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I CLASSICI DELLA CAOS MAGIC

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IL LIBRO

Il Liber Kaos è un programma di addestramento magico completo ed avanzato, per l’individuo o per
gruppi, e contiene dettagli sull’ordine magico dell’autore, linee generali su come fondare un tempio,
ed istruzioni per eseguire i rituali essenziali della Caos Magic.
Carroll, un mago praticante di lungo corso che ha infranto le barriere della magia tradizionale nel
suo doppio volume Liber Null e Lo Psiconauta, si trova qui a guidare il lettore attraverso le tecniche
di trucco mentale necessarie per la Magia dei Risultati e l’Alta Magia – princìpi cruciali di
ingegneria magica.
In uno stile chiaro e dettagliato, Carroll presenta il lato teorico della magia efficace. Include una
prospettiva diversa sugli eoni, la cosmo genesi, la magia dell’aura e sul tempo ombra, ed inoltre
rivela il lato tecnico delle operazioni magiche e le relative equazioni – che descrivono i passi esatti
da seguire per creare effetti parapsicologici.
Questo trattato avanzato sulla teoria, filosofia, e pratica della Caos Magic è una necessità per tutti
coloro che praticano seriamente la magia.
Peter J. Carroll

LIBER KAOS

Traduzione di Frater 8 Wasps


Traduzione di Frater 8 Wasps, che può essere contattato rivolgendosi all’editore.

Titolo originale: Liber Kaos

Copyright © 1992 by Peter J. Carroll

First published in 1992 by Red Wheel/Weiser, LLC – Boston (USA)

© 2013 by Neuropasti Edizioni di Pier Luigi Pisani, Firenze

Tutti i diritti riservati

Prima edizione: febbraio 2013

ISBN: 978-88-98016-01-3

Cover design: Federica Tega

Ebook design: Mirko Visentin | www.spaziosputnik.it


INTRODUZIONE

Questo è un libro in tre parti. Il Liber Kaos è una esegesi della teoria della magia. Anche se è stato
fatto uno sforzo per presentare la teoria con i termini più semplici, resta comunque una parte difficile.
La speranza è che il semplice lettore occasionale venga dissuaso dall’andare avanti con la lettura del
libro. Lo Psiconomicon è una meditazione estesa sugli obbiettivi e la creazione di rituali ed
incantesimi per diverse forme di magia. Il libro contiene anche appendici dettagliate sulla magia
pratica e sul Patto. Se tutti i libri d’ingegneria del genere umano si smaterializzassero
all’improvviso, in pochi giorni avremmo seri problemi. Al contrario, se scomparissero tutti i libri di
psicologia farebbe poca differenza, tranne per gli psicologi, che la considererebbero una
benedizione. È mia intenzione che questo libro divenga un contributo ai princìpi dell’ingegneria della
magia.

Frater Stokastikos 127, 0° Supremo Magus del Patto IOT. Sua Pestilenza Papa Peter I del Caos.
Parte 1

LIBER KAOS

In apertura, Principia Magica, una esegesi della teoria della magia che parte dalla cosmologia ed
arriva alle equazioni che descrivono la parapsicologia, passando per la metafisica. Subito dopo,
una descrizione degli Eoni seguita dai Principia Caotica, il fondamento logico, o forse illogico,
della Caos Magic nel pandemoneone.
Capitolo 1

PRINCIPIA MAGICA

Principia Magica è in tre parti. La prima parte, Fiat Nox, contiene una breve spiegazione della
relatività e della fisica quantistica ed in seguito postula una teoria della cosmogenesi che costituisce
una descrizione quantistica di questo universo e della sua origine, secondo la quale la magia è sia una
conseguenza necessaria delle struttura di questo universo che una sua componente essenziale. La
seconda parte, o tappa, Metafisica Quantistica, descrive l’azione della componente magica della
realtà ed i princìpi con cui il mago può manipolarne il funzionamento a proprio vantaggio. Questa
sezione offre una reinterpretazione radicale di molta della tradizione magica e spiega un certo
numero di effetti occulti in termini di meccanismi precedentemente incompresi. Inoltre propone una
nuova tecnica magica, l’ “incantesimo retroattivo”, la cui esistenza era stata solo vagamente intuita
fino ad ora. Il terzo ed ultimo aspetto di questo studio, Le Equazioni della Magia, presenta tre
formule che descrivono gli ingredienti necessari per qualsiasi incantesimo o rituale concepito per
avere effetti parapsicologici. Le equazioni descrivono come fare magia, e quindi, implicitamente,
come ridurre le possibilità di insuccesso; forniscono anche una indicazione precisa di quanto è
probabile che un atto di magia sia efficace.
I maghi che non abbiano delle conoscenze di base di fisica e matematica potrebbero ritenere
alcune parti dei Principia Magica abbastanza ardue. Tuttavia il consiglio è di perseverare, poiché
tale paradigma rappresenta, probabilmente per la prima volta, una metafisica coerente che nobilita la
magia portandola da arte inaffidabile, spiegata da vaghe ipotesi ad-hoc, ad una disciplina
potenzialmente oggettiva e quantificabile, con le proprie formule per l’ingegneria della probabilità.
La comprensione dei Principia Magica non è un prerequisito per effettuare la magia pratica di
altre sezioni del libro. Tuttavia un paradigma teorico svolge due funzioni in ogni sistema. Indica quali
possibilità si possono esplorare ed implica i limiti da indagare e forse trascendere. In breve, fornisce
un modo per organizzare i pensieri su ciò che si sta facendo nella pratica.

Fiat nox
La teoria della relatività e la teoria della fisica quantistica, sulle quali si basa l’attuale comprensione
scientifica dell’universo, sembrano essere in contraddizione tra loro. Sebbene ognuna abbia un
grande potere esplicativo in varie situazioni, le due teorie resistono all’integrazione e non possono
essere applicate simultaneamente. La Teoria della Relatività, che è un miglioramento della
descrizione Newtoniana classica di un universo governato da leggi meccaniche, si basa su particelle
e campi che si ritiene consistano di particelle ancora più piccole. Queste si comportano in modo
continuo, causale e deterministico, nessun segnale può propagarsi più rapidamente della velocità
della luce, e spazio, tempo, massa ed energia sono continuamente suddivisibili.
La Teoria dei Quanti descrive il comportamento della materia in termini di onde probabilistiche.
È difficile visualizzare cosa questo significhi, ma approssimando si può dire che nella descrizione
quantistica la realtà può essere suddivisa solo in pezzettini che hanno una dimensione minima
definita, o “quanti”. Questi quanti esistono non come puntini separati nello spazio e nel tempo, ma
come onde probabilistiche.
Dal punto di vista probabilistico, le funzioni d’onda rappresentano la probabilità di trovare una
particella in un certo punto dello spazio e del tempo. Dunque, mentre nella teoria della relatività la
materia e l’energia e lo spazio ed il tempo si ritengono essere infinitamente suddivisibili per tenere
conto della causalità, nella teoria quantistica ogni suddivisione oltre il livello di quantizzazione
viene raggiunta da una distribuzione probabilistica della particella stessa. Quindi nella descrizione
quantistica una particella può essere istantaneamente ovunque, sebbene la maggior parte della sua
esistenza sia concentrata principalmente in una piccola porzione dello spaziotempo. La teoria
quantistica descrive un universo basato non sulla causalità ed il determinismo, ma sulla probabilità e
l’indeterminismo, in cui i processi sono discontinui ed i segnali possono essere scambiati
istantaneamente. Se gli approcci quantistico e relativistico vengono applicati simultaneamente ne
sorgono strani paradossi. Ad esempio, si può far passare un singolo quanto attraverso uno schermo
con due buchi. Secondo le tecniche di misura relativistiche il quanto sarà passato attraverso l’uno o
l’altro buco. Invece secondo le tecniche di misura quantistiche attraverso ogni buco sarà passata metà
dell’onda probabilistica del singolo quanto, o piuttosto che, dopo essere passato attraverso lo
schermo, il quanto sembrerà aver percorso due tracciati ugualmente probabili, e sembrerà che
entrambi abbiano dato origine al risultato finale!
Il problema è che le funzioni d’onda ovviamente non sono meri formalismi matematici che
specificano una serie di passati o futuri possibili ma invece si comportano come se fossero vere e
proprie “cose” di qualche tipo che hanno effetti reali. Questo problema non è un astratto rompicapo
confinato al settore della fisica delle particelle infravisibili. Tutti i fenomeni hanno una funzione
d’onda, e tali funzioni influenzano anche ogni evento sufficientemente complesso su scala
macroscopica, come mostrerà il paragrafo sulla Teoria del Caos.
Il paradigma TCM (Teoria della Caos Magic) afferma che le funzioni d’onda sono in realtà una
descrizione matematica del comportamento dell’etere e che tale etere può essere considerato come
una forma di scambio d’informazione tra gli eventi materiali che operano nel quanto minimo di
tempo, il tempo di Planck, ed inoltre che la dimensione eterica dovrebbe essere considerata come
qualcosa di ortogonale alla dimensione del comune (pseudo) tempo delle descrizioni relativistiche
classiche. Ciò è rappresentato graficamente in figura 1.

Figura 1. Le cinque dimensioni della TCM.

Quindi le funzioni d’onda quantistiche non descrivono il comportamento effettivo degli eventi
meccanici del relativismo classico in modo diretto. Descrivono gli effetti probabilistici che ha
l’etere, una specie di sostanza ombra, sul progredire degli eventi materiali. La teoria quantistica e
quella relativistica possono essere integrate a patto di supporre che se le funzioni d’onda hanno un
effetto sulle particelle allora esse devono consistere di qualcosa che è in qualche modo reale.
Dunque, nella TCM, l’universo si può considerare come l’intersezione di due mondi, il mondo
relativistico classico che porta con sé spazio, tempo, massa ed energia, ed il mondo dei quanti , che
consiste di pattern di comportamento probabilistici dell’etere nel tempo ombra.

Il serpente che si morde la coda

Dato che attualmente ci sono due descrizioni fisiche della realtà – quella della relatività classica e
quella quantistica – ci si potrebbe aspettare che ci siano due descrizioni diverse del cosmo su larga
scala. Tuttavia solo la descrizione relativistica classica ha attirato l’attenzione. Tale descrizione è il
popolare scenario del big bang, in cui tutto lo spazio, il tempo, la massa e l’energia sarebbero stati
generati dall’esplosione di un singolo punto, chiamato singolarità, circa quindici miliardi di anni fa.
Se, come pensano molti teorici, nell’universo esiste una massa sufficiente, questo dovrebbe infine
implodere in un “big crunch”, uno scenario in cui tutto lo spazio, il tempo, la massa e l’energia
scomparirebbero – presumibilmente in preparazione di un altro big bang. Questo comunque resta
incerto, poiché la fisica che predice tali singolarità collassa completamente all’interno delle
singolarità stesse. Ciò nonostante, quando i calcoli della relatività classica vengono applicati alle
misurazioni dell’universo manifesto su larga scala sembra che, se la massa è grande quanto si
sospetta, allora sia lo spazio che il tempo sono finiti e limitati, il che significa che esiste solo una
certa quantità disponibile di ognuno e che essi hanno un inizio ed una fine definiti, anche se
potrebbero ricominciare dopo qualche tipo di catastrofe inimmaginabile.
Una descrizione quantistica stabilirebbe l’origine dell’universo in una fluttuazione nel vuoto. Se
si rispettano certi criteri, è possibile che le particelle appaiano spontaneamente dal vuoto. In
particolare, maggiore la massa e l’energia della particella e minore sarà il tempo in cui essa può
esistere, e quindi lo spazio che può attraversare. Si possono facilmente osservare particelle molto
piccole che spuntano fuori nel vuoto e poi scompaiono di nuovo. La fenomenizzazione di un intero
universo da una fluttuazione nel vuoto dovrebbe essere un evento estremamente remoto, ma la
probabilità che si verifichi è non-zero. Ora, le due equazioni che governano la manifestazione
spontanea dell’universo dal vuoto sono:

∆E · ∆T ~ h

∆M · ∆C ~ h

dove ∆E, ∆T, ∆M e ∆C rappresentano rispettivamente la quantità consentita di energia, tempo, massa
e velocità della luce, ed h rappresenta la Costante di Planck, un numero molto piccolo. (La
dimensione dell’universo è quindi data da S = C · T, velocità della luce moltiplicata per il tempo).
La massa e l’energia dell’universo devono essere estremamente prossimi a zero affinché il tempo e la
velocità della luce, e quindi la dimensione, corrispondano ai valori osservati. Peraltro, l’energia
apparentemente enorme di questo universo ha due componenti: cinetica e potenziale; rappresentate
dal moto delle galassie e dalle energie gravitazionali che le contraggono. La loro somma deve essere
pari a zero affinché l’universo sia chiuso nel tempo e nello spazio.
Allo stesso modo, la somma delle due componenti della massa, inerziale e gravitazionale, deve
essere pari a zero. Dunque non esiste un vero conflitto tra i valori osservati o potenzialmente
osservabili. La descrizione quantistica, tuttavia, dipinge in altri termini un quadro radicalmente
diverso dell’universo. La teoria quantistica descrive funzioni d’onda probabilistiche al posto dei
comportamenti della particella deterministica della descrizione relativistica classica. Perciò, se
facciamo un tentativo di estrapolazione all’indietro fino alla presunta epoca del big bang usando le
formule quantistiche, esso avrà una medesima probabilità di essere accaduto in qualsiasi punto dello
spaziotempo. Quindi nella descrizione quantistica tutti i possibili punti dello spaziotempo avranno,
dal punto di vista degli osservatori situati in questi punti, un’identica quantità disponibile di spazio,
tempo, massa ed energia. In tutti i punti la temperatura globale di tale universo sembrerà la stessa in
quanto il rapporto massa/energia rimane costante – e gli osservatori in tutti i punti dello spaziotempo
osserveranno dei redshift galattici e costanti di Hubble molto simili, il che rispecchia una curvatura
dello spaziotempo uniforme.
Nella descrizione quantistica lo spazio ed il tempo sono finiti ma illimitati e le singolarità
previste dalla teoria relativistica classica scompaiono in quanto meri artefatti di tale teoria.

Relativistico Quantistico

Massa: Immensa 0 (la Gravitazionale cancella la Inerziale)

Energia: Immensa 0 (la Cinetica cancella la Potenziale)

Spazio: Finito e Limitato Finito ma Illimitato

Tempo: Finito e Limitato Finito ma Illimitato

Singolarità: almeno 2 0

Tabella 1. Universi Relativistico e Quantistico

La Tabella 1 mostra una sintesi di tali risultati, osservazioni e predizioni.


Ognuna di queste descrizioni può essere parzialmente visualizzata considerando questo universo
come una serie di dischi nel tempo (invece che sfere), rimuovendo una delle dimensioni spaziali.
Nella descrizione relativistica questo universo inizia come un punto che si espande formando
progressivamente dischi sempre più larghi finché non viene raggiunta una grandezza massima,
dopodiché i dischi iniziano a rimpicciolirsi fino a scomparire in un singolo punto come mostrato in
figura2.

Figura 2. Tempo e grandezza in un universo relativistico chiuso.

I dischi possono essere disposti in modo da creare un diagramma in qualche modo analogo alla sfera
terrestre, con i poli nord e sud che rappresentano rispettivamente le singolarità del big bang e del big
crunch. Ora, sulla sfera terrestre non c’è niente di particolarmente strano nel polo nord e polo sud:
essi sono semplicemente delle convenzioni geografiche di cui c’è bisogno allorché proviamo a
disegnare linee dritte su superfici curve. Non c’è alcuna particolarità geometrica ai poli: avremmo
potuto posizionarli sull’equatore, ma per il conteggio delle ore nel mondo è più conveniente
posizionarli sull’asse di rotazione. La descrizione quantistica sostiene che il posizionamento delle
singolarità nell’universo è semplicemente un artefatto della teoria relativistica classica, e che gli
osservatori in qualsiasi punto dello spaziotempo regoleranno automaticamente le loro misure
andando a posizionare le due singolarità ugualmente distanti da loro nello spazio e nel tempo, usando
questa teoria.
La descrizione quantistica produce risposte piuttosto peculiari alla domanda di come e quando è
iniziato l’universo. Entrambe le descrizioni affermano che questo universo è l’interno di un buco nero
ed è pertanto chiuso, in quanto la sua velocità di fuga è superiore alla velocità della luce. La
descrizione relativistica afferma che tale buco ha avuto origine in un punto, si è espanso, ed alla fine
collasserà di nuovo in un punto. Secondo la descrizione quantistica lo spazio ed il tempo sono come
serpenti che si mordono la coda; sono anelli chiusi di cui è impossibile raggiungere la fine. Nella
descrizione quantistica non ha senso domandarsi dove sia accaduta nello spaziotempo la fluttuazione
del vuoto responsabile di questo universo, poiché questo universo si manifesta con la proprietà che
tutti i punti dello spaziotempo hanno apparentemente lo stesso passato lungo circa quindici miliardi
di anni ed un futuro di pari o maggior lunghezza apparente. Dal punto di vista della relatività classica
si può dire che l’origine dello spaziotempo di questo universo si è semplicemente persa nelle
predizioni probabilistiche del modello quantistico. Invece il punto di vista quantistico induce a
sostenere che le probabilità multiple hanno proprietà concrete e reali, e che quindi questo universo
fenomenizza dal vuoto alla sua forma attuale, con la proprietà che tutti i punti dello spaziotempo al
suo interno sono circondati dalle stesse vedute finite ma illimitate del tempo e dello spazio. Nella
descrizione quantistica è perlopiù inutile chiedersi quando è iniziato questo universo, poiché esso
fenomenizza come un circolo di tempo chiuso; non c’è una linea temporale esteriore con cui
confrontarlo, e la presunta linea temporale della descrizione relativistica classica è falsa. Chiedersi
quando è iniziato questo universo è inutile quanto chiedersi dove è situato, poiché all’esterno di esso
c’è un vuoto non-temporale, non-spaziale e pre-geometrico.
Per quanto folle possa essere la teoria del big bang, essa non è folle abbastanza da essere vera.
Le sue estrapolazioni lineari sempliciste conducono a singolarità che non sono mai state osservate e
le cui proprietà contraddicono la teoria che le genera. Le fluttuazioni nel vuoto possiamo osservarle
quando vogliamo, anche se su scala limitata. Gli effetti quantistici quasi certamente eviteranno la
formazione di singolarità in qualsiasi circostanza. Inoltre è possibile che tutte le particelle
fondamentali siano piccolissimi buchi neri a cui gli effetti quantistici impediscono di implodere e
diventare singolarità, dato che esiste una simmetria sospetta tra le proprietà dei buchi neri previsti
dalla teoria e le proprietà misurabili delle particelle fondamentali, e la teoria quantistica consente a
buchi neri molto piccoli sia di irradiare energia che di assorbirla. Una visione magica dell’universo
si accorda molto meglio con la descrizione quantistica che non con la descrizione relativistica, che
invece è più in accordo con gli scenari religiosi. I miti religiosi presentano invariabilmente universi
con un inizio ed una fine definiti. Le teorie magiche di solito hanno considerato il tempo come
circolare ed hanno ritenuto che la realtà avesse basi acausali, o che fosse almeno basata su qualche
bizzarra forma di causalità in cui gli eventi sono la loro stesa causa, come nel modello quantistico.
Un universo magico-quantistico può essere visualizzato miticamente come cinque serpenti
(spazio, tempo, massa, energia ed etere) che si mordono la coda o che generano sé stessi dalla
propria bocca, il tutto circondato dal serpente del Caos-Vuoto. Il serpente dell’Etere rappresenta la
forza organizzatrice non-locale di questo universo, che mantiene le leggi fisiche più o meno uniformi
in tutti i punti dello spazio e del tempo ed è anche il tramite della magia. Il serpente dell’Etere è
analogo al campo morfico che seleziona e preserva le forme negentropiche. I serpenti di massa ed
energia rappresentano la vecchia equazione

0=2

del misticismo dualistico, che dovrebbe essere espressa più accuratamente come

0=1–1

quindi le due equazioni della fluttuazione nel vuoto possono essere entrambe rappresentate
numericamente dalla stessa equazione.

0 = 1 · (1 – 1)

Incidentalmente, vale la pena notare che la fenomenizzazione originale che accade fuori dal tempo è
tecnicamente una fluttuazione nel nulla piuttosto che nel vuoto, dato che il vuoto come noi lo
conosciamo possiede già una geometria spaziotemporale. D’altra parte il nulla è pre-geometrico, e
quindi non c’è nessun posto (e nessun tempo) in cui possiamo concretamente andare al di fuori di
questo universo. Potrebbe anche darsi che ci siano altri universi separati al di fuori del nostro,
ognuno all’interno del proprio buco nero. Tali universi potrebbero di natura avere velocità della luce
diverse e dimensioni diverse, ognuno con il proprio insieme di particelle fondamentali, forze e leggi;
ciò nonostante mi aspetterei di trovare in tutti qualcosa di analogo alla Costante di Planck. Nessuna
forma di comunicazione con tali altri universi sembra possibile a meno che i loro serpenti dell’etere
non rassomiglino al nostro abbastanza da permettere qualche tipo di risonanza morfica che potrebbe
manifestarsi, ad esempio, come telepatia.
Le fluttuazioni nel vuoto che possiamo osservare ovunque nel nostro universo hanno origine nelle
fluttuazioni nel nulla sottostante al vuoto dello spaziotempo con cui siamo familiari. La probabilità
che all’interno del nostro universo ne fenomenizzi un altro più piccolo, ma comunque considerevole,
è estremamente remota ma è non-zero. Il serpente dell’etere probabilmente resisterebbe alla
fenomenizzazione di sostanze che non riconosce, ma se mai ci fosse un improvviso cambiamento
nella velocità della luce oppure un’improvvisa occlusione di qualche galassia, allora sapremmo cosa
succede. Noi potremmo riuscire ad entrare in questi sotto-universi, ma i loro abitanti non
riuscirebbero ad uscire. È possibile che il nostro universo si sia fenomenizzato all’interno di uno
molto più grande; si applicherebbero le stesse regole di comunicazione unidirezionale, ma qualsiasi
stima della data di fenomenizzazione del nostro universo comunicata dagli abitanti dell’universo più
grande non avrebbe alcun senso per noi.
Come corollario, vale la pena notare che se la precedente descrizione quantistica è accurata,
allora sono sostanzialmente inutili gli sforzi eroici attualmente dedicati a proiettare la fisica
quantistica nell’istante del big bang per creare la Teoria della Grande Unificazione, basata
sull’unificazione di tutte le particelle e forze fondamentali all’interno delle condizioni oltraggiose
che si presume esistessero nei momenti iniziali del big bang. Nel modello relativistico, questo
universo è presumibilmente iniziato con una mirabile esplosione di radiazioni, ma è stato costretto a
raffreddare durante l’espansione della materia, che secondo le ultime registrazioni si trovava ad una
temperatura media di un paio di gradi sopra lo zero assoluto. I Cristiani sembrano approvare il ‘fiat
lux’ insito in questo tipo di inizio. Io preferisco l’inizio freddo della descrizione quantistica,
denominandolo ‘fiat nox’.
Il problema dell’entropia, la tendenza verso l’incremento dell’equilibrio termodinamico e del
disordine generale all’interno di tutti i sistemi, probabilmente scomparirà in un universo che
corrisponda alla descrizione fiat nox. L’entropia è un concetto della relatività classica che si applica
solo ad eventi su media scala. Non si applica su scala quantistica subatomica, e su scala cosmica
pare che la gravitazione sia in grado di concentrare l’energia. Dunque, mentre sulla media scala
l’entropia inevitabilmente cresce e fornisce un mezzo per datare approssimativamente gli eventi
locali nell’universo, su scala macro essa non fissa un calendario temporale lineare per l’universo con
cui sia possibile invertire i suoi effetti.

Metafisica quantistica

Due delle tre filosofie magiche conosciute, Animismo e Spiritismo, sono molto antiche, e le loro
varie mescolanze vanno a costituire lo Sciamanesimo delle culture pre-pagane. La terza filosofia, la
Teoria della Caos Magic (TCM), per il momento è embrionale ed è la prima alternativa concreta che
si è sviluppata sin dai tempi degli sciamani. Tutte le filosofie magiche che nel frattempo si sono
accumulate sono solamente ripetizioni dei paradigmi animista e spiritista, o estrapolazioni da questi.
Per illustrare la differenza tra questi sistemi ne considereremo ognuno in dettaglio. L’animismo è
basato sulla teoria o l’osservazione che tutti i fenomeni – non solo piante e animali – sono animati o
in qualche modo vivi. Il mago animista cerca di lavorare col principio vitale in ogni fenomeno. Il
principio vitale o “mana”, come è conosciuto in alcune parti dell’Oceania, rappresenta sia il potere
che la qualità di un fenomeno, sia esso un umano, un animale, una pianta, una pietra o un evento o
oggetto naturale di altro tipo. Dato che il mana è direttamente trasferibile tra i fenomeni, i maghi
animisti potrebbero indossare o ingerire certi oggetti per aggiungere i loro poteri e qualità alle
proprie.
Oppure possono cercare di assorbire le qualità del mana in tali oggetti per ottenere conoscenza
divinatoria. In molti sistemi animisti i poteri e le qualità del mana sono trasferibili anche con la
visualizzazione immaginativa, o con qualche forma di incantesimo rituale attraverso il quale il mana
di un certo fenomeno può essere usato in assenza del fenomeno stesso. In alternativa si può usare solo
una parte del fenomeno, o qualcosa che un tempo ne era parte; ad esempio, gli artigli di un’aquila o
gli oggetti personali di qualcuno. In alcuni sistemi animisti il mana è semplicemente una proprietà di
tutti i fenomeni, come il peso o il volume. Non è antecedente al fenomeno né sopravvive alla sua
distruzione. In altri sistemi si pensa che il mana preceda la forma fisica ed è considerato la causa
della sua esistenza. Questo conduce a teorie più complesse sull’origine del mana stesso e sulla
sopravvivenza del mana di cose che hanno smesso di esistere. Dunque si può vedere come le teorie
più complesse dell’animismo cominciano a sfumare nello spiritismo.
Nello spiritismo vero e proprio tutte le cose del mondo vengono ulteriormente dotate di un grado
di senzienza. Si considera che abbiano uno spirito capace di pensiero, memoria ed emozione, e che
quindi siano ricettive a richieste, trattative, discussioni ed anche minacce. Tali attività costituiscono
il grosso della pratica magica spiritista. Lo spiritismo può essere visto come una proiezione della
psicologia umana su tutti i fenomeni del mondo tentando di controllarle o comunicare con loro. Tende
a sviluppare sfumature più trascendentali dell’animismo, ed agli spiriti vengono spesso conferiti
attributi cosmici ed un potere ed aspettativa di vita molto oltre quelli del fenomeno a cui erano stati
associati in origine. Quindi vediamo che le forme più complesse di spiritismo tendono a mutare
verso una posizione che è più religiosa che magica, e che denominiamo paganesimo.
Nel paganesimo gli spiriti sono diventati così astratti rispetto alle loro origini che diventano dei
la cui funzione principale è di fornire strumenti per manipolare le qualità psicologiche. Il paganesimo
rappresenta il punto in cui la teoria magica ha smesso di svilupparsi. Fino a poco tempo fa tutte le
teorie magiche erano semplici ripetizioni delle posizioni animiste o spiritiste, oppure consistevano di
qualche scomodo ibrido delle due. Anche la barocca dottrina delle segnature e le elaborate teorie
delle corrispondenza Cabalistiche che si sono sviluppate in seguito non sono niente di più che
sovrastrutture intellettuali costruite su dubbie estrapolazioni dai princìpi animistici. Il sistema
magico-mistico della Golden Dawn rappresenta, da una parte, il gran finale della confusione
metafisica sincretistica. Cerca di essere contemporaneamente animista, spiritista, pagano e
monoteista. D’altra parte vi è indubbiamente un’importanza nell’essere capaci di cambiare paradigmi
tanto rapidamente quanto cambiarsi i vestiti, a condizione che ci si renda conto di cosa si sta facendo.
C’è un utilizzo per ogni teoria; il paganesimo è uno strumento eccezionale per esplorare e
regolare le varie personalità interiori. Il monoteismo può essere usato da quelli che vogliono che una
sola delle loro personalità si ipertrofizzi e domini le altre. Tuttavia per la magia concreta, e con ciò
mi riferisco a stregoneria pratica e parapsicologia, è richiesto il paradigma spiritista o, ancora
meglio, quello animista. In tempi recenti è stato provato che è possibile integrare elementi di
entrambi questi paradigmi con le nuove scoperte scientifiche e psicologiche per creare qualcosa che
è generalmente più semplice, più potente ed elegante chiamata Teoria della Caos Magic, abbreviata
con TCM.
Allo scopo di spiegare la TCM è necessario introdurre un concetto che possiamo onorare col
vecchio nome di “Etere”. Non è possibile dire cosa realmente sia l’etere più di quanto non si possa
dire cosa siano realmente materia ed energia. Tutto ciò che possiamo fare è descrivere il suo
comportamento o dire cosa fa. L’etere agisce come se fosse una forma di informazione emessa dalla
materia che è istantaneamente disponibile in ogni luogo e possiede qualche potere di influire sul
comportamento di altra materia. Sembra essere vagamente analogo a quelli che in fisica sono
chiamati campi morfogenetici o effetti non-locali. A questo punto va ricordato che l’etere è un’ipotesi
puramente descrittiva. All’interno del paradigma TCM la realtà può essere descritta come se avesse
le proprietà che possiamo attribuire all’etere, allo stesso modo di come nel paradigma della fisica
l’universo può essere descritto come se avesse le proprietà che attribuiamo all’energia. Nessuno di
questi due concetti dovrebbe essere considerato come altro che semplici descrizioni utili delle nostre
esperienze ed osservazioni. I maghi e gli scienziati non dovrebbero attribuire realtà assoluta a niente.
La TCM attualmente è una descrizione qualitativa, anche se le sue formule pratiche per la magia
semplice sono quantitative. Tuttavia la TCM è potenzialmente quantificabile e la sua quantificazione,
se raggiunta, potrebbe rappresentare l’unificazione di scienza e magia necessaria per una descrizione
completa di questa realtà.
Il primo principio della TCM è che tutta la materia emette etere e che tale etere veicola, o
consiste di, informazione riguardante la materia che l’ha emessa.
Il secondo principio è che questo etere è non-locale nello spazio. È istantaneamente disponibile
ovunque.
Il terzo principio è che l’etere ha l’effetto di modellare il comportamento della materia, avendo
affinità o similarità con la materia che l’ha emesso: dunque per similarità si può intervenire sull’etere
per influenzare la materia, e viceversa. Ora, l’etere non può essere individuato tranne quando
esercita questo effetto, allo stesso modo di come la gravitazione può essere individuata tra i corpi e
la luce può essere individuata solo assorbendola. L’associazione tra materia ed etere dà origine alle
cosiddette leggi fisiche e costanti fisiche dell’universo. Queste si manifestano su basi puramente
caotiche ed arbitrarie, ma diventano più affidabili ed uniformi attraverso la ripetizione.
L’associazione rimane probabilistica, anche se molti degli eventi meccanici più semplici hanno una
probabilità grandissima di conformarsi al tipo. Tuttavia ogni nuovo evento è caotico, anche se
tenderà a formare un pattern per il futuro.
Il quarto principio è che l’etere si associa anche con sé stesso e va a creare pattern eterici che
corrispondono al passato ed ai futuri possibili di ogni momento. Questi pattern non determinano
completamente il futuro (o il passato), poiché il loro abbinamento con la materia è probabilistico e
solo uno dei pattern possibili si manifesterà come l’effettivo stato futuro del sistema. Dunque il
comportamento della materia, in particolare nei sistemi complessi, rimane parzialmente caotico o
indeterminato. Non dovremmo cadere nella trappola creata dalla memoria e dall’aspettativa di
supporre che il passato e futuro fisici abbiano un’esistenza reale. Solo l’istante presente esiste di
fatto, ed ogni momento del presente possiede il proprio pattern unico di passato e futuro.
Qui il problema spesso trascurato è che le condizioni iniziali di un evento indeterminato non
possono essere recuperate dopo che esso è accaduto. Dobbiamo quindi ammettere tutte le condizioni
iniziali che potrebbero aver portato al risultato osservato, anche se il nostro buonsenso si sforza di
creare una certezza illusoria sulle cause degli eventi attribuendo loro connessioni causali inverse. La
storia è falsa; essa è tanto indeterminata quanto il futuro.
Il quinto principio è che gli eventi mentali, essendo strutture materiali, sono capaci di emettere
etere e di associarsi con esso. Quindi, ad esempio, nelle giuste condizioni, un pensiero o
visualizzazione di qualche fenomeno può creare un pattern eterico che si associa con quel fenomeno
per modificare il suo comportamento. D’inverso, l’etere di qualche fenomeno può associarsi con una
immagine mentale di quel fenomeno e modificarla per fornire informazione divinatoria.
Questi cinque princìpi costituiscono le ipotesi minime richieste per descrivere sia l’ubiquità
delle leggi fisiche dell’universo che la loro sporadica violazione apparente per eventi caotici e
magici. Allo stesso tempo, i cinque princìpi implicano una limitazione realistica dei poteri e della
varietà degli effetti esoterici, confermando contemporaneamente che l’universo stesso è un fenomeno
magico. La telepatia, ad esempio, avviene per lo stesso meccanismo che mantiene la velocità della
luce ad un certo valore costante. L’associazione telepatica è meno affidabile solo perché ci sono più
differenze tra due eventi mentali di quante non ve ne siano tra due fotoni qualsiasi.
Il terzo principio presuppone la vecchia idea magica che il simile influenza il simile. Un
collegamento magico può operare solo tra quei fenomeni o eventi mentali che abbiano una similarità
considerevole. Il quarto principio descrive senza difficoltà il concetto di incantesimo. I pattern
eterici formano un incantesimo che stabilisce una struttura per la manifestazione di un evento che
aumenterà la probabilità che quell’evento accada. Ma il quarto principio stabilisce lo stesso limite
probabilistico sulla divinazione. Può essere possibile in qualsiasi momento divinare i pattern eterici
del futuro di quel momento ed intercettare il futuro più probabile, ma è solo una probabilità e non una
certezza. Inoltre, una divinazione può solo produrre informazione sul futuro del momento in cui è
eseguita. Un momento successivo può avere un futuro diverso a causa degli effetti
dell’indeterminazione. Per questa ragione si dovrebbe, quando possibile, applicare il principio:

Se nel tempo tu vuoi effetti distanti


usare tu puoi i tuoi incantamenti
ma se invece son corti i tempi d’azione
usare tu puoi la tua divinazione. (1)

