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5/6 - DARK FLEET by Len

Kasten
5 - L’era coloniale

Entro il 1880, la completa trasformazione


della prima generazione della popolazione
tedesca del nuovo secolo era stata
completata. Questa nuova generazione era
stata programmata dal piano astrale per
essere insensibile e crudele. Saranno
giovani adulti (cioè dai venti ai trentacinque
anni) quando, nel 1900, l'era coloniale sarà
all'apice. Questi uomini eseguivano
freddamente e brutalmente le direttive
interne per il controllo delle popolazioni
native. Sarà sempre questa generazione
che nella prima guerra mondiale avrà la
giusta età per andare a formare quella
classe di ufficiali militari (cioè dai
trentacinque ai cinquant'anni) che metterà
ben in mostra quegli stessi tratti sadici, ma
ad un livello superiore. Quindi, oltre ad
essere stati programmati a livello astrale,
avranno anche il vantaggio di quindici anni
di esperienza coloniale, militare e non, per
diventare ufficiali effettivi in una guerra
dove tratteranno i nemici come avevano già
fatto con i nativi. Come si vedrà nel
prossimo capitolo, saranno totalmente
spietati nel trattamento dei civili, prima della
prima guerra mondiale.

Questi uomini poi, sarebbero o morti o


veterani anziani all’iniziò della seconda
guerra mondiale nel 1939. Ecco perché era
necessario creare una forza di
combattimento completamente nuova per
la seconda guerra mondiale. E quegli uomini
dovevano essere ancor più induriti alla
crudeltà per sopportare le brutalità della
nuova guerra, specialmente il massacro e la
riduzione in schiavitù dei civili e dei
lavoratori conquistati e gli orrori dei campi
di concentramento.

Essenzialmente, senza quella critica


esperienza coloniale, dovevano essere più
robotici e addestrati a obbedire agli ordini e
semplicemente non provare simpatie o
rimorsi verso le loro vittime, lasciando le
strategie e le crudeltà a coloro che erano
collegati alle organizzazioni occulte che
circondavano Hitler, in particolare Heinrich
Himmler, il capo della temuta
organizzazione paramilitare nazista
Schutzstaffel (le SS). Quindi, queste
necessità supportano la tesi avanzata nei
miei libri precedenti e cioé che, per la
seconda guerra mondiale, gli alleati
Rettiliani di Hitler clonarono un esercito di
milioni di uomini completamente nuovo.

Ma, come verrà spiegato più avanti, questi


soldati non erano realmente cloni: erano
cyborg - in parte umani e in parte macchine
- addestrati solo ad obbedire agli ordini.
Questi cyborg della Wehrmacht (parola
tedesca ampiamente usata per indicare
l'esercito tedesco durante la seconda
guerra mondiale) divennero poi la carne da
cannone necessaria per l'attacco contro la
Russia sul fronte orientale, dove sapevano
che le perdite sarebbero state enormi. Ma
anche, poiché erano essenzialmente robot
privi di simpatie per gli umani, non
avrebbero mai esitato nel commettere un
genocidio se ordinato, come hanno fatto in
Russia. Quindi erano, in effetti, mostri
robotici usa e getta.

LA CONFERENZA DI BERLINO

Nel 1884, l'incredibile emersione della


Germania come potenza industriale
mondiale in così breve tempo colse di
sorpresa il resto del mondo occidentale,
compresi gli Stati Uniti. Come discusso in
precedenza, questo era il risultato del
"miracolo" di Bismarck. In quell'anno, il
Portogallo ha chiesto una conferenza
mondiale per affrontare la divisione
dell'Africa. Nessuno si aspettava che la
Germania partecipasse a una conferenza
del genere perché era ancora considerata la
nuova arrivata sulla scena del potere
mondiale e aveva solo un ruolo minore nella
colonizzazione dell'Africa. La Germania lo
sapeva e si rese conto che era necessario
rassicurare le altre potenze sulle loro nobili
intenzioni riguardo il trattamento degli
indigeni.

Di conseguenza, erano perfettamente


disposti a unirsi alla solenne promessa di:

1. preservare le razze aborigene dell'Africa


2. vegliare sui loro interessi
3. coltivare il loro progresso e sviluppo
morale e materiale.

Nel luglio 1890, la Germania andò ancora


oltre per convincere le altre nazioni riguardo
i suoi obiettivi civili per l'Africa.
Parteciparono alla Conferenza contro la
Schiavitù a Bruxelles, in cui firmarono la
solenne promessa e risoluzione:
“sull'enfatico desiderio delle Potenze di
proteggere efficacemente le razze native
dell'Africa dall'oppressione e dalla
schiavitù". Quest’impegno gli permise di
essere accolti nel "club coloniale" e di
annettere un ricchissimo territorio alla
nazione senza sbocco sul mare. A tal
proposito, il British Blue Book del 1918 dice:
"Non c'è da meravigliarsi, quindi, se gli
statisti e il popolo della Gran Bretagna
sapendo quale fosse la politica nativa
dichiarata dalla Germania, non ebbero
alcuna esitazione ad accogliere quella
Potenza nell'arena della colonizzazione
mondiale come partner nella grande opera
di civilizzazione ed edificazione delle razze
pagane della Terra. Apparentemente era in
questo spirito e in base a quelle promesse e
assicurazioni fatte a Berlino e Bruxelles, che
la Gran Bretagna permise alla Germania di
annettere 322.450 miglia quadrate di
territorio dell'Africa sudoccidentale,
collocando con un tratto di penna
Ovambos, Hereros, Damaras, Hottentots,
Bastardi e Boscimani di quella vasta terra
sotto la tutela e il controllo dell'imperatore
tedesco".

