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Cartografia nautica

e Sistemi informativi
per la navigazione
2
Introduzione
Gran parte del territorio italiano ba-
gnato dal mare, e risulta pertanto molto
elevata lestensione delle coste marine
(km 7122) cui maggiormente contribui-
scono le due isole Sicilia (km 1425) e
Sardegna (km 1636).
2
Questa condizione
geografica non implica comunque una
grande familiarit con lelemento liqui-
do, forse dovuta allancora pervicace
convinzione che si tratti di qualcosa de-
lite. La frequentazione del mare anco-
ra abbastanza limitata, se paragonata al-
le consuetudini di altri paesi, e non vie-
ne certo alimentata dalla disponibilit di
attrezzature stante lattuale situazione.
3
Tre sono le componenti che vi conflui-
scono: la nautica da diporto, la pesca co-
stiera e oltre, i traffici marittimi. Ognuna
di queste ha modalit di svolgimento di-
verse, in termini di tempo dedicato, com-
posizione dellequipaggio, assistenze
terrestri.
La prima componente, diportistica, le-
gata al tempo libero e alla disponibilit di
attrezzature di ormeggio e/o rimessaggio
(la cosidetta marina, specialmente in
Liguria e in Alto Adriatico, che qui di-
venta punto di raccordo con il sistema del
turismo fluviale e idroviario padano - ve-
neto) e di approdi (pi simili al tradizio-
nale porticciolo, di dimensioni contenu-
te, integrato nel tessuto storico e urbano),
che accolgono le barche in transito (so-
prattutto nel sud e nelle isole), per favo-
rire la frequentazione del Mediterraneo,
di cui la penisola italiana, le due isole
maggiori e le altre quarantadue minori
4
,
rappresentano il centro gravitazionale.
La seconda componente, produttiva, nel-
la sua valenza ecologica e ambientale, ha
acquisito di recente un ulteriore ricono-
scimento culturale e turistico - ricreati-
vo. Con il decreto del Ministero per le
politiche agricole in data 13 aprile 1999,
n. 293
5
stata regola-
mentata lattivit di
pesca turismo.
Fra le iniziative rien-
trano:
a) lattivit pratica di
pesca sportiva,
b) lattivit turistico -
ricreativa per la di-
vulgazione della
cultura del mare e della pesca,
c) lattivit di conoscenza dellambiente
costiero, delle lagune, delle acque in-
terne, e di sensibilizzazione al mondo
della pesca professionale.
La terza componente dei traffici e del ca-
botaggio marittimo (short sea trade, per
lUnione Europea) vista come obbliga-
toria nuova via per un massiccio e co-
stante dirottamento sulle navi di una par-
te consistente del traffico stradale sulla
direttrice italiana nord - sud.
In tal senso gli interventi sulla portualit
turistica si integrano con un disegno di
trasporto intermodale. La stessa creazio-
ne di una rete informatica di controllo e
assistenza pu essere intesa nel pi am-
pio processo di informatizzazione del si-
stema gestionale nave - porto - destina-
zione finale delle merci.
Tra le condizioni di base per lamplia-
mento delle frequentazioni vi la sicu-
rezza in mare intesa come possibilt con-
creta di comunicazione, assistenza e soc-
corso, oltre quella data dalle dotazioni di
bordo.
Altra condizione basilare che venga
svolta unopera di sensibilizzazione cul-
turale nei confronti delle giovani genera-
zioni sui temi della geografia e della me-
teorologia, materie strettamente legate
alla navigazione.
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Gli equipaggiamenti
informatici di bordo, che si rendono di-
sponibili al vasto pubblico, se da una
parte di certo aumenteranno le schiere
del diporto nautico, dallaltra non devo-
no diventare motivo per un analfabeti-
smo di ritorno.
Novit normative in un
contesto tecnologico evoluto
Non sono la tradizionale carta nautica ed
il collegato carteggio ad andare in archi-
vio a beneficio della cartografia digitale,
come pu sembrare in un primo momen-
to: le nuove disposizioni hanno anche al-
tre implicazioni. Il Ministero dei traspor-
ti e della navigazione ha ammesso la
possibilit che le carte nautiche su sup-
porto cartaceo siano sostituite da sistemi
elettronici di ausilio alla navigazione
marittima, che impieghino cartografia
digitale.
Adottando con il decreto ministeriale in
data 2 maggio 1999, n. 274 il Regola-
mento per lutilizzazione delle carte nau-
tiche per le unit abilitate alla navigazio-
ne da diporto ed allesercizio della pesca
costiera
7
si evitato di lasciare alla di-
screzionalit dei controllori lapplica-
zione delle sanzioni nei confronti degli
utilizzatori di tali sistemi, che risultano
ampiamente diffusi presso i diportisti, i
pescatori, naviganti in genere.
Il decreto ministeriale in data 21 gennaio
1994, n. 232
8
, che ha approvato il Re-
golamento di sicurezza per la navigazio-
ne da diporto, allart. 21 in ordine alle
Dotazioni, prevedeva la disponibilit a
Per il bimbo, amante di mappe ed immagini,
luniverso eguaglia la sua fame immensa
Com grande il mondo al lume delle lampade!
E piccolo, invece, agli occhi del ricordo!
[]
C. BAUDELAIRE
1
Implicazioni tecniche
e suggestioni culturali
MASSIMO PASQUALIN
3
bordo di carte nautiche e relativi stru-
menti necessari in relazione alla naviga-
zione che si vuole intraprendere. Di re-
cente il Regolamento stato riscritto e
approvato con decreto ministeriale in da-
ta 5 ottobre 1999, n. 478; in questa occa-
sione stato precisato che le dotazioni di
sicurezza minime che devono essere te-
nute a bordo delle unit da diporto sono
in relazione alla navigazione effettiva-
mente svolta, restando nella responsabi-
lit del conduttore dotare lunit degli ul-
teriori mezzi e delle attrezzature di sicu-
rezza e marinaresche necessarie in rela-
zione alle condizioni meteo marine e
alla distanza da porti sicuri per la navi-
gazione che intende effettivamente intra-
prendere. Tra le dotazioni di sicurezza
indicata la strumentazione GPS, in rela-
zione alle due soglie di distanza dalla co-
sta o dalla riva, senza alcun limite e
entro le 50 miglia.
9
Laltro decreto ministeriale in data 22
giugno 1982
10
, con il quale stato appro-
vato il Regolamento di sicurezza per le
navi abilitate allesercizio della pesca
costiera (locale e ravvicinata) allart.
20 Carte nautiche, disponeva che
Tutte le navi devono essere dotate di
carte nautiche necessarie nellesercizio
dellattivit di pesca.
I due decreti, richiamati dal provvedimen-
to del maggio 1999, definiscono lambito
applicativo della normativa introdotta, ma
evidente che si tratta di un puro riferi-
mento allobbligatoriet della dotazione:
ossia le carte nautiche come la bussola, il
barometro, il binocolo, la stazione radiote-
lefonica e quantaltro previsto in relazione
alla navigazione intrapresa.