Gli incantesimi effettuati con largo anticipo hanno una possibilità maggiore di modificare le sequenze
di probabilità a proprio favore, mentre le divinazioni daranno risultati migliori se eseguite per il
breve piuttosto che per il lungo termine, la cui manifestazione è più soggetta ad avvenimenti caotici
indeterminati.
I cinque princìpi del paradigma TCM implicano una nuova descrizione dei cosiddetti “spiriti” e
della “anatomia psichica” umana. I pattern eterici associati con un fenomeno possono essere
considerati come il suo spirito; anche se non dovrebbero essergli comunque attribuiti conoscenze o
poteri oltre quelli posseduti dal fenomeno stesso. Nel caso che uno spirito animale cominciasse a
pontificare su questioni al di fuori delle propria specializzazione ecologica, la spiegazione sarebbe
da cercare nella creatività del proprio subconscio. Quando interagisce con le cosiddette divinità
archetipali e forme demoniache, il mago sta semplicemente stabilendo una risonanza con espressioni
di idee e sentimenti che da qualche parte del mondo vengono continuamente proiettate, e si sta
augurando che tale risonanza serva ad amplificare tali effetti all’interno di sé. È l’umanità che crea
gli dei, non viceversa, ma una volta creati essi possono avere effetti profondi fintantoché continuano
ad essere “venerati” con le gesta e col ricordo.
L’anatomia psichica umana consiste degli eteri associati con vari livelli di organizzazione
organica. L’etere degli organi del corpo, ed in particolare quello del sistema nervoso,
nell’esoterismo orientale è conosciuto come Chi o Ki, e varie forme di arti marziali e medicine
occulte operano provando ad influenzarlo. Nella medicina occidentale la visualizzazione ha iniziato a
trovare una propria collocazione nel trattamento delle malattie. I pattern eterici associati con i
processi fisici di memoria ed attività mentale costituiscono ciò che si suole chiamare “anima”
dell’uomo. All’interno del paradigma TCM non ci si aspetta che questa anima sopravviva al
decadimento del corpo a meno che i pattern di cui essa consiste non vengano replicati in altre menti
viventi. Quindi la reincarnazione va considerata come un atto di comunicazione che difficilmente sarà
più efficace della procreazione o della scrittura di un libro. Gli effetti delle sedute spiritiche, al loro
raro meglio, dimostrano poco più che abilità parapsicologiche minori, inclusa qualche forma di
accesso telepatico alle memorie del cliente da parte del medium.
La terza parte della nostra anatomia psichica, il Kia o “spirito” o Libero Arbitrio, ha origine non
dalla presenza di qualcosa in particolare, ma piuttosto dall’assenza di una certa cosa. I nostri sistemi
nervosi sono organizzati in modo da amplificare gli elementi del comportamento casuale presente in
tutti gli eventi materiali. Quindi noi interpretiamo il nostro comportamento parzialmente casuale,
caotico ed imprevedibile come l’esercizio di libero arbitrio e creatività. Perciò non riusciamo mai a
percepire ciò che giace nel centro (o nei centri) del nostro libero arbitrio, poiché in questi posti
esiste solo il vuoto dell’assenza di causalità, scintilla di quel caos da cui materia ed etere co-
evolvono.
Questa co-evoluzione è un concetto importante nella TCM. L’etere, a differenza dello spirito in
modelli più vecchi, non è superiore alla materia; il vecchio e ridicolo dualismo spirito/materia nel
nuovo paradigma scompare. La materia e l’etere sono solo due delle proprietà che la perennemente
misteriosa roba dell’universo esibisce alla nostra percezione.
Ritornando brevemente agli dei in chiusura di questa sezione, vale la pena notare che raggiungere
la risonanza con i pattern eterici di, ad esempio, qualche forma animale, vuol dire accedere al pattern
della sua specie in generale. Raggiungere la risonanza con una qualsiasi parte grande del pattern
umano è l’esperienza che i monoteisti descrivono come la visione di Dio. L’accesso alla totalità di
essa vuol dire vedere anche il Diavolo. L’intero pattern eterico della vita terrestre è teoricamente
percepibile; quelli che vi si sono avvicinati gli hanno dato nomi come Pan, Baphomet e Gaia.
La TCM può assumere una posizione su vari altri argomenti esoterici. C’è poco o nulla nella
TCM che favorisce il mantenimento di una credenza nella pseudo-scienza dell’astrologia, tranne per
il fatto che le credenze degli astrologi possono esercitare qualche effetto eterico, che sarebbe molto
più forte se tra gli astrologi ci fosse più consenso. Personalmente sono grato che ci sia poco
consenso.
I contenuti della memoria sembra che emettano, o si associno con, i pattern eterici solo quando
vengono “letti” consciamente o subliminalmente. Si può presumere che ciò avvenga perché la
memoria è codificata in modi altamente astratti e caratteristici. La modalità subliminale di lettura
della memoria è invariabilmente la più efficace dal punto di vista magico, dato che in quel momento
l’informazione non è complicata o adulterata dalla deliberazione conscia. E questo è il motivo per
cui esistono tutti quei trucchi magici con stati alterati di coscienza, simboli, sigilli, specchi e mantra
che consentono al subconscio di agire senza interferenza conscia. Dunque si può vedere che lo scopo
di un talismano cosiddetto “caricato” o consacrato è di causare una susseguente proiezione
dell’incantesimo con cui è stato caricato ogni volta che la persona che lo ha caricato lo nota o lo
visualizza. In nessun senso si può ragionevolmente ritenere che l’incantesimo risieda all’interno della
base materiale del talismano, e l’oggetto deve essere ritenuto come abbastanza inutile per qualunque
altra persona in cui l’incantesimo non sia stato impiantato.
Il paradigma TCM suggerisce una nuova interpretazione del fenomeno apparente dei fantasmi dei
defunti. In quasi tutti gli avvistamenti i testimoni o possedevano già un’immagine del deceduto oppure
poco dopo l’avvistamento hanno ricevuto conferma dell’immagine percepita, implicando così
l’esercizio della prescienza. La maggior parte degli antichi avrebbero considerato di aver visto un
fantasma se avessero incontrato una persona morta sia che fossero svegli che durante un sogno. Oggi
la maggior parte delle persone farebbe una netta distinzione tra queste due esperienze. Tuttavia, così
come la luce del sole oscura le stelle di giorno, allo stesso modo la veglia ci impedisce di vedere
che stiamo ancora sognando. Inoltre è una procedura semplice, anche se laboriosa, creare fantasmi
artificiali di persone che non sono mai esistite, il che può creare effetti tanto buoni, se non migliori,
quanto quelli attribuiti al presunto evento “reale”.

Pseudo tempo

La discussione precedente si occupava di una Teoria della Caos Magic in cui i pattern eterici sono
non-locali nello spazio ma locali nel tempo. Quindi nella TCM ci sono due forme di tempo, il tempo
ordinario o “pseudo” tempo, creato dalla memoria e da un’aspettativa che non ha una reale esistenza
tranne che per il momento presente, ed il tempo ombra (vedere il paragrafo seguente, “Tempo
Ombra”) il quale, volendo, può essere pensato come qualcosa di ortogonale allo pseudo tempo
ordinario. Tutte le forme di prescienza e magia agiscono attraverso il tempo ombra. Non possono
agire lungo lo pseudo tempo ordinario perché lì non c’è niente a parte l’istante presente. Ogni istante
di pseudo tempo ordinario ha il proprio tempo ombra passato e futuro creato dalle proiezioni
eteriche del fenomeno materiale di quell’istante presente. Queste proiezioni di probabilità ombra
sono, incidentalmente, esattamente ciò che viene descritto dalle equazioni d’onda di Schrödinger.
Dunque la TCM è potenzialmente quantificabile ed è possibile un’integrazione con la fisica
conosciuta, sebbene i calcoli siano spaventosamente difficili. Parlando rigorosamente, i pattern
eterici non sono interamente locali nello pseudo tempo ordinario; perdurano per la durata
dell’intervallo di tempo minimo, il tempo di Planck – un intervallo davvero piccolissimo. Lo pseudo
tempo ordinario consiste di istanti individuali che hanno la durata del tempo di Planck, sebbene il
nostro pigro apparato percettivo tenda ad aggregarli insieme per creare momenti soggettivi di
esperienza che durano circa un decimo di secondo quando siamo in uno stato di massima attenzione.
Ad ogni modo, un singolo momento di tempo di Planck, un istante di presente nello pseudo tempo,
può essere rappresentato per convenienza come un punto su un asse di pseudo tempo ordinario che si
proietta fuori da una rappresentazione bi-dimensionale il cui asse orizzontale rappresenta la
probabilità su una scala di 0-1-0 (per preservare la simmetria), e verticalmente le proiezioni eteriche
degli eventi possibili nel tempo ombra da T0, il presente, a T∞+ e T∞-, rispettivamente il futuro
ombra remoto ed il passato ombra remoto.
Conviene disegnare una linea intorno ai tipi più probabili di pattern eterici proiettati che siano
relativamente vicini all’istante dello pseudo tempo ordinario presente, in cui l’asse dello pseudo
tempo ordinario passa attraverso il piano del diagramma nel punto di coordinate probabilità = 1,
tempo ombra = 0, come mostrato in figura 3.
Figura 3. Probabilità significative nel tempo “ombra”.

Ogni istante di pseudo tempo ordinario può essere rappresentato dal suddetto diagramma, che ha uno
“spessore” sul piano del diagramma corrispondente al tempo di Planck. L’intera realtà fisica è
rappresentata come il singolo punto centrale, tenendo presente che le tre dimensioni spaziali sono
state rimosse per semplicità e che l’asse dello pseudo tempo ordinario passa attraverso il piano del
diagramma. La forma a manubrio rappresenta stati di realtà di probabilità significativa nel passato
ombra e futuro ombra. Né la probabilità né la scala del tempo ombra sono necessariamente lineari –
questo è un modello qualitativo.
Ora, se aggiungiamo l’asse dello pseudo tempo ordinario, otteniamo un grafico tridimensionale
come mostrato in figura 4, con gli istanti di pseudo tempo ordinario rappresentati come punti lungo
l’asse t che sono distanziati ad intervalli che corrispondono al tempo di Planck. Le forme a manubrio
esistono nel piano dell’asse della probabilità.

Figura 4. Il tempo come perle su un cordino.

Questo diagramma è una rappresentazione dell’universo nella TCM. Non c’è una connessione
causale tra due istanti qualsiasi di pseudo tempo ordinario, dato che è come se fosse che essi
esistono solo uno alla volta. Inoltre, non esiste una connessione eterica tra due istanti stabiliti di
pseudo tempo ordinario. Ogni istante è un evento unico col proprio tempo ombra, passato e futuro;
dopo un intervallo che corrisponde al tempo di Planck esso interagisce con sé stesso per andare a
formare un altro istante unico col proprio tempo ombra, passato e futuro.
La forma a manubrio è semplicemente un espediente grafico per rappresentare i pattern eterici di
probabilità significativi che corrispondono anche in maniera precisa alle funzioni d’onda di
Schrödinger che, nella fisica quantistica, sarebbero significative in tutto l’universo. Sfortunatamente è
probabile che esse resisteranno alla quantificazione in forme matematiche utili per ancora un po’ di
tempo, dato che già le funzioni d’onda probabilistiche di poche particelle che interagiscono sono
molto complesse, ed i sistemi con molte particelle presentano intense difficoltà.
Ad ogni modo, appena il tempo ombra è collocato ortogonalmente allo pseudo tempo ordinario,
scompaiono tutti gli apparenti paradossi della fisica quantistica e tutti i paradossi associati con il
libero arbitrio ed il determinismo, ed allo stesso modo scompaiono quelli che hanno origine da
incantesimo e divinazione. Nello pseudo tempo ordinario il Gatto di Schrödinger può essere solo
vivo o morto. Nel tempo ombra può essere entrambi.

Tempo ombra

Una delle difficoltà più grandi delle teorie magiche e fisiche contemporanee è la carenza
dell’analogia visuale: semplicemente, non ci si riesce a formare un’immagine mentale di molti dei
concetti richiesti. È palese che dopo un certo punto anche il linguaggio inizia a vacillare. (Con ciò
che segue c’è l’ulteriore problema che anche la matematica entra in campi in cui la sua algebra non si
collega più all’esperienza sensoria o immaginativa). Ciò nonostante mi limiterò ad un’esposizione di
questa tesi basata solo sul linguaggio, con la speranza di riuscire a trasmettere qualche significato.
In questo paragrafo ipotizzerò un universo consistente in una ipersfera a quattro dimensioni (finita
ma illimitata sia nel tempo che nello spazio), ed aggiungerò una ulteriore dimensione del tempo per
contenere tutte le possibili immagini eteriche di tutti i passati e futuri. Dunque nella dimensione che
descrive il tempo eterico vanno collocati gli universi paralleli, che sono una conseguenza facoltativa
delle equazioni d’onda della fisica quantistica. Ora, le equazioni d’onda contengono i cosiddetti
“numeri complessi”, che sono formati sia da numeri reali che da “numeri immaginari”, cioè multipli
della radice quadrata di meno uno. Ho sostenuto che le funzioni d’onda non sono semplici formalismi
matematici che danno risultati utili per caso. Siccome esse hanno effetti reali devono consistere di
qualcosa, ed ho usato il termine “etere” per denotare quel qualcosa. Ora, quando si vuole usare una
funzione d’onda in un calcolo bisogna prima “ricavarne il modulo”, cioè bisogna moltiplicarlo per il
suo “complesso coniugato” per ottenere un numero reale che mostri come l’onda si manifesterà come
una particella in questa realtà.
Il coniugato complesso è in realtà la funzione d’onda con il segno del numero immaginario (il
tempo) invertito. Se la funzione d’onda ha qualche tipo di realtà eterica nel tempo ombra, allora
perché non potrebbe averla anche la funzione d’onda coniugata complessa? A dire la verità, se siamo
preparati a descrivere la dimensione del tempo eterico con i numeri immaginari, allora le onde
complesse coniugate che tornano indietro all’istante del presente sull’asse del tempo ordinario sono
precisamente ciò che è richiesto dalla teoria della caos magic. Esse sono esattamente il meccanismo
per cui si verificano la prescienza e la chiaroveggenza, ed inoltre riportano indietro un segnale
influenzante dal tempo ombra che va ad alterare la realtà sia negli incantesimi che negli incantesimi
retroattivi.
Forse qui dobbiamo fermarci un attimo a considerare il significato di due forme di tempo, una
delle quali è descritta da numeri immaginari. Il tempo ordinario è forse il più illusorio. Esiste solo
l’istante dell’adesso; futuro e passato esistono solo come aspettativa e memoria, che sono entrambi
sogni ad occhi aperti. D’altra parte, il tempo ombra o immaginario si accorda molto meglio con
l’idea di un futuro indeterminato che contiene molte alternative possibili, o universi paralleli. Implica
anche una moltitudine di passati possibili, a discapito del fatto che la maggior parte delle persone
sembra risentire di un solo passato nelle proprie memorie. Ricordiamo solo il passato del tempo
ordinario, che era unico nel momento in cui accadeva; dopo che è accaduto, tutti i passati – che
potrebbero aver dato origine al nuovo istante del presente ordinario – esisteranno nel tempo
immaginario, mentre il passato ordinario ha ovviamente cessato di esistere. Osservatori diversi
possono avere memorie diverse dello stesso evento passato, ed alcuni semplici esperimenti, come il
famoso esperimento della doppia fenditura, possono agevolmente mostrare che un sistema può avere
due passati diversi.
Come faceva notare Sant’Agostino, pare che pensiamo di sapere cosa è il tempo finché non
proviamo a pensarci. Sospetto che quando tentiamo di pensare alla natura del tempo stiamo provando
a forzare le nostre intuizioni sulle proprietà di entrambe le dimensioni del tempo in una singola
descrizione che è necessariamente o paradossale o inadeguata.
Forse il solo modo di immaginare le proprietà di una dimensione di tempo immaginario è di
pensarlo come una vasta ragnatela di informazione che ha la propria struttura temporale, ma tutta
l’informazione in essa, da qualunque punto del tempo all’interno della ragnatela, è in teoria
disponibile nel presente ordinario. In pratica, naturalmente, l’informazione dagli universi paralleli di
poca probabilità ed informazioni, e che si trovino ad una grande distanza temporale immaginaria dal
presente ordinario, sarà più difficile da individuare.
Tale universo con una dimensione di tempo immaginario non è limitato dal determinismo o dalla
causalità. È limitato solo dal dover agire in modo auto-coerente. Gli effetti possono creare le loro
stesse cause e viceversa, attraverso anelli di retroazione di informazione che sono auto-rinforzanti ed
auto-neganti lungo il tempo immaginario. L’istante esperito di “adesso” nel tempo ordinario può
essere quindi pensato come un pattern eterico di interferenza di onde complesse coniugate che
ritornano dai passati e futuri multipli nel tempo immaginario.
Armati con questa ipotesi, possiamo rispondere alle domande poste dalla direzione del tempo
ordinario e dal principio antropico. La teoria della caos magic e tutte le teorie fisiche, con
l’eccezione della termodinamica, sono simmetriche nel tempo. Le equazioni funzionano sia in avanti
che indietro nel tempo, e sembra dunque enigmatico che la realtà che esse modellizzano non si muova
con uguale facilità in entrambe le direzioni. La termodinamica stabilisce che l’energia andrà sempre
a dissiparsi. E c’è un buon motivo: nel tempo immaginario ci sono molti più stati futuri che
corrispondono a futuri dissipativi piuttosto che a futuri non-dissipativi. Ad esempio, ci sono molti
modi per rompere un uovo ma solo pochi in cui può restare integro. Questo è ciò che rende così
difficile rimettere insieme le uova. Sembra che ci sia in atto un meccanismo simile ma più a lungo
termine che favorisce lo sviluppo di sistemi ricchi di informazione, come gli esseri viventi,
semplicemente perché tali sistemi hanno una gamma più ampia di stati futuri possibili rispetto a
sistemi meno interessanti. Quindi, una dimensione di tempo immaginario spiegherebbe l’altrimenti
incomprensibile predilezione che ha questo universo per gli incrementi del contenuto di entropia e di
informazione, che noi esperiamo come un flusso unidirezionale di tempo ed evoluzione.
Estendendo ulteriormente questo principio possiamo forse fornire una risposta alla domanda
antropica: tra tutte le costanti fondamentali che potrebbero essersi fenomenizzate in questo universo,
come sono stati selezionati i valori che hanno consentito alla vita di svilupparsi? Se una qualunque
delle costanti apparentemente arbitrarie (come la velocità della luce o i rapporti tra le forze o le
masse particellari che specificano il comportamento della materia) viene cambiata di un milionesimo
va tutto a pezzi. Si ottengono universi composti solo di elio, o stelle che non riescono a formarsi o
accendersi, o che bruciano troppo rapidamente, o il fallimento della nucleosintesi, oppure diventano
impossibili la chimica e quindi la biologia.
Forse le condizioni che favoriscono lo sviluppo della vita in questo universo prevalgono perché
un universo contenente la vita ha una maggior gamma di futuri possibili che uno senza. Queste
moltitudini di futuri possibili possono proiettare all’indietro le loro onde coniugate complesse
sostenendo quelle stesse condizioni che li rendono possibili. E questo non equivale necessariamente
a dire che gli esseri umani sono responsabili dei fenomeni nell’universo che li circonda. È
improbabile che tutto lo spettacolo sia stato posto in essere a nostro beneficio. Potremmo benissimo
essere l’effetto collaterale di una forma di intelligenza molto più interessante posta altrove, o forse di
un’intelligenza molto più interessante che un giorno potremmo costruire o diventare.

Incantesimo retroattivo

Prima di procedere con le formule pratiche della TCM, vale la pena notare che il paradigma prevede
la possibilità di svariati effetti magici che sono spesso sfuggiti all’attenzione o sono stati male
interpretati nel corso della storia della magia. La maggior parte dei maghi si trova a proprio agio con
l’idea che sia possibile fare una divinazione per eventi che sono nascosti nel passato o nel futuro. La
TCM lo consente, ma stabilisce che qualunque informazione reperita in questo modo rappresenta, al
massimo, gli eventi che hanno la probabilità più alta di accadere o di essere accaduti, dato che il
mago può solo guardare attraverso il tempo ombra, poiché lo pseudo passato e lo pseudo futuro
ordinari non hanno esistenza.
La maggior parte dei maghi si trova a proprio agio anche con l’idea che gli incantesimi possano
essere effettuati per forzare (o almeno dare un colpetto) la mano del caso per ciò che riguarda il
futuro. D’altra parte, la TCM asserisce che è possibile l’effetto opposto, denominato incantesimo
retroattivo. Infatti molti dei risultati bizzarri e anomali registrati negli annali della magia possono
esser dovuti solo all’incantesimo retroattivo. In pratica, ciò che accade è che viene eseguito un
incantesimo, ed un po’ di tempo dopo viene rilevato un risultato che implica fortemente che è stata
effettuata un’alterazione di eventi probabilmente accaduti prima che l’incantesimo venisse eseguito.
Una volta ricordato che il passato ed il futuro non esistono nello pseudo tempo ordinario tranne
che in termini di memoria ed aspettative, allora le difficoltà concettuali dell’incantesimo retroattivo
scompaiono. Nell’incantesimo retroattivo un atto di magia altera la struttura probabilistica dei pattern
eterici nel passato del tempo ombra di un certo istante dello pseudo tempo ordinario. Ciò può
risultare in un seguente istante di pseudo tempo ordinario che manifesta uno stato presente reale ed un
futuro nel tempo ombra (che può anche manifestarsi fisicamente in seguito) che è diverso da quello
che ci si sarebbe aspettati. Se ti sembra difficile da afferrare, prova con una analogia in campo
psicologico: se riesci ad alterare in modo convincente la tua stessa memoria allora di conseguenza
anche le tue azioni future subiranno modifiche.
La TCM implica una certa simmetria tra la divinazione e l’incantesimo. L’atto stesso di percepire
un evento che potrebbe essere accaduto o che potrebbe accadere in realtà aumenta la probabilità che
esso possa essere accaduto o possa accadere. Questo è un problema in particolare nella prescienza,
divinazione del futuro. Non è solo un problema di profezia auto-avverante, ma un problema più
profondo che ha origine dalla tendenza di qualsiasi immagine del futuro a modificare il futuro di
conseguenza, per effetto eterico. Gli antichi spesso giustiziavano i profeti di sventure evitabili, e a
ragion veduta, poiché la prescienza può agire come incantesimo. Va anche notato che anche questo
effetto può funzionare retroattivamente; il futuro può essere modificato anche selezionando una
percezione del passato, e viceversa.
Tutte le teorie metafisiche implicano qualche forma di mondo esterno che influisce su quello
ordinario. Ciò che è accaduto nella fisica quantistica è che inconsapevolmente sono state scritte
equazioni che descrivono alcuni degli effetti più semplici di questo fatto. Il problema per gli
scienziati è che stanno osservando e provando a descrivere effetti dovuti a qualcosa che si rifiutano
di credere che possa esistere. Il problema per i maghi è che si rifiutano di credere che gli effetti che
essi creano o osservano potrebbero essere dovuti a qualcosa per cui si potrebbero scrivere
equazioni.

Teoria del Caos

La Teoria del Caos, o Dinamiche Non-lineari, è lo studio dei sistemi complessi e instabili. Una della
maggiori scoperte di questa disciplina è il famoso effetto farfalla, col quale si può dimostrare che una
singola farfalla che cambia direzione va infine ad alterare il pattern del tempo atmosferico di tutto il
mondo. La maggioranza dei sistemi complessi ed instabili vengono ad oggi considerati soggetti ad
effetti simili. Essi manifestano ciò che è chiamata estrema sensibilità alle condizioni iniziali. Fai il
più piccolo cambiamento, prendi il tè invece del caffè, e le piccole differenza che ne risultano
tenderanno a moltiplicarsi in grandi differenze nel mondo al passaggio del tempo. La Teoria del
Caos, che attualmente cerca di creare modelli di processi come la meteorologia, il regime turbolento
e la dinamica delle popolazioni, può spesso dare una falsa impressione di iper-determinismo. Quello
che spesso viene tralasciato è che nella maggior parte dei sistemi l’estrema sensibilità alle
condizioni iniziali deve arrivare fino al livello quantistico, collocando dunque il comportamento di
tali sistemi oltre la causalità. La Teoria del Caos descrive i meccanismi con cui gli eventi su scala
quantistica, che sono influenzati probabilisticamente dai pattern eterici del tempo ombra,
condizionano profondamente gli eventi nel mondo macroscopico. Questo distrugge per sempre
l’illusione che i sistemi complessi operino de terministicamente, ed aggiunge ulteriore peso alla
visione stocastica di questo universo presentata nella TCM.

Le equazioni della magia


Le equazioni della magia sono state ricavate su basi puramente empiriche per descrivere gli effetti
probabili di qualsiasi atto di magia. Si applicano principalmente agli atti magici di incantesimo e
divinazione. Atti di magia più complessi come l’evocazione, l’invocazione e l’illuminazione non
sono descritti direttamente da queste equazioni tranne nel caso in cui l’intento dichiarato di tali atti
possa essere ridotto ad obbiettivi abbastanza semplici corrispondenti alla divinazione e
all’incantesimo. L’uso principale delle equazioni è nella pianificazione degli atti magici, poiché esse
indicano i requisiti precisi per ogni grado necessario di manipolazione delle probabilità. Per la
quantificazione di alcuni fattori che vengono inseriti nelle equazioni bisognerà aspettare che vengano
sviluppate delle tecniche di calibrazione più precise e quindi essi devono essere attualmente valutati
su basi parzialmente soggettive. Tuttavia sussiste il rigore matematico e le equazioni sono una
indicazione utile di quello che è necessario applicare in un atto magico e di ciò che è probabile ne
venga fuori come risultato.
L’efficacia di un atto magico dipende da due fattori principali, denotando P, la probabilità che
l’evento desiderato si produca per caso, ed M, il fattore magico. La probabilità P che un qualunque
evento accada per caso giace da qualche parte tra zero, impossibilità, ed uno, certezza. Nel caso
della magia divinatoria, la possibilità P rappresenta la probabilità di indovinare la risposta corretta
per caso. Il fattore magico M è composto a sua volta da quattro fattori che rappresentano le
componenti essenziali di ogni atto di magia cioè G, gnosi, L, collegamento magico, A,
consapevolezza conscia, ed R, resistenza subconscia. Questi ultimi due fattori, A ed R, agiscono
negativamente per ridurre l’efficacia della magia; raramente è possibile eliminarli completamente, ed
essi vengono inseriti nella prima equazione dalla magia, quindi:

M = GL (1-A) (1-R)

Dove i quattro fattori G, A, L ed R vengono valutati su una scala da zero ad uno, ottenendo quindi un
M anch’esso compreso tra zero ed uno.
Dunque possiamo vedere che bisogna occuparsi di tutti e quattro i fattori nella pianificazione di
un atto magico, altrimenti si arriverà a poco. Il fattore magico globale M non può mai andare oltre il
valore della gnosi impiegata o la qualità del collegamento magico. Né può essere maggiore di (1-A)
o (1-R). Se tutti i fattori sono alla metà, 0.5, allora il fattore magico globale M sarà uno scarsissimo
0.0625; improbabile che crei un qualunque effetto magico discernibile.
In pratica, sia la gnosi che il collegamento magico devono essere compresi tra 0.8 e 0.9. Per la
gnosi questo corrisponde ad una focalizzazione della mente estremamente isterica tramite tecniche
estatiche o meditative, anche se solo per un momento o ad intermittenza. Un buon orgasmo o quel
frammentato secondo di quiescenza alla fine di mezz’ora di raja yoga possono essere sufficienti.
L’equivalente per il collegamento magico corrisponderebbe, in un incantesimo, ad una immagine
accurata nella memoria del fenomeno su cui vogliamo intervenire mentre subisce il cambiamento
desiderato. Ho molta poca fede nei soli capelli e unghie tagliate. Per un collegamento nella
divinazione, i migliori risultati si ottengono con una immagine mentale dettagliata del fenomeno che
ci poniamo come obbiettivo. Un contatto personale precedente è infinitamente meglio di una semplice
fotografia.
Formule magiche o tecniche di sigillizzazione dovrebbero essere usate per deprimere la
consapevolezza conscia A, tra i valori di 0.1 e 0.2. Una formula o un sigillo è una rappresentazione
astratta del desiderio. Viene costruito in modo da avere il minor significato possibile per la mente
conscia. Esso agisce per canalizzare il potere della gnosi verso la mente subconscia, che causerà la
realizzazione del desiderio vero e proprio tramite l’emissione o assorbimento di pattern eterici.
Allo stesso modo la resistenza subconscia R deve essere diminuita ad un valore minimo, dato che
qualsiasi valore al di sopra di 0.2 è un serio impedimento. Gran parte dell’armamentario e delle
teorie di magia, inclusa questa teoria, esistono anche per convincere il mago che è un mago, e che la
magia è possibile in un clima culturale che è fortemente antagonista a tali nozioni.
Se si riescono a mantenere i valori G ed L compresi tra 0.8 e 0.9, ed i valori di A ed R compresi
tra 0.1 e 0.2, allora ne risulterà un fattore M di circa 0.5, che approssimativamente è il minimo
richiesto per avere un qualsiasi effetto utile in magia. I valori di M e P vengono combinati nella
seguente seconda equazione della magia per ottenere un valore di Pm, la probabilità di ottenere un
effetto desiderato con la magia:

Pm = P + (1-P)M1/P

Questa seconda equazione può essere usata per valutare la probabilità Pm di ottenere un evento per
magia, se è possibile fare una stima della sua probabilità P di accadere per caso e del fattore magico
M. Al contrario, allo scopo di pianificare, può essere usata per calcolare quanta magia M sarebbe
necessaria per aumentare la probabilità ad un livello più accettabile. La seconda equazione si può
esprimere graficamente, con le linee curve che rappresentano una selezione di valori di Pm ottenuti
dall’interazione di alcuni valori di M e P, come in figura 5.
Figura 5. Gli effetti della magia sulla probabilità.

Il grafico viene ottenuto risolvendo la seconda equazione per valori di Pm in cui sono stati inseriti
diversi valori di P ed M. Il grafico dovrebbe in realtà essere tridimensionale. I valori ottenuti di Pm
sono stati calcolati e vengono mostrati nella Tabella 2.
Tabella 2. Gli effetti della magia (valori M) sulla probabilità (valori P).

Si possono fare un certo numero di osservazioni su questi grafici e figure, alcune ovvie, altre
inaspettate. Innanzitutto si può vedere che atti moderati di magia, con valori di M compresi tra 0.5 e
0.7, avranno un effetto proporzionalmente più grande su eventi la cui probabilità giace tra valori
simili, mentre tali atti miglioreranno solo marginalmente le probabilità di eventi che sono abbastanza
improbabili (P = 0.2 o minore), o abbastanza probabili (P = 0.8 o maggiore). Quindi sarà più
produttivo lavorare per migliorare la probabilità di eventi compresi tra questi valori quando si inizia
una carriera nella magia. Come seconda osservazione, va notato che in ogni caso ogni atto di magia, a
meno che non sia totalmente senza speranza, tenderà a migliorare ogni probabilità non-zero, e se ciò
che il mago cerca è il risultato, egli dovrà compiere tutti gli atti ordinari possibili per incrementare la
probabilità che il risultato desiderato capiti casualmente, prima e dopo l’utilizzo della magia. Fare
altrimenti sarebbe come porre subconsciamente la propria magia in difficoltà e poi sfidarla,
obbligandola di solito a fallire.
Ai parapsicologi potrebbe anche interessare notare che sono previsti risultati statisticamente più
impressionanti se i poteri psichici vengono testati su eventi che abbiano probabilità più alte di
quando ci sono da indovinare le carte Zener (uno scarso P = 0.2). I risultati ottenuti finora dai
parapsicologi universitari suggeriscono che essi riescono ad ottenere dai loro soggetti al massimo un
fattore M che raramente va oltre lo 0.5 a causa delle condizioni sfavorevoli dei loro esperimenti.
Come terza osservazione, si può vedere che ogni atto di magia con M = 1 aumenterà ogni
probabilità verso la certezza, dove Pm = 1. Ciò include anche eventi con una probabilità di zero,
poiché la linea in fondo del grafico rimane a zero finché M = 1, dove il valore di Pm si muove
improvvisamente da zero ad uno. Quindi, in teoria, qualsiasi cosa può essere fatta con la magia.
Tuttavia, in pratica è spesso difficile incrociare le condizioni per una magia con M = 1. Ad esempio,
occasionalmente è possibile teletrasportare oggetti la cui probabilità di movimento spontaneo è
virtualmente zero. Ma, anche se in teoria è possibile teletrasportare un intero pianeta in un altro
sistema stellare, in pratica non è fattibile la formazione di un collegamento magico efficace con un
intero pianeta, tralasciando poi la destinazione desiderata, e solo con un L = 1 si può ottenere il
fattore M = 1 richiesto per un miracolo.
Come quarta osservazione, bisogna notare che non c’è un fattore per la forza della volontà o del
desiderio nelle equazioni della magia. La volontà viene impiegata per soddisfare le condizioni per la
gnosi. L’intensità del desiderio non ha importanza. Con un collegamento magico affidabile, una bassa
resistenza subconscia, un adeguato espediente per ridurre la consapevolezza conscia, allora un
desiderio irrilevante è tanto efficace quanto uno ossessivo se viene attivato tramite gnosi. Ad ogni
modo, a causa di ciò, esiste sempre la forte possibilità di risultati magici accidentali. Se la gnosi
attiva un desiderio diverso da quello selezionato, presumibilmente per scarse procedure di
incantesimo, allora potrebbe manifestarsi un risultato alternativo se esiste un collegamento magico.
Gli effetti di un certo numero di persone che eseguono l’incantesimo simultaneamente o in
sequenza per un obbiettivo comune non vanno mai oltre il risultato migliore che ognuno di loro può
raggiungere singolarmente. Quindi se un mago da solo raggiunge un Pm = 0.85, qualsiasi valore di Pm
inferiore ottenuto prima o dopo, o simultaneamente, non farà alcuna differenza. I punteggi non sono
cumulativi. Dunque l’unico significato di un incantesimo collettivo è innanzitutto che consente una
maggior opportunità per qualcuno di fare qualcosa di eccezionale, e poi che l’assistenza reciproca
contribuisce spesso alla creazione di una esecuzione generalmente migliore. Inoltre ha poco senso
ripetere un incantesimo a meno che non ci sia una possibilità di farlo meglio, oppure la probabilità
che l’evento accada per caso è migliorata, o entrambe.
La terza equazione della magia descrive gli effetti probabili di incantesimi lanciati per impedire
che un evento accada. Tali atti sono quasi inevitabilmente limitati agli incantesimi, poiché ha davvero
poco senso provare a diminuire le probabilità di riuscire in una divinazione. Qui il valore ottenuto di
Pm è minore della probabilità originale di accadimento per caso, P.
Pm = P – PM1/(1-P)

L’effetto di questa equazione è semplicemente di invertire le linee sul grafo, mostrato in figura 6.

