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Psicologia generale

1. Cenni storici
La psicologia lo studio scientifico della mente e del comportamento umano.
La psicologia generale diventata una disciplina scientifica con linizio dellutilizzo del metodo scientifico o
sperimentale e con la naturalizzazione dellessere umano, ossia la considerazione di questultimo come un
prodotto della natura.
Questo processo avvenuto con Cartesio, ma si realizzato nel rinascimento con Darwin, in quanto il
cristianesimo ha rallentato tutti gli studi sulluomo.

Il pensiero greco getta le basi della psicologia scientifica e sostiene la fusione tra mente e anima.
Ippocrate, padre della medicina, fu il primo ad ipotizzare che i processi mentali siano dovuti alle attivit
del cervello.
Mentre prima, il cervello era considerato un radiatore di raffreddamento del sangue, con Ippocrate inizia
ad essere considerato la sede dei processi mentali.

Con lavvento del cristianesimo, lo studio dellessere umano, da qualsiasi punto di vista, compiuto
basandosi su ci che afferma la religione.

Nel rinascimento, Cartesio suddivide la realt in:


- res extensa (mondo materiale), che tutto ci che materia: il corpo dell'uomo, ma anche gli enti
della natura, gli animali, le piante, tutto il mondo che tocchiamo;
- res cogitans (mondo immateriale), ossia lanima dell'uomo, quella facolt che ci permette di pensare,
di volere, di agire con consapevolezza e libert. Pu essere esaminata con lintrospezione.

Nel 1800 nascono le neuroscienze, ossia linsieme degli studi scientifici condotti sul sistema nervoso.
Si scopre che le fibre nervose collegano la realt esterna al il nostro cervello, poich uno stimolo ricevuto
dallesterno, viene smembrato nelle varie fibre nervose per poi arrivare al cervello.

Lo strutturalismo

La psicologia diviene scienza con la fondazione del primo laboratorio di psicologia sperimentale, fondato
da Wundt a Lipsia, nel 1879.
Qui, un gruppo di ricercatori inizi a studiare il modo in cui gli stimoli dellambiente esterno (visivi,
acustici, tattili..) davano origine a sensazioni elementari, per poi divenire percezioni complesse, che ci
permettono di ricostruire la realt esterna.

Helmholtz teorizza le inferenze inconsce, affermando che noi, per percepire, utilizziamo anche
lesperienza passata, cio ci che conosciamo gi del mondo.
Le inferenze inconsce sono quindi processi inconsapevoli che recuperano conoscenze passate.

Con il metodo dellintrospezione, si guarda dentro alla propria mente, notando i processi mentali che
hanno luogo con la presentazione di uno stimolo esterno, che devono essere per di tipo elementare e
non frutto dellesperienza passata.

Wundt, allievo di Helmholtz, doveva scoprire in che modo avviene la ricostruzione della realt esterna
attraverso le fibre nervose del cervello.
Egli fa quindi un esperimento, in cui mette dei soggetti davanti a degli stimoli, chiedendogli, per esempio,
come riconoscere un triangolo.
Ciascun soggetto aveva per modi diversi per arrivare a definirlo: per questo, Wundt non poteva trarre
una conclusione sola.

Titchener, allievo di Wundt, diffonde lo strutturalismo negli Stati Uniti, ma, insieme allintrospezione, non
durarono a lungo per tre motivi principali:
- un metodo basato sul resoconto verbale non pu studiare la mente dei bambini, dei malati mentali e
degli animali;
- dato che si scopr che lattivit inconscia della mente era responsabile anchessa del comportamento
umano, lintrospezione non avrebbe potuto mettere in luce tutto ci;
- le sensazioni elementari suscitate da una stimolazione sensoriale sono tutte personali (vedi
esperimento) e non si riuscirebbe quindi ad ottenere un unico risultato.

Si passa quindi dallo strutturalismo al funzionalismo.

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Il funzionalismo

Il funzionalismo nasce alla fine del 1800, negli Stati Uniti, ad opera di James e Delvey, sostenitori
dellidea secondo la quale i processi mentali servano alluomo per adattarsi allambiente e per
sopravvivere.
In altre parole, il comportamento umano adattivo allambiente.

Si arriva a ci grazie alla teoria evoluzionistica di Darwin, che afferma che:


- non tutti gli individui di una popolazione sono uguali: vi sono varianti;
- alcuni individui con determinate varianti sopravvivono meglio di altri e si riproducono a ritmi pi
elevati;
- questi tratti vantaggiosi sono trasmissibili di generazione in generazione.

Il funzionalismo, dallAmerica si sposta in Europa, fino a raggiungere lItalia, ma in poco tempo si diffonde
un maggior interesse nei confronti del comportamento, dando origine al comportamentismo.

Il comportamentismo

Il comportamentismo nasce nel primo decennio del 1900 e studia il comportamento inteso come linsieme
delle risposte muscolari e ghiandolari di un individuo sottoposto ad uno stimolo; si studiano quindi gli
aspetti esteriori dell'attivit mentale.
Inoltre, si pensa che la mente umana sia una scatola nera e che non sia, quindi, possibile guardarne
linterno.
Studia lapprendimento e la risoluzione di problemi.

La psicologia inizia quindi a studiare i comportamenti manifesto e gli stimoli che li producono.

Thorndike e Pavlov fanno alcuni esperimenti sul comportamento animale (guardare 6. Apprendimento).

Il neocomportamentismo nasce dopo la scoperta secondo la quale esistono componenti psicologiche che
agiscono tra il momento della presentazione dello stimolo e quello di emissione della risposta,
modificando il comportamento dellorganismo.

La psicologia della Gestalt

La psicologia della Gestalt nasce nel 1912, quando Wertheimer pubblica il suo esperimento sul
movimento stroboscopico.
Il movimento stroboscopico la percezione di movimento apparente, derivato dalla successione di
immagini in rapida sequenza.

La Gestalt studia principalmente la percezione e il pensiero (risoluzione dei problemi).


La percezione, secondo la Gestalt, un atto diretto e immediato poich se chiudiamo gli occhi e li
apriamo vediamo immediatamente la realt, cio ci che ci circonda.
Viene introdotto il metodo fenomenologico: che cosa vedi?
Parlando di percezione, i gestaltisti affermano, secondo la legge della vicinanza, che gli elementi vicini in
una configurazione tendono a far parte di uno stesso oggetto.

Kohler, un gestaltista, afferma che lapprendimento avviene per mezzo di un processo chiamato insight",
che paragonabile ad una illuminazione avvenuta improvvisamente.

Esperimento di Kohler:
Kohler decide di mettere il suo scimpanz in una situazione problematica, appendendo, nella sua gabbia,
una banana, in maniera che lo scimpanz, saltando, non riesca a raggiungerla.
Tutto ad un tratto, per isight, lo scimpanz capisce che poteva salire su una cassa, situata a lato della
gabbia, per raggiungere la banana.

Il cognitivismo

Il cognitivismo stato fondato da Neisser e sembra essere una continuazione o reazione del
comportamentismo.
Nasce negli anni 50/60 e torna a studiare i processi mentali, ereditando, allo stesso tempo, i risultati
migliori ottenuti con gli studi precedenti.
Studia quindi tutte le nostre facolt mentali e non una particolare funzione cognitiva.
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I cognitivisti vogliono misurare la durata, quindi la complessit, dei processi mentali messi in atto tra la
presentazione di uno stimolo e lemissione di una risposta, affermando che:
- se il tempo breve, i processi mentali sono pochi e semplici;
- se il tempo lungo, i processi mentali sono numerosi e complessi.

Norman e Bobrow hanno descritto, con un modello, ci che avviene dallo stimolo sensoriale fino
allarchiviazione dello stimolo nella memoria a lungo termine.
La memoria un archivio e pu essere a lungo termine o a breve termine.
Quella a lungo termine illimitata e consiste nel recupero di determinate informazione quando ne ho la
necessit.
Quella a breve termine pu contenere 72 unit e ci permette di ricordare una informazione per un breve
periodo di tempo.

Il cognitivismo continua ad essere in Europa e negli Stati Uniti, lapproccio dominante alla psicologia.

In questo periodo nasce la linguistica, con Chomsky, che spiega che il bambino nasce sottoposto ad un
linguaggio e quando in lui matura lapparato fono-articolatorio, il bambino emette i primi suoni.
Per imitazione degli adulti ripete le parole, ricevendo feedback positivi o negativi.
Ma Chomsky afferma che il comportamentismo non pu spiegare lapprendimento del linguaggio, poich
avviene tramite lestrapolazione di una serie di regole per la produzione del linguaggio.

Inoltre, il cognitivismo afferma che il nostro cervello stato prodotto dallevoluzione e Chomsky crede
che il bambino abbia un dispositivo per la produzione del linguaggio, chiamato LAD, che alla nascita
rileva il linguaggio naturale.
Il nostro LAD gi dettato per la lingua alla quale siamo stati sottoposti da piccoli, e per questo motivo,
imparare altre lingue ci risulta pi difficile.

Nasce la cibernetica e vengono costruite macchine o automi governati da regole che modificano il loro
comportamento in base ad uno scopo.

Un esempio possono essere gli aerei della Seconda Guerra Mondiale, che possedevano delle macchine
capaci di rilevare gli stimoli provenienti dallesterno e regolavano il loro comportamento in base a questi
ultimi.

Nascono anche i primi calcolatori (gli attuali PC), che prendono gli stimoli dallambiente esterno,
elaborano le informazioni in maniera invisibile e producono poi un risultato.

Vi unanalogia tra mente e computer, in quanto entrambi estraggono dallambiente informazioni che
elaboreranno e manipoleranno mediante processi, per poi pianificare un determinato comportamento.

inoltre, il cognitivismo utilizza il metodo della cronometria mentale.


Donders decide di presentare uno stimolo ad un soggetto, cronometrando il tempo che questo impiega a
rispondere allo stimolo.

Primo esperimento:
Lo schermo del pc nero e al comparire di un cerchio devo premere la barra spaziatrice.
Viene quindi cronometrato il tempo che impiego a premere la barra, al momento della comparsa del
cerchio.
Tra il momento della percezione del segnale (input) e quello dellesecuzione del comando (output)
avvengono delle fasi periferiche o centrali, in cui il mio cervello d limpulso alla mia mano.
Il tempo da me impiegato risulta differente dal tempo impiegato da unaltra persona.
TEMPO DI REAZIONE SEMPLICE: DESCRIZIONE STIMOLO + RISPOSTA IMMEDIATA

Secondo esperimento:
Se so che nel pc possono comparire sia un cerchio che un triangolo, con di conseguenza due tasti
differenti da premere, il tempo di reazione aumenta, in quanto occorre scegliere quale dei due tasti
premere.
Ci dovuto dalle fasi centrali, in quanto il segnale arriva al cervello nello stesso tempo del primo
esperimento e sempre nello stesso tempo, il cervello da limpulso alla mia mano.
TEMPO DI REAZIONE DI SCELTA: DESCRIZIONE STIMOLO + SELEZIONE RISPOSTA + ESECUZIONE
RISPOSTA

Terzo esperimento:
Se vedo un cerchio devo premere un determinato tasto, mentre se vedo un triangolo non devo fare
niente.
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TEMPO DI REAZIONE GO/NO: SI TRATTA DI UN TEMPO DI REAZIONE INTERMEDIO TRA IL TEMPO DI
REAZIONE DI SCELTA E IL TERMPO DI REAZIONE SEMPLICE

Lo scopo della psicologia diventa quindi quello di scoprire i processi interni e il cognitivista, a differenza
del comportamentismo che studiava solo il comportamento o del gestaltista che studiava solo la
percezione, deve studiare tutte le funzioni mentali.

Il cognitivismo studia perci tutto quello che ha a che fare con la mente e con la produzione del
comportamento e il metodo utilizzato quello sperimentale.
HIP (human information processing).

2. Metodi di ricerca in psicologia


Dovremmo sempre cercare di distinguere i fatti dalle opinioni, in quanto i fatti sono sempre verificabili e,
dalla verifica, devono risultare veri, mentre le opinioni sono conoscenze soggettive, prive di certezza.
Il metodo migliore per verificare i fatti il metodo scientifico, perch riesce a controllare le variabili,
controllando anche la casualit di una variabile sullaltra.

In psicologia vi il determinismo, una dottrina filosofica che pensa che ogni avvenimento sia causato da
un altro avvenimento, che lo precede. Ad esempio: se non fosse avvenuto x, non si sarebbe verificato y.

Il tipo di relazione fra variabili che oggetto di indagine in un esperimento di laboratorio causale
(rapporto di causa-effetto).

Quando faccio un esperimento e ottengo dei risultati, li analizzo per mezzo della statistica, che mi serve
per vedere se i risultati che ho ottenuto sono casuali o giusti.

Esempio:
un curatore cura diciotto malati: di questi, dodici sono guariti e sei no.
Il curatore sa che la sua cura non funziona sempre, ma il fatto che funzioni due volte su tre lo incoraggia.
Occorreva considerare quante persone sarebbero guarite comunque senza cura, o comunque, bisogna
considerare che i medicinali possono fare un effetto placebo.

Il metodo sperimentale, che fa parte del metodo scientifico, comprende i fenomeni naturali e identifica le
cause che li hanno determinati.
Consiste in quattro fasi:
- individuazione e descrizione del problema;
- formulazione di una ipotesi, in cui lo sperimentatore ipotizza una possibile relazione di causa-effetto tra
due variabili;
- esecuzione dellesperimento, in cui lo sperimentatore manipola la variabile indipendente per vedere gli
effetti causati dalla manipolazione sulla variabile dipendente. La variabile indipendente quindi quella
che viene manipolata dallo sperimentatore, mentre quella dipendente quella che viene misurata;
- raccolta dei dati ed elaborazione dei risultati, fase in cui lesperimento deve mostrare la variazione
della variabile dipendente a seguito della manipolazione della variabile indipendente. Infine, i risultati
ottenuti ci dovranno dire se lipotesi formulata era corretta oppure no.
Elaborare i dati significa domandarsi se questi siano dovuti al caso oppure no, e ci determinabile
con un test statistico.

