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Diario Cammino a Santiago 2017

CAMMINO ARAGONES

15/5 Firenze Somport


Partenza con Paola e Renzo da Firenze alle 9:00 e arrivo a Barcellonaalle 10:15.
Giampaolo, lamico pellegrino di Venezia, arriva in orario ma lo zaino dopo unora.
Per fortuna abbiamo prenotato il taxi che ci porter al Col duSomport, dopo un viaggio comodo in un Van
Mercedes, quasi tutto per autostrada.
L AlbergueAysa, sulla frontiera con la Francia ormai dismessa, datato ma ha una bellissima veranda con
vista sulle montagne ancora innevate. E un rifugio alpino per sciatori. La proprietaria simpatica. C una
canina cieca di 14 anni che il padroncino rassicura dicendo soyyo.
Guido nella notte come in quasi tutte sfodera le sue qualit di superroncadore.

16/5 Somport Villanua (km. 17,1)


Si partepoco dopo le 7. Bel tempo, foto di rito e si scende lungo il rio Aragon.
Bel sentiero e bellissime montagne. Una sembra il Pordoi. Arriviamo a gli antichi resti dellHospital di Santa
Cristina
ACanfrancEstacion si prende un caff e intorno alle 14 arrivo e sosta a Villanua presso lHostal Alto
Aragon.Belle camere e buono lo spuntino.Ragazza del bar molto simpatica, giovane e brava.
Riposino e poi paseo per il paese. Chiesa aperta con bei retablo e statue di S.Rocco e S.Giacomo. Panchina
con concha azzurra. Conversazione con anziana, molte case sono di villeggianti o emigrati in California.
Aspettiamo che il bar riapra sulle sedie davanti. In tanti passano, poi ritornano anche i muratori dellhotel
non sanno perch le ragazze non ci sono. Arriva coppia francese per camera. Uomo con 2 cani personaggio
del paese va e viene.
Conquisto un camionista e il muratore ciccione con cappellino rosso allindietro tipo Mario il Bagnino
che mi saluta lanciandomi un bacio con la mano.
Grandi risate.

17/5 Villanua Jaca (km. 15,4)


Sole. Partenza ore 7.
Si cammina in piano per campi. Belle cime innevate alle spalle. Si sale al Castillo di Jaca bellissimo: case in
pietra e camini caratteristici.
Si cammina lungo lalveo del fiume e si passa un ponte romano.
Arrivati a Jaca lalbergue apre alle 15 perci si va a mangiare al CafOza. Il barista ci trova il taxi per S.Juan
de la Pea e chiama lospitalera che alle 15 puntuale ci apre lalbergue , buono euro 10 a notte. C un
pellegrino argentino.
Alle 15,30 si parte con il taxi che ci aspetta davanti al caf e ci porta a S.Juan. Tutta larea di interesse
geologico. Conformazioni rocciose tipo meteore greche. Si passa un paese dove c S.Caprasio e poi si
arriva al monastero Viejo incastonato sotto una roccia impressionante.
Per primo si visita il monastero barocco con un museo eccezionale con descrizioni e pavimenti in vetro per
vedere gli scavi e le ricostruzioni degli ambienti. Legno dappertutto riveste pareti e pavimenti. Chiostro con
vetri in alabastro.
Si scende al monastero viejo: il chiostro senza tetto perch riparato dalla enorme roccia che lo sovrasta.
Allinterno vi sono sepolti nobili reali aragonesi. Panteon reale ancora visitato dai reali.
Ritorno a Jaca con visita alla cattedrale e alla pasteleriaEcheto del 1890 l di fronte.

18/5 Jaca Puente la reina de Jaca (km. 23,3)


Partenza ore 6.30.
Si incontra una coppia di Avils con dei minizaino, vanno a Santiago.
Usciamo da Jaca ripassando davanti al bar dove ieri abbiamo pranzato. Sentiero lungo la N240.
Alle 8,30 inizia a piovere e piover per tutto il giorno.
Sosta a Santa Cilia in un bar, ci voleva.
Alle 14 siamo allhotel Amaya. Il gestore fa un po di storie per mancata prenotazione poi ci d la camera.
Laviamo tutto. Ci fanno usare la loro secadora industriale, prima un po nervius e poi tutti sorridenti e
disponibili. Boh!
Dopo il riposo andiamo in farmacia dove con 2,5 euro si prendono 40 pasticche di Tachipirina1000, poi
supermercato per domani.

