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11 2011

NOVEMBRE

www.vitaincampagna.it

Poste Italiane s.p.a. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, DCB Verona - Contiene I.P. e I.R.

ALLEGATO A QUESTO NUMERO:


I LAVORI DI NOVEMBRE E DICEMBRE

Il proverbio
Caldarroste e
nuovo vino
tieni pronto a San Martino
(11 novembre).

NOVEMBRE 2011 - N. 11 - ANNO XXIX - ISSN 1120-3005 - MENSILE - VITA IN CAMPAGNA - CASELLA POSTALE 467 - 37100 VERONA - UNA COPIA 4,00
eZYY8dxCA9q4I/XKEL3gUtp9r0uZpKeN7GvNKuGXsH4=

Gentili lettrici e lettori,


con lobiettivo di darvi un servizio sempre migliore,
a partire dal numero di ottobre offriamo a tutti gli abbonati la
possibilit di sfogliare in anteprima su Internet il numero in
uscita di Vita in Campagna attraverso il nuovo servizio gratuito Prima visione. Quello che state sfogliando era visibile
dal 22 ottobre, mentre il prossimo di dicembre lo sar dal 22
novembre. Per accedere al servizio si veda a pag. 28.
Il 25 settembre scorso, a Nairobi (Kenya), morta Wangari Muta Maathai, aveva 71 anni. Nel 2004 stata la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la
Pace per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile. Aveva fondato in Kenya il Green Belt Movement
(cintura verde), un movimento che lotta per combattere la
deforestazione e per lambiente.
Dal 27 settembre scorso luomo ha consumato, con pi di
tre mesi di anticipo sulla ine dellanno, le risorse ambientali che la Terra produce normalmente in un anno. Secondo
il rapporto annuale del Global Footprint Network dora in poi
possiamo solo ricorrere alle scorte stabilite per il 2012. Sempre
secondo questa organizzazione nel 2050 lumanit avr bisogno di due pianeti per soddisfare la sua fame di risorse.
A come Acqua il titolo della sesta edizione della Settimana di educazione per lo sviluppo sostenibile dellUne-

Il mensile di agricoltura part-time


con la maggior diffusione pagata
in Italia (certificazione ADS)
Fondato da Alberto Rizzotti
Direttore Responsabile: Giorgio Vincenzi
Redazione: Giuseppe Cipriani, Silvio Caltran, Alberto Locatelli
Segreteria di redazione: Laura Modenini, Elisa Guarinon,
Cristina Campanini, Silvana Franconeri
Indirizzo: Via Bencivenga/Biondani, 16 - 37133 Verona
Tel. 045 8057511 - Fax 045 8009240
E-mail: vitaincampagna@vitaincampagna.it
Editore: Edizioni LInformatore Agrario srl
Via Bencivenga/Biondani, 16 - 37133 Verona
Presidente: Elena Rizzotti
Presidente onorario: Alberto Rizzotti
Amministratore delegato: Giuseppe Reali
Direttore commerciale: Luciano Grilli
Pubblicit: Tel. 045 8057523 - Fax 045 8009378
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Stampa: Mediagraf spa - Noventa Padovana (Padova)
Registrazione Tribunale Verona n. 552 del 3-11-1982. Copyright 2011
Vita in Campagna di Edizioni LInformatore Agrario srl. Vietata la riproduzione parziale o totale di testi e illustrazioni. ISSN 1120-3005 - Poste
Italiane s.p.a. - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n
46) art. 1, comma 1, DCB Verona - Contiene I.P. e I.R.

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del 21/12/2010

Unione Stampa
Periodica Italiana

La tiratura del presente numero stata di 98.500 copie

Con la scomparsa della Maathai abbiamo


perso una donna determinata a rendere
il mondo un luogo migliore per tutti

sco (organizzazione delle Nazioni Unite per leducazione,


la scienza e la cultura) che si terr dal 7 al 13 novembre.
Anche questanno centinaia di eventi animeranno le piazze,
le scuole, i teatri di tutta Italia per la salvaguardia dellacqua. Per ulteriori informazioni www.unescodess.it
Vi aspettiamo a Verona per Fieracavalli (3-6 novembre)
per mostrarvi le attrezzature per lavorare i campi con i cavalli e per vedere allopera da vicino questo splendido animale. A condurvi in questo mondo il nostro esperto Albano Moscardo che da anni impiega il cavallo in campagna
(vedi n. 10/2011, pag. 53).
Per concludere, due date che hanno a che fare con la tradizione contadina: l11 novembre, San Martino, che segnava
la scadenza dei contratti agrari e lo spostamento dei contadini da unazienda allaltra, e il 13 novembre, Giornata del
ringraziamento, oggi riproposta con cerimonie civili e religiose, che ricorda la conclusione dellannata agraria.
Giorgio Vincenzi

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euro 8,00 cadauna (per gli abbonati euro 6,00). Solo numero o solo
supplemento: euro 3,00. Una guida illustrata: euro 3,00.
Aggiungere un contributo di euro 3,50 per spese postali, indipendentemente dal numero di copie ordinate.
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srl, con sede in Verona, Via Bencivenga/Biondani, 16, sia manualmente che con
strumenti informatici per gestire il rapporto di abbonamento nonch per informarLa
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11 2011
NOVEMBRE
Il proverbio
Caldarroste
e
nuovo vino
San Martino
(11 novembre).

tieni pronto a

ALLEGATO A QUESTO

NUMERO:

I LAVORI DI NOVEMBRE

E DICEMBRE

www.vitainca

mpagna.it

Sommario
del
n.
11
/2011
in un unico abbonamento un grande mensile

Poste Italiane

s.p.a. - Sped.

in A.P. - D.L. 353/2003

(conv. in L. 27/02/2004

n 46) art. 1, comma

1, DCB Verona

- Contiene I.P.

e I.R.

con allinterno i mensili specializzati

NOVEMB RE

2011 - N. 11
- ANNO XXIX
- ISSN 1120-300
5 - MENSILE
- VITA IN CAMPAG
NA

- CASELLA POSTALE
467 - 37100
VERONA - UNA
COPIA 4,00

Foto: Archivio Co
oper
SantAgnello (Nativa Solagri apoli)

Gli agrumi, con i loro


colori e profumi, sono
tra le piante pi amate
(pagg. 30 e 58).

7 Le vostre lettere
8 Le vostre idee
10 Come erano illuminate le case di P.Cremonini

Politica agricola ed ambientale


13 Come nata e cosa comporta la crisi inanziaria
che tocca anche noi di P.Brera

Giardino

Articoli
15 I ranuncoli di L.Cretti
18 tempo di mettere a dimora gli ippeastri di L.Cretti
20 Risposte ai lettori
Plumeria: riconoscimento specie
Ortensia: potatura
Lentaggine: infestazione di tripide
75 Corsi: Torino
75 Pubblicazioni consigliate: Dai diamanti non nasce
niente. Storie di vita e di giardini
Vedi anche
Supplemento lavori di novembre (11/2011)

Orto

Articoli
21 Coltivate adesso la valerianella di A.Locatelli
25 Asparagiaia: la raccolta dei turioni di A.Locatelli
27 Risposte ai lettori
Compost: presenza di larve utili
Melanzana: frutti di colore marrone immangiabili
Cipolla: variet Dorata di Banari
Vedi anche
Supplemento lavori di novembre (11/2011)

Frutteto - Vigneto e Cantina

Articoli
30 La realizzazione di un agrumeto misto:
le specie e le variet adatte di S.Manzella

33 Le principali avversit parassitarie dellalbicocco di A.Pollini


36 Risposte ai lettori
Drupacee: difesa dal capnodio
Ciliegio: cause della ioritura fuori stagione
Marze: per linnesto meglio usare quelle da vivaio
Vite: imbrunimenti fogliari
Vedi anche
Supplemento lavori di novembre nel frutteto (11/2011)
Supplemento lavori di novembre nel vigneto (11/2011)
Supplemento lavori di novembre nella cantina (11/2011)

Campo - Bosco

Articoli
38 La montagna che torna a vivere: gli agricoltori
della Valle San Martino (Lecco) di N.Mapelli
42 Risposte ai lettori
Noceto da legno: consigli per limpianto
Vedi anche
Supplemento lavori di novembre nel campo (11/2011)
Supplemento lavori di novembre nel bosco (11/2011)

Piccola meccanizzazione

Articoli
43 Lacquisto di un trattore usato di M.Valer
46 Valutazione del vecchio trattore: Fiat 441R versione DT
46 Risposte ai lettori
Imballatrice: da abbinare al motocoltivatore

Piccoli allevamenti

Articoli
47 Il maiale dei due agosti di M.Arduin
51 Come riconoscere e prevenire le principali malattie
del coniglio di C.Papeschi
53 Razze zootecniche in pericolo di estinzione:
pecora Rosset di J.Errante
54 Risposte ai lettori
Pesci: quali si possono allevare in un piccolo stagno
Avicoli: s allalimentazione comune di un gruppo misto
Cavalli: gli alberi adatti per ombreggiare il pascolo
74 Fiere: Fiera autunnale di Codogno, Fieracavalli,
Mostra avicola e colomboila
75 Corsi: Breganze (Vicenza)
Vedi anche
Supplemento lavori di novembre allevamenti (11/2011)
Supplemento lavori di novembre piccoli animali (11/2011)
Supplemento lavori di novembre nellapiario (11/2011)

Articoli
55 Come si alimentano gli uccelli durante
i loro lunghi viaggi di migrazione di M.Bonora
57 Risposte ai lettori
Lucertola: con coda doppia o biida
Natrice dal collare: riconoscimento specie
Nido di rondine: abitato da passeri
Acanto: specie spontanea e ornamentale

Turismo rurale

Articoli
58 Viaggio nella Penisola Sorrentina,
la terra dei limoni di P.Cremonini
60 Risposte ai lettori
Agriturismo: consigli per promuoverlo in Internet

Medicina - Alimentazione

Articoli
61 Il vino, beneica bevanda da consumare
con moderazione di P.Pigozzi
63 Come preparare confetture di castagne e conserve
di carote di R.Bacchella
66 Il pane di San Martino si fa con farina di castagne
e patate lesse di G.Franchini
68 Risposte ai lettori
Essiccatore solare: realizzazione
74 Fiere: AgrieTour
75 Pubblicazioni consigliate: 101 buoni alimenti
che si prendono cura di noi

Leggi - Tributi - Finanziamenti


Articoli
69 Con la permuta si ha la possibilit di accorpare
la propriet di F.Benati
70 Ecco come chiudere le liti con il isco di D.Hoffer
70 Risposte ai lettori
Azienda agricola: paga o incassa in contanti
sino a 2.500 euro
Iva: quando lazienda agricola deve applicare il 21%

Servizi proposti nel presente numero

Ranuncoli. Sconto del 5-15% sullacquisto di bulbi (pag. 17).


Ippeastri. Sconto del 5-15% sullacquisto di bulbi (pag. 19).
Plumeria obtusa. Sconto del 10% sullacquisto di piante (pag. 20).
Valerianella. Sconto del 5% sullacquisto di semi (pag. 24).
Agrumi. Sconto del 5-10% sullacquisto di piante (pag. 32).
Turismo rurale. Sconto del 10% in unazienda agrituristica situate nella Penisola Sorrentina (pag. 59).
Fiere ad ingresso scontato. AgrieTour (Arezzo) (pag. 74).

Servizi proposti in altri numeri tuttora in vigore

Albero delle lanterne cinesi. Sconto 5-30% acquisto piante (n. 78/2011, pag. 16).
Albicocco. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 6/2011, pag. 31).
Asparago. Sconto 5% acquisto zampe o piantine con pane di terra
(n. 9/2011, pag. 23).
Balsamita. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 11/2010, pag. 23).
Ciliegio acido. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 6/2011, pag. 34).
Olivello spinoso. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 10/2011, pag. 23).
Ravanello. Sconto 5% acquisto semi (n. 1/2011, pag. 25).
Rose. Sconto 5-10% acquisto piante (n. 3/2011, pag. 18).
Scalogno. Sconto 5% acquisto bulbi (n. 10/2011, pag. 32).
Tillandsia. Sconto 10% acquisto piante (n. 1/2011, pag. 17).
Turismo rurale. Sconto del 10% in due aziende agrituristiche situate
nella zona dellolio agrumato (Chieti) (n. 11/2010, pag. 59). Sconto
del 10% in tre aziende agrituristiche situate nella zona della patata
Turchesa (Abruzzo) (n. 12/2010, pag. 57). Sconto del 5-10% in due
aziende agrituristiche situate nella zona del salam casalin (Mantova) (n. 1/2011, pag. 70). Sconto del 5% in unazienda agrituristica situata nella strada del mirto (Cagliari) (n. 2/2011, pag. 68). Sconto del
10% in unazienda agrituristica situata nella zona di produzione del
Caciofiore (Roma) (n. 3/2011, pag. 66). Sconto del 10% in unazienda agrituristica situata nella zona della trota friulana (n. 4/2011, pag.
64). Sconto del 10-20% in tre aziende agrituristiche situate nella terra del peperone di Senise (Potenza) (n. 6/2011, pag. 59). Sconto
dell8-10% in tre aziende agrituristiche situate nella Valle del Belice
(Agrigento) (n. 7-8/2011, pag. 55). Sconto del 10-15% in due aziende agrituristiche situate nella terra della mostarda mantovana di fattoria (n. 9/2011, pag. 64). Sconto del 5% in due aziende agrituristiche
situate nella terra della nocciola nel Cuneese (n. 10/2011, pag. 65).

PER GLI ABBONATI


2
0
1
1

Opportunit, facilitazioni e sconti


che consentono di recuperare, in tutto
o in parte, il costo dellabbonamento

74 Fiere e manifestazioni
75 Pubblicazioni - Corsi
76 Annunci economici

Guida ai Servizi e Vantaggi 2011


Allegata al n. 2/2011 di Vita in Campagna vi

GUIDA AI SERVIZI
E VANTAGGI

P. A. 2011- SPED. ABB. POST.

Ambiente - Natura

Servizi e vantaggi
per gli abbonati
con la Carta Verde
ed i coupon

era la Guida Servizi e Vantaggi per gli Abbonati - 2011 dove trovate, tra laltro, lelenco di vivai per lacquisto di piante da frutto e da giardino, attrezzature per lallevamento degli avicunicoli e per lapicoltura, coltelli per gli innesti e innestatrici manuali, attrezzature per lenologia,
minifrantoi.

Significato dei simboli riportati nei vari testi


Agricoltura biologica. Bio Prodotti ammessi nel biologico.
Molta attenzione.

72

Le pagine dei ragazzi

Via libera.
Azioni di solidariet.

Attenzione.

Guadagno, risparmio, perdita.


Su Internet.

Curiosit, rarit.

CONSIGLI
PER GLI ACQUISTI
A U T U N N O

2 0 1 1

Per richiedere la copia gratuita della guida


Consigli per gli acquisti, o per conoscere
il Rivenditore pi vicino che aderisce alla promozione,
scrivete a promoautunno@stihl.it
oppure inviate un fax al numero 02 95 068 380

SEMINARE IL FUTURO

Per fortuna che i bamboccioni come il nostro lettore


sono molti, viste le lettere
che ci giungono in redazione,
e questo ci fa molto piacere.
IL PURO E SOLO
PIACERE
DI ALLEVARE ANIMALI
Concordo con il sig. Peroni
che sul n. 9/2011, pag. 7, propone di avere avicoli e altri
piccoli animali da cortile solo per il piacere di vederli, di
allevarli o di nutrirsi di ci
che essi producono. Trovo
gratificante la loro compagnia e i miei amici e parenti
si sono rassegnati a non poterli assaggiare; in compenso possono mangiare delle ottime lasagne e frittate.
Anna Massignani
Quargnenta (Vicenza)

E POI LI CHIAMANO
BAMBOCCIONI
Ho 21 anni, sono perito agrario e nel tempo libero coltivo
un pezzetto di terreno che un
mio amico mi ha messo a disposizione. Con grande passione coltivo infatti angurie,
che spesso raggiungono i 16
kg ciascuna e che sono molto
dolci. Ho pensato di inviare
questa mia foto non perch la
mia produzione sia unica, ma
perch visto che noi giovani
siamo etichettati bamboccioni volevo dimostrare
che ce ne sono anche alcuni
che con sacriicio e senza reddito, ma con grande passione
lavorano la terra e non hanno
paura di sporcarsi le mani o
rompersi la schiena.
Filippo Baradel
Concordia Sagittaria (Venezia)

APPASSIONATI
DELLORTO E TERRENI
IN ABBANDONO
Come Franca e Aldo appassionati orticoltori di Alessandria (vedi n. 9/2011, pag. 8)
mi fa piacere segnalarvi Giuseppe, che ha lhobby dellorto biologico. Dopo il lavoro arriva in campagna e lo
accudisce alacremente, cos
come fa tutti i sabati, le domeniche e i giorni di ferie.
Il suo un orto veramente
eccezionale, coltivato con

Domenica 16 ottobre per la prima volta in Italia si tenuto


levento seminare il futuro, ideato in Svizzera sei anni fa
e proposto in 13 Paesi del mondo, con lobiettivo di sensibilizzare i consumatori sul tema della provenienza del cibo e
del futuro dellagricoltura, attraverso una proposta originale
e coinvolgente che unisca il cuore alla terra. Nelle 11 aziende agricole italiane che hanno aderito allevento intere famiglie hanno potuto spargere a mano semi di cereali; la porzione di terreno seminata stata poi contraddistinta da uno striscione, sul quale i partecipanti hanno lasciato la loro irma:
per un anno poi, ino alla raccolta, chiunque potr vedere la
crescita dei cereali seminati. Promotori delliniziativa italiana sono stati EcorNaturaS, Cuorebio e NaturaS, con il patrocinio di Demeter Italia e dellAssociazione per lagricoltura biodinamica. Per ulteriori informazioni sullevento consultate il sito Internet www.seminareilfuturo.it
perfezione: ilari di
piantine ordinatamente parallele, irrigate con impianti
a goccia.
Sono lieta perci di
avergli concesso in
comodato luso gratuito del
mio terreno, perch non c
pi nessuno che voglia lavorare in campagna e tutta
lagricoltura circostante in
stato di abbandono.
Chiara Amati
Bari
IL 26 NOVEMBRE
NEI SUPERMERCATI
IL BANCO ALIMENTARE
Leggo sul numero di giugno
di questanno (pag. 11) larticolo di Andrioli sullo spre-

Il nuovo numero di
N.3 2011

EVENTI
Tempo di
WineFestival
a Merano

co di cibo dove a conclusione si fa cenno a chi agisce


concretamente su questo tema, citando la Societ Last
Minute Market.
Vorrei segnalarvi anche il
Banco Alimentare che opera
in Italia fin dal 1990, che
non fa progetti ma, con i
propri volontari, recupera
cibo e lo distribuisce alle associazioni che assistono i bisognosi.
Mi sembra strano che non
labbiate citato come esempio perch conosciuto in
tutta Italia per la Giornata
Nazionale della Colletta Alimentare (che questanno si
svolge sabato 26 novembre,
n.d.r). In molti supermercati, quel giorno, migliaia di
volontari del Banco Alimentare invitano i clienti a fare
una spesa di solidariet per
i bisognosi.
Paolo Pecile
Campoformido (Udine)

SUL FILO
DELLA STORIA
Melo,
dono dellorso
e del cavallo

I PRODOTTI
DELLA TERRA

disponibile gratuitamente per gli


abbonati in versione sfogliabile su
Internet www.vitaincampagna.it\nuoviservizi
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Da Tocai
a Friulano
sempre
vino-bandiera

I LUOGHI DI
PRODUZIONE
Le colline
dellAlto
mantovano

LE AZIENDE
PRODUCONO
I vini della
Tenuta Monteti

NUMERO SPECIALE VENDUTO SEPARATAMENTE E CEDUTO IN OMAGGIO A NON ABBONATI. LINFORMATORE AGRARIO - SETTIMANALE - C.P. 520 - 37100 VERONA - ANNO LXVII - ISSN 0020-0689 - UNA COPIA EURO 3,00
Poste Italiane spa - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27-2-2004 n. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Verona

Prendiamo atto della segnalazione dellabbonato. Le organizzazioni che operano in


questo campo sono molte e
tutte benemerite. (Alberto
Andrioli)

Le vostre fotograie

Le
Vostre
Idee

Linda e i prodotti dellorto


dida di nonno Giovanni Roberta Donato, didapppp
Battaglia Terme (Padova)

Mio marito Giancarlo


dida
tra le sue Il pomodoro didida
ben 1.200 grammi
rigogliose piante di limone che ho raccolto nel mio orto Bianca Ba,
didapppp
Maser (Treviso) Adriana Accordi,
didapppp
Civate (Lecco)

Eccomi tradida
i frutti del mio
albicocco - Vito Stefano Vittore,
Sanmichele
didapppp
di Bari (Bari)

La zucca dida
di pap Nello
e di mamma Donatella Lorenzo Bellucci,
didapppp Grosseto

Alessandro, Giovanni e Camilla


didain visita al Museo della civilt
contadina di Gutach (Germania)
didapppp - Dario Zoppi, Verona
Vengono prese in considerazione solo le fotograie
accompagnate da autorizzazione scritta per la pubblicazione
(ai sensi del D.lgs. 196/03, legge sulla privacy)

mente la cernita e la pulizia


delle stesse.
Silvano Marini
Chiavari (Genova)
Commenta Giorgio Bargioni (libero docente di Coltivazioni arboree allUniversit
di Padova). Lattrezzatura
realizzata dal lettore simile
a quella descritta a pag. 39
della Guida illustrata alla
coltivazione dellolivo allegata al n. 2/2010, salvo il fatto che il piano inclinato realizzato con listelli di legno
triangolari anzich con tondini di ferro. Forse lungo i
tondini di ferro le olive scivolano pi facilmente, mentre il
legno potrebbe frenarne la
discesa, ma nel complesso la
realizzazione del lettore
senzaltro funzionale.

UNATTREZZATURA
ARTIGIANALE
PER LA CERNITA
E LA PULIZIA
DELLE OLIVE
Vi invio la fotograia di unattrezzatura di legno, costituita
da un piano inclinato sostenuto da quattro supporti, che
ho realizzato per agevolare
la cernita e la pulizia delle
olive.
Nella parte superiore ho ricavato un contenitore nel
quale verso le olive raccolte.
Queste escono da una stretta
apertura e scendono lungo il
piano inclinato; nel caso in
cui la fuoriuscita di olive si
arresti, suficiente scuotere
leggermente la struttura per
farla riprendere.
Il piano inclinato realizzato
con listelli in legno a sezione
triangolare, posizionati alla
distanza di 7 mm luno dallaltro.
A ine discesa due guide, realizzate con spezzoni di alluminio ricavati da un tegame
leggero da forno, convogliano in un contenitore le olive
pulite, pronte per le successive lavorazioni.
Loperatore pu lavorare seduto a ianco della struttura,
per aiutare le discesa delle
olive ed effettuare agevol-

UNA BICICLETTINA
PER AGEVOLARE
I LAVORI NEL VIGNETO
Ho applicato un sedile (ma
pu andare bene anche unasse di legno) al posto della sella di una vecchia biciclettina
per bambini.
Posso cos stare comodamente seduto durante le operazioni di spollonatura, scacchiatura e sfogliatura nel vigneto. La posizione oltre a essere
suficientemente comoda, mi
permette di avere una visuale
diretta sulla vegetazione e di
spostarmi lungo il ilare con
la semplice spinta delle gambe. Lalternativa sopportare
un certo mal di schiena, oppure acquistare gli appositi
carrellini assai costosi.
Maurizio Valer
Pergine Valsugana (Trento)
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Foto: Museo dellolio - Cisano di Bardolino (Verona)

Antico lume a olio costituito


da una piccola lucerna di terracotta

10

Come erano
illuminate
le case
di campagna
Lilluminazione elettrica,
con lavvento della lampadina
a incandescenza, giunse a coprire
in modo capillare il territorio
delle campagne italiane solo nel corso
degli anni Sessanta del Novecento.
Prima erano altre le fonti
di illuminazione alle quali
si ricorreva: dalle iaccole di legno
alle candele di sego o altro materiale,
a speciali lampade
a olio dei pi diversi tipi
Paolo Cremonini

o stalle, oppure esterno, sui pascoli notturni, durante feste patronali, nelle processioni.
Poi sono arrivati
i lumi a sego, a burro, a olio...
Nelle Alpi, nelle zone di diffusione dellallevamento del bestiame, come combustibile per lampade divenne
comune limpiego del sego, ovvero del
grasso fuso ricavato da bovini o ovini.
Questo materiale era infatti molto adatto ad essere sfruttato per lilluminazione
e per realizzare un lume artigianale bastava raccoglierlo in un recipiente poco
profondo e immergervi uno stoppino.
Il sego si conteneva spesso in vaschette di pietra o terracotta e queste
lampade trovavano poi collocazione
in supporti di legno di svariate forme.
Ancor pi pratici e funzionali erano i
supporti in ferro, da tavolo o da parete.
Al Nord, in alternativa al sego, si utilizzavano anche lolio di noce, olio di
colza e olio di lino, ma anche lo strutto
e il burro. Nelle zone del Centro e, soprattutto, del Sud Italia, ricche di oliveti, il combustibile principalmente adoperato per i lumi era invece lolio di oliva. Questi lumi a olio erano costituiti da
piccole coppe o lucerne di terracotta (2),
smaltate e non, dalle forme pi diverse,
o da vaschette e padelline in lamiera di
ferro montate su diversi supporti.
... e a petrolio verso la ine
dellOttocento

La resina, emessa soprattutto dalle conifere, consentiva al legno utilizzato per


le iaccole di rimanere acceso a lungo

Due lampade
dei primi decenni
del Novecento.
3a-Una lampada
a petrolio.
3b-Una lampada
ad acetilene,
detta anche
a carburo,
dal carburo
di calcio,
composto usato
per la
fabbricazione
dellacetilene

3a

Come combustibile per i lumi era


usato anche il petrolio (3a) che, a causa
della sua elevata iniammabilit, andava
tenuto in un recipiente chiuso, una sorta di coppa con coperchio o unampolla
sferica a forma di pera. Questa tipologia

3b

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Foto: Andreana Marchetti

ei secoli scorsi in molte zone delle Alpi e dellItalia meridionale,


dove erano abbondanti i boschi
di conifere (quindi dal Friuli alla valle di
Livigno, alla Calabria), i pastori e i contadini per accendere il fuoco e fare luce
si servivano di legno resinoso (1).
Con singoli pezzi di legno o con rami
sottili riuniti in fasci si formavano vere
e proprie iaccole, che venivano poi collocate nelle crepe dei muri o in particolari supporti per illuminare gli ambienti
chiusi, ma non solo.
Fino ai primi decenni del Novecento
iaccole preparate con materiali vegetali erano ancora il sistema di illuminazione pi diffuso.
Le piante che si usavano allo scopo erano svariate. Oltre al legno resinoso delle conifere in Calabria si utilizzava il verbasco, una pianta erbacea infestante diffusa nei campi. I suoi fusti, ancora con i semi, erano dapprima essiccati nel forno, poi (ma non necessariamente) venivano avvolti con stoppa e,
inine, imbevuti di olio o spalmati di pece o resina.
In Lombardia, nel territorio di Bergamo, per le iaccole era invece frequente
lutilizzo anche di corteccia di betulla:
su un bastone acuminato questo materiale si alternava a pezzi di resina e corteccia di abete.
Tra i vegetali impiegati per le iaccole cerano anche ginestre (Umbria), erica
o mannelli di paglia (Toscana), ma anche
carote selvatiche e rami di nocciolo.
La stragrande maggioranza delle
iaccole prodotte dai contadini era comunque di stoppa, cascami di lino e cotone impregnati di sego (oppure cera,
olio, catrame, pece).
I tipi di materiali utilizzati, nonch la
dimensione delle iaccole stesse, ne determinavano lutilizzo: interno, in case

Foto: Museo della civilt contadina - Grancona (Vicenza)

A partire dalla ine degli anni


Cinquanta del secolo scorso
la rete elettrica arriva in campagna
Alla ine degli anni Quaranta, nel secondo dopoguerra, le rete elettrica si diffuse anche nelle campagne, in un raggio
di 1-2 chilometri dalle citt e dai paesi, dove lelettricit era arrivata tra la ine dellOttocento e i primi due decenni
del Novecento. Gi comunque nel corso delloccupazione del territorio italiano durante la seconda Guerra Mondiale (1940-1945), i tedeschi avevano contribuito alla diffusione della luce elettrica collegando con ili di acciaio volanti la rete dei paesi a molte case di campagna isolate scelte come comandi territoriali.
Tuttavia, solo a partire dalla ine dagli anni Cinquanta e dai primi anni SesVITA IN CAMPAGNA 11/2011

A partire dal secondo Ottocento si diffusero particolari lampade a petrolio che potevano essere da tavolo o pensili, come nella foto grande e nel particolare
Foto: Museo Casa contadina (Concamarise, Verona)

Le prime candele, il cui utilizzo risale allepoca romana, venivano fabbricate in casa con sego o, pi raramente, con
cera di api. In seguito a partire dai primi
decenni dellOttocento iniziata la loro
produzione industriale, la quale ha fatto
s che le candele fossero pi durature e,
soprattutto, meno inquinanti a livello di
odori e fumi.
Per illuminare, le candele venivano
sostenute da candelieri in ferro, ottone o
rame dalle pi svariate forme.
Anche dopo lavvento dellilluminazione elettrica le candele sono state utilizzate per lungo tempo nei luoghi dove
limpianto elettrico non arrivava. Servivano, per esempio, per andare in cantina
o a controllare il cortile e al rientro in casa si posavano spente sulla mensola del
camino, il loro posto abituale.

Foto: Silvio Caltran

Il lungo regno delle candele

Foto: Museo della vita contadina - Fagagna (Udine)

di lampada era alimentata


anche con combustibili diversi, come lolio di oliva.
In seguito si arriv alla diffusione di lampade alimentate a gas quale acetilene
(3b), butano, propano.
Unevoluzione importante dei questi primi lumi a petrolio si ebbe grazie allavvento delle lampade dotate di un tubo
di vetro, panciuto in fondo
e stretto in alto: tale innovazione determinava un tiraggio pi intenso intorno
alla iamma, una maggiore
ossigenazione e una maggiore luminosit.
Le lampade di questo tipo, diffuse in
Italia a partire dal secondo Ottocento,
potevano essere da tavolo o pensili (4).

La diffusione della rete elettrica (5), con


larrivo della lampadina a incandescenza
(5a), nella vita domestica delle campagne
italiane ha rappresentato lo storico spartiacque tra il passato, in in dei conti non
5a
ancora troppo remoto, e la modernit
santa la rete elettrica si diffuse in modo
omogeneo per le campagne della nostra
Penisola (5-5a).
Prima della nascita dellEnel (Ente nazionale per lenergia elettrica, nel
1962) ogni Regione gestiva la distribuzione dellelettricit in modo autonomo,
attraverso societ private.
Lenergia proveniva da centrali di tipo idroelettrico e, successivamente, anche termoelettrico. La luce domestica era molto debole e ioca, con lampade a incandescenza della potenza di 3,
5 e 10 watt. La tensione della corrente

nelle case di campagna era inizialmente a 125 volt, per passare solo in seguito a 220 volt.
In tutte le case era presente, accanto
al contatore, un limitatore di corrente che impediva, tramite linterruzione del servizio di fornitura, di assorbire
una potenza superiore ai 1.000 watt. Bisogna infatti ricordare che in quegli anni nelle case non cera bisogno di grandi disponibilit di energia, in quanto non
vi erano ancora gli elettrodomestici (ma
questi sarebbero comunque arrivati di l
a poco, con il boom economico!).