Studi di correlazione

Gli studi di questo tipo intendono misurare come due variabili variano insieme.
Sono chiamati anche esperimenti naturali.
Due variabili sono correlate quando al variare di una, senza alcuna manipolazione, si osserva anche il
variare dellaltra.
Il parametro che viene misurato negli studi di correlazione chiamato coefficiente di correlazione.
Una correlazione positiva quando al crescere di una variabile, cresce anche laltra.
Una correlazione negativa quando al crescere di una variabile, laltra diminuisce.
A volte, due variabili non sono correlate tra loro: in questi casi, il coefficiente di correlazione vicino o
uguale a zero.

Il coefficiente di correlazione varia tra i valori -1 e +1.

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La significativit e linferenza statistica

I metodi di inferenza statistica hanno la funzione di misurare il possibile errore dellottenimento di


determinati risultati casualmente e non per merito della manipolazione della variabile indipendente.
Linferenza statistica calcola, quindi, la probabilit che avremmo di ottenere gli stessi risultati della nostra
ipotesi, anche qualora lipotesi di ricerca fosse errata.

La significativit statistica, per mezzo di tre parametri, stabilisce se i risultati della nostra ricerca sono
significativi (corretti) o meno:
- lampiezza delleffetto ottenuto: tanto maggiore la differenza tra i valori della variabile dipendente del
gruppo sperimentale e quelli del gruppo di controllo, tanto pi alta la possibilit che i dati siano
significativi;
- il numero dei soggetti che sono stati studiati o il numero delle osservazioni effettuate: pi elevato il
campione studiato, maggiore la probabilit che una data differenza risulti significativa;
- il livello di variabilit dei dati allinterno di ogni singolo gruppo sperimentale.

I metodi osservativi-descrittivi

Negli studi osservativi-descrittivi, non si cerca n una relazione causa-effetto tra due variabili, n una
correlazione: si cerca soltanto di descrivere un fenomeno o un comportamento, il primo passo che si fa
quando non conosciamo qualcosa.
I metodi osservativi-descrittivi vengono, solitamente, utilizzati quando i requisiti del metodo sperimentale
non possono essere soddisfatti.

Il metodo dellinchiesta

Il metodo dellinchiesta si utilizza per raccogliere informazioni di vari tipi, al fine di descrivere un certo
fenomeno, effettuare una diagnosi o determinare gli atteggiamenti verso, ad esempio, un prodotto.
La sincerit delle risposte non deve essere, per, data per scontata.

Lintervista

Lintervista consiste nella raccolta di informazioni o dati, da parte di un intervistatore e nei confronti di
uno o pi intervistati.
Pu essere fatta faccia a faccia o telefonicamente.
Vi sono varie modalit dintervista:
- strutturata: lintervistatore pone le domande secondo uno schema rigido;
- semistrutturata: lintervistatore ha gi un abbozzo delle domande da fare, ma a seconda delle risposte
che ottiene pu decidere di farne alcune pi approfondite;
- aperta: lintervistatore segue uno schema generale ma libero di variare le domande adattandole al
discorso che viene a crearsi.
Le domande devono essere neutrali, poich spesso, il modo in cui viene posto un quesito porta verso una
determinata risposta preferenziale.

Il questionario

Il questionario un metodo dinchiesta dotato di forma scritta. Le domande contenute in esso possono
essere aperte o chiuse.
Le domande chiuse sono quelle pi frequenti e prevedono risposte a scelta multipla.
E meglio evitare questionari lunghi, poich gli intervistati potrebbero avere fretta e rispondere
casualmente, senza pensare troppo alle risposte da dare.
Inoltre, le domande non devono essere ambigue.
Dopo aver ideato un questionario, solitamente si fa una indagine pilota, sottoponendo persone al
questionario per sapere se questultimo ben strutturato e adeguato.

3. Quadro di riferimento biologico


Il sistema nervoso

Il sistema nervoso serve a percepire informazioni sensoriali provenienti dal mondo esterno e dagli organi
interni, coordinando allo stesso tempo le attivit volontarie e involontarie.

Il sistema nervoso si divide in:


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- centrale, formato dallencefalo e dal midollo spinale;
- periferico, formato dal sistema somatico (interagisce con il mondo esterno) e da quello autonomo
(regola lattivit degli organi interni).

Il tessuto nervoso comprende i neuroni e le cellule gliali.


I neuroni rappresentano il 10% delle cellule nervose e servono a generare, ricevere, condurre e
trasmettere le informazioni allinterno del sistema nervoso.
Le cellule gliali rappresentano invece il restante 90% delle cellule nervose e servono a far crescere i
neuroni e a smaltire le sostanze di rifiuto.

Il neurone

I neuroni sono fondamentali al funzionamento del sistema nervoso.


Sono tipicamente formati in tre parti:
- il corpo cellulare, che contiene il nucleo e costituisce la componente essenziale della cellula. E
circondato da una membrana cellulare molto sottile, chiamata membrana citoplasmatica;
- le ramificazioni, chiamate dendriti, che si diramano dal corpo cellulare e gli trasmettono impulsi
nervosi;
- lassone, una lunga fibra che conduce gli impulsi lontano dal corpo cellulare, ramificandosi nella parte
finale.

I neuroni attuano processi metabolici come la sintesi delle proteine e la produzione di energia.
Grazie a dendriti e assoni, le informazioni sono trasportate verso il corpo cellulare o lontano da esso.
Le terminazioni sinaptiche contengono i neurotrasmettitori, utilizzati per comunicare con altri neuroni.

I neuroni possono essere suddivisi in:


- neuroni sensitivi o afferenti, che portano al sistema nervoso centrale gli impulsi che provengono dai
recettori somatici della pelle, dai recettori muscolari e da quelli viscerali;
- neuroni motori o efferenti, che portano gli impulsi dal sistema nervoso centrale ai muscoli e alle
ghiandole;
- interneuroni o associativi, che ricevono e trasmettono segnali da un neurone allaltro.

Il neurone svolge quindi tre funzioni fondamentali: raccoglie ed integra informazioni provenienti
dallambiente esterno e interno o da altri neuroni, trasmette le informazioni al sistema nervoso centrale e
libera sostanze chimiche per comunicare con gli altri neuroni.

La trasmissione dellinformazione allinterno del sistema nervoso

Allinterno del neurone, le informazioni vengono trasmesse sotto forma di impulso elettrico, chiamato
potenziale dazione.
Le informazioni vengono trasmesse tra i neuroni sotto forma di messaggio chimico, che raggiungendo le
terminazioni sinaptiche, viene rilasciata una sostanza chimica, il neurotrasmettitore.
Il neurotrasmettitore aumenta o diminuisce la probabilit che si generi un impulso nervoso nellaltro
neurone.

Il sistema nervoso periferico

Il sistema nervoso periferico formato dalle fibre afferenti (portano informazioni dalla periferia del corpo
al sistema nervoso centrale) ed efferenti (portano i comandi del cervello alle zone periferiche) che
percorrono il nostro corpo.

Il sistema nervoso periferico si divide in sistema somatico e sistema autonomo:


- il somatico costituito dai nervi presenti nei muscoli scheletrici, che controllano i movimenti volontari.
I corpi cellulari dei neuroni presenti nel sistema somatico si trovano nella sostanza grigia del midollo
spinale.
- lautonomo regola il funzionamento dei muscoli involontari, del cuore e delle ghiandole.
La funzione principale del sistema autonomo quella di mantenere un equilibrio interno stabile,
attuando processi di regolazione quando si verifica una variazione delle condizioni dellorganismo.

Il sistema nervoso centrale

Il sistema nervoso centrale analizza e coordina i dati sensoriali e i comandi motori.


Qui hanno sede la percezione, la memoria, il linguaggio, il ragionamento, limmaginazione e la coscienza.
E costituito dallencefalo, la parte contenuta nella cavit cranica e dal midollo spinale, che inizia
nellencefalo.

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Il liquido cerebrospinale protegge il midollo spinale e lencefalo, che a loro volta sono protetti da cranio e
colonna vertebrale.

Il midollo spinale integra le risposte automatiche a certi tipi di stimoli e le trasmette attraverso fasci
ascendenti e discendenti.
Le risposte automatiche, dette anche riflesse, sono circuiti neuroni che determinano le risposte
automatiche e involontarie agli stimoli e vengono emesse prima che lo stimolo venga interpretato, in
modo da ridurre il tempo di risposta in situazioni potenzialmente pericolose (es: colpo col martelletto
sotto alla rotula).

Il midollo spinale si estende allinterno della colonna vertebrale e va dalla zona posteriore della testa, fino
alla prima vertebra lombare.
E suddiviso in quattro regioni:
- midollo cervicale, la parte pi vicina al cervello;
- midollo toracico, la parte pi lunga, che da un certo punto diventa midollo lombare;
- midollo sacrale, la parte finale.

Lencefalo considerato la parte pi importante del sistema nervoso centrale in quanto controlla il
funzionamento del nostro organismo.
E costituito da cinque parti: telencefalo, diencefalo, mesencefalo, metencefalo e mielencefalo.
Il telencefalo costituito dagli emisferi cerebrali, dai ventricoli laterali e dai lobi olfattivi.
Al di sotto del telencefalo c il diencefalo, che contiene il talamo, il subtalamo e lipotalamo.
Il mesencefalo comprende i corpi cellulari di alcuni nervi cranici, i collicoli superiori che ricevono le
informazioni visive e quelli inferiori, che ricevono le informazioni uditive.
Nel mesencefalo c una rete di neuroni.
Il mesencefalo formato dal cervelletto e dal ponte.
Il mielencefalo, chiamato anche midollo allungato, rappresenta la struttura di collegamento tra le porzioni
superiori dellencefalo ed il midollo spinale.

Il cervelletto una formazione situata in corrispondenza della nuca, formata da due emisferi collegati da
una struttura chiamata verme.
E collegato allencefalo e con la periferia del sistema nervoso, da cui riceve informazioni.
Controlla principalmente la coordinazione motoria, della postura e il mantenimento dellequilibrio.

Il talamo una struttura ovale che si trova sopra al mesencefalo. Al talamo arrivano le informazioni
somatosensitive provenienti dalla pelle, i segnali visivi provenienti dalla retina, i segnali uditivi, i segnali
relativi allequilibrio, i segnali gustativi e olfattivi e i segnali per il controllo motorio che provengono da
cervelletto e mesencefalo.

Lipotalamo si trova sotto al talamo e controlla la temperatura corporea, la regolazione del sistema
endocrino e i comportamenti specie-specifici.

Lippocampo serve allapprendimento e alla memoria.


Lesioni allippocampo producono difficolt ad apprendere nuove informazioni e a ricordare eventi passati.

Gli emisferi cerebrali

Il cervello di divide in due emisferi, separati in superficie da un profondo solco, chiamato scissura
longitudinale.
Nonostante ci, i due emisferi sono collegati da fibre trasversali, chiamate commissure.
Vi unaltra scissura, perpendicolare a quella longitudinale, la scissura centrale o scissura di Rolando.

La parte esterna degli emisferi la corteccia cerebrale e contiene i corpi cellulari delle cellule nervose.

Le fibre nervose del sistema nervoso periferico e dei due emisferi si incrociano nella parte finale
dellencefalo e perci, le informazioni sensoriali provenienti dalla parte sinistra del corpo arrivano
allemisfero destro, mentre quelle provenienti dalla parte destra arrivano allemisfero sinistro.
Lemisfero destro invia i comandi motori che controllano la parte sinistra del corpo, mentre quello sinistro
controlla la parte destra del corpo.

La corteccia cerebrale

E la sede dei neuroni ed la sede delle funzioni cognitive superiori, funzioni complesse quali la memoria,
il linguaggio, la capacit di ragionamento, di pianificazione, di risolvere un problema, nonch la
percezione e lazione.

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Elabora, inoltre, le informazioni sensoriali e invia dei comandi motori di conseguenza a esse.

E divisa in tre zone: neocorteccia, paleocorteccia e archicorteccia.


La neocorteccia contiene pi della met dei neuroni del sistema nervoso centrale ed suddivisa in aree
anatomiche e funzionali distinte, chiamate lobi.
I lobi hanno gli stessi nomi delle ossa craniche e svolgono diverse funzioni:
- il lobo frontale si trova nella parte anteriore superiore e regola i movimenti intenzionali e la soluzione
di problemi (pianificazione e programmazione, al fine di raggiungere un determinato obiettivo).
Qui ha sede la corteccia motoria primaria, che riceve linformazione dalle aree motorie di ordine
superiore e invia i comandi motori al midollo spinale.
E implicata nella pianificazione, nel controllo e nellesecuzione di movimenti nella parte opposta del
corpo;

- il lobo parietale si trova nella parte posteriore, in alto, e serve per la sensazione e la percezione. Se vi
sono lesioni, vi possono essere problemi quali incapacit di riconoscere gli oggetti (agnosia), disturbi
del pensiero, disturbi dello schema corporeo e alterata rappresentazione dello spazio.
Nel lobo parietale presente la corteccia somatosensitiva primaria, che riceve informazioni che
derivano dai recettori della pelle;

- il lobo temporale situato nella parte anteriore del cervello, sotto al lobo frontale e serve per la
percezione uditiva, gustativa e la comprensione del linguaggio.
Qui ha sede la corteccia uditiva, che riceve le informazioni che provengono dalle orecchie;

- il lobo occipitale, che si trova nella parte posteriore, sotto al lobo parietale, serve per la visione.
Qui ha sede la corteccia visiva, che riceve linformazione proveniente dagli occhi.
La corteccia visiva destra riceve linformazione proveniente dal campo visivo sinistro di entrambi gli
occhi, quella sinistra riceve linformazione proveniente dal campo visivo destro di entrambi gli occhi.

