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Cammino di San Benedetto

7 - 22 maggio 2016
DIARIO

Omaggio a Norcia

7 maggio 2016
Durante questo cammino leggeremo ogni giorno un capitolo della regola di San Benedetto e oggi
iniziamo con il prologo.
Con il Frecciarossa partiamo per Roma Tiburtina accompagnati dal saluto di Massimo venuto alla
stazione per sventolare il fazzoletto.
A Tiburtina prendiamo il treno per Spoleto e dal finestrino rivediamo le acciaierie di Terni sempre
pi desolate specialmente quelle di Nera Montuoro.
Dopo aver fatto fuori i panini portati da casa, prendiamo il bus per Norcia dove arriviamo alle 15.
Ci sistemiamo in una bella camera dellOstello Capisterium lungo le mura di Norcia. Dentro fa
freddo perch gli ambienti sono grandi. Forse stato un collegio o un seminario. Andrea il gestore
molto gentile.
Nel corridoio incrociamo tre veneti che come noi partiranno domani per il Cammino di San
Benedetto. In quel momento non sappiamo che due di loro diventeranno nostri grandi amici
pellegrini.
Facciamo un giro per Norcia e con tutta comodit visitiamo la citt natale di Scolastica e
Benedetto. La conosciamo gi ma sempre piacevole passeggiare tra le sue strette vie e le
famose norcinerie. Visitiamo la cripta di San Benedetto e scopriamo le bellezze del suo museo
che conserva reperti storici etruschi ellenici e italici tra i quali ci sorprende una bellissima statua
lignea denominata Annunciata di Jacopo della Quercia, lautore della tomba di Ilaria del Carretto
nel Duomo di Lucca.
Sta piovendo e Giovanna si ricorda di avere lombrellino pellegrino rotto. Ci salassiamo per
ricomprarlo, ma non possiamo farne a meno.
Ceniamo molto bene alla pizzeria Trattoria 48 poi alle 21:30 tutti a nanna allOstello del
Pellegrino.

8 maggio 2016
Tappa 01 Norcia Cascia Roccaporena km.23,15 ore cammino 6:40
Nota tecnica: le ore di cammino indicate per ogni tappanon comprendono le soste. I chilometri
risultano dalla traccia GPS ripulita e pubblicata su Wikilock.
Ci alziamo con la nebbia.
A colazione incontriamo due giovani pellegrini, Debora e David di Bolzano, che faranno il
Cammino ma solo per una settimana.
Iniziamo a camminare sapendo che anche questo come gli altri cammini ci regaler pace interiore
e incontri con persone che ci cambieranno nel profondo.
Abbiamo deciso che per arrivare a Poggio Bustone faremo tre tappe invece di quattro, perci oggi
andremo fino a Roccaporena e domani fino a Leonessa.
La pianura di Santa Scolastica molto bella e, dopo averla attraversata, iniziamo a salire in mezzo
ai prati e intravediamo i Monti Sibillini. Arrivati al culmine, riconosciamo Forca Canapine e il Vettore
imbiancato. Scendiamo a Fogliano e risaliamo a Cascia.
Visitiamo il Santuario di Santa Rita entrando dalla Porta Santa che troveremo in tutti i santuari dato
che lanno del Giubileo della Misericordia.
Suoniamo al convento delle Agostiniane per avere il timbro sulla credenziale e una suora, giovane
e sorridente, ci regala santini e bustine con le rose di S.Rita.
Dopo lo spirito pensiamo al corpo con un panino e un bicchiere di vino incluso nel prezzo,comprato
in un alimentari dove Andrea, il piccolo figlio della proprietaria, saputo del nostro cammino per i
boschi, ci chiede se si sono incontrati animali. Noi per scherzo gli rispondiamo: Fino ad ora no, il
primo sei te.
Ripartiamo e usciti da Cascia imbocchiamo il Sentiero di Santa Rita, un sentiero stretto che corre
a mezza costa sopra il fiume. Piove ma lombrellino sufficiente per ripararsi.Fatti circa cinque
chilometri di sentiero e due di asfalto, arriviamo a Roccaporena, paese natio di Santa Rita.

Ci sistemiamo allomonimo albergo.


