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Gruppo COMUNIT 68

Redazione: Guerrino Alberio, Claudio Capiaghi, G. Piero Capiaghi, Don Matteo Censi,
Gianni Conconi, Rosirene Duranti, Mario Mascetti, Sandra Pettenghi, Emilio
Russo.

Grafico: G. Carlo Capiaghi, Angelo Fasola, Paolo Conconi, Donatella Rezzonico.

Stampa: Luciana Capiaghi, Miriam Capiaghi, G. Paolo Capiaghi.

Pubblicit: Pierino Cerea.

Amministrazione: M. Enrica Ghielmetti.

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SOMMARIO


La Parola del Parroco
Bilancio Comunale
Padre Giacomo ricorda Ronago
Autoritarismo: crisi della responsabilit
La banda darchi ronaghese
Bevi, Sichimundo, lacqua di Ronago
Notiziario

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COMUNIT 68 ANNO 2 n. 2
Febbraio - Marzo 1969
Direzione e Redazione: Via Milano, 29 Ronago -
- Ciclostilato da manoscritto -




BUONA PASQUA

Anche se quest'anno la primavera tarda a venire,la Pasqua ormai alle porte.
Pasqua non solo il ricordo della Resurrezione del Signore, ma soprattutto Ges che
passa a comunicare a noi la risurrezione. L'incontro col Signore ha inizio con l'ascolto della
Sua parola, la meditazione dei suoi misteri (cio di quanto per noi ha fatto), ma si attua
pienamente solo attraverso i sacramenti. Ecco perch tutti a Pasqua siamo invitati ad
accostarci alla Confessione e Comunione.
Come consuetudine, nel pomeriggio della domenica delle Palme (30 marzo) ci saranno a
disposizione i confessori, per dare a tutti la comodit di accostarsi ai Sacramenti.
Avverto gi fin d'ora che la S. Messa vespertina che quella domenica verr celebrata alle ore
20, sar riservata ai soli uomini e giovani. Il luned santo ci saranno due sante messe: una al
mattino e una a sera cos tutte le donne e le giovani potranno accostarsi alla Santa
Comunione.


LE OPERE PARROCCHIALI

Da quando l'estate scorsa vennero abbattute le vecchie costruzioni adiacenti la chiesa, molti
mi hanno domandato: come verranno sistemate le nuove opere parrocchiali? Quando si
comincia a costruire? E. qualcuno: per quando tutto sar pronto?
La risposta era sempre la stessa: siamo in attesa dei progetti, poi si vedr. I progetti
finalmente sono arrivati, per prima di inoltrarli ai competenti uffici per ottenere le
approvazioni civili ed ecclesiastiche, ho pensato che prima di tutto occorreva sottoporli
all'approvazione dei parrocchiani.
Ho deciso per questo di pubblicale i disegni pi significativi ed i preventivi di massima.
Le opere che ho giudicato necessario sono:

1) La sistemazione del coretto di destra dell'altare.
Ogni domenica alla Messa delle 10 una cinquantina di persone si ammassano in
sacrestia, non trovando posto in chiesa. Con la costruzione del coretto questo
inconveniente verrebbe risolto.

2) Costruzione di una sala per conferenze, cinema-teatro, con annessa sala da giochi.

3) Costruzione di alcune aule da adibirsi per la scuola di catechismo, biblioteca, sede di
associazioni, con annesso un ricreatorio per gli alunni delle elementari.

Dopo un accurato studio, presa in considerazione ogni possibile soluzione, si arrivati ai
progetti che vengono qui presentati. Come potete notare abbiamo due complessi di opere.

a) Coretto, aule e ricreatorio
b) Sala conferenza, cinema-teatro con sala giochi.