Le aree nella parte superiore della corteccia controllano i muscoli della parte inferiore del corpo, mentre le
aree nella parte inferiore della corteccia controllano i muscoli nella parte superiore del corpo.

Le aree associative rappresentano il 75% della corteccia cerebrale.


In caso di lesioni, vi saranno deficit nel comportamento che dipendono dalla sede della lesione.
Le aree associative sono:
- la corteccia associativa parieto-temporo-occipitale, che integra le informazioni sulle modalit sensoriali
differenti per dar luogo a sensazioni complesse;
- la corteccia associativa prefrontale, che responsabile della pianificazione del comportamento
volontario;
- la corteccia associativa limbica, che implicata nella memoria, nella motivazione e nelle emozioni.

La localizzazione delle funzioni cognitive

Nel 18 secolo, Gall fond una disciplina chiamata frenologia.


Secondo Gall e i frenologi, ogni caratteristica della personalit localizzata in unarea cerebrale specifica.
Vennero identificate trentacinque aree diverse e si pensava che le funzioni potessero svilupparsi
maggiormente con lesercizio, aumentando anche le dimensioni dellarea, con una conseguente
deformazione della scatola cranica.

Nel 1860, Broca descrisse il caso di un paziente che non parlava pi.
Alla morte del paziente, Broca ne esamin il cervello e trov una lesione della parte posteriore del lobo
frontale sinistro, che verr poi definita area di Broca.
Si arriv quindi alla conclusione che il controllo del linguaggio localizzato nellemisfero sinistro.

Nel 1876 Wernicke descrisse il caso di un paziente che non riusciva a comprendere il linguaggio, sebbene
riuscissero a parlare.
Il paziente presentava una lesione nella parte posteriore del lobo temporale, dove si unisce ai lobi
parietale e occipitale. Oggi, questa area prende il nome di area di Wernicke.

La specializzazione emisferica

Jackson nel 1868 espone tre principali pensieri riguardanti la dominanza emisferica:
1. gli emisferi sono uguali dal punto di vista anatomico;
2. nelluomo, gli emisferi svolgono funzioni diverse: lemisfero di sinistra svolge le funzioni cognitive e
pratiche di ordine superiore, ed per questo definito emisfero dominante. Le funzioni elementari,
sensoriali e motorie sono svolte in modo equivalente dai due emisferi;

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3. i mancini hanno unorganizzazione corticale speculare a quella dei destrimani.

Gli studi fatti negli ultimi trentanni dimostrano che i due emisferi sono diversi dal punto di vista
anatomico e funzionale. Non vi per nessuna dominanza delluno sullaltro.

Con il termine specializzazione emisferica si intente che entrambi gli emisferi possono prevalere luno
sullaltro, a seconda della funzione cognitiva desiderata.

La sindrome del cervello diviso (split-brain)

Nei pazienti con cervello diviso, il corpo calloso, il fascio di fibre che collega i due emisferi, stato reciso
chirurgicamente o non presente dalla nascita.
Apparentemente, queste persone non sembrano avere problemi.

Facendo uno sperimento e ponendo il paziente seduto di fronte ad uno schermo, in cui gli viene chiesto di
fissare un punto presentato nel centro e dire che cosa vede a destra e a sinistra del punto, se limmagine
di una mela viene presentata a destra o a sinistra del punto centrale, il paziente la vede e riesce ad
affermare che si tratta di una mela, se invece limmagine compare a sinistra, il paziente dice di non avere
visto nulla.
Ci avviene perch linformazione visiva presentata a destra arriva allemisfero sinistro, dove sono
localizzati i centri di produzione del linguaggio.

Locchio e la visione

La visione degli oggetti dipende dalla luce che questi riflettono nei nostri occhi, che arriva allocchio sotto
forma di energia elettromagnetica.

Ogni volta che unonda luminosa con lunghezza donda compresa tra 380 e 760 nanometri colpisce un
fotorecettore della retina, questultimo risponde con una modificazione chimica che genera un impulso
nervoso.
Limpulso nervoso viene poi inviato al cervello, dove avviene lelaborazione e la percezione dellimmagine
visiva (lobo occipitale > corteccia visiva).

Locchio situato nella cavit orbitaria ed formato da tre membrane sovrapposte:


1. la sclera, membrana pi esterna alla quale sono attaccati i muscoli che fanno muovere locchio.
Nella parte anteriore dellocchio trasparente e curva e prende il nome di cornea;
2. luvea una membrana molto vascolarizzata. La parte posteriore si chiama coroide, mentre la parte
anteriore si chiama iride.
Liride ha una colorazione che varia da individuo a individuo.
La coroide grazie alla vascolarizzazione fornisce il nutrimento alla retina;
3. la retina tappezza la parte posteriore dellocchio e svolge un ruolo fondamentale nella visione.

Locchio possiede quattro strutture trasparenti:


1. lumor acqueo un liquido salino situato tra la cornea e il cristallino, che circola continuamente
allinterno dellocchio;
2. lumor vitreo una sostanza gelatinosa che riempie locchio, aiutandolo a mantenere la forma sferica;
3. la cornea una pellicola trasparente sottilissima, ricca di fibre nervose, che chiude anteriormente
locchio e ha la forma di una calotta sferica;
4. il cristallino simile ad una lente biconvessa, con diametro di 10 mm e spessore di circa 5 mm.
Il cristallino varia la propria curvatura in modo da far cadere costantemente sulla retina le immagini.
Inoltre, quando guardiamo un oggetto lontano il cristallino si appiattisce e diminuisce la sua
curvatura, mentre quando loggetto vicino, diventa pi convesso e aumenta la curvatura.
Insieme alla cornea, focalizza sulla retina i raggi luminosi che attraversano le strutture trasparenti
dellocchio.

La retina

La retina una sottile membrana che riveste quasi tutta la parte interna dellocchio formata da milioni di
cellule sensibili alla luce, i fotoricettori, che trasformano gli stimoli luminosi in impulsi elettrici.
I fotoricettori sono di due tipi:
- i coni sono tra i 6 e gli 8 milioni e si trovano al centro della retina. Sono specializzati per la visione
diurna o fotopica in quanto permettono di adattasi alla luce, percepire i colori e distinguere i dettagli
fini;
- i bastoncelli sono circa 120 milioni e si trovano alla periferia della retina. Sono specializzati per la
visione notturna o scotopica.

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Oltre ai fotoricettori, la retina costituita da quattro ulteriori strati di cellule: le cellule orizzontali, le
cellule bipolari, quelle amareni e quelle gangliari.
La luce che entra nellocchio arriva alle cellule gangliari passando attraverso le cellule amacrine, bipolari e
orizzontali, prima di arrivare ai coni e ai bastoncelli.
Le parti della retina hanno ciascuna una funzione:
- la macula, la parte centrale, responsabile della visione centrale e permette di distinguere i dettagli
pi fini delle immagini e di riconoscere i colori;
- la fovea, il centro della macula, ha unaltissima concentrazione di coni che permettono di percepire i
dettagli pi piccoli;
- le parti esterne della retina, che presentano unalta concentrazione di bastoncelli, sono responsabili
della visione laterale o periferica. Permettono di vedere ci che si trova attorno al punto che si sta
fissando;
- la macchia cieca la zona in cui il nervo ottico esce dalla retina ed una zona insensibile alla luce in
quanto non vi sono fotorecettori;
- il cristallino proietta sulla retina unimmagine.

Linformazione proveniente dalla met superiore del campo visivo arriva alla parte inferiore della retina,
mentre la parte inferiore del campo visivo arriva alla parte superiore della retina.

Dalla retina alla corteccia visiva

Quando i fotorecettori sono stimolati dalla radiazione elettromagnetica, producono un particolare


pigmento, i coni producono la iodospina e i bastoncelli la rodospina, che genera una serie di reazioni
chimiche e un segnale nervoso, che viene poi inviato ai neuroni retinici, che fanno una prima elaborazione
del segnale visivo.
Linformazione passa attraverso una fascio di fibre, il nervo ottico, fino a raggiungere il corpo laterale, che
si trova nel talamo e infine, arriva alla corteccia visiva primaria.

Le diverse informazioni relative agli oggetti percepiti (forma, colore, dimensioni) sono percepite e
trasmesse dalla retina e dalle vie ottiche come caratteristiche separate.
Nella corteccia le informazioni vengono riunite, permettendo la percezione delloggetto nel suo insieme.

Pi semplicemente: le informazioni che arrivano al cervello attraverso lorgano della vista, vengono
elaborate in una parte del lobo occipitale che si chiama corteccia visiva.
Gli impulsi nervosi partono dalla retina e attraverso fasci di fibre ottiche arrivano in una zona denominata
chiasma ottico, in cui avviene una sorta di incrocio.
La retina divisa in due parti: la parte nasale, in prossimit del naso e la parte temporale, in prossimit
della tempia (parte opposta).
Le informazioni visive che provengono dalla zona temporale della retina, corrono lungo la medesima parte
del cervello, mentre quelle che provengono dalla retina nasale si dirigono verso lemisfero opposto,
incrociandosi nel chiasma ottico.
Quindi, le immagini che appaiono nel campo visivo destro, colpendo la retina nasale destra e la retina
temporale sinistra, vengono proiettate nellemisfero sinistro e viceversa.

La percezione dei colori

Alla lunghezza donda minore corrisponde la gamma cromatica del blu-violetto, mentre alla lunghezza
donda maggiore corrisponde la gamma dei rossi.
Il processo che rende possibile la visione dei colori un processo molto complesso, in quanto il colore
percepito pu essere determinato da una radiazione monocromatica (un raggio di luce di ununica
lunghezza donda), o dalla somma di pi radiazioni (ciascuna di lunghezza donda differente).
In pratica, se una luce rossa ed una verde colpiscono insieme un medesimo punto della retina, ne
risulter la percezione del colore giallo.
Questa era la visione dei colori bicromica dei mammiferi.

Nelluomo, la visione dei colori invece definita tricromatica. Young e Helmholtz, nella loro teoria
tricromatica della visione, affermano che la percezione del rosso si ha solo quando i coni sensibili al rosso
sono stimolati e la percezione del giallo si ha quando i coni sensibili al rosso e al verde sono stimolati,
mentre la percezione del bianco si ha quanto tutti e tre i tipi di coni sono stimolati.

Il blu, il giallo, il rosso e il verde sono colori definiti puri, in quanto non hanno sfumature di nessun altro
colore.

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Hering un fisiologo tedesco, con la teoria dellopponente cromatica affermava che a stimolazioni di bassa
intensit corrispondono grigi molto scuri, mentre a stimolazioni di massima intensit corrisponde la
visione del bianco.
Distinguiamo i colori grazie ad un meccanismo di codificazione, eseguito da sistemi di neuroni.
Un sistema reagisce al bianco e al nero, gli altri due sistemi reagiscono al colore trasmettendo segnali per
il rosso o per il verde e per il blu o per il giallo.
Mentre il sistema per il bianco e il nero pu combinare i colori dando origine al grigio, gli altri sistemi non
si mescolano.
E quindi possibile inviare un segnale rosso escludendo il verde e un segnale blu, escludendo il giallo e
viceversa.

Le ricerche degli ultimi anni hanno confermato lipotesi tricromatica e hanno affermato che ci sono tre tipi
di coni che rispondono a tutte le lunghezze donda, ma hanno delle sensibilit diverse che dipendono dalle
differenti caratteristiche del pigmento che contengono.

Esperimenti di psicologia

Nel 3000 a.C., in Egitto, in un papiro trovato a Luxor, uno sconosciuto autore elencava fdvgn quarantotto
possibili ferite alla testa e le loro eventuali conseguenze sul comportamento motorio.
Nel settecento, la frenologia mirava ad individuare, per ogni attivit mentale una specifica localizzazione
nel cervello.

Broca, un neurologo francese, nella seconda met del XIX secolo esamin un paziente che aveva perso la
funzione del linguaggio a causa di gravi lesioni nellarea frontale dellemisfero sinistro, la parte del
cervello preposta alla funzione del linguaggio.

La corteccia cerebrale divisa in due parti simmetriche: lemisfero destro e quello sinistro, che sono
anatomicamente separati luno dallaltro, ma uniti da un fascio di fibre nervose, il corpo calloso, che li
mette in collegamento trasmettendo incessantemente informazioni dallemisfero destro a quello sinistro e
viceversa.

Il cervello diviso (split brain) rende i due emisferi reciprocamente autonomi e quindi funzionanti
separatamente.

Il paziente con neglect (negligenza spaziale unilaterale), in seguito a lesione cerebrale, si comporta come
lo spazio controlaterale alla lesione (corporeo o extracorporeo) non esistesse pi.

Sebbene i due emisferi siano simmetrici, le loro funzioni sono diverse in quanto:
- lemisfero sinistro possiede le strutture del linguaggio parlato, della sua comprensione e
organizzazione. E in grado di descrivere e comunicare verbalmente gli stimoli che appaiono nel campo
visivo destro.
- lemisfero destro non pu descrivere verbalmente nulla. Per rappresentare le esperienze della parte
sinistra del corpo pu solo rappresentare graficamente ci che percepisce, ma non in grado di dare
un nome a ci che ha disegnato.

