Sei sulla pagina 1di 4

Il Presidente della Repubblica

1.ALLE ORIGINI DELL FIGURA PRESIDENZIALE


Ogni ordinamento statale conosce una figura istituzionale che lo rappresenta nella sua interezza e nella sua
unit. Questa figura si usa chiamare capo dello stato, espressione che richiama lidea di un soggetto che sta
in posizione pi alta di tutti. Quasi sempre capo dello stato un organo monocratico, costituito cio da una
sola persona. Il capo dello stato pu essere: a) un presidente della repubblica di estrazione rappresentativa;
b) un monarca di estrazione ereditaria. In Europa fino al 1875 cerano solo monarchie, ancora oggi, di 28
stati membri, 7 sono monarchie. Ma almeno in Europa i capi di stato ereditari hanno da gran tempo
perduto sostanzialmente le loro attribuzioni di natura politica, proprio perch mancano di legittimazione
rappresentativa. Lo stesso non si pu dire invece dei capi di stato di derivazione direttamente o
indirettamente rappresentativa. In alcuni casi questi ultimi sono espressamente dotati di importanti
attribuzioni in quanto presidenti che sono titolari di potere esecutivo. Ma comunque la Costituzione
stessa ad affidare al presidente compiti di arbitrio o di garante del funzionamento delle istituzioni.
2.IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: ELEZIONE E DURATA IN CARICA
Il presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune integrato da 58 delegati
regionali, si volle includere una rappresentanza delle regioni in modo da allargare la base di legittimazione
di un presidente chiamato dallart. 87 Cost. a rappresentare lunit nazionale. Unico requisito essere un
cittadino che abbia compiuto i 50 anni di et e goda dei diritti politici e civili. Va da s la carica non
compatibile con nessunaltra. Non vi limite al numero dei mandati. La durata della carica di 7 anni,
uguale a quella fissata dalle leggi costituzionali francesi del 1875 per il presidente della Terza Repubblica.
una carica di notevole lunghezza. Ci lo svincola da legami politici immediati con lorgano che lo elegge: in
nessun caso un presidente potrebbe essere rieletto dalle medesime assemblee parlamentari e da delegati
dei medesimi consigli regionali. Il presidente gode di un assegno personale e di una dotazione finanziaria,
entrambi fissati per legge( art.84.3Cost) . La legge 1077/1948 ha istituito un apparato amministrativo
autonomo che risponde direttamente al presidente ,il segretario generale della presidenza della
Repubblica, posto al capo di una struttura organizzata in uffici e servizi nella quale lavorano 1700 persone
per un totale di 228 milioni di euro lanno. Qualora il presidente non sia in grado di adempiere
temporaneamente alle sue funzioni per qualsiasi ragione, lesercizio passa al presidente del Senato:
listituto viene chiamato supplenza. Il presidente che cessa dalla carica, salvo in caso di destituzione da
parte della Corte Costituzionale diventa senatore di diritto a vita, a meno che vi rinunzi.
3.LE ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Secondo la Costituzione italiana, il presidente della Repubblica il capo dello Stato e rappresenta lunit
nazionale (art 87.1Cost): si tratta di una figura che, come si evince dal modo di elezione, non ha funzioni di
indirizzo politico, bens, secondo la dottrina prevalente, funzioni di garanzia. Poich nessunaltra definizione
si ritrova nella nostra carta fondamentale, la figura del presidente della Repubblica va ricostruita sulla base
delle attribuzioni giuridiche che essa gli riconosce e della prassi che si affermata dal 1948 in poi.
Secondo lart. 89Cost, gli atti del presidente non sono riconosciuti come validi se non sono controfirmati da
una componente del governo. La controfirma ministeriale nelle origini istituto monarchico corrispettivo
della inviolabilit della figura del sovrano: proprio in quanto questi non era sottoponibile a sindacato sotto
alcun profilo, i ministri, cio i pi alti funzionari da lui nominati e suoi pi diretti collaboratori, firmando gli
atti del re assumevano su di s ogni responsabilit giuridica. Ora lart 89 fa riferimento alla necessaria
controfirma dei ministri proponenti che ne assumono la responsabilit. La previsione dellobbligo di

