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SUL BATTESIMO CONTRO I DONATISTI

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Sul battesimo contro i Donatisti

LIBRO PRIMO


Scopo dell'opera.
1. 1. Nei libri scritti contro la lettera di Parmeniano a Ticonio,
abbiamo promesso di trattare pi in particolare la questione del
battesimo; ma se pure non ve lo avessimo promesso, sappiamo e
riconosciamo di essere in debito verso i fratelli che ce lo richiedono.
Perci, con l'aiuto del Signore, in quest'opera ci proponiamo non
solo di confutare le solite obiezioni che i Donatisti ci fanno su
questa questione, ma di parlare dell'autorit del beatissimo martire
Cipriano, con la quale i Donatisti tentano di sostenere la loro
perversa dottrina per evitare che crolli sotto l'urto della verit, e di
dire ci che il Signore ci conceder. Di modo che, quanti giudicano
senza essere accecati da spirito di parte, possano capire che
l'autorit di Cipriano, non solo non li sostiene, ma che soprattutto
da essa che sono confutati e annientati.
Nello scisma non si perde n il battesimo n l'ordine.
1. 2. Per la verit, gi nei libri menzionati, si detto che fuori della
comunione cattolica il battesimo si pu dare, cos come, fuori di
essa, si pu avere. Del resto, nessuno di loro nega che hanno il
battesimo anche gli apostati; se infatti a quelli che ritornano e si
convertono con la penitenza, non si rid, perch si ritiene che non
hanno potuto perderlo. Cos anche quelli che si allontanano dalla
comunione della Chiesa con il sacrilegio dello scisma: hanno
certamente il battesimo ricevuto prima di andarsene. Ed in effetti,
anche a loro, se ritornano, non si rid. Il che dimostra che ci che
avevano ricevuto nell'unit, non hanno potuto perderlo
separandosene. Ora, se fuori possibile averlo, perch non
possibile darlo? Se tu dici: " Fuori non legittimo darlo ", noi
replichiamo: " Come fuori non legittimo averlo, eppure lo si ha,
cos fuori non legittimo darlo, eppure lo si d ". E come con la
riconciliazione nell'unit, si comincia ad avere utilmente ci che
fuori dell'unit si aveva inutilmente, cos, con la stessa
riconciliazione, comincia ad essere utile ci che, fuori di essa,
stato dato inutilmente. Non comunque lecito dire che non stato
dato ci che stato dato, e n accusare uno di non averlo dato,
quando confessa di aver dato ci che aveva ricevuto. Il sacramento
del battesimo quello che ha il battezzato, mentre il sacramento
del dare il battesimo quello che ha l'ordinato. E come il
battezzato, allontanandosi dall'unit, non perde il sacramento del
battesimo, cos l'ordinato, allontanandosi dall'unit, non perde il
sacramento del dare il battesimo. Non va fatto torto a nessun
sacramento: se nei cattivi ne viene meno uno, vengono meno tutte
e due, se ne resta uno, restano tutti e due. Perci, come si accetta
il battesimo, che non ha potuto perdere colui che si separato
dall'unit, cos va accettato il battesimo dato da colui che,
andandosene, non ha potuto perdere il sacramento del dare il
battesimo. Ora, come al loro ritorno, quelli che sono stati battezzati
prima di andarsene, non si ribattezzano, cos, al loro ritorno, quelli
che sono stati ordinati prima di andarsene, certamente non si
ordinano di nuovo, ma, o continuano ad amministrare ci che
amministravano, se l'utilit della Chiesa lo richiede o, se non
continuano, conservano il sacramento dell'Ordinazione, e quindi
non si impongono loro le mani come a dei laici. In effetti, non perse
n il sacramento del battesimo e n quello del dare il battesimo,
Feliciano, quando si separato da essi insieme a Massimiano, tant'
vero che ora lo hanno con loro insieme a quegli stessi che egli ha
battezzato fuori, nello scisma di Massimiano. Ecco perch gli altri,
pur non essendo uniti alla nostra societ, hanno potuto ricevere da
loro ci che questi non avevano perso allontanandosi dalla nostra
societ. Tutto ci dimostra, e che i Donatisti agiscono con empiet
quando cercano di ribattezzare l'unit del mondo, e che noi agiamo
con rettitudine, quando non osiamo condannare, neppure nello
scisma, i sacramenti di Dio. Su ci in cui la pensano come noi,
infatti, essi sono anche uniti a noi, si sono invece allontanati da noi,
su ci in cui dissentono da noi. Si tratta di una vicinanza e
lontananza che non va misurata in termini di movimenti del corpo,
ma dello spirito. Come infatti con la continuit degli spazi di realizza
la congiunzione dei corpi, cos con il consenso delle volont si
realizza un certo contatto di spiriti. Se quindi colui che si separato
dall'unit, vuole fare una cosa diversa da quella che ha appreso
nell'unit, allora si allontana e si separa; ma se ci che vuol fare
quanto si fa nell'unit, dove l'ha ricevuto e appreso, allora rimane
ed unito a noi.
Il battesimo deve essere ricevuto dove si certi che legittimo
riceverlo.
2. 3. I Donatisti, pertanto, su alcuni punti sono con noi e su altri se
ne sono andati. Quindi, mentre le cose in cui sono con noi, noi non
le proibiamo, per quanto riguarda quelle in cui non sono con noi, li
esortiamo a venire per averle o a tornare per riaverle, e con ogni
possibile mezzo ci impegniamo con grande carit, perch,
emendatisi e correttisi, facciano questa scelta. Quindi non diciamo
loro: " Non date il battesimo ", ma: " Non datelo nello scisma "; e a
quelli che essi stanno per battezzare, non diciamo: " Non ricevete il
battesimo ", ma: " Non ricevetelo nello scisma ". Ora, se in caso di
estrema necessit, uno non trova un cattolico dal quale farsi
battezzare e, conservando nel cuore la fedelt alla pace cattolica,
riceve da qualcuno fuori dell'unit cattolica, il battesimo che era
pronto a ricevere nell'unit cattolica, se questi all'improvviso
muore, noi lo riteniamo sicuramente un cattolico. Se invece egli
viene liberato dalla morte corporale, quando si inserir, anche con
la sua presenza corporale, nell'assemblea cattolica, da cui non si
era mai allontanato col cuore, non solo non lo rimproveriamo di ci
che ha fatto, ma lo lodiamo con tutta sicurezza e serenit, perch
ha creduto che Dio era presente nel suo cuore, dove conservava
l'unit, e perch non ha voluto uscire da questa vita, senza il
sacramento del santo battesimo che, ovunque lo ha trovato, lo ha
riconosciuto di Dio e non degli uomini. Ma se uno, pur potendo
riceverlo nella Chiesa cattolica, per una sua deviazione mentale,
sceglie di essere battezzato nello scisma, magari pensando di
venire in seguito alla Cattolica, perch sicuro che qui fruttuoso il
sacramento, che altrove pu, s, ricevere, ma senza frutto, questi
senza dubbio un perverso e un iniquo, ed tanto pi nocivo quanto
pi ne consapevole. Egli infatti non dubita che bene ricevere il
battesimo nella Chiesa, cos come non dubita che in essa
fruttuoso anche quello ricevuto altrove.
Tesi cattoliche e donatiste sul battesimo.
3. 4. Sono due le tesi che noi sosteniamo: che nella Cattolica c' il
battesimo, e che solo in essa si riceve legittimamente. I Donatisti le
negano entrambe. E ne sosteniamo anche altre due: che tra i
Donatisti c' il battesimo, e che tra essi non si riceve
legittimamente. Di queste due, essi affermano, con decisione, una
sola e cio che da loro si trova il battesimo; mentre, che da loro
non si riceve legittimamente, non vogliono ammetterlo. Delle
quattro tesi, tre sono solo nostre e una comune ad entrambi.
Cos, che nella Cattolica c' il battesimo, e che in essa legittimo
riceverlo, e che presso i Donatisti non legittimo, lo diciamo solo
noi; ma che il battesimo si trova anche tra i Donatisti, essi lo
affermano e noi lo concediamo. Ora, se uno vuol farsi battezzare e
sa con sicurezza che per ottenere la salvezza deve scegliere la
nostra Chiesa, perch solo in essa giova il battesimo di Cristo,
anche se ricevuto altrove, e tuttavia decide di farsi battezzare nel
partito di Donato, proprio perch a dire che tra di loro c' il
battesimo, non sono solo loro e n siamo solo noi, ma tutte e due,
badi alle altre tre tesi. Se infatti ha scelto di seguire noi in ci che
essi non dicono, e poi antepone le cose che diciamo entrambi a
quelle che diciamo solo noi, ci basta che egli anteponga le cose che
essi non dicono, ma che diciamo solo noi, a quelle che dicono solo
loro. Ora, che nella Cattolica c' il battesimo, noi lo diciamo, essi
non lo dicono; che nella Cattolica legittimo riceverlo, noi lo
diciamo, essi non lo dicono; che non legittimo riceverlo nel partito
di Donato, noi lo diciamo, essi non lo dicono. Come dunque
preferisce credere ci che solo noi diciamo di credere, cos
preferisca fare ci che solo noi diciamo di fare. Quanto a ci che
tutte e due diciamo di credere, se vuole, lo deve credere pi
fermamente di quanto diciamo solo noi. Perci, dovr credere pi
fermamente che nel partito di Donato si trova il battesimo di Cristo,
che quanto diciamo tutti e due, di quanto crede che si trova nella
Cattolica, che quanto dicono solo i cattolici. E d'altra parte, dovr
credere pi fermamente che il battesimo di Cristo si trova anche da
noi, che quanto diciamo solo noi, piuttosto di credere che non vi
si trova, che quanto dicono solo loro. Egli infatti ha gi deciso, e
ne certo, che nelle questioni in cui tra noi non c' accordo, noi
dobbiamo essere preferiti a loro. Di conseguenza, ci che diciamo
solo noi: che legittimo ricevere il battesimo presso di noi, dovr
crederlo di pi di quanto creda che non legittimo, perch questo
lo dicono solo loro. Con questo criterio, la tesi che sosteniamo noi
solo, e cio che non legittimo riceverlo presso di loro, egli la
creder di pi di quella che sostengono essi solo, e cio che
legittimo riceverlo presso di loro. Egli quindi si illude di stare
tranquillo, nel ricevere il battesimo l dove entrambi diciamo che
c', ma non entrambi diciamo che l che si deve ricevere. Del
resto, non stato proprio lui a scegliere di stare con noi in ci che
non diciamo entrambi? Lo riceva quindi con tranquillit l dove egli
sicuro di trovarlo e dove legittimo riceverlo; non lo riceva l,
dove certamente c', ma non vi si deve ricevere, come dicono quelli
il cui insegnamento ha deciso di preferire. Anche se dubitasse di
ricevere legittimamente l, il battesimo che sicuro di ricevere
legittimamente nella Cattolica, egli peccherebbe gravemente in una
materia che riguarda la salvezza dell'anima, per il solo fatto di
preferire l'incerto al certo. Che sia legittimo infatti farsi battezzare
nella Chiesa cattolica, egli ne certo per il fatto stesso di aver
deciso di passare da essa, dopo essere stato battezzato altrove.
Che invece non sia legittimo farsi battezzare presso i Donatisti, egli
dovrebbe almeno averne il dubbio, poich lo dicono quelli la cui
dottrina sicuramente da preferirsi a quella dei Donatisti. Quindi,
preferendo il certo all'incerto, si faccia battezzare l dove sicuro
che legittimo farlo, se non altro perch, mentre pensava di
battezzarsi altrove, aveva deciso di passare di qua.
Analogia con il distintivo militare.
4. 5. Se poi uno non capisce come si possa dire che presso i
Donatisti c' il battesimo, ma che presso di loro non legittimo
riceverlo, tenga presente che, a nostro avviso, esso da loro non
esiste neppure legittimamente; e lo dicono anche alcuni di quelli
che si allontanano dalla loro comunione. Considerino la similitudine
del distintivo militare: fuori del servizio militare lo possono portare
e ricevere anche i disertori, e tuttavia, fuori del servizio, non si
deve n portare e n ricevere; ma quando il disertore viene
condotto o ricondotto all'esercito, esso non va n cambiato, n
rinnovato. Nondimeno, un conto la situazione di quanti, per
ignoranza, s'imbattono in questi eretici, credendo che essi siano la
Chiesa di Cristo, e un conto quella di quanti sanno che non vi
Chiesa cattolica, tranne quella che si diffonde e si estende in tutto il
mondo sino ai confini della terra come stato promesso; quella
che, mentre cresce in mezzo alla zizzania e nel disgusto degli
scandali, anelando alla pace futura dice nei Salmi: Dai confini della
terra ti ho invocato, mentre il mio spirito era nel disgusto; mi hai
sollevato sulla pietra
1
. Ora la pietra era Cristo
2
, nel quale noi
siamo gi risorti e sediamo in cielo -come dice l'Apostolo
3
- non
ancora nella realt, ma nella speranza. Perci il Salmo continua,
dicendo: Mi hai guidato, perch ti sei fatto mia speranza, torre di
fortezza al cospetto del nemico
4
. In verit, forti delle sue
promesse, che sono come dardi e frecce posti su una torre ben
fortificata, noi non solo cerchiamo di tenere a bada, ma
sconfiggiamo pure il nemico che veste i suoi lupi con pelli di pecore
5
per poter dire: Ecco, qui il Cristo; eccolo, l
6
; per allontanare
molti agnelli dall'immensa citt posta sul monte
7
, portarli alle loro
piccole tane piene di insidie e, dopo averli catturati, sbranarli. Ma
pur sapendo questo, alcuni scelgono di ricevere il battesimo di
Cristo fuori dalla comunione dell'unit del Corpo di Cristo, con
l'intenzione di passare in seguito a questa comunione, con il
battesimo ricevuto altrove. Essi sanno di ricevere il battesimo di
Cristo contro la Chiesa di Cristo, almeno il giorno stesso in cui lo
ricevono. Ma se questo un delitto, chi oser dire: " Mi si permetta
di compierlo almeno per un giorno "? Se egli infatti intende passare
alla Cattolica, gli chiedo il motivo. Che cosa potr rispondere, se
non che un male stare nel partito di Donato e non nell'unit
cattolica? Ebbene, questo male, per quanti giorni lo avrai fatto, per
altrettanti continuerai a farlo; e se si pu dire che il male di pi
giorni pi grave, mentre quello di pochi giorni meno grave, che
non sia nessun male non lo si pu dire. Che bisogno c' di
commettere, sia pure per un solo giorno o per una sola ora, un
male cos esecrabile? Se proprio uno se lo vuol permettere, pu
chiedere alla Chiesa o a Dio stesso il permesso di essere apostata
almeno per un giorno. In effetti, perch uno debba temere di
essere apostata per un solo giorno, e non temere di essere
scismatico o eretico per un solo giorno, non vedo il motivo.
Nel battesimo bisogna anteporre il vero al falso, il certo all'incerto.
5. 6. " Ho preferito ricevere il battesimo di Cristo - egli dice - l
dove tutte e due ammettete che sia ". S, ma che da loro non
legittimo riceverlo, te lo dicono quelli presso i quali stai per
passare; che invece da loro legittimo riceverlo, te lo dicono quelli
che stai per lasciare. Ora, ci che dicono questi, che tu posponi, in
contrasto con quelli, che tu preferisci, o falso o, per esprimermi
con pi moderazione, dubbio. Anteponi quindi il vero al falso o il
certo all'incerto. In effetti, che l dove tu ti appresti a passare,
dopo averlo ricevuto altrove, si pu ricevere legittimamente il
battesimo che desideri, lo ammettono non solo quelli presso i quali
sei intenzionato a passare, ma tu stesso che stai per passarvi. Se
infatti tu dubitassi della legittimit di poterlo ricevere l, dubiteresti
anche di doverci passare. Quindi, se incerto che ricevere il
battesimo nel partito di Donato un peccato, chi oser dubitare che
certamente un peccato, non scegliere di riceverlo l dove
sicuramente non peccato? Quanto a quelli che per ignoranza si
fanno battezzare presso di loro, ritenendo che essa sia la vera
Chiesa di Cristo, in confronto agli altri commettono un peccato
meno grave, ricevono tuttavia la ferita del sacrilegio dello scisma,
che non si pu definire non grave, solo perch quello degli altri
pi grave. Se infatti ad alcuni stato detto: Nel giorno del giudizio
si sar pi tolleranti per gli abitanti di Sodoma, che per voi
8
, non
significa che gli abitanti di Sodoma non saranno puniti, ma che altri
lo saranno pi duramente.
La vicenda dei Massimianisti ha risolto la questione.
5. 7. Quantunque per qualche tempo questo sia stato forse
nascosto e incerto. Ma l da dove viene la guarigione di quelli che
se ne accorgono e si correggono, viene anche l'aggravamento di
quelli che non possono pi permettersi di ignorare, e si ostinano
tenacemente nella loro rovina. Di fatto, la condanna dei
Massimianisti e la riammissione dei condannati e di quanti erano
stati battezzati da essi fuori della loro comunione, nello scisma
sacrilego, come proclama il loro concilio, ha risolto la questione e
spazzato via ogni contesa. Essa non ha lasciato alcun motivo tra noi
e i Donatisti, che sono in comunione con Primiano, per dubitare che
quanti si separano dalla Chiesa, non solo possano dare il battesimo,
ma anche riceverlo. In effetti, come essi sono costretti ad
ammettere che quelli che Feliciano ha battezzato nello scisma,
hanno ricevuto il vero battesimo, visto che ora li hanno tra loro con
lo stesso battesimo ricevuto nello scisma, cos noi diciamo che il
battesimo di Cristo esiste anche fuori della comunione cattolica, e lo
danno quelli che si sono separati da questa comunione, perch, pur
separandosene, non lo hanno perso. E ci che essi credono di aver
dato a quelli che Feliciano ha battezzato nello scisma, quando li
hanno riconciliati a loro, e cio, non di ricevere un battesimo che
non avevano, ma di far fruttare quello che avevano inutilmente
ricevuto nello scisma, e che ancora avevano, questo veramente lo
concede e lo dona Dio, mediante la comunione cattolica, a quelli
che vengono da qualche eresia o scisma, dove hanno ricevuto il
battesimo di Cristo; vale a dire: non che incomincino ad avere il
sacramento di Cristo, che non avevano, ma incominci a giovare a
loro ci che avevano.
Le molte particelle dei Donatisti rivendicano ciascuna per s il vero
battesimo.
6. 8. Perci tra noi e i Donatisti cos detti " cardinali ", il cui vescovo
a Cartagine Primiano, non vi pi, su questo punto, nessuna
controversia. Dio ha voluto chiuderla per mezzo dei Massimianisti; e
cos, ci che essi non volevano ammettere, persuasi dalla carit, lo
ammettono, costretti dal loro esempio. Ma noi continuiamo a
discutere, proprio perch non credano di dire qualcosa, quelli che
non fanno comunione con costoro e che preferiscono sostenere che
i Donatisti rimasti con loro, quanto pi sono pochi tanto pi sono
veri. Ma se si trattasse solo dei Massimianisti, non dovremmo
trascurare la loro salvezza; quanto pi non dobbiamo farlo, visto
che lo stesso partito di Donato si frantumato in molti piccolissimi
frammenti e che tutte queste particelle rimproverano la sola parte
pi grande, nella quale c' Primiano, di avere accettato il battesimo
dei Massimianisti? E che ognuna di esse si sforza di sostenere che il
vero battesimo rimasto solo presso di essa, mentre non esiste
affatto altrove, n in tutta la terra, dove estesa la Chiesa
cattolica, n nella parte pi grande, quella di Donato, e n nelle
altre, tranne che in essa, che una delle piccolissime parti? Ora, se
tutte queste particelle vogliono ascoltare la voce, non di uomo, ma
della pi limpida verit, e domare lo spirito animoso della loro
perversit, non ritorneranno certo alla parte pi grande di Donato,
che una parte separata dalla quale a loro volta si sono separate,
ma ritorneranno dalla loro aridit alla verdeggiante radice cattolica.
Tutti costoro, quando non sono contro di noi
9
, sono per noi, e
quando non raccolgono con noi, disperdono
10
.
L'antica consuetudine della Chiesa.
7. 9. Ora, per non dare l'impressione di trattare con argomenti
umani una questione oscura che, nei primi tempi della Chiesa,
prima dello scisma di Donato, ha spinto padri e vescovi, uomini
grandi e animati da grande carit, a discutere tra loro, salva
sempre la pace, e ad oscillare tra varie soluzioni, tanto che le
differenti decisioni restarono a lungo sospese nelle loro rispettive
regioni, finch un concilio plenario di tutto il mondo, fugato ogni
dubbio, conferm l'opinione pi salutare, porter prove sicure dal
Vangelo. Cos dimostrer, con l'aiuto del Signore, quanto sia stato
saggio, e veramente secondo Dio, stabilire che, in ogni scismatico o
eretico, la medicina della Chiesa curasse la parte che lo teneva
separato, mentre la parte sana, una volta riconosciuta,
l'approvasse, anzich ferirla con dei rimproveri. vero che nel
Vangelo il Signore dice: Chi non con me, contro di me. E chi
non raccoglie con me, disperde
11
, tuttavia, quando i discepoli gli
riferirono di avere visto un tale che scacciava i demoni nel suo
nome, e di averglielo vietato, perch non era un suo seguace come
loro, egli replic: Non glielo proibite. Chi non contro di voi, per
voi. Nessuno, infatti, pu fare un miracolo nel mio nome e parlare
male di me
12
. Ora, se in lui non c'era nulla da correggere, dovr
stare tranquillo chi, posto fuori della comunione della Chiesa,
raccoglie nel nome di Cristo, anche se separato dalla societ
cristiana; ma cos sar falso il detto: Chi non con me, contro di
me; e chi non raccoglie con me, disperde. Se invece va corretto
proprio ci che i discepoli del Signore fecero per ignoranza, e ci di
cui il Signore disse: Non glielo impedite, perch proib di
impedirglielo? E come potr essere vero questo detto: Chi non
contro di voi, per voi? In quel caso, quello non era contro di loro,
ma per loro, poich operava le guarigioni nel nome di Cristo.
Dunque, affinch entrambi le frasi siano vere, come di fatto lo sono,
sia l'una: Chi non con me, contro di me; e chi non raccoglie con
me, disperde, e sia l'altra: Non glielo impedite, perch chi non
contro di voi, per voi, che cosa ci resta da capire, se non che, da
una parte quel tale andava confermato nella venerazione di un
nome cos grande, poich non era contro la Chiesa, ma per la
Chiesa, dall'altra, andava condannato per la separazione, nella
quale, se raccoglieva, disperdeva? Cos, se per caso egli fosse
venuto alla Chiesa, non vi avrebbe ricevuto ci che aveva, ma
sarebbe stato corretto nell'errore che lo teneva lontano.
I Donatisti, per la parte sana, sono uniti alla Chiesa.
8. 10. Ma neppure di Cornelio, un Gentile, si pu dire che le sue
preghiere non siano state esaudite e le sue elemosine non siano
state gradite; egli, anzi, merit di vedersi inviato un angelo e
merit di vedere questo inviato, dal quale avrebbe potuto imparare,
certamente senza intermediari umani, tutte le verit necessarie. Ma
siccome tutto il bene che riceveva nelle preghiere e nelle
elemosine, non poteva giovargli, se egli non si fosse incorporato
alla Chiesa mediante il vincolo della societ e della pace cristiana,
gli viene ordinato di inviare uomini da Pietro. Cos, tramite lui
conosce Cristo e, da lui anche battezzato, si unisce anche col
vincolo della comunione al popolo cristiano, a cui lo univa solo la
somiglianza delle buone opere
13
. Sarebbe stato certamente un
danno per lui, se avesse disprezzato il bene che ancora non aveva,
per inorgoglirsi di ci che aveva! Questo vale anche per quelli che,
separandosi dalla societ degli altri, violano la carit e rompono il
vincolo dell'unit: se non osservano niente di quanto hanno
ricevuto in quella societ, sono totalmente separati, e quindi, se
uno che hanno associato a loro, vuole venire alla Chiesa, deve
ricevere tutto ci che non ha ricevuto. Se invece ne osservano una
parte, in questa non si sono separati, e per questa si trovano
ancora nella struttura dell'organismo; mentre per il resto ne sono
separati. Quindi, colui che hanno associato legato alla Chiesa
nella parte in cui neppure essi sono separati, e quindi, se desidera
venire alla Chiesa, viene sanato nella parte in cui, lacerato, errava
lontano; quanto invece alla parte sana, che lo univa alla Chiesa,
essa non si cura, ma si riconosce, onde evitare che, per curarla, la
feriamo. Pertanto, quelli che essi battezzano, li guariscono dalla
ferita dell'idolatria o dell'infedelt, ma aprono in loro una ferita
ancora pi grave: lo scisma
14
. Nel popolo di Dio, infatti, mentre gli
idolatri li uccise la spada, gli scismatici, li inghiott una voragine
15
.
E l'Apostolo disse: Se avessi tutta la fede da trasportare le
montagne, ma non ho la carit, sono un nulla
16
.
Non dobbiamo guardare solo la parte sana, ma anche la malata.
8. 11. Se un uomo, colpito da una grave ferita in una parte vitale
del corpo, viene condotto dal medico e questi dice: " Se non si cura
muore di questa ferita ", io non penso che coloro che ve lo hanno
condotto, siano tanto pazzi, da mettersi ad esaminare e a contare
le membra sane, e poi rispondere al medico: " E che, tutte queste
membra sane non possono salvargli la vita, e un solo membro ferito
pu dargli la morte? ". No, non lo dicono, ma glielo consegnano
perch lo curi. Tuttavia, se lo affidano al medico per curarlo, non
per questo gli chiedono di curargli anche le parti sane, ma di
applicare subito una medicina solo a quella parte, da dove la morte
minaccia anche le parti sane, e le raggiunger se non si cura.
Perci, che giova ad un uomo avere la fede sana o, forse, sano solo
il sacramento della fede, quando la ferita mortale dello scisma gli
ha distrutto la salute della carit, se basta questa distruzione per
trascinare alla morte anche le parti sane? Ma perch questo non
succeda, la misericordia di Dio non cessa di invitarli, mediante
l'unit della santa Chiesa, a venire e a curarsi con la medicina della
riconciliazione e con il vincolo della pace. N credano di essere sani,
solo perch noi diciamo che hanno una parte sana, n credano di
dover curare la parte sana, solo perch noi indichiamo la parte
ferita. Di conseguenza, quanto all'integrit del sacramento, non
essendo contro di noi, sono per noi; quanto alla ferita dello scisma,
tutto ci che non raccolgono con Cristo, lo disperdono. Non si
esaltino per le cose che hanno. Perch gettano i loro sguardi
orgogliosi sulle parti sane? Si degnino di guardare umilmente anche
la loro ferita, e badino non solo a quello che c', ma anche a quello
che non c'.
Senza la carit tutti gli altri doni non servono a niente.
9. 12. Considerino come non giova a niente avere molti e grandi
doni, se ne manca uno! E vedano qual quest'uno! Per questo non
ascoltino me, ma l'Apostolo. Egli ha detto: Se io parlassi le lingue
degli uomini e degli angeli, ma non ho la carit, sono come un
bronzo suonante e un cembalo squillante. E se avessi la profezia e
conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza; e se avessi tutta la fede
da trasportare le montagne, ma non ho la carit, sono un nulla
17
.
Che giova loro, saper parlare la lingua degli angeli nei sacri misteri
ed avere la profezia per profetizzare ogni tanto, come fecero Caifa
18
e Saul
19
, uomini riprovevoli, come attesta la santa Scrittura?.
Non solo conoscere, ma anche avere i sacramenti, come li ebbe
Simon Mago
20
?. Avere la fede come i demoni che confessarono
Cristo? -Non che non credessero quando gridavano: Che c' tra noi
e te, Figlio di Dio? Sappiamo chi sei
21
-. Che giova distribuire i
propri beni ai poveri, come fanno molti, non solo nella Chiesa
cattolica, ma anche nelle diverse eresie? E nell'assalto di qualche
persecuzione unirsi a noi nel dare il proprio corpo alle fiamme, per
la fede che professano insieme a noi
22
? Ma dato che queste cose le
fanno da separati che non si sopportano a vicenda nell'amore, e
non si sforzano di conservare l'unit dello spirito mediante il vincolo
della pace
23
, vale a dire senza avere la carit, pur con tutti questi
carismi, che a loro non giovano a niente, non possono giungere alla
salvezza eterna.
Si pone la questione se nel partito di Donato il battesimo genera
figli.
10. 13. Essi credono di essere molto sottili chiedendoci se il
battesimo di Cristo genera o no, nel partito di Donato, dei figli;
sicch, se noi ammettiamo che li genera, dicono che la loro
Chiesa la madre che ha potuto generare questi figli dal battesimo di
Cristo; e poich deve esservi una sola Chiesa, perci accusano la
nostra di non essere Chiesa. Se invece diciamo: " No, non li genera
", ci dicono: " Perch allora non fate rinascere presso di voi con il
battesimo quelli che, dopo essere stati battezzati presso di noi,
passano da voi, se ancora non sono nati? ".
La Chiesa genera figli non nella parte separata, la carit, ma nella
unit, il battesimo. Ma non tutti i generati appartengono alla sua
unit.
10. 14. Come se la Chiesa genera nella parte in cui separata e
non nella parte in cui unita: separata infatti dal vincolo della
carit e della pace, ma unita nell'unico battesimo. Una sola la
Chiesa ed essa sola si chiama Cattolica; e tutto ci che di suo c'
nelle diverse comunioni separate dalla sua unit, in quanto cosa
sua in loro, genera essa e non esse. A generare non la parte
separata, ma ci che le diverse comunioni hanno conservato della
Chiesa. Se perdono anche questo, non generano pi. la Chiesa
quindi che genera in tutte le comunioni che conservano i suoi
sacramenti; con questi pu generare figli dappertutto, anche se non
tutti i generati appartengano alla sua unit, che salver quanti
persevereranno sino alla fine. Ma in verit, a non appartenere alla
chiesa non sono solo quelli che si sono manifestati con il sacrilegio
sfrontato dello scisma, ma anche quelli che, sebbene fisicamente
mescolati nella sua unit, se ne separano con una pessima vita.
Simon Mago aveva partorito addirittura con il battesimo, eppure gli
stato detto che non avrebbe preso parte all'eredit di Cristo
24
. Gli
manc forse il battesimo? Il Vangelo? I sacramenti? No, ma gli
manc la carit, e quindi era nato invano, e forse gli conveniva non
nascere. Non erano forse nati quelli ai quali l'Apostolo dice: Come a
bambini appena nati in Cristo, vi ho dato da bere latte e non
nutrimento solido
25
? Eppure egli li richiama dal sacrilegio dello
scisma, nel quale precipitavano proprio perch carnali. Come a
bambini nati in Cristo - egli dice - vi ho dato da bere latte e non
nutrimento solido, poich non potevate ancora riceverlo. E neanche
ora lo potete; infatti siete ancora carnali. Dato che tra voi c'
invidia e discordia, non siete forse carnali e vi comportate in modo
umano? In effetti, se uno dice: Io sono di Paolo, e un altro: Io sono
di Apollo, non siete solo umani?
26
di questi, che sopra dice: Vi
scongiuro, fratelli, nel nome del Signore nostro Ges Cristo, ad
avere tutti uno stesso linguaggio e non vi siano tra di voi delle
divisioni; ad essere invece in perfetta sintonia di sentimenti e di
idee. Sono stato infatti informato riguardo a voi, fratelli miei, dagli
abitanti di Cloe, che tra voi ci sono discordie. Dico questo, perch
ciascuno di voi dice: Io sono di Paolo, io di Apollo, io di Cefa, ed io,
invece, di Cristo. stato forse diviso Cristo? stato forse crocifisso
Paolo per voi, o nel nome di Paolo che siete stati battezzati?
27

Ora, se quei cristiani fossero rimasti nella loro ostinazione e
perversit, erano nati, ma non facevano parte, per mezzo del
vincolo della pace e della carit, della Chiesa da cui erano nati.
essa, quindi, che genera, sia nel suo grembo che nel grembo delle
ancelle, dagli stessi sacramenti, come dal seme del suo sposo. Non
senza motivo, che l'Apostolo dice: Tutte queste cose sono
accadute in figura
28
. Ma quanti si fanno vincere dalla superbia e
non si uniscono alla madre legittima, sono simili ad Ismaele, di cui
Dio ha detto: Scaccia la schiava e suo figlio; poich il figlio della
schiava, non sar erede con il mio figlio Isacco
29
. Quanti invece
amano pacificamente la legittima sposa del loro padre, che li ha
generati per legittimo diritto, sono simili ai figli di Giacobbe che,
quantunque nati dalle schiave, hanno ricevuto la stessa eredit
30
.
Quanti invece sono nati nell'unit dal grembo di questa madre, ma
trascurano la grazia ricevuta, somigliano ad Esa, figlio di Isacco, il
quale fu riprovato, come Dio attesta e dice: Giacobbe l'ho amato,
mentre Esa l'ho odiato, bench entrambi concepiti in un unico
rapporto e nati da un unico grembo
31
.
Si pone la questione se nel partito di Donato, il battesimo rimette i
peccati.
11. 15. Ci chiedono anche se nel partito di Donato il battesimo di
Cristo rimette i peccati. Cos, se noi diciamo che li rimette, ci
rispondono: " Dunque c', l, lo Spirito Santo "; il Signore, infatti,
dopo averlo dato con il suo soffio ai discepoli, ha detto: Battezzate
le genti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
32
. A
chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi li riterrete
saranno ritenuti
33
. " Ma se questo vero - essi dicono - la nostra
comunione la Chiesa di Cristo: lo Spirito Santo non opera la
remissione dei peccati fuori dalla Chiesa. Ma se la Chiesa di Cristo
la nostra comunione, non Chiesa di Cristo la vostra comunione.
C' una sola Chiesa, chiunque sia il destinatario di queste parole:
Una sola la mia colomba, una sola per la sua madre
34
e non
possono esservi tante Chiese quanti sono gli scismi. Se invece noi
diciamo che da loro i peccati non vengono rimessi, replicano: "
Dunque da noi non c' il vero battesimo; di conseguenza i nostri
che voi accogliete, dovete battezzarli. Ma dato che non lo fate,
ammettete di non essere nella Chiesa di Cristo ".
Dove non c' la carit, i peccati non si rimettono.
11. 16. Ci opponiamo seguendo le Scritture e li interroghiamo in
modo che siano essi stessi a darsi la risposta che attendono da noi.
Mi dicano: si rimettono i peccati dove non c' la carit? I peccati
sono le tenebre dell'anima. Dice infatti Giovanni: Chi odia il proprio
fratello ancora nelle tenebre
35
. Nessuno farebbe uno scisma, se
non fosse accecato dall'odio verso i fratelli. Se dunque noi diciamo
che presso di loro i peccati non sono rimessi, come pu rinascere
chi vi si battezza? Che significa, infatti, rinascere mediante il
battesimo, se non rinnovarsi dalla vecchiezza? E come si rinnova
dalla vecchiezza colui al quale non si rimettono i peccati passati?
Ma se non rinato, non neppure rivestito di Cristo; ne consegue
che sembra necessario ribattezzarlo. Dice, infatti, l'Apostolo: Quanti
siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo
36
; ma se
non rivestito di Cristo, non va neppure considerato battezzato in
Cristo. Del resto, se noi diciamo che egli battezzato in Cristo,
ammettiamo che rivestito di Cristo; ma ammettere questo,
ammettere che egli un rigenerato. Ma se cos, anche i peccati
gli sono stati rimessi. Come pu dire Giovanni: Chi odia suo fratello
ancora nelle tenebre
37
, se gi avvenuta la remissione dei
peccati? Oppure nello scisma non esiste l'odio fraterno? E chi oser
dirlo, visto che l'origine e l'ostinazione nello scisma non altro che
l'odio fraterno?.
A Simon Mago sono stati rimessi i peccati?
11. 17. Essi pensano di risolvere la questione, dicendo: " Se nello
scisma non si ha la remissione dei peccati, non si ha n la rinascita
dell'uomo nuovo n, di conseguenza, il battesimo di Cristo ". Noi
riconoscendo che da loro il battesimo di Cristo esiste, proponiamo
di risolvere un'altra questione: Simon Mago fu lavato col vero
battesimo di Cristo? Risponderanno di s, costretti dall'autorit della
santa Scrittura. Allora io chiedo loro se ammettono che gli vennero
rimessi i peccati. Lo ammetteranno certamente. Ed io insisto: " E
perch Pietro gli disse che non avrebbe preso parte all'eredit dei
santi
38
? ". Replicheranno: " Perch pi tardi pecc, volendo
comprare con il denaro il dono di Dio, credendo che gli Apostoli ne
fossero i venditori ".
Il battesimo vero anche senza la remissione dei peccati.
12. 18. E che succede se al battesimo si accostato un ipocrita? Gli
sono stati o no rimessi i peccati? Liberi essi di scegliere. Qualunque
scelta ci sta bene. Se dicono che gli sono stati rimessi, replichiamo:
" Come pu lo Spirito Santo che ammaestra fuggire l'ipocrisia
39
se
ha operato in lui la remissione dei peccati? ". Se dicono che non gli
sono stati rimessi, chiedo: Se, in seguito, egli confessa la sua
finzione con cuore contrito e con sincero dolore, si riterr di
ribattezzarlo? Se questo un discorso insensato, allora ammettano
che un uomo pu essere battezzato con il vero battesimo di Cristo,
e impedire cos al suo cuore, che persevera nella malizia e nel
sacrilegio, la remissione dei peccati; e quindi capiscano che ci si
pu far battezzare nelle comunioni separate dalla Chiesa, nelle quali
il battesimo di Cristo si d e si riceve con lo stesso rito
sacramentale. Esso giova alla remissione dei peccati solo quando
uno, riconciliatosi con l'unit, si libera dal sacrilegio dello scisma,
che ritiene i suoi peccati, e non ne permette il perdono. Colui che si
era accostato al battesimo con finzione non deve essere
ribattezzato, ma solo purificato con una santa correzione e una
sincera confessione - ci che non sarebbe possibile a chi senza
battesimo - affinch cominci a giovargli per la salvezza ci che gli
stato dato prima, in quanto la sincera confessione ha rimosso la
finzione. Cos colui che, nemico della carit e della pace, ha ricevuto
il battesimo di Cristo, che non hanno perso quanti si sono separati
con l'eresia o con lo scisma, cio con un crimine sacrilego che
impediva la remissione dei suoi peccati, non va ribattezzato quando
si emender e verr alla societ e all'unit, della Chiesa. La
riconciliazione e la pace fanno s che, nell'unit, incominci a giovare
alla remissione dei suoi peccati, quel sacramento che, ricevuto nello
scisma, non poteva giovare.
L'ipocrita riceve subito la remissione dei peccati, ma essi ritornano
subito a causa dell'ipocrisia.
12. 19. Supponiamo che dicano: a colui che si accostato al
battesimo con finzione, in quell'istante i peccati sono stati rimessi
per la santa potenza di questo grande sacramento; tuttavia per
colpa della sua finzione sono subito tornati. Cos, lo Spirito Santo,
da una parte stato presente nel battezzato per allontanarne i
peccati, dall'altra ha fuggito la perseveranza nella finzione perch
tornassero. In tal modo sono veri entrambi i testi: Quanti siete stati
battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo
40
e: Lo Spirito Santo
che ammaestra fuggir chi agisce con finzione
41
. Quindi da una
parte la santit del battesimo lo riveste di Cristo, e dall'altra la
malizia della finzione lo sveste di Cristo. Come succede quando uno
passa dalle tenebre alle tenebre attraverso la luce: i suoi occhi sono
rivolti continuamente verso le tenebre e la luce non pu inondarlo
che di passaggio. Ebbene, se essi dicono questo, devono capire che
accade lo stesso anche a quanti si battezzano fuori dalla comunione
della Chiesa, ma con il battesimo della Chiesa il quale, ovunque sia,
santo per se stesso, e perci non appartiene a quelli che si
separano, ma alla Chiesa da cui si separano. Esso tuttavia valido
anche presso di loro per quel tanto che essi passano, attraverso la
sua luce, alle tenebre del loro scisma; ma subito ritornano i peccati
che la santit del battesimo in quell'istante aveva perdonati, come
ritorna l'oscurit che la luce aveva fugato al suo passaggio.
Il battesimo rimette sempre i peccati all'atto in cui si riceve.
12. 20. In realt che i peccati rimessi ritornano dove manca la
carit fraterna, il Signore lo insegna molto chiaramente quando
parla di quel servo che fu trovato debitore di diecimila talenti, ma
gli furono rimessi tutti perch si mise a supplicare. Questo servo
viceversa non ebbe piet di un suo conservo che gli doveva cento
denari; perci il padrone gli ordin di restituirgli tutto quanto gli
aveva condonato
42
. Ora il momento in cui si riceve il perdono
attraverso il battesimo come il tempo del rendiconto: si
condonano tutti i debiti che sono pendenti. Tuttavia quel servo in
seguito non rimise al suo conservo il debito contratto e, perch
questi non poteva restituirglielo, non ebbe piet di lui. Viceversa,
quel suo conservo era gi in debito con lui quando questi,
presentandosi al suo padrone per il rendiconto, si era visto
condonare un debito tanto grande, mentre egli non aveva
condonato al suo conservo ci che gli doveva, eppure si era
avvicinato al padrone per farsi condonare il suo debito. Lo indicano
le parole del conservo: Abbi pazienza con me e ti restituir tutto
43
.
Altrimenti gli avrebbe detto: " Gi me lo avevi condonato; perch
me lo chiedi di nuovo? ". Lo esprimono meglio le parole del
Signore: Appena uscito, quel servo incontr uno dei suoi conservi
che gli doveva cento denari
44
. Non ha detto: " Al quale egli aveva
gi condonato un debito di cento denari ". Se infatti glielo aveva
condonato, non glielo doveva. Ma poich si dice: Gli doveva,
evidente che non glielo aveva condonato. Certo, sarebbe stato
meglio o piuttosto pi conveniente per un s grande debitore, che
stava per rendere conto e aspettava la misericordia del suo
padrone, che fosse stato lui, il primo, a condonare il debito al suo
conservo e quindi andare al rendiconto, in cui doveva implorare la
misericordia del padrone. Tuttavia, il debito che egli non aveva
ancora condonato al suo conservo, non imped al suo padrone di
condonare a lui, all'atto del rendiconto, l'intero debito. Ma che gli
giov, dal momento che sul suo capo tornarono subito di nuovo
tutti i debiti, a causa dell'odio che persisteva in lui? Cos, non si pu
impedire alla grazia del battesimo di rimettere tutti i peccati, anche
se nel cuore di colui a cui si rimettono, persiste l'odio fraterno.
Infatti si rimette, per il giorno di ieri e per il precedente, nell'ora e
nel momento che precede il battesimo e durante il battesimo. Ma
dopo, il battezzato incomincia subito ad essere colpevole, non solo
dei giorni, delle ore e dei minuti successivi, ma anche di quelli
passati, poich ritornano tutti i peccati gi rimessi. E questo accade
spesso nella Chiesa.
Se vengono rimessi i peccati a chi si fa battezzare in pericolo di
morte con l'odio nel cuore.
13. 21. Capita spesso, infatti, che un uomo abbia un nemico che
odia molto ingiustamente, sebbene il Signore ci comandi di amare
anche i nemici ingiusti e di pregare per loro
45
. Ma di fronte ad un
improvviso pericolo di morte, egli comincia ad agitarsi e chiede il
battesimo che riceve talmente in fretta, che il pericolo incombente
permette appena di porre le poche domande essenziali; quanto
meno permette un discorso molto lungo, per scacciare l'odio dal suo
cuore, anche se il battezzatore ne al corrente. Si sa che questi
fatti non cessano di accadere non solo da noi, ma anche da loro.
Che dire allora? Sono rimessi o no i peccati a quest'uomo? Scelgano
in piena libert come vogliono. Se infatti gli sono rimessi, ritornano
subito: il Vangelo lo dice, la Verit lo proclama. Ma, o che siano
rimessi o che non siano rimessi, in seguito necessaria una
medicina. Tuttavia se egli vivr e sapr che deve correggersi
dall'odio e si corregge, non viene ribattezzato n presso di loro e n
presso di noi. Questo vale anche per le cose che gli scismatici o gli
eretici hanno e fanno in modo non diverso dalla vera Chiesa;
quando essi vengono da noi, noi non gliele correggiamo, ma
piuttosto le approviamo: perch in ci che non dissentono da noi
non sono separati da noi. Tuttavia, poich esse non giovano a
niente, fin quando sono scismatici o eretici, e per colpa delle altre
cose in cui dissentono dalla verit e per l'immane crimine dello
scisma, sia che in essi i peccati restino e sia che, rimessi, ritornino
subito, noi li esortiamo a venire alla salvezza della pace e della
carit, non solo per avere ci che non avevano, ma perch cominci
a giovare loro ci che avevano.
Il battesimo che hanno gli eretici e gli scismatici non loro ma di
Cristo.
14. 22. Invano, quindi, ci dicono: " Se voi accettate il nostro
battesimo, che cosa abbiamo in meno, s da ritenere che noi
dobbiamo occuparci della vostra comunione? ". Noi replichiamo:
Non il vostro battesimo che noi accettiamo: il battesimo non n
degli scismatici e n degli eretici, ma di Dio e della Chiesa, ovunque
lo si trovi e dovunque lo si porti. Di vostro avete solo i sentimenti
malvagi, la condotta sacrilega e l'empio scisma. Infatti, se voi
aveste e credeste tutta la verit, e tuttavia perseveraste in uno
scisma contrario al vincolo della pace fraterna e all'unit di tutti i
fratelli - i quali nel mondo si rivelano come sono stati promessi, e di
cui voi non avete mai assolutamente potuto conoscere e valutare le
ragioni e le intenzioni per poterli giustamente condannare, e quindi
non possono essere colpevoli di avere creduto pi ai giudici
ecclesiastici che ai litiganti -, in questo caso voi avete in meno solo
ci che ha in meno chi non ha la carit
46
. Ma che bisogno c',
ormai, di ripeterlo? Andate voi stessi a vedere nell'Apostolo, quanto
vale ci che avete in meno. Ma che interessa se colui che non ha la
carit viene portato fuori dal vento della tentazione o rimane dentro
per essere separato dalla messe, nella vagliatura finale?. Eppure
anche questi, se gi sono nati una prima volta mediante il
battesimo, non occorre che rinascano una seconda.
La Chiesa partorisce frutti nel battesimo come dal seme del suo
Sposo.
15. 23. la Chiesa, certo, che partorisce tutti con il battesimo: o
dentro, cio nel suo grembo, o fuori, dal seme del suo Sposo.
Sennonch, mentre Esa, che era nato dalla sposa, a causa della
discordia fraterna venne separato dal popolo di Dio
47
, Aser, che era
nato con il consenso della sposa, ma da una schiava, grazie alla
concordia fraterna ricevette la terra promessa
48
. Cos non fu una
madre schiava a danneggiare Ismaele e a farlo separare dal popolo
di Dio, ma fu la discordia fraterna, e n gli giov il consenso della
sposa, di cui era maggiormente figlio perch, in virt dei suoi diritti
coniugali, era stato concepito nella schiava e accolto dalla schiava
49
. Cos anche presso i Donatisti: per il diritto della Chiesa sul
battesimo, nascono tutti quelli che nascono; ma se essi vivono
d'accordo con i fratelli, verranno alla terra promessa, grazie
all'unit della pace, e non necessario che siano di nuovo espulsi
dal grembo materno, ma solo riconosciuti nel seme del padre; se
invece persevereranno nella discordia, faranno parte dell'eredit di
Ismaele. Ora, prima usc Ismaele e poi Isacco; prima Esa e poi
Giacobbe; non perch l'eresia partor prima della Chiesa o che la
Chiesa partor prima gli uomini carnali o animali e poi gli spirituali,
ma perch nella nostra condizione mortale di discendenti da
Adamo, " non precede ci che spirituale, ma ci che animale "
50
, e lo spirituale viene dopo. proprio dal senso animale, poich
l'uomo animale non comprende le cose dello Spirito di Dio
51
, che
nascono tutte le discordie e gli scismi. E l'Apostolo dice che quanti
perseverano in questo senso appartengono al Vecchio Testamento
52
, cio alla cupidigia delle promesse terrene, che sono, s, figura
delle spirituali, ma l'uomo animale non comprende le cose dello
Spirito di Dio
53
.
Quali uomini appartengono al Vecchio Testamento e quali al Nuovo.
15. 24. Dunque, in qualunque tempo sono apparsi in questa vita
uomini tali che, pur essendo gi istruiti nel corso dei secoli dai
sacramenti divini, hanno ancora sentimenti carnali, e aspettano e
desiderano da Dio beni carnali, in questa e nell'altra vita, essi sono
uomini animali. Quanto alla Chiesa, che il popolo di Dio nel
pellegrinaggio di questa vita, essa una realt antica che, in alcuni
uomini, possiede una parte animale, in altri, invece, una spirituale:
agli animali spetta il Vecchio Testamento, agli spirituali il Nuovo. Ma
nei primi tempi, da Adamo a Mos, essi erano entrambi nascosti.
stato Mos a manifestare il Vecchio; ma in esso si nascondeva il
Nuovo, poich vi era segretamente significato. Ma dopo che il
Signore venuto nella carne
54
, il Nuovo stato rivelato; ora,
mentre i sacramenti del Vecchio sono cessati, queste concupiscenze
non sono cessate. Tra i cristiani, infatti, vi sono di quelli che
l'Apostolo, bench siano gi nati mediante il sacramento del Nuovo
Testamento, considera ancora uomini animali, incapaci di percepire
le cose dello spirito di Dio
55
. Come, infatti, nei sacramenti del
Vecchio Testamento, vivevano alcuni spirituali, che naturalmente
appartenevano misteriosamente al Nuovo Testamento, che allora
era nascosto, cos anche ora, nel sacramento del Nuovo
Testamento, che gi stato rivelato, vivono molti uomini animali.
Ma se essi si rifiutano di progredire nella percezione delle cose dello
spirito di Dio, alla quale li esorta la parola dell'Apostolo,
apparterranno al Vecchio Testamento. Se invece progrediscono,
prima di coglierlo, grazie a questo progresso e alla loro
disposizione, appartengono al Nuovo. E se prima di diventare
spirituali, sono rapiti da questa vita, poich sono custoditi dalla
santit del sacramento, sono annoverati nella terra dei viventi,
dove c' la nostra speranza e la nostra porzione, il Signore
56
. E io
non trovo quale senso pi vero pu avere questo versetto: I tuoi
occhi hanno visto la mia imperfezione, se si considera il seguito: E
nel tuo libro vi saranno scritti tutti
57
.
Uomini spirituali e carnali.
16. 25. Ora, colei che partor Abele, Enoch, No ed Abramo, partor
anche Mos e i profeti successivi, prima dell'avvento del Signore; e
colei che partor questi, partor anche gli Apostoli, i nostri martiri e
tutti i buoni cristiani. vero, tutti questi sono certamente apparsi
sulla terra in epoche diverse, ma sono inclusi nella societ di un
unico popolo, e hanno esperimentato, come cittadini di una stessa
citt, le fatiche di questo pellegrinaggio; alcuni di loro le
esperimentano ora e gli altri le sperimenteranno sino alla fine.
Parimenti, colei che partor Caino, Cam, Ismaele ed Esa, partor
anche Datan ed altri suoi simili nello stesso popolo; e colei che
partor questi, partor anche Giuda, il falso apostolo, Simon Mago e
tutti i falsi cristiani, fino ai nostri giorni: uomini tenacemente
ostinati nei loro sentimenti animali, o che siano mescolati nell'unit
o che ne dissentano con aperta rottura. Ma quando questi falsi
cristiani sono evangelizzati dagli spirituali e istruiti nei sacramenti, li
partorisce, per cos dire, personalmente Rebecca, come Esa
58
.
Quando invece a generarli sono quelli che annunciano il Vangelo
59

nel popolo di Dio senza retta intenzione, Sara che li partorisce,
ma da Agar
60
. Parimenti, quando nascono i buoni spirituali,
quantunque evangelizzati e battezzati dagli uomini carnali, li
partoriscono, s, Lia o Rachele in virt del diritto coniugale, ma dal
grembo della schiava
61
. Quando invece sono gli uomini spirituali a
generare al Vangelo i buoni fedeli che, o raggiungono il senso della
maturit spirituale, o non cessano di tendervi, o non lo fanno
perch non possono, allora essi nascono alla nuova vita e al Nuovo
Testamento, come Isacco nacque dal grembo di Sara e come
Giacobbe da quello di Rebecca.
I veri figli della Chiesa.
17. 26. Gli uomini carnali quindi, sembrino dentro o siano
palesemente fuori, ci che carne carne
62
; e sia che restino
nell'aia con la propria sterilit o che ne siano portati fuori al
momento della tentazione, come dal vento, ci che paglia paglia
63
. Ed sempre separato dall'unit della Chiesa senza macchia e
senza ruga
64
, anche chi mescolato all'assemblea dei santi, ma
vive nell'indurimento della carne. Noi per non dobbiamo disperare
di nessuno, n di chi sta dentro e si rivela peccatore, n di chi sta
fuori ed un avversario pi aperto. Quanto agli spirituali e a quelli
che tendono a questo fine con religioso zelo, essi non escono fuori
dalla Chiesa; infatti, anche quando sembra che ne siano espulsi
dalla perversit o dalla costrizione degli uomini, allora danno prova
maggiore che se restassero dentro, perch non si mettono in
nessun modo contro la Chiesa, ma si radicano sulla solida roccia
dell'unit con il tronco robustissimo della carit. Si riferisce a
questo, infatti, quanto si legge nel sacrificio di Abramo: Ma gli
uccelli non li divise
65
.
Il Donatismo prende nome da Donato.
18. 27. Sulla questione del battesimo penso di avere gi discusso
abbastanza. E poich si tratta di uno scisma molto evidente, che
viene chiamato dei Donatisti, non ci resta che credere con amore,
sul battesimo, la dottrina che la Chiesa universale, lontana dal
sacrilegio dello scisma, custodisce. Se in essa, tuttavia, su questa
questione, alcuni la pensavano in un modo e altri in un altro, salva
la pace, finch un concilio universale non avesse preso una
decisione chiara e autorevole, la carit dell'unit copriva l'errore
dell'umana fragilit, come sta scritto: La carit copre la moltitudine
dei peccati
66
. In effetti, se essa manca, inutile avere gli altri doni;
se c', non averne alcuni una venialit.
L'autorit di Cipriano e l'esempio della sua vita.
18. 28. Negli scritti del beato martire Cipriano esistono importanti
prove, per cui io passerei a parlare di lui, visto che della sua
autorit i Donatisti si vantano carnalmente, bench la sua carit li
uccida spiritualmente. In realt, ai suoi tempi, prima che il
consenso di tutta la Chiesa confermasse, con la decisione di un
concilio plenario, la dottrina da seguire in questa questione,
Cipriano con una ottantina di suoi colleghi, vescovi delle Chiese
africane, credette che ogni persona battezzata fuori della
comunione della Chiesa cattolica, venendo alla Chiesa, dovesse
ribattezzarsi. Che questa non fosse una decisione giusta, senza
dubbio il Signore non lo rivel a questo grande uomo, proprio per
mettere in evidenza la sua santa umilt e carit nel custodire in
modo salutare la pace della Chiesa, e perch, non solo ai cristiani di
quell'epoca, ma anche ai posteri, egli fosse additato come una
testimonianza, diciamo cos, medicinale. In effetti, bench Cipriano,
un vescovo di grande merito, capo di una illustre Chiesa, uomo di
grande cuore, di ricca eloquenza e di grande virt, avesse, sul
battesimo, un'idea discordante da quella che una ricerca pi attenta
della verit avrebbe confermata; e bench molti suoi colleghi
seguissero, anche se non ancora chiaramente messo in luce,
l'insegnamento che l'antica consuetudine della Chiesa e, pi tardi,
tutto il mondo cattolico abbracciarono, egli non si separ da quanti
avevano una idea diversa, per creare una comunione a parte; n
cess di persuadere gli altri a sopportarsi a vicenda nell'amore
studiandosi di conservare l'unit dello spirito mediante il vincolo
della pace
67
. Cos, pur restando intatto l'organismo del corpo, se
un membro avesse una infermit, avrebbe ricevuto forza dalla
salute degli altri, piuttosto che, amputandolo, si dichiarasse che non
ci si preoccupava della cura. Ma ammettiamo che Cipriano si fosse
separato: quanta gente l'avrebbe seguito! Quanta notoriet si
sarebbe fatta! E quanto sarebbero pi diffusi i Ciprianisti che i
Donatisti! Ma egli non era un figlio della perdizione
68
, di cui stato
detto: Li hai abbattuti, mentre essi si innalzavano
69
, ma era un
figlio della pace della Chiesa che, pur ricco di tanta luce interiore,
non vide un aspetto della verit, affinch tramite lui, si rivelasse
una verit pi grande. Dice, infatti, l'Apostolo: Vi voglio mostrare
una via migliore. Se io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carit, sono come un bronzo suonante e un
cembalo squillante
70
. Cipriano quindi non ha penetrato a fondo,
fino a vedere il mistero del sacramento; ma se anche avesse
conosciuto tutti i misteri e non avesse avuto la carit, non sarebbe
niente
71
. Tuttavia malgrado avesse una conoscenza meno profonda
del sacramento, conserv la carit, umilmente, fedelmente e
saldamente, e merit di giungere alla corona del martirio. Cos, se
per l'umana condizione si era insinuata una nube nella sua lucida
mente, il sereno glorioso del suo sangue fulgente la dissip. Non
infatti senza motivo che il Signore nostro Ges Cristo, dopo avere
detto che Lui era la vite e i suoi come i tralci nella vite, ha aggiunto
che i tralci si recidono e si tolgono dalla vite come rami inutili e
infruttuosi
72
. Ma qual il frutto, se non quel nuovo dono, di cui
dice: Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri
73
? Ecco, questa la carit senza la quale il resto non serve a
niente. Dice ancora l'Apostolo: Il frutto dello spirito, poi, la carit,
la gioia, la pace, la longanimit, la benignit, la bont, la fedelt, la
mansuetudine, la continenza
74
. Ora, tutte queste virt partono
dalla carit e formano, insieme ad essa, una specie di grappolo
meraviglioso. Non senza motivo che il Signore ha aggiunto: I
tralci che in me portano frutto, il Padre mio li pota, perch portino
pi frutto
75
, ma perch anche quelli che eccellono nel frutto della
carit, possono avere qualcosa che va purificata e che l'agricoltore
non lascia incoltivata. Dunque, che questo santo uomo, il quale sul
battesimo aveva un'idea diversa dalla verit, che venne
approfondita e confermata pi tardi dopo uno studio molto attento,
sia rimasto nell'unit cattolica, da una parte gli stato
ricompensato con l'abbondanza della carit, dall'altra egli stato
potato con la falce del martirio.
I Donatisti oppongono l'autorit di Cipriano agli ignoranti.
19. 29. Ma perch non sembri che per sottrarmi alle prove io inizio
a celebrare la lode del beatissimo martire, lode non sua, per la
verit, ma di Colui che lo ha tanto innalzato con la sua grazia,
citiamo le prove dalle sue opere: saranno esse a chiudere
definitivamente la bocca ai Donatisti. appunto la sua autorit, che
i Donatisti obiettano agli ignoranti, per dimostrare che,
ribattezzando i fedeli che vanno da loro, agiscono quasi rettamente.
Quanto sono miserabili! Se non si correggono, si condannano da se
stessi! Di un uomo cos grande, infatti, essi scelgono di imitare ci
che non gli fu nocivo, visto che si incammin con passi pieni di
perseveranza, verso quella pace dalla quale si sono allontanati i
Donatisti che non conoscono la via della pace
76
. Vero che il
battesimo di Cristo santo ovunque, e sebbene si trovi anche tra
gli eretici e gli scismatici, esso, tuttavia, non n dell'eresia e n
dello scisma. Ecco perch non vanno battezzati neppure quelli che
passano da l alla Cattolica. Comunque, un conto questo, e un
conto ritenere che quanti deviano dalla pace cattolica e
precipitano nella tetra fossa dello scisma, siano, per di pi, da
ribattezzarsi. In effetti, mentre i seni della carit coprivano quel neo
sul candore di questa santa anima, il loro volto irrequieto mette in
mostra la fuliggine della loro bruttezza infernale. Ma per quanto
concerne l'autorit del beato Cipriano, la tratteremo riprendendo il
discorso daccapo.