Come risulta dai preventivi di spesa, limpegno finanziario richiesto di notevole entit. Le
entrate ordinarie annuali della chiesa, come sapete si aggirano sui cinque milioni di lire;
quindi queste opere impegnano il bilancio parrocchiali di circa dieci anni.
Non logico evidentemente costruire un pezzetto di fabbricato all'anno. Penso che se
riuscissi ad ottenere un prestito garantito, si potrebbe realizzare la parte dei lavori che si
ritiene pi urgente, e ammortizzata questa spesa, dare il via al secondo lotto di lavori.
Desiderando conoscere il pensiero di tutti i parrocchiani circa la convenienza di questi lavori, i
tempi di realizzazione e il modo di finanziamento, ho pensato di inserire nel presente numero
di COMUNIT 68 un foglio per un'inchiesta esplorativa, (foglio azzurro).
Invito a consegnare le risposte nell'apposita bussola che sar collocata sulla porta della
chiesa, entro la domenica 23 marzo. La domenica seguente, 30 marzo, subito dopo la Messa
delle 10, si terr l'assemblea parrocchiale, nella quale, presentati e discussi i risultati
dell'inchiesta, si stabilir il programma e i modi di attuazione dei lavori.
Penso che tutti vorranno prendere in considerazione questa inchiesta, che vuole essere un
primo passo per una collaborazione sempre pi stretta tra parroco e parrocchiani.

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Preventivo di spesa per costruzione cinema con annesso salone di ricreazione, corpo servizi:

1) opere da imprenditore edile,fondazioni
continue, murature in calcestruzzo vibrato,
facciate esterne per le parti a vista,
picozzate 11.736.494.=
2) pavimenti e rivestimenti gomma compreso
assistenza muraria 1.152.000.=
3) copertura in ferro, manto in eternit, fascie
esterne in lamiera piegata tipo G.B.A.
compreso assistenza muraria 2.022.500.=
4) plafonatura e rivestimento pareti locale cinema
con pannelli coibentati 1.241.000.=
5) antiporti interni e portoncini di sicurezza
compreso opere murarie 420.000.=
6) serramenti in alluminio per il piano superiore,
e serramenti in ferro per locale di ricreazione
compreso posa in opera 880.000.=
7) rivestimenti in ceramica per servizi e paviment i
in gres per ingressi e servizi e ricreazione 798.000.=
8) quota impianto da riscaldamento ad aria compres o
assistenza muraria. 2.000.000.=
9) impianto idrico sanitario compreso assistenza muraria 600.000.=
10) impianto elettrico compreso assistenza muraria 500.000.=
11) opere da verniciatore e da vetraio 6 20.000.=
12) sistemazione esterna e fognatura 500 .000.=
13) oneri per calcoli cemento armato 300 .000.=
14) I.G.E., sedie, palco in legno 1.200.000 .=

II tutto per lire 23.969.994.=


Preventivo di spesa per costruzione di aule con annesso salone ricreatorio e coretto; le
facciate esterne saranno eseguite in parte a intonaco civile ed in parte in cemento e graniglia
martellinato:
1) Opere da imprenditore edile .12.527.250.=
2) copertura eseguita su tavellonato con manto imp ermeabile
con lamina superiore in rame (tipo VERQUIVRE) . 1.896.000.=
3) opere da fabbro comprese murarie . 360. 000.=
4) opere da falegname compreso posa . 1.790.0 00.=
5) impianto elettrico compresa assistenza . 300.000.=
6) quota impianto riscaldamento . 1.500.000. =
7) impianto idrico sanitario compresa assistenza . 600.000.=
8) pavimenti o rivestimenti'in gres ceramico ..1.164.000.=
9) opere da verniciatore e da vetraio . 7 00.000.=
10) fognatura e sistemazione esterna . 80 0.000.=
11) calcoli e oneri C.A., I.G.E. e dazio . 1 .400.000.=
12) formazione di portichetto con colonne in pietr a . 950.000.=

il tutto per lire 23.987.250.=


formazione di solo coretto, con sistemazione della facciata verso
sud, sistemazione esterna
la spesa si aggira a circa L. 3.000.000.=
formazione di portichetto L. 950.000.=

INCHIESTA TRA I CAPOFAMIGLIA DI RONAGO
CIRCA I PROGETTI DELLE OPERE PARROCCHIALI

GIUDICATE OPPORTUNO L'ESECUZIONE DI QUESTI LAVORI? Si
No

QUALI DI QUESTE OPERE GIUDICATE NON NECESSARIE?
Il cinema ricreatorio
L'edificio dietro la chiesa
Occorre realizzare tutto

DEI PROGETTI PRESENTATI CE N'E' QUALCUNO CHE NON APROVATE?
La sistemazione del coretto della chiesa (disegno 3)
La costruzione dietro la chiesa (disegno 4-5)
II cinema ricreatorio (disegno 1-2)

DOVENDO PER NECESSITA' FINANZIARIE STABILIRE UN ORDINE DI PRIORIT
NELL'ESECUZIONE DI QUESTI LAVORI, PEN SATE CHE SI DEBBA REALIZZARE:
- prima il coretto e la sala cinema-ricreatorio e tra qualche
anno l'edificio dietro la chiesa?
- oppure la sistemazione totale delle opere adiacenti
la chiesa e tra qualche anno costruire il cinema-ricreatorio?