controfirma per tutti gli atti del presidente, nessuno escluso, secondo il modello dello Statuto albertino, ha
confuso le cose, e spiega perch da oltre sessantanni i disputa intorno al carattere sostanziale o
meramente formale, di molti dei suoi poteri.
I poteri presidenziali:
In ordine alla rappresentanza esterna. Il presidente accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i
trattati, dichiara lo stato di guerra, effettua visite ufficiali allestero sempre accompagnato da un membro
del governo.
In ordine allesercizio delle funzioni parlamentari. Il presidente nomina fino a cinque senatori a vita, pu
convocare le Camere in via straordinaria, indice le elezioni e fissa la prima riunione delle nuove Camere,
pu inviare loro messaggi o scioglierle.
In ordine alla funzione legislativa. Il presidente promulga le leggi approvate dal Parlamento e pu con
messaggio motivato chiedere un nuova deliberazione, essendo obbligato a promulgare in caso che questa
ci sia; autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge del governo, emana gli atti del governo
aventi forza di legge.
In ordine alla funzione esecutiva e di governo-indirizzo. Il presidente nomina il presidente del Consiglio e, su
proposta di questo, i ministri e conduce a tal fine le consultazioni che ritiene utili e che la prassi gli
suggerisce; accoglie il giuramento del governo e ne accetta le dimissioni, autorizza la presentazione dei
disegni di legge del governo, emana i decreti legislativi e i decreti legge, nonch i regolamenti del governo,
nomina i funzionari dello stato di grado pi elevato, conferisce le onorificenze della Repubblica, ha il
comando delle forze armate e presiede il Consiglio supremo di difesa.
In orine allesercizio della sovranit popolare. Il presidente indice, oltre che le elezioni delle nuove Camere,
anche i referendum previsti dalla Costituzione , inoltre dichiara lavvenuta abrogazione della legge
sottoposta a referendum.
In ordine allesercizio della giurisdizione costituzionale, ordinaria e amministrativa. Il presidente nomina un
terzo dei giudici della Corte costituzionale, presiede il Consigli superiore della magistratura, pu concedere
la grazia e commutare le pene.
Vi sono poi anche alcuni atti che si ritiene il presidente possa compiere senza controfirma: pu dimettersi,
pu fare dichiarazioni informali in pubbliche occasioni, senza impegnare le istituzioni che rappresenta, ma
come semplice manifestazione di personali opinioni (le cosiddette esternazioni).
Un esempio di dove possa portare lirrisolta ambiguit del testo costituzionale in materi di attribuzioni
presidenziali venuto dalla controversia sullesercizio del potere di grazia e sul rispettivo ruolo del capo
dello Stato e del ministro della giustizia. Liniziativa della grazia spetta in effetti sia al ministro sia, per prassi
consolidata, al presidente. Tuttavia la necessit della controfirma ha permesso al ministro di bloccare il
provvedimento nel caso in cui non lo condividesse. Tuttavia i conflitto di attribuzione sollevato dal
presidente della Repubblica Ciampi contro il ministro della giustizia nel 2005 stato risolto dalla sent.
200/2006 nel senso di ritenere la grazia una potest decisionale del capo dello Stato quale organo super
partes.

4.LA RESPONSABILITA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Lart. 4 dello Statuto albertino affermava che la persona del re sacra e inviolabile. Nella costituzione
repubblicana non esiste una prerogativa del genere. Essa per prevede trattamenti diversificati non in
termini di privilegio, per coloro che ricoprono determinate cariche, per garantire lautonomia e la libert
nellassolvimento delle funzioni che a essi sono attribuite.
Lart. 90Cost. prevede cos una forma di irresponsabilit del presidente per tutti gli atti compiuti
nellesercizio delle sue funzioni, a meno che non si sia macchiato di due reati: alto tradimento ed attentato
alla Costituzione. La prima ipotesi vuole identificare la fattispecie di una collusione con potenze straniere; la
seconda vuole identificare non gi qualsiasi violazione della carta costituzionale, ma solo quelle che siano
tali da mettere a repentaglio caratteri essenziali dellordinamento. Il procedimento per far valere la
responsabilit de capo dello Stato per i reati presidenziali di cui sopra si articola in due fasi:
-

