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TRADE & WOMEN in EUROPE

Gli appalti pubblici come opportunit per lo sviluppo sociale

10 . 11 . 2017
Fondazione Stelline, Corso Magenta 61 - Milano

ATTI DEL CONVEGNO


Carlo Altomonte (Universit Bocconi)

Arancha Gonzlez, Executive Director ITC

Mattia Adani (MISE)


Marinella Loddo (ICE)
Benon Ngobi (Accenture)
Rossana Revello (Confindustria)
Paola Subacchi (Chatham House)

Alessia Mosca, Membro del Parlamento europeo

APPENDICI
Presentazione di Carlo Altomonte (Universit Bocconi)
Presentazione di Mattia Adani (MISE)
TRADE & WOMEN in EUROPE
Gli appalti pubblici come opportunit per lo sviluppo sociale

10 . 11 . 2017
Fondazione Stelline, Corso Magenta 61 - Milano

ATTI DEL CONVEGNO

Carlo Altomonte (Universit Bocconi)

Arancha Gonzlez, Executive Director ITC

Mattia Adani (MISE)


Marinella Loddo (ICE)
Benon Ngobi (Accenture)
Rossana Revello (Confindustria)
Paola Subacchi (Chatham House)

Alessia Mosca, Membro del Parlamento europeo


valore e ha creato il mondo che conosciamo oggi.
Carlo Altomonte
Le conseguenze di ci sono varie, soprattutto per quanto
riguarda il tema delle disuguaglianze: chi sono le persone
Nelle ultime carte elaborate, la Commissione europea ha
che rimangono fuori da queste reti globali e cosa accade
cominciato a parlare di globalizzazione 3.0 per indicare
loro? Uno dei fenomeni osservabili che al crescere
una terza ondata di globalizzazione, che parte dalla
del volume delle esportazioni non cresce la quota di
fine della guerra fredda e dalla nascita dellOMC nel 19951.
occupazione maschile, ma cresce quella femminile.
Nella globalizzazione 3.0 il commercio internazionale
Questo fenomeno osservabile in tutti i Paesi, soprattutto
diventa sempre pi rilevante nella quota di PIL dei Paesi e
in quelli emergenti.
delleconomia mondiale.
La globalizzazione fa bene alloccupazione femminile.
Tutto questo stato reso possibile da due fenomeni.
Infatti produrre con le tecnologie dellinformazione e della
comunicazione, come richiesto dalla globalizzazione 3.0,
Il primo fenomeno il crollo delle tariffe, in particolare a
cambia i modelli produttivi: si passa dalla necessit di forza
cavallo tra gli anni 80 e gli anni 90 e soprattutto nei Paesi
lavoro fisica sulla catena produttiva a una necessit di forza
emergenti, dove le tariffe sono passate in media dal 35% di
lavoro intellettuale. Questo cambiamento permette alle
allora al 10% di oggi.
donne di competere meglio sul mercato del lavoro, perch
elimina uno svantaggio competitivo. Tutti questi dati
Il secondo fenomeno stato lo sviluppo tecnologico,
sono confermati dalla letteratura economica. Le aziende
che per anche il vero responsabile di tanti degli effetti
esportatrici offrono anche salari migliori alle proprie
negativi in genere attribuiti alla globalizzazione. Lo sviluppo
lavoratrici, perch pi produttive, pi abituate a competere
tecnologico ha reso possibile gestire flussi commerciali
sui mercati globali e pi interessate ad attrarre talenti e
crescenti: ogni giorno a Shangai transitano un milione di
competenze.
container ed necessario poter tracciare in modo veloce
e sicuro il percorso di ogni singolo pacchetto contenuto in
Ma con lapertura al commercio internazionale aumenta
ognuno di quei container; questo sarebbe stato impossibile
anche la pressione competitiva. Questo ha come
senza massicci investimenti in tecnologie dellinformazione
conseguenza negativa la domanda di sempre pi flessibilit
e della comunicazione.
sul mondo del lavoro, soprattutto per quanto riguarda gli
orari visto che diventa necessario coordinare la produzione
Leffetto macroeconomico a cui assistiamo che inizia a
a livello globale. La richiesta di flessibilit si scontra
ridursi la quota di PIL mondiale prodotto dalle economie
per con le esigenze delle donne, su cui continuano
avanzate, mentre sale la quota delle economie in via di
a pesare in maniera preponderante i compiti di cura
sviluppo. Ma le quote stanno cambiando allinterno di