GIUDICATE OPPORTUNO PER LA PARROCCHIA CONTRARRE UN PRESTITO, COS DA
POTER RISOLVERE SUBITO ALMENO UN PRIMO LOTTO DI LAVORI? Si
No
PENSATE DI POTER ANCHE VOI COLLABORARE AL PRESTITO? Si
No
AVETE DELLE OSSERVAZIONI DA FARE?
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Abbiamo raccolto negli uffici comunali il quadro generale del bilancio.
Lo pubblichiamo, ringraziando gli impiegati comunali per la loro collaborazione.

QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO DEL BILANCIO PREVENTIVO 1969

Entrate
Entrate tributarie ................................................................................ L. 16.898.781.=
Entrate per compartecipazione a tributi erariali ................................. L. 2.733.260.=
Entrate extra tributarie ....................................................................... L. 5.971.147.=
Avanzo di amministrazione ................................................................ L. 792.560.=
Entrate provenienti da beni patrimoniali . L. 10.000.=
Contabilit speciali . L. 1.199.595.=

TOTALE COMPLESSIVO L. 27.605.343.=

Uscite
Spese obbligatorie . L. 22.195.132.=
Spese facoltative ... L. 535.000.=
Spese in conto capitale . L. 2.400.000.=
Spese per rimborso prestiti .. L. 1.275.616.=
Contabilit speciali .... L. 1.199.595.=

TOTALE COMPLESSIVO L. 27.605.343.=






Citt del Messico, resa famigliare a tutto il mondo dalle recenti Olimpiadi dello Sport,
la nuova residenza di padre Giacomo, che ha di recente affidato ad un nastro magnetico tutti i
suoi sentimenti d'affetto e di amicizia che continuano e legarlo a Ronago.

Ci tiene a ripetere il bene che egli vuole al nostro paese ed ai suoi abitanti, ai giovani
sopratutto ai quali, egli ha cercato, di dare una testimonianza viva dell'amore che deve unire,
nel nome di Dio, tutta lumanit.

La sua voce, che ci richiama la sua natura di uomo semplice e buono, ci ragguaglia
sull'attuale vita religiosa nel Messico, dopo le grandi persecuzioni che tante vite umane hanno
distrutto, tanti dolori hanno provocato e che hanno segnato profondamente la storia di
quell'antichissimo Paese, sede di una delle pi luminose civilt, quella degli Atzechi.

Oggi, soltanto i sacerdoti messicani possono svolgere in pubblico il loro apostolato; i
sacerdoti missionari di altre nazionalit (tra i quali quelli italiani) devono insegnare negli istituti
scolastici come professori laici e vestire l'abito borghese.

La difficolt della vita religiosa causata dalla scarsit di sacerdoti messicani, dalle
distante tra un centro popolato e l'altro (a volte si tratta di centinaia di chilometri) e dalla
scarsit di mezzi di trasporto.

Padre Giacomo desiderava continuare a dedicarsi ai giovani, a cercare nella giovent i
continuatori dell'opera missionaria di conquista del regno di Dio, ad infondere nei loro cuori
tutti i sentimenti di gratitudine e d'affetto che gli sono ispirati dalla vita vissuta nella nostra
Patria, sia come religioso sia come cittadino, ma purtroppo non gli stato possibile.
L'obbedienza ai Superiori ha fatto di padre Giacomo un economo.

I giovani, ai quali egli si sente vicino per una spontanea identit di vedute e di esigenze
spirituali, sono il suo affetto pi caro, tanto pi, che nel Messico le famiglie sono assai spesso
numerose e favorevoli a delegare l'educazione e la formazione dei figli ai padri cattolici.

