
mangiare come un bue
mangiare come un
maiale

25
mangiare come un
uccellino
marinare la scuola hacer novillos
matto da legare
me ne ero dimenticato me había olvidado
me ne ero dimenticato me había olvidado
meglio un giorno da
leone che cento da
pecora
meno di quanti non
pensiate menos de los que pensàis
mettercela tutta impegnarsi al massimo
mettere in fuga poner en fuga
mettere in giro correr la voz
mettere in guardia poner en guardia
mettere in rilievo poner en relieve
mettere la mano sul
fuoco essere sicuro di qualcosa
mettere la testa a
partito asentar la cabeza
mettere le mani adosso picchiarlo
mettere le mani in
qualcosa intervenire
mettere mano al
portafoglio, sganciare rascarse el bolsillo
mettere sempre i
puntini sulle “i” essere pignolo
mettere una pietra
sopra dimenticare
mettersi al brutto / al
bello ponerse guapo, feo
mettersi d'accordo ponerse de acuerdo
mettersi di mezzo meterse de por medio
mettersi in ginocchia ponerse de rodillas
mettersi le mani nei llevarse las manos a la
capelli cabeza
mi ascolti un attimo escúcheme un momento
mi capisce? ime entiende?
mi ci vuole ho bisogno di...
mi dà fastidio il suo
modo di fare mi infastidisce
mi dispiace di
disturbarLa siento molestarlo
mi do per vinto (o) ero
dato me doy por vencido, me
mi è venuto il
ghiribizzo di se me antoja…
mi fa la gentileza di me hace el favor de
mi fai confondere con mi fai confondere con le
la tua fretta tue fregole
mi fai finire? )me dejas terminar?
mi ha mollato me ha dejado plantada
mi innervosisce mi fa venire i nervi
26
mi interroga con fare
severo con modos severos
mi mise in guardia me puse en guardia
mi permette? ¿me permite?
mi resi conto che le me di cuenta que las
cose non cosas
mi resi nervoso me quedé nervioso
mi rincresce lo siento
mi sembra evidente me parece evidente
mi sento a terra giù
mi sono riaffermato me he afianzado
mi telefoni llàmeme por teléfono
mi viene un lampo tengo una idea
mi viene un'idea tengo una idea
mogio mogio triste, apartado
mollare uno schiaffo dar un bofetón
morire sul colpo en el acto
morto stecchito tieso
mucchio di pietre montón de piedras
nascere con la camicia ser fortunado
ne dubito dudo que sea verdad
nella messura del
posibile en la medida de lo posible
niente affatto de ninguna manera
niente di piú nada más
niente piú scioccheze! ¡no mas tonterías!
niente scherzi! ¡nada de bromas!
no sacar nada en non cavare un ragno da
limpio un buco
no se lo dejes hacer non glielo far’ fare
noiso come una mosca molto noioso
non capire niente essere una rapa
non andare proprio giù non sopportare qualcosa.
non arrabbiarti non prendertela
non avere nè capo nè
coda non avere nessun senso
non avere peli sulla no tener pelos en la
lingua lengua
non c’è santo che
tenga non c’è niente da fare
non capire niente non capire un’acca
non carburare non funzionare
no hay por qué
non c'e da preocuparsi preocuparse
non c'è male no està mal
non c'è ombra di
dubbio non resta alcun dubbio
non centra niente no viene a cuento
non chiudere occhio non potere dormire
non ci vuol molto a no se necesita mucho
capire para ent.
non curanti di cio che despreocupado de lo que
sia sea
27
non dal vivo, in t. v. no en vivo sino en t. v.
non darla vinta no dar brazo a torcer
non è il paese della
cucagna no es jauja
non è niente altro
che... no es mós que...
non é nulla di
clamoroso no tiene nada de especial
non è uno stinco di è una persona poco
santo onesta
non è vero affatto por ningún motivo
non essere capace non sentirsela
non fa niente no importa
non fanno che no hacen mas que
non farti i fatti altrui / meterse donde no le
degli altri llaman
non finire mai la pila hablar por los codos
non ha la piú vaga idea no tiene ni idea
non immischiarsi, ver los toros desde la
scendere in campo barrera
non lo farò mai e poi
mai nunca jamás lo haré
non mi è noto no me es conocido
non mi viene non ricordo
non ne ho alcuna no tengo ninguna
intenzione intención
non par vero! parece mentira
non ricordare dalla
bocca al naso essere smemorato
non riesco a ... no alcanzo a ...
non riesco a pensare no logro pensar en otra
ad altro cosa
non sapere reagire rimanere come un carciofo
non sapere un'acca no saber ni jota
non serve a niente no vale para nada
non si disturbi no se moleste
no se puede decir de
non si pub dire affatto ninguna manera
non si può scartare no se puede descartar
non si rese conto no se dio cuenta
non si sono mai visti no se volvieron a aparecer
non si sono resi conto no se han dado cuenta
non so credere ai miei
occhi no puedo creerlo
non sono certo no estoy seguro
non staccarsi venire fuori
non ti pasi il limite no te pases de la raya
non ti reggo non ti sopporto
non tiene un cece in
bocca non sa tenere un segreto
non valsero gran che
ad no sirvieron mucho para
non v'è dubbio che no cabe duda que
28
notte è lunga come noche larga como anos
anni interi enteros
nuovo di zecca súper nuevo
oggi a otto de hoy en ocho
ora come allora ahora como entonces
ora porlomeno ahora por lo menos
ora siamo pari estamos empatados
ora vedremo il da farsi lo que haremos
pagar el pato andarci di mezzo
pagare a rate a plazos
pagare in contanti en contante
pagherai un prezzo pagaràs un precio muy
assai alto alto
pare che col tempo parece que con el tiempo
parlare a quattr’occhi parlare da soli
parlare a vanvera hablar sin ton ni son
fare orecchi da mercante,
parlare con il muro finta di non sentire
quando uno parla ma
parlare con il muro nessuno gli ascolta
parlare sul serio hablar en serio
parlavano di rado hablaban raras veces
pasta al sugo al tomate
patire la fame padecer hambre
pazzo come un cavallo loco como un caballo
pensaci piénsalo bien
per adesso por ahora
per ammazzare il
tempo para matar el tiempo
per conto vostro por su cuenta
per di piú además
per far questo mi ci
vuole... para hacer esto necesito...
per fare un esempio por poner un ejemplo
per giunta y además
per l'apunto precisamente
per lo piú ordinariamente
per lo più comunmente
per mirabile modo de manera admirable
per ogni dove por doquiera
per poco non cade casi se cae
per quanto mi riguarda en lo que me atafte
per vinto había dado por vencido
perchè si vuol porque se quiere
perdere il senno perder la razón
perdere la faccia fare una bruta figura
perdere la testa perder la cabeza
perdere le staffe perder los estribos
perdere il controllo della
perdere le staffe situazione
pesce ai ferri arrosto
piangere come un

29
vitello
piangere come una
fontana
piano piano a la chita callando
piantare d'asso dejar plantado
piantare in asso dejar plantado
piantare una giona crear un problema
picchiare la porta tocar la puerta
Pinco Pallino Perico de los Palotes
piovere a catinelle llover a cántaros
piu che giro non lo
trovo por màs que hago...
piú sotto mas abajo
portare iella / sfortuna traer mala suerte
povero in canna muy pobre
pregare in ginocchia ginocchioni
premmeso che en vista de que...
cogliere qualcuno in
prendere in fallo castagna, copiando
prendere in giro torear a alguien
prendere in mano le avere il controllo della
redini situazione
prendere la palla al approfittare
balzo dell’occassione
prendere le redini tomar las riendas
prendere per mano coger de la mano
prendere qualcuno per
il naso prendere in giro
prendere un granchio
(cangrejo) sbagliarsi
scambiare una parola per
prendere una papera un'altra
cambiare modo di vita nel
prendere una sbandata senso negativo.
press’a poco più o meno
presso di lui en su casa
puó darsi che puede ser que...
qualcosa che è fritta e
rifritta molto conosciuto
quale è la vostra parte
in tutto zvosotros qué tenéis que
quando ne avremo la cuando tengamos la
possibilità posibilidad
quando piaccia a Lei cuando usted quiera
quanto costa quanto viene?
chinato molto a terra per
quattro quattro non farsi vedere
quel che ti consiglio di lo que te aconsejo que
fare hagas
questi, a loro volta estos, a su vez
questo fa corpo con
questo esto va con esto
questo favorisce il esto favorece el hecho de
30
fatto che que
questo ha un vantagio esto tiene una ventaja
questo no e poi no nunca jamás
raccontare una
sperienza contar una experiencia
raccontò cio che era
accaduto contò lo que le sucediò
ragione da vendere mucha razón
rallegrarsi con
qualcuno felicitar a alguien
recare danno hacer davo
recitare a soggeto seguir el guión
regolare i conti ajustar las cuentas
restare di stucco quedar de piedra
richiamare l'attenzione llamar la atención
ridere come un matto reír como un loco
ridere di gusto reír a gusto
riempire di botte picchiare
volver a casa de
rientrare a notte fonda madrugada
rifare la strada ripercorrere a ritroso
rifarsi la bocca togliersi un cattivo sapore
rifletere su di esso reflexionar sobre ello
rigare diritto portarse bien
riguado a acerca de
rimanere a bocca
aperta sorpreso
rimanere a bocca
aperta sorpreso
rimanere a bocca
ascitua restare delusi
rimanere con un palmo
di naso sorpreso
quedarse de piedra,
rimanere di sasso sorpreso
rimani di sasso dallo
stupore me quedé como piedra
rimboccarsi le maniche dare da fare, lavorare
ripercorrere a ritroso andare sui propri passi
riprendere una scena grabar una escena
ripresosi in salute recuperada la salud
rispondere a tono essattamente
ritemprare le forze rehacer las fuerzas
riuscire a farcela, cavarsela
riuscire bene venire bene
rompere le scatole dar la lata
sala da ballo sala de baile
salare la scuola marinare la scuola
saltare come un grillo saltare un sacco
saltare il fosso prendere una decisione
salute malferma salud delicada
salvare la faccia salvare le aparenze
salvarsi in corner risolvere qualcosa
31
all’ultimo momento
sano come un pesce molto sano
sarà per un'altra volta sera en otra ocasión
sarà tolto dalle tue
mani serà tomado de tus manos
saremo piú a nostro
agio estaremos mas a gusto
sbattere via cacciare, echar fuera
sbellicarsi dalle risa destornillarse de risa
me la cavo da solo / ce la
sbrigarsela da solo faccio da solo
scamparla bella librarse de buena
comprometersi, conoscere
scendere in campo la relata.
schiacciare un pisolino fare un pisolino
schiacciare un
sonnellino descabezar un sueñecito
scoppió a ridere (o)
piangere estalló a reír o llorar
scordati / si scordi olvídate
scultura librata
nell'aria
scuotersi di dosso sacudirse de encima
se ci fosse tempo si hubiese tiempo
sufficiente suficiente
se la darebbero a
gambe se irían
se la lega al ditto recuerda todo, rencoroso
se Lei sapesse... si usted supiera...
se lo gradisce... si le apetece...
se ne lava le mani se lava las manos
se ne stava appartato mogio mogio
se vi fa piacere si os agrada
secondo se dice según se dice
sei in scacco estàs en jaque
spregievole, un insulto
sei un verme fuerte
sempre piú cada vez más
senta. Sento oiga usted. Oigo
sentirsi uno straccio male, avvilito, depresso
senza cura alla buona
senza farla lunga sin alargarme
senza indugio sin dudarlo, sin tardanza
senza mai fermarsi sin detenerse jamàs
senza pensare due
volte sin pensarlo dos veces
ser harina de otro essere un altro paio di
costal maniche
servizio di leva servicio militar, la mili
sfondare una porta
aperta fare una cosa inutile
sguinzagliare il cane quitarle la correa
si chiarirá strada se esclarecerá más
32
facendo adelante
si constata subito se ve inmediatamente
se ha hecho verdad,
si è avverato cumplido
se le ha metido en la
si è messo in testa che cabeza
si mise a ... ridere,
cercare se puso a ... reír, buscar
si può trattare no se puede tratar
si strinse nelle spalle se encogió de hombros
si suol far se suele hacer
sia pure momentanea unque sea momentánea
siamo fritti
sibilare il serpente
silenzio di tomba
silenzio di tumba silencio profundo
sin dall'inizio (o)
principio desde el inicio
sin giú desde abajo
sin qui hasta aquí
sino a formare hasta formar
s'interrumpevano a se interrumpían
vicenda mutuamente
smettere di dare
fastidio non scocciare
solo come un cane solo como la una
sono discorde no estàn de acuerdo
sono io a fare le
domande soy yo quien preguntarà
sono nei guai (o)
cadere nei guai estoy en un aprieto
sono sorpreso estoy sorprendido
sordo come una
campana sordo como una campana
sparecchiare la tavola quitar la mesa
spendere un’occhio spendere molto.
spezziamo una lancia a digamos algo bueno de…
favore di… (y se dice)
spiccare un salto dar un salto
spicciati o non ti
aspetteranno apúrate o no te esperaran
spillo da balia imperdible
spossati dalla
stanchezza rendidos de cansancio
sputare sangue faticare
sta per dare alla luce darà a luz
stare a cuore una cosa tener un gran cariño
stare attaccatto a la
gonella estar cogido a la falda de
stare cavaccioni in una estar a horcajadas sobre
sedia la silla
stare coccoloni estar en cuclillas
stare penzoloni estar pendiendo
33
stare ruzzoloni estar dando vueltas
stare sotto sottoporre, sottomettere
stare sull'avviso estar alerta
stare tra i piedi estar en medio
staremo a vedere veremos lo que pasa
stavo dicendo delle
sciocchezze estava bromeando
sto pur certo estoy seguro, cierto
stringere i tempi acelerar el ritmo
stritolare tra i denti destrozar entre los dientes
strizzare l'occhio guiñar el ojo, ammiccare
strumenti a corda de cuerda
strumenti a fiato de viento
strumenti a
percussione de percusión
strumenti a tastiera l’organo, il pianoforte
sudare le sette camicie sudar la gota gorda
sudare sette camicie lavorare molto
sul far del giorno al amanecer
sul tardi tarde
suvvia, viva, bravo,
forza! ¡vamos, bravo, bien!
talmente che de tal manera que
te lo rubo un attimo te lo robo un segundo
romanesco: te possino
te possino ammazzá
temo che temo que
tenere a bada tener a raya
tenere banco comandare, dirigere
tenere d'occhio qca. tenerlo controlado
tenere il segno separa páginas
tenerlo a portata di
mano tenerlo a mano
tenteremo l'impresa intentaremos el trabajo
testa a testa pari
testardo come un mulo cabezón como un mulo
ti sbagli te equivocas
ti sparecchio la faccia te la rompo
tira vento corre el viento
cambiare rotta, andare
tirar da parte altrove
tirarci fuori dal buco uscire di un problema
tirare fuori sacar
tirare giù abbassare
tirare la carretta lavorare duro
tirare la carretta lavorare
tirare le orecchie sgridare
fulano, sutano y
tizio, caio e sempronio perengano
Tizio, Caio, Sempronio Fulano, Mengano, Zutano
e Martino y Merengano
togliersi dai piedi vattene!

