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LAVVENTURA DI MIKE

Testo e illustrazione di Christian Azzaro Classe 1F

LAVVENTURA DI MIKE Un ragazzo di nome Mike abitava in campagna,ospitato da una famiglia. Un giorno decise di partire a cercare fortuna, perch era molto povero, in compagnia del suo cane Job. Nel suo viaggio incontr una strega maligna,che gli disse:Cosa ci fai tu, qui, in mezzo al bosco? E il giovane le rispose:Sono in viaggio per cercare fortuna. Allora la strega lo invit a mangiare qualcosa a casa sua; dopo aver cenato lo invit anche a dormire. Mike, nel sonno, sogn una rana che gli diceva di andarsene, perch, se non fosse scappato prima che sorgeva il sole, la strega lo avrebbe ucciso. Allimprovviso si svegli, molto spaventato e, senza far rumore, decise di scappare. Dopo essere uscito da quella casa, molto impaurito, incontr un bambino in difficolt, perch la sua gamba era incastrata sotto un tronco. Ancora comparve nei pensieri di Mike la rana,che gli disse:Ragazzo,lo strumento che ti serve per aiutare questo bambino si trova dietro a quel masso, vicino al cespuglio. E spar.

Preso lo strumento, che era una sega, utile per tagliare il tronco, lo liber. Il bambino era senza dimora e chiese a Mike se poteva andare con lui ed egli accett. Alla fine Mike, Job e il bambino, camminando, camminando trovarono una casa disabitata piena di lingotti doro e vissero felici e spaventosamente ricchi. FINE

UN TESORO ALLIMPROVVISO
Testo e illustrazione di Alessia Bonadeo Classe 1F

UN TESORO ALLIMPROVVISO Cera una volta un ragazzo di nome Albino, povero, ma coraggioso. Era rimasto orfano allet di due anni e viveva con lo zio. Un d Albino decise di partire da casa per cercare fortuna, prese scorte di cibo per pi di un anno e mont sul suo cavallo. Mentre cavalcava, vide un osteria e si ferm l come sguattero per delle giornate intere, alla fine vi rest per molti anni. Un giorno, mentre stava lavorando , una vecchietta gli chiese: Puoi darmi una mano a stendere la biancheria? Albino rispose: Ma certo, che ti aiuto! Tutti e due si misero di buona volont e stesero tutti i panni, impiegandoci tutto il d e la notte. Il giorno seguente la vecchietta gli domand: Puoi portarmi cento rane dallo stagno che c qui dietro? Il ragazzo di rimando: S, certamente! ri-

spose. And dietro alla casa , prese cento rane e le mise in un grande secchio; quando arriv nella casa la vecchietta gli disse: Mettile in quella padella e falle cuocere, dopo di che le mangeremo. Due giorni dopo gli chiese ancora : Vai al mulino e prendi mille sacchi di farina. Albino le garant che sarebbero stati consegnati prima che tramontasse il sole. E cos fu. La vecchietta lo ringrazi e gli diede in dono un animale fatato: era un uccellino, lo avrebbe sempre aiutato. Cammina, cammina, cammina, superando una palude riusc a trovare, anche grazie allaiuto delluccellino, un tesoro: era un baule pieno di monete doro che gli garant una vita agiata e tranquilla.

FINE

CHIARA E LA CHIAVE DEI DESIDERI


Testo e illustrazione di Gaia Carini Classe 1F

CHIARA E LA CHIAVE DEI DESIDERI Cera una volta una fanciulla bellissima, ma povera. Si chiamava Chiara e abitava in una casetta di montagna con i suoi genitori. Aveva un fratello pi piccolo che aveva una grave malattia: quando il dottore aveva segnalato il bisogno di dargli delle medicine costose che lo facessero guarire, Chiara decise di partire in cerca di lavoro. Aveva solo 14 anni, ma la mamma e il pap dovevano curare suo fratello pi piccolo. Dopo aver camminato per tre giorni e per tre notti , arriv a una locanda del paese dove avrebbe chiesto di lavorare come cameriera; sulla porta dingresso, per, trov una vecchietta che le chiese del cibo, perch aveva tanta fame. Allora Chiara prese dal suo zaino dei biscotti che le erano rimasti e una mela , e li

porse alla vecchietta. In cambio la donna diede alla fanciulla una scatoletta : conteneva una chiave magica con cui avrebbe aperto la stanza dei desideri. Solo le persone buone e generose potevano entrarvi! Chiara entr nella locanda e il cameriere le diede una soffitta per dormire. Con la chiave della vecchietta Chiara apr la botola e ci trov una medicina : era quella che Chiara cercava per guarire suo fratello !

Torn a casa e i genitori furono contenti, cos il suo fratellino riusc a guarire. FINE

IL SOGNO DI NIALL

Testo e illustrazione di Sarah Chiodo Classe 1F

IL SOGNO DI NIALL Cera una volta un bambino biondo con grandi occhi azzurri: si chiamava Niall ed era nato in un paesino dellIrlanda. La sua pi grande passione era il canto, ma i suoi compagni di scuola lo prendevano in giro, perch nellora della ricreazione, invece di giocare a football, si isolava in un angolo ad ascoltare le canzoni del suo gruppo preferito. Un giorno, tornando da scuola, Niall ebbe una favolosa notizia: suo padre, finalmente, aveva ottenuto un nuovo posto di lavoro a Londra e da l a poco si sarebbero trasferiti in citt. Durante i preparativi per il trasloco, tra cose da confezionare e scatoloni da imballare, il giovane fantasticava sulle possibilit che questa nuova citt poteva offrirgli per realizzare i suoi sogni e renderlo famoso con la sua musica. La nuova casa era situata in un bellissimo quartiere e

