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Le Tavolette Di Kutu

Il documento contiene la traduzione e analisi di alcune tavolette che riassumono un antico poema mesopotamico chiamato Enuma Elish. Le tavolette raccontano la creazione degli dei e la loro lotta per il potere, culminando con la vittoria di Marduk come dio supremo.

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Le Tavolette Di Kutu

Il documento contiene la traduzione e analisi di alcune tavolette che riassumono un antico poema mesopotamico chiamato Enuma Elish. Le tavolette raccontano la creazione degli dei e la loro lotta per il potere, culminando con la vittoria di Marduk come dio supremo.

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LE TAVOLETTE DI KUTU

Recenzione di Andrés Venustiano Carranza, docente di la Universidad Nacional Autónoma de México.

TAVOLA PRIMA

Quando lassù non era ancora nominato il cielo, di sotto la terra ferma non aveva ancora un nome, Kutusumgal, il loro
generatore, Mummu ed Ereskigal, la generatrice di tutti loro, le loro acque insieme mescolavano, abitazioni per gli dei
non erano ancora costruite, e la steppa non era ancora visibile, furono procreati gli dei in mezzo ad essi. Ma dopo poco
gli dei si ribellarono contro Ereskigal ed abbatterono chi li custodiva. Essi turbarono l'animo di Ereskigal
schiamazzando dentro la dimora degli dei. Il loro comportamento non era buono, essi divennero, violenti. Allora
Kutusurngal, il progenitore degli dei, gridò e chiamò Mummu, il suo messaggero: "Mummu, messaggero, che dai gioia
al mio cuore, vieni, andiamo, dalla nostra regina!" Essi se ne andarono e di fronte ad Ereskigal si sedettero. Essi presero
consiglio tra, loro riguardo agli dei, i loro primonati. Kutusurngal apri la bocca e le disse: il loro comportamento, non
mi piace. Durante il giorno non riposo, di notte non dormo. Li schiaccerò e renderò vano il loro modo di comportarsi.
Regni tranquillità, e noi dormiamo!"

Ereskigal meditò addolorata: "Come, distruggeremo noi ciò che abbiamo fatto? Il loro modo di agire mi causa
dispiacere. Ma noi mediteremo bene sul da farsi". Rispose Mummu e così consigli6 Kutusurngal. Terribile e non
conciliante fu il consiglio di Mummu. 'Vai, sei il più forte. Che di giorno tu riposi e di notte tu dorma!" Lo ascolt6
Kutusuragal e la sua faccia si rischiarò al pensiero del male che egli progettava contro i suoi figli. Egli accarezz6 il collo
di Mummu, lo alz6 sopra i suoi ginocchi e lo baci6. Tutto quello che essi avevano progettato tra loro fu riferito agli dei,
i loro primonati. Squittivano essi come passeri impauriti, e piangendo andavano di qua e di là. L’insidioso Ea, maestro
di intrighi, percepì il loro disegno. Con una magia potente incant6 Kutusurngal mentre egli dormiva in una caverna.] Di
Mummu, che stava nel suo grembo spaventato, strapp6 la corona. Poi leg6 Kutusurngal e lo uccise. Mummu poi pose in
ceppi e lo sopraffece. Sopra Kutusurngal pose la sua dimora e dopo che ebbe placidamente riposato, stabilli santuari. In
quel luogo egli pose le fondamenta della sua stanza buia.] Ea e sua moglie, abitavano là e procrearono Marduk. Egli
succhiò latte diverso, una allevatrice lo allev6 e lo riempì di odio. Quattro erano i suoi occhi, quattro i suoi orecchi. Nel
movimento delle sue labbra ne divampava fuoco. "Kutusumgal, tuo marito hanno ucciso". Pianse la regina, in
ignominia essa stava seduta. "Finch6 non lo avremo vendicato non dormiremo. Ora, quantunque abbiano abbattuto
Kutusurngal, tuo marito,] e Mummu, che essi legarono, non sola tu siedi. Li vendicheremo, vogliamo dormire.
Vendicali." Quando si staccarono se ne andarono al fianco di Ereskigal. Essi infuriarono, senza riposare né notte né
giorno. Ereskigal, che escogita tutto, diede loro armi senza pari. Essa procreò potenti divinità, con denti acuti, che non
risparmiano nello stritolamento.] Con veleno invece di pallido sangue riempì i loro corpi. Gli usumgalle terribili essa
rivestì di terrore. Essa fece portare loro splendore tremendo, li formò come dei.]
"Colui che li riguarda sia annichilito dal terrore! II loro corpo si rizzi in alto, non si volti indietro il loro petto!" Essa
fece Azagutukku portatore di morte e distruzione, Dagon furia del mare, Astur irto di scaglie, NyurInarntar dal tentacolo
vermiglio, Yuggsuduggu globo di fuoco, Shubkurudnu che scuote la terra con miriadi di zoccoli neri, Hurnwawa
immenso dragone, Pazuzu signore del morbo, i Demoni repellenti della tempesta ................... Essi sono portatori d'anni
che non risparmiano, che non temono la battaglia. Vasti erano i suoi comandi, essi erano senza pari. In tutti erano
undici, e di questo genere Ereskigal li fece. Tra gli dei, i suoi primogeniti, i quali le si affiancarono, essa esaltò Kingu.
Nel lor mezzo essa magnific6 lui. Di marciare a capo dell’esercito, di guidare la compagnia, di accingersi a portar le
armi, di ingaggiar battaglia, ci6 che concerne il combattimento, di essere grande nel trionfo, essa affidò alla sua mano, e
lo fece sedere sopra un trono: "Ho gettato il tuo incantesimo. Nell’assemblea degli dei ti ho magnificato. Sia reso più
grande il tuo nome sopra quello di tutti gli Anunnaki!" Essa gli diede le tavole dei destini e le appese al suo petto.
"Quanto a te il tuo comando non sarà reso nullo: sia stabile ci6 che esce dalla tua bocca!". Ora Kingu, che era stato
esaltato ed aveva ricevuto la supremazia sopra gli dei, tra gli dei, i suoi figli, destin6 i destini: 'Il pronunciato della
vostra bocca ammansisca il fuoco!] Chi é potente nel conflitto faccia tremare la potenza! Ereskigal concepì un grande
disegno.