Come vedremo, furono promesse presto


abbandonate in quanto vuote come le
coscienze da cui erano scaturite.
Le promesse fatte alla Conferenza contro la
schiavitù furono fatte nel 1888, dopo che il
Kaiser salì al potere, quindi, si può
ragionevolmente dedurre che fu lui a
prendere questi impegni e non il Cancelliere
Bismarck, che a quel punto si era già ritirato.
Ciò che è sbalorditivo qui è la grossolana
ipocrisia del Kaiser quando ci si rende conto
in quale sorprendente misura queste
promesse siano state violate. Fu lui stesso a
sostenere il tenente generale dell'esercito
Lothar von Trotha e ad approvare il
genocida massacro e la schiavitù degli
Herero (vedi capitolo 6).

La Francia e il Belgio erano gli stati che in


quella conferenza avevano sia più da
guadagnare, sia più da perdere. Il Belgio
dominava la colonizzazione dell'Africa
centrale e la Francia aveva il chiaro
controllo dell'Africa settentrionale e
occidentale. Eppure, fu Bismarck che scelse
di convocare e organizzare la conferenza
perché, la Germania appena unificata,
aveva sempre più il riconoscimento
universale della crescente presenza
manifatturiera, mercantile e militare sia in
Europa che in Africa. Poiché Bismarck era
l'organizzatore, scelse Berlino per ospitare
l'incontro diventato noto come la
Conferenza di Berlino del 1884-1885, che
giocò un ruolo centrale nel nuovo
imperialismo, dove le potenze europee
mostrarono i muscoli e iniziarono a cercare
nuove acquisizioni per rafforzare le loro
ambizioni economiche e territoriali,
soprattutto in un Africa primitiva, ricca di
terra e di preziose risorse naturali ma che
non rappresentava una minaccia militare.

Non ci fu mai alcun dubbio sull'opposizione


militare inesistente dei nativi perché,
l'Africa, era ancora un continente così
arretrato e le tribù sparse parlavano molte
lingue e dialetti diversi e nessuna
organizzazione militare. Quindi le potenze
europee hanno cercato di afferrare ciò che
potevano, ma hanno dovuto suddividere le
sfere di influenza per evitare conflitti tra
loro. Questo era lo scopo della conferenza.
Quindi non è una sorpresa apprendere che,
secondo Wikipedia: “Uno degli obiettivi
della conferenza era raggiungere accordi su
commercio, navigazione e confini dell'Africa
centrale. Tuttavia, di tutte le 15 nazioni
presenti, nessuna rappresentava o era
africana”. Durante questo periodo,
l'influenza britannica in Africa stava
diminuendo, mentre quella di Germania e
Stati Uniti cresceva. Ma l'Inghilterra era
ancora un fattore dominante in tutto il
mondo nel nuovo imperialismo. Con la sua
flotta mondiale e impareggiabile,
l'Inghilterra guardò più a est verso l'Asia per
piantare la sua bandiera e decise di aggirare
l'Africa e invece assorbire l'India nella sua
sfera di influenza per ottenere il controllo
del lucroso commercio delle spezie. Ma
fecero anche alcune affermazioni in Africa
orientale, che alla fine divenne
Bechuanaland. La conferenza divenne nota
come "the Scramble for Africa". Alla fine,
Inghilterra, Francia, Belgio, Germania e
Portogallo mapparono e rivendicarono
territori, concordando il libero scambio in
tutto il continente.

IL SULTANO CESSA

La prima colonia tedesca in Africa fu


fondata da una piccola compagnia guidata
dall'avventuriero Karl Peters sulla costa
dell'Africa orientale di fronte all'isola di
Zanzibar, sulla base dei trattati che Peters
aveva negoziato con i capi locali per un
vasto tratto di terra che comprendeva circa
sessantamila miglia quadrate. Il 3 marzo
1885, Bismarck concesse a Peters una
carta imperiale per queste colonie che
divennero un protettorato tedesco. Peters si
mosse rapidamente per espandere la
colonia a nord e a sud lungo la costa. Il
sultano di Zanzibar protestò per tutta quella
terra, così Bismarck inviò con riluttanza
cinque navi da guerra, con i cannoni puntati
sul palazzo del sultano, per sostenere il
protettorato. Il sultano cedette e così i
tedeschi ebbero la loro prima colonia legale
in Africa, chiamata Africa Orientale Tedesca
che comprendeva le nazioni moderne di
Tanzania, Burundi e Ruanda. Peters utilizzò
piccoli contingenti locali di mercenari armati
per la sicurezza, costituiti principalmente da
soldati semplici. I suoi uomini svilupparono
una reputazione brutale per mezzo di
impiccagioni e disboscamento dei nativi.
Quindi, la crudeltà programmata dagli
Arconti / Rettili già iniziò a emergere.

