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23 maggio Firenze - Oviedo Si parte ancora una volta per Santiago e oggi il giorno particolare, Pentecoste.

e. Alle 11,30 Paola e Renzo sono sotto casa per accompagnarci allaeroporto dove ci raggiunge anche Gianluca che non vuole mancare, cosa che ci fa un immenso piacere. Gli zaini sono pesanti, quasi 10 kg, ma il cuore leggero. Partiamo con un ritardo di ben 2 ore e lasciamo Firenze sotto una leggera pioggerellina, come se la nostra citt volesse dirci andate pure fiorentini, ma lasciate che io mi commuova per la vostra partenza. A Barcellona troviamo un sole splendente e andiamo subito a visitare la Cattedrale di S.Maria de la Mar, descritta con passione da Ildefonso Falcones nel romanzo omonimo.

E bellissima, vale proprio una visita e siamo contenti di vedere dal vivo tutto quello che gi avevamo immaginato leggendo il libro: arcate, colonne, contrafforti, bassorilievi, vetrate e la statua della Madonna, uno dei punti di riferimento della storia.

Alla stazione dei treni incontriamo il primo pellegrino, Oscar di Barcellona, giovane ingegnere aeronautico dellaeroporto, che a causa di un grave incidente sul lavoro si trova praticamente in mobbing. Parliamo della situazione politico-economica della Spagna e dellItalia concludendo che in entrambi i paesi i problemi sono pi o meno gli stessi. Lui far il cammino da Burgos e prender il nostro stesso treno. La stazione grande, bella e con personale efficiente che ci accompagna al nostro treno chiamato Trenhotel. Ci assegnano la nostra cabina letto, una sciccheria, tutta nuova, con bagno comprensivo di doccia, uno spettacolo. Ottima occasione trovata su internet al prezzo di 50 a persona. Partiamo in perfetto orario alle 20,45 e dopo una notte tranquilla alle 8 siamo a Oviedo.

24 maggio Oviedo Escamplero km. 12.9 ore in cammino 3,15 ore totali 4,10

Altimetria

Scesi dal treno, andiamo subito alla Cattedrale per il sello. Purtroppo la Camara Santa apre alle 10 e per noi troppo tardi, perci non aspettiamo anche perch labbiamo gi vista nel 2007.

L troviamo un pellegrino di Palermo, Vito che, incredibile ma vero, ha la credenziale della nostra associazione Comunit Toscana il Pellegrino, speditagli da Luciano Mazzucco. Contrariamente a quello che ci avevano detto, uscire dalla citt non stato difficile; abbiamo trovato sempre le conche sui marciapiedi e in alcuni casi anche frecce gialle. Abbiamo capito che limportante imboccare la strada giusta dalla piazza della Cattedrale. Si deve iniziare da calle S.Juan, che, avendo alle spalle la cattedrale, si trova in fondo alla piazza a destra. Molti invece sbagliano perch seguono la prima strada che scende a destra accanto allingresso della cattedrale. L infatti c una concha ma lunica e poi non se ne trova pi. Dopo calle S.Juan si seguono calle Luna, Covadonga, Melquiadez Alvarez, Indipendencia, Ten.Col. Teijeiro, Aragaosa, dove troviamo sempre conchas e frecce gialle.

A destra saliamo un sovrappasso della ferrovia sopra la stazione di Aragaosa e, dopo aver attraversato una zona di cantiere e un sottopasso condominiale (qui si va un po a intuito) si giunge 3

a una rotonda con monumento al Camino primitivo eretto nel 2009, entrando cos nel quartiere Florida dove si costeggia il parco del Camino. Al fondo si prende a destra una strada asfaltata che sale e seguendo i mojones si arriva in alto alla Ermita del Carmen da cui si gode una bella vista su una sierra di monti. Sotto allermita una bella fontana ci regala acqua fresca. Proseguiamo sullo sterrato davanti allermita e dopo 30 metri un mojone ci indica di scendere a valle per poi risalire. Sul sentiero incontriamo un uomo del posto che fa un pezzetto di strada con noi e ci d alcune dritte sul cammino. Si raggiunge la statale e a destra si trova il desvio per attraversare il ponte di Gallegos. Si continua per la stessa strada che sale e dopo circa 300 metri un mojone ci manda a destra per sentiero che scende. Capiamo subito che sarebbe stato meglio restare sulla strada, ma decidiamo di seguire i segnali. Infatti scendiamo ripidamente fino al fiume per poi risalire altrettanto ripidamente e sbucare di nuovo sulla statale fino allo scollino di Escamplero dove sulla destra c il ristorante Casa Concha. Poco prima sotto un albero abbiamo trovato Vito che, stanco e accaldato scuotendo la testa, impreca in siciliano: Ci hanno fregato!

Proseguiamo in direzione Santullano ed entriamo in Escamplero, quattro case. Alla fine dellabitato, sulla sinistra, 300 metri dopo il ristorante Fernando, da cui si deve prendere la chiave e pagare 2 euro per dormire, si trova lalbergue dei pellegrini, buono con materassi nuovi, 12 posti letto, cucina con microonde, 2 bagni. Dopo una bella doccia torniamo al ristorante che, per 8 euro, d un ottimo e abbondante menu del dia. Anche qui versano la sidra con la bottiglia sopra il capo e il bicchiere in basso, come abbiamo visto sul cammino del Nord. Nel pomeriggio andiamo a comprare qualcosa allunica tienda del posto. Bisogna tornare indietro fino al bivio dove c Casa Concha e seguire la strada di fronte verso San Pedro de Nora. La prima casa bianca sulla destra la bottega dove per manca pane e latte. Risolviamo con frutta, yogurt, madelenettes e buste di cappuccino solubile. Alle 19 arriva un pellegrino spagnolo, Pepe di Algeciras che ha fatto un viaggio pi complicato del nostro per arrivare fino a qui. Alle 22,30 quando gi siamo a letto da un bel po, bussano alla porta e Pepe va ad aprire. Sono due tedeschi che invadono la cucina con le loro cose. Lei subito a letto, lui a mezzanotte ancora in cucina a scrivere. Non fanno rumore per e la mattina dopo la cucina tutta in ordine. Sapremo poi che sono padre e figlia, Karl e Monica e si riveleranno cari compagni di cammino molto simpatici.

25 maggio Escamplero Cornellana

km. 25.9 ore in cammino 6.20 ore totali 7.30

Altimetria Oggi il compleanno di Guido che riceve molti messaggi di auguri e soprattutto da Gianluca. C un bel sole e alle 7.20 si parte. Pepe se ne gi andato, mentre i tedeschi iniziano ora la loro giornata. Il paesaggio bello tra colline e monti allorizzonte contornati da nebbia stile galiziano, anche se qui siamo nelle Asturie. Il percorso si snoda tra salite e discese passando per villaggi rurali piuttosto miseri dove per si trovano alcuni horreos ristrutturati e a volte trasformati in deliziose abitazioni.

Prima di arrivare a Grado si attraversa unampia valle e il fiume Rio Nlon. A Grado ritroviamo Vito, che cammina con noi. Alluscita di Grado si lascia la N634 e si sale per una strada stretta e ripida, la stessa che conduce allalbergue di Villapaada. Fatti 2 km di ripida salita ricompensata da panorami molto belli, si trova una doppia concha, quella che manda allalbergue di Villapaada e laltra che indica il cammino. Dopo un altro chilometro di dura salita si arriva allAlto del Freisnu alla cui destra si trova un santuario che abbiamo guardato da lontano perch ci sarebbe stato da salire ancora. Vito ci raggiunge e insieme mangiamo prima che inizi a piovere. Sotto lacqua riprendiamo a camminare per una forte discesa su strada sterrata.

Si supera la nuova autostrada in costruzione e con desvii ben segnalati si arriva in valle al paese di Santa Eulali di Doriga dove c una bella chiesa antica, purtroppo chiusa.

La nuova autostrada Oviedo Espina ha sfigurato tutto lambiente. Dal paese si segue un sentiero nel bosco che con salite e discese ci porta fino a Cornellana. Per andare allalbergue, che si trova allinterno del Monastero di S.Salvator, seguiamo il paseo lungo il fiume, ma volendo si pu seguire anche la strada principale lungo la quale si snoda tutto il paese.

Lalbergue ricavato in due ali del fabbricato dellex monastero che si affaccia su un ampio cortile.

Sul frontone dellingresso del cortile c un basso rilievo che secondo la leggenda unorsa che allatta lInfanta Cristina, ritrovata nel bosco, fondatrice del monastero

Restaurato nel 2004 purtroppo appare gi un po trasandato e le materasse sono le uniche sporche che abbiamo trovato in tutto il cammino. Si sono fermati qui anche Vito e Pepe e passiamo il pomeriggio a chiacchierare tutti insieme. Pepe fa il cammino senza tante notizie, uno che parte presto e infatti da l non lo vedremo pi. Vito al primo cammino e ci complimentiamo perch ha scelto il pi duro. Sul tardi arriva lospitalero, un tipo un po ambiguo che ci sembra faccia un po il furbo con le quote. Ci chiede 5 euro a testa ma dice che basta la registrazione di un solo pellegrino, ma noi ci registriamo tutti e due. Per cenare andiamo in paese a Casa Dany, lunico posto che ci sembra un po decente. La mattina dopo vedremo che nella strada che unisce il monastero al paese c un negozio di alimentari. Le annotazioni di questo tipo che inseriamo sono pensate per chi vorr fare il primitivo e legger questo diario. Alle 22 tutti a nanna. 7

26 maggio Cornellana Bodenaya km. 19,3 ore di cammino 5 ore totali 6

Altimetria Questa tappa inizialmente un disastro sia per le spiegazioni poco chiare di Mundicammino, sia per i lavori autostradali che incontreremo. Il dislivello in salita risulter di 650 e non di 450 metri e la lunghezza sar di 19 e non di 16 km. C il sole con un po di nuvole quando ci alziamo. Ricca colazione con croissant e caf con leche al bar Casino che non per niente un casino. Il cammino parte dal monastero e segue il lungo fiume per circa 500 metri. Alla Fattoria Il Mulino si inizia a salire per strada sterrata poi si perdono i segni, tutto sconvolto da strade sterrate fatte con le ruspe. Lunico mojone che vediamo rotto e non si capisce pi la direzione della concha. Per fortuna pi avanti, in alto c Vito che si sbraccia e ci d le indicazioni di dove passare. Bisogna tenersi sulla sinistra dei piloni di alta tensione per raggiungere la prima casa bianca di cui si scorge il tetto sopra alla collina. Arriviamo cos a Sobrearriba dove ritroviamo i segnali. Si attraversa labitato e si sale nel bosco. Si sale e si riscende per campi e piccoli centri disseminati di horreos ben conservati.