11

Politica agricola ed ambientale

Come nata e cosa comporta la crisi


inanziaria che tocca anche noi
Tra le principali cause che hanno portato lItalia nel bel mezzo delluragano della crisi inanziaria
vi sono la scarsa crescita economica e laltissimo debito dello Stato.
Questultimo conseguenza degli ultimi cinquantanni in cui si speso pi di quello che si incassava

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

60,1 %

81,7 %

83,2 %

93,0 %

96,2 %

96,8 %

Bel
gio
Irla
nda
Por
tog
allo
Ger
ma
nia
Fra
nci
a
Spa
gna

Ital
ia 119,0 %

Gre
cia 142,8 %

Inoltre, sempre con questo criterio, ch dovr servire a rientrare dal debito.
Improvvisamente lestate scorsa: ecInoltre, sarebbe un grande aiuto se
co il possibile titolo di un ilm dedicato Stati Uniti e Gran Bretagna sono pi a
al brusco choc che abbiamo avuto, noi rischio della Grecia. I mercati inanziari lUnione europea desse prova di vera
italiani, quando siamo stati coinvolti in per non ci badano: sono ipnotizzati dal solidariet. Una garanzia europea per il
un vero e proprio terremoto inanziario. prestigio di alcuni Paesi e dal loro passa- pagamento delleventuale debito di tutti
Da un giorno allaltro infatti abbiamo to, sicch a Wall Street (sede della Bor- gli Stati membri, in qualunque forma, riscoperto che non eravamo affatto al ri- sa degli Stati Uniti) e negli altri centri durrebbe il peso degli interessi per i Paeparo da quello che stava e sta succeden- del capitalismo inanziario preferiscono si in dificolt e renderebbe loro meno
do nei mercati del mondo, come invece dare addosso alla Grecia e poi al Porto- oneroso rimettere ordine nel bilancio.
gallo, allIrlanda, alla Grecia e alla Spa- Oggi lItalia paga per gli interessi il 4%
ci avevano fatto credere.
Le principali vulnerabilit dellItalia gna. E adesso a questo elenco stata ag- in pi rispetto a prima dellestate: prima
di poter ridurre il debito dovremo quinsono la scarsa crescita economica degli giunta anche lItalia.
La via duscita non pu essere n fa- di ogni anno spendere in pi il 5% del
ultimi ventanni e laltissimo debito dello Stato [1]. Inutile citare la cifra, basti cile n comoda. I sacriici per tutti noi reddito nazionale. Leffetto negativo
dire che, se dovessimo ripagarlo tutto sono inevitabili. Pi ancora che a mette- non immediato (gli interessi pi alti si
subito, lintera popolazione dovrebbe la- re a posto i conti dello Stato, cosa per cui applicano solo alla parte del debito che
vorare da adesso alla ine dellanno pros- ci vorr comunque un bel po di tempo, il viene rinnovata ogni anno), ma certo.
Quelli che in Europa hanno magsimo senza consumare niente e passare prevedibile periodo di austerit che ci
tutto il ricavato ai creditori dello Stato.
aspetta dovr essere usato per mostrare ai giore nerbo sono i tedeschi. Solo che
Il nostro debito nato oltre cin- creditori che questi benedetti conti li vo- loro hanno fatto sacriici per anni e adesquantanni fa e in tutto questo tempo gliamo sistemare davvero e che siamo ca- so non vogliono pagare per chi in quegli
aumentato perch i governi che si sono paci di farlo. Per questo occorre un go- stessi anni ha invece vissuto al di sopra
succeduti hanno speso pi di quello che verno forte e stabile e che i cittadini ita- dei propri mezzi. Infatti una eventuale
incassavano, senza preoccuparsi delle liani abbiano la percezione che i sacriici garanzia europea, come sopra citata,
conseguenze. Anche il primo decennio sono distribuiti in modo equo, mentre og- non sarebbe gratuita: magari poco, ma
anche la Germania alla in ine dovrebbe
del 2000, poi, stato sprecato spendendo gi la gente non lo crede affatto.
ancora di pi e aumentando il debito anziQuanto al nostro sistema produttivo, pagare di pi sul proprio debito per gach ridurlo. Il risultato la crisi di oggi.
per qualche anno tutto ci che produrr rantire gli altri. In realt, per, sarebbe
Leuro, nonostante la demagogia che in pi non potremo consumarlo noi, per- molto pi costoso per la Germania se il
resto dellUnione europea dovesc al riguardo, ci ha aiutati perDebito pubblico nel 2010 in alcuni Stati europei se crollare sotto il fardello, perch
ch ha fatto diminuire i tassi dinche utilizzano leuro
verrebbero a mancare gli acquiteresse che il nostro Stato paga sul
renti per le merci tedesche.
suo debito; con la lira i tassi sareb- 150 %
Questa crisi inluenzer anbero stati ben pi alti.
che lagricoltura, per non in
Linevitabile programma di 125 %
modo diretto. Ma siccome i settoriequilibrio (pareggio) del bilan- 100 %
ri economici sono tra essi collecio dello Stato, richiesto anche
gati, tutti quanti ne risentiranno,
dallUnione europea e allo studio, 75 %
nessuno escluso.
colpir tutti e in maniera pi doCiascuno di noi, nel suo piccolorosa di quanto sarebbe avvenu- 50 %
lo, inir per sopportare una parte
to se si fosse posta mano prima al
25 %
della crisi. Vi sia o non vi sia un
problema.
crollo produttivo, nei prossimi
Certo, lItalia non la Grecia
anni siamo tutti destinati a ridi(vicina al fallimento), il cui debimensionarci. Almeno sul piano
to pubblico rispetto al nostro
economico.
proporzionalmente pi alto di circa un terzo. Noi abbiamo anche
Paolo Brera
uneconomia pi solida.
Il debito pubblico dellItalia del 119% rispetto al Pil
Se si considera non solo il de- (Prodotto interno lordo). Il debito pubblico, tuttavia,
bito dello Stato, ma anche quel- non il solo di cui bisogna tener conto. Se si considera [1] limporto complessivo dei
lo delle imprese e delle famiglie, lintero debito di un Paese, includendo quello delle im- prestiti che lo Stato, le aziende
cio il debito complessivo di tutta prese e delle famiglie, la situazione dellItalia risulta mi- statali, le Regioni, le Province, i
la nazione, la nostra situazione gliore anche di quella di Paesi come gli Stati Uniti o la Comuni, ecc. contraggono periorisulta fra le migliori del mondo Gran Bretagna. A differenza di questi, per, il nostro dicamente a fronte del deicit di
bilancio (n.d.r.).
sviluppato.
Paese risente di fattori psicologici negativi
Fonte: Eurostat

13

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Giardino
I ranuncoli, bellissime bulbose da piantare
nelle zone umide del giardino
Ci riferiamo al Ranunculus asiaticus, poco coltivato a livello amatoriale rispetto alle tradizionali bulbose
a ioritura primaverile. Originario dellAsia Minore, questo ranuncolo ama posizioni soleggiate
e terreno fertile e umido. Non ha bisogno di particolari cure, ma solo di periodiche irrigazioni. Regala,
a partire da marzo, meravigliosi e variopinti iori, ideali anche da portare in casa una volta recisi
Gli articoli della rubrica Giardino
del mese di novembre sono tutti dedicati al mondo delle bulbose. Tulipani, narcisi, crochi e giacinti sono le specie a
ioritura primaverile pi conosciute che
non possono mancare nel giardino di
campagna. In queste pagine vi suggeriamo di mettere a dimora anche una
specie meno diffusa, ma a nostro parere
degna di nota, il Ranunculus asiaticus.
Tra le bulbose vi sono poi specie che
si possono coltivare anche in vaso; ci riferiamo agli ippeastri, ai quali abbiamo
dedicato larticolo a pag. 18.
In questo periodo, se state terminando la messa a dimora delle bulbose e
delle tuberose a fioritura primaverile
(vedi anche il supplemento i Lavori
allegato a questo numero, capitolo Bulbose e tuberose), non dimenticatevi di
riservare unaiola del giardino al Ranunculus asiaticus. Questa specie, particolarmente decorativa per i suoi bellissimi
iori, originaria dellAsia Minore e di
altre regioni limitrofe, probabilmente
introdotta in Europa al tempo delle Crociate (tra il Mille e il Milleduecento), ma
che solo attorno al 1800 inizi a essere
coltivata a scopo ornamentale.
Il termine latino ranunculus signiica piccola rana e si riferisce alla predilezione di questa pianta per i terreni
umidi, anche in prossimit di stagni, laghetti e piccoli corsi dacqua.
In passato il Ranunculus asiaticus
era conosciuto come rosellina di Firenze, bottone di Persia o bottone di
Turchia, per la caratteristica e inconfondibile forma dei suoi iori, che nella
maggior parte delle variet sono a pompon (sia semidoppio che doppio), anche
se in questi ultimi anni sono state create
dagli ibridatori variet a iore aperto, simile a quello della peonia. Il colore dei
iori variabilissimo: va dal bianco al
giallo, dallarancio al rosa e dal rosso al
violetto, in numerose tonalit.
Questa specie di ranuncolo coltivata diffusamente dai loricoltori delle regioni a clima mediterraneo per la produContinua a pag. 17

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Aiola di Ranunculus asiaticus in piena ioritura. Si osservi la caratteristica forma


a pompon dei iori, di colore bianco, giallo, rosso e arancione

Esemplari di Ranunculus asiaticus di di- Rizomi di Ranunculus asiaticus, da


versi colori coltivati in vaso e reperibili in mettere a dimora con la punta (vedi
commercio gi in iore a inizio primavera freccia) rivolta verso lalto

15

GIARDINO

Alcuni esempi di Ranunculus asiaticus in diversi colori

16

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

GIARDINO

Segue da pag. 15

zione di iori recisi, che vengono proposti sul mercato a ine inverno-inizio primavera; sono assai apprezzati, oltre che
per la loro bellezza, anche perch durano in acqua a lungo, anche 5-6 giorni.
COME, QUANDO
E DOVE PIANTARLI
Il ranuncolo provvisto di rizomi
(vedi foto a pag. 15), con i quali si avvia
la coltivazione. I rizomi sono reperibili
in commercio (vedi indirizzi in calce allarticolo) proprio in questo momento
dellanno e sino a ine inverno, solo allo
stato secco, in miscuglio di colori.
Il ranuncolo si adatta alla maggior
parte dei terreni, purch sciolti e ben
drenati; i migliori risultati si ottengono
in suoli fertili, ricchi di sostanza organica e moderatamente umidi.
Laiola che deve ospitare questa specie deve trovarsi in una posizione soleggiata. Dopo aver lavorato il terreno sino a
una profondit di circa 30 centimetri, ponete i rizomi precedentemente messi a
bagno in acqua per 2-3 giorni in modo da
favorirne il germogliamento a una profondit di 4-5 cm, con la punta (vedi freccia nella foto a pag. 15) rivolta verso lalto, a una distanza di 20-25 cm luno dallaltro. Copriteli quindi con un miscuglio
di terra ben sbriciolata e torba in parti
uguali. La messa a dimora dei rizomi si
pu eseguire sino a ine novembre nelle
localit a clima invernale mite, oppure a
ine inverno in tutte le altre zone.
La ioritura, a seconda del clima e
del momento dellinterramento dei rizomi, avviene da marzo a giugno.
Dopo aver collocato i rizomi nel terreno, bagnatelo e poi mantenetelo umido sino a inizio estate.
Una volta messi a dimora, i rizomi
possono rimanere indisturbati nella stessa aiola per svariati anni se ci si trova in
una zona a clima mite, altrimenti vanno
necessariamente estirpati a ine estate,
quando la vegetazione si presenta completamente secca, per essere poi ripiantati a ine inverno, dopo il periodo dei
geli. In questo caso, dopo la ioritura lasciate indisturbati i rizomi, in modo che
possano accumulare sostanze di riserva,
che verranno utilizzate nella successiva
stagione. Per estirparli dal terreno, aiutatevi con una paletta o con un attrezzo
simile, solo quando le foglie sono ben
secche, cio verso fine estate. Dopo
averli ripuliti dalla vegetazione esaurita
e da eventuali parti guaste, fateli asciugare allaperto in un luogo ombroso, e
poi conservateli in un ambiente asciutto
e fresco (magazzino) ino al momento
della piantagione.
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Tre specie selvatiche


Alla grande famiglia delle Ranuncolacee (alla quale appartengono pi di
200 specie), oltre al Ranunculus asiaticus del quale abbiamo parlato in
questo articolo, appartengono specie
spontanee, diffuse nel nostro Paese
nei prati incolti e nei terreni umidi,
particolarmente interessanti per le loro delicate ioriture. Tra queste ricordiamo Ranunculus acer (A), comunissimo nei prati e nei terreni incolti,
dove non passa inosservato per i suoi
fiori gialli, del diametro di circa 1 A
centimetro.
Ranunculus acer
Egualmente diffuso Ranunculus
luitans (B), il ben noto ranuncolo dacqua, che cresce lungo i fossi e nelle acque stagnanti. Presenta piccoli iori bianchi di circa 1 centimetro di diametro
e minute foglie iliformi, per lo pi sommerse dallacqua.
Citiamo inine Ranunculus icaria (C), comunemente conosciuto come favagello, diffusissimo nelle zone pi ombrose dei terreni incolti e nei luoghi pi
umidi del sottobosco. Ha portamento tappezzante, foglie di un bel verde lucente e iori di colore giallo intenso che si schiudono a ine inverno. (L.C.)

Ranunculus luitans
Se non avete modo di mettere a dimora i rizomi nei periodi sopra indicati,
da ine inverno a inizio primavera sui
bancali dei garden center ma anche sulle bancarelle dei mercati potete trovare
assai facilmente vasi di ranuncoli gi in

Ranunculus icaria
iore, pronti per essere messi in terrazzo
o sul balcone, o da trapiantare in giardino in aiole e bordure. Si tratta di variet
a iore molto grande, che possono raggiungere anche il diametro di 2-3 cm,
dai colori variabilissimi, sovente sfumati e/o screziati.
Luciano Cretti

Il Ranunculus asiaticus si pu impiegare per realizzare aiole e/o bordure con


piante annuali da iore come le viole del
pensiero

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17

GIARDINO

tempo di mettere a dimora gli ippeastri


dalla splendida ioritura
Questa specie, originaria delle zone calde dellAmerica del Sud, provvista di grossi bulbi dai quali
si originano alti steli carnosi che portano enormi iori di rara bellezza. Ve ne sono numerose
variet, sia a iori semplici che a iori doppi, variamente colorati. I bulbi, dopo la ioritura, entrano
gradualmente in una sorta di riposo vegetativo. Ecco come piantarli e coltivarli
Foto: Luciano Cretti

Durante i mesi invernali siamo soliti tenere in casa, tra le piante verdi dappartamento, anche qualche specie da iore come spatiillo, anturio, violetta africana e orchidee. bene sapere che nel
grande gruppo delle bulbose vi una
specie che, se messa a dimora in vaso in
questo periodo e sino a tutto marzo, regaler dopo 6-10 settimane meravigliosi
iori, colorando ogni ambiente di casa.
Ci riferiamo agli ibridi di Hippeastrum
vittatum (conosciuto anche come giglio
delle Barbados o giglio messicano,
originario delle regioni subtropicali dellAmerica del Sud). I loro iori, a forma di
tromba, possono essere semplici o doppi,
di colore bianco, rosa, arancione, salmone,
rosso acceso, ecc., anche variamente striati (vedi foto qui sotto e a pag. 19), di diametro compreso tra i 15 e i 20 cm.
Durante tutto lautunno e linverno
nei garden center si possono acquistare vasi con bulbi di ippeastro gi pronti
per iorire o gi in iore, ma piantare con
le nostre mani i bulbi (facilmente reperibili in commercio nei pi forniti gar-

Foto: Nova Flora BV

Foto: Nova Flora BV


Foto: Nova Flora BV

Foto: Nova Flora BV

Foto: Luciano Cretti


Foto: Nova Flora BV

Gli ippeastri sono bulbose dai meravigliosi iori ideali da coltivare in vaso. Nella
foto, Hippeastrum vittatum, dal quale sono derivati bellissimi ibridi

Alcuni esempi di ippeastro a iore semplice in diversi colori

18

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

GIARDINO

den center e/o presso le ditte riportate in


calce allarticolo) e seguirli passo passo sino alla ioritura regala sicuramente
maggiori soddisfazioni. In questo articolo vi indichiamo perci come e quando metterlo a dimora e le poche cure di
cui ha bisogno.

mercio ve ne sono diversi), alle dosi indicate in etichetta. Diradate gradualmente le irrigazioni, in modo che il bulbo si
prepari al riposo vegetativo: le foglie ingialliranno e poi si seccheranno.
A questo punto ponete il vaso in un
luogo anche poco luminoso, e lasciatelo allasciutto sino a novembre, quando
inizierete a bagnare di nuovo il terriccio, non prima per di averne rinnovato
i primi 3-4 cm. Dopo circa 6-10 settimane il bulbo regaler di nuovo i suoi meravigliosi iori.

IL BULBO VA PARZIALMENTE
INTERRATO
Il bulbo dellippeastro va interrato
per due terzi circa della sua altezza

Luciano Cretti
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no prima della comparsa delle foglie; se


la ioritura avviene a ine inverno-inizio
primavera le foglie si sviluppano invece
prima o insieme ai iori. I iori non hanno
lunga vita, in quanto durano 4-5 giorni.
COSA FARE DOPO LA FIORITURA
Una volta che i iori sono appassiti,
eliminateli, e lasciate seccare completamente lo stelo: solo allora tagliatelo
alla base, facendo attenzione a non
danneggiare le foglie.
Solo dopo gli ultimi periodi di freddo ricordatevi che gli ippeastri sono di
origine subtropicale portate il vaso allaperto, in giardino o in terrazzo, in posizioni parzialmente soleggiate.
Bagnate moderatamente il terriccio sino al mese di maggio, aggiungendo ogni
2-3 settimane allacqua delle irrigazioni
del concime per piante da iore (in comFoto: Nova Flora BV
Foto: Nova Flora BV

Foto: Nova Flora BV

Foto: Nova Flora BV


Foto: Nova Flora BV

CONTROLLO INDIRIZZI AL 5-10-2011

Foto: Luciano Cretti

Come detto precedentemente gli ippeastri sono piante bulbose, sono cio
provvisti di bulbi carnosi, di circa 20 cm
di circonferenza, anche se non raro trovarne alcuni che presentano una circonferenza di oltre 25 cm.
Il bulbo va interrato per due terzi circa della sua altezza (vedi disegno riportato in alto nella pagina) in un vaso di 18-20 cm di diametro, parzialmente riempito di terriccio universale (reperibile nei garden center o negli empori agrari), sul fondo del quale va predisposto uno strato di argilla espansa dello spessore di circa 2 cm.
Dopo la messa a dimora del bulbo si
pone il vaso nel locale pi luminoso della casa, a una temperatura di 18-20 C,
avendo inizialmente cura di bagnare il
terriccio una volta la settimana; in seguito, quando inizier a spuntare lo stelo iorale, occorrer irrigare regolarmente ogni 3-4 giorni, in modo da mantenere il terriccio moderatamente umido.
Da ogni bulbo si sviluppano uno-due
steli iorali, alti circa 30-40 cm, ognuno dei quali porta 3-4 iori, che sboccia-

Alcuni esempi di ippeastro a iore doppio in diversi colori


VITA IN CAMPAGNA 11/2011

19

GIARDINO

Risposte ai lettori
LA PROFUMATISSIMA
PLUMERIA OBTUSA
Vi invio la foto di un alberello in iore che ho fotografato la scorsa estate
nellisola di Lampedusa (Agrigento).
Desidererei sapere il suo nome e qualche notizia in pi.
Antonello Galbussera
Calco (Lecco)
Si tratta della Plumeria obtusa, specie
originaria delle zone tropicali dellAmerica Centrale e dei Caraibi, meglio nota
come frangipane o, in Sicilia dove si
spontaneizzata, come pomeria, pomelia o
plumeria. Appartiene alla famiglia botanica delle Apocinacee, la stessa delloleandro. E del resto i suoi iori assomigliano molto a quelli delloleandro, da
cui il nome oleandro africano, ma a
differenza di questi presentano un profumo molto intenso, tanto da essere usati
anche nellindustria profumiera.
La pianta ha portamento arbustivo e
nelle zone di origine raggiunge anche i
10 metri di altezza. I fusti, di consistenza ibrosa e ripieni di un latice bianco,
sono molto ramiicati e portano in supericie le cicatrici lasciate dalla caduta
delle foglie.
Le foglie, persistenti o semipersistenti a seconda del clima e delle condizioni
di coltivazione, sono lunghe e ovali. I
iori sono portati alla sommit dei rami e
riuniti in gruppi di 4-7; hanno un aspetto
ceroso, larghi da 5 a 7 cm, molto profumati e di colori variabili dal bianco puro
al rosa, dal rosso al giallo, allarancio a
seconda della variet.
Data la sua origine pu essere coltivata allaperto solo al Sud, nelle zone
in cui la temperatura minima durante
linverno non scende sotto i 7-10 C.
Piante di plumeria sono reperibili presso:
Vivai Torre dr. Natale - Contrada Palma-

COME SI POTANO LE ORTENSIE CLASSICHE,


QUELLE CON IL FIORE A PALLA
Desidererei sapere come e quando si potano le ortensie classiche, quelle dai iori a palla.
Caterina Moschini
Verona
Le ortensie con iniorescenze a palla (Hydrangea macrophylla, vedi foto qui sopra a destra), le pi comuni nei giardini e che ioriscono sul legno dellanno precedente, si potano a ine inverno, quando sono ancora in riposo vegetativo; il periodo migliore febbraio-marzo. La potatura si effettua eliminando completamente rami deboli, secchi, malformati, quelli rivolti verso linterno dellarbusto e le iniorescenze secche (1), tagliando sopra la penultima coppia di gemme. Non vanno tagliati i rami cresciuti lanno precedente, i quali portano la
gemma terminale che dar origine a uniniorescenza. Negli esemplari di almeno 5-6 anni di vita occorre eliminare nella misura di circa un terzo i fusti pi
vecchi, che generalmente sono molto ramiicati, tagliandoli a livello del ceppo
o poco pi in alto (2). Questa operazione (deinita dagli esperti taglio di ritorno) serve a sfoltire
il cespuglio, afinch circolino pi
luce e aria allinterno, riduce il rischio di attacchi
parassitari e stimola la pianta ad
emettere nuovi
rami che ioriranno negli anni suc1
2
cessivi. (Francesca Moscatelli)
ra - 98057 S. Pietro di Milazzo (Messina)
- Tel. 090 9296200 - Fax 090 9217073 Cell. 338 7694567, vende per corrispondenza. Sconto Carta Verde del 10%,
valido ino al 30/10/2012.
Vivaio Luciano Noaro - Via Vittorio Emanuele, 151 - 18033 Camporosso (Imperia) - Tel. 0184 288225 - Fax
0184 287498, vende per corrispondenza. (Francesca Moscatelli)
CONTROLLO INDIRIZZI AL 15-10-2011

LENTAGGINE INFESTATA
DAL TRIPIDE HELIOTHRIPS
HAEMORRHOIDALIS
La mia lentaggine (Viburnum tinus,
n.d.r.) presenta una malattia di cui non
conosco il nome e che quindi non so come curare. Le foglie (vedi foto allegata)
vengono rose internamente e poi cadono. Cosa devo fare?
Elisabetta Caimi
Verona

La Plumeria obtusa (detta anche frangipane) un arbusto dalla fragrante ioritura che pu raggiungere anche i 10 metri di altezza

20

Le foglie della lentaggine dellabbonata manifestano i sintomi di una forte infestazione del tripide Heliothrips haemorrhoidalis, assai comune su Viburnum tinus.

Foglia di lentaggine interessata


da un vistoso attacco del tripide
Heliothrips haemorrhoidalis (1,2 mm)
Questo parassita attacca la pagina inferiore
delle foglie e con le sue punture causa la
depigmentazione (cio la perdita di colore)
e largentatura delle foglie; queste vengono
inoltre imbrattate dalle deiezioni, dallaspetto bituminoso, del parassita.
Il tripide compie svariate generazioni
allanno (ino a sei) e sverna allo stadio
di adulto riparato in mezzo alla vegetazione o sotto le desquamazioni della
corteccia. Alla comparsa dellinfestazione si pu ricorrere al trattamento con
spinosad-12 (per esempio Success della
Bayer Garden, non classiicato), alla dose di 10 millilitri per 10 litri dacqua, ripetendo eventualmente lintervento in
caso di reinfestazione. (Aldo Pollini)
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Orto
Coltivate adesso la valerianella,
ortaggio da foglia facile da ottenere
La valerianella fra gli ortaggi pi semplici da coltivare, per questo la consigliamo soprattutto a chi ha poca
esperienza nellorto. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno, purch privo di ristagni dacqua, non ha
bisogno di nessuna concimazione e vuole moderate irrigazioni. Si semina sotto tunnel per tutto novembre
e in pieno campo da met agosto a ine ottobre. Si coltiva senza nessun intervento antiparassitario
La valerianella chiamata anche dolcetta, gallinelle, songino, salasetti, e con
altri nomi ancora un ortaggio abbastanza conosciuto, anche se meno diffuso rispetto ai diversi tipi di lattuga,
radicchio e cicoria.
La sua coltivazione pu essere
effettuata nel periodo autunno-invernale, meglio se con un piccolo
tunnel a disposizione, e da met agosto a ine ottobre in pieno campo.
In questo articolo elenchiamo le diverse operazioni colturali da eseguire, a
partire dalla semina, per avere un buon
raccolto.

Come si presenta la pianta


di valerianella

COME SI PRESENTA
LA PIANTA
La parte della valerianella [1] che si
utilizza rappresentata dalla rosetta basale composta da foglie abbastanza
carnose e senza picciolo. Le foglie,
che possono risultare di forma allungata o allargata (a spatola), presentano punta arrotondata e lunghezza
compresa tra i 5 e i 10 centimetri. Il loro colore diverso a seconda della variet: in genere va dal verde medio al
verde scuro, con aspetto lucente.
La radice presenta un asse centrale
(ittone) pi sviluppato, dal quale si originano radichette secondarie.
Se non si raccoglie, la pianta produce da ine marzo a giugno un insieme
di piccoli iori di colore bianco raccol-

ti in iniorescenze tondeggianti portate da uno stelo provvisto di piccole foglioline.


Il ciclo di coltivazione pu essere di
60-70 giorni, nel caso si inizi la coltura
a ine inverno, o di 120-130 giorni, se si
effettua la semina nel tardo autunno.

d
e

a-foglia della rosetta basale, b-foglia


dello stelo iorale, c-iniorescenza ramiicata, d-radice principale (ittone), e-radichette secondarie

SONO POCHE LE VARIET


DISPONIBILI PER IL PICCOLO
ORTICOLTORE
Le variet di valerianella reperibili
in commercio per il piccolo orticoltore
sono in particolare tre e possono, in linea di massima, essere suddivise in due
gruppi in base al colore della foglia. Al
primo gruppo appartengono variet a
foglia di colore verde medio e tra queste segnaliamo DOlanda (1), con foglie allungate (allargate nella parte alta), assai resistente al clima umido e
al freddo.
Le variet del secondo gruppo
hanno foglie di colore verde scuro.
Tra queste consigliamo Verde a cuore pieno (2), con foglie allargate e poco
carnose, e Verde di Cambrai (3), simile alla precedente.
VUOLE CLIMA FRESCO
E SI ADATTA A VARI TIPI
DI TERRENO
La valerianella presenta una buona
resistenza al freddo. Nel Nord Italia vie-

Le variet pi diffuse di valerianella. 1-DOlanda, 2-Verde a cuore pieno e 3-Verde di Cambrai


VITA IN CAMPAGNA 11/2011

21

ORTO

ne coltivata soprattutto dalla tarda estate


al massimo a ine aprile, in quanto non
sopporta clima caldo e asciutto: inizia
infatti a vegetare con una temperatura
di circa 7 C, mentre la temperatura migliore per il suo sviluppo compresa tra
i 15-16 e i 18 C.
Negli orti familiari viene coltivata
nei pi diversi tipi di terreno, anche in
quelli argillosi, a patto che siano privi
di ristagni dacqua (potrebbero comprometterne la riuscita).
La reazione (pH) del terreno pi idonea per la valerianella compresa tra 6 e
7, ma si pu adattare anche a un pH pi
basso, pari a 5,5 (acido).
COME PREPARARE
IL TERRENO PER LA SEMINA
Per la coltivazione della valerianella
non necessario eseguire una vangatura
profonda, ma suficiente smuovere il
terreno poco prima della semina per 1520 centimetri di spessore.
La vangatura addirittura sconsigliabile nei terreni argillosi poich, se
effettuata subito prima della semina,
pu comportare notevoli dificolt per il
succcessivo amminutamento degli strati supericiali del suolo. In questo caso
conviene effettuare unestirpatura profonda tramite limpiego di un erpicatore manuale e poi procedere alla preparazione del letto di semina sminuzzando
gli strati pi supericiali del terreno tramite un rastrello.
Durante i lavori di preparazione
del terreno non occorre interrare alcun tipo di fertilizzante. La valerianella infatti poco esigente in fatto di
concimazione, e si accontenta delle sostanze nutritive lasciate nel terreno dalle
precedenti colture. Nel caso si dispones-

Distanze di semina tra le ile

8-15 (20) cm

se di suoli poco fertili, la cosa migliore


seminarla in aiole che hanno ospitato ortaggi abbondantemente concimati,
come per esempio pomodoro, melanzana e zucchino.
Poco prima della semina opportuno
sistemare con molta cura gli strati pi
supericiali del terreno in modo che non
vi siano buche o avvallamenti dove possa ristagnare lacqua, che compromette
la crescita della coltura e causa lingiallimento delle foglie.
Ricordate inine che non consigliabile seminare per due anni di seguito
valerianella nella stessa aiola.
A NOVEMBRE SI PU SEMINARE
SOTTO TUNNEL
In Pianura Padana la valerianella va
seminata sotto piccoli tunnel (1-1,20
metri di larghezza x 1 metro circa di altezza) a novembre, evitando periodi
a lungo freddi e perturbati, e in pieno
campo da met agosto a ine ottobre.

Volendo usufruire pi a lungo delle sue foglie, effettuate semine scalari,


per esempio 3-4 passaggi alla distanza
di circa 15 giorni luno dallaltro, partendo dalla seconda met di agosto sino
a ine novembre, a seconda che abbiate
scelto la coltivazione in pieno campo o
sotto tunnel.
La distribuzione
del seme (vedi foto
a lato) va eseguita
preferibilmente
a righe, scavando solchetti profondi anche meno di 1 cm, distanti tra loro 815 (20) cm, impiegando 1-1,5 grammi di semente per metro quadrato; qualche piccolo orticoltore preferisce per la semina a spaglio. Il seme va interrato supericialmente, cio a circa mezzo centimetro di profondit. In un grammo di semente possono essere contenuti, a seconda delle variet, da 450-600 semi a
800 e pi.
Per favorire la nascita delle piantine
specialmente da semine autunnali (novembre) sotto tunnel consigliabile coprire le aiole con un velo di tessuto non
tessuto, che consente un aumento, anche se leggero, della temperatura a livello del terreno.
Dopo la semina, specialmente in assenza di precipitazioni, bisogna intervenire con limitate, e se necessario ripetute, irrigazioni ino a quando la germinazione completamente avvenuta. Si
provveder poi solo a modeste irrigazioni, al ine di tenere moderatamente umido il terreno. Sotto tunnel, in particolare nel pieno della stagione fredda,

A-La semina a ile (vedi frecce) consente di ottenere ottimi risultati. B-Per favorire la nascita delle piantine da semine autunnali consigliabile stendere sulle aiole un velo di tessuto non tessuto. C-Aiola con piante in piena crescita

22

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

ORTO

bisogna irrigare solo quando strettamente necessario, arieggiando poi


le protezioni al ine di far asciugare
completamente le piante.
Qualora si effettui la semina a righe
il metodo dirrigazione pi indicato e razionale quello per scorrimento-iniltrazione laterale dentro solchi; nel caso invece si semini a spaglio si procede solo
per aspersione (a pioggia).
SE NECESSARIO DIRADATE
LE PIANTINE ED ELIMINATE
LE ERBE INFESTANTI
La valerianella non ha bisogno di
particolari cure colturali.
Talvolta consigliabile diradare le
piantine in modo da impedire che subentrino, in seguito a una crescita stentata dovuta alla fittezza, ingiallimenti
delle foglie e quindi scarsa qualit della produzione.
Questa operazione deve lasciare mediamente, nel caso si raccolga la pianta
intera, 300-400 piantine per metro quadrato, per consentire produzioni abbondanti e di buona qualit.
Eliminate poi le eventuali piante infestanti che si sviluppassero nelle colture. Questo lavoro facilitato dalla semina a ile, che consente anche di lavorare
gli strati pi supericiali del terreno che
possono diventare compatti a seguito di
piogge o di ripetute irrigazioni.
RIESCE MOLTO BENE
SOTTO PICCOLI TUNNEL
La valerianella una delle colture
pi consigliabili per la coltivazione sotto piccole protezioni, non solo per la facilit di gestione, ma anche perch fornisce un prodotto fresco durante linver-

Seminando a spaglio sovente la coltura presenta sviluppo meno omogeneo


no, stagione in cui gli ortaggi disponibili sono abbastanza limitati sia per numero che per quantit.
I tunnel vanno arieggiati anche quando allesterno vi sono pochi gradi sopra lo zero, soprattutto in giornate soleggiate.
Volendo aumentare ancora di pi la
protezione delle piante dal freddo si
pu stendere la sera sulle aiole un velo
di tessuto non tessuto, da rimuovere la
mattina in modo che le piante ricevano
durante il giorno pi luce possibile.
LA COLTURA ORGANICA
(BIOLOGICA)
La coltivazione della valerianella con
metodo biologico di fatto uguale a
quella esposta. Non essendo necessarie
concimazioni e interventi antiparassitari
la sua realizzazione non comporta problemi. Sono disponibili anche sementi
provenienti da colture organiche.
Molto semplice risulta pure la coltivazione in vaso, per la quale si rimanda
alle stesse indicazioni date per la rucola
(vedi n. 7/8-2010 a pag. 23).

RACCOGLIETE IN BASE
AL CONSUMO
La valerianella si raccoglie inilando
un coltello corto e robusto sotto la rosetta basale, nei primi strati di terreno,
e recidendola dalle radici con un movimento deciso.
Si scuotono quindi le piantine per allontanare leventuale terra rimasta attaccata e si puliscono staccando con le dita
le foglie ingiallite e/o guaste.
Per avere piante pi pulite, conviene
raccoglierle asciutte (meglio nel pomeriggio di giornate soleggiate) perch se
le foglie sono bagnate o umide trattengono maggiormente la terra.
consigliabile prelevare volta per
volta solo la quantit necessaria, in modo di avere sempre prodotto fresco. In
ogni caso la valerianella, una volta pulita, si conserva in frigorifero, in sacchetti
di materiale plastico per alimenti, anche
per 7-8 giorni e pi (presenta maggiore
resistenza alla conservazione in frigorifero rispetto alle lattughe da taglio).
Da 10 metri quadrati di coltura si
possono raccogliere da 5 a 10-12 kg e

La valerianella un ortaggio piuttosto resistente al freddo (nella foto A, coltura coperta da neve); volendo, in inverno la si
pu proteggere dal gelo stendendo la sera sulle aiole un velo di tessuto non tessuto (B)
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

23

ORTO

Ciclo di coltivazione della valerianella (tempi indicativi per la Pianura Padana)


Sotto tunnel

In pieno campo

Semina

Raccolta

Semina

Raccolta

Novembre

Da met dicembre
a met febbraio

Da met agosto
a fine ottobre

Da met ottobre a met


dicembre e da met
febbraio a met marzo

pi di prodotto; tali quantit dipendono


dalle dimensioni che hanno le piante al
momento della raccolta, dalluniformit
della coltura, dalla variet e dal periodo
di coltivazione.
SONO LE LUMACHE
I SUOI PEGGIORI NEMICI
La valerianella una pianta rustica
che solitamente non ha bisogno di nessun tipo di intervento antiparassitario.
Pu essere a volte danneggiata da
lumache (chiocciole) e limacce, che si
possono tenere lontane delimitando le
aiole con lamiere zincate alte circa un
metro e interrate per 20-30 cm.
COME PREPARARLA ALLUSO
Nella maggior parte dei casi si utilizza la rosetta basale intera; solo in alcune zone vengono preferite le foglie tagliate.

La raccolta si esegue asportando


lintera pianta, impiegando un robusto
coltello a lama corta ben afilata
Una cura particolare deve essere prestata quando si lava la valerianella, perch
facile che le foglie o il cuore delle rosette
lasciate intere trattengano terreno, che poi
poco gradevole trovare (anche se in tracce minime) al momento del consumo.

