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Titolazione potenziometrica di ftalato acido di potassio con

NaOH
1 Introduzione
In questa esperienza determinerete la massa di un campione incognito di ftalato
acido di potassio mediante una titolazione con una soluzione di idrossido di
sodio.
Lo ftalato acido di potassio e’ il sale acido dell’acido ftalico. La sua formula
di struttura e’:
O

qq▼▼▼▼▼ qq C O H
qqq
PWQ
VURTS
q
▼▼▼ qq▼▼▼
▼qq
C O− K +
O
Una volta posto in soluzione, lo ftalato acido si ionizza completamente
producendo quantita’ stechiometriche di ioni ftalato acido e ioni potassio.
Lo ione ftalato acido e’ un acido debole (costante di ionizzazione acida: KA =
3.9 × 10−6 ) e reagisce quindi con ioni ossidrile secondo la seguente equazione:

O O

qq▼▼▼▼▼ qq C O H qq▼▼▼▼▼ qq C O−
qqq qqq
PWQ
VURTS PWQ
VURST
q q
▼▼▼ qq▼▼▼ + OH − = ▼▼▼ qq▼▼▼ + H2 O
▼qq ▼qq
C O − C O−
O O
che possiamo scrivere piu’ succintamente indicando il residuo organico con F t:

F tH − + OH − = F t2− + H2 O

In pratica, la titolazione consiste nell’aggiunta graduale di aliquote di solu-


zione titolante (cioe’ la soluzione a titolo noto di N aOH) alla soluzione in cui
e’ stato sciolto il campione incognito (detto anche, in generale, “analita”) fino
a che si sara’ aggiunto il numero di moli di ioni ossidrile necessario a reagire
con tutto lo ione ftalato acido presente in soluzione, secondo l’equazione
scritta sopra.
Quando questa condizione e’ stata raggiunta, cioe’ quando si e’ raggiunto il
cosiddetto “punto di equivalenza”, detto nF tH − il numero di moli di ione ftalato
acido presente inizialmente e nOH − il numero di moli di ioni ossidrile contenuto
nel volume aggiunto, il cosiddetto “volume di equivalenza”, dovra’ essere (in
base al rapporto stechiometrico (1 : 1) fra ione ftalato e ione ossidrile):

nF tH − = nOH −

1
Il numero di moli di ioni ftalato acido si puo’ esprimere in funzione della
massa (incognita) in grammi G del campione e della massa molare dello ftalato
acido di potassio MKHF t = 204.221 g/mol:

G
nF tH − =
MKHF t
Il numero di moli di ione ossidrile si esprime facilmente in funzione della con-
centrazione (nota) della soluzione titolante, CN ◦
aOH , e del volume di equivalenza
VE , espresso in L:

nOH − = CN

aOH VE

Sostituendo piu’ sopra si ottiene un’equazione che contiene la massa del


campione come unica incognita:

nF tH − = nOH −
G
= CN

aOH VE
MKHF t

G = CN

aOH VE MKHF t

Dalla relazione scritta sopra si vede che per determinare la massa del cam-
pione incognito e’ necessario conoscere le tre grandezze al secondo membro. La
massa molare dello ftalato acido di potassio e’ nota. La concentrazione della
soluzione titolante e’ anch’essa nota.
L’unico problema e’ quello di determinare il volume di equivalenza VE .
A questo scopo esistono molti modi. Quello che impiegherete in questa
esperienza e’ la costruzione della cosiddetta “curva di titolazione”, che consiste
nel riportare in grafico il pH della soluzione in funzione del volume di soluzione
titolante aggiunto (figura 1).

