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Rocca Farnese di Carbognano

http://www.canino.info/inserti/monografie/i_farnese/farnese.htm

Abbiamo visitato, grazie alla squisita ospitalità dei proprietari, il Palazzo Farnese di Carbognano:
possiamo quindi offrire ai nostri visitatori l'opportunità assolutamente esclusiva di entrare, seppur
virtualmente, in questo monumento tra i più suggestivi e affascinanti della Tuscia.

Trattandosi di una residenza privata, il palazzo è tuttora poco conosciuto: la eccezionale


documentazione fotografica che proponiamo servirà quindi a rendere meno misterioso questo luogo e a
colmare una lacuna nella conoscenza del patrimonio storico e artistico del nostro territorio, a vantaggio
non solo del pubblico, ma anche di appassionati e studiosi.

Il nostro sentito ringraziamento va quindi ai proprietari: il dott. Ercole Laurenti e la sig.ra Anna
Laurenti in Pascarella, per la loro disponibilità e cortesia. Un ringraziamento particolare vogliamo
rivolgere alla sig.ra Annunziata Maranò, moglie del dott. Laurenti, che con gentilezza e cordialità ci ha
aperto le porte della sua casa, come per altro non disdegna di fare con storici, ricercatori e cultori
dell'arte.

presunto ritratto di Giulia

Dama con liocorno, (Luca Longhi, 1507- 1580) Dama con liocorno (Raffaello 1505).

Indice
1 Il nido segreto di Giulia

2 Il Salone dei Simboli

3 La Camera dei Misteri

4 Giulia "La Bella", la cortigiana pia

1- Il nido segreto di Giulia


Il Buen Retiro sui Monti Cimini

Quell'inverno del 1505 era stato particolarmente freddo. Ora però le margherite imbiancavano i fulgidi prati dei
Monti Cimini, come fino a qualche giorno prima facevano gli sprazzi residui dell'ultima neve. Cespugli di pallidi
ciclamini già ingentilivano di un fioco vermiglio il limitare dei boschi. Da giorni, ormai, le rondini dispiegavano le loro
ampie volute tra i merli del castello, dopo aver ritrovato e occupato i nidi a ridosso dei beccatelli.

Giulia Farnese, affacciata alla grande finestra che dà sul declivio, verso la valle, guardava lontano: dentro se stessa.
Orsino, il marito mai amato, era morto da oltre cinque anni; ma ciò non avrebbe potuto intristirla, se non fosse per il
terribile epiteto lasciatole in dote: vedova… Ormai e per tutti lei era soltanto la vedova Orsini. Laura, la sua unica figlia,
era da pochi mesi felicemente sposa: un gran matrimonio il suo, con Niccolò della Rovere, il nipote prediletto di papa
Giulio II. Giulia ne era fiera, ancora una volta era riuscita a risollevare le sorti del suo casato: la stella dei Farnese era
tornata a brillare, ora che avevano ritrovato il favore di un papa. Però, intanto, si era quasi dissanguata per costituirle
una dote degna di tanto sponsale.

E Alessandro? Il card. Alessandro Farnese era a Roma, troppo impegnato a costruire la sua carriera, e non solo quella:
il grande palazzo che stava edificando vicino a Campo de Fiori, quello progettato a Caprarola e un altro che aveva in
testa di realizzare a Gradoli assorbivano tutte le sue energie, e non solo quelle economiche. E poi le legazioni: aveva
perso quella di Viterbo, ma aveva ottenuto quella assai importante della Marca con sede in Ancona… Certo,
Alessandro era sempre stato premuroso nei suoi confronti, a volte però aveva l'impressione che la tenesse a distanza;
che un po', in fondo, si vergognasse di lei. Come dargli torto? Conosceva bene anche lei le chiacchiere del popolino, le
pasquinate: il card. Fregnese, il card. della gonnella, così lo chiamavano. E non c'era certo da stare a chiedersi il
motivo. E infine Rodrigo: anche Rodrigo Borgia, papa Alessandro VI, l'unico uomo che forse aveva veramente amato,
da qualche anno era morto.

Giulia era ormai sola. Dove andare… a Roma? No, troppi ricordi: e soprattutto avrebbe intralciato la carriera del suo
adorato fratello Alessandro. A Bassanello? No, quella era la casa di Orsino, e lei l'aveva sempre detestata. A Viterbo?
anche lì Alessandro disponeva di un elegante palazzo… No, sarebbe rimasta a Carbognano. Quella rocca era sua: lei
l'aveva ottenuta da papa Borgia per suo marito Orsino. Lì avrebbe vissuto.

Giulia sentiva che qualcosa dentro di sé era morto: era morta la ragazza ingenua e civettuola che gli uomini tanto
ammiravano e desideravano, ma di cui, in fondo, si servivano. Era morta la vittima consenziente, sacrificata sull'altare
dell'ascesa familiare. Sentiva però che un'altra Giulia stava nascendo: una donna nuova, più libera, più sicura, più
consapevole, più indipendente e determinata.

Carbognano era il posto giusto. Per morire, e per rinascere.

Da Arce a Castello
Quando Giulia decise di stabilirsi a Carbognano, la rocca - già vecchia di quasi tre secoli- era pressochè fatiscente.
Abbiamo indugiato nel descrivere lo spirito e l'animo con cui Giulia si apprestava a diventare "la signora di
Carbognano" in quanto ciò appare indispensabile ai fini della comprensione e dell'interpretazione degli eventi che
d'ora in poi interesseranno il palazzo. Ma andiamo con ordine.

La storia della rocca, prima di Giulia, è quella - per così dire - tipica di un'arce medievale: assalti, passaggi di mano,
riconquiste, scorrerie, devastazioni, ricostruzioni…

Il documento più antico in nostro possesso è un atto di sottomissione di Carbognano a Viterbo del 1254: siccome in
questo atto si cita espressamente la rocca è presumibile che questa sia stata edificata già nei primi decenni del secolo.
A partire dal XIV secolo vi troviamo i prefetti di Vico che nel 1432 passarono la mano a Everso II d'Anguillara.
Successivamente, nel 1454, entra in gioco la Camera Apostolica che, seppur contrastata dagli Anguillara che per un
breve periodo riuscirono a rientrare in possesso del castello, lo conserverà fino al 1494 quando papa Alessandro VI vi
infeudò Orsino Orsini, marito di Giulia.

Le ragioni di questa assegnazione si prestano ad una duplice interpretazione: una ufficiale, secondo la quale ciò
sarebbe avvenuto per compensare Orsino di servizi militari resi alla Chiesa; l'altra ufficiosa, ma più probabile, e legata
alla nota relazione tra Giulia e il papa; senza dimenticare il ruolo svolto da Adriana Mila, madre di Orsino e cugina del
Borgia, sponsor della tresca e sempre prodiga nel sollecitare presso il papa favori per il figlio.

Giulia, abituata agli agi e al lusso della corte vaticana, non poteva certo accasarsi in quel ruvido e torvo maniero: decise
quindi di trasformarlo, conformemente al suo gusto e alla sua cultura, in una residenza rinascimentale, non troppo
dissimile da quelle in cui aveva abitato ai tempi del suo amore con il papa. Stabilì in sostanza di trasformare la rocca in
un vero e proprio castello. Non solo: tutto in quella magione avrebbe dovuto parlare di lei, della sua stirpe, della sua
discendenza, dei suoi pensieri, del suo essere: quello sarebbe stato per sempre il castello di Giulia.

Intraprese quindi lavori di ristrutturazione e di decorazione: non le mancavano i mezzi e le capacità. Alessandro si
dimostrò subito entusiasta dell'idea della sorella di "ritirarsi" a Carbognano (e ciò è ben comprensibile) e non fece
certo mancare il suo appoggio, anche di tipo economico. Giulia, del resto, ai tempi del suo soggiorno romano era
venuta in contatto con tutti i più grandi artisti della sua epoca, da Michelangelo a Raffaello, dal Pinturicchio al
Perugino, da Bramante al Sangallo… e quindi era tutt'altro che digiuna nelle cose d'arte. Non furono però questi gli
artisti che chiamò a Carbognano. Anche prescindendo da ogni altra considerazione, si tratta di artisti geniali o
comunque dalla spiccatissima personalità: ben difficilmente si sarebbero prestati a fare da "pennello" a Giulia. A lei
servivano artisti dotati ma docili, disposti a seguire pedissequamente le sue indicazioni; a realizzare in sostanza senza
obiezioni quel monumento a sé stessa che era già tutto ben delineato nella sua mente: forme, colori, figure, motti,
simbologie. Non è escluso, comunque, che abbia utilizzato artisti di bottega, più precisamente della bottega di
Raffaello, come sembrano far intendere le decorazioni a grottesca, come vedremo nello specifico servizio.

L'aspetto del castello, come oggi lo vediamo, e i cicli pittorici che ne decorano il piano nobile, sono dunque quelli
voluti e realizzati da Giulia; la quale cominciò col fare incidere a chiare lettere il proprio nome su architravi di porte e
finestre. Perché doveva essere evidente per tutti che Giulia, figlia di Pier Luigi Farnese, nipote di Ranuccio, sorella del
card. Alessandro, discendente di papa Bonifacio VIII Caetani, favorita di papa Alessandro VI e madre di Laura, nipote
acquisita di papa Giulio II della Rovere, non andava a Carbognano per nascondersi.

Giulia ha poco più di trent'anni ed è ancora molto bella: se andava a Carbognano non era per scomparire, ma per
diventarne domina et iudex

Il Castello oggi
A differenza di altre rocche edificate o ristrutturate dai Farnese, il palazzo di Carbognano, nonostante la sua
imponenza, non domina il borgo da una posizione sopraelevata; come avviene invece a Gradoli, a Capodimonte o a
Caprarola. Certo il suo mastio emerge con prepotenza dal profilo dalle case, ma queste sembrano stringerlo in un
abbraccio quasi soffocante; costruite, anzi ammucchiate come sono, l'una sull'altra a ridosso delle sue mura. Possiamo
tranquillamente affermare che la Rocca costituisce il perno intorno al quale il borgo è nato e si è sviluppato, il fulcro di
ogni possibile equilibrio, storico e urbanistico.

Siamo di fronte all'ingresso principale: un portale, in fin dei conti, modesto; un arco in bugnato di peperino, sovrastato
da uno stemma, altrettanto sobrio e in parte deteriorato, con scolpiti in bassorilievo i classici sei gigli Farnese.

Entriamo in un cortiletto, l'unico spazio aperto di tutto il fabbricato. Sarà per le ridotte dimensioni dell'ambiente,
sarà per il senso claustrofobico che incute su di noi l'incombere del mastio, ci infiliamo subito nell'atrio di accesso che,
attraverso una scala, conduce al piano superiore. Questo ambiente, sorta di portoncino di servizio più che scala nobile,
ci riserva qualche delusione. Se il palazzo, visto dall'esterno, non denuncia evidenti manomissioni, se non altro per la
presenza sui quattro lati delle finestre "dedicate" che fanno presumere la conservazione dell'impianto architettonico
originale, vale a dire un quadrilatero irregolare con cortile decentralizzato; qui nel vano scale, come pure in altre parti
del castello, i rimaneggiamenti appaiono evidenti: pavimentazione e intonaci più che antichi sono vecchi, come quelli
delle case costruite negli anni cinquanta del secolo scorso. Ma ciò è del tutto naturale, considerate le vicissitudini
storiche della rocca e il susseguirsi nei secoli dei vari proprietari, ognuno dei quali - Giulia docet - ha cercato di
adattare il nobile e vetusto maniero alle proprie necessità e al proprio gusto.

La scala ci conduce ad una porta, superata la quale ci troviamo negli ambienti del piano nobile. Il primo vano, di
piccole dimensioni, è un ingresso o sala di attesa, in cui si aprono altre due porte: quella di destra, chiusa in un'ampia
cornice rilegata, è sormontata da uno stemma con i sei gigli Farnese e da un architrave con incisa la scritta IULIA
FARNESIA, sovrastato a sua volta da una specie di "gronda" decorata con rilievi. La porta di fronte ci introduce invece
negli ambienti residenziali, ai quali si accede dopo aver superato un piccolo corridoio. Ora l'impatto visivo è notevole e
ci coglie quasi di sorpresa: davanti a noi, inaspettato, si apre in tutta la sua magnificenza e il suo splendore il salone
nobile, l'ambiente più grande di tutto il castello, con i suoi undici metri di lunghezza e sette di larghezza (circa). La
nostra attenzione è subito attratta, si direbbe calamitata, dal grandioso soffitto, interamente affrescato con un'infinità
di motivi allegorico-naturalistici dalle tonalità calde e tenui. Non solo, ai nostri occhi il soffitto appare come scolpito,
contornato com'è in tutto il suo perimetro da vele e lunette. Ma del salone, dei suoi affreschi e della valenza simbolica
dei suoi cicli pittorici tratteremo in uno specifico articolo.

Dal salone possiamo accedere sulla sinistra verso un salottino o studio in cui uno stemma di Giulia Farnese, su una
parete, si impone alla nostra attenzione: si tratta di uno scudo con i sei gigli farnesiani contornato da un festone di fiori
e foglie; ai lati dello scudo le lettere I e F celebrano la padrona di casa. Sulla destra, invece, una porta ci immette in un
ambiente comunemente indicato come cucina: e tale doveva effettivamente essere, visto che una fitta patina, ormai
indurita, dovuta al fumo e ai vapori liberati nell'ambiente, ne ricopre completamente il soffitto, il quale pure era
interamente affrescato, rendendo inintelligibili i decori. Dalla cucina, che misura circa sette metri e mezzo in larghezza
e cinque in lunghezza, e la cui volta è comunque nobilitata da un contorno di lunette, accediamo infine ad una stanza
di superficie pressoché identica, anche se leggermente più larga e meno profonda: si tratta dell'ambiente più ricco di
fascino e di suggestione dell'intero edificio, vale a dire la camera da letto di Giulia, il suo nido segreto. Ma anche di
questa, come pure della sua enigmatica e per certi aspetti sconcertante decorazione, tratteremo a parte.

2- Il Salone dei Simboli


Oh quanti bei blasoni…
Quando un osservatore attento e sensibile al valore non solo estetico o decorativo ma anche storico e allegorico
delle emergenze artistiche (siano esse affreschi, stucchi o fregi architettonici), entra per la prima volta nel salone
nobile della Rocca di Carbognano è quasi frastornato dalla fitta rete dei simboli che intorno a lui si dipana.

Aquile, gigli, scudi, alberi, piante, uccelli, frutta, animali, fiori, liocorni, nastri, festoni, cornucopie, maschere e tutto
ciò che il rinascimento ha creato o preso in prestito dal medioevo quanto ad apparati simbolici vi è, in gran quantità,
raffigurato.

Questo ambiente viene perlopiù indicato nei (pochi) studi che se ne occupano come "salone dei cacciatori": ma ciò è
frutto di un equivoco, dovuto alla cospicua presenza, come si è detto, di uccelli ed altri animali nelle raffigurazioni
pittoriche. Per le sue dimensioni, per il particolare impianto architettonico così come per la sua collocazione
strutturale, siamo invece in presenza di un vero e proprio salone di rappresentanza: il più grande e notevole di tutto il
castello. Qui si ricevevano gli ospiti, qui si organizzavano i pranzi, qui si celebrava, affrescata nelle pareti e sulla volta,
la straordinaria vicenda familiare di una donna che poteva ben vantare l'appartenenza a quattro tra i più nobili casati
del suo tempo: i Farnese, per discendenza paterna; i Caetani per discendenza materna; gli Orsini, per matrimonio
oltreché per discendenza della nonna materna; i Della Rovere, per l'insorgere del rapporto di affinità in seguito al
matrimonio della figlia Laura.

Animali ed uccelli del resto, anche a prescindere dal loro valore allegorico che invece - come vedremo - è assai
rilevante, non sono che alcuni degli elementi della decorazione "a grottesche" utilizzata per affrescare vele, spicchi e
lunette del salone.

Questo particolare genere pittorico deve il suo nome alle "grotte" di Nerone, vale a dire gli ambienti sotterranei della
"Domus Aurea", i cui caratteristici affreschi furono riscoperti e imitati dagli artisti rinascimentali. Nelle grottesche un
variegato e fantasioso repertorio di piante, fiori e frutta, di animali reali e fantastici, di oggetti, volti, maschere e figure
umane si ricompone in modo da realizzare figurazioni armoniose e quasi caleidoscopiche. Per restare nel nostro
territorio, ed in ambito farnesiano, ne troviamo esempi suggestivi nel Palazzo Farnese di Gradoli (su commissione del
card. Alessandro Farnese sr.) e in quello di Caprarola (su iniziativa del card. Alessandro Farnese jr.).

La datazione degli affreschi della Rocca non è pacifica: fermo restando un arco cronologico che va dal 1506 al 1524, e
che corrisponde alla permanenza di Giulia a Carbognano, vi è chi ne anticipa la realizzazione agli anni immediatamente
successivi alla venuta di Giulia e chi, realisticamente, la colloca più avanti nel tempo, a cavallo degli anni venti. Questa
seconda ipotesi ci sembra preferibile, e non solo per considerazioni di carattere stilistico.

Un dato, infatti, emerge con nettezza dai cicli pittorici: la assoluta mancanza di qualsiasi riferimento araldico al
secondo marito di Giulia: quel Giovanni Maria Capece Bozzuto che fu con lei a Carbognano dal 1509, anno delle nozze,
al 1517, anno in cui Giulia rimase nuovamente vedova.

Lo stemma dei Capece, nobile casato di origine napoletana, raffigurava tre conchiglie dorate poste in linea diagonale
su una banda blu. Ma di tale blasone, pur nella messe di stemmi ed altre simbologie araldiche che affollano le sale
della Rocca, non vi è traccia Carbognano.

Ciò porterebbe a presumere che gli affreschi siano stati realizzati dopo la morte del Bozzuto: ben difficilmente,
riteniamo, questi avrebbe potuto accettare di essere così poco riguardosamente estromesso dalla storia dinastica di
sua moglie, come se il loro matrimonio fosse stato una sorta di semplice parentesi.

Si potrebbe invero prospettare una ulteriore ipotesi, e cioè che le stanze del castello siano state affrescate in epoche
diverse: entro il 1508, e quindi prima del secondo matrimonio, il salone nobile; dieci anni più tardi, ovvero a far data
dal 1518, la camera di Giulia. Ciò consentirebbe di ovviare all'obiezione che abbiamo sollevato circa la mancanza di
riferimenti al Capece, giustificata dal fatto che all'epoca della decorazione del salone le nozze dovevano ancora essere
celebrate.

Non solo: anche l'atteggiamento psicologico di Giulia, ispiratrice e patrona dei lavori, ci appare disuguale. Nel salone vi
è infatti la celebrazione, con toni talora enfatici, dell'orgoglio dinastico; l'esaltazione delle magnifiche sorti del casato.
Giulia, da poco giunta a Carbognano, si sente come l'anello forte di una catena: fiera di esser parte di una storia che ha
contribuito a determinare.

Ma poi gli anni sono passati, le illusioni svanite: Giulia non più giovane, forse non più bella, di nuovo sola e vedova,
sente il bisogno di guardare in fondo al suo animo; di analizzare con spietata onestà e cruda franchezza le vicende
della sua vita.

Sente il bisogno di giudicarsi. E si assolve.

Questo ci sembra che esprimano gli affreschi della camera. Anche gli esecutori delle opere, gli artisti chiamati da
Giulia a dar forma e colore ai propri moti interiori, potrebbero essere diversi: il pittore che ha decorato il salone, pur
tecnicamente dotato, non rivela doti particolari di vivacità espressiva; maturità e sensibilità artistica, cultura e spiccate
qualità di espressività pittorica caratterizzano invece l'artista che ha affrescato la camera.

Il Giglio, la Rosa, l'Albero e l'Aquila

Ma veniamo ad analizzare, nello specifico, i cicli decorativi.

Nel soffitto del salone possiamo ammirare due grandi stemmi di forma circolare e, in mezzo a questi, uno molto più
piccolo di tipo ovale. Quest'ultimo è il tradizionale scudo Farnese con sei gigli blu in campo oro: è racchiuso in una
corona di elementi vegetali da cui si dipartono nastri svolazzanti.

Gli altri due stemmi, di notevoli dimensioni e di grande impatto visivo, sono tra loro assai simili e in bel risalto per la
loro posizione simmetrica. Si stagliano sul fondo chiaro del soffitto e sono incorniciati da un fregio rettangolare che
delimita l'area loro riservata. Il fregio è costituito da una sottile fascia color rosso cupo che si sovrappone e si intreccia
con una sorta di reticolato di elementi vegetali.

Entrambi gli stemmi celebrano l'unione familiare tra i Farnese e i Caetani: vale a dire le nozze tra Pier Luigi Farnese
sr. e Giovannella Caetani, i genitori di Giulia. Questo matrimonio segna un momento importante nella storia dei
Farnese: li introdusse infatti nell'aristocrazia romana e costituì il primo decisivo passo per la loro ascesa sociale.

In entrambi troviamo gli stessi elementi. Uno scudo inquartato contiene, alternativamente, i sei gigli blu dei Farnese in
campo oro e l'aquila gialla ad ali spiegate (in campo blu) e le bande blu ondate (in campo giallo) dei Caetani. Da un
fiocco in cima agli scudi si dipartono due nastri svolazzanti.

Ogni scudo è racchiuso in una doppia cornice circolare: il cerchio interno ha il fondo color rosso cupo, tale da far
risaltare il blasone, e insieme a quello esterno delimita una corona di foglie e frutta, in cui possiamo distinguere spighe
di grano, pere, pomi, uva e melograni. Dal cerchio esterno si dipartono fiocchi e lunghi nastri svolazzanti che
proiettano, con effetto trompe-l'oeil, la loro ombra sul fondo chiaro del soffitto.

Gli stemmi, come si diceva, presentano le medesime caratteristiche.

Diversa è comunque la forma dello scudo e il volteggio del nastro, più semplici e lineari nel secondo. Diverso è anche
l'intreccio della frutta nelle due ghirlande: nel primo stemma gli elementi della composizione sembrano discendere i
due semicerchi della corona; nell'altro sembrano risalirli.
E veniamo agli aspetti più propriamente simbolico-allegorici. La corona sottolinea la dignità acquisita dai casati e la
loro accresciuta fama e potenza, anche in virtù delle celebrate nozze. Le spighe, come pure l'uva e i melograni, sono
simbolo di fecondità: l'unione dei due casati ha generato una nuova stirpe e porterà numerosa discendenza. I frutti
della corona rappresentano i frutti dell'unione: le opere, gli esiti, i risultati e, più in generale, sono indice e auspicio di
prosperità. Le corone, in alto e in basso, sono strette da lacci: questo vuol dire che solo con l'unità e la coesione della
famiglia si possono raggiungere gli auspicati risultati. I nastri che con levità svolazzano sul soffitto formando fiocchi,
nodi e ghirigori indicano il consolidarsi di stretti legami familiari, l'unione non più districabile di vita e destini.

Altri stemmi, seppur in collocazione più discreta, si offrono al visitatore: sono tutti affrescati all'interno delle lunette.
Chiariamo quindi che al di sotto del reticolato della volta si sviluppa per tutto il perimetro del salone una struttura
architettonica composta da vele (in campo rosso), spicchi e lunette (in campo chiaro).

Ma torniamo agli stemmi. Due si fronteggiano su pareti contrapposte. Il primo è quello del card. Alessandro Farnese
sr., fratello di Giulia: si tratta del classico scudo con i sei gigli blu in campo oro nella formazione 3-2-1, con cappello e
fiocchi cardinalizi.

Più interessante e articolato è il secondo stemma, posizionato sopra la finestra in fondo al salone: celebra il
matrimonio tra Laura Orsini, figlia di Giulia, e Niccolò della Rovere, nipote di papa Giulio II. Vi sono di conseguenza
raffigurati alternativamente, in uno scudo inquartato, l'albero dalle fronde intrecciate simbolo dei Della Rovere (in
color giallo su fondo blu cupo) e la rosa di campo su fondo chiaro e le bande diagonali rosse e bianche degli Orsini.

Un terzo stemma, invero, si presenta alla nostra attenzione: si tratta ancora di uno scudo di ecclesiastico con i gigli
farnesiani; solo che non troviamo, come nel precedente, cappello e fiocchi cardinalizi, ma una mitra vescovile. Non
può che riferirsi allo stesso Alessandro Farnese sr., di cui viene celebrata la dignità vescovile.

Tutta la restante decorazione del salone è costituita da grottesche che riempiono vele e lunette; si insinuano, in forma
di candelabra, tra gli spicchi; si elevano e si estendono verso la volta, trovando un limite invalicabile nel sovrastante
reticolato. Anche nelle grottesche simboli e allegorie abbondano: il gallo, ovvero la vigilanza e l'accortezza; il falco,
simbolo di elevatezza del rango; la cicogna, simbolo dell'amore e della fedeltà coniugale oltreché della pietà filiale; la
civetta, simbolo della prudenza; e poi ancora l'airone, simbolo della sapienza; la gru, ovvero protezione e previdenza;
l'ibis, simbolo di purificazione in quanto distruttore di serpenti. E ancora cesti di frutta, simbolo di prosperità e
abbondanza; draghetti alati, cavallini…

L'immagine più emblematica, tuttavia, è quasi nascosta ed occorre esser guidati per individuarla. Si tratta del
liocorno (o unicorno), animale fantastico e icona farnesiana per eccellenza. Ne troviamo affrescato uno rampante nello
strombo della finestra in fondo al salone. Il nostro liocorno, chiuso in un tondo che si staglia su un fondale color rosso
scuro, è presso una fonte sulla quale è posizionato un piccolo stemma Farnese: ha le zampe anteriori sollevate, la
bocca aperta e i denti digrignati. Sembra quasi voler dire qualcosa, mentre guarda la fontana con espressione, tutto
sommato, poco amichevole, per non dire rabbiosa. Cosa vorrà significare? forse una estrema, per quanto sommessa e
recondita, ribellione di Giulia al suo prevaricante clan familiare? La nostra curiosità tuttavia non trova soddisfazione,
anzi si accentua in gran misura alla lettura dell'enigmatico cartiglio che corona la scena: IN. VE. CHITO. Cosa vorrà dire?
qui però, più che da latinisti, è roba da cabala… per cui neanche azzardiamo un tentativo di interpretazione.

Quanto invece al liocorno e alla sua complessa simbologia ne tratteremo diffusamente nel prossimo capitolo.eremo
diffusamente nel prossimo capitolo.

La Camera dei Misteri


Un Liocorno per amico

Quando entriamo nella camera di Giulia Farnese, nella Rocca di Carbognano, istintivamente abbassiamo la voce, e i
passi si fanno più attutiti. Avvertiamo la presenza di un che di religioso: una sorta di (profana) sacralità che reclama il
nostro rispetto. Religione di simboli, che molteplici ci incalzano da ogni angolo e lato; sacralità di parole, che si
estrinseca in formule oscure e motti enigmatici, che ci ammoniscono da aerei cartigli.

Giulia è lì che ci guarda, dall'alto del fregio affrescato intorno alla volta: ci appare serena, rilassata, tranquilla. Ha il
viso roseo e rotondo. I biondi e lunghi capelli, scriminati sulla fronte, raccolti dietro la nuca. Il seno è florido, così come
i fianchi. Ha lunghe e candide braccia, interamente scoperte. L'incarnato è perlaceo. Indossa una veste lunghissima e
ampia, una sorta di tunica dai tenui colori pastello: l'alto giro vita, appena al di sotto del seno, è stretto talvolta da un
nastro che esalta il suo décolleté. E' seduta. Non è sola. Accanto a lei è il liocorno.

Già il liocorno. Nessuna creatura fantastica partorita dalla mente dell'uomo è mai stata così viva e reale come questo
animale che quasi a fatica riteniamo mitologico. Non era tale per gli uomini del medioevo che in dotti bestiari ne
illustravano anatomia, abitudini e tratti caratteriali. Così pure per noi moderni, usi alle più improbabili e inverosimili
leggende metropolitane. Chi, in fondo, non sarebbe disposto a credere alla veritiera esistenza di un cavallo bianco con
un candido corno, lungo e affilato, infisso sulla fronte? taluni potrebbero sicuramente affermare di averlo ammirato in
un parco biologico; altri, più smaliziati, spiegherebbero che si tratta semplicemente di un ulteriore successo della
manipolazione genetica. I nostri progenitori reputavano invece il liocorno come una temibile fiera delle foreste: da
catturare e uccidere quindi; un trofeo da offrire al sovrano. E il modo per riuscirvi era uno solo: la presenza di una
fanciulla, di una vergine.

Il liocorno - nella prevalente iconografia rappresentato come un cavallo con barbetta di caprone, zoccoli bovini e
corno sulla fronte - era una bestia solitaria e diffidente, anche nei confronti dei propri simili che teneva a debita
distanza. Selvaggio e inavvicinabile, aveva però il suo tallone di Achille: una debolezza di cui i cacciatori erano pronti ad
approfittare. Quando una fanciulla si sedeva in una radura del bosco, il liocorno avvertiva il soave profumo della
verginità che si propagava nell'aria: perdeva allora ogni inibizione e, incurante di ogni cautela, si avvicinava lentamente
alla fanciulla; si accovacciava ai suoi piedi, accettava di essere da lei dissetato, posava il corno sul suo grembo, in
completo abbandono. A questo punto la fanciulla afferrava il corno con la mano e... il gioco era fatto. Il liocorno
diventava mite e inoffensivo come un agnellino, incapace di qualsiasi reazione: intervenivano così i cacciatori che lo
uccidevano.

Il liocorno quindi come metafora della verginità, della purezza e della castità; ma anche della fierezza, dello spirito
indomito, della nobiltà d'animo. E poi ancora come simbolo di forza, di orgoglio, lealtà e di ogni altra virtù virile, non
ultima il valor militare.

L'uomo-liocorno è quindi un guerriero solitario e intrepido, un cavaliere senza macchia e senza paura: abbandona le
sue difese solo tra le braccia di una donna, e i soli lacci e tranelli che può temere sono quelli dell'amore. A ben vedere,
ma non è questa la sede, si potrebbe azzardare una interpretazione di tipo psicanalitico, con implicazioni di carattere
più esplicitamente erotico: il lungo corno di forma inequivocabilmente fallica, il fatto che il liocorno ami posarlo sul
grembo della fanciulla, il fatto che questa lo stringa inducendolo alla quiete...