Le caratteristiche positive della valerianella


La valerianella contiene una buona quantit di mucillagini, come testimoniato
anche dalla particolare succulenza delle foglie. Queste sostanze sono assai utili per chi soffre di stitichezza, di colite e di bronchite poich riducono lirritazione intestinale, favoriscono la formazione di feci morbide e facilmente eliminabili e leniscono liniammazione delle mucose respiratorie.
Inoltre la ricchezza di cloroilla e la buona presenza di sali minerali (potassio,
ferro, calcio, magnesio) e di vitamine (A, gruppo B, C) fanno della valerianella
un eccellente stimolante del metabolismo e della funzione renale. La
valerianella utile a tutti coloro che soffrono di artrite e artrosi, a
chi predisposto verso larteriosclerosi e le patologie cardiovascolari, a chi tende a formare calcoli o renella (calcoli di piccolissima dimensione) nelle vie urinarie.
A proposito di cloroilla, questo pigmento vegetale
cos abbondante nella valerianella dotato di una
buona azione deodorante e di varie altre propriet:
cicatrizzante, batteriostatico, tonico e rivitalizzante. La cloroilla, inoltre, ha interessanti qualit antiossidanti e anticancro. (Paolo Pigozzi)

Comunemente la valerianella si consuma cruda da sola o assieme a radicchi


o ravanelli. Si pu mescolare anche con
la rucola e con altri ortaggi da foglia a
piacere, in base ai gusti. Si pu anche
utilizzare per preparare delicati risotti,
allo stesso modo del radicchio rosso.
Come detto, la valerianella si conserva a lungo, una volta raccolta e posta in
frigorifero, senza subire particolari alterazioni. Per questa caratteristica la troviamo sempre pi di frequente sui banchi dei supermercati, da sola o mescolata con altri ortaggi (radicchi-cicorie, indivia riccia, scarola) in confezioni chiuse ermeticamente con prodotto gi lavato e pronto per il consumo (i cosiddetti
prodotti di Quarta gamma).
Alberto Locatelli
[1] La valerianella appartiene alla famiglia delle Valerianacee e il suo nome botanico Valerianella locusta.
Ditte sementiere che dispongono di
semi di valerianella delle variet citate nellarticolo (tra parentesi, in neretto, le variet presenti in catalogo):
F.lli Ingegnoli - Via O. Salomone, 65 20138 Milano - Tel. 02 58013113 - Fax
02 58012362 (1-3), vende per corrispondenza. Sconto Carta Verde 5% valido ino al 31/12/2011.
Lortolano - Via Calcinaro, 2425 47521 Cesena (Forl Cesena) - Tel. 0547
381835 - Fax 0547 639280 (1-3), segnala il rivenditore.
N. Sgaravatti & C. - Via Nazionale,
62/64 - 52020 Pergine Valdarno (Arezzo) - Tel. 0575 899551 - Fax 0575
899535 (1-2-3), segnala il rivenditore.
Royal Seeds - Via Pacinotti, 10 - 41037
Mirandola (Modena) - Tel. 0535 24157 Fax 0535 21750 (1), segnala il rivenditore.
CONTROLLO INDIRIZZI AL 14-10-2011

24

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

ORTO

Asparagiaia: quando e come raccogliere


i prelibati turioni
La raccolta, che si pu anticipare coprendo le aiole con tessuto non tessuto, va eseguita gradualmente
e con delicatezza. Gli asparagi vanno maneggiati con cura, messi al fresco quanto prima
e consumati preferibilmente nella stessa giornata di raccolta. Ecco come e quando eseguire
la raccolta e qualche suggerimento su come utilizzare questo ortaggio in cucina
Dopo avervi presentato le due variet di asparago con le quali avviare
unasparagiaia nellorto familiare, e dopo aver parlato della preparazione del
terreno, della concimazione e delle cure
colturali necessarie per raggiungere buoni risultati, in questo ultimo articolo vi
spieghiamo come anticipare ed eseguire
la raccolta dei turioni. Vi suggeriamo
anche come impiegarli in cucina per realizzare ottimi manicaretti.
COME ANTICIPARE
ED ESEGUIRE LA RACCOLTA
Per anticipare la raccolta dei turioni di
circa 5-6 giorni, coprite (in marzo) le aiole pratica che mantiene oltre tutto pi
sofice il terreno con un velo di tessuto non tessuto. Tale copertura deve essere
ben issata al suolo, data la sua leggerezza, dopo ogni raccolta (per farlo si possono utilizzare, come per la pacciamatura,
sacchi pieni di terra o sabbia).
La raccolta dei turioni nellasparago bianco unoperazione piuttosto delicata e impegnativa. Per
raggiungere una certa manualit consigliamo, le prime volte, dopo aver rimosso dalle aiole la pacciamatura, di scavare il terreno con le mani (o con una palettina) attorno al turione ino a arrivare quasi alla sua base prima di tagliarlo ( consigliabile tagliare
il turione corto per non rischiare di ferire radici e rizoma), risistemando poi
la terra smossa e anche la pacciamatura.
Poi, una volta acquisita una certa
esperienza, i turioni si raccolgono senza
spostare il terreno. La raccolta facilitata nei cumuli ricoperti dalla pacciamatura con teli scuri.
Bisogna evitare di provocare lesioni alle zampe, perch attraverso le
ferite pu penetrare nella pianta la pi
dannosa malattia che colpisce questa
coltura, cio la fusariosi, che abbrevia la
vita dellasparagiaia. Per raccogliere
lasparago bianco si adopera un apposito coltello a sgorbia (vedi foto qui sopra)
[1], mentre per quello verde, pur potendo utilizzare lo stesso attrezzo, si pu
impiegare anche un comune coltello a
lama sottile, purch ben afilato.
Nellasparago verde invece la racVITA IN CAMPAGNA 11/2011

1-Per raggiungere una certa manualit nella raccolta dellasparago bianco, procedete
le prime volte scavando il terreno con le mani attorno al turione ino a arrivare quasi
alla sua base, quindi tagliatelo senza ferire radici e rizoma. 2-Nel caso dellasparago
verde, la raccolta si effettua tagliando semplicemente i turioni a livello del terreno
Coltello a sgorbia per la raccolta
dellasparago bianco, che
pu essere impiegato
anche per quello
verde
colta si effettua tagliando
semplicemente i turioni a livello
del terreno.
Prima di passare alla raccolta in altra coltura, bene disinfettare il
coltello (immergendolo in varechina e
successivamente asciugandolo), al ine
di evitare la trasmissione di malattie.
IL MASSIMO DELLA PRODUZIONE
SI HA AL QUINTO-SESTO
ANNO DI RACCOLTA
Nel primo anno di raccolta che avviene in genere al terzo anno dallimpianto si possono ottenere, da 50 metri quadrati di asparagiaia, circa 8-10
chilogrammi di turioni. opportuno non raccogliere da piante deboli,
che cio emettono turioni sottili, e non oltre la met di maggio.
Nel secondo anno di raccolta laspa-

ragiaia pu invece fornire circa 15-20


chilogrammi di turioni, tenendo presente
di operare non oltre la ine di maggio.
Al quinto-sesto anno di raccolta
lasparagiaia raggiunge il massimo della produzione, fornendo 25-35 chilogrammi di turioni bianchi o 30-40 chilogrammi di verdi, sempre da 50 metri
quadrati di asparagiaia.
La raccolta, mediamente, si effettua
da aprile sino a met giugno (Pianura Padana), anche se meglio raccogliere quello verde sino a quando il turione presenta
un diametro di 8 millimetri, quello bianco
di 10 millimetri. Tuttavia se si vede che vi
una notevole produzione di asparagi sottili bene ultimare la raccolta.
Nel caso in cui nellanno precedente
lasparagiaia abbia subito attacchi di
malattie, la raccolta deve essere limitata
sia come quantitativi che durata per
permettere laccumulo di sostanze di riserva a livello delle zampe.
I TURIONI VANNO MANEGGIATI
CON CURA
I turioni sono delicati e fragili. Dopo
la raccolta vanno posti in una cassetta di
materiale plastico e trasportati con cau-

25

ORTO

tela in un locale fresco.


Non vanno lasciati al sole, altrimenti si disidratano (diventano pi
ibrosi; quelli bianchi possono assumere
tonalit violette o verdi).
Gli asparagi bianchi dopo la raccolta
si devono lavare con abbondante acqua
corrente per eliminare i residui di terra.
bene che in attesa del consumo,
i turioni, sia di asparago verde che di
asparago bianco, si mantengano umidi, mettendoli, in piedi, in una bacinella
con un paio di centimetri dacqua.
VANNO PREFERIBILMENTE
GUSTATI IL GIORNO STESSO
DELLA RACCOLTA
Una volta raccolti, consigliabile
utilizzare gli asparagi il pi presto possibile, altrimenti induriscono e perdono
parte delle loro qualit gustative, anche
se si possono tenere in frigorifero qualche giorno (a 4-5 C) in sacchetti di polietilene microforato per alimenti.
La cosa migliore comunque consumare gli asparagi il giorno stesso della raccolta.
Prima della cottura i turioni si puliscono eliminando i primi 2-4 cm della base (e togliendo, volendo, anche la
pellicina) e si lavano. Si possono poi
usare per preparare ottimi primi piatti (risotti, paste e minestre), anche se il
consumo pi classico, previa lessatura, quello di gustarli assieme a uova;
asparagi e uova sode (o anche cotte al
burro in tegamino) costituiscono infatti
uno dei piatti pi semplici, e nello stesso tempo pi gustosi, della nostra cucina. Ma le possibilit di utilizzo di questo ortaggio sono numerose: gli asparagi rientrano nelle tradizioni alimentari di parecchie nostre regioni e sono an-

A raccolta terminata, cio da met giugno e sino a tutto luglio (e talora anche oltre), le zampe producono turioni che, non venendo raccolti, si trasformano in fusti
(vedi n. 9/2011 a pag. 21)
che ingrediente di piatti della cucina internazionale.
In genere i turioni migliori sono quelli di maggiori dimensioni, perch pi teneri (specialmente quelli bianchi), che presentano un diametro compreso
Negli asparagi
lunghi come
in quelli corti,
la parte
inferiore
coriacea del
turione (che va
eliminata)
risulta essere
pi o meno della
stessa lunghezza
(vedi zona
colorata nel
disegno)

Le caratteristiche positive e negative dellasparago


Tutti gli asparagi (ma soprattutto quelli verdi) sono molto ricchi di sostanze protettive e stimolanti. Un etto di asparagi fornisce quasi 25 mg di vitamina C
(equivalenti a circa un terzo del fabbisogno giornaliero di un adulto) e copre il 75% delle necessit quotidiane di acido folico, vitamina indispensabile per la moltiplicazione delle cellule e la sintesi di nuove proteine.
Gli asparagi verdi sono anche una buona fonte di caroteni (che nellorganismo vengono trasformati in vitamina A) e di vitamina B2, necessaria per trasformare gli alimenti in energia.
Questi pregiati ortaggi, oltre a soddisfare il gusto, hanno anche
altre propriet beneiche: aumentano la luidit del sangue, apportano parecchi minerali (buono il contenuto in calcio e ferro,
molto abbondante il potassio), regolarizzano lintestino pigro,
stimolano la diuresi (grazie al gi ricordato potassio e allasparagina, sostanza azotata tipica di questo vegetale) e favoriscono
in deinitiva la depurazione dellorganismo.
Non va dimenticato tuttavia che il consumo abbondante di asparagi sconsigliato a chi soffre di insuficienza renale, di nefrite e di gotta dato il notevole contenuto di purine, sostanze ricche di azoto. (Paolo Pigozzi)

tra i 12 e i 18-20 millimetri e, indicativamente, un peso di 25/30-35/40 grammi.


Comunque pure asparagi di minore
diametro, che vengono chiamati asparagine, dopo averli accuratamente pelati e aver tolto una porzione della parte
bassa del turione si adattano bene a preparare minestre e risotti; e anche, lessati e conditi, possono costituire un ottimo
contorno.
Volendo le parti pi coriacee dei turioni (quelle alla base) si possono utilizzare, una volta pulite, lessate e passate con il passaverdure, per preparare minestre.
Gli asparagi si possono anche congelare, dopo scottatura di 2-3 minuti, o conservare sottolio o sottaceto (vedi ricette
pubblicate sul n. 4/2007 a pag. 76).
Dal punto di vista gustativo gli asparagi verdi sono mediamente pi saporiti,
quelli bianchi presentano invece un sapore pi delicato.
Alberto Locatelli
[1] Coltelli a sgorbia per la raccolta
dellasparago bianco (e anche di quello verde) sono reperibili presso:
Fratelli Ingegnoli - Via O. Salomone, 65 - 20138 Milano - Tel. 02
58013113 - Fax 02 58012362.
Zoccarato Giampaolo - Via Ceccarello, 21 - 35010 Santa Giustina in Colle (Padova) - Tel. e fax 049 9301961.
Puntate pubblicate.
Asparago: pu dare un buon raccolto
anche in un piccolo orto (9/2011).
Asparago: dalla concimazione dimpianto alla pacciamatura delle aiole
(10/2011).
Asparagiaia: quando e come raccogliere i prelibati turioni (11/2011).
Fine

CONTROLLO INDIRIZZI AL10-10-2011

26

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

ORTO

Risposte ai lettori
SONO LARVE DI HERMETIA
ILLUCENS, UTILISSIME
PER IL COMPOSTAGGIO
DOMESTICO
Produco compost e la scorsa primavera ho notato che nel materiale in decomposizione vi erano ammassi di larve
(vedi foto allegata). Di che larve si tratta? Sono pericolose per luomo?
Cinzia Lombardi
Montebelluna (Treviso)

Larve di Hermetia illucens (15 mm):


partecipano alla trasformazione
della sostanza organica in humus
Le larve presenti nel contenitore del
compost dellabbonata sono del dittero
Hermetia illucens. Queste larve, che si alimentano delle sostanze in decomposizione, sono talora presenti in gran numero nei
riiuti domestici in fase di compostaggio.
Sono pertanto molto utili, in quanto contribuiscono alla trasforma-

zione delle sostanze organiche in humus; non costituiscono alcun pericolo


per luomo. (Aldo Pollini)
MELANZANE DI COLORE
MARRONE E IMMANGIABILI
Da qualche anno a questa parte alcune melanzane del mio orto assumono
un colore marrone e risultano immangiabili. Di cosa si tratta?
Paolo Nardin
Sarmeola (Padova)
Non facile dire quale sia la causa del
problema, in quanto le ragioni che comportano tale sintomo possono essere diverse. Innanzitutto va ricordato che le melanzane vanno raccolte al momento giusto, cio quando sono ancora belle turgide e lucide e al taglio si presentano bianche, senza semi o con semi appena abbozzati. Se si lasciano per pi tempo sulle
piante, le bacche invecchiano, diventano
opache e marroni allesterno e si riempiono di semi; la polpa diventa amara.
La presenza di bacche marroni si veriica anche su piante colpite da verticilliosi, temibile malattia fungina.
La causa pi frequente data per
dalla presenza sulla pianta di diversi iori che si sviluppano dallo stesso nodo.
Il iore primario (1) si presenta generalmente piegato verso il basso, mentre i
iori secondari (2), che sono pi piccoli
e con peduncolo pi sottile, si sviluppano verso lalto. Il iore primario quello
in grado di portare a termine lo sviluppo

Melanzana con buccia di colore


marrone e non pi commestibile

Fiore primario (1) e iore secondario (2)


della bacca pi grossa, che qualitativamente migliore. I iori secondari, invece,
sviluppano frutti di ridotte qualit gustative, che diventano marroni ancor prima
di raggiungere la dimensione tipica della variet di appartenenza; in questo caso occorre raccoglierli anticipatamente e
di pezzatura pi ridotta.
Spesso la pianta abortisce spontaneamente i iori secondari, ma nel caso ci
non avvenisse consigliamo prontamente
di eliminarli manualmente, in modo che
le melanzane vengano prodotte solo da
quelli primari. (Davide Boscaini)

In provincia di Sassari si coltiva una vecchia variet


di cipolla, la Dorata di Banari
In Sardegna, a Banari, piccolo borgo a 30 km da Sassari, si coltiva una variet locale
di cipolla colorata, la Dorata di Banari. Questa cipolla si presenta esternamente di colore giallo-oro con interno color avorio; il bulbo appiattito e pu raggiungere un peso di circa 1.700 grammi. Questa variet di cipolla frutto della passione di generazioni di agricoltori che ne hanno selezionato la qualit, tramandato il seme ino ai nostri giorni, mantenendo intatte le sue peculiarit. La coltivazione inizia a met agosto,
seminando in semenzaio. Nel mese di agosto si preparano le aiole concimandole abbondantemente con letame molto maturo. Dopo circa 60 giorni dalla semina si trapiantano
le piantine, accorciando radici e foglie di qualche
centimetro, a una distanza di circa 20 cm sulla ila
e di 60-80 cm tra le ile. La coltura va tenuta pulita dalle piante infestanti e seguita con qualche zappatura, al ine di mantenere sofice il terreno. Non
necessario nessun trattamento antiparassitario.
La raccolta avviene a met luglio dellanno successivo. I bulbi vanno poi lasciati asciugare allaria per qualche giorno in un posto ombreggiato
Cipolla Dorata di Banari
e si conservano in locale buio e privo di umidit.
quasi pronta per la raccolta
La Dorata di Banari presenta sapore particolarmente dolce, tant che si pu mangiare anche cruda semplicemente condita con un
ilo dolio extravergine di oliva; d per il meglio cotta al forno, intera, condita con
La cipolla Dorata di Banari
olio e un pizzico di sale. (Pasquale Falchi)
si conserva anche per 3 mesi

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

27

Frutteto - Vigneto e Cantina


La realizzazione di un agrumeto misto:
le specie e le variet adatte
Le specie di agrumi consigliate per un frutteto di dimensioni familiari sono molte: si va dallarancio,
che lagrume pi diffuso al mondo, al conosciutissimo limone, al mandarino,
alla clementina, al cedro, al kumquat, al pompelmo. Per ogni specie si possono scegliere
diverse variet idonee alla coltivazione in un piccolo agrumeto misto
Dopo aver visto sul numero scorso le
caratteristiche botaniche e le esigenze di
terreno e clima degli agrumi, illustriamo
qui le specie (in ordine di importanza) e
per ciascuna di esse le variet consigliate per la coltivazione in un piccolo agrumeto familiare.
Nel prossimo numero tratteremo
speciicatamente dellimpianto che illustreremo con un esempio di possibile progetto.
Ricordiamo che per tutte le specie e
variet lambiente ottimale di coltivazione rappresentato in genere da zone
calde e litoranee, soleggiate e riparate
dal vento, e che gli appezzamenti devono offrire la possibilit di apportare acqua di irrigazione nel periodo da maggio a settembre.

A-ARANCIO
(Citrus sinensis)
lagrume pi diffuso nel mondo, con tantissime variet che si differenziano a grandi linee per il periodo di
maturazione (precoci, a partire da ottobre, e tardive, ino a maggio) e il colore
dei frutti (per esempio le variet a polpa
bionda e quelle pigmentate).
Tra le variet pi diffuse ricordiamo Moro, Ovale, Sanguinello,
Tarocco e Valencia late. A queste si aggiungono le variet del gruppo Navel Navelina e Washington
Navel che si caratterizzano per la
presenza di unescrescenza (ombelico)
nella zona opposta al peduncolo, che
lascia intravedere un secondo piccolo

Esemplare di limone in piena produzione. Nel particolare:


arancia del gruppo Navel caratterizzata dalla presenza dellombelico, con un piccolo frutto interno (iglino)

30

frutto pi interno; questo strano frutticino, deinito iglino (vedi foto piccola
qui sopra) non unalterazione o anomalia isiologica, ma deriva da una particolare conformazione del iore.
Lepoca di maturazione tra ottobre e maggio. Un frutto di pezzatura media pesa 120-250 grammi.
B-LIMONE
(Citrus limon)
famoso come e forse pi dellarancio sia per il consumo del prodotto fresco che per i succhi e le essenze che possono essere estratti dalla polpa e dalla buccia. Assai diffuso nei giardini familiari, di certo una pianta generosa e profumata, in buona parte assai riiorente.
Tra le variet pi diffuse ricordiamo
Femminello comune, Femminello
Santa Teresa, Femminello siracusano, Lunario, Monachello. La variet Femminello Zagara bianca ben
tollerante il mal secco e che consigliamo per un piccolo impianto offre nel
corso dellanno ben cinque diverse ioriture, che arrivano a fruttiicare distintamente e quindi garantiscono una produzione continua e persistente.
Nel limone i frutti della stessa pianta hanno forma, colore, caratteristiche
e nome diverso a seconda della ioritura che li ha generati. Il frutto invernale, giallo e succoso, proviene dalla ioritura primaverile principale e matura da
novembre a marzo, persistendo a lungo;
la parte pi precoce di questa produzione, che si raccoglie a ottobre, detta primoiore. I bianchetti o maiolini, provenienti dalla ioritura di ine maggio e inizio giugno, maturano a maggio dellanno successivo e hanno un colore pallido con buccia liscia. Seguono in estate i
verdelli, cos chiamati per il colore della
buccia, con bassa acidit e poco succo,
provenienti dalla ioritura estiva. I frutti bastardi, provenienti dalla ioritura di
settembre e ottobre, sono quelli dinizio autunno presenti in genere in modica quantit ma di grossa pezzatura, molto adatti al consumo fresco.
VITA IN CAMPAGNA 10/2011

FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA

Arancio (Citrus sinensis)

Mandarino (Citrus reticulata)

Limone (Citrus limon)

Lepoca di maturazione, come abbiamo visto, autunnale. Un frutto di


pezzatura media pesa 100-150 grammi.
C-MANDARINO
(Citrus reticulata)
noto per la qualit dei frutti, molto apprezzati dai consumatori per lequilibrato rapporto tra acidi e zuccheri. La
pianta ha foglie minute, con rami che
tendono naturalmente ad affastellarsi ed
largamente soggetta ad alternanza di
produzione tra le diverse annate.
Tra le variet pi diffuse ricordiamo Avana e Tardivo di Ciaculli.
Questultima particolarmente consigliabile per la fragranza dei frutti e per
lepoca di raccolta tardiva, da ine gennaio a marzo inoltrato. Alcune selezioni presentano un ridottissimo numero di semi.
Lepoca di maturazione tra novembre e marzo. Un frutto di pezzatura
media pesa 80-120 grammi.

Clementina (Citrusclementina)

Cedro (Citrus medica)

D-CLEMENTINA
O MANDARANCIO
(Citrusclementina)
un ibrido derivato dallincrocio naturale tra mandarino comune e arancio amaro, rinvenuto solo allinizio del Novecento in Algeria, presso lorto di un orfanatroio (ha ereditato il nome dal locale giardiniere, frate
Clemente). Questa specie diffusa per
il gusto succoso e la maturazione precoce rispetto ad altri agrumi. Lalbero
vigoroso, ma la chioma viene facilmente danneggiata dal vento. Come il mandarino, la clementina largamente soggetta ad alternanza di produzione tra le
diverse annate.
Tra le variet pi diffuse ricordiamo
Comune, Monreal e Nules.
Lepoca di maturazione tra ottobre e febbraio. Un frutto di pezzatura
media pesa 70-100 grammi.
VITA IN CAMPAGNA 10/2011

Kumquat (Fortunella margarita)

Pompelmo (Citrus paradisi)

E-CEDRO
(Citrus medica)

e novembre. Un frutto di pezzatura media pesa 300-600 grammi.

un albero di ridotte dimensioni,


che tollera poco il freddo e vegeta lentamente, ma in compenso produce frutti di grande pezzatura, con una buccia
estremamente aromatica, che possono
essere, a seconda della variet, sia dolci che acidi.
Tra le variet pi diffuse ricordiamo
Cedro di Diamante.
Lepoca di maturazione in ottobre

F-KUMQUAT
(Fortunella margarita)
considerato un agrume, seppur
non appartenga al genere Citrus. Oltre che per motivi ornamentali, pu essere coltivato nei giardini familiari per
il consumo dei frutti freschi di forma
minuscola, con buccia gradevole e aromatica, assai persistenti sullalbero.

31

FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA

La pianta, di dimensioni minute e poco esigente, ha una grande resistenza al


freddo per la lunga stasi vegetativa invernale.
Tra le variet pi diffuse ricordiamo
Rotondo.
Lepoca di maturazione tra novembre e febbraio. Un frutto di pezzatura media pesa 30-40 grammi.

ni (cio la pianta devessere giovane, ma


linnesto gi bene attecchito), con altezza minima del punto dinnesto di 6080 centimetri, per limitare il rischio di
infezioni di marciume.
Non vanno acquistate piantine a radice nuda o con zolla di terreno, ma
solo in contenitore (o itocella) su idoneo substrato (di solito a base di sabbia
e torba), situazione questa che rende sicuro lattecchimento a dimora.
Durante il trasporto a casa, se il tragitto lungo, bisogna salvaguardare le
piantine dal vento e dalleccessiva insolazione, perch non subiscano stress che
renderebbero pi problematica la ripresa
vegetativa una volta messe a dimora.

G-POMPELMO
(Citrus paradisi)
una specie che va impiantata in
zone calde e temperate. Lalbero ha
chioma possente, con fruttificazione
abbondante e a grappolo. Il gusto leggermente amarognolo dei frutti non li
rende molto adatti al consumo fresco e
vengono pertanto utilizzati soprattutto
per i succhi.
Tra le variet pi diffuse ricordiamo Marsh seedless e Star Ruby.
Lepoca di maturazione tra gennaio e marzo. Un frutto di pezzatura media pesa 100-150 grammi.
LACQUISTO
VA FATTO IN VIVAIO
Bisogna evitare assolutamente
di acquistare esemplari di agrumi da venditori ambulanti, nonch
provenienti da partite commerciali di
origine non documentata. sconsigliabile anche la semina diretta del portinnesto e lautoinnesto con marze selezionate in modo generico, senza alcun
controllo fitosanitario. Si rischierebbe, infatti, di ottenere piante che non
rispecchiano le caratteristiche varietali desiderate e che possono risultare infette da virosi.
Conviene dunque sempre acquistare
le piantine presso vivai regolarmente autorizzati dal competente Servizio itosanitario regionale, scortate in
dallorigine da idonea documentazione
che ne attesti il controllo itosanitario e

Salvo Manzella

Le piantine di agrumi, in apposito contenitore o in itocella (nel caso in foto),


vanno acquistate in vivai autorizzati che
forniscono lidonea documentazione
che ne attesta il controllo itosanitario e
lidentit varietale
lidentit varietale (documento di commercializzazione).
In genere occorre prenotare la
fornitura con largo anticipo rispetto allimpianto per essere certi di
avere a disposizione le variet desiderate. Al momento dellacquisto si devono valutare soprattutto il vigore, il diametro al colletto (punto di inserzione
tra fusto e radici) e le condizioni generali delle piantine, scartando gli esemplari clorotici e di sviluppo stentato,
con radichette scalzate e rametti disseccati, ovvero con evidente presenza di
cocciniglie sul tronco (come la temibile cocciniglia rossa).
Let dinnesto della pianta acquistata deve essere preferibilmente di 1-2 an-

Le specie di agrumi citate e molte delle


loro variet sono reperibili presso i seguenti vivai:
Azienda Agricola Vivai Piante Vincenzo Russo - Via Torre, 34 - 95036 Randazzo (Catania) - Tel. e fax 095 7991920
- Fax 095 7991553. Sconto Carta Verde 10% valido ino al 30/04/2012.
Bertolami A. Vivai Piante - Strada Statale n. 18 km 382,100 - 88046 Lamezia
Terme (Catanzaro) - Tel. 0968 209124 Fax 0968 209185. Sconto Carta Verde 10% valido ino al 30/04/2012.
Caruso Gaetano Vivai - Via Europa,
60 - 98056 Mazzar S. Andrea (Messina) - Tel. e fax 0941 83059 - Cell. 336
869347. Sconto Carta Verde 10%
valido ino al 30/04/2012.
Vivai Dante Mariano - Via Europa, 13
- 98056 Mazzarr S. Andrea (Messina)
- Tel. 0941 83604 - Fax 0941 83072 Cell. 338 8745571. Sconto Carta Verde 5% valido ino al 30/04/2012.
Vivai Milone Soc. Agr. di Milone Antonino, Carlo & C. S.S. - Contrada Cerasia, 32 - 88046 Lamezia Terme (Catanzaro) - Tel. e fax 0968 209067. Sconto Carta Verde 10% valido fino al
30/04/2012.
Vivai Rosario Tramontana - Contrada
Macchie di Mazzarr S. Andrea - 98056
(Messina) - Tel. 0924 912866 - cell. 338
7242660. Sconto Carta Verde 10%
valido ino al 30/04/2012.
Puntate pubblicate.
La realizzazione e la coltivazione di un
piccolo agrumeto misto (n. 10/2011).
La realizzazione di un agrumeto misto:
le specie e le variet adatte (n. 11/2011).
Prossimamente.
Impianto e progetto, forme di allevamento e potatura, cure colturali e propagazione, raccolta e conservazione, difesa dalle avversit.

Vanno scartate le piantine clorotiche (a sinistra) e di sviluppo stentato, con radichette scalzate e rametti disseccati, ovvero con evidente presenza di cocciniglie sul tronco, come la temibile cocciniglia rossa (a destra)

32

CONTROLLO INDIRIZZI AL 10-10-2011

VITA IN CAMPAGNA 10/2011

FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA

Le principali avversit parassitarie


che possono colpire lalbicocco
Questa diffusissima specie da frutto, alla quale abbiamo dedicato una serie di articoli che qui
concludiamo, pu essere colpita da diverse avversit parassitarie: in particolar modo da malattie fungine,
ma anche da batteriosi e itoplasmosi e da alcuni insetti. Vediamo come riconoscerle e combatterle
Siamo giunti allultimo della serie di
articoli dedicati allalbicocco. Nei numeri scorsi abbiamo illustrato la coltivazione di questa specie a iniziare dalla
messa a dimora di un astone, per proseguire con il suo allevamento ino alla potatura di produzione e a tutte le cure colturali. Qui ci occupiamo della difesa itosanitaria riferita alle principali avversit parassitarie che possono colpire
questo albero molto diffuso nei piccoli
frutteti familiari.
A questultimo riguardo si consideri
che non sempre una specie da frutto viene piantata in un luogo adatto per quanto riguarda le condizioni relative a terreno, clima ed esposizione. Nei terreni
soggetti a ristagni di acqua, per esempio, le piante di albicocco mostrano sintomi di sofferenza vegetativa, evidenziati dalle emissioni di gomma dal tronco e
dalle grosse branche. Negli ambienti
con clima sfavorevole per eccessi di piovosit e di umidit ambientale, o l dove
le piante sono posizionate in un luogo
ombreggiato, insorgono malattie fungine che penalizzano in maniera determinante la loro produzione e si ripercuotono negativamente sulla loro vitalit.
Inoltre, allorquando vengono messe a
dimora piante prive di garanzie itosanitarie, si riscontrano talora malattie incurabili causate da batteri, virus e itoplasmi, per le quali non esistono purtroppo
rimedi ed necessario procedere senza
esitazione allestirpazione degli esemplari colpiti.
Relativamente agli insetti, nel caso
dellalbicocco le specie che causano importanti danni alla produzione sono poche e sono rappresentate principalmente
dalle tignole e dalla forbicetta.
MALATTIE CAUSATE DA FUNGHI

Moniliosi.
Linfezione
si propaga dai iori
ai rametti (1).
In prossimit
della maturazione
le piogge
favoriscono
gli attacchi
ai frutti (1a).
Il fungo si conserva
in inverno sui frutti
mummiicati (1b)
rimasti sulla pianta

1a

1b

gli attacchi allorquando, durante la ioritura, si hanno giornate di pioggia e di


nebbia.
In prossimit della maturazione le
piogge favoriscono anche gli attacchi ai
frutti (1a), sui quali la malattia porta alla comparsa di estese macchie marcescenti con sviluppo di muffa bianco-grigiastra.
Prevenzione. Il fungo si conserva in
inverno nei cancri gommosi dei rami e
sui frutti mummiicati (1b) rimasti sulla

Moniliosi
la malattia pi comune dellalbicocco ed causata da Monilia laxa, un
fungo che infetta le piante in ioritura
causando la perdita del iore.
Attraverso i iori linfezione si propaga ai rametti (1), con comparsa di lesioni cancerose accompagnate da emissioni di gomma che causano la morte della
parte del ramo posta oltre il cancro gommoso. Particolarmente gravi si rivelano
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

2a

Maculatura rossa. Sulle foglie si notano


maculature rotondeggianti con ingiallimento dei tessuti e successiva necrosi (2).
Sui frutti compaiono macchie con successiva necrosi supericiale dei tessuti (2a)

pianta. Pertanto, ai ini della prevenzione della malattia, occorre asportare e


bruciare le mummie presenti sugli albicocchi e sulle eventuali altre drupacee
nel frutteto.
Difesa. Per il contenimento delle infezioni iorali necessario intervenire a
ridosso della ioritura e, se si veriicano
piogge, durante la ioritura stessa. Per la
protezione dei frutti in via di maturazione opportuno intervenire nei 15 giorni
che precedono la raccolta qualora landamento stagionale sia caratterizzato da
piogge.
Per gli interventi sopra citati si impiegano preparati commerciali a base di
cyprodinil + ludioxonil (per esempio
Compo Muffa-Stop e Switch di Syngenta Crop Protection, non classiicato) alla
dose 8 ml per 10 litri dacqua. Il tempo
di sicurezza, cio il periodo che deve
trascorrere tra lultimo trattamento e la
raccolta dei frutti, di 7 giorni.
Maculatura rossa
una malattia causata dal fungo Apiognomonia erythrostoma. Sulle foglie determina la comparsa di maculature rotondeggianti, del diametro di un centimetro

33

FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA

3a

3b

Batteriosi. Queste malattie sono responsabili della comparsa di cancri, accompagnati da abbondante lusso gommoso sul fusto e alla base delle branche principali
(3). Pseudomonas syringae colpisce anche le foglie, formando piccole macchie
oleose (3a) con successivi disseccamento e perforazione dei tessuti, e i frutti, con
la comparsa di macchie necrotiche (3b)
o anche pi, con ingiallimento dei tessuti
e successiva necrosi (2). Le foglie pi
colpite ingialliscono e cadono.
Sui frutti causa la comparsa di macchie con successiva necrosi supericiale
dei tessuti (2a).
La malattia si sviluppa preferibilmente nelle zone collinari ove sono presenti ciliegi: durante linverno il fungo si
conserva sulle foglie rimaste appese alla
pianta; da l in primavera vengono diffusi gli elementi infettanti che raggiungono lalbicocco. Lo sviluppo delle infezioni favorito da frequenti piogge ed
elevata umidit ambientale durante i
mesi di maggio e giugno.
Prevenzione e difesa. Negli ambienti ove la malattia ricorre con maggiore
frequenza si possono effettuare 2-3 trattamenti (indicativamente in aprile-maggio, in concomitanza di periodi umidi e
piovosi) con fenbuconazolo-5 (per
esempio Blaster-Chemia, non classiicato) alla dose di 7 ml per 10 litri dacqua. Il tempo di sicurezza, cio il periodo che deve trascorrere tra lultimo
trattamento e la raccolta dei frutti, di
3 giorni.