Secondo Wikipedia: “I viaggiatori e i


giornalisti hanno riportato storie di nativi
neri e mori al servizio dei coloni tedeschi
(come schiavi). In alcuni protettorati ci
furono segnalazioni di maltrattamenti
coloniali, corruzione e brutalità e i
missionari, sia luterani che cattolici romani,
inviarono rapporti inquietanti alla sede della
loro missione in Germania. Ma l'economia
coloniale era fiorente e le comunicazioni
stradali, ferroviarie, marittime e telegrafiche
erano aggiornate".

Gran parte di questo rapido sviluppo fu


facilitato dal lavoro indigeno trattato
duramente, che equivaleva a semi-
schiavitù. Sempre più spesso, i rapporti
sull'oppressione tedesca iniziarono a filtrare
e ad essere raccontati dai giornali europei.
Secondo la New World Encyclopedia: "le
ribellioni, quando ebbero luogo, furono
brutalmente schiacciate".

GLI HERERO E I NAMAS

I nativi Herero erano pacifici commercianti


di bestiame che vivevano nel vasto territorio
dell'Africa sud-occidentale sulla costa
atlantica annessa alla Germania dalla Gran
Bretagna durante la Conferenza contro la
schiavitù, diventando un protettorato
tedesco. Gli Hereros erano in conflitto con
un'altra tribù e chiesero assistenza ai
tedeschi per aiutarli. Il 21 ottobre 1895, il
capo degli Herero, Maharero, firmò un
trattato di protezione con il governatore
coloniale della Germania Heinrich Göring, il
padre di Hermann Göring, che in seguito
emerse come comandante nazista
dell'aeronautica tedesca, la Luftwaffe. Ma
questo era strettamente un patto di mutua
assistenza e gli Hereros non cedettero
alcuna terra alla Germania. Il trattato
decadde dopo due anni a partire dal 1888,
ma poi riprese nel 1890, quando Bismarck
si era già dimesso e le sue funzioni di capo
di stato erano state rilevate dal Kaiser
Guglielmo II nel 1888, che divenne presto
noto per essere più insensibile dal punto di
vista razziale e severo nel trattamento dei
nativi africani, atteggiamento che favorì i
crimini coloniali tedeschi contro i nativi.

Nel 1890, il figlio di Maharero, Samuele,


succedendo a suo padre come capo, firmò
la concessione di un grande appezzamento
di terreno ai tedeschi in cambio della sua
elevazione a principale rappresentante
nativo nei rapporti con i tedeschi. Ma la
situazione non migliorò. Secondo
Wikipedia, “Sotto il dominio coloniale
tedesco, i nativi venivano abitualmente
usati come schiavi e le loro terre venivano
spesso confiscate e date ai coloni,
incoraggiati a stabilirsi su quelle terre
sottratte che venivano rifornite di bestiame
rubato agli Hereros e ai Namas, provocando
un grande risentimento. Nel decennio
successivo, la terra e il bestiame essenziali
per lo stile di vita degli Herero e Nama
passarono nelle mani dei coloni tedeschi
che arrivavano a stabilirsi fino all'Africa sud-
occidentale".

Secondo quanto riferito, le donne e le


ragazze Herero furono spesso violentate da
coloni tedeschi, crimini che furono accolti
da un "occhiolino e un cenno del capo" a
Berlino. Nel 1894, Theodore Leutwein, un
avvocato di Berlino della stessa classe
socio-economica del Kaiser, fu nominato
governatore del protettorato, sostenuto da
un contingente paramilitare tedesco per
mantenere l'ordine e la pace etnica. Ma il
vero scopo di questa truppa era proteggere
i coloni dalle incursioni dei nativi.

Questo contingente, chiamato


Schutzgruppe, inizialmente era composto
da circa 160 uomini per lo più coloni bianchi
e mercenari, organizzati in tre plotoni, che
includevano due squadre di mitragliatrici e
irregolari nativi. Allo scoppio della prima
guerra mondiale nel 1914, furono aggiunti
circa 300 soldati europei e 2.500 nativi. Lo
Schutzgruppe in Africa era originariamente
sotto il comando di Bismarck e poi
dell'imperatore, ma non fece mai parte
dell'esercito imperiale tedesco, rimanendo
sempre sotto il comando del Colonial
Office.

