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2014

SIEPI CAMPESTRI

Poste Italiane s.p.a. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Verona - Contiene I.P. e I.R.

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SUPPLEMENTO N. 1 AL N. 11 DI VITA IN CAMPAGNA - CASELLA POSTALE 467 - 37100 VERONA - NOVEMBRE 2014 - ANNO 32 - ISSN 1120-3005 - MENSILE

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Direttore Responsabile: Giorgio Vincenzi


Redazione: Giuseppe Cipriani, Silvio Caltran, Alberto
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Segreteria di redazione: Laura Modenini, Elisa
Guarinon, Cristina Campanini

a cura di Niccol Mapelli agronomo, esperto di interventi nel territorio rurale

Ufficio prestampa: Marica Dussin (responsabile),


Francesco Lerco, Mattia Bechelli, Mauro Fianco, Fabio
Negretto, Chiara Salis
Indirizzo: Via Bencivenga/Biondani, 16 - 37133 Verona
- Tel. 045 8057511 - Fax 045 8009240
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Presidente: Elena Rizzotti
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stata di 86.000 copie

La pubblicazione di una nuova Guida illustrata sulle siepi, a distanza di


15 anni dalla prima edizione, quasi simultanea allentrata in vigore del nuovo
Programma di sviluppo rurale 2014-2020, strumento finanziario cardine della politica agricola comunitaria.
Di siepi, filari, fasce tampone boscate veri e propri corridoi ecologici c un
gran bisogno nelle nostre campagne, non solo per la loro valenza naturalistica, ma
soprattutto per i positivi effetti che possono avere se ben progettati e ben realizzati.
Questa Guida vuole essere quindi un aiuto per coloro che hanno intenzione di
mettere a dimora alberi e arbusti o per coloro che gi ne hanno sul terreno e in queste pagine possono trovare utili indicazioni per la manutenzione.
Le siepi e i filari creano il paesaggio: con il mutare del colore del loro fogliame, delle fioriture e dei frutti nel corso delle stagioni contribuiscono ad accrescere la bellezza delle campagne. Le specie suggerite appartengono tutte alla flora locale degli spazi aperti naturali: 12 alberi e 12 arbusti scelti necessariamente tra le molte
specie esistenti, ma con il vantaggio di essere comunemente reperibili nei principali
vivai delle diverse regioni.

Sommario
4
6
9
17
25
34
39
48
50

Limportanza delle siepi nelle campagne


Ecco cosa si intende per siepi, lari e fasce tampone boscate
Le funzioni, i servizi e i prodotti delle siepi campestri
La progettazione prima della messa a dimora
Le cure colturali necessarie nei primi anni di vita della siepe
Le specie utilizzabili e le caratteristiche principali
Nove modelli di siepi campestri per la piccola azienda agricola
Le distanze delle siepi dai conni e dalle strade pubbliche
I nanziamenti previsti nei nuovi Programmi di sviluppo rurale

Limportanza delle siepi


nelle campagne
Le campagne che

osserviamo in questi anni sono molto diverse


da quelle che ricordano le persone pi
anziane: una volta tra i campi coltivati era assai diffusa la presenza di siepi, alberature e boschetti popolati di vita nei pressi dei quali era ricorrente, al
tramonto, udire il cicaleccio della starna, oppure, alla sera, osservare il movimento furtivo della lepre.
Questi ambienti sono diminuiti drasticamente con lavvento di unagricoltura intensiva e sempre pi caratterizzata
dalla meccanizzazione spinta. Sono sparite per prime le siepi e i filari che dividevano i campi, per fare spazio a superfici accorpate di dimensioni sempre maggiori; in moltissimi casi i fossi sono stati
chiusi o sostituiti con tubazioni interrate, e il paesaggio si molto semplificato.
Ma pi di questo, il cambiamento ha
compromesso (spesso in modo irreversibile) la sopravvivenza di molti mammiferi, anfibi e uccelli senza dimenticare la notevole diminuzione anche di
interessanti piante arboree e arbustive
(gelsi, cornioli, olmi e tigli).
La vegetazione arborea e arbustiva

Locchiocotto
(Sylvia melanocephala)
un uccello sempre
pi raro da osservare
in quanto nidica nel folto
delle siepi, meglio
se intricate con il rovo,
prevalentemente
nel Centro-Sud Italia.
Al Nord lo troviamo
solo in ambienti collinari
nei versanti rivolti
a meridione

Unampia fascia boscata a protezione


di un piccolo corso dacqua:
in questi ambienti trovano rifugio
molte specie di animali

posta a bordo dei campi o delle strade,


ha sempre rappresentato una vera e propria foresta lineare, utile alluomo
(fornisce legna), alla Natura (ospita la
fauna) e alla campagna (esercita un effetto frangivento e costituisce un serbatoio di biodiversit).

Quanta vita tra gli


alberi e gli arbusti!
Pensando soprattutto alla funzione
naturalistica, le siepi rappresentano un
luogo di sicuro rifugio per tutto il periodo riproduttivo della fauna, che gene-

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

SIEPI CAMPESTRI

La lepre un animale che occupa


con spiccata preferenza la cosiddetta
fascia ecotonale, cio la linea
di conne tra le coltivazioni e le siepi

LA FAUNA
CHE ABITA LE SIEPI
Uccelli nidicanti
Averla capirossa Lanius senator

ralmente nelle zone di pianura e collina


va dai primi di aprile alla fine di giugno.
Le siepi sono frequentate e abitate da una quantit innumerevole di animali e per molti di loro questo un luogo di riposo o svernamento, mentre per
altri diventa punto di caccia per il sostentamento.
La lepre, per esempio, quando a maggio i trattori entrano nei prati per lo sfalcio del primo taglio si nasconde nel folto
dei rami pi bassi; laverla capirossa invece utilizza la sommit dei rami pi alti come posatoio, cio come punto di osservazione dal quale individuare le prede
sottostanti per poi catturarle; rospi e ricci
si procurano il cibo nelle fasce ecotonali
(cio proprio la linea di confine tra il coltivo e la siepe), mentre la volpe, il tasso o
la faina arrivano alla sera per ispezionare
la siepe in cerca di frutti o piccole prede.
Ai nostri occhi passano invece indisturbati, ma ricoprono un ruolo altrettanto prezioso, api, bombi, insetti, ragni,
molluschi, farfalle e rettili che si distribuiscono in modo differenziato nei vari livelli, dalla base ai rami centrali pi fitti e intrecciati, fino alla punta degli alberi.

Dopo i danni...
Levoluzione economica, sociale e
tecnologica degli ultimi decenni ha messo in crisi i tradizionali usi delle siepi e
delle alberature: basti pensare a come il
miglioramento delle condizioni economiche abbia permesso di sostituire la legna con i combustibili fossili o a come
levoluzione della viticoltura abbia reso del tutto superata la coltivazione delle
viti maritate agli alberi tutori. Cos, a
partire dalla fine degli anni 50, in tutto
il Paese iniziata la distruzione genera-

Capinera

Sylvia atricapilla

Cardellino

Carduelis carduelis

Cincia bigia

Parus palustris

Cinciallegra

Parus major

Civetta

Athene noctua

Codibugnolo

Aegithalos caudatus

Fagiano

Phasianus colchicus

Fringuello

Fringilla coelebs

Occhiocotto

Sylvia melanocephala

Pettirosso

Erithacus rubecula

Rigogolo

Oriolus oriolus

Starna

Perdix perdix

Zigolo nero

Emberiza cirlus

Mammiferi
Arvicola terrestre Arvicola terrestris
Faina

Martes foina

Ghiro

Myoxus glis

Lepre

Lepus europaeus

Moscardino

Muscardinus
avellanarius

Riccio

Erinaceus europaeus

Topo selvatico

Apodemus sylvaticus

Volpe

Vulpes vulpes

Anbi
Raganella

Hyla arborea

Rana agile

Rana dalmatina

Rospo comune

Bufo bufo

Salamandra
pezzata

Salamandra
salamandra

Rettili
Biacco

Coluber viridiavus

Orbettino

Anguis fragilis

Ramarro

Lacerta viridis

Saettone

Elaphe longissima

lizzata del sistema delle siepi campestri.


Un grande peso nella sua eliminazione lo hanno avuto i nuovi criteri di gestione meccanizzata dei corsi dacqua e lallargamento delle strade di campagna. Il risultato che in circa 30 anni stato eliminato dal 70 al
90% delle siepi campestri e quanto oggi resta si presenta in condizioni precarie (discontinuit di copertura, generalizzato invecchiamento, presenza di
specie infestanti, ecc.), sintomo di una
pressoch totale perdita di interesse da
parte dei proprietari.

... il necessario
cambio di rotta
Da qualche anno per assistiamo a
uninversione di tendenza dovuta sia ai
risultati di molti studi e ricerche condotte in Italia e in Europa che hanno dimostrato lutilit delle siepi sotto il profilo ecologico e ambientale, sia agli incentivi di natura economica che sono
stati proposti al mondo agricolo.
LUnione europea stessa, a partire
dal 1992 (con la cosiddetta riforma Mc
Sharry), ha avviato una revisione della
politica agricola (pac) che ha visto susseguirsi negli anni provvedimenti che
hanno sempre pi posto attenzione e risorse sul pilastro dello sviluppo rurale. Non solo un sostegno diretto alle
produzioni, ma finanziamenti per rinaturare le campagne.
Nel capitolo a pag. 50 sono trattate le principali fonti di finanziamento e
i regolamenti allo studio nelle diverse
Regioni italiane.
Proprio in concomitanza con la pubblicazione di questa Guida illustrata dovrebbero entrare in vigore i contenuti
e i programmi operativi della strategia
Europa 2020, con lobiettivo di orientare maggiormente lattivit agricola al
mercato, sostenere nel contempo il reddito dei produttori, considerare maggiormente gli aspetti ambientali e rafforzare il sostegno allo sviluppo rurale.
I bandi e le misure di finanziamento
del nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020 sono in fase di attuazione
(con tempi differenti nelle diverse Regioni); vi suggeriamo pertanto di seguire le indicazioni fornite nel capitolo a
pagina 50 di questa Guida.

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

Ecco cosa si intende per siepi,


lari e fasce tampone boscate
Prima di addentrarci nei successivi capitoli di questa Guida, occorre fare chiarezza sui termini e sulle definizioni di siepe, filare e fascia tampone boscata, in quanto tutte queste formazioni tendono ad assicurare obiettivi e benefici comuni, pur con forme, sesto di impianto e portamento differenti.

Siepe
Per siepe si intende una struttura
vegetale generalmente plurispecifica
(composta da due o pi specie) ad andamento lineare, con distanze di impianto
irregolari, preferibilmente disposta su pi
file, con uno sviluppo verticale pluristratificato (cio con chiome a diverse altezze)
legato alla compresenza di specie erbacee,
arbustive e arboree appartenenti al contesto floristico e vegetazionale della zona.
Riferendosi al concetto di siepe inteso come un insieme di specie vegetali con andamento e sviluppo lineare, di
almeno 2-4 metri di larghezza, possiamo distinguere al suo interno almeno
tre strati differenti:
Siepe

strato basale, composto da cespugli


spinosi fino a 2-3 metri di altezza, generalmente di prugnolo, biancospino, rosa
canina, e da vegetazione erbacea;
J strato intermedio, caratterizzato da
arbusti quali per esempio noccilo, corniolo, sambuco, viburno, ligustro, evonimo che vanno dai 2 ai 5 metri di altezza;
J strato apicale, formato dalle chiome degli alberi eventualmente presenti,
pi comunemente salici, pioppi, platani, ontani e aceri campestri.
La struttura della siepe paragonabile quindi a quella di un bosco, dove
per il ruolo dello strato basale spesso di fondamentale importanza per una
miriade di animali che qui trovano rifugio e sostentamento.
Le siepi monospecifiche (composte da una sola specie), che presentano
un minore interesse naturalistico e ambientale, sono solitamente utilizzate per
la delimitazione di propriet private,
giardini e abitazioni, spesso impiegando specie che non sono di origine locale come lauroceraso, piracanta, fotinia,
gelsomino, ecc.
J

Filare

Filare
Con il termine filare si distingue
invece una formazione vegetale ad andamento lineare e regolare, generalmente a fila semplice o doppia, composta da specie arboree con una densit
di almeno 15 individui ogni 100 metri.
Da un punto di vista della composizione i filari si possono invece suddividere in:
J formazioni monospecifiche a densit
rada (una pianta ogni 8-10 metri) o fitta
(con piante a 4-5 metri luna dallaltra);
J formazioni plurispecifiche a struttura verticale monoplana, cio con le
chiome delle piante tutte alla stessa altezza, o multiplana, ovvero caratterizzata dal fatto che le specie presenti occupano lo spazio a diverse altezze;
in entrambi i casi i filari possono avere
densit rada o fitta.
Secondo il tipo di governo e di potatura si possono avere:
J formazioni ad alto fusto (o a fustaia), composte prevalentemente da noce, platano, farnia, ciliegio, ecc. i quali

Fascia tampone boscata


alberi a crescita
rapida
seminativo
arbusti
erbe

6 metri

3 metri

6 metri

2-4 metri
meno di 20 metri
15 metri
I Programmi di sviluppo rurale (Psr) considerano: 1-siepe, una struttura ad andamento lineare, costituita da due o pi specie, con distanze di impianto irregolari e con uno sviluppo verticale pluristraticato; 2-lare, una formazione ad andamento lineare e regolare, generalmente a la semplice o doppia, composta da specie arboree governate ad alto fusto, a ceduo semplice, a governo misto oppure con
esemplari capitozzati; 3-fascia tampone boscata, una struttura ad andamento lineare di vegetazione arborea e arbustiva realizzata lungo
scoline, fossi, rogge, canali di bonica o altri corsi dacqua drenanti le acque provenienti dai campi coltivati. Per non ricadere nella denizione di bosco, tutte queste strutture devo avere larghezza complessiva delle chiome inferiore ai 20-25 metri

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

SIEPI CAMPESTRI

Quercia
Prugnolo
Nocciolo

Acero
campestre

Frangola
Biancospino

si possono trovare sia mischiati tra loro (in forma plurispecifica) sia ripetuti
singolarmente pi volte come nel caso
dei viali di cipressi, pioppi o platani che
bordano ancora molte strade storiche;
J formazioni a ceduo semplice, sono
costituite da specie come la robinia, il
platano, lacero ecc. regolarmente ceduati (cio tagliati alla base) con turno di 5-15 anni. Si possono presentare
anchessi con impianti costituiti da una
sola specie o da pi specie;
J formazioni a governo misto, si tratta di filari in cui al governo ad alto fusto (fustaia) si associa quello a ceduo
semplice;
J formazioni a capitozza, sono costituite da specie come il salice, il gelso e il
platano in formazioni per lo pi disposte
su una singola fila in cui i soggetti risultano generalmente distanziati di circa 2
metri. Il taglio di capitozzatura pu essere basso (0,5-1 metri) o alto (2,5 metri), mentre i turni sono variabili, ma generalmente brevi (2-3 anni).

Siepe. Una siepe


campestre costituita
da pi specie,
comprendente uno
strato arboreo e uno
strato arbustivo

diverse parole che compongono questa definizione, intendendo cos i vari termini:
J fasce, ovvero elementi lineari, che
si sviluppano con una larghezza predefinita lungo elementi del paesaggio rurale, in particolare strade, fossi, rogge
o canali;
J tampone, per lazione da loro svolta nellintercettazione di flussi idrici
sotterranei e delle sostanze in essi contenuti, assolvendo cos allimportante
funzione di fitodepurazione;
J boscate, in quanto composte da
piante arboree e arbustive con livelli di
sviluppo e complessit tali da render-

Siepe. Una siepe


di gelsomino
in ambito urbano,
a delimitazione di un
giardino privato

le assimilabili a un vero e proprio ambito boscato.


La rappresentazione generale pi
diffusa e comune, consiste in una fascia
con copertura erbacea, arbustiva e arborea, larga 15 metri, interposta tra il corso dacqua e i coltivi. Gli alberi, distanziati di 2-3 metri, occupano la fascia di
6 metri pi vicina al corso dacqua; seguono una fascia di 3 metri di arbusti,
distanziati 1-2 metri, e una fascia erbacea larga 6 metri, che arriva fino al margine dei seminativi.
Lo schema-tipo pu essere di due file di alberi, due di arbusti e 6 metri di
prato. Lutilizzo di un sesto dimpian-

Fascia tampone
boscata
La fascia tampone boscata invece
una porzione di territorio adiacente a corsi dacqua, laghi e zone umide, in cui viene piantata vegetazione perenne (canneto, cespugli, alberi) per migliorare e proteggere gli ambienti acquatici dallimpatto provocato dalle attivit agricole.
La valenza delle fasce tampone boscate sta proprio nel significato delle

Filare. Filare singolo di platani al bordo di un invaso dacqua; questa specie si adatta
bene agli ambienti in cui vi la presenza di umidit

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

SIEPI CAMPESTRI

Filare. In questa foto appare evidente la struttura verticale delle chiome che si
straticata a seconda della specie presente

to (distanze) regolare per gli alberi e gli


arbusti facilita le operazioni di manutenzione, come lo sfalcio delle erbe infestanti, le irrigazioni di soccorso nei
primi anni o la sostituzione di eventuali piantine morte.
Se oggi si parla tanto di questi argomenti e di questi sistemi verdi lineari
per il fatto che negli ultimi decenni le
campagne hanno cambiato radicalmen-

te il loro aspetto. Non si tratta quindi di


un bosco ma di elementi lineari di grande valenza ecologica e naturalistica.
Sebbene i diversi tipi di sistemi verdi lineari possano avere denominazioni
differenti, nelle future misure applicative del Programma di sviluppo rurale
(Psr) 2014-2020 delle diverse Regioni
essi svolgono le stesse funzioni: migliorano la qualit delle acque superficiali e

Fascia tampone boscata. Si tratta di strutture ad andamento lineare con vegetazione arborea e arbustiva localizzate al margine di fossi, canali di bonica o altri corsi dacqua. Il loro ruolo quello di intercettare le acque che scolano dai campi coltivati e di mantenere al
contempo un corridoio con valenza ambientale e funzione di rifugio faunistico

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

Filare. Un salice gestito con il sistema


della capitozzatura bassa

sotterranee, riducono lerosione dei suoli agricoli e delle sponde dei corsi dacqua, proteggono le colture e forniscono
cibo, rifugio e habitat per il bestiame,
la fauna selvatica e littiofauna (pesci).

Le peculiarit comuni a tutte queste formazioni, indifferentemente che si


tratti di siepi, filari o fasce tampone boscate, quella di ricevere la luce non solo dallalto, ma anche dai lati fino al livello del terreno, consentendo lo sviluppo di foglie e germogli anche lateralmente. Ne risulta un microclima particolare, caratterizzato da unumidit relativa crescente verso le zone pi interne
delle chiome e da escursioni termiche
pi limitate rispetto agli spazi aperti.
Grazie a queste caratteristiche strutturali, quindi, le formazioni lineari possiedono un valore ecologico inequivocabilmente elevato, in quanto rappresentano una zona di transizione tra diversi ambienti: uno di tipo boschivo,
costituito dallinterno delle chiome, e
laltro rappresentato dallo spazio aperto circostante.
Ci comporta, dunque, una grande
biodiversit, poich le fasce erbacee e
arbustive rappresentano ambienti rifugio per vari animali, che vanno a costituire associazioni biologiche complesse
e molto stabili.