MALATTIE CAUSATE
DA BATTERI, FITOPLASMI E VIRUS
Batteriosi
Le batteriosi sono malattie causate da
Pseudomonas syringae e Pseudomonas
viridilava, due batteri responsabili di
una sindrome conosciuta come deperimento batterico, con comparsa di cancri, accompagnati da abbondante lusso
gommoso, che si formano sul fusto e alla base delle branche principali (3).
Le piante colpite subiscono progressivi deperimenti e possono morire nel
volgere di pochi anni.
I batteri si conservano nei cancri e il
periodo di maggiore suscettibilit delle
piante quello invernale.
Pseudomonas syringae colpisce anche le foglie e i frutti, formando sulle prime piccole macchie oleose (3a) con successivo disseccamento dei tessuti e perforazione del lembo, mentre sui frutti causa
la comparsa di macchie necrotiche di varia gravit (3b) in funzione del grado di
suscettibilit della variet.
Prevenzione e difesa. Per la prevenzio-

ne e la cura dei cancri corticali sul tronco


e alla base delle branche principali necessario, alla caduta delle foglie, ricorrere
alla pennellatura delle parti suscettibili utilizzando ossicloruro di rame-20 in pasta
(bio, non classiicato). Per prevenire le infezioni batteriche su foglie e frutti invece necessario intervenire con 2-3 trattamenti, distanziati di 7-10 giorni, da eseguirsi sempre nel periodo della caduta delle foglie, con sali di rame (poltiglia bordolese, idrossido, ossicloruro, solfato di rame tribasico; bio, non classiicato o irritante), alle dosi indicate in etichetta dei singoli prodotti.
Giallume itoplasmatico
una malattia provocata da itoplasmi (microrganismi unicellulari privi di
parete cellulare che si localizzano nei
vasi che trasportano la linfa).
Gli albicocchi infetti (4) manifestano
ioriture fuori stagione (in autunno o in
inverno) e formano le foglie prima dei
iori. Le foglie di alcuni rami o dellintera pianta si presentano piccole, ingiallite,
affette da docciatura, cio da un accartocciamento del lembo verso lalto (4a).
La produzione si riduce progressivamente nel corso degli anni, ino ad annullarsi, e le piante deperiscono progressivamente e talora muoiono.
Prevenzione. importante mettere a
dimora piante non infette.
Difesa. Non esistono rimedi per risanare le piante colpite ed necessario
pertanto procedere alla loro estirpazione, sostituendole con altre acquistate da
un vivaio che ne garantisca la sanit.
Sharka
Conosciuta anche come vaiolatura
ad anello, una malattia virale causata
da Plum pox virus.
Si manifesta sulle foglie con anulature

4a

Giallume itoplasmatico. Le foglie delle piante colpite (4) si presentano piccole, ingiallite, con il lembo accartociato verso
lalto (docciatura) (4a)

34

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA

5a

5b

Sharka. Si manifesta sulle foglie con anulature decolorate (5) e sui frutti con macchie rotondeggianti, scolorite o verdastre, leggermente depresse (5a). Segno inequivocabile della malattia la presenza di vaiolature sulla supericie del nocciolo dei frutti (5b)
decolorate (5), mentre sui frutti compaiono macchie rotondeggianti, scolorite o
verdastre, leggermente depresse (5a). Segno inequivocabile che consente di diagnosticare facilmente la malattia la presenza di vaiolature sulla superficie del
nocciolo dei frutti (5b).
La propagazione del virus avviene
tramite portinnesti e marze infetti o, in
campo, tramite gli aidi che veicolano il
virus da pianta malata a pianta sana.
Prevenzione e difesa. La sharka incurabile e pertanto indispensabile utilizzare per limpianto piante certiicate
virus-esenti. Gli albicocchi colpiti dalla
malattia vanno prontamente estirpati e
bruciati. Ricordiamo che la lotta agli aidi consente di ridurre la diffusione di
questa infezione. Al riguardo si seguano
le indicazioni fornite nel fascicolo bimestrale de i Lavori, rubrica Frutteto.

Tignole. I danni pi importanti sono quelli causati dalle larve della prima generazione di anarsia (6) e da quelle della seconda generazione di cidia (6a)
Forbicetta

GLI INSETTI PARASSITI


Tignole
Sono rappresentate dalla cidia (Cydia
molesta) e dallanarsia (Anarsia lineatella), lepidotteri le cui larve scavano
una galleria nei frutti.
I danni pi importanti sono quelli
causati dalle larve della prima generazione di anarsia (6) e da quelle della seconda generazione di cidia (6a). Le nascite avvengono generalmente tra la prima e la seconda decade di giugno.
Prevenzione. Per controllare se sussistono condizioni di rischio utile linstallazione, nella prima decade di maggio, delle apposite trappole di cattura, al
ine di rilevare la presenza dei voli dei
due lepidotteri.
Difesa. Se con le trappole si registrano
catture di adulti, a partire dallinizio di
giugno si possono realizzare 2-3 interventi, distanziati fra loro di una settimana, con
formulazioni commerciali di Bacillus thuringiensis variet kurstaki-6,4 (bio, non
classificato o irritante), alla dose di 10
grammi per 10 litri dacqua e nel rispetto
del tempo di sicurezza di 3 giorni.
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

6a

Questinsetto (Foricula auricularia)


(7) pratica fori sui frutti pronti per la
raccolta (7a), con danni che talora possono interessare unelevata percentuale
della produzione.
Prevenzione e difesa. Per ridurre i
danni, una quindicina di giorni prima della raccolta, consigliabile avvolgere la
parte bassa del tronco con una fascia di
pellicola di plastica, su cui spalmare colla per topi, alla quale rimarranno incollate le forbicette che, dal suolo, tentano di
arrampicarsi sulla pianta.
Per approfondimenti su questo parassita rimandiamo anche allarticolo pubblicato sul n. 10/2010 a pag. 31.
Aldo Pollini
Puntate pubblicate.

7a

Forbicetta. Linsetto (7) (lungo 1,5 cm)


scava fori sui frutti (7a), interessando talora unelevata percentuale della
produzione. Per ridurre i danni, almeno una quindicina di giorni prima della raccolta, consigliabile avvolgere la
parte bassa del tronco con una fascia
di pellicola di plastica, su cui spalmare
colla per topi

Albicocco, un albero cinese che ha


messo radici in tutto il mondo (5/2011).
Albicocco: scelta delle variet, preparazione
del terreno e impianto (6/2011).
la forma di allevamento
piAlbicocco:
diffusa quella a vaso (7-8/2011).
Albicocco: la potatura di produzione
comincia
al quarto anno (9/2011).
Albicocco: le cure colturali dalla concimazione
alla raccolta (10/2011).
principali avversit parassitarie
cheLecolpiscono
lalbicocco (11/2011).
Fine

35

FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA

Risposte ai lettori
LA PREVENZIONE E LA LOTTA
CONTRO IL CAPNODIO
DELLE DRUPACEE
Possiedo un frutteto con diverse piante da frutto. Di recente la gran parte delle drupacee si sono seccate a causa del
verme Capnodis tenebrionis e anche tutti i nuovi alberi piantati in sostituzione
si sono seccati in pochissimo tempo.
Adesso ho messo a dimora dei mandorli amari (da innestare successivamente
con variet di drupacee), in quanto mi
hanno detto che sono resistenti al suddetto parassita. Posso contarci?

Giovanni Curzu
Ozieri (Sassari)
Esistono prove di campo che dimostrano come il mandorlo amaro sia poco
suscettibile agli attacchi di capnodio
(Capnodis tenebrionis). Tuttavia una
bassa suscettibilit non signiica resistenza, ma semplicemente che il mandorlo amaro tollera, meglio di altri portinnesti, gli attacchi di questo coleottero.
Se si sceglie di utilizzare il mandorlo
amaro come portinnesto occorre per
verificare laffinit che esiste con le
drupacee che si intendono innestare.
Riteniamo poi che la sola scelta di un
portinnesto pi tollerante non sia suficiente a controllare un livello di infestazione che, come spiega il lettore, molto elevato.
Contro questo insetto parassita occorre effettuare anche altri interventi preventivi di tipo agronomico che rendono
dificile lo svolgersi del suo ciclo biologico. Vediamo quali:
il capnodio, durante tutto il periodo
estivo, depone le uova alla base del
tronco o nel terreno nelle immediate vicinanze delle piante. Se si tiene pertanto costantemente umido il terreno con
frequenti irrigazioni, per un raggio di
circa un metro attorno al tronco, le larve avranno grosse dificolt a svilupparsi, a raggiungere la pianta e a produrre i tipici danni (scavo di gallerie
supericiali alla base del fusto e nelle
radici principali; le piante colpite deperiscono in modo grave e, soprattutto se
giovani, muoiono);
se il frutteto piccolo, a conduzione
famigliare, risulta molto eficace pacciamare il terreno, con ilm plastici ma anche con materiali di riciclo (tipo reti antigrandine dismesse da utilizzare a pi
strati), avendo cura di non lasciare terreno scoperto attorno al colletto delle
piante. La pacciamatura limiter molto
la possibilit di deposizione delle uova

36

tuato una serie di tagli paralleli sulla


parte di branca da piegare e, con prudenza, ho tirato le ibre e poi mantenuto in
loco la branca stessa con pesi (bottiglie
da due litri di acqua).
In una recente visita di controllo ho
notato che sulle branche piegate sono
comparsi dei gruppi di boccioli che ora
sono in piena ioritura (foto 2).
stato il trauma e quindi la successiva stimolazione riparatrice a provocare il fenomeno decisamente fuori stagione? Oppure stato il caldo di questa estate anomala e prolungata o, forse, ancora il sinergismo dei due fattori? Ovviamente sar impossibile che
ora i iori diventino frutti, per mi sorge un ulteriore dubbio: le branche in
questione lanno prossimo produrranno normalmente?
Giuliano Mazzini
Pavia

Capnodio (Capnodis tenebrionis):


1-adulto (2,8 cm), 2-larva (6-7 cm)
nel terreno. La stessa pacciamatura impedir anche agli adulti appena sfarfallati di emergere dal suolo. Se poi al di
sotto della pacciamatura si inserisce una
manichetta per lirrigazione si creer un
ambiente inospitale per le eventuali larve appena nate.
In generale, inine, utile mantenere
le piante in buone condizioni di salute e
vigoria, per aiutarle a superare gli eventuali attacchi.
Ricordiamo che le piante pi colpite e deperite vanno estirpate
completamente e bruciate, per eliminare le larve.
La lotta contro gli adulti pu essere
effettuata con un paio di interventi nel
periodo primaverile-estivo, quando si
osserva la loro massima presenza sulle
piante, con prodotti a base di spinosad11,6 (bio, non classiicato) al dosaggio
indicato in etichetta. Leficacia degli interventi per limitata in quanto il periodo di volo dellinsetto molto lungo
(in pratica ino allinizio dellautunno)
ed dificile colpire tutti gli adulti che
sfarfallano o che giungono da aree circostanti in maniera pressoch continua.
(Paolo Solmi)
CILIEGIO: LE POSSIBILI CAUSE
DI UNA FIORITURA
FUORI STAGIONE
Vi allego alcune foto per descrivere un
evento insolito che capitato a un mio ciliegio. Lo scorso agosto ho eseguito la
piegatura delle grosse branche (foto 1)
seguendo la tecnica che suggerite su Vita in Campagna. A questo scopo ho effet-

La ioritura di ine estate che in verit una preioritura si veriica facilmente quando una pianta ha attraversato
un periodo in cui le condizioni climatiche (come forte caldo estivo accompagnato da siccit o secchezza dellaria)
provocano un temporaneo arresto o un
forte rallentamento dellattivit vegetativa, come se la pianta stessa entrasse in
una fase di riposo simile a quello invernale. Si tenga anche presente che le temperature elevate ostacolano la fotosintesi cloroilliana.
Non appena le condizioni sopra ac-

Il caso del ciliegio che ha iorito fuori stagione: 1-Particolare di una branca sottoposta a piegatura (si notino i
tagli perfettamente cicatrizzati). 2-Primo piano sui iori originatisi sulle stesse branche
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

FRUTTETO - VIGNETO E CANTINA

cennate cessano (come accade di solito


dopo le piogge della seconda met di
agosto-primi di settembre e ritorna la
normalit climatica, la pianta si risveglia
e, uscendo dal temporaneo riposo, stimola una parte delle gemme a svilupparsi come in primavera.
Questo fenomeno piuttosto comune
nel ciliegio e nel susino, ma pu veriicarsi anche nelle altre specie da frutto.
Di solito non crea particolari problemi e
la produzione dellanno successivo non
risulta compromessa.
Nel caso del lettore non da escludere che anche lintervento effettuato per
la piegatura delle branche abbia creato
uno stress simile a quello determinato
dal caldo e dalla siccit o abbia aggravato una situazione gi in divenire. Quanto alla produttivit della branca nel prossimo anno, per poter fare una previsione
di massima bisognerebbe valutare se
una quantit suficiente di gemme a
iore sono rimaste ferme: sono infatti queste le gemme che produrranno iori e quindi ciliegie nella prossima stagione vegetativa. (Giorgio Bargioni)
MARZE PER NUOVI INNESTI:
MEGLIO USARE
MATERIALE DA VIVAIO,
MA NON SEMPRE POSSIBILE
Mi riferisco allarticolo pubblicato
sul n. 3/2010 a pag. 25 (Il reinnesto per
ottenere da un solo albero pi variet di
frutta). Non considero corretto consigliare, come avete fatto nellarticolo in
questione, il prelievo di marze da altri
frutticoltori o amici e parenti che ne abbiano disponibilit, poich, anche se
queste risultano idonee dal punto di vista agronomico, non offrono garanzie di
idoneit sanitaria.
A mio parere sempre meglio ricorrere a materiale di propagazione e piante commercializzati da vivaisti che sono
sottoposti a controlli da parte del Servizio itosanitario.
Lettera irmata
Come abbiamo pi volte scritto sulle pagine di Vita in Campagna, molto
importante che la pianta dalla quale si
preleva il materiale per gli innesti sia
stata attentamente controllata, durante
la stagione vegetativa, non soltanto per
gli aspetti che riguardano i frutti (sapore, epoca di maturazione, bellezza, dimensioni, conservabilit, ecc.), ma anche per la sua sanit.
Se per esempio si notano delle macchie gialle sulle foglie o imperfezioni
nella loro forma, o decolorazioni strane
dei petali dei fiori, o aspetti anormali
della vegetazione, e se non si ha la posVITA IN CAMPAGNA 11/2011

sempre da evitare il prelievo di marze e altri materiali di propagazione da


piante sulle quali sia in atto un attacco
parassitario
sibilit di sentire il parere di un esperto,
meglio rinunciare a prelevare le marze
da quella pianta, perch potrebbe essere
affetta da una malattia che ne compromette la vitalit e potrebbe pi tardi infettare altri esemplari del frutteto.
Analogamente sar da evitare il prelievo delle marze da piante soggette a un
attacco parassitario, non solo per il pericolo di trasmettere linfestazione alla
nuova pianta, ma anche perch linnesto
dificilmente attecchirebbe.
Quindi, in questi casi, certamente
consigliabile la scelta, come scrive il lettore, di approvvigionarsi di marze presso vivaisti controllati. per da auspicare anche che i vivaisti tengano conto
delle esigue quantit di materiale che
occorrono a un coltivatore amatoriale;
a volte infatti proprio questa esigenza a
spingerlo a ricorrere a materiali di fortuna come suggerito nellarticolo citato, e
mettendo in preventivo i potenziali rischi
come unica possibilit di reperire quanto cercato. (Giovanni Rigo)

inviate. Il mal dellesca provoca vistosi


disseccamenti fogliari e la lavescenza
dorata induce arrossamenti (o ingiallimenti) molto pi marcati.
Riguardo allaspetto delle foglie si
possono fare due ipotesi.
1) probabile attacco di ragnetto
giallo: gli imbrunimenti a chiazze sono
molto tipici e indicativi della presenza di
questo acaro che pu essere facilmente
rilevata dal lettore. Baster staccare alcune foglie e, osservandole in pieno sole, veriicare se qualcosa si muove (il ragnetto giallo molto piccolo ed consigliabile lausilio di una lente).
Ne caso si rilevasse, come riteniamo
probabile, la presenza del ragnetto giallo,
due sono le valutazioni da compiere: se i
sintomi non si estendono signiica che i
predatori naturali hanno avuto ragione del
parassita e quindi non occorre intervenire;
se i sintomi sono in estensione si pu intervenire con un acaricida ovicida e adulticida (a base di exitiazox-24 per esempio
Matacar FL della Sipcam non classiicato) ai dosaggi consigliati in etichetta.
2) sofferenza generalizzata delle viti
dovuta allandamento climatico della
scorsa primavera con caldo e conseguente
germogliamento precoce, poi ritorno di
freddo, pioggia, ecc.: pressoch ovunque
questanno si sono osservati nei vigneti
sintomi del genere sulle prime foglie nate
alla base dei tralci. In questo caso non si
tratta di un reale problema, in quanto i
grappoli sono comunque ben nutriti dalle
nuove foglie. (Roberto Miravalle)

VITE: IMBRUNIMENTI A CHIAZZE


SU FOGLIE DOVUTI
A UN PROBABILE ATTACCO
DI RAGNETTO GIALLO
Conduco un piccolo vigneto di circa
800 metri quadrati. Questanno per la
prima volta ho notato, alla ine di maggio, la comparsa di una pigmentazione
rosso-violacea sulle foglie che si estesa
a circa un terzo delle piante senza apparente sofferenza delle stesse. Mi hanno
fatto sorgere il dubbio che si tratti di mal
dellesca o di lavescenza dorata. Vi invio
le foto delle foglie per avere un vostro
parere in merito e un consiglio.
Massimo Panizza
Brescia
Per fortuna nessuna delle due avversit paventate dal lettore evidenzia sintomi come quelli visibili nelle fotograie

Imbrunimenti a chiazze su di foglie


di vite (1) dovuti a un probabile attacco
di ragnetto giallo (2) (0,3-0,4 mm)

37

Campo - Bosco
La montagna che torna a vivere:
gli agricoltori della Valle San Martino
Sulle Prealpi, tra le province di Bergamo e Lecco, tredici piccole aziende agricole si sono associate
con lobiettivo di sostenere il mondo rurale e promuovere il recupero produttivo del territorio mediante
la coltivazione, lallevamento, la conservazione, lo scambio, la diffusione di variet e razze locali.
Unesperienza da osservare con attenzione perch riproducibile in molte altre zone montane del Paese
A partire da questo numero daremo voce, ogni volta che ne avremo notizia, allesperienza diretta di piccoli agricoltori, o di gruppi di aziende agricole, che
operano in aree di collina o di montagna e che hanno intrapreso iniziative tese a introdurre vecchie e nuove coltivazioni e/o allevamenti e a rilanciare variet, razze animali e prodotti tipici della montagna, traendone un reddito e garantendo in tal modo il presidio di questi territori altrimenti destinati allabbandono e al degrado. (Red)

CO

CARENNO
CALOLZIOCORTE

NTE TESOR
MO

38

VERCURAGO

SPE
ONTE DO

Lago
di Olginate

TORRE
DEBUSI
MONTE
MARENZO

PALUDE
DI BRIVIO

CAPRINO
BERGAMASCO

BERGAMO

CISANO
BERGAMASCO

dd
a

PONTIDA

LAssociazione agricoltori Valle San Martino ha sede a Monte Marenzo (Lecco). Per conoscere meglio
le inalit e le attivit dellAssociazione potete rivolgervi direttamente a Gustavo Centenaro, attuale presidente, tramite e-mail.
LAssociazione oggi composta da 13 agricoltori che producono ortaggi, cereali minori (grano
saraceno, farro, segale, orzo, mais scagliolo), patate da seme, formaggio di pecora, castagne, legna, cesti, pali di castagno, miele e confetture.
Per informazioni: Associazione agricoltori Valle San Martino - Via
Stoppani 36 - 23804 Monte Marenzo (Lecco) - e-mail: gustavocente
@gmail.com

ERVE

Lago
di Garlate

AMO
RNA C ZZ

ERA

LAssociazione agricoltori Valle San Martino

LECCO

E RESEGO
ONT

NE

Il territorio
di questa valle lombarda
comprende i comuni
di Vercurago, Erve,
Calolziocorte, Carenno,
Torre d Busi, Monte
Marenzo, in provincia
di Lecco, e i comuni
di Caprino Bergamasco,
Cisano Bergamasco
e Pontida, appartenenti
alla provincia di Bergamo

La Valle San Martino offre paesaggi dalla natura pi varia. Nella foto: labitato di
Calolziocorte, sul lago di Olginate; sullo sfondo la bastionata rocciosa del Monte
Spedone e la cresta della Corna Camozzera

NE

Il territorio della Valle San Martino si


estende a cavallo delle province di Bergamo e Lecco, e comprende i comuni
di Erve, Pontida, Monte Marenzo, Torre de Busi, Carenno, Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco, Calolziocorte
e Vercurago.
Fatta eccezione per le comunit locali, la zona non oggi molto conosciuta.
Sicuramente godeva di fama maggiore
agli inizi del Cinquecento, come spartiacque naturale e conine tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano:
numerose sono le testimonianze ancora
presenti e visibili, dai cippi di conine ai
manufatti di fortiicazione.
La valle un luogo dalle diverse personalit: dalle sponde della palude di
Brivio (sito di interesse comunitario) e
del lago di Olginate, dove il clima mite
permette la coltivazione dellolivo, ai

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

CAMPO - BOSCO

crinali ventosi e dirupati della Corna Camozzera e del Resegone con le loro faggete, i pascoli e i roccoli, questi ultimi
testimoni dellantica pratica delluccellagione, un tempo diffusa grazie allabbondante avifauna di passo.
LE RAGIONI
DI UNA SCELTA CORAGGIOSA
La conformazione e lubicazione del
territorio della Valle San Martino hanno
inluito notevolmente sullo sviluppo socio-economico dellarea. Gli ultimi lustri
hanno visto il progressivo degrado del sistema economico tradizionale dei territori montani della Valle, n pi n meno che
in tutte le altre zone alpine e prealpine del
Nord Italia, dove lo spopolamento e lesodo verso soluzioni abitative e lavorative
meno disagiate sono stati massicci.
Le aziende agricole di montagna (quasi tutte a conduzione famigliare) non sono pi in grado di ottenere livelli adeguati di reddito e di sostituzione della manodopera anziana con altra pi giovane:
questo il quadro che si presenta evidenziando il preoccupante problema dellabbandono dei terreni agricoli e forestali.
Tuttavia alcune coltivazioni e alcuni
prodotti rappresentano una potenzialit
da non sottovalutare, anche se lambiente montano non favorisce le coltivazioni
intensive.
Circa tre anni fa, dopo un lungo periodo di rilessione e di collaborazione, nove agricoltori hanno costituito lAssociazione agricoltori Valle San Martino,
sottoscrivendo uno statuto i cui principi e
scopi, oltre a quelli citati in premessa,
prevedevano la coltivazione di cereali antichi come fonte di reddito alternativo,
con lobiettivo di salvaguardare lagricoltura e recuperare antiche tradizioni.
I soci dellAssociazione hanno constatato che la loro modalit di coltivazione, oltre che unattivit economica, deve
costituire un presidio per lambiente, inderogabile per evitare il degrado e labbandono totale di consistenti porzioni
di territorio collinare e montano.
Cos molti di loro, non potendo competere con le produzioni della vicina
pianura, hanno pensato: cosa possiamo
coltivare con successo nel nostro territorio senza entrare in competizione
con le classiche attivit estensive?
Larea montana sempre stata la base
ideale per i cereali minori e quindi la
scelta stata in qualche modo naturale: il mais da polenta, il farro, la segale, lavena e lorzo sono facili da coltivare, si adattano al clima e ai terreni della
montagna, sono resistenti alle malattie (a
differenza del frumento) e non hanno bisogno di trattamenti, n di concimi chimici, n di irrigazione.
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

La coltivazione
di ortaggi biologici
una delle prime
attivit dei soci,
tuttora parte fondante
per leconomia
dei singoli produttori
che riforniscono
direttamente famiglie
e Gruppi di acquisto.
Nella foto: tunnel
di coltivazione
tra i boschi
della frazione
di San Gregorio
a Cisano Bergamasco
LE PRODUZIONI IN ATTO
I soci dellAssociazione sono quasi
tutte piccole aziende agricole che avevano gi produzioni in atto, con la prevalenza di ortaggi di tipo biologico destinati al commercio locale.
Lorticoltura, sia in piccoli tunnel che
a pieno campo, rappresenta la base produttiva da cui si sono poi sviluppate le
idee che descriviamo in seguito.
Coltivazioni di tipo biologico, attuate in appezzamenti circondati da boschi
e ilari, spesso disposti su balze terrazzate, danno lavoro da marzo a ottobre a
molti soci. Vengono prodotti tutti gli ortaggi che si adattano al clima dei 500600 metri, dai pomodori alle verze, dalle insalate alle coste, con bietole spinaci
e altri a foglia larga, patate, fagiolini,
barbabietole, cipolle e zucche. Il legame
con lacquirente suggellato dalla qualit e dalla conoscenza diretta e la quasi

totalit della produzione agricola viene


venduta in loco.
La produzione che va pi lontano
(mercati dellarea milanese, comasca o
brianzola) veicolata attraverso il nutrito
mondo dei Gruppi di acquisto solidale
(Gas), che sono entrati in contatto con le
attivit dellAssociazione e che si preoccupano di effettuare ordini e distribuzioni cumulativi. Proprio questa nuova formula di distribuzione dei prodotti agricoli ha permesso lintroduzione di nuove
colture che erano ormai dimenticate in
Valle come il mais scagliolo, il farro, la
segale, lorzo nudo e le patate da seme.
La coltivazione di questi prodotti ha
dato la possibilit ad alcuni associati, che
prima producevano solo foraggio o allevavano pochi capi di bestiame, di diversiicare la produzione, ottenendo un ricavo
nettamente superiore allordinario in alcuni casi ino a cinque volte maggiore
grazie alla vendita di un prodotto di nic-

c
b
a
1

1-Coltivare in montagna
signiica sfruttare ogni pianoro
disponibile, spesso di dimensioni
di poche migliaia di metri quadrati.
2-Incastonati tra boschi
e balze terrazzate si alternano
alla vista, dal primo piano
allo sfondo: campi di segale (a),
mais (b) e grano saraceno (c).
3-Il grano saraceno uno
dei cereali minori coltivati in Valle,
insieme a farro, segale e variet
nude di avena e orzo

39

CAMPO - BOSCO

Visita di controllo
alle parcelle
di riproduzione
di tuberi-seme
di Biancona,
patata a pasta
bianca scambiata
tra i soci
dellassociazione
agricoltori
Valle san Martino
e i soci
del Consorzio
della Quarantina
bianca genovese
chia e non presente nel mercato locale.
Una delle peculiarit dellassociazione
la diversa caratterizzazione delle produzioni dei soci: tale aspetto viene visto
come elemento di vantaggio e non di debolezza. Non tutti coltivano lo stesso prodotto in modo esclusivo, anzi: i soci si sono organizzati in gruppi di lavoro dove il
pi esperto della tal produzione funge da
riferimento per chi intende introdurla nella propria rotazione come nuova coltura.
Sono cos attivi al momento tre sottoprogetti legati a speciiche produzioni.
Vediamoli nel dettaglio.

1) Cereali minori e pane. Tale sottoprogetto stato avviato alcuni anni fa, grazie allo stimolo e alla volont della Comunit montana Lario orientale Valle
San Martino, e in collaborazione con
lIstituto sperimentale per la cerealicoltura di Bergamo. I soci hanno ripreso a
coltivare il farro, la segale, lorzo mondo
e lavena nuda che destinano alla molitura per la successiva paniicazione in sede
locale o per la vendita della farina ai
Gruppi di acquisto.
La ricerca sui cereali minori ha portato alla selezione di variet ed ecotipi

Le attrazioni turistiche della Valle San Martino


Al visitatore che arriva nella Valle San Martino possiamo suggerire di programmare qualche escursione a piedi nel territorio. Molto utile il sito Internet messo a disposizione della Comunit montana Lario orientale Valle San Martino al
seguente link: www.cmlariosanmartino.movimentolento.it
Gli itinerari, oltre che descritti e consultabili a video, sono scaricabili anche per
navigatori gps e stampabili come road book (guida stradale) personalizzabile.
In zona, interessanti da visitare sono il Monastero del Lavello (www.monastero
dellavello.it) e lEcomuseo Valle San Martino (www.ecomuseovsm.it).
Altri luoghi di interesse, con i relativi indirizzi, si possono trovare consultando il
sito Internet della Rete turistica della Valle San Martino (www.valsanmartino.it)

1-Il modo migliore per completare la visita alla Valle unescursione a piedi. Qui
siamo a Erve, nella forra che conduce allaffascinante canyon scavato dal torrente Gallavesa, percorribile con le dovute attrezzature grazie a una via ferrata posta a pelo dellacqua. 2-La Valle ricca di testimonianze storiche, culturali e religiose. In questa immagine il Monastero del Lavello, a Calolziocorte, che ospita
manifestazioni ed eventi ed tappa obbligata della Cloister Route, un itinerario
culturale-religioso che interessa i territori della provincia di Lecco, di Gssing in
Austria, di Leipzig in Germania e ha come scopo quello di raccontare la storia e
lidentit europee a partire dal recupero delle comuni radici culturali

40

rustici, che necessitano di poca acqua e


scarsa concimazione.
Altra scelta importante quella di
puntare su sementi di cereali minori che
escono direttamente dalla trebbiatrice
nude (cio prive del tegumento di protezione dei chicchi), ovvero senza la necessit di essere decorticate, a eccezione
del farro. Tradotto in pratica ci signiica
il dover disporre di minori attrezzature e
sopportare minori costi.
2) Produzione di patate da seme. La patata a pasta bianca chiamata Bianca di
Como o Biancona originaria della montagna comasca e lariana, da cui ha
preso destinazioni diverse, tra cui quelle
dellAppennino ligure dove si ritiene che
sia stata la matrice genetica di partenza della nota patata Quarantina bianca.
La Biancona portata sulle montagne
del genovesato ha assunto nel tempo caratteristiche differenti, adattandosi al clima e al terreno della montagna ligure.
Tramite il coinvolgimento del Consorzio della Quarantina [1], stato portato dalla Liguria un piccolo quantitativo di Quarantina bianca nella Valle San
Martino, in alcuni terreni coltivati dai soci dellAssociazione, al ine di riavviare
una iliera che nel tempo si interrotta a
causa della diffusione delle moderne variet a pasta bianca (per esempio Kennebec). Il legame tra produttori di patate da
seme in montagna e produttori di patate da consumo in pianura testimoniato dalle diverse fonti storiche che, prima
del 1950, indicavano nella Biancona la
variet un tempo maggiormente coltivata in Brianza, tra Monza, Lecco e Como.
Lobiettivo di questo sottoprogetto
quello di conservare sul territorio le variet locali a rischio di scomparsa, mediante interventi e modelli organizzativi che
consentano di coinvolgere sia gli agricoltori sia gli acquirenti locali, che siano singoli o organizzati in Gruppi di acquisto.
3) Riproduzione e mantenimento del
mais da polenta. Una delle iniziative pi
recenti invece rappresentata dalla coltivazione del mais da polenta della vecchia
variet Scagliolo di Carenno. Alcuni
semi, forniti sempre dallIstituto sperimentale per la cerealicoltura di Bergamo,
sono stati riprodotti con successo e ora si
sta cercando di ottenere un minimo di semente per avviare una produzione che abbia un interesse anche di tipo economico.
Questo progetto al momento sostenuto nellambito della misura 321
del Programma di sviluppo rurale (Psr)
2007-2013 per quanto concerne gli
aspetti di conoscenza e divulgazione di
tradizioni e saperi locali quale risorsa alimentare e culturale locale nellarea
della montagna di Carenno.
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

CAMPO - BOSCO

Le azioni di sostegno a questa attivit


sono possibili grazie al fatto che parte
del territorio della valle ricade nellarea
del Gruppo di azione locale (Gal) Val
Brembana; si tratta quindi di zone svantaggiate per le quali sono previste risorse
aggiuntive del Psr con lAsse Leader. Il
Piano di sviluppo rurale (Psr) uno speciico strumento di sostegno inanziario
rivolto ai territori non urbanizzati, che
permette alle aziende agricole di ottenere i beneici previsti dalla politica agricola determinata dellUnione Europea per
incrementare la competitivit del sistema
produttivo agricolo, promuovendo al
contempo la tutela e la valorizzazione
dellambiente attraverso una corretta gestione del territorio.
Il Leader uno degli assi che compongono lo stesso Psr e pi di tutti permette di integrare gli aspetti agricoli e
non agricoli nei settori dellagricoltura,
dellambiente, del turismo rurale, dellartigianato, dei servizi, della formazione e dellaggiornamento professionale.
Il Gruppo di azione locale (Gal) invece un raggruppamento formato da soggetti pubblici e privati che programmano
e attuano sul territorio locale le speciiche misure dellasse Leader, proprio
allo scopo di favorire lo sviluppo dellarea rurale.
LA NECESSIT PI IMPELLENTE:
IL MULINO
Per lAssociazione attualmente il principale interesse lallestimento di un
punto per la molitura, lo stoccaggio e il
confezionamento dei cereali.
Questa scelta, di fatto obbligata per
poter aumentare il livello produttivo (al
momento garantito dai singoli soci con
le loro attrezzature artigianali) comunque basata su fattori tangibili quali:

del territorio di cui la Valle San Martino


conserva numerose testimonianze valorizzate e visitabili grazie ai percorsi selezionati e allestiti dallEcomuseo Valle San
Martino, in particolare nella zona di Caprino e Cisano Bergamasco lungo il corso
del torrente Sonna, unarea non a caso denominata la Valle dei Mulini.
IN PROSPETTIVA...