34
volver con las manos
tornare a mani vuote vacías
tornare i conti salir las cuentas
tornare nuovamente ritornare
torto marcio marchita
tra poco, tra breve dentro de poco, en breve
trae molto fruto da mucho fruto
trattare qc. con i … con riguardo e
guanti gentilezza
tratto in inganno inducido a error
tremare come una
foglia temblar como una hoja
treno ad alta velocità tren de alta velocidad
troppo squalido demasiado insípido
tutt’altro todo lo contrario
tutt'al più como mucho
tutto di un tratto improvvisamente
tutto distorto todo maltrecho
un tipo manesco ligero de manos
una marea di un montón de….
una volta faremo un alguna vez haremos
uno alla volta uno por uno
uno dietro l'altro uno detrás del otro
huevos fritos (occhio di
uova al tegamino bue)
desquiciar, salir de las
uscire dai gangheri casillas
va in fretta a visitarla va con prisa
vedersela brutta vérselas mal
vendere al ingrosso al por mayor
vendere al minuto por menor
vendere all’ asta subasta
venire a propósito venir a cuento
venire l’acquolina in
bocca hacerse la boca agua
venire vicino avvicinarsi
verità sacrosanta verdad como una catedral
vestire alla moda ir a la moda
vino da pranzo vino de mesa
visione dell'insieme visión de conjunto
visse una giovinezza
spensierata juventud despreocupada
visto che son qui per dado que estoy aquí para
volendo Iddio Dios mediante
vuotare il sacco, desembuchar, cantar de
sbottonarsi pe a pa

35
Una storia vera…

Una volta, due fratelli avevano parcheggiato all’interno della Città del
Vaticano.
Tornando a prendere la macchina, una guardia svizzera li ferma:
Guardia: Dove andate?
LC: Andiamo a raccogliere* la macchina.
Guardia: Siete legionari, vero?
LC: Sì, perché?
Guardia: No ... perché di solito si raccoglie la frutta.
*= sarebbe meglio: “andare a prendere”

Indice

Vocaboli Inesistenti

Non esiste... Si dice:


ABORTARE Abortire
ACCLARAZIONE Chiarimento
ACCOMPAGNANTE Accompagnatore
ACCUSAZIONE Accusa
AGOBIARE Spossare, stressare
ALABANZA Lode
AMISTÀ Amicizia
ANNICHILAZIONE Annichilamento
APPORTAZIONE Apporto
ASPETTAZIONE Attesa
ATTRATTIVO Attraente
AVE Uccello
AVVOLVE Avvolge
BARCO Barca
CALENTARSI Scaldarsi
CARITATIVO Caritatevole
CENTOMILLE Centomila
CESSAMENTO Cessazione, fine
COMMENTARISTA Commentatore
COMMUNIONE Comunione
COMPARTIRE Condividere
CONCRETARE Concretizzare
CONCREZIONE Concretizzazione
COSTUMBRE Abitudine
DESPIEGARE Spiegare
DESVELARE Svelare o non dormire
DEVALUAZIONE Svalutazione

36
DISTRURRE Distruggere
DURAZIONE Durata
Indice
Usi impropri
Sbagliato... Giusto:
A DELLE volte a volte
A lo largo lungo
A partire DI da
ATENA, la città... Atene (Atena è la dea)
Che PASSA? succede
Buono
Che pranzo BRAVO!
(bravo è per persone)
CONFORME vada... man mano...
DÀ UGUALE fa lo stesso / è lo
stesso
Dalla parte DAL soggetto del
Diverso A da
GLI UOMINI siamo… noi uomini
IN questo rispetto a
in un certo qual modo /
In un certo qualche modo
in qualche modo
LASCIARE DI fare smettere di
LO vero / LO che è vero il / ciò che
MENTRE non capiremo che... finché, fino a che
Prendere DI da
PRENDERE la doccia farsi
PROPONGO fare propongo di
RISPONDERE le domande rispondere alle
domande
Scritto PER Manzoni da (per qui è = “para”)
SEGUIREMO PARLANDO continueremo a
parlare
TOCCARE il flauto suonare
Tu non sei IO me

Indice
Frasi idiomatiche
Detto: Spiegazione
chiudere un occhio perdonare
costa un occhio della testa costa tantissimo
fare i conti senza l’oste fare progetti senza contare con la persona giusta
ha qualche santo in paradiso è protetto da persone importanti
ho l'acqua alla gola sono in un momento critico
ho le carte in regola sono a posto

37
quando il gatto non c’è i topi si approfitta dell’assenza di qualcuno per fare
ballano quel che si vuole
scoprire l’acqua calda dire una cosa molto ovvia
si assomigliano come due gocce
sono identici
d'acqua
stare con le mani in mano non fare nulla
tenere la testa fra le nuvole essere distratto
hai il tatto di un elefante non tanto delicato
perdi la testa per qualsiasi cosa ti agiti per ogni cosa
tutto il mondo è paese questo si fa in ogni parte
vuotare il sacco dire tutto

Indice
Gli accenti!

Difendilo
Gratuita
Attendere
Affinchè (NON Afín-che)
Saluta
Qui ≠ Cui
Io NON Ió

Indice
Attenzione a mettere bene l’accento nei canti liturgici, soprattutto per i monosillabi: mio,
suo, io, Dio

VOCALI…
Sono cinque, sì... Ma c’è qualcos’altro?
… APERTE E CHIUSE

Le vocali a, i, u hanno ciascuna un proprio e unico suono, mentre le vocali e, o hanno


ora suono aperto come in: èrba, vèrso, mèrlo; mòrbo, sòlito, còrpo, còlto (raccolto); ora
suono chiuso come in: mése, pinéta, paviménto; Róma, fólto, vólpe, cólto (saggio).
Per distinguere i diversi suoni delle vocali e, o, si usano due accenti detti fonici (da non
confondere con gli accenti tonici); essi sono, come si può osservare più sopra:
l'accento grave (`) per il suono aperto; l'accento acuto (´) per il suono chiuso.
La retta pronunzia, oltre che un dovere di urbanità linguistica, è richiesta talora anche
dalla chiarezza del significato. Esistono infatti nella “nostra” lingua parole (gli
omonimi) che si scrivono con le stesse lettere, ma acquistano un significato diverso
dalla diversa pronunzia delle vocali e, o.
Eccone alcuni esempi:

é (chiusa) è (aperta)
accétta scure accètta da accettare
détte da dire dètte da dare
ésca da uscire èsca cibo (carnada)
38
pésca da pescare pèsca frutto (melocotón)

ó (chiusa) ò (aperta)
bótte recipiente (per vino) bòtte percosse
fósse da essere fòsse pl. di fossa
vólto faccia vòlto da volgere
vóto promessa vòto vuoto
córso viale còrso originario di Corsica

Non si possono, purtroppo, in materia di pronuncia, dare norme fisse e generali; la


pratica, la conoscenza dell'étimo e in casi dubbi la consultazione di un buon vocabolario
possono dare indicazioni più precise.

CANTICO DI FRATE SOLE


San Francesco d’Assisi
Altissimu onnipotente bon signore,
tue so le laude la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, altissimo, se konfano
et nullu homo ene dignu te mentovare.
Laudato sie, mi signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual’ è iorno, et allumini noi per lui,
et ellu è bellu e radiante cun grande splendore,
de te, altissimo, porta significatione.
Laudato si, mi signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si, mi signore, per frate vento,
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si, mi signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si, mi signore, per frate focu,
per lo quale enn’allumini la nocte,
ed ello è bello et iocundo et robusto et forte.
Laudato si, mi signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si, mi signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ’l sosterrano in pace,

39
ka da te, altissimo, sirano incoronati.
Laudato si, mi signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
Guai a quelli, ke morrano ne le peccata mortali:
beati quelli ke troverà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda nol farrà male.
Laudate et benedicete mi signore,
et rengratiate et serviateli cun grande humilitate.

Compromesso
Compromiso en español parece tener su traducción en italiano con compromesso. Sin
embargo compromesso significa casi el opuesto. Un compromesso es cuando dos, o
más, personas no logran obtener todo lo que buscan y se adecuan a un punto
intermediario de común acuerdo.
Gris es un compromesso entre blanco y negro.
En inglés, compromesso es compromise (ing).
Compromiso (esp), committment (ing), es impegno (it).

(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)


LESSICO
Le parole della casa
capanna: abitazione fatta di frasche, paglia, di fusti, di fango;
palazzo: edificio grande, maestoso, per abitazione di grandi signori o per sedi di uffici;
casupola: casa piccola e meschina;
baracca: ricovero di legno, poverissimo;
villa: casa signorile in campagna, o anche in città, circondata da giardini;
catapecchia: casupola mal ridotta;
reggia: edificio lussuoso, maestoso, abitazione di re
stamberga, abituro, tugurio, topaia: casa o stanza sudicia, squallida, meschina;
tenda: padiglione formato da teli sostenuti da casolare: abitazione isolata e d'aspetto
rozzo; pali fissati con corde e paletti nel suolo.
casale: gruppo di poche case in campagna, in terreno a picchetti; abitazione
provvisoria montagna; per soldati, turisti e, in generale, per chi viaggia in luoghi
disabitati.
casamento: grande edificio, diviso in quartieri, per l'abitazione di più famiglie;

(Fuente:David Murray )
Auguri no es Complimenti
Traducido al español auguri no significa “Bien hecho”, pero a veces puede significar
“Felicidades”. Es mejor traducirlo como “mis mejores deseos”.
Si un amigo está enfermo en italiano se le dice Auguri!
Si un amigo ha luchado bien y ha sacado bien una cosa se le dice Congratulazioni! o
Complimenti.
En un día de fiesta religiosa se dice Auguri.
La regla es esta: el futuro pide auguri, el pasado congratulazioni o complimenti.
El Felicidades español por un trabajo bien hecho es siempre Complimenti.
En un cumpleaños a quien cumple los años puedes decir sea auguri (que vivas muchos
años más), sea complimenti (¡bien hecho!) Lo normal en este caso es decir auguri.

40
(Fuente:Lingua Madre)
Sovrabbondanti al plurale (I)

Non pochi nomi di genere maschile in singolare in o (corno) hanno un plurale maschile
regolare in i (corni) e un altro irregolare femminile in a (corna) per lo più con
differenza di significato. Spesso il plurale in a vale per il senso proprio; quello in i per
il senso figurato. Eccone i più comuni:

anello (anillo) gli anelli (dell'uso comune);


le anella (dell'uso letterario: capelli inanellati);
braccio (brazo i bracci (di un fiume, di una croce, di una bilancia);
le braccia: del corpo umano e anche come misura di lunghezza
corrispondente a 58 centimetri;
budello (intestino) i budelli: in senso figurato, si dice di cose lunghe e strette a
forma di budello (es. i vicoli eran budelli);
le budella: gli intestini;
calcagno (talón) i calcagni: dell'uso comune (es. i calcagni delle calze);
le calcagna: solo in alcune frasi (es. avere uno alle calcagna);
carro i carri: nel significato comune;
le carra: quantità di merci bastante a riempire un carro: tre carra di
frutta;
cervello i cervelli: ingegni, intelletti (detto anche di persone)
le cervella: materia cerebrale in genere

(Fuente: David Murray & editori)


Tuttavia - Ancora
Parece que ambos quieren decir “todavía” pero no es así.

Tuttavia quiere decir “sin embargo”.


“Tuttavia credo che...” significa “Sin embargo, creo que...”

Todavía quiere decir “hasta este momento”.


¿Has terminado? Todavía no.
No ha llegado todavía.

