Sei sulla pagina 1di 4

Ambiente, il grande infermo

Notiziario informativo delle provincie di Cremona,


Mantova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia
Aprile 2016

n 7/73

SOMMARIO

17 APRILE - REFERENDUM 1.... 2


Il VOTA SI del WWF ........... 2
Il VOTA SI di Legambiente 2
IL VOTA SI di Italia Nostra ... 2
IL VOTA SI di Greenpeace ... 2
17 APRILE - REFERENDUM 2 .... 3
Il parere del Presidente della
Corte Costituzionale ............. 3
Il parere del prof. Ainis (... e
Renzi pure nellillegalit) .. 3
Limportanza del voto come
diritto e dovere civico .......... 3
17 APRILE - REFERENDUM 3 .. 4
Per un voto certamente consapevole .............................................. 4
Cosa sapere per convincersi ad
andare a votare ...................... 4
Il referendum sulle trivellazioni:
pro e contro .............................. 4

QUALIT DELLARIA
DI IERI (ARPA LOMBARDIA)

cliccare qui

e
l
a m
i
c
u
e
d
p
n
S re
e
f
re

Pagina 2

Ambiente, il grande infermo

17 APRILE
REFERENDUM 1

Le tante ragioni del SI


e quelle debolissime del NO

Per un voto certamente consapevole


Loggetto del referendum del 17 aprile sono solo le trivellazioni che effettuate entro le 12 miglia marine (che
corrispondono a circa venti chilometri). Non sono quindi la maggior parte delle trivellazioni in acque italiane,
complessivamente 66 e collocate soprattutto oltre le 12 miglia, e dunque fuori dal referendum. Parliamo solo di quelle localizzate entro le
12 miglia. In tutto sono 21: 7 in Sicilia,
5 in Calabria, 3 in Puglia, 2 in Basilicata, 2 in Emilia Romagna, 1 nelle Marche, 1 in Veneto. Cosa succede dopo i

40/45 anni? Secondo la normativa


vigente oggi scaduta la concessione
finisce la trivellazione. Il provvedimento del governo Renzi, cio la
norma inserita nella legge di stabilit,
dice che anche quando il periodo
concesso finisce, lattivit pu continuare fino a che il giacimento non si
esaurisce. I referendari chiedono che
questa novit sia cancellata e si torni
alla scadenza naturale delle concessioni.
Per saperne di pi,
cliccare qui

Cosa sapere per convincersi ad


andare a votare
Il 17 aprile si voter sulle trivelle. Il
referendum stato voluto da 9 Regioni, Basilicata, Calabria, Campania,
Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto, preoccupate per le
conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo di un maggiore
sfruttamento degli idrocarburi. Non
propone un alt immediato n generalizzato. Chiede di cancellare la norma
che consente alle societ petrolifere
di estrarre gas e petrolio entro le 12
miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Come per altri referendum, il quesito appare di portata

limitata ma il significato della consultazione popolare pi ampio: in


gioco ci sono il rapporto tra energia
e territorio, il ruolo dei combustibili
fossili, il futuro del referendum come strumento di democrazia. La
domanda che si trover stampata
sulle schede "Volete che, quando
scadranno le concessioni, vengano
fermati i giacimenti in attivit nelle
acque territoriali italiane anche se
c' ancora gas o petrolio?"
Per saperne di pi,

cliccare qui

Il referendum sulle trivellazioni: pro e


contro
Per cosa andremo a votare il 17 aprile,
spiegato bene: si parla degli impianti che
esistono gi i nuovi sono vietati in ogni
caso e quelli per il S dicono che un
"voto politico". Per la prima volta nella
storia della Repubblica, il prossimo 17
prossimo gli elettori italiani saranno
chiamati a votare a un referendum richiesto dalle regioni, invece che come
di solito avviene tramite una raccolta
di firme. Si tratta del cosiddetto referendum No-Triv: una consulta-

zione per decidere se vietare il rinnovo


delle concessioni estrattive di gas e
petrolio per i giacimenti entro le 12
miglia dalla costa italiana. Il referendum, quindi, non riguarda il divieto di
effettuare nuove trivellazioni, che
sono gi vietate entro le 12 miglia e
continueranno a essere permesse
oltre questo limite anche in caso di
vittoria dei s.
Per saperne di pi,
cliccare qui

a cura del Circolo culturale AmbienteScienze

Lesito
del referendum sar valido solo se
andranno a votare
il 50 per cento pi
uno degli aventi
diritto al voto.

RISCALDAMENTO
GLOBALE

Ambiente, il grande infermo

Pagina 3

Le tante ragioni del SI

Il VOTA SI del WWF


E la prima volta che nella storia
dItalia istituzioni e cittadini si troveranno fianco a fianco in un referendum che vuole liberare il nostro mare
dalle servit petrolifere e emancipare
il Paese dai combustibili fossili. Il prossimo 17 aprile si svolger il referendum sul tema della ricerca e della estrazione di idrocarburi. In caso di vit-

toria del SI sarebbe cancellata la


norma che consente alle societ petrolifere, che abbiano gi i permessi o
le concessioni, di estrarre senza limiti
di tempo gas e petrolio entro larea
delle 12 miglia dalla nostra costa.
Per saperne di pi, cliccare qui