Il liocorno è costantemente presente nell'iconografia farnesiana, fin dalle origini. Effigiava i cimieri dei primi guerrieri
Farnese, e fu scelto come impresa da Ranuccio il Vecchio che lo volle scolpito nel proprio sepolcro (realizzato nel 1449
da Isaia da Pisa) sull'isola Bisentina, nel lago di Bolsena. Lo si ritrova affrescato nei palazzi Farnese di Gradoli e di
Carbognano; in scultura nella Fontana dei Fiumi a Caprarola e in quella di Piazza del Duomo a Ronciglione. E' presente
negli stemmi più antichi: in bassorilievo su una lastra lapidea collocata sulla facciata dei palazzi di famiglia a Farnese e
a Viterbo; così pure sulle torri civiche di Capodimonte, Marta e Ischia di Castro e sul maschio della Rocca Farnese di
Valentano. E senza dimenticare l'appartamento di Paolo III in Castel Sant'Angelo e il Palazzo Farnese di Roma dove il
liocorno è raffigurato, insieme alla fanciulla, rispettivamente da Perin del Vaga e dal Domenichino.

Nella camera di Giulia a Carbognano, che potrebbe costituire il primo esempio di committenza farnesiana in cui il
liocorno compare associato alla vergine, la rappresentazione non è statica, ma procede per immagini: come in un
racconto. Certo questo racconto non difetta di ambiguità, ma l'ambiguità è già tutta insita nel soggetto. Se la fanciulla
è infatti simbolo di purezza d'animo, innocenza e sensibilità, perché si presta all'inganno ordito dai cacciatori? perché
tradisce così platealmente l'affidamento che il liocorno ripone in lei, al punto di addormentarsi sul suo grembo? Non ci
si può proprio fidare di nessuno a questo mondo!

Così pure, se il liocorno è simbolo di castità e purezza, tanto da avvicinare soltanto chi, come la vergine, è in questo a
lui simile, cosa sono tutti quei sfregamenti, sbaciucchiamenti e toccamenti affrescati nelle lunette di Carbognano? …lui
che con le zampe le sale in grembo, lei che gli tira maliziosamente la barba, che si denuda e gli offre il seno, loro che si
baciano sulla bocca... Ambiguità certo. Del resto nel fregio le immagini della fanciulla-Giulia sono sempre doppie,
anche se mai del tutto speculari.

Proviamo allora a capirci qualcosa: se la fanciulla è Giulia, il liocorno non può che essere casa Farnese, come è reso
evidente dal giglio talvolta effigiato sulle gualdrappe che il liocorno porta. Cosa vuol dirci Giulia? che nessuno è mai
stato così importante per lei come la sua famiglia: non i due mariti; non il papa Alessandro VI suo amante; non la
stessa sua figlia Laura. Solo la famiglia di origine per lei ha contato. Quella famiglia che lei ha nutrito e fatto crescere
(come la fanciulla che allatta il liocorno e gli porge da bere con una ciotola), come si fa con un bambino; quella famiglia
che talvolta l'ha dilettata (la fanciulla che afferra la barba del liocorno), ma che più spesso l'ha prevaricata
imponendole le proprie scelte (il liocorno rampante che sovrasta, la fanciulla); quella famiglia che Giulia ha amato di
un amore morboso e quasi ossessivo, ben al di là di una pur plausibile devozione filiale (la fanciulla che bacia sulla
bocca i1 liocorno); quella famiglia per la quale non ha esitato a spogliarsi e ad offrire se stessa alle brame altrui (la
fanciulla che denuda e mostra i suoi floridi seni).

Ben si comprende, quindi, il senso della fioritura di stemmi che anche in questa stanza ritroviamo e che richiamano
quelli già visti nel salone. Così pure ben si inseriscono le cornucopie traboccanti di ogni delizia che riempiono alcune
lunette. Anche gli uccelli - per lo più trampolieri e con tanto di serpentello nel becco - che in gran copia scortano Giulia,
il liocorno, le cornucopie e gli stemmi, ci sono ormai familiari. Il loro significato simbolico richiama quello che abbiamo
già descritto per il salone. Sono i guardiani della fortuna di casa Farnese.

Della Fenice ed altre Allegorie

Ci sorprendono piuttosto allegorie del tutto nuove, anche se non inedite. In primo luogo la fenice, altro animale
fantastico di universale valore simbolico. La fenice è nota per la soavità del canto che eleva in punto di morte e per il
fatto di rinascere dalle sue ceneri. Secondo la tradizione quando l'animale sente di dover morire (il che avviene ogni
cinquecento anni) allora raduna una catasta di rami secchi, ma non per costruire un nido, bensì per realizzare un'ara. Si
pone quindi su di essa e sbattendo forte le ali sulla legna provoca la scintilla che incendia l'ara e con essa brucia,
elevando il suo canto, finché non rimane che cenere. Da quella cenere tuttavia la fenice si rigenera. Animale quanto
mai straordinario quindi, e autorigenerante: non ha bisogno di accoppiarsi per perpetuare la sua specie.

La fenice ben rappresenta l'itinerario umano e spirituale percorso da Giulia: come quella nel fuoco si rigenera così
Giulia passata attraverso il fuoco della passione è morta e rinata, diventando una donna nuova. Non è stato facile: ha
dovuto lottare con sé stessa; ha dovuto comprimere la propria indole portata allo slancio passionale, all'esaltazione
emotiva; ma ci è riuscita: ora Giulia è realmente un'altra donna. Questo, ci sembra, sia anche il significato dell'altra
icona simbolica che troviamo nelle lunette: la pressa che schiaccia 1e fiamme. Sono fiamme vive e ribelli quelle che la
pressa cerca di soffocare; che mal si prestano ad essere compresse: contorte e invadenti sembrano quasi cercare una
via di fuga, per tornare a risplendere. E' l'anima di Giulia che soffre e si dilania nelle doglie del cambiamento e della
rinascita.

Ma le simbologie non finiscono qui: che dire, ad esempio, della lunetta in cui Giulia posa il suo piede su una tartaruga,
quasi a volerla calpestare? viene spontaneo il riferimento alla iconografia mariana con la Vergine che schiaccia la testa
del serpente, rappresentazione di satana e quindi del male e del peccato. Noi però intendiamo sottrarci alla
considerazione di possibili significati di natura teologica e religiosa (che amplierebbero oltremodo queste note), che
pure sono stati autorevolmente evocati nella interpretazione del mito della fanciulla con il liocorno, e permanere in un
ambito simbolico di tipo profano.

Il nostro riferimento potrebbe essere Fidia e una sua scultura di Afrodite in cui la dea dell'amore è rappresentata
nella posa indicata. Anche in questo caso il significato ci sembra non privo di ambiguità: secondo una certa
interpretazione Venere sottomette con il piede la tartaruga, considerata simbolo della lussuria e della corporeità,
perché vuole indicarci la via dell'elevazione e dell'amore spirituale… Ma Venere non è la dea dell'amore fisico e
sensuale? e allora non sarà che la lascivia è una sorta di piedistallo su cui si fonda il suo potere? Riteniamo comunque
più probabile che Giulia con quella rappresentazione abbia voluto significare, conformemente all'immagine della
pressa che schiaccia le fiamme, il suo ritrovato potere di dominare e sottomettere la propria natura e le proprie
passioni.

Nella camera di Giulia il racconto per simboli si arricchisce di altri tasselli. Troviamo ad esempio due "mascheroni",
due volti virili maturi nei quali barba, baffi e capelli si propagano in tutta la lunetta sotto forma vegetale: sorta di
uomini che si stanno trasformando in pianta o alberi dalle fattezze umane. Questo strano soggetto è messo in
relazione con i liocorni: appare infatti rigoglioso e vincente in una lunetta in cui due liocorni sembrano ignorarlo;
sottomesso e sofferente nell'altra lunetta in cui i liocorni sembrano prendere il sopravvento e lo opprimono con le loro
zampe anteriori. Come interpretare queste immagini? Si tratta, con tutta probabilità, di un ulteriore riferimento alla
virtù (rappresentata dal liocorno) che vince l'istinto bruto e le incontrollate pulsioni che la natura scatena nell'animo
umano.

A noi piace però immaginare che nei due uomini brutali e selvaggi Giulia abbia voluto effigiare i suoi due mariti: uno
sberleffo e insieme una recriminazione rispetto a due uomini dominati dalla sensualità che non hanno saputo o voluto
capire i moti profondi del suo animo di donna sensibile e sottomessa.

L'arazzo che abbiamo intrecciato si arricchisce (o forse si aggroviglia) di nuovi nodi e colori se, infine, consideriamo i
cartigli disseminati nel fregio e nella volta. Poche lapidarie parole, sillabate e talvolta sincopate, che dovrebbero essere
la chiave di lettura dei cicli figurativi, ma che talvolta ci aprono nuovi orizzonti di riflessione e di indagine. Si tratta di
parole talvolta isolate, non solo da altre parole ma da ogni possibile contesto, che pesano concettualmente portando
una dote di ipotesi irrisolte; oppure di parole abbinate che enfatizzano il significante; o ancora di brevi frasi che hanno
la forza e l'espressività di un motto: CI TO PFI CIET (sta per "cito perficiet": presto si compirà); HOMO (uomo); DATUR
(è concesso); EST AURUM (è oro); AD SUUM (al proprio); OPERIBUS (con le opere); M.C.S. (sigla incomprensibile);
REQUIEVI (ho trovato pace); IN IGNIM REQUIEVI (nel fuoco ho trovato pace, sollievo). Ci piace pensare che almeno la
prima e l'ultima frase siano citazioni di autori classici o magari dalle sacre scritture: non siamo tuttavia riusciti a risalire
alle possibili fonti.

Nel bagno di Giulia

Ma, forse, la sorpresa più straordinaria del nido segreto di Giulia, come abbiamo voluto definire la Rocca di
Carbognano, è un'altra ed è chiusa in una torre circolare nel versante nord del castello: si tratta di una stanza da
bagno. La cosa, vista dai nostri lidi, potrebbe apparire del tutto ovvia, ma non è così. Basterebbe soltanto ricordare che
- non secoli fa - ma fino agli anni cinquanta del secolo scorso (… cioè fino a qualche decina di anni fa) nessuna casa nei
nostri piccoli centri era dotata di una stanza da bagno. Se poi andiamo a ritroso nel tempo di mezzo millennio...

Senza volerci inoltrare in questioni di carattere socio-igienico-economico diremo solo che al tempo di Giulia vi era un
concetto di cura dell'igiene ben diverso dal nostro, e non solo con riferimento alle classi popolari (il che può apparire
plausibile considerando il basso tenore di vita in cui erano costrette) ma anche rispetto alle classi nobili e
aristocratiche, il che può far riflettere. A Roma (ma la situazione non era diversa nelle altre grandi città italiane) le
dimore con stanza da bagno erano pochissime. Si trattava, insomma, di una delizia riservata ai papi e a pochi altri
aristocratici.

Il bagno di Giulia, chiamato comunemente "stufa" (o "cappella"), consisteva in una stanza circolare con volta a
piccola cupola e finestra. La vasca, dove Giulia amava immergersi, era piuttosto grande e in grado di accogliere più
persone. Un vero e proprio impianto idraulico, attraverso apposite tubazioni, vi convogliava acqua calda; non solo,
nella stanza poteva essere immesso, attraverso un buco nel pavimento, vapore caldo grazie ad apposite stufe: Giulia
poteva quindi disporre di una vera e propria sauna.

La volta a cupola della stanza è affrescata con gli stessi soggetti della camera da letto, anche se il racconto appare
pervaso da minore intensità drammatica e l'approccio è più naturalistico. Anche la mano dell'artista ci sembra diversa.
Ecco quindi la vergine che disseta il liocorno; ecco ancora i liocorni contrapposti al mascherone; così pure ritornano i
motivi della fenice e della pressa che schiaccia le fiamme.

Di Giulia oggi noi non possediamo alcun ritratto certo. Si è parlato nei suoi confronti di damnatio memoriae, essendo
il suo un ricordo scomodo, e comunque non più utile allorché casa Farnese raggiunse i propri obiettivi. Non sappiamo
neanche dove sia stato sepolto il suo corpo: non sull'isola Bisentina come lei aveva richiesto nel suo testamento. Ci
rimane però il suo castello, la Rocca di Carbognano, dove tutto, ma proprio tutto, come in un gioco di specchi
contrapposti parla di lei e rimanda a lei.

E' la sua conquista. O forse la sua inconsapevole vendetta..

Liocorno alla fonte. Vano finestra del salone nobile


Giulia "La Bella", la cortigiana pia

Alla ricerca di un volto

Nessun personaggio femminile della stirpe Farnese ha mai suscitato tanto interesse e tanta ammirazione
da parte di studiosi, scrittori o semplici lettori quanto Giulia, sorella di Paolo III e amante di Alessandro
VI: artefice, nell'opinione comune, delle fortune del fratello e più in generale di quelle dell'intero
casato. Certo, le donne presso i Farnese - al di là della loro funzione familiare di mogli e di madri - non
hanno mai avuto un ruolo o una considerazione particolari. E' pur vero che hanno dato un contributo
rilevante all'affermazione sociale del casato, unendosi in matrimonio con i rampolli dell'aristocrazia
italiana ed europea, e realizzando così una fitta rete di interessi e solidarietà parentali; ma si tratta pur
sempre di un contributo "passivo", frutto di una costante prevaricazione della loro volontà e della loro
persona, e ottenuto attraverso matrimoni combinati fin dalla più tenera età. Giulia, del resto, non ha
avuto il destino tragico di sua sorella Girolama, calunniata ed assassinata per motivi di interesse dal
figliastro Giovan Battista Orsini; né il destino glorioso di Elisabetta Farnese, regina di Spagna e genitrice
di una stirpe reale. Nella biografia di Giulia non si rilevano episodi di particolare rilievo, a parte la lunga
relazione con papa Rodrigo Borgia.
La sua vita, escludendo la permanenza a Roma e a Pesaro, si consumò tutta tra Capodimonte, dove
nacque; Bassanello (oggi Vasanello) dove seguì malvolentieri il marito Orsino Orsini; Gradoli, luogo di
svago feriale; e Carbognano, il suo buen retiro: qui, abbandonata la corte papale, venne a vivere con il
secondo marito, il gentiluomo Giovanni M. Capece, cortigiano di papa Borgia, e del quale pure rimase
vedova, concludendo in solitudine la sua vita.
Ma allora, se questo è il personaggio, se questa è la sua vicenda umana, perché ancora oggi Giulia
suscita tanto interesse, al punto che in questi ultimi anni sono usciti ben due libri dedicati interamente a
lei?
La ragione è semplice: perché Giulia era bella, straordinariamente bella. Chiunque la conoscesse ne
restava incantato. La sua era una bellezza che non ammetteva repliche o condizioni; una bellezza
persistente che non sfiorì con la prima giovinezza ma accompagnò rigogliosa la sua maturità di donna.
Una bellezza oggetto di invidia e gelosia, talvolta di maldicenza, pur sempre di ammirazione.
Giulia era semplicemente la più bella.
Un destino bizzarro, o forse previdente, ha però voluto che di lei non restasse una sola effigie. Non un
dipinto, una miniatura, una scultura, un rilievo; non un ritratto; non una sola immagine che la raffiguri
con certezza. Noi possiamo solo immaginare, fantasticare la sua bellezza; ma proprio per questo, forse,
l'eco del suo fascino è giunta fino a noi.

Molti si sono affannati a ricercare il suo volto e hanno ritenuto di individuarlo nelle varie dame o vergini
con liocorno che la pittura rinascimentale ci ha tramandato, da Raffaello a Perin del Vaga, da
Domenichino a Luca Longhi; altri hanno creduto di ravvisarlo nella venere armata dipinta da Francesco
Salviati nella sala dei fasti farnesiani di Palazzo Farnese a Roma o nello splendido profilo di donna
inginocchiata nella Trasfigurazione di Raffaello; i più, conformemente ad una tradizione antica, vedono
Giulia nella statua di donna con fascio littorio, allegoria della Giustizia, sdraiata ai piedi della statua
di Paolo III nel monumento funebre di quest'ultimo in Vaticano. Una autorevolissima fonte storico-
letteraria infine (vale a dire il Vasari nelle sue "Vite") identifica Giulia nella Madonna con Bambino dipinta
dal Pinturicchio nella Sala dei Santi dell'appartamento Borgia in Vaticano.

Quest'ultima ci sembra l'ipotesi più credibile, sia per l'attendibilità della fonte, sia per la plausibilità del
fatto: Giulia era la favorita del committente (appunto papa Borgia) ed è verosimile che questi abbia
voluto effigiarla nel suo appartamento. Tanto più che nella stesso è raffigurata anche Lucrezia Borgia,
figlia di Alessandro VI, e grande amica di Giulia.

Vi è anche chi ritiene che la mancanza di immagini sia dovuta ad una sorta di "damnatio memoriae" a cui
Giulia sarebbe stata sottoposta per volere di Paolo III e del cardinal Alessandro Farnese: al primo
ricordava la causa non certo onorevole della sua investitura a cardinale; al secondo appariva come un
possibile ostacolo sulla strada delle proprie ambizioni; avrebbero così fatto distruggere tutti i ritratti di
Giulia, il cui solo ricordo era per entrambi fonte di imbarazzo.

Nel talamo papale


Dunque Giulia era bella. Questo attributo, già a partire dai suoi contemporanei e fino ai giorni nostri, ha
costantemente accompagnato la sua persona e il suo ricordo, fino a diventare parte integrante del suo
nome. Giulia Farnese per noi, per tutti, oggi come allora, è e sarà sempre "Giulia la Bella".

Di questa fantastica bellezza a noi tuttavia sono pervenuti solo pochi e dispersi frammenti, sotto
forma di parole, impressioni, giudizi: occasionali messaggi nella bottiglia che hanno attraversato l'oceano
del tempo per giungere fino a noi.

Sappiamo dunque che i suoi occhi erano vivi e neri: di niger oculus parla infatti un
corrispondente di Cesare Borgia dalla corte di Pesaro, dove Giulia si trovava insieme a Lucrezia Borgia.
Neri erano anche i suoi capelli e bellissimi a vedersi : "ha la più bella capigliatura che possa
immaginarsi" scrive Lorenzo Pucci, cognato di Giulia, in una lettera al fratello. La sua carnagione era
chiara, dai toni perlacei. Le sue dame di corte riferirono che era solita dormire in lenzuola di seta nera
per esaltare il suo incarnato pallido e lucente ed infiammare così la matura sensualità di papa Borgia. Il
suo viso era rotondo, le sue gote imporporate prefiguravano il suo ardore ( quidam ardor, riferisce il
corrispondente del Borgia). Di corporatura snella e slanciata, Giulia era "la più bella delle
dame" (secondo il nostro). E ancora: "si è fatta bellissima cosa", ed anche "nulla di simile vidi mai" per
concludere "pareva davvero un sole", scrive il cognato al colmo dell'ammirazione nella missiva citata. Da
altre fonti sappiamo che brillava per "gratia" e "allegrezza", unendo così alla prestanza fisica un carattere
piacevole e gioviale.
Questa era Giulia. Una miscela esplosiva di freschezza, garbo e seduzione.

Dunque era bella.

Ma la bellezza è una merce pregiata che può inebriare i suoi ammiratori, soprattutto quando non
teme confronti e i suoi estimatori sono ricchi e potenti. E' un valore che va ben amministrato per trarne il
massimo profitto.

Ben lo sapevano Giovannella Caetani, madre di Giulia, e Adriana Mila, sua suocera: due comari di
lungo corso, intriganti e prive di scrupoli. Pensarono bene che un simile tesoro non poteva appassire tra
le mura di un castello e nell'intimità di un matrimonio virtuoso.

Giulia, non ancora quindicenne, fu così offerta su un piatto d'argento al lussurioso Cardinal Rodrigo
Borgia, che di anni ne aveva quasi sessanta: un muto patto scellerato dal quale tutti si riproponevano
grandi benefici. Il cardinale poteva aggiungere una nuova perla, la più delicata e preziosa, alla sua già
ricca collezione muliebre. Le due dame avrebbero usato l'ascendente di Giulia sul cardinale per ottenere
onori e privilegi per i rispettivi figli Alessandro e Orsino. A Giulia, vittima consapevole e consenziente,
restava almeno la "consolazione" di operare nell'interesse del casato e soprattutto dell'amatissimo
fratello Alessandro, che grazie a lei otterrà la porpora cardinalizia, primo gradino per l'ascesa al soglio di
Pietro.

Adriana Mila, suocera di Giulia, era cugina del Borgia e ben ne conosceva le inclinazioni: è anche
da credere che questa non sia stata l'unica volta in cui gli ha fatto da ruffiana.

Il Cardinal Borgia, che di lì a poco sarebbe diventato papa col nome di Alessandro VI, era - da
parte sua- un autentico mandrillo: padre di almeno sette figli, avuti da donne diverse, aveva un
impressionante numero di amanti. Fu senz'altro uno dei papi più corrotti della storia della Chiesa:
nepotismo, lussuria, simonia e finanche omicidio e incesto, di tanto si fregia il suo curriculum di
turpitudini (vere o presunte).

Ebbene, è singolare notare come un tale uomo, per il quale il papato era più che altro il modo per
poter esercitare impunemente un potere personale pressochè illimitato, abbia voluto tramandare di sé ai
posteri un'immagine pia e compita, facendosi ritrarre dal Pinturicchio devotamente in preghiera, in
ginocchio e a mani giunte, ai piedi di un Cristo risorto, seppur paludato in una pianeta incredibilmente
ricca e sfarzosa che lo avvolge completamente, lasciando scoperti solo il capo e le mani.

Quella che, tuttavia, avrebbe dovuto essere una semplice storia di letto si trasformò
imprevedibilmente per il vecchio papa in una incoercibile passione senile, devastante e ossessiva, la cui
fiamma brillò lungamente, alimentata da un desiderio accecante e da una gelosia morbosa e a tratti
delirante.

Un uomo innamorato talvolta si rende patetico, altre volte ridicolo. Rodrigo, il feroce, risoluto,
spregiudicato epigono della possente schiatta dei Borgia, ammorbato dalla passione per Giulia, fu l'uno
e l'altro. "Julia ingrata et perfida" scrive Alessandro VI alla sua amata, avendo saputo che "la Bella" non
intende raggiungerlo se non con il consenso del marito Orsino (!), "…benché fin qui assai
comprendessimo l'animo tuo cattivo et de chi te consiglia" prosegue il papa, alludendo alle due comari
Giovannella e Adriana che con un ben dosato dai e prendi manovravano Giulia secondo i loro interessi,
eccitando nel contempo la bramosia del Borgia, "… sub pena excomunicationis late sententie et
maledictionis eterne te comandamo che non debi partir… ni manco andar a Bassanello per cose
concernente lo stato nostro". Con una formula curiosa, che sembra tratta pari pari dal manuale di
scongiuri di un mago da baraccone, in un latino maccheronico, fuso e contaminato con un italiano
sgrammaticato, il pontefice arriva a minacciare la scomunica a Giulia se avesse osato raggiungere il
marito!

Analoga minaccia e identica formula di scomunica con in sovrappiù "…et confiscationis omnium
bonorum vostrum", vale a dire la confisca di tutti i beni, per Adriana Mila: "finalmente el vostro cattivo
animo et maligna havite scoperto…" scrive il Borgia alla cugina, "rea" di voler riportare Giulia al figlio
Orsino!

Ce n'è anche per il cardinal Farnese al quale il papa rinfaccia subito "Domine cardinalis, sapite
quanto habiamo fatto per voi…". Non solo, per venire senza equivoci al nocciolo della questione, nella
stessa missiva il Borgia scrive al futuro papa Paolo III: "non se haveressimo mai persuaso che così
presto ve ne dovevate escordare et preponere Ursino a noi…".

Sproloqui di un uomo innamorato, appunto.

Qualcosa di Giulia

Giulia nacque nel Palazzo Farnese di Capodimonte nel 1474. Il luogo di nascita è stato però in questi
ultimi tempi messo in discussione da alcuni studiosi (Buda, Panetti) i quali ritengono che la nascita di
Giulia avvenne a Canino. Ciò in astratto non può essere escluso, considerato che in questa cittadina ebbe
i natali suo fratello Alessandro, il membro più illustre di tutto il casato: colui che nel 1534 diventerà papa
con il nome di Paolo III. Non riteniamo tuttavia di doverci discostare da quanto generalmente ritenuto:
la famiglia, a quella data, si era ormai "romanizzata" e i luoghi di origine valevano, al più, un soggiorno
feriale. E Canino, dove tra l'altro imperversava la malaria, non era certo il più invitante tra i feudi
farnesiani.

Non conosciamo il giorno e il mese in cui Giulia è nata. Ma ciò non deve sorprenderci: basti pensare che
di suo fratello Alessandro, che è stato uno dei papi più importanti della storia della Chiesa, solo nel 2002
è stata ufficialmente riconosciuta la nascita a Canino! Il fatto che Giulia vide la luce a Capodimonte ci fa
però presumere che sia nata nel periodo estivo, quando la famiglia tornava in questo "amenissimo
luogo" sul lago di Bolsena, antico possedimento farnesiano, per passarvi le ferie. Giulia stessa vi
trascorse le estati della sua infanzia e prima giovinezza soggiornando nel castello di famiglia, situato in
splendida posizione a picco sul lago, conservandone per tutta la vita un ricordo indelebile.

Il nonno paterno di Giulia era Ranuccio Farnese "il vecchio", il capostipite della dinastia: colui che nel
1449 edificò sull'isola Bisentina il sepolcro di famiglia realizzato da Isaia da Pisa. Sua nonna, la moglie di
Ranuccio, era Agnese Monaldeschi, di antica e nobile stirpe orvietana.

Suo padre era Pier Luigi Farnese, da non confondere con l'omonimo nipote, il dissoluto guerriero figlio di
Paolo III che sarà primo Duca di Castro e di Parma e Piacenza, e del quale Giulia è quindi zia. Sua madre
era Giovannella Caetani, discendente di quel Benedetto Caetani che nel 1294 divenne papa con il nome
di Bonifacio VIII: la bestia nera di Dante, come ogni liceale ben sa, "lo principe d'i novi farisei", come il
Poeta ebbe a definirlo, riservandogli l'ottavo cerchio dell'inferno, quello dei simoniaci. Fu proprio grazie al
matrimonio tra Pier Luigi e Giovannella che i Farnese si "sprovincializzarono", e dalle rocche e castelli
della Tuscia approdarono a Roma.

Giulia ebbe quattro fratelli: Angelo, che sposò Lella Orsini; Girolama, che sposò in seconde nozze
Giuliano Orsini e del cui tragico destino abbiamo già riferito nella prima parte di questo lavoro;
Bartolomeo, che non ebbe figli; e Alessandro, il fratello amatissimo al quale dedicherà la sua vita,
favorendo la sua carriera ecclesiastica fino ed oltre la concessione della porpora cardinalizia, ma che non
ebbe la gioia di vedere papa: Giulia morì infatti nel 1524, vale a dire dieci anni prima dell'ascesa di Paolo
III al soglio pontificio.

Giulia, come allora usava presso l'aristocrazia, fu educata in convento, a Roma. Qui apprese quanto
necessario alla formazione di una fanciulla del suo rango: non solo le discipline tradizionali, ma anche i
codici comportamentali ai quali avrebbe dovuto ispirare la sua vita di donna nel rispetto dei valori, usi e
consuetudini della società aristocratica del suo tempo.

Nel 1487, quando aveva solo tredici anni, Giulia restò orfana di padre. Sua madre Giovannella ritenne
quindi di dar corso all'accordo già intervenuto tra il marito Pier Luigi e il signore di Bassanello circa il
fidanzamento dei figli.
Lo sposo promesso era Orsino Orsini, rampollo di una delle famiglie più in vista e potenti del Lazio.
Spesso i Farnese, nel corso della loro lunga vicenda storica, incrociarono il loro sangue con quello degli
Orsini per cercar di consolidare alleanze, se non per sopire antiche rivalità. Non sempre con giovamento,
come in questo caso. Giulia non amava Orsino, anzi siamo portati a ritenere che lo detestasse, anche
oltre i suoi demeriti. Orsino era giovane, aveva solo sedici anni, alto di statura e magro, ma tutt'altro
che bello: era affetto da una devastante forunculosi, che deturpava il suo viso, e per di più era orbo di
un occhio, al punto da coprirlo con una fascia nera. Giulia non osò ribellarsi a quanto era stato deciso per
lei, e del resto come avrebbe potuto?

Si arrivò così al matrimonio, celebrato in prima persona dal cardinal Rodrigo Borgia nel suo sontuoso
palazzo romano non lontano da Campo de Fiori. Era il il 21 maggio 1489: in quell'epoca Giulia, da
almeno un anno, era già diventata l'amante del futuro papa. Ci sembra di vederli, gli sguardi allusivi del
Borgia, vecchio e impenitente mandrillo che di Giulia aveva colto le primizie, in una sorta di anacronistico
ius primae noctis. E quelli delle due gran dame, Giovannella e Adriana, che tanto avevano brigato per
così poco onorevole esito; e di Giulia stessa, ragazza schietta, semplice e ingenua, se vogliamo, ma
maliziosa e oltremodo seduttiva. Sguardi incrociati con quelli di tutti coloro che, probabilmente tanti,
presenti alla sfarzosissima cerimonia, erano a conoscenza del torbido retroscena. Solo Orsino, con ogni
evidenza, ne era del tutto ignaro, e magari mascherava la sua timidezza beandosi in cuor suo di tanto
splendida consorte.

Giulia, com'era suo dovere, seguì Orsino nel feudo di Bassanello. Possiamo immaginare con quanto
entusiasmo. Fatto sta che ben presto ogni pretesto fu buono per allontanarsene, e con sempre maggiore
frequenza. Le occasioni non le mancarono: vuoi per recarsi nella residenza romana degli Orsini, in Monte
Giordano; vuoi per far visita alla suocera, nel palazzo romano a due passi da San Pietro dove Adriana
viveva insieme a Lucrezia, giovane figlia di suo cugino Rodrigo Borgia.