Figura 6. Gli effetti della magia mirata a diminuire le probabilità di un evento.

Quando vengono eseguiti atti di magia in conflitto per incrementare da un alto, e decrementare
dall’altro, le probabilità che un evento accada per caso, i rispettivi valori di M vanno sottratti l’uno
dall’altro e la parte rimanente del fattore più grande viene sostituita nell’equazione appropriata. Ad
esempio con un M = 0.6 a favore ed M = 0.4 contro, viene valutata inserendo M = 0.2 nell’equazione
due. Con M = 0.55 a favore ed M = 0.89 contro, viene valutata inserendo M = 0.34 nell’equazione
tre.
Le tre equazioni della magia:

M = GL (1-A) (1-R)

Pm = P + (1-P)M1/P

Pm = P – PM1/(1-P)

Queste non sono notizie particolarmente buone per l’aspirante mago. Esse indicano che l’incantesimo
e la divinazione sono molto difficili. La prima equazione mostra che bisogna usare uno sforzo e
un’abilità considerevoli anche solo per ottenere un fattore M di 0.5 per influenzare una situazione. La
seconda e terza equazione indicano che anche questo fa solo una piccola differenza quando si arriva a
forzare la mano sul caso. Migliorare le condizioni della propria esistenza col tipo di parapsicologia
pura che queste equazioni descrivono richiede la capace applicazione di atti di magia abbastanza
estremi. Tuttavia una volta che siano state padroneggiate le strategie necessarie per raggiungere una
gnosi alta e bassi livelli di consapevolezza conscia e resistenza subconscia, esse saranno sempre
disponibili, ed in ogni situazione andrà risolto solo il problema del collegamento magico per
permettere una magia efficace.

1 Nota del Traduttore: l’espressione originale è “Enchant Long and Divine Short”, la cui traduzione letterale sarebbe “Incantesimi sul
lungo periodo e Divinazioni sul breve periodo”; ma siccome nell’ambiente della Caos Magic anglofono tale espressione è diventata una
sorta di slogan, si è pensato di mantenerne la valenza traducendola con una filastrocca.
Capitolo 2

EONI

Tutte le filosofie, le fedi, i dogmi e le credenze che l’umanità ha sviluppato sono varianti di tre grandi
paradigmi, quello trascendentale, quello materialista e quello magico. In nessuna cultura umana è mai
stato completamente assente uno di questi paradigmi, e raramente uno di essi è stato distinto
completamente dagli altri. Ad esempio, nella nostra cultura attuale, il paradigma trascendentale e
quello magico vengono spesso confusi l’uno con l’altro.
Le filosofie trascendentali sono di base religiose, e si manifestano in una gamma che spazia dagli
estremismi dello spiritismo primitivo attraverso il politeismo pagano, fino al monoteismo delle
tradizioni Giudeo-Cristiane-Islamiche ed ai sistemi teoricamente non-teistici del Buddismo e del
Taoismo. In ognuno di questi casi si crede che qualche forma di coscienza o spirito abbia creato e
sostenga l’universo e che gli umani, e a volte anche altri organismi viventi, contengano un frammento
di tale coscienza o spirito che è sottoposto al velo o illusione della materia. L’essenza del
trascendentalismo è la credenza in esseri spirituali più grandi di noi, oppure in stati dell’essere
superiori a quelli attualmente a disposizione. La vita terrena è spesso vista semplicemente come una
forma di dialogo tra sé e la propria (o le proprie) divinità, o forse con qualche forma impersonale di
forza superiore. Il mondo materiale è un teatro per lo spirito o l’anima o la coscienza che lo ha
creato. Per i trascendentalisti lo spirito è la realtà ultima.
Nel paradigma materialista si crede che l’universo consista fondamentalmente ed interamente di
materia. L’energia non è altro che una forma di materia, ed insieme esse sottendono allo spazio ed al
tempo, all’interno dei quali succedono tutti i cambiamenti strettamente sulla base di causa ed effetto.
Il comportamento umano è riducibile alla biologia, la biologia è riducibile alla chimica, la chimica è
riducibile alla fisica e la fisica è riducibile alla matematica. La mente e la coscienza sono dunque
meri eventi elettrochimici del cervello, e lo spirito è una parola senza contenuto oggettivo. Le cause
di alcuni eventi probabilmente rimarranno oscure a tempo indeterminato, ma c’è una fede sottintesa
che per ogni evento deve esistere un numero sufficiente di cause materiali. Tutti gli atti dell’uomo si
possono classificare come funzionali a qualche bisogno biologico o come espressioni di
condizionamenti applicati in precedenza, oppure semplicemente come malfunzionamenti. Lo scopo
del materialista che rifugge il suicidio è la ricerca della soddisfazione personale, incluse le
soddisfazioni altruistiche se lo desidera.
La difficoltà principale nel riconoscere e descrivere il paradigma magico puro è quella
dell’insufficienza del vocabolario. La filosofia magica si sta riprendendo solo recentemente da una
pesante contaminazione con la teoria trascendentale. La parola etere, che è definita saldamente nella
TCM presentata nella sezione sulla Metafisica Quantistica di questo libro, sarà usata per descrivere
la realtà fondamentale del paradigma magico. Esso è più o meno equivalente all’idea di mana usata
nello sciamanesimo dell’Oceania. In una descrizione materialista, l’etere è informazione che struttura
la materia e che può essere emesso o ricevuto da tutta la materia. In termini trascendentali l’etere è
una sorta di “forza vitale” presente in vario grado in tutte le cose. Esso veicola sia la conoscenza
degli eventi che l’abilità di influenzare eventi simili o simpatetici. Gli eventi, o si originano
spontaneamente da soli oppure sono stimolati a seguire certi percorsi per l’influenza dei pattern
nell’etere. Poiché tutte le cose hanno una parte eterica, esse possono essere considerate vive in un
certo senso. Quindi tutte le cose succedono per magia; le caratteristiche su larga scala dell’universo
hanno un pattern eterico molto forte che le rende abbastanza prevedibili ma difficili da influenzare
attraverso i pattern eterici creati dal pensiero. I maghi si percepiscono come prendenti parte alla
natura. Ai trascendentalisti piace pensare di esserne in qualche modo al di sopra. Ai materialisti
piace provare a manipolarla.
Ora, questo universo ha la proprietà particolarmente conciliante di tendere a fornire prove e
conferme di qualunque paradigma a cui si decida di credere. Presumibilmente ad un certo livello
profondo esiste una simmetria nascosta tra quelle cose che chiamiamo Materia, Etere e Spirito. Di
certo, è raro trovare un individuo o una cultura che opera esclusivamente con uno solo di questi
paradigmi, e comunque nessuno è mai assente del tutto. I paradigmi non-dominanti sono sempre
presenti come superstizioni e paure. Una sezione seguente sugli Eoni tenterà di districare le influenze
di ognuna di queste grandi visioni del mondo attraverso la storia, di vedere come esse abbiano
interagito l’una con l’altra, e di predire tendenze future. Intanto, allo scopo di distinguere più
pienamente le idee di base, viene offerta un’analisi dei concetti di tempo e del sé, che differiscono
radicalmente in ogni paradigma.
I trascendentalisti concepiscono il tempo in termini apocalittici e relativi a millenni. Il tempo
viene considerato come avente un inizio ed una fine definiti, entrambi iniziati dalle attività di esseri o
forze spirituali. La fine del tempo su scala personale e cosmica viene considerata non tanto come una
cessazione dell’essere quanto un cambiamento ad uno stato di essenza non-materiale. Allo stesso
modo, l’inizio del tempo personale e cosmico è considerato come un atto creativo di agenti spirituali.
Dunque nelle culture religiose l’attività riproduttiva di solito diventa pesantemente controllata e
protetta con tabù e restrizioni, poiché implica un’usurpazione del potere delle divinità. La
riproduzione implica anche che la morte sia stata sopraffatta in qualche modo. Quanto è imponente il
potere della creazione, e quanto inconsciamente definitiva deve essere la morte terrena incombente
su un clero celibato e sterile.
Tutti i trascendentalismi incorporano elementi apocalittici. Tipicamente questi vengono usati per
stimolare dei revival quando gli affari ristagnano o l’attenzione viene deviata da qualche altra parte.
E così viene improvvisamente rivelato che i giorni della fine sono vicini, o che qualche conflitto
terreno è in effetti una battaglia titanica contro gli agenti spirituali del male.
Il tempo materialista è lineare ma illimitato. Idealmente può essere esteso arbitrariamente lontano
in entrambe le direzioni a partire dal presente. Per un materialista rigoroso è un’ovvietà che sia
inutile speculare sull’inizio o la fine del tempo. Allo stesso modo, il materialista è incurante di
qualsiasi speculazione su ogni tipo di esistenza personale prima della nascita o dopo la morte. Il
materialista potrebbe benissimo temere una morte dolorosa o prematura, ma non avrà alcuna paura
dell’essere morto.
La visione magica è che il tempo è ciclico e che tutti i processi si ripetono. Anche i cicli che
apparentemente iniziano o finiscono sono in realtà parti di cicli più grandi. Quindi tutte le fini sono
anche inizi, e la fine del tempo è sinonimo dell’inizio del tempo in un altro universo. La visione
magica che tutto è riciclato viene rispecchiata nella dottrina della reincarnazione. L’idea allettante
della reincarnazione si è spesso insinuata nel paradigma religioso e molte tradizioni pagane, ed anche
alcune monoteiste, l’hanno mantenuta. D’altra parte le teorie religiose invariabilmente vanno a
contaminare l’idea originale con credenze riguardanti un’anima personale. Da un punto di vista
strettamente magico noi siamo un accumulo piuttosto che un’unità dischiusa. La psiche non ha un
centro in particolare, siamo esseri coloniali, un’ampia composizione di molte personalità. Dunque,
poiché i nostri corpi contengono frammenti di innumerevoli esseri precedenti, sarà lo stesso anche
per la nostra psiche. Tuttavia alcune tradizioni magiche conservano tecniche che consentono agli
adepti di trasferire porzioni abbastanza grandi della loro psiche in un altro veicolo, che andranno
utilizzate nel caso in cui essi ritengano più opportuno tale sviluppo piuttosto che disintegrarsi
all’interno del genere umano.
Ognuno dei paradigmi presenta una visione diversa sul sé. I trascendentalisti vedono il sé come
uno spirito inserito nella materia. In quanto frammento o creazione della divinità, il sé si considera
come collocato nel mondo in qualche modo non-arbitrario, e dotato di libero arbitrio. La visione
trascendentale del sé è relativamente stabile e non-problematica se è condivisa consensualmente con
tutti i propri cari. Purtroppo le teorie trascendentali sul collocamento e lo scopo del sé, e sulla sua
relazione con le divinità, sono mutuamente esclusive. I trascendentalismi in conflitto raramente
riescono a coesistere poiché minacciano di smentire le immagini di sé. Gli scontri che non sono
decisivi tendono a negarsi reciprocamente nel lungo periodo.
Delle tre visioni del sé, quella puramente materialista è la più problematica. Se la mente è
un’estensione della materia essa dovrà obbedire a leggi materiali, e la visione deterministica
risultante va in conflitto con l’esperienza soggettiva del libero arbitrio. D’altra parte, se si assume
che la mente e la coscienza siano qualitativamente differenti dalla materia, allora il sé resta
incomprensibile a sé stesso in termini materialisti. Ancora peggio, forse, il sé materialista dovrà
considerarsi come un fenomeno di durata solo temporanea, in contraddizione con l’aspettativa
soggettiva della continuità della coscienza. Dato che una visione del sé puramente materialista è tanto
severa, sono pochi quelli preparati a confrontarsi con un esistenzialismo così puro. Di conseguenza
le culture materialiste mostrano una brama spasmodica di sensazione, identificazione e credenze
irrazionali più o meno usa e getta. Tutto, purché il sé sembri meno inconsistente.
Nella caos magic la visione del sé è che esso è basato sullo stesso caos capriccioso e casuale
che rende possibile l’esistenza dell’universo e che gli fa fare ciò che esso fa. Il sé magico non ha un
centro; non è un’unità ma una raccolta di parti, o personalità, delle quali un certo numero può riunirsi
temporaneamente e chiamarsi “Io”. Ciò va in accordo con l’osservazione che la nostra esperienza
soggettiva non è costante. La nostra esperienza soggettiva consiste delle nostre varie personalità che
si riconoscono l’una con l’altra. Il libero arbitrio nasce o come risultato di una disputa tra le varie
personalità o come un’improvvisa creazione casuale di una nuova idea o opzione. Nella visione
magica del sé non c’è una suddivisione spirito/materia o mente/corpo, ed i paradossi del libero
arbitrio e del determinismo scompaiono. Alcune delle nostre azioni derivano da un condizionamento,
ed altre sono casuali. Alcune delle nostre azioni nascono da scelte casuali tra opzioni condizionate
ed altre da scelte condizionate tra opzioni casuali. Nella pratica, la maggior parte delle nostre azioni
sono basate su sequenze gerarchiche abbastanza complesse di tutti e quattro questi meccanismi.
Appena abbiamo compiuto un’azione una delle nostre personalità proclama “Sono stato io!” con tanta
veemenza che la maggior parte delle altre personalità pensano di esser state loro.
Ognuna delle tre visioni del sé ha qualcosa di spregiativo da dire sulle altre due. Dal punto di
vista del sé trascendentale, il sé materialista è diventato preda dell’orgoglio dell’intelletto, il demone
dell’arroganza, mentre la visione magica del sé è considerata totalmente demoniaca. Il sé materialista
vede i trascendentalisti come ossessionati da supposizioni che non trovano riscontro nei fatti, ed il sé
magico come infantile ed incoerente. Dal punto di vista magico, le personalità eterogenee del
trascendentalista hanno attribuito un’importanza troppo esagerata ad una o a poche delle personalità,
a cui danno il nome di Dio o dei, mentre il materialista ha cercato di subordinare tutte le personalità
a quella che si occupa del pensiero razionale. Alla fine dei conti è una questione di fede e di
preferenze. Il trascendentalista ha fede in una personalità divina, il materialista ha fede in una
personalità logica e le personalità del mago si fidano l’una dell’altra. Naturalmente tutte queste forme
di fede sono soggette a periodi di dubbio.

Il meccanismo psicostorico degli eoni

Un esame superficiale dei paradigmi che hanno dominato gli eoni dello sviluppo culturale indica che
le tre principali visioni del mondo hanno avuto il predominio in successione. Esse sono i paradigmi
magico, trascendentale e materialista. Un semplice disegno di queste visioni che guadagnano
importanza in successione ha un certo utilizzo descrittivo, ma manca di potere esplicativo o
predittivo e non può tenere conto della persistenza o ripresa di un particolare paradigma in un altro
punto dello sviluppo culturale. Perciò è richiesto un modello più sofisticato che includa una
considerazione sulle varie filosofie in opposizione, la quali vanno invariabilmente a complementare
il paradigma culturale dominante. Se combiniamo lo scorrere del tempo lineare del materialismo e
del trascendentalismo con lo scorrere del tempo ciclico o ricorrente della filosofia magica, possiamo
derivare un grafico che riesce a rappresentare sia il paradigma dominante che quelli in opposizione
in una forma che esibisce un considerevole potere esplicativo e predittivo: il modello Psicostorico,
mostrato in figura 7.

Figura 7. Il modello psicostorico.

Questo modello è qualitativo. Una trattazione quantitativa implicherebbe una calibrazione non-lineare
dell’asse del tempo con le date specifiche di culture specifiche. Nel momento in cui scrivo si
possono identificare varie culture dell’umanità in transito attraverso un particolare eone, e si può
osservare che le culture sono cambiate in modo considerevole nel periodo di tempo che hanno
impiegato a progredire da un eone a quello successivo. Nelle culture in cui lo sviluppo eonico è stato
rapido si trovano di frequente sia vestigia del paradigma eonico precedente che prove dei paradigmi
eonici imminenti, reperibili tra vari individui e sottoculture. Questo è particolarmente evidente nei
paesi industrializzati dell’occidente nel momento in cui scrivo. Il flusso e riflusso dei paradigmi
magico, trascendentale e materialista sembra essere in parte dovuto ad una competizione tra di loro
ed in parte dovuto a certe caratteristiche dei paradigmi stessi. Ognuno di essi ha una tendenza a
diventare una tirannia terribile al suo zenith, mentre al nadir la sua assenza crea tali difficoltà che
esso persiste inevitabilmente come una filosofia di opposizione ridicolizzata, tollerata a stento, o
totalmente illegale.
Ogni paradigma si esprime con una particolare tecnologia fisica. Quindi l’eone sciamanico è
caratterizzato dalle tecnologie per il cacciatore-raccoglitore, le tecnologie agrarie caratterizzano
l’eone religioso, e l’eone razionalista è caratterizzato dall’industria. Il paradigma dell’eone in arrivo
sarà di complemento alle culture post-industriali.
Ritengo che abbia poco valore estrapolare il modello psicostorico più indietro dell’eone
sciamanico, dato che apparentemente le credenze animistiche caratterizzano le prime forme di
qualsiasi cosa possa esser chiamata cultura umana. Gli eoni tendono a dividersi abbastanza
nettamente in due fasi più piccole mentre i paradigmi sottostanti acquistano o perdono terreno l’uno
rispetto all’altro. La fase animista dell’eone sciamanico è dominata dalla magia e dal materialismo.
La magia fornisce l’idea che tutti i fenomeni includono un particolare potere o mana, che può essere
trasferito o usato per manipolare od anticipare le azioni di quei fenomeni. Il sistema è
un’estrapolazione perfettamente razionale dall’ipotesi iniziale sul mana ed è completamente
empirico. Certe procedure magiche vengono eseguite e certi risultati ne conseguono di solito, ma a
parte questo il mondo è concepito in un modo materialistico semplice, così come si presenta ai sensi.
Il trascendentalismo non gioca alcun ruolo nell’animismo puro, che non ha alcuna pretesa se non
quella di assistere i suoi praticanti nel corso di questa vita. A quanto pare in questo mondo non ci
sono più culture puramente animiste, ma gli antropologi hanno osservato alcune poche culture remote
che si trovano nella fase spiritista dello sciamanesimo, durante la quale l’animismo tende a decadere.
In questa fase la teoria magica diventa barocca poiché il declino dell’empirismo razionale conduce
ad un progressivo scollamento tra le procedure magiche e gli effetti desiderati. Per un certo periodo
tendono a proliferare teorie e procedure magiche dato che i loro effetti ed il potere esplicativo
diventano meno certi. E così emergono il rituale, il mito, il feticismo ed il tabù, e cominciano a
svilupparsi implicazioni trascendentali.
Le culture pagane o politeistiche nascono insieme alle città-stato ed alle civiltà basate su
insediamenti che si dedicano all’agricoltura. Le teorie e pratiche magiche vanno in declino quando i
poteri riconosciuti nello sciamanesimo vengono antropomorfizzati in divinità umane, sinonimo di un
crescente trascendentalismo, e la visione sciamanica del potere individuale viene rielaborata nel
concetto di anima individuale. La negoziazione rituale con gli dei va a sostituire la procedura magica
diretta. Il materialismo è perlopiù assente dal pensiero metafisico pagano, in cui il mondo è
percepito in termini largamente magici e trascendentali. Tale progresso tecnico si sviluppa sulla base
di tentativi ed errori e ad ogni avanzamento viene data un’interpretazione mitica più che razionale. La
limitata teoria materialista del mondo che esiste nelle culture pagane inizia e finisce invariabilmente
con premesse mitologiche. Resta comunque un’attività spesso proibita, e non pochi dei filosofi
pagani devono pagare a caro prezzo le loro speculazioni se le loro conclusioni differiscono da quelle
dell’ortodossia sacerdotale.
Il paganesimo tende a decadere in monoteismo durante l’eone religioso quando le teorie magiche
vengono sostituite da quelle trascendentali. Qui sono coinvolti un certo numero di fattori. Il
monoteismo corrisponde ad un senso crescente del sé individuale, stimolato dal trascendentalismo.
Allo stesso tempo, il monoteismo agevola un controllo sociale più diffuso ed efficace. Inoltre è molto
più facile formare un clero monoteista o mantenere una teocrazia monoteistica. La magia che ci si
aspettava dai sacerdoti pagani è intrinsecamente difficile e inaffidabile tranne che per i più
talentuosi, mentre essa non viene generalmente richiesta ai preti monoteisti. Mentre la fase monoteista
progredisce avviene un qualche incremento delle teorie materialiste sulla natura ma tali ricerche
vengono condotte con grandi rischi, tranne nei casi in cui queste siano pesantemente circoscritte dalla
teologia. In effetti, dato che sia le teorie materiali che quelle magiche si oppongono all’ortodossia
dominante, la scienza e la stregoneria sono spesso inseparabili sia per i loro praticanti che per il
clero che in questo periodo li perseguita. Si trovano spesso strani ibridi di materialismo e magia,
come l’alchimia, che si oppongono al monoteismo, e la magia si traveste di frequente in teurgia in
parte per proteggersi, ed i parte per pura confusione metafisica.
La graduale ascesa della filosofia materialista verso la fine dell’eone religioso è associata agli
sviluppi della tecnologia. Questi a loro volta conducono ad un ulteriore declino degli aspetti
mitologici della religione. Quindi nella prima fase ateista dell’eone razionalista le teorie
trascendentali cedono terreno a quelle materialiste. Tali culture di solito restano monoteiste solo di
nome, dato che la religione regredisce di fronte alle conquiste tecnologiche ed all’ascesa delle
descrizioni materialiste della realtà. Durante questa fase le teorie magiche pure praticamente
scompaiono, anche se un certo occultismo spiritualista solleva spesso la sua testa grottesca. Questo
fenomeno si collega poco alla magia. Qualsiasi magia che si manifesti in quell’ambito viene spiegata
nei termini del materialismo trascendentale di cui consiste lo spiritualismo. Una caratteristica del
crescente materialismo e del decrescente trascendentalismo di questo sotto-eone è la massoneria. Se
da un lato la massoneria è monoteista di nome, dall’altro essa ricerca una moderata trascendenza
attraverso la ragione con la sua venerazione virtuale dell’architetto razionale dell’universo materiale.
Essa è essenzialmente figlia del vecchio illuminismo europeo, e rimane tuttora nella forma di un club
sebbene i suoi propositi originari anticlericali ed antimonarchici siano stati da tempo dimenticati.
Anche le filosofie dell’umanesimo, comunismo e capitalismo hanno le proprie radici nel
trascendentalismo materiale di questo eone.
L’ateismo è soggetto a decadere in nichilismo mentre l’eone razionalista va avanti. Il
trascendentalismo come visione del mondo diventa progressivamente sempre meno sostenibile
mentre il potere esplicativo e tecnologico del materialismo cresce. Quando il paradigma materialista
raggiunge il suo apice diventa sterile e tirannico con i suoi tentativi di quantificare tutto in termini
materiali. Nel momento in cui scrivo molti dei problemi attuali del mondo sono dovuti a grossi
settori della cultura dominante occidentale che stanno entrando in fase nichilista. L’ottimismo iniziale
di capitalismo, scienza, e socialismo si va spegnendo mentre diminuisce la fede nei prodotti di questi
sistemi, andiamo accelerando verso uno squallore ecologico globale e nessuna alternativa sembra
possibile.
In opposizione al paradigma materialista dominante ci sono la magia ed il trascendentalismo che
spesso, per questo motivo, vengono confuse l’una con l’altra un po’ come venivano confuse magia e
scienza quando si opponevano al monoteismo nell’eone religioso. Le teorie magiche tendono a
proliferare in parte per risposta alla tirannia del materialismo ed in parte perché, anche se il
materialismo è evidentemente incompleto, i buchi non possono essere tappati con un
trascendentalismo connotato da una crescente assurdità. Perciò in opposizione al materialismo
nichilista troviamo i resti di un trascendentalismo monoteista che va a sbiadire ed una visione
puramente magica, che si manifesta ad esempio con il crescente interesse per la parapsicologia. In
questo periodo hanno origine strani miscugli di magia e trascendentalismo presi in varie proporzioni.
Neo-paganesimo, Wicca e l’occultismo della luce bianca sono filosofie caratteristiche che si
ribellano alla dominanza culturale del nichilismo. Movimenti di revival carismatici ai margini di un
monoteismo in decadenza cercano di percepire ed invocare i presunti poteri magici delle loro
divinità in un tentativo disperato di supportare un trascendentalismo che va inesorabilmente
scomparendo nell’oscurità. Allo stesso modo, nella fase iniziale del risveglio della magia, i temi
trascendentali o neoreligiosi tendono a mischiarsi con la magia. Ma il modello psicostorico predice
che si separeranno e che le tradizioni magiche che sopravvivranno saranno quelle senza componenti
religiose. Il modello inoltre predice che la fase nichilista dell’eone razionalista darà luogo ad un
nuovo eone in cui le forze relative dei tre paradigmi si troveranno in una configurazione simile a
quella dell’eone sciamanico. Le credenze magiche e materialiste all’inizio domineranno la cultura
del nuovo eone, ed in seguito prevarrà solo la magia. Il nuovo eone è stato soprannominato
Pandemoneone, e la sua prima fase sarà il sotto-eone Caoista in riconoscimento delle teorie magico-
materialiste e non-trascendentali che lo caratterizzeranno.
Dal punto di vista del materialismo razionale popolare che domina la fase nichilista può
sembrare assurdo che la filosofia della magia prima sorgerà come complemento e poi sorpasserà
quella della scienza e del materialismo. Tuttavia le teorie scientifiche più avanzate cominciano già ad
esibire caratteristiche magiche nelle loro nuove descrizioni della realtà. Attualmente vengono
attribuite alla realtà una fondamentale acausalità, indeterminazione e dipendenza dall’osservatore sia
nella fisica delle particelle che nella cosmogenesi. Parlando a ragion veduta, queste sono teorie
magiche, non materialiste. Pare anche che in biologia, psicologia e medicina, le teorie materialiste
sulla causalità stretta dovranno lasciar spazio a qualche forma di vitalismo emergente degli
organismi, che sono evidentemente più della somma delle singole parti. Questo principio vitale co-
emergente, o campo morfico, è equivalente al potere intrinseco del mana della teoria magica.
L’ortodossia prevalente dell’imminente età Caoista rappresenterà qualcosa di simile ad una
tregua tra scienza e magia; anche se all’inizio gli aspetti magici potrebbero doversi camuffare
pesantemente in modo scientifico per rendersi più accettabili. Le teorie trascendentali
sostanzialmente scompariranno ed i fenomeni magici non verranno più considerati come la prova di
qualcosa di spirituale. La parola “Dio” perderà di senso sia oggettivamente che soggettivamente
tranne che per poche combriccole e qualche fanatico; fermo restando che verso la fine del
pandemoneone nasceranno nuove forma di trascendentalismo magico, ma speculare sulla loro
manifestazione precisa sarebbe prematuro. Il modello non predice la natura della tecnologia post-
industriale caratteristica dell’eone in arrivo. Il declino delle teorie materialiste lungo tutto l’eone non
implica di per se la perdita delle tecnologie avanzate. Mentre la tecnologia diventa sempre più
complessa e meno comprensibile, c’è una tendenza a percepirla ed usarla come se fosse un fenomeno
magico. In ogni caso, i dispositivi che includono componenti quanto-meccanici o direttamente psico-
interattivi potrebbero benissimo rendere priva di senso qualsiasi distinzione tra sistemi magici e
materiali. Perciò l’imminente pandemoneone potrebbe essere caratterizzato da un’alta tecnologia
estremamente complessa e tuttavia razionalmente incomprensibile. In alternativa il modello potrebbe
ugualmente considerare una tecnologia post-catastrofe sufficiente a supportare una nuova società
cacciatore-raccoglitore tribalizzata come nel primo eone sciamanico, in cui le forze relative dei
paradigmi erano simili. Nel momento in cui scrivo è troppo presto per speculare sul carattere della
seconda fase del pandemoneone, a cui non è stato dato alcun nome. Resta da vedere se l’umanità
trascorrerà questa fase tra le stelle o litigando per il cibo in scatola tra le rovine fumanti. Ad ogni
modo ogni forma credibile di viaggio stellare dovrà essere basato su princìpi più simili a quelli
attualmente investigati nella magia più che nella scienza. Qualche forma di teletrasporto potenziato
da un macchinario potrebbe essere sufficiente, mentre i veicoli a spinta reattiva ovviamente no.
La posizione del mago verso il ciclo eonico dipende dal suo atteggiamento verso il cambiamento.
Il progresso è semplicemente il meccanismo per cui l’umanità scambia un insieme di problemi per un
altro insieme, spesso più grande. Fare una campagna a favore o contro il cambiamento significa
necessariamente andare verso litigi e conflitti. Tuttavia pare che per natura troviamo più stimolante
impegnarci in subbugli e dispute che astenerci. I vantaggi di avere la storia dalla propria parte sono
che si potrà apprezzare la compagnia di menti radicali invece che conservatrici e che ci si potrebbe
anche godere la soddisfazione di aver avuto ragione. Ma non vanno sottovalutate le soddisfazioni
offerte dalla difesa dell’ortodossia ed il fascino agrodolce di una sconfitta vanagloriosa. La politica,
essendo un semplice battibecco sulle codifiche secondarie dei valori primari di una società, ha poco
effetto sul ciclo eonico. Tutto ciò che può fare è influenzarne il tempismo. La democrazia, ad
esempio, è interamente dovuta all’industrialismo, alla tecnologia militare e all’indebolimento del
monoteismo; non è qualcosa che ha origine dalla politica in sé, ed in nessun modo è la forma finale di
organizzazione sociale. Se capita una marea nella storia umana, essa è causata da cambiamenti
profondi nella visione del sé e della realtà, e le politiche sono solo correnti e increspature sulla sua
superficie.
Armato col modello psicostorico del cambiamento eonico, il mago può facilmente vedere su
quali fattori dovrebbe lavorare per accelerare, ostacolare o invertire lo sviluppo dell’eone in una
particolare cultura o sottocultura. Ad esempio, è necessario incoraggiare sia il materialismo che il
trascendentalismo per indebolire le teorie magiche quando si partecipa ad un lavoro da missionario
monoteista con i pagani. Al contrario, per aiutare a combattere gli effetti di tale lavoro missionario o
per rianimare una società segreta pagana all’interno di una cultura monoteista o ateista, si dovrebbe
fare l’opposto. Tuttavia, si spera sempre che l’interesse principale del mago contemporaneo sia di
assicurare la sana e pronta nascita del pandemoneone dalla cultura nichilista. Per aiutare in questa
transizione, la filosofia magica deve sforzarsi di fare tre cose. Per prima cosa, deve sforzarsi di
eliminare ogni concetto trascendentale o religioso che ancora la contamina. Questi sono destinati alla
pattumiera della storia per un bel po’, e quando infine riemergeranno sarà comunque in una forma
completamente diversa. Non va gettata via nessuna parte utile di magia insieme ad esse. Come
seconda cosa, deve cercare di presentare le sue idee e tecniche usando il massimo travestimento
razionale possibile. La magia deve entrare nella coscienza popolare usando una serie di cavalli di
Troia. Come terza cosa, in misura precauzionale, la magia dovrebbe tentare di indebolire gli avanzi
decadenti del monoteismo senza contemporaneamente prestarsi come obbiettivo. Ad esempio, la
parapsicologia è una minaccia per il fondamentalismo poiché può mostrare che i “miracoli”
dimostrano solo che qualche persona, qualche volta, riesce ad esercitare effetti miracolosi. D’altra
parte, l’esistenza di varie sette sataniche idiote fornisce spesso nemici molto convenienti per i
fondamentalisti, che tendono spesso ad inventarseli quando non ci sono già.
Sono in arrivo tempi pericolosi. Le credenze apocalittiche millenarie presenti nel monoteismo
potrebbero ancora scatenare disastri durante gli spasmi di morte del trascendentalismo. Dalle
filosofie materialiste ci si può aspettare una feroce azione di retroguardia mentre scivolano sempre di
più in un nichilismo i cui aderenti, ancora per un po’ di tempo, pretenderanno dosi maggiori di ciò
che non sta funzionando, più lusso e più sensazioni in un’ecologia impossibilitata a supportarli. La
nascita del pandemoneone in quanto paradigma globalmente accettato potrebbe essere un affare lungo
e sanguinoso. Se le cose andassero male potrebbe essere preceduto da una catastrofe che ci spinge in
una nuova età della pietra invece che nell’età interstellare. Sebbene in entrambe le situazioni ci
sarebbero nicchie importanti per i maghi, preferirei che i miei discendenti facessero le loro magie tra
le stelle invece che rannicchiati nelle rovine.

