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LA VALUTAZIONE DELLE ABILITA DI

PREGRAFISMO: PPG,UN NUOVO


STRUMENTO DI VALUTAZIONE
Erika Carchesio Sergio Di Sano
ABSTRACT
La scrittura una delle competenze principali che il bambino deve acquisire nelle fasi
iniziali del suo percorso scolastico. La maggior parte dei bambini in grado di acquisire
unadeguata competenza di scrittura, ma vi sono altres bambini che non riescono ad
automatizzare tale processo. Data lassenza di uno strumento di screening che esamini
le diverse componenti in gioco nella scrittura, lobiettivo del presente lavoro quello di
proporre una nuova prova di valutazione, Prova di PreGrafismo (PPG) per i bambini
frequentanti lultimo anno della scuola dellinfanzia. Si tratta di uno strumento agevole
perch pensato per essere utilizzato anche dagli insegnanti per evidenziare eventuali
difficolt che potrebbero fungere da campanelli di allarme per il successivo
apprendimento della scrittura nella scuola primaria. Le prime analisi per testare la
validit dello strumento sono avvenute con uno studio pilota, su un campione di 30
bambini e sono state calcolate le correlazioni con il test VMI e con il questionario
DCDQ07. I risultati di tali analisi sono incoraggianti per le future ricerche che
volessero approfondire questo ambito di indagine.

PPG; 5 anni; integrazione visuo-motoria; scrittura; pregrafismo

ABSTRACT
Writing is one of the main skills that the child must acquire in the early stages of his
education. The majority of children is able to acquire adequate competence of writing,
but there are also children who fail to automate this process. Given the absence of a
screening tool to examine the different components involved in the writing, the
objective of this paper is to propose a new assessment test, test PreGrafismo (PPG) for

children attending the last year of kindergarten. It is a tool designed to be easy because
it is also used by teachers to highlight any difficulties that could serve as warning signs
for the subsequent learning of writing in primary school. The first analysis to test the
validity of the tool were carried out with a pilot study on a sample of 30 children and
were calculated correlations with the VMI test and the questionnaire DCDQ07. The
results of this analysis are encouraging for future research who wish to pursue this field
of research.

PPG; Five years; Visual-motor integration; writing; pre-writing

INTRODUZIONE
La scrittura, insieme alla lettura, una delle competenze principali che il bambino deve
acquisire nelle fasi iniziali del suo percorso scolastico. Essa un processo cognitivo
complesso, che richiede una serie di operazioni mentali e diverse sono le componenti
che contribuiscono allautomatizzazione di tale compito (Berninger e Whitaker, 1993;
citato in Borean, Paciulli, Bravar e Zoia, 2012). Sebbene la maggior parte dei bambini
sia in grado di acquisire unadeguata competenza di scrittura, vi sono altres bambini
che non riescono ad automatizzare tale processo, nonostante un adeguato sviluppo
intellettivo e unadeguata istruzione formale. Una scrittura non automatizzata, infatti,
richieder risorse attentive e mnemoniche maggiori, che saranno sottratte ad attivit di
livello superiore come la composizione di un testo (Berninger e Graham, 1998; citato in
Borean, Paciulli, Bravar e Zoia, 2012). Risulta quindi prioritario individuare
precocemente eventuali difficolt, in unet precedente alla diagnosi di disgrafia, ed
intervenire tempestivamente potenziando le abilit carenti.
Dal punto di vista teorico, la disgrafia non stata ancora definita in maniera chiara: i
parametri presi in considerazione in letteratura per una sua diagnosi, non effettuabile
prima della fine della seconda elementare, sono la leggibilit del prodotto scritto e la sua
velocit.
I fattori che sottostanno ad unattivit complessa come la scrittura manuale si possono
suddividere in interni ed esterni (Marr, Windsor e Cermak, 2001). Mentre per fattori
esterni si fa riferimento alle procedure di istruzione e ai materiali utilizzati durante la
scrittura, per fattori interni si intendono quelle capacit insite nel bambino stesso. Per

produrre una scrittura adeguata, dal punto di vista di una grafia decifrabile e fluente,
intervengono sia processi di livello basso, di natura percettivo-motoria e sia processi
cognitivi di livello pi alto, come memoria e pianificazione (Berninger e Swanson,
1994; Graham e Weintraub, 1996; Van Galen, 1991; citati in Volman, van Schendel e
Jongmans, 2006). Nellatto della scrittura, infatti, il bambino deve innanzitutto, per
quanto concerne i processi di livello pi alto, recuperare dalla memoria la forma corretta
delle lettere che compongono le parole, disporre tali forme nel giusto ordine e convertire
i fonemi in grafemi, processi che sono seguiti dalla selezione del corrispondente
programma motorio da eseguire (processi di livello pi basso).
Al di l delle differenze nei contributi di autori diversi per quanto concerne
lacquisizione delle abilit di scrittura, sembra esserci accordo in letteratura nel
riconoscere un ruolo importante alle competenze visuo-percettive, spaziali, finomotorie, di integrazione visuo-motoria, di pianificazione del movimento, nonch alla
consapevolezza propriocettiva e cinestesica, sebbene non ci siano risposte esaustive e
certe circa il ruolo di queste componenti nei deficit specifici di scrittura.
Le competenze visuo-percettive diventano essenziali, ad esempio, nelle prime fasi di
acquisizione della scrittura in quanto vengono da subito insegnati i quattro sistemi
allografici per rappresentare le lettere dellalfabeto. Difficolt in questo tipo di
competenze potrebbero condurre il bambino a confondere lettere simili o a tracciare
lettere prive dei loro tratti distintivi, compromettendo quindi la leggibilit globale della
scrittura.
Le competenze visuo-spaziali riguardano la capacit di comprendere il rapporto tra le
diverse parti di uno stesso elemento grafico o di configurazioni diverse, considerando le
loro dimensioni e la loro collocazione nello spazio. Tale abilit consente quindi nel
processo di scrittura, di controllare le proporzioni delle lettere, linclinazione dei tratti
ascendenti e discendenti, la collocazione delle parole nelle righe e allinterno dei
margini del foglio.
Per esercitare un controllo del movimento nella scrittura, un ruolo non indifferente
riconosciuto ai sistemi propriocettivo, cinestesico e vestibolare, che hanno il compito di
informare il sistema nervoso centrale sulla localizzazione nello spazio delle diverse parti
del corpo. I recettori della pelle, al contatto con la penna, trasmettono informazioni circa
la forza della presa, la direzionalit durante la formazione del tratto, lorientamento