Siamo molto stanchi e i piedi reclamano, perci ci buttiamo sul letto fino allora di cena.
La cena molto buona, in particolare ottimo il dessert di crema e pasta sfoglia. C un folto gruppo
di pellegrini dellEst ma il servizio non ne risente.
Troviamo questa scritta di Einstein: La vita come la bicicletta. Per stare in equilibrio bisogna
muoversi. Pi che camminare..
9 maggio 2016
Tappa 02 Roccaporena Leonessa km.25,2 ore cammino 7:20
Anche oggi partiamo alle 8 dopo unottima colazione a buffet da cui ci riforniamo anche per il
panino di oggi. Il cielo nuvoloso ma non piove.
Riusciamo a farci mettere il timbro sulla credenziale alla Basilica e poi iniziamo la salita nel bosco
da dove si gode di una bella veduta di Roccaporena e poi ogni tanto ancora scorci sul Monte
Vettore.
Si cammina tra ginestre e ginestrelle e si attraversa la propriet del bellagriturismo Colle del
Capitano dove meriterebbe fermarsi ma per noi troppo presto.
A chi ha fatto il cammino di Santiago de Compostela questa tappa ricorder la Galizia e dovr
stare attento a dove mette i piedi: mucche, ma soprattutto pecore e capre, accompagnate da cani
pastore pi stanchi di loro, tra i quali un cucciolo che, impaurito dal nostro arrivo, anzich tenerci a
bada, si infila tra le zampe delle pecore
Dopo vari sali e scendi arriviamo a Monteleone di Spoleto un bellissimo borgo medioevale, dalle
tipiche botteghe, la pietra della giustizia, le misure per le granaglie. Ci soffermiamo ad ammirare il
portale della Chiesa di San Francesco ricco di fregi e poi andiamo a visitare il piccolo museo che
conserva la copia esatta della Biga Etrusca che per comportamenti truffaldini di qualche antiquario
si trova in un museo di New York.
Ci fermiamo a un negozio per farci mettere il timbro. Ci dicono che il Cammino sta andando molto
bene, che passano molti pellegrini stranieri e i negozianti se li contendono per mettere il proprio
timbro sulle credenziali.
Usciamo dalla Porta di Santa Caterina e scendiamo a Ruscio dove un batuffolino bianco tra le
margherite attira la nostra attenzione, un cucciolo di maremmano.
Attraversiamo un lungo tratto costeggiando dei prativi e a un tratto per chi scout una sorpresa:
una grande casa dove nel 2003 stato fatto il Campo nazionale Esploratori e Guide.
Arrivati a Villa Pulcini scambiamo qualche parola con un montanaro che, mentre sistema il basto
del suo mulo, tesse le lodi di un certo San Giuseppe da Leonessa, che poi scopriremo.
Saliamo fino a Villa Bigioni e proseguiamo verso la nostra meta che sembra non arrivare mai.
Finalmente con tenacia ma stanchi e fatto un chilometro dal sottopasso della statale, si entra in
Leonessa, dopo una breve sosta alla bellissima Chiesetta dellImmagine.
La cittadina una stazione sciistica tanto che anche lalbergo dove ci fermiamo una struttura
ricettiva per molti ospiti. Infatti c una scolaresca di Rieti che qui in gita premio.
Ci sistemiamo nella camera ma c un problemino non da poco, ci sono solo 10C. Con gentilezza
come usa fare un pellegrino ci rivolgiamo alla proprietaria che molto disponibile ci accende il
riscaldamento.Ciononostante ci mettiamo addosso due paia di calzini.
Dopo una lauta cena con vinello della casa andiamo a riposare.

10 maggio 2016
Tappa 03 Leonessa Poggio Bustone km.15,8 (tappa di montagna) ore cammino 5:30
Stamani partiamo con il sole dopo unottima colazione.
Entriamo nel centro di Leonessa passando sotto lantica porta ai cui piedi ci sono due leoni da cui
sgorga unacqua buonissima con la quale riempiamo le nostre borracce. Rimaniamo meravigliati

delle belle architetture delle chiese tra cui quella di quel San Giuseppe da Leonessa di cui
abbiamo sentito parlare appena ieri. All interno ci sono gli scavi della casa natale del santo.
Dopo qualche foto alla bellissima piazza 7 Aprile, scendiamo fuori dalle mura e camminiamo per
quattro chilometri lungo la provinciale, poi comincia il bello: 700 metri di dislivello da salire.
La faggeta in cui ci addentriamo non ha ancora assunto, per il freddo, lo splendido color verde
primaverile ma i bellissimi prati di San Bartolomeo e di Santa Maria sono gi punteggiati di
pratoline e di violette. Il sole, il bosco di faggi, la fioritura dei grandi prati han fatto s che questa
tappa sia stata una delle pi belle di tutto il cammino.
Curiosi e ancora ben visibili i cippi di confine tra gli stati del Regno delle Due Sicilie e lo Stato
Pontificio. Scendiamo nel bosco fino alla fonte Petrinara dallacqua buonissima e, in un punto dove
un torrente fa delle cascatelle, sostiamo per rifocillarci e per riposarci nel silenzioso rumore
dellacqua. Attraversato il torrente affrontiamo la non facile discesa, perch il sentiero dal
pietrisco scivoloso ridotto male. Insomma bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. Ad un
tratto appare Poggio Bustone e si aprono vedute bellissime sulla Valle Santa e sul Convento di
San Giacomo. Il pensiero corre al lontano 2005 quando arrivammo l alla fine del cammino Di qui
pass Francesco, e allanno scorso, quando da l siamo ripartiti per il cammino Con le Ali ai
Piedi.
Passiamo davanti al sentiero che va allo Speco di S. Francesco ma questa volta, anche se un
luogo magico,non vi saliremo perch siamo stanchi.
Fuori dal convento di San Giacomo c tutto loccorrente per timbrarci da soli la credenziale.
Arriviamo a Poggio Bustone e ci sistemiamo presso il delizioso B & B Chez Angelina. Il prezzo
non proprio pellegrino ma ne vale la pena. Visto che il gestore della Locanda Francescana ha
respinto pi volte i loro ospiti che si erano presentati per cenare, i proprietari del B& B si stanno
attrezzando per offrire anche la ristorazione.
Dopo un giro per il paese ci procuriamo un po di cibarie e ceniamo, autorizzati dalla signora che ci
ha accolti,nella saletta della colazione: acciughine ricotta melanzane grigliate e rosso Banfi! Un
bijoux!
11 maggio 2016
Tappa 04 Poggio Bustone Rieti km 16,9ore cammino 5
Stamani pioggia leggera che poi nella tarda mattinata cesser.
Scendiamo il paese e ci immettiamo sul sentiero verso Cantalice, un bel borgo medioevale
arroccato su un costone. Assomiglia a uno dei tanti presepi napoletani e di notte deve essere
spettacolare. Il problema che dobbiamo salire tutte le sue strette stradine e scalinate fino in cima
alla Chiesa di Cantalice.
Proseguiamo per asfalto fino al monumento di San Felice e poi percorriamo Via San Gregorio
passando davanti alla casa che ci ha ospitato lanno scorso quando facemmo il Cammino Con le
ali ai piedi. Arriviamo al Santuario della fonte di San Felice e scambiamo qualche parola con un
gruppo di austriaci che faranno la tappa di oggi fino al Convento della Foresta. L un bus li verr a
recuperare per portarli a Roma
Arrivati alla Foresta un giovane di Mondo X ci accoglie e ci appone il timbro sulle credenziali.
Fatto fuori il solito panino, panico: Guido ha perso il portafoglio. Si disfa lo zaino, niente. Forse
caduto dalla tasca della felpa alla panchina di Poggio Bustone. Chiamiamo il B & B ma l non c.
Blocchiamo la carta di credito e diamo disdetta al B & B di Rieti. Telefoniamo ai Carabinieri di
Poggio Bustone nel caso qualcuno lo ritrovasse. Sconsolati decidiamo di tornare a casa.
Ma a Rieti colpo di scena: ci si accende una lampadina. Forse ci siamo scambiati la felpa e infatti
eccolo l: il portafoglio nella felpa di Guido ma il problema stato che la felpa di Guido era nello
zaino di Giovanna!!! Tutto bene quel che finisce bene
Rientrati nello spirito giusto, si rimette a posto tutte le palline e ci si sistema al B& B Camelia.
Visitiamo Rieti e in particolare la piazza del Centro dItalia dove c una rotonda che sembra sia
proprio lombelico del nostro paese.
Per brindare alla continuazione del cammino ci concediamo una cena speciale al ristorante Zi Ba.