Pannocchie di mais da polenta della variet Scagliolo di Carenno. Questa semente, ottenuta in prova grazie allIstituto sperimentale per la cerealicoltura di
Bergamo, stata rimessa in produzione
proprio nei suoi luoghi di origine
lattuale crescita della domanda di farine da parte di singoli o di gruppi di acquisto;
linteresse di alcuni paniicatori locali
per la produzione di un pane della valle;
la scomparsa, nellambito provinciale,
di mulini disponibili a macinare separatamente le diverse quantit e i diversi tipi di cereali dellAssociazione;
linteresse di realt similari che producono farine di frumento per la paniicazione e che sarebbero disponibili a usufruire della stessa struttura in conto lavorazione;
la garanzia di poter attuare con analoga seriet ed esperienza anche i processi di lavorazione del prodotto.
Il mulino, nellottica della multifunzionalit, potrebbe servire anche per la
produzione di farina dalle castagne di
cui il territorio ricco. La struttura potrebbe anche diventare un punto di riferimento per visite o eventi legati alla memoria

1-Un mulino per la molitura di cereali. questo lobiettivo dellAssociazione per i


prossimi anni, dimensionato non solo per le realt aziendali dei soci ma anche per
il territorio limitrofo, in cui la richiesta di lavorazioni di qualit sta aumentando
anno dopo anno. 2-Le castagne peste sono un prodotto simbolo della Valle San
Martino. Dopo averle lasciate seccare per quaranta giorni al calore e al fumo delle braci, le castagne vengono pestate e battute con apposite mazze di legno. Il contenitore in cui le castagne vengono battute chiamato pila e consiste in un tronco di castagno selvatico scavato al suo interno. Il lavoro viene svolto da almeno
quattro-cinque uomini che battono contemporaneamente
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Le attivit e i progetti descritti ino ad


ora sono solo degli esempi, tra i tanti presenti in moltissime altre zone dItalia,
delle iniziative che possono essere avviate per dare nuovi impulsi e prospettive alle aree marginali del Paese. Il problema
di fondo che queste attivit muovono
pochi interessi economici, non si basano
su grandi superici e chi le propone non
sempre dispone dei capitali per investimenti e interventi strutturali signiicativi,
ma si adopera con mezzi artigianali, macchinari usati e soluzioni sperimentali.
Questo comporta un certo scetticismo,
anche quando i progetti vengono proposti agli enti locali (Comunit montane,
Province, Comuni, ecc.) che hanno norme di settore spesso vincolanti (per importo minimo di intervento, per tipologia
di soggetto richiedente, per disponibilit
di terreni con afitti pluriennali, ecc.).
Anche gli stessi privati proprietari di
terreni agricoli sono spesso un freno allavvio di filiere strutturate, in quanto
pu accadere che mirino pi ad una possibile trasformazione edificabile delle
terre pi comode e lavorabili (quelle in
piano vicine agli abitati), che sono anche
le uniche in cui possono arrivare trattori
e trebbie per la raccolta dei cereali.
Allora il circolo che si innesta sempre lo stesso: lagricoltura delle zone
marginali viene sempre pi spinta verso
forme di svantaggio e mancanza di competitivit, che neppure i buoni proclami
e le risorse del Psr o degli strumenti di
sostegno allagricoltura di montagna
possono colmare per mantenere il presidio del territorio attraverso la presenza
degli agricoltori che ci lavorano.
E pensare che le idee non mancherebbero; lAssociazione agricoltori della
Valle San Martino ha addirittura sperimentato la produzione di un caff di cereali minori, un progetto al momento
ancora nel cassetto e che forse in futuro,
se ci saranno le condizioni, potr diventare un nuovo ilone operativo.
Niccol Mapelli
[1] Sulla patata Quarantina si veda larticolo pubblicato su Vita in Campagna
n. 2/2010, a pag. 27.
CONTROLLO INDIRIZZI AL 14-10-2011

41

CAMPO - BOSCO

Risposte ai lettori
CONSIGLI PER LIMPIANTO
DI UN NOCETO DA LEGNO
IN UN TERRENO COLLINARE
DELLITALIA MERIDIONALE
Sarei intenzionato a trasformare un
terreno in provincia di Avellino coltivato a noccilo da frutto in un noceto da
legno. Mi conviene? Quale specie di noce mi consigliate in un terreno collinare
(300 metri sul livello del mare) esposto
a nord e con clima piovoso?
Italo Ridente
Avellino
La convenienza a impiantare un arboreto da legno dipende da molteplici fattori e non solo dalla scelta della specie arborea da coltivare.
Per prima cosa consigliamo al lettore
di recarsi presso gli ufici dello Stapf (Settore tecnico amministrativo provinciale
foreste), che ad Avellino ha sede presso il
Palazzo della Regione - Collina Liguorini
- Tel. 0825 765670 - Sito Internet www.agricoltura.regione.campania.
it/foreste/vivai_distribuzione.htm
Il personale tecnico dello Stapf non
solo competente per quanto riguarda
lattivit vivaistica (produzione e assegnazione piantine forestali), ma pu anche fornire un aiuto per organizzare/predisporre la documentazione tecnico-amministrativa necessaria per la concessione dei inanziamenti del Programma di
sviluppo rurale (Psr) della Regione
Campania 2007-2013, qualora il lettore
voglia valutare anche lopportunit di
accedere ai contributi esistenti.
La specie da utilizzare il noce comune (Juglans regia), che naturalmente dovr essere allevato e potato in modo speciico per ottenere una produzione da legno.
In Campania la selezione di questa specie
molto orientata alla produzione da frutto, pi tradizionale nella zona, e quindi
necessario che il lettore speciichi il diverso obiettivo produttivo. Lutilizzo di piantine di provenienza locale permette di conseguire risultati migliori in termini di attecchimento ed evita linquinamento del
patrimonio genetico delle popolazioni forestali del luogo, contribuendo al mantenimento della biodiversit genetica.
Occorre inine valutare bene le condizioni del luogo di impianto, soprattutto
perch il noce non tollera ristagni di acqua, affidando analisi e progettazione
complessiva del noceto da legno a un
esperto (perito agrario o dottore agronomo
forestale) della zona. (Niccol Mapelli)
CONTROLLO INDIRIZZI AL 10-10-2011

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VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Piccola Meccanizzazione
Dovete acquistare un trattore usato?
Eccovi alcuni consigli utili
Per completare il parco macchine dellazienda agricola, anche di modeste dimensioni, spesso
necessario lacquisto di un trattore. Trattandosi di un mezzo costoso, pu essere opportuno
ricorrere al mercato dellusato, poich molte volte consente di effettuare un buon affare. In questo caso,
vediamo quali sono le valutazioni che bene fare per non incappare nel classico bidone
Per riuscire a coltivare razionalmente
e con proitto una supericie di terreno,
anche non troppo estesa, necessario
dotarsi di adeguati mezzi meccanici.
Motocoltivatore e motozappa sono macchine molto utili, ma non sempre suficienti anche nel caso di una piccola
azienda agricola per tutte le esigenze,
ed per questo che spesso si rende necessario dotarsi di un trattore, sia pure di
potenza limitata. Il primo, immancabile
dubbio che sorge allatto dellacquisto
se convenga scegliere un mezzo nuovo
di fabbrica oppure usato.
Se non si hanno grosse pretese e, soprattutto, se non si ha la possibilit di sostenere il costo di una macchina nuova,
rivolgersi al mercato dellusato
pu essere una valida soluzione,
in quanto lacquisto di un trattore di seconda mano permette un notevole risparmio.
Nellacquisto di un trattore usato presso rivenditori o da privato occorre essere
sempre molto cauti, per evitare di introdurre in azienda un mezzo inadeguato
che faccia in seguito sostenere consistenti spese dal meccanico, riducendo o annullando il risparmio iniziale.
Per orientare al meglio la scelta di un
usato, vediamo le valutazioni indispensabili per riuscire ad acquistare un mezzo che risulti affidabile e rappresenti
quindi veramente un buon affare.

Trattori usati in
una concessionaria
di macchine
agricole; in primo
piano un modello
isodiametrico
(con le ruote
tutte dello stesso
diametro) che pu
risultare interessante
in una piccola
azienda per lagilit
e la capacit
di trazione
delle quattro
ruote motrici
COME VERIFICARE SE LUSATO
IN BUONE CONDIZIONI
Prima dellacquisto importante valutare bene il trattore, meglio se con laiuto
di una persona esperta e di iducia.

Controllo visivo
Lesame della carrozzeria (cofano e
parafanghi) pu fare capire la vita vissuta dal trattore: la presenza eccessiva di
ruggine e ammaccature (1) denota, per
esempio, poca attenzione da parte dei
precedenti proprietari.
Occorre poi porre attenzione allusura delle boccole sferiche dei bracci del

sollevatore (2) e alla presenza di eventuali saldature conseguenti alla riparazione di bracci e tiranti del sollevatore o
dei cerchi delle ruote, tutti indici di eccessivo sfruttamento e poca cura riservata al mezzo.
Va anche valutato se sono presenti
manomissioni di organi e impianti originali. Per esempio il telaio di protezione in caso di ribaltamento non deve essere stato rimosso o modiicato, lassale
anteriore non deve essere stato abbassato mediante taglio e risaldatura dei fuselli delle ruote, le zavorre e i relativi attacchi devono essere originali.
Evidenti perdite di olio dal motore e
dalla trasmissione, con gocciolamenti a

1-La presenza eccessiva di ruggine e ammaccature sulla carrozzeria denota sempre poca attenzione da parte dei precedenti
proprietari. 2- importante anche veriicare lusura delle boccole sferiche dei bracci del sollevatore. 3-Evidenti perdite di olio
dal motore segnalano la scarsa eficienza di guarnizioni e anelli di tenuta
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

43

PICCOLA MECCANIZZAZIONE

terra (3), fanno presumere una scarsa eficienza di guarnizioni e anelli di tenuta,
che vanno al pi presto sostituiti.
Vanno veriicate anche le condizioni
degli pneumatici (4) e il loro stato dusura (si tenga presente che la sostituzione di
un treno di gomme per un trattore infatti molto costosa). In particolare il battistrada deve essere ancora ben scolpito
(altrimenti ne risentono le prestazioni in
trazione e frenata con conseguente appesantimento dello sterzo) e i ianchi delle
gomme non devono presentare lacerazioni profonde.

re idraulico viene utilizzato lolio che


lubriica il cambio e il differenziale, e
pertanto la veriica del livello unica.
Il iltro dellaria molto sporco o intasato, come pure punti di ingrassaggio
troppo asciutti, incrostati di terra o bloccati, fanno sospettare che al trattore siano
state riservate poche cure e quindi bene
essere cauti nellacquisto.
LA MESSA IN MOTO
MOLTO INDICATIVA

Controllo della carta


di circolazione
Qualora al controllo visivo il trattore
si presenti in buone condizioni, occorre
veriicare sulla carta di circolazione se il
mezzo ha avuto un proprietario unico o
se passato di mano pi volte, nel qual
caso si presuppone che il mezzo sia stato sottoposto a maggior sfruttamento e
usura.
In questa fase conviene anche veriicare che gli pneumatici montati corrispondano come misure a quelli omologati. infatti sempre meglio prevenire
eventuali problemi in caso di controllo
da parte delle forze dellordine preposte
al rispetto del codice della strada.
Se il trattore serve anche per il traino
di rimorchi, va controllato che il gancio
di traino sia corrispondente al tipo omologato (5), confrontando i codici di omologazione stampigliati sullo stesso con i
dati riportati sulla documentazione. Anche le zavorre e i loro attacchi devono
essere del tipo originale e omologati.

Altre veriiche
da non tralasciare
Ulteriori controlli devono riguardare
il funzionamento dellimpianto elettrico, dei fanali, delle luci di segnalazione
e di arresto (6).
Se si circola su strada con attrezzi

Pneumatico eccessivamente usurato:


nella valutazione dellusato deve essere
messo in conto il costo della sostituzione
portati dal sollevatore, il trattore deve
essere dotato di luce lampeggiante collocata in posizione ben visibile.
bene che non ci siano allacciamenti elettrici posticci o non protetti da fusibili. Anche la batteria deve essere dotata
di isolatore al polo positivo per evitare
cortocircuiti pericolosi.
Unutile veriica va fatta sullolio del
motore valutando, attraverso lapposita
astina, il livello del lubriicante e il suo
stato duso. Se il livello dellolio sotto
il minimo, possono insorgere forti dubbi
sullattenzione prestata dal precedente
proprietario allordinaria manutenzione.
Se lolio molto scuro e poco viscoso
meglio sostituirlo immediatamente, ricordandosi con loccasione di cambiare anche il iltro dellolio.
Altri livelli da controllare sono quelli dei liquidi della batteria, del sistema
frenante e dei lubrificanti della trasmissione e dellimpianto di sollevamento. A proposito di questultimo, ricordiamo che sulla maggior parte dei
trattori per lazionamento del sollevato-

Effettuate le precedenti verifiche


ora il momento di salire a bordo e provare a mettere in moto il motore.
Si ricorda che i trattori dispongono di
un sistema di sicurezza che impedisce
avviamenti accidentali del motore, soprattutto a opera di bambini: il motorino
di avviamento non parte se non viene
premuto a fondo il pedale della frizione
o, in certi casi, se il cambio non in folle e la presa di forza non disinserita.
Questo sistema di sicurezza deve essere
eficiente e va quindi opportunamente
controllato.
Il motorino davviamento deve girare deciso e veloce. Un avviamento dificile, soprattutto con basse temperature,
indicativo di una batteria esausta o di
motore usurato.
La presenza di fumosit di scarico
alla partenza pu esser normale, ma deve attenuarsi con il progressivo riscaldamento del motore. Se la fumosit a
caldo eccessiva e fastidiosa e il fumo
di colore bianco-azzurrognolo, prima
dellacquisto conviene far veriicare il
problema da un meccanico.
UN BEL GIRETTO DI PROVA
FONDAMENTALE
Dopo aver avviato il motore e regolato la posizione del sedile e del volante
fondamentale fare un giretto di prova,
durante il quale testare i freni, il facile
inserimento di tutte le marce, il funzionamento di eventuali dispositivi per lin-

5-Se il trattore verr usato anche per il traino di rimorchi, occorre controllare che il gancio di traino sia corrispondente al tipo omologato. 6-Su questo trattore usato necessario ripristinare impianto di illuminazione e segnalazione, a meno che il
mezzo non circoli mai su strada pubblica. 7-Per veriicare leficienza di un trattore molto utile durante il giro di prova accertarsi che la presa di forza giri senza problemi

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VITA IN CAMPAGNA 11/2011

PICCOLA MECCANIZZAZIONE

versione delle marce e del bloccaggio


del differenziale.
Durante la prova va valutato anche
langolo di sterzatura delle ruote. Se,
per esempio, le coltivazioni che si andranno a lavorare sono a ilare, opportuno simulare, con dei picchetti posti sul
terreno, le misure delle distanze tra i capiila delle coltivazioni, nonch le larghezze delle capezzagne, per veriicare
quanto il trattore consenta manovre agevoli e rapide.
Su molti trattori possibile aumentare
langolo di sterzatura agendo sulle apposite viti di regolazione del fermo corsa.
Se aumentando langolo di sterzatura le
ruote vanno a interferire con il corpo del
trattore, necessario provvedere ad allargare la carreggiata anteriore. Sui trattori a
trazione semplice (posteriore) questa regolazione viene attuata silando lassale
telescopico, mentre sui trattori a trazione
doppia si ottiene variando lattacco del
cerchione sul disco della ruota, potendo
scegliere tra varie combinazioni di posizione, nel rispetto dei limiti imposti dalla
carta di circolazione.
Per facilitare le sterzate in campo, su
molti trattori previsto il comando indipendente dei freni, grazie al quale
possibile frenare le ruote di un solo lato,
agevolando la sterzata; la presenza di
questo comando e la sua eficienza (la
frenata deve risultare equilibrata) un
punto a favore dellacquisto del trattore.
Se la frenata squilibrata tra i due
lati, le condizioni dellimpianto frenante devono essere veriicate, poich in
questo caso le frenate ad alta velocit e
con carichi pesanti possono diventare pericolose per la stabilit del mezzo.
molto utile veriicare anche la presa di forza (7) che, una volta inserita,
deve girare senza problemi nella parte

8-Trattore usato dotato di telaio


di protezione (roll-bar) utile in caso
di ribaltamento. 9-Questo trattore
di seconda mano gi equipaggiato
con sedile provvisto di cinture
di sicurezza omologate
8

posteriore della scatola di trasmissione.


Qualora la stessa disponga di una seconda velocit, conviene inserirla e controllare se gira pi veloce di prima.
Nel caso di trattore dotato di presa di
forza sincronizzata, che serve per azionare i rimorchi con asse trainante, particolarmente utili in collina e in montagna, si pu veriicarne il funzionamento
facendo avanzare il trattore (lalbero
duscita gira proporzionalmente alla velocit di avanzamento, in relazione alla
distanza percorsa).
Va inine testato anche il funzionamento del sollevatore, i cui bracci inferiori devono alzarsi e abbassarsi senza
problemi. Questa veriica da farsi con
il trattore caldo, cio in funzione da
un po di tempo, in quanto con temperature basse lolio dellimpianto di sollevamento, ancora freddo, non suficientemente luido.

Lacquisto in rete di un trattore usato


Segnaliamo che le Edizioni Linformatore Agrario hanno predisposto sul loro sito la possibilit di valutare varie offerte di macchine agricole usate, compresi i trattori (http://www.macchineagricoledomani.it/ita/macchine-usate.asp).
Per accedere alle offerte occorre cliccare sulla tipologia di macchina che interessa (per esempio: Trattori convenzionali, specializzati, a ruote isodiametriche, oppure macchine per la ienagione o macchine per la lavorazione del terreno, ecc.).
Viene visualizzata una schermata con tutti i modelli disponibili per quella categoria di macchine. Cliccando sul modello prescelto si apre una scheda con le principali caratteristiche della macchina e,
in molti casi, appaiono anche il prezzo
e la fotograia. Nella stessa videata sono visibili tutti i riferimenti del concessionario che ha messo linserzione e
anche un modulo da compilare per richiedere ulteriori informazioni. Cliccando sul nome del concessionario appare lofferta di macchine agricole
usate di quel concessionario.

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

LA SICUREZZA
PRIMA DI TUTTO
Il Decreto legislativo n. 81, entrato in
vigore il 9 aprile 2008 (Gazzetta Uficiale n. 101 del 30 aprile 2008) impone
ladeguamento di tutti i trattori alle norme per la sicurezza in caso di ribaltamento, con ladozione di telaio di protezione (roll-bar) (8) e di sedile con
cinture di sicurezza omologate (9).
Lobbligo di installazione e di uso di
questi dispositivi non esclude nessun
mezzo e nessun utilizzatore (interessa anche i piccoli coltivatori autonomi, compresi quelli part-time, i pensionati e le
imprese agricole familiari) e deve essere
applicato sia in campo che durante la
marcia su strada. Per i vecchi trattori non
in regola i costi delladeguamento, con
montaggio del telaio di protezione in caso di ribaltamento e del sedile con cinture di sicurezza omologate (con il rilascio
delle relative certiicazioni da parte delloficina che ha eseguito i lavori) si aggirano sui 1.800-2.500 euro.
importante pertanto acquistare un
trattore in regola con queste recenti disposizioni di legge. Ricordiamo che la
legge non impone al venditore di un trattore usato di rilasciare una garanzia per
coprire difetti del veicolo venduto.
La vendita con la clausola visto e
piaciuto, che ha lo scopo di accertare
consensualmente che lacquirente ha
preso visione della cosa venduta, esonera il venditore dal prestare qualsiasi assistenza e garanzia allacquirente.
Eventuali garanzie vanno quindi trattate con il venditore e inserite nel contratto o nella proposta di vendita.
Maurizio Valer
Altri recenti articoli pubblicati sul
trattore. La scelta di un piccolo trattore 12/2008 a pag. 47, 1/2009 a pag. 45
e 2/2009 a pag. 39.

45

PICCOLA MECCANIZZAZIONE

Risposte ai lettori
UNA PICCOLA IMBALLATRICE
PER MOTOCOLTIVATORE
Ho un piccolo podere in cui allevo
capre e conigli. Vorrei sapere se esiste
una imballatrice di ridotte dimensioni
da abbinare a un motocoltivatore di 11
CV. Eventualmente, dove posso rivolgermi per lacquisto nella mia zona?
Paolo De Rebotti
Botticino (Brescia)
Per le esigenze del lettore potrebbe andare bene la MountainPress MP 550,
una piccola imballatrice prodotta dalla
Caeb International di Petosino di Sorisole,
in provincia di Bergamo - Tel. 035 570451
- e-mail: info@caebinternational.it
Le dimensioni compatte e il baricentro basso rendono tale imballatrice particolarmente adatta per le piccole aziende e per le zone collinari e di montagna.
Questa attrezzatura pu essere azionata
sia dal motocoltivatore, mediante una
langia con attacco rapido, che da una
motofalciatrice.
Durante il lavoro il motocoltivatore
deve avanzare con la guida retroversa per
avere una migliore distribuzione del peso
sullassale del motore e per garantire la
migliore aderenza delle ruote nella raccolta in pendenza. Il raccoglitore (pickup) solleva il foraggio e lo convoglia nel-

La MountainPress MP 550
la camera di compressione dove viene
confezionato in ballette cilindriche con
una produzione oraria da 50 a 80 pezzi: il
peso delle miniballe varia da 20-25 kg
per il ieno a 14-18 kg per la paglia, mentre nel caso di insilato sale a 35-50 kg.
La MountainPress MP 550 disponibile con o senza freni. Se viene
utilizzata in pendio meglio acquistarla dotata di freni, altrimenti
la massa della macchina pu spingere a
valle il motocoltivatore o la motofalciatrice a essa abbinati.
Il costo di 10.769 euro (Iva inclusa)
per il modello con freni e di 10.358 euro
(Iva inclusa) per il modello senza. Il rivenditore della zona di residenza del lettore :
Sandro Miclini - Piazza Aldo Moro, 9 25047 Darfo (Brescia) - Tel. 0364 531500
- e-mail: Miclini@tin.it - Sito Internet:
www.miclini.it (Redazione)
CONTROLLO INDIRIZZI AL 15-10-2011

Inviateci la foto del vostro vecchio trattore


Vorrei conoscere il valore e avere eventuali notizie storiche relative al mio
trattore Fiat immatricolato nel 1962.
Pietro Caveglia
S. Francesco al Campo (Torino)
Il Fiat 441R in versione DT fu costruito dal 1961 al 1964. Fu il primo doppia trazione di serie della Casa torinese e sul mercato italiano ne furono
venduti oltre 2.000 esemplari. Per
quei tempi la macchina era molto mo- Il Fiat 441R versione DT
derna e continua tuttora a fare un onesto lavoro nei campi con soddisfazione dei suoi proprietari.
Il trattore del lettore non ha valore sul mercato dellusato, in quanto, non possedendo le caratteristiche di sicurezza necessarie per legge (per esempio il telaio di
protezione antiribaltamento), non commercializzabile. Cos com ha per valore per il mercato collezionistico, valore che in media si aggira intorno ai 2.0002.500 euro. Viste le condizioni del veicolo in foto, molto ben conservato e ben
gommato, si possono spuntare un migliaio di euro in pi. (William Dozza)
Coloro che ci inviano le foto dei loro trattori sono pregati di speciicare: costruttore, modello e quantaltro si trova sulla targhetta di identiicazione del
veicolo (tipo, numero di motore e di telaio, potenza, peso, ecc.).

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VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Piccoli Allevamenti
Il maiale dei due agosti: 21 mesi di et,
carni mature, ottimo da insaccati
Lallevamento che vi proponiamo prevede lacquisto, in dicembre, di soggetti nati in primavera.
Si tratta di maiali gi del peso di circa 90 kg che verranno destinati alla macellazione
solo nel dicembre dellanno successivo, allet di 21 mesi. Vediamo come organizzare il ricovero
e il recinto per tre maiali su una supericie a pascolo di circa 2.500 metri quadrati
In questo articolo proponiamo una
modalit di allevamento del maiale che
riprende le tradizioni del passato, quando
il periodo di ingrasso durava pi a lungo,
approittando degli animali nati con i parti di ine marzo. Le differenze rispetto alla tipologia di allevamento del maiale oggi pi diffusa che descriviamo sempre
ne i Lavori, rubrica Allevamenti stanno nel momento dellacquisto degli animali (dicembre anzich febbraio-marzo),
oltre che nellet della loro macellazione
(21 mesi anzich 15 mesi).
In pratica, anzich acquistare in febbraio-marzo suinetti nati in settembre,
del peso di circa 35 kg, si procede allacquisto in dicembre di animali nati in primavera (a ine marzo), del peso di circa
90 kg; il periodo di ingrasso si prolunga
cos ino allet di 21 mesi, cio ino al

Le modalit
di allevamento
del maiale
qui proposte
riprendono
usi del passato,
quando il periodo
di ingrasso durava
pi a lungo,
approittando
degli animali nati
con i parti
di ine marzo
dicembre dellanno successivo a quello
di nascita. Per questo, quindi, in passato
tali animali venivano in modo suggestivo deiniti maiali dei due agosti, in
quanto, a differenza dei soggetti nati in

settembre, vivevano abbastanza a lungo


da vedere due volte quel mese estivo.
Nelle campagne del Veneto li si deiniva
anche maiali che danno un calcio nel
sedere al vecchio maiale, perch entra-

Progetto per lallevamento di tre maiali su una supericie di circa 2.500 metri quadrati
Il maiale un animale gregario che ama vivere in branco. Per garantirgli un ottimo livello di benessere che si ripercuote positivamente anche sulla qualit delle carni prodotte si consiglia pertanto lallevamento di almeno tre capi, numero
senzaltro consigliabile per una piccola azienda agrituristica o per chi vuole tenersi un capo per lautoconsumo e vendere
gli altri come animali vivi (a questo riguardo si veda anche quanto precisato in nota allarticolo). In alternativa comunque possibile allevare, con le stesse modalit descritte nel testo, anche un solo capo: in questo caso suficiente una
supericie a pascolo di circa 700 metri quadrati con un ricovero di 4 metri quadrati

6
2
4
1a

1-Pascolo
1
delimitato
da recinzione
elettrica alimentata
da una batteria (1a). 2-Ricovero
a tettoia chiusa su tre lati di circa 9
metri quadrati. 3-Abbeveratoio a ciotola
collegato alla rete idrica. 4-Zona di alimentazione
costituita da una semplice pedana di assi di legno. 5-Pozza
per il bagno di fango. 6-Filare di alberi ombreggianti a foglia caduca

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

E
N

S
O

47

PICCOLI ALLEVAMENTI

Particolare
della recinzione
elettrica, issa
o mobile,
costituita
da paletti
e da due ili
elettrici,
a bassa tensione,
alimentati
da una batteria.
Il primo ilo
posto
a unaltezza
da terra di 30-35
cm, il secondo
ilo a 60-70 cm
vano in azienda in dicembre, subito dopo il periodo della macellazione.
Lallungamento del periodo di ingrasso permette indubbiamente di ottenere un maiale di qualit superiore
(dato che le sue carni sono pi mature),
in grado di fornire materiale per la
realizzazione di insaccati di pregio.
IL PASCOLO RECINTATO
E IL RICOVERO A TETTOIA
Vediamo ora come possibile realizzare e organizzare un piccolo allevamento familiare per tre maiali dei due
agosti, su una supericie a pascolo recintata di circa 2.500 metri quadrati e
con ricovero costituito da una piccola
tettoia chiusa su tre lati.
Pascolo. Come abbiamo accennato,
il pascolo per i tre capi dovr essere uno
spazio recintato di circa 2.500 metri
quadrati. Nel caso si opti per lallevamento di un solo capo, la supericie si riduce a circa 700 metri quadrati.
Ricordiamo che il maiale potrebbe
essere allevato anche in una piccolo ricovero chiuso ricavato in un vecchio
ediicio, ma in questo caso sarebbe necessario raccogliere le deiezioni o la lettiera e provvedere poi al loro smaltimento. Ci signiica dover disporre di una
concimaia e individuare un terreno dove
poi spargere il letame maturo.
Per un allevamento destinato allautoconsumo e dove possibile, consigliamo per di evitare la raccolta periodica
delle deiezioni, realizzando un recinto
allaperto dove il maiale viva in armonia
con lambiente.
In un recinto di circa 2.500 metri
quadrati ogni animale dispone dello spazio suficiente per mantenere lintegrit
della cotica erbosa ed evitare che le sue
deiezioni inquinino la falda acquifera. In
questo modo assicurata lassenza di
cattivi odori e lallevamento pu essere
realizzato anche in aziende agrituristiche e fattorie didattiche.

48

Per il contenimento degli animali


necessario realizzare sul perimetro del
pascolo una recinzione elettrica issa o
mobile costituita da paletti e da due ili
elettrici, a bassa tensione, alimentati da
una batteria. In alternativa possibile
approntare una recinzione con rete elettrosaldata, avendo cura di issarla bene
con paletti di sostegno per evitare che gli
animali possano abbatterla.
Larea deve presentare delle zone
ombreggiate, ottenibili con alberi, preferibilmente a foglia caduca (per evitare
che siano troppo fredde in inverno), collocati lungo i margini esterni della recinzione e in posizione sud o sud-est, in
modo che i maiali possano sfruttarle durante le ore pi calde delle giornate estive. possibile anche mettere a dimora
piante allinterno del recinto, proteggendo la base del loro fusto con una piccola
recinzione elettrica per evitare che i
maiali, grufolando tra le radici, ne mettano in pericolo la sopravvivenza.
La presenza di una pozza per il bagno di fango pure importante per mantenere il benessere degli animali, soprattutto nelle calde giornate estive.
Ricordiamo che adiacente al pascolo pu essere collocato anche
un pollaio o un ricovero mobile per

La presenza di una pozza


per il bagno di fango importante
per il benessere degli animali

Riposo dei maiali sotto la tettoia durante il periodo estivo. Il terreno stato coperto con uno spesso strato (15-20 cm)
di paglia asciutta e pulita

Adiacente al pascolo pu essere collocato anche un pollaio o un ricovero mobile


per avicoli, i quali potranno usufruire
vantaggiosamente del pascolo dei maiali
avicoli (polli, faraone, tacchini, anatre,
oche), i quali potranno usufruire vantaggiosamente, senza alcuna controindicazione, del pascolo dei maiali e alimentarsi dei loro residui alimentari.
Ricovero a tettoia. Come ricovero
dei maiali suficiente realizzare una
tettoia chiusa su tre lati di circa 9 metri
quadrati (33 metri). Nel caso si opti per
lallevamento di un solo capo, la supericie del ricovero pu ridursi a soli 4 metri quadrati (22 metri). La tettoia pu
essere provvista di una parete frontale
(da rimuovere nel periodo estivo) con
unapertura daccesso; tale apertura va
chiusa al momento dellarrivo degli animali cos che rimangano allinterno del
ricovero ino al loro ambientamento (per
circa sette giorni).
Per il benessere dei maiali, il terreno
sotto la tettoia va coperto con uno spesso strato (15-20 cm) di paglia asciutta
e pulita.
IL CICLO DI ALLEVAMENTO
VA DA DICEMBRE A DICEMBRE
Acquisto. Come abbiamo detto, i
maiali dei due agosti si acquistano in
dicembre, allet di circa 9 mesi. Nel caso di soggetti meticci (incroci industriali,
pi facili da reperire) destinati allallevamento intensivo, il peso si aggira attorno
ai 90 kg; se invece si acquistano razze rustiche, possibilmente locali, il peso varia
in base alle caratteristiche della razza.
Arrivo in azienda e ambientamento. Nel giorno darrivo agli animali bene non somministrare alcun alimento
solido, ma solo acqua di abbeverata. Solo dal secondo giorno gli si metter a disposizione la miscela alimentare, avenVITA IN CAMPAGNA 11/2011

PICCOLI ALLEVAMENTI

do per cura di tenere i maiali rinchiusi


allinterno del ricovero. Solo dopo una
settimana di ambientamento i maiali potranno avere libero accesso al pascolo.
Pascolo libero. Per tutto il resto dellanno i maiali devono poter pascolare
liberamente e lunica attenzione di cui
necessitano la somministrazione giornaliera della razione alimentare.
Macellazione e nuovo ciclo di allevamento. Nel dicembre dellanno successivo allacquisto i maiali, che avranno
raggiunto un peso di oltre 250 kg, sono
destinati alla macellazione [1] e alla produzione di insaccati e carne. A quel punto, il ricovero viene pulito e si prepara la
nuova lettiera per ospitare gli animali del
successivo ciclo di allevamento.

vaschetta da tenere sempre riforniti di


acqua fresca e pulita.
LA CORRETTA ALIMENTAZIONE
NEI DIVERSI MESI

Abbeveratoi particolarmente razionali


risultano essere quelli a ciotola
collegati alla rete idrica

LIMPORTANZA
DELLACQUA DI ABBEVERATA
La disponibilit di acqua di abbeverata fresca e pulita importante durante
tutto il ciclo di allevamento.
Allarrivo in azienda, quando i maiali
pesano circa 90 kg, il loro fabbisogno di
acqua di circa 10 litri al giorno. Con
laccrescimento il consumo aumenta e gi
in giugno, quando il peso degli animali si
aggirer attorno ai 150 kg, avranno bisogno di circa 15 litri di acqua al giorno.
Per una corretta somministrazione di
acqua necessario disporre di idonei
abbeveratoi che evitino inutili sprechi. A questo riguardo risultano particolarmente razionali gli abbeveratoi a ciotola, collegati alla rete idrica, costituiti
da un recipiente in cui si raccoglie lacqua e da una paletta a leva su cui lanimale appoggia il muso per far arrivare
lacqua (il riempimento assicurato da
un sistema a livello costante). Un solo
abbeveratoio suficiente per 10-15 capi e quindi anche per il piccolo allevamento qui proposto. In alternativa possono essere usati anche abbeveratoi a

1-I maiali possono alimentarsi anche al


suolo ed quindi possibile distribuire direttamente sul terreno la loro razione alimentare. 2-Lalimento pu essere somministrata anche su una pedana di legno oppure in una comune mangiatoia lineare

Esempio di ciclo di allevamento del maiale dei due agosti


Dic.

Nov.

Ott.

Set.

Ago.

Lug.

Giu.

Mag.

Apr.

Mar.

Feb.

2012
Gen.

Dic.

Mar.

2011
Operazione

Nascita animali
Acquisto maiali
Accrescimento
Ingrasso
Macellazione
Lallevamento inizia in dicembre 2011 con lacquisto di animali, nati a ine marzo,
del peso di circa 90 kg. Da dicembre a tutto aprile 2012 si distribuiscono a volont
alimenti aziendali di scarto, mentre la miscela alimentare viene somministrata ununica volta in tarda mattinata; da maggio 2012 inizia poi la fase di ingrasso vera e propria e si sospende la distribuzione di alimenti aziendali di scarto, mentre la miscela
alimentare viene razionata in due pasti (uno al mattino e uno al pomeriggio).

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Per lalimentazione sufficiente la


presenza di una comune mangiatoia lineare o anche solo di una pedana di assi di legno sulla quale distribuire il cibo.
Ricordiamo che i maiali possono comunque alimentarsi anche al suolo ed
quindi possibile distribuire direttamente sul terreno la loro razione alimentare, anche quando sotto forma di farina.
I maiali, grazie al loro olfatto, riescono
infatti a individuare alimenti ino a 5-10
cm sotto terra e quindi nulla della razione fornita andr perso. Tra laltro leventuale terra ingerita assieme allalimento, attraversando lapparato digerente lo
pulisce; inoltre le deiezioni originate da cibo misto a terra si noteranno meno sul pascolo e non emaneranno odori sgradevoli.
Per diminuire le spese di alimentazione si consiglia di integrare il
mangime del commercio (nucleo proteico) con cereali aziendali. Una miscela idonea viene cos realizzata: 6 parti di cereali aziendali (mais, grano, orzo, avena, ecc.), 3 parti di nucleo proteico (al 24% di proteine), 1 parte di cruschello di grano.
Per quanto riguarda tempi e dosi di
somministrazione della miscela alimentare vi consigliamo quanto segue:
da dicembre a tutto aprile la miscela
va distribuita in ununica volta, nella tarda
mattinata, nella misura di 2-3 kg al giorno
per capo. Al mattino agli animali invece
bene somministrare a volont alimenti di
scarto come pane, frutta, verdure, ecc.;
da maggio in poi, cio nella fase di ingrasso vera e propria, la somministrazione
di alimenti di scarto diminuisce o si sospende del tutto, a favore di un aumento di
miscela di cereali aziendali (in ragione di
3,5-4 kg al giorno per capo). In questa fase il maiale raggiunge e supera i 250 kg e
la miscela alimentare si raziona in due pasti (uno al mattino e uno al pomeriggio).
Maurizio Arduin
[1] Ricordiamo che la macellazione domestica, cio allinterno dellazienda agricola, del suino consentita solo a coloro
che detengono alcuni capi per lautoconsumo ( vietata la commercializzazione di
carni e prodotti ottenuti). I suini non utilizzati per il consumo familiare possono comunque essere venduti vivi. Chi volesse
procedere alla macellazione domestica del
maiale deve farne richiesta al Sindaco del
Comune dove sita lazienda agricola e
dove viene effettuata la macellazione.

