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I STI TUTO SUPERIORE DI SANI TA'

rapporti
ISSN-0391-1675
I STICAN ')O/?O
ISllTUTO SUPERIORE DI SANTA'
Ricerche ed indagini rull'asbcs(o in Itait:
bibiiogralii imiilka 1930-1990
Irtituto Supcrkm di Sani&, Roma
Rlcercbe ed Indiglnl iull'asbesto la Itilla: bl bl l gr i f l i ai i l l t l cr W31)-1990.
L Pwletti. M. Diociaiuti, A. Torrice. S. Civlllo. M. Dc SuuU, C. P. Voiiom. M. M~l bi l . M. O. h l l i . G.
Donelli (Ed)
Giu 90.240 p. Rapponi ISTISAN 90RO (In I Umo . Indue)
Viene premuta ma bibliogrdia ~ll' unianto m IUlia p a il periodo 1930-1990 (Icmiio--10). Sono
a u i presi m wniidsruione livori origindi pubblicati su riviste italiane e sumiere r riuiunti di
wmuni cuhi a congioni.
Pnrdc chiovc: Asbuto. Bibliogrrtia, Iulii.
Istituto Superiore di Sani&, Rome (Iuly)
Rerearebei i nd rurveyr on i sbest w In Italy: i ni l yt l ei l blbllugrapby 1930.1990.
L Pwlotti. M. Diociaiuti. A. Torrice. S. Cavillo. M. Dc Santir. C. P. Vollom. M. Maggini. M. C. Pealli. G.
Dwi l i (W)
Jun 90. 240 p. R q m d ISTiSAN (ISTISAN Rcpau) 9W20 (In Iul*R Englhh)
PREMESSA
Nell'ambito delle attivit delllIstituto Superiore di
Sanit, in corso un programma di ricerca multidisciplinare
volto ad affrontare i vasi aspetti scientifico-sanitari rela-
tivi agli impieghi e alla diffusione ambientale dell'asbesto.
E' stato pertanto costituito un archivio bibliografico
sull'argomento relativo agli studi condotti in Italia.
Tale archivio, comprendente lavori originali pubblicati
SU riviste italiane e straniere, e riassunti di comunicazioni
a congressi, basato su un programma di gestione dati (Data
Base DB 3 Plus installato su PC Bit 286) , che ne permette il
continuo aggiornamento e la consultazione rapida tramite op-
portune parole chiave, autori e criteri cronologici.
L'archivio & stato costituito sulla base di ricerche bi-
bliografiche condotte presso il Servizio Documentazione e la
Biblioteca dell'Istituto Superiore di Sanit, la Biblioteca
del CNR, e la Biblioteca delllIstituto di Mineralogia e di
Geologia dell'Universit "La Sapienza" di Roma.
Degli articoli citati, ove presente, stato riportato
i1 riassunto in lingua italiana, inglese o francese; con il
simbolo C si indicato l'assenza di tale riassunto. Si
inoltre elaborato un indice degli autori, un indice delle
parole chiave ed un elenco delle riviste citate.
In molti lavori il termine amianto viene utilizzato co-
me sinonimo di asbesto.
I1 presente rapporto relativo a tutto il materiale
bibliografico riguardante l'asbesto in Italia dagli anni 1930
al 1990. Nella stessa serie dei Rapporti ISTISAN stato pre-
ceduto da una prima rassegna bibliografica relativa agli anni
1930-1982 (ISTISAN 1982/18) e da unaseconda rassegna relati-
va agli anni 1983-1989 (ISTISAN 89/21). Il presente rapporto
stato realizzato nell'ambito della Convenzione tra Istituto
Superiore di Sanit e Ministero delllAmbiente in materia di
prevenzione ambientale e sanitaria dei rischi da asbesto, di
cui stato responsabile scientifico per l'anno 1989 il Dr.
Luigi Paoletti.
ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI
0001
AGOSTONI P. SMITH D.D. SCHOENE R.B. ROBERTSON H.T.
B'JTLER J.
Evaluation of breathlessness in asbestos workers -
Results of exercise testing.
We studied 120 asbestos-exposed workers seeking compen-
sation for asbestos-related ventilatory impairment who were
referred to us for evaluation of their complaint of dyspnea.
We reviewed history, chest radiographs, pulmonary functlon
studies, and exercise tests. The workers were 59.9 + 9.5
(mean + SD) yr of age and their first asbestos exposure had
been 34.4 + 10 yr prior to the study; 638 were smokers, +l98
were ex-smokers, and 188 were nonsmokers. Chest radiographs
were nonna1 in 48, showed only pleural disease in 35%, only
parenchymal diseases in 58, and pleuroparenchymal disease in
562. Restrictive pulmonary function abnormalities were presuit
in 258 of the workers, and obstructive abnonnalities were
Dresent in 278. Because the iml>eirment of one of severa1 oraan
-
systems (i.e., ventilatory, Eardiac, pulioanary vascular, or
peripheral circulato~) mav limit exercise ~erformance, we
designed an exercise 'test &ore in an atteirpt-to identify the
system causing the limitation. No abnormal limitation was
detectable in half (49.20) of the subjects. Only 268 had a
ventilatory limitation, w h x h was much more frequent in smokers
(328) than in nonsmokers (98) (p <0.05). Unexpectedly, rather
more (37%) hari a cardiac rather than a ventilatory limitation.
We conclude that the copaplaint of dyspnea in these asbestos-
exposed vorkers was usually not caused by a ventilatory
dysfunction.
0002
ALHAIQUE D. BRACCI C.
Piattaforma amianto.
0003
ALTIERI A. BIAGI P.F. CECCHETTI G. PIRO S.
Studio teorico sulla sedimentazione in aria delle fibre di
asbesto.
0004
ALTIERI A. MARCONI A. PIGNANI M.
Campionamento ed analisi di materiali contenenti amianto.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
P. Cavariani e P. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 47-62, 1989
- - v -
ANDRION A. BORMINE C. BASSI A. BASSI N.
SCARFO ' A.
Sulla morfologia delle placche pleuriche.
Morgagni, 12 suppl.: 21-27, 1979
E' stato eseguito l'esame istologico di 116 placche della
pleura parietale. In tutti i casi stata dimostrata la presen-
za di connettivo fibroso ialino in bande intrecciate e. in 73
casi, stata riscontrata infiltrazione inf~ammatoria ai.margi-
ni o nelle aree sottostanti la placca. 11 confronto tra le ca-
ratteristiche macroscopiche e microscopiche ha dimostrato come
la corretta interpretazione della lesione possa essere fornita
dal solo attento ed accurato esame macrosco~ico.
0006
MDRION A. BERTASSO L. BORDONE C. COLOMBO A.
DACORSI M. MOLLO F.
Sulla ricerca dei "corpuscoli dell'asbesto" nel polmone, in
preparati per sezione e per striscio: osservazioni comparati-
ve.
Morgagni, 13 (1): 31-35, 1980
E' stata eseguita la ricerca microscopica dei "corpus~~li
dell'asbesto" in polmoni prelevati nel corso di 201 autopsie
consecutive e non selezionate, utilizzando il metodo per seZi0-
ne istologica spessa e quello per striscio del materiale Otte-
nuto mediante spremitura del viscere. Entrambi i metodi hanno
evidenziato tendenze analoghe per quanto riguarda la frequenza
dei reperti positivi ed il numero di corpuscoli osservati in
relazione al sesso e alle classi di et dei soggetti. Tuttavia
il metodo per striscio ha mostrato una ricerca pi agevole ai
corpuscoli. Per questi motivi si ritenuto che il metodo per
striscio sia preferibile a quello per sezione nella ricerca dei
"corpuscoli dell'asbesto" nei polmoni.
0007
ANDRION A. COLOMBO A. MOLLO P.
Lung asbestos bodies and pleural plaques at autopsy.
Ric.Clin.Lab., 12: 461-468, 1982
Bxamination for lung asbestos bodies and pleural plaques
was made in 996 consecutive unselected autopsies in Torino. The
prevalente of asbestos bodies was 12.48 and that of pleural
plaques 19.18. Both findings were found with significantly
greater frequency in men, and in the age group above 50 years.
In addition, their occurrence increased with age up to 70
years, then decreased thereafter. A significant asso~iation
between the severity of pllique lesions and the presence of as-
bestos bodies va5 found, whereas the number of asbestos bodies
was not related to the presence of pleural plaques. It is sug-
gested that pleural plaques are more reliable markers of asbe-
Sto8 exposure started many years earlier and that lung asbestos
bodies are more reliable indicators of more recent exposure.
O008
ANDRiOWA. PIRA E. PADDA T. MOLUJ P.
Lunp asbestos bodies and pulmonary cancer in subjects without
occupational exposure.
Corpuscoli dell'asbesto polmonari sono stati ricercati in
65 soggetti con carcinoma primitivo del polmone e non profes-
sionalmente esposti, e in 139 soggetti di controllo non portato-
ri di neoplasia volmonare. Non e stata riscontrata una associa-
zione statisticamente significativa tra dimostrazione di cor-
puscoli dell'asbesto e carcinoma del volmne. Prendendo in con-
siderazione i tipi istologici, stati riscontrata una associa-
zione significativa tra reperto di corpuscoli e adenocarcinoma
nei Soggetti di sesso maschile. Quest'ultima osservazione sug-
gerisce che, anche nei soggetti non professionalmente esposti,
la possibilit di rapporto tra esposizione all'asbesto e carci-
noma del polmone non pud essere esclusa con sicurezza.
0009
ANDRION A. PIRA E. BAROCELLI M.P. MOLLO F.
Indicators of asbestos exposure in autopsy routine.
1. Lung asbestos bodies and occupation.
I rapporti tra reperto di corpuscoli dell'asbesto pOlmOnari
su sezione istologica e su striscio, ed esposizione profes-
sionale all'asbesto, sono stati studiati in una popolazione
autoptica esaminata in Torino tra il settembre 1977 e il maggio
1979. Le notizie riguardanti l'esposizione professionale furono
ottenute per 622 soggetti. In ognuno di questi vennero ricerca-
ti i corpuscoli dell'asbesto su sezioni istologiche di tessuto
polmonare, mentre la ricerca sullo striscio del liquido di
spremitura fu effettuata in 498 casi. Nei maschi, Stata '
riscontrata una differenza significativa nella presenza di
COrpuscoli tra soggetti sicuramente esposti e soggetti non es-
posti, Sia con la prima sia con la seconda metodica. Tuttavia,
non furono riscontrate differenze significative tra soggetti
con probabile e possibile esposizione, e soggetti con esposi-
zione accertata o assente. Sebbene i risultati ottenuti dimo-
strino una associazione sianificativa tra la concentrazione
pohonare di corpuscoli e ie dlverse categorie di esposizione
considerate, corpuscoli dell'asbesto non furono trovati in un
certo numero di soggetti con esposizione professionale accerta-
ta. Di conseguenza pu essere affermato che usando le tecniche
sopra descritte il feperto negatlvo di corpuscoli dell'asbest?
non costituisce un valido criterlo per escludere la possibilita
di una pregressa esposizione professionale, mentre alte concen-
trazioni di corpuscoli possono essere indicative per sospettar-
la.
0010
ANDRION A. PIRA E. MOLLO F.
Peritoneal plaques and asbestos exposute.
Letters to the editor.
O011
ANDRION A. PIRA E. MOLLO F.
Pleural plaques at autopsy, smoking habits, and asbestos
exposure .
Eur.J.Respir.Dis., 65: 125-130, 1984
An investigation was made to correlate post-mortem findings
of pleural plaques (PP) with the smoking habits and occupatio-
nal history of asbestos exposure of 898 adults fron the genera1
population. A significant association between PP and smoking
was found in middle - aged and elderly men (p < 0.001). When
occupational history was considered, such an associatlon wae
present in both exposed (p (0.01) and non-exposed (p <0.05) men
aged over 50 years. No association was observed in non-exposed
women, while in those exposed, the absolute number of cases was
t00 small to evaluate any relationship. The number of cigaret-
tes smoked did not correlate significantly with the frequency
of PP. This autopsy study confinns the association between oc-
currence of PP and the smoking habits.
0012
ANDRION A. BELLIS D. BERTOLDO E. MOLLO P.
Coated and uncoated lung mineral fibres in subjects with and
without pleural plaques at autopsy.
The lung concentration of coated and uncoated mineral fi-
bres of more than 10 un in length was detennined by light mi-
croscopy in 57 autopsied subjects (23 out of which professio-
nally exposed to asbestos) with pleural plaques but no other
asbastos-related diseases. Comparisons vere made with 57 con-
trois mptched for sex, age and smoking habits, who did not show
any asbestos-associated diseasas or historv of Drevious occuDe-
tional exposure. Subjects with pleural -plaqLes had a mediun
concentration of coated fibres consistently greater than that
observed in those without. However, no subsia&ial differences
vere found between the two studied groups when uncoated and to-
tal fibres were considered. The present study suggests that the
faCt0rs related to the fibre coating and to the pleural plaque
foriaation may be indirectly connected, but not necessarily
restricted t0 the number and nature of the fibres, or t0 the
prof8ssional or enviromental conditions of exposure.
0013
ANDRION A. DELSEDIME L. BELLIS D. ARDISSONE P
BERNARDI P. BERTOLDO E. MOLLO P.
Lung cancer ce11 type and asbestos body lung content.
Preliminary results of a surgical series-based study.
In 140 soggetti di sesso maschile, sottoposti a resezione
chirurgica per carcinoma del polmone. B stata valutata la con-
centrazione-dei corpuscoli d&lllasbesto per granmo di tessuto
polmonare secco,dopo digestione chimica in ipoclorito di sodio,
filtrazione su membrana e lettura del preparato al microscopio
ottico. In tutti i soggetti stata studiata inoltre la storia
lavorativa. 36 su 76 (48%) soggetti con carcinoma a cellule
sqyamose e 20/38 (530) con adenocarcinoma avevano nel polmone
piu di 100 corpuscoli/g. Tuttavia, non si osservata associa-
zione statisticamente significativa tra il tipo istologico di
carcinoma e la concentrazione di cor~uscoli dell'asbesto. La
frequenza relativa dell'adenocarcinoma era del 350 nei pazienti
professionalmente esposti rispetto al 259 in quelli non espo-
sti; anche questa differenza non risultata-statisticamehte
significativa. Questi risultati sembrano pertanto suggerire che
la associazione tra esposizione all'asbesto e adenocarcinoma
non sia cos definitivamente accertata come era apparso in pas-
sato.
0015
ANGRISANO E.P. IERVOGLINI A. RUBINO A.
Studio dei rischi inerenti alle fasi lavorative in uno stabili-
mento addetto alla lavorazione del cemento-amianto.
Gli M. nel corso di una indagine in una fabbrica per la
lavorazione di tubi e lastre di cemento-amianto, composta da
533 unit lavorative, si sono interessati preminentemente dei
rischi lavorativi derivanti dalle polveri, suggerendo i criteri
di difesa ~ i omortuni nei vari osti di lavoro. I rilievi.
per quanto- effyttuati in condizioni disparate, devono essere
intesi come certi nella situazione ambientale deteminata dalle
condizioni atmosferiche, lavorative, di materiali, in Cui sono
stati effettuati. Maggiore sicurezza si ricaverebbe da ricerche
ripetute nel tempo. Per quanto riguarda l'entit del rischio da
p?lveri e specialmente in rapporto ad una produzione di priori-
ta delle misure preventive, devono considerarsi innanzitutto le
polveri di amianto, poi quelle di cemento-amianto ed infine
quelle di cemento, naturalmente per polveri dello stesso tipo
il rischio maggiore legato alla lavorazione che ne produce in
misura maggiore.
0016
ANNONI A.
La patogenesi della asbestosi.
L'A. espone le diverse teorie formulate sulla patogenesi
dell'asbestosi. Alla teoria chimica, per la quale l'asbestosi
veniva imputata all'azione dell'acido silicico che si presumeva
potesse liberarsi dalle fibre di amianto inalate, si e passati
ad una concezione mista, in cui si teneva conto sia dell'azione
chimica sopradetta.che dei fenomeni irritatlvi determinati dal-
la azione delle spicole sul parenchima polmonare. Attualmente,
quantunque non senza riserve, la maggior parte degli M. ritie-
ne valida la teoria fisica, che nega la possibilit di soluzio-
ne delle fibre inalate e giudica sufficiente, a dare il quadro
morboso, la loro azione irritativa sul tessuto polmonare. L'A.
espone poi le concezioni di Policard sulla struttura molecolare
dei composti silici, e gli studi condotti dagli M. tedeschi
con l'ultramicroscopio elettronico sulle fibre inalate. Questi
studi, tuttora incompleti, aprono nuove possibilita di indagine
e di critica, e portano osservazioni interessanti ed elementi
originali allo studio della asbestosi.
0017
ARESINI G. RIVOLTA G. HORONI P. SCOTTI P.G.
Rischio di asbestosi in una fabbrica di adesivi e sigillanti.
E' stata eseguita una indagine sanitaria in una azienda
produttrice di adesivi e sigillanti ove era stata riscontrata
l'esistenza di un rischio per la salute in un gruppo di lavora-
tori dipendente dall'esposizione a fibre di amianto. I 33 sog-
getti della casistica sono stati suddivisi in gruppi e sotto-
gNppi a seconda dell'anzianit lavorativa e dell'esposizione a
un rischio minore o maggiore di uno in rapporto alla massima
concentrazione ammissibile. siccome un solo soggetto presentava
un quadro radiologico sospetto per asbestosi (5 O/l),.si e con-
centrata l'attenzione sullo studio della funzionalita respira-
toria al fine di valutarne 1' efficacia nel riconoscere quadri
di patologia asbestosica latente. I1 comportamento della venti-
lazione 6 risultato in media nella norma, mentre alcuni dati
significativi sono scaturiti dallo studio della funzione di
diffusione polmonare. Infatti emersa chiaramente la progres-
siva riduzione dei valori di diffusione, espressi anche come
duttanze per il cO, passando dal sottogruppo a rischio ed espo-
sizioni minori al sottogruppo a rischio ed esposizioni maggio-
ri. Ci starebbe ad indicare che, pur non essendoci ancora uno
stadio patologico, nei soggetti esposti a maggior rischio esi-
ste gi una differenziazione per quanto concerne la capacit di
diffusione, che pertanto si conferma test estremamente impor-
tante nella valutazione della funzionalit respiratoria dei la-
voratori esposti ad amianto.
Processo all'amianto: davvero colpevole?
Civilt del bere, 3: 15-20, 1977
ei
0019
ASSENNATO G.
Le proteine seriche nell'asbestosi
Folia Med., 56: 300-310, 1973
E' Stato esaminato i1 quadro sieroproteico di 34 operai af-
fetti da asbestosi polmonare e di ti operai sani, ma esposti
al rischio di asbestosi. Sulla base dei risultati ottenuti, si
conclude che salvo qualche modesta variazione delle gammaglobu-
line da ricondurre probabilmente al disfacimento tissutale che
Si verifica per effetto delle fibrosi, nessuna significativa
variazione delle frazioni proteiche si realizza nell'asbestosi;
ci ad ulteriore conferma che nella patogenesi della malattia.
non si pu invocare un meccanismo di tipo immunitario.
0020
ASSENNATO G. DE WICOLO' M. PESOLA M. SOLE0 L.
La lettura dei radiogrammi del torace nelle indagini
epidemiologiche sulle pneunoconiosi: scienza o arte?
La variazione inter-osservatore stata misurata su Una Se-
rie di 223 radiografie del torace di lavoratori esposti ad
asbesto in un'industria di tubi di cemento-arnianto, lette da
quattro lettori differenti (due radiologi e due medici del la-
voro). L'accordo & stato piuttosto scarso per le opacit paren-
Chimali e gli ispessimenti pleuriti; un accordo migliore e sta-
to osservato per le calcificazioni pleuriche. In particolare,
medici con differente formazione professionale presentano un
accordo inferiore rispetto a medici con analoga formazione
pr0feSSi0IIale (medici del lavoro - radiologi). I risultati in-
dicano la necessit di determinare! prima di realizzare l'inda-
gine sul campo, l'entit della varrazione inter-osservatore e,
me rilevante, di ridurla il pi possibile.
o021
ASTORRI S. CAVARIANI F. CRISTOFOLINI A. D'ORSI F.
LAURENI U.
Amianto negli edifici
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
F. Cavariani e F. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 109-115, 1989
0022
AUTORI VARI
Valutazione dell'esposizione all'amianto negli ambienti di
lavoro.
0023
AUTORI VARI
Condizioni di lavoro in un tratto autostradale Padano: problemi
e soluzioni.
Med.Lavoratori, 4 (suppl.): 365-388, 1980
e
0024
AUTORI VARI
Un'esperienza di bonifica da amianto in ambiente di lavoro.
3' Conferenza sullo stato sanitario del paese. "I fattori di
rischio nelle attivit industriali".Torino, 30 novembre -
.l'dicembre 1984. Atti: 183-185, 1984
0025
AUTORI VARI
AMIANTO Piano di intervento di prevenzione del rischio amianto
del Consiglio dei Delegati de1l'O.G.R. - F.S.
Torino 1980/1990
Regione Piemonte - FILT, FIT, UILT (~ds)., 1-337, 1987
@
0026
AUTORI VARI
Una matrice ~rofessioni-es~osizioni Der 16 sostanze canceroge-
ne o sospetti tali per l'apparato respiratorio.
Editoriali
0027
AUTORI VARI
Rlschio mianto in edifici scolastici e ospe
privati. ( Documento interregionale sulla C
10/7/1986 del Ministro della Sanit).
dalieri pubblici e
ircolare n. 45 del
0028
AUTORI VARI
Elementi della piattaforma quadro sull'amianto - CGIL-CISL-UIL.
0029
AUTORI VARI
L'amianto e altre fibre minerali naturali. (Programma Interna-
zionale sulla Sicurezza Chimica, OMS, Ginevra 1986).
0030
AUTORI VARI
Inquinamento atmosferico.
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 luglio
1989.
Bollettino dei chimici igienisti.
Repubblica Italiana
Leggi, Decreti e Circolari. 40 L 783: 73-82, 1989
0031
AUTORI VARI
Identificazione dei casi di mesotelioma insorti in Italia per
l'esposizione all'amianto usato nella coibentazione di mezzi
ferroviari.
AVOLI0 G. GALIETTI F. GIORGIS G.E. OLIARO A.
GALLO E. BARBERIS S. ONOSCURI E.
Tassi sierici di cupremia in un gruppo di soggetti affetti
da acibestosi.
Minerva Med., 79 (10): 887-890, 1988
E' stato determinato con metodo colorimetrico il tasso Sia-
rico del rame in 13 ssbestosici in et media di 55.5 anni, se-
lezionati con esclusione dei casi con evidenza clinico-&naPPne-
Etica di squilibri dietetici o pi in generale di altra patolo-
gia di rilievo. I dati rilevati dimostrano un aumento della Cu-
premia in 11 soggetti su 13, essendo il valore medio del gruP-
po degli asbestosici significativamente superiore a. quello di
un gruppo di controllo (p < 0,Ol). I1 fenomeno, gia descritto
in altre pneumopatie interstiziali, verosimilmente ascrivibi-
le all'esaltato riassorbimento del metallo , a sua Volta dovuto
all'accentuata attvit di un cuproenzima, la lisilossidasi, che
interviene nella sintesi del connettivo.
0033
BERETTA E. SCOTTI P.G. ZECCHI L. LEURINI D
I1 contributo diagnostico dello studio della capacit di
diffusione polmonare del monossido di carboni0 in regime
stabile nei lavoratori dell'arnianto.
Sono stati studiati 110 lavoratori esposti ad asbesto, pro-
venienti da diversi settori produttivi (estrattivo, tessile,
della coibentazione e del fibro-cemento). I risultati delle in-
dagini radiologiche (proiezione P-A, obliqua dx e sin) e di
quelle funzionali (C.V., V. E. M. S . , D coss e Du co) dimostrano
da un lato una positivit del quadro radiografico per asbestosi
( Rx > 1/01 nel 59% dei casi e dall'altro che la sindrome re-
Strittiva la coma disventilatoria di pi frequente riscontro
( 388) specie nelle categorie radiologiche pi avanzate; quella
Ostruttiva, presente nel 19% dei casi, si rileva prevalentemen-
te nella classe con anzianit lavorativa inferiore. La D coss e
non la Du co (rispettivamente ml/mmiig l/min 15 e < 40%)
in grado di discriminare i soggetti con quadro radiologico pi
grave (Rx > 112) mentre entrambi sli indici di diffusione sono
ln grado di individuare i soggetti con un disturbo funzionale,
senza per distinguere la forma restrittiva da quella ostrutti-
va. Malgrado questo, gli indici del transfert del C0 possiedono
una scarsa sensibilita e specificit ed un insufficiente potere
predittivo dell'asbestosi,valutata dalla presenza di alterazio-
ni funzionali e radiologiche, in concomitanza di una storia la-
VOratiVa.S~ffi~ientemente prolungata ( > 15 anni).Questo Compor-
tment0 e determinato dalla presenza di un elevato numero di
Soggetti non classificati in modo corretto dal test di diffu-
sione. In effetti anche nella classe di soggetti senza evidenza
radiologica di asbestosi, i1 53% dei casi ha presentato una di-
minuzione di tale test. .Questo fatto potrebbe essere legato
aila presenza di fenomeni bronchiolo - irritativi che, a loro
volta, condizionano difetti settoriali della distribuzione.
Queste lesioni floaistiche Drecedono auelle fibrotiche ~01m0na-
ri ma entrambe uste altekazioni pat'ologiche sono in grado di
ridurre la capacit di diffusione polmonare al C0 in regime
stabile.
0034
BERRA A. SULOTTO P. SCANSETTI G. RUBINO G.P.
Comportamento della closing capacity in due gruppi di asbesto-
sici rispettivamente con fibrosi parenchimale e con partecipa-
zione pleurica e in un gruppo di esposti all'aniianto senza se-
gni radiologici.
Minerva Med., 16 (1): 2217-2225, 1976
E' stato studiato il comportamento della quarta fase, dalla
closing capacity e dei principali parametri spirometrici in tre
gruppo di soggetti esposti ad inalazione di amianto e presen-
tanti dispnea da sforzo, rispettivamente con fibrosi parenchi-
male, compromissione pleurica o senza segni radiologici patolo-
gici. In tutti e tre i gruppi si osserva un aumento della quar-
ta fase e della closing capacity aumento quest'ultimo amplifi-
cato dall'aumento relativo del volume residuo. Nei soggetti con
ClOsing capacity aumentata i valori di capacit polmonare tota-
le ottenuti col metodo dell'apnea inspiratoria superano quelli
ottenuti con il metodo di steady state. I risultati ottenuti
fanno ritenere che la ostruzione delle piccole vie aeree pre-
sente negli asbestosici possa essere di tipo misto, cio rife-
ribile sia alla riduzione delle propriet elastiche del paren-
chima, che alla partecipazione di tipo flogistico della mucosa
e dell'intera parete bronchiale.
Mortalita per tumore tra gli addetti di una centrale
temoelettrica.
Bollettino Rpidemiologico Nazionale 83/17-18. I.S.S. 1-2. 1983
0036
BERRINO P. MERLER E.
Il significato delle visite preventive e periodiche per i
lavoratori esposti a sostanze cancerogene.
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro e
nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 Maggio 1985.
Atti del Convegno: 73-76, 1985
I lavoratori esposti a sostanze cancerogene sono sottoposti
per legge a visite preventive e periodiche. Gli Autori passano
in rassegna tutti i tests in uso per diagnosticare preventiva-
mente i possibili danni causati da tali sostanze e propongono
alcuni criteri di garanzia specie nell'uso delle informazioni.
0037
BERTASSO L. DACORSI M. ANDRION A . MOLLO P.
Sulla ricerca dei "corpuscoli dell'asbesto" nel polmone, in
preparati per striscio: Nota di tecnica.
Morgagni, Il (suppl.): 1-4, 1978
Sono stati ricercati i c.d. "corpuscoli dell'asbesto" nei
polmoni prelevati da 150 autopsie consecutive, non selezionate.
eseguite presso l'Istituto di Anatomia e Istologia Patologica
di Torino. Sono stati studiati preparati per striscio, allesti-
ti con materiale ottenuto sia per spremitura, sia per Spatola-
mento della superficie di sezione polmonare. "corpuscoli del-
l'asbesto" sono stati trovati in 55 casi (36.6%) con la prima
tecnica, in 51 casi (34%) con la seconda, e in 42 casi (28%)
Con ambedue. Dopo discussione comparativa dei vantaggi e svan-
taggi delle tecniche impiegate, si giudica che lo studio di
strisci allestiti con materiale ottenuto per spremitura sia nel
~0IRpleSSo preferibile.
0038
BERTAZZI P.A. PIOWLTTO G.
Epidemiologia mondiale ed italiana.
In: Mesotelioma maligno.
Regione Piemonte (Ed.), Torino: 18-31, 1985
0039
BETTA P.G.
Comuscoli dell'asbesto nella oooolazione aenerale della pro-
. - = - - - -
vincia di Alessandria: indailne SU materiale autoptico e ;or-
relazioni tra nwnero'di corpuscoli, professione e residenza.
Sono stati ricercati e quantificati i corpuscoli asbestosi-
ci nel materiale ottenuto mediante raschiatura del parenchima
p o h o n a ~ e di 100 soggetti non selezionati, appartenenti aila
popolazione generale e sottoposti ad autopsia. L'et dei sog-
getti esaminati, 71 maschi e 29 femmine, variava tra 14 e 88
anni. Corpuscoli asbestosici erano presenti nel 57.7% degli uo-
mini e nel 35,7% delle donne. Sono state osservate differ .. e
statisticamente significative dei numeri dei corpuscoli a&--
stosici tra gruppi lavorativi con esposizione all'amianto im-
probabile, possibile e probabile, e tra gruppi residenti in
aree urbane e rurali. I1 sesso. la orofessione e il luoao di
residenza sono fattori importanti.nel heterninare il numero dei
corpuscoli asbestosici nei polmoni. Viene oresa in considera-
zione la possibilit di utiliizare i corpuscoli abestosici come
indicatori di una pregressa esposizione ambientale all'amianto
con lo scopo di verificare un eventuale ruolo patogeno di basse
dosi di asbesto.
Condizioni di salute degli operai della Compagnia Lavoratori
Portuali del Ramo Industriale del Porto di Genova.
1n:Rischio da esposizione professionale nell'ambiente portuale.
Genova, 3-4-5 ottobre 1984.
Atti del Congresso Internazionale: 184-185, 1984
L'A. espone i dati emersi dalla visita periodica 1982/1983
su 598 lavoratori addetti alla manutenzione e riparazione nava-
le. Lo scopo dell'indaaine non solo esaminare la situazione
sanitaria -attuale aia pfedisporre un parametro di confronto per
il futuro, per valutare l'efficacia delle misure di prevenzione
gi adottate, soprattutto per le broncopneumopatie professiona-
li. Per verificare l'eziologia professionale delle patologie
riscontrate. il arado di incidenza e di ~ericolosit orofessio-
naie propone, aiiche per &futura compkazione, l'aao~ione di
indici statistici. opportunamente elaborati. La visita stata
approfondita oltre la-ricerca delle prevedibili tecnopatie. I
risultati, tenendo conto di possibili fattori tecnici e socio-
logici di errore nelle concliasioni statistiche. sono stati es-
posti dettagliatamente per le singole qualifiche professionali
e per la categoria nella totalita. Le malattie professionali
riiscontrate sono: la sordit da rumori, la asbestosi, la bron-
copneumopatia da fumi di saldatura, la malattia da strumenti
vibranti e la silicosi che aooare in evidente decremento in
chiaro rapporto con le misure'preventive adottate; anche l'as-
bestosi sembra lentamente recedere. Confermata la scomparsa
del saturnismo e delle malattie da solventi e collanti.
Meritevoli di approfondimento appaiono i dati riguardanti la
Patoloaia cardiaca. la cui incidenza fa sosnettare una ~ossibi- - - -
le ezi610gia professionale o quanto me& un rapporto con le
Pneuaiopatie orofassionali. Ricorda le misure rev venti ve adot-
tate nel ~ o f t o di Genova e indica quanto -ancora da fare;
auspica la loro diffusione agli altri porti e soprattutto una
pi diffusa e costante attenzione alla tutela della salute dei
lavoratori portuali, suggerendo un sistema integrato tra
tutti i porti italiani.
0041
BIANCHI C.
Asbestosi e mesotelioma diffuso del peritoneo.
Minerva Med., 63: 2826-2833, 1972
All'autopsia di un uomo di 53 anni, isolatore termico, che
era stato esposto all'inalazione di polveri di asbesto per un
periodo di circa 30 anni, furono riscontrati asbestosi polmona-
re e un mesotelroma diffuso del peritoneo. Vengono ricordati i
dati della letteratura a favore di una relazione causale tra
l'esposizione all'asbesto e mesoteliomi.
0042
BIANCHI C. DI BONITO L. GRANDI G. FURLAN L.
Esposizione lavorativa all'asbesto in 20 casi di mesotelioma
diffuso della pleura.
Minerva Med., 64: 1724-1727, 1973
E' stata ricostruita e analizzata la storia lavorativa del
Paziente in 20 casi di mesotelioma diffuso della pleura (11
autoptici, 9 operatori) osservati nell'ietituto di Anatomia e
Istologia Pato10,gica dell'universit di Trieste nel periodo
novembre 1967 novembre 1971. I dati raccolti erano indicativi
di un'esposizione all'asbesto certa in 13 casi, probabile in 3.
Negli altri 4 casi non vi erano elementi a favore di un'esposi-
ZiOne. La ricerca dei corpi dell'asbesto polmonari effettuata
in 12 casi era positiva in 10; in 4 casi i corpi dell'asbesto
erano numerosi.
0043
BIANCHI C. CARLUCCIO L. CASTELLI M.
Frequenza dei corpi dell'asbesto polmonari nel materiale
aUt0Ptico a Trieste. Nota 11.
Minerva Med., 65: 1144-1145, 1974
Sono stati ricercati i corpi dell'asbesto, previa digestio-
ne chimica del tessuto polmonare, in 50 casi autoptici non se-
lezionati. L'et dei soggetti esaminati, 34 uomini e 16 donne,
era compresa tra i 28 e gli 83 anni e in 43 casi era superiore
ai 60 anni. Un reperto positivo fu osservato in 48 casi (96%).
0044
BIANCHI C. PEGAN M. CARLUCCIO L.
Frequenza dei corpi dell'asbesto polmonari nel materiale
autoptico a Trieste. Nota I.
Minerva Med., 65: 1141-1143, 1974
I corpi dell'asbesto sono stati ricercati nel centrifugato
del liquido di spremitura del polmone in 50 casi autoptici non
selezionati. L'et dei soggetti esaminati, 24 uomini e 26 don-
ne, era compresa tra 48 e 89 anni e in 45 casi era superiore ai
60 anni. Un reperto positivo fu osservato in 35 casi (709). La
percentuale di positivit era pi alta nei maschi (79%) che
nelle femmine (619). I corpi dell'asbesto erano scarsi tranne
che in due casi. l'uno portatore di placche ialine della pleu-
ra, l'altro affetto da mesotelioma pleurico diffuso.
0045
BIANCHI C. CASTELLI M. CARLUCCIO L.
Frequenza dei corpi dell'asbesto polmonari nel materiale
autoptico a Odine.
Uinerva Med., 67: 1511-1512, 1976
Sono stati ricercati i corpi dell'asbesto, previa digestio-
ne chimica del tessuto polmonare, in 50 autopsie non seleziona-
te eseguite a Udine. L'et dei soggetti esaminati, 24 uomini e
26 donne, era compresa tra i 23 e i 90 anni e in 43 casi era
superiore ai 50 anni. Un reperto positivo fu osservato in 44
casi (889).
0046
BIANCHI C. GRANDI G. DI BONITO L.
Mesotelioma diffuso del peritoneo ed esposizione all'asbesto.
Pathologica, 68: 9-16, 1976
Vengono descritti due casi di mesotelioma diffuso del peri-
toneo in soggetti che avevano subito un'esposizione all'asbe-
sto. Nel primo caso si era trattato di un'esposizione lieve e
prolungata per circa 40 anni; i polmoni contenevano parecchi
corpi dell'asbesto ma non presentavano alterazioni fibrotiche.
Nel secondo caso c'era stata una esposizione intensa per 10 an-
ni seguita da esposizioni sporadiche e di lieve entita; i poi-
moni presentavano un'asbestosi e un piccolo carcinoma epider-
moidale.
0047
BIANCHI C. GRANDI G. DI BOWITO L.
Diffuse pleural mesothelioma in Trieste. A survey based on
autopsy cases.
Tumori, 64: 565-570, 1978
Sono stati passati in rassegna i verbali delle autopsie ef-
fettuate aLl11stituto di Anatomia e Istolosia Patoloqica del-
l'universit di Trieste nel periodo 1 dicembre 1971-51 dicem-
bre 1977. I casi in cui era stata posta una diagnosi autoptica
di tumore pleurico o di sarcoma oolmonare sono stati riesamina-
ti. ventisei casi furono accettati come casi certi di mesote-
lioma pleurico diffuso. In ventidue di tali casi c'era una sto-
ria lavorativa di esposizione all'asbesto, in 12 casi l'esposi-
zione si era verificata nei cantieri navali. Viene sottolinea-
ta. sulla base dei dati emersi dal presente studio, l'elevata
incidenza del mesotelioma pleurico diffuso nella Provincia di
Trieste.
0048
BIANCHI C. BROLLO A. MINIUSSI C. BITTESINI L.
Asbestos exposure in the Monfalcone area. A social and patho-
logica1 study of l00 autopsy cases.
Tumori, 67: 279-282, 1981
Monfalcone una citt marittima sede di importanti cantie-
Si navali. Nel presente studio sono stati analizzati alcuni in-
dici di esposizione all' asbesto (placche ialine della pleura,
corpi dell'asbesto polmonari, storia lavorativa) in una serie
di l00 casi autoptici consecutivi, raccolti presso 1' Ospedale
di Monfalcone. Placche ialine della pleura furono riscontrate
nel 72% dei maschi e nel 33% delle femmine. Corpi dell'asbesto
furono trovati dopo digestione chimica del tessuto polmonare in
94 Casi. Ad una valutazione quantitativa approssimativa, 39 Ca-
si presentavano un numero alto o molto alto di corpi dell'asbe-
sto. La storia lavorativa, ottenuta intervistando i parenti del
paziente, suggeriva un'esposizione professionale all'asbesto in
60 casi (in 37 di tali casi si trattava di pazienti che avevano
lavorato nei cantieri navali). Inoltre 13 pazienti avevano su-
bito una probabile esposizione domestica all'asbesto. I dati
emersi dal presente studio dimostrano la gravit del fenomeno
"esposizione all'asbesto" nel territorio di Monfalcone.
0049
BIANCHI C. BROLLO A. BITTESINI L.
Mesotelioma da asbesto nel terrrtorio di Monfalcone.
Pathologica, 73: 649-655, 1981
Vengono descritti quattro casi di mesotelioma diffuso della
pleura studiati all'autopsia nell'ospedale di Monfalcone nel
periodo ottobre 1979 - dicembre 1980. Tutti e quattro i pazien-
ti presentavano i segni di una pregressa esposizione all'asbe-
sto di discreta intensit. Tre pazienti avevano lavorato nei
cantieri navali di Monfalcone, la quarta paziente aveva avuto
probabilmente un'esposizione domestica. L'intervallo tra inizio
dell'esposizione all'asbesto e decesso si aggirava intorno ai
50 anni in tre casi ed era di 27 anni in un caao. In un caso il
mesoteliorna pleurico era associato ad una forma atipica di leu-
cemia linfatica cronica.
0050
BIANCHI C. BITTESINI L. BROLLO A
Asbeato e sistema nervoso.
0051
BIANCHI C. BROLLO A. BITTESINI L. ROMANI L.
Esposizioni all'Asbesto nelllArea del Cantiere Navale di
Monfalcone (Italia).
1n:Rischio da esposizione professionale nell'ambiente portuale.
Genova, 3-4-5 ottobre 1984.
Atti del Congresso Internazionale: 128-135, 1984
La presenza di placche ialine della pleura stata ricerca-
ta in una serie di 765 autopsie consecutive effettuate presso
l'ospedale di Monfalcone nel periodo ottobre 1979 - settembre
1983. In pi della met dei casi stata ricostruita la storia
lavorativa completa del paziente tramite intervista personaie
dei parenti. In un terzo dei casi si eseguito il conteggi0
dei corpi dell'asbesto previa digestione chimica del tessuto
polmonare. Placche ialine furono osservate nel 690 dei maschi e
nel 22% delle femmine. Nei maschi l'esposizione all'asbesto era
per lo pi riferibile ad attivit nei cantieri navali, mentre
nelle femmine si trattava generalmente di esposizione domesti-
ca. Placche pleuriche ed alto numero di corpi dell' asbesto
furono osservati anche in soggetti che avevano avuto la lo-
ro prima esposizione in cantiere nel periodo 1950-1980. Ele-
vati indici di esposizione furono rilevati in vari tipi di tu-
more maligno e in particolare nel mesotelioma pleurico, nel
carcinoma polmonare e nel carcinoma del fegato.
0052
BIANCHI C. BROLLO A. BITTESINI L.
Mesotelioma maligno: un'eziologia multifattoriale?
0053
BIANCHI C. BROLLO A. BITTESINI L. RAMANI L.
Mesotelioma pleurico da asbesto nel territorio di Monfalcone.
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 245-250, 1985
Viene presentata la casistica di 31 mesoteliomi maligni
della pleura di cui 30 riscontrati come residenti nel territo-
rio di Monfalcone. Tutti i casi studiati hanno una esposizione
prolungata all'amianto, nella maggioranza dei casi presso i
cantieri navali. Si accenna infine ad un possibile sinergismo
fra asbesto e nitrosamine nella genesi del mesotelioma ed al
fatto che difetti dell'alimentazione possano favorire tali
condizioni.
0054
BIANCHI C. BROLW A. BITTESINI L. W 1 L.
Asbestos-related pleural mesothelioma in the Monfalcone area
(Italy).
0055
BIANCHI C. BROLW) A. BITTESINI L. RAMANI L.
Placche ialine della pleura ed esposizione domestica
all'asbesto.
In una serie di 343 autopsie eseguite in soggetti di sesso
femminile presso 1' Ospedale di Monfalcone nel periodo ottobre
1979 - dicembre 1984, furono osservati 74 casi con placche ia-
line della pleura (21.6%). In 56 casi si trattava di placche
piccole, mentre negli altri le placche erano discretamente o
molto estese . In base ai dati raccolti intervistando i parenti
delle pazienti, le placche pleuriche poterono essere attribuite
ad esposizione domestica all'asbesto in 59 casi, ad esposizione
professionale in 2 e ad esposizione mista (professionale e do-
mestica) in 9. Negli altri 4 cagi i dati anamnestici erano in-
sufficienti. Le donne con esposizione domestica avevano lavato
i vestiti da lavoro ai loro faeiliari; questi ultimi avevano
lavorato per lo pi nei cantieri navali (con svariate mansioni)
o in un sodificio. I corpi dell'asbesto, isolati dal polmone in
45 casi, superavano i 1000 corpi per grammo di tessuto secco in
15. Due pazienti (entrambe con storia di esposizione domestica)
erano portatrici di mesotelioma maligno della pleura.