19/5 Puente la Reina de Jaca Artieda (km. 20,7)


Partenza ore 7, luce stupenda. Si attraversa il ponte sul Rio Aragon e ci si addentra nella meseta
aragonese.
Si vede Arrssu in alto dove ci dicono che c un albergue molto carino a donativo.
Infiniti campi di grano verde e alle nostre spalle e a destra i Pirenei innevati.
Ci sorpassano largentino e i due spagnoli di ieri che hanno dormito a Arres.
Fa freddo ma c il sole. Si attraversa una splendida vallata con concrezioni di galestro e si sale a Artieda.
Bellissimo borgo. Lalbergue nellex canonica tutto in pietra. Hospitalero giovane e simpatico che ha un
canino a cui dice: Sientete, dame la pata e gli d un bocconcino.
Ci sono gli spagnoli che per ripartono. C Jorge largentino trovato a Jaca che parte sempre presto. Il bar
dellalbergue chiude e riapre alle 19. Fuori c il sole ma fa freddo.
Un anziano ci apre la chiesa dove c un retablo del 1600 restaurato da poco, molto bello. La chiesa di
origine romanica che ha inglobato il castello fortezza.
Si domina tutta la valle che abbiamo attraversato e tutta la cordigliera dei Pirenei innevati. Bellissimo.
Arriva un sardo non troppo rifinito che non pu stare a dormire sui letti di sopra, perci riparte perch non
sicuro che gli diano un posto in basso.
Arriva ciclista svizzero di 28 anni. A cena tutti insieme. Si parla della Patagonia. Il ragazzo ha le foto del Lago
Viedma. Jorge concorda con me quando dico che la Patagonia primordiale.
Nella notte pesca miracolosa con la borsina pellegrina per colpire Guido quando russa. Alla fine vado a
dormire nel corridoio sopra due piumoni-. C uno splendido parquet vecchio su cui si sta proprio bene.

20/5 Artieda Urdues de Lerdas (km. 22,5)


Partenza ore 7,30.
Fa freddo ma c il sole. Si scende verso lembalse. Cartelli di lotta contro Yesa per allagamento invaso che
cancellerebbe 5 km di cammino.
Campi di grano ed ermita. Si arriva a Resua, villaggio fantasma con castello dove per c un albergue da
veri pellegrini. Lospitalero ci offre acqua al sambuco, pane latte e caff a volont, tutto a donativo.
C anche Jorge che riparte subito.
Si scende e si risale in una foresta di abeti. Si domina il lago e dietro di noi ancora la catena dei Pirenei, poi
si scende nella vallata della nostra meta. Si passa sopra auna calzada. Lultimo chilometro per nostra gioia
in salita. Paola distrutta. Sosta ad un lavatoio antico e poi al bar dellalbergue. Ci facciamo tre tapas con
acciuga. Urdues bellissima, case antiche rimesse tanti fiori, rose. Lalbergue molto bello, tutto nuovo,
domina la valle, con lavadora. Si lava e si asciuga tutto. Gli uomini strizzano bene i panni prima di metterli
nella secadora.
I panni in strada e alla finestra. Dal mio letto ammiro unermita lontana.

21/5 Urdues de Lerdas Sanguesa (km. 14,5)


Si parte alle 7.C il sole. Su un muretto isolato nel nulla un coccio con fiori.
Si devia percastello di Javier. Bellissimo castello della famiglia di S.Francesco Saverio missionario nelle
Indie. Chiesetta dove stato battezzato. Unico fonte battesimale ottagonale della Navarra. Novit dopo
battesimi a immersione. E la domenica di un battesimo: 8 giorno, resurrezione.
Incontrata anziana di 98 anniin perfetta forma che si faceva la sua passeggiata. Mi ha detto che qui luogo
di pellegrinaggi. In marzo ventimila persone.
C un gruppo di francesi di Biarritz in gita, una in sedia a rotelle, imbarazzo a parlare di noi a piedi. Saliamo
lungo la nazionale fino a un passo poi ritroviamo a destra la strada bianca per Sanguesa piena di famiglie in
bici.
Alle porte di Sanguesa troviamo tre del posto anchessi pellegrini che ci portano davanti allalbergue.
Lospitalera una signora simpatica.
Unica camerata al primo piano. Ci sono Clemente e Niels, (i loro nomi li sapremo domani) e un ciclista.
Lavadora e secadora nel cortile,
Pomeriggio giro per il paese antico con palazzi nobiliari con blasoni in pietra. Ponte su Rio Aragon. Chiesa di
Santiago stupenda. Cicogne finte con meccanismo.
Alle 20 messa a S.Maria. Prete saluta noi pellegrini.
Guido come sempre ha male alla gamba.
Nel pomeriggio un taxi (ladro euro 48) ci porta a Foz de Lumbier, orrido con gallerie e nidi di avvoltoi e ci
viene a riprendere.
Al bar trovato Jorge ma oggi dorme in hostal.