Niall era eccitato al pensiero di conoscere nuovi compagni di scuola e nuovi amici con i quali condividere la sua grande passione per il canto. Le case in quel quartiere non avevano staccionate o muri che le dividevano luna dallaltra, ma bellissimi giardini con fiori e piantine colorate, e non fu difficile per Niall conoscere lo stesso giorno del suo arrivo la persona che avrebbe cambiato la sua vita e realizzato i suoi sogni: il vicino di casa, Sir Kevin. Allinizio Kevin sembr un tipo molto snob, ma poi, con il tempo, divennero molto amici e buoni vicini di casa. Un giorno Niall, passeggiando con il suo cane, vide Sir Kevin al parco, gli si avvicin e si sedette a parlare con lui. Chiacchera dopo chiacchera, Sir Kevin gli confid che era uno dei pi famosi discografici di tutto il mondo e che lo aveva sentito cantare, dato che le finestre della sua cameretta erano spalancate. Hai un grande talento!!! Conosco quattro ragazzi che hanno la tua stessa dote... disse Sir Kevin al giovane. Una settimana dopo il discografico invit Niall ad un provino

per un programma televisivo per giovani talenti e qui, gli present i quattro giovani ragazzi: Harry, Zayn, Louis, Liam. Subito dopo lesibizione Kevin esclam con entusiasmo: Voi vi chiamerete ONE DIRECTION!!! Vinsero il programma, incisero il loro primo disco, e divennero famosi in tutto il mondo. FINE

JACK IL LIBERATORE

Testo e illustrazione di Beatrice Corbellini Classe 1F


JACK IL LIBERATORE Cera una volta un giovane ragazzo di nome Jack,molto intelligente, ma purtroppo molto povero e senza famiglia. Jack abitava in cima ad una montagna. Un giorno vide che la sua unica mucca non dava pi latte, quindi scese in paese in cerca di unoccupazione per guadagnarsi da vivere. Grazie alle sue qualit di conoscenza del posto, trov presto lavoro come guida. Un giorno dovette portare delle persone in un luogo anche per lui sconosciuto. Si perse, e, per cercare la strada che portava al paese, si separarono, perch i suoi visitatori non si fidavano pi di lui. Il ragazzo stette in giro per due giorni e una notte, finch vide una specie di casa lunga e rotonda. Not inoltre che in lontananza si vedevano le luci di un vero villaggio ma, siccome era buio, si vedeva poco. Essendo stanco, decise di chiedere alloggio presso la casa rossa, la pi vicina. Appena buss si rese conto che la porta era viscida, si spavent e si mise a gridare, si alz cos davanti a lui un enorme drago. Il povero Jack era troppo stanco per combattere e si butt a terra in segno di sottomissione. Proprio nel momento in cui il drago stava alzando la zampa per schiacciare Jack, comparve davanti a lui un enorme orso che blocc la zampa del drago e appoggiando la testa su quella del ragazzo gli trasmise met delle sue energie.

Insieme, riuscirono a far cadere il drago e, siccome era pesante, ci mise molto per alzarsi, cos Jack e lorso corsero verso il villaggio. Gli abitanti fecero entrare il giovane dentro le mura del villaggio, ma non lorso, che, purtroppo, fu sbranato dal drago; il bestione, essendosi sfamato, si allontan poi dal villaggio. Il ragazzo decise a questo punto di affrontare il drago per liberare il villaggio e per guadagnare una ricompensa. Organizzarono una trappola per attirare il drago nel villaggio; appena lo videro arrivare, Jack tutto armato, usc dalle mura con alcuni uomini al seguito per affrontarlo, mentre il resto degli abitanti si prepar dietro le mura per lanciare frecce appuntite ed infuocate. Al via del giovane tutti insieme colpirono il drago. Jack, inoltre, con la forza recuperata e con quella donatagli dallorso, riusc a colpirlo al cuore, uccidendolo. Tutti tirarono un respiro di sollie-

vo e gli domandarono quale ricompensa desiderasse. Il giovane chiese del cibo, qualche bevanda e qualche soldo, giusto per mantenersi. Vag per qualche giorno e poi finalmente trov la via di casa. Cera ancora la sua mucca, prov a mungerla e lanimale miracolosamente, diede latte. Con la ricompensa ricevuta e con il latte della sua mucca Jack riusc poi a trascorrere una vita felice e dignitosa sempre nella sua casetta in cima alla montagna. FINE

LA MAPPA MAGICA

Testo e illustrazione di Fabio Gambarini Classe 1F

LA MAPPA MAGICA Un ragazzo, povero ma coraggioso, un giorno decise di partire per cercare fortuna. Andando in giro per la citt, chiedeva se potesse servire un aiuto, e continuando cos per un po di tempo ci ricav qualcosina. Un giorno incontr una signora anziana che gli diede una pergamena e gli disse che era una mappa magica: ogni cosa che le chiedevi lei ti avrebbe mostrato dovera. La mappa, purtroppo, aveva un grosso difetto: indicava la destinazione sempre abbastanza lontana. Il giorno dopo il ragazzo la apr e disse che voleva trovare un tesoro; la mappa gli mostr che era dallaltra parte del bosco vicino a quella citt. Allora si prepar e part alla volta del bosco. Pi esattamente il

tesoro si trovava in una grotta ai piedi di una montagna e dopo un giorno di cammino ci arriv proprio davanti. La grotta si mostr buia: lui, anche se con un po di paura, entr comunque e l trov il tesoro che aveva tanto desiderato e chiesto. Tornato a casa con il bottino, il ragazzo e sua madre diventarono ricchi. Dopo alcuni giorni torn anche dalla signora che gli aveva dato la mappa e le diede dieci monete doro come ringraziamento per avergli dato questa fortuna.

FINE

UN RAGAZZO RICCO E GENEROSO


Testo e illustrazione di Andrea Gori Classe 1F

UN RAGAZZO RICCO E GENEROSO Cera una volta un ragazzo bello e ricco di nome Enry. Il giovane era erede di un re e di una regina, i quali per il figlio desideravano il meglio possibile. Enry voleva diventare santo , perch aveva sentito dire che i santi avrebbero ricevuto in premio il titolo di sovrani del paradiso. Allora il ragazzo si disse che il trono lo avrebbe donato a qualche povero. I genitori , quando lo scoprirono, si infuriarono, dicendogli: Tu che hai tutto questo vorresti rinunciare alla tua ricchezza per avere un titolo inesistente?. Enry, piangendo, rispose: S e scapp dal palazzo. Il re e la regina, disperati, ordinarono di inviare una squadra di ricerca, per ritrovare il figlio, ma i soldati tornarono senza sue notizie. Il giovane era ormai sedicenne; finalmente, dopo molti anni, trov un ragazzo tanto povero quanto lui era ricco e fecero amicizia. Enry raccont la propria storia al giovane e questultimo si inchin, ma il futuro sovrano gli disse che si considerava uguale a lui. I due si misero in viaggio per il castello e dopo dieci anni si ritrovarono nelle vicinanze della residenza reale . Era il gelido

inverno e si stava avvicinando il giorno del Natale. Il giorno della nascita di Ges bambino, il povero consegn un pezzo di formaggio al principe e il giovane non lo mangi neanche, ma lo divise con il povero. Nel paese in cui si erano rifugiati vennero a conoscenza che il re e la regina erano stati assassinati . In fretta e furia corsero al castello e una volta che Enry fu riconosciuto, disse al povero: Voglio consegnarti il trono che spetta a me e il povero disse: Lo accetto volentieri . Dopo lincoronazione del nuovo re, Enry mor e divent un santo, perch chi fa del bene va in paradiso, mentre chi fa del male lo aspetta linferno pi totale.