0056
BIANCOTTO R. DE CANDIA G. TACCONI A. TROTTI P.
Determinazione di silice ed asbesto in polveri aerodisperse
mediante diffrattometria a raggi X.
Inquinamento, XXX (6): 62-65, 1988
@
0057
BIAVA P.M. FERRI R. SPACAL E. DE GENNARO R.
Cancro da lavoro a Trieste: il mesoteliorna della pleura.
Sapere, ~gosto: 41-45, 1976
@
0058
BIAVA P.M. SPACAL B. DE GENNARO R.
I mesoteliomi della pleura e l'esposizione all'asbesto nella
provincia di Trieste.
Gli autori hanno condotto un'indagine retrospettiva su casi
di mesotelioma pleurico diaanosticati. tra ali anni 1972-1977
( I ' semestre),
presso l'ospedale ~ e ~ . sbec. ~numologico "S.San-
torio'', il quale ha un bacino d'utenza com~rendente tutta la
provincia di- Trieste ed in cui vengono ricoverati la maggior
parte dei pazienti pneumopatici della provincia stessa. Sono
stati riscontrati 51 casi di mesotelioma pleurico, di cui 44
corredati di reperti isto-patologici. Si segnala l'alto tasso
di incidenza, sia grezzo che standardizzato per l'et delle
neoplasie nella provincia pur essendo tali tassi errati per di-
fetto. L'anamnesi lavorativa ha dimostrato una esposizione Cer-
ta o probabile, all'amianto nell'88,lB dei casi. In base alla
presente indagine epidemiologica, i lavoratori di alcuni can-
tieri navali di Trieste hanno ottenuto l'eliminazione dell'a-
mianto dall'ambiente di lavoro.
0059
BIAVA P.M. FIORITO A. CANCIANI L. BOVENZI M
Epidemiologia del mesotelioma della pleura in provincia di
Trieste: il ruolo dell'esposizlone professionale all'amian-
to.
E' stata condotta un' indagine epidemiologica sull'inciden-
za del mesotelioma della pleura negli anni 1972 - 78 nella pro-
vincia di Trieste. Sono stati definiti i casi certi della neo-
plasia in base ai riscontri anatomopatologici revisionati da
esperti del pane1 internazionale del mesotelioma. Nel casi Cer-
ti- stata costruita l'anamnesi lavorativa al fine di valutare
l'esposizione pregressa all'amianto. Dei 37 casi di meS0telioma
diffuso l'esposizione stata considerata sicura in 27 Casi,
pari al 72,9 %, probabile in 4 (10.8 %) . I tassi di mortalit
per tale neopiasia, gi elevati se rapportati alla popolazione
totale residente nella provincia, diventano ancora notevolmente
maggiori se calcolati sulla sola popolazione a rischio la cui
COOrte stata ricostruita sulla base dei dati della locale Ca-
mera di Commercio. Il rischio relativo fra esposti e non espo-
sti risulta essere infatti di 131 ad ulteriore riptova della
forte associazione esistente tra esposizione lavirativa al10
amiant0 ed insorgenza del mesotelioma pleurico.
0060
BIAVA P.M.
Cancerogeni ambientali e limiti di esposizione.
RMdL, IV ( 1 3 ) suppl: 44-55, 1989
@
0061
BIOCCA M.
L'informazione dei lavoratori e il ruolo dei servizi di
prevenzione delle Usl nelle strategie per il controllo
dei cancerogeni negli ambienti di lavoro.
0062
BIOCCA M. MALASPINA G.
L'informazione dei lavoratori e delle popolazioni esposte.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 95-103, 1985
La tutela della salute dei lavoratori e della pop0laZiOne
passa attraverso l'informazione, sia che si tratti di Sostanze
cancerogene in genere sia di asbesto. L'informazione che prece-
de l'esposizione purtroppo scarsa, e Bifficoltosa. Varie
esperienze italiane condotte negli anni settanta vengono pre-
sentate. Per le informazioni che seguono l'esposizione il pro-
blema e indicare la persona fisico/giuridica cui spetta il com-
pito di informare, di scegliere chi e come deve essere informa-
to,
e la soglia oltre la quale scatta il meccanismo. Viene in-
fine formulata l'ipotesi per un progranma educativo di una
U.S.L.
0063
BISTARINI S. CAVALIERE R
Ricerche in tema di asbestosi nelle lavorazioni portuali
0064
BLEIDI F.
Alternative all'amianto nel campo della coibentazione.
1n:Rischio da esposizione professionale nell'ambiente portuale.
Genova, 3-4-5 ottobre 1984.
Atti del Congresso Internazionale: 199, 1984
La Precetti negli ultimi anni si specializzata nei pro-
dotti alternativi all'amianto nel campo della coibentazione
sostituendolo con prodotti come il vetro, la fibra ceramica, la
silice ed altri. Oggi la gamma alternativa si pu considerare
Completa e quindi, volendo, si pu coibentare qualsiasi cosa a
qualsiasi temperatura senza usare l'amianto.
0065
BOLIS V. FUBINI B. VENTURELLO G.
Physico-chemical aspects in silicosis.
0066
BONTEMPELLI E. BAGGIO L.
Situazione igienico-ambientale nell'industria del fibrocemento
alla luce degli interventi di bonifica e della normativa inter-
nazionale.
Ann.lst.Super.Sanit, 18, suppl.: 919-920, 1982
Viene esaminata, alla luce dei riferimenti internazionali e
delle bonifiche effettuate, la situazione in sei stabilimenti
che producono materiali in fibrocemento. Gli interventi di bo-
nifica hanno permesso di raggiungere, nei vari settori di atti-
vit, livelli di inquinamento non superiori ad 1 f/cc.
0067
BORGHI A. DONNINI S. CARESANO A.
Calcificazioni pleuriche da breve esposizione all'asbesto.
Six cases presenting typical pleural calcifications due to
exposure t0 asbestos dust 30 years previously are presented and
discussed. The exposure in question lasted for less than 1
year.
0068
BORGHI A. MASPERO U. SOMA R. DONNINI S.
Considerazioni sull'influenza delle caratteristiche chimico-
fisiche dei vari tipi di asbesto sui segni radiologici.
Securitas, 3: 77-83, 1981
L' aspetto radiografico dell' asbestosi (segni pleurici,
ispessimenti e calcificazioni, segni parenchimali) non del
tutto omogeneo nelle casistiche diverse pubblicate in lettera-
tura. Esistono divergenze nella frequenza, nel tipo, nella sede
e nell'estensione degli ispessmenti e delle calcificazioni
pleuriche nonch dei segni parenchimali. Nei 200 sogggetti da
noi considerati, professionalmente esposti ad un materiale di
asbesto, del quale sono analizzate le caratteristiche chimico-
fisiche (che lo ravvicinano all'amosite), abbiamo riscontrato
minor incidenza dei segni parenchimali e maggior incidenza di
calcificazioni pleuriche diffuse e bilateralii. E' inverosimile
che polveri di amianto simili, ma di diversa composizione, pro-
ducano alterazioni radiologiche differenti quantitativamente e
qualitativamente.
0069
BORGIA P.
Strumenti informativi in ambiente di lavoro.
Progetto Salute, Anno 1-1-2: 113-117, 1983
0070
BOTTA G.C. PIOLATTO G. PIRA E.
~pplicabilit del test rapido K2 nella identificazione di
amianto nei materiali.
Gli autori valutano la predittivit del test rapido K2 nel-
la identificazione dell'amianto nei materiali in confronto con
l'analiSi roentgendiffrattometrica. La percentuale dei veri po-
sitivi e del 52%. e i falsi positivi ammontano all1l1%. I veri
negativi sono il 24%. mentre non sono stati riscontrati falsi
negativi. I risultati sono sovrapponibili a quelli riportati in .
precedenti studi. Nonostante la scarsa specificit del test si
considera comunque utile questo metodo per le sue caratteristi-
che di praticit di analisi e per la possibilit di identifica-
re prontamente campioni esenti da amianto.
0071
BRAJA M. TROMPEO G. TURLETTI G.
Problemi di sanit pubblica posti dall'eventuale presenza di
asbesto nell'atmosfera urbana.
Gli autori, da una rassegna dei pi significativi contribu-
ti anatomopatologici e radiologici circa l'esistenza e la fre-
quenza nella popolazione in generale di reperti anche pat010gi-
ci, che depongono per un' esposizione all' asbesto anche fuori
degli ambienti di lavoro, traggono motivo per delineare un pia-
no di interventi di sanit pubblica, differenziati in funzione
dei livelli di rischio e definiscono criticamente i criteri di
delimitazione di zone diverse (controllate, sorvegliate, vigi-
late) con livelli di rischio diversi.
0072
BRUNO C. COMBA P. DE SANTIS M. MALCHIODI ALBEDI F.
Mortalit per tumore della pleura in Italia: 1980-83.
Roma, Istituto superiore di sanit
(Rapporti ISTISRN 88/24) 6'suppl.: 1-65, 1988
Nel periodo 1980 - 83 si sono avuti in Italia 2.372 decessi
per tumore maligno della pleura;
questo corrisponde a un tasso
grezzo di mortalit di 10.4 x 10 per anno. L'analisi della
mortalit su base provinciale ha mostrato una notevole variabi-
lit nei tassi standardizzati compresi fra 0,24 e 4,SS.x 10
per anno. La mortalit per tumore maligno della pleura e asso-
ciata all'esposizione ad amianto: le provincie a pi elevata
mortalit infatti sono quelle in cui hanno sede i principali
centri della cantieristica navale (Genova, Gorizia, La Spezia,
Trieste, Livorno, Savona, Taranto), e la provincia di Alessan-
dria, in cui ubicato il polo del cemento amianto di Casale
Monferrato.
0073
BUGIANI M. CAROSSO A.' FORCONI G. MARCHISIO U
RUPPINO C.
Asbestosi: uso dell'anamnesi lavorativa negli studi epidemio-
logici su esposti a rischio.
Negli studi epidemioloaici su ~o~olazioni di esDosti ad
asbesto particoiarmente -problematici nella valutazione del
rischio di asbestosi la ricostruzione storica dell'esposizione,
S~pratt~tto se remota nel tempo, quando i rilievi ambientali
sono assenti o inesatti o non confrontabili con quelli attuali.
Scopo del lavoro valutare se tale ricostruzione attraverso
l'anamnesi sia adatta a predire il rischio di asbestosi polno-
nare . A questo scopo abbiamo selezionato un campione di 60
soggetti, di cui 44 maschi e 16 femmine, affetti da asbestosi
polmonare accertata e 60 soggetti di controllo professional-
mente esposti ad asbesto, appaiati 1:l per et, sesso ed indu-
stria di provenienza, esenti da lesioni correlabili con esposi-
zione ad asbesto. I risultati della regressione logistica per
dati appaiati mostrano l'incremento del rischio relativo corre-
lato alle mansioni svolte e alla distanza dall'inizio della
esposizione.
BUIATTI E. BACCETTI S. CECCHI P. TOMASSINI A.
WLARA P.
Evidence of increased lung cancer rate among textile workers.
E' stata studiata l'incidenza del tumore polmonare fra i
lavoratori tessili e la popolazione generale della citt di
Prato (Italia), sulla base dei certificati di morte e del cen-
simento ISTAT. La attendibilit dei certificati di morte Sta-
ta controllata per mezzo di intervista con i familiari di ogni
deceduto. La citt di Prato P stata scelta pet questo studio
perch gran parte della popolazione attiva della citt occu:
pata nella industria tessile. Una incidenza statisticamente piu
elevata di cancro polmonare stata trovata fra i lavoratori
tessili di sesso maschile, e specificamente fra i lavoratori
occupati alla cernita degli stracci, alla follatura e al carbo-
nizzo. L'et della morte per cancro polmonare pi bassa per i
lavoratori tessili che nella popolazione di controllo. Questo
studio suggerisce una associazione fra alcune occupazioni della
industria tessile e cancro polmonare.
BUZZONI A. MINISCI S. MENEGATTI I. RICCI E.
KUMER E. INTELISANO G.
Inquinamento da fibre di asbesto in una fabbrica di lastre in
cemento-amianto.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'anibiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 217-222, 1985
In una fabbrica di lastre in cemento-amianto, che occupa
attualmente circa 70 ooerai. stata effettuata un'indaaine per
Valutare il livello di' inqu;namento ambientale e di esposizione
Personale dei lavoratori alle fibre di asbesto (crisotilo e
crocidolite). La raccolta dei campioni e la successiva analisi
sono state condotte secondo il metodo di riferimento proposto
dall'AIA. Sono stati rilevati valori di inauinamento ambientale ~ - ~.~~ ~~
relativamente bassi rispetto al limite igienico proposto dalla
dire.ttiva C.E.E. 83/477, a fronte di livelli di esposizione pi
elevati, come conseguenza di particolari operazioni. In base-ai
dati rilevati si e evidenziata la necessit di ridurre ulte-
riormente l'esposizione per mezzo di modifiche dell'impianto
produttivo e di un uso piu corretto dei mezzidi protezione in-
dividuale.
Un'esperienza di bonifica da amianto in ambiente di lavoro
(Cantieri Navali Riuniti di Genova').
1n:Rischio da esposizione professionale nell'ambiente portuale.
Genova, 3-4-5 ottobre 1984.
Atti del Congresso Internazionale: 161-165, 1984
Si vuole riferire un'es~erienza di bonifica realizzata nei
Cantieri Navali Riuniti dei porto di Genova e precisamente in
Un capannone adibito ad Officina Allestimento. ricoperto in
buona parte della superficie interna (circa 3000 mq) di-amianto
(aniosite) con finalit di isolamento termico ed assorbimento
acustico. I1 rivestimento di amosite, applicato a spruzzo 7-8
anni fa, iniziava a degradarsi liberando fibre al momento dello
intervento. Le operazioni di bonifica sono state effettuate
seguendo tutte le indicazioni e le precauzioni necessarie per
ridurre al minimo il rischio per gli addetti e per l'ambiente
circostante. Dall'operazione e stato possibile ricavare utili
indicazioni operative relative alla manipolazione dell'amianto
ed effettuare alcune riflessioni pi generali sulla prevenzione
negli ambienti di lavoro. L'U.0. Igiene e Sicurezza negli Am-
bienti di Lavoro dell'USL N.12 in accordo con il Consiglio di
Fabbrica ha prodotto una documentazione filmata sull'intera
operazione.
0077
CALABRESI C
Un'esperienza di bonifica da amianto in un capannone di un
cantiere navale di Genova.
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 77-88, 1985
Si vuole riferire un'esperienza di bonifica da amianto rea-
lizzata in questi mesi (1983-84). L'operazione effettuata rap-
presenta un-esempio di prevenzione primaria di un rischio assai
grave e diffuso e al tempo stesso di intervento integrato tra
stmtture aziendali (C.d.F. e Direzione) e Servizio Pubblico.
Data la soecificit e l'im~ortanza dell'o~erazione di boniflca
.
vengono rieortati per-eiteso metodologra, criteri e precauzioni
adottate. Di tutta l'omrazione conservata documentazione fo-
tografica e filmata.
0078
CALABRESI C. BRUZZONE M.
Requisiti di sicurezza dei cantieri di bonifica.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
P. Cavariani e P. D'Orsi (~ds). Regione Lazio, Roma. 73-78, 1989
0079
CALAMARI F. BRUSASCA F. PRIGIONE L. RADAELLI G.
Aspetti radiologici e patogenetici dell'asbestosi. Incidenza
in provincia di Alessandria.
Riv.1.V.A. - C.P.A., XVIII: 399-413, 1968
L'asbestosi una pneumoconiosi diffusa in provincia di
Alessandria, dove l'amianto viene lavorato su scala industria-
le. Dopo brevi notizie sulla composizione, sulle caratteristi-
che e l'impiego del minerale, gli A.A. illustrano la patogenesi
ed il quadro radiologico dell'asbestosl, mettendone in rilievo
le sostanziali differenze con la silicosi. Successivamente de-
scrivono l'aspetto delle calcificazioni pleuriche nell'asbesto-
si, che Dresentano caratteristiche oarticolari e che comoaiono
con freGuenza in chi vive iidistretti~in Cui si lavori l'a-
mianto. Infine considerano le comolicazioni oi freauenti di
questa pneumoconiosi, che sono i' insuf f icieiza ventilatoria
tipicamente "restrittiva", il cuore polmonare ed i tumori
pleuro-polmonari.
0080
CAMMARANO G. CROSIGNANI P. BERRINO F. BERRA G.
Cancer mortality among workers in a thermoelectric power plant.
Scand.J.Environ.Health, 10: 259-261, 1984
At a thermoelectric power plant in Turbigo (Milan, Italy),
an analysis of the technological process has shown the presence
o exposure to severa1 carcinogens: polycyclic aromatic hydro-
carbons, asbestos, hydrazine, polychlorinated biphenyls, chw-
mium, nickel, and beryllium. An epidemiologic study was carried
out t0 quantify the effect of the detected exposures On the
workers, and the cancer mortality of the cohort was compared
with the corresponding rates from the closest town and with
cancer register data from a nearby province. ExceSS m0ttali.t~
was found for workers with 10 or more years of employment; the
median latency time was about 20 years.
0081
CAMPANELLA E. CICCARELLI C.
Mezzi personali di protezione per le vie respiratorie.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
P. Cavariani e F. orsi (~ds). Regione Lazio, Roma. 79-95, 1989
0082
CANEPA G.
L'asbestosi nei lavorat ori li.
zacchia, 12 (3-4): 188-205, 1949
L'autore, dopo una breve rassegna dei lavori pi significa-
tivi, italiani e stranieri, che trattano dell'asbestosi in ope-
rai addetti alla manipolazione dell'amainto nelle varie fasi di
lavorazione, espone una serie di rzcerche personali condotte su
tutti gli operai appartenenti alla categoria "applicatori coi-
benti" della Compagnia lavoratori del ramo industriale del por-
t0 di Genova. Le indagini, estese a 52 soggetti e corredate da
un completo esame clinico-radiologico, hanno dimostrato la pre-
senza di asbestosi evidente e conclarnata in 5 soggetti e di a-
sbestosi iniziale in 10 individui. Sulla base dei dati raccolti
vengono svolte considerazioni critiche sul problema della clas-
sificazione dell'asbestosi, sull'importanza dell'elemento anam-
nestico negli asbestosici, sulla legislazione assicurativa esi-
stente in Italia, soprattutto ai fini di una pi stretta ade-
renza dei sistemi previdenziali alla realt biologica e medico-
legale. Vengono inoltre descritte le lavorazioni degli "appli-
catosi coibenti", che, a rigore, non vengono a tutt'oggi prese
in considerazione nella tabella annessa alla legge assicurativa
vigente.
0083
CANEPA M.
La microscopia elettronica nella diagnosi del mesotelioma
pleurico.
Pathologica, 68: 75-83, 1976
@
0084
CARNEVALE P.
Normative sui cancerogeni in ambiente di lavoro nei paesi della
CEE.
0085
CARNEVALE P. MONTESANO R
Le Normative riguardanti le sostanze cancerogene nei luoghi di
lavoro nei Paesi Industrializzati.
1n:Rischio da esposizione professionale nell'ambiente portuale.
Genova, 3-4-5 ottobre 1984.
Atti del Congresso Internazionale: 113-118. 1984
Viene esaminato il quadro aggiornato delle normative sulle
sostanze cancerogene nei luoghi di lavoro nei paesi industria-
lizzati, tenendo presente lo studio analogo, del 1967, di Mon-
tesano e Tomatis. Si confermano, nella sostanza, le considera-
zioni gi fatte: le sostanze canceroaene oaaetto di normativa
sono diverse nei vari paesi; sostanz canCrogene per l'uomo
non sono comprese tra quelle ~roibite o reqolamentate; Si
affermata la' tendenza di regoiamentare con '' valori limite "
sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo. si esaminano pi
in dettaglio e si propongono interventi differenziati per quat-
tro gruppi di cancerogeni chimici: 1 ) sostanze note come cance-
rogene e sospette come cancerogene per l'uomo da molto tempo e
presenti, anche in concentrazioni elevate, oltre che diffusa-
mente, negli ambienti di lavoro e di vita; 2) sostanze poco
impieqate o non ~ i imDieaate o ~ i facilmente sostituibili; 3 )
soitaize ritenut essehziali, non sostiruibili, per l'industria
chimlca ed utilizzate auasl esclusivamente nell'ambzto di gran-
di aziende; 4) nuove sostanze chimiche.
0086
CARNEVALE F. MALASPINA G.
Normative internazionali sull'amianto e direttiva CEE.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 61-72, 1985
Partendo dalla regolamentazione dell'amianto nei luoghi di
lavoro iniziata in Gran Bretagna negli anni '30,gli autori p=-
sano in rassegna la situazione dei vari paesi occidentali.
Viene quindi illustrata criticamente la direttiva CEE, con
richiami frequenti a quei punti che hanno bisogno di maggiore
attenzione. Segue tabella sinottica per le norme nei vari paesi
ed un'altra relativa alla protezione dei lavoratori a rischio
in d i t o CEE.
0087
CARNEVALE P. MONTESANO R. PARTENSKY C. TOMATIS L.
Comparison of regulations on occupational carcinogens in
severa1 industrialized countries.
Regulations controlling the manufacture and the use of car-
CinOgens in the industria1 setting of various countries are
examined. In addition,the occupational exposure limits (OEL) of
chemicals known or suspected to be carcinogens in humans are
listed, criteria of the establishment of OELs are discussed. It
is also stressed that contro1 measures should not be confined
t0 a few developed countries, and it is hoped that attracting
attention to their unevenness will contribute to the imple-
mentation of a more efficient primary prevention of cancer.
0088
CASCIANI C. MARCONI A.
Un sistema sequenziale di campionamento della frazione
respirabile delle polveri.
Allo scopo di studiare l'efficienza di separazione della
frazione respirabile da parte di un campionatore a selezione
dimensionale costituito da un prefiltro di policarbonato (NPF)
con porosit di 10 um, seguito da un copolimero acrilico - PVC,
con 0.8 un di porosit, sono stati raccolti circa 60 campioni
da diversi ambienti lavorativi, in parallelo con il sistema di
separazione per la frazione respirabile costituito dal ciclone
di nylon da 10 m. I risultati ottenuti, in termini di frazione
di massa respirabile raccolta dai due sistemi, hanno mostrato
una ottima correlazione (r = 0,88) con una retta di regressione
pari a y (ciclone) = 0.95 x (NPF) + 0,016. La misura mediante
microscopia ottica in contrasto di fase delle dimensioni geome-
triche delle particelle. raccolte sul filtro finale (PVC) ha in-
dicato una buona efficienza di separazione da parte del filtro
NPF, poich generalmente circa il 90% del materiale era costi-
tuito da particelle con diametro inferiore a 3,2 um. La distri-
buzione dimensionale delle particelle alla superficie del ere-
filtro in NPF comprendeva un-pi ampio intervailo granulometri-
co, di cul, mediamente, la frazione con diametro geometrico
maqaiore di 3.2 um era ari al 50%. mentre era presente una
quantit non trascuribile di particelle con diametki inferiori
a 1.3 um, attribuibile con probabilit a fenomeni di incipiente
intasamento. Sulla base di'questa prima serie di esperimenti,
realizzati sul campo. pu essere concluso che il sistema se-
quenziale uti1izzaio.pek il campionamento selettivo della fra-
zione respirabile rappresenta un metodo conveniente e paragona-
bile al sistema costituito dal ciclone da 10 m. Inoltre esso
presenta i vantaggi della semplicit, del basso costo e della
possibilit di eseguire analisi chimico - fisiche su tutte le
frazioni dimensionali raccolte.
CASSINA G. BELOTTI L. MOSCONI G. SEGHIZZI P.
STORTO T. BEACHI A. IMBERTI A. LEBBOLO E.
CIALELLA C . . -. - - -. - .
Sorveglianza igienico-sanitaria di una popolazione di tessitori
di asbesto crisotilo. Risultati del Follow up di dieci anni.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 181-187, 1985
Gli autori riferiscono i risultati di esperienza condotta
SU una popolazione di tessitori di asbesto crisotilo nel
periodo 1974-84. Va vrecisato l'elevato turnover deali addetti
alle lavorazioni di pkeparazi&e delle miscele, cardria, fila-
tura e ritorcitura, bobinatura, tessitura e manutenzione oltre
che la forte contrazione dei.dipendenti. Sono stati rilevati
alcuni casi di asbestosi, mentre tra i parametri funzionali u-
tilizzati l'indicatore pi sensibile risultato la CVL (Capa-
cit Vitale Lenta).
0090
CAVALLERI A. GOBBA F.M. BACCHELLA L. FERRAR1 D.
An early indicator for pulmonary fibrosis in asbestos exposure:
the serum level of type 111 procollagen peptide.
VIIth International Pneumoconioses Conference.
Pittsburgh, 23-26 August 1988. Abstracts: 44, 1988
Serum type I11 procollagen peptide (PIIIP) levels were mea-
sured in 29 asbestos-exposed workers and in 29 healthy con-
trols. Mean serum PIIIP level was 16.9 + 3.9 (SD) ng/ml in
exposed workers and 11,6 + 2.9 (SD) ng/ml in the referent
group, the difference being highly significant. Mean senim
PIIIP level in moderately exposed subjects ((0.1-0.2 f ibres/
mi) was significantly higher than in controls; PIIIP values in
workers exposed to higher air fibres concentration (0.2-3.8
fibres/ml) proved significantly elevated in comparison t0 Con-
trols and moderately exposed subjects, thus suggesting a dose-
effect relationship. In 12 workers persona1 monitoring of
exposure showed a clear correlatio (r-0.7) between estimated
asbestos dose (fibres/ml x years of exposure) and serum PIIIP
levels. Moreover levels of PIIIP in serum vere found signifi-
cantly higher as a mean in workers with reduced forced vital
capacity. Serum PIIIP level seems a promising index for moni-
toring early asbestos-induced pulmonary fibrotic effects.
CAVALLERI A. GOBBA F.M. BACCHELLA L. LUBERTO P.
ZICCARDI A.
Serum type I11 procollagen peptide in asbestos workers:
an early indicator of pulmonary fibrosis.
Serum type I11 procollagen peptide (PIIIP) concentrations
were determined in 36 male workers exposed to asbestos fibres
in the production of asbestos cement iteme and in 13 healthy
male controls. Mean (SD) PIIIP serum concentrations were 9.3
(1.5) ng/ml (range 7-12) in the controls and 13.7 (3.5) ng/ml
(range 7.5-20) in the asbestos workers; the difference was sta-
tistically significant (p < 0.01). The exposed workers were
subdivided according to presence or absence of radiological si-
gns of asbestosis and intensity and duration of exposure. PIIIP
serum values of workers with asbestos related interstitial fi-
brosis were che highest of the groups at 14.6 (2.3) ng/ml. In
workers with. heavy exposure the PIIIP values may be a useful
index for the early diagnosis of asbestos induced pulmonary fi-
brosis and its use should be considered as part of the biologi-
cal monitoring of exposed workers.
CAVALLERI A. GOBBA F.M. FERRAR1 D. BACCHELLA L.
CANDELA S. MAGNANI N.
I1 dosaggio del peptide del procollagene I11 sierico come
indice precoce di fibrosi polmonare nell'esposizione ad
asbesto.
La concentrazione sierica di peptide del procollagene tipo
I11 (PIIIP) stata determinata in 29 lavoratori esposti ad
asbesto ed in 29 controlli. I valori medi rilevati negli espo-
sti erano 16,86 (DS=3,9) ng/ml, quelli nei controlli 11.64
(DS=2,9) ng/ml: la differenza altamente significativa (p <
0,0001). La casistica stata poi stratificata in base all'en-
tit dell'esposizione: Gruppo 1: esposizione a basse concen-
trazioni di fibre (0,2 f/ml), ~ruppo 2: soggetti a piu alta
esposizione (0,2-3.8 ff/ml). I livelli medi di PIIIP sierico
nel Gruppo 1 (15.23 ng/ml; DS = 2.7 ng/ml) erano significati-
vamente pi elevati dei controlli, quelli del Gruppo 2 (19.0:
DS = 4,39 ng/ml) significativamente pi elevati sia rispetto
ai controlli che al Gruppo 1 (p < O,05). Per 12 lavoratori e-
sposti da 5 anni o meno ad asbesto stato inoltre possibile
dimostrare una correlazione significativa (r = 0.69) tra dose
inalata (ff/ml x anno) e valori di PIIIP sierico. suddividendo
inoltre il gruppo di esposti in base ai risultati delle PPR, e
stato possibile dimostrare che nei lavoratori con CVF ridotta
rispetto ai valori teorici di riferimento i livelli dell'indi-
catore erano significativamente pi elevati (p 0,005) di
quelli osservati nei soggetti con CVF uguale o svperiore ai
valori di riferimento; un comportamento analogo e risultato
anche rispetto al VEMS. I risultati suggeriscono che il PIIIP
sierico possa rammesentare un importante indicatore precoce
di effetto dell'akbesto da prendefe in considerazione-per il
monitoraggio biologico dei lavoratori.
0093
CAVARIANI F. ASTORRI S.
Le attivit dei servizi di prevehzione nel Lazio.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
F. Cavariani e F. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 5-15, 1989
0094
CAVARRETTA G. CECCHETTI G. FUNICIELLO R
Il riconoscimento delle fibre di asbesto, delle fibre di vetro
e delle fibre ceramiche per mezzo del microscopio elettronico
a scansione munito di analizzatore a raggi X .
Gli autori esaminano al microscopio elettronico a scansio-
ne munito di analizzatore a raggi X fibre di asbesto e fibre
di Vetro e ceramica. In particolare vengono esaminate morfolo-
gicamente ed analizzate per via X fibre di tutti i minerali
dell'asbesto (Crisotilo, Amosite, Crocidolite, Antofillite,
Tremolite ed Actinolite) e fibre di vetro e di ceramica cam-
pionate da prodotti in commercio. Per quanto riguarda le fibre
di asbesto e possibile una distinzione netta attraverso l'ana-
lisi morfologica soltanto tra Crisotilo e gli altri minerali
anflbolici; viceversa, attraverso l'analisi chimica, sulla ba;
se dei costituenti maggiori, ogni minerale dell'asbesto puo
essere individuato. Anche tra le fibre ceramiche e di Vetro
elemento diagnostico determinante la composizione chimica.
0095
CECCHETTI G. MARCONI A : ROSSI L.
I1 campionamento, il dosaggio ed il riconoscimento delle fibre
di asbesto in relazione anche ai pi recenti limiti raccoman-
dati per gli ambienti di lavoro.
Vengono esaminati i pi recenti limiti proposti per le fi-
bre di asbesto presenti nell'aria degli ambienti lavorativi.
Viene studiata l'ottimizzazione del campionamento in relazione
ad alcuni oarametri come flusso dell'aria as~irata, durata del
canpionamento, quantit di fibre presenti nel'campo.di conta ai
miCrOSCoPi0. w r i limiti oi recentemente proposti. Si esami-
nano le possibilit analitiche di conta e riconoscimento delle
diverse fibre di asbesto.
0096
CECCHETTI G. MARCONI A. PAOLETTI L.
Comparison between optical and transmission electron microscope
in the identification and computation of asbestos fibres.
ultramicroscopy, 5: 383, 1980
Asbestos is a serious hazard for health. The evaluation of
environmental risk is performed referring to a standard con-
centration of fibres in air (generally 2 ff/cc) and considering
only 5 um or longer fibres. The health hazard constituted by
fibres smaller than the fonner is still unresolved problem. If
the present definition of fibres is changed to include alS0
those smaller than 5 uni, the identification by means Of the Op-
tical microscope will be no longer suitable. We illustrate h W
the transmission electron microscope allws observation and i-
dentification of also fibres with very small dimension. More-
over, we studied the granulometric spectrum of some specimens
of asbestos fibres observed by the transmission electron mimo-
scope.
0097
CECCHETTI G. MARCONI A. PAOLETTI L
Analisi a raggi X puntuale con anallzzatore di energia e Con
analizzatore di lunghezza d'onda. Applicazione nel ricono-
- -
scimento delle fibre-di amianto.
0098
CECCHETTI G. GOVERNA M. MARCONI A. SERIO A.
Bonifica ambientale in un' officina grandi riparazioni delle
Ferrovie dello Stato e riduzione di esposizione all'asbesto.
In alcuni tipi di locomotori la coibentazione delle lamiere
de+ cabine di guida costituite da amianto spruzzato (per 10
piu crocidolite) rappresenta un fattore di rischio per gli ad-
detti alle riparazioni. I rilevamenti hanno mostrato una ampia
variabilit di concentrazione di fibre ed in alcuni casi Con-
centrazioni elevate, anche se per brevi tempi di esposizione.
Da ci la necessit di interventi migliorativi che sono stati
mirati alla riorganizzazione del lavoro e alla realizzazione di
un idoneo ambiente per l'esecuzione delle riparazioni. Ne de-
rivata una riduzione delle concentrazioni delle fibre aerodi-
sparse intorno a 0.2 ff/cc (pari al limite TLV per eSpoSiZi0ne
di 8 ore al giorno, per 5 giorni alla settimana, per una vita
lavorativa), che si ritengono valori di sicurezza dal momento
che l'esposizione annuale dei singoli lavoratori limitata a
brevi saltuari periodi separati da ampi intervalli di attivit
in atmosfera non contaminata. Nell'esecuzione dei rilevamenti
si utilizzato il metodo AIA, con un confronto anche con un
analizzatore automatico di fibre ( FAM) .
0099
CECCHETTI G. PERUZZO G.F. SORDELLI D
Industrial hygiene programs or workers' health protection in
Italy.
Am.Ind.Hyg.Assoc.J., 49: 373-376, 1988
The,recent Health and Safety Act devolves the management of
workers health protection to new local authorities named "Lo-
cai Sanitary Units." The specific program is framed in the eXi-
sting state regulations and is in agreement with European
CO~Unity politics regarding health risks arising from the in-
dustrial use of particular substances like lead, asbestos, ben-
Zene, PCBs and others. The rapid industrial growth during re-
Cent years put into evidence completely new and numerous ri-
SkS with the result of both qualitative and quantitative mo-
difications of occupational diseases which existed in the years
Preceding the second world war. This ra~id and remarkable chan-
ge requifed a genera1 ad justment in the- country, which involved
UniVerSities, government and industry. At the same time, the
need of new relationshios between occkoational risks and insu- ~ -~ - - ~
rance management rose. beginning in the seventies, the Ita-
lian Industria1 Hvaiene Assoclation (Associazione italiana
Degli Igienisti ~n&triali (A. I. D. I. I. j ) promoted the pro-
gress of industrial hygiene in Italy through national and in-
ternational conferences, continuous educational activities and
Partecipation with government standard - setting committes. The
trend in A.D.I.I. feature activities embraces the development
of standard evaluation and contro1 procedures and the impro-
vernent of research following European guidelines in strict co-
operation with correlated European and herican organizations.
0100
CECCHETTI G. MARCONI A.
Aspetti igienico-sanitari e nonnativi associati all'uso di tubi
di fibrocemento nel trasporto di acque potabili.
In: I1 trasporto delle acque potabili irrigue e reflue
nelle tre Venezie: nuove esigenze, nuove prospettive.
Venezia, 6 giugno 1988.
Atti del Convegno: 1-18, 1988
@
0101
CECCHETTI G.
Strategia del campionamento e problemi analitici per gli
ambienti di lavoro.
Vengono passate in rassegna le problematiche legate al cam-
Pionamento e alla analisi dei contaminanti negli ambienti di
lavoro. In particolare si analizzano le conseguenze, in termini
operativi, delle condizioni di lavoro peculiari dei nostri
giorni e caratterizzate da bassi livelli di inquinamento am-
bientale e da presenza contemporanea di miscele di composti
chimici. Sicuramente e giunto il momento per raccogliere su
queste tematiche (per esempio le procedure analitiche in pre-
senza di miscele complesse) il maggior consenso possibile e una
loro normalizzazione. Infine, si forniscono linee e procedure
per la valutazione ed il controllo degli inquinanti negli am-
bienti di vita (indoor pollution o indoor air quality). vengono
riportati anche alcuni limiti proposti per ali ambienti di vita
sia Per esposizioni a lungo iehine ~ALTR) che per quelle a
breve termine (ASTER).
0102
CECCHETTI G. CLINI C. ORRU' G.
Inquinamento atmosferico da fibre di amianto.
Atti del 9' Congresso Nazionale.. Merano 8-9-10 Novembre, vol. I'
G.Ig.Ind. 14 ( 3 ) : 175-178, 1989
0103
CECCHETTI G.
11 rischio da amianto negli ambienti di vita e di lavoro
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
P. Cavariani e P. D'Orsi (~ds). Regione Lazio, Roma. 17-22, 1989
0104
CHIAPPERINI D. NOLI V. VALENTE T.
Inquinamento da fibre di amianto durante la ristrutturazione di
una nave passeggeri e sua permanenza nel tempo.
Atti del 9' Congresso Nazionale. Merano, 8-9-10 Novembre, Voi. 11'
G.Ig.1nd. 14 (4): 105-110, 1989
0105
CHIAPPINO G. BRIATICO-VANGOSA G.
Le lesioni polmonari da amianto in fase iniziale. possibilit
di diagnosi pre-radiologica dell'asbestosi.
E' stata compiuta una indagine morfologica sul polmone
asportato chiruraicamente in un soaaetto che era stato esposto
a -rischio non grave di asbestosi- che non presentava sicuri
segni radiologici dl pneumoconlosi. operato per carcinoma. Le
osservazioni Compiute hanno dimostrato-che, prima della compar-
sa di modificazioni evidenti del quadro raidologico, sono pre-
senti nel polmone fenomeni di fibrosi lungo il decorso della
rete linfatica polmonare e cio nei setti interlobulari e nelle
zone peribronchiali e perivascolari. Accanto a questi fenomeni
fibrotici, conseguenti al trasporto delle fibre pi corte per
Via linfatica, sono presenti focolai di "alveolite aSbeSt0Sica"
con microemorragie, numerosissimi siderociti e focolai l0cai.i~-
zati di edema, conseguenza dei microtraumatismi diretti delle
fibre sulle pareti alveolari. Queste lesioni sono alla base
delle iniziali deficienze della funzione ventilatoria Caratte-
ristiche dell'asbestosi. come pure del reperto ascoltatori0 di
crepitii basali e della'comparSa di siderociti
nell'espettorato.
La presenza di siderociti nell'es~ettorato di soggetti esposti
alliasbesto costituisce pertanto* un indice di aiceolite asbe-
stosica in atto. Sulla base dei dati anamnestici, del reperto
clinico dei rantoli crepitanti, della presenza di una insuffi-
cienza ventilatoria di tipo restrittivo e dei reperti Sull'e-
Spettorato, si ritiene possibile la diagnosi di aSbest0si in
fase pre-radiologica. I1 confronto fra i reperti morfologici
ottenuti nel soggetto affetto da asbestosi iniziale con quelli
ottenuti nell'animale da esperimento e con quelli caratteristi-
ci dell'asbestosi grave, induce a ritenere che la successiva
evoluzione dell'asbestosi si manifesta con una accentuaxione
della fibrosi lungo le vie linfatiche, e con l'organizza-ione
di focolai di edema e di alveolite in forma di irregolari n d u -
hZi0ni fibrotiche e di ispessimento fibrotico dei-setti inte-
ralveolari. Le osservazioni riportate indicano che la fibrosi
asbestosica grave ha una gene'si mista cio rappresenta il ri-
sultato ultimo di vari fenomeni crie si susseguono nel tempo;
amare anche assai verosimile che al momento della comparsa di
segni radiologicl sicuri, le lesioni pneunoconiotiche~ abbiano
ormai raggiunto una qravit tale da rendere inefficace ogni
misura di-prevenzione &dica.
0106
CHIAPPINO G. ZEDDA S
Valore e significato di alcuni parametri diagnostici nei sog-
getti esposti a rischio asbestosico.
Securitas, 58 (8-9): 841-846, 1973
Le indagine morfologiche effettuate in campo sperimentale e
su polmoni umani hanno indicato che le iniziali alterazioni in-
dotte dall'amianto sul tessuto polmonare consistono in ispessi-
menti fibrosclerotici dei setti interlobulari, in focolai di
alveolite con microemorragie, siderociti, corpuscoli dell'asbe-
sto, fibre ed in focolai di edema da alterato drenaggio linfa-
tico. In presenza di una anamnesi che comprovi una significati-
va esposizione a rischio possibile formulare diagnosi inizia-
le quando coesistano i reperti di insufficienza ventilatoria di
tipo restrittivo, di siderociti associati ai corpuscoli nel-
l'espettorato e di rantolini crepitanti basilari, anche con
quadro radiologico toracico ancora privo di alterazioni iasbe-
stosi preradiologica).
0107
CHIAPPINO G. BERTAZZI P.A. BECCALOSSI P.
Asbestosi: valutazione degli indicatori non radiologici
Allo scooo di definire il valore ed il sianificato diagno- . - - - - - - - ~
stico dei-parametri clinici e di laboratorio che possono essere
considerati indicatori orecoci di asbestosi sono stati analiz-
zati in una sintesi introduttiva, i rapporti tra questi (corpu-
scoli e siderociti nell'espettorato, rantolini crepitanti, in-
sufficienza ventilatoria restrittlva e compromissione della
diffusione alveolare capillare) e le alterazioni morfologiche
indotte dall'amianto nel tessuto oolmonare. Su una casistica di
182 soggetti l a f&uenza di pokitivit di questi 'indicatori
non radiologici di asbestosi" stata poi valutata in riferi-
mento alla entit e durata del rischio ed al tempo trascorso
dall'inizio della esposizione; stata inoltre studiata la re-
lazione tra associazione dei vari indicatori ed il rischio pro-
fessionale ed stato definito il valore predittivo di malattia
prOprf0 di ciascuno e delle associazioni. La frequenza di posi-
tivita degli indicatori apparsa molto significativamente cor-
relata con la intensit della esposizione ad amianto, con una
fase di latenza valutabile nell'ordine di alcuni anni rispetto
all'inizio dell'esoosizione. Tra oli indicatori i corouscoli. i
siderociti, i rantolini, e lqi&uf fiCienza ventilatoria re-
strittiva hanno presentato una correlazione ad andamento linea-
re con l'intensit del rischio, mentre la compromissione della
diffusione alveolo-capillare, sempre precoce quando presente,
ha assunto un comportamento pi capriccioso; ci sembra essere
in relazione al fatto che pur essendo costante e precoce, la
sclerosi del grosso interstizio pu assumere distribuzione di-
versa da soggetto a soggetto. ~l'valore predittivo dei singoli
indicatori e delle associazionl'di pi indicatori risultato
assai elevato: quando i rilievi siano effettuati con metodolo-
gia corretta, e ne siano correttamente valutati i risultati, la
presenza di lesioni polmonari da amianto pu essere diagnosti-
cata nel 90% dei casi indipendentemente dall'esito dell'esame
radiografico. Nei controlli periodici dei lavoratori pertanto
debbono essere costantemente effettuate le ricerche di corpu-
scoli e di siderociti nell'espettorato, di rantolini crepitan-
ti, di alterazioni funzionali raooresentate da insufficienza
ventilatoria di tipo restrittivo ; ) o da compromissione della
diffusione alveolo-capillare; i risultati debbono essere consi-
derati in un unico giudizio .sintetico d'insieme, tenendo conto
del tipo di lesione che determina la positivit di ciascun pa-
rametro. Da questi indicatori possono derivare informazioni as-
sai pi precise, rispetto a quelle fornite dall'esame radiogra-
fico, sulla eventuale presenza di lesioni polmonari in fase i-
niziale.