Riporto il testo di una preghiera trovata nella Chiesa di Santiago:


No me mueve, mi Dios para quererte
El cielo que me tiene prometido.
Ni me mueveelinfierno tan temido
Para dejar por eso de ofenderte.
Tu me muevesSenormueveme verte
Clavado en una cruz y escarnecido
Mueveme ver tu cuerpo tan herido
Muevemetusafrentas y tu muerte.
Mueveme en fin tu amor en tal manera
Queaunquw no hubiera cielo tew amara
Y aumque no hubierainfierno te temiera
No me tienesque dar porque te quiera
Porqueaunquecuando espero, no esperara
Lo mismoque te quiero te quisiera.
Libera traduzione:
Non per il cielo che mi hai promesso Dio mio che ti desidero.
N per il timore dellinferno che non ti offendo.
Sei tu Signore che mi commuovi, vederti inchiodato e piagatosu una croce.
Mi commuove le offese che hai subito e la tua morte, mi commuove infine il tuo amore in un modo tale
Che anche se non ci fosse il cielo ti amerei e se anche non ci fosse linferno ti temerei.
Non posso far altro che dare perch ti desidero, perch anche quando spero non spererei; lo stesso come
ti desidero ti desidererei.

22/5 Sanguesa/Izco Monreal (km. 10,2)


Alle 6 siamo tutti svegli perch Niels fa suonare la sveglia ma non riesce a chiuderla e cos Giampaolo.
Sembra una scena del film S.Jacques la Mecque!!
Alle 8 si prende il bus La veloce Sanguesina per ridurre i chilometri della tappa visto che a Izco non c pi
lalbergue . Sul bus c anche Jorge che saluteremo perch va a Madrid prima di rientrare a casa.
Si scende a Izco, paese spopolato. Si attraversa un secondo paese con una bella chiesa e una casa con delle
bellissime rose (foto 623).
A Salinas de I Bargoit ci fermiamo per uno spuntino su una panchina accanto a una casa dove ci sono tre
persone a sedere sulluscio di casa che stanno facendo colazione : Pedro, Maria Jos e Jos Xavier. Ci
offrono fragole prosciutto casero superlativo caff e bota col vino. Guido e Giampaolo provano aberlo alla
basca ma non c confronto con lo stile di Pedro.
Hanno una nipotina di 18 mesi di cui M.Jos ci fa vedere le foto con orgoglio.
Traversiamo un ponte medievale poi arriviamo a Monreal e ci sistemiamo nellalbergue che si trova in cima
a una scalinata nel bel mezzo del paese. E aperto e ci sistemiamo. Molto accogliente, pulitissimo con una
cucina incredibilmente linda! Camerata unica, noi, Clemente, Niels, 4 francesi e 2 spagnole.
Nel pomeriggio arriva Alicia, ospitalera giovane e dinamica.
Foto agli scarponi tutti in fila.
Pomeriggio a ciondolare. Bevuta nella piazzetta e poi alla tienda di Alicia lospitalera. Spesa per lo spuntino
di domani e spaghetti per la cena di stasera, alla quale invitiamo Niels e Clemente che accettano molto
volentieri.
Ci divertiamo tantissimo. Spaghetti aglio e olio e spaghetti alla pomarola con origano. Niels di un
umorismo incredibile, stato scout e gira col cappellone verde. Vorrebbe mangiare anche la razione al
pomodoro di Clemente dicendo: lui buono me la lascia e invece Clemente non gliela cede di certo non
vede lora di mangiarsela.
Alle 22 tutti in branda tranquilli.