E proprio a Roma, il 30 novembre 1492, Giulia - appena diciottenne- partorì la sua prima (ed unica)
figlia, una bella bambina di nome Laura. Da poco più di tre mesi il cardinal Rodrigo Borgia era diventato
papa, con il nome di Alessandro VI.

Sarebbe fin troppo facile pensare che il vero padre di Laura non fu Orsino ma Rodrigo, il nuovo papa. E
infatti molti lo pensarono. E qualche volta anche Giulia lo lasciò credere… ma le cose non stanno così.
Alessandro VI, in una sua famosa lettera a Giulia, seppur indirettamente, smentisce questa ipotesi. E poi
il Borgia, per quanto perverso e crudele, era attaccatissimo ai suoi figli e sicuramente il suo
atteggiamento verso Laura sarebbe stato diverso se fosse stato veramente suo padre.

La nascita di Laura costituì comunque il pretesto per il definitivo allontanamento di Giulia da Bassanello;
in ciò confortata dai consigli dell'ineffabile suocera, che certo non avrà fatto mancare la sua materna
premura per smorzare le resistenze e i dubbi del giovane figlio Orsino, sicuramente non entusiasta del
fatto che la moglie si trasferisse a Roma sotto la protezione del papa, sulla natura del cui interesse per
Giulia aveva, ormai, ben poco da dubitare.

La vita romana esaltò lo spirito frivolo e mondano della giovanissima Giulia: vicinissima al suo Rodrigo,
ormai quasi schiavo della sua senile e incontenibile passione, e al tempo stesso al centro della generale
ammirazione per la sua bellezza, il suo fascino, la sua eleganza.

Le tre dame, Giulia, Adriana e Lucrezia, insieme alla piccola Laura, vivevano dunque in grande concordia
e armonia nel palazzo, assai prossimo a San Pietro, che il Borgia aveva destinato alla figlia Lucrezia.
Quando quest'ultima, appena quattordicenne, andò in sposa a Giovanni Sforza, signore di Pesaro, tutta
la "brigata" (come la chiamava il papa) si trasferì in quella città. Per la prima volta nella sua vita Giulia si
allontanava dai luoghi dove era nata e cresciuta. Fu, molto probabilmente, anche l'unica volta.

Il soggiorno a Pesaro doveva comunque rivelarsi assai piacevole, tanto che si prolungò oltre il previsto.

Fu così che Alessandro VI, trascorso poco più di un mese dalla partenza delle dame, cominciò a
reclamarne il ritorno a Roma. Un fatto nuovo veniva però turbare i piani del papa: arriva infatti alla corte
di Pesaro la notizia delle gravi condizioni in cui versa nella Rocca di Capodimonte Angelo Farnese, fratello
di Giulia. Come sempre sensibile ai richiami del sangue, incurante di ogni preghiera e sfidando la
prevedibile ira papale, Giulia parte immediatamente alla volta di Capodimonte, dove però troverà il
fratello già morto.

Si era nel pieno dell'estate: l'aria natale di Capodimonte giovava a Giulia che vi si trattenne a lungo,
allontanandosene solo per trascorrere il ferragosto a Gradoli.

Sul far dell'autunno la situazione sembrò precipitare: alle insistenze minacciose del papa che
pretendeva il ritorno di Giulia a Roma si aggiunsero le recriminazioni e le minacce di Orsino che esigeva
a gran voce il rientro della moglie a Bassanello. La situazione fu affrontata dal Borgia, al solito, con
arrogante determinazione: tempestando di lettere al curaro tutti i suoi interlocutori (Adriana Mila, Il
cardinal Alessandro Farnese, Giulia, lo stesso Orsino…) e rinfacciando loro i grandi benefici concessi
arrivò a minacciarli di scomunica e confisca dei beni, qualora si fossero opposti al suo volere. Ad Orsino
fu comunque riconosciuta una cospicua elargizione per le sue truppe.

Tutto magicamente si risolse. Giulia poteva finalmente ritornare a Roma!

Ma come in ogni feuilleton che si rispetti, non poteva mancare l'imprevisto e la sorpresa finale: sulla
via del ritorno, poco dopo aver lasciato Capodimonte, il convoglio delle dame, scortato da ben trenta
cavalieri che il papa aveva appositamente inviato da Roma, fu fermato dalle soldataglie di Carlo VIII, re
di Francia, che da poco era calato con le sue truppe in Italia. I trenta cavalieri "da parata", più che da
combattimento, non tentarono alcuna resistenza. I francesi, saputo con chi avevano a che fare,
pensarono bene di trarne il massimo profitto: sequestrarono le tre dame (Adriana, Giulia e sua sorella
Girolama) e le rinchiusero nella Rocca di Montefiascone , chiedendo al papa un forte riscatto.

Alessandro VI, oltremodo allarmato, pagò senza fiatare e intraprese immediati contatti diplomatici con il
re di Francia al fine di pervenire ad una pronta liberazione delle tre donne, come in effetti avvenne.

Fu così che, dopo aver trascorso qualche giorno nella Rocca di Montefiascone (più come ospiti che come
prigioniere), Giulia e le altre dame, scortate da un vero e proprio esercito di centinaia di cavalleggeri,
entrarono trionfalmente a Roma, per la gioia del papa che in gran pompa andò ad accoglierle in prima
persona con il suo fitto seguito.

Giulia, bellissima e fresca, sorrise al suo "salvatore": nulla, ormai, poteva più contrastare il loro amore la
loro passione.