En el sentido de “hasta el momento” todavía es traducido al italiano con “ancora”. È


arrivato Giuseppe? Non ancora.

Ancora (pronunciado ancóra [y no áncora, que quiere decir ancla]) significa (además de
todavía, como ya se ha visto) “más” en el sentido que no has terminado aún:
Si te están sirviendo helado puedes decir “Ancòra” (más helado) para pedir que siga
llenando más el vaso.
En un restaurante están por quitarte el plato puedes decir “Ancora” (necesito más
tiempo).
Si estás en reversa en tu coche y alguien te está guiando te puede decir “Ancora” para
indicarle que aún no has llegado.
Si estás hablando y estás por introducir un nuevo punto, puedes decir “Ancora, bisogna
aggiungere che...”
Para invitar a volver a intentar algo (íntentalo de nuevo, por ejemplo un tiro a gol fallado
precedentemente), se dice también: Ancora! o Riprovaci ancora!
Otra aplicación de ancora es cuando uno está frustrado al ver la repetición de algo (Not
again! (Eng)).

41
Estás tratando de terminar un informe. Suena el teléfono. Contestas y luego sigues con
tu informe. Suena de nuevo el teléfono. Contestas y luego sigues con tu informe. Al
sonar el teléfono por tercera vez, puedes decir “Ancora!”

(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)


LE PAROLE DEL «TATTO»

42
Le nostre mani (nelle quali in modo particolare sono localizzati gli organi del tatto, diffusi
TUTTAVIA in tutta la superficie del corpo) riconoscono: le forme, le condizioni, le proprietà
esterne degli oggetti con i quali vengono a contatto nei modi indicati dai seguenti verbi:
toccare: accostare la mano e le dita (o qualunque parte del corpo) a cosa o a persona;
palpare: toccare con la palma della mano;
tastare: toccare con attenzione e ripetutamente;
accarezzare: toccare facendo scorrere la mano con delicatezza;
sfiorare: toccare con leggerezza, di sfuggita;
lambire: sfiorare appena;
schiacciare: comprimere con forza; (español: aplastar)
premere: esercitare pressione:
stringere: serrare con forza; (español: apretar)
impugnare: stringere col pugno (una spada, un fiore…)

(Fuente: David Murray)


Magari
Muchas veces uno cae en la tentación de usarlo como en español se usa “Ojalá”. Sin
embargo, no siempre es así. Otra traducción de magari es “sería bueno”.
Si uno te pregunta si viene el Santo Padre al colegio y tú lo no sabes, dices magari: sería
bueno, aunque parezca imposible. En tal el tono cambia: Sì, magari… casi nostálgico.
Si tú crees que el Papa viene, pero no estás seguro, dices magari, ojalá.
Es cuestión de tono.

Anzi
A veces traducido como “al contrario”, anzi es una palabra típicamente italiana.
Mientras “al contrario” se puede prestar a confusión dado su negatividad, anzi es
netamente positivo.
Anzi reafirma lo dicho y le añade.
Tú ves una película. Te preguntan, “Te gustó?” “Ti è piaciuta?”
Si dices “Anzi” no quiere decir “Al contrario”, pues “al contrario” bien puede significar
que no te gustó. “Anzi” reafirma que te haya gustado y que de hecho te gustó mucho.
Sin embargo, cuando puesto con un adverbio anzi cambia aspecto. “Anziché” por
ejemplo significa “en vez de”.

(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)


VOCI DEGLI ANIMALI(II)
(los sonidos de los animales - I)
Si desea aprender estas palabras, o algunas de ellas, es imprescindible
usarlas al menos dos veces a la semana durante 15 días, y pasarán a formar
parte de su patrimonio personal. Con sólo leerlas no se aprenden.

ANIMALE 3ª PERS. SING INFINITO SOSTANTIVO


cavallo (caballo) nitrisce nitrire nitrito
Asino (asno) raglia ragliare raglio
Mulo (mula) rigna rignare rigno (detto anche del cavallo e
dell'asino)
bue (bovini) muggisce muggire muggito
mugghia mugghiare múgghio
Maiale (cerdo) grugnisce grugnire grugnito
Pecora (oveja) bela belare belato

(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)

43
SOVRABBONDANTI AL PLURALE (II)
RECORDANDO, SON PALABRAS QUE, SIENDO SU SINGULAR MASCULINO (TERMINADO EN –O, COMO
«L’ANELLO»), TIENEN DOS PLURALES CON SIGNIFICADOS DISTINTOS: UNO MASCULINO TERMINADO EN -I (GLI
ANELLI) Y UNO FEMENINO TERMINADO EN -A (LE ANELLA), CADA UNO DE LOS CUALES SE USA PARA INDICAR
COSAS DISTINTAS, COMO SE VE EN LA EXPLICACIÓN DE CADA UNO.
c i g l i o (ceja) i cigli: dei fossi, dei burroni (bordes contrapuestos de una fosa o
de un barranco)
le ciglia: degli occhi; (las cejas de los ojos)

c o r n o (cuerno) i corni: strumenti musicali, o le punte estreme (es. i corni della


luna);
le corna: degli animali;

c u o i o (cuero) i cuo i: in senso proprio (es.: la lavorazione dei cuoi);


le cuoia: in senso figurato: tirar le cuoia, morire;

di to i diti: se considerati distinti, separatamente (e anche per


designare quelli degli animali)
le dita: in senso collettivo, cioè tutti i diti presi nel loro insieme o
per indicare misura, o in senso figurato: leccarsi le dita (=chuparse los dedos).

filo i fili: del telegrafo, dell'erba, dello spago;


le fila: del formaggio, della tela, di una congiura;

fondamento i fondamenti: in senso figurato: i fondamenti del sapere;


le fondamenta: in senso proprio: le fondamenta della casa;

VOCI DEGLI ANIMALI(II)

ANIMALE 3ª PERS. SING. INFINITO SOSTANTIVO


CIRCOSTANZA
cane abbaia abbaiare abbaiamento
guaisce guaire guaito (per manifestare
sofferenza)
latra latrare latrato (» »
rabbia)
ringhia ringhiare ringhio (» » »)
mugola mugolare mugolio (» »
sofferenza)
Uggiola uggiolare uggiolio (» »
insofferenza)
ulula ululare ululato (» »
sofferenza)
gatto miagola miagolare miagolio
ronfa ronfare ronfio
coniglio ziga zigare lo zigare

(Fuente: David Murray)


Insomma
Un equivalente en español para algunas aplicaciones es “más o menos” (cuando se
tiende más al menos que al más), otro equivalente es “entonces” (cuando “entonces”
quiere decir decir “así que”).

Insomma. Vuoi venire sì o no?


44
Insomma.

Entonces, quieres venir sí o no?


Más o menos (más no que sí)

Non fare complimenti!


Difícil traducir esta frase literalmente en español o en inglés. Se usa normalmente en la
mesa. Te preguntan si quiere más y quizá tú dices “No, grazie”. Luego te dicen “Non
faccia complimenti”. Significa que no te debe dar vergüenza pedir más. No te están
diciendo que haz de evitar felicitarles por la buena comida!

(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)


LESSICO
Le parole della «città»
(sottolineata la sillaba accentuata)

abitato: luogo dove si trovano abitazioni (usato in particolare per piccoli raggruppamen-
ti di case);
villaggio: piccolo raggruppamento di abitazioni lontano da strada frequentata;
borgata: piccolo borgo;
borgo: piccolo raggruppamento di case su via frequentata (via maestra);
paese: raggruppamento di abitazioni che sta, per misura, tra il borgo e la città;
città: raggruppamento di case di notevole importanza;
metropoli: città importante per tradizioni storiche o per commerci e industrie; per gran-
dezza e attività d'ogni genere, anche spirituale e intellettuale;
capoluogo: località principale d'una regione, d'una provincia, d'un comune;
frazione: località staccata, ma dipendente amministrativamente da un comune.

45
(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)
Ecco alcuni sostantivi che hanno due generi, ma, mutando genere, cambiano alquanto il
loro significato e quindi il loro uso. Così:
[PRIMA PARTE (I)]

il briciolo: piccolissima parte di qualunque cosa. Es.: Non ha un briciolo di cervello.


la briciola: si dice solo del pane. Es.: Lo tiran su a briciole di pane (lo allevano con
cura).

il gocciolo: piccola parte di qualunque liquido. Es.: Dammi un gocciolo di caffè.


la gocciola = goccia: si dice soltanto dell'acqua. Es.: Questo mese non s'è vista una
gocciola d'acqua.

il midollo: l'interno molle delle ossa, delle piante. Es.: Il midollo spinale è bagnato
la midolla: l'interno molle del pane, mollica. Es.: Questo pane ha molta midolla. sino al
midollo.

il fosso: canale ove scorre acqua o lo scavo intorno a una fortezza. Es.: Scavano un
fosso per irrigare il campo.
la fossa: scavatura del terreno per accogliervi acqua o altro; significa anche la buca per
sotterrarvi i cadaveri. Es.: Scavano una fossa per piantarvi un albero. E figuratamente:
Del senno di poi son piene le fosse (tutti sanno quello che era da fare dopo aver
sbagliato).

il buco: apertura stretta e rotondeggiante che si profonda assai o va da parte a parte.


Es.: Il buco della chiave. E figuratamente: Non cavare un ragno da un buco (non
concludere nulla). - Fare un buco nell'acqua (fare un tentativo inutile). - Tappare un buco
(pagare un debito).
la buca: cavità nella terra, nel muro o in altro. Es.: La buca delle lettere. - La buca del
suggeritore. - La buca del biliardo.

il legno: la parte dura del tronco e dei rami. Es.: Cancello di legno.
la legna: legname da bruciare. Es.: Andar a Mettere o aggiungere legna al fuoco
(aizzare odi e discordie). Figuratamente: far legna.

SINONIMI DI…
Buono

AL POSTO DI DIRE… DI’…


Il metodo che qui si usa è buono. adatto, efficace
È un'idea veramente buona! opportuna (secondo il
desiderio)
Fu un buon affare. vantaggioso
È un buon modo per far capire il vero senza offendere. efficace, idoneo, adatto
Sarebbe una buona lezione. utile
Buona questa pietanza. Squisita
Tu solo, che sei buono, puoi concedermi il perdono generoso
Sii buono, ti troverai contento. ubbidiente
È sempre stato buono, non ti negherà il suo aiuto caritatevole
E fu tanto buono con me che mi aiutò prestandomi denaro generoso

METAFORE
46
METAFORA SIGNIFICATO
Essere un chiodo --- magro
Essere una perla --- efficente
Essere un giunco --- sottile
Essere una quercia --- forte
Essere una piuma --- leggero
Essere un mattone --- noioso
Essere un rebus --- incomprensibile
Essere un bolide --- veloce
Essere un broccolo --- tonto
Essere una cima --- bravo
Essere una testa di rapa--- calamidad

METAFORE CON GLI ANIMALI

Noiso come una mosca


Muto come un pesce
Solo come un cane
Lento come una lumaca (caracol)
Curioso come una scimmia
Sano come un pesce
Coraggioso come un leone
Cieco come una talpa
Testardo come un mulo
Furbo come una volpe
Pazzo come un cavallo
Mangiare come un bue
Mangiare come un uccellino
Piangere come un vitello
Correre come una lepre (liebre)
Saltare come un grillo
Cantare come un usignolo (ruiseñor)
Dormire come un ghiro

LE PAROLE DI TUTTI I GIORNI


Le parole della cappella (fare attenzione alla collocazione degli accenti tonici)
ITALIANO SPAGNOLO
Cappella Capilla
Sagrestia Sacristia
Casula Casulla
Camice / alba Alba
Cingolo Cíngulo
Stola Estola
Paramenti (sacri) Ornamentos
Calice Cáliz
Patena Patena
Corporale Corporal
Ampolline Vinajeras
Offerte Ofrendas
47
Vetrate Cristaleras
Altare Altar
Tabernacolo Sagrario
Ostensorio Custodia[1]
Ministranti Acólitos
Leggìo Ambón
Comunicarsi Comulgar
Inginocchiatoio Reclinatorio
Corridoio centrale Pasillo central
Zucchetto (lo) Solideo
[1]
La parola italiana custodia si usa per la scatoletta dove si custodiscono appunto gli
occhiali… ma non per l’ostensorio (da ostendere, mostrare) dove si espone il Santissimo
Sacramento per l’adorazione dei fedeli.

(Fuente: David Murray)


El uso del voi (vosotros)
En el sur de Italia se usa “voi” como forma singular cuando se habla a una persona que
merece respeto. Por ejemplo con los padres de familia y sobre todo con los abuelos. Este
uso se encuentra todavía en algunos ambientes. El voi en singular tiene una carga
afectiva y al mismo tiempo demuestra respeto. El “Lei” sólo demuestra respeto y es
más bien frío.
El Ud es traducido en italiano como “Lei” en el singular, pero, attención!, en el plural es
voi. No existe en italiano un equivalente directo de “Uds” (tercera persona plural).

