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Bookfarm

in collaborazione con

Manage your life


scuola di formazione
Formazione per tutti: singole persone e organizzazioni

“Dalla percezione al destino: modelli di apprendimento per


generare il nuovo a partire da sé.”

www.bookfarm.eu - www.manageyourlife.it
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Bookfarm.eu e Manage your Life potranno concedere a pagamento l’autorizzazione a


riprodurre una porzione non superiore a un quindicesimo del presente volume. Le
richieste vanno inoltrate al seguente indirizzo e-mail:

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Informazioni sul copyright

Autore: Manage Your Life

Titolo: Disponi della tua vita.

Copyright: 2010 © Licenza Standard – Tutti i diritti sull'opera sono riservati

Paese: Italia

Edizione: Prima – Bookfarm.eu 2010 – Manageyourlife.it

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Introduzione:

Disponi della tua vita

Disporre della propria vita è essere liberi dentro, attraverso un processo


di apprendimento continuo che dà vita a nuove comprensioni e apre ad
una creatività frutto del momento presente.

«Si può essere veramente liberi ?»

«Si può davvero scegliere e disporre pienamente della propria vita ?»

A queste e altre domande abbiamo provato a dare una risposta, una


risposta mutevole, che si trasforma e che segue il movimento della vita,
in continua evoluzione.

E come altro potrebbe essere ?

La ricerca di certezze, di soluzioni rapide e di risposte preconfezionate, è


perseguibile, impegna molto però e appena credi di aver “capito come si
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fa” ecco che la vita ti cambia le carte in tavola e la soluzione che credevi
di avere “in mano” non va più bene!

Così abbiamo orientato i nostri sforzi a comprendere come apprendere ad


essere donne e uomini sempre nuovi, generativi, creativi e innovatori, in
grado di dare risposte appropriate alla vita, capaci di seguire il flusso,
senza sforzi, senza sofferenza, senza conflitti.

Chi apprende ridisegna il proprio punto di vista e le proprie relazioni.


F. Varela

Ogni nuova conoscenza acquisita è un salto di qualità

Nel corso della vita siamo costantemente impegnati in un processo di


nuovi apprendimenti che ci coinvolgono nella sfera privata e in quella
sociale.

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Ogni nuova conoscenza acquisita è quindi un salto di qualità per noi
stessi ma anche per il nostro sistema, familiare, professionale, sociale,
che aumenta la consapevolezza di sé innalzandola ad un gradino più alto
nella scala della autorealizzazione e dello sviluppo della coscienza.

Per evolvere è necessario imparare a riconoscere ciò che ci limita,


osservarlo, lasciarlo essere e, da uno spazio di coscienza più ampio,
trasformarlo.

In questo breve libro vi proporremo alcuni temi, alcuni spunti di


riflessione che hanno contribuito a cambiare, arricchendola, la nostra vita
e che, nella nostra attività quotidiana, offriamo ed esponiamo al confronto
di colleghi, studenti e di noi stessi.

Questi sono i nostri percorsi, quelli di oggi, poiché siamo sempre in


evoluzione, dunque mai uguali; per questo i percorsi che proponiamo
sono circolari: rispecchiano il movimento costante della vita.
Non si esauriscono ma accrescono di significato e di rilevanza man mano
che ci mettiamo in gioco, in relazione con la nostra capacità di presenza e
consapevolezza.

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L’esperienza che facciamo insieme, nelle aule dei seminari e dei corsi,
trae un vantaggio particolare dalla funzione speculare del gruppo: si
apprende e si comprende ascoltando e partecipando al vissuto e al lavoro
dei compagni di corso. Come a dire che “tutto è uno”, e l’apprendimento
di uno è apprendimento di tutti.

Le capacità di cambiare sono apprendibili, insegnabili e trasferibili; si


acquisiscono attraverso un processo di auto-esplorazione. Si tratta di una
svolta che avviene attraverso l'acquisizione di informazioni interne che
fanno si che il sistema raggiunga una nuova frontiera, una massa critica,
una modifica ed un momento di illuminazione interiore.

Ci piace concludere questa breve introduzione con una osservazione di


Galileo, che condividiamo quotidianamente:

“Non si può’ insegnare nulla. Si può solo aiutare a trovare la saggezza


dentro di sé.”

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E sappiamo con certezza che dentro ognuno di noi la saggezza c’è, è lì da
sempre, magari sopita, magari distratta o semplicemente in attesa di
essere portata a coscienza.