4. Sensazione e percezione
La sensazione

Sensazione e percezione sono due fasi molto differenti, studiate in momenti differenti della storia.
La sensazione unimpressione soggettiva, immediata e semplice, che, quindi, non richiede processi
mentali e che corrisponde ad una determinata intensit di uno stimolo fisico esterno.

La trasduzione il processo attraverso il quale i diversi tipi di energia fisica (intensit, frequenza..)
vengono tradotti in segnali nervosi.
Lorgano di senso interessato, durante la trasduzione traduce il segnale percepito e lo trasmette al
cervello.
Solo dopo ci, possiamo provare la sensazione del cambiamento mentale a cui abbiamo assistito.

La relazione psicofisica la relazione tra lo stimolo fisico esterno e la sensazione che questo provoca.

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Soglia assoluta e soglia differenziale

La soglia assoluta il limite di intensit che lo stimolo deve avere per essere percepito dagli organi
sensoriali.

Quindi, gli stimoli di intensit superiore alla soglia assoluta saranno sempre rilevati, quelli di intensit
inferiore non saranno mai avvertiti e quelli coincidenti con il valore di soglia saranno avvertiti una volta su
tre.

La soglia differenziale la minima differenza di intensit che due stimoli devono avere per essere
avvertiti.

Leggi di Weber e legge di Fechner

Legge di Weber: K = R / R
K una costante, R la soglia differenziale e R lintensit iniziale dello stimolo.
Esempio:
Avendo in mano due oggetti di forma identica, con una lieve differenza di peso e dovendo stabilire se
questi due sono di peso uguale o diverso, grazie alla legge di Weber riusciamo a stabilire quanta deve
essere la differenza di peso tra i due oggetti, per far s che questa venga percepita.

Legge di Fechner: S = c log R + C


S la sensazione, c la costante di Weber, R lintensit dello stimolo e C una costante di
integrazione.
Secondo la legge di Fechner la nostra sensibilit diminuisce allaumentare dellintensit dello stimolo
fisico.

Le due leggi dimostrano che la relazione tra intensit di stimoli fisici e la sensazione evocata di tipo
logaritmico.

La percezione

La percezione lelaborazione delle sensazioni elementari derivate dagli organi di senso.


La sensazione derivata dagli organi di senso, viene codificata, organizzata, riconosciuta e interpretata.

Lo stadio primario della percezione, ossia lindividuazione e la descrizione delle caratteristiche fisiche dello
stimolo visivo, fu studiato approfonditamente dalla psicologia della Gestalt.

Lo stadio secondario della percezione consiste nellanalisi e nellelaborazione delle caratteristiche fisiche
dello stimolo, fin che questultimo non viene confrontato con le conoscenze depositate in memoria,
venendo, cos, riconosciuto. Di ci se n occupato il cognitivismo.

Vi sono teorie che si domandano in che modo utilizziamo lesperienza passata nel percepire e altre che
pensano che la percezione non si basi sullesperienza di un singolo individuo ma su quella della specie
umana.

Elaborazione bottom-up e top-down

Per elaborazione bottom-up si intende lelaborazione che va dal basso verso lalto, partendo dai dati
sensoriali.

Le principali teorie bottom-up sono quelle della Gestalt (aveva studiato la percezione arrivando a dire che
lesperienza passata ha un ruolo importante) e la teoria della percezione diretta di Gibson (linformazione
gi presente nel dato sensoriale e non c bisogno di chiamare in campo le esperienze passate per
percepire).
Queste teorie affermano che il dato sensoriale genere direttamente la percezione, che quindi
immediata.

Per elaborazione top-down si intende lelaborazione che va dallalto verso il basso, basata sulle
rappresentazioni contenute nella memoria.

Le principali teorie top-down sono la teoria empiristica di Helmholtz (le sensazioni sono integrate con
altre informazioni e sintetizzate nella percezione delloggetto grazie a meccanismi dassociazione sulla
base dellesperienza passata) e la teoria costruttivista di Bruner.
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Queste teorie affermano che il recettore che percepisce il dato sensoriale (possono essere gli occhi, la
bocca, la pelle ecc..) manda un messaggio di tipo elettrochimico al cervello.
La corteccia cerebrale elabora, cos, le informazioni e la corteccia associativa tempo occipitale le mette
insieme.

Lutilizzo della modalit bottom-up, oppure di quella top-down dipende dal contesto in cui inserito
loggetto percepito e dal grado di conoscenza che losservatore ne ha.

Le principali teorie sulla percezione

La teoria della percezione diretta di Gibson (processamento bottom-up), afferma che linformazione gi
presente nel dato sensoriale e non c bisogno di chiamare in campo le esperienze passate per percepire.

La teoria costruttivista di Bruner (processamento top-down) afferma che noi non vediamo delle semplici
configurazioni, ma vediamo oggetti complessi grazie alla ricerca della migliore interpretazione delle
caratteristiche.

La teoria dellanalisi tramite sintesi di Neisser, afferma che la percezione il risultato di una sequenza di
stadi:
1. un processo automatico seleziona lo stimolo visivo e ne fornisce una prima rappresentazione,
attraverso un profusamente di tipo bottom-up;
2. lattenzione si sposta sullo stimolo appena analizzato;
3. confronto tra la rappresentazione mentale dello stimolo basata sulle aspettative e sullesperienza
passata e la rappresentazione dello stadio precedente;
4. se il confronto positivo, la rappresentazione mentale dello stimolo ottenuta prima, viene considerata
il risultato finale della percezione. Se invece il confronto non coincide, si devono ipotizzare nuove
rappresentazioni percettive fino a raggiungere la corrispondenza.

La teoria computazionale della percezione di Marr prevede inizialmente una elaborazione bottom-up e poi
top-down.
Marr afferma che ci sono tre fasi nellattivit percettiva:
1. schema grezzo primario: tutto ci che osserviamo va a finire nella retina sotto forma di abbozzo
contenente linee e punti in base agli scarti della luminosit (avviene quindi un compattamento del
mondo esterno su una superficie bidimensionale);
2. schema a due dimensioni e mezza: sulla base dei principi di organizzazione percettiva della Gestalt, si
iniziano a determinare gli oggetti di base, attribuendo allabbozzo la tridimensionalit;
3. modello tridimensionale: costruzione di un modello tridimensionale che rappresenta le relazioni
spaziali tra gli oggetti. Si basa sullesperienza passata.

il riconoscimento di oggetti

La teoria della comparazione tra sagome afferma che, nella nostra memoria archiviato un numero
enorme di sagome, con le quali possiamo riconoscere le forme di tutti gli oggetti.
Quindi, quando vediamo un oggetto, avviene unanalisi di tutte le sagome simili contenute nella nostra
memoria.
Avvenuto il confronto, viene scelta la sagoma uguale. Solo dopo ci avviene il riconoscimento dello
stimolo.

La teoria dei prototipi prevede avvenga un confronto tra lo stimolo esterno e un prototipo interno con le
caratteristiche tipiche di un certo insieme di oggetti.
Il prototipo non deve essere una copia della configurazione esterna, ma sufficiente che abbia delle
caratteristiche simili.

La teoria delle caratteristiche afferma che il confronto avviene tra alcune caratteristiche dello stimolo
esterno e quelle archiviate in memoria.
Secondo Selfridge, il riconoscimento ha luogo in diversi stadi:
1. la configurazione esterna viene rilevata;
2. la configurazione viene sezionata nelle sue caratteristiche, individuando la presenza o assenza di linee
(verticali, orizzontali), angoli, ecc..;
3. si assemblano le caratteristiche rilevate nello stadio precedente, dando luogo ad un riconoscimento
cognitivo;
4. risposta.

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Realt fisica e realt percettiva

Il realismo ingenuo una falsa teoria della psicologia, che afferma che ci che percepiamo una
fotocopia della realt fisica del mondo esterno.

A volte, un oggetto pu essere presente a livello fisico, ma non a livello percettivo, cio loggetto c ma
noi non lo vediamo. Tale fenomeno si chiama assenza delloggetto fenomenico.

Quando succede il contrario, cio quando presente loggetto fenomenico ma non lo stimolo nella realt
fisica, si parla di assenza delloggetto fisico.
Un famoso esempio di ci il triangolo di Kanizsa, considerato anche unillusione ottica.

Percezione e orientamento

la nostra percezione organizzata in una struttura gerarchica, in cui parti della configurazione sono punti
di confronto per altre parti.
Nella struttura gerarchica del sistema percettivo, il punto di riferimento rappresentato dagli assi
verticale e orizzontale; per questo motivo, pi facile percepire e giudicare un oggetto come orientato
verticalmente o orizzontalmente, piuttosto che obliquamente.

Larticolazione figura-sfondo

Larticolazione figura-sfondo stata descritta per la prima volta da Rubin.


Un esempio pu essere limmagine chiamata il vaso, che pu essere percepita come un vaso bianco su
sfondo nero, oppure come due profili di volti neri disposti uno di fronte allaltro e divisi da uno spazio
bianco.
Immagini come il vaso sono chiamate figure reversibili.

La segmentazione del campo percettivo porta a organizzare lattivit sensoriale, in modo da isolare figure
coerenti e dotate di significato.
Riusciamo a fare ci anche grazie allesperienza passata.

I principi di organizzazione percettiva

La psicologia della Gestalt sostiene che la nostra attivit percettiva influenzata da principi di
raggruppamento percettivo, presenti in noi sin dalla nascita.

I principali principi di organizzazione percettiva sono:


- somiglianza: quando pi stimoli sono simili tra loro, la percezione tende a unificarli in ununica figura;
- vicinanza: ci che vicino tende ad essere aggregato nello stesso oggetto;
- chiusura: gli elementi che tendono a formare una figura chiusa vengono percepiti come ununit a s
stante;
- continuit o buona direzione: vengono percepite come continue le linee con traiettorie simili rispetto a
linee che hanno traiettorie opposte;
- destino comune:

5. Attenzione
Lattenzione un processo che seleziona le informazioni che in un determinato momento colpiscono i
nostri sensi o i nostri ricordi, elaborandone solo alcune, pi interessanti di altre.

Elaborazione preattentiva

Il processamento, ossia lelaborazione degli stimoli, non necessita sempre dellimpiego dellattenzione,
poich le caratteristiche elementari di uno stimolo (colore, forma, movimento) vengono rilevate senza
far intervenire lattenzione.
Parliamo quindi di processamento preattentivo, che avviene in maniera molto rapida.

Quando invece uno stimolo ha due caratteristiche, come ad esempio forma e colore, occorre lintervento
dellattenzione focalizzata, che deve combinare le due caratteristiche.
Il tempo necessario a questo tipo di processamento preattentivo aumenta con laumentare del numero di
stimoli di colore e forma diversi che percepiamo.

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E possibile che avvengano errori nel processo di abbinamento delle caratteristiche, svolto dallattenzione:
questi errori prendono il nome di congiunzioni illusorie.

Il pop-out il fenomeno in cui le caratteristiche di una configurazione emergono spontaneamente e si


impongono nel nostro sistema visivo.
Questo fenomeno avviene nella fase preattentiva.
Es: tante T e una Y in mezzo

Il nostro sistema percettivo arriva a percepire un oggetto nella sua interezza, in due fasi:
1. identificando le qualit primarie degli oggetti presenti nel campo percettivo;
2. combinando le diverse caratteristiche.

Processi automatici e controllati

I processi automatici avvengono senza la nostra consapevolezza e non richiedono limpiego di risorse
attentive, come ad esempio la guida di una macchina da parte di un pilota esperto.

I processi controllati avvengono sotto il nostro controllo, richiedono limpiego di risorse attentive,
avvengono in modalit seriale e hanno un tempo di esecuzione pi lento, come ad esempio un ragazzo
che sta imparando a guidare.

Vi sono anche processi automatizzati, che richiedono limpiego di risorse attentive fino a quando non si
acquisisce una certa esperienza, in modo da richiederne una minima quantit, avvengono in base a
unelaborazione in parallelo delle varie operazioni e hanno un tempo di esecuzione rapido.

La compatibilit spaziale stimolo-risposta (esperimento)

Presentando due stimoli sullo schermo di un computer, uno a destra e uno a sinistra di un punto di
fissazione centrale e chiedendo a un soggetto di premere un pulsante situato a destra della tastiera,
qualora lo stimolo si presenti a destra e un pulsante situato a sinistra, qualora lo stimolo si presenti a
sinistra, il tempo di reazione sar pi veloce rispetto ad una situazione in cui avviene il contrario (tasto a
destra e stimolo a sinistra - tasto a sinistra e stimolo a destra).

Notiamo quindi che quando la risposta omolaterale allo stimolo, la condizione compatibile, mentre
quando la risposta controlaterale allo stimolo, la condizione incompatibile.

Ne deriva, quindi, che in condizione incompatibile, vi sia un rallentamento dei tempi di reazione, dovuto
alla necessit di una traduzione dal codice spaziale dello stimolo al codice spaziale della risposta.

Nelleffetto Simon, viene richiesto al soggetto di rispondere alla comparsa di una figura geometrica,
premendo il pulsante destro e alla comparsa di unaltra figura geometrica, differente dalla prima,
premendo il pulsante sinistro.

E possibile notare che i tempi di reazione sono pi veloci quando la figura geometrica collegata al
pulsante destro, compare a destra, e quella collegata al pulsante sinistro, compare a sinistra dello
schermo.