1 - Sal 60, 3.
2 - Cf. 1 Cor 10, 4.
3 - Cf. Ef 2, 6.
4 - Sal 60, 3-4.
5 - Cf. Mt 7, 15.
6 - Mt 24, 23.
7 - Cf. Mt 5, 14.
8 - Mt 11, 24.
9 - Cf. Mc 9, 39.
10 - Cf. Mt 12, 30.
11 - Mt 12, 30.
12 - Mc 9, 38-39.
13 - Cf. At 10.
14 - Cf. Es 32.
15 - Cf. Nm 16.
16 - 1 Cor 13, 2.
17 - 1 Cor 13, 1-2.
18 - Cf. Gv 11, 51.
19 - Cf. 1 Sam 10, 10; 18, 10.
20 - Cf. At 8, 13.
21 - Mc 1, 24.
22 - Cf. 1 Cor 13, 3.
23 - Cf. Ef 4, 2-3.
24 - Cf. At 8, 21.
25 - 1 Cor 3, 1-2.
26 - 1 Cor 3, 1-4.
27 - 1 Cor 1, 10-13.
28 - 1 Cor 10, 11.
29 - Gn 21, 10-11.
30 - Cf. Gn 30, 3.
31 - Cf.Ml 1, 2-3; Gn 25, 24.
32 - Mt 28, 19.
33 - Gv 20, 23.
34 - Ct 6, 8.
35 - 1 Gv 2, 11.
36 - Gal 3, 27.
37 - 1 Gv 2, 11.
38 - Cf. At 8, 21.
39 - Sap 1, 5.
40 - Gal 3, 27.
41 - Sap 1, 5.
42 - Cf. Mt 18, 23-34.
43 - Mt 18, 26.
44 - Mt 18, 28.
45 - Cf. Lc 6, 27.
46 - Cf. 1 Cor 13, 2.
47 - Cf. Gn 25, 23.
48 - Cf. Gn 30, 13.
49 - Cf. Gn 16, 11; 17, 20.
50 - 1 Cor 15, 46.
51 - 1 Cor 2, 14.
52 - Cf. Gal 4, 24.
53 - 1 Cor 2, 14.
54 - Cf. 1 Gv 4, 2.
55 - Cf. 1 Cor 2, 14.
56 - Cf. Sal 141, 6.
57 - Sal 138, 16.
58 - Cf. Gn 25, 25.
59 - Cf. Fil 1, 17.
60 - Cf. Gn 16, 15.
61 - Cf. Gn 30, 3.
62 - Cf. Gv 3, 6.
63 - Cf. Mt 3, 12.
64 - Cf. Ef 5, 27.
65 - Gn 15, 10.
66 - 1 Pt 4, 8.
67 - Cf. Ef 4, 2-3.
68 - Cf. Gv 17, 12; 2 Ts 2, 3.
69 - Sal 72, 18.
70 - 1 Cor 12, 31-13, 1.
71 - Cf. 1 Cor 13, 2.
72 - Cf. Gv 15, 1ss.
73 - Gv 13, 34.
74 - Gal 5, 22-23.
75 - Gv 15, 2.
76 - Sal 13, 3.
LIBRO SECONDO


L'autorit di Cipriano pi a favore dei Cattolici che dei Donatisti.
1. 1. Quanto tornino a favore nostro, cio della pace cattolica, le
accuse che il partito di Donato, appigliandosi all'autorit del beato
Cipriano, ci lancia contro, e quanto invece siano a sfavore dei nostri
accusatori, mi sono proposto di dimostrarlo con l'aiuto del Signore.
Ora, se la necessit di rispondere mi spinge a richiamare idee
esposte gi in altri libri, anche se sar discreto, questo non deve
riuscire gravoso a quanti le hanno gi lette e le ricordano, poich,
se certe verit essenziali all'istruzione vanno inculcate pi
frequentemente ai pi tardi di mente, esse, quando vengono
riesaminate e approfondite nei loro diversi e molteplici aspetti,
aiutano anche le persone dotate di intelligenza pi recettiva, ad
acquisirne una migliore conoscenza e a discuterne con pi
eloquenza. Del resto io so bene quale fastidio prova il lettore,
quando, trovandosi di fronte ad un punto nodale della questione,
dal libro che ha tra le mani viene mandato a cercare la soluzione ad
un altro, che forse non possiede. Perci, quali che siano le cose
dette in altri libri, se la necessit dei problemi in questione mi
spinge a ripeterle brevemente, mi perdonino coloro che le sanno
affinch non si offendano coloro che non le sanno. preferibile
offrire a chi ha, che rimandare chi non ha.
L'esempio dell'apostolo Pietro.
1. 2. Che dicono i Donatisti, quando li soffoca la forza della verit,
alla quale si rifiutano di aderire? Ecco: Cipriano, di cui conosciamo il
grande merito e la ricca dottrina, con molti suoi colleghi vescovi,
che gli esprimevano i loro pareri, ha stabilito in un concilio che gli
eretici e gli scismatici, cio tutti coloro che sono fuori della
comunione dell'unica Chiesa, non hanno il battesimo e, di
conseguenza, chi viene alla Chiesa dopo essere stato battezzato da
loro, va battezzato nella Chiesa. Non mi spaventa l'autorit di
Cipriano, perch mi conforta l'umilt di Cipriano! Conosciamo
certamente il grande merito di Cipriano, vescovo e martire; ma
forse pi grande del merito di Pietro, apostolo e martire? Di lui
Cipriano stesso, nella lettera a Quinto dice: Neppure Pietro, che il
Signore ha scelto per primo e sul quale ha edificato la sua Chiesa
1
,
nella discussione avuta con Paolo sulla circoncisione, ha rivendicato
qualcosa con insolenza, n ha assunto atteggiamenti arroganti,
dicendo che lui deteneva il primato e che i primi fedeli e i loro
successori dovevano solo obbedirgli. E n disprezz Paolo per il suo
passato di persecutore della Chiesa, ma ne accett il consiglio di
verit e si arrese docilmente alla giusta ragione, che Paolo
difendeva, lasciandoci evidentemente una testimonianza di
concordia e di pazienza, affinch non ci attacchiamo tenacemente
alle nostre idee, ma, viceversa, quei suggerimenti che talvolta ci
vengono dai nostri colleghi e fratelli, purch veri e legittimi, li
facciamo nostri
2
. Ecco il passo dove Cipriano ricorda l'episodio che
anche noi abbiamo appreso dalle sante Scritture: l'apostolo Pietro,
nel quale eccelle, per una grazia tanto sublime, il primato sugli
Apostoli, poich sulla questione della circoncisione era solito agire
diversamente da come esigeva la verit, fu corretto dall'apostolo
Paolo, suo suddito. Cos, su un punto, Pietro pot non camminare
rettamente secondo la verit del Vangelo, tanto da costringere i
Gentili a vivere da Giudei. Paolo lo scrive nella lettera in cui ha
chiamato Dio a testimone che egli non mentiva. Disse infatti: In ci
che vi scrivo, lo dico davanti a Dio, io non mentisco
3
. E dopo aver
invocato la santa e tremenda testimonianza di Dio, ha narrato i fatti
dicendo: Quando mi accorsi che non camminavano rettamente nella
verit del Vangelo, dissi a Pietro, davanti a tutti: se tu che sei un
giudeo, ti comporti da gentile e non da giudeo, perch costringi i
Gentili a giudaizzarsi?
4
Ora io dico, se Pietro, contro la regola di
verit che in seguito la Chiesa ha seguito, ha potuto costringere i
Gentili a giudaizzarsi, perch Cipriano, contro la regola di verit,
che in seguito tutta la Chiesa ha seguito, non ha potuto costringere
gli eretici e gli scismatici a ribattezzarsi?. Credo che, senza offesa
per il vescovo Cipriano, il paragone con l'apostolo Pietro sia limitato
alla corona del martirio. Del resto dovrei pi temere di offendere
Pietro. Chi non sa che il suo primato sugli Apostoli da preferirsi a
qualunque episcopato? Ma se anche la dignit delle due cattedre
diversa, unica la gloria dei due martiri; e se in qualche punto gli
spiriti di questi confessori, morti per la fede nell'unit della carit, si
superano a vicenda, questo lo sa il Signore, che nella misteriosa e
mirabile distribuzione delle sue grazie dona il paradiso al ladrone
che, il giorno stesso lo confessa una sola volta sulla croce
5
, mentre
a Pietro, seguace del Signore, che lo rinnega tre volte
6
, differisce la
corona. Ma per noi sarebbe temerario dare un giudizio su questo.
Eppure, se oggi si costringesse un uomo a farsi circoncidere,
secondo l'uso giudaico, per poi battezzarlo, l'umanit detesterebbe
questo fatto molto di pi che se lo si costringesse a farsi
ribattezzare. Di conseguenza, visto che Pietro, che lo aveva fatto,
viene corretto da Paolo, suo suddito e, custodito dal vincolo della
pace e dell'unit, viene condotto al martirio, con quanta maggior
facilit e forza dobbiamo noi preferire la verit, confermata dalla
Chiesa universale con le sue decisioni, all'autorit di un solo
vescovo o al concilio di una sola provincia? Tanto pi che Cipriano
stesso ha espresso il suo pensiero, in termini che dimostrano la sua
volont di restare nell'unit della pace, anche con quelli che, su
questa questione, erano di diverso avviso! Lo dimostra il suo primo
discorso all'inizio del concilio citato dai Donatisti. Eccone il testo.
Prologo degli atti del concilio di Cartagine.
2. 3. " Riunitisi a Cartagine, alle calende di settembre, numerosi
vescovi della provincia dell'Africa, della Numidia e della Mauretania,
con i presbiteri e i diaconi, presente anche la grande parte della
popolazione, e letta una lettera di Giubaiano a Cipriano e la risposta
di Cipriano a Giubaiano sulla questione del battesimo degli eretici,
come anche la successiva risposta di Giubaiano a Cipriano, Cipriano
disse: Avete ascoltato, carissimi colleghi, quanto mi ha scritto
Giubaiano, nostro collega nell'episcopato, per consultare la nostra
pochezza sull'illecito ed empio battesimo degli eretici, e quanto io
gli ho risposto per esprimere, ben inteso, l'opinione, che abbiamo
espressa a pi riprese e in pi occasioni: vale a dire, che gli eretici
che vengono alla Chiesa, vanno battezzati e santificati con il
battesimo della Chiesa. Vi stata anche letta un'altra lettera di
Giubaiano, nella quale egli, nella sua sincera e religiosa devozione,
rispondendo alla nostra lettera, non solo manifesta il suo consenso,
ma ringrazia anche d'essere stato istruito. Resta che, su questa
stessa questione, esprimiamo i nostri personali pareri, senza
giudicare nessuno, n allontanare dal diritto della comunione, chi
pensasse diversamente. Nessuno di noi, infatti, si costituisce
vescovo dei vescovi o usa il terrore dei tiranni per costringere i suoi
colleghi alla necessit dell'obbedienza, poich ogni vescovo
possiede la libert e il potere di esprimere un proprio giudizio; e
come lui non pu essere giudicato da un altro, cos non pu
giudicare gli altri. Ma attendiamo tutti il giudizio del Signore nostro
Ges Cristo che, solo, ha il potere di preporci al governo della
Chiesa e di giudicare il nostro operato "
7
.
Non accontentarsi di leggere Cipriano, ma seguirne gli esempi nel
custodire l'unit.
3. 4. Ed ora si drizzino pure, se osano, le superbe e gonfie cervici
degli eretici, contro la santa umilt di questo discorso! O insensati
Donatisti, che noi desideriamo e ci auguriamo di veder ritornare alla
pace e all'unit della santa Chiesa e di vederli in essa guariti, che
rispondete a questo discorso? Voi che siete soliti opporci la lettera
di Cipriano, il parere di Cipriano, il concilio di Cipriano, perch
usurpate l'autorit di Cipriano a favore del vostro scisma, e
respingete il suo esempio a favore della pace della Chiesa? Chi non
sa che la santa Scrittura canonica del Vecchio e del Nuovo
Testamento contenuta entro limiti ben definiti, e che talmente
superiore a tutte le successive lettere dei vescovi, che non
assolutamente possibile dubitare e discutere se ci che dice vero
e se ci che vi si trova giusto? E che invece le lettere che hanno
scritto o scriveranno i vescovi, dopo la conferma del canone,
possono essere corrette o da un discorso, forse pi saggio, di un
vescovo pi competente, o da altri vescovi dotati di maggiore
autorit e di pi profonda sapienza, o dai concili, nel caso vi sia
qualche deviazione dalla verit? E che gli stessi concili regionali e
provinciali si inchinano senza esitazione all'autorit dei concili
plenari, che si tengono in tutto il mondo cristiano? E che spesso i
concili plenari precedenti vengono emendati dai successivi quando
l'esperienza apre ci che era chiuso e rivela ci che era nascosto? E
che tutto questo si fa senza l'orgoglio della superbia sacrilega,
senza la nuca gonfia di arroganza, e senza le contese causate dalla
livida invidia, ma con santa umilt, con pace cattolica, con cristiana
carit?
Anche Cipriano avrebbe accettato la verit sulla ripetizione del
battesimo, se questa verit fosse stata provata definitivamente.
4. 5. Di conseguenza San Cipriano, che tanto pi era grande quanto
pi era umile, e che ha amato la testimonianza di Pietro fino a dire:
" Pietro ci ha offerto un esempio di concordia e di pazienza, per non
farci attaccare tenacemente alle nostre idee, ma piuttosto fare
nostri, purch utili e legittimi, i suggerimenti che talvolta ci
vengono dai nostri fratelli e colleghi "
8
, ha chiaramente mostrato di
essere pronto a rivedere senza alcuna difficolt la sua opinione, se
gli si fosse dimostrato che il battesimo di Cristo possono darlo quelli
che sono usciti fuori dalla Chiesa, cos come non possono averlo
perso quando ne sono usciti. Ma su questo abbiamo parlato a
lungo. Noi neppure, del resto, oseremmo sostenere questa tesi, se
non ci sostenesse l'unanime autorit di tutta la Chiesa, alla quale
anch'egli si sarebbe senza dubbio inchinato, se fin da allora la verit
fosse stata approfondita, proclamata e rafforzata da un concilio
plenario. Se egli infatti loda ed esalta Pietro, che con spirito di
pazienza e di concordia accett di essere corretto anche da un solo
collega, suo suddito, con quanta pi prontezza, lui e il concilio della
sua provincia, si sarebbero inchinati, una volta scoperta la verit,
all'autorit del mondo! certo, anzi, che se pure un solo vescovo
gli avesse esposto e dimostrato la verit, quest'anima santa e
pacifica avrebbe potuto facilmente dargli il suo consenso! Forse lo
ha fatto, ma noi non lo sappiamo. Infatti, non tutti gli episodi
accaduti in quel periodo tra i vescovi poterono essere fissati nella
memoria e negli scritti, e n noi conosciamo tutto ci che stato
fissato. In effetti, come avrebbe potuto questa faccenda, avvolta
nelle fitte nebbie delle dispute, essere condotta a pieno chiarimento
e alla conferma di un concilio plenario, se prima non fosse risultato
che nelle regioni della terra, i vescovi di una parte e dell'altra
l'avevano studiata accuratamente in molte discussioni e
conferenze? Ecco che fa la grazia della pace: quando le questioni
pi oscure si indagano pi a lungo e, per la difficolt di trovare una
soluzione, nascono, in una fraterna discussione, pareri diversi, in
attesa di arrivare ad una verit limpida, permane il vincolo
dell'unit, perch non resti inguaribile, nella parte tagliata, la ferita
dell'errore.
Forse Cipriano si anche sottomesso, ma noi non abbiamo una
lettera che ce lo dica.
5. 6. Ecco perch accade spesso che ai pi dotti una verit venga
rivelata solo in parte: per verificare la loro paziente e umile carit,
che il dono pi fruttuoso; per vedere come essi conservano l'unit
quando, sulle questioni pi oscure, i loro pareri sono discordi, e
come accettano la verit, quando vengono a sapere che ne stata
proclamata una contraria alle loro idee. Di queste due finalit,
riteniamo che una sola si manifestata nel beato Cipriano, e cio
che egli ha conservato l'unit con quanti divergevano dal suo
pensiero, in quanto ha detto: " Senza giudicare nessuno, n
allontanare dal diritto della comunione, chi pensasse diversamente
"
9
. Quanto all'altra, ossia come ha potuto accettare una verit
contraria al suo pensiero, se i suoi scritti tacciono, i suoi meriti
gridano
10
. Non abbiamo una lettera, ma lo attesta la corona del
martirio; non lo indica un concilio di vescovi, ma lo indica la schiera
degli angeli. Non infatti una piccola dimostrazione della sua anima
pacifica, l'avere meritato il martirio in quella unit, da cui egli non
volle separarsi, pur avendo idee diverse. Siamo uomini e pensare
una realt diversa da ci che di fatto , tentazione umana;
mentre, attaccarsi troppo alla propria opinione o rifiutarne una
migliore, a costo di giungere al sacrilegio di rompere la comunione
e di creare uno scisma o una eresia, presunzione diabolica.
Viceversa, non pensare mai una cosa diversamente da quella che
in realt, perfezione angelica. E giacch siamo uomini, ma nella
speranza siamo angeli di Dio, ai quali saremo uguali nella
resurrezione
11
, fino a quando non avremo la perfezione dell'angelo,
evitiamo la presunzione del diavolo. Perci l'Apostolo dice: Non vi
colga tentazione, se non umana
12
. quindi umano pensare
diversamente. Per questo Paolo dice altrove: Tutti noi che siamo
perfetti dobbiamo avere questi sentimenti; e se in qualche cosa
pensate diversamente, anche questo Dio vi riveler
13
. Ma a chi lo
rivela Dio, quando a lui piace, in questa o nell'altra vita, se non a
quelli che camminano nella via della pace e non deviano verso
nessuna rottura? E tra questi non vi sono certo i Donatisti, che non
hanno conosciuto la via della pace
14
e che, proprio per questo,
hanno rotto il vincolo dell'unit. Ecco perch l'Apostolo, dopo aver
detto: E se in qualche cosa pensate diversamente, anche questo
Dio vi riveler
15
, per evitare che fuori della via della pace essi
pensassero di poter conoscere ci che credevano in modo diverso,
ha aggiunto subito: Nondimeno, l dove siamo arrivati, continuiamo
il cammino
16
. Percorrendo questo cammino con tolleranza piena di
perseveranza, Cipriano, non per avere versato il sangue, ma per
averlo versato nell'unit - se infatti avesse dato il suo corpo alle
fiamme, senza avere la carit, non gli avrebbe giovato a niente
17
-
giunto alla luce degli angeli, mediante la confessione del martirio.
E cos, se prima non l'aveva conosciuta, qui avrebbe certamente
conosciuto per rivelazione, che la sua opinione era falsa; egli per
non l'antepose al vincolo dell'unit.
I Donatisti che si sono separati si trovano in grandissima
contraddizione.
6. 7. E voi, Donatisti, che ne dite? Se la nostra opinione sul
battesimo vera, quanti all'epoca di Cipriano ne avevano una
diversa, non si separarono dall'unit della Chiesa, in attesa che Dio
rivelasse la verit che credevano diversa. E perch voi avete rotto il
vincolo della pace con un empio scisma? Se invece la vostra
opinione sul battesimo che vera, Cipriano e gli altri, con i quali,
come voi dimostrate, egli ha celebrato questo concilio, rimasero
nell'unit con quanti pensavano diversamente. E perch voi avete
rotto il vincolo della pace? Come scegliete siete costretti a
pronunciarvi contro il vostro scisma. Rispondete: perch vi siete
separati? Perch avete eretto un altare contro il mondo? Perch non
siete in comunione con le Chiese alle quali sono state inviate le
Lettere, che voi conservate e leggete e alle quali dite di conformare
la vita? Rispondete: perch vi siete separati ? Certo, per non perire
a causa della comunione coi malvagi. E come mai Cipriano e tanti
suoi colleghi non perirono? Questi, pur credendo che gli eretici e gli
scismatici non hanno il battesimo, e che pure erano stati accolti
senza battesimo; e pur credendo che avessero su di s i loro
peccati tanto mostruosi e sacrileghi, preferirono restare in
comunione con quelli che erano stati ricevuti senza battesimo,
anzich separarsi dall'unit. Cipriano infatti diceva: Senza giudicare
nessuno, n allontanarlo dal diritto di comunione, se ha un'opinione
diversa
18
.
I giusti non muoiono vivendo insieme ai peccatori.
6. 8. Se per questa comunione con i cattivi i giusti muoiono, la
Chiesa era finita gi dai tempi di Cipriano. E allora, da dove viene
Donato?. Dove stato catechizzato? Dove battezzato? Dove
ordinato, visto che il contatto con questa comunione aveva gi
distrutto la Chiesa? Se invece la Chiesa esisteva, significa che i
cattivi non poterono recare nessun danno ai buoni, pur vivendo
nell'unica comunione. E perch vi siete separati? Ecco: io vedo
nell'unit Cipriano e altri suoi colleghi che, riunito un concilio,
hanno stabilito che i battezzati fuori della comunione della Chiesa
non hanno il battesimo e quindi, quando vengono bisogna darglielo.
Ma ecco: nella stessa unit vedo altri che su questa questione
hanno un parere diverso e non osano ribattezzare quelli che
vengono dagli eretici e dagli scismatici, perch riconoscono in essi il
battesimo di Cristo. L'unit cattolica li accoglie tutti nel suo grembo
materno, ed essi portano gli uni i pesi degli altri
19
e si sforzano di
conservare l'unit dello spirito nel vincolo della pace
20
, in attesa
che il Signore riveli a una delle due parti il proprio errore
21
. Ora, se
questi erano nella verit, venivano contaminati o no da quelli? E se
nella verit c'erano quelli, venivano contaminati o no da questi?
Liberi di scegliere. Se venivano contaminati, la Chiesa era
scomparsa gi da allora. Rispondete: da dove siete venuti? Se
invece la Chiesa esisteva, significa che tale comunione con i cattivi
non contamina affatto i buoni. Rispondete: perch avete rotto il
vincolo?
Venendo alla Chiesa gli eretici non contaminano i buoni.
6. 9. Oppure gli scismatici ricevuti senza battesimo non
contaminano, e i traditori dei Libri santi contaminano? A dire il vero
i traditori erano vostri: lo attestano atti chiarissimi. E se voi aveste
detto la verit nei riguardi degli accusati, avreste convinto alla
vostra causa l'unit del mondo; e cos voi sareste stati trattenuti e
essi cacciati. Ci avete provato e non ci siete riusciti? Allora
innocente il mondo che ha preferito credere ai giudici ecclesiastici
anzich ai litiganti sconfitti. Se poi voi vi siete rifiutati di difendere
la vostra causa, innocente il mondo che non poteva condannare
degli imputati senza averli ascoltati. Perch dunque vi siete separati
dagli innocenti? No, proprio non potete difendere il sacrilegio del
vostro scisma. Ma tralascio questo e parlo di altro: se potevano
contaminare dei traditori, che voi non avete convinto, ma dai quali
siete stati vinti, a pi forte ragione, i sacrilegi degli scismatici e
degli eretici ricevuti, a parere vostro, senza battesimo, potevano
contaminare Cipriano! Eppure egli non si separ, e per il fatto che
la Chiesa sussisteva, chiaro che non pot essere contaminato.
Perch voi vi siete separati, non dico dagli innocenti, ci che si
prova, ma dagli stessi traditori, ci che non si prova? Oppure, come
stavo dicendo, i delitti dei traditori sono pi gravi di quelli degli
scismatici? Non prendiamo bilance ingannevoli, su cui pesare ci
che vogliamo e come lo vogliamo, e poi dire: " Questo pesante,
questo leggero ". No, prendiamo la bilancia divina presa dalle
sante Scritture, come dai tesori del Signore, e con essa misuriamo
per vedere ci che pi pesante. Anzi, non pesiamo noi, ma
riconosciamo i pesi stabiliti dal Signore. Al tempo in cui il Signore
ha indicato i principali delitti da evitare con gli esempi recenti di
castighi, quando cio fu costruito e adorato un idolo, bruciato
dall'ira di un re dispregiatore il Libro dei Profeti e, tentato uno
scisma, allora l'idolatria fu punita con la spada
22
, il libro bruciato
con una strage di guerra e con l'esilio in terra straniera
23
, e lo
scisma con una voragine; che seppell vivi gli autori, mentre gli altri
vennero divorati dal fuoco sceso dal cielo
24
. Ebbene, chi potr
dubitare che il crimine pi scellerato stato quello pi severamente
punito?. Ora, se quanti venivano da questi sacrilegi senza
battesimo, come voi dite, non contaminavano Cipriano, come
potevano contaminare voi dei traditori, non accertati, ma inventati?
E anche se essi non avessero consegnato i Libri per bruciarli, ma li
avessero bruciati essi stessi con le loro mani, avrebbero senza
dubbio commesso un delitto meno grave, che se avessero fatto uno
scisma: in effetti, il primo stato punito con una pena pi mite, il
secondo con una pi severa; e non ad arbitrio degli uomini, ma
secondo il giudizio di Dio.
Una risposta dei Donatisti.
7. 10. Perch vi siete separati? Se avete un po' di buon senso,
certamente vedete anche voi che non potete trovare risposte. Non
ne siamo sprovvisti a tal punto - dicono - da non poter rispondere:
cos che vogliamo. " Chi sei tu che giudichi un servo di altri? Che
egli stia in piedi o cada, riguarda il suo padrone "
25
. Essi non
capiscono che questo detto si riferisce a quelli che amavano
giudicare non i fatti notori, ma le intenzioni. Se no come potrebbe
esprimere tanti giudizi, Paolo, contro gli scismi e le eresie,
chiamandoli crimini? E come si pu cantare nei Salmi: Se davvero
amate la giustizia, giudicate rettamente, o figli degli uomini
26
? E
perch il Signore dice: Non giudicate in base alle persone, ma
esprimete un giudizio retto
27
, se non permesso dare giudizi su
nessuno? Infine, quando essi hanno parlato di quei traditori e
hanno espresso falsi giudizi su di loro, non hanno giudicato i servi
di altri? Spettava al loro padrone vedere se stavano in piedi o
cadevano. E da ultimo, perch sui Massimianisti, sorti di recente,
non hanno esitato ad esprimere un giudizio cos severo, per la
bocca veritiera del loro concilio plenario, come essi dicono,
paragonandoli ai primi scismatici che la terra inghiott vivi
28
?
Eppure alcuni di essi, come negarlo? o li condannarono, bench
innocenti, o li riaccettarono, bench colpevoli. Ma quando si dice
una verit, a cui non sanno replicare, masticano brontolii sconnessi:
cos che vogliamo. " Chi sei tu che giudichi un servo di altri? Che
egli stia in piedi o cada, riguarda il suo padrone "
29
. Ora, quando
scorgono una pecora ferita, nel deserto, dove sembra assente il
pastore che la chiami, si scoprono i denti, si rompe la fragile gola :
Saresti un buon uomo, se non fossi un traditore; pensa alla tua
anima, sii cristiano. Oh, empia rabbia! Quando a un cristiano si
dice: sii cristiano, che altro gli si insegna se non a negare di essere
cristiano? Volevano forse insegnare una cosa diversa gli antichi
persecutori dei cristiani, che fecero martiri quanti resistettero? O si
giudica pi lieve ci che si commette con la minaccia della spada
che con l'insidia della lingua?.
I Donatisti si servono dei testi di Cipriano per coprirsi come di pelli
di pecora.
7. 11. E ora rispondete lupi rapaci che, avidi di rivestirvi di pelli di
pecora
30
, credete che gli scritti del beato Cipriano siano a favore
vostro: il sacrilegio degli scismatici contaminava o no Cipriano? Se
lo contaminava, la Chiesa era finita gi da allora, e non c'era un
punto da cui avreste potuto propagarvi. Se invece non lo
contaminava, quale delitto di altri pu contaminare, nell'unit, gli
innocenti, visto che il sacrilegio dello scisma non lo pu? Perch
dunque vi siete separati? Perch, mentre fuggite i delitti pi lievi da
voi inventati, avete commesso il sacrilegio dello scisma, che pi
grave di tutti. Oppure vi piace ammettere che non erano pi n
scismatici e n eretici, quanti erano stati battezzati fuori della
comunione della Chiesa, in uno scisma o in una eresia, solo perch,
passando alla Chiesa e ripudiando i loro precedenti errori, avevano
cessato di esserlo? Perch, allora, se erano senza battesimo, i loro
crimini non erano rimasti su di loro? Oppure, quello era il battesimo
di Cristo, e fuori della comunione della Chiesa esso non poteva
giovare loro, ma quando sono venuti e hanno ripudiato l'errore
passato e sono stati accolti nella pace della Chiesa per l'imposizione
delle mani, allora, radicati e fondati nella carit, senza la quale gli
altri doni sono infruttuosi, prese a giovare alla remissione dei
peccati e alla santit della loro vita, ci che fuori portavano senza
frutto?.
La consuetudine della Chiesa di non ripetere il battesimo antica.
7. 12. Non obiettateci l'autorit di Cipriano, quindi, per giustificare
la ripetizione del battesimo, ma seguitene con noi l'esempio nella
salvaguardia dell'unit. Non era ancora stata approfondita la
questione del battesimo, infatti, che gi la Chiesa osservava la
salutare consuetudine di correggere, negli eretici e negli scismatici,
ci che era distorto, di non ripetere ci che era stato dato, di
guarire la parte ferita, e di non curare quella sana. Questa
consuetudine, derivata, io credo, dalla tradizione degli Apostoli,
come molte altre che non si trovano nei loro scritti e n nei concili
dei loro successori, ma siccome si conservano in tutta la Chiesa, si
crede che siano state tramandate e raccomandate proprio da loro;
questa consuetudine molto salutare, dunque, ha iniziato, diciamo
cos, a correggerla
31
, al dire di Cipriano, il suo predecessore
Agrippino. Sennonch, come ha dimostrato una ricerca pi attenta
della verit approdata, dopo molte esitazioni e oscillazioni, alla
conferma di un concilio plenario, pi esatto dire che Agrippino ha
iniziato a corromperla, non a correggerla. Quando infatti scoppi la
questione sulla remissione dei peccati e sulla rinascita spirituale
dell'uomo, e ci si chiedeva se esse erano possibili presso gli
scismatici e gli eretici, allora, per la difficolt di trovare una ragione
e per il precedente dell'autorit di Agrippino e di molti suoi
sostenitori, che, su questa questione avevano ceduto e avevano
preferito costruire una cosa nuova anzich conservare una
consuetudine di cui non capivano la difesa, essi gettarono negli
occhi dello spirito ragioni apparenti e ostruirono il cammino della
ricerca della verit.
Perch Cipriano si oppose a questa consuetudine.
8. 13. Io credo che il beato Cipriano ha espresso molto liberamente
il suo pensiero contrario alla consuetudine, e ne ha parlato per
primo, semplicemente perch voleva ricevere, con molta
gratitudine, qualcuno, se esisteva, che avesse avuto una
illuminazione pi chiara, e per mostrare che va imitato non solo lo
zelo di chi insegna, ma anche l'umilt di chi impara. Se poi nessuno
fosse stato capace di portare una prova tale da confutare tutte le
verosimili ragioni che lo colpivano, egli sarebbe rimasto della sua
idea, ben cosciente di non avere nascosto ci che riteneva la verit
e di avere conservato ci che amava, l'unit. Proprio in questo
senso egli comprese le parole dell'Apostolo: I profeti parlino in due
o tre e gli altri giudichino; ma se uno di quelli che sono seduti
riceve una rivelazione, il primo taccia
32
. Ecco che dice infatti: In
questo passo l'Apostolo ha insegnato e mostrato che molte verit
vengono rivelate pi chiaramente a questo o a quello, e che uno
deve lottare con tenacia non per ci che aveva appreso una volta e
conservava, ma, se viene fuori qualcosa di meglio e di pi utile,
abbracciarlo di buon grado
33
. Sicuramente con queste parole non
solo sollecit a dirsi d'accordo con lui, quanti non vedevano
qualcosa di meglio, ma li esort anche a portare, se potevano,
qualche prova per meglio rafforzare la necessit di mantenere la
precedente consuetudine; sicch, se vi fosse stata una prova
inconfutabile, egli avrebbe potuto mostrare con quanta sincerit
aveva detto: Ognuno deve lottare con tenacia non per ci che
aveva appreso una volta e conservava, ma, se viene fuori qualcosa
di meglio e di pi utile, abbracciarlo di buon grado
34
. Ma visto che
gli unici a farsi avanti erano quelli che gli opponevano la
consuetudine, e che a difesa di questa, non portavano argomenti
capaci di commuovere la sua grande anima, egli, da uomo
serissimo, non volle rinunciare alle sue ragioni, anche se non vere,
cosa che gli sfuggiva, ma comunque non vinte, solo per cedere ad
una consuetudine, vera, s, ma non ancora provata. Tuttavia, se
questa consuetudine, Agrippino per primo, e con lui alcuni suoi
colleghi dell'Africa, non avessero cercato di abbandonarla, anche
con le decisioni di un concilio, Cipriano non avrebbe neanche osato
ragionare contro di essa; ma, turbato per una questione cos
complessa, e vedendo ovunque una consuetudine universale e
consolidata, avrebbe preferito ritirarsi nella preghiera e nella
elevazione dell'animo a Dio, per vedere e insegnare la verit che si
manifest pi tardi nel concilio plenario. Ma, ormai stanco e
vedendo l'autorit del precedente concilio tenuto da Agrippino,
prefer difendere, diciamo cos, la scoperta dei suoi predecessori,
anzich affaticarsi in ulteriori ricerche. In effetti, alla fine della
lettera a Quinto, descrive questa soluzione, come un letto sul quale,
pressoch stanco, si ripos.
stato Agrippino ad introdurre la consuetudine di ribattezzare.
9. 14. Egli dice: Ecco quanto Agrippino, uomo di felice memoria,
con altri suoi colleghi, che all'epoca governavano la Chiesa del
Signore nella Provincia dell'Africa e della Numidia, stabil e, dopo un
esame equilibrato, fatto di comune accordo, conferm. E la loro
opinione, religiosa, legittima, salutare alla fede, e conforme alla
Chiesa cattolica, l'abbiamo seguita anche noi
35
. Con questa
dichiarazione egli fa ben capire che avrebbe ricordato molti pi
particolari se, su questa questione, vi fosse stato un concilio
d'oltremare o universale. Ma ancora non era stato fatto, perch il
mondo era legato dalla forza della consuetudine, e questa era il
solo argomento che si opponeva a quanti volevano introdurre una
novit, dato che non potevano raggiungere la verit. In seguito,
tuttavia, dopo discussioni e ricerche fatte tra molti esponenti
dell'uno e dell'altro fronte, la verit non solo fu trovata, ma fu
portata anche davanti all'autorit e alla forza di un concilio plenario.
Certo, avvenne dopo il martirio di Cipriano, ma prima che
nascessimo noi. Ma che questa fosse la consuetudine della Chiesa,
che in seguito, dopo l'analisi dei molti lati oscuri e che la verit fu
raggiunta, venne confermata da un concilio plenario, appare
chiaramente anche dalle parole di Cipriano nella lettera a
Giubaiano, che ricordiamo di aver letta nel concilio. Egli dice: " Si
dir: che ne sar, dunque, di quelli che, in passato, venendo
dall'eresia alla Chiesa, sono stati ammessi senza battesimo? "
36
.
Qui egli mostra chiaramente come si era soliti agire, anche se a lui
non piaceva, e, proprio perch cita il concilio di Agrippino, fa capire
apertamente che era ben altra la consuetudine della Chiesa. E di
fatto non c'era bisogno di deciderlo nel concilio, se gi esisteva una
consuetudine; e durante il concilio stesso alcuni interventi
dichiararono francamente che quanti avevano ritenuto di dover
prendere questa decisione, lo avevano fatto contro una
consuetudine della Chiesa. Riflettano i Donatisti su quest'unica cosa
a tutti evidente: se l'autorit di Cipriano va seguita, meglio
seguirla nel conservare l'unit che nel cambiare una consuetudine
della Chiesa; se poi si considera il concilio di Cipriano, gli va
anteposto il concilio successivo di tutta la Chiesa, della quale egli si
rallegrava di essere membro; anzi, molto spesso egli ammoniva
anche gli altri ad imitarlo nel conservare la compattezza dell'intero
corpo. I posteri, in effetti, antepongono i concili pi recenti a quelli
pi antichi e, molto pi giustamente, il concilio universale al
particolare.
Risposta dei Donatisti.
10. 15. Ma come reagiscono i Donatisti quando si dimostra che san
Cipriano, anche se non ammise i battezzati nell'eresia e nello
scisma, comunicava con quanti li ammettevano, visto che con
molta chiarezza aveva dichiarato: Non giudicare nessuno, n
allontanare nessuno dal diritto di comunione, se avesse idee
diverse
37
? Se stato macchiato dalla comunione con questi,
perch essi ne seguono l'autorit nel ripetere il battesimo? Se
invece dalla loro comunione non stato macchiato, perch non ne
seguono l'esempio nel conservare l'unit? Forse che ad essi non
resta che dire: " Cos vogliamo noi "? E che altro potrebbero
rispondere alla parola di verit e di giustizia, i criminali, i facinorosi,
i lussuriosi, gli ubriachi, gli adulteri, gli impudichi di ogni tipo, i
ladri, i rapitori, gli omicidi, i ladroni, i malefici, gli idolatri
38
? Che
altro potrebbero rispondere alla Verit che li rimprovera, se non:
Questo voglio, questo che mi piace? E se poi sono tinti del nome
cristiano, aggiungono: Chi sei tu, che giudichi il servo di un altro?
39

Costoro nondimeno sono pi modesti, perch, quando, a causa
della loro condotta e delle loro azioni cattive, sono puniti dalle leggi
divine e umane, non dicono di essere martiri. I Donatisti, invece,
vogliono avere, allo stesso tempo, e la vita di sacrileghi e la fama di
innocenti; per le azioni criminali non ricevere nessuna pena, e per
le pene giuste, ricevere la gloria dei martiri; come se la misericordia
e la pazienza di Dio verso di loro, non sia tanto grande quanto pi,
castigandoli solo in parte, lascia loro il tempo per la penitenza
40
, e
come se non cessa di raddoppiare in questa vita i flagelli, perch
riflettano sulle pene che ricevono e sul perch le ricevono, e si
ravvedano. Essi, che per la pace di Donato, hanno gi accettato il
battesimo dei Massimianisti, preferiscano abbracciare, per la pace
di Cristo, il battesimo del mondo; si reinseriscano nella radice, si
riconcilino con l'unit, e vedano che ad essi non restato niente da
dire, ma solo qualcosa da fare; di modo che, per le loro passate
azioni, si offra il sacrificio della carit al Dio misericordioso, di cui
hanno rotto l'unit con un crimine nefando, e i cui sacramenti
hanno fatto bersaglio di continue ingiurie. Dio infatti
misericordioso e pietoso; longanime, molto misericordioso e verace
41
. Abbraccino, nelle vita presente, il Dio misericordioso e
longanime, e temano, nella futura, il Dio verace. Egli non vuole la
morte dell'empio, ma, piuttosto, che si converta e viva
42
; egli
infatti cambia la sentenza contro le ingiurie che gli vengono fatte.
la nostra esortazione!
I Donatisti non temono di violare il battesimo di tutto il mondo.
11. 16. Per questo ci sono nemici, perch diciamo la verit, perch
temiamo di tacere, perch abbiamo paura di smettere con tutte le
nostre insistenze, perch obbediamo all'Apostolo che dice: Predica
la Parola, insisti a tempo opportuno e inopportuno, ammonisci,
esorta, rimprovera
43
. Essi invece, come dice il Vangelo, amano la
gloria degli uomini pi di quella di Dio
44
, e mentre temono i
rimproveri temporanei, non temono la condanna eterna. Lo vedono
anche essi il male che fanno, vedono di non avere nessuna risposta,
ma gettano la polvere negli occhi degli ignoranti, pur essendo
inghiottiti vivi, cio, morendo consapevoli e coscienti
45
. Hanno
visto gente inorridire e odiarli fortemente, perch si sono divisi essi
stessi in molti scismi soprattutto nella capitale dell'Africa, la
celeberrima citt di Cartagine. Si sono sforzati di rappezzare i loro
abiti indecenti; e credendo di poter eliminare i Massimianisti, li
hanno duramente assaliti con grande impeto, per mezzo di Ottato
Gildoniano, e hanno inflitto loro molti danni e persecuzioni
crudelissime; dopodich ne hanno accolti alcuni credendo di potere
convertire tutti gli altri con lo stesso terrore; ma a quelli che
accolsero non vollero far il grande torto di ribattezzare quelli stessi
che avevano battezzato nello scisma, o meglio, di farsi ribattezzare
dentro, da quelli stessi che li avevano battezzati fuori; ma in questo
modo fecero un'eccezione alla loro malvagia consuetudine. Sentono
che un atto scellerato, ormai, una volta accettato il battesimo dei
Massimianisti, violare il battesimo del mondo
46
, ma temono i loro
ribattezzati; temono che non perdonino loro, se essi perdonano gli
altri, e che pretendano da loro le proprie anime, se essi smettono di
trucidare le anime degli altri.
Essi hanno ricevuto gli scismatici Massimianisti per amore della
pace di Donato.
12. 17. Sulla questione della riammissione dei Massimianisti, non
sanno che rispondere. Se dicono: " Abbiamo riammessi degli
innocenti ", rispondiamo: " Dunque, avevate condannato degli
innocenti ". Se replicano: " Non lo sapevamo ", rispondiamo: "
Dunque, avete giudicato avventatamente - del resto, anche dei
traditori avete emesso un giudizio avventato - e siete stati falsi nel
dire: Riconoscete di essere stati condannati dalla bocca veritiera di
un concilio plenario; una bocca veritiera, infatti, non avrebbe potuto
condannare degli innocenti ". Se dicono: " Non li abbiamo
condannati ", si legga il concilio, si leggano i nomi dei vescovi e
delle citt. Se dicono: " Quello non il nostro concilio ", si leggano
gli atti proconsolari, dove non una sola volta essi hanno citato
questo stesso concilio, per espellere i Massimianisti dalle basiliche e
disperderli sotto il tumulto delle accuse e la violenza delle bande
ausiliari. Se dicono che Feliciano di Musti e Pretestato di Assuri, che
pi tardi hanno riammessi, non erano con Massimiano, si leggano
gli atti con i quali chiesero ai pubblici ufficiali di espellerli dalle
basiliche in nome del loro concilio, radunato contro i Massimianisti.
Se dicono: " per amore della pace, che li abbiamo accolti ", si
replichi: " Perch, allora, non riconoscete la pace vera e completa?
Chi vi ha spinto, chi vi ha costretti a riammettere, per la pace di
Donato, uno scismatico condannato, e a condannare, contro la pace
di Cristo, il mondo senza averlo ascoltato? ". Se la verit li incalza,
sentono di non avere niente da rispondere, e credono di non avere
niente da fare; non trovano niente da dire, ma non permettiamo
loro di tacere; preferiscono opporsi alla verit con parole perverse
che, ammessi i loro errori, ridonarsi alla pace.
Ritornino alla Chiesa quanti sono gi stati ribattezzati e si preghi
per loro.
13. 18. Ma chi non intuisce ci che possono dire, essi, in cuor loro?
Ecco: " Che ne faremo, dunque, dei ribattezzati? " Si risponde:
"Ritornate con loro alla Chiesa, offrite alla medicina della pace, per
farli curare, quelli che avete ferito, e riconducete alla vita della
carit, per farli risuscitare, quelli che avete ucciso. Ha una grande
forza di propiziarci Dio la concordia fraterna!. Sentite il Signore: Se
due di voi si mettono d'accordo, qui in terra, tutto ci che
chiederete, vi sar concesso
47
. E se vale per due persone, a
maggior ragione per due popoli! Prostriamoci insieme davanti al
Signore; condividete con noi l'unit e noi condividiamo il vostro
dolore, e la carit copra la moltitudine dei peccati
48
! Prendete
consiglio da S. Cipriano, considerate quanto si aspettava, egli, dal
bene dell'unit, per cui non si separato da quelli che la pensavano
in modo diverso e, pur ritenendo che quanti si facevano battezzare
fuori la comunione della Chiesa non avevano il battesimo, credette,
tuttavia, che coloro che erano stati riammessi alla Chiesa,
semplicemente, potevano ottenere, per il vincolo dell'unit, il
perdono. cos, infatti, che egli risolse la questione che si era
posta, scrivendo a Giubaiano: Ma qualcuno dir: che ne sar di
quelli che, in passato, venendo dall'eresia alla Chiesa, sono stati
riammessi senza battesimo? Il Signore potente. Egli pu dare il
perdono con la sua misericordia; e tutti quelli che, ammessi
semplicemente alla Chiesa, in Chiesa sono morti, non escluderli dai
benefici della sua Chiesa
49
".
Se sia pi dannoso non battezzarsi che ribattezzarsi.
14. 19. Se poi sia pi dannoso non battezzarsi affatto oppure farsi
ribattezzare, difficile giudicarlo. Io vedo bene ci che la gente
maggiormente detesta e aborrisce, e tuttavia, se adotto la bilancia
del Signore, sulla quale il valore delle cose non si pesa secondo il
sentimento degli uomini, ma secondo l'autorit di Dio, trovo, su
entrambe le ipotesi, una frase del Signore. A Pietro infatti disse: Chi
lavato non ha bisogno di rifarsi il bagno
50
, mentre a Nicodemo:
Se uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito, non entrer nel Regno
dei cieli
51
. Ma quale sia, di fatto, il giudizio pi segreto di Dio,
forse difficile che noi uomini possiamo conoscerlo! Tuttavia, per
quanto emerge dalle sole parole del testo, ognuno vede
chiaramente tutta la differenza tra: Non ha bisogno di lavarsi e:
Non entrer nel Regno dei cieli. Del resto la Chiesa stessa conserva
la tradizione di non ammettere assolutamente all'altare un uomo
senza battesimo; se invece permesso ammettervi il ribattezzato,
dopo la penitenza, che altro significa, se non che egli non privo
del battesimo? Se dunque Cipriano presumeva che coloro che egli
riteneva senza battesimo, ottenevano, per il vincolo dell'unit, il
perdono, il Signore potente, e proprio per il vincolo dell'unit e
della pace viene placato anche dai ribattezzati, diventa benevolo
verso quelli che li hanno battezzati e, in compenso della pace,
condona tutti i delitti che hanno commesso nell'errore, purch
offrano il sacrifico della carit che copre la moltitudine dei peccati
52
; cos che egli non guarda pi i molti che sono stati feriti dal loro
abbandono, ma i moltissimi che vengono liberati dal loro ritorno.
Per questo vincolo della pace, Cipriano ha creduto che la divina
misericordia pu non escludere dai benefici della Chiesa coloro che
egli riteneva esservi stati ammessi senza battesimo; e per questo
stesso vincolo della pace, noi crediamo che la misericordia divina
pu rendere i ribattezzati degni del perdono.
Risolto ogni dubbio circa la questione della ripetizione del
battesimo, vengano, i Donatisti, alla Cattolica.
15. 20. La Chiesa cattolica, al tempo del beato Cipriano e ancora
prima di lui, sia i ribattezzati che i non battezzati, li racchiudeva
tutti nel suo grembo: e gli uni e gli altri ottennero la salvezza solo
per merito della sua unit. Se infatti quelli che venivano dagli
eretici non avevano il battesimo, come sostiene Cipriano, non era
corretto ammetterli; eppure egli non disper che ricevessero il
perdono dalla divina misericordia, grazie all'unit della Chiesa.
Perci, se essi avevano il battesimo, non era corretto ribattezzarli.
Che cosa quindi li aiutava, se non la carit dell'unit, per cui, ci
che nell'amministrare il sacramento sfuggiva all'umana fragilit, la
divina misericordia non lo imputava a quanti amavano la pace?
Perch allora, per paura dei vostri ribattezzati, precludete a voi e a
loro l'accesso alla salvezza? Una volta sorse un dubbio sul
battesimo: coloro che la pensavano diversamente restarono
nell'unit. Ma col passare del tempo, conosciuta la verit, il dubbio
venne eliminato. La questione che, quando non era ancora chiusa,
non spavent Cipriano, fino a farlo allontanare, ora che chiusa,
invita voi a ritornare. Venite alla Cattolica, che ora nella certezza,
e che Cipriano non abbandon quando era nell'incertezza. Se poi vi
frastorna l'esempio di Cipriano, che ha comunicato con quelli che
erano stati ricevuti con il battesimo degli eretici, dicendo
apertamente: Non giudicate nessuno, e non allontanate nessuno
dal diritto della comunione, se ha idee diverse
53
; dove andate,
disgraziati, che fate? Fuggite voi stessi, perch siete usciti dalla
comunione in cui egli rimase. Ma se per l'abbondanza della sua
carit, per l'amore fraterno e per il vincolo della pace, non poterono
danneggiarlo n i suoi peccati e n quelli altrui, ritornate l, dove,
sia a noi che a voi, faranno molto meno danno quelli inventati dai
vostri antenati.

1 - Cf. Mt 16, 18.
2 - CYPR., Ep. 71, 3.
3 - Gal 1, 20.
4 - Gal 2, 14.
5 - Cf. Lc 23, 40ss.
6 - Cf. Mt 26, 69ss.
7 - CYPR., Sentent. episc., praef.: CSEL, 3/1, 435.
8 - CYPR., Ep. 71, 3.
9 - CYPR., Sentent. episc., praef.
10 - Cf. CICERONE, in Cat. 1, 8, 21.
11 - Cf. Mt 22, 30.
12 - 1 Cor 10, 13.
13 - Fil 3, 15.
14 - Sal 13, 3.
15 - Fil 3, 15.
16 - Fil 3, 16.
17 - Cf. 1 Cor 13, 3.
18 - CYPR., Sentent. episc., praef.
19 - Cf. Gal 6, 2.
20 - Cf. Ef 4, 3.
21 - Cf. Fil 3, 15.
22 - Cf. Es 32.
23 - Cf. Ger 36.
24 - Cf. Nm 16.
25 - Rm 14, 4.
26 - Sal 57, 2.
27 - Gv 7, 24.
28 - Cf. Nm 16, 31-33.
29 - Rm 14, 4.
30 - Cf. Mt 7, 15.
31 - Cf. CYPR., Ep. 71, 3.
32 - 1 Cor 14, 29-30.
33 - CYPR., Ep. 71, 4.
34 - Ibidem.
35 - CYPR., Ep. 71, 4.
36 - CYPR., Ep. 73, 23.
37 - CYPR., Sentent. episc., praef.
38 - Cf. 1 Cor 6, 9-10.
39 - Rm 14, 4.
40 - Cf. Sap 12, 10.
41 - Cf. Es 34, 6; Sal 102, 8.
42 - Cf. Ez 18, 23; 33, 11.
43 - 2 Tm 4, 2.
44 - Gv 12, 43.
45 - Cf. Nm 16, 31-33.
46 - Cf. Mt 16, 25.
47 - Mt 18, 19.
48 - Cf. 1 Pt 4, 8.
49 - CYPR., Ep. 73, 23.
50 - Gv 13, 10.
51 - Gv 3, 5.
52 - Cf. 1 Pt 4, 8.
53 - CYPR., Sentent. episc., praef.
LIBRO TERZO