23/5 Monreal Tiebas (km. 13,6)


Alle 6 tutti in piedi. Colazione preparata da Anna laltra ospitalera simpaticissima.
Salutiamo Clemente e Niels che partono molto prima di noi. Loro andranno a Santiago lungo il cammino
francese perci non li ritroveremo pi.
A met mattina ci fermiamo per un boccadillo con pane di cereali e mortadella. Giampaolo mangia anche la
mia met. MACCHIA INDELEBILE.
Per il pranzo ci fermiamo in un paesino dove ci sono statue stilizzate di animali in ferro battuto e tanti fiori.
Lungo il cammino tante macchie di ginestre. Arriviamo a Tiebas passando davanti ai resti dellantico
castello.
Allalbergues molto bello e nuovo, c un ospitalero segaligno capellone e un po malmesso.
C un sole bellissimo e il paese piacevole con una bella chiesa e dei bei giardini. Si domina la vallata.
Pomeriggio di relax.

24/5 Tiebas Puente la Reina (18,4)


Facciamo con calma gli zaini e partiamo alle 7,30 con il sole
Si cammina a fianco dellautostrada. Troviamo coltivazioni di asparagi. Finalmente arriviamo a Eunate.
Ci sono tanti pellegrini che vengono dal cammino francese. La musica cambia, stiamo per entrare nel
vortice.
Si passa da Obanos e poi ci facciamo la foto alla statua del pellegrino che ci accoglie.
Ci sistemiamo allAlbergue de losRedentoristas, il solito. Camera da 8 posti, la n. 7: noi, 2 italiani (Bergamo e
Genova) e 1 americana di Cleveland che si butta sul letto e non si alza pi. Il bergamasco un sessantenne
grande e grosso ma imbranato che sbaglia a comprare il sapone, fa un casino. Il genovese, Alessandro ha 38
anni e oggi finisce il cammino.
Lalbergue stato rinnovato, belle camerate, belle docce, lavadora, secadora, grandissimo giardino e un
ampio spazio per tendere i panni.70 posti tutti occupati, ma si sta benissimo.
Pomeriggio giro per Puente la Reina.
Alle 20 siamo alla chiesa del Crocifisso per adorazione e benedizione pellegrini. Bellissimi canti che ho
registrato.
Prima di andare a letto mi sono trattenuta in sala pranzo a leggere il libro. C un italiano che si sistemato
su un tavolo per dormire. Prima ha parlato con unitaliana e ho sentito che sono massacrati dal cammino.
Ci sono tanti giovani anche in gruppo tipo scout.
Alle 22 silenzio assoluto.
25/5 Puente la Reina Burgos
[trasferimento in pulman]
Il rifugio si svuota. Giampaolo sveglia Guido con Tanti auguri che finisce al grido di 71!, tiritera che si
ripeter per tutto il giorno. Sole. Giampaolo fa una tappa girando come una trottola per la piazza, in attesa
del bus La Estellesa che alle 10.25 ci porter a Logrono e poi a Burgos.
Viaggio tranquillo, bellissimi campi di verde, si rivede Villamayor de mon Jardin, Irache, Torres del Rio. A
Logrono si fa sosta per il pranzo ma io solo th perch non sono al top.
Si parte con Alsa per Burgos e si arriva in perfetto orario. Mentre si va allalbergue scatto foto alla
cattedrale e ad alcuni edifici Liberty, meno male perch pi tardi piover. Ci sistemiamo allHotel ElCordon
bene in una doble e una tripla. Si va alla cattedrale appena in tempo per vedere lorologio e per avere il
sello. Piove. Con Giampaolo risate per la sua biancheria intima traforata che asciuga veloce perch
appunto traforata.

26/5 Burgos/Hornillos Castrojeriz


Alle 7 arriva il taxi che ci porta a Hornillos dove facciamo colazione in un albergue un po hippy con frasi
poetiche ai muri come questa del poeta Rumi:

Out beyondideas of wrongdoing


and rightdoingthereis a field
Illmeetyouthere.
When the soullies down in thatgrass
The world is to full to talk about.
Ideas, language, even the phraseeachother
Doesntmakeanysense

Libera traduzione:
Al di l delle idee disbagliato e digiusto c un campo.
Ti incontrer l.
Quando lanima si stende su quellerba
Il mondo troppo pieno per parlarne.
Idee, lingua, perfino la frase che ci diciamo
Non ha alcun senso