Gli errori attentivi

Nel processo attentino possono avvenire due tipi di errore:


- i mistakes, errori che si commettono nello scegliere un obiettivo o nellidentificare i mezzi per
raggiungerlo. Avvengono allinterno di processi controllati e intenzionali.
Es: decidiamo di fare un viaggio in treno sebbene ci sia uno sciopero quel giorno, ma non consideriamo
ci in quanto pensiamo che la tratta che dobbiamo fare non sia interessata allo sciopero. Quando
scopriamo che anche il nostro treno stato cancellato, ci rendiamo conto di aver commesso un
mistake;
- gli slips, errori che si commettono nel mettere in atto quello che si intende fare per raggiungere quel
determinato obiettivo. Avvengono allinterno di processi automatici.
Es: decidiamo di fare un viaggio in macchina e quando arriviamo al parcheggio ci accorgiamo di aver
dimenticato le chiavi a casa.

I forcing functions sono vincoli fisici che ci impediscono di compiere questo tipo di errori.
Es: avremmo potuto attaccare le chiavi della macchina ai jeans.

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Attenzione selettiva

Luomo ha una capacit limitata di elaborazione di informazioni e quindi non riesce ad elaborare
contemporaneamente tutte le informazioni presenti nellambiente o nella nostra mente.
Per questo, seleziona alcune informazioni che ritiene pi importanti, piuttosto che altre.
Lattenzione selettiva consiste quindi nel selezionare le caratteristiche rilevanti dello stimolo, ignorando
quelle irrilevanti.

La selezione precoce un fenomeno secondo il quale la selezione delle caratteristiche rilevanti dello
stimolo avverrebbe alla presentazione dello stimolo stesso.

La selezione tardiva un fenomeno secondo il quale la selezione delle caratteristiche avverrebbe in uno
stadio centrale.

Lattenzione selettiva elabora quindi le informazioni tardivamente.

Leffetto Stroop

Leffetto Stroop, studiato per la prima volta da Ridley Stroop, consiste nel presentare ad un soggetto una
parola scritta in diversi colori, chiedendogli di riportare il colore in cui scritta la parola.
La parola rosso pu essere scritta con il colore rosso, dando luogo ad una configurazione congruente,
oppure pu essere scritta con un altro colore, dando origine ad una configurazione incongruente.
I tempi di reazione agli stimoli congruenti saranno sempre pi veloci rispetto a quelli degli stimoli
incongruenti.

Il colore con cui scritta la parola rappresenta una caratteristica rilevante dello stimolo, mentre il
significato della parola una caratteristica irrilevante.
Nellelaborazione delle caratteristiche rilevanti, il soggetto focalizza la propria attenzione su quella
particolare caratteristica, senza analizzare le altre parti dello stimolo.
Nellelaborazione delle caratteristiche irrilevanti, il soggetto non consapevole del processo che ha avuto
luogo.

In conclusione, si pu affermare che leffetto Stroop emerge perch i soggetti non riescono a non leggere
la parola e quindi a processare la sola caratteristica rilevante.

Attenzione selettiva e cecit al cambiamento

La cecit al cambiamento consiste nellimpossibilit di cogliere alcune macroscopiche variazioni di una


scena, nel caso in cui la variazione abbia luogo contemporaneamente ad altri elementi visivi di disturbo.

Otteniamo questo effetto presentando due immagini in rapida successione, separate da un breve
intervallo durante il quale non viene presentato nulla.
In questo modo gli osservatori sono incapaci di rilevare la differenza tra la prima e la seconda immagine.

Quindi, in assenza dellattenzione focalizzata, i partecipanti sono del tutto incapaci di cogliere il
cambiamento.

6. Apprendimento
Lapprendimento linsieme delle modificazioni messe in atto da un organismo per meglio adattarsi
allambiente esterno.
Ci troviamo in presenza di apprendimento quando osserviamo un comportamento adattivo successivo a
quello messo in atto alla prima esperienza.
Gli psicologi che si sono occupati maggiormente dellapprendimento sono stati i comportamentisti, che
hanno studiato ci sugli animali, poich hanno processi di apprendimento analoghi a quelli umani.

Il condizionamento classico

Esperimento di Pavlov:
egli, essendo un fisiologo, osserva che se si presenta del cibo ad un cane, automaticamente, le sue
ghiandole salivari cominciano a produrre saliva. Si tratta di un riflesso automatico.
Il cane, per, saliva anche quando vede la persona che solitamente gli porta il cibo.

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Partendo quindi dal presupposto che lapprendimento animale uguale a quello umano, constatiamo con
questi esperimenti lesistenza di forme di apprendimento associativo, che consistono nellassociazione di
eventi che si susseguono.

Le fasi vere e proprie sarebbero tre:


1. il cane si trova in presenza di uno stimolo incondizionato, il cibo, che produce una risposta
incondizionata, la salivazione;
2. se lo stimolo incondizionato viene presentato insieme ad uno stimolo neutro, come il collaboratore di
Pavlov, lo stimolo neutro, dopo un po di tempo, si trasforma in condizionato;
3. dopo la trasformazione dello stimolo neutro in stimolo condizionato, la sua presentazione isolata
genera una risposta condizionata, cio la salivazione, simile alla risposta incondizionata emessa in
precedenza.

Un giorno, Pavlov prova a far sentire al cane una campanella prima dellarrivo del cibo, e facendo
diventare il suono abituale, la produzione di saliva comincia ad avvenire col suono della campanella.
Anche se la campanella non era seguita dallarrivo del cibo, il suono faceva aumentare comunque la
salivazione del cane.

Pavlov parla di stimolo condizionato (controllabile), che consiste, in questo caso, nella presentazione
sistematica di uno stimolo ad un cane e della risposta immediata di questultimo.

Il condizionamento classico quindi un processo di apprendimento nel quale uno stimolo, inizialmente
neutro, dopo ripetuti abbinamenti con un secondo stimolo in grado di produrre naturalmente la risposta,
viene associato a questo, diventando uno stimolo condizionato.

Fasi del condizionamento classico

Il condizionamento classico formato da tre fasi:


1. fase di acquisizione: lo stimolo incondizionato (salivazione) viene preceduto dallo stimolo neutro
(campanella). Dopo un certo numero di abbinamenti, anche il solo stimolo neutro provoca lo stimolo
incondizionato e ci significa che durante questa fase avvenuto il condizionamento, cio lo stimolo
neutro diventato condizionato;

2. fase di estinzione: continuando per a presentare lo stimolo neutro senza presentare lo stimolo
incondizionato, il cibo, la salivazione diminuir progressivamente fino a scomparire.
Lo stimolo condizionato ritorna perci ad essere neutro, perdendo la capacit di generare la risposta
condizionata;

3. fase di riposo

4. fase di riacquisizione: si ottiene ristabilendo labbinamento tra lo stimolo condizionato, divenuto


neutro e quello incondizionato.

Generalizzazione e discriminazione

La generalizzazione il fenomeno in cui stimoli simili a quello condizionato possono provocare lo stesso
tipo di risposta.

La discriminazione il processo cognitivo opposto alla generalizzazione, con cui possibile distinguere
stimoli simili che possiedono per caratteristiche diverse e reagire a essi in modo differente.
Laddestramento alla discriminazione il consolidamento del condizionamento dello stimolo condizionato
e lestinzione del condizionamento degli stimoli simili.

Il condizionamento di ordine superiore lestendersi del condizionamento a stimoli completamente diversi


da quello condizionato, a patto che questi vengano rappresentati insieme ad esso.
Es: accensione di una luce al posto del suono della campana.

Stimoli avversativi

Gli stimoli avversativi sono stimoli incondizionati negativi che condizionano dopo una sola prova e che
sono resistenti allestinzione.
Se ipotizziamo per esempio di camminare da soli in un parco di sera e di subire unaggressione da parte
di un ladro vestito da giardiniere e che finge di curare un aiuola, ci che deriva da questo avvenimento
unesperienza traumatica, che causer una serie di conseguenze legate al condizionamento classico e agli
stimoli avversativi.
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Infatti, proveremo senso di paura (risposta incondizionata) rivedendo il ladro (colui che ha messo in atto
lo stimolo incondizionato), o una tuta da giardiniere (stimolo condizionato di ordine superiore), a stare al
buio o a uscire da soli.

Il condizionamento operante e la legge delleffetto

Il condizionamento operante quindi un processo di apprendimento in cui le conseguenze di una risposta


influenzano le probabilit che sia nuovamente prodotta in futuro.
Esso riguarda le azioni e i comportamenti che producono cambiamenti sullambiente, a differenza del
condizionamento classico, che riguardava le reazioni che un organismo mette in atto in risposta a stimoli
ambientali.
Il condizionamento operante avviene attraverso comportamenti e risposte strumentali perch sono
paragonati a strumenti che permettono di raggiungere uno scopo e produrre un cambiamento.

Il condizionamento operante studiato e descritto da Skinner si basa sulla legge delleffetto di Thorndike,
che afferma che unazione o un comportamento che provoca un effetto positivo, ha pi probabilit di
ripetersi in futuro, mentre un comportamento che abbia come conseguenza un effetto negativo, ha meno
probabilit di essere messo in atto di nuovo.

Esperimento di Thorndike:
egli utilizza un gatto, come attore e una gabbia, apribile con un pedale. Decide di chiudere il gatto
affamato in gabbia, porre il cibo allesterno della gabbia e contare i minuti che il gatto impiega ad uscirne.
Dopo diversi tentativi di fuga, la soluzione arriva per caso, riuscendo quindi ad uscire, ma Thorndike gli
nasconde il cibo, per riprovare lesperimento.
Dopo averlo chiuso nuovamente in gabbia, si accorge che il gatto si comporta come nellesperimento
precedente, e che quindi non ha imparato ad uscire dalla gabbia, ma ha solo ridotto il tempo impiegato
per arrivare al pedale.
Cos, provando e riprovando, il procedimento diventa meccanico.

Secondo la legge delleffetto di Thorndike, i legami associativi tra stimolo e risposta si rafforzano in base
alle conseguenze della risposta.
In poche parole, senza il cibo come conseguenza della pressione della leva, non ci sarebbe stato
apprendimento.
Quindi, possiamo affermare che lapprendimento avviene per prove ed errori e che si apprende solo se c
leffetto, cio il cibo, altrimenti il comportamento sarebbe rimasto casuale.

Skinner introduce il concetto di rinforzo: egli pensa che la conseguenza positiva di unazione serva da
rinforzo per lorganismo e renda pi probabile che quellorganismo ripeta in futuro quellazione.

Tipi e programmi di rinforzo

Nel condizionamento operante, mediante i rinforzi, lanimale apprende a effettuare il comportamento


voluto dallo sperimentatore.
Il rinforzo pu essere positivo o negativo.
Il rinforzo positivo consiste in un effetto positivo che segue un comportamento messo in atto da un
organismo.
Es: lanimale deve premere una leva per ottenere il cibo.

Il rinforzo negativo invece il contrario: uno stimolo nocivo per lanimale viene interrotto solo se
lanimale da una determinata risposta.
Es: il pavimento della gabbia da la scossa allanimale fino a quando non preme la leva.

Mentre il rinforzo negativo mira a far ripetere lazione svolta, la punizione invece una conseguenza
negativa di un comportamento, che fa diminuire la probabilit che quel comportamento venga ripetuto.
Quando un dato comportamento non pi seguito da un rinforzo positivo o da un rinforzo negativo, il
comportamento cesser gradualmente.

Il comportamento che deve essere appreso pu essere seguito dal rinforzo ogni volta che si manifesta
(rinforzo costante), oppure il rinforzo pu essere presentato soltanto a volte (rinforzo intermittente).

Nelle prime fasi di addestramento occorre il rinforzo costante, successivamente quello intermittente.

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Il modellamento

Il modellamento un programma di condizionamento che favorisce lesecuzione di un comportamento


solitamente stravagante e insolito per un animale, ma talvolta pu essere utilizzato per ottenere un
comportamento naturale in un tempo pi breve del tempo che sarebbe necessario aspettando la
casualit.

Apprendimento e cognitivismo

Edward Tolman fu il primo ad accettare il concetto di rappresentazione mentale, mettendo a punto


esperimenti sullapprendimento di percorsi di labirinti da parte di ratti che non venivano rinforzati.
I ratti, anche senza rinforzo, imparavano il percorso allo stesso modo del gruppo di ratti che ottenevano
rinforzi.
Ci avviene perch la semplice esplorazione del labirinto permette allanimale di formare una
rappresentazione mentale del labirinto, una mappa cognitiva.

Lapprendimento latente lapprendimento dellanimale, frutto dellesplorazione.

Linsight

I comportamentisti proponevano esperimenti troppo rigidi e lanimale, in questo modo, non aveva modo
di dimostrare comportamenti creativi e intelligenti.
Kohler studi il comportamento degli scimpanz che dovevano raggiungere il cibo posto al di fuori della
gabbia.
Allinterno della gabbia vi erano alcune pertiche, ma nessuna di lunghezza sufficiente per raggiungere il
cibo.
Cos, dopo un tentativo, lo scimpanz rimase per un po di tempo senza fare nulla e dopo un certo
intervallo di tempo, arriv in lui linsight e incastrando due pertiche tra di loro, riusc a raggiungere il cibo.

Col termine insight si intende la capacit di combinare in maniera diversa e creativa gli elementi
presenti nellambiente in modo da risolvere un problema non risolvibile in altri modi.

Apprendimento esplicito e implicito

Lapprendimento esplicito consiste nellattivazione di processi attivi e volti allindividuazione e


allestrazione della struttura delle informazioni presentate.

Lapprendimento implicito caratterizzato da processi passivi in cui gli individui, esposti ad una
informazione, ne acquisiscono conoscenza dalla sola esposizione.

La metacognizione

I processi metacognitivi sono essenziali nellefficacia dellapprendimento.


La metacognizione una serie di processi di pensiero di ordine superiore che svolgono la funzione di
controllo degli altri processi cognitivi coinvolti nellapprendimento.