della mano nello spazio e lo spostamento del braccio rispetto al piano di scrittura
(Benbow (1995) citato in Cornhill e Case-Smith, 1996). Deficit a livello propriocettivo
e cinestesico quindi possono causare una forza eccessiva delle dita nellimpugnare la
penna o lo sviluppo di unimpugnatura poco funzionale alla scrittura.
Un altro prerequisito fondamentale per la scrittura la coordinazione fino-motoria
nella manipolazione e nel controllo della penna. Il movimento dello strumento di
scrittura sul foglio, che risulti rapido e preciso, per una scrittura che sia funzionale e
leggibile, richiede, infatti, labilit di isolare e graduare i movimenti delle singole dita e
del pollice.
Lesecuzione concreta del tratto grafico sul foglio richiede, inoltre, lapprendimento di
quali siano i pattern di movimento pi efficienti per la sua produzione. A differenza,
infatti, di altre rappresentazioni grafiche come disegni e simboli, la riproduzione di
lettere implica il seguire precisi criteri di ordine e di direzione dei tratti stessi, che
devono essere eseguiti sempre pi rapidamente. Questo ancora pi vero
nellesecuzione delle lettere in corsivo che prevedono traiettorie curvilinee nella loro
realizzazione e nel loro collegamento. Quindi, con il crescere della complessit e del
dettaglio delle sequenze da riprodurre, aumenta anche la pianificazione motoria in
corso. Uneventuale difficolt a carico della pianificazione motoria pu condurre
nellambito della scrittura quindi, allesecuzione di tratti tremolanti o frammentati, a
causa delle numerose interruzioni dei movimenti della mano e allinversione nellordine
dei grafemi.
Tra tutte queste componenti lintegrazione visuo-motoria uno degli aspetti
maggiormente indagati in relazione alla scrittura. Essa sembra essere un fattore
importante che influisce sullabilit di scrittura di un bambino, soprattutto quando
impegnato in un compito di copia o di trasposizione da uno stimolo stampato ad uno in
corsivo, eseguito tramite scrittura manuale. Nella copia, il bambino, infatti, deve
visualizzare la forma della lettera, assegnarle un significato e poi manipolare uno
strumento di scrittura per riprodurre la lettera visualizzata pocanzi. Secondo alcuni
autori, lintegrazione visuo-motoria rappresenterebbe il miglior predittore della
prestazione di scrittura del bambino in et scolare.
Secondo Beery (1982) e Taylor (1985) (citati in Weil e Amundson, 1994) ad esempio,
la capacit di produrre alcune forme geometriche fondamentali, come un cerchio, un

quadrato, una croce nellultimo anno della scuola dellinfanzia, renderebbe possibile
lesecuzione della maggior parte delle lettere in stampato maiuscolo. Spesso essa viene
indagata con il Developmental Test of Visual-Motor Integration (VMI; Beery, 1982),
sebbene la sua relazione con la scrittura abbia prodotto finora esiti contrastanti.
Tendenzialmente i diversi contributi di ricerca sembrano mostrare che, soprattutto
nellultimo anno della scuola dellinfanzia, sia presente una correlazione con la
prestazione di scrittura di lettere, misurata, ad esempio, con la Scale of Children
Readiness in PrinTing (SCRIPT) (Weil e Amundson, 1994). Fu trovata altres una
differenza significativa nella prestazione allo SCRIPT, tra il gruppo dei bambini che
riusc a copiare le prime nove figure del VMI e quelli che non ci riuscirono, verificando
lipotesi di Beery (1982) secondo cui i bambini sarebbero pronti per unistruzione
formale di scrittura dopo aver raggiunto labilit di copiare le prime nove figure del
VMI. Questa scoperta suggerisce che i bambini di questa et sarebbero gi pronti nella
seconda met dellultimo anno della scuola dellinfanzia per apprendere la formazione
delle lettere. Non tutti gli studi presenti in letteratura hanno riscontrato tale relazione: ne
un esempio lo studio longitudinale di Marr e Cermak (2002), i quali hanno esplorato
anche lipotesi di una relazione predittiva tra la prestazione al VMI, somministrato
nell'ultimo anno della scuola dell'infanzia, e l'abilit di scrittura esaminata nel primo
anno delle scuole elementari con il test SCRIPT. Da una prima analisi di regressione
mirata a verificare la presenza di una relazione predittiva tra il VMI e lo SCRIPT non
emerse un risultato significativo. Questo appare in contraddizione con quanto emerso in
studi precedenti che hanno evidenziato la natura predittiva di tale test per la scrittura.
Gli autori hanno ipotizzano che diversi fattori possono aver determinato questo risultato
discordante. Innanzitutto, mentre questa ricerca fu effettuata con bambini che erano
nelle fasi iniziali di apprendimento della scrittura, studi precedenti avevano esaminato i
bambini delle elementari, somministrando il test di integrazione visuo-motoria e di
scrittura a breve distanza l'uno dall'altro. Inoltre, coinvolgendo bambini pi grandi,
spesso per misurare la scrittura, si fatto ricorso alla copia di intere frasi e di brani e
non semplicemente di singole lettere, come nello studio corrente. possibile, infatti,
che lo SCRIPT, valutando solo un piccolo aspetto della scrittura, non richieda la stessa
importanza di organizzazione spaziale che richiesta, invece, nella copia di frasi. Altri
studi hanno invece notato che il valore predittivo di tale test, tende a declinare con il