FINE

LA PRINCIPESSA INDIANA
Testo e illustrazione di Grazia Lino Classe 1F

LA PRINCIPESSA INDIANA Cera una volta una principessa di nome Shanti. Era bellissima e amata da tutto il regno per la sua gentilezza e grazia. Dentro il castello in cui viveva era custodita la corona che alla morte dei suoi genitori sarebbe di diritto passata a lei,ma essa, in occasione della sua festa del diciottesimo compleanno,fu rubata. Il re non sapeva a chi dare il compito di andare alla ricerca della corona, poich molte guardie erano gi partite per unaltra missione. Shanti si fece subito volontaria, ma suo padre glielo imped. Allora lei, che voleva a qualsiasi costo ritrovare la corona, fugg dal castello con Ambra, il suo fedele cavallo. Cavalc fino a una lontanissima citt dellIndia dove trov un immenso castello: curiosa di esplorarlo, si avventur al suo interno. Entrata in quel tenebroso edificio trov la corona,ma il responsabile del furto la imprigion.

Dopo qualche giorno Shanti riusc di soppiatto a prendere le chiavi della cella, la apr e fugg alla volta del suo castello. Arrivata a palazzo con la corona ci fu una grande festa in onore della coraggiosa principessa,e le fu concesso di andare al di fuori del regno per viaggiare verso nuove avventure. La principessa visse a lungo,in compagnia dei tanti amici da lei conosciuti in occasione dei suoi viaggi, felice e contenta.

FINE

LINTRAPRENDENTE PASTORELLA SOFIA


Testo e illustrazione di Melissa Marchesini Classe 1F

LINTRAPRENDENTE PASTORELLA SOFIA Cera una volta, in un regno molto lontano, una pastorella di nome Sofia, che litig con la sua famiglia: Basta, sono stufa di badare al gregge! disse la pastorella, suo padre la rimprover e subito la ragazza ribatt: La libert,ecco cosa mi manca, padre! Cos scapp via per coronare il suo sogno. Dopo tre giorni di lungo cammino, la ragazza incontr sulla sua strada una gattina di nome Flika: in realt era una principessa, trasformata in micina da una strega malvagia per vendetta. Ciao, piccolina, come mai sei in questa foresta? La gattina, con gran sorpresa della ragazza, rispose: Mi sono persa, puoi aiutarmi a tornare dal mio padrone? Sofia chiese: Chi il tuo padrone?>> la gattina rispose: Il principe Stefan! La ragazza esclam, sorpresa: Il principe!? Ti riaccompagner dal tuo padrone a patto che, qualunque cosa succeda, rimaniamo sempre unite. Flika rispose: Affare fatto! Le due si rimisero in viaggio e, dopo altri tre giorni di cammino, incontrarono una fata di nome Scirin che diede loro una bacchetta capace di esaudire un desiderio per ciascuna di loro.

Non decisero per di usarla subito, perch volevano stare ancora insieme, ma non fu facile. La strega che aveva trasformato Flika in gatta aveva dato infatti loro tre prove da superare. La prima era una prova di lealt che consisteva nel decidere se salvarsi a vicenda o andare avanti senza pensare allaltra, per fortuna le due scelsero la prima opzione, quindi superarono la prova. La seconda consisteva nellattraversare un ponte pericolante o tornare indietro e rinunciare alla missione. Le due scelsero senza indugio di passare su quel ponte. La terza prova, la pi difficile, era di far tornare umana Flika, per fortuna la bacchetta non era ancora stata usata e quindi avevano ancora due desideri a disposizione.

Prima prov Flika, ma fall e allora tent Sofia dicendo: Oh, magica bacchetta, fa che la gattina ritorni umana! E cos Flika si trasform da gattina in una bella ragazza. Dopo un giorno di viaggio arrivarono al palazzo del principe, dove Flika, oramai riaccquistata la sua identit, parl con suo fratello Stefan che disse: Sei proprio tu, sorella mia? Flika rispose: S, fratello caro, sono proprio io ed solo grazie a questa ragazza che sono tornata col mio vero aspetto! La principessa present Sofia al fratello, appena il principe la vide se ne innamor perdutamente, i due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti. FINE

IL RAGAZZO VOLANTE

Testo e illustrazione di Emanuele Marrapese Classe 1F

IL RAGAZZO VOLANTE Cera una volta un ragazzo povero ma con tante qualit tra le quali il coraggio , che viveva in una casetta di legno in un povero paesino. Un giorno parti per cercare fortuna . Cammina cammina incontr una signora anziana che gli diede una scopa magica. Una mattina Daniele stava girando con la scopa, a un tratto ne perse il controllo e vol in alto tra le nuvole. Ad un certo punto la scopa si spense e fece un atterraggio morbido sulle nuvole. Cammina Cammina incontr un piccolo elfo verde con le orecchie lunghe . si prese questo elfo come amico e ad un certo punto trovarono un castello enorme dove abitava un gigante . Entrarono perch lelfo aveva detto al ragazzo che cera una gallina che faceva uova doro . Allora rubarono la

gallina e tornarono a casa e il giovane divent ricco e visse per sempre felice e contento.