Lintroduzione ufficiale dei sistemi elet-
tronici di ausilio alla navigazione tra le
dotazioni di bordo ha anche il senso di
consentire lutilizzo di strumenti al pas-
so con levoluzione ed il progresso tec-
nologico, anche al fine di non ostacolare
le ricerche volte a migliorarne le caratte-
ristiche e laffidabilit, come si afferma
nelle premesse dellatto ministeriale.
Ora si tratta di aspettare che lIstituto
Idrografico della Marina individui le ca-
ratteristiche, i requisiti e gli standard dei
sistemi di ausilio alla navigazione, come
previsto dallart. 2 del Decreto di adozio-
ne. La conformit della cartografia digi-
tale contenuta in tali sistemi, alle caratte-
ristiche della cartografia ufficiale dello
Stato, di cui alla Legge 2
febbraio 1960, n. 68
11
, se da
una parte appare ovvia e ri-
tuale, dallaltra risulta del
tutto insufficiente rispetto
allintroduzione dellinfor-
matica nei processi di co-
struzione e gestione numeri-
ca della cartografia ed, in
particolare, del posiziona-
mento satellitare.
Cenni di cartografia
nautica
La carta nautica una par-
ticolare carta geografica,
sulla quale vengono riporta-
te notizie, dati e raffigura-
zioni utili per chi si sposti in
mare e dove oltre a visualiz-
zare la sua posizione, poter
ricavare le caratteristiche
del fondale, gli eventuali pe-
ricoli, il profilo della costa, i
punti cospicui a terra; in-
somma ottenere tutte quelle informazio-
ni necessarie alla navigazione e riassu-
mibili, in modo simbolico, su un unico
foglio di carta.
bene dire subito che le uniche a far te-
sto sono quelle edite dai servizi idrogra-
fici governativi: in Italia opera il gi ci-
tato Istituto Idrografico della Marina,
uno degli organi cartografici dello Stato.
Ma i mari italiani sono coperti anche da
pubblicazioni di altri stati, come il fran-
cese Service Hydrographique et Oca-
nographique de la Marine o il British
Admiralty.
Le carte nautiche, di norma, sono distin-
te in:
carte generali, fino alla scala 1:400000,
con proiezione di Mercatore;
carte costiere o di dettaglio, a scala
media o grande, da 1:300000 fino a
1:25000, sempre con proiezione di
Mercatore;
piani nautici, da scala 1:10000 e oltre,
non necessariamente al Mercatore.
Per ambiti geografici come lAlto Adria-
tico (ma non solo) si pu ben immagina-
re come le scale e le esigenze informati-
ve interagiscano in relazione alle moda-
lit di navigazione, alle condizioni me-
teorologiche e alle fasi della marea. Ec-
co perch la carta - in quanto tale - non
esaurisce le fonti informative della navi-
gazione. Diverse sono le documentazio-
ni correlate ed altrettanto utili se non in-
dispensabili nellandare per mare.
Basta anche una sola esperienza di avvi-
cinamento ad un porto non del tutto co-
nosciuto, per aver compreso limportan-
za del Portolano. Esso raccoglie, con
elencazione metodica, le informazioni
che consentono di riconoscere la costa,
di essere allertati sui pericoli e sui fon-
dali, sulle peculiari norme o prescrizioni,
sulle correnti, sulle maree, sui venti, sui
segnali, sui segni premonitori della me-
teorologia locale, sui porti, ormeggi ed
ancoraggi, etc. Anche per questo tipo di
pubblicazioni, lIstituto Idrografico del-
la Marina ha reso disponibile nel tempo,
il Portolano del Mediterraneo, edito in
otto volumi. Vale la pena di ricordare an-
che le documentate Pagine azzurre
italiane, oltre alle Sailing Directions bri-
tanniche e le Instruction Nautiques fran-
cesi.
Elenchiamo di seguito le altre pubblica-
zioni che costituiscono il sistema infor-
mativo della navigazione, non essendo
questa la sede per dilungarsi in defini-
zioni, ma piuttosto quella dove tentare di
delineare quante e quali sono le fonti da
integrare in un sistema di ausilio, che
non si esaurisca nella pur preziosa opera
di posizionamento e/o tracciamento di
rotta; essi sono:
Figura 1 - Marinando: voce del verbo conoscere il mare.
Campagna sui periodici promossa dal Ministero per le Politiche
Agricole, a partire dal 1995, presso le scuole medie inferiori per
sensibilizzare i giovani al mare.
4
i Radioservizi per la navigazione,
lElenco dei fari e segnali da neb-
bia,
le Tavole nautiche,
le Effemeridi nautiche,
le Tavole di marea e correnti di ma-
rea.
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Un sistema coordinato di notizie ed
informazioni per sapere dove si e come
arrivare alla meta, in sicurezza.
Noi non ci guardiamo quasi mai attorno, al
contrario dei nostri antenati, che per so-
pravvivere dovevano sempre sapere dove
si trovavano e cosa cera in tutte le dire-
zioni. E per poter guardare attorno, si de-
ve ovviamente girare la testa, lambiente
si vede con gli occhi nella testa sul
corpo poggiato sul suolo.
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La necessit di un riferimento sicuro e
costante per la navigazione stata ben
presente nelle menti dei frequentatori del
mare: gi intorno al 1100 a. C. i Fenici,
dopo aver inventato il remo per risolvere
i capricci delle maree e delle correnti, in-
dividuarono nellOrsa maggiore (Gran
carro), lalta e visibile costellazione del-
lemisfero boreale, al fine di calcolare
movimenti e posizione. Si tratta di un
contributo essenziale alle conoscenze e ai
traffici del tempo, se si considera che le
prime carte geografiche del mondo risal-
gono al 510 a. C. ad opera dello storico e
geografo greco Ecateo di Mileto, e che
bisogner attendere il 1269 per la felice
intuizione del francese Plerin de Mari-
court di fissare ad un perno lago della
bussola magnetica, invece di lasciarlo
gallegiare sullacqua con il sughero, e di
inserirlo in un cerchio graduato per faci-
litare la determinazione della direzione.
Sistemi di ausilio alla
navigazione marittima
I sistemi elettronici di ausilio alla navi-
gazione ufficialmente autorizzati si com-
pongono, in estrema sintesi:
della tecnologia GPS (Global Positio-
ning System),
della cartografia digitale, archiviata
in cartucce (micro chart o Cd),
di un piccolo computer in grado di re-
gistrare e stimare la posizione, non-
ch integrare (eventualmente) i se-
gnali ricevuti dallantenna GPS nella
carta nautica digitale di volta in volta
a disposizione.
Tutte le cose sono numeri, disse Pita-
gora.
Tutti i problemi di geometria possono
facilmente esser riportati a termini tali
che poi, per costruirli, non c da cono-
scere che la lunghezza di alcune linee
rette, afferm Cartesio nel suo Geo-
metrie, che nel 1637 segna la nascita
della geometria delle coordinate.
