Sei sulla pagina 1di 43

CONTRO FELICE MANICHEO

Tutte le Opere - versione italiana > Polemici >


Contro Felice manicheo

LIBRO PRIMO


1. Nel sesto anno di consolato di Onorio Augusto, il settimo giorno
delle idi di dicembre ,
AGOSTINO, vescovo della Chiesa cattolica della regione di Ippona
Regia, ha detto: Sai bene di aver affermato ieri che puoi difendere
le scritture di Mani, e hai asserito che contengono la verit; se ti
sembra ragionevole fare ci anche questoggi, o presumi di esserne
in grado, parla.
FELICE manicheo ha detto: Io non nego di avere dichiarato che
difendo la mia legge, a condizione che vengano presentati
pubblicamente gli autori della mia legge.
Allora il vescovo Agostino, portata la Lettera di Mani, che chiamano
del Fondamento, disse: " Se avr letto da questo codice, che mi
vedi portare, la Lettera di Mani che chiamate del Fondamento, puoi
riconoscere se sia questa? ".
FELICE: La posso riconoscere.
AGOSTINO: Prendilo tu stesso, e leggi.
Preso il codice, Felice lesse: Mani apostolo di Ges Cristo per la
provvidenza di Dio Padre. Queste sono le parole salvifiche dalla
fonte viva e perenne: colui che le avr ascoltate, e in primo luogo
avr creduto ad esse, quindi avr custodito ci che comunicano,
mai sar soggetto a morte, ma godr di una vita eterna e gloriosa.
Infatti, si deve senza dubbio giudicare beato, colui il quale sar
istruito da questa divina conoscenza, mediante la quale liberato
permarr in una vita sempiterna.
AGOSTINO vescovo: Hai riconosciuto senza alcun dubbio la lettera
del vostro Mani?
FELICE: Lho riconosciuta.
AGOSTINO: Dimostraci dunque in che modo questo Mani sia
apostolo di Ges Cristo. Infatti, nel Vangelo non leggiamo in alcun
luogo che egli sia annoverato tra gli Apostoli: conosciamo chi sia
colui che sarebbe stato ordinato al posto del traditore Giuda, vale a
dire il santo Mattia
1
; e chi sia colui che in seguito stato chiamato
dal cielo dalla voce del Signore - sto parlando dellapostolo Paolo
2
-
tutti lo sanno. Provaci dunque che questo Mani sia lapostolo di
Cristo, titolo che egli os porre al principio della sua lettera.
2. FELICE: E la Santit tua mi provi ci che scritto nel Vangelo,
quando Cristo dice: Vado al Padre; e mander a voi lo Spirito Santo
paracleto, che vi guider alla verit tutta intera
3
. Provami tu che al
di fuori di questa scrittura esista una scrittura dello Spirito Santo,
cosa che Cristo promise, dove si trova la verit tutta intera; se
trover la verit in altri codici che non appartengano a Mani ma li
abbia tramandati Cristo - cos infatti fu detto da Cristo, che lo
stesso Spirito Santo paracleto condurr alla verit tutta intera -
seguendo il discorso di Cristo io ricuser le scritture di Mani.
AGOSTINO: Poich tu dunque non hai potuto provare in che modo
Mani sia apostolo di Cristo, e pure esigi che io provi in che modo
egli abbia mandato lo Spirito Santo paracleto che ha promesso,
affinch tu respinga le scritture di Mani, allorquando avrai trovato al
di fuori delle scritture di Mani che adempiuta la promessa di
Cristo; quantunque tu per primo avresti dovuto rispondere alle mie
domande, tuttavia ecco che rispondo per primo io, e ti mostro
quando sia stato mandato lo Spirito Santo che Cristo ha promesso.
(Agostino si appress al Vangelo e agli Atti degli Apostoli).
3. Preso il codice del Vangelo, declam: Mentre essi parlavano di
queste cose, Ges in persona apparve in mezzo a loro e disse: "
Pace a voi! "; sono io, non temete. E dopo aver letto aggiunse: "
Questo avvenne dopo la risurrezione ". E dopo aver parlato, lesse:
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli
disse: " Perch siete turbati, e perch sorgono dubbi nel vostro
cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!
Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come
vedete che io ho ". Dicendo questo, mostr loro le mani e i piedi.
Ma poich per la grande gioia ancora non credevano ed erano
stupefatti, disse: " Avete qui qualche cosa da mangiare? ". Gli
offrirono una porzione di pesce arrostito e un favo di miele; e dopo
averlo mangiato davanti a loro, presi i resti li diede loro. Poi disse: "
Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi:
bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di
Mos, nei Profeti e nei Salmi ". Allora apr loro la mente
allintelligenza delle Scritture e disse: " Cos sta scritto: il Cristo
dovr patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome
saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei
peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete
testimoni. E io mander su di voi quello che il Padre mio ha
promesso; ma voi restate in citt, finch non siate rivestiti di
potenza dallalto "
4
. Restituito il codice del Vangelo, prese quello
degli Atti degli Apostoli e disse: " Abbiamo ascoltato nel Vangelo
come il santo evangelista abbia ricordato la promessa di Cristo, che
si trova nel Vangelo secondo Giovanni, che il qui presente Felice ha
richiamato alla memoria. Giovanni evangelista ha scritto dove il
Signore ha detto: Vi mander lo Spirito Santo paracleto
5
. Invece
ci che stato letto or ora, lo ha attestato levangelista Luca, che si
trovato in accordo con la verit proclamata dallapostolo Giovanni.
Vediamo anche in che modo fu portato a compimento ci che il
Signore aveva promesso, in che modo fu realizzato: affinch,
essendo stato manifestato dai libri canonici della santa Chiesa
ladempimento della promessa del Signore, non cerchiamo un altro
Spirito Santo paracleto, n incappiamo nei lacci dei seduttori ".
4. E lesse ad alta voce dagli Atti degli Apostoli: Nel mio primo libro
ho gi trattato, o Tefilo, di tutto quello che Ges fece e insegn
nel giorno in cui scelse gli Apostoli per mezzo dello Spirito Santo e
ordin loro di predicare il Vangelo. Egli si mostr ad essi vivo, dopo
la sua passione, con molte prove diuturne, apparendo loro per
quaranta giorni e parlando del regno di Dio e conversando con loro
ordin di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si
adempisse la promessa del Padre " quella, disse, che voi avete
udito da me: Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete
battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni, quelli che ci
separano dalla Pentecoste ". Cos venutisi a trovare insieme gli
domandarono: " Signore, questo il tempo in cui ricostituirai il
regno di Israele? ". Ma egli rispose: " Non spetta a voi conoscere i
tempi che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo
Spirito Santo che scender su di voi e mi sarete testimoni a
Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi
confini della terra ". Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro
occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poich essi stavano
fissando il cielo mentre egli se nandava, ecco due uomini in
bianche vesti si presentarono a loro e dissero: " Uomini di Galilea,
perch state a guardare il cielo? Questo Ges, che stato di tra voi
assunto fino al cielo, torner un giorno allo stesso modo in cui
lavete visto andare in cielo ". Allora ritornarono a Gerusalemme dal
monte detto degli Ulivi, che vicino a Gerusalemme quanto il
cammino permesso in un sabato. Entrati in citt salirono al piano
superiore dove abitavano, Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea,
Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e
Simone lo Zelta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e
concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la
madre di Ges e con i fratelli di lui. In quei giorni Pietro si alz in
mezzo ai fratelli (il numero delle persone radunate era circa
centoventi) e disse: " Fratelli, era necessario che si adempisse ci
che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca del
Santo Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che
arrestarono Ges. Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in
sorte lo stesso nostro ministero. Giuda compr un pezzo di terra
con i proventi del suo delitto, si leg il collo e poi precipitando in
avanti si squarci in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere.
La cosa divenuta cos nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che
quel terreno stato chiamato nella loro lingua Akeldam, cio
Campo di sangue. Infatti sta scritto nel libro dei Salmi: " La sua
dimora diventi deserta, e nessuno vi abiti, il suo incarico lo prenda
un altro ". Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni
per tutto il tempo in cui il Signore Ges Cristo ha vissuto in mezzo a
noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui
stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi,
testimone della sua risurrezione ". Ne furono proposti due,
Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia.
Allora egli preg dicendo: " Tu, Signore, che conosci il cuore di
tutti, mostraci quale di questi due hai designato a prendere il posto
in questo ministero e apostolato che Giuda ha abbandonato per
andarsene al posto da lui scelto ". Gettarono quindi le sorti su di
loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli
come dodicesimo
6
. E dopo aver letto, disse: " Abbiamo ascoltato
chi fu ordinato al posto del traditore Giuda - cosa che poco prima
avevo ricordato - affinch nessuno si introduca con la frode nel
numero degli Apostoli, e inganni gli ignari con lautorit
dellapostolato ".
5. Ora vediamo ci che abbiamo promesso; cio in che modo sia
stata adempiuta la promessa di Cristo riguardo allo Spirito Santo.
Dopo aver detto ci, lesse in un passo: Mentre il giorno di
Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso
luogo. Venne allimprovviso dal cielo un rombo, come di vento che
si abbatte gagliardo, e riemp tutta la casa dove si trovavano.
Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono
su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e
cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il
potere desprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei
osservanti di ogni nazione che sotto il cielo. Venuto quel fragore,
la folla si radun e rimase sbigottita perch ciascuno li sentiva
parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di s per lo
stupore dicevano: " Costoro che parlano non sono forse tutti
Galilei? E com che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua
nativa? Siamo Parti, Medi, Elamti e abitanti della Mesopotamia,
della Giudea, della Cappadcia, del Ponto e dellAsia, della Frigia e
della Panfilia, dellEgitto e delle parti della Libia vicino a Cirne,
stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo
annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio "
7
. E dopo
aver declamato, disse: " Hai ascoltato ora in che modo sia stato gi
mandato lo Spirito Santo? Ci che avevi esigito da me lho provato;
non resta altro che anche tu faccia ci che hai promesso: dal
momento che abbiamo trovato quando mand lo Spirito Santo che
aveva promesso, respingi quella scrittura, che sotto il nome di
Spirito Santo volle frodare il lettore o lascoltatore ".
6. FELICE: Io non nego ci che ho detto: quando mi sar stato
provato che lo Spirito Santo ha insegnato la verit che cerco, la
ricuser. La tua Santit mi ha letto questo passo in cui gli Apostoli
ricevettero lo Spirito Santo: chiedo che uno fra gli stessi Apostoli mi
istruisca sullinizio, il mezzo e la fine.
AGOSTINO: Se tu avessi letto che il Signore ha affermato: " Vi
mander lo Spirito Santo, che vi insegner linizio, il mezzo e la
fine", allora a ragione mi costringeresti a mostrarti coloro che lo
Spirito Santo avrebbe istruito.
FELICE: Poich la tua Santit afferma che gli Apostoli stessi
ricevettero lo Spirito Santo paracleto, di nuovo io dico: quello degli
stessi Apostoli che tu avrai voluto mi insegni ci che mi insegn
Mani, o renda nulla la dottrina dello stesso Mani quello dei dodici
che tu avrai voluto.
AGOSTINO: Sia ben lungi dalla fede degli Apostoli, che insegnino la
dottrina del sacrilego Mani! Ma poich tu dici che uno di loro deve
rendere nulla la dottrina di Mani, mentre al presente i santi Apostoli
non sono pi nel corpo; io minimo, non solo di tutti gli Apostoli, ma
di tutti i vescovi (infatti quando mai potrei aspirare ai meriti degli
Apostoli?), per quanto il Signore si degnato di elargirmi del suo
stesso Spirito, vanificher la dottrina di Mani, dopo che si
comincer a leggere ci che segue della sua Lettera, che tu stesso
non neghi essere di Mani.
FELICE: Hai detto che gli Apostoli si allontanarono dal corpo:
tuttavia le loro scritture sono ancora valide: la tua Santit ha detto,
e ha dato facolt di dire ci che avremmo voluto senza alcuna
paura; perci tu hai affermato: " Rendo nulla la legge di Mani ":
allora io replico: Ogni uomo mentitore, solo Dio verace
8
; le
Scritture di Dio parlano.
7. AGOSTINO: Certo anche tu sei un uomo e, come i fatti stanno
per rivelare, un mentitore. E poich hai detto ci che hai voluto,
non citando dalla Scrittura di Dio, necessario che anche io dica ci
che voglio. Se infatti la verit del tuo Mani, non potr essere
distrutta da me; se invece falsit, cosa interessa da chi sia
distrutta? Tuttavia, poich hai affermato, riguardo alla scrittura
degli Apostoli, che sebbene essi non siano nel corpo, sono qui le
loro scritture. Ora gli Apostoli furono tolti da questa vita prima che
lerrore di Mani fosse sorto nel mondo; perci non si trovano
scritture degli Apostoli che discutano in modo evidente contro Mani.
