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L’insegno del latino e l’italiano coniugato: proposta all’insegno del grado degli aggettivi.

Ruth dos Santos Silva1

Riassunto: Questo saggio accademico desidera, da una breve discussione sulle influenze e
permanenze del latino nella lingua italiana, presentare una proposta di riflessione ed insegno
coniugato del latino ed italiano, in un'ottica grammaticale: il grado degli aggettivi, per i corsi
di doppia laurea delle università brasiliane.

Parole-chiave: Latino; Lingua italiana; Il grado degli aggettivi; Insegno coniugato.

Resumo: Este artigo pretende, a partir de uma breve discussão sobre as influências e
permanências da língua latina na língua italiana, apresentar uma proposta de reflexão e de
ensino conjugado do latim e italiano, com vista à tópica gramatical: discurso indireto, para os
cursos de licenciatura dupla das Universidades brasileiras.

Palavras-chave: Língua latina; Língua italiana; O grau dos adjetivos; Ensino conjugado.

È noto che l’italiano è una lingua neolatina proprio come il portoghese, in altre parole, una
lingua derivata del latino parlato che, in un processo naturale, ha cambiato e questo
cambiamento ha risultato in nuovi sistemi linguistici come, per esempio: l’italiano. Proprio
come l’italiano deriva del latino dai cambiamenti, il latino è derivato anche di una famiglia
linguistica chiamata l’indoeuropeo il cui ramo affiliato è l’italico. È importante fare segno che
il latino classico, ossia, il latino generalmente denominato letterario, non è la lingua la cui
l’italiano è derivato, perché difficilmente la lingua scritta fornisce variazioni soggetti a
derivazione di nuovi sistemi linguistici, poiché lo scritto è diverso della lingua parlata proprio
come la lingua standard del portoghese o italiano richiesta nella scritta formale si allontana del
discorso colloquiale. Quindi, il latino volgare, cioè, il latino del discorso parlato, la cui la
lingua italiana è derivata. È imperativo staccare che la lingua italiana è difusa con grande
notorietà a causa delle conquiste di terre attraverso le guerre (cf. CONTE, 2011-2012: 3), perciò
il latino parlato in altre posti dell’impero romano non era uniforme e, per questo, possiamo
affermare che esisteva latini volgari. L’italiano come altre lingue romanze è stato evoluto del
latino parlato (BASSETTO, 2005:.87) e come tale presenta somiglianza strutturale e lessicale.

1
Studentessa regolarmente iscritta nel corso di laurea in portoghese e l’italiano.

1
Conti (2011-2012: 4) osserva che, nel processo di comparazione alle altre lingue neolatine,
l’italiano è la lingua neolatina che se avvicina di più del latino e questa somiglianza consente
(offre), secondo l’autrice, la lettura di un testo latino senza l’apprendimento specifico ed
anteriore alle strutturi grammaticali del latino2. Conti (2011-2012: 5) presenta anche una lista
di sostantivi del vocabolario latino presente nell’uso quotidiano della lingua italiana come:
agenda; album; curriculum; eccetera e altri. Inoltre, l’autrice stacca l’uso di espressioni latini
ricorrente nel discorso italiano: in vino veritas; deus ex macchina; lupus in fabula; mors tua;
vita mea ed altre. Quindi, questo l’articolo intende parlare sulla possibilità di presentare attività
focalizzate all’insegno coniugato del latino ed italiano nelle Università brasiliane nei corsi di
laurea in Portoghese e l’italiano la cui la matrice del curriculum possa offrire discipline del
latino3.
L’italiano, come una lingua moderna, presenta obiettivi fondamentali che il latino, considerato
una lingua morta, si differisce per: la comprensione del testo scritto o orale, così come il
discorso parlato e la scritta. L’apprendimento del latino, tuttavia, desidera possibilitare
l’accesso ai testi dell’antico clássico (Antiguidade). Poiché al latino è dato lo statuto
privilegiato per molto tempo come elemento base per la formazione dell’uomo erudito (LEITE
& CASTRO, 2014: 224), la lingua latina era ed è considerata elitaria e suo insegno,
attualmente, in Brasile, è restrito alle università4. Per molto tempo l’insegno del latino è stato
considerato inutile, oggi, è possibile guardare un interesse per la lingua latina tanto nelle
ricerche brasiliane come nei discorsi di estrema destra nel scenario politico attuale del
Brasile.Se, da un lato, c’è la domanda: perché imparare il latino essendosi una persona in
processo di laurea nel portoghese o in portoghese e italiano, senza dubbio, si deve affermare
che l’apprendimento della lingua latina non è un fattore indispensabile per la comprensione di