familiare. Avendo meno possibilit di flessibilit, a parit
una torta che, allo stesso tempo, sta crescendo. Anche
di skills le donne ricevono salari pi bassi in tutte le
se perdiamo quote di mercato, la nostra fetta di torta oggi
economie avanzate, comprese quelle nordiche. questo
pi grande perch leconomia mondiale cresce pi di quanto
un argomento oggi molto trattato in letteratura.
non si stia riducendo la nostra quota. Se ci fossimo chiusi
al commercio internazionale, la torta della ricchezza globale
La globalizzazione quindi aumenta loccupazione femminile,
non sarebbe cresciuta cos tanto e ci saremmo quindi
ma per risolvere alcune storture create dalleconomia
ritrovati con una fetta pi piccola in termini assoluti, anche
possono essere comunque utili interventi di discriminazione
se pi rilevante in termini percentuali.
positiva nei casi in cui c domanda inespressa di
occupazione femminile.
Fino al 1995 la globalizzazione significava scambiare beni
e avremmo continuato a fare solo questo se ci si fosse
invece pi difficile intervenire sulla disparit salariale.
limitati ad abbassare le tariffe. Quando a questo modello
I dati sul gender pay gap attestano lItalia al livello pi
si sono applicate le tecnologie dellinformazione e della
basso dEuropa: al 5% contro una media europea del 15%.
comunicazione, abbiamo assistito alla creazione di una
Ma questi dati esprimono una media che racconta poco
globalizzazione in cui si scambiando tasks, competenze
della situazione reale, perch non distinguono tra donne
e input produttivi. Questo ha creato catene globali di
1. La prima ondata di globalizzazione quella tradizionalmente associata alla nascita dellimpero britannico alla fine del XIX secolo. La seconda
ondata di globalizzazione quella che va dal 1950 al 1995.
impiegate nel pubblico e donne impiegate nel privato. Le
donne sono impiegate soprattutto nel settore pubblico, dove Arancha Gonzlez
non c nessuna disparit salariale visto che il pubblico non
discrimina. Ma nel settore privato, le disuguaglianze salariali
Perch la relazione tra donne e commercio un tema
tra uomini e donne diventano invece impressionanti.
importante di discussione? Perch ogni 5 aziende
esportatrici una sola di propriet o di direzione
I dati del World Economic Forum attestano lItalia
femminile, nonostante le piccole medie imprese a guida
all82 posto per disuguaglianze di genere. Ma se la
femminile siano il 38%. allora necessario chiedersi:
nostra posizione cos bassa soprattutto a causa delle
perch le imprese a guida femminile non partecipano
disuguaglianze di genere nei settori economici: lItalia
al commercio internazionale? Si tratta di una scelta o
scende addirittura al 118 posto per quanto riguarda le
esistono ostacoli particolari alla partecipazione femminile
disuguaglianze di genere nella partecipazione e nelle
al commercio internazionale? E se si tratta di ostacoli, quali
opportunit economiche e al 123 posto per quanto riguarda
sono questi ostacoli?
le disuguaglianze di genere nella salute, nellaspettativa di
vita (proprio per le difficolt economiche nellaccedere alle
LInternational Trade Centre (ITC), di cui sono Executive
cure mediche). Meno accentuate, seppur rilevanti, sono
Director, lunica agenzia congiunta dellOMC e dellONU,
invece le disuguaglianze negli altri settori: siamo al 60
fondata nel 1964 per lo sviluppo, interamente dedicata a
posto nelle disuguaglianze relative alleducazione e al 43
supportare linternazionalizzazione delle PMI nei paesi in via
per quanto riguarda le disuguaglianze nellempowerment
di sviluppo.
politico.
Perch il commercio? Dai nostri legami con lOMC, sappiamo
che il commercio genera ricchezza; unazienda che esporta
diventa pi competitiva. Ma dai nostri legami con lONU
sappiamo anche che il commercio uno strumento per
migliorare le condizioni di lavoro e di vita e quindi ridurre la
povert. E lONU ha tra i propri obiettivi leradicazione della
povert assoluta entro il 2030.