Ritratto presunto di Giulia Farnese (dalla Trasfigurazione di


Tomba di Paolo III, presunta raffigurazione di Giulia
Raffaello, 1520).
1- Il nido segreto di Giulia 1- El nido secreto de Giulia
Il Buen Retiro sui Monti Cimini El Buen Retiro en las montañas Cimini
Quell'inverno del 1505 era stato particolarmente Ese invierno de 1505 había sido particularmente frío.
freddo. Ora però le margherite imbiancavano i fulgidi Ahora, sin embargo, las margaritas blanqueaban el
prati dei Monti Cimini, come fino a qualche giorno prima brillante césped de las montañas Cimini, como hasta hace
facevano gli sprazzi residui dell'ultima neve. Cespugli di unos días creaban los restos residuales de la última nieve.
pallidi ciclamini già ingentilivano di un fioco vermiglio il Arbustos de pálidos ciclámenes ya suavizaban un tenue
limitare dei boschi. Da giorni, ormai, le rondini bermellón al borde del bosque. Desde hace días, las
dispiegavano le loro ampie volute tra i merli del castello, golondrinas extienden sus remolinos entre las almenas del
dopo aver ritrovato e occupato i nidi a ridosso dei castillo, después de haber encontrado y ocupado los nidos
beccatelli. cerca de las ménsulas.
Giulia Farnese, affacciata alla grande finestra che dà sul Giulia Farnese, mirando hacia la gran ventana que daba a
declivio, verso la valle, guardava lontano: dentro se la ladera, hacia el valle, parecía muy lejos: dentro de sí
stessa. Orsino, il marito mai amato, era morto da oltre misma. Orsino, el esposo que nunca amó, había estado
cinque anni; ma ciò non avrebbe potuto intristirla, se non muerto por más de cinco años; Pero esto podría no
fosse per il terribile epiteto lasciatole in dote: vedova… intristirla, si no fuera por la terrible epíteto dote lasciatole:
Ormai e per tutti lei era soltanto la vedova Orsini. Laura, viuda ... ahora y por toda ella era solamente viuda Orsini.
la sua unica figlia, era da pochi mesi felicemente sposa: Laura, su única hija, se casó felizmente durante unos
un gran matrimonio il suo, con Niccolò della Rovere, il meses: un gran su matrimonio con Niccolò della Rovere,
nipote prediletto di papa Giulio II. Giulia ne era fiera, sobrino preferido del papa Julio II. Julia era justo, una vez
ancora una volta era riuscita a risollevare le sorti del suo más fue capaz de revivir la fortuna de su familia: la estrella
casato: la stella dei Farnese era tornata a brillare, ora che de la familia Farnesio había vuelto a brillar, ahora que
avevano ritrovato il favore di un papa. Però, intanto, si habían encontrado el favor de un papa. Pero mientras
era quasi dissanguata per costituirle una dote degna di tanto, casi había sangrado para que fuera una dote digna
tanto sponsale. de una boda nupcial.
E Alessandro? Il card. Alessandro Farnese era a Roma, Y Alexander? Tarjeta Alejandro Farnesio en Roma,
troppo impegnato a costruire la sua carriera, e non solo demasiado ocupado construyendo su carrera, y no sólo
quella: il grande palazzo che stava edificando vicino a eso: el gran edificio que se está construyendo cerca de
Campo de Fiori, quello progettato a Caprarola e un altro Campo de Fiori, uno diseñado para Caprarola y otro en la
che aveva in testa di realizzare a Gradoli assorbivano cabeza para construir una Gradoli absorbido toda su
tutte le sue energie, e non solo quelle economiche. E poi energías, y no solo las económicas. Y luego las legaciones
le legazioni: aveva perso quella di Viterbo, ma aveva habían perdido Viterbo, pero él consiguió la marca muy
ottenuto quella assai importante della Marca con sede in importante basada en Ancona ... Por supuesto, Alexander
Ancona… Certo, Alessandro era sempre stato premuroso había sido siempre considerado con él, pero a veces tenía
nei suoi confronti, a volte però aveva l'impressione che la la impresión de que su mantenerlo a distancia; que un
tenesse a distanza; che un po', in fondo, si vergognasse di poco, después de todo, estaba avergonzado de ella.
lei. Come dargli torto? Conosceva bene anche lei le ¿Cómo darle mal? Ella también conocía bien los chismes
chiacchiere del popolino, le pasquinate: il card. Fregnese, del popolino, el pasquinato: la tarjeta. Fregnese, tarjeta.
il card. della gonnella, così lo chiamavano. E non c'era de la falda, así que lo llamaron. Y ciertamente no había
certo da stare a chiedersi il motivo. E infine Rodrigo: que preguntarse por qué.
anche Rodrigo Borgia, papa Alessandro VI, l'unico uomo Giulia estaba ahora sola. Dónde ir ... en Roma? No,
che forse aveva veramente amato, da qualche anno era demasiados recuerdos: y, sobre todo, habría obstaculizado
morto. la carrera de su querido hermano Alessandro. En
Giulia era ormai sola. Dove andare… a Roma? No, troppi Bassanello? No, esa era la casa de Orsino, y ella siempre lo
ricordi: e soprattutto avrebbe intralciato la carriera del había odiado. En Viterbo? incluso allí, Alejandro tenía un
suo adorato fratello Alessandro. A Bassanello? No, quella elegante palacio ... No, se quedaría en Carbognano. Esa
era la casa di Orsino, e lei l'aveva sempre detestata. A roca era suya: lo había obtenido del Papa Borgia por su
Viterbo? anche lì Alessandro disponeva di un elegante esposo Orsino. Ahí viviría.
palazzo… No, sarebbe rimasta a Carbognano. Quella Julia sintió que algo dentro de él había muerto y estaba
rocca era sua: lei l'aveva ottenuta da papa Borgia per suo muerta la niña ingenua y coqueta que los hombres más
marito Orsino. Lì avrebbe vissuto. admirados y deseados, pero que, después de todo, está
Giulia sentiva che qualcosa dentro di sé era morto: era servido. La víctima consentida había muerto, sacrificada en
morta la ragazza ingenua e civettuola che gli uomini tanto el altar de la ascensión familiar. Sintió, sin embargo, que
ammiravano e desideravano, ma di cui, in fondo, si otra Giulia estaba naciendo: una mujer nueva, más libre,
servivano. Era morta la vittima consenziente, sacrificata más segura, más consciente, más independiente y
sull'altare dell'ascesa familiare. Sentiva però che un'altra determinada.
Giulia stava nascendo: una donna nuova, più libera, più Carbognano era el lugar correcto. Morir y renacer.
sicura, più consapevole, più indipendente e determinata.
Carbognano era il posto giusto. Per morire, e per De Arce a Castello
rinascere.
Cuando Giulia decidió establecerse en Carbognano, la
Da Arce a Castello fortaleza, que ya tenía casi tres siglos de antigüedad, casi
se estaba derrumbando. Nos quedamos en la descripción
Quando Giulia decise di stabilirsi a Carbognano, la rocca del espíritu y el espíritu con el que Julia estaba a punto de
- già vecchia di quasi tre secoli- era pressochè fatiscente. convertirse en "la señora Carbognano", como se considere
Abbiamo indugiato nel descrivere lo spirito e l'animo con necesario para la comprensión e interpretación de los
cui Giulia si apprestava a diventare "la signora di acontecimientos que a partir de ahora afectarán al
Carbognano" in quanto ciò appare indispensabile ai fini edificio. Pero vamos en orden.
della comprensione e dell'interpretazione degli eventi La historia de la fortaleza, antes de Giulia, es eso, por así
che d'ora in poi interesseranno il palazzo. Ma andiamo decirlo, típica de un arca medieval: asaltos, pasajes,
con ordine. reconquista, incursiones, devastaciones, reconstrucciones
La storia della rocca, prima di Giulia, è quella - per così ...
dire - tipica di un'arce medievale: assalti, passaggi di El documento más antiguo que tenemos es un acto de
mano, riconquiste, scorrerie, devastazioni, ricostruzioni… presentación de Carbognano en Viterbo en 1254: como en
Il documento più antico in nostro possesso è un atto di este acto menciona expresamente la fortaleza es probable
sottomissione di Carbognano a Viterbo del 1254: siccome que este fue construido en las primeras décadas del siglo.
in questo atto si cita espressamente la rocca è Desde el siglo XIV encontramos a los prefectos de Vico que
presumibile che questa sia stata edificata già nei primi en 1432 pasaron las manos a Everso II d'Anguillara.
decenni del secolo. A partire dal XIV secolo vi troviamo i Posteriormente, en 1454, se presenta en la Cámara
prefetti di Vico che nel 1432 passarono la mano a Everso Apostólica que, a pesar de la oposición de Anguillara que
II d'Anguillara. Successivamente, nel 1454, entra in gioco logró brevemente para recuperar la posesión del castillo,
la Camera Apostolica che, seppur contrastata dagli se guardará hasta 1494 cuando el papa Alejandro VI se
Anguillara che per un breve periodo riuscirono a rientrare feudo Orsino Orsini, esposo de Julia.
in possesso del castello, lo conserverà fino al 1494 Las razones de esta asignación se prestan a una doble
quando papa Alessandro VI vi infeudò Orsino Orsini, interpretación: un funcionario, según el cual esto habría
marito di Giulia. sucedido para compensar a Orsino por los servicios
Le ragioni di questa assegnazione si prestano ad una militares prestados a la Iglesia; el otro no oficial, pero más
duplice interpretazione: una ufficiale, secondo la quale probable, y vinculado a la relación conocida entre Julia y el
ciò sarebbe avvenuto per compensare Orsino di servizi Papa; sin olvidar el papel desempeñado por Adriana Mila,
militari resi alla Chiesa; l'altra ufficiosa, ma più probabile, madre de Orsino y prima de los Borgia, patrocinadora de la
e legata alla nota relazione tra Giulia e il papa; senza aventura y siempre pródiga solicitando favores del Papa
dimenticare il ruolo svolto da Adriana Mila, madre di para el hijo.
Orsino e cugina del Borgia, sponsor della tresca e sempre Julia, acostumbrado a la comodidad y el lujo de la corte del
prodiga nel sollecitare presso il papa favori per il figlio. Vaticano, no pudo establecerse en esa mansión áspero y
Giulia, abituata agli agi e al lusso della corte vaticana, non sombrío: Se decidió transformarlo de acuerdo a su gusto y
poteva certo accasarsi in quel ruvido e torvo maniero: su cultura, en una residencia renacentista, no muy
decise quindi di trasformarlo, conformemente al suo diferente de aquellas en las que se habitado en el
gusto e alla sua cultura, in una residenza rinascimentale, momento de su amor con el Papa. Básicamente, decidió
non troppo dissimile da quelle in cui aveva abitato ai convertir la fortaleza en un verdadero castillo. No solo eso:
tempi del suo amore con il papa. Stabilì in sostanza di todo en esa mansión debería haber hablado sobre ella, su
trasformare la rocca in un vero e proprio castello. Non linaje, sus descendientes, sus pensamientos, su ser: ese
solo: tutto in quella magione avrebbe dovuto parlare di habría sido siempre el castillo de Giulia.
lei, della sua stirpe, della sua discendenza, dei suoi Realizó trabajos de renovación y decoración: no carecía
pensieri, del suo essere: quello sarebbe stato per sempre de los medios y las capacidades. Alessandro
il castello di Giulia. inmediatamente se mostró entusiasmado con la idea de su
Intraprese quindi lavori di ristrutturazione e di hermana de "retirarse" a Carbognano (y esto es bastante
decorazione: non le mancavano i mezzi e le capacità. comprensible) y ciertamente no le faltaba su apoyo,
Alessandro si dimostrò subito entusiasta dell'idea della incluso de naturaleza económica. Julia, por otra parte, en
sorella di "ritirarsi" a Carbognano (e ciò è ben el momento de su estancia en Roma había entrado en
comprensibile) e non fece certo mancare il suo appoggio, contacto con todos los grandes artistas de su tiempo, de
anche di tipo economico. Giulia, del resto, ai tempi del Miguel Ángel a Rafael, Pinturicchio, Perugino, de Bramante
suo soggiorno romano era venuta in contatto con tutti i en Sangallo ... y luego fue cualquier cosa menos rápida en
più grandi artisti della sua epoca, da Michelangelo a las cosas el arte. Pero estos no fueron los artistas a los que
Raffaello, dal Pinturicchio al Perugino, da Bramante al llamó a Carbognano. Incluso aparte de cualquier otra
Sangallo… e quindi era tutt'altro che digiuna nelle cose consideración, estos son artistas de genio o de todos
d'arte. Non furono però questi gli artisti che chiamò a modos con una personalidad muy fuerte: difícilmente se
Carbognano. Anche prescindendo da ogni altra habrían prestado a sí mismos ".
considerazione, si tratta di artisti geniali o comunque La apariencia del castillo, como lo vemos hoy en día, y los
dalla spiccatissima personalità: ben difficilmente si ciclos pictóricos que decoran el piso principal, son por lo
sarebbero prestati a fare da "pennello" a Giulia. A lei tanto los deseados y realizados por Giulia; que comenzó
servivano artisti dotati ma docili, disposti a seguire por tener su nombre claramente grabado en dinteles de
pedissequamente le sue indicazioni; a realizzare in puertas y ventanas. Porque tenía que ser obvio para todo
sostanza senza obiezioni quel monumento a sé stessa che lo que Giulia, hija de Pier Luigi Farnese, sobrino de
era già tutto ben delineato nella sua mente: forme, Ranuccio, hermana de la tarjeta. Alexander, descendiente
colori, figure, motti, simbologie. Non è escluso, del Papa Bonifacio VIII Caetani, favorito del Papa Alejandro
comunque, che abbia utilizzato artisti di bottega, più VI y madre de Laura, sobrino adquirido por el Papa Julio II
precisamente della bottega di Raffaello, come sembrano della Rovere, no fue a esconderse en Carbognano.
far intendere le decorazioni a grottesca, come vedremo Giulia tiene poco más de treinta años y todavía es muy
nello specifico servizio. hermosa: si ella fuera a Carbognano no iba a desaparecer,
L'aspetto del castello, come oggi lo vediamo, e i cicli sino a convertirse en dominante y iudex
pittorici che ne decorano il piano nobile, sono dunque
quelli voluti e realizzati da Giulia; la quale cominciò col
fare incidere a chiare lettere il proprio nome su architravi
di porte e finestre. Perché doveva essere evidente per
tutti che Giulia, figlia di Pier Luigi Farnese, nipote di
Ranuccio, sorella del card. Alessandro, discendente di
papa Bonifacio VIII Caetani, favorita di papa Alessandro VI
e madre di Laura, nipote acquisita di papa Giulio II della
Rovere, non andava a Carbognano per nascondersi. El castillo hoy
Giulia ha poco più di trent'anni ed è ancora molto bella:
se andava a Carbognano non era per scomparire, ma per A diferencia de otras fortalezas construidas o renovadas
diventarne domina et iudex por la familia Farnese, el edificio de Carbognano, a pesar
Il Castello oggi de su grandeza, no domina el pueblo desde una posición
A differenza di altre rocche edificate o ristrutturate dai elevada; como sucede en Gradoli, Capodimonte o
Farnese, il palazzo di Carbognano, nonostante la sua Caprarola. Ciertamente, su presencia surge con arrogancia
imponenza, non domina il borgo da una posizione del perfil de las casas, pero éstas parecen estrecharla en
sopraelevata; come avviene invece a Gradoli, a un abrazo casi sofocante; construidos, incluso
Capodimonte o a Caprarola. Certo il suo mastio emerge amontonados como están, uno encima del otro cerca de
con prepotenza dal profilo dalle case, ma queste sus paredes. Podemos decir con seguridad que el Rocca es
sembrano stringerlo in un abbraccio quasi soffocante; el pivote alrededor del cual nació y se desarrolló el pueblo,
costruite, anzi ammucchiate come sono, l'una sull'altra a el punto de apoyo de todos los equilibrios posibles,
ridosso delle sue mura. Possiamo tranquillamente históricos y urbanos.
affermare che la Rocca costituisce il perno intorno al Estamos frente a la entrada principal: un portal, después
quale il borgo è nato e si è sviluppato, il fulcro di ogni de todo, modesto; un arco en sillar de peperino, coronado
possibile equilibrio, storico e urbanistico. por un escudo de armas, tan sobrio y parcialmente
Siamo di fronte all'ingresso principale: un portale, in fin deteriorado, con tallados en bajorrelieve los clásicos seis
dei conti, modesto; un arco in bugnato di peperino, lirios farneses.
sovrastato da uno stemma, altrettanto sobrio e in parte Entramos en un pequeño patio, el único espacio abierto
deteriorato, con scolpiti in bassorilievo i classici sei gigli en todo el edificio. Será para el pequeño tamaño del
Farnese. medio ambiente, será para el sentido de claustrofobia que
Entriamo in un cortiletto, l'unico spazio aperto di tutto golpea sobre nosotros el que asoma de la torre del
il fabbricato. Sarà per le ridotte dimensioni dell'ambiente, homenaje, nos colamos inmediatamente atrio de acceso,
sarà per il senso claustrofobico che incute su di noi que, a través de una escala, lo que lleva a la planta
l'incombere del mastio, ci infiliamo subito nell'atrio di superior. Este ambiente, una especie de puerta de servicio
accesso che, attraverso una scala, conduce al piano en lugar de una escalera noble, nos deja algunas
superiore. Questo ambiente, sorta di portoncino di decepciones. Si el edificio desde el exterior, no se quejó
servizio più che scala nobile, ci riserva qualche delusione. manipulación obvia, aunque sólo sea por la presencia de
Se il palazzo, visto dall'esterno, non denuncia evidenti los cuatro lados de las ventanas "devotos" que implican la
manomissioni, se non altro per la presenza sui quattro conservación de las plantas arquitectónico original, es
lati delle finestre "dedicate" che fanno presumere la decir, un cuadrilátero irregular con corte descentralizada;
conservazione dell'impianto architettonico originale, vale aquí en el hueco de la escalera, así como en otras partes
a dire un quadrilatero irregolare con cortile del castillo, los cambios parecen evidentes: el pavimento y
decentralizzato; qui nel vano scale, come pure in altre el yeso, más que antiguos, son antiguos, como los de las
parti del castello, i rimaneggiamenti appaiono evidenti: casas construidas en los años cincuenta del siglo pasado.
pavimentazione e intonaci più che antichi sono vecchi, Pero esto es completamente natural, teniendo en cuenta
come quelli delle case costruite negli anni cinquanta del las vicisitudes históricas de la fortaleza y la sucesión de
secolo scorso. Ma ciò è del tutto naturale, considerate le varios propietarios a lo largo de los siglos, cada una de las
vicissitudini storiche della rocca e il susseguirsi nei secoli cuales, Giulia docet, ha intentado adaptar la noble y
dei vari proprietari, ognuno dei quali - Giulia docet - ha antigua mansión a sus necesidades y su gusto.
cercato di adattare il nobile e vetusto maniero alle La escalera nos lleva a una puerta, más allá de la cual nos
proprie necessità e al proprio gusto. encontramos en las habitaciones de la planta principal. El
La scala ci conduce ad una porta, superata la quale ci primer compartimento, de tamaño pequeño, es una
troviamo negli ambienti del piano nobile. Il primo vano, entrada o una sala de espera, en el que hay otros dos
di piccole dimensioni, è un ingresso o sala di attesa, in cui puertos: uno a la derecha, cerrada en un marco amplio
si aprono altre due porte: quella di destra, chiusa in atado, está coronada por un escudo de armas con los seis
un'ampia cornice rilegata, è sormontata da uno stemma lirios Farnese y por un arquitrabe grabado con la
con i sei gigli Farnese e da un architrave con incisa la inscripción IULIA FARNESIA, dominada a su vez por una
scritta IULIA FARNESIA, sovrastato a sua volta da una especie de "alero" decorado con relieves. La puerta de
specie di "gronda" decorata con rilievi. La porta di fronte entrada en su lugar nos introduce en entornos
ci introduce invece negli ambienti residenziali, ai quali si residenciales, a los que se accede después de pasar un
accede dopo aver superato un piccolo corridoio. Ora pequeño corredor. Ahora el impacto visual es notable y
l'impatto visivo è notevole e ci coglie quasi di sorpresa: casi nos sorprende: ante nosotros, inesperado, se abre en
davanti a noi, inaspettato, si apre in tutta la sua toda su magnificencia y su esplendor el salón noble, el
magnificenza e il suo splendore il salone nobile, entorno más grande de todo el castillo, con sus once
l'ambiente più grande di tutto il castello, con i suoi undici metros de largo y siete de ancho (aproximadamente).
metri di lunghezza e sette di larghezza (circa). La nostra Nuestra atención se ve inmediatamente atraída, parecería
attenzione è subito attratta, si direbbe calamitata, dal magnetizada, desde el grandioso techo, totalmente
grandioso soffitto, interamente affrescato con un'infinità decorado con una infinidad de motivos alegórico-
di motivi allegorico-naturalistici dalle tonalità calde e naturalistas con cálidos y suaves matices. No solo eso, a
tenui. Non solo, ai nostri occhi il soffitto appare come nuestros ojos el techo parece tallado, rodeado en todo su
scolpito, contornato com'è in tutto il suo perimetro da perímetro por velas y lunetos. Pero en la sala, sus frescos y
vele e lunette. Ma del salone, dei suoi affreschi e della el valor simbólico de sus ciclos pictóricos abordaremos un
valenza simbolica dei suoi cicli pittorici tratteremo in uno artículo específico. está en todo su perímetro con velas y
specifico articolo. lunetas. Pero en la sala, sus frescos y el valor simbólico de
Dal salone possiamo accedere sulla sinistra verso un sus ciclos pictóricos abordaremos un artículo específico.
salottino o studio in cui uno stemma di Giulia Farnese, su está en todo su perímetro con velas y lunetas. Pero en la
una parete, si impone alla nostra attenzione: si tratta di sala, sus frescos y el valor simbólico de sus ciclos pictóricos
uno scudo con i sei gigli farnesiani contornato da un abordaremos un artículo específico.
festone di fiori e foglie; ai lati dello scudo le lettere I e F Desde el salón se puede acceder a la izquierda para un
celebrano la padrona di casa. Sulla destra, invece, una salón o estudio en el que una cresta de Giulia Farnese, en
porta ci immette in un ambiente comunemente indicato una pared, se requiere de nuestra atención: se trata de un
come cucina: e tale doveva effettivamente essere, visto escudo con las seis lirios Farnese rodeado de una guirnalda
che una fitta patina, ormai indurita, dovuta al fumo e ai de flores y hojas; en los lados del escudo, las letras I y F
vapori liberati nell'ambiente, ne ricopre completamente il celebran a la casera. A la derecha, en cambio, una puerta
soffitto, il quale pure era interamente affrescato, nos conduce a un conocido comúnmente como ambiente
rendendo inintelligibili i decori. Dalla cucina, che misura de la cocina: y esto debe ser hecho, desde una pátina
circa sette metri e mezzo in larghezza e cinque in densa, ahora se endureció, debido a los humos y vapores
lunghezza, e la cui volta è comunque nobilitata da un liberados en el medio ambiente, que cubre por completo
contorno di lunette, accediamo infine ad una stanza di el techo, que estaba completamente decorado con
superficie pressoché identica, anche se leggermente più frescos, haciendo que las decoraciones fueran
larga e meno profonda: si tratta dell'ambiente più ricco di ininteligibles. Desde la cocina, que mide unos siete metros
fascino e di suggestione dell'intero edificio, vale a dire la y medio de ancho y cinco de largo, y cuya bóveda aún está
camera da letto di Giulia, il suo nido segreto. Ma anche di ennoblecida por un contorno de lunetos, finalmente
questa, come pure della sua enigmatica e per certi llegamos a una habitación de superficie casi idéntica,
aspetti sconcertante decorazione, tratteremo a parte. aunque un poco más ancha y menos profunda: es el
entorno más fascinante y sugestivo de todo el edificio, es
decir, el dormitorio de Giulia, su nido secreto . Pero
2- Il Salone dei Simboli también de esto, así como de su decoración enigmática y
Oh quanti bei blasoni… en cierto modo desconcertante, trataremos por separado.
Quando un osservatore attento e sensibile al valore non
solo estetico o decorativo ma anche storico e allegorico 2- El Salon de los Simbolos
delle emergenze artistiche (siano esse affreschi, stucchi o
fregi architettonici), entra per la prima volta nel salone
Oh cuantos hermosos blasones ...
nobile della Rocca di Carbognano è quasi frastornato
Cuando un observador atento y sensible al valor no sólo
dalla fitta rete dei simboli che intorno a lui si dipana.
a las situaciones de emergencia artísticos estéticos o
Aquile, gigli, scudi, alberi, piante, uccelli, frutta, animali,
fiori, liocorni, nastri, festoni, cornucopie, maschere e decorativos, sino también históricos y alegóricos (ya sea
tutto ciò che il rinascimento ha creato o preso in prestito frescos, estuco o frisos arquitectónicos), entra por primera
vez en el salón noble de Rocca di Carbognano es casi
dal medioevo quanto ad apparati simbolici vi è, in gran
quantità, raffigurato. desconcertado por la densa red de los símbolos que se
Questo ambiente viene perlopiù indicato nei (pochi) studi desenredan a su alrededor.
che se ne occupano come "salone dei cacciatori": ma ciò Águilas, lirios, coronas, árboles, plantas, aves, frutas,
è frutto di un equivoco, dovuto alla cospicua presenza, animales, flores, unicornios, cintas, guirnaldas,
come si è detto, di uccelli ed altri animali nelle cornucopias, máscaras y todo lo que el renacimiento ha
creado o prestado de la Edad Media como un aparato
raffigurazioni pittoriche. Per le sue dimensioni, per il
simbólico es, en gran cantidad, representada.
particolare impianto architettonico così come per la sua
collocazione strutturale, siamo invece in presenza di un Este entorno está indicado principalmente en los (pocos)
vero e proprio salone di rappresentanza: il più grande e los estudios que se ocupan como "justa para los
cazadores": pero lo que es el resultado de un
notevole di tutto il castello. Qui si ricevevano gli ospiti,
qui si organizzavano i pranzi, qui si celebrava, affrescata malentendido, debido a la gran presencia, como se ha
nelle pareti e sulla volta, la straordinaria vicenda dicho, de las aves y otros animales en las representaciones
familiare di una donna che poteva ben vantare pictóricas. Por su tamaño, por la estructura arquitectónica
l'appartenenza a quattro tra i più nobili casati del suo particular, así como por su ubicación estructural, estamos
tempo: i Farnese, per discendenza paterna; i Caetani per en cambio en presencia de una sala representativa real: el
discendenza materna; gli Orsini, per matrimonio oltreché más grande y más notable de todo el castillo. Aquí se
per discendenza della nonna materna; i Della Rovere, per atiende a los huéspedes, comidas aquí se organizaron, se
l'insorgere del rapporto di affinità in seguito al celebran aquí, frescos en las paredes y en el techo, la
matrimonio della figlia Laura. historia extraordinaria familia de una mujer que bien
podría presumir la pertenencia de cuatro de las familias
Animali ed uccelli del resto, anche a prescindere dal loro
valore allegorico che invece - come vedremo - è assai más nobles de su tiempo: el Farnese por descendencia
rilevante, non sono che alcuni degli elementi della paterna el Caetani por descendencia materna; el
decorazione "a grottesche" utilizzata per affrescare vele, Orsini, tanto por matrimonio como por los descendientes
spicchi e lunette del salone. de la abuela materna; i Della Rovere, por el inicio de la
Questo particolare genere pittorico deve il suo nome relación de afinidad después del matrimonio de su hija
alle "grotte" di Nerone, vale a dire gli ambienti Laura.
Los animales y aves del resto, incluso sin tener en cuenta
sotterranei della "Domus Aurea", i cui caratteristici
su valor alegórico que, como veremos, es muy relevante,
affreschi furono riscoperti e imitati dagli artisti son solo algunos de los elementos de la decoración
rinascimentali. Nelle grottesche un variegato e fantasioso "grotesca" utilizada para pintar las velas, los segmentos y
repertorio di piante, fiori e frutta, di animali reali e las lunetos del salón.
fantastici, di oggetti, volti, maschere e figure umane si Esta pintura de género particular, debe su nombre a las
ricompone in modo da realizzare figurazioni armoniose e "cuevas" de Nero, es decir, las zonas subterráneas de la
quasi caleidoscopiche. Per restare nel nostro territorio, "Domus Aurea", cuya característica frescos fueron
ed in ambito farnesiano, ne troviamo esempi suggestivi descubiertos e imitado por los artistas del
nel Palazzo Farnese di Gradoli (su commissione del card. Renacimiento. En el grotesca un repertorio variado e
Alessandro Farnese sr.) e in quello di Caprarola (su imaginativo de plantas, flores y frutas, de animales reales
iniziativa del card. Alessandro Farnese jr.). e imaginarios, objetos, caras, figuras humanas y máscaras
La datazione degli affreschi della Rocca non è pacifica: viene juntos a fin de lograr figuras armoniosas y casi
fermo restando un arco cronologico che va dal 1506 al caleidoscópica. Para permanecer en nuestra zona, y en la
1524, e che corrisponde alla permanenza di Giulia a zona Farnese, encontramos ejemplos notables en el
Carbognano, vi è chi ne anticipa la realizzazione agli anni Palazzo Farnese Gradoli (en el coste de la tarjeta.
immediatamente successivi alla venuta di Giulia e chi, Alessandro Farnese sr.) Y para Caprarola (por iniciativa de
realisticamente, la colloca più avanti nel tempo, a cavallo la tarjeta. Alessandro Farnese jr.).
degli anni venti. Questa seconda ipotesi ci sembra La datación de los frescos Rocca no es pacífica: sujeto a
preferibile, e non solo per considerazioni di carattere un periodo de tiempo que va desde 1506 hasta 1524, y
stilistico. que corresponde a la permanencia de Julia en
Un dato, infatti, emerge con nettezza dai cicli pittorici: la Carbognano, hay uno que anticipa la realización de los
assoluta mancanza di qualsiasi riferimento araldico al años inmediatamente posteriores a la llegada de Giulia y
secondo marito di Giulia: quel Giovanni Maria Capece que, de manera realista, lo ubica más tarde en el tiempo,
Bozzuto che fu con lei a Carbognano dal 1509, anno delle alrededor de los años veinte. Esta segunda hipótesis nos
nozze, al 1517, anno in cui Giulia rimase nuovamente parece preferible, y no solo por consideraciones
vedova. estilísticas.
Lo stemma dei Capece, nobile casato di origine Una cosa, de hecho, se desprende claramente de los ciclos
napoletana, raffigurava tre conchiglie dorate poste in pictóricos: la absoluta falta de cualquier referencia
linea diagonale su una banda blu. Ma di tale blasone, pur heráldico con el segundo esposo de Julia: que quien estaba
nella messe di stemmi ed altre simbologie araldiche che con ella en Carbognano de 1509 Giovanni Maria Capece
affollano le sale della Rocca, non vi è traccia Carbognano. Bozzuto, el año de la boda, a 1517, cuando Julia él era otra
Ciò porterebbe a presumere che gli affreschi siano stati vez viuda.
realizzati dopo la morte del Bozzuto: ben difficilmente, El escudo de armas de la familia Capece, noble familia de
riteniamo, questi avrebbe potuto accettare di essere così origen napolitano, representaba tres conchas de oro
poco riguardosamente estromesso dalla storia dinastica colocadas en diagonal sobre una banda azul. Pero de este
di sua moglie, come se il loro matrimonio fosse stato una escudo de armas, incluso en la masa de escudos y otros
sorta di semplice parentesi. símbolos heráldicos que abarrotan los pasillos de la Rocca,
Si potrebbe invero prospettare una ulteriore ipotesi, e no hay rastros de Carbognano.
cioè che le stanze del castello siano state affrescate in Esto tendería a asumir que los frescos fueron hechas
epoche diverse: entro il 1508, e quindi prima del secondo después de la muerte de Bozzuto: apenas, creemos,
matrimonio, il salone nobile; dieci anni più tardi, ovvero a podrían haber aceptado ser tan poco respeto expulsado de
far data dal 1518, la camera di Giulia. Ciò consentirebbe la historia dinástica de su esposa, como si su matrimonio
di ovviare all'obiezione che abbiamo sollevato circa la era una especie de soportes simples .
mancanza di riferimenti al Capece, giustificata dal fatto De hecho, se podría proponer una hipótesis adicional, a
che all'epoca della decorazione del salone le nozze saber, que las habitaciones del castillo han sido pintadas al
dovevano ancora essere celebrate. fresco en diferentes épocas: en 1508, y por lo tanto antes
Non solo: anche l'atteggiamento psicologico di Giulia, del segundo matrimonio, la sala noble; diez años después,
ispiratrice e patrona dei lavori, ci appare disuguale. Nel o más bien desde 1518, el dormitorio de Giulia. Esto nos
salone vi è infatti la celebrazione, con toni talora enfatici, permitiría remediar la objeción que planteamos sobre la
dell'orgoglio dinastico; l'esaltazione delle magnifiche sorti falta de referencias a Capece, justificada por el hecho de
del casato. Giulia, da poco giunta a Carbognano, si sente que en el momento de la decoración del salón la boda aún
come l'anello forte di una catena: fiera di esser parte di no se había celebrado.
una storia che ha contribuito a determinare. No solo eso: incluso la actitud psicológica de Giulia, la
Ma poi gli anni sono passati, le illusioni svanite: Giulia inspiradora y patrona de la obra, nos parece desigual. En el
non più giovane, forse non più bella, di nuovo sola e salón hay de hecho la celebración, con tonos a veces
vedova, sente il bisogno di guardare in fondo al suo enfáticos, de orgullo dinástico; la exaltación de las
animo; di analizzare con spietata onestà e cruda magníficas fortunas de la familia. Giulia, recién llegada a
franchezza le vicende della sua vita. Carbognano, se siente como el eslabón fuerte de una
Sente il bisogno di giudicarsi. E si assolve. cadena: orgulloso de ser parte de una historia que ha
Questo ci sembra che esprimano gli affreschi della ayudado a determinar.
camera. Anche gli esecutori delle opere, gli artisti Pero luego pasaron los años, las ilusiones desaparecieron:
chiamati da Giulia a dar forma e colore ai propri moti Giulia ya no es joven, tal vez ya no es bella, una vez más
interiori, potrebbero essere diversi: il pittore che ha sola y viuda, siente la necesidad de mirar el fondo de su
decorato il salone, pur tecnicamente dotato, non rivela alma; para analizar las vicisitudes de su vida con
doti particolari di vivacità espressiva; maturità e honestidad despiadada y franqueza cruda.
sensibilità artistica, cultura e spiccate qualità di Él siente la necesidad de juzgarse a sí mismo. Y se absuelve
espressività pittorica caratterizzano invece l'artista che ha a sí mismo.
affrescato la camera. Esto nos parece que expresa los frescos de la
habitación. Incluso los autores de las obras, los artistas
convocados por Giulia en forma y color a sus movimientos
internos, pueden ser diferentes: el pintor que decoró la
sala, mientras dotado técnicamente, no revela cualidades
especiales de la vitalidad expresiva; la madurez y la
sensibilidad artística, la cultura y la marcada calidad de la
Il Giglio, la Rosa, l'Albero e l'Aquila expresividad pictórica caracterizan al artista que ha
Ma veniamo ad analizzare, nello specifico, i cicli pintado al fresco la habitación.
decorativi.
Nel soffitto del salone possiamo ammirare due grandi Iris, Rosas, árbol y águila
stemmi di forma circolare e, in mezzo a questi, uno molto
più piccolo di tipo ovale. Quest'ultimo è il tradizionale Pero analicemos, específicamente, los ciclos
scudo Farnese con sei gigli blu in campo oro: è racchiuso decorativos.
in una corona di elementi vegetali da cui si dipartono En el techo de la sala podemos admirar dos grandes
nastri svolazzanti. crestas de forma circular y, entre ellas, un tipo ovalado
Gli altri due stemmi, di notevoli dimensioni e di grande mucho más pequeño. Este último es el escudo tradicional
impatto visivo, sono tra loro assai simili e in bel risalto de Farnesio con seis lirios azules en el campo de oro: está
per la loro posizione simmetrica. Si stagliano sul fondo encerrado en una corona de elementos vegetales de los
chiaro del soffitto e sono incorniciati da un fregio que se desprenden cintas ondeantes.
rettangolare che delimita l'area loro riservata. Il fregio è Los otros dos escudos, de tamaño considerable y gran
costituito da una sottile fascia color rosso cupo che si impacto visual, son muy similares entre sí y tienen gran
sovrappone e si intreccia con una sorta di reticolato di importancia por su posición simétrica. Se destacan sobre
elementi vegetali. el fondo claro del techo y están enmarcados por un friso
Entrambi gli stemmi celebrano l'unione familiare tra i rectangular que delimita el área reservada para ellos. El
Farnese e i Caetani: vale a dire le nozze tra Pier Luigi friso consiste en una fina banda de color rojo oscuro que
Farnese sr. e Giovannella Caetani, i genitori di Giulia. se superpone y se entrelaza con una especie de elementos
Questo matrimonio segna un momento importante nella vegetales entrecruzados.
storia dei Farnese: li introdusse infatti nell'aristocrazia Ambos escudos celebran la unión familiar entre Farnese
romana e costituì il primo decisivo passo per la loro y Caetani: es decir, el matrimonio entre Pier Luigi Farnese
ascesa sociale. sr. y Giovannella Caetani, padres de Giulia. Este
In entrambi troviamo gli stessi elementi. Uno scudo matrimonio marca un momento importante en la historia
inquartato contiene, alternativamente, i sei gigli blu dei de la familia Farnese: los introdujo a la aristocracia romana
Farnese in campo oro e l'aquila gialla ad ali spiegate (in y constituyó el primer paso decisivo para su ascenso
campo blu) e le bande blu ondate (in campo giallo) dei social.
Caetani. Da un fiocco in cima agli scudi si dipartono due En ambos encontramos los mismos elementos. Un escudo
nastri svolazzanti. cerrado contiene, alternativamente, los seis lirios Farnese
Ogni scudo è racchiuso in una doppia cornice circolare: azules en el campo de oro y el águila amarilla con las alas
il cerchio interno ha il fondo color rosso cupo, tale da far extendidas (en el campo azul) y las ondas azules (en el
risaltare il blasone, e insieme a quello esterno delimita campo amarillo) de los Caetani. Dos cintas ondeantes se
una corona di foglie e frutta, in cui possiamo distinguere ramifican desde un arco en la parte superior de los
spighe di grano, pere, pomi, uva e melograni. Dal cerchio escudos.
esterno si dipartono fiocchi e lunghi nastri svolazzanti che Cada escudo está encerrado en un doble marco circular:
proiettano, con effetto trompe-l'oeil, la loro ombra sul el círculo interior tiene un fondo rojo oscuro, como para
fondo chiaro del soffitto. resaltar el escudo de armas, y junto con el exterior define
Gli stemmi, come si diceva, presentano le medesime una corona de hojas y frutos, en la que podemos distinguir
caratteristiche. espigas de trigo, peras, pommes, uvas y granadas. Del
Diversa è comunque la forma dello scudo e il volteggio círculo exterior se desprenden copos y largas cintas
del nastro, più semplici e lineari nel secondo. Diverso è ondeantes que proyectan, con un efecto trompe-l'oeil, su
anche l'intreccio della frutta nelle due ghirlande: nel sombra sobre el fondo claro del techo.
primo stemma gli elementi della composizione sembrano Los escudos de armas, como dijimos, tienen las mismas
discendere i due semicerchi della corona; nell'altro características.
sembrano risalirli. Sin embargo, la forma del escudo y la bóveda de la cinta
E veniamo agli aspetti più propriamente simbolico- son diferentes, más simples y más lineales en el
allegorici. La corona sottolinea la dignità acquisita dai segundo. El entrelazamiento de la fruta en las dos
casati e la loro accresciuta fama e potenza, anche in virtù guirnaldas también es diferente: en el primer escudo de
delle celebrate nozze. Le spighe, come pure l'uva e i armas, los elementos de la composición parecen
melograni, sono simbolo di fecondità: l'unione dei due descender los dos semicírculos de la corona; en el otro
casati ha generato una nuova stirpe e porterà numerosa parecen salir con ellos.
discendenza. I frutti della corona rappresentano i frutti Y llegamos a los aspectos alegóricos más propiamente
dell'unione: le opere, gli esiti, i risultati e, più in generale, simbólicos. La corona enfatiza la dignidad adquirida por las
sono indice e auspicio di prosperità. Le corone, in alto e familias y su creciente fama y poder, también en virtud de
in basso, sono strette da lacci: questo vuol dire che solo la boda celebrada. Las orejas, así como las uvas y las
con l'unità e la coesione della famiglia si possono granadas, son un símbolo de fertilidad: la unión de las dos
raggiungere gli auspicati risultati. I nastri che con levità familias ha generado un nuevo linaje y traerá numerosos
svolazzano sul soffitto formando fiocchi, nodi e ghirigori descendientes. Los frutos de la corona representan los
indicano il consolidarsi di stretti legami familiari, l'unione frutos de la unión: las obras, los resultados, los resultados
non più districabile di vita e destini. y, más en general, son un índice y una esperanza de
Altri stemmi, seppur in collocazione più discreta, si prosperidad. Las coronas, en la parte superior e inferior, se
offrono al visitatore: sono tutti affrescati all'interno delle aprietan con cordones: esto significa que solo la unidad y
lunette. Chiariamo quindi che al di sotto del reticolato la cohesión de la familia pueden lograr los resultados
della volta si sviluppa per tutto il perimetro del salone deseados. Las cintas que flotan en el techo con ligereza
una struttura architettonica composta da vele (in campo formando arcos, nudos y garabatos indican la
rosso), spicchi e lunette (in campo chiaro). consolidación de lazos familiares cercanos,
Ma torniamo agli stemmi. Due si fronteggiano su pareti Otros escudos de armas, aunque en un lugar más
contrapposte. Il primo è quello del card. Alessandro discreto, se ofrecen al visitante: todos están decorados
Farnese sr., fratello di Giulia: si tratta del classico scudo con frescos dentro de las lunetos. Por lo tanto, aclaramos
con i sei gigli blu in campo oro nella formazione 3-2-1, que debajo de la rejilla de la bóveda, una estructura
con cappello e fiocchi cardinalizi. arquitectónica que consta de velas (en el campo rojo),
Più interessante e articolato è il secondo stemma, segmentos y lunetos (en un campo de luz) se desarrolla en
posizionato sopra la finestra in fondo al salone: celebra il todo el perímetro de la sala.
matrimonio tra Laura Orsini, figlia di Giulia, e Niccolò Pero volvamos a las insignias. Dos se enfrentan en paredes
della Rovere, nipote di papa Giulio II. Vi sono di opuestas. El primero es el de la tarjeta. Alessandro Farnese
conseguenza raffigurati alternativamente, in uno scudo sr., Hermano de Giulia: este es el escudo clásico con los
inquartato, l'albero dalle fronde intrecciate simbolo dei seis lirios azules en el campo de oro en la formación 3-2-1,
Della Rovere (in color giallo su fondo blu cupo) e la rosa con sombrero y escamas cardinales.
di campo su fondo chiaro e le bande diagonali rosse e El segundo escudo es más interesante y articulado,
bianche degli Orsini. colocado sobre la ventana al final del pasillo: celebra el
Un terzo stemma, invero, si presenta alla nostra matrimonio entre Laura Orsini, hija de Giulia, y Niccolò
attenzione: si tratta ancora di uno scudo di ecclesiastico della Rovere, sobrino del papa Julio II. Como consecuencia,
con i gigli farnesiani; solo che non troviamo, come nel el árbol con las frondas entrelazadas del símbolo de Della
precedente, cappello e fiocchi cardinalizi, ma una mitra Rovere (en amarillo sobre un fondo azul oscuro) y el
vescovile. Non può che riferirsi allo stesso Alessandro campo se alzaron sobre un fondo claro y las franjas
Farnese sr., di cui viene celebrata la dignità vescovile. diagonales rojas y blancas del Orsini se representan
Tutta la restante decorazione del salone è costituita da alternativamente.
grottesche che riempiono vele e lunette; si insinuano, in De hecho, nos viene a la mente un tercer escudo de
forma di candelabra, tra gli spicchi; si elevano e si armas: sigue siendo un escudo de eclesiásticos con lirios
estendono verso la volta, trovando un limite invalicabile farnesios; solo que no encontramos, como en el anterior,
nel sovrastante reticolato. Anche nelle grottesche simboli el sombrero y los copos de un cardenal, sino la mitra de un
e allegorie abbondano: il gallo, ovvero la vigilanza e obispo. Solo puede referirse al mismo sr. Alessandro
l'accortezza; il falco, simbolo di elevatezza del rango; la Farnese, cuya dignidad episcopal se celebra.
cicogna, simbolo dell'amore e della fedeltà coniugale Toda la decoración restante del salón consiste en
oltreché della pietà filiale; la civetta, simbolo della grutescos que llenan velas y lunetos; se arrastran, en
prudenza; e poi ancora l'airone, simbolo della sapienza; la forma de un candelabro, entre los segmentos; se elevan y
gru, ovvero protezione e previdenza; l'ibis, simbolo di se extienden hacia la bóveda, encontrando un límite
purificazione in quanto distruttore di serpenti. E ancora infranqueable en la red suprayacente. Incluso en lo
cesti di frutta, simbolo di prosperità e abbondanza; grotesco abundan los símbolos y las alegorías: el gallo, o la
draghetti alati, cavallini… vigilancia y la prudencia; el halcón, símbolo de elevación
L'immagine più emblematica, tuttavia, è quasi nascosta de rango; la cigüeña, símbolo del amor y la fidelidad
ed occorre esser guidati per individuarla. Si tratta del conyugal, así como de la piedad filial; el búho, un símbolo
liocorno (o unicorno), animale fantastico e icona de prudencia; y luego otra vez la garza, símbolo de
farnesiana per eccellenza. Ne troviamo affrescato uno sabiduría; la grúa, a saber, protección y seguridad social; el
rampante nello strombo della finestra in fondo al salone. ibis, símbolo de la purificación como un destructor de
Il nostro liocorno, chiuso in un tondo che si staglia su un serpientes. Y todavía canastas de frutas, un símbolo de
fondale color rosso scuro, è presso una fonte sulla quale prosperidad y abundancia; dragones alados, caballos ...
è posizionato un piccolo stemma Farnese: ha le zampe La imagen más emblemática, sin embargo, está casi
anteriori sollevate, la bocca aperta e i denti digrignati. oculta y debe guiarse para identificarla. Este es el
Sembra quasi voler dire qualcosa, mentre guarda la unicornio (o unicornio), animal fantástico e ícono de
fontana con espressione, tutto sommato, poco Farnesia por excelencia. La encontramos pintada al fresco
amichevole, per non dire rabbiosa. Cosa vorrà significare? en el caracol de la ventana al final del pasillo. Nuestro
forse una estrema, per quanto sommessa e recondita, unicornio, cerrado en una esfera que se destaca sobre un
ribellione di Giulia al suo prevaricante clan familiare? La fondo rojo oscuro, está cerca de una fuente en la que hay
nostra curiosità tuttavia non trova soddisfazione, anzi si un pequeño escudo de armas de Farnese: tiene las patas
accentua in gran misura alla lettura dell'enigmatico delanteras levantadas, la boca abierta y los dientes
cartiglio che corona la scena: IN. VE. CHITO. Cosa vorrà rechinando. Casi parece significar algo, mientras mira la
dire? qui però, più che da latinisti, è roba da cabala… per fuente con expresión, en general, no amigable, por no
cui neanche azzardiamo un tentativo di interpretazione. decir enojado. ¿Qué significará? ¿tal vez un extremo,
Quanto invece al liocorno e alla sua complessa aunque moderado y recóndito, de la rebelión de Giulia
simbologia ne tratteremo diffusamente nel prossimo contra su precario clan familiar? Nuestra curiosidad, sin
capitolo.eremo diffusamente nel prossimo capitolo. embargo, no encuentra satisfacción, de hecho, se acentúa
en gran medida al leer el enigmático cartucho que corona
la escena: EN. VE. CHITO. ¿Qué significará? pero aquí, más
que de los latinistas, es algo cabalístico ... así que no nos
atrevemos siquiera a intentar interpretarlo.
En cuanto al unicornio y su simbología compleja, lo
La Camera dei Misteri trataremos en el próximo capítulo. Lo discutiremos en el
Un Liocorno per amico siguiente capítulo.
Quando entriamo nella camera di Giulia Farnese, nella
Rocca di Carbognano, istintivamente abbassiamo la voce, La Camera dei Misteri
e i passi si fanno più attutiti. Avvertiamo la presenza di un Un unicornio como amigo
che di religioso: una sorta di (profana) sacralità che Cuando entramos en la habitación de Giulia Farnese, en
reclama il nostro rispetto. Religione di simboli, che la Rocca di Carbognano, bajamos instintivamente la voz y
molteplici ci incalzano da ogni angolo e lato; sacralità di los pasos se amortiguan. Sentimos la presencia de algo
parole, che si estrinseca in formule oscure e motti religioso: una especie de sacralidad (profana) que reclama
enigmatici, che ci ammoniscono da aerei cartigli. nuestro respeto. Religión de símbolos, que nos multiplica
Giulia è lì che ci guarda, dall'alto del fregio affrescato desde cada esquina y lado; lo sagrado de las palabras, que
intorno alla volta: ci appare serena, rilassata, tranquilla. se expresa en fórmulas oscuras y lemas enigmáticos, que
Ha il viso roseo e rotondo. I biondi e lunghi capelli, nos advierten de carteles voladores.
scriminati sulla fronte, raccolti dietro la nuca. Il seno è Giulia está allí mirándonos, desde la altura del friso
florido, così come i fianchi. Ha lunghe e candide braccia, pintado alrededor de la bóveda: parece serena, relajada,
interamente scoperte. L'incarnato è perlaceo. Indossa tranquila. Él tiene una cara rosada y redonda. El cabello
una veste lunghissima e ampia, una sorta di tunica dai rubio y largo, rayado en la frente, se reunía detrás de la
tenui colori pastello: l'alto giro vita, appena al di sotto del nuca. Los senos son floridos, al igual que las caderas. Él
seno, è stretto talvolta da un nastro che esalta il suo tiene brazos largos y sinceros, completamente
décolleté. E' seduta. Non è sola. Accanto a lei è il descubiertos. La tez es perlada. Lleva un vestido largo y
liocorno. ancho, una especie de túnica con suaves colores pastel: la
Già il liocorno. Nessuna creatura fantastica partorita cintura alta, justo debajo del pecho, a veces se aprieta con
dalla mente dell'uomo è mai stata così viva e reale come una cinta que realza su escote. Está sentado. No está solo.
questo animale che quasi a fatica riteniamo mitologico. Junto a ella está el unicornio.
Non era tale per gli uomini del medioevo che in dotti Ya el unicornio. Ninguna criatura fantástica nacida de la
bestiari ne illustravano anatomia, abitudini e tratti mente del hombre ha estado tan viva y real como este
caratteriali. Così pure per noi moderni, usi alle più animal que apenas creemos que es mitológico. No fue tal
improbabili e inverosimili leggende metropolitane. Chi, in para los hombres de la Edad Media que en los conductos
fondo, non sarebbe disposto a credere alla veritiera bestiales ilustraron la anatomía, los hábitos y los rasgos del
esistenza di un cavallo bianco con un candido corno, carácter. También para nosotros, modernos, utiliza las
lungo e affilato, infisso sulla fronte? taluni potrebbero leyendas urbanas más improbables y extravagantes.
sicuramente affermare di averlo ammirato in un parco ¿Quién, después de todo, no estaría dispuesto a creer en
biologico; altri, più smaliziati, spiegherebbero che si la existencia verdadera de un caballo blanco con un cuerno
tratta semplicemente di un ulteriore successo della blanco, largo y afilado, fijado en la frente? algunos podrían
manipolazione genetica. I nostri progenitori reputavano afirmar haberlo admirado en un parque biológico; otros,
invece il liocorno come una temibile fiera delle foreste: más conocedores, explicarían que es simplemente un
da catturare e uccidere quindi; un trofeo da offrire al mayor éxito de la manipulación genética. Nuestros
sovrano. E il modo per riuscirvi era uno solo: la presenza progenitores en cambio consideraron al unicornio como
di una fanciulla, di una vergine. una temible feria de los bosques: para ser capturados y
Il liocorno - nella prevalente iconografia rappresentato asesinados; un trofeo para ofrecer al soberano. Y la forma
come un cavallo con barbetta di caprone, zoccoli bovini e de hacerlo fue solo una: la presencia de una doncella, una
corno sulla fronte - era una bestia solitaria e diffidente, virgen.
anche nei confronti dei propri simili che teneva a debita El unicornio - en la iconografía que prevalece
distanza. Selvaggio e inavvicinabile, aveva però il suo representado como un caballo con una barba de cabra,
tallone di Achille: una debolezza di cui i cacciatori erano pezuñas del ganado y el cuerno en la frente - era un
pronti ad approfittare. Quando una fanciulla si sedeva in animal solitario y desconfiado, incluso hacia su compañero
una radura del bosco, il liocorno avvertiva il soave que mantiene una distancia segura. Salvaje e inaccesible,
profumo della verginità che si propagava nell'aria: tenía el talón de Aquiles: una debilidad de la que los
perdeva allora ogni inibizione e, incurante di ogni cautela, cazadores estaban dispuestos a aprovecharse. Cuando una
si avvicinava lentamente alla fanciulla; si accovacciava ai chica está sentada en un claro del bosque, el unicornio
suoi piedi, accettava di essere da lei dissetato, posava il podía sentir el dulce aroma de la virginidad que se
corno sul suo grembo, in completo abbandono. A questo propagan en el aire, luego perdió todas las inhibiciones y,
punto la fanciulla afferrava il corno con la mano e... il sin prestar atención a todas las precauciones, se acercó
gioco era fatto. Il liocorno diventava mite e inoffensivo lentamente a la chica; él se agachó a sus pies, aceptó ser
come un agnellino, incapace di qualsiasi reazione: apagado por ella, colocó el cuerno en su regazo, en total
intervenivano così i cacciatori che lo uccidevano. abandono. En este punto, la niña agarró el cuerno con su
Il liocorno quindi come metafora della verginità, della mano y ... el juego estaba hecho.
purezza e della castità; ma anche della fierezza, dello El unicornio, por lo tanto, como una metáfora de la
spirito indomito, della nobiltà d'animo. E poi ancora virginidad, la pureza y la castidad; pero también de
come simbolo di forza, di orgoglio, lealtà e di ogni altra orgullo, del espíritu indomable, de la nobleza de la mente.
virtù virile, non ultima il valor militare. Y luego de nuevo como un símbolo de fuerza, orgullo,
L'uomo-liocorno è quindi un guerriero solitario e lealtad y cualquier otra virtud viril, no menos importante
intrepido, un cavaliere senza macchia e senza paura: es el valor militar.
abbandona le sue difese solo tra le braccia di una donna, Por lo tanto, el hombre-unicornio es un guerrero solitario
e i soli lacci e tranelli che può temere sono quelli y sin miedo, un caballero sin miedo y sin reproche, y
dell'amore. A ben vedere, ma non è questa la sede, si renunció a sus defensas sólo en los brazos de una mujer, y
potrebbe azzardare una interpretazione di tipo los únicos lazos y trampas que pueden temer son los del
psicanalitico, con implicazioni di carattere più amor. Un vistazo más de cerca, pero no es el lugar, se
esplicitamente erotico: il lungo corno di forma podría aventurar una interpretación de tipo psicoanalítico,
inequivocabilmente fallica, il fatto che il liocorno ami con implicaciones más explícitamente erótica: el cuerno
posarlo sul grembo della fanciulla, il fatto che questa lo largo en forma inequívoca fálica, el hecho de que el amor
stringa inducendolo alla quiete... unicornio yacía en el regazo de la chica, el hecho que esto
Il liocorno è costantemente presente nell'iconografia lo encerró en la tranquilidad ...
farnesiana, fin dalle origini. Effigiava i cimieri dei primi El unicornio está constantemente presente en la
guerrieri Farnese, e fu scelto come impresa da Ranuccio il iconografía Farnesiana, desde el principio. Effigiava las
Vecchio che lo volle scolpito nel proprio sepolcro crestas de los primeros guerreros Farnese, y fue elegido
(realizzato nel 1449 da Isaia da Pisa) sull'isola Bisentina, como una empresa por Ranucio el Viejo que querían
nel lago di Bolsena. Lo si ritrova affrescato nei palazzi esculpida en su propia tumba (construido en 1449 por
Farnese di Gradoli e di Carbognano; in scultura nella Isaías de Pisa) Bisentina isla en el Lago de Bolsena. Se
Fontana dei Fiumi a Caprarola e in quella di Piazza del encuentra decorado con frescos en los palacios Farnese de
Duomo a Ronciglione. E' presente negli stemmi più Gradoli y Carbognano; en escultura en la Fontana dei
antichi: in bassorilievo su una lastra lapidea collocata Fiumi en Caprarola y en la de Piazza del Duomo en
sulla facciata dei palazzi di famiglia a Farnese e a Viterbo; Ronciglione. Está presente en los escudos más antiguos: en
così pure sulle torri civiche di Capodimonte, Marta e bajorrelieve sobre una losa de piedra colocada en la
Ischia di Castro e sul maschio della Rocca Farnese di fachada de los palacios familiares de Farnese y Viterbo;
Valentano. E senza dimenticare l'appartamento di Paolo también en las torres cívicas de Capodimonte, Marta e
III in Castel Sant'Angelo e il Palazzo Farnese di Roma dove Ischia di Castro y en el varón de Rocca Farnese di
il liocorno è raffigurato, insieme alla fanciulla, Valentano. Y sin olvidar el departamento de Pablo III en
rispettivamente da Perin del Vaga e dal Domenichino. Castel Sant '
Nella camera di Giulia a Carbognano, che potrebbe En la sala de Julia en Carbognano, lo que podría
costituire il primo esempio di committenza farnesiana in constituir el primer ejemplo de cliente farnesiana en el
cui il liocorno compare associato alla vergine, la que el liocorno aparece asociado a la virgen, la
rappresentazione non è statica, ma procede per representación no es estática, sino que procede de las
immagini: come in un racconto. Certo questo racconto imágenes: como en un cuento. Por supuesto, esta historia
non difetta di ambiguità, ma l'ambiguità è già tutta insita no carece de ambigüedad, pero la ambigüedad ya es
nel soggetto. Se la fanciulla è infatti simbolo di purezza inherente al tema. Si la niña es, de hecho, un símbolo de
d'animo, innocenza e sensibilità, perché si presta pureza de mente, inocencia y sensibilidad, porque se
all'inganno ordito dai cacciatori? perché tradisce così presta a la decepción tramada por los cazadores? ¿Por qué
platealmente l'affidamento che il liocorno ripone in lei, al traiciona tan descaradamente la encomienda que el
punto di addormentarsi sul suo grembo? Non ci si può unicornio pone en ella, hasta el punto de quedarse
proprio fidare di nessuno a questo mondo! dormida en su regazo? ¡No puedes confiar en nadie en
Così pure, se il liocorno è simbolo di castità e purezza, este mundo!
tanto da avvicinare soltanto chi, come la vergine, è in Una vez más, si el unicornio es un símbolo de la castidad y
questo a lui simile, cosa sono tutti quei sfregamenti, pureza, así que traiga sólo aquellos que, al igual que la
sbaciucchiamenti e toccamenti affrescati nelle lunette di virgen, es esto a él, qué son todos esos calcos, plasta de mi
Carbognano? …lui che con le zampe le sale in grembo, lei padre y pintadas al fresco en las lunetas de toques de
che gli tira maliziosamente la barba, che si denuda e gli Carbognano? ... él que con sus patas sal en su regazo, ella
offre il seno, loro che si baciano sulla bocca... Ambiguità que maliciosamente tira de su barba, que se desnuda y le
certo. Del resto nel fregio le immagini della fanciulla- ofrece sus pechos, se besan en la boca ... Cierta
Giulia sono sempre doppie, anche se mai del tutto ambigüedad. Además, en el friso, las imágenes de la niña-
speculari. Giulia son siempre dobles, aunque nunca completamente
Proviamo allora a capirci qualcosa: se la fanciulla è especular.
Giulia, il liocorno non può che essere casa Farnese, come Así que intentemos entender algo: si la niña es Giulia, el
è reso evidente dal giglio talvolta effigiato sulle unicornio solo puede ser la casa de Farnese, como es
gualdrappe che il liocorno porta. Cosa vuol dirci Giulia? evidente a partir del lirio a veces efigie en el gualdrappe
che nessuno è mai stato così importante per lei come la que trae el unicornio. ¿Qué quiere Giulia decirnos? que
sua famiglia: non i due mariti; non il papa Alessandro VI nadie ha sido tan importante para ella como su familia: no
suo amante; non la stessa sua figlia Laura. Solo la famiglia los dos maridos; no el Papa Alejandro VI su amante; no es
di origine per lei ha contato. Quella famiglia che lei ha lo mismo que su hija Laura. Solo la familia de origen ha
nutrito e fatto crescere (come la fanciulla che allatta il contado. Esa familia que has alimentado y crecido (como
liocorno e gli porge da bere con una ciotola), come si fa la niña que amamanta al unicornio y le da de beber con un
con un bambino; quella famiglia che talvolta l'ha dilettata cuenco), como lo haces con un niño; esa familia que a
(la fanciulla che afferra la barba del liocorno), ma che più veces la ha deleitado (la chica que agarra la barba del
spesso l'ha prevaricata imponendole le proprie scelte (il unicornio), pero que con más frecuencia la ha prevalecido
liocorno rampante che sovrasta, la fanciulla); quella al imponer sus propias elecciones (el unicornio rampante
famiglia che Giulia ha amato di un amore morboso e que domina, la niña); esa familia que Giulia amaba de un
quasi ossessivo, ben al di là di una pur plausibile amor morboso y casi obsesivo, mucho más allá de una
devozione filiale (la fanciulla che bacia sulla bocca i1 devoción filial plausible (la niña que besa al unicornio en la
liocorno); quella famiglia per la quale non ha esitato a boca); esa familia para la que no ha dudado en desvestirse
spogliarsi e ad offrire se stessa alle brame altrui (la y en ofrecerse a los deseos de los demás (la niña que
fanciulla che denuda e mostra i suoi floridi seni). drena y muestra sus senos rubios).
Ben si comprende, quindi, il senso della fioritura di Bien, entendemos, por lo tanto, el sentido del
stemmi che anche in questa stanza ritroviamo e che florecimiento de los escudos que incluso en esta
richiamano quelli già visti nel salone. Così pure ben si habitación encontramos y que recuerdan a los que ya se
inseriscono le cornucopie traboccanti di ogni delizia che han visto en el salón. También lo son las cornucopias
riempiono alcune lunette. Anche gli uccelli - per lo più rebosantes de cada deleite que llenan algunas lunetos.
trampolieri e con tanto di serpentello nel becco - che in Hasta los pájaros - en su mayoría aves zancudas y
gran copia scortano Giulia, il liocorno, le cornucopie e gli completos con una serpiente en su pico - que en su
stemmi, ci sono ormai familiari. Il loro significato mayoría copia acompañarán Giulia, el unicornio, los
simbolico richiama quello che abbiamo già descritto per il cuernos de la abundancia y abrigos, que ahora están
salone. Sono i guardiani della fortuna di casa Farnese. familiarizados. Su significado simbólico recuerda lo que ya
hemos descrito para el salón. Son los guardianes de la
Della Fenice ed altre Allegorie fortuna de la casa Farnese.
Ci sorprendono piuttosto allegorie del tutto nuove,
anche se non inedite. In primo luogo la fenice, altro Del Fenix y otras alegorías
animale fantastico di universale valore simbolico. La Nos sorprenden alegorías bastante completamente
fenice è nota per la soavità del canto che eleva in punto nuevas, incluso si no están publicadas. En primer lugar, el
di morte e per il fatto di rinascere dalle sue ceneri. fénix, otro animal fantástico de valor simbólico universal.
Secondo la tradizione quando l'animale sente di dover El fénix es conocido por la dulzura de la canción que se
morire (il che avviene ogni cinquecento anni) allora eleva en el momento de la muerte y por el hecho de
raduna una catasta di rami secchi, ma non per costruire renacer de sus cenizas. Según la tradición, cuando el
un nido, bensì per realizzare un'ara. Si pone quindi su di animal siente que debe morir (lo que ocurre cada
essa e sbattendo forte le ali sulla legna provoca la scintilla quinientos años), levanta una pila de ramas secas, pero no
che incendia l'ara e con essa brucia, elevando il suo para construir un nido, sino para hacer un altar. Luego se
canto, finché non rimane che cenere. Da quella cenere coloca sobre él y batiendo fuertemente sus alas sobre la
tuttavia la fenice si rigenera. Animale quanto mai madera provoca la chispa que enciende el guacamayo y
straordinario quindi, e autorigenerante: non ha bisogno arde con él, elevando su canto, hasta que quede como
di accoppiarsi per perpetuare la sua specie. cenizas. Sin embargo, el fénix se regenera a partir de esa
La fenice ben rappresenta l'itinerario umano e spirituale ceniza. Es un animal tan extraordinario y autocuración: no
percorso da Giulia: come quella nel fuoco si rigenera così necesita aparearse para perpetuar su especie.
Giulia passata attraverso il fuoco della passione è morta e El fénix representa así el itinerario humano y espiritual
rinata, diventando una donna nuova. Non è stato facile: de Giulia, como el que en el fuego por lo que se regenera
ha dovuto lottare con sé stessa; ha dovuto comprimere la Julia pasó por el fuego de la pasión está muerto y
propria indole portata allo slancio passionale, renacido, convirtiéndose en una mujer nueva. No fue fácil:
all'esaltazione emotiva; ma ci è riuscita: ora Giulia è tuvo que luchar consigo mismo; tuvo que comprimir su
realmente un'altra donna. Questo, ci sembra, sia anche il carácter llevado al ímpetu apasionado, a la exaltación
significato dell'altra icona simbolica che troviamo nelle emocional; pero tuvo éxito: ahora Giulia es realmente otra
lunette: la pressa che schiaccia 1e fiamme. Sono fiamme mujer. Esto, nos parece, es también el significado del otro
vive e ribelli quelle che la pressa cerca di soffocare; che ícono simbólico que encontramos en las lunetos: la prensa
mal si prestano ad essere compresse: contorte e que aplasta las llamas. La prensa que trata de sofocar son
invadenti sembrano quasi cercare una via di fuga, per llamas vivas y rebeldes; que son inadecuados para ser
tornare a risplendere. E' l'anima di Giulia che soffre e si comprimidos: contorsionados e intrusos parecen casi
dilania nelle doglie del cambiamento e della rinascita. buscar un escape, volver a brillar. Es el
Ma le simbologie non finiscono qui: che dire, ad esempio, Pero los símbolos no terminan aquí: ¿qué decir, por
della lunetta in cui Giulia posa il suo piede su una ejemplo, de la luneta donde Julia pone su pie sobre una
tartaruga, quasi a volerla calpestare? viene spontaneo il tortuga, como si quisiera pisarla? la referencia a la
riferimento alla iconografia mariana con la Vergine che iconografía mariana con la Virgen aplastando la cabeza de
schiaccia la testa del serpente, rappresentazione di la serpiente, una representación de Satanás y, por lo
satana e quindi del male e del peccato. Noi però tanto, del mal y del pecado, llega espontáneamente.
intendiamo sottrarci alla considerazione di possibili Nosotros, sin embargo, la intención de escapar a la
significati di natura teologica e religiosa (che consideración de los posibles significados de la naturaleza
amplierebbero oltremodo queste note), che pure sono teológica y religiosa (que extenderían excesivamente estas
stati autorevolmente evocati nella interpretazione del notas), que también han sido evocados con autoridad en la
mito della fanciulla con il liocorno, e permanere in un interpretación del mito de la chica con el unicornio, y
ambito simbolico di tipo profano. permanecen en un ámbito simbólico de lo profano tipo.
Il nostro riferimento potrebbe essere Fidia e una sua Nuestra referencia podría ser Fidia y su escultura de
scultura di Afrodite in cui la dea dell'amore è Afrodita en la que la diosa del amor está representada en
rappresentata nella posa indicata. Anche in questo caso il la pose indicada. Una vez más, el significado no parece sin
significato ci sembra non privo di ambiguità: secondo una ambigüedad: de acuerdo con una determinada
certa interpretazione Venere sottomette con il piede la interpretación de Venus presenta su tortuga pie,
tartaruga, considerata simbolo della lussuria e della considerado un símbolo de la lujuria y lo físico, porque
corporeità, perché vuole indicarci la via dell'elevazione e quiere mostrarnos el camino del amor y la elevación
dell'amore spirituale… Ma Venere non è la dea espiritual ... Pero Venus no lo hace es la diosa del amor
dell'amore fisico e sensuale? e allora non sarà che la físico y sensual? ¿y entonces no será que lascivia es una
lascivia è una sorta di piedistallo su cui si fonda il suo especie de pedestal en el que se basa su poder? Sin
potere? Riteniamo comunque più probabile che Giulia embargo, consideramos más probable que Giulia con esa
con quella rappresentazione abbia voluto significare, representación quisiera decir, de acuerdo con la imagen
conformemente all'immagine della pressa che schiaccia de la prensa que aplasta las llamas,
le fiamme, il suo ritrovato potere di dominare e En la habitación de Giulia, la historia de los símbolos se
sottomettere la propria natura e le proprie passioni. enriquece con otras piezas. Por ejemplo, encontramos dos
Nella camera di Giulia il racconto per simboli si "máscaras", dos rostros viriles maduros en los que barba,
arricchisce di altri tasselli. Troviamo ad esempio due bigote y cabello se propagan a través de la luneta en una
"mascheroni", due volti virili maturi nei quali barba, baffi forma vegetal: una especie de hombres que se están
e capelli si propagano in tutta la lunetta sotto forma transformando en una planta o árboles con rasgos
vegetale: sorta di uomini che si stanno trasformando in humanos. Este extraño tema está relacionado con los
pianta o alberi dalle fattezze umane. Questo strano unicornios: de hecho, parece exuberante y gana en una
soggetto è messo in relazione con i liocorni: appare infatti luneta en la que dos unicornios parecen ignorarlo; sumisa
rigoglioso e vincente in una lunetta in cui due liocorni y sufriendo en la otra luneta en la que los unicornios
sembrano ignorarlo; sottomesso e sofferente nell'altra parecen tomar la delantera y oprimirla con sus patas
lunetta in cui i liocorni sembrano prendere il sopravvento delanteras. ¿Cómo interpretar estas imágenes? Con toda
e lo opprimono con le loro zampe anteriori. Come probabilidad, es una referencia más a la virtud
interpretare queste immagini? Si tratta, con tutta (representada por el unicornio) que gana la
probabilità, di un ulteriore riferimento alla virtù Nos gusta, sin embargo, imaginar que en dos hombres
(rappresentata dal liocorno) che vince l'istinto bruto e le brutales y salvajes Julia quería retratar a sus dos maridos:
incontrollate pulsioni che la natura scatena nell'animo una mueca y con una recriminación de dos hombres
umano. dominados por la sensualidad que han sido incapaces o no
A noi piace però immaginare che nei due uomini brutali e están dispuestos a comprender los profundos
selvaggi Giulia abbia voluto effigiare i suoi due mariti: uno movimientos de su espíritu de mujer sensible y sumiso.
sberleffo e insieme una recriminazione rispetto a due El tapiz que tejimos está enriquecido (o quizás enredado)
uomini dominati dalla sensualità che non hanno saputo o con nuevos nudos y colores si, finalmente, consideramos
voluto capire i moti profondi del suo animo di donna los dibujos animados diseminados en el friso y en la
sensibile e sottomessa. bóveda. Pocas palabras lapidarias, deletreadas y, a veces,
L'arazzo che abbiamo intrecciato si arricchisce (o forse sincopadas, que deberían ser la clave de la lectura de los
si aggroviglia) di nuovi nodi e colori se, infine, ciclos figurativos, pero que a veces abren nuevos
consideriamo i cartigli disseminati nel fregio e nella volta. horizontes para la reflexión y la investigación. Estas son a
Poche lapidarie parole, sillabate e talvolta sincopate, che veces palabras aisladas, no solo de otras palabras sino de
dovrebbero essere la chiave di lettura dei cicli figurativi, todo contexto posible, que pesan conceptualmente
ma che talvolta ci aprono nuovi orizzonti di riflessione e trayendo una dote de hipótesis no resueltas; o de palabras
di indagine. Si tratta di parole talvolta isolate, non solo da combinadas que enfatizan el significante; o incluso frases
altre parole ma da ogni possibile contesto, che pesano cortas que tienen la fuerza y la expresividad de un lema: CI
concettualmente portando una dote di ipotesi irrisolte; TO PFI CIET (siglas de "citi perficiet": pronto se hará);
oppure di parole abbinate che enfatizzano il significante; HOMO (hombre); DATUR (se concede); EST AURUM (es
o ancora di brevi frasi che hanno la forza e l'espressività oro); AD SUUM (para poseer); OPERIBUS (con los trabajos);
di un motto: CI TO PFI CIET (sta per "cito perficiet": presto MCS (abreviatura incomprensible); REQUIEVI (encontré la
si compirà); HOMO (uomo); DATUR (è concesso); EST paz); EN IGNIM REQUIEVI (en el fuego encontré paz,
AURUM (è oro); AD SUUM (al proprio); OPERIBUS (con le alivio). Nos gusta pensar que al menos la primera y la
opere); M.C.S. (sigla incomprensibile); REQUIEVI (ho última oración son citas de autores clásicos o quizás de las
trovato pace); IN IGNIM REQUIEVI (nel fuoco ho trovato escrituras sagradas: no hemos podido volver a las fuentes
pace, sollievo). Ci piace pensare che almeno la prima e posibles.
l'ultima frase siano citazioni di autori classici o magari
dalle sacre scritture: non siamo tuttavia riusciti a risalire
alle possibili fonti.

