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Romeo Romeo il il Lato Lato Poetico Poetico della della Vita Vita

RomeoRomeo

ilil LatoLato PoeticoPoetico delladella VitaVita

Prefazione

Il Lato Poetico della Vita è costituito da sensazioni, la vita scorre, fatta di piccole cose che si susseguono e si sovrappongono, ognuno ha la sua storia, che vive dalla sua parte, anche se in contrasto con la nostra la vive nella stessa maniera, con gioie, emozioni e sofferenze. In questo libro di pensieri, osservazioni e poesie tutto si alterna, scrivendo e poetando quando le semplici parole non bastano per spiegare l'emozione .

Il pensiero puro è libero, è l'espressione di sentimenti, conoscenza e di cultura, un fatto personale che non va mai interpretato come una posizione di parte, è trasversale a tutte le ideologie, è quello che si vede per la strada camminando tutti i giorni e riflettendo quando si leggono i giornali o si sente chi ha troppe cose da dire e poco tempo per ascoltare.

Roberto Giorgi

La Spezia 11 Giugno 2012

Roberto Giorgi

alias

Romeo

Roberto Giorgi alias Romeo La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza di pensieri crea profondità.

La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza di pensieri crea profondità. La gentilezza nel donare crea amore.

(Lao-Tzu)

filosofo cinese taoista

Perché Romeo? Quando mi dilettavo in trasmissioni radio amatoriali, era abitudine diffusa di chiamarsi con un nik o con la sigla del proprio nome, per meglio farsi capire nelle comunicazioni disturbate si usava un linguaggio particolare usato ancora oggi in aeronautica, la R diventava Romeo e la G era Golf, il mio nome si era trasformato in Romeo Golf, gli amici alla radio lo hanno abbreviato semplicemente in Romeo, mi piaceva, rispecchiava la mia anima romantica e così è rimasto.

Scrivere, perché farlo?

Ho letto molte volte da diverse parti la solita frase, perché uno scrive, suona o dipinge in modo irrinunciabile, una continua ossessione nel chiudersi su di un pezzo di carta escludendosi dal circostante? Perché nonostante gli sforzi, molti che vorrebbero farlo di scelta, con tempo mezzi e passione non vanno avanti, mentre altri, nella loro povertà ed abbandono, senza nessuna scuola e senza volerlo essere riescono a scalare le vette ed alcuni ad imporre uno stile di cultura nuovo nel mondo?

Antonio Ligabue L'opera dell’artista Naïf è espressione di una creatività che non collocabile all'interno
Antonio Ligabue
L'opera dell’artista Naïf è
espressione di una creatività
che non collocabile all'interno
di correnti artistiche o di
pensiero precedentemente
dettate, segue un proprio
istinto, viaggia con la poesia
senza seguire dettami tecnici
o “filosofici” delle correnti
artistiche di moda, il pittore
Naïf dipinge per se, esprime
una visione realistica e
poetica, dando libero sfogo
alla fantasia ed accentuando le
forme e la realtà.
Nel Naif incontriamo la fusione
fra poesia e pittura, il lato
poetico del pittore immagina
forme, colori e distorsioni per
raccontare qualcosa all'anima.

Mia figlia fece un'osservazione su un suo blog, descriveva alcuni momenti della sua vita, aveva

imparato a disegnare perché quando bambina tutte le sere mi vedeva dipingere, era rimasta condizionata da una certa atmosfera familiare alla quale si erano in seguito aggiunti altri fattori emotivi che l'hanno portata ad essere oggi una brava disegnatrice. Leggendo mi posi seriamente la stessa domanda, perché dipingevo e scrivevo, quando ero bambino,

nessuno mi aveva ispirato all'arte, nella mia famiglia regnava il senso pratico, disegnare o scrivere era una perdita di tempo, una cosa da poveracci, la guida era

imperativa, “

il carretto come un somaro, gli artisti sono tutti morti

poveri e pazzi.” Ho dovuto pensare molto, ogni volta arretravo nel tempo, ma non trovavo mai la risposta, una notte d'insonnia mi portò alla soluzione, un'esperienza rimossa, dimenticata nel tempo, improvvisa era davanti, come in un film mi rivedevo bambino, seduto ad un grande tavolo scuro con i piedi che penzolavano senza toccare terra, a forza dovevo fare i compiti,

senza un motivo logico, senza un gioco, senza niente da comprendere, non riuscivo a farli ed i miei genitori

a turno mi sgridavano continuamente, in silenzio

piansi, le lacrime caddero sul foglio e sciolsero l'inchiostro, passai lentamente il dito per asciugarle, ma loro tracciavano dei disegni, ne lasciai cadere altre ed aggiunsi altro inchiostro dal pennino ritratto lentamente dal calamaio, delle immagini prendevano forma ed avanzavano fra le righe del quaderno senza

studia

se non vuoi andare a tirare

fermarsi, non erano confinate fra le doppie righe come

le

parole, erano libere di correre dove volevano.

In

quel momento tutto si chiuse, le urla erano lontane,

mi

sentivo solo in un posto piacevole, non sentivo gli

insulti di mio padre e di mia madre, cominciai a vedere immagini che non c'erano, bellissime, sorridevo, il disegno si ingrandiva ed altre forme si aggiungevano, le vedevo in quel nuovo mondo e

cercavo di riprodurle attentamente per quel che potevo con quella piccola mano inesperta.

Il quaderno ora era diverso, aveva perso quel carattere

austero, me lo tolsero, mi mandarono a forza in camera per punizione, non mi importava, avevo avuto

una esperienza bellissima, da bambino ero entrato in

un mondo incantato, in quel mondo che da sempre

accoglie tutti i bambini tristi per farli sorridere.

Tutte le volte che mi sentivo solo o ero triste mi

mettevo a disegnare o a dipingere, a 10 anni conobbi

un altro bambino che anche lui disegnava, andavo a

casa sua il pomeriggio e si dipingeva insieme, anche

lui si sentiva molto solo, i genitori non lo volevano in

casa e lui viveva obbligato dai nonni.

A 11 anni un negoziante mi vide passare mentre

tornavo a casa con un dipinto in mano, mi fermò e mi convinse a vendere per 10.000 lire, a quei tempi non avevo mai posseduto una banconota così grande, ricevevo una paghetta settimanale di 500 lire. Corsi felice a casa con quella banconota stretta nella mano, mi voltai e vidi il commerciante felice con il

mio quadro in mano, un gattino che giocava con un gomitolo di lana, lo faceva vedere ad altri suoi amici, facendo gesti sopra con la mano come per seguire le linee tracciate. In seguito ai disegni aggiungevo delle piccole frasi, inserite nella grafica stessa, con il tempo diventarono pensieri ed infine poesie, oggi non dipingo più, la vita ha spento la mia anima ed i miei colori abbandonati in una scatola di legno si sono asciugati per sempre. Ricordo sempre il mio ultimo quadro fatto in una notte, in una sfida artistica promossa dalla birreria che frequentavo, erano passati molti anni che non dipingevo, un pittore mi convinse a partecipare, mi passò la sua materia perché come disse, avevo uno sguardo che lo ispirava, all'alba il quadro era finito ed andai a dormire su una panca di legno, mi svegliarono per dirmi che avevo vinto, la vendita del quadro fu una vera asta a distanza, ma io non dipinsi mai più. Oggi scrivo quando la testa non si ferma, devo farlo per non impazzire, vivo in quel mondo che ho scoperto da bambino, un mondo dove gli altri non riescono ad entrare, guardo il mondo esterno con disinteresse, dovere ed apatia si fondono. Quando esprimo certi concetti, nessuno mi comprende, soltanto gli altri artisti mi capiscono senza dover spiegare loro niente, anche loro hanno un mondo parallelo dove vivere quando l'aria diventa irrespirabile, per altre vie hanno raggiunto la loro nuova dimensione, in comune tutti hanno soltanto un

momento di profonda tristezza e la voglia di comunicare cose che non possono o non vogliono spiegare.

Romeo

Un Naif fra futurismo e romanticismo

vogliamo (Filippo Tommaso Marinetti) … questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di
vogliamo
(Filippo Tommaso Marinetti)
questo paese dalla sua
fetida cancrena di
professori, d'archeologi, di
ciceroni e d'antiquari. Già
per troppo tempo l'Italia è
stata un mercato di
rigattieri. Noi vogliamo
liberarla dagli
innumerevoli musei che la
coprono tutta di cimiteri.
liberare

Il lato poetico della vita è parte integrante della vita stessa, è l'insieme di pensieri e di sensazioni che ci accompagnano nella nostra corsa verso momenti sconosciuti, è il momento in cui ci fermiamo smarriti in cerca di un attimo di riposo, la poesia è il ricordo che ci raggiunge quando attendiamo seduti su una sedia il nostro turno, quando sentiamo il bisogno irrefrenabile di fermare la macchina durante un viaggio per osservare i colori di un tramonto o lo

scintillare del mare, la poesia è quando cominci ad immaginare, è quando riesci a sentire tue le sensazioni di un altro che stai osservando. La poesia più bella è quando ti fermi a guardare la tua donna intensamente e provi il bisogno irrefrenabile di baciarla come se fosse la prima volta, prenderla per mano per poi rivivere quel momento lontano di quando si era solo fidanzati, prolungare dei secondi nel tempo come se fossero anni. La mia poesia è futurista e romantica, semplice e piena di colori come il naif, non si perde dietro agli infiniti sospiri, ai pianti impetuosi come fiumi a cui come invitati partecipano alberi e montagne, la poesia a momenti è dolce, a momenti è crudele e violenta, sbatte in faccia la realtà per poi sfumare nel mondo circostante, dimentica dell'accaduto. Qui non troverete le formichine che cullano i loro bambini e portano fuori i loro morti, sono tutte bruciate sul ciocco, come non troverete l'interminabile sequenza di parole tronfie e di paragoni allucinanti ai quali siamo giocoforza abituati dalla casta poetica, dalla penna non usciranno fiumi di sangue e le ali di Icaro non raggiungeranno mai il sole, chi ha il cuore spezzato muore, non continua a scrivere, la mia è una poesia semplice, diretta e comprensibile, l'ode alla natura ed al ragionamento, l'attenzione al futuro, il sentimento soppresso che cerca di farsi strada, la felicità e la meditazione si sostituiscono ai dolori ed il ragionamento alla speranza.

Anche quando la poesia celebra il dolore lo fa per conoscenza e non per compatimento, indica quello che per ipocrisia facciamo finta di non vedere, la gioia è il fine ultimo e spesso si manifesta dove è pensi non sia accessibile, è bella e non costa nulla. La poesia passa da sentieri non esplorati, chi viaggia per i mondi li descrive, come li vede e come gli altri possono comprendere ciò a cui non potranno mai dare un nome dubitando della loro esistenza. Il centro di tutto resta sempre l'amore e la donna che per sua natura lo infonde, alla donna dedico il libro, come segno di ammirazione per la sua opera e per il suo continuo sacrificio, ma l'amore si estende, occhi, corpo e mente si integrano con il cuore poetico. L'amore è universale, noi viviamo al suo interno, ma qualcosa ci è stato segretamente dedicato, come se fosse stato scritto soltanto per noi, per accompagnarci nell'esistenza, il destino ci metterà a conoscenza di fatti drammatici che coinvolgono chi non ci è vicino. Verserai una lacrima per chi non hai mai conosciuto, che per mistero chiede un briciolo del tuo amore, la riflessione è saperlo riconoscere e riconoscere la poesia con cui si presenta, un lato poetico che fa parte integrante di noi e della nostra vita, saperlo cogliere è la felicità, quella luce accecante che dissolve il buio della solitudine.

Romeo

Guarda la mia mano

Gentilmente …

ti porgo la mia mano per

guidarti nel mio mondo d'amor e di poesia, come Virgilio ti sarò guida, per non far delle poesie lapidi di un lungo e lugubre cimitero e far luce su ciò che piace e sia in ombra.

Prendila, la stringerò delicatamente, perché non vi sia inciampo, seguimi per le valli, le montagne ed i mari, viaggerai nella luce e nell'oscuro, vivrai le gioie e l'incanto, ma non sarà lesinato il dolore che tutti ci accompagna in questa effimera vita.

A voi che mi chiederete cosa mi leghi a questo invisibile ed etereo mondo risponderò:

… Voglio dipingere la realtà, nel suo mondo,

avvolta in un velo magico di mistero e di romantico. Accendere una luce su tutto quello che ignoriamo per indifferenza e fa soffrire solo chi è debole o sensibile. Voglio scardinare i lucchetti e le catene che serrano i cuori e trascinarli nudi sulla piazza perché vedano si sazino di vere emozioni.

IL BARATRO . Quanto arduo è l' equilibrio sul ponte sospeso fra realtà ed illusione,

IL BARATRO

.