Seguendo desvii abbastanza ben segnalati per i lavori autostradali si arriva a Quintana. Si passa sotto alla relativa chiesa e subito dopo sulla sinistra prendiamo una strada sterro lungo il fiume.

Troviamo la Fuente caliente e poi Casazorrina dopodich si risale per poi sbucare a Salas, bella cittadina con chiesa- torre e palazzetto signorile del Cinquecento.

Qui a Salas ci sono cartelli che informano dellapertura di un albergue nuovo in citt, con conseguente chiusura di quello vecchio e di quello di Godan. Ci arriva la telefonata di Radio1 che ci chiede di fare unintervista in diretta. Accettiamo sperando di poter essere utili anche per la Francigena in Italia.

Usciti da Salas si fanno ben 450 metri di dislivello, passando per un bosco molto bello accompagnati dalle chiacchiere del fiume sotto di noi e seguendo poi le strade del cantiere autostradale. Finalmente allAlto del Porcile si ripiana. Qui troviamo Vito in sosta per mangiare. Alla nostra sinistra svetta un parco eolico e capiamo perch. Fa un freddo cane e tira un vento forte che per per fortuna tiene lontana la pioggia.

Arriviamo a Bodenaya, velocemente in discesa, ed entriamo in questo piccolo gioiello di albergue che Alejandro, un pellegrino di Madrid, ha realizzato con le sue mani.

E una vecchia piccola casa in pietra e legno, piena di simboli del cammino, di foto e ricordi dei pellegrini passati di qui. Nella nostra stanza varie frasi di saggezza. Nella libreria c la guida del cammino del Nord scritta da Luciano Callegari! Allalbergue di Alejandro non si paga, ma come era uso una volta, si lascia un donativo. Si ferma qui anche Vito e un austriaco di Salisburgo, Wolfgang, subito ribattezzato Mozart che fuma come un turco, con una tosse che gli squassa i polmoni e una borraccia piena di vino altro che acqua! Sapremo poi che medico in pensione e da alcuni anni fa il volontario in Per. Sul tardi arrivano anche i due tedeschi Karl e Monica, quelli arrivati di notte a Escamplero. Sono di Stuttgart. Come spesso accade, dietro a un aspetto insolito c un mondo ricco e tutto particolare. Lui maestro dorgano e dal 1990 accompagna ogni anno i pellegrini a Santiago. 10

Ha un bordone con conchiglie e fiori finti, conche sul cappello e sul petto e distribuisce santini.

Ha con s un flauto con cui ci regaler spesso dei bellissimi pezzi musicali. Viaggia con uno zaino che sembra un armadio. Lei professoressa di matematica e fisica, ha girato mezzo mondo nei suoi frequenti anni sabbatici e porta penzoloni, fuori dallo zaino, un cuscino con i colori della pace. Tutti e due, simpaticissimi, spesso dormono fuori degli albergues, lui con una tenda lei con lamaca, sotto i portici delle chiese. Una volta addirittura in una stazione di autobus facendo prendere un coccolone allautista che al mattino presto se li trovati davanti. La sera cena comunitaria preparata da Alejandro e Marco con ottima insalata e pasta al sugo, miracolosamente al dente, perch Guido ha sorvegliato la cottura! Per finire noci e liquorini fatti in casa.

Si parla dei vari cammini e della storia di Alejandro. Ha fatto 15 cammini e il prossimo che far quello da Madrid. Anche a lui piace molto il film St. Jacques la Mecque e lo commentiamo insieme. Karl ci suona vari pezzi con il suo flauto e ci canta Ultreya. Dopo una serata piacevolissima, una piacevole notte in pieno silenzio, rotto solo dal lieve rumore di una pioggerellina fine. 11

27 maggio Bodenaya Campiello km. 26,2 ore cammino 6.40 ore totali 8

Altimetria Alle 7,30, come deciso unanimemente ieri sera, tutti insieme a fare colazione, preparata dagli ospitaleri. Lasciamo un ricordo nel libro dei pellegrini e dopo calorosi saluti e abbracci si parte nella nebbia. Wolfgang non lo vedremo pi, come ormai successo anche con Pepe. Sul sentiero troviamo un riccio, vivo, ma cos impaurito che si chiuso a riccio!

Si sale dolcemente per stradine di campagna, fiancheggiate da muretti, segno evidente che si tratta di vecchie vie di comunicazione. Si cammina in boschi molto belli con pascoli verdi pieni di mucche e cavalli con puledrini che brucano tranquillamente lerba.

Il cielo pieno di falchi e il loro volo stupendo. Presso una casa un uomo seduto fuori della porta ci saluta. Indossa gli zoccoli di legno caratteristici di qui che si chiamano madreas. 12

Arriviamo a Tineo e dopo una piccola sosta alla cappella di San Rocco, scendiamo nel centro dove compriamo una ricca empanada di tonno per il pranzo.

Ricompare Vito che da quel momento cammina con noi. Ridiamo insieme di tutte le disavventure che gli sono capitate prima della partenza e ci complimentiamo per la sua determinazione nel partire ugualmente.

Usciamo da Tineo e iniziamo una lunga salita con vista sul paese e arriviamo a un passo dove fa molto freddo. Pi avanti si apre una valle amplissima e iniziamo a scendere in un bel bosco di faggi.

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Al bivio per il Monastero di Obona proseguiamo per il cammino. Errore, dalle foto che Monica poi ci mostrer capiamo di aver sbagliato, valeva la pena fare i 500 metri di deviazione perch le rovine sono ben conservate. Il sentiero risale fino alla strada provinciale che prendiamo a destra. Campiello sembra non arrivare mai. Pioviggina e dopo ampie curve in salita, finalmente ci siamo. La proprietaria di Casa Erminia, oltre alle stanze dalbergo, da questanno ha aperto anche lalbergue per pellegrini. Si tratta di un dormitorio con 24 posti in letti a castello, con lenzuolino e federa sempre puliti e 3 bagni con doccia nuovissimi, al costo di 10 a posto letto. La Erminia un muso e una gran furbacchiona. Ha capito che il pellegrino un business e non le sfugge nulla su ci che al pellegrino interessa. Il suo locale, che al tempo stesso, bar, emporio e trattoria, il cuore del paese. Alle 20 siamo a cena l. Si mangia in mezzo ai paesani che fumano e bevono al banco. A un certo punto la Erminia, con il suo occhio di lince vede che fuori ci sono due pellegrini con laria di chi cerca lalbergue, allora ci chiede di chiamarli perch vadano al suo albergue. Sono Karl e Monica e Vito si alza per accompagnarli. Dopo 5 minuti tornano e si fanno due bei boccali di birra e vino. La Erminia, vispa, mette sotto il loro naso i nostri avanzi cos, con le stesse cose raddoppia lincasso! Monica ci fa vedere le foto del monastero di Obona dove loro 14

naturalmente sono andati, visto che Karl si ferma ad ogni chiesa. Karl ci dice che oltre a Fisterre e Muxia c un terzo luogo legato alla storia di Santiago: si chiama Patrn, s proprio quello dei pimientos. E il luogo dove San Giacomo ha fatto la sua prima predicazione in Galizia. E raggiungibile con lautobus e dista solo 20 km. da Santiago. Se avremo tempo ci andremo. Fuori fa freddo ma a letto stiamo molto bene. Ci sono le coperte e c pure il riscaldamento che ci asciuga tutto il bucatino pellegrino.

28 maggio Campiello Pola de Allande km. 17 ore di cammino 4.20 - ore totali 6

Altimetria C nebbia quando usciamo dallalbergue, ma presto si dirada lasciando posto al sole. Alle 8 tutti a far colazione da Erminia che per tostada, in realt, ci d del pane fritto, buono ma un po pesantuccio. Si parte in leggera discesa su asfalto tra campi e pascoli. Prima di Borres, troviamo un complesso rurale in rovina che sarebbe proprio adatto per farci un bel rifugio per pellegrini. Attraversiamo labitato di Borrs tutto in salita e ci inoltriamo in un bel sentiero tra muretti pini, querce e prati. Il paesaggio molto bello, di media montagna, molto verde, pascoli, horreos, ganado vacuno che sarebbero le nostre mucche al pascolo e tanta merdizia asturiana uguale a quella galiziana , con sano intenso profumo di stalla dappertutto. Arriviamo a La Mortera. Entriamo nellunico bar, dove ci accoglie la proprietaria, Elena, molto cordiale, unanziana ben tenuta nella sua semplicit. Il suo bar praticamente, come quello dellErminia, lemporio del paese. C di tutto dalla frutta alle vecchie scatole di cartone per le scarpe.

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Conversiamo con la proprietaria mentre ci prendiamo un th per smaltire la tostada fritta e per aspettare la chiamata di RadioUno che ci far unintervista nel corso di una trasmissione radiofonica sul cammino di Santiago. Passano i due spagnoli, Mariano e Jos Maria, che hanno dormito con noi a Campiello e Luis, lo svizzero che fa il cammino dormendo negli hostales, mentre sopraggiungono Karl e Monica che si fermano per farsi una birra e assistere allintervista.

Puntualmente alle 10.35 siamo in linea e Guido approfitta subito per fare un appello a favore della Via Francigena perch possa svilupparsi a misura di pellegrino come il cammino di Santiago in Spagna, mentre Giovanna parla del cammino dal punto di vista dellesperienza personale. Abbiamo deciso di non seguire il cammino che passa per Hospitales sul crinale, ma di andare per Pola di Allande.

