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UNIT DI APPRENDIMENTO DI MUSICA

Primi elementi armonici. Utilizzo di accordi (bicordi) in semplici melodie


di tonalit maggiore.

ANNO SCOLASTICO 2008/2009

DESTINATARI : classe II

COLLEGAMENTI INTERDISCIPLINARI:
Area Logico Matematica

OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO:


Dal mondo delle categorie empiriche al mondo delle categorie formali.
Favorire lacquisizione delle coordinate spaziali nellambito musicale, la
musica vista non solo come processo orizzontale (melodico) ma anche
verticale (armonico).
Come si usano quindi gli accordi sia tecnicamente (processo musicalematematico) e sia esteticamente (processo musicale-storicoletterario).
OBIETTIVI FORMATIVI:
Padroneggiare le prime nozioni sulla tonalit maggiore inserita in una
scala maggiore.
Impossessarsi quindi delle competenze metodologiche e lessicali per la
lettura e decodificazione degli accordi.

Lettura, descrizione, rappresentazione e interpretazione delle armonie in


semplici partiture.

FASE PRE-ATTIVA
OSA (CONOSCENZE) :
Conoscere tono e semitono con i quali si compongono gli intervalli di terza.
Conoscere gli intervalli di terza maggiore e minore con i quali si
compongono gli accordi.
Conoscere primi essenziali partiture anche di musica pop o jazz
Conoscere le pi semplici sigle accordali.

OSA (ABILIT):
Saper riconoscere i toni e i semitoni allinterno di una scala musicale.
Saper riconoscere gli intervalli di terza maggiore e minore
Sapere riconoscere il primo quarto e quinto grado di una tonalit o di una
scala.
Saper osservare e confrontare gli accordi maggiori e minori.
Saper utilizzarli armonizzando la scala maggiore.
Saper posizionarli sotto semplici melodie di tre quattro o cinque suoni.

TEMPI: Marzo 2009

PREREQUISITI:
Capacit di lettura musicale, che significa avere:
capacit essenziale di orientamento nello spazio pentagrammato
conoscenza di elementi di base di teoria
comprensione delle principali interrelazioni tra i suoni
capacit di ascolto;
padronanza orale e scritta (strumentale)
capacit di riconoscimento grafico e simbolico (sigle accordali).

CONTENUTI:
Le armonie: semplici strutture accordali.

METODOLOGIA E TECNICHE DIDATTICHE:


osservazione indiretta;
percorso attivo di scoperta;
conversazione e confronto;
formulazione di ipotesi di lavoro;
creazione di schemi accordali;
letture e interpretazione di semplici partiture musicali.

MEZZI E STRUMENTI:

Partiture;
estratti di partiture ridotte ad elementi accordali
partiture jazzistiche
canzoni di musica pop
software musicali;
audiovisivi;
strumenti letterari linguistici.

VERIFICHE:
costituisce unimportante prova di verifica una sufficiente sicurezza di
lettura degli accordi inseriti in una semplice armonizzazione della scala.
Somministrazione di schede di verifica che ripercorrono i concetti
principali relativi agli intervalli;
Schede con completamento di accordi (con note mancanti);
Schede con correzione di accordi (con note errate);
questionari;
riproduzione strumentale;
descrizioni di sigle accordali e loro realizzazione grafica e/o strumentale

VALUTAZIONE :
diagnostica; formativa; sommativi
riferita alla frequenza, partecipazione collaborazione,
confrontare e classificare gli intervalli e gli accordi

capacit di

FASE ATTIVA

METODOLOGIA E CONTENUTI
Linsegnante invita lalunno allosservazione della scala musicale e della
distribuzione intervallare (toni e semitoni), e pone alcune domande volte a
focalizzare lattenzione sulla ripartizione degli stessi: Dove sono
posizionati i semitoni? A quali gradi corrispondono?

Lalunno cos stimolato a discutere ed a far emergere la difficolt di


riconoscimento dei semitoni soprattutto in tonalit con una o due
alterazioni in un territorio morfologicamente pi scosceso.

Linsegnante passa poi ad isolare i toni ed i semitoni per la spiegazione


degli intervalli di terza passando velocemente da quelli di seconda.
Invita lalunno a sentire anche musicalmente la differenza sonora
fra un suono pi triste (intervallo di 3 minore) ed uno pi gaio
(intervallo di 3 maggiore)

far provare il ragazzo allo strumento egli

stesso le stesse sensazioni. Poi si passer alla spiegazione pi teorica cio

che lintervallo di terza maggiore ha una struttura formata da 2 toni


mentre laltro formato da un tono ed un semitono.

Stessa cosa si far con gli accordi che verranno trattati prima
empiricamente facendo ascoltare il suono gioioso di un accordo maggiore
ad uno pi triste di un accordo minore e diminuito.
Poi si passer alla fase teorica con la distinzione in base alle terze dei
suddetti accordi:
accordo maggiore terza maggiore e minore

accordo minore terza minore e maggiore

accordo diminuito terza minore e minore

Passo successivo sar quello di collocare gli accordi sotto i gradi della scala
maggiore e di far ragionare lallievo su come e quali siano le armonie pi
importanti allinterno di una tonalit.

Quali i gradi degli accordi pi ricorrenti, tutto questo supportato da


esempi tratti da qualsiasi tipo di partitura musicale significativa, dalla
quale poter estrapolare esempi accordali.
Da qui in avanti si potr sperimentare in via del tutto empirica la
collocazione di accordi sotto semplici melodie come Fra Martino, Jingle
Bells etc etc per poi passare con laiuto dellinsegnante allarmonizzazione
di melodie un po pi complesse.

In questo modo lalunno potr imparare a gestire gli accordi anche qui
prima da un punto di vista empirico (suonare ad orecchio), e poi trovando
con

laiuto dellinsegnante le motivazioni armoniche che sottostanno

alluso degli accordi. Questo di fondamentale importanza per la crescita


musicale del ragazzo: luso dellorecchio che non va demonizzato come
spesso succede negli ambienti accademici, ma soltanto integrato con le
giuste conoscenze teoriche.