49

PICCOLI ALLEVAMENTI

Come riconoscere e prevenire


le principali malattie del coniglio
Premesso che nella maggior parte dei casi non possibile prescindere dallintervento di un veterinario,
soprattutto nello stilare una diagnosi o nel pianiicare una cura, vediamo quali sono le pi frequenti
malattie del coniglio che un allevatore pu trovarsi a fronteggiare. Sar cos possibile realizzare
uneficace prevenzione o, perlomeno, riconoscere tempestivamente i sintomi visibili
Torniamo a parlare dellallevamento del coniglio dopo larticolo su
come selezionare i capi migliori per
la riproduzione (vedi il n. 9/2011 a
pag. 45). In questo numero, e nel
prossimo, illustriamo le principali
malattie (oggetto anche di frequenti
richieste di aiuto da parte dei lettori)
che minano la salute, la crescita, la produttivit e, a volte, anche la sopravvivenza di questo diffusissimo animale.

Conigli sani
e ottimi
riproduttori:
ecco lobiettivo
di un allevamento
condotto
con oculatezza,
che passa
anche attraverso
la prevenzione
delle diverse
malattie.
Nella foto piccola:
il fondo grigliato
di una gabbia
razionale

LA COCCIDIOSI COLPISCE
INTESTINO E FEGATO
La malattia causata da un protozoo
(Eimeria) che si localizza a livello di intestino e fegato e che, in condizioni di
corretta gestione igienico-sanitaria dellallevamento, di buona salute dei conigli e di bassa carica parassitaria, pu
non determinare sintomi evidenti.
Il parassita penetra nellorganismo
per ingestione di feci di conigli infetti o
di alimenti contaminati dalle oocisti
(uno stadio di sviluppo del parassita).
Qui infetta le cellule dellintestino e del
fegato dove pu iniziare a riprodursi in
maniera piuttosto veloce.
Spesso i coniglietti contraggono la
malattia durante le prime settimane di
vita dalle madri portatrici e muoiono
dopo lo svezzamento. Superata questa
prima fase critica e in mancanza di condizioni debilitanti (come linsorgenza di
altre malattie, stress e scarsa igiene dellallevamento), si stabilisce quella condizione di equilibrio che consente agli
animali di convivere con il parassita (
proprio questo che spesso impedisce allallevatore di rendersi conto della presenza dellinfezione).
Ricordiamo che la coccidiosi del coniglio non colpisce luomo e non preclude il consumo della carne (il fegato,
invece, va eliminato).
Riconoscimento dei sintomi. Quando il numero di questi parassiti nellorganismo raggiunge livelli elevati si assiste a
progressivo dimagrimento degli animali,
con calo delle masse muscolari nei conigli adulti e allingrasso e ritardo nellaccrescimento dei coniglietti. Nei casi pi
gravi la coccidiosi pu provocare diarrea
acquosa o sanguinolenta che comporta
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

una rapida disidratazione dellanimale, il


cattivo assorbimento dei principi nutritivi
e la conseguente morte nel giro di pochi
giorni (i conigli morti si presentano molto spesso eccessivamente magri).
Oltre che dai sintomi sopra citati la
coccidiosi si evidenzia, in particolare,
dalle lesioni riscontrabili sul fegato durante la fase di macellazione, lesioni che
hanno laspetto di puntini biancastri pi
o meno grandi (1).
Prevenzione. Per prevenire la malattia si utilizzano gabbie con fondo grigliato (vedi foto piccola qui sopra) che
consente la caduta delle feci al di sotto
delle gabbie stesse, evitando cos che il
parassita rimanga a contatto con il coniglio. I pavimenti delle gabbie devono
inoltre essere puliti e disinfettati periodicamente con la iamma e con prodotti
a base di ipoclorito di sodio, sali quater-

Coccidiosi. Si riconosce anche dalle


lesioni riscontrabili sul fegato (1), che
hanno laspetto di puntini biancastri
pi o meno grandi

nari di ammonio o altri disinfettanti forti, proprio per evitare laccumulo delle
oocisti del parassita.
Nel caso di conigli allevati a terra
bene evitare la permanenza di troppi
animali su superfici esigue e per un
tempo troppo lungo. Sarebbe bene, a tal
ine, avere a disposizione un recinto ampio per poter effettuare una rotazione
dello spazio utilizzato (almeno ogni due
mesi, ma il tempo varia in funzione delle dimensioni del recinto e del numero
di animali ivi presenti), evitando cos
che gli animali rimangano per troppo
tempo sulle proprie deiezioni.
Cura. In caso di sospetto di malattia
suficiente prelevare un campione di feci
e richiedere al veterinario unanalisi delle feci per lindividuazione del parassita,
in modo da scongiurare problemi anche
gravi in futuro.
In caso di positivit si pu ricorrere alla somministrazione di speciici mangimi
medicati o di anticoccidici mediante lacqua di bevanda (sempre dietro prescrizione del veterinario). Mantenere ligiene
delle gabbie rimane comunque il sistema
pi eficace di lotta alla malattia.
LA ROGNA AURICOLARE
SI MANIFESTA CON TIPICHE
CROSTE ALLINTERNO
DELLORECCHIO
Le tipiche croste che spesso si rinvengono allinterno dellorecchio del
coniglio sono causate da un piccolo acaro (Psoroptes cunicoli) (2a), a volte vi-

51

PICCOLI ALLEVAMENTI

2a

2b

Rogna auricolare. causata da un piccolo acaro (2a), a volte visibile anche a


occhio nudo come puntino biancastro
(0,5-0,8 mm). Nelle primissime fasi le
croste sono piccole e localizzate sul fondo dellorecchio (2b), ma in breve riempiono lintero padiglione auricolare
sibile anche a occhio nudo sotto forma
di piccolo puntino biancastro (0,5-0,8
mm), che invade il condotto auricolare.
Ricordiamo che lacaro della rogna
del coniglio non crea problemi n agli
altri mammiferi n alluomo.
Riconoscimento dei sintomi. Il parassita provoca allinterno dellorecchio
piccole lesioni pruriginose che spingono
il coniglio a grattarsi in maniera maniacale, inliggendosi ulteriori ferite con le unghie. Le stesse unghie veicolano germi
che determinano infezioni, aggravando
cos le ferite. Nelle primissime fasi le
croste sono piccole e localizzate sul fondo dellorecchio (2b), ma in breve riempiono lintero padiglione auricolare provocando molto disagio allanimale che,
nei casi pi gravi, pu anche smettere di
mangiare e lasciarsi morire.
Prevenzione. Questo acaro trova il suo
ambiente di vita ideale negli allevamenti
meno curati igienicamente, spesso a seguito dellintroduzione di un soggetto gi
infettato (il parassita in grado di spostarsi da un coniglio allaltro per contatto di-

retto). Vanno pertanto sempre controllati


i soggetti di nuova introduzione, lasciandoli in gabbie singole per i primi giorni
dopo lacquisto.
Andrebbero anche evitate le gabbie in
legno, che offrono allacaro rifugio tra le
fessure delle tavole dificilmente raggiungibili durante le operazioni di pulizia.
Cura. La rimozione delle croste provoca sanguinamento e quindi va evitata. In
commercio esistono diversi prodotti ad
azione acaricida, ma la loro somministrazione deve essere effettuata esclusivamente su prescrizione del veterinario. Anche in
questo caso, comunque, mantenere una
scrupolosa igiene della gabbia rimane il
miglior sistema di lotta e prevenzione.
LA SCABBIA SI EVIDENZIA
CON CROSTE
SU QUALSIASI PARTE DEL CORPO
La scabbia, nota anche come rogna sarcoptica, causata da un piccolo acaro:
Sarcoptes scabiei (0,2-0,4 mm) (3a).
Questa parassitosi pu colpire anche gli altri mammiferi domestici
e, sia pur raramente, luomo (in caso di
sospetta infezione occorre contattare subito il medico).
Riconoscimento dei sintomi. La scabbia si individua abbastanza facilmente in
quanto determina la formazione di evidenti croste sanguinolente su qualunque parte
del corpo del coniglio (3b). Lacaro provoca intenso prurito e conseguente grattamento, con linstaurarsi di infezioni, cos
come avviene nella rogna auricolare. Il
decorso della malattia rapido e, se non
si interviene subito, il coniglio pu morire di inedia a causa del disagio o a seguito dellaggravarsi delle infezioni.
Prevenzione. Vale quanto detto per
la rogna auricolare.
Cura. Vale quanto detto per la rogna
auricolare.

3a

3b

Scabbia. provocata da un piccolo


acaro, Sarcoptes scabiei (0,2-0,4 mm)
(3a), che determina la formazione di
evidenti croste sanguinolente (3b) su
qualunque parte del corpo del coniglio
(nel soggetto in foto le croste sono localizzate sul naso)

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LE DERMATOMICOSI CAUSANO
ZONE PRIVE DI PELO
Le dermatomicosi sono un complesso di manifestazioni della pelle causate
da microscopici funghi (Mycrosporum
canis e Tricophyton mentagrophytes)
che possono interessare i mammiferi, uomo compreso. quindi necessario adottare una corretta prevenzione.
Questi funghi sono comunemente presenti nellambiente e possono trasmettersi
da animale malato ad animale sano tramite semplice contatto, oppure attraverso la
diffusione del pelo caduto e veicolato di
gabbia in gabbia o trasportato attraverso
gli indumenti e le mani dellallevatore.
Le carni dei conigli malati, anche
nella fase acuta, possono essere consumate senza rischio. Attenzione deve essere posta al momento della macellazione
per evitare che la pelle delloperatore entri
in contatto con la pelliccia del coniglio e,
quindi, si abbia la trasmissione delle spore
del fungo: suficiente utilizzare camici,
guanti, mascherina e cufie per capelli.
Riconoscimento dei sintomi. Le dermatomicosi sono facilmente riconoscibili
poich si presentano con una o pi zone
del corpo prive di pelo. Inizialmente larea
denudata limitata (4), ma tende ad espandersi velocemente arrivando a interessare
diverse regioni del corpo.
Prevenzione. A scopo preventivo
sempre bene osservare attentamente gli
animali al momento dellacquisto e veriicare che possiedano un pelame sano e
ben distribuito (la presenza di porzioni di
pelle denudata deve mettere sullavviso).
In allevamento buona norma procedere periodicamente alla distruzione con
il fuoco del pelo (veicolo di contagio)
accumulato sul fondo delle gabbie.
La prevenzione delle micosi nelluomo
non richiede particolari attenzioni, se non
il rispetto delle norme igieniche, quali
laccurato lavaggio delle mani, lutilizzo
di una cufia per la protezione dei capelli e
il cambio dabito una volta terminate le
operazioni di governo in allevamento.
Cura. In caso di micosi conclamata si
devono disinfettare le gabbie con soluzioni antimicotiche disponibili in commercio
(a riguardo consultate il veterinario). I conigli colpiti possono essere trattati per via
locale con bagni e spugnature (sempre
previo consulto del veterinario).
Cristiano Papeschi

Dermatomicosi. Causate da microscopici funghi, sono facilmente riconoscibili


poich si presentano con una o pi zone
del corpo prive di pelo: inizialmente
larea denudata limitata ma tende ad
espandersi velocemente arrivando a interessare diverse regioni del corpo

Puntate pubblicate.
Come riconoscere, prevenire e curare
le principali malattie del coniglio (n.
11/2011).
Prossimamente.
Pasteurellosi, ascessi, ulcere ai piedi,
malattie virali.

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

PICCOLI ALLEVAMENTI

Razze zootecniche in pericolo di estinzione:


pecora Rosset
Allevata esclusivamente in Valle dAosta, la razza ora valorizzata per la produzione di lana e carne.
Oltre alla carne degli agnelli, ottima quella salata, fresca o stagionata ricavata dalle pecore adulte
La pecora Rosset unantica razza di montagna classificata tra
quelle alpine a orecchio semicadente. Ha probabilmente origini comuni ad altre razze allevate
in aree contigue, come la Savoiarda in
Piemonte e la Thnes et Martod in Savoia. Lo scarso interesse degli allevatori
valdostani per lallevamento ovino aveva provocato un drastico calo numerico
e il forte meticciamento della razza. Da
una decina danni, tuttavia, sulla spinta
di alcuni allevatori e, grazie al deciso sostegno dellArev (Associazione regionale degli allevatori valdostani) e dellamministrazione regionale, si risvegliato
linteresse per questa razza autoctona.
LA CONSISTENZA
La pecora Rosset oggi allevata in
Valle dAosta in piccoli allevamenti costituiti da poche decine di capi; il sistema di allevamento tipicamente estensivo. Attualmente sono circa 2.000 i capi
allevati (di cui 1.602 iscritti al Registro
Anagraico gestito dallArev), distribuiti in oltre 150 allevamenti.
LE CARATTERISTICHE
La pecora Rosset di taglia media
(laltezza al garrese di 70 cm per i maschi e 65 cm per le femmine, il peso di
65-70 kg per i maschi e 55 kg per le
femmine). La testa, generalmente priva
di corna in entrambi i sessi (ma la presenza di corna tollerata), bianca con
caratteristiche macchie di colore variabile dal fulvo rossastro al nero, attorno
agli occhi, sul musello e sulle orecchie.
Le orecchie sono strette, di media lunghezza, leggermente pendenti.
Il vello bianco sporco e ricopre tutto il corpo ad eccezione della testa, del
ventre e degli stinchi.

La Rosset una razza ovina di montagna originalmente a triplice attitudine (latte,


carne e lana), oggi allevata solo per la produzione di lana e carne. Laltezza al
garrese (vedi freccia) di 65-70 cm
Gli arti sono bianchi con macchie
che variano dal fulvo rossastro al nero. Gli unghielli sono solidi, neri o con
striature giallo-avorio.
LALLEVAMENTO
La pecora Rosset una razza originalmente a triplice attitudine (latte, carne e lana), ma oggi allevata per la produzione solo di carne e lana.
Latte. generalmente destinato allallattamento degli agnelli.
Carne. Produce agnelli di 12-15 kg
di peso, agnelloni di 18-20 kg di peso
nel periodo invernale e agnelloni dalpeggio pi pesanti (25 kg) in autunno.
Dalle pecore adulte si ottiene carne salata fresca o stagionata, la cosiddetta
motsetta di pecora.
Lana. Da alcuni anni lArev orga-

I contributi per lallevamento: la razza stata inserita nel Piano di sviluppo rurale (Psr) 2007-2013 della Regione Valle dAosta e gode pertanto di un
contributo annuo pari a 200 euro per Unit bovino adulto (1 Uba corrisponde a 7
pecore). Per informazioni sui contributi occorre rivolgersi alle associazioni professionali competenti per territorio (Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri, ecc.).
Per conoscere lindirizzo di allevatori potete rivolgervi a:
Association rgionale eleveurs valdtains (Arev) - Regione Borgnalle, 10/L 11100 Aosta - Tel. 0165 34510 - Fax 0165 361263.

nizza la raccolta e certiica le lane Rosset, che sono utilizzate per la preparazione di capi pregiati.
COSA FARE PER SALVARLA
Come accennato sopra, il deciso sostegno dellArev e dellamministrazione
regionale ha avviato la graduale selezione dei capi maggiormente rispondenti
alle caratteristiche di razza. Con lavvio
del Registro Anagraico e il sostegno inanziario per le razze a rischio si sta ora
cercando di arrivare alla deinitiva valorizzazione della razza.
Josphine Errante
(Associazione Rare)
Puntate pubblicate.
Suino Nero Siciliano (n. 3/2011) Cavallo Bardigiano (n. 4/2011) Cavallo
Maremmano (n. 5/2011) Cavallo Murgese (n. 6/2011) Asino: Martina Franca (n. 7-8/2011) Asino: Romagnolo (n.
9/2011) Pecora: Barbaresca Siciliana (n.
10/2011) Pecora: Rosset (n. 11/2011).
Prossimamente.
Capra: Nicastrese, Aspromonte, Garganica. Bovino: Burlina, Calvara, Mucca
Pisana, Varzese, Garfagnina.

CONTROLLO INDIRIZZI AL 4-10-2011

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

53

PICCOLI ALLEVAMENTI

Risposte ai lettori
QUALI PESCI SI POSSONO
ALLEVARE
IN UN PICCOLO STAGNO
possibile allevare pesci di acqua
dolce, come la trota, in un piccolo stagno artiiciale? Se non andasse bene la
trota, quali potrebbero essere i pesci
adatti? Quanto deve essere grande lo
stagno? Deve per forza esserci un rinnovo costante dellacqua o basta la presenza di piante ossigenanti?
Emilio Gaggero
Morbello (Alessandria)
Escludiamo subito la trota. Il suo
allevamento non possibile in acque ferme, salvo il caso di ampi bacini
di acqua fredda, in quanto le trote necessitano di abbondanti quantit di ossigeno e di temperature che non eccedano
per tutto lanno i 18 C.
In uno stagno invece possibile allevare pesci meno esigenti relativamente allossigeno e che sopportano bene anche temperature medio-alte
(26-28 C). Tra questi ricordiamo la
carpa, la tinca, il triotto, lalborella,
languilla, il pesce gatto e altri che sono pi adatti ad ambienti con queste caratteristiche e che, se le condizioni generali lo permettono, si possono anche riprodurre spontaneamente (eccetto languilla che si riproduce solo in mare).
Il ricambio dellacqua, soprattutto nei
bacini di piccole dimensioni (meno di 23.000 metri quadrati), pu essere molto
utile in quanto migliora la qualit generale dellambiente, smorzando gli eccessi di
temperatura sia estivi che invernali.
Le piante acquatiche contribuiscono sicuramente a migliorare le condizioni generali del bacino artiiciale, ma non
sempre sono suficienti. In caso poi di
bacini di bassa profondit (meno di 2
metri) e poco popolati da pesci, possibile che si sviluppino alghe del tipo ilamentoso che possono risultare dannose
per lequilibrio ecologico dello stagno.
(Roberto Minervini)

Il pesce gatto una delle specie


dacqua dolce che pu essere allevata
anche in un piccolo stagno

54

S ALLALIMENTAZIONE COMUNE
DI UN PICCOLO GRUPPO
DI AVICOLI MISTI
Ho intenzione di allevare, a partire
da pulcini di un giorno, un piccolo gruppo di avicoli misti (2-3 anatre, 1-2 oche,
3-4 faraone e 5-6 polli) in una piccola
area recintata con ricovero ricavato nel
ienile. Vorrei sapere se, pur trattandosi
di specie diverse, posso provare ad alimentarle in da subito e per tutto lanno
tutte alla stessa maniera.
Giordano Adami
Milano
Confermiamo che possibile utilizzare lo stesso tipo di alimentazione per tutti gli avicoli citati dal lettore. In questo modo si sempliica il lavoro e si risparmia tempo.

Alimentare con lo stesso tipo di razione


un piccolo gruppo di avicoli misti
consente di risparmiare tempo
Per le prime due settimane di vita,
quando gli animali sono allinterno del
ricovero, ci si limita alla distribuzione di
un comune mangime per pulcini. A
partire dalla terza settimana si introdurr nellambiente dallevamento chiuso
anche una rastrelliera per la somministrazione di foraggi (per esempio verdure e insalate tritate).
Quando gli animali avranno libero
accesso al pascolo (a circa 30-40 giorni
di vita) la razione alimentare andr distribuita solo nel pomeriggio e sar costituita ancora da mangime per pulcini
con aggiunta, in una mangiatoia a parte,
di mais o altri cereali in grani spezzati (grano, orzo, ecc.).
Dal terzo mese di vita questa stessa
razione alimentare ma con mais o altri cereali in grani (grano, orzo, ecc.)
non pi spezzati ma interi dovr essere disponibile anche al mattino. Il
mangime e i cereali vanno sempre distribuiti in mangiatoie separate, lasciando
agli animali la libert di scelta in base
alle loro esigenze. (Maurizio Arduin)

QUALI ALBERI OMBREGGIANTI


MEGLIO PIANTARE
IN UN PASCOLO PER CAVALLI
SITO IN PUGLIA?
Abito in Puglia e vorrei piantumare
con alcuni alberi ombreggianti un pascolo da destinare ai cavalli. Mi hanno suggerito il carrubo. Voi che ne pensate?
Stefano Giaquinto
Pat (Lecce)
Le piante adatte a ombreggiare un pascolo per il bestiame in generale sono
quelle a portamento eretto con chioma allargata. Ottima pertanto, vista la zona
in cui abita il lettore, la scelta del
carrubo, un albero che oltre a presentare una bellissima chioma ha il pregio di produrre frutti nutrienti e assai appetiti dai cavalli.
Come alternativa o in aggiunta al carrubo suggeriamo di orientarsi in ogni caso verso specie locali, in modo da evitare
problemi di attecchimento e adattamento
e mantenere al contempo lambiente a pascolo il pi afine possibile a quello naturale circostante. Previa consultazione di
un agronomo o di un tecnico forestale,
potrebbero andare bene, per esempio,
specie sempreverdi come il pino marittimo e il leccio, che garantiscono unombra
ampia, ma anche altre specie che la visita
in loco di un addetto ai lavori, basandosi
sui presupposti sopra citati, pu suggerire
con cognizione di causa.
Qualunque sia la scelta, dal canto
nostro consigliamo di difendere le
giovani piante con ripari di rete metallica tesa fra tre o quattro pali piantati attorno al tronco, per evitare che i cavalli le
danneggino irreparabilmente strappandone la corteccia o appoggiandovisi contro per grattarsi. (Daniela Perniceni)

Il carrubo una pianta ombreggiante


ideale in un pascolo per cavalli in
regioni dal clima invernale mite. Nel
particolare: carrube in maturazione
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Ambiente - Natura
Come si alimentano gli uccelli
durante i loro lunghi viaggi di migrazione
Le migrazioni sono lunghe ed estenuanti (possono anche coprire tratti di 35.000 km) e gli uccelli hanno
bisogno di energia per affrontare la fatica. Per molti di essi lalimentazione durante il tragitto
necessaria, per altri invece indispensabile arrivare alla meta prima possibile, anche senza cibarsi.
Vediamo quali sono le strategie e le abitudini alimentari di vari uccelli migratori
Nello scorso numero, a pag. 59, vi
abbiamo raccontato come avviene laffascinante fenomeno della migrazione
degli uccelli. In queste pagine descriviamo comportamenti e abitudini di alcuni
di loro durante i voli migratori; si tratta
di aspetti dificili da studiare nei particolari, sia per le abitudini, a volte sfuggenti, che per i comportamenti individuali
tra i rappresentanti delle varie specie.
per sicuramente interessante sapere dove e in che modo gli uccelli si alimentano durante i loro viaggi migratori.
MIGRAZIONI LENTE O VELOCI
A SECONDA DELLA SPECIE
E DEL TIPO DI ALIMENTAZIONE
Possiamo dire che gli uccelli migratori si dividono in due gruppi: quelli
che lasciano lEuropa prima dellinverno per raggiungere lAfrica (vedi
anche le cartine geograiche riportate
nellarticolo sullo scorso numero a pag.
61) e quelli che migrano allinterno
dellEuropa stessa per trovare situazioni climatiche migliori.
Nellambito di una stessa specie possiamo trovare anche individui con abitudini diverse, cio che addirittura non migrano affatto ( il caso di uccelli come il fringuello e il lu piccolo). Il comportamento
del fringuello (1) strettamente legato alle condizioni dellinverno: se la stagione
mite, molti individui rimangono nel territorio di nidiicazione, altrimenti il grosso
delle popolazioni migra a Sud. Questa
specie ha unalimentazione prevalentemente vegetale e anche in caso di migrazione non ha dificolt a trovare frutti maturi e semi di piante erbacee.
Anche il lu piccolo (2), un passeriforme che abita i boschi, i parchi e le grandi
siepi, come il fringuello pu migrare o
decidere di trascorrere linverno dove ha
nidiicato se le condizioni lo permettono.
Le sue abitudini strettamente insettivore,
per, lo portano a non sopportare inverni
lunghi ed quindi pi propenso del fringuello a spostarsi. Esso caccia soprattutto insetti che cattura in volo o sulla vegetazione, ma in autunno e inverno pu integrare la dieta con piccole bacche.
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Il fringuello (1) quando migra non ha dificolt a trovare bacche e frutti. In inverni miti pu decidere di non migrare affatto. Il lu piccolo (2) strettamente insettivoro e, quindi, pi propenso del fringuello a migrare data la maggior dificolt a
reperire insetti nel periodo invernale
Ovviamente gli uccelli che migrano
allinterno dellEuropa compiendo
spostamenti non lunghissimi possono
permettersi di digiunare durante il
viaggio, ma possono anche tranquillamente alimentarsi, sostando nelle aree
adatte, perch non hanno la frenesia di arrivare in tempo e a tutti i costi alla meta
preissata. I grandi migratori, invece, che

Il piovanello maggiore capace di aumentare notevolmente il proprio peso


prima di partire per la migrazione. Ha
infatti bisogno di accumulare provviste di
grasso per contrastare il dispendio di
energie causato dal lungo volo

intendono raggiungere lAfrica hanno s


bisogno di cibo, ma anche smania di arrivare prima possibile; spesso quindi digiunano cercando di compiere un volo quasi
diretto. Per questo motivo molti uccelli che migrano a lungo raggio, prima di
partire fanno riserva di grassi cibandosi con pi frequenza.
Il piovanello maggiore (3), per esempio, un limicolo presente durante i passi di
migrazione (primavera e autunno) nelle
zone umide costiere, prima di partire pu
arrivare ad aumentare notevolmente il proprio peso, arrivando a 120 grammi, mentre
di norma non supera gli 80 grammi.
Anche la rondine (vedi foto a pag. 11
della Guida illustrata allegata al n. 6/2011),
prima di partire per la migrazione, si alimenta affannosamente per accumulare riserve di grasso, ma durante il viaggio si
concede momenti di sosta per rifocillarsi.
La maggior parte degli Anatidi, come
il germano reale, il mestolone e molti Limicoli come il beccaccino e la pantana
scelgono frequentemente lEuropa per
svernare, tralasciando il continente africano, preferito per lo svernamento da altre specie simili. Questi uccelli, infatti,
per il loro tipo di alimentazione (vegetali
per gli Anatidi e invertebrati vari per i Li-

55

AMBIENTE - NATURA

La cannaiola (8), per esempio, arriva ino


alle coste mediterranee per attraversare il
mare, facendo spesso tappa per nutrirsi;
cerca gli insetti esplorando minuziosamente le foglie dei canneti dove sosta, riuscendo a scovare anche eventuali prede
nascoste tra gli anfratti della vegetazione.
Il culbianco (9), invece, un insettivoro delle campagne aperte e dei pascoli
collinari e montani, capace di volare
per un giorno intero senza mai fermarsi.
Per far questo deve accumulare riserve
di grasso prima di partire, direttamente
nelle zone di nidiicazione. Gli insetti
sono cercati prevalentemente sul terreno
o vicino al suolo e il culbianco fa alzare
quelli volanti agitando la coda e le ali:
vederlo in caccia durante la frenesia della ricerca davvero uno spettacolo.
CORRIDOI ECOLOGICI
LUNGO IL NOSTRO PAESE
PER AIUTARE I MIGRATORI

Anatre come il germano reale (4) e il mestolone (5) e Limicoli come il beccaccino
(6) e la pantana (7) possono migrare in Africa, ma pure allinterno dellEuropa, poich sanno trovare cibo nei nostri ambienti anche in inverno. Le anatre si cibano di erbe acquatiche e granaglie, mentre i Limicoli trovano gli invertebrati nel fango che
sondano con il becco munito di terminazioni nervose in grado di recepire le prede
micoli) trovano facilmente di cui nutrirsi
anche negli inverni dei nostri ambienti.
Il germano reale (4) e il mestolone
(5) sostano volentieri nei bacini acquatici
interni, come laghi, stagni, cave e anse di
iumi tranquilli, prediligendo acque non
troppo profonde per raccogliere cibo sul
fondo senza tuffarsi in profondit. Spesso questi uccelli sostano anche nelle campagne nutrendosi di granaglie varie.
Il beccaccino (6) e la pantana (7) si
alimentano anchessi nelle acque basse e

negli acquitrini sparsi nelle campagne


umide, ma frequentano sovente anche le
lagune salmastre in prossimit delle coste
cibandosi di invertebrati che cacciano sondando la fanghiglia con il becco. Vermi e
altri invertebrati vengono captati tramite terminazioni sensoriali presenti nel becco e cos anche unarenicola (verme che
vive in fondali sabbiosi o melmosi) nascosta nel fango facilmente individuata.
Anche tra gli uccelli migratori insettivori le strategie alimentari sono diverse.

Tra i migratori insettivori vi sono uccelli con abitudini diverse. La cannaiola (8) durante la migrazione ha bisogno di alimentarsi spesso, mentre il culbianco (9) riesce
a volare molte ore senza sosta e per questo fa provviste di grasso prima di partire

56

Da quanto detto quindi chiaro che


durante le migrazione molti uccelli (soprattutto quelli che coprono lunghe distanze) hanno bisogno di aree di sosta per
riposarsi e alimentarsi. Sono dunque necessari dei corridoi ecologici per
permettere agli uccelli, ma anche ad altri animali (mammiferi, anibi, rettili) di
spostarsi trovando sempre a disposizione un ambiente a essi favorevole,
senza incontrare barriere e lunghi tratti
inospitali (citt con pochi giardini, campagne senza alberi e siepi, rive di corsi
dacqua cementate, spiagge turistiche).
Facciamo alcuni esempi: un corridoio
ecologico utile a uccelli, come capinere e
usignoli (ma anche a tante altre specie),
rappresentato dalla continuit di boschi,
imboschimenti ai bordi delle strade, siepi, campagne alberate, frutteti, giardini e
parchi cittadini. Per gli uccelli acquatici,
come le anatre, un corridoio ecologico favorevole costituito dalla continuit di
iumi, laghi, canali, cave e stagni, mentre
i Limicoli hanno bisogno di tratti collegati con spiagge, lagune e zone umide con
acque basse e limacciose.
Mantenere in vita, ripristinare e favorire questi corridoi naturali un impegno di cui ogni amministratore del nostro territorio dovrebbe farsi carico.
Molti interventi positivi sono stati fatti
(rimboschimenti, ripristini di zone umide, ecc.), ma altri negativi hanno comportato la perdita quasi totale delle nostre poche spiagge naturali e la scomparsa di ambienti unici come i boschi
golenali (situati tra gli argini dei iumi e
soggetti ad allagamenti temporanei) e le
grandi paludi. Il lavoro, per chi intende
farlo, ancora lungo.
Foto dellautore

Maurizio Bonora
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

AMBIENTE - NATURA

Risposte ai lettori
UNA LUCERTOLA
CON LA CODA DOPPIA O BIFIDA
Vi invio la foto di una lucertola trovata nel mio orto. Sapete dirmi come mai
ha questa coda particolare?
Augusto Bonaiti
Calolziocorte (Lecco)
Le lucertole hanno un comportamento innato di difesa (deinito autotomia)
che consiste nellautoamputarsi la coda
in caso di pericolo, senza danno n perdita di sangue, esercitando una forte trazione muscolare nel punto di distacco.

Lucertola con coda doppia o biida


Questa prerogativa di staccarsi volontariamente la coda e di lasciarla nelle
fauci del predatore (un gatto, un uccello
rapace, un serpente), spesso consente alla lucertola di distrarlo (anche in considerazione del fatto che la coda staccata
compie per un breve tempo movimenti
involontari), facendogli perdere tempo
prezioso nellinseguimento, e permettendole cos di trovare un riparo.
Dal moncone si rigenera poi, nel giro
di qualche mese, una nuova coda, anche
se pi piccola della precedente. Qualche
rara volta pu capitare come nel caso
dellesemplare trovato dal lettore che
la coda ricresca biida o doppia.
Una curiosit: in terra di Lucania
(Basilicata) avvistare una lucertola
dalla coda doppia considerato una sorta di portafortuna. (Maurizio Bonora)

La natrice dal collare (Natrix natrix)


arriva a misurare 120 centimetri,
e in alcuni casi anche pi
re rinvenuta anche in zone distanti chilometri dagli ambienti umidi. Questi serpenti sono utili allequilibrio ambientale, in
quanto si cibano di rane, rospi, lucertole,
piccoli pesci, mentre i giovani danno la
caccia a insetti, lombrichi e ragni.
Per evitare che questi serpenti, se numerosi, si possano introdurre negli ambienti chiusi, occorre mantenere il prato
rasato nelle immediate vicinanze dellabitazione e far razzolare qualche gallina o ancor meglio qualche tacchino
attorno a casa. (Maurizio Bonora)
NIDO DI RONDINE
ARREDATO DA PASSERI
E POI ABBANDONATO
Vorrei un chiarimento riguardo a una
situazione anomala che ho riscontrato
per un nido di rondini presente nel sottotetto della mia abitazione che era stato abbandonato dai legittimi proprietari. Il nido ha ora laspetto di una palla di materiale vegetale e piume, ma
non si osserva volare alcun uccello. Che
cosa pu essere successo?

La palla di materiale vegetale e piume ben visibile nella foto , con ogni probabilit, opera di passeri che hanno approittato della struttura abbandonata dalle rondini per costruirvi il loro nido. Prima di abitarlo hanno per apportato le

Vi invio la foto di una biscia che ho


rinvenuto vicino a casa. Volevo sapere il
nome della specie e se pericolosa.
Marco Logiudice
Verona

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

LACANTO, SPECIE
SPONTANEA E ORNAMENTALE
Mi piacerebbe conoscere il nome della pianta di cui vi invio la foto che vorrei
provare a coltivare nel mio giardino.
Antonio Quatela
Roma
La pianta fotografata lacanto (Acanthus mollis), una specie potenzialmente
invadente, tanto che cresce spontanea in
diverse zone dItalia, oltre a essere diffusa come ornamentale in molti giardini.

Clemente Pitzalis
Castel San Pietro Terme (Bologna)

SI TRATTA DI UNINNOCUA
NATRICE DAL COLLARE

Quella fotografata dal lettore non altro che uninnocua natrice dal collare (Natrix natrix), ovvero una biscia dacqua
che, nonostante tale deinizione, pu esse-

necessarie modiiche, imbottendolo abbondantemente di steli vegetali e piume.