TAVOLA SECONDA
All’inizio dell’undicesima tavola si narra che l’insidioso Ea (non pia "saggio" come risulta nella edizione canonica
dell'Enuma Elish), fraudolento consigliere degli dei, viene messo al corrente dei preparativi e propositi di Ereskigal. Va
a prendere consiglio da suo padre Anshar, a cui ripete con le identiche parole della tavola 11 la presentazione dei mostri
spaventosi. Anshar rimane profondamente impressionato, ma non pare favorevole al conflitto. Subdolamente consiglia
Ea di agire nuovamente con i suoi incantesimi: ma questi a nulla valgono contro Ereskigal. Manda allora I'altro suo
figlio, Anu, da Ereskigal per tentare un accordo: ma al vederla Anu è così spaventato, che fugge, via. Anshar si
impressiona ancora di più:

Si sgomentò e guardò per terra, si tacque e scosse la sua testa verso Ea: Si radunarono nel luogo tutti gli dei Anunnaki.
Le loro labbra erano livide per il terrore. 'Nessun dio va contro Ereskigal: Davanti ad Ereskigal nessuno esce vivo".
Tutti questi particolari accrescono la tensione, nell'attesa di quello che gli dei potranno fare; ed ecco la soluzione:
Anshar dopo aver opportunamente meditato riferisce agli dei terrorizzati che cosa ha pensato:

Colui la cui forza è soverchiante ci rappresenterà: flagello della zuffa sarà Marduk!

Subito Ea chiama alla sua cella del tempio il figlio Marduk e gli comunica il disegno di Anshar e il su proprio. Marduk
accetta a durissime condizioni :

Signore di tutti gli dei, destino dei grandi dei,

se io, il vostro campione,

lego Ereskigal e vi libero,

Marduk in sostanza chiede poteri assoluti.

TAVOLA TERZA
La terza tavoletta tratta la convocazione e lo svolgimento dell'adunanza degli dei. Anshar invia il messaggero Gaga dai
vecchi Lachmu e Lachamu. e nel messaggio Anshar ripete la descrizione della terribile armata di Ereskigal. 1 due
vecchi dei, alla notizia di ci6 sono presi dal terrore. Intanto gli dei si sono radunati e banchettano smodatamente.

TAVOLA QUARTA

Nella quarta tavoletta , gli dei annunciano a Marduk la missine che dovrà portare a termine a tutti i costi ,consegnano
all'eletto le insegne del grado e gli danno il mandato:

Vai e sgozza Ereskigal!

