Sei sulla pagina 1di 4

TECNICA E VELOCITÀ

ARGOMENTI PRINCIPALI
1. 1.       L’uovo di Begotti (un sistema breve per sviluppare la velocità)
2. 2.   Un sistema per sviluppare la velocità al servizio della musica
3. 3.       2 cause frequenti per cui la velocità non arriva
4.  

Esiste un sistema relativamente breve per acquistare velocità?


Yes, of course! Consiste nell’isolare le difficoltà.

Cosa significa?
Significa,
5. 1. Saperle riconoscerle all’interno di un fraseggio
6. 2.  Isolarle in gruppi di massimo 4 note
7. 3. Studiarle fino a renderle ancora più “facili” degli altri passaggi all’interno del lick.

Utilizzi esercizi particolari per aumentare la velocità?


"Niente di spettacolare, solamente patterns di due o tre note (terzine) che si sviluppano
attraversando le corde.
Steve Morse. Guitar Player. Agosto 1982. Ottobre 1989.

Con questo sistema riuscirai a risparmiare decine di anni di studio!

Decine di anni di studio risparmiati semplicemente isolando e studiando i passaggi difficili?


Per dimostrartelo, ho bisogno di tutta la tua esperienza matematica e parlarti de…  

  L’UOVO DI BEGOTTI
Ammettiamo che stai studiando un lick da portare ad altissima velocità.
In questo lick esistono passaggi che sai già eseguire e altri da approfondire perché ancora ti sono
ancora troppo difficili.
Il metronomo non sale perché ogni volta che esegui il lick questi passaggi ti fanno lo sgambetto!
Perciò decidi di sistemare questi passaggi difficili per poter aumentare la velocità. Ora supponiamo
che il lick in questione duri 10 secondi e che il passaggio difficile sia composto da 2 note che durano
solamente 1/4 di secondo in tutto: una situazione tipica insomma. Bene, hai un’ora di tempo a
disposizione.
Dopo un’ora, avrai eseguito il lick 360 volte.
Di conseguenza, avrai affrontato il passaggio critico (quello che ti fa lo sgambetto) 360 volte. Sembra
una buona cifra ma se invece lo avessi isolato e suonato da solo, lo avresti affrontato ben 14.440
volte!
Un guadagno enorme.
Ma non è tutto! Ora immagina di avere una giornata di otto ore a disposizione per perfezionare il lick in
questione! Non isolando il passaggio critico (quindi suonando l’intero lick per otto ore), lo affronteresti
2.880 volte mentre isolandolo 115.520!
E non è ancora finita! Prova ad indovinare: quanti giorni dovrebbe studiare un chitarrista “non
isolatore’ per eguagliare l’efficacia di otto ore di studio di un chitarrista “isolatore”? Te lo digo amigo!
40 giorni, per otto ore al giorno. Il rapporto è 1 a 40!!! Da qui derivano due prospettive
1. 1.       In un giorno solo,puoi risparmiare fino a 40 giorni di studio!
2. 2.      Quanto è facile buttare al vento 39 giorni di studio, quando ne basterebbe uno solo per
ottenere gli stessi risultati!
 
Immagina un chitarrista che adotta l’isolamento delle difficoltà per tutta vita ed immagina quanto
risparmia. Decine di anni.

Caro Donato hai esagerato, tu e il tuo uovo siete troppo fiscali!


Sì, hai ragione, l’ho messa giù dura! La realtà infatti non è proprio così ma quasi. Tuttavia, dai nostri
calcoli si evince che isolare le difficoltà è il miglior modo per progredire in tempi brevi.