Buona lettura !

Lo staff di Manage your life

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1)Dalla percezione al destino

«A metterci nei guai non sono tanto le cose che non sappiamo. Sono le
cose che crediamo di sapere, ma che non sono vere.»

Artemus Ward, scrittore

Una nostra straordinaria docente ci ha portato un giorno una breve


tabella, il tracciato di un percorso: «l’ho trovata in un internet point, in
India, non so che provenienza abbia, ma definisce in modo straordinario i
punti chiave del nostro lavoro». Dopo una breve perplessità iniziale a poco
a poco una sorta di febbrile eccitazione ha cominciato a girare nel nostro
gruppo di lavoro che si è riunito subito in una specie di assemblea
straordinaria con all’ordine del giorno, l’esplorazione della tabella per
valutarne l’utilità e la eventuale adozione nei programmi formativi.

Dopo averla a lungo esplorata, discussa, rivoltata e rigirata, collegata,


ampliata, arricchita, semplificata, criticata … Insomma! Dopo uno di
quegli interminabili incontri dove ci mettiamo a nudo con le nostre
intuizioni e la nostra creatività, ma anche con le nostre paure e diffidenze,

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con il nostro senso critico e con il bisogno di comprendere sino all’ultima
molecola di ogni nuovo significato; alla fine ci siamo arrese a questo
regalo che con una “straordinaria sincronicità” ci era arrivato, da uno
sperduto internet point indiano, sulle nostre poltroncine per i colloqui a
Firenze.

In che modo c’è una relazione fra la percezione e il destino ?

“Accetta ciò che ti arriva intessuto nella trama del destino; che cosa
infatti potrebbe adattarsi meglio ai tuoi bisogni?”

Marco Aurelio

Quando facciamo riferimento ad una qualunque delle tante esperienze


della nostra vita, dall’esperienza di bere il caffè la mattina al vissuto di
una relazione difficile, di una malattia, di una passeggiata al sole o di una
lite con il capoufficio, sappiamo ora, - ormai con certezza - che ci stiamo
riferendo ad una qualità percettiva dell’esperienza che è assolutamente
soggettiva. Possiamo intenderci genericamente sul sapore del caffè e sulla
colazione al bar ma l’esperienza vissuta è unica e diversa per ciascuno di
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noi. Così abbiamo ormai assunto – con conferme e validazioni del mondo
della scienza - che l’esperienza di quella che chiamiamo realtà è
un’esperienza soggettiva e unica.

Ecco in sintesi il tracciato della nostra tabella; un percorso facile e


intuitivo da leggere, ma molto, molto più interessante da integrare nella
nostra vita quotidiana:

PERCEZIONE

L’esperienza del momento è percettiva e soggettiva, sia a livello spaziale


che emotivo, evocativo o sensoriale. La percezione è un’attività
complessa che integra i processi provocati dai fenomeni del mondo
esterno (che stimolano i nostri organi di senso) con altri elementi che
derivano dalla nostra esperienza passata.

PENSIERO

La percezione del momento genera un pensiero, che può essere lineare o


non lineare e può emergere in forma di immagine o voce interiore.

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LINGUAGGIO

Il moto successivo è l’espressione sia verbale che non verbale


(ricordiamo che il 93% della comunicazione avviene attraverso il
linguaggio corporeo e solo il 7% si riferisce alle parole) scaturita dai
passaggi precedenti.

COMPORTAMENTO

Ciò che abbiamo verbalizzato diviene poi un comportamento agito.

ABITUDINI

Comportamenti ripetuti diventano abitudini.

CARATTERE

Le abitudini determinano il nostro carattere, il modo in cui gli altri ci


vedono.

DESTINO

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Il carattere determinerà le nostre scelte fino, in estrema sintesi, a
determinare in qualche modo finanche il nostro Destino.

Quindi se interpreto il mondo attraverso il non sentirmi all’altezza, o il


non sentirmi abbastanza bravo o brava, interagirò con l’ambiente in
risposta a questa percezione interiore; attuando scelte di livello “non
abbastanza …” confermando quella mia percezione di partenza e
confermando proprio quel particolare Destino che appartiene a chi “non si
sente all’altezza”.

Come uscire da questa illusione della realtà ?

Dal circolo vizioso al circolo virtuoso

Il primo strumento da acquisire è lo stato di Consapevolezza o Presenza.