Tale integrazione elettronica (che in al-
cuni casi si riduce a circa 700 grammi,
tutto compreso) consente di conoscere la
propria posizione (coordinate geografi-
che), di determinare il percorso da segui-
re per andare su un dato punto, il tempo
necessario per giungervi, lo scostamento
dalla rotta, la velocit effettiva etc. Sono
comunemente noti come tracciatori car-
tografici (infelice traduzione dallingle-
se plotter), in sostanza sono in grado di
georeferenziare unimbarcazione (fare il
cosidetto punto nave) e di visualizzare
il suo percorso seguito o programmato
(la rotta).
Con sigle in lingua inglese, le funzioni
principali sono:
COG, valori istantanei della rotta ri-
spetto al fondo,
SOG, velocit sempre rispetto al fondo,
TIG o ETA, tempo stimato di arrivo,
XTE o CTE, errore di fuori rotta,
distanza e rilevamento per e tra i way-
point (punti intermedi),
miglia percorse parziali o totali,
Figura 3 - Genova:
Quartiere del Molo
daCartularij Embulorum
sub milesimo de 1544
(sec. XVIII), Archivio del
Banco di San Giorgio. In
basso a sinistra, ribaltato di
90 gradi, si nota ledificio del
carcere della Malapaga, nel
quale fu rinchiuso Marco
Polo, catturato nella battaglia
di Curzola. In basso a destra
capovolta rappresentata la
Chiesa di San Marco al Molo
che conserva, nel muro ester-
no, il leone marmoreo preso
dai genovesi a Pola. Da: A. Agosto e A. M. Salone (a cura di), Genova e Venezia tra i secoli XII
e XIV, Catalogo della Mostra documentaria, 1994, Archivio di stato di Genova e Comune di
Genova.
Figura 2 - Rappresentazione dellIsola di
Rodi (Sporadi meridionali, Dodecaneso, Mar
Egeo, Grecia), da Benedetto Bordone, Isolario
(Isolario di Benedetto Bordone, nel qual si
ragiona di tutte le Isole del mondo, con li lor
nomi antichi & moderni, historie, favole, &
modi del loro vivere, e in qual parte del mare
stanno, & in qual parallelo e clima giaciono,
1534), Edizioni Aldine, Modena, 1983. B.
Bordone (1450 1530?), padovano, prima miniatore che geografo, intellettuale di secondo piano,
oper a Venezia. Il suo Isolario, descrittivo di tutte le realt allora conosciute, godette ai suoi
tempi di notevole fortuna. La posizione delle isole determinata con il ricorso alla Rosa dei venti e
allindicazione delle distanze, secondo le quattro principali direzioni di questa, che separano lisola
dalle altre o dalla terraferma.
La rappresentazione dellisola, alquanto schematica, ne d gli elementi essenziali di riconoscibilit
dai diversi orizzonti, quasi un portolano per unisola posta allincrocio di tre continenti:
Rhodo (Rodi), citt e castello medievali si innalzano dal porto;
Philerno (Filerimos), colle;
Ferachio (Ferklos), fortezza medievale posta in cima ad un colle roccioso;
Lindo (Lindos), citt su un promontorio con imponente acropoli in sommit e villaggio ai piedi;
gli abitanti furono i primi a varare un codice di legge marittima, pi tardi conosciuto sotto il nome
di Legge navale di Rodi; i Romani la adottarono e i Bizantini la ripresero, e ancora ai giorni
nostri essa costituisce le fondamenta del diritto marittimo internazionale;
Gadura, fiume sul versante occidentale.
5
velocit di avvicinamento reale alla
destinazione finale, oltre che al way-
point pi vicino,
numero di satelliti utilizzati (o dispo-
nibili) e, conseguentemente, grado di
precisione raggiunto,
prospettiva 3-D della rotta e delle-
ventuale fuori rotta,
tracciamento della rotta percorsa;
ed inoltre:
codifica di punti cospicui (marker,
waypoint, event), anche con codici al-
fanumerici, e creazione di pagine di
memoria, da richiamare nelle diverse
navigazioni e/o motivi delluscita in
mare;
uomo in mare, ossia determinazio-
ne istantanea della posizione e calco-
lo della rotta migliore per il recupero,
rotta reversibile, ossia linversione del
punto di arrivo con quello di partenza.
Da un qualunque punto la strumentazio-
ne calcola, con la funzione GOTO, dire-
zione, distanza e tempo di arrivo:
ad un determinato porto presente nel-
la cartografia e selezionabile da un
elenco contenuto nel database;
al pi vicino porto dotato di 1) negozi
di prima necessit, 2) assistenza medi-
ca, 3) officina, 4) agenzia nautica, 5)
acqua potabile, 6) rifornimenti di car-
buranti, 7) informazioni turistiche;
ad uno dei numerosi (fino a 99)
marker, codificati dal navigante (pun-
ti di immersioni subacquee, di pesca,
secche, ancoraggi, etc.);
ad un punto preciso, di cui si devono
imputare le coordinate.
I sistemi di ausilio alla navigazione, in-
tesi come combinazione tra precisione
GPS e carteggio elettronico, utilizzano la
digitalizzazione della cartografia ufficia-
le, con importanti integrazioni informa-
tive, in parte ricavate da altre pubblica-
zioni del settore (servizi di emergenza,
fari, segnali, punti cospicui, etc.), in par-
te da documentazione commerciale e/o
pubblicitaria (servizi nautici a terra, ri-
storazione, accoglienza, shopping, etc.);
dati e notizie che si rendono disponibili
su interrogazione del database, posizio-
nandosi su icone o testi.
Due database in commercio sono parti-
colarmente utili: quello che rende dispo-
nibile i dati sui servizi nei porti e come
contattarli, laltro che, con semplici e
chiari grafici, permette di conoscere lan-
damento delle maree nellarco delle ven-
tiquattrore e per tutti i giorni dellanno.
Ampia risulta la dotazione di cartografia
numerica per i mari del Mediterraneo e
per lintera copertura mondiale. Due so-
no i principali produttori, considerati
standard e che si contendono il mercato.
In alcuni modelli di strumentazione nau-
tica, un protocollo internazionale di co-
municazione consente di integrare a bor-
do, le seguenti strumentazioni:
GPS/plotter,
pilota automatico,
ecoscandaglio,
radar,
centralina del vento.
I dati provenienti dal sistema di naviga-
zione integrato possono essere acquisiti su
personal computer per le analisi a terra.
Le applicazioni e lutilit ai fini della na-
vigazione sono facilmente immaginabi-
li: al centro del display c il simbolo del
punto nave e intorno la cartografia con i
simboli degli aiuti alla navigazione, ba-
timetriche, zone di restrizione, cavi sot-
tomarini, secche, relitti e altri riferimen-
ti che normalmente vengono riportati su
carta. Un sistema che va per la maggio-
re, il cui produttore ha ottenuto la certi-
ficazione di qualit ISO 9002, consente
la rotazione della carta nella direzione
della rotta.
In definitiva il sistema di ausilio con
GPS rende la navigazione pi sicura, pi
semplice e, in molti casi, anche pi pre-
cisa, se viene utilizzato con criterio. Non
il caso di dimenticare come calcolare la
rotta sulla carta nautica, anche se il nuo-
vo sistema lo fa per noi; anche se nella
migliore delle ipotesi il ricevitore col-
legato ad un videoplotter che ci fornisce
sia la posizione che la carta nautica, in
qualunque momento il nostro strumento
potrebbe guastarsi. E comunque non
giusto ridursi a leggere un display!