2 Calcolo della curva di titolazione e determinazione del punto di


equivalenza
Il calcolo della curva di titolazione puo’ essere fatto ad un livello “rigoroso”
oppure ad un livello “approssimato”.
Consideriamo la titolazione del generico acido debole HA con N aOH.
Definiamo i seguenti simboli:

CHA

concentrazione iniziale formale dell’acido debole
V◦ volume iniziale della soluzione di HA
CB concentrazione della soluzione titolante
V volume di soluzione titolante aggiunto
T
CHA concentrazione formale totale di acido debole dopo ogni aggiunta di
soluzione titolante

2
12

10
pH

4 VE
0 5 10 15 20 25 30 35 40
volume di sol. titolante (mL)

Figura 1: La curva di titolazione di ftalato acido di potassio con soluzione di


N aOH

CN a+ concentrazione formale totale di N aOH dopo ogni aggiunta di solu-


zione titolante
CA− concentrazione di anione A− dopo ogni aggiunta di soIuzione titolante
CHA concentrazione di acido indissociato dopo ogni aggiunta di soluzione
titolante
COH − concentrazione di ione ossidrile dopo ogni aggiunta di soluzione tito-
lante
CH + concentrazione di ione idronio dopo ogni aggiunta di soluzione titolante
KHA costante di ionizzazione dell’acido debole
KW costante di autoprotolisi dell’acqua

Il procedere della titolazione viene convenientemente descritto dalla variabi-


le:
moli di N aOH aggiunte CB V
R= = ◦ (1)
moli di HA inizialmente presenti CHA V◦

Calcolo rigoroso Il sistema chimico durante la titolazione e’ completamente


descritto dalle seguenti equazioni:

CA− CH +
KHA = (2)
CHA
KW = CH + COH − (3)
CN a+ + CH + = COH − + CA− (4)
T
CA− + CHA = CHA (5)

3
L’equazione 2 e’ l’espressione della legge dell’azione di massa per l’equilibrio
di ionizzazione dell’acido debole; l’equazione 3 e’ l’espressione della legge del-
l’azione di massa per l’equilibrio di autoionizzazione dell’acqua; l’equazione 4
esprime la condizione di elettroneutralita’ della soluzione; l’equazione 5 esprime
la condizione di conservazione della quantita’ totale del frammento A dell’acido
debole.
Per introdurre la variabile R nel sistema, osserviamo che, dalla 1, si ha:
V RCHA

=
V◦ CB
e quindi:

CB V
CN a+ = (6)
V◦ + V
RCHA◦
CB
= (7)
RCHA + CB

e:

T CHA

V◦
CHA = (8)
V◦ + V
CHA

CB
= (9)
RCHA + CB

Il sistema puo’ quindi essere riscritto nella seguente forma:

CHA KHA − CA− CH + = 0 (10)


CH + COH − − KW = 0 (11)
RCHA

CB
+ CH + − COH − − CA− = 0 (12)
RCHA + CB

CHA

CB
− CA− − CHA = 0 (13)
RCHA
◦ + CB
A questo punto, per ogni valore di R e per valori assegnati dei parametri,
il sistema puo’ essere risolto per via numerica, ottenendo il valore delle quattro
concentrazioni incognite (e quindi, in particolare, il valore del pH = − log CH + ).
Un esempio del calcolo e’ mostrato nella figura 2.
La cosa importante da osservare e’ che il punto di equivalenza (R = 1) si ha
in corrispondenza al punto di flesso della curva; quindi, il problema di trovare il
volume di equivalenza si riduce a quello di trovare il punto di flesso della curva
di titolazione sperimentale.

Calcolo approssimato Il calcolo della curva di titolazione puo’ essere re-


so piu’ agevole se si adottano delle ragionevoli approssimazioni, valide per
particolari valori o intervalli di R.

R = 0 La soluzione contiene solo l’acido debole.