0108
CHIAF'PINO G. BERTAZZI P.A
The value of nonradiological indicators in the early diagnosis
of asbestosis.
In: Biologica1 effects of mineral fibres. I.A.R.C. Scientific
Publications No.30. J.C. Wagner et al. (~ds.) 2: 513-516, 1980
The early pulmonary lesions due to long and to short asbe-
StOS fibres are described. The signs that such preradiological
"asbestosis" Dresent cari be used as nonradioloaical indicators. ~ - ~ ~ ~ ~
These are: asbestos bodies in the sputum, siGerocytes in the
SPUtUm. creoitatino basa1 rales. restrictive ventilatory insuf-
ficiency and impairment of alveolar-capillary diffusion 0f
gases. The predictive value of combinations of these indicators
WaS studied in 182 moderately and heavily exposed asbestos WOr-
hSS. The results show that the presence of pulmonary lesions
due t0 asbestos can be diagnosed in 80-90% of cases, indepPn-
dently of the results of radiological examination.
0109
CHIAF'PINO G. RIBOLDI L. TODARO A. SCHULZ L.
Indagine sul mesotelioma in Lombardia nel periodo 1978-1982.
E' stato compiuto uno studio caso-controllo sul mesotelioma
nella regione Lombardia, valutando la diagnosi di tutte le au-
topsie (29.632) effettuate nel quinquennio 1978-1982. Comples-
sivamente sono stati ritrovati 40 casi (1.35 % autopsie): la
frequenza corrisponde a quella riportata in letteratura per al;
tri paesi acche meno industrializzati. La localizzazione piu
frequente e risultata quella pleurica, il sesso pi colpito
quello maschile. Nella regione la distribuzione non apparsa
uniforme: in alcune province (Como, Bergamo, Brescia) non sono
stati ritrovati casi , mentre in altre (Sondrio, Varese) i casi
sono aDDarsi articolar mente freauenti in raDDorto alle autop-
sie. La freqLenza dei casi nonaappare rifeyibile al grado hi
industrializzazione delle province. Per la maqqior parte dei
casi e dei controlli specialisti in Medicina %l ~avbro hanno
ricercato, con indagini ed interviste, tutte le informazioni
atte ad individuare eventuali fattori eziologici. L'esposizione
professionale ad amianto risultata dimostrabile nel 22.5% dei
casi contro il 7,5% dei controlli. Nei professionalmente espo-
sti ad aniianto la latenza tra esposizione e comparsa del tumore
stata in media di ben 55 anni.' Pur considerando che l'inevi-
tabile incompletezza delle informazioni pu aver provocato una
approssimazione per difetto della percentuale di casi esposti,
rimane ben sostenibile l'ipotesi che altri fattori eziologici,
oltre all'amianto, abbiano avuto importanza nella casistica
considerata. La residenza in aree industriali o agricole non ha
mostrato un'influenza statisticamente significativa Sulla fre-
quenza del tumore.
0110
CHIAPPINO G.
Quali effetti nell'uomo da basse esposizioni agli asbesti.
Venqono valutati i risultati delle indagini pi recenti
rivolte-a definire il rapporto tra entit dell'sposizione agli
asbesti ed effetti patoqeni. In particolare vengono presl zn
considerazione i dati riieriti alle basse esposizioni negli am-
bienti di lavoro e a quelle dell'ambiente di vita in generale o
a peculiari condizioni quali si ritrovano negli edifici Co-
struiti con materiali amiantiferi. Nell'ambiente di lavoro a
bassi livelli di polverosit come in quello di vita gli effetti
patogeni dell'amianto non sono pi epidemiologicamente dimo-
strabili, ad eccezione del mesotelioma che, limitatamente alle
esposizioni ad anfiboli (crocidolite, amosite), pu essere Con-
seguenza anche di basse esposizioni. Ai fini della prevenzione.
pertanto, gli sforzi maggiori debbono essere dedicati all'indi-
viduazione ed all'eliminazione delle fonti di dispersione di
anfiboli, oltre che allo studio di eventuali effetti patogeni
di altre fibre minerali naturali o artificiali. Le moderne
tecniche di identificazione qualitative delle fibre in miCr0-
scopia elettronica, nell'ambiente come nei tessuti umani, deb-
bono essere al massimo valorizzate per definire gli aspetti
ancora incerti del rapporto dose-risposta.
0111
CHIAPPINO G.
Asbesti: rischi da "basse dosi" e orientamenti di prevenzione.
In: Il rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 105-109, 1985
L'Autore considera gli aspetti negativi delle "basse dosi"
di asbesto in ambienti di lavoro ed individua fra i molti,
l'effetto oncogeno e l'effetto fibrogeno per il polmone. Tra
le raccomandazioni da fare a chi opera nel settore va ricordata
la valutazione delle concentrazioni, l'abbattimento massimale . '
ed il contenimento delle dispersioni, l'informazione diffusa,
completa e corretta, ed infine il coordinamento delle strutture
sanitarie chiamate in causa.
0112
CHIAPPINO G. SCANSETTI G. FRIEDRICHS K.H. PATRONI M.
Rilascio, inalazione, patologia da fibre inorganiche naturali e
sintetiche.
In: Inquinamento in ambienti di vita e di lavoro: esperienz? e
linee di intervento. Atti del Covegno Nazionale ECO-Fiuggi 87
Piuggi Teme, 22-24 maggio 1987. Acta Medica Edizioni e
congressi 1987. 135-151, 1987
@
0113
CHIAPPINO G. FRIEDRICHS K.H. RIVOLTA G. PORNI A.
Alveolar fiber load in asbestos workers and in subjects with no
occupational asbestos exposure: ~n electron microscopy study.
The alveolar fiber load was evaluated by bronchoalveolar
lavage and by scanning and trasmission electron microscopy (SEM
and TEMI in 50 subjects with or without occupational exposure
t0 asbestos. The concentration of asbestos fibers in bronchoal-
veolar lavage was significantly higher in the groups of people
Only exposed environmentally, despite wide interindividual va-
riation within the groups. Nonasbestos inorganic fibers were
Present in al1 groups, but the concentrations did not differ
significantly. Both in people occupationally exposed and in
those only environmentally exposed, the alveolar load consisted
risultato del 75.5 %.
0116
CLERICI C. OCCELLA E. PATRUCCO M. SERRA A.
Sperimentazioni in ambiente controllato sull'attitudine alla
emissione di polveri nell'atmosfera da parte di materiali in
corso di manipolazione.
11 mantenimento di livelli di inquinamento atmosferico par-
ticolato da fibre di amianto compatibile con i limiti suggeriti
dalle attuali raccomandazioni internazionali pone alle indu-
strie che operano nel settore problemi tecnici di complessa ed
onerosa soluzione. Al fine di rendere disponibili procedure di
controllo dell'attitudine all'emissione di polveri e fibre i :
nalabili da parte dei materiali in corso di manipolazione e
Stato intrapreso uno studio volto alla messa a punto di appa-
recchiature standardizzate mediante le quali sia possibile
ricavare dati quantitativi sul fenomeno. La nota riferisce
sulle caratteristiche e sui risultati applicativi conseguiti
con l'impiego di due amarecchiature realizzate a tal fine.
rispettivimente presso il'-~ipartmento Georisorse e ~erritorio
del Politecnico di Torino, e presso la miniera di Balangero
(SOC. Amiantifera di ~ a l a n ~ e r o spk). Pur essendo le appaiec-
chiature in oggetto state concepite in modo completamente dif-
ferente tivicamente di laboratorio la orima. finalizzata al ~ - ~ - - ~~
. -
conseguimenio di risultati di piu immediata~~c~m~rensione rela-
tivi ad applicazioni Darticolari la seconda. le soerimentazioni
comparati+& condotte- hanno fornito risuitati Eongruenti, ed
hanno in particolare permesso di verificare l'efficienza di
trattamenti dei "filler" con oli al fine del contenimento della
tendenza all'emissione di fibre da parte di questi materiali
nelle fasi di manipolazione.
0117
CLERICI C. PATRUCCO M.
Problemi di inquinamento particolato nell'attivit di cava:
aspetti generali del controllo e della riduzione.
Boll.Ass.Min.Subalpina, XXIII (1):123-131, 1986
0118
COCUCCI C.
Sulla classificazione delle alterazioni asbestosiche.
Proposta di aggiornamento.
Si propone una modifica della classificazione ILO U/C nel
capitolo dedicato alle piccole opacit irregolari: si dimostra
infatti con indagini sperimentali che " profusione ", cio nu-
mero per unit di superficie e " tipo " cio diametro di tali
opacit per fenomeni di fisica dei raggi X si identificano.
0119
COGGIO L.P.
Indagine statistica sulle pneumoconiosi nella cantieristica
navale di La Spezia.
0120
COLOMBO A. ANDRION A. BERTASSO L. MOLLO P.
Frequenza di placche pleuriche ialine in una casistica di 862
autopsie a Torino.
norgagni, 12 (suppl.): 17-20, 1979
@
O121
COMPAGNONI R. FERIURIS G. FIORA L.
Balangeroite, a new fibrous silicate related t0 gageite from
Balangero, Italy.
0122
COMPAGNONI R. FERRARIS G. MELLINI M.
Carlosturanite, a new asbestiform rock-forming silicate fr0m
Va1 Varaita, Italy.
0123
CONCINA E. ORLANDI O. TESO G.A
I1 quadro broncologico dell'asbestosi
Minerva Med., 51 (1): 797-809, 1960
@
0124
COSTA E.
I1 punto di vista dell'industria.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 287-290, 1985
L'autore espone il punto di vista dell'industria del Setto-
re circa l'uso dell'amianto come minerale e si richiama alle
raccomandazioni U'ficiali: Direttiva CEE, bozza di regolamento
della Asbestos Internazional Association del 1977, fin0 al
recente codice per l'uso Sicuro dell' Amianto pubblicato
dal1'I.L.O. Pur riconoscendo gli aspetti dovuti alla lavora-
zione, vengono ricordati quelli largamente positivi che questa
materia prima presenta e potr ancora presentare in futuro.
COZZI G. BELLOMI M. FRIGERIO L.F. OSTINELLI C.
MARCHIANO' A. PETRILLO R. SEVERINI A.
Double contrast barium enema combined with non-invasive imaging
in peritoneal mesothelioma.
Acta Radiologica, 30 (1): 21-24, 1989
Mesotheliomas are rare tumors arising from serosal linings
of the major serous cavities. Five patients with peritoneai
mesothelioma underwent a double contrast barium enema (DCBE)
and ultrasonography (US) (2 patients), computed tomography CCT)
(3 patients) and / or magnetic resonance imaging (MRI) ( 3 Pa-
tients). The diagnosis was confirmed at laparotomy. The radio-
logic pattern at DCBE is unspecific and consists of compession
and dislocation of bowel loops by extrinsic masses. Mesenteric
retraction and segmental stenosis may be present.In one patient
DCBE was nonaal.Us, CT and MRI findings are also unspecific but
when combined with information obtained f r m &BB the site and
abominal extension of the disease are uell defined.
0126
CUTTICA C.C. LAURIA E. WOJTOWICZ H.
Problemi dell'asbesto in una fabbrica
di attrito per freni e frizioni.
In: I1 rischio neoplastico da amianto
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 223-232, 1985
ZANCHI G.
produttrice di materiali
nei luoghi di lavoro
Gli autori analizzano i vari problemi posti da una fabbrica
Che produce materiali di attrito per freni e frizioni di auto-
mobili. I campionamenti dell'inquinamento ambientale sono stati
eseguiti secondo la Direttiva CEE (83/477) che limita i1 livel-
lo di esposizione all'asbesto negli ambienti di lavoro ed una
una fibra/- 3. Sia le polveri che le fibre sono stati rilevati
come decisamente bassi.
0127
DAL POZZO C.
1913-1988: evoluzione e tecnologia dei tubi di fibrocemento nel
trasporto delle acque.
In: I1 trasporto delle acque potabili irrigue e reflue
nelle Tre Venezie: nuove esigenze, nuove prospettive.
Venezia, 6 giugno 1988.
Atti del Convegno: 1-42, 1988
@
0128
DE PANGHER MANZINI V
I1 mesotelioma maligno della pleura. Valutazione clinica
retrospettiva di 22 casi.
Recenti progressi in medicina, 78 ( 5 ) : 220-223, 1987
Viene presentata una casistica retrospettiva di 22 casi di
meSOteli0ma maligno diffuso della pleura, osservati presso la
divisione di Medicina generale dell'ospedale di Monfalcone dal
1.1.1981 al 30.4.1986. La malattia si manifesta con elevata
incidenza nel territorio di Monfalcone a seguito della esposi-
zione ad asbesto dei lavoratori dell'industria navale,di cui vi
un importante insediamento. Si esaminano alcuni aspetti d i -
nici della neoplasia, confrontandoli con gli studi esistenti
sull'argomento. In particolare si riportano i dati rilevati
sulla esposizione ad asbesto, sui cintomi e segni della malat-
tia, sul risultato delle indagini strumentali e morfologiche,
sul trattamento (chirurgico, chemioterapico, radioterapico Con
radioisotopi) eseguito, sull'astensionismo terapeutico e sulla
sopravvivenza dei pazienti. si osserva come tutti i casi di
questo gruppo siano stati esposti ad asbesto, come di partico-
lare utilita si sia rivelato l'esame citologico del liquido
pleurico, mentre non si possono trarre conclusioni, nella casi-
stica personale, sulla utilit dei vari tipi di terapia e sulla
sopravvivenza dei malati.
0129
DE PANGHER MANZINI V CHIZZOLA A. BROLLO A. BIANCHI C.
Infiltrazione neoplastica diffusa delle leptomeningi da meso-
teliorna maligno della pleura.
Recenti progressi in medicina, 80 (1): 16-17, 1989
Osservazioni sulle metodiche di captazione e di conteggio della
polvere di asbesto negli ambienti di lavoro.
Si espone anzitutto un confronto fra i problemi inerenti
l'accertamento del rischio di asbestosi e quelli riguardanti la
silicosi; nel caso dell'asbestosi l'accertamento del numero
di fibre presenti (di diametro nuiggrore compreso fra 5 e 100
micron) e non il conteggio del numero totale delle particelle
che interessa. Per il prelievo vengono rndicati come attrezza-
ture da preferirsi il precipitatore termico a lungo periodo, il
filtro a membrana ed il contatore Royco. 11 conteggio, nei pri-
mi due casi, va praticato con lettura in contrasto di fase a
430-500 ingrandimenti. Per i valori/limite che possono definire
una condizione di sicurezza, dopo aver esposto e discusso quel-
li proposti nei diversi Paesi e dai comitati di esperti, tenuto
conto della durata media della permanenza nel lavoro asbestosi-
geno in Italia, vengono indicate le 10-12 fibre/cc, nel range
di lunghezza citato.
0131
DE ROSA R. ELISEO V.
Determinazioni conimetriche in una manifattura di amianto.
Polia Med., 47: 198-205, 1964
In una fabbrica di ardesie artificiali sono state eseguite
determinazioni quantitative di polvere e rilievi conimetrici
che hanno messo in evidenza una polverosit diffusa notevole.
Particolarmente elevati sono risultati i dati riguardanti la
p~lverosit in vicinanza delle macchine mescol?trici e dei
toni: del pari pericolosa per la notevole quantita di polvere
che ne deriva, l'operazione di prelevamento delle miscele
dalle camere di deposito.
0132
DE ROSA R. ELISEO V. LORDI 8.
Sulla morbilit degli operai di uno stabilimento per la lavora-
zione dei manufatti di cemento-amianto.
Polia Med., 47: 463-481, 1964
In ricerche condotte in una fabbrica di manufatti di cemen-
to-amianto stata riscontrata una notevole pericolosit nei
' confronti del rischio osbestogeno. ~'esme clinico delle
maestranze ha meoso in evidenza una particolare incidenza 'nella
morbilith generale, delle malattie bronco-poliionari croniche,
coaprendendo anche 42 casi asbestosi polmnare.
P133
DE ROSA R. ELISEO V. MOLE' R. SESM G.
0135
DEL VECCHIO M. FUSCO M. PENNAROLA R. BARBIERI P.
CECIO A.
Primo reperto di corpuscoli di asbesto nel liquor cerebro-
spinale. Studio condotto con varie tecniche di microscopia
ottica in un caso di asbestosi polmonare con lesioni del
S.N.C.
BOii0ttino della Societ Italiana di Biologia Sperimentale.
Napoli, 19 ottobre 1972 48 (23):1068-1070, 1972
D& VECCHIO M. BARBIERI P. FUSCO M. PENNAROLA R.
CECIO A.
Complicanze neurologiche nell'asbestosi polmonare con reperto
di aghi e corpuscoli di asbesto nel liquor.
Rendicondi ed Atti delllAccademia di Scienze Mediche
"Chirurgiche" della societ Nazionale di Scienze
Lettere ed Arti in Napoli. 127: 87-90, 1973
0137
DI GREGORIO M. DI DONPRMICESCO V. HELINO C.
Considerazioni ed esperienze nell'applicazione della classifi-
cazione internazionale delle radiografie delle pneumoconiosl
ILO-U/C 1971.
Securitas, 60: 555-566, 1975
Gli M. dopo l'esposizione della Classificazione interna-
zionale delle radiografie delle pneumoconiosi ILO-U/C 1971 il-
lustrano, sulla base delle esperienze acquisite in circa due
anni di applicazione, la praticzt e perfetta riyondenza della
Classificazione nonch la validit. attendibilita e completezza
della serie iconografica illustrativa che stata proposta a
corredo della Classificazione stessa.
0138
DI UARZIO A. D'ORSI F.
Approccio operativo al controllo dello smaltimento dei rifiuti
contenenti anianto.
In: Rischio arnianto in ambienti di v'ta e di lavoro.
F. Cavariani e F . D (~ds). Regione Lazio, Roma. 97-iOD, 1984
0139
DIOCIAIUTI M. FALCHI M. BATISTI D. PISANX D
ZIEMACKI G. VIVIAh'D G. PAOLETTI L
Characterizatmn of airtmrnc breathable particulate in an urban
environment.
9th European Congress on Ekct-ron MiCrOSCOpy.
York, 4-9 Settember 1988.
Insr.Phys.Conf.Ser.tJo.93, 2 ( 4 ) . 145-146, 1988
In order to define quantity, composition and sources o
airborne breathable particulate suspendrd in an urban envirnn-
ment, an analytical electron microscopy studi was carried out.
Results obtained thus far show a massive presence of heavy
metal particles with a size distribution such as t0 allow par..
ticle deposits in pulmonary alveoles. Daily airborna pollutant
trend appears related to motorvehicle traffic.
0140
DISCALZI G. PIRA E. RUBINO G.F
I1 lavaggio broncoalveolare: xisultati della pneumoconiosi.
Sono considerati gli aspetti mineralog~ci, citomorfol.ogici
e biochimici dal BAL di 35 soggetti esposti a silice, 6 esposti
ad asbesto, di 3 pazienti affetti da AAE e di 8 contr0l.li nOr-
nali. L'analisi mineralogica ha consentito di individuare, in
tutti i casi esaminati. la sostanza o le sostanze che, anamne-
sticainente,s~ ritenrvn; essere state inalate. Sotto 11 profilo
cltomorfoloqico. i risultati ottenuti confermano, relativamente
ai casi di asbestosi e di AAE, i dati della letteratura; nei
soggetti affetti da silicosi si evidenzierebbe, in accordo con
una precedente osservazione, un incremento dei PMN. L'analisi
biochimica, infine, non evidenzia alterazioni del profilo inunu-
noglobulinico negli esposti a silice ed asbesto, mentre confer-
ma l'elevata quantit di i g ~ nelllME. I risultati ottenuti
confermano l'utilit del BAL come indicatore sia di effetto che
di esposizione.
0141
DONELLI G. PAOLETTI L.
Riconoscimento di fibre minerali mediante microscopia
elettronica.
In: Mesotelioma Maligno.
Regione Piemonte (Ed.), Torino: 94-102, 1985
0142
DONELLI G. PAOLETTI L.
La valutazione del significato sanitario della presenza di
asbesto nell'ambiente.
Acqua Aria, 9: 955-958, 1986
Per una valutazione del rischio associato all'esposizione
ambientale all'asbesto si deve poter disDorre delle seguenti
informazioni: la concentrazione neil'ambien'te, il tipo mitierale
e lo spettro granulometrico del particolato. La microscopia e
le tecniche ad essa associate sono oggi le uniche che possano
fornire precisi dati completi al riguardo. Le osservazioni in
miCrOSCOpia elettronica e trasmissione permettono infatti di
ottenere lo spettro granulometrico; la diffrazione elettronica
fornisce la struttura cristallografica del particolato; la mi-
croanalisi a raggi X mediante microsonda elettronica consente
l'analisi degli elementi chimici contenuti nel campione e quin-
di l'individuazione del tipo minerale. Nel Laboratorio di U1-
trastrutture dell' Istituto superiore di Sanit queste tecniche
analitiche, messe a punto gi da qualche anno, vengono utiliz-
zate per lo studio di vari aspetti dell'inquinaniento da asbe-
sto.
0143
DONELLI G.
Contributi della microscopia elettronica agli studi
sull'inquinamento ambientale da fibre e polveri
minerali e sulla patologia associata.
XVI Congresso di Microscopia Elettronica.
Bologna, 14-17 ottobre 1987.
Microscopia Elettronica 2 suppl.: 19-22, 1987
0144
DONNA A. CAMPOBASSO O. BUSSOLATI G.
Associazione fra mesotelioma pleurico e asbestosi polmonare.
0145
DONNA A.
Considerazioni su un nuovo caso di associazione fra asbestosi
e neoplasia polmonare.
Med.Lav., 58 (10): 561-572, 1967
L'autore riferisce un nuovo caso di associazione fra neo-
plasla polmonare (carcinoma bronchiolo-alveolare) e asbestosi.
Passa in rassegna la letteratura sull'argomento ed esamina gll
argomenti addotti a favore di una azione oncogena dell'asbesto.
Propone di qualificare come malattia professionale una neopla-
siapolmonar insorta in un lavoratore-dell'amianto indipenden-
temente dal tempo di latenza tra insorgenza.e ultima esposizio-
ne all'asbesto. Rilevata la relativa rarita in Italia di asso-
ciazioni neoplasia-asbestosi, conclude che solo dopo una atten-
ta sorveglianza autoptica si potr parlare di una effettiva
rarit di tale associazione.
0146
WNNA A. CAPPA A.P.M.
Contributo sperimentale allo studio della pneumoconiosi da
asbesto. Attivit pneumoconiotica dell'asbesto di crisotilo nel
ratto.
La Patoaenesi dell'asbestosi auestione oscura e comples-
Sa. li-A.A-considerano il problema iell'asbestosi sperimentale
da asbesto di crisotilo e ne sottolineano le caratteristiche,
puntualizzano soprattutto la differenza dei quadri istologici
SPerimentali rispetto a quelli della pneumoconiosi nell'~om0.
Riferiscono i dati ottenuti con una nuova tecnica da essi idea-
ta, di impolverimento per via inalatoria che pi da vicino ri-
calchi le condizioni che si hanno nell'ambiente di lavoro. Con-
centrano quindi i loro sforzi a instaurare condizioni sperimen-
tali il pi possibile semplici e definite che possono valere
appunto grazie alla consapevolezza dei loro limiti. Concludono
che nel ratto hanno azione fibrogenica anche particelle infe-
riori a 20 u. Azione che per si sviluppa in zone nodulari li-
mitate (gruppi di alveoli) o anche topograficamente differenti
da quelle nell'uomo (linfonodi). Le possibilit di agire in
senso fibrogenico della polvere sarebbero legate, secondo gli
A.A., soprattutto si diametri: se inferiore ai 20 u esse vengo-
no smaltite prevalentemente per via canalicolare aerea e inter-
stiziale polmonare dando fibrosi esclusivamente in zone limita-
te dove permangono.
0147
DONNA A.
Tumori sperimentali da amianto di crisotilo, crocidolite e
aniosite in ratto Sprague-Dawley.
L'autore ha s~erimentato l'azione oncoaena dell'amianto di
Crisotilo, crocidoiite, Amosite. Si servito, come animale da
esperimento, del ratto Sprague-Dawley, notoriamente poco sog-
getto a neoplasie spontanee dell'apparato respiratorio. Ha ino-
culato la polvere di amianto sospesa in soluzione fisiologica,
nel cavo pieurico e ha ottenuto i'insorgenza, dopo un minimo di
13 mesi dal trattamento, di neoplasie pleuriche a tipo di meso-
telioma e polmonari, a tipo di carcinoma indifferenziato. L'm-
tore. in base ai dati ottenuti. verificati con il X di Fischer. ~ ~~ ~- -~
ha dimostrato una significati;a e spiccata dipendenza delle
neoplasie ottenute. dall'amianto. E' risultata una corrispon-
denza pressoch costante fra sede di trattamneto e sede di ieo-
plasia. La percentuale delle neoplasie ottenuta stata
de11111,76%.
Contributo sperimentale allo studio della morfogenesi dei
"corpuscoli dell'asbestosi" mediante una insolita metodica:
lo studio in larva di Tenebrio Molitor. Nota I.
Med.Lav., 63 (1): 7-14, 1972
Partendo dagli studi riguardanti la risposta dell'organi-
smo dell'insetto alla introduzione di corpi estranei e settoli-
neando che l'interpretazione dei risultati ottenuti non e usci-
ta dallo stretto campo entomologico, l'Autore propone di uti-
lizzare l'insetto per lo studio dell'azione delle polveri
pneumoconiotigene. Egli si servito di un coleottero (Tenebrio
Molitor) e ha elaborato una tecnica di studio, introducendo
polvere di crocidolite sospesa in soluzione fisiologica, Otte-
nendo aspetti simili a quelli delle culture in vitro di macro-
fagi con formazione di "corpuscoli", come quelli umani, 24 h.
dopo l'inoculazione. L'Autore propone questa tecnica nuova, In
appoggio alle altre comunemente adottate, della cultura in vi-
tr0 di macrofagi e di frammenti di tessuto. Tale tecnica, i?
confronto alle suddette presenta vantaggi di estrema semplicita
e maneggevolezza.
0149
DONNA A. SCANSETTI G. RUBINO G.F.
Epidemiologia del aesotelioma pl euri co i n Piemonte.
CQmportamento d i alcuni enzimi lisosomiali ~ c r o f a g i c i i n .lo-
cale df rlsrva d i Xenebrie Molitor con stimohzione da u i a n t i .
Nota EII- .
Ue.Lav.. -65 3 - 1-8. 1974
Uella pmsente not a viene at udi at o &l mnpxt ci unt o& due
i d mb s i lisoriomiali .nel macrof ago d i iranabrio Molitoz, stiaio-
l at o non a6be$ti d i c r i s ot l l o A e B, c ~ l i t s , . ~uol l i t %
ont of i l l i t a. Z%t t i vi t & 1Lbera deLLa B - ~ t o a i & d ~ i +$:&Ah
U-aatil-Ber>-glucoraakntdasi, che r o m , d u e +PC&1.
com3birdti;lauiaenta, oar~c accade .per aPWi W$#B~ 9 &DI PF@~~
del WetOfago .idi. mmnmifero. . %' ai e ~ U I M M ~ ~ O ~ B &&l' at+i-
vi t a tossica d e ' l i amianti e vaqia i n w i e r a .bbaStWza
sovrapponibile . !l e vari azi oni deJl e curve d i w r t a l i t k I l
rapporto t r a i due enzimi d i 411 nel l e larve non t r a t t a t e e
r est a invariato nel gruppo t r a t t a t o con ainoeite mentre passa
3/1 nel l e l ar ve t r a t t a t e con cr oci dol i t e, cr i s ot i l o A Ii &,
ant of i l l i t e e a 8/ 1 i n quel l e t r a t t a t e con soluzione f i si ol o-
gica. Tale di ~agci azi one enzimatica e per ora sol o i pot et i ca-
mente interprrrtata.
0151
DOUNA A.
Proposition d' une dt bode pour l ' i dent i f i cat i on eytologique des
mnrthUones.
PatWZogiGd, 68: 193-497, 1976
*YYne pmpoato un netodo iper l' i dent i f icazion
le &rcrteliall deopleatiche e l a l or o -distar1
mi mi l +~qt el i al i , ,di ~or i qi ne metaatat&ca epiWk
a i . t r at t a Ui una pl'opoata basat a sulla risultaorno.
i n qu&to >)a .rrramis&ica *i anesotrlieai ver i ,&2
Una .piu &pia m f e m 401 metodo si avr wn
che ~6t m' nno J . nbn, $at t e su ul t er i or i c a s i s t i
0 1 5 2
DONNA A. BETTA P. G. LANPRANCO G.
Acid and alkaline phosphatase in macrophages of Tenebrio
Molitor larvae stimulated with asbestos. Part IV.
Exp.Cel1 Biol., 48 (5): 321-328, 1980
The authors studied the activity of acid and alkaline pho-
sphatase in macrophages of Tenebrio Molitor larvae stimulated
with various types of asbestos: A and B chrysotile. crocidoli-
te, amosite and anthophyllite. The activity of the tuo enzymes
increases. as did those of B-galactosidase and N-acetyl-B-D-
-glucosaminidase, two previously assayed enzymes. The increase
indicates the toxic action of various types of asbestos and
correlates t0 variations in the mortality curves. The increases
of the enzymatic activity and the macrophage response vary with
the type of asbestos.
0153
DONNA A.
Apporto della sperimentazrone alla defmizlone dell'azione
oncogena dell'amianto.
In: I1 rischio neoplastico da amlanto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 49-52, 1985
L'autore presenta la propria esperienza di laboratorio nel-
la riproduzione del mesotelioma da amianti sul ratto, confron-
tandola con i dati di altri ricercatori anglosassoni. I model-
li sperimentali sono stati saggiati a
pi
riprese e con meto-
diche diverse su altri materiali quali la lana di vetro, le
zeoliti, ecc.
0154
D'ANDREA R.
11 rischio asbestosico nei lavoratori dell'industria cantieri-
stica navale.
Si prendono in esame le' indagini epidemiologiche riguardan-
ti l'incidenza dell'asbestosi nei lavoratori dei cantieri nava-
li. Sono stati considerati i seguenti aspetti: 1) i dati a n m -
nestici relativi all'esposizione all'asbesto ed incidenza della
asbestosi; 2) l'associazione tra asbestosi e mesotelioma pleu-
rico. Viene richiamata l'importanza di appropriate misure pKe-
ventive per evitare o ridurre tale rischio professionale.
D'ORSI F. MARCONI A
Materiali contenenti amianto negli edifici: proposta di una
procedura di ispezione.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
F. Cavariani e F. D'orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 31-46, 1989
0156
D'ORSI P. FICHERA R
Requisiti dei sistemi di depressione.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
P. Cavariani e F. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 125-128, 1989
0157
ELISEO V. GRIECO B.
Comportamento della funzionalit cardio-respiratoria nella
asbestosi polmonare durante sforzo al cicloargometro.
Folia Med., 12: 1207-1234, 1964
Gli M. hanno studiato, in un gruppo di 28 soggetti affetti
da aabestosi di primo e secondo grado, il comportamento del
consumo di ossigeno, della ventilazione polmonare, della fre-
quenza cardiaca e del polso di ossigeno, durante uno sforzo di
300 Kgm/min. E' stato, inoltre, studiato il comportamento
dell'elettrosensibilizzazione dei valori durante lo sforzo ed
Un mancato completo ripristino nei 5 minuti successivi al10
sforzo rispetto a ci che si rileva nei normali. Inoltre nel
gruppo degli asbestosici di secondo grado le curve, specie
quelle del consumo di ossigeno e della ventilazione, si sono
svolte a livelli pi alti rispetto al gruppo di asbestosici di
primo grado. In quattro soggetti appartenenti al gruppo di
asbestosici di secondo qrado si sono manifestate qravi turbe
cardio-respiratorie. li M. concludono af f ennando che la prova
da sforzo al cicloergometro, con rilievo continuo dell'elettro-
cardioaranuna e del-consumo di ossiaeno. pu fornire utili in- .---
fomaz;onl per quanto ~~guarda la vaiutazine funzionale degli
apparati cardiaco e respiratori nell'asbestosi.
0158
FACCHINI U. MARCAZZAN M.G. CAMNASIO M. BRANZAGLIA P.
studio sulla mortalit per mesotelioma della pleura nel
decennio 1969-1978 con riferimento alle province
italiane.
Gli autori illustrano i risultati da loro ottenuti mediante
l'elaborazione dei dati di mortalit in Italia messi a disposi-
zione dalllISTAT. LO studio della distribuzione geografica fra-
zionata alle singole province ha permesso di evidenziare eleva-
ti tassi di mortalit per mesotelioma pleurico in alcune delle
province sede di lavorazione di amianto.
0159
FACCHINI U. BRANZAGLIA P. MARCAZZAN M.G. CAMNASIO M.
RIBOLDI L.
Mortalit per mesotelioma pleurico nel quinquennio 1979-1983 in
Italia con riferimento alle provincie e singole USSL.
Gli autori analizzano la distribuzione geografica della
mortalit per mesotelioma pleurico nelle provincie italiane
nel quinquennio 1979-83. Per le provincie che hanno mo?trato
una mortalit nettamente superiore alla media nazionale e Sta-
ta effettuata una ulteriore analisi sui dati disaggregati ri-
feriti alle singole USSL che compongono ciascuna provincia. E'
stato cos possibile, in alcuni casi, circoscrivere aree a-ri-
schio pi limitate che sono risultate essere sede, come gia si
sapeva, di grosse industrie o cantieri che utilizzano amiant0.
0160
FACCINI M.
Sulla classificazione delle alterazioni parenchimali del-
l'asbestosi.
L'Autore esamina criticamente lo schema delle classifica-
zioni internazionali delle pneumoconiosi per quanto attiene
l'asbestosi. Esaminando il quadro radiologico dell'asbestosi
alla luce delle caratteristiche istopatologiche delle lesioni
coniotiche da amianto, la classificazione internazionale appare
non sufficientemente chiara. Viene proposta una ipotesi per
l'aggiornamento della classificazione internazionale.
0161
FALCHI M. BATISTI D. PISANI D. ZIEMACKI G.
VIVIANO G. PAOLETTI L.
Caratteristiche del particolato respirabile aerodisperso in
ambiente urbano.
XVI Congresso di Microscopia Elettronica.
Bologna, 14-17 ottobre 1987.
Microscopia Elettronica 2 suppl.: 25-26, 1987
0162
FARRIS G.
Verruche da amianto ed altre manifestazioni cutanee nei lavo-
ratori dei "coibenti"
0163
FARULW A. NARO G. ALIMENA G. DELFINI A.M.
OGIS M. PUGLIESE D. ZINGARELLI S.
Studio dell'effktto in vitro di fibre di asbesto su colture a
breve temine di linfociti umani.
L'incorporazione endocellulare di fibre di asbesto provoca,
secondo i dati di alcuni M., l'insorgenza di raodificazioni
cromosomiche numeriche e strutturali nelle colture cellulari di
hamster. 11 presente studio stato condotto su linfociti umani
circolanti tenuti in coltura per 48 e 72 h e trattati con fibre
di asbesto a diversa concentrazione. I risultati ottenuti non
hanno mostrato alcuna significativa differenza nella distribu-
zione di aberrazioni di tipo cromatidico e di tipo cromosomico
tra colture trattate con quarzo, crisotilo e crocidolite e col-
ture di controllo.
0164
FERRAR1 SACCO A. SALVETTI F. FERRAR0 U. AMORE A.
GHIONE G.L.
Pneumopatie professionali - Identificazione ed incidenza delle
pneumopatie professionali in un ospedale specializzato.
Minerva Med., 74: 385-393, 1983
@
0165
FERRARIS G. MELLINI M. MERLINO S.
Electron-diffraction and electron-microscopy study of
balangeroite and gageite: Crystal structures,
polytypism, and fiber texture.
0166
PORASTIERE P. BORGIA P.
Mesoteliorna e fibre minerali.
Progetto Salute, Anno I-1-2:127-132, 1983
@
0167
FORESTI V. VILLA A. SCOLARI N. PARISIO E
I1 mesotelioma maligno della pleura solo una malattia profes-
sionale?
Minerva Med., 80 ( 2 ) : 145-148, 1989
Sono stati analizzati i fatt-ori di rischio professionale e
le caratteristiche cliniche di 10 pazienti affetti da mesote-
lioma maligno della pleura documentato iatologicamente, ricove-
rati in un reparto di medicina generale dal maggio 1983 al giu-
gno 1987. Solo un paziente (10%) esercitava attivit lavorativa
a rischio per la esposizione all'asbesto (fabbro), mentre gli
altri nove pazienti presentavano un'anamnesi negativa per un .
Contatto diretto o indiretto con l'asbesto. Uno di questi pa-
zienti peraltro esercitava la professione di conducente tramva-
rio. L'et media dei pazienti era di 69 anni e sette erano ma-
schi. 7 pazienti (70%) erano nati in ambiente urbano industria-
lizzato, 3 in ambiente agricolo: tutti vivevano in Milano da
molti anni. La diagnosi stata posta sulla cztologia del li-
quido pleurico solo in 2 casi. L'analisi del gruppo di pazienti
da noi osservato suggerisce che ii mesotelioma maligno della.
pleura una neoplasia che colpisce popolazioni non esposte al-
l'asbesto per motivi professionali e la cui frequenza in aumen-
to. L'elevata contaminazione ambientale da asbesto delle zone
urbane industrializzate ne la causa pi probabile e richiede
l'eliminazione di tale minerale da tutte le lavorazioni in cui
l'impiego dell'asbesto non sia indispensabile.
0168
FORNI A. GUERRERI M.C. CHIAPPINO i : .
Nuovi metodi di indagine nelle pneumopatie professionali: il
lavaggio broncoalveolare. Esperienza del191stituto C:
Medicina del Lavoro delllUniversit di Milano.
Dopo aver ricordato le possibilit e le limitazioni del la-
vaggio broncoalveolare (BAL) nello studio delle pne~opatie
interstiziali, gli AA. ne descrivono la tecnica di esecuzione e
riferiscono i dati preliminari ottenuti in soggetti con sospet-
ta pneumopatia professionale. I risultati dello studio citolo-
gico del liquido di BAL dimostrano che l'esposizione professio-
nale a oolveri ou indurre alterazioni rilevabili a livello al-
veolare; che sp&.o assumono valore diagnostico. In particolare
nei soggetti con siqnificativa esposizione ad asbesto si 0s-
servati-una alveolife neutrofila, con siderociti e corpi ferru-
ginosi, gi presente quando altri mezzi di indagine forniscono
risultati negativi. In soggetti con significativa esposizione a
polveri metalliche si e osservato un aumento della cellularita
totale, mentre negli esposti a silice non si sono osservate m0-
dificazioni importanti della citologia alveolare; in questi ca-
si tuttavia si dimostrato utile lo studio mineralogico del
sedimento del BAL. In alcuni soggetti con pneumopatia da ina-
lazione di polveri organiche si osservata una alveolite
linfocitaria sarcoideo-simile.
0169
FRANCHINI A. CANEPA G.
Contributo allo studio anatomo-patologico dell'asbestosi
polmonare .
E' descritto uno dei rarissimi casi di asbestosi giunti al
tavolo anatomico in Italia. L'operaio, addetto per ventidue an-
ni alla manioolazione ed alla aoolicazione dei manufatti di
amianto cpale' dipendente della compagnia ~avoratori del Ramo
Industriale del Porto di Genova (cateaoria "a~olicatori coiben-
ti"), ignorava la malattia e mor in seguito incidente tram-
vario e solo per questo fu ordinata l'autopsia. Gli Ad. descri-
vono e documentano con fotografie le estebe alterazioni anato-
mopatologiche polmonari unitamente al quadro riscontrato negli
altri visceri. Macroscopicamente i oolmoni Dresentano una in-
tensa sclerosi drffusa a- tutto i1 parnchlma,' interessante spe-
cialmente le zone medlo-basal~. b~lateralmente. L'esame Istolo-
giCo dimostr una evidente fibrosi chiaramente massiva a carico
dei piani medi e basali dei polmoni, essendo le zone fibrotiche
alternate ad altre enfisematose. R~sult inoltre: infiltrati a
piccole cellule rotonde a tipo linfocitoide, aumento delle fi-
bre elastiche, reticolo uniformemente ispessito in corrispon-
denza delle zone sclerotiche; numeros~ssimi "corpuscoli dell'a-
sbestosi", uniformemente distribuiti su tutti i piani poimona-
ri; aree di ialinosi; presenza di "cor~uscoli dell'asbestosi"
in prossimit del tessuto linforeticolare della corticale delle
linfoghiandole polmonari. Culla base di tale reperto, il caso
viene interpretato, discusso e posto a confronto -con gli altri
due soli casi esistenti nella letteratura italiana. Si nota fra
l'altro la sproporzione fra le lesloni anatomopatologiche de-
scritte, notevolmente estese, e l'assenza di disturbi soggetti-
vi, di cui l'operaio non ebbe mai a lamentarsi. Questi dati
consentono di prospettare il grave problema del trattamento
profilattico, terapeutico ed assistenziale dei lavoratori dello
amianto in genere e degli "applicatori coibenti" in ispecie,.
0170
FRANCIA A.
Aspetti radiologici dell'asbestosi polmonare. Importanza di Una
razionale interpretazione ai fini diagnostici.
Minerva Med., 98: 1928-1937, 1956
@
0171
FRANCIA A. MONARCA G.
Asbestosi e carcinoma polmonare
Minerva Med., 98: 1950-1959, 1956
@
0172
PUNARI E. DONATI L. DONATI G. CAVALLO S.
PAOLETTI L. DONELLI G.
L'amianto nelle acque destinate al consumo umano.