Spunti dalla storia della
navigazione
USCIRE DAL MEDITERRANEO
La comunicazione, cio la circolazione
degli uomini, dei prodotti, delle cono-
scenze (tecniche e no), delle idee,
senzaltro la chiave di lettura di pi lun-
ga durata della storia umana.
Basta pensare al processo di unificazio-
ne del Mediterraneo iniziato da Fenici e
Greci. Mobilit degli uomini, con la fon-
dazione di colonie, spedizioni militari di
conquista e organizzazione di commer-
cio a lunga distanza (simboleggiato da
Ulisse il Greco, Imilcone e Annone i
Cartaginesi, Piteas il Marsigliese, etc.),
che si estende prima a tutto il mare e poi
segue a nord e a sud le coste dellAtlan-
tico.
Che cos il Mediterraneo? Mille cose
al tempo stesso. Non un paesaggio, ma
innumerevoli paesaggi. Non un mare,
ma una successione di mari. Non una ci-
vilt, ma pi civilt ammassate luna sul-
laltra.
14
Tuttavia nel 600 ebbe una certa fortuna
il sabir, una sorta di linguaggio che, se-
condo recenti ricostruzioni, mescolava
idiomi mediterranei a uso della recipro-
ca comprensione di marinai, mercanti e
avventurieri.
Emerge uneconomia - arcipelago, come
stata chiamata, fatta di citt - stato, di
repubbliche marinare, di leghe, di galas-
sie tenute insieme da complessi sistemi
di alleanze e di equilibri. Nascono le
citt - rete, come Venezia, o le reti di
citt, come la Lega anseatica. Per Fer-
nand Braudel, si pu infatti parlare di
economie - mondo: Venezia, Genova,
Anversa, Amsterdam.
Le pi antiche carte nautiche sono della
fine del Duecento o dei primi del Tre-
cento; sono il risultato dei progressi del
commercio, delle navigazioni e delle
esplorazioni. Le carte nautiche del Me-
dioevo sono il prodotto dellesperienza
pratica di piloti e di marinai. I centri di
produzione cartografica sono diversi e si
trovano in tutti i maggiori porti: in Italia,
a Genova, a Venezia, ad Ancona, pi tar-
di a Messina, a Napoli e a Livorno, fuo-
ri si devono nominare le Baleari e Bar-
cellona.
Del 1302 la prima carta nautica che ci
sia pervenuta: la Carta pisana, che deli-
nea con precisione le coste meditteranee e
fornisce indicazioni anche su quelle atlan-
tiche sino al Marocco e allInghilterra. Un
secolo pi tardi, Carlo V di Francia com-
missionava la realizzazione di una carto-
grafia dellEuropa, dellAfrica settentrio-
nale e dellAsia occidentale. Verr chia-
mata Carta catalana.
15
6
Genova e Venezia sono luoghi che pi di
altri evocano larte della cartografia
nautica, sempre legata allesplorazione
di nuovi mondi. Le due citt intimamen-
te seppur in modo diverso, hanno fatto
con il mare un tuttuno geografico con fi-
gure emblematiche a livello storico: Cri-
stoforo Colombo e Marco Polo. Parti si-
gnificative del tessuto urbano antico so-
no connotate dalla presenza storica di
produttori di carte nautiche: Genova con
il Quartiere del Molo e il Vico del Filo,
sede anche i miniatori e i decoratori, e
Venezia con Rialto, larea marciana e
lArsenale, citt e luoghi dove le storie e
i personaggi si mescolano.
Il viaggio di Marco Polo in Cina della
seconda met del Duecento (parte, insie-
me al padre Niccol e allo zio Matteo,
nel 1271 e torna nel 1295). Allepoca so-
no gi tracciate almeno tre vie verso lO-
riente: una dallOceano Indiano al Mar
Rosso attraverso lEgitto, laltra dallO-
ceano Indiano attraverso lArmenia e il
Mar nero e la terza dallAfghanistan at-
traverso il Caspio e la Russia. In seguito
alla grande scoperta di Cristoforo Co-
lombo, si aprono poi le vie, tutte per ma-
re, verso lOccidente.
Marco Polo catturato in battaglia dai ge-
novesi nel 1298, nel carcere della Mala-
paga situato nel citato Quartiere genove-
se, detta a Rustichello da Pisa (in fran-
cese) il racconto dei suoi viaggi Il Mi-
lione (da Emilone, appellativo della fa-
miglia Polo)
16
. Nello stesso Quartiere
la chiesa di San Marco al Molo conser-
va, nel suo muro esterno il Leone mar-
moreo preso dai genovesi a Pola.
Una rappresentazione del Quartiere
appartiene allarchivio del Banco (o Ca-
sa) di San Giorgio, fondato nel 1407 a
Genova. la prima banca pubblica
dEuropa, ovvero la prima banca di de-
posito di Stato. In campo privato, inve-
ce, gi nel 1163 era stato istituito a Ve-
nezia un Monte fruttifero allo scopo di
favorire il commercio fornendo capitali
ai mercanti.
17
Sempre a Venezia nasce
lassicurazione, strumento per garantire
gli alti rischi dei lunghi viaggi per mare
delle mercanzie, che si diffonder in
Olanda e in Gran Bretagna, dove nel se-
colo XVII si affermano i famosi Lloyds.
Una folla di magistrature vegliavano
sulluniverso economico e finanziario di
Venezia, rappresentato degnamente dal-
larea urbana marciana.
A Venezia, Genova, e poi in tanti altri
luoghi, si attendevano i commercianti
viaggiatori o i comandanti delle navi,
che con i loro racconti tanto contribui-
vano alla formazione di carte e mappe
via via sempre pi rappresentative delle
reali condizioni delle coste e dei porti. A
partire dall Isolario di Bartolomeo
dalli Sonetti, il primo vero e proprio
Atlante nautico, con quarantotto carte
geografiche incise a piena e anche a dop-
pia pagina, pubblicato nel 1485.
18
Non voglio conferme a ci che gi co-
nosco. Ogni carta che disegno costrui-
ta con le idee che mi sono state ispirate
dalle sagge e spesso nobili e fan-
tasiose osservazioni dei vi-
sitatori della mia cella
nonch dalle informa-
zioni che essi mi hanno
affidato. Cos Fra
Mauro, monaco del
Cinquecento, in uni-
sola della Laguna ve-
neta, esperto cartografo
alle prese con una propria
mappa definitiva del mon-
do, subito si cautela
affermando che I
disegnatori di map-
pe traggono il loro
diritto ad avanzare
supposizioni dal fat-
to che ammettono
senza remore di es-
sere raramente in
possesso di tutti i dati concreti
19
Al servizio della Marina portoghese, tra
Quattrocento e Cinquecento, troviamo
Bartolomeo Colombo, fratello maggiore
di Cristoforo. In quel periodo, il Porto-
gallo era daltronde la meta prescelta da
tanti navigatori liguri. Ugolino e Guido
Vivaldi, genovesi, furono i primi (sfor-
tunati) navigatori atlantici su incarico
del re del Portogallo (1291), e pi tardi
Enrico il Navigatore istitu, a Sagres, la
prima scuola nautica del mondo. Ben
presto Bartolomeo si appassioner alla
cartografia e comincer a fornire alla
Marina portoghese preziose carte nauti-
che. Una passione che non tarder a di-
ventare la sua principale, e poi unica, oc-
cupazione.