FINE

IL VIAGGIO DI SEBASTIANO
Testo e illustrazione di Sofia Morstabilini Classe 1F

IL VIAGGIO DI SEBASTIANO Cera una volta un ragazzo povero, ma coraggioso: era orfano e si chiamava Sebastiano. Un giorno il ragazzo part per cercare fortuna, arrivato in un paesino poco popolato, ud una vocina che proveniva dal pozzo. Sebastiano and verso il pozzo e vide in fondo ad esso una vecchietta che gli disse: Caro ragazzo, mi potresti tirare su?Il giovane le rispose: Certo, signora! Quando la vecchietta fu fuori, gli diede un dono magico: era un gatto di nome Ann, che si poteva trasformare in qualsiasi animale. Sebastiano prese il micio e continu il suo viaggio fino

ad arrivare in un bosco dove videro degli orsi che stavano dormendo. Ann disse al ragazzo:Sali sulla mia schiena: ti porter pi lontano possibile, senza svegliarli! Il gatto allimproviso si trasform in un uccello maestoso e il ragazzo si accomod sul suo dorso. Quando furono in alto videro un bagliore, dietro a una cascata, Ann e Sebastiano scesero a dare unocchiata e videro un tesoro. Insieme lo usarono per loro, ma soprattutto per aiutare la gente.

Un proverbio dice: CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO E per Sebastiano fu proprio cos! FINE

UN RAGAZZO POVERO MA CORAGGIOSO


Testo e illustrazione di Matteo Musarra Classe 1F

UN RAGAZZO POVERO MA CORAGGIOSO Cera una volta un ragazzo di nome Marco che aveva 11 anni e abitava in un paesino di nome Giacinti. Il ragazzo e la sua famiglia non mangiavano da giorni, perch non lavoravano e non guadagnavano soldi. Stavano tutti male, compreso Marco. Un giorno suon il campanello Pietro, un amico del paesino , che port loro da mangiare. Dopo aver mangiato, tutti si sentirono meglio. Luomo disse alla famiglia che, se volevano trovare la ricchezza ,uno di loro doveva andare in mezzo al bosco, fino ad arrivare alla casa del grande mago. Pietro raccomand di tenere gli occhi aperti perch, chiunque fosse andato, prima di arrivare al castello del grande mago, avrebbe dovuto sconfiggere il drago dalle sette teste. La famiglia era molto spaventata e nessuno voleva andare. Luomo, dopo aver salutato tutti , fece ritorno a casa. Il padre , dopo il discorso di Pietro, incominci a lavorare duramente. Dopo qualche giorno di lavoro , la situazione non era cambiata. I pochi soldi guadagnati bastarono per comprare da mangiare solo per due giorni. La famiglia era in crisi, ed i genitori non sapevano cosa fare. Di notte Marco pens a quello che aveva raccontato Pietro e prese una decisione. La mattina seguente , il ragazzo radun i genitori in cucina:

raccont loro la decisione di affrontare il drago; un po perplessi e preoccupati gli diedero tuttavia il permesso. La mattina dopo, il ragazzo prese le cose necessarie che gli servivano per il lungo e duro viaggio e part. Dopo un bel pezzo di viaggio, incontr una vecchietta che aveva molta sete. Allora egli prese la poca acqua che aveva e la diede alla povera donna. La nonnetta, per la generosit che aveva mostrato il ragazzo, gli regal unascia magica, che quando colpiva qualcuno, lo addormentava per due ore. Marco ringrazi la vecchietta e continu il suo viaggio.

Arrivato al castello vide il drago molto arrabbiato davanti alledificio; allora decise di usare lascia che gli aveva regalato la signora, la prese e la lanci addosso al terribile bestione. Lanimale si addorment ed egli entr nel palazzo. Entrato, chiese al mago se poteva portare un po della sua ricchezza in tutte le famiglie bisognose del mondo, compresa la sua. Luomo esaud il desiderio e ringrazi Marco per essere andato da lui, perch da tanto tempo nessuno gli faceva pi visita.

Quando leroe torn a casa, venne festeggiato da tutti e vide il sorriso sul volto di tutte le persone presenti. Il ragazzo era molto felice, perch aveva raggiunto il suo obbiettivo, che era quello di portare la ricchezza nella sua famiglia e nelle famiglie bisognose del mondo.

FINE

UN CANTANTE RAP

Testo e illustrazione di Andrea Ndreko Classe 1F

UN CANTANTE RAP Cera una volta un cantante rap di nome Federico: aveva 19 anni, era alto, magro, gli occhi e i capelli erano neri. Si vestiva con il capellino della New York, maglia e pantaloni larghi e portava tante collane di finto oro. Era in cerca di successo: cantava con la sua banda nella Bofere e nei locali. Una triste sera allimprovviso Federico si sent male e gli amici lo portarono in ospedale. I medici, dopo averlo visitato,gli dissero che non avrebbe pi potuto cantare e lo trattennero per curarlo. Durante la notte, mentre era solo nella stanza, vide una infermiera che gli fece una proposta: sarebbe tornato a cantare e avrebbe avuto successo, ma in cambio tutti i suoi guadagni avrebbe dovuto darli a lei. La fanciulla era una maga. Il giovane promise. La donna gli fece bere una pozione magica e si allontan. Il giorno seguente i medici, stupiti, trovarono il ragazzo guarito e lo mandarono a casa. Come aveva detto linfermiera, Federico e la sua banda ebbero un grande successo. Federico per aveva dimenticato la promessa fatta alla maga e un bel giorno, durante un concerto,la

sua voce scomparve. Disperato, Federico corse in ospedale per trovare la maga, ma non la trov e quando chiese di lei seppe che era andata a vivere in un paese lontano. Federico part alla ricerca della maga e finalmente la trov. Il giovane le chiese perdono e in pi le fece una richiesta impegnativa: voleva sposarla! Dimenticavo di dire che la maga era molto bella,giovane, sotto sotto innamorata di Federico Fu cos che si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.