Quanto arduo è l' equilibrio sul ponte sospeso fra realtà ed illusione, per l' animo d' artista

pavido del baratro, che sospeso nell' effimero d' una impalpabile vita, affronta.

(Romeo)

Il Baratro è anche lo Stige che dovremo attraversare ogni volta che entriamo ed usciamo dal mondo magico dell'Arte, perché non solo è difficile entrare, lo è anche l'uscirne e riuscire a reindossare le proprie vesti abbandonate all'esterno, molti restano

prigionieri del loro personaggio e non riescono più a tornare nel mondo materiale.

e non riescono più a tornare nel mondo materiale. Il fiore di ciliegio (sakura) è uno

Il fiore di ciliegio (sakura) è uno dei simboli classici del Giappone dal periodo Heian (794-1185), quando arriva la primavera, nella festa di hanami è celebrato da tutti i giapponesi per la bellezza effimera del fior di ciliegio, tutti si siedono sotto gli alberi ed osservano con commozione come i petali cadono dall’albero, trasportati dalla brezza primaverile, un modo poetico ed anche malinconico per ricordare che ogni vita anche se ha avuto bellezza e splendore è destinata a finire anche se giovane. Il Samurai meditava sempre sotto i fiori bianchi del

ciliegio per essere impassibile quando la morte lo avesse raggiunto.

Fiori di ciliegio

Da tempo sulla montagna se n'è andata via la neve, il candido lucente manto, dono d'Inverno si è sciolto al sole e se n'è andato in un fresco e lucente ruscello, giù, dagli scoscesi pendii, rumoreggiando fra le rocce ha raggiunto il placido fiume che si snoda nella valle, dove, dopo l'ultimo ponte lento va a fondersi nel mare.

Puntata d'azzurro e di giallo, come gocce di sole e di cielo, l'erba invita a festeggiare l'opera compiuta di Primavera, i ciliegi dai rami fioriti ricordano i pallidi fiocchi di neve che poggiavano sulle scarne dita degli alberi neri e spogli. Operose ovunque ronzano le api felici del vicino alveare impazzite dal profumo che pervade l'aria di primavera.

Fiori di ciliegio, candida e trasparente veste che nulla cela della bellezza della nuova montagna, lasciando intravedere prati e cime marmoree, l'azzurro golfo di balene e dei poeti. Fra i fiori appare la sbiadita e lontana Capraia nell'aere tersa; delicati petali, che ricordano la tua vellutata e candida pelle che osservavo la mattina quando lasciavi cadere il lenzuolo.

(Romeo)

Visioni e profumi di Primavera

Non so se sia il profumo della primavera o se sia il caldo tepore diffuso sulla pelle ma guardar donna oggi m'annebbia la mente.

Non so che cosa accada alla testa veramente ma l'ancheggiar delle fanciulle leggere e belle muove in me arcadica e dionisiaca chimera.

Prova che non per caso, ma da infinita sapienza nascer non potea si candida grazia e bellezza compagna di profumi e della rinnovata iridica flora.

Sia ch'ella agiti una fluente chioma, aurea o mora, o il passo che da silvestre dama marca con certezza, la vita è vuota se natura di tal leggiadria saria senza.

(Romeo)

La Poesia della Natura

La Natura corre danzando felice in una spirale, ogni giro riperpetua se stessa ritrovandosi un passo avanti nel tempo, nel suo giro di danza sbocciano i fiori, cade la pioggia, maturano i frutti, il sole riscalda la terra, le foglie ingialliscono e sono portate via dal vento, la neve cade formando un candido tappeto dove rimangono impresse le lievi orme della splendida dea.

Ogni cosa ha la sua importanza, nessuna potrebbe realizzarsi senza le altre ed il mondo senza il gentile apporto sarebbe un deserto triste e spoglio.

La bellezza consiste nell'insieme di tante piccolissime altre cose e le migliori immagini si formano proprio quando gli elementi che le formano sono semplici ed infinitamente piccoli basta pensare ai colori di un tramonto, dovuti a microscopici granelli di polvere, alle nubi composte da gocce d'acqua infinitesimali. Il verde dei prati è costituito da infiniti fili d'erba, tutte le piccole cose concorrono nei meravigliosi quadri, ma noi le ignoriamo, le calpestiamo convinti che le piccole cose non abbiano la minima importanza. La poesia sa esaltare anche le piccole cose, la poesia esplora anche quei mondi che tutti i giorni vediamo, ma che per nostra ignoranza non diamo loro nessuna importanza.

Goccia Dal ciel di cupo colore, goccia che d'alto scende dall'aere fino al mare, cullata

Goccia

Dal ciel di cupo colore, goccia che d'alto scende dall'aere fino al mare, cullata dolce, nel vento felice va, pel mondo, goccia che corre veloce sulla roccia pendente

cercando il gaio torrente fin al mar dalla foce chiaro fresco e giocondo. Tante, ancor più di cento gocce per l'erba verde bagnare dar color al fior che splende perché al giusto cor infonda amore.

(Romeo)

La poesia della Pioggia

Pensiamo alla pioggia come a una cosa noiosa, un qualcosa che ci obbliga a stare chiusi in casa, che limita le nostre azioni. Spesso i poeti hanno associato alla pioggia le lacrime, come se fosse un segno di sola sofferenza, il cielo che piange e si dispera, no, la pioggia è vita e speranza. Di fatto siamo incapaci di percepire che la pioggia è fonte di vita, senza di essa tutto sulla terra morirebbe, il nostro corpo è fatto anche di gocce di pioggia, come gocce di pioggia sono parole dell'anima, piangiamo per tristezza e per felicità, sono due gocce di pioggia che donano quella luce romantica agli occhi, sono gocce di pioggia le cose che passano nella nostra vita lasciando un rigo che il sole dell'amore asciugherà, sono gocce di pioggia il sudore di chi lavora per poter dare vita alla sua famiglia.

Pioggia Cade veloce la pioggia tamburellando alla finestra per richiamare l'attenzione di chi è avvezzo

Pioggia

Cade veloce la pioggia tamburellando alla finestra per richiamare l'attenzione di chi è avvezzo al sole. Cade scivolando dolcemente sul vetro appannato come le lacrime di gioia che rigarono il tuo rosato volto, di quando finita la tempesta uscirono dai tuoi occhi come segno d'incorruttibile amore. (Romeo)

Il dono dell'amore Esiste l'amore fra gli animali o è soltanto una delle prerogative umane?

Il dono dell'amore

Esiste l'amore fra gli animali o è soltanto una delle prerogative umane? Apparentemente dovrebbe essere proporzionale al grado evolutivo della specie, o dalla dimensione del suo cervello, ma i fatti sembrano darci torto, l'amore fra i mammiferi spesso è limitato ai soli figli e soltanto fino allo svezzamento, fanno eccezione alcuni fra i primati e gli elefanti, i canidi liberi hanno un amore corporativo di branco, altri domestici collegano la nostra presenza al cibo e pari passo alla cura parentale, ma ci sono delle eccezioni a dir poco

interessanti, eccezioni che si tramandano nella poesia.

Il lupo, il panda ed il tasso, fra i mammiferi, fra i

cetacei, in particolare le orche e i delfinidi, hanno un vero e proprio attaccamento per la compagna che

possiamo definire amore eterno, come esiste negli uccelli fra i pinguini, le rondini, le aquile e le sule, fra i pesci accade qualcosa di simile, noto è il pesce spada che se vede la campagna catturata dai pescatori si avvicina per farsi uccidere pure lui.

In alcuni animali la volontà di essere totalmente

attaccati al compagno è così forte che in caso di morte

di uno dei due, l'altro o non ha più legami o si lascia

morire o cerca di farsi uccidere al posto dell'amato e

in caso d'insuccesso, cerca immediatamente la morte

suicidandosi. Possiamo quindi pensare che molti animali amano più

di noi e sinceramente, rispettano sempre il compagno

mentre altri sono infinitamente egoisti o disinteressati, come nel caso del cuculo, che oltre a non avere un giorno d'amore, la femmina quando depone le uova lo

fa nel nido di un altro uccello che si prenderà cura dei

suoi piccoli in vece sua; l'amore è un dono, qualcuno

lo ha avuto, altri no.

Romeo

La Poesia ha due aspetti, uno chiuso e profondo dove si medita e si soffre in silenzio ed uno aperto a tutti, dove si trascrivono i sentimenti corredandoli di immagini che soltanto chi ha un cuor gentile può vedere.

Lu pisci spada, è una vecchia canzone di Domenico Modugno cantata in siciliano, il testo è bellissimo, pieno di sentimenti di amore e di poesia, dimenticato dai più, lo ripropongo perché una poesia di quella forza non deve essere dimenticata.

Domenico Modugno Spadara
Domenico Modugno
Spadara

U PISCI SPADA

(di D. Modugno)

Dda' è, dda' è, lu vitti, lu vitti, lu vitti, piglia la fiocina, uccidilu, uccidilu, uccidilu, uccidilu, ahhh!

E pigliaru la fimminedda, drittu drittu 'n tra lu cori, e chiangia di duluri ohi ohi ohi ahiai.

E la varca la strascinava e lu sangu ci curriva, e lu masculu chiangiva, ohi ohi ohi ahiai.

E lu masculu paria 'mpazzutu cci dicia "Bedda mia nun chiangiri, bedda mia nun chiangiri dimmi a tia chi haiu afari".

Rispunnia la fimminedda, cu nu filu, filu e vuci:

"Scappa, scappa amuri miu, ca sinnò t'accidinu!"

No', no', no', no', no', amuri miu, si tu mori vogliu muriri 'nsemi a tia, si tu' mori amuri miu vogliu muriri.

Cu un sartu si truvau cu issa cucchiu cucchiu, cori a cori e accussì finiu l'amuri di du' pisci sfurtunati.

(Grida dei pescatori) Dda' è, dda' è, lu vitti lu vitti, lu vitti, c'è puro lu masculu, piglia la fiocina, uccidilu, uccidilu, uccidilu, ahhh!

Chista è la storia

d'un pisci spada

storia d'amuri.

Il Valore Spirituale delle altre Creature

Il Valore Spirituale delle altre Creature Noi pensiamo agli animali come ad un qualcosa che sia

Noi pensiamo agli animali come ad un qualcosa che sia a nostra disposizione, sulle Scritture è scritto chiaramente, sono a disposizione dell'umanità. Ma cosa si cela in quelle poche parole sfuggenti che hanno portato a mille male interpretazioni; mettere un qualcosa a disposizione, non indica mai di poterla distruggere, neanche dispregiarla, avere qualcosa a disposizione indica una profonda consapevolezza ed una grande responsabilità per il bene affidato. Gli animali si sono adeguati alla natura, l'uomo ha adeguato la natura a se stesso dimenticandosi che anche qualcun altro ci viveva e adesso sta morendo per sua colpa, ma la natura sconvolta un triste giorno farà male anche a colui che l'ha ripetutamente

violentata.

Il Cantico delle Creature è un testo dalle molteplici valenze, il più antico della letteratura italiana ed anche i primo che eleva gli animali, le piante e le cose a dono divino per la loro purezza, un dono che contiene ancora l'essenza del Creatore.

Cantico delle creature

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:

in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua. la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte:

ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore et sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace, ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare:

guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.

(Frate Francesco d'Assisi)

Nella poesia di Francesco d'Assisi. il tutto viene rispettato, è una delle prime comprensioni olistiche dell'armonia, se tutto esiste, lo è perché armonico, solo una mano infallibile poteva avere costruito tutto

quello che ci circonda, questo associa la natura alla perfezione di Dio, violarla o modificarla, indicava anche violare il pensiero supremo e cercare di sostituirsi a Dio ritenendosi superiore.

Spesso è stato discusso se l'opera sia poetica, il suo alto valore morale e storico letterale l'ha sempre collocata in un limbo inaccessibile ai commenti, per me invece è proprio carica di sublime poesia, una poesia illuminata che trascende dal tempo. Oggi vediamo la validità profetica dell'opera, in un mondo morente, una umanità in decadenza dovrà velocemente comprendere cosa sia un equilibrio e che cosa possa accadere se violato, prima di raggiungere la linea del non ritorno.

Zai il mio cane, un cuore coperto di peluche "Io non amo la gente perfetta,

Zai il mio cane, un cuore coperto di peluche

"Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. A loro non si è svelata la bellezza della vita."

(B. Pasternak)

Il mio cane

Il mio cane non scrive, mai una rima, mai una frase d'amore. Non ha dita lunghe per stringere una penna ma ha un cuore grande con inchiostro rosso.

Il mio cane non parla, mai un verbo mosso mai a filastrocca o ad una nenia accenna, ha un suono per gioia, uno per dolore ma ha grandi occhi con vive parole.