Allora:

4
13

12

11

10

9
pH

3
0 0.25 0.5 0.75 1 1.25 1.5 1.75 2
R

Figura 2: Curva di titolazione di un acido debole con una base forte; la curva
e’ stata calcolata con i seguenti valori dei parametri: CHA

= 0.1 mol/L, CB =
0.1 mol/L, KHA = 1 × 10 , KW = 1 × 10
−5 −14

• se l’acido non e’ troppo debole, si puo’ trascurare la concentrazio-


ne di ioni H + provenienti dall’autoionizzazione dell’acqua e quindi
assumere: CH + = CA−
• d’altro canto, se la costante di ionizzazione dell’acido non e’ troppo
grande, si puo’ trascurare la quantita’ di acido dissociato e quindi:
CHA = CHA ◦

Quindi, dall’equazione 2, si ottiene:


p
CH + = CHA
◦ K
HA

0 < R < 1 In un intervallo abbastanza ampio centrato sul valore R = 0.5,


il cosiddetto punto di semiequivalenza, la soluzione contiene apprezzabili
quantita’ di acido indissociato e del suo anione. Si puo’ pertanto con-
siderare una soluzione tampone per cui valgono le seguenti ragionevoli
approssimazioni:

• la presenza di un’apprezzabile concentrazione di ione A− rende tra-


scurabile la dissociazione dell’acido
• la presenza di un’apprezzabile concentrazione di acido indissociato
rende trascurabile l’idrolisi dello ione A−
• si puo’ assumere trascurabile la concentrazione di ioni H + provenienti
dall’autoionizzazione dell’acqua

Sotto tali ipotesi, si ha:

CB V
CA− =
V◦ + V

5
CHA

V◦ − CB V
CHA =
V◦ + V

Sostituendo queste espressioni nell’equazione 2, si ottiene:

CHA

V◦ − CB V
CH + = KHA
CB V
1−R
= KHA
R

R = 1 In queste condizioni il sistema e’ equivalente ad una soluzione conte-


nente solo il sale N aA. L’anione idrolizza secondo:

A− + H2 O = AH + OH −

La costante di idrolisi e’ data da:

KW CHA COH −
=
KHA CA−

In tali condizioni si possono trascurare gli ioni OH − provenienti dall’auto-


ionizzazione dell’acqua (CHA = COH − ) e la quantita’ di anione consumato
T
dalla reazione di idrolisi (CA− = CHA ). Dalla legge dell’azione di massa
per l’idrolisi si ricava dunque:

r
KW T
COH − = C
KHA HA
s
KW CHA ◦ C
B
=
KHA CHA
◦ + CB

(guardate l’equazione 9)

R > 1 In questo caso si puo’ assumere che l’idrolisi dell’anione dell’acido de-
bole sia completamente repressa dall’eccesso di ioni OH − . Quindi:

CB V − CHA◦
V◦
COH − =
V◦ + V
RCHA◦
− CHA

= CB
RCHA + CB

3 La misura del pH e l’elettrodo a vetro


Per costruire la curva di titolazione e’ necessario misurare il pH della soluzione
dopo ogni aggiunta di soluzione titolante. Cio’ si puo’ fare tenendo immerso
nella soluzione durante la titolazione un “elettrodo a vetro” (figura 3).

6
connettore al pH-metro
tappo laterale

setto poroso
bulbo in vetro

Figura 3: Schematica rappresentazione di un elettrodo a vetro. La parte sensi-


bile e’ il bulbo di vetro; il setto poroso e’ una finestrella di materiale ceramico
saldata nel vetro: esso deve trovarsi al di sotto della superficie della soluzione.

Senza entrare nei dettagli, un elettrodo a vetro non e’ altro che una cella
elettrochimica in cui le due semicelle sono divise da una membrana di vetro
attraverso la quale si genera una differenza di potenziale a causa dell’equilibrio
di adsorbimento degli ioni idrogeno alle sue due facce. Questa differenza di
potenziale e’ legata al pH delle soluzioni delle due semicelle. In un elettrodo a
vetro, una delle due semicelle rimane fissa (molto spesso contiene una soluzione
di HCl 0.1 mol/L), mentre l’altra e’ costituita dalla soluzione test (nel vostro
caso, la soluzione che viene titolata). L’elettrodo della semicella che contiene
la soluzione test non e’ direttamente immerso in essa, ma e’ immerso in una
soluzione satura di KCl tenuta separata dalla soluzione test mediante un setto
poroso di ceramica, come mostrato nella parte destra della figura 4.
Gli elettrodi a vetro sono costruiti in modo da essere estremamente com-
patti, per cui non e’ immediato realizzare il fatto che sono delle semplici celle
elettrochimiche. La parte sinistra della figura 4 mostra schematicamente un
elettrodo a vetro commerciale e la corrispondenza delle sue varie parti con la
cella elettrochimica “convenzionale”.
In definitiva, un elettrodo a vetro e’ una “sonda” che, collegata ad uno
strumento detto “pH-metro”, fornisce la misura del pH di una soluzione.
In pratica, dovrete operare nel modo seguente (figura 5): servendovi di una
buretta, aggiungerete gradualmente alla soluzione di ftalato aliquote misurate
di soluzione titolante. Dopo ogni aggiunta, misurerete il pH e lo riporterete in
una tabella in corrispondenza al volume totale di soluzione titolante aggiunto:

7
RIF1 (AgCl/Ag)
RIF2 (AgCl/Ag)

V
V

KCl(sol.sat.)

setto poroso

HCl 0.1 mol/L

membrana di vetro
soluzione
test

Figura 4: Corrispondenza fra lo schema di principio e le varie parti di un


elettrodo a vetro

V (mL) pH
0.00 3.89
2.00 4.15
4.00 4.37
··· ···

Al termine della titolazione riporterete in grafico i dati raccolti ottenendo un


andamento come quello mostrato nella figura 1; il volume di equivalenza corri-
sponde all’ascissa del punto di flesso della curva di titolazione, per determinare
il quale potrete utilizzare un programma che vi verra’ messo a disposizione.

4 Calibrazione dell’elettrodo a vetro


La risposta di un elettrodo a vetro ad un certo pH e’ specifica di quel par-
ticolare elettrodo. Infatti, e’ praticamente impossibile costruire due elettrodi
che abbiano una membrana identica: piccole tensioni in fase di fabbricazione
o differenze anche piccolissime nella composizione del vetro fanno si’ che, per
uno stesso pH, la differenza di potenziale generata attraverso la membrana vari
in modo apprezzabile. Inoltre, anche per uno stesso elettrodo, la risposta della
membrana varia (anche se lentamente) nel tempo.
Per questi motivi l’elettrodo a vetro va calibrato prima di essere utilizzato.
La calibrazione assicura una misura affidabile del pH per 24 − 48 ore.

8
buretta

OH −

elettrodo a vetro

pH-metro

4.56
F tH −

Figura 5: Setup sperimentale per la titolazione.

In generale, la relazione fra differenza di potenziale VG alla membrana del-


l’eletrrodo a vetro e pH della soluzione test e’ lineare in un ampio intervallo di
pH:

pH = m × VG + q

Con l’operazione di calibrazione, si fa in modo che una parte apposita dell’e-


lettronica del pH-metro ricavi i due parametri m e q che definiscono la relazione
lineare fra VG e pH.
A questo scopo, si immerge l’elettrodo a vetro in una prima soluzione a pH
noto (normalmente un tampone a pH = 7) e il pH-metro misura e memorizza
la corrispondente differenza di potenziale VG,pH=7 .
Poi si immerge l’elettrodo in una seconda soluzione a pH noto (normalmente
un tampone a pH = 4) e il pH-metro misura e memorizza anche questa seconda
differenza di potenziale VG,pH=4 .
A questo punto, il pH-metro e’ in grado di calcolare i due parametri della
relazione lineare su scritta:

7−4
m =
VG,pH=7 − VG,pH=4
7−4
q = 7− VG,pH=7
VG,pH=7 − VG,pH=4

e puo’ quindi tradurre le differenze di potenziale misurate nei corrispondenti


valori di pH.
Ogni pH-metro ha la sua procedura di calibrazione. Seguite quella corri-
spondente al modello che state usando (le diverse procedure si trovano alla fine
di questa scheda).