Acqua Aria, 9: 1041-1045, 1989
L'amianto pu essere presente nelle acque destinate al con-
Suino umano a seguito della sua cessione da tubature di cemento-
amianto o di trasferimenti da minerali che lo contengono. Non
sono attualmente disponibili dati sulla presenza di fibre di
asbesto nelle acque potabili in Italia; l'Istituto Superiore di
Sanit, a tale proposito, ha promosso delle iniziative per av-
viare un piano di monitoraggio a livello nazionale. Sebbene
esistano alcune evidenze che suggeriscono un'associazione tra
l'ingestione di tali fibre e l'insorgenza di tumori gastrointe-
Stinali, le informazioni disponibili non sono ritenute suffi-
cienti per un'adeguata valutazione del rischio per l'uomo deri-
vante dal consumo di acqua contaminata da amianto.
0173
FUSELLI S. PACELLI E. PAOLETTI L. VIVIANO G.
ZIEMACKI G.
Caratterizzazione del materiale particellare atmosferico
presente in aree urbane. .
In: Inquinamento in ambienti di vita e di lavoro: esperienze e
linee di intervento. Atti del Convegno Nazionale ECO-Fiuggi'87
Piuggi Terme, 22-24 maggio 1987. Acta Medica Edizioni e
Congressi 1987. 199-214, 1987
@
0174
GAPFURI E. BERRA A.
L'insufficienza respiratoria nell'asbestosi.
Minerva Med., 48: 1639-1643, 1957
@
0175
GALASSO P. CHIAPPINO G.
Le nialattie professionali in Italia: situazione attuale e
problemi aperti.
Viene inquadrato con brevi cenni storici il meccanismo at-
tuale della protezione assicurativa delle malattie professiona-
li: in particolare viene segnalata l'attenuazione della prote-
zione dell'imprenditore determinata dall'applicazione da parte
delllINAIL del "diritto di regresso" nei casi in cui non risul-
tino puntualmente osservate le norme di igiene del lavoro: vie-
ne segnalata l'estensiva applicazione del principio della "pre-
sunzione di origine" e di quello del " rischio ambientale" per
i lavoratori addetti a mansioni complementari rispetto a quelle
a rischio diretto. Le dimensioni numeriche della casistica ita-
liana, aggiornate al 1980 (ultimo anno per il quale esistono
dati elaborati), vengono riportate allo scopo di far emergere
il peso di questo problema di salute pubblica. Vengono infine
delineate le prospettive di evoluzione verso una nuova tabella,
verso l'attrazione di nuove categorie nell'ambito dell'assicu-
razione obbligatoria e verso il riconoscimento giuridico del
medico incaricato della prevenzione, secondo l'esempio assai
positivo realizzato nell'ambito della radioprotezione.
0176
-IN1 8. DELIA P. LUSETTI M.
Considerazioni sul rischio professionale da esposizione
all'asbesto nella provincia di Reggio Emilia.
0177
GAMBINI G.
Analisi elettroforetica, immunoconglutinine ed agglutinine
fredde antizymosan del siero degli asbestosici.
Sono stati studiati il quadro sieroproteico, le agglutinine
fredde antizymosan e le immunoconglutinine di 29 pazienti rico-
verati nella Clinica del Lavoro di Milano. sicuramente affetti
da asbestosi. La elaborazione statistica.dei dati ottenuti ha
dimostrato una ipoprotidemla ed una ipoalbuminemia che si ac-
compagnano ad un-aumento delle alfal giobuline in tutti-i sog-
getti presi in esame. Un aumento delle alfa2 globuline e stato
invece osservato solo in alcuni. dei casi osservati, e precisa-
mente in quelli nei quali l'asbestosi era avanzata e complicata
da bronchite cronica o da tubercolosi. Si anche visto che i
titoli delle immunoconglutinine e degli anticorpi zymosan-
agglutinati erano aumentati rispettivamente nel 16 e 33 % dei
Casi esaminati, percentuali di abmento nettamente inferi0ri.a
quelle dimostrate dai sil~cotici. L'autore rileva pertanto, dal
confronto fra i propri dati e quelli riferiti nella letteratura
per i silicotici, che nell'asbestosi non. complicata e assente
l'aumento delle gamma globuline e delle immunoconglutinine che
si riscontra invece con altissima freauenza nei silicotici.
L'autore ritiene che diversit sia legata alla diversa
importanza che i fenomeni immunitari hanno nella patogenesi
delle due pneumoconiosi..
-
0178
GARAVAGLIA C
I1 quadro radiologico della asbestosi.
Minerva Med., 52 (l): 1183-1187, 1961
@
o n g
GARAVAGLIA C.
Le calcificazioni pleuriche nelle pneumoconiosi.
L'autore ha studiato la frequenza e l'aspetto radiologi~o
delle calcificazioni pleuriche nella silicosi e nell'asbestosi
0182
GEROSA A. MUNAFO' E.
L'intervento di prevenzione dei rischi da asbesto presso una
azienda di riparazioni di veicoli ferroviari.
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita,
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 269-278, 1985
Gli autori riportano l'indagine svolta sulla Situazione
igienico-ambientale e sulla organizzazione del lavoro di una
azienda di riparazione di veicoli ferroviari, che ha utilizzato
l'asbesto fino dagli anni '50, per operazioni di coibentazione-
scoibentazione su vari materiali rotabili. Vengono descritte
le diverse lavorazioni che si sono susseguite fino agli anni
'80, il ciclo tecnologico al momento dell'intervento, le rela-
tive esposizioni al rischlo in questione. Sono illustrati
quindi i risultati emersi dalle indagini ambientali e sanitarie
Svolte nel 1980-81, che hanno coinvolto circa 800 lavoratori.
Vengono riportati due casi di mesotelioma pleurico presentatisi
nella popolazione a rischio, uno di questi e emerso da una prl-
ma parziale indagine di mortalit tra gli addetti. Infine il
lavoro affronta la problematica riguardante le misure di modi-
fica-bonifica ambientali e dell'organizzazione dei lavoro rea-
lizzate ai fini della prevenzione primaria. Ne vengono Valutati
gli aspetti metodologici nonche quelli tecnico-operativi.
0183
GHEMI F. RASETTI L. SCANSETTI G. COSCIA G.
SU alcuni dati emodinamici nell'asbestosi
I risultati dell'esame radiocardiografico praticato in Otto
soggetti affetti da asbestosi polmonare viene confrontato Col
reperti ottenuti in un gruppo di soggetti affetti da asbestosi
polmonare viene confrontato col reperti ottenuti in un gruppo
di soggetti normali. I parametri analizzati sono: la gfttata e
l'indice cardiaco, il volume telediastolico ventricolare destro
ed il suo residuo postsistolico, il tempo medio di circolo POI-
monare ed il volume di sangue circolante nel polmone. Dal Con-
fronto risulta che negli asbestosici presente una diminuzione
del tempo medio di transito polmonare e del volume di sangue
circolante nel polmone, ed un aumento della massa sanguigna. e
del volume telediastolico ventricolare destro e del suo residuo
Sistolico. Le alterazioni tipiche della pneumopatia cronica,
rappresentate da ridotta capacit del letto vascolare polmonare
e da aumento del volume residuo nostsistalico ventricolare
- - . - - - .
destro (espresso come frazione del voiume telediastolico), sono
evidenti in tutti g l ~ asbestosici esaminati.
0184
GHERSON G. PAROLARI G. MERLER E.
Gli effetti dell'espoiizione ad amianto amosite tra gli ex la-
voratori di una fabbrica di coibenti: 4. Studio della funzio-
nalit respiratoria di 163 esposti professionalmente. Ricerca
dei corpuscoli dell'asbesto nell'espettorato.
In: Il rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 145-155, 1985
Gli autori presentano i risultati di uno studio della fun-
zionalit respiratoria di 163 ex lavoratori di una fabbrica di
coibenti, esposti professionalmente. Gli effetti di tale espo-
sizione, riferita in particolare, all'amianto amosite, sono
Stati rilevati ricercando i corpuscoli dell'asbesto nell'espet- '
torato. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad esami: obiet-
tivo,. radiografia del torace, prove di funzionalit respirato-
ria, tenendo sempre presente le abitudini del fumo. L'indagine
conferma il rapporto fra riduzione di capacit vitale, dose di
esposizione, periodo di latenza e presenza radiologica.
0185
GHEZZI I. MOLTENI G. PUCCETTI V.
Asbestos bodies in the lungs of inhabitants of Milan.
La presenza di corpuscoli dell'asbesto nei polmoni di sog-
getti adulti abitanti a Milano, stata studiata mediante l'e-
same degli strisci di spremitura dei polmoni attenuti all'au-
topsia, secondo la tecnica usata da Thomson e da Cauna et al.
Nessuno dei soggetti esaminati era stato esposto professional-
mente all'amianto. Corpuscoli dell' asbesto sono stati trovati
in 51 dei 100 soggetti esaminati: la percentuale fu del 54w fra
gli uomini e del 44% fra le donne. La frequenza dei risu?tati
positivi risultata maggiore nel gruppo dei soggetti piu an-
ziani e fra quelli che avevano un evidente edema polmonare. Non
stato trovato nessun caso di asbestosi; in un solo Caso,
p0-
sitivo per i corpuscoli, fu istologicamente cvidenziata una
lieve fibrosi. In 65 soggetti, 35 dei quali positivi per i cor-
puscoli, fu condotta un'accurata ispezione della superficie in-
terna della cavit toracica: in nessuno di questi furono trova-
te placche od ispessimenti della pleura parietale.
0186
GHEZZI I. MARANZANA P. ZANNINI D.
Considerazioni sull'asbestosi in Piemonte, Liguria e Lombardia.
Dal 1943, allorch ebbe inizio in Italia l'assicurazione
obbligatoria contro l'asbestosi, 1530 lavoratori sono stati in-
dennizzati dall'INAIL per pneumoconiosi da amianto in Piemonte
e nelle provincie di Milano, Bergarno e Genova: di questi, al 31
marzo 1970, 1205 erano ancora in vita. Le asbestosi di grado
moderato o avanzato costituivano il 32% della intera casistica
e superavano il 50% nei lavoratori tessili di amianto e in
quelli dei cantieri navali. Alterazioni pleuriche (calciche e
non) sono state radiologicamente accertate nel 52% degli asbe-
Stosici che avevano lavorato nelle tessiture, mentre fra gli ex
minatori di crisotilo tali alterazioni sono risultate presenti
Solo nel 14% dei soggetti. Dei 325 lavoratori indennizzati per
asbestosi e deceduti, 165 (pari al 57%) sono morti per cause in
diretto rapporto con l'asbestosi (insufficienza cardio-respira-
toria, tubercolosi e neoplasie pleuro-polmonari). Tumori della
pleura e dei polmoni sono risultati presenti in 34 soggetti pa-
ri al 10,5% della casistica dei deceduti;. tale percentuale sale
al 26.3 % considerando solo il gruppo dei 61 soggetti autopsia-
ti, in 16 dei quali stata riconosciuta la presenza di un tu-
more della pleura o del polmone. L'incidenza delle neoplasie
pleuro-polmonari risultata massima (19,5%) fra gli ex coiben-
tisti e minima (2.69) fra gli ex minatori che erano stati eSP0-
sti al solo crisotilo; in questi ultimi non si osserVat0 nes-
sun mesoteliorna pleurico. Oltre ai dati epidemiologici vengono
anche riferiti i risultati di 466 misurazioni di polver0Sita
atmosferica eseguite in altrettanti posti.di lavoro di indu-
strie (miniere, tessili, freni-frizioni, cantieri navali) nelle
quali viene usato amianto. Nel 36.3% dei conteggi la concentra-
zione di amianto superava le 12 fibre/rnl. La massima Concentra-
zione di fibre d'amianto stata osservata nell'atmosfera di Un
reparto tessile (carderia).
0187
GHEZZI I. ARESINI G. VIGLIANI E.C.
Indagine clinica ed epidemiologica sulla popolazione operaia di
una miniera di amianto crisotilo.
0188
GHEZZI I. ARESINI G. VIGLIANI E.C.
I1 rischio di asbestosi in una miniera di amianto crisotilo.
0189
GIANGRANDE R. BERTOLOTTI S. LANTEPMO A. CORVINO T.
Piano di intervento di prevenzione del rischio amianto del
consiglio dei delegati dell'0.G.R. - F.S.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 279-285, 1985
Gli autori presentano tutto l'iter che il Consiglio dei de-
legati dell10fficina Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello
Stato (O.G.R. - F.S.) hanno percorso nella formazione del piano
di prevenzione del "rischio amianto". La vertenza aperta nel
1980 a Torino porta alla formulazione di una mappa dei rischi
per aree prioritarie ed ad un piano di intervento concordato
negli anni 1982/83. li interventi di bonifica continueranno
fino al 1990.
0190
GIANGRANDE R.
Amianto: una vertenza, un volume e un convegno per un piano di
prevenzione primaria nelle FS.
RMdL. IV(13) suppl.: 68-72, 1989
@
0191
GIARELLI L. STAiTA G. DELENDI M. COCCHI A.
Tumori Maligni del Polmone nei Lavoratori del Porto e della
Cantieristlca Navale nella Provincia di Trieste.
1n:Rischio da esDosizione urofessionale nell'ambiente portuale.
Genova, 3-4-5 ot'tobre 1984:
Atti del Congresso Internazionale: 148-149, 1984
Nell'ambito della definizione dei quadri di patologia even-
tualmente caratteristici dei lavoratori portuali e stata con-
dotta un'indagine sui soggetti portatori di carcinoma del pol-
mone, che nella provincia di Trieste raggiungono valori di in-
cidenza molto elevati (incidenza standard europea 135,3%"' nei
maschi e 20.8%"' nelle femmine). Tenendo conto che fino a non
molti anni orsono nella citt di Trieste si svolgeva un'intensa
attivit portuale ed era pure sviluppata una importante in-
dustria cantieristica. in cui era occuoata una discreta quota
della popolazione maschile, abbiamo vol;to ~ndagare attraverso
uno studio epldemioloqico se vi clan0 particolari differenze
nell'incidenza del carcinoma polmonare tra i lavoratori portua-
li, tra quelli della cantieristica navale e nella popolazione
generale. I1 calcolo delle incidenze del carcinoma polmonare in
ciascuna delle popolazioni indagate ci ha consentito di indivi-
duare il rischio di sviluppare una neoplasia maligna del polmo-
ne in rapporto a ciascuno dei settori di attivit lavorativa
considerata. Questo studio trova motivazione nello stabilire
l'esistenza di un rischio generico, ma anche nella possibilit
che il carcinoma del polmone possa essere legato all'esposizio-
ne all'asbesto; infatti nella nostra provincia stata messa
in evidenza una elevata incidenza di mesotelioma pleurico, so-
prattutto nei lavoratori dei cantieri navali.
0192
GOBBATO F. MEDA A. MONARCA G.
Rilievi elettrocardiografici in 88 casi di asbestosi polmonare.
0193
GOBBATO F. FERRI R.
Ricerca epidemiologica sull'incidenza del mesotelioma della
pleura nella provincia di Trieste.
0194
GOBBATO F. PETRONIO L.
Asbesto e fumi di saldatura: concause di carcinoma polmonare
nei saldatori dei cantieri navali?
AsSist.Soc., 2: 27-33, 1974
Gli M. descrivono 4 casi dl tumore del polmone (carcinoma
broncogeno) osservati nell'arco deqli ultimi mesi in saldatori
elettrici di un cantiere navale e- prospettano la possibilit
che esista un rapporto di dipendenza tra neoplasia ed esposi-
zione professionale. I fattori di rischio sono verosimilmente
diversi ed agiscono in modo sinergico: a) le fibre d'asbesto,
di cui sono note le propriet oncogene, e che inquinano abi-
tualmente gli ambienti di lavoro a bordo delle navi in costru-
zione o ristrutturazione; b) alcuni ossidi metallici (cromo,
nickel, cobalto, manganese, etc.), dotati di azione carcinogena
sicura o probabile e presenti nei fumi di saldatura, specie
quando questa venqa esequita su acciai legati O su lamiere ri-
coperte- con vernxci anticorrosive (shop-primers); C) composti
aromatici policiclici, contenuti nei leganti di pitture corro-
sive (pece, catrame, bltume) e in minrali che-imbrattano le
Strutture su cui avviene la saldatura elettrica od autogena. In
tre dei quattro Dazlentl fu eseauito intervento chirurqico
(exeresi iobare in-due, pneumonect&nla in uno) e furono rilva-
ti elementl indicativi o patoqnomici di esposizione all'asbesto
nei tessuto poimonare asportaio. Gli M. sottolineano la neces-
sit di approfondire l'analisi del problema, di sensibilizzare
i lavoratori circa l'esistenza di tale rischio e di Dromuovere
adeguatamente misure di prevenzione e sicurezza. ~ 1 i elementi
per validare la diagnosi ezioloqica e promuovere il riconosci-
mento assicurativo vngono discuSsi .
0195
GOLDSMITH J.R.
Asbestos as a systemic carcinogen: the evidence from eleven
cohorts .
Am.J.Ind.Med., 3 : 341-348, 1982
Most known occupational carcinogens are site-specific,
Which implies that they are "complete" carcinogens with both
"initiating" and "promoting" properties (Berenblun's teminolo-
gy). Excess cancer at gastrointestinal sites among cohorts oc-
C~patiOnally exposed to asbestos has been interpreted as re-
flecting additional site-specific effects, although excess can-
Cer at gastrointestinal sites cannot be distinguished from ex-
cess cancer at al1 non pulnonary sites is tested by data f r a
New York-New Jersey insulation workers working in 1943; similar
workers employed after 1943; U.S.- Canadian insulation workers;
London factory workers, male and female; Quebec niners and mll-
lers; retired U.S. factory workers; U.S. shipyard insulators;
Italian shipyard workers in Genpa; Amosite factory workers; and
U.S. factory workers. Excluding lung cancer and mesothelioma,
observed-expected ratios for nonpulmonary cancer mortality ran-
ge from 0.97 t0 2.78, and do not differ significantly from ga-
strointestinal ratios. A dose-response gradient is observed or
both ratios, when dose is estimated from lung cancer ratios, or
in some studies, measures exposures. Site-specificity is unli-
kely for nonpulmonary cancer associated with asbestos exposure
more than 20 years ureviously. Svstemic carcinoqenesis may be
an example of promotion or impairment by asbesto; of some san-
cer defense mechanism; immunological mechanisms have been sug-
gested by ~urner-~anfick and ~aTkes. Prospective studies are
indicated.
0196
GOVERNA M. PERNIS 8.
Azioni biologiche dell'amianto.
0197
GOVERNA M. ROSANDA C.
Meccanismo di formazione dei corpuscoli dell'asbesto.
Dai risultati dei pi recenti studi sul meccanismo di Or-
mazione dei corpuscoli dell'asbesto sembra di poter concludere
(SUZUKY e CHURG, 1969) che il corpuscolo dell'asbesto Sia il
prodotto terminale di un processo biologico che si svolge al-
l'interno del macrofago che ha fagocitato una fibra minerale;
nel fagolisosoma la fibra verrebbe ricoperta dal mantello di
sostanze organiche. Nella relazione vengono illustrati i risul-
tati di una serie di ricerche sperimentali dall'insieme dei
quali possibile prospettare un meccanismo alternativo di
formazione di corpuscoli. Con un esperimento in vitro in un
sistema senza cellule si sono confermate precedenti osservazio-
ni secondo cui possibile la formazione di corpuscoli senza
l'attivo intervento di cellule: si sono infatti ottenuti corpu-
scoli senza l'attlvo intervento di cellule: si sono infatti Ot-
tenuti corpuscoll incubando fibre di crisotilo in SoluziOne
fisiologica. sterile contenente albumina, acido ialuronico e
ferritina. Con ricerche istochimiche sul mantello di corpuscol~
dell'asbesto umani si dimostrato che lo strato pi interno e
costituito da proteine miste ad emotoidina e ferro ferrico; SU
questo stratificato acido ialuronico, ricoperto infine da uno
strato pi esterno impregnato di ferro ferrico. Con ricerche
istochimiche sulle sostanze che si depositano sull'asbesto pre-
sente in granulomi sperimentali da carragene, si messo in
evidenza l'elevata affinit delle fibre di asbesto per l'ema-
toidina, l'acido ialuronico e il ferro: gi nelle prime fasi
di formazione del tessuto di granulazione si notato infatti
che su fibre di asbesto si erano stratificate tutte queste
sostanze. Esse ne erano ricoperte pure essendo libere nell'in-
terstizio tissutale, e non fagocitate all'interno di macrofagi.
L'acido ialuronico una sostanza extracellulare componente fi-
sioloqico della sostanza fondamentale del connettivo. L'ematoi-
dina e pure sostanza abitualmente extracellulare, presente nel-
l'interstizio connettivale quale esito di pregresse emoraggie
ed anche il ferro si pu trovare libero nell'interstizio con-
nettivale in aree in cui in corso un processo infiammatorio.
Si pu dunque avanzare l'ipotesi che i corpuscoli dell'asbesto
si formino nell'interstizio polmonare anche senza l'intervento
di macrofagi. In conclusione, tenendo presente che la membrana
dei macrofagi alveolari ricca di mucopolisaccaridi acidi e
che nei macrofagi stessi pu avvenire la formazione di ematoi-
dina, si possono prospettare due meccanismi di formazione di
corpuscoli: le fibre corte, interamente fagocitate dai macrofa-
gi, rappresenterebbero l'anima dei corpuscoli intracellulari,
mentre dalle fibre lunghe che non sono fagocitate dai macrofa-
gi, originerebbero corpuscoli che si formano, al di fuori delle
cellule, nell'interstizio connettivale.
0198
GOVERNA M. VALENTINO M. LO MARTIRE N.
Biologica1 reactivity of continuous glass fibres: in vitro
and in vivo studies.
Abbiamo studiato con saggi biologici fibre di vetro (GPs)
da filamento continuo di vetro alluminoboro silicato, a basso
Contenuto di alcali, rivestite da sostanze organiche. L'attivi-
t biologica di queste GFs stata confrontata con quella di
fibre di asbesto crisotilo (AFs). sono state misurate isotenne
di assorbimento proteico utilizzando albumina serica di bue
(BSA) e ferritina da milza equina (HSF). Le GFs hammo sempre
assorbito quantit notevolmente inferiori di proteine, rispetto
alle AFs, agli equilibri di concentrazioni compresi tra 0,1 e
0,7 mg/ml. Le GFs hanno inoltre dimostrato una attivit emoli-
tica verso globuli rossi umani inferiore a quella delle APs,
Infine stato studiato il comoortamento delle GFs e delle AFs
durante l'induzione del granuloka sperimentale da carragene, in
cavie. Dopo colorazioni istochimiche per mucopolisaccaridi, l1
ferro trivalente e bivalente, l0emoglobina e i'ematoidina, al-
cuni fasci dl hFs sono risultati rivestiti da ematoldina, ferro
ferrico e acido ialuronico, mentre con le GFs non si mai ot-
tenuta alcuna reazione positiva. Pertanto nelle nostre condi-
zioni sperimentali, sia in vitro che in vivo, la reattivit
biologica delle GFs risultata minore di quella delle AFs.
0199
GOVERNA M. VALENTINO M. VISONA' I. MARCHISEPPE I
LO MARTIRE N.
Activation of the alternative complement pathway and generation
of stimulating factors for granulocytes by glass fibres.
Continuous-filament glass fibers coated with organica a-
gents, candidate asbestos substitutes, were assessed for their
ability to elicit from nonna1 human serum complement-derived
cleavage products which are able to stimulate the chemotaxis
and the respiratory burst o polymorphonuclear leukocytes.
Glass fibres generated chemoattracting and respiratory stimula-
ting factors for plymorphonuclears from human serum. The effect
was dose related for chemotaxls from the serum fiber concentra-
tion of 75 ug/ml to 1,250 ug/ml. The serum chemoattracting ac- .
tivity, a8 well the respiratory stimulation, were dramatically
impaired when serum had been preliminarily absorbed with anti
C5 antiserum. Since the impairment o chemotactic activity oc-
curred alS0 in the presence o EDTA, but not in the presence Of
EGTA, we assumed an activation o the alternative complement
pathway. GlasS fibers were studied in comparison to a UICC sam-
pie of Canadian chrysotile asbestos, which is able t0 actlvate
in Vitto the alternative complement pathway. Glass fibers exhi-
bited less ability than asbestos fibers to generate complement
cleavage products with chemotact~c activity for polymorphonu-
clears; however, they produced an activity about equa1 t0 80%
Of a chemotactic standard stimulus such as zymosanactived pla-
sma.
0200
GRECO S . PASTORELLI S. DALL'OGLIO D. MANINI L.
JOTfI D.
I mesoteliorni della pleura.
Fracastoro, 59 (3): 259- 282, 1966
Venaono Dresentati 24 casi di mesotelioni diffusi della
pleura Reiie ioro princlpail caratteristiche clinico-evolutive.
corredati dai reoerti anatomo-istoloqici che ne consentono
l'inquadramento nosografico unitario. Cli M. nel sottolineare
la persistente rarit dell'affezione, suggeriscono
le modalit
pi opportune per giungere alla diagnosi, sempre inizialmente
difficile, giacch dalla sua tempestivit dipendono gran parte
delle possibilit di eseguire un intervento chirurgico. che
rende meno drammatica la prognosi della malattia.
0201
GREGORI 8. LAURENI U.
Esperienze di bonifica in provincia di Trieste.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 241-244, 1985
Viene presentata una rassegna di tutti i settori lavorativi
della provincia di Trieste in cui sono stati affrontati proble-
mi di fibre aerodisperse: cantieristica, siderurgia, grandi mo-
tori. Vengono date altresi indicazioni relative alla bonifica
di ambienti ed alla sostituzione dell'amianto con altre fibre.
0202
GRELLA G. CAFIERO M.
Rilievi epidemiologici e igienici sulla asbestosi in provincia
di Napoli scaturiti da una indagine condotta su un gruppo di
lavoratori dell'asbesto.
Lotta contro la tubercolosi, 1 (1): 40-56, 1972
Gli autori ripropongono il tema dell'asbestosi polmonare
quale malattia professionale e del possibile inquinamento da
asbesto dell'atmosfera urbana, in prevalenza nelle aree vicine
a complessi industriali che lavorano il minerale. Ricordata
l'importanza dell'asbesto quale fattore carcinogenetico, e le
varie metodiche diagnostiche, gli autori riferiscoho sulla in-
dagine svolta su 108 operai di una fabbrica di manufatti a ba-
se di cemento-ainianto nelle vicinanze di Napoli. Essi hanno
diagnosticato 40 casi di asbestosi di cui 18 in forme lievi,
10 discrete e 12 avanzate. D o p ~ aver descritto le caratteri-
stiche radiologiche ed i reperti funzionali respiratori delle
tre forme di asbestosi, ribadiscono l'utilit di una diagnosi
precoce. Auspicano, infine, che il problema venga tenuto in
maggior conto per il rilevante peso che esso ha come problema
di sanit pubblica e di medicina sociale.
0203
GRELLA G. ARCIDIACONO 8. COSCIA A.
I cocpuscoli dell'asbesto nell'espettorato nel loro significa-
to diagnostico e di contaminazione ambientale.
Lotta contro la tubercolosi, 42 (3): 470-482, 1972
Dopo aver elencato i motivi che rendono attuale il proble-
ma dell'asbestosi e dell'inquinarnento da asbesto, gli autori
valutano la validit del metodo della ricerca dei corpuscoli
dell'asbesto nell'espettorato quale mezzo per svelare l'avvenu-
ta contaminazione. Sulla scorta di numerosi precedenti studi
condotti sull'argomento, riferiscono entro quali limiti debba
essere considerata l'indagine, di scarsa validit dal punto di
vista diagnostico ma di notevole interesse dal punto di vista
igienico. Esaminati i meccanismi di formazione dei corpuscoli
nella compagine organica e le conseguenze del danno delle fibre
del minerale sui tessuti polmonari, gli Autori riferiscono di
una ricerca dei corpuscoli condotta sull' espettorato di un
gruppo di lavoratori dell'asbesto nella provincia di Napoli.
Su 193 espettorati, esaminati con la tecnica di Coulet e Cham-
pex, 46 (23.9%) sono risultati positivi. Le positivit, messe
in relazione con i tempi di esposizione alla pblvere di asbesto
e allo stato o meno di riconosciuta pneumoconiosi, confermano
l'importanza del metodo quale indice di avvenuta
contaminazione.
0204
GUARINIELW R.
Compiti delle autorit sanitarie locali, degli enti locali e
della magistratura rispetto ai problemi dell'inquinamento
da amianto.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 89-94, 1985
Dopo un panorama sui problemi connessi con l'uso dell'a-
mianto e relativi punti negativi sull'inquinamento ambientale
e sulla salute, l'Autore sottolinea l i paradosso della CEE che
emette in materia due direttive: una per l'esposizione dei la-
voratori e l'altra sulle restrizioni alla immissione sul merca-
to dei prodotti contenenti amianto. Seguono alcuni commenti
circa il comportamento delle autorit competenti in materia e
realt italiana.
0205
INCOCCIATX C. BONTEMPELLI E. CICCARELLI C. MARCONI A .
MUNAFO' E. SALVI R.
Norme tecniche per lo smaltimento dei rifiuti contenenti
amianto.
Notizie CEDAP. Comnark (Ed.) Roma., 5 (sup~l.): 1-22, 1988
e
INCOCCIATI C. MARCONI A. CICCARELLI C. MUNAFO' E.
BONTEMPELLI E.
L'amianto nelle abitazioni.
Notizie CEDAF. Commark (Ed.) Roma., 6 (suppl.): 1-12, 1988
@
0207
IOSI F. MALORNI W. FORMISANO G. DONELLI G.
Studio ultrastrutturale ed imunocitochimico dalle interazioni
tra fibre di asbesto e cellule in coltura.
XVI Congresso di Microscopia Elettronica.
Bologna, 14-17 ottobre 1987.
Microscopia Elettronica. 2 suppl.: 29-30, 1987
0208
JULIANI G. FRANCIA A.
Rilievi roetgenchimografici analitici del cuore e dei grossi
vasi nell'asbestosi.
Minerva Hed., 53 (1): 18-27, 1962
@
0209
KAPPLER L.V.
te tubazioni nelle moderne reti di fognature.
0210
WURENI U. RIGOSI F.
Amianto e altre fibre.
In: La salute possibile. Manuale di prevenzione in fabbrica.
Franco Angeli (Ed.) 564-581, 1985
O211
LAURENI U
Le bonifiche da amianto. Considerazioni operative.
RMdL, Anno 111-8: 17-27, 1980
@
O212
LAURIA E. WOJTOWICZ M.
Lastre di ondulato in cemento-amianto: il rischio potenziale,
l'inquinamento dell'aria, lo smaltimento dei rifiuti.
Atti del 9' Congresso Nazionale. Merano 8-9-10 Novembre, Vol. 1'
G.Ig.Ind. 14 (3): 113-129, 1989
0213
MADDALON G. OCCELLA E. TRIMARCHI R.
Affinamento delle modalit di analisi diffrattometrica in rap-
porto alla superficie di preparato esposta ai raggi X.
Lo scopo della ricerca
consiste nella valutazione dell'en-
tit della risposta rx-diffrattometrica, operando su prepara-
ti aventi superficie esposta ai raggi diversa da quella di 2
an , propria dei portacampioni di corredo di un gonimetro,
accoppiato ad un noto apparato analitico. Sono stati esaminati
due campioni di "talco" commerciale. in ~olveri a aranulmetria
inferiore a 30 micrometri (con differente conten;to di-cla&i
"respirabili" od "alveolari"). facendo riferimento al costi-
tuenti cloritici, talcosi, asbeitiferi ed al quarzo. Dodici di-
verse condizioni sperimentali dei preparati hanno consentito di
esporre ai raggi X superficie comprese fra 6,25 e 500 m . Men-
tre per le basse posizioni angolari risulta ottenibile un ap-
prezzabile vantaggio nella risposta diffrattmetrica globale
con l'aumento della superficie determina, in ogni caso, oltre
ad una migliore risoluzione dei picchi, un incremento nelle in-
tensita diffratte per unit di superficie del preparato stesso,
in evidente relazione con lo spettro di raccolta dell'energia
radiante del fascio incidente nello spazio: in questo caso si
evidenzia la possibilit. di ridurre sino all'ordine di grandez-
za del milligranmo la massa dei campioni ancora sottoponibili
ad esame diffrattometrico quali-quantitativo.
0214
MAGLIO A. GALASSO F. PUTTI M.
La silicosi e l'asbestosi protette in Italia e negli altri
paesi della comunita' europea.
0215
MAGNANI C. NARDINI I. GOVERNA M. SERIO A.
Un0 studio di coorte degli addetti ad una officina di grandi
riparazioni (O.G.R.) delle Ferrovie dello Stato.
11 presente lavoro descrive uno studio storico di CWrte
sulla mortaliti dei lavoratori delllOfficina Grandi Riparazion!
delle Ferrovie dello Stato di Foligno, nella quale l'attivita
Principale era ed tuttora quella della riparazione dei loco-
motori. Nel passato era stato utilizzato l'amianto come m t e -
riale di isolamento (neii'ordine di 5 t/anno). Inoltre, i pro-
babile che alcuni tipi dr locomotore riparati dopo 11 1970 ab-
biano liberato dell'amianto. si calcola che ad ogni dato moaen-
t0 meno del 101 erano esposti all'amianto. L'officina stata
ampiamente ristrutturata negli ultimi anni '70, e successiva-
mente l'esposizione all'amianto fu notevolmente ridotta. La
Coorte comprendeva 1037 uomini che lavoravano nell'officina al-
1'1-1-67. I1 follov-up stato eseguito fino al 31-5-83, per
cai~iplessivaiaente 16145 uomini/anno/rischio. Solo 4 individui
non sono stati rintracciati alla fine del follov-up. I1 ?mero
atteso di decessi atato calcolato dai tassi di mortalita spe-
Cifici per et e per sesso della popolazione della provincia di
Perugia (ove sono nati e risiedono pi dei 2/3 dei membri della
coorte) nel periodo 1970-1979. I1 numero totale dei decessi era
di 138 (contro 1830 attesi), 53 dei quali erano dovuti a cancro
(contro 53,4 attesi). 26 uomini sono morti di cancro dell'appa-
rato digestivo (localizzato nella bocca/orofaringe, stomaco,
intestino crasso, fegato, in rispettivamente 4,8,9 e 5 uomini)
contro 19,9 attesi. Per tutti gli altri siti di cancro e le al-
tre cause di morte, il numero atteso era maggiore di quello os-
servato. In particolare 2 uomini sono morti di cancro della la;
ringe e 11 di cancro del polmone, contro 2,8 e 12,7 attesi. E
stato osservato un decesso per "carcinosi pleuro-peritoneale",
la cui diasnosi era stata oosta in base alla radioqrafia del
torace e ali 'esame citologico del1 'ef fusione pleuriti. L'asso-
ciazione fra cancro dell'apparato respiratorio e l'esposizione
all'mianto stata inoltie studiata-mediante uno studio caso
controllo all'interno del coorte. I casi erano l8 (e cio i 14
sopracitati morti di cancro della laringe del polmone e pleuro-
peritoneale, piu 3 uomini che risultavano essere morti di can-
cro polmonare dopo la fine del follow-up, e un altro uomo il
cui certificato di morte dichiarava collasso circolatorio come
causa di morte ma per il quale risultava una diagnosi clinica
di cancro polmonare). Ogni caso stato appaiato in modo ran-
domizzato ad altri 4 lavoratori, in base all'et e all'anno in
cui essi hanno iniziato il lavoro nell'officina (esclusi quelli
che sono morti di malattia respiratoria o cancro e quelli che
sono morti prima del caso). Per lo studio caso-controllo, sono
State ricostruite le anamnesi lavorative nell'officina a par-
tire dal 1954, sulla base di documentazione messa a disposizio-
ne dalle Perrovie dello Stato, che elencava, anno per anno, la
composizione per ogni squadra che svolgeva mansioni specifiche.
Un gruppo di lavoratori (composto da igienisti industriali e
tecnici con esperienza di lavoro nell'officina. nonch da alcu-
ni anziani dipendenti) ha preparato una matrice rnansioni-espo-
SiZiOni, nella quale le mansioni sono state classificate come '0
(esposizione assente), 1 (esposizione saltuaria, attivita Con
scarsa liberazione di polvere di amianto), e 2 (esp0SiZione
frequente, attivit con probabile liberazione di polvere di a-
mianto). La matrice stata applicata in modo cieco aile aria-
nesi lavorative di ogni caso e di ogni controllo. E'stata tal-
colata una serie di "odds-ratios", nelle quali l'eSp0SiZi0ne
Corrispondeva alle mansioni definite come grado 2, a) svolte
per almeno 6 mesi tra il 1954 e il 1978; b) svolte per almeno 6
mesi tra il 1954 e il 1978, ma esclusi gli ultimi 10 anni prima
dalla morte; e C) come la mansione svolta pi a lungo. 11 limi-
te inferiore dell'intervallo di confidenza al 959 per tutti gli
"odds-ratios" era inferiore all'unit, ad eccezione dei con-
fronti caso-controllo per le esposizioni definite C), in cui
gli esposti erano 2 su 18 casi e 1 su 72 controlli (OR = 8,0,
LC al 959 1,06-60,l). Non erano disponibili dati sulle abitudi-
ni al fumo.
0216
WGNANI C. TERRACINI B. BERTOLONE G.P. CASTAGNETO 8.
COCITO V. DE GIOVANNI D. PAGLIERI P. BOTTA M.
Mortalit per tumori e altre malattie del sistema respiratori0
tra i lavoratori del ceinepto-amianto a Casale Monferrato.
Uno studio di coorte storico.
~ . U V . , 78 (6
rte storica di aartelit&'tta
i lavoratori di una azienda di produzione di cemento-uianto
(Etsniit, Casale Monferrato). L'azienda ha impiegato sia criso-
tildsia crocidolite iai* non si hanno informazioni sulla concen-
tfSShms di fibre di aaianto aerodisperse nei reparti. La ~06s-
te cciaprende 3367 operai tra uomini e donne nello StaMlLaonto
19L/l'/50 o assunti in seguito fino al 31/12/80 ed stata stu-
diata nel periodo 1964-86, totalizzando 43002 anni porsona a
riSchio tra gli uomini e 14494 tra le~&nne. I ' W r i rvl folla*-
up rappresentano il 2% della coorte. Si sono osservati nel po-
riodo 1964-86 728 decessi tra gli uomini e 136 tra le donne.
Dui risultati si osserva un eccesso statisticamente significa-
tivo in entrambi i sessi per tutte le morti (RSM = 120 per gli
~ W i n l e 133 per le donne), tutti i tumori (174 e245i. ttdori
&l polmone (271 e 396) ed asbestosi (85 osservati e O attesi
tra gli uomini e 4 vs O tra le donne). Tra gli uciaini si sono
osServati 28 morti per tumore maligno della pleura e 10 per tu-
noE. saligno del peritoneo quando l'atteso complessivo eri 2;
ts'& lo donne gli osservati erano rispettivamente l3 e 4 contro
un atteso 0,6. Si osserva infine un eccesso di morti p.n -Si
~ l a a u r i . ~ l w r i c i e w r asbestosi sia w r ali uomini sia w r
ie. donne gia tra chi ha lavorato per ineno-di un anno. viine
presentata una breve rassegne della letteratura sull'argaunto.
0227
~~1 C. PANNET B. WINTER P.D. COGGON D.
e matrix t0 national mortality
O2 l8
R. SALA O:" 1IUCCHI L' '
Un'esporienza di prevenzione in una azienda di manufatti in
C(IIUnt0-amianto.
Inr Il riiicbio neoplastico da aaianto nei luoghi di lavoro
e nell'aabiente di vita.
Ara, 24-25 maggio 1985.
AttS del Convegno: 233-239, 1985
Viene presentata la situazione di una fabbrica di manufatti
ioeemonto-arianto che opera in provincia di
Reggio BIDilia &l
1952 ed i successivi interventi di prevenzione.
L'inquinuunto
dell'ambiente e la sorveglianza dellh salute dei 1
espc~ti vengono considerati alla luce di indagin& a c m
provvedimenti 'presi per una radicale riduzione dei rischi. Lo
Studio aperto in atto dal 1976 ha riguardato circa 500 addetti
0219
MALASPINA G
Le direttive CEE sull'anianto.
0220
MALASPINA G.
"Fuoriuscita" dall'amianto. cosa significa.
0221
MALCHIODI ALBEDI F. PAOLETTI L. EIBENSCHUTZ L. CASSANO A.M.
PALCHI M. BATISTI D. CIALLELLA C. DONELLI G.
Mineral fibers and dusts in the lungs of subjects 1-iving in an
Wban environment.
VIIth International Pneumoconioses Conference.
Pittsburgh, 23-26 August 1988. Abstracts: 157, 1988
0222
MALORLI1 W. PORMISANO G. IOSI F. DONELLI G.
Effecte of asbestos fibres on cytoskeletal apparatus: &n in
vitro study.
xXI1 Congresso Nazionale di Istochimica.
Roma, 27-29 maggio 1987.
Baa.Appl.Histochem. 31 suppl.: 111, 1987
MALORNI W. IOSI P. FORMISANO G. PALCHI M.
WNELLI G.
On the mchanism of action of asbestos fibers: an in vitro
immunocytochemical and ultrastructural study.
J.Exp.Clin.Cancer Res., 7(l)suppl.: 27, 1988 '
e
MALORNI W. ARANCIA G. IOSI P. PALCHI M.
DONELLI G.
On the mechanisni of internalization of asbestos fibers: an in
vitro study.
9th European Congress on Electron Microscopy.
York, 4-9 September 1988.
Inst.Phys.Conf.ser.No.93, 3(4):125-126, 1988
Chrysotile fibers represent the m i n components of asbestos
wrticulates. An in vitro studv on the mechanism of cvtotoxici-
'ty of chrysotile fibers in inLerphase cells was carriad out. A
likely involvement of cytoskeletal apparatus in fiber interna-
lization and transport into the nuclear matrix is hypothesized.
The relevance of the experimental approach in the asSeS8ment
of the oncogenic risks from fibrous and non-fibrous particles.
The ongoing project of the Bologna Institute of Oncoiogy.
"L'importanza del metodo sperimentale nella valutazione dei
rischi oncogeni da particelle fibrose e non fibrose. Progetto
in corso dell' ~stituto di Oncologia di ~ologn?". E' stato pre-
sentato i1 progetto di saggi di cancerogenicita a lungo termine
di particelle fibrose e non fibrose, organiche e inorganiche,
naturali e artificiali, in atto presso l'Istituto di Oncologi~
di Bologna. I dati preliminari dimostr?no che: l) l'erionite e
l'agente cancerogeno sperimentale piu potente che si conosc~
per i1 mesotelio pleurico del ratto; 2) sul ratto l'erionite e
pih
cancerogena per la pleura, e l'asbesto pii cancero(len0 p r
il writoneo; e 3) asbesti di diverso-tipo ed origine mostrano
nette differenze nella loro capacita di produrre momotelimi
del peritoneo, nel ratto. 11 contributo dell'approccio speri-
mentale nell'identificazione e quantificazione dei rischi onco-
geni di materiali particolati stato brevemente discusso.