Eppure padre Giacomo deve essere il padre economo di una comunit religiosa. Nel
nuovo, inatteso incarico, egli incontra maggiori difficolt, tante da provocare "in alcuni
momenti lo scoraggiamento" come lui stesso afferma. La societ messicana non conosce
l'esistenza di una classe media, ma divisa tra i pochi facoltosissimi ricchi ed i molti,
moltissimi poveri per gran parte dediti all'agricoltura, alla coltivazione di terre che si
estendono immensamente al di fuori dei grossi centri urbani.

Quindi,la differenza che padre Giacomo costretto a riscontrare dopo quattro anni
vissuti in Italia, in una delle zone pi industrializzate d'Italia e con un tenore di vita tra i pi
elevati di Europa, non soltanto un risultato di confronti ma una difficolt reale per mandare
avanti giorno per giorno la comunit della quale egli fa parte e che confida in lui per le
numerose necessit materiali.

E se all'inesperienza, alla scarsit di mezzi,al continuo crescere delle necessit, si
aggiunge la quotidiana stanchezza fisica per le tante ore di lavoro, non deve sembrare
esagerata la parola di padre Giacomo. La sua volont di far si che, anche in mezzo alle
difficolt, la sua amata terra, il suo popolo, abbia ci che altri popoli hanno gi conquistato, il
benessere materiale nella pace e nella con concordia basata sull'amore a Dio, sull'amore
degli uomini gli uni verso gli altri.

DALLA VIVA VOCE DI PADRE GIACOMO

"Forse vi sembrer strano che padre Giacomo si
ricordi ancora di Voi, io spero solo che non siate
tutti arrabbiati con me, per la mia lunga
dimenticanza o meglio per il mio lungo silenzio.
Non per cattiveria che io scrivo cos poco, no al
contrario, io vi vorrei scrivere molto spesso e vorrei
veramente poter parlare con voi ogni qualvolta vi
ricordo. Vi assicuro, che non son poche le volte
che siete presenti nella mia mente e nel mio cuore,
lo siete costantemente tutti voi miei cari amici di
Ronago.
Adesso non posso pi avere a mia disposizione,
tutto quel tempo di cui potevo disporre a
Venegono.
Ora sono talmente preso dal mio lavoro, che molto
spesso non mi riesce di dedicare almeno due o tre
righe a mia madre. Non ci riesco proprio: tante
volte riuscirei, ma arrivo a casa stanco, senza
voglia di far niente, tante volte penso sarebbe
bene scrivere, ma ancor meglio aspettare un
momento di maggiore tranquillit. Arrivo stanco,
stanchissimo dai miei impegni, Citt Del Messico
molto grande e girare a piedi molto faticoso,
specialmente per me che essendo incaricato
dell'economia della nostra casa deve provvedere a tutto.
Sono talmente oberato dal mio lavoro, che non riesco n a leggere un libro, n cosa ben pi
grave a leggere il mio breviario, od almeno qualche pratica di piet, come facevo nella oramai
lontana Venegono.
Quando ritorno a casa stanco,e forse anche scoraggiato per la mia giornata diffide, il ricordo
dei vostri visi felici mi dona un poco di serenit.
di questi ricordi che spesso attingo nuove forze per continuare la mia opera di sacerdote
missionario, io spero soltanto che voi non mi dimentichiate e sopratutto spero nelle vostre
preghiere, poich credo di averne tanto bisogno. Ora ricopro un posto di grande
responsabilit, come economo di una delle nostre case di Citt Del Messico, e
sfortunatamente la mia opera incominciata molto male, mi trovo in una situazione
disastrosa per un economo.
Ho dovuto incominciare tutto da principio, e siccome la casa in costruzione, con il passare
dei giorni i problemi che devo risolvere aumentano, cos ogni giorno un pasticcio nuovo. Per
quanto riguarda la citt, essa realmente molto bella, sopratutto dopo il grande spettacolo
delle Olimpiadi. Il popolo messicano durante le olimpiadi, si sentito fratello di tutti gli altri
popoli, nel mio intimo palpitavano anche tutti i vostri cuori.
Anche nel mio noviziato ho accolto la visita di atleti italiani, essi erano per la verit un poco
scoraggiati, l'organizzazione voleva che essi finite le gare ritornassero subito in Italia, non
potendo visitare minima parte del Messico. Noi abbiamo fatto il possibile per accompagnarli
nei luoghi pi caratteristici della citt, ma non era nelle nostre possibilit esaudire i loro
desideri su larga scala.
Mi sento in dovere di affermare che il Messico per queste olimpiadi ha dato molto, a detta di
alcuni atleti avvicinati personalmente "queste sono state le olimpiadi pi affascinanti della
storia".
Questo meraviglioso "Messico" quando ero con voi in Italia, lo immaginavo molto lontano; ora
che mi trovo in Messico sapendo della vostra amicizia che ci unisce sempre: anche la bella
Italia non mi sembra tanto lontana.
A Ronago in una delle nostre prime messe eravamo in cinque padri, ora ognuno per la
propria strada fiducioso, di poter portare con s la stima di tutto il popolo cristiano.
Io ho voluto incidere queste poche parole per ricordare a voi tutti la mia amicizia; vorrei
salutare in modo particolare il buon don Matteo e tutti quanti, non voglio far nome per non
correre il rischio di dimenticarmi di qualcuno di voi: per me siete tutti dei cari amici, Ora non
mi rimane altro che salutarvi, ricordandovi il mio grande affetto e vi chiedo ancora una volta le
vostre preghiere, poich le gioie che derivano dal nostro apostolato sono tante, ma ancora
maggiori sono i problemi che mi si presentano.
lo vi ricorder sempre tutti, continuer a scrivervi appena avr tempo sparando che anche voi
mi ricordiate con affetto."
Vostro P. Giacomo