Noi ci siamo chiesti quali sono gli ostacoli che le donne


trovano nel partecipare al commercio internazionale.
Il primo ostacolo alla partecipazione femminile al
commercio internazionale rappresentato da leggi e
ostacoli regolamentari. Il 90% dei Paesi del mondo ha
almeno una legge che discrimina la partecipazione delle
donne nelleconomia; tra questi c anche lItalia.

Un secondo ostacolo per le donne imprenditrici


rappresentato dalla difficolt di accedere ai
finanziamenti. In genere le imprese femminili non hanno
una storia economica con la quale presentarsi in banca
per chiedere un finanziamento. Inoltre sono spesso piccole
o medie imprese. Laccesso al credito in generale un
problema per tutte le PMI, problema che diventa ancora pi
grande quando parliamo di PMI a guida femminile.

C poi da considerare che le donne investono, rispetto


agli uomini, pi del doppio del tempo in compiti di cura
non retribuiti. Questo comporta un ulteriore ostacolo:
le donne hanno meno tempo da dedicare allattivit
lavorativa retribuita, con la conseguenza che le imprese
femminili sono in genere pi piccole e quindi pi sensibili
ai costi dellinternazionalizzazione. Un altro ostacolo esiste un accordo plurilaterale sugli appalti pubblici,
rappresentato dalla mancanza di network che limita la lAgreement on Government Procurement (GPA); allinterno
capacit di espansione. di questo scritto che i Paesi membri sono invitati a
prendere misure particolari per garantire alle imprese
La presenza sul mercato globale aumenta la produttivit femminili laccesso al mercato degli appalti pubblici.
e comporta maggiore disponibilit economica; le aziende Questi strumenti sono, in particolare, trasparenza e
pi produttive pagano meglio. Inoltre i dati della Banca procedure eque per donne e uomini. Alle imprese chiediamo,
Mondiale dicono che le donne reinvestono oltre l80% dei come ITC, di diversificare il loro portafogli di fornitori e
guadagni nella famiglia e nella propria comunit, mentre gli controllare chi sono i propri fornitori, cercando di sostenere
uomini il 40% (si tratta di dati a livello mondiale, forse nelle le imprese femminili. Sempre pi aziende lo stanno facendo
economie avanzate diverso). Quindi mettere soldi nelle e dimostrano che possono fare bene facendo economie.
tasche delle donne ha un impatto sociale ed economico.
Il tema delle donne nel commercio non quindi ideologico I governi possono poi fare molto di pi. Possono adottare
ma una questione economica. politiche di acquisti per facilitare la partecipazione delle
donne e implementare strategie innovative. ad esempio
Il mercato degli appalti pubblici uno dei mercati con interessante quello che ha fatto il Cile.
maggiori potenzialit per le donne. Il mercato vale 15 mila
miliardi di dollari lanno. Le donne rappresentano solo l1% di Il Cile ha messo in piedi ChileCompra, istituzione del
questo mercato. I governi in via di sviluppo spendono quasi Ministero delle Finanze, che amministra la piattaforma di
il 30% del PIL in appalti pubblici. I Paesi UE, inclusa lItalia, acquisti pubblici del Cile e che funziona come un marchio
in media il 14%. Si stima che solo l1% di questo mercato regolatorio unico, basato sulla trasparenza, sullefficienza,
fornito da donne imprenditrici. Questo dovuto in parte luniversalit, laccessibilit alle piccole medie imprese
agli ostacoli prima citati ma anche a difficolt di accedere e la non discriminazione. Innanzitutto il fatto che sia una
ad appalti pubblici e alle procedure, spesso complicate, piattaforma online permette di superare alcuni ostacoli
che tendono a non facilitare lattribuzione degli appalti alle burocratici e di migliorare la trasparenza, entrambi
donne. elementi che come visto possono aiutare limprenditoria
femminile; non a caso le aziende che esportano online
Studi dimostrano che quando le aziende di propriet di sono per 4/5 aziende femminili.
donne ottengono con successo appalti pubblici crescono
di pi e in ritorno contribuiscono alla crescita del PIL e ad Ma ha introdotto anche misure attive di supporto: criteri
aumentare anche il tasso di assunzione femminile. Infatti che, a parit di competenze, favoriscono le imprese
le imprese femminili tendono ad avere un occhio di femminili se queste possono avere un impatto sociale
riguardo nellassunzione femminile. Aziende di propriet positivo; stato creato un marchio certificato per le aziende
di donne tendono ad assumere pi donne rispetto alle con buone quote femminili; sono state predisposte attivit
aziende gestite da uomini - nel 40% di aziende di propriet di mentoring per formare le donne a diventare fornitori dello
di donne la maggioranza di dipendenti sono donne rispetto Stato.
al solo 22% delle aziende di propriet o gestione maschile.
Il supporto allo sviluppo delle imprese femminili pu quindi ITC ha collaborato nella formulazione della legislazione e
generare un effetto a catena su tutti i livelli (effetto a formazione delle donne in Cile. Il programma della nostra
catena che non sempre abbiamo visto nei casi di intervento organizzazione si chiama SheTrades ed stato lanciato nel
di discriminazione positiva allinterno di aziende a guida 2015 per superare la mancanza di network delle imprese
maschile). femminili; si tratta di una piattaforma online che vuole
mettere in rete le donne imprenditrici, lobiettivo collegare
Un primo modo di intervenire per colmare questo gap un milione di donne imprenditrici ai mercati entro il
nellaccesso al mercato uno sforzo collaborativo. 2020.
Organizzazioni internazionali, imprese e governi possono
essere attori nel migliorare la presenza delle imprese Nel 2016, in Cile sono state a guida femminile il 37%
femminili nel mercato degli appalti pubblici. delle imprese - circa 21 mila aziende - che hanno
partecipato al mercato degli appalti pubblici, contro la
A livello globale, le Organizzazioni Internazionali hanno media mondiale dell1%.
pensato e agito a riguardo. Allinterno del quadro dellOMC
Altri Paesi sono intervenuti scegliendo strade diverse. Ad Ma attenzione, non un tema da affrontare per dimostrare
esempio gli USA e il Kenya hanno creato un sistema di quote di essere carini e gentili. La partecipazione delle donne
per garantire che un certo numero di appalti pubblici fossero alleconomia soprattutto un tema economico e il nostro
affidati a imprese femminili o categorie non rappresentate impegno deve restare su questo piano, senza diventare una
(questa quota circa del 5% negli USA). campagna di buoni sentimenti.

Cosa fa lUnione europea per quanto riguarda il mercato


degli appalti pubblici, che come detto vale il 14% del PIL?
LUnione europea intervenuta per garantire trasparenza e
strumenti equi; la Commissione europea sta spingendo per
inserire criteri sociali e ambientali nellassegnazione degli
appalti. Ma non c chiarezza nella legislazione e sugli
strumenti per garantire la partecipazione femminile
al mercato degli appalti pubblici. Il Parlamento europeo
pu, allora, avere un ruolo importante nel portare avanti
la discussione e ottenere interventi che favoriscano la
partecipazione femminile nel mercato degli appalti pubblici.

Noi in ITC co-sponsorizziamo una dichiarazione su donne e


commercio in occasione della riunione della Conferenza
Ministeriale dellOMC, che si terr a dicembre a Buenos
Aires. Chiediamo scambi di best practices e il finanziamento
di studi su come aumentare la partecipazione delle donne
nel commercio (e quindi nelleconomia e quindi nella
societ). Speriamo che tanti Paesi membri sostengano
questa dichiarazione. Abbiamo pubblicato una guida per i
Governi per adottare strumenti diversi negli appalti pubblici.
Formiamo le PMI per diventare fornitori dello Stato. Abbiamo
una piattaforma online dove le imprese che acquistano
possono identificare le aziende fornitrici di propriet di
donne.

C poi da fare unenorme battaglia culturale, bisogna


cambiare una mentalit profonda, capire come arrivare dove
le leggi non arrivano. Quando sono in visita nei vari Paesi,
chiedono di incontrarmi i Ministri delle pari opportunit;
ne sono molto contenta, ma io vorrei incontrare i Ministri
delleconomia e delle finanze. Allo stesso modo parlo spesso
con i rappresentanti delle piccole e medie imprese, ma
io vorrei avere come interlocutori anche i grandi gruppi
industriali come Confindustria.