FINE

IL PRINCIPE SERPENTE

Testo e illustrazione di Giorgio Perondi Classe 1F

IL PRINCIPE SERPENTE Cerano una volta un re, una regina e il loro figlio. vivevano ricchi e felici nel loro castello. sfortunatamente il re e la regina morirono in un incidente di carrozza. il trono ormai spettava al figlio, ma lui non era preparato ad essere il re del regno. le complicazioni non erano finite: Ernesto, nemico di suo padre, lo minacci: se non gli avesse ceduto il trono, egli avrebbe dato fuoco al regno prendendo in ostaggio tutti i suoi sudditi. il principe non dormiva n di giorno n di notte per la preoccupazione. una notte fece un sogno strano: sua madre e suo padre lo conducevano in una camera sotto il palazzo, dove cera una pietra ma-

gica. se ci soffiavi su esaudiva ogni desiderio. il giorno dopo si ricord del sogno. scese nei sotterranei del palazzo e trov la pietra magica. quando Ernesto arriv per appiccare il fuoco, il principe soffi su di lei pensando ai bei tempi e pregando di riuscire ad allontanare il nemico. ad un tratto tutti i guerrieri nemici se la diedero a gambe levate. il principe ringrazi Dio per laiuto offertogli. Lanno successivo, mentre si festeggiava lanniversario della vittoria, tanti piccoli serpentelli strisciarono verso di lui. dopo

un p rimase sbalordito! Tutti capirono che non erano velenosi. ecco perch allora i nemici erano scappati: il principe e i suoi sudditi erano visti dai nemici come serpenti.... fu cos che il principe decise di inserire nello stemma della sua casata limmagine di un serpente, a perenne custodia dei nemici reali o immaginari........ FINE

LAMORE NON HA CONFINI

Testo e illustrazione di Luca Pezzoni Classe 1F

LAMORE NON HA CONFINI Cera una volta un contadino che aveva tre figli.Vivevano in un piccolo paese a sud della Norvegia . Un giorno il contadino mor e lasci in eredit al primo figlio lazienda agricola, al secondo tutto il bestiame e al terzo lasci un piccolo sacchetto contenente solo dieci monete doro. Allora il terzo figlio, che si chiamava Ermanno, se ne and girovagando per il mondo in cerca di fortuna. Cammin, cammin, cammin ... trov una locanda dove ristorarsi e riposare. L incontro una persona vestita tutta di blu che lo chiam e gli propose di acquistare una bacchetta magica. Il giovane, ingenuamente, si fece convincere e la compr. Il mercante, soddisfatto, disse: Quel che fatto fatto. In seguito il giovane, felice del suo affare, prov i poteri della bacchetta, ma non sapeva come usarla e prov la formula che aveva sentito quando i suoi genitori gli raccontavano le fiabe : O bacchettina dei miei stivali

dammi ci che mi occorre lindomani. Ermanno continu, ma non cap come farla funzionare, allora la scagli via e disse :Non devo pi farmi convincere dagli impostori che ci sono in giro! In seguito il ragazzo si rimise in cammino e si ferm in una cittadina dove spese quasi tutti i suoi soldi per comprare un asino per stancarsi di meno nel viaggio, per il venditore gli propose un altro affare e gli disse: Io ho anche una bacchetta magica, per farla funzionare bisogna recitare la formula magica : Se la bacchetta magica userai tu quel che vuoi avrai. Allora Ermanno, lasciandosi ingolosire da questa opportunit, la prese e pronunciando la formula magica : Se la bacchetta magica userai tu quel che vuoi avrai espresse come desiderio :Vorrei sposare una bellissima principessa. Sorprendentemente, la bacchetta gli rispose:Tu la principessa non sposerai finch tre prove non supererai. Ermanno ribatt : Ma dove devo

andare? La bacchetta rispose: A Stoccolma, nel sontuoso palazzo del re. Allora il giovane cammin, cammin, cammin e dopo due notti passate ad accamparsi sotto un albero a scaldarsi solo col fiato del suo asino arriv a Stoccolma, alla residenza del Re. La principessa era disposta a sposare chi fosse riuscito a superare tre prove, come aveva gi preannunciato la bacchetta. Allora il giovane fece domanda alla principessa chiedendola in moglie se fosse riuscito a superare le sfide e la principessa accett . La prima prova consisteva nel trovare un diamante grosso come una mela e il giovane pens:Dove posso trovare un diamante cos grande? subito sent una voce: era la bacchetta che gli disse: Nelle grotte della miniera si dice che si trovino grandissimi diamanti. Il giovane si rec allora alle grotte

e prese un diamante, per all uscita trov una sorpresa spiacevole: cera una guardia che gli disse: Non permesso entrare nella miniera senza il consenso del capo! Quindi la guardia rincorse Ermanno e lo cattur, ma al giovane venne lidea di corrompere il suo carceriere, dicendo:Se vuoi, io ti posso dare un altro diamante! La guardia, soddisfatta, rispose: Daccordo,per promettimi di non venire pi qui alle grotte! Il ragazzo acconsent e pot cos tornare dalla principessa con il dono. Arrivato al castello le diede il diamante e la ragazza, soddisfatta, disse: Bravo, ora sei pronto per la tua seconda prova. Dovrai recuperare una collana che mi caduta in fondo al mare. Ermanno cammin ,cammin ,cammin... fino al mare e prima di entrare in acqua pronunci la formula magica :Se la bacchetta magica userai tu quel che vuoi avrai. Espresse il desiderio di riuscire a respirare sottacqua, a quel punto si immerse e cominci a scendere verso il fondo marino, cercando fra le alghe e i pesci fino a quando non la trov! Un pesce, per, la inghiott per sbaglio, allora inizi a nuotare dietro al pesce e riusc a catturarlo. Soddisfatto, Ermanno usc dallacqua tenendo il pesce per la coda per

portarlo poi alla principessa. Arrivato al castello mostr il pesce alla figlia del re che disse:-Io non ho chiesto un pesce ,ma una collana! Il ragazzo ribatt:Fate tagliare lo stomaco al pesce e vedrete.La principessa ordin subito al cuoco di tagliare il pesce .Il cuoco obbed e dentro ci trov la collana; la principessa disse:Hai superato abilmente la seconda prova, ora per manca lultima: dovrai uccidere lorco delle paludi e portarmi il suo cuore! Ermanno rispose prontamente : Ai Vostri ordini ,mia principessa! La figlia del re aggiunse:Ti dar una spada con cui tu potrai ucciderai lorco. Allora il giovane si incammin fino ad arrivare nella terra delle paludi. Giunto a destinazione sfid lorco a colpi di spada: dopo un lungo e sfinente duello lorco mor e Ermanno gli strapp il cuore. Il giovane torn a Stoccolma al palazzo reale ed entr nel grande salone dove lo attendeva con ansia la principessa; a questo punto Ermanno le chiese: Mi vuoi sposare?E la figlia del re rispose :S! Da quel momento Ermanno e la principessa di Stoccolma vissero per sempre felici e contenti.