Nel bagno di Giulia En el baño de Giulia


Ma, forse, la sorpresa più straordinaria del nido segreto Pero, tal vez, la sorpresa más extraordinaria del nido
di Giulia, come abbiamo voluto definire la Rocca di secreto de Giulia, como queríamos definir la Rocca di
Carbognano, è un'altra ed è chiusa in una torre circolare Carbognano, es otra y está encerrada en una torre circular
nel versante nord del castello: si tratta di una stanza da en el lado norte del castillo: es un baño. La cosa, vista
bagno. La cosa, vista dai nostri lidi, potrebbe apparire del desde nuestras costas, puede parecer bastante obvia, pero
tutto ovvia, ma non è così. Basterebbe soltanto ricordare no es así. Sería suficiente recordar eso, no hace siglos,
che - non secoli fa - ma fino agli anni cinquanta del secolo pero hasta los años cincuenta del siglo pasado (... es decir,
scorso (… cioè fino a qualche decina di anni fa) nessuna hasta hace algunas décadas) ninguna casa en nuestras
casa nei nostri piccoli centri era dotata di una stanza da pequeñas ciudades estaba equipada con un baño.
bagno. Se poi andiamo a ritroso nel tempo di mezzo Entonces, si regresamos en medio milenio ...
millennio... Sin querer adelante en cuestiones económicas socio-
Senza volerci inoltrare in questioni di carattere socio- sanitarias solo diremos que en el momento de Julia había
igienico-economico diremo solo che al tempo di Giulia vi un concepto muy diferente de nuestro cuidado de la
era un concetto di cura dell'igiene ben diverso dal nostro, higiene, y no sólo con referencia a las clases sociales (que
e non solo con riferimento alle classi popolari (il che può pueden ser plausibles teniendo en cuenta la baja
apparire plausibile considerando il basso tenore di vita in estándares de vida en los que fueron forzados) pero
cui erano costrette) ma anche rispetto alle classi nobili e también con respecto a las clases nobles y aristocráticas,
aristocratiche, il che può far riflettere. A Roma (ma la que pueden hacernos reflexionar. En Roma (pero la
situazione non era diversa nelle altre grandi città italiane) situación no era diferente en las otras grandes ciudades
le dimore con stanza da bagno erano pochissime. Si italianas) las casas con baño eran muy pocas. En resumen,
trattava, insomma, di una delizia riservata ai papi e a era una delicia reservada para los papas y algunos otros
pochi altri aristocratici. aristócratas.
Il bagno di Giulia, chiamato comunemente "stufa" (o El baño de Giulia, comúnmente llamado "estufa" (o
"cappella"), consisteva in una stanza circolare con volta a "capilla"), consistía en una habitación circular con una
piccola cupola e finestra. La vasca, dove Giulia amava pequeña bóveda de domo y una ventana. La piscina,
immergersi, era piuttosto grande e in grado di accogliere donde Giulia amaba bucear, era bastante grande y podía
più persone. Un vero e proprio impianto idraulico, acomodar a más personas. Un sistema hidráulico real, a
attraverso apposite tubazioni, vi convogliava acqua calda; través de tuberías especiales, le transportaba agua
non solo, nella stanza poteva essere immesso, attraverso caliente; no solo eso, en la habitación podría colocarse, a
un buco nel pavimento, vapore caldo grazie ad apposite través de un agujero en el piso, vapor caliente gracias a
stufe: Giulia poteva quindi disporre di una vera e propria estufas especiales: Giulia podría por lo tanto tener un
sauna. verdadero sauna.
La volta a cupola della stanza è affrescata con gli stessi La bóveda abovedada de la sala está decorada con
soggetti della camera da letto, anche se il racconto frescos con los mismos temas del dormitorio, incluso si la
appare pervaso da minore intensità drammatica e historia aparece impregnada de una intensidad menos
l'approccio è più naturalistico. Anche la mano dell'artista dramática y el enfoque es más naturalista. Incluso la mano
ci sembra diversa. Ecco quindi la vergine che disseta il del artista parece diferente. Aquí está la virgen que sacia al
liocorno; ecco ancora i liocorni contrapposti al unicornio; aquí de nuevo los unicornios opuestos a la
mascherone; così pure ritornano i motivi della fenice e máscara; de esta manera, vuelven los motivos del fénix y
della pressa che schiaccia le fiamme. de la prensa que aplasta las llamas.
Di Giulia oggi noi non possediamo alcun ritratto certo. De Giulia hoy no poseemos ningún retrato cierto. Se
Si è parlato nei suoi confronti di damnatio memoriae, habló de damnatio memoriae contra él, ya que su
essendo il suo un ricordo scomodo, e comunque non più memoria era incómoda, y en cualquier caso ya no era útil
utile allorché casa Farnese raggiunse i propri obiettivi. cuando la casa de Farnese alcanzó sus objetivos. Ni
Non sappiamo neanche dove sia stato sepolto il suo siquiera sabemos dónde fue enterrado su cuerpo: no en la
corpo: non sull'isola Bisentina come lei aveva richiesto isla Bisentina como ella había pedido en su testamento.
nel suo testamento. Ci rimane però il suo castello, la Pero queda su castillo, la Fortaleza de Carbognano, donde
Rocca di Carbognano, dove tutto, ma proprio tutto, come todo, pero todo, como en un juego de espejos opuestos,
in un gioco di specchi contrapposti parla di lei e rimanda habla de ella y se refiere a ella.
a lei. Es su conquista. O tal vez su venganza inconsciente ...
E' la sua conquista. O forse la sua inconsapevole
vendetta..

Alla ricerca di un volto Buscando una cara


Nessun personaggio femminile della stirpe Farnese ha Ninguna mujer linaje carácter Farnese nunca ha
mai suscitato tanto interesse e tanta ammirazione da despertado mucho interés y admiración por los
parte di studiosi, scrittori o semplici lettori quanto Giulia, estudiosos, escritores o lectores como Julia, la hermana
sorella di Paolo III e amante di Alessandro VI: artefice, de Pablo III y amante de Alejandro VI: autor, la opinión
nell'opinione comune, delle fortune del fratello e più in común, de la fortuna de su hermano y más general de los
generale di quelle dell'intero casato. Certo, le donne de toda la familia. Por supuesto, las mujeres en Farnese,
presso i Farnese - al di là della loro funzione familiare di más allá de la función familiar de esposas y madres,
mogli e di madri - non hanno mai avuto un ruolo o una nunca han tenido un rol o consideración particular. Es
considerazione particolari. E' pur vero che hanno dato un cierto que dio una contribución significativa a la
contributo rilevante all'affermazione sociale del casato, afirmación social de la familia, uniéndose en matrimonio
unendosi in matrimonio con i rampolli dell'aristocrazia con los vástagos de la aristocracia italiana y europea, y
italiana ed europea, e realizzando così una fitta rete di creando así una red densa de interés de los padres y la
interessi e solidarietà parentali; ma si tratta pur sempre solidaridad; pero sigue siendo una contribución "pasiva",
di un contributo "passivo", frutto di una costante el resultado de la constante prevaricación de su
prevaricazione della loro volontà e della loro persona, e voluntad y su persona, y se obtiene a través de
ottenuto attraverso matrimoni combinati fin dalla più matrimonios arreglados desde una edad temprana.
tenera età. Giulia, del resto, non ha avuto il destino Giulia, además, no tuvo el trágico destino de su hermana
tragico di sua sorella Girolama, calunniata ed assassinata Girolama, calumniada y asesinada por razones de interés
per motivi di interesse dal figliastro Giovan Battista por su hijastro Giovan Battista Orsini; ni el glorioso
Orsini; né il destino glorioso di Elisabetta Farnese, regina destino de Elisabetta Farnese, reina de España y madre
di Spagna e genitrice di una stirpe reale. Nella biografia di de un linaje real. En la biografía de Giulia no hay
Giulia non si rilevano episodi di particolare rilievo, a parte episodios de particular importancia, aparte de la larga
la lunga relazione con papa Rodrigo Borgia. relación con el papa Rodrigo Borgia.
La sua vita, escludendo la permanenza a Roma e a Su vida, excluyendo su estancia en Roma y Pesaro, se
Pesaro, si consumò tutta tra Capodimonte, dove nacque; consumó en Capodimonte, donde nació; Bassanello (hoy
Bassanello (oggi Vasanello) dove seguì malvolentieri il Vasanello) donde su esposo Orsino Orsini lo siguió de
marito Orsino Orsini; Gradoli, luogo di svago feriale; e mala gana; Gradoli, lugar de ocio laboral; y Carbognano,
Carbognano, il suo buen retiro: qui, abbandonata la corte su retiro : aquí, abandonó la corte papal, vino a vivir con
papale, venne a vivere con il secondo marito, il su segundo marido, el señor John M. Capece, un
gentiluomo Giovanni M. Capece, cortigiano di papa cortesano del papa Borgia, y que también era viuda,
Borgia, e del quale pure rimase vedova, concludendo in poniendo fin a su vida en soledad.
solitudine la sua vita. Pero entonces, si este es el personaje si esta es su
Ma allora, se questo è il personaggio, se questa è la sua historia humana, porque todavía hoy Julia despierta
vicenda umana, perché ancora oggi Giulia suscita tanto mucho interés, tanto es así que en los últimos años han
interesse, al punto che in questi ultimi anni sono usciti aparecido dos libros dedicados por entero a ella?
ben due libri dedicati interamente a lei? La razón es simple: porque Giulia era hermosa,
La ragione è semplice: perché Giulia era bella, extraordinariamente hermosa. Cualquiera que la
straordinariamente bella. Chiunque la conoscesse ne conociera quedara encantado. La suya era una belleza
restava incantato. La sua era una bellezza che non que no admitía respuestas ni condiciones; una belleza
ammetteva repliche o condizioni; una bellezza persistente que no se apaciguó con la primera juventud
persistente che non sfiorì con la prima giovinezza ma sino que acompañó su madurez madura de mujer. Una
accompagnò rigogliosa la sua maturità di donna. Una belleza objeto de envidia y celos, a veces de difamación,
bellezza oggetto di invidia e gelosia, talvolta di todavía de admiración.
maldicenza, pur sempre di ammirazione. Giulia era simplemente la más bella.
Giulia era semplicemente la più bella. Sin embargo, un destino extraño, o tal vez providencial,
Un destino bizzarro, o forse previdente, ha però voluto solo quería una efigie de ella. No una pintura, una
che di lei non restasse una sola effigie. Non un dipinto, miniatura, una escultura, un alivio; no un retrato; ni una
una miniatura, una scultura, un rilievo; non un ritratto; sola imagen que la retrata con certeza. Solo podemos
non una sola immagine che la raffiguri con certezza. Noi imaginar, fantasear con su belleza; pero precisamente
possiamo solo immaginare, fantasticare la sua bellezza; por esta razón, tal vez, el eco de su encanto ha llegado
ma proprio per questo, forse, l'eco del suo fascino è hasta nosotros.
giunta fino a noi. Muchos han esforzado en buscar su rostro, y han
Molti si sono affannati a ricercare il suo volto e hanno decidido ubicar en diferentes señoras o virgen con
ritenuto di individuarlo nelle varie dame o vergini con unicornio que la pintura renacentista que nos dejó, desde
liocorno che la pittura rinascimentale ci ha tramandato, Rafael a Perin del Vaga, de Domenichino a Luca Longhi;
da Raffaello a Perin del Vaga, da Domenichino a Luca otros creían ravvisarlo de la Venus armado pintado por
Longhi; altri hanno creduto di ravvisarlo nella venere Francesco Salviati en el salón de las glorias de la familia
armata dipinta da Francesco Salviati nella sala dei fasti Farnese del Palazzo Farnese en Roma o en la hermosa
farnesiani di Palazzo Farnese a Roma o nello splendido mujer arrodillada perfil en la Transfiguración de Rafael; la
profilo di donna inginocchiata nella Trasfigurazione di mayoría, según una antigua tradición, vemos a Julia en la
Raffaello; i più, conformemente ad una tradizione antica, estatua de una mujer con un rayo lictoriano, alegoría de
vedono Giulia nella statua di donna con fascio littorio, la justicia, que yace al pie de la estatua de Pablo III en el
allegoria della Giustizia, sdraiata ai piedi della statua di monumento funerario de este último en el Vaticano.
Paolo III nel monumento funebre di quest'ultimo in Finalmente, una fuente histórico-literaria muy autoritaria
Vaticano. Una autorevolissima fonte storico-letteraria (es decir, Vasari en sus " Vidas" ) identifica Giulia en la
infine (vale a dire il Vasari nelle sue "Vite") identifica Virgen con el Niño pintada por Pinturicchio en la Sala dei
Giulia nella Madonna con Bambino dipinta dal Santi del apartamento Borgia en el Vaticano.
Pinturicchio nella Sala dei Santi dell'appartamento Borgia
in Vaticano. Esta última parece la hipótesis más verosímil, tanto la
Quest'ultima ci sembra l'ipotesi più credibile, sia per fiabilidad de la fuente, tanto para la verosimilitud del
l'attendibilità della fonte, sia per la plausibilità del fatto: hecho: Julia era el favorito del cliente (de hecho, el Papa
Giulia era la favorita del committente (appunto papa Borgia) y es probable que querían effigiarla en su
Borgia) ed è verosimile che questi abbia voluto effigiarla apartamento. Sobre todo porque también se representa
nel suo appartamento. Tanto più che nella stesso è Lucrezia Borgia, hija de Alejandro VI, y una gran amiga
raffigurata anche Lucrezia Borgia, figlia di Alessandro VI, de Giulia.
e grande amica di Giulia.
Vi è anche chi ritiene che la mancanza di immagini sia También están aquellos que creen que la falta de
dovuta ad una sorta di "damnatio memoriae" a cui Giulia imágenes se debe a una especie de "damnatio
sarebbe stata sottoposta per volere di Paolo III e del memoriae" que Julia se presentará en el orden de Pablo
cardinal Alessandro Farnese: al primo ricordava la causa III y el cardenal Alessandro Farnese: la primera se acordó
non certo onorevole della sua investitura a cardinale; al de la causa ciertamente no nobles de su investidura
secondo appariva come un possibile ostacolo sulla strada como cardenal; el segundo apareció como un posible
delle proprie ambizioni; avrebbero così fatto distruggere obstáculo en el camino hacia sus ambiciones; habrían
tutti i ritratti di Giulia, il cui solo ricordo era per entrambi destruido todos los retratos de Giulia, cuya única
fonte di imbarazzo. memoria fue una fuente de vergüenza para los dos.