Certo non si tratta di azioni semplici, ma non possiamo


neanche pensare sia impossibile intervenire per colmare
il divario di genere. Si riusciti a intervenire sui temi
del benessere animale e della sostenibilit ambientale
(penso ad esempio alle norme sui green procurement),
ma sembra sia impossibile intervenire sui temi di
genere. Ma non vero che impossibile. difficile certo,
ma non impossibile.
Marinella Loddo Mattia Adani
LAgenzia Italiana per il Commercio (ICE, meglio conosciuta La lotta contro la discriminazione delle donne uno dei
allestero come Italian Trade Agency) lagenzia governativa capitoli della pi ampia lotta contro qualsiasi tipo di
che si occupa di promuovere la presenza delle aziende discriminazione. Per quanto riguarda il divario di genere,
italiane sui mercati esteri. Non abbiamo un ufficio ci troviamo oggi in una situazione di equilibrio stabile
sullimprenditoria femminile, ci occupiamo in genere basso, che distrugge valore. Serve unazione temporanea
di imprenditoria italiana. Ma abbiamo discusso molto ma forte, che permetta di scavallare le difficolt attuali e
di questo tema, soprattutto quando era Ministra Emma superare questo equilibrio, per poi arrivare a una nuova
Bonino. situazione di equilibrio che sia, per, pi alto. Se non
agiamo, abbiamo da perdere la differenza di potenziale tra
Un primo grande evento stato organizzato a Milano per i due equilibri.
permettere scambi tra le aziende femminili italiane ed
estere. In questa occasione siamo riusciti a far incontrare In Italia, da un lato vige un principio di non
350 imprenditrici italiane, facendole conoscere tra loro discriminazione formale (e anche questo una conquista
e mettendole in contatto con aziende femminili dellarea solo recente), dallaltro vigono per molte disuguaglianze
mediterranea. Liniziativa servita anche come mappatura sostanziali. I semi della disuguaglianza sono tanti e
della situazione italiana. crescono continuamente, occorre quindi unazione continua
per estirparli.
Liniziativa stata ripetuta a Bari, invitando rappresentanti
di imprese femminili provenienti da 12 Paesi dellarea Il problema che, almeno prima facie, il principio di
balcanica. Attraverso queste iniziative, siamo riusciti a non discriminazione formale impedisce di applicare
creare un network nazionale e internazionale, qualcosa si strumenti di discriminazione positiva per contrastare le
mosso. Come ICE promuoviamo la partecipazione delle disuguaglianze sostanziali. Ma una discriminazione volta
imprese femminili al mercato degli appalti. Le procedure ad eliminare unaltra discriminazione discriminatoria?
devono essere trasparenti. Come si parla di sostenibilit In alcuni casi le discriminazioni positive di questo tipo
ambientale e sociale, possiamo inserire anche criteri sulla sono pacificamente accettate: un esempio la tassazione
parit di genere. progressiva, volta a diminuire le disuguaglianze sociali,
garantita anche costituzionalmente. Ma in altri ambiti, come
Come ICE, allinterno della nostra attivit di promozione quello delle questioni di genere, esistono ancora resistenze
dellimprenditorialit italiana, abbiamo prodotto un video, culturali.
giocando sugli stereotipi del nostro Paese. Nel nostro video
promozionale emerge bene come limprenditorialit fatta In Italia abbiamo azioni di discriminazioni positiva in vigore
da uomini e donne che si sono ritagliati spazi di competenze senza che siano contestate: ci sono ad esempio gli incentivi
(https://www.youtube.com/watch?v=rAq9-zdlad8). allimprenditoria femminile gestiti dal Ministero dello
Sviluppo Economico; abbiamo la norma sulle quote rosa nei
Penso che dobbiamo arrivare a superare questo approccio CDA delle societ quotate; nella prima bozza del Decreto
di genere, dobbiamo auspicare di riuscire un giorno a sul rientro dei cervelli gli sgravi fiscali erano pi alti per le
parlare in modo ampio di genere umano. donne.

Questo significa che nel nostro ordinamento le


discriminazioni positive sono giuridicamente possibili,
anche se delicate. Dobbiamo essere sempre pronti a
difenderle (anche in Corte Costituzionale dove bisogna
essere in grado di dimostrare il bilanciamento tra due
interessi entrambi coperti dalla Costituzione). Ma il
retroterra culturale del nostro Paese rende difficile
adottare provvedimenti giuridicamente possibili, ma
politicamente delicati.
Proprio perch difficile creare consenso intorno a questi solita aspettativa che le donne debbano occuparsi
temi, osserviamo a livello empirico differenti tipi di azioni. Ci dei compiti di cura rischia di tenere le donne fuori
sono innanzitutto le azioni implicite, che non si occupano dalle carriere globali. Un distaccamento allestero non
esplicitamente di gender gap, ma vanno a toccare quegli considerato, nel nostro Paese, socialmente accettabile per
ambiti che sappiamo penalizzare maggiormente le donne; una donna. A queste difficolt culturali si aggiungono anche
le azioni implicite sono pi facili da realizzare, ma hanno ostacoli di altra natura su cui pi facile intervenire: ad
un impatto pi modesto. Ci sono poi le azioni esplicite, esempio lItalia, anche rispetto a Paesi come la Spagna, ha
che permettono di ottenere risultati maggiori, ma sono basi previdenziali che rendono pi difficile portarsi dietro
politicamente pi complesse e viste da alcuni come la famiglia in caso di trasferimento allestero. Un intervento
creazione di privilegio. Ci sono poi azioni di carattere fiscale su questo punto, potrebbe aiutare le donne a cogliere
intermedio, che impongono un comportamento, come le maggiormente le opportunit aperte dalla globalizzazione.
quote nella stesura delle liste elettorali. Servono sia azioni
implicite sia azioni esplicite. Non possiamo accontentarci
delle prime perch pi facili da realizzare.