UN BENE SALATO

Testo e illustrazione di Radini Camilla Classe 1F

UN BENE SALATO (Liberamente ispirata alla fiaba Bene come il sale, raccolta e trascritta da Italo Calvino) Cera una volta un re che aveva tre figlie: Ghita, Filomena e Velia. Siccome il re era molto curioso, un giorno chiam sua figlia maggiore e le chiese: Ghita, quanto mi vuoi bene? Quanto il pesce fresco, Vostra Maest, rispose lei. Il re, contento, le diede un bacio sulla fronte e chiam la seconda: Filomena, quanto mi vuoi bene? Quanto il vino buono, Vostra Maest, rispose lei. Soddisfatto dalle sue parole, il re le diede un bacio sulla fronte e chiam la terza: Velia, quanto mi vuoi bene? Quanto il sale,Vostra Maest, rispose lei. Il sale ?strill il re come avete potuto paragonarmi al sale! Adesso vi sistemo io! Subito, il re chiam il carceriere e gli ordin di rinchiuderla in una cella umida e buia e di darle da mangiare solo pane secco. Mentre la povera Velia stava piangendo, davanti alla porta della cella comparve la vecchia balia della regina che le tagli i capelli e le diede in mano un vestito da soldato, un fucile e una spada. Infine la balia le disse: Questo travestimento che vi sto dando servir per non farvi riconoscere. Poi si apr un portale e Velia and via. Cammina, cammina e cammina, arriv

in un paese prendendo alloggio in una casa. Il padrone dellabitazione aveva un figlio che doveva andare in guerra, ma era gravemente malato. Allora Velia decise di travestirsi da soldato. Il giorno dopo, la giovane and in guerra con la spada e il fucile che le aveva dato la balia della principessa e la vinse. Il capo del popolo avversario, sorpreso dalla sua bravura, invit il soldato a cena. Siccome il soldato si era fatto un taglio sulla mano, il capo gliela bagn con un po dacqua fredda e Velia, ossia il soldato, arross sulle guance. Subito il capo pens che lei fosse una donna, ma aveva dei dubbi. Per capire se era veramente di sesso femminile, and subito da sua madre e le chiese: Madre mia, penso che quel soldato sia una donna, ma come faccio a capire se lo veramente? Per vedere se quel soldato veramente una donna, c solo un modo per scoprirlo!, rispose lei. Qual ?, chiese il capo. il modo per scoprirlo questo: servigli del pane e se lo spezza avvicinandolo al petto una donna!, disse la madre. Seguendo i consigli della madre, il capo diede del pane al soldato e vide che lo spezz avvicinandolo al petto. Allora il capo, che fino a quel giorno aveva provato a uscire con altre donne

che poi lavevano lasciato solo, decise di chiederle: Mi vuoi sposare? S, lo voglio!, rispose lei. Immediatamente andarono nel castello del padre di Velia, per lei si copr il viso lasciando scoperti gli occhi per non farsi riconoscere da suo padre: Vostra maest, mi chiam Mani-

la, sono la principessa dellInghilterra e vorrei fare una cena nella sala pi grande del vostro castello domani sera in onore del mio matrimonio, se possibile. Ma certo, Manila! Domani sera sar tutto pronto! Lindomani sera inizi il matrimonio e si sedettero tutti a tavola. Per dare una bella lezione a suo padre, Velia si alz da tavola, cammin verso la cucina e disse ai cuochi: Distribuite tutti i piatti con dentro un po di sale tranne che nel piatto del re! Infine Velia ritorn a tavola. Quando i piatti furono serviti, tutti iniziarono a mangiare tranne il re che non tocc neanche un pezzo di pane. Il re si arrabbi e inizi a urlare: Ma che razza di cibo ? Non c

neanche un pizzico di sale! E pensare che avete rinchiuso vostra figlia in una cella perch vi voleva bene quanto il sale!, disse la sposa dietro il velo che le copriva il volto. In un batter docchio il re riconobbe Velia, la abbracci e le chiese: Cara figlia mia, sono veramente dispiaciuto di averti fatto questa cattiveria!Accetti le mie scuse? Vostra maest, ma io Vi ho ho gi perdonata!, disse Velia. I festeggiamenti del matrimonio proseguirono per tre giorni e tre notti; dopo un po di anni nacque un nuovo membro della famiglia: Saverio. E vissero per sempre tutti felici e contenti insieme al principe, che crebbe bello e buono, per la gioia dei sudditi e dei suoi genitori. FINE

IL LUNGO VIAGGIO DEL PASTORELLO DIEGO


Testo e illustrazione di Giorgia Raimondi Classe 1F

IL LUNGO VIAGGIO DEL PASTORELLO DIEGO Cera una volta, sulle alte montagne del Trentino, un pastorello di nome Diego. Viveva in un rifugio isolato; un giorno, stanco di far pascolare le pecore e stare tutti i giorni solo senza amici, decise di lasciare tutto e partire per cercare fortuna.

Dopo alcuni giorni di viaggio, giunse ad un villaggio e, bussando ad una casa, chiese ospitalit per la notte. Apr la porta una vecchietta:-Buonasera, signora, le volevo chiedere se poteva ospitarmi per questa notte. Sono stanco, affamato e non ho denaro con me-. La vecchietta lo guard e gli disse:-Certo, giovanotto, sono sola e un po di compagnia mi fa piacere e poi mi ricordate tanto mio marito che morto tre anni fa-. Diego, molto felice, la ringrazi e rimase con lei non solo quella notte, ma per lungo tempo. Un giorno la vecchietta, vedendolo pensieroso, lo chiam e gli disse:-Caro Diego, volevo ringraziarti per la compagnia che mi hai fatto, ma non voglio obbligarti a stare con me; se

vuoi, prosegui pure il tuo viaggio-. Diego, non volendo offenderei suoi sentimenti, le disse:- Anche se mi costa tanto lasciarvi, lo devo fare perch il mio sogno di diventare ricco per aiutare la povera gente-. La vecchietta, con le lacrime agli occhi, prepar per lui una cesta con dentro pane e formaggio. Gli disse:-Va e spero che il tuo sogno si possa avverare, ma ricorda che la mia porta per te sar sempre aperta-. Il pastorello le diede un forte abbraccio e la ringrazi dicendole: -Grazie di tutto, ma questo non un addio, solo un arrivederci!- e con coraggio continu il suo viaggio.