La prima la messa in stato di accusa da parte del Parlamento in seduta comune con voto a
maggioranza assoluta;
La seconda il giudizio della Corte costituzionale, in questo casa integrata da 16 componenti
estratti da un elenco di 45 nomi compilato dallo stesso Parlamento in seduta comune ogni 9 anni, il
che indica lintenzione del costituente di assicurare un giudizio che tenga comunque conto della
valenza politica di casi del genere, ma nel quale i giudici siano predeterminati.

Il procedimento di accusa parlamentare si articola in due fasi:


-

Listruttoria condotta dal comitato parlamentare per i procedimenti daccusa con conseguente
indagine preliminare (interrogatori, testimoni). Tale attivit pu concludersi o con un
provvedimento di archiviazione per manifesta infondatezza delle accuse, o con una relazione da
presentare al Parlamento in seduta comune contenente le conclusioni cui giunto il comitato,
favorevoli o contrarie allaccusa. Dopo latto di accusa, con decisione della corte, il presidente pu
essere sospeso dalla carica in via cautelare. Il giudizio della Corte costituzionale in composizione
integrata si divide in tre fasi procedimentali: 1) attraverso listruttoria, condotta dal presidente
della Corte costituzionale, si acquisiscono tutti gli elementi di prova ritenuti utili per la decisione.
Successivamente si apre 2) il dibattimento, durante il quale le parti, in contraddittorio tra loro,
discutono sulle risultanze dellistruttoria e fanno le loro richieste. La Corte si riunisce quindi in
camera di consiglio per 3) la decisione finale, che potr essere in assoluzione o condanna. In caso di
condanna potranno essere applicate le pene fino alla misura massima prevista dalla legislazione
vigente al momento della commissione dei fatti. Inoltre potranno essere applicate le sanzioni civili,
amministrative e costituzionali (la destituzione) adeguate al caso. La sentenza cos emessa
definitiva e non pu essere impugnata in alcun modo, a eccezione delle ipotesi di revisione.

5. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NELLA PRASSI da leggere sul libro pagg.372-377


6. IL POTERE DI SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE
Sul potere di scioglimento delle Camere necessario dire alcune parole in pi. Il presidente della
Repubblica deve consultare previamente i presidenti delle due Camere, il cui parere non vincolante.
Inoltre egli non pu esercitare il potere di scioglimento negli ultimi sei mesi di mandato ( il semestre bianco
art. 88.2). il potere di convocare elezioni anticipate, accortamente usato, un fondamentale strumento di
stabilizzazione del governo parlamentare: la sola minaccia di farvi ricorso serve pi che luso di esso, perch
ai parlamentari in carica non piace mai il rischio legato a nuove elezioni. Proprio per questo uno

strumento politico per eccellenza. Anche per lo scioglimento come per le altre attribuzioni presidenziali
sussiste la regola indefettibile che nessun atto del presidente valido in assenza di controfirma. Ci
giustifica opinioni dottrinali diverse e ha permesso prassi legittime, ma via via differenti. La tesi dello
scioglimento come potere presidenziale, specie negli ultimi ventanni, come si visto, ha avuto invece
importanti riscontri ed stata espressamente rivendicata dal presidente stesso, come ha fatto Napolitano
in varie occasioni. Essa sostenuta, da quanti, nel quadro di una interpretazione sostanzialmente dualista
della forma di governo italiana, ritengono che il presidente della Repubblica possa e debba esercitare
funzioni arbitrali attive al fine di garantire quel buon funzionamento del governo parlamentare che i partiti
politici non riescono ad assicurare.