Le funzioni, i servizi e i prodotti


delle siepi campestri
Denire e individuare le funzioni di una siepe (cos come di un filare
o di una fascia boscata) riduttivo poich
i benefici e le valenze che queste formazioni offrono sono molteplici, spesso presenti simultaneamente. Possiamo allora
riconoscere delle funzioni prevalenti.
In zone con problemi di infiltrazione
dei nitrati nel terreno agricolo o di ruscellamento ed erosione superficiale,
una siepe o un filare possono determinare un sensibile miglioramento della
qualit ambientale svolgendo efficacemente una funzione ecologica.

Nel contesto agrario le siepi rappresentano un serbatoio di insetti utili (predatori, parassiti, ecc.) in grado di contenere, o almeno limitare, eventuali infestazioni di insetti dannosi per le piante,
nonch una fonte dattrazione per gli insetti pronubi (api, osmie, bombi, ecc.).
Le formazioni lineari hanno poi limportante ruolo di barriera frangivento,
capace di ridurne la velocit anche del
60% su una distanza fino a oltre cinque
volte la loro altezza con leffetto di:
J limitare lerosione delle particelle fini del suolo;

ridurre levaporazione;
favorire la formazione di rugiada.
Il fogliame rallenta, inoltre, la velocit di caduta della pioggia, contenendo i fenomeni di ruscellamento e favorendo linfiltrazione dellacqua sin negli strati pi profondi.
Ma le caratteristiche positive delle
siepi non sono finite. Forniscono legname da opera e numerosi frutti, rappresentano inoltre un elemento di rottura
delluniformit del paesaggio agrario
di pianura mentre nelle zone declive assolvono funzioni antierosive e di consoJ
J

NOVE MODELLI DI SIEPE PER LA PICCOLA AZIENDA AGRICOLA

6
4

8
no

ret

a
od

o
arb

leg

to

tte

fru

camp

o a ce

neto

vig

reali

ca
m

po
a

ce

rea

li

Legenda.
1-Siepe per la difesa dalle
sostanze inquinanti prodotte dal trafco (vedi schema n. 1 a pag. 39). 2-Siepe-ltro
ripariale (vedi schema n. 2 a pag. 40). 3-Siepe per la difesa delle coltivazioni biologiche (vedi schema n. 3 a pag. 41). 4-Siepe per
il mantenimento dei corridoi ecologici (vedi schema n. 4 a pag. 42). 5-Siepe per la produzione di legna da ardere (vedi schema n.
5 a pag. 43). 6-Siepe per la difesa dallerosione (vedi schema n. 6 a pag. 44). 7-Siepe di recinzione o chiudenda viva (vedi schema n. 7 a pag. 45). 8-Siepe frangivento (vedi schema n. 8 a pag. 46). 9-Siepe per le api (vedi schema n. 9 a pag. 47).

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

SIEPI CAMPESTRI

lidamento (trattenendo il suolo e diminuendo il rischio di frane e smottamenti), producono abbondanti fioriture utili alla produzione di miele e proteggono dalla vista o dal rumore in ambiente urbano, oppure forniscono materiale utile per lavori agricoli (pali, legacci,
frasche, ecc.).
Vediamo di seguito in dettaglio di
esaminare ciascuna categoria:
J funzione ecologica (per la difesa dagli inquinamenti del traffico, per la protezione dei fossi, per la difesa delle colture biologiche, per il mantenimento di
corridoi ecologici);
J funzione produttiva (da legna);
J funzione protettiva (per la difesa
dallerosione, per la difesa da intrusione, come frangivento);
J funzione mellifera (per la produzione di miele).

Funzione ecologica
Difesa dagli inquinamenti del trafco (vedi schema n. 1, a pag. 39). La vi-

cinanza alle strade e agli ambiti urbanizzati un fattore limitante per quanto
riguarda non solo le produzioni agrarie
ma anche per la salubrit delle persone
che vi risiedono.
Le possibili fonti di inquinamento
sono legate al rumore, alle polveri, al

particolato (particelle finissime disperse nellaria) e alle sostanze di scarico


dei veicoli a motore.
Con limpianto di siepi si possono
mettere in atto degli interventi di rinaturalizzazione che aumentano la biodiversit e al contempo fungono da elemento filtro e barriera sui lati della propriet maggiormente esposti al transito veicolare.
La vegetazione infatti possiede la
capacita di deviare, assorbire, riflettere
e rifrangere il rumore con unefficienza
variabile a seconda del disegno di impianto e delle specie vegetali utilizzate.
Linquinamento acustico il pi
difficile da abbattere con una semplice
schermatura verde: per ottenere dispositivi anti-rumore particolarmente efficaci andrebbe combinata con la realizzazione di terrapieni e collinette.
I soli fusti e i rami delle piante, specie se di latifoglie che nel periodo invernale si spogliano del loro fogliame,
non riescono a contrastare la diffusione
dellinquinamento acustico.
Per ottenere effetti significativi sarebbe necessario mettere a dimora delle fasce di vegetazione con elevata densit di impianto e larghezza non inferiore ai 20 metri adiacenti alla strada o alla
fonte rumorosa.
Lefficacia dei sistemi verdi lineari

invece assodata per quanto attiene alla capacit di trattenere polveri e particelle sospese (particolato) dei gas di
scarico dei veicoli.
Una progettazione oculata dovrebbe
quindi prevedere questa tipologia strutturale al bordo di campi di ortaggi o di
frutta, oppure a protezione dei giardini
delle case qualora questi spazi si trovino
vicino alle strade.
Anche una siepe posta a fianco di
una semplice strada sterrata di campagna preserva dalla polvere le colture presenti.
Le specie impiegabili per queste
strutture sono da ricercare tra quelle
che hanno fogliame a lamina increspata e ricoperta di peluria (fogliame pubescente) e uno sviluppo folto dei rami che sar da favorire con mirate potature di formazione nei primi anni di
sviluppo.
Quanto maggiore la fonte inquinante (rumore o polveri) tanto maggiore dovr essere la larghezza della siepe,
con un minimo comunque di una doppia fila sfalsata.
Di contro dovete tenere presente che
eventuali frutti o parti commestibili forniti da queste siepi non possono essere
destinati allalimentazione. Tantomeno queste siepi possono essere impiegate per la produzione di miele, proprio

Funzione ecologica: difesa dagli inquinanti del trafco. A sinistra: siepi appositamente progettate possono svolgere la funzione di ltro e barriera ai margini delle strade soggette al transito dei veicoli; la loro vegetazione assorbe e riette il rumore e trattiene le polveri e le
particelle sospese dei gas di scarico. A destra: il viburno lantana molto adatto per limpiego nelle siepi per la difesa dagli inquinanti prodotti dal trafco, anche in ambito urbano, per la capacit di trattenere le polveri sottili; ci dovuto alle sue foglie ampie con supercie ruvida, ricoperta da peluria densa e sottile

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SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

SIEPI CAMPESTRI

Funzione ecologica: protezione dei corsi dacqua. A sinistra: un fosso di scolo oggetto di recente escavazione e pulizia. In questo caso sarebbe consigliabile ripiantumare i lati con alberi e arbusti che svolgono la funzione di ltro biologico, intercettando gli elementi nutritivi che dal campo vengono drenati verso il fosso A destra: un lare di ontano nero; tra le funzioni di carattere ecologico va ricordato che
questa specie garantisce un effetto depurativo sulle acque che deuiscono sia superciali, sia sotterranee

per il fatto che potrebbero presentare


dei depositi di metalli pesanti e polveri
sottili sui frutti, sui fiori e sulle foglie.
La manutenzione dovr limitarsi al
contenimento della vegetazione in larghezza e altezza con potature periodiche che non si abbassino fino raso terra
ma lascino in piedi i fusti principali degli arbusti e degli alberi presenti.
Protezione dei corsi dacqua (vedi
schema n. 2, a pag. 40). Pensando al
paesaggio tradizionale delle campagne
facile ricordare come le siepi venissero localizzate un tempo lungo le rive dei
numerosi fossi o canali.
Le radici delle siepi o dei filari consentono di trattenere la terra lungo le
scarpate degli argini e lombreggiamento delle chiome permette di controllare e limitare il rigoglio vegetativo dellerba nei canali stessi, impedendo che queste ultime possano intralciare il deflusso della corrente.
In molti comuni della Pianura padana obbligatorio il rispetto di alcuni parametri nelle cosiddette zone vulnerabili ai nitrati (zvn); le formazioni vegetali arbustive e arboree lungo i corsi
dacqua possono contribuire a limitare
questo rischio di deriva delle sostanze azotate dai campi alle acque.
Molte piante, tra cui lontano nero
(che presenta lattitudine a crescere facilmente in ambienti saturi dacqua, dove si concentrano le maggiori quantit

di nitrati e fosfati), sono in grado, oltre che di assorbire i nutrienti in eccesso (non utilizzati dalle piante coltivate
o in circolazione nel terreno per le troppe piogge), anche di ridurre il carico
di microrganismi potenzialmente patogeni presenti nei fossi (colibatteri, salmonelle, enterococchi) sempre pi presenti a causa degli scarichi delle acque
in uscita dai depuratori civili nelle reti
idriche delle campagne.
Questo effetto sterilizzante svolto grazie allazione di alcuni batteri che
vivono sulle radici in forma di piccoli
grumi. Questi batteri assorbono anche
lazoto dellaria e lo trasformano in sostanze nutritive per la pianta.
In ultimo i filari di ontano possono
rivestire un importante ruolo nella protezione delle sponde dei canali irrigui e
dei piccoli corsi dacqua, grazie allapparato radicale profondo e fascicolato
di cui dispongono.
Lintroduzione di fasce tampone per
la tutela dei corpi idrici dalle sostanze
inquinanti in ogni caso prevista dalla
Direttiva europea 2000/60/CE (Azione
comunitaria in materia di acque).
Difesa delle coltivazioni biologiche

(vedi schema n. 3, a pag. 41). Le aziende biologiche o chi vuole produrre ortaggi e frutta con questo sistema di coltivazione deve in primo luogo garantire una separazione dei propri campi dai
terreni condotti con i metodi conven-

zionali per evitare inquinamenti dovuti alleffetto deriva da trattamenti antiparassitari.


La vicinanza alle strade e agli ambiti urbanizzati uno degli altri fattori critici per quanto riguarda le possibili fonti di inquinamento e pertanto vanno previsti degli interventi di rinaturalizzazione che aumentino la biodiversit e al contempo fungano da elemento
filtro e barriera sui lati esposti al transito dei veicoli.
Alcuni organismi di controllo, in
contesti particolarmente urbanizzati,
impongono alle aziende di effettuare
una raccolta separata delle produzioni
delle zone di confine o di quelle vicine
alle strade ad alta circolazione.
Le norme tecniche della produzione biologica, stabilite dal Regolamento CEE 2092/91 e recentemente aggiornate con la nuova normativa comunitaria dettata dal Regolamento (CE) n.
834/07, consentono lutilizzo di prodotti di origine naturale (fertilizzanti organici, minerali naturali, estratti vegetali,
ecc.), di svariati organismi (acari e insetti utili, funghi entomopatogeni, preparati microbiologici, ecc.), di metodi
biotecnologici (confusione e disorientamento sessuale) e di tecniche agronomiche (rotazioni, lavorazioni meccaniche, pirodiserbo, ecc.).
La difesa fitosanitaria basata prevalentemente sulla prevenzione degli
attacchi attraverso il rispetto e la valo-

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

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SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

di fitofarmaci, necessario considerare


queste funzioni di habitat per i predatori e per gli insetti utili offerte dalle siepi.
Nei capitoli successivi descriviamo le
tipologie di siepi che si possono realizzare per un efficace sistema di protezione dagli agenti inquinanti, e al contempo con la capacit di ospitare il maggior
numero di insetti e microfauna utile per
gli equilibri ambientali.
Mantenimento di corridoi ecologici

Funzione ecologica: difesa delle coltivazioni biologiche. Un individuo adulto di


cuculo: questo uccello un attivissimo predatore di insetti

adulti o forme giovanili dellinsetto nella loro dieta.


Nella prospettiva quindi di una rivalutazione delle produzioni tipiche locali,
ottenute tra laltro con minimo impiego
Foto: Maurizio Bonora

rizzazione dellequilibrio tra le popolazioni degli organismi dannosi e dei nemici naturali e nellattuazione di pratiche agronomiche che evitano linsorgenza di condizioni predisponenti lattacco di malattie.
Uno di questi elementi rappresentato dallintroduzione in azienda di siepi e filari.
Le siepi assicurano, per la maggior parte dellanno, unampia variet
di cibo in particolare per lavifauna e
per molti piccoli mammiferi, quali ad
esempio i roditori.
Per tutto il periodo primaverile-estivo, la vegetazione spontanea ospita una
grande quantit di insetti (fondamentali per lallevamento della prole di molti
uccelli) presenti in tutti gli stadi di sviluppo, anche in assenza di infestazioni
sulle colture agrarie.
Nel periodo estivo-autunnale invece,
molte specie vegetali sono in grado di
offrire frutti e semi, alimenti a elevato
contenuto energetico, proprio nel momento in cui la presenza di insetti comincia a diminuire.
A questo proposito va sottolineato
che, nel caso di specie onnivore o granivore, finch gli uccelli riescono a reperire cibo sufficiente in natura, nelle siepi e nei boschetti, i danni alle coltivazioni rimangono di entit limitata.
Al contrario, in assenza di spazi naturali, gli animali in cerca di cibo concentrano lattenzione sui campi coltivati, arrecando talvolta danni notevoli.
La presenza di siepi favorisce linsediamento di specie pi esigenti, di elevato
valore naturalistico e, il pi delle volte,
a regime dietetico insettivoro, quindi di
maggior utilit per lagricoltore.
Tra i numerosi insetti dannosi alle colture agrarie e alle specie forestali, che vengono predati, vanno citati la
metcalfa (Metcalfa pruinosa) e lifantria americana (Hyphantria cunea), entrambi di origine americana, introdotti
in Italia circa 30 anni fa e, pertanto, con
pochi parassiti e predatori indigeni in
grado di limitarne la diffusione.
I predatori pi attivi di ifantria americana si sono dimostrati il cuculo (Cuculus canorus) e il rigogolo (Oriolus
oriolus).
Nel caso della metcalfa, almeno 10
specie di passeriformi, tutte presenti con regolarit nelle siepi, includono

Foto: Maurizio Bonora

SIEPI CAMPESTRI

Funzione ecologica: mantenimento dei


corridoi ecologici. Linverno rappresenta il
momento estremamente critico per molti
uccelli, a causa del freddo e della scarsit
di cibo a disposizione; le siepi campestri
assicurano il cibo per molte specie di uccelli e mammiferi

(vedi schema n. 4, a pag. 42). La siepe rappresenta unimportante stazione


di servizio per diverse specie di uccelli migratori che, durante i passi, possono trovare temporaneamente cibo e riparo in attesa di riprendere nuovamente
lo spostamento.
Molte specie tipiche della siepe sono
in grado di offrire frutti e semi, alimenti a elevato contenuto energetico, proprio in un periodo lautunno in cui la
presenza di insetti comincia a diminuire.
Anche gli uccelli, come tutti gli altri
animali, sfruttano lenorme importanza degli spazi naturali come corridoi
ecologici durante i loro spostamenti,
utilizzando preferibilmente siepi e filari, in grado di mantenere i collegamenti
tra i diversi punti del territorio.
Linverno rappresenta un momento
critico per molte specie di uccelli stanziali e, in assenza di siepi, la disponibilit di risorse alimentari, gi scarsa
in questo periodo, diminuisce ulteriormente, compromettendo la sopravvivenza di molti individui oppure costringendoli ad affrontare lunghi e rischiosi
spostamenti.
Anche lesposizione agli eventi atmosferici (vento, neve e pioggia) aumenta notevolmente in assenza di vegetazione spontanea. In mezzo alla chioma e alle ramificazioni delle siepi gli
uccelli trovano numerosi siti dove costruire il nido e rifugiarsi per linverno.
Per questo motivo, compatibilmente
con le esigenze produttive, occorre evitare le potature o gli abbattimenti a raso non strettamente necessari, in quanto la rimozione delle chiome metterebbe in serio pericolo la sopravvivenza di
numerose specie di uccelli.
Fra gli alberi e gli arbusti che producono frutti o semi particolarmente attrattivi per gli uccelli, a partire dai mesi autunnali, possiamo citare le seguenti

SIEPI CAMPESTRI

specie: acero campestre, carpino bianco, ciliegio, farnia, ontano nero, biancospino, corniolo, ligustro, pallon di maggio, prugnolo, rosa canina, sambuco nero, sanguinella, viburno lantana.
stato dimostrato che almeno una
trentina di specie di uccelli, in Europa, si
riproducono preferibilmente allinterno
di siepi e filari con strato arboreo-arbustivo ben sviluppato, strutturato e ricco
di svariate specie vegetali. Si tratta, nella
maggior parte dei casi, di specie alquanto selettive nella scelta dellambiente di
nidificazione, per cui la presenza di siepi e boschetti diviene determinante per
la loro esistenza nel territorio.
In particolare va sottolineata limportanza degli alberi vecchi e ricchi di
cavit, siti preferenziali di nidificazione
per molti gruppi di uccelli quali picchi,
upupa, rapaci notturni e diverse specie
di passeriformi (cince, torcicollo, codirossi, ecc.).
La fauna selvatica tende a insediarsi e a formare popolazioni stabili negli
habitat pi adatti per poi diffondersi nel
territorio circostante, per occupare nuove aree, per cercare risorse utili alla sopravvivenza, per riprodursi o per fuggire a situazioni divenute ostili.
In questi ambienti gli animali trovano per esempio la giusta copertura vegetale, oppure un riparo contro i predatori o migliori condizioni di umidit e
ombreggiamento.

Funzione produttiva
Produzione di legname per lazienda

Funzione produttiva: produzione di legna da ardere. Fusti di platano tagliati al


bordo del campo

Limportanza di tutti questi fattori tale che lUnione europea da diversi anni, inizialmente con il Reg. Cee
2078/92 seguito dal Programma di sviluppo rurale 2007-2013 e ora con la
nuova programmazione 2014-2020, incentiva e concede contributi per limpianto e la manutenzione, negli anni, di
queste strutture vegetali.

Funzione produttiva: produzione di legna da ardere. Le siepi


possono fornire legna per la produzione di cippato, ovvero scaglie e
pezzetti di legno frantumati e triturati da utilizzare poi per lalimentazione di caldaie appositamente dedicate. Nella foto: una cippatrice
in azione

(vedi schema n. 5, a pag. 43). Le siepi


in azienda possono trovare posizione e
spazio tale da rendere queste formazioni
una risorsa e non un intralcio, come nel
recente passato si diffusamente creduto nelle nostre campagne.
Soprattutto in pianura, dove scarseggiano i boschi naturali, le siepi rappresentano un utile serbatoio di biomassa
a fini energetici.
La vicinanza alla casa o allazienda,
la facilit di meccanizzazione del cantiere e di movimentazione del prodotto
rendono queste formazioni davvero utili per chi vuole rendersi sempre pi indipendente da un punto di vista energetico.
Nelle campagne della pianura, lungo le sponde dei fossi e dei canali irrigui, sulle capezzagne o al bordo delle
strade, per esempio, si molto diffusa
la robinia (talvolta in mescolanza con
altre specie) che oltre a produrre ottima
legna da ardere e paleria per uso agricolo, se trattata a ceduo con turno breve, pu anche fornire pali per la viticoltura o travature per piccole costruzioni.
A differenza del lavoro di taglio nei
boschi, le fasce boscate offrono il vantaggio di poter meccanizzare quasi tutte le operazioni, recuperando facilmente le varie parti, dalle ramaglie ai tronchi, che possono essere anche cippati.