Parlando adesso di appalti pubblici esprimer quello


che il mio personale punto di vista. Quando parliamo di
partecipazione femminile al mercato degli appalti pubblici,
il primo problema definire il concetto di impresa
femminile, che sfuggevole. Nellindustria 4.0, capitale
e lavoro sono continuamente mutevoli e quindi difficile
catturare esempi di imprenditoria femminile; possibile
farlo con precisione solo sulle microimprese, ma se restiamo
al livello delle microimprese rischiamo di restare sul piano
dellirrilevanza. Servirebbero sistemi di scoring per le
aziende women friendly, ma gli standard di valutazione
dovrebbero essere fissati a livello internazionale. Inoltre i
sistemi di scoring rischiano di essere o troppo complessi (e
allora le aziende ci accusano di creare vincoli burocratici) o
troppo grezzi (quindi semplicisti e, di fatto, inutili).

Mi pare poi importante sottolineare che il mercato degli


appalti in Italia particolarmente complesso, viziato da
continui ricorsi delle aziende che non risultano vincitrici.
In Italia, praticamente ogni appalto viene contestato dalla
ditta che arriva seconda. Intervenire in questo settore con
misure a sostegno dellimprenditoria femminile rischia
di creare ulteriori occasioni di ricorso. Il mercato degli
appalti pubblici rischia di essere il campo sbagliato per una
battaglia giusta.

Il commercio internazionale sia unopportunit che un


rischio. Oggi le-commerce aiuta le donne a godere di
queste opportunit perch elimina il bisogno di mobilit,
difficilmente conciliabile con i compiti di cura che ancora
ricadono soprattutto sulle spalle delle donne. Anche nelle-
commerce possono essere adottate azioni positive (ad
esempio quote di voucher).

Ma c anche un rischio nella globalizzazione: questa infatti


crea carriere ricche, ma blocca chi ne rimane fuori. La
nuove strategie di acquisto, sulla riqualificazione ambientale
Rossana Revello e sociale della catena di fornitura, sulle premialit e ancora
su iniziative per ridurre gli impatti ambientali delle attivit
culturali
Sono molto lieta di partecipare a questo incontro, al quale
spero di poter contribuire con la visione e la prospettiva del
Non dimentichiamo infine che per le imprese italiane,
mondo delle imprese.
essere sostenibili significa innovare perch linnovazione
il prerequisito per la sostenibilit, sia dal punto di vista
Due parole su di me: sono unimprenditrice la cui azienda
ambientale che sociale. E in tal senso il piano Industria 4.0
al 95% composta da donne fa parte del grande mondo
sta ottenendo risultati importanti non solo per la crescita
delle PMI che rappresenta il 99% delle imprese italiane:
degli ordini e degli investimenti, ma perch si comincia a
su un totale di 5.275.000 imprese, solo 156 mila superano
capire che il tema dellinnovazione non solo tecnologico,
i 15 dipendenti. Di queste oltre il 22% sono imprese al
ma innanzitutto culturale. In questo senso, quindi per le
femminile, presenti soprattutto nel settore agricolo e dei
imprese promuovere la parit di genere non costo,
servizi con percentuali molto alte in alcuni settori come i
bens una opportunit.
servizi alla persona. Mentre lindustria si ferma all11%. Un
dato significativo che quasi unimpresa su 3 di quelle
opportuno sottolineare come sia evidente che un maggiore
under 35 (548 mila) gestita da donne. Teniamo anche
accesso al lavoro da parte della popolazione femminile
conto che in Italia ci sono 62 imprese ogni 1000 abitanti, uno
ha un impatto positivo sulla crescita economica: studi
dei valori pi alti In Europa
della banca mondiale e dellOCSE hanno anche indicato
come la riduzione delle disparit di genere condurrebbe ad
Il ruolo delle donne nel mondo dellimpresa si inserisce nel pi
un aumento generalizzato della produttivit e favorirebbe
ampio dibattito sulla sostenibilit, tema che diventato
una pi efficiente allocazione delle risorse.
parte della delega alle politiche industriali allinterno di
Confindustria, che sta interessando con crescente forza le
Posta limportanza, unanimemente riconosciuta, dellAgenda
istituzioni europee, in primis il Parlamento europeo.
2030 delle N.U. e in particolare degli obiettivi per lo sviluppo
sostenibile (tra i quali chiaramente compresa la riduzione
Confindustria promuove un nuovo modello di sviluppo per
delle disparit di genere), tale nesso diretto appare pi
creare unindustria innovativa, sostenibile e interconnessa
chiaramente visibile nei confronti della politica UE per lo
dove la crescita il prerequisito per combattere
sviluppo.
diseguaglianza e povert. Confindustria ha scelto 3 dei
17 obiettivi dellagenda 2030 (8, 9 e 10) per indirizzare le
Per fornire sollievo dalla povert, e democrazia alle
imprese verso questo nuovo modello.
popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, dove le disuguaglianze
sono pi laceranti, serve una politica di cooperazione
Tale dibattito di grande attualit non solo perch spinto
internazionale allo sviluppo unitaria e mirata a obiettivi
dalla societ civile (consumatori e cittadini), ma dalla
di sostenibilit e di incentivazione alla parit di genere
finanza e dal mondo delle imprese, che vede in ogni forma
che possano essere fatti propri dalle classi dirigenti locali.
di sostenibilit inclusa quindi quella sociale, del lavoro e
pertanto anche quella riguardante il genere - un asset di
Per essere davvero efficace la governance commerciale
competitivit, nazionale e internazionale. Abbiamo dati
deve agire in stretta combinazione con tutte queste
che dimostrano che il percorso avviato: non si pu pi
politiche, nonch con quella interna industriale, volgendo i
produrre in modo insostenibile. Quando abbiamo fondi di
fattori produttivi incluso il capitale umano verso obiettivi
investimento mondiali che spostano miliardi di dollari dagli
sostenibili e di riduzione delle diseguaglianze. Perci, siamo
investimenti nelle fonti fossili a investimenti green, quando
sicuramente daccordo che gli accordi commerciali possano
i fondi SRI danno rendimenti tripli rispetto ai tradizionali,
promuovere gli obiettivi dellagenda 2030.
quando un colosso della finanza mondiale come Blackrock
che detiene quote in molte grandi aziende italiane mette il
cambiamento climatico tra i primi 5 fattori per scegliere un
investimento, vuol dire che laria cambiata.