Da uno spazio di presenza, impari a cogliere le percezioni che hai di te,


dei tuoi vissuti, del mondo che ti circonda e soprattutto del mondo che tu
stesso/a attraverso queste percezioni crei. E puoi comprenderne i
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passaggi e le implicazioni acquisendo così la libertà di ridefinire sensi,
significati e interpretazioni a partire dal tuo mondo interiore, dal tuo
modo di percepire la vita nell’adesso, preferendo così per te stesso/a
nuove possibilità e un nuovo mondo.

Approfondiamo ancora un poco …

Il modo in cui percepiamo quella che chiamiamo realtà è, sì, determinato


dalle nostre esperienze, ma è influenzato, in primis, dal nostro sistema
familiare. Quando veniamo al mondo entriamo a far parte di una
comunità, la famiglia, che ha già una sua lunga storia di esperienze e che
quindi ci trasmette - soprattutto a livello inconscio - anche significati,
sensazioni, preferenze, emozioni ecc …

Le percezioni, i significati e i modelli familiari vengono appresi in maniera


“sistemica”.

Nel momento in cui comprendiamo che la nostra percezione, il nostro


significato attribuito ad una esperienza, deriva da un modello appreso

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possiamo scegliere se è ancora attuale e valido per noi o se è tempo di
svincolarlo dal nostro modo di essere.

Indipendentemente da dove abbiamo appreso i nostri modelli percettivi


possiamo comunque modificarli, ridisegnarli, partendo dal nostro “essere
nel presente” e mettendo in atto un movimento che genera cambiamento.

Le percezioni generano pensieri e la nostra società ha dato un forte


significato al pensiero, al punto che esso determina ciò che si considera e
si chiama “la verità”.

Sappiamo invece ora, ma anche gli antichi lo sapevano benissimo, che il


pensiero ha un carattere mutevole, esso non è la realtà e i nostri pensieri
sono determinati sia da fattori esterni, sia da fattori collettivi che dal
nostro stato del momento.

Porsi in una posizione di “osservazione dei pensieri” ci permette di creare


uno spazio di apertura in cui ci si distacca dall’ identificazione con essi
(sono ciò che penso) per accogliere l’esperienza del momento.

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PENSIERO
PASSATO FUTURO

Il pensiero, abusato troppo spesso nella nostra cultura, nasce dall’


esperienza passata e si proietta nel futuro, mancando così il momento
presente: unico spazio in cui si è in uno stato di reale benessere e
creatività.

Educare la mente al “momento presente” permette di usare


questo straordinario strumento per generare nuove reali
possibilità.

Pescare fra le memorie del passato e proiettare scenari nel futuro


risponde ad un tentativo della mente – usata impropriamente - di
proteggerci da esperienze negative che potrebbero ripetersi ma poiché la
realtà non è mai uguale quasi sempre il risultato è di farci vivere con
paura il futuro.

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Il vano tentativo della coazione a ripetere

Talvolta i momenti di conflitto non elaborati rimangono aperti nel nostro


sistema e ci portano verso quella che si chiama coazione a ripetere.

La coazione a ripetere è una coercizione a compiere ripetutamente le


stesse azioni; è il principio per cui una persona cerca di superare
qualcosa di irrisolto, che affonda le radici nel remoto passato,
rimettendosi nelle identiche circostanze che provocarono quell’antica
difficoltà nel tentativo di dare un finale diverso.

“Ci sono persone – scrive Freud – che danno l’impressione di essere


perseguitate da qualche fato maligno o possedute da qualche potenza
‘demoniaca’; ma la psicoanalisi è stata sempre del parere che il loro

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destino è in massima parte da essi stessi fabbricato, oltre ad essere
determinato da influenze stabilite nella prima infanzia”
(S. Freud, Introduzione al narcisismo, in Psicologia e metapsicologia,
Newton Compton, Roma 1992).

Tutto ciò che del passato non è risolto viene riversato nell’esperienza
futura con la soluzione già appresa, impedendoci l’apertura ad uno spazio
creativo da investire nel futuro.

Solo soffermandoci sul momento presente, sul momento che


stiamo vivendo, attraverso la consapevolezza di ciò che sta
accadendo, attraverso quel canale straordinario che è il nostro
C OR PO , possiamo darci nuove possibilità di lettura e nuove
possibilità di relazione con la vita, al di là del pregiudizio, delle
aspettative e dell’apprendimento passati.