Le tradizioni orientali nel modello psicostorico

Le origini del Buddismo giacciono in una speculazione ribelle durante il tardo sotto-eone pagano in
Oriente. Simili sviluppi durante il primo millennio a.C. hanno condotto al Taoismo in Cina, ed a certe
speculazioni pre-Socratiche alleate nella civiltà Greca, in particolare quelle di Eraclito di Efeso. I
princìpi fondamentali di questi sistemi metafisici, essenzialmente non-teistici, hanno una certa
rilevanza per una sintesi magico-materialista emergente. Tuttavia, durante le loro storie successive,
sia il Taoismo che il Buddismo sono stati colorati pesantemente dalle filosofie concorrenti, mentre la
filosofia di Eraclito è andata scomparendo nell’oscurità. Il Taoismo ha mostrato una forte tendenza a
regredire in un mero rituale superstizioso, mentre il Buddismo è apparso a volte in forma monoteista
prendendo Budda come il Dio di fatto. Altre volte si è presentato come una forma di paganesimo
virtuale rivestito di astruse teorie trascendentali, mentre la manifestazione Zen del Buddismo sta
cercando di recuperare gli insegnamenti originali con severe misure di austerità. In Tibet la fusione
del Buddismo con le tradizioni sciamaniche indigene ha condotto ad un sistema ordinato di credenze
chiamato Buddismo Tantrico o Buddismo Vajrayana. A vari livelli, esso incorpora caratteristiche
dalla maggior parte degli eoni. All’interno di esso si possono trovare stregoneria, sciamanesimo,
politeismo, monoteismo trascendentale, dottrine di causalità materiale e nichilismo. Presumibilmente
è stato il sistema etico benigno sviluppato in risposta al rigido ambiente dell’ Himalaya che ha
impedito ad ognuna di queste tradizioni di imporsi con violenza sulle rivali. Pare che il rigore del
clima e la geografia abbiano impedito lo sviluppo di un’alta tecnologia; ma la tradizione monastica e
gli inverni senza fine hanno consentito lo sbocciare di una cultura straordinaria in cui le influenze di
tutti gli eoni esistono in vario grado simultaneamente.
Capitolo 3

PRINCIPIA CAOTICA

Nella Caos Magic le credenze non sono viste come un fine in sé, ma come uno strumento per creare
gli effetti desiderati. La piena realizzazione di questo equivale a fronteggiare una libertà terribile in
cui niente è vero e tutto è permesso, e ciò vuol dire che tutto è possibile, non ci sono certezze, e
quello che ne consegue può essere spaventoso. La risata sembra essere l’unica difesa contro la
realizzazione che non possediamo neanche una vera personalità.
Lo scopo dei rituali del Caos è di creare credenze comportandosi come se tali credenze fossero
vere. Nei Rituali del Caos fingi finché ci riesci (2) , per ottenere il potere che una credenza può
procurare. In seguito, se ha i buon senso, ne riderai e cercherai le credenze che ti occorrono per
qualunque cosa tu voglia fare dopo, mentre vieni trasportato dal Caos.
Il Caoismo, dunque, proclama la morte e rinascita degli dei. La nostra creatività subconscia ed i
poteri parapsicologici sono più che adeguati per creare o distruggere qualsiasi divinità o personalità
o demone o altra entità spirituale in cui potremmo scegliere di investire o disinvestire credenza, per
noi stessi ed a volte anche per gli altri. I risultati frequentemente spettacolari ottenuti creando divinità
con l’atto di comportarsi ritualmente come se queste esistessero non dovrebbe condurre il mago del
Caos nell’abisso di attribuire realtà ultima ad alcunché. Questo è l’errore trascendentalista, che
conduce a restringere la gamma delle personalità. La vera grandezza risiede nella varietà di cose che
possiamo scoprirci capaci di fare, anche se potremmo dover credere temporaneamente che gli effetti
sono dovuti a qualcos’altro allo scopo stesso di creare quegli effetti. Gli dei sono morti. Lunga vita
agli dei.
La magia attrae le persone con una buona dose di arroganza ed una fertile immaginazione,
associata col forte sospetto che sia la realtà che la condizione umana siano come un gioco. Il gioco è
senza limiti, e gioca sé stesso per divertimento. I giocatori possono crearsi le proprie regole fino a un
certo punto, ed imbrogliare usando la parapsicologia se lo desiderano. Il tipo di magia presentato
nella sezione “Psiconomicon” di questo libro consiste in una serie di tecniche che operano come
possibili estensioni estreme della strategia normale all’interno del gioco.
Un mago è qualcuno che ha venduto la sua anima per la possibilità di partecipare più pienamente
alla realtà. È solo quando niente è vero ed è stata abbandonata l’idea di un vero sé che tutto diventa
permesso. C’è una certa esattezza nel mito di Faust, ma lui non è riuscito a portarlo alla sua logica
conclusione.
Ci vuole solo l’accettazione di una singola credenza per diventare un mago. È la meta-credenza
che la credenza è solo uno strumento per ottenere degli effetti. Questo effetto è spesso molto più
facile osservarlo in altri che in sé stessi. Di solito è abbastanza facile vedere come le altre persone, e
di certo vale anche per intere culture, siano contemporaneamente avvantaggiati e svantaggiati dalle
credenze che mantengono. Le credenze tendono a condurre ad attività che tendono a riconfermare la
credenza in un circolo che si dice virtuoso invece che vizioso, anche quando i risultati non sono
divertenti. La prima fase, in cui si vede attraverso il gioco, può essere una illuminazione
sconvolgente che conduce o ad un cinismo logorante o al Buddismo. La seconda fase, in cui si
applicano concretamente le intuizioni a sé stessi, può distruggere l’illusione dell’anima e creare un
mago. La realizzazione che la credenza è uno strumento invece che un fine in sé ha conseguenze
immense se accettata in pieno. Nell’ambito dei limiti posti dalle possibilità fisiche, e tali limiti sono
più ampi e più malleabili di quanto creda la maggior parte delle persone, uno può rendere reale
qualsiasi credenza scelga, incluse le credenze che vanno in contraddizione. Il mago non è qualcuno
che si sforza per ottenere una particolare identità limitata, ma piuttosto uno che vuole la meta-identità
di poter essere qualsiasi cosa.
Ben venga quindi il Kali Yuga del pandemoneone, in cui niente è vero e tutto è ammissibile.
Poiché in questi tempi post-assolutisti è meglio costruire sulla sabbia che sulla roccia (3) , che ti
lascerà nello scompiglio il giorno in cui si frantumerà. I filosofi sono diventati nient’altro che i
custodi dell’utile sarcasmo, poiché il segreto è ormai svelato che non c’è alcun segreto nell’universo.
Tutto è Caos, e l’evoluzione non sta andando in nessun posto in particolare. È la pura casualità che
domina l’universo e per questo motivo, e solo per questo motivo, la vita è bella. Siamo nati
accidentalmente in un mondo casuale in cui cause apparenti conducono ad effetti apparenti, e molto
poco è predeterminato, ringraziando il Caos. Dato che tutto è arbitrario e accidentale allora forse
queste parole sono troppo basse e dispregiative, invece dovremmo forse dire che la vita, l’universo e
tutto quanto è spontaneamente creativo e magico.
Godendoci una realtà stocastica siamo tra i pochi a poter gioire delle definizioni magiche
dell’esistenza. La strada dell’eccesso potrebbe ancora portare al palazzo della saggezza, e molte
cose indeterminate possono succedere sulla strada che porta all’equilibrio termodinamico. È vano
cercare un terreno solido su cui restare in piedi. La solidità è un’illusione, così come lo è il piede su
di essa, e la personalità che pensa di possederli entrambi è l’illusione più trasparente di tutte.
Le navi della fede sono bucate e stanno affondando insieme a tutte le scialuppe e alle zattere
creative. Quindi comprerai al supermercato delle credenze o al supermercato delle sensazioni e
lascerai che i tuoi gusti di consumatore definiscano la tua vera identità? O forse tu, audace e
spensierato, ruberai da entrambi per puro divertimento? Perché la credenza è uno strumento per
raggiungere tutto ciò che si considera importante o piacevole, e la sensazione non ha altro scopo che
la sensazione. Quindi serviti pure, prendi entrambe senza pagare il prezzo. Sacrifica la verità per la
libertà ad ogni occasione. Il divertimento più grande è la libertà, e la conquista più grande è non
essere sé stessi. C’è poco merito nell’essere semplicemente chiunque tu fossi destinato ad essere per
nascita e circostanze. Inferno è la condizione di non avere alternative.
Rigetta allora le oscenità dell’innaturale uniformità, ordine e scopo. Voltati e fronteggia le onde
agitate del Caos, da cui i filosofi fuggono da millenni. Tuffati ed esci surfando la cresta, divertiti tra
stranezze senza limiti e misteri in tutte le cose, riservati solo a chi rigetta le false certezze.
Ringraziamo il Caos perché mai lo esauriremo. Crea, distruggi, godi, AVE CAOS!

2 Nota del Traduttore: l’espressione originale è “fake it till you make it”, un ulteriore slogan della Caos Magic anglofona, che
sottintende un doppio senso. Come da traduzione nel testo, sono possibili due interpretazioni: “fingi finché riesci a fingere” e “fingi finché
riesci ad ottenere”.

3 Nota del Traduttore: è un riferimento ad una parabola del Vangelo: (Matteo 7,24-27) e (Luca 6,47-49).
Parte 2

LO PSICONOMICON

Un’esegesi della teoria generale della Caos Magic e le tecniche per i Trucchi Mentali e la Magia
dell’Aura, seguite da Rituale, Scopi e Concezioni per le Otto Magie.
Capitolo 1

MAGIA PRATICA

Il Caos non può essere percepito o desiderato direttamente. La sua esistenza viene dedotta da due
fenomeni. Il primo è l’esistenza della materia, ed il secondo è il comportamento casuale della
materia. L’etere, o tempo ombra, viene similmente dedotto da due fenomeni – il primo, la realtà della
magia, ed il secondo, il comportamento stocastico della materia. Il comportamento stocastico della
materia viene rispecchiato dalla sua tendenza a replicare forma sviluppate su base casuale.
La materia può essere suddivisa per convenienza descrittiva in spazio, tempo, massa ed energia.
Purtroppo ognuno di questi fenomeni può essere descritto solo in funzione degli altri tre. Qualsiasi
definizione volessimo dare della materia sarebbe dunque tautologica. Questa, ad esempio, è la
ragione per cui sappiamo cos’è il tempo finché non proviamo a pensarci. Il tempo è movimento
relativo, che può essere descritto o definito solo in termini di spazio, massa ed energia. A loro volta
queste cose possono essere definite solo in un modo simile, e scopriamo che neanche per queste
riusciremmo a dire cosa sono in realtà. È plausibile che altre razze senzienti possano usare una
tautologia abbastanza diversa basata sulla divisione della materia in un diverso numero di parti. Ad
ogni modo la descrizione consensuale, almeno in questo mondo, è opportunamente rappresentata dal
tetraedro (figura 8).
I quattro vertici rappresentano spazio, tempo, massa ed energia, che è la descrizione che gli
antichi stavano provano a formulare usando la loro analogia di aria, acqua, terra e fuoco. Quando
viene aggiunto l’etere (o spirito) si crea un pentagramma (figura 9).
Il pentagramma è la mappa più semplice possibile dell’universo; anche il Caos da cui esso
fenomenizza è stato omesso. Il pentagramma è anche un simbolo della magia, poiché esso mostra
l’etere e la materia che interagiscono. È anche una rappresentazione della descrizione della realtà a
cinque dimensioni nella Teoria della Caos Magic, che aggiunge il tempo ombra eterico alle quattro
dimensioni comuni.
Anche se di base l’intero universo funziona per magia, come mostrato nella metafisica
quantistica, lo Psiconomicon si limiterà a ciò che è comunemente considerato magia, cioè
l’interazione della mente, che è una struttura materiale, con la realtà attraverso il veicolo dell’etere.
Ciò può essere ottenuto solo usando una serie di tecniche che possono essere complessivamente
chiamate “Trucchi Mentali”.

Figura 8. Il tetraedro.
Figura 9. Il pentagramma.
Capitolo 2

TRUCCHI MENTALI

La mente conscia è un vortice di pensieri fugaci, immagini, sensazioni, sentimenti, desideri in


conflitto, e dubbi; a stento capace di restringere la sua attenzione per un microsecondo ad un singolo
obbiettivo chiaro prima che pensieri secondari comincino a contaminarlo ed a provocare ulteriori
sequenze di conversazioni mentali. Se non ci credi prova a restringere la tua attenzione conscia al
punto alla fine di questa frase senza lasciarti trasportare da altre forme di pensiero, inclusi i pensieri
sul punto.
I trucchi mentali consistono nell’usare i pensieri, sentimenti, sensazioni ed immagini più stabili
che sono conservati nelle parti subconscie ed inconsce della mente per emettere o ricevere pattern
eterici. È necessario usare dei trucchi perché se quelle cose del subconscio vengono portate alla
consapevolezza conscia non avranno effetti magici. D’altra parte, è necessario che esse vengano
liberate o in qualche modo attivate ad un livello giusto al di sotto di quello della consapevolezza
conscia, poiché non sono magicamente efficaci neanche nella modalità normale in cui sono
conservate nella memoria, che è un codice astratto.
Quindi i maghi devono tenere le menti consce occupate con qualcosa che in qualche modo attivi
l’intento nel subconscio senza ricordargli consciamente quale esso sia. Questa è la base dei trucchi
mentali. Anche se ciò sembra paradossale o impossibile, nella tradizione magica ci sono molti
stratagemmi che lo rendono più facile nella pratica. Verranno esposte alcune considerazioni per i
trucchi mentali in ognuna delle cinque operazioni magiche classiche.

Trucchi mentali per gli incantesimi

La maggior parte degli incantesimi di magia tradizionali richiedono che l’operatore restringa
l’attenzione su una rappresentazione di ciò che vuole ottenere che sia astratta o rassomigliante. Ad
esempio, per causare un conflitto tra i propri nemici si potrebbero prendere alcune pietre e scrivervi
sopra il loro nome oppure, meglio ancora, una forma astratta del loro nome, e poi sbattere le pietre
una contro l’altra in preda ad una rabbia isterica. La rabbia isterica serve in parte per bloccare il
pensiero conscio ed in parte per aggiungere forza al desiderio subconscio. Quello che molti testi
convenzionali tralasciano di menzionare è che durante l’atto magico bisogna evitare di pensare
consciamente o di fantasticare sul risultato desiderato. Quindi la rabbia dovrebbe essere stimolata in
un qualche modo che non preveda pensieri verso i propri nemici, e se si vuole gridare qualcosa
mentre si sbattono le pietre dovrebbe essere un’affermazione incomprensibile consciamente.
Potrebbe essere sufficiente anche il desiderio letto all’incontrario. Per prevenire i pensieri e
canalizzare il potere verso il subconscio è possibile usare un mezzo inibitorio invece che uno
estatico. In tal caso il mago cerca di limitare l’attenzione conscia totalmente verso l’esecuzione
dell’incantesimo, usando esercizi yoga o la deprivazione sensoriale per fermare la mente. Per la
maggior parte dei maghi questo è di solito un approccio più difficile.
Se, nell’esempio precedente, le pietre sbattute vengono successivamente collocate in una
borsetta, come talismano per rinforzare l’incantesimo originale, allora il mago dovrà anche evitare di
pensare consciamente a qualsiasi cosa esso rappresenti ogni volta che vorrà ricaricarlo in seguito.
Tutti gli incantesimi che funzionano sono variazioni di questa tecnica base e funzionano con lo
stesso meccanismo di base. Sistemi barocchi di simboli e corrispondenze sono perlopiù inutili.
Incantesimi efficaci possono essere creati semplicemente modificando una rappresentazione del
desiderio che sia scritta, disegnata, plasmata o parlata finché essa non diventi consciamente
incomprensibile. Ovviamente il subconscio saprà sempre a cosa serve il risultante sigillo,
diagramma, artefatto o mantra. Risultati eccellenti vengono spesso ottenuti dai maghi che per un certo
periodo creano una raccolta di incantesimi, per poi eseguirli in seguito, dopo aver dimenticato
consciamente il loro scopo.

Trucchi mentali per la divinazione

Nella divinazione ci sono tre elementi da considerare: l’obbiettivo, i mezzi per ottenere
l’informazione, e l’interpretazione dell’informazione. È essenziale che l’obbiettivo non entri nel
campo della consapevolezza conscia mentre si ottengono informazioni su di esso, altrimenti i risultati
consisteranno semplicemente di pensieri ordinari, fantasie e congetture. Allo stesso modo, il metodo
per ottenere l’informazione dovrebbe precludere l’interferenza del pensiero conscio. Per raggiungere
tale scopo esistono due metodi di base: il sortilegio e l’allucinazione.
Le procedure per il sortilegio richiedono di mischiare le carte, lanciare un dado, oppure ossa,
bastoncini o monete, e metodi simili. Qui il principio è che dei movimenti insignificanti iniziati dal
subconscio forniranno un meccanismo con cui il subconscio potrà comunicare la sua conoscenza
psichica. I metodi allucinatori funzionano in modo simile; l’operatore si limiterà a tenere lo sguardo
fisso, ad esempio in uno specchio oscuro o in una coppa d’acqua, ed attenderà che il subconscio
riveli la sua conoscenza psichica tramite allucinazioni ottiche. Si possono usare anche altri sensi. Ad
esempio si può bere un miscuglio dei quattro gusti base e vedere, a seconda di un attribuzione fatta in
precedenza, quale dei gusti predomina in risposta ad una domanda. Come esempio, può essersi
stabilito che il gusto dolce corrisponde al ‘si’, il gusto salato a ‘probabilmente’, il gusto aspro a
‘probabilmente no’, ed il gusto amaro a ‘no’. Qualunque metodo si usi è importante che il subconscio
venga accuratamente informato dell’obbiettivo, e che durante la divinazione non abbia luogo alcuna
deliberazione conscia. Una tecnica allucinatoria efficace è di scrivere sul retro di uno specchio
oscuro il nome dell’obbiettivo, o meglio ancora di disegnare un sigillo astratto che lo rappresenti.
Qualsiasi visione si presenti mentre si mantiene lo sguardo fisso ‘a vuoto’ su di esso dovrebbe essere
dettata ad un registratore o uno scriba. In seguito l’interpretazione può essere fatta tranquillamente
dopo essere tornati alla piena consapevolezza conscia, allo stesso modo di come un incantesimo
viene deliberatamente pianificato prima di compierlo.
Un’attenta osservazione confermerà che praticamente tutti gli eventi parapsicologici spontanei
accadono tramite qualche forma di trucco mentale. Invariabilmente, è un qualcosa che si aggira giusto
al di sotto della soglia della consapevolezza che dà inizio ad un evento insolito o che dà una curiosa
sensazione semipercepita che qualcosa stava per succedere giusto prima che accadesse. Il mago
cerca di sfruttare questo effetto deliberatamente, ma è come se facendolo dovesse evitare di farlo
deliberatamente. La brama di risultati conscia distrugge gli effetti magici, ed è per questo che si
devono usare dei trucchi per annullarla e per attivare il subconscio. Nello sviluppo delle tecniche
per i trucchi mentali necessarie per gli incantesimi e le divinazioni ci sono pericoli intrinseci. È
facile diventare ossessionati da quella cosa che potrebbe o non potrebbe annidarsi giusto al di sotto
della soglia della consapevolezza, e che attende di essere attivata per analogia da un pensiero
vagante. Potrebbe così iniziare a svilupparsi un sentimento di onnipotenza, in particolare se il mago
inizia a confondere la divinazione con l’incantesimo ed arriva a sentire che tutto ciò che gli accade
intorno è il risultato dei suoi desideri subconsci. La follia finale inizia quando si comincia ad
interpretare anche i disastri come espressioni di ciò che realmente si è desiderato. La paranoia può
anche diventare un circolo vizioso. Quelli che covano una paura subconscia che le cose possano
andare male, o contro di loro, troveranno sorprendentemente facile di farsele andare veramente male
anche solo con un minimo di competenza nei trucchi mentali. L’unica difesa contro queste trappole è
di uniformarsi alle tecniche formali di incantesimo e divinazione, di ignorare risultati casuali quando
è possibile o di accettarli con una risata, e in generale di avere sempre pensieri positivi, poiché tali
pensieri scenderanno a permeare il subconscio.
Trucchi mentali per l’evocazione

Nell’evocazione sono coinvolti tre elementi: l’impianto dell’entità nel subconscio, il potenziamento
dell’entità, e la direzione dell’entità ai vari scopi. L’impianto può essere effettuato o con uno sforzo
prolungato di fantasia ed immaginazione, oppure con un rituale più formale in cui l’entità viene
visualizzata mentre esercita i tipi di potere che il mago desidera che essa abbia. Il potenziamento, che
può costituire il climax di un rituale, consiste nell’entrare nello stato di piena gnosi e poi confinare la
propria attenzione verso la base materiale dell’entità, oppure verso un sigillo, mantra, glifo o altra
rappresentazione astratta o analogica di essa. La gnosi sessuale, spesso usata qui come simbolismo
della creazione di un essere, anche se non materiale, è particolarmente appropriata; tuttavia, per
ragioni che verranno discusse nella sezione sulla Magia del Sesso, è generalmente poco saggio usare
questo metodo per dare potere ad entità con capacità distruttive. Quando si dirige un’entità verso
l’esecuzione di un particolare compito è spesso più efficace usare dei trucchi mentali invece che
comandi con un significato cosciente. Ad esempio, il mago può creare un mantra od un sigillo per il
comando per poi recitarlo o visualizzarlo sulla base materiale o sull’immagine visuale dell’entità.
Alle entità evocate non dovrebbe mai essere consentito di andare oltre i poteri che il mago gli ha
conferito, né il mago dovrebbe tentare di aggiungere capacità ulteriori ad entità esistenti senza prima
un’attenta considerazione delle conseguenze. Le entità evocate sono i servitori del mago, tu sei il loro
maestro: se cominci ad accettare suggerimenti da loro i risultati potrebbero essere disastrosi. Di
solito sono sufficienti quattro entità. Una per l’esecuzione di incantesimi complessi, una per le
divinazioni in cui le tecniche semplici potrebbero non bastare, una per la difesa magica, e se
necessario anche l’attacco, e forse una quarta per lavori di Magia Ottarina.

Trucchi mentali per l’invocazione

L’invocazione è un processo in tre fasi. Innanzitutto il mago si identifica consciamente con ciò che è
tradizionalmente chiamata una forma-divinità, in seguito entra in gnosi, ed infine il subconscio del
mago manifesta i poteri della forma-divinità. Una invocazione riuscita implica niente di meno che una
piena “possessione” da parte della forma-divinità. Con la pratica di può accorciare di molto la prima
fase dell’identificazione conscia, al punto che potrebbe essere necessario solo concentrarsi
momentaneamente su una forma-divinità già ben collaudata. È conveniente pensare alle forme-
divinità come manifestazioni archetipiche degli istinti basilari dell’uomo presenti in tutti gli individui
e disponibili attraverso la risonanza eterica degli atti e dei pensieri di tutti gli altri esseri umani. I
pagani sono stati abbastanza sensati da inserire l’intera psicologia umana nella maggior parte dei
loro pantheon e di sviluppare immagini archetipali per rappresentare tutte le varie personalità di cui
è composto l’organismo umano. È per questo motivo che il simbolismo pagano classico viene usato
così spesso dai maghi. Tuttavia, se si desidera lavorare con uno stile più libero, in qualsiasi
momento nel mondo esiste sempre una quantità perfettamente adeguata di sesso, violenza, amore,
abilità intellettuale, morte e tutto il resto con cui il mago può stabilire una risonanza eterica.
Di base occorre mettere in gioco due forme di attività subconscia per un’invocazione efficace.
Bisogna fare una selezione delle emozioni da stimolare per aggiungere potere. Questo processo
spesso inizia consciamente con uno sforzo di simulazione deliberato durante la fase di identificazione
conscia, e poi va a formare una parte vitale della fase di gnosi, ma in seguito dovrà sviluppare il
proprio slancio durante la fase di possessione, quando il conscio lascia che il subconscio prenda il
sopravvento. L’altra facoltà subconscia che è richiesta sembra essere localizzata nell’emisfero
cerebrale destro, che normalmente è abbastanza tranquillo. Tale facoltà va indotta a canalizzare il
genio di qualunque cosa venga invocata e a dargli forma ed espressione. Qui l’unica tecnica certa è
di preparare il rituale con attenzione in modo che sia disponibile tutto il necessario: materiali fisici,
idee mentali e le credenze. Dopodiché ci si può lanciare appassionatamente nel rituale con uno sforzo
supremo di immedesimazione. Fingi finché ci riesci, quanto più ti è possibile, fin quando arrivi al
punto da ricavarne più di quanto ci stai mettendo. Personalmente non mi ritengo soddisfatto di
un’invocazione a meno che non rimanga sorpreso dal risultato.
Fondamentalmente tu stai richiamando gli dei, le forze archetipali al di fuori di te e dall’etere
collettivo della razza umana, e solo se andranno oltre le tue aspettative allora l’operazione potrà
considerarsi riuscita. Uno dei trucchi mentali più importanti per l’invocazione dipende dalla curiosa
relazione tra rituale e credenza. Amici e colleghi umani, è mio sfortunato compito dirvi che abbiamo
una maggior propensione a credere in ciò che facciamo piuttosto che fare ciò in cui crediamo. Tutta
la filosofia è biografia; costringi qualcuno ad eseguire rituali militari o religiosi ed essi arriveranno a
credere che sono soldati o fedeli. Le nostre credenze sono in larga parte formate da ciò che ci
troviamo a fare. Ma questo meccanismo è sfruttato dal mago. Inizi con un’idea di ciò in cui vuoi
credere e poi selezioni un rituale ed una forma-divinità con i quali agisci come se tali credenze
fossero vere. Eseguendo i rituali andrai ad alterare la tua credenza deliberatamente. Forse sarebbe
meglio dire che ti procuri una gamma di credenze che possono essere selezionate ed invocate per
consentirti di fare quello che richiedono le circostanze. Dovresti diventare capace delle azioni che
nascono dalla credenza che sei un amante eccezionale, un guerriero coraggioso ed efficiente, un genio
d’intelletto, un brillante uomo d’affari, estremamente attraente e carismatico e, di certo, qualsiasi
altra cosa possa essere utile.
La padronanza dei trucchi mentali di invocazione porta con se alcuni pericoli. La cosa principale
da evitare è una eccessiva identificazione con una particolare forma-divinità che sembri concedere
buoni risultati. Se sembra che una particolare forma invocata inizi a dominare la tua intera esistenza,
allora sarà essenziale provare anche qualcos’altro, preferendo come alternativa qualcosa di
abbastanza diverso. Altrimenti preparati a fronteggiare una restrizione a lungo termine della tua
umanità, che sul breve termine potrebbe anche funzionare, ma che porta inesorabilmente alla
freddezza e al fallimento. Il mago dovrebbe anche essere consapevole di quando le forme-divinità
iniziano ad andare oltre gli scopi per cui erano state invocate. Credo che dentro di noi esistano molte
personalità; che siamo tutti casi di personalità multipla – anche se di solito non siamo afflitti
dall’amnesia che è il segno caratteristico delle manifestazioni cliniche di questa condizione. La
sanità mentale è uno stato in cui le personalità che ci compongono si vogliono bene e si fidano l’una
dell’altra e sono preparate a permettere che l’una o l’altra prendano il controllo a seconda delle
circostanze. Se una certa personalità, intensificata dall’invocazione, inizia a sconfinare seriamente
sulle funzioni delle altre personalità, allora è un segno che qualcosa sta andando male; il
fondamentale amore-di-sé che tiene insieme le personalità sta collassando e come risultato nascono
demoni. Un demone è un dio che agisce quando non è il turno suo.

Trucchi mentali per l’illuminazione

Solo quelle forme di illuminazione che ci conducono a cambiamenti comportamentali utili meritano
di essere considerate tali. Quando sento la parola “spiritualità” tendo a cercare una bacchetta magica
carica e pronta a sparare. Alcune persone, spirituali di professione, sono spregevoli e inaffidabili
quando sono fuori servizio semplicemente perché le loro credenze sono in conflitto con gli istinti di
base, e riescono a distorcere il loro comportamento naturale solo temporaneamente. Dopodiché i
demoni arrivano urlando dalle prigioni sotterranee in momenti inaspettati.
Quando si selezionano obbiettivi per l’illuminazione, il mago dovrebbe scegliere forme di auto-
miglioramento che possano essere specificate e misurate con precisione, e che possano influenzare
cambiamenti di comportamento nella nostra intera esistenza. L’invocazione è lo strumento principale
dell’illuminazione, ma possono risultare utili anche incantesimi diretti su sé stessi e divinazioni per
cercare gli obbiettivi dell’illuminazione. A volte si può usare l’evocazione con attenzione, ma non ha
molto senso nel creare semplicemente una entità che sia il deposito di ciò che in generale vorremmo
fosse vero per noi stessi. Questo è un errore frequente nelle religioni. Le forme di venerazione che si
limitano a creare entità nel subconscio sono inferiori alle venerazioni più appassionate che, al loro
meglio, sono pura invocazione. Ad esempio, la “Imitazione di Cristo” dei Gesuiti è più efficace che
semplicemente pregare Gesù.
L’illuminazione si svolge in generale allo stesso modo di un’invocazione, tranne per il fatto che i
maghi si sforzano di ottenere cambiamenti specifici nel comportamento quotidiano invece che creare
facoltà ampliate da cui attingere per scopi particolari. La tecnica di base rimane la stessa; le
credenze richieste vengono identificate e poi impiantate nel subconscio tramite il rituale o altri atti.
Tali atti forzano l’acquisizione subconscia delle credenze che essi implicano.
Nell’illuminazione, obbiettivi modesti e realistici sono preferibili a piani grandiosi. Quando
modifichiamo il comportamento e le credenze degli altri iniziamo solo con le richieste più semplici.
Lo stesso si applica a noi. I maghi dovrebbero stare attenti a non impiantare credenze la cui
espressione non possa essere sostenuta dal corpo umano o dall’ambiente circostante. Ad esempio, è
possibile impiantare la credenza che si possa riuscire a volare senza aeroplano. Tuttavia, raramente è
stato possibile impiantare questa credenza così in profondità da assicurarsi che tali voli non fossero
di durata decisamente breve! Ciò nonostante, con questo meccanismo si riescono a volte a compiere
imprese come la camminata sul fuoco e l’insensibilità al dolore estremo.
Il trucco mentale che impianta la credenza tramite l’azione rituale è più potente di qualsiasi altra
arma l’umanità possegga, tuttavia la sua influenza è così pervasiva che raramente riusciamo a notarla.
È ciò che rende possibile le religioni, le guerre, i culti e le culture. È responsabile dell’uccisione di
milioni di persone ed ha creato le realtà personali e sociali in cui viviamo. Quelli che comprendono
come usarlo sugli altri possono diventare dei messia o dei dittatori, a seconda del loro grado di
miopia. Quelli che comprendono come applicarlo alla propria persona possiedono un gioiello di
valore incalcolabile se usato saggiamente; altrimenti tenderanno ad invocare rapidamente la propria
nemesi.

Trucchi mentali in demonologia

Liber boomerang

Ignorare un dio è generare un demone.

Pensi forse di espandere poche delle tue personalità a svantaggio delle altre?

Ciò che è negato acquista potere, e cerca strani e imprevisti modi per manifestarsi.
Nega la morte, ed altre forme di suicidio accadranno.

Nega il sesso, e la sua espressione ti tormenterà in bizzarre forme.

Nega l’affetto, e sentimenti assurdi ti limiteranno.

Nega la rabbia, e guarderai infine il coltello insanguinato nella tua mano tremante.

Nega onesta paura e desiderio, e potrai solo creare insensata nevrosi e avidità.

Nega la risata, e il mondo riderà di te.

Nega la magia, e diventerai un automa confuso senza speranza di comprendersi.


Capitolo 3

MAGIA DELL’AURA

Tra i vari sistemi occulti esiste molto poco accordo a proposito della presunta “forza magica”
all’interno del corpo. I sistemi che si occupano di Chi, Kia, Prana, Aura, Corpo Sottile, Kundalini,
Forza Odica, ed i Chakra collocano i vari aspetti di questa forza in parti abbastanza diverse del
corpo. A questo potere viene attribuita una gamma di effetti ugualmente divergente ed una pletora
apparentemente infinita di metodi per portarlo all’azione. Per gli scopi di questa discussione,
raggrupperò insieme tutte le suddette tradizioni sotto la denominazione di “magia dell’aura”,
preferendo attenermi al termine occidentale “aura”.
Considerate globalmente, le tradizioni della magia dell’aura implicano un sistema
incredibilmente complicato di energie occulte – capaci di esercitare una straordinaria gamma di
effetti sia all’interno che all’esterno del corpo. Tali effetti sarebbero impossibili da spiegare in
termini di forza o energia a meno che non si conceda a tali forze o energie che esse abbiano delle
proprietà. La mia idea è che la magia dell’aura non funziona tramite questi agenti. Piuttosto, la magia
dell’aura sarebbe un caso speciale di incantesimo o divinazione. Essa funzionerebbe tramite uno
scambio di informazione (non energia) tra il subconscio (non il corpo) ed il suo ambiente circostante,
che può includere il corpo. L’informazione proiettata può selezionare il futuro immediato di una
situazione e creare quello che appare come un effetto occulto. Allo stesso modo, l’informazione
ricevuta può essere percepita come una sensazione corporea anche se non viene ricevuta dal corpo
direttamente. Per facilitare questa proiezione o ricezione di informazione vengono usate varie azioni
del corpo come movimenti, gesti, suoni, visualizzazioni e simulazioni di sensazioni per stimolare
l’intento subconscio, allo stesso modo dei sigilli.
C’è un certo numero di ragioni per cui la magia dell’aura è arrivata ad essere falsamente
considerata come distinta da altre forme di magia e basata su un meccanismo diverso. La prima
ragione è che, a causa del suo sviluppo nell’ambito della medicina e delle arti marziali esoteriche,
essa è stata ritenuta come un effetto a distanza ravvicinata associato con la forza e la vitalità. Il fatto
che fossero disponibili le analogie contemporanee di campi di forza ed energia ha contribuito a
rinforzare questa visione. La seconda ragione è che la magia dell’aura spesso raggiunge risultati che
sono più impressionanti o ripetibili degli incantesimi a distanza ordinari, ma questo di solito è
dovuto al fatto che il collegamento magico è molto migliore a distanza ravvicinata.
Alcuni praticanti della magia dell’aura preferiscono immaginare che la loro arte dipenda da
qualche tipo di forza, e tali concettualizzazioni costituiranno un naturale incoraggiamento alla
manifestazione di effetti che imitano ciò che ci si potrebbe aspettare da qualche forma di forza
straordinariamente compiacente. Tuttavia l’uso di un modello basato su forza o energia presenta due
gravi inconvenienti. Impone una limitazione superflua a ciò che può essere tentato, ed incoraggia
metodi inefficaci di tentare tale tipo di magia. Ad esempio, non solo è possibile rompere un oggetto
senza contatto fisico, ma è anche possibile rompere un oggetto la cui posizione è sconosciuta. In
nessuno dei due casi è di aiuto immaginare qualche tipo di forza ectoplasmica che viene tirata fuori
dal proprio corpo per creare l’effetto. Quello che succede in realtà è semplicemente che il
subconscio seleziona per la realtà un futuro in cui l’oggetto è rotto. Ovviamente, meno è probabile
che l’oggetto si rompa e più difficile sarà il procedimento, ma può consentire che un oggetto si rompa
con l’applicazione di un colpo irragionevolmente leggero, oppure a volte senza contatto.
In tutti gli atti di magia dell’aura eseguiti con successo vi è in funzione un meccanismo sottostante
che apparentemente dipende dal fare qualcosa con il corpo per creare un effetto occulto. Tutte le
storie e gli aneddoti su stregoni che hanno fatto qualcosa di strano con un semplice gesto o
movimento sono spiegabili tramite questo meccanismo. È semplicemente questo: la mente conscia è
occupata con l’esecuzione di un’azione che in precedenza è stata fortemente associata con un intento
impiantato nel subconscio. Fare questo non è facile come sembra. Di solito è necessario eseguire
l’atto ripetutamente con l’aspettativa o la visualizzazione del risultato desiderato, finché i due non
divengono inestricabilmente collegati nel subconscio. Qui è richiesta una grande disciplina per
confinare l’immaginazione solo ai risultati di successo, a dispetto del fatto che in realtà non sta
succedendo niente. Infine, per fare effettivamente la magia, viene eseguito l’atto con concentrazione
conscia – limitata esclusivamente alla sola esecuzione dell’atto. Questo innesca il subconscio che
proietta o riceve l’informazione per plasmare la realtà verso il fine desiderato.
Nell’ambito della magia dell’aura c’è un’ampia varietà di atti che possono essere associati con
una ugualmente ampia varietà di effetti, secondo l’ingegno del mago. C’è una certa importanza nello
scegliere atti che siano simbolici dell’intento desiderato, sebbene una rassomiglianza troppo vicina
potrebbe portare a problemi con la deliberazione conscia. Spesso bisogna fare dei compromessi; ad
esempio, in tutte le arti marziali, tranne le più esoteriche, i movimenti simbolici sono anche efficaci
in combattimento di per sé. I poteri che vengono spesso ricercati attraverso la magia dell’aura
includono l’acquisizione di salute e vitalità per sé, la capacità di guarire gli altri, abilità nel
combattimento, levitazione parziale o l’immobilità (cioè il suo opposto), il controllo della
temperatura corporea, la capacità di empatizzare con gli altri al punto di conoscere le loro intenzioni
ed i loro movimenti, la proiezione di carisma e fascino sessuale oppure, all’opposto, l’invisibilità
come capacità di passare inosservati.
Gli atti simbolici che possono essere collegati con l’innesco di questi poteri includono alcune
posizioni del corpo e particolari gesti delle mani, che possono consistere in posizioni delle dita,
movimenti per curare o per colpire, o figure complicate tracciate in aria. Il controllo del respiro
viene spesso usato e combinato con l’esecuzione di suoni simbolici. Le sensazioni possono essere
deliberatamente simulate in varie parti del corpo per innescare certi intenti subconsci. È importante
notare che la sensazione nel corpo dovrebbe essere simulata solo per scopi specifici e ben definiti.
Qualsiasi tentativo di aumentare la vitalità simulando impressioni di energia in modo vago e
generalizzato condurrà spesso a sensazioni strane ed inutili, simili a shock elettrici che si limiteranno
semplicemente a disturbare il normale funzionamento del corpo.
Una volta che siano stati abbandonati i concetti limitanti di forza o energia, le possibilità della
magia dell’aura si espandono enormemente. Ammesso che si possa stabilire un collegamento magico,
gli effetti non sono limitati dalla distanza o dalla presenza di oggetti posti nel mezzo. Personalmente
non ritengo che da un lato, a distanza ravvicinata, sia possibile proiettare o ricevere nel corpo
qualche tipo di forze, e che dall’altro lato, a lunga distanza, si debba usare la “mente” per compiere
un tipo diverso di magia. Entrambi i tipi di magia dipendono da un tipo di informazione che è
disponibile istantaneamente ovunque.
Capitolo 4

OTTO MAGIE

Il nostro apparato percettivo e concettuale crea una tautologica divisione in quattro parti della
materia in spazio, tempo, massa ed energia. Allo stesso modo, i nostri impulsi istintivi creano una
divisione della magia in otto parti. Per convenienza, le otto forme di magia vengono contrassegnate
da colori che hanno un significato emotivo. Vedere figura 10.
Figura 10. I colori della magia.