2
Mario A. Pei (1949: 135-146), usando un metodo statistico comparato, dimostra un nuovo modo di misurare il
grado di distanza e approssimazione delle lingue “românica” (portoghese, provenzale, rumeno, spagnolo,
francese, italiano e sardo). in relazione al latino. Lo studioso utilizza un sistema di punteggio che assegna un
numero di punti per ogni cambiamento dal latino alla lingua moderna (come la dittongazione, la nasalizzazione o
la palatalizzazione), vi è un massimo di settantasette punti da assegnare a ciascuna delle lingue. . Con questo
sistema, la percentuale di variazione è più alta in francese (44%) e più bassa in italiano (12%) e sardo (8%)
3
Abbiamo analizzato i menu di alcune università brasiliane - USP, UFJF, UFES, UFRJ - che offrono doppia
laurea neolatine, in particolare i curricula universitari in portoghese e italiano, e tutti hanno le materie latine
obbligatorie e la loro lingua neolatina in concomitanza. L'Università Federale di Rio de Janeiro offre il corso di
laurea in lingua tedesca e il curriculum del corso in questione prevede l'insegnamento obbligatorio della lingua
latina. Sappiamo che il tedesco c’è una struttura di casi come il latino (dativo, genitivo, nominativo e accusativo),
perciò crediamo che un insegno coniugato delle altre lingua insieme al latino può essere fatto anche.
4
Leite & Castro (2014) presentano uno studio sull'apprendimento della lingua latina nelle università brasiliane,
in cui le autrici, in vista della formazione di studenti universitari in lettere, discutono dell'insegnamento del latino
della Companhia de Jesus fondata nel 1549 in Brasile per gli eventi che hanno permesso di rimuovere la disciplina
della lingua latina dai curricula brasiliani nel 1961.

2
questi sistemi derivati dal latino, perché per imparare il portoghese è necessario imparare il
portoghese, così come per imparare l’italiano è necessario studiare l’italiano.

La difesa dell’insegnamento della lingua latina che facciamo è, quindi, per la comprensione
della lingua in questione come originaria dei sistemi linguistici neolatine che consentono la
riflessione, l’osservazione e il confronto tra la lingua mater e le lingue neolatine, oltre alla
possibilità di esercitare la critica dell’appropriazione erronea dei testi e della cultura latina nei
discorsi politici conservatori e, soprattutto, la difesa di Fiorin di “conoscere le nostre origini
significa anche conoscere come culture greche e latine. Sono quindi un patrimonio da
conservare e una tradizione di conoscenza da impartire “(FIORIN, 1991: 515)5.

Prima di presentare la nostra proposta dello insegno coniugato dell’italiano e del latino,
dobbiamo considerare alcune questioni. Come abbiamo fatto segno prima, dai studi di Conti
(2011-2012), non è difficile trovare somiglianze nella lingua latina ed italiana, tuttavia, uno
studente che è presentato alle lingue allo stesso tempo è riuscito a percepire tanto gli stessi
elementi quanto gli elementi diversi che possono causare disagio e spavento si un lavoro e
mediazione non potrebbe essere fatto di un modo giusto. Il latino non fa il plurale con la
consonante “s”, ma con il tema –ae, nominativo plurale della prima declinazione e, -i, il
nominativo plurale di seconda declinazione:

Tabella 1: Le declizanazioni dei sostantivi latini

1ª Il nominativo: Singulare: Plurale:


Declinazione: Lupa Lupae

2ª Il nominativo: Singulare: Plurale:


Declinazione: Graecus Graeci

Si il portoghese segue il caso accusativo del latino (Lupam; lupas) per segnare il plurale, la
lingua italiana, nella prima declinazione o coniugazione, presenta vocale tematica -a con
plurale in -e: ragazza; ragazze. L’altra specificità della lingua latina è il genero neutro usato per
oggetti e cose come templum, flumen, animal e il suo plurale ha la vocale tematica in -a: templa,
flumina, animalia. L’italiano, tuttavia, non presenta nella sua struttura linguistica il genero

5
Originale:“conhecer nossas origens significa conhecer também as culturas grega e latina. Elas são, pois, uma
herança a conservar e uma tradição de conhecimento a transmitir” (FIORIN, 1991: 515)

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neutro, ma presenta parole come: ditto- ditta; braccio-braccia, che hanno conservato i suoi
plurali neutri originati del latino.