Funzione protettiva: difesa dallerosione. Un appezzamento declive con evidenti danni da erosione superciale del terreno dovuti
alla forza dellacqua. Il fenomeno (detto ruscellamento o convogliamento) comporta lasportazione dello strato pi ne e fertile del terreno agrario

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

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SIEPI CAMPESTRI

Funzione protettiva

Funzione protettiva: difesa dallerosione. Se lungo il fosso, sullargine verso valle,


piantata una siepe, il terreno mantiene unelevata permeabilit e lacqua si inltra nei substrati profondi, depositando in supercie i sedimenti sospesi

IL SISTEMA SIEPE-FOSSO-ARGINE
E LA SUA INFLUENZA SUL REGIME IDROLOGICO

bosco
precipitazioni

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zione

de
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Funzione protettiva: difesa dallerosione. Linsieme siepe-fosso-argine favorisce linltrazione dellacqua verso gli strati profondi del suolo

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SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

Difesa dallerosione (vedi schema n.


6, a pag. 44). Le acque piovane si muovono disordinatamente lungo le linee
di massima pendenza e in caso di forti precipitazioni lo scorrimento superficiale caratterizzato da un rapido movimento, rappresentando quindi il principale mezzo di trasporto e di erosione.
Con la piantumazione di arbusti o
alberi sulla riva dei fossi si persegue
lobbiettivo di ridurre la forza erosiva
dellacqua attraverso interventi che si
avvalgono spesso anche delle tecniche
di ingegneria naturalistica.
Particolarmente efficaci a questo riguardo sono i sistemi siepe-fosso-argine, che consistono nella realizzazione dei fossi parallelamente alle linee di
livello, le acque superficiali vengono
cos raccolte prima che siano in grado
di ruscellare in modo dannoso.
La distanza tra le diverse siepi dovr essere calcolata in funzione dei
singoli fattori locali, tra i quali:
J pendenza del versante: maggiore la
pendenza, minore dovr essere la distanza
tra una siepe e laltra, e comunque senza
scendere sotto i 50 metri luna dallaltra;
J natura ed erodibilit del suolo: unitamente al grado di copertura delle coltivazioni presenti (prato o seminativo),
influisce sul fenomeno dellerosione,
ovvero la perdita delle particelle pi fini
di terreno per effetto del ruscellamento superficiale che maggiore nei terreni argillosi e compatti rispetto a quelli sciolti e leggeri;
J copertura boscata a monte dei terreni: la presenza del bosco evita il ruscellamento dellacqua in arrivo dai versanti o dai terreni posti pi in alto.
La funzionalit e lefficacia della siepe in questo caso indipendente dalla
sua composizione; aspetto che sar da
individuare, comunque, tra quelle specie
con una buona capacit di sopportare ristagni dacqua e umidit elevata nei momenti di piena dei fossi, come per esempio salici, ontani, pioppi o frassini.
Difesa dalle intrusioni (vedi schema
n. 7, a pag. 45). Dette anche chiudende vive, le siepi sono sempre state utilizzate fin dallantichit per recintare i
pascoli e i fondi agricoli o per impedire il passaggio tra una propriet e laltra.

SIEPI CAMPESTRI

cereali autunno-vernini, spesso soggetti


allallettamento (orzo, frumento, ecc.).
Viene definito piccolo frangivento una barriera composta da soli arbusti
che giungono a uno sviluppo massimo
di 3-5 metri di altezza; si parla invece di
medio frangivento quando lo sviluppo
a maturit della siepe si attesta intorno agli 8-15 metri, per un ingombro di
5-6 metri complessivi, mentre un grande frangivento costituto da alberi di
alto fusto in grado di arrivare fino a 1530 metri di altezza, alternati ad alberi a
ceppaia e arbusti, con un ingombro laterale anche di 3-4 metri per lato rispetto al tronco principale.
Occorre poi ricordare che una siepe
frangivento offre diverse altre funzioni,
quali la produzione di legna, le fioriture utili per lapicoltura, rifugio e habitat per la fauna selvatica, oltre ad essere un serbatoio di equilibrio e biodiversit (insetti, acari e altri animali utili).

Funzione protettiva: difesa dalle intrusioni. Una siepe mista di biancospino e prugnolo
a delimitazione di un prato pascolo lasciata in forma libera, al sesto anno dallimpianto

46). I mesi primaverili-estivi mettono in


evidenza unaltra delle molteplici funzioni delle fasce boscate: lazione frangivento. Il fogliame in questi periodi nel
suo massimo sviluppo, in grado quindi di
svolgere al meglio leffetto filtro-barriera.
Una convinzione tuttora molto diffusa che le alberature ai bordi dei campi
siano sinonimo di competizione e riduzione delle produzioni agricole. Questo
fattore, unitamente alla meccanizzazione che ha aumentato la capacit lavorativa unificando il maggior numero di appezzamenti, ha causato nei decenni passati la scomparsa di molti elementi lineari che caratterizzavano il paesaggio.

EFFETTO DI UNA SIEPE FRANGIVENTO


SULLE COLTURE AGRARIE

vento

1
B

A
siepe

coltura

2
C

vento

Frangivento (vedi schema n. 8, a pag.

Nel riquadro qui a fianco possiamo


osservare i vantaggi che si ottengono.
Se la composizione della siepe corretta
(disegno in basso), la capacit di smorzare la massa ventosa pari al 30-50%
nello strato pi vicino al suolo. Questo gi dovrebbe far riflettere sulle conseguenze positive che ci pu avere sui

siepe

coltura

siepe

coltura

3
vento

Lintroduzione di reti plastiche o


metalliche, fili elettrici e recinti mobili
in zootecnia, hanno nel tempo limitato
e ridotto questa pratica.
Se da un lato una recinzione di materiale inerte (plastica, ferro, legno ecc.) richiede una manutenzione minore nel tempo rispetto a una siepe viva, va per considerato che non sempre queste soluzioni sono consentite fuori dai centri abitati,
dovendo ottenere permessi per la costruzione del cordolo o dei plinti di sostegno.
Utilizzare chiudende vive, permette inoltre di ottenere un migliore effetto
estetico e, spesso, anche una migliore efficacia difensiva, se si utilizzano specie
spinose e particolarmente fitte, a partire
dal terzo o quarto anno di vita della siepe.
Le siepi difensive, in ambito agrario,
possono essere lasciate in forma libera,
mentre per la delimitazione di giardini e di abitazioni tutte le specie indicate
nello schema di pag. 45 sopportano bene i tagli di potatura ripetuti per garantire una forma regolare e ordinata.

1-Una siepe troppo tta genera turbolenze dannose in prossimit della coltura da
proteggere. 2-Una siepe non omogenea non protegge adeguatamente le colture.
3-Per un efcace effetto frangivento la siepe deve essere permeabile al 50%, in modo da smorzare la forza del vento

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

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SIEPI CAMPESTRI

Funzione protettiva: frangivento. Barriera frangivento medio-grande vicino a un campo


coltivato. Si noti la fascia arbustiva bassa (vedi freccia) che garantisce una buona efcacia,
senza turbolenze dannose

In particolare gli alberi, essendo il


frangivento composto sia da piante arboree che arbustive, potranno essere gestiti con potature simili a quelle applicate in arboricoltura da legno di pregio,
ottenendo cos nel medio-lungo periodo
perfetti tronchi da opera di ciliegio, rovere frassino o tiglio.

Funzione mellifera
Produzione di miele (vedi schema n. 9, a
pag. 47). Nonostante i filari puri di robinia
rivestano uno scarso valore ecologico, gli
apicoltori gradiscono molto questa specie
per labbondante fioritura, grazie alla quale si produce il noto miele di acacia.
La robinia si adatta senza problemi ad
ambienti semplificati, dove vi un numero di specie animali e vegetali assai ridotto e spesso di banale importanza; a questa essenza si pu facilmente aggiungere
uno strato arbustivo pi basso con la funzione di integrare e prolungare le epoche
di fioritura per evitare vuoti nel calendario alimentare delle api nel periodo
compreso tra febbraio e settembre.
Uno dei problemi dei produttori di
miele, hobbisti o professionisti, sta nel
riuscire a garantire alle api una flora
idonea alle varie fasi del loro ciclo biologico. Ogni volta che scarseggia il cibo, in particolare modo nei periodi critici (fine inverno, estate inoltrata e autunno), la flora erbacea (fioriture cam-

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SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

pestri, erba medica, girasole, ecc.) o arbustiva (ligustro, sambuco, biancospino), pu venire in soccorso alle bottinatrici bisognose di nutrimento. In particolare, occorre unabbondanza di polline a inizio stagione e una grande abbondanza di nettare tra aprile e luglio.
Ecco che allora la realizzazione di
una siepe pu essere unottima soluzione per assicurare la continuit di fonti
di nettare e polline, scegliendo le piante
che fioriscono in modo scalare.
Piante diverse danno nettari diversi.
Questa la ragione per cui si dovreb-

Funzione mellifera. Il biancospino (Crataegus monogyna) presenta una oritura primaverile molto ricercata dalle api, sia per il
nettare che per il polline

be parlare di mieli al plurale, piuttosto


che genericamente di miele. Una formazione vegetale mista offre alle api la
presenza di pi fioriture, magari anche
contemporaneamente, tale per cui il loro prodotto sar misto e verr denominato millefiori.
I mieli monofloreali, invece provengono prevalentemente dal nettare di
ununica specie, data da una presenza
rilevante su un territorio di una fioritura
attraente per le api.
Il miele monofloreale pu essere
identificato da un colore, da un profumo e da un sapore caratteristico, a seconda che provenga da fiori di robinia,
castagno, cardo, tiglio, trifoglio, ecc.
Si pu ottenere un miele monofloreale anche in virt delle scelte dellapicoltore, che pu spostare le arnie su una
determinata fioritura ed estrarre il miele monofloreale evitando la contaminazione con raccolti precedenti e successivi ottenuti da specie diverse.
Ma non vi solo il calendario della fioritura da tenere in considerazione: anche il
potenziale mellifero di ogni singola specie, ovvero la quantit teorica di miele che
possibile ottenere in condizioni ottimali da quella specie in una determinata area
di terreno, assai importante.
Per praticare lapicoltura necessario che i terreni in cui impiantare siepi
e filari nettariferi siano lontani da autostrade o industrie, meglio se posizionati
allinterno di parchi e giardini tranquilli
e comunque lontano dal traffico urbano.
innegabile per che anche in zone rurali esista un inquinamento ambientale in
senso lato (dovuto alluso di fitofarmaci),
ma questo un problema che ormai coinvolge la maggior parte degli ecosistemi.
Da parte di tutti i conduttori di terreni agricoli doveroso rispettare, al di
l della produzione di miele, la componente fondamentale degli insetti con alcuni basilari accorgimenti:
J se si effettuano trattamenti in fioritura (con i prodotti consentiti), lintervento va eseguito rispettando al massimo le api e gli insetti impollinatori presenti nelle aree circostanti, evitando di
indirizzare il getto nella direzione delle
chiome dei filari o delle siepi;
J non trattare con insetticidi, acaricidi,
diserbanti e disseccanti nel periodo della fioritura (come peraltro previsto dalla
normativa vigente).

La progettazione
prima della messa a dimora
Il perimetro delle propriet rappresenta, nella maggior parte dei casi, la
scelta pi immediata per localizzare una
siepe in quanto, oltre a delimitare visivamente i diversi appezzamenti, alberi e
arbusti possono svolgere efficacemente
le funzioni che gli si vuole attribuire.
Nonostante le numerose pubblicazioni sulla progettazione e realizzazione di siepi campestri, filari e fasce tampone, non esistono modelli o schemi
predefiniti a cui affidarsi ciecamente.
Lesperienza del progettista, unitamente alla conoscenza degli specifici
luoghi di impianto, devono essere gli
elementi fondanti della fase di progettazione preliminare.

Il prelievo del terreno per eseguire le analisi


in laboratorio deve seguire precise regole:
necessario un campione ogni tre ettari
costituito da 10 sub-campioni prelevati no
a una profondit di 30 cm e successivamente miscelati insieme

che del terreno, tale da rendere linsieme delle specie ogni volta potenzialmente differente.
Per la realizzazione di siepi, filari e
fasce tampone boscate buona norma
procedere con una progettazione a tavolino che contempli le seguenti fasi:
J indagine preliminare conoscitiva
per appurare e individuare le caratteristiche del clima e del terreno, della morfologia del luogo dimpianto (pendenze,
avvallamenti ecc.), verificando eventuali
ristagni dacqua o canali di scolo esistenti, della composizione della vegetazione arborea e arbustiva spontanea (tabella a pag. 18), della presenza di fauna
selvatica.
J localizzazione e dimensionamento
delle tipologie di strutture lineari (siepi,
filari, fasce tampone boscate) che si intendono realizzare;
J individuazione delle specie autoctone (tipiche del luogo) idonee, tenendo conto del contesto ambientale e climatico e delle attitudini produttive delle specie stesse;

I rilievi preliminari
Una delle condizioni fondamentali
per il buon esito delle piantagioni di
nuove siepi la scelta delle specie pi
adatte, oltre che la localizzazione migliore dellambiente in cui saranno inserite, sia dal punto di vista climatico,

Legenda
= corsi dacqua e scoli
= strade
= potenziali siti di impianto
= perimetri dei cortili e dei recinti
= frutteti e vigneti

= piccolo frangivento
= medio frangivento
= grande frangivento
= alberatura ornamentale

Fasi della progettazione del sistema di siepi aziendali. 1-Denizione delle funzioni delle siepi. 2-Rilievo dei siti di impianto presenti nellazienda. 3-Scelta dei siti di impianto e dei modelli strutturali delle diverse siepi. 4-Denizione della composizione delle singole siepi

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

17

SIEPI CAMPESTRI

costituzione, o ripristino, di sistemi


verdi di vegetazione arborea e arbustiva che separano i fossi o le scoline dai
circostanti terreni coltivati per intercettare e contenere il rilascio nelle
acque dei nutrienti provenienti
dai coltivi, in particolare azoto e
fosforo, attraverso il meccanismo della fitodepurazione.
Seguendo le indicazioni fornite nel capitolo a pagina 34 ci si
pu rendere conto per esempio di
quali sono le piante pi adatte al
luogo, in base alla zona geografica di
appartenenza e al tipo di terreno.
Facendo eseguire lanalisi del terreno a un laboratorio, a un costo medio di
80 euro a campione, avrete modo di conoscere esattamente le qualit in termini di nutrienti disponibili e la precisa
struttura e tessitura del suolo.
Se larea prescelta gi interessata
da altre coltivazioni o vede la presenza
di manufatti o elementi del paesaggio
(fossi, strade, edifici), oltre alla conoscenza del tipo di terreno, si rivela ancor pi fondamentale individuare le
piante da mettere a dimora in funzione
delle loro esigenze specifiche, ma soprattutto del loro sviluppo a maturit.
Per esempio, orientando in senso
nord-sud le piante arboree si limita
lombreggiamento dei campi da parte
delle chiome degli alberi pi alti, mentre gli arbusti sono da preferire per la
messa a dimora con orientamento estovest (nella stessa direzione del percor-

La scelta delle piante

ovest

nord
est

sud

I grandi frangivento vanno piantati in direzione nord-sud. Gli alberi pi alti vanno
piantati in senso nord-sud per evitare leccessivo ombreggiamento dei campi, mentre
le essenze arbustive, pi basse, vanno meglio sul lato dei campi con direzione est-ovest, cio secondo il percorso del sole

so del sole), in virt della minore proiezione a terra della loro ombra.
Sempre nellottica di arrecare il minimo intralcio alle attivit agricole, altri
punti ideali che possono essere arricchiti con siepi sono le cosiddette tare
delle aziende agricole, ovvero i margini
di fossi, canali, strade, scarpate e dislivelli tra i campi.
Anche intorno ai depositi dei mezzi agricoli, alle concimaie e agli impianti zootecnici le siepi contribuiscono al miglioramento del contesto, mascherando visivamente i manufatti in
cemento o gli accumuli temporanei di
materiali.

LE PIANTE INDICATRICI
Flora naturale presente
(specie indicatrici)

Caratteristiche e indicazioni
sulla fertilit del terreno

Equiseto, tifa, giunco, canna palustre

presenza di acqua permanente

Ontano nero, salici, frangola

falda superciale o ristagno idrico


periodico

Farnia, carpino bianco, frassino maggiore

terreni freschi

Molinia e carici

terreni asciutti destate e asttici nei


periodi piovosi

Pino silvestre, carpino nero, roverella, ginepro,


viburno lantana, prugnolo e ginestre

terreni asciutti e/o poveri,


spesso calcarei

Castagno, rovere, betulla, felce aquilina

suoli acidi

Ortica, parietaria, rovi, sambuco nero

suoli ricchi di azoto, fertili

18

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

Nella scelta delle essenze, vanno


privilegiate le specie autoctone (tipiche del luogo) e, possibilmente, derivvanti da ecotipi locali (popolazioni
di piante adattate al clima e
allambiente
del posto) il cui
a
uuso permette di avere piante pi
rresistenti alle avversit climatiche e alle malattie.
Scegliete sempre piantine
giovani, di uno o due anni di et, allevate e vendute in contenitore, che
hanno capacit di attecchimento e di ripresa vegetativa post-impianto molto
superiore alle piante di dimensioni
maggiori, a pronto effetto estetico
ma pi soggette a stress da trapianto.
Lacquisto del materiale vivaistico
dovr comunque essere effettuato secondo le norme vigenti per quanto concerne il cosiddetto passaporto delle
piante (D.lgs 214/2005).

Le operazioni
dimpianto
Le operazioni per la preparazione
dei terreni destinati a ospitare gli impianti lineari ricalcano le comuni operazioni necessarie per altri lavori agricoli; non richiedendo pertanto attrezzature dedicate, ma necessitando di
tempi e materiali che rappresentano
comunque un onere economico aggiuntivo.
Le indicazioni descritte di seguito,
volte a contenere i costi e a intervenire
nei periodi corretti dellanno, sono frutto di esperienze di campagna ormai
consolidate. Prima di eseguire gli impianti, i suoli vanno preparati e lavorati
seguendo la sequenza delle operazioni
di seguito descritte.

1-Decespugliamento
Nel caso di presenza di cotica erbosa o di residui di coltivazione, ogni intervento sul suolo deve essere preceduto dal decespugliamento e dalla trinciatura delle erbe infestanti.
Il materiale trinciato potr essere
tranquillamente interrato in una fase
successiva, a beneficio della fertilit del
terreno.

SIEPI CAMPESTRI

Piantine di ciliegio selvatico


allevate in contenitore in vivaio, pronte per la messa a
dimora. Letichetta riporta,
oltre alla data di semina,
anche la provenienza del
seme, importante per scegliere la partita pi adatta
alla vostra zona

A-Piantina allevata in contenitore, con il pane di terra, pronta per la messa a dimora.
B-Piantina della stessa specie e della medesima et, ma a radice nuda

2-Ripuntatura

3-Concimazione

Quando si in presenza di suoli che


sono stati lavorati per lunghi periodi
sempre alla stessa profondit probabile che si sia sviluppata la suola di lavorazione o una compattazione degli
strati sotto-superficiali del terreno che
pu impedire lo sviluppo profondo delle radici delle piante. In questi casi necessario provvedere alla rottura dello
strato indurito a mezzo di una ripuntatura eseguita a una profondit superiore
(arrivando anche a 80-100 cm) a quella
delle normali lavorazioni.
Con questa operazione si ottiene il
risultato di decompattare, smuovere e
fessurare in profondit il suolo, aerandolo senza girarlo e, successivamente,
con una aratura superficiale o semplicemente una erpicatura leggera, si completa linterramento del concime sparso
in superficie.