9
In ogni caso, l’elettrodo va estratto dalla provetta che lo contiene e lavato
accuratamente con acqua distillata prima di introdurlo in qualsiasi soluzione.
ATTENZIONE: la parte inferiore dell’elettrodo a vetro e’ costituita da un
bulbo in vetro dello spessore di circa 50 µm. E’ molto fragile e quindi trattatelo
con cura.
Inoltre: ricordatevi di rimuovere il tappo laterale dell’elettrodo (figura 3) e
di connettere quest’ultimo al pH-metro prima di usarlo.

5 Materiali
Ogni studente dispone di:

⇒ 1 sostegno
⇒ 1 pinza a ragno per buretta
⇒ 1 buretta da 50 mL
⇒ 1 beaker da 250 mL
⇒ 1 beaker da 100 mL
⇒ 1 spruzzetta
⇒ 1 pH–metro
⇒ 1 elettrodo a vetro

Sono inoltre accessibili (in comune per piu’ studenti):


⇒ 1 soluzione tampone a pH = 7.00
⇒ 1 soluzione tampone a pH = 4.00

per la calibrazione degli elettrodi a vetro.

6 Procedimento
• Calibrate il pH-metro seguendo la procedura applicabile al vostro modello
(le procedure di calibrazione sono alla fine di questa scheda)
• Lavate accuratamente un beaker da 250 mL con acqua distillata
• Il campione incognito di ftalato acido di potassio e’ un solido contenuto in
un portacampioni: con l’aiuto della spruzzetta trasferitelo quantitativa-
mente nel beaker. E’ importante risciacquare piu’ volte il portacampioni
con l’acqua distillata (raccogliendo i risciacqui nel beaker) per essere certi
di aver trasferito tutto il campione incognito.
Non usate troppa acqua distillata: in generale, qualsiasi titolazione riesce
tanto meglio quanto piu’ analita e titolante sono concentrati. Il volu-
me finale della soluzione di analita nel beaker all’inizio della titolazione
deve essere tale che l’altezza della soluzione sia ≈ 2 cm (per consentire
l’immersione dell’elettrodo con il setto poroso al di sotto della superficie)
• Agitate la soluzione ruotando il beaker sul piano d’appoggio fino a che
il campione di ftalato si sara’ dissolto completamente: questa operazione
richiede qualche minuto
• Annotate su un foglio il numero del vostro campione incognito.

10
• Lavate accuratamente e asciugate un altro beaker da 100 mL: in que-
sto recipiente vi verranno consegnati ≈ 100 mL di soluzione titolante
(N aOH). Chiedete la concentrazione esatta della soluzione titolante e
annotatevela: vi servira’ in seguito per il calcolo della massa del campione
incognito.
• Avvinate due volte la buretta con una decina di millilitri di soluzione
titolante e poi riempitela e azzeratela.
Attenzione: accertatevi che nella parte terminale della buretta sotto il
rubinetto non si siano formate bolle d’aria. Se questo fosse il caso potete
rimuoverle aprendo e chiudendo rapidamente il rubinetto della buretta
(ovviamente, una volta eliminata la bolla, dovrete rabbocare e riazzerare
la buretta).
• Immergete l’elettrodo a vetro nella soluzione da titolare utilizzando il
braccio snodabile di sostegno del pH-metro.
Attenzione: il setto poroso (figure 3 e 4) deve trovarsi al di sotto della
superficie della soluzione.
• Sistemate la buretta sopra la soluzione e iniziate la titolazione.
La massa di ftalato acido e’ tale da richiedere circa 25 mL di soluzione
titolante (N aOH ≈ 0.1 mol/L).
Allora la curva di titolazione puo’ essere costruita secondo lo schema di
aggiunte mostrato nella tabella 1.
Per l’analisi della curva di titolazione (che faremo con un computer) e’
importante infittire le misure in un intorno ristretto del punto di equiva-
lenza.
• Se una goccia di soluzione titolante rimane “appesa” all’estremita’ della
buretta, fatela cadere spruzzando qualche goccia di acqua distillata (con
la spruzzetta)
• Dopo ogni aggiunta di soluzione titolante, agitate la soluzione nel beaker
ruotando quest’ultimo sul piano del banco per ≈ 10 s (attenti a non far
uscire la soluzione dal beaker: cio’ causerebbe senza dubbio un errore per
difetto nel risultato).
• Dopo aver agitato la soluzione come detto sopra, misurate il pH: la proce-
dura per la misura del pH con i diversi modelli di pH-metri a disposizione
e’ spiegata al termine della corrispondente procedura di calibrazione
• Annotate il volume letto sulla buretta e il corrispondente valore misura-
to di pH nella tabella che state costruendo e procedete con la prossima
aggiunta.