Nel talamo papale En el tálamo papal


Dunque Giulia era bella. Questo attributo, già a partire Entonces Giulia era hermosa. Este atributo, que ya
dai suoi contemporanei e fino ai giorni nostri, ha comienza en sus contemporáneos y hasta nuestros días,
costantemente accompagnato la sua persona e il suo ha acompañado constantemente a su persona y su
ricordo, fino a diventare parte integrante del suo nome. memoria, hasta convertirse en parte integral de su
Giulia Farnese per noi, per tutti, oggi come allora, è e sarà nombre. Giulia Farnese para nosotros, para todos, hoy
sempre "Giulia la Bella". como entonces, es y siempre será "Giulia la Bella".
Di questa fantastica bellezza a noi tuttavia sono Sin embargo, de esta belleza fantástica, solo han llegado
pervenuti solo pochi e dispersi frammenti, sotto forma di unos pocos fragmentos dispersos, en forma de palabras,
parole, impressioni, giudizi: occasionali messaggi nella impresiones, juicios: mensajes ocasionales en la botella
bottiglia che hanno attraversato l'oceano del tempo per que han cruzado el océano del tiempo para alcanzarnos.
giungere fino a noi.
Sappiamo dunque che i suoi occhi erano vivi e Sabemos, por lo tanto, que sus ojos estaban vivos
neri: di niger oculus parla infatti un corrispondente di y negros: de hecho, un corresponsal de Cesare Borgia de
Cesare Borgia dalla corte di Pesaro, dove Giulia si trovava la corte de Pesaro habla de Niger Oculus , donde Giulia
insieme a Lucrezia Borgia. Neri erano anche i suoi capelli estaba junto con Lucrezia Borgia. Los negros también
e bellissimi a vedersi : "ha la più bella capigliatura che eran su cabello y hermosos para la vista: "tiene el pelo
possa immaginarsi" scrive Lorenzo Pucci, cognato di más hermoso que se pueda imaginar", escribe Lorenzo
Giulia, in una lettera al fratello. La sua carnagione era Pucci, cuñado de Giulia, en una carta a su hermano. Su
chiara, dai toni perlacei. Le sue dame di corte riferirono complexión era clara, con tonos nacarados. Sus damas de
che era solita dormire in lenzuola di seta nera per la corte informaron que ella solía dormir en sábanas de
esaltare il suo incarnato pallido e lucente ed infiammare seda negra para realzar su tez pálida y brillante y así
così la matura sensualità di papa Borgia. Il suo viso era inflamaba la sensualidad madura del Papa Borgia. Su cara
rotondo, le sue gote imporporate prefiguravano il suo era redonda, sus mejillas enrojecidas presagiaban su
ardore ( quidam ardor, riferisce il corrispondente del ardor (quidam ardor, informa el corresponsal de los
Borgia). Di corporatura snella e slanciata, Giulia era "la Borgia). Esbelta y esbelta, Giulia era "la más bella de las
più bella delle dame" (secondo il nostro). E ancora: "si è damas" (según la nuestra). Y otra vez: "se ha convertido
fatta bellissima cosa", ed anche "nulla di simile vidi mai" en algo hermoso", y también "nada similar que haya
per concludere "pareva davvero un sole", scrive il visto" para concluir que "realmente parecía un sol",
cognato al colmo dell'ammirazione nella missiva citata. escribe el cuñado a la altura de la admiración en la misiva
Da altre fonti sappiamo che brillava per "gratia" e antes mencionada. De otras fuentes sabemos que brilló
"allegrezza", unendo così alla prestanza fisica un por "gratia" y "alegría", uniendo así al prestigio físico un
carattere piacevole e gioviale. carácter agradable y jovial.

Questa era Giulia. Una miscela esplosiva di Esta fue Giulia. Una mezcla explosiva de frescura, gracia y
freschezza, garbo e seduzione. seducción.
Dunque era bella. Entonces fue hermoso.
Ma la bellezza è una merce pregiata che può Pero la belleza es un bien precioso que puede
inebriare i suoi ammiratori, soprattutto quando non teme embriagar a sus admiradores, especialmente cuando no
confronti e i suoi estimatori sono ricchi e potenti. E' un teme la comparación y sus admiradores son ricos y
valore che va ben amministrato per trarne il massimo poderosos. Es un valor que debe ser bien manejado para
profitto. aprovecharlo al máximo.
Ben lo sapevano Giovannella Caetani, madre di Giovannella Caetani, madre de Giulia, y Adriana
Giulia, e Adriana Mila, sua suocera: due comari di lungo Mila, su suegra, lo sabían muy bien: dos comediantes de
corso, intriganti e prive di scrupoli. Pensarono bene che larga data, intrigantes y sin escrúpulos. Pensaron bien
un simile tesoro non poteva appassire tra le mura di un que ese tesoro no podría marchitarse dentro de las
castello e nell'intimità di un matrimonio virtuoso. murallas de un castillo y en la intimidad de un
Giulia, non ancora quindicenne, fu così offerta su un matrimonio virtuoso.
piatto d'argento al lussurioso Cardinal Rodrigo Borgia, Giulia, que aún no tenía quince años, fue ofrecida en
che di anni ne aveva quasi sessanta: un muto patto un plato de plata al lujoso cardenal Rodrigo Borgia, que
scellerato dal quale tutti si riproponevano grandi tenía casi sesenta años: un pacto tonto sin escrúpulos del
benefici. Il cardinale poteva aggiungere una nuova perla, que todos ofrecían grandes beneficios. El cardenal podría
la più delicata e preziosa, alla sua già ricca collezione agregar una nueva perla, la más delicada y preciosa, a su
muliebre. Le due dame avrebbero usato l'ascendente di ya rica colección femenina. Las dos damas habrían usado
Giulia sul cardinale per ottenere onori e privilegi per i la supremacía de Giulia sobre el cardenal para obtener
rispettivi figli Alessandro e Orsino. A Giulia, vittima honores y privilegios para sus respectivos hijos
consapevole e consenziente, restava almeno la Alessandro y Orsino. Un Giulia, el conocimiento y el
"consolazione" di operare nell'interesse del casato e consentimiento de la víctima, se mantuvo al menos la
soprattutto dell'amatissimo fratello Alessandro, che "consolación" para operar en el interés de la familia y
grazie a lei otterrà la porpora cardinalizia, primo gradino sobre todo el querido hermano Alexander, que gracias a
per l'ascesa al soglio di Pietro. ella conseguirán un cardenal, el primer paso para el
Adriana Mila, suocera di Giulia, era cugina del acceso al trono de Pedro.
Borgia e ben ne conosceva le inclinazioni: è anche da Adriana Mila, la suegra de Giulia, era prima de los
credere che questa non sia stata l'unica volta in cui gli ha Borgia y era muy consciente de sus inclinaciones:
fatto da ruffiana. también es de creer que no era la única vez que era una
Il Cardinal Borgia, che di lì a poco sarebbe diventato proxeneta.
papa col nome di Alessandro VI, era - da parte sua- un El cardenal Borgia, que poco después se convirtió
autentico mandrillo: padre di almeno sette figli, avuti da en Papa con el nombre de Alejandro VI, era, por su parte,
donne diverse, aveva un impressionante numero di un auténtico mandril: padre de al menos siete hijos, tenía
amanti. Fu senz'altro uno dei papi più corrotti della storia por mujeres diferentes y tenía una cantidad
della Chiesa: nepotismo, lussuria, simonia e finanche impresionante de amantes. Indudablemente, fue uno de
omicidio e incesto, di tanto si fregia il suo curriculum di los papas más corruptos de la historia de la Iglesia:
turpitudini (vere o presunte). nepotismo, lujuria, simonía e incluso asesinato e incesto,
Ebbene, è singolare notare come un tale uomo, per tanto como su plan de estudios de las infamias
il quale il papato era più che altro il modo per poter (verdaderas o presuntas).
esercitare impunemente un potere personale pressochè Bueno, es interesante observar cómo un hombre
illimitato, abbia voluto tramandare di sé ai posteri así, para los que el papado era más de una manera de
un'immagine pia e compita, facendosi ritrarre dal ejercer impunemente un poder personal casi ilimitada,
Pinturicchio devotamente in preghiera, in ginocchio e a quería transmitir la posteridad la propia imagen piadosa y
mani giunte, ai piedi di un Cristo risorto, seppur paludato educado a, haciendo devotamente interpretado por
in una pianeta incredibilmente ricca e sfarzosa che lo Pinturicchio la oración, de rodillas con las manos unidas,
avvolge completamente, lasciando scoperti solo il capo e a los pies de un Cristo resucitado, no obstante en un
le mani. planeta pomposa increíblemente rica y suntuosa
Quella che, tuttavia, avrebbe dovuto essere una totalmente envolvente, dejando al descubierto sólo la
semplice storia di letto si trasformò imprevedibilmente cabeza y las manos.
per il vecchio papa in una incoercibile passione senile, Sin embargo, lo que debería haber sido una historia
devastante e ossessiva, la cui fiamma brillò lungamente, simple de la cama se convirtió inesperadamente para el
alimentata da un desiderio accecante e da una gelosia viejo Papa en una pasión incontenible senil, devastadora
morbosa e a tratti delirante. y obsesivo, cuya larga brillaba la llama, alimentado por un
Un uomo innamorato talvolta si rende patetico, deseo y una cegadora celos mórbidos y, a veces
altre volte ridicolo. Rodrigo, il feroce, risoluto, delirante.
spregiudicato epigono della possente schiatta dei Borgia, Un hombre enamorado a veces se vuelve patético,
ammorbato dalla passione per Giulia, fu l'uno e l'altro. otras veces ridículo. Rodrigo, el epígono feroz, resuelto e
"Julia ingrata et perfida" scrive Alessandro VI alla sua inescrupuloso de la poderosa burguesía de los Borgia,
amata, avendo saputo che "la Bella" non intende fundido por la pasión de Giulia, era uno y el otro. "Julia
raggiungerlo se non con il consenso del marito Orsino (!), et pérfida ingratitud" , escribe Alejandro VI a su amada,
"…benché fin qui assai comprendessimo l'animo tuo después de haber aprendido que "Bella" no tiene la
cattivo et de chi te consiglia" prosegue il papa, alludendo intención de llegar a salvo con el consentimiento de su
alle due comari Giovannella e Adriana che con un ben marido Orsino (!), " ... si bien hasta la fecha hemos
dosato dai e prendi manovravano Giulia secondo i loro entendido el alma misma de que su mal et recomiendas "
interessi, eccitando nel contempo la bramosia del Borgia, prosigue el Papa, aludiendo a los dos Giovannella Comari
"… sub pena excomunicationis late sententie et y Adriana que con una elasticidad, el suministro
maledictionis eterne te comandamo che non debi partir… controlado y tomar maniobrado Giulia acuerdo a sus
ni manco andar a Bassanello per cose concernente lo intereses, excitando al mismo tiempo el deseo de los
stato nostro". Con una formula curiosa, che sembra tratta Borgia,"... la excomunicación sub penalis es tarde y la
pari pari dal manuale di scongiuri di un mago da condenación es eterna. Tú mandas que no te quieres ir ...
baraccone, in un latino maccheronico, fuso e no vayas a Bassanello por asuntos relacionados con
contaminato con un italiano sgrammaticato, il pontefice nuestro estado". Con una fórmula curiosa, que parece
arriva a minacciare la scomunica a Giulia se avesse osato sacada literalmente de los hechizos manuales de un circo
raggiungere il marito! mago, en un conejillo de América, se derritió y contaminó
Analoga minaccia e identica formula di scomunica con un gramatical italiano, el Papa llega a poner en
con in sovrappiù "…et confiscationis omnium bonorum peligro la excomunión a Julia si se atrevía a unirse a su
vostrum", vale a dire la confisca di tutti i beni, per marido!
Adriana Mila: "finalmente el vostro cattivo animo et Una amenaza similar fórmula idéntica excomunión
maligna havite scoperto…" scrive il Borgia alla cugina, en el excedente "... et confiscationis omnium bonorum
"rea" di voler riportare Giulia al figlio Orsino! Vostrum", a saber, la confiscación de todos los bienes,
Ce n'è anche per il cardinal Farnese al quale il papa Adriana Mila: 'Finalmente, y su mal humor y havite
rinfaccia subito "Domine cardinalis, sapite quanto maligna descubierto ...' escribe los Borgia a su prima ,
habiamo fatto per voi…". Non solo, per venire senza "rea" de querer devolver a Giulia a su hijo Orsino!
equivoci al nocciolo della questione, nella stessa missiva il
Borgia scrive al futuro papa Paolo III: "non se También hay algo para el Cardenal Farnese, a quien
haveressimo mai persuaso che così presto ve ne el Papa inmediatamente le reprocha "Domine cardinalis,
dovevate escordare et preponere Ursino a noi…". sabe cuánto hemos hecho por usted ...". sólo eso, venir
Sproloqui di un uomo innamorato, appunto. sin equivocación al punto, en la misma carta que escribe
Qualcosa di Giulia a los Borgia futuro papa Pablo III no: "si alguna vez no
haveressimo convencido de que tan rápidamente que
tenía que escordare et preponere Ursino nosotros ...".
Robbie de un hombre enamorado, de hecho

Algo sobre Giulia

Giulia nacque nel Palazzo Farnese di Capodimonte nel Julia nació en el Palacio de Capodimonte Farnesio en
1474. Il luogo di nascita è stato però in questi ultimi 1474. El lugar de nacimiento fue, sin embargo, en los
tempi messo in discussione da alcuni studiosi (Buda, últimos tiempos cuestionados por algunos investigadores
Panetti) i quali ritengono che la nascita di Giulia avvenne (Buda, Panetti) que creen que el nacimiento de Julia llegó
a Canino. Ciò in astratto non può essere escluso, a Canino. Esto en abstracto no puede ser excluido, dado
considerato che in questa cittadina ebbe i natali suo que en esta ciudad nació su hermano Alejandro, el
fratello Alessandro, il membro più illustre di tutto il miembro más ilustre de toda la familia: el que en 1534 se
casato: colui che nel 1534 diventerà papa con il nome di convertirá en Papa con el nombre de Pablo III. Sin
Paolo III. Non riteniamo tuttavia di doverci discostare da embargo, no creemos que debamos desviarnos de lo que
quanto generalmente ritenuto: la famiglia, a quella data, generalmente se considera: la familia, en ese momento,
si era ormai "romanizzata" e i luoghi di origine valevano, se había "romanizado" y los lugares de origen eran, a lo
al più, un soggiorno feriale. E Canino, dove tra l'altro sumo, una estancia laboral. Y Canino, donde la malaria se
imperversava la malaria, non era certo il più invitante tra enfurecía, entre otras cosas, ciertamente no era el feudo
i feudi farnesiani. más atractivo de los feneses.

Non conosciamo il giorno e il mese in cui Giulia è nata. No sabemos el día y el mes en que nació Giulia. Pero
Ma ciò non deve sorprenderci: basti pensare che di suo esto no debería sorprendernos: solo piense en su
fratello Alessandro, che è stato uno dei papi più hermano Alessandro, que fue uno de los papas más
importanti della storia della Chiesa, solo nel 2002 è stata importantes en la historia de la Iglesia, ¡solo en 2002 se
ufficialmente riconosciuta la nascita a Canino! Il fatto che reconoció oficialmente el nacimiento en Canino! El hecho
Giulia vide la luce a Capodimonte ci fa però presumere de que Julia nació en Capodimonte, sin embargo, nos
che sia nata nel periodo estivo, quando la famiglia hace suponer que nace en el verano, cuando la familia
tornava in questo "amenissimo luogo" sul lago di regresó a este "más agradable lugar" en el Lago de
Bolsena, antico possedimento farnesiano, per passarvi le Bolsena, que fue propiedad de los Farnese, para pasar las
ferie. Giulia stessa vi trascorse le estati della sua infanzia vacaciones. Giulia misma pasó los veranos de su niñez y
e prima giovinezza soggiornando nel castello di famiglia, juventud en el castillo familiar, ubicado en una posición
situato in splendida posizione a picco sul lago, espléndida con vistas al lago, conservando para toda su
conservandone per tutta la vita un ricordo indelebile. vida un recuerdo indeleble.

Il nonno paterno di Giulia era Ranuccio Farnese "il El abuelo paterno de Giulia era Ranuccio Farnese "el
vecchio", il capostipite della dinastia: colui che nel 1449 viejo", el fundador de la dinastía: él que en 1449
edificò sull'isola Bisentina il sepolcro di famiglia realizzato construyó la tumba familiar construida por Isaia da Pisa
da Isaia da Pisa. Sua nonna, la moglie di Ranuccio, era en la isla Bisentina. Su abuela, la esposa de Ranuccio, era
Agnese Monaldeschi, di antica e nobile stirpe orvietana. Agnese Monaldeschi, del antiguo y noble linaje orvietano.
Suo padre era Pier Luigi Farnese, da non confondere con Su padre era Pedro Luis Farnesio, que no debe
l'omonimo nipote, il dissoluto guerriero figlio di Paolo III confundirse con el nieto del mismo nombre, el guerrero
che sarà primo Duca di Castro e di Parma e Piacenza, e despilfarrador hijo de Pablo III será el primer Duque de
del quale Giulia è quindi zia. Sua madre era Giovannella Castro y Parma y Piacenza, y que por lo tanto es la tía
Caetani, discendente di quel Benedetto Caetani che nel Julia. Su madre era Giovanella Caetani, descendiente de
1294 divenne papa con il nome di Bonifacio VIII: la bestia ese Benedetto Caetani que en 1294 se convirtió en Papa
nera di Dante, come ogni liceale ben sa, "lo principe d'i con el nombre de Bonifacio VIII: la bestia negro de Dante,
novi farisei", come il Poeta ebbe a definirlo, riservandogli como cualquier escolar sabe "el líder de los fariseos
l'ottavo cerchio dell'inferno, quello dei simoniaci. Fu modernos", como el poeta tuvo que definirlo, reservando
proprio grazie al matrimonio tra Pier Luigi e Giovannella el octavo círculo del infierno, el de simonía. Fue gracias al
che i Farnese si "sprovincializzarono", e dalle rocche e matrimonio entre Pier Luigi y Giovannella que el Farnese
castelli della Tuscia approdarono a Roma. "provincializado", y desde las fortalezas y castillos de
Tuscia aterrizó en Roma.
Giulia ebbe quattro fratelli: Angelo, che sposò Lella
Orsini; Girolama, che sposò in seconde nozze Giuliano Giulia tenía cuatro hermanos: Angelo, que se casó con
Orsini e del cui tragico destino abbiamo già riferito nella Lella Orsini; Girolama, quien se casó con Giuliano Orsini
prima parte di questo lavoro; Bartolomeo, che non ebbe en un segundo matrimonio y cuyo trágico destino ya nos
figli; e Alessandro, il fratello amatissimo al quale hemos referido en la primera parte de este trabajo;
dedicherà la sua vita, favorendo la sua carriera Bartolomé, que no tenía hijos; y Alexander, el hermano
ecclesiastica fino ed oltre la concessione della porpora querido que tomaría su vida y ha contribuido a su carrera
cardinalizia, ma che non ebbe la gioia di vedere papa: eclesiástica hasta y más allá de la concesión del cardenal,
Giulia morì infatti nel 1524, vale a dire dieci anni prima pero no tuvo la alegría de ver el Papa: Julia murió en
dell'ascesa di Paolo III al soglio pontificio. 1524, es decir, diez años antes el ascenso de Pablo III al
trono papal.
Giulia, come allora usava presso l'aristocrazia, fu
educata in convento, a Roma. Qui apprese quanto Giulia, como entonces era usada en la aristocracia, fue
necessario alla formazione di una fanciulla del suo rango: educada en un convento en Roma. Allí aprendió lo que es
non solo le discipline tradizionali, ma anche i codici necesario para la formación de una niña de su rango: no
comportamentali ai quali avrebbe dovuto ispirare la sua sólo las disciplinas tradicionales, sino también los códigos
vita di donna nel rispetto dei valori, usi e consuetudini de conducta a la que habría inspirado su vida como una
della società aristocratica del suo tempo. mujer con respecto a los valores, costumbres y prácticas
Nel 1487, quando aveva solo tredici anni, Giulia restò de la sociedad aristocrática de su tiempo. En 1487,
orfana di padre. Sua madre Giovannella ritenne quindi di cuando ella solo tenía trece años, Giulia permaneció
dar corso all'accordo già intervenuto tra il marito Pier huérfana de padre. Su madre, Giovannella, decidió
Luigi e il signore di Bassanello circa il fidanzamento dei entonces ejecutar el acuerdo ya establecido entre su
figli. esposo Pier Luigi y el señor de Bassanello sobre el
Lo sposo promesso era Orsino Orsini, rampollo di una compromiso de los niños.
delle famiglie più in vista e potenti del Lazio. Spesso i
Farnese, nel corso della loro lunga vicenda storica, El cónyuge prometido era Orsino Orsini, vástago de una
incrociarono il loro sangue con quello degli Orsini per de las familias más prominentes y poderosas de Lazio. En
cercar di consolidare alleanze, se non per sopire antiche el curso de su larga historia histórica, los Farnese a
rivalità. Non sempre con giovamento, come in questo menudo cruzaron su sangre con la de los Orsini para
caso. Giulia non amava Orsino, anzi siamo portati a tratar de consolidar alianzas, si no para reprimir las
ritenere che lo detestasse, anche oltre i suoi demeriti. antiguas rivalidades. No siempre con beneficio, como en
Orsino era giovane, aveva solo sedici anni, alto di statura este caso. Giulia no amaba a Orsino, de hecho nos hacen
e magro, ma tutt'altro che bello: era affetto da una creer que lo detestaba, incluso más allá de sus deméritos.
devastante forunculosi, che deturpava il suo viso, e per di Orsino era joven, era sólo dieciséis años, era alto y
più era orbo di un occhio, al punto da coprirlo con una delgado, pero no en todos guapo: él sufría de un
fascia nera. Giulia non osò ribellarsi a quanto era stato devastador forunculosi, que desfiguraron su rostro, y
deciso per lei, e del resto come avrebbe potuto? además tenía un ojo, lo suficiente para cubrir con una
banda negra. Giulia no se atrevió a rebelarse contra lo
Si arrivò così al matrimonio, celebrato in prima persona que se había decidido por ella, y después de todo, ¿cómo
dal cardinal Rodrigo Borgia nel suo sontuoso palazzo podría hacerlo ella?
romano non lontano da Campo de Fiori. Era il il 21 Así que llegamos a la boda, celebrada en primera
maggio 1489: in quell'epoca Giulia, da almeno un anno, persona por el cardenal Rodrigo Borgia en su suntuoso
era già diventata l'amante del futuro papa. Ci sembra di palacio romano no lejos de Campo de Fiori. Era el 21 de
vederli, gli sguardi allusivi del Borgia, vecchio e mayo de 1489: en ese momento Giulia, durante al menos
impenitente mandrillo che di Giulia aveva colto le un año, ya se había convertido en la amante del futuro
primizie, in una sorta di anacronistico ius primae noctis. E Papa. Parece que los vemos, los ojos alusivos de los
quelli delle due gran dame, Giovannella e Adriana, che Borgia, un mandril viejo e impenitente que se había
tanto avevano brigato per così poco onorevole esito; e di apoderado de los primeros frutos de Giulia, en una
Giulia stessa, ragazza schietta, semplice e ingenua, se especie de anacrónico ius primae noctis. Y las de las dos
vogliamo, ma maliziosa e oltremodo seduttiva. Sguardi grandes damas, Giovannella y Adriana, que tuvieron
incrociati con quelli di tutti coloro che, probabilmente tanta brigada por tan poco honorífico resultado; y de
tanti, presenti alla sfarzosissima cerimonia, erano a Giulia, una chica sincera, simple e ingenua, si queremos,
conoscenza del torbido retroscena. Solo Orsino, con ogni pero traviesa y extremadamente seductora. Se cruza con
evidenza, ne era del tutto ignaro, e magari mascherava la aquellos de todos los que, probablemente muchos,
sua timidezza beandosi in cuor suo di tanto splendida presentes en la ceremonia más exquisita, eran
consorte. conscientes del fondo turbio. Solo Orsino, con toda la
Giulia, com'era suo dovere, seguì Orsino nel feudo di evidencia,
Bassanello. Possiamo immaginare con quanto Giulia, como era su deber, siguió a Orsino en el feudo de
entusiasmo. Fatto sta che ben presto ogni pretesto fu Bassanello. Podemos imaginarnos con cuánto
buono per allontanarsene, e con sempre maggiore entusiasmo. El hecho es que pronto cada excusa era
frequenza. Le occasioni non le mancarono: vuoi per buena para escaparse, y con una frecuencia cada vez
recarsi nella residenza romana degli Orsini, in Monte mayor. Las oportunidades no faltaron: quieres ir a la
Giordano; vuoi per far visita alla suocera, nel palazzo residencia romana de Orsini, en Monte Giordano;
romano a due passi da San Pietro dove Adriana viveva Quieres visitar a la suegra, en el palacio romano, a pocos
insieme a Lucrezia, giovane figlia di suo cugino Rodrigo pasos de San Pietro, donde Adriana vivía con Lucrezia,
Borgia. una joven hija de su primo Rodrigo Borgia.