Il mio cane osserva, agita la coda, se vuole, trasmette immobile il suo pensiero comunicatore, ti chiede, perché non senti la sua voce perenna, perché non leggi che per te, di solo amore vive.

(Romeo)

L'Amore a 4 zampe L'amore degli umani non ci riempie, nella nostra continua ricerca comprendiamo

L'Amore a 4 zampe

L'amore degli umani non ci riempie, nella nostra continua ricerca comprendiamo che anche in chi non fa parte della stessa specie, esiste l'amore, un amore diverso, semplice e sincero, un amore che non conosce il tradimento e che mette spesso la sua vita a disposizione di chi ama e vuol proteggere. Adottare un cane richiede molta riflessione, amore per gli animali a parte, bisogna fare il punto su che stile di vita portiamo il nostro amico, spazio, compagnia, affetto e disponibilità sono la base, poi c'è il resto, il nostro piccolo amico soffrirà a causa della nostra vita

convulsa e della nostra assenza? La capacità comunicativa nel cane è sopra alla nostra immaginazione, il cane riconosce l'espressione facciale, il tono di voce, il battito cardiaco e una anomala produzione di adrenalina ed altri ormoni, osserva minuziosamente i nostri movimenti e cerca il momento giusto per attirare la nostra attenzione, per rendersi partecipe e portatore di felicità alla famiglia .

Quale atteggiamento noi dobbiamo usare? …

rapporto padrone schiavo, troppo comune, non è l'ideale, anche gli altri esseri viventi devono vivere serenamente la loro vita e confidare nel futuro senza doversi sentire degli ergastolani in cerca di capire quale sia la colpa da espiare; se uno può, dovrebbe proporre il rapporto direttore d'azienda e collaboratore familiare, facile a parole, ma lontano nei fatti e dalla realtà, dal momento che usiamo il nostro cane come capro espiatorio delle nostre insoddisfazioni, quando siamo adirati o insoddisfatti è sempre lui a farne le spese e raramente lo ringraziamo quando lui fa tutto per noi, per renderci felici.

Il

A me è capitato l'opposto, un cane collie femmina di veneranda età e un po malandata, mi aveva scelto come padrone, si piazzava davanti alla porta di casa fino a quando non entravo e si riposizionava sempre li davanti quando intuiva che sarei riuscito, qualche volta la facevo entrare e lei dopo lunghi scodinzoli di

ringraziamento si piazzava sul tappeto di sala per le grandi dormite, si spostava vicino al tavolo del compiuter quando lavoravo per sentirsi vicina, in silenzio mi guardava lavorare, non faceva il minimo rumore, tale era la paura di creare disturbo ed essere buttata fuori. Chicca non era un cane abbandonato, un padrone di fatto lo aveva, ma non aveva nessuna attenzione per

lei, un po di avanzi di cucina e poi la notte rinchiusa

nel pollaio, mai una carezza o una parola, mai un

gesto di affetto, eppure lei non se ne era mai andata, la

famiglia non la amava ma era pur sempre la sua famiglia e lei fedele restava. Sporca e dimagrita fino alle ossa, puzzolente ed affamata, dal passo dolente, ma con uno sguardo che implorava amore, non era importante da dove arrivava, lo avrebbe accettato da chiunque ne avesse avuto una briciola da dare. Il padrone la reclamava la sera, ma lei non voleva

andare, abbandonare il caldo tappeto per dormire sulla nuda e fredda terra del pollaio, con uno sguardo sofferente sembrava sempre dirmi: " Pensaci tu non ho più nessuno che mi ama". Una sera al ritorno la vidi sdraiata, immobile sulla stradina davanti alla casa, era la prima volta che non

mi salutava al ritorno, non lo avrebbe mai più fatto.

nel cuore?

Perché devo proferir parola se mi leggi

Nel tuo cuore leggo le parole, vedo le immagini.

nelle tue parole

Il Cane

Mi guardi con quegli occhioni neri vuoi parlarmi non un suono sospiri ti ristendi sul tappeto il fuoco acceso. la notte un vero amico, il mio cane

(Romeo)

Sguardi fuggenti Mi guardi mentre io incantato ti guardo, aspetti con ansia una sola parola,

Sguardi fuggenti

Mi guardi mentre io incantato ti guardo,

aspetti con ansia una sola parola, come io la sto aspettando tremando da te. Volere essere i primi rompendo l'attesa, voler gridare ascoltando in silenzio i propri sentimenti che ora spingono

per uscire rapidi dalla mente e dal cuore.

Momento magico fuori dal tempo magia che tutto l'intorno ferma incontenibile felicità che si sprigiona in un solo istante per essere eterna.

.

(Romeo)

Un uomo quando incontra una bella ragazza certamente la guarda, un pensierino sicuramente lo fa, poi ritornerà a quello che stava facendo, qualcuna rimane impressa nella mente, la rivediamo nei sogni molto tempo dopo, si riaffaccerà più volte nei pensieri, non tutte le donne sono uguali per un uomo, alcune passano, altre restano ed altre diventano delle irraggiungibili divinità. Accade anche che quando si sta facendo una conquista, le cose improvvisamente si ribaltano, in uno sguardo tutto cambia, in quegli occhi profondi nei quali ci stiamo specchiando avviene una grande magia, siamo presi da una forza irrefrenabile, stiamo per sprofondare il quei dolci e profondi laghi di cristallo colorato, il cuore palpita forte, il respiro si fa corto e veloce, la mente sopraffatta vacilla. Nel nostro profondo vogliamo abbracciarla e stringerla fortissimo, baciare quelle labbra che sono immobili socchiuse in un accenno di sorriso, ma ci manca il coraggio, speriamo che sia lei a farlo per prima, ma ci accorgiamo che anche lei in quel momento vive la stessa situazione, è un incanto, presto si romperà se non siamo capaci di agire e tutto o finirà o non avrà quella forza di prima. Ora sai che hai un solo istante perché tutto sia eterno, un solo istante di coraggio per dirle che la ami, tutto di un fiato, con un appassionato bacio.

Chi non ha mai amato non ha mai vissuto!

(Oscar Wilde)

Imprinting d'amore

Imprinting d'amore Una cosa che spesso ci domandiamo, come sarà il nostro nuovo amore, cosa ci

Una cosa che spesso ci domandiamo, come sarà il nostro nuovo amore, cosa ci colpirà, che cosa ci farà smuovere desideri e passioni chi ci farà innamorare. Siamo noi che ci innamoriamo o è l'altra, pronta a travolgerci nella irrefrenabile passione? Ci sono periodi in cui si è in ricerca del nuovo amore, per solitudine o per bisogno d'affetto o semplicemente per necessità fisiologiche, ma ci sono anche altri in cui ci sentiamo sicuri da nuovi innamoramenti, momenti di felice vita coniugale o di profondo giuramento di non rifarlo mai più, ma invece no,

accade l'imprevedibile, un'anima lieve compare all'orizzonte, uno sguardo che si fissa per alcuni secondi e cupido ha tutto il tempo di caricare il suo arco e di fare centro con la sua infallibile freccia. Cosa è accaduto, torniamo a casa sconvolti, non sarebbe mai dovuto succedere ed invece è successo, non dormiamo sereni la notte, pensiamo al nuovo/a arrivato/a più che a noi stessi ed a quanto dobbiamo fare, cerchiamo di dimenticare, ci imponiamo di dimenticare, ma la sua immagine è sempre presente, compare ogni volta che chiudiamo gli occhi e sempre nella stessa maniera, raramente in altre. L'amore, l'antico mistero che da tempi immemorabili si rinnova e travolge chiunque incontra sulla sua strada, ci fa sognare, ci fa disperare, ponte fra il normale e l'infinito, confine fra la vita e la morte,

ispira pittori e poeti, tramanda ai posteri persone note soltanto perché innamorate o morte per amore.

Ci dovevamo incontrare, era il destino, ci

conoscevamo da sempre, è bastato guardarsi, dentro queste parole si cela il mistero ed è proprio qui che comincerà la nostra indagine. Esiste un fenomeno che si chiama imprinting, un odore, una sensazione tattile, un suono o una immagine preregistrata nella nostra mente o

registrabile nei primi tempi della nostra vita che agirà

da chiave di consenso per un qualcosa che ci

coinvolgerà, questo potrà formarsi in tre modi diversi, alla nascita, al primo contatto, al soddisfacimento di

un bene primario o che interpretiamo come tale. La perfezione fisica e la perfetta simmetria, la capacità di emergere dalla mischia, sono le caratteristiche che cerchiamo nella nostra metà come imprinting dalla nascita, sono i criteri di scelta giovanili destinati a mutare con il tempo, basta una pettinatura, un vestito, vincere qualcosa, cantare, recitare o essere semplicemente riconosciuto come il dritto della compagnia ed il gioco è fatto.

Il primo caso prettamente estetico, porta con se un imprinting di forza d'impatto privo di forza duratura e con una debole resistenza agli eventi negativi, per riemergere quando si presenta una seconda opportunità, che rifiutiamo di ritenerla uguale. Nel secondo caso, le caratteristiche dei familiari possono influenzare le scelte, ad esempio la tendenza femminile di scegliere uomini maturi come proiezione paterna o con caratteristiche fisiche o comportamento

di

qualcuno che le è stato vicino in momenti difficili,

lo

stesso nei maschi che hanno avuto un attaccamento

quasi esclusivamente materno e cercano nell'amore una nuova mamma che li accudisca. La terza è il soddisfacimento di un ideale o di un

bisogno, un'immagine consolatrice, qualcuno che ci

ha riempito di regali ed attenzioni, o che ci è stato

vicino, un soggetto che ha manifestato un senso del dovere e di serietà, o cerchiamo di rivestire le stesse nostre caratteristiche nell'altro nella speranza che tutto si perpetui, fino a quando tutto cada come le

foglie in autunno. Per questioni lavorative di mio padre, mi sono ritrovato solo fin da bambino, lontano da zii e cuginetti e parenti vari, unico bambino del palazzo, lontano dai compagni di scuola perché abitavo quasi in periferia, mi consolava la solitudine la lettura di libri e fumetti della Disney, rimasi colpito da Trilly, era silenziosa e tenuta in disparte, cercava qualcuno a cui stringersi e comunicava soltanto ad espressioni con quegli occhi dolcissimi di cerbiatta, era la donna che ti voleva, non quella a cui non interessavi e cercavi di farle la corte, col tempo mi resi conto che le ragazze con quelle caratteristiche mi attiravano in modo irresistibile, bastava la stessa pettinatura o quello stesso atteggiamento, gli occhi azzurri da cerbiatta ed io non vedevo altro che quella ragazza che trovavo sempre irresistibile, con il tempo la cosa si è assopita, ma è bastato ritrovarla come mascotte in alcuni siti e la simpatia si è manifestata irresistibile.

Romeo

si è assopita, ma è bastato ritrovarla come mascotte in alcuni siti e la simpatia si
Cerca una stella Questa nera e lunga notte guarderò pensieroso al cielo, cerca anche tu

Cerca una stella

Questa nera e lunga notte guarderò pensieroso al cielo, cerca anche tu una stella per fissarla intensamente. La troverò cercando attentamente nella miriade del firmamento, sarà quella che ancora brilla del tremulo argenteo riflesso della luce dei tuoi occhi.

(Romeo)

La distanza è un vento che spegne le piccole fiamme e scatena gli incendi quando le fiamme sono grandi. Due persone che si amano ed in quel momento non possono vedersi, vivono un amore di felicità e dolore, sono presi dalla malinconia e cercano in qualunque cosa l'immagine amata, i puri guardano in alto, volgono lo sguardo al cielo invocando un segno divino, sanno che anche l'amato farà la stessa cosa, se guarderanno nello stesso punto i loro pensieri si uniranno.

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Che cosa ha in se un bambino appena nato?, …. non ha forza ne bellezza, non parla e non ascolta, ma attira la tua attenzione, è la poesia e l'amore, è la natura, è la vita che si perpetua all'infinito, una parte di te che è indissolubile con quella della tua donna, è il frutto dell'amore al quale hai permesso la vita.

Prendi fra le mani quella piccola creatura senza peso, hai paura di danneggiarla con il tuo solo respiro, le sorridi in attesa di una immancabile risposta, sai che crescerà, sarà il bambino con cui potrai giocare, la speranza che possa portare avanti le tue idee ed i tuoi insegnamenti, è la tua immortalità.

Sei padre Guardi quel piccolo essere che inerme s'agita e sorride che non riesce ad

Sei padre

Guardi quel piccolo essere che inerme s'agita e sorride che non riesce ad alzare la testa ma che forte serra con il pugno ciò che per lui è un enorme dito.

Pensi a come presto crescerà ai giochi che potrai fare con lui, pensi che diventerà grande e forte che avrà il successo ai suoi piedi, raggiungerà veloce mete lontane.

