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Oggi, un utilizzatore su due di internet ascolta musica in

streaming o guarda contenuti audiovisivi online. Nellepoca del


digitale, lenfasi passata dal possesso fisico di unopera alla
sua accessibilit, slegandola dai confini nazionali. LEuropa ha
bisogno di un copyright al passo con i tempi, per permettere
lo scambio di artefatti creativi, utile sia per una maggiore
integrazione culturale tra popoli, sia per il numero di posti di
lavoro che il settore genera.

LUE e i diritti dautore


La rivoluzione digitale ha profondamente trasformato la produzione, la distribuzione e, soprattutto,
laccesso ai contenuti creativi, ovvero tutto ci che coperto da copyright. Per questo motivo, la
Commissione europea, lo scorso 14 Settembre, nellambito del discorso sullo Stato dellUnione, ha
presentato una proposta per adattare la legislazione europea sui diritti dautore al contesto attuale
in cui la realt digitale conta sempre di pi nel giro daffari connesso ai contenuti creativi. Questa
esigenza si inserisce nella pi ampia strategia della creazione di un Mercato Unico Digitale, una delle
principali ambizioni della Commissione Juncker.
Per rendersi davvero conto del cambiamento radicale apportato negli ultimissimi anni dalla
digitalizzazione, sufficiente pensare a tutti quei servizi online, come la musica in streaming, le
piattaforme di video on demand o gli aggregatori di notizie, che sono ormai divenuti parte integrante
della nostra quotidianit.
Secondo la Commissione europea, il 49% degli utilizzatori di internet accede a musica o contenuti
audiovisivi online. La percentuale si alza sensibilmente se si guarda ai giovani tra i 16 e i 24 anni: ben il
73% di coloro che usano internet, ascolta musica, guarda serie TV o gioca a videogame in rete. Ancora,
nel 2015, secondo i dati dellIFPI (Federazione Internazionale dellIndustria Fonografica), il digitale
ha rappresentato la maggior fonte di reddito per la musica registrata, con lo streaming musicale che
ha visto una crescita del 43%. Davanti a dati cos impressionanti, non risulta difficile capire perch
fondamentale che la Commissione stia spingendo ad una revisione di ampia portata della normativa
sul copyright, che risale al 2001: 15 anni nel mondo digitale, sono quasi uneternit!
Un copyright al passo con i tempi cruciale, poich uno strumento chiave per lo scambio di artefatti
creativi, utile sia per favorire una maggiore integrazione culturale tra popoli europei, sia da un punto
di vista economico. Secondo uno studio di Ernst & Young, i contenuti coperti da copyright hanno
generato nel 2012 un valore complessivo di circa 540 miliardi di euro impiegando 7,1 milioni di
lavoratori in tuttEuropa. In Italia, invece, il giro daffari per il 2014 stato di 46,8 miliardi di euro con
quasi un milione di posti di lavoro.
La proposta della Commissione europea per ladeguamento del diritto dautore presenta alcune
innovazioni principali.

Il riconoscimento del diritto dautore nelleditoria

Nella nuova proposta si riconosce ai creatori di contenuti giornalistici il ruolo di titolari dei diritti.
Questo riconoscimento permette il ribilanciamento del rapporto tra gli autori e gli aggregatori di
notizie come Google Notizie, cos da evitare che questi, copiando estratti di articoli giornalistici, si

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arricchiscano alle spalle di chi quegli articoli ha creato e pubblicato per primo. Dunque, i creatori
avranno una posizione negoziatrice pi forte per tutelare la propria remunerazione e lutilizzo dei
propri contenuti da parte dei servizi online.

La riduzione del gap di valore nello streaming musicale

Il gap di valore si riferisce allenorme differenza di guadagni tra servizi online, che lucrano su
materiale protetto da copyright, e artisti, che sono i titolari dei diritti. Per avere unidea dellentit
del gap di valore, basti pensare che per ogni milione di ascolti Spotify paga allartista soltanto
5.210 dollari e YouTube addirittura 1.750. La proposta della Commissione introduce lobbligo per
le piattaforme online di rispettare gli impegni presi con gli artisti per lutilizzo dei loro contenuti,
tra cui la responsabilit di rimuovere i contenuti illegali.

Maggiore tutela della remunerazione dei titolari di diritti nellera digitale

Poich una caratteristica principale dellera digitale la dinamicit con cui il contesto commerciale
si evolve, la proposta impone agli stati membri di fornire agli artisti informazioni tempestive,
adeguate e sufficienti riguardo lo sfruttamento delle loro opere, da parte di coloro ai quali
hanno trasferito o licenziato i diritti per lutilizzo. A questo poi, si aggiunge unassoluta novit:
un meccanismo di aggiustamento contrattuale attraverso cui gli artisti possono richiedere una
remunerazione addizionale e appropriata, qualora loriginale pattuito risulti sproporzionatamente
inferiore, rispetto al giro daffari generato dai contenuti creati.

Miglioramento delle pratiche di licenza dei contenuti

Nel quadro attuale, un provider di contenuti audiovisivi si trova a dover negoziare licenze di utilizzo
con ciascun titolare; un meccanismo inefficiente, costoso e che limita la possibilit di trasmettere in
pi paesi membri. La digitalizzazione, infatti, ha spostato lenfasi dal possesso, legato al luogo fisico,
allaccessibilit di unopera, slegata dai confini nazionali. La Commissione propone un meccanismo
giuridico che faciliter la concessione delle licenze, anche attraverso una rappresentanza collettiva
dei titolari dei diritti. In questo modo sar pi facile, per le emittenti, trasmettere contenuti online
anche in altri paesi dellUnione.

In conclusione, difendere la creativit europea, stimolare gli investimenti in questo settore e accrescere
lintegrazione culturale del continente sar possibile solo se autori e produttori saranno remunerati e
tutelati adeguatamente. Ora la palla passer a Parlamento e Consiglio che analizzeranno la proposta
che dovrebbe arrivare ad un testo definitivo lanno prossimo.

Alessia Mosca

Commissione per il Commercio Internazionale - Parlamento Europeo

Bruxelles, 4 novembre 2016

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