Non infatti infrequente che i passeri costruiscano il nido in strutture lasciate
vuote da altri uccelli (per esempio tra gli
intrecci di rami dei nidi di cicogne, aironi, gazze, ecc.), anche se lutilizzo di
quello delle rondini piuttosto insolito.
Il fatto che il lettore non abbia pi visto movimenti intorno al nido pu signiicare che i passeri lo hanno anchessi abbandonato, nonostante avessero iniziato ad arredarlo. Ricordiamo inine
che normale che il passero maschio
abbozzi la costruzione di diversi nidi e la
femmina scelga uno solo di questi per
deporvi le uova, lasciando inabitati tutti
gli altri. (Maurizio Bonora)

Un nido di rondine abbandonato


probabilmente abitato,
per un breve periodo, da passeri

Acanto (Acanthus mollis)


Si tratta di una pianta perenne, con
radice carnosa e grosse foglie alla base
(lunghe ino a oltre 40 cm), lucide, lobate talvolta ino alla costola centrale, con
grossa nervatura centrale evidente sulla
pagina inferiore. Fiorisce in primavera
con iniorescenze a spiga alte ino a un
metro e composte da iori bianchi con
grandi brattee violacee; nel complesso
quindi, da lontano, liniorescenza appare rosato-violacea.
Lacanto gradisce terreno fresco e umido anche nella stagione secca, ma gli
esemplari bene sviluppati tollerano brevi
periodi di siccit. La pianta si riproduce
sia per seme (va seminato appena raccolto) che per divisione della ceppaia (operazione da farsi in autunno) ed facilmente
reperibile in vivaio. (Adolfo Rosati)

57

Turismo rurale
Viaggio nella Penisola Sorrentina,
la terra dei limoni
Sorrento e Amali, celebri in tutto il mondo per la bellezza del loro paesaggio, sono anche rinomate
per la coltivazione dei limoni. I terrazzamenti, tra il mare e lentroterra, dove i limoneti
si alternano a vigne e olivi, contribuiscono a rendere unico questo territorio. Vi invitiamo a visitare
questa incantevole zona, baciata dal sole e bagnata da un mare ammirato in tutto il mondo
La Penisola Sorrentina un lembo di
terra che si tuffa nel Mar Tirreno, tra il
Golfo di Napoli e quello di Salerno. Di
natura calcarea attraversata dalla dorsale dei Monti Lattari presenta un territorio in cui le valli si alternano a profonde gole. famosa, oltre che per la mitezza del suo clima, anche per la bellezza dei
paesaggi e dei borghi costieri, un tempo
antichi villaggi di pescatori e oggi frequentatissimi centri turistici, come Vico
Equense, Sorrento, Positano, Amali, Minori, Maiori e Vietri sul Mare. Naturale
prolungamento della Penisola Sorrentina
lisola di Capri, una delle pi note localit di soggiorno a livello internazionale.
In questa terra baciata dal sole il limone si coltiva sin dallepoca romana, come
testimoniano dipinti e mosaici delle ville
patrizie delle vicine Pompei ed Ercolano.
Le pi importanti documentazioni sulla
presenza dei limoni in questa zona risalgono tuttavia allepoca rinascimentale: atti di vendita, dipinti, trattati di letteratura
e botanica raccontano della locale coltivazione del limone. solo per nel Seicento che la coltivazione del limone si specia-

lizza, come risulta dagli atti dei locali Padri Gesuiti. Pi in l nel tempo, nel corso
dellOttocento, i limoni venivano spediti
tramite nave in tutto il mondo, soprattutto
nelle Americhe. Sotto questo impulso i
giardini coltivati a limoni andarono
crescendo di numero e di ampiezza attraverso una faticosa opera delluomo, che

CASTELLAMMARE
DI STABIA

NAPOLI
TORRE DEL GRECO

A3

GOLFO
OLI
DI NAP

VICO EQUENSE
META
M

OLA
PENIS NTINA
VIETRI
E
R
R
I SUL MARE
O
S
A R
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SALERNO
L A
MINORI MAIORI VIETRI
I
SCALA
T
SUL MARE
N
RAVELLO

ATRANI
AMALFI

AGEROLA

CETARA

PO
SIT

GOLFO
DI SALERNO

AN

EI
AD
NC
CO RE
RO O
FU AIAN
PR
O

PIANO DI SORRENTO
SANTAGNELLO
SORRENTO
MASSA LUBRENSE

La coltivazione
dei limoni
nella Penisola
Sorrentina risale
gi allepoca
romana. Sono due
ora le variet
coltivate: Massese e
Sfusato Amalitano.
Reperibili freschi
per diversi mesi
lanno, si utilizzano
per preparare
spremute e succhi,
dolci e marmellate,
nonch
il famosissimo
Limoncello

MA
RIN

ANACAPRI

CAPRI
ISOLA
DI CAPRI

Come raggiungere la zona. Da Nord autostrada A3 Napoli-Salerno, uscita Castellammare di Stabia, oppure da Sud Autostrada A3 Napoli-Salerno, uscita Vietri sul
Mare. Da queste uscite si raggiungono, seguendo le indicazioni stradali, le localit riportate sulla cartina

58

rese coltivabili suoli scoscesi e impervi


per crearvi terrazzamenti con muri a secco dove le piante di limone trovarono un
ambiente ideale in cui prosperare. Sono
protette dal freddo e dal vento dalle cosiddette pagliarelle, stuoie di paglia poste
su apposite intelaiature da ottobre ad aprile, poi accatastate sulle strutture stesse andando a formare una sorta di casetta, detta cogna (vedi foto a pag. 59).
SONO LIMONI A INDICAZIONE
GEOGRAFICA PROTETTA
Lindicazione geograica protetta
(Igp) Limone di Sorrento si riferisce ai frutti della variet Massese, conosciuta anche come limone di Massa o
Ovale di Sorrento, prodotti esclusivamente nellarea della Penisola Sorrentina (e quindi nei comuni di Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, SantAgnello, Sorrento, Vico Equense, oltre
che Capri e Anacapri nellisola di Capri). Si tratta di un limone di medie dimensioni, con peso non inferiore a 85
grammi, di forma ellittica e con polpa
di colore giallo paglierino, dal succo ricco di vitamina C e di sali minerali; la
buccia, di color giallo citrino, di medio
spessore ed molto profumata per la ricca presenza di oli essenziali.
Lindicazione Igp Limone Costa
dAmali si riferisce invece ai limoni
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

TURISMO RURALE

prodotti nella Costiera Amalfitana


(coltivati nei comuni di Amali, Atrani,
Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello,
Scala, Tramonti, Vietri sul Mare) e appartenenti alla variet Sfusato Amalitano. Si tratta di limoni di forma affusolata, polpa succosa e moderatamente acida, con scarsa presenza di semi, buccia
di medio spessore, di colore giallo chiaro, con aroma e profumo intensi. Questa
variet di limone, dal peso di circa 100
grammi, tra le pi ricche in assoluto
di vitamina C.
Entrambe le variet di limoni rappresentano prodotti di eccellenza sia per il
mercato fresco che per la produzione del
celebre limoncello, infuso di bucce di limone immerse in alcol purissimo, che tra
Sorrento, Amali e Capri ha trovato la sua
area di elezione. In cucina, i limoni vengono utilizzati per preparare spremute e succhi, marmellate e dolci, per accompagnare piatti di pesce e svariate altre pietanze.
I limoni sono coltivati sotto impalcature di pali di legno, preferibilmente di
castagno, utilizzando coperture per riparare i frutti dagli agenti atmosferici avversi e per garantire una loro scalarit di
maturazione. La densit dimpianto non
deve superare per ettaro le 850 (limone di
Sorrento) o 800 piante (limone di Amali). La raccolta, che deve essere effettuata a mano, avviene pi volte lanno, per
il fenomeno, tipico nei limoni, del polimorismo (sulla stessa pianta sono cio
presenti contemporaneamente fiori e
frutti a diversi stadi di maturazione), anche se la produzione di maggior pregio si ottiene nel periodo primaverileestivo, tra marzo e ine luglio.
I LUOGHI DA VISITARE
Un viaggio nella Penisola Sorrentina,
arrivando da Napoli, non pu non partire
da Sorrento, elegante stazione di soggiorno collocata sopra una terrazza di tufo a
picco sul mare, in mezzo a giardini e agrumeti. Il Duomo quattrocentesco afianca il
centrale Corso Italia, sul quale si affaccia
il singolare campanile poggiante su colonne antiche. Non lontano dal Duomo vi il
trecentesco chiostro di San Francesco, che
si apre a pochi passi dalla Villa Comunale, con una superba terrazza sul mare.
Sempre in pieno centro, la zona di Via San
Cesareo la parte pi caratteristica della
citt, popolata da botteghe artigiane dedite alla lavorazione della ceramica, del
cuoio e della tradizionale tarsia lignea. Da
Piazza Tasso si raggiungono con un suggestivo percorso il porto e gli stabilimenti
balneari della Marina Piccola; allaltro capo di Sorrento, una bella passeggiata conduce invece alla Marina Grande, tipico e
singolare villaggio di pescatori con case
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Alcuni agriturismi
dove possibile soggiornare
Presentando la Carta
Verde avrete diritto ino
al 30-11-2012 allo sconto segnalato per voi e i
vostri familiari sul listino prezzi dellazienda.
Agriturismo Angolo di Paradiso - Via
Monticelli,
2 - c/o Corso Italia, 333 A -

Ecco come si presentano i limoneti


con le intelaiature utili a sorreggere
le protezioni e le caratteristiche cogne
costruite nel tufo e ancora abitate.
Vicino a Sorrento meritano una sosta
SantAgnello, con la Piazzetta Marinella, uno dei pi famosi punti panoramici
della Penisola Sorrentina; Meta, con la
grande chiesa settecentesca della Madonna del Lauro; Vico Equense, centro climatico collocato sopra un grande banco
tufaceo. Verso Punta Campanella si incontra Massa Lubrense, localit dalle
pittoresche case tra agrumeti e vigneti.
Da Sorrento, tramite aliscafo o nave
veloce, si raggiunge lisola di Capri e
lomonimo centro abitato. Attorno a
Piazza Umberto I, il quartiere di impianto medievale con archi, volte e loggiati,
racchiude incantevoli scorci. Percorrendo tutta Via Camerelle si giunge su Via
Tragara, che termina con un belvedere
sul mare e i Faraglioni, tre enormi scogli
che si elevano sullacqua. Ad Anacapri,
secondo centro dellisola, si raggiunge
Villa San Michele, notevole per il giardino e il panorama.
La Costiera Amalitana prende il no-

Il duomo di Amali, con la scenograica


scalinata e il campanile, tra i pi importanti monumenti dellintera Costiera
Amalitana

80067 Sorrento (Napoli) - Tel. 081 8784213


- Cell. 338 2471045 - Fax 081 8073916.
Agriturismo Gli Ulivi - Via Passarano,
1 - 80065 SantAgnello (Napoli) - Tel. e fax 081 8074203 - Cell. 329
0223678. Sconto del 10%
Agriturismo Luna dAgerola - Via
Radicosa,
35 - Loc. San Lazzaro - 80051
Agerola (Napoli) - Tel. e fax 081 8025009
- Cell. 349 7685720.
Agriturismo Rifugio degli Dei - Via
Arienzo,
43 - 84017 Positano (Salerno) Cell. 339 8390809 - Fax 089 811279.
Agriturismo Villa Maria - Via Pioppi snc
- 84010 Minori (Salerno) - Tel.
089 877197 - Cell. 334 3328308 - 333
6448060 - Fax 089 8541429.

me dalla cittadina di Amali, antica Repubblica Marinara, prospera specialmente tra X e XI secolo. Il cuore di
Amali rappresentato dal Duomo, originario dellIX secolo; accanto al Duomo vi il famoso Chiostro del Paradiso,
di gusto arabeggiante.
Positano, un tempo borgo marinaro
di antica origine, oggi una delle localit balneari pi eleganti di tutto il Mediterraneo. Le case, abbellite da pergolati
di buganvillee, si affacciano su strette
stradine spesso a gradinate, dove si trovano caratteristici negozi di ceramiche,
tessuti, profumi e prodotti gastronomici
a base di limone.
Numerosi e incantevoli sono tutti i
borghi della Costiera di Amali, ciascuno
con le proprie caratteristiche: ricordiamo
Maiori, stazione climatica posta in posizione scenograica allo sbocco della Valle di Tramonti, ricca di agrumeti, vigneti
e boschi di castagni; Minori, che presenta i notevoli resti di una villa romana del
I secolo d.C.; Ravello, collocata su un alto contrafforte rupestre della costiera, con
ediici di impronta arabo-sicula e rigogliosi giardini, come quello di Villa Rufolo; Vietri sul Mare, nota per la produzione di ceramiche. Senza poi tralasciare
Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Praiano e Scala, tutti borghi da
scoprire per le loro bellezze paesaggistiche e culturali.
Paolo Cremonini
CONTROLLO INDIRIZZI AL 13-10-2011

59

RISCALDARE
E
RISPARMIARE

TURISMO RURALE

Risposte ai lettori
ALCUNI UTILI SUGGERIMENTI
SU COME PROMUOVERE
LAGRITURISMO
ATTRAVERSO INTERNET
Ho recentemente ottenuto lautorizzazione per svolgere nella mia azienda
agricola una attivit agrituristica consistente in alloggio con otto posti letto e
ristorazione per trenta persone. Vorrei
qualche suggerimento sulle soluzioni
pi economiche ed eficaci per promuoverla, in modo da avere rapidamente
una suficiente clientela.
Lettera irmata
Finale Ligure (Savona)

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POSSIBILE CON LE NOSTRE CALDAIE.
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policombustibile acquistando lalimentatore COMBI, usufruendo del
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Il mezzo pi economico ed eficace


per promuovere lospitalit agrituristica
certamente Internet. Per ottenere buoni risultati occorre, innanzi tutto, realizzare un buon sito Internet descrittivo
dellazienda, presentando i servizi di
accoglienza (caratteristiche degli alloggi, specialit della ristorazione), lattivit agricola e i suoi prodotti (in modo da
evidenziare che si tratta di un vero
agriturismo), le attrattive culturali, naturalistiche ed enogastronomiche del territorio circostante.
Il sito Internet, oltre a offrire una presentazione completa e accattivante dellospitalit a chi abbia bisogno di informazioni, pu contribuire a intercettare
possibili clienti attraverso i motori di ricerca di Internet (in particolare su Google che il motore largamente pi utilizzato). Per ottenere questo risultato occorre rivolgersi a un bravo webmaster (il
professionista che realizza i siti Internet)
che sia in grado di far comparire il sito
Internet ai primi posti di una eventuale
ricerca per parole chiave (agriturismo,
agriturismo+regione, ecc.) da parte dei
potenziali clienti.
Poi necessario iscriversi in alcune
guide agrituristiche on-line, scegliendo quelle che, per le parole chiave dette in precedenza, sono meglio posizionate sul motore di ricerca e quindi pi
visitate. Liscrizione nelle migliori guide on-line certamente pi costosa
(orientativamente 200-300 euro lanno)
ma ampiamente compensata dallalto
numero di contatti procurati. anche
preferibile puntare su guide on-line che
mettano bene in evidenza il link (collegamento) verso il sito Internet aziendale, in modo da informare al meglio i potenziali ospiti, inducendoli poi a inviare un messaggio di posta elettronica, o
a fare una telefonata, per prenotare il
loro soggiorno. (Giorgio Lo Surdo)
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Medicina - Alimentazione
Il vino, beneica bevanda
da consumare con moderazione
Uno-due bicchieri di vino al giorno, salvo controindicazioni del medico e bevuti ai pasti, portano
beneici allorganismo, grazie alla presenza di una particolare sostanza, il resveratrolo. Non va per
dimenticato che il vino contiene anche alcol etilico, non certo beneico per la nostra salute
Il vino una bevanda alcolica di lunghissima tradizione tra le popolazioni
mediterranee. Una bevanda che ha avuto
e ha ancora, sia pure in modo diverso dal
passato, un ruolo fondamentale nellalimentazione e nei riti di socializzazione
della gente. tuttavia innegabile che il
consumo del vino, in un contesto di ignoranza e di povert materiale e culturale,
possa causare problemi, sia sul piano della salute personale che su quello sociale.
Una bevanda per certi versi problematica, dunque. Eppure, negli ultimi anni parecchi studi scientiici hanno dimostrato che un consumo moderato di vino
(soprattutto rosso) produce qualche vantaggio per la salute. Uno-due bicchieri
di vino al giorno sembrano ridurre il
colesterolo nel sangue e il rischio cardiovascolare, allontanare il pericolo
di diabete, aumentare la resistenza alle malattie virali (inluenza, raffreddore, herpes labiale) e perino ridurre la
mortalit per tutte queste cause. Tali
effetti positivi sembrano dovuti al resveratrolo, una sostanza della famiglia dei
flavonoidi contenuta soprattutto nella
buccia delluva (ecco perch si raccomanda soprattutto il vino rosso) e dotata
di notevoli effetti salutistici.
IL RESVERATROLO PRESENTE
ANCHE IN ALTRI ALIMENTI
Il resveratrolo del vino rosso balz
agli onori delle cronache allinizio degli

teri e i virus che causano le patologie da


raffreddamento (raffreddore, mal di gola, inluenza, ecc.).
ATTENZIONE ALLALCOL ETILICO

Il vino, soprattutto quello rosso, una


bevanda dotata di effetti salutistici,
ma occorre non eccedere
anni Novanta del secolo scorso, quando
uno studio sulla popolazione francese
(successivamente chiamato Studio del
paradosso francese) lo individu come
la sostanza che proteggeva i nostri cugini dOltralpe dalle malattie cardiovascolari, nonostante una dieta molto ricca di
grassi. Si successivamente dimostrato
che questo nutriente pu essere un valido supporto per migliorare leficienza del nostro sistema immunitario.
Particolarmente
contro tutti i bat-

Noi italiani eravamo


grandi bevitori di vino
Secondo gli ultimi dati dellIsmea (Istituto di servizi per il
mercato agricolo alimentare), nel corso del 2010 gli italiani hanno acquistato (e bevuto) l8% in meno di vini e spumanti rispetto allanno precedente. Una conferma del
progressivo calo dei consumi di queste bevande alcoliche
iniziato gi diverso tempo fa. Negli anni Settanta del secolo scorso gli italiani (che erano circa 54 milioni) bevevano circa 60 milioni di ettolitri di vino lanno, oggi (che
sono circa 61 milioni) meno di 20. I bevitori di vino in
Italia sono circa 32 milioni di persone (escludendo gli
astemi e la fascia det tra 0 e 13 anni) e ognuna di queste dovrebbe bere in media, secondo le statistiche, un
bicchiere e mezzo di vino al giorno. (P.P.)

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Nel vino i lavonoidi sono accompagnati anche da alcol etilico, sostanza non
certo beneica per il nostro organismo,
soprattutto se consumata in eccesso e con
modalit inappropriate. A questo proposito, sappiamo che i lavonoidi e il resveratrolo sono contenuti non solo nel vino,
ma anche nella frutta (i frutti di bosco su
tutti) e nelle verdure, nel cacao e quindi
nel cioccolato (soprattutto in quello fondente), nel t, nei semi oleosi come noccioline americane e pinoli, ecc. dunque
di fatto possibile assumere buone quantit di lavonoidi senza consumare alcol.
Con lalcol, infatti, non bisogna esagerare (a essere benevoli). Lalcol etilico
presente nel vino (circa 10 grammi per
litro) una sostanza che, se consumata
in eccesso (il limite oltre il quale il consumo diventa eccessivo deve per intendersi in modo assolutamente personalizzato) e in modo inappropriato, pu risultare dannosa per lorganismo. Allinterno del nostro corpo i danni possono essere a carico di tutti gli organi, ma
quelli pi sensibili sono il fegato, il pancreas, lo stomaco, il cervello, il cuore e i
vasi sanguigni. Lalcol, inoltre, peggiora
il metabolismo degli zuccheri, delle
proteine e dei grassi e interferisce
con lutilizzo di molte vitamine.
Per tutti questi motivi, il consumo di vino deve essere del
tutto escluso da bambini e adolescenti, donne in gravidanza e in allattamento nonch durante la guida di veicoli. Inoltre, non si dovrebbe bere vino senza avvertire
il medico se si assumono farmaci
e/o si affetti da malattie croniche (diabete, obesit, gastrite,
cardiopatie, patologie autoimmunitarie, epatiti croniche, colite ulcerosa, gotta, ecc.). Niente
vino anche quando sia richiesta
una perfetta efficienza fisica e
psichica.
Paolo Pigozzi

61

MEDICINA - ALIMENTAZIONE

Come preparare confetture di castagne


e conserve di carote
Le castagne, prezioso alimento soprattutto nel passato delle popolazioni di collina e montagna,
sono frutti di questa stagione assai versatili in cucina. In questo periodo dellanno, con gli ultimi raccolti
di carote si possono anche realizzare conserve, ottime per accompagnare svariate pietanze
Le castagne si impiegano per preparare buonissimi dolci ma anche piatti salati. Ma con questi tipici frutti dautunno si
possono anche preparare squisite confetture, da spalmare sul pane a colazione o
da utilizzare per energetiche merende.
Con le carote, dolce ortaggio presente negli orti per buona parte dellanno,
si possono preparare in questo periodo
conserve agrodolci, al naturale o arricchite con altri ortaggi [1].
CONFETTURA DI CASTAGNE
AROMATIZZATA AL CAFF
Ingredienti: 1/2 kg di castagne, 800
g di zucchero, 300 ml di acqua, 1/2 bicchiere di caff.
Incidete le castagne con un coltello
(1) e lessatele in abbondante acqua salata (2). Una volta cotte scolatele, fatele

intiepidire e sbucciatele eliminando anche la pellicina interna.


Preparate dello sciroppo di zucchero facendo sciogliere nellacqua a fuoco
lento 100 grammi di zucchero (3).
Mettete le castagne in una pentola
dacciaio pi larga che alta, aggiungetevi
lo zucchero rimanente (4), lo sciroppo di
zucchero, il caff (5) e fate cuocete mescolando continuamente ino a quando il
composto inizia a sobbollire (6). Da questo momento continuate la cottura per
circa 20 minuti; se il composto diventa
troppo denso, aggiungete un po dacqua
calda (7). A cottura ultimata frullate con
il frullatore a immersione (8).
Versate la confettura ancora bollente
in vasetti di vetro precedentemente lavati e sterilizzati e chiudeteli ermeticamente (9). Conservate in luogo fresco
e asciutto.

Confetture di castagne e conserve


di carote
CONFETTURA DI CASTAGNE
CON MELA, SCORZA DARANCIA
E UVETTA
Ingredienti: 1/2 kg di castagne, 1 mela, la scorza di 1/2 arancia biologica, 1
bicchiere dacqua, 40 g di uvetta.

Confettura di castagne aromatizzata al caff

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

63

MEDICINA - ALIMENTAZIONE

Confettura di castagne con mela, scorza darancia e uvetta

10

11

12

13

14

15

Carote in agrodolce

16

17

18

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24

Sbucciate la mela, privatela del torsolo e tagliatela a pezzetti (11). Lavate


larancia e riducete met della sua scorza (eliminando la parte bianca) a pezzettini (12). Ponete le castagne, la mela, la

scorza darancia e lacqua in una pentola dacciaio pi larga che alta e procedete con la cottura (13) sino a ottenere un
composto cremoso; a cottura ultimata
aggiungete luvetta (14).

Incidete le castagne con un coltello e


lessatele in abbondante acqua salata. Una
volta cotte scolatele, fatele intiepidire,
sbucciatele eliminando anche la pellicina
interna e inine tritatele inemente (10).

64

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

MEDICINA - ALIMENTAZIONE

Carote in agrodolce con cipolla rossa e peperone giallo

25

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32

33

Versate la confettura ancora bollente


in vasetti di vetro precedentemente lavati e sterilizzati e chiudeteli ermeticamente (15).
Conservate quindi in luogo fresco e
asciutto.
CAROTE
IN AGRODOLCE
Ingredienti: 1,5 kg di carote, 1,5 l
di aceto di vino bianco, 150 ml di olio
doliva, 20 g di sale, 40 g di zucchero.
Sbucciate le carote (16), lavatele sotto lacqua corrente (17) e tagliatele a
rondelle (18).
In una casseruola dacciaio pi larga che alta versate laceto (19), lolio
(20), il sale (21) e lo zucchero. Portate
a bollore, quindi tuffatevi le carote (22)
e fatele bollire per 10 minuti (23). Scolate le carote (24) senza buttare il liquido di cottura.
Distribuite le carote in vasi di vetro precedentemente lavati e sterilizzati, che riempirete poi con il liquido di
cottura bollente. Chiudete i vasi ermeticamente e conservate in luogo fresco
e asciutto.
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

CAROTE IN AGRODOLCE
CON CIPOLLA ROSSA
E PEPERONE GIALLO
Ingredienti: 1 kg di carote, 100 g di
cipolla rossa, 100 g di peperone giallo,
1,5 l di aceto di vino bianco, 150 ml di
olio doliva, 20 g di sale, 40 g di zucchero.
Sbucciate le carote, lavatele sotto
lacqua corrente e tagliatele a bastoncini
(25). Pulite la cipolla e affettatela inemente (26); lavate il peperone e tagliate
anchesso a striscioline (27).
In una casseruola dacciaio pi larga che alta versate laceto, lolio, il sale.
Portate a bollore, quindi tuffatevi le carote (28) e lasciatele bollire per 10 minuti (29); aggiungete la cipolla (30) e il peperone (31), lasciando poi bollire per altri 5 minuti (32). Scolate le verdure recuperando il liquido di cottura.
Ponete le verdure in vasi di vetro precedentemente lavati e sterilizzati (33)
che riempirete con il liquido di cottura
bollente. Chiudete i vasi ermeticamente
e conservate in luogo fresco e asciutto.
Foto dellautore

Rita Bacchella

[1] Per maggiori informazioni sugli accorgimenti da adottare per trasformare e


conservare in sicurezza frutta e ortaggi a
livello casalingo si rimanda allarticolo
pubblicato sul n. 3/2009, pag. 73.
Ricette pubblicate.
Cotogne e carote (1/2009), barbabietole, cardi, bietole e peperoni (2/2009),
taccole, fagiolini, carote e nespole
(4/2009), fragole, susine, arance e limoni (5/2009), more, lamponi, mele e uva
(6/2009), anguria, melone, albicocche
e pesche (7-8/2009), more e melograno
(9/2009), giuggiole e zucca (10/2009),
olive verdi, noci e mele (11/2009),
pompelmi, limoni e arance (12/2009),
porri e sedano (3/2010), cipolla bianca
e rossa, catalogna e scalogno (5/2011),
fragole e pesche (n. 6/2011), pomodori (7-8/2011), uva (9/2011), zucca
(10/2011).

Si declina ogni responsabilit per gli eventuali danni derivanti dal consumo di prodotti alimentari preparati, trasformati e/o conservati con metodi casalinghi. Si fa presente che i procedimenti illustrati sono
validi e sicuri ai ini del consumo solo quando vengono rispettate quelle norme sanitarie che non sempre le condizioni dellambiente familiare sono in grado di garantire.

65

MEDICINA - ALIMENTAZIONE

Il pane di San Martino


si fa con farina di castagne e patate lesse
Questo tipo di pane, che per tradizione in passato si preparava nel periodo della festivit del Santo,
presenta un sapore assai particolare, in quanto allimpasto partecipano anche
farina di castagne e patata lessa. Vi indichiamo come prepararlo
200 grammi di farina bianca tipo 0,
preferibilmente biologica e macinata di
fresco;
150 grammi di patate lesse;
40 grammi di pasta madre secca;
3 cucchiai di olio di oliva;
4 cucchiaini di sale ino;
acqua quanto basta.

I giorni in prossimit della festa di


San Martino che cade l11 novembre
rievocano nei nostri pensieri linconfondibile atmosfera autunnale, fatta
di intensi odori e sapori (come quello delle caldarroste e del mosto ora
diventato vino) oltre che dei caldi
colori della campagna.
Tra i sapori pi tipici di questa stagione non pu mancare sulle nostre tavole quello del pane di
San Martino, ottimo per accompagnare numerose pietanze. Per prepararlo occorrono una miscela di tre
farine, patata e pasta madre essiccata;
per la sua cottura assolutamente consigliato luso del forno a legna.

LA PREPARAZIONE

GLI INGREDIENTI
Non sono necessari particolari ingredienti; quelli qui consigliati si possono
facilmente reperire in commercio:
400 grammi di farina integrale di frumento, preferibilmente biologica e macinata di fresco;

Il pane di San Martino si presenta


di colore scuro, perch fatto
anche con farina di castagne
250 grammi di farina di castagne, preferibilmente biologica e macinata di
fresco;

Sul piano di lavoro predisponete a fontana le farine (1): ricordatevi che la farina bianca va posta allinterno,
quella integrale e la farina di castagne vanno allesterno.
Con lo schiacciapatate schiacciate la patata, precedentemente lessata
e lasciata raffreddare, al centro della
fontana (2). Quindi aggiungete la pasta madre secca (3) (in alternativa alla pasta madre potete utilizzare lievito di birra fresco, dopo averlo attivato in una ciotola dacqua a temperatura
ambiente con laggiunta di un cucchiai-

66

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

MEDICINA - ALIMENTAZIONE

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12

13

14

15

la temperatura dellambiente e diventi


cos pi facilmente lavorabile, avendo
sempre laccortezza di tenerlo coperto
con un canovaccio umido.
Nel frattempo accendete il forno a
legna come descritto sullo scorso numero di ottobre a pag. 73.
Quindi lavorate nuovamente limpasto per circa 15 minuti, ripiegandolo pi
volte su se stesso (12). Dividete limpasto in 10-12 parti, che lascerete lievitare
sul piano di lavoro infarinato per circa
2-3 ore (13) e, comunque, in che avranno raddoppiato il volume (14).
Quando il forno avr raggiunto la
temperatura di 180-190 C infornate
(15) e fate cuocere per 8-10 minuti a
sportello chiuso.
Quindi togliete le pagnotte dal forno
e con un panno ripulitele da eventuali
residui di farina.
Una volta raffreddate le pagnotte saranno pronte per accompagnare piatti a
base di carni rosse o per essere degusta-

te a colazione, spalmate con marmellate


o confetture non particolarmente dolci.

no di zucchero o miele), lolio di oliva


(4) e, allesterno, il sale (5) (non deve
mai essere a diretto contatto con la
pasta madre o con il lievito, in
quanto potrebbe compromettere la lievitazione). Aggiungete acqua quanto
basta (6) e iniziate a impastare dallinterno della fontana facendo in modo che
il sale venga inglobato per ultimo.
Lavorate gli ingredienti per 15-20
minuti (7), ino a ottenere un composto
non appiccicoso ma morbido, liscio ed
elastico.
A questo punto trasferite limpasto
in una ciotola precedentemente infarinata (8), coprite con un canovaccio
umido afinch non formi la crosta in
supericie (9) e lasciate lievitare in frigorifero tutta la notte a una temperatura
di 3-4 C (10).
Il mattino seguente togliete limpasto dal frigorifero (11) e ponetelo sul
piano di lavoro infarinato lasciandovelo
per circa unora, in modo che acquisisca
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Foto dellautore

Giordano Franchini

Puntate pubblicate.
Gli utensili per preparare in casa pane e
prodotti da forno (n. 12/2010). I tipi di farina e luso del lievito di birra e della pasta madre (n. 1/2011). Il pane bianco (n.
2/2011). Il pane con olive (n. 3/2011). Il
pane con farina bianca e semintegrale (n.
4/2011). Il pane con farina di segale e semi di inocchio (n. 5/2011). Il pane con
farina di segale e semi di inocchio, sesamo e girasole (n. 6/2011). I grissini con
farina semintegrale e semi di sesamo (n.
7-8/2011). I taralli alla birra con semi di
inocchio (n. 9/2011). La cottura del pane nel forno a legna (n. 10/2011). Il pane
di San Martino (n. 11/2011).
Prossimamente.
La schiacciata secca tipo Schuttelbrot; ricette con farine integrali.

67

MEDICINA - ALIMENTAZIONE
Tecnologia Made in Italy

LEvolution
della specie

un solo motore
per tante applicazioni

Allungabili fino a
5 mt con prolunghe

Risposte ai lettori
ECCO COME HO REALIZZATO
LESSICCATORE SOLARE
Eccovi la foto dellessiccatore solare
che ho realizzato seguendo quanto riportato nellarticolo pubblicato sul numero di luglio-agosto 2011 a pag. 61.
Rispetto alle indicazioni fornite, ho
aggiunto allessiccatore quattro ruote per
spostarlo pi agevolmente; per realizzare
il collettore ho poi utilizzato una lastra di
vetro anzich policarbonato e ho aggiunto un circolatore daria al ine di controllare il lusso dellaria calda proveniente
dal collettore. Ho utilizzato lessiccatore
per quasi tutto il mese di agosto e con ottimi risultati. Grazie ancora!
Sergio Fiorini
Faenza (Ravenna)

10 motorizzazioni
da 24.5 cc
fino a 52 cc

Complimenti al lettore per le migliorie


apportate. Le ruote facilitano senzaltro
lutilizzo, mentre il vetro aumenta il rendimento del collettore solare. Bisogna per
fare attenzione alla temperatura interna,
che non deve superare i 50 C, altrimenti i
prodotti cuociono; probabilmente il circolatore daria ha risolto questo problema.
Comunque incoraggio chiunque a migliorare lattrezzatura, tenendo conto che
la ilosoia del progetto verte sulluso di
energie rinnovabili, in questo caso provenienti dal sole. Il massimo sarebbe se qualcuno inventasse un sistema (che non utilizzi energia elettrica) di orientamento automatico verso la radiazione solare, o che
comunque migliori la captazione anche
con il collettore non esattamente posizionato di fronte al sole. (Riccardo Chiozzi)

IMPUGNATURA GIREVOLE BREVETTATA

Active srl
68

Via Delmoncello, 12 - 26037 San Giovanni in Croce - Cremona - ITALY


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www.active-srl.com

Lessiccatore solare realizzato dallabbonato; in basso si intravvedono (vedi


frecce) due delle quattro ruote che consentono di spostarlo pi facilmente
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Leggi - Tributi - Finanziamenti

Con la permuta si ha la possibilit


di accorpare la propriet
La propriet contadina nel nostro Paese di per s molto frammentata e con la permuta possibile
accorpare e razionalizzare le propriet senza il versamento di un prezzo dacquisto; possibile anche
scambiare degli appezzamenti agricoli oppure un terreno con un fabbricato rurale. Vediamo come fare
Molti piccoli agricoltori si trovano ad
avere dei pezzetti di terreno distanti luno
dallaltro e pu nascere quindi la necessit
di effettuare un baratto, cio uno scambio
di beni materiali in sostituzione del pagamento del prezzo in denaro. Con latto di
permuta (termine giuridico che indica il baratto) si rende possibile tutto ci.
La permuta si distingue quindi dalla
vendita perch invece di pagare un prezzo dacquisto consente, se due proprietari (coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali) sono daccordo, di trasferire la propriet di cose, mobili o immobili, o di diritti dalluno allaltro.

considerata permuta anche lo scambio di


beni in aggiunta a una somma di denaro,
a condizione che le parti diano un pi forte rilievo allo scambio in natura; leventuale conguaglio in denaro non pu avere
cio un valore superiore a quello del bene permutato (vedi lesempio qui sotto).
Sotto laspetto giuridico la permuta
un contratto vero e proprio (regolato dagli artt. 1552 e seguenti del Codice civile) con effetti reali e a titolo oneroso: gli
effetti reali, cio il trasferimento della
propriet dei beni, si attua con il semplice consenso delle parti contraenti;
laspetto oneroso (cio relativo al prez-

Esempio di permuta di terreni

Propriet sig. Gialli

Propriet
sig. Verdi
(B)

Strada comunale

Propriet coninante di un coltivatore diretto

Propriet
sig. Gialli
(A)

Propriet sig. Verdi

Il sig. Gialli chiede al sig. Verdi di permutare lappezzamento (A) di sua propriet con lappezzamento (B) di propriet del sig. Verdi, nellinteresse di entrambi. Il sig. Verdi accetta la permuta e le condizioni sono le seguenti:
Appezzamento (A) del sig. Gialli
Appezzamento (B) del sig. Verdi

Supericie
2 ettari
3 ettari

Terreno Valore (euro)


fertile
60.000
fertile
90.000
Differenza
30.000

II sig. Gialli deve versare a conguaglio al sig. Verdi la somma di 30.000 euro.
Importante. Poich si tratta di permuta (e non di compravendita) il coltivatore diretto coninante con il sig. Verdi non ha nessun diritto di prelazione sul terreno (B). Le imposte e tasse da pagare. Il sig. Gialli e il sig. Verdi sono entrambi coltivatori diretti; quindi le imposte e le tasse dovranno essere calcolate sullimmobile con il valore pi elevato, quello del sig Verdi, 90.000 euro: imposta
di registro che in misura issa 168 euro; imposta ipotecaria che in misura
issa 168 euro; imposta catastale che pari all1% del valore dellimmobile,
cio 900 euro; non si deve pagare limposta di bollo.
Totale imposte e tasse da versare 168 + 168 + 900 = euro 1.236.
Le imposte e le tasse cos determinate graveranno a carico di ciascuno dei
permutanti (sig. Gialli e sig. Verdi) nella misura del 50%.