LA RIVOLTA

Nel 1903, gli Hereros e Namas avevano


ceduto ai coloni tedeschi oltre il 25 per
cento della loro terra, originariamente circa
cinquantamila miglia quadrate. La maggior
parte fu rilevato dai coloni sostenuti dallo
Schutzgruppe. La costruzione di una linea
ferroviaria, dalla costa al territorio interno,
una volta completata avrebbe aperto la
colonia a un'ondata di nuovi coloni
tedeschi. Queste furono le due principali
ragioni, oltre agli abusi da parte dei
tedeschi, per le quali nel 1903 scoppiò la
rivolta degli Herero e dei Nama, alimentata
anche dall'abitudine dei nativi di prendere in
prestito dai coloni denaro a tassi di
interesse esorbitanti. Quando il governatore
Leutwein annunciò il condono dei debiti
non pagati di un anno, come rimborso i
coloni iniziarono a confiscare bestiame e
qualsiasi altra cosa su cui potevano mettere
le mani.

Secondo il British Blue Book: “La famosa


ordinanza sul credito, fu promulgata a metà
di quell'anno e concedeva ai commercianti
(contro il consiglio diretto di Leutwein) un
anno per riprendere le merci, al termine del
quale sarebbero andate prescritte. A quel
punto, i coloni si buttarono sul bestiame
Herero come un branco di lupi famelici".

Oltre a questo, che non fece altro che


buttare altra benzina sul fuoco del
risentimento nativo, gli Hereros vennero a
conoscenza di un piano che prevedeva oltre
che a dividere in due il loro paese al
completamento della ferrovia, anche il
trasferimento obbligato dei nativi in riserve,
come accadde ai nativi americani del sud-
ovest americano. Ciò funzionò. All'inizio del
1904, i nativi si organizzarono militarmente
e lanciarono un attacco a sorpresa
attentamente pianificato durante il quale
rimasero uccisi circa 150 coloni, comprese
tre donne.

ANNIENTAMENTO PER GRADUALE


DISTRUZIONE

Incoraggiati dalle vittorie iniziali, sotto il


comando del capo Samuel Maharero, gli
Hereros circondarono la piccola città di
Okahandja e interruppero le comunicazioni
con la capitale coloniale, bloccando così i
rinforzi tedeschi. Maharero pubblicò quindi
un manifesto che vietava alle sue truppe di
uccidere gli inglesi, i boeri (coloni olandesi e
ugonotti), i popoli non coinvolti, le donne e i
bambini in generale, compreso i missionari
tedeschi, lasciando come bersagli solo
coloni maschi e lo Schutzgruppe. A quel
punto, Leutwein riuscì a convincere una
delle tribù ribelli a cedere le armi ma,
apparentemente, fu un inganno perché poi
chiese aiuto militare a Berlino.

La reazione del Kaiser, che aveva il controllo


del governo e dell'esercito imperiale
tedesco, era prevedibile. Leutwein voleva
un trattato di pace ma il Kaiser non aveva
alcun interesse in una risposta così debole.
L'11 giugno 1904 inviò l'esperto generale
Lothar von Trotha insieme ad un battaglione
di 1.400 soldati. Trotha fece rapporto allo
Stato maggiore tedesco, che fece rapporto
direttamente al Kaiser. Leutwein voleva una
soluzione politica, ma Trotha aveva altre
idee. Nei comunicati del governo, disse: “La
profonda conoscenza di molte nazioni
dell'Africa centrale (Bantu e altri) mi
convinse del fatto che i negri non rispettino
i trattati ma solo la forza bruta. ... Credo che
la nazione in quanto tale debba essere
annientata o, se ciò non fosse possibile con
misure tattiche, debba essere espulsa dal
paese. ... Ciò sarà possibile se le pozze
d'acqua da Grootfontein a Gobabis saranno
occupate. Il movimento costante delle
nostre truppe ci consentirà di trovare i
piccoli gruppi arretrati di questa nazione e
di distruggerli gradualmente".

LA BATTAGLIA DI WATERBERG

Leutwein rimase al comando delle forze


tedesche fino all'11 giugno 1904 quando
Trotha, una volta organizzatosi, gli subentrò
mettendolo praticamente fuori dai giochi.
All'inizio della battaglia i tedeschi
schierarono 1.500 truppe a fronte di quasi
6.000 guerrieri Hereros ai quali si
aggiunsero, probabilmente, 50.000 famiglie
native. In termini di armi però, gli Hereros
furono drasticamente surclassati da 1.625
fucili moderni, trenta pezzi di artiglieria e
quattordici mitragliatrici. Gli Hereros invece
dipendevano principalmente da forze a
cavallo dotate di armi per il combattimento
ravvicinato e da poche armi moderne
sparse.
Al contrario degli Hereros, che non
pianificarono alcun attacco credendo che
Leutwein proponesse un negoziato per una
pace che non fu mai nemmeno
contemplata, Trotha trascorse i mesi di
giugno, luglio e inizio agosto rifornendo le
sue forze con armi e munizioni inviate dalla
ferrovia e trasportate su un carro trainato da
buoi fino al campo di battaglia dove si
trovava. All'inizio di agosto, mentre un
piccolo contingente della fanteria a cavallo
Hereros occupava la stazione militare di
Waterberg, il resto delle truppe si
raggruppava in un angolo dell'altopiano di
Waterberg, non lontano da quelle tedesche
che si stavano organizzando, come
pianificato da Trotha, per costringere gli
Hereros ad allontanarsi da est e da ovest
dall'altopiano, per poi spingerli verso le
colonne tedesche in attesa a sud e sud-est,
circondarli, intrappolarli e, quindi, tentare di
annientarli attaccandoli da tutte le parti.