Interrompiamo così il circolo vizioso del proiettare nel futuro le esperienze


del passato e apriamo il nuovo circolo virtuoso che genera il nuovo a
partire dal momento presente.

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“Le modificazioni del pensiero dipendono totalmente dalle sensazioni,
dallo stato del nostro fisico; l'animo nostro corrisponde in tutto alle
varietà ed alle variazioni del nostro corpo. Un fatto, perché noi sentiamo
corporalmente il pensiero”
Giacomo Leopardi.

I pensieri generano emozioni ed hanno effetto sulla nostra


fisiologia

“La voce nella testa racconta una storia a cui il corpo crede e alla quale
reagisce. Queste reazioni sono le emozioni. Le emozioni, a loro volta,
nutrono energeticamente i pensieri stessi che le hanno create in origine.
Questo è il circolo vizioso tra pensieri inconsapevoli ed emozioni e così
nasce il pensiero emozionale e si costruisce la storia emozionale” (Eckhart
Tolle)

La mente si muove nel corpo, i pensieri influiscono su sensazioni fisiche


emozioni e fisiologia: pensa ad una persona cara che hai perduto, sentirai
calare nel corpo l’emozione della tristezza; pensa a ciò che ti fa paura,

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sentirai crescere anche questa emozione, accompagnata dal trattenere il
respiro, dall’irrigidirti nel corpo ecc …

L’emozione si compone di sensazioni somatiche; infatti le sensazioni


corporee sono i “componenti” dell’emozione.

Le emozioni, generate dalle nostre abituali mappe mentali, dalle nostre


abitudini, sono stimoli che caratterizzano le nostre giornate, modificano il
nostro stato d’animo e il nostro corpo.
Se sono positive ci motivano e ci danno carica ed energia, se non lo sono
ci ritroviamo demotivati e scarichi.

Ma le emozioni mutano e con esse può mutare il nostro modo di


approcciarci alla vita.

Le emozioni, come i pensieri che le generano, devono essere liberate


dall’abitudine.

Le abitudini danno sicurezza ma assopiscono il corpo e non permettono


l’evoluzione;
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ci proteggono ma ci addormentano sulle sensazioni corporee e abbassano
il nostro livello di energia.

Le abitudini innescano il “pilota automatico” delle nostre reazioni:


ad una certa percezione, che poi corrisponde ad un certo – conosciuto -
pensiero facciamo corrispondere una emozione prestabilita e, quando
non si è attenti a sé, automaticamente si propone la stessa RE-azione.

Se mente ed emozioni influenzano la nostra fisiologia, attraverso


l’intelligenza del nostro corpo possiamo comprendere il tracciato inconscio
che percorriamo per giungere da una percezione ad una abitudine ed
anche influenzare positivamente il percorso inverso!

Il corpo è uno straordinario canale di verità, ci mostra ciò che


è vero in noi proprio in questo momento. Ci dice chi siamo e
dove siamo nel momento presente.

Attraverso il corpo possiamo imparare a riconoscere quel mix di


sensazioni-emozioni, avere consapevolezza della loro provenienza - da

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quale pensiero sono originate - e sapere dove ci stanno portando;
possiamo così scegliere quale direzione prendere.

Gli stati emotivi non sono fissi bensì costituiscono un potente serbatoio
d'energia dinamica che ci aiuta a raggiungere gli obiettivi prefissati anche
a fronte di difficoltà "ambientali"; altre volte ostacolano la nostra vita e ci
sottraggono molte energie.

Avere familiarità con gli stati emotivi significa anche imparare a capire
quanta della nostra consapevolezza è tendenzialmente orientata
all'esterno, fuori da noi, e quanto all'interno;

Imparare a sentire gli effetti fisiologici che scatenano in noi le esperienze


con le quali veniamo a contatto significa imparare a ristrutturare le
esperienze difficili e a prevenirne di nuove maturando una chiara
comprensione di quelle che sono le nostre risorse interne - comprese
quelle finora inutilizzate.

2) Una Scuola per lo sviluppo personale

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“… come un bambino di otto anni che sta andando a scuola in un
mattino di primavera. Qualunque cosa
può farmi fermare per guardare
e meravigliarmi, e talvolta imparare”
(Kurt Vonnegut, 1963)

Un’importante tappa di un percorso di sviluppo personale, per stare


meglio con sé stessi e nelle relazioni, è costituita dall’ accrescere la
consapevolezza di sé e imparare a cambiare contesto, sviluppare la
capacità di essere mentalmente flessibili e aperti, riconoscendo che la
mente è solo uno dei nostri “strumenti” e saperne coglierne le illusioni .