Marduk si costruisce armi proprie: arco, frecce, scimitarra, turcasso, il fulmine, una rete per avviluppare il ventre di
Ereskigal e i quattro venti. Sono proprio questi i primi a muoversi per snidare Ereskigal. Marduk ed Ereskigal si
fronteggiano e si scambiano insulti, poi mentre Ereskigal si volta per andare a prendere posizione per il duello, Marduk
vigliaccamente la sorprende alle spalle (si nota qui una profonda divergenza con il testo canonico del poema):

Marduk afferrò Ereskigal potente alle spalle.

Ur1ò la regina per il disappunto e lo sdegno di tanta viltà. Nella bocca aperta di lei Marduk infi1ò I'Imchullu

(un vento) così che lei non potè più chiudere le sue labbra. I venti furenti le riempirono il ventre. Egli tagliò le sue
interiora e stracciò il suo cuore. Poi la scagliò nell'abisso e cosi pure i suoi resti. Nel vedere ciò, la compagnia di
Erskigal si slancia nell'abisso; approfittando di questo, Marduk costruisce col ferro dell'armatura di Ereskigal una
grande cancello, Ganzir, e serra 1'abisso, impedendo ai Grandi Antichi di uscirne.

TAVOLA QUINTA
La quinta tavola (che nell’edizione tradizionale, raccontava probabilmente I'opera di Marduk per riempire I'universo di
cose belle), come dicevamo nelle note, non offre sufficienti garanzie di precisione nella trascrizione.

TAVOLA SESTA
La sesta tavola narra la formazione a opera di Marduk di Lullu, I'uorno; perchè adempisse i riti degli dei, ossia li
servisse. L'uomo, per consiglio di Ea, viene formato dal sangue che si ottiene dalla uccisione di Kingu, il comandante
delle truppe di Ereskigal. Ma ciò è un grande, errore, perchè così facendo, si instilla - attraverso il sangue di [Link] - in
alcuni uomini il germe della ribellione agli "Dei Primigeni" e un principio di adorazione dei "Grandi Antichi".
(probabilmente ciò costituisce 'L’aition" della casta sacerdotale dedita al culto dei "Grandi Antichi").

TAVOLA SETTIMA
La settima tavola , che nell'originale del poema (cfr. ed. critica del Langdon) come una lunghissima dossologia finale,
elenca i cinquanta nomi di Marduk, è gravemente danneggiata, come se su di essa si fosse accanito qualcuno.

TAVOLA OTTAVA
È, da un punto di vista filologico, la più importante. In essa è possibile leggere con chiarezza quanto questa versione
dell'Enuma Elish si discosti dalla tradizioni dal momento che annuncia la terribile profezia della definitiva rivincita
dell'Abisso.