Per limpianto di siepi e filari con


specie forestali non solitamente previsto il ricorso a concimazioni di tipo chimico. sufficiente che allimpianto, in
fase di preparazione del terreno, si apporti un buon quantitativo di letame
maturo o di compost di qualit.
Il terreno ideale per le piante di
medio impasto, fresco ma non saturo
dacqua e con pH 6-6,5.
Quello che pi conta, al di l dei singoli elementi o valori di laboratorio
che il terreno sia sano, vivo e fertile,
cio ricco di microrganismi (funghi, alghe, batteri, virus, insetti terricoli ecc.);
questo complesso ecosistema trae nutrimento ed energia dalla disgregazione
della sostanza organica (letame e/o
compost vegetale), che viene trasformata prima in humus e poi in elementi
nutritivi assimilabili dalle piante.

terreno coltivato
suola di lavorazione
terreno vergine

Nei terreni argillosi, la sostanza organica migliora la struttura del suolo,


favorisce lossigenazione e rende pi
efficiente il drenaggio dellacqua, mentre in quelli sabbiosi e sciolti ne attenua la porosit, riducendo la necessit idrica.
Con il letame maturo si apporta humus al terreno, migliorandone le caratteristiche chimico-fisiche e le attivit
microbiologiche.
Il letame pi adatto quello bovino, specialmente se contiene molta paglia, ma pu essere utilizzato anche
quello equino, ovino e degli animali da
cortile.
Il letame deve essere impiegato a
maturazione completa, che avviene in
circa 10-12 mesi; le dosi medie da apportare allimpianto sono pari a circa
600-800 quintali per ettaro.
Poich, per, ai nostri giorni sempre pi difficile reperire del buon letaC

terreno secco
terreno fresco
suolo pesante
terreno bagnato
o

t llo strato
t t di tterreno esplorabile
l bil d
I beneci della ripuntatura. A-Azione di scasso: la rottura della suola di lavorazione aumenta
daglili apparati radicali. B-Azione decompattante: leliminazione di concrezioni, ovvero di strati profondi e impermeabili che si formano talvolta nei suoli argillosi o in presenza di ristagni. C-Azione drenante: in suoli pesanti e asttici limpiego di ripuntatori detti aratri talpa permette di lasciare nel suolo uno spazio vuoto in cui convogliare lacqua in eccesso
SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

19

SIEPI CAMPESTRI

me, che sia bovino, equino, ovino o di


altro tipo, ecco che il compost vegetale
pu rappresentare una valida alternativa
per apportare sostanza organica. Le dosi medie da apportare allimpianto sono
pari a circa 500-600 quintali per ettaro.
Il principale vantaggio delluso dei
concimi organici risiede nella loro capacit di rilasciare con gradualit, a seguito del processo di mineralizzazione,
gli elementi nutritivi.
Questa gradualit di rilascio fa s che
la disponibilit degli elementi nutritivi
nel suolo sia pi compatibile con le esigenze delle colture.
Inoltre, al contrario di quanto avviene con luso dei concimi di sintesi, generalmente a elevata solubilit, a seguito dellimpiego di concimi organici non
si osservano, nel terreno, picchi di
concentrazione delle forme solubili
dellazoto inorganico (ammonio e, soprattutto, nitrato), potenzialmente dilavabili. Conseguentemente anche i rischi
ambientali sono fortemente ridotti.
Altro vantaggio deriva anche dal fatto che tutti i concimi organici, essendo
costituiti da matrici complesse di origine biologica, contengono sempre, anche se in misura molto diversa tra di loro, gli elementi secondari e i microelementi della fertilit. Il loro impiego,
pertanto, consente una pi equilibrata
nutrizione delle piante e contribuisce al
contenimento o alleliminazione dei fenomeni di forte carenza di elementi indispensabili per la crescita e la produzione delle colture.

Il periodo ottimale per eseguire laratura cade tra la ne dellestate e linizio dellautunno,
con il suolo possibilmente asciutto

4-Aratura
In fase di impianto il terreno va lavorato al momento opportuno, evitando in
particolare di intervenire sul suolo bagnato e con mezzi troppo pesanti.
Laratura va effettuata normalmente
a una profondit di 30-35 cm con laratro, o comunque a una profondit tale
da consentire il completo interramento
dei residui della coltivazione precedente o della cotica erbosa trinciata.
Sono da evitare, per quanto possibile,
le lavorazioni pesanti che rivoltano il terreno in profondit, poich c il rischio di
portare in superficie gli strati non biologicamente attivi e di interrare eccessivamente lo strato attivo superficiale (i primi
15 cm), sconvolgendo la disposizione naturale dei diversi strati del terreno.
Il periodo ideale per laratura e la ripuntatura in stretta dipendenza dal tipo di terreno:
J nei terreni con alta percentuale di
argilla sono preferibili le lavorazioni
autunnali che portano a una migliore

Erpicatura di una striscia di terreno in cui prevista la messa a dimora di una siepe campestre (a sinistra) e successiva stesura del lm plastico per la pacciamatura (a destra)

20

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

strutturazione del suolo ed evitano il


passaggio di mezzi pesanti in primavera con terreno che presenta inadeguate
condizioni di umidit;
J nei suoli di medio impasto le arature possono essere effettuate in primavera o, nel caso di zone caratterizzate da
unelevata intensit di precipitazioni
primaverili, possono essere anticipate
allautunno.
J nei suoli tendenzialmente sabbiosi
laratura deve essere effettuata nel periodo primaverile per evitare la perdita
di struttura del suolo.

5-Erpicatura
Poco prima dellimpianto vero e
proprio necessario eseguire un affinamento del letto di semina, mediante erpicatura o fresatura dei primi 15-20 cm
di suolo. Laffinamento o lo sminuzzamento del terreno un aspetto particolarmente importante nella preparazione
del sito di impianto. Da esso dipende la
possibilit di agevolare le operazioni di
messa a dimora e di effettuare il trapianto senza arrecare danno alle piantine.
Il letto di impianto deve essere preparato quindi con fresature e/o erpicature che devono portare a un terreno
soffice e ben lavorato.
In terreni particolarmente tenaci, con
elevate percentuali di argilla, assolutamente necessario procedere alla fresatura e/o erpicatura con terreno che abbia
un adeguato tenore di umidit. Unumidit elevata porterebbe a una eccessiva
plasticit del suolo, che si impasterebbe
con conseguente scarso affinamento.
Per contro, in terreni con elevate
quantit di sabbia o limo e basso contenuto dacqua si giungerebbe a una perdita di struttura, con le particelle che si
disgregherebbero in polvere. I suoli argillosi affinati, con scarso contenuto di

SIEPI CAMPESTRI

umidit, oltre a perdere in parte la struttura possono dare origine a incrostamenti superficiali al verificarsi di piogge battenti.
Non esistono regole precise per ottenere un letto di impianto ottimale; pu
essere necessario effettuare anche pi
passaggi con gli attrezzi sino a che il
terreno non risulti adeguato al trapianto. In questi casi, laddove le condizioni
e le forme degli appezzamenti lo consentono, si consiglia di effettuare una
lavorazione incrociata.

6-Pacciamatura
La pacciamatura del terreno cio la
copertura del suolo lungo la fila o localizzata per singola pianta, con materiali di
vario tipo, al fine di inibire lo sviluppo
delle erbe infestanti unoperazione
che permette di ridurre lonere della manutenzione dellimpianto, non essendo
poi necessario effettuare lo sfalcio lungo
la fila o intorno alle piante, una volta che
queste saranno messe a dimora.
La pacciamatura non esclude comunque lesigenza di una manutenzione minima localizzata.
Uno dei sistemi pi consigliabili per
eseguire una pacciamatura efficace
quello di stendere lungo la fila un film
plastico (reperibile presso i consorzi
agrari) di 120 cm di larghezza e 0,08
mm di spessore.
La striscia di plastica va poi fissata
interrandola per 10-20 cm per parte; in
tal modo rimane scoperta una striscia di
larghezza utile pari a 80-100 cm.
Nella scelta del materiale del film
pacciamante si hanno due possibilit:
J utilizzare film plastico di etilivinilacetato (Eva), di colore nero, spessore

Pacciamatura. A-Per la stesura del lm plastico occorre disporre o noleggiare unapposita


macchina da applicare al trattore, detta pacciamatrice. B-Il posizionamento di un lm plastico di etilivinilacetato (Eva) permette un ottimale contenimento delle erbe infestanti che altrimenti entrerebbero in competizione con le giovani piante messe a dimora. C-Pacciamatura
localizzata alla base di ciascuna piantina realizzata con pannelli di materiale plastico o naturale: si tratta di una tecnica pi costosa rispetto alla stesura del lm plastico, a causa dei costi di manutenzione pi elevati. D-La pacciamatura pu essere realizzata anche con un congruo strato di corteccia e legno cippato

0,08 mm, peso di 80 grammi per metro


quadrato e larghezza di 120 cm, stabilizzato contro i raggi ultravioletti; questo materiale conserva a lungo lelasti-

QUANDO ESEGUIRE LIMPIANTO?


Il momento ideale per la piantagione delle siepi compreso tra ottobre e marzo. Possibilmente da preferire il periodo di ne autunno-inizio inverno, in quanto si consegue il vantaggio dellassestamento e delladattamento delle radici nel suolo, mentre i
giorni ormai pi corti e le temperature moderate diminuiscono la traspirazione. In primavera le piante partiranno non appena piogge e temperature saranno sufcienti.
buona norma non mettere le piante a dimora quando il terreno bagnato o gelato,
in giornate ventose o molto fredde; in questi casi, anche a distanza di mesi, si possono osservare estesi disseccamenti nella parte superiore della chioma con percentuali di attecchimento molto basse.

cit, non si rompe e dopo parecchi anni


pu essere facilmente rimosso dal terreno e avviato allo smaltimento;
J utilizzare materiali biodegradabili
quali per esempio cartone, fibre organiche, oppure a base di amido di mais
(Mater-Bi, con durata fino a 10-12 mesi). Dovete tenere presente che gli spessori maggiori di tali materiali sono da
preferire a quelli pi fini per aumentare
la durata e la capacit di copertura nel
tempo prima della loro degradazione
per effetto degli agenti naturali (sole,
pioggia, gelo, microrganismi). Da un
punto di vista ecologico ed economico
va tenuto presente che questi materiali,
essendo biodegradabili, vi esenteranno
dalla necessit di un loro recupero e
smaltimento.

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

21

SIEPI CAMPESTRI
SIEPI CAMPESTRI

Ponete attenzione alla buca di impianto:


una collocazione troppo profonda una
frequente causa di morte delle giovani
piantine

Prima di richiudere il lm plastico, la terra di


scavo va pressata, a mano o con il piede, intorno alla pianta in modo da far aderire le radici o il pane di terra alle pareti della buchetta

Nel caso di impianti su terreni ripidi,


in ambienti irregolari, dove pu assumere importanza anche lestetica, oppure
dove i macchinari non possono arrivare,
si pu ricorrere a una pacciamatura localizzata per singola pianta utilizzando
pannelli o dischi di forma circolare o poligonale che possono essere di materiale
plastico o naturale (cartone, fibre organiche, amido di mais, corteccia).
La pacciamatura con dischi, pannelli o cortecce si esegue dopo la messa a
dimora, contrariamente a quanto previsto per il telo pacciamante.

della lunghezza di circa 15 cm.


Una volta tagliato il telo, si sollevano i lembi per poter smuovere il terreno
sottostante, che sar soffice per essere
stato precedentemente lavorato. Con
laiuto di una piccola vanghetta si apre
una buchetta, larga e profonda quel tanto che basta da accogliere il
pane di terra delle
piantine forestali.
Le piantine devono essere collocate alla giusta profondit: il colletto dovr trovarsi a livello
del terreno o leggermente
sollevato per rispettare la posizione che aveva in vivaio o
nel vasetto (il punto esatto
facilmente riconoscibile alla

vista per il cambio di colorazione della


corteccia).
Nel caso in cui si disponga di piantine a radice nuda loperazione si effettua
nello stesso modo, con laccortezza di
smuovere un volume pi ampio di terra
per creare uno spazio maggiore in cui
poter distribuire le radici.
Eventuale altra terra servir per
colmare la fossetta che si verr a
creare dopo aver compresso la terra nella buca. Nelle zone siccitose questa fossetta pu essere lasciata
in modo da favorire laccumulo di acqua piovana.
Subito dopo la piantagione necessario apportare 5-8 litri di acqua per
pianta, impiegando un carro botte, secchi o innaffiatoi, allo scopo di far assestare meglio la terra appena smossa.
Non rimane altro che chiudere i lembi del telo fissandoli con pietre, sabbia
o picchetti per evitare la crescita di infestanti a ridosso del fusticino della
pianta.
Una tecnica un po pi laboriosa, ma
che garantisce una maggiore efficacia,
quella di ritagliare dei quadrati di film
pacciamante da infilare come collare
intorno al fusticino delle piante. La di-

Dopo aver preparato il terreno siete


pronti per loperazione pi importante,
ovvero la messa a dimora delle piantine.
Fondamentalmente ci sono due sistemi
che si possono adottare a seconda del tipo di pacciamatura che stata scelta.
Se avete impiegato il film pacciamante a strisce, dovete segnare sul telo
i punti in cui praticare i fori, in corrispondenza del punto di impianto. La foratura del telo si effettua con un coltello o un taglierino, praticando un taglio
a X oppure a T, a vostra scelta,

Per impianti di una certa


dimensione conveniente
utilizzare il palo trapiantatore, un
semplice attrezzo che rende
spedita loperazione dimpianto,
potendo porre
a dimora diverse
centinaia
di piante al giorno

Foto: Zoccarato Giampao

7-Messa a dimora

lo - www.zoccarato.it

Dopo aver segnato i punti in cui verr effettuato il trapianto, si deve forare il telo praticando un taglio a X o a T della lunghezza di circa 15 cm

PERIODI IN CUI VANNO ESEGUITE LE OPERAZIONI DI IMPIANTO DELLE SIEPI


Ago.

Set.

Ott.

Nov.

Dic.

Gen.

Feb.

Mar.

6-Pacciamatura
1-Decespugliamento 2-Ripuntatura

22

3-Concimazione

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

4-Aratura

5-Erpicatura

7-Messa a dimora

SIEPI CAMPESTRI

mensione dei quadrati dovr essere pi


grande del taglio a X o a T praticato in precedenza nel telo e sui collari si
deve effettuare un taglio partendo dalla
met di un lato fino il centro del quadrato. Dopo aver infilato il collare alla base del fusto, si richiudono sopra i lembi
del taglio a X o a T che vengono
poi bloccati con picchetti, sassi o altro
materiale inerte.
Nel caso di poche piante da mettere
a dimora, si ricorre allo scavo delle singole buche, come spiegato nel riquadro
qui a fianco.
Per impianti di una certa dimensione
conveniente utilizzare il palo trapiantatore, un semplice attrezzo che rende
spedita loperazione dimpianto (diverse centinaia di piante al giorno).

Lapplicazione
di protezioni e tutori
Protezioni. Molto spesso, a causa della
marginalit degli impianti realizzati vicino a fossi, tare, zone incolte, pu sussistere il pericolo dei danni della fauna
selvatica (lepri, conigli, caprioli).
Si tratta di un fenomeno che deve essere indagato in fase di progettazione
degli impianti, verificando se in zona la
presenza di fauna dannosa tale da far
ritenere la spesa di protezione congrua
e giustificata rispetto ai costi di sostituzione delle piante.
La protezione delle giovani piantine
si esegue con i cosiddetti shelter, tubi forati o reticelle in materiale plastico,
alti circa 60 cm, da porre intorno alla
piantina. Alcuni di questi sono apribili
di lato, altri sono da infilare; pertanto se
le piantine sono molto ramificate dovrete valutare di infilare lo shelter dal
basso, addirittura gi al momento della
messa a dimora.
Luso della pacciamatura abbinata
allo shelter di fondamentale importanza, in quanto, se non ci fosse la pacciamatura, le erbe si svilupperebbero in
modo rigoglioso allinterno dei tubi
(specie in quelli di materiale alveolare
non forati) entrando in competizione e
danneggiando le piantine.
Come per la pacciamatura anche lo
shelter, se di materiale plastico, dovr essere rimosso manualmente al termine
della sua funzione, in genere dopo 3-5 an-

LIMPIANTO IN BUCHE
In tutti quei casi in cui le lavorazioni dei terreni con il trattore sono impedite da pendenze,
accessibilit o spazi ristretti, necessaria la
preparazione manuale delle buche.
Lapertura di buche, se fatta con ricorso alla
meccanizzazione, spesso produce il dannoso costipamento laterale del terreno allinterno della buca, che di norma costituisce un
forte limite allo sviluppo radicale: soprattutto
nei terreni argillosi le trivelle hanno infatti la
tendenza a produrre delle pareti lisce e compattate, nelle quali le radici si svilupperebbero in circolo attorciliandosi, come se fossero
ancora in un contenitore.
Predisposizione delle buche con
Lo scavo delle buche va bene laddove eseuna trivella a motore. Con questo
guito a mano, con pala e piccone, e quindi
metodo, nei terreni argillosi e comper un numero ridotto di esemplari da metpatti vi il forte rischio di compattere a dimora.
tare le pareti dello scavo, fattore liLe buche andrebbero scavate a ne autunmitante per lo sviluppo delle radici
no e lasciate aperte no alla piantumazione
(a ne inverno). Le variazioni di temperatura, tra il giorno e la notte, rendono friabile anche un terreno pesante facilitando la piantagione e lammendamento (miglioramento delle caratteristiche) del terreno di scavo con sostanza organica.
Le buche scavate manualmente devono avere unampiezza di 4040 cm e una
profondit di 50 cm (la profondit di due vangate); i primi 10-15 cm di terra vanno
mantenuti separati (A) in quanto essendo i pi fertili, dovranno essere poi riposizionati nella parte alta della buca, riportando sul fondo il materiale grossolano che avrete
scavato per ultimo (B). Il terreno di scavo va pulito da eventuali zolle erbose, pietre o
macerie.
Per facilitare lo sgrondo dellacqua, nei terreni compatti e pesanti opportuno rompere bene il fondo con una punta o con la vanga e collocare uno strato di sassi non
troppo grossi (C).
Nel caso di piantine a radice nuda occorre districare lapparato radicale, se troppo aggrovigliato, e accorciare leggermente le radici pi spesse di una matita; utile, se possibile, adottare la vecchia tecnica dellinzaffardatura, che consiste nellimmergere le radici in un impasto semi-liquido ottenuto mischiando, in parti uguali, acqua, terra e letame fresco privo di paglia, al ne di favorire lattecchimento.
Nel caso di piantine con pane di terra, questo va estratto dal contenitore, posto
delicatamente nella buchetta e quindi interrato con la terra scavata in precedenza.
Dopo la collocazione delle piantina si procede al riempimento della buca nellordine inverso allo scavo, ovvero sul fondo lo strato meno fertile misto a letame e/o
compost (B), poi il primo strato di terreno superciale che in origine occupava i primi 10-15 cm (A), precedentemente separato, anchesso misto a letame e/o compost.