Si segua l'esempio di Cipriano nel mantenere l'unit.
1. 1. Penso che ormai possa essere a tutti evidente, che l'autorit
del beato Cipriano nel conservare il vincolo della pace e non violare
in nessun modo la carit salutare per l'unit della Chiesa, sia da
proporsi pi a favore nostro che dei Donatisti. Se infatti essi
cercano di avvalersi dell'esempio di Cipriano per ribattezzare i
Cattolici, in quanto ritenne che gli eretici andassero ribattezzati
nella Cattolica, noi preferiamo avvalerci dell'altro suo esempio:
quello con cui stabil, molto chiaramente, che dalla comunione
cattolica, cio, dai cristiani sparsi in tutto il mondo, compresi i
cattivi e i sacrileghi riammessi, non bisognava allontanarsi per
nessuno motivo, con la rottura della comunione. Perci egli non ha
voluto allontanare dal diritto della comunione neppure quelli che, a
suo avviso, ricevevano nella comunione cattolica i non battezzati e i
sacrileghi, ed ha detto: Non giudicare nessuno, n allontanare dal
diritto della comunione, chi avesse idee diverse
1
.
Risposta alla domanda sulla consuetudine introdotta da Agrippino.
2. 2. Ma io vedo che mi si pu chiedere ancora una cosa, e cio, di
rispondere alle apparenti ragioni dalle quali furono mossi, prima
Agrippino, poi Cipriano stesso e quanti lo sostenevano in Africa e,
forse, anche alcuni che si trovavano nei territori d'oltremare e pi
lontani, e senza che vi sia stato nessun concilio, n plenario e n,
almeno, regionale, ma solo una corrispondenza epistolare, tanto da
ritenere di dover introdurre una prassi che la primitiva
consuetudine della Chiesa non aveva, e che, in seguito, il mondo
cattolico, con un consenso solidissimo e fermo, ha escluso. Cos che
l'errore, che attraverso tali discussioni aveva incominciato ad
insinuarsi nelle menti di alcuni, lo guarisse una verit pi forte e
una medicina universale proveniente dalla salvezza dell'unit. Ed
ora vedano, essi, con che serenit io affronto questo discorso. Se io
non riuscir a dimostrare come vanno confutate le affermazioni che
essi prendono dal concilio di Cipriano e dai suoi scritti, e cio che il
battesimo di Cristo non pu essere dato dagli eretici, rimarr
tranquillo in quella Chiesa, nella cui comunione rimase Cipriano con
quanti non condividevano il suo pensiero.
La Chiesa non pot n contaminarsi e n scomparire in forza della
consuetudine di non ribattezzare.
2. 3. Ora essi dicono che allora la Chiesa cattolica esisteva, in
quanto vi erano pochi o, se cos credono, molti, che disapprovavano
il battesimo dato presso gli eretici, e battezzavano quanti
provenivano dall'eresia. E allora? Prima di Agrippino, dal quale ebbe
inizio, diciamo cos, la nuova norma contrastante con la
consuetudine, la Chiesa non esisteva? E che? In seguito, dopo
Agrippino, quando, se non si fosse ritornati alla antica
consuetudine, Cipriano non avrebbe dovuto riunire un altro concilio,
che forse la Chiesa non esisteva, visto che dappertutto vigeva la
consuetudine di ritenere il battesimo di Cristo, soltanto come
battesimo di Cristo, anche se si provava che era stato dato presso
gli eretici o gli scismatici? Che se poi la Chiesa esisteva anche
allora, e l'eredit di Cristo, non essendo stata interrotta, non era
perita, ma sussisteva e cresceva in tutte le nazioni, norma
sicurissima restare nella consuetudine, che allora riuniva in un solo
abbraccio, buoni e cattivi. Se invece allora la Chiesa non esisteva
pi, in quanto si riammettevano, senza battesimo, sacrileghi eretici,
e questa era una consuetudine universalmente osservata, da dove
apparso Donato? Da quale terra spuntato? Da quale mare
emerso? Da quale cielo caduto?. Pertanto noi, come stavo
dicendo, restiamo al sicuro nella comunione di quella Chiesa, nella
cui universalit ora si fa ci che si faceva universalmente anche
prima di Agrippino e tra Agrippino e Cipriano, e la cui universalit
non abbandonarono n Agrippino, n Cipriano, n i loro sostenitori,
quantunque la pensassero in modo diverso dagli altri, ma rimasero
nella stessa comunione di unit insieme a quelli dai quali avevano
idee diverse. Siano essi, invece, a considerare dove sono; essi che
non possono dire n da dove si sono propagati, se vero che, fin
da allora, gli eretici e gli scismatici riammessi senza battesimo,
avevano fatto perire la Chiesa con il contagio della loro comunione,
e n, d'altra parte, sono d'accordo con Cipriano stesso. Infatti,
mentre Cipriano profess di voler restare nella comunione con quelli
che avevano accolto gli eretici e gli scismatici, e quindi anche con
quelli che erano stati accolti, i Donatisti invece, per via del nome di
traditori, con cui infamarono alcuni in Africa, ma senza riuscire a
dimostrarlo nel concilio d'oltremare, si sono separati dalla
comunione col mondo, bench siano molto pi gravi i crimini
dell'eresia e dello scisma che i crimini che rinfacciavano, anche se
veri. Quindi, quelli che vennero senza il battesimo, come Cipriano
pensava, e che furono ammessi nella comunione cattolica, non per
mezzo del battesimo, non poterono macchiare Cipriano. Ma
neppure in ci che dicono di imitare Cipriano, essi sanno che
rispondere sulla questione di avere accettato il battesimo dei
Massimianisti, ritornati con alcuni di quelli che, condannati dal loro
concilio plenario, e perseguitati perfino dal tribunale delle autorit
terrene, essi hanno poi riammesso nella loro comunione con la
stessa dignit episcopale nella quale li avevano condannati. Di
conseguenza, se al tempo di Cipriano, la comunione coi cattivi ha
fatto perire la Chiesa, la comunione dei Donatisti non ha un'origine.
Se invece non l'ha fatta perire, essi non hanno alcuna
giustificazione per il loro scisma. E si aggiunga, che non seguono n
l'esempio di Cipriano, poich hanno infranto il vincolo dell'unit, e
n il suo concilio, poich hanno accettato il battesimo dei
Massimianisti.
Lettera di Cipriano a Giubaiano sul battesimo degli eretici.
3. 4. ora noi quindi, pur seguendo l'esempio di Cipriano,
esaminiamo anche il concilio di Cipriano. Che dice Cipriano? Voi
avete ascoltato, carissimi colleghi, la lettera scrittami da Giubaiano,
nostro collega nell'episcopato, per consultare la nostra pochezza
sull'illecito ed empio battesimo degli eretici, ed anche ci che io ho
risposto ribadendogli, naturalmente, il mio parere espresso pi
volte, che gli eretici e scismatici che vengono alla Chiesa, vanno
battezzati e santificati con il battesimo della Chiesa. Vi stata poi
letta anche un'altra lettera di Giubaiano, nella quale egli, da uomo
sincero, religioso e devoto, rispondendo alla nostra lettera, non solo
si dichiara d'accordo, ma ringrazia anche delle istruzioni ricevute
2
.
Da queste parole del beato Cipriano, apprendiamo che egli stato
consultato da Giubaiano, che questi gli ha risposto e che lo ha
ringraziato per le istruzioni ricevute. Dobbiamo forse essere ritenuti
ostinati, se vogliamo esaminare questa stessa lettera, che ha
persuaso Giubaiano? Finch in effetti non persuader anche noi, se
pu farlo con ragioni convincenti, ci assicura il diritto alla
comunione cattolica, lo stesso Cipriano.
Continua ancora la lettera.
3. 5. Egli infatti continua dicendo: Ci resta da esprimere, su questa
questione, le nostre personali opinioni, senza giudicare nessuno, n
allontanare qualcuno dal diritto della comunione, se avesse idee
diverse
3
. Egli quindi, non solo mi concede di continuare a cercare
la verit, fatto salvo il diritto della comunione, ma anche di avere
opinioni diverse. Nessuno di noi, infatti, viene costituito vescovo dei
vescovi, n costringe i suoi colleghi al dovere dell'obbedienza con il
terrore dei tiranni
4
. Che c' di pi mite? Che di pi umile?
Sicuramente nessuna autorit ci distoglie dal cercare la verit Egli
dice: poich ogni vescovo, grazie alla sua libert e potest, ha un
proprio giudizio; e come non pu essere giudicato dagli altri, cos
non pu giudicare gli altri
5
. Io penso che si riferisca alle questioni
non ancora discusse e studiate a fondo. Egli infatti sapeva che la
Chiesa intera era allora impegnata a cercare, in una serie di
discussioni, tutta la profondit del sacramento, e lasciava piena
libert di ricerca, affinch la verit, una volta conosciuta, fosse
diffusa. Egli non mentiva e non pensava di catturare con questo
discorso i suoi colleghi pi ingenui, in modo che, una volta che
avessero espresso le loro opinioni contrarie, avrebbe deciso, in
contrasto con la sua promessa, che dovevano essere scomunicati.
Lungi da un'anima cos santa questa crudele perfidia! E quanti, di
un uomo cos grande pensano questo, sia pure per fargli un elogio,
non fanno altro che ammettere di essere loro dei perfidi. Per parte
mia, che Cipriano, vescovo cattolico e martire cattolico, il quale,
quanto pi era grande tanto pi si mostrava umile con tutti, per
trovare grazia
6
presso Dio, abbia fatto uscire dalla sua bocca,
soprattutto nel santo concilio e davanti ai suoi colleghi, una cosa
diversa da quella che sentiva nel cuore, non posso crederlo nel
modo pi assoluto. Specie se consideriamo queste altre parole: Ma
restiamo tutti in attesa del giudizio del Signore nostro Ges Cristo,
che l'unico e il solo ad avere il potere sia di porci a capo del
governo della sua Chiesa e sia di giudicare le nostre azioni
7
. Ora,
nel ricordo di questo grande giudizio, in attesa di ascoltare la verit
dai suoi colleghi, poteva, egli per primo, dare un esempio di
menzogna? Tenga Dio lontano questa follia da ogni cristiano e
molto pi da Cipriano! Dunque, abbiamo libera facolt di ricerca: a
concedercela Cipriano stesso, con un discorso molto mite e
sincero.
La lettura di questa lettera non persuasiva.
4. 6. Ed ora cominciano i suoi colleghi a esprimere le proprie
opinioni; ma essi hanno ascoltato la lettera a Giubaiano; in effetti
stata letta, come stato ricordato all'inizio. La si legga quindi anche
a noi, perch anche noi vediamo, con l'aiuto del Signore, che cosa
bisogna pensare. Forse mi si dir: " Come, solo ora tu vieni a
conoscere ci che ha scritto Cipriano a Giubaiano? ". L'ho gi letta,
lo confesso, e mi sarei orientato senz'altro verso la stessa opinione,
se non mi avesse richiamato ad una pi attenta riflessione, la
grande autorit di quelli che gli sono uguali per il dono della
dottrina, o, forse, sono anche pi dotti, e che la Chiesa diffusa nel
mondo, ha potuto generare in tante nazioni Latine, Greche, barbare
e nella stessa nazione ebraica; quella Chiesa che ha generato anche
lui; e non mi mai parso che questi abbiano rifiutato senza motivo
di seguire l'opinione di Cipriano, e non gi perch non sarebbe
possibile che in una questione molto oscura, uno o pochi abbiano le
idee pi esatte di molti, ma perch non bisogna facilmente dare un
parere a favore di uno o di pochi, contro gli innumerevoli
personaggi di una stessa religione e di una stessa unit, dotati di
grande ingegno e di ricca dottrina, se non dopo avere esaminato le
questioni con tutte le forze e averle approfondite. Pertanto, a chi mi
chiede con insistenza se anche gli scritti di Cipriano mi hanno
suggerito qualcosa a favore dell'opinione che, oggi, la Chiesa
cattolica sostiene, e cio che il battesimo di Cristo va riconosciuto e
approvato, non per i meriti di colui che lo d ma per la virt di colui
di cui stato detto: Questi colui che battezza
8
, sar l'argomento
stesso a fornirgli una risposta nel prosieguo del nostro discorso.
Diamo dunque per scontato che la lettera di Cipriano a Giubaiano
stata letta anche a noi, come stata letta nel concilio. La legga,
prima di tutto, chi si appresta a leggere quanto io dir, perch non
pensi che io ne abbia omesso qualche brano essenziale. Sarebbe
troppo lungo, infatti, e non pertinente allo svolgimento del nostro
compito, citarne ora il testo parola per parola.
Il punto di partenza di Agostino circa questa questione.
5. 7. Se poi uno mi chiede quale sia il mio pensiero, mentre sto
trattando questa questione, innanzitutto rispondo che stata
appunto la lettera di Cipriano a suggerirmelo, in attesa di vedere
ci che cominci pi tardi ad essere discusso. Dice, infatti, Cipriano:
Si dir: che ne sar, dunque, di coloro che in passato, venendo
dall'eresia alla Chiesa, sono stati ammessi senza battesimo?
9
Ma se
davvero questi erano senza battesimo o se sono stati ammessi
perch chi li ammetteva si rendeva conto che lo avevano, lo
esamineremo presto. Nondimeno Cipriano mostra con chiarezza
quale fosse, nella Chiesa, la consuetudine vigente: egli dice che in
passato, quanti dall'eresia passavano alla Chiesa, erano ammessi
senza battesimo.
Non si deve disprezzare la verit.
5. 8. Nel concilio Casto di Sicca dice: Chi, disprezzata la verit,
presume di seguire una consuetudine, o invidioso e maligno verso
i fratelli, ai quali la verit si rivela, o ingrato verso Dio, che con la
sua ispirazione ammaestra la sua Chiesa
10
. Se la verit stata
scoperta, lo verificheremo presto; ma che fosse un'altra la
consuetudine della Chiesa, lo ammette anche lui.
La consuetudine deve cedere alla verit.
6. 9. Dice Liboso di Vaga: Nel Vangelo il Signore dice: " Io sono la
verit "
11
. Non dice: Io sono la consuetudine. Quindi, una volta
scoperta la verit, la consuetudine deve cedere alla verit
12
. Certo,
e chi oser dubitare che la consuetudine deve cedere alla verit
scoperta? Ma di questa scoperta della verit vedremo; per ora
anche costui rivela che la consuetudine era un'altra.
Dopo la rivelazione della verit, l'errore segni il passo.
7. 10. Cos, Zosimo di Tarassa dice: Scoperta la verit, l'errore
ceda alla verit; infatti anche Pietro, che prima sosteneva la
circoncisione, si arrese a Paolo che predicava la verit
13
. Costui ha
preferito non parlare di consuetudine, ma di errore; tuttavia
dicendo: Anche Pietro, infatti, che prima sosteneva la circoncisione,
si arrese a Paolo che predicava la verit, mostra chiaramente che
sulla questione del battesimo la prassi era un'altra. Ma allo stesso
tempo ci avverte che non fu impossibile per Cipriano avere sul
battesimo un parere diverso dalla verit che la Chiesa aveva
seguito prima e dopo di lui, se anche Pietro pot avere un'idea
diversa dalla verit che abbiamo appresa dall'apostolo e maestro
Paolo
14
.
Non preferire la consuetudine alla ragione.
8. 11. Cos, Felice da Buslacca: Nell'ammettere gli eretici senza il
battesimo della Chiesa, nessuno deve anteporre una consuetudine
alla ragione e alla verit: la ragione e la verit, infatti, escludono
sempre la consuetudine
15
. Se si tratta di ragione e di verit,
benissimo, e lo vedremo presto; per il momento, l'esistenza di una
diversa consuetudine traspare anche dalle parole di Felice.
Anteporre la verit alla consuetudine.
9. 12. Cos, Onorato di Tucca: Poich Cristo la verit, noi
dobbiamo seguire pi la verit che la consuetudine
16
. In tutti questi
interventi si dichiara che noi non siamo fuori dalla comunione della
Chiesa, finch la verit, che a loro dire va preferita alla
consuetudine, non briller con chiarezza. Ma se la verit riveler
che bisogna seguire quanto aveva prescritto la consuetudine, sar
evidente che essa non venne introdotta e consolidata senza motivo,
e sar pi chiaro, anche dopo queste dispute, che la salutarissima
osservanza di un sacramento tanto grande, la Chiesa cattolica non
avrebbe potuta cambiarla, ma, una volta confermata anche dalla
forza maggiore dei concili, conservarla con la massima religiosit.
Gli eretici non hanno potere e diritto sul battesimo.
10. 13. Scrive dunque Cipriano a Giubaiano, sul battesimo degli
eretici che, postisi fuori e stabilitisi fuori della Chiesa, gli
sembravano rivendicare una cosa di cui non avevano n diritto e n
potere. Egli dice: Questo battesimo non possiamo ritenerlo n
valido e n legittimo, dal momento che presso di loro, come si sa,
illecito
17
. Neppure noi neghiamo che quando uno si battezza presso
gli eretici o in qualche scisma, fuori dalla comunione della Chiesa, il
battesimo non gli giova nella misura in cui egli approva la
perversit degli eretici e degli scismatici; come non neghiamo che
coloro che battezzano, bench diano il vero ed autentico
sacramento del battesimo, agiscono legittimamente, raccolgono
fuori della Chiesa e pensano contro la Chiesa. Ma, un conto non
possedere un bene, e un conto possederlo senza averne diritto o
appropriarsene illecitamente. Quindi, non che non siano pi
sacramenti di Cristo e della Chiesa, solo perch li usano
illecitamente, non solo gli eretici, ma anche tutti i malvagi e gli
empi. Ciononostante, questi vanno corretti e puniti, e i sacramenti
riconosciuti e venerati.
Su questa questione si tennero due concili in Africa.
10. 14. Ha ragione Cipriano nel dire che su questo problema si
sono tenuti non uno, ma due e pi concili; ma tutti in Africa. Egli
poi ricorda che in uno di questi erano presenti settantuno vescovi
18
. Ma all'autorit di tutti questi, noi non esitiamo ad anteporre
quella della Chiesa universale, diffusa in tutto il mondo con molti
pi vescovi; pur restando in pace con Cipriano, che della Chiesa
universale amava essere un membro indissolubile.
L'acqua del battesimo non profana e adultera.
10. 15. Non poi acqua profana e adultera, quella su cui si invoca
il nome di Dio, anche se ad invocarlo sono dei profani e degli
adulteri, poich non sono adulteri n la creatura e n il nome. In
realt il battesimo di Cristo, consacrato dalle parole del Vangelo,
anche se dato mediante gli adulteri e se lo hanno gli adulteri,
sempre santo, quantunque costoro siano impudichi e immondi, in
quanto la sua santit non pu essere macchiata e la potenza di Dio
presente nel suo sacramento, e per la salvezza di quanti l'usano
bene e per la rovina di quanti l'usano male. O forse la luce del sole
o di una lucerna, diffondendosi sulle sozzure, non contrae nessuna
sporcizia, e il battesimo di Cristo pu essere macchiato dai delitti di
qualsiasi uomo? Certo, se prestiamo attenzione agli elementi visibili
di cui i sacramenti sono costituiti, chi non sa che sono corruttibili?
Se invece pensiamo alla potenza che opera per loro tramite, come
non vedere che i sacramenti non possono corrompersi, anche se gli
uomini, mediante i quali essa opera, per la loro condotta, o
ricevono dei premi o subiscono dei castighi?
L'esempio dei Novaziani non conta.
11. 16. Giustamente Cipriano non si fatto commuovere da ci che
ha scritto Giubaiano: che i Novaziani ribattezzavano quanti dalla
Cattolica passavano a loro
19
. In effetti, non tutto ci che gli eretici
imitano in modo distorto, i cattolici non debbono farlo, perch lo
fanno anche loro. Ora, altro il motivo per cui non devono
ribattezzare gli eretici, e altro quello per cui non deve battezzare la
Cattolica. Gli eretici infatti, non dovrebbero farlo neppure se si
dovesse fare nella Cattolica, poich dicono che tra i Cattolici non si
trova ci che essi, quando c'erano, hanno ricevuto, e quando se ne
sono separati, hanno portato via. La Cattolica, poi, non deve
ripetere il battesimo, dato presso gli eretici, proprio per non far
pensare che essa consideri dei Donatisti ci che di Cristo, oppure
che essi non abbiano ci che, avendo ricevuto dentro, non potevano
certamente perdere uscendo fuori. In effetti, Cipriano con tutti gli
altri
20
, ha anche stabilito che se dall'eresia ritornavano alla Chiesa
quelli che vi erano stati battezzati, non fossero ricevuti pi per
mezzo del battesimo, ma della penitenza. Donde risulta che essi
non possono perdere, andandosene, ci che non ricevono,
ritornando. Tuttavia, non significa che com' loro l'eresia, com'
loro l'errore, com' loro il sacrilegio dello scisma, cos anche il
battesimo, che di Cristo, deve dirsi loro. Perci, mentre quei mali,
che sono loro, quando essi ritornano, si correggono, di ci che
invece non loro, si deve riconoscere Colui di cui .
Cipriano non stabil improvvisamente una usanza nuova.
12. 17. San Cipriano mostra di non essere stato lui a stabilire una
nuova e inattesa usanza, in quanto essa era gi iniziata con
Agrippino: " Sono trascorsi molti anni e un lungo periodo, da
quando, sotto la presidenza di Agrippino, uomo di santa memoria,
molti vescovi si riunirono e la stabilirono "
21
. Quindi, la novit
stata introdotta dallo stesso Agrippino. Come poi Cipriano possa
dire: " E da allora ad oggi, tante migliaia di eretici, tornati alla
Chiesa nelle nostre province, non l'hanno rifiutata e n esitato,
anzi, l'hanno abbracciata con saggezza e buona volont, per
ottenere la grazia del lavacro di vita e del battesimo salutare "
22
, io
non lo so; a meno che, con la frase " da allora ad oggi ", egli
intenda dire che, nei riguardi degli eretici non era sorto, da quando
nella Chiesa, grazie al concilio di Agrippino, sono stati battezzati,
nessun problema di scomunica. Del resto, se la consuetudine di
battezzare quanti venivano dagli eretici era in vigore da Agrippino a
Cipriano, a che scopo Cipriano ha convocato, su questa questione,
due concili? A che scopo egli dice a Giubaiano, di non essere stato
lui a introdurre una novit inattesa, ma che l'aveva introdotta
Agrippino? Perch Giubaiano era turbato da questa novit, tanto
che fu necessario guarirlo citandogli l'autorit di Agrippino, se da
Agrippino a Cipriano la Chiesa gi la seguiva? E perch infine, tanti
suoi colleghi dissero, in concilio che la ragione e la verit vanno
anteposte alla consuetudine, mentre avrebbero fatto meglio a dire
che quanti volevano fare una cosa diversa, la facevano sia contro la
verit che contro la consuetudine?
Si tratta ancora della remissione dei peccati mediante il battesimo.
13. 18. Riguardo alla remissione dei peccati, se cio presso gli
eretici avviene con il battesimo, il mio parere l'ho espresso gi in
un'altra opera; ma lo richiamo brevemente anche qui. Se da loro la
remissione dei peccati si realizza per la santit del battesimo, i
debiti ritornano per la loro ostinazione loro nell'eresia o nello
scisma, e quindi, queste persone hanno urgente bisogno di venire
alla pace cattolica, per cessare di essere eretici e scismatici, e per
meritare la purificazione dei peccati, ritornati in loro, mediante la
carit operante nel vincolo dell'unit. Se invece, il battesimo di
Cristo, quantunque presso gli eretici e gli scismatici sia lo stesso,
ma per la sconcezza della discordia e per l'iniquit della divisione
non vi opera la remissione dei peccati, questo stesso battesimo
inizia ad operare la remissione dei peccati, quando loro vengono
alla pace della Chiesa; di modo che, davvero rimessi, i peccati non
sono ritenuti; n si disapprova il primo battesimo come estraneo o
diverso, per darne un altro, ma si accetta quello stesso che, fuori,
per via della discordia, procurava la morte, dentro, per via della
pace, procura la salvezza. Era senza dubbio lo stesso profumo,
quello di cui l'Apostolo dice: Siamo il buon profumo di Cristo,
dappertutto, eppure ha detto: In quelli che si salvano e in quelli che
si perdono, per gli uni profumo di vita per la vita, per gli altri
profumo di morte per la morte
23
. Ora, anche se questo testo
riguarda un'altra cosa, io l'ho messo qui, perch si capisca che un
bene, non solo pu procurare la vita a quanti ne usano bene, ma
anche la morte a quanti ne usano male.
Rapporto tra chi ha una fede erronea e il battesimo.
14. 19. Quando poi si tratta dell'integrit e della santit del
sacramento, non importa ci che crede e di quale fede imbevuto
chi lo riceve. Certo, la fede conta moltissimo per la via della
salvezza, ma per la questione del sacramento, non conta niente.
Pu infatti capitare che uno abbia il sacramento integro e la fede
distorta; come pure che sappia esattamente le parole del Simbolo,
ma che non abbia una fede giusta sulla Trinit, o sulla risurrezione
o su qualche altra verit. Non che sia di poco conto avere, anche
nella Cattolica, una fede integra, e quindi credere assolutamente,
non di una creatura, ma di Dio stesso, nient'altro che la verit. E
allora? Se un uomo, battezzato nella Cattolica, in seguito viene a
sapere, tramite letture, ascolto, serene discussioni, o per
illuminazione del Signore, di aver creduto in passato una verit
diversa da quella che avrebbe dovuto credere, lo si deve
ribattezzare? Ma quale uomo carnale e naturale non si abbandona a
rappresentazioni immaginarie del suo cuore, e si crea un Dio a suo
piacimento, secondo la sua carnale sensibilit, finendo per credere
una realt ben diversa dal vero Dio, quanto la vanit diversa dalla
verit? Quanta verit c' in queste parole dell'Apostolo, pieno della
luce della verit: L'uomo naturale non comprende le cose dello
Spirito di Dio
24
. Eppure parlava di quelli che erano stati gi
battezzati, come rivela egli stesso. a loro, infatti, che dice:
stato forse crocifisso per voi Paolo? O nel nome di Paolo che siete
stati battezzati?
25
Essi quindi avevano il sacramento del battesimo,
ciononostante nella loro sapienza carnale, che cosa potevano
credere di Dio, se non ci che suggeriva il loro senso carnale, nel
quale l'uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio?
Ed agli uomini carnali che l'Apostolo dice: Non ho potuto parlarvi
come ad uomini spirituali, ma come ad esseri carnali. Come a
bambini in Cristo vi ho dato da bere latte, e non un nutrimento
solido, perch non ne eravate capaci. Ma non lo siete neppure ora,
perch siete ancora carnali
26
. Costoro sono portati qua e l da ogni
vento di dottrina, e di loro dice: Perch non siamo pi bambini,
sballottati dalle onde e portati qua e l da qualsiasi vento di
dottrina
27
. Che forse se costoro crescono fino alla maturit
spirituale dell'uomo interiore e vengono a conoscere, con la
chiarezza dell'intelligenza, quanto diverso ci che, a causa dei
loro fantasmi, hanno creduto di Dio, da ci che la verit richiedeva,
vanno ribattezzati? Ma pu anche accadere questo: che un
catecumeno cattolico si imbatta nel libro di un eretico, e, non
sapendo discernere l'errore dalla verit, creda una cosa contraria
alla fede cattolica, ma si tratta di un errore non in contraddizione
con le parole del Simbolo: in verit sotto le stesse parole sono sorti
innumerevoli errori degli eretici! Ora, se costui crede che il libro di
qualche autorevole e dotto cattolico e se, pur credendo questo,
viene battezzato nella Cattolica, ma in seguito ad una ricerca viene
a conoscere che cosa deve credere e, abbracciata la fede cattolica
respinge con forza l'errore, che forse, se confessa questo, bisogna
ribattezzarlo? Oppure, se prima che egli lo sappia e lo confessi, ci si
accorge che ha queste idee e lo si istruisce sugli errori da rinnegare
e sulle verit da apprendere, e risulta evidente che egli stato
battezzato con una fede falsa, deve essere di nuovo battezzato?
Perch no? Perch la santit del sacramento, consacrata dalle
parole del vangelo, restava in lui integra come l'aveva ricevuta,
anche se egli, immerso nelle fantasticherie della mente carnale,
quando veniva battezzato credeva diversamente da come avrebbe
dovuto credere. quindi evidente, che anche senza una fede
integra, in un uomo pu restare integro il sacramento del
battesimo. Ecco perch, tutto ci che si dice sulla variet dei diversi
eretici, non tocca questa questione. In ogni uomo, infatti, va
corretto ci che viene conosciuto come sbagliato da parte di chi lo
corregge, va guarito ci che malato e gli va dato ci che non ha,
soprattutto la carit della pace, senza la quale tutti gli altri doni non
possono giovargli. Se per questo c', non gli va dato come se non
ci fosse, ma fatto in modo che lo abbia con frutto e non con danno,
mediante il vincolo della pace e la sublimit della carit.
Il battesimo dato nella formula del Vangelo integro anche se la
fede imperfetta.
15. 20. Perci, se Marcione consacrava il battesimo con le parole
del Vangelo: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
28
,
il sacramento era integro, anche se la sua fede, che sotto le stesse
parole coglieva un senso diverso da ci che la verit cattolica
insegna, non era integra, ma contaminata da incredibili falsit. In
realt, sotto le stesse parole: Nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo, non erano solo Marcione, Valentino, Ario e Eunomio,
a vedervi un senso diverso, ma anche quei figli carnali della Chiesa,
ai quali l'Apostolo diceva: Non vi ho potuto parlare come a uomini
spirituali, ma come a uomini carnali
29
; e se si potessero interrogare
bene uno per uno, forse si conterebbero tanti pareri diversi quanti
sono loro. L'uomo carnale, infatti, non comprende le cose dello
Spirito di Dio
30
. Ma per questo non ricevono il sacramento integro?
Oppure se progrediscono e si emendano dalla vanit delle loro idee
carnali, va ripetuto ci che avevano ricevuto? Ciascuno riceve
secondo la sua fede
31
, ma nella misura in cui lo riceve sotto la
guida della divina misericordia, nella quale l'Apostolo riponeva la
fiducia dicendo: Se in qualche cosa pensate diversamente, in
questo Dio vi illuminer
32
. Comunque i lacci degli eretici e degli
scismatici sono molto dannosi agli uomini carnali, perch bloccano il
loro sviluppo, rafforzano la loro vuota dottrina nei riguardi della
verit cattolica, e confermano il loro astioso dissenso verso la pace
cattolica. I sacramenti, per, se sono gli stessi, sono ovunque
autentici, anche se mal compresi e amministrati con spirito di
discordia; come del resto avviene anche del testo del Vangelo: se
sempre lo stesso, resta ovunque integro, anche se viene citato per
sostenere una grande variet di opinioni errate. Prendiamo infatti
un testo di Geremia
33
: Perch quelli che mi affliggono prevalgono?
La mia ferita incurabile: come la guarir? Mentre essa dura,
diventata per me come un'acqua ingannevole, di cui non ci si pu
fidare
34
. Ora, se nel linguaggio figurato e allegorico della profezia,
l'acqua non fosse menzionata, tranne che per significare il
battesimo, faremmo fatica a cercare il senso delle parole di
Geremia. Sennonch, dato che nell'Apocalisse le acque vengono
citate molto chiaramente per significare i popoli
35
, perch io non
potrei intendere per acqua ingannevole e infida un popolo
menzognero e perfido, non lo so.
Fuori dalla Chiesa la carit non c' e senza la carit nulla vale.
16. 21. Se poi si dice che lo Spirito Santo viene dato solo nella
Cattolica per l'imposizione delle mani, questo certamente il senso
che i nostri padri hanno voluto dare alle parole di Paolo: La carit di
Dio diffusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci
stato dato
36
. questa, infatti, la carit che non possiedono quanti
si sono separati dalla comunione della Chiesa cattolica, per cui, se
anche parlassero le lingue degli uomini e degli angeli, se anche
conoscessero tutti i misteri e tutta la scienza, se anche
possedessero la profezia e la pienezza della fede, s da trasportare
le montagne e distribuire tutti i propri beni ai poveri e dare il
proprio corpo alle fiamme per essere bruciato, ad essi non giova
niente
37
. Ma non ha la carit di Dio chi non ama l'unit della
Chiesa, e quindi giusto dire: lo Spirito Santo non si riceve che
nella Cattolica. In effetti, non con la testimonianza di miracoli
temporali e visibili, che oggi viene dato lo Spirito Santo per
l'imposizione delle mani, come si dava alle origini per accreditare la
nuova fede e per espandere la Chiesa nascente. Chi si aspetta,
oggi, che coloro ai quali si impongono le mani per ricevere lo Spirito
Santo, comincino tutt'a un tratto a parlare lingue?. Ma si intende
che, in virt del vincolo della pace, la carit di Dio inspirata
invisibilmente e misteriosamente nei loro cuori, in modo da poter
dire: La carit di Dio diffusa nei nostri cuori per mezzo dello
Spirito Santo che ci stato dato
38
. Sono molte le operazioni dello
Spirito Santo di cui l'Apostolo, dopo averne parlato in un passo, per
quanto ha ritenuto sufficiente, ha concluso
39
: Ma tutte queste cose
le opera un solo e medesimo Spirito, distribuendo a ciascuno i suoi
doni come vuole
40
. Dunque, poich una cosa il sacramento, che
ha potuto avere anche Simon Mago
41
, una cosa l'operazione dello
Spirito, che suole operare anche nei cattivi, come in Saul che ebbe
la profezia
42
, e un'altra l'operazione dello stesso Spirito, che
possono avere soltanto i buoni, come il fine del precetto, cio la
carit che sgorga da un cuore puro, da una coscienza buona e da
una fede sincera
43
, quale che siano i doni che gli eretici e gli
scismatici possono ricevere, la carit che copre la moltitudine dei
peccati
44
il dono specifico dell'unit e della pace cattolica; non
per un suo dono presente in tutti, perch non tutti sono suoi,
come a suo tempo si vedr. E al di fuori di essa non pu esservi
quella carit senza la quale tutti gli altri doni, anche se si possono
accettare e approvare, non possono, per, n giovare e n liberare.
Riguardo all'imposizione delle mani, essa non irripetibile come il
battesimo. Che altro , infatti, se non una preghiera su un uomo?.
L'integrit del sacramento ovunque, ma non realizza la remissione
dei peccati.
17. 22. In effetti, se il Signore ha dato a Pietro, figura dell'unit, il
potere di sciogliere in terra tutto quanto avesse voluto
45
,
evidente che questa unit stata chiamata anche colomba perfetta
e unica
46
. Che forse a questa colomba appartengono tutti gli avari
di cui Cipriano ha lamentato fortemente la presenza nella Cattolica?
47
Secondo me i ladri non possono essere chiamati colombe, ma
falchi. Come mai battezzavano, allora, quelli che, con inganni e
raggiri, si appropriavano dei terreni e, raddoppiando gli interessi,
aumentavano il loro capitale, se chi battezza solo la colomba, cio
quell'unit che solo nei buoni pu intendersi semplice, casta e
perfetta? Oppure per la preghiera dei santi e degli spirituali, che
sono nella Chiesa, che si compie, come per mezzo di un incessante
gemito di colomba, questo grande sacramento e la occulta
dispensazione della misericordia di Dio, tanto che vengono rimessi
anche i peccati di coloro che non sono stati battezzati dalla
colomba, ma dal falco, purch essi si accostino a questo
sacramento con la pace dell'unit cattolica? Ma se cos, perch a
chi passa dall'eresia o dallo scisma alla pace cattolica, non gli sono
rimessi i peccati mediante le loro preghiere? vero che l'integrit
del sacramento riconosciuta ovunque, ma fuori dell'unit della
Chiesa, essa non efficace per ottenere l'irrevocabile remissione
dei peccati. E a chi sta nell'eresia o nello scisma, le preghiere dei
santi, cio il gemito dell'unica colomba non possono essere di aiuto,
come non possono esserlo a chi sta dentro se, a causa della sua
pessima condotta, conserva su di s il debito dei peccati; e questo,
non solo se lo battezza il falco, ma anche se lo battezza il pio
ministero della colomba.
La pace dell'unit risiede solo nei buoni.
18. 23. Come il Padre ha mandato me - disse il Signore - cos
anch'io mando voi. E detto questo, alit su di loro e disse: ricevete
lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li
riterrete, saranno ritenuti
48
. Dunque, se gli Apostoli
rappresentavano la Chiesa e il Signore ha parlato a loro come se
parlasse alla Chiesa stessa, la pace della Chiesa che rimette i
peccati ed la lontananza dalla pace della Chiesa che li ritiene, non
ad arbitrio degli uomini, ma per volere di Dio e le preghiere dei
santi e degli spirituali, che giudicano tutto, ma che nessuno giudica
49
. infatti la pietra che li ritiene, ed la pietra che li rimette; la
colomba che li ritiene, ed la colomba che li rimette; l'unit che li
ritiene, ed l'unit che li rimette. Ma la pace di questa unit si
trova solo nei buoni, o gi spirituali o in cammino verso le cose
spirituali con concorde obbedienza; mentre non si trova nei cattivi,
sia che strepitino fuori o che siano tollerati dentro, nel pianto; e sia
che battezzino o che vengano battezzati. Ma come coloro che sono
tollerati dentro tra i gemiti, quand'anche non appartengano all'unit
della colomba e della gloriosa Chiesa senza macchia, n ruga e n
alcunch di simile,
50
se si emendano e riconoscono d'essersi
accostati al battesimo con pessime disposizioni, non vengono
ribattezzati, ma incominciano ad appartenere alla colomba, per il
cui gemito sono rimessi i peccati a quanti erano lontani dalla sua
pace. Cos anche quelli che sono apertamente fuori: se hanno
ricevuto gli stessi sacramenti, se si correggono e vengono all'unit
della Chiesa, sono liberati non dalla ripetizione del battesimo, ma
dalla legge della carit e dal vincolo dell'unit. In effetti, se solo ai
capi della Chiesa, fondati sulla legge del Vangelo e sull'ordine del
Signore, viene riservato il diritto di battezzare
51
, li avevano questi
requisiti, coloro che si appropriavano dei terreni con inganni e
raggiri, e che aumentavano il loro capitale, raddoppiando gli
interessi
52
? Io invece credo che fondati sull'ordine del Signore,
siano coloro ai quali l'Apostolo proponeva questo modello di vita:
Non sia n avaro, n disonesto affarista
53
. Eppure, al tempo di
Cipriano, tali individui battezzavano, ed egli confessa, con grande
dolore, che essi erano vescovi, suoi colleghi, e li sopporta ricevendo
la grande ricompensa dovuta alla tolleranza. Tuttavia, non
concedevano la remissione dei peccati, che viene concessa per le
preghiere dei santi, cio, per i gemiti della colomba - chiunque
battezzi -, se coloro ai quali viene data fanno parte della sua pace.
In effetti, il Signore non avrebbe mai detto ai ladroni e agli usurai:
A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete,
saranno ritenuti
54
. La verit che, fuori della Chiesa non si pu n
legare, n sciogliere alcunch, l dove non c' nessuno che pu
legare e sciogliere
55
; ma viene sciolto chi in pace con la colomba,
e legato chi non in pace con la colomba, sia che si trovi
apertamente fuori, sia che sembri stare dentro.
Gli esempi di Dathan e Abiron.
18. 24. Quanto a Dathan e ad Abiron, che cercarono di appropriarsi
del diritto di offrire sacrifici contro l'unit del popolo di Dio, e ai figli
di Aronne, che misero sull'altare un fuoco straniero, essi, come
sappiamo, non lo fecero impunemente
56
. E anche noi diciamo che
questi crimini non resteranno impuniti, se i colpevoli non si
ravvedono e se la pazienza di Dio, che li invita alla penitenza
57
,
concede loro il tempo di farlo.
L'esempio del diacono Filippo.
19. 25. Certamente quanti dicono che il battesimo non va ripetuto,
perch a quelli che battezz il diacono Filippo, fu imposta solo la
mano
58
, non dicono niente che attenga alla nostra questione, e
quindi, lungi da noi, nella ricerca della verit, il ricorso a simili
argomenti. Perci noi non cediamo agli eretici, se diciamo che
quanto essi ricevono dalla Chiesa di Cristo, non loro, e se, a causa
dei crimini dei disertori, ci rifiutiamo di disconoscere le insegne del
nostro imperatore
59
. E soprattutto se, visto che il Signore Dio
nostro un Dio geloso
60
, tutto ci che di suo riconosciamo in un
uomo, non gli permettiamo assolutamente di considerarlo come
proprio. Si sa che questo Dio geloso rimprovera la donna adultera -
figura del popolo prevaricatore -, che lo ha abbandonato, dicendole
che i doni suoi essa li concedeva ai suoi amanti dai quali riceveva,
in contraccambio, doni che non erano loro, ma di Dio
61
. Ora, se nel
rapporto tra una donna adultera e suoi adulteri amanti, Dio
riconosce i suoi doni, come un uomo geloso adirato
62
, come
possiamo dire, noi, che il battesimo consacrato dalle parole del
Vangelo degli eretici e, colpiti dai loro fatti, vogliamo attribuire ad
essi anche i doni di Dio, quasi che abbiano potuto contaminarli o
fare proprio ci che di Dio, solo perch essi non hanno voluto
essere di Dio?
Tutti i doni che hanno gli eretici vengono da Dio e sono di Dio.
19. 26. Chi la donna adultera, che il profeta Osea ci presenta e
che ha detto: Andr dietro ai miei amanti: essi mi danno il mio
pane e la mia acqua, i miei vestiti e il mio lino, e tutto ci che mi
conviene
63
? Certo, questo testo possiamo intenderlo anche del
popolo giudaico prevaricatore. Tuttavia, quelli che gli
pseudocristiani imitano -vale a dire gli eretici e gli scismatici - chi
sono se non degli pseudoisraeliti? Certo, vi erano anche dei veri
Israeliti, come Natanaele, di cui il Signore stesso rende
testimonianza, dicendo: Ecco un vero Israelita nel quale non c'
inganno
64
. E chi sono i veri cristiani, se non coloro di cui lo stesso
Signore dice: Chi mi ama, osserva i miei comandamenti
65
? E che
significa osservare i suoi comandamenti, se non rimanere nella
carit? Perci egli dice anche: Vi do un comandamento nuovo: che
vi amiate a vicenda
66
, e: Da questo vi conosceranno tutti che siete
miei discepoli, se vi amerete a vicenda gli uni gli altri
67
. Ora, chi
pu dubitare che questo insegnamento non era rivolto solo a quelli
che, allora, ascoltavano le parole di Colui, che era presente con il
suo corpo, ma anche a quelli che per mezzo del Vangelo conoscono,
ora, le parole di Colui che siede nel cielo? Il Signore infatti non
venuto per abolire la legge, ma per completarla
68
; e la pienezza
della legge la carit
69
, che in Cipriano, che pure sul battesimo
aveva una opinione diversa, fu tanto forte, da non fargli
abbandonare l'unit, e da renderlo un tralcio fruttuoso ben inserito
nella vite del Signore; un tralcio che il celeste Agricoltore ha potato
con il ferro del martirio, perch portasse pi frutto
70
. Sono invece
nemici di questa carit fraterna gli pseudocristiani e gli anticristi,
sia che siano apertamente fuori, sia che sembrino dentro. In realt,
essi cercano tutte le occasioni per uscire fuori, come sta scritto: Chi
vuole allontanarsi dagli amici, cerca le occasioni
71
. Ma anche in
mancanza di occasioni, pur sembrando dentro, di fatto sono
separati dall'organismo invisibile della carit. Per questo Giovanni
dice: Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se
fossero stati dei nostri, sarebbero certamente rimasti con noi
72
.
Egli non ha detto che, uscendo, sono diventati stranieri, ma che
erano gi stranieri, e per questo ha dichiarato che erano usciti.
Anche l'Apostolo parla di alcuni che si erano allontanati dalla verit
e sconvolgevano la fede di non pochi fedeli. La loro parola si
propagava come una cancrena, e sebbene ordina di evitarli, fa per
capire che sono tutti in un'unica grande casa, ma come vasi
spregevoli. Credo che ancora non fossero usciti. Di fatto, se gi
erano usciti, come pot dire che erano dentro un'unica grande casa
con i vasi onorevoli? Non forse per via degli stessi sacramenti,
che non cambiano neppure nelle assemblee separate degli eretici, e
che appartenevano tutti, egli dice, ad un'unica grande casa, ma per
scopi diversi, e cio, alcuni per l'onore, altri per l'obbrobrio? Ecco,
infatti, che cosa dice scrivendo a Timoteo: Evita, parlando, le novit
profane, perch esse faranno crescere di molto l'empiet; la parola
di costoro si propaga come una cancrena. Fra questi ci sono
Imeneo e Fileto, i quali hanno deviato dalla verit, sostenendo che
la resurrezione gi avvenuta, e cos sconvolgono la fede di alcuni.
Ma il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: il
Signore conosce i suoi, e: Si allontani dall'iniquit chiunque
pronuncia il nome del Signore. In una grande casa per, non vi
sono soltanto vasi d'oro e d'argento, ma anche di legno e di coccio;
alcuni sono destinati ad usi nobili, altri ad usi spregevoli. Chi,
dunque, si manterr puro da tali cose, sar un vaso nobile,
santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona
73
. Ma che
significa mantenersi puro dagli iniqui, se non fare ci che ha detto
poco prima: Si allontani dall'iniquit, chiunque pronuncia il nome
del Signore? Ed affinch nessuno credesse di poter perire in
quest'unica grande casa, insieme a questi iniqui, con molta
avvedutezza ha premesso: Il Signore conosce i suoi; quelli,
naturalmente, che, tenendosi lontani dall'iniquit, si conservano
puri dai vasi destinati ad usi spregevoli, proprio per non morire con
quelli che essi sono costretti a sopportare nell'unica grande casa.
I doni di Dio non dobbiamo attribuirli agli eretici.
19. 27. I malvagi, i malfattori, gli uomini carnali, naturali e
diabolici, credono di ricevere dai loro seduttori ci che unicamente
dono di Dio: i sacramenti o alcune operazioni dello Spirito che
riguardano la salvezza in questa vita. Essi non hanno l'amore verso
Dio, ma sono tutti presi per coloro che li seducono con il loro
orgoglio, e sono paragonati alla donna prostituta, alla quale il
Profeta fa dire: Andr dietro i miei amanti: essi mi danno il mio
pane e la mia acqua; i miei vestiti e il mio lino; il mio olio e tutto
ci che mi conviene
74
. Le eresie e gli scismi nascono proprio cos,
quando un popolo carnale, che non fondato sull'amore di Dio,
dice: Andr dietro ai miei amanti, e con essi fornica turpemente sia
per la corruzione della fede che per l'esaltazione della superbia. Ma
alcuni, dopo avere sofferto le difficolt, le strettezze e le chiusure
degli insulsi ragionamenti dei loro seduttori, vengono presi dai
timori e ritornano sulla via della pace, per cercare sinceramente
Dio. Perci il profeta prosegue dicendo: Ecco dunque, che io sbarro
il suo cammino con pali e sto per porre sulla sua via delle spine, e
lei non trover il sentiero. Inseguir i suoi amanti senza
raggiungerli; li cercher senza trovarli; e dir: andr e ritorner al
mio marito di prima, poich stavo meglio allora di adesso
75
. Quindi,
perch non credano che i doni posseduti integri dai loro seduttori e
che provengono dalla vera dottrina, e coi quali essi attirano la
gente alle loro false dottrine e ai loro scismi; perch, ripeto, non
credano che siano loro i beni che possiedono integri, il profeta ha
aggiunto subito: E lei non ha compreso che sono io che le ho dato il
frumento, il vino e l'olio, e che le ho moltiplicate le ricchezze; ma
essa ne ha fatto vasi d'oro e di argento per Baal
76
. Pi su lei aveva
detto: Andr dietro ai miei amanti: sono essi che mi danno il mio
pane, ecc., certamente non comprendendo che dono di Dio e non
degli uomini, tutto ci che di integro e di legittimo hanno anche i
suoi seduttori. Ma essi non si attribuirebbero e non reclamerebbero
per s questi doni come propri se, dai popoli che hanno sedotti, non
fossero a loro volta sedotti, quando danno loro credito e li coprono
di onori tali da permettere loro di dire tali cose e di rivendicare per
s questi doni, di chiamare verit il loro errore, e di considerare
giustizia il loro crimine, grazie ai sacramenti e alle Scritture che
hanno per bellezza, non per salvezza. Perci, anche tramite
Ezechiele viene detto alla prostituta: Tu hai preso i vasi che erano
per la tua gloria: i vasi d'oro e d'argento che io ti avevo dato; ne
hai fatto immagini di uomini e ti sei prostituita a loro. hai preso la
mia veste variopinta e ne hai coperto i tuoi idoli; il mio olio e il mio
incenso e lo hai posto davanti ai tuoi idoli, e i pani che io ti ho dato.
Ti ho nutrito con fior di farina, con miele e con olio, ma tu hai
deposto questi doni davanti ai tuoi idoli come odore olezzante; tu
hai fatto queste cose
77
. Ecco, ad immagine dei suoi sogni, coi quali
si compiace rigirarsi, l'anima carnale trasforma tutti i sacramenti e
le parole dei Libri santi. Eppure, se queste immagini sono false e
sono dottrine di demoni ipocriti e mentitori
78
, non per questo i
sacramenti e i divini oracoli vanno disonorati fino al punto da
ritenerli un bene loro, malgrado il Signore dica: Col mio oro, col mio
argento, con la mia veste variopinta; col mio olio, coll'incenso e coi
pani miei, ecc. O forse, dato che gli erranti pensano che questi beni
sono dei loro seduttori, per questo non dobbiamo riconoscere di chi
sono, visto quanto lui stesso dice: Ma essa non si accorta che
sono stato io a darle il frumento, il vino, l'olio, e a moltiplicarle le
ricchezze?
79
Egli, in effetti, non dice che la sposa non aveva questi
beni, poich era una prostituta, ma si dice che li aveva e che non
erano suoi, n dei suoi amanti, ma di Dio, al quale solo
appartengono. Certo, lei aveva di suo solo la prostituzione, tuttavia
i beni con cui la ornava, da sedotta o da seduttrice, non erano suoi
ma di Dio. Ora tutte queste cose erano figura del popolo giudaico,
nel quale gli Scribi e i Farisei rigettavano il comandamento di Dio
per stabilire le loro tradizioni, e in un certo senso per fornicare con
il popolo che abbandonava Dio. Se per tale fornicazione presente
nel popolo di allora che il Signore, rimproverandola, port allo
scoperto, non ottenne l'effetto di far diventare loro i sacramenti che
non erano loro ma di Dio, il quale, rivolto alla prostituta, le dice che
tutti quei beni erano suoi; e se anche il Signore invi ai sacramenti
quelli che purific dalla lebbra, perch offrissero un sacrificio per se
stessi ai sacerdoti - dato che non era ancora subentrato il sacrificio
che egli ha voluto che fosse celebrato nella Chiesa, in luogo di quei
sacrifici, poich tutti questi erano figura di lui -, quanto pi noi,
quando troviamo i sacramenti del Nuovo Testamento presso gli
eretici o gli scismatici, non dobbiamo attribuirli a loro e n
disapprovarli come dei doni sconosciuti; ma, anche se li possiede
una donna adultera, riconoscerli come doni del legittimo sposo;
quindi correggere con la parola di verit la prostituzione, che
propria di una donna impudica, e non accusare quei doni che sono
propri del Signore misericordioso!
La tradizione dei Padri.
19. 28. Alla luce di queste e di altre simili considerazioni, i nostri
padri, non solo prima di Cipriano e di Agrippino, ma anche dopo,
conservarono questa salutarissima consuetudine: ogni elemento
divino e legittimo, che trovavano integro in una eresia o in uno
scisma, lo approvavano anzich condannarlo. Ogni elemento
estraneo e proprio di un errore o di uno scisma, lo rimproveravano
con sincerit e lo guarivano. Ma tutte le considerazioni che restano
da fare sulla lettera a Giubaiano, data l'ampiezza di questo volume,
penso che dobbiamo riprenderle e trattarle in un altro.

1 - CYPR., Sentent. episc., praef.
2 - CYPR., Sentent. episc., praef.
3 - CYPR., Sentent. episc., praef.
4 - CYPR., Sentent. episc., praef.
5 - CYPR., Sentent. episc., praef.
6 - Cf. Sir 3, 20.
7 - CYPR., Sentent. episc., praef.
8 - Gv 1, 33.
9 - CYPR., Ep. 73, 23.
10 - CYPR., Sentent. episc., 28.
11 - Gv 14, 6.
12 - CYPR., Sentent. episc. 30.
13 - CYPR., Sentent. episc. 56.
14 - Cf. Gal 2, 11-14.
15 - CYPR., Sentent. episc. 63.
16 - CYPR., Sentent. episc. 77.
17 - CYPR., Ep. 73, 1.
18 - Cf. CYPR., Ep. 73, 1.
19 - CYPR., Ep. 73, 2.
20 - Cf. CYPR., Ep. 71, 2; Sentent. episc., 8.
21 - CYPR., Ep. 73, 3.
22 - CYPR., Ep. 73, 3.
23 - 2 Cor 2, 15-16.
24 - 1 Cor 2, 14.
25 - 1 Cor 1, 13.
26 - 1 Cor 3, 1-3.
27 - Ef 4, 14.
28 - Mt 28, 19.
29 - 1 Cor 3, 1.
30 - 1 Cor 2, 14.
31 - Cf. Mt 9, 29.
32 - Fil 3, 15.
33 - Cf. CYPR., Ep. 73, 1 e 6.
34 - Ger 15, 18.
35 - Cf. Ap 17, 15.
36 - Rm 5, 5.
37 - Cf. 1 Cor 13, 1-3.
38 - Rm 5, 5.
39 - Cf. 1 Cor 12, 8-10.
40 - 1 Cor 12, 11.
41 - Cf. At 8, 13.
42 - Cf. 1 Sam 10, 6. 10.
43 - Cf. 1 Tm 1, 5.
44 - Cf. 1 Pt 4, 8.
45 - Cf. Mt 16, 19.
46 - Cf. Ct 6, 8.
47 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
48 - Gv 20, 21-23; cf. CYPR., Ep. 73, 7.
49 - Cf. 1 Cor 2, 15.
50 - Cf. Ef 5, 27.
51 - CYPR., Ep. 73, 7.
52 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
53 - Tt 1, 7.
54 - Gv 20, 23.
55 - CYPR., Ep., 73, 8.
56 - Cf. Nm 16; Lv 10, 1-2.
57 - Cf.Rm 2, 4.
58 - Cf. At 8, 5-17; CYPR., Ep. 73, 9.
59 - Cf.CYPR., Ep. 73, 10, 1.
60 - Dt 4, 24.
61 - Cf. Os 2, 5; 8, 9.
62 - Cf.Os 2, 8.
63 - Os 2, 5.
64 - Gv 1, 47.
65 - Gv 14, 21.
66 - Gv 13, 34.
67 - Gv 13, 35.
68 - Cf. Mt 5, 17.
69 - Cf. Rm 13, 10.
70 - Cf. Gv 15, 1-5.
71 - Prv 18, 1.
72 - 1 Gv 2, 19.
73 - 2 Tm 2, 16-21.
74 - Os 2, 5.
75 - Os 2, 6-7.
76 - Os 2, 8.
77 - Ez 16, 17-19.
78 - Cf. 1 Tm 4, 1-2.
79 - Os 2, 8.
LIBRO QUARTO