Gli otto tipi di magia possono essere attribuiti ai sette pianeti classici, con l’aggiunta di Urano per
l’ottarino. Tuttavia, allo scopo di espandere i parametri di ciò che si può tentare con ognuna di queste
forme di magia, tale attribuzione verrà perlopiù evitata. Considereremo le otto forme di magia una
alla volta.

Magia ottarina

Seguendo l’ipotesi di Pratchett, (e molte cose utili sono nascoste nello scherzo), l’ottavo colore dello
spettro, che per il mago è la percezione personale del colore della magia, può essere chiamato
ottarinoi. Per me questo è una particolare sfumatura di rosa-porpora elettrico. Le mie visioni ottiche
più significative sono avvenute tutte in questa tonalità, ed io la visualizzo per colorare molti dei miei
incantesimi e sigilli più importanti in astrale. Prima di mollare gli ormeggi e salpare nel Mar
Arabico su una barca che mi ero costruito da solo, fui indotto con l’inganno ad accettare un rubino
stellato enorme e senza prezzo da uno stregone in India. Era di una perfetta tonalità ottarina. Durante
il tifone più violento in cui mi sia mai imbattuto, mi ritrovai a gridare le mie invocazioni a Thor e
Poseidone mentre mi tenevo aggrappato alla barca, su cui si abbattevano onde alte come montagne, e
fulmini ottarino si scaricavano sul mare intorno. Ripensandoci sembra un miracolo che io e la mia
ciurma siamo sopravvissuti. Ho tenuto la pietra color ottarino, non sapendo se mi fosse stata passata
come maledizione, come scherzo, come benedizione, come un test, o tutte queste cose insieme.
Altri maghi percepiscono l’ottarino in modi diversi. La mia percezione personale dell’ottarino è
probabilmente una conseguenza del fatto che le mie forme di gnosi più efficaci sono il sesso
(porpora) e la collera (rosso). Ognuno di voi dovrebbe scoprire da solo il proprio colore della
magia.
Il potere ottarino è il nostro impulso istintivo verso la magia che, se gli è consentito di sbocciare,
crea nella psiche la “personalità magica”, ed un’affinità con varie forme-divinità relative alla magia.
La personalità magica varia naturalmente tra i maghi, ma ha le caratteristiche generali di essere
antinomica e deviata, con una predilezione per la manipolazione ed il bizzarro. L’antinomismo della
personalità magica ha origine in parte dalla generale alienazione della magia dalla nostra cultura. La
personalità magica quindi tende a nutrire interesse in tutto ciò che non esiste, o non dovrebbe esistere
secondo l’ordinaria realtà consensuale. Per la personalità magica niente è innaturale –
un’affermazione piena di infiniti significati. La devianza della personalità magica è una naturale
estensione dei trucchi mentali richiesti per manipolare l’invisibile. Le forme-divinità del potere
ottarino sono quelle che corrispondono più da vicino con le caratteristiche della personalità magica,
e di solito per il mago sono le modalità di possessione più importanti per l’ispirazione magica pura.
Baphomet, Pan, Odino, Loki, Tiamat, Ptah, Eris, Ecate, Babalon, Lilith ed Ishtar sono esempi di
forme-divinità che possono essere usate allo scopo.
In alternativa il mago potrebbe voler formulare una forma-divinità magica su basi puramente
idiosincratiche, nel qual caso il simbolismo del serpente e del pianeta Urano costituiscono spesso
utili punti di partenza.
Il mago può invocare tali forme-divinità per l’illuminazione di vari aspetti della personalità
magica, e per vari lavori di magia pura invece che applicata. La categoria della magia pura include
attività come lo sviluppo di teorie e filosofie magiche, programmi di esercizi magici, la creazione di
sistemi simbolici da usare per le divinazioni e gli incantesimi, ed anche la creazione di linguaggi
magici per scopi simili. Qui val la pena notare che i linguaggi della Caos Magic oggigiorno vengono
spesso scritti in V-Prime prima della traslitterazione in forma magico-barbarica (4) . Il V-Prime o
Vernacular Prime è semplicemente la tua lingua madre in cui vengono omessi tutti i modi e tempi del
verbo “essere”, in accordo con la metafisica quantistica. Una volta adottata questa tattica, tutto il
nonsense del trascendentalismo scompare abbastanza naturalmente. Non c’è essere, tutto è fare.
Il potere ottarino viene invocato per ispirare la personalità magica e per espandere gli arcani
maggiori del mago. Gli arcani maggiori personali consistono dei simboli fondamentali con cui
interpreti ed interagisci con la realtà (in qualsiasi modo essa aggredisca la tua percezione)
magicamente. Questi simboli possono essere teorie o cabale, ossessioni, armi magiche, astrali o
fisiche, o qualsiasi altra cosa abbia a che fare con la pratica della magia in generale – qualsiasi cosa
che non sia dedicata specificamente ad uno degli altri poteri di magia applicata, i cui simboli
formano gli arcani minori personali della magia.
Dalla posizione privilegiata della gnosi ottarina, la personalità magica dovrebbe essere capace
di percepire le personalità degli altri sette poteri, ed essere capace di vedere le loro interrelazioni
all’interno dell’organismo totale. Quindi il potere ottarino porta con sé una certa abilità in
psichiatria, che è la regolazione delle relazioni tra le personalità in un organismo. La differenza di
base tra un mago ed un civile è che in quest’ultimo il potere ottarino è embrionale o immaturo. La
modalità normale, o neutrale, di un civile corrisponde ad una leggera espressione del potere giallo,
che è considerato come l’ego, o personalità normale. La personalità magica, tuttavia, è pienamente
consapevole che essa è solo uno degli otto strumenti principali che l’organismo possiede. Quindi, in
un certo senso, la personalità normale del mago è uno strumento della personalità magica e, cosa
molto importante, vale il viceversa. Comprendere questo fatto conferisce qualche vantaggio rispetto
alle persone normali. Ad ogni modo, la personalità magica, mentre cresce, scoprirà presto che essa
non è di per sé superiore alle altre personalità di cui l’organismo consiste, poiché ci sono molte cose
che loro possono fare e lei no.
Lo sviluppo del potere ottarino attraverso la filosofia e la pratica della magia tende a fornire al
mago un secondo centro principale tra le personalità, che funge da complemento all’ego, o potere
giallo. Ci si riferisce spesso al risveglio del potere ottarino come “essere morsi dal serpente”. Quelli
che lo sono stati di solito si riconoscono istantaneamente tra gli altri come, ad esempio, due naufraghi
superstiti.
Forse uno dei più grandi trucchi mentali è di consentire alla personalità magica ed all’ego di
danzare insieme all’interno della psiche senza inutili conflitti. Il mago che è incapace di travestirsi da
persona normale o che è incapace di agire indipendentemente dal proprio ego, non è affatto un mago.
Ciò nonostante, la crescita del potere ottarino, o ottavo potere della personalità, e la scoperta del
tipo di mago che si vuole essere, e l’identificazione di una sintesi o una forma-divinità che lo
rappresenti, tende a creare qualcosa di simile ad un mutante, che si è spinto in un paradigma di cui
pochi altri sono consapevoli. Una volta che l’avventura è iniziata non è facile voltarsi indietro,
sebbene una minoranza abbia provato a terminare il viaggio con vari tipi di narcotici, incluso il
misticismo. È un pellegrinaggio verso una meta sconosciuta, in cui ci si sveglia successivamente da
un incubo dentro un altro incubo. Qualche volta alcuni di questi sembrano assai divertenti. Ci sono
interi mondi dentro di noi, e l’iniziazione da un mondo all’altro è come attraversare l’abisso.
L’evocazione di un servitore ottarino può costituire uno strumento inestimabile per coloro che
sono coinvolti in ricerche di magia. Le funzioni principali di tali entità sono spesso quelle di essere
d’assistenza alla scoperta di informazioni e contatti utili. Qui i risultati negativi non dovrebbero
essere ignorati. Il totale fallimento di un servitore ben istruito per la ricerca di informazioni
sull’ipotetico big bang cosmico è stato un fattore che ha contribuito allo sviluppo della teoria Fiat
Nox, ad esempio.

Magia nera

I programmi di morte inseriti all’interno della nostra struttura genetica, e quindi comportamentale ed
emotiva, sono il prezzo che paghiamo per la possibilità di riprodurci sessualmente che, da sola,
consente il cambiamento evolutivo. Sono immortali solo gli organismi che si riproducono
asessuatamente, replicando senza fine copie identiche delle loro forme semplici. Due tipi di
operazioni magiche col potere nero sono di particolare interesse per il mago – il lancio di
incantesimi di distruzione e l’elusione di una morte prematura.
I cosiddetti riti “Chod” sono una messa in scena rituale della morte, in cui la personalità-morte
viene invocata per manifestare la sua conoscenza e saggezza. La personalità-morte, tradizionalmente
concepita come una figura scheletrica ammantata di nero e armata di falce, è al corrente dei misteri di
invecchiamento, senescenza, malattia, necrosi, entropia e declino. E possiede spesso un senso
dell’umorismo annoiato e sarcastico.
Circondato dai simboli e la scenografia della morte, il mago invoca la personalità-morte in un
rito Chod per uno o due motivi. Il primo motivo è che l’esperienza della personalità-morte e la gnosi
nera portano alla conoscenza di come ci si sente quando si comincia a morire, e dunque prepara il
mago a resistere alle manifestazioni della morte prematura come se avesse già conosciuto il nemico.
Un demone è un solo dio che agisce quando non è il turno suo. Nel corso di vari riti Chod, il mago
potrebbe anche sperimentare lo stile sciamanico di invocare i simboli e le entità visualizzate che
sono associate con varie malattie, per allenarsi a scacciarle. La personalità-morte può dunque essere
usata per diagnosi mediche e divinazioni.
Il secondo motivo è che la personalità-morte può essere invocata come punto di vantaggio da cui
lanciare incantesimi di distruzione. In questo caso l’invocazione ha la stessa forma generale, ma di
solito ci si riferisce all’operazione come ad un rito di Entropia. Si dovrebbe sempre cercare
un’alternativa all’uso della magia distruttiva, poiché la posizione in cui si è costretti ad usarla è una
posizione di debolezza. In ogni caso, il mago deve impiantare un meccanismo nel subconscio con cui
fare il male all’obbiettivo, e poi proiettarlo con l’aiuto di un sigillo o forse un servitore evocato. La
magia dell’Entropia funziona mandando all’obbiettivo informazioni che incoraggiano un
comportamento autodistruttivo.
La magia dell’Entropia differisce dalla magia del combattimento (gnosi rossa) per alcuni aspetti
importanti. La magia entropica è sempre eseguita in completa invisibilità nella collera fredda della
gnosi saturnina nera. L’obbiettivo è un colpo a sangue freddo di precisione chirurgica, di cui
l’obbiettivo non riceve alcun preavviso. Il mago non è interessato a combattere, ma solo ad una morte
rapida ed efficace. Il vantaggio massimo di tali attacchi è che raramente essi vengono percepiti come
tali dagli obbiettivi, che per i disastri che ricadono su di loro potranno incolpare solo loro stessi e la
cieca sfortuna. Quindi l’aggressore potrà sfuggire alla probabile reazione, che anche una vittoria
magnanima potrà far poco per scoraggiare. Uno svantaggio, tuttavia, è che è abbastanza difficile
presentare il conto per degli effetti che sembrano essere originati completamente da cause naturali.
Le forme-divinità del potere nero sono legioni; se la forma semplice dello scheletro con mantello
e falce non è un simbolo adeguato per la personalità-morte allora potrebbero tornare utili forme come
Caronte, Tanato, Saturno, Crono, Ecate la Strega, Atropo delle Moire, Anubi, Yama, e Kali.
Le entità-servitori del potere nero vengono raramente create per un uso a lungo termine, in parte
perché il loro uso è probabile che sia infrequente, ed in parte perché possono essere pericolose per il
loro padrone. Si tende dunque a crearle e spedirle per singoli compiti specifici.

Magia blu

La ricchezza non va misurata in termini di beni, ma piuttosto in termini di controllo su persone e cose
concrete, e di conseguenza sulle proprie esperienze. I soldi sono un concetto astratto usato per
quantificare l’attività economica, dunque la ricchezza è una misura di quanto controlli le tue
esperienze attraverso i soldi. Assumendo che le esperienze variegate, eccitanti, insolite e stimolanti
siano preferibili a quelle noiose, e che per tale motivo tendono ad essere più costose, allora il
problema principale per la maggior parte delle persone è di trovare una forma di ingresso di denaro
che sia altamente efficiente e che abbia le suddette piacevoli qualità. L’obbiettivo della magia della
ricchezza è di istituire un vasto giro di affari che consenta esperienze piacevoli sia in ingresso che in
uscita. Questo richiede ciò che è chiamata Coscienza del Denaro.
Il Denaro ha acquisito tutte le caratteristiche di un essere spirituale. È invisibile ed intangibile; le
monete, le banconote ed i numeri elettronici non sono soldi. Sono semplicemente rappresentazioni o
talismani di qualcosa che gli economisti non riescono a definire in modo coerente. Tuttavia, sebbene
sia intangibile ed invisibile, può creare effetti potenti sulla realtà. Il denaro ha la propria personalità
e le proprie idiosincrasie, evita quelli che lo bestemmiano e scorre verso quelli che lo trattano in
modo apprezzato. In un ambiente adatto arriverà persino a riprodursi. La natura dello spirito del
denaro è il movimento; ai soldi piace muoversi. Se viene ammassato e resta inutilizzato, muore
lentamente. Il denaro dunque preferisce manifestarsi come un ricambio piuttosto che come beni
inutilizzati. I fondi spendibili per il piacere immediato dovrebbero essere reinvestiti come ulteriore
evocazione, ma chi possiede una vera coscienza del denaro scoprirà che riesce a fare soldi anche dal
piacere. La coscienza del denaro viene pagata per divertirsi. Coloro che si trovano nella coscienza
del denaro sono generosi per natura. Offri loro un investimento interessante e loro offriranno a te una
fortuna. Semplicemente, non limitarti a chiedere un’elemosina.
Il conseguimento della coscienza del denaro e l’invocazione della personalità della ricchezza
consiste nell’acquisizione di un’accurata conoscenza delle predilezioni dello spirito del denaro e di
un’accurata esplorazione dei desideri personali. Quando entrambi questi fattori sono stati compresi,
la vera ricchezza si manifesterà senza sforzo.
Tali invocazioni vanno gestite con cura. La gnosi blu per la ricchezza e il desiderio può
facilmente creare dei e demoni. Molti seminari di formazione moderni per il successo e le vendite si
concentrano sulla creazione di un desiderio isterico per il denaro, associato con un desiderio
ugualmente ipertrofico per i meri simboli della ricchezza invece che per le esperienze che i clienti
vogliono davvero. Lavorare tutto il giorno come un ossesso per il discutibile piacere di annegare
nell’oblio di uno champagne d’annata ogni notte significa aver totalmente mancato il punto, ed essere
entrato in una condizione di anti-ricchezza.
Ad ogni modo, la maggioranza delle persone che si trovano ad esser povere in società
relativamente libere in cui altri sono ricchi devono la loro povertà o ad una mancanza di
comprensione su come si comporta il denaro oppure a sentimenti negativi che tendono a respingerlo.
Per diventare ricchi non è richiesta né una grande intelligenza né un grosso capitale da investire. La
popolarità delle storie sulle miserie e le disavventure dei ricchi è una testimonianza della leggenda
ridicola, prevalente tra i poveri, che i ricchi siano infelici. Prima di iniziare i lavori di magia blu, è
essenziale esaminare seriamente tutti i pensieri e sentimenti negativi riguardanti il denaro, e poi
esorcizzarli. La maggior parte dei poveri che vincono alla lotteria, e solo i poveri ci giocano
regolarmente, riescono a non avere più niente in mano dopo solo un paio d’anni. È come se qualche
forza subconscia in qualche modo si sbarazzasse di qualche cosa che sentivano di non volere o
meritare davvero. Le persone tendono ad avere il grado di ricchezza che profondamente credono che
debbano avere. La magia blu è la modifica di quella credenza attraverso la messa in atto rituale di
credenze alternative.
I rituali di magia blu potrebbero richiedere necessariamente l’esorcismo degli atteggiamenti
negativi verso la ricchezza, esplorazioni divinatorie dei tuoi desideri più profondi, ed invocazioni
della personalità della ricchezza e dello spirito del denaro durante il quale il livello di ricchezza
subconscio viene equilibrato dall’espressione rituale di un nuovo valore, e vengono fatte
affermazioni di nuovi progetti per l’investimento di sforzi e risorse. Si possono esprimere inni ed
incantesimi dedicati al denaro. Si possono scrivere assegni per somme sorprendenti indirizzati a sé
stessi e si possono proclamare e visualizzare desideri. La personalità della ricchezza può essere
espressa da varie forme-divinità tradizionali che abbiano un elemento di prosperità, come ad
esempio Giove, Zeus, Mida e Creso.
Nella magia blu moderna raramente vengono usati incantesimi per i soldi. Oggigiorno la tendenza
è di lanciare incantesimi concepiti per far avanzare progetti finalizzati a fare soldi. Se non riesci ad
organizzare un meccanismo attraverso cui il denaro si possa manifestare allora o niente accade
oppure l’incantesimo si reificherà per strane vie, come l’eredità da un parente affezionato, scomparso
prematuramente. La magia blu, se fatta seriamente, non viene mai perseguita tramite le forme di gioco
d’azzardo convenzionali. Il gioco d’azzardo ordinario è un modo costoso di comprare esperienze che
non hanno niente a che fare con l’incremento della ricchezza. La magia blu è una questione di
investimenti attentamente pianificati. Chiunque, tranne uno stupido, sarebbe capace di escogitare un
investimento che offra possibilità migliori del gioco d’azzardo convenzionale.

Magia rossa

Appena l’umanità ha sviluppato l’organizzazione e le armi per sconfiggere i suoi principali avversari
e predatori naturali, sembra avere in seguito applicato a sé stessa un feroce meccanismo di selezione
nella forma della guerra intestina. Molte delle qualità che consideriamo segni del nostro successo
evolutivo, come ad esempio il pollice opponibile e la capacità di usare strumenti, la capacità di
comunicare con i suoni, la posizione eretta, la disciplina e la capacità di dare e ricevere ordini, sono
state quasi certamente selezionate durante millenni di conflitto armato organizzato tra gruppi umani.
La nostra moralità rispecchia la nostra storia insanguinata, poiché se da un lato è un tabù attaccare
membri della nostra tribù, d’altra parte resta un nostro dovere attaccare gli stranieri. L’unico dibattito
è su cosa consideriamo ‘la nostra tribù’ e cosa consideriamo ‘gli stranieri’. Quando l’entusiasmo per
la guerra è contenuto sviluppiamo sport e giochi in cui esprimere l’istinto aggressivo. Dai costumi e
dalla terminologia dello sport è evidente che lo sport è semplicemente una guerra con regole
aggiuntive.
Tuttavia, non va ritenuto che la guerra sia completamente senza regole. Le guerre sono combattute
per migliorare il nostro potere contrattuale; in guerra il gruppo nemico è una risorsa su cui vorremmo
acquisire una certa misura di controllo. Le guerre vengono combattute per intimidire gli avversari,
non per sterminarli. Il genocidio non è guerra.
La struttura e la condotta della guerra rispecchia il programma “combatti o scappa” incorporato
all’interno del sistema nervoso simpatico. In battaglia lo scopo è di intimidire l’avversario per farlo
uscire dalla modalità di combattimento e farlo entrare nella modalità di fuga. Dunque, assumendo che
ci sia una parità di forze sufficiente a rendere un conflitto utile per entrambe le parti, il fattore
decisivo del conflitto è il morale. E anzi, esso è sicuramente il fattore decisivo in quasi tutti gli
scontri tra umani per competizione, sport o scopi militari.
La magia rossa ha due espressioni. La prima è l’invocazione della vitalità, l’ostilità ed il morale
per supportarci in qualsiasi conflitto, dalla vita in generale alla guerra dichiarata. La seconda è
l’esecuzione di un combattimento magico vero e proprio. Esiste una varietà di forme-divinità con cui
può essere espressa la personalità della guerra, ma possono andar bene anche forme ibride o
puramente idiosincratiche. In particolare, vengono spesso usati Ares, Ishtar, Ogoun, Thor, Marte,
Mitra ed Horus. Non va trascurato il simbolismo contemporaneo. Per la gnosi rossa sono allo stesso
modo benvenute le armi da fuoco e gli esplosivi, le spade e le lance. I tamburi sono praticamente
indispensabili. Vanno tenuti in considerazione i sigilli disegnati con liquidi infiammabili ed i cerchi
infuocati dentro cui eseguire le invocazioni. Il combattimento magico viene di solito dichiarato
apertamente quando l’avversario viene minacciato e maledetto pubblicamente, o quando viene
accusato di essere artefice di talismani, incantesimi o rune che hanno recato danno. L’obbiettivo è
l’intimidazione ed il controllo dell’avversario, che deve quindi essere reso quanto più paranoico
possibile ed informato dell’origine dell’attacco. Altrimenti al conflitto magico si può dare la stessa
forma generale usata per i riti di Entropia, con sigilli e servitori che veicolano informazioni
autodistruttive all’obbiettivo, anche se con intento sub-letale.
Tuttavia, la vera abilità della magia rossa è di riuscire a presentare uno stile di vitalità, morale e
potenziale aggressivo così travolgente che l’esercizio del conflitto magico non è più richiesto.

Magia gialla

La maggior parte dei testi esistenti su ciò che è tradizionalmente chiamata “magia solare” si
contraddicono l’uno con l’altro o risentono di una confusione interna. I commentari astrologici sui
presunti poteri del sole sono una delle più assurde sciocchezze che la nostra disciplina possa
produrre. Questo perché il potere giallo ha quattro forme di manifestazione all’interno della psiche,
distinte ma collegate. Questa divisione in quattro parti ha portato a problemi immensi in psicologia,
in cui varie scuole di pensiero hanno scelto di enfatizzarne una in particolare e di ignorare quelle su
cui si sono soffermate le altre.
Le quattro espressioni possono essere caratterizzate come segue. La prima, l’ego – o immagine di
sé – che è semplicemente il modello che ha la mente della personalità generale, ma escludendo la
maggior parte dei pattern di comportamento estremi di cui le personalità sono capaci. La seconda, il
carisma, che è il grado di fiducia in sé che una persona proietta sugli altri. La terza, qualcosa per cui
non esiste un singolo termine, ma che può essere chiamato ridere-creare. La quarta, l’impulso ad
asserire e dominare. Tutte queste cose sono manifestazioni dello stesso potere giallo, anche se la loro
enfasi relativa varia di molto tra gli individui.
Il successo, nella maggior parte delle società umane, di solito risulta da una esternazione del
potere giallo fatta in modo abile. La forza del potere giallo in un individuo sembra essere in
relazione diretta con i livelli di testosterone (ormone sessuale) in entrambi i sessi, anche se la sua
espressione dipende dalla psicologia personale. Esiste un’interazione complessa tra i livelli di
testosterone, l’immagine di sé, la creatività, lo status sociale ed il desiderio sessuale, anche quando
restano inespressi. In termini esoterici, la Luna è il potere segreto dietro al Sole, come la maggior
parte dei maghi presto o tardi scoprono, e la maggior parte delle maghe realizzano istintivamente.
L’ego si sviluppa gradualmente attraverso gli episodi dell’infanzia e adolescenza e, in assenza di
esperienze seguenti particolarmente potenti, rimane abbastanza costante anche se contiene elementi
altamente disfunzionali. Qualsiasi tipo di invocazione può fare la differenza per l’ego, ma
lavorandoci direttamente si può ottenere molto di più. In merito a questo punto sono necessari alcuni
trucchi. Il semplice riconoscimento dell’ego implica che il cambiamento è possibile. Solo quelli che
realizzano di ‘possedere’ una personalità, invece che ‘consistere’ di una personalità, possono
modificarla. Per la maggior parte delle persone, la preparazione di un inventario dettagliato della
propria personalità è un compito molto difficile ed inquietante. Ma una volta che è stato fatto, di
solito diventa abbastanza facile decidere quali cambiamenti sono desiderabili.
I cambiamenti all’ego, o all’immagine di sé o alla personalità, tramite magia vengono considerati
lavori di illuminazione, e sono ottenuti principalmente usando l’invocazione e l’incantesimo
retroattivo. In questo caso il cambiamento retroattivo consiste nella riscrittura della nostra storia
personale. Dato che il nostro passato definisce in larga parte il nostro futuro, possiamo cambiare il
futuro ridefinendo il passato. Tutti quanti hanno la capacità di reinterpretare le cose del passato che
si ritengono andate male sotto una luce più favorevole, ma la maggior parte non riesce ad andare fino
in fondo con questo processo. Non possiamo eliminare le memorie disabilitanti, ma con una sforzo di
visualizzazione ed immaginazione possiamo eseguire una scrittura in parallelo, abilitando memorie di
ciò che anche sarebbe potuto succedere che vadano a neutralizzare quelle originali. Dove possibile,
possiamo anche modificare qualsiasi testimonianza fisica che favorisce la memoria disabilitante.
Le invocazioni per modificare l’ego sono incantesimi rituali e personificazioni delle nuove
qualità desiderate. Va posta molta attenzione sulla pianificazione di cambi di abbigliamento, toni di
voce, gesti, vezzi e posizioni del corpo che siano più adatti al nuovo ego. Una strategia usata di
frequente nella magia gialla è di praticare la manifestazione di una personalità alternativa con un
innesco mnemonico specifico, come ad esempio il passaggio di un anello da un dito ad un altro.
Varie forme-divinità come Ra, Elio, Mitra, Apollo e Baldur possono tornare utili per strutturare
nuove manifestazioni dell’ego e per sperimentare con le altre tre qualità del potere giallo.
Il carisma, la proiezione di un’aura di fiducia in sé, è basato su un semplice trucco. Dopo poco
tempo, non c’è alcuna differenza tra la sicurezza vera e quella simulata. Chiunque voglia rimediare
ad una mancanza di sicurezza e di carisma, e si trovi incerto su come iniziare a simulare queste
qualità, potrà rilevare che un giorno o due passati a simulare un livello di fiducia in sé pari allo zero
assoluto farà rendere velocemente conto sia dell’efficacia della simulazione sia dei pensieri, parole,
gesti e posture specifiche richieste per proiettare entrambi i tipi di simulazione.
La risata e la creatività potrebbero sembrare non immediatamente collegate, ma il senso
dell’umorismo dipende dalla creazione improvvisa di un collegamento nuovo tra concetti diversi, e
poi ridiamo della nostra stessa creatività per aver forgiato il collegamento. Esattamente la stessa
forma di euforia ha origine da altre forme di attività creativa, e se l’intuizione arriva all’improvviso
ne consegue una risata. Se non ci viene da ridere quando vediamo un pezzo di matematica seriamente
geniale, allora non lo abbiamo realmente compreso. Inoltre ci vuole un certo grado di autostima
positiva e di sicurezza per ridere di qualcosa creativamente divertente. Le persone con scarsa
autostima tendono a ridere solo dell’umore distruttivo e delle disgrazie degli altri. Quando ridono.
La risata è spesso un fattore importante nell’invocazione delle forme-divinità del potere giallo.
La solennità non è un prerequisito per il rituale. Inoltre la risata è una tattica utile per trascinare
l’attenzione conscia via dai sigilli o da altre operazioni magiche una volta che abbiamo terminato di
lavorarci. Forzare deliberatamente una risata isterica potrebbe sembrare un modo assurdo di
terminare un incantesimo o una invocazione, ma si è scoperto che nella pratica è straordinariamente
efficace. Questo è un altro trucco mentale per prevenire la deliberazione conscia.
La scala gerarchica (o “pecking order”) all’interno della maggior parte dei gruppi di animali
sociali di solito è immediatamente ovvia, a noi ed agli animali stessi. Tuttavia, nella nostra società,
tali gerarchie di dominanza sono ugualmente prevalenti in tutti i gruppi sociali, anche se per
mascherare questo fatto facciamo degli sforzi incredibili. La situazione dell’uomo è ulteriormente
complicata dalla nostra tendenza ad appartenere a molti gruppi sociali in cui possiamo avere livelli
diversi di status sociale, e lo status spesso dipende in parte da abilità specialistiche piuttosto che
dall’esibizione di forza bruta.
D’altra parte, assumendo che una persona può sembrare competente nell’abilità specialistica
richiesta da un gruppo sociale, la posizione di quella persona nel gruppo dipenderà quasi
esclusivamente dal grado di assertività e dominanza che quella persona esibisce. Fondamentalmente
l’esibizione avviene attraverso un comportamento non-verbale che tutti capiscono intuitivamente o
sub consciamente, ma che la maggior parte delle persone non riesce a comprendere razionalmente. Di
conseguenza non possono manipolarlo deliberatamente. Tipici comportamenti dominanti sono quelli
di parlare forte e lentamente, usare molto contatto oculare, interrompere il discorso degli altri mentre
si resiste alle interruzioni degli altri, mantenere una postura eretta come se si volesse tenere nascosta
una minaccia, invadere lo spazio personale degli altri mentre ci si oppone all’intrusione nel proprio,
e collocarsi strategicamente in qualsiasi spazio al centro dell’attenzione. Nelle culture dove capita
spesso di toccarsi, la persona dominante inizia sempre a toccare per prima, oppure lo rifiuta
apertamente. In entrambi i casi lo controllano.
Il comportamento remissivo è ovviamente il contrario di tutto quanto detto sopra, ed appare
abbastanza spontaneamente in risposta ad una dominanza riuscita da parte di altri. Esiste
un’interazione a doppio senso tra il comportamento dominante ed i livelli degli ormoni. Se i livelli
cambiano per ragioni mediche, allora anche il comportamento tende a cambiare, ma quel che è più
importante da un punto di vista magico è che un cambio deliberato di comportamento andrà a
modificare i livelli degli ormoni. Fingi finché ci riesci. Non c’è niente di particolarmente occulto nel
modo in cui alcune persone riescono a controllarne altre. Semplicemente non riusciamo a notare
come ciò avvenga perché quasi tutti i segnali comportamentali coinvolti vengono scambiati sub
consciamente. I segnali di dominanza tendono a non funzionare se chi li riceve li percepisce
consciamente. Dunque nella maggior parte delle situazioni essi dovranno essere mandati con furbizia
e con una crescita di intensità graduale. Una delle poche situazioni in cui tali segnali vengono
scambiati deliberatamente è nelle gerarchie militari, ma questo è possibile solo a causa dell’immensa
potenzialità di coercizione fisica diretta che tale sistema esibisce. Rompi le regole formali di
comunicazione non-verbale con un ufficiale, e l’ufficiale ti manderà un sergente per inculcarti la
sottomissione con mezzi espliciti. Alla fine le regole formali verranno interiorizzate e funzioneranno
automaticamente, consentendo abbastanza obbedienza da permettere immolazioni e carneficine di
massa. Il potere giallo è alla radice della maggior parte del nostro meglio e del nostro peggio.