Ciononostante, poich lapostolo Paolo nello stesso Spirito Santo
paracleto che aveva ricevuto previde il futuro su persone di tal
genere quale fu Mani, e quali siete anche voi, leggo affinch tu ne
venga a conoscenza. E presa la Lettera dellapostolo Paolo a
Timoteo lesse: Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi
tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti
menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dallipocrisia di
impostori, gi bollati a fuoco nella loro coscienza. Costoro
vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi che
Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai
fedeli e da quanti conoscono la verit. Infatti tutto ci che stato
creato da Dio buono e nulla da scartarsi, quando lo si prende
con rendimento di grazie, perch esso viene santificato dalla parola
di Dio e dalla preghiera. Proponendo queste cose ai fratelli sarai un
buon ministro di Cristo Ges
9
. Dopo aver letto, disse: " Io questo
affermo di voi e di coloro che dicono immonda una qualche creatura
di Dio; che dicono che ogni atto sessuale - anche quello che si
compie con la moglie - sia fornicazione; infatti proprio questo che
dice: Costoro vieteranno il matrimonio; io affermo che questa cosa
stata rivelata ed espressa per mezzo dello Spirito della profezia.
Se tu neghi che ogni atto sessuale sia fornicazione, o se dichiari che
ogni cibo umano - lecito e concesso da mangiare per gli uomini -
sia mondo, non sei di quelli di cui profet lApostolo. Se invece ti
riconosci in quelle cose che ho detto, ecco hai qui lapostolo Paolo
che distrugge ed annulla la dottrina del futuro Mani. Cos rispondi a
ci che ti chiedo: Ogni atto sessuale fornicazione, o forse latto
sessuale compiuto con la moglie non peccato? ".
8. FELICE: Di nuovo mi sia letto ci che dice lApostolo. E fu
proclamato: Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi
alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri
e a dottrine diaboliche, sedotti dallipocrisia di impostori, gi bollati
a fuoco nella loro coscienza. Costoro vieteranno il matrimonio,
imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere
mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono
la verit. Infatti tutto ci che stato creato da Dio buono e nulla
da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie,
perch esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.
Proponendo queste cose ai fratelli sarai un buon ministro di Cristo
Ges
10
.
FELICE: Mani non si allontan dalla fede, secondo quanto dice
Paolo, come altri che si allontanarono dalla fede per venire ad una
loro setta. Mani invece non si allontan da nessuna setta, perch
non si dica che si allontan dalla fede.
AGOSTINO: Vedo che non vuoi rispondere a ci che ti chiedo,
perch non si trovi che o non possiedi lo Spirito Santo - che come
gi abbiamo provato fu mandato agli Apostoli - o non sei nel novero
di coloro che Paolo indic che sarebbero venuti in seguito, dove
anche profetizz di voi stessi; quindi rispondo io brevemente, per
recepire ci che hai detto nel senso che tu gli hai dato: " Si
allontaneranno dalla fede ". Non si allontanano dalla fede, se non
coloro che sono stati in qualche fede; mentre Mani non fu in alcuna
fede dalla quale si sia allontanato, ma in quella in cui fu rimase. Ora
questo ti chiedo: se Mani, o piuttosto la dottrina dei demoni
menzogneri che fu in Mani, non abbia sedotto qualche Cristiano
cattolico, affinch si allontanasse dalla fede. Se infatti da voi, e
attraverso di voi e attraverso quella dottrina molti sono sedotti,
affinch si allontanino dalla fede e tendano verso gli spiriti
seduttori, quale quello che fu in Mani; e comincino a dire che ogni
atto sessuale fornicazione, della qual cosa lApostolo dice: Costoro
vieteranno il matrimonio; e incomincino a dire che le carni che gli
uomini mangiano non sono creatura di Dio, ma fattura dei demoni,
e sono immondizia: dunque chiaro che lo Spirito Santo paracleto
che era nellapostolo Paolo aveva predetto di costoro, che stavano
per allontanarsi dalla fede, prestando ascolto agli spiriti seduttori,
quale quello che fu in Mani. Poich dunque ho gi risposto, giusto
che tu risponda a ci che ti ho chiesto: se non dici che ogni atto
sessuale fornicazione. Se non vuoi rispondere a tale quesito,
rispondi a quello che ti ho chiesto prima, affinch tu provi che Mani
apostolo di Cristo; o se anche a questo non vuoi rispondere,
permettimi di rendere nulla la sua dottrina, cosa che ho promesso
nel momento in cui veniva letta la sua lettera che dite del
Fondamento.
9. FELICE: Io rispondo a ci che dice tua Santit, ossia che in Paolo
venne lo Spirito Santo paracleto.
AGOSTINO: Non in lui solo.
FELICE: Io parlo di lui: se in lui, anche in tutti. E se in lui,
allora Paolo in unaltra lettera dice: Parzialmente conosciamo,
parzialmente profetiamo: ma quando verr ci che perfetto,
saranno abolite le cose dette parzialmente
11
. Mentre noi
ascoltavamo Paolo che diceva questo, arrivato Mani con la sua
predicazione, e lo abbiamo accettato secondo quanto ha detto
Cristo: Vi mander lo Spirito Santo
12
. Poi arrivato Paolo, e
anchegli ha detto che sarebbe venuto, e dopo non venuto
nessuno; perci abbiamo accolto Mani. E poich venuto Mani, e
attraverso la sua predicazione ci ha insegnato linizio, il mezzo e la
fine; ci ha istruito sulla creazione del mondo, perch fu fatta, e da
dove fu fatta, e coloro che la fecero; ci ha insegnato perch il
giorno e perch la notte; ci ha istruito intorno al corso del sole e
della luna. Giacch non abbiamo udito tutto ci in Paolo, n nelle
scritture degli altri Apostoli: questo crediamo, che egli stesso il
Paracleto. Pertanto dico di nuovo quanto ho detto prima: se avr
udito in unaltra scrittura dove parla il Paracleto, cio lo Spirito
Santo, di ci di cui avr voluto porre domande e tu mi avrai
istruito; solo allora creder e rinunzier.
10. AGOSTINO: Tu dici di non credere che lo Spirito Santo
paracleto sia stato nellapostolo Paolo, perch Paolo dice:
Parzialmente infatti conosciamo, parzialmente profetiamo
13
; e
quindi ritieni che lApostolo con queste parole abbia predetto come
se un altro sarebbe venuto dopo di lui a predicare tutte le cose che
egli stesso non fu in grado di predicare, perch diceva
parzialmente; e tu credi che costui sia Mani. Anzitutto dunque
mostrer, citando dalla stessa lettura dellApostolo, donde
lApostolo diceva ci. Poi, giacch hai detto che Mani vi avrebbe
insegnato linizio, il mezzo e la fine e in che modo o per quale
motivo sia stato creato il mondo, riguardo al corso del sole e della
luna, e alle altre cose che hai ricordato. Ti faccio notare che non si
legge nel Vangelo che il Signore abbia detto: " Vi mander il
Paracleto che vi insegni del corso del sole e della luna ". Infatti
voleva formare Cristiani, non astrologi. Invece per le loro necessit
sufficiente che gli uomini sappiano di queste cose quanto hanno
imparato a scuola. Cristo invece ha detto che sarebbe venuto il
Paracleto, che avrebbe condotto alla verit tutta intera; ma l non
ha parlato de " linizio, il mezzo e la fine "; non ha detto: " Il corso
del sole e della luna ". Ma se ritieni che questa dottrina sia attinente
a quella verit che Cristo ha promesso per mezzo dello Spirito
Santo, ti chiedo quante siano le stelle. Se hai ricevuto quello Spirito
di cui parli, al quale spetta insegnare queste cose, che io affermo
non essere pertinenti alla disciplina e alla dottrina cristiana,
necessario che tu parli e mi rispondi. Infatti ti sei reso debitore: per
cui quando ti chieder qualcosa riguardo a tali elementi, se non
avrai risposto, non appaia in te quello Spirito, del quale detto:
Egli vi guider alla verit tutta intera
14
, se quella la verit cui
questi sono pertinenti. Cos scegli se preferisci e sei pronto a
rispondermi su tali cose, quale un uomo che ha ricevuto lo Spirito
che conduce alla verit tutta intera, e afferma che sia pertinente
alla stessa verit sapere queste cose terrene. Io ti posso parlare di
quelle cose che sono pertinenti alla dottrina cristiana; tu invece che
stimi sia pertinente ad essa spiegare in che modo sia stato fatto il
mondo, e gli eventi che si svolgono nel mondo, necessario mi
risponda su tutti gli argomenti. Ma chiaramente, una volta che hai
risposto, dovrai provarlo. Prima che incominci a parlare, o se per
caso sai ci che ha inventato colui che hai seguito, io per primo
insegner ci che ho promesso, cio per quale motivo lApostolo
diceva: Parzialmente conosciamo, parzialmente profetiamo.
11. Infatti egli voleva dire - come la lettura stessa sta per indicare
- che quando un uomo in questa vita, non pu ottenere tutte le
conoscenze. In parte le raggiunge in questa vita; invece lo Spirito
Santo, che in questa vita ammaestra parzialmente, dopo questa
vita condurr alla verit tutta intera. Perch tale cosa ti sia
insegnata con grande chiarezza, ascolta lApostolo. Dopo aver
parlato, lesse dallApostolo: Le profezie scompariranno; il dono
delle lingue cesser e la scienza svanir. Parzialmente infatti
conosciamo, parzialmente profetiamo. Ma quando verr ci che
perfetto, quello che parzialmente scomparir. Quandero
bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da
bambino. Ma, divenuto uomo, ci che era da bambino lho
abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera
confusa; ma allora vedremo faccia a faccia
15
. E dopo aver letto,
disse: " Ora dimmi tu, posto che lApostolo prediceva i tempi futuri
di Mani: tu vedi ora Dio faccia a faccia? ".
12. FELICE: Io non sono abbastanza forte contro il tuo potere,
perch mirabile il potere del grado episcopale; n contro le leggi
degli Imperatori. Prima ho chiesto che tu mi insegni in breve cosa
sia la verit; se mi avrai insegnato cosa la verit, si manifester
che ci che credo falso.
AGOSTINO: apparso chiaro che tu non hai potuto provare il fatto
che Mani sia apostolo di Cristo: espongo brevemente perch non
hai potuto. Hai detto che avresti provato che Mani apostolo di
Cristo dal fatto che Cristo ha promesso che sarebbe venuto lo
Spirito Santo paracleto. Poich non hai trovato quando venuto
quello che Cristo ha promesso, perci credi che lo stesso sia Mani.
Ma invero allorch io ho provato - per mezzo delle Scritture sante,
ecclesiastiche, canoniche - quando in modo molto chiaro giunto lo
Spirito Santo che Cristo Signore ha promesso che sarebbe venuto,
ti sei volto a dire che ti si deve mostrare ci che ha insegnato, e se
ha annullato la dottrina di Mani. Avendo dunque io risposto che
Mani stato nella carne dopo degli Apostoli, mentre la loro dottrina
era stata predicata da loro stessi prima che Mani fosse nato, ho
detto tuttavia che tra gli Apostoli Paolo - per mezzo dello Spirito
Santo, che era venuto in tutti gli Apostoli - aveva profetato anche di
questa vostra dottrina, quale si sarebbe manifestata, e laveva
chiamata dottrina dei demoni menzogneri. L ho mostrato che
quelle cose, le quali Paolo predisse che si sarebbero attuate nella
stessa dottrina, sono pertinenti alla vostra professione di fede, cio
la proibizione delle nozze; giacch ogni atto sessuale, anche se
compiuto con la moglie, voi affermate sia una fornicazione; e
lastinenza dai cibi che Dio ha creato. So bene che voi definite
alcuni cibi immondi, mentre egli stesso prosegue e dice: Tutto ci
che stato creato da Dio buono
16
. Quando ho preteso da te che
rispondessi riguardo a ci, hai detto che Mani vi ha insegnato
linizio, il mezzo e la fine, e il corso del sole e della luna, e altre
cose di tal genere. Dopo che ho dimostrato che tali cose non sono
pertinenti alla dottrina cristiana, hai risposto che lo stesso apostolo
Paolo ha detto che parzialmente conosce e parzialmente profetizza.
Allora io ho affermato che noi non possiamo conoscere le cose
divine, fin quando siamo in questa vita; e ora vediamo attraverso
uno specchio e in enigmi, allora invece faccia a faccia. Ti ho chiesto
se tu ritieni che lapostolo abbia detto - poich Mani sarebbe stato
quello che doveva venire, il quale avrebbe insegnato ci che non
aveva potuto insegnare Paolo - che sia pertinente a te, che dici di
aver ricevuto lo stesso Spirito, di vedere fin dora Dio faccia a
faccia. Poich non puoi affermare ci, chiaro che lapostolo Paolo
ha parlato di quella vita, di cui anche Giovanni dice: Carissimi, noi
fin dora siamo figli di Dio, ma ci che saremo non stato ancora
rivelato. Sappiamo per che quando egli si sar manifestato, noi
saremo simili a lui, perch lo vedremo cos come egli
17
. Quando
hai udito ci, hai detto che tu non hai forza contro il mio potere:
potere che non mio, ma se ha qualche valore, mi stato dato,
per redarguire gli errori, da colui che forza di tutti i suoi fedeli e di
coloro che credono in lui con tutto il cuore. Hai anche detto che ti
terrorizza lautorit episcopale: mentre puoi vedere quanta pace
abbiamo tra noi, con quanta tranquillit discutiamo. Allo stesso
modo il popolo presente non ti fa alcuna pressione, non ti incute
alcun terrore, ma ascolta tranquillissimo, come si addice ai
Cristiani. Hai anche detto che temi le leggi degli Imperatori: non
temerebbe ci per la vera fede, chi fosse pieno di Spirito Santo.