L'acqua dei fiumi del Paradiso e il battesimo.
1. 1. Quando si paragona la Chiesa al paradiso
1
terrestre si vuole
mostrare che gli uomini possono, s, ricevere il battesimo anche
fuori della Chiesa, ma nessuno pu ricevere e conservare la
salvezza della beatitudine fuori di essa. In effetti, i fiumi che
scaturivano dalla sorgente del paradiso, come ci attesta la
Scrittura, scorrevano abbondantemente anche fuori. Se ne citano i
nomi, si conoscono le regioni che attraversano, e tutti sappiamo
che erano fuori del paradiso
2
. Eppure, n nella Mesopotamia e n
nell'Egitto, dove arrivavano i fiumi, si trova la vita felice che viene
menzionata nel paradiso. Pertanto, mentre l'acqua del paradiso si
trova anche fuori del paradiso, la beatitudine sta solo nel paradiso.
Lo stesso per il battesimo della Chiesa: si pu trovare fuori della
Chiesa, mentre il dono della vita beata non si trova che nella Chiesa
che anche fondata sulla pietra e che ha ricevuto le chiavi per
sciogliere e per legare
3
. Essa la sola che detiene e possiede tutto
il potere del suo Sposo e Signore e che, in virt di questo potere
coniugale, pu generare figli perfino dalle ancelle
4
, i quali, se non
si insuperbiscono, sono chiamati a partecipare all'eredit; se invece
si insuperbiscono, resteranno fuori.
Gli eretici non possono corrompere il battesimo.
2. 2. Ora, appunto perch lottiamo per l'onore e l'unit della
Chiesa, noi non dobbiamo attribuire agli eretici quanto di suo
riconosciamo in loro, ma, rimproverandoli, insegnare che quanto
hanno preso dall'unit non procura loro la salvezza, se non vengono
a questa stessa unit. L'acqua della Chiesa fedele, salutare e
santa
5
per quelli che l'usano bene; ma fuori della Chiesa nessuno
pu usarla bene. A quanti, invece, l'usano male, sia fuori che
dentro, si amministra per la loro condanna, non si dona per il
premio. Per questo il battesimo non si pu n corrompere e n
adulterare, anche se posseduto dai corrotti e dagli adulteri; cos
come la Chiesa incorrotta, casta e pudica, e quindi non vi
appartengono gli avari, i ladroni e gli usurai, i quali, come Cipriano
attesta in molti passi delle sue lettere, non sono soltanto fuori, ma
anche dentro e, ciononostante, anche senza cambiare il cuore, si
battezzano e battezzano.
Nella Chiesa di Cipriano gli ipocriti ricevevano il battesimo.
2. 3. In effetti, egli ne parla anche in una lettera ai chierici sulla
necessit di pregare Dio, prendendo su di s, come il santo Daniele,
i peccati del suo popolo. Tra i molti mali che menziona, infatti, egli
cita anche il peccato di quelli che rinunciano al mondo solo a parole
e non a fatti
6
; come quelli di cui l'Apostolo dice: Professano di
conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti
7
. Ora costoro, come il
beato Cipriano dimostra, vivono anche nella Chiesa. Essi si
battezzano anche senza cambiare in meglio il loro cuore, visto che
certamente rinunciano al mondo a parole e non a fatti, malgrado
l'apostolo Pietro dica: Cos anche voi egli salva con questa figura,
cio il battesimo; il quale non deposizione di sporcizie della carne,
ma invocazione a Dio di una buona coscienza
8
. E questa coscienza
certamente non l'avevano quelli di cui Cipriano dice: Rinunciano
solo con le parole, ma non coi fatti. Tuttavia con rimproveri e
biasimi egli fa in modo che camminino nella via di Cristo e
preferiscano essere amici suoi che del mondo.
La conversione rende utile il sacramento infruttuoso.
3. 4. Se gli avessero obbedito, iniziando una vita santa, cio non da
pseudocristiani, ma da cristiani veri, pensate forse che avrebbe
imposto loro di farsi ribattezzare? Senz'altro no. Sarebbe bastata
una vera conversione per far s che il sacramento che, quando non
erano cambiati procurava la rovina, una volta cambiati,
incominciasse a procurare la salvezza; tanto pi che non sono fedeli
alla Chiesa
9
neppure quelli che sembrano dentro e che vivono
contro Cristo; quelli cio che agiscono contro i comandamenti di
Cristo, e che quindi non bisogna assolutamente considerarli membri
di quella Chiesa che egli purifica con il lavacro dell'acqua nella
Parola, per mostrare a se stesso una Chiesa gloriosa, senza
macchia n ruga, n alcunch di simile
10
. Ma se essi non sono in
questa Chiesa e non sono suoi membri, allora non sono nella Chiesa
di cui si dice: Una sola la mia colomba, l'unica per la sua madre
11
: essa infatti senza macchia e senza ruga. Ora dica pure, chi
pu, che sono membri di questa colomba quanti rinunciano al
mondo a parole e non a fatti
12
. Intanto vediamo a chi
appartengono. Penso che per questo stato detto: Chi distingue il
giorno, lo distingue per il Signore
13
; Dio, infatti, giudica tutti i
giorni. Ora, secondo la prescienza di Colui che conosce quelli che ha
predestinati prima della creazione del mondo a essere conformi
all'immagine del Figlio suo
14
, molti di quelli che sono apertamente
fuori e che passano per eretici, sono migliori di molti buoni cattolici.
Ci che sono oggi lo vediamo, ma ci che saranno domani lo
ignoriamo. In realt, davanti a Dio, al quale sono presenti tutti gli
avvenimenti futuri, ci che saranno, lo sono gi, mentre tutti noi
uomini, in base a ci che ciascuno attualmente, cerchiamo se tra i
membri di quella Chiesa che, sola, stata chiamata colomba e
Sposa di Cristo senza macchia, n ruga, si devono includere, oggi,
quelli di cui Cipriano parla nella lettera citata: quelli che non
seguivano la via del Signore e non osservavano i comandamenti
celesti, dati per la loro salvezza; che non facevano la volont del
Signore, ma si preoccupavano del patrimonio e del profitto; che
ricercavano l'orgoglio, coltivavano la rivalit e la discordia,
trascuravano la semplicit e la fede, e che rinunciavano al mondo
solo a parole e non a fatti; piacendo ciascuno a se stesso e
dispiacenti a tutti
15
. Ma se la colomba non li riconosce tra i suoi
membri, e se, restando in questa perversit, si sentiranno dire dal
Signore: Non vi conosco; lontano da me, operatori di iniquit
16
,
allora sembrano nella Chiesa, ma non ci sono; anzi, operano contro
la Chiesa. Come dunque possono battezzare con il battesimo della
Chiesa
17
, che non giova n ad essi e n a quanti lo ricevono, se al
loro interno non cambiano con una vera conversione, in modo che il
sacramento, che quando lo ricevevano non giovava, perch
rinunciavano al mondo a parole e non a fatti, incominci a giovare
appena decidono di rinunciarvi anche coi fatti
18
? Cos si dica anche
di quelli la cui separazione palese: tra i membri della colomba non
ci sono oggi n gli uni e n gli altri, ma forse alcuni di loro ci
saranno.
Non battezzare gli eretici non significa approvarne il battesimo.
4. 5. Pertanto se noi non ribattezziamo dopo gli eretici, non
significa che accettiamo il loro battesimo, ma che riconosciamo ci
che di Cristo anche nei malvagi, sia in quelli separati
apertamente, fuori della Chiesa, e sia in quelli che sono dentro ma
nascosti, e una volta tornati sulla retta via, accogliamo con il
dovuto onore. Ora, se mi vedo pressato dalla loro domanda:
Dunque, un eretico rimette i peccati?
19
, anch'io li incalzo con la
mia: Dunque, chi non osserva i precetti del cielo: l'avaro, il ladro,
l'usuraio, l'invidioso, e chi rinuncia al mondo a parole e non a fatti
rimette i peccati?
20
Se in virt del sacramento di Dio che essi si
rimettono, allora li rimette l'uno, e li rimettono gli altri; se invece
per merito proprio, non li rimette n l'uno e n gli altri. Questo
sacramento, infatti, viene considerato di Cristo anche nei malvagi,
ma nel corpo dell'unica colomba, incorrotta, santa, pudica, senza
macchia n ruga
21
, non vi sono n gli uni e n gli altri. E come il
battesimo non giova a chi lo riceve, se egli rinuncia al mondo a
parole e non a fatti
22
, cos non giova a chi viene battezzato
nell'eresia o nello scisma. Ma se entrambi si correggono, incomincia
a giovare ci che prima non giovava, ma c'era.
Un battezzato nell'eresia non diventa tempio di Dio.
4. 6. Un battezzato nell'eresia, quindi, non diventa tempio di Dio
23
.
Ma per questo bisogna considerarlo non battezzato? Neppure nella
Chiesa un avaro battezzato diventa tempio di Dio, se non
abbandona l'avarizia. Quelli che diventano tempio di Dio possiedono
senza dubbio il regno di Dio. Tra le altre cose, l'Apostolo dice: N
gli avari e n i rapaci possederanno il regno di Dio
24
. E paragona
l'avarizia all'idolatria: L'avarizia, che idolatria
25
. E Cipriano ha
talmente ampliato questo significato nella lettera ad Antoniano, da
non esitare ad equiparare l'avarizia al peccato di quelli che, al
tempo della persecuzione, avevano ammesso di avere purificato coi
libelli
26
. Quindi, come un uomo battezzato nell'eresia nel nome
della Santa Trinit, non diventa tempio di Dio, se non recede
dall'eresia, cos non diventa tempio di Dio chi battezzato
nell'avarizia, se non recede dall'avarizia, che schiavit degli idoli.
L'Apostolo dice anche: Che rapporto c' tra il tempio di Dio e gli
idoli?
27
Per non ci si chieda di quale dio diventa tempio colui che,
come noi diciamo, non diventa tempio di Dio
28
. Ma non per questo
egli non viene battezzato e n il suo immondo errore impedisce al
sacramento ricevuto di essere santo, che stato consacrato dalle
parole del Vangelo; cos come neppure la sua avarizia, che
idolatria e grande immondezza, pu far diventare non santo il
battesimo che egli riceve, anche se lo battezza un avaro come lui,
con le stesse parole del Vangelo.
Peccare per ignoranza meno grave che peccare con coscienza.
5. 7. Cipriano poi dice: Invano alcuni, vinti dalla ragione, ci
obiettano la consuetudine, come se questa sia pi importante della
verit o se nelle questioni spirituali non si debba seguire ci che lo
Spirito Santo ci ha rivelato come migliore
29
. Verissimo: ragione e
verit vanno preferite alla consuetudine. Ma quando la verit
sostenuta dalla consuetudine, non c' niente da conservare con pi
determinazione. Poi prosegue e dice: Si pu infatti perdonare chi
sbaglia per ingenuit, come l'apostolo Paolo dice di s: " Prima io
ero un bestemmiatore, un persecutore e un ingiurioso, ma ho
ottenuto la misericordia, perch l'ho fatto per ignoranza "
30
. Ma
dopo l'ispirazione e la rivelazione, chi volontariamente e
coscientemente persevera nel suo precedente errore, pecca senza
l'attenuante dell'ignoranza: egli infatti si regge sulla presunzione e
su una certa ostinazione, sebbene sconfitto dalla ragione.
Verissimo: molto pi grave peccare con coscienza, che per
ignoranza. Ecco perch san Cipriano, uomo non solo dotto, ma
anche docile, ha compreso cos bene la descrizione che l'Apostolo fa
a lode del vescovo
31
, da dire che in un vescovo occorre apprezzare
anche la dote di saper insegnare con sapienza, ma anche imparare
con pazienza
32
. Ed io non dubito che se egli avesse potuto
discutere questa questione, lungamente e accuratamente dibattuta
nella Chiesa, con quei santissimi e dottissimi vescovi, che pi tardi
confermarono l'antica consuetudine, anche con un concilio plenario,
avrebbe senza dubbio dimostrato non solo la sua grande dottrina
nelle cose che conosceva con fermissima certezza, ma anche la sua
grande docilit in quelle che aveva meno percepite. E tuttavia, pur
essendo molto evidente che peccare con coscienza pi grave che
peccare per ignoranza, vorrei che mi si dicesse che cos' pi grave:
il male di uno che, a sua insaputa, cade nell'eresia, o il male di uno
che, coscientemente, non si allontana dall'avarizia. Chi dei due
peggiore? Potrei anche esprimermi cos: se uno, per ignoranza,
cade nell'eresia, un altro, con coscienza, non si allontana
dall'idolatria. Ora, l'Apostolo dice: L'avarizia l'idolatria
33
, e
Cipriano stesso, come ho detto, scrivendo ad Antoniano
34
, non d
un senso diverso a questa frase, quando dice: Non si illudano i
nuovi eretici, dicendo che essi non comunicano con gli idolatri, visto
che tra di loro ci sono adulteri e ingannatori, che sono prigionieri
del crimine dell'idolatria. " Sappiatelo e mettetevelo bene in mente:
nessun fornicatore o impuro o avaro, cosa da idolatri, erediter il
regno di Cristo e di Dio "
35
. E ancora: "Mortificate dunque le vostre
membra, che sono della terra: fornicazione, impurit,
concupiscenza malvagia, e l'avarizia che idolatria "
36
. Allora io
chiedo: chi pecca pi gravemente, colui che, a sua insaputa, cade
nell'eresia, o colui che, coscientemente, non si allontana
dall'avarizia, che idolatria? Certo, in base alla regola che colloca
prima i peccati commessi con coscienza, e poi quelli commessi per
ignoranza, un avaro consapevole la vince nella gravit del crimine.
Ora, a meno che, nell'eresia, la grandezza di questo crimine non
faccia ci che, nell'avarizia, fa il riconoscimento di chi cosciente,
l'eretico incosciente deve essere equiparato all'avaro cosciente.
Quantunque non sembra che sia questo il senso del testo
dell'Apostolo citato da Cipriano. Che cosa noi detestiamo negli
eretici se non le bestemmie? Ora, Cipriano, volendo dimostrare che
i peccati degli ignoranti si perdonano con facilit, ha citato il testo
in cui l'Apostolo dice: Io prima ero un bestemmiatore, un
persecutore e un ingiurioso, ma ho ottenuto la misericordia di Dio,
perch l'ho fatto per ignoranza
37
. Ma se possibile, come ho detto,
si pesino i due peccati sulla stessa bilancia: la bestemmia
dell'ignorante e l'idolatria di chi ne cosciente, e si valuti, con lo
stesso criterio, sia colui che nel cercare Cristo si imbatte in una
dottrina falsa ma verosimile, e sia colui che, coscientemente,
resiste a Cristo che dichiara per bocca dell'Apostolo: Nessun
fornicatore o impuro o avaro, che un idolatra, erediter il regno di
Cristo e di Dio
38
. E perch il battesimo e le parole del Vangelo in
uno si rifiutano e in un altro si approvano, bench tutt'e due siano
estranei alle membra della colomba? Forse perch chi sta fuori un
litigante palese, che non si deve fare entrare dentro, mentre chi sta
dentro uno scaltro adulatore, che non va messo fuori?
Sul battesimo degli eretici gli Apostoli non dicono nulla.
6. 8. Quanto poi all'affermazione: Nessuno dica: Ci che seguiamo,
lo abbiamo ricevuto dagli Apostoli; gli Apostoli infatti ci hanno
tramandato una sola Chiesa e un solo battesimo, e questo si trova
solo in questa Chiesa
39
; non mi colpisce nel senso di farmi osare di
respingere il battesimo di Cristo trovato anche presso gli eretici: il
Vangelo stesso, del resto, quando lo trovo presso di loro, debbo
approvarlo anche se detesto il loro errore. Mi colpisce, invece,
perch essa mi dice che anche ai tempi di Cipriano, alcuni
sostenevano che la consuetudine, contro la quale in Africa si
tenevano i concili e della quale egli stesso, poco prima, ha detto:
Invano alcuni, sconfitti dalla ragione, ci obiettano la consuetudine
40
, l'avevano tramandata gli Apostoli. E d'altra parte, io non so
come mai questa consuetudine, confermata, dopo Cipriano, anche
da un concilio plenario di tutto il mondo, Cipriano stesso l'abbia
trovata cos radicata nel costume precedente, che quando cercava il
sostegno di un'autorit per poterla cambiare, pur essendo egli un
uomo molto dotto, non riusc a trovare nient'altro che il concilio di
Agrippino, tenutosi in Africa solo pochi anni prima di lui. Per,
vedendo che di fronte a una prassi diffusa in tutto il mondo, esso
non bastava, fece sue le ragioni che ora noi, rafforzati dall'antichit
della consuetudine e dall'autorit del concilio plenario,
esaminandole pi da vicino, troviamo pi verosimili che vere. Esse
invece sembrarono vere a lui, impegnato in una questione molto
oscura ed ondeggiante sulla remissione dei peccati, della quale ci si
chiedeva come sia possibile che essa non avvenga nel battesimo di
Cristo e avvenga presso gli eretici. Ma se su questo punto egli fu
meno illuminato, perch fosse verificata la grandezza della sua
carit, che non gli fece abbandonare l'unit, non per questo
qualcuno deve osare di sentirsi superiore ai suoi meriti, che sono
molti e grandi, e alle sue virt e all'abbondanza delle sue grazie,
solo perch, sostenuto dalla certezza di un concilio plenario, vede
ci che Cipriano non ha visto, dato che la Chiesa non aveva ancora
tenuto un concilio plenario su questa materia. Allo stesso modo
nessuno tanto sciocco da anteporre i propri meriti ai molti
dell'apostolo Pietro, solo perch, ammaestrato dalle Lettere
dell'apostolo Paolo, e rafforzato dalla consuetudine della Chiesa,
non obbliga i Gentili a giudaizzarsi, ci che una volta Pietro aveva
costretto a fare
41
.
Non troviamo nessuno battezzato dagli Apostoli.
6. 9. Certo, noi non troviamo che un uomo, battezzato presso gli
eretici, sia stato poi accolto dagli Apostoli con questo battesimo e
sia entrato nella comunione; ma non troviamo neppure che un
uomo, venuto dagli eretici e battezzato presso di loro, sia stato
ribattezzato dagli Apostoli
42
. E tuttavia legittimo credere che
questa consuetudine, che anche la gente del tempo, dando uno
sguardo al passato, non vedeva istituita dai loro successori, siano
stati proprio gli Apostoli a tramandarla. E di queste ve ne sono
molte, che sarebbe lungo ricordare. Perci, se non parlavano a
vuoto quelli che Cipriano voleva convincere alla sua opinione,
dicendo: Che nessuno mi dica: Ci che noi seguiamo, lo abbiamo
ricevuto dagli Apostoli
43
, con quanta pi forza ora noi diciamo: Ci
che la consuetudine della Chiesa ha sempre mantenuto e che
questa controversia non ha potuto confutare e che un concilio
plenario ha confermato, questo noi seguiamo! Inoltre, viste bene,
dall'una e dall'altra parte, le ragioni della controversia e le
testimonianze delle Scritture, si pu anche dire: Ci che noi
seguiamo, ci che la verit ha proclamato.
Non si opponga Phil 1, 18.
7. 10. Il testo che alcuni opponevano agli argomenti di Cipriano
44
,
quello in cui l'Apostolo dice: In ogni modo, per interesse o per
sincerit, purch Cristo sia annunciato
45
, Cipriano fa bene a
respingerlo, dimostrando che esso non c'entra niente con la
questione degli eretici, perch l'Apostolo parlava di quelli che, pur
cercando con malevola invidia i propri interessi, vivevano, tuttavia,
nella Chiesa. Non c' dubbio che essi annunciavano Cristo secondo
la verit che noi crediamo di Cristo, tuttavia non con quello spirito
con cui lo annunciavano i buoni evangelisti figli della colomba. Dice
Cipriano: Nella sua lettera Paolo non parlava n degli eretici e n
del loro battesimo, perch si possa dimostrare che ha scritto
qualcosa che riguarda questa questione. Egli parlava dei fratelli, sia
di quelli che vivevano in modo disordinato e contrario alla disciplina
della Chiesa, sia di quelli che osservavano la verit del Vangelo per
timore di Dio. Ne cita alcuni che annunciavano la Parola di Dio con
costanza e coraggio; alcuni che vivevano nell'invidia e nella
discordia; alcuni che conservavano verso di lui una benevola carit;
e alcuni un malevolo dissenso. Ma egli li sopportava con pazienza,
purch, o per verit o per interesse, il nome di Cristo, che Paolo
predicava, giungesse a conoscenza di un numero sempre maggiore;
e perch la predicazione degli annunciatori, facesse crescere la
semente ancora recente e fresca. Ma un conto che, nel nome di
Cristo, parlano quanti sono nella Chiesa, e un conto che, nel
nome di Cristo, battezzano quanti ne sono fuori e operano contro la
Chiesa
46
. Con queste parole Cipriano sembra invitarci a distinguere
tra i cattivi che sono fuori la Chiesa e quelli che sono dentro.
Quanto a quelli che, secondo l'Apostolo, annunciavano il Vangelo di
Cristo senza rettitudine, ma per invidia, egli dice che erano dentro,
ed vero
47
. Comunque io non credo che sia temerario dire: Se
fuori nessuno pu avere qualcosa di Cristo, dentro nessuno pu
avere qualcosa del diavolo. Se infatti quel giardino chiuso pot
avere le spine del diavolo, perch la sorgente del Cristo non pot
scorrere anche fuori del giardino
48
? E se non pot, da dove venne
tutto il male dell'invidia e della discordia in quelli che stavano nella
Chiesa, anche all'epoca dell'apostolo Paolo? Si tratta di parole di
Cipriano. Oppure l'invidia e la malevola discordia sono un male
leggero? Come dunque potevano essere nell'unit essi che non
erano nella pace?. C' una voce, non mia e n di un uomo, ma del
Signore; una voce che risuon nella nascita di Cristo, non per bocca
di uomini, ma di angeli: Gloria a Dio nelle altezze e pace in terra
agli uomini di buona volont
49
. Bene, questo annuncio non sarebbe
mai risuonato sulla bocca degli angeli nella nascita di Cristo in
terra, se Dio non avesse voluto farci capire che sono nell'unit del
corpo di Cristo quanti sono nella pace di Cristo, e che sono nella
pace di Cristo, quanti hanno buona volont. Ma se la buona volont
consiste nella benevolenza, la cattiva volont nella malevolenza.
Il grande male dell'invidia.
8. 11. L'invidia stessa, del resto, che non pu essere se non
malevola, che grande male ! Non cerchiamo altri testimoni: ci
basta Cipriano, per il cui tramite il Signore fece risuonare molte
verit sulla gelosia e sull'invidia e molti salutari precetti. Leggiamo
la lettera di Cipriano sulla gelosia e l'invidia, e vediamo che grande
male invidiare quelli che stanno meglio; un male che ha origine
dal diavolo, come egli insegna in questo memorabile testo: Essere
geloso del bene che vedi e invidioso di chi sta meglio, alcuni lo
ritengono, fratelli dilettissimi, un peccato lieve e irrilevante: poco
dopo, mentre va alla ricerca del principio e dell'origine di questo
male, aggiunge: Per invidia, dall'inizio del mondo, il diavolo si perse
per primo e poi fece perdere gli altri. E appresso: Che male
terribile, fratelli dilettissimi, questo, per il quale cadde l'Angelo,
dal quale pot essere circuita e abbattuta questa alta ed eccelsa
sublimit, e dal quale fu sedotto proprio chi sedusse! Da allora
l'invidia avanza sulla terra, poich chi destinato a perdersi per
l'invidia segue il maestro della perdizione e poich l'invidioso imita il
diavolo, come sta scritto: " Per invidia del diavolo la morte entr nel
mondo. E lo imitano quelli che gli appartengono "
50
. Tutta la verit
e la forza di queste parole di Cipriano nella lettera nota ai fedeli, noi
la riconosciamo. Era veramente degno di Cipriano esprimere,
sull'invidia e la gelosia, una dura condanna, e ammonire noi di un
male cos letale, dal quale il suo cuore era totalmente estraneo,
come dimostr la grande abbondanza della sua carit. E proprio
perch custodiva con molta diligenza questa carit egli rimase
nell'unit della comunione con i suoi colleghi che, senza malignit,
la pensavano sul battesimo diversamente da lui, come anche lui,
per, non per spirito di cattiva contesa, ma per una tentazione
umana, la pensava diversamente su ci che in seguito Dio, per la
sua perseveranza nella carit, gli avrebbe rivelato
51
, quando
avesse voluto.Perci diceva apertamente: Non giudicare nessuno,
n allontanare dal diritto della comunione chi avesse un'idea
diversa. Nessuno di noi, infatti, stato costituito vescovo dei
vescovi, n usa il terrore dei tiranni per costringere i propri colleghi
alla necessaria obbedienza. E in chiusura della lettera dice:
Brevemente, e conforme alla nostra pochezza, ti abbiamo dato
queste risposte, fratello carissimo, non prevenendo nessuno, n
impedendo pregiudizialmente a ciascun vescovo di agire come
crede, poich ciascuno ha il pieno possesso del libero arbitrio. Per
quanto dipende da noi, non vogliamo litigare, per colpa degli
eretici, con i nostri colleghi vescovi, con i quali, anzi, desideriamo
conservare la divina concordia e la pace del Signore; soprattutto
perch l'Apostolo dice: " Se poi qualcuno pensa di creare litigi, noi
non abbiamo questa abitudine, e neppure la Chiesa di Dio "
52
. Si
conservi da parte di noi tutti, con pazienza e dolcezza, la carit
dello spirito, l'onore del collegio, il vincolo della fede, la concordia
del sacerdozio. Proprio per questo, noi ora abbiamo scritto anche
un opuscolo Sul bene della pazienza, secondo le capacit della
nostra pochezza e con il beneplacito e l'ispirazione del Signore. Te
lo invio come segno del nostro reciproco affetto
53
.
La grande pazienza di Cipriano.
9. 12. Cipriano, forte di questa pazienza della carit, ha sopportato
non solo i buoni colleghi che, senza malignit, avevano una
opinione diversa su una questione oscura - come del resto lui
stesso stato sopportato, finch, col passar del tempo, quando Dio
ha voluto e la verit stata chiarita, la salutare consuetudine
stata confermata da un concilio plenario - ma ha sopportato anche i
cattivi palesi e a lui ben noti, i quali, non per colpa dell'oscurit
della questione, ma per la loro cattiva condotta agivano in
contraddizione con ci che predicavano, come dice l'Apostolo: Tu
che predichi di non rubare, rubi
54
. Di questi vescovi suoi
contemporanei e suoi colleghi, uniti in comunione con lui, nella
lettera dice: Mentre nella Chiesa i fratelli soffrivano la fame, essi
cercavano di possedere argento in abbondanza; rapivano con
insidiosi raggiri i possedimenti, e accrescevano il capitale
raddoppiando gli interessi
55
. Su questo non c' alcuna oscurit, in
quanto la Scrittura proclama chiaramente: N gli avari, n i ladri,
possederanno il regno di Dio
56
, e: Colui che non ha prestato il suo
danaro ad interesse
57
; e: Nessun fornicatore o impuro o avaro, che
una idolatria, avr l'eredit nel regno di Cristo e di Dio
58
. Ora
Cipriano, simili avari, che non solo ammassavano con avidit le
proprie ricchezze, ma rapivano con inganno quelle degli altri; e
simili idolatri, come egli li intese e li confut, non li avrebbe
certamente biasimati, se non li avesse conosciuti, poich non
avrebbe mai detto una falsa testimonianza contro i suoi colleghi. E
tuttavia, per amore di Cristo
59
, morto per i deboli, e per timore
che, volendo sradicare anzitempo la zizzania, si sradicasse insieme
anche il frumento
60
, li sopport con sentimenti di carit paterna e
materna, in ci imitando l'apostolo Paolo, che sopport i maligni e
gli invidiosi, con la stessa carit che nutriva per la Chiesa
61
.
Anche gli invidiosi hanno e danno il battesimo.
9. 13. Ma se vero che per invidia del diavolo la morte entrata
nel mondo, e lo imitano quanti sono dalla sua parte
62
, non in
quanto sono creati da Dio, ma in quanto sono perversi per loro
colpa - Cipriano stesso ricorda che anche il diavolo, prima di essere
diavolo, stato un angelo ed stato buono - come mai sono
nell'unit di Cristo, quanti sono del partito del diavolo? Senza
dubbio, come ha detto il Signore: Un nemico ha fatto questo. lui
che vi ha seminato sopra la zizzania
63
. Perci, come dentro la
Chiesa va condannato ci che del diavolo, cos, fuori di essa, va
riconosciuto ci che di Cristo. Oppure fuori dell'unit della Chiesa,
Cristo non ha niente di suo, e nell'unit della Chiesa, il diavolo ha
qualcosa di suo? Forse degli uomini si pu dire questo: fuori della
comunione della Chiesa, Dio non ha nessuno dei suoi, cos come tra
i santi angeli il diavolo non ha nessuno dei suoi; per quanto invece
riguarda questa Chiesa, che porta ancora la mortalit della carne,
finch pellegrina lontano dal Signore
64
, si pu dire che al diavolo
stato permesso di mescolarvi la zizzania, cio i cattivi, e gli
stato permesso perch la Chiesa pellegrina possa desiderare pi
ardentemente il riposo della patria di cui godono i santi angeli. Ma
dei sacramenti questo non si pu dire. Come infatti li pu avere e
amministrare, non per la salvezza, ma per la pena del fuoco, a cui
destinata, la zizzania interna, cos li pu avere anche la zizzania
esterna, che li ha ricevuti da quella interna, in quanto, pur
separandosi, non li ha persi. Il che senza dubbio risulta dal fatto
che a quanti ritornano il battesimo non si rid; qualora alcuni che si
erano separati, ritornino. E non mi si dica: Quanto frumento sta in
mezzo alla zizzania? Se infatti la realt questa, sotto questo
aspetto, sia dentro che fuori la condizione la stessa. Non si pu
dire, infatti, che nella zizzania che sta fuori, non si trovano dei grani
di frumento, e nella zizzania che sta dentro si trovano. Ma quando
si tratta del sacramento, non si cerca se nella zizzania c' un po' di
grano, ma se c' un po' di cielo. Di fatto, sia la zizzania esterna che
l'interna hanno in comune, con il frumento, la stessa pioggia; e in
se stessa questa celeste e dolce, anche se da essa cresce,
sterilmente, la zizzania. Cos il sacramento evangelico di Cristo:
esso divino e soave, e non va riprovato a causa della sterilit di
quelli che la pioggia irriga anche fuori.
Fuori della Chiesa pu esserci il frumento e dentro la zizzania.
10. 14. Qualcuno potrebbe dire che la zizzania interna si trasformi
pi facilmente in grano. Lo ammetto. Ma questo che c'entra con la
ripetizione del battesimo? Se per ipotesi uno, convertitosi
dall'eresia, per la rapidit e facilit della sua conversione, precede
un altro che, se pure sta nella Chiesa, si converte e si corregge
dalla sua cattiveria pi lentamente, a lui non va ripetuto il
battesimo, mentre a quest'altro, che stato preceduto da colui che
venuto dall'eresia, solo perch si convertito pi lentamente, va
ripetuto? Non c'entra niente, quindi, con la nostra questione,
correggersi pi tardi o pi lentamente dalla propria deviazione alla
rettitudine della fede, della speranza e della carit! Ma se vero
che i cattivi che sono dentro possono diventare buoni pi
facilmente, a volte per, anche di quelli che sono all'esterno della
Chiesa, alcuni precedono nella conversione, altri che sono
all'interno; e mentre questi restano nella loro sterilit, i riconciliati
con l'unit portano frutto con tolleranza, sia il trenta, sia il sessanta
e sia il cento per uno
65
. Ora, se bisogna chiamare zizzania solo
quella che persevera nell'errore maligno sino alla fine, fuori vi
molto grano e dentro molta zizzania.
Se sono peggiori i cattivi fuori che quelli dentro.
10. 15. Ma sono peggiori i cattivi di fuori o quelli di dentro? Certo
una grande questione sapere se Nicola, gi fuori
66
, stato
peggiore di Simone, ancora dentro
67
, visto che uno era eretico e
l'altro mago. Se lo scisma, proprio perch la prova pi sicura della
violazione della carit, ritenuto un male pi grave, questo lo
ammetto. Molti per, anche dopo aver persa la carit, non escono
fuori, perch sono trattenuti dai vantaggi temporali e, pur cercando
i propri interessi e non quelli di Ges Cristo
68
, non vogliono
allontanarsi, non dall'unit di Cristo, ma dai loro comodi. Ecco
perch stato detto, a lode della carit: Essa non cerca i propri
interessi
69
.
Continua lo stesso discorso.
10. 16. E ora ci chiediamo: come potranno i partigiani del diavolo
appartenere alla Chiesa senza macchia, n ruga, n alcunch di
simile
70
, della quale stato anche detto: una sola la mia colomba
71
? Se non possono appartenervi, chiaro che essa geme in mezzo
agli stranieri, sia quelli che la insidiano dentro e sia quelli che
abbaiano fuori. Questi peccatori, tuttavia, compresi quelli di dentro,
ricevono, hanno e trasmettono un battesimo che santo in s e che
non pu essere affatto violato dalla loro malvagit, nella quale
persistono sino alla fine. A questo proposito, il beato Cipriano ci
insegna che dobbiamo considerare il battesimo in se stesso, come
lo ha ricevuto la Chiesa, consacrato dalle parole del Vangelo, senza
aggiungervi n mescolarvi nessuna perversit e malizia, n di chi lo
riceve e n di chi lo trasmette. Egli infatti ci ricorda due cose: che
dentro vi erano alcuni che non osservavano la benigna carit, ma
vivevano nella invidia e nella malevola discordia, come quelli di cui
ha parlato l'apostolo Paolo, e che gli invidiosi sono il partito del
diavolo, come egli stesso attesta a chiare lettere nello scritto sulla
gelosia e l'invidia. Quindi, poich chiaro che anche tra i partigiani
del diavolo pu esservi il santo sacramento di Cristo, non per la loro
salvezza, ma per la loro condanna, e non solo se essi si pervertono
dopo averlo ricevuto, ma anche se lo ricevono da perversi che,
come dice Cipriano, rinunciano al mondo solo a parole e non a fatti
72
, e che quindi, se poi si correggono, non va ripetuto a loro ci che
avevano ricevuto da perversi, ormai chiaro e limpido, io credo,
che nella questione del battesimo non bisogna considerare chi lo
d, ma ci che egli d, non chi lo riceve, ma ci che egli riceve, non
chi lo ha, ma ci che egli ha. Se infatti, i partigiani del diavolo, i
quali non appartengono assolutamente all'unica colomba, possono
ricevere, avere e dare la santit del battesimo, che non viene
violata in nessuno modo dalla loro perversit, come siamo informati
dalle lettere di Cipriano, perch attribuire agli eretici i beni altrui?
Perch dire che loro ci che di Cristo, anzich riconoscere in essi
le insegne del nostro Imperatore ed emendare le azioni dei
disertori?. Di conseguenza, altro - come dice san Cipriano - che
quelli che sono nella Chiesa parlano nel nome di Cristo, e altro che
quelli che ne sono fuori e operano contro la Chiesa, battezzano nel
nome di Cristo
73
. Per, e molti che sono dentro, operano contro la
Chiesa, vivendo male e coinvolgendo gli spiriti deboli nella loro
cattiva vita, e alcuni che sono fuori, parlano nel nome di Cristo e
noi non proibiamo ad essi di fare le opere di Cristo, ma di restare
fuori, visto che, per guarirli, li riprendiamo, li rimproveriamo e li
ammoniamo. In effetti, anche quel tale che non seguiva Cristo coi
discepoli e scacciava i demoni
74
in nome suo, era fuori, ma il
Signore ordin loro di non impedirglielo, anche se lui andava
certamente curato nella parte ferita, secondo le parole del Signore:
Chi non con me, contro di me, e chi non raccoglie con me,
disperde
75
. Dunque, fuori, nel nome di Cristo, si fanno cose non
contrarie alla Chiesa; dentro, i sostenitori del diavolo, operano
contro la Chiesa.
Sia nella Chiesa che fuori bisogna correggere la perversit della
gente.
11. 17. C' anche un altro fatto sorprendente, la cui possibilit la
scopre chi vi presta molta attenzione: alcuni, pur salvando la carit,
insegnano una dottrina inutile come Pietro che obbligava i Gentili a
giudaizzarsi
76
, e lo stesso Cipriano, che obbligava gli eretici a
ribattezzarsi - tanto che a questi membri buoni, radicati nella
carit, ma che non camminavano, su qualche punto, nella retta via,
l'Apostolo dice: E se in qualche cosa pensate diversamente, anche
questo Dio ve lo riveler
77
-, alcuni, invece, pur senza la carit,
insegnano una dottrina salutare, e sono quelli di cui il Signore dice:
Essi siedono sulla cattedra di Mos; quello che dicono fatelo, ma
quello che fanno, non lo fate. Dicono infatti e non fanno
78
. Cos,
anche l'Apostolo, di coloro che erano invidiosi e maligni, ma che
predicavano la salvezza cristiana, dice: O per interesse o per
sincerit: purch si annunzi Cristo
79
. Di conseguenza, la perversit
degli uomini va corretta dentro e fuori, mentre i sacramenti e gli
insegnamenti di Dio non vanno attribuiti agli uomini. Non favorisce
gli eretici, quindi, colui che non attribuisce ad essi ci che, pur
essendo presso di loro, riconosce che non loro
80
. No, noi non
concediamo all'eretico il battesimo, ma riconosciamo il battesimo di
Colui di cui stato detto: Questi Colui che battezza
81
, ovunque lo
troviamo. Quanto invece al perfido e al bestemmiatore, se egli
persiste nella perfidia e nella bestemmia, non riceve la remissione
dei peccati n fuori della Chiesa e n dentro la Chiesa; ma se la
riceve, in quel preciso istante, per la potenza del sacramento,
questa potenza opera sia fuori che dentro la Chiesa, come la
potenza del nome di Cristo, che operava la espulsione dei demoni
anche fuori.
Al perverso non giova il sacramento e tuttavia il sacramento resta
santo.
12. 18. Noi infatti troviamo che, in tutte le loro lettere, gli Apostoli
maledicono e detestano la sacrilega malvagit degli eretici, fino a
dire che la loro parola si espande come una cancrena
82
. E che? Di
coloro che dicevano: Mangiamo e beviamo, perch domani
moriamo
83
, non dichiara forse Paolo che erano corruttori di buoni
costumi con le loro cattive compagnie, con questa frase: Le cattive
compagnie corrompono i buoni costumi
84
? Eppure ha fatto capire
che essi erano dentro, quando ha detto: Come possono dire alcuni
tra voi, che non c' resurrezione dei morti?
85
E dov' che egli non
detesta gli avari? E ancora: si potrebbe forse usare un termine pi
forte per definire l'avarizia, che definirla idolatria, come l'Apostolo
ha scritto
86
, e n Cipriano lo ha inteso in altro senso
87
, ma lo ha
inserito, all'occorrenza, nelle sue lettere? Cipriano confessa,
tuttavia, che ai suoi tempi, nella Chiesa, non c'erano avari
qualunque, ma predoni e usurai; e che essi non erano semplici
fedeli, ma vescovi. Certo, io vorrei pensare che quelli di cui
l'Apostolo dice: La loro parola si espande come una cancrena
88
,
fossero fuori della Chiesa, ma proprio Cipriano non me lo permette.
Scrivendo, infatti, ad Antoniano, per mostrargli che prima della
separazione finale dei giusti e degli ingiusti, non bisogna
assolutamente allontanarsi dall'unit della Chiesa, a causa della
mescolanza con i cattivi, rivela com'era santo e veramente degno
della gloria del martirio. Dice infatti: Che gonfiore di superbia, che
oblio di umilt e di dolcezza, che grande sfoggio della propria
arroganza quello di chi osa o crede di poter fare, ci che il Signore
non ha concesso neppure agli Apostoli, e cio credere di poter
separare la zizzania dal grano o, quasi che gli sia concesso di
portare la pala e di mondare l'aia, cercare di separare la paglia dal
grano; e malgrado l'Apostolo dica: " In una grande casa non vi
sono solo vasi di oro e di argento, ma anche di legno e di coccio "
89
, credere di scegliere i vasi d'oro e di argento, e di disprezzare,
rifiutare e condannare quelli di legno e di coccio! Solo nel giorno del
Signore, infatti, i vasi di legno saranno bruciati dall'incendio
dell'ardore divino, e quelli di coccio infranti da colui al quale stata
data la verga di ferro
90
! Cipriano, dunque, rimproverando in questi
termini quelli che, per evitare, diciamo cos, la compagnia dei
cattivi, avevano rotto il vincolo dell'unit, mostra che nella grande
casa di cui parla l'Apostolo, dove c'erano non solo i vasi d'oro e
d'argento, ma anche quelli di legno e di coccio, non aveva inteso
altro che la Chiesa, dove erano buoni e cattivi, in attesa di essere
purgata, alla fine, come un'aia passata al ventilabro
91
. Ma se
cos, riconosce che nella Chiesa stessa, cio nella stessa grande
casa, c'erano dei vasi spregevoli, la cui parola si propagava come
una cancrena. In effetti, parlando di essi l'Apostolo insegna: La loro
parola si propaga come una cancrena. Tra essi vi Imeneo e Fileto,
i quali si sono allontanati dalla verit, dicendo che la resurrezione
gi avvenuta; e cos sconvolgono la fede di alcuni. Ma il
fondamento posto da Dio sta saldo, e ha questo sigillo: Il Signore
conosce i suoi; e si allontani dall'iniquit chiunque invoca il nome
del Signore. In una grande casa, tuttavia, non vi sono soltanto vasi
d'oro e d'argento, ma anche di legno e di coccio
92
. Se, dunque
questi, la cui parola si propagava come una cancrena, si trovavano
nella grande casa come vasi spregevoli, e in questa casa Cipriano
vide l'unit della Chiesa, violava forse il battesimo di Cristo la loro
cancrena? Di conseguenza: n fuori e n dentro, n in s e n in
nessun altro, chi sta dalla parte del diavolo pu macchiare il
sacramento di Cristo. Quindi non dona la remissione dei peccati la
parola che si insinua come una cancrena nelle orecchie degli uditori
93
; per, quando il battesimo viene dato con le parole del Vangelo,
qualunque perversit abbia in mente colui che lo d o colui al quale
viene dato, santo in se stesso, per la virt di Colui al quale
appartiene. E se uno, pur ricevendolo per mezzo di un ministro
perverso, non riceve la perversit del ministro, ma solo la santit
del mistero, una volta che si congiunge all'unit della Chiesa nella
buona fede, nella speranza e nella carit, riceve la remissione dei
peccati non in forza delle parole che si propagano come una
cancrena, ma dei sacramenti del Vangelo che emanano dalla fonte
celeste. Ma se colui che lo riceve perverso, allora ci che si dona
non giova alla salvezza del perverso; eppure il battesimo ricevuto
resta in lui santo, e n, se egli si corregge, si ripete.
Come pu battezzare chi nelle tenebre.
13. 19. Non c' dunque nessun rapporto tra la giustizia e l'iniquit
94
; e non solo quella fuori, ma neanche quella dentro. Il Signore,
infatti, conosce i suoi, e si allontani dall'iniquit chiunque invoca il
nome del Signore
95
. Come non c' nessuna unione tra la luce e le
tenebre
96
, non solo quelle fuori, ma neppure quelle dentro. Chi
infatti odia il proprio fratello - dice Giovanni - ancora nelle
tenebre
97
. Certamente odiavano Paolo quelli che, annunciando
Cristo per invidia, malizia e discordia, credevano di procurargli
dolore in carcere
98
, eppure erano dentro, come cap Cipriano. Ora,
visto che le tenebre non possono illuminare e n l'ingiustizia
giustificare, come Cipriano dice
99
, chiedo come costoro possano
battezzare nella Chiesa; chiedo come i vasi contenuti nella grande
casa, non per usi nobili, ma spregevoli, possano, nella stessa
grande casa, amministrare ci che santo per santificare gli
uomini, se non perch la santit del sacramento non pu essere
macchiata dagli immondi, sia quando sono essi a darlo, e sia
quando lo ricevono quelli che non cambiano in meglio il cuore e la
vita. Di questi, che sono dentro, egli dice: Rinunciano al mondo solo
a parole e non a fatti
100
.
Nella Chiesa vi sono dei peccatori, ma amministrano beni spirituali
e divini.
13. 20. Anche dentro dunque ci sono i nemici di Dio, dei cui cuori si
impossessato lo spirito dell'Anticristo; eppure posseggono beni
spirituali e divini
101
, che n possono giovare a loro per la salvezza,
fino a che restano perversi, n essi possono contaminare con la loro
immondezza. Questo che Cipriano dice, quindi: Non hanno nessun
potere sui doni della Chiesa e della salvezza, quelli che, dividendo e
separando la Chiesa di Cristo, sono ritenuti, da Cristo, avversari, e
dagli Apostoli, anticristi
102
, va inteso in questo senso: sia fuori che
dentro ci sono i perversi; e tuttavia, la separazione dalla santit e
dall'unit della colomba di quanti sono dentro, in alcuni non la
conosce solo Dio, ma anche gli uomini i quali, osservando la loro
pessima vita pubblica e la loro costante malvagit, e confrontandola
con le regole dei divini precetti, capiscono che davvero molta la
zizzania e la paglia, sia fuori che dentro, alla quale il Signore dir
alla fine, per separarla apertamente: Lontano da me operatori di
iniquit
103
, e: Andate nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e
per i suoi angeli
104
.
Dio chiama i peccatori alla conversione anche con i castighi.
14. 21. Certo, non dobbiamo disperare della conversione di
nessuno, n di quelli dentro, n di quelli fuori, fino a che la
pazienza di Dio li conduce alla penitenza
105
e castiga con la verga i
loro delitti, con i flagelli i loro peccati. In tal modo, infatti, egli non
ritira da loro la sua misericordia
106
, se essi stessi hanno finalmente
piet della loro anima, piacendo a Dio
107
. In realt, come il giusto
che perseverer sino alla fine sar salvo
108
, cos il malvagio, fuori o
dentro la Chiesa, che perseverer sino alla fine, non sar salvo. E
n noi diciamo che: Ovunque e comunque siano stati battezzati,
essi ottengono la grazia del battesimo
109
, se, per grazia del
battesimo si intende la salvezza donata mediante la celebrazione
del battesimo, ma diciamo che questa salvezza non la ottengono
neppure molti che sono dentro, sebbene sia evidente che hanno il
sacramento che in se stesso santo. Fa bene, quindi, il Signore ad
avvertirci nel Vangelo, di non dare retta ai cattivi consiglieri
110
che
camminano nel nome di Cristo
111
; questi per, si trovano fuori e
dentro la Chiesa, poich non escono fuori se prima non sono stati
cattivi dentro. E non v' dubbio che si riferiva ai vasi che sono nella
grande casa l'Apostolo quando diceva: Se dunque uno si manterr
puro da tali cose, sar un vaso nobile, santificato, utile al padrone,
sempre pronto per ogni opera buona
112
. E come ci si debba
mantenere puri da queste cose, lo ha mostrato poco prima,
dicendo: Si allontani dall'iniquit chiunque invoca il nome del
Signore
113
, per non sentirsi alla fine dire con la paglia, sia quella
che volata prima dall'aia, e sia quella che dovr essere separata
l'ultimo giorno: Lontano da me, operatori di iniquit
114
. Da questo
appare chiaro, come dice Cipriano, che non bisogna
immediatamente accettare e prendere tutto ci che viene vantato
nel nome di Cristo, ma solo ci che viene operato nella verit di
Cristo
115
. Ma certamente non operare nella verit di Cristo, rapire
i terreni con insidiose frodi, aumentare il capitale moltiplicando gli
interessi
116
, rinunciare al mondo solo a parole e non a fatti
117
. E
che tutte queste cose si facciano anche dentro la Chiesa, lo
dichiara, da testimone molto autorevole, lo stesso Cipriano.
Gli eretici vengono alla Cattolica non per vedersi ripetere il dono di
Dio.
15. 22. Cipriano poi fa un lungo discorso per dire che quelli che
bestemmiano il Padre di Cristo, non possono essere battezzati in
Cristo
118
. Ma poich chiaro che, per bestemmia, s'intende il loro
errore, in quanto non si pu dire che chi si accosta al battesimo di
Cristo bestemmia esplicitamente il Padre di Cristo
119
, ma che,
avendo una idea diversa da quella che la verit insegna sul Padre di
Cristo noi lo convinciamo di bestemmia - noi abbiamo mostrato
chiaramente, che nel battesimo consacrato dalle parole del
Vangelo, non entra n l'errore di chi lo d e n di chi lo riceve,
anche se egli ha, del Padre o del Figlio o dello Spirito Santo, un'idea
diversa da quella che ci comunica la dottrina del cielo. Molti uomini
carnali e animali, infatti, vengono battezzati anche nella Chiesa,
malgrado l'Apostolo dica chiaramente: L'uomo animale non
comprende le cose dello Spirito di Dio
120
; ed egli li considera
animali, anche dopo che hanno ricevuto il battesimo
121
. Ora,
secondo il senso carnale, un'anima dedita ai sensi del corpo non
pu avere di Dio che un concetto carnale. Perci molti che
progrediscono dopo il battesimo, e in particolare quelli che sono
stati battezzati da bambini o da fanciulli, via via che il loro intelletto
si rischiara e si illumina, e il loro uomo interiore si rinnova di giorno
in giorno
122
, tutte le opinioni che avevano su Dio, quando si
trastullavano coi loro fantasmi, le rigettano, le deridono e le odiano.
Non per questo, tuttavia, riteniamo che non hanno ricevuto il
battesimo, o diciamo che hanno ricevuto un battesimo tale e quale
al loro errore, ma in essi, rispettiamo l'integrit del sacramento e
purifichiamo la falsit della loro mente, anche se questa, rafforzata
e, forse, giustificata dalle molte discussioni, si era indurita. Di
conseguenza, anche l'eretico che chiaramente fuori e vi ha
ricevuto il battesimo, non ha certamente ricevuto un battesimo
uguale all'errore che lo acceca. Quindi, se, rinsavendo, si accorge
che deve lasciare il male che aveva, non deve, allo stesso tempo,
lasciare il bene ricevuto; e non perch in lui va condannato il suo
errore, va rifiutato anche il battesimo di Cristo. Pertanto, da quelli
che hanno avuto la sorte di essere battezzati nella Chiesa, pur
avendo un falso concetto di Dio, risulta chiaro, ormai, che va
distinta la verit del sacramento, dall'errore del falso credente;
quantunque le due cose possano trovarsi nella stessa persona. Ecco
perch, quando uno, pur essendo fuori nell'errore, stato
battezzato col vero sacramento, quando ritorna all'unit della
Chiesa, se alla fede falsa subentra la vera, non ugualmente al
battesimo vero subentra il vero battesimo. Una cosa, infatti, non
pu subentrare a se stessa, perch non pu separarsi da se stessa.
Perci gli eretici vengono alla Cattolica per essere corretti dal loro
male e non per vedersi ripetere un bene di Dio.
Negli eretici e scismatici si deve correggere lo scisma non la verit
del battesimo.
16. 23. Dir qualcuno: Non c' nessuna differenza, dunque, tra due
uomini, immersi nello stesso errore e nella stessa malizia, dei quali,
senza cambiare n la vita e n il cuore, uno si fa battezzare fuori e
l'altro dentro? Certo che c'. peggiore chi si fa battezzare fuori; e
non perch si fa battezzare, ma perch sta fuori - dato che lo
scisma non un male inesistente e lieve - purch chi si fa
battezzare dentro, sia voluto restare dentro, non per un vantaggio
terreno e provvisorio, ma perch ha preferito l'unit della Chiesa
diffusa in tutto il mondo agli smembramenti degli scismi; se no
anche lui deve essere considerato fuori. Prendiamo dunque due
individui: uno di essi ha su Cristo, per esempio, la stessa opinione
di Fotino, e si fa battezzare nella sua eresia, fuori la comunione
della Chiesa cattolica; anche l'altro la pensa allo stesso modo, ma si
fa battezzare nella Cattolica, ritenendola la vera fede cattolica.
Costui ancora non lo chiamerei eretico, a meno che, una volta che
gli sia stata chiarita la dottrina della fede cattolica, abbia preferito
rifiutarla e scegliere di restare della sua precedente opinione. Ma
prima che questo avvenga, evidente che peggiore quello che sta
fuori. Quindi, nel secondo va corretta solo una falsa opinione, nel
primo anche il male dello scisma. In nessuno dei due, comunque,
va ripetuto il sacramento validamente ricevuto. Ma se un terzo ha
la stessa idea degli altri due e viene a sapere che esiste una eresia
separata dall'unit cattolica, dove la si insegna e impara ma, per
via di un vantaggio temporale, vuole farsi battezzare nell'unit
cattolica o, gi battezzato in essa, non ne vuole uscire proprio per
questa ragione, non solo va considerato separato, ma tanto pi
scellerato, quanto pi aggiunge, all'errore dell'eresia e alla
separazione dall'unit, la finzione dell'inganno. Perci, la deviazione
di un uomo, quanto pi pericolosa e distorta, tanto pi va corretta
con urgenza e impegno. Ma non per questo, se egli ha una cosa
sana, specie se non sua, ma di Dio, va considerata, a causa della
sua malvagit, come inesistente, o disprezzata al pari dell'altra, o
attribuita alla sua stessa malvagit, anzich alla generosit di Colui
il quale, anche all'anima che si prostituiva lontano da Lui e andava
dietro ai suoi amanti, ha donato il suo pane, il suo vino, il suo olio e
altri alimenti o ornamenti, che non vengono da lei e n dai suoi
amanti, ma da Colui che, mosso a piet per lei, ha voluto
dappertutto ricordarle da chi deve ritornare
123
.
Tutto ci che gli scismatici hanno fuori della Chiesa non vale per la
salvezza.
17. 24. Dice Cipriano: Pu, la forza del battesimo, essere pi
grande e pi potente della confessione della fede e del martirio, con
cui un martire confessa Cristo davanti agli uomini e viene
battezzato dal sangue versato? Eppure, neanche questo battesimo
giova all'eretico se, pur confessando Cristo, viene ucciso fuori della
Chiesa
124
. verissimo. Un uomo ucciso fuori della Chiesa, dimostra
di non possedere la carit di cui l'Apostolo dice: Se anche dessi il
mio corpo per essere bruciato, ma non ho la carit, non mi giova
niente
125
. Ma se, per l'assenza della carit, il martirio non gli giova
a niente, allora esso non serve neanche a quelli che, come dice san
Paolo e come Cipriano commenta, vivono dentro nell'invidia e nella
malevolenza senza la carit; eppure possono ricevere e trasmettere
il vero battesimo
126
. Fuori della Chiesa, non c' salvezza
127
. E chi
lo nega? Per questo tutti i beni che abbiamo della Chiesa, fuori della
Chiesa non giovano alla salvezza. Ma un conto non averli affatto e
un conto non averli utilmente. Chi non li ha, per averli deve farsi
battezzare, mentre, chi non li ha utilmente, per averli utilmente
deve correggersi. No, non corrotta l'acqua nel battesimo degli
eretici
128
, perch non cattiva la materia che Dio ha creato, n
sono da riprovare le parole del Vangelo negli erranti, ma solo
l'errore di coloro che hanno anima adultera, anche se essa riceve il
suo ornamento dallo Sposo legittimo. Possiamo quindi avere in
comune il battesimo con gli eretici e gli scismatici
129
, e possiamo
avere in comune anche il Vangelo, sebbene il loro errore sia lontano
dalla nostra fede, sia perch sul Padre o sul Figlio o sullo Spirito
Santo hanno un concetto ben lontano dalla verit, e sia perch, una
volta separatisi dall'unit, non raccolgono con Cristo, ma
disperdono
130
. Noi infatti, se siamo grano del Signore, pur vivendo
dentro con gli avari, con i predoni, con gli ubriachi e con tutte
quelle pesti, di cui detto: Non possederanno il regno di Dio
131
,
possiamo avere in comune il sacramento del battesimo, ma non
avere in comune i vizi che li separano dal regno di Dio.
Confronto tra un peccatore eretico e un peccatore cattolico.
18. 25. Non solo delle eresie, infatti, che l'Apostolo dice: Quanti
fanno queste cose non possederanno il regno di Dio
132
. Non ci
dispiaccia di prestare un po' di attenzione all'elenco completo: Sono
ben note le opere della carne - egli dice -; esse sono: fornicazioni,
impurit, lussurie, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordie,
gelosie, dissensi, eresie, invidie, ubriachezze, orge e cose del
genere. Io ve lo preavviso, come ho gi fatto, che quelli che fanno
queste cose, non possederanno il regno di Dio
133
. Ecco allora un
uomo casto, continente, non avaro, non idolatra, ospitale, servitore
dei poveri, non nemico di nessuno, non litigioso, paziente, calmo; di
nessuno geloso, di nessuno invidioso, sobrio, frugale, ma eretico.
Certamente nessuno dubita che, solo perch eretico, non posseder
il regno di Dio. Eccone allora un altro: fornicatore, impuro,
lussurioso, avaro o anche molto apertamente dedito all'idolatria,
stregone, litigioso, geloso, irascibile, sedizioso, invidioso, ubriacone,
gozzovigliatore, ma cattolico. E che? Solo perch cattolico, costui
posseder il regno di Dio, malgrado compia le azioni di cui
l'Apostolo dice nella conclusione: Ve lo preavviso, come ho gi
fatto, quelli che fanno tali cose non possederanno il regno di Dio
134
? Se lo diciamo, inganniamo noi stessi
135
. In effetti, la Parola di
Dio non ci inganna; una Parola che non tace, non risparmia, non
inganna con adulazioni. Perci l'Apostolo dice anche altrove:
Sappiatelo e mettetevelo bene in mente: nessun fornicatore o
impuro o avaro, che come un idolatra, erediter il regno di Cristo
e di Dio. Nessuno vi inganni con vuote parole
136
. Non c' dunque
motivo di lamentarci della Parola di Dio. una Parola assoluta,
chiara e franca; essa dice che quanti vivono male non
appartengono al regno di Dio.
La Scrittura non promette l'impunit al peccatore cattolico.
19. 26. Se dunque un cattolico circondato da tutti questi vizi, non
aduliamolo e non osiamo promettergli, perch cristiano cattolico,
l'impunit che la Scrittura divina non gli promette. Anche se avesse
uno solo di questi vizi, non dobbiamo promettergli la societ della
patria lass. Nella lettera ai Corinzi, infatti, Paolo li elenca uno per
uno, e per ciascuno sottintende: non possederanno il regno di Dio.
Egli dice, infatti: Non illudetevi: n i fornicatori, n gli idolatri, n gli
adulteri, n gli effeminati, n i sodomiti, n i ladri, n gli avari, n
gli ubriaconi, n i calunniatori, n i rapaci, possederanno il regno di
Dio
137
. Non dice: Coloro che hanno tutti questi vizi insieme, non
possederanno il regno di Dio, ma: N quelli, n quelli. Sicch, per
ognuno di essi puoi sottintendere: non posseder il regno di Dio.
Quindi, come non possederanno il regno di Dio gli eretici, cos non
lo possederanno gli avari. E neppure dobbiamo dubitare che le pene
stesse con le quali saranno tormentati quelli che non possederanno
il regno di Dio, non siano diverse per i diversi crimini e che alcune
non siano pi acute di altre, sicch, nello stesso fuoco eterno, alla
diversa gravit dei peccati, corrispondano pene e tormenti diversi.
Il Signore non ha detto invano: Ci sar pi tolleranza per i sodomiti
che per voi nel giorno del giudizio
138
. Eppure, quanto a non
possedere il regno di Dio, il vizio pi moderato che scegli, ha le
stesse conseguenze di quello o di quelli che ritieni pi gravi. E
poich il Regno di Dio lo possederanno quelli che il giudice supremo
porr alla sua destra, a quelli che non meriteranno di stare alla sua
destra, non rester che la sinistra. Nessun'altra voce rester loro di
ascoltare, che quella rivolta ai capri, dalla bocca del Pastore:
Andate nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi angeli
139
,
bench da quel fuoco, come ho detto, la distribuzione dei supplizi
varia, secondo la diversit dei crimini.
Se sia preferibile un cattolico che conduce una cattiva vita, a un
uomo che solo eretico.
20. 27. Se poi sia preferibile un cattolico dai pessimi costumi a un
eretico, nella cui vita, tranne l'eresia, la gente non trova niente
altro da riprendere, non oso dare un giudizio affrettato. Ma se uno
dicesse: " poich eretico, non pu limitarsi a questo senza avere
altre conseguenze; egli infatti un uomo carnale e animale
140
e
perci, necessariamente anche geloso, stizzoso, invidioso, nemico
della verit e suo contestatore ", allora dovrebbe capire che dei
mali dei quali egli ha scelto il meno grave, non pu esservi, in un
eretico, uno solo, per il semplice motivo che egli un uomo carnale
e animale. il caso dell'ubriachezza, che ormai la gente non solo
suole nominare senza orrore, ma proclamare ridendo: ebbene,
pensate che dove essa si trova, possa trovarsi da sola? Quale
ubriaco, infatti, non anche litigioso, stizzoso, invidioso,
contestatore della saggezza dei suoi maestri e nemico di chi lo
rimprovera duramente? Inoltre, difficile che non sia anche
impudico e adultero. Tuttavia pu non essere eretico, come un
eretico pu non essere un ubriacone, un adultero, un impudico, un
lussurioso o un venale o uno stregone; e pu non essere tutto
questo insieme. Un solo vizio, infatti, non implica tutti gli altri.
Pertanto, di fronte a questi due casi: quello di un cattolico con tutti
questi vizi e di un eretico senza i vizi che potrebbero non essere in
un eretico, quantunque tutt'e due non polemizzino contro la fede,
pur vero che tutt'e due vivono contro la fede; tutt'e due si lasciano
illudere dalla vana speranza; tutt'e due dissentono dalla carit
spirituale e, perci, tutt'e due sono estranei al corpo dell'unica
colomba
141
, perch in uno riconosciamo il sacramento di Cristo, e
in un altro non vogliamo riconoscerlo? Ma non ci comportiamo come
se esso appartenesse all'uno o all'altro, mentre sempre lo stesso
sacramento che hanno entrambi, ma appartiene a Dio e, anche se
lo hanno i malvagi, un bene. Se poi delle persone che lo hanno,
una peggiore e l'altra migliore, non per questo il sacramento
peggiore in una che in un' altra. Neppure tra due cattolici cattivi,
infatti, se uno fosse peggiore di un altro, anche il suo battesimo
peggiore; e n se uno di essi buono e l'altro cattivo, il battesimo,
nel cattivo cattivo, e nel buono buono. Esso buono in
entrambi. Come la luce del sole o di una lucerna: certamente non
pi debole negli occhi pi infermi che nei pi sani, ma la stessa in
entrambi, sebbene le conseguenze siano diverse, secondo la loro
diversit: o li rallegra o li brucia.
La posizione dei catecumeni di fronte al Regno di Dio.
21. 28. Quanto all'obiezione fatta a Cipriano circa i catecumeni che,
sorpresi a testimoniare la fede e uccisi per il nome di Cristo,
ricevevano la corona anche senza il battesimo
142
, come c'entri con
la nostra questione non lo capisco. Forse perch i Donatisti
sostenevano che gli eretici, avendo il battesimo di Cristo, avevano
una ragione in pi per venire ammessi al suo regno dove erano
ammessi i catecumeni. Il Signore, infatti, aveva detto: Se uno non
rinasce dall'acqua e dallo Spirito, non entrer nel regno dei cieli
143
.
Ma io neppure esito a preferire un catecumeno cattolico, ardente di
amore divino, a un eretico battezzato. Del resto, anche nella
Cattolica, noi preferiamo un catecumeno buono a un battezzato
cattivo, e non per questo facciamo oltraggio al sacramento del
battesimo, di cui il catecumeno non ancora bagnato e l'eretico s;
e n crediamo che il sacramento del catecumeno sia da preferirsi al
sacramento del battesimo, per il solo fatto che ammettiamo che un
catecumeno pu essere pi fedele e pi retto di un battezzato. Cos,
era migliore il centurione Cornelio, non ancora battezzato, che
Simone, battezzato. Cornelio, infatti, gi prima del battesimo, fu
ripieno di Spirito Santo
144
, Simone, invece, anche dopo il
battesimo, si gonfiato dello spirito impuro
145
. Cornelio, tuttavia,
se anche dopo aver ricevuto lo Spirito Santo avesse rifiutato il
battesimo, si sarebbe reso reo del disprezzo verso un sacramento
tanto grande. Quando poi stato battezzato, non ha sicuramente
ricevuto un sacramento pi santo di quello di Simone, ma sotto
l'unica santit di uno stesso sacramento, si sono distinti i diversi
meriti. Pertanto, n accresce n diminuisce la santit del battesimo,
la dignit o l'indegnit dell'uomo. Ma, come al catecumeno buono
manca il battesimo per ottenere il regno dei cieli, cos al battezzato
cattivo manca la vera conversione. Infatti, Colui che ha detto: Se
uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito, non entrer nel regno dei
cieli
146
, ha anche detto: Se la vostra giustizia non sar maggiore di
quella degli Scribi e dei Farisei, non entrerete nel regno dei cieli
147
.
In effetti, perch la giustizia del catecumeno non fosse ritenuta
sicura, stato detto: Se uno non rinasce dall'acqua e dallo Spirito,
non entrer nel regno dei cieli. Al contrario, per evitare che,
ricevuto il battesimo, l'iniquit si ritenesse sicura, stato detto: Se
la vostra giustizia non sar maggiore di quella degli Scribi e dei
Farisei, non entrerete nel regno dei cieli. L'uno senza l'altra non gli
basta; tutte e due insieme, lo rendono l'erede di questo bene. Ora,
come non va rifiutata la giustizia di un uomo, incominciata prima
della sua unione alla Chiesa, com'era incominciata la giustizia di
Cornelio prima che entrasse nel popolo cristiano - del resto, se era
da rifiutare, l'angelo non gli avrebbe detto: Le tue elemosine sono
state accolte e le tue preghiere esaudite
148
; e se questo gli fosse
bastato per possedere il regno dei cieli, non lo avrebbe esortato ad
inviare a Pietro dei messaggeri - cos non va rifiutato il sacramento
evangelico del battesimo, anche se ricevuto fuori della Chiesa. Ma
poich esso non giova alla salvezza, senza che colui che ha
l'integrit del battesimo, si corregga dalla sua malvagit e si
incorpori alla Chiesa, correggiamo l'errore degli eretici e
riconosciamo in essi ci che non loro, ma di Cristo.
Il martirio pu sostituire il battesimo in qualche caso.
22. 29. Certamente qualche volta il martirio pu supplire il
battesimo. Dall'episodio del buon ladrone al quale, bench non
battezzato, fu detto: Oggi sarai con me in Paradiso
149
, Cipriano
desume una prova non irrilevante
150
. Ma, esaminando ben bene
l'episodio, io trovo che non solo il martirio nel nome di Cristo che
pu supplire la mancanza del battesimo, ma anche la fede e la
conversione del cuore, se, la ristrettezza dei tempi rendesse
impossibile la celebrazione del mistero del battesimo. Il ladrone,
infatti, non fu crocifisso per il nome di Cristo, ma per i suoi delitti, e
non soffr perch credette, ma credette mentre soffriva. Che valore
abbiano, quindi, anche senza il sacramento visibile del battesimo, le
parole dell'Apostolo: Con il cuore si crede per ottenere la giustizia,
e con la bocca si confessa la fede per la salvezza
151
, lo abbiamo
spiegato parlando del buon ladrone. Ma questo effetto invisibile si
ottiene solo quando non il disprezzo della religione a far omettere
la celebrazione del battesimo, ma l'urgente necessit. In effetti,
soprattutto nell'episodio di Cornelio e dei suoi amici, pi che in
quello del buon ladrone, che si potrebbe vedere che era superfluo
battezzarli anche con acqua, poich in essi il dono dello Spirito
Santo, che gli altri avevano ricevuto solo dopo essere stati
battezzati, come attesta la Scrittura, si manifestava anche con il
segno specifico, opportuno per il tempo, i battezzati parlavano le
lingue. Eppure, sono stati battezzati: e su questo ci resta l'autorit
degli Apostoli. Perci nessuno, che ha fatto anche un grande
progresso nell'uomo interiore e che prima del battesimo cresciuto
nella piet del cuore fino all'intelligenza spirituale, deve disprezzare
il sacramento che viene applicato dall'azione dei ministri, mediante
la quale Dio realizza spiritualmente la consacrazione dell'uomo. E io
credo che per nessun altro motivo fu affidato a Giovanni il compito
di dare il battesimo, tanto da essere chiamato battesimo di
Giovanni se non perch il Signore stesso, che glielo aveva dato, non
disdegnando di ricevere il battesimo del suo servo
152
, voleva
proporre la via dell'umilt, e proclamare apertamente, con questo
gesto, che avremmo dovuto tenere in grande stima il battesimo, col
quale egli avrebbe battezzato. Come medico molto esperto nella
salute eterna, egli vedeva che non sarebbe mancata la cancrena di
alcuni che, avendo fatto tanti progressi nell'intelligenza della verit
e nei provati costumi, tanto da non avere la bench minima
esitazione ad anteporsi, per vita e dottrina, a molti battezzati,
avrebbero creduto superfluo per loro farsi battezzare, persuasi
com'erano di essere arrivati a quell'abito interiore, al quale molti
battezzati cercavano ancora di salire.
Il valore e l'effetto del rito esterno del sacramento.
23. 30. Quale valore abbia e quale effetto realizzi, in un uomo, la
santificazione del sacramento ricevuta con il segno corporeo - di
cui, per, il buon ladrone non rest privo, perch non gli manc la
volont di riceverla, ma ci fu la necessit di non riceverla - difficile
dirlo. Certo, se non avesse un valore molto grande, il Signore non
avrebbe ricevuto il battesimo del suo servo. Ma se la dobbiamo
considerare in se stessa, prescindendo dalla salvezza dell'uomo,
alla cui perfezione finalizzata, allora indica chiaramente che nei
malvagi e in quelli che rinunciano al mondo solo a parole e non a
fatti
153
, essa integra, bench essi, se non si correggono, non
possano ricevere la salvezza. Ma come nel ladrone, al quale manc
per necessit, la salvezza si realizzata, poich, grazie alla sua
piet, stata spiritualmente presente, cos, anche quando essa a
disposizione, se, per necessit, manca ci che non manc nel
ladrone, la salvezza si realizza. Questa la tradizione che tutta la
Chiesa conserva nel battesimo dei neonati, che certamente non
possono ancora credere col cuore per avere la giustizia, n
confessare con la bocca per avere la salvezza, come pot fare il
ladrone. Essi, anzi, coi loro pianti e vagiti, quando su di loro si
celebra il mistero, coprono perfino il suono delle parole misteriose;
eppure, nessun cristiano oser dire che si battezzano a vuoto.
Confronto con la circoncisione.
24. 31. Se poi su questo si volesse cercare l'avallo dell'autorit
divina, molto ragionevole credere che una prassi conservata da
tutta la Chiesa e non istituita dai concili, ma sempre conservata,
non pu averla tramandata che l'autorit degli Apostoli. Noi per
possiamo immaginare l'efficacia del sacramento del battesimo nei
bambini, dalla circoncisione della carne che ricevette il primo
popolo, e dalla quale Abramo fu giustificato prima di riceverla
154
;
come Cornelio fu arricchito del dono dello Spirito Santo, prima di
essere battezzato. Per, l'Apostolo dice di Abramo: Ricevette il
segno della circoncisione, come sigillo della giustizia derivante dalla
fede
155
, colui che aveva gi creduto con il cuore e gli era stato
accreditato come giustizia
156
. Perch, allora, gli venne ordinato di
circoncidere l'ottavo giorno ogni bambino maschio
157
, che non
avrebbe potuto ancora credere con il cuore, perch gli fosse
accreditato come giustizia, se non perch il sacramento aveva un
grande valore in se stesso? Questo stato manifestato da un
angelo nel caso del figlio di Mos. Quando infatti la madre lo
portava ancora in braccio, incirconciso, il padre fu costretto a
circonciderlo per un incombente ed evidente pericolo
158
; dopodich
il male fu debellato. Ora, come in Abramo, precedette la giustizia
derivante dalla fede e segu la circoncisione come sigillo della
giustizia derivante dalla fede, cos, in Cornelio, precedette la
santificazione spirituale nel dono dello Spirito Santo, e segu il
sacramento della rigenerazione col lavacro del battesimo. E come in
Isacco, circonciso l'ottavo giorno della sua nascita, precedette il
sigillo della giustizia derivante dalla fede e, avendo egli imitato la
fede del padre, da adulto segu la giustizia, il cui sigillo lo aveva
preceduto da bambino, cos, nei bambini battezzati, prima viene il
sacramento della rinascita e, se essi conserveranno la piet
cristiana, seguir, poi, la conversione nel cuore, il cui mistero l'ha
preceduta nel corpo. E come nel buon ladrone, quello che mancava
del sacramento del battesimo, lo suppl la bont dell'Onnipotente,
poich non gli mancava per orgoglio o per disprezzo, ma per
necessit, cos bisogna credere che nei bambini che muoiono
appena battezzati, la stessa grazia dell'Onnipotente compie la
salvezza. Non per cattiva volont, infatti, ma per incapacit
dell'et, se essi non possono credere con il cuore, per avere la
giustizia, e confessare con la bocca, per avere la salvezza. Perci,
quando per loro rispondono altri, affinch possa compiersi in loro la
celebrazione del sacramento, vale certamente per la loro
consacrazione, poich essi non possono rispondere. Ma se al posto
di chi pu rispondere, risponde un altro, questo non vale. In vista di
questa norma nel Vangelo stata detta una cosa che colpisce tutti i
suoi lettori: Ha la sua et, risponda lui
159
.
Altro il sacramento ed altro la conversione del cuore.
25. 32. Tutto ci dimostra che un conto il sacramento del
battesimo e un conto la conversione del cuore, e che la salvezza
dell'uomo completa solo con entrambi. Ma se manca uno solo di
questi due elementi, non bisogna credere che, di conseguenza,
manchi anche l'altro. In effetti, mentre nel bambino pu esserci il
sacramento senza la conversione, nel ladrone pot esserci la
seconda senza il primo; Dio infatti completa nell'uno e nell'altro,
quanto involontariamente manca. Ma quando la mancanza di uno
dei due elementi voluta, l'uomo complice di colpa. Per la verit,
il battesimo pu esserci anche senza la conversione del cuore; la
conversione del cuore invece, pu, s, esserci senza aver ricevuto il
battesimo, ma se si disprezzato il battesimo, non pu esserci.
Non si deve mai dire che c' la conversione del cuore a Dio, quando
si disprezza il sacramento di Dio. A ragione, quindi, noi biasimiamo,
anatematizziamo, detestiamo e abominiamo la perversit del cuore
degli eretici; tuttavia non si pu dire che non hanno il sacramento
evangelico, quelli che non hanno ci che lo rende utile
160
. Perci,
quando costoro vengono alla fede e alla verit e, facendo
penitenza, chiedono la remissione dei loro peccati, noi non li
inganniamo n illudiamo se, dopo averli corretti e riformati nella
parte in cui sono depravati e perversi, li istruiamo nelle discipline
celesti, necessarie ad ottenere il regno dei cieli, in modo che, ci
che in essi vi di integro, non lo violiamo in nessuna maniera e, ci
che nell'uomo appartiene a Dio, non lo diciamo, per colpa
dell'uomo, n nullo n cattivo.
Il battesimo di Giovanni.
26. 33. Restano ormai pochi brani della lettera a Giubaiano. Ma
poich essi trattano e dell'antica consuetudine della Chiesa e del
battesimo di Giovanni, che suole suscitare una non piccola
questione in quelli che prestano poca attenzione al fatto chiarissimo
che l'Apostolo ha ordinato di battezzare quanti avevano ricevuto il
battesimo di Giovanni
161
, allora non vanno esaminati con
negligenza, ma rimandati a un altro volume, perch questo non
abbia una misura eccessiva.