12 maggio 2016
Tappa 05 Rieti Rocca Sinibalda km.19,8ore cammino 5:10
Colazione al bar al Ponte, poi ci riforniamo di ottima schiacciata e speck in Rione Borgo.
Oggi sarebbe una tappa semplice, ma sta piovendo alla grande e, tanto per restare in tema di
acqua, il cammino passa davanti a Fonte Cottorella, la cui acqua pare sia salutare per i reni e
viene imbottigliata dallazienda l di fronte.
Percorriamo la Salaria e ad una casa ci fermiamo per ammirare due piante di limoni
particolarmente belle. Il proprietario ci invita a entrare e ci porta a vedere il fiume Turano che
scorre dietro casa sua e ci racconta che da ragazzo ci pescava i gamberi e ci faceva il bagno. Ora
invece Ci regala due limoni e ci salutiamo.
Si cammina in piano tra i campi con lombrellino aperto e si mangia la schiacciata camminando.
Si lascia la Salaria per una sterrata lungo la quale si trova unazienda agricola dove chiediamo
dellacqua. I proprietari ci invitano ad approfittare anche della loro panchina per il nostro spuntino.
Ci sono mucche, pecore e una lepre a frollare!!
Riprendiamo la strada e poco dopo si raggiunge un bel laghetto di pesca sportiva, ideale per la
sosta pranzo, ma noi siamo gi a posto.
Dopo un po ci appare imponente sopra le nostre teste il castello di Rocca Sinibalda, paese
arroccato su un costone come molti altri in questa zona.
Dallalto si apre la vista sulla valle del fiume Turano.
Nellantichit, laustero castello apparteneva alla famiglia Mareri, quella di Santa Filippa Mareri,
personaggio di cui abbiamo fatto la conoscenza nel cammino Con le Ali ai Piedi nella Valle del
Salto. E stato ristrutturato di recente da un facoltoso signore, sembra con il 50% di contributi
pubblici a fondo perduto, ovvero con soldi nostri, con lunico vincolo di aprirne unala al pubblico
per la cui visita per, si vocifera in paese, occorre pagare un biglietto di ben 12 euro.
Attraversato tutto il paese, arriviamo alla Locanda del Convento. Ad accoglierci c un inserviente
pachistano, il proprietario arriver stasera. Lambiente grande ma un po datato e anche la
camera avrebbe bisogno di una rinfrescatina. Andrebbe pi che bene se anche il prezzo fosse
datato invece quello ben aggiornato: 100 euro in due per dormire e una cena semplice.
Il proprietario comunque gentile e molto ben disposto verso i pellegrini.
Si sono fermati qui anche Paolo e Giampaolo, due dei tre pellegrini che avevamo incrociato a
Norcia. Sono di Portogruaro e sono rimasti in due perch il terzo amico dovuto tornare a casa. Ci
hanno raggiunto perch hanno saltato la tappa Leonessa-Poggio Bustone a causa della pioggia.
A cena Giovanna li tormenta con la storia dellindice glicemico degli alimenti da tenere sotto
controllo se si vuol dimagrire. E questo sar il tormentone dei prossimi giorni.
13 maggio 2016
Tappa 06 Rocca Sinibalda Castel di Tora km.15,4 ore cammino 4:20
In questa tappa lha fatta da padrona la pioggia ma non ci ha levato il piacere delle belle cose che
si vivono lungo il cammino.
Usciti dal paese si sale e si entra nel bosco dove ci aspetta una sterrata piena di fango.
Si ritrova lasfalto e poi di nuovo, allaltezza di una pietra su cui sono stati messi tanti sassetti come
sul cammino di Santiago, scendiamo per un sentierino sassoso fino a un fontanile. Poco dopo si
entra in Posticciola, un piccolo borgo veramente carino e ristrutturato con gusto. Dista solo 6 km
da Roccasinibalda e, visto che ci sono un B & B e una trattoria, sarebbe stato meglio fermarsi qui
anzich a Roccasinibalda. La porta medievale del paese ancora intatta e per le viuzze c un
museo diffuso dellarte contadina molto ben fatto, un antico lavatoio e un ponte romano.
Le persone del posto sono affabili e se ti metti a parlare non ti manderebbero pi via. Ma purtroppo
il cielo di un nero plumbeo e dobbiamo ripartire. Passato il ponte romano incontriamo la diga che
forma il lago del Turano. Con passaggi un po difficoltosi per uscire dal sentiero (forse conviene
fare la variante per ciclisti su asfalto) arriviamo alla strada provinciale e si attraversa la diga. Si