L'11 agosto, data ufficiale della battaglia di


Waterberg, le forze Hereros furono
rapidamente sconfitte dalle mitragliatrici e
dall'artiglieria tedesche. Tuttavia, il
comandante non riuscì a manovrare e a far
posizionare in tempo la colonna tedesca
sud-orientale che comandava e, non
informando Trotha del fallimento, causò
l’apertura di un varco facendo sì che la
colonna occidentale continuasse verso est
oltre la loro linea di demarcazione,
spingendo il grosso delle forze Hereros fuori
dall'altopiano permettendogli, insieme alle
loro famiglie e al bestiame, di sfuggire alla
trappola di Trotha e spostarsi nel deserto
del Kalahari. Ciò non fu una fortuna e invece
di essere un sollievo dalla battaglia, si rivelò
presto un destino peggiore di una rapida
morte per fuoco di mitragliatrice.

L'ASSASSINIO DEI SOPRAVVISSUTI

Gli uomini di Trotha inseguirono


rapidamente gli Hereros nel deserto per
uccidere i sopravvissuti. Secondo
Wikipedia: “Le forze tedesche inseguitrici
impedirono a gruppi di Hereros di staccarsi
dal corpo principale delle forze in fuga
spingendoli ulteriormente nel deserto.
Quando gli Hereros esausti caddero a terra,
non più in grado di continuare, i soldati
tedeschi, agendo su ordine, uccisero
uomini, donne e bambini". Nel suo libro del
1980 Let Us Die Fighting: The Struggle of
the Hereros and Nama against German
Imperialism (1884-1915), Horst Dreschler
cita Jan Cloete, una guida tedesca che
assistette a quelle atrocità: “Ero presente
quando gli Hereros furono sconfitti in una
battaglia che si svolse nelle vicinanze di
Waterberg. Dopo la battaglia, tutti gli
uomini, le donne e i bambini caduti nelle
mani dei tedeschi, feriti o meno, furono
messi a morte senza alcuna pietà. Allora i
tedeschi partirono all'inseguimento del
resto dei sopravvissuti e quelli trovati lungo
la strada e nel sandveld furono tutti uccisi
trafitti da una baionetta. La maggioranza
degli uomini Hereros era disarmata quindi
incapace di difendersi o di opporre
resistenza. Cercavano solo di farla franca
con il loro bestiame”.
Un piccolo contingente di meno di mille
Hereros si spostò verso est nel deserto di
Omaheki, eludendo i tedeschi che
inseguivano e dirigendosi verso
Bechuanaland, che era un territorio
britannico, riuscirono a raggiungere
eroicamente la frontiera e ottennero asilo
dagli inglesi. Trotha, turbato che così tanti
avessero evitato il massacro, ordinò di
sigillare il deserto e di avvelenare tutti i
pozzi in esso per evitare che altri
cercassero di sfuggire alla morte
attraversandolo. In seguito, le pattuglie
tedesche trovarono intorno a pozze d'acqua
asciutte, alcune profonde fino a 43 piedi
(120 mt circa), gli scheletri umani degli
Hereros in fuga in disperata ricerca di
acqua.

Evidentemente, Trotha era preoccupato per


l'effetto che avrebbe avuto sulla sua
reputazione militare a Berlino, il fallito
tentativo di "annientare" tutti gli Hereros
così, il 2 ottobre, emise un severo proclama
dove diceva: “Io, il grande generale dei
soldati tedeschi, invio questa lettera al
popolo Herero. Gli Hereros non sono più
sudditi tedeschi. Hanno ucciso, rubato,
tagliato le orecchie e parti del corpo dei
soldati feriti e ora, sono troppo codardi per
voler combattere. Annuncio al popolo che
chiunque mi consegni uno dei capi riceverà
1.000 marchi e 5.000 marchi per Samuel
Maharero. La nazione Herero deve ora
lasciare il paese. Se dovesse rifiutarsi, la
costringerò con il "tubo lungo" (cannone).
Qualsiasi Herero trovato all'interno della
frontiera tedesca, con o senza pistola o
bestiame, verrà giustiziato. Non risparmierò
né donne né bambini. Darò l'ordine di
scacciarli e di sparargli. Queste sono le mie
parole per il popolo Herero”.