1 - Cf. CYPR., Ep. 73, 10, 3.
2 - Cf. Gn 2, 10-14.
3 - Cf. Mt 16, 18-19.
4 - Cf. Gal 4, 22, 31.
5 - CYPR., Ep. 73, 11, 2.
6 - CYPR., Ep. 11, 1.
7 - Tt 1, 16.
8 - 1 Pt 3, 21.
9 - CYPR., Ep. 73, 11, 3.
10 - Cf. Ef 5, 26-27.
11 - Ct 6, 8.
12 - Cf. Rm 14, 6. Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
13 - Rm 14, 5.
14 - Cf. Rm 8, 29; Ef 1, 4.
15 - CYPR., Ep. 11, 1.
16 - Mt 7, 23.
17 - CYPR., Ep. 73, 11, 3.
18 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
19 - CYPR., Ep. 73, 12, 2.
20 - CYPR., Ep.11, 1.
21 - Cf. Ef 5, 27.
22 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
23 - CYPR., Ep. 73, 12, 2.
24 - 1 Cor 6, 10.
25 - Ef 5, 5; Col 3, 5.
26 - Cf. CYPR., Ep. 55, 27.
27 - 2 Cor 6, 16.
28 - Cf. CYPR., Ep. 73, 12, 2.
29 - CYPR., Ep. 73, 13, 1.
30 - 1 Tm 1, 13.
31 - 2 Tm 2, 24.
32 - Cf. CYPR., Ep. 74, 10.
33 - Col 3, 5.
34 - Cf. CYPR., Ep. 55, 27.
35 - Ef 5, 5.
36 - Col 3, 5.
37 - 1 Tm 1, 13.
38 - Ef 5, 5.
39 - CYPR., Ep. 73, 13, 3.
40 - CYPR., Ep. 73, 13, 1.
41 - Cf. Gal 2, 14.
42 - Cf. CYPR., Ep. 73, 13, 3.
43 - CYPR., Ep. 73, 13, 3.
44 - Cf. CYPR., Ep. 73, 14, 1.
45 - Fil 1, 18.
46 - CYPR., Ep. 73, 14, 2, 3.
47 - Cf. Fil 1, 15-17.
48 - Cf. Ct 4, 12.
49 - Lc 2, 14.
50 - Sap 2, 24-25.
51 - Cf. Fil 3, 15.
52 - 1 Cor 11, 16.
53 - CYPR., Ep. 73, 26.
54 - Rm 2, 21.
55 - CYPR., De lapsis 6.
56 - 1 Cor 6, 10.
57 - Sal 14, 5.
58 - Ef 5, 5.
59 - Cf. 1 Cor 9, 22.
60 - Cf. Mt 13, 29.
61 - Cf. Fil 1, 15-18.
62 - Sap 2, 24-25.
63 - Mt 13, 28. 25.
64 - Cf. 2 Cor 5, 6.
65 - Cf. Mt 13, 23; Lc 8, 15. 65.
66 - Cf. Ap 2, 6.
67 - Cf. At 8, 9-24.
68 - Cf. Fil 2, 21.
69 - 1 Cor 13, 5.
70 - Cf. Ef 5, 27.
71 - Ct 6, 8.
72 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
73 - CYPR., Ep. 73, 14, 3.
74 - Cf. Lc 9, 49-50.
75 - Mt 12, 30.
76 - Cf. Gal 2, 14.
77 - Fil 3, 15.
78 - Mt 23, 2-3.
79 - Fil 1, 18.
80 - Cf. CYPR., Ep. 73, 14, 3.
81 - Gv 1, 33.
82 - CYPR., Ep. 73, 15, 1.
83 - 1 Cor 15, 32.
84 - 1 Cor 15, 33.
85 - 1 Cor 15, 12.
86 - Cf. Ef 5, 5.
87 - Cf. CYPR., Ep. 55, 27.
88 - 2 Tm 2, 17.
89 - 2 Tm 2, 20.
90 - Cf. Sal 2, 9; CYPR., Ep. 55, 25.
91 - Cf. Mt 3,12.
92 - 2 Tm 2, 17-20.
93 - Cf. CYPR., Ep. 73, 15, 1.
94 - 2 Cor 6, 14.
95 - 2 Tm 2, 19.
96 - 2 Cor 6, 14.
97 - Gv 2, 9.
98 - Cf. Fil 1, 15-17.
99 - CYPR., Ep. 73, 15, 1.
100 - CYPR., Ep. ll, 1.
101 - CYPR., Ep. 73, 15, 1.
102 - CYPR., Ep. 73, 15, 2.
103 - Mt 7, 23.
104 - Mt 25, 41.
105 - Cf. Rm 2, 4.
106 - Cf. Sal 88, 33-34.
107 - Cf. Sir 30, 24.
108 - Cf. Mt 24, 13.
109 - CYPR., Ep. 73, 16, 1.
110 - Cf. Mc 13, 21.
111 - CYPR., Ep. 73, 16, 1-2.
112 - 2 Tm 2, 21.
113 - 2 Tm 2, 19.
114 - Mt 7, 23.
115 - CYPR., Ep. 73, 16, 2.
116 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
117 - Cf. CyPR., Ep. 11, 1.
118 - CYPR., Ep. 73, 17-19.
119 - Cf. CYPR., 73, 17-19.
120 - 1 Cor 2, 14.
121 - Cf. 1 Cor 3, 2.
122 - Cf. 2 Cor 4, 16.
123 - Cf. Os 2, 5-7.
124 - CyPR., Ep. 73, 21, 1.
125 - 1 Cor 13, 3.
126 - Cf. CYPR., De lapsis 6; Ep. 11, 1.
127 - CYPR., Ep. 73, 21, 2.
128 - Ibidem.
129 - CYPR., Ep. 73, 21, 3.
130 - Cf. Mt 12, 30.
131 - 1 Cor 6, 10.
132 - Gal 5, 21.
133 - Gal 5, 19-21.
134 - Gal 5, 21.
135 - Cf. 1 Gv 1, 8.
136 - Ef 5, 5-6.
137 - 1 Cor 6, 9-10.
138 - Mt 11, 24.
139 - Mt 25, 41.
140 - Cf. 1 Cor 2, 14.
141 - Cf. Ct 6, 8.
142 - CYPR., Ep. 73, 22, 1.
143 - Gv 3, 5.
144 - Cf. At 10.
145 - Cf. At 8. 13. 18-19.
146 - Gv 3, 5.
147 - Mt 5, 20.
148 - At 10, 4. 31.
149 - Lc 23, 43.
150 - Cf. CYPR., Ep. 73, 22, 2.
151 - Rm 10, 10.
152 - Cf. Mt 3, 6. 13; Fil 2, 7.
153 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
154 - Cf. Gc 2, 21.
155 - Rm 4, 11.
156 - Cf. Rm 4, 3. 10, 10.
157 - Cf. Gn 17, 9-14.
158 - Cf. Es 4, 24-26.
159 - Gv 9, 21.
160 - Cf. CYPR., Ep. 73, XXII, 3.
161 - Cf. At 19, 3-5.
LIBRO QUINTO


Cipriano dimostra la consuetudine antica.
1. 1. Che sia un'antica consuetudine della Chiesa cattolica, quella
che noi oggi osserviamo, quando non ribattezziamo quelli che
vengono dagli scismatici o dagli eretici, se gi hanno ricevuto il
battesimo consacrato dalle parole del Vangelo, lo proviamo
avvalendoci delle testimonianze di Cipriano. Egli si pone questa
questione raccogliendola certamente dalle labbra dei fratelli che
cercavano la verit o lottavano per essa. Nelle sue discussioni con
cui cercava di dimostrare che gli eretici andavano ribattezzati e di
cui abbiamo a lungo parlato a suo tempo nei libri precedenti, dice:
Mi si dir: Che ne sar, dunque, di coloro che, in passato, venendo
dall'eresia alla Chiesa, sono stati accolti senza battesimo?
1
. Qui,
tutta la causa dei Donatisti, con i quali abbiamo dibattuto questa
questione, pienamente naufragata. Se infatti non avevano
veramente il battesimo quelli che, venendo dall'eresia, erano accolti
in questo modo, e se quindi su di essi gravavano ancora i peccati
2
,
dato che con questi peccatori erano stati in comunione, sia quelli
che sono vissuti prima di Cipriano
3
, e sia Cipriano stesso, delle due
una: o la Chiesa era finita gi da allora, macchiata dalla comunione
con costoro, o i peccati di altri, anche se notori, non danneggiano
chi rimane nell'unit. Ma essi non possono dire che la Chiesa era
scomparsa gi da allora, contagiata dalla comunione con coloro che
erano stati ammessi in essa, senza battesimo, come sostiene
Cipriano. In questo caso, infatti, se la Chiesa fosse veramente
scomparsa, i Donatisti non possono dimostrare neanche la loro
origine: passarono pi di quaranta anni tra il martirio di Cipriano e
la distruzione dei Libri sacri, cio dall'episodio nel quale i Donatisti,
diffondendo il fumo delle loro calunnie, trovarono un pretesto per
creare lo scisma, come proclama la lista dei Consoli. Quindi non
resta che ammettere che l'unit di Cristo non pu essere
contaminata da simile comunione con i cattivi, anche se notori.
Ammesso questo, non troveranno un motivo per sostenere che
dovevano separarsi dalle Chiese del mondo che, come entrambi
leggiamo, erano state fondate dagli Apostoli. E poich queste
Chiese non poterono perire a causa della mescolanza con i malvagi,
ecco che i Donatisti, che non sarebbero periti se fossero rimasti con
esse nell'unit, separandosene e rompendo il vincolo della pace,
sono sicuramente periti nello scisma. Risulta molto chiaro il
sacrilegio dello scisma, se non c' stato alcun motivo di
separazione. E che non c' stato alcun motivo di separazione
appare chiaro se i malvagi, anche notori, non macchiano i buoni
nell'unit. Ora, che nell'unit i buoni non vengono macchiati dai
cattivi, anche se notori, lo dimostriamo con la testimonianza di
Cipriano, il quale dichiara che, in passato, quanti venivano
dall'eresia alla Chiesa, erano ammessi senza battesimo
4
. Tuttavia,
se i nefandi sacrilegi che gravavano su di loro, in quanto non
rimessi dal battesimo, non hanno potuto insozzare e distruggere la
santit della Chiesa, nessun contatto coi malvagi pu farla perire.
Perci, se essi ammettono che Cipriano ha detto il vero, la sua
testimonianza li convince del crimine dello scisma; se sostengono
che Cipriano ha detto il falso, non usino pi la sua testimonianza
nella questione del battesimo.
Continua l'argomento sui testi di Cipriano.
2. 2. Ma ora che abbiamo avviato un discorso col beato Cipriano,
un uomo pacifico, proseguiamolo. Facendo propria l'obiezione che
sentiva dai fratelli: Che ne sar, dunque, di coloro che in passato
sono venuti dall'eresia alla Chiesa e sono stati accolti senza
battesimo? Dichiara: Il Signore pu concedere il perdono con la sua
misericordia, e non escludere dai benefici della Chiesa, quelli che,
accolti nella Chiesa senza sacramento, sono morti nella Chiesa
5
.
Egli fece bene a credere che la carit dell'unit poteva coprire la
moltitudine dei peccati. Se poi essi avevano il battesimo, e quelli
che ritenevano necessario ribattezzarli erano in errore, la carit
dell'unit
6
copriva questo errore per tutta la durata di questa, non
diabolica divisione, ma umana fragilit; finch, se in qualche cosa
pensavano diversamente, come dice l'Apostolo, il Signore li avesse
illuminati
7
. Guai perci ai Donatisti che, dopo essersi separati
dall'unit con una rottura sacrilega, ribattezzano, se vero che il
battesimo si trova da noi e da loro! Se invece esso si trova solo
nella Cattolica, non battezzano affatto. Dunque o che ribattezzino o
che non battezzino, non sono nel vincolo della pace, dal quale poter
prendere un rimedio per qualunque loro ferita. Quanto a noi, se li
ammettiamo nella Chiesa senza battesimo, ci troviamo nel numero
di coloro che possono essere perdonati, come Cipriano ha creduto,
per avere custodito l'unit. Se invece - come io credo che risulti
chiaro da quanto si detto nei libri precedenti - anche nella
perversit degli eretici, pu esserci l'integrit del battesimo
cristiano; se a quell'epoca alcuni hanno ribattezzato e tuttavia non
si sono separati dall'organismo dell'unit, costoro hanno potuto
ottenere il perdono per lo stesso amore della pace, grazie al quale,
come attesta Cipriano, poterono non essere esclusi dai benefici
della Chiesa, quanti vi erano stati ammessi senza battesimo. Del
resto, se vero che tra gli eretici e gli scismatici non c' il
battesimo di Cristo, quanto meno sarebbero dannosi i peccati altrui
per coloro che vivono nell'unit, visto che a coloro che venivano
all'unit ed erano accolti senza battesimo, si perdonavano anche i
propri!. In effetti se, come attesta Cipriano, il vincolo dell'unit pu
tanto, come potrebbero essere colpiti dai peccati altrui quanti non
vogliono allontanarsi dall'unit se, per i propri peccati non morivano
neppure i non battezzati che volevano venire ad essa dall'eresia?
L'autorit di Cipriano contro i Donatisti.
3. 3. Ci che Cipriano aggiunge dicendo: Non perch si sbagliato
una volta, bisogna sbagliare sempre, dato che agli uomini saggi e
timorati di Dio conviene pi aderire di buon animo e con prontezza
alla verit svelata e chiarita, che lottare con tenacia e ostinazione
contro i fratelli e i colleghi sacerdoti in favore degli eretici
8
molto
vero: resistere all'evidenza della verit
9
, non andare contro gli
altri, ma piuttosto contro se stessi. Ma dalle molte cose dette,
appare chiaro e certo, io credo, che neppure la perversit degli
eretici pu violare il battesimo di Cristo, quando viene dato e
ricevuto presso di loro. Ma se questo non ancora certo, almeno
dubbio; e chiunque ricorda le cose dette e vi riflette, deve
ammetterlo. Non quindi ad una verit evidentissima che noi ci
opponiamo ma, o lottiamo per una verit chiara, come io penso, o,
come possono certamente credere quanti ritengono questa
questione non ancora risolta, cerchiamo la verit. Perci se la realt
diversa da quella che diciamo noi, accogliamo le persone
battezzate dagli eretici, con la stessa semplicit con cui le
accoglievano quelli che, come Cipriano ha creduto, ottenevano il
perdono grazie all'unit. Se invece il battesimo di Cristo, come
dimostrano le molte cose gi dette, pu restare integro anche
quando non integra la vita e la fede n di quelli che sembrano
dentro, ma non appartengono alle membra dell'unica colomba
10
,
n di quelli che non vi appartengono tanto chiaramente da esserne
anche apertamente fuori, ne consegue che tutti quelli che allora lo
ripetevano, meritavano, grazie alla carit dell'unit, lo stesso
perdono che, secondo Cipriano, avevano meritato, grazie alla
stessa carit, quelli che erano stati accolti, a suo dire, senza
battesimo. Ma ora i Donatisti che si sono staccati dalla carit di
questa unit senza alcun motivo - visto che i cattivi nell'unit non
possono nuocere ai buoni, come mostra Cipriano - hanno perso
ogni possibilit di perdono. Ed essi, che si sarebbero perduti per
colpa del solo crimine dello scisma, anche se non avessero
ribattezzato dopo la Cattolica di che grande supplizio si sono resi
degni, o perch cercano di dare ai Cattolici, che lo hanno, ci che, a
detta di Cipriano, essi non hanno, o perch, come i fatti
dimostrano, accusano la Cattolica di non avere ci che anch'essi
hanno.
L'autorit di Cipriano non autorizza la separazione.
4. 4. Ma poich ora, come si diceva, abbiamo avviato un discorso
con una lettera di Cipriano, ritengo che se egli fosse presente, non
sarei considerato anche da lui, come uno che lotta con tenacia e
con ostinazione contro i fratelli e i colleghi sacerdoti, e a favore
degli eretici
11
, quando comprendesse le molte e grandi ragioni che
ci muovono a credere che anche negli eretici pervertiti nel loro
maligno errore, pu esservi il battesimo di Cristo che, in se stesso,
molto degno e santo. E poich egli stesso dichiara - per noi la sua
testimonianza ha un grande peso - che era questo il modo con cui,
in passato, si usava ammetterli, ne consegue che chiunque, colpito
dalle sue parole, non dubita che gli eretici vadano battezzati, quanti
non sono ancora persuasi, per i molti argomenti contrari, egli li
consideri tali e quali a quelli che, in passato, hanno accolto,
semplicemente, i battezzati nell'eresia, correggendone solo l'errore,
e con essi poterono essere salvati per il vincolo dell'unit.
Chiunque, invece, persuaso dall'antica consuetudine della Chiesa,
dalla successiva conferma del concilio plenario, dai tanti e
autorevoli testi delle sante Scritture, dalle molte prove prese da
Cipriano, e dalle limpide ragioni della verit, capisce che il
battesimo di Cristo, consacrato dalle parole del Vangelo, non
diventa perverso a causa della perversit dell'uomo, comprenda
anche che, per lo stesso vincolo dell'unit, poterono salvarsi coloro
che, fatta salva la carit, credettero diversamente. E perci bisogna
anche capire che nessuna paglia e nessuna zizzania avrebbe potuto
macchiarli, se essi avessero voluto essere grano nella societ della
Chiesa diffusa in tutta la terra; e che quindi non c'era alcun motivo
di separarsi dal vincolo dell'unit, quale che sia, delle due opinioni,
quella vera: o quella di Cipriano o quella seguita da tutta la
Cattolica, dalla quale egli non si separ: che quanti sono
apertamente fuori nel pubblico sacrilegio dello scisma non possono
salvarsi, e che tutto ci che ricevono dai divini sacramenti e dalla
generosit dell'unico legittimo Sposo, fin quando sono perversi,
serve pi per la loro confusione che per la loro salvezza.
Il battesimo non va mai ripetuto.
5. 5. Perci anche se gli eretici, emendatisi dall'errore, volessero
venire alla Chiesa, proprio perch credono di non avere il
battesimo, se non ricevendolo nella Cattolica, neppure in questo
caso dovremmo accondiscendere alla ripetizione del battesimo, ma
piuttosto insegnare loro che se non vogliono emendarsi, n
l'integrit del battesimo giova alla loro perversit, n il battesimo
integro stato profanato dalla loro perversit nel periodo in cui essi
non hanno voluto emendarsi; e n, dato che vogliono correggersi, il
battesimo diventa in essi migliore, ma che essi si allontanano dalla
malignit, mentre incomincia a giovare per la salvezza, ci che
prima c'era per la rovina. Imparando queste cose, infatti,
desidereranno la salvezza nell'unit cattolica, non considereranno
come proprio ci che di Cristo, e il sacramento della verit,
bench presente in loro, non lo mescoleranno con il proprio errore.
Alcuni Donatisti hanno il terrore di essere ribattezzati.
5. 6. A ci si aggiunga che la gente, per una non so quale segreta
ispirazione divina, tanto odia chi riceve per la seconda volta il
battesimo gi ricevuto altrove, che gli stessi eretici, nel discuterne,
si passano la mano sulla fronte; e quasi tutti i loro fedeli, che sono
invecchiati nella loro comunione e hanno concepito un'ostinata
avversione per la Cattolica, ammettono che questa l'unica cosa
che presso di loro li amareggia. E molti che, per ottenere dei
vantaggi terreni o evitare inconvenienti, desiderano passare da
loro, brigano in segreto perch si conceda loro, quasi per un favore
speciale e personale, di non essere ribattezzati; e alcuni, che pure
credono a tutti gli altri loro sciocchi errori e alle false accuse contro
la Chiesa cattolica, non si vogliono unire a loro, perch ne sono
trattenuti unicamente dal timore di essere costretti a ribattezzarsi.
Ora, proprio per paura di questo sentimento che invade pienamente
quasi tutti gli spiriti, i Donatisti preferirono accettare il battesimo,
dato dai Massimianisti che essi avevano condannato, e cos tagliarsi
piuttosto la lingua e otturarsi la bocca, anzich ribattezzare tanti
uomini di Musti, di Assuri e di altre popolazioni che essi accolsero
con Feliciano, Pretestato e con altri, da essi condannati e ad essi
ritornati.
C' grande orrore per la ripetizione del battesimo.
6. 7. In realt, poich questo avviene di rado e riguarda singoli casi
distanti tra loro nello spazio e nel tempo, non se ne avverte tutto
l'orrore. Ma se all'improvviso si riunissero tutti quelli che per
lunghissimo tempo i Massimianisti hanno battezzato in imminente
pericolo di morte o nelle solennit pasquali, e si dicesse loro di farsi
ribattezzare perch il battesimo ricevuto nel sacrilegio dello scisma
era nullo, certamente si direbbe ci che l'ostinazione nell'errore li
costringerebbe a dire, per poter coprire sotto un'ombra qualsiasi di
falsa coerenza, il gelo e il ghiaccio della propria durezza, riparandoli
dal calore della verit. Ma poich essi non avrebbero potuto
tollerarlo, e, ci che avessero fatto a tanta gente non avrebbero
potuto tollerarlo neppure gli autori, soprattutto perch avrebbero
dovuto ribattezzare nel partito di Primiano, quelli stessi che
avevano gi battezzato nel partito di Massimiano, fu accettato il
battesimo dei Massimianisti e distrutto l'orgoglio dei Donatisti. Ma
essi non avrebbero mai scelto di far questo, se non avessero
ritenuto che l'orrore della gente per la ripetizione del battesimo era
maggiore della considerazione della difesa persa. Questo lo dico,
non perch dobbiamo temere l'opinione della gente, se la verit ci
obbligasse a ribattezzare quanti vengono dagli eretici, ma perch
secondo san Cipriano gli eretici avrebbero potuto essere
maggiormente costretti alla necessit di venire alla Cattolica, se
fossero stati in essa ribattezzati
12
. ecco perch ha voluto ricordare
quanto sia grande l'orrore che la ripetizione del battesimo suscita in
quasi tutti gli spiriti. Un orrore che oso credere ve lo abbia infuso
per proteggere la Chiesa.
Gli eretici posseggono il battesimo ma non rettamente n
legittimamente.
7. 8. Certamente, quando io esamino le parole di Cipriano, sono
sollecitato a dire molte cose necessarie per dirimere questa
questione. Egli ha detto: In effetti, se essi vedono che noi
decidiamo e stabiliamo, secondo un nostro giudizio e una nostra
opinione, di considerare giusto e legittimo il loro battesimo,
crederanno di possedere giustamente e legittimamente anche la
Chiesa e tutti gli altri suoi doni
13
. Egli non dice: Crederanno di
possedere i doni della Chiesa, ma di possederli giustamente e
legittimamente. Ora che non posseggono il battesimo in modo
giusto e legittimo, noi lo concediamo, ma che non lo posseggano
affatto, non possiamo dirlo, poich riconosciamo il sacramento del
Signore consacrato con le parole del Vangelo. Dunque hanno il
battesimo legittimo, ma non legittimamente. Chiunque infatti ha il
battesimo nell'unit cattolica e vive in maniera degna di esso, lo ha
legittimo e legittimante. Chiunque, invece, o lo ha nella Cattolica
come paglia mischiata al frumento, o lo ha fuori di essa, come
paglia sollevata dal vento, questi ha, s, il battesimo legittimo, ma
non in modo legittimo. Ciascuno infatti lo ha come lo usa. Ma non lo
usa in modo legittimo, chi lo usa contro la legge come fa ogni
battezzato che vive da malvagio, sia dentro che fuori la Chiesa.
Anche del battesimo si pu dire che buono.
8. 9. Perci, come l'Apostolo ha detto della Legge: La Legge
buona se uno la usa in modo legittimo
14
, cos noi possiamo
giustamente dire del battesimo: Il battesimo buono se lo si usa in
modo legittimo. E come allora non rendevano buona, o rendevano
addirittura inesistente la Legge, quanti non ne facevano un uso
legittimo, cos non rende assolutamente il battesimo invalido o non
lo rende inesistente chiunque non ne fa un uso legittimo, solo
perch vive nell'eresia o perch ha una condotta pessima. Ecco
perch, quando si converte all'unit cattolica o ad una vita degna di
un sacramento tanto grande, egli non comincia ad avere un
secondo battesimo, quello legittimo, ma ha lo stesso in modo
legittimo. E n al battesimo segue l'irrevocabile remissione dei
peccati, se oltre che legittimo, non lo si ha anche legittimamente.
Tuttavia, se non lo si ha legittimamente, e se i peccati non sono
rimessi o, una volta rimessi, ritornano non per questo nel
battezzato il sacramento del battesimo cattivo o inesistente.
Come Giuda, infatti, al quale il Signore porse il boccone, fece spazio
dentro di s al diavolo
15
, non perch riceveva una cosa malvagia,
ma perch la riceveva da malvagio, cos chiunque riceve
indegnamente il sacramento del Signore, non fa s che, essendo egli
cattivo, esso cattivo, oppure, che non riceve niente, perch non lo
riceve per la salvezza. Era Corpo e Sangue del Signore, infatti,
malgrado tutto, anche per quelli ai quali l'Apostolo diceva: Chi
mangia e beve indegnamente, mangia e beve la propria condanna
16
. Gli eretici, dunque, non cerchino nella Cattolica ci che hanno,
ma ci che non hanno, cio il fine della Legge, senza il quale si
possono avere molti doni santi, ma non possono giovare. Ora, il
fine della Legge la carit che deriva da un cuore puro e da una
coscienza monda e da una fede non falsa
17
. Quanto al sacramento
del lavacro, non per averlo se gi ne sono stati lavati, sia pure
nell'eresia, ma per averlo in modo salutare, si affrettino a venire
all'unit e alla verit della Cattolica.
Il battesimo di Giovanni.
9. 10. ormai ora di vedere ci che Cipriano dice sul battesimo di
Giovanni Battista
18
. Negli Atti degli Apostoli leggiamo
19
che l'unico
motivo per cui Paolo ha battezzato quelli che erano gi stati
battezzati col battesimo di Giovanni perch il battesimo di
Giovanni non era il battesimo di Cristo, ma un battesimo concesso
da Cristo a Giovanni, che sarebbe stato propriamente detto di
Giovanni, come lo stesso Giovanni dice: L'uomo non pu ricevere
alcunch che non gli sia dato dal cielo
20
. Ma affinch non si
credesse che egli lo aveva ricevuto solo dal Padre e non anche dal
Figlio, parlando di Cristo stesso egli dice: E dalla sua pienezza noi
tutti abbiamo ricevuto
21
. Ora Giovanni lo ha ricevuto in vista di un
disegno prestabilito, e non perch durasse a lungo, ma solo il
tempo sufficiente a preparare la via del Signore, del quale egli
doveva essere il precursore. Preparandosi ad entrare con umilt in
questa via e a condurre alla perfezione quanti lo seguono con
umilt, il Signore come lav i piedi ai suoi servi
22
, cos volle essere
lavato con il battesimo di un suo servo
23
. Come infatti si
inginocchi ai piedi di quelli di cui era maestro, cos si sottomise al
dono che egli stesso aveva dato a Giovanni, perch tutti capissero
che grande sacrilegio di superbia avrebbe commesso chi avesse
disprezzato il battesimo che doveva ricevere dal Signore, visto che
proprio il Signore aveva ricevuto dal servo ci che gli aveva dato
lui, perch questi potesse darlo come proprio. E poich Giovanni, di
cui, tra i nati di donna
24
, non sorto nessuno pi grande, aveva
reso a Cristo una testimonianza cos autorevole, da riconoscersi
indegno di scioglierli i legacci dei suoi calzari
25
, Cristo, ricevendo il
suo battesimo, sarebbe stato considerato il pi umile tra gli uomini,
e abolendo il suo battesimo sarebbe stato creduto come il Dio
Altissimo: nello stesso tempo dottore di umilt e datore di
grandezza.
Ancora sul battesimo di Giovanni.
9. 11. A nessun profeta, infatti, a nessun uomo stato mai
concesso, stando alle Scritture divine, di battezzare nell'acqua della
penitenza per la remissione dei peccati
26
. Questo stato concesso
a Giovanni, perch, attirando su di s, con questo grande dono, gli
animi dei popoli, potesse preparare in essi la via
27
a Colui che egli
annunciava come molto pi grande di s. Ma mentre il Signore
Ges Cristo purifica la Chiesa con un battesimo tale che, una volta
ricevuto, non ne richiede un altro, Giovanni battezzava con un
battesimo tale che, una volta ricevuto, avrebbe necessariamente
richiesto anche il battesimo del Signore e non certo per ripetere
quello di Giovanni, ma perch, a quanti avevano ricevuto il
battesimo di Giovanni, fosse dato anche il battesimo di Cristo, di cui
Giovanni preparava la via. Se infatti non ci fosse stato bisogno di
raccomandare l'umilt di Cristo, non ci sarebbe stato neppure
bisogno del battesimo di Giovanni. Inoltre, se Giovanni fosse stato il
fine della legge, non c'era bisogno, dopo il battesimo di Giovanni,
del battesimo di Cristo. Ma poich il fine della Legge Cristo,
perch sia data la giustizia ad ogni credente
28
, egli indic che si
doveva andare da lui e che, quando si arrivati a lui, si resta con
lui. E cos Giovanni ha proclamato sia la sublimit del Signore,
poich lo ha di gran lunga anteposto a s, sia la sua umilt, perch
lo ha battezzato come fosse l'ultimo. Ma se Giovanni avesse
battezzato Cristo soltanto, lo si sarebbe considerato dispensatore di
un battesimo migliore - dato che con esso era stato battezzato solo
Cristo - di quello di Cristo stesso, con il quale vengono battezzati i
cristiani. E ancora: se fosse necessario battezzare tutti prima col
battesimo di Giovanni e poi con quello di Cristo, si potrebbe
credere, a buon diritto, che il battesimo di Cristo meno completo
e meno perfetto e che esso non basterebbe alla salvezza. Ecco
perch, il Signore, da una parte stato battezzato col battesimo di
Giovanni, per piegare le orgogliose cervici degli uomini al suo
battesimo salutare e, dall'altra, non stato il solo ad essere
battezzato con quel battesimo, per non far vedere che questo
battesimo era superiore, proprio perch egli era stato l'unico degno
di essere battezzato. E d'altra parte, egli non permise che esso
restasse a lungo, perch non si pensasse questo unico unico con cui
egli battezza, richiedesse l'altro che lo aveva preceduto.
Se il battesimo di Giovanni rimette i peccati.
10. 12. Pongo, pertanto, una questione: se con il battesimo di
Giovanni si rimettevano i peccati, che cosa ha potuto donare in pi
il battesimo di Cristo a quelli che l'apostolo Paolo ha imposto di farsi
battezzare col battesimo di Cristo, dopo il battesimo di Giovanni
29
?
Se invece con il battesimo di Giovanni i peccati non si rimettevano,
erano forse migliori di Giovanni, al tempo di Cipriano, quelli che
rapivano i fondi con astuta frode, come egli dice, che, raddoppiando
le usure
30
, accrescevano il capitale, e che tuttavia, se
battezzavano, operavano la remissione dei peccati? Oppure si
operava perch li abbracciava l'unit della Chiesa? E che? Non era
nell'unit Giovanni, questo amico dello Sposo
31
, precursore della
via del Signore e battezzatore del Signore in persona? Chi cos
pazzo da dirlo? Di conseguenza, bench io creda che Giovanni abbia
battezzato nell'acqua della penitenza
32
per la remissione dei
peccati, in modo che ai suoi battezzati erano rimessi i peccati nella
speranza, di fatto nel battesimo del Signore che essa avveniva;
come la resurrezione che si attende alla fine avvenuta in noi nella
speranza. L'Apostolo lo dice: Egli ci ha risuscitati con lui e ci ha
fatto sedere nei cieli con lui
33
; e ancora: nella speranza che
siamo stati salvati
34
. In effetti, sebbene Giovanni stesso dica: Io vi
battezzo con l'acqua della penitenza per la remissione dei peccati
35
, vedendo il Signore dice: Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che
toglie i peccati del mondo
36
. Tuttavia, perch nessuno sostenga
che anche col battesimo di Giovanni si rimettevano i peccati, e che
solo una santificazione pi completa che stata concessa, col
battesimo di Cristo, a quelli ai quali Paolo ordin di farsi
ribattezzare, contro questa opinione non mi accanisco.
Perch dopo Giovanni si battezzato e perch...
11. 13. Dobbiamo infatti esaminare un problema che riguarda in
modo particolare la nostra questione: quale che sia la natura del
battesimo di Giovanni, poich evidente che esso appartiene
all'unit di Cristo, perch dopo Giovanni, che era santo, si dovette
battezzare e dopo i vescovi avari, no? Di sicuro nessuno nega che
nel campo del Signore Giovanni era il buon grano e, se non si pu
dire di pi, quello che produce il cento per uno; cos nessuno dubita
che l'avarizia, che idolatria
37
, nella messe del Signore
considerata paglia. Perch, allora, dopo il frumento si battezza e
dopo la paglia non si battezza? Ora, se Paolo ha battezzato dopo
Giovanni, perch era migliore di Giovanni, perch Cipriano non ha
battezzato dopo i suoi colleghi usurai, dei quali era
incomparabilmente migliore? E se Cipriano non ha battezzato dopo
tali colleghi, in quanto essi erano con lui nell'unit, neppure Paolo
avrebbe dovuto battezzare dopo Giovanni, perch stavano nella
stessa unit. Oppure gli ingannatori e i rapaci appartengono
all'unica colomba
38
, mentre non vi appartiene colui al quale si
manifest la potenza del Signore Ges Cristo mediante lo Spirito
Santo disceso in forma di colomba
39
? Tutt'altro: Giovanni vi
appartiene intimamente, questi malvagi, invece, che dovranno
essere separati dal frumento in occasione di qualche scandalo o
nell'ultima vagliatura, non vi appartengono affatto. Eppure dopo
Giovanni si battezzato e dopo costoro non si battezza. E per qual
motivo, se non perch il battesimo, che Paolo ordin loro di ricevere
non era quello dato da Giovanni? Ne consegue che anche nell'unit
della Chiesa, il battesimo di Cristo, sia pure dato da un ministro
usuraio, non si pu ripetere; quanto al battesimo di Giovanni,
anche quelli che lo ricevevano da Giovanni in persona, dovevano
poi battezzarsi col battesimo di Cristo.
...dopo Cristo non si battezza.
12. 14. Del resto, anche io potrei, prendendo sempre le parole del
beato Cipriano, volgere l'attenzione degli ascoltatori ad una specie
di miracolo, se dicessi: Giovanni, ritenuto il pi grande dei profeti;
Giovanni, ripieno della grazia di Dio fin dal seno materno; Giovanni,
sorretto dallo spirito e dalla virt di Elia; che non stato avversario
del Signore, ma suo precursore e annunciatore; che ha annunciato
il Signore non solo con le parole, ma lo ha mostrato allo sguardo;
che ha battezzato quel Cristo, nel cui nome vengono battezzati gli
altri
40
, non ha meritato di battezzare in modo che non fosse
necessario battezzare nuovamente, dopo di lui, quanti erano stati
battezzati da lui, e dopo gli avari, gli ingannatori, i rapaci e gli
usurai, nessuno penser che bisogna battezzare qualcuno nella
Chiesa? Non forse vero che, quando io faccio questa osservazione
cattiva, mi si risponde: Perch la credi una cosa indegna, come se
Giovanni stato disonorato e l'avaro onorato? Del resto non c'era
da ripetere il battesimo di Colui del quale proprio Giovanni dice:
Questi Colui che battezza nello Spirito Santo
41
. Infatti, qualunque
ministro lo impartisca, il battesimo sempre di Colui del quale
stato detto: Questi Colui che battezza. Ma neppure il battesimo di
Giovanni stato ripetuto, quando l'apostolo Paolo ha ordinato a
quanti erano stati battezzati da Giovanni, di farsi battezzare in
Cristo. In realt, essi dovettero ricevere dallo Sposo stesso, ci che
non avevano ricevuto dall'amico dello Sposo
42
, di cui il suo amico
aveva detto: Questi Colui che battezza nello Spirito Santo.
Sul battesimo di Cristo.
13. 15. In realt, se il Signore Ges avesse voluto, avrebbe potuto
dare il potere sul suo battesimo a uno o ad alcuni dei suoi servi pi
autorevoli, che gi aveva resi suoi amici e ai quali ha detto: Non vi
chiamer pi servi, ma amici
43
, di modo che, come Aronne era
stato indicato sacerdote
44
con una verga fiorita, cos nella sua
Chiesa, dove sono avvenuti molti e pi grandi miracoli, sarebbero
stati indicati, per mezzo di un segno, i ministri dotati di pi eccelsa
santit e i dispensatori dei misteri; e questi soltanto avrebbero
dovuto battezzare. Ma se lo avesse fatto, bench conferitogli dal
Signore, il battesimo sarebbe stato considerato di quei servi, come
l'altro di Giovanni. Perci, Paolo ringrazia il Signore di non avere
battezzato nessuno di quelli che, avendo dimenticato, diciamo cos,
il nome nel quale erano stati battezzati, si dividevano sui nomi degli
uomini
45
. In effetti, poich il battesimo dato da un ministro
spregevole, vale tanto quanto quello dato da un apostolo, si
ammette, di conseguenza, che esso non n dell'uno e n
dell'altro, ma di Cristo. questo, Giovanni attesta di averlo appreso,
per quanto riguarda il Signore, per mezzo dell'apparizione della
colomba. In effetti io non vedo proprio in quale altro senso egli ha
detto: E io non lo conoscevo
46
. Se infatti non lo avesse mai
conosciuto, non gli avrebbe detto, vedendolo venire al suo
battesimo: Sono io che devo essere battezzato da te
47
. Che senso
ha, allora, questo suo discorso: Ho visto lo Spirito scendere dal
cielo come una colomba e fermarsi su di lui. E io non lo conoscevo,
ma chi mi ha mandato a battezzare nell'acqua, mi disse: Colui sul
quale vedrai discendere dal cielo lo Spirito e fermarsi su di lui,
quegli colui che battezza nello Spirito Santo
48
? Certamente la
colomba era discesa sul battezzato. Ora, mentre egli veniva a farsi
battezzare, Giovanni gli aveva detto: Sono io che devo essere
battezzato da te
49
. Dunque, gi lo conosceva. Che cosa vuol dire,
allora: Io non lo conoscevo, ma Colui che mi mand a battezzare in
acqua, mi disse: Colui sul quale vedrai scendere lo Spirito dal cielo
e posarsi su di lui, questi Colui che battezza nello Spirito Santo
50
,
dato che successo dopo che stato battezzato se non che, in un
senso lo conosceva e nell'altro non lo conosceva? Egli conosceva,
evidente, lo Sposo, il Figlio di Dio, dalla cui pienezza tutti avrebbero
ricevuto
51
; ma poich da questa pienezza egli aveva ricevuto il
potere di battezzare, tanto che il suo si sarebbe chiamato battesimo
di Giovanni, egli non sapeva se poi il Signore lo avrebbe dato anche
agli altri, oppure ne avrebbe avuto uno tutto suo, ma tale che
chiunque lo avesse dato, o un ministro di grazia pi elevata o uno
di grazia meno elevata, o un ministro che produce il centuplo o il
sessanta o il trenta; o il frumento o la paglia, riconoscessero tutti
che esso non era altro che di Cristo. Questo, Giovanni lo ha appreso
dallo Spirito disceso nella forma di una colomba e posatosi su
Cristo.
Se si pu battezzare dopo gli eretici.
14. 16. Quindi, noi troviamo che gli Apostoli hanno detto: La mia
gloria
52
, naturalmente, nel Signore, e: Il mio ministero
53
, la mia
prudenza
54
, il mio Vangelo
55
, naturalmente conferito e donato dal
Signore, mentre non troviamo che un Apostolo abbia mai detto: Il
mio battesimo. La gloria, infatti, non uguale in tutti, e non tutti
amministrano in modo uguale e non tutti sono dotati di uguale
prudenza. Ma anche nell'evangelizzare c' chi opera bene e chi
meno bene, e quindi si pu dire che, anche nella dottrina della
salvezza, c' chi pi dotto e chi lo meno. Viceversa non si pu
dire che uno sia battezzato di pi e un altro di meno, non importa
se egli stato battezzato da uno inferiore o da uno superiore.
Inoltre, poich sono ben note le opere della carne, cio: le
fornicazioni, le immondezze, le lussurie, le idolatrie, i venefici, le
inimicizie, le contese, le emulazioni, le animosit, i dissensi, le
eresie, le invidie, le ubriachezze, le ingordigie ed altre simili
56
, se ci
stupiamo a sentir dire: Dopo Giovanni si battezzato e dopo gli
eretici non si battezzato, perch non stupirsi a sentir dire: Dopo
Giovanni si battezzato e dopo gli invidiosi no, se vero che
proprio Cipriano, nella lettera Sulla gelosia e l'invidia, attesta che gli
invidiosi sono partigiani del diavolo? E che nella Chiesa gli invidiosi
sono stati annunciatori di Cristo fin dal tempo degli Apostoli, non lo
rivela proprio Cipriano, citando l'apostolo Paolo, come noi abbiamo
gi dimostrato
57
?
Sul battesimo di Giovanni.
15. 17. Che dunque il battesimo di Giovanni non era uguale al
battesimo di Cristo, credo di averlo chiarito abbastanza. Ne
consegue che non possibile trarre da esso nessuna prova per
sostenere che dopo gli eretici bisogna battezzare, poich dopo
Giovanni si battezzato, dato che Giovanni non era un eretico e
che se ha potuto avere un battesimo che, datogli da Cristo, anche
se non era quello di Cristo, perch aveva la carit di Cristo. Ma
neppure si pu trarre la prova per sostenere che l'eretico pu avere
il battesimo di Cristo e la perversit del diavolo, cos come, nella
Chiesa, si pu avere il battesimo di Cristo e la gelosia del diavolo.
Segue l'argomentazione di Agostino.
15. 18. " A pi forte ragione infatti bisogna battezzare l'eretico,
dato che Giovanni non era un eretico, eppure dopo di lui si
battezzato "
58
. " Gi - potrebbe dire un altro - a maggior ragione
dopo l'ubriaco bisogna battezzare, visto che Giovanni era sobrio,
eppure dopo di lui si battezzato "
59
. E che risposta gli daremo?
Non l'abbiamo. Salvo a dire che ai battezzati da Giovanni stato
dato il battesimo di Cristo, che essi non avevano; in quelli, invece,
in cui c' il battesimo di Cristo, quali che siano le loro perversit,
non si pu fare in modo che non vi sia il battesimo di Cristo.
Giovanni ricevette da Cristo ci che don.
15. 19. Non vero, quindi, che l'eretico ha potuto ottenere un
diritto sul battesimo, perch ha battezzato per primo
60
, ma perch
ha battezzato con un battesimo non suo. Ma anche se non ha avuto
il diritto di battezzare, tuttavia ci che ha dato di Cristo e ci che
ha ricevuto di Cristo. Molte cose, infatti, si danno contro il diritto,
ma non per questo si considerano o nulle o non date. In effetti,
neanche chi rinuncia al secolo a parole e non a fatti riceve
legittimamente il battesimo, eppure lo riceve. E che questa gente
sia anche nella Chiesa, Cipriano lo ricorda per i suoi tempi e noi lo
esperimentiamo e ne gemiamo.
Pu il battesimo essere separato dalla Chiesa?
15. 20. Sorprende poi sentir dire che battesimo e Chiesa non
possono assolutamente trovarsi separati e divisi tra di loro
61
. Se
infatti il battesimo rimane nel battezzato, senza che possa
separarsene, perch un battezzato si pu separare dalla Chiesa e il
battesimo no? Ora, che nel battezzato il battesimo rimane per
quanto l'abisso della sua cattiveria e la voragine dei peccati, in cui
precipita, possano essere profondi, fino alla rovina dell'apostasia,
egli non senza battesimo, e per questo a chi fa penitenza e
ritorna, esso non viene ridato perch si giudica che non poteva
esserne privo. Ora, che un battezzato possa separarsi dalla Chiesa,
chi pu dubitarne? Veramente da qui che sono uscite tutte le
eresie che, sotto l'appellativo cristiano, ingannano la gente.
Risposta alla domanda.
16. 20. Quindi, se evidente che nel battezzato c' il battesimo,
quando un battezzato si separa dalla Chiesa, certo che il
battesimo che in lui si separa con lui. Di conseguenza, non tutti
quelli che hanno il battesimo, hanno anche la Chiesa, come non
tutti quelli che hanno la Chiesa, hanno anche la vita eterna. Ora, se
noi diciamo che non hanno la Chiesa se non quelli che osservano i
comandamenti di Dio, ammettiamo che vi sono molti, che hanno il
battesimo e non hanno la Chiesa.
L'eretico non possiede la primogenitura sul battesimo.
16. 21. Perci non l'eretico il primo a possedere il battesimo
62
;
egli infatti lo ha ricevuto dalla Chiesa e non ha potuto perderlo
separandosene e bench noi diciamo che egli non ha pi la Chiesa,
ammettiamo, tuttavia che ha il battesimo. Cos, non rinuncia alla
primogenitura
63
, per attribuirla all'eretico, chi dice che l'eretico ha
portato con s ci che non dar legittimamente, anche se ci che
d legittimo, e ci che non ha legittimamente, anche se ci che
ha legittimo. Ora, la primogenitura consiste solo nella condotta
santa e nella vita buona, e ne partecipano tutti quelli dai quali
formata, come da membra, la Sposa senza macchia n ruga
64
, cio
la colomba
65
che geme la malvagit in mezzo a molti corvi. A meno
che, visto che Esa perse la primogenitura per la voglia di lenticchie
66
, non si debbano considerare possessori della primogenitura gli
ingannatori, i rapaci, gli usurai, i gelosi, gli ubriaconi ed altri
malvagi come quelli che erano nella Chiesa di allora, e che Cipriano
deplor nei suoi scritti
67
. Di conseguenza, o avere la Chiesa non
equivale a possedere la primogenitura nelle cose divine o, se
chiunque ha la Chiesa possiede anche la primogenitura non hanno
la Chiesa tutti gli iniqui che sembrano dentro e che, come nessuno
di noi nega, hanno e danno il battesimo. In effetti, chi oserebbe
dire che essi hanno la primogenitura sui misteri divini, se non chi
non ha nessun senso del divino?.
La finale della lettera di Cipriano.
17. 22. Dopo avere esaminati e discussi tutti gli aspetti della lettera
di Cipriano, siamo ormai arrivati alle pacifiche parole poste come
conclusione. Parole che non mi sazio di leggere e di ripetere spesso,
tanta la piacevolezza dell'amore fraterno che ne esala e la
dolcezza della loro esuberante carit! Egli dice: Eccoti la nostra
breve risposta, fratello carissimo, secondo la nostra piccolezza: noi
non ci opponiamo a nessuno, n vogliamo impedire
pregiudizialmente a ciascun vescovo di fare ci che crede, in quanto
ciascuno dispone della piena libert di decisione. Noi, per quanto
possiamo, per colpa degli eretici non intendiamo litigare coi nostri
colleghi vescovi, con i quali desideriamo mantenere la concordia e
la pace del Signore, soprattutto perch l'Apostolo dice: " Se poi
qualcuno pensa di essere litigioso, noi questa abitudine non
l'abbiamo, e neanche la Chiesa di Dio "
68
. Conserviamo, quindi, con
pazienza e dolcezza, la carit dei cuori, la dignit del collegio, il
vincolo della fede, la concordia del sacerdozio. Proprio per questo
abbiamo scritto anche un opuscolo su Il bene della pazienza, nei
limiti della nostra mediocrit e col beneplacito e ispirazione del
Signore. Te lo inviamo come segno di reciproco affetto
69
.
Elogi a Cipriano.
17. 23. Ci sono molte considerazioni da fare su queste parole, nelle
quali risplende il fulgore della cristiana carit di un uomo che ha
amato la bellezza della casa del Signore e il luogo del suo santuario
70
!. Primo, che egli non ha nascosto il suo pensiero; poi, che ha
usato espressioni molto miti e pacifiche; che ha mantenuto la pace
della Chiesa con quanti divergevano dalle sue idee; che ha capito
che nel vincolo dell'unit c' tanta salute; che ha amato e custodito
con saggezza solo l'unit; che ha visto e capito che anche i
sostenitori dell'idea contraria possono, salvando la carit,
dissentire: in effetti, non avrebbe detto di voler conservare la
concordia divina e la pace del Signore con i malvagi. In verit, un
uomo buono pu avere uno spirito di pace verso i cattivi, ma non
pu mantenere con essi la pace che essi stessi non mantengono. E
infine, che non ostacolando e non impedendo a ciascun vescovo di
agire come credeva, in quanto ciascuno ha piena libert di
decisione, ha dato anche a noi tutti la possibilit di discutere
serenamente questi argomenti con lui. Egli infatti tra di noi non
solo con i suoi scritti, ma anche con quella virt che in lui ebbe il
massimo vigore e non pot mai morire, la carit. Ora io,
desiderando unirmi a lui ed essere con lui una sola cosa, se non ne
sar ostacolato dall'incoerenza dei miei peccati; sostenuto dalle sue
preghiere, imparer dai suoi scritti, se ci riesco, con quanta pace e
conforto il Signore ha retto, per mezzo di lui, la sua Chiesa; e,
rivestito di sentimenti di umilt per la commozione suscitata in me
dal suo discorso, anche se insieme al mondo so che la mia idea
pi vera, non anteporr il mio cuore al suo neppure sulla questione
in cui egli, pur avendo una opinione diversa, non si separato dal
mondo. Pi spiccata certamente fu in lui la forza della virt - visto
che questa questione, non ancora discussa, restava ancora sospesa
-, e che egli, che pure aveva un'opinione diversa da molti colleghi,
conserv tanto equilibrio da non rompere con il crimine di uno
scisma la santa societ della Chiesa di Dio. Certo, molto pi grande
che se egli avesse avuto tutte le idee, non solo vere, ma anche
uguali agli altri, senza la carit. E n io gli farei piacere se, il suo
ingegno, la potenza della sua parola e la ricchezza della sua
dottrina, cercassi di anteporli al santo concilio di tutte le nazioni, al
quale egli ha senz'altro partecipato nell'unit spirituale, soprattutto
ora che vive in quella luce di verit, dove contempla con tutta
certezza la verit che quaggi cercava con grande pace.
Dall'abbondanza di questa luce, infatti, egli sorride di questi, che a
noi sembrano discorsi, come di balbettii di bambini. L vede di
quale regola di piet ha avuto bisogno quaggi, perch niente gli
fosse pi caro dell'unit nella Chiesa. L contempla con indicibile
diletto, quanto sia provvidenziale e misericordioso il disegno con cui
il Signore ha scelto le cose stolte del mondo, per guarire le nostre
ferite, per confondere i sapienti
71
; e per collocare negli ordini della
sua Chiesa tutti i membri con grande sapienza, cos che gli uomini
non potessero dire che stato per il loro ingegno e per la loro
scienza, che ancora non sapevano da chi l'avevano avuta in dono,
che sono stati scelti come collaboratori al suo Vangelo, e quindi non
si gonfiassero di pestifera superbia. Oh! come gioisce Cipriano, con
quanta pi serenit egli contempla in quella luce, che per la piena
salvezza dell'umanit stato stabilito che vi siano degli errori che si
possono giustamente criticare; anche se essi si trovano negli scritti
pii e cristiani degli oratori, ma non in quelli dei pescatori!. Io, della
gioia di quest'anima santa, ho la totale certezza; e non oso
assolutamente pensare n dire che i miei scritti siano esenti da ogni
errore. E n al suo parere, per cui credette che quanti venivano
dagli eretici dovessero essere accolti in modo diverso da come si
accoglievano in passato, come egli attesta, o da come si accolgono
ora, secondo la ragionevole consuetudine, confermata da un
concilio plenario di tutto il mondo cristiano
72
, io antepongo un mio
parere, ma quello della santa Chiesa cattolica, che egli tanto am e
predilesse; nella quale port con pazienza una grande quantit di
frutti; della quale non segu la consuetudine universale, ma rimase
nella sua universalit; di cui non abbandon mai la radice, ma, pur
essendo gi fruttuoso, fu potato dal celeste agricoltore perch lo
fosse di pi
73
; per la cui pace e salvezza, onde evitare che con la
zizzania si sradicasse anche il frumento, da una parte redargu con
la libert della verit i molti mali di quelli che stavano con lui
nell'unit, e dall'altra li sopport con la virt della carit
74
.
Morti all'esterno e all'interno.
18. 24. Perci egli stesso ci insegna, con grande eloquenza, che
molti uomini, morti nei loro delitti e nei loro peccati, bench non
appartenenti alla societ di Cristo, n alle membra dell'unica
colomba
75
innocente e semplice - che se fosse solo essa a
battezzare, gli altri certamente non potrebbero battezzare - in
apparenza sembrano dentro, vi si battezzano e battezzano; e che in
loro, bench morti, vive per il battesimo di Colui che pi non
muore e che la morte pi non dominer
76
. Ora, visto che anche
nella Chiesa vi sono dei morti, e non nascosti - in effetti Cipriano
non ne avrebbe parlato tanto -, e che essi non fanno parte della
colomba viva o non vi fanno ancora parte; e visto che fuori vi sono
dei morti che ancora pi chiaramente non vi appartengono o ancora
non vi appartengono, e che nessun uomo pu ricevere la vita da
uno che non l'ha
77
, evidente che quanti, nella Chiesa, si fanno
battezzare da questi morti, se si accostano al battesimo con una
sincera conversione del cuore, ricevono la vita da colui al quale
appartiene il battesimo. Se invece rinunciano al mondo a parole e
non a fatti
78
come quelli che, testimone Cipriano, sono anche nella
Chiesa, non ricevono la vita neppure loro, se non si convertono.
Eppure hanno il vero battesimo, anche se non si convertono. Quindi
anche i morti che si trovano fuori della Chiesa, bench non abbiano
n diano la vita, hanno per il battesimo vivo, che giova alla loro
vita solo se si convertono alla pace. Anche questo evidente.
Se le antiche eresie ribattezzevano.
19. 25. Perci, quelli che allora accoglievano gli eretici provenienti
dalle eresie con lo stesso battesimo di Cristo che avevano ricevuto
fuori, e che dicevano di seguire l'antica consuetudine, la stessa che
segue oggi la Chiesa, era inutile contraddirli dicendo loro che
nell'antichit, le eresie e scismi erano ancora agli inizi, e quindi non
si trovavano quelli che si allontanavano dalla Chiesa, dove erano
stati prima battezzati, per cui, una volta tornati e fatta penitenza, ci
fosse bisogno di battezzarli
79
. Appena infatti nasceva un'eresia e
usciva dalla societ della comunione cattolica, non dico il giorno
dopo, ma addirittura lo stesso giorno, poteva battezzare quanti ad
essa accorrevano. Quindi, se anticamente si usava accogliere in
questo modo (e non sono riusciti a negarlo neanche i suoi
oppositori), nessun osservatore un po' pi attento potr dubitare
che cos siano stati accolti anche i battezzati fuori nelle eresie.
Chi una pecora smarrita.
19. 26. Io non vedo per quale motivo non si considera ancora
pecora smarrita
80
, chi, in cerca della cristiana salvezza, ha avuto la
disavventura di imbattersi nell'errore degli eretici e vi stato
battezzato, e si considera pecora adulta, nella Cattolica, chi ha
rinunciato al mondo solo a parole e non a fatti
81
e, con animo falso,
vi ha ricevuto il battesimo. Ora egli non diventa pecora, se non
quando si converte a Dio con cuore sincero; e come questi non
diventa pecora quando si fa battezzare, se gi era battezzato, ma
ancora non era pecora, cos anche uno che viene dagli eretici per
diventare pecora, non lo si deve battezzare, se gi aveva ricevuto,
presso di loro, lo stesso battesimo, bench non fosse ancora una
pecora. Perci, se tutti i malvagi, gli avari, i gelosi, gli ubriaconi che
sono anche nella Chiesa, e tutti quelli che conducono una vita
contraria alla disciplina cristiana, li possiamo giustamente chiamare
menzogneri, tenebrosi, morti e anticristi, forse vero che essi non
battezzano poich non pu esserci niente in comune tra la
menzogna e la verit
82
, le tenebre e la luce, la morte e
l'immortalit, l'anticristo e Cristo
83
?
Nessun peccato rende perverso il sacramento.
19. 27. Quindi, non si fonda solo sulla consuetudine, ma anche
sulle ragioni della verit, chi dice che il sacramento di Dio,
riconosciuto anche nei perversi, non lo rende perverso nessuna
umana perversit. Chiarissimo l'apostolo Giovanni: Chi odia il
proprio fratello ancora nelle tenebre
84
, e anche: Chi odia il
proprio fratello un omicida
85
. Perch battezza, nella Chiesa,
questa gente piena di odio maligno, come ci ricorda Cipriano
86
?
20. 27. Come pu purificare e santificare l'acqua, un omicida?
Come possono benedire l'olio, le tenebre? Se invece Dio presente
nei suoi sacramenti e nelle sue parole, indipendentemente da chi li
amministra, i sacramenti di Dio sono ovunque legittimi; i malvagi,
invece, ai quali essi non giovano a niente, sono ovunque perversi.
Se l'eretico battezzato appartiene alla Chiesa.
20. 28. Ma che razza di idea quella di credere che l'eretico non ha
il battesimo, perch non ha la Chiesa
87
? Si sa che quando lo si
battezza, gli si fanno domande anche sulla santa Chiesa
88
. Come
se il cristiano, che nella Chiesa rinuncia al secolo, non con i fatti ma
con le parole
89
, nel battesimo non venisse interrogato anche su
questo. Ora, come la sua falsa risposta non rende inesistente il
battesimo che riceve, cosi la falsa risposta dell'eretico sulla santa
Chiesa, non invalida il battesimo che riceve. E come al primo, se in
seguito mette in pratica ci di cui ha dato una risposta sbagliata,
non si ripete il battesimo, ma gli si corregge la vita; cos al
secondo, se in seguito viene alla Chiesa, sulla quale era stato
interrogato e aveva dato una risposta errata, poich credeva di
averla, mentre non l'aveva, gli si d la Chiesa che non aveva, ma
non si ripete il battesimo che aveva. Come mai poi al suono delle
parole pronunciate da un omicida
90
Dio pu santificare l'olio,
mentre i doni che gli eretici hanno deposto sull'altare non li pu
santificare, io non lo so
91
. A meno che, ci che nella Chiesa il cuore
di un falso convertito non impedisce, lo impedisce una tavola posta
fuori della Chiesa con inganno e cio, che Dio si degni essere
presente nei suoi sacramenti, in quanto non glielo impedisce
nessuna umana falsit. Se dunque questo testo del Vangelo: Dio
non ascolta il peccatore
92
, vuol dire che un peccatore non pu
celebrare i sacramenti, come pu Dio, esaudire le invocazioni di un
omicida sull'acqua del battesimo, sull'olio, sull'Eucarestia o sulle
teste di quelli ai quali impone le mani? Eppure tutto ci si fa ed
valido, anche se lo fanno degli omicidi, cio quelli che odiano i
fratelli, anche dentro la Chiesa stessa. Ora, se nessuno pu dare ci
che non ha
93
come pu un omicida dare lo Spirito Santo
94
? Eppure
anche lui, nella Chiesa, battezza. Dio, dunque, che dona lo Spirito
Santo, anche se battezza un omicida.
Il caso di chi, per errore, riceve il battesimo da un eretico.
21. 29. Cipriano poi dice: Va battezzato e rinnovato chi viene alla
Chiesa, perch vi sia santificato mediante i suoi santi
95
. Ma che
far costui, se anche in essa si imbatte in persone non sante? O
forse santo l'omicida? E se egli si fa battezzare nella Chiesa
proprio per deporre il peccato di un uomo che, mentre viene a Dio e
cerca un sacerdote, ingannato dall'errore si imbatte in un sacrilego,
dove andr poi a deporlo, se anche nella Chiesa stessa gli capita
che, mentre cerca un uomo di Dio, ingannato dall'errore, s'imbatt
in un omicida
96
? Se nell'uomo non possono esservi cose valide e
non valide, perch in un omicida pu esservi un sacramento santo e
un cuore non santo? Se chi non pu dare lo Spirito Santo, non pu
neppure battezzare
97
, perch battezza, nella Chiesa, l'omicida? E
come pu, un omicida, avere lo Spirito Santo, se chiunque ha lo
Spirito Santo nella luce, mentre chi odia il suo fratello ancora
nelle tenebre
98
? E se c' un solo battesimo e un solo spirito
99
, e
quindi non possono avere quest'unico battesimo quelli che non
hanno il solo Spirito, perch, nella Chiesa, l'innocente e l'omicida
hanno l'unico battesimo e non hanno l'unico Spirito? Di
conseguenza: l'eretico e il cattolico possono avere l'unico battesimo
e non avere l'unica Chiesa, cos come, nella Cattolica, l'innocente e
l'omicida possono avere l'unico battesimo e non avere l'unico
Spirito, poich come vi un solo battesimo, cos vi un solo Spirito
e una sola Chiesa. Pertanto, in ciascun uomo va riconosciuto ci
che ha, e gli va dato ci che non ha
100
. Ora, se davanti al Signore
non pu essere valido e sicuro niente di ci che fanno quelli che il
Signore considera suoi nemici e avversari, come pu essere sicuro il
battesimo che danno gli omicidi? Oppure i nemici e gli avversari del
Signore non li consideriamo omicidi? Ma chi odia il proprio fratello
omicida
101
. E allora come potevano battezzare quelli che odiavano
Paolo, servo di Ges Cristo e che, di riflesso, odiavano anche Ges,
poich fu lui a dire a Paolo: Perch mi perseguiti?
102
, quando questi
perseguitava i suoi servi, e alla fine egli stesso dice: Quello che non
avete fatto ad uno solo di questi pi piccoli, non lo avete fatto a me
103
? S, vero che tutti quelli che escono da noi non sono dei nostri,
ma non tutti quelli che restano con noi sono dei nostri. Proprio
come l'aia durante la trebbiatura: tutto ci che se ne vola via non
frumento, ma non tutto ci che vi resta frumento. Ecco perch
Giovanni dice: Sono usciti via da noi, ma non erano dei nostri; se
infatti fossero stati dei nostri, sarebbero certamente rimasti con noi
104
. Perci, mentre il sacramento della grazia Dio lo d anche
mediante i malvagi, la grazia la d solo di persona o mediante i suoi
santi, e quindi, la remissione dei peccati la dona o di persona o
mediante quelle membra della colomba, alle quali ha detto: A chi li
rimetterete, saranno rimessi, e a chi li riterrete, saranno ritenuti
105
.
Quanto al battesimo, che un sacramento della remissione dei
peccati, non c' nessun dubbio che possono averlo anche gli omicidi
che sono ancora nelle tenebre, in quanto nel loro cuore non stato
espulso l'odio fraterno, sia che i loro peccati non siano stati rimessi,
poich essi si sono fatti battezzare senza avere rinnovato il cuore,
sia che, rimessi, siano subito ritornati, noi riconosciamo che esso
santo in s, perch di Dio; e sia che lo danno o lo ricevono i
perversi, nessuna loro perversit pu violarlo, n dentro n fuori la
Chiesa.
Gli eretici possono battezzare, ma non rimettere i peccati.
22. 30. Siamo inoltre d'accordo con Cipriano che gli eretici non
possono dare la remissione dei peccati, ma possono dare il
battesimo; e che esso serve alla rovina di quanti lo danno e di
quanti lo ricevono, perch usano male un grande dono di Dio. Cos
pure i maligni e i gelosi che sono nella Chiesa, come attesta
Cipriano: essi non possono dare la remissione dei peccati, mentre,
che possono dare il battesimo, tutti lo ammettiamo. Se infatti di
coloro che peccano contro di noi stato detto: Se non perdonerete
agli uomini i loro peccati, neanche il Padre vostro vi perdoner i
vostri peccati
106
, quanto pi non potranno essere rimessi i peccati
a quelli che odiano i fratelli, dai quali sono amati e che si fanno
battezzare con l'odio nel cuore? Ad essi, tuttavia, se in seguito si
correggono, non si rid il battesimo, ma, dopo una sincera
conversione, si concede il perdono che prima non furono degni di
ricevere! Per questo motivo, sia la lettera di Cipriano a Quinto,
come quella scritta insieme ai suoi colleghi Liberale, Caldonio,
Giunio e altri, e inviata a Saturnino, Massimo e ad altri, esaminate
bene, non vanno assolutamente citate come testi contrari al
consenso di tutta la Chiesa cattolica, di cui essi si rallegravano di
essere membra, e da cui non si separarono loro e non tollerarono
che ne fossero recisi i dissenzienti, fino a che un concilio plenario,
per volont del Signore, facesse risplendere, sia pure dopo molti
anni, la soluzione pi giusta, non per avere istituita una novit, ma
rafforzata la consuetudine antica.
Il comportamento del papa Stefano.
23. 31. Su questa faccenda, Cipriano ha scritto una lettera anche a
Pompeio
107
, dove rivela apertamente che Stefano il quale, come
sappiamo, era allora vescovo della Chiesa di Roma, non solo non
condivise la sua opinione, ma che scrisse e ordin tutto il contrario.
Certo non si pu dire che Stefano stato complice degli eretici
108
,
perch non ha osato disapprovare in essi il battesimo di Cristo ed
ha riconosciuto che, pur nella loro perversit, esso era rimasto
integro. In effetti, se quanti hanno un concetto distorto di Dio non
hanno il battesimo, e che questa situazione si pu incontrare anche
nella Chiesa io credo di averne parlato gi abbastanza. Ora, su
questo gli Apostoli non hanno dato ordini
109
, vero, ma c' da
credere che la consuetudine, che veniva opposta a Cipriano, abbia
avuto inizio dalla loro tradizione, come molte altre, del resto, che la
Chiesa universale conserva e che, per questo, si ha motivo di
credere che siano stati gli Apostoli ad ordinarle, sebbene non si
trovino scritte.
Gli eretici si condannano da loro stessi.
23. 32. Ma degli eretici stato scritto che si sono condannati da se
stessi
110
. E allora? E non si sono condannati da se stessi, coloro ai
quali l'Apostolo ha detto: In ci che tu giudichi un altro, condanni te
stesso
111
? Ed ha aggiunto: Tu che predichi di non rubare, rubi
112

ecc. E tali certamente erano quelli che, pur essendo vescovi e pur
trovandosi con Cipriano nell'unit cattolica, rapivano i terreni con
insidiosi raggiri
113
, mentre predicavano al popolo con le parole
dell'Apostolo: N i rapaci possederanno il regno di Dio
114
.
Il battesimo comune ai falsi e veri cristiani. Non cos la carit.
23. 33. Perci le altre dichiarazioni di questa lettera a Pompeio non
esiter a ripercorrerle brevemente, seguendo gli stessi criteri. Che
sia contro un comandamento di Dio non battezzare quanti vengono
dagli eretici, se gi vi hanno ricevuto il battesimo di Cristo, in quale
autorit delle sante Scritture si dimostra? Ma certamente vi si
dimostra chiaramente che molti pseudocristiani, pur non avendo la
carit dei santi, senza la quale a nulla giovano tutte le cose sante
che si possono avere, hanno il battesimo in comune con i santi e lo
abbiamo gi dimostrato molto ampiamente. Chiesa, Spirito e
battesimo, egli ha detto, non possono dividersi tra di loro, e quindi
quelli che si sono separati dalla Chiesa e dallo Spirito Santo, si
devono considerare secondo lui separati anche dal battesimo. Ma se
cos, quando uno ha ricevuto il battesimo nella Chiesa cattolica,
esso resta in lui fino a che egli stesso rimane nella Chiesa; ma se se
ne separa si separa anche dal battesimo
115
. Il che non vero. In
effetti, se esso non si rid a chi ritorna, perch, andandosene,
non lo ha perso. Ora, come lo Spirito Santo lo hanno i figli prediletti
e non lo hanno i figli cattivi, i quali, tuttavia, hanno il battesimo,
cos la Chiesa l'hanno i Cattolici e non l'hanno gli eretici i quali,
tuttavia, hanno il battesimo. In effetti, lo Spirito Santo che
ammaestra fuggir colui che falso
116
, e tuttavia non lo fuggir il
battesimo. Quindi, come il battesimo pu stare anche l, da dove lo
Spirito Santo si allontana, cos il battesimo pu stare anche l dove
non c' la Chiesa. Quanto invece all'imposizione della mano
117
, se
non si praticasse a chi viene dall'eresia, lo si giudicherebbe come se
fosse immune da ogni colpa. Ora, per creare l'unione della carit,
che il dono pi grande dello Spirito Santo, senza il quale tutti gli
altri santi doni presenti nell'uomo non sono efficaci per la salvezza,
sugli eretici convertiti si impone la mano.
I peccatori hanno il battesimo, ma non lo Spirito Santo.
24. 34. Sul tempio di Dio
118
, e sul modo di interpretare il testo:
Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo
119
,
mi ricordo di avere gi discusso a lungo
120
. Gli avari non sono
tempio di Dio, poich sta scritto: Quale accordo tra il tempio di Dio
e gli idoli?
121
E per sostenere che l'avarizia una idolatria, Cipriano
cita il testo di Paolo
122
. Ora gli uomini si rivestono di Cristo in due
modi: talora giungendo fino a ricevere il sacramento, talora fino alla
santit della vita. Ma mentre il primo modo pu essere comune ai
buoni e ai cattivi, il secondo proprio dei buoni e dei pii. Perci, se
il battesimo non pu esserci senza lo Spirito, lo Spirito lo hanno
anche gli eretici, ma per la rovina e non per la salvezza, come lo
ebbe Saul
123
. In effetti, in virt del nome di Cristo e nello Spirito
Santo
124
, che si scacciano i demoni e poteva farlo anche quel tale
che stava fuori della Chiesa e di cui i discepoli riferirono al Signore
125
, e possono farlo anche come lo hanno gli avari, che per non
sono tempio di Dio. Infatti: Quale accordo tra il tempio di Dio e gli
idoli?
126
Ma se gli avari non hanno lo Spirito di Dio, e ci non
ostante hanno il battesimo, il battesimo pu esserci senza lo
Spirito.
Se l'eresia pu generare figli di Dio.
24. 35. Se l'eresia non pu generare figli a Dio per mezzo di Cristo,
perch essa non la Sposa di Cristo
127
, non pu farlo neppure la
folla di cattivi che stanno nella Chiesa, poich neppure essa la
Sposa di Cristo. La Sposa di Cristo, infatti, viene dipinta senza
macchia, n ruga
128
. Dunque, o non tutti i battezzati sono figli di
Dio, oppure, anche colei che non la Sposa pu generare figli di
Dio. Ora, come si cerca di sapere se nato spiritualmente colui che
ha ricevuto il battesimo di Cristo presso gli eretici
129
, cos si pu
cercare di sapere se nato spiritualmente colui che ha ricevuto il
battesimo di Cristo nella Cattolica, senza essersi convertito a Dio
con cuore sincero; per, non per questo non ha ricevuto il
battesimo.
Nella disputa con Stefano prevalse la pace di Cristo.
25. 36. Sulle parole che Cipriano, irritato, rivolse contro Stefano,
non voglio pi tornare, perch non necessario. Si finisce col dire
cose gi trattate ampiamente, per cui preferibile passar sopra a
ci che ha rischiato di creare uno scisma rovinoso. Stefano, infatti,
aveva anche pensato di scomunicare coloro che cercavano di
sradicare l'antica consuetudine sull'accoglienza degli eretici;
Cipriano, invece, spinto dalla difficolt della questione, e tutto
ricolmo di santi sentimenti di carit, aveva creduto di dover restare
nell'unit con coloro che divergevano dalle sue idee. Cos, bench si
fosse indignato profondamente, ma fraternamente, nei loro cuori
prevalse la pace di Cristo, perch questa disputa non facesse
sorgere tra di loro nessun malvagio scisma. Ora, non da qui che
crebbero tanto le eresie e gli scismi
130
: che negli eretici si approva
ci che di Cristo e si riprova ci che loro. In effetti, sono stati
piuttosto quelli che osservavano la legge della ripetizione del
battesimo a dividersi in molti pezzi.
Bisogna sempre obbedire alla dottrina degli Apostoli.
26. 37. In realt quando dice: Un vescovo deve essere docile
131
e
aggiunge: docile chi mite e dolce nella costanza di imparare. I
vescovi, infatti, hanno il dovere non solo di insegnare, ma anche di
imparare, perch il vescovo che insegna meglio quello che cresce
e progredisce ogni giorno imparando cose migliori
132
, con queste
parole, questo uomo santo e pieno di santa carit, ci mostra
chiaramente che non dobbiamo temere di leggere i suoi scritti,
senza mettere in dubbio ci che la Chiesa ha trovato pi tardi, dopo
numerose e frequenti ricerche, ed ha confermato. Se infatti erano
molte le verit che il dotto Cipriano insegnava, ve n'era qualcuna
che il docile Cipriano imparava. Quanto poi alla sua esortazione di
ricorrere alla fonte, cio alla tradizione Apostolica, e da qui,
tracciando un solco, arrivare fino ai nostri giorni
133
, ottima e da
seguire senza esitazione. Ci stato trasmesso, dagli Apostoli, egli
precisa, che vi un solo Dio, un solo Cristo, una sola speranza, una
sola fede, una sola Chiesa e un solo battesimo
134
. Ora, poich
troviamo che fin dai tempi degli Apostoli, alcuni non avevano una
sola speranza, ma avevano un solo battesimo, da questa sorgente
derivata fino a noi la verit, e cos ci appare che possibile che, pur
essendovi una sola Chiesa, come una sola speranza e un solo
battesimo, quest'unico battesimo lo abbiano anche quelli che non
hanno una sola Chiesa, allo stesso modo pot succedere, allora, che
avessero un solo battesimo, anche quelli che non avevano una sola
speranza. Come potevano avere, infatti, una sola speranza con i
santi e con i giusti, quelli che dicevano: Mangiamo e beviamo,
domani moriamo
135
, e sostenevano che non c'era resurrezione dei
morti? Eppure, tra essi c'erano quelli ai quali l'Apostolo dice: stato
forse crocifisso per voi Paolo? O nel nome di Paolo che siete stati
battezzati?
136
ad essi, infatti, che egli scrive molto
esplicitamente: Come possono dire alcuni tra voi che non esiste la
resurrezione dei morti?
137