progredire della carriera scolastica (Klein, 1978) (citato in Goyen e Duff, 2005). stato
ipotizzato che questo accade in quanto il feedback visivo sembra non essere pi cos
importante per i bambini pi grandi che hanno gi acquisito le fondamentali abilit di
scrittura, in quanto tale elaborazione sarebbe troppo lenta in confronto alle maggiori
esigenze dei bambini scolarizzati che necessitano invece di unelaborazione pi veloce.
Per tal motivo, i bambini che si approcciano inizialmente allapprendimento della forma
delle singole lettere, potrebbero giovare maggiormente dellintegrazione visuo-motoria,
in quanto non devono confrontarsi con la maggiore velocit di elaborazione (Weintraub
e Graham, 2000) (citato in Goyen e Duff, 2005).
Pochissimi sono invece gli studi che si sono focalizzati sui fattori interni di livello pi
elevato, relativi alla cognizione, come lattenzione, la memoria e il linguaggio. Secondo
Exner e Henderson (1995) (citato in Marr, Windsor e Cermak, 2001) le componenti
cognitive influenzano lapprendimento delle abilit motorie ma il loro ruolo diminuisce
man mano che labilit viene appresa. Risulta meno chiaro tuttavia quali siano le
componenti cognitive che giocano un ruolo importante nella preparazione
allapprendimento della scrittura.
Studi come quello di Vlachos e Karapetsas (2003), hanno evidenziato il ruolo della
memoria di lavoro come influente sul processo di scrittura. I bambini, disgrafici e di
controllo, furono esaminati in un compito di copia e di riproduzione mnemonica,
somministrando la Figura Complessa di Rey-Osterrieth (Rey, 1941). Dai risultati
emerse che i punteggi di entrambi i gruppi, per quanto concerne il compito di copia
della figura di Rey, fossero simili, mentre venivano sperimentate da parte dei bambini
disgrafici, rispetto al gruppo di controllo, pi difficolt nella riproduzione mnemonica.
Tali risultati suggeriscono che i bambini con disgrafia, potrebbero soffrire
maggiormente di difficolt cognitive, che a loro volta influenzerebbero la memoria
visiva, invece che di difficolt nelle abilit visuo-motorie.
Lo studio di Rosenblum, Aloni e Josman (2010), ha indagato invece, la relazione tra la
scrittura e le abilit organizzative in bambini di et scolare, evidenziando come i
bambini senza disgrafia siano pi abili, rispetto ai disgrafici, nellorganizzare la loro
scrittura a livello spaziale sul foglio probabilmente perch organizzano pi
adeguatamente lo spazio tra le lettere e le parole.

Non

sono

moltissimi

gli

autori

interessati

questo

particolare

disturbo

dellapprendimento, ed esiguo anche il numero di strumenti disponibili che ne


forniscono una valutazione accurata e che consentono di individuare precocemente
abilit grafo-motorie deficitarie, propedeutiche allapprendimento dellistruzione
formale della scrittura. Gli strumenti esistenti, inoltre, sono finalizzati perlopi
allattivit di professionisti, mentre quasi assente unattenzione a strumenti che
possano

affiancare

il

compito

dellinsegnante

della

scuola

dellinfanzia,

nellindividuazione degli aspetti chiave per il successivo ingresso nella scuola primaria.
Uno strumento molto utilizzato il Developmental Test of Visual-Motor Integration
(VMI) (Beery, 1982) che, nella sua versione completa, indaga tre aspetti: la componente
percettiva, la coordinazione motoria e lintegrazione visuo-motoria. Un altro test,
focalizzato sulla valutazione delle abilit pi visuo-costruttive, nonch di memoria
visuo-spaziale, la Figura complessa di Rey-Osterrieth (Rey, 1941) impiegata
maggiormente nelle et superiori e meno in et prescolare.
Alla luce dellesigua disponibilit di strumenti di valutazione in unet cruciale perch
di preparazione allistruzione formale della scrittura, il principale obiettivo del presente
lavoro stato quello di predisporre un nuovo test, la Prova di PreGrafismo (PPG) per
individuare bambini che presentano difficolt in quegli aspetti che sono propedeutici per
il successivo apprendimento formale della letto-scrittura allingresso della scuola
primaria. A tal fine, la nuova prova si caratterizza per il fatto di essere
multicomponenziale in quanto valuta, attraverso compiti diversi, una variet di aspetti
sottostanti le abilit grafo-motorie: componenti visuo-percettive, visuo-spaziali, visuomotorie, di coordinazione oculo-manuale e fino-motoria, di gestione della forza da
applicare nel tracciare segni grafici, nonch labilit di pianificazione e di rotazione
mentale.
Un ulteriore obiettivo, ad esso conseguente, quello di mettere a punto uno strumento
di screening agevole e di facile somministrazione perch pensato per luso da parte delle
insegnanti dellultimo anno della scuola dellinfanzia al fine di identificare
precocemente bambini con difficolt nelle attivit di pregrafismo. Unidentificazione
precoce consentirebbe, infatti, di attuare un intervento nella fase immediatamente
precedente allistruzione formale della scrittura, al fine di potenziare proprio le abilit
che risultano deficitarie a 5 anni.