Per chi desiderasse inviare i propri saluti a P. Giacomo questo il suo indirizzo:

P. GIACOMO OROXCO
Apdo 23104
XOCHIMILCO 23 D.F.
M E X I C O

CC





LA BANDA D'ARCHI RONAGHESE

colloquio con due componenti del complesso



Pochi a Ronago sapranno che tempo fa (molto) nel nostro meraviglioso paese si esibiva una
famosa orchestra ..... a corde "Comunit '68" conscio della grave lacuna si propone, con
questa intervista agli allora baldi orchestrali, di fare conoscere l'esistenza di quel complesso
musicale.
A questo proposito ci siamo rivolti al sig. Paolo Bianchi e al sig. Emilio Bottinelli.

Quando precisamente vi riuniste per formare l'orchestra?

L'iniziativa era nata nel 1915, ma effettivamente l'orchestra si form alcuni anni dopo,
terminata la guerra.

Eravate in molti?

S, parecchi e non tutti di Ronago. C'era anche una donna, soprannominata "Gubet" che
suonava il mandolino. Certo triste pensare che di tanti, pochissimi ne sono rimasti.

Il vostro repertorio era vasto? Che cosa comprendeva?

Era vastissimo;comprendeva le musiche in voga allora: walzer, polke, mazurke, tanghi ed
altre ancora. Perci dovevamo provare spesso e ci incontravamo in una sala sottostante la
cooperativa. II nostro maestro era il sig. Bernasconi di Par, molto conosciuto, che dedicava
la sua opera anche ad altri complessi musicali.

Suonavate solo a Ronago o anche in altri paesi?

Soprattutto in altri paesi: a Drezzo, Par, Gaggino, ecc. .. Qualche volta anche all'estero, a
Mendrisio per esempio, ci esibivamo molto spesso.

Riscuotevate molto successo?

Si: tanta gente veniva ad ascoltarci, alle volte si limitava ad ascoltare, ma pi spesso si
ballava. Portavamo una nota di allegria e di buonumore, la gente si divertiva e ci chiamava
spesso.

Avete qualche particolare ricordo?

Nonostante il tempo trascorso non possiamo dimenticare il motivo "cielo incantato" alla nostra
prima esibizione e il giorno in cui, per la prima volta a Ronago, due di noi accompagnarono i
canti in chiesa. vivo poi il ricordo delle lunghe camminate, che, entusiasti e pieni di buona
volont, facevamo per andare a suonare. Allora ..... eravamo giovani anche noi!

Quando e perch l'orchestra si sciolse?