Le fasi del cambiamento

Il cambiamento è costituito da vari passaggi che avvengono in maniera


interdipendente fra loro:

• Riconoscere uno stimolo verso un obiettivo.

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Per riconoscere degli stimoli dobbiamo essere consapevoli del
nostro corpo e dell'informazione che la nostra mente inconscia
elabora.

• La capacità di essere consapevoli.


Quando c'è uno stimolo, la nostra consapevolezza si apre ad esso;
diventiamo più attenti e sensibili a cose che magari abbiamo anche
ignorato in passato. Diventiamo più aperti a nuove idee, pensieri,
tematiche delle quali prima non ci interessavamo.

• L'abilità di spostare l'attenzione.


In seguito ad un ampliamento della nostra consapevolezza, avviene
un'interazione dinamica fra questa nuova dimensione consapevole e
la focalizzazione della nostra attenzione sullo stimolo. Osserviamo
in maniera più mirata e la nostra attenzione evolve, spostandosi su
più oggetti; riusciamo a percepire ciò che è dentro e fuori di noi. La
consapevolezza aumenta e l'apprendimento inconscio, interagisce
con il livello conscio; integrando nuove percezioni e riordinando le
nostre cognizioni in un nuovo ordine.

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• L'emergere della volontà.
Ad un certo punto, attraverso il cambiamento della nostra
attenzione, decidiamo ciò che vogliamo prediligere. Il nostro
sistema si allinea su un proposito, un obiettivo da raggiungere, una
missione da realizzare.

• L'evento scatenante.
Accettiamo consciamente di mettere in pratica o di raccogliere lo
stimolo che inconsciamente ci ha predisposto al cambiamento.
Sappiamo ciò che vogliamo, anche se a volte questi eventi
scatenanti rappresentano delle crisi o dei momenti difficili della
nostra esistenza. I punti di svolta o i momenti di scelta sono dei bivi
davanti ai quali siamo posti durante il percorso della nostra vita e
conducono ad una trasformazione interiore che ci dà la
consapevolezza di un nuovo apprendimento

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Automotivarsi e il passaggio dal “bisogno” al “desiderio”

Emozioni e Motivazioni condividono la stessa radice etimologica nelle


parole latine “emovere” e “movere”

In senso stretto:

emozione = muovere fuori -> la sensazione di essere mossi da ciò che si


prova;

motivazione = muovere verso -> ciò che ci muove rispetto a qualcosa

Siamo fortunati !

Nella nostra esperienza di vita non abbiamo più tutte le energie


impegnate nella sopravvivenza: la soddisfazione, dei principali bisogni
umani è stata per lo più raggiunta, almeno nella nostra società;

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ci stiamo muovendo attraverso la “Realizzazione dei desideri” o la
“Autorealizzazione” partendo dal punto più alto della conosciuta scala dei
bisogni di Maslow.

Quale è la differenza tra bisogno e desiderio ?

Un “bisogno” soddisfa le necessità di sopravvivenza con la garanzia di un


livello che oltre a preservarci fisicamente permetta anche uno stile di vita
con un sufficiente livello di gratificazione.
Soddisfare un bisogno ci permette di non stare in uno stato indesiderabile
come quello della mancanza, della sofferenza e della frustrazione.

Ma al culmine del soddisfacimento dei bisogni, sentiamo la necessità di


ampliare e allargare le nostre esperienze emerge il “desiderio” di
acquisire nuove capacità e di sperimentarsi in nuovi campi: di realizzarsi
attraverso salti di qualità.

Il “desiderio” dunque è una energia potente, che muove dal piacere e non
dalla mancanza, che ci spinge ad allargare il campo dell'esperienza, che
sostiene e dà impulso all'autorealizzazione e che ci fa muovere da uno

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stato realizzato ad uno maggiormente appagante e soddisfacente, sia che
si parli di realizzazione professionale, personale, trans personale o anche
spirituale.

La capacità di motivarsi e motivare, sfruttando l’energia dei nostri


desideri si può apprendere accrescendo il proprio potenziale interno
attraverso la creazione di nuove possibilità.