La Chiesa nel Cantico dei Cantici.
27. 38. Quanto troviamo scritto nel Cantico dei Cantici in questi
termini: Giardino chiuso tu sei, sorella mia sposa, fontana sigillata,
pozzo d'acqua viva, paradiso con frutti dei suoi alberi
138
, io non oso
pensarlo se non nei santi e nei giusti; e non certo negli avari, negli
ingannatori, nei rapaci, negli usurai, negli ubriachi e nei gelosi, che
pure avevano il battesimo in comune con i giusti, ma senza avere in
comune la carit: lo impariamo con grande eloquenza dagli scritti
139
di Cipriano e lo insegniamo. Mi si dica, in effetti, come si sono
introdotti nel giardino chiuso e nella fontana sigillata, quelli che
rinunciavano al mondo solo a parole e non a fatti e che, come
attesta Cipriano
140
, stavano dentro? Se anch'essi, infatti, sono
dentro, anche essi sono Sposa di Cristo. Ma proprio questa, la
Sposa senza macchia e senza ruga
141
, e la bella colomba
142
forse
deturpata da questa porzione dei suoi membri? Oppure queste sono
le spine, tra le quali essa si eleva come un giglio, come si dice nel
Cantico
143
? Intanto essa giglio in quanto giardino chiuso e
fontana sigillata: naturalmente in quei giusti che sono Giudei
nell'intimo per la circoncisione del cuore
144
- tutta la bellezza della
figlia del re, infatti, dentro
145
-, e che formano il numero definito
di santi, predestinato prima della creazione del mondo. La
moltitudine delle spine invece, formata dagli scismi nascosti e
palesi, risiede fuori, in sovrannumero. Sta scritto infatti: L'ho
annunciato e l'ho proclamato: si sono moltiplicati in sovrannumero
146
. Ora, questo numero dei giusti, che Dio ha chiamati secondo il
suo disegno
147
, e dei quali stato detto: Il Signore sa chi sono i
suoi
148
, esso il giardino chiuso, la fontana sigillata, il pozzo
d'acqua viva, il paradiso con frutti dei propri alberi
149
. E di questo
numero, alcuni vivono la vita dello Spirito e percorrono la via
sovraeminente della carit
150
e, mentre istruiscono con spirito di
dolcezza un uomo sorpreso nella colpa, stanno attenti a non cadere
essi stessi nella tentazione
151
; e se per caso anche essi vengono
sorpresi, in loro il sentimento della carit si attenua un poco, ma
non si estingue; anzi, ravvivandosi e infiammandosi di nuovo,
riprende l'antico ritmo. Sanno infatti dire: La mia anima si
addormentata nel disgusto: fortificami nelle tue parole
152
. E
quando hanno qualche idea discorde, poich perseverano
nell'ardore della carit e non rompono il vincolo della pace, Dio li
illuminer
153
. Alcuni poi, ancora carnali e naturali, si impegnano
con forza nei loro progressi e, per diventare idonei a ricevere il cibo
degli spirituali, si nutrono del latte dei santi misteri, evitano, per
timore di Dio, quei comportamenti che il giudizio comune ritiene
corrotti, e stanno molto attenti ad essere sempre meno attratti dai
piaceri terreni e temporali; e dopo aver cercato con cura la regola
della fede, la osservano con grande fermezza; e se in qualche
punto se ne allontanano, l'autorit cattolica li corregge
immediatamente, anche se nei loro discorsi, a causa della
sensibilit della carne, fluttuano ancora vari incontri di fantasmi. Vi
sono alcuni, in questo numero, che vivono ancora nell'iniquit o
giacciono nelle eresie e nelle superstizioni dei Gentili; e tuttavia
anche tra essi il Signore sa chi sono i suoi. In effetti, nella ineffabile
prescienza di Dio, molti, che sembrano fuori, sono dentro, e molti,
che sembrano dentro, sono fuori. Ora, di tutti questi che stanno
nella Chiesa, diciamo cos, nel loro intimo e in segreto, che
formato il giardino chiuso, la fontana sigillata, il pozzo d'acqua viva,
il paradiso coi frutti dei propri alberi
154
. Questi, dei doni concessi
loro da Dio, una parte ne hanno in esclusiva, come l'instancabile
carit nel presente e la vita eterna in futuro, e una parte ne hanno
in comune con i cattivi e i perversi, come tutti gli altri doni, tra i
quali i sacrosanti misteri.
L'arca di No simbolo del battesimo.
28. 39. Ora, tutto questo ci propone una riflessione pi facile e pi
agevole su quell'arca, di cui No fu costruttore e nocchiere
155
. Dice
infatti Pietro: Nell'arca di No, poche persone, otto in tutto, furono
salvate per mezzo dell'acqua. Cos anche voi, il battesimo, di cui
l'arca figura, che vi salva; esso non rimozione delle sporcizie
della carne, ma invocazione della buona coscienza
156
. Perci se,
nell'unit cattolica si trovano battezzati che rinunciano al mondo
solo a parole e non a fatti
157
, come possono appartenere al mistero
di questa arca, essi che non hanno l'invocazione della buona
coscienza? O, come possono essere fatti salvi, per mezzo
dell'acqua, quelli che, usando male il santo battesimo, anche se
sembrano dentro, perseverano fino alla fine della vita in una
condotta scandalosa e corrotta? O, come vengono salvati per
mezzo dell'acqua, quelli che in passato sono stati accolti nella
Chiesa, semplicemente, con il battesimo ricevuto nell'eresia, come
lo stesso Cipriano ricorda? Certamente a salvarli stata quella
stessa unit dell'arca, nella quale nessuno si salvato, se non per
mezzo dell'acqua. Cipriano infatti dice: Il Signore pu, nella sua
misericordia, concedere il perdono e non escludere dai benefici della
sua Chiesa, quelli che sono stati semplicemente ammessi alla
Chiesa e sono morti nella Chiesa
158
. Ma se non per mezzo
dell'acqua, come nell'arca? E se non nell'arca, come nella Chiesa? E
se nella Chiesa, certamente nell'arca; e se nell'arca, certamente per
mezzo dell'acqua. Pu succedere, quindi, che alcuni, battezzati fuori
la Chiesa, grazie alla prescienza di Dio, siano considerati con pi
verit battezzati dentro, perch qui che l'acqua comincia a
giovare loro per la salvezza - non possono dire, infatti, di essere
stati salvati nell'arca, se non per mezzo dell'acqua - e che altri, che
sembravano battezzati dentro, dalla stessa prescienza di Dio siano
considerati, con pi verit, battezzati fuori: usando male del
battesimo, infatti, muoiono a causa dell'acqua. Il che, nel diluvio,
capit solo a chi rimase fuori dell'arca. Una cosa, certo, evidente:
la frase dentro e fuori la Chiesa va intesa con il cuore e non con il
corpo, visto che tutti quelli che sono dentro con il cuore, sono
salvati nell'unit dell'Arca per mezzo della stessa acqua; tutti quelli
che sono fuori con il cuore, siano essi fuori anche col corpo oppure
no, in quanto nemici dell'unit muiono. Quindi, come non stata
un'acqua diversa, ma la stessa acqua, a salvare quelli che erano
nell'arca e a far perire quelli che erano fuori, cos, non con un altro
battesimo ma con lo stesso, sono salvati i buoni cattolici e fatti
perire i cattivi cattolici o gli eretici. Quale sia il pensiero del
beatissimo Cipriano sulla Cattolica, e come la sua autorit annienti
totalmente gli eretici, bench ne abbia parlato a lungo, ho deciso di
trattarne un po' pi diffusamente ed esplicitamente a parte, se il
Signore vuole, quando avr prima detto del suo concilio, ci che io
penso di dover dire. Ma questo, se Dio vuole, lo intraprender nel
libro seguente.

1 - CYPR., Ep. 73, 23, 1.
2 - Cf. Sal 50, 5.
3 - Cf. CYPR., Ep. 73, 23, 1.
4 - CYPR., Ep. 73, 23, 1.
5 - CYPR., Ep. 73, 23, 2.
6 - Cf. 1 Pt 4, 8.
7 - Cf. Fil 3, 15.
8 - CYPR., Ep. 73, 23, 1.
9 - Cf. 2 Tm 3, 8.
10 - Cf. Ct 6, 8.
11 - CYPR., Ep. 73, 23, 1.
12 - CYPR., Ep. 73, 24, 1- 2.
13 - CYPR., Ep. 73, 24, 2.
14 - 1 Tm 1, 8.
15 - Cf. Gv 13, 27.
16 - 1 Cor 11, 29.
17 - 1 Tm 1, 5.
18 - Cf. CYPR., Ep. 73, 24, 3-25, 1.
19 - Cf. At 19, 3-5.
20 - Gv 3, 27.
21 - Gv 1, 16.
22 - Cf. Gv 13, 4-5.
23 - Cf. Mt 3, 13.
24 - Cf. Mt 11, 11.
25 - Cf. Gv 1, 27.
26 - Cf. Mt 3, 11.
27 - Cf. Mt 11, 10.
28 - Rm 10, 4.
29 - Cf. At 19, 3-5.
30 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
31 - Cf. Gv 3, 29.
32 - Cf. Mt 3, 11.
33 - Ef 2, 6.
34 - Rm 8, 24
35 - Mt 3, 11.
36 - Gv 1, 29.
37 - Cf. Col 3, 5.
38 - Cf. Ct 6, 8.
39 - Cf. Mt 3, 16; Gv 1, 33.
40 - CYPR., Ep. 73, 25, 1.
41 - Gv 1, 33.
42 - Cf. Gv 3, 29.
43 - Gv 15, 15.
44 - Cf. Nm 17, 8.
45 - Cf. 1 Cor 1, 12-15.
46 - Gv 1, 33.
47 - Mt 3, 14.
48 - Gv 1, 32-33.
49 - Mt 3, 14.
50 - Gv 1, 33.
51 - Cf. Gv 1, 16.
52 - 1 Cor 9, 15.
53 - Rm 11, 13.
54 - Ef 3, 4.
55 - 2 Tm 2, 8.
56 - Gal 5, 19-21
57 - Cf. CYPR., Ep. 73, 24, 3.
58 - Cf. CYPR., Ep. 73, 24. 3.
59 - Cf. CYPR., Ep. 73, 25, 2.
60 - CYPR., Ep. 11, 1.
61 - CYPR., Ep. 73, 25, 2.
62 - CYPR., Ep. 73, 25, 2.
63 - Cf. CYPR., Ep. 73, 25, 3.
64 - Cf. Ef 5, 27.
65 - Cf. Ct 6, 8.
66 - Cf. Gn 25, 29-34.
67 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
68 - 1 Cor 11, 16.
69 - CYPR., Ep. 73, 26.
70 - Cf. Sal 25, 8.
71 - Cf. 1 Cor 1, 27.
72 - Cf. CYPR., Ep. 73, 23.
73 - Cf. Gv 15, 1.
74 - Cf. CYPR., De lapsis 6; Ep. 11, 1.
75 - Cf. Ct 6, 8.
76 - Cf. Rm 6, 9.
77 - CYPR., Ep. 71, 1, 3.
78 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
79 - CYPR., Ep. 71, 2, 1.
80 - Cf. CYPR., Ep. 71, 2, 2.
81 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
82 - 2 Cor 6, 14.
83 - CYPR., Ep. 71, 2, 3.
84 - 1 Gv 2, 9.
85 - 1 Gv 3, 15.
86 - Cf. CYPR., Ep. 73, 14.
87 - CYPR., Ep. 70, 1, 2.
88 - CYPR., Ep. 70, 2, 1.
89 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
90 - Cf. CYPR., Ep. 70, 2, 2.
91 - CYPR., Ep. 70, 2, 3.
92 - Gv 9, 31; cf. CYPR., Ep. 70, 2, 3.
93 - CyPR., Ep. 70, 2, 3.
94 - Cf. CYPR., Ep. 70, 2, 3.
95 - CYPR., Ep. 70, 2, 3.
96 - Cf. CYPR., Ep. 70, 2, 3.
97 - CYPR., Ep. 70, 3, 1.
98 - Cf. Gv 2, 9.
99 - CYPR., Ep. 70, 3, 1.
100 - Cf. CYPR., Ep. 70, 3, 2.
101 - 1 Gv 3, 15.
102 - At 9, 4.
103 - Mt 25, 45.
104 - 1 Gv 2, 19.
105 - Gv 20, 23.
106 - Mt 6, 15.
107 - Cf. CYPR., Ep. 74.
108 - CYPR., Ep. 74, 2, 1
109 - CYPR., Ep., 74, 2, 2.
110 - Tt 3, 11; cf. CYPR., Ep. 74, 2, 3.
111 - Rm 2, 1.
112 - Rm 2, 21.
113 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
114 - 1 Cor 6, 10.
115 - Cf. CYPR., Ep. 74, 4, 2.
116 - Sap 1, 5.
117 - CYPR., Ep. 74, 5, 1.
118 - Cf. CYPR., Ep. 74, 5, 2.
119 - Gal 3, 27.
120 - Cf. supra, 4, 4, 6.
121 - 2 Cor 6, 16.
122 - Cf. Ef, 5, 5; CYPR., 55, 27.
123 - Cf. 1 Sam 19, 23.
124 - Cf. CYPR., Ep. 74, 5, 4.
125 - Cf. Mc 9, 37.
126 - 2 Cor 6, 16.
127 - CYPR., Ep. 74, 6, 2.
128 - Cf. Ef 5, 27.
129 - CYPR., Ep. 74, 7, 2.
130 - CYPR., Ep. 74, 9, 3.
131 - 2 Tm 2, 24.
132 - CYPR., Ep. 74, 10, 1.
133 - CYPR., Ep. 74, 10, 2.
134 - CYPR., Ep. 74, 11, 1; cf. Ef 4, 5.
135 - 1 Cor 15, 32.
136 - 1 Cor 1, 13.
137 - 1 Cor 15, 12.
138 - Ct, 4, 12, 13; CYPR., Ep. 74, 11, 2.
139 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
140 - Cf. CYPR., Ep. 74, 11, 2.
141 - Cf. Ef 5, 27.
142 - Cf. Ct 2, 10. 13. 14.
143 - Cf. Ct 2, 2.
144 - Cf. Rm 2, 29.
145 - Sal 44, 14.
146 - Sal 39, 6.
147 - Cf. Rm 8, 28.
148 - 2 Tm 2, 19.
149 - Cf. Ct 4, 12, 13.
150 - Cf. Ef 3, 19.
151 - Cf. Gal 6, 1.
152 - Sal 18, 28.
153 - Cf. Fil 3, 15.
154 - Ct 4, 12. 13.
155 - Cf. Gn 6. 7.
156 - 1 Petr 3, 20. 21; Cf. CYPR., Ep. 74, 11, 3.
157 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
158 - Cf. CYPR., Ep. 73, 23, 1.
LIBRO SESTO


Il gi detto fin qui potrebbe bastare.
1. 1. Forse potrebbe bastare. Dopo avere ripetuto tante volte le
nostre ragioni; averle trattate, esaminate e discusse sotto molti
aspetti; addotto prove dalle divine Scritture e citato, a nostro
favore, tanti testi dello stesso Cipriano, credo che anche i pi tardi
di mente capiscano che il battesimo di Cristo non pu violarlo
nessuna perversit dell'uomo, n di chi lo d, n di chi lo riceve.
Ora, quando la questione dell'utile consuetudine era oggetto di
vivaci discussioni, fatta salva la carit e l'unit, per nessun altro
motivo alcuni pontefici di Cristo, anche uomini illustri, tra i quali
spiccava soprattutto il beato Cipriano, credettero che il battesimo di
Cristo non poteva trovarsi tra gli eretici e gli scismatici, se non
perch non distinguevano il sacramento dall'effetto o dal frutto del
sacramento. E poich il suo effetto e il suo uso per la liberazione dai
peccati e la rettitudine del cuore, non si trovavano presso gli eretici,
si credeva che non vi fosse neppure il sacramento. Ma quanti
volsero lo sguardo alla quantit di paglia nella Chiesa, videro
chiaramente che neppure i perversi e i deviati presenti nell'unit,
possono dare e avere la remissione dei peccati, poich non ai figli
cattivi, ma a quelli buoni, stato detto: A chi rimetterete i peccati
saranno rimessi, e a chi li riterrete saranno ritenuti
1
, eppure essi
hanno, danno e ricevono il sacramento del battesimo. Cos apparve
chiaro ai pastori della Chiesa cattolica diffusa in tutto il mondo, che
in seguito confermarono la primitiva consuetudine con l'autorit di
un concilio plenario, che anche una pecora che errava fuori della
Chiesa, e che, fuori di essa, aveva ricevuto dai suoi predatori il
carattere del Signore, venendo alla salvezza dell'unit cristiana, era
corretta dall'errore, liberata dalla prigionia e guarita dalla ferita; e
tuttavia in essa il carattere del Signore era riconosciuto, anzich
disapprovato. Questo carattere, infatti, lo imprimono molti lupi ai
lupi, che sembrano, s, dentro, eppure essi non appartengono a
quella pecora che, sebbene formata da molte membra, sempre
una. Lo dimostrano i frutti della loro cattiva condotta, nella quale
perseverano sino alla fine. Nella prescienza di Dio, infatti, come vi
sono molte pecore che errano al di fuori, cos vi sono molti lupi che
insidiano al di dentro. Tra essi, tuttavia, il Signore sa chi sono i suoi
2
: quelli che non ascoltano altra voce che quella del Pastore, anche
quando le chiama tramite uomini simili ai Farisei, dei quali stato
detto: Quello che dicono, fatelo
3
.
Cipriano come una vigna.
1. 2. Come l'uomo spirituale, infatti, che possiede il fine della Legge
4
, cio la carit che deriva da un cuore puro, da una coscienza retta
e da una fede non falsa, pu, a causa del corpo che ancora si
corrompe e appesantisce lo spirito
5
, vedere con minore chiarezza e
avere un'idea diversa della verit che Dio riveler, quando vorr, a
chi resta nella carit
6
, cos, l'uomo carnale e perverso pu avere
una cosa buona e utile, che gli viene da altri e non da lui. E come in
un ramo fruttuoso si trova qualcosa da potare perch porti pi
frutto
7
, cos anche da una canna sterile e secca pu pendere, sia
pure legata, dell'uva. Ecco perch, come stolto amare i sarmenti
recisi da un ramo fruttuoso, un bene non rifiutare i frutti saporiti,
ovunque siano appesi; cos, chiunque, staccatosi dall'unit,
ribattezza, giustificandosi che Cipriano ha creduto che quanti
venivano dagli eretici dovessero essere battezzati, in questo santo
combatte ci che va lodato e segue ci che va corretto. In realt,
non pratica neppure ci che segue. Mentre Cipriano infatti
detestava, per amore di Dio, i separati dall'unit, e perci ritenne
che essi erano separati anche dal battesimo, i Donatisti, invece, che
giudicano un piccolo crimine la separazione dall'unit di Cristo,
sostengono che in essa il battesimo di Cristo non c', ma che
uscito con loro. Sono cos lontani dalla fecondit di Cipriano, da non
essere equiparati neppure ai suoi sarmenti!
Cipriano non ebbe chiara tutta la verit, ma fu vigoroso nella carit.
2. 3. Cos chi, non possedendo la carit e percorrendo le vie
dissolute di corrotti costumi, sembra dentro, bench sia fuori, e non
ripete il battesimo di Cristo agli eretici, alla sua sterilit non porta
alcun rimedio il fatto di non essere fecondo di un frutto suo, ma
carico di un frutto altrui. Ora, pu succedere che uno cresca
vigoroso sulla radice della carit e che, sulla questione in cui
Cipriano aveva un'idea distorta, l'abbia molto giusta, e che, ci non
ostante, in Cipriano vi siano molti pi rami fecondi che in lui, e che
in lui vi siano molti pi rami da purificare che in Cipriano. Noi quindi
non solo evitiamo di fare un paragone tra il beato Cipriano e i
cattolici cattivi, ma non mettiamo facilmente neppure i buoni
cattolici, sullo stesso piano di un uomo che la santa Madre Chiesa
annovera tra i pochi e rari personaggi ricchi di grazia eccelsa,
quantunque questi riconoscano il battesimo di Cristo anche presso
gli eretici, mentre egli stato di parere diverso, affinch, tramite
lui, che non ebbe una visione chiara della verit e che per rimase
ben saldo nell'unit, gli eretici potessero vedere chiaramente quale
grande crimine era stato rompere il vincolo della pace. Del resto,
neppure i ciechi Farisei, che pure in qualche caso dicevano ci che
si doveva fare, erano da paragonare all'apostolo Pietro, che pure, in
qualche caso, aveva detto ci che non si doveva fare. E non solo
non bisogna confrontare l'aridit dei Giudei alla fecondit di Pietro,
ma neppure considerare uguale il frutto di altri alla sua fecondit.
Certo, nessuno oggi obbliga i Gentili a giudaizzarsi
8
, ma non per
questo, oggi, un uomo, quale che sia il suo progresso spirituale, va
paragonato all'apostolato di Pietro. Perci, pur rendendo a Cipriano
il debito rispetto e, per quanto possiamo, tributando il giusto onore
a questo vescovo pacifico e martire glorioso, oso dire che sul
battesimo degli scismatici e degli eretici, la sua opinione fu diversa
dalla verit scoperta pi tardi; e questa non una opinione mia, ma
di tutta la Chiesa, rafforzata e confermata dall'autorit di un concilio
plenario. Ugualmente, pur avendo grande venerazione per i meriti
di Pietro, il primo degli Apostoli e il pi insigne di tutti i martiri, oso
dire che non fece bene a obbligare i Gentili a giudaizzarsi. Anche
qui io non esprimo un giudizio mio, ma riporto l'insegnamento
salutare dell'apostolo Paolo, conservato e osservato in tutta la
Chiesa.
Il battesimo in se stesso santo sia nei buoni che nei cattivi.
2. 4. Discutendo quindi dell'opinione di Cipriano, io, che pure sono
molto inferiore ai meriti di Cipriano, affermo che il sacramento del
battesimo possono averlo, darlo e riceverlo i buoni e i cattivi: i
buoni a loro utilit e salvezza, i cattivi a loro danno e condanna,
bench esso sia, in entrambi, ugualmente integro. E affermo che
agli effetti di questa uguale integrit in tutti, non conta niente
quanto sia pi cattivo, chi lo ha tra i cattivi, n quanto sia pi
buono, chi lo ha tra i buoni; e quindi, non conta neppure niente
quanto sia peggiore o migliore chi lo trasmette e, di conseguenza,
quanto sia peggiore o migliore chi lo riceve. Il sacramento, infatti, e
in quelli che non sono ugualmente giusti e in quelli che non sono
ugualmente ingiusti, in se stesso sempre santo.
I cattivi hanno il battesimo ma non fanno parte della colomba
casta, della Sposa senza macchia.
3. 5. Ora, che il battesimo lo abbiano, lo diano e lo ricevano i
malvagi che non hanno mai migliorato la loro vita, noi lo abbiamo
dimostrato chiaramente, ritengo, sia dalle Scritture canoniche che
dalle lettere di Cipriano. E che essi non appartengono alla santa
Chiesa di Dio, anche se sembrano dentro, lo dimostra chiaramente
il fatto, che sono avari, rapaci, usurai, invidiosi, malevoli, e altre
cose simili; mentre la Chiesa la colomba unica
9
, pudica e casta,
la Sposa senza macchia, n ruga
10
, il giardino chiuso, la fonte
sigillata, il paradiso coi frutti degli alberi, e altre cose simili
11
. Il che
non si intende se non nei buoni, nei santi e nei giusti, cio, non solo
in quelli che hanno lo Spirito Santo per compiere le operazioni dei
doni, comuni ai buoni e ai cattivi, ma anche in quelli nei quali egli
infonde l'intima e sovraeminente carit
12
e ai quali il Signore dice:
A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi li riterrete
saranno ritenuti
13
.
La perversit del ministro del battesimo non ne ostacola gli effetti di
santit.
4. 6. E quindi non bene dire perch un malvagio non pu
trasmettere il battesimo, lui che pu averlo, e come lo ha per la sua
rovina, cos lo trasmette per la rovina, non gi perch trasmette
una cosa cattiva e n perch cattivo chi la trasmette, ma perch
la trasmette ad un cattivo. In verit, quando un malvagio lo
trasmette ad un uomo buono, cio ad uno che si convertito al
vincolo dell'unit con una sincera conversione, tra il sacramento
buono che si trasmette e il fedele buono a cui si trasmette, la
malvagit di chi lo trasmette viene superata. E quando si rimettono
i peccati ad un uomo che si convertito sinceramente a Dio, glieli
rimettono coloro ai quali li unisce questa sincera conversione.
Veramente, glieli rimette lo Spirito Santo, dato a tutti i santi uniti a
Lui con la carit, o che si conoscano o che non si conoscano
fisicamente. Similmente, quando si ritengono i peccati ad un uomo,
glieli ritengono certamente coloro dai quali egli si separa con una
vita diversa e con l'apostasia del cuore corrotto, sia che lo
conoscano fisicamente e sia che non lo conoscano.
Anche chi separato pu dare e ricevere il battesimo.
5. 7. Tutti i cattivi, quindi, sono spiritualmente separati dai buoni;
se poi se ne separano anche fisicamente con un aperto scisma,
diventano peggiori. Ma con la santit del battesimo, come si
detto, non c'entra niente quanto sia pi cattivo colui che lo ha, e
quanto lo sia colui a cui lo trasmette. Egli per pu trasmetterlo da
separato, come pu averlo da separato; ma come lo ha per la
rovina, cos lo trasmette per la rovina. Colui al quale viene
trasmesso, invece, pu riceverlo per la salvezza, se lo riceve non da
separato, come accadeva a molti che, senza allontanarsi con lo
spirito e il cuore cattolico dall'unit della pace, in punto di morte
s'imbattevano in un eretico e da lui ricevevano il battesimo di
Cristo, senza accettarne la perversit e che, o morti o guariti, non
restavano con quelli presso i quali non erano mai passati col cuore.
Se poi anch'egli lo riceve da separato, il danno che subisce tanto
pi grande, quanto pi santo ci che egli non riceve bene; e nel
separato esso causa tanto pi danno, quanto pi avrebbe potuto
essergli utile alla salvezza, se fosse stato unito. Ecco perch, se
egli, emendatosi della sua perversit e allontanatosi dallo scisma,
viene alla pace cattolica, per lo stesso battesimo che aveva
ricevuto, che gli sono rimessi i peccati, grazie al vincolo della carit,
per il quale gli erano ritenuti, a causa dello scisma sacrilego.
Nell'uomo giusto e nell'ingiusto, infatti, esso sempre santo, poich
non cresce per la giustizia dell'uno, n diminuisce per l'ingiustizia
dell'altro.
Il pensiero dei vescovi nel concilio del 256 sull'opinione di Cipriano.
5. 8. Ma se questa la realt, in che offusca questa limpida verit,
il fatto che molti vescovi si dissero d'accordo con l'opinione di
Cipriano ed espressero le loro, tutte coincidenti con la sua? Esse
non fanno meglio rifulgere la carit di quest'uomo verso l'unit di
Cristo? Se infatti egli fosse stato il solo a pensarla cos, senza alcun
sostenitore, si sarebbe creduto che si raffreddasse nei riguardi del
crimine dello scisma, proprio perch non trovava alleati nell'errore.
Ma che egli, pur con tanti sostenitori, sia rimasto nell'unit con gli
altri che erano di parere contrario, significa che conserv il vincolo
santissimo dell'universalit cattolica, non per timore della
solitudine, ma per amore della pace. Dopodich potrebbe sembrare
superfluo esaminare uno a uno i pareri degli altri vescovi del
concilio. Ma poich i pi lenti di mente non credono che noi
abbiamo risposto, se di fronte ad un passaggio dei discorso non vi
trovano la risposta, data altrove e applicabile anche in questo caso,
meglio che, leggendo molto, si logorino per affinarsi, piuttosto
che, comprendendo poco, si lamentino per essere rimproverati.
La dichiarazione fatta da Cipriano.
6. 9. Quindi, innanzitutto citiamo di nuovo, per esaminarla, la
consultazione di Cipriano, da cui traspare la sua anima candida e
traboccante di grande carit e da cui il concilio stesso partito.
Eccola: Avete ascoltato, colleghi dilettissimi, quanto mi ha scritto il
nostro collega vescovo Giubaiano, per consultare la nostra
pochezza, sull'illecito ed empio battesimo degli eretici, e quanto io
gli ho risposto, per ribadire il concetto espresso molte altre volte, e
cio, che gli eretici che vengono alla Chiesa, bisogna battezzarli e
santificarli con il battesimo della Chiesa. Inoltre, vi stata letta
anche un'altra lettera di Giubaiano, nella quale egli, dimostrando
sincera e religiosa devozione verso di noi, non solo condivide la
nostra opinione, rispondendo alla nostra lettera, ma ringrazia anche
delle istruzioni ricevute. Non ci resta che esprimere, su questa
questione, le nostre personali opinioni, senza giudicare nessuno o
allontanare dal diritto della comunione chi ne avesse di contrarie.
Nessuno di noi, infatti, si costituisce vescovo dei vescovi, o usa il
terrore dei tiranni per indurre i suoi colleghi all'obbedienza, poich
ogni vescovo possiede, grazie alla sua personale libert e potest,
una propria opinione; e come non pu essere giudicato da un altro
vescovo, cos neanche pu giudicare gli altri. Ma restiamo tutti in
attesa del giudizio del Signore nostro Ges Cristo, che, solo, pu
preporci a capo del governo della Chiesa e giudicare il nostro agire
14
.
I vescovi avevano opinioni diverse ma restarono tutti nell'unit.
7. 10. Abbiamo discusso gi abbastanza, almeno credo, nei libri
precedenti, non solo sulla lettera che Cipriano ha scritto a
Giubaiano, ma anche su quella inviata a Quinto, su quella inviata
insieme ad alcuni colleghi ad altri colleghi, e su quella a Pompeio in
favore, per quanto abbiamo potuto, dell'universalit del consenso
cattolico e del concilio, nella cui unit tutti loro restarono come
membra vive. Perci sembra ormai opportuno esaminare,
singolarmente, anche gli altri pareri, con quella libert che Cipriano
non ci ha tolta, dicendo: Senza giudicare nessuno, n allontanare
dal diritto della comunione chi fosse di parere contrario. Ora, che
egli non ha detto questo per estrarre dal loro intimo i pensieri
nascosti dei colleghi, e carpirli con tale assicurazione, ma solo
perch amava veramente la pace e l'unit, lo si vede molto
facilmente in altri brani simili delle lettere inviate a singoli
destinatari, come, per esempio, a Giubaiano: Eccoti in breve,
fratello carissimo, la nostra risposta, data secondo la nostra
pochezza: noi non ci opponiamo o impediamo che ciascun vescovo
si regoli come crede, poich ciascuno gode piena libert di scelta
15
.
E per evitare che qualcuno, in forza di questa libert, avesse la sua
idea ma pensasse di essere cacciato dalla societ con gli altri, egli
continua dicendo: Per quanto in noi, non ci mettiamo a litigare, a
causa degli eretici, con i nostri colleghi vescovi con i quali
conserviamo la divina concordia e la pace del Signore. E poco dopo:
Si conservi, quindi, con pazienza e mitezza, la carit dello spirito,
l'onore del collegio, il vincolo della fede, la concordia del sacerdozio
16
. Cos, anche nella lettera a Magno: richiesto se tra il battesimo
per immersione e quello per infusione, ci fosse una differenza,
risponde: In questa faccenda, la nostra verecondia e modestia non
impediscono a nessuno di pensare ci che crede e di fare ci che
pensa
17
. Da questo discorso appare chiaro che queste questioni le
trattavano in un periodo in cui, anche quelle non ancora chiante, si
accettavano senza esitazione, ma essendo ancora oscure si
cercavano con grande impegno. Noi, dunque, sulla necessit di
riconoscere ovunque la semplicit del battesimo, seguendo la
consuetudine della Chiesa universale, rafforzata anche dai concili
universali; dopo aver attinta anche maggiore fiducia dalle parole di
Cipriano, che fin da allora mi concedevano, salvo il diritto della
comunione, di avere idee diverse
18
; dopo aver preferita e
apprezzata l'unit che il beato Cipriano e i suoi colleghi, che fecero
il concilio, mantennero con quanti erano di diverso parere; dopo
aver respinte e demolite le sediziose calunnie degli eretici e degli
scismatici, nel nome del Signore nostro Ges Cristo che, per mezzo
del suo Apostolo dice: Sopportandovi a vicenda nella carit,
cercando di conservare l'unit dello spirito nel vincolo della pace
19
,
e: Se in qualche cosa pensate diversamente, anche questa il
Signore vi riveler
20
, incominciamo l'esame e la discussione dei
pareri dei santi vescovi, salvando con loro il vincolo dell'unit e
della pace; e in questa salvaguardia, per quanto il Signore ci
concede, li imitiamo.
Gli eretici non hanno una sola fede, una sola speranza e quindi
neppure un solo battesimo.
8. 11. Cecilio da Bilta disse: Io so che esiste un unico battesimo,
nell'unica Chiesa, e che, fuori della Chiesa, esso non esiste. L'unico
battesimo sar l, dove c' la vera speranza e la fede sicura. Sta
scritto, infatti: " C' una sola fede, una sola speranza, un solo
battesimo "
21
. Quindi non si trova presso gli eretici, dove la
speranza non esiste e la fede falsa e dove tutto si fa con finzione:
dove esorcizza l'indemoniato e invoca il sacramento colui dalla cui
bocca e dalle cui parole esce una cancrena; dove la fede la d
l'infedele, il perdono dei peccati il criminale; dove nel nome di
Cristo battezza l'anticristo; dove benedice chi maledetto da Dio,
promette la vita chi morto; dona la pace chi non pacifico, invoca
Dio il blasfemo, esercita il sacerdozio il profano, erige l'altare il
sacrilego. A tutto ci si aggiunge il peccato, che il pontefice del
diavolo osa fare l'Eucarestia. Ed ora dicano, i loro sostenitori, che
questi giudizi sugli eretici sono falsi. Ecco quali delitti si costringe la
Chiesa ad approvare, e con che gente senza battesimo e senza
perdono dei peccati essa indotta a far comunione! Questo, fratelli,
dobbiamo fuggire ed evitare; dobbiamo separarci da questo grande
crimine e conservare l'unico battesimo concesso da Dio alla sua
unica Chiesa!
Nella Chiesa si battezzano molti che dicono di credere ma non
praticano.
8. 12. Rispondo: quanti, nella Chiesa, confessano Dio con le labbra,
ma lo negano coi fatti - vedi gli avari, gli invidiosi e quelli che, per
colpa dell'odio fraterno, sono considerati, non a mio giudizio ma
secondo la testimonianza dell'apostolo Giovanni, omicidi
22
-, non
hanno speranza, perch agiscono con una cattiva coscienza; sono
perfidi, perch non fanno ci che hanno promesso a Dio;
menzogneri, perch dichiarano il falso; diabolici, perch nel loro
cuore fanno spazio al diavolo e ai suoi angeli; i loro discorsi
producono putredine, in quanto corrompono i buoni costumi con
conversazioni cattive
23
; sono infedeli, perch si beffano dei castighi
che Dio minaccia ai malvagi; scellerati, perch vivono da empi;
anticristi, perch si oppongono a Cristo; maledetti da Dio, perch
dappertutto la sacra Scrittura li detesta; morti, perch privi della
vita della giustizia; senza pace, perch le loro azioni contrastano
con la parola di Dio; bestemmiatori, perch a causa dei loro atti
scellerati, il nome cristiano viene screditato; profani, perch sono
spiritualmente esclusi dal santuario interiore di Dio; sacrileghi,
perch profanano in se stessi il tempio di Dio con una vita cattiva;
pontefici del diavolo, perch sono schiavi della frode e dell'avarizia,
che idolatria. Ora, alcuni di questi, anzi moltissimi, si trovano
anche nella Chiesa, e l'attestano sia l'apostolo Paolo che il vescovo
Cipriano
24
. Perch battezzano, allora? Perch alcuni, che rinunciano
al mondo a parole e non a fatti
25
, anche senza avere cambiato la
loro condotta, vengono battezzati, e quando la cambiano non si
ribattezzano? Del resto, questa frase indignata: Ecco quali crimini si
costringe la Chiesa ad approvare e con che gente senza battesimo e
senza perdono dei peccati, essa indotta a fare comunione, se non
fossero stati gli altri vescovi a spingerlo, Cecilio non l'avrebbe mai
detta. Il che dimostra che, fin da allora, le idee pi vere le avevano
quelli che non si allontanarono dalla primitiva consuetudine, che in
seguito un concilio universale conferm. E che significa la sua
conclusione: Questo, fratelli, dobbiamo fuggire ed evitare, e
dobbiamo allontanarci da un crimine tanto grande? Se infatti lo dice
perch egli non lo fa e non lo approva, una cosa; se invece lo dice
per condannare ed emarginare i dissenzienti, va contro le parole di
Cipriano: Senza giudicare nessuno, n allontanare alcuno dal diritto
della comunione, se fosse di parere contrario
26
.
Se il battesimo legato alla Chiesa.
9. 14. Al discorso di Felice da Misgirpa, replichiamo: Se il battesimo
unico e vero fosse solo nella Chiesa, certamente non sarebbe in
coloro che si separano dall'unit. Ora, in essi c', tant' vero che
quelli che ritornano non lo ricevono, e quindi, andandosene, non lo
hanno perso. Quanto poi all'affermazione: Ci che si amministra
fuori dalla Chiesa, non ha nessun effetto per la salvezza
27
, la
condivido, e la ritengo pienamente vera. In effetti un conto che
tra loro il battesimo non c', e un conto che non ha nessun effetto
per la salvezza. In realt, a quanti vengono alla pace cattolica,
incominciano a giovare i sacramenti, che fuori c'erano, ma non
giovavano.
Battezzare gli eretici svuotare il battesimo di Cristo.
10. 15. A Policarpo di Adrumeto
28
che disse: Quanti approvano il
battesimo degli eretici annullano il nostro
29
, noi rispondiamo: Se il
battesimo che danno gli eretici degli eretici, quello che nella
Chiesa danno gli avari e gli omicidi di questi peccatori; se il
battesimo non dei secondi, non neppure dei primi; quindi,
presso chiunque sia, di Cristo.
Bisogna provare non asserire.
11. 17. Novato da Tamugade ha detto ci che ha fatto; ma non ha
portato una prova per dimostrare che doveva farlo. Egli infatti si
appellato alla testimonianza delle Scritture e al decreto dei colleghi
30
; ma non ne ha citato un testo da poter esaminare.
Nella Chiesa vi sono peccatori che sono battezzati e che battezzano.
12. 19. Nemesiano da Tubuna
31
, invece, di testi delle Scritture ne
ha citati molti
32
; sennonch egli ha parlato a lungo a favore
dell'opinione cattolica, che noi abbiamo preso a illustrare e
avvalorare. A meno di credere che non confida nelle falsit, chi
ripone la speranza nei beni temporali, come tutti gli avari, i
rapinatori e quanti rinunciano al mondo non a fatti, ma a parole
33
;
e che non di meno nella Chiesa battezzano e si battezzano, e
Cipriano ne testimone. Essi inseguono anche gli uccelli che volano
34
, perch non afferrano ci che desiderano. Ora, ad abbandonare i
sentieri della sua vigna e allontanarsi dai sentieri del suo
campicello; o addentrarsi in luoghi impervii, aridi e in una terra
assetata; o inseguire con le mani luoghi infruttuosi, non solo
l'eretico ma chiunque vive malamente, perch ogni giustizia
fruttuosa e ogni ingiustizia infruttuosa. Coloro che bevono l'acqua
altrui da una fontana straniera
35
, non sono solo gli eretici, ma tutti
quelli che non vivono secondo gli insegnamenti di Dio, ma secondo i
principi del diavolo. In effetti, se si riferisse al battesimo, Dio non
direbbe: Non bere da una fonte straniera, ma: Non lavarti ad una
fonte straniera. In verit le parole del Signore: Se uno non rinasce
dall'acqua e dallo Spirito, non pu entrare nel regno di Dio
36
, quale
sostegno possano dare alla sua tesi, io proprio non lo vedo. Una
cosa, infatti, : Chiunque entrer nel regno dei cieli, prima rinasce
dall'acqua e dallo Spirito, perch se uno non rinasce dall'acqua e
dallo Spirito, non entrer nel regno dei cieli, che ci che il Signore
ha detto ed vero, e una cosa invece: Chiunque rinasce dall'acqua
e dallo Spirito, entrer nel regno dei cieli. Ci che certamente
falso. Anche Simon Mago, infatti, era nato dall'acqua e dallo Spirito
37
, eppure non entr nel regno dei cieli. E questo pu accadere
anche agli eretici. Ora, se dallo Spirito non nasce se non chi si
trasforma con una sincera conversione
38
, tutti quelli che rinunciano
al mondo a parole e non a fatti, certamente non nascono dallo
Spirito, ma solo dall'acqua. E questi, come attesta Cipriano, sono
anche nella Chiesa. Perci, delle due, una: o quanti fingono di
rinunciare al mondo nascono dallo Spirito, sia pure per la rovina e
non per la salvezza, e questo possono farlo anche gli eretici, o, se il
testo: Lo Spirito Santo che ammaestra fuggir i finti
39
, significa
anche che quanti fingono di rinunciare al mondo non nascono dallo
Spirito, che uno pu battezzarsi con l'acqua ma non nascere dallo
Spirito, e che invano, quindi, Nemesiano dice: N lo Spirito pu
operare senza l'acqua, e n l'acqua senza lo Spirito. Per la verit,
anche altrove stato spesso detto che, come possono avere in
comune il solo battesimo quanti non hanno una sola Chiesa, cos
vero che, nella Chiesa, possono non avere in comune l'unico Spirito
i santi per la giustizia o gli immondi per la loro avarizia, eppure
possono avere l'unico battesimo. stato infatti detto: Un solo
corpo, che la Chiesa, uno solo Spirito e un solo battesimo
40
. Il
resto del suo discorso poi comprova piuttosto la nostra
affermazione. Egli infatti ha citato questo testo del Vangelo: Ci che
nato dalla carne, carne; e ci che nato dallo Spirito spirito
41
; poich Dio Spirito, il battezzato nato da Dio
42
; ed ha
concluso: Dunque tutto ci che fanno tutti gli eretici e gli scismatici
carnale, poich l'Apostolo dice: " Sono note le opere della carne,
che sono: le fornicazioni, le impurit ", e le altre opere di cui parla
l'Apostolo nel passo dove elenca anche le eresie. Nemesiano ha
concluso: Perch tutti quelli che fanno queste cose, non
erediteranno il regno di Dio
43
. Poi ha continuato dicendo: L
'Apostolo, quindi, condanna, insieme agli altri cattivi, anche i
responsabili delle divisioni, cio gli scismatici e gli eretici. Egli ha
fatto bene, elencando le opere della carne tra le quali le eresie, a
scoprire e a dire che l'Apostolo le condanna tutte insieme.
Interroghi allora san Cipriano e senta da lui quante persone, anche
nella Chiesa, vivono secondo le opere malvagie della carne, che
l'Apostolo condanna insieme alle eresie, e tuttavia battezzano e si
battezzano. Perch dunque dire che solo gli eretici non possono
avere il battesimo, che invece hanno i loro compagni di
dannazione?
La Scrittura dice di ribattezzare
13. 20. Gennaro da Lambese disse: Con l'autorit delle sante
Scritture io decido che tutti gli eretici vadano battezzati e, solo cos,
ammessi, nella santa Chiesa
44
.
Costui non cita dei testi.
13. 21. Gli rispondo: Con l'autorit delle sante Scritture, il concilio
cattolico di tutto il mondo ha deciso che il battesimo di Cristo,
anche quello presso gli eretici, non deve essere riprovato. Ora, se
Gennaro avesse citato testi delle Scritture, gli dimostreremmo o
che essi non sono contro di noi o anzi che sono favorevoli a noi,
come ha fatto questo che lo segue.
Che succede se battezzano i nemici della Chiesa?
14. 23. Lucio da Castra Galba
45
ha citato il testo del Vangelo in cui
il Signore
46
dice: Voi siete il sale della terra, ma se il sale
diventato insipido, ci che con esso si saler, non servir ad altro
che ad essere gettato fuori per essere calpestato dagli uomini
47
.
Come se noi diciamo che le persone gettate fuori siano capaci di
fare qualcosa per la loro o per l'altrui salvezza. Ma anche i peccatori
che sembrano dentro, non solo sono fuori spiritualmente, ma alla
fine saranno separati, anche con il corpo. Tutti i peccatori, per la
verit, non sono capaci di niente, ma non per questo il sacramento
del battesimo che essi hanno, inesistente. In effetti, anche in
coloro che sono stati gettati fuori, se si ravvedono e ritornano,
ritorna la salvezza che si era allontanata, mentre non ritorna il
battesimo, che non si era allontanato. Il Signore con il suo
mandato: Andate, dunque, e ammaestrate le genti, battezzandole
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
48
, ha permesso
di battezzare solo ai buoni, perch ai cattivi non avrebbe detto: A
chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi li riterrete,
saranno ritenuti
49
. Come mai, dunque, nella Chiesa, battezzano
anche i cattivi, che non hanno il potere di rimettere i peccati? Come
mai battezzano anche i cattivi non convertiti, che hanno ancora su
di s i loro peccati, come dice Giovanni: Chi odia il proprio fratello,
ancora nelle tenebre
50
? Se poi i peccati si rimettono quando i
cattivi si uniscono con intima carit ai buoni e ai giusti, mediante i
quali si rimettono i peccati nella Chiesa, anche se sono stati
battezzati da ministri cattivi, si dica altrettanto di quelli che
vengono dal di fuori e si accostano all'organismo del Corpo di
Cristo, con il vincolo interiore della pace. Il battesimo di Cristo,
tuttavia, va riconosciuto in entrambi e riprovato in nessuno, sia
prima della conversione, anche se non giova a niente, e sia dopo la
conversione, affinch giovi. Poich essi, allontanandosi dall'unica
Chiesa, -ha detto - sono diventati insipidi e nemici, si faccia come
sta scritto: Le case dei nemici della Legge, devono essere purificate
51
. E di conseguenza - ha aggiunto - quelli che, battezzati dai
nemici, si sono contaminati, prima debbono essere purificati e
solamente dopo battezzati. E che i rapaci e gli omicidi non sono
forse nemici della Legge che dice: Non ucciderai, non ruberai
52
?
Dunque, debbono essere purificati. Chi oser negarlo? Eppure, non
solo i battezzati da costoro nella Chiesa, ma anche gli stessi
battezzati senza convertirsi, bench abbiano ancora bisogno di
purificazione per cambiare, quando si cambiano non si battezzano
pi. tanto grande la forza del sacramento del battesimo autentico
che, pur riconoscendo ad un uomo battezzato, ma ancora immerso
in una vita cattiva, la necessit della purificazione, gli proibiamo di
farsi ribattezzare.
L'autorit di Cipriano nella lettera 72.
15. 24. Crescenzio da Cirta
53
dichiar: Di fronte a questa solenne
assemblea di santissimi colleghi sacerdoti, dopo aver ascoltate le
lettere del nostro carissimo Cipriano a Giubaiano e a Stefano
54
,
contenenti molte citazioni santissime delle Scritture date da Dio, e
che noi tutti, riuniti per grazia di Dio, dobbiamo giustamente
condividere, ritengo che tutti gli eretici o scismatici che vogliono
venire alla Chiesa cattolica, non vi debbano entrare se non sono
stati esorcizzati e battezzati; tranne quelli, naturalmente, che sono
stati prima battezzati nella Chiesa cattolica. Questi, tuttavia, siano
riconciliati alla Chiesa con la penitenza, mediante l'imposizione delle
mani
55
.
Agostino: ma su questa questione non dice niente.
15. 25. Questo intervento ci invita ancora a domandarci perch
costui ha detto: " Tranne quelli, naturalmente, che sono stati
precedentemente battezzati nella Chiesa cattolica. Forse perch
non avevano perso ci che in essa avevano ricevuto? Ma allora, ci
che fuori potevano avere, perch non potevano anche trasmetterlo?
Oppure illecito trasmetterlo fuori? Ma, a dire il vero, fuori non
neppure lecito averlo, eppure lo si ha; come pure, fuori non lecito
darlo, eppure lo si d. Ora, ci che si dona a chi ritorna, e che
aveva ricevuto il battesimo dentro, questo lo si dona a chi viene e
che lo aveva ricevuto fuori e cio possedere lecitamente dentro ci
che possedeva illecitamente fuori. Ma forse si dir che cosa, su
questo argomento, contiene la lettera del beato Cipriano a Stefano,
di cui si fatta menzione in questo intervento, visto che non stata
ricordata all'inizio del concilio ma penso che non lo si ritenuto
necessario. In verit, Crescenzio ha detto che essa stata letta
nell'assemblea dei sacerdoti. Ora io credo, e non ne dubito
assolutamente, che questo sia stato fatto come suole farsi, affinch
i vescovi gi riuniti possano conoscere qualcosa anche della causa
contenuta nella lettera. In realt, essa non c'entra niente con la
presente questione e mi meraviglio pi del fatto che Crescenzio
abbia voluto menzionarla ora, che del fatto che non ne abbia
parlato all'inizio del concilio. Se poi qualcuno pensa che io non ho
voluto citarne qualche brano necessario alla presente causa, la
legga e sapr che dico la verit; ma se vi trova una cosa diversa,
mi rimproveri. In realt, questa lettera sulla questione del
battesimo dato presso gli eretici o gli scismatici e di cui noi stiamo
trattando, non contiene proprio niente.
Dove non c' remissione dei peccati non c' battesimo.
16. 26. Nicomede da Segermi disse: Il mio parere questo: gli
eretici che vengono alla Chiesa, siano battezzati; fuori, infatti,
presso i peccatori, essi non ottengono la remissione dei peccati.
Nella Chiesa i peccatori non rimettono i peccati.
16. 27. Gli si risponde: Il parere di tutta la Chiesa cattolica
questo: gli eretici, anche se gi sono stati battezzati nell'eresia con
il battesimo di Cristo, venendo alla Chiesa, non si battezzino. Se
infatti vero che presso i peccatori non esiste remissione dei
peccati, anche vero che neppure nella Chiesa i peccatori
rimettono i peccati; e tuttavia quanti sono stati battezzati da loro,
non si ribattezzano.
Se i separati hanno la Trinit.
17. 28. Monnulo da Girba
56
dichiar: La verit della Chiesa
cattolica, nostra madre, fratelli, rimasta e rimane sempre con noi,
soprattutto nella formula trinitaria del battesimo, poich il nostro
Signore dice: Andate, e battezzate le genti nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo
57
. Ora, poich noi sappiamo
chiaramente che gli eretici non hanno n il Padre, n il Figlio e n lo
Spirito Santo, venendo alla Chiesa, nostra madre, debbono
veramente rinascere e farsi battezzare, perch la loro cancrena,
l'ira della dannazione e il sudiciume dell'errore siano purificati con il
lavacro santo e celeste.
Hanno la Trinit nei sacramenti.
17. 29. Gli rispondiamo: Il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, ma
solo nel sacramento, lo hanno coloro che ricevono il battesimo
consacrato dalle parole del Vangelo; nel cuore e nella vita, invece,
non lo hanno neppure quelli che conducono, nella Chiesa, una vita
di perdizione e di condanna.
Gli anticristi non possono dare la grazia del battesimo.
18. 30. Secondino da Ceza
58
dichiar: Visto che nostro Signore, il
Cristo, dice: " Chi non con me, contro di me "
59
, e che
l'apostolo Giovanni chiama anticristi coloro che escono dalla Chiesa,
senza dubbio i nemici di Cristo e quelli che sono chiamati anticristi
60
, non possono amministrare la grazia salutare del battesimo. Per
questo io credo che quanti fuggono dagli agguati degli eretici e si
rifugiano nella Chiesa, vadano battezzati da noi che siamo stati
chiamati amici di Dio, per sua degnazione
61
.
Vi sono altri nemici che battezzano.
18. 31. Gli rispondo che sono nemici di Cristo, tutti quelli che
dicono: Signore, nel tuo nome abbiamo operato molti prodigi...
62
e
via dicendo, ai quali alla fine dir: Non vi conosco; allontanatevi da
me, voi tutti operatori di iniquit
63
. Tutta questa paglia, se
persevera sino alla fine nella malizia, sia quella che vola fuori prima
della vagliatura che quella che sembra dentro, destinata al fuoco.
Se dunque gli eretici che vengono alla Chiesa vanno battezzati per
ricevere il battesimo dagli amici di Dio, sono forse amici di Dio gli
avari, i rapaci e gli omicidi? O quelli che essi hanno battezzato,
dobbiamo ribattezzarli?
L'eretico d la morte.
19. 32. Felice da Bagai
64
disse: Come un cieco, se conduce un
altro cieco, cadono entrambi nella fossa
65
, cos un eretico, se
battezza un altro eretico, cadono entrambi nella morte.
vero, ma non si deve ribattezzare.
19. 33. vero, ma non per questo vera la conclusione: Perci
l'eretico va battezzato e vivificato, per evitare che noi, vivi,
comunichiamo con i morti. Ma non erano morti quelli che dicevano:
Mangiamo e beviamo, domani moriamo
66
? Essi infatti non
credevano la resurrezione dei morti. Dunque, quanti si facevano
corrompere dalle loro cattive compagnie e li seguivano, non
cadevano ugualmente nella fossa con loro? Eppure tra essi c'erano
quelli ai quali l'Apostolo scriveva e che erano gi battezzati; non per
questo, tuttavia, una volta convertitisi, si dovevano ribattezzare.
Non dice forse l'Apostolo: La sapienza della carne morte
67
? E
avevano certamente la sapienza della carne gli avari, i frodatori, i
rapaci, tra i quali Cipriano piangeva
68
. Che danno gli arrecavano,
mentre viveva nell'unit, questi morti? E chi oser dire che il
battesimo di Cristo, che costoro avevano o davano, era violato dalle
loro iniquit?
Ribattezzare giusto.
20. 34. Polliano da Mileo disse: giusto che l'eretico sia battezzato
nella santa Chiesa
69
.
Non esorcizzare il battesimo.
20. 35. Non poteva essere pi breve; ma credo che anche la
risposta breve: giusto che il battesimo di Cristo non sia
esorcizzato nella Chiesa di Cristo.
L'unico battesimo nella Chiesa.
21. 36. Teogene da Ippona Reale disse
70
: Secondo il sacramento
divino della grazia celeste, che abbiamo ricevuto, noi crediamo un
solo battesimo: si trova nella Chiesa santa.
Perch allora l'acqua del Paradiso scorreva anche fuori?
21. 37. Potrebbe essere anche la mia opinione. cos pesata,
infatti, che non ha niente di contrario alla verit. Anche noi, in
effetti, crediamo un solo battesimo: si trova nella santa Chiesa. Se
invece avesse detto: Crediamo il battesimo che si trova solo nella
santa Chiesa, bisognava rispondergli come agli altri. Ma poich ha
detto: Crediamo un solo battesimo, quello che sta nella santa
Chiesa, perch si dicesse che esso certamente nella santa Chiesa,
ma non si negasse che anche altrove, qual che sia stato il suo
pensiero, contro queste parole non si discute. Se infatti mi
chiedessero, punto per punto, se c' un solo battesimo, risponderei
di s. Inoltre, se mi si interrogasse, se esso nella santa Chiesa,
risponderei di s. Terzo: se si chiedesse, se io credo questo
battesimo, risponderei: s, lo credo; e perci risponderei che io
credo il solo battesimo, quello che si trova nella Chiesa. Se invece
mi si chiedesse, se esso sta solo nella santa Chiesa e non tra gli
eretici o gli scismatici, con tutta la Chiesa risponderei che non lo
credo. Ma poich Teogene, nel suo intervento, non ha posto queste
domande, penso che sarei scorretto a inserire nel testo, per
controbatterle, affermazioni che non vi ho trovate. Se egli, infatti,
avesse detto: Una sola l'acqua del fiume Eufrate, quella nel
paradiso
71
, certamente avrebbe detto la verit. Ma se gli si
chiedesse: quest'acqua solo nel paradiso?, ed egli rispondesse di
s, direbbe il falso. Essa infatti anche fuori del paradiso: nelle
regioni dove si diffonde da quella sorgente. Ma chi cos temerario
da dire che egli ha dato una risposta falsa, mentre poteva darne,
forse, una vera? Perci le parole del suo intervento non vanno
contraddette, perch non ostacolano la verit.
Noi non siamo in comunione con l'eretico.
22. 38. Dativo da Vadi
72
disse: Per quanto possiamo, noi non
comunichiamo con un eretico, che non sia stato battezzato nella
Chiesa e abbia ottenuto la remissione dei peccati.
Battezzare un eretico non fare comunione con lui.
22. 39. Si risponde: Tu vuoi che egli venga battezzato, solo perch
non ha ottenuto la remissione dei peccati. Ma se tu incontri nella
Chiesa uno che, pur nutrendo odio verso il fratello, venne
battezzato, poich non pu mentire il Signore che dice: Se non
perdonerete, non vi sar perdonato
73
, ordinerai a questo convertito
di farsi ribattezzare? Senz'altro no. Quindi, neppure l'eretico. Certo,
il motivo per cui Dativo non si limitato a dire: Noi con l'eretico
non comunichiamo, ma ha aggiunto: per quanto possiamo, non va
lasciato cadere. Egli infatti ha notato che molti non condividevano
la sua opinione; tuttavia non potendo separarsi dalla loro
compagnia, per non rompere l'unit, ha aggiunto: Per quanto
possiamo, dimostrando, certamente, che egli non comunicava con
piacere con quelli che considerava senza battesimo, ma che tuttavia
bisognava sopportare tutto per il bene della pace e dell'unit.
Questo lo facevano anche quelli secondo i quali costoro non agivano
con rettitudine, e seguivano la dottrina che in seguito la verit,
meglio chiarita, insegn e una consuetudine tanto antica,
confermata da un successivo concilio, dimostr con pi forza, e
tuttavia, pur avendo un'opinione contraria nel rispetto della carit,
si sopportarono a vicenda con premurosa piet, sforzandosi di
conservare l'unit dello spirito per mezzo del vincolo della pace
74
,
finch a quanti di essi pensavano diversamente, Dio lo rivelasse.
Ascoltino questo, i Donatisti, che combattono l'unit, servendosi di
questo concilio che dichiara quanto si deve amare l'unit!
Gli eretici non hanno lo Spirito Santo e quindi neppure il battesimo.
23. 40. Successo da Abbir Germaniciana
75
disse: Agli eretici, o non
permesso niente o permesso tutto. Se possono battezzare,
possono anche dare lo Spirito Santo; se poi lo Spirito Santo non
possono darlo, perch non hanno lo Spirito Santo, non possono
neppure battezzare nello Spirito. Per questo riteniamo che gli eretici
vadano battezzati.
Dunque neppure gli altri peccatori.
23. 41. Gli si pu rispondere quasi con le stesse parole: Agli
omicidi, o non permesso nulla o permesso tutto. Se essi
possono battezzare, possono anche dare lo Spirito Santo; se poi
non possono dare lo Spirito Santo, perch non hanno lo Spirito
Santo, non possono neppure battezzare nello Spirito. Perci
riteniamo che quanti vengono battezzati dagli omicidi o gli omicidi
battezzati, ma non convertiti, quando si correggono, siano da
battezzare. Ma questo non vero: chi infatti odia il proprio fratello
omicida
76
; e di omicidi Cipriano ne conosceva molti nella Chiesa,
che certamente battezzavano. Sono dunque discorsi inutili, questi,
sul battesimo degli eretici.
Quelli che sono fuori della Chiesa non possono battezzare.
24. 42. Fortunato da Tuccabori disse
77
: Ges Cristo, Signore e Dio
nostro, Figlio di Dio Padre 78 e Creatore, ha edificato la Chiesa su
Pietro
78
, non sull'eresia, e ha dato il potere di battezzare ai
vescovi, non agli eretici. Perci, quanti sono fuori della Chiesa e,
mettendosi contro Cristo disperdono le pecore del suo gregge, non
possono battezzare fuori
79
.
Dunque neppure gli altri peccatori.
24. 43. Egli ha aggiunto: fuori; sicch la risposta non pu essere
breve. Rispondo anche a lui quasi con le stesse parole: Ges Cristo,
Signore e Dio nostro, Figlio di Dio Padre e Creatore, ha fondato la
Chiesa su Pietro, non sulla iniquit; e ha dato ai vescovi, non ai
malvagi, il potere di battezzare. Perci, quanti non appartengono
alla pietra, sulla quale edificano quelli che ascoltano le parole di Dio
e le mettono in pratica, ma, vivendo contro Cristo, ascoltando le
sue parole senza metterle in pratica, e quindi costruendo sulla
sabbia, corrompono le pecore del suo gregge con l'esempio dei loro
costumi depravati, non possono battezzare
80
. Non potrebbe essere
un discorso verosimile? Eppure falso. Certo, battezzano anche gli
iniqui, poich erano iniqui i rapaci che stavano con Cipriano
nell'unit, e che egli sopportava
81
. Perci - egli disse - Fortunato ha
aggiunto: fuori, Ma perch costoro, fuori, non possono battezzare?
Oppure sono pi cattivi perch sono fuori? Ma non c'entra niente
con l'integrit del battesimo, quanto sia pi cattivo chi lo trasmette.
Infatti, non conta tanto la differenza tra il ministro cattivo e quello
pi cattivo, quanto tra quello cattivo e quello buono; eppure
quando battezza uno cattivo, non d niente di diverso da uno
buono. Dunque anche quando battezza un ministro pi cattivo, non
d niente di diverso da uno meno cattivo. Ma allora non sar che
non appartiene al merito dell'uomo ma al sacramento del
battesimo, se esso non pu essere dato fuori? Se fosse cos, non lo
si potrebbe avere neppure fuori, e uno si dovrebbe far battezzare
tutte le volte che si separa dalla Chiesa e vi ritorna.
Spiegazione della risposta.
24. 44. Del resto, se approfondiamo il significato dell'avverbio fuori,
soprattutto perch Fortunato ha menzionato Pietro, sul quale
edificata la Chiesa
82
, non sono forse nella Chiesa, quanti sono sulla
pietra, mentre quanti non sono sulla pietra, non sono neanche nella
Chiesa? Allora vediamo se sulla pietra che fondano il loro edificio
quelli che ascoltano le parole di Cristo e non le mettono in pratica.
Il Signore stesso li contraddice, dicendo: Chi ascolta queste mie
parole e le mette in pratica, sar simile ad un uomo saggio che
costruisce la sua casa sulla pietra. E poco dopo: Chi ascolta queste
mie parole e non le mette in pratica, sar simile ad un uomo stolto
che costruisce la sua casa sulla sabbia
83
. Se dunque la Chiesa sta
sulla pietra, quanti stanno sulla sabbia, poich sono fuori dalla
pietra, sono sicuramente fuori della Chiesa. Ricordiamoci quindi
quanti sono quelli che menziona Cipriano, che sembrano dentro ed
edificano sulla sabbia, cio ascoltano le parole di Cristo e non le
mettono in pratica
84
, e quindi, poich stanno sulla sabbia, vengono
convinti di stare fuori della pietra, cio fuori della Chiesa!. Tuttavia,
finch restano cos e non ancora si sono cambiati o non si cambiano
mai in meglio, battezzano e sono battezzati; e il battesimo che
hanno resta in loro integro, mentre essi sono destinati alla
dannazione.
Una spiegazione pi ampia.
24. 45. N qui si pu dire: " Chi pu mettere in pratica tutte le
parole del Signore che troviamo in quel discorso evangelico, in cui il
Signore conclude dicendo che costruiscono sulla pietra quelli che
ascoltano e mettono in pratica le sue parole, mentre costruiscono
sulla sabbia quelli che non le ascoltano e non le mettono in pratica?
". Infatti, anche se alcuni non le adempiono tutte, in questo stesso
discorso, tuttavia, egli ha indicato un rimedio, dicendo: Perdonate e
vi sar perdonato
85
. E dopo la preghiera del Signore, menzionata e
consegnata in questo stesso discorso, ha detto: Vi dico, infatti: Se
perdonerete i peccati agli uomini, il Padre vostro celeste perdoner
anche a voi i vostri peccati; se invece non li perdonerete agli
uomini, neppure il Padre vostro perdoner a voi
86
. Per cui Pietro
dice: La carit copre la moltitudine dei peccati
87
. Carit che
certamente non avevano, e quindi edificavano sulla sabbia, quanti,
al dire di Cipriano, pur stando nella Chiesa, vivevano senza carit e
nella malevola invidia, anche all'epoca degli Apostoli
88
. E quindi,
sembravano, s, dentro, ma erano fuori, perch non stavano sulla
pietra che simboleggia la Chiesa.
La preghiera dell'eretico non santifica l'acqua.
25. 46. Sedato da Tuburbo disse
89
: In tanto l'acqua santificata
nella Chiesa dall'invocazione del sacerdote, lava i peccati, in quanto
quella resa infetta dalla parola degli eretici, li accumula come una
cancrena. Perci bisogna far leva su tutte le forze di pace, per
evitare che qualcuno, contaminato e impregnato dall'eresia, rifiuti
di ricevere l'unico e vero battesimo della Chiesa; chi non lo riceve,
infatti, diverr estraneo al regno dei cieli.
Ogni invocazione, anche imperfetta, purifica l'acqua.
25. 47. Gli si risponde che, se l'acqua non si santifica quando
l'intercessore, per ignoranza, pronuncia parole sbagliate, nella
stessa Chiesa, molti fratelli, non solo cattivi, ma anche buoni, non
santificano l'acqua. Le preghiere di molti, infatti, sono corrette ogni
giorno, se le recitano i fedeli pi dotti e vi trovano molte espressioni
contrarie alla fede cattolica. Che forse se risultasse che alcuni sono
stati battezzati con l'acqua sulla quale sono state fatte queste
invocazioni, li obbligheremo a ribattezzarsi? Perch questo? Perch
spesso il sentimento di chi invoca prevale sul vizio della formula, e
perch le precise parole del Vangelo, senza le quali non si pu
consacrare il battesimo, hanno una efficacia cos grande da
annullare tutte le espressioni contro la Regula fidei, contenute in
una preghiera; cos come, con il nome di Cristo, si scaccia il
demonio
90
. In effetti, se un eretico pronuncia una formula
difettosa, non possiede il buon sentimento della carit, per poter
vincere l'ignoranza. Ecco perch assomigliano a lui, nella Cattolica,
gli invidiosi e i malevoli, come quelli che Cipriano rimprover
91
, che
pronunciano, come suol farsi, qualche preghiera contenente
espressioni contro la regula fidei. Molti, in verit, si buttano su
certe preghiere, composte non solo da ciarlatani incompetenti, ma
anche da eretici e, incapaci di distinguere, per la loro ingenuit ed
ignoranza, le usano, ritenendole buone; tuttavia, ci che in esse c'
di erroneo non vanifica le espressioni esatte, ma ne , piuttosto,
vanificato. come in un uomo di buona speranza e di fede provata,
ma pur sempre uomo: se ha un'idea sbagliata, questa non vanifica
le idee giuste, finch Dio non gli rivela anche quella sbagliata
92
. Ma
se egli cattivo e perverso, se pronuncia una formula integra e
assolutamente non contraria alla fede cattolica, non per questo egli
giusto perch la formula giusta. Se poi, su delle persone, egli
pronuncia una formula sbagliata, Dio presente con le parole del
Vangelo, senza di che il battesimo di Cristo non pu essere
consacrato. lui che santifica il suo sacramento, di modo che
all'uomo, prima, durante e dopo il battesimo, e quando si
convertir, gli valga per la salvezza ci che gli varrebbe per la
rovina, se non si convertisse. Del resto, chi ignora che non esiste il
battesimo di Cristo senza le parole evangeliche che formano il
Simbolo? Ma pi facile trovare eretici che non battezzano affatto,
che eretici che battezzano senza quelle parole. Ecco perch noi
diciamo che non ogni battesimo - si dice, infatti, che in molti riti
sacrileghi in onore degli idoli si battezza -, ma che solo il battesimo
di Cristo, cio consacrato dalle parole del Vangelo, dappertutto lo
stesso, e che non violato da qualsivoglia perversit degli uomini.
Il giudizio di Salomone.
25. 48. Certo, anche nel discorso di Sedato, non bisogna trascurare
con negligenza, questa frase: Perci dobbiamo far leva su tutte le
forze amanti della pace perch nessuno, infettato dall'errore degli
eretici
93
, eccetera. Egli infatti ha tenuto presente le parole del
beato Cipriano: Senza giudicare nessuno n allontanare dal diritto
della comunione chi fosse di parere diverso
94
. Ecco quanto conta,
nei buoni figli della Chiesa, l'amore dell'unit e della pace! Quelli
che essi ritenevano sacrileghi e profani, ed ammessi, come essi
credevano, senza battesimo, se non potevano correggerli nella
misura che pensavano, preferivano sopportarli piuttosto che
rompere, a causa loro, il vincolo santo, per non sradicare, per via
della zizzania, anche il grano
95
. essi permettevano, per quanto era
in loro, che, come nel famosissimo giudizio di Salomone, il corpo di
un bambino fosse nutrito da una madre falsa, anzich tagliato in
due
96
. Ora, questo lo facevano, sia quelli che, sul sacramento del
battesimo pensavano pi giustamente, e sia quelli ai quali Dio, in
premio di tanta carit, avrebbe rivelato la loro idea errata
97
.
L'eresia non viene da Dio...
26. 49. Privaziano da Sufetola disse: Chi dice che gli eretici hanno il
potere di battezzare, dica, innanzitutto, chi ha dato vita all'eresia.
Se infatti l'eresia da Dio, pu ottenere la benevolenza divina; ma
se non da Dio, come pu avere e conferire la grazia di Dio ad un
altro?
98