Alle 8.10 si inizia a camminare in una processione di pellegrini. Lungo strada scambio due parola con Iugiu
una giovane coreana molto simpatica di 35 anni con un bel sorriso. Attraversiamo mesetas di grano verde.
Sosta a Hontanasormai trasformata con bar dal pratino verde ombrelloni e ogni tipo di servizio.
Breve sosta a S.Antonio ben risistemato con bandierine di preghiere buddiste. Metto il sello e risento il
suono del furgoncino del pane!!
A Castrojeriz lalbergue pieno perci si va allhostalJacobus. Bella camera un po retro con tante finestre e
un buco nel soffitto da dove piove! Ma il prezzo non certo pellegrino: 75 euro la tripla. Gran giardino
terrazzato.Gestore giovane italiano di Pescara.
Tempesta di grandine poi torna il sole. Spesa al super per domani. Cena allhostal senza lode e senza
infamia.

27/5 Castrojeriz Fromista


Si parte alle 6,30 dopo desayuno con roba comprata ieri sera.
Sorge il sole mentre ci avviamo in una lunga fila di pellegrini costeggiando un canale. E bello ripercorrere il
cammino in unora diversa dal 2006. Allora in pieno sole ora al levar del sole. Fila indiana su per la salita.
Colline per imboschimento fanno giochi geometrici, terra di un marone particolare.
In cima sosta sotto il riparo di legno per proteggersi dal vento.
Discesa cementata! Ampia veduta su vallata con scacchiera di colore verde e marrone.
A un certo punto mi fermo, sono sola e in cielo canta unallodola. Tiro fuori la macchina fotografica e faccio
un video per riprenderne il suono. Una meraviglia.
Arriviamo a S,Nicolas dove c un ospitalero di Loro Ciuffenna. Ci offrono unottima sangria.
Sosta a Itero de La Vega, pieno di bar per un caff.
A Boadilla del cammino ci fermiamo nel giardino del solito albergue dove c il solito proprietario ma con
dormitori migliorati assai. Cicogne a gogo sulla chiesa. Per strada incrociamo una famiglia coerana con tre
figli dai 4 ai 12 anni ognuno col suo cappellino e il suo piccolo zaino, uno spettacolo.
Arrivati a Fromista ci sistemiamo nellalbergue privato accanto alla ferrovia. Un cesso ma ormai. Il
problema andare in centro perch Guido ha un male fortissimo alla gamba. Visitiamo comunque la
famosa chiesa di San Martin dalle quattro torri che abbiamo trovato sempre chiusa. Bellissima con capitelli
stupendi.
Ottima cena alla Caffetteria La Venta dove il regolamento dei conti avviene cos: Giampaolo d a Renzo che
d a Paola che d a Guido che d a me perch dia a Giampaolo le quote spettanti!!! Tutta una risata!

28/5 Fromista Lon


[trasferimento in taxi pulmino]
Ci si alza alle 7. Arriva la famiglia coreana che prender il treno che va a Leon passando per Palencia. Si
sarebbe potuto fare anche noi, ma gli orari che avevo io erano molto pi tardi.
Arriva Antonio il tassista che ci affida al nipote. Ci propongono di andare a Leon anzich a Carrion de
losCondes per un prezzo ragionevole e cos accettiamo previa colazione a Fromista.
Arrivati a Leon lasciamo gli zaini alla Pension Blanca ottimamente ristrutturata la cui proprietaria sempre
la stessa gentile signora del 2004.
Alle 11 messa in cattedrale e poi visita con audioguida in italiano, perfetta, ottimo inquadramento storico.
Dal periodo buio dopo la caduta dellimpero romano risorgono chiese romaniche solide e buie, poi rifiorisce
la speranza e appare il gotico che eleva luomo a Dio con volte e vetrate. Spiegazioni delle vetrate e
orientamento per ingresso della luce.
Sepolcro del vescovo amico di Alfonso X grande mecenate, che sostenne lidea della costruzione della
cattedrale. Il Rinascimento provoca la fine del medioevo e linizio dellet moderna. Il gotico quindi si
trasforma, da puro passa al fiorito e infine al rinascimentale..
Dopo lo spirito il corpo: ottimo menu del dia in Via La Rua in un localino che sembra una rosticceria ma che
al primo piano ha una piacevolissima sala da pranzo con una terrazzina.
Torniamo alla pensione dove abbiamo due doppie e una singola. Guido ha male alla gamba purtroppo.
Alle 19 andiamo in piazza S.Marco davanti al Parador poi torniamo nello stesso locale per la cena.
Visita alla cattedrale in notturna. Strade invase da tifosi della squadra Leonesa. Vecchi donne bambini
giovani urli e canti per la vittoria.