Alla luce di tali obiettivi e delle ricerche presenti in letteratura sulla tematica del
pregrafismo, ipotizziamo che:
1. la prova PPG sia adeguata allet dei bambini in termini di difficolt e che i
diversi subtest coinvolgano competenze sottostanti in parte diverse. Ci
aspettiamo da un lato una correlazione tra i subtest del PPG che coinvolgono pi
direttamente la coordinazione motoria (Collegamenti, Percorsi, Chiocciole e
Ricalca le forme) e, dallaltro, una correlazione tra i subtest che coinvolgono
lintegrazione senso-motoria (Grafismi, Grafismi con laltro, Completamenti,
Specchio). Gli altri subtest, dovrebbero cogliere competenze abbastanza
specifiche, relative al controllo posturale (Pressione) e allautomatizzazione del
gesto grafico (Grafismi a tempo).
2. ci sia una relazione tra il punteggio totale del PPG e la capacit di coordinazione
motoria, misurata tramite il DCDQ07, in particolare con la sottoscala
Motricit fine, in quanto alcune ricerche evidenziano una possibile relazione
tra la scrittura manuale e il disturbo della coordinazione motoria; in particolare
ci aspettiamo che alcuni specifici subtest del PPG, inerenti la coordinazione
motoria, siano maggiormente in relazione con il punteggio alla sottoscala della
Motricit fine.
3.

ci sia una relazione tra il punteggio totale del PPG e le capacit di integrazione
senso-motoria, misurate tramite il VMI, in accordo con i risultati in letteratura
circa limportanza dellintegrazione visuo-motoria e labilit di scrittura di
lettere (Weil e Amundson, 1994; Daly et al. 2003; Marr e Cermak, 2001),
sebbene il PPG non valuti espressamente la capacit di scrittura. Ci aspettiamo,
inoltre, che alcuni subtest del PPG, che ipotizziamo valutino lintegrazione
visuo-motoria, correlino, pi di altri, con il VMI.

METODO
Partecipanti
Sono stati presi in esame inizialmente 31 bambini (12 maschi e 19 femmine), estratti da
un campione pre-esistente derivante da due distinti progetti di ricerca: uno riguardante i
prerequisiti della letto-scrittura e laltro focalizzato sulla difficolt di scrittura nellet

scolare e nellultimo anno della scuola dellinfanzia. Un bambino di sesso maschile


stato successivamente escluso per gravi problemi di vista.
Let dei bambini, al momento dellinvio delle autorizzazioni da parte dei genitori,
variava tra i 60 mesi (5 anni) e i 73 mesi (6;1 anni) con unet media di 67 mesi (5;7
anni, DS = 3,9) e di questi 25 erano destrimani e 5 mancini.

Procedure e strumenti
Insieme alla richiesta di consenso informato e ad un foglio che illustrava i fini della
ricerca, ai genitori stato consegnato un questionario, il Developmental Coordination
Disorder Questionnaire (DCDQ07 Wilson e Crawford, 2007) sulle abilit di
coordinazione motoria del bambino in relazione a quelle dei coetanei.
Successivamente stato somministrato ai bambini il Developmental Test of VisualMotor Integration (VMI Beery, 1989) per valutare lintegrazione visuo-motoria e un
nuovo strumento pensato ad hoc per questo studio, la Prova di PreGrafismo (PPG) per
individuare la presenza di difficolt nelle abilit grafo-motorie dei bambini.
La ricerca stata condotta presso il Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze
Cliniche con la supervisione del dott. Sergio Di Sano, professore e ricercatore presso
lUniversit G. Dannunzio di Chieti-Pescara, nei mesi compresi tra gennaio e maggio
del 2013 e i bambini, che provenivano da tre diverse scuole della provincia di Chieti e
Pescara, frequentavano lultimo anno della scuola dellinfanzia.
DCDQ07
Il questionario sulla coordinazione motoria prevede 15 domande e una scala Likert a
cinque passi come modalit di risposta, le cui opzioni esprimono il grado di accordo con
laffermazione effettuata nellitem (che va da 1= non corrisponde affatto al modo in cui
si comporta mio/a figlio/a; a 5= corrisponde moltissimo al modo in cui si comporta
mio/a figlio/a). Il compito del genitore consiste nel cerchiare il numero che meglio
descrive il comportamento del figlio per ogni item. Gli item sono tutti positivi, quindi
un punteggio alto corrisponde a una valutazione positiva del comportamento motorio
del bambino.
Gli item sono divisi in tre fattori quali il Controllo durante il movimento che raggruppa i
primi sei item, la Motricit fine e la scrittura che contiene i successivi quattro item e la

Coordinazione generale gli ultimi cinque. I punteggi relativi a questi tre fattori, presi
separatamente, non consentono unindicazione per un eventuale disturbo della
coordinazione motoria ma solo se confrontati con gli altri possono fungere da
campanello da allarme. Infatti, tale questionario nasce come strumento di screening e
non di diagnosi per identificare la presenza di problemi di coordinazione motoria che
potrebbero far sospettare un disturbo in tale ambito (DCD) e quindi richiedere
accertamenti pi approfonditi con ulteriori test per effettuare una vera diagnosi. ,
tuttavia, fondamentale che non ci siano domande senza risposta, perch in tal caso non
sarebbe pi possibile calcolare il punteggio totale e avere unindicazione di DCD.
Nel caso del nostro campione, solo un genitore non ha riconsegnato il questionario
compilato, mentre per due bambini il questionario presentava diversi missing
(rispettivamente due per un bambino e quattro per laltro). In tali casi abbiamo inserito
il valore medio, scaturito dagli item che compongono la stessa sottoscala in cui
presente litem mancante. Incrociando il punteggio totale con let cronologica del
bambino, possibile ottenere quindi un indice circa la probabile presenza di un disturbo
di coordinazione motoria.