7 Procedure di calibrazione dei pH-metri

Calibrazione pH-metro CRISON, mod. 2000

11
V (mL) pH
0.0
4.0
8.0
12.0
16.0
20.0
21.0
21.5
22.0
22.5
23.0
23.5
24.0
24.5
25.0
25.5
26.0
26.5
27.0
27.5
28.0
28.5
29.0
30.0
32.0
34.0

Tabella 1: Successione ottimale di aggiunte della soluzione titolante

1. Accendere lo strumento (interruttore sul retro); la parte sinistra del di-


splay mostra le letture di pH, quella destra la temperatura in gradi Celsius.
Il valore di pH mostrato all’accensione e’ 0000.

2. Premere prima e poi pH : il pH-metro si predispone per la calibra-


zione con la soluzione tampone a pH = 7. La parte sinistra del display
mostra il valore 7.
3. Lavare l’elettrodo a vetro con acqua distillata e immergerlo nella soluzione
tampone a pH = 7; agitare manualmente per qualche secondo ruotando il
bicchiere sul piano del banco.

4. Premere : lo strumento acquisisce i dati relativi alla soluzione tampone


impiegata (durante tale fase, la spia sopra la scritta pH lampeggia);
5. La lettura cambia automaticamente e lo strumento richiede un tampone
a pH = 4. La parte sinistra del display mostra il valore 4.

12
6. Estrarre l’elettrodo dal tampone a pH = 7, lavarlo con acqua distillata,
immergerlo nella soluzione tampone a pH = 4 e agitare manualmente per
qualche secondo ruotando il bicchiere sul piano del banco.

7. Premere : lo strumento acquisisce i dati relativi alla seconda soluzione


tampone (durante tale fase, la spia sopra la scritta pH lampeggia);
8. Quando la spia sopra la scritta pH smette di lampeggiare, la calibrazione
e’ completata e la parte sinistra del display mostra il valore 0.00.

Una volta terminata con successo la procedura di calibrazione,


lo strumento e’ pronto per le misure di pH
Per effettuare la misura del pH durante la titolazione: pigiate
una volta il tasto “pH” sul pH-metro e attendete che la lettura
sia stabile (la spia luminosa o la scritta “pH” (a seconda del
modello di pH-metro utilizzato) sul display dello strumento
devono smettere di lampeggiare).
A stabilita’ raggiunta, prendete nota del valore mostrato sul
display.

Calibrazione pH-metro CRISON, mod. BASIC 20

1. Accendere lo strumento.
2. Lavare l’elettrodo a vetro con acqua distillata

3. Premere il tasto e immergere l’elettrodo nel tampone a pH = 7;


agitare manualmente per qualche secondo ruotando il bicchiere sul piano
del banco.

4. Premere nuovamente il tasto : l’icona sul display lampeggia mentre


lo strumento acquisisce i dati relativi alla soluzione tampone impiegata.
Quando viene raggiunta la condizione di stabilita’ della lettura, l’icona
rimane fissa.

5. A stabilita’ raggiunta, estrarre l’elettrodo, lavarlo con acqua distillata ed


immergerlo nel secondo tampone a pH = 4; agitare manualmente per
qualche secondo ruotando il bicchiere sul piano del banco.