Sai che un giorno se ne andrà, proiettato in imprese a lui future dimentico delle cose del suo passato, come una freccia che ha lasciato la corda e veloce, scomparirà all'orizzonte.

(Romeo)

Quando nasce un figlio pensiamo che resterà legato a noi per sempre, ma la sua tendenza sarà quella di allontanarsi ogni giorno di più, presto lo vedremo scomparire all'orizzonte senza voltarsi. Cercare di trattenerlo vicino a noi è soltanto egoismo, un egoismo che lo ucciderà lentamente privandolo del carattere e del senso di avventura, rischierà di essere un fallito per tutta la vita se ora lo limitiamo. Incoraggiamo il figlio alla sua indipendenza ma dandogli la necessaria consapevolezza, sviluppando i suoi lati migliori e facendolo meditare sui peggiori, quando se ne andrà sapremo che avrà i mezzi per vincere tutte le situazioni e perpetrare la vita .

L'Amor caduto Desider d'amato, non luce d'amore questo il dardo infido, intinto nel venefico otre,

L'Amor caduto

Desider d'amato, non luce d'amore questo il dardo infido, intinto nel venefico otre, giudizio sul vinto, che silenzioso fende l'air fino al core.

Alla fonte di Narciso Amor muore, illuso fanciullo nelle mani di Ade

più non vola, nell'inconsistente cade colpito da profondo dolore.

Chiusi son gli occhi del dio minore a nulla è valsa la sua fama ei giace, riverso, colpito da lama, dove Ego è tonante, Amor muore.

(Romeo)

In realtà siamo innamorati di noi stessi, cerchiamo nell'altro colui che ci celebri, che ci faccia sentire importanti, ma non diamo niente o poco in cambio, il suo amore è cosa dovuta, fino a quando la fiamma non alimentata muore inevitabilmente.

Quante cose si vedono nella giornata, quanti pensieri si formano nella testa, un attimo di vita intenso che sfuma nella mente fino a scomparire lentamente. Ricordarlo per tempo e trascriverlo in poesia da qualche parte è importante per non perderlo, per condividere le proprie sensazioni, per donare un sogno a chi la vita glieli ha tolti e fare rivivere l'amore nei sogni per farli poi sublimare in realtà.

(Romeo)

Sentiero Il sole accecante ed immobile nel paradisiaco azzurro chiaro screziato di rade e candide

Sentiero

Il sole accecante ed immobile nel paradisiaco azzurro chiaro screziato di rade e candide nubi alto ed imperturbato sta. La dolce campagna si perde al confine dei colli alberati dove la terra incontra il cielo, lo stretto sentiero di snoda fra il giallo dei campi di grano il rosso puntato dei papaveri ed il verde fiorito delle ginestre. L'aria è immobile

calda da rallentare il respiro, gli ulivi dai radi rami che velano il paesaggio al passaggio dello sguardo rendendo uniche e naif le morbide colline toscane, paiono nascondere alla vista le candide case dai tetti rossi dalle piccole finestre squadrate che si aprono sopra le arcate che costeggiano l'aia. Il pollaio silente la gallina accovacciata alla rete fissa con l'occhio immobile l'intruso nel suo mondo. Il canto della rumorosa cicala incessante rompe il silenzio, cammino sul lungo sentiero pietroso che si snoda fra la stoppia polverosa. (Romeo)

Il linguaggio dell'amore è un linguaggio segreto e la sua espressione più alta è un abbraccio silenzioso

( Roberto Musi)

Il Dente di Leone

Pensando alle cose reali della natura, ci rendiamo conto che il mondo è effimero, come lo siamo noi, spesso anche i nostri sentimenti sono effimeri, giuriamo cose eterne, ma eterni non siamo. Sentimenti e giuramenti che hanno per incarico di trasportarci nel tempo anche dopo la nostra morte non godono di una vita eterna, il nostro atteggiamento accorcia ancora la loro vita fino a farli morire prima ancora che possano avere dato prova della nostra maturità. Se un velo di tristezza c'è quando muore un corpo, lo stesso può esserci quando a morire è l'anima, che se ne va leggera trasportata dal vento, senza un minimo rumore, senza che si riesca ad esprimere dolore. Intorno si vede solo indifferenza, si finisce per abituarsi e tutto diventa indifferente, perde importanza anche un bacio se ha la leggerezza di una piuma.

Nella vera poesia le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di

Nella vera poesia le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi

(Benedetto Croce)

Il Dente di Leone

penso alla leggerezza delle cose, alla vita ora effimera ed eterea agli instabili buoni propositi, alla fantasiosa misericordia.

Penso a quanto poco vale la parola, quanto vano e labile è l'impegno alla perdita silenziosa dell'anima fra le fitte nebbie dell'indifferenza.

Un leggero soffio sul dente di leone e l'insieme dei semi si spande, ogni ombrello prende la sua strada incerto e leggero vola nel vento.

Penso al viaggio senza meta trasportato dalle variabili correnti di tutto ciò che sembra ma non è, al bacio di donna che vola su una piuma.

(Romeo)

Occhi di donna Occhi azzurri come il cielo, verdi come lo smeraldo marroni come la

Occhi di donna

Occhi azzurri come il cielo, verdi come lo smeraldo marroni come la corniola, occhi chiari come l'acquamarina scintillanti come diamanti. Occhi di donna, occhi gioiosi, languidi e profondi, grandi da tuffarsi da perdersi come nel mare, dove cullarsi la notte

quando fuori fa freddo ed il fuoco divampa nel cuore. Lampi di gioia e di furore lampi d'amore occhi di gatto e di pantera, occhi che chiedono e che ringraziano per un attimo fuggente d'amore.

(Romeo)

La vera arma delle donne sono gli occhi, ti possono incantare come fece la maga Circe, ti possono pietrificare come fece Medusa. Con lo sguardo Venere infondeva amore, in tutte le creature che voleva, occhi che sembrano deboli, ma in realtà ti catturano in un solo istante cambiando per sempre la tua vita.

Cosa è un bacio? …

Cyrano

Ma poi cosa è un bacio? Un giuramento fatto un poco più da presso, un più preciso patto, una confession che sigillar si vuole, un'apostrofo roseo messo tra le parole"t'amo"; un segreto detto sulla bocca, un istante d'infinito che ha il fruscio di un'ape fra le piante, una comunione che ha gusto di fiore, il mezzo di potersi respirare un pò il cuore e assaporarsi l'animo a fior di labbra

(Rostand)

Labbra socchiuse Sei nata bella da baciare sei nata calda da amare, sorridente ami la

Labbra socchiuse

Sei nata bella da baciare sei nata calda da amare, sorridente ami la vita felice vivi con la gente.

Sfiori la pelle con le dita e dal profondo senti ardente

salire lenta e gaia l'emozione, nella mente una forte tentazione.

La voglia sempre grande di partire per terre sconosciute e lontane senza avere il tempo di dormire vuoi gioire per intere settimane.

Vuoi avere una grande borsa da riempire sempre di corsa con tanti colorati vestiti, l'immancabile rossetto.

I tuoi sogni ed i tuoi miti, qualcosa caldo per il letto, ancora c'entra un sorriso per illuminare il tuo viso.

Sei bella, nella danza veloce melodia ed incanto è la tua voce

fuoco di passione le tue labbra socchiuse in un eterno sogno d'amore.

(Romeo)

La poesia come tutte le arti richiede anche una dose di follia, una dote della natura che permette di osare oltre i propri limiti, di esplorare dove tutti hanno sempre asserito che non vi fosse nulla. La follia si impadronisce dei cuori quando sboccia l'amore, la follia ci rende impazienti e ci fa azzardare, vediamo pericoli dove non sono, scatena la gelosia, compagna della follia. Il folle inizia un viaggio mistico che lo porterà alla conoscenza, con l'animo bambino attraverserà il mondo alla ricerca della ragione di se stesso, cercherà consiglio soltanto da chi sentirà folle più di lui. Non bisogna comunque confondere la follia con la stupidità, anche se la stupidità spadroneggia fra scrittori e poeti, non porterà a nulla, lo stupido riempirà i fogli di parole tronfie e vuote, si sente forte.

Don Chisciotte Quello che voglio fare è una cosa grande non mi rivolgerò a non

Don Chisciotte

Quello che voglio fare è una cosa grande non mi rivolgerò a non umano per consiglio neanche ascolterò colui che visse da coniglio. Non andrò ad omaggiar il papa nelle sue lande ne chiederò udienza al polveroso re scartoffia. Vagherò alla ricerca del sepolcro dimenticato dell'impavido cavalier del vento che soffia che l'ideale fuse con la gloria ardore del creato. Di Don Chisciotte voglio l'infantile pazzia e dallo scudiero chiederò la canuta pazienza Perché non certo la comune ragione sia la via che cambia'l mondo senza mai lasciar uomo senza,

ma il sacrificio di colui che dentro l'alma vede il tentacolare mostro nemico d'Arte e di Poesia che sparge sangue e svuota'l cor a chi non crede che nell'amore si trova giustizia per chiunque sia.

(Romeo)

In tutti noi alberga un filo di follia, è quello che ci da lo slancio nella felicità, che ci fa correre per primi ad abbracciare l'amato, che ci fa intraprendere i viaggi e tutte le nuove avventure, se questo mancasse, saremo grigi e tristi, la noia ci consumerebbe fino a far scaturire la pazzia.

Ci sono dei momenti in cui perdiamo la fiducia in noi

stessi, in pochi istanti tutto quello che abbiamo fatto in anni di lavoro e di sincero amore s'infrange.

Ci rendiamo conto di essere impotenti,

improvvisamente inutili e deleteri, non abbiamo visto, non abbiamo sentito, accecati da una inutile sentimento, abbiamo lasciato le porte aperte al destino. Hai perso i tuoi poteri, nessuno ti segue e nessuno ti attende, solo tu devi attendere se ancora credi, una lunga attesa che con il tempo diventa attesa di morte, ma vivi perché è la speranza l'unica che non vuole morire.

Waiting Attendo. Paziente, animoso, nella speranza attendo. Rivedere l'azzurro del cielo negli occhi sorridenti

Waiting

Attendo.

Paziente,

animoso,

nella speranza attendo.

Rivedere l'azzurro del cielo

negli occhi sorridenti

che ho visto soltanto nei sogni.

Ricorrenti.

Attesi

eterni,

da quell'ultimo giorno

che ti vidi allontanare

senza mai voltarti.

Pregai per un cenno,

uno sguardo

un timido saluto.

Il buio,

il silenzio

il lungo inverno

la morte che lenta s'insinuava

mordendo l'anima

ma rifiutando il corpo.

Errante

vagabondo

assente

paralizzato nei sentimenti

riattendevo la primavera,

un colpo di sole caliente

nell'azzurro infinito

di quegli occhi che mi fissavano

pieni di reciproco amore

di una figlia fortemente voluta.

(Romeo)

Silenzio Silenzio tieni ferma la notte, non lasciarla sfuggire dietro l'astro d'argento fa che io

Silenzio

Silenzio tieni ferma la notte, non lasciarla sfuggire dietro l'astro d'argento fa che io senta il suo respiro in eterno sulla mia pelle.

(Romeo)

Il futurismo stanco delle lagne poetiche

Il poeta si diverte, pazzamente, smisuratamente! Non lo state a insolentire, lasciatelo divertire poveretto, queste piccole corbellerie sono il suo diletto. Cucù rurù, rurù cucù, cuccuccurucù!

Cosa sono queste indecenze? Queste strofe bisbetiche? Licenze, licenze, licenze poetiche! Sono la mia passione.

Farafarafarafa,

tarataratarata,

paraparaparapa,

laralaralarala!

Sapete cosa sono? Sono robe avanzate, non sono grullerie, sono la spazzatura delle altre poesie

(Palazzeschi 1910)

Il futurismo attraversa quasi 30 anni del primo '900, una rivolta contro un metodo poetico che perso ogni aspetto del dir qualcosa, si rigira a vuoto nelle forme, la poesia precedente è un insieme di paroloni di difficile interpretazione, incomprensibile alla comune gente, è poesia di salotto, nega la comprensione a chi ha un semplice cuore per donarsi a chi ha un cuore di latta. Condita da voli assurdi fatti passare come licenza poetica, alla poesia manca il contenuto, la morale e quel che è peggio è priva di un nesso con la vita moderna, il mondo è cambiato, ma la poesia è ancorata al classico andato. Il futurista non vuole perdere tempo in sogni, quando il progresso sta portando delle realtà, sull'onda di un nuovo fervore che porterà poi alla guerra, il futurista cerca l'uomo che sia uomo, non evoluto da un bambino vissuto fra le fiabe, ma da un bambino avvezzo alla realtà, al gioco con giocattoli taglienti e pericolosi. In seguito la corrente si affina nelle tre fasi futuriste fino a concludersi con la svolta ermetica di Ungaretti. Si apre la poesia dell'emozione, delle acrobazie aeree, dei motori e dei palombari, vengono scritte odi ai combattenti della X mas, si sposta il concetto dal poeta che si rode l'anima a quello dell'amore per la libertà e per le emozioni pure della corsa e delle azioni da eroe. Questi ultimi elementi costituiscono la traccia su cui

poi passa la mia poesia naif neoromantica rendendola diversa da quella alla quale siamo da tempo abituati. Un concetto simile lo troviamo in Battisti, come “Emozioni” e “Motocicletta” e nell'aspetto disilluso di Dalla in “Piazza Grande” e “Disperato erotico stomp” poi, nel sarcastico “L'anno che verrà”.