Nel 1934 circa, soprattutto per motivi finanziari. Innanzitutto non avevamo fondi (suonavamo
infatti gratuitamente) e perci la riparazione degli strumenti e le altre inevitabili spese
dovevamo coprirle di tasca nostra. Come se questo non bastasse, intervenne la legge sui
diritti d'autore per cui si doveva pagarle una certa percentuale per ogni motivo eseguito. Cos,
e non senza amarezze, tutto and in fumo.
Rosirene & Giampiero

Nella fotografia alcuni dei componenti dell'orchestra d'archi; si riconoscono da sinistra:

Paolo Bianchi, Piero Bernasconi, Felice Tettamanti, Ernesto Bianchi, Battista Beretta, Ugo
Balzaretti, Angelo Bernasconi, Carlo Conconi, Lino Bianchi, il signor Bernasconi, Giovanni
Fontana, Giuseppe Merlo, Pasquale Ghielmetti, Augusto Robbiani, Vittore Fontana, Emilio
Bottinelli.



AUTORITARISMO: crisi delle responsabilit

Paolo: Ci siamo proposti di trattare un poco il problema della nostra societ, di quella societ
che si dice "bene organizzata" quando si divide essenzialmente in due categorie di persone,
quelli che comandano e quelli che ubbidiscono.
questo ci che si chiama autoritarismo, una delle tante cose che la sensibilit moderna sta
contestando. Mi sembra gi di vedere le facce contrariate dei lettori ronaghesi dopo la lettura
di questo primo capoverso. Ma troppo facile, comodo e vigliacco, dire che questi problemi
non ci interessano; che questa contestazione un gioco di giovani che non hanno altro a cui
pensare. proprio questo atteggiamento di disinteresse che porta all'autoritarismo

Don Matteo: Per prima cosa, secondo me, si dovrebbe cercare di spiegare le due parole
"autorit" e "autoritarismo".

Paolo: Ogni vita sociale si fonda su alcuni rapporti di dipendenza: il bambino dipende dai
genitori, l'apprendista dal maestro, il paziente dal medico. Lo sviluppo della vita insieme ad
altri uomini invece di sopprimere tende a moltiplicare questi rapporti: i ruoli si specializzano, le
decisioni si complicano ed inconcepibile che tutti i membri di una societ possano allo
stesso tempo pronunziarsi su tutti i punti in questione. Ad esempio, un malato non ha la
competenza per scegliere le medicine per guarire e quindi deve dipendere dalla parola,
dall'autorit del medico. Ogni rapporto di dipendenza implica un rapporto di autorit, intesa
come delega da parte di un gruppo di persone e come servizio a questo stesso gruppo.

Emilio: Autoritarismo quindi non significa la permanenza di un certo numero di rapporti di
dipendenza nei vari settori della vita sociale. L'autoritarismo la forma sbagliata di intendere
e vivere questi rapporti: si manifesta principalmente attraverso un aumento indebito del
proprio potere e attraverso la sottrazione di questo potere ad ogni controllo da parte degli
altri. Tutte le forme di autoritarismo rivelano in ultima analisi le difficolt di trattare gli altri
come persone libere e responsabili.

Gianni: Vorrei aggiungere una precisazione a quello che hai detto; l'autoritarismo pu rivelarsi
s come volont di dominio, ma soprattutto, specie nella nostra societ, come volont di
sottomissione. Pensare, interrogarsi, scegliere una fatica che stanca. L'inerzia e la paura
della responsabilit personale tendono a far tacere la voce della coscienza: persuadono
talora a scegliere di affidare ad altri il compito di pensare e di decidere per noi. E a lungo
andare in questo "altri" abbiamo la pi cieca fiducia.
Emilio: Bisogna proprio dire che il tempo dell'"ipse dixit", "l'ha detto lui, quindi .." non
davvero tramontato. Cos stato detto in alto, la questione decisa, e il "buon cittadino"
ringrazia, sollevato dalla responsabilit di decidere da s.

Gianni: Tutti noi in fondo abbiamo paura della responsabilit, di prendere delle decisioni che
ci compromettano. Guardiamo solo come ci siamo limitate le nostre responsabilit in campo
politico. L'unico impegno che in fondo sentiamo quello del voto, una volta ogni certo numero
di anni. Poi niente altro. Al massimo diciamo per giustificarci "la politica non la capisco". Tutta
la vita politica italiana la fanno quelle persone che abbiamo eletto spesso a caso: evidente
in questo un certo autoritarismo nei nostri riguardi dato che non abbiamo nessun controllo.
Ma la colpa nostra che non vogliamo questo controllo perch ci costa, perch facciamo
fatica a pensare alla politica come a qualche cosa che ci riguarda, che ci deve prendere
almeno in parte.