A
A
B

B
SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

23

SIEPI CAMPESTRI

Protezioni. A sinistra. Per gli impianti realizzati vicino a fossi, tare, zone incolte, il rischio di danni da parte della fauna selvatica (lepri, conigli, ecc.) pu essere elevato, tale da dover ricorrere allapplicazione dei cosiddetti shelter, tubi forati o reticelle in materiale plastico, alti circa 60 cm. Al centro. In presenza di ungulati (cervi, caprioli, ecc.), gli shelter non bastano e vanno applicate protezioni a rete di maglia metallica alte almeno 120 cm per la difesa dal capriolo e 180 cm per la difesa dal cervo. A destra. Se le piantine sono molto ramicate pu addirittura essere necessario inlare lo shelter dal basso, gi al momento della messa a dimora

ni quando le piante non corrono pi il rischio di essere danneggiate dagli animali.


Tutori. Linstallazione di cannette di

bamb ha la duplice funzione di segnalare la posizione delle piantine nei primi anni, agevolando le operazioni di
manutenzione e di tutoraggio.
Il rischio di tagliare le giovani piante con il decespugliatore o con il trinciaerba azionato dal trattore molto elevato, in relazione al fatto che le piantine di
molte specie sono di piccola taglia, con
altezza inferiore al metro: nel mese di
maggio lerba pu superare la loro chioma impedendo di vederle, specie quan-

Tutori. Lultima operazione


dellimpianto la posa di
una bacchetta di bamb,
per sostenere lo shelter
e per segnalare la presenza della piantina quando si
andr a sfalciare lerba

Nel giro di quattro anni la siepe campestre impiantata a dimora sul bordo di una strada (a
sinistra) giunta a un buono stadio di sviluppo (a destra)

24

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

do le siepi e i filari sono di lunghezza


notevole e non perfettamente rettilinei.
Una cannetta di bamb che emerge
dalla vegetazione indica lesatta posizione della pianta permettendo di stare
a debita distanza.
Laltra funzione quella di tutore, sia
nei confronti della piantina sia come sostegno dello shelter. Per far ci occorre scegliere, tra i molti modelli in commercio, delle bacchette con un diametro
e unaltezza proporzionata alla pianta
messa a dimora, preferendo le canne alte
anche 2 metri da fissare saldamente nel
terreno per almeno 20-30 cm, quasi fino
sul fondo della buca di impianto.
Questo tipo di bacchetta molto
adatto per tutte le specie a sviluppo arboreo, come pioppi, frassini, querce, aceri
e noci che, se fatte crescere con asse verticale, possono in futuro fornire un tronco di valore (se privo di nodi e difetti).
Per onorare la tradizione sarebbe bene ricorrere, da un punto di vista ecologico, alla legatura della pianta al tutore con rami di salice, altrimenti potete provvedere alla legatura con gli appositi materiali (rafia, tubetto in materiale plastico) che assicurano elasticit, applicandoli con una legatura morbida a otto.
Se avete eseguito correttamente tutte
queste operazioni potrete, a questo punto, proseguire nella lettura della Guida
per approfondire le conoscenze relative
alle cure colturali, al fine di ottenere dopo pochi anni i risultati desiderati.

Le cure colturali necessarie


nei primi anni di vita della siepe
Con la ne delle operazioni di impianto non terminano certo gli impegni
e i lavori da rivolgere alle siepi, ai filari e alle fasce tampone. Dopo la messa
a dimora autunnale o invernale, gi dalla primavera inoltrata occorre focalizzare lattenzione nei confronti delle erbe infestanti che tendono a insediarsi e
a prendere vigore, sottraendo spazio e
nutrienti alle piantine, specie negli stadi iniziali di sviluppo.
Nei primi anni di vita degli impianti
si dovranno eseguire le seguenti operazioni, che vi descriviamo nel dettaglio
nei successivi paragrafi:
J controllo dellerba;
J irrigazione;
J recupero delle fallanze;
J potature di formazione;
J potatura di mantenimento;
J diradamenti e abbattimenti;
J rimozione dei teli di pacciamatura;
J controllo delle specie esotiche;
J difesa fitosanitaria.

Alla ne di maggio una giovane siepe pu


essere invasa dalle erbe spontanee, graminacee in particolare. La trinciatura o la lavorazione superciale del suolo sono interventi indispensabili per una buona manutenzione

Il controllo delle erbe infestanti intorno alla piantina deve essere fatto di norma manualmente poich si tratta di interventi effettuati nel raggio di 20-30 cm
intorno al fusticino che, se eseguiti con il
decespugliatore a filo arrecherebbero un
gravissimo danno di scortecciamento.
Loperazione di fatto indispensabile nei primi 2-3 anni, pur in presenza
di telo pacciamante, in quanto dal foro
di crescita riescono comunque a svilupparsi le malerbe.
In assenza di pacciamatura, oltre a
strappare le erbe infestanti, si pu anche eseguire una leggera sarchiatura per
smuovere leggermente il terreno, tenendo pulita una superficie di almeno mezzo metro quadrato per pianta.
Il controllo delle erbe infestanti lungo il filare, sia in presenza di film plastico di pacciamatura lungo tutta la linea
di impianto, sia in presenza della pacciamatura localizzata alle piantine, deve prevedere il taglio della vegetazione infestante.

Controllo dellerba
La semplice crescita dellerba, anche
se pu sembrare paradossale, rappresenta una delle principali cause di stentatezza di crescita, se non addirittura di moria delle giovani piante nel primo anno di
vita. Nel giro di breve tempo, anche solo
di un paio di mesi, lerba pu superare e
soffocare lesile fusto delle piantine sottraendo luce e aria, mentre lapparato radicale pu inibire e disturbare quello ancora poco sviluppato dei nuovi individui
sottraendo acqua e nutrienti.
Se non stata applicata la pacciamatura con film plastico, le operazioni da
effettuare consistono nelle fresature o
sarchiature del terreno lateralmente alle file di impianto, da effettuare due o
tre volte lanno, fino al 4-5 anno, a una
profondit di circa 15-20 cm per rompere gli apparati radicali delle erbe non
desiderate e per arieggiare e rompere la
crosta superficiale del terreno, al fine di
immagazzinare meglio lacqua piovana.

A sinistra. Pur essendo unoperazione costosa, leliminazione della erbe infestanti con mezzi
meccanici necessaria e si deve effettuare almeno 3-4 volte lanno. Nella foto: un trinciasarmenti semovente per il controllo della vegetazione negli stretti spazi tra una la e laltra, dove il trattore non passa. A destra. Per il controllo delle erbe infestanti vicino alle piantine gli
attrezzi pi adatti sono la falce e il decespugliatore

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

25

SIEPI CAMPESTRI

In prossimit del fusto delle piantine


necessario eliminare manualmente
le erbe infestanti

Questa operazione meccanizzabile, potendo impiagare un decespugliatore spalleggiato oppure un trinciasarmenti semovente, solo dopo aver provveduto alla pulizia manuale intorno alla
piantine per evitare che, operando troppo vicino alle piante, gli organi lavoranti vadano a danneggiare i fusti.
Il controllo delle erbe infestanti tra i filari unoperazione altrettanto importante e si effettua, invece, come nei frutteti

Un intervento con prodotti diserbanti alla base di una siepe. Nel contesto delle siepi campestri questa modalit di controllo delle erbe infestanti una pratica dannosa per lambiente naturale e per la fauna

o vigneti, mantenendo il terreno lavorato


almeno nei primi anni, per limitare la sottrazione di acqua alle radici delle piantine da parte dellerba nellinterfilare.
Con il tempo potrete lasciare la superficie inerbita e controllare la ricrescita dellerba intervenendo 5-8 volte
lanno (in funzione del clima, del luogo
e delle condizioni di fertilit del suolo)
con un semplice trinciasarmenti applicato al trattore.

IL CONTROLLO DELLE INFESTANTI RAMPICANTI


Una pratica indispensabile nei primi tre anni di vita delle piante il controllo manuale delle erbe infestanti per liberare le
piantine da specie rampicanti vigorose come il convolvolo
(Convolvulus arvensis) o il luppolo (Humulus lupulus) che, se
non recisi e strappati, possono piegare a terra i fusti togliendo
loro luce e compromettendo lo sviluppo apicale. Queste due
infestanti si avviluppano ai fusti delle piantine (nella foto a lato
una pianta di convolvolo), mentre le altre erbe, non raggiungendo altezze considerevoli, possono destare meno allarme.
Il rischio maggiore che la presenza di queste infestanti comporta relativo sia alla tendenza a soffocare lemissione del
fogliame della piantina, sia alla resistenza e al peso che oppone alla crescita in altezza, arrivando anche a piegare e storcere il fusto non ancora perfettamente lignicato.
Leliminazione va fatta con delicatezza e precisione per non
strappare anche le foglie delle giovani piantine; per non arrecare eccessivi danni in
caso di forte infestazione buona norma completare il lavoro in due passaggi, recidendo dapprima i tralci alla base, per poi passare in un secondo tempo per eliminare la parte disseccata.

26

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

Considerata la valenza ecologica che


il cardine della proposta di piantumazione delle siepi nelle campagne, non appare coerente indicare il diserbo chimico come mezzo di difesa dalle infestanti.
Pur scegliendo prodotti selettivi che agiscono per contatto o quelli a bassa classificazione tossicologica, questi erbicidi rappresentano pur sempre un pericolo per la fauna e la flora spontanea che si
instaura alla base e nel folto della siepe.
Per la gestione dei ricacci del rovo
lintervento pi appropriato, anche se costoso per via delle molte ore di manodopera, la zappettatura manuale. Quando il terreno umido, ma non troppo bagnato, con un colpo di zappa si riesce infatti a strappare il cespo e le radici; questa operazione ripetuta in estate per alcune stagioni porta a una sensibile riduzione dellinfestazione.

Irrigazione
La necessit di irrigare le piantine
dipende da diversi fattori legati in primo luogo alla scelta del sito di impianto e alle specie prescelte.
Se il terreno sabbioso e permeabile e lestate del primo anno (luglio-agosto), decorre secca e siccitosa, senza precipitazioni naturali, bene intervenire, con delle irrigazioni di soccorso, somministrando anche 15-20 litri di
acqua per pianta alla settimana. Lacqua
va distribuita preferibilmente allalba
o al tramonto nella conca della buca di

SIEPI CAMPESTRI

impianto, senza bagnare le foglie.


Gli interventi vanno stabiliti ed effettuati alla reale occorrenza, osservando le singole piante (alcune sono pi
resistenti alla siccit, altre meno) che
ben manifestano attraverso il fogliame
eventuali situazioni critiche.
La pacciamatura con film plastico, limitando il fenomeno dellevaporazione
dellacqua dal terreno, favorisce un microclima umido nel suolo, al di sotto del
telo, quanto basta per ridurre, se non evitare, gli apporti dacqua con il carrobotte.
Nel caso di siepi per la delimitazione degli orti, dei giardini o degli appezzamenti vicino a casa, la soluzione ottimale linstallazione di un tubo gocciolante lungo la fila di impianto.

Recupero
delle fallanze
Raramente lattecchimento dei nuovi impianti raggiunge il 100% di successo: nella realt diversi fattori (attacchi parassitari, avversit climatiche),
determinano una percentuale di moria
che obbliga a una pronta sostituzione
non appena la stagione e le condizioni
climatiche lo consentono.
Per rispettare lo schema di impianto
e le funzioni attribuite alla siepe buona norma provvedere al rimpiazzo con
la stessa specie, magari con una piantina pi grande, o comunque di grandezza adeguata alle essenze che si sono nel
frattempo potute sviluppare nel terreno.
Il recupero dei buchi e delle fallanze deve essere comunque eseguito non
oltre lanno successivo, per non determinare squilibri di proporzioni e grandezze nella siepe o nel filare, specie se
questi hanno una funzione di protezione, di frangivento o di schermo.
Nelle siepi mellifere o per la produzione di legname, la discontinuit non
pregiudica la loro funzione.
Le operazioni sono le medesime di
quelle eseguite in fase di impianto, optando per la messa a dimora in buche
con singole piante, utilizzando piccone, vanga e badile, naturalmente dopo
aver asportato i resti dellapparato radicale della pianta morta.
La stessa operazione la potete eseguire nel caso di una siepe monospeficica gi esistente, di cui si voglia per

Lirrigazione di soccorso va effettuata con


co
on trattore e carrobotte a cui collegata una manichetta di gomma per raggiungere le singole piante. Distribuite per ogni piantina non pi di 4-5 litri
dacqua per intervento, ogni due o tre giorni, ripetendo loperazione nch la siccit persiste

esempio modificare la composizione. Si


tratta in questo caso di un miglioramento di siepi e filari esistenti tramite lintroduzione di specie arboree o arbustive
per un maggiore assortimento floristico,
per una diversificazione delle fioriture o
per lallungamento del periodo di fruttificazione (offrendo cos migliori opportunit alimentari per la fauna).

Potatura di formazione
Nella prima stagione vegetativa dopo la messa a dimora delle piantine, che
sia stata eseguita in autunno o in primavera, buona norma rispettare la fase di
attecchimento e adattamento alla nuova

Linstallazione di un impianto di irrigazione a


goccia possibile e conveniente solo in determinati casi, ovvero in prossimit di abitazioni o fabbricati agricoli, con piantine di
pregio o acquistate in vasi di grandi dimensioni o in quei casi in cui il rischio e il costo
del recupero di un elevato numero di fallanze sarebbe maggiore del costo dellinvestimento necessario per il tubo gocciolante

zona di trapianto, in quanto le piantine


hanno gi subto lo stress dello spostamento dal vivaio o dai contenitori alveolari alla piena terra.
Solo in presenza di difetti evidenti (perdita della cima, presenza di grossi rami verso la sommit delle piante) o
per dare una particolare conformazione alla siepe o al filare, si pu operare la cosiddetta potatura di formazione secondo le indicazioni fornite nel
riquadro di pag. 28. Fate attenzione,
per, perch come vedremo non tutte le
specie sopportano questo tipo di taglio.
La potatura di formazione ha unicamente lo scopo di formare soggetti ricchi di germogli sin dalla base, presupposto di una ramificazione intensa e intricata che pu quindi essere molto utile
nelle siepi con funzione difensiva.
Le piante caratterizzate da una notevole capacit di emettere germogli dalla base e dalle radici (polloni) sono per
esempio il biancospino, il prugnolo, il
noccilo, la rosa canina e altre, tutte
adatte alle recinzioni e alle delimitazioni delle propriet (nella maggior parte
dei casi sono anche spinose).
Queste piante, alla ripresa vegetativa del primo anno vanno tagliate a circa 15-20 cm dal suolo e, nel successivo periodo estivo, cimate e leggermente spuntate ai lati. Negli anni successivi,
come spiegato pi avanti, si praticher
una potatura corta sulla vegetazione di
un anno alla quale, durante lestate, seguir la spuntatura della cima e dei nuovi rami laterali, questo fino a quando la
siepe non ha raggiunto laltezza e la larghezza desiderata.
Ci sono specie invece che non sopportano il taglio basso di formazione,

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

27

Interventi di p
potatura delle siepi campestri
Tipo di taglio e specie interessate

Descrizione e obiettivi

Riceppatura
Arbusti:
Biancospino, frangola, noccilo, prugnolo, viburno, sambuco, corniolo,
ecc.

Si procede al taglio di tutta la parte aerea allaltezza del colletto al ne di ottenere una ceppaia ricca di polloni.

dopo
1 anno

dopo

prima

dopo
1 anno

d all taglio
t
Alberi ad alto fusto a legname pre- Si procede
di tutta la parte aerea
giato:
allaltezza del colletto al ne di sostituire enFrassino, acero campestre, tiglio.
tro il terzo-quarto anno una chioma malformata con un pollone diritto e vigoroso.
prima

dopo

Taglio di formazione
Ripresa di cima su alberi ad alto fu-sto a legname pregiato:
Ciliegio selvatico, frassino, acero cam-pestre, tiglio.

Si procede alla legatura di due cime concorrenti utilizzando una come tirante dellaltra. La cima
utilizzata come tirante viene tagliata sopra il punto di legatura al ne di ricostituire ununica cima
vigorosa per produrre un tronco da lavoro diritto.

prima
dopo
1 anno

dopo
Eliminazione dei grossi rami che
competono con la cima su alberi ad
alto fusto a legname pregiato:
Ciliegio selvatico, frassino, acero campestre, tiglio.

nSi procede alleliminazione precoce dei rami che si inma


grossano troppo rapidamente al ne di isolare la cima
oper darle maggior vigore; evitare di produrre ferite di potatura di grosso diametro e di difcile cicatrizzazione.
prima

dopo

Taglio di produzione
Si procede al taglio dei rami nella parte basale
de fusto (a circa un terzo dellaltezza totale) al
del
n di produrre un tronco da lavoro privo di dine
fe di grande pregio.
fetti,

Alberi ad alto fusto a legname pregiato:


Ciliegio selvatico, frassino, acero campestre, tiglio.
prima

dopo

Taglio di contenimento
eContenimento laterale:
Si procede al taglio laterale delle estrene
Su tutte le specie, in particolar modo mit dei rami di tutta la siepe al fine
elarbusti e alberi a ceppaia.
di contenere lingombro laterale della stessa.

prima
Contenimento degli individui troppo vigorosi:
ssere
Sulle le specie che risultano essere
troppo vigorose in giovent.

Si procede al taglio delle estremit dei


rami delle specie pi vigorose che fanno concorrenza alle altre specie al ne di mantenere la composizione mista della siepe.

prima

28

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

dopo

dopo

SIEPI CAMPESTRI

ovvero le piante sempreverdi e tutte


le conifere, che non hanno capacit di
emettere nuovi polloni basali.
Queste piante non vanno tagliate fino a quando non raggiungono o superano laltezza desiderata e, nei primi anni, i tagli devono limitarsi alla spuntatura dei rami laterali e della punta, qualora
superi di molto laltezza prestabilita, come evidenziato nel riquadro di pag. 28.

Potatura
di mantenimento
Una credenza piuttosto diffusa
quella che cespugli e arbusti debbano
essere potati drasticamente ogni anno,
per fare in modo che poi diano ricacci
vigorosi. Il consiglio che ci sentiamo di
dare, sempre nellottica dei sistemi verdi lineari con funzione prevalente di tipo ecologica, di ridurre al minimo gli
interventi di potatura di mantenimento,
lasciando le piante alla loro forma libera. Meglio pensare fin dalla fase di progettazione a quali specie sono pi adatte
al luogo, evitando di impiegare essenze
particolarmente vigorose in spazi ristretti. Sarebbe giocoforza necessario potare
costantemente per mantenere lingombro entro limiti accettabili, con il risultato di avere poi esemplari brutti o rovinati.
Le siepi formali sono quelle in cui
le piante vengono sempre costantemente spuntate per assicurare una forma
regolare, generalmente con interventi manuali (tosasiepi, cesoie, forbicioni) da aprile a settembre, con intervallo
di cinque o sei settimane, secondo i casi, praticando i normali tagli di contenimento della vegetazione, come descritto nel riquadro di pagina 28.
Le siepi in forma libera sono invece caratterizzate dalla crescita spontanea
delle piante che assumono nello spazio
la loro particolare forma e dimensione
che varia da specie a specie. Anchesse
necessitano di qualche intervento di contenimento, ma saltuariamente, laddove
con il passare degli anni arrechino disturbo o ingombro a strade o manufatti.
La forma di conduzione di una siepe,
comunque in funzione dellambiente
in cui viene costituita (urbano o rurale),
dallo spazio disponibile per lo sviluppo e
delleffetto che i tagli di potatura possono avere da un punto di vista dellimpatto

Una siepe formale di carpino


bianco potata a mano
e mantenuta
in forma obbligata

Siepe campestre costituita da essenze miste arbustive


e arboree in forma libera: queste siepi necessitano
saltuariamente di qualche intervento di contenimento, laddove
negli anni arrechino disturbo o ingombro a strade o manufatti

Usando un troncarami, oppure una piccola


motosega, accorciate tutti i getti laterali che
si protendono in orizzontale o con angolazione molto ampia. Pi il taglio netto e preciso, senza slabbrature, minori saranno i rischi
di ingresso di funghi o patogeni dalle ferite

visivo (spesso potature errate impediscono la fioritura e la fruttificazione).