Lapprendimento sociale

I principali metodi di apprendimento sociale sono due:


1. limprinting: un comportamento tipico di varie specie di uccelli che si stabilisce in un intervallo
temporale ben preciso dopo la nascita, secondo il quale alla schiusa delluovo il pulcino inizia a
seguire il primo oggetto semovente presente nel suo campo visivo. Solitamente tale oggetto
rappresentato dalla madre, quindi questo comportamento stabilisce e salda questo legame.
Lorenz prova a sostituire la madre con un altro oggetto semovente e il risultato non cambia;

2. lapprendimento osservativo, che si differenzia in emulazione e imitazione.


Lemulazione quando un individuo riproduce il comportamento di un modello senza comprendere lo
scopo o lefficacia di quel comportamento.
Limitazione quando limitazione del modello consapevole e finalizzata al raggiungimento dello
stesso scopo perseguito dal modello.

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7. Memoria
La memoria la capacit di mantenere le informazioni acquisite dal sistema per pi o meno tempo, in
modo che siano a nostra disposizione e utilizzabili per lo svolgimento dei compiti che ci vengono posti.

La memoria inizia ad essere studiata a partire dalla seconda met dell800, quando lo psicologo tedesco
H. Ebbinghaus diede inizio a una serie di studi sulla misurazione della memoria umana. Egli si proponeva
lo scopo di studiare la memoria pura, cio come funzione a s stante, priva di qualsiasi interferenza
culturale o soggettiva. Lo studioso progett i suoi esperimenti in maniera che in nessun modo il ricordo
potesse basarsi sul significato delle parole impiegate, ed utilizz quindi delle sillabe senza senso
(chiamate logotomi), composte da diverse combinazioni di consonate-vocale-consonate, che andavano
memorizzate dai soggetti (ma per lo pi Ebbinghaus utilizzava s stesso come soggetto delle proprie
ricerche) nel minor tempo possibile.
In base ai suoi esperimenti Ebbinghaus elabor tre teorie. Nella teoria del riapprendimento not che una
determinata lista di sillabe, precedentemente appresa e poi dimenticata, pu esser riappresa in un tempo
minore a quello necessario per memorizzarla la prima volta; questa riduzione del tempo di
apprendimento, o risparmio, sta a significare che qualcosa nella mente dei soggetti rimane. Secondo la
teoria del sovrapprendimento, dopo aver verificato che vi un risparmio di tempo nel riapprendere una
lista di sillabe gi memorizzata, si pu anche constatare che oltre a un certo limite non pi possibile
ridurre il tempo e il numero delle ripetizioni, poich si arriva a una soglia di saturazione oltre la quale non
possibile andare. In base alla teoria dell'effetto di posizione seriale, memorizzando le parole serialmente
(una dopo l'altra), vi una maggiore possibilit di ricordare soprattutto le parole che sono all'inizio
(effetto primacy) e quelle che sono alla fine della lista (effetto recency).

La teoria del multi processo

Secondo la teoria di Atkinson e Shiffrin (1968) del multi processo della memoria, essa non un sistema
unico, ma caratterizzata da molteplici processi, ognuno con le proprie caratteristiche. Vengono distinti
tre tipi di memoria: memoria sensoriale, memoria a breve termine e memoria a lungo termine.

1. Memoria sensoriale: quella che ci permette di mantenere un'informazione sensoriale (visiva,


uditiva, olfattiva, tattile) per un breve periodo (uno o due secondi). Il registro sensoriale suddiviso al
suo interno in una parte di memoria iconica, che si riferisce alla capacit di ritenere per periodi molto
brevi informazioni codificate in maniera visiva, e una di memoria ecoica, che si riferisce a stimolazioni
uditive. Entrambi questi sottosistemi hanno un'elevata capacit ma anche un rapidissimo decadimento;

2. Memoria a breve termine: permette di trattenere l'informazione per un periodo breve (30 secondi
circa) ma prolungabile grazie a un processo di reiterazione, o ripetizione silente di ci che interessa
mantenere). La reiterazione anche la condizione fondamentale che permette il trasferimento
dell'informazione dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Un buon esempio del
funzionamento della MBT pu essere dato dalla memorizzazione dei numeri telefonici: se ci limitiamo a
leggere il numero sull'agenda e comporlo sulla tastiera del telefono esso rester nella nostra memoria
solamente per pochi secondi. Se invece, dopo averlo letto, ci troviamo nella necessit di conservarlo in
memoria per un maggior lasso di tempo (ad esempio perch il telefono su cui comporlo si trova in
un'altra stanza) una maniera efficace per impedire lo svanire dell'informazione proprio quella di
ripetere silenziosamente le cifre che compongono il numero;

3. Memoria a lungo termine: invece quella parte del sistema che ci permette di immagazzinare pi
informazioni e di trattenerle pi a lungo, in alcuni casi per sempre.
Le informazioni organizzate in questo modo costituiscono la memoria fattuale (ad esempio: che cos
un computer?).
La memoria procedurale racchiude tutte le informazioni presenti in noi riguardanti che cosa fare per
svolgere certi compiti.

La memoria di lavoro

La memoria di lavoro legata al concetto di memoria a breve termine, intesa come una parte di
informazioni che vengono trattenute temporaneamente dal sistema mnestico, ma con una capacit ed un
tempo di ritenzione ridotti.

Baddeley, nel 1986 valut la memoria a breve termine come ruolo centrale nello svolgimento di compiti
differenti, come memorizzare e rievocare un numero telefonico, utilizzare procedure per fa funzionare un
computer o un cellulare, insomma, tutti i compiti cognitivi coinvolti nel ragionamento, nella soluzione dei
problemi, nella comprensione e nellapprendimento.

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Ipotizz perci un magazzino temporaneo dellinformazione acquisita, che da circa un ventennio viene
chiamata memoria di lavoro.
Le componenti fondamentali di questo magazzino temporaneo sono:
- un loop articolarono, che mantiene linformazione uditiva e quella basata sul linguaggio;
- un taccuino visuospaziale, che mantiene linformazione sotto forma di immagine;
- un esecutivo centrale, meccanismo che controlla il processo di elaborazione delle informazioni, regola
lattivit dei due magazzini di memoria e svolge numerosi compiti cognitivi di ordine superiore.

La memoria semantica
La memoria semantica un magazzino di memoria a lungo termine specializzato nellacquisizione di
informazioni su fatti, episodi e conoscenze astratte sul mondo.
Con la memoria semantica descriviamo verbalmente le caratteristiche di un oggetto conosciuto o di un
luogo in cui si svolta una certa esperienza.

La memoria episodica

La memoria episodica una modalit della memoria a lungo termine che riguarda limmagazzinamento e
il recupero di eventi ed episodi temporalmente databili, localizzabili spazialmente ed esperiti
personalmente.

La memoria prospettica

La memoria prospettica fa riferimento ai processi e alle abilit implicate nel ricordo di intenzioni che
devono essere realizzate nel futuro.
Con il termine memoria prospettica si intende il ricordarsi di portare a termine quelle intenzioni che, per
diverse ragioni, non possono essere realizzate nel momento stesso in cui vengono formulate, ma devono
essere rimandate ad un momento successivo.

Lamnesia

L'amnesia un disturbo della memoria a lungo termine episodica. La persona affetta da amnesia pu
essere incapace di ricordare eventi della sua vita recente, o in casi gravi anche eventi remoti, e pu non
riuscire ad acquisire stabilmente nuovi ricordi, mentre in genere preservata la capacit di imparare
nuove azioni.

6. Rappresentazione delle conoscenze


Una rappresentazione una configurazione che sostituisce la realt fornendo alcune informazioni su di
essa e tralasciandone altre.
Le rappresentazioni aiutano il pensiero umano, facilitano il ragionamento e guidano il comportamento.

Si possono distinguere in rappresentazioni esterne, che sono usate nella vita di tutti i giorni, e
rappresentazioni interne, che sono le rappresentazioni del mondo che abbiamo nella nostra mente.
Le rappresentazioni esterne, a loro volta, si suddividono in analogiche e proposizionali.

Le rappresentazioni analogiche, come i disegni, le mappe e i diagrammi, mantengono la struttura


percettiva del mondo rappresentato. In altre parole, in esse sono mantenute le relazioni topologiche tra i
vari elementi che le compongono.

Le rappresentazioni proposizionali consistono nella rappresentazione del mondo esterno e delle diverse
situazioni in cui possiamo svolgere un qualche ruolo, in forme simboliche mediante segni arbitrari e
descrizioni.

Rappresentazione dei significati

Nella nostra mente sono rappresentati i significati, ovvero la conoscenza semantica.


Collins e Quillian ipotizzarono che i significati fossero rappresentati in una struttura gerarchica in cui i
nodi concettuali fossero inclusi a diversi livelli e che il recupero dellinformazione semantica
corrispondesse alla ricerca allinterno della rete gerarchica.
Ad esempio, il concetto di canarino incluso in un concetto pi ampio, quello di uccello, che a sua
volta incluso nellampio concetto di animale.

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Rappresentazione delle conoscenze procedurali

Le conoscenze procedurali sono conoscenze specializzate riguardanti il modo con cui si svolgono molte
attivit.
In questo modo, non solo sappiamo che cos, ad esempio, una bicicletta, ma sappiamo anche come la si
usa.
Quindi, le conoscenze procedurali si riferiscono a come si fanno le cose, a come si utilizzano gli oggetti o
come si possono raggiungere obiettivi.

Schank e Abelson hanno sviluppato lidea dello script o copione, una sorta di schema che descrive in
termini generali come si fa qualcosa.
Per rappresentare ad esempio lacquisto di un prodotto in un negozio, lo script contiene una sequenza di
azioni che devono essere necessariamente eseguite.

Limmagine mentale

L'immagine mentale una rappresentazione mentale realizzata dal cervello umano, il quale funziona in
maniera iconica.
Esistono immagini mentali relative a tutti i cinque sensi, ma la ricerca fino ad ora svolta in ambito
psicologico riguarda principalmente le immagini visive.

La formazione e la modifica delle immagini mentali avviene in modo automatico e continuo. Il cervello,
attraverso i canali sensoriali (visivo, uditivo, tattile, olfattivo e gustativo), acquisisce le informazioni
principali che vanno a finire nel registro sensoriale.
In base alla nostra esperienza, il cervello in grado di raggruppare gli stimoli sensoriali in unita'
d'informazione. Gli elementi scelti generano immagini, le quali possono essere richiamate in qualunque
momento influenzando il comportamento e le decisioni dell'individuo impegnato in quel particolare
contesto.

Il cervello sostanzialmente utilizza e richiama le immagini per formare delle linee guida, le quali
definiscono il nostro comportamento a fronte degli stimoli esterni. Gli stimoli esterni insieme alla
rappresentazione interna, generano delle decisioni che si traducono in un comportamento.

Le immagini mentali immagazzinate in passato possono essere rielaborate, quindi anche le linee guida e
strategie saranno modificate per diventare sempre pi complesse.

Rappresentazione dei significati in termini di concetti e categorie

La rappresentazione dei significati ha come unit di base i concetti, che permettono agli individui di
trattare differenti entit come appartenenti alla medesima categoria.
La conoscenza contenuta nei concetti ha degli effetti sullattivit percettiva e sulla rappresentazione
mentale del mondo che ci circonda.
La variabilit degli stimoli che costituiscono lambiente pu dare origine a un certo numero di categorie.
Lesistenza e lutilizzo di categorie rispondono a un principio di economia cognitiva in quanto da una parte
ci permettono di massimizzare le informazioni in esse contenute, differenziando allo stesso tempo ogni
categoria dalle altre.

Wittgenstein utilizza la nozione di somiglianza di famiglia, ossia la tendenza dei diversi esemplari a
condividere con altri esemplari alcuni attributi caratteristici.

Rosch descrive lorganizzazione dei concetti in base a due dimensioni principali:


1. la dimensione verticale, che si riferisce al grado di inclusione di una categoria;
2. la dimensione orizzontale, che si riferisce alla possibilit di differenziare le categorie allo stesso livello
di inclusione. Ad esempio, automobile sportiva e berlina hanno lo stesso livello di generalit in
quanto sono entrambe incluse nella categoria delle automobili.

Gleitman suggrisce che tutte le categorie sono rappresentate mentalmente in base a due meccanismi:
1. il nucleo concettuale, costituito dallinsieme dei principi necessari e sufficienti per la definizione del
concetto;
2. la funzione di identificazione, che permette di classificare gli elementi sulla base degli attributi
percettivi e funzionali condivisi con grado diverso dai differenti esemplari della categoria.
Questultimo meccanismo consente di stabilire facilmente e velocemente lappartenenza categoriale di
un esemplare. Quando per, questo meccanismo fallisce, si ricorre al nucleo concettuale.

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10. Linguaggio e comunicazione
Il linguaggio umano una capacit specie-specifica delluomo.
E una funzione che pervade la nostra attivit mentale e molte delle attivit cognitive, come il pensiero, la
soluzione dei problemi e i giudizi.
Gli psicologi cognitivisti hanno concentrato il loro interesse sui meccanismi cognitivi alla base delluso del
linguaggio.

Chomsky sostiene che il linguaggio un sistema generativo in cui si possono individuare elementi comuni
a tutti i linguaggi.
Egli propose lesistenza di un meccanismo innato, in grado di favorire lacquisizione del linguaggio nei
bambini, durante il periodo critico.
Tale meccanismo denominato LAD (language acquisition device) e contiene i principi della grammatica
universale di tutte le lingue naturali.

La competenza linguistica la conoscenza implicita di regole che mettono in relazione suoni e significati e
che permette di generare frasi corrette, evitando la produzione di frasi sbagliate.