Elidio: C ancora un aspetto della questione da considerare. I vertici, di natura loro, allo
scopo di favorirne l'efficienza tendono all'autoritarismo. Meno si domanda, meno si vuole
sapere, meno si critica in basso pi facile lavorare e comandare in alto. Se in un primo tempo
questo anche utile, purch il vertice sia onesto, a lungo andare crea un distacco tra vertice
e base. II vertice non sente pi le esigenze della base, la base si fida ciecamente del vertice.
Questo in tutti i campi; della produzione, della politica, persino in quelli ecclesiali.
L'autoritarismo dei vertici trova sempre, poco o tanto, nell'uomo un terreno in cui affondare le
radici. La pigrizia che in noi, alimenta l'istinto gregario. Di qui il conformismo, cui l'uomo
consente, generalmente sentendosi soddisfatto, purch le sue cose vadano per il verso che
gli garba. necessario secondo me che l'attuale lontananza tra vertici e basi si colmi, anche
a scapito di una possibile maggior lentezza o minor produzione, per salvaguardare la dignit
dell'uomo come essere libero e responsabile. Tutta l'attuale contestazione s creata per
questo distacco, in definitiva.

Don Matteo: Un'ultima osservazione prima di concludere questa prima parte; vero che tante
cose non vanno e quindi bisogna "contestarle" come dicono gli studenti: per anche vero
che la soddisfazione di smantellare vecchie forme autoritarie pu rivelare la ferma
determinazione di imporre finalmente il proprio stile e un proprio programma dopo anni di
forzata sottomissione. Quindi d'accordo, contestiamo se giusto: ma non dimentichiamo di
contestare prima di tutto noi stessi.




Per trovare il nome di Ronago scritto nelle carte che noi possediamo ancora oggi (conservate
nelle biblioteche); bisogna arrivare al secolo IX in pieno Medioevo.
Pu darsi che col tempo si possa trovare qualche codice pi antico che ne parli. Finora il pi
vecchio che mi capitato tra mano del 14 gennaio 875; durante il regno di Ludovico II,
successore dei figli di Carlo Magno.
un documento che e stato redatto a Lugano, e parla di Ronago per caso, senza averne
l'intenzione. In realt voleva solo parlare di un personaggio, che per aveva la fortuna di
essere "de Runaco", cio"da Ronago". Dice infatti il documento che fra i testimoni di una
donazione avvenuta tra persone di cui non parlo, c'erano
anche Agefret, Sichimundo de Runaco", cio Agifredo e
Sigismondo da Ronago, i quali erano vassalli di un
certo "Bartaldo de Napotiano" (Baltardo da
Novazzano?)
La notizia interessante anche per un altro
fatto: basta che noi ci ragioniamo su un
momento insieme. Innanzitutto i nomi:
Agifredo e Sigismondo. Sono nomi tutt'altro
che latini, cio sono nomi tedeschi, meglio
ancora longobardi. Ci significa che a Ronago
avevano messo piede stabile anche i bravi
barbari invasori, cosa normale a quei tempi.
Certe cose che abbiamo studiate a scuola,
non hanno lasciato per niente indenne il
nostro paesello gi a quei tempi; come non
molti decenni fa la "guerra mondiale, la quale,
studiata sui libri di scuola sembra lontana, ma se ci fermiamo davanti al monumento ai nostri
caduti diventa tremendamente vicina. Ci avete mai pensato a questi scherzi della storia che in
verit fatta da ognuno di noi, anche se sui libri noi non ci siamo?
Ma torniamo ai nostri personaggi: oltre che di origine barbarica, erano "vassalli". Ci significa
che l'ordinamento feudale instaurato gi dai Longobardi (per non dire dagli ultimi Romani) e
poi cristallizzato da Carlo Magno, era in piena funzione anche a Ronago; per rimanere, pi o
meno rimaneggiato, fino alla rivoluzione francese ed anche dopo, salvo qualche spiraglio di
libert, con una vita sociale pi vivace in epoca comunale, come vedremo in un episodio del
1155.
Altri personaggi ronaghesi figurano qua e l nei documenti: per lo pi sono tutti vassalli, dei
signorotti del tempo. Si noti che per quei personaggi "da Ronago", lindicazione del paese di
origine non significa gi pi il paese di nascita, ma la famiglia. Sar cio il cognome di gente
nata magari a Como od a Milano (tanto per dire), la cui discendenza porta ancora oggi il
cognome Ronago o Ronaghi. Cercate sull'elenco telefonico di Milano e ne troverete
qualcuno.
Cosi infatti si sono formati molti cognomi. Per citare qualche esempio presente in paese (ve
ne sarebbero a decine), ricorder Lurati (da Lurate), Bernasconi (da Bernasca), Somaini (da
Somaino), Capiaghi (da Capiago), Mascetti (da Maccio - in dialetto Masc), Grisoni (da
Grisonno, frazione di Montano).
Altri interessanti documenti, prima dell'anno mille, esistono "anche per tutti i paesi vicini,
come Drezzo,Trevano, Uggiate, Albiolo, Caversaccio, ecc... Alcuni addirittura si trovano in
Germania, provenienti dagli archivi degli imperatori medioevali. Ho notizia di uno che parla di
Ronago,ma non l'ho ancora veduto.
Comunque vi dir (in confidenza) che sto preparando, se Dio mi dar tempo, vita e voglia,
una raccolta di tutti i documenti storici della nostra zona (e sono decine e decine), che
pubblicher quando avr finito di trovarli e studiarli. Ma ci vorranno anni.
E per questa volta chiudiamo il discorso, che mi riprometto di continuare, per presentarvi
alcuni documenti medioevali degli anni compresi tra il 1000 ed il 1200 circa, cio dell'epoca
comunale, che toccano la storia di Ronago con notizie interessantissime.
A risentirci.