Un altro aspetto da prendere in considerazione, laddove il terreno sia posto
in collina o in montagna, riguarda le precipitazioni nevose; esse possono arrecare pi danno alle siepi in forma libera rispetto a quelle formali (cio mantenute in
forma obbligata), in quanto in questultimo caso i rami pi compatti e corti
sopportano meglio il peso della neve.
Lallevamento in forma libera si
adatta bene a sanguinella (Cornus sanguinea), biancospino (Crataegus monogyna), ligustro (Ligustrum, varie specie), rosa selvatica (Rosa canina), lantana (Viburnum lantana) se poste in
ambienti semi-naturali o rurali con funzione paesaggistica e naturalistica.
Lallevamento in forma obbligata
invece adatto alle piante sempreverdi
(varie specie del genere Thuja e Cha-

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

29

SIEPI CAMPESTRI

A sinistra. Anche se comodo, perch si ha pi tempo a disposizione, evitate di regolare la chioma delle siepi nei mesi di gennaio e febbraio. Bacche, ramaglie e fogliame sono un rifugio e un elemento di sostentamento per molte specie faunistiche. Luso di attrezzi come
una trincia a martelli o a catene comporta lo sbramento dei rami, con il rischio che si inneschino marciumi e attacchi di funghi che riducono la vita delle piante. A destra. In commercio esistono delle apposite trincie laterali da applicare al trattore dotate di organi taglienti a
lame, che non sbrano il legno come quelle a martelli

maecyparis), dal classico bosso (Buxus


sempervirens) al genere Pyracantha e
Prunus, diffusissime in ambiente urbano per il loro effetto di schermo visivo.
Il carpino bianco (Carpinus betulus) e lacero campestre (Acer campestre) possono essere indifferentemente
allevate sia in forma libera che in forma
obbligata, sempre in funzione del contesto urbano o rurale in cui vengono poste a dimora.
Una manutenzione che tenga conto
della presenza della fauna selvatica e la
rispetti dovrebbe considerare i seguenti
principi operativi:
J evitare lutilizzo di diserbanti in una

fascia di 3 metri dalla siepe, da mantenere preferibilmente inerbita;


J sospendere le potature e i tagli di abbattimento tra gennaio e febbraio, trattandosi di momenti delicati per la riproduzione della fauna;
J preservare e mantenere alcuni vecchi
esemplari, semmai capitozzandoli per
non creare potenziale pericolo di caduta, con funzione di serbatoio per gli insetti che si nutrono di legno morto;
J intervallare i tratti in cui sono previsti gli abbattimenti sfalsandoli di uno o
due anni in modo da non denudare ampi tratti di siepe;
J non effettuare interventi tutti gli an-

Abbattimento di alberi inclinati e sbilanciati con utilizzo di verricello e trattore. Dopo aver
agganciato il cavo del verricello a un ramo robusto o intorno al fusto ad almeno due terzi
di altezza, si svolge la fune calcolando unadeguata distanza
di sicurezza per evitare che la cima della pianta cada
sul trattore. Si esegue quindi la tacca di direzione
rag
gio
(nel particolare) e si mette sotto tensione
ca
il cavo no alla caduta dellalbero.
du
ta
La ceppaia sar rinita
a operazioni
concluse
para

nco,

fune

o ve

fosso

30

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

rrice

llo

4-5 metri
sicurezza

ni e nello stesso periodo, evitando diradamenti eccessivi che creano ampi varchi, rendendo le siepi meno adatte come rifugio;
J lasciare dei rami sporgenti dalla siepe,
utilizzabili come posatoi dallavifauna.
Per il contenimento della crescita laterale verso i campi coltivati da evitare il sistema delle trinciatrici a martelli,
che danneggiano i rami e i tronchi delle
piante. Gli organi lavoranti di questi attrezzi, infatti, frantumano e sfibrano il
legno, esponendo cos le piante a marciumi, attacchi fungini e altre malattie.
Esistono invece delle trinciatrici dotate di appositi bracci telescopici che
montano dei coltelli e delle lame molto pi adeguati a questi lavori di potatura laterale.

Diradamenti
e abbattimenti
La localizzazione di siepi, filari e fasce boscate al bordo dei campi agevola
le operazioni di taglio, raccolta e riordino della legna, riducendo tempi e difficolt di intervento rispetto agli alberi
che si trovano invece nel bosco.
Nei filari e nelle fasce boscate, ancor
pi che nelle siepi, possibile avviare,
come nel bosco, interventi di taglio e abbattimento; il periodo pi adatto quello dei mesi di gennaio e febbraio, quando il terreno dei campi gelato e pertanto non soggetto a danneggiamento per il

SIEPI CAMPESTRI

ripetuto passaggio di trattori e carri di legna che ne potrebbero compromettere


la struttura, specie se il suolo bagnato.
In assenza di un fossato o di un corso dacqua si pu operare da entrambi i
lati del filare, privilegiando (propriet e
accessibilit permettendo) il lato in cui
vi sia un prato o un campo a riposo o
comunque privo di coltivazioni in atto.
Labbattimento di esemplari di grandi dimensioni, anche se pendenti o sbilanciati in modo sfavorevole al punto di
caduta individuato, facilitato se si ricorre alluso di un paranco o di un verricello, oppure semplicemente con laggancio di una corda al trattore che ne
determiner la caduta non appena la
motosega avr indebolito le fibre di legno poste in corrispondenza della tacca di direzione.
Le successive operazioni di taglio
dei rami dal tronco (sramatura) saranno
molto agevoli in quanto eseguite in spazi pi ampi di quelli del bosco: si potr
per esempio recuperare tutta la ramaglia invece che bruciarla sul posto; inoltre, impiegando un trituratore, si potr disporre di materiale cippato adatto allalimentazione di una caldaia a legna di nuova concezione, contribuendo
a risparmiare sui costi di riscaldamento
e senza disperdere nellambiente fumi
pi inquinanti rispetto a quelli in uscita da un impianto ad alto rendimento
(per il solo fatto ad esempio di bruciare
a temperature pi elevate o con minore
percentuale di umidit).
Altra comodit data dal fatto che
utilizzando un braccio articolato dotato
di pinze, montato sul trattore, sar molto pi facile caricare sul carro i singoli tronchi.
La legna da ardere tagliata nellinverno sar pronta per limpiego a partire dallautunno successivo, avendo superato un periodo minimo di stagionatura e di invecchiamento.

Rimozione dei teli


di pacciamatura
Leventuale adozione della pacciamatura con teli plastici comporta il problema dello smaltimento di questi materiali al termine della loro vita utile.
Come tutte le materie plastiche, i teli
non devono essere bruciati altrimenti dif-

Tronchi tagliati in loco gi alla misura desiderata; in questo modo si velocizzano le operazioni di trasporto e di stoccaggio in azienda o a casa. Anzich essere bruciata sul posto, la ramaglia prodotta in seguito al taglio pu essere recuperata e impiegata per produrre cippato

TAGLIO A STERZO NEL FILARE E NELLA SIEPE


Il taglio a sterzo, che di norma si attua nel bosco ceduo, una forma di trattamento che pu assicurare la presenza di polloni di et diversa su ogni ceppaia anche nella siepe o nel lare. Esso si esegue seguendo le indicazioni fornite nei disegni e nella didascalia qui in basso. Questo tipo di gestione presenta alcuni vantaggi rispetto al taglio raso: innanzitutto assicura la continuit della vegetazione della
ceppaia (importante ai ni faunistici e naturalistici, come abbiamo pi volte detto),
garantisce il mantenimento della copertura, riduce il pericolo di erosione e le perdite dovute alla rapida mineralizzazione della sostanza organica.
Le condizioni minime per effettuare tale pratica sono un turno minimo per il taglio pari a 10 anni e polloni di maggiori dimensioni con diametro di almeno 15 cm; la sterzatura pu interessare al massimo il 50% dei polloni di diametro inferiore a 15 cm.
Nel taglio dei lari di salice, platano o pioppo vi raccomandiamo di mantenere e conservare, nella misura di una pianta ogni 150 metri, alcuni vecchi esemplari gestiti a capitozzo che solitamente offrono rifugio a numerose specie di interesse faunistico.
Prima del taglio

Dopo del taglio

30 20 20
10

10

20
2014

10

10

10

10

30
20 20
10

10

20

20 20
2024

10

10 10

20

20
30
10 10
2034
30

10

20
10 10
10

10

Schema esemplicativo del taglio a


sterzo, con un turno ssato in 10
anni. Lillustrazione va letta da sinistra
a destra e dallalto al basso, e
rappresenta levoluzione della stessa
ceppaia nellarco di 20 anni. I numeri
indicano let dei polloni; il disegno a
sinistra rafgura la ceppaia prima del
taglio e, a destra, la stessa dopo il
taglio. Nel 2014 si taglia un pollone di
30 anni, uno di 20 e uno di 10. Nel
2024 si potr prelevare il pollone di
30 anni, ovvero lunico che era stato
lasciato nel 2014 con et di 20 e cos
via. Nel 2034 si potranno prelevare
due polloni di 30 anni, uno di 20 e
uno di 10. Quelli che rimarranno
potranno essere poi tagliati con lo
stesso criterio nei turni successivi.
Sulla ceppaia si avr quindi sempre la
simultanea presenza di polloni di 10,
20 e 30 anni adatti per assortimenti e
utilizzi diversi in campagna o a casa,
dalla legna da ardere al palo per la
vite, alla trave di sostegno o al
manico per gli attrezzi

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

31

SIEPI CAMPESTRI

fonderebbero nellaria sostanze tossiche.


Lo smaltimento dei teli plastici, specialmente quando sono sporchi di terra o di residui antiparassitari, risulta
comunque pi impegnativo rispetto a
quello di altre materie plastiche, rendendo di fatto necessario il conferimento in una discarica autorizzata, come per tutti gli altri teli plastici utilizzati in agricoltura.
La raccolta del telo deve essere fatta fra il terzo e il quarto anno; dopo tale lasso di tempo la plastica (che avr
esaurito il suo effetto di controllo delle erbe infestanti) tender a rompersi
in pezzi piccoli rendendo impossibile o
troppo costosa la sua totale rimozione.
La manodopera richiesta di almeno due-tre persone con un trattore dotato di bobina vuota su cui avvolgere i teli. Questi vanno tagliati lungo la mezzeria e divisi in due strisce da disporre lateralmente alla siepe. A questo punto si
possono avvolgere sulla bobina, oppure piegare o arrotolare manualmente per
poi trasportarli in discarica.
Lo stesso discorso vale per gli shelter, i tubi di protezione delle giovani piantine che vanno rimossi una volta esaurita la loro funzione protettiva,
in genere al terzo o quarto anno dopo
limpianto.

A sinistra. Una volta che le chiome si ingrandiscono il controllo dellerba perde di importanza in quanto lombreggiamento alla base delle piante inibisce la germinazione e lo sviluppo
vegetativo. A questo punto il telo pacciamante va rimosso e smaltito correttamente. A destra. Dopo circa 3-5 anni dallimpianto, anche gli shelter vanno rimossi, altrimenti si rischia di strozzare e limitare la crescita diametrale del fusto, come in questo caso

esotiche comportano il taglio e il controllo del successivo ricaccio delle ceppaie,


prevedendo anche interventi di cercinatura su esemplari maturi.
La cercinatura consiste nellasportazione di un anello di corteccia, fino
al cambio, incidendo con la motosega una porzione pi o meno profonda
del legno. Questa operazione comporta il blocco del flusso della linfa deter-

Trattamenti tosanitari

Controllo
delle specie esotiche
Nelle siepi e nei filari esistenti si
possono rinvenire sempre pi di frequente alcune specie arboree esotiche che hanno avuto rapida diffusione in questi ultimi anni, ovvero: ailanto (Ailanthus altissima), gelso da carta (Broussonetia papyrifera), lauroceraso (Prunus laurocerasus) e prugnolo tardivo (Prunus serotina).
Se presenti in numero consistente queste specie forestali esotiche alterano le caratteristiche e il ruolo naturalistico, ecologico e paesaggistico delle siepi e dei filari.
Un discorso a parte merita la robinia (Robinia pseudoacacia), specie arborea esotica proveniente dallAmerica
settentrionale, la cui presenza molto diffusa pu essere invece tollerata, se non
ricercata da chi produce miele.
Le operazioni di manutenzione da
porre in atto nei confronti delle specie

32

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

minando quindi un lento appassimento


che porta la pianta alla morte. Rispetto
al taglio basale ci evita che la ceppaia emetta nuovi e vigorosi polloni, con
il rischio di diffondere ulteriormente la
specie indesiderata.
Gi subito dopo il taglio delle specie esotiche sar possibile intervenire
con piantumazioni di specie autoctone
per riqualificare le siepi e le fasce boscate esistenti.

Nella lotta contro le specie esotiche si dimostrata efcace la cercinatura, ovvero


lasportazione di un anello di corteccia per
bloccare il usso della linfa e provocare la
morte della pianta. Questa operazione non
da eseguire in luoghi frequentati o sul bordo
delle strade per il pericolo di schianto naturale. La pianta morta dovr comunque essere tagliata nella stagione successiva

Anche le piante delle siepi e dei filari possono presentare danni da insetti o
da fitopatie, temibili soprattutto nei primi anni di vita dellimpianto.
Tra le avversit che possono danneggiare le piantine, vale la pena tenere in considerazione, tra gli insetti, gli
afidi, le cocciniglie, gli insetti defogliatori, gli insetti xilofagi (che si nutrono
di legno), mentre tra i funghi loidio, la
peronospora, le ruggini che colpiscono frutti e parti verdi, oppure gli agenti
che provocano marciumi e carie del legno (Fomes, Ganoderma, ecc.).
A parte nei primi anni di vita dellimpianto, in cui si pu assistere a un grave deperimento o addirittura alla morte delle piantine, in genere, le avversit
comportano danni di tipo estetico e ornamentale.
Alcune ricerche condotte in ambito
vivaistico e forestale hanno dimostrato che oltre il 70% dei danni rilevati, riguarda lapparato fogliare e la chioma

SIEPI CAMPESTRI

nel suo insieme: la met dovuta a malattie della chioma e laltra met causata da insetti defogliatori.
Le malattie della chioma sono riconducibili a tutte quelle forme o a quegli
agenti che provocano sul lembo fogliare delle chiazze di cellule morte di varia
forma e colore, oppure a fenomeni di copertura con patine biancastre (per esempio oidio, melata prodotta dalla metcalfa, ecc.) che indeboliscono e rallentano i
processi di fotosintesi, arrivando cos a
indebolire la pianta nel suo complesso.
Tali fenomeni, se casuali, non comportano alcun danno n debbono destare preoccupazione, mentre se ripetuti negli anni, possono comportare gravi
danni alle siepi.
La scelta del prodotto fitosanitario
giusto da impiegare al momento opportuno di fondamentale importanza.
Meglio affidarsi ai consigli di un esperto piuttosto che usare prodotti che magari non sono neppure registrati per
lavversit specifica.
Contro metcalfa, afide nero, cicaline, cocciniglie si pu usare olio minerale-80 (bio, non classificato) alla dose di
0,5-1,2 litri per 100 litri dacqua, ripetendo, se necessario, il trattamento con
un intervallo minimo di 10-12 giorni;
saranno quindi necessari due-tre trattamenti al mese alla ripresa vegetativa
(marzo-aprile), oppure in estate (giugno-luglio). In caso di forti infestazioni
di cocciniglie si pu eseguire un trattamento anche in inverno, sul bruno.
In caso di massiccia presenza di oidio o mal bianco trattate con prodotti a
base di zolfo bagnabile-80 (bio, irritante o non classificato) alla dose di 400500 grammi ogni 100 litri dacqua.
Un problematica sempre pi diffusa riguarda il ciliegio, soggetto ad attacchi di cilindrosporiosi, malattia fungina che si manifesta con ingiallimento
e caduta delle foglie gi nei mesi estivi,
con danni che si ripercuotono nellannata successiva.
Gli insetti defogliatori sono invece i
responsabili di fenomeni di perdite parziali o talvolta complete del fogliame.
Si tratta per lo pi di lepidotteri (farfalle) che si nutrono dei tessuti delle foglie, in genere attaccandole a partire dal
margine. Tra le specie pi problematiche per larboricoltura abbiamo lifantria, un lepidottero originario del Nord

1-La metcalfa una cicalina di circa 3 mm di lunghezza,


diffusa in quasi tutta lItalia. I danni che provoca sono
per lo pi indiretti, dovuti alla grande quantit di melata
che va ad accumularsi sulle foglie e conseguente
riduzione dellattivit fotosintetica. 2-Lade nero del
ciliegio (2-3 mm) colonizza la pagina inferiore delle foglie
che, nei casi pi gravi, manifestano accartocciamenti e
disseccamenti. 3-La cilindrosporiosi del ciliegio una
malattia fungina che si manifesta con la comparsa di
piccole macchie rossastre sulle foglie che cadono
precocemente; in annate umide pu provocare
considerevoli defogliazioni. 4-Le larve dellifantria (30-35
mm a maturit) sono in grado di divorare lintera foglia,
della quale restano solo le nervature principali; questo
insetto fra i pi dannosi per le chiome delle giovani
piantine. Diffusa al Nord e nel Centro Italia, attacca
moltissime piante di interesse agrario e forestale

America, presente in Italia dallinizio


degli anni 80 e oggi ampiamente diffuso nellintera Pianura Padana, ma anche in Piemonte, Friuli Venezia Giulia,
Toscana e Marche. Colpisce in particolare lacero, il noce, il frassino, lontano, il tiglio, il platano, il ciliegio, tutte
specie che compongono lo strato arboreo di siepi e filari.
In caso di forti attacchi su piante
giovani, si pu ricorrere a trattamenti
con prodotti a base di Bacillus thuringiensis var .kurstaki-6,4 (bio, irritante o non classificato) alla dose di 60-80
grammi per 100 litri dacqua.
Una difesa di tipo biologico preferibile a quella di tipo chimico, sempre
nel rispetto della fauna che vive nellambiente siepe. Farfalle, insetti, piccoli
mammiferi, microrganismi utili vengono maggiormente rispettati dai principi
attivi ammessi in agricoltura biologica.
Luso dei prodotti, di origine naturale o di sintesi, deve comunque esse-

re effettuato in caso di reale necessit,


laddove il danno pu rivelarsi notevole.
La prima cosa da fare quella di individuare lagente scatenante il danno
(fungo o insetto). Fatto ci, bisogna stabilire anche la fase di sviluppo in cui si
trova il parassita: molti prodotti efficaci,
per esempio, sulle uova di un insetto non
lo sono per le forme adulte, o viceversa.
Occorre quindi informarsi sul ciclo
biologico dellinsetto o del fungo a cui
corrisponde un prodotto specifico, che
pu avere efficacia preventiva oppure curativa.
Vanno rispettati infine i dosaggi, le
epoche di trattamento e tutte le precauzioni riportate in etichetta evitando, naturalmente, di intervenire in giornate in
cui c molto vento.
Altra attenzione fondamentale il
divieto di trattamento al momento della
fioritura, per evitare la moria di api domestiche, bombi o altri insetti pronubi
selvatici presenti nellambiente.