Anche lapostolo Pietro ebbe paura durante la passione del Signore,
e lo rinneg tre volte; ma quando lo Spirito Santo paracleto - che
Cristo aveva promesso - lo colm di s, fu crocifisso per la fede del
Signore. Egli, che prima aveva rinnegato per timore, in seguito
comp la gloriosissima passione della confessione. Tu proprio perch
temi le leggi degli Imperatori dici che non hai trovato lo Spirito
paracleto della verit: ma ci risulta a sufficienza anche dal resto
delle cose, perch anche se non avessi questa paura, saresti
convinto di errare da altri fatti.
FELICE: Anche gli Apostoli ebbero paura.
AGOSTINO: Ebbero paura per la loro sicurezza, ma una volta
catturati non esitarono a proclamare la propria fede. Tu avresti
dovuto temere che non ti trovassimo qui: ora sei in mezzo; perch
temi, se non perch non hai nulla da dire? Se avessi temuto gli
Imperatori, anche prima avresti taciuto. Ora invece taci, avendo
dato ieri il libello al Curatore e gridato pubblicamente di essere
pronto a farti bruciare con i tuoi codici, se fosse stato trovato negli
stessi qualcosa di male; donde ieri ti appellavi alle leggi come un
forte, oggi rifuggi la verit come un timido.
13. FELICE: Non rifuggo la verit.
AGOSTINO: D dunque se vedi Dio faccia a faccia, secondo la tua
promessa. Perch hai detto che lapostolo Paolo ha parlato di voi,
che avreste accolto una verit tanto completa: affinch capiamo, o
crediamo, che lApostolo ha ricevuto parzialmente, e tu
interamente.
FELICE: Non rifuggo la verit, ma cerco la verit. Quando tu dici
che io non la posseggo, mi sia provato per mezzo delle Scritture
divine: questo cerco ora.
AGOSTINO: Prima ammetti di non aver potuto provare che Mani
apostolo di Ges Cristo. Per quanto sar capace, una volta che
saranno state estirpate dal tuo cuore tutte le cose contrarie tramite
il mio ministero, con laiuto di Dio, ti inculcher quale sia la scienza
della verit, che conduce a Dio, iniziando dalla fede.
FELICE: Tu mi dici di rinnegare la mia legge e di accoglierne
unaltra, certo migliore, cosa che io cerco. No: non posso rinnegare
la mia legge prima di riceverne unaltra.
AGOSTINO: Ma prima si versa dal vaso ci che ha di cattivo, e cos
lo si riempie di ci che buono. Se ancora dubiti di versare, difendi
ci di cui sei pieno. Infatti ti dimostrer - per quanto mi aiuta il
Signore - di quanta immondizia e blasfemie sia piena la dottrina di
Mani, se permetterai che si continui a leggere quella lettera, del cui
inizio abbiamo gi trattato (e non hai potuto provare che Mani
apostolo di Cristo): certo per questo motivo indugi in pretesti,
affinch non si leggano i capitoli successivi, dove apertamente sono
riconoscibili i vostri sacrilegi. O se lo permetti, si leggano.
FELICE: Lo permetto. Hai detto che si versino tutte le cose
immonde, e cos si immettano le buone: questa laffermazione
della tua Santit. A tale affermazione io replico: Nessuno versi
acqua, se un altro non avr riempito.
AGOSTINO: Vedi quanto hai parlato in modo sconsiderato (per
parlare mitemente, e non dire in modo stolto). In ogni caso ti ho
posto la similitudine del vaso: in un vaso pieno nessuno pu
mettere qualche altra cosa, se non si versa ci da cui era riempito.
FELICE: Hai parlato di uno solo, e io ho parlato di due.
AGOSTINO: Se hai parlato di due vasi, vuoi che svuotiamo quello
uguale al tuo e lo riempiamo, affinch tu possa versare ci che hai?
FELICE: Abbiamo entrambi una sola acqua.
AGOSTINO: Essendo dunque pieni entrambi della vostra acqua, che
cosa riempiremo, per ammaestrarvi, se qualcuno di voi non versa
ci che ha? Oppure se buono e per questo motivo deve essere
tenuto, affinch sia difesa e letta quella lettera, vediamo se altre
cose possono essere difese, se sei venuto meno fin dallinizio: o se
tu dici di non essere venuto meno, provaci in che modo Mani sia
apostolo di Cristo.
14. FELICE: Cristo ha detto che avrebbe mandato lo Spirito Santo,
che avrebbe condotto alla verit tutta intera.
AGOSTINO: Se tu lo possiedi, fa attenzione a ci che gi da un po
ti ho chiesto. Hai detto infatti che pertinente alla sua stessa
dottrina, di conoscere anche le cose terrene: dimmi quante sono le
stelle, se sei stato introdotto in questa verit tutta intera.
FELICE: E io ripeto: se il Paracleto ha parlato per mezzo degli
Apostoli, lo ha fatto anche per mezzo di Paolo; anchio chiedo alla
tua Santit che mi mostri quelle cose che gi ho detto.
AGOSTINO: Confessa che non hai potuto dimostrarmi ci che ti ho
chiesto, e ti dimostrer secondo le Scritture ci che pertinente
alla fede cristiana.
FELICE: Ed io, se mi avrai portato le scritture di Mani, i cinque
autori che ti ho detto, qualunque cosa mi avrai chiesto, te la
prover.
AGOSTINO: Tra gli stessi cinque autori c questa lettera, della
quale abbiamo aperto il principio, e vi abbiamo trovato scritto: Mani
apostolo di Ges Cristo. Vedo che non mi spieghi lo stesso principio,
perch non dimostri in che modo Mani sia apostolo di Ges Cristo.
FELICE: Se non lo provo in questa lettera, lo prover nel secondo
trattato.
AGOSTINO: In quale secondo trattato?
FELICE: Nel Tesoro.
AGOSTINO: Questo Tesoro, che chiamate con tale nome per
sedurre i miseri, chi lo ha scritto? Mani? Non voglio che me lo provi
da quello, perch quel Mani mente, dicendo di essere ci che non .
FELICE: Tu provamelo per mezzo di un altro testo.
AGOSTINO: Cosa vuoi che ti provi?
FELICE: Che Mani mente.
AGOSTINO: Giacch tu non puoi provare che Mani dice il vero,
necessario che io ti provi che Mani ha mentito?
FELICE: Perch non ho potuto provarlo? Forse che sono state
portate le scritture che io ho chiesto e non lho provato?
AGOSTINO: Ma chiedi scritture di Mani, nelle quali non abbiamo
fede! Provalo da un altro passo. Invece io dalla stessa scrittura di
Mani ti provo che Mani ha mentito e ha bestemmiato.
FELICE: Siano portati i libri.
AGOSTINO: Ecco qui la lettera di Mani, che chiamate del
Fondamento. In un edificio il primo inizio il fondamento: se avr
mostrato che ha fatto rovina nello stesso fondamento, perch
cerchiamo la sua restante costruzione?
15. FELICE: Dici questo, mostrando in essa una rovina; per io
dico: fornisci arbitri quanti ne hai, e ti prover perch non mente.
AGOSTINO: Sia lungi da noi e dal genere umano che quante
persone vedi qui, tu veda altrettanti Manichei.
FELICE: D, ho detto, le cose che ti ho chiesto.
AGOSTINO: Quali vuoi dunque che ti dia?
FELICE: Quali tu avrai voluto.
AGOSTINO: Io ti do questi; se ne hai di migliori, chiedili.
FELICE: In che modo dai questi?
AGOSTINO: I presenti che ci ascoltano.
FELICE: Questi non mi sostengono.
AGOSTINO: Dunque tu cerchi quelli che sostengano te, non la
verit?
FELICE: Quelli che mi ascoltino; non soltanto me, ma anche la
stessa scrittura, affinch si provi se dice il vero o mente.
AGOSTINO: Vedi dunque che ascoltano. Leggiamo il resto, giacch
tu hai riconosciuto che questa lettera di Mani.
FELICE: Non lo nego.
AGOSTINO: Dunque si legga.
16. FELICE: Non ho arbitri. Ed aggiunse: Si legga un altro capitolo
della lettera. Venne letto fino al passo in cui la stessa lettera reca
scritto: La pace del Dio invisibile e lannuncio della verit sia con i
suoi fratelli carissimi, che credono ai precetti celesti e allo stesso
tempo li osservano: ma vi protegga la destra della luce e vi liberi da
ogni incursione maligna, e dal laccio del mondo. La piet dello
Spirito Santo apra lintimo del vostro petto, affinch vediate le
vostre anime con gli stessi occhi.
FELICE: Porta una scrittura che confuti queste cose.
AGOSTINO: Ancora non abbiamo udito niente di male, se non che
Mani ha osato nominarsi apostolo di Cristo. Infatti quelle cose che
ha detto sono ancora pertinenti al coperchio della menzogna, alla
bisaccia di pelle di pecora, in cui prima dice buone parole, per poter
introdurre le cattive. Ma vediamo cosa egli voglia insinuare
mediante queste parole. Se infatti avr introdotto qualcosa di male,
anche queste parole saranno state cattive e seduttrici; se invece
nelle seguenti avr detto qualcosa di buono e di vero,
inevitabilmente lo capiremo. Permetti dunque che si legga il
seguito.
FELICE: Se dunque hai asserito che nel principio sono poste cose
buone e in seguito sono immesse cose cattive, come ti posso
credere, avendomi detto che sono buone le cose al principio?
AGOSTINO: Ancora queste affermazioni non le ho definite n buone
n cattive. Ho detto che non abbiamo ascoltato ancora niente di
male. Non ho detto: gi abbiamo ascoltato qualcosa di buono. Ho
detto male solo che os dirsi apostolo di Cristo. Invero le parole che
ha detto nel seguito, allora saranno cattive, se avranno introdotto
qualcosa di cattivo; saranno invece buone, se avranno introdotto
qualcosa di buono. Permetti dunque che si leggano le cose
seguenti: perch temi?
FELICE: Non temo.
AGOSTINO: Permetti dunque che si leggano.
FELICE: Si leggano.
17. Quindi furono lette fino a giungere al luogo in cui scritto: In
questo modo i suoi regni sfolgoranti sono fondati sopra la terra
luminosa e beata, cosicch non possono essere mai mossi o agitati
da alcuno.
AGOSTINO: Questa terra di cui si parla, da dove proveniva? La
cre, o la gener, o forse gli era eguale e coeterna? Parlo di questa
terra luminosa e beata di cui fa menzione.
FELICE: In che modo scritto: In principio Dio cre il cielo e la
terra. Ora la terra era invisibile, inquinabile ed informe
18
? Io cos
comprendo: " In principio Dio cre il cielo e la terra, e la terra
esisteva ": a me sembra che vi siano due terre, secondo quanto
dice Mani " due regni ".
AGOSTINO: Giacch hai ricordato la nostra Scrittura, che siete soliti
bestemmiare, mi duopo esporla e mostrarti che senza alcuna
bestemmia quello scritto, e con verit e non secondo Mani;
affinch tu mi risponda ora o in seguito a ci che ti ho chiesto.
FELICE: Ti rispondo.
AGOSTINO: Con le parole: In principio Dio cre il cielo e la terra,
brevemente la Scrittura ha riassunto ci che Dio aveva creato.
Quindi, giacch non appariva ancora questa terra che aveva fatto,
prima che la distinguesse ed ornasse, quale Dio laveva fatta, nel
passo seguente la Scrittura espose qual era la terra della quale
aveva detto: In principio Dio cre il cielo e la terra; come se, dopo
aver udito: In principio Dio cre il cielo e la terra, chiedessimo
quale terra, aggiunse e disse: Ma la terra - cio quella che Dio
aveva creato - era invisibile e informe. Dunque non parl di due
terre, ma precis quale sarebbe stata quella. Tu adesso rispondimi
a ci che brevemente ti ho chiesto: Questa luminosa e beata terra
di cui parla Mani, sulla quale erano fondati i regni di Dio, era stata
creata dallo stesso Dio, o da lui era stata generata, o gli era
coeterna? Una delle tre cose, se non ti da fastidio, rispondimi senza
titubanza.
FELICE: La scrittura si interpreta da se stessa.
AGOSTINO: Se dunque conosci un qualche passo dove la scrittura
dice che Dio o gener quella terra, o la cre, o gli era coeterna,
aprila al passo che conosci e leggimelo.
FELICE: Non in questa scrittura, ma in unaltra.
AGOSTINO: Credo dunque, seppure quella scrittura esiste, che tu ti
ricordi quanto vi detto. Perci rispondimi, tu che conosci quella
scrittura: e se avr detto che le cose non stanno cos, convincimi.
Se invece le avr cos conosciute, disputo secondo quanto tu stesso
avrai risposto. Di dunque se Dio questa terra lavrebbe creata, o
generata, o gli fosse coeterna: tu che lhai letto in non so quale
libro, dove dici che scritto ci.