E una stella cadde dal cielo sulla terra, e questo era l'atteso segnale e l’ultimo dei grandi sacerdoti forgiò con la pietra
infuocata della stella, una chiave con essa aperse finalmente il pozzo dell'Abisso e dal pozzo salì il fumo, come il fumo
di una immensa fornace e il sole e l’aria vennero oscurati dal fumo del pozzo. E dal fumo avanzarono sulla terra delle
cavallette e venne dato loro un potere come hanno potere gli scorpioni della terra. E venne loro ordinato di non recare
danno all'erba e alla terra, ma solo agli uomini che non portano sulla fronte il sigillo degli Antichi. L’aspetto delle
cavallette era quello di destrieri pronti a battaglia e sulle loro teste vi era qualcosa come simile a oro e i loro volti erano
come, volti d'uomo e avevano capelli come capelli di donna e i loro denti erano come quelli del leone. Avevano corazze
simili a ferro e il rumore delle loro ali era come il rimbombo di carri con molti destrieri che corrono alla battaglia.E
hanno code simili a quelle degli scorpioni, e pungiglioni, e nelle code sta la forza loro di tormentare, gli uomini e a capo
hanno Pazuzu. E gli Antichi che erano legati sotto il fiume Eufrate, si liberarono che si tenevano pronti per l’ora e il
mese e I'anno in cui si sarebbero scagliati contro gli dei. Ecco Azagutukku, caos mostruoso, e il ripugnante Astur irto di
scaglie, e Nyurlnarntar enorme e artigliato con al posto del volto l’osceno tentacolo vermiglio, e Shubkurudnu fatto di
nebbia ribollente dai mille tentacolil simili a serpenti, e Yugsuduk moltitudine di globi iridescenti in perpetuo
movimento, e avevano corazze colore del fuoco e le teste dei loro destrieri erano come teste di leone e dalle loro fauci
esce fuoco, fumo e zolfo e le loro code sono code di serpenti. E apparve nel cielo un immane drago rosso con sette
coma e sette diademi sulle teste e la sua coda si trascinava dietro un terzo delle stelle del cielo e le, gettò sulla terra. Era
Hurnwawa il possente. Dall’abisso del mare sorse un immenso serpente, Ereskigal regina, schiumante di furia con al
fianco l’orrendo Dagon. Allora si sentì una voce tonante: "Guai alla terra e al mare e guai a tutti gli Anunnaki, giacché
siamo saliti con rabbia grande." E allora in cielo divampò una terribile zuffa, giacché Marduk e i suoi si fecero avanti
per combattere, mal i loro cuori erano annichiliti dal terrore. E a nulla servivano gli inganni del subdolo Ea, e l'ira
dell’imbelle Anu o la saggezza di Anshar. E I'Ubshakinnaku era deserto e Lachmu e Lachamt tremavano, di inutile
vecchiezza gravati. Marduk di splendide armi coperto reggeva il cozzo con ira e intrepido braccio. Allora si vide salire
dal mare una fiera con dieci coma e sette teste; sulle coma aveva dieci diademi e sulle teste titoli blasfemi e sul corpo
squame e aculei prodigiosi: Kutusurngal, il più Antico tra tutti i Grandi Antichi. Con voce terribile, disse: "Chi eguaglia
la fiera, e chi è in grado di farle guerra?" Marduk spiegò la sua rete e il vento cattivo sguinzagliò davanti a lui. Con un
soffio di fuoco il potente Kutusumgal respinse l'assalto e il suo alito orrendo, riempì la gola di Marduk e poi il suo
ventre. Allora con terribile artiglio lo sventrò e divorò le interiora e gettò nel mare la sua carogna. Trionfante
Kutusurngal si rivolse ad Ereskigal regina e con lei concertò terribili pene per gli Anunnaki ed eterni supplizi. E gli
Antichi ordinarono all'uomo il servizio degli dei e a capo di essi con grandi privilegi i sacerdoti del culto di Kutu posero
……………..

Le tavole che seguono contengono le formule con le quali i sacrileghi clandestini Sacerdoti del tempio segreto di Kutu
officiavano i loro riti. Tali incantesimi erano, probabilmente, pronunciati per evocare i “Grandi Antichi” sconfitti dagli
“Dei Primigeni” guidati da Marduk, sostenuti da Ea e da Enki.

TA VOLA NONA
Queste parole non mostrare ad alcun uomo, o la maledizione degli Antichi ricadrei su di te.

Recita questa invocazione quando la Grande Orsa pende dalla sua coda e nei quattro quarti dell’anno calcolati da quel
momento e negli spazi calcolati tra questi Angoli. In quei giorni Marduk è distratto e dorme. Prepara la ciotola di
Ereskigal, la ciotola smarrita colma di sangue di fanciullo e invoca Shakuguku regina di Caldea. Bevi il sangue e recita
la preghiera 1a, Adu En, accendi il Fuoco secondo l’uso e la tradizione.

O, dei Grandi Antichi abominevole progenie generata, prima di tutti i tempi da Kutusurngal ed Ereskigal Signora del
Serpente e dimorante nel sangue di Kingu. Giammai Marduk potrà abbattere la tua potenza. Tu che dimori nelle nostre
regioni a fianco a fianco della nostra, stirpe, Tu che non puoi essere vista e che risiedi

oltre il cancello, limine della tua forza, Ascolta! Ascolta! Ascolta!

Ebbro e satollo dei sagrifizi offertigli,

Marduk dorme un sonno greve e senza sogni. Enki imbelle trema e tutti gli Anunnaki.

lo ti invoco Superba Regina

Shagukuku, signora del sogno fratello della morte,


e a te levo la ciotola di Ereskigal Signora del Serpente, la ciotola smarrita, la ciotola frantumata dei saggi.

Il fuoco sacro è acceso secondo l’uso e il rituale.

Ascolta! Ascolta! Ascolta!

E tu Ereskigal possente

che sogni addormentata sotto la superficie della terra, e tu Kutusumgal invitto,

che sogni addormentato sotto la superficie della terra, Spalanca il cancelli! Spalanca il cancello!