...ma neppure gli altri peccati.
26. 50. Gli rispondo con altrettante parole, cos: Chi dice che i
malevoli e gli invidiosi hanno il potere di battezzare, dica,
innanzitutto, chi ha fatto la malevolenza e l'invidia. Se infatti la
malevolenza e l'invidia sono da Dio, esse possono anche ottenere la
benevolenza divina; ma se non vengono da Dio, come possono
avere e conferire la grazia di Dio agli altri? Ora, come queste
parole, dette cos, sono chiaramente false, cos lo sono anche quelle
di Privaziano, dette per convincere. I malevoli e gli invidiosi, infatti,
battezzano; e lo ammette anche Cipriano
99
, il quale attesta che
essi sono anche nella Chiesa. Di conseguenza, anche gli eretici
possono battezzare, poich il battesimo un sacramento di Cristo,
l'invidia e l'eresia, invece, sono opera del diavolo. E chiunque le
abbia, non per questo pu far s che il sacramento di Cristo, se egli
lo ha, sia annoverato anch'esso tra le opere del diavolo.
Difficolt insidiosa.
27. 51. Privato da Sufi disse: Quanti approvano il battesimo degli
eretici, che altro fanno, se non comunicare con gli eretici?
100

Non si approva il battesimo degli eretici ma di Cristo.
27. 52. Gli si risponde: Non degli eretici il battesimo che
approviamo negli eretici, cos, come non degli avari, degli
insidiosi, dei frodatori, dei ladroni, degli invidiosi, quello che noi
approviamo in essi. Tutti costoro, per la verit, sono degli iniqui,
ma Cristo giusto; e il suo sacramento, per se stesso, non
corrotto dalla loro iniquit. Altrimenti si potrebbe dire: Quanti
approvano il battesimo degli iniqui, che altro fanno, se non
comunicare con gli iniqui? Se questo si obiettasse alla Chiesa
cattolica, si risponderebbe come a Privato.
Solo nella Chiesa c' il battesimo unico.
28. 53. Ortensiano da Lari disse
101
: Vedano i presuntuosi e i
sostenitori degli eretici: noi rivendichiamo alla Chiesa l'unico
battesimo e sappiamo che esso si trova solo nella Chiesa. Ora,
come possono battezzare nel nome di Cristo, quelli che Cristo
considera suoi nemici
102
?
Perch gli altri peccatori battezzano nel nome di Cristo?
28. 54. Gli rispondiamo con le stesse parole: Vedano i presuntuosi
e i sostenitori degli iniqui: noi riconduciamo alla Chiesa quando
possiamo l'unico battesimo, ovunque lo troviamo; e sappiamo che
non appartiene che alla Chiesa. Ora, come possono battezzare nel
nome di Cristo quelli che Cristo stesso considera suoi nemici? A
tutti gli iniqui, infatti, egli dice: Non vi conosco; allontanatevi da
me, operatori di iniquit
103
. Eppure, quando essi battezzano, non
battezzano essi, ma colui di cui Giovanni dice: lui che battezza
104
.
Non possono esserci due battesimi: darlo agli eretici privarsene.
29. 55. Cassio da Macomadi disse
105
: Poich non possono esservi
due battesimi, chi lo concede agli eretici, se ne priva. Ritengo
quindi che gli eretici, tristi e corrotti, vadano battezzati, quando
vengono alla Chiesa, perch, purificati dal lavacro santo e divino,
illuminati dalla luce della vita, vi siano ricevuti, non come nemici,
ma come uomini di pace, non come stranieri, ma familiari nella fede
del Signore
106
, non come adulteri, ma figli di Dio, non come artefici
di errore, ma di salvezza; tranne i fedeli che, sbalzati fuori dalla
Chiesa, erano passati alle tenebre dell'eresia: questi vanno
reinseriti mediante l'imposizione della mano.
Questo dovrebbe essere valido anche per tutti i peccatori.
29. 56. Un altro potrebbe dire: Poich non possono esservi due
battesimi, chi lo concede agli iniqui, se ne priva. Ma anche i
Donatisti respingerebbero con noi questa tesi, dicendo: Agli iniqui
noi riconosciamo il battesimo; esso in loro, ma non viene da loro,
come l'iniquit, bens da Cristo, a cui appartiene la giustizia e il cui
sacramento, anche se lo hanno gli ingiusti, non ingiusto. Dunque,
ci che essi dicevano, insieme a noi, degli iniqui, lo dicano a se
stessi degli eretici. Ecco perch la frase successiva doveva essere
formulata piuttosto cos: Io quindi credo che gli eretici tristi e
corrotti, venendo alla Chiesa, non vadano battezzati, se gi hanno il
battesimo di Cristo, ma emendati della loro perversit. In effetti,
anche degli iniqui, di cui gli eretici sono una porzione, si pu dire: A
mio avviso gli iniqui tristi e corrotti, se gi sono battezzati, non
bisogna battezzarli, quando vengono alla Chiesa, cio, alla pietra,
fuori della quale vivono tutti coloro che ascoltano le parole di Cristo
107
e non le mettono in pratica, ma, essendo gi stati lavati col
santo e divino lavacro, e ora anche illuminati dalla luce della vita,
vadano accolti, non come nemici, ma come pacifici, perch gli
ingiusti non hanno la pace; non come stranieri, ma familiari nella
fede del Signore, perch agli ingiusti stato detto: Come si
cambiata in amarezza la vite straniera?
108
, non come adulteri, ma
figli di Dio: perch gli ingiusti sono figli del diavolo; non come
artefici dell'errore, ma della salvezza: perch l'ingiustizia non salva,
nella Chiesa, cio, nella pietra, nella colomba
109
, nel giardino
chiuso e nella sorgente sigillata
110
: quella Chiesa che riconosciuta
solo nel grano e non nella paglia, sia quella che viene portata
lontano dal vento, e sia quella che sembra frammista al grano fino
alla vagliatura finale
111
. superflua, quindi, l'aggiunta di Cassio:
Tranne i fedeli che, sbalzati fuori nella Chiesa, sono passati alle
tenebre dell'eresia. In effetti, quand'anche essi, allontanandosi dalla
Chiesa, avessero perso il battesimo, lo si restituisca anche ad essi;
ma se non l'avevano perso, si riconosca ci che per mezzo loro
stato dato.
I vescovi devono vigilare perch gli eretici non battezzino.
30. 57. Un altro Gennaro, da Vico Cesare, disse: Se l'errore non si
concilia con la verit, a pi forte ragione la verit non si accorda
con l'errore. Per questo noi aiutiamo la Chiesa, in cui siamo presuli,
perch rivendichiamo solo per essa il suo battesimo, battezzando
quanti la Chiesa non ha battezzati
112
.
la Pietra che battezza.
30. 58. Rispondo: Quelli che la Chiesa battezza, li battezza
certamente la pietra, fuori della quale stanno tutti quelli che
ascoltano le parole di Cristo e non le mettono in pratica
113
. Si
battezzino, quindi, quanti sono stati battezzati da costoro. Ma se
questo non si fa, allora, una volta condannata e corretta la loro
perversit e iniquit, bisogna approvare e riconoscere negli eretici,
come in costoro, il battesimo di Cristo.
Gli eretici non sono cristiani, dunque...
31. 59. Un altro Secondino, da Carpi, disse
114
: Gli eretici sono o no
cristiani? Se sono cristiani, perch non stanno nella Chiesa di Dio?
Se invece non sono cristiani, lo diventino. Diversamente, a chi si
applicherebbe il detto del Signore: " Chi non con me, contro di
me; e chi non raccoglie con me, disperde "
115
? Da esso risulta che
sui figli altrui e sui discendenti dell'anticristo, non pu discendere lo
Spirito Santo, solo per l'imposizione della mano, essendo evidente
che gli eretici non hanno il battesimo.
...gli iniqui sono cristiani? Perch allora battezzano?
31. 60. Gli si risponde: Gli ingiusti sono cristiani o no? Se sono
cristiani, perch non stanno sulla pietra, su cui edificata la Chiesa
116
? - ascoltano infatti le parole di Cristo, ma non le mettono in
pratica -: se invece non sono cristiani, lo diventino. In caso
contrario, a chi si riferirebbe il detto del Signore: Chi non con me,
contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde
117
?
Disperdono infatti le sue pecore, quelli che le conducono alla
corruzione dei loro costumi, proponendo la loro malvagia
imitazione. Dal che risulta che sopra i figli di altri, come si chiamano
tutti gli iniqui, e sopra i discendenti dell'anticristo, che sono tutti i
nemici di Cristo, non pu discendere lo Spirito Santo unicamente
mediante l'imposizione della mano, se non c' una sincera
conversione del cuore essendo evidente che gli iniqui, finch
restano tali, possono, s, avere il battesimo, ma non possono avere
la salvezza, di cui il battesimo sacramento. Vediamo, perci, se
sono gli eretici quelli descritti in quel Salmo, in cui si parla in questi
termini dei figli stranieri. Ecco: Signore, liberami dalla mano dei figli
altrui: la loro bocca ha pronunciato la menzogna e la loro destra
destra di iniquit; i loro figli sono come virgulti robusti e le loro
figlie sono ornate come la facciata di un tempio; le loro dispense
sono ricolme, traboccano dall'una all'altra; le loro pecore sono
feconde, si moltiplicano nelle loro uscite; i loro buoi sono grassi. Nei
loro muri non c' n una frana, n un'apertura; e n schiamazzo
nelle loro piazze. Beato il popolo, dissero, che ha questi beni; beato
il popolo, il cui Signore Dio
118
. Se dunque sono figli di altri quelli
che ripongono la loro beatitudine nei beni temporali e
nell'abbondanza della felicit terrena, e disprezzano i
comandamenti di Dio, vediamo se non sono come quelli di cui parla
Cipriano, vedendoli in se stesso, per mostrare che parla di coloro
con i quali partecipava ai sacramenti: " Mentre noi non seguiamo la
via del Signore -ha detto - n osserviamo i comandamenti del cielo,
datici per la salvezza. Nostro Signore ha fatto la volont del Padre,
noi invece non facciamo la volont del Signore, dato che amiamo il
patrimonio e il guadagno, seguiamo la superbia, eccetera "
119
. Ora,
se questi potevano avere e trasmettere il battesimo, perch negare
che possano averlo i figli degli altri? Questi figli, tuttavia, egli li
esorta perch, osservando i comandi celesti, mandati ad essi per
mezzo del suo unico Figlio, meritino di essere fratelli di Cristo e figli
di Dio.
Perch incolpare gli eretici?
32. 61. Vittorico da Trabaca dichiar
120
: Se agli eretici permesso
battezzare e dare la remissione dei peccati, perch li disonoriamo
chiamandoli eretici?
Ma perch condannare gli iniqui?
32. 62. Che succederebbe, se un altro dicesse: Se agli iniqui
permesso battezzare e dare la remissione dei peccati perch li
infamiamo chiamandoli iniqui? La risposta che si darebbe a costui,
sugli iniqui, la si dia anche a Vittorico, sugli eretici. Eccola: il
battesimo con cui battezzano non loro; e avere il battesimo di
Cristo, non ne consegue, che chi ha il battesimo di Cristo, sia sicuro
di avere anche la remissione dei peccati, se questa la possiede solo
nel sacramento, senza essersi convertito con una sincera
confessione del cuore, affinch, a chi perdona, sia perdonato
121
.
Con il battesimo si trasformano gli eretici, dunque...
33. 63. Un altro Felice, da Utina, dichiar: Nessuno dubita,
santissimi colleghi sacerdoti, che ci che conta, non tanto la
presunzione umana, quanto l'adorabile e venerabile maest del
Signore nostro Ges Cristo. Memori perci di questo danno, noi
tutti non solo dobbiamo osservare questo, ma anche sostenere che
tutti gli eretici che accorrono nel seno della santa Madre Chiesa,
siano battezzati, cos che, l'anima eretica che il lungo contagio ha
insozzata, purificata col lavacro di santificazione, si trasformi e
diventi migliore
122
.
...varrebbe anche per tutti gli altri iniqui, dunque...
33. 64. Forse costui, che ha posto il motivo per cui gli eretici vanno
ribattezzati, nel purificarli dal continuo contagio, avrebbe riguardo
per quelli che, caduti nell'eresia, vi sono rimasti per poco tempo e
che, prontamente ravvedutisi, sono passati alla Cattolica. Inoltre,
anche lui poco si accorto che tutti gli iniqui, che accorrono alla
pietra, figura della Chiesa, sono battezzati, perch l'anima iniqua,
che edificava fuori la pietra, ascoltando le parole di Cristo e non
mettendole in pratica, purificata dal lavacro di santificazione,
potesse trasformarsi e migliorare. Eppure questo non si fa, se gi
sono sati battezzati, anche se si dimostrasse che erano cos quando
si fecero battezzare: ossia, che rinunciavano al mondo a parole e
non a fatti
123
.
...se un morto si pu battezzare. Ora gli eretici sono come morti.
34. 65. Quieto da Baruc disse: Noi che viviamo di fede, dobbiamo
obbedire, con fiducioso rispetto, alle verit che sono state da tempo
predette per istruirci. Sta scritto, infatti, in Salomone: " A chi
battezzato da un morto, che giova questo lavacro? "
124
. Qui ci si
riferisce, certamente, a quanti si fanno lavare dagli eretici, e agli
eretici che li lavano. Se infatti i battezzati presso di loro ottengono
la vita eterna mediante la remissione dei peccati, perch vengono
alla Chiesa? Se poi da un morto la salvezza non si riceve, e quindi,
una volta ammesso il loro precedente errore, fanno penitenza e
ritornano alla verit, dovranno santificarsi con l'unico battesimo di
vita, che sta nella Chiesa cattolica
125
.
Anche altri peccatori sono morti.
34. 66. Che cosa significa il testo: " Essere battezzato da un morto
", senza pregiudicarne uno studio pi accurato, lo abbiamo detto
altrove
126
. Ma ora io chiedo: perch, per morti, si vogliono
intendere solo gli eretici, visto che l'apostolo Paolo, parlando del
peccato in genere, ha detto: Il salario del peccato la morte
127
, e
ancora: La sapienza della carne morte
128
? E poich egli dice che
una vedova che vive nei piaceri morta
129
, come mai non sono
morti coloro che rinunciano al mondo a parole e non a fatti
130
? Che
giova, dunque, questo lavacro a chi viene battezzato da costoro, se
non per avere anch'egli, se un morto, un lavacro, che per non gli
giova niente alla salvezza? Se invece il battezzatore morto,
mentre il battezzato si converte a Dio non con il cuore falso, questi
non battezzato da un morto, ma da quel vivo, di cui sta scritto:
Egli colui che battezza
131
, chiunque sia colui che, con il gesto
visibile, battezza. Quanto a ci che egli dice sugli eretici: Se i
battezzati presso di loro ottengono la vita eterna mediante la
remissione dei peccati, perch vengono alla Chiesa? Rispondo:
Vengono perch, pur avendo ricevuto il battesimo di Cristo fino alla
celebrazione del sacramento, non ottengono la vita eterna se non
per mezzo della carit dell'unit; come i malevoli e gli invidiosi, ai
quali i peccati non sarebbero stati rimessi neppure se non avessero
conservato l'odio contro quelli che li oltraggiavano, poich la Verit
dice: Se non perdonerete, neppure il Padre vostro perdoner a voi
132
. Quanto pi essi, visto che odiavano quelli ai quali restituivano
male per bene
133
! Tuttavia, costoro, che rinunciano al mondo solo
a parole e non a fatti, se in seguito si correggono, non vengono
ribattezzati, ma santificati con l'unico battesimo di vita. Che ,
certamente, nella Cattolica, ma non solo in essa; come non solo
nei santi che sono edificati sulla pietra
134
e dei quali formata
l'unica colomba
135
.
Non bisogna disprezzare la verit per una consuetudine.
35. 67. Casto da Sicca disse: Chi, disprezzata la verit, crede di
seguire la consuetudine, o invidioso e maligno verso i fratelli, ai
quali la verit si rivela, o ingrato verso Dio, la cui ispirazione
ammaestra la sua Chiesa
136
.
Ma se la consuetudine sostiene la verit, non c' niente di meglio.
35. 68. Se Casto, rivolto a quelli che avevano un'opinione contraria
e che sostenevano ci che in seguito tutto il mondo, rassicurato da
un concilio cristiano, accolse, li avesse convinti a seguire la
consuetudine e a disprezzare la verit, dovremmo aver paura delle
sue parole. Ma poich vediamo che la consuetudine stata diffusa
dalla verit e rafforzata con la verit, il suo intervento non ci causa
nessun timore. E tuttavia, se essi erano invidiosi e maligni verso i
fratelli o ingrati verso Dio
137
, ecco con che gente i vescovi erano in
comunione, ecco quali sostenitori dell'opinione contraria non si
allontanavano dal diritto della comunione, come aveva gi detto
Cipriano; ecco il tipo di persone che non li contaminavano, mentre
essi custodivano l'unit; ecco quanto si deve amare il vincolo
dell'unit; ecco che cosa debbono considerare coloro che ci
accusano sul concilio dei vescovi, nostri predecessori, la cui carit
non imitano e il cui esempio, ben studiato, giustamente li
condanna. Se, come testimonia questo intervento, c'era la
consuetudine di accogliere, con il battesimo che gi avevano, gli
eretici che venivano alla Chiesa, o era giusto farlo o, nell'unit, i
cattivi non contaminano i buoni. Se era giusto farlo, perch essi
accusano il mondo di riceverli cos? Se invece nell'unit, i cattivi
non contaminano i buoni, come si scusano dal crimine di scisma
sacrilego?
La nostra regola di fede la dottrina trinitaria.
36. 69. Eucrazio da Tenis disse
138
: La nostra fede, la grazia del
battesimo, e la regola della disciplina ecclesiastica, il Signore e Dio
nostro Ges Cristo le ha completate ammaestrando gli Apostoli con
le sue labbra, dicendo: " Andate, ammaestrate le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo "
139
. Dobbiamo dunque respingere, come falso e iniquo, il battesimo
degli eretici, e contestarlo con ogni argomento; dalla loro bocca,
infatti, sprizza il veleno, non la vita; non la grazia celeste, ma la
bestemmia contro la Trinit. quindi evidente che, venendo alla
Chiesa, gli eretici debbono essere battezzati con il battesimo
integro e cattolico, affinch, purificati dalla bestemmia della loro
presunzione, possano essere trasformati dalla gloria dello Spirito
Santo.
verissimo.
36. 70. D'accordo: se il battesimo non consacrato nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, lo si consideri pure degli
eretici e lo si contesti come iniquo con ogni argomento. Se invece vi
riconosciamo questo Nome, meglio distinguere le parole del
Vangelo dall'errore degli eretici; quindi, approvare in essi quanto
sano e correggere quanto difettoso.
Non opporre verit e consuetudine.
37. 71. Liboso da Vaga disse: Nel Vangelo il Signore ha detto: " Io
sono la verit "
140
. Non ha detto: Io sono la consuetudine. Quindi,
manifestatasi la verit, la consuetudine ceda il posto alla verit,
cos che, se in passato, nella Chiesa gli eretici non si battezzavano,
ora si cominci a battezzarli
141
.
Non si dimostra qual la verit.
37. 72. Costui non ha fatto nessun tentativo per dimostrare quale
la verit, alla quale la consuetudine, secondo lui, deve cedere.
Tuttavia ci offre un aiuto maggiore contro i Donatisti che si sono
divisi dall'unit, perch ammette l'esistenza di una consuetudine,
che, a suo avviso, doveva cedere alla verit, che per non indica. Si
tratta infatti della consuetudine che, se davvero ammetteva i
sacrileghi all'altare di Cristo, senza la purificazione del battesimo, e
non contaminava i buoni nell'unit, quelli che si sono separati senza
motivo da questa unit nella quale non potevano assolutamente
essere macchiati dal contatto coi cattivi, hanno apertamente
commesso il sacrilegio dello scisma. Se invece, contaminati da
questa consuetudine, si sono tutti perduti, da quale caverna
vengono fuori i Donatisti, senza una vera origine e solo con l'astuzia
delle calunnie? Se poi la consuetudine di accogliere gli eretici in
questo modo era giusta, depongano la rabbia, riconoscano l'errore,
vengano alla Cattolica; e non per lavarsi di nuovo col sacramento
del battesimo, ma per curarsi dalla ferita dello scisma.
Bisogna esecrare gli eretici.
38. 73. Leucio da Tueste disse: Ritengo che gli eretici, blasfemi e
iniqui, che con i loro diversi discorsi distruggono le parole sante e
adorabili delle Scritture, debbano essere detestati, e quindi
esorcizzati e battezzati
142
.
Ma non ribattezzarli.
38. 74. Anch'io ritengo che vadano detestati; ma non per questo
esorcizzati e battezzati. il loro errore che detesto, invece il
sacramento di Cristo che venero.
Questi dello stesso parere.
39. 75. Eugenio da Ammedera disse
143
: Anch'io ritengo che gli
eretici vadano battezzati.
Ma non la pensa cos la Chiesa.
39. 76. Gli rispondo: Ma non lo ritiene la Chiesa, alla quale Dio ha
gi rivelato, anche con un concilio plenario, ci che voi, allora,
intendevate in modo errato
144
. Ma, poich conservavate la carit
tra voi, siete rimasti nell'unit.
Tranne la nostra non c' altra acqua del battesimo.
40. 77. Un altro Felice, da Bamaccura, disse: Anch'io, seguendo
l'autorit delle divine Scritture, ritengo che vadano battezzati gli
eretici, ma anche quanti sostengono di essere stati battezzati
presso gli scismatici. Se, infatti, per disposizione di Cristo, la nostra
una sorgente privata
145
, i nemici della nostra Chiesa devono
capire che non pu essere di altri. N pu concedere l'acqua a due
popoli colui che Pastore di un solo gregge. evidente quindi, che
n gli eretici e n gli scismatici ricevono qualcosa dal cielo: essi
infatti osano ricevere il battesimo dai peccatori e dagli uomini
estranei alla Chiesa. Quando non si in condizione di dare, non si
utili a chi riceve
146
.
La nostra acqua come quella del paradiso.
40. 78. A costui rispondo che in nessun passo le sacre Scritture
hanno prescritto di ribattezzare gli eretici gi battezzati presso gli
eretici, ma in molti luoghi hanno mostrato che sono estranei alla
Chiesa quanti non stanno sulla pietra e non appartengono alle
membra della colomba. Eppure essi battezzano e sono battezzati e,
pur non avendo la salvezza, hanno il sacramento della salvezza.
Quanto poi alla nostra fonte, assimilata alla sorgente del paradiso,
perch scorre fuori la Chiesa, come quella fuori del paradiso, ho gi
detto molto
147
; e che poi non possa fornire l'acqua della salvezza a
due popoli, al proprio e allo straniero, colui che Pastore di un
unico gregge, lo ammetto e lo condivido. Ma se essa non salvifica
agli estranei, per questo non vera? L'acqua del diluvio, infatti, a
quanti stavano nell'arca, fu salutare, mentre a quanti stavano fuori
dell'arca, fu mortale; eppure era la stessa. E molti estranei, cio gli
invidiosi, i quali, come Cipriano dichiara e dimostra con le Scritture,
sono partigiani del diavolo
148
, sembrano quasi dentro; e tuttavia se
non fossero fuori dell'arca, non perirebbero a causa dell'acqua. Il
battesimo infatti uccide costoro in quanto ne usano male, come
quelli ai quali, come dice l'Apostolo, il buon odore di Cristo causava
la morte
149
. Perch dunque gli scismatici e gli eretici non ricevono
niente dal cielo, come le spine e la zizzania ricevono la pioggia
150
, e
come quelli fuori dall'arca ricevettero certamente l'acqua che
cadeva dalle cataratte del cielo, ma per la rovina, non per la
salvezza? Per questo non mi affanno a confutare l'ultima sua frase:
Quando non si ha possibilit di dare, non si utili a chi riceve,
perch anche noi diciamo che il battesimo non utile a quanti lo
ricevono, quando lo ricevono nell'eresia d'accordo con gli eretici. E
quindi essi vengono alla pace e alla verit cattolica, non per
ricevere il battesimo, ma perch cominci a essere utile loro ci che
hanno ricevuto altrove.
La diversit dei meriti non danneggia l'unit del battesimo.
41. 79. Parimenti, un altro Gennaro da Mussuleni, disse
151
: Mi
stupisco che mentre tutti ammettono che c' un unico battesimo,
non tutti capiscano l'unit di questo battesimo. La Chiesa e l'eresia,
infatti, sono due realt ben diverse. Se il battesimo lo hanno gli
eretici, non lo abbiamo noi; ma se lo abbiamo noi, gli eretici non
possono averlo. Ora, non v' dubbio, il battesimo di Cristo lo
possiede solo la Chiesa, perch essa solo possiede la grazia e la
verit di Cristo.
Bisogna comprendere il battesimo unico e l'unit del battesimo.
41. 80. Un altro potrebbe dire la stessa cosa, ma non dire,
ugualmente, la verit: " Mi stupisco che, mentre tutti ammettono
che c' un unico battesimo, non tutti capiscano l'unit di questo
battesimo. La giustizia e l'ingiustizia, infatti, sono due realt ben
distinte. Se il battesimo lo hanno gli ingiusti, i giusti non lo hanno;
ma se lo hanno i giusti, gli ingiusti non possono averlo. Ora, non v'
dubbio che solo i giusti possiedono il battesimo di Cristo, perch
solo essi possiedono la grazia e la verit di Cristo ". Ma questo
falso: lo ammettono anch'essi. Gli invidiosi, che sono dalla parte del
diavolo, infatti, e che stanno dentro, come dice Cipriano
152
, e che
erano ben noti all'apostolo Paolo
153
, avevano il battesimo ma non
appartenevano alle membra della colomba che si trova sicura sulla
pietra.
Gli eretici non si ribattezzano ma si battezzano.
42. 81. Adelfio da Tasualte disse
154
: Alcuni, senza motivo e con un
linguaggio falso e invidioso, impugnano la verit, tanto da dire che
noi ribattezziamo, mentre la Chiesa non ribattezza gli eretici, ma li
battezza.
La Chiesa battezza solo i non battezzati.
42. 82. Tutt'altro: ora essa non ribattezza; tranne i non battezzati,
infatti, essa non battezza. Si tratta di una consuetudine anteriore,
che la verit, esaminata pi da vicino, ha confermato anche con un
successivo concilio.
Il battesimo uno, non due.
43. 83. Demetrio da Leptimino disse
155
: L'unico battesimo lo
custodiamo noi che rivendichiamo alla sola Chiesa cattolica un suo
bene. Quanti invece dicono che gli eretici danno un battesimo vero
e legittimo, costoro fanno non due, ma molti battesimi. In effetti,
dato che vi sono molte eresie, si conteranno altrettanti battesimi.
Certamente vi un solo battesimo.
43. 84. Gli si risponde: Se cos, si contino tanti battesimi quante
sono le opere della carne, di cui l'Apostolo dice: Quelli che fanno
tali cose, non possederanno il regno di Dio
156
. E tra esse si
annoverano anche le eresie. E di queste loro opere se ne tollerano
molte, nella Chiesa, come si tollera la paglia; eppure per tutti c' un
solo battesimo, che nessuna opera iniqua pu violare.
Circa il battesimo degli eretici e dei pagani.
44. 85. Vincenzo da Tibari disse
157
: Sappiamo che gli eretici sono
peggiori dei pagani. Se, una volta convertitisi, vogliono venire a
Dio, hanno certamente la regola di verit che il Signore ha affidata
agli Apostoli con questo divino mandato: " Andate, nel mio nome
imponete la mano, scacciate i demoni "
158
; ed altrove: " Andate e
ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo "
159
. Essi, quindi, prima devono passare
attraverso l'imposizione della mano nell'esorcismo, poi per la
rigenerazione del battesimo, e solo allora possono venire alla
promessa di Cristo. Non si deve fare diversamente.
Se sono peggiori gli eretici o gli etnici.
44. 86. Con quale criterio costui dice che gli eretici sono peggiori
dei pagani, io non lo so, visto che il Signore dice: Se non ascolter
neppure la Chiesa, sia per te come un pagano e un pubblicano
160
.
Oppure l'eretico peggiore anche del pubblicano? Non mi oppongo.
Tuttavia, non perch egli peggiore del pagano, cio del Gentile,
anche il sacramento di Cristo, se lo ha, si mescola ai suoi costumi
viziati e, corrotto da questa mescolanza, perisce. In effetti, quanti
si allontanano dalla Chiesa e diventano non solo seguaci delle
eresie, ma anche artefici se, una volta battezzati, ritornano, pur
essendo, peggiori in base a questo criterio, hanno per il
battesimo; infatti, se, convertitisi, ritornano, non ricevono ci che
certamente riceverebbero, se lo avessero perso. Pu darsi dunque
che un eretico sia peggiore di un pagano e che, tuttavia, non solo
abbia il sacramento di Cristo, ma che esso non sia meno santo di
quello che ha un uomo santo e giusto. Se infatti, in quanto un
uomo, egli non ha custodito il battesimo, ma lo ha violato con lo
spirito e con la volont, il sacramento, in s, rimasto integro e
inviolato in colui che lo ha disprezzato e ripudiato. I Sodomiti non
erano forse pagani, cio gentili? Eppure erano peggiori i Giudei, ai
quali il Signore dice: Ci sar pi tolleranza per i Sodomiti, nel
giorno del giudizio, che per voi
161
; e ai quali il profeta dice: Avete
giustificato Sodoma
162
; cio: Rispetto a voi, Sodoma diventata
giusta. E tuttavia forse, per questo, i misteri divini celebrati presso i
Giudei erano tali e quali ai loro? Quei misteri che ricevette il Signore
stesso, ai quali invi, per celebrarli, i lebbrosi che aveva mondati
163
, e ai quali, assistette un angelo mentre Zaccaria li celebrava,
che gli annunci, nell'atto di sacrificare nel tempio, di essere stato
esaudito
164
. Questi stessi misteri erano presenti sia nelle persone
buone di allora e sia nei cattivi, peggiori dei pagani, visto che
superarono i Sodomiti nella malizia; e tuttavia quei misteri
restarono, negli uni come negli altri, integri e divini.
Anche gli etnici hanno qualcosa di divino.
44. 87. In effetti, anche i Gentili se hanno potuto avere qualcosa di
divino e di giusto nelle loro dottrine, i nostri santi non l'hanno ri
fiutato, anche se essi, per le loro superstizioni e la loro condotta
depravata, andavano detestati e, se non si fossero convertiti, puniti
dal giudizio divino. Lo stesso apostolo Paolo, infatti, parlando di Dio
di fronte agli Ateniesi, attest che alcuni di loro avevano detto
qualche verit
165
e che se fossero venuti a Cristo, certamente
sarebbe stata riconosciuta e non riprovata. E contro i pagani, san
Cipriano si serve proprio di questi testi. Infatti, parlando dei maghi,
disse: Il pi autorevole di essi, Ostane, nega che si possa vedere la
forma del vero Dio, e dice che, davanti al suo trono assistono angeli
veri. Idea sulla quale concorda anche Platone, che, salvando
l'unicit di Dio, tutti gli altri li chiama angeli o demoni. Anche
Hermes Trismegisto parla di un solo Dio e confessa che
incomprensibile e incommensurabile
166
. Se dunque costoro fossero
venuti alla salvezza cristiana, certamente non si sarebbe detto loro:
" Avete questo male ", e n: " Avete questa falsit ", ma, molto pi
giustamente: " A voi, questo, anche se esatto e vero, non sarebbe
stato di nessuna utilit, se non foste venuti alla grazia di Cristo ".
Se quindi nei pagani stessi si pu trovare qualcosa di divino e,
giustumente, approvarla, anche se debbono ancora avere la
salvezza da Cristo, non bisogna spingersi fino al punto di voler
correggere, pur essendo essi migliori degli eretici, ci che in loro
cattivo ed loro, e di non voler riconoscere ci che in loro buono,
ed di Cristo. Ma ormai gli altri pareri dei concilio li riprenderemo a
trattare in un altro capitolo.

1 - Gv 20, 23.
2 - 2 Tm 2, 19.
3 - Mt 23, 3.
4 - Cf. 1 Tm 1, 5.
5 - Cf. Sap 9, 15.
6 - Cf. Fil 3, 15.
7 - Cf. Gv 15, 2.
8 - Cf. Gal 2, 14.
9 - Cf. Ct 6, 8.
10 - Cf. Ef 5, 27.
11 - Ct 4, 12-13.
12 - Cf. Ef 3, 19.
13 - Gv 20, 23.
14 - CYPR., Sententiae episc. praef.
15 - CYPR., Ep. 73, 26, 1.
16 - CYPR., Ep. 73, 26, 2.
17 - CYPR., Ep. 69, 12, 1.
18 - Cf. CYPR., Sententiae episc. praef.
19 - Ef 4, 2-3.
20 - Fil 3, 15.
21 - Ef 4, 5.
22 - Cf. 1 Gv 3, 15.
23 - Cf. 1 Cor 15, 33.
24 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
25 - CYPR., Ep. 11, 1.
26 - CYPR., Sententia. episc., praef.
27 - CYPR., Sententiae episc. 2.
28 - CYPR., Ep. 48, 1-2.
29 - CYPR., Sententiae episc. 3.
30 - CYPR., Sententiae episc. 4.
31 - Cf. CYPR., Epp. 62; 72, 1; 76; 77.
32 - Cf. CYPR., Sententiae episc. 5.
33 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
34 - Prv 9, 12 (sec. LXX).
35 - Prv 9, 18.
36 - Gv 3, 5.
37 - Cf. At 8, 13.
38 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
39 - Sap 1, 5
40 - Ef 4, 4-5.
41 - Gv 3, 6.
42 - Cf. Gv 4, 24.
43 - Gal 5, 19-21.
44 - CYPR., Sententiae episc. 6.
45 - Cf. CYPR., Epp. 76 e 78.
46 - Cf. CYPR., Sententiae episc. 7.
47 - Mt 5, 13.
48 - Mt 28, 19.
49 - Gv 20, 23.
50 - 1 Gv 2, 9.
51 - Prv 14, 9.
52 - Es 20, 13. 15.
53 - Cf. CYPR., Sentent. episc 8.
54 - Cf. CYPR., Epp. 72 e 73.
55 - CYPR., Sentent. episc. 9.
56 - CYPR., Sentent. episc. 10.
57 - Mt 28, 19.
58 - CYPR., Sentent. episc. 11.
59 - Mt 12, 30.
60 - Cf. 1 Gv 2, 18.
61 - Cf. Gv 15, 14-15.
62 - Mt 7, 22.
63 - Mt 7, 23.
64 - CYPR., Sentent. episc. 12.
65 - Cf. Mt 15, 14.
66 - 1 Cor 15, 32.
67 - Rm 8, 6.
68 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
69 - CYPR., Sentent. episc. 13.
70 - CYPR., Sentent. episc. 14.
71 - Cf. Gn 2, 14.
72 - CYPR., Sentent. episc. 15.
73 - Mt 6, 15.
74 - Cf. Ef 4, 2-3.
75 - CYPR., Sentent. episc. 16.
76 - 1 Gv 3, 15.
77 - CYPR., Sentent. episc. 17.
78 - Cf. Mt 16, 18.
79 - Cf. Gv 10, 12.
80 - Cf. Mt 7, 26.
81 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
82 - Cf. Mt 16, 18.
83 - Mt 7, 24. 26.
84 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
85 - Lc 6, 37.
86 - Mt 6, 14-15.
87 - 1 Pt 4, 8.
88 - Cf. CYPR., Ep. 73, 14.
89 - CYPR., Sentent. episc. 18.
90 - Cf. Mc 16, 17.
91 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
92 - Cf. Fil 3, 15.
93 - CYPR., Sentent. episc. 18.
94 - CYPR., Sentent. episc., praef.
95 - Cf. Mt 13, 29.
96 - Cf. 1 Re 3, 26.
97 - Cf. Fil 3, 15.
98 - CYPR., Sentent. episc. 19.
99 - Cf. CYPR., Ep. 73, 14.
100 - CYPR., Sentent. episc. 20.
101 - CYPR., Sentent. episc. 21.
102 - Cf. Mt 12, 30.
103 - Mt 7, 23.
104 - Gv 1, 33.
105 - CYPR., Sentent. episc. 22.
106 - Cf. Gal 6, 10.
107 - Cf. Mt 7, 24, 26.
108 - Ger 2, 21.
109 - Cf. Ct 2, 10. 4; 6, 8.
110 - Cf. Ct 4, 12.
111 - Cf. Mt 3, 12.
112 - CYPR., Sentent. episc. 23.
113 - Cf. Mt 7, 26.
114 - CYPR., Sentent. episc. 24.
115 - Mt 12, 30.
116 - Cf. Mt 16, 18.
117 - Mt 12, 30.
118 - Sal. 143, 11-15.
119 - Cf. CYPR., Ep.11, 1.
120 - CYPR., Sentent. episc. 25.
121 - Cf. Mt 6, 13.
122 - CYPR., Sentent. episc. 26.
123 - CYPR., Ep.11, 1.
124 - Sir 34, 25.
125 - CYPR., Sentent. episc. 27.
126 - Cf. Ep. Parm. 2, 10, 22.
127 - Rm 6, 23.
128 - Rm 8, 6.
129 - Cf. 1 Tm 5, 6.
130 - Cf. CYPR., Ep.11, 1.
131 - Gv 1, 33.
132 - Mt 6, 15.
133 - Cf. Sal 34, 12.
134 - Cf. CYPR., Ep.11, 1.
135 - Cf. Ct 6, 8.
136 - CYPR., Sentent. episc. 28.
137 - CYPR., Sentent. episc., praef.
138 - CYPR., Sentent. episc. 29.
139 - Mt 28, 19.
140 - Gv 14, 6.
141 - CYPR., Sentent. episc. 30.
142 - CYPR., Sentent. episc. 31.
143 - CYPR., Sentent. episc. 32.
144 - Cf. Fil 3, 15.
145 - Cf. Ct 4, 12.
146 - CYPR., Sentent. episc. 33.
147 - Cf. supra, 4, 1, 1; 6, 21, 37.
148 - Cf. CYPR., De zelo et livore 4.
149 - Cf. 2 Cor 2, 15-16.
150 - Cf. Mt 13, 24-25.
151 - CYPR., Sentent. episc. 34.
152 - Cf. CYPR., Ep. 74, 14.
153 - Cf. Fil 1, 15.
154 - CYPR., Sentent. episc. 35.
155 - CYPR., Sentent. episc. 36.
156 - Gal 5, 21.
157 - CYPR., Sentent. episc. 37.
158 - Mc 16, 17.
159 - Mt 28, 19.
160 - Mt 18, 17.
161 - Mt 11, 24.
162 - Ez 16, 51.
163 - Cf. Lc 17, 14.
164 - Cf. Lc 1, 11-13.
165 - Cf. At 17, 28.
166 - CYPR., Quod idola dii non sint, 6.
LIBRO SETTIMO


Cipriano sbagli ma am l'unit.
1. 1. Speriamo di non essere noiosi ai nostri lettori, se trattiamo,
sia pure sotto aspetti diversi, lo stesso argomento. vero che in
tutte le nazioni, di fronte agli attacchi che gettano non poca
oscurit sulla questione del battesimo, in cui si discute se tra gli
eretici e gli scismatici si pu trovare lo stesso battesimo della
Cattolica, la santa Chiesa garantita dall'autorit di un'antica
consuetudine e di un concilio plenario; tuttavia, visto che uomini
non disprezzabili, soprattutto Cipriano, hanno avuto pareri discordi
anche nella stessa unit, proprio della sua autorit tentano di
avvalersi contro di noi quelli che sono ben lontani dalla sua carit.
Per questo noi, ritenendo conveniente trattare ed esaminare i vari
temi che abbiamo trovato nel suo concilio e nei suoi scritti, siamo
costretti a riprendere, per cos dire, in mano, un po' pi a lungo, la
stessa questione, per mostrare con quanta saggezza la Chiesa
cattolica universale ha deciso che gli eretici e gli scismatici, che
avevano ricevuto il battesimo di Cristo nella comunione di
provenienza, siano ammessi nella comunione cattolica con questo
stesso battesimo, dopo essersi corretti del loro errore, ed essersi
radicati e fondati nella carit
1
. Sicch, per quanto riguarda il
sacramento del battesimo, non si desse loro ci che avevano, ma si
rendesse utile ci che era in loro. Certo il beato Cipriano, ora che il
corpo corruttibile non appesantisce pi lo spirito e la dimora
terrestre non comprime pi la sua mente ricca di idee
2
, vede con
pi chiarezza quella verit che ha meritato di conseguire con la
carit. Aiuti, perci, con le sue preghiere, noi che fatichiamo in
questa carne mortale, come in una nube oscura, perch il Signore
ci doni la grazia di imitare, per quanto possibile, le sue doti. Se egli
aveva una idea diversa e ne ha convinto alcuni fratelli e colleghi,
ora, mentre vede la verit nella luce di Colui che ha amato, noi, che
pure siamo di gran lunga inferiori ai suoi meriti, seguendo, secondo
la nostra fragilit, l'autorit della Cattolica, di cui egli un membro
insigne e carissimo, vogliamo esporla contro gli eretici e gli
scismatici. Si tratta di uomini separati dall'unit che egli conserv,
aridi della carit di cui egli fu vigoroso, decaduti dall'umilt sulla
quale egli stava stabile, e che ora egli rimprovera e condanna
quanto pi conosce la loro volont di analizzare i suoi scritti, allo
scopo di creare insidie e non per imitare la sua condotta nel creare
la pace. Sono come quelli che si chiamano cristiani Nazareni e che
circoncidono la carne secondo il costume giudaico: eretici nati da
quell'errore in cui Pietro cadde e Paolo
3
lo riprese, e vi persistono
ancora oggi. Ora, come i Nazareni, mentre Pietro, che aveva il
primato sugli Apostoli, ha ricevuto la corona del martirio, sono
restati nella loro perversit, separati dalla Chiesa, cos i Donatisti,
mentre Cipriano, per l'abbondanza della sua carit, stato accolto
nella sorte dei santi con la gloria del martirio, essi si considerano
esuli dall'unit e, con le loro calunnie, mettono contro la patria
dell'unit un cittadino dell'unit. Prendiamo ora le altre opinioni del
concilio, ed esaminiamole con lo stesso metodo.
Alcuni favoriscono gli eretici e ostacolano i cristiani.
2. 2. Marco da Nattari disse: Non ci dobbiamo meravigliare se gli
eretici, nemici e avversari della verit, si appropriano del potere e
della dignit di altri; ci dobbiamo meravigliare che alcuni dei nostri,
traditori della verit, appoggiano gli eretici e combattono i cristiani.
Perci abbiamo deciso che gli eretici vanno battezzati
4
.
I cristiani amano l'unit.
2. 3. Gli rispondiamo: Tutt'altro. Ci dobbiamo piuttosto meravigliare
ed elogiare molto costoro, perch hanno tanto amato l'unit da non
temere, pur restando nell'unit con quanti ritenevano traditori della
verit, di esserne contagiati. In verit, dopo che Marco aveva detto:
Dobbiamo meravigliarci che alcuni dei nostri, traditori della verit,
appoggiano gli eretici e combattono i cristiani, mi aspettavo che
dicesse: Perci noi decidiamo di non comunicare con loro. Non ha
detto questo, bens: Perci noi decidiamo che gli eretici vadano
battezzati, conservando la premessa fatta prima dal pacifico
Cipriano: Senza giudicare nessuno, n allontanarlo dal diritto della
comunione, se avesse una idea diversa
5
. Ora, quando i Donatisti ci
calunniano chiamandoci traditori, se esistesse un Giudeo o un
pagano che, letto questo concilio, chiamasse prevaricatori sia noi
che loro, secondo la loro regola di unit, io vorrei sapere, proprio
per confutare e cancellare un'accusa cos grave, come dobbiamo
difendere la nostra causa comune. Costoro chiamano traditori quelli
che n riuscirono a convincerli allora di questo crimine e n possono
dimostrarlo ora; al contrario, in questo crimine, dimostrano di
esserci essi. Ma che ci importa? Di essi, che certamente sono
prevaricatori, che diremo? Se ora noi, bench a torto, veniamo detti
traditori, perch accusati di essere succeduti ai traditori nella stessa
comunione, a questi prevaricatori siamo succeduti tutti, dato che il
partito di Donato non si era ancora diviso dall'unit al tempo del
beato Cipriano. stato infatti dopo il suo martirio, quando ormai
erano trascorsi quarant'anni e pi, che c' stata la consegna dei
Libri, episodio dal quale incominciarono ad essere chiamati traditori.
Se dunque noi siamo traditori perch, come essi credono o
immaginano, siamo derivati dai traditori, da quei traditori deriviamo
entrambi. Non c' ragione, infatti, per dire che i Donatisti non sono
stati in comunione con loro, visto che li chiamano i nostri. Lo dice il
concilio che essi amano citare. Marco infatti ha detto: Alcuni dei
nostri, traditori della verit, appoggiano gli eretici
6
. E inoltre c' la
testimonianza di Cipriano, il quale fa capire chiaramente di essere
restato nella comunione con loro, quando dice: Senza giudicare
nessuno, n allontanarlo dal diritto della comunione, se ha
un'opinione diversa. Ora, una opinione diversa, l'avevano quelli che
Marco chiama prevaricatori, evidentemente perch sostenevano gli
eretici accogliendoli nella Chiesa senza battesimo. Ma che la
consuetudine di accoglierli cos fosse questa, lo rivelano
chiaramente e Cipriano, in molti suoi passi, e alcuni vescovi in
questo concilio. evidente quindi che se gli eretici non hanno il
battesimo, a quell'epoca, la Chiesa di Cristo era piena di
prevaricatori che, per favorire gli eretici, li accoglievano cos. Si
difenda dunque la causa comune contro l'accusa di prevaricazione
che essi non possono negare, e allora si difender la nostra causa
contro l'accusa di consegna, che non sono riusciti a dimostrare. Ma
difendiamoci come se lo avessero dimostrato. In questo caso, la
stessa risposta che ambedue daremmo a quanti ci obiettano la
prevaricazione dei nostri predecessori, la daremo ai Donatisti, che
ci obiettano la consegna dei nostri antenati. Come infatti per la
consegna dei nostri antenati, motivo che li indusse a separarsi,
siamo morti noi, cos per la prevaricazione degli antenati, parenti
nostri e loro, siamo morti entrambi. Essi, per, si considerano vivi,
e credono, quindi, che quella prevaricazione non li riguardi; e allora
non riguarda nemmeno noi quella consegna. Ma secondo loro la
prevaricazione certa; secondo noi, invece, non n vera la
precedente prevaricazione, poich diciamo che anche gli eretici
possono avere il battesimo di Cristo, e n vera la successiva
consegna, poich in questa vicenda sono stati sconfitti. Ne
consegue che i Donatisti non hanno alcun motivo per separarsi da
noi con l'empio crimine dello scisma; infatti, se i nostri antenati non
sono stati traditori, come noi sosteniamo, la cosa non ci riguarda
affatto, se invece lo sono stati, come sostengono loro, la cosa non
riguarda noi, proprio come non riguardano n noi e n loro quei
prevaricatori. Cos, se dall'iniquit dei nostri antenati non consegue
nessun nostro delitto, dal loro scisma consegue, di certo, un loro
delitto.
Gli eretici devono temere il giudizio.
3. 4. Sazio da Sicilibba ha detto: Se agli eretici, nel loro battesimo,
i peccati sono rimessi, non hanno motivo di venire alla Chiesa. In
effetti, visto che nel giorno del giudizio si puniscono i peccati, gli
eretici non hanno niente da temere dal giudizio di Cristo, se la
remissione dei peccati l'hanno gi ottenuta
7
.
3. 5. Poteva essere anche la nostra opinione; ma spetta all'autore
vedere il senso che le ha dato. Tuttavia stata espressa in termini
cos sfumati, che non mi rincresce condividerla e sottoscriverla nel
senso, io credo, che gli eretici possono avere il battesimo di Cristo,
ma non la remissione dei peccati. Egli non ha detto: Se gli eretici
battezzano o sono battezzati, ma: Se agli eretici, nel loro
battesimo, i peccati sono rimessi, non hanno motivo di venire alla
Chiesa. Ora, al posto degli eretici mettiamoci quelli che Cipriano
conosceva nella Chiesa: quelli che rinunciavano al mondo solo a
parole e non a fatti
8
, e con altrettante parole possiamo anche noi
formulare, con tutta verit, questo parere: " Se, quando si d il
battesimo ai falsi convertiti, si rimettono loro i peccati, essi non
hanno motivo di condurli poi ad una vera conversione. In effetti, se
nel giorno del giudizio si puniscono i peccati, non hanno nulla da
temere dal giudizio di Cristo, quanti rinunciano al mondo solo a
parole e non a fatti, se essi hanno gi ottenuta la remissione dei
peccati ". Questo ragionamento completato dalla seguente frase:
Essi invece debbono temere il giudizio di Cristo e convertirsi con
cuore sincero; e quando lo faranno, certamente non necessario
che si ribattezzino. Dunque, hanno potuto ricevere il battesimo e
non ricevere la remissione dei peccati, o, appena rimessi i peccati,
ne sono subito gravati di nuovo. Avviene lo stesso per gli eretici.
Ribattezzare contro la ragione.
4. 6. Vittore da Gor ha detto: Se vero che i peccati si rimettono
solo nella Chiesa, chi ammette alla comunione un eretico, senza il
battesimo, fa due cose irragionevoli: non purifica gli eretici e
contamina i cristiani
9
.
Il battesimo della Chiesa presso gli eretici.
4. 7. Gli rispondiamo che il battesimo della Chiesa esiste anche tra
gli eretici, anche se essi non sono nella Chiesa, come l'acqua del
paradiso scorreva sulla terra d'Egitto, anche se questa terra non era
nel paradiso. Non vero, quindi, che noi ammettiamo gli eretici alla
comunione senza battesimo; e, se emendatisi della loro perversit,
vengono da noi, non accogliamo i loro peccati, ma i sacramenti di
Cristo. Sulla remissione dei peccati, poi, richiamiamo quanto detto
sopra. Quanto alla frase conclusiva: " Fa due cose irragionevoli:
non purifica gli eretici e contamina i cristiani, essa stata respinta
per primo soprattutto dallo stesso Cipriano e dai colleghi, che lo
sostenevano. Egli infatti non credette di contaminarsi, quando, per
amore del vincolo della pace, decise che bisognava essere in
comunione con gli altri, dicendo: Senza giudicare nessuno, n
allontanare dal diritto della comunione chi avesse idee diverse
10
.
Ora, se vero che gli eretici ammessi alla comunione senza essere
battezzati, contaminano, contaminata tutta la Chiesa, a causa
della consuetudine tante volte qui menzionata. E siccome i Donatisti
ci chiamano traditori, per via dei nostri antenati, nei quali non sono
riusciti a provare nessuna accusa, se vero che ciascuno diventa
simile a colui con cui comunica, tutti, a quell'epoca, diventarono
eretici. Ma se chi parla cos un demente, allora falso quanto dice
Vittore: Ammettere un eretico alla comunione, senza battesimo,
non purificare gli eretici, ma contaminare i cristiani. Al contrario,
se vero, allora non erano ammessi senza battesimo, ma avevano
il battesimo di Cristo, anche se dato e ricevuto presso gli eretici,
quelli che si ammettevano cos, secondo la consuetudine, di cui essi
ammettono l'esistenza. quindi giusto che anche ora si ammettano
cos.
Battezzare gli eretici comunicare con loro.
5. 8. Aurelio da Utica ha detto: Sebbene l'Apostolo dica che non
bisogna comunicare con i peccati altrui
11
, che altro fa chi comunica
con gli eretici, privi del battesimo della Chiesa, se non comunicare
con i peccati altrui? Per questo ritengo che bisogna battezzare gli
eretici: perch possano ricevere il perdono dei peccati, e cos essere
in comunione con noi
12
.
5. 9. Si risponde: Cipriano e tutti questi vescovi, quindi,
comunicarono coi peccati altrui, in quanto restarono nella
comunione coi peccatori e non allontanarono dal diritto di
comunione chi dissentiva da loro
13
. Dov', dunque, la Chiesa?
Inoltre, per non parlare degli eretici: visto che le parole di questa
sentenza possono applicarsi anche ad altri peccatori, come quelli
che Cipriano vedeva con s nella Chiesa, e che egli vedeva,
compiangeva, rimproverava e sopportava
14
, dov' la Chiesa che,
secondo questa sentenza, si ritiene finita gi da allora per il
contagio dei peccati? Se invece, e questa la verit pi certa, la
Chiesa rimasta e rimane, significa che la comunione con i
peccatori, che l'Apostolo vieta
15
, va interpretata come una
approvazione. Ebbene, si battezzino di nuovo gli eretici, per
ricevere il perdono dei peccati, se si battezzano di nuovo i perversi
e gli invidiosi che, pur avendo rinunciato al mondo a parole e non a
fatti
16
, hanno, s, potuto ricevere il battesimo, ma non ottenere il
perdono dei peccati, poich il Signore dice: Se voi non perdonerete,
neppure il Padre vostro perdoner a voi
17
.
Approvare il battesimo degli eretici disapprovare il nostro.
6. 10. Giambo da Germaniana disse: Quanti approvano il battesimo
degli eretici, disapprovano il nostro, tanto da negare che quelli che
sono stati, non dico lavati, ma sporcati, fuori della Chiesa, sia
necessario battezzarli nella Chiesa
18
.
Il battesimo non n nostro n degli eretici, ma di Cristo.
6. 11. Gli si risponde, che nessuno di noi approva il battesimo degli
eretici, ma quello di Cristo, bench si trovi tra gli eretici che sono,
per cos dire, la paglia esterna, cos come si trova tra gli altri iniqui
che sono, per cosi dire, la paglia interna. In effetti, se quanti si
fanno battezzare fuori della Chiesa, non vengono lavati, ma
sporcati, non v' dubbio che quanti si fanno battezzare fuori della
pietra, su cui fondata la Chiesa, non sono lavati, ma sporcati.
Ora, sono fuori di questa pietra tutti quelli che ascoltano le parole di
Cristo e non le mettono in pratica. E se costoro vengono lavati dal
battesimo, ma restano sporchi nelle loro iniquit, dalle quali cui non
hanno voluto liberarsi per diventare migliori, lo stesso vale per gli
eretici.
Non c' nessun rapporto tra la luce e le tenebre.
7. 12. Luciano da Rucuma disse: Sta scritto: " E Dio vide che la
luce era buona, e separ la luce dalle tenebre "
19
. Ora, se pu
esserci accordo tra la luce e le tenebre, pu esserci qualcosa in
comune anche tra noi e gli eretici. Perci ritengo che gli eretici
vadano battezzati
20
.
Vale per tutti gli ingiusti.
7. 13. Gli si risponde: Se pu esserci accordo tra la luce e le
tenebre, pu esserci qualcosa in comune anche tra i giusti e gli
ingiusti. Proponga dunque, Luciano, di battezzare gli ingiusti, che
Cipriano rimproverava nella Chiesa stessa. E se poi non sono
ingiusti quelli che rinunciano al mondo a parole e non a fatti
21
, dica
lui chi pu esserlo.
L'eresia non la Chiesa.
8. 14. Pelagiano da Luperciana disse: Sta scritto: " O Dio Dio, o
Baal dio "
22
. Cos ora: o la Chiesa la Chiesa o l'eresia la
Chiesa. Ora, se l'eresia non la Chiesa, come pu esservi presso gli
eretici il battesimo della Chiesa?
23