Il VOTA SI di Legambiente
Oltre il danno la beffa. Le riserve su
cui punta il Governo non sono in alcun modo direttamente collegate al
soddisfacimento del fabbisogno energetico nazionale. Qualora lo fossero le
riserve certe presenti sotto il mare
italiano sarebbero in grado di soddisfare il fabbisogno energetico del
nostro Paese per 7 settimane per il
petrolio e 6 mesi per il gas. Gli idro-

carburi in Italia appartengono al patrimonio dello Stato, ma lo Stato attraverso le concessioni lo cede in realt alle
societ petrolifere. Saranno queste poi
a deciderne la destinazione finale, con
la possibilit di rivenderlo allo Stato
italiano
Per saperne di pi, cliccare qui

Il VOTA SI di Italia Nostra


Rischi geologici ambientali, produzione di rifiuti pericolosi, inquinamento
del suolo, sottosuolo, acque superficiali e profonde e risorse idriche di
primaria importanza, solo 402 milioni
di euro nel 2014 di royalties di concessione a fronte di un utile
dellattivit estrattiva di ben 7 miliardi, saldo negativo di nuova occupazio-

ne. Un seminario dellAssociazione


evidenzia le motivazioni economiche
e tecnico-scientifiche che confermano il parere negativo sulle attivit di
estrazione di gas e idrocarburi .

Per saperne di pi, cliccare qui

Il VOTA SI di Greenpeace
S, perch puntare tutto sulle poche
gocce di petrolio presenti sotto i
nostri fondali vuol dire condannare il
Paese alla dipendenza energetica
dalle fonti fossili e dallimport, danneggiare il turismo, la pesca e le
economie costiere, penalizzare le
fonti rinnovabili. Affidarsi ai petrolieri vuol dire non far crescere

loccupazione, tenere le casse pubbliche a secco, smentire gli impegni


che lItalia ha preso dinanzi al mondo intero per la salvaguardia del
clima. un fallimento certo.

Per saperne di pi, cliccare qui

a cura del Circolo culturale AmbienteScienze

17 APRILE
REFERENDUM 3

Ambiente, il grande infermo

Pagina 4

Andare a votare un dovere

Il parere del Presidente della Corte


Costituzionale
Ogni cittadino libero di farlo nel
modo in cui ritiene giusto. Ma credo
si debba partecipare al voto: significa
essere pienamente cittadini. Fa parte
della carta d' identit del buon cittadino. Lo ha detto il presidente della
Corte Costituzionale, Paolo Grossi. Al
referendum sulle trivelle "si deve
votare: ogni cittadino e' libero di farlo
nel modo in cui ritiene giusto. Ma
credo si debba partecipare al voto:
significa essere pienamente cittadini.
Fa parte della carta d' identita' del
buon cittadino". Lo ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Pao-

lo Grossi, interpellato nella conferenza stampa dopo la relazione annuale della Corte nel 2015. Il presidente
della Corte Costituzionale ha detto:
La Corte costituzionale un organo formalmente estraneo al sistema
della tripartizione dei poteri, ma sostanzialmente dotato di compiti di
'giustizia', pi che solo di stretta giurisdizione, esso svolge come una funzione 'respiratoria' dell'ordinamento,
indispensabile nella dimensione costituzionale della convivenza.
Per saperne di pi, cliccare qui

Il parere del prof. Michele Ainis


( e Renzi pure nellillegalit)
non affatto sicuro
che questo
referendum ci
interroghi su questioni
trascurabili. Nessuna
consultazione
popolare mai
insignificante, quale
che sia il suo oggetto.

il risvolto giuridico. il nostro ordinamento contempla, da una parte, il


dovere civico del voto; sicch nei referendum organizzare lastensione un
trucco, un espediente per far saltare
il quorum, come denunzi Norberto
Bobbio nel giugno 1990. Dallaltra parte, concepisce il voto come diritto, e i
diritti non sono obbligatori, ciascuno
pu scegliere se e quando esercitarli.
Perci legittimo ogni appello alla
astensione, tanto pi che i costituenti
dettarono un quorum per la validit

dei referendum. questa la posizione


del Pd sulle trivelle, ma i precedenti
sono pi lunghi dun lenzuolo. Tuttavia
due norme in vigore (larticolo 98 del
testo unico delle leggi elettorali per la
Camera; lo articolo 51 della legge che
disciplina i referendum) castigano la
astensione organizzata da chiunque sia
investito di un pubblico potere con
pene detentive (da 6 mesi a 3 anni).
Per saperne di pi, cliccare qui
Per saperne di pi, cliccare qui

Limportanza del voto come diritto e


dovere civico
LArt. 48 della Costituzione cos recita:
Sono elettori tutti i cittadini, uomini
e donne, che hanno raggiunto la
maggiore et. Il voto personale ed
eguale, libero e segreto. Il suo esercizio dovere civico. Il diritto di voto
non pu essere limitato se non per
incapacit civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di
indegnit morale indicati dalla legge. Ovvero, nessuna differenza tra
voto politico, amministrativo o refe-

rendario. Se si invoca il diritto al voto


in occasione di elezioni politiche, non
si comprende perch da parte del
Governo si predica il contrario di fronte ad un voto su un quesito referendario.
In un'epoca come la nostra, dove gli
orientamenti politici sembrano non
collocarsi pi all'interno dei principi e
dei valori tradizionali, ...
Per saperne di pi, cliccare qui

a cura del Circolo culturale AmbienteScienze