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Ripartiamo assicurando la signora Elena che la porteremo con noi fino a Santiago e seguendo le sue indicazioni prendiamo il sentiero che lascia la carrettera per poi ritornarci appena passato il paese. Troviamo lavori in corso per lallargamento della sede stradale e dobbiamo lottare tra rumore di camiones e ruspe, ma gli operai sono gentili e ci salutano volentieri. Arrivano messaggi dallItalia a commento dellintervista da amici e parenti. Speriamo soprattutto di aver detto qualcosa di utile. Si raggiunge prima lAlto del Porciles e poi lAlto de Lavadoira e gi abbiamo lasciato indietro Monica e Karl. Scendiamo in un bel bosco per sentiero che sa di vecchio tratturo fino a raggiungere Ferroy. La presenza di mucche e di cavalli con puledrini al pascolo ci accompagna come sempre.

A Pola de Allande ci fermiamo allalbergue che si trova allinizio del paese. Con Vito andiamo a pranzo alla Nova Allandesa, dove un cameriere simpaticissimo e marpione, sentendo che siamo di Firenze ci apostrofa subito dicendo: Ah!, aspettavo proprio un fiorentino per fargli pagare quanto ha fatto pagare a me un bicchiere di vino a Firenze! Tra il menu del dia a 10 17

euro e il menu speciale per pellegrini, come lo chiama lui, a 14 euro, ci convince a scegliere questultimo. Ne valeva la pena perch abbiamo mangiato ottimi e abbondanti piatti tipici, tra i quali una zuppa di cavolo e patate asturiana che guai a noi chiamarla caldo gallego! Loro sono galli, noi siamo romani, siamo noi la storia e la cultura! ci dice il solito cameriere. Siamo pieni fino allorlo e l ottimo vino che abbiamo bevuto ci rende allegri e ce ne torniamo allalbergue per un bel riposino a smaltire il tutto. Nel pomeriggio arriva una coppia, Sergio e Gema di Madrid con cui iniziamo a fare conoscenza. Pi tardi facciamo un giro per Pola, ma niente cena, solo un th, altrimenti si scoppia.

29 maggio Pola de Allande La Mesa km. 23 ore di cammino 6.40 ore totali 8.50

Altimetria Ci alziamo fiduciosi di fare colazione, ma lunico bar aperto non ha niente da mangiare, cos ci arrangiamo con pane e marmellatine che avevamo come scorta alimentare. Si parte con le nuvole alle 7,40 e il percorso comincia subito a salire per strada asfaltata che lasciamo per immergerci in un piccolo paradiso: un bellissimo sentiero attraversa piccoli villaggi rurali e segue il corso di un fiumiciattolo con molti salti dacqua che attraversiamo su ponti di legno. Si riprende a salire tra muretti, tanta erica bianca e rosa in un bosco verdissimo.

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Sali sali arriviamo a Puerto del Palo, dove fa un freddo boia e tira un gran vento. Siamo a 1100 metri di altezza e sembra lEverest. Ci ripariamo in una piccola cappelletta e dopo poco nella nebbia appaiono Karl e Monica che hanno dormito a Peaseita.

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Scendiamo velocemente in picchiata in un ambiente muy precioso, lasciando i due tedeschi dietro di noi, godendoci lampio panorama sulla vallata sottostante e raggiungiamo Montefurado piccolo villaggio su crinale, dove lunico abitante ci apre la cappellina che contiene una graziosa statuetta di Santiago.

Allinizio si mostra un po scontroso, ma piano piano si scioglie; ci racconta che dinverno c tanta neve e freddo e quando gli diciamo che forse qualcuno torner a questo paesino risponde: sicuro, con la crisi le industrie chiudono perci prima o poi qualcuno torner.

Dopo averlo ringraziato, ripartiamo e scendiamo lungo il sentiero tra due ali di asfodeli dritti come soldatini sullattenti.

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A Lago ci fermiamo al Bar Serafino per riempire la barriga con tortilla e jamn. Serafino conta poco. Quando si tratta di riscuotere, eccoti la moglie con la saccoccia del dinero in vita! Riprendiamo il cammino e, tanto per cambiare, saliamo ancora fino a un passo di montagna con grandi prati e ampie vedute tutto intorno. C il sole e il sentiero passa in mezzo a bellissime pinete.

Scendiamo, finalmente, a Berducedo. Il posto carino, ma lalbergue pieno. Allalbergue privato ci sarebbe stato posto, ma lunico ristorante completo e tutto prenotato anche per la sera. Decidiamo perci di continuare fino a La Mesa, comprando al bar qualcosa per la cena e la colazione di domani.

Dopo altri 4 chilometri di salita nel bosco, eccoci a La Mesa, un grande pianoro con 4 case e una ermita circondate da pascoli. Il posto molto bello e lalbergue, a parte le pareti un po annerite dalla muffa buono. I letti sono puliti, c lacqua calda e c perfino la cucina funzionante. C anche il riscaldamento cos possiamo fare la bella Napoli col bucato di tutti e scaldare lambiente. 22

Fuori fa freddo, ma c il sole e la sera godiamo di un bel tramonto.

Con noi tre ci sono Sergio e Gema, oltre a Miguel di Bilbao. Gema canta benissimo e ci canta Todo cambia, mentre Sergio la segue seppur stonato come una campana. Incredibile ma vero sono in viaggio di nozze sul camino, sposati da solo una settimana. Vengono da esperienze di volontariato in Nicaragua e Ecuador. Ragazzi speciali insomma e molto allegri. Miguel ci parla della Guerra civile spagnola, della letteratura spagnola e finalmente ci spiega che il loro intercalare venga s limperativo del verbo venir , ma il suo uso equivale al nostro va bene, daccordo. Verso le 20 arrivano finalmente anche Karl e Monica che, come al solito, fanno il cammino con un andamento veramente lento. Ceniamo a turni perch la cucina piccolissima. I tedeschi non vogliono sistemarsi nei letti, come sempre non si lavano e si preparano la cena con quello che hanno. Mentre tutti siamo in branda ci fanno dei versi come se gustassero la migliore cena di questo mondo e tutti scoppiamo a ridere a crepapelle. Poi Karl fa passare una boccettina di liquore sostenendo che solo per pellegrini e Giovanna che non lo vuole bere comincia a dire non sono pellegrina, non sono pellegrina e tutti a ridere. C una grande allegria e molta comunicativa. Sembra di conoscersi da sempre e di essere sempre stati insieme. Meno male che siamo saliti fin quass. Prima di dormire Karl con il suo flauto ci regala una bella ninna nanna. Lui dormir per terra in cucina, Monica, fuori sul tavolo di legno, very very pilgrims.

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30 maggio La Mesa- Castro km. 23 ore di cammino 5.50 ore totali 7

Altimetria Alle 7 siamo tutti in piedi. Le risate di Sergio e Monica riempiono lalbergue. Ci facciamo un po di foto, perch non si sa mai se ci rivedremo o ci perderemo.

Per primo se ne va Miguel, grande camminatore, poi parte Vito. Vento e pioggerella danno inizio a questa giornata e il cammino, per non smentirsi, inizia in salita verso il parco eolico. Inaspettatamente ecco Vito che sta tornando indietro perch non ha trovato i segni, ma il solito angelo del cammino che appare al momento giusto, un automobilista del posto, ci conferma che la via questa. Anche oggi fa freddo. Saliamo fino al parco eolico e poi scendiamo in uno spettacolo di verde impressionante, raggiungendo Buspol e la sua splendida cappelletta di S. Marina con tetto di ardesia.

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Da qui si comincia a vedere lembalse de Grandas de Salime contornato da montagne verdi.

Scendi scendi aggiriamo il lago sotto pini e faggi. Su un fianco della montagna ci sono orribili caseggiati bianchi ormai fatiscenti, forse di epoca franchista, forse per gli abitanti del villaggio sommerso dal lago.

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Riprendiamo a salire sullaltro versante , dopo lattraversamento della diga. Ora fa caldo, c il sole e ci raggiungono Sergio e Gema, con cui camminiamo fino a Grandas cantando canzoni spagnole e italiane, cos da sentire meno la fatica.

Lalbergue per pellegrini di Grandas fa veramente pena ed incustodito con un bel cartello dove si dice che il comune non si rende responsabile di eventuali furti. Salutiamo quindi Sergio e Gema che si fermano qui in un hostal mentre noi proseguiremo fino a Castro dove Giovanna prenota per dormire sia per noi che per Vito presso il turismo rural, visto che lostello della Giovent aprir dopo il 15 di giugno. Peccato perch poi vedremo che molto bello. 26

Ci fermiamo per il pranzo nel parco di Grandas con empanadas e vino tinto comprati a una bancarella. Prima di proseguire andiamo a visitare il Museo Etnografico veramente interessante e molto ben curato. Visitiamo anche la chiesa di Grandas nella quale troviamo una bella preghiera a Santiago che tra laltro dice di essere accoglienti con chi ci diventa compagno nel cammino, cosa non sempre cos scontata. Dopo un primo tratto in salita si attraversa una grande distesa seguendo un sentiero che, come spesso accade, lascia la statale per giri incredibili per la sicurezza del pellegrino. A Cerejeira, lungo la statale vediamo che c un bar con piccolo supermercato e pi avanti il ristorante la Parrilla. Tra prati e colline, arriviamo a Castro, un angolo incantevole su un altipiano circondato da monti a 360 In lontananza a sinistra si vede Buspol da cui siamo venuti, a destra la Sierra Cantabrica ancora parzialmente innevata che divide Asturias, Leon e Galizia. Qui ci sono, e il nome lo dice, resti di un castro romano e dellet del ferro. Purtroppo gli scavi sono chiusi perch domenica e possiamo vederli solo dallesterno. C sole e vento proprio quello che ci vuole per asciugare il bucatino pellegrino.