Grammatica generativa-trasformazionale

La teoria di Chomsky si sviluppa attorno a:


- la struttura superficiale: sequenza di suoni che pu essere segmentata in parole;
- la struttura profonda: contiene le informazioni necessarie alla trasmissione del significato;
- le regole di struttura sintagmatica: consentono di trasformare un costituente frasale in altri costituenti;
- le regole trasformazionali: consentono di trasformare una struttura in unaltra struttura (ad esempio:
forma attiva > forma passiva).

Chomsky, sulla base di queste nozioni ha sviluppato una grammatica trasformazionale che descrive il
modo in cui un messaggio linguistico pu essere trasformato in un altro.
Grazie allinsieme delle regole di struttura sintagmatica e delle regole trasformazionali, gli individui
possono generare un enorme numero di frasi differenti e una quantit notevole di variet di ciascuna
frase.

Universali e relativismo linguistico

Whorf sosteneva che oggetti ed eventi denotati da una parola sono concepiti in maniera differente a
seconda della cultura del parlante.
Egli not che in certe lingue vi sono nomi differenti per designare uno stesso oggetto o evento.

Comprensione di frasi

Comprendere una frase significa dare un senso a una sequenza di suoni.


Occorre identificare le parole funzione, cio articoli, preposizioni, pronomi e congiunzioni e le parole
contenuto, che normalmente seguono la parola funzione.
La comprensione di frasi pu andare oltre il significato superficiale espresso dalla frase stessa e pu
talvolta portare lascoltatore a sovrainterpretare ci che viene espresso in maniera esplicita dalla frase.

Comprensione di testi e storie

La comprensione di testi consiste nellintegrazione dei significati estratti dalle singole proposizioni che
costituiscono il testo in ununica idea o nucleo concettuale.
Lelaborazione iniziale del testo avviene nella memoria a breve termine, che a causa della sua capacit
limitata potr mantenere solo una piccola porzione di proposizioni e quando viene letta la seconda frase,
soltanto alcune parti della prima sono ancora in memoria.
Per riuscire a trovare una corrispondenza tra le proposizioni occorre esplorare la memoria a lungo
termine, trovando una corrispondenza.
Questa ricerca chiamata ricerca per reintegrazione.

In ogni modo, i testi possono essere compresi pi facilmente se introdotti da un titolo, che consente al
lettore di farsi unidea del contenuto e costruirsi uno schema che guidi la comprensione.

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11. Pensiero e ragionamento
Il pensiero, insieme al linguaggio, unabilit che meglio caratterizza la specie umana.
Gli psicologi si sono occupati principalmente di capire i meccanismi sottostanti alla produzione di pensiero
e di individuare i fattori responsabili degli errori di pensiero.

Il pensiero pu essere definito come unattivit mentale in grado di elaborare e sviluppare le relazioni tra
le informazioni codificate in precedenza nella memoria.

Vi sono due forme di ragionamento:


- il ragionamento deduttivo, che parte da unaffermazione generale, di tipo teorico, che si da per
scontata (tutti i cani hanno quattro zampe, una coda e abbaiano), e giunge ad una conclusione
specifica, di tipo pratico, (questo animale un cane).
Si tratta quindi di un processo di pensiero che va dal generale al particolare;

- il ragionamento induttivo, che parte da unaffermazione specifica, di tipo pratico (ho davanti un
animale con quattro zampe, una coda e abbaia), e giunge ad una conclusione generale, di tipo teorico
(esiste quindi una categoria che chiamer cani).
Si tratta quindi di un processo di pensiero che va dal particolare al generale.

Sillogismi ed errori di ragionamento deduttivo

Il ragionamento sillogistico la forma pi semplice di ragionamento deduttivo.


I sillogismi sono una particolare forma di logica deduttiva in cui due proposizioni sono combinate in
maniera da produrre una proposizione finale.
Le prime due proposizioni sono dette premesse, mentre la proposizione finale detta conclusione.

Un ragionamento corretto deve produrre una conclusione valida, ossia unaffermazione vera se le
premesse dalle quali deriva sono vere.
Ad esempio, se si dice che tutti i medici sono laureati e che tutti i chirurghi sono medici, sar vera
anche laffermazione che tutti i chirurghi sono laureati.

Inoltre, la presenza nel sillogismo di premesse particolari, porta alla scena di una conclusione particolare.
La presenza di una premessa negativa, porta a scegliere una conclusione negativa e viceversa.

Il ragionamento deduttivo condizionale

Si tratta di un processo basato su proposizioni relate tra loro da un connettivo linguistico come la
particella se.
Il sillogismo condizionale costituito anchesso da una premessa maggiore e una minore, senza per la
presenza di quantificatori.
Nel sillogismo condizionale, la premessa maggiore ha la forma di un enunciato condizionale del tipo se p
allora q, come ad esempio se guidiamo in stato di ebbrezza allora ci toglieranno molti punti-patente.

La teoria della logica mentale

Secondo la teoria della logica mentale la mente munita di un insieme di regole equivalenti a quelle della
logica che vengono tacitamente e inconsapevolmente usate per fare inferenze.
Rende quindi conto di come certe inferenze sono pi facili di altre e come certi ragionamenti portano
spesso a trarre conclusioni non valide.
Per arrivare ad una conclusione occorre applicare una serie di regole diverse.

I modelli mentali

La teoria dei modelli mentali, di Johnson-Laird, afferma che il ragionamento si fonda sulla generazione di
rappresentazioni mentali o modelli del mondo.
Descrive un processo mentale che si sviluppa in tre fasi:
- comprensione delle premesse grazie alle conoscenze linguistiche e a quelle rilevanti per tale compito;
- combinazione dei modelli delle premesse per ottenere una descrizione della situazione che pu essere
definita da quelle premesse;
- ricerca di modelli alternativi congruenti con le premesse, ma in cui la conclusione che si vuole adottare
falsa. Se la conclusione falsa, deve essere ricercata e validata unaltra conclusione.
Questa fase si conclude quando tutte le potenziali conclusioni sono esaurite.

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Per economia cognitiva si intende la capacit degli individui a minimizzare il carico della memoria di
lavoro, costruendo modelli mentali che rappresentano solo ci che vero e non ci che falso.
Si tende quindi ad esplicitare solo i modelli mentali che si ricavano da quanto esplicitato nelle premesse.

Il ragionamento induttivo

Ragionare in maniera induttiva, non consente di provare che una conclusione o unipotesi siano
logicamente valide.
Lo scienziato, dopo aver raccolto osservazioni formula unipotesi specifica su determinati fenomeni e
applica il ragionamento induttivo per poter generalizzare quanto osservato, tentando di escludere che
lipotesi formulata sia falsa.

Il compito di selezione (selection task) un famoso problema proposto da Watson nel 1968, per studiare
le strategie utilizzate dagli individui per risolvere problemi di questa natura.
Il compito consisteva nel mostrare ai soggetti quattro carte, due con una lettera e due con un numero. Le
quattro carte avevano una lettera su un lato e un numero sullaltro lato.
Watson proponeva ai soggetti la seguente regola se una carta ha una vocale su un lato, allora ha un
numero pari sullaltro lato.
Dopo di ci chiedeva ai soggetti di indicare soltanto le carte che avrebbero dovuto girare per controllare
la regola.
La maggior parte dei soggetti indica la carta A, cio p e la carta 4 cio q.
Mentre la prima indicazione corretta, la seconda errata in quanto scegliere la carta 4 non risolutivo
La risposta corretta girare la carta su cui visibile il numero 7: se dietro la carta c una vocale, la
regola violata.

Lerrore commesso da molta gente prende il nome di confirmation bias.

12. Soluzione di problemi e creativit


I problemi e la loro struttura

Parliamo di problemi quando ci troviamo in una situazione in cui dobbiamo raggiungere un obiettivo ma
non conosciamo i mezzi per fare ci.

I problemi possono essere di diversi tipi:


- ben definiti quando la struttura del problema si presenta in maniera precisa e sono individuabili i
costituenti del problema e lobiettivo del problema;
- mal definiti quando il problema non presenta confini ben delineati e talvolta lobiettivo non
specificato;
- problemi che richiedono una strategia di soluzione riproduttiva, cio quelli che hanno una specifica
procedura di risoluzione, che gi conosciamo;
- problemi che richiedono una strategia di soluzione produttiva, cio quelli per la cui risoluzione occorre
applicare una procedura innovativa e creativa.

Il processo di soluzione dei problemi

La soluzione di problemi un processo costituito da quattro fasi:


1. comprensione del problema;
2. escogitamento di un piano che consenta al solutore di valutare se la sua esperienza lo pu aiutare a
trovare una soluzione;
3. messa in atto del piano, controllando tutti i passaggi che questo richiede;
4. controllo a ritroso per vedere se il risultato ottenuto pu essere raggiunto anche con un altro metodo.

Rappresentazione dei problemi, algoritmi ed euristiche di soluzione

I problemi possono essere risolti principalmente in due modi:


- mediante lapplicazione di un algoritmo, sebbene spesso il problema sia troppo complesso per essere
rappresentato adeguatamente a livello cognitivo;

- mediante una strategia euristica, strategia generale di soluzione dei problemi, indipendente dal
contenuto, che quindi pu essere applicata a qualsiasi tipo di problema, con lobiettivo di semplificarlo.
Vi sono tre procedure euristiche: euristica basata sullanalisi mezzi fini (il problema cognitivamente

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troppo esteso viene trasformato in una sequenza di sotto problemi e ognuno di essi ha un sottoscopo),
euristica basata sullesame a ritroso (consente di risolvere il problema a partire dal risultato ritenuto
corretto e risalendo allo stato iniziale del problema per controllare la correttezza della procedura),
euristica basata sulla semplificazione (consiste nel produrre una rappresentazione semplificata del
compito e tentare una simulazione della soluzione per provarne lefficienza).

Risolvere i problemi per insight

Alcune situazioni possono esser risolte con un approccio creativo, cogliendo nella situazione problematica
elementi nuovi e nuove relazioni tra gli elementi del problema.
Questa modalit viene denominata insight.

Gli psicologi della Gestalt indicavano col termine insight il momento in cui la soluzione di un problema si
rendeva allimprovviso disponibile allindividuo, in conclusione di un processo di pensiero produttivo.
Wertheimer sostiene che linsight si manifesti come conseguenza di una ristrutturazione cognitivo-
percettiva della situazione problematica in base alla quale si determina una riorganizzazione dei
costituenti del problema.

Gli individui possono prevedere accuratamente se sono capaci o meno di risolvere i problemi sulla base
delle conoscenze possedute.
Ci non possibile solo in caso di problemi la cui soluzione si manifesta allimprovviso.

Gli ostacoli alle soluzioni creative

I pi importanti fattori che ostacolano il processo di pensiero che si conclude con linsight sono
limpostazione soggettiva (Einstellung) e la fissit funzionale.

Limpostazione soggettiva deriva dalla ripetizione di un particola processo di soluzione, che impedisce agli
individui di considerare percorsi di soluzione alternativi.
Viene a crearsi quindi un atteggiamento cieco nei confronti dei problemi.

La fissit funzionale un ostacolo che impedisce agli individui di adottare una strategia produttiva in
quanto lindividuo non si rende conto che uno specifico oggetto possa eseguire le funzioni necessarie per
risolvere il problema.

13. Giudizio e decisione


Bias ed euristiche di giudizio

Quando gli individui devono fare delle stime o fare valutazioni possono far ricorso a procedure, regolate
dalla teoria della probabilit e dai principi della statistica, che consentono di svolgere i compiti di giudizio
in maniera accurata.
Queste procedure richiedono per informazioni precise e complete.

Molto spesso, gli individui fondano i propri giudizi su informazioni imperfette o incomplete. Occorre quindi
utilizzale le procedure euristiche, che nonostante siano molto efficienti nello svolgere i compiti di giudizio,
si incorre a errori di valutazione detti bias.

Vi sono tre principali euristiche:


1. euristica di disponibilit o evocabilit: stima la probabilit di un evento sulla base della disponibilit di
una informazione in memoria e dell'impatto emotivo del ricordo piuttosto che sulla reale probabilit
oggettiva che l'evento in questione si verifichi;
2. euristica di rappresentativit: si attribuiscono caratteristiche simili a oggetti simili, trascurando
informazioni che potrebbero condurre a conclusioni diverse. Stereotipi e pregiudizi sono un esempio
di questo tipo di euristica;
3. euristica di ancoraggio e aggiustamento: descrive la comune tendenza umana a fare troppo
affidamento sulle prime informazioni che si trovano (ancoraggio) quando si cerca di prendere una
decisione. Quando si acquisiscono ulteriori informazioni, vengono effettuate delle modificazioni
(aggiustamenti), per poi formulare la valutazione definitiva.

La presa di decisione: gli approcci normativo e descrittivo

La presa di decisione un compito in cui gli individui esprimono una preferenza tra almeno due
alternative, descritte da uno o pi attributi.

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Vi sono decisioni prese in condizioni di incertezza, se gli esiti potranno verificarsi con una qualche
probabilit e di certezza se gli esiti sono sicuri.
Vi sono inoltre decisioni prese in un unico atto e scelte conseguenti a pi operazioni.
Vi sono, infine, decisioni automatiche, se il controllo della coscienza assente o ponderate se il decisore
ha il totale controllo del processo decisionale.

L'approccio allo studio delle decisioni si pu, con una certa approssimazione, distinguere in descrittivo e
normativo. Chi adotta un approccio descrittivo cerca di scoprire come effettivamente vengono prese le
decisioni nei diversi contesti; invece, chi adotta un approccio normativo cerca di individuare il modo con
cui le decisioni dovrebbero essere prese.
Molte teorie normative si basano su alcuni assiomi (principi):
- assioma della transitivit: se un individuo preferisce lopzione A allopzione B e lopzione B allopzione
C, allora deve preferire lopzione A allopzione C;
- assioma della dominanza: se le opzioni in esame sono uguali tra loro in tutte le caratteristiche e una di
esse superiore alle altre in una sola caratteristica, allora questa deve essere preferita;
- assioma dellinvarianza: se unalternativa preferita alle altre in un dato contesto, la stessa alternativa
deve essere preferita anche se il contesto cambia.