29/5 Leon Santiago


[trasferimento in treno]
Ore 8 si esce per visita a Piazza del Grano e albergue pellegrini. Visita a S.Isidoro. Ci sono cicogne anche in
citt.
Acquisto credenziali a S.Isidoro e allalbergue delle Benedettine dove ci fano un po di storie ma poi ce le
danno.
Si riprendono gli zaini e si saluta Blanca.
Pranzo al bar La Barra di fronte a stazione treni. Giampaolo per errore ordina peperoni che ha sempre
cercato di evitareper fortuna c sempre la mitica insaladamixta con le mitiche uova sode che risolvono il
problema.
In treno siamo sulla stessa carrozza ma sparpagliati, non si capito perch visto che abbiamo comprato i
biglietti tutti insieme. Boh! Dal treno rivedo i campanili della cattedrale di Astorga. Si attraversano
montagne molto belle, si passa da Ponferrada e da Orense ma non si vedono i relativi centri storici.
Accanto a me c una signora gallega con cui mi metto a parlare. Mi dice che domani a Santiago c il
mercato del pesce e che la Galizia il regno dei crostacei e dei molluschi. In treno si ride per scambio di
posti. Solo tre carrozze semivuote fino a Orense.
A Santiago c il sole e siamo felicissimi di esserci di nuovo.
Ottima sistemazione in una nuovissima Pensione O Codice proprio vicino alla taperiaObispo ( 2 doppie e 1
singola). Dalla nostra finestra si vede la cattedrale. Unico problema la mattina alle 4 rumore infernale della
pulizia delle strade sotto le finestre!!!.
Cattedrale in parte chiusa ma campanili gi puliti. Mi manca un po il verde del muschio!
La vecchia pensione in piazza in vendita.

30/5 Santiago de Compostela


Sole. Sello allufficio del pellegrino. Giro al Mercato che non avevamo mai visto molto bello.
Messa con botafomeiro alle 12. Pranzo da Manolo dove incontriamo neanche a volerlo, Francesco, il
ciclista di Torino che incontrammo al Gran S.Bernardo sulla Via Francigena. E stato lui a riconoscerci. Ha
fatto lospitalero a Leon. Ha fatto la Ruta de la Lana che assomiglia alla Plata. Ce la consiglia.
Nel pomeriggio giro per la cattedrale e abbraccio al Santo.
Giro per negozi e ai giardini. Abbiamo trovato da dormire per domenica .
Dopo la classica serata in musica della Tuna in piazza Obradoiro a nanna.

CAMMINO SANTIAGO FISTERRE - MUXIA

31/5Santiago Alto do Pena (km. 30,1)