Le vocali lunghe e corte della lingua latina si riflettono nella lingua italiana dalle parole che
hanno consonanti gemelle. La lingua italiana (e sarda) ha conservato la rappresentazione della
lunga sillaba aggiungendo una consonante come: brūto-brutto; sūcu-succo. Per quanto riguarda
gli articoli, è noto che la lingua latina non presenta articoli, la difficoltà, inizialmente, di uno
studente di doppia laurea di fronte all'apprendimento simultaneo di latino e italiano, oltre alla
sua precedente conoscenza della lingua mater, può risultato dell'osservazione degli abbondanti
articoli italiani:

Tabella 2: gli articoli definiti italiani

Maschile Singolare plurale

ragazzo il i

albero l’ gli

zucchero lo gli

psicologo lo gli

yougurt lo gli

xenofobo lo gli

Femminile Singulare Plurale

ragazza la le -

scrittora la le

attrice l’ - l’attrice le

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Consapevole delle difficoltà che possono presentarsi all'inizio, è importante sottolineare che
quanto più si impara una lingua, più si impara una lingua. In nessun modo questa affermazione
dovrebbe essere fraintesa e contraria a quanto abbiamo già affermato nelle pagine precedenti:
per imparare l'italiano, deve studiare l'italiano !, ma abbiamo notato che studiare una lingua ci
consente di riflettere sulle strutture linguistiche di alcuni sistemi e, quindi, di confrontarli alle
strutture che abbiamo già imparato, in particolare la lingua madre. Pertanto, se è inevitabile
che, nel processo di insegnamento-apprendimento, uno studente, che fa la laurea in portoghese
e italiano, paragonare queste lingue intendendo e delimitando differenze e somiglianze di fronte
all'apprendimento del latino accadrà lo stesso. Il problema che ci interessa è abilitare
l'apprendimento della lingua latina, soprattutto considerando la difficoltà di raggiungere e
eseguire fluentemente le abilità uditive, orali, scritte e altre che le lingue moderne possiedono
più facilmente, non è spaventosa e difficile, scoraggiante, ma piuttosto uno strumento per
l'acquisizione del vocabolario, della cultura e dell'esercizio della lingua italiana e latina.

Come una forma di offrire le attività che sono culturale e che permetta allo studente trasferire
i suoi sapere di una lingua all’altra, abbiamo scelto il grado degli aggettivi come l’argomento
grammaticale di insegno coniugato dell’italiano e del latino. Maurizio & Trifone (1997) hanno
osservato che l’aggettivo qualificativo può esprimere la qualità ma anche la misura (il grado)
in cui tale qualità è posseduta. Nella lingua italiana, gli autori considerano che ci sono alcuni
gradi come: il grado positivo che classifica solo la qualità “brutto” e ‘bello”; il grado
comparativo che indica una qualità stabilendo un confronto all’altra “più brutto” e “più bello”;
il grado superlativo che esprime una qualità in alta misura come “bellissima” e ‘bruttissimo”.
Non parleremo su il superlativo relativo in questo lavoro. Nel latino, i gradi degli aggettivi sono
molti somiglianti. Vedremo prima la tabella con il grado della lingua italiana e poi del latino.

Tabella 3: i gradi degli aggettivi italiani adattato da Nochi.

aggettivo comparativo superlativo

buono migliore ottimo

cattivo (brutto) peggiore pessimo

grande maggiore massimo

piccolo minore minimo

5
alto superiore supremo

basso inferiore infimo


Fonte: NOCCHI, 2011.

Tabella 4. I gradi degli aggettivi del latino

aggettivo comparativo superlativo

Bonus,-a,-um Melior, melius Optimus, -a, -um

Malus, -a, -um Peior, peius Pessimus, -a, -um

Magnus, -a, -um Maior, maius Maximus, -a, -um

Parvuus, -a, -um Minor, minus Minimus, -a, -um

Altus, -a, -um Altior, altius Altissimus, -a, -um

Clarus, -a, -um Clarior, clarius Clarissimus, -a, -um

L’insegno del latino è stato offerto per molto tempo in una tradizione più strutturalista,
riguardando le tabelle. Crediamo che l’insegno delle due lingue può considerare questo
rapporto tra una lingua e l’altra, ma anche attività diverse che non sono limitate solo agli
esercizi strutturali. Siamo d’accordo con il piensero di Leite (2016) e Fortes & Prata (2015)
che prendono in considerazione l’insegno del latino attraverso delle pratiche attive e
affermiamo la stessa necessità nello insegno della lingua italiana. Quindi, la prosposta
presentata in questo saggio è basata in questo pensiero teorico.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

BASSETTO, Bruno Fregni. Elementos de filologia românica: história externa das línguas. 02.
ed. São Paulo: Edusp, 2005.