0226
MALTONI C. MINARDI F. MORISI L.
Pleurai mesotheliomas in Sprague-Dawley rats by erionite: first
experimental evidence.
Erionite and crocidolite fibers were tested or carcinoge-
niCity by intrapleural and intraperitoneal injection (una tan-
tum) in 40 Sprague-Dawley rats per route for each fiber type.
Pleural mesotheliomas were found in nine of ten animals that
died within a year after intrapleural injection with erioni-
te fibers. No pleural tumors were found among the animals
treated at the same time and In the same way with crocidolite.
Intraperitoneal injection o erionite did not produce mesothe-
liomas o the peritoneum, while a high incidence of these
tuinOrS was found among the animals treated by intraperitoneal
injection of crocidolite. The studies are still in progress.
0227
MALTONI C. MINARDI F.
Estrapolazione del rischio da dati sugli animali e da test a
breve termine: la potenzialit dei test a lungo termine su:
gli aniutali nel fornire informazioni sulla cancerogenicita
di Particelle naturali e prodotte dall'uomo.
In: Rischio da esposizione professionale nell'ambibnte portuale.
Genova, 3-4-5 ottobre 1984.
Atti del Congresso Internazionale: 80-92, 1984
La ~otenzialit delle orove a lunao termine nel fornire in-
formazibni sulla cancerogeiicit dell particelle, specialmente
fibre di asbesto. viene esaminata brevemente. Tale inf0KmaZiOne
include: identificazione dei materiali cancerogeni: valutazione
quantitativa del rischio; valutazione del possibile effetto si-
nergico dell'esposizione ad agenti multipli; predizione degli
organi bersaglio; definizione del ruolo delle caratteristiche
chimiche e fisiche dei composti testati, delle differenze bio-
logiche e fattori sperimentali nelle cancerogenesi e sul tipo
di risposta neoplastica; inoltre sulla conoscenza della Storia
naturale dei tumori' prodotta testando i composti. Si presenta
una review dei dati presenti nella letteratura scientifica.
Inoltre si Dresenta un oroaetto di numerosi ed integrati espe-
rimenti nella ~ancero~ekesi delle particelle, organizzato dal-
l'Istituto di Oncoloaia di Boloana con alcun1 risultati preli-
minari. In particolar& tali esperimenti hanno dimostrato che:
1) asbesto di diversi tipi ed origine quando iniettato intrope-
ritonealmente mostra chiara differenza nella sua capacita di
produrre mesotelioma peritoneale; 2) l'erionite causa mesote-
lioaia nella pleura e peritoneo dei ratti e sembra essere il pi
forte agente mesoteliomatogenico noto par la pleura in questa
Specie animale;
3)
la pleura e il peritoneo rispondono in ma-
niera diversa all'azione cancerogena dell'asbesto e dell'erio-
nite.
0228
MALMNI C. LODI P. MASINA A. PERINO G. ~ -~
VICINI P.
Mesotelimi negli operai di officine di grandi riparazioni
(OGR) delle ferrovie dello stato italiano, esposti ad
aSbeSt0. Primo resoconto.
Acta Oncologica, 7 (3): 159-186, 1986
Sono stati riportati 7 casi di mesotelioaia pleurico e 1
caio di displasia mesoteliale pleurica in operai delle Officine
Grandi Riparazioni (OCIR) di Bologna e Rimini delle Ferrovie
dello Stato (FS) italiano, esposti ad asbesto. Tutti i casi so-
no pervenuti all'osservazione degli Autori incidentalmente. So-
no questi i primi dati disponibili in Italia sul rischio di
neoplasie professionali in questa categoria di lavoratori. Sul-
la base di questo riscontro. venaono sollecitate indagini api-
demiologicha sistematiche, c&ntroili medici per il monitorag~io
della salute e l'attuazione di misure di prevenzione in tutte
le OGR delle FS italiane.
Recent reailts of carcinogenicity bioassays of fibres and other
particulate materials.
In: Non-occupational exnosure to mineral fibres.
IARC scienti* ic Publications NO. 90. J.Bignon, J.Peto,
R.Saracci (Eds). 46-53, 1989
Different types of natural, comercial and modified asbe-
stos fibres were tested in a highly standardized manner by pe-
ritoneal injection into rata and mice in arder to asse5 their
carcinogenicity. Differences in mesotheliomatogenic effect vere
found between the various materials tested. Of particular inte-
rest is the finding that treatment of the fibres with phospho-
rus oxychloride and heating to 3 0 0 ' ~ markedly reduce5 the Car-
Cinogenicity of chrysotile fibres.
0230
MALTONI C. PINTO C. WMINICI R.
Mesoteliomi fra i meccanici delle ferrovie in Italia: Un Pro-
blema di attualiti.
L'amianto stato utilizzato in Italia nei rotabili delle
ferroyie dagli anni '40. Dagli anni '50 agli anni '70 il mine-
rale e stato usato in maniera massiva per coibentare le carroz-
ze dei viaggiatori (fino ad oltre 800 Kg per carrozza). Circa
10 anni fa cominciata la decoibentazione dell'amianto per
sostituirlo con fibre di vetro. In questi anni, sono esposti a
rischio cancerogeno da amianto i meccanici che hanno lavorato
nelle Officine Grandi Riparazioni (OGR) e nei Depositi Locomo-
tori (DL) delle Ferrovie dello Stato (FS), o in altre officine
pubbliche o private, nelle quali i rotabili delle ferrovie,
coibentati con amianto, sono stati costruiti, controllati, ri-
parati, decoibentati e demoliti. Si calcola che il numero to-
tale di meccanici potenzialmente esposti ad amianto nelle sole
OGR dal 1950 ammonti ad oltre 25.000. A11'OGR di Bologna lavo-
rano attualmente circa 750 operai; e si valuta che l'intera
coorte di questa OGR, dall'inizio degli anni '50, includa circa
3.000 individui (per eccesso). Nel 1986 l'Istituto di Oncologia
di Bologna segnalo 6 casi di mesotelioma pleurico nel1'OGR di
Bologna e 1 nelllOGR di Rimini. Si trattava della prima segna-
lazione di mesotelioma pleurico in meccanici delle ferrovie in
Italia. Dal 1986 ad oggi sono emersi altri casi di mesotelioma
pleurico fra meccanici addetti ai rotabili nelle OGR e nei DL
delle FS, ed in altre officine. I1 numero totale di questi casi
ammonta oggi a 31: 11 a Bologna (dei quali uno ancora vivente),
2 a Rimini, 4 a Reggio Emilia, 1 a Piacenza, 1 a Torino, l a
Milano, 1 a Bolzano, 1 a Vicenza, 1 a Verona, 1 a Genova, 3 a
Firenze, 1 ad Ancona e 2 a Siracusa.Tutta la documentazione dei
17 casi di Bologna, Rimini e Reggio Emilia stata acquisita ed
esaminata presso il nostro Istituto. La frequenza dei decessi
per mesotelioma pleurico tra i meccanici addetti ai rotabili
delle ferrovie a Bologna, Rimini e Reggio Emilia andata au-
mentando con gli anni: 1 caso nel quinquennio 1978-1982, 11 ca-
ai nel quinquennio 1983-1987 e 4 casi nel solo 1988. Limitata-
mente all'OG~ di Bologna 10 casi di decesso per mesotelioma
pleurico corrispondono a 333/100.000. Uno studio epidemiologic?
per coorti sui lavoratori delle OGR di Bologna e d i Rlmini e
ora in corso presso l'Istituto di Oncologia di Bologna.
0231
MANCUSO T.F. COULTER E.J.
Methodology in industria1 health studies
The paper described a method of study utilizing BOASI data,
in conjunction with vital records, in prospective or cohort
studies of industrial populations. ~ h i s method was used to de-
termine mortality patterns of a cohort of persons employed in
sn industrial company engaged in the manufacture of an asbestos
product. Special attention was given to data on underlying and
multiple causes of death, especially for chronlc diseases,
shown on death certificates of deceased mernbers o the cohort.
Consideratlon was also given to supplementary information on
the cause of death obtained from the histological reviw Of Pa-
thological findings available for some of the deceased. Propo-
sed refinements of the cohort approach relating to comparative
data, duration of exposure, and the potentialities of linkage
Of BOASI and other records were then discussed. The cohort
group of workers
in an asbestos plant under study was found to
have higher mortality than expected due t0 asbestosis and can-
cer of the lung and of the peritoneum. An association was also
found between asbestosis and cor pulmonale in the group of wor-
kers studied.
Mesothelioma among machinists in railroad and other industries.
The first phase of the exploration of occupation-related
cancer among machinists was a retrospective review of deaths a-
mong members of the International Association of Hachinists and
Aerospace Workers in 1973, in which mesotheliomas were identi-
fied in mrkers in railroad and other industries. The second
phase of the study initiated in 1982 was the establishment of a
cohort study of machinists, employed for railroad company A,
who were alive in January 1954. The cohort consisted of 197 ma-
chinists who had been employed by the same railroad prior to
1935 and observed to 1982. Causes of death were identified for
132 of tbe cohort. There were 18 alive and 47 not traced. AmOng
the 29 cancer deaths, there were nine mesotheliomas and one en-
dothelioma of the pleura. Additional retrospective surveys of
deaths among members of the railroad lodges of the internatio-
nal union, together with the cohort study, identified a total
of 42 mesotheliomas, two endotheliomas of the pleura, and tW0
cancers of the pleura among former railroad machiniats. AmOng
the machinists employed in other industries, 16 mesotheliomas
and six cancers of the pleura were identified. Por decades, ma-
chinists, by the nature of their craft, have had a high risk of
occupation-related cancer due to asbestos exposure.
L'identificazione delle fibre di asbesto per mezzo della
tecnica microscopica della dispersione cromatica.
l
Ann.Ist.super.sanit, 18 suppi.: 911-914, 1982
Le uarticelle fibrose di minerali d'asbesto uossono essere
determinate ed identificate mediante la tecnica- microscopica
della dispersione cromatica o "dispersion staining", in campo
scuro e luce polarizzata. Nella nta si mette i6 evidenza la
possibilit di applicazione dei principi ottici su cui basato
tale tecnica, mediante l'impiego delle stesse ottiche di cui e
dotato un microscopio a contrasto di fase (Zernike), evitando
il ricorso ad obiettivi speciali. I1 metodo richiede l'uso di
liquidi con indice di rifrazione calibrato e caratteristiche di
alta dispersione. Per l'identificazione delle fibre di asbesto
sono necessari i liquidi ad indice di rifrazione n = 1,550;
1,580; 1,670 e 1,700. Le caratteristiche colorazioni che assu-
mono le particelle fibrose, immerse nei diversi liquidi, costi-
tuiscono un valido strumento diagnostico per il loro riconosci-
mento in presenza di miscele. Queste valutazioni possono essere
effettuate sia su camnioni in massa che su camuioni su filtro. ~~~~ -~ ~
previa separazione delia matrice filtrante. viene inoltre evi-
denziato l'ulteriore vantaggio diagnostico offerto dalla possi-
bilit di osservazione in contrasto di fase dello stesso campo
microscopico. L'impiego di obiettivi 25X e SOX permette l'iden-
tificazione di nrooriet di narticelle fibrose con diametri an-
che ai di sotto*di^0,4
0234
UARCONI A.
Application of infrared spectroscopy in asbestos mineral
analysis .
0235
MARCONI A. MENICHINI E. PAOLETTI L.
A comparison of light microscopy and transmission electron
microscopy results in the evaluation of the occupational
exposure-io airborne chrysotile fibres.
Ann.0ccup.Hyg.. 28 (3): 321-331, 1984
A comparison has b e n made between light micr0SCOpe (m)
and transmission electron microscope (TEM) counts of airborne
chrysotile fibres, collected on 30 membrane filters f r a dif-
ferent working processes. Por TEM counts, fibres of length l>
5um were classified according to diameter 8, namely 0.3 um <
d 3 um (microscopic fibres) and d < 0.3 um (suhicroscopic
fibres); short fibres, 1 < 5 un, were taken into account se-
parately. A very good correlation has been found between LM
and TEM counts, both or microscopic and total (microscopic +
S U ~ ~ C ~ O S C O ~ ~ C 1 > 5 um) fibres, for densities 40-500 fibre./
. The median of the ratios between TEH and LM counts, has
been found to be 1.1 or microscopic fibres and 1.2 for total
fibres. Prom TBPI counts, submicroscopic fibres have been
found t0 account or about 10% of total 1>5 um fibre. The
mean ratio between short fibres and those with 1>5 um was in
the range 0.8-3.6, depending on the working process. These
results suggest the possibility of adopting factors, varying
with the kind of working process, to be applied to LM counts
in order to estimate the exposure to al1 the asbestos fibres
considered important or a comprehensive evaluation of the
risk.
Esposizione lavorativa all'asbesto in Italia: considerazioni
sulla base dei dati disponibili.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
ArW, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 159-170, 1985
L'autore prende in considerazione tutti i dati disponibLli
sulla produzione e consumo di asbesto in Italia, la sua com-
binazione pi& diffusa .(amianto - cemento), la tipologia dei
Vati minerali. L'ambiente di lavoro e le concentrazioni rileva-
te sono distinte .fra quelle anteriori al 1977 e quelle poste-
riori. La nuova Direttiva CEE di una e non due fibre per cm 3
pone gravi problemi alla situazione Italia rispetto agli altri
paesi europei. L'articolo 18 della stessa impone che gli Stati
meabri adottino nella loro normativa nazionale le disposizioni
date entro i1 l' gennaio 1987. autore si augura che gli Enti
preposti siano messi in grado di operare un controllo sistema-
tico dopo tale data.
0237
MARCONI A. CECCiC3TTI G. BARBIERI M.
Influence of some factors on the possibility of asbestos fibre
identification usina an analvtical scannina electron microscow.
G.Ig.Ind., 10 ( 4 ) : 23-34, 1985
The authors in this preliminary study have verified the re-
liability of the results obtained on single fibre where the
A S W method is applied in routine way or microanalyses. In de-
tail they have obtained information on:
- the variation of elemental ratios against Si or Mg, Na and
Pe on fibres of the same mineral type and from different
sources;
- the analytical performance on fibre of different diameter;
- the influence of coating technique on the analytical diame-
ter;
- the influence of integration time.
0238
WLRCONI A. MACCIONE M. ROSSI L.
Asbesto e Talco: Determinazione del contenuto di particelle
minerali fibrose in polveri di talco commerciali mediante
tecniche associate di microscopia ottica.
Sono stati esaminati 19 campioni di talco di uso industria-
le farmaceutico e cosmetico in commercio in Italia, applicando
tecniche analitiche associate di microscopia ottica (Contrasto
di fase e dispersione cromatica) per determinare il loro Conte-
nuto in fibre minerali. La percentuale numerica in fibre di
asbesto riferita al numero totale di particelle varia tra < 0.2
e 3.2. Le fibre di asbesto sono risultate costituite da criS0-
tilo e anfiboli (tremolite e/o antofillite). Le fibre anfiboli-
che sono spesso presenti sotto forma di frammenti. Le particel-
le di crisotilo hanno quasi sempre diametri 0.3 um e rapporti
di allungamento > 10:l mentre la maggioranza delle fibre di an-
fibolo hanno diametri compresi tra 0.5 e 2 um e rapporti di al-
lungamento compresi tra 3:l e < lo:~. Per la maggioranza dei
campioni stato valutato un contenuto in peso di aSbeSt0 Seri-
sibilmente inferiore al1'1 %.
0239
WLRCONI A. PULEDDA S
Studio della correlazione tra misure gravimetriche e numeriche
delle fibre di asbesto nelle emissioni da alcuni impianti
produttivi.
0240
MARCONI A. PULEDDA S.
Analisi differenziata delle varie forme d'asbesto presenti in
alcuni prodotti commerciali con ?e tecniche intearate della
diffratiometria a raggi X e della microscopia otfica in
contrasto di fase.
0211
MARCONI A. ROSSI L. MIGLIACCIC G. DI GIROLAMO P
SCACCIA M. GALOPPINI P. BARBIERI M.
Contaminazione ambientale da fibre in edifici coibentati con
materiali fibzosi minerali: risultati di una indagine in un
grande complesso di uffici.
Le fibre minerali sintetiche sono un'alternativa sicura all'a-
mianto? Risultati dell'"Internationa1 Symposiuio -n-Made Mine-
rai Fibres in the Working Environment". (Copenhagen, 28-29
ottobre 1986).
0243
HARCONI A. PULEDDA S.
I1 problema della contaminazione da fibre minerali negli
ambienti interni.
Vengono presi in considerazione gli aspetti generali del
problema dell'amianto e delle fibre minerali presenti nei mate-
riali Usati neali ambienti interni. In articolare venaono Sot- ~- ~~~
tolineate le -implicazioni sanitarie,- i problemi nobtivi e
l'esigenza della loro razionalizzazione sulla base dell'espe-
rienzi e di criteri realistici di priorit. Viene inoltre pre-
sentata una rassegna dei dati di concentrazioni ambientali ri-
scontrate in questo tipo di ambienti e vengono considerate le
stime degl i effetti potogeni da pi rgartl proposte e basate r u i
l i v e l l i d4 wnoentrazioni erristenti,
irotlaie C-. Coi*airk (Ed.) 114iia,, 8 ( suppl . ) : 1-35, 1908
C
0246
MARCONI A.
Attuali evidenze scientifiche sul rischio derivante dall'uso di
fibre minerali e non, naturali e artificiali.
Atti del 9' Congresso Nazionale. Merano, 8-9-10 Novembre, ~01.11.
G.Ig.Ind. 14 (4): 27-44, 1989
0247
MARCONI A. PULEDDA S. DI MARZIO A. D'ORSI P.
FICXERA R. MARINETTI S. CICCARELLI C.
Rimozione di materiali contenenti amianto da strutture edilizie,
esperienze in una zona di Roma.
Atti del 9' Congresso Nazionale. Merano 8-9-10 Novembre, ~01.11'
G.Ig.Ind. 14 (4): 207-217, 1989
0248
MARCONI A. SPERDUTO 8. CICCARELLI C.
Campionamento e analisi delle fibre aerodisperse negli edifici
contenenti amianto.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
F. cavariani e P. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 63-72, 1989
0249
MARCONI A. VERDEL U.
Asbestos content of talcs from Italian mines and fibre concen-
tration in various commercia1 talcum powders used in Italy.
In: First International Conferente on Health related effects
of phyllosilicates. Paris, March 16-17-18, (in press). , 1989
This
study was aimed at the mineralogica1 characterization
of taks produced or used in Italy, with special attention to
their asbestos and mineral fibre content. or this purpose XRD,
IRS, light microscopy and SEM techniques vere used. SampleS
from the five active and the seven main inactive italian depo-
sits were investigated. In addition nineteen talcum samples
from the italian market were analyzed by microscopic techni-
ques. In the active mines samples (Valchisone-Piedmont, Orani-
sardinia, Valmalenco-Lombardy) none contained serpentine or
tremolite; in the active mines samples only one from Valtelli-
na-Lombardy contained serpentine (10-20%), but in the non-
fibrous antigorite form; tremolite, mostly present with prisma-
tic and non-asbestiform morphology, was found in talcs from Va1
di Lanzo-Piedmont (5-IO%), from Bagnada-Lombardy (0-15%). from
Montenero-tuscany and S'Arenargiu-Sardinia (at trace levels).
Commercial talcum poweders, for which is not easily known the
origin of the components (foreign import accounts for 22% of
domestic consumption), showed an asbestos fibre content (by
count) ranging from O to 3.2%. Chrysotile and tremolite fibres .
were found in most samples. The majority of chrysotile fibres
had diameter 0.3 um and aspect ratio > 10:l; while tremolite
fibres showed mostly diameters between 0.5 and 2 um, aspect ra-
ti0 < 10: 1. The weight percent was usually estimated leSS Or
considerably less than 1%.
0250
MARCONI A. CICCARELLI C. INCOCCIATI C'.
I1 problema dello smaltimento dei rifiuti in Italia.
Acqua Aria, 2: 163-167, 1989
Viene presentata una rassegna delle principali Sorgenti di
rifiuti contenenti amianto (RCA) le quali sono rappresentate
dalle maggiori attivit manufatturiere industriali e dalle ri-
levanti attivit di manutenzione e scoibentazione eseguite nei
settori edilizio, navale, ferroviario e della prodyione ener-
getica. Un'altra sorgente probabilmente rilevante e costituita
dagli scarti derivanti dall'uso dei prodotti. Si evidenzia la
quasi completa assenza di dati nazionali in materia, che possa-
no fornire una misura della estensione del problema. Particola-
re attenzione viene posta alle questioni della deficizione dei
RCA e ai problemi della loro classificazione nonche alla man-
canza di linee guida specifiche per la gestione dello sanilti-
mento dei rifiuti contenenti amianto.
Nuove esigenze nel trasporto delle acque reflue cenni sui
problemi di tenuta delle condotte.
In: I1 trasporto delle acque potabili irrigue e reflue
nelle Tre Venezie: nuove esigenze, nuove prospettive.
Venezia, 6 giugno 1988.
Atti del Convegno: 2-32, 1988
0252
MIIRINETTI S. D'ORSI P.
Disposizione-diffida per la prevenzione dei rischi derivanti
dalla presenza di materiali contenenti amianto in edifici.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
P. Cavariani e F. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 119-121 1989
0253
HARINETTI S. D'ORSI P. FICHERA R.
Disposizione per la ditta appaltatrice dei lavori di bonifica.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
P. Cavariani e P. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 122-124, 1989
0254
MARTELLINO C.
Pericoli dell'inquinamento da asbesto.
Sicurezza, Agosto: 36-37, 1981
0255
MARTINI E.
La misura delle fibre di amianto nell'ambiente di lavoro.
Metodi e problemi.
L'autore, dopo aver trattato il problema del rapporto fra
polvere respirabile e polvere totale, esprime l'opportunit di
adottare un metodo unico per il conteggio microscopico su fil-
tro a membrana per le fibre di asbesto. Una metodica che abbia
buona probabilit di fornire risultati ripetibili deve essere
unificata rispetto a parametri di campionatura, preparazione e
conteggio. Per ognuno di questi tre parametri
l'autore enuncia
le variabili interessate indicando le modalit necessarie per
una loro standardizzazione.
0256
MASTROSIMONE G.
I quadri radiologici dell'asbestosi polmonare.
0257
M Z Z E L U DI BOSCO M.
Silicosi e asbestosi. Considerazioni suggerite dalla nuova
nonnativa.
0258
MZZELLA D I BOSCO M.
ASbesto e tumori (Considerazioni suggerite dalla Direttiva
CEE) .
0259
MELINO C. SIMONETTI D'ARCA A. GUALDI G.
Cenni di epidemiologia e possibilit di profilassi per alcune
forme di patologia professionale in odontoiatria ed aspetti
medico legali emergenti.
Nota 11: Patologia di origine non infettiva.
Nuovi Ann.Ig.Microbiol., 34 (1): 17-42, 1983
Facendo seguito alla prima nota, dove stata discussa la
patologia infettiva nella pratica odontoiatrica, in questa se-
conda vengono prese in considerazione le possibilit di una pa-
tologia non infettiva, dovuta a esposizione a rischi di natura
fisica (rumore, radiazioni ionizzanti), chimica (mercurio, ane-
stetici, disinfettanti, ecc.), rischi da traumi, da postura,
psicosomatici ecc., che potenzialmente incrementano una patolo-
gia nettamente specifica e professionale. Per ogni categoria di
rischio si cercato di puntualizzare. con particolare atten-
zione, le possibilit di prevenzione. E' stato inoltre affron-
tato il complesso aspetto medico legale di spettanza odontoia-
trica sia nei riguardi nell' operatore che in quelli dell'assi-
stito.
0260
MELLINI M. FERRARIS G. COMPAGNONI R.
Carlosturanite: HRTEM evidence of a polysomatic series
including serpentine.
0261
MENICHINI E. MARCONI A.
L'asbesto nelle fabbriche di freni e frizioni. Risultati di
un'indagine ambientale.
E' stata effettuata un'indagine ambientale in una fabbrica
di freni e frizioni al fine di valutare l'es~osizione alle fi- - - -
bre aerodisperse di asbesto, costituente essenziale dei -te-
riali d'attrito. La determinazione delle concentrazioni di fi-
bre stata effettuata mediante prelievi personali e di centro
ambiente su filtri a membrana, e S U C C ~ S S ~ V O conteggio al mi-
CrOsCOpio Ottico in contrasto di fase a 400X. Su 19 lavorazio-
ni comportanti un'esposizione di un intero turno, le concen-
trazioni medie rilevate con i prelievi personali sono risulta-
te superiori a 1 fibra/cc in 17 casi, superiori a 2 ff/cc in
11 casi; il valore massimo delle concentrazioni medie (7.2 ff/
CC) stato riscontrato in corrispondenza delle macchine pa-
stigliatrici. I1 valore medio della fabbrica risultato 2.8
ff/cc. Sono state inoltre effettuate determinazioni di poive-
rosit totale: dal rapporto tra le concentrazioni numeriche e
auelle ponderali risulta che. a oarit di polverosit totale,
ie fasi iniziali del ciclo produtiivo un rischio da
asbesto maggiore, vengono valutate le possibilit di correlare
i risultati delle due diverse tecniche analitiche. I risultati
vengono confrontati con quelli riportati in letteratura per
fabbriche analoghe.
0262
KENICHINI E. KARCONI A. ROSSI L.
La direttiva CEE sulla protezione dei lavoratori Contro i
rischi da asbesto. Motivazioni scientifiche e problemi
applicativi, relativi alla misura dell'asbesto
aerodisperso.
Viene discusso il metodo di riferimento per la determina-
%ione della concentrazione di fibre d'asbesto in aria, allegato
alla direttiva CEE sull'asbesto nei luoghi di lavoro. Per Ogni
parametro analitico vengono commentati i criteri di scelta dei
valori adottati e le possibili implicazioni, e vengono racco-
mandate le procedure operative.
0263
MENICHINI E . MARCONI A. ROSSI L.
11 programma interlaboratorio comunit Europea/Canada sui
Criteri di conteaoio delle fibre d'asbesto: principali
risultati e conf r&ito con studi analoghi.
La Commissione delle Comunit Europee ha promosso un Con-
fronto, in 26 laboratori, di varie regole di conteggio delle
fibre d'asbesto al. microscopio ottico. sono stati esaminati gli
effetti del cambiamento dei rapporti d'allungamento (R.A.) mi-
nimi l , l e O : ) , e confrontati i criteri definiti dal-
llAsbestos International Association (AIA), dal Centrai Refe-
rence Scheme( tal quale e in una versione modificata (CRS-
m.), nonche eventuali criteri locali. E' stata inoltre vah-
tata la ripetibilit intralaboratorio dei conteggi con il meto-
do AIA. I criteri cRS-mod. e, in misura minore, il R.A. 5:l
sembrano migliorare la riproducibilit dei conteggi rispetto
alle regole AIA (3:l) comunemente adottate, fornendo livelli di
conteggio vicini a quelli ottenibili con le regole AIA e locali
(3:l). Gli effetti del cambio di regole variano con il tipo
di
campione. Le differenze nei livelli di conteggio dovute al Cam-
bio di regole sembrano essere inferiori a quelle riscontrate in
differenti lavoratori con le stesse regole. I principali risul-
tati della ricerva vengono discussi,anche in relazione a quelli
ottenuti in alcuni studi analoghi. Viene in particolare ripor-
tato uno studio sulla ri~etibillt associata al metodo AIA. ef-
fettuato nel nostro labokatorio, i cui risultati sono in ottimo
accordo con quelli medi dello studio internazionale.
0264
KENOTTI A. PUDDU V.
Death rates among the italian railroad employees, with special
reference to coronary heart disease and physical activity at
work.
Al1 the male employees of the Italian railroad system at
work on Apri1 1, 1963, were classified by age, ~CCUpatiOn,
leve1 of physical activity, and other relevant social and wor-
king characteristics. Such a group for a total of 172, 459
subjects was followed for 5 years and al1 death occurring in
that period of time were recorded and analyzed in relation t0
some of the entry characteristics. The analysis mainly focused
on the question of physical activity at work and showed that
the overall corrected death rates are somewhat higher in men
who perform heavy work, as compared with moderate and sedentary
workers. The same applies to severa1 other causes of death, in-
dividually considered, like "other degenerative heart disease"
(excluding true coronary),"chronic bronchitis", and "violente".
Non substantial differences vere found between occupations f0r
death rates due to "cancer" and "strokes". The only cause of
death which definitely prevails in sedentary and moderate
workers, as compared to the heavy ones, is coronary heart di-
sease, defined by " Myocardial infarction and sudden death of
probable coronary origin", differences being statisticaly
highly significant. Such results are somewhat contrasting With
those of a similar'study conducted in the U.S. railroad people,
where for al1 causes and for most individua1 causes of death,
sedentary people showed higher rates than moderate, and these
showed higher rates than heavy workers. The possible influente
of job classification and death coding, does not seem t0 intro-
duce substantial bias in the present Italian study.
0265
W0 G. SULOTTO P. PISANI
COSCIA G.
Studio sulla distribuzione
si, nell'asbestosi e nella
W. BONZANINO A.
intrapolmonare dei gas nella silico-
siderosi.
MinerVa Pneunol., 6: 464-467, 1967
La distribuzione intrapolmonare dei gas stata esaminata,
mediante la metodica del lavaggio dell'azoto intrapolmonare e
con l'ausilio di un indice di analisi delle curve di clearance
elaborato dagli Autori in una precedente ricerca, in 100 sili-
cotici e 16 asbestosici. Sono pure riportati i risultati osser-
vati in 24 saldatori portatori di siderosi polmonare e, a fini
di raffronto, in una casistica di patologia broncopolmonare non
professionale. I1 orupoo dei silicotici Dresenta mediamente una
netta compromissi6ne-'della distribuzi8ne intrapolmonare dei
gas. non correlata con la sravit radioloqica. ma che pare es-
sere rigorosa espressione -del11 insuff icinta- ventllaiorla di
tipo ostruttivo provocata dalla complicanza bronchitica ed en-
fisematosa. Gli -asbestosici esaminati. ~resentanti il tipico
quadro funzionale "da amputazione", s~%o* risultati indenni da
Compromissioni della distribuzione, mentre i siderotici presen-
tavano dati ai limiti della norma.
0266
IIERLER E. QUINN M. ZAPPA M. SENIORI COSTANTINI A
LA1 M.
Risultati di un questionario sul rischio amianto.
mRLETTI F. HESELTINE E. SARACCI R. SIMONATO L.
VAINIO H. WILBOURN 3.
Target organs for carcinogenicity of chemicals and industria1
exposures in human: a review of results in the IARC monographs
on the evaluation of the carcinogenic risk of chemicals t0 hu-
mans.
Cancer Res., 44: 2244-2250, 1984
Epidemiological observations indicate that cancers affec-
ting different organs and systems in humans have different
causes. At the descriptive level, cancer incidence and mortali-
ty rates exhibit patterns o geografic and temporal variation
which are distinct and separate for each cancer site and even,
at a given site, for different histological types (for instan-
ce, increasing squamous ce11 carcinoma of the lung and decrea-
sing stomach cancer in nost developed countries in recent deca-
des). The existence of these distinct patterns in itself indi-
cates that different causes are at the origin of cancers at
different site. Hence, it is of scientific and practical impor-
tante not only to identify agents that are carcinogenic to hu-
mans but also to specify as definitely as possible the target
0rqan(s) o their action. This is done in the present review 0f
re&its- in the Internationa Agency ior ~esearch on cancer HO-
nographs on the Evaluation of the Carcinogenic Risk of Chemi-
cala to Humans.
0268
UERLO F. PUNTONI R.
Il ruolo dell'esposizione professionale nell'eziologia del
tumore polmonare.
Convegno: "La patologia respiratoria da ambiente".
Positano, 24 aprile - 2 maggio 1987. Riassunti: 157-158, 1987
0269
MERLO G. MONTEVERDE A
Potoendoscopia dei bronchi nell'asbestosi, nella bissinosi,
nella pneumopatia dell'agricoltore e da canapa.
Med.Lav., 54 (11): 737-741, 1963
Gli Aa. illustrano i quadri endoscopici e fotografici dei
bronchi in alcuni di asbestosi, e di alcune coniosi da vegetali
finora mai indagate dal punto di vista broncologico. Osservano,
nell'asbestosi, diffuse e gravi alterazioni endobronchiali Ca-
ratterizzate da modificazioni della mucosa di tipo prevalente-
mente atrofico, con rare compromissioni linfoghiandolari. Nella
bissinosi, nel polmone dell'agricoltore e nella mucosa con
esaltata secrezione e con estrema vivacit del tono. Concludono
sottolineando l'importanza dell'indagine endoscopica in tali
affezioni in quanto vengono in tal modo messe in evidenza dif-
fuse alterazioni bronchiali che occupano una grande importanza
nel deteminismo dell'insufficienza respiratoria di tali malat-
tie.
Sui danni oncogeni pleuropolmonari, autopticamente provati, di
una silicatosi in aumento (asbestosi].
In una revisione dei casi autoptici, ambisesso, pubblicati
nella corrente Letteratura Medica dal 1900 al 1974, SU 2044
Soggetti sono stati reperiti 583 neoplasmi maligni intratoraci-
ci, fra cancri broncopolmonari e mesoteliomi pleurici (osala il
28,59 delle autopsie). Cronologicamente l' incidenza, che nel
pericdo 1930-1955 era gi del 19,7%, passava successivamente,
fra il 1955 ed il 1974, al 35,3% giungendo in taluni settosati
a medie oltrepassanti il 409 delle cause di morte (e rappresen-
tando, il neoplasma pleuropolmonare il 60-709 di tutte le loca-
lizzazioni tumorali maligne, reperibili nell'asbestosico SeZi0-
nato). I1 ceppo anglosassone apparirebbe, seppur non eslusiva-
mente, pi colpito confronto al ceppo etnico neolatino. Asbe-
stosi e Mesotelioma: I1 mesotelioma diffuso della pleura re-
peribile raramente nei settorati degli Ospedali Generali; in
questi ultimi anni, specialmente in citt industriali e marit-
time ha raggiunto frequenze del 0,77% autopsie (ad es. nel set-
tonto delllOspedale San Giorgio di mburgo - Kcenig), ma in
genere contenuto in cifre che difficilmente si scostano dal
0.15-0.25% (sui 346.720 orotocolli autovtici di Settorati Uni-
versitirl e di Ospedall ~enerali documentati in bibliografia, e
riportati nelle Tabelle 7, 8 e 9. i mesotelioml rilevati sono
stati solo 685). Nei settorati degli asbestosici, invece, il
mesotelioma si presentato con frequenze 20-30 volte maggiori:
nei 2.044 reperti autoptici succitati, l'incidenza era del 5.2%
e la frequenza rende vieppi ad aumentare. Tabelle inerenti al-
legate.
0271
MOLPINO P. ZANNINI D.
Malattie polmonari da polveri dei lavoratori dei porti.
Polia Med., 39 (6): 525-539, 1956
Gli Autori richiamano l'attenzione su alcune fome di pneu-
moconiosi, che possono osservarsi tra i lavoratori portuali.
Accanto alle pneumoconiosi da polveri di carbone e da polveri
di cereali, da tempo segnalate in lavoratori del ramo commer-
ciale, sono illustrate altre forme pi recentemente osservate
tra quelli del ramo industriale. Valendosi della loro casistica
ricordano fra queste in modo particolare l'asbestosi, la side-
rosi dei saldatori e la pneumoconiosi dei pulitori di caldaie..
0272
MOLLO P ' . COLOMBO A.
La considerazione clinica nei casi di silicosi autopticamente
accertata.
0273
MOLLO P. ANDRION A. BERTASSO L. COLOMBO A.
Placche pleuriche ialine ed esposizione all'asbesto.
Pathologica, 72: 55-65, 1980
Gli autori compiono una rassegna sulle placche ialine della
pleura e sui loro rapporti con 1' esposizione all'asbesto, ri-
riportando e discutendo dati tratti dalla propria e dalla al-
trui esperienza. Vengono presi in considerazione in modo parti-
colare la frequenza nelle casistiche anatomo - patologiche; le
caratteristiche macroscopiche e microscopiche; l'associazione
tra le placche pleuriche e l'esposizione (professionale e m-
bientalo generale) all'asbesto; il significato epidemiologico
del reperto; i rapporti tra le placche pleuriche e reperto di
corpuscoli ferruginosi nei polmoni; la dimostrazione dell'as-
besto nelle lesioni; la patogenesi delle alterazioni pleuriche;
le relazioni con l'insorgenza di tumori maligni, soprattutto
pleuriti. Secondo l'es~erienza personale. le placche pleuriche
Eon superficie compies;iva supe;iore a i00 cm2 possono essere
considerate come attendibili indicatori di precedente esposi-
zione professionale all'asbesto.
0274
MOLLO P. ANDRION A. COLOMBO A. COMINO A.
DACORSI M. PASSARINO G.
Il riscontro autoptico per la conoscenza di broncopatie e
pneumoconiosi.
Recenti progressi in medicina, 71 (5): 463-472, 1981
C
0275
MOLLO P. ANDRION A. PIRA E. BAROCELLI M.P.
Indicators of asbestos exposure in autopsy routine. 2. Pleural
plaques and occupation.
Il significato del reperto di placche pleuriche come indi-
catore di esposizione professronale all'asbesto stato studia-
to esaminando 898 soggetti adulti sottoposti a riscontro dia-
gnostico in Torino tra i1 settembre 1977 e il giugno 1981. Le
placche pleuriche vennero suddivise ln tre gradi di gravit
sulla base della loro estensione, e i soggetti studiati furono
classificati in auattro cateaorie di esoosizione orofessionale:
-- -
1) certa, 2) probabile, 3) possibile, dj-assente.-~a presenza e
il grado di estensione delle lesioni ~leuriche a placca risul-
tarono significativamente correlate ad'esposizione~professiona-
le all'asbesto. Venne riscontrata una associazione tra lunghez-
.
za del periodo intercorso dall'inizio della esposizione alla
morte, e presenza delle lesioni pleuriche; inoltre tra questa
ultima e durata dell'esposizione. Tuttavia, in casi singoli,
le placche pleuriche possono essere assenti in soggetti con
accertata esposizione professionale anche di lunga durata, men-
tre lesioni anche estese possono essere presenti in soggetti
per i quali tale esposizione non pot essere dimostrata. Di
conseguenza, le lesioni a placca della pleura possono essere
considerate come un utile indicatore di esposizione professio-
nale in studi sulla popolazione, ma la loro validit in tal
senso pi limitata nel singolo caso individuale.
0276
MOLLO F. ANDRION A. BELLIS D. PIRA E.
TALLONE M.V.
Optical detennination of coated and uncoated mineral fibers in
lungs of subjects without professional exposure.
Coated and uncoated mineral fibers, more than 10 um long.
were counted by light microscopy in digested lung samples f r a
82 adult subjects without professional exposure. Up to about
150 coated and 12,500 uncoated fibers/g dry weight vere found,
without any correlation to sex, occupation and smoking habit.
An association between counts of more than 1,000 fibers and
ages over 50 was observed. The ratio of uncoated t0 coated fi-
bers was very inconstant. Only the counts of both coated and
uncoated fibers seem advisable for an optical evaluation of the
possibly pathological mineral fiber burden in the lUngS of
unexposed persons.
0277
MOLLO P. ANDRION A. COLOMBO A. SEGNAN N.
PIRA E.
Pleural plaques and risk of cancer in Turin, Northwestern I t a l ~
an autopsy study.
Cancer, 54: 1418-1422, 1984
The relationship between the occurrence of neoplastic di-
seases and the presence of pleural plaques was studied in a se-
ries of 1097 autopsies perfomed in Turin from the adult
genera1 population. In men, pleural plaques shated an associa-
tion with the presence of laryngeal, pulmonary, esophageal, and
colorectal cancer. oniy cancer of the arynx was strongly rela-
ted to the occurrence of such pleural changes.
This autopsy in
investigation confins previous observations by others based on
X-ray findings, and suggests that pleural plaques may be regar-
ded as risk indicators
of possibly asbestos-related tunours in
the genera1 population.
MOLLO P. ANDRION A. BELLIS D. BERTOLDO E.
COLOMBO A.
Screening of autopsy populations for previous occupational
m exposure to asbestos.
A screening procedure to select, in autopsy populations,
subjects having a major likelihood of previous occupational
exposure t0 asbestos-is described. To test our necropsy-popula-
tion we searched for pleural plaques (PPs); the optical count
of both lung asbestos bodies (ABs) and uncoated mineral fi-
bers (UMPs) at least 10 um in length was recorded. In the a-
dult autopsy population studied in the Turin area, the predic-
tive value given by a positive test for large-size PPs (mostly
bilateral) was about 55%. This leve1 of probability did not ri-
se in relation to the AB counts, whereas an increase to over
75% was observed if more than 10,000 UMFs/g dry lung were pre-
sent. In subjects with out PPs or with small-size plaque le-
sions (mostly unilateral), predictive values of positive testa
were 20 to 308 when ABs and UMPs were found to be b e l w 100 and
10,000 /g, respectively, and increased to approximately 408 if
the AB count exceeded 500/g and to almost 70% for an UWP count
above 100,00O/g. In subjects without PPs or with small-size
plaque lesions, the probability of being nonexposed was grea-
ter than 90% if neither ABs nor UMFs were found. This autopsy
screening may be a reliable t001 in selecting cases most proba-
bly related to occupational exposure.
0279
NLU] P. ANDRION A. BELLIS D. BERTOLDO E.
DELSEDINE L. ARDISSONE P.
Occurence of lung asbestos bodies and mineral fibres in
bronchial small ce11 carcinomas and carcinoids.