Il nostro agriturismo (Chao Martin tel. 985627267) fantastico e il rapporto qualit/prezzo buono: 40 euro la camera doppia, 10 euro a testa la cena. E una grande casa in pietra ben restaurata e accogliente, con corte interna e tavoli allaperto per il riposo del pellegrino. Le camere sono belle e finalmente una doccia con letto come si deve non guasta. I proprietari sono molto gentili, originari del paesino di Buspol. Lei si chiama Begoa e ci fa pensare alla pianta ornamentale omonima. Ci dicono che la mattina arrivano sempre i cerbiatti e dinverno qui hanno la neve. Ci servono unottima e abbondante cena e, mentre siamo a tavola, dalla finestra entra una luce bellissima. In controsole come ombre cinesi, vediamo passare di l da un muretto le mucche in fila indiana che rientrano nella stalla seguite dalla contadina che andata a radunarle.

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Pi tardi, ci mettiamo fuori su una panca ad ammirare il sole che tramonta mentre un vecchio seguito dal suo cane lentamente rientra a casa dopo una passeggiatina serale. Si ferma lui, si ferma il cane, riparte lui, riparte il cane.

C unaria stupenda non si vorrebbe mai andare a letto, ma il pellegrino deve riposare, domani unaltra tappa ci aspetta.

31 maggio Castro Fonsagrada/O Padron km. 22.5 ore di cammino 5.45 ore totali 6.15

Altimetria Colazione alle 7,30 e partenza alle 8 con nebbia, ma non fa freddo. Il sentiero fiancheggiato da muretti e passa sotto una pergola di roverelle. Si passa davanti alla Cappella di S.Lazaro poi inizia la salita verso Puerto Acebo. Vito, che ormai segue il suo ritmo, ci precede e praticamente camminiamo da soli.

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La vista bellissima, nella valle c la nebbia e sopra il sole con cime di monti che spuntano dal mare di nuvole.

La cordillera cantabrica innevata sullo sfondo e intorno i prati verdi con infinite distese di erica viola punteggiate dal giallo delle ginestre ci offrono un panorama spettacolare.

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Saliamo sotto un sole che comincia a farsi sentire ed arriviamo al paese di Penafonte, molto carino con una bella fonte di fronte ad unantica chiesa.

Ci sorpassa Miguel che ha dormito a Grandas, ma lui pi veloce per cui gli stato facile raggiungerci. Arrivati in cima a Puerto Acebo si trova il mojone che indica il passaggio dalle Asturie alla Galizia e da qui in avanti troveremo meno mucche a pascolare. Dora in poi cambia anche il modo di segnalare la direzione di marcia che sar indicata dal ventaglio della conchiglia.

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Ora fa molto caldo, ma resistiamo allidea di fermarsi al ristorante Catro Vientos che troviamo intorno alle 12, pensando al pulpo che ci aspetta a Fonsagrada; dicono che sia buono quanto se non pi di quello di Ezechiele a Melide. Alle 14 siamo a Fonsagrada, nella pulperia O Candal dove ci facciamo un ottimo pulpo a feira con vino bianco, ma soprattutto un inaspettato dolce del posto che fa impazzire la Giovanna: il pastel di Fonsagrada, fatto con morbida pasta di mandorle che si scioglie in bocca. Raggiungiamo lalbergue che si trova a un chilometro e mezzo fuori di Fonsagrada, localit O Padron, in ottima posizione con tanto spazio intorno, mucche al pascolo e contadini che fanno lorto. E un ottimo albergue, gestito da gentili volontari della Protezione civile. Ci sono camerette da quattro posti, una bella cucina, la lavadora e la secadora, un comedor con distributore automatico di bevande; si paga 5 euro e ci danno il lenzuolino con federa, siamo in Galizia! E per la mattina con 3 euro danno la colazione. Ci troviamo Vito e la coppia delle Canarie che si chiamano Eva e Alfonso, Mariano e Jos Maria che hanno avuto il coraggio di dormire nellostello di Grandas, forse perch sono un po di braccine corte stile genovese, e infine Sergio e Gema. Ci dicono che hanno incontrato Karl e Monica i quali hanno dormito come noi a Castro, per allaperto sotto il portico della chiesetta! Ci godiamo il sole fuori dellalbergue mentre il bucatino sventola allegramente e di fronte a noi svetta la cordillera cantabrica. A un certo punto arriva la Guardia Civil per verificare lidentit dei pellegrini e sorgono commenti contrastanti chi a favore e chi contro queste misure di sicurezza. Ritorniamo in paese a Fonsagrada per comprare qualcosa per la cena e un ricambio per la scheda del GPS, cos ai chilometri di oggi ce ne aggiungiamo altri 3. Alcuni pellegrini vanno a cenare al ristorante A Caldeira che gratuitamente viene a prelevarli, mentre noi restiamo allalbergue. Sergio e Gema ci chiedono consigli per un buon rapporto di coppia visto che noi siamo al 40 anno di matrimonio e noi cerchiamo di dare qualche risposta utile, aggiungendo che una buona dose di fortuna aiuta molto. Monica ci racconta dei suoi viaggi fatti durante lultimo anno sabbatico: ha girato mezzo mondo, Alaska, Messico, S.Francisco, India dove andata a conoscere un giovane ingegnere laureatosi grazie alladozione a distanza fatta da suo nonno. E venuta anche a Bolzano, con un gruppo di musicisti per passare una settimana a fare musica insieme. Ci ha fatto ridere tutti con un giro di passerella dopo aver fatto la doccia dicendo umoristicamente: ho visto che i pellegrini evitavano me e mio padre, forse si puzzava? Siamo molto contenti di aver ritrovato gli amici pellegrini.

1 giugno Fonsagrada/ O Padron - O Cadavo km. 24 ore di cammino 6.20 ore totali 7.45

Altimetria Ripartiamo alle 7,30 dal rifugio e poco dopo iniziamo a salire fino a un mirador . Ci accompagna lo spettacolo tipico del paesaggio galiziano con le cime dei monti che spuntano da un mare di nuvole.

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Ci raggiungono Eva e Alfonso e passa come una saetta Miguel che ha dormito a Fonsagrada in un hostal.

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Continuiamo la salita fino allalto di Montauto dove troviamo lermita di S.Isidro e un vecchio hospital restaurato quanto basta per far capire le sue forme originarie. L vicino c anche un dolmen.

Entriamo in una pineta e iniziamo a scendere per sentiero fino a Paradavella dove ci si pu rifocillare a Casa Mesn oppure, sulla statale, a un altro bar, dopodich riprendiamo a salire. Incontriamo tre spagnoli partiti da Irun che viaggiano con un piccolo zaino, immaginiamo che abbiano unauto di appoggio. Uno di loro conosce bene litaliano perch ha il figlio sposato a Bergamo. Troviamo a pi riprese deviazioni su sentiero che servono a evitare lasfalto, ma lultima che abbiamo fatto ci costringe a un sali scendi rompi gambe bestiale, veramente pazzesco. Lunico vantaggio stato quello di camminare nel bosco ed evitare la strada assolata, ma la salita stata cos dura che da ultimo Guido era proprio alla frutta. Finalmente, ritornati sulla strada in localit Lastra, ci siamo fermati al bar Casa Miranda e seppure non fosse proprio il massimo della pulizia, ci siamo mangiati un piatto di jamon serrano fenomenale. Il resto della tappa continua a essere faticoso. Usciamo e rientriamo pi volte nella statale e poi in un intreccio di piste di terra la segnaletica si fa confusa fino a che troviamo la discesa che ci porta direttamente, dopo qualche chilometro di sterro, allalbergue di O Cadavo.

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E una bella struttura, dotata di cucina e due dormitori. Lalbergue si riempie completamente e ci ritroviamo tutti i nostri amici. Gli ultimi ad arrivare come sempre sono Karl e Monica che si beccata una zecca. Il tempo grigio e freddo. Dopo esserci sistemati facciamo un giro di perlustrazione per trovare un posto per la cena. Il paese triste, ma vicino alla chiesa il Bar Eligio d un buon menu del dia. Sergio e Gema ci dicono che alle 19,30 c la messa perci ci uniamo a loro. Ci sono anche madre e figlio delle Canarie mai visti primi, oltre a Vito, Mariano e Jos Maria. Messa rapida, il prete dice 8 messe al giorno in vari luoghi, ma i vecchietti del posto sono semplici e accoglienti. Alluscita della messa ci ringraziano per aver condiviso questo momento insieme a loro. Per finire in bellezza andiamo a cena tutti insieme e su invito di Sergio, si uniscono a noi Luis, lo svizzero incontrato a Campiello e un altro Miguel di Mallorca incontrato qui per la prima volta. Passiamo una serata allegra. Sergio e Gema ci raccontano dei loro anni trascorsi con i gesuiti in Sudamerica, lui avvocato della Caritas , lei infermiera. Vito ci parla di Palermo e del suo quartiere Brancaccio, quello di don Puglisi. E stato scout e si impegnato per combattere il disagio giovanile nella scuola con una sua associazione. Mariano e Jos Maria, grandi viaggiatori, ci parlano dei luoghi visitati. Jose Maria un tipo molto curato, la sera si mette sempre elegante in pantaloni bianchi, camicia e golfino di lana e il capello sempre con una divisa perfetta. Miguel ci racconta dei trekking che si possono fare a Mallorca, e noi che la pensavamo unisola piatta. Lo svizzero, fa lo svizzero, piuttosto riservato anche se molto sorridente. Andiamo a letto mentre fuori pioviggina, daltra parte siamo in Galizia.

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2 giugno O Cadavo Lugo km. 32 ore di cammino 7.40 ore totali 9.10

Altimetria Ci alziamo tutti un po prima perch la tappa di oggi lunga.

Subito un bello strappo in salita ci d il buongiorno. Seguiamo una pista forestale in mezzo a pini altissimi. La nebbia galiziana non manca, ma piano piano lascia posto al sole in localit Villabade dove visitiamo la bellissima chiesa.