Il vostro
Mario Mascetti



Sono in corso di svolgimento od Uggiate, gli incontri su problemi di attualit organizzati
nellambito della Zona Pastorale.
II buon numero di partecipanti e l'interesse da essi dimostrato alle discussioni sono di buon
auspicio e permettono di ben sperare per le prossime attivit che verranno a svilupparsi.

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Domenica 2 marzo, 31 giovani di Ronago hanno partecipato ad una gita sciistica a St. Moritz.
La giornata era bellissima ed il sole ormai primaverile ha rimandato a casa tutti abbronzati e
contenti, anche se un po' scornati per l'elevato numero di sciatori presenti sulle piste.

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La domenica di Pasqua come ormai tradizione, i giovani terranno una pesca di beneficenza,
il cui ricavato viene in gran parte utilizzato per le varie attivit da essi svolte (fra cui il
risanamento del bilancio di C. 68 quasi sempre deficitario). Ragazzi incaricati passeranno per
le case a raccogliere doni che si vorranno offrire. Si ringraziano fin d'ora tutti coloro che
contribuiranno.

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Dai registri parrocch Dai registri parrocch Dai registri parrocch Dai registri parrocchiali iali iali iali
Battesimi:
- Fontana Walter figlio di Enrico e Maria Casolini;
- Merlo M. Grazia figlia di Giuseppe e Spagnut Emilia;
- Mauri Fabio figlio di Carlo e Rodili Dina.

Matrimoni:
- Roncoroni ing. Antonio di Uggiate con Ghielmetti Clementina il 15/2/1969.

Morti:
- Mascetti Vincenzo di anni 70;
- Parisotto Teresa di anni 62.


































































































































QUESTO SPAZIO A DISPOSIZIONE PER

LA VOSTRA

PUBBLICIT















P A R R O C C H I A D I R O N A G O
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Orario delle Funzioni

Giorni Festivi:

S. M E S S A ore 7
ore 10
ore 18

Funzione Vespertina ore 14,15


Giorni Feriali:

Luned, Marted, Mercoled, Venerd,
S. M E S S A ore 7
Gioved S. M E S S A ore 9
Sabato S. M E S S A ore 19,30


CONFESSIONI

Ogni Sabato dalle ore 15 alle ore 18