E proprio a Roma, il 30 novembre 1492, Giulia - appena Y justo en Roma, el 30 de noviembre de 1492, Giulia -
diciottenne- partorì la sua prima (ed unica) figlia, una sólo dieciocho años- dio a luz a su primera (y única) hija,
bella bambina di nome Laura. Da poco più di tre mesi il una hermosa niña llamada Laura. Durante un poco más
cardinal Rodrigo Borgia era diventato papa, con il nome de tres meses, el Cardenal Rodrigo Borgia se convirtió en
di Alessandro VI. Papa, con el nombre de Alejandro VI.
Sarebbe fin troppo facile pensare che il vero padre di Sería demasiado fácil pensar que el verdadero padre de
Laura non fu Orsino ma Rodrigo, il nuovo papa. E infatti Laura no era Orsino sino Rodrigo, el nuevo Papa. Y, de
molti lo pensarono. E qualche volta anche Giulia lo lasciò hecho, muchos lo pensaron. Y a veces incluso Giulia lo
credere… ma le cose non stanno così. Alessandro VI, in deja creer ... pero las cosas no son así. Alejandro VI, en
una sua famosa lettera a Giulia, seppur indirettamente, una de sus famosas cartas a Giulia, aunque
smentisce questa ipotesi. E poi il Borgia, per quanto indirectamente, niega esta hipótesis. Y entonces los
perverso e crudele, era attaccatissimo ai suoi figli e Borgia, por muy perversos y crueles que fueran, estaban
sicuramente il suo atteggiamento verso Laura sarebbe muy apegados a sus hijos y seguramente su actitud hacia
stato diverso se fosse stato veramente suo padre. Laura habría sido diferente si hubiera sido realmente su
La nascita di Laura costituì comunque il pretesto per il padre.
definitivo allontanamento di Giulia da Bassanello; in ciò El nacimiento de Laura fue, sin embargo, un pretexto
confortata dai consigli dell'ineffabile suocera, che certo para la eliminación definitiva de Giulia de Bassanello; en
non avrà fatto mancare la sua materna premura per lo que confortado por el consejo de la madre-en-ley
smorzare le resistenze e i dubbi del giovane figlio Orsino, inefable, que sin duda no se pierda su cuidado maternal
sicuramente non entusiasta del fatto che la moglie si para amortiguar la resistencia y las dudas del joven hijo
trasferisse a Roma sotto la protezione del papa, sulla Orsino, definitivamente no encantados de que la mujer
natura del cui interesse per Giulia aveva, ormai, ben poco se instala en Roma bajo la protección del Papa, en la
da dubitare. naturaleza de su interés por Giulia tenía ahora pocas
dudas.
La vita romana esaltò lo spirito frivolo e mondano della
giovanissima Giulia: vicinissima al suo Rodrigo, ormai La exaltada vida romana como el espíritu frívola y
quasi schiavo della sua senile e incontenibile passione, e mundana de la joven Julia: cerca de su Rodrigo, casi
al tempo stesso al centro della generale ammirazione per esclavo de su pasión senil e incontrolable, y sin embargo,
la sua bellezza, il suo fascino, la sua eleganza. en el centro de admiración por su belleza, su encanto, su
Le tre dame, Giulia, Adriana e Lucrezia, insieme alla elegancia.
piccola Laura, vivevano dunque in grande concordia e Las tres damas, Giulia, Adriana y Lucrecia, junto con la
armonia nel palazzo, assai prossimo a San Pietro, che il pequeña Laura, vivían en gran armonía y armonía en el
Borgia aveva destinato alla figlia Lucrezia. Quando palacio, muy cerca de San Pietro, que los Borgia habían
quest'ultima, appena quattordicenne, andò in sposa a destinado a su hija Lucrezia. Cuando este último, de solo
Giovanni Sforza, signore di Pesaro, tutta la "brigata" catorce años, se casó con Giovanni Sforza, señor de
(come la chiamava il papa) si trasferì in quella città. Per la Pesaro, toda la "brigada" (como la llamaba el Papa) se
prima volta nella sua vita Giulia si allontanava dai luoghi mudó a esa ciudad. Por primera vez en su vida Giulia se
dove era nata e cresciuta. Fu, molto probabilmente, alejó de los lugares donde nació y se crió. Fue, muy
anche l'unica volta. probablemente, también el único momento.

Il soggiorno a Pesaro doveva comunque rivelarsi assai La estancia en Pesaro, sin embargo, tuvo que ser muy
piacevole, tanto che si prolungò oltre il previsto. agradable, tanto que se extendió más allá de lo esperado.
Fu così che Alessandro VI, trascorso poco più di un mese Así fue como Alejandro VI, que pasó poco más de un mes
dalla partenza delle dame, cominciò a reclamarne il desde la partida de las damas, comenzó a reclamar su
ritorno a Roma. Un fatto nuovo veniva però turbare i regreso a Roma. Un nuevo hecho, sin embargo, perturbó
piani del papa: arriva infatti alla corte di Pesaro la notizia los planes del Papa: de hecho, la noticia de las graves
delle gravi condizioni in cui versa nella Rocca di condiciones en que vivía en la Rocca di Capodimonte
Capodimonte Angelo Farnese, fratello di Giulia. Come Angelo Farnese, el hermano de Giulia, llegó a la corte de
sempre sensibile ai richiami del sangue, incurante di ogni Pesaro. Como siempre sensible a las llamadas de sangre,
preghiera e sfidando la prevedibile ira papale, Giulia ajena a todas las oraciones y desafiando la ira previsible
parte immediatamente alla volta di Capodimonte, dove del Papa, Julia inmediatamente se dirige a Capodimonte,
però troverà il fratello già morto. donde encontrará que su hermano ya está muerto.
Si era nel pieno dell'estate: l'aria natale di Capodimonte Fue en pleno verano: el aire autóctono de Capodimonte
giovava a Giulia che vi si trattenne a lungo, benefició a Giulia, que permaneció allí durante mucho
allontanandosene solo per trascorrere il ferragosto a tiempo, alejándose solo para pasar las vacaciones de
Gradoli. agosto en Gradoli.

Sul far dell'autunno la situazione sembrò precipitare: Hacia el otoño la situación era desesperada: la
alle insistenze minacciose del papa che pretendeva il insistencia en peligro de la papa que exigió el regreso de
ritorno di Giulia a Roma si aggiunsero le recriminazioni e Julia en Roma se unió a las recriminaciones y amenazas
le minacce di Orsino che esigeva a gran voce il rientro de Orsino, que a gritos exigían el regreso de su esposa en
della moglie a Bassanello. La situazione fu affrontata dal Bassanello. La situación fue abordada por los Borgia,
Borgia, al solito, con arrogante determinazione: como de costumbre, con un asalto arrogante
tempestando di lettere al curaro tutti i suoi interlocutori determinación de letras curare todos sus grupos de
(Adriana Mila, Il cardinal Alessandro Farnese, Giulia, lo interés (Adriana Mila, el cardenal Alessandro Farnese,
stesso Orsino…) e rinfacciando loro i grandi benefici Giulia, la misma Orsino ...) y los reprochando los grandes
concessi arrivò a minacciarli di scomunica e confisca dei beneficios que otorga llegaron a amenazar excomunión y
beni, qualora si fossero opposti al suo volere. Ad Orsino confiscación de activos, si se oponían a su voluntad. En
fu comunque riconosciuta una cospicua elargizione per le Orsino, sin embargo, se reconoció una donación
sue truppe. conspicua para sus tropas.
Tutto magicamente si risolse. Todo mágicamente resuelto.
Giulia poteva finalmente ritornare a Roma! ¡Giulia finalmente podría regresar a Roma!
Ma come in ogni feuilleton che si rispetti, non poteva
mancare l'imprevisto e la sorpresa finale: sulla via del Pero como en cualquier telenovela digno de respeto,
ritorno, poco dopo aver lasciato Capodimonte, il que no podía faltar lo inesperado y la sorpresa final: en el
convoglio delle dame, scortato da ben trenta cavalieri camino de regreso, poco después de salir de
che il papa aveva appositamente inviato da Roma, fu Capodimonte, el convoy de las damas, acompañado por
fermato dalle soldataglie di Carlo VIII, re di Francia, che una treintena de jinetes que el Papa había enviado
da poco era calato con le sue truppe in Italia. I trenta especialmente desde Roma, fue detenido por los
cavalieri "da parata", più che da combattimento, non soldados de Carlos VIII, rey de Francia, que
tentarono alcuna resistenza. I francesi, saputo con chi recientemente había caído con sus tropas en Italia. Los
avevano a che fare, pensarono bene di trarne il massimo treinta caballeros del "desfile", más que peleadores, no
profitto: sequestrarono le tre dame (Adriana, Giulia e sua intentaron ninguna resistencia. El francés, sabía con
sorella Girolama) e le rinchiusero nella Rocca di quién estaban tratando con, pensó que era mejor sacar el
Montefiascone , chiedendo al papa un forte riscatto. máximo beneficio, se apoderó de las tres damas (Adriana,
Alessandro VI, oltremodo allarmato, pagò senza fiatare e Julia y su hermana Girolama) y encerrado en la fortaleza
intraprese immediati contatti diplomatici con il re di de Montefiascone, pidiendo al Papa un alto rescate.
Francia al fine di pervenire ad una pronta liberazione Alejandro VI, muy alarmado, pagó sin murmurar e
delle tre donne, come in effetti avvenne. inmediatamente estableció contactos diplomáticos con el
Fu così che, dopo aver trascorso qualche giorno nella rey de Francia para lograr una pronta liberación de las
Rocca di Montefiascone (più come ospiti che come tres mujeres, como efectivamente sucedió.
prigioniere), Giulia e le altre dame, scortate da un vero e Y así, después de pasar unos días en la fortaleza de
proprio esercito di centinaia di cavalleggeri, entrarono Montefiascone (más como huéspedes que como
trionfalmente a Roma, per la gioia del papa che in gran prisioneros), Giulia y las otras damas, escoltados por un
pompa andò ad accoglierle in prima persona con il suo verdadero ejército de cientos de caballería, entró
fitto seguito. triunfalmente en Roma, para el deleite de la Papa quien
Giulia, bellissima e fresca, sorrise al suo "salvatore": en gran pompa fue a darles la bienvenida en persona con
nulla, ormai, poteva più contrastare il loro amore la loro sus ocupados seguidores.
passione. Giulia, bella y fresca, le sonrió a su "salvadora": ahora
nada podía contrastar su amor con su pasión.

Il Castello Farnese di Carbognano: Dimora di Giulia El castillo de Farnese di Carbognano: morada de


la "Bella" Giulia la "Bella"
41 Piazza del Comune – Carbognano (VT), Lacio
Il castello di Carbognano è costituito da un fabbricato a
pianta quadrilatera irregolare intorno a un piccolo cortileEl castillo de Carbognano se compone de un edificio con
decentralizzato, di notevole possenza plastica e su cui fa un plan cuadrilátero irregular alrededor de un pequeño
perno l’intero tessuto urbano dell’abitato. La facciata patio descentralizado, de considerable resistencia
principale di rappresentanza, che da’ sulla piazza del plástica y en el que se destaca todo el tejido urbano de la
comune, presenta due ordini di finestre disposte in zona habitada. La fachada principal representativa, que
maniera irregolare di cui le tre superiori recano nella se abre hacia la plaza del pueblo, tiene dos órdenes de
cornice la scritta IVLIA FARNESLA. E’ coronata, come ventanas dispuestas irregularmente, las tres superiores
d’altronde tutti gli altri lati, da un filare di beccatellillevan la inscripción IVLIA FARNESLA en el marco. Está
reggenti una sorta di camminamento di ronda con merli a coronado, como en realidad todos los demás lados, por
sagoma dritta e con feritoie a croce (foto 1). una hilera de ménsulas que sostienen una especie de
pasarela con merlones rectos y ranuras en forma de cruz
Domina dal retro un possente mastio a base quadrata (foto 1).
orientato non in asse con la facciata e coronato anch’esso Desde la parte trasera domina una poderosa torre
dai medesimi beccatelli e merlatura. Altre due torri di cuadrada, no alineada con la fachada y coronada por las
diversa forma e altezza fanno parte dell’emergenza mismas ménsulas y almenas. Otras dos torres de
architettonica. Quella posta a nord è di pianta circolare diferente forma y altura son parte de la emergencia
scandita in due piani da un toro a modanatura semplice. arquitectónica. El que se encuentra al norte es de un plan
Nella parte superiore ha due finestre a cornice quadrata circular dividido en dos plantas por un solo toro
mentre nella parte inferiore e percorsa attraverso una moldeado. En la parte superior tiene dos ventanas con un
foratura ad arco, da una strada che collega la piazza del marco cuadrado, mientras que en la parte inferior y viajó.
comune con la parte inferiore del paese (foto 2). L’altra a través de un agujero arqueado, desde una carretera
torre e situata a est, ha base quadrilatera e sporge dal que conecta la plaza con la parte baja del pueblo (foto 2).
fabbricato creando con la precedente torre una sorta di La otra torre está ubicada al este, tiene una base
ali che racchiudono come quinta teatrale la facciata cuadrilátera y sobresale del edificio al crear con la torre
situata a nord-est, presentante anch'essa un doppio anterior una especie de alas que encierran la fachada en
ordine di finestre. Quella al centro dell’ordine superiore el lado noreste, presentando también un doble orden de
corrisponde al salone di rappresentanza e presenta una ventanas. El que está en el centro del orden superior
foratura di modulo raddoppiato rispetto alle compagne. corresponde al salón de representación y presenta una
ma col medesimo tipo di cornice. Il lato a sud-est si perforación de forma duplicada en comparación con los
affaccia su una strada interna ai nucleo del paese e compañeros. pero con el mismo tipo de marco . El lado
presenta anch’essa una serie di finestre di diverse epoche sureste da a un camino dentro del núcleo del pueblo y
ma disposte in maniera del tutto irregolare su una cortina también tiene una serie de ventanas de diferentes
che termina in basso con un leggera inclinazione a mò di épocas, pero dispuestas de manera completamente
scarpatura. Solo due di esse, quelle più vicine alla irregular en una cortina que termina en el fondo con una
sporgenza della torretta a est, presentano il medesimo ligera inclinación como una cicatriz Solo dos de ellos, los
tipo di cornice. Quella superiore ha nel fregio la scritta más cercanos a la protuberancia de la torre hacia el este,
IVLIA FARNESIA e nella prossimità della cortina muraria è tienen el mismo tipo de marco. La superior tiene en el
situato uno stemma in marino con lo scudo a sei gigli friso la inscripción IVLIA FARNESIA y en la proximidad de
Farnese, circondato da una corona di frutti e foglie. la pared hay un escudo de armas en el mar con el escudo
L’ultimo lato, situato a sud-ovest, è la facciata interna di con seis lirios Farnese, rodeado por una corona de frutas
ingresso (foto 3). Unici elementi che emergono sono: il y hojas. El último lado, ubicado en el suroeste, es la
portale d’ingresso ad arco con situato, in corrispondenza fachada de entrada interna (foto 3). Los únicos elementos
della chiave, lo scudo a sei gigli Farnese ed evidenziato da que surgen son :el portal de entrada arqueado, ubicado
una cornice a bugnato, in peperino; e un ambiente en la clave, el escudo con seis lirios Farnese y resaltado
sporgente su beccatelli. La cortina presenta anch’essa, por un marco de sillar en peperino; y un ambiente
come il lato precedente, un’ inclinazione a scarpa e vi è sobresaliente en ménsulas. Al igual que el lado anterior,
ancora, come elemento separatore tra la muratura a la cortina también tiene una pendiente de zapato y
piombo e quella inclinata, un toro che tuttavia non todavía hay, como elemento separador entre la plomada
impegna che un terzo della intera facciata. L’edificio è y las paredes inclinadas, un toro que, sin embargo, no
raccordato al palazzo del comune mediante un corpo compromete un tercio de toda la fachada. El edificio está
unito con un rapporto di continuità alla facciata conectado al edificio del municipio a través de un cuerpo
principale, che tuttavia è interrotto al centro da un’arcata unido con una relación de continuidad con la fachada
che permette di collegare mediante una rampa la piazza principal, que sin embargo se interrumpe en el centro por
del comune con la soprastante piazzetta del castello. un arco que le permite conectar a través de una rampa la
L’edificio del comune, anch’esso a pianta irregolare plaza del pueblo con la plaza encima del castillo. El
presenta alcuni elementi dei portali e delle finestre edificio de la ciudad, también de forma irregular, tiene
che sembrano stilisticamente affini ad elementi del algunos elementos de los portales y ventanas
castello. Infine, il portale d’accesso apre su un cortiletto
delimitato a nord-ovest dal corpo del mastio, interrotto
nella sua omogeneità da una finestra quadrata con la que parecen estilísticamente similares a los elementos
scritta IVLIA DE FARNESIO e a nord-est da un atrio di del castillo.Por último, el portal de acceso se abre a un
accesso alla doppia rampa di scale che disimpegna i piani patio que limita al noroeste con el mantener el cuerpo,
superiori. Sul lato del portale presenta. addossato alla interrumpida en su uniforme de una ventana cuadrada
parete, un semipilastro ottagono con capitello a foglie con el mensaje IVLIA de Farnesio y el noreste por un
lisce. Non è chiara la funzione di tale elemento, che si pasillo de acceso a la doble tramo de escaleras
può stilisticamente raccordare ad una serie di bifore desengancha los pisos superiores. En el lado del portal
presenti sui muri laterali della chiesa di Santa Maria della presenta. apoyado contra la pared, un semi-octágono con
Concezione, che hanno anch’esse delle colonnine a base una capital de hojas lisas. No está claro que la función de
ottagonale con capitello a foglie lisce. Tutte le pareti del este elemento, que se puede conectar estilísticamente a
cortiletto presentano tracce ancora visibili di intonaco a un conjunto de ventanas dobles presentes en las paredes
graffito a base scura, secondo la tradizione romana, che laterales de la iglesia de Santa María de la Concepción,
simula un finto bugnato rettangolare. L’edificio, que también tienen las columnas de base octogonal con
sicuramente molto rimaneggiato nel corso dei secoli con capiteles hojas lisas. Todas las paredes del patio
l’aggiunta di nuove finestre e porte e di intonacature, presentan todavía rastros visibles de yeso de grafito de
presenta tuttavia, come rivelano alcuni indizi (gli stemmi base oscura, según la tradición romana, que simula un
e le finestre “firmate” su ogni lato) almeno 1’impianto falso sillar rectangular. El edificio,.
perimetrale originale.