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

zo) si realizza con lo scambio di cosa


contro cosa, mobile o immobile.
La forma del contratto di permuta dipende dalloggetto per cui si stipula: se lo
scambio si riferisce a beni immobili (per
esempio terreni, case, ecc.), o avviene tra
un bene immobile e un bene mobile (per
esempio tra una casa e unattivit commerciale), necessaria la forma scritta
(pena la nullit dellatto stesso) e la sua
trascrizione nei pubblici registri (latto
quindi va stipulato presso un notaio); se si
tratta, invece, di una permuta tra beni mobili non necessaria la forma scritta.
Le spese della permuta e gli aspetti iscali. Salvo accordi diversi tra le parti, le spese della permuta sono a carico
di entrambi i contraenti in parti uguali.
Ci si giustiica in considerazione del
fatto che le spese del contratto sono erogate (cio pagate) in funzione del vantaggio di entrambi i contraenti.
Dal punto di vista iscale la permuta
tra beni immobili favorisce un notevole
vantaggio iscale rispetto alla vendita:
infatti, le imposte vengono pagate una
sola volta sullimmobile che d la maggiore imposta (vedi sempre lesempio
qui a ianco). Ci signiica che il costo
dellatto, di fatto, si dimezza.
Permuta di terreni agricoli, prelazione agraria e agevolazioni iscali. La
prelazione agraria nellacquisto di terreni agricoli, ai sensi dellart. 8, comma 2,
della Legge n. 590 del 26/5/1965 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del
9/6/1965 n. 142), non consentita nei
casi di permuta. Questo signiica che se
avviene la cessione di un terreno agricolo in permuta con un altro bene mobile o immobile, leventuale afittuario
coltivatore diretto insediato o il coninante proprietario coltivatore diretto
non possono vantare alcun diritto di
prelazione [1] e neppure il diritto di riscatto. La ragione dellesclusione di questo contratto dal vincolo della prelazione
va individuato nella volont di garantire
allalienante (cio venditore) la realizzazione dellinteresse contrattuale perseguito (cio avere quello speciico bene),
permettendogli di conseguire la propriet del bene proposto in contrapposizione;
bene che dovr essere infungibile, cio
non reperibile da chiunque sul mercato,

69

LEGGI - TRIBUTI - FINANZIAMENTI

come, ad esempio, un terreno a alto valore economico o posto in un luogo di importanza paesaggistica, ecc.
Le agevolazioni iscali per la formazione o larrotondamento (accorpamento) della propriet contadina sono applicabili anche in caso di permuta alla condizione che ambedue i beni oggetto della
permuta, siano terreni agricoli e/o fabbricati rurali, ed entrambi i proprietari possiedano i requisiti richiesti dalla normativa iscale (qualiica di coltivatore diretto,
capacit lavorativa, abitualit e prevalenza dellattivit agricola rispetto ad altre

eventuali attivit lavorative, ecc.). Inoltre per ciascuno dei proprietari la permuta deve essere inalizzata allarrotondamento (allaccorpamento) della propriet preesistente. In questo caso il beneicio iscale costituito da: imposta di registro e ipotecaria in misura issa; esenzione dellimposta di bollo; imposta catastale nella misura dell1%.
Flavio Benati
[1] Sul diritto di prelazione si veda larticolo pubblicato sul n. 11/2005, pag. 63.

Ecco come chiudere le liti con il isco


Entro il prossimo 30 novembre possibile chiudere le liti pendenti (cio le controversie) con il isco. Per esempio, se a seguito di un accertamento stato proposto
il ricorso alla Commissione Tributaria e
si ancora in attesa del giudizio deinitivo, invece di rimanere nellincertezza
dellesito del procedimento si pu concludere la vicenda versando una quota
una tantum. Si procede cio a una specie
di accordo con il isco per risolvere la
controversia senza dover attendere la decisione su chi ha ragione.
Per i contribuenti possibile chiudere i
contenziosi con lAgenzia delle Entrate
di valore ino a 20.000 euro tramite pagamento di determinate somme prestabilite, che qui di seguito elenchiamo:
se limporto della lite inferiore a 2.000
euro, va versato un importo di 150 euro;
se limporto superiore a 2.000 euro
va versata una somma pari al 10% del
valore della lite, qualora lAgenzia delle Entrate sia risultata soccombente
(cio il giudice gli abbia dato torto) nellultima sentenza (per esempio quella di
1 grado); qualora invece sia stato il
contribuente a soccombere (cio se viceversa stato lui a perdere), va invece
versato un importo pari al 50% del valore della lite;
nel caso in cui non vi sia stata inora
alcuna pronuncia da parte dei giudici
per liti superiori a 2.000 euro, si deve
versare un importo pari al 30% del valore della lite.
Per determinare il valore di una lite, si
deve tener conto delle sole imposte oggetto del contendere e non di sanzioni e
interessi. Se invece il contenzioso riguarda solo le sanzioni, il valore dato
dalla somma delle stesse.
Per poter rientrare nelle agevolazioni
sopra citate, le controversie devono essere pendenti di fronte alla Commissione Tributaria o al giudice ordinario (di
ogni grado di giudizio) alla data del 1
maggio 2011.

70

La definizione (cio la chiusura della


controversia) pu avvenire su richiesta
del soggetto che ha proposto latto introduttivo del giudizio (quasi sempre si
tratta del contribuente, che per esempio
ha fatto ricorso contro un avviso di accertamento).
Le somme dovute vanno pagate versando lintero importo entro il 30 novembre 2011. Per il versamento dellimporto va utilizzato lapposito modello F24
versamenti con elementi identiicativi
nel quale indicare il relativo codice tributo 8082 e non pu essere fatto come
compensazione di tributi o contributi a
credito (in altre parole limporto va versato e non pu essere compensato con
crediti in essere riferiti a imposte).
Successivamente, entro il 31 marzo 2012
va inviata per via telematica lapposita
domanda di deinizione, cio lo speciico
modello per chiudere la lite messo a disposizione dallAgenzia delle Entrate.
In caso di pi liti pendenti occorre, per
ciascuna, presentare una richiesta ed effettuare un autonomo versamento.
LAgenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2012 comunicher poi alla Commissione Tributaria (e agli ufici giudiziari competenti) lavvenuta regolare
presentazione della richiesta di pagamento e il versamento di quanto dovuto,
afinch il contenzioso venga dichiarato
estinto. Entro la stessa data verr anche
comunicato leventuale riiuto da parte
dellAgenzia della richiesta di deinizione della lite pendente. Il modello da utilizzare per la richiesta di definizione
delle liti iscali pendenti reperibile nel
sito Internet dellAgenzia delle Entrate
www.agenziaentrate.gov.it
Le liti che hanno i requisiti citati per poter essere deinite vengono sospese ino
al 30 giugno 2012 e ino a tale data sono sospesi anche i termini per ricorsi,
appelli, controdeduzioni e quantaltro.
Daniele Hoffer

Risposte ai lettori
LE AZIENDE AGRICOLE
POSSONO PAGARE O
INCASSARE IN CONTANTI SINO
A UN IMPORTO DI 2.500 EURO
Le imprese agricole hanno delle restrizioni nelle operazioni commerciali.
Lettera irmata
A seguito delle nuove disposizioni introdotte dalla manovra economica di
Ferragosto (contenute nel Decreto Legge
n. 138/2011 e convertito nella legge n.
148/2011 pubblicata sulla Gazzetta Uficiale n. 216 del 16/9/2011) alle imprese
agricole stato ridotto il limite per le operazioni commerciali in contanti: dai precedenti 5.000 euro si passati agli attuali
2.500 euro. In pratica se un agricoltore
deve effettuare dei pagamenti o incassare
cifre superiori a 2.500 euro deve utilizzare ricevute bancarie, assegni non trasferibili o boniici. (Gianluigi Girardi)
SU QUALI SERVIZI
LAZIENDA AGRICOLA DEVE
APPLICARE LIVA AL 21%?
In tutte le attivit dellazienda agricola devo adeguare lIva dal 20 a 21%?
Lettera irmata
Laumento dellIva dal 20 al 21% interessa soltanto quelle imprese agricole che
forniscono i seguenti servizi: agromeccanici, manutenzione di giardini, vendita di vino. (Gianluigi Girardi)

tempo di Censimento
La compilazione del 15 Censimento
generale della popolazione e delle
abitazioni si pu effettuare via Internet (http://censimentopopolazione.
istat.it, digitando la password stampata sulla prima pagina del questionario
recapitato a casa) o utilizzando il modello cartaceo ricevuto, da riconsegnare poi agli Ufici postali o ai Centri di raccolta allestiti dai Comuni. La
compilazione ed eventuale restituzione deve avvenire entro il 31 dicembre
2011 nei Comuni con meno di 20 mila abitanti, entro il 31 gennaio 2012
nei Comuni con popolazione compresa fra 20 mila e 150 mila abitanti ed
entro il 29 febbraio nei Comuni con
pi di 150 mila abitanti. Per qualsiasi
chiarimento si pu chiamare il numero verde gratuito 800 069701.

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Le pagine dei ragazzi

Lo sapete che le piante saltano


gli ostacoli e inseguono la luce?

ari ragazzi,
Per il nostro
sapete tutesperimento
oca
ti che per la vicorrono (1): una
ta della maggior
scatola di cartoparte degli essene (a), del nastro
ri viventi indiadesivo (b), un paio
b
d
spensabile la ludi forbici (c) e, nac
ce. Le piante,
turalmente, alcuni
per esempio, so- 1
semi di fagiolo (d).
no cos sensibili
Ecco come fare
a questo aspetto che
lesperimento. Su
pur di uscire dalun lato corto delle zone dombra
la scatola fate ritasi muovono! Non ci
gliare a mamma o
credete, vero? Impap con le forbici
magino che qual- 2
una nestrella (2).
cuno potr aveDa unaltra scare qualche dubbio sultola ritagliate un
lutilit della luce nel mondo ve- cartoncino e appligetale, perch i semi piantati sot- catelo alla scatola di
to terra al buio germogliano co- prima con il nastro
munque. Dopo lesperimento che adesivo, in modo da
andiamo a proporvi, capirete pe- creare una piccola
r che i semi germogliano anche parete interna divial buio, ma per crescere bene le soria (3). La parepiante hanno bisogno di luce.
te interna serve per 4

dimostrare che le
piante sono in grado
di muoversi aggirando
gli ostacoli.
A questo
punto pren- 3
dete un bicchiere di carta o un vasetto di vetro e dopo aver messo
un po di terriccio deponete due o
tre semi di fagiolo (4), che andrete a coprire con altro terriccio. Tenetelo umido, aggiungendo di tanto in tanto un po dacqua (5), e vedrete che dopo tre giorni i semi
cominciano a

Ora vi spiego perch il Martin pescatore chiamato cos

artino era un uccellino che viveva in una verde vallata in cui


pascoli e prati si alternavano a boschetti, siepi e corsi dacqua. Tutti gli anni era solito allevare almeno
tre nidiate e sfamare i suoi glioli con
tutto ci che oriva lambiente. Nella
nidiata primaverile Martino portava A
ai suoi piccoli succulenti vermi e teneri germogli. In estate, invece, nutriva i gli della
seconda covata con larve e insetti, mentre nellultima nidicazione di settembre riusciva a
sfamare la prole con bacche e frutti.
Un anno, per, una terribile carestia si abbatt sulla valle e Martino si disper perch non riusciva a sfamare la sua famiglio-

72 Le pagine dei ragazzi

la. Preso dallo sconforto, implor il Signore


perch lo aiutasse. Il buon Dio ebbe compassione e gli disse: Vai al ume, tuati e
catturerai pesci per te e per i tuoi gli.
Cos Martino vinse la paura dellacqua e si
tu. Molti pesciolini furono pescati (A)
e portati ai pulcini (B) che dimostrarono
di gradire il nuovo cibo. Da allora Martino venne chiamato il pescatore! Il piccolo uccellino per ringraziare il Signore volle colorarsi le
ali come lazzurro del cielo e cos cerc un arcobaleno e, scelto il
suo colore, vi si tu tingendosi
le piume per sempre.
Maurizio Bonora
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Lintervista impossibile a un pavone

germinare (6).
Dopo la germinazione ponete il vasetto con
i fagioli nella scatola che
avete preparato (7), chiudetela con il suo
coperchio e
mettetela in
un luogo dove la luce pu
passare dal- 7
la finestrella. Tenete regolarmente inumidito il terriccio (le piante hanno bisogno di acqua) e, dopo quattrocinque giorni, vedrete che i fagioli iniziano a seguire la via della luce cercando di evitare lostacolo della parete
di cartone
che abbiamo messo
in mezzo (8).
Dopo una
settimana le
piantine di
fagiolo hanno gi raggiunto la
finestrella (9) e dopo una decina di giorni eccole spuntare dalla scatola (10), nalmente alla luce!
Vi piaciuto lesperimento? Potete proporlo alla vostra maestra e
scoprire con lei tanti altri aspetti che riguardano la vita delle piante,
come ad esempio la ne10

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

el cortile di una casa colonica vicino alla nostra ho visto un pavone con la sua meravigliosa coda tenuta a ventaglio. Ho subito chiesto ai proprietari, che tra laltro sono amici dei
miei genitori, se potevo intervistarlo.
Ciao pavone, come sei bello! Puoi dirmi quanto pesi e quanti anni puoi vivere?
Posso vivere tranquillamente no a 25 anni e il mio peso varia
tra i 6 e gli 8 kg. Le femmine, invece, arrivano a 3-4 kg.
Hai dei colori molto vistosi, come quelli degli uccelli esotici.
Per caso vieni da terre lontane?
Hai visto giusto! La nostra patria dorigine
India
lAsia, pi precisamente India, Giava e Sri
Lanka. Per la nostra bellezza siamo stati portati in Europa quasi 2.500 anni fa.
Ti piace vivere nei giardini e nelle fattorie
Sri
o preferiresti essere libero nei boschi?
Lanka
Giava
I nostri fratelli selvatici vivono nei boschi, ma
in Asia hanno a disposizione ambienti molto ampi. In Europa e in Italia con la mia coda cos lunga e vistosa non
sfuggirei ai predatori come volpi, martore e faine. Preferisco, quindi, la
tranquillit della fattoria, dove non ho nemici e ho cibo a volont.
Cosa ti piace mangiare?
Mangio di tutto, proprio come le galline: granaglie varie, frutti, avanzi di cucina e tutto ci che il pascolo ore, come vermi, insetti e perno le bisce, che so cacciare con abilit.
Sei bellissimo con la coda aperta a ventaglio. A cosa serve?
il mio modo di mettermi in mostra e per far vedere che per portare una coda di 170 cm sono anche forte e robusto. Insomma, lo faccio per corteggiare la mia futura moglie.
Quindi solo voi maschi avete la coda lunga... ma riuscite a volare lo stesso con delle penne cos ingombranti?
Noi pavoni non siamo dei grandi volatori e preferiamo correre e
camminare, ma alloccorrenza riusciamo a volare sugli alberi e sui
tetti delle case anche di tre piani.
Quante uova fa la tua compagna?
Depone dalle 6 alle 10 uova, che cova per circa un mese.
Mi piacerebbe avere una coppia di pavoni nel cortile. Magari
quando nascono i tuoi pulcini posso prenderne qualcuno... Intanto ti saluto... a presto!
Marta
cessit dellac- rimenti e delle vostre conclusioqua. Buon lavoro ni, saremo ben lieti di leggere i
e, se volete met- vostri resoconti!
terci a conoscenza dei vostri espeMaurizio Bonora
Le pagine dei ragazzi 73

FIERE E MANIFESTAZIONI
Gli abbonati che trovano motivi di insoddisfazione nei servizi Carta Verde sono pregati
di darne comunicazione scritta a:
Edizioni LInformatore Agrario - Servizio
Carta Verde - C.P. 443 - 37100 Verona.
I D AT I Q U I R I P O R TAT I D I O G N I S I N G O L A M A N I F E S TA Z I O N E S O N O A G G I O R N AT I A L 1 3 - 1 0 - 2 0 1 1

LOMBARDIA
CODOGNO (LODI) - 221 Fiera autunnale di Codogno
Allinterno della 221 edizione della Fiera
autunnale di Codogno, si svolge marted
15 e mercoled 16 novembre, presso il quartiere Fieristico G. Vezzulli (Viale Medaglie dOro, 1 - Codogno/Lodi), la Fiera
agricola, Rassegna di zootecnia, allevamento del bovino da latte e del suino. Sono
inoltre allestiti padiglioni per lesposizione
suinicola, una mostra autunnale interregionale del bovino da latte (vacca Frisona) e di
razze da carne. Vi si trovano anche conigli,
caprini, ovini, razze avicole, una imponente
rassegna equina con spettacoli equestri e inine una mostra di macchine agricole per la
lavorazione della terra e la loricoltura.
Supericie espositiva: 45.000 m2.
Orario di apertura al pubblico: marted dalle ore 12 alle 21, mercoled dalle ore 9 alle
17, orario continuato.
Ingresso: euro 6,00.
Come arrivare in auto: autostrada A1 con
uscita a Piacenza Nord; usciti dal casello autostradale svoltare a destra in direzione Codogno-Milano sulla S.S. 9. Dopo circa 7 km
prendere luscita di Codogno (zona industriale) e imboccare Viale dellIndustria.
Parcheggio: sono disponibili parcheggi pubblici, gratuiti, situati in zona industriale a
circa 500 metri dalla iera.
Per informazioni: Comune di Codogno (Lodi) - Uficio Fiera - Tel. 0377 314269 - Fax
0377 36807.
Internet: www.ieracodogno.it

VE N E T O
VERONA - 113 Fieracavalli
Dal 3 al 6 novembre si svolge, presso il
quartiere fieristico di Veronafiere, la 113
edizione di Fieracavalli. Per tutte le informazioni su questa manifestazione si veda larticolo pubblicato sul n. 10/2011 a pag.
53, contenente anche la pianta generale della iera e un coupon per lo sconto sul biglietto dingresso per gli abbonati.

TO S C A N A
AREZZO - 10 edizione di AgrieTour
Agriturismi, tour operator, fornitori e territori
rurali si incontrano alla 10 edizione di AgrieTour, Salone nazionale dellagriturismo,
dall11 al 13 novembre presso Arezzo Fiere
e Congressi.
In contemporanea ad AgrieTour si svolge
Agriener, Salone dedicato al settore delle

74

Durante Fieracavalli (che si tiene a Verona dal 3 al 6 novembre) Vita in Campagna


organizza una mostra di attrezzature per il
lavoro nei campi con i cavalli
energie rinnovabili.
Nel corso della manifestazione, che pone in
primo piano i territori rurali dItalia, sono organizzati seminari, degustazioni, tavole rotonde e ricerche di mercato.
Tra le numerose occasioni di intrattenimento sono da ricordare il Festival della cuci-

na contadina, le aree tematiche, le degustazioni e le dimostrazioni pratiche per entrare a diretto contatto con il mondo della vita
in campagna.
presente alla manifestazione lo stand di Vita in Campagna con un proprio rivenditore.
Gli abbonati, presentando la Carta Verde, usufruiscono di uno sconto speciale sul
prezzo di copertina dei prodotti editoriali
delle Edizioni LInformatore Agrario.
Supericie espositiva: circa 15.000 m2.
Orario continuato di apertura al pubblico:
dalle ore 9,30 alle 19.
Ingresso: riservato agli operatori del settore
venerd 11 novembre; il pubblico pu accedere sabato 12 e domenica 13 novembre a
euro 5,00; euro 3,00 per gli abbonati che
presentano la Carta Verde .
Come arrivare in auto: autostrada A1 con uscita ad Arezzo, a circa 6 km dalla manifestazione.
Parcheggio: possibile sostare, gratuitamente, nello spazio antistante Arezzo Fiere e
Congressi, in Via Spallanzani, 23.
Per informazioni: AgrieTour - Arezzo Fiere
e Congressi - Tel. 0575 9361 - Fax 0575
383028. E-mail: info@agrietour.it
Internet: www.agrietour.it

Altri appuntamenti del mese


I colori e i sapori dellautunno in vetrina
a Tuttomele. La 32 edizione di Tuttomele,

Rassegna regionale sulla frutticoltura, gastronomia, turismo, commercio e artigianato locale,


si svolge a Cavour (Torino) da sabato 5 a domenica 13 novembre. Arricchiscono il programma della manifestazione molti eventi tra i
quali Expomela, esposizione delle migliori
qualit di mele, e Il gusto della mela, a cura
di Slow Food, degustazioni di sidri, distillati e
trasformati di frutta, oltre alle tradizionali frittelle di mele con laggiunta di attivit didattica
formativa rivolta alle scuole per una corretta
alimentazione e laboratori del gusto.
Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, a Procavour - Tel. 0121 68194
- Fax 0121 462426 - Internet: www.cavour.info

Autumnia - agricoltura, alimentazione, ambiente. La 13 edizione di Autum-

nia - agricoltura, alimentazione, ambiente, Fiera dei prodotti e delle specie animali tipiche del Valdarno (fagiolo zolino, olio, vino, pollo del Valdarno, bovini di razza Chianina, ecc.) si svolge, da venerd 11 a domenica 13 novembre, nel centro storico di Figline Valdarno (Firenze).
Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, al Comune di Figline Valdarno
(Firenze) - Tel. 055 91251 - 055 9125213-4 - Internet: www.autumnia.it

Fiera del porro di Cervere. A Cervere (Cuneo) dal 12 al 27 novembre si svolge la


32 edizione della Fiera del porro di Cervere. Da oltre trentanni Cervere ha fatto di
questo ortaggio, che porta il suo nome, la propria bandiera gastronomica. Dal 1980 la
iera si articola in una sezione di Mostra mercato, dove il consumatore pu ammirare e
acquistare direttamente il prodotto, e una sezione gastronomica, dove viene servito un
men rigorosamente a base di porro di Cervere.
Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, alluficio manifestazioni Comune di Cervere - Tel. 0172 471000 - Fax 0172 474833 - Internet: www.porro-cervere.cn.it
San Martino in cantina. Ritorna, domenica 13 novembre, per il quarto anno con-

secutivo, nelle cantine socie del Movimento turismo del vino, in tutta Italia lappuntamento autunnale San Martino in cantina. In questa occasione le cantine sono aperte
per condividere con i tantissimi appassionati la gioia del vino nuovo, il cosiddetto novello, e dei grandi vini da invecchiamento alla loro prima uscita, in abbinamento a
prodotti di stagione.
Per informazioni, telefonare citando Vita in Campagna, alla segreteria nazionale Movimento turismo del vino - Tel. e fax 075 9889529 - Internet: www.movimentoturismovino.it

VITA IN CAMPAGNA 11/2011

PUBBLICAZIONI CONSIGLIATE

Storie di vita
e di giardinaggio
Dai diamanti non nasce niente. Storie di
vita e di giardini di Serena Dandini, edito
da RCS Libri - Milano; 2011; formato cm
1724, pagine 336 illustrate con 15 tavole
a colori. La pubblicazione in vendita nelle
migliori librerie; euro 19,00.
Dal 12 al 13 novembre si svolgono a S. Egidio alla Vibrata (Teramo) la 10 Mostra
avicola e la 27 Mostra colomboila

A BRUZ Z O
S. EGIDIO ALLA VIBRATA (TERAMO) - 10 Mostra avicola e 27 Mostra colomboila
Dal 12 al 13 novembre si svolgono, presso il
Centro ieristico di S. Egidio alla Vibrata (Teramo), la 10 Mostra avicola e la 27 Mostra colomboila, organizzate rispettivamente dalla Samasa (Selezione abruzzese marchigiana di avicoli e selvaggina amatoriale) e
dallAcap (Associazione colomboila allevatori piceni). Levento prevede lesposizione
di animali da cortile di razza pura.
Supericie espositiva: 3.000 m2.
Orario continuato di apertura al pubblico:
sabato 12 dalle ore 9 alle 21, domenica 13
dalle ore 9 alle 19.
Ingresso: gratuito.
Come arrivare in auto: autostrada A14, con
uscita a San Benedetto del Tronto; poi superstrada Ascoli Piceno-Mare, in direzione Ascoli Piceno, con uscita a Castel di Lama da dove si prosegue per S. Egidio alla Vibrata.
Parcheggio: per 1.000 posti auto, gratuito,
situato allinterno del quartiere ieristico.
Per informazioni: Giannetti Tonino - Tel.
0735 634351 - Cell. 328 8444485.
Internet: www.samasa.it

CORSI

Giardinaggio
Il Turin Garden di Torino organizza a novembre un corso di giardinaggio pratico sulle piante dappartamento, verdi e da iore
(rinvasi, terricci, concimi, malattie, cure, ecc.)
per gli appassionati del verde. Costo del corso: euro 72,00 (per un totale di quattro ore).
Per informazioni telefonare, citando Vita in Campagna, allo 011 8610032 - 011
8610467.

Apicoltura
LAssociazione apicoltori della Comunit
Montana dallAstico al Brenta organizza da
novembre a dicembre, presso la propria sede di Breganze (Vicenza), il 21 Corso di
apicoltura. Il corso gratuito (per un totale
di 5 lezioni).
Per informazioni telefonare, citando Vita in
Campagna, allo 0445 873607.
VITA IN CAMPAGNA 11/2011

Non un saggio, non un manuale, non


una biograia ma al contempo anche
tutte queste cose. Un libro di facile lettura,
scritto con competenza e simpatia, che permette di conoscere e di accrescere
la propria cultura del verde. La
sua lettura, infatti, permette di effettuare un viaggio appassionante e appassionato
nel pianeta giardino, lungo percorsi che attraversano storia,
continenti e differenti culture.
Lautrice, la
nota conduttrice televisiva Serena Dandini,
ci racconta di lei e del suo amore per il giardinaggio, ma lo fa narrandoci al contempo
dei giardini del mondo (dallItalia alla Gran
Bretagna, dalle Hawaii alla Cina) e trasmettendoci le regole base per la cura del verde
(ma anche per difendere lambiente, la libert e la democrazia). Lo fa prendendo spunto dai personaggi che del giardinaggio hanno
costituito la storia (da Paolo Pejrone a Vita
Sackville-West) o che, famosi per altre cose,
ne sono stati grandi estimatori (qui la lista
lunga, e va da grandi imperatori e regine, a
politici, attori e cantanti).
A completare il volume alcune appendici
utili che rendono possibile a chi lo desidera
proseguire autonomamente il viaggio nelluniverso giardinaggio intrapreso grazie alla penna della Dandini: unestesa bibliograia di riferimento, un indice delle piante trattate (comprese le variet), una guida ai luoghi citati. (S.F.)

Alimentazione
101 buoni alimenti che si prendono cura di
noi di Pier Francesco Lisi, edito da Newton
Compton Editori Roma; 2011; formato cm 13,521; pagine 224. La pubblicazione, priva di illustrazioni, in vendita presso le migliori
librerie; euro 9,90.
Nel libro vi sono 101 schede dedicate ad altrettanti alimenti, dallacqua alla zucchina.

In realt sono anche pi di 101 perch alcuni capitoli sono dedicati a pi alimenti, come per esempio i cereali minori o i legumi minori.
Per ogni alimento viene proposta una
scheda che spiega perch quellalimento fa
bene e fornisce consigli per lacquisto, la
conservazione in casa, la preparazione e il
consumo a tavola. Ci sono poi curiosit, notizie storiche, cenni sulle antiche variet di
frutta e verdura e sui prodotti Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Idicazione geograica protetta).
In chiusura sono proposte 30 ricette: si va
dallinsalata di arance rosse e aringhe al risotto con la zucca, passando per gli spaghetti con alici e pecorino, lacquacotta o il riso
nero Venere con gamberi. (Red.)

Ultimi arrivi in redazione


Sentire laria di Andrea Taglier e Manuele Cecconello, realizzato da Prospettiva Nevskij - Biella; 2011. La pubblicazione
consta di 160 pagine interamente illustrate
da fotograie a colori, contiene al suo interno anche un ilm su dvd. La richiesta pu essere fatta a: ordini@prospettivanevskij.com
oppure al 335 6464189; euro 55,00.
Emozioni a sei zampe di Aldo La Spina, edito da AAM Terra Nuova - Via Ponte di Mezzo, 1 - 50127 Firenze - Tel. 055
3215729 - Fax 055 3215793; 2011. La pubblicazione consta di 195 pagine, prive di illustrazioni; euro 13,00.
Il pane di ieri di Enzo Bianchi, edito da
Giulio Einaudi Editore - Torino; 2010. La
pubblicazione consta di 114 pagine, prive di
illustrazioni, ed in vendita nelle migliori librerie; 9,50 euro.
Archeologia arborea, diario di due cercatori di piante di Isabella e Livio Dalla Ragione, edito da Ali&no Editrice - Str. Trasimeno Ovest, 165/C5 - 06132 Perugia - Tel.
075 7921684 - Fax 075 7921685; 2011. La
pubblicazione consta di 167 pagine illustrate
con 118 fotograie a colori; euro 16,00.
Il giardino del castello a cura di Clelia
Arnaldi di Balme, edito da Electa - Milano;
2011. La pubblicazione consta di 80 pagine
con 56 illustrazioni a colori e pu essere acquistata presso il Bookshop del Museo Civico di Arte Antica - Palazzo Madama - Piazza
Castello - 10122 Torino - Tel. 011 4433501;
euro 12,00.
Eva e la rosa - Storie di donne e regine
di iori di Claudia Gualdana, edito da Vallecchi - Via Maragliano, 31 - 50144 Firenze
- Tel. 055 324761 - Fax 055 3215387; 2011.
La pubblicazione, priva di illustrazioni, consta di 200 pagine; euro 12,00.
Quattro animali in viaggio di Piero Bossi e Linda De Angelis, edito da
Mauro Pagliai Editore - Via Livorno,
8/32 - 50142 Firenze - Tel. 055 737871;
2011. La pubblicazione consta di 151
pagine illustrate con 13 foto in bianco e
nero; euro 10,00.
Le stagioni del maestro giardiniere di Carlo Pagani e Mimma Pallavicini
edito da Antonio Vallardi Editore - Milano; 2011. La pubblicazione consta di 252
pagine illustrate con 16 fotograie a colori; euro 14,90.

75

ANNUNCI ECONOMICI
Gli abbonati possono disporre
di un annuncio gratuito allanno di circa 25 parole utilizzando
il coupon riportato nello Speciale Servizi e Vantaggi per gli
Abbonati allegato al n. 2/2011
(scrivere il testo a macchina o in
stampatello). Annunci successivi sono a pagamento; si prega di
utilizzare il modulo pubblicato a
pag. 84 del n. 10/2011. Per ulteriori informazioni telefonare allo 045 8057511. La scelta degli
annunci da pubblicare a discrezione delleditore.

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Cilindri (n.)/disposizione

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3,49
1,96
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11.309 (240/250)
testacalda/acqua
1/orizzontale
6/2
2/14,1
60 (75)

di William

Un gruppo
di arnie: lapiario

Fotografia

Ciclo/raffreddamento
Cilindri (n.)/disposizione
AV/RM
Numero marce
(km/ora)
Velocit min/max
(litri)
Serb. carburante
Pneumatici ant./post.
(m)
Lunghezza max
(m)
Larghezza max
Altezza max (m)
Passo (m)
Peso (kg)
(inizio/fine)
Anno produz.
Unit prodotte
Prezzo lire (anno)

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i favi

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2,9/14,3
50
6.50-20/16.9-30

3,7
1,8
1,7
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Potenza (CV/giri)
Combustibile 3
(ale./corsa) (mm)
Cilindrata cm

Le uova e le
larve: la covata

Numero marce AV/RM


Velocit min/max
(km/ora)
Serb. carburante
(litri)
Pneumatici ant./post.
Lunghezza max
(m)
Larghezza max (m)
Altezza max (m)
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Husqvarna 562 XP, 560 XP, 555.


La nuova era delle motoseghe .
Husqvarna 562 XP, 560 XP e 555 rappresentano la pi grande innovazione in materia di motoseghe degli ultimi 50 anni.
Si tratta di tre modelli allavanguardia, nati da un concetto completamente nuovo e dotati di tutte le conquiste tecnologiche Husqvarna. Le
nuove motoseghe gestiscono la carburazione in maniera completamente automatica: loperatore risparmia tempo e carburante aumentando la
produttivit del proprio lavoro. Massima potenza ed efficienza, manovrabilit ed ergonomia rivoluzionarie, senza alcun compromesso.
HUSQVARNA 562 XP, cilindrata 59.8 cm - potenza 3.5 kW - peso 5.6 kg - lunghezza barra 15-28 - passo catena 3/8
HUSQVARNA 560 XP, cilindrata 59.8 cm- potenza 3.5 kW - peso 5.4 kg - lunghezza barra 13-24- passo catena .325
HUSQVARNA 555, cilindrata 59.8 cm- potenza 3.1 kW - peso 5.4 kg - lunghezza barra 13-24- passo catena .325

AUTOTUNE. Gestisce la carburazione in maniera automatica in base ad


altitudine, umidit, temperatura, qualit
del carburante e condizioni del filtro aria.

X-TORQ. Consente una coppia


elevata anche a bassi regimi, consumi di
carburante ridotti del 20% ed emissioni
ridotte fino al 75%.

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Il corpo macchina stato ridotto in larghezza ed altezza: la motosega pi facile
da maneggiare e non affatica loperatore.

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RIDOTTE. Le parti in movimento
come volano, albero motore e pistone
sono pi leggere e garantiscono la migliore manovrabilit possibile.

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