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Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale

CdL Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica

RELAZIONE DI FINE
TIROCINIO
di Noemi Galeano
Matricola n. 1000026286

Professoressa: Dott.ssa Signorelli


Tutor: Dott.ssa Azzara

A. a. 2020/2021
Durante il secondo semestre del primo anno (2020-2021), noi studenti del
corso di Laurea Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica, abbiamo avuto
l’opportunità di svolgere l’attività di tirocinio formativo presso il reparto
di Psichiatria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico "G.
Rodolico - San Marco" di Catania.
L’esperienza, curata dalla Professoressa Signorelli, ha potuto avere inizio
solo a marzo 2021, dopo aver sottoposto tutti gli studenti alla
vaccinazione contro il COVID-19, condizione che ha rallentato l’inizio delle
attività, previste anche per il primo semestre, sostituite inizialmente con
un corso a scelta dalla piattaforma online Coursera, offerto dall’Università
di Catania. L’attività ha avuto una durata di 400 ore, conclusosi a
settembre 2021.
Durante le prime settimane ci è stata data l’opportunità di vivere
l’esperienza ambulatoriale, in cui abbiamo potuto assistere a visite o
colloqui con pazienti psichiatrici, osservando così la messa in pratica
dell’esame psichico diretto, ossia l’analisi e la valutazione delle funzioni
psichiche del soggetto. Partendo quindi da un primo periodo di
osservazione, ci siamo poi spostati in reparto, dove abbiamo iniziato ad
approcciarci personalmente ai pazienti, provando ad organizzare delle
attività di gruppo in una saletta a noi riservata, utilizzando materiali
fornitoci dall’Università, tra cui giochi da tavolo come “Dixit”, “C’era una
volta” e “Feelinks”, prendendo spunto da un seminario seguito online su
“Come e perché usare giochi nella clinica e nei gruppi (Dixit, Carte di
Propp e Story Cubes)” con relatrice Valentina Mossa, consigliatoci dalla
Professoressa Signorelli.
Alla fine del mese di marzo è stata nominata la dottoressa Azzara come
nostra tutor, con la quale ci siamo riuniti ed abbiamo esposto lo
svolgimento delle nostre attività, chiarendo dubbi ed esigenze durante
incontri con cadenza settimanale. Con quest’ultima, abbiamo analizzato la
figura del Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica e approfondito il
concetto di Riabilitazione Psichiatrica in generale, ossia l’intervento
necessario per poter permettere al paziente di riacquisire e sviluppare
quelle capacità che, nonostante il disturbo psichico, gli consentano di
migliorare la qualità di vita nel proprio contesto sociale e familiare.
Abbiamo visto come si è evoluto storicamente il trattamento dei pazienti
psichiatrici, dalla Custodia alla Riabilitazione, e quanto sia influente il
ruolo della famiglia del paziente, tanto da dover prevedere un piano di
supporto anche per i familiari più stretti, i quali possono presentare delle
difficoltà a vivere quotidianamente i comportamenti disfunzionali del
malato.
Nei periodi successivi, ci sono stati proposti diversi tipi di laboratori, più o
meno pratici, tramite i quali siamo entrati a contatto con varie tipologie di
tecniche riabilitative, presentatoci da professionisti specifici per ogni
singola attività.

 Il primo laboratorio, tenuto dal professore Cannavò, ha avuto come


tema “L’uso della Fotografia all’interno di ambienti sanitari come
riabilitazione e/o psicoterapia”. Ci è stato spiegato dallo psichiatra
come le immagini possono diventare strumento di attivazione e
facilitatori per le relazioni, e come l’esperienza estetica può far
suscitare emozioni e stati d’animo. Ci sono state presentate diverse
attività che abbiamo personalmente messo in pratica, come provare
a inventare una storia tramite delle immagini, o analizzare e
raccontare le emozioni suscitate alla vista di una specifica foto. In
seguito all’incontro il professore Cannavò ci ha gentilmente regalato
un mazzo di foto che abbiamo stampato e utilizzato con i pazienti in
reparto, riuscendo ad applicare, in modo più o meno fedele, le
proposte del professore, con risultati apprezzabili. I pazienti hanno
mostrato interesse e curiosità, partecipando alle attività con
coinvolgimento e apertura al dialogo.