FINE

IL RE GUERRIERO

Testo e illustrazione di Alessandro Sarta Classe 1F

IL RE GUERRIERO C era una volta un giovane: si chiamava Wesley,era un ragazzo semplice, biondo, con un fisico promettente. Wesley voleva diventare un guerriero, ma suo padre non glielo permetteva. Quindi un giorno decise di fuggire di casa e di andare alla citt dei guerrieri senza aver mai lottato prima. Lungo il suo cammino incontr un cucciolo di drago e gli chiese:-Ehi, ti sei perso?- e il drago rispose:-No, che mio padre mi ha detto che sono troppo gentile per fare il drago e mi ha abbandonato qui!-. Wesley non voleva lasciarlo l, quindi decise di portarlo con s alla citt dei guerrieri. Lungo il cammino, Wesley chiese al draghetto:- Come ti chiami?-e il cucciolo rispose:William, e tu?-e il principe:Wesley-. Arrivati a destinazione il principe d Olanda disse:-Benvenuto alla citt dei guerrieri!- e si diressero verso il campo d allenamento.

Arrivati davanti al campo, intravidero un uomo basso con la barba molto folta che si avvicin dicendo:-Chi abbiamo qui?Un nuovo aspirante guerriero, vieni ti accompagno verso l allenamento-. Prima di entrare Wesley chiese:- Scusi signore, ma il mio amico pu allenarsi con me?- e l uomo rispose:Certo che s, ma lui non si allener nel combattimento con la spada bens prender lezioni sul volo e sul fuoco-. Wesley e William si allenarono duramente per mesi e diventarono una coppia invincibile. Un giorno arriv un drago malvagio che incominci a mangiare abitanti e guerrieri fino a uccidere met del popolo. Wesley e William si fiondarono davanti al drago e dissero:-Siamo la miglior coppia di guerrieri della citt e quindi nostro dovere difendere i cittadini anche a costo della vita-. Il drago si mise a ridere e da quella risata William

cap che quel drago era suo padre. William grid:-Pap!- il drago lo vide e disse:-Razza di traditore, perch ti sei unito a questi squilibrati?- e William rispose:-Perch queste persone mi hanno accettato per la mia gentilezza, tu no invece e per questo pagherai!-. William prov ad attaccare suo padre, che

riusc a parare il colpo e che sput una vampata di fiamme dalla bocca e fer suo figlio. Wesley si chin sul suo amico e scopr che William era morto. Il giovane disse:-William, io ti vendicher!- sferr due colpi ben assestati e uccise il drago. Il mago della citt and da Wesley e gli disse:-Grazie per averci aiutato, in cambio puoi chiedermi ci che vuoi!-. Wesley disse che voleva soltanto che il suo amico tornasse in vita e in un lampo riebbe William, vivo e senza pi ferite. Di sera ci fu una grande festa: Wesley fu proclamato re guerriero e William aiutante guerriero del re. FINE

IL PRINCIPE CORAGGIOSO

Testo e illustrazione di Eleonora Sbarsi Classe 1F

IL PRINCIPE CORAGGIOSO Cera una volta un principe, bello, giovane e ricco , aveva 16 anni e si chiamava Harry: Viveva in un castello con i suoi genitori, ma un giorno invase la loro terra un orco a cui piaceva mangiare le persone. Lorco era l gi da qualche tempo, ma il Re non aveva ancora scelto un giovane che potesse sconfiggerlo. Il sovrano, disperato perch nessuno era all altezza di quel compito ,chiese aiuto a suo figlio che stimava capace di combattere il mostro, nonostante la sua giovane et. Il Re and a parlare con suo figlio e gli chiese: Figlio mio, un brutto periodo per il reame quindi: ti andrebbe di combattere? il figlio rispose: Perch io, Padre? il Re: Perch sei lunico capace di vincere quel mostro! Il figlio accett: Va bene, combatter io per il bene dei nostri sudditi. Dopo pochi giorni part alla ricerca del mostro per sconfiggerlo. Nel corso del viaggio incontr un drago con un chiodo sotto la zampa. Harry, che era di animo gentile, lo aiut e il Drago,

riconoscente, lo segu per aiutarlo. Arrivarono finalmente alla casa dellorco, dove scoprirono che lorco era in vita grazie ad una Pietra che si chiamava Pietra Filosofale. Attuarono un piano per sconfiggerlo. Il Drago and a bussare alla porta e gli apr lorco che chiese: Cosa volete? il Drago rispose : Combattere , orco fetente!e lorco accett. Si misero a combattere, nel frattempo Harry entr nella casa e vide davanti a s la Pietra Filosofale. Corse subito a distruggerla. Appena ebbe spezzato lincantesimo, lorco brutto divent una bellissima fanciulla, della quale il giovane principe si innamor. Si sposarono dopo pochi giorni e vissero per sempre felici e contenti.

FINE

DALLA NEVE ALLA MUSICA

Testo e illustrazione di Maria Schiavini Classe 1F

Dalla neve alla musica C era una volta una bambina nata nel cuor di dicembre, i suoi genitori quando la videro furono estasiati dalla sua bellezza, la chiamarono Musica. Man mano che ella cresceva in bellezza ed in sapienza, sua madre pretendeva tutto da lei, sia in casa che nello studio. Suo padre, intanto, cercava di raccogliere pi soldi possibile con dei lavoretti a casa di un ricco spilorcio che lo pagava il minimo indispensabile. Musica, vista la situazione, decise di partire in cerca di fortuna e prepar una sacca riempita con il minimo indispensabile, quando la madre disse: Musica, cosa credi di fare? subito ella rispose con la sua voce armoniosa, dicendo:Madre, parto in cerca di fortuna, per stare pi vicina ai miei sogni e per trovare amici veri, non come quelli che ho qui! E cos ella cominci il suo viaggio viaggi tanto, part da Ilopan e arriv fino ad Idol. L incontr tante persone, ma solo otto la aiutarono, cinque maschi: Osnofla, Odranoel, Onafets, Oznerol e Xela, e tre femmine: Attedeneb, Allimac ed unaltra Attedeneb. Dopo qualche settimana i nove diventarono amici inseparabili:in ogni posto dove loro si trovavano i fiori sbocciavano, gli uccelli cinguettavano e questo accadeva anche nei posti pi lugubri: tutto prendeva vita. Passati due mesi trovarono una strega che svel loro il segreto per cui tutto prendeva vita, il motivo era la