Possiamo imparare a riconoscere i nostri vincoli, le nostre risorse e i


nostri obiettivi riscattandoci dai filtri che non ci permettono di avere una
adeguata autostima e motivazione per ottenere il meglio da Sé.

Alla base della capacità di accrescere il nostro potenziale di sviluppo ci


sono elementi che quando vengono compresi e acquisiti rafforzano il
nostro senso di poter progettare ed essere protagonisti attivi del nostro
cambiamento positivo:

responsabilità: ciò che accade dipende da te e non da cause esterne;


credendo il contrario - ‘deresponsabilizzazione’ - ti rendi passivo/a;

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positività: impari a investire psicologicamente su ciò che c'è anziché
perdere forza occupandoti di ciò che non c’è;

valorizzazione: impari a investire sulle caratteristiche positive che


possiedi, a usare l'autovalorizzazione come base di stimolo per
svilupparsi ed acquisire nuovi motivi di autovalorizzazione. Un
investimento contrario sminuirà il tuo valore e ti farà mancare la base per
poterti orientare alla crescita e al miglioramento;

fiducia di adeguatezza: la fiducia di saper trovare dentro di te le risorse


necessarie quando ne avrai bisogno. Il contrario ti farà stare
costantemente nel timore di non saperle trovare pur avendole;

speranzosità e ottimismo: investimento psicologico non solo sull’aver


paura che … sul timore, ma anche sulla speranza che ciò che non è
prevedibile, ed è realmente fuori dal tuo controllo, può avere natura e
conseguenze positive;

interità: ogni persona è portatrice della propria completezza, ed è


compiuta anche nei suoi diversi aspetti quali quello emozionale e

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razionale, maschile e femminile ecc... Credere il contrario porta a
separare gli ambiti della vita impoverendoli.

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3) Conclusioni

Il bisogno di conoscenza è una necessità che si sviluppa con la maturità e


l’acquisizione di esperienza porta l’individuo a ri-vedere i propri processi
di apprendimento e a stimolare la percezione di sé alimentando un
percorso continuo di autosviluppo.

In tal caso, che ne siamo consapevoli o meno, come individui stiamo


costantemente rispondendo a questo bisogno; stiamo cercando, non solo
individualmente ma con tutta la nostra collettività e in tanti modi
differenti, di raggiungere il “mozzo della ruota”, il centro della coscienza,
l’autosviluppo, l’evoluzione.

Stiamo perseguendo il cambiamento di qualità della nostra vita, della


nostra coscienza, del nostro destino.

Possiamo equipaggiarci ed apprendere, donne e uomini nuovi, come


raggiungere uno stato di equilibrio e benessere e generare relazioni

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personali e professionali più autentiche, basate sul rispetto e sulla
consapevolezza.

Corpo e mente sono costantemente impegnati a perseguire e preservare


un’unità sistemica integrata, mentre il continuo aumento della
complessità delle connessioni in atto procede. Prestare attenzione
consapevolmente al momento presente influenza in modo diretto e
benefico il funzionamento del corpo e del cervello, della vita interiore,
soggettiva - con i suoi sentimenti e pensieri - a beneficio totale di un
trasformazione positiva della relazione con sé e delle relazioni
interpersonali contribuendo a creare una nuova coscienza.

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4) Manage your life, una Scuola per la formazione permanente
dell’adulto

L’educazione degli adulti è stata probabilmente la primissima forma di


educazione sistematica.

Tutti i grandi maestri dei tempi antichi, come :

Confucio, Lao Tzu, Aristotele, Socrate,Cicerone,

insegnavano ad adulti e non ai bambini.

Grazie alle loro esperienze con gli adulti, questi maestri consideravano
l'apprendimento come un processo di ricerca attiva, non come
una ricezione passiva di contenuti, ed concepirono di conseguenza
tecniche per coinvolgere attivamente i discenti.

Manage your life nasce con lo scopo di soddisfare questo bisogno.

Professionisti della consulenza e della formazione offrono un contenuto


metodologico di apprendimento che, partendo dalla centralità e dall’
unicità della persona, favorisce la trasformazione personale e di gruppo,
agevola la comprensione e il raggiungimento di un livello superiore di
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benessere personale che rende possibile il miglioramento di qualità ed
efficacia individuale e di gruppo nel rispetto dei vari sistemi che
compongono la complessità della struttura umana e organizzativa.

Manage your life è in particolar modo attenta alle due anime del
benessere delle persone e delle organizzazioni.