Nelle sue massime forme attuali l’edificio ricorda


l’impianto castellano, sia nel rapporto urbanistico del En sus formas actuales máximos del edificio recuerda a
palazzo col nucleo abitato (si avverte la sua prevalenza la estructura que parece un castillo, tanto en relación
dimensionale sul resto dell’insediamento) sia urbana del edificio con el núcleo habitado (que advierte
chiaramente nel suo tipicovocabolario di torri, beccatelli, su prevalencia dimensiones sobre el resto de la solución)
merlature, feritoie, tipici dei castelli rinascimentali. Che es claramente en su típico vocabulario de las torres, las
tuttavia questi elementi abbiano perso la loro funzione ménsulas, almenas, lagunas , típico de los castillos
difensiva o di attacco e segnino il passaggio dal tipo del renacentistas.Eso, sin embargo, estos elementos han
castello baronale medievale al nuovo modello del palazzo perdido su ataque defensivo o y marcará la transición del
fortificato è evidenziato dalla mancanza di un fattore tipo de castillo señorial medieval al nuevo modelo de
fondamentale caratteristico del vero castello: la struttura palacio fortificado se evidencia por la falta de una
prevalentemente chiusa e compatta. La grande quantità característica factor básico del castillo real: la estructura
di forature e l’impianto stesso, che ricorda più un palazzo principalmente cerrada y compacta. La gran cantidad de
che una rocca. della facciata principale, sono forse il agujeros y la planta misma, que recuerda más a un
segnale più vistoso che contraddice a tale principio. edificio que a una fortaleza. de la fachada principal, son
L’intero palazzo si caratterizza inoltre per la qualificazione quizás el signo más conspicuo que contradice este
nobile data dall’uso frequente di portali e finestre in principio. Todo el edificio también se caracteriza por la
peperino, dalle cornici variamente modanate, ma che noble calificación dada por el uso frecuente de portales y
presentano un unico modello stilistico: Roma. La ventanas en peperino, con cornisas moldeadas de
presenza della torre, l’intonaco a graffito. l’allungamento diversas maneras, pero que presentan un único modelo
orizzontale della facciata principale. Il decentramento del estilístico: Roma. La presencia de la torre, el yeso graffito.
portone d’ingresso, le finestre a sagoma quadrata o el alargamiento horizontal de la fachada principal. La
rettangolare con cornice derivata dalla modulazione descentralización de la puerta de entrada, las ventanas
dell’architrave classico, che presenta in alcuni casi sui con una forma cuadrada o rectangular con marco
montanti in basso i tipici risvolti quattrocenteschi, sono derivado del arquitrabe clásico de modulación, lo que en
tutti elementi tipici delle residenze private romane sul algunos casos en los montantes inferiores aspectos
finire del XV secolo: palazzo Venezia ne è il capostipite. típicos XV, son todos los elementos típicos de las
Così come è tipicamente romano, dell’epoca di Sisto IV e residencias privadas romanos al final de Siglo XV: Palazzo
Innocenzo VIII (1471-92), l’uso dei pilastri ottagoni. Venezia es su fundador. Como es típicamente romano,
desde la era de Sixto IV e Inocencio VIII (1471-92), el uso
La datazione del castello in base ai suoi dati stilistici, non de pilares octogonales.
calcolando gli evidenti interventi successivi, è da porre tra
la fine del Quattrocento e il primo decennio del La datación del castillo basada en sus datos estilísticos,
Cinquecento. La presenza dell’enigmatico semipilastro sin calcular las obvias intervenciones posteriores, se
ottagono denota forse, come nella chiesa di Santa Maria, ubicará entre el final de la decimoquinta y la primera
una preesistenza tardo-quattrocentesca. senza década del siglo dieciséis. La presencia del enigmático
dimenticare il nucleo medievale nominato nel 1256, su octágono semioctogonal tal vez denote, como en la
cui intervenne Giulia Farnese a partire dal 1506. E, se è iglesia de Santa María, una preexistencia de finales del
vero che Il castello doveva essere stato terminato, siglo XV. sin olvidar el núcleo medieval nombrado en
almeno nella sua parte architettonica, nel 1515, dovette 1256, que intervino Julia Farnesio desde 1506. Y, es cierto
comunque essere stato costruito, a giudicare dalle que el castillo tenía que haber hecho, al menos en su
tendenze architettoniche presenti a Roma in quegli anni, parte arquitectónica, en 1515, todavía tenía que ser
da maestranze cosiddette “di resistenza”, che rispetto construido, a juzgar por las tendencias arquitectónicas
alle novità stilistiche dei grandi maestri coevi. presentes en Roma en aquellos años, por los llamados
riproponevano i modi tardo quattrocenteschi trabajadores de "resistencia", que comparaban las
parcamente aggiornati. E’ in fondo la linea in cui si porrà innovaciones estilísticas de los grandes maestros
Antonio da Sangallo il Giovane, almeno in un primo contemporáneos. volvió a proponer las formas finales del
momento il quale diverrà di lì a poco (Capodimonte 1513; siglo XV que están bastante actualizadas.
Gradoli 1517) l’architetto dei Farnese. La intervención de Julia Farnesio, que introdujo en un
contexto provinciales elementos típicos de la cultura
L’intervento di Giulia Farnese, che introduce in un romana y un señuelo a la edad como una cita signo dl en
contesto provinciale elementi tipici della cultura romana lugar de la ley de composición, es muy interesante, y se
e di un richiamo all’antico come segno dl citazione revela como uno de los primeros ejemplos. que luego se
piuttosto che come legge compositiva, è quanto mai convertirá en típico de la familia Farnese, de esa
interessante, e si rivela come uno dei primi esempi. che tendencia a dar un aspecto urbano a las aldeas
diverrà poi tipico della famiglia Farnese, di quella predominantemente agrícolas, una tendencia que
tendenza a conferire un aspetto urbano a dei villaggi culminará con el ejemplo de Caprarola. La elección de un
prevalentemente agricoli, tendenza che culminerà con gusto estilístico parcialmente retro no debe atribuirse
l’esempio di Caprarola. La scelta di un gusto stilistico in exclusivamente al gusto del cliente que. como veremos,
parte retrò non è da attribuire esclusivamente al gusto se mostrará a sí mismo a la vanguardia, pero se ubicará
della committente che. come vedremo, saprà mostrarsi en la logística precisa de Carbognano. El castillo
anche all’avanguardia, ma è da situare nella precisa ciertamente se impone como un elemento nuevo, pero
logistica di Carbognano. Il castello si impone certo come con sobriedad (tomar el edificio de la Cancillería como
un elemento nuovo, ma con sobrietà (prendere il palazzo modelo hubiera estado fuera de lugar). Una rampa doble
della Cancelleria come modello sarebbe stato fuori conduce a una antecámara en el segundo piso, en la que
luogo). Una doppia rampa porta a un anticamera al se abren dos puertas. uno de los cuales presenta una
secondo piano, su cui si aprono due porte. una delle quali cornisa ricamente moldeado con el friso y el emblema
presenta una cornice riccamente modanata con fregio e Farnese en el centro y los lados de los escritos IVLIA
stemma Farnese al centro e ai lati la scritta IVLIA Farnesia través de la otra pota introduce un entorno de
FARNESIA tramite l‘altra pota si entra in un piccolissimo desacoplamiento pequeño con una bóveda de cañón. Un
ambiente di disimpegno con volta a botte. Nella lunetta busto pintado se puede ver en la luneta de la pared
della parete a nord-ovest si intravede un busto dipinto. noroeste. según la iconografía de los emperadores
secondo l’iconografia degli imperatori romani, ma romanos, pero totalmente ilegible debido a la negrura de
totalmente illeggibile a causa dell’annerimento della la bóveda. Desde aquí ingresas al salón principal. Un
volta. Da qui si entra nel salone principale. busto pintado se puede ver en la luneta de la pared
noroeste. según la iconografía de los emperadores
La dislocazione delle stanze, che per struttura e altri romanos, pero totalmente ilegible debido a la negrura de
elementi quali stemmi o affreschi si possono dire tutte la bóveda. Desde aquí ingresas al salón principal. Un
originarie del periodo di Giulia Farnese, ripete il classico busto pintado se puede ver en la luneta de la pared
schema della grande sala al centro con camere ai lati. noroeste. según la iconografía de los emperadores
Nella pianta che ho potuto reperire al catasto di Viterbo, romanos, pero totalmente ilegible debido a la negrura de
si nota anche una stanza circolare, in corrispondenza del la bóveda. Desde aquí ingresas al salón principal.
torrione a nord, che qui viene definita come cappella, ma
da altri come il bagno privato di Giulia. Le stanze La dislocación de las habitaciones, y la estructura y otros
affrescate sono cinque: l’ambiente di disimpegno, il elementos tales como escudos de armas y frescos puede
salone, la cucina (dei cacciatori), la camera da letto a decir todo el período Giulia Farnese original, se repite el
destra del salone (camera di Giulia), la cappella. esquema clásico de la sala grande en el centro con
Personalmente ho potuto visitare il salone e la cucina. habitaciones a ambos lados. En la planta que pude
Tutte le stanze presentano una volta a schifo lunettata encontrar en el catastro de Viterbo, también hay una sala
su capitelli pensili in peperino; in alcune, al centro del circular, correspondiente a la torre norte, que aquí se
soffitto, vi è lo stemma Farnese scolpito in peperino. Il define como una capilla, pero por otros como el baño
soffitto del salone, presenta una sorta dl pergolato rosso privado de Giulia. Hay cinco salas con frescos: el pasillo,
molto stilizzato con al centro tre stemmi campeggianti su la sala de estar, la cocina (de los cazadores), el dormitorio
fondo chiaro: uno piccolo al centro, forse di legno a la derecha de la sala de estar (el dormitorio de Giulia),
colorato, mostra lo scudo a sei gigli blu in campo giallo. E’ la capilla. Personalmente podría visitar la sala de estar y
circondato da una corona ovale. Gli altri due stemmi, la cocina. Todas las habitaciones tienen un acabado lunar
disposti simmetricamente rispetto a questo, sono simili abovedado sobre capiteles colgantes en peperino; en
fra loro, anche se non ‘identici, e presentano uno scudo algunos, en el centro del techo, está grabado el escudo
inquartato Farnese (sei gigli blu in campo giallo) e Caetani de armas de Farnese esculpido en piedra Perino. El techo
(inquartato: nel I e nel IV di giallo con due bande ondate de la sala, presenta un tipo pérgola dl rojo muy estilizada
blu scuro, nel II e nel III d’azzurro con aquila spiegata con tres escudos de armas en el centro de campeggianti
gialla). Sono coronati in alto da nastri a fiocco svolazzanti sobre un fondo claro: una pequeña en el medio, tal vez la
e sono entrambi circondati da due interessanti corone madera de color, muestra el escudo seis lirios azules en
costituite da spighe. alloro, pomi. melagrani, uva bianca e campo amarillo. Está rodeado por una corona oval. Los
pere. Le corone e il suddetto stemma a rilievo sono a loro otros dos brazos, dispuestas simétricamente con
volta circondati da nastri svolazzanti rossi puntinati di respecto a esto, son similares entre sí, incluso si no
bianco che fingono di proiettare un’ombra sul soffitto, 'idénticos, y tienen un escudo cuarteado Farnese (seis
con chiaro effetto illusionistico di trompe l’oeil. (foto 4) lirios azules en campo amarillo) y Caetani (trimestral, I y
IV de color amarillo con dos ondas azul oscuro, en II y III
Le vele, le lunette. gli spicchi. sono tutti decorati a de azul con águila extendida amarilla). Están coronados
grottesche e sono conclusi in basso da un piccolo fregio en la parte superior por cintas ondeantes y están
con elementi floreali interrotti di tanto in tanto da tondi rodeados por dos coronas interesantes formadas por
con vedute molto approssimative a monocromo. Fregio púas. laurel, pomi. granadas, uvas blancas y peras. Las
che ritengo essere stato completamente rifatto forse nel coronas y el emblema en relieve antes mencionado es a
XVIII o XIX secolo. su vez rodeado de cintas de agitar rojo blanco pretender
puntos para proyectar una sombra en el techo, con un
Altri due stemmi sono presenti nella stanza: la lunetta claro efecto ilusorio de trampantojo. (foto 4)
centrale della parete sud-ovest presenta uno scudo con
gigli blu su fondo giallo, sormontato da una croce latina Las velas, las lunetos. los segmentos. Todos ellos están
vescovile e da un cappello rosso da cardinale guarnito da decorados con grutescos y cerraron en baja por un
due lunghi cordoni intrecciati terminanti con i pequeño friso con elementos florales interrumpidos de
caratteristici fiocchi. E’ chiaramente lo stemma del vez en cuando por redondo con vistas muy difíciles en
cardinale Alessandro Farnese. blanco y negro. Friso, que creo que se rehizo por
completo, tal vez en el siglo XVIII o XIX.
Nella lunetta centrale della parete opposta. sopra la
grande finestra, c’è uno stemma inquartato Della Rovere Dos escudos se encuentran en la sala: la luneta central de
quercia gialla sradicata in campo blu scuro, i rami la pared suroeste tiene un escudo con lirios azules sobre
passanti in doppia croce di S. Andrea e Orsini tre zone: la un fondo amarillo coronado por una cruz obispo latino y
inferiore è bandata di rosso e bianco, la mediana ha un sombrero rojo de cardenal adornado por dos cuerdas
un’anguilla nera in lascia bianca. la superiore una rosa trenzadas largas que terminan con los copos
rossa a cinque petali in campo bianco). Lo stemma è característicos . Es claramente el escudo de armas del
coronato anch’ esso da nastri svolazzanti e affiancato da cardenal Alessandro Farnese.
due uccelli rapaci. da racemi. da due uccelli trampolieri e
da graziosi draghetti. En la luneta central de la pared opuesta. por encima de la
gran ventana, hay un emblema cuarteado Della Rovere
E’ chiaramente lo stemma che segna il matrimonio tra roble amarillo arraigada en campo azul oscuro,
Niccolò Della Rovere e Laura Orsini, figlia di Giulia, il cui transeúntes ramas en un doble cruz de San Andrés y
doppio stemma, Invece, ostentatamente personale, è Orsini tres zonas: el inferior es bandata de rojo y blanco,
quello che campeggia al centro del soffitto: Giulia la mediana tiene un " anguila negra en hojas blancas. la
Farnese era figlia di una Castani. superior, una rosa roja con cinco pétalos en el campo
blanco). El escudo de armas también está coronado por
Tutti questi stemmi, dislocati tra l’altro in maniera cintas ondeantes y flanqueado por dos aves rapaces. de
strategica, celebrano quindi, anche in una proiezione racimos. de dos aves zancudas y bonitos excrementos.
verso il futuro, le fondamentali alleanze instaurate dalla
famiglia Farnese. Alleanze che faranno, o che si spera Es claro que marca el matrimonio de Nicolás y Laura Della
facciano, la fortuna della casata: con la Chiesa, Rovere Orsini, hija de Julia, cuya doble escudo de armas,
rappresentata dallo scudo del cardinale Alessandro, en cambio, aparentemente personal, es lo que se sitúa en
situato in una posizione discreta ma presente; con la el centro del techo de la cresta: Julia Farnesio era la hija
famiglia Caetani, primo passo verso 1’alta aristocrazia de un Brown.
romana: con i Della Rovere e gli Orsini, segno dell’entrata
definitiva in Roma. Gli elementi naturalistici, sia animali Todos estos escudos, estratégicamente ubicados entre
che vegetali. sono presenti in quantità maggiore rispetto otras cosas, celebran, incluso en una proyección hacia el
a quelli “mostruosi”, con una frequenza direi insistente e futuro, las alianzas fundamentales establecidas por la
per questo, ritengo, segnica. Compaiono uccelli familia Farnese. Alianzas que harán, o con suerte harán,
trampolieri, spesso nell’atto di tenere nel becco dei vivaci la fortuna de la casa: con la Iglesia, representada por el
serpentelli. civette, granchi. draghetti alati (molto escudo del Cardenal Alessandro, ubicada en una posición
simpatici), cavallini fìtomorfi, mascheroni, cariatidi con discreta pero presente; con la familia Caetani, el primer
cesti di frutta, motivi a candelabra. Tali motivi si paso hacia la alta aristocracia romana: con Della Rovere y
presentano secondo una composizione diradata e Orsini, un signo de la entrada definitiva a Roma. Los
semplificata, dovuta probabilmente alla presenza di un elementos naturalistas, tanto animales como vegetales.
pittore non eccezionale, che sovente ha tuttavia delle están presentes en mayor cantidad que los
punte di vivacità e freschezza espressiva. "monstruosos", con una frecuencia que diría insistente y
por esta razón, creo, firme. Aparecen pájaros zancudos, a
La cucina presenta. in dimensioni più ridotte, lo stesso menudo en el acto de mantener vívidas serpientes en el
schema decorativo del salone e uno stemma cardinalizio pico. búhos, cangrejos. dragones alados (muy buenos),
di Alessandro Farnese nello strombo della finestra. Il pequeños caballos, máscaras, cariátides con cestas de
fregio alla base delle lunette ospita delle vivaci scene di frutas, motivos candelabros. Estos motivos se presentan
caccia, a monocromo su fondo rosso, inframmezzate di de acuerdo con una composición reducida y simplificada,
tanto in tanto da tondi con le aquile spiegate dei Caetani. probablemente debido a la presencia de un pintor no
Purtroppo una spessa patina di nerofumo ricopre l’intera excepcional, que a menudo tiene picos de vivacidad y
volta, rendendola illeggibile. Si nota comunque la mano frescura expresiva.
di un artista sicuramente più esperto di quello del salone,
e molto vicino, tra l’ altro, a quello che dipinse, forse La cocina tiene en dimensiones más pequeñas, el mismo
proprio negli stessi anni, alcuni soffitti lignei che si esquema decorativo de la sala de estar y el escudo de un
trovano nel palazzo Farnese di Gradoli. Per una datazione cardenal de Alessandro Farnese en la ventana. El friso en
su basi stilistiche si deve tenere conto di un fattore la base de las lunetas alberga animadas escenas de caza,
fondamentale: queste grottesche non sono concepibili se en monocromo sobre un fondo rojo, intercaladas con
non dopo la “riforma” di Giovanni da Udine, attuata nelle rondas ocasionales con las águilas desplegadas por los
Logge del Vaticano nel 1518-19. Riforma che consiste Caetani. Desafortunadamente, una gruesa pátina de
essenzialmente: nell’introduzione di elementi negro de humo cubre todo el tiempo, por lo que es
naturalistici nel repertorio fantastico tardo ilegible. Sin embargo, la mano de un artista ciertamente
quattrocentesco, direttamente copiati dalla natura, más experta que la del salón, y muy cercana, entre otras
spesso con puntigliosità catalogatoria; nello stagliarsi cosas, a lo que pintó, quizás en los mismos años, algunos
delle grottesche su fondo bianco; nell’uso di ghirlande techos de madera que se encuentran en el palacio
con fiori e frutta realisticamente riconoscibili. Tutti Farnese de Gradoli. Para una cita basada en el estilo, se
elementi che ritroviamo a Carbognano e che erano diffusi debe tener en cuenta un factor fundamental: estos
in quelle incisioni di Agostino Veneziano, attorno al 1518- grotescos no son concebibles hasta después de la
20, che in parte hanno costituito una fonte lconografica "reforma" de Giovanni da Udine, implementado en la
per le nostre grottesche. Ma altri indizi fanno pensare Logge del Vaticano en 1518-19. Reforma que consiste
alla presenza di un ulteriore mediatore: Baldassarre esencialmente en: la introducción de elementos
Peruzzi. Egli stesso, a partire dal 1518-20, influenzato naturalistas en el repertorio fantástico de finales del siglo
dalle innovazioni di Giovanni da Udine, svilupperà un XV, copiados directamente de la naturaleza, a menudo
sistema decorativo assolutamente originale e con ben con minuciosidad catalogadora; en el contexto de
determinate caratteristiche. Innanzitutto le sue grotescos sobre un fondo blanco; en el uso de guirnaldas
grottesche rivestono le volte con stile decorativo con flores y frutos realísticamente reconocibles. Todos
vegetale piuttosto che derivato archeologicamente dalle los elementos que encontramos en Carbognano y que se
partizioni architettoniche della Domus Aurea, come era difundieron en los grabados de Agostino Veneziano,
invece nel collaboratore dl Raffaello, Partizioni con alrededor de 1518-20, que en parte constituyeron una
ghirlandette e collanine, che compaiono a Carbognano, fuente lcópica para nuestros grotescos. Pero otras
sono frequenti nelle sue opere tra il 1518 e il 1520: il indicaciones sugieren la presencia de un mediador
corridoio del piano nobile della Farnesina. la loggia del adicional: Baldassarre Peruzzi. Él mismo, a partir de 1518-
cortile dl casa dei Plceni, la loggia Stati sul Palatino, la sala 20, influenciado por las innovaciones de Giovanni da
capitolare in San Lorenzo in Damaso. Così come altri Udine, desarrollará un sistema decorativo absolutamente
elementi a noi noti, quali la predilezione per gli uccelli, original con ciertas características. En primer lugar, su
soprattutto trampolieri (un trampoliere che mangia un tiempo de juego grotesca con estilo decorativo vegetal en
serpentello appare su un’arcata della Volta Dorata della lugar de derivar arqueológicamente por la partición de
Cancelleria, del 1519), draghetti. arquitectura de la Domus Aurea, como era su lugar en dl
empleado Rafael, particiones con guirnaldas y collares,
Tutto insomma fa pensare a una datazione sul finire del que aparecen en Carbognano, son frecuentes en sus
secondo decennio del secolo XVI. Se ricordiamo che obras entre 1518 y 1520: el pasillo del piso principal de la
Giulia muore nel 1524; che la chiesa che fa costruire è del Farnesina. la galería del patio de la casa de los Plceni, la
1522; che il secondo marito Giovanni Bozzuto (che logia Stati sul Palatino, la sala capitular de San Lorenzo en
araldicamente non è mai nominato) muore nel 1517; che. Damaso. Además de otros elementos que conocemos,
infine, il matrimonio di Laura è del 1505, la datazione di como la predilección por las aves, especialmente las aves
base (1506-1524) dovrebbe forse restringersi. per gli zancudas (aparece un ave zancuda que come una
affreschi, tra il 1518 e il 1522. Per quanto riguarda le serpiente en un arco de la Volta Dorata della Cancelleria,
maestranze che possono avervi lavorato, l’attribuzione è con fecha de 1519), dragnes. que aparecen en
molto difficile, considerato anche lo stato di Carbognano, son frecuentes en sus obras entre 1518 y
conservazione degli affreschi. Ritengo comunque che tali 1520: el corredor del piso principal de la Farnesina. la
artisti provenivano dall’ambito della bottega peruzzesca galería del patio de la casa de los Plceni, la logia Stati sul
degli anni 1518-20 e che ripresero elementi da taccuini, Palatino, la sala capitular de San Lorenzo en Damaso.
stampe, affreschi. senza una precisa fonte iconografica Además de otros elementos que conocemos, como la
ma ricomponendoli diversamente nel nuovo contesto. predilección por las aves, especialmente las aves
Sebbene il genere delle grottesche sia considerato spesso zancudas (aparece un ave zancuda que come una
esclusivamente ornamentale, nel caso specifico di serpiente en un arco de la Volta Dorata della Cancelleria,
Carbognano esse divengono portatrici di un preciso con fecha de 1519), dragnes. que aparecen en
messaggio da legarsi alla figura della committente e alla Carbognano, son frecuentes en sus obras entre 1518 y
funzione del luogo in cui si trovano, che è il salone di 1520: el corredor del piso principal de la Farnesina. la
rappresentanza: non quindi una dimensione privata, galería del patio de la casa de los Plceni, la logia Stati sul
come per le altre stanze, ma semipubblica. Analizziamo Palatino, la sala capitular de San Lorenzo en Damaso.
prima di tutto l’impresa dell’unicorno, certo la chiave di Además de otros elementos que conocemos, como la
lettura di tutto il ciclo. predilección por las aves, especialmente las aves
zancudas (aparece un ave zancuda que come una
L’unicorno, nei bestiari medioevali e nel “Fisiologo”, era serpiente en un arco de la Volta Dorata della Cancelleria,
associato a due leggende: una più popolarmente con fecha de 1519), dragnes.
conosciuta, narrava che l’animale non poteva essere
catturato che da una vergine. Tale Immagine, che tra Con todo, sugiere una datación a fines de la segunda
l’altro compare nelle stanze private di Giulia con chiara década del siglo XVI. Si recordamos que Giulia murió en
autoallusione, era interpretata come figura 1524; que la iglesia que lo tiene construido es de 1522;
dell’incarnazione di Cristo e, in ambito laico, come que el segundo marido, Giovanni Bozzuto (que nunca ha
emblema della purezza e castità. sido nombrado heráldicamente) muere en 1517; eso.
finalmente, el matrimonio de Laura es 1505, la datación
L’altra leggenda riconosce all’unicorno la proprietà dl básica (1506-1524) tal vez debería reducirse. para los
purificare le acque avvelenate da serpenti o altri animali frescos, entre 1518 y 1522. En cuanto a los trabajadores
nocivi, e quindi è utilizzato ancora una volta come que pueden haber trabajado allí, la atribución es muy
emblema di purificazione. Per questo suo significato difícil, teniendo en cuenta también el estado de
l’unicorno veniva spesso impiegato in araldica conservación de los frescos. Sin embargo, creo que estos
specialmente nel mondo cortese e cavalleresco, oltre che artistas vinieron del campo de la tienda de anticipos de
su arazzi e cassoni del XV e XVI secolo. Proprio legato a los años 1518-20 y que tomaron elementos de
questa moda cavalleresca era apparso, per la prima volta cuadernos, grabados y frescos. sin una fuente
nell’iconografia farnesiana, nel sepolcro dì Ranuccio il iconográfica precisa sino recomponiéndolos de manera
Vecchio, del 1449. Si ritiene che Carbognano sia diferente en el nuevo contexto. Aunque el tipo de lo
cronologicamente il primo esempio, finora noto, in cui grotesco a menudo se considera exclusivamente
tale soggetto compare sotto forma di impresa associata ornamental, en el caso específico de Carbognano se
alla famiglia Farnese, che lo adotterà, da Paolo III in poi, convierten en portadores de un mensaje específico que
come animale totemico famigliare. se unen a la figura principal y la función del lugar en el
que se encuentran, que es el pasillo de la representación:
Negli affreschi di Castel S. Angelo compare infatti, tra le por lo tanto, hay una dimensión privado, como para las
altre imprese. quella del liocorno che Immerge Il corno in otras habitaciones, pero semi-república. Antes que nada,
un rivo, accompagnata dal motto “VIRTUS SECURITATEM analicemos la singularidad del todo, sin duda la clave
PARIT, o talora IN VIRTUTE TUA SERVATI SUMUS”: la virtù para la lectura de todo el ciclo.
genera la sicurezza, appunto. Sebbene nel nostro caso il
motto sia, purtroppo, di traduzione del tutto incerta, El unicornio, en los bestiarios medievales y en el
l’associazione tra liocorno e fonte (tra l’altro connotata "fisiólogo", se asoció con dos leyendas: una más conocida
con lo stemma Farnese e quindi simbolo della famiglia popularmente, narró que el animal no podía ser
Farnese stessa) non può che significare il concetto di capturado excepto por una virgen. Esta imagen, que
purificazione dai “veleni” che hanno insidiato la famiglia entre otras cosas aparece en las habitaciones privadas de
Farnese e, oserei dire, Giulia stessa. E’ purificazione che Giulia con claro autoengaño, fue interpretada como una
avviene grazie alla virtù e alla unità dei membri della figura de la encarnación de Cristo y, en el contexto
famiglia chiamati in causa dagli stemmi più sopra secular, como un emblema de pureza y castidad.
decodifìcati. Virtù intesa sia come castità spirituale (di cui
l’unicorno e 1’ acqua sono emblemi), sia come un La otra leyenda reconoce en el unicornio la propiedad de
impegno concreto. Da quello che s’intuisce dalle purificar agua envenenada por serpientes u otras plagas,
illustrazioni del volume Viterbo delle delizie, più volte y por lo tanto, una vez más se utiliza como un emblema
citato, gli stessi concetti sono espressi. nelle stanze de la purificación. Por esta razón, el unicornio se usaba a
private del castello, dalla vergine con il liocorno e dai vari menudo en la heráldica, especialmente en el mundo
cartigli con motto. Tutti richiamano ad una resurrezione, cortesano y caballeroso, así como en los tapices y plantas
rinascita, purificazione attraverso le opere e la scelta di de los siglos XV y XVI. Sólo atada a esta forma caballerosa
una vita virtuosa: CITO PERFICIET (presto avrà había aparecido, por primera vez en el farnesiana
compimento), DATUR... (è possibile), OPERIBUS.. (con i iconografía, en el día de la tumba Ranucio The Elder,
fatti). Molti altri elementi delle grottesche della sala e le 1449. Se cree que Carbognano es cronológicamente el
corone stesse che circondano gli stemmi, sono primer ejemplo, hasta ahora conocido, en el que este
funzionalizzati anch’essi al programma celebrativo della tema aparece en la forma de empresa asociado con la
committente. Gli uccelli che mangiano serpenti, ad familia Farnese, quien lo adoptará, desde Paul III en
esempio: la maggior parte sono trampolieri (aironi. adelante, como un animal totémico familiar.
cicogne. gru. ibis): ossia i distruttori di serpenti per
eccellenza e quindi figure della Virtù-Cristo che combatte En los frescos de Castel S. Angelo aparece de hecho,
contro il Male- Satana. entre otras empresas. la del unicornio que se sumerge en
una corriente de Hornos, con el lema "paridad VIRTUS
SECURITATEM, o, a veces virtud EN SU sumus Servati": la
virtud genera seguridad, de hecho. Aunque en este caso
el lema es, por desgracia, una traducción totalmente
incierta, la asociación entre el unicornio y una fuente
(entre otras cosas que se caracterizan por el escudo de
armas Farnese y, por tanto, de la familia Farnese mismo
símbolo) sólo puede significar el concepto de la
purificación por "Venenos" que han amenazado a la
familia Farnese y, me atrevo a decir, Giulia misma. Es una
purificación que se lleva a cabo gracias a la virtud y la
unidad de los miembros de la familia cuestionada por los
abrigos antes decodificados. La virtud entendida como la
castidad espiritual (de la cual el unicornio y el agua son
emblemas), ambos como un compromiso concreto. De lo
que se puede deducir de las ilustraciones del volumen de
delicias de Viterbo, a menudo mencionadas, se expresan
los mismos conceptos. en las habitaciones privadas del
castillo, desde la virgen con el unicornio y los diversos
carteles con lema. Todo llamado a una resurrección,
renacimiento, purificación a través de las obras y la
elección de una vida virtuosa: CITO PERFICIET (pronto
han completado), datur ... (es posible), operibus .. (con
hechos). Muchos otros elementos de los grotescos de la
sala y las coronas que rodean los escudos de armas,
también están funcionalizados para el programa de
celebración del cliente. de la virgen con el unicornio y de
los diversos rollos con lema. Todo llamado a una
resurrección, renacimiento, purificación a través de las
obras y la elección de una vida virtuosa: CITO PERFICIET
(pronto han completado), datur ... (es posible), operibus
.. (con hechos). Muchos otros elementos de los grotescos
de la sala y las coronas que rodean los escudos de armas,
también están funcionalizados para el programa de
celebración del cliente. de la virgen con el unicornio y de
los diversos rollos con lema. Todo llamado a una
resurrección, renacimiento, purificación a través de las
obras y la elección de una vida virtuosa: CITO PERFICIET
(pronto han completado), datur ... (es posible), operibus
.. (con hechos). Muchos otros elementos de los grotescos
de la sala y las coronas que rodean los escudos de armas,
también están funcionalizados para el programa de
celebración del cliente.Las aves se alimentan de
serpientes, por ejemplo, la mayoría son aves zancudas
(cigüeñas garzas Grúas Ibis...): Que los destructores de
serpientes figuras por excelencia de la virtud y el
entonces Cristo que lucha contra el maldito Satanás.

Il giallo delle ossa di Giulia Farnese, la bella amante del papa Borgia

El amarillo de los huesos de Giulia Farnese, la bella amante del Papa Borgia

E se a Carbognano, paesino nel Viterbese, nascoste in Y si en Carbognano, un pequeño pueblo en la zona de


una nicchia murata della chiesa sconsacrata della Viterbo, escondido en un nicho amurallado de la iglesia
Madonna dell’Immacolata, si conservassero le ossa di desacralizada de la Madonna dell'Immacolata, se
Giulia Farnese? Proprio la “Bella”, per usare l’appellativo preservarían los huesos de Giulia Farnese? Solo la "Bella",
con cui la battezzarono i contemporanei tra la fine del para usar el nombre con el que bautizaron a sus
’400 e i primi due decenni del ’500. Giulia la Bella sta contemporáneos entre finales del siglo XV y las dos
tornando prepotente all’onore delle cronache in queste primeras décadas del siglo XVI. Giulia la Bella regresa al
ore. Magari è stato anche il boom di ascolti della fiction di honor de las noticias en estas horas.Tal vez fue también
culto sui “Borgia”, in cui viene ricostruito il suo ruolo di el boom de las obras de ficción de culto en el "Borgia", en
amante concubina di papa Alessandro VI Borgia, a el que se reconstruyó su papel de amante concubina del
rendere più popolare la sua fama storica. papa Alejandro VI Borgia, para hacer más popular su
fama histórica.
Fatto sta che il mistero sulla sepoltura di Giulia la Bella, la
cui leggendaria avvenenza segnerà il destino suo e quello El hecho es que el misterio sobre el entierro de Julia la
- fastoso - della sua famiglia, potrebbe essere ad un passo Bella, cuya legendaria fortuna marcará su destino y que -
dalla risoluzione. Per secoli è rimasto il tassello mancante lujoso - de su familia, podría estar a un paso de la
nella sua biografia, ma ora tutto rischierebbe di resolución. Durante siglos, ha permanecido como la pieza
riscriversi. que faltaba en su biografía, pero ahora todo podría
reescribirse.
C’è molto fermento nella zona, col sindaco di Carbognano
Agostino Gasbarri in prima fila, e tutti sognano e Hay mucha emoción en el área, con el alcalde de
sospirano che si tratti proprio delle sue ossa. Già perché Carbognano Agostino Gasbarri en la primera fila, y todos
due giorni fa, dietro l’altare (1600) nella Cappella della sueñan y suspiran porque realmente es su hueso. Sí,
Resurrezione della chiesa, al centro di un delicato porque hace dos días, detrás del altar (1600) en la capilla
intervento di restauro condotto dall’équipe della de la Iglesia de la Resurrección, en medio de un trabajo
Soprintendenza ai beni storico artistici del Lazio, diretta de restauración delicada realizada por el equipo de la
da Anna Imponente, è stata scoperta una nicchia scavata Superintendencia del patrimonio histórico y artístico de
nel muro da cui sono riaffiorati i resti di due corpi la Lazio, dirigida por Anna impresionante, se descubrió
(avendo individuato due teschi). una nicho excavado en la pared de donde han resurgido
los restos de dos cuerpos (habiendo identificado dos
I tecnici della Soprintendenza mantengono tutta la cráneos).
cautela possibile. «Sono indubbiamente antiche», Los técnicos de la Superintendencia mantienen toda la
commenta la storica dell’arte Giovanna Grumo, cautela posible. "Indudablemente son antiguos",
responsabile del cantiere di restauro per conto della comentó la historiadora de arte Giovanna Grumo,
Soprintendenza. «Potrebbero essere datate però al 1575, responsable del sitio de restauración en nombre de la
la stessa data che compare nella cappella ad indicarne la Superintendencia. "Podrían remontarse a 1575, la misma
realizzazione». «Ci sono varie ipotesi al momento - fecha que aparece en la capilla para indicar su
continua la Grumo - sicuramente appartengono ad una realización". "Hay varias hipótesis en este momento -
persona di alto rango vista la sepoltura nella chiesa. Certo continúa el Grumo- que ciertamente pertenecen a una
tutti speriamo che appartengano a Giulia Farnese, vista la persona de alto rango dado el entierro en la iglesia. Por
tradizione orale che dice che la Farnese fu seppellita qui, supuesto, todos esperamos que pertenezca a Giulia
ma per avere la certezza dei dati, dobbiamo aspettare Farnese, dada la tradición oral que dice que el Farnese
solo l’esito delle indagini scientifiche sulle ossa». fue enterrado aquí, pero para estar seguros de los datos,
tenemos que esperar solo los resultados de las
Nei prossimi giorni, infatti, i resti di Giulia la Bella saranno investigaciones científicas sobre los huesos.
presi in consegna dalla autorità giudiziaria di Viterbo per En los próximos días, de hecho, los restos de Giulia la
un primo esame. Qualora si restringesse la datazione al Bella serán asumidos por las autoridades judiciales de
XVI secolo e si attribuissero ad una donna, allora scatta la Viterbo para un primer examen. Si la datación del siglo
seconda fase di analisi più approfondite per circoscrivere XVI se redujo y se atribuyó a una mujer, entonces se
la datazione esatta. desencadenó la segunda fase de un análisis más
profundo para circunscribir la fecha exacta.
Giulia Farnese, nata a Capodimonte nel 1474, dopo una Julia Farnesio, nacido en Capodimonte en 1474, después
vita "segnata" dalla sua bellezza (donata giovanissima de una vida "marcada" por su belleza (donado por la
dalla famiglia su un piatto d'argento ai Borgia per trarne familia joven en bandeja de plata a Borgia para sacar
profitti e lustro) come è noto morì il 23 marzo del 1524, beneficios y brillo) como se le conoce murió el 23 de
all’età di 50 anni, dopo essere stata ammirata e ritratta marzo de 1524 a la edad 50 años, después de haber sido
da artisti come Pinturicchio e Raffaello. A Roma. Ma admirado y retratado por artistas como Pinturicchio y
Carbognano era nel suo cuore. Nel 1506, infatti, assunse Raffaello. En Roma. Pero Carbognano estaba en su
il governo di Carbognano, il feudo che Alessandro VI corazón. En 1506, de hecho, que asumió el gobierno de
(amante protettore e probabile padre della sua unica Carbognano, la pelea que Alejandro VI (protector y es
figlia, Laura) aveva donato al marito “fantoccio” della probable padre de su única hija, Laura amante) había
Bella, Orsino Orsini. E qui rimase fino al 1522 (dopo dado su marido "títere" de lo Bello, Orsino Orsini. Y aquí
essere rimasta vedova del secondo marito). permaneció hasta 1522 (después de haber enviudado por
el segundo marido).
Nel suo testamento destinò un fondo speciale per la En su testamento dedicó un fondo especial para la
ricostruzione della chiesa della Madonna dell’Immacolata reconstrucción de la iglesia de la Madonna
(l’attuale chiesa venne eretta su una precedente, più dell'Immacolata (la iglesia actual fue erigida sobre una
piccola e modesta). Si sa, sempre dal testamento, che anterior, más pequeña y más modesta). Sabemos,
desiderava essere seppellita sull’isola Bisentina, nel cuore siempre por voluntad propia, que deseaba ser enterrado
del Lago di Bolsena, ma di tombe lì nessuna traccia. en la isla Bisentina, en el corazón del lago de Bolsena,
Carbognano è rimasta sempre nell’aura della leggenda pero allí no había rastros de tumbas. Carbognano
locale, ma forse oggi potrebbe esserci una svolta. siempre se ha mantenido en el aura de la leyenda local,
pero quizás hoy podría haber un punto de inflexión.
Ma come è avvenuta la scoperta? Durante i lavori, i ¿Pero cómo sucedió el descubrimiento? Durante las
restauratori si sono accorti che dietro l’altare della obras, los restauradores se dieron cuenta de que los
Cappella proseguivano gli affreschi della scena della frescos de la escena de la Resurrección continuaban
Resurrezione. Così hanno spostato la mensa d’altare e detrás del altar de la Capilla. Entonces movieron la mesa
hanno trovato un foro tra le pietre del muro. A quel del altar y encontraron un hoyo entre las piedras de la
punto la sorpresa è stata forte. Rimosse poco alla volta le pared. En ese momento, la sorpresa fue fuerte. Una vez
pietre, è stata scoperta la nicchia con le ossa, dove subito que las piedras fueron removidas poco a poco, se
sono stati riconosciuti i due teschi. descubrió el nicho con los huesos, donde los dos cráneos
fueron reconocidos inmediatamente.
Euforia e cautela, sono questi i sentimenti che dividono i Euforia y precaución, estos son los sentimientos que
cittadini e i tecnici. Eppure, non mancano gli indizi che dividen a los ciudadanos y técnicos. Y, sin embargo, no
farebbero ben sperare. Il fatto che la sepoltura fosse su hay escasez de pistas que esperarían. El hecho de que el
muro («più nobile e raro») e non a terra. Che la nicchia entierro estaba en la pared («más noble y raro») y no en
fosse nella cappella della Resurrezione, prezioso affresco el suelo. Que el nicho estaba en la Capilla de la
di scuola viterbese che simbolicamente si lega al tema Resurrección, un precioso fresco de la escuela de Viterbo
della morte. A Carbognano tutti fremono. E incrociano le que simbólicamente se une al tema de la muerte. Todos
dita. en Carbognano tiemblan. Y cruzan sus dedos.
(1) (2) (3)

(4) (5) (6)

(1) Capodimonte, Palazzo Farnese, Giulia nació aquí

(2, 3, 4) Viterbo, Palazzo Farnese, aquí Giulia vivía con su hermano Alessandro (futuro Papa Paolo III) (2)

(5) La Fortaleza de Montefiascone, Giulia fue encarcelada por Carlos VIII (1)

(6) La Rocca di Vasanello, residencia de Giulia y Orsino (1)

El castillo de Farnese di Carbognano: morada de Giulia la "Bella"

41 Piazza del Comune – Carbognano (VT), Lacio


Fontana situata in Piazza del Comune. Fu fatta costruire da Giulia Farnese negli anni della sua
residenza a Carbognano (1508 - 1524), essa distribuisce l’acqua grazie a tre getti, di cui quello
centrale è costituito da una bella testa di leone in pietra (in paese è soprannominato ‘o mascherò de
piazza). La fontana è suddivisa in tre vasche: le due laterali servivano da abbeveratoio per gli
animali, quella centrale per l'approvvigionamento idrico delle famiglie. Tutto ciò è avvenuto fino a
pochi decenni fa, quando in ogni abitazione sono state installate le condutture dell'acqua potabile. La
fontana è sormontata dallo stemma gentilizio con corona principesca raffigurante le tre spighe
simbolo del Comune di Carbognano che ricordano il miracolo del grano operato da Sant'Eutizio da
Ferento, Patrono di Carbognano.
Carbognano – Castello Farnese
affresco nella Sala di Giulia Farnese 1475 1524 Castello Farnese a Carbognano Viterbo