Acta Onc01ogica, 8 (I): 7-11, 1987
Il contenuto ~olmonare di fibre di asbesto ricoperte (cor-
puscoli dell'asbesio) e di fibre minerali non ricope'rte 6 Stato
determinato mediante microscopia ottica ln 23 pazienti con car-
cinoma a piccole cellule del-polmone e in 28 pazienti con car-
cinoide bronchiale. Scopo dell'indagine era di ricercare even-
tuali differenze nella concentrazione di particelle minerali
tra i due tipi di tumore. Prendendo in considerazione i corpu-
scoli dell'asbesto, non sono state rilevate differenze signifi-
cative. Al contrario, il ritrovamento di fibre minerali non ri-
coperte era significativamente associato con il carcinoma a
Piccole cellule: tuttavia. ci era esclusivamente dovuto alla
differenza significativa. osservata nei maschi. I1 conteggio
mediano di corpuscoli dell'asbesto per grammo di peso secco di
cificazioni pleuriche in soggetti riconosciuti affetti da asbe-
Stosi presso la Clinica del Lavoro dell'universit di Milano,
al fine di confrontarle e di studiarne i caratteri differenzia-
li. L'indagine ha preso in considerazione l'incidenza, l'et,
il rapporto con la durata dell'esposizione alla polvere, il pe-
riodo di latenza, la sede, l'aspetto radiologico. Significativa
apparsa la diversa incidenza percentuale delle calcificazioni
pleuriche tra i soggetti con precedenti tubercolari 11,411) e i
Soggetti affetti da asbestosi (19,29). Tutte le ~alcifi~aZi0ni
asbestosiche ed il 761 di quelle tubercolari sono state osser-
vate in soggetti di oltre 40 anni di et. La maggior parte de-
gli asbestosici con calcificazzoni pleuriche era stata esposta
per pi di 15 anni al rischio pneumoconiogeno. In nessuno di
essi erano trascorsi meno di 15 anni (25% dei casi). Quasi tut-
te le calcificazioni di origine tubercolare sono state rilevate
monolateralmente e localizzate alla pleura costale, solitaniente
uniche, di dimensioni cospicue, di opacit marcata, a struttura
granulare, a contorni irregolari, spesso con evidente base di
impianto fibrosa. Quelle di origine asbestosica sono invece ri-
sultate prevalentemente bilaterali (54% dei casi) e multiple,
distribuite nelle regioni ove l'escursione respiratoria della
gabbia toracica maggiore, interessavano isolatamente o in as-
sociazione la pleura costale, diaframatica e mediastinica,
erano di dimensioni ridotte, a tenue opacit, con margini netti
e sinuosi, di struttura omogenea. I singoli caratteri-differen-
ziali emersi dalla ricerca possono essere di scarso significato
diaanostico se Considerati isalatamente: solo il riscontro e la ~- ~ -
.
valctazione complessiva di pi elementi possono pernettere di
giungere a differenziare vrocessi di mineralizzazione pleurica
a genesi diversa.
L'interpretazione patogenetica dell'asbestosi polmonare sulla
base del reperto linfoghiandolare.
Nelle linfoghiandole regionali di polmoni asbestosici l'A.
ha osservato una modica sclerosi, per pi punti identificabile
Col comune tipo atrofico che znterviene con l'et; in pi feno-
meni di sclerosi assiale dei seni, reperto frequente in linfo-
ghiandole di altri territori (mesenteriche), eccezionale inve-
ce in questo distretto. ~'asbesto non giunge dal polmone alle
linfoghiandole in quantit sufficiente a giustificare un'azione
meccanica diretta, come invece probabile avvenga nel polmone.
Neppure provata un'eventuale azione fibroblastica dell'acido
silicico liberato dall'asbesto, la quale potrebbe tra~inettersi
sulle linfoghiandole mediante la corrente linfatica. considera-
zioni ricavate dalla bibliografia e inerenti alla casistica
personale fanno anzi apparire infondata la convinzione che Si
verifichino processi di diaintegrazione intravitale dell'ago
sclerogeno. Una lieve sclerosi assiale dei seni, osservabile
nelle linfoghiandole regionali di polmoni asbestosici piut-
tosto da identificare col,,"ptocesso di indurimento linfovasco- .
lare' (sec. Orsos o col catarro fibroso dei seni" sec. Nord-
UUInn) ed e riferibile a una cronica irritazione aspecifica Se-
condaria: questa probabilmente dovuta a un sovraccarico di
linfa ricca di protidi proveniente dal polmone, in cui per
l'asbestosi si sostituiscono condizioni di congestione san-
guigna e di flogosi subacute.
0283
MOTTURA G.
Sulle alterazioni bronc,opolmonari da inalazione di polveri.
0284
MOTTURA G. FAGIANO E.
Anatomia patologica e patogenesi dell'asbestosi polmonare.
0285
MUWAFD' E. SERIO A.
I cancerogeni professionali nel settore dei trasporti: criteri
di prevenzione per i rischi da lavorazioni con amianto e da
trasporto di colli radioattivi con riferimento alla normativa
italiana ed internazionale.
0 2 8 6
NAPOLI S.
Inquinamento da amianto: rilievi critici sulle metodiche ed
esperienze nella citt di Bari.
L'A. prende in considerazione
una tecnica di prelievo e di
riconoscimento per fibre di asbesto disperse nell'aria. Detta
tecnica stata utilizzata per misure nella zona urbana di Ba-
ri, dove anche presente un'industria specializzata in lavora-
zioni cemento-amianto. Vengono riportati i risultati ottenuti,
con alcune valutazioni critiche.
0287
NAVAZIO G.
Interazione all'interfaccia fluido-parete nelle tubazioni di
fibrocemento.
In: 11 trasporto delle acque potabili irrigue e reflue
nelle Tre Venezie: nuove esigenze, nuove prospettive.
Venezia, 6 giugno 1988.
Atti del Convegno: 1-16. 1988
@
0288
OCCE- E. MADDALON G.
X-ray diffraction characteristics of some types of asbestos
in relation to different techniques of comninution.
Quattro tipi di fibre di amianto (crisotilo, crocidolite,
amosite, tremolite), macinati per differenti tempi e per preva-
lente azione di taglio, sino a dimensioni inferiori a 10 miCrOn
circa, vennero sottoposti ad,esame roentgenspettrografico. Una
notevolissima riduzione dell'altezza dei ~icchi ed un corri- ~ ~ ~ - - - ~~
spandente incremento dello spettro di fond-venne riscontrato
analizzando le classi oih fini: tale riduzione - che raggiunge
. .
i1 valore de11184% il crisotilo - cos elevata, da far
concludere che nei cristalli aventi dimensioni di qualche mi-
cron presente in tal caso una marcata riduzione delle carat-
teristiche cristalline. Analoga riduzione non stata constata-
ta in un campione di fibra finissima di crisotilo, liberata per
prevalente azione di urto.
0289
OCCELW E.
Rifiuti industriali e contaminazione da fibre d'amianto.
Boll.Ass.Min.Subalpina, XXI (4): 486-494, 1984
Una recente limitazione alla libera disposizione in disca-
rica di rifiuti industriali contenenti amianto costituisce 10
spunto per un'analisi critica della definizione di "fibre libe-
d'amianto" e mer aualche suaaerimento circa 11 critario da - -
adottare per il doiaggio delle fibre potentialinsnte pericolose
nei rifiuti stessi: in particolare s'intende escludere lo pos-
sibilit di determinazioni dirette delle fibre d'amianto- sui
materiali grezzi, per suggerire la separazione della frazione
fine dei materiali ed una successiva determinazione analitica
del contenuto in "fibre libere".
< ,
Inquinamento ambientale da fibre.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'aipbiente di vita.
Arco. 24-25 roaaaio 1985.
Viene presentata un'ampia rassegna de5Xa &tteratura'thca
l'inqLIiIIaIhent0 ambientale provocato da fibre. con mrticolare
riferimento a quelle aerodisperse. Dopo aver fatto cenno alla
nuwa Direttiva CCE soll'mianto, l'autore~si .oWezuariiZ2pro-
blemi dellaidetewinazione. ~ ~ t e z i o n a : ' ~ d . n ~ i Zi c a t i o n ~ c Cm-
te gio delle f ibre aerodis~rse . ~iene.inf ine presentato l'uso
f de h nicroscopia elettronica in auesto campo compresa la rac-
comandazione deila A. I .A. (ASBE,~W~S INT . ASS- )
-
SigniEicato della misura della C
d',hiBnto- qer08isperee ~i fini
a.$Wikale. . ., C .
., . ,
- .
+Ri&.iabti 'la-hatura ;.,minenibgica, 1e'~iiaensiWi icla li' trp-
porti iorfometrici che identificano le' "f'Ibn?'>..t pbtdWih9iMhte
cancerogene, vengono riferite alcune connesse esigenze del C=-
pionanento e dell'analisi microscopica (ottica ed elettronica),
'4nsistendo sul fatto che le ricerche sulla misura de~gli. %l-
"%lciUwnti e sull'epidemiologia da polveri hanno iq'ifi t0
soltanto se connesse a considerazioni sull'
d$ lot la sua
j : >
btimonti-per la definizione dei livelli di aeione delle
aomdLrpsrse nelle miniere e m r l h +ve, -che in
.con la loro nociviti apecifbca.
Boll.Ass.Min.SUbalpina, XXIII (2-3):237-248, 1986
In relazione alla programmazione di una raccomandazione
comunitaria, atta a definire criteri di limitazione e di lotta
contro l'inquinamento particolato nell'industria estrattiva,
viene discusso il temine "nocivit" delle polveri, quale ri-
sulta emergente dai risultati delle indagini del 4 programma
di ricerche sull'igiene industriale nelle miniere sovvenzionato
dalla Commissione delle ~ommunlt Europee, e quale sar intro-
dotto nella normativa francese (ed eventualmente esteso agli
altri Paesi della Comunit).
0293
ODAGLIA G. ZANNINI D.
Contributo allo studio dell'apparato cardiovascolare
nell'asbestosi.
Gli M. hanno studiato in nove casi di asbestosi polmonare
il comportamento dell'apparato cardiovascolare con particolare ,
riferimento al piccolo circolo. In queste loro ricerche hanno
potuto mettere in evidenza, in parte dei casi, rilievi clinici,
radiologici e capillaroscopici ~nterpretabili come espressione
di sovraccarico del piccolo circolo.
0294
OGLIARI L. - 0 G. FERRARIO F. SCATTURIN W.
Inquinamento da amianto. Esperienze e prospettive dell'azione
sindacale.'
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 257-267, 1985
Viene descritta l'esperienza di risanamento della C w t r a b
T e m o Elettrica ENEL di Turbigo (Milano), da inquinamento di
mianto. La presenza di amianto come coibente e la sua periodi-
ca rimozione nel corso di manutenzione programmata ha mosso i
lavoratori della Centrale. Con una proposta, datata 28.06.'78,
ed accettata dalla Direzione locale, stata promossa una atti-
vith di risanamento modello e codificata poi in vari documenti
ufficiali ENEL. A conclusione alcune considerazioni sulla Di-
rettiva CEE e relative difficolt di attuazione delle norme in-
dicate.
0295
OLLINO P.
Le reazioni pleuriche nel quadro radiologico dell'asbestosi
polmonare .
L'A. rileva l'importanza della dimostrazione radiografica
delle frequenti reazioni pleuriche negli individui affetti da
asbestosi. Tali reazioni pleuriche, poich evolvono parallela-
mente al progredire della fibro-sclerosi interstiziale, sono un
elemento valido per giudicare del danno di tale pneumoconiosi.
0296
PACI E. BOLOGNINI M. GASPERINI M. PETRI G.
SENIORI COSTANTINI A MEACCI M.
Casi incidenti di mesotelioma maliano nella Provincia di
Firenze e lavoratori dell'industria tessile. Aspetti
relativi alla verifica di ipotesi eziologica, interventi
preventivi di informazione-.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 251-256, 1985
Vengono presentati i casi di mesotelioma maligno riscontra-
ti in Provincia di Pirenze fra il 1979 ed il 1984. Nelle varie
tabelle sono documentati i dati emersi dall'indagine specie per
le implicazioni con l'industria tessile di Prato che non ha
riscontri in letteratura.
0297
PACI E. BUIATTI E. ZAPPA M. DI NATALE M.
VANNUCCHI G. DINI S. BIANCALANI M.
Inquinamento da asbesto nel ciclo tessile pratese: L'evidenza
epidemiologica.
Un'indagine condotta sui casi mesotelioma pleurico
nialigno
(W) della provincia di Firenze negli anni 1979-1985 ha evi-
denziato una elevata frequenza di soggetti che avevano lavorato
nell'industria tessile, in particolare come cernitore, nella
area di Prato. I 21 casi riconosciuti come MPM dall'Istituto di
Anatomia Patologica dell'lhiversit di Firenze, o i loro paren-
ti, sono stati intervistati con apposito questionario, e 8 di
essi risultarono aver svolto attivit nel settore tessile ( 6
come cernitori). A partire da questa inaspettata evidenza di
rischio 8tata.attivata una indagine igienistica per verifica:
re la presenza di asbesto nell'industria tessile pratese ed e
stato effettuato uno studio caso-controllo sul tumore polmonare
al fine di evidenziare un rischio per i lavoratori tessili.
L'0.R. per i lavoratori tessili risultata di 1,49 (C.L. 95% =
0.99-2,241 evidenziando la possibilit di rischio meerato. Gli
autori sottolineano l'interesse e l'utilita che puo avere una
attivita di sorvealianza oer i tumori "rari" connessi con oar-
ticolari esposizioni lavokative al fine-di individuare espki-
zioni "insolite" e di monitorare nel temoo la oroporzione degli
- - -
esposti tra i casi.
0298
PACI E. BUIATTI E. GEDDES M.
A case-referent study of lung tumors in non-asbestos textile
workers .
A case series in the Province of Plorence showed an increa-
sed risk of mesothelioma Ln textile workers (nonasbestos) and a
survey of working conditions confirmed potential exposure t0
asbestos. In order to investigate the risk in textile workers,
including some specific job titles, a case-referent study on
lung tumors was carried out. The lung cancer cases included 441
males with histologically confirmed primary lung cancer during
the period 1980-1983. Referents included 1,075 males selected
from two hospitals and matched for age,sex, and smoking habits.
Those who had "ever worked" in the textile industry shoved an
adjusted odds ratio of 1.52 (959 C.I. 1-2.25) compared with
other "industrial workers". This moderately increased risk L8 .
maintained in selected jobs ln the textile industry. M analy-
sis of the modifying effect of time factors shoved an increased
risk in the period of 15-35 years from the date of first em-
ployment in the industry. The results support of hypothesis
that a probable risk of lung cancer in textile workers in the
Prato area was related to asbestos exposure.
0299
PACI E. DINI S. BUIATTI E. SENIORI COSTANTINI A
LEUZI S. ZAPPA M.
Malignant mesothelioma in non-asbestos textile workerm in
Florence.
By means of a review of histological diagnosi6 in the Pa-
thology Department of the University of Florence, suspected
case8 of malignant mesothelioma, diagnosed in the peri& 1979-
1984, were identified. Study of histological specimens pemit-
ted the selection of 13 cases of malignant mesothelioraa resi-
dent in the Province of Plorence. To these cases, referente ve-
re mtched for age, sex, and year of hospital adntission, ~ i t h
residence weighted for the genera1 population of the Province.
Both cases and referents (or their next of kin) completed
an occupational questionnaire detailing possible occupational
exposures. Out of the 13 cases of mesothelioma, 6 were textile
workers and 5 of these were "rag-sorters". There were Only 5
textile workers among the 52 control. No asbestos cloth produc-
tion plants have b e n in operation in the area from which
the cases and referencs ate derlveo. F80ssible sources of expo-
sure to asbestos i n tbc text::le industry of this area are
discussed.
0300
PACI E.
Amianto. un'indagine sui casi di mesotelioma pleurico nella
provincia di Prato.
RMdL, IV (13) suppl: 72- 74, 1989
e
0301
PALENZONA C
Problemi medici nella regolamentazione legislativa della
silicosi e dell'asbestosi.
L'asbestosi polmonare
Riforma Med., 46 (30): 1207, 1930
@
0303
PAOLETTI A. SPERDUTO 8. FALAPPA P. IANNACONE A.
Analisi dei rischi per l'apparato respiratorio in una fabbrica
di manufatti in cemento-amianto.
Gli A.A. riferiscono sinteticamente i risultati di Una
indagine igienico-ambientale ed epidemiologica in una fabbrica
di 230 lavoratori producente manufatti in cemento-amianto. In
particolare analizzano i rischi emersl per l'apparato respira-
torio.
0304
PAOLETTI L
The application of electron microscopy methods to the study of
environmental pollutron by minera: partlcles.
13th Congress of the Itallan Society for Electron Microscopy.
Plorence, 30th September-3rd October, 1981 79-80, 1981
0305
PMLETTI L. CAIAZZA S. CHESSA E. NOTARGIACOMO S.
DONELLI G.
Valutazione qualitativa e quantitativa mepiante microscopia
elettronica e tecniche associate, del srado di inauinamento
da asbesto di talchi per uso industriaie, cosmetico e fama-
ceutico.
E' noto che l'esposizione professionale alle polveri di
talco pu condurre ad un tipo di fibrosi polmonare nota come
talcosi. Inoltre un aran numero di dati eoidemioloaici e swri-
mentali mette in e;idenza il rischio dr'tumore a&ociato-alle
componenti fibrose delle polveri di talco. in particolare alla
presenza di fibre di asbesio, un contaminante naturale dei gia-
Cimenti di talco. In considerazione di ci, sembrato opportu-
no iniziare uno studio sistematico delle polveri di talco uti-
lizzate in
Italia allo scopo di stabilire il loro contenuto in
fibre ed, in particolare, il loro contenuto in asbesto. Nei
campioni di talco studiati sono state osservate percentuali
di particelle fibrose fino al 20% del totale delle particelle.
Circa la met dei talchi ha rivelato la presenza di aSbeSt0:
in un caso, crisotilo (asbesto dl serpentiio); negli altri Ca-
si, tremolite (asbesto anfibolico). La auantit di asbesto Va-
riava notevolmente da un campione all'aitro, fino al 30% della
frazione fibrosa. Circa il 75% delle fibre di asbesto osservate
nelle polveri di talco risultata avere uno spessore inferiore
a 0,4 um, cio al potere risolut~vo del microscopio ottico che
tuttora strumento pi utilizzato per lo studio di particelle
e fibre minerali.
0306
PAOLETTI L. CAIAZZA S. CHESSA E NOTARGIACOMO S
~ONELLI G.
Asbestos contamination of talc: electron microscopy and X-ray
microanalysis study.
0307
PAOLETTI L.
Electron microscopy techniques in the contro1 of mineral dust
environmental pollution.
XIV Congress of the Italian Society of Electron Microscopy.
Ferrara, September 21-24, 1983
Ultramicroscopy 12: 166, 1983
A large number of well established data obtained in the re-
Cent years through environmental studies and epidemiological
researches points out the growing weight of mineral dust pollu-
tion. The increasina exnosure of nooulation. both in work and
genera1 environment , is m h l y due io' a signif icant increase in
industrial emplovment of mineral fibers and dusts. An inportant
Sign Of the ikr&asing attention to the health risk due io this
kind of pollution is represented by the recent discussion on a
directive of the Council of the Eurooean Communities reaardinq
the protection of workers against the exposure to asbeseos. li
is even more evident that to evaluate correctlv the enviromen-
tal pollution by mineral dusts and the relatea risks it is nOt
enough to have the knwledge of pollutant concentration in the
environment fweiaht/volumel but data on mor~holoaY and size of
< . ~
minerai particies together'with those on crjrstaliine structure
and chemical comDosition are strictlv reauired. The relevance
of these parameteri, for instance, is kell-known in order to e-
valuate the health risks of asbestos exposure. Only the elec-
tron microscopy techniques, including X-ray microanalysis and
electron diffraction, are able to supply al1 the above mentio-
ned analytical data with the necessary accuracy. In the Ultra-
structure Department of the Istituto superiore di sanit these
techniques ara currently utilized to study a number of aSpeCtS
of the environmental pollution due to mineral dust. Anong the
researches which are in progress, the follwing can be pointed
out: the analysis of talc powders as carriers and sources of a-
sbestos in the environment, the detection and the characteriza-
tion of mineral particles contained in lung tissues, the Sin-
ging out of cqrrelation parameters between concentrations 0f
airborne mineral fibres detectible in the same environinent by
light and electron microscopy, respectively.
0308
PAOLETTI L. CAIAZZA S. BATISTI D. PANIZW C.
DONELLI G.
Detection and characterization of asbestos fibers and minera1
particles in human lung in relation to occupational and non-
occupational exposure.
XIV Congress of the Italian Society of Electron MicrOSCOpy.
Ferrara, September 21-24, 1983
ultramicroscopy 12: 159-160, 1983
A large number o experimental and epidemiological data
has confirmed definitely the correlation existing between meso-
thelioma onset and asbestos exposure. Because of the low tre-
quency of mesothelioma cases in the genera1 population, their
occurrence must be considered a significant indicator of asbe-
stos sources in a given environment. To achieve a better risk
assessment according to fiber type and size, a long-term colla-
borative study on autoptic and bioptic lung samples coming from
different Italian regions has been planned. In this connection,
autoptic samples o mesothelioma cases diagnostically confirmed
by the Italian Pane1 or Mesothelioma (Chainnan, Prof. G.Manci-
ni, University of Bologna) have also been investigated; Al1 the
lung specimens were ashed at low temperature (about 50 C) in a-
tomic oxygen atmosphere and residua1 mineral phases vere obser-
ved by TEM and SEM and characterized by means of electron dif-
fraction and X-ray microanalysis. Quantitative evaluations of
the fibrous and particulate content of the investigated tiSSues
were perforined according to a previously reported procedure.
Preliminary results indicate the presence of high ievels 0f
asbestos fibers in al1 the lung samples from mesothelioma ca-
ses, confirming the literature data reported in recent YearS.
Purthemore. the contem~oraneous Dresence of talc particles and
asbestos fibers in lung~samples fkom non-occupatio~ally exposed
pe0ple has been observed. Given the possible association due t0
the-comon geologica1 origin of taic and asbestos, these data
seem to indicate the talc powders as not yet properly assessed
asbestos carriers in the environment.
0309
PAOLETTI L. CAIAZZA S. DONELLI G. POCCHIARI P.
Bvaluation' by Electron Microscopy Techniques of Asbestos
Contamination in Industrial, Cosmetic, and Pharmaceutical
Talcs .
Talc powders from national and international markets uere
analyzed in order to assess their fiber contents and the Pro-
portion of asbestos in the fibrous material. SampleS of tale
povders used as excipients in phamaceutical and ~0smetiC
preparations demonstrated fiber contents up t0 305 of total
particles. About a half o the talc powders revealed the Pre-
sente of asbestos: in five samples chrysotile (a serpentine
asbestos) was present, in the other ones tremolite and antho-
phyllite (an amphibole asbestos). The amounts of asbestos VarY
Up t0 90% in the different samples of the fibrous fraction.
M o u t 75% of observed asbestos fibers were thinner than 0.4 m,
i.e., belou the resolving power o light microscopy which unti1
now was the most utilized technzque for evaluating the environ-
menta1 pollution due to asbestos.
0318
PACILETTI L. CAIAZZA S. BATISTI D. PANIZZA C.
WNELLI G.
Detection and characterization of asbestos fibers in autoptic
lung samples fr0m mesothelioma cases.
In: Electron Microscopy 1984. Proceedings of the 8th European
Congress on Electron Microscopy.
Budapest, 13-18 August 1984.
A. Csandy et al.iEds), 3: 2215-2216, 1984
@
PAOLETTI L. CAIAZZA S. DONELLI G. BATISTI D
PETRELLI M.G. DINA M.A. DE ZORZI L.
Le polveri e le fibre minerali aerodisperse quali fattori di
rischio cancerogeno occupazionale e non.
XV Congresso Nazionale di Microscopia Elettronica
Roma, 28-31 maggio 1985.
Microscopia Elettronica. 2: A87, 1985
PAOLETTI L. EIBENSCHUTZ L. FALCHI M. BATISTI D.
CASSANO A.M. PETRELLI M.G. PALMIERI A. CIALLELLA C.
WNELLI G.
Fibre e polveri minerali nel parenchima polmonare di soggetti
vissuti in un'area urbana.
XVI CODgKeSsO di Microscopia Elettronica.
Bologna, 14-17 ottobre 1987.
Microscopia Elettronica. 2 suppl.: 27-28, 1987
0313
PAOLETTI L.
Le polveri aerodisperse di origine ambientale quali fattori di
rischio cancerogeno.
Convegno: "La pato1ogia.respiratoria da ambiente".
Positano, 24 aprile - 2 maggio 1987. Riassunti: 156, 1987
0314
PAOLETTI L. BATISTI D. CAIAZZA S. PETRELLI M.G.
TAGGI P. DE ZORZI L. DINA M.A. DONELLI G.
Mineral particles in the lungs of subjects resident in the
Rome area and not occupationally exposed to mineral dust.
we studied
the inorganic particulate contained in the lung
parenchyma of 10 subjects (5 males and 5 females) resident in
an
urban area not occupatlonally exposed to dusts. A total of
17 minera1 types were identified, along with 16 meta1 elements
in the forni of oxides and sulfides. Approximately 70% of the
minerals vere made up of phyllosilicates, in particular clay,
mica, and talc; three meta1 elements, Pe, Al, and Ti, accoun-
ted Or more than 75% of the recovered oxide particles. The
mean concentration of the observed inorganic particles was
approximately 1.8 x 10 pp/mg dry tissue. No significant dif-
ferences were observed in tenns of total particulate concentra-
tiOn in the various areas of the lungs and between the right
and left lung. Instead we observed a larger concentration of
fibrous particles in the upper lobes. The analysis of the data
made it possible to detennine the Dresence of a hiah dearee of
correlati& between the concentr'ations of silicites ind the
concentrations of meta1 oxides and sulfides. inplying the eXi-
stence of a ubiquitous environmental source of these mineral
PartiCleS. The frequent observation of tremolite fibers ii re-
markable. This findlng, confinnes elsewhere, indicates that the
magnitude of the sources of these fibers in the environment,
constituted by contaminated talc dusts, ha6 been underestimated
unti1 today.
PAOLETTI L. FALCHI M. BATISTI D. PISANI D.
ZIEMACXI G. VIVIANO G.
Pollution by airborne breathable particulate in an urban
environment.
3rd International Conference: "Environmental Contamination ".
Venice. September. 479-481, 1988
In order to define the atmosphere pollution role in the
lung cancer etiology it is necessary to carefully detenine
the composition of airborne pollutants. The evaluation of atmo-
sphere pollution by analytic electron microscopy technique has
made possible to analyze morphology and composition of airborne
breathable particulate and to characterize its sources. In the
Urban area the data we have obtained point out motorvehicle
trafflc as the greatest sources of pollution. A massive presen-
ce of heavy metals and mineral fibers, potentially noxious for
health, was observed.
0316
PAOLETTI L. PALCHI M. VIVIANO G. ZIEMACKI G.
BATISTI D. PISANI D.
Peatures of airborne breathable particulate in a remote rural
and in an urban area.
Water, Air b Soil Pollution, 43: 85-94, 1989
In order to define the atmosphere pollution role in the
lung cancer etiology it is necessary to carefully measure the
composition of airborne pollutants. The evaluation of atmosphe-
re pollution by analytic electron microscopy technique has made
it possible to analyze the morphology and composition of air-
b o m ? breathable particulate and to characterize the sources.
The comparative study of a rural area and a d w t o w n area in
Rome has shown qualitative and quantitative differences in the
pollution pattern. In the urban area the data we have obtained
point Out motor. vehicle traffic as the greatest source of pol-
iution. A large amount of heavy metals and mineral fibers, PO-
tentially noxious for health, was observed.
0317
PIIOLETTI L. EIBENSCHUTZ L. CASSANO A.M. FALCHI M.
BATISTI D. CIALLELLA C. DONELLI G.
Minerai fibers and dusts in the iungs of subjects living in an
urban environment.
In: Non-occupational exposure to mineral fibres.
IARC Scientific Publications N0.90. J.Bignon, J.Pet0,
R.Saracci (Eds). 354-360, 1989
We have undertaken a study on 200 autoptic lung samples
collected from subjects who lived in the R m e urban area and
were not occupationally exposed to minera2 dusts. The samples
belonged to subjects who died aged between 15 and 65, both male
and female. Subjects sufferinq from diseases and drug addicts
vere excluded. - ~ h e purpose of-thls lnvestigation was to deter-
mine whether any correlation between subjects' life-style, In
particular smoking habits, and the presence of mineral fikrs
and dusts in their lunys. The data obtained were compared wlth
those on airborne mineral dusts In the environment of the
subjects themselves, particularly data on the concentration and
types of rnineral fibers present in that environment.
0318
PAOLETTI L. CAVALLO S. DONELLI G.
Inquinemento da asbesto negli ambienti di vita.
Roma, Istituto Superiore di Sanit
(Rapporti ISTISM 89/26). 1-32, 1989
Viene presa in esame la problernatica della diffusione M- ,
bientale dell'asbesto e dell'eswsizione della wpolazione ge-
nerale, con particolare riferiinento alla situaiione presente
nel territorio nazionale. Vengono inoltre discusse le prinaipa-
li metodiche analitiche utilizzabili per il monitoraggio ed il
riconoscimento delle fibre di asbesto.
0319
PAOLETTI L. PALCHI M. CARRIERI M.P. PETRELLI M.G.
CIALLELLA C. DONELLI G.
Mineral particulate in the lung parenchyna of subjects nOt
occupationally exposed to dust.
Inr Pirst International Conference on Health Related Effects
0f Phyllosilicates. Paris, March 16-17-18, (in press). , 1989
A study was carried out on phyllosilicates and mineral Par-
ticulate contained in the lung parenchynia of 85 subjects not
occupationally exposed to dust.
Subjects of both sexes were Se-
lected from persons ranging from 15 to 65 years of age, resi-
ding in an urban area and not affected by tumor pathology. WOr-
kers occupationally exposed to dust were excluded from the stu-
dy. Ai1 selected Subjects were residing in Rame at the time Of
thelr death. Infomation on years of residence in urban area,
smoking hablts and ~ccu~ational background were obtained by
interviews with relatives. Lung parenchyma samples were drawn
from the upper lobe. The mineral particulate present in the
tissue samplec was studied by means of analytical electron
microscopy techniques and 16 different mineral varieties were
identified. The phyllosilicates, on the average, accounted for
30% of total particulatec. A sunilar percentage was identified
with the same techniques in the urban ai+. The more frequent
phyllosilicate varieties resulted to be: micas (muscovite and
phlogopite) 54% clays (kaolin and pyrophyllite) 36%. tale e%,
chlorite 1.5%. serpentine (chrysotile) 0 . 5 %. The remaining
particulate identified was prevalently made up o quartz, sili-,
ca, oxides and sulfates of heavy metals. Age and residence seem
t0 have significant influence on the lung burden.
0320
PARAZZI E. PERNIS E. SECCHI G.C. VIGLIANI E.C.
I
"In vitro" cytotoxicity of asbestos dusts.
0321
PARMEGGIANI L.
Rilievi statistici sulle pneumoconiosi nella industria del
cemento.
l
0322
PARMEGGIANI L.
Recenti progressi nella classrficazione internazionale del-
le pneumoconiosi; estensione della classificazione alla asbe-
stosi.
Classificazione radiologica dell'asbestosi.
0324
PAROLARI G. MERLER E.
Identificazione dell'inquinamento da amosite-amianto e danni
provocati in una valle del Trentlno: metodologia dell'indagi-
ne e risultati finora raggiunti.
0325
PAROMI G. GHERSON G. MERLER E. ZANONI L.
Gli effetti dell'esposizione ad amianto amosite tra gli ex
lavoratori di una fabbrica di coibenti: 1. Indagini svolte
e metodologia.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 113-121, 1985
Vengono presentati gli studi gi completati ed altri ancora
in corso sull'inquinamento da amianto e sui danni alla Salute
da esso causati in una fabbrica della Va1 di Ledro, provincia
di Trento, produttrice per 45 anni (1928-1973) di matesiaie
coibente, a base di carbonato di magnesio e di amianto amosite,
e nel territorio circostante. Vengono descritti il ciclo Pro-
duttivo e il tipo di inquinamento ambientale; presentati alcuni
dati sulla popolazione lavorativa, l'occupazione, l'esposizione
all'amianto. Per alcune indagini (studio di mortalita, studio
radiologico, studio della funzione respiratoria, ricerca dei
corpuscoli dell'asbesto), l'articolo fa riferimento ad altri
lavori presenti nello stesso volume. Vengono presentati sinte-
ticamente gli studi sull'esito delle segnalazioni all'INAIL
sull'inquinamento da amianto dell'area della fabbrica e sulla
indlviduazione delle possibili fonti di inquinamento del terri-
torio circostante; sull'inquinamento, infine, delle abitazioni
degli ex lavoratori.
PAROLARI G. MERLER E. BERTAZZI P.A. ZOCCHETTI C.
CARNEVALE F. BERRINO F.
Gli effetti dell'esposizione ad amianto amosite tra gli ex
lavoratori di una fabbrica di coibenti: 2. Indagine
epidemiologica sulle cause di morte.
In: I1 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 123-134, 1985
Sono Dresentati i risultati di uno studio e~idemioloqico
Sulle cau'se di morte del lavoratori (maschl e feinmine) dl-una
Piccola fabbrica che aveva ~rodotto materiale coibente (amianto
bosite e carbonato di magnesio) dal 1928 al 1973. Le informa-
zioni raccolte sono state analizzate con uno studio di coorte .
retrospettivo (durata 38anni: 1.1.1946 - 31.12.1983), le per-
sone aiamesse allo studio sono state 360 (215 M, 145 P) per con:
plessive 10.212 persone-anno (5.580 M, 4.632 P). Come popola-
zioni di riferimento sono state scelte la popolazione generale
italiana e la popolazione della citt di Trento. I risultati
confermano il rapporto tra esposizione ad amianto - amosite e
insorgenza di neoplasie, mortalit per cause respiratorie non
tumorali. L'eccesso dovuto soprattutto a tumori del polmone,
della pleura, dell'apparato digerente, in particolare dell'eso-
fago e del retto. I1 riscontro di diagnosi istologica ~ 0 n f e r m
che l'eccesso non dovuto a sottostima di tumori peritoneali.
11 rischio di ammalarsi di tumore cresce con l'eSp0SiZi0ne e,
per i tumori del polmone, con il fumo di tabacco. Tra le cause
di morte vanno inoltre segnalati 4 casi di tumore del sistema
linfo-emopoietico e 3 casi di tumore della mammella e 2 casi di
tumore dell'ovaio tra le donne.
0327
PAROLARI G. LOVISATTI L. GHERSON G. BERGAMO-ANDREIS 1.A.
VICENTINI D. MERLER E.
Gli effetti dell'esposizione ad amianto amosite tra gli ex
lavoratori di una fabbrica di coibenti: 3. Studio
radiologico di 200 esposti (167 professionalmente, 33 non
professionalmente).
In: I1 rischio neoplastico da amianto dei luoghi di lavoro
e nell'ambiente d i vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 135-144, 1985
Vengono illustrati i risultati di uno studio radiologico di
200 soggetti esposti (167 professionalmente, 33 non professio-
nalmente) ad amianto amosite lavorato dal 1928 al 1973 in una
piccola fabbrica della Valle di Ledro (provincia di Trenta). I
radiogrammi sono stati classificati secondo le norme IL0 80. 70
soggetti (42%) professionalmente esposti hanno presentato
placche pleuriche, 31 (19b) asbestosi (profusione > 1/01.
Nel118% dei casi (14 soggetti) erano presenti entrambe le alte-
razioni. La frequenza di placche pleuriche aumenta con la
distanza dall'inizio dell'esposizione (p<.001) e con l'et di
inizio della stessa (p< .OO5). I1 rapporto p calcifiche / p fi-
brose aumenta con la latenza (p<.001). In circa il 40% dei la-
voratori con controlli radiologici seriati le placche continua-
no ad ingrandire ed a calcificare dopo 30-40-50 anni dall'ini-
zio dell'esposizione. La frequenza di asbestosi aumenta con
l'esposizione ( p ) , con la latenza (p<.02), con il numero di
sigarette / die fumate nel corso dell'esposizione (pd.01). I1
fumo sembra ridurre la dose necessaria per indurre asbestosi ed
il tempo di latenza perch essa si appalesi radiologicamente.
Sono stati osservati 5 casi di placche pleuriche e 2 casi di
sospetta asbestosi in un gruppo di-33 soggetti esposti non pro-
fessionalmente.
0328
PAROTTO M. VERDEL V. ANDRETTA D.
Diffusione e mappatura delle rocce contenenti minerali fibrosi
presenti nell41talia centrale.
0329
PASMRINO U. BERRINO P. GERVASIO A. PESENTI V.
RIBOLI E. CROSIGNANI P.
Proportion of lung cancers due to occupational exposure.
The proportions, of male lung cancers due to occupational
exposure and, respectively, to cigarette smoking in a highly
industrialized area of Northern Italy were estimated in a
population-based case-contro1 study in 1976-9. n o hundred and
f0ur Out of the 211 lung cancer cases and 351 controls sampled
from the source population were questioned about their occupa-
tional and smoking histories. On the basis of the occupdtional
history each subject was classified as probably exposed ( +) ,
possibly exposed- ( ?) , or unexposed ( - 1 io one or more of the
chemicals known to be carcinogenlc for the human lung, namelY
asbestos polycyclic aromatic hydrocarbons, arsenic, nickel and
chromium compounds, BCME, CMME and vinyl chloride. Upon strati-
fication by cigarette smoking, contrasting the occupationally
exposed subjects, whether certainly or uncertainly defined,
with the unexposed ones, the RR f.or lung cancer was 2.1 and the
occupational etiologic fraction was 0.33 (95% confidence inter-
va1 0.19-0.47). The tobacco etiologic fraction was 0.81, while
the two exposures together accounted for 89% of the total bur-
den of incident cases. If 33% of al1 male lung cancers were 0f
occupational etiology, then this alone would represent 5% of
al1 cancer deaths.
che presentano le fibre stesse.
0333
PATRONI M.
I limiti dimensionali della fibra "respirabile" di asbesto:
discussioni e proposte.
La definizione di fibra respirabile di amianto, cio una
particella che presenta una lunghezza > 5 um, un diametro < 3um
ed un rapporto di allungamento >3, adottato dai principali pae-
si industrializzati dell10ccidente e riportato in molte legi-
siaZi0IIi Vigenti, appare parzialmente in contrasto con le ri-
sultanze di analisi eseguite da molti ricercatori sia su aero-
dispersi che su depositi polmonari. Analisi cliniche su tessuti
polmonari di persone esposte all'amianto hanno riscontrato che
le fibre corte (con lunghezza 5 um) vengono generalmente eli-
minate mediante fagocitosi dai macrofagi alveolari, mentre per
le fibre pi lunghe (con lunghezza > 5 un) i1 maggior rischio
di asbestosi si riscontra tra 10 e 50 um. Nei polmoni Umani Si
riscontrano inoltre molto raramente fibre di amianto di diame-
tro superiore a 2,4 um. Di conseguenza i limiti dimensionali di
5 um come lunghezza minima e 3 um come diametro massimo, sO?O
soddisfacentemente rappresentativi della loro cancerogenicita.
Per quanto riguarda il valore minimo del rapporto di allunga-
mento (31 adottato come linea di demarcazione tra "particelle"
e "fibren, molti esperti ricercatori hanno riscontrato che nei
polmoni umani si depositano, insieme alle caratteristiche fibre
. -
di amianto, anche -numerose particelle ad abito allungato, che
niente hanno a che a vedere con gli amianti, che rispettano e
superano tale limite e che devono essere conteggiate, Compor-
tando cos una sovraestimazione dell'amianto, a volte di rile-
vante entit. 11 rapporto di allungamento delle fibre di aaiian-
t0 risulta mediamente molto superiore ai rapporti di allunga-
mento delle varie particelle ad abito allungato, di conseguenza
un innalzamento del valore minimo attualmente adottato, compor-
ter l'eliminazione del conteggio della maggior parte delle
particelle non di asbesto con conseguente riduzione degli erro-
ri riscontrati. I risultati di alcune ricerche eseguite in tal
senso da Istituti specializzati, indirizzano alla scelta del
rapporto minimo di allungamento 5 o 10, come delimitazione del-
la fibra respirabile di amianto.
0334
PATRONI M. MADDALON G. TRIMARCHI R. GIAMPICCOU) R.
PERUZZO G.F.
Realizzazione di un selettore portatile per fibre di amiant0.
Nei campioni di fibre di amianto prelevati nell'atmosfera
con il metodo standardizzato dei campionatori personali si
riscontrano sovente numerose fibre con diametri superiori al
limite fissato dall' ARC (3 um), fibre che prolungano sensibil-
mente, per la necessit della loro discriminazione , le opera-
zioni di Fonteggio. Allo scopo di migliorare la qualita del
prelievo e stato progettato e costruito un selettore a basso
flusso, costituito da un cilindro verticale in acciaio (aiame-
tr0 40 m , lunghezze 130 m ) attraverso il quale l'aria aspi-
rata mediante un campionatore personale con flusso prefissato
di 200 ml/min. Le fibre con diametro minore di 3 um, la cui ve-
locit di caduta inferiore alla velocit d'aria e sono cattu-
rate da un filtro a membrana disposto sull'estremit superiore
del cilindro. I risultati nei tests di laboratorio ed in alcune
prove in ambienti di lavoro confermano la soddisfacente validi-
t del selettore, utilizzabile quindi nei normali controlli am-
bientali delloinquinamento da amianto.
0335
PATRONI M. TRIMARCHI R. ANDREOLETTI F. FOA' V.
CHIAPPINO G.
Il rischio occupazionale nell'industria italiana del
cemento-amianto.
La produzione di cemento-amianto occupa un posto privile-
giato nell'industria italiana dell'amianto: la sua forza-lavoro
rappresenta infatti circa 1'80% dell'intera manodopera impiega-
ta nel ramo amiantiero e la produzione annua di manufatti in
CeUIentO-amianto supera il milione di tonnellate. Allo scopo di
conoscere e valutare i Ilvelli attuali del rischio professiona-
le da amianto stata eseguita un'indagine ambientale che ha
interessato gli ambienti di lavoro di 12 industrie che rappre-
sentano la parte preponderante del settore, ubicate in diverse
regioni italiane. ed ha comDortato il orelievo di 195 campioni
di- polveri aerodisperse. I kisultatz oitenuti portano all se-
guenti constatazioni: 1) il tioo di amianto qeneralmente Uti-
lizzato il crisotilo; la crocidolite attualmente ancora im-
Piegata in qualche industria nella produzione di condotte
idriche, tende ad essere sostituita in tempi brevi con fibre
sintetiche; 2) le maggiori concentrazioni di fibre d'amianto
si riscontrano presso le mescole e le rettifiche, ma esse supe-
rano il limite CEE di i ff/ml solo in pochi posti di lavoro e
Precisamente laddove gli impianti sono ancora carenti di Pre-
venzione antipolvere; 3) le operazioni continue (fonUatUra,
squadratura, sformatura, ecc.) per l'umidit dei materiali.
comportano modeste dispersioni ambientali di amianto.
Come ri-
sultato possibile prevedere che in un prossimo futuro Con
l'abolizione totale dell'uso della crocidolite e con l'applica-'
zione in corso di idnei mezzi di bonifica laddove sono or?
deficitari, l'industria italiana del fibro-cemento risultera
totalmente esente da rischio professionale da amianto.
0336
PATRONI M. TRIMARCHI R. VISIGALLI F.
La decontaminazione da amianto nella metropolitana milanese.
0337
PATRONI H.
Inquinamenti corpuscolati: il problema delle particelle e delle
fibre (microscopia ottica).