6. Premere nuovamente il tasto e attendere il raggiungimento della con-


dizione di stabilita’. A questo punto l’elettrodo e’ tarato.
7. Lo strumento segnala eventuali errori nella fase di calibrazione con il
mesaggio: “RICALIBRAZIONE”

13
Una volta terminata con successo la procedura di calibrazione,
lo strumento e’ pronto per le misure di pH
Per effettuare la misura del pH durante la titolazione: pigiate
una volta il tasto “pH” sul pH-metro e attendete che la lettura
sia stabile (la scritta “pH” sul display dello strumento smette
di lampeggiare).
A stabilita’ raggiunta, prendete nota del valore mostrato sul
display.

Calibrazione pH-metro CRISON, mod. BASIC 20+

1. Accendere lo strumento.
2. Premere il tasto “CAL”.
3. Lo strumento richiede di selezionare pH oppure mV : selezionare pH.
4. Lavare l’elettrodo a vetro con acqua distillata ed immergerlo nel tampone
a pH = 7; agitare manualmente per qualche secondo ruotando il bicchiere
sul piano del banco.
5. Premere nuovamente il tasto “CAL”: la scritta pH lampeggia mentre lo
strumento acquisisce i dati relativi alla soluzione tampone a pH = 7.
Quando viene raggiunta la condizione di stabilita’ della lettura, la scritta
pH rimane fissa.
6. A stabilita’ raggiunta, estrarre l’elettrodo, lavarlo con acqua distillata ed
immergerlo nel secondo tampone a pH = 4; agitare manualmente per
qualche secondo ruotando il bicchiere sul piano del banco.
7. Premere nuovamente il tasto “CAL” e attendere il raggiungimento della
condizione di stabilita’.
8. Se lo strumento richiede un terzo tampone, saltare la richiesta premendo
il tasto pH.
A questo punto l’elettrodo e’ tarato.

Una volta terminata con successo la procedura di calibrazione,


lo strumento e’ pronto per le misure di pH
Per effettuare la misura del pH durante la titolazione: pigiate
una volta il tasto “pH” sul pH-metro e attendete che la lettura
sia stabile (la spia luminosa o la scritta “pH” (a seconda del
modello di pH-metro utilizzato) sul display dello strumento
devono smettere di lampeggiare).
A stabilita’ raggiunta, prendete nota del valore mostrato sul
display.

Calibrazione pH-metro BANTE, mod. 210 Benchtop pH/mV

1. Accendere lo strumento.
2. Premere il tasto “CAL”.
3. Sul display appare la scritta:

14
CAL 1 7.00

4. Lavare l’elettrodo con acqua distillata, immergerlo nel tampone a pH = 7


ed agitare cautamente la soluzione ruotando il bicchiere sul piano del banco
5. Premere il tasto “ENTER”: lo strumento acquisisce i dati relativi alla so-
luzione tampone a pH = 7.00 fino al raggiungimento della condizione di
stabilita’ della lettura
6. A stabilita’ raggiunta, sul display appare la scritta:

CAL 2

7. Estrarre l’elettrodo dal buffer a pH = 7, lavarlo con acqua distillata, im-


mergerlo nel secondo tampone a pH = 4 ed agitare cautamente la soluzione
ruotando il bicchiere sul piano del banco
8. Premere il tasto “ENTER”: lo strumento acquisisce i dati relativi alla so-
luzione tampone a pH = 4.00 fino al raggiungimento della condizione di
stabilita’ della lettura
9. A stabilita’ raggiunta, sul display appare la scritta:

END

10. Lo strumento ritorna automaticamente nella modalita’ di misura del pH

Una volta terminata con successo la procedura di calibrazione,


lo strumento e’ pronto per le misure di pH
Per effettuare la misura del pH durante la titolazione: sbloc-
cate la lettura precedente pigiando una volta il tasto “Meas”
(icona di un lucchetto); lo strumento acquisisce dati fino al
raggiungimento della condizione di stabilita’ (qualche decina
di secondi). A stabilita’ raggiunta, compare la scritta “HOLD”
in alto a sinistra: potete ora prendere nota del valore mostrato
sul display.

15