USCITI DAL MEDITERRANEO
La documentata stesura di libri di bordo
e la redazione di diari scritti dagli invia-
ti al seguito delle spedizioni erano atti-
vit dettate dallesigenza di ricavare uti-
li indicazioni per i viaggi futuri, sotto
due profili: uno strettamente nautico, os-
sia costruire una serie di informazioni si-
stematiche da riferire per la costruzione
di cartografia, laltro commerciale, ossia
dare conto delle possibilit di rapporti
commerciali con i rappresentanti del po-
tere locale. Tra queste figure di moderno
inviato speciale Antonio Pigafetta (vi-
centino, nato nel 1485 ? morto nel 1534
?), navigatore, cavaliere di Rodi, ha un
posto di rilievo con il suo scritto - repor-
tage sulla spedizione di Ferdinan-
do Magellano. Interessato
non solo alle implicazioni
politico - economiche
del viaggio, ma alla ve-
rifica in prima persona
di quanto altri naviga-
tori hanno affermato,
sui temi della vegeta-
zione, degli animali,
sulle forme di organizza-
zione tribale, rest testimo-
ne della sfericit
della Terra, con la
sua circumnaviga-
zione (1519 - 1522).
Scrisse a principi e
a papi, gir corti
reali per cercare di
pubblicare il reso-
conto, con poca for-
Figura 4 - G. Mercatore, Indie Orientali, Archivi
della Biblioteca Apostolica Vaticana, Particolare
(superiore destro) della tavola cartografica relati-
vo alla rosa dei venti. Il reticolo di raggi che
partono dalla rosa dei venti aiutavano i navigatori
ad orientarsi in mari talvolta sconosciuti.
figura 5 - Per Rosa dei venti si intende la
disposizione figurativa, entro un cerchio, del
sistema dei venti. In navigazione, la Rosa della
bussola il cerchio indicatore dei rombi della
bussola (ossia, la trentaduesima parte della stes-
sa Rosa). La figura riprodotta dal Manuale
del nocchiere di leva del Ministero della difesa
Direzione generale del corpo equipaggi milita-
ri marittimi, Divisione scuole, Taranto, 1966.
7
tuna. In una memorabile sedu-
ta del Gran Consiglio della
Serenissima (7 novembre
1523) ebbe modo di esporre le
sue circostanziate impressioni
di viaggio e Soa Serenit e
tutti chi laldite rimasero stu-
pefati.
20
Su carte e planisferi
il tracciato della rotta di Ma-
gellano divenne un elemento
decorativo molto frequente.
Delle esperienze acquisite
con fatiche, coraggio e teme-
rariet, nonch spesso con sa-
crificio di vite umane, dagli
esploratori di tutto il Cinque-
cento, si avvalgono i commer-
ci con le prime grandi corpo-
rations quali: la Compagnia
inglese per le Indie Orientali
(1600, che sar lartefice del-
la conquista dellIndia, attiva
fino al 1874), la Compagnia
olandese per le Indie Orienta-
li (1602), protagonista della
conquista coloniale europea
in Asia, che concentrer i suoi
interessi sulle Isole della Son-
da, (grandi produttrici di spe-
zie), e poi la Compagnia olan-
dese per le Indie Occidentali (1621), che
operer nelle regioni del Sud America e
dellAfrica occidentale. Vengono in se-
guito costituite la Compagnia francese
delle Indie Occidentali (1664, commer-
ci con il Canada, lAfrica occidentale, il
Sud America) e la Compagnia inglese
dei Mari del Sud (1711).
Le missioni erano pianificate a tavolino
e programmate nei termini finanziari,
spesso in grande segreto e spiando il
paese rivale. In ordine alla documenta-
zione e alla preparazione tecnica e na-
vale, si faceva leva sulle conoscenze
pregresse acquisite dai comandanti o
dai notai di bordo. Una delle tante nel-
lepoca delle scoperte geografiche tra il
Quattrocento e il Seicento, ma partico-
lare per le personalit coinvolte e in
quanto la prima dei mercanti olandesi,
la spedizione che prese il via nel 1595
verso larcipelago indonesiano. Alla
meticolosa preparazione avevano parte-
cipato un cartografo e un viaggiatore di
ritorno.
Il primo Petrus Plancius, un teologo
che aveva studiato in Inghilterra prima
di andare ad Amsterdam a predicare il
calvinismo. Incaricato di tracciare una
mappa per unedizione dellAntico Te-
stamento, egli esegu una mappa del
mondo intero; ben presto si dedic qua-
si esclusivamente a tracciare carte. Nel
1592 pubblic Una mappa geografica
e idrografica del mondo intero, in cui
appaiono tutti i Paesi, le citt, i luoghi e
i mari sotto i lori rispettivi gradi di lon-
gitudine e latitudine; capi, promontori,
porti, fondali, banchi di sabbia e sco-
gliere vi sono rappresentati nel modo
pi accurato. Nelloccasione impart
lezioni di navigazione ai timonieri.
Il secondo protagonista Jan Hauyghen
van Linschoten, nove anni nelle Indie,
di ritorno con tale documentazione
informativa che ne risult unopera,
lItinerario, di ben cinque pesanti vo-
lumi, contenenti informazioni sui pro-
dotti di ogni isola delle Indie, sulle lin-
gue pi utili ai commerci, sugli alberi
della noce moscata e dei chiodi di garo-
fano, insieme a notazioni sulle pro-
priet curative di queste spezie.
Integrate le loro conoscenze e trovati i
capitali, ma sopratutto spinti da quanto
si preparava a Lisbona, liniziativa si
realizz, seppur tra mille peripezie.
Plancius conosceva i lavori dei due car-
tografi olandesi Abraham Ortelius e
Gerardo Mercatore
21
. Ma fu la proiezio-
ne inventata da questultimo che diede
ai cartografi olandesi un monopolio vir-
tuale sulla produzione di mappe per pi
di un secolo e permise di fornire ai loro
esploratori informazioni pratiche e ag-
giornate quando salpavano alla volta
delle Indie Orientali, in quanto seb-
bene avesse disegnato le linee ad ango-
li retti, aveva tracciato i paralleli di lati-
tudine sempre pi discosti luno dallal-
tro man mano che si avvicinavano ai
Poli. Il risultato era una distorsione
delle distanze, ma si otteneva che la
posizione dei luoghi rispetto agli altri
era corretta.