In un successivo proclama, Trotha annunciò


che gli adulti maschi catturati dovevano,
senza eccezioni, essere giustiziati e le
donne, insieme ai bambini, portati nel
deserto in attesa di una morte più "umana"
per fame o disidratazione. Calcolare che
tipo di morte fosse più appropriata per
donne e bambini rivela un pensiero auto-
ingannevole confinante con la pazzia degli
uomini tedeschi che derivò dalla
programmazione Arconti / Rettiliana. Già
orgogliosamente pieni di sé perché avevano
accettato la propaganda razzista e
patriarcale tedesca, dovevano trovare una
spiegazione che gli permettesse di
sostenere che per le donne fosse più
umano morire per fame e stenti che per un
proiettile in testa. Ma poi, rendendosi conto
di quanto fosse sciocco quell'argomento,
Trotha razionalizzò la sua decisione
spiegando che dopotutto si trattava
davvero di una lotta razziale e che donne e
bambini potevano "infettare le truppe
tedesche con le loro malattie". Deve essersi
poi reso conto di quanto fosse stupido
perché non vietò ai suoi uomini la pratica
dilagante di violentare le donne prima che
morissero. Così ancora insoddisfatto di
razionalizzare, scrisse finalmente nel 1909:
"Se avessi reso le piccole pozze d'acqua
accessibili alle donne, avrei corso il rischio
di una catastrofe africana paragonabile alla
battaglia di Beresonia". Quello era un
paragone strano e inappropriato! Durante la
campagna di Russia del 1812, i russi
effettivamente aiutarono l'esercito francese
in ritirata lasciando intatto per errore uno dei
ponti sul fiume Beresonia, permettendo così
alla Grande Armata francese di attraversare
il fiume e sfuggire così ad un massacro.
Hitler avrebbe potuto dire qualcosa del
genere di Dunkerque. Per un generale
tedesco dire che fosse catastrofico lasciar
vivere alcune donne e bambini disarmati, ci
sbalordisce e destabilizza la mente. Ciò
significava che consideravano una
vergogna il “mancato anichilimento”!
Quegli uomini e soldati tedeschi erano stati
trasformati in zombi disumani!

Quindi ora, il piano era quello di privare i


nativi in fuga del sollievo delle pozze
d'acqua per se stessi e il loro bestiame. La
maggior parte delle successive morti degli
Hereros furono causate dalla fame e dalla
disidratazione nel deserto spietato.
ACCORDO DA BERLINO

Alfred von Schleiffen, il capo dello Stato


maggiore imperiale tedesco, approvava le
intenzioni di Trotha, ma non era sicuro dei
suoi metodi. Convenne che si trattava di
una "lotta razziale" e che era necessario
"spazzare via l'intera nazione o cacciarli
fuori dal paese". Questo per quanto
riguarda le visionarie promesse tedesche
fatte a Bruxelles nel 1890! Questa
conclusione è un altro esempio supremo del
pensiero auto-illuso dei militari tedeschi. Si
erano convinti che andasse perfettamente
bene cacciare un'intera popolazione dalla
terra natia, risalendo a molte generazioni
indietro, perché credevano che l'uomo
bianco meritasse la terra più del nero. Che
questa convinzione fosse illogica e
arrogante non sfiorò nemmeno
minimamente la loro mente e questo
testimonia che fossero programmati dagli
Arconti ad un profondo livello inconscio
senza che se ne siano mai resi conto. Ma
ciò che sbalordisce è la prontezza
nell’adottare tali misure così crudeli e
spietate per raggiungere il loro obiettivo,
anche se disponevano di opzioni più civili.
Ancora una volta, questo testimonia
l'influenza Arcontica, che cerca di generare
paura e terrore nella razza umana. Quindi
decisero di mettere i nativi Herero e Nama
nei campi di concentramento e lavorarli a
morte! Ciò equivalse a creare per queste
anime innocenti un inferno sulla Terra.
Persino Leutwein, apparentemente il più
compassionevole e "umano" di tutti loro,
nutrendo motivazioni più pragmatiche
scrisse: “Non sono d'accordo con quei
fanatici che vogliono vedere gli Herero
distrutti del tutto. ... Considero tale azione
un grave errore dal punto di vista
economico. Abbiamo bisogno degli Herero
come allevatori di bestiame. . . e soprattutto
come braccianti". Quindi, sembra che siano
stati tutti tagliati dalla stessa stoffa.