Hai una strategia  per portare un lick ad alta velocità utilizzando anche l’isolamento?
Certo! Ed è uno dei modi migliori per acquisire tecnica. E’ semplice e si divide in TRE fasi principali.
1. 1.      Imparare la diteggiatura fino ad una velocità considerata confortevole (es. 60-80 BPM
suonando 16mi). In questa fase, che può durare qualche ora o giorno, sconsiglio l’utilizzo del
metronomo.
2. 2.      Identificare i passaggi difficili all’interno del lick e trasformali in punti di forza portandoli
ad alta velocità. Questa fase può durare giorni. Utilizzare il metronomo. Obiettivo: mai
accontentarsi di suonarli come i passaggi facili, ma portarli ad una velocità superiore in modo
da annullare la potenza intimidatoria che posseggono, quella che fa battere il cuore per
paura di sbagliarli che fa tremare la mano e quindi sbagliare. Il passaggio difficile deve
essere ridotto a gruppi di max 4 note. A fine sessione di studio, suonare l’intero lick per
qualche minuto.
3. 3.      Quando i passaggi difficili sono diventati ‘facili’, riprendi a studiare, giornalmente, l’intero
lick. Utilizza il metronomo per aumentare velocità. Se scopri altri punti deboli (è normale che
accada) trattali come i precedenti: spezzettali in parti piccole e trasformali in punti di forza!
Vai avanti fino a quando arrivi alla velocità che desideri per quel lick.
Resterai sbalordito notando i tempi, notevolmente minori, di raggiungimento delle velocità. Sarai
efficiente e avrai più tempo per te stesso.
Ecco due principi che conviene sempre tenere presente
8.          Aumenta il metronomo solo quando riesci ad eseguire il passaggio difficile per 16 volte,
senza mai sbagliare. Pulito e perfetto!
9.          Più ore suoni, meglio è, e tutti i giorni! Le tecnica è una questione strettamente
connessa con tempo e continuità con cui ti dedichi. Non è una menata, è l’unico modo
possibile!

"Il vero segreto per la velocità è studiare molto, partendo lentamente e aumentando gradualmente la
velocità mantenendo sempre precisione e chiarezza. Principalmente lavorare su ritmi ripetitivi.
Questa è l’unica strada per migliorare..."
Al DI MEOLA. Dal libro picking techniques

 
SVILUPPARE LA VELOCITÀ AL SERVIZIO DELLA MUSICA

Da fare:
Applica il lick su una base che abbia almeno basso e batteria. Curati di eseguirlo a frammenti, di
variare le divisioni ritmiche, la tecnica di esecuzione, le dinamiche, ecc… continua a suonarlo per ore
ed ore. Cambia ogni giorno (o meglio ogni settimana) la tonalità e concentrati nel sentire l’effetto che
questo lick offre su ogni accordo che passa. Memorizza subito la progressione degli accordi e cerca di
"vederli scritti" mentre suoni negli "occhi della tua mente". Una volta memorizzata, evita per quanto ti è
possibile di guardare lo spartito sul quale sono scritti i cambi di accordi.

Da NON fare
1. 1.       Non divagare suonando altri licks o scale prima di aver ben chiaro l’applicazione teorica
e pratica di questo. Se nel momento in cui devi tirare una freccia ti apparisse all'improvviso
un secondo bersaglio non credi che ne saresti confuso e correresti il rischio di non centrare
l’obiettivo?
2. 2.       Evita di esercitarti con le varie tonalità nello stesso giorno, il cervello si confonde. Fallo
solamente quando avrai una buona dimestichezza con le diteggiature in tutte le tonalità.
3.  
Per quanto riguarda il NON fare: Il vero trucco nell’apprendimento giornaliero sta nel conquistare
piccoli obiettivi per volta e nel saper evitare indigestioni di informazioni. Il cervello, come lo stomaco,
ha un “limite" giornaliero di apprendimento, e se lo superi … butta tutto all’aria e ti crea confusione. La
confusione è demotivante e la demotivazione porta all’abbandono. Quindi, porta a termine un piccolo
obiettivo per volta, fai la formichina. Se è necessario, suona anche per una settimana lo stesso lick!
Quando il tuo cervello vede chiaro, vai oltre.