22
figura 6 - Il Carteggio, sia in marina che in aeronautica, quellinsieme di operazioni che si compiono a
bordo sulle carte nautiche, per preparare e seguire la navigazione della nave o dellaereo. La figura, riprodotta
dal Vocabolario della lingua italiana, Istituto della Enciclopedia italiana G. Treccani, Roma, 1986, illustra le
principali operazioni di carteggio che si effettuano per raggiungere un punto di ancoraggio:
tracciamento delle rotte pi sicure per mezzo delle squadrette nautiche;
misurazione delle distanze da percorrere,
previsione dellora di arrivo alla velocit stimata,
marcamento dei punti stimati,
determinazione del punto nave effettivo, tramite rilevamento con la bussola dei tre punti cospicui,
conseguente determinazione della correzione da dare alla rotta,
rilevamento dei riferimenti necessari per cambiare rotta.

8
Un mare di letteratura
e pittura
Ma, come abbiamo visto, le carte non so-
no tutto. La frequentazione per diletto o
lesperienza lavorativa sono insostituibi-
li momenti di un sicuro e consapevole
andar per mare: non c di meglio che
condividere tali momenti con coloro che
fanno del mare la loro fonte di reddito.
La letteratura annovera pi duna con-
ferma al riguardo. I resoconti, i diari o i
romanzi degli scrittori europei dei primi
del Novecento che (ri)visitano lItalia,
passando per Venezia, tappa obbligata
dei viaggi o delle ambientazioni danno
spazio alle sensazioni provate.
La pittura fissa situazioni e luoghi che
quando non sono stereotipati, si intrec-
ciano con la letteratura in uno scambio
informativo e documentario, tanto sen-
soriale quanto sensazionale. Si pensi al-
la poesia e alle immagini dedicate alle
isole; in particolare a quel quadro mari-
no e paesistico del Mar Ligure, tra La
Spezia e lIsola dElba, al centro delle
opere di Gabriele DAnnunzio ed Euge-
nio Montale.
23
Forte lammissione di Herman Hesse,
quando annota nel diario di viaggio del
1901 in Italia, che La stessa laguna di
Venezia, nonostante il mio fervido amo-
re per la citt, sarebbe rimasta ancor og-
gi una rarit curiosa, ma estranea, singo-
lare, incompresa, se una certa volta []
non avessi diviso, per otto giorni e otto
notti con un pescatore di Torcello, la bar-
ca, il letto e il pane. Remavo costeggian-
do le isole, attraverso a guado i bruni
banchi melmosi trascinando la piccola
rete, imparavo a conoscere lacqua, la
flora e la fauna lagunari, respiravo e con-
templavo quellinconfondibile aria, e da
allora la laguna mi familiare e amica.
Forse avrei potuto usare quella settima-
na dedicandola a Tiziano o a Paolo Vero-
nese, ma in quella barca da pesca con la
sua vela triangolare doro bruno io ho
conosciuto Tiziano e Veronese meglio
che allAccademia o nel Palazzo dei Do-
gi. E non soltanto quei pochi quadri, ma
Venezia stessa ora non pi per me un
enigma affascinante e inquietante;
realt, una realt molto bella e pi mia,
sulla quale accampo il diritto di chi ha
capito
24
Forse la stessa sensazione che spinge il
giovane Stelio ffrena, protagonista di
un romanzo di D Annunzio, uscito da
quel letto come dal letto di una corti-
giana attirato dalla freschezza dellal-
ba, da un canale troppo angusto pel re-
spiro della sua anima, a dire al suo gon-
doliere: - Trovami una barca, Zorzi, una
barca che vada in alto mare!. La vede
(una gran vela latina rossa e nera, una
barca peschereccia che aveva laspetto
vivo di una buona bestia da travaglio),
la raggiungono. El paron voria montar
a bordo, risposta dellanziano dei mari-
nai Chel monta pur. Co nol vol altro
paron!. Allaugurio di vento in pope!
segue la manovra e la barca sente leffet-
to del vento nella vela. Un sentimento
sovrumano di potenza e di libert gonfi
il cuore del giovine come il vento gonfi
la vela per lui trasfigurata. [] E il mon-
do era suo
25
Quasi negli stessi anni, la scena viene
figura 7 - Rappresentazione delle opere a mare del Porto del Lido (Laguna di Venezia, Mare
Adriatico), da Ufficio Idrografico della Marina, Estuario Veneto, dal fiume Piave a Venezia, n. 147,
scala originale 1:30000. I rilievi di questa cartografia furono eseguiti sotto la direzione del Capitano
di Vascello, G. B. Magnaghi, nel 1886; essi danno lo stato dei lavori eseguiti e di quelli in progetto
allimboccatura dei porti di Lido, Treporti e SantErasmo, allinizio della sistemazione delle dighe
foranee. Le elevazioni e gli scandagli sono espressi in metri e ridotti al livello medio delle acque
basse.
9
proposta in un quadro di Frank
Brangwyn, tra i primissimi di soggetto
veneziano San Marco dalla laguna
(1896), dove solo la sagoma del campa-
nile colloca la visione nel mezzo del ba-
cino di San Marco. Un rematore in piedi
(alla veneta) su di una modesta barca a
fondo piatto, trasborda due modesti la-
voratori in una grossa imbarcazione con
scure vele, ormeggiata a briccole.
26
In realt se limmagine mattutina del ro-
manzo dannunziano appartiene meglio
allopera di John William Inchbold,
Sulla laguna (1864 circa), e lambien-
te di vita di mare a bordo ben rappre-
sentato in un altro quadro del medesimo
periodo Pasto sulla barca (1898) di
Joaqun Sorolla
27
, che nella descrizione
di DAnnunzio era formato da un piat-
to di pampini e da pan caldo apena
cav dal forno.
28
Secondo alcuni critici il pi grande di
tutti i pittori del mare, di quellOttocen-
to, Joseph Mallord William Turner, che
fin dallinizio della carriera, aveva gi
ampliamente illustrato la potenza marit-
tima inglese, olandese e persino di Car-
tagine. Pur con immagini diverse, egli
non cess mai di identificarsi con la gen-
te - come i pescatori o i gondolieri - ob-
bligata a contare sullacqua per il proprio
sostentamento.
29
Alcune considerazioni finali
I sistemi (informativi ed informatici) di
ausilio alla navigazione marittima stan-
no avendo un notevole impatto sulla car-
tografia nautica e sulle operazioni di car-
teggio a bordo, come si illustrato: si
tratta di un processo importante e insito
in diversi settori dellagire umano. Alla
carta nautica tradizionale bisogna som-
mare una serie di nozioni di base ben de-
finite, in quanto la carta si d come pro-
dotto da utilizzare, mentre i sistemi ausi-
liari altro non sono che un servizio a cui
accedere e che verosimilmente preludo-
no allattivazione di altri servizi.
30
La necessit di una continua georeferen-
ziazione (punto nave) e del movimento
programmato (rotta, sentiero percorribi-
le e/o prestabilito, etc.) sono questioni
presenti nelle problematiche relative al-
la gestione delle flotte, in genere, sia
pubbliche (autobus, mezzi della prote-
zione civile, Vigili del fuoco, forze del-
lordine, etc.) che private (TIR, corrieri,
logistica, etc.) e affrontabili unicamente
in unottica di comunicazione e trasmis-
sione (trasferimento) di dati, facendo di-
ventare gli elementi della flotta essi
stessi sensori per la misurazione di dati
oltre che ricettori, per ottimizzare cos
lattivit dei centri gestionali.