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Il turismo rurale che pareva esserci stato chiuso. Proseguiamo per strada di campagna fino a Castroverde dove facciamo un po di spesa visto che da qui in poi non si incontrer nessun servizio, salvo poi vedere che ci sono almeno quattro punti dove sono stati installati distributori automatici di bevande e qualche snack. Fa molto caldo e Guido ha dolore alla gamba. Molti tratti sono su asfalto e questo non aiuta. Ci fermiamo a mangiare su una panchina fuori di una abitazione a S. Maria de Gondan. La proprietaria, uscita di casa per prendere linsalata fresca fresca dal suo orto, ci fa entrare per prendere dellacqua. Restiamo colpiti dal tavolo che ha in cucina: mai vista una cosa del genere, ci staranno intorno a dir poco venti persone e al centro ci stata inserita addirittura una cucina economica! Mentre parlava non si capiva nulla, sicuramente parlava gallego. Si riparte sotto un sole cocente, ma per fortuna il sentiero ben ombreggiato e abbastanza pianeggiante. Intorno ci sono grandi macchie gialle di ginestre e a un certo punto sopra la nostra testa passa in volo la prima e unica cicogna che incontreremo.

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Anche oggi, diversamente da quanto detto da Jos Maria non mancano salite impegnative. Superiamo con un cavalcavia nuovo di zecca lautostrada, ma le frecce scarseggiano e noi ne facciamo una con i sassi per chi ci seguir. Da l si intravede la citt di Lugo, mancano solo 3 chilometri ma saranno molto faticosi per il caldo e la stanchezza. Un cane sciolto tenta di aggredire Giovanna ma per fortuna riusciamo a scacciarlo con i bastoni. Prossimi alla citt si scende in valle e poi si risale passando per il barrio Chanca, e per finire in gloria ci inerpichiamo per ripida salita con scalinata finale fino alla Porta di S. Pietro, oltrepassata la quale, troviamo lalbergue in una strada laterale sulla destra. Il rifugio ha un bel dormitorio ma scarso di servizi. Due soli bagni per 20 posti letto e un misero terrazzino piuttosto sporco per stendere il bucato. Niente cucina. Ci siamo tutti, compreso Miguel di Bilbao. Eva di Tenerife si rovinata i piedi, forse perch va troppo veloce, ma Gema la cura come si deve e la rimette a posto. Rivediamo Miguel di Mallorca che passa solo per farsi mettere il sello sulla credenziale. Nel pomeriggio andiamo in Plaza Mayor a bere con gli amici, c il sole e si sta proprio bene. A cena andiamo tutti da Palmira, una pulperia fuori Porta S.Pietro spartana ma con ottimo pulpo e con un vino tinto spillato direttamente dalla botte. Due ritagli di giornale appesi al muro dicono che la Palmira la pi antica pulperia di Lugo. Sergio e Gema ci offrono la cena per festeggiare il loro matrimonio. A sera nellalbergue ci scambiamo telefoni e indirizzi di posta elettronica un po con tutti perch domani noi ci fermeremo un giorno per visitare Lugo.

3 giugno Lugo Ci alziamo per salutare tutti gli altri pellegrini che se ne vanno. Il gruppo praticamente si scioglie perch ognuno prender strade diverse e far tappe diverse. La mattinata grigia. Ci spostiamo allhostal Alba (Calle Campo Castelo, 31 tel. 982226056) e con il sole la citt ci appare ancora pi bella. Le case hanno vetrate come a A Corua e nel centro storico stanno recuperando quelle pi vecchie .

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La cinta muraria un piacevole camminamento che delimita il perimetro della citt vecchia e che permette la vista sulla citt dallalto. Mentre la percorriamo incrociamo pi volte gente del posto che fa jogging.

La cattedrale invece non ci piace per nulla. E scura e un po inquietante, piena di statue di Cristo morto sparse in ogni cappella. I ritrovamenti di mosaici di una casa romana ci attraggono di pi. Lampliamento degli scavi non pu essere fatto perch sopra ci sono molte case abitate. Una curiosit sono le colonnine del tepidarium fatto con lastre di lavagna anzich di mattoni e una piastrella con impresse le impronte di cane di 2000 anni fa.

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Saliamo al parco da dove si vede il Rio Mio passando per porta Santiago e poi al mercato centrale ci compriamo il formaggio di Casar di Caceres che sar il nostro pranzo in Plaza Mayor che come tutte le plaza Mayor piena di gente. Nel pomeriggio controlliamo la posta elettronica nellInternet Point Futura in rua Vilalba e, sorpresa, ci troviamo un messaggio di Meridiana che ha anticipato il volo da Barcellona a Firenze di modo che salta la coincidenza con il volo da Santiago. Dovremo studiare unalternativa. A sera decidiamo di regalarci una cena al ristorante O Fign, di fronte al nostro hostal; non si trattato certo di un menu del dia ma ne valeva la pena. Dopo cena facciamo un giretto per il centro e troviamo, seduti al tavolo di un bar, un gruppo di musicisti che suonano musica gallega con gli strumenti tipici: cornamuse, pifferi, fisarmonica, tamburi. Sono molto bravi, hanno delle belle voci e ci fermiamo ad ascoltare. C una bella luce, laria calda e le strade sono piene di gente. Ancora una volta gli spagnoli ci danno limpressione di saper vivere meglio di noi, amano stare in compagnia a bere e a chiacchierare fino a ora tarda.

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4 giugno Lugo - A Corua A Corua Almeira/Alvedro km. 15.50 ore di cammino 3.50 ore totali 5.10

Altimetria Alle 8,30 siamo alla stazione dei bus e alle 9 si parte. Si va per autostrada attraversando boschi di abeti e di eucalipti per chilometri e chilometri. Alle 10,10 siamo a A Corua. Contrariamente a quanto programmato da casa, decidiamo di non fermarci qui per un giorno tanto la citt labbiamo gi visitata nel 2007 e visto che la tappa lunga sar meglio farne una parte subito. Ci renderemo conto poi che stata unottima decisione. Dalladdetto ai depositi bagagli che addetto anche alle informazioni ci vengono date le indicazioni per raggiungere la chiesetta di Santiago. Dobbiamo uscire dalla stazione e attraversato il piazzale si sale la scalinata. Sulla destra, prima del chiosco dei giornali, c la fermata degli autobus. Si deve prendere il bus 1 o 1A e scendere allultima fermata di Avenida Marina. Il biglietto si fa sul bus sono solo 90 centesimi. Scesi dal bus andiamo a destra sotto i portici, si attraversa la calle che porta in Plaza Maria Pita, quella dove c il Comune, e si sale dritti; per calle Santiago si arriva alla chiesa di Santiago che subito sopra.

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Entriamo per una sosta di preghiera in questa bellissima chiesa e dopo esserci fatti mettere il sello dal parroco, usciamo. Ci facciamo una foto davanti al portale e si va. (davanti alla chiesa c un hospedaje Las Potes tel. 981205219) Si scende per calle Santiago e sul muro si vede subito la prima concha. Si ritorna sotto i portici di Avenida Marina poi si percorrono rua Sanchez Bregua, Linares Riva, si passa sotto un cavalcavia ignorando la via grande che sale dritto davanti a noi e mantenendo il porto alla nostra sinistra. Si percorre av. Primo de Ribeira, si attraversa Plaza Palloza con giardinetti ( a terra c una concha), si sale per Rua Concepcion Arenal e si sbocca nella piazza Cuatro Cantones che ha al centro una grande fontana. Si supera la piazza continuando a diritto e si entra in calle Fernandez Latorre, poi entriamo in Perez Ard passando davanti alla stazione dei bus. Alla fine di questa via si gira a sinistra e si comincia a salire per la lunghissima Avenida de Monelos. Arrivati a una rotonda che si chiama Ronda Camilo Jos che corrisponde al quartiere Eirs, la si supera continuando a diritto in salita, percorrendo sempre Avenida de Monelos che a un certo punto diventa Carretera di Eirs. Qui a destra c una concha sul muro di una casa che manderebbe per strada secondaria , mentre a sinistra in terra c una freccia gialla che dice di continuare, appunto, per carretera di Eiris. Noi proseguiamo a diritto. Quando la strada diventa Av. Montserrat siamo ancora nel quartiere Eirs, e alla nostra sinistra c una chiesa e in lontananza si vede la spiaggia. Qui ci sono due hospedajes Montserrat e Lopez. Poco dopo sempre sul lato sinistro della strada si trova il mojone. La strada diventa avenida Pedralonga, poi pi avanti, nel punto dove a destra c un grande supermercato che si chiama Alcampo, diventa N550. Si passa un cavalcavia che supera la AC11, si prosegue dritti in salita e poco dopo sul lato destro della strada si vede il cartello segnaletico Portazgo; siamo gi nel comune di Culleredo. Superato il cartello stradale indicante il km. 4 della N550 si trova sulla sinistra una deviazione segnalata da un mojone che ci fa entrare in strada secondaria che poco dopo scende a destra per rua Eduardo Blanco Amor, la quale finisce in rua Jorge Guilln che prendiamo a sinistra. Di fronte c il mojone con la concha. Si entra cos in Av. Fonteculler allaltezza di un semaforo che si attraversa e l c il cartello con il simbolo del cammino 2004. Una volta attraversata la strada non ci sono pi segni. Bisogna lasciare la Av. Fonteculler e seguire la diramazione che abbiamo di fronte per raggiungere il paseo maritimo di O Burgo.

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Dopo pochi passi alla nostra destra c una ferrovia che costeggiamo per pochi metri dopodich ritroviamo un mojone e iniziamo il paseo maritimo, molto bello con un parco adatto per una sosta pranzo con panino al seguito.

Mentre lo percorriamo c la bassa marea, un signore ci dice che fra due ore il mare dovrebbe ricominciare ad alzarsi. Alla fine del lunghissimo paseo, saranno almeno 3 km., arriviamo al ponte medievale dei templari dove ci sono insegne del camino e un pannello illustrativo del camino ingls. Attraversiamo il ponte medievale per andare a vedere la chiesa di S.Maria de Temple, che si trova di l dalla strada sopra una piccola altura in mezzo a un cimitero con due palme. E chiusa ma il bassorilievo interessante.