Anche la PA sta cambiando: la normativa sul GPP sta


impattando sul sistema degli appalti e implica ragionare su
utilizzata solo per accedere agli appalti;
Paola Subacchi utilizzare gli appalti pubblici per spingere le aziende a
modificare le politiche di assunzione;
ottenere maggiore semplificazione e trasparenza
Il mio intervento si basa su uno studio, che uscir il mese
nellassegnazione degli appalti pubblici.
prossimo, pubblicato da Chatham House e relazione
alliniziativa Gender and Growth. Lo studio si rivolge
Womens Entrepreneur Finance Initiative (We-Fi) un
in particolare al G20 attraverso il W20, un network
fondo promosso dal G20 e gestito dalla Banca Mondiale per
internazionale ufficialmente riconosciuto dal G20
aiutare le donne dei Paesi in via di sviluppo ad accedere
che riunisce organizzazioni femminili, associazioni di
al credito di impresa. Abbiamo fatto a questo proposito
imprenditrici e think tank, con lobiettivo di promuovere
commenti e proposte. Non bisognerebbe limitare
lempowerment economico femminile.
iniziative come questa ai Paesi in via di sviluppo perch
anche nelle economie avanzate le donne continuano a
In questo studio, a cui ha collaborato anche Arancha
sperimentare difficolt nellaccesso al credito. Interventi
Gonzlez portando proprio il caso cileno, ci interroghiamo
come questi andrebbero quindi estesi a tutte le donne.
sul perch la partecipazione femminile, sia in termini di
partecipazione al mercato e lavoro che di imprenditoria, in
Ci sarebbe poi da fare un discorso anche sul mondo della
alcuni settori (in particolare nella finanza, nelledilizia e nelle
finanza dal momento che la finanza indispensabile per il
catene globali di valore) molto limitata. Il punto di partenza
commercio; ma sono sicura che ci saranno altre occasioni
della riflessione lo abbiamo gi ascoltato stamattina: il
per parlarne.
mercato di per s non fa scelte di genere, neutrale; e
questo crea tutta una serie di problemi. Servono quindi
policies che aggiustino le distorsioni del mercato.

Gli appalti pubblici sono uno strumento di cambiamento.


Serve una corsia preferenziale per limprenditoria
femminile. Sono gi a disposizione tutta una serie di
esempi - policies e pratiche gi adottate da altri Paesi (come
Australia, Cile e USA). In alcuni Paesi, come per esempio
gli USA, sono stati introdotti obiettivi per la percentuale
di appalti pubblici assegnati ad aziende a propriet e a
conduzione femminile, ma queste percentuale rimangono
molto basse (5% dei contratti assegnati).

Gli appalti pubblici, come abbiamo gi sentito stamattina,


sono uno strumento per sostenere limprenditoria femminile.
Ma sono anche un strumento - e devono essere considerati
e utilizzati come tali - per incrementare loccupazione
femminile - anche in aziende gestite da donne. Pensiamo
alle grandi aziende dove limitata la presenza femminile:
attraverso gli appalti pubblici possibile intervenire sulle
politiche di assunzioni e risolvere queste distorsioni. Si
potrebbero inserire negli appalti pubblici norme di
due diligence che favoriscano le aziende con un buon
equilibrio di genere (anche se non per forza a conduzione
femminile); si potrebbero inserire norme di discriminazione
positiva, a parit di merito.

La nostra proposta si articola quindi in tre punti:


aiutare le imprese a conduzione femminile. E qui
abbiamo il problema della definizione, dobbiamo
evitare che la conduzione femminile sia solo formale e
formazione e certificazione (in 20 Paesi) in giro per il mondo.
Benon Ngobi Abbiamo co-fondato e abbiamo una rappresentanza nel
consiglio di WEConncet Internationale. insieme, operiamo
con programmi in 12 Paesi in Africa, Asia Pacifico, Europa
Accenture risolve le sfide pi impegnative per i propri
e America Latina; questi programmi hanno lo scopo di
clienti, offrendo servizi e soluzioni innovativi allinterno delle
livellare il settore del procurement e integrare pi imprese
divisioni strategy, consulting, digital, technology e operations.
di propriet femminile nella filiera.
Collaboriamo con oltre il 75% delle aziende Fortune Global
500, favorendo linnovazione per migliorare il modo in cui
Il team Accenture Supplier Inclusion & Sustainability, inoltre,
il mondo vive e lavora. Con competenze in oltre 40 settori
continua a promuovere lutilizzo di processi interni che
di mercato e su tutte le funzioni aziendali, supportiamo la
garantiscono che i nostri team geografici di procurement
trasformazione aziendale per rispondere alle esigenze del
considerino le prestazioni environmental, social and
nuovo mondo digitale.
governance (ESG) di potenziali fornitori come un fattore
ponderato nelle decisioni di acquisto nelle categorie che
Con una filiera globale di miliardi e miliardi di dollari,
hanno maggiore impatto a livello sostenibile.
Accenture ha lopportunit di promuovere i diritti umani
e pratiche commerciali sostenibili e inclusive che vanno
Infine, nel 2017 Accenture ha fissato un obiettivo con il
oltre le nostre quattro mura. Le diverse filiere aiutano
quale si raggiunger una forza-lavoro bilanciata a livello
Accenture e i nostri clienti a generare soluzioni sempre
di genere, con il 50% di donne e il 50% di uomini, entro
pi rilevanti per la comunit globale che serviamo. I nostri
il 2025. La diversit rende i nostri business pi forti e pi
partenariati innovativi aiutano a sbloccare le opportunit di
innovativi e, soprattutto, rende il mondo un posto migliore,
business, consentendo una crescita economica sostenibile,
ha detto Pierre Nanterme, presidente e CEO di Accenture,
supportando nuovi approcci di prezzo-consegna, e creando
aggiungendo che con questo nuovo obiettivo, stiamo
nuovi prodotti e servizi.
inviando un importante messaggio alla nostra gente e ai
nostri clienti confermando il nostro impegno per una forza
Incorporando aziende diversificate nella nostra filiera e
lavoro equilibrata a livello di genere.
dando loro accesso a mercati pi ampi, le aiutiamo facendo
crescere la loro rappresentazione e la loro influenza nella
nostra economia, accelerando anche lavanzamento socio-
economico e linnovazione per tutti. La nostra strategia di
procurement si focalizza su sei categorie contractors; HR
and professional services; IT and telecom; marketing and
communications; travel; e workplace and facilities.

Il programma di Accenture Diverse Supplier Development


Program (DSDP) riflette il nostro impegno a sviluppare e ad
ampliare le relazioni con aziende di propriet di minoranze,
donne, persone con disabilit, LGBT, veterani e altro. A sua
volta, la nostra azienda, ma anche i clienti e le comunit,
beneficiano dei loro contributi innovativi. Inoltre, il DSDP
rappresenta una strategia di approvvigionamento
strategica per Accenture e i nostri clienti, sviluppando
comunit rafforzate di fornitori che creano nuove imprese,
posti di lavoro e crescita economica.

Una delle sfide pi significative che affrontiamo come


organizzazione lidentificazione di imprese di propriet
femminile che hanno o vogliono sviluppare la capacit
di soddisfare i nostri standard di procurement. Per
affrontare il problema, mettiamo in contatto le imprenditrici
con WEConnect International, che consente alle donne di
avere successo nei mercati globali offrendo opportunit di
Alessia Mosca
Quello che spero rimanga a tutti i partecipanti delle
riflessioni di questa mattina che tutte le politiche hanno
un impatto di genere, non esistono politiche neutre da
questo punto di vista. Oggi abbiamo parlato di tematiche
molto tecniche e anche su questi temi ci siamo resi conto
che una politica non neutra nei suoi effetti, non agisce allo
stesso modo su uomini e donne.

Non rendersi conto del fatto che le politiche non sono


neutre significa poi doversi trovare a rincorrere gli effetti
indesiderati prodotti da queste politiche. Non parlo solo
delle politiche pubbliche in senso stretto. Anche le politiche
aziendali hanno un impatto, basti pensare agli effetti
prodotti da come si decide di allocare le risorse.

Questanno abbiamo assistito a un calo di 32 posizioni


dellItalia nel Global Gender Gap Report del World
Economic Forum: una situazione che considero drammatica
e che dovrebbe farci vergognare come Paese.

Quello del divario di genere un tema da mettere in


cima alla lista: penso certamente allagenda istituzionale
e politica ma mi riferisco anche a ci che accade in
qualunque settore e rispetto a qualsiasi decisione ci sia da
prendere. Non pensate che le vostre decisioni, di qualunque
cosa vi occupiate, non abbiano un effetto diverso su uomini
e donne.

Spero che oggi vi abbia trasmesso la necessit di non


fermarsi a considerare le politiche di genere come un
cassetto separato da tutto il resto. Le disuguaglianze di
genere, purtroppo, permeano e caratterizzano ogni singolo
ambito del nostro vivere insieme, dal lavoro ai media, dalla
scuola ai ruoli familiari, dalleconomia alla sanit. Ecco
perch le soluzioni che dobbiamo elaborare, per avere
una societ pi giusta e garantire a tutti pari opportunit,
devono inserire una prospettiva di genere in tutte le
politiche pubbliche.

Lavoro da molto su questi temi e, purtroppo, i dati che


continuiamo ad avere davanti dimostrano quanto ancora
ci sia da fare. Bisogna partire da un lavoro che aumenti
la consapevolezza e le conoscenze su questi temi, per poi
intervenire a cascata nelle decisioni prese in ogni ambito, a
ogni livello.
APPENDICI

Presentazione di Carlo Altomonte (Universit Bocconi)

Presentazione di Mattia Adani (MISE)


Presentazione di

Carlo Altomonte
TRADE & WOMEN in EUROPE

"Globalization & Gender Inequality: an Introduction"

Carlo Altomonte
(U. Bocconi)

Milan, 10 November 2017


Three waves of globalization
Globalization 3.0: the driver of tariffs
MFN
Tarif

Source: WTO
Globalization 3.0: the driver of technology
The macro effects of Globalization 3.0
The micro effects of Globalization 3.0

Globalization 2.0 (1950-1995)

Globalization 3.0 (1995 nowadays)


Trade & Female employment
Trade & Female employment
What are the effects of Globalization 3.0 on gender inequality ?
1. Extensive margin => participation rate
The ICT changes imply a production process that goes from
brawn to brain => marginal productivity of women increases
increase in demand for (relatively under-utilized) female work,
especially in developing countries
increase in female wages for exporting firms (Juhn et al, 2013)