Se improvvisando su una base con il lick mi accorgo che l’esecuzione è incerta, che tecnicamente
non sono ancora pronto, devo ridurre la velocità della base?
No. NON DIMINUIRE LA VELOCITA’ DELLA BASE MA CAMBIA LE DIVISIONI RITMICHE DEL LICK.
L’obiettivo della velocità lo stai curando con l’isolamento durante la prima parte della sessione di
studio, mentre ora sei giunto alla parte riguardante l’applicazione estemporanea, quindi, improvvisa
ritmicamente. Se i sedicesimi sono troppo veloci perché la base stabilita è a 120 BPM, suona le
terzine o gli ottavi, o inserisci le pause: insomma rendi l’esecuzione del lick fattibile e musicale. E
suonalo, suonalo, suonalo! Quando sarai pronto, suonerai i sedicesimi e poi i mega-esimi!!! Ridurre di
20 BPM una base, significherebbe suonare un ‘altro pezzo.

Quale è il segnale che mi fa capire che posso alzare il metronomo?


Quando puoi suonare 16 volte lo stesso passaggio senza fare errori.

Cosa intendi per errore?


La nota sbagliata è il caso più ovvio. Il tempo incerto è quello più comune. Poi la perdita di suono o le
corde che dovrebbero essere stoppate ma che invece risuonano in sottofondo. La pennata che si
capovolge e altre cose ancora. Anche l’ansia prima di un passaggio è da considerarsi errore, anche se
il passaggio verrà poi eseguito bene.

Ma allora il metronomo non si alzerà mai!


Non è vero! Semplicemente ci vuole tempo, ed è comunque la strada migliore e più breve.

Che cosa ti hanno trasmesso principalmente le lezioni di Lennie Tristano?


"Disciplina. Lennie mi ha insegnato che non devi cazzeggiare quando fai tecnica. Devi
semplicemente suonare perfetto e non suonare niente altro fino a che non sei pronto. Se suoni e fai
un errore è perché non sei ancora pronto..."
Joe Satriani. Guitar Player. Febbraio 1988 e gennaio 1989
DUE CAUSE FREQUENTI PER CUI LA VELOCITA' NON ARRIVA
Studio tanta tecnica ogni giorno, da anni, ma la velocità non arriva, perché?
Cause più frequenti:
10.          Poco tempo dedicato. Due o tre ore al giorno di tecnica non bastano nei primi 10 anni di
studio della chitarra. Per diventare veramente veloci, sono necessarie 6 ore al giorno per un
minimo di 6 anni (sabati e domeniche e 1 mese di vacanza esclusi). Purtroppo però,
studiando così tanta tecnica, non avrai più l'energia per studiare gli altri aspetti altrettanto
importanti. Quindi, non è vero che la velocità non arriva. Semplicemente ci si aspetta che sia
necessario meno tempo.
11.         Si studia con una velocità superiore a quella con cui si fanno zero errori. Ed ecco la frase
vecchia, trita e ritrita. Ormai l’hanno detta tutti i chitarristi più veloci del mondo. Ma la ripeto:
NON SI STUDIA PIU' VELOCE DELLA VELOCITA’ CON LA QUALE SI FANNO ZERO
ERRORI (se sei interessato a questo argomento ti suggerisco di leggere: "Zot - L'elettrodo
della velocità"). Se ci pensi bene questa filosofia inchioda il musicista, la maggior parte del
tempo, tra i 90 e i 120 BPM anche se sei già velocissimo, perché “zero” errori non li fa mai.
Giorni, mesi, anni adottando queste velocità: la verità è che questa è l’unica strada.

E’ corretto studiare nuovi licks lentamente, prima di portarli alla massima velocità?
"Quello che faccio io, è studiarli lentamente per l’80% del tempo, mentre il restante 20% del tempo
cerco di portarli veloci..."
Steve Morse. Guitar Player. Agosto 1982 e ottobre 1989.

Perché alcuni giorni vado più lento e non riesco a svolazzare come al solito?
Se capita circa una volta alla settimana è normalissimo! Esistono le "giornate sì" ed esistono anche
quelle “no”. Se capita spesso, prova allora ad applicare la regola del “zero errori”. Di solito, tutto si
risolve in un paio di mesi.