I nostri corsi si rivolgono alle persone che si impegnano a generare il


nuovo a partire da sé, che desiderano influenzare positivamente la
propria vita familiare e professionale e alle organizzazioni che danno
valore alle risorse umane avendo compreso che il loro successo dipende
in gran parte dal benessere e dalla qualità degli apporti delle persone che
le compongono.

Offriamo corsi per lo sviluppo di donne e uomini capaci di


generare il nuovo a partire da sè:

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I Corsi:

Comunicazione & Relazione

Costellazioni Familiari & Sindrome degli antenati

Presenza & Meditazione & Mindfulness

Intuition

Comprendere la morte per vivere meglio la vita

Consapevolezza & Respiro

Stress Consiousness

Empowerment

Psicosomatica

Formazione professionale: in Counseling

Per maggiori informazioni visita il nostro sito:

35
www.manageyourlife.it
6) Bibliografia, DVD e siti di interesse

• Alberto F. de Toni, Luca Comello Viaggio nella complessità


Marsilio, 2007

• Alberto Gandolfi, Formicai, imperi, cervelli: introduzione alla


scienza della complessità, Bollati Boringhieri, 1999

• Alberto Gandolfi, Vincere la sfida della complessità


Franco Angeli, 2008

• Anna Zanardi, Automotivazione, per crescere bene fuori


bisogna prima crescere bene dentro, Franco Angeli, 2003

• Anna Zanardi, Dinamiche interpersonali e sviluppo del sé,


Milano, Franco Angeli, 2001

• Anna Zanardi, Felici e Scontenti, il matrimonio psicosomatico


e le patologie dei figli del benessere, Tecniche Nuove, 2003

• Anne Ancelin Schützenberger, Ghislain Devroede, Una Malattia


Chiamata Genitori, Di Renzo Editore, 2005

• Anne Ancelin Schützenberger, La sindrome degli antenati


Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti
nell'albero genealogico, Di Renzo Editore, 2004

• Bert Hellinger, L’amore dello spirito. Dalle costellazioni


familiari alle costellazioni spirituali, Tecniche Nuove, 2010

36
• Bert Hellinger, Gli ordini dell'aiuto. Aiutare gli altri e
migliorare se stessi, Tecniche Nuove, 2007

• Bert Hellinger, Il grande conflitto. La psicologia della


distruttività e le strade per la riconciliazione, Apogeo, 2006

• Bertold Ulsamer, Senza radici non si vola. La terapia sistemica


di Bert Hellinger, Crisalide, 2001

• Boszormenyi-Nagy Ivan, Spark Geraldine M., Lealtà invisibili. La


reciprocità nella terapia familiare intergenerazionale,
Astrolabio Ubaldini, 1988

• Carl R. Rogers, Terapia centrata sul cliente, la meridiana, 2007

• Doris Langlois, Lise Langlois, Psicogenealogia, Editore Apogeo,


2007

• Daniel J. Siegel, Mindfulness e cervello, Raffaello Cortina Editore,


2009

• Eckhart Tolle, Marina Borruso, Il potere di adesso carte per la


meditazione, Armenia

• Eckhart Tolle, Il potere di Adesso, Armenia, 2004

• Eckhart Tolle, Parole dalla quiete, Armenia, 2005

• Eckhart Tolle, Un nuovo Mondo, Mondadori, 2008

• Gregory Bateson, Verso un'ecologia della mente, Milano,


Adelphi, 1977

37
• J. L. Moreno, Il Profeta dello psicodramma, Di Renzo Editore,
Roma, 2003

• Marina Borruso, Essere nel presente, Tecniche Nuove, 2009

• Paul Watzlawick, Pragmatica della comunicazione, Astrolabio

• Rupert Sheldrake, La Mente Estesa, Apogeo, 2006

• Sigmund Freud, Introduzione al narcisismo, in Psicologia e


metapsicologia, Newton Compton, Roma, 1992

• May Rollo, L’arte del Counseling- il consiglio, la guida, la


supervisione, Astrolabio, 1991

• Marina Borruso, CD di meditazione con 5 brevi meditazioni da


integrare nella vita quotidiana, CD

• Marina Borruso, Meditazione sull'ego, CD

• Eckhart Tolle, Portare la quiete nella vita quotidiana


DVD, Macrovideo, 2008

Link utili

• www.annazanardi.com

• www.hellinger.it

• www.marinaborruso.net

• www.eckharttolle.com

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