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Torniamo indietro sul ponte, superiamo il pannello del camino ingls e attraversiamo la strada di fronte in salita per visitare la chiesetta di Santiago O Burgo posta sul lato destro della strada stessa. Si ritorna sul lato sinistro e si continua a salire ma dopo un ultimo mojone non ci sono pi segni. Mantenendo la sinistra, allaltezza di un cruceiro in pietra posto sullaltro lato della strada, si percorre rua A Bovedo, dopodich si arriva a un incrocio con rotonda. Noi si prosegue dritti, in direzione N550 aeroporto. La strada prosegue in salita su un cavalcavia sopra la A9 e sbocca in cima nella N550 sotto i riflettori dellaeroporto di Alvedro. Qui troviamo un grande traffico e anche se sappiamo che dobbiamo proseguire lungo il lato sinistro di questa strada aggirando cos laeroporto, il traffico cos intenso che decidiamo di tornare indietro. Dai riflettori riscendiamo e prendiamo la seconda stradina a destra che percorriamo fino ad Alvedro. Si tratta di una piccola strada che corre parallela alla N550. Sopra di noi sulla destra abbiamo quindi la N550 e sopra la N550 si intravede il muro di confine dellaeroporto. Ad un incrocio si vede il cartello con il nome della strada appena percorsa: si tratta di rua Ombre che prosegue dritto prendendo il nome di Rua Regueira.

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Continuando a salire arriviamo nellabitato di Alvedro e sbuchiamo sulla N550 che ora possiamo percorrere a sinistra senza pericolo. Poco dopo la nazionale inizia a scendere e allaltezza di una rotonda si ritrova finalmente il segno del camino. Pi avanti, di fronte al poligono industriale, ci sono tre hostales, noi ci fermiamo alla pension A Gramalleira Av. Alvedro Almeiras (30 euro camera doppia con bagno). A cena prendiamo un piatto tipico che richiama un po la nostra fonduta di carne con salsine.

La tappa non stata lunga, ma stata farraginosa per la difficolt di trovare i segni, ma alla fine possiamo dire che ci siamo divertiti in questa specie di caccia al tesoro.

5 giugno Almeira/Alvedro Bruma km. 23 ore di cammino 5.50 ore totali 7.15

Altimetria Alle 8,10 siamo gi pronti e colazionati. Scendiamo lungo la N550 che attraversiamo dopo 500 metri per prendere una strada sulla sinistra che subito lasciamo per scendere in un boschetto su una stradina bianca. Da questo momento ritroveremo sempre i segnali del camino. Ci fermiamo alla chiesa di Santiago di Sigrs, putroppo chiusa, inserita in un complesso antico. In localit A Rocha troviamo un bel cartello esplicativo della tappa di oggi che si concluder a Bruma e superiamo con un cavalcavia la A9.

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In localit A Lameira, comune di Tabeaio, praticamente in mezzo al nulla, troviamo una bella panaderia che vende il famoso pane di Carral. Per fortuna compriamo un po di empanada al bacalao e un pezzo di torta. Saranno il nostro pranzo perch fino alle 13 non troveremo pi nulla. Solo a Sarandons troveremo 2 bar. Pi avanti troviamo la cappella di S.Juan e il palazzo che ospit Filippo II mentre si recava a Santiago

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A Carral un cartello racconta che da qui sono passati pellegrini illustri tra cui Cosimo III dei Medici. A Sarandons una signora sulla porta ci saluta e ci chiede di salutarle Santiago. Facciamo una piccola deviazione per andare a visitare la chiesa di S.Maria in Sarandons, ma purtroppo chiusa.

Ci sono comunque alcune persone che aspettano per un funerale e tra loro una signora, Mercedes, ci parla di Betanzos, la sua citt, dicendoci che vale la pena visitarla. Secondo lei la citt pi bella della Galizia dopo Santiago. Purtroppo noi abbiamo scelto di fare il camino ingls da A Corua, mentre Betanzos sulla via che parte da Ferrol, perci non ci passeremo. Anche lei ci chiede di pregare Santiago. E stata a Roma quattro volte per visitare S.Pietro, ma non conosce Firenze. 47

Il tempo grigio, ma per fortuna non piove. Ci fermiamo a consumare il nostro lauto pranzo sulla panchina di una fermata dei bus alla Cruz de Veira in un bosco di castagni e eucalipti. Da qui si sale per qualche chilometro in mezzo ad eucalipti fino allAlto de Veiras sbucando in localit A Travesas su strada asfaltata che si attraversa per proseguire in discesa per campi sotto una pioggerella fine e la nebbia. Si percorre un tunnel di alberi fitto fitto e si ritorna su strada asfaltata. Troviamo un bar e, dopo aver superato una centrale elettrica enorme e percorso circa 2 km., si lascia la strada asfaltata girando a sinistra per i campi. In lontananza di fronte a noi vediamo dei pellegrini provenienti dalla parte opposta che spariscono girando alla loro sinistra; capiamo che siamo vicini alla confluenza del cammino che viene da Ferrol. Infatti percorsi altri 2 km. abbondanti siamo allalbergue di Bruma.

Lalbergue molto bello, unico neo il fatto che i bagni e le docce sono in un locale separato e di notte sar un problema uscire fuori visto che fa freddino. Lhospitalero uno che parla di continuo, super efficiente e appassionato del cammino. Ci dice che sul camino ingls mancano almeno cinque frecce in altrettanti punti, fra cui quello a O Burgo dove ci siamo persi noi, per sembra che il problema sia la mancanza dei permessi comunali per metterle. Mah! Per ora siamo solo in otto. Pi tardi per, complice la pioggia che cade incessante, il rifugio viene invaso da pellegrini per un giorno, con berrettino e maglina gialla con su scritto Xacobeo 2010, praticamente turisti, che aspettano il loro pulman. Occupano lintera cucina: zaini dappertutto, chi si cura i piedi, chi si asciuga dopo aver fatto la doccia senza pagare, shampoo e creme intorno ai fornelli, cesti dei rifiuti stracolmi e un vocio assordante come solo gli spagnoli sanno fare. Stanno per andarsene lasciando tutto questo casino quando la Giovanna si arrabbia e in spagnolo li mette tutti in riga intimando di portarsi via la loro basura! Allora il capo della brigata ordina a tutti, ormai in silenzio, di ripulire e portare via il tutto e se ne vanno fuori lasciando in ordine. Capitan Giovanna ha colpito ancora. Pi tardi arriva una signora, Maria, che vive qui vicino, a Ordes e che ci parla con entusiasmo della sua esperienza di pellegrina. Ci racconta che a forza di vedere passare pellegrini si decisa anche lei a fare il cammino. E partita da Ferrol e da sola arrivata a Santiago. Sta gi programmando il suo prossimo cammino e pensa di andare a Finisterrre la prossima settimana. E una pellegrina sui generis perch si augura che piova, non le piace camminare col caldo. Sar accontentata perch anche noi fino a Muxia cammineremo sotto la pioggia. Alle 20 arriva la nostra cena portata dal ristorante che si trova a 2 chilometri da qui. Non manca nulla, piatti, posate, bicchieri, addirittura la tovaglia. E cos abbondante che sarebbe bastata una 48

comida in due, tanto che alcune cose le lasciamo per domani. Lospitalero ci spiega che non dobbiamo lavare niente, ma riporre le stoviglie nella cesta, tutto incluso nei 28 euro che abbiamo pagato, colazione compresa. Offriamo il vino ad unaltra coppia di pellegrini, Rafael di Valencia e Maria di Toledo che accettano volentieri. Ci sono altri quattro pellegrini super organizzati con gamelle e spesa fatta in paese, fra cui un olandese grande come un armadio e con uno zaino altrettanto grande. Prima di andare a letto super Guido inventa un modo per mettere il bucatino ad asciugare sopra i termosifoni: appoggia sui lacci dei bastoncini un lungo bastone e il problema risolto. Grande Guido!

6 giugno Bruma Sigueiro/Agualada km. 32 ore di cammino 7.15 ore totali 8.50

Altimetria Alle 7 siamo pronti e usciamo. La coppia spagnola gi partita, mentre gli altri li lasciamo alle prese con una sboba a base di mais per colazione! La strada tutta su asfalto attraverso campi boschi di pini e di eucalipti. Il tempo nuvoloso con qualche sprazzo di sole. Lungo il sentiero abbiamo visto piccoli coniglietti selvatici per nulla intimoriti dal nostro passaggio. Rondini e capinere ci hanno accompagnato come sempre. Fatti 9 km. da Bruma troviamo un cartello che indica la casa rural Anton Veira che fa anche ristorante per non sappiamo quanto si distacca dal camino.

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Verso le 10, percorsi circa 12 km. da Bruma, troviamo aperto il Bar Cruceiro e ci facciamo un piatto di prosciutto con succo di frutta. Entrano altre pellegrine, di quelle di un giorno. Il barista regge lanima coi denti e dura fatica a servirci.

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Ripartiamo e, lasciato finalmente lasfalto, si segue una lunghissima pista di terra, sali scendi in mezzo a un bosco di abeti ed eucalipti, unico tratto degno di nota, il resto non ha nulla di speciale.

A Buscs passiamo davanti a una bella casa rural, Doa Maria (www.casadonamaria.es). Si entra in Sigueiro passando per un bel giardinetto con panchine. Davanti al comune entriamo in un bar dove ritroviamo Rafael e Maria. Il barista praticamente ci impone di prendere un caf per avere il sello sulla credenziale. Gli chiediamo se proseguendo verso Santiago si trovano possibilit di alloggio e oltre a dirci di no, aggiunge che il cammino si ricongiunge a quello francese a Monte de Gozo. Giovanna a questo punto non si fida, perch sa bene che i due cammini non si riuniscono, telefona allufficio di turismo di Santiago e ottiene lindicazione di due possibilit: hotel San Vicente in localit Agualada e hotel Castro in localit Formaris, che si trovano a 3 e 8 chilometri pi avanti. Cos decidiamo di continuare visto che sono solo le 13 e a Sigueiro per i pellegrini offrono una palestra che apre alle 18. Appena usciti da Sigueiro si sale nel bosco per pista di terra e ci fermiamo allhotel San Vicente che in realt dista non 3 ma 5 km. da Sigueiro. Siamo contenti di essere qui, anche se lalbergo un po caro (60 euro la doppia) perch il posto bello, c il sole, un bel giardino e ci siamo avvicinati cos che domani possiamo arrivare presto in Santiago. Da qui alla cattedrale ci sono circa 15 km. e domattina in poco pi di 3 ore ci saremo. A proposito del camino ingls, non certo il momento ora di tirare le conclusioni, le cose devono essere ponderate a casa, come si dice a bocce ferme, ma non ci sembra il massimo, sia per lasfalto presente all80%, sia perch la parte storica non cos evidente. Cena fredda allalbergo piuttosto cara, ma non avevamo altra scelta. Solo domani vedremo che 50 metri pi avanti c un bar che forse poteva essere unalternativa. Telefoniamo al Convento di S. Francesco a Santiago (981581600), ma ci dicono che fanno accoglienza solo nel mese di luglio e di agosto, perci andremo al Seminario minore. Siamo sulla N550, ma la nostra camera d sul giardino e la notte riposiamo benissimo nelle nostre due comode camas (in Spagna conviene chiedere la camera a due letti perch quello matrimoniale praticamente una piazza e mezzo).