(Fuente: “Lingua Madre”)


LESSICO
Le parole dell'«udito»
Alcuni termini che ci eviteranno di usare sempe “ascolti quel rumore…”

Il nostro orecchio:

ode: percepisce per mezzo dell'orecchio;


sente: avverte una sensazione (vale anche per il gusto, il tatto, l'olfatto. Non per la
vista);
ascolta: ode con attenzione;
avverte: nota, fa attenzione a qualche cosa;
intende: ode, sente;

Che cosa:

canto: modulazioni della voce umana secondo le regole della musica (impropriamente
riferito anche agli uccelli, ai grilli ecc.);
vagito: pianto di bimbo nei primi mesi di vita;
pianto: espressione di dolore, fisico o morale; ma anche di gioia;
lamento: espressione di dolore con voce di pianto;
suoni: sensazioni percepite con l'orecchio e prodotte delle vibrazioni dei corpi trasmes-
se attraverso l'aria;
rumori: suoni forti, spesso sgraditi, sempre scomposti;
voci: suoni prodotti dalla vibrazione delle corde vocali, riferibili, quindi, solo all'uomo e
agli animali. Si usa, tuttavia, la parola voce per esprimere suoni, rumori quando se ne
personifica la fonte. (Per es.: voci della natura, voci delle cose).

[1]
La parola italiana custodia si usa per la scatoletta dove si custodiscono appunto gli occhiali… ma non per l’ostensorio (da
ostendere, mostrare) dove si espone il Santissimo Sacramento per l’adorazione dei fedeli.
48
riso: espressione di gioia, di allegrezza, di ironia, di sdegno, con suoni squillanti, o gor-
goglianti, o stizzosi;
grido: espressione d'ira, di dolore, di rabbia, o per richiamo, con emissione di voce in
tono forte;
strillo: emissione di grida acute;
urlo: emissione di grida alte, rabbiose;
sospiro: espressione di pena, di rimpianto, di desiderio, con emissione di suono velato,
causato da aspirazione più lunga del normale;
fischio: suono acuto provocato dal soffiare;
chiacchierio: chiacchierare prolungato;
borbottio: voce confusa e sommessa; espressione di dispiacere;
brontolio: voce bassa, lamentosa. Detto anche del rumore lungo e prolungato del tuo-
no;
mormorio: parlare o rumore prolungato, sommesso, leggero;
chiacchiericcio: chiacchierare di più persone assieme;
bisbiglio: parlare sommesso, quasi sibilante, di più persone, in modo da non far capire
le parole pronunciate;
brusio: rumore confuso prodotto da più persone che parlino contemporaneamente;
baccano: rumore assordante prodotto da molte persone che parlano, litigano o si diver-
tono rumorosamente;
baraonda: rumore forte provocato da molte persone che vanno e vengono affaccenda-
te;
chiasso: rumore acuto, forte di voci causato da liti violente, da discussioni
eccessivamente animate o da manifestazioni composte;
chiassata: chiasso prodotto da burloni;
clamore: il gridare contemporaneo di molte persone;
gazzarra: clamore, chiasso, baccano per lo più di gente allegra.
putiferio: rumore assordante dovuto a liti, a diverbi anche scherzosi;
strepito: rumore prodotto dal parlare concitato, talvolta stizzoso, aspro, forte, espres-
sione d'ira, di risentimento;
schiamazzo: strepito (più propriamente di uccelli);
trambusto: rumore prodotto da confusione.

Rumori

calpestio: rumore prodotto dal calpestare continuo;


cigolio: rumore stridente e prolungato prodotto da congegni metallici non lubrificati.
Detto anche di legna verde che bruci;
scalpiccio: rumore prodotto dal camminare stropicciando leggermente i piedi;
friggío: scoppiettii frequenti, insistenti come d'olio che bolle;
fruscio: rumore leggero prodotto da vesti strascinate per terra; da acque correnti, da
foglie o rami sfiorati dal vento;
scricchiolio: rumore acuto, stridente, frequente che producono oggetti che sono rotti;
ronzío: rumore ora acuto, ora grave prodotto dai motori (propriamente detto di insetti);
tintinnio: rumore composto di brevi suoni argentini, squillanti (per es., di bicchieri);
ticchettio: rumore prodotto da colpi brevi, secchi, lievi (per es., di macchina per scri-
vere);
gorgoglio: rumore prodotto da acqua che bolle, oppure da parole o da liquidi in gola;
crepitio: il caratteristico scoppiettare della legna che brucia;
frullo (frullio): rumore prodotto dal movimento delle ali;
frastuono: rumore confuso e forte;
fracasso: rumore, specialmente quello prodotto da oggetti che si riducono in pezzi per-
ché colpiti con violenza;
boato: rimbombo prodotto da rumore forte;
49
colpo: rumore prodotto dall'urto di corpi;
detonazione: scoppio rumoroso;
rimbombo: rumore forte che echeggi in luoghi cavernosi o chiusi (per es., in valli, in
piazze, in grotte);
rombo: rumore o suono cupo, forte, grave;
rovinio: rumore forte prodotto da oggetti che cadono con violenza;
schianto: rumore prodotto da oggetto rotto, spezzato con violenza (per es., pezzo di
legno, ramo);
scoppio: rumore improvviso e forte prodotto da esplosioni;
scroscio: rumore prodotto da liquido che cade con violenza (per es., cascate, pioggia);
sibilo: fischio, ma acuto e sottile (per es., vento fra gli alberi);
tuono: rimbombo cupo, più o meno fragoroso, causato dalle scariche elettriche che si
verificano nell'atmosfera;
tonfo: rumore sordo provocato dalla caduta di un corpo (detto in modo particolare di
corpo che cade in acqua);
stridore: suono acuto e aspro (per es., di fiamma).

UN PO’ DI TEORIA ALL’ANNO


NON FA DANNO… (II)

PASSATO PROSSIMO (PRETÉRITO PERFECTO COMPUESTO)


In spagnolo, il pretérito perfecto compuesto usa sempre il verbo ausiliare haber: hemos
nacido, han quedado, has metido. In italiano invece si adoperano due verbi:
a. il verbo avere si usa quando l’azione ha un oggetto, espresso o sottointeso: ho
spaccato la testa, hanno fatto la brutta figura, abbiamo vinto [si sottintende
qualche vicenda], le avete udite?, hai capito l’oggetto puro?
b. Il verbo essere si usa quando l’idea è di stato oppure d’azione senza oggetto
diretto: sono nato il 29 febbraio; siete andati alla pasticceria; è arrivata una busta
dal Pakistan; mi sono caduti cinque capelli pure oggi; lo sceicco non è morto.
c. Nei verbi riflessi o pronominali in passiva si usa sempre il verbo essere: ti sei fatto
male, vi siete iscritti, non si sono accorti, non si è mai visto qualcosa del genere,
mi sono dimenticato, si sono svegliati. Questi stessi verbi, se non sono riflessi o
passivi, usano l’ausiliare avere: ho dimenticato l’esame, ci hanno svegliato un’ora
prima, ho iscritto mia sorella nel corso di logica.
d. Alcuni verbi usano i due ausiliari: ho vissuto a Londra, sono vissuto a Londra; hai
scivolato, sei scivolato; ieri ha piovuto, ieri è piovuto; abbiamo corso, siamo corsi.
Come saperci? Praticando l’italiano. In ogni modo, si suole usare in questi casi di
doppia possibilità il verbo essere.

(Fuente: David Murray)


Per carità
A primera vista parece que per carità significa “por caridad”, un modo más fuerte de
decir ‘por favor’. De hecho, no es así. Per carità significa “no hable así, ni lo pienses
así”.
Por ejemplo, vas a visitar un amigo en su casa muy noche. Temes haber molestado a su
amigo. “Perdóname que vengo a estas horas...” “Per carità” podría ser el comentario de
tu amigo buscando tranquilizarte.
Otro ejemplo, uno te habla y está hablando mal de otro. Para pararle puedes decir “Per
carità”. Parecería que estás pidiendo a la persona que por caridad deje de hablar así.
Realmente, sólo le estás diciendo que se pare de hablar así.

(Fuente: David Murray)


Scusi/Mi dispiace

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La regla sencilla aquí es si soy el culpable yo entonces se usa scusi , perdón (esp),
excuse me (ing), sorry (ing); si lo malo ha sido causado por otro se usa mi dispiace, lo
siento (esp), I’m sorry (ing).

Si estás pasando por una puerta y al abrirla la puerta golpea a una persona que viene
desde la otra dirección, se dice “Oh, scusi”. Si dices “Mi dispiace” das a entender que la
puerta por sí misma tuvo la idea de golpear a la otra persona! Como una mañana me
llama uno por teléfono muy temprano (eran apenas las 9). Cuando se da cuenta de que
me había despertado con su llamada me dice, “Mi dispiace”. Esto da a entender que el
teléfono por sí solo decidió llamarme y que el que me hablaba por pura casualidad se
encontraba a lado del teléfono en ese momento. Como si la culpa fuese del teléfono... Mi
despertador ciertamente no era un italiano.
Si chocas en tu coche con otro coche bien puedes decir, “Mi dispiace”. De hecho las
compañías de seguro te lo recomiendan. Pero nunca digas “Scusi”, pues esto evidencia
tu culpa.
Si oyes que Juan ha sido matado y llamas a su amigo para consolarle, si dices “Scusi”
significa que a Juan lo mataste tú. Mejor mi dispiace.

También en Italia hay algunas respuestas para cuando te dicen “Scusi”. La más pulida
es “Scusi Lei”. Por ejemplo, estás en el supermercado y te topas con una persona. Tú
dices “Oh, scusi!” (reconociendo tu culpa y pidendo perdón). La persona golpeada, si
quiere tomarse un poco de la responsabilidad del choque dirá “Scusi Lei”. Si quiere
asumirse toda la culpa dirá “Oh no, scusi Lei”.

El juego Scusi/Scusi Lei puede ser también antagonístico:


Estás esperando en fila. Una persona viene, buscando superarte, y te dice. “Scusi”. Tú
no ves por qué te debes quitar, así que dices “Scusi Lei!” y no la dejas pasar.
(“Perdóname, pero debo pasar”... “No, señora mía, soy yo que tengo que pedir perdón a
Ud pues no le voy a dejar pasar”).

Se puede también contestar a un “Scusi” con un “Prego”. Sin embargo, cuidado. Si te


golpean y te dicen “Scusi” y no te quitas, deja entender que te gusta estar golpeada.
Normalmente se usa prego sólo cuando te piden disculpa y tú te pones a un lado para
que pasen. Tu prego no es un Sí, golpéame de nuevo sino más bien un “Pásale (y
déjame en paz!)”.

(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)


LE ONOMATOPEE
Le onomatopee riproducono con la maggior fedeltà possibile le voci degli animali, i suoni
e i rumori delle cose.
Tutt'altro che facile dare praticamente l'idea d'un rumore, d'un suono, ciò che può
essere qualche volta necessario per aggiungere efficacia al proprio discorso, se non
addirittura al racconto che abbia, giustamente, intenzioni artistiche. Quanto ai rintocchi
delle campane, un nostro grande poeta, il Pascoli, giunse a dar loro un senso, a mutare
cioè l'onomatopea in parole di vero significato come «piangi... pensa... dormi... piangi...
pensa... dormi... ».
Sempre il Pascoli ha ascoltato e studiato con infinito amore e con infinita pazienza i versi
degli uccelli e li ha certo fedelmente trascritti; sebbene non gli siano mai mancati
rimbrotti di critici per questa sua, forse, eccessiva passione d'ornitologo. A cominciare
dallo sgricciolo, che è l'uccello più piccino, l'«uccellino del freddo», col suo trillo simile
alla brina «che grigiola», al vetro «che incrina» (trr trr trr terit... tirit...) fino allo sci sci sci
del pittiere e al finc finc del fringuello, quante piccolissime voci di pennuti sì posson
cogliere nelle poesie pascoliane!

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Tac tac: le capinere. - Tin tin: i pettirossi. - Sicceccè: i saltimpali. - Tellterelltell: i passeri.
- Zisteretetet: le cince. - Rererere: i cardellini. - Vid vid: le allodole.
E si potrebbe continuare col gre gre delle raganelle, l'hu hu delle tortore, il tri tri dei
grilli, i rere delle galline (le quali poi dicono al pascoliano Valentino: ecco ecco un cocco
un cocco per te, un vero discutibile, ma non privo d'efficacia e della così detta «armonia
imitativa»).
Quanto al suono dell'acqua, basti accennare alla notissima «Fontana malata» del
Palazzeschi che, intasata, persino dolorosamente singhiozza:
Clof, clop, cloch, cloffete,
cloppete, chchch...
La verità è che di onomatopee si può andar benissimo a caccia e aver perfino l'aria di
crearne, ma in questo più che in altri casi occorre la precisione assoluta. La quale poi si
raggiunge, come dimostra sopra tutti l'esempio pascoliano, con la finezza d'orecchio e
con la sensibilità del poeta.

UN PO’ DI TEORIA ALL’ANNO


NON FA DANNO… (I)

GLI ARTICOLI
1. Gli articoli maschili e femminili dipendono dall’iniziale della parola che determinano.
Il coso, il becchino / l’onorevole, l’ente in quanto ente / lo zucchero, lo schifo / lo gnomo
I cosi, i becchini / gli onorevoli, gli enti in quanto enti / gli zuccheri, gli schifi / gli gnomi..
La strega, la mucca pazza / l’antipatica, l’architettura astratta.
Le streghe, le mucche pazze / le antipatiche, le architetture astratte.

2. La forma lo dell’articolo maschile va usata davanti alla z, alla gn e alla s+consonante


(sp, st, sc, sv...): lo zaino, lo spirito, lo scritto, lo svenimento, lo gnomo.
Può essere adoperata pure davanti ai nomi che cominciano con pn, ps e x, ma ciò non è
obbligatorio. Il psicologo o lo psicologo, i xenofobi o gli xenofobi.