aggira il lago percorrendone la sponda sinistra per pi di quattro chilometri lungo una strada
chiusa al traffico per una frana ancora l in attesa di lavori di ripristino.
Il panorama sul lago bellissimo e lambiente molto piacevole.
A un certo punto vediamo in alto Castel di Tora.
Saliti al paese, ci fermiamo nella bella piazzetta con la Fontana del Tritone e ammiriamo lo
lincantevole spettacolo sul lago. Dopo le foto di rito ci guardiamo intorno e decidiamo di entrare in
un bar per prendere un panino. Appena entrati troviamo una tavolata di persone. Si tratta in realt
di una piccola trattoria, da Dea dove Viola, la proprietaria ci accoglie con molta cordialit e cos
abbandoniamo lidea del panino e optiamo per un bel pranzarino.Il locale piccolo ma la cucina di
Viola e di suo marito grandebuonissima pasta fatta in casa e via dicendo. Viola assomiglia
allospitalera di Grimaldo in Spagna sulla via della Plata. Ci trova una sistemazione in paese e
quindi annulliamo la prenotazione allhotel Turano che si trova gi in basso lontano dal centro.
Mentre si mangia ecco i due veneti che in un primo momento restano perplessi se fermarsi o no,
poi decidono di mettersi a tavola visto che tra laltro il compleanno di Paolo.
Saputo della nostra sistemazione e che nella casa ci sono quattro posti letto, si uniscono a noi.
Dormiranno loro sul divano letto al piano terra e noi andremo in camera al primo piano. Ci sono
due bagni il prezzo di 20 euro a testa perci unottima soluzione. Scopriremo che dalla terrazza
c una bella vista sullaltro lato del lago.
Per cena ovviamente siamo ritornati dalla signora Viola per festeggiare ancora meglio Paolo.
Possiamo dire che oggi pi che lo spirito abbiamo curato i nostri corpi. Ci vuole anche questo
perch domani ci aspetta una bella tappa di montagna sembra con pioggia fulmini e saette.
14 maggio 2016
Tappa 07 Castel di Tora Orvinio km. 15,1 ore cammino 5
Ci svegliamo mentre fuori sta piovendo alla grande.
Aspettiamo che Viola apra il suo bar per fare colazione e poi partiamo. I due veneti sono rimasti in
casa incerti se camminare o no e comunque hanno deciso di aspettare che li raggiunga Daniela,
torinese sposata con un olandese che a un giorno di cammino dietro di noi.
Scendiamo al Comune per farci mettere il timbro sulla credenziale ma chiuso. Traversiamo il
ponte sul lago e raggiungiamo la cappella di San Rocco da cui si ammira il borgo spopolato di
Autuni. Si affronta una ripida salita per raggiungere un bellissimo prato con cavalli al pascolo e
una splendida vista sul lago. Superiamo un fontanile sotto un forte temporale e un vento gelido poi
scendiamo a fianco di una pineta che si apre su vasti prati dove individuiamo nuovissimi segnali
gialli. Arriviamo a Pozzaglia Sabina e suoniamo al convento delle Suore di SantAgostina
Petrantoni per farci mettere il timbro sulla credenziale. Veniamo accolti con molta generosit dalle
quattro suore anziane della comunit che si danno un gran daffare per imbastirci un pranzo
mettendo in tavola prosciutto e stufato di fave veramente speciali, mentre continuano a scusarsi
perch il nostro arrivo improvviso le ha trovate impreparate. Se lavessimo avvisate chiss che
cosa ci avrebbero offerto!! Nel frattempo approfittiamo dellospitalit per asciugare un po la roba
sui termosifoni. Ben rifocillati, ci tratteniamo ancora un po con la superiora che mette il timbro sulle
credenziali, ci d il suo indirizzo email e ci porta in cappella per una preghiera insieme.
Riprendiamo il cammino e siamo costretti a traversare campi alluvionati dove inevitabile infilarsi
nelle pozzanghere grandi come laghi. E inutile deviare dal tracciato come suggerito dalla guida,
tanto intorno tutta una palude. Dopo una breve sosta allAbbazia di Santa Maria del Piano, in
fase di restauro, arriviamo a Orvinio sotto il diluvio. Ci ripariamo nellantro di un palazzo e
chiamiamo Simonetta, lospitalera di oggi, che ci viene a prendere in auto. Ci sistema nella sua
bella villa che domina il paese mentre nel B & B ha alloggiato Paolo e Giampaolo con Daniela
lolandesina, cos labbiamo sopranominata, arrivati prima di noi.
A cena scendiamo in paese alla trattoria di Paola e Roberta dove ci attendono gli altri tre pellegrini.
Ottima cena, in ottima compagnia. Ci raccontiamo la giornata e veniamo a sapere che i due soci,
una volta raggiunti da Daniela, si sono decisi a camminare spinti dalla nostra determinazione ad
andarcene sotto la pioggia e che a Pozzaglia Sabina ci hanno superato mentre noi eravamo dalle
suore.