LA CELLULA

Vita, erculeo sforzo dell'infinito, contro il silenzio, contro le tenebre.

Vita, schiena gigante che come Atlante reggi il macigno duro e perverso dell'universo.

Cellula, raggio d'oro che fori il cielo, che squarci il mare, che apri la terra, guerra anelante, eterna, contro la quiete che avvolge d'ombre i moti e le speranze. Odo il tuo rombo che si propaga in ogni strada, giallo, violaceo, come un igneo metallo che svampa e stampa linee d'amore,

e zone di sogni nuovi.

Cellula, giunge a te un canto sul vento indomabile? Giunge con onda leggera un'ala di tersa preghiera? Sono gli uomini vestiti

di nuova tenacia,

d'originale volere, sono le schiere acute che rompon le storie e le glorie delle ere passate E Te pregan con tumulto infinito:

"Nel rito di generazione

fa, o cellula, che tutto sia puro,

e

rombi solo nel sangue

e

balzi sol nella Idea,

l'unico delirio che crea, l'adorazione immensa del Futuro".

LUCIANO FOLGORE Da "Il Canto dei Motori" (1912)

Il

futurismo si affina, il rude linguaggio bellico ritrova

il

linguaggio classico, si cita all'inizio il dio Atlante

che sostiene il mondo, per transitare dal poetico

romantico:

Cellula,

giunge a te un canto

sul

vento indomabile?

Giunge con onda leggera un'ala di tersa preghiera?”

poi concludere

l'adorazione

immensa del Futuro. ”

Da

piccolo mi dilettavo con le piccole costruzioni

meccaniche, il Lego ed i plastici ferroviari, crescendo

mi ero dedicato alla costruzione di alianti in legno e

carta, al piccolo chimico ed ai primi circuiti a transistor, mal sopportavo quell'obbligo di imparare a memoria poesie come Rio Bo che ritenevo stupide, mi ripresi da quello che sarcasticamente da ragazzo chiamavo “L'ode alla demenza” quando con il

progresso degli studi conobbi l'illuminismo e la poesia francese fino al futurismo in modo soddisfacente. Queste cose si sposavano bene con la passione per i motori e le corse, e per le intense emozioni nel bene e

nel male dei poeti maledetti e degli scapigliati, tutto si

fuse all'amore per la natura e per gli animali, oltre a quel senso mistico che avevo per la donna in pittura.

Anni 70

Lucio Battisti e Lucio Dalla Musica e poesia
Lucio Battisti
e
Lucio Dalla
Musica e poesia

Emozioni

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare

e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare un sottile dispiacere

E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire

dove il sole va a dormire

Domandarsi perche' quando cade la tristezza

in fondo al cuore

come la neve non fa rumore

e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere

se

poi e' tanto difficile morire

E

stringere le mani per fermare

qualcosa che

e' dentro me

ma nella mente tua non c'e' Capire tu non puoi tu chiamale se vuoi

emozioni

tu chiamale se vuoi

emozioni

Uscir dalla brughiera di mattina dove non si vede ad un passo

per ritrovar se stesso Parlar del piu' e del meno con un pescatore per ore ed ore per non sentir che dentro qualcosa muore

E ricoprir di terra una piantina verde

sperando possa nascere un giorno una rosa rossa

E prendere a pugni un uomo solo

perche' e' stato un po' scortese sapendo che quel che brucia non son le offese

e chiudere gli occhi per fermare qualcosa che

e' dentro me

ma nella mente tua non c'e' Capire tu non puoi tu chiamale se vuoi

emozioni

tu chiamale se vuoi

emozioni

(Lucio Battisti)

Piazza Grande

Santi che pagano il mio pranzo non ce n'è sulle panchine in Piazza Grande, ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n'è.

Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me, gli innamorati in Piazza Grande, dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io.

A modo mio avrei bisogno di sognare anch'io.

Una famiglia vera e propria non ce l'ho

e la mia casa è Piazza Grande,

a chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho.

Con me di donne generose non ce n'è, rubo l'amore in Piazza Grande,

e meno male che briganti come me qui non ce n'è.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io.

Avrei bisogno di pregare Dio.

Ma la mia vita non la cambierò mai mai,

a modo mio quel che sono l'ho voluto io

Lenzuola bianche per coprirci non ne ho sotto le stelle in Piazza Grande,

e

se la vita non ha sogni io li ho e te li do.

E

se non ci sarà più gente come me

voglio morire in Piazza Grande, tra i gatti che non han padrone come me attorno a me.

(Lucio Dalla)

Queste canzoni insieme ad altre hanno contribuito a sviluppare un senso romantico ed una ricerca costante delle sensazioni, un occhio attento alla vita che circonda e alla passione di girovagare per il mondo alla ricerca di nuove emozioni.

L'adolescenza passata con la chitarra in mano a suonare in piccole feste fra amici in casolari di montagna, nelle piazze delle chiese cittadine e sulle spiagge la notte alla luce di un fuoco. Le ragazze in circolo che cantavano felici, la poesia era parte della vita di quei tempi spensierati dove le uniche preoccupazione erano i voti a scuola e come mettere un litro di miscela nella vespa.

quei tempi spensierati dove le uniche preoccupazione erano i voti a scuola e come mettere un

Si risolve ben poco con la mitraglia e col nerbo. L'ipotesi che tutto sia un bisticcio, uno scambio di sillabe è la più attendibile. Non per nulla in principio era il Verbo.

(E.Montale)

A Waterloo si congeda l'onore

Napoleone Bonaparte Pierre Cambronne
Napoleone Bonaparte
Pierre Cambronne

Nel 1815 a Waterloo si combatté l'ultima battaglia dove l'onore e la lealtà erano cose indiscusse, i soldati nelle loro divise sgargianti per meglio mostrarsi al fuoco nemico, offrivano il loro petto al fuoco in

marcia allineati e a testa alta.

La guerra aveva le sue ferree regole di cavalleria, non

si poteva colpire a tradimento, gli eserciti sostavano

un certo periodo di tempo schierati di fronte l'uno all'altro per dare l'opportunità di organizzarsi, di trattare, oppure ritirarsi se i comandanti ritenevano lo scontro impari e disonorevole. Fra un assalto e l'altro, si concordavano delle tregue per soccorrere i feriti e portare via i morti senza che nessuno ne approfittasse per compiere scorrettezze o avvantaggiamenti. I traditori ed i vigliacchi, venivano immediatamente

fucilati per salvare l'onore di tutta la nazione davanti

al nemico, mentre i prigionieri venivano nutriti e

curati nelle possibilità del caso, mentre nessuno mai pensava di usarli come ostaggi, nella prigionia venivano concessi privilegi comparabili al rango. Napoleone poteva ritirarsi, aveva compreso che la sua artiglieria non poteva avere effetto sul campo bagnato, ma ordinò l'attacco pur sapendo che aveva perso. L'ultimo ordine fu “ La garde à le feu!”, partì l'ultimo attacco per onore alla nazione, i generali inglesi intimarono la resa al grido «Granatieri, arrendetevi!» ma Pierre Etienne, organizzato il quadrato, rispose «La guardia muore, ma non si arrende». Gli inglesi

risposero “ Sarete trattati da valorosi se vi arrendete!», ma Cambronne vista l'impossibilità di combattere pur rifiutandosi d'arrendersi furioso rispose “ Merde!”.

A fine battaglia, il duca di Wellington osservando sul

campo quel che rimaneva della sconfitta di Napoleone

e dell'incredibile numero di morti di ambo gli

schieramenti, dichiarò: " non c'è¨ cosa peggiore di vincere una battaglia che perderla". Da quel giorno tutto cambiò, si pensò a risparmiare le delle vite dei soldati, vennero abbandonate le divise multicolori per quelle che con l'evoluzione sarebbero divenute le tute mimetiche, si rinunciò allo scontro

frontale per la guerra di trincea ed attacchi razionali.

I generali non guidavano più la battaglia, osservavano

dalle alture o davano ordini per telefono, i duelli erano

scomparsi, in seguito la nuova tecnologia prese il sopravvento mandando solo alla fine l'uomo a terra. Con i nuovi metodi le guerre si allungarono e per fiaccare i soldati al fronte, si bombardavano le case dove avevano le loro famiglie inermi, si uccidevano i civili con bombardamenti a tappeto fino ad arrivare all'atomica su Nagasaki ed Yroshima allo scopo di far desistere i soldati nemici in pensiero per le famiglie che vedevano abbandonate. La lealtà e l'onore erano congedati per sempre, si apriva l'era della slealtà della vigliaccheria e del crimine di guerra evolutosi oggi nel terrorismo e nel sequestro di civili, anche la poesia abbandonò la guerra, non esistevano cavalieri e singolar tenzoni, non c'era onore ne amore ovunque si volgesse lo sguardo, nessuno amava decantare le gesta dei nuovi vili.

Romeo

Il nemico invisibile

Il nemico invisibile Spesso il soldato non sa cosa sia giusto, segue il suo senso del

Spesso il soldato non sa cosa sia giusto, segue il suo senso del dovere verso la sua nazione, rischia la vita per servirla con onore ed esegue gli ordini con fiducia. E' convinto di fare il bene, di liberare popoli oppressi dai loro tiranni, lottando perché un paese torni normale e la fame e la morte siano presto dimenticati. Molti sono morti, spesso traditi nella loro fiducia da bambini armati o da donne supplicanti cariche di

esplosivo, altri sono morti mentre disarmati portavano aiuti ai bisognosi. Non tutti hanno compreso il dolore di chi vede rientrare a casa il figlio chiuso in una cassa sotto una bandiera insultato come un comune delinquente dai suoi comapaesani, per loro in quel momento dopo la morte del figlio, muore la nazione.

Afganistan

Fra aridi sassi ed arida miseria di corpo, di mente e di spirito, la vita si ferma e la libertà muore quando improvvisa la terra trema ed il fuoco sorge dal metallo.

Fumo

sangue

morte.

Dirompente come un fulmine esplode l'ignoranza per anni appresa da colui che è il solo interprete di Dio senza mai averne appresa l'essenza ed averne mai compresa la misericordia.

Follia

pura

assoluta.

Nell'oscuro gelido sguardo di pietra non c'è amore per la sua gente, vive per dar vita alla morte, chi non ha cara la sua esistenza e con ferocia opprime le sue donne.

Amore

speranza

sacrificio

sono le luci che illuminano il cammino al soldato che combatte contro la paura lontano dalla sua gente, fra gli sguardi ostili per i quali è pronto a sacrificare la sua vita nella sua marcia verso la democrazia.

(Romeo)

Onore a tutti coloro che sono caduti nel compimento del loro dovere verso la loro nazione. Onore a tutti coloro che hanno avuto un fermo ideale ed hanno dedicato la loro vita con fede. Onore a chi ha accolto le spoglie del figlio caduto ed ha saputo fare sue le sue lacrime.

La poesia passa dove ci sia un sentimento ed una emozione, questo avviene dovunque, solo che non ce ne accorgiamo, siamo talmente presi dalla frenesia da tralasciare tutto quanto non ci è vicino o che non ci renda qualcosa di tangibile. Poesia è il quotidiano, le piccole cose, un ricordo di viaggio, andare a prendere un gelato, uscire per fumare una sigaretta, ogni piccola cosa della nostra esistenza, è un verso che dimentichiamo di trascrivere. Con questo tralasciamo sensazioni profonde, grida di dolore lacerante soffocate nella miseria quotidiana, l'artista conosce il dolore, i suoi sensi sono enormemente amplificati, sempre soffre quando ode la sofferenza degli altri, percepisce il dolore negli animali e nelle piante, vede lo scempio della natura ed impotente la commemora per lasciare quell'immagine di poesia morente a chi ancora non è nato. Qualche volta raccoglie le immagini eterne e li descrive, perché possa vedere il miope ed udire il sordo, nella sua sensibilità non riesce a credere all'indifferenza, la peggiore ed affinata delle violenze.