Io

Io

Io

Io

Io

Io

Io

Io

Io

Io

Io

Io sono il dio degli dei Io sono il signore delle tenebre, il maestro dei maghi Io sono il potere e la conoscenza

lo sono colui che viene prima di tutte le cose lo sono colui che viene prima di Anu e degli Igigi Io sono colui che viene
prima di Enki e Shammash lo sono colui che viene prima di tutte le cose Io sono colui che viene prima di Ninursak e
della tavola di Enkil Io sono colui che viene prima di tutte le cose Io sono colui che viene prima di Nanna e di Ishtar lo
sono colui che viene prima di Nanna e di Uddu lo sono colui che viene prima di tutte le cose Prima di me non era stato,
creato nulla di ciò che stato creato Io sono colui che viene prima di tutti gli dei Io sono colui che viene prima di tutti i
giorni lo sono colui che viene prima di tutti gli uomini e delle leggende degli uomini Io sono il Grande Antico Nessun
uomo, può trovare il luogo del mio riposo Di notte ricevo il sole e di giorno la luna Io sono colui che riceve il sacrificio,
dei giusti Le montagne D’occidente mi coprono Le montagne d'oriente mi coprono Io sono colui che viene prima di
tutte le cose Io! lo! lo! lo Azagga! lo Kingu! Io Astur! lo Yugsuduggu! Io Nyurlnarntar! lo Humwawa! Io Pazuzu lo
Shubkurunu!

Baxabaxabaxabaxabaxabaxabaxabaxabaxa

TA VOLA DECIMA
Invocazione ad Azagga (Azatoth)

0 tu,

che nel centro dell'infinito hai posto la tua dimora,

o Azagga, incessante tumulto, demolitore di ogni pensiero e forma, ebbra potenza sprofondata in abissi di demenza,

Tu che manifesti il tuo ebete gorgoglio nell'eruttare dei vulcani,

o primo fra tutti i grandi,


o tu primo fra tutti gli spiriti dell'abominio, lo ti invoco!

Invocazione a Yuggsudugu (Yogsothoth)

0 tu,

il più vicino al tremendo Azagga,

Tu, che la sua corrotta parola,

interpreti, eruttante dalla

sua bocca immonda,

orribile oracolo,

o Yuggsudugu, che nella tenebra

impenetrabile custodisci

l’osceno prigioniero, e che in suo nome

eserciterai il potere assoluto dell'abominio,,

O Tu il dio più abietto,

che dell'abominazione hai fatto il tuo sigillo, lo ti invoco!

Invocazione a Nyurlnamtar (Nyarlathotep)

O tu,

che parli attraverso la fiamma ardente,

manifestando la parola terribile degli Antichi,

tabernacolo di indicibile potenza, forma inimmaginabile che attraversa lo spazio ed il tempo,

O tu Nyurinarntar, che cavalchi un fortissimo cavallo dalla coda di scorpione e che strazi con staffile di aspidi,

O tu che conosci i segreti degli astri, lo ti invoco!

Invocazione ad Astur (Hastur)

0 tu,

la voce di tuono,

dei Grandi Antichi opprimente rimbombo,

o tu che non puoi essere nominato invano,

O tu Astur, Signore del sopruso, della vendetta e della distruzione,

che con celere passo cammini nel gelido vento del nord, che come nerbo di bue

schianti sulla groppa del mondo, lo ti invoco!

Invocazione a Shubkurudnu (Shub-Niggurath)


0 tu,

immondo e sozzo caprone,

alle cui putride e verminose mammelle succhiano latte di fiele mille mostruose creature.

O tu, che annunci la tua immonda presenza col fetore di mille decomposizioni,

nell'ombra dei boschi più fitti,

O tu, che nelle notti di plenilunio governi la danza sfrenata di mille demoni danzanti, lo ti invoco!

Invocazione ad Humwawa

O tu,

il Signore della Morte,

Hurnwawa dei venti del sud,

la tua faccia grovigli di viscere,

il tuo respiro il fetore dello sterco

che mai fumo di incenso potrà occultare,

Angelo di tutto ci6 che viene escreto,

Signore del futuro perché tutto sarà morte

e putrefazione, Io ti invoco!

Invocazione Pazuzu

0 tu,

Signore di tutte le febbri e di tutte le pestilenze,

O tu, Pazuzu,

che sogghigni feroce, mostrando i denti affilati e scuoti i tuoi genitali putridi,

Signore della matria e dei bubboni il tuo respiro è l’alito di morte e di sofferenza.

Tu che latri il tuo dolore nei confini delle città consacrate durante l’acme del sole e della luna,

e che sferzi con la sabbia di fuoco del deserto,

Io ti invoco!