15 maggio 2016
Tappa 08 Orvinio Mandela km.20,5 (tappa di montagna) ore cammino 6
Stamani c un gran bel sole e la nebbia a tratti sulla valle rende magica la vista.
Arrivano i tre moschettieri e facciamo tutti una colazione super nella sala di Simonetta e Maurizio,
amici del Cammino, in compagnia dei loro piccoli gemelli Francesco e Gaia. Hanno preparato per
noi un bellissimo regalo: la spilla con il simbolo del Cammino fatta da Simonetta con le sue mani
per i pellegrini. Si sta cos bene con loro che ci attardiamo un bel po prima di mettersi in cammino,
cosa che ripagheremo con la pioggia che ci bagner completamente a fine giornata.
Oggi il primo giorno che camminiamo con gli altri pellegrini. Daniela in particolare va come una
saetta e difficilmente riusciamo a superarla.
Il sole ci accompagna fino a quando ci fermiamo a un bar di Licenza per mangiare qualcosa. Al
momento di ripartire il tempo minaccia pioggia. Il cammino attraversa il parco Nazionale dei Monti
Lucretili e il sentiero si fatto molto ripido. Superata una montagna, mentre siamo su una strada
sterrata, a circa sei chilometri da Mandela, arriva la pioggia che in breve tempo si trasforma in un
temporale di quelli con la T maiuscola. Non ci sono possibilit di ripari e quindi la si prende tutta. In
poco tempo ci ritroviamo bagnati fradici e gli scarponi si riempiono dacqua in poco tempo. Tuoni e
fulmini ci fanno un po paura ma dobbiamo continuare, non possiamo fermarci perch il freddo si
fa sentire. Daniela invece, molto impaurita, si ferma al primo riparo possibile una specie di
agriturismo e con lei anche Giampaolo e Paolo. Noi tiriamo dritto perch siamo infreddoliti e non
intendiamo fermarci bagnati senza possibilit di asciugarci.
Arriviamo finalmente a Mandela dove un preoccupato Fabrizio gestore del B&B Agor sul
portone che ci aspetta e ci accoglie nel migliore dei modi. Ci sistemiamo nella nostra camera e
poco dopo arrivano anche gli altri, ovviamente zuppi dacqua.
Il problema ora far asciugare la roba e soprattutto le scarpe. Purtroppo non si pu usare il phon,
altrimenti salta la corrente perci dobbiamo arrangiarci con cenci e giornali negli scarponi e una
stufetta elettrica per tutto il resto.
Comunque siamo al riparo e una bella doccia ci rimette al mondo.
A sera andiamo tutti e cinque in una pizzeria del paese dove ceniamo veramente bene e in
allegria.
Domani salteremo la tappa, primo perch non facciamo in tempo ad asciugare tutto, poi la variante
nuova impraticabile per la pioggia di ieri e in pi vogliamo visitare bene Subiaco. Perci per
spostarci prenderemo il bus.
16 maggio 2016
Tappa 09 trasferimento in bus a Subiaco. Km.0
C di nuovo il sole. Mentre gli altri sono ancora in preparativi, noi due facciamo un giro del paese
accompagnati da Fabrizio che ce ne racconta la storia molto interessante. Poi ci carica sulla sua
auto e ci porta alla fermata del bus per Subiaco. Perdiamo il primo bus, perch la fermata era stata
spostata, ma per fortuna ne arriva subito un altro e partiamo. Dal finestrino vediamo gli altri tre
appena arrivati, ma non fanno in tempo a salire. Purtroppo per loro dovranno aspettare unaltra
ora.
A Subiaco viene a prenderci il gestore dellAgriturismo La Parata dove lasciamo gli zaini con gli
scarponi ancora bagnati.
Andiamo subito a visitare il Sacro Speco di San Benedetto, approfittando di un passaggio che tre
signore, madre e due figlie, ci danno volentieri fin lass.
Il luogo bellissimo, ci fa rimanere senza fiato. Entriamo nel Santuario attraverso la Porta Santa e
restiamo incantati dagli affreschi che coprono interamente pareti e soffitti dellinterno del
complesso.
Durante la visita notiamo due donne che dallabbigliamento ci sembrano pellegrine. Scopriremo nei
giorni successivi che sono due sorelle austriache che come noi vanno a piedi a Montecassino ma
con due zaini mostruosi!!