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

33

Le specie utilizzabili
e le caratteristiche principali

Alberi

Gli esemplari di alberi e arbusti


che si possono utilizzare per limpianto
di siepi campestri, filari e fasce tampone comprendono numerose specie,
adattabili ai diversi ambienti italiani e
alle differenti funzioni e servizi descritti in questa Guida (vedi pag. 9).
Lanalisi dei luoghi di impianto vi
fornir elementi primari di esclusione o
scelta di talune specie rispetto ad altre

(vedi tabella sulle piante indicatrici, a


pagina 18).
Di seguito forniamo una descrizione
delle principali caratteristiche delle specie arboree e arbustive che trovate negli
schemi di impianto del capitolo a pag.
39. Potete quindi procedere allindividuazione delle diverse specie annotando
quei fattori che nellambiente in cui vi
trovate risultano limitanti o favorevoli.

Ulteriore elemento da considerare


nella scelta della specie dato dal tipo
di servizi e prodotti che volete ottenere.
La scelta cos si riduce alle specie
pi idonee, che nel tempo permettono
di ottenere impianti ben sviluppati, che
necessitano di minori cure colturali, pi
resistenti agli attacchi parassitari e in
grado di fornire servizi e prodotti a lungo nel tempo.

Alberi. Sotto la classicazione di alberi abbiamo messo tutte quelle piante il cui fusto arriva a unaltezza notevole, sia che si tratti di un tronco unico che parte dalla base o
di polloni che sorgono dalla ceppaia. Comunemente si pensa ad un albero quando, a maturit, raggiunge laltezza di almeno 5-8 metri; tuttavia possono esserci condizioni climatiche ed ecologiche sfavorevoli, oppure fattori esterni gestionali (per esempio lintervento
di taglio) che implicano lo sviluppo di forme a portamento arbustivo.
Acero campestre
(Acer campestre)

Ciliegio selvatico
(Prunus avium)

Carpino bianco
(Carpinus betulus)

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani


freschi; ambienti montani a clima oceanico (mitigato dalla vicinanza del mare, con
escursioni termiche poco marcate e piovosit regolare).
Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.
Caratteristiche del terreno:
J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso.
Servizi e prodotti:
J produttrice di legna da ardere;
J utile per la fauna selvatica.

34

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

Zone di diffusione: ambienti di pianura;


ambienti alto collinari e submontani freschi.
Caratteristiche del terreno:
J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso.
Servizi e prodotti:
produttrice di legna da ardere;
J consolidatrice e miglioratrice dei suoli;
J utile per la fauna selvatica.
J

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno neutro (pH da 6,5 a 7,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
utile per la fauna selvatica;
J utile per lapicoltura;
J produttrice di legname da opera;
J decorativa;
J produttrice di frutti mangerecci.
J

SIEPI CAMPESTRI

Frassino maggiore
(Fraxinus excelsior)

Olmo campestre
(Ulmus minor)

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.

Zone di diffusione: ambienti alto collinari e submontani freschi; ambienti montani a clima oceanico (mitigato dalla vicinanza del mare, con escursioni termiche poco marcate e piovosit regolare).

Zone di diffusione: ambienti di pianura;


ambienti alto collinari e submontani freschi.

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
produttrice di legname da opera;
J produttrice di legna da ardere;
J utile per la fauna selvatica.
J

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno subacido (pH da 5,5
a 6,5);
J umidit: terreno fresco; terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso.
Servizi e prodotti:
J produttrice di legname da opera;
J utile per lapicoltura.

Ontano nero
(Alnus glutinosa)

Pioppo
(Populus, varie specie)

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani


freschi; ambienti montani a clima oceanico (mitigato dalla vicinanza del mare, con
escursioni termiche poco marcate e piovosit regolare).

Zone di diffusione: ambienti a clima caldo submediterraneo (versanti collinari assolati, zone litoranee, fascia dei grandi laghi); ambienti di pianura.

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno acido (pH da 4 a 5,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso.
Servizi e prodotti:
consolidatrice e miglioratrice dei suoli;
J produttrice di legna da ardere;
J produttrice di legname da opera;
J utile per la fauna selvatica;
J utile per lapicoltura.
J

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno leggero (cio franco
o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
produttrice di legname da opera;
J consolidatrice e miglioratrice dei suoli;
J utile per lapicoltura.
J

Alberi

Farnia
(Quercus robur)

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno neutro (pH da 6,5 a
7,5);
J umidit: terreno fresco; terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
produttrice di legname da opera;
J produttrice di legna da ardere;
J utile per lapicoltura.
J

Platano
(Platanus hybrida)

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.


Caratteristiche del terreno:
reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso.
J

Servizi e prodotti:
consolidatrice e miglioratrice dei suoli;
J produttrice di legna da ardere;
J produttrice di legname da opera.
J

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

35

Salici
(Salix, varie specie)

Tiglio
(Tilia cordata)

Zone di diffusione: ambienti a clima caldo submediterraneo (versanti collinari assolati, zone litoranee, fascia dei grandi laghi); ambienti di pianura.

Zone di diffusione: ambienti alto collinari e submontani freschi; ambienti montani a clima oceanico (mitigato dalla vicinanza del mare, con escursioni termiche poco marcate e piovosit regolare).

Alberi

Robinia
(Robinia pseudoacacia)
SIEPI CAMPESTRI

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.


Caratteristiche del terreno:
reazione: terreno subacido (pH da 5,5
a 6,5);
J umidit: terreno fresco; terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
J

Servizi e prodotti:
produttrice di legna da ardere;
J consolidatrice e miglioratrice dei suoli.
J

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
utile per lapicoltura;
J consolidatrice e miglioratrice dei suoli;
J produttrice di legna da ardere.
J

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno neutro (pH da 6,5 a 7,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
utile per lapicoltura;
J produttrice di legname da opera;
J specie ofcinale;
J decorativa.
J

Guide pratiche
di Vita
in Campagna
LAZIENDA AGRICOLA MULTIFUNZIONALE
ZIONALE

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La politica agricola incoraggia le piccole aziende agricole a svolgere nuove attivit
di tipo sociale, culturale, ricreativo ecc., che offrono interessanti opportunit
di integrazione del reddito e di coinvolgimento lavorativo per i componenti
della famiglia. Ci significa affiancare alla quotidianit dellazienda agricola anche
attivit di agriturismo o B&B, di vendita diretta dei propri prodotti (ma non solo)
o la partecipazione a un mercato contadino. Oppure aprire le porte dellazienda
ai visitatori trasformandola in una fattoria didattica o aperta, del gusto o sociale.
Per lagricoltore poi anche possibile coinvolgersi e organizzare personalmente
iniziative per gli appassionati di escursionismo, cicloturismo o ippoturismo.
Questo indirizzo dellazienda agricola viene definito multifunzionalit e ne
parliamo approfonditamente in questa Guida dedicata a tutti gli agricoltori che,
con le loro famiglie, desiderano percorrere nuove strade professionali.

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36

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

re difcilmente superano i 5 metri. La loro forma solitamente globosa, tondeggiante, con rami che tendono ad occupare
lo spazio
SIEPI CAMPESTRI
non solo in verticale ma anche in orizzontale, tale da renderli adatti a potature in forme geometriche o naturaliformi.

Biancospino
(Crataegus monogyna)

Zone di diffusione: ambienti di pianura,


alto collinari e submontani freschi.
Caratteristiche del terreno:
J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5) ad acido
(pH da 4 a 5,5);
J umidit: terreno fresco; terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
specie spinosa adatta per siepi difensive;
J utile per lapicoltura;
J utile per la fauna selvatica;
J decorativa;
J specie ofcinale.
J

Corniolo
(Cornus mas)

Frangola
(Frangula alnus)

Zone di diffusione: ambienti di pianura;


ambienti alto collinari e submontani freschi.
Caratteristiche del terreno:
J reazione: terreno neutro (pH da 6,5 a 7,5);
J umidit: terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso.
Servizi e prodotti:
utile per la fauna selvatica;
J produttrice di frutti mangerecci;
J specie ofcinale;
J decorativa;
J produttrice di legna da ardere.
J

Noccilo
(Corylus avellana)

Attenzione. Poich questa specie pu contribuire


alla diffusione del colpo di fuoco batterico, in alcune
aree (per esempio Emilia Romagna e Provincia autonoma di Bolzano) ne stata vietata la messa a dimora: informatevi presso i Servizi tosanitari competenti.

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.


Caratteristiche del terreno:
reazione: subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso.
J

Servizi e prodotti:
utile per lapicoltura;
J utile per la fauna selvatica;
J consolidatrice e miglioratrice dei suoli.
J

Olivello spinoso
(Hippophae rhamnoides)

Ligustro
(Ligustrum vulgare)

Zone di diffusione: ambienti di pianura;


ambienti alto collinari e submontani freschi;
ambienti montani a clima oceanico (mitigato
dalla vicinanza del mare, con escursioni termiche poco marcate e piovosit regolare).
Zone di diffusione: ambienti di pianura;
ambienti alto collinari e submontani freschi.
Caratteristiche del terreno:
J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
J utile per lapicoltura;
J utile per la fauna selvatica;
J specie ofcinale.

Caratteristiche del terreno:


J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
produttrice di frutti mangerecci;
J utile per la fauna selvatica;
J utile per lapicoltura;
J consolidatrice e miglioratrice dei suoli;
J produttrice di legna da ardere;
J specie ofcinale.
J

Zone di diffusione: ambienti montani


a clima oceanico (mitigato dalla vicinanza del mare, con escursioni termiche poco marcate e piovosit regolare); ambienti
freddi, alto montani e alpini.
Caratteristiche del terreno:
reazione: terreno neutro (pH da 6,5 a 7,5);
J umidit: terreno fresco; terreno secco;
J tessitura: terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
J

Servizi e prodotti:
produttrice di frutti mangerecci;
J specie spinosa adatta per siepi difensive;
J utile per la fauna selvatica;
J consolidatrice e miglioratrice dei suoli.
J

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

37

Arbusti

Arbusti. Diversamente dagli alberi, gli arbusti non presentano un solo fusto ma ampie ramicazioni n dalla loro base e in gene-

Arbusti

Pallon di maggio
(Viburnum opulus)
SIEPI CAMPESTRI

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.


Caratteristiche del terreno:
J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso.
Servizi e prodotti:
utile per lapicoltura;
J utile per la fauna selvatica;
J decorativa;
J specie ofcinale.
J

Sambuco nero
(Sambucus nigra)

Prugnolo
(Prunus spinosa)

Rosa canina
(Rosa canina)

Zone di diffusione: ambienti a clima caldo submediterraneo (versanti collinari assolati, zone litoranee, fascia dei grandi laghi); ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.

Caratteristiche del terreno:


reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
J

Servizi e prodotti:
produttrice di frutti mangerecci;
J utile per lapicoltura;
J specie spinosa adatta per siepi difensive;
J utile per la fauna selvatica.
J

Sanguinella
(Cornus sanguinea)

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani


freschi; ambienti montani a clima oceanico (mitigato dalla vicinanza del mare, con
escursioni termiche poco marcate e piovosit regolare).
Caratteristiche del terreno:
J reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
Servizi e prodotti:
utile per la fauna selvatica;
J produttrice di frutti mangerecci;
J specie ofcinale;
J produttrice di legna da ardere.
J

38

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.


Caratteristiche del terreno:
reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno fresco; terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso.
J

Servizi e prodotti:
utile per la fauna selvatica;
J utile per lapicoltura;
J specie ofcinale;
J decorativa.
J

Caratteristiche del terreno:


reazione: terreno da neutro (pH da 6,5 a
7,5) a subacido (pH da 5,5 a 6,5);
J umidit: terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso; terreno leggero (cio di medio impasto o tendenzialmente sabbioso).
J

Servizi e prodotti:
produttrice di frutti mangerecci;
J specie spinosa adatta per siepi difensive;
J specie ofcinale;
J utile per la fauna selvatica;
J decorativa;
J utile per lapicoltura.
J

Viburno lantana
(Viburnum lantana)

Zone di diffusione: ambienti di pianura; ambienti alto collinari e submontani freschi.


Caratteristiche del terreno:
reazione: terreno neutro (pH da 6,5 a 7,5);
J umidit: terreno secco;
J tessitura: terreno argilloso.
J

Servizi e prodotti:
decorativa;
J utile per la fauna selvatica;
J specie ofcinale.
J

SIEPI CAMPESTRI

1
Siepe per la difesa dagli inquinanti prodotti dal trafco
Funzione principale

Funzioni secondarie

difendere dalle polveri e dagli


inquinanti prodotti dal trafco dei
veicoli a motore

arredo delle reti viarie


produzione di legname da lavoro
produzione di legna da ardere

Composizione

Vista frontale lare A (verso la propriet)

Vista laterale
Filari
B

grande frangivento
multilare

Vista frontale lare A B C

1-Platano (ad alto fusto)


2-Carpino bianco (a ceppaia)
3-Sambuco nero
4-Frangola
5-Pallon di maggio
6-Viburno lantana

2
4

2
3

2
3

20-25 m

alberi
a ceppaia
arbusti

3m

3m

ingombro laterale
a maturit: 12-13 m

Siti preferenziali di impianto

A anco di arterie stradali ad


intenso trafco e ferrovie

Vista frontale lare B


(intermedio)

8m

alberi
ad alto
fusto

2
3

2
3

2
3

1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m

2
5

2
5

8m

2
5

2
5

2
5

8m

2
5

2
5

2
5

2
5

2
5

1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m

Vista frontale
lare C
(verso la strada)

Struttura

1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
Terreno

Turno tecnico

Altre note tecniche

Profondit: profondo
Tessitura: medio impasto-leggero
Reazione: da subacido a
neutro
Dotazione idrica: fresco,
ben drenato

alto fusto: 40-60 anni a tratti di 50100 metri


ceppaie: 15-20 anni, alternando il taglio del lare A e del lare B
arbusti: permanente il lare C; gli altri lari vengono tagliati con gli alberi a
ceppaia

lordine delle specie


arbustive e degli alberi a ceppaia pu essere casuale

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

39

SIEPI CAMPESTRI

2
Siepe-ltro ripariale a protezione dei corsi dacqua
Funzione principale

Funzioni secondarie

ridurre linquinamento delle acque


superciali causato da eccessivo
impiego di fertilizzanti; limitare
lerosione del terreno e il trasporto
di particelle ni nei fossi

Struttura

produzione di legna da ardere


frangivento
ombreggiamento del corso dacqua
sostegno delle rive
habitat per la fauna selvatica
Vista in pianta

1-Platano (a ceppaia)
2-Pallon di maggio
3-Ontano nero (a ceppaia)
4-Salice

5-6 m

Composizione

medio frangivento

interruttore
Vista laterale

Vista frontale
interruttore

alberi
a ceppaia

10-12 m

arbusti
2

ingombro laterale
a ne turno: 5-6 m

1m

1m

2m
Siti preferenziali di impianto

Rive di canali irrigui e di piccoli


corsi dacqua

40

Terreno
Profondit: profondo
Tessitura: da medio impasto a pesante
Reazione: da subacido a
subalcalino
Dotazione idrica: fresco

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

1m

1m

2m

1m

1m

2m

1m

1m

2m

1m

1m

1m

2m

Turno tecnico

Altre note tecniche

5-6 anni

Ogni 8-10 ceppaie di platano intervallare 2 ceppaie di ontano e 3 di salice


cenerino per creare un interruttore
ed evitare cos leventuale diffondersi
del contagio tra platani colpiti dal cancro colorato

SIEPI CAMPESTRI

3
Siepe per la difesa delle coltivazioni biologiche
Funzione principale

Funzioni secondarie

favorire la presenza di insetti,


acari ed altri animali utili per la
difesa biologica delle colture
(vigneto)

Struttura

frangivento
habitat per la fauna selvatica
produzione di piccoli frutti (noccilo)
produzione di marmellate e sciroppi (sambuco)
Vista in pianta

1-Acero campestre
2-Carpino bianco
3-Sambuco
4-Viburno lantana
5-Noccilo

Vista laterale

1,5-2 m

Composizione

piccolo frangivento potato

Vista frontale

alberi a ceppaia
e arbusti potati

2-3 m

1m

ingombro laterale
a ne turno: 1,5-2 m
Siti preferenziali di impianto

Terreno

Profondit: da superficiale a
profondo
Tessitura: medio impasto-legBordi di strade rurali e margine
gero
di vigneti, frutteti e
Reazione: da subacido a suappezzamenti coltivati a ortaggi
balcalino
Dotazione idrica: da asciutto
a leggermente fresco

1m

1m

1m

Turno tecnico

Altre note tecniche

lordine delle specie pu essere casuale


siepe non utilizzata per la produzione legnosa
potatura laterale: ogni anno (marzo); potatura sommitale: ogni due anni
(marzo). Lasciare i giovani getti durante tutta la stagione vegetativa per favorire la fauna utile

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

41

SIEPI CAMPESTRI

4
Siepe per il mantenimento dei corridoi ecologici
Funzione principale

Funzioni secondarie

Struttura

frangivento
produzione di legna da ardere
produzione di legname da lavoro
produzione di miele

habitat per la fauna selvatica

Vis
Vista
sta in
n pianta

1-Farnia (ad alto fusto)


2-Ciliegio (ad alto fusto)
3-Frangola
4-Acero campestre (a ceppaia)
5-Sambuco
6-Biancospino o prugnolo (vedi nota di

9m

Composizione

grande frangivento

attenzione a pagina 37)


4

Vista laterale

Vista ffrontale
ontal

20-25 m

alberi
ad alto
fusto

alberi
a ceppaia

4
5

arbusti

1,5 m

1,5 m

1m

iingombro
b llaterale
t
a maturit: 12-14 m
Siti preferenziali di impianto

margine di grandi appezzamenti


campagna aperta
lungo i corsi dacqua

42

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

1m

1m

2m

1m

1m

2m

1m

1m

1m

2m

6m
Terreno
Profondit: profondo
Tessitura: medio impasto
Reazione: da subacido
a subalcalino
Dotazione idrica: fresco

Turno tecnico

Altre note tecniche

alto fusto:
40-50 anni

lordine delle specie arbustive e


degli alberi a ceppaia pu essere
casuale
- nel tempo si pu prevedere di
lasciare esemplari morti in piedi
(secconi) per la fauna