Invocazione ai Demoni

E tu, Sed, che hai sembianze di toro e faccia umana,

che governi il vento dell'Est,

E tu, Lamas, che hai sembianze di leone e che governi le cose della fiamma e del vento infuocato che soffia da Ovest,

E tu, Nattig che hai sembianze d'avvoltoio e vieni da Sud;

E tu, Lallassu che infesti i luoghi dell'uomo,


E tu, Lalartu che un tempo eri vivo e sei rimasto intrappolato tra i mondi, mentre cercavi la via,

E tu, Lamashata, regina della malattia,

E tu, Gelal, e tu, Lilit, veloci ad arrivare alla chiamata, e che invadete i letti dell’uomo e saccheggiate il nutrimento della
vita, e Gelal invade il letto della donna e Lilit quello dell'uomo, Spiriti che avanzate nel vento, Spiriti che avanzate sulla
terra strisciando, quando, Kutusumgal sorgerà e saluterà le stelle, quando Ereskigal si ricongiungerà al Serpente, la
guerra sarà finita e il mondo sarà uno.

O Spiriti che avanzate nel vento, proteggete i vostri schiavi fedeli,

O Spiriti che avanzate sulla terra strisciando, salvate i vostri schiavi fedeli!

TA VOLA UNDECIMA
Non aprire il Cancello, se non per un momento specificherai quando lo aprirai, e ricorda che non dovrà restare aperto un
attimo più del necessario dopo il passaggio dell'ora di Ereskigal, altrimenti tutti gli dei irromperanno sulla terra e i morti
risorgeranno per divorare i vivi. Dopo aver assolto al necessario, dopo invocato lo spirito, dopo aver stabilito la sua
missione dopo aver stabilito l’ora della chiusura del cancello del ritorno dello Spirito la dentro, non devi lasciare li
luogo della chiamata, ma dovrai rimanervi fino al ritorno dello Spirito e alla chiusura del Cancello.

I Grandi Antichi Possono essere sempre evocati e molte volte sono desiderosi di risorgere, anche se per un

tempo limitato. Taluni, però, sono ostinati e desiderosi di restare dove sono, e non risorgono se non grazie a

sforzi del sacerdote che ha il potere. I Grandi Antichi devono essere chiamati nelle quattro direzioni (Est Sud

Nord Ovest) e nei quattro spazi; lo Spirito deve essere evocato in un luogo segreto, privo di finestre e suoni, la

luce deve diffondersi da una lampada posta sull'altare.

Invocazione a Kutusumgal (Chtulhu)

0 tu,

possente Kutusumgal

che nel liquido primordiale

sogni addormentato,

il tuo sogno è l’incubo, è l'eterno tormento, il crudele, supplizio.

O tu, che la fragile mente mortale ammorbi di terrore e paura e trafiggi col tuo corno d'avorio,

sentina di vani fantasmi, O tu, implacabile cacciatore notturno, di impalpabile essenza,

viscida e torbida presenza dei pericoli che sono nelle, tenebre,

Io ti invoco!

Io ti invoco!

Questo deve essere recitato solo una volta e se il dio non appare, è meglio non insistere, perché è occupato in qualche
altra opera. Disponi brandelli di carne di fanciullo e le sue tenere interiora sul piatto e inzuppa le focacce d'orzo col
sangue ancora caldo che è spillato dalla gola e cospargile di miele, poiché così piace al dio.

... Modella una immagine di cera, nella farina o nel miele. Impastala con la saliva e poi dopo averla trafitta con aghi
bruciala e distruggila e salmodiando le antiche maledizioni annienterai il tuo nemico...

Brucia erba e spezie .........


Essi se ne stanno distesi, i Grandi Antichi, i paletti sono caduti ed i chiavistelli sono stati sistemati.

Le folle sono tranquille e il popolo è tranquillo

Gli Dei Primigeni

Le Dee Primigenie

Shammash

Sin

Adad Ishtar

Sono andati a dormire nel cielo.

Non stanno pronunciando giudizi.

Non stanno prendendo decisioni.

La Notte è velata

II Tempio e i Luoghi Sacri sono silenziosi e bui.

Il Giudice della Verità

il Padre di Coloro che non hanno Padre

Shammash

È andato nella sua camera!

O Grandi Antichi, guardate ed accettate il sacrificio che vi offro. Possa essere accettato dai più Antichi degli Dei

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