Al Sacro Speco incontriamo padre Giovanni che ci rivolge parole di conforto dicendoci che il
Signore vicino di pi a chi crediamo ne sia pi lontano. Ci d il suo biglietto da visita e ci dice che
non mai stato a Firenze e noi lo invitiamo a venire nella nostra citt.
Compriamo degli ottimi biscottini alle mandorle e scendiamo di nuovo verso Subiaco.
Riusciamo a visitare il monastero di Santa Scolastica che si narra sia stato fatto erigere da
Benedetto per sua sorella Scolastica, la quale per pare non vi abbia mai vissuto.
Non c tempo per visitare la Biblioteca. Il tempo minaccia pioggia perci corriamo in discesa come
due caprioli fino alla trattoria Checchina, a conduzione familiare, dove ci servono un ottimo pranzo.
Andiamo alla nostra camera per gestire lasciugatura degli scarponi, poi pensiamo che non
possiamo rinunciare a vedere la Biblioteca perci, armati questa volta di ombrellini, ci
incamminiamo di nuovo verso Santa Scolastica e troviamo subito un passaggio in auto che ci
risparmia i tre chilometri di salita.
Entriamo nella splendida Biblioteca visitabile solo al piano terra, che conserva il primo libro
stampato in Italia nel 1400 da allievi di Gutenberg e visitiamo con grande interesse i volumi esposti
nelle teche.
Ottenuto il timbro sulla credenziale, torniamo allagriturismo appena in tempo prima che si scateni
di nuovo un gran temporale.
Gli altri sono in albergo in centro citt e ci vedremo domattina.
A cena siamo gli unici ospiti della struttura perci possiamo scambiare un po di chiacchiere con la
proprietaria.
Nel locale molto ben curato, ci sono foto di cantanti famosi, forse sar perch siamo vicini a Roma.
17 maggio 2016
Tappa 10 Subiaco Trevi nel Lazio km. 19,7 ore cammino 5:10
Dopo una bella colazione, Franco il proprietario del B&B molto gentilmente ci accompagna con
lauto fino allinizio del sentiero Laghetto di San Benedetto perch anche stamani piove
moltissimo.
Percorriamo una bella strada che costeggia il fiume Aniene, fiume a tratti impetuoso come la Dora
Baltea, a tratti silenzioso mentre lambisce alcuni prati dove pascolano cavalli e mucche.
Arriviamo al laghetto di San Benedetto senza incontrare anima viva. Entrati sulla strada
provinciale, deviamo un po per vedere la Cascata di Trevi, poi ritorniamo sui nostri passi e ci
fermiamo a un piccolo bar mentre la pioggia insiste a cadere. Dopo un panino veloce, riprendiamo
il cammino e poco dopo arrivano i veneti e lolandese. Si erano alzati presto sperando nel sole
mattutino e invece hanno beccato lacqua come noi. Comunque sono ormai dei veri pellegrini
quindi vanno anche con la pioggia.
Una ragazza ci sorpassa in automobile gridando ultreya mentre arriviamo sotto il paese di Trevi nel
Lazio, ennesimo paese arroccato su un crinale. Non piove pi e qui commettiamo un errore: non ci
fermiamo a visitare Trevi ma, pensando che non fosse troppo lontano, proseguiamo verso lunico
albergo della zona dove abbiamo prenotato. Dopo un po ci rendiamo conto della corbelleria,
perch il luogo fuori dal paese pi di due chilometri e cos ci siamo persi Trevi, non solo, ma al
vecchio hotel Il Parco piuttosto decadente non c nessuno ad aspettarci. Il gestore, raggiunto
telefonicamente da Daniela, non trova niente di meglio da dire se non che dovuto andare a far
visita alla mamma ultranovantenne e che tra un po arriver. Quando arriva anzich premurarsi di
darci le camere si dilunga nello spiegare il percorso che dovremo fare domani, mettendoci ancora
di pi in fibrillazione.
Ciononostante il clima della compagnia molto alto e questo non fa che bene a tutti. Qui apriamo
una parentesi sulla famosa bomboletta deodorante comprata da Giampaolo che secondo
letichetta e il nome, Intesa, pare abbia effetti sorprendenti. Ci facciamo sopra un sacco di risate!
Sono arrivate qui anche le due austriache intraviste a Subiaco.
Ceniamo per forza qui, serviti dalla sorella del proprietario, uninsegnante in pensione piuttosto
acida.
Scopriremo poi che in paese c unaltra possibilit di accoglienza. Qui sar meglio metterci un bel
crocione.

18 maggio 2016
Tappa 11 Trevi nel Lazio (variante dallhotel Il Parco fino al ponte San Teodoro )
Collepardokm.25,1ore cammino 7:30
C un bellissimo sole stamattina.
Dopo una colazione cos cos, ci incamminiamo verso un torrente che attraversiamo e
costeggiamo sulla sua sinistra. In poche parole dallhotel si torna indietro fin sotto Trevi nel Lazio
anche se per strada diversa.
Arrivati al ponte S. Teodoro, invece di girare a destra imbocchiamo a sinistra in salita sbagliando
per circa 200 metri. Vista la traccia e letta la guida, torniamo indietro e prendiamo il sentiero giusto.
Si sale nel bosco e attraversiamo dei bellissimi prati, segnati da tracce di trattore e fango alla
ricerca del sentiero. Con i due GPS ce la facciamo ed arriviamo allArco di Trevi, un arco romano
in mezzo al bosco dove con nostra sorpresa ci sono gi le due austriache. Altro che GPS! quelle
hanno trovato la strada anche senza e prima di noi! Arriviamo a Guarcino, sono le 13 e pranziamo
in un bar che fa anche primi e insalate. Giovanna compera dei buonissimi amaretti, visto che sono
la specialit diqui.
Mentre ripartiamo riecco dei nuvoloni minacciosi, ma piove solo a tratti.
Dopo aver percorso altri sei chilometri, arriviamo a Vico nel Lazio. Siamo in piena Ciociaria. ll
borgo medioevale fatto di viuzze con particolari architettonici notevoli. Come spesso accade ci
mettiamo a parlare con gli abitanti del luogo e una signora anziana ci racconta la sua storia e di
come capitata qui. Dopo una breve visita riprendiamo il cammino e finalmente arriviamo a
Collepardo, meta di oggi.
Ci sistemiamo in un palazzo del 1500 in pieno centro storico al B & B Flora & Fauna, arredato con
gusto e gestito da due giovani ragazze molto gentili.
Giampaolo mette su musica Jazz e blues trovata nel salone e ci fa sentire ancor pi allegri e
rilassati.
Arrivano le due austriache, sono sorelle, una suora benedettina e laltra ha 70 anni, appena
operata allanca. Ma come diavolo faranno a portare sulle spalle quegli zaini cos pesanti!
Ceniamo molto bene allunica tavola calda aperta, gestita da un giovane ragazzo molto simpatico
che per finire ci offre un ottimo amaro locale.
Mentre noi con Daniela ce ne andiamo a dormire, Sussi e Biribissi, i due veneziani, vanno a fare i
loro soliti quattro passi per digerire.
19 maggio 2016
Tappa 12 Collepardo Casamari km. 24,6 ore cammino 7:30
Oggi promette bene, non piove. Facciamo provviste e partiamo tutti insieme.
Iniziamo a salire per il sentiero che taglia i tornanti della strada asfaltata. Il paesaggio bellissimo
e il percorso si affaccia su una verdissima forra. Siamo nei monti Ernici. Dopo circa cinque
chilometri si arriva alla Certosa di Trisulti immersa in una folta foresta di abeti. Visitiamo con calma
il bel complesso. Ci colpisce il bellissimo coro ligneo della chiesa i cui stalli sono intagliati in modo
stupefacente. Lantica farmacia un vero capolavoro e lesterno ben curato da giardinieri esperti
che hanno dato delle belle forme alle siepi. Timbrate le credenziali, riprendiamo a camminare,
seguendo il percorso diretto che con una ripida salita porta a un fontanile, il posto giusto per la
sosta panino e un po di ginnastica Daoyin, con vista sulla splendida Abbazia.
La tappa si fa molto lunga ma alla fine eccoci a Casamari dove alloggiamo nella foresteria del
Convento. Ricomincia a piovere ma siamo gi sistemati quindi nessun problema.
Ci ha raggiunto Krijn il marito di Daniela che sta facendo un giro in bici per il Centro Italia.
Krijn, Quirino in italiano, una pertica, alto pi di due metri e supera di gran lunga Daniela che
pure molto alta.
Alloggia qui anche un folto gruppo di poliziotti che fanno un cammino a piedi da Roma a
Montecassino in memoria dei servitori dello stato morti in servizio, fra cui Falcone e Borsellino.
Sono piuttosto caciaroni ma gentili.