FELICE: Giacch or ora la tua Santit ha interpretato la tua
Scrittura, come hai voluto e io ho sopportato, cos anche tu
sopportami qualsiasi cosa avr detto.
AGOSTINO: Su quanto ti ho chiesto, accetto ci che mi rispondi, se
niente mi spinger al contrario: se invece qualcosa mi avr
contrariato, ti indicher il mio parere, affinch tu risponda ad esso.
FELICE: Io non ho risposto alle tue parole.
AGOSTINO: Pur se prioritario che tu mi risponda a ci che ti ho
chiesto, tuttavia ho fatto anche in modo di risponderti per primo;
forse ci non ti importato, perci non hai risposto; forse non
importer neppure a me, quando tu risponderai. Rispondi dunque a
ci che ti ho chiesto.
18. FELICE: Rispondo. E aggiunse: Hai detto dunque di quella terra
in cui abita Dio, se stata da lui creata, o la gener, o gli sia
coeterna. Anche io dico, che nello stesso modo in cui Dio eterno,
e non c alcuna cosa creata presso di lui, tutto eterno.
AGOSTINO: Dunque non la gener, n la cre?
FELICE: No, ma gli coeterna.
AGOSTINO: Se invece lavesse generata, non gli sarebbe coeterna.
FELICE: Ci che nasce, ha una fine: ci che non nato, non ha una
fine.
AGOSTINO: A quali esseri dunque egli era padre, o di chi era padre,
quello che or ora egli chiam padre? Se infatti non aveva generato
niente, non aveva potuto essere padre.
FELICE: Ma vi sono altre cose che gener.
AGOSTINO: Quelle cose dunque che gener, non gli sono coeterne,
o anche esse stesse sono coeterne?
FELICE: Coeterne a Dio sono tutte le cose che egli ha generato.
AGOSTINO: Dunque hai errato, poich prima hai detto, " Ogni cosa
che nasce, ha fine ".
FELICE: Nel momento in cui ho parlato secondo la generazione
carnale, ho errato.
AGOSTINO: Hai confessato lerrore con molta modestia, meriteresti
di comprendere la verit.
FELICE: Lo faccia Dio.
AGOSTINO: Ora dunque stai attento, per cominciare a riconoscere
lerrore della scrittura di costui. Se quelle cose che Dio gener non
gli sono coeterne, migliore quella terra che Dio non gener - dove
abitano tutte le cose che Dio gener -, quella terra che tu dici da lui
non generata.
FELICE: Tutte le cose sono tra loro eguali: quelle che gener e
quelle che non gener, cio quella terra dove dimorava.
AGOSTINO: Che cosa credi: egli stesso che gener, uguale a tutte
quelle, o di quelle maggiore?
FELICE: Colui che gener, e quelli che egli gener, e il luogo in cui
sono stati posti, ogni cosa eguale.
AGOSTINO: Dunque sono di una sola sostanza?
FELICE: Di una sola.
AGOSTINO: Ci che Dio padre, lo stesso sono i figli di lui e anche
quella terra?
FELICE: Sono tutti una stessa cosa.
AGOSTINO: Dunque di questa terra non padre, ma abitante?
FELICE: S.
AGOSTINO: Se non la gener, n la cre, non vedo in che modo sia
pertinente a lui se non per la sola vicinanza, come se qualcuno
avesse un bene vicino: e due allora saranno le cose entrambe
ingenerate, la terra e il padre.
FELICE: Anzi sono tre, il padre ingenerato, la terra ingenerata, e
laria ingenerata.
AGOSTINO: Tutto questo una sola sostanza?
FELICE: Una sola.
AGOSTINO: E cos fondata, s da non poter essere mossa o scossa
da nessuno?
FELICE: Movimento e scuotimento sono cose diverse.
AGOSTINO: E sia: ma tuttavia furono tali che da nessuno mai
potessero essere mosse o scosse?
FELICE: C differenza tra essere mosso ed essere scosso.
AGOSTINO: Non ti interrogo su questo.
FELICE: Ma su questo mi vuoi tenere.
AGOSTINO: Accetta " essere mosso " come vuoi: non aveva potuto
essere mosso?
FELICE: Non dico che non aveva potuto essere mosso, ma che il
movimento una cosa diversa.
AGOSTINO: Ma cos ho detto: N essere mosso, n essere scosso.
Non ho detto: Un qualcosa pu essere mosso, ma non pu essere
scosso; o: Un qualcosa pu essere scosso, non pu essere mosso;
ma ho detto entrambe le cose, che non pu n essere mosso, n
scosso.
FELICE: Su entrambe le cose c differenza tra essere mosso ed
essere scosso.
19. AGOSTINO: Leggiamo dunque le cose che seguono, vediamo se
questo Dio che aveva i regni fondati sopra la luminosa e beata
terra, i quali da nessuno mai possono essere mossi o scossi, non
temette nessuno, come occorreva che non temesse nessuno colui i
cui regni fossero cos fondati, che da nessuno potessero essere
mossi o scossi. E lesse il passo seguente: Presso una sola parte e
lato di quella insigne e santa terra. E dopo aver letto chiese: Che
lato? Il destro o il sinistro?
FELICE: Io non posso spiegarti questa scrittura, ed illustrare ci che
in essa non si trova; essa stessa interprete per s; io non posso
dirlo, per non incorrere per caso in un peccato.
AGOSTINO: Si legga dunque ci che segue. E dopo aver letto, ed
essendosi giunti al passo dove si ha: Invero il Padre della luce
beatissima, conoscendo che una grande rovina e devastazione, che
sarebbe sorta dalle tenebre, minacciava i suoi santi secoli, se non
avesse opposto un essere divino distinto, nobile e potente per
valore, con cui vincere e allo stesso tempo distruggere la stirpe
delle tenebre, estinta la quale preparata una quiete perpetua per
gli abitanti della luce.
AGOSTINO: Giacch ora gi sono cominciate le aperte bestemmie,
se stimi siano da difendere, di in che cosa questa gente delle
tenebre - che sembra Dio abbia temuto, affinch una grande rovina
e devastazione non irrompessero dalle tenebre nei suoi regni -
avrebbe potuto nuocere a Dio; soprattutto quando i suoi regni,
come egli ha detto poco sopra, erano cos fondati che da nessuno
mai potessero essere mossi o scossi. Quale danno poteva arrecare
a Dio questa gente? Gli poteva o non gli poteva nuocere?
Rispondimi una delle due cose.
FELICE: Ti rispondo. Se niente contro Dio - secondo quanto
afferm la scrittura di Mani, ossia che c un altro regno - per qual
motivo Cristo fu mandato per liberarci dal laccio di questa morte?
Di chi questo laccio e morte? Se non c nessun avversario contro
Dio, perch siamo battezzati? Perch lEucarestia, perch la
Cristianit, se niente contro Dio?
AGOSTINO: Poich vedo che non vuoi rispondere a ci che ti
chiedo, e che tu interroghi affinch io ti risponda; anche questo non
rifiuto: tuttavia ricorderai che io rispondo alle tue richieste, tu
invece non hai voluto rispondere alle mie. Ma dal momento che mi
hai interrogato, ascolta ci che mi hai chiesto. Noi senza dubbio
diciamo che Cristo venuto come liberatore, e diciamo che siamo
liberati dai nostri peccati, perch non siamo stati generati dalla
sostanza di Dio, ma creati da Dio per mezzo del suo Verbo. Ora c
molta differenza tra lessere nato dalla sostanza di Dio e lessere
creato da Dio, ma non dalla sostanza di Dio. Qualunque cosa
dunque Dio ha creato, pu essere mutevole; invece lo stesso Dio
non mutevole: giacch le opere non possono essere eguali
allartefice e al creatore. Tu invece che poco fa ad una mia
domanda hai detto, che sia il Padre che l gener i figli della luce,
sia laria, sia la stessa terra, sia gli stessi figli sono di una sola
sostanza, e sono tutti uguali; necessario che tu mi dica in che
modo poteva nuocere la gente delle tenebre a questa sostanza del
tutto incorruttibile. Se infatti poteva nuocerle, non era incorruttibile
per natura; se invece non poteva, non cera ragione alcuna per cui
si desse luogo alla battaglia, e si inviasse quella potenza di cui si
parla.
FELICE: Chiedo una dilazione per poter rispondere.
AGOSTINO: Fino a quando? sufficiente linterruzione di domani?
20. FELICE: Dammi uninterruzione di tre giorni, cio oggi, domani
e dopodomani, oppure fino al giorno che dopo domenica, cio alla
vigilia delle idi di dicembre.
AGOSTINO: Vedo che hai chiesto una dilazione per rispondere:
umano che ti venga concessa; ma se non avrai potuto rispondere al
giorno stabilito, che accadr?
FELICE: Sar vinto.
AGOSTINO: E se nel frattempo fuggirai?
FELICE: Sar reo nei confronti di questa citt e di ogni luogo, e
della mia legge.
AGOSTINO: Di al contrario: Se fuggir, sia ritenuto come se avessi
anatemizzato Mani.
FELICE: Non posso dire questo.
AGOSTINO: Dunque apertamente dicci che pensi di fuggire, e
nessuno ti trattiene.
FELICE: Non fuggo.
AGOSTINO: Come vedo, non vuoi andartene come un vinto; ma
sufficiente che tu dica ci: Se sar fuggito, sono vinto.
FELICE: Lho detto.
AGOSTINO: E da che cosa apparir che sei fuggito a causa di questi
Atti?
FELICE: Ordina che rimanga con colui che avr scelto.
AGOSTINO: Scegliti uno di questi fratelli presenti, che stanno al
cancello.
FELICE: Io sia con quello che in mezzo.
AGOSTINO: Come hai scelto, fino a quel giorno sarai con lui.
FELICE: S, io sono daccordo.
BONIFACIO: Cristo mi conceder, che se verr con lui, egli sia
cristiano.
Io Agostino, vescovo della Chiesa cattolica Ipponense, ho
sottoscritto questi Atti in chiesa davanti al popolo.
Io Felice cristiano, cultore della legge di Mani, ho sottoscritto questi
Atti in chiesa davanti al popolo.

1 - Cf. At 1, 26.
2 - Cf At 9, 17.
3 - Gv 16, 13.
4 - Lc 24, 36-49.
5 - Gv 16, 7.
6 - At 1, 1-26.
7 - At 2, 1-11.
8 - Sal 115, 2; Rm 3, 4.
9 - 1 Tm 4, 1-6.
10 - 1 Tm 4, 1-6.
11 - 1 Cor 13, 9-10.
12 - Gv 16, 7.
13 - 1 Cor 13, 9.
14 - Gv 16, 13.
15 - 1 Cor 13, 8-12.
16 - 1 Tm 4, 4.
17 - 1 Gv 3, 2.
18 - Gn 1, 1-2.
LIBRO SECONDO


1. Essendo giunti al giorno prestabilito, cio alla vigilia delle idi di
dicembre, il dibattito cos cominci nella chiesa della Pace.
AGOSTINO vescovo della Chiesa cattolica della regione di Ippona
Regia disse: Quando poco tempo fa abbiamo disputato, ricordi di
aver chiesto una dilazione, non potendo rispondere al presente alle
cose che ti avevo chiesto. Se dunque in un cos grande lasso di
tempo, cio dopo il quinto giorno, hai escogitato qualcosa, rispondi.
Questo interrogativo infatti avevamo allora posto: Se niente poteva
nuocere a Dio, per quale motivo fece una guerra con la gente che
voi chiamate delle tenebre, nella quale guerra avrebbe mescolato la
sua sostanza alla natura dei demoni, sostanza che ci che egli
stesso, come gi hai detto quando sei stato interrogato? Se invece
qualcosa poteva nuocergli, non adorate un Dio incorruttibile, quale
attesta la verit e la dottrina apostolica.
FELICE: Da quando mi sono allontanato dalla tua Santit, fino al
giorno stabilito in cui sono tornato per rispondere al tuo
interrogatorio, a qualsiasi cosa tu volessi chiedere, si giunse al
giorno stabilito, e siccome non ho avuto in mano alcuna scrittura,
poich non mi sono state restituite, donde mi potessi istruire -
nessuno infatti esce in battaglia, se non sia stato prima addestrato,
e nessun disputatore pu disputare senza le sue carte -, similmente
anchio non posso rispondere senza la mia scrittura.
AGOSTINO: In tanto spazio di giorni hai escogitato questa
tergiversazione, la quale non ti potr aiutare in una causa perduta e
in un errore sacrilego, non avendo cosa rispondere. noto infatti a
tutti coloro che erano presenti, i quali vedo presenti anche adesso,
che tu hai chiesto una cos grande dilazione di giorni; avresti invece
dovuto chiedere anche i codici, quando hai chiesto la dilazione, se
credevi che in questi ti saresti potuto istruire per rispondere; cosa
che non hai fatto. So che tu hai chiesto i codici, non certo per
esaminarli a scopo di istruzione, ma molto prima di chiedere la
dilazione; invero quando hai chiesto la dilazione, non hai fatto
alcuna menzione del fatto che ti fossero restituiti e del dover
esaminare i codici, per poterti istruire.
FELICE: Ora chiedo che i codici mi siano restituiti, e verr alla
discussione fra due giorni; e se sar stato vinto, mi sottoporr a ci
che avrai deliberato.