Comunicare non significa pi, dal pun-
to di vista dello spazio, trasmettere mes-
saggi su una rete di canali, ma piuttosto
inserirsi in un flusso, partecipare ad una
contaminazione sociale
31
I sintetici e - pi che altro - allusivi rife-
rimenti culturali di questo scritto voglio-
no rendere evidente limportanza che as-
sume per la posizione geografica il con-
testo ed il tempo (la quarta coordinata).
Il contesto: in quanto rapporto con il
contiguo (sia esso il mare sconosciuto di
Colombo, nel senso che ogni percorso
di avvicinamento deve includere il pun-
to pi lontano
32
o le condizioni meteo-
rologiche, nel senso di coinvolgimento,
di guardarsi intorno).
Pensiamo alla teoria matematica e insie-
mistica con relazioni di appartenenza
parziali fuzzy logic
33
, che cerca di ri-
produrre il sistema di ragionamento
umano. Secondo la logica tradizionale
un enunciato pu essere solo vero o fal-
so, al contrario le asserzioni fuzzy
possono essere in una certa misura vere
ed in certa misura false. La certa misu-
ra il contesto, lapprossimazione.
Il tempo: in quanto viaggio, missione,
scopo (per lesplorazione che contempla
lo spostamento, in senso stretto, oppure
la simulazione come potenzialit di
esperienze offerte dalla conoscenza
preordinata). Il primo bisogno di fissa-
re sulla carta i luoghi legato al viag-
gio.
34
Navigare nel senso pi ambiguo possibi-
le (compresa lultima accezione, navi-
gare in rete) presuppone la conoscenza
della propria posizione o condizione ini-
ziale (anche se virtuale), e della desti-
nazione ossia lo scopo, la meta (sia quel-
lo limitato allobiettivo circoscritto di
non andare in secca o sugli scogli op-
pure quello determinato di ricercare, co-
noscere, accedere (ad un sito) o attrac-
care in un porto. Cosa ci stia in mezzo tra
un porto e laltro non del tutto chia-
ro. In questo senso siamo sognatori di
mondi / [] / cui oggi e soltanto oggi /
la terra allorizzonte / tenue / di nuovo
appare.
35
Pensiamo per un momento al significato
aggettivato del sostantivo porto: offer-
to, dato, reso disponibile. forse unul-
teriore spiegazione delluso della me-
tafora della navigazione utilizzata per
descrivere lattivit in rete.
Da ultimo, speriamo che con la sicurez-
za derivante dalla tecnologia non dimi-
nuisca il rispetto per il mare e per la vita
umana e che il conoscere sempre la pro-
pria posizione non riduca il piacere del-
la navigazione, ben espresso da un veli-
sta inglese dal sentimento nostalgico:
Much of fun of my sailing came from
not knowing precisely where I was.
36
MASSIMO PASQUALIN
architetto in Venezia - Mestre
esperto in sistemi informativi
e cartografia numerica
NOTE
1) Charles Baudelaire, Il viaggio, in I fiori del ma-
le, 1857. I motivi del viaggio (esplorazione e sco-
perta dell ignoto) e del mare (specchio dellu-
manit) sono una componente fondamentale della
sua ricerca poetica.
2) Cfr. Sistema Statistico Nazionale Istituto Na-
zionale di Statistica Annuario Statistico Italiano
1998.
3) In tutta Italia esistono 86mila posti barca (anche
se il Piano del diporto nautico marino del ministero
dei Trasporti ne prevede 128mila entro il 2000),
mentre la sola costa mediterranea della Francia ne
ha 120mila. Solo la Sardegna ha valori importanti
(con 14mila posti barca al primo posto davanti al-
la Liguria), usando il parametro posti barca per chi-
lometro di costa, il Mezzogiorno agli ultimi posti.
4 ) Appartengono a 34 comuni di sei regioni (Tosca-
na, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Sono organizzati nell Associazione nazionale dei
comuni delle isole minori (Ancim).
5) Sta in Gazzetta Ufficiale del 23 agosto 1999, n.
197 Serie generale.
6) Forse per nostra ignoranza, sappiamo solo delli-
niziativa congiunta del Comune di Caorle e della lo-
cale Direzione didattica per la fine dellanno scola-
stico 1999 - 2000: tre ore e mezza alla settimana di
lezione (teoria e pratica in mare) destinate agli allie-
vi della quinta elementare. Lesperimento venuto
allonore delle cronache, accompagnato da uno
10
scritto di Dario Malgarise, componente del team di
Luna Rossa, con il ruolo di navigatore. Cfr. Il
Gazzettino del 4 maggio 2000, in prima pagina.
7) Sta in Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 1999, n.
186 Serie generale.
8) Sta in Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 1994, n. 87
Serie generale. Il riferimento allart. 21, c. I, lett. f)
e c. III, lett. c),
9) Sta in Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 1999, n.
295 Serie generale. I riferimenti sono allart. 1 e al-
lart. 6, Allegato B.
10) Sta in Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1982, n.
200 Serie generale.
11) Come noto la legge detta Norme sulla carto-
grafia ufficiale dello stato e sulla disciplina della
produzione e dei rilevamenti terrestri ed idrografi-
ci, sta in Gazzetta Ufficiale del 1 marzo 1960, n.
52.
12) www.nautica.it il portale sul mare. Contiene
specifiche aree informative su: a) avvisi ai diportisti
e dati astronomici, b) immagini da satellite e previ-
sioni del tempo, c) portolano dei mari dItalia con un
database su 737 porti italiani, della Corsica e Costa
Azzurra, d) normative di settore.
13) James J. Gibson, Un approccio ecologico alla
percezione visiva, Il Mulino, Bologna, 1999, edizio-
ne originale 1979.
14) F. Braudel, Mediterraneo, Bompiani, Milano,
1992.
15) Cfr. Gaetano Ferro, Carte nautiche dal Medioe-
vo allEt moderna, Edizioni Colombo, Genova,
1992.
16) Ben presto i suoi concittadini provvidero a tra-
durlo in veneziano. La versione veneta da poco di-
sponibile: Alvaro Barbieri e Alvise Andreose (a cu-
ra di), Marco Polo, Il Milione veneto. Ms CM 211
della Biblioteca Civica di Padova, Marsilio, Vene-
zia, 1999.
17) Cfr. Aldo Agosto e Anna Maria Salone (a cura
di), Genova e Venezia tra i secoli XII e XIV, Ca-
talogo della Mostra documentaria, 1994, Archivio di
stato di Genova e Comune di Genova.
18) Marino Zorzi, Stampa, illustrazione libraria e
le origini dellincisione figurativa a Venezia, in (a
cura di Mauro Lucco) La pittura nel Veneto. Il Quat-
trocento, Tomo secondo, Electa Regione Veneto,
Milano Venezia, 1990.
19) James Cowan, Il sogno di disegnare il mondo.