Partenza ore 7. Saluti ai Chelli che restano qualche giorno e poi tornano a casa.
Nebbia galiziana. Colazione al Bar Tertulia ottima. Foto al primo mojone con lennesima coreana.
Sosta a un bar per empanada caff e frutta comprata ieri al mercato.
Bellissima tappa allombra fra boschi di quercia felci eucalipti. Horreos e aldeas.
Arriva il sole. Al ponte incontro con Frederic, canadese di Quebec. E ingegnere professore allUniversit.
Insegna materia per ridurre i rumori dei macchinari a tutela dei lavoratori. Scrive un diario personale per
terapia per recupero da depressione. Divorziato da unamericana, da 20 anni ha una nuova compagna e
due figlie che lo aspettano a Parigi. Lunga chiacchierata fino a Negreira dove si fermer, poi far una
settimana a Finisterre. Ci scambiamo le email e ci salutiamo. Troviamo tre ciclisti italiani tra cui una donna
Chiara.Arriviamoa Negreira alle 13 senza affaticamento. Ci facciamo un bocadillo euna birra. Guido sta
bene perci decidiamo di continuare. In tutto facciamo 30 km. non male. Ci fermiamo allalbergue privato
Alto da Pena. Ottimo posto una bella casa di campagna in pieno sole gestita da Manuel e Elena, solari,
simpatici. Bella cameretta a tre letti pavimento in legno vecchio. Bagni nuovi e pulitissimi.
Nel pomeriggio birra, coca e mantovana casera!
Chiacchiere con Marino di Redipuglia che al primo cammino da solo, non parla le lingue straniere perci
ha trovato qualche difficolt. E un gran camminatore che fa di media 40 km al giorno, per si affaticato a
questultima salita che non particolarmente dura.
Cena comunitaria a un tavolone sotto un tendone allaperto in vero spirito pellegrino secondo la regola che
i gestori hanno scelto.Molto attenti allo spirito del cammino offrono una cena a menu fisso con dolce
appena fatto e liquorino alle erbe. Tutto casero: sopa de lentejas magnifica e pasta pasticciata. Elena ci
chiede il parere sulla pasta: buona ma la prossima volta 3 meno di cottura perch le spieghiamo che poi la
pasta continua a cuocere pasticciandola.
Siamo 13 pellegrini, inglesi tedeschi, francesi ,svizzeri e 1 americano chetiene banco. E di Sacramento
(California) ed proprio un gran sacramento. Parla continuamente ma solo con la coppia di inglesi. Non
capisco niente per come parla veloce. Mangia e beve a non finire, non sorride mai e alla fine si alza prende
una bottiglia dacqua tutta per s e fa per andarsene. Io gli chiedo se sorride mai e lui risponde qualcosa
facendo un ghigno forzato: alieno!
Resta una coppia di giovani. Lei peruviana ma dai tratti occidentali. Lui figlio di tedesco e di Valenciana vive
in Germania. Sono molto solari fanno Santiago Fisterra Santiago.
I gestori vogliono una foto con i pellegrini, dopodich tutti facciamo loro i complimenti e ce ne andiamo a
dormire con il sole in una luce bellissima. Posto stupendo proprio nel vero spirito del cammino.

1/6 Alto da Pena Logoso (km. 29.7)


Sveglia alle 6. Colazione alle 7. Foto ai gestori. Manuel ci saluta dandoci la disponibilit per qualsiasi
bisogno: vengo con el coche a buscaros vengo con la macchina a cercarvi.
Si parte alle 7.30 con nebbia galiziana. Si sale per boschi e prati. Dopo tre ore di cammino sosta per caff e
empanada. Tutto mi appare nuovo perch c il sole. Riconosco Santa Marina dove ci fermammo nel 2010
alla casa viola e blu.
Passiamo vicino allalbergue di Olveiroa dalle caratteristiche casette in pietra con le finestre azzurre.
Proseguiamo e ci fermiamo a Puente Olveira per un almuerzo: tortilla, insalata e riso con polpette. Ci sono il
francese e la svizzera di ieri che si fermano qui.
Noi proseguiamo perLogoso dove ritroviamo lamericano di Sacramento. Noi ci sistemiamo allalbergue O
Logoso dove c Manuela proprietaria amica di Elena e Manuel di cui portiamo i saluti.
Ottima sistemazione in una cameretta con i muri di pietra. Ci sono centesimi sparsi in tutte le fessure dei
muri..

2/6 Logoso Fisterre (km. 30,1)


Si parte alle 7.30 dopo lauta colazione. Nebbia galiziana. Si arriva al desvio per Muxia e ci facciamo la foto di
rito al pilastrino. Troviamo Rino e Emma di Milano con cui camminiamo fino a Madonna della Neve.
Saliamo a Corcubion (per la strada le nasse questa volta non ci sono) poi entriamo nel bosco di abeti e pini.
Infine vediamo il mare e scendiamo a Sardineiro dove ci fermiamo per pranzo. Seguiamo il lungomare sulla
spiaggia e cerchiamo conchiglie fino a Fisterre.
Ci fermiamo allalbergue pubblico per ritirare la fisterrana( scene di emozione tra due ragazze) poi ci
sistemiamo da Sonia, AlbergueBuen Camino indicatoci da Francesco di Torino. Stanza da 6 che poi resta
solo per noi perch non arriva nessun altro.
Andiamo al faro a piedi ma con molta difficolt per Guido che sta malissimo. Al ritorno chiamiamo il taxi.