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7 giugno Sigueiro/Agualada Santiago km. 13.2 ore di cammino 3 ore totali 3.20

Altimetria Alle 7 si parte seguendo la N550. Fa freddo ma c il sole e a pi riprese si lascia la strada per lunghi tratti nel bosco. Al km. 56 della N550, circa 4,5 km. dopo Agualada, troviamo lhotel Castro vicinissimo a uno degli sbocchi del sentiero sulla N550 (www.castrohotel.com). Passiamo davanti allazienda Finsa, che lancia in cielo una nuvola di fumo nero, poi aggiriamo il poligono industriale nel mezzo del quale si incontra un caf bar self service.

Pi avanti allinizio della citt, a circa 9 km. da Agualada c un hospedaje. Tutto questo per dire che le informazioni del barista di Sigueiro erano completamente sbagliate. Entriamo in Santiago dal quartiere Guadalupe seguendo queste vie: rua de Tambre, rua do Rio, camio de Vilares, camio do Chan de Curros, da cui si avvistano le torri della cattedrale. Si attraversa un giardino e si risale allAvenida S.Juan XXIII che attraversiamo per entrare in Rua do pastoriza, poi rua dos Basquios, rua S.Clara e infine plaza Cervantes. Da qui la strada pi che conosciuta.

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Di nuovo emozionati siamo in piazza Obradoiro, abbraccio e foto di rito davanti alla cattedrale. Il pensiero va ai nostri cari, e telefoniamo prima di tutto al nostro caro Gianluca. Intorno tanti pellegrini che si abbracciano e alcuni, come spesso succede, piangono dallemozione.

Andiamo a prendere la Compostela che ci viene data con un po di storie perch abbiamo interrotto il cammino tra Lugo e A Corua e da l non si percorrono i famosi 100 km. Dobbiamo lasciare gli zaini per entrare in cattedrale, ma curiosamente ci permettono di portare con noi i bastoncini. Alle 11 siamo in cattedrale per trovare un posto a sedere. Finalmente assistiamo di nuovo al botafumeiro che sempre esaltante. Durante la comunione per succede un fatto che ci lascia un po perplessi. I posti della nostra panca erano stati occupati da una coppia di anziani. Una coppia di pellegrini tedeschi, tornando al loro posto, li hanno cacciati in malo modo, allora noi ci siamo avvicinati e li abbiamo fatti sedere al nostro posto. A che serve quella comunione se non si capaci di cos poco?

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Il mondo dei pellegrini piccolo: tra la folla ritroviamo Miguel di Bilbao e una coppia di pellegrini di Mallorca incontrati a Lugo e alluscita, con nostra grande sorpresa, ritroviamo i due professori inglesi, John e Mary, conosciuti sulla Plata nel 2008, che anche questanno hanno portato gli studenti a fare questa bella esperienza. Dovrebbero farlo anche in Italia. Incontriamo anche Bruno di Vicenza, conosciuto nel 2008 che anche questanno tornato a Santiago, facendo il camino del Nord. Grandi abbracci e saluti, poi ognuno ritorna alla sua strada con un bagaglio in pi di esperienza e relazioni. Ci sistemiamo al Seminario minor (euro 12 a persona, aperto dalle 8,30 a 9,30 e da 13,30 alle 23) e fortunatamente ci tocca il settore C una piccola stanza in fondo con soli 5 letti, mentre il resto sono cameroni enormi, tutti di passo. Nel pomeriggio andiamo a prenotare per il 12 e il 13 quando ritorneremo da Muxia e ci regaliamo due notti al nuovo hotel ricavato nellex monastero S.Martino Pinario, praticamente un piccolo parador pi abbordabile. Per il ritorno in Italia abbiamo deciso di partire da Santiago il 14 con il bus. Viaggeremo tutta la notte per essere alle 7 a Barcellona in tempo per laereo della Meridiana che ci porter a Firenze. Cos andiamo allAlsa dove troviamo Vito che sta tornando dalla gita a Fisterre. Ci salutiamo per lultima volta, domani andr a Madrid e poi a casa. E molto contento del suo cammino e dice che gli abbiamo dato la scintilla giusta per iniziare e la cosa ci fa piacere. Piove a dirotto ed prevista acqua per i prossimi giorni, ma, come dice il nostro cognatino Ubaldo, il fissato fissato, perci domani partiremo per Fisterre.

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8 giugno Santiago - Negreira km. 22.5 ore di cammino 5.15 ore totali 5.50

Altimetria Usciamo presto dal Seminario. Purtroppo piove e ci attrezziamo con poncho e ombrello, per non fa freddo. Alcuni pellegrini di Sesto Fiorentino escono con noi, ma tornano a casa oggi, un mese che sono fuori, hanno fatto il cammino francese. Le strade di Santiago sono deserte. Alle 7,30 siamo in piazza Obradoiro, scendiamo per rua das hortas e attraversiamo un parco di querce che non avevamo mai visto. Scendiamo fino ad un torrente e risaliamo tra alberi e ginestre. Ci giriamo per un ultimo sguardo sulla cattedrale e attraversiamo una bella zona residenziale con ville e villette.

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Raggiungiamo, sempre sotto lacqua, Ponte Maceira, un bel paesino medievale.

Siamo in diversi pellegrini, finora ne abbiamo contati 12. AllAlto do Vento facciamo colazione, lasciando fuori zaini, ombrellino e poncho per non allagare il bar. Altri pellegrini ci hanno preceduto. Giovanna si rivolge al barista per dirgli che non compreso nella lista dei locali che si trovano lungo il cammino dataci dallufficio del turismo. Lui sorride e allarga le braccia dicendo E la Giunta di Galizia che decide. Tutto il mondo paese. Tra saliscendi, tratti boscosi e tratti di asfalto si arriva a Negreira che dobbiamo attraversare tutta. Ci fermiamo per un menu del dia a 8 euro presso La Mezquita . Riprendiamo il cammino seguendo la strada di fronte che scende per passare sotto un arco con a destra una chiesa-fortezza e a sinistra il palazzotto signorile: chiesa e potere sempre a braccetto.

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Pi avanti un drammatico monumento allemigrante.

Continuiamo in salita per altri 300 metri e siamo allalbergue che dista complessivamente 800 metri dal centro cittadino. Ci sono due camerate quasi piene, cos aspettiamo lospitalera (tel. 664081498) e ci facciamo dare il posto nella stanzetta a piano terra di soli quattro posti, in genere tenuta come riserva. Ci sono molti pellegrini tedeschi, un coreano che sembra Dersu Uzala, due lituani, due polacche, quattro spagnoli che camminano con un francese. Velocemente lalbergue si riempie, cos lospitalera va gi allinizio del paese per mettere lavviso che lalbergue completo. Purtroppo nel corso del pomeriggio continuano ad arrivare pellegrini che non credono a quel cartello e devono tornare indietro perch non sono ammessi posti al suolo. Scendiamo in paese a prenderci un po di frutta per cena. Serata in piacevole compagnia degli altri pellegrini e poi a nanna alle 21,30. Piove a dirotto per tutta la notte.

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9 giugno Negreira Olveiroa km. 34 ore di cammino 8 ore totali 9.30

Altimetria Alle 7 siamo in marcia, pioviggina e fa freddo perci sotto al poncho teniamo anche la giacca. Il sentiero bello, con muretti di qua e di l in un bosco di castagni, eucalipti e querce, punteggiato di ginestre e digitali.

Alle 10 ci fermiamo al bar di Vilaseiro per un piatto di jamon molto buono. Ogni tanto la pioggerella cessa e passo dopo passo arriviamo a La Marina.

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La maggior parte dei pellegrini si ferma al primo bar, che offre solo bocadillos freddi, ma noi andiamo 10 metri pi avanti e ci fermiamo all albergue privato che d menu del dia caldo. L si ferma anche una pellegrina di Varsavia che scopriamo chiamarsi Giovanna anche lei. E molto stanca, cammina da sola e forse si fermer qui.

Da questo momento il cammino tutto su asfalto, il paesaggio molto bello, ma sembra di non arrivare mai a Olveiroa.

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Finalmente siamo allalbergue realizzato utilizzando un gruppo di vecchie case di pietra in mezzo al paese. Si riconoscono perch hanno gli infissi azzurri.

Troviamo posto appena in tempo in una camerata, altrimenti restavano solo due materassi in un horreo! C anche Bruno di Vicenza e insieme ceniamo alla pensione As Prias, che si fa doro con i pellegrini: menu del dia 12 euro e camera doppia euro 53.

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10 giugno Olveiroa Fisterre km. 32.3 ore di cammino 7.30 ore totali 9.20

Altimetria Dalle 5,30 iniziano le grandi manovre dei pellegrini che muniti di pile frontali ci deliziano con fasci di luce negli occhi e fruscio di sacchetti di plastica. Due tedesche imperturbabili accendono la luce anche se ancora alcuni pellegrini stanno dormendo nei loro letti. Partiamo alle 7 e saliamo fino a Hospital, dove troveremo il pilastrino con il bivio per Muxia, camminando a mezza costa con vista su un bellissimo fiume in fondo valle.

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A tratti piove, ma con lombrellino ci si difende bene. Intorno bei panorami, mentre scendiamo alla Ermita della Madonna della Neve.