VMI
Considerata let dei bambini partecipanti alla ricerca, stata somministrata la versione
breve del Developmental Test of Visual-Motor Integration (VMI) che pensata per
bambini tra i 3 e gli 8 anni. Si tratta di un compito di copia di forme geometriche che
aumentano di complessit, ma che per la versione ridotta sono solamente 15, delle quali
le prime tre, per i bambini pi piccoli, devono essere riprodotte su imitazione della
produzione dellesaminatore; le altre figure vanno solo ricopiate avendo come
riferimento la figura modello. Il punteggio per ogni figura copiata correttamente, in base
ai criteri del manuale, di 1, per cui il punteggio totale varia da 0 a 18 ma lo scoring
viene interrotto dopo aver registrato tre fallimenti consecutivi.
Nel presente studio, la somministrazione avvenuta quasi sempre nella medesima
giornata per i bambini provenienti dalla stessa scuola; pertanto a causa delle assenze
scolastiche non stato possibile somministrare la prova a 6 bambini del campione,
assenti nella giornata preposta alla somministrazione di tale test.

PPG
Successivamente, stata somministrata ai bambini, divisi in gruppi da quattro, la Prova
di PreGrafismo (PPG) (vedi figura 1 per item di esempio). La durata di
somministrazione stata di circa unora. Essendo tale prova pensata per gli insegnanti,
indicata una somministrazione collettiva in modo da permettere comunque un
monitoraggio della prestazione degli stessi bambini rimanendo entro tempi ragionevoli.
In ogni subtest, le istruzioni sono accompagnate da un item di esempio che
lesaminatore mostra ai bambini su un foglio che pone appoggiato sul proprio petto in
modo da fornire a tutti i bambini la stessa visuale dello stesso. Gli stimoli raffigurati
negli item di esempio sono differenti da quelli presenti nella prova stessa, sebbene
sufficientemente esemplificativi e rappresentativi del compito da effettuare.
Ad ogni bambino stata fornita una matita, uguale per tutti, ma non stata data loro la
possibilit di cancellare eventuali errori con la gomma. La prova si compone di dieci
subtest che indagano, con un numero variabile di item, diverse componenti, considerate
fondamentali per il successivo apprendimento della scrittura convenzionale.
Lattribuzione dei punteggi avvenuta sulla base di criteri ben definiti, specifici per i
diversi subtest. Poich ogni subtest presenta un numero diverso di item e un punteggio
complessivo differente, i punteggi sono stati ricalibrati, ad eccezione del subtest
Grafismi a tempo, su una scala da 0 a 10. Per la sottoscala pocanzi citata, essendo
una prova a tempo, non disponibile un punteggio massimo ottenibile, come nelle altre
prove, per cui i punteggi sono stati ricalibrati sulla base del punteggio massimo ottenuto
nella prova dal campione della presente ricerca. Il punteggio totale stato calcolato
quindi sommando i punteggi ricalibrati dei singoli subtest, in modo che ognuno di loro
esercitasse un peso simile sul punteggio complessivo. Il punteggio massimo ottenibile
dunque di 100.
Il punteggio di affidabilit calcolato con lalpha di Cronbach, per i 10 subtest della
prova di 0,69. Lassenza di un punteggio alto in linea con lidea di indagare, con tale
prova, aspetti che siano in parte anche diversi.
stato inoltre calcolato il grado accordo tra giudici per il 30% dei bambini esaminati,
nellattribuzione dei punteggi alla prova complessiva e ai singoli subtest. Poich i
punteggi dei singoli subtest si situano su una scala ad intervalli, abbiamo considerato
come disaccordo una differenza nel punteggio ricalibrato che fosse maggiore a 1 punto.

La percentuale di accordo totale, calcolata in tale modo pari al 92% mentre le


percentuali di accordo per i singoli subtest della prova variano tra il 70% e il 100%. Le
differenze maggiori di 1 punto sono da attribuire soprattutto allambiguit, in alcuni
casi, della forma grafica prodotta e dunque alla disposizione del giudice ad essere pi o
meno restrittivo nellattribuzione del punteggio.

RISULATI
Analisi descrittive dei risultati al PPG
In appendice sono riportati i dati descrittivi del nostro campione, suddiviso per sesso,
relativamente al punteggio totale e ai singoli subtest della prova PPG per quanto
riguarda i punteggi ricalibrati (vedi figura 2).
Da questa tabella emerge chiaramente che la difficolt dei subtest variabile e per
alcuni di loro la percentuale di correttezza molto pi alta, rispetto ad altri.
Osservando i punteggi medi nei singoli subtest, possibile notare come le prime prove,
che sono relative alla coordinazione motoria (Collegamenti, Percorsi), siano le pi
semplici. Questo risultato pu essere attribuibile sia alleccessiva semplicit degli item
somministrati e sia alla semplicit del compito in quanto tale; infatti il bambino a questa
et gi in grado di disegnare per cui si presume sia anche ben capace di coordinarsi
efficacemente. Per quanto concerne i subtest Chiocciole e Ricalca le forme, sebbene
siano prove che, presumiamo misurare sempre la coordinazione motoria, presentano una
difficolt maggiore rispetto alle prime: a livello percettivo le Chiocciole (contorni
frammentati) e per un maggior controllo fine motorio Ricalca le forme (nellunione
dei puntini). Vi sono poi delle prove, relative soprattutto allintegrazione visuo-motoria,
che presentano una difficolt intermedia (Completamenti e Grafismi) e infine subtest
con un grado di difficolt pi ampio (Grafismi con laltro, Specchio, e Grafismi a
tempo). Successivamente sono stati convertiti i punteggi grezzi in punti z ed stato
effettuato, a livello qualitativo, un confronto del profilo emergente nei vari subtest, tra i
bambini di sesso maschile (N=11) e quelli di sesso femminile (N=19). In alcune prove,
la distanza nella prestazione dei due gruppi risulta maggiore ma non sempre lo stesso
gruppo ad ottenere la prestazione migliore.