3. Non c’è un articolo neutro; si usa quello maschille per dire “lo peor”, “lo extraño”, “lo
abominable”, secondo le stesse norme eufoniche: il peggio, lo strano, l’abominevole.

4. L’articolo indefinito femminile (una) soffre l’elisione dinnanzi alle parole comincianti
per vocale: un’auto (una auto), un’amministratrice, ecc. Si eviti lo sbaglio comune di
scrivere l’apostrofo dopo l’indefinito maschile: non è un’uomo, ma un uomo.

5. L’articolo indefinito plurale non esiste in italiano, per cui ci si serve del partitivo“de”
combinato con l’articolo definito: “había unos pastores”: “c’erano dei pastori” / “veíamos
unas personas que lloraban”:”vedevamo delle persone che piangevano”.

6. La parola dèi (plurale di dio) chiede l’articolo gli, e non i. Gli dèi ci siano propizi.

(Fuente: Grammatica Italiana “Lingua Madre”)

SINONIMI DI…
Forte

AL POSTO DI DIRE… DI’…


È un uomo forte che sa comandare. energico
Forti si dimostrarono i soldati in questo combattimento. Valorosi
Un forte odio divideva le due famiglie. accanito,
feroce, implacabile
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Difficilmente convincerai quell'uomo forte a mutare i suoi propositi. tenace
Non devi temere: è una casa con forti fondamenta. solide,
stabili, resistenti
C'era nella sala un forte odore che mi disgustò. acre
Una forte pioggia interruppe lo spettacolo. dirotta,
torrenziale
Il forte vento abbatté alcuni alberi. impetuoso
È un forte atleta: vigoroso

forte non solo fisicamente - non solo robusto, ma forte nell'animo. tenace
Parlò con voce forte. tonante

CURIOSITÀ…
Sa qual è la parola più lunga dell’italiano?
Eccola: PRECIPITEVOLISSIMEVOLMENTE (che significa in un modo eccessivamente
precipitato, ossia molto precipitatamente)

DETTI ITALIANI

Dal dire al fare c'è di mezzo il mare


Gli amici si riconoscono nel bisogno
Si raccoglie quel che si semina
La migliore parola è quella che non si dice
Non c'è maggior sordo che quello che non vuole sentire
Chi ben comincia è alla metà dell'opera
Chi va piano, va sano e va lontano
Ride bene chi ride ultimo
Non c'è rosa senza spine
Ad ogni uccello il suo nido è bello
L'abito non fa il monaco
Darsi alla bella vita
Mettere le carte in tavola
Non vedere più in là del proprio naso
Non ficcare il naso negli affari altrui
Avere occhio di lince
Guardare con la coda dell'occhio
Costare un occhio della testa
Non vedere di buon occhio
Non perdere d'occhio
Restare muto come un pesce
Essere sano come un pesce
Non sapere che pesci pigliare
Non essere né cane né pesce
Fare il lavoro con i piedi
Hai la testa fra le nuvole
Tu perdi la testa per qualunque cosa
Gridare ai quattro venti
Parlare al vento
Andare con il vento in poppa
Lottare contro i mulini a vento

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Cercare un ago nel pagliaio
Bisogna mettere il carro innanzi ai buoi
Non è un osso molto facile da rodersi
Chi ha fatto trenta, può fare trentuno
Mettere il bastone tra le ruote
Sei sordo come una campana
Mettere troppa carne al fuoco
Ho le carte in regola
Lavare in casa i panni sporchi
Parlare di corda in casa dell'impiccato
Tu hai il tatto di un elefante
Meglio tardi che mai
Chi cerca trova
Volere è potere
Vivi nel mondo della luna
non ha né capo né coda
se ne andò con la coda tra le gambe
cane che abbaia non morde
prendere una boccata d'aria
fai castelli nell'aria
tirare l'acqua al proprio mulino
si assomigliano come due gocce d'acqua
adesso ho l'acqua alla gola
ripetere come un pappagallo
una rondine non fa primavera
rimandi a domani ciò che puoi fare oggi
tutte le strade conducono a Roma
Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova

Refranes

Scherza con i fanti e lascia stare i santi ---- con ciertas cosas no se bromea
Il lupo perde il pelo ma non il vizio ---- genio y figura hasta la sepultura
L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni rincresce (= puzza)
Dal senno di poi sono piene le sepulture ---- a lo hecho pecho
Non tutte le ciambelle riescono con il buco --- No todo sale a pedir de boca (literalmente:
no todas las rosquillas salen con el agujero)
Ambasciator non porta pena ---- el mensajero no mata
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi (tapaderas) ---- No hay crimen perfecto.
Chi semina vento raccoglie tempesta --- Ognuno ha quello che si merita
Uomo avvisato mezzo salvato --- el que avisa no es traidor
Meglio un uovo oggi che una gallina domani --- a chi non si acontenta
Chi dorme non piglia pesci --- a chi non si dimostra attivo
Quando la gatta non c’è i topi ballano --- a chi approfitta dell’assenza di qualcuno per
fare quello che vuole.
Can che abbaia non morde --- A chi ha paura di qualcuno che fa la voce grossa
La lingua batte dove il dente duole ---- a chi ha una reazione esagerata a una battuta
inocente.

COMPARAZIONI FREQUENTI IN ITALIANO

Fresco come una rosa


Sordo come una campana
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Magro come un chiodo
Liscio come l’olio
Dritto come un fuso
Muto come un pesce
Piangere come una fontana
Dormire come un sasso
Tremare come una foglia
Bere come una spugna
Ridere come un matto
Lavorare come un mulo

(Fuente: Grammatica italiana “Lingua Madre”)


Ecco alcuni sostantivi che hanno due generi, ma, mutando genere, cambiano alquanto il
loro significato e quindi il loro uso. Così:
[SECONDA PARTE (II)]
il modo: maniera, costume, metodo, ordine, mezzo; è anche un termine grammaticale
che si riferisce alla coniugazione dei verbi. Es.: In questo modo. - Ha modi barbari.
(costumi). - Non c'è modo (mezzo) di persuaderlo.
la moda: usanza passeggera, secondo i capricci del gusto, specialmente nel vestire. Es.:
Veste all'ultima moda.

il pozzo: fossa rotonda scavata nel terreno per attingervi acqua. Onde il detto: Pozzo di
San Patrizio (dal leggendario pozzo irlandese dove si credeva fosse l'entrata del
purgatorio) a significare cosa senza fondo, ricchezze senza fine.
la pozza: piccola cavità del suolo, di poca peofondità, piena di acqua. Es.: Le strade
sono piene di pozze. Per estensione: Una pozza d'olio; una pozza di sangue (molto olio e
sangue versati in terra).

NELLE COPPIE DI NOMI ORA LETTE HAI POTUTO VERIFICARE DUE SIGNIFICATI DISTINTI, MA UNA CERTA RELAZIONE FRA LORO.
VI SONO INVECE ALCUNI NOMI CHE, PASSANDO DAL MASCHILE AL FEMMINILE, ASSUMONO NEI DUE GENERI SIGNIFICATI
COMPLETAMENTE DIVERSI, SENZA ALCUNA RELAZIONE TRA LORO. ESSI DANNO LUOGO A QUEI GIOCHETTI LINGUISTICI CHE SI
CHIAMANO FALSI CAMBIAMENTI DI GENERE. ECCONE ALCUNI:

il cenere: resti mortali e per estensione anche il sepolcro. Es.: Il cenere del
Foscolo.
la cenere: avanzo della combustione. Es.: Sotto la cenere il fuoco (per indicare
un'insidia occulta). A Ravenna riposano le ceneri di Dante. Il dì delle Ceneri è il primo
giorno di quaresima, così detto perché in quel giorno si pone sul capo dei fedeli in segno
di penitenza un pizzico di cenere.
Al plurale solo le ceneri in ambedue i sensi.

il camerata: compagno d'armi, di collegio, di partito. Es.: Il mio camerata Antonio ha un


carattere mite e generoso.
la camerata: dormitorio nei collegi o anche la compagnia in cui si divide una comunità
di convittori. Es.: La camerata dei piccoli diede un bellissimo saggio.

il fine: scopo. Es.: Tutte le sue azioni miravano a un fine.


la fine: termine (opposto di principio). Es.: Prestarono attenzione dal principio alla fine
del discorso.

il fonte: vasca battesimale. Es.: Al sacro fonte mi imposero il nome di Luigi.


la fonte: fontana, sorgente. Es.: Attingemmo acqua alla fonte.

il pianeta: corpo celeste che gira intorno al Sole. Es.: La Terra è un pianeta del Sole.
55
la pianeta: paramento sacerdotale. Es.: Il sacerdote indossava una candida pianeta.
Il pianeta della fortuna è detto il foglietto che le indovine distribuiscono ai passanti sul
quale sarebbe indicata la fortuna di ognuno. La denominazione è dovuta al fatto che
anticamente fu creduto che i pianeti influissero sulla sorte umana.

(Fuente: David Murray)


Prego
Vale casi para todo. Pase, siéntese, después de Ud., qué?, insisto...
Todo depende de la circunstancia.
Estás en un autobús y tienes que bajar. Para abrirte campo tú dices “Permesso…
permesso” Las personas educadas te responderán con “Prego.”
En México cuando se usa “Mande”, o “Mande Ud.” o “Para servirle” , en italiano puede
usarse prego :
Prego? (Mande? No le escuché bien)
Prego. (No hay de que).

Chissà
Pronunciado “quissá” esta palabra parece ser igual al “quizá” castellano. Sin embargo
no es exactamente así. Chissà significa literalmente “quién sabe”. Sin embargo no se
una como se usa el “quién sabe” en español. Se usa más bien para reafirmar una duda.
“Mi ha detto che veniva, ma chissà?” (Estás casi seguro de que no va a llegar.)
“Chissà se questa volta il treno sarà puntuale”

Para traducir el “Quién sabe...” se usa “Chi lo sa?”:


“Algunos dicen que el universo se va expandiendo. Quién sabe...” (‘puede ser’)
“C’è chi dice che l’universo si ingrandisce, ma chi lo sa?”

El quizás español se traduce en italiano con forse.

(Fuente: Grammatica Italiana “Lingua Madre”)


II VERSI DEGLI ANIMALI (III e ultimo)
PARA QUIEN LE INTERESE. NIVEL AVANZADO

b) selvatici:
ANIMALE 3ª persona INFINITO SOSTANTIVO
topo squittisce squittire lo squittire
volpe gannisce gannire il gannire
lepre » » »
scoiattolo » » »
cervo bramisce bramire bramito
lupo ulula ululare ululato
elefante barrisce barrire barrito

c) feroci:

leone ruggisce ruggire ruggito


tigre bramisce bramire bramito
mugola mugolare mugolio
leopardo » » »
pantera » » »

UCCELLI

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a) da cortile: (de corral)

gallo chicchiria chicchiriare chicchiriata lo chicchirichì


gallina hioccia chiocciare il chiocciare
crocchia crocchiare cròcchio
schiamazza schiamazzare schiamazzo
pulcino pigola pigolare pigolio
tacchino gloglotta gloglottare il gloglottare
gurguglia gurgugliare il gurgugliare
oca gloglotta gloglottare il gloglottare
grida gridare gridio
anatra anatra anatrare l'anatrare
schiamazza schiamazzare schiamazzo
colombo tuba tubare il tubare
tortora » » »

b) vari:

canarino gorgheggia gorgheggiare gorgheggio


usignuolo » » » (ruiseñor)
rondine garrisce garrire garrito
passero cinguetta cinguettare cinguettio (gorrión)
garrisce garrire garrito
pigola pigolare pigolio
corvo gracchia gracchiare gràcchio
merlo fischia fischiare fischio
chioccola chioccolare chioccolio
tordo zirla zirlare zirlo
assiuolo » » »
civetta chiurla chiurlare il chiurlare

Voci comuni a più uccelli:

cantare schiamazzare garrire pigolare stridere

RETTILI

Serpente sibila sibilare sibilo

ANFIBI

rana gracida gracidare gracidio

INSETTI

di tutti ronza ronzare ronzio


cicala frinisce frinire il frinire

MODI DI DIRE CON I PARTI DEL CORPO UMANO

Dare una mano = aiutare

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Non chiudere occhio = non potere dormire
Girare la testa = essere male
Dire le cose in faccia = parlare dicendo le cose alla persona di cui si parla
Avere la famiglia sulle spalle = avere la responsabilità
Fare di testa sua = fare quello che vuole senza ascoltare quello che dicono gli altri
A braccia aperte = accogliere qualcuno molto bene
In bocca al lupo = per desiderare fortuna
Rimanere con un palmo di naso = sorpreso
Entrare da un orecchio e uscire dall’altro = non ascoltare, non fare attenzione a quello
che dicono
Acqua in bocca = non dire un segreto
Avere le mani bucate = essere uno sprecone
Avere le mani in mano = non lavorare
Rimanere a bocca aperta = sorpreso
Stare con le mani in mano = senza fare niente
Essere tutto orecchi = ascoltare con attenzione
Fra capo e collo = all’improvviso
Avere i capo giri = girare la testa a uno
Avere il mal di macchina = marearse en el coche
Non tiene un cece in bocca = non sa tenere un segreto
Rimanere a bocca asciutta = restare delusi
Levarsi il pane di bocca = togliere il pane a qualcuno
Essere di bocca buona = mangiare con appetito = essere una buona forchetta
Non ricordare dalla bocca al naso = avere poca memoria
Fare la bocca a qualcosa = abituarsi
Rifarsi la bocca = togliersi un cattivo sapore
Fare venire l’acquolina in bocca = hacérsele a uno la boca agua
Essere di bocca larga e di mano stretta = promettere e non mantenere
Chiudere la bocca a qualcuno = farlo stare zitto