La terra dei sogni Ho sognato la libertà dai regimi e dalla miseria, ho sognato

La terra dei sogni

Ho sognato la libertà dai regimi e dalla miseria, ho sognato il pane caldo e profumato ho sognato vestiti nuovi per te donna e per i figli. Il sogno mi ha portato in terre lontane da dove venivano immagini serene Ho visto il mare blu infinito perdersi immobile oltre l'orizzonte

e per la prima volta ho navigato verso la terra dei sogni cercati il viaggio pagato con i nostri averi. L'acqua silenziosa si richiuse sui miei sogni ho visto il cielo spengersi nel blu, non piangere donna mia perchè nessuno asciugherà i tuoi occhi.

(Romeo)

Il desiderio di poter sfamare la famiglia, di poter regalare qualcosa di superfluo ed effimero alla propria donna che non ha mai avuto niente, l'incanto della televisione che fa vedere ricchezze impensabili in certi paesi come cose normali, spingono molti disperati a rischiare la vita per un sogno, molti la perdono scomparendo per sempre nel mare, non lasciando un corpo per chi li amava e adesso stanno piangendo per la colpa di avere desiderato una vita migliore.

Indifferenza Sul marciapiedi, lì ripiegato giace, il vestito sporco e tutto strappato forse è ubriaco,

Indifferenza

Sul marciapiedi, lì ripiegato giace, il vestito sporco e tutto strappato forse è ubriaco, forse un drogato, sapere troppo alla gente non piace.

Dorme, un grande lungo sonno, senza i sogni della terra lontana, per amica neanche una puttana, ne un fior poserà sul vecchio nonno.

Indifferente è passato il Santo Natale le renne non si sono da lui fermate per una coperta o altre cose donate, nulla trovò al cassonetto di vitale.

Ei giace, la gente frettolosa passa neanche uno sguardo, per lui disteso per la società era un vecchio di peso anche si dovrà ora toglier la carcassa. (Romeo)

di peso anche si dovrà ora toglier la carcassa. (Romeo) Con la frenesia delle vacanze, spesso

Con la frenesia delle vacanze, spesso ci dimentichiamo di chi ci ha accompagnato da molto tempo, ci dimentichiamo dei nonni e dei vecchi genitori, molti non vogliono pesi e li scaricano lungo la strada e negli ospedali dimenticando il loro amore e quanto hanno lavorato per far crescere i loro figli, ipocritamente viene detto loro che il caldo gli fa male, possono approfittare di un momento di vacanze per curarsi e sentirsi meglio al ritorno, dimentichiamo che il loro silenzio, il loro accettare è una inevitabile sconfitta, non un segno di demenza senile.

La cartolina

Ti ho mandato una cartolina con un paesaggio di letti

bianchi

in ricordo del mio ultimo viaggio nei lunghi corridoi

cadenti

dove con la mente implorante a Dio si attende il voler

di

vita o morte.

In

questa ultima vacanza dove fuori è grigio ed il

caldo è immobile, dove non vola la rondine e non si ode mai il canto delle cicale attendo per l'ultima notte senza grilli che si svegli il sole all'orizzonte. Forse rinascerò povero emigrante, forse rinascerò in un mondo migliore ma non voglio nascere in un mondo del dolore, vivere dove non c'è cuore, dove per un cane abbandonato e per un inutile vecchio non c'è amore. Aprirò le braccia che ti hanno sorretto quando ti facevo volare da bambino per cercare di volare da questo mondo verso il sole che sorge dai grigi palazzi cercando di non vedere le stanche ossa e la grinzosa pelle che le ricopre ricadere ormai inutili sulla terra, bagnata per anni di lacrime e di sudore. (Romeo)

Il suonatore di pianola Lenta gira la manovella del vecchio meccanismo di legno istoriato dai

Il suonatore di pianola

Lenta gira la manovella del vecchio meccanismo di legno istoriato dai rozzi dipinti consunti dal tempo. Il foglio ingiallito che doveva metter fine ai pianisti scorre svolgendosi e ripiegandosi mentre lo strumento, come un cieco esplora con le sue meccaniche dita gli affossamenti più reconditi restituendo all'aria quel suono di sempre.

Lenta gira la manovella quella oscura figura in frac dal cappello rotto e dalla faccia dipinta, cantando vecchie canzoni tedesche con l'aria triste di chi ricorda la sua terra, ma che non conosce al girovagare confini vagabondo nel mondo e nei sentimenti, esecutore di quell'immagine trascorsa che impreziosisce nel tempo. Lenta gira la manovella della vecchia pianola su ruote alle spalle del vecchio cane che ha scelto di seguire il padrone ovunque vada. Sdraiato vicino ad una scatola di cartone, muto osserva chi gli fa un'offerta, guardando con i suoi occhioni languidi coloro che garantiranno il suo pasto, ringraziandoli con una tenera dimenata di coda.

(Romeo)

Le notti fiorentine in estate erano piene di artisti di strada, girovaghi di passaggio, ognuno portava la sua arte, le culture di tutti i paesi si fondevano in una kermesse a piccole puntate tutte le sere, spesso intervenivano i vigili per allontanare e a volte multare gli artisti, con cori di disappunto della folla radunata, talvolta inquietanti, a volte con grano salis i vigili si sono allontanati lasciando finire gli spettacoli per poi intervenire in momenti molto meno affollati e sicuri.

Quanto corto è il ragionamento di chi amministra una città che deve la sua fortuna ad una libertà degli artisti voluta dai Medici, quanto piccolo il cuore per poter contenere sentimenti quando si allontana una persona che porta cultura ed emozioni ai passanti.

La Pianola descrive un artista tedesco girovago che con il suo cane ed una vecchia pianola meccanica girava l'Europa in cerca di conoscenza.

Mentre i turisti si fermavano a guardarlo e qualcuno faceva delle foto, io stavo li a guardarlo per molto tempo, studiavo attento i suoi movimenti, le sue espressioni, per scattare delle foto poetiche con la mente che la mattina successiva stampai su carta perché nulla fosse perso di quella emozione di una sola notte estiva.

Questa poesia fu scritta per Ramin Saravi, dopo che fu abbandonato da Laura, la sua donna amata che decise improvvisa di non condividere con lui una vita semplice di arte e di strada.

condividere con lui una vita semplice di arte e di strada. Un amore difficile fra due

Un amore difficile fra due culture profondamente diverse, ma si era ricreata la stessa poesia di Chaplin e della piccola fioraia che innamoratisi durante le prove di un film si sposarono vivendo felici per sempre.

Spiccioli

Uno spicciolo per sognare, Uno spicciolo per ricordare, Uno spicciolo per ritornare.

Veloce si riempie il vecchio cappello Di colui che delle strade ha fatto palco. Pane in cambio d'arte, lungo applauso Perché l'artista ritorni Ed il sogno di strada si perpetui.

Uomo solitario Che parte del cappello rende dono alla donna che ama Perché resti al suo fianco In cambio di pochi spiccioli d'amore.

(Romeo) donata a Ramin

Al piccolo Charlot di strada si spezzò il cuore, più volte cercò di rifarsi una vita, ma il perduto amore era sempre presente nella sua vita. In una parte dell'opera “Sogno” rivive un verso di quella sua poesia che interpretò con un cuore unico da impressionare tutta la platea del teatro.

Rosa di sale L'amor che sfugge dal serrato pugno, con spasmo di dolore a chi

Rosa di sale

L'amor che sfugge dal serrato pugno, con spasmo di dolore a chi non seppe curarlo, è come il lungo pianto che bagna di sale la rosa. Come l'amor non nutrito ha petali gialli e cadenti dal perduto dionisiaco profumo

e non accolgono la lacrima

che silente solca il volto.

Inutile triste rimpianto

affidato amaro al tempo,

da chi l'amore curar non amò.

(Romeo)

Si piange per un amore perduto, ma non si ricorda perché questo è avvenuto, si dimenticano tutte le mancanze, tutti i momenti persi per rabbia e orgoglio, i baci mancati e gli abbracci respinti. Il lavoro ed il denaro ci fanno credere superiori ed indispensabili, accusiamo l'amata di farci perdere tempo, di essere irresponsabile quando chiede un giorno di vacanza da passare insieme perché non si sente desiderata. Bastava un bacio la sera al chiaro di luna, una rosa rubata al giardino o una frase sussurrata in un orecchio al risveglio. Tante gocce di miele cambiate per un pugno di sale.

Il corridoio

Lento e cadenzato è il passo nel lungo corridoio, dove candide si affacciano le camere colme di chi con lui in comune ha solo la sofferenza, di colui che vecchio, inutile e dimenticato del vero mal d'abbandono, visibilmente soffre.

Assente è lo sguardo, nel suo volto ora rugato che denota, certa, silente ed antica saggezza del vecchio uomo che nei pensieri assorto, tutto diserta e nulla nota al suo passare. L'aria è calda e la sottostante strada deserta,

visibile sintomo del grande esodo estivo e del comune desiderio di pace e di vacanza. Ma per lui, debole ed oggetto di ingombro, inutile residuo in una frenetica società , le vacanze sono lì, nel lungo vecchio corridoio,

Attendere solo, pensando ai cari così lontani dimentichi sempre suo vecchio cuore di padre camminando cadenzato per i lunghi corridoi dove un giorno, morente, tornerà per concludere la sua inutile vita e la dimenticata esistenza.

(Romeo)

Sotto il vestito niente Mi piacciono le fiere, sono state da sempre un punto d'incontro

Sotto il vestito niente

Mi piacciono le fiere, sono state da sempre un punto

d'incontro dove conoscere nuove cose, mi ricordo

quando da bambino mamma e papa mi ci portavano, in particolare mi piacevano quelle del bestiame,

essendo nato in città, di animali ne vedevo ben pochi.

Fu emozionante vedere la prima mucca, era molto più

grande di come me la immaginavo, ma non mi fece paura, aveva degli occhi grandi che trasmettevano

bontà, mi venne vicina e si fece accarezzare sul naso,

un giorno mi fermai davanti ad un grande recinto

pieno di pecore, mio papa mi disse “ Domani gli

taglieranno il pelo e poi faranno tanti vestiti” triste gli risposi “Io domani non voglio vestirmi da pecora” risero tutti, ma ancora oggi ho un certo senso di nausea ad imbrancarmi come loro.

Mi ritornò tutto in mente quando il mese scorso in una

fiera passò una donna musulmana vestita con un

burka e si fermò ad un banco di vestiti, un bambino armato di spada laser si fermò a guardarla, poi serio puntandole contro la spada fiammeggiante le disse

“Hei!!

visibilmente imbarazzata rimproverò il piccolo guerriero dicendogli che lei è vestita cosi perché è una musulmana, il bambino la riguarda sospettoso e poi le chiede “ Di che galassia è il musulmano?” Effettivamente vista da queste parti una donna con il burka qualcosa di alieno ce l'ha, ma loro sono volontariamente felici di uscire vestiti come Darth Vader di Guerre Stellari? Rivolgo in seguito la domanda ad un mio conoscente marocchino assistente religioso della sua comunità, Hamed è un tipo serafico, magro come un profeta, porta una lunga barba nera e capelli cortissimi, un vestito lungo sopra i pantaloni con sopra un gilet color canapa, più lo guardo e più mi ricorda un pasdaran; comunque è sempre un piacere parlare con lui, è uno che ti ascolta e riflette prima di dare qualsiasi risposta.

Da che pianeta vieni tu?” la mamma

Alla prima domanda se sono felici di vestirsi in quel modo, mi risponde che sono profondamente religiose

e rispettose delle usanze, anche nel mondo occidentale le nostre suore vestono in modo simile e si

autorecludono senza destare scalpore, alla seconda se

il marito le vede belle vestite a quel modo, mi

risponde che quello che vediamo noi è il vestito superiore che indossano quando escono in pubblico, mentre a casa si vestono in modo normale, spesso europeo anche provocante, il marito sa che sotto il burka che noi vediamo, spesso indossa una minigonna con le calze a rete, questo lo eccita sapendola semisvestita sotto quella tetra cappa, mi ricordò Marilin Monroe quando dichiarò che sotto il vestito non aveva niente e che quando andava a letto indossava soltanto due gocce di Chanel n°5, si, a

qualche anno luce il paragone ci poteva stare, la cosa

mi ringalluzziva, e data la mia conoscenza azzardai

una domanda da soli uomini, ma a letto come ci va

vestita?