Un ulteriore confronto con i punti z stato effettuato tra i bambini che nel punteggio
totale ottenevano un punteggio inferiore al 20 percentile e coloro che avevano una
prestazione superiore all80 percentile. Emerge da tale confronto una netta differenza
nel profilo di prestazione dei due gruppi, ad eccezione delle prime tre prove in cui la
differenza di prestazione minima o addirittura sovrapponibile (nel subtest Percorsi) in
quanto molto semplici.
Per comprendere come questa nuova prova possa essere utile nellidentificazione dei
bambini potenzialmente problematici, abbiamo effettuato correlazioni tra i suoi 10
subtest, al fine di individuare quelle prove che sottendono processi cognitivi comuni.
ipotizzabile che la prestazione deficitaria derivi solo da alcune prove che possono
coinvolgere un processo sottostante comune.
Osservando la tabella (vedi figura 3), possibile notare come ci sia unassociazione
rilevante tra i subtest Collegamenti, Percorsi, Chiocciole e Ricalca le forme in
quanto tali prove coinvolgono, maggiormente rispetto ad altre, labilit di coordinazione
motoria e oculo-manuale. Si pu altres osservare come siano correlate tra loro anche
prove come Grafismi Completamenti, Specchio e in parte la Pressione, in
quanto coinvolgono pi aspetti concernenti la forma e lorientamento spaziale e dunque
lintegrazione visuo-motoria.

Relazione tra DCDQ07 e PPG


Il DCDQ07 un questionario di screening che indaga la presenza di difficolt sul piano
sia grosso-motorio che fine-motorio. Poich eravamo interessati in particolare alla
scrittura manuale, abbiamo distinto, solo sulla base della sottoscala della Motricit
Fine e scrittura del questionario, tre gruppi: nel primo gruppo sono presenti coloro che
hanno ottenuto un punteggio inferiore al 30 percentile (N = 9); nel gruppo intermedio
coloro con un punteggio compreso tra il 30 e il 70 percentile (N = 11) e nel terzo
gruppo coloro con un punteggio superiore al 70 percentile (N = 9). Tali gruppi sono
stati confrontati nei punteggi ottenuti nei dieci subtest del PPG. Il profilo di prestazione
dei tre gruppi simile nelle prime prove, che sono anche le pi semplici da eseguire a 5
anni, e la differenza di prestazione tra i gruppi si amplifica nelle prove pi difficili.
Questo si verifica soprattutto tra il gruppo situato al di sotto del 30 percentile e gli altri
due gruppi.

Abbiamo dunque effettuato una correlazione tra la sottoscala della motricit fine del
DCDQ07 e i diversi subtest del PPG. Emergono correlazioni significative con i subtest
Ricalca le forme (r = .609, p < .001) e Grafismi con laltro (r = .538, p < .001).
Abbiamo inoltre verificato la presenza di una correlazione tra il punteggio totale del
PPG e il punteggio totale del DCDQ07, oltre che con la sottoscala della Motricit
fine. In entrambi i casi le correlazioni sono risultate significative (r = .413, p < .005; r
= .458, p < .005).

Relazione tra VMI e PPG


Effettuando un confronto nelle sottoscale del PPG tra coloro che hanno ottenuto al VMI
un punteggio grezzo inferiore al 5 percentile (11 come punteggio) e coloro che hanno
avuto una prestazione al di sopra del 95 percentile (punteggio grezzo pari a 16 o 17)
emerso che la prestazione dei bambini che al VMI hanno ottenuto un punteggio
superiore al 95 percentile tendenzialmente migliore rispetto a quella degli altri due
bambini, probabilmente per la somiglianza dei due compiti grafo-motori, il che lascia
intuire la presenza di uneffettiva correlazione tra i due test, che sar verificata con
analisi pi approfondite. Abbiamo notato che nel subtest Grafismi, Completamenti
e Specchio la distanza tra i due gruppi diventi netta, il che ci fa ipotizzare che queste
prove, che ipotizziamo sottendano la competenza di integrazione visuo-motoria, siano
quelle pi sensibili nel discriminare i bambini pi competenti nelle abilit grafomotorie.
Abbiamo poi confrontato i punteggi totali medi al PPG tenendo conto di coloro che al
VMI avevano ottenuto un punteggio inferiore a 12. La scelta di questo punteggio come
cut-off da attribuirsi allipotesi di Beery secondo cui, chi non riesce a copiare le prime
9 figure del VMI (ottenendo punteggio 12) potrebbe avere prestazioni meno efficienti
nella scrittura di lettere. Sebbene noi non abbiamo somministrato una prova di scrittura,
ipotizziamo che tali bambini possano avere un punteggio inferiore alla prova che stiamo
validando per lindividuazione di bambini a rischio nelle abilit grafo-motorie. Nel
nostro campione solo due bambini hanno ottenuto un punteggio inferiore a 12 al VMI,
tuttavia il loro punteggio totale medio al PPG risulta tra il 5 e il 10 percentile.
Effettuando una correlazione tra le singole prove del PPG e il VMI, possiamo notare
come questo correli soprattutto con i Grafismi, (r = .802, p < .001), i

Completamenti (r = .578, p < .001) e lo Specchio (r = .438, p < .001). In tutti e tre i
subtest vi , infatti, la richiesta di copiare delle forme, sebbene con dei vincoli differenti
per ognuno e questo aspetto potrebbe sottendere un processo comune a quello implicato
nel VMI, quale la gi ipotizzata integrazione visuo-motoria. Inoltre, anche considerando
il punteggio totale del PPG, si riscontra una correlazione con il VMI (r = .465, p <
.005), rafforzando lidea che i due strumenti condividano, almeno in parte, la
valutazione di una medesima competenza.