splendida voce ed i gesti di Musica: lei faceva degli incantesimi cantando e senza neanche accorgersene. Una volta scoperto quel dono, la voce gir ed il Re Ynos della citt di Onalim volle conoscere Musica ed i suoi amiciLi convoc a palazzo e disse loro: Voglio che portiate di nuovo la felicit nel mio regno! Per farlo tu, Musica, ed i tuoi amici dovrete sconfiggere la strega ed il drago nemici del nostro reame. In cambio avrete tutto ci che desideriate e che io possa concedervi! I nove accettarono e partirono alla ricerca dei due esseri malvagi. Una volta arrivati sconfissero la strega con un solo canto di Musica, ma il drago resisteva... Quando per tutti loro difesero gli amici e non se stessi, il drago si fer per le loro buone azioni, cos Xela pot avvicinarsi e uccise il drago con la spada. Come in ogni fiaba che si rispetti, Xela e Musica si baciarono ed il Re come ricompensa fece vivere tutti e nove a palazzo, cos la loro amicizia non pot mai finire. La figlia del Re, grata come il padre verso i nove amici, diede ad ognuno un posto nella storia del regno e a Musica diede un altro onore: decret che ogni arte come il canto, il ballo e persino la recitazione avessero il nome Musica.La giovane era infatti la pi brava giovane che il regno o il mondo avesse mai visto e non solo nel canto, nel ballo e nella recitazione,era anche la prima donna gueriera che avesse sconfitto un drago. Musica aveva cos realizzato il suo sogno, aveva trovato l

amore e aiutato i suoi genitori, dando loro abbastanza denaro per vivere con decoro, ma, la cosa pi importante, aveva trovato l amicizia, il bene pi importante di ogni ricchezza.

FINE

LINCANTESIMO DEI SERPENTI


Testo e illustrazione di Andrea Spagnuolo Classe 1F

LINCANTESIMO DEI SERPENTI Cera una volta un principe ricco e bello che era molto invidiato dalla sua matrigna. Un giorno la matrigna, che era anche una strega, gli fece un incantesimo: tutte le volte che avesse parlato, dalla sua bocca sarebbero usciti serpenti e non parole. Il principe era disperato: intendeva sposarsi e nessuna principessa lo voleva come marito! Allora lasci il castello per cercare un modo per sciogliere lincantesimo. Dopo aver camminato a lungo, si sedette sotto un albero e si mise a piangere: non sapeva proprio cosa fare! Lo sent una fata che passava di l e gli chiese perch piangesse. Quando vide tutti i serpenti che gli uscivano di bocca, cap che era vittima di un incantesimo e gli disse che lavrebbe aiutato. Si allontan nel bosco vicino e dopo

un po torn con una boccetta e gliela consegn, dicendogli di berla per tre sere di seguito a mezzanotte, recitando la formula : Vipere, bisce, serpenti, andatevene via dai miei denti. Il principe fece come la fata gli aveva detto e la mattina del quarto giorno dalla sua bocca uscivano parole, non serpenti: lincantesimo era stato annullato! Quando si diffuse la notizia che il principe era tornato al castello e poteva di nuovo parlare, tutte le principesse fecero a gara per invitarlo alle loro feste di ballo. Egli si innamor perdutamente della principessa Fiona, la spos e vissero felici e contenti.

FINE

E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

Testo e illustrazione di Rebecca Stracchi Classe 1F

.E

VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

Cera una volta un principe ricco, bello e simpatico di nome Thierry. Il principe era triste perch era destinato a sposarsi con una ragazza di nome Lucrezia, ricca, antipatica, di cui non era innamorato. Un giorno, passeggiando nei boschi, incontr una ragazza di nome Ginevra che si era persa. Fu amore a prima vista. Insieme andarono accanto ad un ruscello e videro un cucciolo di scoiattolo, lo raccolsero e lo nutrirono. Per lo scoiattolo nascondeva un segreto: in realt era una strega di nome Rosalinda, la pi cattiva del mondo. Dopo qualche minuto si trasform in umana e disse loro

di non farsi pi vedere da quelle parti. Allimprovviso, quella notte,apparve a Thierry e Ginevra una fata. Era una fata buona, di nome Matilde, la sorella della strega cattiva, che consegn ai giovani una pozione per sconfiggere Rosalinda. Il giorno seguente rividero la strega aggirarsi per i boschi e le lanciarono subito la pozione che avevano avuto dalla fata buona. Lei scomparve per sempre. Tornato al palazzo, Thierry confess ai suoi genitori tutto laccaduto. Felici che il figlio avesse detto loro la verit, accettarono il matrimonio tra Thierry e Ginevra. Vissero cos per sempre felici e contenti.

FINE

LA RAGAZZA POVERA E RICCA


Testo e illustrazione di Benedetta Vercellino Classe 1F

LA RAGAZZA POVERA E RICCA Cera una volta una principessa bellissima che viveva felicemente nel suo castello. Un giorno una fata cattiva, che si era offesa perch era stata cacciata dalla propria casa dal re, fece un incantesimo alla fanciulla, f a c e n d o l a diventare povera. La ragazza, pensando che lincantesimo non si potesse pi spezzare, per sopravvivere si mise a fare i lavori domestici ai ricchi. Un pomeriggio, sfinita dalla stanchezza, la povera principessina si addorment e nel sogno le apparve la pi buona di tutte le fate che le disse di esprimere tre desideri. Risvegliandosi la ragazza prov ad esprimere tre desideri dicendo:Vorrei trovarmi di nuovo nel mio castello,rivedere i miei genitori e ritornare ricca.

Improvvisamente si ritrov nella sua camera, con i suoi genitori, di nuovo ricca e mentalmente ringrazi la fata buona. E vissero per sempre felici e contenti.

FINE