Ceniamo tutti insieme nella foresteria. Certo per Krijn non stato il massimo: cena in refettorio e
notte in convento. Senza volere ci ha raggiunto proprio lunica volta in tutto il cammino che
abbiamo scelto di sistemarci in unaccoglienza pellegrina!!!!
20 maggio 2016
Tappa 13 Casamari Arpino km.16,7 ore cammino 5
La sveglia ci viene data dai poliziotti che cantano lInno di Mameli. Ci sembrato un po fuori luogo
ma comunque sono in cammino anche loro e per una causa pi che giusta, perci va bene lo
stesso.
Dopo una doverosa visita alla meravigliosa Abbazia di Casamari,ci facciamo una foto di gruppo e
salutiamo Quirino, che continua il suo vagabondare in bicicletta, mentre Daniela continua il
cammino con noi.
Paolo sarebbe dovuto gi rientrare a casa per motivi di lavoro, ma poi ha deciso che era meglio
continuare il cammino e cos far ancora una tappa con noi.
Si sceglie la via per i campi anche se allagati. Il barro in spagnolo, mota in toscano, fango in
italiano ricopre nostri scarponi. La pioggia di questi giorni ha ridotto il tracciato a un pantano ma ce
la facciamo lo stesso. I tre Moschettieri ormai sono pellegrini maturi a tutti gli effetti.
A Isola di Liri ci fermiamo a mangiare il panino del pellegrino sulle panchine lungo il fiume proprio
di fronte alla bellissima cascata.
Scegliamo il percorso pi breve per continuare e ora capiamo perch la variante si chiama diretta:
dobbiamo affrontare sotto il sole una forte salita che dopo il panino stronca gambe e fiato.
A destra vediamo Sora e a sinistra Arpino, citt di Cicerone, la nostra meta di oggi.
Allingresso della citt c una grande stele di marmo su cui scolpita una poesia dedicata a una
ragazza morta allAquila nella Casa degli studenti a causa del terremoto.
Ci sistemiamo nel bellalbergo Cavalier dArpino. Arrivano anche le due austriache piuttosto
stravolte e nervose perch hanno seguito il percorso per San Domenico e si sono perse.
Pi tardi ci concediamo un aperitivo nella piazza principale di fronte al monumento di Cicerone e a
un tratto di selciato romano.
Andiamo a cena alla Trattoria del Corso gestita da Carlo, un amico del cammino. Si arrabbia
quando gli raccontiamo la disavventura delle austriache perch non ci pu credere dato che ha
tracciato lui il percorso. E uno che ci sente per il cammino e quando gli diciamo della nostra
esperienza a Trevi nel Lazio si precipita a telefonare alla responsabile del cammino di quella zona.
Ci dice che ora in centro di Trevi c una certa Luisa che ha tre camere e che i due fratelli dellhotel
dove siamo stati noi non ci stanno con la testa.
Paolo offre la cena a tutti trattandosi dellultima sera insieme. Giovanna d a tutti e tre una poesia
che ha scritto in questi giorni. Ecco il testo:
Sul cammin di Benedetto questo maggio siam venuti
Pensavamo nellandare nessun altro di trovare
Ed invece che sorpresa due bei tipi veneziani abbiam trova con lolandesa.
Paolo e Giampa da Venezia sono come due bambini
Spiritosi e birichini sono gioiosi e pien darguzia e soprattutto generosi.
Lieve il passo diventato con Daniela torinese e dal fare assai cortese.
Col suo viso sorridente ce ne andiamo sul sentiero come se non fosse niente.
La salita non sentiamo e la fatica se ne va con lallegria dei venezian.
Il percorso faticoso si fa sempre pi giocoso e seppur lungo e stancante ora s che divertente.
Ben si sa che i fiorentini la battuta han sempre pronta
Ma con questi nuovi amici c una gara stimolante nel far ridere allistante.
Grazie santo Benedetto che ce li hai fatti incontrare
E seppur tra pochi giorni li dovremo ahim lasciare il ricordo rester
e mai, questo lo si sa, li potrem dimenticar.