OLTRE ALLE SINGOLE PAROLE,


ANCHE I MODI DI DIRE CAMBIANO FRA LINGUA E LINGUA

SPAGNUOLO ITALIANO
Dense prisa, tenemos que irnos. Fate presto, ce ne dobbiamo andare /
Sbrigatevi...
Ánimo, si no no lo logramos. Forza, altrimenti non ce la facciamo / non ci
riusciamo
¿Puede pasar el agua, por favor? Mi potrebbe avvicinare l’acqua, per favore? *1
¿Hay más arroz? C’è ancora del riso?
¿Quiere más? Ne vuole ancora? Gradisce di più?
Es mejor dejar de leer Harry P. È meglio smettere di leggere Harry Potter.
No logré terminar a tiempo. Non sono riuscito a finire in tempo / Non ho
potuto...
Hay que adelantar el rosario. Bisogna anticipare il rosario. *2
¿Se viene a caminar un rato? Andiamo a fare un giretto?
Ya es demasiado tarde. Ormai è troppo tardi.
¿Ya terminaron? Avete già finito?
Tengo que irme. Me ne devo andare / Devo andare via. *3
Voy con el asistente, ahora vengo. Vado dall’assistente, torno subito / torno fra
poco.
Se fue a por las maletas. È andato a prendere (o cercare) le valigie.
Hay muchísimo trabajo. C’è tantissimo lavoro / C’è tantissimo da fare.
Me hablan de eso a menudo. Me ne parlano spesso.
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*1 Può passare l’acqua? significa ¿Es posible que el agua pase? Al limite si può dire: Mi
può passare l’acqua?
*2 Non si dice avanzare il rosario; significherebbe, più o meno, buttarlo via.
*3 Tengo que non si può tradurre letteralmente: ho che. Bisogna adoperare il verbo
dovere

ANIMALI CHE STANNO NEL…


porcile = maiali
ovile = le pecore
scuderia = i cavalli
tana = le belve
stalla = le mucche
alveare = le api … (colmena)
colombaia = la colomba

ACENTUACIÓN EN ITALIANO
(non è al momento disponibile la traduzione italiana di questo servizio)

Come si scrive: perché o perché; dà o da’…?

En italiano existen tres tipos de palabras según el acento: tronche (agudas),


piane (llanas) y sdrucciole (esdrújulas). Todas ellas tienen acento tonico, que es el
que se pronuncia. Por ejemplo la palabra amatevi, amáos, lleva acento tónico en la
segunda a, pero no lleva acento gráfico. En italiano el acento tónico se usa sólo en los
siguientes casos:

1.- Las palabras tronche que acaban en vocal. Este acento será siempre grave o
aperto (`) menos contadas excepciones. Por ejemplo:
- Los sustantivos que pierden la última sílaba de su original latina: virtù, carità,
umanità, integrità...
- Algunas preposiciones: perciò, però...
- Formas verbales del futuro y passato remoto: amerò, andrà, volò, volerò, sentì...

EXCEPCIONES: Llevan acento acuto o aperto las siguientes palabras tronche:


perché, nonché, poiché, imperocché, perciocché, allorché (estas últimas cuatro están en
desuso), né (ni), té (infusión), caffé, sé (sí, pronombre reflexivo). Esta última palabra
(sé) lleva acento para diferenciarlo de la palabra se, preposición condicional (“si
estuviéramos en Francia...”). Cuando este “sé” va con stesso, stessa, stessi, stesse no
lleva acento. Por ejemplo: Non fa niente per sé y Parla sempre di se stesso.

2.- Como esta palabra monosilábica hay varias en italiano que para diferenciarlas entre
ellas llevan acento:
né que significa ni para diferenciarla de ne (me ne vado= me voy “de aquí”)
sé (ya explicado)
sì afirmación para diferenciarlo de si, pronombre reflexivo (si è rotto un
braccio = se ha roto un brazo)

LAS SIGUIENTES PALABRAS LLEVAN APÓSTROFE (=) PARA INDICAR QUE HAN SIDO
TRUNCADAS Y QUE HAN PERDIDO UNA LETRA O MÁS.

di= = di (imperativo de decir) dì = día di, preposición

59
fa= = imperativo de hacer, haz (palabra truncada de fai, que se usa con acepción de
más familiaridad. Por ejemplo se puede decir Fa= da mangiare, o Fai da
mangiare).
va= = ve tú (imperativo de ir)
da= = da tú (imperativo de dar) dà = él da (del verbo dar) da = de, desde
(preposición)
sta== estate (estate quieto...) (imperativo de estar)

3.- Las demás palabras no suelen llevar acento más que...

60
- ...cuando hay dos formas iguales que crean conflicto: allontànati, aléjate y allontanàti,
alejados; prìncipi, (plural de principe) y princìpi (plural de principio).
-...cuando hay palabras de origen griego o hebreo y que italianizadas no es fácil saber
dónde llevan acento: Nabucodònosor, Melchìsedec, Nàzareth, Afgànistan...
Este último grupo de palabras acentuadas (formas iguales o palabras extranjeras)
no llevan acento obligatoriamente, sino por comodidad del lector, para facilitar la
comprensión y lectura.

4.- En el diccionario a veces dos palabras iguales llevan acentos distintos (` o ´) es


porque se pronuncian de modo distinto. Por ejemplo la palabra colto quiere decir culto o
recogido (en el sentido de un fruto que es recogido del árbol, o de un ladrón que es
cogido con las manos en la masa). Si lo encontramos escrito con acento grave o chiuso:
cólto, indica persona sabia. La o se pronuncia cerrada, mientras que “recogido” se
escribe con acento agudo o aperto: Ti porto un pomodoro còlto dall’orto. La
pronunciación cambia entre estas dos palabras. Al escribir, por mayor claridad, se
pueden incluir estos acentos cuando no es fácilmente deducible el significado por el
contexto general de la frase.

PASSATO PROSSIMO
e ripasso dei verbi ausiliari avere-essere

Come si coniugano i verbi al passato prossimo? I verbi transitivi richiedono il verbo


avere, mentre quelli non transitivi (per lo più esprimenti movimenti) richiedono il
verbo essere per la formazione del loro plurale.

Anche i verbi transitivi quando il soggetto è lo stesso del complemento oggetto o


indiretto richiedono il verbo ausiliare essere: “ti ho fatto male” ma “mi sono fatto male”
(sono io stesso a compiere e a ricevere l’azione. Altri esempi: ci siamo incontrati, si è
ucciso, si sono scambiati due parole, ti sei convertito)

CON IL VERBO AVERE: CON IL VERBO ESSERE:


Ho amato Ho temuto Ho sentito Sono stato / stata
Hai amato Hai temuto Hai sentito Sei stato / stata
Ha amato Ha temuto Ha sentito È stato / stata
Abbiamo amato Abbiamo temuto Abbiamo sentito Siamo stati / state
Avete amato Avete temuto Avete sentito Siete stati / state
Hanno amato Hanno temuto Hanno sentito Sono stati / state
Con il verbo avere, il participio rimane di solito invariabile: ho scritto due lettere. Ma si
potrebbe anche farlo variare: ho scritte due lettere. Col verbo essere, invece, il participio
sempre deve concordare con il suo riferimento: le lettere sono state scritte (no: le
lettere sono stato scritte), siamo andati presto (no: siamo andato presto).

Nota: costruzioni spagnole impersonali come “se ha dicho que no”, “se han enviado las
cartas”, “se ha comprobado que...”, ecc., preferiscono in italiano la voce passiva: “è
stato detto di no”, “le lettere sono state inviate”, “è stato comprovato che...”.

CURIOSITÀ
Città e abitanti

Che gli abitanti di Roma si chiamino romani, quelli di Milano milanesi, quelli di
Bergamo bergamaschi, è facilmente intuibile ed è altrettanto naturale chiamare
61
napoletani gli abitanti di Napoli e genovesi quelli di Genova. Non sempre, tuttavia, è
possibile dedurre dal nome della città quello dei suoi abitanti.

Per esempio: gli abitanti di Città di Castello, cittadina dell'Umbria, come de-
nominarli? Fra i tanti nomi che ti sono certamente balzati alla mente per rispondere a
questa domanda, forse, il vero tifernati non l'hai neppure lontanamente pensato.

Da dove proviene un nome così strano e misterioso per gli abitanti di una città il
cui nome è pure leggiadro? Da Tifernum, antico nome di Città di Castello.

Per l'identica ragione tiburtini sono chiamati gli abitanti di Tivoli, l'antica Tibur
romana e reatini quelli di Rieti che i Latini chiamavano Reate. Eccoti altri nomi non
facilmente deducibili dal nome della città:

nisseni gli abitanti di Caltanissetta;


spezzini quelli di La Spezia;
monregalesi quelli di Mondovì.

Come si deve regolare chi, dovendo citare l'abitante di una città, non ne conosca
il nome esatto? Se ne ha la possibilità, lo ricerchi diligentemente nel vocabolario oppure
in un'enciclopedia. E se non può? Non lo inventi; potrebbe incorrere facilmente in
errore: dica o scriva gli abitanti di Corfù piuttosto che chiamare i corciresi con altro
nome che sarebbe senza dubbio assai ridicolo oltre che errato.

LE PAROLE DEL «MOVIMENTO» (adesso che c’è l’incontro dei movimenti…)

movimento: a) l'atto del muoversi; b) il muovere qualche cosa;


mossa: movimento che si fa con una parte o con tutto il corpo;
gesto: movimento in modo particolare del capo o della mano, che esprime un pensiero,
una volontà;
cenno: segno fatto col capo, con gli occhi o con la mano per lasciar intendere qualcosa
senza parlare.

Movimenti che riguardano:

l'occhio: alzare, abbassare, aprire, chiudere, socchiudere (chiudere appena), serrare,


girare, stralunare, spalancare, stravolgere (per paura, per ira, per malore), stropicciare.

le labbra: aprire, socchiudere, chiudere, stringere, serrare, increspare (raggrinzare,


corrugare), suggere, succhiare;

la testa: alzare, sollevare, abbassare, chinare, reclinare, girare, agitare, scuotere


(muovere da destra a sinistra, dall'alto in basso e viceversa, con violenza), crollare
(espressione di diniego, di disapprovazione), accennare (fare cenno di consenso, di
diniego, d'intesa);

le braccia: alzare, abbassare, aprire, allargare, abbracciare, avvolgere, avvinghiare,


imbracciare, allungare, tendere, infilare, incrociare, storcere, annaspare (gesticolare
confusamente, muovere le braccia come chi cerchi qualcosa senza vedere);

Ricorda pure:
a) aggrottar le ciglia: contrarre le ciglia per esprimere ira o minaccia;
b) strizzar l'occhio (ammiccare: far l'occhiolino): far cenno d'intesa, per lo più di
soppiatto;
62
la fronte: corrugare, increspare (espressione di dubbio, di preoccupazione);

la bocca: spalancare, aprire, socchiudere, chiudere, serrare, boccheggiare (aprire e


serrare la bocca, affannosamente, come chi muore); conosci già: mangiare, masticare,
mordere, sbuffare, sospirare, sbadigliare, parlare ecc.;

la mano: toccare, palpare, strizzare (spremere con forza), brandire. pigliare, stringere,
aggrapparsi, arrampare, maneggiare, manipolare, porgere, offrire, stropicciare, mettere,
posare, accennare, spostare, rimuovere, trarre, trascinare, scuotere, scagliare, lanciare;
la gamba: accavalciare, aggranchire, irrigidire, contrarre, sgranchire (distendere), tra-
scinare;
il piede: calciare, calpestare, pestare, springare, scalciare, scalpicciare, scalpitare, stra-
scinare, strisciare, inciampare, incespicare, scivolare, sdrucciolare, sgambettare, posare.

In diretta relazione con i movimenti della gamba e del piede è l'azione del
camminare alla quale sono logicamente collegate le seguenti:

marciare, affrettarsi, zampettare, trottare, trotterellare, correre, galoppare, precipitarsi,


scagliarsi, lanciarsi, saltare; avanzare, indietreggiare, retrocedere, ritornare, ritirarsi;
deviare, scantonare; arrancare (camminare affannoso, faticoso come di zoppi e storpi),
strascicarsi, zoppicare. brancolare (andar tastoni come chi cerchi qualcosa senza
vedere), barcollare (camminare piegando or qua or là come una barca, non reggersi in
piedi), vacillare; salire, scalare, arrampicarsi, inerpicarsi, discendere.

Infine i movimenti che riguardano il corpo intero:


muoversi, agitarsi, dimenarsi, dondolarsi, oscillare, avventarsi, volgersi, girarsi,
spostarsi, scuotersi; cadere, cascare, capitombolare, crollare, stramazzare, ruzzolare,
rotolare, urtare, travolgere; scansare, schivare; inclinarsi, flettersi, curvarsi,
rannicchiarsi, raggomitolarsi, sgranchirsi, stendersi.