AGOSTINO: Non credo che tu sia un novellino in questa setta
scellerata, come anche tu ammetti. Ora ogni uomo si accorge che
tu non hai cosa rispondere, anche se non lo riconosci. Ma dal
momento che richiedi i tuoi codici, che sono custoditi sotto il
pubblico sigillo, esaminati i quali tu dici di poter ritornare istruito fra
due giorni, riconosci quello che gi evidente, ossia che non hai
potuto rispondere alle questioni prospettate. Prendi invece i tuoi
codici, e di ci che da essi vuoi che ti venga portato, perch al
momento tu lo esamini e risponda.
FELICE: Tutte le scritture che mi sono state sottratte. Infatti questa
la Lettera del Fondamento, che - la tua Santit ben lo conosce, e
anchio lho detto - contiene linizio, il mezzo e la fine. Essa stessa si
legga, e qualunque male obiettato alla mia legge, si provi: e la
rinnego, se saranno provati quei crimini che vengono obiettati alla
mia legge.
AGOSTINO: Poich dichiari che questa la lettera in cui sono
racchiusi inizio, mezzo e fine della vostra dottrina, quanto
sacrilego questo inizio, dove dite che Dio ha combattuto contro la
gente delle tenebre, e ha mescolato alla natura dei demoni una sua
parte per essere contaminata e imprigionata, essa che ci che
egli stesso; tanto sacrilego, che pu a stento essere sopportato
dagli ascoltatori: questo obiettato in primo luogo alla vostra setta,
sia che lo chiami inizio, sia mezzo, sia fine, non mi curo molto di
ci; tuttavia non neghi che ci stato letto da questa lettera, che
tu dici essere di Mani; questo vi viene obiettato, questo difendi, se
puoi, affinch passiamo ad altri argomenti. Per cui ti chiedo di
nuovo: se adorate un Dio incorruttibile, in cosa gli poteva nuocere
una non so che gente avversa che inventate? Se in niente gli
poteva nuocere, nessun motivo vi fu perch mescolasse la sua
parte alla natura dei demoni. Se invece gli poteva nuocere, non
adorate un Dio incorruttibile.
2. FELICE: Mani dice che vi sono due nature, e ora di questo
incolpato, perch ha detto che sono due: una buona e una cattiva.
Cristo nel Vangelo dice che ci sono due alberi: Un albero buono non
produce frutti cattivi, n un albero cattivo produce frutti buoni
1
.
Ecco le due nature. In seguito nel Vangelo scritto: Non hai
seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la
zizzania? Un nemico ha fatto questo
2
. Questo nemico, se non
estraneo da Dio, mi venga provato; se invece questo nemico
pertinente a Dio, quale seme semin? Di nuovo scritto nel
Vangelo - stato detto da Cristo- che negli ultimi tempi porr il
trono nel mezzo del secolo, e mander i suoi Angeli fino alloriente
e alloccidente, al settentrione e al mezzogiorno, e raduner tutte le
nazioni davanti a s, e le separer, come un pastore separa gli
agnelli dai capri. E per dirla in breve, dice agli agnelli: Venite nel
regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Ai capri che
sono nella parte sinistra dice: Allontanatevi da me voi tutti
operatori diniquit: avete avuto infatti il mio nome, ma non avete
compiuto le opere, via nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e
per i suoi angeli
3
. Sono coloro che hanno il nome di Cristo, e sono
mandati nel fuoco eterno con il diavolo e i suoi angeli; e a quale
fazione appartengono questi, ai quali Cristo non si mischiato, e
pure portano il suo nome? Questo dice infatti Mani, perch coloro
che Cristo danna, non sono suoi. Infatti lapostolo Paolo dice: La
prudenza della carne in rivolta contro Dio, perch non si
sottomette alla sua legge e neanche lo potrebbe
4
. Questo dice
Mani, giacch quella che nemica di Dio, non pertinente a Dio; se
invece pertinente a Dio, egli stesso ha creato per s un nemico:
questo Mani non lo dice. Di nuovo Paolo dice: Il dio di questo
mondo ha accecato la mente degli increduli, perch non vedano lo
splendore del glorioso vangelo di Cristo che immagine di Dio
5
. Lo
stesso Paolo di nuovo dice: Mi stata messa una spina nella carne,
un inviato di Satana incaricato di schiaffeggiarmi giorno e notte. A
causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che
lallontanasse da me. Ed egli mi ha detto: " Ti basta la mia grazia;
la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza "
6
.
Ecco ci che disse lApostolo, ecco ci che disse lEvangelista:
quando Mani asserisce che estraneo da Dio colui che combatt
contro Dio, o che Cristo stato crocifisso, o tutti gli Apostoli a
causa del precetto di Dio; questo che li crocifisse, al quale non
piace il mandato di Dio, mi dica la tua Santit se costui appartiene
a Dio.
3. AGOSTINO: Hai voluto ricordare le sante Scritture - non
comprendendo le quali vi allontanate dalla verit - come se traessi
da quelle il patrocinio per i vostri vaniloqui. Tuttavia tra tutte le
affermazioni - che hai ricordato in parte come veramente sono
scritte, in parte diversamente da come sono scritte - in nessun caso
hai potuto mostrare per quale motivo Dio, volendo respingere dai
suoi regni una natura ostile che incalzava, per avere pace,
mescolando la sua parte (che ci che egli stesso ) alla natura
contraria dei demoni, ha fatto in modo da essere incatenato e
contaminato da quelli. Questo invece ci che vi viene obiettato;
non trovando cosa rispondere a tale obiezione, hai ricordato i
capitoli delle divine Scritture, dove detto dei peccatori che non
partecipano alla vita beata, che Dio dona ai buoni e ai fedeli; e hai
voluto fossero accolte due nature, secondo i deliri di Mani. La verit
dice invece, che tutte le cose che vediamo e che non vediamo, che
sussistono per natura, da Dio sono state create; tra le quali la
creatura razionale, essa stessa creata, sia negli Angeli sia negli
uomini ha ricevuto il libero arbitrio; per il quale libero arbitrio se
volesse servire Dio, secondo la volont e la legge di Dio, avrebbe
presso di lui leterna felicit; se invece non avesse voluto sottoporsi
alla sua legge, ma usando il proprio potere avesse esercitato il
dominio contro di lui, soggiacerebbe secondo la sua giustizia alla
pena dovuta. Questa lonnipotenza di Dio nel creare tutte le cose,
questa la giustizia nel remunerare i peccatori. Invece che esiste il
libero arbitrio, e che pecca chiunque lo vuole, mentre non pecca se
non vuole, ve lo provo non solo attraverso le divine Scritture, che
non capite, ma anche con le parole dello stesso vostro Mani. Infatti
egli come accerchiato, vede la potenza della verit, contro la quale
aveva tentato di indurre contro Dio unaltra natura che Dio non ha
creato, non con una solida verit, ma con una vuota fantasticheria;
tuttavia nel confessare la verit sul libero arbitrio, valse in lui pi la
natura umana nella quale Dio lo cre, che la favola sacrilega che
egli stesso si inventato.
4. Ascolta dunque riguardo al libero arbitrio, in primo luogo lo
stesso Signore, quando ricorda i due alberi, dei quali tu stesso hai
fatto menzione; ascolta lui che dice: Fate che un albero sia buono,
e anche il suo frutto sar buono; fate che un albero sia cattivo, e
anche il suo frutto sar cattivo
7
. Quando dunque dice: O rendete
questo, o rendete quello; indica la capacit, non la natura. Nessuno
infatti se non Dio pu creare un albero; ma ciascuno ha nella
volont, la facolt di scegliere le cose che sono buone, ed essere
albero buono; o di scegliere le cose che sono cattive, ed essere
albero cattivo; non perch le stesse cose cattive che siano scelte
abbiano in se stesse una qualche sostanza, ma perch Dio, tutte le
cose che ha creato, le ha create secondo gradi appropriati, e le ha
distinte in generi, celesti e terrene, immortali e mortali, e ha posto
tutte le cose buone nel proprio genere; ha collocato lanima, che ha
il libero arbitrio al di sotto di se stesso e sopra le altre cose,
affinch se servisse il superiore, dominasse linferiore; se invece
offendesse il superiore, sentisse la pena dallinferiore. Dunque il
Signore dicendo: O fate questo, o fate quello, mostra che nel loro
potere che cosa fare. Egli stesso sicuro e certo in quanto Dio. Se
gli uomini sceglieranno il bene, riceveranno il suo premio, se
sceglieranno il male, subiranno la sua pena; per Dio sempre
giusto, quando remunera, quando condanna.
5. Ascolta dunque ora in che modo lo stesso Mani - tanto perverso
e tanto superbo, da introdurre unaltra natura per farsi eguale a Dio
e deprimere Dio fino a se stesso - abbia confessato tuttavia che c
il libero arbitrio : nel vostro Tesoro, cui avete applicato tale nome
per ingannare gli uomini, certamente cos si dice (cosa che anche tu
stesso conosci): Invero coloro che per la loro negligenza avranno
permesso di essere purgati in maniera minima dalla macchia dei
predetti spiriti, e avranno ottemperato in modo del tutto
insufficiente ai mandati divini, e non avranno voluto osservare
pienamente la legge ad essi data dal loro liberatore, n si saranno
governati come era giusto, ecc.. Vedi che in queste parole
confermato il libero arbitrio, anche da chi non sa ci che dice.
Infatti colui che non vuole osservare la legge, in suo potere farlo,
se lo vuole. Infatti non dice: Non avranno potuto; ma: non avranno
voluto. Certamente il fatto che non vogliono osservare la legge,
significa che non sono costretti dalla gente delle tenebre; se infatti
sono costretti, non che non vogliono, ma che non possono; se
invece non vogliono, non certo sono costretti affinch non lo
facciano, ma non vogliono di loro volont. Il fatto dunque che
nella loro volont non volere, peccato certamente, senza alcuna
costrizione della gente delle tenebre. Riconosci che questo
peccato senza la costrizione della gente delle tenebre: e quindi vedi
donde vengano tutte le colpe, donde le responsabilit delle colpe, e
donde le distribuzioni delle pene.
6. Avete questo anche nelle scritture apocrife, che il canone
cattolico non ammette, mentre per voi sono tanto pi importanti, in
quanto sono bandite dal canone cattolico. Vorrei io ricordare
qualche esempio da esse - dalla cui autorit non sono legato -,
perch tu possa restare persuaso. Negli Atti scritti da Leucio, che li
ha scritti come gli Atti degli Apostoli, trovi cos affermato: E infatti
splendenti invenzioni, e unapparenza simulata, e la costrizione
delle cose visibili, non procedono certo dalla propria natura, ma da
quelluomo che per se stesso fu reso peggiore per mezzo della
seduzione. Vedi in che modo dice per se stesso e per mezzo della
seduzione. Fu infatti seduttore delluomo il diavolo, non per natura
peccatore, ma primo per volont peccatore. Ma poich era in potere
delluomo non acconsentire al seduttore, perci fu dichiarato, e per
se stesso, e per mezzo della seduzione: affinch in quello che fu
definito per se stesso, si indica il libero arbitrio; in quello invero che
fu definito per mezzo della seduzione, tu capisca il diavolo, che non
oppressore di chi non vuole, ma tentatore di chi lo vuole.
7. Quindi giacch io ho risposto, e per quanto ho potuto ho provato
che quanto stato scritto nei Libri santi riguardo ai peccatori ed ai
giusti, pertinente non alla diversit delle nature, ma alla
distinzione dei meriti, che provengono non dalla natura che agisce
necessariamente, ma dalla volont che agisce colpevolmente;
rispondi tu a ci che ti ho chiesto: Se niente poteva nuocere a Dio,
perch avrebbe mescolato ai demoni la sua parte, la sua sostanza,
ci che egli stesso , per essere contaminata ed imprigionata, cosa
che non potrai trovare in alcuna divina Scrittura canonica? Se
invece poteva nuocergli, non adorate un Dio incorruttibile, del quale
lApostolo dice: Al Re dei secoli immortale, invisibile, incorruttibile e
unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli
8
. E dopo lo stesso
dice: Dio abita una luce inaccessibile
9
. Forse che a quella luce non
accedono i santi dei quali scritto: Accostatevi a lui e sarete
illuminati
10
? Forse che a quella luce non accedono i santi di cui si
dice: Beati i puri di cuore, perch vedranno Dio
11
? Ma giacch non
pu accedere a quella, se non colui al quale Dio stesso avr donato
che vi acceda, perci per se stessa inaccessibile. Nessuno infatti
pu accedere a quella, se Dio non avr voluto che acceda: a chi
invece lavr donato, quello stesso acceder. In che modo dunque
quella gente delle tenebre poteva accedere alla dimora di Dio, dove
la luce inaccessibile, dove non accede se non colui al quale Dio
lavr donato? O se avesse ricevuto da Dio il dono di accedervi, egli
non lo darebbe per espugnare il regno di Dio, e non temerebbe. Se
invece non aveva dato un tale dono affinch potesse accedere, era
sicuro nel suo regno, abitando la luce inaccessibile: cosa poteva
temere dalla gente delle tenebre, s da mescolare la sua parte, la
sua sostanza, ci che egli stesso , per legarla, comprimerla,
contaminarla, dove non solo trattenuto in modo miserevole, ma
anche purificato in modo turpe? Affinch sia purgato da quel luogo
infatti, voi dite ci che abominevole udire, ma per confondervi e
forse per salvarvi, non lo possiamo tacere: affinch sia purgata da
quel luogo la parte di Dio, dite che nella nave della luce, che
chiamate sole, facendo ingiuria al Creatore del sole, e allo stesso
sole che cos dite sia fatto, dove si compie una cos grande
turpitudine: dite infatti che posto l Dio, le sue virt si convertono in
maschi, per irritare le concupiscenze dei demoni femmina; e quelli
stessi di nuovo si convertono in femmine, per irritare le
concupiscenze dei demoni maschi; sicch, mentre infondono la
libidine nei demoni, infiammati di desiderio verso le forme foggiate
da Dio, si rilassino le loro membra, e cos sfugga la parte di Dio che
l era stata legata. Questo obbrobrio cos grande, questo cos
grande sacrilegio avete osato credere, e non dubitate a predicare.