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Infine lasciamo delle pietre al Cruceiro Marco do Mont.

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Arriva il sole e la nebbia si dirada, cos al culmine della salita possiamo ammirare tutto il golfo di Cee e il promontorio di Fisterre con il suo faro. Ci raggiunge Simon, un ragazzo tedesco di 20 anni che si ferma emozionato ad ammirare loceano e Fisterre.

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Scendiamo a Cee e percorriamo il lungomare abbellito da grandi piante di ortensie e incrociamo gli spagnoli e il francese partiti prima di noi.

In ripida salita, lasciamo il mare, rientriamo nel bosco e camminiamo seguendo la strada statale arrivando prima alla spiaggia di Estorde e poi a quella di Sardineiro dove ci fermiamo a pranzo.

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Riprendiamo il cammino e giunti alla spiaggia di Langosteira da cui si vede Fisterre la attraversiamo a piedi, raccogliendo conchiglie.

Sono le 17 e lalbergue ormai completo. L prendiamo la Compostela di Fisterre e salutiamo di nuovo gli spagnoli e il francese che hanno fatto amicizia con una giapponese sul camino da sola con i figli di 10 e 13 anni. Non abbiamo notizie di Ezio, il nostro amico pellegrino del Sudafrica conosciuto nel 2004, che ci aveva avvisato che in questi giorni era per lennesima volta a Fisterre. Allospitalera chiediamo se fosse venuto a cercarci ma ci dice che nessuno si fatto vivo perci perdiamo ogni speranza di incontrarlo. Ci sistemiamo in una piccola pensione accanto allalbergue, Cabo Fisterre, e con 30 euro ce la caviamo per una camera semplice, ma pulita.

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11 giugno Fisterre Muxia

km. 32.5 ore di cammino 7.45 ore totali 9.15

Altimetria Alle 7 siamo fuori. Il bar di fronte aperto e dopo una breve incertezza, visto che avevamo mangiato qualcosa in camera, entriamo per un caf con leche caldo. Ci sediamo a un tavolo e mentre guardiamo verso la porta, incredibile ma vero, appare Ezio. Gli corriamo incontro e ci abbracciamo. Ci aspettava per domani e stava per mandarci un messaggio sul cellulare. In effetti il nostro programma anticipato di un giorno a causa della Meridiana.

In ogni modo il miracolo avvenuto e siamo insieme. Ci racconta che l per cercare di realizzare il suo vecchio sogno di creare un villaggio ecologico basato sui cerchi celtici. Non vorrebbe tornare in Sudafrica, ma finalmente stabilirsi in questo posto che gli piace tanto. Ci aggiorna sugli altri pellegrini del 2004 e cos veniamo a sapere che Helmut si sposato con Marisa e vive in Australia. Di Dario non sa niente e noi gli diciamo che lo abbiamo visto su Myspace. Con Renate si sente spesso come daltronde noi. Ci d dei consigli sul percorso per Muxia e a malincuore ci salutiamo dandoci appuntamento a Firenze in ottobre, quando verr in Italia a salutare la nonna che vive in Friuli. La tappa si rivela bella, ma inaspettatamente stronca gambe con continui saliscendi.

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Seguiamo la strada nazionale che lasciamo a sinistra per salire a S.Martino de Duio con ampie vedute sulla spiaggia di Langosteira. E nuvolo, ma non piove.

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Seguendo i consigli di Ezio ci teniamo sulla sinistra e cos possiamo vedere dallalto la bellissima spiaggia del Rostro poco prima di risalire a Padris.

Arrivati a Lires ci fermiamo al bar per farci mettere il sello che ci permetter di essere accolti allalbergue di Muxia. Poco prima abbiamo incrociato Bruno che da Muxia sta andando a Finisterre e ritorno, cos ci diamo appuntamento per domenica sera da Manolo a Santiago.

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Scendiamo al rio che dovremmo guadare, ma le pietre sono sotto lacqua e non ce la sentiamo di scalzarci cos facciamo un largo giro di quasi 4 chilometri per arrivare a Frixe, passando per Porcar, attraverso campi verdi e boschi di pini.

Alle 17 siamo a Muxia attraverso la splendida spiaggia di Lourido.

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Per finire in bellezza lalbergue xacobeo nella parte alta del paese, cos ci facciamo lennesima inerpicata. Ritiriamo la Compostela di Muxia e ci sistemiamo. C Fidel di Vic, vicino aBarcellona, un giovane spagnolo del gruppo conosciuto a Negreira e il coreano soprannominato Dersu Uzala. Tra gli altri pellegrini ci colpisce un giovane austriaco che ha i piedi letteralmente rovinati dalle vesciche. 71

Arriva un po di sole e ne approfittiamo per andare al santuario de la Virgen del Barco, posto magico oltre il quale c solo loceano e il niente per migliaia di chilometri, per ammirare le onde che si infrangono sulle bellissime rocce granitiche.

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12 giugno Muxia Santiago Alle 7,30 tutti sul bus per Santiago. Fidel ci regala la sua concha e la cosa ci commuove perch il suo primo cammino. A Santiago andiamo insieme in Piazza Obradoiro a farci una foto ricordo e ci salutiamo scambiandoci gli indirizzi di posta elettronica. Ci sistemiamo in albergo, facciamo un primo giro per i regalini e nel pomeriggio andiamo presto in cattedrale per la messa delle 18 dove assistiamo di nuovo allo spettacolo del botafumeiro. Alluscita ritroviamo casualmente Luis, lo svizzero che fa lo svizzero il quale si sbottona un po per dirci che la sua carriera di pellegrino termina qui. Probabilmente non deve essere rimasto molto contento della sua esperienza. Dopo cena andiamo sotto i portici di Plaza Obradoiro ad ascoltare le canzoni della Tuna ed curioso osservare le reazioni del pubblico. Riescono ogni volta a coinvolgere la gente che si avvicina e gli spagnoli si dimostrano come sempre un popolo allegro. Non manca il pellegrino strano di turno: questa volta si tratta di una ragazza con una grande cappa nera sulle spalle, grandi sacchi al posto dello zaino che, inforcato un paio di occhialini rossi fosforescenti, pieni di strass e brillantini, si infila nel mezzo del cerchio per ballare e suonare il suo piffero, con aria un po trasognata e poco rifinita. Ammiriamo ancora una volta la cattedrale illuminata e poi ce ne andiamo a dormire.

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13 giugno Santiago Siamo alloggiati proprio davanti alla cattedrale e cos Giovanna ci pu andare presto presto quando ancora non ci sono le fiumane di pellegrini che la invadono e alla porta non ci sono ancora i controlli. Dopo una bella colazione a buffet nel nostro monastero radical-chic, ce ne andiamo sulla collina di fronte dove c la residenza del presidente della Galizia, da dove possiamo ammirare la citt e la cattedrale in una prospettiva diversa. Scopriamo un altro angolo di Santiago: una bellissima passeggiata chiamata da ponte a ponte, lunga pi di sette chilometri che segue il corso del rio. Torniamo in cattedrale per la messa delle 12, stracolma e scorgiamo Bruno. Nel pomeriggio passeggiata per il centro di Santiago e ultima chiacchierata con Bruno, prima della nostra partenza di domani.

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14 15 giugno Santiago Barcellona Firenze C il sole, ma fa freddo e tira vento. A colazione troviamo i fraticelli vestiti di celeste e giallo che abbiamo visto in cattedrale. Ci dicono che sono dellordine di San Michele con sede a Vigo. Sono qui per fare il servizio in cattedrale e noi rispondiamo che li abbiamo visti, non passano certo inosservati con quei colori. Andiamo in cattedrale per la messa delle 10 e per lultima volta assistiamo al rito del botafumeiro.

C un gruppo di Coimbra, con cappe e cappelli neri decorati con tanti stemmi.

Lasciamo lhotel e dopo un ultimo sguardo alla cattedrale ce ne andiamo zaino in spalla alla stazione dei bus. Alle 14 si parte e inizia il nostro lungo viaggio con un bel sole. Inaspettatamente passiamo vicino ad alcuni tratti del cammino francese, da Pedrafita di O Cebreiro a Astorga, cos rivediamo Vega de Valcarce, lalbergue di Trabadelo pieno di pellegrini e bucatini 75

al vento, e il tratto di strada tra Villafranca e Pereje, dove alcuni pellegrini stanno transitando. Vecchi ricordi tornano e ci emozioniamo un po. Al tramonto una luce meravigliosa illumina le mesetas di Castilla y Leon piene di papaveri rossi, e una miriade di colori, verde, giallo, rosso, marrone si perdono a vista docchio, mentre su ogni palo i nidi di cicogne si sprecano. Ogni tanto in mezzo al nulla un piccolo borgo con vecchie case di fango e paglia semidistrutte dominato da unenorme chiesa-fortezza, e caratteristiche costruzioni circolari bianche con una sola porta, con sul tetto rosso piccole finestrelle che pensiamo siano piccionaie. Pi avanti incrociamo cartelli di localit del tratto della via della Plata che va verso Astorga di cui scorgiamo in lontananza i campanili della cattedrale. Ogni tanto il bus fa qualche sosta per permettere di sgranchirci le gambe e prendere qualcosa ai punti di ristoro. Ultima sosta alle 3,30 di notte! Restiamo impressionati da quanta gente viaggia di notte col bus, anche con bimbi piccoli. Dormicchiando alla meno peggio arriviamo alle 7 a Barcellona e con il taxi raggiungiamo laeroporto. Finalmente con 20 minuti di ritardo voliamo per Firenze, dove ci aspettano Gianluca e gli amici Renzo Paola e Massimo, che abbracciamo molto volentieri. Ci avevano detto che faceva un gran caldo e noi per sicurezza ci siamo portati dietro lacquerugiola e il fresco di Santiago! Pensiamo che questo sia lultimo cammino in terra di Spagna. Il nostro prossimo cammino, a Dio piacendo, sar nella nostra bella Italia lungo la Via Francigena dal Piccolo San Bernardo a Roma. Ultreya y Suseya.

Guido e Giovanna

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