Mi rispose con un sorriso, quando si parla di quella

tutti gli uomini o quasi si divertono, preti e non di tutti

i paesi, sono belle sai? Mi disse, quando il marito

richiude la porta della loro camera spesso si spogliano

a suon di musica e rimangono senza niente con un

solo velo semitrasparente sulla testa che è l'ultimo a cadere. Pensai a quanto noi europei ci eccitiamo per poco pelo che ci viene occultato e pensai alla loro soddisfazione

quando le loro donne gli avrebbero fatto vedere anche la testa con tutti i capelli, la loro eccitazione sarebbe stata certamente proporzionale, ma poi una volta giunti al settimo velo chiesi, che cosa sarebbe accaduto? Avrebbero prima ringraziato Allah dell'occasione, poi dopo un lavaggio rituale delle braccia e delle parti direttamente interessate, avrebbero consumato il rapporto con lei in posa bambola gonfiabile perché è vietato fare di uomo terra e donna cielo e in assoluto silenzio. Sotto il vestito niente e sotto il niente la noia, poi ci domandiamo perché sono propensi al suicidio, mai una fantasia, mai una trasgressione o un bicchiere di vino, ma un senso assoluto della proprietà, anche verso le donne libere solo in casa, mi ricorda quando rimproverai un avventore del bar perché teneva legato stretto a terra il suo cane strattonandolo ad ogni minima mossa e lui orgogliosamente mi rispose “ma a casa lo lascio libero”.

Romeo

Diario di viaggio

Diario di viaggio Sono quasi le 10.00, esco dall'albergo e mi immergo in quella caotica metropoli

Sono quasi le 10.00, esco dall'albergo e mi immergo in quella caotica metropoli che è Shanghai, è ancora inverno, ma la giornata non è fredda, c'è il sole come c'è, bisogna sapersi accontentare. Il cielo è quasi sempre grigio, cambiano soltanto le sfumature di quel tedioso colore, ma se non viene un vero uragano, dell'azzurro dobbiamo dimenticarcene, l'aria è quasi irrespirabile, alcuni colpi di tosse appena usciti, sempre così tutte le mattine, ma dopo mezz'ora circa va meglio.

Mi aspettavo di vedere più gente, forse sarà l'ora

insolita della mia uscita, generalmente uscivo verso le 8.00 e le strade erano tutte intasate, anche adesso che

la strada è quasi libera, ancora tutti suonano, sarà un

modo di farsi notare? … non vanno in bicicletta?

Per far vedere che adesso

Guardo le vetrine dei numerosi negozi, espongono di tutto, merce locale ed imitazioni anche ben fatte di

noti marchi occidentali, molto artigianato costituito quasi tutto da ceramiche e bamboo, indice di un raggiunto benessere.

Le commesse, chissà perché, nei negozi lavorano

soltanto le donne, sono sempre sorridenti ed invitano,

o forse catturano, termine più appropriato, i clienti per farli entrare nel negozio, per me è un gioco, mi lascio convincere e trascinato di peso entro, qualcosa mi interesserà prima o poi, anche soltanto per qualche ricordo.

Mi propongono subito delle cinture della Nike, 4 euro

di prima richiesta, poi se tratti si scende velocemente,

saranno vere?

Inutile chiedere spiegazioni, non capiscono, neanche

io capisco loro, so soltanto che quando sono uscito in

strada avevo due cinture in mano, sono venditori fenomenali. Ancora avanti, stavolta scivolo dalle loro mani come un'anguilla fino ad arrivare davanti alla bottega del parrucchiere, ne avevo bisogno, questa volta sono io

ad entrare fra la gioia incontenibile di 5 parrucchiere e, caso strano, di un uomo alla cassa, il padrone suppongo.

Chiedo loro come voglio il taglio, guardano e sorridono, è sempre si, qualunque cosa dici, è si, ma poi tanto fanno tutti come gli pare, mi chiedo fin dove arriverà quell'abitudine carina del si, tanto per tanto un si è sempre piacevole al contrario del no secco al quale siamo abituati, il resto poi non cambia.

Forse siamo d'accordo, forse hanno capito che dovevo levarmi la barba, era di 3 giorni e bucava come un

porcospino, ora dovevo scegliere la parrucchiera, tutte e 5 si dimenavano sorridenti in silenzio, quale scegliere? Tutte si fanno notare, sono anche tutte carine, Paride, come ti comprendo, a chi consegnare il pomo d'oro? Nel dubbio che faccio, se ne scelgo una le altre si arrabbieranno, se le scelgo tutte, mi raperanno a

zero?

capire a gesti, tanto si comprendono meglio quando parlano cinese di quando tentano di farlo in inglese. Una subito scatta avanti, lo scatto deve essere da queste parti fondamentale, i lenti forse non mangiano visto che tutti a tavola con quei bastoncini attingono dal medesimo piatto. Non parla, mi fa dei cenni allo specchio, sorride, mima quello che dovrà fare, si comincia con il

fate

voi, non ho preferenze, cerco di far

lavaggio, un'operazione svolta con velocità e maestria, ancora insaponato, la ragazza mi chiede di alzarmi, non comprendo ma ubbidisco, mi prende per mano e

mi accompagna in una stanza del retro poco

illuminata, vuole che mi stenda su di un lettino. Trasecolo, un lettino per farsi i capelli in una stanza

poco illuminata?

fare scegliere la parrucchiera? conoscere, imparerò.

La ragazza si avvicina, sussurra qualcosa sorridente e

comincia a massaggiarmi la testa, poi il collo, dice ancora qualcosa, ma cosa? i suoi capelli lisci e neri mi sfiorano il viso. Non conoscere le lingue è sempre una perdita, una

sconfitta, ed in certi momenti si percepisce la disfatta, lascio fare, non ho compreso, il massaggio continua.

Mi massaggia dolcemente le spalle e le braccia, 5

minuti ed è finito, sospetto che mi sono perso

qualcosa a causa della lingua, vengo riaccompagnato

nel negozio, un'altra parrucchiera finisce il lavaggio

poi comincia a tagliare i capelli. Per asciugare e finire ne arriva un'altra, dopo ancora cambio, un'altra ragazza per la rasatura, una vera catena di montaggio, hanno lavorato bene, mi hanno dato simpatia e delle emozioni, non dimenticherò facilmente quel taglio di barba e capelli, il prezzo di tutto? 3 Euro.

bene, ero uscito per

un

sospetto, perché mi volevano

va

Soltanto viaggiando si possono conoscere molte cose,

quello che accade da altre parti assume un sapore dolce e poetico, in Italia non mi sarei mai sognato un simile trattamento, se lo importassimo sarebbe immediatamente frainteso, perderebbe fascino e sapore.

immediatamente frainteso, perderebbe fascino e sapore. Visioni e profumi di Primavera Non so se sia il

Visioni e profumi di Primavera

Non so se sia il profumo della primavera o se sia il caldo tepore diffuso sulla pelle ma guardar donna oggi m'annebbia la mente.

Non so che cosa accada alla testa veramente ma l'ancheggiar delle fanciulle leggere e belle muove in me arcadica e dionisica chimera.

Prova che non per caso, ma da infinita sapienza nascer non potea si candida grazia e bellezza compagna di profumi e della rinnovata iridica flora.

Sia ch'ella agiti una fluente chioma, aurea o mora, o il passo che da silvestre dama marca con certezza, la vita è vuota se natura di tal leggiadria è senza.

(Romeo)

La Poesia iniziatica

Non servono parole incomprensibili per nascondere un secondo significato, l'iniziato comprende sempre le parole nascoste, decifra il contenuto ermetico semplicemente leggendo, trasforma le parole in immagini per poi osservarle con la dovuta attenzione, alla seconda lettura si scopre una seconda poesia, completamente diversa dalla prima, Tamburi Lontani è scritta con questo intento. Solo la superficialità e la mancanza di un anima sensibile può nascondere una lettura nascosta, la conoscenza è necessaria per dare un significato.

Tamburi lontani Danza felice ballerina con i piccoli piedi nudi nell'erba, rotea alta la gonna

Tamburi lontani

Danza felice ballerina con i piccoli piedi nudi nell'erba, rotea alta la gonna nel vento con lo sguardo volto al cielo, al suono di tamburi lontani giunti nell 'etereo della tua mente.

Danza felice ballerina come un turbine di foglie nel vento, con le braccia tese all'orizzonte ed i capelli neri come l 'ebano sciolti sulle tue candide sinuose spalle,

proiettati lievi nella tiepida aria.

Danza felice ballerina con le tue belle ed agili gambe in veloci passi di gazzella che sorvolano i primi colorati fiori sbocciati al primo tepore di sole della nuova attesa primavera.

Romeo

Come interpretare una poesia ermetica

Danza felice ballerina con i piccoli piedi nudi nell'erba,

I piedi nudi nell'erba sono l'avvertimento del valore iniziatico, le scarpe indicano distacco dalla terra, mentre i piedi nudi sono in contatto con la Grande Madre, sappiamo che dare la mano con i guanti è una forma di mancanza di rispetto, lo stesso sarebbe calpestare la terra con delle suole di scarpe. I piedi sono piccoli, quello che segue va fatto con devozione ed umiltà.

rotea alta la gonna nel vento con lo sguardo volto al cielo,

La gonna è la rotazione della terra, l'alternarsi dei giorni e delle notti, si chiede un'azione che duri molti giorni, lo sguardo al cielo va alle forze celesti delle

quali si chiede l'intervento, . Il vento è l'energia primordiale che trasporta ciò che è passato, la forza del Mantra, della preghiera alla Potenza richiesta.

al suono di tamburi lontani giunti nell 'etereo della tua mente.

La musica che suona nella mente è la sapienza e la consapevolezza nell'azione che si deve compiere, i tamburi lontani sono il rituale antico.

Danza felice ballerina come un turbine di foglie nel vento, con le braccia tese all'orizzonte

Danza felice, procedi tranquillo e spedito nel rituale, non devi mai fermarti o dubitare, non fermare la preghiera, turbine nel vento, ed esponi le tue cose consacrate necessarie all'evento, foglie nel vento. Le braccia tese all'orizzonte prendono il controllo delle forze, dominano la loro discesa sulla terra.

ed i capelli neri come l 'ebano sciolti sulle tue candide sinuose spalle, proiettati lievi nella tiepida aria.

Dovrai fare questo di notte quando il tempo è sereno fra due candele bianche.

Danza felice ballerina con le tue belle ed agili gambe in veloci passi di gazzella

Quello che dovrai fare, lo dovrai fare velocemente, misurare il tempo che scorre veloce passi di gazzella, (ora magica).

che sorvolano i primi colorati fiori sbocciati al primo tepore di sole della nuova attesa primavera.

Le gambe trasmettono le energie celesti alla terra. L'opera è compiuta, la terra fecondata genera, il ciclo infinito si perpetua.

Adesso non resta che rileggere attentamente la poesia e ci renderemo conto di come possa descrivere minuziosamente tutta un'altra cosa.

che rileggere attentamente la poesia e ci renderemo conto di come possa descrivere minuziosamente tutta un'altra

Il Sasso

Piccolo sei, candido come neve sulla vetta dell'erta alta nuda montagna. in silenzio stavi.

Spinto dal fiume fino al profondo burrascoso mare, baciato dall'onda sulla spiaggia ora giaci.

Riscaldato dal sole illuminato dalla luna, asciugato dal vento albio scrigno segreto forza della natura.

Dove posso scrivere la parola amore dove è potente senza violare la tua candida superficie.

Scriverò col cuore invisibili parole che solo colla fede

cuor gentile amato sentir può vedere. Romeo

Se trovi un piccolo sasso bianco, raccoglilo e scrivi sopra il nome di chi ti è caro, quel piccolo sasso ha viaggiato per molto tempo, ha attraversato l'aria, l'acqua e la terra, è stato sotto il fuoco del Sole ed oggi è carico di profondi significati.

Quando l'amore ha gli occhi a mandorla

E' bastato uno sguardo per vederla la prima volta, li, bella ed irraggiungibile, con un apparente diverso futuro, ma il cuore diceva che dovevo osare. Magica laguna Venezia, d'amor velato avvolge silente i cuori, complice d'amanti e di folli passioni in fuga per canali e calli, ed i piccoli campi d'antica pietra sono l'attimo di riposo per posar le labbra. Uno sguardo, poi per mano in una folle corsa nella notte sulla fresca sabbia della laguna, sotto la luce delle curiose stelle per rotolare insieme nel fatidico abbraccio.

Ogni movenza di un corpo di donna senza l'orpello è opera d'arte che se non fermata scompare nelle nebbie del tempo, ogni donna dovrebbe conservare delle foto di se, natura nella natura, per non dover rincorrere il tempo nei ricordi.

La pelle Invidio questa vellutata e profumata rosa che lenta oso sfiorare sulla tua setata

La pelle

Invidio questa vellutata e profumata rosa che lenta oso sfiorare sulla tua setata pelle, osservo il movimento dei carminei petali che si adeguano alle curve del nudo corpo

teso nella sensazione di brivido che infonde.