Magia verde

Inevitabilmente, esiste una sovrapposizione considerevole in quello che è scritto sui comuni libri di
magia tra gli argomenti riguardanti l’amore ispirato da Venere e la magia sessuale ispirata dalla
Luna. Di conseguenza in questo testo si è voluta evitare una nomenclatura planetaria. Anche se la
magia dell’amore viene spesso eseguita a supporto di obbiettivi sessuali, questo paragrafo si limiterà
all’arte di far diventare le altre persone amichevoli, leali ed affezionate verso di sé.
Gli amici sono probabilmente il nostro bene più grande. Posso facilmente riconoscere che la mia
rubrica è quanto di più prezioso posseggo. Come per l’attrazione erotica, è necessario che piacciamo
a noi stessi prima di poter piacere agli altri. Questa capacità può essere intensificata con delle
invocazioni appropriate del potere verde. La maggior parte delle persone trova facile suscitare
amicizia nelle persone che a loro piacciono; ma riuscire a farci diventare amiche persone che non
sono bendisposte verso di noi, oppure farci diventare amiche persone che non ci piacciono, sono
capacità di valore. Un’amicizia non corrisposta è una limitazione solo per la persona che la sta
offrendo.
Le invocazioni per il potere verde dovrebbero iniziare con l’amore-di-sé (un tentativo di vedere
il lato meraviglioso di ogni personalità di cui consistiamo), e poi procedere con affermazioni rituali
della bellezza ed amabilità di tutte le cose e tutte le persone. Le forme-divinità adatte per la
personalità amorata includono Venere, Afrodite e Narciso, il cui mito semplicemente riflette un certo
pregiudizio maschile contro questo tipo di invocazione.
Nell’ambito della gnosi verde, le operazioni per rendere amichevoli le persone possono
consistere in incantesimi semplici oppure nell’uso di entità create per questo scopo. Tuttavia è negli
incontri faccia a faccia che le abilità empatiche stimolate dall’invocazione funzionano in maniera più
efficace. A parte le strategie ovvie di mostrare interesse per tutto ciò che l’obbiettivo ha da dire, e
dare conferma e simpatizzare alla maggior parte di quanto ha detto, esiste un altro fattore critico
chiamato “ricalco”, che di solito ha luogo sub consciamente. Fondamentalmente, in assenza di
posizioni apertamente ostili da parte dell’obbiettivo, dovremmo tentare di imitare alla precisione il
comportamento non-verbale dell’obbiettivo. Fare gli stessi movimenti, stare seduti o in piedi nella
stessa posizione del corpo, usare lo stesso grado di contatto oculare, e parlare ad intervalli simili.
Come per i comportamenti di dominanza, tali segnali funzionano solo se non sono percepiti
consciamente dal destinatario. Per imitare i movimenti e le posizioni dell’obbiettivo non muoverti
immediatamente. È anche essenziale provare ad imitare il comportamento verbale e comunicare con
lo stesso livello di intelligenza, status sociale e senso dell’umorismo dell’obbiettivo.
Prima di diventare ricco ero solito praticare queste abilità quando facevo l’autostop. In poco
tempo, anche le persone che trovavo abbastanza terribili mi compravano il pranzo ed allungavano il
tragitto per me. L’empatia ti porterà ovunque.

Magia arancione

Inganno, ciarlataneria, tirare a campare, e pensare velocemente sotto stress sono l’essenza del potere
arancione. Queste abilità mercuriali sono state associate per tradizione con le forme-divinità che
fungevano da patroni per i dottori, i maghi, i ladri ed i giocatori d’azzardo. Tuttavia la professione
medica si è ora in parte dissociata dalla ciarlataneria da quando i dottori hanno scoperto che gli
antibiotici e le operazioni chirurgiche a norma igienica funzionano davvero. Ciò nonostante circa
l’ottanta percento dei farmaci sono fondamentalmente dei placebo, e la professione mantiene ancora
il caduceo mercuriale come emblema. Allo stesso modo, la professione del mago è divenuta meno
dipendente dalla ciarlataneria con la scoperta della natura quanto-probabilistica di incantesimi e
divinazioni, e col sostanziale abbandono dell’alchimia ed astrologia classiche. La magia pura viene
ad oggi meglio descritta come espressione del potere ottarino, avendo un carattere Uranico. Eppure il
ciarlatano ha ancora un posto sia in magia che in medicina. Non dimentichiamoci che, un tempo, una
parte del repertorio di riscaldamento dello sciamano era costituito da giochi di prestigio in cui
qualcosa che era andato perduto o distrutto veniva miracolosamente recuperato dal mago, al fine di
portare il pubblico nello stato d’animo giusto prima di cominciare le procedure serie di guarigioni
placebo. Nella sua forma classica, il mago mette un coniglio morto nel cilindro prima di tirarne fuori
uno vivo.
La lista di professioni che fanno ricorso pesante al potere arancione va ora aggiornata
aggiungendo il venditore, il truffatore, il broker/trader, e qualsiasi altra professione presenti un’alta
incidenza di infarti. L’emozione alla base del potere arancione è la paura, una specie di paura che
non inibisce chi la usa ma piuttosto crea una straordinaria velocità nervosa che produce movimenti
veloci e risposte in calcio d’angolo.
L’apoteosi della personalità furba è la capacità di entrare in quello stato di pensiero accelerato in
cui la risposta veloce è sempre pronta. Questa capacità è creata, paradossalmente, non pensando a
pensare, ma piuttosto consentendo all’ansia di paralizzare parzialmente i processi inibitori stessi, in
modo che il subconscio possa sputare fuori una risposta furba senza deliberazione conscia.
Le invocazioni del potere arancione sono eseguite al meglio ad una velocità frenetica, e la gnosi
può essere approfondita facendo compiti mentalmente complicati come l’addizione a mente di una
grande lista di numeri, oppure l’apertura di buste con domande difficili a cui rispondere
istantaneamente. In queste attività bisogna insistere finché non si raggiunge il breakthrough verso
l’esperienza di pensare senza deliberazione. Per dar forma alla personalità furba si possono usare
varie forme-divinità. Vengono spesso usati Ermes, Loki, Coyote il Trickster, ed il dio Mercurio dei
romani.
La magia arancione è spesso confinata ad invocazioni mirate ad accrescere la prontezza mentale
generale in attività secolari come il gioco d’azzardo, il crimine e le conquiste intellettuali. Ad
esempio, l’ipotesi Fiat Nox mi si è formata in mente nella settimana che è seguita ad un’invocazione
Mercuriale particolarmente efficace usando le tecniche suddette. Secondo la mia esperienza, gli
incantesimi e le evocazioni eseguite in seguito ad una invocazione della gnosi arancione sembrano
dare raramente risultati efficaci quanto l’invocazione stessa.
Forse si dovrebbe dire qualcosa sul crimine ed il gioco d’azzardo a beneficio di quelle teste
calde che potrebbero equivocare quello che si può fare con la magia arancione a supporto di tali
attività. Il furto è un’attività ridicolmente facile se viene fatto metodicamente, tuttavia la maggior
parte dei ladri viene presa dopo un po’ perché diventano dipendenti dall’ansia, che loro sentono
come eccitazione, e cominciano a prendersi più rischi per incrementarla. Il ladro principiante che, in
uno stato di estrema ansia, prende qualcosa in una situazione a rischio zero ovviamente non viene
preso, né viene preso il professionista attento. Tuttavia esistono pochi professionisti attenti perché
nella maggior parte delle società ci sono modi molto più semplici di fare soldi per le persone con
quel tipo di capacità. Invece, la maggior parte dei ladri riesce sempre a trovare un modo di farsi
incriminare, perché una volta che l’ansia del furto si affievolisce, rimane solo l’ansia della
punizione. Quelli abbastanza furbi ed impassibili da rubare con successo possono facilmente
guadagnare di più facendo i venditori.
Ci sono tre tipi di giocatori d’azzardo. Due di questi tipi sono perdenti. Ci sono quelli schiavi
della loro arroganza, che semplicemente si sono messi intesta di provare che possono battere il caso
o le probabilità stabilite dal banco. Poi ci sono quelli che sono schiavi della paura di perdere. Anche
se vincono, invariabilmente gettano via il guadagno poco dopo. E poi ci sono i vincenti. Queste
persone non giocano d’azzardo, o perché sono loro che organizzano le giocate e le poste, o perché
hanno informazioni segrete, oppure perché stanno imbrogliando. Questa è vera magia arancione. Il
poker non è un gioco d’azzardo se è giocato con abilità, e giocare con abilità significa non giocare
contro individui con abilità uguale o superiore, oppure individui che rispondono ad un poker d’assi
con una pistola. La maggior parte delle forme convenzionali di gioco d’azzardo sono configurate in
modo che, tranne i casi di poteri psichici estremi, l’uso di qualsiasi artificio farà ben poca differenza.
Non mi prenderei la briga di scommettere su probabilità che ho ridotto da cento-ad-uno ad un mero
sessanta-ad-uno. Ciò nonostante, alcuni risultati ottenuti usando la prescienza, testata in doppio cieco,
ed applicata alle corse dei cavalli, mostrano un potenziale incoraggiante.

Magia porpora

Gran parte di tutti i culti nel corso della storia hanno in comune una caratteristica in particolare. Sono
stati guidati da un uomo carismatico capace di persuadere le donne a concedere liberamente i loro
favori sessuali ad altri uomini. A ben guardare, questa caratteristica è sorprendentemente comune a
molti culti dell’antichità, sette scismatiche monoteiste e gruppi esoterici moderni. Molti, se non la
maggior parte, dei maestri passati e presenti sono stati, o sono, abili magnacci. Il meccanismo è
abbastanza semplice: paga le donne con la moneta della spiritualità per servire gli uomini, i quali
ripagheranno te con l’adulazione e come effetto collaterale accetteranno il tuo insegnamento. Quindi
l’adulazione degli uomini aumenterà il tuo carisma con le donne creando un circolo virtuoso. Può
essere un modo interessante di mantenersi fino alla vecchiaia, o fino all’intervento della polizia.
L’altro pericolo naturalmente è che le donne, ed infine anche gli uomini, potrebbero arrivare a sentire
che il continuo cambio di partner sul lungo periodo va contro il loro bisogno di stabilità emotiva e di
riprodursi. Dunque in questo tipo di culti ci può essere un alto turnover, con adulti giovani che
continuamente sostituiscono quelli che si avvicinano alla mezza età.
In poche religioni o culti è assente un’istruzione sul sesso, poiché da ogni insegnamento può
conseguire un alto livello di controllo. La gran parte delle religioni più longeve e consolidate
traggono profitto dalla repressione del cosiddetto amore libero. E ci guadagnano un po’ tutti: la
posizione delle donne diventa più sicura, e gli uomini sanno chi sono i loro figli. Ovviamente in
queste condizioni prosperano adulterio e prostituzione perché ci sono sempre persone che desiderano
di più di quanto una monogamia a vita abbia da offrire. Dunque è abbastanza vero che i bordelli sono
costruiti con i mattoni della religione. In modo indiretto con le religioni convenzionali, ed in modo
diretto con molti culti.
Tutto questo evita la domanda del perché accade che le persone abbiano tanto desiderio di farsi
dire cosa fare con la propria sessualità. Perché le persone devono cercare giustificazioni esoteriche e
metafisiche per quello che vogliono fare? Perché è così facile guadagnarsi da vivere vendendo
l’acqua vicino al fiume?
La risposta, apparentemente, è che la sessualità umana tiene incorporata una funzione di
insoddisfazione di origine evolutiva. Il nostro comportamento sessuale è in parte controllato dalla
genetica. Nella femmina i geni più propensi a sopravvivere e prosperare sono quelli che spingono
alla cattura permanente del maschio più potente a disposizione e ad occasionali avventure
(clandestine) con ogni maschio ancora più potente che sia temporaneamente disponibile. Mentre nel
maschio i geni più propensi a prosperare sono quelli che spingono ad inseminare quante più femmine
riesca a mantenere più, segretamente, qualcun’altra che viene mantenuta da altri uomini. È
interessante notare che solo nella femmina umana l’estro viene nascosto. Tutti gli altri mammiferi
mostrano il periodo fertile in modo assolutamente ovvio. Apparentemente la ragione evolutiva di
questo fenomeno è che esso consente, paradossalmente, sia l’adulterio che il legame di coppia
favorendo il sesso anche quando non ha fini riproduttivi. Le basi economiche di ogni singola società
di solito faranno pressione a favore di un certo tipo di sessualità, e tale pressione verrà considerata
la “moralità” che, inevitabilmente, andrà in conflitto con i bisogni biologici. Dunque regna la
confusione, poiché niente riesce a soddisfare per sempre. L’astinenza è insoddisfacente, la
masturbazione è insoddisfacente, la monogamia è insoddisfacente, l’adulterio è insoddisfacente,
poligamia e poliandria sono insoddisfacenti, ed anche l’omosessualità è insoddisfacente, a giudicare
dal frenetico scambio di partner che avviene in quella disciplina.
Nello spettro delle sessualità possibili nessuna fornisce una soluzione a lungo termine perfetta,
ma questo è il prezzo che paghiamo per essere al punto più alto dell’evoluzione dei mammiferi.
Molta della nostra arte, cultura, politica e tecnologia nasce precisamente dalle nostre voglie, paure,
desideri ed insoddisfazioni legate al sesso. Una società nella pace dei sensi sarebbe certamente uno
spettacolo noioso. Vale quasi sempre, se non sempre, che il livello di conquiste e di creatività
individuale sia direttamente collegato al grado di agitazione sessuale. E questa è in realtà una delle
principali, ma spesso non riconosciute, tecniche di magia sessuale. Lasciati ispirare dalla massima
agitazione e confusione sessuale se davvero vuoi scoprire di cosa sei capace in altri campi. Ad
esempio, una vita sessuale tumultuosa non è un effetto collaterale dell’essere un grande artista. È
piuttosto l’arte ad essere un effetto collaterale di una vita sessuale tumultuosa. Una religione fanatica
non crea l’astinenza. Sono le tensioni dell’astinenza che creano una religione fanatica.
L’omosessualità non è un effetto collaterale della vita da caserma tra le truppe d’élite per missioni
suicide. L’omosessualità produce truppe d’élite per missioni suicide.
La Musa, l’ipotetica fonte di ispirazione, spesso raffigurata in contesti sessuali, è una Musa solo
quando la relazione con lei è instabile. Ogni possibile pronunciamento morale sul comportamento
sessuale sarà stato senza dubbio già dichiarato un milione di volte in precedenza, e sarebbe
inopportuno per un Caote continuare ad enfatizzarli. Qualsiasi forma di sessualità alla fine dei conti
richiama l’intera varietà di estasi, disgusto di sé, paura, piacere, noia, collera, amore, gelosia,
rabbia, pena di sé, euforia e confusione. Sono queste cose che ci rendono umani, e talvolta
superumani. Tentare di trascenderle non vuol dire diventare più umani, ma meno. L’intensità
dell’esperienza è la chiave del sentirsi davvero vivo e, potendo scegliere, sceglierei ogni giorno di
vivere in amore invece che in guerra.
Una vita sessuale noiosa crea una persona noiosa. Poche persone riescono a raggiungere la
grandezza in qualche campo senza la forte spinta fornita da un’intensa vita emotivo-sessuale. Questo
è il più grande segreto della magia sessuale. I due segreti minori riguardano la funzione dell’orgasmo
come gnosi e la proiezione di fascino sessuale.
Qualsiasi cosa tenuta nella mente cosciente nel momento dell’orgasmo tende a scendere nel
subconscio. Con questo metodo si possono facilmente impiantare o rimuovere aberrazioni sessuali.
Nel momento dell’orgasmo si possono caricare sigilli per incantesimi o evocazioni o con la
visualizzazione o fissando il sigillo posto, ad esempio, sulla fronte del partner. Tuttavia questo tipo
di lavoro conviene più spesso eseguirlo in modo autoerotico. Anche se la gnosi offerta dall’orgasmo
in teoria può essere usata a supporto di qualsiasi obbiettivo magico, in pratica non è saggio usarla
per magia entropica o da combattimento. Nessun incantesimo è mai totalmente isolato nel subconscio,
ed una possibile fuoriuscita potrebbe impiantare associazioni con la sessualità piuttosto nocive.
Durante l’orgasmo si può dare il via ad un’invocazione, e questa operazione è particolarmente
efficace se ogni partner richiama una forma-divinità. Gli istanti successivi all’orgasmo sono momenti
utili per cercare visioni divinatorie. Un’attività sessuale prolungata può anche condurre a stati di
trance utili per la divinazione visuale e profetica, oppure stati di possessione profetici
nell’invocazione.
La proiezione di fascino sexy con lo scopo di attrarre gli altri dipende da ben altri fattori che il
semplice aspetto fisico.
Ad alcune delle persone più convenzionalmente belle esso manca del tutto, mentre alcune delle
più semplici ne apprezzano ampiamente i benefici.
Per essere attraente per un’altra persona devi offrire qualcosa che sia un riflesso di una parte di
loro. Se l’offerta diventa reciproca allora può condurre a quel senso di completezza che viene
volentieri celebrato nell’intimità fisica. Nella maggior parte delle culture c’è la convenzione che il
maschio mostri in pubblico un aspetto da duro e la femmina mostri una personalità debole, ma invece
in un incontro sessuale ognuno cercherà di rivelare i suoi fattori nascosti. Il maschio cercherà di
mostrare che sa essere compassionevole e vulnerabile tanto quanto potente, mentre la femmina
cercherà di mostrare una forza interiore dietro i segni e segnali esterni della ricettività passiva. Le
personalità incomplete come quelle che sono troppo macho anche nel profondo, oppure consistono
della polarità opposta a questa, non sono mai sessualmente attraenti per nessuno, tranne che in senso
esclusivamente passeggero.
Dunque i filosofi dell’amore sono giunti ad identificare una certa androginia in entrambi i sessi
come componente importante dell’attrazione. Alcuni si sono presi la licenza poetica di esprimere la
bizzarra idea che il maschio ha un’anima femminile e la femmina ne ha una maschile. E questo
rispecchia l’ovvietà che per diventare attraente per gli altri devi prima diventare attraente per te
stesso. Un utile esercizio è di passare qualche ora davanti allo specchio esercitandosi ad essere
attraente.
Se non riesci a suscitarti una eccitazione leggera allora non aspettarti di suscitare un’eccitazione
selvaggia in altri.
La tecnica degli Occhi di Luna funziona spesso. Chiudi gli occhi per qualche istante. Visualizzi
momentaneamente una mezzaluna d’argento dietro i tuoi occhi – con le punte della Luna che
fuoriescono da entrambi i lati della testa dietro agli occhi. Poi soffermi lo sguardo negli occhi della
(o del) potenziale amante mentre visualizzi una radiosità argentea che si irraggia dai tuoi occhi ai
suoi. Questa tecnica ha anche l’effetto di dilatare le pupille e di solito causa un sorriso involontario.
Ambedue sono segnali sessuali universali, il primo dei quali agisce subconsciamente.
Di solito è poco saggio lanciare incantesimi per l’attrazione di un partner specifico. In generale è
meglio richiamare partner che siano idonei per te o per gli altri. Il tuo subconscio di solito ha
un’intuizione molto più acuta su chi può andare bene.
La magia sessuale viene tradizionalmente associata con i colori porpora (per la passione) ed
argento (per la Luna). Tuttavia, l’efficacia dell’abbigliamento in nero come segnale sessuale o anti-
sessuale, a seconda dello stile, mostra che il nero, in un certo senso, è il colore segreto del sesso,
rispecchiando così la relazione biologica e psicologica tra il sesso e la morte.

Rituali di natura mista

Il potere giallo, nelle invocazioni, si combina bene con tutte le altre forze, tranne quella nera. Lavori
del genere hanno l’effetto di infondere la forza alleata al potere giallo più in profondità nel campo
dell’immagine di sé. Le invocazioni di tipo nero-giallo per convenzione vengono suddivise in due
parti, come esperienze di morte-rinascita in cui il mago sostanzialmente cerca di ricreare l’immagine
di sé in seguito al sacrificio rituale. Le invocazioni e gli incantesimi che mescolano i poteri verde e
porpora spesso funzionano bene, ma negli altri casi è meglio impiegare queste forze in modo isolato.
Tuttavia i rituali nero-porpora possono avere effetti insoliti, e vanno costruiti con attenzione al fine di
non costituire un pericolo per chi li utilizza. Un esempio è il Rituale di Thanateros. Un altro esempio
è l’Operazione di Azathoth, un lavoro di magia ottarina che dovrebbe essere usato raramente e con
precauzione.

Il rituale di Thanateros

Il rituale di Thanateros è una celebrazione dei princìpi Caoisti ed un’invocazione momentanea del
potere del Caos stesso. Ti consente, in quanto mago, di ingannare la tua coscienza per portarla in
quello stato esaltato, estatico, magico e creativo che è oltre il paradosso mediante l’utilizzo
dell’effetto né-né. La meditazione del né-né è una disciplina orientale per raggiungere uno spazio tra i
concetti per attingere alle risorse del potere subconscio che sono state rinchiuse in essi e per
liberarle in una vampata di ispirazione ed illuminazione. Il mistico (tu) medita per un certo tempo su
un’idea in particolare, poi medita sull’idea antitetica. Vengono spesso scelte esistenza e non-
esistenza. Nella terza fase mediti sulla presenza simultanea di entrambe le qualità. L’illuminazione
arriva se riesci a completare la quarta fase di meditazione sull’assenza simultanea di entrambe le
qualità, il che forza il processo di concezione oltre i suoi limiti normali.
Il rituale seguente si serve dei paradossi sottili e di quelli manifesti della morte del sé nell’atto
del sesso, e la nascita del sé in un incontro con la morte. Il rituale simula incontri catastrofici col
sesso o con la morte e poi con entrambe queste esperienze simultaneamente. L’apice del rituale è il
riso estatico del né-né, che può essere vissuto come tale o utilizzato per lanciare un incantesimo.

Il rituale

Questo è un rito di illuminazione lunare-saturnino. Il rituale consiste in una dichiarazione d’intento


seguita da tre litanie, ognuna delle quali è seguita da un’invocazione. Il rituale può essere recitato ad
alta voce da uno o più partecipanti oppure se ne può usare una registrazione. Gli altri partecipanti
visualizzano delle figure durante ogni litania. Durante ogni invocazione i partecipanti iniziano
l’iperventilazione e visualizzano l’avvicinarsi delle figure e l’interazione con esse, che termina con
varie grida fragorose. Il rituale viene spesso eseguito stando in piedi con gli occhi chiusi, e si può
gesticolare a volontà. I partecipanti sono incoraggiati a raggiungere livelli gnostici di liberazione
emotiva ed a fare un sincero rumore durante, ed in particolare al culmine di, ogni invocazione.

Le visualizzazioni e le grida dei partecipanti sono le seguenti:

Eros:
Un amante, reale o immaginario. Gemito orgasmico

Thanatos:
Scheletro con la tunica nera, il cappuccio e la falce. Urlo della paura di morire

Caos:
Entrambi. Qualche bizzarra combinazione di entrambi seguita da riso estatico

Dichiarazione di intento

È nostra volontà esperire il Caos attraverso la recita rituale del sesso e della morte

Litania 1

Quando Eros si muove in noi


Ci sentiamo più intensamente noi stessi
Ma quando Eros alla fine ci trasporta via
L’identità si eclissa, distrutto
Nell’orgasmo il sé è perso
Il Caos ci rammenta con uno scherzo
Che noi non siamo niente
Il Sesso è la causa della Morte
Noi siamo divisi per il desiderio dell’Amore
Che la vita possa esistere
Ad un prezzo che per alcuni è spaventoso
Pensi forse di sopravvivere alla Morte?
Ha! La parte che pensa questo
A malapena vive prima della Morte!

Invocazione 1

Vieni dunque Eros, noi ti invochiamo


Tu che ci hai creato
Nella coincidenza caotica
Della roulette genetica
Vieni e creaci di nuovo
E nuovamente uccidici!
Si avvicina chi ci amerà
Accelera il respiro
Mentre si avvicinano
Accelera il respiro
Mentre ci abbracciamo
Accelera il respiro
Al brivido del tocco
Accelera il respiro
Ansimiamo
Pronti ad arrenderci
Tre, Due, Uno, (Grido dell’Orgasmo)!

Litania 2
Quando contempliamo la Morte
Temiamo la perdita del sé
Ma quando guardiamo
La Morte in faccia
L’intensità del sé è assoluta
In quel momento viviamo davvero
Il Caos ci rammenta con uno scherzo
Che noi siamo tutto
La Morte è il prezzo del Sesso
Noi siamo riuniti per il desiderio dell’Amore
Che la vita possa evolvere
Con piacere accettiamo la grazia
Pensi forse di reincarnarti?
Ha! La parte che lo farà
A malapena si è già incarnata!

Invocazione 2

Vieni dunque Thanatos, noi ti invochiamo


Noi accettiamo il tuo patto
Vieni e uccidici di nuovo
E nuovamente creaci
Si avvicina la nemesi
Il teschio ghignante e la falce alzata
Accelera il respiro
Viene vicino e ancora si avvicina
Accelera il respiro
La Morte ci guarda in faccia
Accelera il respiro
Alzata è ormai la falce terribile
Ansimiamo
Quando cadrà noi moriremo
Tre, Due, Uno, (Grido della paura di morire)!
Litania 3

Quando il Caos si muove in noi


Ci chiediamo chi siamo
Ma quando il Caos siamo noi
Scoppia la bolla dell’identità
Ed esplode verso l’infinito
Mentre implode in sé stessa
Nel Caos noi siamo i due scherzi
Nulla uguale Due
E Due uguale Nulla
Niente è la causa dell’esistenza
Esistenza è il prezzo per Ridere
Ridere nella creazione
E Ridere nella distruzione
Ridere è la ricompensa dell’esistenza
Pensi forse tu?
Ha! Il Caos accarezza ancora la materia
E la tua esperienza del sé è l’inizio del loro sesso!

Invocazione 2

Vieni dunque Caos, noi ti invochiamo


Venite Eros e Thanatos, avvicinatevi a noi
Venite Sesso e Morte
Belli e Terribili
Accelera il respiro
Mentre due figure si avvicinano
Amante di sogno, ghignante cadavere
Accelera il respiro
Mentre stringiamo i nostri amanti
Accelera il respiro
Si alza la falce
Accelera il respiro
Gemono le gole
Un grido si agita in noi
Mentre la falce è pronta
E la passione avvampa
Tre, Due, Uno, (Grido di ???)!
(seguito da risate estatiche)

L’operazione di Azathoth

Attribuzione:
Magia ottarina.

Applicazione:
Principale: la conoscenza e conversazione di Azathoth durante la possessione.
Secondaria:magia per risultati attinenti alla natura di Azathoth.

La Fonte di Potere:
Azathoth.

Azathoth è un eggregore associato con l’emergenza della coscienza dal brodo primordiale e con la
ricerca della coscienza per raggiungere le stelle. È associato con queste attività anche in sistemi
stellari diversi dal nostro; apparentemente il prossimo più vicino è Deneb nella costellazione del
Cigno.
Azathoth non ha una forma o un nome che sia significativo per gli umani, tuttavia risponderà ai
nomi Azathoth, Atazoth, e qualche volta anche Astaroth; sebbene quest’ultimo nome, che è una
arzigogolata derivazione dalla dea babilonese Ishtar, andrebbe evitato per non generare confusione.
Storicamente, questo eggregore era conosciuto ad alcuni alchimisti che gli diedero un nome,
Azathoth, che significa un incremento di azoto o, in termini contemporanei, un incremento dei campi
eterici (morfici).
H.P. Lovecraft si è imbattuto in questo eggregore e lo ha timorosamente descritto come il Dio
Cieco e Idiota al Centro del Caos. È cieco solo nel senso che preferisce manifestarsi ad un operatore
i cui occhi siano chiusi e spesso se ne andrà via se gli occhi vengono aperti, quindi vengono spesso
usati una benda o un cappuccio. È idiota solo nel senso che comunica telepaticamente o dal
subconscio (a seconda del proprio paradigma) mentre, e apparentemente solo mentre, l’operatore
recita glossolalia (5) senza senso.

La gnosi

Durante la manifestazione di Azathoth la mente dell’operatore sembrerà funzionare in tre modalità


simultaneamente. Una parte creerà glossolalia, e di solito sarà quasi impossibile ricordarne il
contenuto. Un’altra parte riceverà e tradurrà in qualcosa di comprensibile la comunicazione
dall’eggregore; mentre una terza parte farà da richiedente, domandando cose all’eggregore
mentalmente.
La glossolalia di solito inizia pieni di suoni aspri ed aggressivi, che probabilmente indicano un
certo fastidio da parte dell’eggregore per essere stato chiamato. Ma quando l’operatore va più in
profondità nella gnosi la glossolalia inizia ad assumere la qualità di un incoerente mormorio
sussurrato, durante il quale ha luogo mentalmente la comunicazione tra l’operatore e l’eggregore. In
seguito è spesso possibile richiamare con la memoria tale comunicazione. Azatoth è uno di quelli che
si possono chiamare “dei antichi”, che rappresentano potenti forze vicine all’onnipresente epicentro
del Caos. L’operatore dovrebbe stare attento a non farlo adirare convocandolo per ragioni banali o
chiedendogli di fare cose che vanno contro la sua natura.

Il rito

1. Poni il pentacolo di Azathoth in una posizione prominente (vedere figura 11).


2. Accendi quantità abbondanti di incenso di Urano-Sole-Giove, il tempio dovrebbe essere denso
di fumo.
3. Disegna la stella ad otto punte del Caos in aria sopra di te e visualizzala.
4. Fai una dichiarazione di intento.
5. Tingi il pentacolo di Azathoth con sangue fresco preso dal tuo pollice.
6. Fissa o visualizza il pentacolo di Azathoth mentre mediti sulla emergenza della coscienza dal
brodo primordiale ed il desiderio di raggiungere le stelle.
7. Chiudi gli occhi o coprili.
8. Vibra il nome AZATHOTH nove volte.
9. Grida: AZAK GRIFE DAGARSH AZATHOTH!
10. Grida le lettere dell’alfabeto in ordine casuale finché non partono da soli dei glossolalia aspri.
11. Cerca di andare in profondità sussurrando glossolalia.
12. Interazione con l’eggregore.

Bando/esorcismo, eseguito da un assistente se necessario, finché l’operatore (o gli operatori) non


tornano nella condizione di rispondere al loro nome e possono eseguire il Rituale del Pentagramma
Gnostico (vedere Appendice 2) o un rito simile.

Figura 11. Il pentacolo di Azathoth.

4 Nota del Traduttore: in magia un linguaggio ‘barbarico’ è un linguaggio che non viene compreso coscientemente, e che può essere
salmodiato in modo da distrarre la mente conscia. Gli Illuminati di Thanateros (IOT) usano principalmente il linguaggio Urano-Barbarico,
di cui è possibile trovare un dizionario ufficiale al link: http://chaosmagick.org/barbdict/
5 Nota del Traduttore: col termine ‘glossolalia’ in Caos Magic si intende la pronuncia continuativa di parole senza significato inventate
al momento. Lo scopo di questa pratica è di tenere impegnata la mente razionale in modo che non interferisca sul lavoro.
APPENDICI

1. Liber KKK, un’ampia serie di operazioni magiche.

2. Il Rituale del Pentagramma Gnostico.

3. Monachesimo del Caos.

4. Liber Pactionis. La struttura, i rituali e i protocolli del Patto Magico degli Illuminati di
Thanateros.
Appendice 1

LIBER KKK

Il Liber KKK – Kaos Keraunos Kybernetos – è il primo programma di addestramento magico


completo e sistematico da alcuni secoli a questa parte. Sostituisce definitivamente “La Magia Sacra
di Abramelin il Mago”, il cui sistema è diventato obsoleto a causa del suo trascendentalismo
monoteista e la sua dipendenza da forme repressive di gnosi inibitoria, considerate oggi
inappropriate. Kaos Keraunos Kybernetos può essere liberamente tradotto dal Greco come “il
fulmine del caos governa tutte le cose”.
Il Liber KKK viene presentato come una serie di tecniche magiche generali che il mago dovrà
sviluppare in un programma di lavoro usando qualsiasi simbolo, strumento e forma di gnosi si ritenga
interessante. Sarebbe inappropriato per un testo di Caos Magic prescrivere un dogma o una credenza
in particolare, tranne che la magia funziona se vengono seguiti alcuni princìpi generali. Per un mago
del Caos sarebbe inappropriato aderire servilmente ai dettagli specifici di un sistema. Dal Liber
KKK si può imparare molto durante il processo di adattamento delle procedure generali ai gusti ed
obbiettivi personali. Un tentativo col Liber KKK può essere fatto da qualsiasi adulto. La parola
“mago” si applica ad entrambi i sessi.
Il Liber KKK è una serie di venticinque operazioni magiche. Ognuna delle cinque operazioni
classiche di evocazione, divinazione, incantesimo, invocazione ed illuminazione viene eseguita sui
cinque livelli di stregoneria, magia sciamanica, magia rituale, magia astrale ed alta magia. Dunque il
lavoro include sistematicamente l’intera tradizione delle tecniche magiche, e conduce il mago dalla
creazione di strumenti e pratiche semplici verso la padronanza di esperimenti più complessi sul
piano psichico.
È altamente consigliato che il mago abbia qualche forma di tempio privato per le operazioni.
Tuttavia è anche essenziale che il mago rimanga partecipe nel mondo per l’intero periodo di lavoro.
Il lavoro non comporta alcuna forma di ritiro dal mondo circostante, ma piuttosto esso verrà usato
come ambiente su cui provare la magia. Dunque l’obbiettivo principale delle magie saranno le
questioni lavorative e sociali del mago che, eseguendo le proprie magie, definisce gradualmente uno
stile o spiritualità personale. Poiché non ha alcun senso definire la spiritualità se non come il modo
di vivere la vita. Anche ammettendo che la via della magia abbia una componente spirituale, essa può
essere scoperta solo attraverso la pratica: tutte le critiche e le esortazioni sono inutili.
Non è fissato un massimo di tempo da allocare per completare tutto il lavoro, ma esso non può
essere completato in meno di un anno. Chiunque abbia il tempo di completare le operazioni in meno
di un anno dovrebbe prendere in considerazione di ampliare i suoi impegni ed obbiettivi nel mondo,
a supporto dei quali si potranno usare varie parti del lavoro. I risultati oggettivi sono la prova della
magia, tutto il resto è misticismo.
Pezzi di Pietra Filosofale che non tramutano il piombo in oro falliranno anche come elisir per
l’illuminazione. La magia del Liber KKK può essere eseguita solo nel contesto di uno stile di vita di
rischio ed incertezza. Il mago potrebbe dover considerare se ha bisogno di aggiungere alla sua vita
progetti che contengano tali elementi prima di iniziare il lavoro.
Per gli scopi di questo lavoro, le cinque operazioni magiche classiche di evocazione,
divinazione, incantesimo, invocazione ed illuminazione verranno definite come segue:

Evocazione

Questo è il lavoro con le entità che possono presentarsi spontaneamente o possono essere create. Le
entità possono essere considerate come spiriti indipendenti, frammenti del subconscio del mago,
oppure eggregori di varie specie di forme di vita, secondo i gusti e le credenze adottate. In pratica,
l’evocazione di solito viene eseguita al posto dell’incantesimo, con le entità evocate che hanno lo
scopo di creare gli effetti al posto del mago. Le entità evocate possono servire anche per le
divinazioni, quando sono usate per scoprire informazioni per il mago.

Divinazione

Include tutte quelle pratiche in cui il mago cerca di estendere la percezione con mezzi magici.

Incantesimo

Include tutte quelle pratiche in cui il mago cerca di imporre la volontà sulla realtà.