La Clinica del Lavoro di Milano inizi ad interessarsi al
problema dell'inquinamento corpuscolato negli ambienti di lavo-
ro gi verso la met degli anni trenta, ma fu in condizioni di
dedicarsi pi compiutamente allo studio di questo problema a
partire dai primi anni cinquanta con la creazione del Labora-
torio di Igiene Industriale affidato con scelta felice al Prof.
Nicola Zurlo. Le prime ricerche impostate in quel periodo furo-
no finalizzate ad una scelta documentata degli apparecchi di
prelievo e dei metodi analitici pi idonei per la valutazione
dell'entit di tali inquinamenti. I risultati conseguiti in
queste prime ricerche, le esperienze acquisite sul campo e gli
studi approfonditi in materia consentirono al Prof. Zurlo l'i-
deazione;- la costruzione e la messa a punto dr nuovi tipi di
apparecchi di prelievo p1 ldoner alle finalit preposte, appa-
recchi la cui validit persiste tutt'ora. Si describono inoltre
le eV0luZioni nel tempo delle metodiche analitiche per Via ot-
tica relative alle determinazioni dei livelli di concentrazio-
ne di particelle e fibre, metodiche in parte ideate e messe a
Punto nel nostro, laboratorio, fino ai giorni nostri. Si eviden-
Zia infine la sempre attuale indispensabilit.de1 microscopio a
Contrasti di fase nelle analisi delle polveri e come tale appa-
recchio offra ancora ampi spazi di ricerca nel campo delle fi-
bre artificiali di recente produzione ed utilizzano, anche se
nel campo delle ricerche negli ambienti di vita la micr0s~OPia
elettronica rappresenti ormai l'unica via percorribile.
0338
PATRONI M.
I1 problema dell'inquinamento da fibre sostitutive dell'amianto
nell'ambiente di vita.
Atti del 9' Congresso Nazionale. Merano 8-9-10 Novembre, ~01.11'
G.1g.Ind. 14 (4): 45-49, 1989
0339
PEDRONI C. CAVALCHI B. INCERTI A. SALA O.
Controllo degli ambienti confinati e delle emissioni in aziende
produttrici di manufatti in cemento amianto.
Atti del 9' Congresso Nazionale. Merano, 8-9-10 Novembre, vol. 11'
G.Ig.Ind. 14 (4): 123-128, 1989
e
0340
PENNAROLA R. ELISEO V.
Cito-morfologia dell'espettorato nell'asbestosi polmonare.
Folla Med., 50: 1-12, 1967
Gli A.A. hanno compiuto uno studio cito-morfologico dell'e-
spettorato in 30 soggetti asbestosici adottando su di un mede-
simo campione di espettorato due differenti tecniche: quelle
di Papanicolau e di Sirtori. Nel materiale studiato sono stati
osservati, oltre gli elementi rilevabili nei comuni processi
bronchitici di un certo rilievo, i corpuscoli di asbesto, alte-
razioni della struttura nucleare con note di dismorfismo e me-
taplasia cellulare che potrebbero rappresentare il substrato
favorevole allo sviluppo di una neoplasia. Le due tecniche dlf-
ferenti, integrandosi a vicenda, forniscono reperti piu sicuri,
ci che di grande importanza per un giudizio, specie progno-
stiCo, per l'asbestosico.
0341
PERINO G. PRIORI P. MALTONI C. ALBERINI 8.
FRIZZELLI R.
111. Mesotelioma pleurico da asbesto in meccanico di officina
per auto.
Acta Oncologica, 8 (3): 209-215, 1987
Viene riportato un caso di mesotelioma pleurico insorto in
un meccanico di 40 anni. Dai 22 anni di et e per 18 anni i1
Mziente era stato addetto alla ri~arazione di automezzi, e in
brticolare a quella dei freni. I freni, contenenti polvere di
m k i t o , erano "lavati" con getto di aria compressa, con conse-
guente ~sposizione del meccanico alla polvere-durante le opera-
zioni di riparazione e, anche successivamente, per la diffusio-
ne della polvere stessa nell'ambiente di lavoro. Questa attivi-
th lavorativa ha comportato un'esposizione continua ad asbesto,
che pertanto deve essere considerata la causa del mesotelioma
qui descritto.
0342
PERNIS 8. VIGLIANI E.C. SELIKOFF I.J.
Rheumatoid factor in serum of individuals exposed to asbestos
The Dresence and titer of rheumatoid factors in the sera of
315 asbektos insulation workers and of 103 controls vere deter-
mined by conditioned hemagglutination with tanned red cells
coated with aggregated h u k k or rabbit ganuna globulins. The
asbestos workers had been exposed to che dust for periods va-
riable from 1 to 54 years, and most of them shwed X-ray evi-
dente of asbestosis that was graded in grades from l to 3. A
definite increase in frequency and titers of rheumatoid fac-
tors, with respect to the controls of sane age and sex, was
found in workers with asbestosis of grades 2 and 3. The factor
found was mainly that which reacts with human and not with rab-
bit gamma globulins. Similar serological abnormalities are
found in cases of pulmonary fibrosis of different origin (idio-
pathic, silicosis, coal workers' pneumoconiosis, sarcoidosis.
etc. )
0343
PERNIS B. VIGLIANI E.C. MARCHISIO M.A. ZANARDX S.
Observations on the effect of asbestos on cells "in vitro".
Sono stati eseguiti esperimenti sull'effetto della polvere
di asbesto su diversi tipi di cellule coltivate in vitro. I ma-
crofaqi veritoneali di cavia faaocitano attivamente l'asbesto
ma, contrariamente a quanto accade in seguito aila fagocitosi
di particelle di silice, non sono danneggiati dal minerale,
come dimostrato sia mediante osuervazioni morfologiche che
mediante la misura dell'attivit glicolitica. Pibroblasti L di
topo, coltivati in vitro in presenza di asbesto, inglobano at-
tivamente il minerale. Al microscopio elettronico le particelle
o le fibre appaiono raccolte in vacuoli o in formazlonl slmlli
al lisosomi. La quantit di collagene prodotta dai fibroblasti
in vitro rispetto alle altre proteine, maggiore quando le
cellule sono coltivate in oresenza di asbesto. Infine stato
eseguito un tentativo di 1nd;rre la formazione in vitro di cor-
PUsCOli dell'asbesto. aaaiunaendo asbesto a culture di cellule
XB; questo tentativb i -rivelato infruttuoso. Riguardo al
problema della patogenensi della asbestosi, questi esperimenti
indicano che essa con ogni probabilit diversa da quella del-
la silicosi, mentre deve essere seriamente considerata la pos-
sibilit di un effetto diretto dell'asbesto sui fibroblasti.
0344
PERNIS B. CASTANO P.
Effetto dell'asbesto sulle cellule in vitro.
Sono stati eseguiti esperimenti sull'effetto di diverse
polveri di asbesto (crocidolite e crisotilo) su colture a lungo
termine (oltre sei settimane) di macrofagi peritoneali di topo.
Alcune colture sono state trattate con ferritina, allo scopo di
sondare la possibilit di formazione dei corpuscoli dell'asbe-
stosi "in vitro", ed infine per controllo si sono fatti saggi
con silice, nelle stesse condizioni di allevamento. I primi ri-
sultati indicano che nelle condizioni ottimali di coltura l'a-
sbesto non citotossico, e tale dato viene discusso in rela-
zione ai contrastanti risultati ottenuti precedentemente, e
all'effetto della silice. Si discute inoltre brevemente il pro-
blema dell'effetto dell'amianto "in vivo", e il problema della
formazione dei corpuscoli dell'asbestosi.
0345
PERNIS B.
Azioni biologiche dell'amianto
0346
PERNIS B.
L'inmunocitologia del polmone nelle fibrosi polmonari croniche
(incluse silicosi e asbestosi).
Conferenza "Fondazione Carlo Erba".
Milano, 23 aprile 1982. 1-13, 1982
0347
PERUZZO G.P. PATRONI M. ZOCCHETTI C. MASSOW A.
POZZOLI L. SALA C. SESANA. G.
Inquinamento residuo in 31 edifici scolastici di Milano dopo
rimozione dell'asbesto.
G.Ig.Ind., 13 (2): 83-90, 1988
A survev was carried out in 31 school buildinqs of Milan
after asbeitos removal between July and septembei 1985. The
measurements have been ~erformed bv the Industria1 Hygiene
Laboratoires of the "~lini'ca del ~avorb" of Milan and ~ a v i a and
the Divisions of Occupational Medicine of the HoSpitalS of De-
sio and Lecco, which have al1 adopted the same sampling and op--
tical microscopy counting procedure derived from the EEC direc-
tive of 19.9.1983. that is similar to the method ~ r o ~ o s e d by
UNICHIM in Itaiy and by Asbestos Internationai ~ssociation. ~ h
onlv modification has consisted of ~lacinq a swinging ventila-
tion five meters from the sampling boint in order-to-direct the
air flow towards the sampler. A sampling strategy based on sta-
tistical deteminations has been used to reduce the number Of
sample, which had al1 to be taken and analyzed within the short
period of two months during the vacation time. The number Of
samples required for each building has been determined by assu-
ming a log-nonna1 distribution of the fibre concentrations, by
subdividing the plans of the buildings in 2 x 2 meters squares
and choosing a suitable number of such sampling areas at random
from the resulting gridds. In practice, 8 to 12 samples have
been taken in each building to assess the presence of fibre
concentrations above 10-20 fibres/liter at the 95 % leve1 of
confidence. The airborne concentrations of asbestos fibres
found after asbestos removal perfornied with the best available
preventive producers both for the workers and the environment.
have been low. Al1 values were between 1 and 10 fibre/liter and
the geometric means between 1.16 and 6.10 fibre/liter with geo-
metri~ standard deviations from 1.03 to 1.69 fibres/liter.
0348
PESARESI C. FATI S.
Considerazioni su un caso clinico di asbestosi polmonare.
Polia Med., 53: 328-334, 1970
Gli M. descrivono un caso di asbestosi polmonare in Un Pa-
ziente che dopo 24 anni di esposizione al rischio Specifico
presentava disturbi respiratori che non potevano, alla luce dei
Vari accertamenti, essere riferiti alla pneumoconiosi in W@-
stione. A distanza di nove anni, per il paziente in un SUCCeS-
Sivo ricovero stato riscontrato affetto da asbestosi polmona-
re di 2 grado con fase molto avanzata. Gli autori concludono
sottolineando l'importanza dei controlli periodici cli?ici e
strumentali dal punto di vista sociale di indennizzabilita.
0349
PETRELLI M.G. PALMIERI A. PAOLETTI L. BATISTI D.
PALCHI M. EIBENSCHUTZ L. DONELLI G.
11 particolato inorganico nel parenchma polmonare di fumatori
e non fumatori.
International Meeting on Recent Progress in Oncology.
Capo Boi-Villasimius (Ca), 4-7 September 1987. P83: 141, 1987
0350
PIPPER S. ZENI G. ALDOVINI D. POLLA E.
PETERLONGO P.
Diagnosi e prognosi del mesotelioma maligno. Descrizione di
8 casi clinici.
Minerva Med., 80 (4): 405-410, 1989
Da un'indaaine retrosDettiva sui Dazienti ricoverati Presso
l'Ospedale S. Chiara di ~iento nel pe;lodo 1982-1986, sono sta-
ti accertati 8 casi di mesotelioma maligno (7 pleurlcl ed 1 pe-
ritoneale). Per ogni caso stata riesaminata ia istologia e si
sono riviste le cartelle cliniche allo scopo di accertare la
sintomatologia di insorgenza. le procedure diagnostiche e le
terapie effettuate. Tramite un questionario standardizzato,
somministrato ai pazienti o loro parenti stretti stata accer-
tata una pregressa esposizione ad asbesto in 2 maschi SU 3 ed
in nessuna delle 5 femmine. E' stato accertato un significativo
ritardo nella formulazione della corretta diagnosi imputabile
da un lato all'aspecificit della sintomatologia di insorgenza
e dall'altro alla non completa adeguatezza delle procedure cli-
nico-radiologiche attualmente disponibili. In effetti solo l'e-
same istologico, con l'ausilio delle procedure immunocitochimi-
che ha consentito di porre - in vita - la diagnosi definitiva.
Viene confermata la scarsa efficacia delle terapie conVenZi0na-
li e la cattiva prognosi globale nei pazienti affetti da questa
neoplasia.
0351
PIOLATTO G.
Epidemiologia delle malattie da asbesto
In: I1 rischio neoplastico da amlanto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 53-60, 1985
Viene presentata un'ampia revisione delle conoscenze circa
l'epidemiologia delle malattie polmonari e non provocate da
asbesto. Per fibrosi ed asbestosi polmonare, il rapporto dose-
dipendenza, o dose totale inalata o esposizione cumulativa, so-
no tentativi di standardizzazione dei criteri di valutazione.
Lo stesso dicasi per il mesotelioma, mentre meno probabile
per tumori in altre sedi.
0352
WCCHIARI F. ROSSI L. MUCCI N.
Elenco di sostanze e prodotti di uso industriale e processi
produttivi cancerogeni (aggiornato al 2 dicembre 1988).
Relazioni ISS 88/9, 2 suppl.: 1-12, 1988
Obiettivo di questo documento quello di fornire un Unico
elenco delle sostanze di uso industriale e dei processi produt-
tivi per i quali la Commissione Consultiva TossiCOlogiCa Nazio-
nale, ritiene esistano evidenze convincenti di cancerogenicita.
L'elenco pertanto non comprende importanti cause di cancro qua-
li l'abuso di alcool, alcune infezioni virali e i1 fumo di ta-
bacco, n& sostanze appartenenti alle categorie dei fannaci.0
dei contaminanti alimentari ed ambientali. Tale documento va
sottoposto a continuo aggiornamento per includere nuove sostan-
z e . ~ tener conto di nuove acquisizioni scientifiche su quelle
gia comprese nell'elenco.
0353
POGGI G. CAROSI L.
Rapporti tra funzionalit respiratoria e quadro radiologico
dell'asbestosi.
Folia Med., 51: 33-42, 1968
Gli A.A. hanno confrontato il quadro radiologico e le prove
di funzionalit respiratoria in 17 soggetti asbestosici.
Si ha
una buona concordanza fra gravit radiologica della fibroii e
risultati delle prove di funzionalit respiratoria: in 7 Casi
le prove di funzionalit respiratoria si sono dimostrate indi-
spensabili per una sicura diagnosi non possibile sulla base-dei
soli radiogranmi del torace.
0354
POLETPI M. VECCHI G. ZICCARDI A.
Un'esperienza di prevenzione nel comparto dei manufatti in
cemento-amianto della provincia di Reggi0 Emilia.
In: I1 rischio neoplastlco da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 171-179, 1985
Gli autori presentano la situazione del comparto di produ-
zione di manufatti cemento-amianto della provincia di Reggio
Emilia e gli interventi di prevenzione 'iniziati negli anni '70.
I risultati delle misure di amianto aerodisperso dopo le varie
fasi di intervento e raccolti nel periodo 1983-84, confermano
per tutte le aziende della provincia una situazione di quasi
sicurezza, rispetto alla stessa Direttiva CEE.
0355
PORTIGLIATTI M.
Considerazioni sull'associazione: asbestosi e carcinoma pol-
monare .
0356
PREVOT P.A. SCANSETTI G. LACQUANITI A.
Ulteriori osservazioni sulla frequenza delle placche pleuriche
calcifiche in popolazlon~ a possibile esposizione endemica
- -
all'asbesto.
Folia Med., LI: 1314-1321, 1968
Sono stati presi in esame i radiogrammi del torace di 900
soggetti di ambo i sessi e di. et superiore ai 30 anni, resi-
denti da lungo tempo nelle immediate adiacenze (pi precisamen-
te entro il raggio di 1 m. ) di una fabbrica urbana di manufat-
ti prevalentemente tessili di asbesto. Tale fabbrica ha occupa-
to mediamente oltre 200 operai per un anno, e per oltre 60 an-
ni: le qualit di asbesto lavorate sono di vario tipo, ed in-
cludono anche la crocidolite. si confrontata la frequenza del
reperto di placche pleuriche calcificate di questo gruppo Con
quella di un gruppo di 811 adulti, pure a residenza urbana, a-
bitanti in una citt ove non sono attive fabbriche che utiliz-
zino l'asbesto e che situata lontano da cave del minerale ed
inoltre, con un altro gruppo di 720 soggetti abitanti nei Pres-
si di una grande cava di crisotilo. i1 gruppo oggetto della
presente indagine ha rivelato una frequenza del reperto (0,3391
intermedia fra quella inferiore dei controlli (0,126) e quella
superiore (0,429) dei soggetti esposti in zona mineraria, Pure
essendo questi ultimi dispersi in una zona di pi vasto raggio
(4-5 Km) rispetto alla fonte. Va inoltre rivelato che il gruppo
in esame aveva una et media, e quindi una probabile durata di
esposizione, maggiore di quella dei due campioni di confront0.
e che i casi con placche riscontrati nel campione cittadino e-
rano di et pi avanzata rispetto a quelli di ambienti minera-
rio. L'insieme dei dati e delle considerazioni sopra esposte fa
concludere che, nelle condizioni delle indagini condotte il ri-
schio legato alla vicinanza di una fabbrica di manufatti di
asbesto urbana risulta minore di quella legato alla adiacenza
di una cava del minerale, verosimilmente in rapporto con i dif-
ferenti tipi di protezione della fonte di polvere nei due casi.
0357
PULEDDA S. MARCONI A.
Determinazione quantitativa dell'asbesto con la diffrattometria
a R.X. secondo il metodo del flltro d'argento. 11. Applicazione
a crocidolite, amosite, tremolite e antofillite.
0358
PULEDDA S. MARCONI A.
Determinazione quantitativa. dell'asbesto con la diffrattometria
a R.X. secondo il metodo del filtro d'argento. I. Applicazione
al crisotilo.
0359
PULEDDA S. MARCONI A.
Quantitative X-ray diffraction analysis of four types of
amiphibolic asbestos by the silver membrane filter method.
In this paper, the method that utilizes the X-ray diffrac-
tion technique combined with a procedure for X-ray absorption
correction already applied to chrysotile, was extended t0 the
quantitative deternination of microgram quantities of four ty-
pes of amphibolic asbestos. These are: crocidolite, ainosite.
tremolite and anthophyllite. The effectiveness of the absorp-
tiOn correction procedure, based on the use of a silver membra-
ne filter, was tested for crocidolite by preparing standards of
this substance in three different matrices and comparing their
diffractometric responses with those of pure analyte standards.
These experimental data were also used to calculate the mass
absorption coefficients of the matrices, which vere compared
with both the theoretical values and the values obtained in
previous experiments where chrysotile was used as the analyte.
The limits of detection of the four pure amphiboles, and Croci-
dolite in Mtrix were established, and a detailed study of the
most comon interferences that disturb the analytical peaks of
the four amphiboles, was performed.
0360
PUNTONI R. VALERIO F. SANTI L.
11 mesotelioma pleurico fra i lavoratori del porto di Genova.
Si effettuata un'indagine prospettica fra 60 soggetti de-
cduti Der mesotelioma oleurico. confermato da referto aUtODti-
C0 ed iitologico e 120'soggetti deceduti per altre cause,-per .
Verificare quanti lavoratori del porto di Genova fossero pre-
Senti in ogni gruppo e per conoscere l'effetto del fumo di si-
garetta. Si sono ottenute informazioni attendibili sulla pro-
fessione e l'abitudine al fumo sul 68, 3% dei soggetti. Si
rilevata una connessione fra mesotelioma pleurico ed attivit
lavorativa nel porto di Genova (rischio relativo 13,0691, men-
tre non si evidenziato alcun rapporto tra il fumo ed il meso-
telima pleurico considerando anche la professione.
PUNMNI R. RUSSO L. ZANNINI D. VERCELLI M.
PARODI--0 R. VALERIO F. SANTI L.
Mortality among dock-yard workers in Genoa, Italy.
0362
PUNMNI R. VERCELLI M. MERLO P. VALERIO P.
SANTI L.
Mortality among shipyard workers in Genoa, Italy.
0363
-N1 R. VERCELLI M. CEPPI M. VALERIO P.
DI GIORGIO P. GOGIOSO L. BONASSI S. ALLORO G.
FILIBERTI R. SANTI L.
Studio Epideniiologico sulle Cause di Morte dei Lavoratori
Portuali di Genova, per Tipo e Lunghezza di Esposizione
(1960-1980).
1n:Rischio da esposizione professionale nell'ambiente portuale.
Genova. 3-4-5 ottobre 1984.
Atti del Congresso Internazionale: 43-54, 1984
Si organizzato uno studio di mortalit sulla coorte di
lavoratori Portuali vivi. al lavoro o pensionati, al 1/1/1960.
La mortalit- stata analizzata confrontando i tassi specifici
per sesso, causa ed et con quelli della popolazione di Genova
nello stesso periodo. Inoltre si osservato l'andamento delle
diverse cause di morte a seconda del periodo di tempo trascorso
in porto prima del 1960. I portuali sono, inoltre, stati suddi-
visi in due gruppi per due tipi d~ esposizione, ad asbesto ed a
fumi di saldatura. Si anche osservato l'andamento delle prin-
Cipali cause di morte nelle 20 categorie di lavoro. E'risultato
un eccesso per i tumori e malattie dell'apparato respiratorio
fra i lavoratori esposti a polveri di asbesto e tumori degli
organi urinari fra gli esposti a fumi di saldatura. Si , inol-
tre, ipotizzato un possibile rischio in eccesso per tUm0ri ali0
st&c6 fra gli esp&ti a fiamma ossiacetilenica- o per cirrosi
epatica fra gli esposti a solventi organici e petrolio.
0364
QUARELLI G.
Tracheite da asbesto.
0365
QUINN M. KRIEBEL D. BUIATTI E. PACI E.
SIN1 S. VANNUCCHI G. ZAPPA M.
An asbestos hazard in the reprocessed textile industry.
Epidemiological studies have identified an excess risk of
lung cancer and mesothelioma among workers in the reprocessed
textile industry in Prato, Italy. These studies suggested that
there may have been asbestos hazard in this industry although
exposure was not know to exist. An industrial hygiene investi-
gation was conducted to determine whether there uas previous or
current esbestos exwsure in the industm. Walk-through survey.
environmental sampling, process documekation, and inanagemeht '
and worker interviews were conducted in 13 textile reprocessing
establishnents . Polypropylene bags that once containea asbestos
were found then distributed throughout the world. Workers were
exposed t0 asbestos while handling the bags which vere contami-
nated with chrysotile, amosite, and crocidolite. Additional
sources of asbestos exposure that may have existed in the past
in the industry are also discussed.
0366
REGGI0 O. GALBARINI G. ZUCCHI R. BALSAMELLI G.
Follw up di 7 anni su lavoratori esposti ad amianto.
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 197-203, 1985
Gli autori riportano l'esperienza fatta nel controllo di Un
gruppo
di tessitori di amianto nel Cremonese dal 1978 al 1985.
I1 campione considerato comunque incompleto in quanto si
tratta di una azienda che non ha pi fatto assunzioni dal 1978
e quindi di difficile studio. vengono inoltre forniti i risul-
tati ottenuti dai vari esami sviluppati. Per i casi di asbesto-
si Viene tracciato una breve storia dell'evoluzione.
I Tumori broncopolmonari.
Atti dell'Accademia medico-chirurgica del Piceno.
Congresso Annuale 1977. Ancona, 26 Novembre 1977.
Minerva Med. 70 (3): 173-194, 1979
Vengono richiamate le principalr caratteristiche epidemio-
logiche della mortalit per tumori broncopolmonari con partico-
lare riferimento ai numeiosi elementi che dimostrano la dipen-
denza di questo tipo di patologia dai fattori ambientali. Le
prove di tale stretta correlazione sono fornite da una serie
numerosa di dati che si propongono tanto a livello internazio-
nale quanto nella dimensione regionale. Le condizioni di ri-
schio pi importanti sono determinate dal fumo di tabacco, dal-
le nocivit professionali (chimiche o fisiche) e dall'inquina-
mento atmosferico. Per ciascuno di tali complessi fattori ven-
gono indicati gli orientamenti pi validi per una strategia di
di intervento preventivo.
0368
RICCIARDI-POLLINI R.
L'asbestosi in Italia nel periodo 1946-1954
Nel periodo 1946-1954 sono stati indennizzati in Italia 205
Casi di asbestosi: di auesti 181 sono occorsi in Piemonte, 11
in Lombardia e 13 in ~ i ~ u r i a . L'industria ove si verificato
il maggior numero di casi risultata quella delle manifatture.
di amianto: in 7 manifatture del solo Piemonte i casi di asbe-
stosi indennizzati sono stati, nel periodo considerato, 153 di
Cui 112 casi di asbestosi lieve ( +) ; 28 casi di asbestosi di
media gravit (++) e 5 casi di asbestosi grave (+t+). In 2 dei
153 Casi l'asbestosi era associata a tubercolosi polmonare at-
tiva. Le rendite concesse dalllIstituto Infortuni sono State
del 359 in 89 casi (589 di tutte le rendite), del 36-509 in 47
Casi (3191, del 51-79% in 6 casi (4%) e del1180-1009 in 11 Casi
(78). L'anzianit media di lavoro di tutti gli asbestosici e
risultata di 14 anni. Utilizzando i dati clinico-schermografici
dell'En~i relativi alle stesse industrie e riauardanti gli OPe-
rai al iavoro nel 1954 apparso che la frequnza dell'asbesto-
si tra gli operai delle manifatture dell'amianto in Piemonte
era del i0,49- (1954). Estendendo l'inchiesta all'intero periodo
1946-1954 risultato che su 1710 operai che hanno lavorato
nelle stesse manifatture di amianto con un'anzianit media di 7
anni, 417 sono divenuti asbestosici dopo aver lavorato-in media
13 anni. La freauenza dell'asbestosi risultata parcio, sulla
intera maestranza esposta, del 24.3%. poich in-una inchiesta
del Vigliani E.C. condotta nel 1940 la frequenza dell'asbestosi
nelle manifatture d'amianto del Piemonte era risultata del 179,
appare evidente la necessit di queste industrie di una miglio-
re prevenzione della fibrosi polmonare da asbesto.
0369
RICCIARDI-POLLINI R
Rilievi sulla incidenza del cancro primitivo del polmone e
suoi rapporti tra cancro polmonare ed attivit professionale.
L'A. ha messo in rilievo l'aumento della frequenza del can-
cro polmonare in tutti i Paesi civili. Ha enunciato delle ipo-
tesi per spiegare questa maggiore frequenza ed infine ha citato
le lavorazioni che possono essere ritenute pericolose agli ef-
fetti dell'insorgenza del cancro polmonare.
Asbestosi e carcinoma polmonare in una filatrice di amianto
(spunti sul problema oncogeno dell'asbesto).
Viene descritto il primo caso osservato in Italia di carci-
noma polmonare in soggetto affetto da lieve asbestosi. La neo-
plasia maligna ha colpito una donna quarantanovenne che per 29
anni aveva espletato il mestiere di filatrice di una manifattu-
ra di amianto. La diagnosi formulata in vita stata confermata
dall'esame autoptico del quale si riporta sinteticamente il re-
perto macto e microscopico. L'A. trae lo spunto dal caso per
riassumere quelle che sono le attuali conoscenze clinico-anato-
mopatologiche e statistiche sul tema. Affronta il problemadel-
la oncogenicit dell'asbesto e sostiene il concetto secondo il
quale si deve ammettere la natura professionale di un tumore
solo se risulti soddisfatto oltre al criterio statistico anche
il criterio sperimentale che d fondatezza scientifica alla i-
potesi clinica. Rileva - dalla disamina della letteratura in
argomento - come allo stato - solo il primo criterio risulti -
e non dalla statistica di tutti i paesi - soddisfatto, mentre
le ricerche sperimentali sono, sino ad oggi, poche e discordan-
ti nei risultati. Lo studio dell'arqomento induce l'A. a Pro-
spettare agli studiosi, come utile ipotesi di future ricerche
Sperimentali, la possibilit di un diverso potere oncogeno le-
gato alla diversa composizione chimica del minerale.
0371
RONCO G. CICCONE G.' MIRABELLI D. TROIA B.
VINEIS P.
Occupation and lung cancer in tuo industrialized areas of
Northern Italy.
A population-based case-contro1 study on lung cancer was
conducted in 2 industrialized areas o northern Italy. Cases
(126) were al1 males who died from lung cancer between 1976 and
1980. Controls ( 3 8 4 ) were a random sample of males dying from
other causes during the same period. Jobs held during working,
life have been analyzed according to a list of occupations
already known to be casually associated with lung cancer (list
A) and a list of occupations suspected of being so (list 8).
Attributable risk percentages in the population for occupations
included in either list A or B were about 36% and 12% in the 2
areas. Welders or workers in industries in which welding is
common showed elevated odds ratios: 2.9 for welders (95% CI
0.9-9.8); 4.9 (1.1-22.9) or structural meta1 workers; ' 11.4
(2.6-49.9) for workers in structural metal production. Other
job categories associated with lung cancer included: electri-
cians and workers in electrical machine production, woodworkers
(in furniture or cabinet making, but not in carpentry or joine-
ry) and cleaning services. Smoking did not seem to exert a sub-
stantial confounding effect. Attributable risk percentages for
tobacco smoking were about 78% and 76% in the population of the
2 areas.
0372
ROSSETTI P. ZUCCHETTI S.
Early-alpine ore parageneses in the serpentinites from the
Balangero asbestos mine and Lanzo Massif (Interna1 Western
Alps) .
The ultramafites of the Balangero body and the adjacent
Lanzo massif (Interna1 Piedmontese Zone) have been partly
re-eauilibrated bv the earlv-aloine hiah oressure-low tempera-
. - . -
ture- metamorphism' into sekpentrnites containing antigorite +
diopside + olivine + Ti-clinohumlte + maanetite + Mq-chlorite.
~he-petrological data, mainly derived Zrom the parigeneses ?f
the associated metabasites, point to a temperatureof 500-550 C
and a minimum pressure of 15 kb for the early-alpine event. The
ore parageneses, mainly formed of the association of Ni and/or
Fe sulphldes + native metals (Ni-Fe and Fe-Co alloys) + magne-
tite, are clearly linked with the serpentinization process and
mostly sthble with the early-alpine silicate associations. Par-
tiCUlaKly, the association taenite ( ~i Pe) - awaruite (Ni Fe)
- WairaUite ( Fe Co ) - troilite (FeS) - magnetite (for T =
550'C and P = 15 kb) is accompanied by fO values 4-5 log Unite
below the FMQ buffer, with fs = 7-8 log units below the pyri-
te-pyrrothite surface and with log H S = 1.70 in the associa-
ted fluid. As far as the late-alpine retrogression is concer-
ned, the gresence of native iron in late chrysotile veins iS e-
vidence of distinct fa11 in fO and fS concomitant with the
lowering of both temperature and pressure.
0373
ROSSI A. TOFFANIN R. SARTO F. MAFFESSANTI M.
Possibilit radiologiche e funzionali di diagnosi precoce
nell'esposizione ad asbesto.
XXIV Congresso Nazionale di Tisiologia e Malattie Polmonari
Sociali. Palermo, 4-7 ottobre 1978. 414-422, 1978
0374
ROSSI L. MARCONI A.
Normativa sull'asbesto e conoscenze scientifiche attuali.
0375
ROSSI L. MENICHINI E. MARCONI A
La direttiva CEE sulla protezione dei lavoratori dai rischi da
asbesto problemi di interpretazione e applicazione.
Gli A. A. illustrano e commentano la direttiva sulla prote-
zione dei lavoratori contro i rischi da asbesto recentemente
approvata a livello CEE. ~ssi, dopo aver spiegato le ragioni
delle scelte effettuate in sede comunitaria, indicano le pro-
blematiche da-affrontare nel recepimento della direttiva a 11-
vello nazionale.
0376
ROSSI L.
Strategia italiana in tema di tossicol?gia industriale nei
lavori della Commissione della Comunita Economica Europea.
Acqua Aria, 9: 995-1000, 1986
0377
RUBINO G.F. GARBAGNI R. SCANSETTI G. CARELLI E.
Aspetti di fisiopatologia respiratoria e circolatoria
nell'asbestosi polmonare.
E' stata condotta in un gruppo di asbestosici un'indagine
emodinamica, comprendente fra l'altro il cateterismo cardiaco,
il radiocardiogramma e l'angiopneumografia, e ventilatoria (vo-
lumi poimonari, meccanica ventilatoria, diffusione concordemen-
te colla gravit del quadro radiologico, ed un analogo c?mpor-
tamento presentavano il rapporto volume residuo/capacita pol-
monare totale, il volume espiratorio massimo al secondo e la
ventilazione massimale diretta. L'indice di diseguaglianza ven-
tilatoria modicamente aumentato in tutti i casi. La complian-
ce e costantemente ridotta, anche in misura spiccata, nella
ventilazione di riposo, e diminuisce ulteriormente in modica
iperventilazione volontaria; questo comportamento tipico del-
le fibrosi polmonari. Le resistenze medie inspiratorie e le re-
sistenze delle vie aeree sono in vario grado aumentate, e, le
ultime, prevalentemente per effetto dell'aumento della compo-
nente viscosa. La diffusione alveolare del Co diminuita in
grado variabile, ma ,nei casi studiati in misura molto modesta.
Per quanto riguarda i dati emodinamici, mentre portata ed indi-
ce cardiaco sono nei limiti della norma. stato riscontrato un
aumento significativo della pressione dell'arteria poimonare.
Un accorciamento del tempo di transito cardiopolmonare, ad un
ridotto ritmo di svuotamento del ventricolo destro, risultavan?
dai dati del cardiogramma soltanto a carico del soggetto piu
cmpromesso. Dal punto di vista ventilatorio, quindi, le alte-
razioni prevalenti sono di carattere dinamico, e la modesta de-
saturazione a riposo armare oiuttosto in relazione con una
alterazione del r~pporto~~ventiiazione-perfusione, documentata
dall'aumento dell'indice di diseguaglianza ventilatoria, mentre
non sembra in auesti casi rilevante-il contributo delle altera-
. -- -
zioni della-capacit di diffusione del CO. I reperti emodinaml-
ci venaono rlcondotti alla presenza di arteriolopatia polmona-
re, au6entata dal quadro angiopneumografico. Dal punto di Vista
radiologico possono essere di grande ausilio per la diagnosi
della tomografia assiale traversa e la proiezione semiassiale,
che documentano la presenza di un guscio fibroso pleurico, e di
tralci fibrosi a partenza ilare, reperti ambedue di frequente
assai evidenti.
0378
RUBINO G.P.
La diagnosi funzionale e radiologica dell'asbestosi.
0379
RUBINO G.F. SCANSETTI G.
Studi epidemiologici sull'asbestosi nell'industria manifattu-
riera.
Sono presi in esame 635 soggetti esposti al rischio di a-
sbestosi nei tre principali settori manifatturieri della no-
stra Regione: cemento-amianto, materiali di attrito per freni e
frizioni, tessili. Circa due terzi dei soggetti esaminati ave-
vano avanzato richiesta di riconoscimento della malattia pro-
fessi~nale, i restanti erano dimessi dalle aziende per motivi
diversi. I dati clinici, radiologici e funzionali vengono esaL
minati sia per settore sia per decenni di durata dell'esposi-
ZiOne, Sia per mansione lavorativa: quest'ultima intesa, in via
Semplificativa e in ciascun settore, come fase di lavorazione,
rispettivamente iniziale, intermedia o finale rispetto all'in-
teso ciclo lavorativo. I radiogrammi .del torace sono Stati
classificati secondo lo schema "esteso" del BIT, 1968. Oltre la
met dei casi presenta un tipo radiologico "s" di opacit, poco
pi del 109 un tipo "t",mentre circa un terzo dei casi non
presenta opacitii radiologiche parenchimali significative per a-
sbesto. I1 tempo di esposizione richiesto per la comparsa di o-
paciti t i ~ o "8" O "t" e assai vi6 breve veri tessili che Per
gli
altri due settori manufat'turieri. uho stesso comportame~to
Si
avuto per gli appartenenti alle fasi iniziali hanno inol-
tre un grado-di profusione pi elevato, a a parit di durata di
esposizione, degli appartenenti alle intermedie e, soprattutto,
alle finali. L'esame delle alterazioni pleuriche stato con-
dotto solo sui soggetti con anamnesi negativa per tutte le
altre affezioni causa abituale di sequele pleuriche, e riguarda
gli ispessimenti e le calcificazioni della pleura. Esse sono
presenti in oltre un quinto dei componenti la casistica (u?
quarto, se ?i considerano i soli tessili, ove l'incidenza e
maggiore e piu precoce la comparsa: questo secondo rilievo vale
anche per le fasi iniziali di lavorazione in generale). In sen-
so assoluto l'alterazione pi frequente l'ispessimento parie-
tale, seguito dall'obliterazione costofrenica, dalle calcifica-
zioni diaframatiche e da quelle parietali. Le prime due alte-
razioni prevalgono nelle fasi iniziali di lavorazione, le tal-
cificazioni in quelle finali: queste ultime paiono soprattutto
legate alla durata dell'esposizione ed al tempo comunque inter-
Corso dal suo inizio piuttosto che dalla sua entita. Quali Pa-
rametri funzionali venaono nresi in esame solo CV e VEMS,
espressi come percentual del klorl standard della CECA. Si
soprattutto osservato la correlazione del decremento di essi
con la fase di lavorazione e col settore manifatturiero; a pa-
rit di quadro radiologico o di durata dell'esposizione il de-
CrOmentO risulta significativamente maggiofe nelle fasi inizia-
, rispettivamente, nei tessili. A parita di tipo radiologico
d! lesione il grado minore o maggiore di profusione dell'opaci-
ta incide parallelamente su Cv e VEMS: il grado minore o mag-
giore di estensione soprattutto sul VEMS. viene confermata la
relativa rarit della compromissione, per lo meno di quelle
ECgrafica, del cuore destro (2-38 dei casi con onde P di tipo
"polmonare" o con' turbe della conduzione intraventricolare de-
stra). Viene posta in rilievo l'importanza e anche la frequenza
dell'asbestosi nei lavoratori del cemento-amianto. Infine si
rileva che dal punto di vista assicurativo il riconoscimento di
una invalidit pensionabile pare spesso prescindere dalla fase
lavorativa in cui era impiegato il soggetto, cosa che contrasta
sia con la logica aspettativa sia coi dati riferiti, che indi-
rizzano invece verso un progressivo decadimento del rischio col
progredire della lavorazione verso la fase finale.
0380
RUBINO G.F. SCANSETTI G. DONNA A.
Epidemiologia del mesotelioma pleurico in aree industriali
urbane.
Sono stati presi in esame i dati relativi a 102 casi di me-
sotelioma pleurico ricoverati nel decennio 60-70 presso il Cen-
tro di Chirurgia Toraco Polmonare e la Clinica Medica dell'uni-
~ e ~ ~ i t di Torino di 76 tra essi fu possibile ottenere, per lo
pi dall'interrogatorio dei familiari, l'anamnesi lavorativa e
di residenza. Fra essi. 30 erano stati sottoposti a tOraCOt0-
mia: la revisione delle descrizioni del reperto operativo, il
controllo dei preparati istologici a suo tempo allestiti, e
l'esame di nuobe -sezioni condotte sui blocchetti di riserva,
hanno condotto alla conferma della diagnosi istologica in 18
casi. Per ciascuno di questi, e per 32 casi del gruppo restante
nei quali la diagnosi era ritenuta fondata in base agli elemen-
ti clinici, radiologici, agobioptici, nonch all'e~~l~zi~ne
della malattia, stata condotta una indagine anamnestica, con
gli stessi criteri e dalle stesse persone, in un paziente della
stessa et e sesso preso a caso fra i degenti del medesimo 0-
spedale. Dei 18 casi di mesotelioma pleurico sottoposti a tora-
cotomia esplorativa. 2 erano amantieri, ed 1 , non professional-
mente esposto, aveva a lungo vissuto con la moglie operaia del
settore. Un soggetto inoltre aveva abitato per oltre 20 anni a
meno di 100 metri dai confini di una industria tessile dell'a-
mianto. Nessuno dei 18 soggetti di controllo aveva avuto con-
tatto professionale o domestxo con l'amianto. Fra i 32 casi di
mesoteiioma pleurico restanti, 3 erano amantieri e 2 avevano
prolungatamente convissuto con familiari lavoratori del setto-
re. Nel gruppo di controllo 1 soggetto aveva lavorato per 2
anni in una industria del cemento-amianto. Complessivamente, Su
50 Casi di mesotelioma pleurico vi era una anamnesi lavorativa
positiva sicura per una esposizione all'asbesto in 5 (IO%), in
3 casi vi era una prolungata convivenza con lavoratori del
settore (6%) in altri 3 casi vi era una netta vicinanza dell'a-
bituale abitazione con un'industria amantiera: 228 di positivi-
ti nell'insieme. Nei controlli un solo soggetto aveva una breve
esposizione professionale (2%). Per quanto riguarda la positi-
viti del reperto di corpuscoli dell'asbestosi nell'ambito del
mesotelioma, essi vennero reperiti soltanto in un caso su 18:
Una positivit del 10% dell'anamnesi professionale di esposi-
zione all'asbesto in una casistica di mesoteliomi pleurici ap-
partiene alle meno elevate fra quelle rilevate in consimili
indagini in differenti Paesi: questo pu essere spiegato col
modesto uso di crocidolite della nostra Regione, sede di una
grossa industria mineraria del crisotilo. Un analogo ragiona-
mento pu essere fatto per la scarsa incidenza del reperto di
Corpuscoli dell'asbestosinell'ambito del mesotelioma, essendo
il crisotilo assai meno pleurotropo dalla cotenna pleurica e
non dal sottostante parenchima. Si fa rilevare infine che la
anamnesi lavorativa e di residenza dei controlli, raccolta dal-
la loro viva voce. ha ~otuto raoaiunaere in tutti i casi il ne-
< - 2
cessario approfo~dimento, laddovc nei casl di mesotel~oma, at-
traverso 11 contributo del fam~iiari. s- sono potuti raccoqlle-
re solo i dati principali e pi rilevanti: ~uestDultima-eve-
nienza fa si che le incidenze rilevate possano semmai essere
ritenute approssimate per difetto e non per eccesso.
0381
RUBINO G.P. SCANSETTI G. DONNA A. PALESTRO
Epidemiology o pleural mesothelioma in North-Western Italy
(Piedmont).
0382
RUBINO G.F. SCANSETTI G. PIOLATTO G. ROMANO C.
Mortality study of talc miners and millers
0383
RUBINO G.P. SCANSETTI G. PIOLATTO G. GAY G
Mortality and morbidity among talc miners and millers in ItalY.
In: Dusts and Disease.
R.Lemen, J.M.Dement (Eds). 357-363, 1979
0384
RUBINO G.F. PIOLATTO G. NEWHOUSE M. SCANSETTI G.
ARESINI G. MURRAY R.