3/6 Fisterre Muxia (km. 28,2)


Partenza ore 7,10.
Sole bellissimo sul mare e la baia di Fisterre. Si torna indietro fin oltre il cruceiro della Langostineira poi si
gira a sinistra in salita verso il cimitero.
Guido di cattivo umore per dolore alla gamba.
Si passa accanto a giardini pieni di dalie e gladioli stupendi.
Si sale per strada sterrata nel bosco.
A San Salvador c un bar nascosto sulla destra dove si sarebbe potuto fare il desayuno senza aspettare a
Fisterre lapertura del bar.
Pi avanti c un descanso per pellegrini dove si trova frutta e termos con bevande a donativo.
Foto su spiaggia do Rostro scendendo senza restare in quota agli horreos. Dopo si risale e si rientra in piano
nel bosco dove si incrocia un uomo a cavallo con un altro dietro carico di roba. Si passa un piccolo borgo
dove c Pepe al sole (89 anni) che mi spiega che gli horreos sono stati fatti dagli antepasados (gli antenati)
e che dentro ci mettevano il miglio.
Si sale al bar AsLiras nel centro di Lires tutto rimodernato con coppia giovane in divisa nera. Sello e
almuerzo oltre abocadillose banane per pranzo.
Si riscende e al posto del guado impossibile del 2010 si trova un bel ponte. Nellacqua sono stati lasciati i
massi del vecchio guado. Ci affianca un italiano e nel parlare non vediamo i segni. Guido si accorge che
siamo fuori traccia per cui torniamo indietro e sotto il segno c Dulcee spiega comocaramelo di 83 anni
che in spagnolo mi grida: perch sei andata di l? Vanno tutti di l! Non vedi il segno? Simpaticissima. Le
chiedo se posso farle una foto, mi dice di s e poi vorrebbe la foto visto che glielho fatta!
Dopo due ore ci si ferma a mangiare i bocadillos. Si ferma anche unolandese che ci chiede se siamo una
famiglia e Giampaolo le dice che siamo i suoi zii! Risate sotto i baffi!
Mentre mangiamo si avvicina un canino che ci fa compagnia; di fronte dalla finestra di una casa malmessa
ci sbircia il padrone. Mi avvicino e chiedo una vaso di tinto (un bicchiere di vino) risponde di no e che fino a
Muxia non c niente. Gli dico di mettere su una mescita per i pellegrini ma lui no tiene gana (non ne ha
voglia)!
Si riparte e dopo unora e mezza si scende al mare.
Mostro di cemento lasciato a met in una splendida baia.
Si sale allalbergue per farci mettere il sello e prendere la compostela di Muxia. Non c nessuno perch
stasera sono tutti a vedere la partita e gli spagnoli oggi non camminano.
Si scende in Calle real e ci sistemiamo alla Pension Casa Isolina di Begona una simpatica ospitalera che non
si cheta un momento. Prendiamo due camere.
Lavaggio e asciugatura panni nel giardino pieno di pietre statue e oggetti pellegrini.
Alle 18.30 si va al santuario che fortunatamente aperto perch c stata una prima comunione di una
bambina con gran sfarzo di fiori e poi c la messa a cui assistiamo. Linterno bellissimo. Al posto del
retablo bruciato c una grande tela che lo riproduce. Lo stanno rifacendo di legno intagliato e dorato
come quello perso nellincendio.Foto alle rocce e alloceano.
Cena al Bar Oporto veramente speciale.
Guido e Giampaolo vanno alla pensione a guardare la partita, io me ne torno al promontorio a godermi la
puesta del sol. Bellissimo anche se con nuvole. Un uomo suona la cornamusa, Da brivido. Vengo via per
ultima al buio.
Begona vuole una foto con noi e poi ci lascia la colazione per domattina.

4/6 Muxia Santiago


[trasferimento in Bus
Foto al porto sole e nubi.
Ore 7,30 sul bus Ferrini pieno di pellegrini e alle 9 siamo a Santiago.
Ritroviamo Marino di Redipuglia. Andiamo alla pensionObraodiro dove ci sistemiamo in una tripla bella e
spaziosa.
In piazza Obradoiro c una gara sportiva di solidariet con disk jokey. Poveri i pellegrini che arrivano
stamani! Tolta tutta la poesia dellarrivo.
Mattinata dedicata agli acquisti. Fila interminabile per entrare in cattedrale perci soprassediamo.
Nel pomeriggio col taxi andiamo al Monte do Gozo e finalmente troviamo le statue dei pellegrini,
veramente belle. Ritorno a piedi.
Davanti a Manolo abbiamo trovato Marco e Angela che hanno fatto il cammino del Salvador e lInglese.

5,6,7,8/6 Madrid Firenze


Dopo tre giorni da turisti fra Madrid Toledo e Segovia si torna a casa.

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