Le meditazioni di fra Mauro cartografo alla corte di
Venezia, Milano, Rizzoli, 1998.
20) A. Pigafetta (a cura di Andrea Canova), Rela-
zione del primo viaggio attorno al mondo, Anteno-
re, Padova, 1999. Manoscritti e traduzioni del tem-
po, i primi decenni del Cinquecento, indicano come
titolo il pi affascinante La navigatione et discovri-
mento dellIndia superiore.
21) il nome italianizzato di Gerhard Kremer (1512
1593). Nel grande atlante in diciotto fogli del 1519
applic la proiezione cilindrica isogona a latitudini
crescenti (proiezione di Mercatore).
22) Giles Milton, Lisola della noce moscata. Come
avventurieri, pirati e mercanti di spezie cambiarono
la storia del mondo, Rizzoli, Milano, 1999.
23 ) Le prime due strofe di Meriggio di DAnnunzio
sono un vero rilievo per punti notevoli a giro doriz-
zonte ( lalpi e lisole e i golfi / e i capi e i fari e
figura 8 - Istituto Idrografico della Marina Militare, Adriatico Italia, Venezia, Porto di Lido, dai rilievi del 1886, da quelli della Nave Azio Com.te
L. Di Paola, Cap. di Corvetta 1947, e successivi fino al 1951, foglio 226 (particolare), scala originale 1:10000, novembre 1966 (ristampa 1974).
11
i boschi / e le foci , vv. 100 104), di cui fanno
parte le isole (del Faro, Capraria e Gorgona, v. 22).
Montale con Casa sul mare, riprende il tema del
viaggio con una interpretazione personale: il viaggio
giunto al limite estremo, alla Casa sul mare; esso
risulta un termine, un ostacolo invalicabile ( ra-
ro che appaia / nella bonaccia muta / tra lisole dal-
laria migrabonde / la Corsica dorsuta o la Capraia.
/ vv. 12 15).
24 ) H. Hesse, Del viaggiare (Die Zeit), Vienna,
Taccuino veneziano, 30 aprile 1904, ora in Her-
man Hesse, DallItalia, Mondadori, Milano, 1995.
25) Appare nel 1900, frutto del lavoro di almeno
quattro anni, Il fuoco di G. DAnnunzio: sullo sfon-
do di una Venezia malinconica e autunnale, si svol-
ge la storia damore di Stelio e Foscarina (Eleonora
Duse). Molti i luoghi citati e descritti (su lacqua
familiare al loro sogno come il tessuto al tessitore):
SantErasmo e le Vignole (le belle campagne),
Torcello, Burano, Mazzorbo, San Francesco del De-
serto (non apparivano in aspetto di approdi ma di
paesi sommersi le cui cime soverchiassero il pelo
dellacqua come coffe di vascelli andati a picco),
San Michele (lisola mortuaria nella laguna aper-
ta), Tre Porti, il Lido, Malamocco, San Giorgio
Maggiore, San Servolo e San Clemente (Da quel-
lisola della Follia, da quellospizio desolato e chia-
ro, dalle finestre sbarrate della tremenda carcere
), la Brenta (nella campagna irrigua, le statue
[delle ville venete, che si disgregavano nellabban-
dono e nel silenzio] passavano passavano), San
Giorgio in Alga (lisoletta murata, con la sua Ma-
donna di marmo che si specchia perpetuamente nel-
lacqua come una ninfa).
Ledizione consultata quella a cura di Gianni Oli-
va per la Biblioteca economica Newton, Roma,
1995. La citazione delle p. 93 e seguenti.
26) Cfr. Alessandro Bettagno (a cura di), Venezia.
Da Stato a Mito, Marsilio, Venezia, 1997; in parti-
colare T. Wilcox, nella scheda critica dellopera. Il
quadro stato esposto allomonima Mostra presso la
Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio Mag-
giore, a Venezia. F. Brangwyn (Bruges, 1867 - Dit-
chling, 1956), prima dei ventanni aveva fatto per
qualche tempo il marinaio, e fu proprio questaspet-
to dellattivit lagunare a essere sempre alla ribalta
nei suoi dipinti. Venezia fu il luogo legato a molti dei
grandi successi di una carriera artistica ricca di rico-
noscimenti internazionali in Europa, Stati Uniti
dAmerica e Giappone.
27) Cfr. Yves Luginbhl (a cura di) Paesaggio me-
diterraneo, Electa, Milano, 1992. Il quadro stato
esposto allomonima Mostra presso la Cartuja de
Santa Maria de las Cuevas, a Siviglia.
28) Cfr. DAnnunzio, op. cit., p. 96.
29) Cfr. A. Bettagno, op. cit.; ancora T. Wilcox, nel-
la scheda critica del quadro di Turner (Londra, 1775
- Chelsea, 1851) San Marco e Palazzo Ducale
(1840 ?) e A. J. Finberg In Venice with Turner, Lon-
dra, 1930, citato a sostegno dellaffermazione.
30) Su questo aspetto, ossia il passaggio dalla forni-
tura di un prodotto (materiale) allerogazione di un
servizio (telematico), che sembra pervadere tutti i
campi dellattivit umana, in questo inizio del terzo
millennio, cfr. Jeremy Rifkin, Lera dellaccesso. La
rivoluzione della new economy, Mondadori, Milano,
2000.
31) Gianfranco Bettetini, in una serie di scritti sul-
linserto Informatica del quotidiano Il Sole
24ORE, apparsi tra dicembre 1997 e gennaio 1998,
dedicati alle influenze subite dalle percezioni dello
spazio e del tempo nelluso dei nuovi media.
32) Cfr. Italo Calvino, Lo sguardo dellarcheologo,
in Una pietra sopra, Einaudi, Torino, 1980.
33) Il termine fuzzy, utilizzato da Lofti Zadeh nel
1965 quando era preside del Dipartimento di ingegne-
ria elettrica dellUniversit di Berkeley, significa let-
teralmente lanuginoso o sfilacciato, ma ha il significa-
to traslato di vago. Gli insiemi vaghi sono quindi strut-
ture i cui confini non sono determinabili chiaramente.
34) Cfr. I. Calvino, Il viandante nella mappa, in
Collezione di sabbia. Emblemi bizzarri e inquietanti
del nostro passato e del nostro futuro gli oggetti rac-
contano il mondo, Garzanti, Milano, 1984.
35) Ivano Fossati (testo e musica), Dancing sopra il
mare (Panama, parte seconda e finale), voce reci-
tante M. Martini, da I. Fossati, La disciplina della
Terra, Columbia, Sony Music Entertainment, Ita-
lia, 2000.
36) Citato in Werner Kumm, GPS Global positioning
system, Mursia, Milano, 1994. (Gran parte del mio
divertimento navigando in barca a vela proveniva dal
fatto di non sapere esattamente dove mi trovavo).
figura 9 - 4. Idrografia, 4.6 Le coste e rive artificiali: Tavole dei segni grafici p. 99. Da:
Commissione Geodetica Italiana, La formazione di cartografie generali a grande scala (1:2000,
1:1000). Guida per le scelte tecniche ed economiche, Milano, Ed. Le strade.