CONTI, Maria Cristina. Corso di avvio allo studio della Lingua Latina. Anno scolastico 2011-
2012. Disponível em
<http://www.smsbertola.gov.it/sommario/images/41065329avviamento_al_la.pdf>. Acesso
em 02 de novembro de 2019.

DARDANO, Maurizio. TRIFONE, Pietro. La nuova grammatica della lingua italiana.


Bologna: Zanichelli, 1997.

FIORIN, José Luiz. “Letras clássicas no 2o grau: competência textual e intertextual”. Anais do
II Congresso Nacional de Estudos Clássicos. Mito, religião e sociedade. São Paulo: SBEC, vol.
1, 1991; p. 514-519.

FORTES, Fábio; PRATA, Patrícia. A sobrevivência do latim. In: FORTES, Fábio; PRATA,
Patrícia. (Org.). O latim hoje: reflexões sobre cultura clássica e ensino. Campinas:
Mercado de Letras, 2015; p. 23-39.

LEITE, Leni Ribeiro. CASTRO, Marihá Barbosa. O ensino de língua latina na Universidade
brasileira e sua contribuição para a formação do graduando em Letras. Organon, v. 29, n. 56.
Porto Alegre: 2014. p. 223-244. Disponível em:<
http://seer.ufrgs.br/index.php/organon/article/view/43622>. Acesso: 29 de outubro de 2019.

LEITE, Leni Ribeiro. Latine Loqui II: Curso básico de latim. Vitória: EDUFES, 2016.

NOCCHI, Susanna. Grammatica pratica della lingua italiana. Firenze: Alma Edizione, 2011.

PEI, Mario A. A New Methodology for Romance Classification. In: WORD, v. 5, n.02, Nova
York, 1949,p. 135-146. Disponível em:
<https://www.tandfonline.com/doi/pdf/10.1080/00437956.1949.11659494>. Acesso em 11 de
novembro de 2019.

GIURA, Paola. Il significato femminista della parola sorellanza. Lettera donna. Disponibile
in:<http://www.limes.ufes.br/sites/proaera.ufes.br/files/field/anexo/latine_loqui_volume_2_e
dufes_publicado.pdf>. Accesso il 28 di novembre 2019.

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APPENDICE - Le attività dell’italiano

1) Leggete la conversazione:

2) Comprensione:
a) La conversazione parla su una situazione che è sucessa con una ragazza. Che
cosa è sucesso? Perché lei è arrabiata?
b) Qual’è la reazione di Roberto e quali sono gli aggettivi presente nella
conversazione?

3) Per parlare della qualità di alcuno e la misura di questa qualità usiamo gli aggettivi ed
i suoi gradi: comparativo e superlativo. Completate lo spazio creando giustificando la
razione la cui le personaggi sono:

Julia è felicissima Andrea è arrabiato Grade isola

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Lui è piccolo
Gianni è stanchissimo Luca è triste

4) Leggete il testo e riscrivete un piccolo testo usando gli aggettivi e suoi gradi parlando
delle donne e la società o degli uomini e i suoi comportamenti.