DISCUSSIONE
Lo scopo della ricerca era quello di effettuare uno studio pilota al fine di mettere a punto
un nuovo strumento, Prova di PreGrafismo (PPG) che consentisse uno screening di
alcuni aspetti risultanti problematici a 5 anni e che potrebbero poi avere delle
ripercussioni sul successivo apprendimento della scrittura nella scuola primaria,
ipotizzando che tali aspetti possano avere delle implicazioni differenti sulla scrittura.
La prima ipotesi avanzata era relativa alladeguatezza della prova per i bambini di 5
anni e alla distribuzione dei suoi singoli subtest intorno a delle specifiche macroaree. I
risultati hanno mostrato che lutilizzo del PPG sia utile a 5 anni, sebbene vi siano un
paio di subtest troppo semplici per questa fascia di et. Inoltre stata evidenziata
chiaramente, nelle abilit richieste dai subtest, la presenza degli aspetti della
coordinazione motoria e dellintegrazione visuo-motoria. Per quanto concerne il
controllo posturale e lautomatizzazione, meno chiaro il loro ruolo, in quanto, poich i
subtest che vi sono compresi al loro interno misurano anche altri aspetti, possibile che
essi siano poco puliti e non lascino emergere gli aspetti principali.
La seconda ipotesi mirava ad indagare lassociazione del PPG con unaltra prova, il
DCDQ07, pur essendo questultimo un questionario sottoposto allattenzione dei
genitori e non una prova oggettiva. I risultati hanno mostrato una correlazione
significativa tra il PPG, nella sua interezza, e il DCDQ07, considerato sia nel suo
punteggio totale e sia nella sottoscala relativa alla motricit fine. importante notare,
inoltre, come i bambini che riportavano dei punteggi pi bassi nella sottoscala della
Motricit fine, effettivamente poi mostravano un profilo di prestazione con dei punteggi
inferiori nella prova del PPG, rispetto agli altri bambini del campione, confermando
anche in questo caso lipotesi proposta. stata supportata invece solo parzialmente

lipotesi di una correlazione di tale sottoscala con i subtest, che si ipotizzino valutino la
coordinazione motoria. Questo risultato emerso solo nel subtest Ricalca le forme, il
quale nellunione dei puntini richiede effettivamente un controllo fine-motorio
momento per momento.
Una terza ipotesi era relativa alla presenza di una possibile correlazione tra il VMI e tale
strumento, supponendo che laspetto dellintegrazione visuo-motoria indagata dal VMI,
si riscontrasse anche in alcune prove del PPG, che vuole essere uno strumento
multicomponenziale. Tale ipotesi fu verificata, riscontrando unassociazione con i
subtest Grafismi, Completamenti e Specchio del PPG, che, infatti, erano stati
ipotizzati misurare lintegrazione visuo-motoria. stata altres verificata la presenza di
unassociazione tra i due strumenti, anche considerando solo il punteggio totale del
PPG.
I limiti dello studio sono sicuramente il numero esiguo dei partecipanti nel campione.
Inoltre, essendo uno studio trasversale, non consente di indagare il valore predittivo
della prova PPG su una prestazione di scrittura e dunque di appurare la sua presunta
efficacia nellindividuare bambini potenzialmente a rischio di difficolt in tale ambito.
Ricerche future con un disegno longitudinale, potrebbero dunque verificare la presenza
di un eventuale valore predittivo della prova, estendendo lampiezza del campione,
nonch migliorare la prova stessa rendendola il pi possibile pura nella valutazione
dei singoli aspetti, rendendo pi precisi anche i criteri di attribuzione dei punteggi e
graduando maggiormente la difficolt negli item presenti nei singoli subtest.

CONCLUSIONI
Il bambino, fin dalla prima infanzia, sviluppa una serie di abilit di natura cognitiva,
percettiva e motoria che costituiranno poi la base per lo sviluppo della scrittura in et
scolare. dunque importante analizzare le competenze sottostanti la scrittura e il loro
sviluppo al fine di individuarle per tempo con strumenti di screening adeguati, al fine di
lavorarci per potenziarle.
Sebbene un disturbo di scrittura, noto pi precisamente come disgrafia, possa essere
diagnosticato solo alla fine della seconda elementare, le componenti che sono alla base
di una prestazione deficitaria sotto laspetto grafico, si sviluppano prima. Lo sviluppo di
tali abilit, infatti, affonda le radici gi nella prima infanzia con i primi scarabocchi e

con i successivi disegni. Il disegno e la scrittura, i cui prodotti inizialmente non sono
distinguibili, poi seguono strade piuttosto differenti nonostante richiedano entrambi
competenze grafiche. Tale differenziazione si manifesta prima nella produzione di tratti
grafici distinti e poi nella comprensione esplicita che si tratta di due sistemi
rappresentazionali differenti.
Sebbene tra le ricerche prese in esame che hanno indagato i processi sottostanti la
scrittura, relativi ad aspetti bassi quali la percezione, la coordinazione oculo-manuale,
nonch lintegrazione visuo-motoria e ad aspetti alti quali la memoria e la
pianificazione, non ci siano studi longitudinali che abbiano indagato lintero processo di
sviluppo della scrittura, alcune ricerche, hanno evidenziato limportanza degli aspetti
visuo-motori nelle prime fasi di apprendimento della scrittura, i quali sembrerebbero
coinvolti anche nel primo step della lettura, relativo al riconoscimento di lettere. Tale
risultato contribuisce a evidenziare un risvolto importante che imparare a scrivere
manualmente porta con s.
Alla luce della letteratura esaminata, tale elaborato nasce con lo scopo di comprendere
meglio quali siano i principali fattori responsabili della scrittura, allo scopo di
identificarli precocemente, contribuendo alla messa a punto di un nuovo strumento, il
PPG, pensato proprio per cogliere i numerosi aspetti sottesi alla capacit di scrittura. Le
prime analisi di validazione relative a questo strumento hanno evidenziato come il suo
utilizzo possa contribuire a identificare le componenti deficitarie precoci della scrittura
che potrebbero quindi costituire campanelli di allarme per linsegnante da tener presente
per poter intervenire in maniera circoscritta ed efficace gi a 5 anni.
Il PPG appare adeguato come strumento di valutazione almeno per i bambini di 5 anni,
in quanto prevede prove appropriate per livello di difficolt, sebbene in alcune si osservi
un effetto tetto (in quanto il punteggio massimo ottenibile ottenuto dalla maggioranza
del campione). In linea con lipotesi prefissata di creare uno strumento
multicomponenziale, i risultati mostrano che i subtest si raggruppano in almeno due
macroaree di competenza: la coordinazione motoria e lintegrazione visuo-motoria.
Questultima pu a sua volta essere suddivisa in tre aspetti rilevanti: la serialit, la
discriminazione percettiva e lorientamento spaziale. Il ruolo del controllo posturale e
dellautomatizzazione del gesto grafico non sono del tutto chiari, probabilmente anche
per la presenza di un solo subtest che va ad indagare queste componenti. Responsabile