6 - Il genocidio Herero
CAMPI DI CONCENTRAMENTO

I tedeschi iniziarono a inviare prigionieri


Herero nel loro primo campo di
concentramento già nel marzo 1905. Si
trovava su un'isola nella baia di Lüderitz
sulla costa atlantica, collegata a Lüderitz
solo da un'unica strada rialzata. Il campo
era situato su una penisola rocciosa
all'estremità della piccola isola, dove i
prigionieri avrebbero subito la completa
esposizione ai forti e freddi venti che
spazzano Lüderitz per la maggior parte
dell'anno. Questa era Shark Island, il
peggiore dei cinque campi di
concentramento allestiti dai tedeschi. Fin
dall'inizio, il personale divenne famoso per il
trattamento brutale dei prigionieri e divenne
noto come "il campo della morte". Già nel
maggio 1905 cinquantanove uomini,
cinquantanove donne e settantatré bambini
erano morti a Shark Island. Man mano che
la sua reputazione si diffondeva tra gli
Hereros, molti potenziali prigionieri si
uccisero prima di poter essere lì inviati.
Quando i prigionieri arrivavano al campo,
erano classificati "idonei" o "non idonei" al
lavoro, ma entrambi i gruppi erano costretti
a svolgere un certo grado di lavoro forzato
per l'esercito tedesco o per i coloni. Inoltre,
all'arrivo venivano rilasciati certificati di
morte prestampati con la dicitura "morte
per esaurimento a seguito di privazione”, il
che significava che nessuno poteva partire
vivo. Qui, già si possono discernere i semi
del modus operandi dei campi di
concentramento nazisti quarant'anni dopo.
Saranno il risultato della stessa mentalità
disumana arcontica.

Nei campi, il cibo era estremamente scarso


e consisteva per lo più di riso senza
ingredienti aggiunti. Poiché i prigionieri non
avevano pentole e padelle, il riso rimaneva
crudo e, di conseguenza, era indigesto.
Cavalli e buoi morti nel campo venivano
trasformati in cibo per i detenuti. Lasciati
senza alcuna assistenza medica o
infermieristica dilagavano i malati per
dissenteria e polmonite e, nonostante le
condizioni precarie, ogni giorno gli Hereros
venivano portati fuori dal campo per il
travaglio, sotto il duro trattamento delle
guardie tedesche.

Cibo per gli squali

Secondo Wikipedia, fu totalmente


appropriato chiamare l’isola: Shark Island.
Frederick Carruthers Cornell, soldato
inglese, geologo, cercatore d'acqua e
scrittore nato nel Devon, in Inghilterra e
istruito alla Bedford School, è conosciuto
soprattutto per le attività svolte durante la
guerra boera, la ribellione di Maritz e la
prima guerra mondiale, nonché per le sue
pubblicazioni. Nel 1902, come editore del
Cape Register, venne in Sud Africa e mostrò
un grande interesse per la terra di
Namaqua. Le sue pubblicazioni furono
incluse in un volume di reminiscenze del
1920, The Glamour of Prospecting, poi
diventato un importante resoconto oculare
del genocidio Herero e Namaqua da parte
dei tedeschi tra il 1904 e il 1908. Cornell
descrive il campo di Shark Island: "Freddo.
Le notti dell’isola sono spesso
caratterizzate da un freddo pungente. Ogni
giorno, fame, sete, esposizione, malattie e
follia mietevano decine di vittime ed, ogni
giorno, carri carichi dei loro corpi venivano
trasportati sulla spiaggia sul retro e
seppelliti con la bassa marea sotto pochi
centimetri di sabbia, diventavano cibo per
squali quando la marea rientrava
riportandoli alla luce". Infine, per il suo
servizio militare, Cornell fu insignito
dell'Ordine dell'Impero Britannico.

Nel settembre 1905, il Cape Argus, un


giornale sudafricano, riportò la storia di un
impiegato del campo. Nel suo rapporto
scrive: “Le donne catturate e non giustiziate
sono obbligate a lavorare per i militari come
prigioniere. ... Ne ho viste molte ad Angra
Pequena [cioè, Lüderitz] impegnate nei
lavori più duri e così affamate che non
erano altro che pelle e ossa. Non gli viene
dato quasi nulla da mangiare e molto
spesso le ho viste raccogliere pezzi di cibo
di scartato gettato via dai cavalieri dei
trasporti. Se sono scoperte, vengono
sjamboked [picchiate con una frusta di
pelle di rinoceronte]. August Kuhlmann, uno
dei primi civili a visitare il campo nel
settembre 1905, scrisse di ciò che vide:
“Una donna, così debole per la malattia da
non riusciva a stare in piedi, si è avvicinata
ad alcuni degli altri prigionieri per chiedere
acqua. Il sorvegliante le ha sparato cinque
colpi, due dei quali l’hanno colpita: uno alla
coscia, l'altro le ha fracassato l'avambraccio
e nella notte è morta”.