Queste sono le vicende del tempo mediano della vostra dottrina.
Invece qual la fine? Quale, se non che Dio non pot purgare
tutto? E giacch non pot, dite che avrebbe fatto il residuo come un
coperchio per la gente delle tenebre, affinch l si danni in eterno
ci che non ha potuto essere purgato, e niente ha commesso di sua
volont. Cos avviene che il vostro dio, non vero, ma inventato, non
costituito in qualche luogo, ma immaginato nel vostro cuore,
mescoli infelicemente la sua parte, la purghi turpemente, la
condanni crudelmente. Dunque a queste cose rispondi, e incomincia
da quello che ho detto, perch Dio mescol questa sua parte, egli
cui niente poteva nuocere; o se gli ha potuto nuocere, in che modo
sia incorruttibile.
8. FELICE: Ritenete crudele Mani che dice queste cose; cosa
diciamo di Cristo, che disse: Andate nel fuoco eterno
12
?
AGOSTINO: Ai peccatori ha detto questo.
FELICE: Questi peccatori perch non sono stati purgati?
AGOSTINO: Perch non hanno voluto.
FELICE: Perch non hanno voluto, questo hai detto?
AGOSTINO: Questo ho detto, perch non hanno voluto.
FELICE: Perch non hanno voluto? E chi non vuole essere curato? E
chi non vuole essere purgato? E chi non vuole essere illuminato?
Qual il malato che non vuole pervenire alla salute? Se crudele
ci che ha detto Mani, per il fatto che una qualche parte di Dio che
non ha potuto essere purgata, rimasta legata nel globo: non
crudele che Cristo, il quale disse desser venuto per i peccatori, ora
li mandi al fuoco eterno, egli di cui portarono il nome? Ma i precetti,
io credo, non li poterono compiere. Se questa cosa crudele, quella
pi crudele. Se quella molto crudele, giacch Dio non li ha
potuti purgare, e li leg al globo: sembra essere molto crudele
anche che Cristo, quelli che non ha potuto purgare, li mandi al
fuoco eterno; questo la tua Santit mi esponga riguardo alla stessa
crudelt.
AGOSTINO: Se quelle cose che ho gi detto, tu le avessi capite, o
riconoscessi di capirle (forse infatti, non avendo niente da dire, hai
finto di non capire ci che chiaro), non diresti questo. Abbiamo
infatti gi detto e provato per mezzo delle divine Scritture, che
esiste il libero arbitrio e che Dio il giusto giudice del libero
arbitrio, remuneratore dei fedeli e di coloro che si sottomettono a
lui e vogliono essere salvati, condannatore invece dei superbi e
degli empi. Giacch dunque venne per salvare i peccatori, salva
certo coloro che confessano i peccati, salva i penitenti; nessuno
invero si pente quando ha peccato un altro. Ma c una penitenza
giusta e vera, per cui anche lo stesso Signore dice: Non sono
venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori alla penitenza
13
; la
stessa penitenza indica che non opera di unaltra natura, ma della
nostra volont, se per caso commettiamo qualche peccato. Infatti
se uno pecca e un altro si pente, non questa una penitenza saggia
ma insana. Secondo voi invece non c nessun peccato. Infatti la
gente delle tenebre non pecca, giacch agisce secondo la propria
natura; la natura della luce non pecca, giacch ci che fa,
costretta a farlo. Dunque tu non trovi nessun peccato che Dio
condanni, non trovi nessun peccato che possa essere sanato con la
penitenza. Se invece c penitenza, c anche colpa; se c colpa,
c anche volont; se c volont nel peccare, non la natura a
costringere. Ma se coloro che non possono compiere ci che
vogliono sopportano una qualche debolezza, per cui lapostolo Paolo
dice: Nelle mie membra vedo unaltra legge, che muove guerra alla
legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato
che nelle mie membra
14
, chiaro che questo derivato dalla
trasmissione del primo peccato di Adamo, e dalla consuetudine
cattiva. Infatti anche oggi per libera volont gli uomini fanno
labitudine al peccato, e avendola acquisita, non possono facilmente
prevalere: essi stessi dunque si procurarono da soli che abiti la
legge contraria nelle loro membra. Ma coloro che concepiscono il
timore di Dio, e per mezzo del libero arbitrio si affidano allottimo
medico per essere sanati, come da un buon terapeuta, cos anche
dal misericordioso creatore sono risanati attraverso lumilt della
confessione e della penitenza. I superbi invero che si proclamano
giusti, o affermano che essi stessi non peccano, ma qualcosaltro
pecca in loro, e una natura diversa da loro pecca, a causa della loro
stessa superbia si rendono insanabili, e sperimentano il giusto
giudizio di Dio, che resiste ai superbi, mentre dona la grazia agli
umili
15
. Non dunque indegno che Dio dica: Andate via nel fuoco
eterno, a coloro che respinsero la sua misericordia attraverso il
libero arbitrio; e dica: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete il
regno
16
, a coloro che per mezzo del libero arbitrio accolsero la sua
fede, confessarono i loro peccati, fecero penitenza, si dispiacquero
di s, quali sono stati, e si compiacquero di lui, quali sono stati resi
per mezzo di lui. Tu dunque rispondi ora a questo che ti ho chiesto;
ma ti supplico di non fare indugi superflui: Se niente poteva
nuocere a Dio, perch ci mand qua? Se poteva nuocere, non un
Dio incorruttibile.
9. FELICE: Se niente poteva nuocere a Dio, perch mand qua il
suo Figlio?
AGOSTINO: Vedi in che modo sempre mi interroghi, e non vuoi
rispondere alle domande che ti vengono poste. Ascolta ci che hai
chiesto, ti ricordo tuttavia che non rispondi a quanto dico, io invece
rispondo. Niente pu nuocere a Dio: ma mand il suo Figlio, perch
indossasse la carne, e apparisse agli uomini, sanasse i peccatori,
soffrisse per noi nella stessa carne, che prese da noi. Dal momento
che nella sua natura niente poteva patire: giacch in principio era il
Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio
17
. In questa
natura, giacch il Verbo era Dio, niente egli poteva patire. Ma
affinch potesse patire per noi, il Verbo si fece carne, e venne ad
abitare in mezzo a noi
18
. Il Verbo si fece carne, assumendo la
carne, non cambiato in carne: assunse infatti lumanit, non
perdette la divinit. Cos egli stesso Dio ed egli stesso uomo, nella
natura di Dio eguale al Padre, nella natura delluomo reso mortale,
tra noi, per noi, da noi, rimanendo ci che era, prendendo su di s
ci che non era, per liberare ci che aveva creato, non ci che era.
Dunque la passione di Cristo non deriva dal bisogno, ma dalla
misericordia. Infatti offr un esempio di pazienza a noi riguardo a
noi, cio alluomo riguardo alluomo, alla carne riguardo alla carne:
tuttavia in quella carne egli stesso non fu reso peggiore; ma la
carne in lui fu resa migliore. Invero la parte del vostro dio, non
assumendo alcuna carne (infatti non se ne trovava nella gente delle
tenebre per la quale soffrisse), discese per essere catturato, legato,
insozzato e, cosa che pi turpe dellessere legato, purificato.
Infatti ho gi parlato della sua purificazione. Quanto pi sono
indegne tutte queste cose, tanto pi facile da capire che non
riguardano la natura di Dio. E lungi da un animo pio e fedele
credere cose tali di Dio, del Dio buono, del Dio vero, quali voi
credete; non quello che avete trovato, ma che avete inventato.
Rispondimi ora: Se niente poteva nuocere a Dio, perch, secondo i
vostri vaniloqui, fu mandata qua quella pura sostanza di Dio senza
assumere alcuna carne che patisse in lui, se qualcosa stava per
patire senza la carne che non aveva preso?
10. FELICE: Se niente poteva nuocere a Dio dalla parte avversa, e
niente poteva nuocere a Cristo da una natura contraria, a quale
natura venne Cristo per liberarla? Giacch, come dici, venne a
causa della nostra libert: dunque siamo stati in cattivit. Se
eravamo tenuti in cattivit, e per ci Cristo venne per liberarci dalla
cattivit, colui che ci teneva era estraneo da Dio, oppure era la
potenza di Dio? Se era la potenza di Dio a tenerci prigionieri,
perch colui che ci teneva mandava Cristo? Se era nel suo arbitrio
rilasciarci quando voleva, perch Cristo crocifisso? Invece
nessuno ignora che Cristo crocifisso. Perch lo crocifissero? Se
la potenza di Dio, in nulla ci nuoceva. Se era la potenza di Dio, non
fummo prigionieri presso di lui: ma eravamo come con il nostro
principe, come un figlio con i genitori, non come i Romani con i
Barbari. Non era dunque necessario, giacch eravamo stabiliti con
la potenza di Dio, che Dio mandasse il suo Figlio, perch si dica che
venuto il nostro liberatore. Se dunque appare che eravamo
stabiliti con la potenza di Dio, lApostolo disse: Cristo ci ha liberati
dalla maledizione della legge, perch sta scritto: Maledetto chi
pende dal legno
19
. Questo infatti dice lApostolo. Se costui che
maledice tutti coloro che pendono dal legno, la potenza di Dio
(Cristo infatti fu appeso al legno e tutti i suoi Apostoli che furono
condannati a causa del suo insegnamento) chi dunque costui che
maledice chiunque sia appeso al legno?
11. AGOSTINO: Coloro che Cristo redense dal diavolo, per proprio
consenso erano tenuti dal diavolo, ed erano stati costituiti in potere
di lui per un giusto giudizio di Dio, perch avevano acconsentito al
seduttore con il libero arbitrio. Come daltra parte fu in potere
delluomo di acconsentire al diavolo, per essere catturato; cos in
potere dello stesso diavolo fu, essendo un angelo, di peccare, per
mutarsi in peggio. Dunque un angelo peccatore per il libero arbitrio,
persuase al peccato luomo che ha il libero arbitrio; come il diavolo
se non avesse voluto non avrebbe peccato, cos anche luomo se
non avesse voluto non avrebbe acconsentito. Invece essendo preso
prigioniero da colui al quale aveva acconsentito, non perch il
diavolo pot qualcosa, ma perch fu un giusto giudizio di Dio dare
in potere del diavolo luomo, che rifiut il potere di Dio su di s e
non volle obbedire alla sua legge: giacch dunque Cristo trov cos i
peccatori sotto il peccato, in quanto il peccato dipende dal libero
arbitrio, trovando i peccatori soggetti al peccato redense coloro che
confessano da colui che si era insuperbito. Ma poich fu posto sotto
la Legge: Maledetto chi pende dal legno
20
; per cui lApostolo dice:
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui
stesso maledizione per noi, come sta scritto: Maledetto chi pende
dal legno
21
; non ha biasimato la Legge, ma ha elogiato la
misericordia. Giacch infatti Adamo aveva peccato, anche tutta
quella massa e propaggine del peccato era maledetta; il Signore
invece volle prendere su di s la carne dalla stessa massa affinch,
prendendo su di s la mortalit che era derivata dalla pena,
togliesse la morte, cosa che veniva dalla grazia. Perci la Legge
dice: Maledetto chi pende dal legno. Infatti la morte stessa pendeva
dal legno, morte che veniva dalla maledizione. In tal modo dunque
prendendo la morte, uccise la morte; cos prendendo la
maledizione, sciolse la maledizione. Per cui anche lApostolo dice:
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio stato crocifisso con lui
22
; giacch dal nostro uomo vecchio, cio dalla sorte di morte che
derivava dal castigo del peccato, si degn di prendere la carne
mortale dalla vergine Maria, nella quale ci offrisse un esempio della
passione e della risurrezione; della passione, per rinvigorire la
penitenza; della risurrezione, per suscitare la speranza; per
mostrarci due vite nella carne, che prese dalla nostra vita mortale,
luna travagliata, laltra beata; la travagliata, che dobbiamo
tollerare; la beata, che dobbiamo sperare. Ma tolleriamo la
laboriosa meritatamente a causa del nostro peccato; invece egli lha
mostrata nella sua carne, non a causa della sua iniquit, ma grazie
alla sua misericordia. Infatti perch tu sappia che la legge buona,
essa che tu hai voluto biasimare, lo stesso apostolo Paolo in un
passo ha detto: La legge poi sopraggiunse perch abbondasse il
peccato
23
. Fin qui sembra biasimarla; ma ascolta ci che segue: Ma
dove, dice, abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia
23
.
