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I dazi USA:

la decisione del presidente Trump e i possibili scenari


marzo 2018

Di cosa parliamo?
Parliamo della decisione del presidente americano
Donald Trump, che ha provocato le dimissioni del
principale consigliere economico alla Presidenza Gary D.
Cohn, di imporre dazi del 25% sulle importazioni di
acciaio e del 10% sull’alluminio. Tale manovra sarebbe
giustificata da interessi di difesa della sicurezza nazionale.
Chi sarà colpito?
Paradossalmente, nonostante gli annunci di Trump contro la sovraccapacità cinese, la Cina non
sarà colpita dalla misura. La Repubblica Popolare, infatti, è l’origine di solo l’1% delle importazioni
USA. A soffrirne di più saranno gli alleati degli USA: Brasile, Canada, Ue, Giappone e Corea
del Sud. Tuttavia, Trump ha specificato con un tweet che vi sarà una certa flessibilità per gli ‘’amici’’
degli Stati Uniti E’ però probabile che le deroghe riguarderebbero solo i Paesi del NAFTA, l’accordo
di libero scambio Nordamericano tra USA, Canada e Messico.

Gli effetti sul sitema USA


» Secondo una stima di Harbor Alluminium, think tank che monitora l’industria
dell’acciaio USA, un dazio del 10% sulle importazioni di alluminio permetterebbe
all’industria correlata di cresce di circa 1,9 miliardi di dollari. A farne le spese sarebbe
però il settore manifatturiero americano che subirebbe un calo di profitto fra i 12 e i 45
miliardi di dollari nei prossimi 24 mesi.

» In termini di posti di lavoro, i dazi su acciaio e alluminio, secondo uno studio realizzato
da Trade Partnership Worldwide, aumenterebbero l’occupazione nelle acciaierie
creando circa 33 mila posti di lavoro. A farne le spese, anche in questo caso sarebbero
gli operai dell’industria manifatturiera che subirebbe una perdita di posti di lavoro di
circa 180 mila unità.  Le misure, se implementate, determinerebbero, quindi, una
perdita netta di 146 mila posti.

» A questi effetti, si sommerebbero poi le conseguenze delle contromisure adottate dai


Paesi colpiti. Solamente le misure europee andranno a impattare 2,8 miliardi di euro di
export USA. I prodotti colpiti dalle misure sono stati accuratamente scelti per non
danneggiare le industrie europee che impiegano nel proprio processo produttivo
merci americane. Fra essi rientrano: bourbon, riso, succo d’arancia, tabacco, tubi in
acciaio e alluminio, lavandini, griglie, ventilatori e altri prodotti finiti dell’industria
dell’acciaio.

Gli effetti sul sistema Ue e le contromisure


» L’obiettivo dei nuovi dazi sull’acciaio è ridurre le importazioni americane del 37%, circa
13,3 milioni di tonnellate annue in meno. La diminuzione stimata per le esportazioni
europee corrisponde all’1% circa della produzione annua europea. L’impatto, che sarà
quindi limitato e circoscritto, sarà inoltre mitigato dai dazi che l’Ue imporrà ai prodotti
finiti in acciaio e alluminio come reazione all’offensiva americana.
» L’Ue, in pieno rispetto delle normative internazionali, è pronta a rispondere in maniera
proporzionata ma ferma. Il messaggio è chiaro: tutti, Stati Uniti compresi, devono
rispettare le regole. Le contromisure saranno misurate. Gli USA sono, infatti, il primo
mercato estero per le nostre merci e, nonostante i continui inviti di Trump, l’Ue
cercherà di placare sul nascere questa vera e propria guerra commerciale. Le misure si
concentreranno su tre livelli:

1. per altre categorie di beni culturali, gli importatori dovranno procedere


tramite un sistema di certificazione più rigoroso di quello attuale, che
prevede la presentazione di una dichiarazione firmata o dichiarazione
giurata che certifichi la legalità dell’esportazione dei beni dal paese terzo,
nonché delle informazioni necessarie per l’identificazione e inserite
all’interno di un documento standardizzato raccomandato dall’UNESCO (il
cosiddetto Object ID).

2. Imposizione di contromisure, nella forma di dazi, che andranno a impattare


2,8 miliardi di export USA verso il mercato unico. I dazi:
• sono pronti ma saranno ufficializzati solo se e quando
l’amministrazione USA decida di confermare le misure
proposte da Trump;
• colpirebbero 1,8 miliardi di euro di export USA in UE (contro i
stimati 6 miliardi per l’export europeo);
• colpirebbero per un terzo i prodotti del settore agroalimentare,
come riso, burro d’arachidi, e bourbon, e per la restante parte i
prodotti manifatturieri in acciaio e alluminio, come griglie per
barbecue, infissi, motociclette, e lavandini (lista completa in
allegato);
• escludono i prodotti intermedi utilizzati dall’industria europea.
Saranno colpiti i settori dell’economia agroalimentare rurale
americana degli stati meridionali e centrali ove il sostegno a
Trump è più manifesto e le aziende e imprese al fondo della
catena produttiva di oggetti in acciaio e alluminio che, oltre a
dover sostenere prezzi più alti per la stretta alle importazioni,
vedranno calare la loro competitività sul mercato europeo.

3. Monitoraggio dei settori industriali coinvolti con la possibilità di impiegare


fondi sociali ove le misure provochino impatti non previsti.

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