Oltre a percosse con lo sjambok, sparatorie


e impiccagioni, altri duri trattamenti sui
lavoratori forzati erano la norma e, in un
altro articolo pubblicato dal Cape Argus il
28 settembre 1905, intitolato “Nel Sud
Ovest Africa Tedesco: Ulteriori sorprendenti
accuse: orribile crudeltà", alcuni di questi
abusi furono descritti da Percival Griffith,
contabile e addetto ai trasporti presso
Angra Pequena, che raccontò ciò che aveva
visto: “Ce ne sono centinaia, per lo più
donne, bambini e alcuni uomini anziani ...
quando cadono, vengono sballottati con
tutta la forza dai soldati incaricati, fino a
quando non si alzano. ... In un'occasione ho
visto una donna che trasportava un
bambino di meno di un anno a tracolla e
sulla testa anche un pesante sacco di
grano ... lei cadde. Il caporale la vide e l'ha
sballottò sicuramente per più di quattro
minuti e picchiò anche il bambino ... la
donna si alzò lentamente in piedi e proseguì
con il carico. Non emise alcun suono per
tutto il tempo, ma il bambino pianse molto
forte”. La condizione pietosa, affamata e
scarna delle donne Herero non impedì alle
guardie carcerarie di usarle per l’unica
attività la quale permettesse a quelle povere
creature di mangiare cibo vero, la
prostituzione.

La profondità totale della spietata crudeltà


tedesca mostrata lì è, anche adesso, dopo
gli orrori della Germania nazista, ancora
incredibile.
Esperimenti medici

Come se il brutale trattamento non fosse


abbastanza, i medici tedeschi usarono i
prigionieri anche per la ricerca medica
iniettando, ai sofferenti di scorbuto,
sostanze tossiche sperimentali tra cui
arsenico e oppio, con lo scopo di studiare
gli effetti post-mortem mediante autopsia
se morivano o le guarigioni se
sopravvivevano. Inoltre, gli zoologi tedeschi
erano interessati ad analizzare parti di corpi
recentemente defunti, così, trecento teschi
furono inviati in Germania per studi sulle
caratteristiche razziali, una strana
ossessione che continuò fino e durante la
seconda guerra mondiale, attraverso lo
studio dei teschi di molte vittime dei campi
di concentramento. Dopo anni di colloqui,
venti teschi furono restituiti alla Namibia per
essere sepolti e altri quattordici furono
rimpatriati dall'Università di Friburgo dove,
presumibilmente, erano stati esposti.
Schiavitù

Con la chiusura dei campi di


concentramento, tutti gli Hereros
sopravvissuti furono distribuiti come
braccianti per i coloni nella colonia tedesca.
Da quel momento in poi, tutti gli Hereros di
età superiore ai sette anni furono costretti
ad indossare un disco di metallo con il
proprio numero di registrazione del lavoro
stampato e banditi dal possedere terreni o
bestiame, una necessità per una libera
società pastorale. Quindi, questo popolo un
tempo orgoglioso e ora decimato, venne
ridotto e condannato a vivere da schiavo
sulla propria terra.

Le morti

Nel primo decennio del ventesimo secolo, le


stime sul numero degli Hereros morti erano
diverse. Secondo il rapporto Whitaker,
stilato nel 1985 dal Consiglio delle Nazioni
Unite per i diritti umani, la popolazione
originaria costituita nel 1903 da ottantamila
Hereros vivi fu ridotta, entro il 1907, a
quindicimila "rifugiati affamati”, quindi,
furono uccisi ben sessantacinquemila
Hereros durante un periodo di appena tre
anni. Ciò venne rivelato attraverso vari
articoli di giornale nel 2004, quando venne
finalmente riconosciuto dalla Germania che
la decimazione Hereros di quel periodo, in
realtà, fu il primo genocidio del ventesimo
secolo. Il consiglio riferì che nel ventesimo
secolo seguirono diversi altri genocidi tra
cui, ovviamente, quello che negli anni '40 fu
di gran lunga il peggiore: il massacro di sei
milioni di ebrei nei campi di
concentramento nazista.

Vittime e costi tedeschi

Nel conflitto furono impegnati circa


diciannovemila soldati tedeschi, di questi,
tremila per il combattimento e i restanti
sedicimila per manutenzione e
amministrazione. Le perdite tedesche
ammontano a 676 soldati uccisi in
combattimento, 76 dispersi e 689 morti per
malattia. Il monumento equestre eretto nel
1912 a Windhoek, in Namibia, per celebrare
la "vittoria" e ricordare i caduti tedeschi
senza alcuna menzione per la popolazione
indigena massacrata, fu argomento di
contesa nel corso degli anni nella Namibia
indipendente, fino a quando nel 2013, dopo
molte polemiche che la videro protagonista,
venne definitivamente abbattuta e
depositata nello stesso sito nell'Alte Feste,
un'ex fortezza ora museo.

La campagna di colonizzazione costò alla


Germania 600 milioni di marchi. La colonia,
di norma, era sovvenzionata con 14,5
milioni di marchi l’anno. Nel 1908 furono
scoperti alcuni giacimenti diamantiferi nel
territorio, che permisero un aumento di
prosperità nella zona, anche se fu di breve
durata.

Nel 1915, all'inizio della prima guerra


mondiale, la colonia tedesca fu conquistata
e occupata durante la campagna dell'Africa
sud-occidentale dall'Unione del Sud Africa,
che agiva per conto del governo imperiale
britannico. Il Sudafrica ricevette nel 1919 un
mandato della Società delle Nazioni
sull'Africa sud-occidentale in base al
Trattato di Versailles.