Osservando per la condotta degli individui nella vita quotidiana, osserviamo che tali assiomi vengono
sistematicamente violati.

14. Emozioni
Secondo la teoria dellevoluzione la loro principale funzione consiste nel rendere pi efficace la reazione
dell'individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza.

La teoria bifattoriale e il contributo del cognitivismo

Schachter e Singer progettarono un esperimento ipotizzando che il modo in cui lattivazione fisiologica
viene etichettata dipende dalla situazione. Se la ragione che giustifica lattivazione conosciuta, non si
cercheranno altre spiegazioni.
Infine, se non vi alcuna attivazione fisiologica, non sar sperimentata alcuna emozione e la sua
valutazione sar neutra.

Lesperimento consisteva nel sottoporre dei volontari a iniezioni di placebo o di un farmaco che favorisse
lattivazione fisiologica, ladrenalina.
Solo una parte del gruppo sapeva gli effetti che il farmaco avrebbe avuto.
I partecipanti venivano assegnati a due condizioni differenti, la condizione di euforia e la condizione di
rabbia e dovevano compilare un questionario in una stanza in cui fosse presente uno sperimentatore,
che si fingeva un partecipante dellesperimento.
Questultimo si comportava in maniera da suscitare euforia e rabbia.
I due ricercatori sostenevano che i partecipanti che avevano assunto il farmaco e che erano stati
informati dei suoi effetti, non avrebbero provato alcuna reazione emotiva, poich sapevano che la causa
di eventuali effetti sarebbe stata da attribuire al farmaco.
Quelli che invece non conoscevano gli effetti del farmaco, non avevano realizzato che erano dovute al
farmaco e si comportavano come lo sperimentatore partecipante allesperimento.
Coloro che invece hanno assunto il placebo, non ebbero nessuna attivazione fisiologica e quindi neanche
modificazioni a livello emotivo.

I risultati dellesperimento mostrarono che nella condizione di euforia i partecipanti che non conoscevano
gli effetti del farmaco riportavano sensazioni pi positive rispetto a quelli che erano stati informati.
Nella condizione di rabbia, non si osserv alcuna differenza tra i partecipanti ai tre gruppi.

Teoria periferica

Secondo James-Lange, noi sperimentiamo unemozione in risposta a cambiamenti fisiologici del nostro
corpo. Per esempio noi non piangiamo o ridiamo perch siamo tristi o contenti ma, piuttosto, ci sentiamo
tristi o contenti perch piangiamo o ridiamo. In altri termini i nostri sistemi sensoriali inviano informazioni
al cervello sulla nostra situazione corrente e, come risultato, il cervello invia segnali al corpo, inducendo
cambiamenti del tono muscolare, del battito cardiaco e cos via. Pertanto secondo questa teoria i
cambiamenti fisiologici sono lemozione, e se essi vengono rimossi, lemozione svanir con essi.

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Teoria centrale

Invece, secondo la teoria di Cannon-Bard, lesperienza emotiva si verifica indipendentemente


dallespressione emotiva. Infatti fu osservato che dopo la resezione spinale su animali ed anche su
uomini, la capacit di provare emozioni non diminuiva affatto. Pertanto, secondo questa teoria le
emozioni vengono prodotte quando i segnali raggiungono il talamo, sia direttamente dai recettori
sensoriali, sia discendendo da afferenze corticali. In altri termini il carattere delle emozioni determinato
dal modello di attivazione del talamo.

Emozioni, attivazione e soluzione di problemi

Le emozioni costituiscono una leva per favorire lattivazione, in vista dellesecuzione di comportamenti
complessi e della soluzione di problemi.
Yerkes e Dodson elaborarono una legge i cui effetti possono essere descritti graficamente da una sorta di
U rovesciata.
La teoria consiste nel prevedere che differenti livelli di attivazione conducano a differenti gradi di
performance.
I due studiosi suggeriscono che lesatto livello di attivazione che si riflette nella migliore performance,
dipende dalla situazione: alcune situazioni possono richiedere un moderato livello di attivazione, altre un
livello medio e altre uno elevato.
Le emozioni possono quindi essere un modo per stabilire una corrispondenza tra il livello di attivazione e
la situazione e per generare il livello pi elevato di performance.

Es: un compito particolarmente difficile richiede unattivazione bassa e uno sforzo ridotto, ai quali
potrebbe essere associato anche uno stato emotivo di segno negativo.
Stati emotivi positivi, invece, potrebbero essere sperimentati in situazioni affrontate con molta facilit,
grazie ai vantaggi che derivano da unattivazione elevata.
Quindi, gli stati emotivi influenzano anche latteggiamento e la modalit in cui si risolvono i problemi.

15. Intelligenze
Lintelligenza una delle funzioni psichiche studiata da pi tempo, ma nonostante ci, gli psicologi non
hanno ancora trovato un accordo su una definizione univoca.

Galton pensava che lintelligenza fosse ereditaria, dimostrando che cera una maggiore probabilit di
trovare individui con abilit eccezionali in famiglie che avevano tra i loro ascendenti individui eccezionali.
Essendo, gli individui, appartenenti alle stesse famiglie, condividono anche lo stesso ambiente.

Nickerson, Perkins e Smith hanno rappresentato lintelligenza mediante un insieme di abilit come
classificare gli insiemi (assegnare stimoli non identici a delle classi), modificare il comportamento
adattivamente allambiente (apprendere), ragionare in maniera induttiva (generalizzare), sviluppare e
usare modelli concettuali (formarsi un impressione del mondo e usarla per comprendere e prevedere
eventi) e comprendere.

La concezione fattoriale dellintelligenza

Lanalisi fattoriale permette di rappresentare un set di variabili in un insieme pi compatto chiamato


fattore.
Ad esempio: variabili come ansia, depressione, agitazione e insicurezza appartengono al fattore
instabilit emotiva.

Lanalisi fattoriale individua come le prove utilizzate per misurare lintelligenza siano tra loro correlate.

Spearman propose che lintelligenza fosse costituita da un fatto generale (fattore g) e da un insieme di
fattori specifici responsabili dellesecuzione di una specifica abilit mentale (fattore s).
Secondo Spearman lintelligenza rappresentata da un singolo fattore predominante. In questo modo, un
soggetto potrebbe manifestare un alto livello di abilit in uno o pi fattori specifici e manifestare una
bassa abilit in altri fattori.

Secondo Thurstone, lintelligenza sarebbe caratterizzata da un certo numero di fattori denominati abilit
mentali primarie, ossia comprensione verbale, fluenza, ragionamento induttivo, visualizzazione spaziale,
abilit numerica, memoria e velocit percettiva.

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Guilford costru un sistema denominato struttura dellintelletto, ossia unorganizzazione complessa di
componenti intellettive coinvolte in compiti o risoluzione di problemi, articolato in tre macrofattori:
1. operazioni: include i processi mentali di pensiero (divergente, convergente), la memoria e il giudizio;
2. prodotti: include i tipi di rappresentazioni delle operazioni mentali, come unit, classi, relazioni,
sistemi, trasformazioni e implicazioni;
3. contenuti: riassume i contenuti specifici di un problema che sono di tipo figurale, simbolico,
semantici e comportamentali

Gardner si chiedeva quali fossero le abilit che un individuo doveva possedere per risolvere i problemi
ritenuti importanti nelle proprie situazioni personali, identificando sette tipi di intelligenza: lintelligenza
linguistica, la logica-matematica, la spaziale, la musicale, la corporeo-cinestesica, linterpersonale e
lintrapersonale.

La teoria delle intelligenze multiple di Gardner afferma che i diversi tipi di intelligenze sono presenti in
tutti gli esseri umani e che la differenza tra le relative caratteristiche e prestazioni vada ricercata nelle
rispettive combinazioni.

La misurazione dellintelligenza

Alla fine del 900 Binet svilupp un sistema per valutare il grado di sviluppo intellettivo dei bambini in et
scolare, con lobiettivo di individuare coloro che presentavano un ritardo mentale.
Superando le prove ideate da Binet, si aveva una conferma del fatto che let mentale corrispondeva
allet cronologica.

Il quoziente di intelligenza o QI fu introdotto quando divenne necessario comparare la prestazione


individuale con la prestazione media dellintera popolazione.
QI = EM/EC X 100 > EM corrisponde allet mentale e EC allet cronologica.
Il punteggio medio di intelligenza 100 punti.

La concezione cognitivista dellintelligenza

Sternberg propose nel 1985 il modello triarchico dellintelligenza, costituito da tre sub-teorie in grado di
spiegare modelli specifici di comportamento intelligente umano:
1. comportamento esperienziale intelligente: lintelligenza si manifesta molto meglio quando lindividuo
deve affrontare una nuova situazione problematica oppure quando sta procedendo
allautomatizzazione della prestazione in un determinato compito;
2. comportamento contestuale intelligente: sub-teoria che prevede ladattamento allambiente in cui si
trova lindividuo e le modifiche apportate allambiente per renderlo pi adatto alle proprie
caratteristiche, interessi e valori;
3. comportamento componenziale intelligente: sub-teoria che specifica strutture e meccanismi
sottostanti al comportamento intelligente, come apprendimento di come si fanno le cose,
pianificazione di ci che si deve fare e come si deve fare le cose.

16. Psicologia cognitiva applicata


Con lapproccio basato sul metodo, quello seguito dalla psicologia cognitiva, si intende mettere al primo
posto la correttezza metodologica adottata nella ricerca e i sostenitori di questo approccio affermano che
occuparsi prioritariamente del problema pu portare a modificare la metodologia di indagine fino a
impiegarne una non adeguata.

Con lapproccio basato sul problema si intende partire dal problema, trovando la metodologia pi idonea
per studiarlo. I sostenitori di questo approccio hanno spesso sostenuto che occuparsi soprattutto
dellaspetto metodologico pu far passare in secondo piano i problemi stessi.

La psicologia cognitiva applicata un punto di equilibrio tra questi due approcci, in quanto da un lato
impiega metodologie di indagine corrette e adeguate e dallaltro non perde di vista i problemi che devono
essere affrontati fuori dal laboratorio.
Lergonomia linsieme di leggi che legano le relazioni tra luomo e il suo ambiente di lavoro.
In particolare studia il lavoro delluomo, tenendo conto del contesto ambientale, delle caratteristiche
antropometriche delloperatore e dei vincoli fisici e funzionali delle macchine con le quali loperatore
interagisce.
- ergonomia classica: si occupata principalmente dellinterazione uomo-macchina, dove le variabili
prese in esame erano la postura delloperatore e le sue caratteristiche antropometriche, confrontate
con gli aspetti della macchina e del lavoro svolto.
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- ergonomia cognitiva: combinazione di psicologia cognitiva ed ergonomia impiegata al fine di
comprendere linterfaccia dellutente.
In questa nuova fase, i muscoli, la misura e il raggio di azione degli arti, le caratteristiche dellapparato
scheletrico e le diverse posture corporee delloperatore vengono sostituiti dalla mente e dai processi
cognitivi messi in atto per interagire con una macchina o con un sistema computerizzato di controllo di
un processo.
Loperatore deve comandare il sistema a distanza, allinterno di sale di controllo lontane dal luogo di
esecuzione di ogni singola operazione.
Il controllo e il comando avvengono mediante il riconoscimento di segnali e simboli presentati sullo
schermo di un computer o su di un pannello di controllo e richiedono risposte attraverso una tastiera o
con movimenti di mouse.
Loperatore si trova quindi ad interagire con una o pi interfacce (azioni che dobbiamo eseguire e il
modo in cui risponde lo strumento).

Design di oggetti duso quotidiano

Gli oggetti che ci circondano sono progettati male, in quanto spesso nessuno ha tenuto conto che oltre ad
essere belli ed eleganti devono anche essere usati.
Ci avviene poich il progettista, in fase di progetto, non aveva presente le caratteristiche, le capacit e
le debolezze e soprattutto la mente dellutilizzatore.

Laffordance linsieme delle propriet reali e percepite che un oggetto ha e ci fornisce suggerimenti per
luso e il suo funzionamento.

Un buon design si ottiene soddisfacendo alcuni principi generali:


- fornire un buon modello concettuale e rendere visibili le caratteristiche funzionali delloggetto;
- seguire un buon mapping;
- applicare il principio del feedback.

Quali caratteristiche determinano laffondance?

Seguire un buon mapping.


Per mapping si intende una relazione tra due oggetti o azioni. Nel caso della psicologia cognitiva
applicata, per mapping si intende la relazione tra i comandi, la loro esecuzione e gli effetti che si
ottengono.

Applicare il principio del feedback.


Significa prevedere un messaggio visivo o acustico, attraverso il quale lutente riceve una completa e
continua informazione retroattiva.
Linformazione di ritorno dice allutente quale azione ha effettivamente eseguito e quale risultato ha
ottenuti.
Affinch un oggetto raggiunga un buon livello di usabilit occorre che la sua progettazione contenga uno
o pi tipi di feedback che informino lutente se lazione eseguita ha raggiunto o meno lo scopo per il quale
era stata effettuata.

La progettazione di interfacce

Secondo lapproccio della Human Computer Interaction, linterfaccia deve essere non solo fisicamente
compatibile con le caratteristiche della percezione e dellazione umana, ma deve anche essere
cognitivamente compatibile con le caratteristiche della comunicazione, dellattenzione, della memoria e
della soluzione dei problemi e della presa di decisione umana.

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