Invocazione

Questa è la deliberata sintonizzazione di conscio ed inconscio verso qualche centro di pensiero


archetipale o significativo. Vengono spesso usate le concezioni classiche delle forme-divinità
pagane, ma possono tornare utili anche altri princìpi. L’invocazione crea stati di ispirazione o
possessione durante i quali si possono eseguire incantesimi, divinazioni, e qualche volta anche
evocazioni.

Illuminazione

È la modifica deliberata della personalità con la magia, e può includere incantesimi rivolti verso di
sé per rimediare a debolezze o incrementare forze, oppure divinazioni ed invocazioni eseguite per
ispirazioni e direttive.

Dunque, tutte le operazioni magiche sono basate sull’uso di volontà, percezione ed immaginazione, il
che equivale a dire che sono tutti casi particolari di incantesimi o divinazioni. L’immaginazione è ciò
che capita quando volontà e percezione si stimolano l’una con l’altra.
Per gli scopi di questo lavoro, l’attività magica nei cinque livelli di stregoneria, magia
sciamanica, magia rituale, magia astrale ed alta magia vengono definiti come segue:

Stregoneria

La magia semplice che dipende dalle connessioni occulte che esistono tra i fenomeni fisici viene
chiamata stregoneria. È un’arte meccanica che non richiede la teoria che esistano connessioni tra la
mente dell’operatore e l’obbiettivo. Ad ogni modo, qualsiasi effetto che abbia origine da tale tipo di
connessione può essere considerato un bonus. Lavorando sul livello della stregoneria, il mago crea
artefatti, attrezzi e strumenti che interagiscono magicamente col mondo fisico e che potranno essere
riutilizzati in modo sottile sugli altri livelli. Il lavoro nel livello di stregoneria dovrebbe essere
eseguito con cura, poiché per quanto semplici le sue pratiche possano sembrare, esse sono le
fondamenta su cui si poggia il lavoro dei livelli più alti.

Magia sciamanica

Funziona sul livello di trance, visioni, immaginazione e sogno. Apre il subconscio del mago negando
la censura psichica con varie tecniche. Il mago affronta un pericolo considerevole su questo livello, e
potrebbe dover fare ricorso frequente a tecniche di stregoneria o a rituali di bando se qualcosa lo
minaccia, lo ossessiona o lo sta schiacciando.
Magia rituale

Combina le abilità sviluppate nei livelli di stregoneria e magia sciamanica. Il mago mette insieme
l’utilizzo degli strumenti della stregoneria con i poteri subconsci liberati sul livello sciamanico, e
combina il loro uso in modo disciplinato e controllato.

Magia astrale

Questa magia viene eseguita solamente tramite visualizzazione e stati alterati di coscienza, o gnosi.
Non vengono usate attrezzature fisiche, anche se gli attrezzi e strumenti dei livelli precedenti possano
essere usati nella forma di immagini visualizzate. All’inizio il mago probabilmente avrà bisogno di
isolamento, silenzio, oscurità ed uno sforzo considerevole di trance e concentrazione per avere
successo con questo tipo di magia, ma con la pratica imparerà ad eseguirla ovunque.

Alta magia

L’alta magia è ciò che accade quando non c’è alcun impedimento all’effetto magico diretto della
volontà, nessuna barriera alla chiaroveggenza diretta e alla prescienza, e nessuna separazione tra il
mago e qualsiasi forma di contatto o coscienza in cui egli desideri entrare. Per la maggior parte della
gente i portali dell’alta magia si aprono in pochi momenti speciali nel corso di tutta la vita. Mentre il
mago progredisce col suo addestramento, lo slancio che acquisisce forzerà più spesso l’apertura dei
cancelli del miracoloso. Nessuna procedura viene data qui per le cinque operazioni di alta magia.
L’alta magia rappresenta il punto in cui la tecnica lascia spazio al genio intuitivo, ed ogni mago dovrà
intuire da solo la chiave per liberare tali poteri.

Le prime venti operazioni insegnano la gamma totale di trucchi artificiali e tecniche per lanciare e
catturare il fulmine magico. Nell’alta magia il Caos primordiale al centro del nostro essere afferra o
scaglia con violenza il fulmine di sua iniziativa.
Si può lavorare sulle cinque operazioni di ogni livello in qualsiasi ordine, ma tutte e cinque
dovrebbero essere completate prima di iniziare il livello seguente. Il mago dovrebbe organizzarsi per
iniziare tutto il lavoro su una data che gli sia favorevole o abbia un significato personale – forse un
compleanno o qualche punto in cui la stagione cambia. Viene preparato un libro su cui il mago
riporterà la riuscita di ognuna delle venticinque operazioni. Vengono annotati solo i risultati di
successo, ed il mago dovrà modificare l’approccio ad ognuna delle operazioni finché non vengano
raggiunti risultati degni di essere trascritti. I risultati minori potranno essere riportati altrove per
consultazione. Ad ogni modo, il diario del lavoro con il Liber KKK dovrebbe contenere un resoconto
di successi degni di nota con ognuna delle venticinque operazioni. Una singola riuscita con ognuna
dovrebbe essere considerato un minimo assoluto, mentre cinque successi con ognuna delle
venticinque operazioni vengono considerati un lavoro ben fatto.
Con la possibile eccezione degli atti di alta magia, tutte le operazioni dovrebbero essere
pianificate in dettaglio in anticipo. Entrando nel tempio ed iniziando il lavoro, i maghi dovrebbero
sapere con precisione cosa intendono fare. La maggior parte dei maghi preferisce scrivere un piano
per ogni operazione anche se poi raramente seguono il programma. Spesso dovranno fare più di
quanto è stato pianificato, seguendo l’ispirazione e la necessità. Tuttavia non dovrebbero mai
omettere di portare avanti quello che era stato pianificato o iniziare a lavorare con una vaga idea di
fare qualche magia.

Il rituale del pentagramma gnostico

Durante il periodo del lavoro sul Liber KKK, i maghi potrebbero aver bisogno di difendersi dai
risultati dei loro errori e da influenze psichiche ostili. Potrebbero anche aver bisogno di rimettere in
sesto la salute e le forze psichiche. Per tali scopi si può usare il Rituale del Pentagramma Gnostico. È
un’operazione di incantesimo rituale tecnicamente compatta e potente, utile per tutti gli scopi
menzionati. Può essere utilizzata liberamente durante tutto il lavoro ed in particolare all’inizio e alla
fine di ognuna delle prima quindici operazioni. Vedere Appendice 2.

Stregoneria – Operazioni da uno a cinque

La stregoneria dipende dallo sfruttamento delle connessioni psichiche tra i fenomeni fisici, e solo
secondariamente dallo stabilire connessioni psichiche tra la mente ed i fenomeni fisici. Ognuna delle
operazioni richiede l’uso di strumenti fisici, che potranno essere riutilizzati su altri livelli. È
altamente desiderabile che il mago crei questi strumenti con le sue mani. Tuttavia, il mago potrebbe
adattare all’utilizzo oggetti esistenti se tali oggetti hanno un significato particolare, oppure sono
artefatti unici, o sono stati progettati dal mago, o se questi oggetti si rendono disponibili al mago in
modi insoliti o significativi. Non è a caso che le tecniche di stregoneria spesso somiglino ad alcuni
pattern di comportamento dei bambini. I bambini spesso hanno una naturale familiarità con i princìpi
semplici della magia anche se gli manca la perseveranza o l’incoraggiamento di farli funzionare. Il
mago adulto cerca di recuperare quel senso infantile di immaginazione, fluidità e spensieratezza, e di
trasformarlo in qualche tipo di potere reale.

Operazione uno: stregoneria di evocazione

Tu, il mago, crei (con le tue mani) una rappresentazione fisica di un’entità feticcio con un lavoro di
intaglio, sagomatura o montaggio. In generale le sue funzioni saranno quelle di attrarre il successo, di
proteggere dalla sfortuna respingendola e di agire come una tua riserva di potere. Di solito ha una
forma che somiglia a qualche tipo di essere vivente, reale o mitologico, e che richiama la sua
funzione. Se la forma è vagamente umana esso è conosciuto come ‘homunculus’. Può essere fatto in
modo da contenere parti del corpo del mago o per essere unto con sangue o fluidi sessuali. Il mago
tratta il feticcio come un essere vivente, gli comunica la sua volontà, lo istruisce ad esercitare la sua
influenza a proprio favore e lo porta con sé nelle faccende importanti. Alcuni maghi preferiscono
creare due feticci, uno per eseguire la volontà e l’altro per ottenere conoscenza ed informazioni.

Operazione due: stregoneria di divinazione

Il mago prepara un modello semplice dell’universo, da usare come strumento di divinazione. Lo


strumento più adatto a tale scopo sono le rune. I bastoncini della geomanzia occidentale forniscono
un modello ancora più semplice, mentre i tarocchi o l’ I-Ching potrebbero essere troppo complessi
per il successivo lavoro al livello sciamanico, a meno che non vengano ridotti in qualche modo. Il
mago dovrebbe eseguire divinazioni sia sulle tendenze generali sia per risposte a domande
specifiche. Gli elementi dello strumento divinatorio dovrebbero essere trattati come aventi una
relazione abbastanza diretta con le parti della realtà che essi rappresentano, e le procedure per il
sortilegio dovrebbero essere considerato come uno specchio del processo mediante il quale la realtà
prende le sue decisioni. L’attività divinatoria dovrebbe avere una frequenza ed una complessità tali
da consentire di ricordare le risposte. È preferibile divinare fenomeni che possano poi confermare o
smentire la divinazione in un arco di tempo relativamente breve.

Operazione tre: incantesimo di stregoneria

Per lavorare sulla terza operazione magica potresti aver bisogno di un certo numero di strumenti, ma
quello principale dovrebbe essere uno strumento speciale o un’arma magica esclusivamente per gli
incantesimi. Sono particolarmente adatti una piccola bacchetta magica a punta oppure un coltello.
Quest’arma o strumento speciale può essere talvolta usato per tracciare i pentagrammi nel Rituale del
Pentagramma Gnostico. L’unico altro strumento necessario potrebbe essere un grosso blocco di creta
da modellare, o materiale plastico di altro tipo. In quanto mago, per eseguire gli incantesimi di
stregoneria, crei delle rappresentazioni fisiche della volontà o del desiderio. Quando possibile,
l’arma magica dovrebbe essere usata per aiutarsi a fare o manipolare queste rappresentazioni.
Dovresti eseguire una o più operazioni di questo tipo a settimana. Come al solito, dovresti mirare ad
influenzare gli eventi prima che la natura prenda le sue decisioni, e non dovresti forzarla troppo
facendo incantesimi per ottenere eventi altamente improbabili.

Operazione quattro: stregoneria di invocazione

Lo scopo della quarta operazione è di creare cambiamenti radicali di comportamento alterando


temporaneamente l’ambiente. Non c’è limite alla variazione di esperienza che il mago può voler
organizzare. Potresti, ad esempio, dopo un’attente ricerca del contesto adatto, partire sotto mentite
spoglie verso qualche posto strano ed interpretare un ruolo sociale totalmente nuovo. In alternativa,
potresti preparare te ed il tuo tempio per vivere l’esperienza di essere una divinità Egiziana per un
certo tempo. Nella stregoneria di invocazione il mago mette alla prova i limiti della capacità di
creare un cambiamento arbitrario modificando l’ambiente ed il comportamento.

Operazione cinque: stregoneria di illuminazione

Nei lavori di illuminazione il mago mira al miglioramento di sé in qualche modo specifico e


rigorosamente definito. Si dovrebbero lasciar perdere i piani grandiosi di illuminazione spirituale a
favore dell’identificazione e superamento delle debolezze più ovvie, e dell’incremento delle forze
già esistenti. Per il lavoro di illuminazione il mago crea o si procura qualche oggetto che rappresenti
la sua ricerca nella sua totalità. Questo oggetto è conosciuto tecnicamente come la “lampada”, anche
se può avere qualunque forma, ad esempio un anello o un mandala. La lampada viene usata come
base su cui dichiarare vari giuramenti e propositi. Tali giuramenti e propositi possono anche essere
contrassegnati nella struttura della lampada. Il mago potrebbe avere bisogno di eseguire vari atti
aggiuntivi di invocazione, incantesimo, divinazione ed anche evocazione per progredire con il lavoro
di illuminazione. Non è insolito che il mago distrugga e ricostruisca la lampada durante il lavoro di
illuminazione.

Magia sciamanica – Operazioni da sei a dieci


La magia sciamanica dipende dall’uso di stati alterati di coscienza in cui la visualizzazione attiva e
la ricerca di visioni passive possono capitare più facilmente. Gli stati alterati più facili e più sicuri a
cui accedere sono il dormiveglia, il sogno e la trance leggera da meditazione. Si può usare qualsiasi
metodo di gnosi, secondo i gusti, ma negli esercizi della fase iniziale sarebbe saggio evitare alcune
pratiche pericolose ed estatiche che possono portare ad una perdita di controllo. In generale è
preferibile provare ad approfondire la trance concentrandosi sulla visualizzazione e le visioni invece
che approfondirla in anticipo con una gnosi estrema. Nella magia sciamanica il mago cerca di
scoprire e stabilire connessioni tra le immagini mentali ed i fenomeni del mondo. Le visioni
accadono di frequente in linguaggio simbolico quindi, ad esempio, le malattie prendono la forma di
insetti o animali ripugnanti, e le paure ed i desideri potrebbero apparire come spiriti. Il mago o lo
sciamano dovrebbero gestire queste cose nella forma in cui esse si presentano, eseguendo un bando
oppure invocandole con la forza della visualizzazione ed interpretando il loro significato fisico
quando necessario. La magia sciamanica tende a diventare una pratica molto libera ed idiosincratica,
in cui il mago esplora anche la propria capacità di sintetizzare simboli.

Operazione sei: magia sciamanica di evocazione

In questo lavoro tu, il mago, ti sforzi di stabilire una visione di un’entità che hai intenzione di mettere
al tuo servizio. Spesso è utile lavorare con la visualizzazione delle forme delle entità usate per la
stregoneria di evocazione, anche se si possono scegliere ulteriori forme. In generale le entità vengono
usate per stimolare la materializzazione degli eventi desiderati oppure per cercare informazioni, in
quegli ambiti che risultano troppo complessi per formulare incantesimi o divinazioni. Le entità
agiscono come incantesimi semi-intelligenti con un certo grado limitato di azione indipendente. Lo
scopo è di cercare di costruire un rapporto crescente con le entità che hai richiamato con
l’immaginazione finché esse non iniziano ad avere effetti reali sul mondo. Alcuni dei lavori migliori
con le entità si ottengono spesso interagendo con loro in sogno.

Operazione sette: magia sciamanica di divinazione

Nella magia sciamanica la divinazione consiste in una ricerca di visione, in cui si cercano risposte a
domande particolari. Tuttavia il termine tradizionale “ricerca di visione” si intende che includa una
ricerca di risposte che vengono percepite in vari modi: allucinazioni di voci, sensazioni tattili o
altro. In generale tu, il mago, ti concentri sulla domanda da porre mentre entri nello stato di sogno,
dormiveglia o trance, e poi lasci che dentro di te abbia origine un flusso di immagini, voci o altre
sensazioni. Si può tentare una ricerca di visione in stile completamente libero, da interpretare in
seguito, oppure il mago può cercare di strutturare l’esperienza cercando dei simboli speciali, in
particolare quelli scelti per il lavoro di stregoneria divinatoria.

Operazione otto: incantesimo di magia sciamanica

Nella stregoneria sciamanica cerchi di imprimere la tua volontà sul mondo tramite una
visualizzazione diretta o simbolica del tuo desiderio. Dunque, mentre ti trovi nella tua forma preferita
di trance, porti alla memoria un’immagine del fenomeno che vuoi creare e visualizzi il tuo desiderio
che accade. Da mago, troverai spesso utile visualizzare te stesso nella visione mentre viaggi verso la
persona o la situazione che vuoi influenzare. Dopodiché visualizzi una messa in scena immaginaria
durante la quale la situazione o il comportamento della persona cambia secondo il tuo desiderio. Non
è insolito che la visualizzazione diventi in qualche modo simbolica, distorta o colorata dalla tua
immaginazione. In generale tali distrazioni dovrebbero essere bandite con una maggiore
concentrazione sulla visualizzazione desiderata. Tuttavia, se persistono, potrebbero rivelare qualche
conoscenza sull’obbiettivo o sul tuo rapporto con esso, che puoi usare per migliorare il tuo
incantesimo. Ad esempio, se in una visione la persona obbiettivo sembra presentare ripetutamente
qualche tipo di aura o una forma animale, spesso è meglio che la tua visualizzazione lavori
direttamente in questo modo. Similmente, se una situazione obbiettivo sembra avere qualche tipo di
vibrazione caratteristica oppure presenta un “sentimento strano” durante la visione, allora spesso
potrai riuscire eseguendo la magia su una visualizzazione di questa seconda situazione piuttosto che
sulla situazione originaria.

Operazione nove: magia sciamanica di invocazione

Nell’invocazione sciamanica il mago attinge conoscenza e potere dagli atavismi, normalmente di tipo
animale. Esiste un certo numero di spiegazioni originali sul perché siano possibili queste esperienze.
Il codice genetico umano contiene un vasto ammontare di informazione apparentemente inutilizzata.
Molta di questa dovrebbe avere a che fare con la storia evolutiva. Il cervello umano si è sviluppato
tramite un processo di accrescimento invece che con modifiche complete. Le parti più vecchie del
cervello contengono circuiti e programmi identici a quelli di altri animali. Secondo alcuni maghi la
parte psichica degli umani è costruita con i detriti psichici di molti esseri passati, inclusi gli animali,
in modo molto simile a come accade per il corpo fisico. Secondo altri, le psiche complessive delle
varie specie animali sono disponibili telepaticamente
Per eseguire un’invocazione sciamanica il mago si sforza di ottenere qualche tipo di possessione
da parte di un atavismo animale. La selezione di una particolare forma animale è una questione molto
personale. Può essere che il mago abbia avuto qualche affinità con un animale in particolare sin
dall’infanzia, oppure che abbia qualche caratteristica, fisica o mentale, che richiama un animale,
oppure può accadere che si sviluppa un’intuizione o che si presenta una visione rivelatoria
improvvisa. Per sviluppare l’invocazione tu, il mago, dovresti provare a visualizzarti in forma
animale durante la trance, ed anche provare a proiettarti in viaggio astrale in tale forma. Spesso è
utile recitare fisicamente il comportamento dell’animale in un ambiente idoneo. Con la pratica si
possono raggiungere vari gradi di coscienza dissociata in cui ti sarà possibile interrogare il tuo
atavismo sulle questioni che gli competono, e chiedergli di elargirti i suoi poteri per quanto il tuo
corpo fisico o eterico li riescano a sopportare.

Operazione dieci: magia sciamanica di illuminazione

Il cosiddetto viaggio sciamanico d’illuminazione è una ricerca di auto-consapevolezza, auto-


rinnovamento o auto-miglioramento. Può assumere molte forme. Tradizionalmente assume spesso la
forma di un’esperienza di morte e rinascita in cui tu, il mago, visualizzi la tua stessa morte e lo
smembramento del tuo corpo, seguito da una ricostruzione del corpo e dello spirito e da una
rinascita. A volte questo processo è accompagnato da sacrifici fisici come la privazione di sonno, il
digiuno ed il dolore, che servono ad approfondire la trance. Un altro metodo è di condurre una serie
di avventure visionarie richiamando i cosiddetti “spiriti” di fenomeni naturali, animali, piante e
pietre, chiedendo loro di elargire conoscenza. Il metodo più semplice di tutti è di ritirarsi per
qualche giorno in un posto selvaggio ed isolato, lontano dalle abitazioni degli umani, e lì condurre
una revisione completa della tua vita fino a quel punto ed anche delle tue aspettative future.

Magia rituale – Operazioni da undici a quindici

Nella magia rituale l’uso fisico degli strumenti magici viene combinato con gli stati alterati di
coscienza, in una serie di cerimonie strutturate. Tu, il mago, dovrai iniziare anche ad incorporare
alcune teorie magiche nella progettazione del tuo lavoro, al fine di renderlo più preciso ed efficace.
In particolare, dovresti cercare di ampliare il tuo uso della trance usando varie tecniche di gnosi.
Questo avrà l’effetto di portare maggiormente all’attività la parte inconscia della mente, la vera
artefice della magia. Nella magia rituale viene fatto un uso considerevole di vari sistemi di
corrispondenza simbolica, pensiero analogico e sigilli. Questi vengono usati per comunicare con
l’inconscio e per tenere occupata la mente conscia mentre viene eseguita la magia.
La magia rituale viene sempre strutturata come un approccio indiretto al desiderio che si trova al
livello conscio. Il mago rituale non lavora mai con una rappresentazione diretta o una visualizzazione
di quello che vuole, ma piuttosto con qualche sigillo o analogia simbolica, che in uno stato gnostico
stimola il desiderio originale all’interno dell’inconscio.

Operazione undici: magia rituale di evocazione

Per l’evocazione rituale i maghi potrebbero decidere di continuare ad usare le entità impiegate nei
livelli di stregoneria e di magia sciamanica, oppure potrebbe voler sperimentare con le forme
tradizionali degli spiriti dei grimori classici. In alternativa potrebbero cercare di crearsi le proprie
entità. Secondo la tradizione un mago dovrebbe cercare di mantenere non più di quattro entità
contemporaneamente, e nella pratica questo sembra un buon metro di giudizio. Nell’evocazione
rituale viene sempre usata una base materiale, anche se dovesse consistere in un semplice sigillo su
carta. Nelle evocazioni iniziali il mago costruisce un’immagine dell’entità visualizzata molto
intensamente durante una piena gnosi. Nelle evocazioni seguenti indirizzerai vari comandi e direttive
verso la base materiale dell’entità, oppure cercherai di ricevere informazioni da essa. La base
materiale dovrebbe essere maneggiata in modo rituale e durante uno stato gnostico, quando possibile.
Quando non è usata dovrebbe essere nascosta.

Operazione dodici: magia rituale di divinazione

Nella divinazione rituale, durante lo stato di gnosi viene manipolato qualche tipo di strumento fisico
al fine di dare una risposta per analogia o per simbologia. Gli stati profondi di gnosi tendono a
precludere l’utilizzo di strumenti divinatori complessi, come per molte persone lo sono la Cabala e l’
I-Ching. Altri potrebbero ritenere che sistemi molto semplici, come il lancio degli ossi, tendono a
produrre troppa poca informazione per questo tipo di lavoro, mentre i sistemi di complessità
intermedia come le rune, i tarocchi o la geomanzia occidentale risultano spesso i più utili. Prima
della divinazione il mago dovrebbe caricare ritualmente lo strumento divinatorio con un sigillo o una
rappresentazione analogica della domanda. Dopodiché la selezione divinatoria viene effettuata sotto
gnosi. Anche l’interpretazione può essere fatta sotto gnosi oppure dopo essere tornati alla coscienza
ordinaria.
Operazione tredici: incantesimo di magia rituale

Per gli incantesimi rituali, il mago potrebbe benissimo scegliere di usare lo strumento speciale che ha
usato per gli incantesimi del livello di stregoneria, a meno che non si senta particolarmente ispirato a
creare un attrezzo migliore. Lo strumento per l’incantesimo o “arma magica” viene usato per
tracciare sigilli in aria ed anche, dove possibile, per la creazione e manipolazione di varie magie.
Tutti gli incantesimi rituali dipendono dall’uso di qualche tipo di espediente per occupare o aggirare
la mente conscia e portare all’azione l’inconscio, che è più potente. Una operazione può consistere in
praticamente qualunque cosa che vada dalla creazione e consacrazione di un sigillo alla
manipolazione di immagini di cera, oppure alla messa in scena rituale di qualche desiderio, per
analogia. In ogni caso, affinché sia efficace, il mago dovrà usare la gnosi e la concentrazione
sull’incantesimo e non sul desiderio che esso rappresenta.

Operazione quattordici: magia rituale di invocazione

Nell’invocazione rituale tu, il mago, cerchi di riempirti i sensi con esperienze che corrispondono a, o
sono simboliche di, qualche qualità particolare che desideri invocare. Dunque potresti adornare il
tuo tempio e la tua persona con i colori, profumi, simboli, numeri, pietre, piante, metalli e suoni che
corrispondono a ciò che vuoi invocare. Inoltre, durante la gnosi, dovrai adattare comportamento,
pensieri e visualizzazioni nel tentativo di diventare posseduto da ciò che stai invocando. In pratica
vengono spesso impiegate le forme-divinità classiche, poiché i pantheon pagani offrono uno spettro
di qualità che richiamano tutta la psicologia. Dovresti non limitarti all’invocazione delle sole qualità
per cui hai una predilezione personale. Ogni invocazione particolarmente efficace dovrebbe essere
seguita dopo qualche tempo da un’invocazione di qualità abbastanza differenti. Un programma
accurato di invocazioni rituali dovrebbe includere la riuscita di almeno cinque invocazioni
completamente diverse.

Operazione quindici: magia rituale di illuminazione

Nell’illuminazione rituale, in quanto mago, applicherai vari atti rituali di divinazione, incantesimo,
evocazione ed invocazione rivolti a te stesso per l’auto-miglioramento. Come per tutti gli atti di
illuminazione, i cambiamenti che cerchi di ottenere dovrebbero essere specifici invece che vaghi e
generali. Potresti trovare utile la preparazione di una “lampada” più elaborata, forse nella forma di
un mandala, che rappresenti il tuo sé o la tua anima in questa operazione. Un effetto
dell’illuminazione rituale è spesso di forzare il mago a scegliere tra Atman ed Anatta. Se lavori nel
paradigma di Anatta, l’ipotesi che non esista un’anima, allora l’illuminazione è una questione di
aggiungere o rimuovere certi pattern di pensiero e comportamento. Se il mago lavora col paradigma
di Atman, la dottrina dell’anima personale o Santo Angelo Custode, allora si troverà ad affrontare
una situazione più confusa, complessa e pericolosa. Se si assume che esista un’anima personale, ma
senza una Vera Volontà (6) , allora il mago Atman può procedere come se fosse un Anatta-ista. Se si
assume che esista una Vera Volontà, allora l’operazione deve essere diretta verso la sua scoperta ed
implementazione. Ho evitato di inoltrarmi troppo lungo questo percorso, ma ho osservato che in
svariati casi la procedura ha prodotto fallimenti spettacolari. A coloro che volessero provarla posso
consigliare di evitare di accettare come Vera Volontà qualunque cosa vada radicalmente in conflitto
col buonsenso o, come viene chiamata in questo paradigma, “volontà minore”.

Magia astrale – Operazioni da sedici a venti

La magia astrale è magia rituale eseguita interamente nel piano della visualizzazione ed
immaginazione. A differenza della magia sciamanica, in cui viene esplorato un utilizzo abbastanza
libero di immagini e visioni, questa magia richiede la visualizzazione accurata e precisa di un
paesaggio interiore, o veduta interiore. In questa veduta tu, il mago, segui le procedure che hanno lo
scopo di darti conoscenza del mondo ordinario, o di cambiare il mondo, o te stesso. Alla magia
astrale ci si deve avvicinare con una preparazione ed uno sforzo pari o superiore a quello richiesto
per la magia rituale, altrimenti potrebbe tendere a diventare una breve serie di escursioni
nell’immaginario che hanno uno scarso effetto magico. Se eseguita a dovere può essere fonte di uno
straordinario potere, ed ha anche il vantaggio di non richiedere alcuna attrezzatura fisica. La magia
astrale di solito viene iniziata in un luogo tranquillo e separato, mentre il mago è seduto
comodamente e con gli occhi chiusi. Di segni esteriori che qualcosa sta accadendo potrebbero
essercene pochi, escludendo forse una variazione nel ritmo del respiro o della postura o delle
espressioni facciali mentre il mago entra nella gnosi. Per prepararsi alla magia astrale bisogna
erigere un tempio o una serie di templi sul piano dell’immaginazione visuale. Tali templi possono
avere qualsiasi forma opportuna, anche se alcuni maghi preferiscono lavorare con una replica esatta
del proprio tempio fisico. Il tempio astrale viene visualizzato in dettaglio minuzioso e dovrebbe
contenere tutte le attrezzature richieste per il rituale, o almeno degli armadi in cui si può trovare ogni
strumento necessario. Ogni oggetto visualizzato nel tempio dovrebbe sempre rimanere lì per le visite
seguenti, a meno che non venga specificamente dissolto o rimosso. L’oggetto più importante nel
tempio è la tua auto immagine che vi lavora all’interno. All’inizio potrà sembrare che stai
semplicemente manipolando una marionetta di te stesso nel tempio, ma persistendo ne dovrebbe
conseguire una sensazione di essere effettivamente lì.
Prima di iniziare la magia astrale vera e propria, si dovrebbero costruire delle immagini del
tempio necessario, degli strumenti e dell’immagine del mago che si muove all’interno, tramite una
serie di visualizzazioni ripetute finché tutti i dettagli non sono perfetti. Solo quando questa parte sarà
completata il mago dovrebbe iniziare ad usare il tempio. Ogni operazione da eseguire dovrebbe
essere pianificata in anticipo con la stessa attenzione e dettaglio riservate per la magia rituale. Le
varie operazioni di evocazione, divinazione, incantesimo, invocazione ed illuminazione eseguite in
astrale assumono una forma generale simile alle operazioni di magia rituale, che il mago adatterà per
il lavoro in astrale.

Alta magia – Operazioni da ventuno a venticinque

Tutte le tecniche di magia servono in realtà sono solo modi per indurre con l’inganno qualche
indefinibile parte di noi ad effettuare la magia. Di base l’universo è una struttura magica, e noi tutti
siamo capaci di fare magie. Le teorie della magia realmente utili sono quelle che spiegano perché la
magia tenda a funzionare in modo così incostante e perché abbiamo tante enormi inibizioni a credere
in essa, a farla funzionare e ad ammettere che ha funzionato. È come se l’universo avesse lanciato un
incantesimo su di noi per convincerci che non siamo maghi. Tuttavia questo incantesimo è piuttosto
un divertente scherzo cosmico. L’universo ci sfida a distruggere l’illusione lasciando alcune crepe in
essa.
Non vengono presentati dettagli per le cinque operazioni di alta magia, né sarebbe possibile
darne; si rimandano i lettori ai commenti fatti nell’introduzione di questa sezione. I maghi dovranno
fare affidamento sul fatto che lo slancio dei loro lavori di stregoneria, sciamanesimo, e magia astrale
e rituale li porti nel dominio dell’alta magia, in cui potranno sviluppare i propri trucchi e tecniche a
mani vuote per liberare spontaneamente la creatività caotica dentro di loro.

KAOS KERAUNOS KYBERNETOS

6 Nota del Traduttore: il concetto di Vera Volontà (o True Will) si ritrova nell’ambito del Thelema e del sistema di Aleister Crowley. A
volte è definita come lo scopo principale di vita, a volte come un percorso d’azione che opera in perfetta armonia con la Natura.
Appendice 2

IL RITUALE DEL PENTAGRAMMA GNOSTICO

I “Rituali di Bando”, come spesso vengono chiamati, servono a svariati scopi. Eseguiti all’inizio ed
alla fine di rituali più lunghi servono a stabilire o ristabilire la concentrazione, l’equilibrio ed il
controllo. Possono anche essere usati per fare pratica con la visualizzazione o per tenere lontane
influenze indesiderate. Il tradizionale rituale di bando minore del pentagramma sviluppato dai
maestri della Golden Dawn sta diventando sempre meno utile con l’andare del tempo. Oggigiorno
sono poche le persone sufficientemente dedicate al misticismo Ebraico o agli studi di Cabala da
ricavare abbastanza potere dai nomi di Dio o dalle immagini angeliche. La persistenza in altre
tradizioni del sempre più inappropriato rituale minore di bando del pentagramma e delle sue varianti
imitative è la prova della necessità di un rituale di questo tipo. Dunque presenterò qui il Rituale del
Pentagramma Gnostico. Questo rituale adempie a tutte le suddette funzioni di un rituale di bando
senza essere limitato da nessun sistema simbolico in particolare. Inoltre può essere utilizzato come
tecnica di guarigione.

Il rituale

Il Rituale del Pentagramma Gnostico inizia con la visualizzazione di una radiosità in cinque parti del
corpo. Ogni visualizzazione viene accompagnata dalla vibrazione di una delle vocali I, E, A, O, U. I
suoni vengono vibrati a voce alta, ed ognuno viene mantenuto per il tempo di una singola lenta
esalazione. Ognuno dovrebbe produrre una sensazione fisica nella parte del corpo a cui è attribuito.
In effetti è come se il corpo venisse suonato come uno strumento musicale, con ogni parte che risuona
in accordo con un tono particolare.
Successivamente vengono disegnati dei pentagrammi in aria nei quattro punti attorno
all’operatore. Viene disegnato un pentagramma e poi si esegue un quarto di giro in senso antiorario,
poi si disegna un altro pentagramma e così via finché il corpo non ritorna alla posizione iniziale. I
pentagrammi dovrebbero essere visualizzati con forza, con gli occhi aperti o chiusi, come si
preferisce. Ognuno dovrebbe essere accompagnato da una intonazione a voce alta di tutte e cinque le
vocali I, E, A, O, U, in una singola esalazione, e ad ogni vocale corrisponde il disegno di un
segmento del pentagramma. Il mantra IEAOU viene qui usato in gran parte per bloccare il pensiero
discorsivo. Infine viene ripetuta la sequenza di apertura, in cui era stata visualizzata la radiosità in
varie parti del corpo rinforzandola con i mantra individuali I, E, A, O, U. Il rituale può essere
sviluppato a volontà, ad esempio aggiungendo colori alle radiosità visualizzate, oppure aggiungendo
pentagrammi aggiuntivi in alto ed in basso, formando così una sfera intorno all’operatore.
Il rituale può essere usato in vari modi:

Per stabilire equilibrio, concentrazione e controllo prima e dopo rituali più complessi.
Come esercizio di visualizzazione a volontà.
Come esorcismo preliminare di fenomeni mentali o psichici indesiderati.
Come supporto alla guarigione, in particolare l’autoguarigione.

Le tecniche utilizzate nel rituale sono: vibrazione del mantra, visualizzazione assistita dai gesti,
controllo del respiro.
Il rituale comporta la visualizzazione di immagini di radiosità all’interno di parti specifiche del
corpo. Queste aree corrispondono ai chakra del corpo secondo alcune tradizioni orientali, ma non
secondo altre. In realtà c’è poco accordo tra i vari sistemi orientali. Lo scopo di tutti questi sistemi è
di creare immagini psichiche di varie parti del corpo per agevolare un maggior controllo
psicosomatico. Il Rituale del Pentagramma Gnostico viene chiamato così in commemorazione di
alcune scuole magiche dell’antichità, che davano alla forza magica dell’universo il nome di IAO.