8. 15. Possiamo rispondergli cos: O il paradiso paradiso, o
l'Egitto il paradiso. Ora, se l'Egitto non il paradiso, come pu
trovarsi, in Egitto, l'acqua del paradiso? Ma ci si dir: Uscendo da l,
essa arrivata anche laggi. Allo stesso modo arrivato agli eretici
il battesimo. Parimenti diciamo: " O la pietra la Chiesa, o la
sabbia la Chiesa. Ora, poich la sabbia non la Chiesa, come si pu
trovare il battesimo di Cristo, presso quelli che edificano sulla
sabbia ascoltando le parole di Cristo e non mettendole in pratica
24
?
Eppure vi si trova. Ugualmente presso gli eretici.
Il battesimo nella sola Chiesa cattolica.
9. 16. Giadro da Midila disse
25
: Sappiamo che c' un unico
battesimo: quello nella Chiesa cattolica; e quindi non dobbiamo
accogliere l'eretico, se non stato battezzato presso di noi, perch
non creda di essere stato battezzato fuori della Chiesa cattolica.
9. 17. Gli si risponde che se questo si dicesse degli ingiusti, che
sono fuori della pietra, si direbbe certamente che falso. Quindi
vale anche degli eretici.
10. 18. Felice da Marassana disse
26
: C' una sola fede e un solo
battesimo
27
, ma della Chiesa cattolica che, sola, ha il potere di
battezzare.
10. 19. Gli si risponde: Che fare se un altro dicesse: C' una sola
fede e un solo battesimo, ma riservato ai giusti che, soli, possono
battezzare? Come si respingerebbero queste parole, cos dobbiamo
respingere questa opinione. O forse anche gli ingiusti, che non sono
cambiati neppure nel battesimo, poich rinunciano al mondo solo a
parole e non a fatti
28
, appartengono alle membra della Chiesa?
Vedano se questa la pietra, se questa la colomba, se questa la
Sposa senza macchia n ruga
29
.
Se gli atei hanno o no il battesimo.
11. 20. Paolo da Obba disse: Non mi preoccupa se qualcuno non
difende la fede e la verit della Chiesa, visto quanto dice l'Apostolo:
" E che? Se alcuni di loro si sono staccati dalla fede forse la loro
infedelt ha annullato la fedelt di Dio? Impossibile! Dio verace e
ogni uomo mentitore "
30
. Ora, se Dio verace, come pu trovarsi
la verit del battesimo presso gli eretici, nei quali non c' Dio?
31

11. 21. Gli si risponde: E che? C' forse Dio presso gli avari?
Eppure c' il battesimo. Cos presso gli eretici. Quelli infatti presso i
quali c' Dio, sono tempio di Dio
32
. Ora, quale accordo tra il tempio
di Dio e gli idoli?
33
Ora, che l'avarizia sia una idolatria, Paolo lo
pensa
34
e Cipriano d'accordo
35
, e costui stesso vissuto tra
colleghi rapitori e tuttavia battezzatori, ricevendo il grande premio
della tolleranza.
Eretici e peccatori non danno la remissione dei peccati.
12. 22. Pomponio da Dionisiana disse
36
: evidente che gli eretici
non possono battezzare, n dare il perdono dei peccati; essi infatti
non hanno nessun potere di sciogliere o legare in terra
37
.
12. 23. Si risponde: Questo potere non l'hanno neanche gli omicidi,
quelli cio che odiano i fratelli
38
. Non a costoro, infatti, che
stato detto: A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi li
riterrete saranno ritenuti
39
. Eppure battezzano e, nella stessa
comunione del battesimo, Paolo li tollera
40
e Cipriano li riconosce
41
.
Avere il battesimo comune con gli eretici contaminare la Sposa di
Cristo.
13. 24. Venanzio da Tinisa
42
disse: Se un marito, partendo per un
viaggio
43
, affidasse la propria moglie ad un suo amico perch gliela
custodisca, l'amico conserverebbe con tutta la cura possibile la
donna affidatagli, perch nessuno violi la sua castit e santit.
Cristo, Signore e Dio nostro, tornando al Padre, ci ha affidato la sua
Sposa. La custodiamo incorrotta e inviolata, o consegniamo agli
adulteri e ai corruttori la sua integrit e castit? Ora, chi mette in
comune con gli eretici il battesimo della Chiesa, abbandona agli
adulteri la Sposa di Cristo
13. 25. Rispondiamo: E che? Quelli che nel battesimo si convertono
a Dio con le labbra e non con il cuore, non hanno forse uno spirito
adultero? Non sono forse amanti del mondo, essi che non hanno
rinunciato a fatti, ma a parole
44
e che quindi corrompono i buoni
costumi con i loro cattivi discorsi
45
, dicendo: Mangiamo e beviamo,
domani moriamo
46
? E non ci ha forse messi in guardia da costoro,
la Parola dell'Apostolo, dove ha detto: Ora io temo che come il
serpente sedusse Eva, con la sua scaltrezza, cos si corrompano i
vostri cuori, dalla castit che in Cristo
47
? Ora, se Cipriano aveva
in comune coi peccatori il battesimo di Cristo, che forse consegnava
agli adulteri la Sposa di Cristo? O piuttosto riconosceva il monile
dello Sposo
48
anche nell'adultera?
Non vi sono due battesimi.
14. 26. Aymmo da Ausuagiga disse: Noi abbiamo ricevuto un solo
battesimo e questo amministriamo. Ora, chi dice che anche agli
eretici permesso battezzare, di battesimi ne ammette due
49
.
14. 27. Gli si risponde: Perch non ammette due battesimi anche
chi dice che possono battezzare anche gli ingiusti? Se infatti vero
che giusti e ingiusti sono tra loro opposti, il battesimo dato dai
giusti, come Paolo e come Cipriano, non per opposto al
battesimo che davano quegli ingiusti che odiavano Paolo
50
e che
Cipriano non ha considerati eretici, ma cattivi cattolici
51
. E pur
essendo opposte tra di loro la continenza di Cipriano, e l'avarizia dei
colleghi di Cipriano, il battesimo che dava Cipriano non era opposto
a quello che davano i colleghi, ma era l'unico e il medesimo. Chi
battezza, infatti, quegli di cui stato detto: Egli colui che
battezza
52
.
Se gli eretici battezzano sono scusati dalla colpa.
15. 28. Saturnino da Vittoriana
53
disse: Se agli eretici permesso
battezzare, essi sono scusati e protetti nel male che fanno, e non
vedo perch Cristo li chiami suoi nemici e l'Apostolo anticristi
54
.
15. 29. Gli si risponde: Noi diciamo che agli eretici non permesso
battezzare, cos come diciamo che non permesso battezzare agli
ingannatori. Non solo all'eretico, ma anche al peccatore il Signore
dice: Perch vai parlando dei miei precetti e hai sulla tua bocca la
mia alleanza?
55
certo a questi che Dio ha detto: Se vedevi un
ladro, correvi con lui
56
. Quanto erano peggiori dunque quelli che
non correvano con i ladri, ma rapivano i terreni con frodi e raggiri
57
? Cipriano per non correva con loro, anche se li tollerava nella
messe cattolica, per non sradicare insieme anche il grano.
Ciononostante anche ci che essi davano, era l'unico e medesimo
battesimo, perch non era loro, ma di Cristo. Quindi, come costoro,
quantunque si riconosca in essi il battesimo di Cristo, non sono
scusati e protetti nel compiere azioni cattive, e giustamente Cristo li
chiama suoi nemici, perch, se persisteranno in questi crimini,
sentiranno dirsi: Allontanatevi da me, operatori di iniquit
58
, e
quindi vengono chiamati anticristi, perch sono contrari a Cristo, in
quanto vivono contro i suoi precetti, cos pure gli eretici.
L'esempio di Marcione.
16. 30. Un altro Saturnino, da Tucca, disse
59
: I Gentili, pur
adorando gli idoli, riconoscono e proclamano un Dio sovrano, Padre
e Creatore. Contro questo Dio Marcione bestemmia; eppure ci sono
di quelli che non si vergognano di approvare il battesimo di
Marcione
60
. Come possono conservare o difendere il sacerdozio di
Dio, simili sacerdoti che non battezzano i nemici di Dio e cos
comunicano con loro?
16. 31. Certamente, quando parlano cos, si supera la misura e non
si considera che anch'essi comunicavano coi peccatori, non
giudicando nessuno e non allontanando dal diritto della comunione
chi aveva un'idea diversa
61
. Ma nel suo intervento Saturnino ha
detto una cosa che avrebbe potuto ricordargli, se l'avesse avvertita:
che in ogni uomo va corretto ci che distorto e approvato ci che
retto, dal momento che egli ha detto: I Gentili, bench adorino gli
idoli, riconoscono e proclamano un Dio sovrano, Padre e creatore.
Ebbene, se andasse da lui un tale Gentile, che forse vorr
correggere e cambiare in lui la fede e la conoscenza di Dio Padre e
creatore? No, ma si limiterebbe a correggere in lui l'idolatria, cio il
male che aveva, e gli darebbe i sacramenti cristiani che non aveva;
e se riconoscesse in lui una cosa giusta, l'approverebbe; se
trovasse una cosa perversa, l'emenderebbe; se gli mancasse
qualcosa, gliela darebbe. Cos anche nell'eretico marcionista: egli
riconoscerebbe l'integrit del battesimo, correggerebbe la sua
perversit, e gli insegnerebbe la verit cattolica.
Non battezzare gli eretici comunicare con i peccatori.
17. 32. Marcello da Zama disse: Visto che i peccati si rimettono
solo col battesimo della Chiesa, chi non battezza un eretico in
comunione con un peccatore
62
.
17. 33. E che? Colui che comunica con chi agisce cos, non entra
forse in comunione con un peccatore? Ma che altro facevano tutti
quelli che non giudicavano nessuno, n allontanavano dal diritto
della comunione chi pensava diversamente
63
? Dov', dunque, la
Chiesa? Oppure a coloro che hanno pazienza e che tollerano la
zizzania, per non sradicare il grano, la zizzania non porta danno
64
?
E allora imparino i Donatisti che, separandosi senza motivo dal
mondo, hanno commesso il sacrilegio dello scisma! A che serve
avere sulla bocca la sentenza di Cipriano, se non hanno in cuore la
pazienza di Cipriano? Quanto a Marcello, gli si risponde con ci che
abbiamo detto in precedenza sul battesimo e sulla remissione dei
peccati, quando ci siamo chiesti come pu esservi il battesimo in un
uomo, anche se in lui non c' la remissione dei peccati.
Non ribattezzare una eresia maggiore.
18. 34. Ireneo da Ululi disse: Se la Chiesa non battezza un eretico,
perch si dice che gi stato battezzato, l'eresia pi grande
65
.
18. 35. Si risponde: Ugualmente si pu dire: Se la Chiesa non
battezza un avaro, perch si dice che gi stato battezzato,
l'avarizia pi grande. Ma questo falso. Quindi anche quello.
Chi non ribattezza gli eretici dimostri che nell'eresia c' la Chiesa.
19. 36. Donato da Cibaliana disse: Io conosco una sola Chiesa e un
solo battesimo della Chiesa. Se qualcuno dice che presso gli eretici
c' la grazia del battesimo, deve prima mostrare e provare che da
loro c' la Chiesa
66
.
19. 37. Gli si risponde: Se tu chiami grazia del battesimo, il
battesimo stesso, esso c' tra gli eretici; se invece il battesimo il
sacramento della grazia, e la grazia la cancellazione dei peccati,
presso gli eretici non c' la grazia del battesimo. Ora, come uno
solo il battesimo e una sola la Chiesa, cos una sola la
speranza
67
. Quindi, come i buoni e i cattivi, pur non avendo l'unica
speranza, possono avere l'unico battesimo, cos quanti non hanno
in comune la Chiesa, possono avere in comune il battesimo.
Bisogna imitare Pietro.
20. 38. Zosimo da Tarassa
68
disse: Manifestatasi la verit, l'errore
si arrenda alla verit; anche Pietro, infatti, che prima circoncideva,
si arrese a Paolo che predicava la verit
69
.
20. 39. Si risponde: Anche questa opinione potrebbe essere nostra;
cos avvenuto nella questione sul battesimo. In seguito,
manifestatasi la verit con pi chiarezza, l'errore ha ceduto il posto
alla verit quando questa salutarissima consuetudine stata
confermata anche dall'autorit di un concilio plenario. Bene hanno
fatto, comunque, costoro, a ricordare pi volte che anche il primo
degli Apostoli, Pietro, ha potuto pensare in modo diverso da quanto
la verit richiedeva. E questo capitato anche a Cipriano: lo
crediamo senza offesa tutti noi che amiamo Cipriano, perch non
lecito amarlo con un amore pi grande di Pietro.
L'eresia non viene dal cielo.
21. 40. Giuliano da Telepte
70
disse: Sta scritto: Nessuno pu
ricevere qualcosa, se non gli stata data dal cielo
71
. Se l'eresia
viene dal cielo, essa pu dare il battesimo.
21. 41. Ascolti che dice un altro: Se l'avarizia viene dal cielo, pu
dare il battesimo. Eppure, gli avari lo danno; dunque anche gli
eretici
Non fare dell'eretico un cristiano.
22. 42. Fausto da Timida Regale disse
72
: Non si illudano i
patrocinatori degli eretici. Chi, per favorire gli eretici, va contro il
battesimo della Chiesa, rende essi cristiani e noi eretici.
22. 43. Gli si risponde: Se si dicesse che uno, all'atto di ricevere il
battesimo, non ha ricevuto la remissione dei peccati perch portava
in cuore l'odio per i fratelli, e che non va ribattezzato quando
depone l'odio dal cuore, ci si oppone forse al battesimo della Chiesa
per favorire gli omicidi? O si rendono essi giusti e noi omicidi? Lo si
applichi, quindi, anche agli eretici.
Alcuni preferiscono gli eretici ai vescovi.
23. 44. Geminio da Furni disse
73
: Alcuni colleghi possono
anteporre gli eretici a se stessi, non a noi. E quindi, la decisione
presa una volta, la manteniamo: dobbiamo battezzare quanti
vengono dagli eretici.
23. 45. Anche questi ammette molto apertamente che alcuni suoi
colleghi pensavano diversamente. Quindi, una volta di pi si
conferma l'amore per l'unit, poich non si sono separati tra di loro
con lo scisma, finch Dio non rivelasse
74
, ad una delle due parti,
ci che pensavano diversamente. A Geminio, comunque, rispondo
che i suoi colleghi non anteponevano gli eretici a se stessi, ma che
riconoscevano anche negli eretici il battesimo di Cristo, come lo si
riconosce negli avari, nei truffatori, nei ladroni, negli omicidi.
L'assemblea di Satana non ha il battesimo.
24. 46. Rogaziano da Nova disse
75
: La Chiesa l'ha fondata Cristo,
l'eresia il diavolo. Come pu avere il battesimo di Cristo la sinagoga
di satana?
24. 47. Risposta: E che? Se Cristo ha formato gli uomini pii, e il
diavolo quelli invidiosi, per questo il partito del diavolo, che
consiste, come dimostrato, negli invidiosi, non pu avere il
battesimo di Cristo?
Confronto con Giuda.
25. 48. Terapio da Bolla disse
76
: Chi concede e consegna agli
eretici il battesimo della Chiesa, che altro , per la Sposa di Cristo,
se non un Giuda?
25. 49. Che forte confutazione degli scismatici, che si sono separati
con un orrendo sacrilegio dall'eredit di Cristo diffusa nel mondo,
sarebbe, se veramente Cipriano era in comunione con gente come
Giuda, il traditore, ma non si contaminava! Se per si contaminava,
diventarono, allora, tutti dei Giuda; dunque, anche ora sono tutti
Giuda: ma se non lo sono, significa che i crimini degli antenati non
toccano i posteri, anche se sono sorti dalla stessa comunione.
Perch allora i Donatisti ci rinfacciano questi traditori, di cui non
hanno provato la colpevolezza, e non rinfacciano a se stessi il nome
di Giuda, con cui furono in comunione Cipriano e i suoi colleghi?
Ecco il concilio di cui essi sono soliti vantarsi! In realt, noi diciamo
che non consegna agli eretici il battesimo della Chiesa, chi approva
il battesimo di Cristo anche negli eretici, come non consegna agli
omicidi il battesimo della Chiesa, chi approva il battesimo di Cristo
anche negli omicidi. Ma poich i Donatisti cercano di dettarci,
traendole da questo concilio, le idee che dobbiamo avere, siano i
primi essi a condividerle. Ecco, sono stati paragonati a Giuda, il
traditore, quanti dicevano che gli eretici, anche se battezzati
nell'eresia, non debbono essere ribattezzati! Ma con dei Giuda che
comunicava Cipriano, che disse: Non giudicare nessuno, n
allontanare dal diritto della comunione nessuno, se ha una opinione
diversa
77
. E questi Giuda c'erano anche prima nella Chiesa, come
manifesta questa sua frase: Ma si dir: che ne sar di coloro che in
passato sono stati accolti nella Chiesa senza battesimo?
78
Che poi
fosse questa la consuetudine della Chiesa, lo ricordano gli stessi
membri del concilio. Ora, se chi non ribattezza non che un Giuda
per la Sposa di Cristo, come ha detto Terapio, ma Giuda, come
insegna il Vangelo, fu un traditore: dunque hanno comunicato con
dei traditori, tutti quelli che lo dicevano anche allora e, prima che lo
dicessero, erano tutti diventati dei traditori per via della
consuetudine, che allora la Chiesa seguiva. Tutti dunque, noi e loro,
in quanto derivati da quella unit, siamo traditori. Ma noi ci
difendiamo in due modi: primo, perch non siamo d'accordo con il
concilio, in cui stato espresso questo parere, salvo il diritto
dell'unit, come Cipriano stesso ha premesso; e poi perch
riteniamo che nell'unit cattolica, in attesa che alla fine la paglia
venga separata dal grano, i cattivi non fanno nessun danno ai
buoni. Quanto ai Donatisti, visto che citano il concilio quasi a favore
loro, e sostengono che, per la comunione con i cattivi, quasi per un
contagio, i buoni periscono, non trovano come dire: o che i primi
cristiani, da cui essi sono derivati, non furono traditori, perch sono
convinti da questo concilio, o che i crimini degli antichi non
riguardano loro, visto che ci obiettano i nostri antenati.
Dio non ascolta il peccatore.
26. 50. Un altro Lucio, da Membressa, disse
79
: Sta scritto: " Dio
non ascolta il peccatore "
80
. Chi peccatore, come pu essere
ascoltato nel battesimo?
26. 51. Rispondiamo: E perch viene ascoltato un avaro, un
ladrone, un usuraio e un omicida? O questi non sono peccatori?
Eppure Cipriano li rimprovera
81
e li tollera nella Cattolica.
La consuetudine non da preferirsi alla verit.
27. 52. Un altro Felice, da Buslaceni, disse
82
: Nell'ammettere gli
eretici senza il battesimo della Chiesa, nessuno anteponga la
consuetudine alla ragione e alla verit, perch ragione e verit
escludono sempre la consuetudine.
27. 53. Gli si risponde: Tu, mentre non mostri la verit, ammetti la
consuetudine. Noi quindi avremmo il diritto di seguire una
consuetudine, confermata in seguito da un concilio plenario,
quand'anche la verit, che noi riteniamo ormai svelata, fosse
ancora nascosta.
Gli anticristi non possono ribattezzare.
28. 54. Un altro Saturnino, da Abitini, disse
83
: Se l'anticristo pu
dare la grazia di Cristo, possono battezzare anche gli eretici,
chiamati anticristi.
28. 55. Ma non potrebbe un altro dire: Se un omicida pu dare la
grazia di Cristo, possono battezzare anche quelli che odiano i fratelli
e che sono chiamati omicidi
84
? Sembra quasi che abbia ragione,
eppure lo possono fare. Dunque anche gli eretici.
Gli eretici non hanno il battesimo.
29. 56. Quinto da Aguta disse
85
: Pu dare qualcosa solo chi ha
qualcosa. Ma che cosa possono dare gli eretici che, come si sa, non
hanno niente?
29. 57. Gli si risponde: Se vero che pu dare qualcosa solo chi ha
qualcosa, evidente che gli eretici possono dare il battesimo,
perch, pur allontanandosi dalla Chiesa, conservano il sacramento
del lavacro che vi hanno ricevuto. In effetti, ritornando, non lo
ricevono, perch, andandosene, non lo hanno perso.
L'uomo non pu servire a due padroni.
30. 58. Un altro Giuliano, da Marcelliana, disse
86
: Se un uomo pu
servire a due padroni, a Dio e a mammona
87
, pu anche servire a
due battesimi, al cristiano e all'eretico.
30. 59. Anzi, se egli pu servire al casto e all'avaro, al sobrio e
all'ubriacone, al pio e all'omicida, perch non al cristiano e
all'eretico? Veramente egli non li serve, ma amministra loro o
riceve da loro il sacramento, per la salvezza di chi ne fa buon uso e
per la condanna di chi ne fa un cattivo uso.
Dove non c' la Chiesa non c' battesimo.
31. 60. Tenace da Horrea Celia, disse
88
: C' un solo battesimo, ma
della Chiesa. E dove non c' la Chiesa, non pu esserci il
battesimo.
31. 61. Gli rispondiamo: Perch allora pu esserci dove non c' la
pietra, ma la sabbia, se la Chiesa sta sulla pietra e non sulla
sabbia?
Gli eretici non hanno n Dio n Cristo.
32. 62. Un altro Vittore, da Assura, disse
89
: Sta scritto: C' un solo
Dio, un solo Cristo, una sola Chiesa, un solo battesimo
90
. Come
possibile battezzarsi dove non c' Dio, n Cristo, n Chiesa?
32. 63. E come possibile farlo sulla sabbia, dove non c' la
Chiesa, perch sta sulla pietra, n Dio e n Cristo, perch il tempio
di Dio e di Cristo non sta sulla sabbia?
Fuori della Chiesa non c' salvezza.
33. 64. Donatulo da Capsa, disse
91
: Anche io ho sempre pensato
che gli eretici, che fuori non hanno ottenuto niente, convertendosi
alla Chiesa, vanno battezzati.
33. 65. A costui si risponde: Certo, fuori non hanno ottenuto
niente, ma in ordine alla salvezza, non al sacramento. Infatti, la
salvezza solo per i buoni, i sacramenti sono comuni ai buoni e ai
cattivi.
L'eretico non pu dare ci che non ha.
34. 66. Verulo da Russicade disse
92
: Un eretico non pu dare ci
che non ha; a maggior ragione uno scismatico, che ha perso ci che
aveva.
34. 67. Abbiamo gi mostrato che essi hanno il battesimo, perch
andandosene, non lo perdono. Quando ritornano, infatti, non lo
ricevono. Perci, se credevano di non poterlo dare, perch
pensavano di non averlo, capiscano anche che possono darlo, se
riconoscono di averlo.
Gli eretici non possono avere niente.
35. 68. Pudenziano da Cuiculi disse
93
: La dignit dell'episcopato,
fratelli dilettissimi, mi ha portato a sostenere le decisioni dei nostri
antenati. Che, in effetti, le eresie non hanno n possono nulla,
evidente; quindi molto giusto avere stabilito di battezzare chi
viene dall'eresia.
35. 69. La risposta data ai colleghi precedenti, i cui giudizi
Pudenziano sosteneva, si intenda data anche a lui.
Gli eretici che vengono alla Chiesa bisogna battezzarli.
36. 70. Pietro da Ippona Zarito disse
94
: Dato che c' un solo
battesimo, quello nella Chiesa cattolica, chiaro che non ci si pu
battezzare fuori della Chiesa. Quindi i battezzati nell'eresia o nello
scisma, venendo alla Chiesa, penso che bisogna battezzarli.
36. 71. cos vero che c' un solo battesimo, nella Cattolica, che
quando alcuni escono dalla Chiesa, i battesimi, in essi, non
diventano due, ma rimane il solo e medesimo. Quindi, ci che viene
riconosciuto in quelli che ritornano, il battesimo ricevuto da quelli
dai quali si sono allontanati, che essi, allontanandosi, non hanno
perso.
Si deve annullare tutto ci che fanno gli eretici.
37. 72. Un altro Lucio, da Ausafa, disse
95
: Secondo il sentimento
del mio cuore e dello Spirito Santo, se c' un solo Dio, Padre del
nostro Signore Ges Cristo, un solo Cristo e una sola speranza, un
solo Spirito e una sola Chiesa, anche il battesimo
96
deve essere
uno solo. Perci dico che, se presso gli eretici stato mosso o fatto
alcunch, deve essere annullato, e quanti dall'eresia pervengono
alla Chiesa, vanno battezzati.
37. 73. Si annulli, allora, il battesimo dato da quanti ascoltano le
parole di Dio e non le mettono in pratica
97
, quando incominciano a
passare dall'iniquit alla giustizia, cio dalla sabbia alla pietra. Ma
se questo non si fa, perch anche in essi ci che era di Cristo non
veniva violato dalle loro iniquit, allora lo si intenda anche degli
eretici. In effetti, fin quando restano sulla sabbia, neppure essi
hanno la stessa speranza di quelli che stanno sulla pietra. Tuttavia,
in tutte e due vi uno stesso battesimo, anche se stato detto
che, come vi una sola speranza, cos vi un solo battesimo.
Il battesimo degli eretici non d la grazia.
38. 74. Felice da Gurgita disse
98
: Io penso che, secondo gli
insegnamenti delle sacre Scritture, le persone battezzate
illecitamente dagli eretici, fuori della Chiesa, se vogliono ritornare
nella Chiesa, devono ricevere la grazia del battesimo, dove esso
viene dato lecitamente.
38. 75. Rispondo: Anzi, esse incominciano ad avere lecitamente,
per la loro salvezza, ci che avevano illecitamente, per la loro
rovina; perch quando uno si converte a Dio con cuore sincero,
giustificato dallo stesso battesimo, che lo giudicava nel momento in
cui, ricevendolo, egli aveva rinunciato al mondo solo a parole e non
a fatti
99
.
Il battesimo degli eretici non d la salvezza.
39. 76. Pusillo da Lamasba disse
100
: Io credo che il battesimo
salutare non si trova che nella Chiesa cattolica. Tutto ci che fuori
della Cattolica, una finzione.
39. 77. vero: Il battesimo salutare non si trova che nella Chiesa
cattolica. Certo, esso pu trovarsi anche fuori della Cattolica, ma
qui non salutare, perch non vi opera la salvezza. Come il buon
odore di Cristo non certamente salutare in quelli che si perdono
101
, non per un difetto suo, ma per uno loro. Tutto ci che si trova
fuori della Cattolica una finzione, ma solo in quanto non
cattolico. Ma fuori della cattolica pu esservi qualcosa di cattolico,
come, fuori della comunit di Cristo, pot esservi il nome di Cristo;
e in questo Nome scacciava i demoni quel tale che non seguiva
Cristo con i discepoli
102
. Certo, la finzione pu trovarsi anche nella
Cattolica, in quelli che rinunciano al mondo a parole e non a fatti
103
; per la finzione non cattolica. Dunque, come nella Cattolica si
trova ci che non cattolico, cos, fuori della Cattolica pu esservi
qualcosa di cattolico.
Gli eretici non hanno niente.
40. 78. Salviano da Gazaufala disse
104
: Che gli eretici non abbiano
niente, risaputo; perci vengono da noi: per poter ricevere ci
che non hanno.
40. 79. Rispondiamo: Dunque non sono eretici gli autori delle
eresie, perch si sono allontanati dalla Chiesa e certamente
avevano ci che vi hanno ricevuto. Ma se assurdo dire che non
sono eretici quelli che fanno diventare eretici tutti gli altri, pu darsi
che un eretico abbia un bene che usa male e lo porta alla
perdizione.
Seguire la verit non la consuetudine.
41. 80. Onorato da Tucca disse
105
: Cristo la verit, e quindi noi
dobbiamo seguire pi la verit che la consuetudine, in modo da
consacrare col battesimo della Chiesa gli eretici che vengono da
noi, perch fuori non hanno potuto ricevere niente.
41. 81. Anche costui un testimone della consuetudine, e in questo
ci di enorme aiuto, qualunque cosa sembra voler dire contro di
noi. Ora, non che gli eretici vengono da noi, perch fuori non
hanno ricevuto niente, ma perch ad essi cominci ad essere utile
ci che hanno ricevuto. Il che, fuori, non proprio possibile.
Consiglio di un nuovo vescovo.
42. 82. Vittore da Ottavo disse
106
: Lo sapete anche voi: non da
molto che io sono vescovo, e perci aspettavo il parere dei miei
predecessori. Allora penso che quanti vengono dall'eresia, bisogna
certamente battezzarli.
42. 83. Consideri rivolta a s la risposta data a quelli, dai quali
aspettava un consiglio.
I vescovi fanno ci che hanno fatto gli Apostoli.
43. 84. Claro da Mascula disse
107
: noto il comando dato dal
nostro Signore Ges Cristo, che invi i suoi Apostoli e concesse solo
a loro il potere datogli dal Padre. Noi siamo succeduti a loro con lo
stesso potere di governare la Chiesa del Signore e di battezzar la
fede dei credenti. Perci gli eretici, che non hanno n il potere e n
la Chiesa di Cristo, essendone fuori, non possono battezzare
nessuno con il suo battesimo.
43. 85. Sono forse succeduti agli Apostoli anche gli empi omicidi? E
perch, allora, battezzano? Forse perch non sono fuori? Ma sono
fuori dalla pietra, alla quale il Signore ha dato le chiavi, e sulla
quale ha promesso di edificare la Chiesa
108
.
Non dobbiamo ingannare gli eretici.
44. 86. Secondiano da Tambeo disse
109
: Non dobbiamo ingannare
gli eretici con la nostra presunzione; se essi non sono stati
battezzati nella Chiesa del nostro Signore Ges Cristo e quindi non
hanno ottenuto la remissione dei peccati, nel giorno del giudizio, ci
accuseranno di non averli battezzati e di non avere ottenuto il
perdono della grazia divina. Perci, visto che una sola la Chiesa e
uno solo il battesimo, quando ritornano da noi devono ottenere, con
la Chiesa, anche il battesimo della Chiesa.
44. 87. Anzi, una volta passati alla pietra e uniti alla colomba,
devono ricevere il perdono dei peccati che non potevano avere fuori
dalla pietra e fuori dalla colomba, sia che stessero apertamente
fuori, come gli eretici, o che stessero quasi dentro, come i cattivi
cattolici. Tuttavia, che essi hanno e danno il battesimo senza il
perdono dei peccati, risulta chiaro, perch lo ricevono da quelli che,
senza migliorare la loro vita, onorano Dio con le labbra, ma il loro
cuore lontano da lui
110
. Comunque, come vi un solo battesimo,
cos vi una sola colomba, poich quelli che non sono in comunione
con la colomba, possono avere in comune il battesimo.
Non dobbiamo ammettere gli eretici senza battesimo nella casa di
Dio.
45. 88. Un altro Aurelio, da Cillavi, disse
111
: L'Apostolo Giovanni ha
scritto in una sua lettera: " Se qualcuno viene a voi e non ha la
dottrina di Cristo, non ricevetelo in casa e non salutatelo, perch
chi lo saluta partecipa alle sue opere cattive "
112
. Come possiamo
ammettere con leggerezza nella casa di Dio gli eretici ai quali
vietiamo di entrare nella nostra casa privata? O come possiamo
comunicare con quelli che sono senza il battesimo della Chiesa, se
vero che partecipiamo alle loro opere cattive, anche con il semplice
saluto?
45. 89. Su questo testo di Giovanni non c' da discutere a lungo, in
quanto esso non riguarda la questione del battesimo che stiamo
trattando. Giovanni dice: Se uno viene a voi e non ha la dottrina di
Cristo
113
. Ora, gli eretici, abbandonando la loro dottrina erronea, si
convertono alla dottrina di Cristo, per incorporarsi alla Chiesa e per
incominciare a far parte anche della colomba di cui avevano il
sacramento. Per questo viene loro dato ci che di essa non
avevano, cio la pace e la carit che scaturiscono da un cuore puro,
da una coscienza retta e da una fede non finta
114
. Ci che invece
avevano, si riconosce e si accetta senza offesa, come Dio riconosce
i suoi beni nell'adultera, anche quando segue i suoi amanti;
quando, infatti, liberata dalla fornicazione, si converte alla castit,
non le si rimproverano i doni, ma si purifica semplicemente
115
.
Quindi, come avrebbe potuto difendersi Cipriano, quando
comunicava con i cattivi, se gli avessero obiettato questo testo di
Giovanni, cos si difendano quelli contro i quali esso viene citato,
perch, come ho detto, non c'entra affatto con questa questione.
Giovanni dice che non bisogna salutare i sostenitori di un'altra
dottrina, l'Apostolo; invece, con pi veemenza dice: Se qualche
fratello, tra voi, ritenuto un avaro, un ubriacone ecc., con lui non
prendete neppure il cibo
116
. E dire che Cipriano aveva in comune
con i suoi colleghi usurai, insidiosi, ingannatori e predoni, non la
mensa personale, ma l'altare. E come questo si giustifichi lo si
detto ampiamente gi in altri libri.
Gli eretici non possono illuminare.
46. 90. Litteo da Gemelli disse
117
: Se un cieco conduce un altro
cieco, entrambi cadono nella fossa
118
. Ora, poich ci risulta che gli
eretici non possono dar luce a nessuno, poich sono ciechi, il loro
battesimo non vale.
46. 91. Ma neppure noi diciamo che esso vale per la salvezza, fin
quando sono eretici; cos come non vale per gli omicidi, fin quando
odiano i fratelli
119
. Anch'essi, in effetti, sono nelle tenebre, e se
qualcuno li segue, cadono entrambi nella fossa. Non per questo,
tuttavia, non hanno o non trasmettono il battesimo.
Gli eretici non possono avere rapporti con noi.
47. 92. Natale da Oea disse
120
: Sia io, che sono presente, che
Pompeo di Sabrata e Dioga di Leptis Magna, che mi hanno dato
questo incarico, che sono assenti col corpo, ma presenti con lo
spirito
121
, la pensiamo come i nostri colleghi, e cio che gli eretici
non possono essere in comunione con noi, se non sono stati
battezzati col battesimo della Chiesa.
47. 93. Io credo che costui chiami comunione quella relativa
all'unione con la colomba, in quanto non v' dubbio che nella
partecipazione dei sacramenti, essi erano in comunione con gli
eretici, non giudicando nessuno e non allontanando dal diritto della
comunione chi aveva un'opinione diversa
122
. Ma quale che sia stato
il senso del suo intervento, non si fa fatica a ribattere le sue parole.
Non v' dubbio che non in comunione un eretico, che non stato
battezzato col battesimo della Chiesa. Ma noto che il battesimo
della Chiesa, consacrato dalle parole del Vangelo, si trova anche
presso gli eretici, come vi si trova il Vangelo della Chiesa, e non
appartiene alla loro perversit, ma conserva, certamente, la sua
santit.
Gli eretici si devono battezzare.
48. 94. Giunio da Napoli disse
123
: Io non recedo dalla mia idea di
battezzare gli eretici che vengono alla Chiesa.
48. 95. Costui non ha portato nessuna ragione e nessun testo delle
Scritture; perci non ci fermiamo a lungo.
Il parere di san Cipriano.
44. 96. Cipriano da Cartagine disse
124
: La mia opinione l'ho
espressa pienamente nella lettera a Giubaiano, nostro collega: gli
eretici che, secondo la testimonianza del Vangelo e degli Apostoli,
sono chiamati nemici di Cristo
125
e anticristi
126
, venendo alla
Chiesa, vanno battezzati coll'unico battesimo della Chiesa, per
passare da nemici ad amici, da anticristi a cristiani.
Segue l'opinione di san Cipriano.
44. 97. Di che dobbiamo discutere, qui, visto che la lettera a
Giubaiano, ricordata da Cipriano, l'abbiamo esaminata con tutta la
cura possibile? Ma vogliamo ricordare che le sue parole valgono per
tutti gli ingiusti, che sono anche nella Cattolica, come egli attesta e
che hanno e danno il battesimo, come nessuno di noi nega. Alla
Chiesa, infatti, vengono quelli che passano dal partito del diavolo a
Cristo; che edificano sulla pietra; che si incorporano alla colomba, e
che si proteggono nel giardino chiuso e nella fonte sigillata
127
, dove
non ci sono quelli che vivono contro gli insegnamenti di Cristo,
ovunque sembrino trovarsi. In effetti, nella sua lettera a Magno,
trattando di questa stessa faccenda, Cipriano ci ha fatto
chiaramente e sufficientemente capire in quale societ bisogna
vedere la Chiesa. Parlando in generale dice: Si consideri straniero e
profano, nemico della pace e dell'unit del Signore, colui che non
abita nella casa di Dio, cio nella Chiesa di Cristo, dove abitano
soltanto quanti hanno un cuore solo e un'anima sola
128
. A questo
punto che diremo? Stiano un poco attenti quelli che cercano di
opporci l'autorit di Cipriano. Se nella Chiesa di Cristo non abitano
se non coloro che hanno un cuore solo e un'anima sola, senza
dubbio non abitavano nella Chiesa di Cristo, anche se sembravano
dentro, quelli che annunciavano Cristo senza carit, ma per invidia
e spirito di contesa, e nei quali sono stati indicati dall'Apostolo,
come intende Cipriano
129
, non gli eretici e gli scismatici, ma i falsi
fratelli che vivevano con lui nella Chiesa
130
. Certamente questi non
dovevano battezzare, perch non abitavano nella Chiesa, nella
quale, come egli dice, non abitano se non quelli che hanno un cuore
solo e un'anima sola; salvo che uno abbia tanto in orrore la verit,
da dire che erano concordi ed unanimi gli invidiosi, i maligni e i
litigiosi senza carit. Eppure essi battezzavano, senza che questa
loro detestabile perversit, diminuisse o profanasse, in qualche
modo, il sacramento di Cristo, che amministravano e dispensavano.
50. 98. Vale senz'altro la pena analizzare tutto il passo della lettera
a Magno, che continua cos: Non abita nella casa di Dio, cio nella
Chiesa di Cristo, nella quale abitano solo quelli che hanno un cuore
solo e un'anima sola, come parla lo Spirito Santo nei Salmi,
dicendo: " Dio che fai abitare nella casa coloro che hanno un'anima
sola"
131
. E del resto che i cristiani sono stati legati tra loro, da una
solida unit di spiriti e da una carit forte e indissolubile, lo
dichiarano anche i sacrifici del Signore. In effetti, quando il Signore
chiama suo corpo il pane
132
, formato dall'unione di molti grani,
indica l'unione del nostro popolo, che egli annunciava; e quando
chiama suo sangue il vino
133
spremuto dai grappoli e dai moltissimi
acini d'uva e ridotto in un'unica realt, significa, ugualmente, il
nostro gregge nato dall'unione e dalla fusione di una moltitudine di
uomini riuniti
134
. Queste parole del beato Cipriano mostrano che
egli ha capito e amato la bellezza della casa di Dio
135
; casa formata
da quanti hanno un'anima sola e un solo cuore, come egli ha
affermato e ha provato con la testimonianza dei profeti e il
simbolismo dei sacramenti, nella quale non c'erano certamente gli
invidiosi e i malevoli, che erano privi di carit, e che pure
battezzavano. Da ci risulta che il sacramento di Cristo possono
averlo e darlo anche quelli, che non sono nella Chiesa di Cristo,
nella quale, come Cipriano attesta, abitano solo quanti hanno
un'anima sola e un solo cuore. Ma neppure si pu dire che i
peccatori possono battezzare solo quando sono ignoti, visto che non
erano ignoti all'apostolo Paolo, quelli che egli cita nella sua lettera,
come un fedelissimo testimone, e dice di rallegrarsi perch
anch'essi annunciavano Cristo. Di essi infatti dice: O per ipocrisia o
per sincerit, purch si annunci Cristo, io me ne rallegro e me ne
rallegrer ancora
136
.
Qual la vera Chiesa.
51. 99. Fatte queste considerazioni, penso di non essere temerario
nel dire che alcuni sono talmente nella casa di Dio, da essere essi
stessi casa di Dio: quella che si dice edificata sulla pietra
137
, che
chiamata unica colomba
138
, Sposa bella senza macchia n ruga
139
,
giardino chiuso, fonte sigillata, pozzo d'acqua viva, paradiso con i
frutti dei suoi alberi
140
, e che ha anche ricevuto le chiavi e il potere
di sciogliere e legare
141
. E chi disprezza questa casa, che
rimprovera e corregge: Sia per te - ha detto il Signore - come un
etnico e un pubblicano
142
. Di questa casa detto: Signore, ho
amato la bellezza della tua casa, il luogo in cui abita la tua gloria
143
; e: Egli fa abitare nella casa quanti hanno un unico sentimento
144
; e: Ho gioito quando dissero: andremo nella casa del Signore
145
; e: Beati quanti abitano la tua casa: ti loderanno nei secoli dei
secoli
146
; e innumerevoli passi simili. Questa casa detta anche
grano che porta frutto con pazienza, o il trenta o il sessanta o il
cento per uno
147
. Questa casa significata nei vasi d'oro e di
argento
148
, di pietre preziose e di legni immarcescibili. A questa
casa detto: Sopportandovi a vicenda con amore, cercando di
conservare l'unit dello spirito nel vincolo della pace
149
, e: Santo
il tempio di Dio che siete voi
150
. Essa certamente formata dai
fedeli buoni e dai santi servi di Dio, dispersi dappertutto, ma legati,
per l'unione degli spiriti, nella stessa comunione dei sacramenti; sia
che si conoscano di vista e sia che non si conoscano. Gli altri invece
sono nella casa, non per in modo di appartenere all'organismo
della casa e alla societ della giustizia fruttuosa e pacifica
151
, ma
nel modo in cui si dice che la paglia sta in mezzo al frumento. In
effetti, non possiamo negare che anche essi sono nella casa, se
l'Apostolo dice: In una grande casa non vi sono solo vasi d'oro e di
argento, ma anche di legno e di coccio. E alcuni servono per usi
nobili, altri, invece, per usi spregevoli
152
. Di questo incalcolabile
numero, fa parte non solo la folla che sta dentro, che opprime il
cuore dei santi, che sono pochi in confronto alla grande
moltitudine; ma anche quelli che hanno rotte le reti, cio le eresie e
gli scismi, si trovano tra coloro che vanno considerati pi fuori che
dentro la casa, e dei quali detto: Sono usciti da noi, ma non erano
dei nostri
153
. Sono infatti pi separati quanti, lo sono anche col
corpo, di quanti stando all'interno, vivono in modo carnale e
animale, e sono separati spiritualmente.
Quelli che appartengono alla Chiesa.
52. 100. Ora, di queste categorie di uomini, sono primi quelli che
stanno nella casa di Dio, s da essere essi stessi casa di Dio, o che
siano gi spirituali o che, essendo ancora bambini, si nutrano di
latte
154
, ma, con il cuore proteso, progrediscono verso la maturit
spirituale. Nessuno dubita che essi abbiano utilmente il battesimo e
lo trasmettano utilmente ai loro imitatori. Quanto ai finti, che lo
Spirito Santo fugge
155
, anche se i buoni, per quanto in loro, lo
trasmettano ad essi utilmente, costoro tuttavia, lo ricevono
inutilmente, perch non imitano quelli mediante i quali lo ricevono.
Quelli poi che sono nella grande casa, ma come vasi spregevoli
156
,
hanno inutilmente il battesimo e lo trasmettono inutilmente ai loro
imitatori. Mentre lo ricevono utilmente da loro, coloro che, con il
cuore e con la vita, sono uniti non ad essi, ma alla santa casa.
Coloro, invece, che sono pi separati, e che non sono tanto nella
casa quanto dalla casa n lo hanno utilmente, n da loro lo si riceve
utilmente, salvo nel caso di urgente necessit e sempre che il cuore
di chi lo riceve non si separi dal vincolo dell'unit. Tuttavia lo
hanno, bench inutilmente, e da essi lo si riceve, anche se inutile
a chi lo riceve. Perch diventi utile, occorre allontanarsi dall'eresia e
dallo scisma, ed unirsi alla vera casa. Ma questo, debbono farlo non
solo gli eretici e gli scismatici, ma anche quelli che sono nella casa,
per la comunione dei sacramenti, in modo tale da esserne fuori per
la diversit della loro condotta. Cos, infatti, anche a loro incomincia
ad essere utile, il sacramento che, diversamente, inutile.
Alcune difficolt.
53. 101. Si suole anche discutere se bisogna accettare il battesimo
da chi non lo ha mai ricevuto, ma che, curiosando, ha imparato a
darlo, e se non conti nulla l'animo di colui che lo riceve: se egli lo fa
con finzione o senza finzione. Se lo fa con finzione, quanto conta
che lo faccia per inganno, nella Chiesa o in quella che si ritiene
Chiesa, o per scherzo, come in una commedia; e che cosa sia pi
criminoso, riceverlo nella Chiesa con inganno o nell'eresia o nello
scisma senza inganno, cio, con l'animo non finto; e infine, se chi lo
riceve nell'eresia con inganno o nella commedia con fede, possa
essere colpito, durante la celebrazione, da un sentimento di piet.
Se confrontiamo quest'ultimo a colui che lo riceve nella stessa
Cattolica con inganno, sorprendente che si esiti su chi sia da
preferire. Io infatti non vedo che cosa giovi l'animo di chi d il
battesimo con sincerit, a chi lo riceve con inganno. Ma
supponiamo che uno lo dia anche con inganno: visto che chi lo
trasmette e chi lo riceve agiscono falsamente nella stessa unit
Cattolica, si vuol sapere se meglio accettare questo battesimo o
quello che si d in una commedia; se esista uno che, colto da
improvvisa commozione, lo riceva con fede, o se, relativamente alle
persone, ci sia grande differenza tra un credente nella commedia e
un burlone nella Chiesa, ma questo non riguarda affatto l'integrit
del sacramento. Se infatti, nella stessa Cattolica non importa
niente, per l'integrit del sacramento, che alcuni lo amministrino
con inganno o con sincerit, poich tutti amministrano lo stesso
sacramento, non vedo perch debba importare fuori, quando colui
che lo riceve, non indossa il pallio della finzione, ma si rinnova con
la religione. Oppure contano di pi, per la stabilit del sacramento,
le persone sincere tra le quali viene celebrato, che le persone false
che agiscono per annullarlo, e dalle quali e sulle quali esso si
celebra? Eppure, se in seguito si scopre la finzione, il battesimo non
si ripete ma, o si punisce la finzione con la scomunica, o si guarisce
con la penitenza.
Risposte alle difficolt.
53. 102. Ma pi sicuro, per noi, non avventurarci, con una certa
temerariet di giudizio, in questioni che non sono state affrontate in
nessun concilio cattolico regionale, e n portate a termine in nessun
concilio plenario, ma limitarci a dichiarare, con la fiducia di una
voce sicura, ci che stato consolidato dal consenso della Chiesa
universale, governata dal nostro Signore e Salvatore Ges Cristo.
Tuttavia, se io mi fossi trovato nel concilio, dove si discutevano
queste questioni, e non fossi stato preceduto da coloro di cui
preferivo seguire i pareri, e uno mi avesse sollecitato a dire la mia
opinione, non avrei assolutamente esitato, sempre che fossi stato
animato dagli stessi sentimenti che provo mentre scrivo questo
libro, a dire che hanno il battesimo quanti, ovunque e da chiunque
lo avessero ricevuto senza finzione e con una certa fede, purch
consacrato dalle parole del Vangelo; anche se avrei detto che esso
non avrebbe giovato loro alla salvezza dello spirito, se mancavano
della carit, con la quale si univano alla Chiesa cattolica. Se io
avessi una fede da trasportare le montagne - ha detto Paolo - ma
non avessi la carit, non sono niente
157
. Come gi nelle decisioni
dei nostri antenati, io non dubito che il battesimo lo hanno anche
quelli che, se anche lo ricevono con inganno, per lo ricevono nella
Chiesa o dove credono che sia la Chiesa, nella cui assemblea esso
si riceve e dei quali stato detto: Sono usciti da noi
158
. Ma nel caso
non vi fosse una societ di quelli che credono questo, e n lo
credesse colui che ve lo riceve, ma facesse tutto per gioco, per
simulazione e per scherzo, allora, per sapere se va riconosciuto un
battesimo dato in questo modo, ritengo che bisogna implorare con
preghiera unanime e con intensi gemiti, durante l'umile preghiera, il
giudizio di Dio, per mezzo dell'oracolo di qualche rivelazione; cos
che io resto in umile attesa di quanti parleranno dopo di me, per
vedere se portano qualche idea che hanno gi esplorata e
conosciuta. A maggior ragione, dunque, ora, senza pregiudicare
una ricerca pi accurata o l'intervento di una autorit pi grande, si
deve accettare questo che ho detto!
Conclusione dell'opera.
54. 103. Ma ormai tempo, io credo, di portare a buon fine anche
questi libri sulla questione del battesimo, dove il Signore Dio nostro
ci ha mostrato, mediante il pacifico vescovo Cipriano e i suoi
sostenitori, quanto si debba amare l'unit cattolica, tanto che essi,
in ci che pensavano diversamente, in attesa che Dio li illuminasse
159
anche su questo, preferirono tollerare i sostenitori dell'idea
contraria, anzich separarsi da loro con uno scisma nefando: e cos
si tappa la bocca ai Donatisti, anche se non dicessimo niente dei
Massimianisti. Se infatti, nell'unit, i cattivi contaminano i buoni,
Cipriano neppure troverebbe pi nessuna Chiesa a cui aggregarsi.
Se invece, nell'unit, i cattivi non macchiano i buoni, il sacrilego
donatista non pu addurre nessun motivo per il suo scisma. Quanto
al battesimo poi, se lo hanno e lo trasmettono molti di coloro che
compiono quelle opere della carne, i cui autori non possederanno il
regno dei cieli
160
, allora lo hanno e lo trasmettono anche gli eretici,
che sono annoverati tra queste opere: essi infatti, andandosene,
non lo hanno perso e, restando fuori, hanno potuto trasmetterlo;
ma gli eretici lo trasmettono agli eretici senza frutto e tanto
inutilmente, quanto tutti gli altri peccatori, che sono simili a loro in
quanto non possederanno il regno di Dio. E come negli altri
peccatori, quando si correggono, non incomincia ad esserci un
battesimo che non c'era, ma comincia a portare frutto quello che
c'era, altrettanto negli eretici. Di conseguenza, Cipriano e i suoi
sostenitori non poterono imporre il loro pensiero alla Chiesa
cattolica, che essi non vollero lacerare. Per il fatto che essi
pensarono in modo diverso non ci spaventiamo, perch con loro
veneriamo anche Pietro; per il fatto che non si separarono dall'unit
ci rallegriamo, perch siamo edificati con loro sulla pietra
161
.

1 - Cf. Ef 3, 17.
2 - Cf. Sap. 9, 15.
3 - Cf. Gal 2, 11-14.
4 - CYPR., Sentent. episc. 38.
5 - CYPR., Sentent. episc., praef.
6 - CYPR., Sentent. episc. 38.
7 - CYPR., Sentent. episc. 39.
8 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
9 - CYPR., Sentent. episc. 40.
10 - CYPR., Sentent. episc. praef.
11 - Cf. 1 Tm 5, 22.
12 - CYPR., Sentent. episc. 41.
13 - Cf. CYPR., Sentent. episc., praef.
14 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
15 - Cf. 1 Tm 5, 22.
16 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
17 - Mt 6, 15.
18 - CYPR., Sentent. episc. 42
19 - Gn 1, 4.
20 - CYPR., Sentent. episc. 43.
21 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
22 - 1 Re 18, 21.
23 - CYPR., Sentent. episc. 44.
24 - Cf. Mt 7, 26.
25 - CYPR., Sentent. episc. 45.
26 - CYPR., Sentent. episc. 46.
27 - Cf. Ef 4, 5.
28 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
29 - Cf. Ef 5, 27.
30 - Rm 3, 3-4.
31 - CYPR., Sentent. episc. 47.
32 - Cf. 1 Cor 3, 16.
33 - 2 Cor 6, 16.
34 - Cf. Ef 5, 5.
35 - Cf. CYPR., Ep. 55, 27, 1.
36 - CYPR., Sentent. episc. 48.
37 - Cf. Mt 18, 18.
38 - Cf. 1 Gv 3, 15.
39 - Gv 20, 23.
40 - Cf. Fil 1, 15.
41 - Cf. CYPR., De lapsis 6 e Ep. 11, 1.
42 - CYPR., Sentent. episc. 49.
43 - Cf. Mt 25, 14.
44 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
45 - Cf. 1 Cor 15, 33.
46 - 1 Cor 15, 32.
47 - 2 Cor 11, 3.
48 - Cf. Is 61, 10.
49 - CYPR., Sentent. episc. 50.
50 - Cf. Fil 1, 15.
51 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
52 - Gv 1, 33.
53 - CYPR., Sentent. episc. 51.
54 - Cf. 1 Gv 2, 22.
55 - Sal 49, 16.
56 - Sal 49, 18.
57 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
58 - Mt 7, 23.
59 - CYPR., Sentent. episc. 52.
60 - Cf. CYPR., Ep. 74, 7.
61 - CYPR., Sentent. episc., praef.
62 - CYPR., Sentent. episc. 53.
63 - Cf. CYPR., Sentent. episc., praef.
64 - Cf. Mt 13, 29.
65 - CYPR., Sentent. episc. 54.
66 - CYPR., Sentent. episc. 55.
67 - Cf. Ef 4, 4-5.
68 - CYPR., Sentent. episc. 56.
69 - Cf. Gal 2, 11-14. 70.
70 - CYPR., Sentent. episc. 57.
71 - Cf. Gv 3, 27.
72 - CYPR., Sentent. episc. 58.
73 - CYPR., Sentent. episc. 59.
74 - Cf. Fil 3, 15.
75 - CYPR., Sentent. episc. 60.
76 - CYPR., Sentent. episc. 61.
77 - CYPR., Sentent. episc. praef.
78 - CYPR., Ep. 73, 23, 1.
79 - CYPR., Sentent. episc. 62.
80 - Gv 9, 31.
81 - Cf. CYPR., De lapsis 6.
82 - CYPR., Sentent. episc. 63.
83 - CYPR., Sentent. episc. 64.
84 - Cf. 1 Gv 3, 15.
85 - CYPR., Sentent. episc. 65.
86 - CYPR., Sentent. episc. 66.
87 - Cf. Mt 6, 24.
88 - CYPR., Sentent. episc. 67.
89 - CYPR., Sentent. episc. 68.
90 - Cf. Ef 4, 4-5.
91 - CYPR., Sentent. episc. 69.
92 - CYPR., Sentent. episc. 70.
93 - CYPR., Sentent. episc. 71.
94 - CYPR., Sentent. episc. 72.
95 - CYPR., Sentent. episc. 73.
96 - Cf. Ef 4, 4-5.
97 - Cf. Mt 7, 26.
98 - CYPR., Sentent. episc. 74.
99 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
100 - CYPR., Sentent. episc. 75.
101 - Cf. 2 Cor 2, 15.
102 - Cf. Mc 9, 38.
103 - Cf. CYPR., Ep. 11, 1.
104 - CYPR., Sentent. episc. 76.
105 - CYPR., Sentent. episc. 77.
106 - CYPR., Sentent. episc. 78.
107 - CYPR., Sentent. episc. 79.
108 - Cf. Mt 16, 18-19.
109 - CYPR., Sentent. episc. 80.
110 - Cf. Is 29, 13.
111 - CYPR., Sentent. episc. 81.
112 - 2 Gv 10-11.
113 - 2 Gv 10.
114 - Cf. 1 Tm 1, 5.
115 - Cf. Os 2.
116 - 1 Cor 5, 11.
117 - CYPR., Sentent. episc. 82.
118 - Cf. Mt 15, 14.
119 - Cf 1 Gv 2, 9.
120 - CYPR., Sentent. episc. 83-85
121 - Cf. 1 Cor 5, 3.
122 - Cf. CYPR., Sentent. episc., praef.
123 - CYPR., Sentent. episc. 86.
124 - CYPR., Sentent. episc. 87.
125 - Cf. Mt 5, 25.
126 - Cf. 1 Gv 2, 22.
127 - Cf. Ct 4, 12
128 - CYPR., Ep. 69, 5, 1.
129 - Cf. CYPR., Ep. 73, 14.
130 - Cf. Fil 1, 15-17.
131 - Sal 67, 7.
132 - Cf. Gv 6, 52.
133 - Cf. Mt 26, 26-29.
134 - CYPR., Ep. 69, 5, 1-2.
135 - Cf. Sal 25, 8.
136 - Fil 1, 18.
137 - Cf. Mt 16, 18.
138 - Cf. Ct 6, 8.
139 - Cf. Ef 5, 27.
140 - Cf. Ct 4, 12-13.
141 - Cf. Mt 16, 19.
142 - Mt 18, 17.
143 - Sal 25, 8.
144 - Sal 67, 7.
145 - Sal 121, 1.
146 - Sal 83, 5.
147 - Cf. Mt 13, 23; Lc 8, 15.
148 - Cf. 2 Tm 2, 20.
149 - Ef 4, 2-3.
150 - 1 Cor 3, 17.
151 - Cf. 2 Cor 9, 10.
152 - 2 Tm 2, 20.
153 - 1 Gv 2, 19.
154 - Cf. 1 Cor 3, 2.
155 - Cf. Sap 1, 5.
156 - 2 Tm 2, 20.
157 - 1 Cor 13, 2.
158 - 1 Gv 2, 19.
159 - Cf.Fil 3, 15.
160 - Cf. Gal 5, 19-21.
161 - Cf. Mt 7, 24.