La legge stata data agli uomini superbi, e a coloro che
attribuiscono tutto alle loro forze, affinch non potendo compiere la
legge data, si trovassero prevaricatori, e resi colpevoli sotto la
legge, chiedessero misericordia al Creatore della legge. Quindi poco
dopo lo stesso Apostolo dice: Cos la legge santa e Santo e giusto
e buono il comandamento
24
. Ma affinch tu non dica che parla di
un altro comandamento, perch mostri che parla di quello, di cui
poco prima aveva detto: La legge poi sopraggiunse perch
abbondasse il peccato; subito si posto la questione: Ci dunque
che era buono, divenuto morte per me? Non sia mai! ma il
peccato, perch si manifestasse quale peccato, per mezzo di ci che
bene mi ha procurato la morte. Cera infatti il peccato, ma non
appariva peccato; quando la legge fu data al superbo, egli ag
contro la legge, e apparve il peccato, che cera, ma non appariva.
Comparendo il peccato fu umiliato il superbo, una volta umiliato il
superbo divenne penitente, con la penitenza ottenne la
misericordia. Hai ascoltato dunque ci che hai chiesto, rispondi a
ci che ti chiedo: In nulla poteva nuocere la gente delle tenebre a
Dio; perch mand qua la sua parte a mescolarsi e ad essere
contaminata dalla natura dei demoni?
12. FELICE: Se abbiamo facolt di scelta, nessuno costringa
nessuno: quando vorr, sar cristiano. A noi soggetta la volont
di essere cristiano, o di non esserlo.
AGOSTINO: Che la volont sia soggetta a noi, chiaro, e questo ho
imparato dalle divine Scritture; ci fu costretto a dire, pur
controvoglia, anche colui che vi ha indotto in questo errore. Quanto
a ci che dici: Nessuno sia costretto, quando vorr, sar cristiano;
certamente nessuno ti costringe; quando vorrai, lo sarai: giacch
sei venuto qua di tua volont, e di tua volont hai affrontato questa
disputa. E guai alla cattiva volont, se cattiva; pace alla buona
volont, se buona. Ma che sia cattiva, o che sia buona, volont.
Alla buona volont segue la corona, alla cattiva segue la pena. Dio
giudice delle volont, creatore invece delle nature. Se dunque
ritieni di essere costretto a farti cristiano, ascolta da noi che non ti
costringiamo per niente. Rifletti piuttosto su ci che hai ascoltato,
valuta, sei in possesso della tua volont; esamina come uno
prudente, se tuttavia c in te una qualche prudenza almeno
umana, se quelle cose che sono state dette, siano sostenute dalla
verit; se tu stesso sei venuto meno nella difesa del vostro Mani,
come appare; e quando vorrai, sii ci che non sei ancora, e smetti
dessere ci che sei.
13. FELICE: Ecco ora in breve, come ha detto la tua Santit: per
non accumulare le carte, se ti gradito, cosa che ti ho chiesto poco
fa, son venuto qua; mostrami la verit, affinch ci che ritengo,
appaia che non la verit, e tu mi trovi pronto a credere.
AGOSTINO: Certo ci che tieni, gi appare abbastanza che non la
verit. Lungi infatti dai cuori, che cercano o hanno la verit, il
credere che Dio, costretto dalla necessit, abbia mescolato la
propria sostanza nella natura dei demoni per essere imprigionata e
contaminata. Sia lungi dai fedeli il credere che Dio, per liberare la
sua sostanza, si sia cambiato in maschi contro le femmine, e in
femmine contro i maschi per stimolare la loro concupiscenza. Lungi
dai fedeli credere che Dio abbia in seguito condannato in eterno la
sua sostanza, che egli stesso mescol ai demoni. Che dunque ci
non la verit, chiaro. Ma giacch vuoi che in luogo di questa
falsit espulsa e confutata, sia svelata la verit, se qualcosa ancora
ti spinge a conoscere la fede cattolica, potrai essere ammaestrato
dal principio della fede. E infatti la pia fede rende adatto alla
percezione della verit incommutabile; chiunque non vorr
incominciare da questa fede, superbo rimarr fuori, e non potr
essere condotto a ci a cui tende, o a cui vuole giungere. Ma dal
momento che ormai quella falsit chiara, anatemizza la falsit,
affinch tu possa incominciare ad essere adatto a conoscere la
verit.
14. FELICE: Quando mi apparir; giacch non mi appare, perch
unaltra non mi stata mostrata, non posso anatemizzare.
AGOSTINO: Bisogna anatemizzare lerrore che dice che Dio
corruttibile, o non bisogna anatemizzarlo?
FELICE: Dillo di nuovo.
AGOSTINO: Bisogna anatemizzare lerrore che dice che Dio
corruttibile, o non bisogna anatemizzarlo?
FELICE: Si cerchi se lo dice.
AGOSTINO: Io questo ti ho chiesto: Colui che dice che Dio
corruttibile, bisogna anatemizzarlo, o no?
FELICE: Colui che dice che Dio corruttibile, bisogna
anatemizzarlo; questo mi rinfacci?
AGOSTINO: Questo ti chiedo.
FELICE: Tu dici che Dio corruttibile, non invece quello che hai
detto prima, che ha dato agli avversari una parte di s?
AGOSTINO: Per ora rispondi a ci che ti chiedo: Colui che dice che
Dio corruttibile, bisogna anatemizzarlo, o no?
FELICE: Certamente.
AGOSTINO: Colui che dice che corruttibile la natura e la sostanza
di Dio, bisogna anatemizzarlo, o no?
FELICE: Non ho capito ci che hai detto.
AGOSTINO: Dico una cosa che capisce ogni uomo, che non finga di
non capire: La natura e la sostanza di Dio - cio quella stessa cosa,
quale che sia, che Dio - colui che dice che corruttibile, bisogna
anatemizzarlo, o no?
FELICE: Anche lui bisogna anatemizzare, se si sar provato che
vero.
AGOSTINO: Non ti ho ancora detto che Mani dice che corruttibile
la natura di Dio; ma ti ho detto che chiunque dice questo, deve
essere anatemizzato.
FELICE: Ed io ho risposto: S.
15. AGOSTINO: Quella parte che fu mescolata alla gente delle
tenebre, proviene dalla natura di Dio, o da qualche altra natura?
FELICE: Da quella di Dio.
AGOSTINO: Ci che proviene dalla natura di Dio, ci che Dio , o
unaltra cosa che Dio non ?
FELICE: Cos : ci che proviene da Dio, Dio, secondo ci che
scritto: La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non lhanno
accolta
25
. Infatti Dio la luce, e le tenebre non sono in lui
26
.
AGOSTINO: Hai risposto bene, perch qualsiasi cosa proviene dalla
natura di Dio, Dio, e Dio luce, e le tenebre non sono in lui, e
tale luce risplend nelle tenebre, e le tenebre non lhanno accolta.
Vediamo dunque se Mani non dica che una parte di Dio stata
accolta dalle tenebre, non anche che tenuta legata, non anche
macchiata e insozzata, in modo che abbia bisogno della
misericordia del liberatore e purificatore. Se invece dice queste
cose, anche secondo te, e secondo le tue vere ammissioni, deve
essere anatemizzato; giacch la parte di Dio e la natura di Dio, ci
che lo stesso Dio, dice trattenuta dalle tenebre e legata e
insozzata: cosa che tu stesso parlando secondo il Vangelo non hai
potuto dire; ma hai detto il vero, giacch la luce splende nelle
tenebre, e le tenebre non lhanno accolta. Mani dunque deve essere
anatemizzato, egli che ha detto, che la luce ottenebrata nelle
tenebre, e le tenebre lhanno accolta.
FELICE: Ma sia colui che insozzato, sia colui che imprigionato,
liberato; e se noi siamo insozzati, veniamo mondati.
AGOSTINO: Ma ci non detto rettamente della natura di Dio, ma
di quella che pu essere contaminata, detto rettamente; perch
contaminata ed mondata. Invero di quella che non pu essere
insozzata, vedi con quanto sacrilegio si dica: insozzata ed
mondata; soprattutto perch cos dite che insozzata una parte di
Dio, cosicch per questo motivo resta legata in eterno al globo delle
tenebre, perch non ha potuto essere mondata. Chi non anatemizza
questa opinione, poco prima ha risposto il falso, poich chiunque
dice che Dio corruttibile, deve essere anatemizzato.
16. FELICE: Quanto a ci che la tua Santit ha detto, ossia che "la
parte che non si mondata dalla sozzura della gente delle tenebre
": cos dice Mani, che non furono mandati nel regno di Dio. Sei tu
ad affermare che essi sono dannati; Mani dice piuttosto che non
sono stati dannati, ma preposti alla sorveglianza di quella gente
delle tenebre.
AGOSTINO: Tratto con te di questa parte, che tu dici essere
purificata dopo essere stata insozzata; dopo se sar necessario, di
quella che affissa nel suo globo. Per ora quella che purificata,
era insozzata.
FELICE: Quella che insozzata, anche mondata.
AGOSTINO: Non deve dunque essere anatemizzato chi dice che la
natura di Dio e la sostanza di Dio e ci che Dio , pu essere
insozzato, legato, inquinato dalla gente delle tenebre?
FELICE: Da che cosa Cristo ci mond? Da che cosa ci liber?
AGOSTINO: Cristo non liber la parte di Dio, non la natura di Dio;
ma la creazione che ha creato, che caduta nel peccato per il libero
arbitrio, quella liber per sua misericordia. Mond quella realt che
poteva essere insozzata, liber quella realt che poteva essere
catturata, san quella cosa che poteva ammalarsi. Ora invece
parliamo di Dio, della natura di Dio, della sostanza di Dio, di lui che
Dio: poteva essere insozzato, o non poteva?
17. FELICE: La nostra anima, che insozzata, deriva da Dio? Se
non deriva da Dio, perch per essa Cristo fu crocifisso? Se dunque
appare che Cristo fu crocifisso per la nostra anima, appare che essa
da Dio, ed era stata insozzata, ed egli stesso la mond.
AGOSTINO: Io dico che non solo lanima, ma anche il nostro corpo
e ogni creatura spirituale e corporale deriva da Dio: perch questo
afferma la fede cattolica. Ma una cosa ci che Dio da s gener,
cosa che ci che egli stesso; unaltra invece ci che Dio cre.
Ci che Dio gener, uguale al Padre; ci che Dio cre, non
creato eguale al creatore. Una cosa dire che proviene da Dio, che
meglio dire che della natura di Dio, perch ci che egli stesso
, come il Figlio unigenito, come il suo Verbo per il quale sono state
create tutte le cose
27
; altra cosa dire che proviene da Dio, in
quanto disse e furono create, comand e furono costituite
28
. Di qui
lanima, dalle cose che Dio ha create, non quello che da s Dio
gener. Perci il Verbo che gener da s, non ha potuto essere
insozzato, n pu, n potr. Lanima invece che ha creato quale
reggitrice del corpo, affinch fosse al servizio del superiore,
dominasse linferiore, cio servisse Dio e dominasse il corpo,
avendo disprezzato la legge di Dio fu insozzata a causa del peccato;
ma Dio, dimostrando misericordia verso le cose che ha creato,
mand il Figlio per mezzo del quale le ha create, e per mezzo di lui
le ha ricreate. Quando bisognava creare ci che non cera, fu creato
per mezzo del Verbo; quando bisognava ricreare ci che era stato
depravato, allora fu presa la creatura dalla vergine Maria, affinch
per mezzo di ci che era luomo, si dimostrasse alluomo ci che
dovesse sopportare e ci che dovesse sperare. Cos la natura del
Verbo, la sostanza dellunigenito Figlio di Dio niente pat dai
persecutori Giudei, o dal diavolo angelo malvagio che perseguita.
Ma poich indoss la carne, indoss una cosa mortale, passibile,
mutevole, in ci che indoss, pat ci che volle quale esempio della
pazienza, e lo restaur ad esempio della giustizia. Tu ora parlami
della parte di Dio, ci che Dio , se possa essere insozzato, o no. Se
pu, Dio non immutabile; e colui che dice questo, deve essere
anatemizzato: se invece non pu, vedi che deve essere
anatemizzato Mani, il quale afferma che la parte di Dio, la natura di
Dio, ci che Dio , venuta qui pura presso la gente delle tenebre,
dove stata legata e contaminata, affinch avesse bisogno di
essere sciolta e mondata.
18. FELICE: Tu hai detto che lanima non da Dio.
AGOSTINO: Non lho detto, ma ho detto che da Dio, in quanto
da Dio creata, non in quanto nata da Dio.
FELICE: Hai detto che lanima non da Dio, ma creatura di Dio, in
quanto niente esiste senza Dio: questo infatti tu dici, e non vuoi
affermare che lanima da Dio.
AGOSTINO: da Dio, ma stata creata da Dio.
FELICE: O creata, o mandata, o donata, da Dio. Dunque se da
Dio, ed stata contaminata, e Cristo venuto per liberarla dalla
corruzione, di che cosa incolpi Mani?