LE PAROLE DEL «GIORNALE»

gazzetta: questo nome sembra derivare da gazeta, antica moneta veneziana che
rappresentava il prezzo di un giornale;
corriere: nome dell'incaricato che portava la corrispondenza da luogo a luogo;
articolo di fondo: il primo articolo di prima pagina del direttore del giornale, di solito
non firmato. Esprime il parere della direzione su problemi di importanza fondamentale.
Si dice anche, con voce ripresa, editoriale perché, in inglese, si chiama editor il direttore
del giornale;
cappello: preambolo a un articolo;
cronaca: rubrica che informa su fatti di interesse locale: cronaca nera (riguarda i delit-
ti), cronaca teatrale, sportiva ecc.
soffietto: scritto a scopo di lode (non sempre spontaneo; spesso. anzi, concordato con
la persona stessa che si vuoi lodare);
stelloncino o trafiletto: breve scritto posto tra asterischi o stelle il primo, fra due
linette il secondo;
coccodrillo: necrologio preparato in anticipo perché la notizia della morte d'un perso-
naggio giunge spesso troppo tardi per rendere, nel giornale, l'immediato onore al
defunto: si noti l'arguto richiamo alle risibili lacrime del coccodrillo comparate al ram-
marico di chi deve scrivere quella specie d'elogio funebre a freddo;
terza pagina: quella che tratta di arte, critica, varietà, viaggi ecc.; spesso reca anche
bozzetti e novelle;
63
elzeviro: il primo articolo di terza pagina (critica d'arte o letteraria, commento a un fat-
to morale o di cultura, la stessa novella). Originariamente era in carattere elzeviro;
recensione: presentazione e critica succinta di un libro;
testata: la parte superiore del giornale che porta il titolo e altri dati.

PREPOZIONI
Alcune forme fatte con l’uso delle preposizioni
Uova AL tegamino
Cucina A gas
Colpo D’occhio
Libretto DI risparmio
Tempo DA lupi
Carne ALLA brace
Pesce AI ferri
Abito SU misura
Treno AD alta velocità
Colpo DI grazia
Pasta AL sugo
Vestire ALLA moda
Pagare A rate
Pagare IN contanti
Stare DI fatto
Essere NEI pasticci ... avere problemi
Mettere nero SU bianco
Andare A ruba … avere sucesso
Vendere ALL’ingrosso … al por mayor
Vendere AL minuto … al por menor
Vendere ALL’ asta … subasta
Mettere la testa A partito … asentar la cabeza
Mettere IN guardia
Mettere IN fuga
Essere IN dubbio
Ombra DI dubbio
Venire A propósito
Camminare AL ritroso
Essere DI troppo

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CURIOSITÀ…

Qual è la parola italiana che contiene in sé tutte le vocali? AIUOLE (plurale di aiuola)

SINONIMI DI «FARE»

AL POSTO DI DIRE… DI’…


Io faccio la prima media. frequento
Vi facciamo le nostre più vive congratulazioni per… porgiamo
Mio zio fa l'avvocato. è, esercita la
professione di
L'anno scorso, in bicicletta, ho fatto più di quattrocento chilometri. percorso
All'esame i professori mi fecero domande assai facili. rivolsero
Ci hai fatto un pranzo squisito. ammannito,
preparato
Questa sera, alla Scala, si fa il «Rigoletto» di Verdi. rappresenta
T'ho fatto un espresso perché tu sapessi presto ogni cosa. spedito
Nessuna alleanza fu fatta fra di noi. stretta
I miei amici m'hanno fatto un brutto scherzo. giocato
Bisogna fare attenzione alle spiegazioni. prestare
Nulla da fare ormai; ciò che si poteva fare è stato fatto. Nessun rimedio –
tentare, tentato
L'oratore fece il suo discorso con grande ardore. pronunciò,
improvvisò o lesse
Il caffè non mi fa dormire. lascia

Oltre a quelli che già ti abbiamo segnalati, eccoti altri verbi che sostituiscono secondo
l'opportunità l'abusato verbo fare: compire, compiere, leggere, costruire, arrecare,
tessere, insegnare, infondere, comporre, scolpire, presentare, radere, destare, scalare,
sollevare, agire.

ALCUNE SENTENZE

Dal dire al fare c'è di mezzo il mare


Gli amici si riconoscono nel bisogno
Si raccoglie quel che si semina
La migliore parola è quella che non si dice
Non c'è maggior sordo che quello che non vuole sentire
Chi ben comincia è alla metà dell'opera
Chi va piano, va sano e va lontano
Ride bene chi ride ultimo
Non c'è rosa senza spine
Ad ogni ucello il suo nido è bello
L'abito non fa il monaco
Darsi alla bella vita
Metere le carte in tavola
Non vedere piú in là del proprio naso
Non ficcare il naso negli affari degli altri
Avere occhio di lince
Avere gli occhi fuori dell'orbita
Guardare con la coda dell'occhio

65
Costare un occhio della testa
Non vedere di buon occhio
Non perdere d'occhio
Restare muto come un pesce
Essere sano come un pesce
Non sapere che pesci pigliare
Non essere nè carne nè pesce
Fare il lavoro con i piedi
Hai la testa fra le nuvole
Gridare ai quattro venti
Parlare al vento
Andare con il vento in poppa
Lottare contro i mulini a vento
Cercare un ago nel pagliaio
Bisogna mettere il carro innanzi ai buoi
non è un osso molto facile da rodersi
il fiume del destino scorre
qui gatto ci cova
chi ha fatto trenta, puó fare trentuno
Mettere il bastone tra le ruote
Sei sordo come una campana
Mettere troppa carne al fuoco
Ho le carte in regola
Lavare in casa i panni sporchi
Parlare di corda in casa del' impiccato
Tu hai il tatto di un elefante
Meglio tardi che mai
Chi cerca trova Volere è potere
Vivi nel mondo della luna
C'erano soltanto quattro gatti
non ha nè capo nè coda
se ne andó con la coda tra le gambe
cane che abbaia non morde siete come cani e gatti
è passato di bocca in bocca
rimanere a bocca asciuta
rimanere a bocca aperta
è bello come la belleza dell'asino
prendere una boccata d'aria
capire quello che è nell'aria
fai castelli nell'aria
mi trovo in cattive acque
tirare l'acqua al proprio mulino
si asomigliano come due gocce d'acqua
gettare acqua sul fuoco
come pesce fuor d'acqua
adesso ho l'acqua alla gola
ripetere come un pappagallo
una rondine non fa primavera
rimandi a domani ciò che puoi fare oggi
tutte le strade conducono a Roma
Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia e non sa quel che trova

ALCUNE FRASI FATTE, MODI DI DIRE….

66
per lo piú ordinariamente
per di piú ademas
sempre piú cada vez más
niente di piú nada más
contentarsi di poco conformarse con poco
per poco non cade casi se cae
essere in forse estar en duda
alla meglio a lo mejor
a rompicollo, a precipizio precipitadamente
a scappa e fuggi de prisa y corriendo
a occhio e croce mas o menos
a buon mercato barato
alla fin fine al fin y al cabo
a briglia sciolta a rienda suelta
a perdita d'occhio hasta donde se ve
a denti stretti a reganadientes
di corsa, di volata, di galoppo corriendo
di nascosto, in punta di piedi a hurtadillas
di grazia por favor
in carne ed ossa de carne y hueso
per ogni dove por doquiera
per l'appunto precisamente
basta, finiscila, smettila acaba, basta, calla
bada, attenzione cuidado
suvvia, viva, bravo, forza! ¡vamos, bravo, bien!
puó darsi che puede ser que...
chissà che...? ¿quién sabe si...?
in nessun posto en ninguna parte
dopo pranzo después de comer
al piú tardi lo mas tarde
in quel mentre en esto...
mai piú nunca màs
tra poco, tra breve dentro de poco, en breve
io non sono buono a nulla no soy bueno para nada
a mala pena a duras penas
al giorno d'oggi hoy en día
andare di palo in frasca andar de palo en rama
diventa piú facile... resulta mas facil...
questo fa corpo con questo esto va con esto
non è niente altro che... no es mós que...
se ne lava le mani se lava las manos
tornare a mani vuote volver con las manos vacías
Non avere peli sulla lingua no tener pelos en la lengua
si è messo in testa che se le ha metido en la cabeza
far sempre di testa propria hacer siempre lo que se le mete a uno en la
cabeza
andare a vuoto fracasar
armato fino ai denti armado hasta los dientes
e nel far ciò y al hacer esto
concessa a malincuore concedida de mala gana
l'unica possibilità che ci la única posibilidad que se
viene proposta nos propuso
rimani di sasso dallo stupore me quedé como piedra
67
spicciati o non ti aspetteranno apúrate o no te esperaran
da capo a fondo de principio a fin
fra l'altro entre otras cosas
arrossendo fino alla radice enrojeciendo hasta la
non è vero affatto por ningún motivo
fuggì a rotta di collo huyó rapidísimo
raccontò ciò che era accaduto contò lo que le sucediò
senza mai fermarsi sin detenerse jamàs
li darò quel che si merita le daré lo que se merece
con ciò con esto
è una persona con cui non si può trattare es una persona con quien no se puede tratar
tratto in inganno inducido a error
si suol far se suele hacer
in riferimento en referencia
stavo dicendo delle sciocchezze estava bromeando
apparecchiare la tavola poner la mesa
sparecchiare la tavola quitar la mesa
ci limiteremo a nos limitaremos a
bisogna tener conto che se necesita tener presente que
di solito si dice que muchas veces se dice que
per fare un esempio por poner un ejemplo
che cosa mi racconta? ¿qué me cuenta?
Lei è molto gentile usted es muy gentil
non si disturbi no se moleste
conti su di me cuente conmigo
sarà per un'altra volta sera en otra ocasión
in che posso servirLa? ¿en qué puedo servirle?
chi bussa? ¿quién llama?
mi dispiace di disturbarLa siento molestarlo
mi telefoni llàmeme por teléfono
cosa c'è di straordinario? ¿qué tiene de particular?
davvero? ¿de veras?
dove abita? ¿dónde vive?
mi capisce? ¿me entiende?
mi ascolti un attimo escúcheme un momento
se Lei sapesse... si usted supiera...
senta. Sento oiga usted. Oigo
Lei si sbaglia se equivoca
le assicuro che... le aseguro que...
mi viene un'idea tengo una idea
ne dubito dudo que sea verdad
è possibile che... es posible que...
mi permette? ¿me permite?
gliene sarò infinitamente grato se lo agradeceré muchísimo
quando piaccia a Lei cuando usted quiera
come Lei desideri como usted quiera
chi l'avesse creduto? ¿quién lo hubiera creído?
sono sorpreso estoy sorprendido
mi rincresce lo siento
farla finita acabar de una vez
non fa niente no importa
fare senso dar repelús
non si può scartare no se puede descartar
questo ha un vantaggio esto tiene una ventaja
68
fino in fondo hasta el fondo
mi sembra evidente me parece evidente
di maniera epidermica superficialmente
questo favorisce il fatto che esto favorece el hecho que
si constata subito se ve inmediatamente
uno alla volta uno por uno

VOCABOLARIO
LE PAROLE DEL «LIBRO»

volume: ormai è sinonimo di libro. La parola deriva da vólvère = arrotolare, perché i


Romani, quando uno scritto doveva essere conservato, o era così lungo che, inciso su
tavolette, sarebbe stato troppo ingombrante, lo scrivevano su fogli ricavati da fibre di
papiro (pianta egiziana) incollate insieme. Si ottenevano così lunghi fogli che venivano
poi arrotolati e formavano il “volumen”;
tomo: si dice specialmente delle Varie parti separate di un'opera sola: in due tomi, in
tre, quattro, sque tomi;
incunabolo: dal latino incunabula = fasce per neonato: libro cioè dei tempi in cui la
stampa era agli inizi, ancora in fasce;
zibaldone: parola probabilmente affine a zabaione; verrebbe a significare guazzabu-
glio, miscellanea; indica, infatti, libro o quaderno in cui sono notati argomenti diversi,
alla rinfusa, così come capita;
effemeride: parola a noi giunta dal latino che, a sua volta, l'aveva ricavata dal greco e
significa diario. Vocabolo un po' ricercato per indicare pubblicazione periodica;
apocrifo: libro non autentico, falsamente attribuito a determinato autore;
postumo: libro pubblicato dopo la morte dell'autore;
ad usum delphini: a uso del Delfino (principe ereditario del trono di Francia). Motto ag-
giunto nel titolo delle edizioni di classici che Luigi XIV aveva fatto stampare per suo
figlio, dopo accurata eliminazione di ciò che non era ritenuto opportuno per il giovane
principe. Oggi indica libro privo di alcune parti o periodi, o falsamente accomodato;
in foglio (in folio, alla latina), in quarto, in ottavo, in sedicesimo: termini usati per
indicare che il foglio di stampa è stato diviso in modo da formare due (in folio), quattro,
otto, sedici pagine. Oggi le stesse espressioni servono per indicare l'altezza di un
volume: in folio trentotto centimetri, in quarto dai ventotto ai trentotto, in ottavo dai
venti ai ventotto, in sedicesimo dai quindici ai venti;
errata córrige (correggi gli errori): tavola posta all'inizio, o alla fine del volume, oppure
inserita come foglio a sé, dove sono indicati, con la correzione, gli errori di stampa
contenuti nel volume;
ex libris (dai libri): cartellino che si incolla sui libri per indicarne il proprietario. Oggi gli
ex libris sono anche stampati sulla legatura e per lo più rappresentano figure simboliche
e stemmi con motti.