di una scrittura scadente potrebbe essere anche una sola delle componenti sopra
indicate, che risulterebbe carente dando luogo a unesecuzione deficitaria.
Lutilit del PPG appare confermata dalla relazione che stata riscontrata con altre
prove, in particolare con il VMI e anche con la sottoscala Motricit fine e scrittura del
DCDQ07.
Sicuramente il PPG una prova che necessita di perfezionamenti, alla luce di alcuni
limiti evidenziati nella somministrazione in questo studio pilota. desiderabile, infatti,
graduare maggiormente il grado di difficolt degli item per alcuni, in particolare in
quelli in cui si riscontrato un effetto tetto a 5 anni e definire meglio i criteri in maniera
tale che le prove misurino, il pi possibile, specifiche competenze. Inoltre, potrebbero
essere fornite ulteriori prove di validazione confrontando il PPG con strumenti oggettivi
che misurano specifiche componenti (ad esempio, la componente percettiva o la
coordinazione motoria). Come si evince dallesposizione effettuata, sebbene risulti
evidente che la scrittura, come abilit prettamente grafica, sia stata poco studiata nei
suoi processi cardine, tuttavia la letteratura ci offre interessanti spunti teorici e di ricerca
per avviare un percorso di ricerca che ci consenta di comprendere meglio questa
tematica cos centrale nellapprendimento scolastico. La scrittura, infatti, sebbene sia
unabilit ampiamente valorizzata nel contesto scolastico, non si esaurisce con la
conclusione della carriera scolastica, per cui anche dal punto di vista emotivo, carenze
in una competenza cos importante, potrebbero creare disagi nella sfera della vita di
ogni giorno.
Alla luce di quanto esposto, ci sembra che la costruzione di uno strumento di screening
per le abilit di pregrafismo possa essere un primo passo sia per comprendere meglio la
natura dei processi coinvolti sul piano evolutivo, sia per le implicazioni pratiche che
questi comporta sul piano dellidentificazione e intervento precoce per i bambini che
manifestano una debolezza in questo ambito.

APPENDICE

PPG
Collegamenti
Totale
Maschi
Femmine
Percorsi
Totale
Maschi
Femmine
Chiocciole
Totale
Maschi
Femmine
Pressione
Totale
Maschi
Femmine
Ricalca le forme
Totale
Maschi
Femmine
Grafismi
Totale
Maschi
Femmine
Grafismi con l'altro
Totale
Maschi
Femmine
Completamenti
Totale
Maschi
Femmine
Specchio
Totale
Maschi
Femmine
Grafismi a tempo
Totale
Maschi
Femmine

Medie

DS

Mediana

Punt MIN e MAX


ottenuto

30
11
19

9,57
9,64
9,53

0,86
0,5
1,02

10
10
10

6 e 10
9 e 10
6 e 10

30
11
19

9
9,55
8,68

1,17
0,52
1,34

9
10
9

5 e 10
9 e 10
5 e 10

30
11
19

8,03
7,82
8,16

1,81
2,6
1,21

8
8
8

1 e 10
1 e 10
5 e 10

30
11
19

8,17
7,79
8,42

2,44
3,41
1,71

9
9
9

1 e 10
1 e 10
3 e 10

30
11
19

7,6
7,09
7,89

1,3
1,14
1,33

8
7
8

4 e 10
5e9
4 e 10

30
11
19

7,17
7
7,26

1,66
2,14
1,37

7,5
7
8

4 e 10
4 e 10
4e9

30
11
19

5,6
4,45
6,26

2,53
3,24
1,79

6
5
6

0e9
0e9
3e9

30
11
19

7,1
7,36
6,95

1,88
2,06
1,81

7
8
7

3 e 10
3 e 10
3 e 10

30
11
19

6,07
6,36
5,89

3,16
3,88
2,77

6
7
6

0 e 10
0 e 10
1 e 10

30
11
19

5,69
5,18
5,95

1,87
2,27
1,68

5
5
5

0 e 10
0e8
4 e 10

Figura 2 Media, mediana e deviazione standard (DS) dei punteggi ricalibrati (PR) da 1
a 10 nei singoli subtest del PPG e punteggio minimo (MIN) e massimo (MAX) ottenuti
per ogni prova, distinti per sesso

PPG
a
b
c
d
e
f
g
h
i
j

a
1

b
c
d
.593 ** .402* .219
1
.380* .206
1
.220
1

e
f
g
h
i
.418* .059 .232
.121
.019
.278 .123 -0,043 .139
.079
.250 .090 .209
.116
.108
.311 .476 ** .661** .657** .619**
1
.072 .481 ** .192
.173
1
.344 .737** .656 **
1
.432* .483 **
1
.751 **
1

j
.172
.197
.003
.683**
.157
.249
.600 **
.292
.261
1

**. La correlazione significativa al livello 0,01 (2-code).


*. La correlazione significativa al livello 0,05 (2-code).
N= 30
Figura 3 Correlazioni di Pearson tra i singoli subtest del PPG.
[a: collegamenti; b: percorsi; c: chiocciole; d: pressione; e: ricalca le forme; f: grafismi; g: grafismi
con laltro; h: completamenti; i: specchio; j: grafismi a tempo].

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