Mortality of chrysotile asbestos workers at the Balangero Mine,
Northern Italy.
The mortality from 1946 to 1975 of over 900 North Italian
chrysotile asbestos workers first employed between 1930 and
1965 has been studied. Nine deaths were certified as attributa-
ble to asbestosis, and eleven to lung cancer. One death was at-
tributed to mesothelioma of pleura, but this diagnosis was not
supported by hystological examination. Comparison with the na-
tional figure for al1 Italy did not revealed an excess of dea-
ths from lung cancer but during the last quinquennium of ob-
servation, the SMR for lung cancer rose to 206. Simulation
experiments enabled a dust index in fibte/years to be attached
t0 each man in the cohort. Al1 but two of the deaths fr0m lung
cancer in this group was 2.89. Eleven workers who died fr0m
lung cancer were al1 cigarette smokers. A further period of ob-
servation is required to monitor the mortality of the surviving
workers .
0385
RUBINO G.F. NEWHOUSE M. MURRAY R. SCANSETTI G.
PIOLATTO G. ARESINI G.
Radiological changes after cessation of exposure among chryso-
tile asbestos miners in Italy.
0386
RUBINO G.F. SCANSETTI G. PIRA E. PIOLATTO G.
MOLLO P. ANDRION A. COLOMBO A. BERTASSO L.
Pleural plaques and lung asbestos bodies in the generai pOpUla-
tiOn: an autoptical and clinical-radiologica1 survey.
In: Biologica1 effects of mineral fibres. I.A.R.C. Scientific
Publications No.30. J.c. wagner et al.(Ecs.). 2: 545-551, 1980
0387
RUBINO G.F.
Le malattie da asbesto
Fed.Med., XXXVI: 144- 152, 1983
In questi ultimi 20 anni le ricerche sulle malattie causa-
te dall'esposizione all'asbesto sono state assai numerose. Nel
polmone e nella pleura sono possibili diversi gradi di risposta
non solo di tipo infiammatorio acuto e cronico ma anche tumora-
le. Vengono pr6poste le lpotesl pi probabili circa la patoge-
nesi delle reazionl pleurlche e polmonari come pure viene
discusso il decorso clinico di queste- forme.
0388
RUBINO G.P.
Nuovi metodi di indagine nelle pneumopatie professionali.
Vengono sinteticamente passate in rassegna le metodiche di
indagine pi recentemente introdotte nella diagnostica pneumo-
logica (BAL, scintigrafia polmonare con Ga.67, pleuroscopia,
TAC toracica) e per ciascuna di esse vengono definiti i CtUnpi
di utilizzo nell'ambito della medicina occupazionale. Vengono
discussi i vantaggi derivanti dall'impiego di tali tecniche con
particolare riferimento alle possibilit di diagnosi precoce
delle interstiziopatie professionali.
0389
RUBINO G.P.
Bronchoalveolar lavage and gallium scintigraphy in the evalua-
tion of the occupational interstitial lung diseases.
0390
RUSWLINI P. MARCONI A. VERDEL U.
Esposizione ad inquinanti negli ambienti interni: dati sulla
concentrazione di alcuni maggiori inquinanti all'interno di
un edificio adibito ad uffici.
Riv.Inf.Mal.Prof., LXXIII (6): 571-579, 1986
@
0391
SACCANI F. PERINO G. MALTONI C.
IV. Mesotelioma pleurico da asbesto in operaio delle Officine
Meccaniche Reggiane.
Acta Oncologica, 8(3): 217-222, 1987
@
0392
SANTI L.
Metodi sperimentali nello studio dei tumori da amianto.
0393
SANTI L.
I1 mesoteliorna.
The Practitioner Edizione Italiana, 113: 97-98, 1988
Q
0394
SANTINI C.
Sulla mortalit degli inabili da silicosi-asbestosi (Esperien-
za 1972-1976).
Epidemiology of lung cancer in Italy.
In: Air pollution and cancer in man. IARC Scientific Publica-
tiOnS No.16. Proceedings of the Second Hanover International
Carcinogenesis Meeting. Hanover, October 22-24,1975. U.Mohr,
D.Schh1, L.Tomatis (Eds.) 205-215, 1977.
Asbestos and lung cancer: an analysis of the epidemiological
evidence on the asbestos-smoking interaction.
Three simple mcdels for the asbestos-smoking interaction On
human lung cancer production are considered. In the first model
the excess incidence of lung cancer independently due t0 asbe-
stos and t0 smoking adds together when both agents ara present
(additive nodel).. In the second the addition of each one Of the
t w agents produce8 an effect (increase in lung cancer inciden-
ce) Which is proportional to the effect of the other (multipli-
cative nodel). in the third, asbestos can only increase lung
cancer incidence in the presence of smoking. As previously
found by other investigators, the additive model appears the
laast plausible in the light of the data f r m tuo published
epidemiological studies. A discrimination between the other two
mode18 is attemvted throuah a detailed analysis Of the five
published epidemi~lo~icals~udies today available which provide
information on occupational asbestos exposure, smoking habits
and luna cancer risk: Althauoh the data do not~aiiov a defini- ~~ ~ ~ ...
= - ~ ~ ~
~ ~
t i v0 dicrimination, the multiplicative models appears t0 be
more plausible. beina also consistent with a multistage carci-
nogeni; mechanism aid iith evidence from animal (ratj experi-
ments. It is relevant both for biology and for public health
that in this mode1 asbestos and smoking are regarded as inde-
pendently capable of producing lung cancer in humans and that
they act synergistically when exposure to both occurs.
0397
SARACCI R. SIMONATO L.
Han-made vitreous fibers and workers'health: an overview of the
epidemiologic evidence.
0398
SARACCI R.
The interactions of tobacco smoking and other agents in CanCer
etiology.
SARTO F. ROSSI A. TOPFANIN R. MAFFESSANTI H.
CAWOSAMPIERO A.
Indagine clinico-radiografica in 119 soggetti esposti
all'asbesto: significato della ricerca delle placche
pleuriche fibrose.
Sono stati esaminati da un punto di vista clinico e radio-
grafico 103 soggetti al lavoro in una fabbrica di Cemento-
mianto e 16 in una fabbrica di tubi di silicato-amosite. Par-
ticolare attenzione fu posta alla ricerca radiologica delle
placche pleuriche fibroialine (PPF) che gli AA consigliano di
ricercare con un attento e mirato esame della proiezione P-A;
nei casi dubbi o quando
non si pu escludere la .presenza di
PPF, Si consiglia di richiamare il soggetto in esame per eSe-
guire delle proiezioni oblique sotto controllo scopiC0. Le
prevalenze di alterazioni radiologiche furono le seguenti:
piccole opacit irregolari (POI) 13,4% PPP 18.5%. POI pi PPF
3.4%. Le POI si correlano bene sia con la durata che con l'in-
tensit delle esposizione mentre le PPP si correlano meglio
con la durata .piuttosto che con l'intensit dell'esposizione;
PPP fuiono pero ritrovate anche in 4 soggetti con meno di 10
anni di esposizione. Furono anche ricercate le PPF nelle ra-
diografie P-A ed oblique di 100 soggetti non esposti con esito
negativo. Sul significato prognostico delle PPF si sa ancora
molto poco anche se esistono in letteratura segnalazioni
preoccupanti circa un loro possibile rapporto con il tumore
del polmone e della pleura. La nostra osservazione di 2 anni e
mezzo non ha mostrato comunque alcuna tendenza evolutiva delle
PPF. Mettendo in relazione i rantolini alle basi polmonari,
la presenza dei corpuscoli dell'asbesto nell'escreato e le al-
terazioni radiologiche arrivammo ai seguenti risultati: i ran-
tolini basali hanno un grande valore predittivo per le altera-
zioni parenchimali mentre la presenza di corpuscoli associa-
ta sia alle alterazioni parenchimali che pleuriche ed ha un
valore predittivo minore dei rantolini. I1 47% dei soggetti
radiologicamente positivi presentava o rantolini basali o/e
corpuscoli dell' asbesto; questi indicatori non radiologici
sono quindi indicativi di una possibile asbestosi parenchimale
O pleurica.
0400
SARTO F. BERTOLISSI S.
Le placche pleuriche fibroialine nell'esposizione ad asbesto
0401
SARTO F.
Controllo
follow up
TREVISAN A. BUZZO A .
di una popolazione operaia esposta a cemento-amianto:
di 5 anni.
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 211-216, 1985
E' stato condotto uno studio di follow up su 103 soggetti
esposti in una. fabbrica di manufatti cemento-amianto del pado-
vano per cinque anni. E' stato fatto inoltre uno studio sullo
ambiente e una indagine sulla mortalit per 176 soggetti assun-
ti almeno per sei mesi tra il 1961 ed il 1980. I risultati sia
radiologici che citologici confermano la necessit di continua-
re nel tempo il monitoraggio dei soggetti esposti, anche se
ora la fabbrica nei limiti richiesti della normativa vigente.
0402
SARTORELLI E.
Asbestosi grave con sindrome del blocco alveolo-capillare
Med.Lav., 48: 358-362, 1957
Viene descritto un caso di asbestosi di qrado avanzato con
-
grave insufficienza respiratoria globale. I risultati delle
prove funzlonali a riposo e In lavoro hanno dimostrato che in
-
questo pneumopaziente l'insufficienza respiratoria era preva-
lentemente in rapporto con alterazioni degli scambi gassosi tra
aria alveolare e sangue (blocco alveolo-capillare).
0403
SARTORELLI E. BARALDI V. GRIECO A. ZEDDA S.
Contributo allo studio della fisiopatologia respiratoria
nell'asbestosi.
Viene eseguita un'analisi delle alterazioni fisiopatologi-
che respiratorie Dresenti nell'asbestosi basata sui dati pub-
blicati in letteratura e sui dati raccolti nella clinica-del
Lavoro dell'Universit di Milano in 74 pazienti. di cui 37 af-
fetti da asbestosi lieve, 27 da asbestosi di grado discreto e
10 da asbestosi grave. In tutti i nostri pazienti sono stati
eseguiti i'seguenti esami: prove spirometriche, misura del vo-
lume residuo, della ventilazione alveolare del Pa C02 e del
1' HbO2 % a riposo e in lavoro. In 11 pazienti stato inoltre
eseguito lo studio della diffusione alveolo-capillare dei gas
mediante la misura del DCO. Dai risultati da noi ottenuti Si
wssono trarre le seauenti conclusioni: nell'asbestosi esiste
irequentemente un'insuzficienza ventilatoria di tipo restritti-
vo, in rapporto con la fibrosi polmonare e con le alterazioni
p1euriche;-in alcuni casi esiste tuttavia un'insufficienza ven-
tilatoria di tipo prevalentemente ostruttivo, in rapporto Con
una bronchite cronica ed un enfisema ~olmonare associati alla
fibrosi asbestosica. Nei pazienti affetti da asbestosi di grado
discreto od avanzato esiste inoltre spesso una alterazione del-
la capacit di diffusione polmonare dei gas, in rapporto Con
l'ispessimento delle pareti alveolari e dei setti interalveoia-
ri e con le alterazioni della rete ca~illare. Le alterazioni
ventilatorie ed il difetto di diffusione determinano spesso,
nei Dazienti con asbestosl dzscreta od avanzata. un'evidente
compr&nissione della capacit lavorativa.
0404
SARTORELLI E. ZEDDA S. ARESINI G. GHEZZI I.
Pisiopatologia respiratoria dell'asbestosi.
E' stato eseguito uno studio della funzionalit resplrato-
ria in 724 soggetti di sesso maschile esposti all'inalazione di
polvere di asbesto (operai di un'industria estrattiva di amian-
t0 crisotile in Piemonte; coibentatori, operai addetti alla
fabbricazione di cemento-amianto, di manufatti di amianto o di
freni e dischi per frizioni di automobili. I ~ t o d i impiegati
comprendevano in tutti i soggetti la misura della capacit vi-
tale e del VEMS e lo studio del DLCO a riposo (metodo steady
state). In una parte dei casi stata eseguita la misura del
volume residuo, delle resistenze delle vie aeree (pletismografo
COrPOre0). dello spazio morto respiratorio, del gradiente arte-
rio-alveolare di C0 e, inoltre, del DLCO durante prove da sfor-
20 su cicloergometro. I soggetti sono stati suddivisi in 5
gruppi in base al quadro radiologico del torace (classificazlo-
ne dell'U.I.C.C./Cincinnati): 1 gruppo con RX 0/0 o 0/1 e con
esposizione all'asbesto inferiore a 10 anni (esposizione media
5, 7 anni); , 2 gruppo con Rx 0/0 o 0/1 e con esposizione all'a-
sbe~t0 superiore a 10 anni (esposizione media 21,2 anni); 3
gruppo con Rx 1/0 o 1/1; 4 gruppo con Rx 1/2, 2/1 o 2/2; 5
gnippo con Rx 2/3, 3/2 o 3/3. I risultati ottenuti possono es-
sere cos sintetizzati. Un'insufficienza ventilatoria di tipo
restrittivo stata osservata nel 5,6% dei soggetti.de1 1 grup-
po, nel 10,l% dei soggetti del 2 gruppo e nel 31,1% - 41,9% -
69,2% dei soggetti rispettivamente del 3, 4 e 3 gruppo. Il ri-
scontro di un'insufficienza ventilatoria di tipo ostruttivo in
una percentuale non trascurabile dei soggetti esposti all'asbe-
st0,ma con Rx torace normale o dubbia, sembra indicare l'esi-
stenza in questi casi di lesioni polmonari ancora non dimostra-
bili radiologicamente, ma che tuttavia gi determinano un'alte-
razione della elasticit polmonare. un'insufficienza ventilato-
ria di tipo ostruttivo, in rapporto con una bronchite cronica
associata o meno ad enfisema polmonare ostruttivo, stata 0s-
SerVata in una percentuale di casi variabile fra l'Il,Z% ed il
24,2% a seconda del gruppo considerato. Nei soggetti con Rx to-
race probativa per un'asbestosi di grado avanzato sono State
spesso messe in luce evidenti alterazioni del rapporto ventila-
zione/perfusione' (aumento dello SM e del gradiente a-A di COI.
Una riduzione del DLCO a riposo e/o in lavoro, al di sotto dei
limiti normali inferiori (casistica personale di 91 soggetti
normali di sesso maschile), stata osservata nel 4,6-6,48 dei
Soggetti del 1 gruppo, nel 9.6-19.2% dei soggetti del 2 gruppo
ed in percentuali superiori al 20% (fino al 100%) nei soggetti
del 3, 4 e 5 gruppo. I1 riscontro di valori patologici esposti
all'asbesto, ma senza alterazioni radiologiche polmonari Con
alterazioni tali da consentire con sicurezza una diagnosi di
aSbeSt~si, sta a significare che le lesioni polmonari Causate
dall'asbesto possono determinare anche in fase pre-radiologica
evidenti alterazioni funzionali a livello degli scambi gassosi
alveolo-capillari. In conclusione, lo studio per una valutaZi0-
ne del danno funzionale presente nei soggetti con una asbestosi
radiologicamente evidente, ma anche per una diagnosi precoce e
quindi per la prevenzione della pneumoconiosi.
0405
SARTORELLI E.
Dal rischio ambientale al danno respiratorio: le attivit
industriali.
Convegno: "La patologia respiratoria da ambiente".
Positano, 24 aprile - 2 maggio 1987. Riassunti: 74-75, 1987
0406
SBRANA C. GALLI G. PAGGIARO P.L. VIEGI G.
ANSUINI R. FRANCO F.
Studio delle alterazioni radiografiche in un gruppo di 30
lavoratori di un'industria di cemento amianto: confronto
tra i dati radiografici del 1976 e 1985.
In: 11 rischio neoplastico da amianto nei luoghi di lavoro
e nell'ambiente di vita.
Arco, 24-25 maggio 1985.
Atti del Convegno: 205-210, 1985
Gli autori presentano i risultati di uno studio sulle alte-
razioni radiografiche condotto su 30 addetti, tutti maschi, di
un'industria di manufatti di cemento-amianto, e per un periodo
di nove anni. I segni radiologici sono efficaci nella diagnosi
e nello studio evolutivo dell'asbestosi. Tuttavia ?i ritiene
che a questi vadano aggiunti gli studi di funzionalita respira-
toria ed oltre il periodo studiato per possibili correlazi~ni
positive.
0407
SCANSETTI G. RUBINO G.P.
Malisi comparata della compromissione cardiovascolare @
respiratoria nell'asbestosi polmonare.
Minerva Med., 51 (19): 8-17, 1960
@
0408
SCANSETTI G. COSCLh G. PISANI W. RUBINO G.F.
Cement, asbestos, and cement-asbestos pneumoconioses
A comparative clinlcal-roentgenographic study.
The incidence and characterlstics o cement-asbestos pneu-
UtOCOniOSiS were compared with those of asbestosis and cement
pneumoconiosis in thiee homogeneous samples o cases. The cli-
nlcal, functional, and radioloqical features of cement-asbestos
pneumoconiosis are similar io those of classica1 asbestosis,
bUt the observed changes are less common and occur after a lon-
ger exposure.
0409
SCANSETTI G. PAVAN I. BOTTA G.C. BELLIARDO F
Problems deriving from asbestos fibres wetting in textile
industry.
Med.Lav., 7 1 (5): 422- 427, 1930
Fra i sistemi utilizzati nell'industria tessile per ottene;
re l'aerodispersione dell'amianto durante la lavorazione vi e
la bagnatura delle fibre con acqua. olio o mediante dispersione
chimica. Gli autori hanno confrontato i risultati ottenuti me-
diante la bagnatura con olio in una piccola azienda tessile
con i dati relativi ad altre due industrie, una media ed una di
grandi dimensioni, e, avendoli trovati soddisfacenti, hanno
proceduto all'analisi dell'olro mmerale in uso mediante HPLC
per mettere In evidenza un eventuale contenuto di idrocarburi
aromatici policxiici (PNAS). sette PNAS sono stati cos iden-
tificati, e ne stato valutato il contenuto cumulativo appros--
simativo. Viene discussa la possibile i-nterazione dl amianto f:
PNAS per quanto riguarda la cancerogenesi polmonare.
Exposure to chrysotile asbestos in friction materials industry.
Sebbene l'industria del materiale d'attrito utilizzi sol-
tanto crisotilo, vi sono numerosi casi di asbestosi che proven-
gono anche da questo settore manufatturiero dell'amianto. Ven-
gono pertanto esposti i risultati dei controlli delle fibre
0413
SCANSETTI G. PIOLATTO G.
Tremolite/Chrysotile Ratios. Letter to the editor
0414
SCHIAVI M.
Problemi di applicazione della circolare N. 45/86 per i servizi
di prevenzione del Lazio.
In: Rischio amianto in ambienti di vita e di lavoro.
F. Cavariani e F. D'Orsi (Eds). Regione Lazio, Roma. 101-107, 1989
0415
SCOTTI P.G. ARESINI G. BERETTA E.
Considerazioni sulla funzionalit respiratoria dei lavoratori
dell'arnianto.
Gli Autori hanno condotto uno studio della funzionalit re-
spiratoria in 744 soggetti esposti, per cause professionali,
all'inalazione di fibre di asbesto, indagando, tra l'altro,
l'eventualit di risposte fisiopatologiche differenti tra il
gruppo di lavoratori dell' industria estrattiva (esposti eSclU-
sivamente ad amianto crisotilo), gli addetti dell'industria del
cemento amianto (esposti sia a crisotilo che a crocidolite) ed
il gruppo dei coibentatori (esposti a miscele di crisotilo e di
differenti anfiboli). I soggetti sono stati suddivisi in 4
gruppi in base al quadro radiologico (classificazlone dfl-
1'U.I.C.C. - Cincinnati 1970) ed all'anzianit lavorativa: I e
2' gruppo con radiografia 0/0 e 0/1 con esposizione lavorativa
rispettivamente inferiore o superiore a 10 anni; 3' gruppo Con
radiografia 1/0 e 1/1; 4 ' gruppo con RX 1/2, 2/1, 2/2, 2/3. E'
stato studiato il comportamento di CV, VEMS, TCO a riposo (me-
todo steady-state) e delle duttanze per il C0 secondo Lacoste.
Non sono state riscontrate importanti differenze di comporta-
mento dei parametri funzionali tra le diverse categorie di la-
voratori. Si riscontrata una prevalenza di soggetti con sin-
drome ventilatoria di tipo restrittiva rispetto ai casi con
insufficienza ventilatoria ostruttiva. Una riduzione del Tco
a riposo al di sotto del limite minimo normale stata riscon-
trata gi in considerevole percentuale (circa il 201) nei sog-
getti del I'gruppo. Le alterazioni funzionali aumentano sia per
entit che per frequenza nelle tre categorie con il progressivo
aumento della esposizione e delle alterazioni radiologiche. Le
duttanze hanno presentato una moderata attitudine a predire al-
terazioni funzionali resoiratorie. In oarticolare amare che la
. - -
DUaco posszede una maggiore pred~ttr;a, rispetto-a DUCO e a
DUAco. sowattutto nei confronti dl una comoromissione della
funzione di diffusione e di una sindrome ostriittiva. La DUACO,
per la scarsa sensibilith e predittivit, non sembra rappresen-
tare uno strumento di analisi capace di riflettere in modo uni-
voco un tipo di alterazione funzionale.
0416
SECCHI G. C. PARAZZI E.
Azione citolesiva "in vitro" di differenti dosi di polveri
minerali.
L'effetto citotossico di differenti dosi di tridimite e di
crisotilo stato studiato "in vitro" su macrofagi di cavia. A
tal fine stata impiegata la tecnica della colorazione fluoro-
cromatica cellulare di Rotman e Papemaster ed stata studiata
la fuoriuscita nel mezzo di cultura di enzimi inerenti alle di-
verse strutture cellulari dei macrofagi, dopo l'aggiunta delle
polveri citotossiche. E' stato anche dosato l'ac. lattico pro-
dotto dalle culture. Si osservata, a parit di dose, una mag-
giore tossicit delle polveri di tridimite rispetto a quelle
di crisotilo e, con le differenti dosi impiegate, una differen-
te rapidit di comparsa del danno cellulare. La rapidit con la
quale si. manifesta l'azione citolesiva della dose maggiore di
entrambe le polveri induce a confemare l'ipotesi che detta
azione sia da imputare al semplice contatto delle polveri con
la membrana esterna dei macrofagi; la minore rapidita di com-
parsa del danno cellulare, osservata con l'impiego delle dos?
minori, verosimilmente da attribuire alla minore probabilita
che, in un tempo breve, tutte le cellule possano venire a con-
tatto con una quantit di particelle minerali sufficiente a
provocare una lesione cellulare apprezzabile.
0417
SECCHI C.C. REZZONICO A.
Hemolytic activity of asbestos dusts
Gli Autori hanno studiato
l'attivit emolitica in vitro di
differenti tipi di asbesto: crisotilo, crocidolite, amosite,
maggaore prevalenza della rnalatc~a ostruttiva nei fumator!
esposti ad amianto ed a broncoirriranti che conferma alcuna
segnalazioni della letterature secondo cui il fattore profes-
sionale assume un ruolo additivo al fumo di slgaretto nel pro-
dursi del danno respiratorio.
0434
STOPPANI F. VELICOGNA A
Osservazioni sulla asbestosi
Osservazioni cliniche e radiografiche fatte su 276 operai
di uno stabilimento di estrazione di amianto del tipo crisotile
hanno messo in evidenza lesioni a carattere pneumoconiotico so-
lo in una piccola percentuale di operai e sempre di grado molto
lieve. Queste lesioni furono osservate tutte in individui ad-
detti a questo tipo di 1.avorazione da oltre 5 anni. Le ragioni
della scarsit dei dati obiettivi deve essere con verosimi-
glianza ricercata da un lato nella qualit dell'amianto e dal-
l'altro in quella della maestranza tutta regionale e montanara.
0435
~UW)TTO P. COSCIA G. ME0 G. CARDELLINO G.
D'ONOFRIO M.
La scintigrafia polmonare nell'asbestosi.
E' stata eseguita la scintigrafia polmonare con sospensione
di macroaggregati di albumina radioiodata ( W- 1 3 1 ) in 20
soggetti affetti da asbestosi. In tutti i casi di fibrosi ~ 0 1 -
monare diffusa da asbesto si sono osservate alterazioni stinti-
grafiche caratterizzate da zone di minore radioattivit, quali
si rivelano nella bronchite cronica e nell'enfiserna ostruttiV0,
e da una ridotta distribuzione del radioelemento nei campi Pe-
riferici soprattutto alle basi. Si evidenzlata una certa di-
scordanza fra gravit radlologlca e compromissione scintigrafi-
ca nel senso che in alcune forme di asbestosi di tipo O O di
tipo 1 si sono osservate alterazioni scintigrafiche di grado
elevato, mentre in casi di fibrosi grave si sono rilevate alte-
razioni scintigrafiche non molto avanzate.
SUMTTO F . ROMANO C. BERRA A. AROSSA W.
SPINACI S.
Radiographic and functional changes following exposure t0 dif-
ferent types of asbestos.
In: Biologica1 effects of mineral fibres. I.A.R.C. Scientific'
Publications No.30. J.C. Wagner et al.(Eds). 2 : 565-569, 19.80
Lung function parameters were examined in 200 asbestos wor-
kers. Those exposed to chrysotile alone had less severe im-
paiment than those exposed to both chrysotile and crocidolite.
Ainctional changes did not vary signiflcantly with duration of
exposure; however radiographic abnonnalities were related t0
length of exposure. Our results show that, for a population
with moderate exposure to asbestos, lung function teste can
discriminate smokers and non smokers and exposure to different
kinds of asbestos, whereas discrepancies among groups with
different lengths of exposure are better seen with radiographic
methods .
SULOTTO F . PIOLATTO G. GUAZZOTTI T. ROMANO C.
BERRA A.
Comportamento della costante di tempo istantanea polmonare in
relazione al fumo di sigaretta ed all'esposizione all'amianto.
Si misurata la costante di tempo istantanea polmonare de-
rivata dalla curva flusso volume in 4 gruppi di soggetti: 18
lavoratori dell'amianto fumatori, 18 lavoratori dell'amianto
non fumatori, 14 soggetti non esposti all'amianto fumatori, 16
soggetti non esposti all'amianto non fumatori. Tutti i Casi
erano normali dal punto di vista clinico e radiologico. I lavo-
ratori dell'amianto hanno dimostrato valori di VC e FEV1 Signi-
ficativamente inferiori rispetto ai non fumatori pur rimanendo
nell'ambito della normalit. L'effetto additivo dell'amianto e
del fumo e l'effetto individuale delle due variabili rieulta-
to statisticamente significativo sul MEP25 risultato nella
norma. Tra i parametri relativi alla costante di tempo soli i !
calore medio riuscito a descriminare tra fumatori e no. Non e
stato possibile rilevare alcuna differenza significativa tra
esposti all'amianto e no. Si discutono le possibili cause della
negativit dei reperti relativi ai parametri della costante di
tempo.
0438
TAGINI D. VOLTURO E.
Lombardia: attivit del gruppo di lavoro regionale " materie
plastiche".
Bollettino Epidemiologico Nazionale 83/17-18. I.S.S. 4-8, 1983
TODARO A. SANDRI M.G. FRIEDRICHS K.H. MEZZETTI W.
CHIAPPINO G.
11 carico polmonare di fibre inorganiche in soggetti non
professionalmente esposti.
Vengono illustrati i risultati di una analisi mineralogica
condotta in niicroscooia elettronica su 40 camoionf di tessuto
polmnare di soggetti non professionalmente esp8sti ad asbesto,
sottoposti ad exeresi chiruraica per paroloaia neoplastica e
aon. il Carico totale medio, Galuta'to col micioscop$ elettro-
nico a trasmissione, per grammo di tessuto secco, e risultato
essere di 5,08 x 10 fibre di asbesto e di 5. 92 x 10 fibre di
altro tipo, e rappresentato per la maggior parte da fibre ul-
tracorte ed ultrasottili (lunghezza < 2 m, diametro 0.1 un),
dimensioni che ben si accordano con esposizioni al solo inqui-
naWnt0 ambientale. Nello studio si evidenzia inoltre come Una
t3t0Zia lavorativa in ambiente industriale, pur senza uno sPe-
cifico uso di ashesto, si associ ad un maggior carico totale
fibre. Gli autori concludono riproponendo l'ipotesi che consl-
dera l'asbesto un inquinante degli ambienti di vita e sottoli:
neando la necessit di disporre di ulteriori dati sugli effettr
pat0geni delle fibre.
I
PsqUeIIU dei segni elettrocardiografici di cuore p0-re
cronico nell'asbestosi.
E' stata condotta una ricerca sulla frequenza dei segni
elettrocardiografici di cuore polmonare cronico i? 181 asbesto-
sici, divisi in tre gruppi in relazione all'entita della ffbro-
si polmonare giudicata sulla base di criteri radiologici (clas-
sificazione delle oneumoconiosi dell' U.I.C.C./ Cincinnati):
asbestosi lieve 85 casi, asbestosi discreta 86 cisi, asbestosi
grave 10 casi. Per ognl elettrocardiogramma si ricercata la
presenza di P polmonar, di deviazione assiale destra di QRS,
di quadri indicativi per sovraccarico ed ipertrofia ventricola-
re destra e di BBD. Nove casi con asbestosi lieve hanno dimo-
strato una deviazione assiale destra di QRS, cinque casi con
asbestosi discreta hanno dimostrato una deviazione assiale di
QRS ed inoltre un altro caso ha dimostrato un BBD, un caso con '
asbestosi grave ha dimostrato una P polmonare con deviazione
assiale destra di QRS ed inoltre un altro caso ha dimostrato un
BBD. Un confronto tra i rilievi elettrocardiografici ed i valo-
ri di capacit di diffusione alveolo-caoillare del C0 (metodo
steady state), indice funzionale respiiatorio frequentemente
alterato nell'asbestosi, ha dimostrato una mancanza di correla-
zione tra di essi. Si conclude oer una inadeauatezza dell'elet-
trocardiogramma nella dragno;i precoce iel cuore polmonare
cronico nell'asbestosi e sl auspica che a tal proposrto vengano
adottate metodiche di indagine pl valide come il cateterismo
cardiaco destro con microcatetere per la rilevazione di una e-
ventuale iniziale ipertensione arteiiosa polmonare.
0441
TOMASINI M. VILLA A. ARESINI G. CHIAPPINO G.
LO CICERO G. BRINA A.
Studio emodinamico della circolazione polmonare in asbestosici
con diverso grado di evidenza radiologica della pneumoconioai.
E' stata studiata l'emodinamica di 16 asbestosi, suddivisi
in 3 classi in base al diverso grado di evidenza radiologica
mediante microcateterimo, a riposo ed in lavoro al cicloergome-
tr0. E' Stata riscontrata l'esistenza di una ipertensione poi-
monare secondaria ad un aumento delle resiste?ie polmonari to-
tali e maggiormente evidente in lavoro che puo esaere presente
anche in fasi abbpstanza precoci della pneumoconios!, talvolta
in assenza di alterazioni evidenti della funzionalita poimona-
re. In alcuni casi la sonuninistrazione di aminofillina in
grado di ridurre parzialmente l'aumento sia della pressione
pohonare che della resistenze polmonari totali. Si ritiene che
la oatoaenesi della comoromissione del circolo polmonare Sia
attribuihle ad una fibrbsi perivascolare a ~artenza delle vie
linfatiche, che nella asbestosi particolarmente precoce, mar-
cata e diffusa.
0442
TOMASINI M. M CICERO G.
Evoluzione della malattia asbestosica nel polmone residuo di
Un paziente pneumonectomizzato per neoplasia polmonare.
Viene descritta l'evoluzione di un caso di asbestosi pneu-
nonectomizzato per neoplasia polmonare, seguito per undici
anni, che negli anni successivi all'intervento ha sviluppato
una compromissione tardiva della funzione di diffusione del
polmone residuo ed una ipertrofia ventricolare destra.
Environmental cancer risk factors.
Acta Oncoogica, 27 ( 5 ) : 465- 472, 1988
The risk of cancer in humans is increased by a vide spec-
trum of factors, which ranges from exposure to an identified
agent, such as environmental chemicals or a virus, t0 a cul-
turally determined behaviour, such as smoking, or to socio-
economic conditions. We are today able to intervene on some
of these factors, while others affect risk by as yet undeter-
mined pathways. Only progress in the understanding of the me-
chanism by which these factors act can lead to specific means
O cancer prevention. There is no compelling reason t0 believe
that the number of carcinoaenic aaents. to which humans can be
exposed, is inflnitive, nor-is lt -unre&onable to assume that
it will eventually be posslble to ~dentify most of them. The
variety of cancer-risk factors of which we-are presently awa-
re implies, however, that it would be irnpossible to have just
one simple amroach to cancer contro1 and cancer prevention.
It is kathei-encouraging that the applicability of new labo-
ratory methods to epidemiological surveys seems to open the
way to a laboratory-integrated-epidemiolog%
Cancro professionale: rassegna storica e occasioni attuali di
prevenzione.
RHdL, Anno 111- 9: 135-147, 1988
@
0445
TURSI A.
Oueiques aspects de la fixation de Ciona LnteStindliS (L.)
Tunicata.
Vie Milieu, 30 ( 3- 4) : 243- 251, 1980
In the present work, the authors analyses settling phenome-
na of CiOna intestinalis (L.). This Ascidian has been found in
vrry large numbers (8489 specimens) on asbestos - cement panels
inunersed in Mar Piccolo of Taranto at various intervals (month-
ly, quaterly, half-yearly panels) during a period of one year
(1976). Infomation is given about the period of maximum grovth
and choise made by the larvae in relation t 0 the inclination of
the substrate (vertical, oblique and horizontal panels), uith
exposure to light and to a preferential position within che
area of the panels (edges or surface). These analyses have made
possible to ascertain that the shaded oblique surfaces have
been preferred by Ciona intestinalis while, as regards the po-
sition, the results are considered individually. Further pheno-
mena have been analysed: sexual maturity, size, companion spe-
cies, epibiosis and gregariousness.
0446
VALERIO F. BALDUCCI D.
Oualitative and quantitative evaluation of chrysotile and
crocidolite fibres with infrared spectrophotometry: appli-
cation to asbestos-cement products.
In: Non-occupational exposure to mineral fibres.
IARC Scientific Publications N0.90. J.Bignon, J.Peto,
R.Saracci (~ds). 197-204, f989
Infrared (IR) spectrophotometry allows simple and rapid
qualitative and quantitative evaluations of dlfferent types of
asbestos, as uell as of other inorganic particles. In particu-
lar, chrysotile and crocidolite have characteristlc IR spectra,
and optical density measurements in the 2710 noi band for chry-
sotile and the 12820 nm band of crocidolite permit the quanti-
tative evaluation of each fibre structure and in chemical com-
position as the result, for example, of themal treatment Or
acid leaching. The anaAytica1 method that we have developed can
detect amounts as sniall as 0.1 mg of fibre in a 300-mg diak of
potassium bromide using a low-cost IR spectrophotometer.The use
of a Fourier transfom IR spectrophotometer dramatically inipro-
ves the sensitivity and selectivity. computer-assisted analysis
of spectra offers the possibility of reducing matrix interfe-
rence and of comparing different spectra. The application of
the IR technique to asbestos-cement products and insulating ma-
terials is described.
Indagine igienico-sanitaria in un moderno stabilimento per la
lavorazione dei manufatti in fibrocemento e affini.
Folia Med., 43: 1182-1199. 1960
L'A. ha eseguito una indagine, in un moderno stabilinento
per la produzione di pezzi in fibrocemetno e affini, indirizza-
ta ad accertare sia le condizioni igieniche degli ambienti di
lavoro, sia lo stato di salute degli operai. E' stata determi-
nata la concentrazione delle polverl negli ambienti, in vari
reparti e in varie fasi della lavorazione; stato determinato
ripetute volte il grado di umidit relativa. In complesso gli
ambienti di lavoro sono risultati ampi, ben ventilati, ben il-
luminati, con concentrazioni non pericolose delle polveri, mo-
dico grado di umidit. Su 550 operai sono state complessivamen-
te diagnosticate 97 fonne morbose (17%). I1 primo posto spetta
aile malattie dell'apparato respiratorio (28 casi 5%). Sono
Stati messi in evidenza un caso di asbestosi, 2 casi di fibrosi
reticolare, M nessun caso di tubercolosi. Le dennatosi da ce-
Pento sono state studiate sotto vari aspetti (sede, frequenza
stagionale, decorso ecc.). La frequenza delle diverse forme
morbose riscontrate stata in complesso modesta.
0448
VECCHIONE C. MOLE' R. ELISEO V . DE ROSA R.
La diffusione alveolo-capillare nell'asbestosi.
Polia Ued., 47: 1090-1096, 1964
Vengono riferiti i risultati della funzionalit respirato-
ria e della diffusione alveolo-capillare appartenenti a 16
asbestosici nel 1' e 2' stadio radiologico. E' stato trovato
che la diffusione nettamente ridotta rispetto ai valori no$-
mali. Questa riduzione pi frequente e piu raarcata negli ope-
r i con alterazioni radiologiche avanzate e nei soggetti cOn
maggiore cmprmisssione della funzionalit respiratoria.
0449
VECCHIONE C. SESSA T. UOLE' R. IAVICOLI N.
Contributo allo studio d'ella insufficienza respiratoria negli
askstosici.
Polia Med., 56 (11-12): 560-569, 1973
Gli M. hanno' studiato la ventilazione polmonare, la venti-
lazione alveolare, la diffusione alveolo-capillare, la Satura-
zione Ossiemoglobinica, le tensioni arteriose dell'ossigeno e
dell'anidride carbonica, l'equilibrio acido-base in 16 aSbeSt0-
Sici radiologicamente accertati ed in 10 esposti al rischio
dell'inalazione di polvere di amianto senza quadro radiologico
di. asbestosi. I risultati sono stati confrontati con quelli di
20 soggetti normali. E' stato osservato che sia gli asbestosici
che gli esposti presentano una insufficienza respiratoria ca-
ratterizzata da sindrome spirografica restrittiva; iper~entila-
Zi0ne polmonare ed alveolare; marcata riduzione della diffusio:
ne; ipossiemia ed ipocapnia. Questa sindrome, per io piG gia
presente a riposo, si manifesta o si accentua durante il lavo-
ro, con la comparsa di alcalosi respiratoria.
0450
VERDEL U. CARDINALE CICCOTTI F
Il recepimento della Direttiva CEE sulla protezione dei
lavoratori contro i rischi da asbesto ed i problemi
assicurativi ad esso connessi.
Ambiente esterno ed ambiente lavorativo nel saturnismo e
nell'asbestosi.
Riv.Inf.Mal.Prof., LXV: 393-397, 1978
e
0452
VIGLIANI E.C.
Asbestosi polmonare.
0453
VIGLIANI E.C.
Due casi mortali di asbestosi polmonare.
Vengono per la prima volta in Italia descritti sotto l'a-
Spetto clinico-radiologico due casi mortali di asbestosi polm0-
nare. I1 primo riguarda una donna di 56 anni che inal per 30
anni polvere di amianto. La fibrosi polmonare che ne consegul
decorse in modo asintomatico finch, in occasione di un epi?O-
dio influenzale, si rivel improvvisamente nella sua gravita e
0410
ZANNINI D. BOGETTI 6 . OTTENGA F.
I1 rischio e la prevenzione dell'asbestosl nelle lavorazioni
navali.
Dopo le prime segnalazioni di casi di asbestosi tra gli
operai addetti ai lavori di coibentazione con uso di amianto a
bordo di navi in allestimento e riparazione, il rischio di
pneumoconiosi in questi lavoratori si rivelato fino ad oggi
sempre pi grave, ed ha coinvolto anche diverse altre categorie
di lavoratori dell'industria navale. tra i quali in questi ul-
timi anni sempre pi frequentemente.si riscontrano ciai di le-
sioni pleuriche o polmonari. Non meno preoccupante e la cre-
scente freauenza di-neovlasie vleuriche- o Doimonari fra gli
stessi lavoratori. ~'attLale difhsione di tali malattie si pu
mettere in relazione non soltanto ad un pi sistematico con-
trollo medico dei lavoratori ma anche all'uko sempre pi inten-
sivo dell'amianto fatto in questi ultimi 30 anni. L'amianto
trova infatti applicazione a bordo non solo per la coibentazio-
ne degli apparati motori, ma anche per l'isolamento termico ed
acustico di tutte le strutture della nave, sia per mezzo di
pannelli, che per mezzo di applicazione a spruzzo. Quasi tutte
le persone che lavorano a bordo di navi in allestimento e ripa:
razione sono quindi esposte all'inalazione di aaianto, Come e
dimostrato anche dalla casistica riscontrata nell'Istituto di
Medicina del Lavoro di Genova e dai rilievi conimetrici effet-
tuati. Si impone quindi una decisa organizzazione delle misure
preventive, che vanno dalla sostituzione dell'anianto con altri
materiali,-alla riduzione della polverosit ambientale, ai mez-
zi di protezione individuale del personale, direttamente O in-
direttamente esvosto al rischio. all'oraanizzazione del lavoro
a bordo, aila istruzione del personale, ai rilievi della pdve-
roslt ambientale.
0471
ZEDDA S. ARESINI G. GHEZZI I. SARMRELLI E.
Lung function in relation to radiographic changes in asbestos
workers.
Respiration, 30: 132-140, 1973
A lunctional study invoving vc, FEV 1.0 sec, RV, steady-
State DLCO and fractional C0 uptake at rest and, where passi-
ble, at tuo exercise levels (50 and l00 W), has been carried
out on 724 male subjects exposed to asbestos dust inhalation.
Subjects were divided into 5 groups according to UICC radiolo-
gical classification of Cincinnati (1970): group I 0/0-0/1,
with asbestos exposure of less than 10 years, group I1 0/0-0/1.
with asbestos exposure of more than 10 years; group I11 1/0-
l , group IV 1/2-2/1-2/2 and group V 2/3-3/2-3/3. The folb-
Wing resuts vere obtained: obstructive ventilatory insuffi-
ciency was observed in a percentage of cases variable between
11.2 and 24.2% in the different groups; restrictive ventilatory
insufficiency was observed in 5.6% of subjects in group I,
10.1% in group 11, and 31.1-41.9-69-29, respectively, in groups
111, IV and V; impainnent of gas exchange at rest and during
exercise (reference to the lowest values obtained in 123 norma1
male subjects) was found in 4.6-6.4% of subiects in arouD I.
9.6-19.2i of subjects in group I1 and in a peicentage 6f a b v
20% (ti11 100%) in groups 111. IV and V. Lov values of DLCO in
Soma cases of asbestos~exposed workers without radiological
changes and without obstructive pulmonary disease suggest that
the pulmonary damage induced by asbestos fibers may determine
functional slterations of gas exchanges even in the preradiolo-
gical stages.
INDICE DEGLI AUTORI
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INDICE DELLE PAROLE CHIAVE
ESAMI -CI: 453