Ecco ora la spiegazione di alcuni caratteri tipografici:

bodoniano: dal nome dell'editore Giovan Battista Bodoni di Parma (1740-1813);


elzeviriano: dal nome della famiglia degli Elzeviri, celebri stampatori olandesi del XVI e
XVII secolo;
gotico: il termine non è in alcun rapporto con l'antico popolo barbarico dei Goti. Si intro-
dusse da noi come sinonimo di barbaro = non italico, con particolare riferimento a tutto
ciò che veniva dai Tedeschi. Ancor oggi il carattere gotico è in uso tra i popoli germanici;
cirillico: carattere usato dai Russi, introdotto da San Cirillo nella prima traduzione in
lingua slava della Bibbia;
corsivo o italico o aldino: quest'ultima denominazione è derivata dai tipografi venezia-
ni Aldo Manuzio il vecchio e Aldo il giovane, suo nipote.
69
MA COME FARE A SAPERE
SE CI SONO DUE CONSONANTI O SOLO UNA?

1. Principalmente per la pronuncia: bisogna abituarsi a distinguerla.


2. Per l’etimologia:
a. si mantengono le doppie consonanti che ce n’erano in latino e in greco:
annus – anno, annuale / capillus – capello, capillare / passio – passione,
passionale; ballw – ballistica / gramma – grammatica, programma.
b. le consonanti mute del latino si assimilano alla seguente in italiano:
subjectum – soggetto, septem – sette; pactum – patto.
2. Se non si conoscono bene il latino e il greco, è utile comparare con lo spagnolo;
pure le consonanti mute dello spagnolo si assimilano alla seguente in italiano:
actuar – attuare; adaptar – adattare; taxi (x=cs) - tassi. La doppia c spagnola,
però, suol diventare z: acción – azione.
3. Per conoscenza del vocabolario: alcune parole hanno la doppia consonante per
qualche particolarità nella formazione dell’italiano; sono così perché lo sono:
acqua (in latino è aqua). Ciò vuol dire che il miglior metodo per imparare una
lingua è la sua pratica (practica, infatti, dovrebbe essere prattica ed è pratica).

Finalmente, attenti alle esagerazioni: chi vuol dire “amigo” e dice “ammicco” sta
dicendo “guiño”. Nelle parole poi che davvero hanno doppia consonante, ne bastano
appunto due; quindi non esistono cose belllllisssssime, immmmense, oggggettttive...

5. Le consonanti doppie

bb – abbastanza, dubbio, abbandono, pubblico, fabbrica, ubbidire, rabbia, febbraio.


cc – giacca, bocca, toccare, occasione, staccare, meccanico, piccolo, ricco, occhio,
vecchio, macchina, macchia, bicchiere, ginocchio, chiacchierare.
dd – freddo, addormentato, soddisfare, addirittura.
ff – affare, offrire, difficile, ufficio, caffè, differenza, traffico, scaffale.
gg – oggi, leggere, viaggio, coraggio, oggetto, pioggia, agghiacciare.
ll – nulla, fratello, pelle, cavallo, cervello, giallo, intelligente, cellula.
mm – immagine, mamma, scommessa, cammino, commedia, programma.
nn – donna, sonno, condanna, penna, tunnel, gennaio.
pp – cappello, gruppo, scappare, rappresentare, sviluppo, troppo, applauso,
apparecchio, apprezzare, approvare, approfittare.
qq / cq – soqquadro, acqua, acquistare.
rr – guerra, terra, ferro, torre, terribile, terreno, correre.
ss – possibile, grosso, rosso, necessario, osservare, passione, messa.
tt – cattolico, notte, città, quattro, tetto, soprattutto, settimana, lettera, dottore,
gatto, sette, otto, brutto, latte, biglietto, piatto, mattina, vittoria.
vv – avvicinare, provvedere, avventura, avversario, avvocato.
zz – ragazzo, palazzo, pezzo, debolezza, piazza, azzurro, bellezza, pozzo.

Giovànni, giòvani / scopi, scoppi / sono, sonno / moto, motto / preso, presso / ala, alla

“BATTERE BENE LE DOPPIE”


In italiano bisogna fare speciale attenzione alle consonanti doppie, sia per capire bene il
messaggio, sia per evitare delle sconvenienti confusioni nel parlare:

Rosarosa – rossaroja
Nonanovena – nonnaabuela
Caminochiminea – camminocamino
70
Donadona (dal verbo donare) – donnamujer
Penapena – pennabolígrafo
Ameremoamaremos – ameremmoamaríamos
Casacasa – cassacaja
Setaseda – settasecta
Setesed – settesiete
Tonotono – tonnoatún
Tutachándal – tuttatoda
Resarestitución – ressagentío
Brutobruto – bruttofeo
Sposarecasar – spossareextenuar
Capellopelo – cappellosombrero
Acantoacanto – accantoal lado de
Fatohado – fattohecho
Alaala – allaa la
Abateabad – abbatteabate (de abatir)
Sanosano – sannosaben
Basebase – bassebajas
Retered – retterectas
Copiacopia – coppiapareja
Presocogido – pressojunto a
AD ESEMPIO, “C’ERA UNA COPIA A SENTIRE LA NONNA DI BEETHOVEN SUL CAMINO” VUOL DIRE CHE “HABÍA UNA
FOTOCOPIA ESCUCHANDO A LA ABUELA DE BEETHOVEN ENCIMA DE LA CHIMINEA”, ANZICHÉ “HABÍA UNA PAREJA
ESCUCHANDO LA NOVENA [SINFONÍA] DE BEETHOVEN EN EL CAMINO”.

FRASI METAFORICHE
ITALIANO SPAGNOLO
Essere un macigno = grossa pietra, pesante, noiso
È un pugno nello stomaco = è pesante, molto forte
È una vipera = cattiva, maligna ser una víbora
È la fine del mondo = bellísimo
È arabo = imcomprensibili
È una peste = cativissimo
Sei un verme = spregievole
È un aquila = molto bravo
È una tavola = calmo, piatto
Essere al verde = non avere soldi
Essere in bolletta = non avere soldi
Prendere la palla al balzo = approfittare dell’occassione
Darsi la zappa sui piedi = danneggiare se stessi darse con el azadón en los pies
Sudare sette camicie = lavorare molto sudar la gota gorda
Fare un buco nell’acqua = fare una cosa inutile, che non serve a nulla
Sfondare una porta aperta= fare una cosa inutile, che non serve a nulla
71
Non avere né capo né coda = Non avere nessun senso
Spendere un’occhio= spendere molto. Gastar un ojo de la cara
Essere pappa e ciccia = essere grandi amici ser uña y carne
(Fuente: «L’Editoriale»)
IMPERATIVO
in
ITALIANO

L=imperativo in italiano ha due persone (tra l=altro come in spagnolo): seconda e


terza, al singolare e al plurale.

L’imperativo affermativo

a) Norma generale: l=imperativo italiano, per il più dei verbi, ha forme proprie,
simili a quelle latine che sono da imparare a memoria. Questo sarebbe il prospetto
generale:

Coniugazioni
10 coniugazione 20 coniugazione 30 coniugazione
persone
20 persona
singolare ama tu temi tu senti tu
30 persona
singolare (si usa ami egli tema egli senta egli
anche per la
forma di
cortesia lei)
20 persona
plurale amate voi temete voi sentite voi
30 persona
plurale amino essi temano essi sentano essi

Come si può osservare, la terza persona è uguale alla forma del congiuntivo
presente, come in spagnolo. Questa forma di terza persona è quella che si usa per la
forma di cortesia Alei@: Sia compassivo, professore; senta, potrebbe indicarmi la strada
più corta per Piazza San Pietro?
I verbi avere ed essere, che sono del tutto svariati, fanno così:

IL VERBO ESSERE 20 persona 30 persona

singolare Sii tu sia egli

plurale siate voi Siano essi

IL VERBO AVERE 20 persona 30 persona

singolare abbi tu abbia lui

72
plurale abbiate voi abbiano essi

Anche per questi due verbi vale quello suddetto riguardo alla forma di cortesia: Sia
più benevolo, abbia (lei= usted) pazienza...

C) Verbi particolari: i verbi fare, dire, andare, dare e stare hanno forme
d=imperativo tronche, cioè troncate e apostrofate: fa= tu, di= tu, va= tu, da= tu, sta=
tu. Il plurale è normale: fate, dite, andate, date, state. La terza persona come quella di
cortesia, fa l=imperativo come il congiuntivo corrispondente: faccia, dica, vada, dia, stia.
Questi verbi hanno anche la forma familiare di 20 persona singolare: al posto di
fa= fai, al posto di da= dai, al posto di va= vai, al posto di sta= stai.
Quando a questi verbi viene aggiunto un pronombre, questi raddoppia la sua
iniziale: stammi, dimmi, fammi il piacere, vattene (= vete de aquí).

Nota importante: nella forma di cortesia, quando si usa un pronome personale questo
viene posto davanti alla forma del verbo in questione:
vattene, in forma di cortesia si dice se ne vada (non vadasene, come sarebbe in
spagnolo)
digli, in forma di cortesia si dice gli dica e non dicagli (dígale: spagnolismo)

L’imperativo negativo

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L=imperativo negativo della seconda persona singolare si fa con “non + infinito
presente”: non dire, non fare così, non ci andare, non avere paura...
L=imperativo negativo della seconda persona plurale si fa con “non +=imperativo
attivo”: non abbiate paura, non dite così, non andate da quelle parti...
L=imperativo negativo della terza persona (vale anche per la forma di cortesia) si forma
con il “non + la forma dell=imperativo affermativo”: non sia cattivo, non faccia chiasso,
non dica bugie...

PLURALE DELLE PAROLE (I)

Le parole che finiscono in –a fanno il plurale in –i se sono maschili, e in –e se sono


femminili. Quelle finenti in –o cambiano sempre a –i.

il dramma – i drammi
lo zingaro – gli zingari
l’analfabeta – gli analfabeti
il seminarista – i seminaristi
il pilota – i piloti
la mano– le mani
la veglia – le veglie
la zanzara – le zanzare
la faccia – le faccie

Tutte le parole di qualsiasi genere il cui singolare finisce in –e fanno il plurale in –i.

La generazione irlandese è cattolica – le generazioni irlandesi sono cattoliche.


Il serpente è un animale pericoloso – i serpenti sono degli animali pericolosi.
La signora è gentile – le signore sono gentili.
Il plurale di quel nome è differente – i plurali di quei nomi sono differenti.

Molte parole che in latino avevano qualche particolarità rimangono speciali in italiano.
Se appartenevano al genere neutro usano l’articolo femminile nel plurale italiano.

l’uovo: le uova
lo stigma: le stigmate
il fondamento: le fondamenta
il muro: le mura
l’uomo: gli uomini
l’osso: le ossa

N.B.: La parola euro non ha plurale: un euro, sei euro, centonovantacinquemila


settecentottantotto euro e diciannove centesimi.
(continuerà )

LESSICO
LE PAROLE DEL «GUSTO»
Piccolissima è la papilla, con terminazioni nervose: ebbene, per mezzo di papille dette
gustative (che risiedono nella lingua e nel palato) possiamo:
gustare: sentire, distinguere il sapore;
assaggiare: mangiare o bere qualcosa in piccola quantità, per conoscerne il sapore;
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degustare: assaggiare, detto in tono più distinto (voce ripresa come inutile);
assaporare: gustare tenendo il cibo, la bevanda, in bocca a lungo per sentirne bene il
sapore.

Ricorda anche:

pregustare: gustare in anticipo (questo verbo è usato comunemente in senso figurato.


Es.: Pregustare le gioie della vittoria);
prelibare: pregustare.

Il sapore, riferito alle sensazioni che provoca (sensazioni quanto mai particolari,
personali) può essere:
grato, gradevole, piacevole, amabile, delicato, soave, squisito, delizioso, prelibato;
oppure: sgradevole, disgustoso, ingrato, spiacevole, ostico, stomachevole, nauseante,
nauseabondo, ripugnante.

Sapori particolari sono indicati dagli aggettivi seguenti:


dolce, dolcigno, dolciastro, dolceamaro, amarognolo, amaro; agrodolce, agro, acre,
aspro, brusco; insipido, insulso, scipito, saporito;
oppure: forte; salso, salmastro, salato, acidulo; solleticante, pruriginoso, selvatico.

SINONIMI DI…

… ESSERE
AL POSTO DI DIRE…
DI’…
Nelle grandi città ci sono ancora migliaia di uomini senza tetto.
vivono
Il povero mendicante era su un po' di paglia coperto solo dal suo mantello.
giaceva
Vi erano in cielo alcuni aeroplani.
Passavano, volteggiavano, volavano
Fra le tue votazioni e le mie c'è notevole differenza
corre.
Questa sera ci sono nel cielo molte stelle.
brillano, scintillano, splendono

… GUARDARE
AL POSTO DI DIRE…
DI’…
Guardò il motore minuziosamente, ma non trovò guasto alcuno.
Esaminò
Guarda di non inciampare in quei sassi.
Bada
Dall'aeroplano, l'osservatore guardava la pianura.
scrutava
Appena fummo soli, il direttore mi guardò negli occhi severamente.
fissò
Dalla cima guardai l'ampio panorama.
contemplai (osservai, ammirai)

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