SIEPI CAMPESTRI

5
Siepe per la produzione di legna da ardere
Funzione principale

Funzioni secondarie

produrre legna da ardere da impiegare


per il riscaldamento e la produzione di
acqua calda sanitaria nelle abitazioni

Struttura

produzione di miele
frangivento
habitat per la fauna selvatica
produzione di frutti mangerecci

frangivento medio

Vista in pianta

1-Robinia (a ceppaia)
2-Noccilo
3-Sambuco

Vista laterale

5-6 m

Composizione

Vista frontale

alberi
a ceppaia

10-12 m

arbusti
2

iingombro
b llaterale
t l
a ne turno: 5-6 m

1m

1m

1m

2m
Siti preferenziali di impianto

bordo di strade rurali


scarpate
bordo dei campi

1m

1m

2m

1m

2m

1m

1m

2m

Terreno

Turno tecnico

Altre note tecniche

Profondit: profondo
Tessitura: leggero
Reazione: leggermente acido
Dotazione idrica: da fresco a
secco

6-10 anni

lordine delle specie arbustive


pu essere casuale
al taglio ceduare anche gli arbusti

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

43

SIEPI CAMPESTRI

6
Siepe per la difesa dallerosione
Funzione principale

Funzioni secondarie

ridurre lerosione superciale e


profonda del terreno; ridurre
linterramento dei corsi dacqua;
arricchire dacqua le falde

Struttura

produzione di legname da lavoro


produzione di legna da ardere
habitat per la fauna selvatica

grande frangivento

V
Vista
in pia
pianta
anta

1-Olmo (ad alto fusto)


2-Frassino maggiore (a ceppaia)
3-Frangola
4-Sambuco nero

2
4

2
3

2
3

Vista laterale

2
4

2
4

2
3

2
4

2
4

2
3

2
4

8-10 m

Composizione

Vista frontale

alberi
ad alto
fusto

20-25 m

alberi
a ceppaia

arbusti

ingombro laterale
a maturit: 8-10 m

1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m 1m
2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m 2m
8m

Siti preferenziali di impianto

Terreno

8m
Turno tecnico

8m
Altre note tecniche

Profondit: profondo
margine degli appezzamenti, lunTessitura: qualsiasi
ceppaie ed arbusti:
go linee di livello, in versanti collina lordine delle specie arbustive e deReazione: da subacido a 15-20 anni
ri e montani freschi, in prossimit di
gli alberi a ceppaia pu essere casuale
subalcalino
alto fusto: 50-70 anni
fossi o canali
Dotazione idrica: fresco

44

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

SIEPI CAMPESTRI

7
Siepe difensiva
Funzione principale

Funzioni secondarie

Struttura

recintare e difendere i cortili e i pascoli; produzione di piccoli frutti


interdire il passaggio tra un fondo e
abbellimento del paesaggio
laltro
habitat per la fauna selvatica

piccolo frangivento potato

Vista in pianta

1-Olivello spinoso
2-Prugnolo
3-Rosa canina
4-Biancospino o prugnolo (vedi nota di

attenzione a pagina 37)

Vista laterale

Vista frontale

1m

ingombro laterale
a ne turno: 2-3 m
Siti preferenziali di impianto

perimetri di cortili
dintorni delle abitazioni
conni di propriet
perimetro dei pascoli

2-4 m

1
arbusti
b
p
potati

2-3 m

Composizione

Terreno

Profondit: qualsiasi
Tessitura: qualsiasi
Reazione: da subacido
a subalcalino
Dotazione idrica: secco

1m

1m

Turno tecnico

Altre note tecniche

lordine delle specie pu essere casuale


potatura : una volta allanno, in luglio
(potatura verde)
intrecciare i lunghi rami della rosa canina allinterno della siepe

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

45

SIEPI CAMPESTRI

8
Siepe frangivento
Funzione principale

Funzioni secondarie

Struttura

produzione di legna da ardere


produzione di legname da lavoro
produzione di miele
habitat per la fauna selvatica

difendere le coltivazioni dagli effetti


negativi del vento

Vista in
n pianta

1-Farnia (ad alto fusto)


2-Carpino bianco (a ceppaia)
3-Frangola
4-Acero campestre (a ceppaia)
5-Pallon di maggio
6-Biancospino o prugnolo (vedi nota di

9m

Composizione

grande frangivento

attenzione a pagina 37)


4

Vista laterale

Vista ffrontale
frontale

alberi
a ceppaia

20-25 m

alberi
ad alto
fusto

alberi
a ceppaia

4
5

arbusti

1,5 m

1,5 m

1m

iingombro
b llaterale
t
a maturit: 12-15 m
Siti preferenziali di impianto

margine di strade rurali


bordo di grandi canali
margine di grandi appezzamenti

46

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

1m

1m

2m

1m

1m

2m

1m

1m

1m

2m

6m
Terreno

Turno tecnico

Profondit: profondo
Tessitura: medio impasto
ceduo: 12-15 anni
Reazione: da subacido a
alto fusto: 40-50 anni
subalcalino
Dotazione idrica: fresco

Altre note tecniche


lordine delle specie arbustive e
degli alberi a ceppaia pu essere casuale
distanza fra due frangivento successivi: metri 200-300

SIEPI CAMPESTRI

9
Siepe per la produzione di miele
Funzione principale

Funzioni secondarie

Struttura

assicurare la disponibilit di
alimenti per le api (nettare,
frangivento
melata e polline) e consentire habitat per la fauna selvatica
una buona produzione di
abbellimento del paesaggio
miele

piccolo frangivento

Composizione

Vista in pianta

1-Tiglio (ad alto fusto)


2-Salice, varie specie
3-Biancospino o prugnolo

(vedi nota di attenzione


a pagina 37)
4-Frangola
5-Sambuco
6-Pallon di maggio
7-Ligustrello

1
2

1
2

Vista laterale

Vista frontale

alberi
ad alto
fusto

15-20 m

arbusti potati
3

1m
ingombro laterale
a maturit: 6-8 m
Siti preferenziali di impianto
bordo di piccoli corsi
dacqua
margine di appezzamenti
a protezione dei siti stanziali
di posizionamento delle arnie
bordo delle strade
campestri scarsamente
trafcate

1m

1m

1m

1m

1m

1m
1m

1m
1m

7m
Terreno

Profondit: profondo
Tessitura: medio impasto
Reazione: da subacido a subalcalino
Dotazione idrica: fresco

1m
1m
7m

1m
1m

1m
1m

1m
1m

1m
1m

1m

7m

Turno tecnico

Altre note tecniche

lordine delle specie pu essere casuale


siepe permanente: contenere lo sviluppo laterale con tagli di ritorno
produzione continua di nettare, polline e melata da febbraio a settembre
il tiglio pu essere sostituito con una
specie arbustiva, a scelta tra quelle gi
indicate

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

47

Le distanze delle siepi dai conni


e dalle strade pubbliche
Tra le cause che pi di sovente
vengono affrontate dai periti dei tribunali
vi lanalisi della distanza alla quale sono state messe a dimora siepi, alberature
o piante singole. Le casistiche sono molte, ognuna da analizzare nel suo preciso
contesto; per la spiegazione ci gioviamo
di alcuni disegni numerati ai quali si fa
riferimento nel testo. Ricordiamo che si
tratta di esempi: nel caso di un contenzioso consigliamo di ricorrere allassistenza di un tecnico specializzato (agronomo, forestale, perito agrario, ecc.).

Le norme
del Codice civile e...
Per evitare di incappare in pesanti
contenziosi, occorre sapere che esistono una serie di norme contenute nel Codice civile che stabiliscono le distanze
minime delle piante dai confini.
Che si tratti di un campo del vicino
confinante, o di una strada comunale, a
seconda del tipo di impianto che si andr a realizzare dovr essere rispettata

LE DISTANZE DAI CONFINI

meno
di 3 metri

pi di 3 metri

3 metri

1,5 metri
4
meno
di 2,5 metri

0,5 metri

2 metri

48

1 metro

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

una distanza che riportata negli articoli che vanno dal 892 al 896, a seconda
del tipo di albero o arbusto.
Oltre al Codice civile possono essere in vigore anche regolamenti e usi locali che prevedono la prescrizione di
norme e distanze differenti, da verificare presso gli uffici tecnici comunali.
Larticolo 892 del Codice civile stabilisce le seguenti distanze:
J alberi di alto fusto (1) devono essere
piantati a una distanza pari o superiore
ai 3 metri dal confine;
J alberi di non alto fusto (2) a 1,5 metri;
J viti, arbusti, siepi vive e piante da
frutto di altezza non superiore ai 2,5
metri (3) devono essere mantenuti a
non meno di 0,5 metri dai confini.
Esiste per una deroga riferita ad
alcune piante arboree qualora queste
siano piantate per la specifica destinazione a siepe; per il castagno, lontano o altre essenze simili che si tagliano
periodicamente vicino al ceppo, la distanza pu essere di 1 metro (4); per le
piante di robinia vanno rispettati almeno 2 metri (5) a causa del suo notevole
vigore e sviluppo dopo il taglio.
Queste misure e distanze dai confini non vengono applicate solo se esiste un muro divisorio proprio o comune sulla linea di confine e nel momento in cui le piante vengano recise o
potate periodicamente a un livello pi
basso o pari allaltezza del muro (6).
Attenzione. Qualora il muro sia di propriet del confinante, si devono rispettare le distanze legali riportate in precedenza.
La distanza si misura dal confine fino
alla base esterna del tronco al momento
dellimpianto. Se il terreno in pendio,
la distanza si misura prolungando verticalmente la linea di confine e tracciando
la perpendicolare fino al tronco.
Molte delle diatribe tra i confinanti
insorgono non tanto per il mancato rispetto delle distanze, quanto per la classificazione di alcuni alberi nella categoria di quelli ad alto fusto.

SIEPI CAMPESTRI

Larticolo 892 indica infatti come alberi di alto fusto tutti gli alberi il cui
fusto arriva a unaltezza notevole, come
noci, castagni, querce, pini, cipressi, olmi, pioppi, platani e simili, senza indicare unaltezza precisa.
Viceversa gli alberi di non alto fusto sono classificati in base al principio
dei rami che si sviluppano a unaltezza
del fusto non superiore ai tre metri.
Di conseguenza si ricava che il legislatore consideri alberi di alto fusto, tutti quelli il cui fusto presenti uno sviluppo in altezza superiore ai tre metri.
Se le distanze non vengono rispettate il confinante pu chiederne lestirpazione ai sensi dellarticolo 894 del Codice civile.

... del nuovo


Codice della Strada
Differente la casistica per tutti gli
impianti, di siepi o di filari in prossimit di strade pubbliche.
In questo caso vige, oltre al Codice
civile, anche il nuovo Codice della strada con i suoi diversi articoli e relativo
regolamento attuativo collegato.
Per quanto riguarda specificatamente le piantumazioni, il nuovo Codice ne
fa cenno in un paio di articoli.
J Allarticolo 16 Fasce di rispetto in
rettilineo e aree di visibilit nelle intersezioni fuori dei centri abitati, viene per esempio precisato che ai proprietari o aventi diritto dei fondi con-

Filare storico di pino. Le norme del nuovo


Codice in materia di verde rappresentano,
dal punto di vista ambientale e paesaggistico, un passo indietro rispetto alla normativa precedente

LE DISTANZE DALLE STRADE PUBBLICHE


7
8

10

1 metro

non meno dellaltezza a maturit


(minimo 6 metri)

finanti con le propriet stradali fuori dei centri abitati vietato impiantare alberi lateralmente alle strade, siepi vive o piantagioni ovvero recinzioni.
J Allarticolo 29 Piantagioni e siepi,
si riporta invece che i proprietari confinanti hanno lobbligo di mantenere le
siepi in modo da non restringere o danneggiare la strada o lautostrada e di tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale e che nascondono la segnaletica o che ne compromettono comunque la leggibilit. Qualora
per effetto di intemperie, o per qualsiasi
altra causa, vengano a cadere sul piano
stradale alberi piantati in terreni laterali
o ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario di essi tenuto a rimuoverli nel pi breve tempo possibile.
Collegato al testo del nuovo Codice
vi il regolamento di esecuzione e applicazione del Codice della strada;
allarticolo 26 esso indica i criteri di applicazione e determina la distanza dal
confine stradale da rispettare fuori
dai centri abitati, che:
J comma 6: ...per impiantare alberi, non
pu essere inferiore alla massima altezza
raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo
e comunque non inferiore a 6 metri (7);
J comma 7: ...per impiantare siepi vive
anche a carattere stagionale, tenute ad
altezza non superiore a 1 metro sul terreno non pu essere inferiore a 1 metro
(8). Tale distanza si applica anche per le
recinzioni non superiori a 1 metro costituite da siepi morte in legno, reti metalliche, fili spinati e materiali similari,
sostenute da paletti infissi direttamente
nel terreno o in cordoli emergenti non
oltre 30 cm dal suolo;

3 metri
6 metri

comma 8: ...per impiantare, lateralmente alle strade, siepi vive o piantagioni di altezza superiore a 1 metro sul terreno, non pu essere inferiore a 3 metri
(9). Tale distanza si applica anche per le
recinzioni di altezza superiore a 1 metro sul terreno costituite come previsto al
comma 7, e per quelle di altezza inferiore a 1 metro sul terreno se impiantate su
cordoli emergenti oltre 30 cm dal suolo.
Da tenere presente che in ogni caso
la distanza non varia un funzione del tipo di governo, ovvero lalto fusto o il
ceduo (come in alcuni casi previsti dal
Codice civile).
Ci significa che nel caso di specie
che presentano uno sviluppo vegetativo
che raggiunge e supera i 6 metri (platano, robinia, carpino nero, ecc.), queste
vanno messe a dimora a non meno di 6
metri dal ciglio stradale (10).
Oltre alle sanzioni amministrative (da
168 a 674 euro) sempre previsto a carico del trasgressore lobbligo di ripristino/sistemazione delle piante affinch rispettino le norme violate; in caso di inerzia prevista la possibilit di effettuare
i lavori di potatura o taglio delle piante addebitando le spese al proprietario.
bene precisare per che queste
prescrizioni non si applicano agli impianti o ai filari preesistenti.
Appare cos evidente che per il nuovo Codice della strada le alberature
stradali sono considerate pericolose per
la sicurezza limitando la visibilit e
rappresentando un ostacolo con i fusti.
Non viene tenuto in considerazione lenorme valore paesaggistico rappresentato dalle piante lungo le strade che
hanno caratterizzato in moltissimi luoghi il paesaggio italiano.

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

49

I nanziamenti previsti nei nuovi


Programmi di sviluppo rurale
Lattuale Politica agricola
comune (Pac) tende a favorire gli obiettivi della multifunzionalit dellagricoltura e dello sviluppo rurale, consentendo di
combinare gli interessi agricoli con le
nuove istanze per la tutela del territorio,
per la sicurezza alimentare e per le produzioni biologiche mediante il sostegno
pubblico del settore.

I nuovi Psr
Il Programma di sviluppo rurale (Psr)
2014-2020 lo strumento che mette a disposizione del settore agricolo e forestale una serie di misure che favoriscono gli
investimenti e le azioni agroambientali
finalizzate a sostenere lo sviluppo rurale
delle varie Regioni italiane in coerenza
con la nuova Politica agricola comune
(Pac) dellUnione europea.
Il nuovo Psr ha una durata di 7 anni,
dal 2014 al 2020, esattamente come gli
altri programmi comunitari che discendono dal Regolamento generale, e nel
contesto nazionale italiano risponde alle
strategie dellUnione europea (in particolare Europa 2020, ovvero le modalit e
le azioni su cui punta lUe per rilanciare
leconomia nel prossimo decennio).
Il Programma intende stimolare la
competitivit del settore agricolo, garantire la gestione sostenibile delle risorse
naturali e gli interventi concreti per mitigare il cambiamento climatico, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato
delle economie e comunit rurali, compresi la creazione e il mantenimento di
posti di lavoro attraverso sei priorit:
J priorit 1: promuovere il trasferimento

I nuovi Programmi di sviluppo rurale 20142020 nanziano la costituzione e il mantenimento di siepi e lari dando priorit e incentivo ai territori ricompresi nelle aree a parco

50

SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 11/2014

della conoscenza e linnovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali;
J priorit 2: potenziare la redditivit delle
aziende agricole e la competitivit dellagricoltura in tutte le sue forma, promuovere tecniche innovative per le imprese agricole e la gestione sostenibile delle foreste;
J priorit 3: promuovere lorganizzazione della filiera alimentare, compresa la
trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli, il benessere animale
e la gestione dei rischi nel settore agricolo;
J priorit 4: preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi allagricoltura e alla silvicoltura;
J priorit 5: incentivare luso efficiente
delle risorse e il passaggio a uneconomia a basse emissioni di carbonio e in
grado di adattarsi ai cambiamenti climatici, tali per cui ci potrebbero essere
modifiche nel settore produttivo agroalimentare e forestale;
J priorit 6: adoperarsi per linclusione
sociale, la riduzione della povert e lo
sviluppo economico nella zone rurali.
Alla data attuale tutte le Regioni hanno praticamente presentato le loro proposte di Programma di sviluppo rurale
2014-2020 alla Commissione europea,
la quale ha il compito di verificarne la
coerenza e il rispetto dei principi cardine
alla regolamentazione europea, tenendo
conto delle diversit e peculiarit delle
singole aree geografiche di applicazione.

I nanziamenti
Il nuovo Psr dovrebbe essere operativo nelle varie Regioni italiane dal prossimo 1 gennaio e metter a disposizione, complessivamente, 2 miliardi di euro per le azioni agroambientali, ovvero
per quegli investimenti finalizzati alla
salvaguardia dellambiente, alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e alla conservazione e valorizzazione degli habitat della Rete Natura
2000, con particolare riferimento alle
misure 10, 11 e 12 (zone di protezione
ambientale rappresentate dai Siti di inte-

resse comunitario, dalle Zone speciali di


conservazione, dalle Zone di protezione
speciale, generalmente localizzate entro
i confini dei Parchi nazionali e regionali o delle Riserve naturali).
Nelle varie Regioni i Psr saranno
strutturati in 12-19 misure (a seconda
delle varie programmazioni) a loro volta
articolate in sottomisure (dalle 35 alle
40) e operazioni; in ogni operazione
fornita lindicazione precisa circa gli interventi finanziabili, i possibili beneficiari, la localizzazione e i criteri per la selezione degli interventi ammissibili.
Per quanto riguarda la creazione di
siepi, filari, fasce tampone boscate, elementi connessione ecologica la misura
di riferimento da consultare la Misura 4 denominata Investimenti in immobilizzazioni materiali, con la relativa sottomisura 4.4 sostegno a investimenti non produttivi connessi alladempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali e la collegata operazione
che, a seconda dei vari casi, avr una denominazione del tipo: investimenti non
produttivi per connessione ecologica, ai
fini del collegamento e del mantenimento a lungo termine degli habitat naturali.
Nelle aree di interesse ecologico gli
agricoltori dovranno riservare almeno il
7% della loro superficie agricola a destinazioni con valenza ecologica (greening),
escluse le aree a prato permanente. Il vincolo vale sia per i seminativi che per le
colture permanenti legnose. Sono considerate destinazioni ecologiche: terreni
a riposo, terrazze, aree di valore paesaggistico, fasce tampone, superfici oggetto di
imboschimenti nellambito dei Psr.
Per avere informazioni sui finanziamenti previsti dai Programmi di sviluppo
rurale (Psr) occorre rivolgersi in primo
luogo alle Regioni di appartenenza, tutte
dotate di un link dedicato nei siti degli assessorati allagricoltura o allambiente,
allinterno dei quali possibile trovare
lelenco dei servizi territoriali degli enti
pubblici locali che avranno il compito di
aprire i bandi e ricevere le istanze.

Visita il nuovo sito

www.vitaincampagna.it

La passione di sempre
con nuovi contenuti
online ogni giorno