 Ci è stato poi proposto un percorso di quattro incontri, curato dal


dott. Grasso, incentrato sulla Musicoterapia, tecnica che utilizza la
musica come strumento terapeutico. L’organizzatore ci ha
raccontato della sua esperienza di musicoterapeuta presso la CTA
“Kennedy” di Adrano, per poi proporci diversi tipi di attività,
dall’utilizzo di strumenti musicali, al “gioco dello specchio” o
l’esperienza del “mare” con un telo copri-tutto. Lo svolgimento di
questi laboratori ha fatto emergere la capacità della musica, o dei
suoni in generale, di far sviluppare dei canali di comunicazione
alternativi, facilitare l’esplorazione della sfera emotiva e la
condivisione delle proprie emozioni, oltre che fornire dei benefici a
livello motorio, ad esempio per la coordinazione. Purtroppo, non
avendo i materiali, non abbiamo potuto sperimentare le attività con
i pazienti, se non la scrittura di una canzone, chiedendo ai
partecipanti di aggiungere via via un verso di fantasia cercando di
seguire un filo conduttore.

 Abbiamo avuto anche il piacere di avere come ospite la dott.ssa


Genitori, che ci ha parlato della Terapia Occupazionale, disciplina
riabilitativa che ha come obiettivo il raggiungimento del livello più
alto possibile di autonomia e indipendenza, lavorando sul recupero
e l’utilizzo ottimale delle capacità proprie dei pazienti. La dottoressa
ci ha raccontato della testimonianza della “Casa di Toti”, ossia una
struttura situata a Modica, definita “albergo-comunità”. Nato
dall’idea dei genitori di un ragazzino autistico (Toti), “l’albergo etico”
permette a ragazzi con disabilità di gestire la comunità residenziale,
svolgendo compiti lavorativi come stare alla reception e accogliere i
“turisti solidali”, il tutto chiaramente supervisionato da tutor
specializzati.

 Tra le altre attività presentatoci, la dott.ssa Leotta è venuta a


parlarci dell’Ippoterapia e la Riabilitazione Equestre. La prima è una
branca specializzata della pet therapy, che si avvale delle
caratteristiche del cavallo, addestrato, per migliorare lo stato di
salute del soggetto, il quale si approccia all’animale anche senza una
vera e propria partecipazione attiva. Al contrario la Riabilitazione
Equestre richiede un approccio attivo del paziente, attraverso
attività proprie dell’equitazione: dalla cura del cavallo, la relazione
con l’animale e l’attività motoria, grazie alle quali si possono avere
benefici relativi alla cura di sé, alla socializzazione e miglioramenti a
livello posturale e psicomotorio.

 Siamo stati ospiti presso l’ASP di Acireale, dove la dott.ssa Stevani ci


ha presentato la pratica della Danza-Movimento Terapia, tecnica
terapeutica che utilizza l’espressione e il movimento del corpo al
fine di favorire l’integrazione emotiva e fisica della persona. A
seguito di una breve introduzione teorica, la dottoressa ci ha fatto
provare una sessione pratica, dove in prima persona abbiamo
potuto riconoscere i benefici dell’utilizzo del corpo non solo per il
mantenimento fisico e il miglioramento della coordinazione, ma
anche come strumento d’espressione e mezzo di condivisione di
contenuti emotivi.
 L’ultimo laboratorio è stato curato dalla Dott.ssa Leali, psicologa
psicoterapeuta specializzata nello Psicodramma Analitico. Questa
pratica nasce dalla rivisitazione delle teorie e delle esperienze di J. L.
Moreno, secondo gli insegnamenti di Lacan e Freud. Lo
psicodramma analitico è fondato su tre punti focali principali: il
gioco, la parola e il gruppo come risorsa. L’attività consiste nella
drammatizzazione di una situazione problematica o sofferente
riportata da uno dei partecipanti di cui, sotto la supervisione di due
operatori con il ruolo di “animatore” e “osservatore”, si cerca di
elaborarne le dinamiche e trovarne una nuova posizione liberante.

Durante le ore di tirocinio con i pazienti abbiamo provato ad applicare il


più possibile ciò che abbiamo appreso attraverso i laboratori, oltre che
organizzare ulteriori attività utilizzando materiale fornitoci dalla dott.ssa
Azzara, in particolare prendendo ispirazione dai testi “Disegnare le
Emozioni” e “Il Disegno Brutto”, attività che hanno riscontrato un
notevole successo, sia a livello di partecipazione che coinvolgimento.
In conclusione, sento di ritenermi soddisfatta da questa mia prima
esperienza di tirocinio formativo. Ho ampiamente arricchito le mie
conoscenze riguardo le varie tecniche riabilitative, imparato un metodo di
approccio con il paziente psichiatrico, iniziato ad avere l’idea del lavoro in
equipe e avuto la possibilità di “toccare con mano” ciò che
contestualmente sto studiando a livello teorico. Forse per la mia passione
e predisposizione per le arti performative, tra le attività proposte, quelle
che ho maggiormente apprezzato e seguito con più interesse sono state
quelle di Musicoterapia, Danza-Movimento Terapia e Psicodramma
Analitico, le quali mi piacerebbe approfondire, e che spero che un giorno,
facciano parte della mia carriera lavorativa.

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