AGOSTINO: Perch io dico che lanima, non natura di Dio ma creata
da Dio, ha peccato per il libero arbitrio, ed stata contaminata dal
peccato, e liberata nella penitenza per mezzo della misericordia di
Dio; tu invece dici che la stessa natura di Dio, ci che Dio , Dio da
Dio, catturato e contaminato nella gente delle tenebre. E c
molta differenza tra ci che Dio ha generato da s, e ci che ha
creato non da s, ma dal nulla, cio, quando non esisteva, da Dio
ha ricevuto che fosse, cio che fosse messo in essere.
FELICE: Dunque parte di Dio.
AGOSTINO: Gi te lho detto, non parte di Dio: e cerca di capire
che Dio creatore onnipotente. Tutte le cose create, e ci che uno
fa, o da s, o da un altro, o dal nulla. Un uomo, giacch non
onnipotente, da s fa un figlio; da unaltra cosa, come lartigiano
dal legno una cassa, dallargento un vasetto. Infatti ha potuto fare
il vasetto, ma non ha potuto creare largento; ha potuto fare la
cassa, ma non ha potuto creare il legno. Invece nessun uomo pu
dal nulla, ossia da ci che prima non esiste, fare che esista. Dio
invece per il fatto che onnipotente, gener da s il Figlio, e cre il
mondo dal nulla, e dal fango plasm luomo: per mostrare per
mezzo di queste tre potenze che la sua operazione valida in tutte
le cose. Perch ci che cre da s, non si deve dire che lo cre, ma
che lo gener. Ci che invece fece da unaltra cosa, come luomo
dalla terra, non cre luomo dalla terra, come se un altro avesse
creato la stessa terra per lui donde creasse luomo, nel modo in cui
Dio cre largento per largentiere perch ne facesse un vasetto:
ma egli stesso ha fatto e ci che non esisteva affinch esistesse, e
ci che di nuovo esistesse da ci che gi egli stesso dal nulla aveva
creato affinch esistesse. Cos dunque il corpo, cos lanima, cos si
comprendono tutte le creature fatte da Dio; non generate da Dio, in
modo che siano ci che Dio . Di conseguenza ora forse scegli ci
che tieni, e ci che rifiuti. Scegli ci che sia meglio. Giacch
vediamo molte cose mutevoli, e le stesse tuttavia buone, malgrado
siano mutevoli; molte cose mortali, e le stesse tuttavia buone,
quantunque siano mortali. Invece un bene del tutto immutabile lo
stesso Dio: cosa sia meglio per te di tenere, scegli; che Dio sia
mutevole, o che sia mutevole ci che Dio ha creato? Giacch
necessario che tu dica una delle due cose. Se non vorrai ammettere
che ci che Dio ha creato mutevole, resta che tu dica che lo
stesso Dio mutevole. Invece per purificarti da questo sacrilegio, e
da questa bestemmia, affinch tu non dica che la sostanza di Dio
mutevole, perch non concedi che il Dio che esiste veramente - ed
immutabile, perch egli stesso ha anche detto: Io sono colui che
sono
29
-, ha fatto buone tutte le cose, ma non pari a s? Di
conseguenza, poich egli stesso immutabile, non straordinario il
fatto che ci che ha creato, giacch non gli eguale, non
immutabile, ma mutevole. Perci anche per il libero arbitrio ha
potuto peccare ed essere contaminato, ed essere liberato per la sua
misericordia.
19. FELICE: Hai detto che luomo si fatto un figlio: nessuna
differenza passa tra padre e figlio. Giacch dunque tua Santit ha
affermato ci, anchio rispondo che Dio e le cose che ha creato,
sono uguali a lui.
AGOSTINO: Poich non hai voluto capire, che luomo quando crea
un figlio, non si dice propriamente che lo crea, ma si dice
propriamente che lo genera: cos anche Dio ha generato lunico
Figlio, te lho detto, non lha creato. Invece ha creato quello che
non gli eguale; al contrario ci che ha generato, uguale a lui.
Cos scegli per te, se tu voglia dire che o mutevole la creatura di
Dio, o mutevole la natura di Dio.
FELICE: Nel modo in cui Dio immutabile, similmente colui che
gener, immutabile; e ci che ha creato, se dalla sua stessa
natura, non muta.
AGOSTINO: Ma ti ho gi detto che ci che ha creato, non della
sua stessa natura; ma lha creato dal nulla, perch onnipotente.
Non esisteva, e lo cre, non da s, non da una qualche natura che
egli stesso non aveva creato, ma dal nulla.
FELICE: Io non ho detto questo: ma ho detto che Dio immutabile,
e ci che gener immutabile, e ci che cre immutabile. Non ho
detto, donde lo cre: non ho chiesto questo, donde lavrebbe fatto.
AGOSTINO: Ma hai ascoltato da me ci che non hai chiesto,
affinch tu ormai smetta di dire cose stolte. Dio onnipotente ha
potuto sia generare da s, sia creare dal nulla, sia formare qualcosa
da ci che gi aveva creato: da s, il Figlio eguale a s; dal nulla, il
mondo e tutte le creature; da unaltra realt, ossia dalla terra,
luomo: perch onnipotente. Dunque ci che da lui stesso, mai
pu essere insozzato, come neppure egli stesso; ci che invece ad
opera di lui stato creato, non dalla sostanza di lui, pu essere sia
contaminato per il libero arbitrio, sia mondato per la sua stessa
misericordia, condannando il fatto di avere peccato, e riconoscendo
colui che lo cre. Tu invero poco fa hai ammesso che colui che dice
che la parte di Dio corruttibile e contaminabile, deve essere
anatemizzato: non puoi daltra parte negare che Mani ha detto che
la parte di Dio fu catturata e insozzata nella gente delle tenebre, e
appare che con queste parole egli ha bestemmiato, s che forse
peggio non si pu bestemmiare; o anatemizzi quello che dice tali
cose, o tu devi essere anatemizzato e respinto con lui.
20. FELICE: Mani dice che una parte di Dio si macchiata; ma
Cristo dice che lanima si macchiata, ed egli venne a liberarla
dalla corruzione.
AGOSTINO: Ma lanima non parte di Dio. Infatti ora tu hai
confessato che Mani ha detto che insozzata la parte di Dio: invece
noi diciamo che insozzata lanima dalla volont del peccato;
tuttavia lanima non parte di Dio, non generata da Dio, ma creata
da Dio. Cos dunque si dice che lanima da Dio, come si dice che
qualche opera dellartigiano fatta dal suo mestiere, o da lui stesso
creata, non tuttavia da lui generata, come il suo figlio. Tu
dunque, poich hai confessato che Mani ha detto che insozzata
una parte di Dio, e pocanzi hai detto che da anatemizzare colui
che dice che Dio corruttibile e contaminabile, o la sua natura; gi
hai anatemizzato, cosa che non vuoi ammettere. Ci infatti che hai
detto, ossia che insozzato e mondato, per il fatto stesso che dici:
" mondato ", hai manifestato che insozzato; e non hai dove
scappare: sia Mani, sia tu avete detto che insozzata una parte di
Dio. Anatemizza dunque Mani, o sei da anatemizzare insieme con
Mani.
FELICE: Io non ho imparato da Mani che una parte di Dio stata
insozzata; ma da Cristo lho imparato poich venne a causa
dellanima che era stata insozzata.
AGOSTINO: Da Cristo non hai imparato che lanima parte di Dio.
FELICE: Da Cristo ho imparato che lanima da Dio.
AGOSTINO: Anche noi abbiamo imparato che lanima da Dio, ma
non parte di Dio. Cos infatti lanima da Dio, nel modo in cui la
creatura dallartefice; non da Dio come il figlio dal padre.
FELICE: Parliamo della corruzione: se insozzata lanima che da
Dio, e pu essere purificata da Cristo, che venne per lei; anche
quella parte di Dio di cui parla Mani, pu essere insozzata e
mondata per mandato di Dio stesso.
AGOSTINO: Ecco che tu dici di nuovo che la parte di Dio insozzata
viene purificata, e poco prima avevi detto che deve essere
anatemizzato colui che la dice corruttibile: ora tu dici che pot
essere corrotta; e dici che pu essere mondata, per confermare che
pot essere insozzata. Noi non diciamo questo della parte di Dio:
ma lo diciamo dellanima; giacch da lui come sua opera, non
come prole da se stesso. Torna dunque a ci che dici, e discerni ci
che diciamo noi. Lanima non Dio, n parte di Dio. Tu invece dici
che Mani ha detto che insozzata una parte di Dio, la quale dice
che purificata, per confermare che insozzata. Resta dunque che
tu lo anatemizzi, o credendo queste cose sarai colpito da anatema.
21. FELICE: Appartiene a Dio lanima che per il peccato fu
macchiata, o no?
AGOSTINO: Appartiene, ma non parte di lui.
FELICE: Non ti ho chiesto questo.
AGOSTINO: E cosa hai chiesto?
FELICE: Appartiene a Dio, o non appartiene?
AGOSTINO: Lho gi detto, e perch pertinente, e in che modo
pertinente.
FELICE: Io chiedo se veramente da Dio.
AGOSTINO: Da Dio, non della sostanza di Dio.
FELICE: Se niente il peccato, e lanima da Dio, e fu insozzata, e
venne Cristo a liberarla, e la liber dal peccato, di cosa incolpiamo
Mani, che dice che la parte di Dio stata insozzata, e di nuovo
stata mondata?
AGOSTINO: Hai gi confessato che Mani ha detto che una parte di
Dio stata insozzata, e dici che non peccato gettare su Dio tale
bestemmia: noi invece diciamo che certamente ha peccato lanima
per il libero arbitrio, e pentendosi purificata per la misericordia del
suo Creatore; dal momento che non da Dio come una sua parte,
o come sua prole; ma viene da Dio o da Dio stata creata, come
sua opera: che differenza ci sia tra la nostra fede e la vostra
perfidia, chiaro a tutti. Cos secondo le tue precedenti parole,
poich hai concesso che da anatemizzare colui che dice
corruttibile la natura di Dio, cosa che chiaro che anche Mani dice,
giacch non hai voluto che fosse anatemizzato da te, sarai
anatemizzato con lui.
22. Dopo queste cose discussero molto tra loro.
FELICE: Di ora tu, cosa vuoi che io faccia?
AGOSTINO: Che anatemizzi Mani, di cui sono queste cos grandi
bestemmie. Ma se lo fai spontaneamente, fallo adesso; nessuno
infatti ti costringe controvoglia.
FELICE: Lo vede Dio se lo faccio spontaneamente; infatti un uomo
non pu vederlo: ma ti chiedo questo, che tu mi appoggi.
AGOSTINO: In cosa vuoi che io ti appoggi?
FELICE: Per primo anatemizza tu, affinch dopo anche io
anatemizzi.
AGOSTINO: Ecco anche di mia mano scrivo; voglio infatti che pure
tu scriva di tua mano.
FELICE: Ma pronuncia lanatema, s da anatemizzare lo spirito
stesso che fu in Mani, e che disse queste cose per mezzo di Mani.
Agostino presa la carta scrisse queste parole: Io Agostino vescovo
della Chiesa cattolica gi ho anatemizzato Mani e la sua dottrina, e
lo spirito che per mezzo di lui disse bestemmie tanto esecrabili,
giacch era uno spirito seduttore, non della verit, ma di un errore
nefasto; e ora anatemizzo il suddetto Mani e lo spirito del suo
stesso errore.
E avendo dato a Felice la stessa carta, anche quello di sua mano
scrisse queste parole: Io Felice che avevo creduto a Mani, ora lo
anatemizzo, e la sua dottrina, e lo spirito seduttore che fu in lui,
che disse che Dio aveva mescolato una sua parte alla gente delle
tenebre, e la liber tanto turpemente, da trasfigurare le sue virt in
femmine contro maschi, e le stesse di nuovo in maschi contro
demoni femmina, in modo da configgere i residui della sua stessa
parte in eterno al globo delle tenebre. Tutte queste e le altre
bestemmie di Mani anatemizzo.
Io Agostino vescovo, ho sottoscritto questi Atti nella chiesa davanti
al popolo.
Io Felice ho sottoscritto questi Atti.

1 - Mt 7, 17.
2 - Mt 13, 27-28.
3 - Mt 25, 31-34.
4 - Rm 8, 7.
5 - 2 Cor 4, 4.
6 - 2 Cor 12, 7-9.
7 - Mt 12, 33.
8 - 1 Tm 1, 17.
9 - 1 Tm 6, 16.
10 - Sal 33, 6.
11 - Mt 5, 8.
12 - Mt 25, 41.
13 - Mt 9, 13.
14 - Rm 7, 23.
15 - Cf. Gc 4, 6.
16 - 1 Tm 4, 4.
17 - Gv 1, 1.
18 - Gv 1, 14.
19 - Gal 3, 13; Dt 21, 23.
20 - Dt 21, 23.
21 - Gal 3, 13; Dt 21, 23.
22 - Rm 6, 6.
23 - Rm 5, 20.
24 - Rm 7, 12-13.
25 - Gv 1, 5.
26 - 1 Gv 1, 5.
27 - Cf. Gv 1, 3.
28 - Cf. Sal 148, 5.
29 - Es 3, 14.