Laria si fa un po triste pensando che domani mattina Paolo e Giampaolo ci lasceranno. Saltano la
tappa per camminare da Roccasecca a Montecassino, perch il tempo tiranno per Paolo che
deve rientrare al lavoro.

21 maggio 2016
Tappa 14 Arpino Roccasecca km.18,6 ore cammino 6
Oggi una bella giornata di sole.
Salutiamo i nostri cari amici Giampaolo e Paolo poi in silenzio iniziamo a camminare e il cammino
si fa subito duro in ripida salita fino alla vecchia acropoli di Civitavecchia, luogo magico di una
bellezza unica, come unico al mondo larco a sesto acuto dellantica porta tra le mura
megalitiche. Il panorama che si gode di quass sulla Valle del Liri favoloso.
Lassenza dei due amici un po si sente, comunque siamo sempre un bel trio.
Dopo essere arrivati a Madonna delle Grazie, pi o meno dove si biforca la strada per i ciclisti,
iniziamo una ripida discesa con sentiero a tornanti che ci massacra le ginocchia. Lunica Gazzella
dei tre Daniela. Scendiamo nelle famose Gole del Melfa dove ci accompagna il rumore lieve
delle acque del fiume. Oltre ai pellegrini molti ciclisti percorrono questa strada detta del Tracciolino.
Facciamo sosta lungo strada per il pranzo. Sulla nostra sinistra in alto nel verde c lEremo di
S.Spirito che meriterebbe una visita ma non ce la facciamo.
Ci viene incontro Tommaso il nostro ospitalero che ci d le dritte per trovare la sua casa in paese.
Allingresso dellabitato Giovanna scambia due parole con un anziano di 90 anni, pittore, che le
dice questo proverbio: Chi Montecassino non vede Paradiso non crede.
Roccasecca il paese natio di S.Tommaso dAquino. Fa molto caldo. Nella piazza c un comizio
elettorale con relativa festa. Chiss se stasera riusciremo a dormire.
Una telefonata di Paolo e Giampaolo ci avverte che sono arrivati a Cassino e che prenderanno
subito un treno per iniziare lodissea del recupero dellauto a Norcia.
Per cena ci incamminiamo fuori paese per salire a Borgo Castello. Per fortuna ci d uno strappo in
auto una gentile signora. La posizione del ristorante Locanda del Castello bellissima, il cibo
buono e il vino ancora meglio.
Col buio pesto rientriamo a piedi e questa volta ce li facciamo noi i soliti quattro passi (quasi due
chilometri) per smaltire una cena superlativa.
Tappa 15 Roccasecca Abbazia di Montecassino km. 18,9 ore cammino 5:20
Oggi il grande giorno. Partiamo pimpanti dopo una frugale colazione. Noi due per primi mentre
Daniela ci seguir, tanto ha il passo svelto e ci raggiunger presto.
Uscendo dal paese ci sovrastano i resti del Castello di Roccasecca e pi avanti ci saluta la statua
di San Tommaso.
Al Lago di Capodacqua ci raggiunge Daniela e ci raggiungono le austriache che come sempre,
nonostante il sole, sono bardate con giacca a vento e cappelli, sotto gli immancabili, insostenibili
zainoni.
Si sale per strada asfaltata incontrando molte fontane, fino allultimo paese prima di Montecassino,
Villa Santa Lucia. Da qui e in particolare dal Santuario Madonna delle Grazie il panorama sulla
piana incantevole.
Seguiamo il bel sentiero che sale nella pineta fino a che ci appare in lontananza bellissima nel
bosco lAbbazia. Ci fermiamo sotto i pini quasi increduli per ammirarla. La tensione si allenta ormai
siamo alla meta. Col pensiero si ripercorre tutto il cammino fatto fin qui e si ricordano gli amici che
ci hanno accompagnato e sostenuto lungo il tragitto.
Percorriamo il sentiero che fecero i soldati polacchi nella seconda guerra mondiale quando
salirono a liberare Montecassino dai tedeschi.
Dentro una grotta ci sono alcune mucche che si riparano dal caldo. Se ci fossero lasino e la sacra
famiglia sarebbe un presepe.
Passiamo davanti allimpressionante cimitero dei polacchi che qui hanno trovato la morte in una
guerra assurda insieme a tanti civili. Tutti abbiamo il dovere di ricordare e di trasmettere la
memoria ai nostri figli, perch questo non avvenga mai pi.
Siamo finalmente allingresso dellAbbazia, bianchissima e bellissima.

Andiamo a ritirare il testimonium, superiamo il chiostro dove campeggia la statua di San


Benedetto e attraversiamo il piazzale antistante la scalinata mentre le colombe bianche
volteggiano sopra di noi.
Tenendoci tutti e tre per mano, commossi, entriamo nella basilica per la Porta Santa e sostiamo
allinterno ripensando a tutte le belle cose vissute nei giorni passati.
Visitiamo quella che viene detta la tomba di San Benedetto, ma di cui in realt nessuno sa dove
riposi il corpo e poi visitiamo il museo dove esposta unopera di Botticelli donata da un veneziano
che, stranezze tutte italiane, ce laveva in casa.
Qui le custodi gentilissime ci offrono un buon caff e la loro stanza per darci una sistemata visto
che siamo molto sudati e dobbiamo affrontare il viaggio di ritorno a casa senza fermarci a Cassino.
Usciamo e prendiamo il bus che scende a Cassino, orribile citt dove invece si fermeranno le due
austriache che incontriamo per lultima volta.
Insieme a Daniela saliamo sul treno per Roma dove ci salutiamo per correre al nostro Frecciarossa
diretto a Firenze.
Come sappiamo bene ogni cammino esiste perch noi lo facciamo, perci alla prossima!
Giovanna e Guido.