IL MITO DELL'INNATA RIVALITÀ TRA DONNE

Tra amiche, colleghe, parenti o complete sconosciute… La rivalità fra donne si nasconde
in ogni anfratto della società. Dal linguaggio, passando per la rappresentazione religiosa,
fino alla vita di tutti i giorni, la donna è un essere di cui gli uomini, ma soprattutto le donne,
non devono fidarsi. Siamo arpie, vipere, capaci di ogni sotterfugio pur di fare
uno «sgambetto» alla nostra nemica. Il tutto, ovviamente, per poter attirare l’attenzione
dell’uomo di turno, ad esempio un possibile fidanzato o il capo. «Le donne sono le peggiori
nemiche delle donne», secondo la società maschilista, è il «marchio di fabbrica» con cui
nasce il genere femminile, così come lo è il non saper usare una mappa o l’essere negate per
la guida o per le materie scientifiche. Questi pregiudizi usati per dividerci, ripetuti
all’infinito, si trasformano, per incantesimo della fata turchina del patriarcato, in realtà.
Dobbiamo competere per essere le più belle, le più intelligenti ma anche per dimostrare di
essere le migliori madri e spose. Non c’è bisogno di scomodare i post delle «pancine» de Il
Signor Distruggere, dove le donne con figli disprezzano chi non ce li ha o dove mogli
modello sfidano a colpi di pulizie e pietanze le rispettive suocere. Succede anche fra le
stesse femministe dove si fa ancora fatica a smettere di usare vecchi insulti maschilisti.
Lo «sgambetto», dunque, è quello che la società patriarcale fa per mantenere i privilegi
maschili e per continuare a trasmettere quello che dovrebbe essere l’unico desiderio di ogni
donna: essere «la più amata dagli italiani», come diceva quel vecchio spot.
Texto adattato e dispobile sul: <https://www.letteradonna.it/it/articoli/tempo-libero/2019/11/21/rivalita-tra-
donne-sorellanza/29380/>

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5) Completate con gli aggettivi della lista.

Massimo, tristissimo, bravo, superiore, inferiore, peggiore

Un studente di giurisprudenzia è stato ___________ nell’esame del suo corso. Il suo


amico, Umberto, tuttavia, ha avuto un voto __________ di lui ed è rimasto
_____________.
Umberto era sicuro di avere ottenuto un voto __________, però il suo voto è stato il
________ della classe. Lui ha promesso studiare di più la prossima volta e acquistare
una bella nota, un voto _________.

6) Completate la tabella con i gradi degli aggettivi:


7)

aggettivo comparativo superlativo

buono migliore ottimo

peggiore pessimo

grande massimo

piccolo minore

alto

basso infimo

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APPENDICE - Le attività dell’italiano

1) Nunc lege!

EXĒGI MONUMENTUM

Exēgi monumentum aere perennius, regalique situ pyramidum altius, quod non imber
edax, non Aquilo impotens franget, nec innumerabilis annōrum series nec fuga
temporum.
Non omnis perībo magnaque pars mei vitābit Libitīnam; ego crescam cum laude. Dicar,
clarior, undique. Suscipiam superbiam quaesitam meritis et lauro Melpomene cinget
meam comam
Adattato da Orazio, Ode, III.30.

Estne monumentum perennius quam pyramis?


Quae res monumentum non frangere possunt?

2) Legite:

Quo Horatius ibat?


Ubi amicus Horatii habitabat?

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Cur Horatius cum viro ambulare non voluit?

3) Nunc lege!

IMPORTUNUS HOMO

Eram in Via Sacra, sicut meus est mos. Accūrrit quidam homo, notus mihi nomine.
“Quid agis?” “Bene” dixi “et cupio te bene esse.”
Cupiēbam discedere, sed ille garriebat; nihil respondebam. “Misere, cupis abire:
iam video; sed tecum ero.” At ego: “Visitabo amicum non tibi notum; longe
habitat”. At ille: “non sum piger: tecum ero.”
Quarta iam parte diei praeterita et mecum ibat importūnus. Casu venit adversarius
illi et dixit: “quo tu vadis, turpissime?” Magnā voce importūnus clamatus est, et
raptus est in ius. Sic servātus sum ab Apolline.
Adattato da Orazio, Sat. IX.

Quid is in via?
Cur Horatius se esse servatum ab Apolline dixit?

4) Dic verum (V) an falsum (F):

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( ) Horatius veniēt ad amicum cum viro importuno.
( ) Horatius in Via Sacra non erat.
( ) Parvā voce importunus clamatus est, et raptus in ius.
( ) Homo importunus respondit Horatio: “non sum piger: tecum ero”.

5) Adde verbum aptum:

a) Ventus _______ (comparativo di malus, -a, -um)


b) Iter _________ (comparativo di bonus, -a, -um)
c) Causa ________ (superlativo di bonus, a-, -um)
d) Fides _________ (comparativo di magnus, -a, -um)
e) Filia _______ (superlativo di parvus, -a, -um)

8) Adde verbum aptum:

aggettivo comparativo superlativo

Bonus,-a,-um Melior, melius Optimus, -a, -um

Pessimus, -a, -um

Magnus, -a, -um Maior, maius

Minor, minus Minimus, -a, -um

Altus, -a, -um Altissimus, -a, -um

Clarus, -a, -um

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