Procedura rituale

1. Disponiti in piedi verso una direzione a tua scelta.


2. Inspira profondamente. Espira lentamente mantenendo il suono “I” (un suono iiiih! molto acuto)
mentre visualizzi una radiosità di energia nell’area della testa.
3. Inspira profondamente. Espira lentamente mantenendo il suono “E” (un suono eeeeh! più basso)
mentre visualizzi una radiosità di energia nell’area della gola.
4. Inspira profondamente. Espira lentamente mantenendo il suono “A” (un suono aaaah! profondo)
mentre visualizzi una radiosità di energia nel cuore e nei polmoni, che si diffonde ai muscoli
delle braccia.
5. Come in 2, ma il suono “O” (ooooh!) nell’area della pancia.
6. Come in 2, ma il suono “U” (un uuuur! molto profondo) nell’area genitale/anale.
7. Ripeti il 6. Poi 5, 4, 3, 2, all’indietro verso la testa.
8. Inspira profondamente. Espira lentamente formando ognuno dei suoni IEAOU a turno mentre, col
braccio sinistro, disegni nell’aria un pentagramma che viene anche visualizzato con forza.
9. Fai un quarto di giro a sinistra e ripeti il punto 8, poi continua il giro e disegna gli altri
pentagrammi col mantra e la visualizzazione fino a che non sei tornato alla posizione iniziale.
10. Ripeti i punti da 2 a 7 inclusi.

Guarigione

Come supporto alla guarigione di una parte del corpo, intona il suono e visualizza la radiosità che
corrisponde alla parte interessata in modo continuativo per 5 - 10 minuti, o finché riesci a mantenere
la concentrazione.
Appendice 3

MONACHESIMO DEL CAOS

I membri del Patto (vedere Appendice 4) possono scegliere in qualsiasi momento di seguire le
osservanze dei Monaci e Monache del Caos per un periodo a piacere. Tali osservanze sono di tre
tipi: minori, maggiori ed estreme. Il loro scopo è di rinnovare e rinforzare la propria dedizione verso
la Grande Opera della Magia. Le osservanze di un Monaco del Caos dovrebbero essere intraprese
per un periodo di almeno una settimana. Non c’è un periodo massimo ma, quando le osservanze
vengono intraprese per un periodo non specificato, dovrebbero in seguito essere terminate in un
modo definito piuttosto che lasciare che vadano gradualmente in disuso. I Monaci del Caos possono
essere di tipo itinerante e, a meno che non venga stabilito diversamente, va considerato come
monastero l’intero pianeta, sebbene alcune forme di ritiro possano agevolare il rispetto delle
osservanze più rigorose. Le osservanze che andiamo a descrivere vanno considerate come un insieme
minimo, a cui si possono aggiungere ulteriori osservanze a volontà. Per iniziare le osservanze di un
Monaco del Caos, il candidato presta giuramento su un bastone dedicato alla magia, che viene
portato con sé per tutto il periodo delle osservanze. Il bastone dovrebbe essere grande almeno quanto
un bastone da passeggio e, anche se può essere lasciato in una stanza o un edificio in cui il monaco è
entrato, dovrebbe sempre essere a portata di mano e tenuto mentre ci si sposta. La forma generale del
giuramento e delle osservanze è la seguente:

Il giuramento

Io, Soror/Frater _________ scelgo di adempiere alle Osservanze Minori/Maggiori/Estreme di un


Monaco/Monaca del Caos, da questo momento, per un periodo di _________ / fino a quando
desidero, e pertanto dichiaro che:

(vengono quindi elencate le osservanze scelte più eventuali aggiunte personali)

Le osservanze minori
1. Porterò sempre con me un bastone magico.
2. Eseguirò un rituale di bando subito dopo il risveglio e subito prima di andare a dormire.
3. Terrò un accurato diario dei sogni.
4. Eseguirò con cura un rituale magico ogni giorno.
5. Dedicherò ogni gnosi sessuale alla magia.

Le osservanze maggiori

1. (le cinque Osservanze Minori)


2. Eseguirò con cura un secondo rituale magico ogni giorno.
3. Visualizzerò il Sigillo del Caos almeno una volta durante ogni ora da sveglio.

Le osservanze estreme

1. (le sette Osservanze Minori e Maggiori)


2. Eseguirò con cura un terzo rituale magico ogni giorno..
3. Visualizzerò il Sigillo del Caos almeno una volta durante ogni ora.

Note ed osservazioni

I rituali giornalieri potrebbero consistere, ad esempio, in una Messa del Caos o qualche altro atto di
evocazione, divinazione, incantesimo, invocazione o illuminazione di simile durata.
Dedicando ogni gnosi sessuale alla magia, il monaco o la monaca afferma che ogni atto sessuale
eseguito durante il periodo delle osservanze sarà usato per operazioni di divinazione o invocazione o
per scopi magici simili. Per facilitare la visualizzazione oraria del Sigillo del Caos si può usare un
orologio con suoneria, mentre per le visualizzazioni notturne delle Osservanze Estreme si può usare
una sveglia potente. La considerevole scomodità di portare un bastone magico serve ad aumentare lo
stato di allerta ed a ricordare di completare le altre osservanze. Serve anche come segno distintivo, e
gli altri membri del Patto dovrebbero aiutare il monaco per qualsiasi cosa di cui dovesse aver
bisogno per il suo lavoro, quando possibile. Se il lavoro va male e le osservanze restano perlopiù
inadempiute, allora il bastone dovrebbe essere distrutto. Se il lavoro procede in modo soddisfacente,
allora si dovrebbe conservare il bastone come oggetto di potere. È consuetudine incidere sul bastone
una registrazione delle osservanze eseguite. In tal modo, 127 rappresenta le Osservanze Minori per
ventisette giorni, 333 le Osservanze Estreme per trentatré giorni. Il Patto cerca di assicurarsi che il
Sigillo del Caos venga visualizzato una volta all’ora da qualche parte sulla Terra.
Appendice 4

LIBER PACTIONIS

La maggior parte delle tradizioni occulte si basano su concetti di cosmologie e teorie metafisiche
complessi e molto ordinati. Tuttavia le tecniche magiche abbinate sono spesso traballanti. In
contrapposizione a tutto questo, una delle intuizioni principali della Caos Magic è che se la tecnica
magica è delineata chiaramente, essa funzionerà perché l’universo stesso è più traballante di quanto
sembri. O forse dovrei dire, più rispettosamente, che possiede la proprietà magica di confermare la
maggior parte delle interpretazioni che gli vengono sovrapposte. Quindi si possono far coesistere
un’ampia varietà di paradigmi metafisici, anche se mutuamente esclusivi.
Dunque, quando scegliamo dal supermercato delle credenze, la domanda critica per il Caote è:
quanto efficaci sono le tecniche magiche abbinate? Quindi la magia Caoista è caratterizzata da un
atteggiamento disinvolto verso la metafisica e da una dedizione puritana alle tecniche empiriche.
Per un certo tempo l’ortodossia Caoista ha ritenuto che una metafisica disinvolta ed una mitologia
fai-da-te fossero incompatibili con la struttura formale di un ordine magico. Tuttavia il problema non
si pone se è solo la tecnica ad essere insegnata e praticata. L’esperienza ha dimostrato che le persone
possono riunirsi e dedicarsi a scambi di competenze pratiche altamente produttivi, e che questo
processo è stimolato da una struttura formale ed una suddivisione del lavoro.
Il Patto Magico degli Illuminati di Thanateros (Illuminates of Thanateros, IOT), detto anche Il
Patto, è una struttura organizzativa per coloro che volessero dedicarsi alla magia di tipo Caoista in
compagnia dei propri simili. Il Patto sfrutta i vantaggi offerti da una gerarchia strutturata, con pesi e
contrappesi, ed è lieto di ammettere candidati con il desiderio e l’iniziativa di salire rapidamente la
sua struttura.
Ogni revival occulto genera uno o due figli magici, e la Caos Magic è la principale sintesi emersa
dal rinascimento occulto degli ultimi venti anni. Il Patto è uno dei mezzi principali che sono stati
concepiti al fine di sviluppare e portare avanti questa sintesi verso il prossimo millennio. È
probabile che nella fine di questo secolo e nell’inizio del prossimo Il Patto rappresenterà anche più
di ciò che la Golden Dawn ha rappresentato circa un secolo fa.
Nella pratica, un certo numero di strumenti formali del Patto vengono in un certo senso presi più
alla leggera di quanto le convenzioni scritte potrebbero portare a supporre, ad esempio avendo
membri che scelgono nomi magici bizzarri come Frater Vacuità o Soror Sconvenienza e così via,
parodiando deliberatamente la tradizione. La funzione principale della struttura a gradi è di fornire un
meccanismo per l’esclusione di alcuni tipi di misantropi psicotici e viscidi neurotici che talvolta
vengono attratti da questo tipo di iniziative, e di assicurare che quello che deve essere organizzato
venga debitamente curato.

Il Patto magico degli Illuminati di Thanateros

Sin dall’inizio della corrente della Caos Magic alcuni individui hanno deciso di lavorare da soli,
mentre altri hanno lavorato insieme, configurandosi come gruppi alleati. L’Ordine Magico degli
Illuminati di Thanateros in pratica funzionava come un disordine molto creativo. Questo disordine
creativo ha generato, tra l’altro, una struttura conosciuta come Il Patto. Il Patto è, in contrapposizione
alle implicazioni tipiche di tale nome, una società amichevole di mutuo supporto ed incoraggiamento
nel campo della magia. Il Patto Magico IOT rappresenta un’altra fase della corrente della Caos
Magic in cui i suoi praticanti scelgono di lavorare come una forza coesa. Il Patto è un veicolo per il
perseguimento della Grande opera della Magia e dei piaceri e guadagni che accompagnano tale
ricerca. Il Patto agisce anche come forza psicostorica nella battaglia per il prossimo eone.
Storicamente, tutte le organizzazioni magiche e mistiche hanno usato la Strategia della Gerarchia
per spingere all’eccellenza quelli che lavoravano a tutti i livelli della gerarchia. Tuttavia le posizioni
di maestro all’interno di queste organizzazioni sono spesso dipese più da discutibili rivendicazioni
di autorità concessa da fonti nascoste più che conquiste di natura tecnica. Inevitabilmente, una volta
scoperto il bluff, le organizzazioni si sono disfatte. A questo vecchio meccanismo restano comunque
dei meriti. Il Guru ed il Chela si fanno una enorme pressione l’uno con l’altro, e se il Chela alla fine
si ribella ci possono guadagnare molto entrambi, sebbene il tutto possa facilmente andare a finire in
un disastro.
Ora, sebbene la maggior parte dei singoli individui sia relativamente assennata e competente, la
maggior parte delle organizzazioni agisce invece come se fosse folle e stupida, poiché consente solo
commenti positivi dalla base. Coloro che si trovano in cima sono condannati a crogiolarsi in
ingannevoli riverberi delle proprie aspettative e ad emanare direttive ancora più inappropriate.
La struttura del Patto supera questi problemi tradizionali mentre riesce a mantenere l’inestimabile
pressione creata da una struttura gerarchica. All’interno dei templi del Patto tutti i membri sono
incoraggiati ad offrire tecniche e concetti da sperimentare e valutare, e la struttura a gradi si limita a
riconoscere la competenza nella tecnica magica e le responsabilità organizzative.
Quelli nei gradi più alti dovranno astenersi dai commenti su stile di vita, comportamento
personale, gusti e moralità degli altri membri. Tuttavia la struttura del Patto forza la ricezione di
commenti negativi dalla base, istituzionalizzando la ribellione tramite la carica di Insubordinato.
Dunque, non appena viene raggiunta una discreta padronanza delle tecniche ed un ruolo
organizzativo, il Magister Templi, l’Adepto o il Magus diventano improvvisamente soggetti a critiche
intense in quanto insegnanti ed in quanto persone, e questa viene considerata una grande ricompensa.
Il patto è costituito da quattro gradi: Neofita, Iniziato, Adepto e Magus, con i rispettivi numeri 4°,
3°, 2°, 1°. In aggiunta, ci sono cinque cariche:

Il Sacerdote o Sacerdotessa del Caos può essere assunto come grado collaterale del 3° o 2°.
La carica di Supremo Magus è tenuta dal Capo del Patto, e viene designata 0°.
La carica di Magister Templi designa il coordinatore delle attività di un tempio specifico, e può
essere tenuta da qualsiasi membro.
L’Archivista è responsabile dei documenti di un tempio.
La carica di Insubordinato può essere tenuta da chiunque del 3°. L’Insubordinato è l’assistente
personale di un altro membro del Patto, ed agisce come stimolo, osservatore ed oppositore di
quel membro.

Il Patto è un’oligarchia auto-perpetuante. L’avanzamento in un grado si ha a seguito dell’invito di


coloro che si trovano in quel grado e nei gradi superiori. Il Supremo Magus può essere sostituito solo
con decisione unanime di tutti i membri del 1°. L’accordo di base implicito nell’appartenenza al Patto
è che i gradi più alti forniscono l’organizzazione, le strutture, l’insegnamento e le attrezzature, e in
cambio i gradi più bassi forniscono qualunque servizio mondano o magico gli venga ragionevolmente
richiesto. In ultima istanza si può fare appello al 0°.

I templi del Patto

Un tempio del Patto può essere fondato solo da un Adepto o un Magus, o da un Iniziato sponsorizzato
da un Adepto o un Magus, che andrà periodicamente ad esaminare il lavoro del tempio. Un tempio
consiste in un’assemblea dei propri membri, e può essere convocato in ogni spazio chiuso o aperto in
cui possa essere assicurata la privacy. Il Magister Templi terrà un registro degli indirizzi a cui i
membri del tempio potranno essere contattati. Tali registri vanno tenuti in modo che non rivelino ad
estranei i dettagli di appartenenza dei membri. Inoltre il Magister Templi si occuperà di fornire ai
propri superiori nel Patto un indirizzo a cui il tempio possa essere contattato, che loro si
premuniranno di tenere riservato a loro volta. I membri possono appartenere a più di un tempio. Ad
esempio, un Iniziato in un tempio sponsorizzato potrebbe aver bisogno di associarsi al tempio
dell’Adepto o Magus che lo sponsorizza, al fine di ricevere insegnamenti specializzati e
l’avanzamento al grado successivo. Tutti i templi adottano un nome caratteristico con cui sono
conosciuti all’interno del Patto.

Templi sponsorizzati

Potrebbe capitare che, per qualche coincidenza geografica, si formi un gruppo di persone che
aspirano a diventare membri del Patto in una zona lontana dai centri di attività del Patto. In questo
caso uno o più rappresentanti del gruppo possono, previo appuntamento, presentarsi ad un Adepto o
un Magus del Patto portando una lettera da ogni membro, scritta a mano o firmata, recanti le
dichiarazioni del Neofita, insieme ad altre eventuali testimonianze che lo sponsor potrebbe
richiedere. Poi, a discrezione dell’Adepto o del Magus, ai rappresentanti può essere conferito il 4°
ed il 3°, e l’autorità di aprire un tempio e condurre il lavoro in tali gradi.

La carica di Magister Templi

Le attività di un tempio sono coordinate da un Magister Templi, che può essere o nominato da un
Adepto o Magus che sponsorizza il tempio oppure scelto dai presenti di grado più alto. Il Magister
Templi si assicura che solo i membri del grado appropriato, oppure i candidati a quel grado, vengano
ammessi ai rituali del tempio. I membri in visita da altri templi devono identificarsi in privato con i
segni e le parole appropriate. Il Magister Templi può delegare uno o più assistenti Magister Templi.

La carica di Archivista

L’Archivista si occupa di tenere un registro delle attività di un tempio. Sui registri si usano solo i
nomi magici, o numeri, formali di coloro che sono presenti. Sui registri sono trascritti in dettaglio
data, ora e luogo delle attività del tempio, insieme ad una breve descrizione del lavoro fatto e dei
risultati conseguiti. Se non è possibile evitare di riportare informazioni confidenziali, allora tali
informazioni possono essere codificate, ma non criptate, secondo qualche convenzione approvata dal
Magister Templi. L’Archivista è personalmente responsabile della sicurezza dei registri, e si
assicurerà che essi vengano distrutti piuttosto che perduti o rubati. I registri di un tempio possono
essere esaminati da un Iniziato, o grado superiore, di quel tempio. I registri di un tempio
sponsorizzato sono accessibili agli sponsor. Un Magus può esaminare i registri di qualsiasi tempio.

I gradi ed i loro rituali

I candidati al grado di Neofita vengono accettati sulla base di interviste e colloqui con i membri del
Patto, che derivano da raccomandazioni personali oppure richieste esplicite al Patto. Nessuno può
essere ammesso alle attività ed ai rituali ulteriori del Patto senza essersi prima sottoposto al rituale
del Neofita. Il rituale del Neofita richiede che il candidato mostri un certo grado di impegno
procurandosi una tunica ed un anello secondo le specifiche approvate dal Patto, e che egli si riveli
essere di mente aperta e libero da credenze dogmatiche. La maggior parte delle faccende ordinarie e
dei lavori magici del Patto vengono condotte col tempio aperto in grado di Neofita.
Il grado di Neofita consente un periodo di valutazione durante il quale Il Patto ed il Neofita
possono reciprocamente testare il loro impegno. Il Neofita è libero di dimettersi quando vuole, o può
essere dimesso in qualsiasi momento. Il rituale di Iniziato segna la piena accettazione del candidato
all’interno del Patto. Il Patto non è tenuto ad accettare le dimissioni di un Iniziato. Le attività magiche
e le questioni riservate vengono condotte col tempio aperto in grado di Iniziato. L’Iniziato ricerca la
conoscenza di tutte le forme di magia ed inizia il lavoro sul Liber KKK e, se lo desidera, anche il
lavoro per il grado collaterale di Sacerdote o Sacerdotessa del Caos.
Il rituale di Adepto indica una buona conoscenza della magia e l’accettazione dell’obbligo di
insegnare, di difendere il Patto, e di amministrare la sua struttura e le sue tradizioni. Normalmente
non è necessario aprire un tempio in questo grado.
Non presenteremo qui alcun rituale per il riconoscimento di Magus. Questo grado viene conferito
a coloro che mostrano un’abilità magica eccezionale, ed il potenziale per la leadership all’interno
del Patto.

Gli emblemi del Patto

L’arredamento minimo di un tempio, che sia convocato in spazio aperto o chiuso, è la stella ad otto
punte del Caos mostrata in posizione prominente. Essa può essere presentata nella forma di uno
striscione o una tovaglia da altare, una caosfera (7) , oppure montata sopra un bastone. Tutti i gradi
indossano tuniche unicolor con maniche e cappucci. La tunica è solitamente di colore nero, ma i
singoli templi possono scegliere un colore diverso. L’anello dell’ordine è d’argento e reca la stella
ad otto punte del Caos. Può essere indossato in qualunque momento, ma non costituisce in sé una
prova di appartenenza o di grado. I membri del Patto scelgono un nome costituito da una singola
parola ed un numero di tre o quattro cifre con cui verranno formalmente conosciuti nel Patto, e sotto
cui verranno registrate le loro azioni ed i loro commenti negli archivi del tempio. I membri di sesso
maschile vengono denotati come Fra. (Frater o Fratello), quelle di sesso femminile come Sor. (Soror
o Sorella). Quindi un titolo formale completo potrebbe essere Fra. Aleph 251, 3° IOT.

Il simbolismo dei rituali di grado

I rituali qui presentati costituiscono i requisiti minimi per l’apertura e chiusura del tempio, e per il
riconoscimento dei candidati nei gradi di Neofita, Iniziato e Adepto. I templi possono scegliere di
aggiungere altro materiale ai rituali. Il rituale di Neofita è un matrimonio con Il Patto sebbene, come
nella tradizione moderna, sia consentito il divorzio in qualsiasi momento. Al candidato è richiesto di
affermare le quattro qualità della cosiddetta Piramide delle Streghe: Sapere, Volere, Osare, Tacere.
Al candidato viene dato il benvenuto con un incoraggiamento rumoroso ed un applauso degno di un
gesto così audace e romantico.
Il rituale di Iniziato segna una dedizione completa al Patto, ed i candidati offrono al Patto i poteri
che possiedono nella quattro virtù magiche: volontà, percezione, immaginazione e concentrazione. La
serietà del compito è sottolineata da alcuni momenti di silenzio assoluto che concludono il rituale.
Il rituale di Adepto segna l’accettazione del candidato dei poteri esecutivi e delle responsabilità
all’interno del Patto. Il rituale riprende il simbolismo delle quattro armi elementali: pentacolo,
coppa, spada e bastone. Il nuovo Adepto viene accolto con una risata per alleggerire il fardello che
si è assunto.

I segni e le parole dei gradi

I segni e le parole dei gradi proteggono il Patto contro gli infiltrati e gli impostori. Consistono di
parole e gesti sufficientemente discreti da poter essere scambiati in interazioni sociali casuali senza
che vengano identificati come segni di riconoscimento dagli estranei. I segni e le parole vengono
cambiati periodicamente dal 1°.

Note sui rituali del Patto

Laddove nei rituali è scritto che sono condotti dal Magister Templi, essi possono essere condotti
anche da un sostituto di grado appropriato, nominato dal Magister Templi. È pratica comune e
frequente che il Magister Templi deleghi in questo modo per consentire agli altri membri del tempio
di fare pratica nella conduzione di un rituale.

Il rituale di apertura e di chiusura

(Il Magister Templi richiama il tempio all’ordine.)

(Il M.T. dirige l’esecuzione del Rituale del Pentagramma Gnostico nel tempio. Dopo di ciò il M.T.
proclama:)

Apro/chiudo questo tempio nel grado di Neofita/Iniziato/Adepto, con i segni e le parole di un Neofita/Iniziato/Adepto.

(Dopo di ciò il M.T. usa i segni e le parole appropriate, e poi proclama:)

Per la conquista della Grande Opera della Magia.

Il rituale di Neofita

(Il Magister Templi richiama il tempio all’ordine e chiede:)

C’è qualcuno qui che si oppone a questo candidato?

(Se non ci sono obiezioni, il M.T. dirige il Rituale del Pentagramma Gnostico. Dopo di ciò il M.T. si
rivolge al candidato:)

Candidato, ti invito a fare le dichiarazioni del Neofita. Candidato, sai tu che potrebbero non esistere verità ultime?

Candidato: Si.

Candidato, osi tu praticare la filosofia e le tecniche della magia?

Candidato: Si.

Candidato, acconsenti tu a tacere sui segni e le parole di questo Patto e sulle sue questioni private, e a non rivelare ad estranei le
identità dei suoi membri senza il loro consenso?
Candidato: Si.

Candidato, accetti tu questa tunica e questo anello come segni della volontà di essere un mago?

Candidato: Si.

(Il candidato prende la tunica e l’anello)

Candidato, con quale nome e numero vuoi essere tu conosciuto in questo Patto?

(Il candidato dice il nome e numero scelti)

Candidato, io riconosco te come Neofita di questo Patto, ed apro questo tempio nel grado di Neofita, con i segni e le parole di un
Neofita.

(Il M.T. usa i segni e le parole e proclama:)

Per la conquista della Grande Opera della Magia.

(Seguono alcuni momenti di incoraggiamento rumoroso ed un applauso.)

Il rituale di Iniziato

Il candidato si sarà provvisto di qualche simbolo dello status di Iniziato precedentemente approvato
dal Patto. Questo può essere, ad esempio, un’arma magica, un amuleto, o una decorazione sulla
tunica.

(Il M.T. richiama il tempio all’ordine e dirige il Rituale del Pentagramma Gnostico. Dopo di ciò il
M.T. si rivolge al candidato:)

Candidato, ti invito a riconfermare le tue dichiarazioni del Neofita.

(Il candidato le ripete tutte e quattro, ma pronunciando ogni frase in prima persona.)

Candidato, ti invito alla sottomissione e a fare il giuramento di Iniziato.


(Il candidato si toglie la tunica e si sdraia sul pavimento. Vari rituali possono essere eseguiti. Dopo
di ciò il candidato proclama:)

Offro a questo Patto i poteri di volontà, immaginazione, percezione e concentrazione come io li possiedo. Mi impegno a servire
questo Patto. Se mai dovessi tradire la sua fiducia, possa io essere spogliato dalla sua protezione.

(Dopo di ciò il M.T. si rivolge al candidato:)

Candidato, alzati ed accetta questi simboli da Iniziato.

(Il candidato indossa di nuovo la tunica e prende i suoi simboli.)

Candidato, io riconosco te come Iniziato di questo Patto, ed apro questo tempio nel grado di Iniziato, con i segni e le parole di un
Iniziato.

(Il M.T. usa i segni e le parole e proclama:)

Per la conquista della Grande Opera della Magia.

(Seguono alcuni momenti di silenzio assoluto in cui tutti i membri restano in piedi nel segno di
Iniziato.)

Il rituale di Adepto

Il candidato si sarà provvisto di qualche oggetto simbolo dello status di Adepto.

(Il M.T. richiama il tempio all’ordine e dirige il Rituale del Pentagramma Gnostico. Dopo di ciò il
M.T. si rivolge al candidato:)

Candidato, ti invito a riconfermare le tue dichiarazioni del Neofita.

(Il candidato le ripete tutte e quattro, ma pronunciando ogni frase in prima persona.)

Candidato, ti invito a riconfermare il tuo giuramento di Iniziato.

(Il candidato lo ripete.)


Candidato, ti invito a dichiarare i tuoi doveri di Adepto.

(Il candidato innalza l’oggetto simbolo dello status di Adepto e proclama:)

Offro me stesso come scudo per la difesa del Patto e dei suoi membri. Offro me stesso come coppa per contenere e riversare gli
insegnamenti magici del Patto. Offro me stesso come spada per il Patto, per colpire e distruggere i suoi nemici. Offro me stesso
come bastone su cui il Patto si sorreggerà.

(Dopo di ciò il M.T. proclama:)

Candidato, io riconosco te come Adepto del Patto, ed apro questo tempio nel grado di Adepto, con i segni e le parole di un Adepto.

(Il M.T. usa i segni e le parole e proclama:)

Per la conquista della Grande Opera della Magia.

(Seguono alcuni momenti di smoderate risate senza senso.)

Il ruolo di Insubordinato

Ogni Magister Templi viene assistito da un Insubordinato personale scelto tra gli altri membri del
tempio. In aggiunta, tutti gli Adepti ed i Magi del Patto che insegnano attivamente vengono assistiti da
Insubordinati personali scelti tra i loro pari. I cinque doveri dell’Insubordinato sono i seguenti:

1. Assicurarsi che tutti gli insegnamenti e le istruzioni siano comprensibili e di criticare e chiedere
spiegazioni su quelle che non lo sono. Questo è il dovere del Folle: mostrare ignoranza o fingere
ignoranza dove altri fingono di capire.
2. Trasmettere le critiche con una certa leggerezza. Questo è il dovere del Giullare: trovare il
ridicolo in ciò che altri trovano più conveniente ignorare.
3. Individuare le debolezze personali ed i punti ciechi. Questo è il dovere del Cappellano: trattare
le questioni personali in modo imparziale.
4. Ricevere il resoconto di alcuni aspetti del progresso magico individuale, senza necessariamente
commentarlo. Questo è il dovere del Confessore, la cui esistenza è una salvaguardia contro la
pigrizia o la compiacenza.
5. Avere il diritto di veto su qualsiasi istruzione, e notificare al 0° o al 1° l’esercizio di questa
funzione. Questo è il dovere dell’Inquisitore: evitare gli abusi della posizione.

Chi mantiene il ruolo di Insubordinato sceglie un titolo di due parole per caratterizzare la propria
espressione di tale ruolo. Il titolo può essere scelto dalla combinazione di due di queste parole:
Folle, Giullare, Cappellano, Confessore, Inquisitore. Tradizionalmente si sceglie una parola per
denotare la funzione per cui il candidato si sente più predisposto secondo il temperamento, e l’altra
per la funzione che piace di meno. Quindi, l’Insubordinato può scegliere di essere nominato
Inquisitor-Giullare, Cappellan-Folle, o Confessor-Inquisitore e così via.
Ogni singolo ruolo di Insubordinato viene meno quando un nuovo Insubordinato viene nominato al
posto di quello esistente, oppure quando un Iniziato che tiene la carica viene riconosciuto come
Adepto. Alcuni templi preferiscono cambiare il ruolo di Insubordinato ad ogni incontro, a turno o
casualmente. In altre situazioni la carica può essere più a lungo termine, e le parti coinvolte possono
decidere di sottolineare l’inizio di tale relazione con il rituale di Insubordinato. Diversamente, la
collana che costituisce il simbolo del ruolo di Insubordinato, e che viene mostrata quando se ne
esercitano le funzioni, viene semplicemente passata al nuovo incaricato.
Normalmente l’Insubordinato esercita in privato la sua funzione ufficiale per il Ricevente. Il
Ricevente potrebbe decidere di informare l’Insubordinato in anticipo riguardo possibili istruzioni
controverse al fine di evitare l’esercizio del veto in pubblico.

Il rituale di Insubordinato

Il tempio è già aperto nel grado di Iniziato o Neofita.

(Il candidato passa una collana preparata in precedenza alla persona che sarà il Ricevente
dell’insubordinazione.)

(Il Ricevente mette al collo la collana, si inginocchia di fronte al candidato e chiede:)

R: Mi metterai tu alla prova come mio Folle, affinché tutti possano capire?

C: Lo farò.

R: Mi metterai tu alla prova come mio Giullare, quando nessun’altro criticherà?

C: Lo farò.
R: Mi metterai tu alla prova come mio Cappellano, affinché ad ogni errore si cerchi un rimedio?

C: Lo farò.

R: Mi metterai tu alla prova come mio Confessore, affinché io non trascuri i miei progressi?

C: Lo farò.

R: Mi metterai tu alla prova come mio Inquisitore, se abuserò della mia autorità?

C: Lo farò.

R: Come sarai tu conosciuto, quindi?

C: Come il tuo __________________.

R: Prendi dunque questa collana, mio __________________, che possa ricordare ad entrambi i tuoi doveri.

(Il Ricevente passa la collana al candidato.)

(Il rituale viene concluso da una breve raffica di rumori ingiuriosi, diretti da tutti verso il Ricevente.)

Attività del tempio

Le attività del tempio variano secondo i bisogni e le circostanze, e secondo i gradi ed i


conseguimenti dei presenti. La sezione seguente fornisce alcune indicazioni su quali siano le attività
più frequenti nel tempio, nella sequenza in cui vengono comunemente eseguite.
Il Magister Templi si assicurerà che la privacy del tempio venga garantita, e che tutte le persone
in visita siano del grado appropriato. Il M.T. spiegherà le motivazioni degli assenti, e darà tutte le
informazioni preliminari necessarie.

Apertura

Il tempio viene aperto o con un Rituale di Grado oppure col Rituale di Apertura.

Formazione e pratica
A discrezione del M.T, vari membri del Patto dirigeranno esercizi in specifiche discipline magiche.
Queste possono includere esercizi di controllo della mente, pratica con le tecniche di gnosi e pratica
con vari strumenti e tecniche magiche. Si possono tenere conferenze e dimostrazioni, e leggere
articoli.

Azione magica

A discrezione del M.T., si possono eseguire varie operazioni e rituali di evocazione, divinazione,
incantesimo, invocazione ed illuminazione, a supporto dei bisogni del Patto, del tempio o dei singoli.
Si può eseguire la Messa del Caos come celebrazione, oppure per ordinare un Sacerdote o
Sacerdotessa del Caos, oppure per qualche altro scopo.

Discussioni

Il M.T. intavola una discussione su varie questioni di amministrazione, di pianificazione, di


progresso personale e di ricerca. Chi lavora sul Liber KKK può fare un resoconto del suo lavoro,
oppure si può parlare di altri tipi di ricerche. Si possono esaminare pubblicazioni e comunicazioni
provenienti da altri templi del Patto.

Chiusura

Il tempio viene chiuso con il Rituale di Chiusura e, se necessario, viene aperto in un altro grado per
lavori particolari con partecipanti selezionati. È consuetudine che i lavori di un tempio vengano
seguiti da un buffet e dall’interazione con gli altri.

Lavori del Patto

Pochi rituali del Patto vengono condotti usando tracce scritte. Per qualsiasi rituale che non possa
essere imparato a memoria prima dell’esecuzione va considerato un urgente bisogno di
semplificazione. In generale, quando vengono eseguiti esercizi di allenamento o rituali complessi si
procede con un membro che informa in anticipo i partecipanti di tutto ciò che accadrà, e poi dà la
direzione generale, indicando agli altri partecipanti quando devono intervenire col loro contributo, se
necessario. Il M.T. deve ottenere l’approvazione di un Magus del Patto affinché un tempio possa
intraprendere un lavoro magico a pagamento per conto di estranei ed altre istituzioni. Va ottenuta
l’approvazione anche prima che un tempio lanci qualsiasi forma di attacco magico, anche se ci si può
esentare qualora le circostanze lo esigessero.

Scomunica

Nel caso in cui un membro del Patto mostri un comportamento intollerabile, i membri del tempio
possono ricorrere alla scomunica da parte del Patto, votandola a maggioranza, col M.T. che proclama
la votazione. Nel caso in cui il candidato alla scomunica sia il M.T., allora è l’Insubordinato che può
proclamare il voto. Gli scomunicati sono esclusi dalle attività del Patto fino ad ulteriore notifica, ed i
membri non discuteranno le attività magiche o quelle del Patto con loro. Il tradimento volontario può
essere ricompensato con la Scomunica con Estremo Pregiudizio, nel qual caso Il Patto può deliberare
per una reazione più attiva verso la canaglia.

7 Nota del Traduttore: la Caosfera è uno dei simboli principali della Caos Magic. Consiste in una sfera nera da cui dipartono otto
raggi in modo obliquo. Ulteriori informazioni ed usi della Caosfera si trovano nel Liber Null, di Peter Carroll.
LETTURE CONSIGLIATE

Carroll, Peter J.. Liber Null e Lo Psiconauta. Ediz. Neuropasti, 2013. (L’autore consiglia di
leggere questo libro prima del Liber Kaos.)

Crowley, Aleister. (Leggi quello che puoi: sono troppi.)

Gleick, James. Caos. La nascita di una nuova scienza. Ediz. Rizzoli, 2000. (Presenta alcuni
difetti, ma è interessante.)

Hawking, Stephen. Dal big bang ai buchi neri. Ediz. Rizzoli, 2011. (Una delle più importanti
influenze sulla fisica.)

Pratchett, Terry. Il Colore della Magia. Ediz. TEA, 2009. (Umoristico.)

Spare, Austin Osman. (Leggili tutti: non sono molti.)

Wilson, R. A.. Quantum Psychology. New Falcon Publications, 1993. (Leggi tutti i suoi libri.)

Astrologia

Sono nato l’8 Gennaio 1953, 1:30 A.M., 50° 50’ N, 0° 25’ W, un Capricorno col Sole in opposizione
ad Urano. Forse questo spiega molto.