2. Intensive margin => wages


Trade liberalization increases competitive pressures on workers
(flexibility / commitment, non-observable ex-ante)
exporting firms pay female (white collar) workers more than those
employed by non-exporters, but less than male workers with equal
characteristics (Bler et al., 2015)
Globalization 3.0 & Gender gap: the issues

Differential effects of the two drivers of globalization on


gender inequality:

+ ICT changes => higher female participation rate


- Trade liberalization => higher wage disparity (for similar
levels of qualification)

Both positive and negative effects driven by the market:


gender rules on participation can be limited to positive
discrimination needs (e.g. company boards)
gender rules / change in labor market institutions much
more relevant in order to address wage discrimination
Gender pay gap across the EU

Public +
Private sector
Gender pay gap in Italy
Presentazione di

Mattia Adani
IL DOPPIO EQUILIBRIO

azione equilibrio alto


positiva

valore creato da azione


positiva
( e perso in caso di non
equilibrio basso azione)
CONTESTO GIURIDICO/ AMMINISTRATIVO

AMPIE AREE DI
DISCRIMINAZIONE
PRINCIPIO SOSTANZIALE
(VIGENTE) DI NON (es. partecipazione alla forza
lavoro, retribuzioni, accesso
DISCRIMINAZIONE a posizioni di leadership)
FORMALE
(una conquista relativamente
recente in termini storici)

DIVIETO DI ADOTTARE
LEGGI/PROVVEDIMENTI
DISCRIMINATORI
CONTESTO GIURIDICO/ AMMINISTRATIVO
SI PACIFICO IN ALTRI AMBITI (ES.
TASSAZIONE PROGRESSIVA e
UNA DISCRIMINAZIONE
PRINCIPIO COSTITUZIONALE)
VOLTA AD ELIMINARE
UNALTRA
DISCRIMINAZIONE E AMPLISSIME AREE DI RESISTENZA LE AZIONI
DISCRIMINATORIA CULTURALE/ AMMINISTRATIVA PER POSITIVE SONO
(E QUINDI QUANTO RIGUARDA GENDER POSSIBILI
ACCETTABILE) GIURIDICAMENTE
MA, PRESENZA DI AZIONI POSITIVE (ANCHE SE
NON (ANCORA) CONTESTATE

? GIURIDICAMENTE (es. incentivi ad


imprese femminili, quote rosa nei
CdA, prima versione legge su rientro
DELICATE
TECNICAMENTE)
MA DIFFICILI
POLITICAMENTE
dei cervelli)
QUALI AZIONI POSITIVE?
ESEMPI

IMPLICITE Riforme o azioni che mirano a Leggi per aumentare compatibilit


IMPLICITE rendere pi facilmente gestibile lavoro/famiglia (es. Legge 104,
e a ridurre le conseguenze provvedimenti su asili nido) APPROCCIO
negative dellaspettativa di PRAGMATICO:
doppio onere lavoro/famiglia
che grava in modo asimmetrico COMBATTERE
sulle donne, senza imporre GENDER GAP
determinati comportamenti, USANDO TUTTE
ma modificando il sistema di OCCASIONI E
incentivi/disincentivi in essere

STRUMENTI
Obbligo di alternanza di genere in
ESPLICITE leggi elettorali DISPONIBILI

ESPLICITE Riforme o azioni che Quote rosa nei CdA


introducono una esplicita Incentivi ad imprenditoria
discriminazione positiva, femminile
imponendo determinati Beneficio fiscale asimmetrico
comportamenti/ privilegi in prima versione legge su
(veri o percepibili come tali) rientro cervelli
PUBLIC PROCUREMENT: CONSIDERAZIONI
Il concetto di impresa femminile sfuggevole.
Soprattutto nel mondo 4.0, capitale e lavoro sono
mutevoli. Ad oggi si applica nei fatti solo a micro-imprese
(-> rischio irrilevanza sostanziale) RISCHIO CAMPO
MINATO ( PER VIA
Soluzione sarebbe creare sistema di scoring per DI CONTINGENCY
ITALIANA):
imprese w-friendly, ma tali sistemi tendono ad essere MASSIMA
o complicati o grezzi (-> rischio di esecuzione non CAUTELA
trascurabile) NECESSARIA PER
PROSEGUIRE
In Italia normativa su public procurement estremamente
complicata e ad altissimo rischio di contenzioso; alta
probabilit che sistema di scoring venga contestato in
sede giudiziaria (-> rischio boomerang non escludibile)
EFFETTO DI GLOBALIZZAZIONE E NUOVE TECNOLOGIE SU
GENDER GAP
ESEMPIO DI POSSIBILI AZIONI

Eliminare i disincentivi di
La crescente importanza delle carriere globali
carattere previdenziale/fiscale
nel commercio internazionale rischia di
a portare con s la famiglia in
aumentare il gender gap. Lesigenza di mobilit
RISCHIO caso di distacco allestero (es.
globale tende a svantaggiare in modo
iniziative allo studio per
asimmetrico le donne da cui ci si attente che
attrattivit Global
rimangano pi vicine alla famiglia
Employment Companies)

Le-commerce consentendo il commercio su Supportare in generale


scala ampia anche per piccole imprese locali iniziative di diffusione dell e-
rappresenta invece una opportunit per commerce/e-export
OPPORTUNITA ridurre il gender gap Lanciare Voucher Digital
Export Manager analoghi a
voucher Temporary Export
Manager con quota dedicata
Atti del convegno redatti e impaginati nel mese di novembre 2017

Alessia Mosca

Per informazioni o domande:


email@alessiamosca.it - alessia.mosca@europarl.europa.eu