I tuoi occhi socchiusi alla luce accecante resi immobili per non perdere l'incanto infuocato dalla lunga attesa di quel momento. Quanto ho atteso che giungesse il tempo mentre il sole ogni mattina la corsa anticipava.

Ai confini fra la primavera e la sopraggiunta estate quando il fiore ha raggiunto il massimo splendore, splendida dea dal cielo discesa a lungo invocata ora distesa, fra gli olivi che velano il verde prato giaci, o divina, nuda, meravigliosamente donna.

(Romeo)

Quando io ti amo e tu mi ami, siamo l'uno come lo specchio dell'altro, e riflettendoci l'uno nello specchio dell'altro, vediamo l'infinito. (Leo Buscaglia)

Sicura è la notte

Sicura è la notte Lieve scende la nebbia nella mente silente quando le stanche membra cercano

Lieve scende la nebbia nella mente silente quando le stanche membra cercano il riposo. Come rondini nel cielo volteggiano gli ultimi pensieri prima di cedere al tempo dei ricordi e dei desideri. Le luci dell'immaginario lente si accendono come una gentile richiesta di far posto alla tenebra

del mondo reale uscente. Sicura è la notte quando l'amore il cuore pervade ed inconscia la mano cerca quella dell'amato al fianco suo sopito.

Romeo

Apuane lama che fendi l'azzurro cielo rispecchiandoti sul blu profondo del placido e poetico golfo

Apuane

lama che fendi l'azzurro cielo rispecchiandoti sul blu profondo del placido e poetico golfo a Byron così tanto caro. Ambita ed anela alta meta, dalla notte dei tempi fonte di pietra, per coloro che liberavan l'alma che'l tito Atlante dimentico nella gelida prigione sosteneva. Immobile antica montagna che'l mondo di bianco adorna della maestra opera di coloro che morirono resi immortali.

(Romeo)

Dedica di amore Ti amo perché mi hai amato ti amo perchè ci hai amato

Dedica di amore

Ti amo perché mi hai amato ti amo perchè ci hai amato ti amo per l'amore che ci darai per la gioia nei nostri cuori per i figli che ci hai dato per gli amici intorno a noi grazie per la tua parola grazie per il tuo sangue grazie per la speranza resta con noi Gesù

(Romeo)

Vorrei Vorrei, un fiore giallo da mettere nei tuoi lunghi capelli per ricordare il lieve

Vorrei

Vorrei, un fiore giallo da mettere nei tuoi lunghi capelli per ricordare il lieve vento sui maturi campi di grano, vorrei un fiore rosso da accostare al tuo vellutato volto per ricordare il crepitante fuoco che la notte riscalda, Un fiore bianco voglio mettere nelle tue mani per ricordare la colomba che portò la pace nel mondo, l'ultimo fiore di tutti i colori lo riservo per il mio cuore è il fiore più bello con i colori della terra e del cielo, sai qual'è questo meraviglioso fiore? Sei tu amore.

Romeo

Solitudine Correre in un'isola deserta a piedi nudi sulla sabbia sulla schiuma dell'onda infranta sulla

Solitudine

Correre in un'isola deserta a piedi nudi sulla sabbia sulla schiuma dell'onda infranta sulla spiaggia. Urlare ai gabbiani con i pugni chiusi all'accecante cielo, ad occhi chiusi saltare per poi ancora correre, per urlare al vento la rabbia e la gioia di chi esplode, di colui che fugge

da una città infame. Saltare il tronco portato dal mare da lidi lontani, correre sui sassi levigati dalla risacca. Lo sguardo lontano fisso sul promontorio nera ala della notte che non cede al sole ne all'onda del mare. Felice scarica di solitudine ambito silenzio assenza di civiltà pura semplice natura.

(Romeo)

Immagini Mare, montagna, cielo, l'alto accecante sole le isole trinate di spuma la sassosa spiaggia.

Immagini

Mare, montagna, cielo, l'alto accecante sole le isole trinate di spuma la sassosa spiaggia. Il promontorio che sfida il mare i gabbiani che rompono il silenzio il delfino innamorato che cavalca l'onda con l'inseparabile compagna, la grotta dove si riposa il mare. Le barche cullate dall'onda sull'acqua smeraldo, le reti tese al sole, il sospettoso granchio che rapido dal corvino scoglio nel mare si getta

alla prima celere ombra, la sirena squarcia il silenzio la nave stanca attende l'abbraccio del sicuro porto che si staglia al suo orizzonte. Placido il pescatore sullo scoglio in attesa dell'ingannata preda, guarda il lento incedere delle candide vele. Il tempo scorre come il placido fiume che si lancia nel mare, tutto scorre immutato nel tempo silente nell'azzurro smeraldo cristallizzato come lo vide l'incantato Byron oggi io lo vedo. Metto la mano al sole per una richiesta d'ombra tutto ricordo di quest'angolo caro a Venere, sintesi di mondo se non la rugosa pelle che al mio occhio prevalse su quella che antica fu la vellutata mano.

(Romeo)

Occhio lucente Osservo in silenzio il male che opprime e l'equilibrio della natura ora sconvolto

Occhio lucente

Osservo in silenzio il male che opprime e l'equilibrio della natura ora sconvolto la dominante mente umana perversa di chi ti osserva senza un sorriso sul volto ed ogni buon sentimento abilmente reprime.

Un brivido mi percorre tutto fino alle dita alla toccante visione di un bambino infermo legato alla sua ferrea sedia per la vita persa con la testa reclina ed il braccio teso inermo nel tentativo di afferrare la vita sua sfuggita.

Osservo la bocca e lo sguardo supplicante che cerca di accordare una parola uscente di premuroso saluto a chi ha avuto sorte inversa, quello che ha sempre sognato con occhio lucente col semplice cuore bambino di salute mancante.

(Romeo)

Correre

inversa, quello che ha sempre sognato con occhio lucente col semplice cuore bambino di salute mancante.

Correre

Correre nel verde e nel vento al suono dei propri passi liberi di volare sui prati circondati dalle secolari piante senza il peso delle catene dell'ipocrita vicina città

(Romeo)

Il destino magico

Siamo sicuri che tutto dipenda dalle nostre scelte, ma io non ho scelto in quale paese nascere, non ho scelto ne il giorno, ne l'anno, ne la città. Non ho scelto se dovevo nascere da una famiglia ricca o da una famiglia povera, non ho scelto neanche di nascere dalla mia famiglia, ho aperto gli occhi e ho visto che anche i miei genitori non li avevo scelti io. Cresci, non sei tu che hai scelto la casa dove abitare e neanche la prima scuola dove studiare, mangi quello che ti danno, con cantilene e sorrisi ti infilano in bocca un cucchiaio di schifezze, storgi la bocca, risputi tutto fuori e subito la mano pronta della mamma raccoglie al volo con quel sadico arnese quello che non volevi. Ti andava meglio il seno, al massimo piangevi quando

te lo levavano, forse sarà per questo che quando ho una donna davanti per prima cosa vedo solo quello. Era un ristorante dove ti portano sempre la doppia portata, dove nessun altro ci mangiava in quel piatto, al massimo papà. Pensi che crescendo comincerai a fare le tue scelte, la prima scelta fu Topolino, contro l'imposto Corrierino dei Piccoli e il sor Bonaventura, vere armi di distruzione di massa celebrale per rincretinire i bambini. Pesavo che le cose stessero migliorando, ma ecco, improvvisa una scelta fu imposta dall'alto. Il mio zio paterno, alto e magro, con il profilo che ricordava un'immagine egizia, dopo avermi osservato per ore, all'improvviso mi disse: “Metti le mani in fondo al tavolo e stai fermo fino a quando te lo dico io”, ubbidii curioso all'ordine, avrò avuto al massimo otto anni ed ero sempre molto curioso quando ero nella villa di Livorno. Anche lui si mise con le mani su quell'enorme tavolo, tutti da lontano guardavano la scena, solo la mia zia Coccodè come io affettuosamente la chiamavo sgridò seriamente mio zio, ma lui la zittì, poi mi guardò fisso negli occhi e mi disse “Alza le mani!”, io di scatto le alzai, il tavolo si sollevò, mio zio mi fece cenno con la

testa di andare verso di lui, il tavolo si spostò di oltre

un

metro per poi cadere pesantemente.

Ci

fu il totale dissenso fra i parenti presenti ed una

furiosa discussione fino a sera, io rimasi li, con le

mani sul tavolo, le rialzai e le riabbassai diverse volte,

ma tutto rimase com'era.

Qualcosa cambiò, con il tempo cominciavo a vedere cose strane, ma quando riferivo il tutto a mio zio ci

rideva sopra, ogni cosa che descrivevo, lui la rifiniva con cura per poi dargli un nome, ma quello che lui chiamava Puka non mi piaceva proprio, era brutto ed antipatico, un soggetto alto grosso e grigio con i capelli lunghi e una faccia da pecora. Capitava che quando la gente parlava, io sapevo cosa dicevano alcuni secondi prima, conoscevo anche le risposte e contro risposte, andavo in dei posti e li conoscevo, sapevo muovermi facilmente, come se ci fossi già stato, se prendevo un pendolo in mano girava velocemente, una volta lo fece così forte che si spezzò la corda. Potevo vedere piccoli frammenti del mio futuro, solo quello negativo, ma non servivano a niente, quando accadeva non ero mai preparato.

Mi sentii come i ciclopi, avevano dato un occhio per

vedere il futuro ed in cambio potevano solo vedere quando sarebbero morti, vivendo in eterna tristezza. Le uniche cose divertenti, furono i “Viaggi”, pochi secondi nel dormiveglia, un partenza oscillante ed un ritorno a caduta sul letto, ma bastavano per vedere e sentire cose molto interessanti.

I mondi paralleli

Resta un concetto molto difficile da esprimere, ma

quando la sensibilità è ai massimi livelli e si viaggia nel mondo parallelo, spesso si incontrano immagini ricorrenti. Il suolo non è come quello della Terra, è come un nastro incredibilmente sottile, si può percorrere come in volo sia sopra che sotto, le colline sono verdi e

rotondeggianti, coperte di pascoli, i piccoli paesi cono costituiti da case di materiale bianco lucente prive di finestre, il cielo è bianco lucente. Appesantiti dai pensieri si scende di piano in piano fino ad un suolo trasparente, nero e viscoso, sotto è popolato di vermi orrendi che si rigonfiano e creature similumane deformi, ovunque il silenzio, il pensiero è l'unica forma di comunicazione. Accade d'incontrare qualcuno che ti insegni cosa avviene in questo e in quell'altro mondo, vedi simboli

e numeri, linee tracciate in cielo e disegni nei campi, volti umani e di animali.

Al ritorno che avviene come una caduta sul letto ricordi, spesso però rimane molto confuso e se non fai subito degli appunti dopo poco tutto viene dimenticato. Ho provato a mettere in atto una cosa che avevo visto,

i gesti erano automatici, non lo rifarò mai più.

Sogni, allucinazioni, probabile, certo, ma anche questo può essere trasmesso in poesia, perché denso di sensazioni che colpiscono anche senza niente comprendere.

Piano Sottile Leggero e fluorescente è il Piano Sottile che percorri sfiorandolo nell'alto e nel

Piano Sottile

Leggero e fluorescente è il Piano Sottile che percorri sfiorandolo nell'alto e nel basso verso. Verdi le rotonde montagne che superi con un balzo rasentando il suolo sull'etereo che ti sostiene. Città di piccole quadrate case prive di porte e di finestre abitate da uomini lucenti, che muti osservano l'incredibile viaggiatore.

(Romeo)

Pietra

Su tre punti poggia l'antico mondo quattro sono gli arnesi dell'arte in gioco il quinto sta sopra ed assorto muove.

Dall'oscuro di luce la forza piove dalla terra del gelo guarda il fuoco le braccia a contenere il moto rotondo.

Il Verbo tuona, si squarcia il velo l'aere ricorre la polvere che precede la Forza penetra la materia di luce.

Chiamato il guardiano veloce conduce la schiera per colpire chi provocò la sede ma nulla contro l'infinita stella può il cielo

cinque nel sei, l'acqua cade sul fuoco l'uomo cosmico si eleva sul male saldi i piedi alla dura pietra riposti.

Le mani stingono saldamente gli opposti la mente come la fiamma al cielo sale la terra è feconda, l'asta segna il loco.

(Romeo)

Il Verme Suolo nero e viscoso trasparente alla notte che rifletti l'infero astrale mondo. I

Il Verme

Suolo nero e viscoso trasparente alla notte che rifletti l'infero astrale mondo. I gusci dell'anima accogli nella nera umida putredine dove sinuoso nuota il verme che la bocca apre ed il ventre rigonfia.

La Fortezza Nella nebbiosa palude alta s'erge la scura isola dominata dalle ciclopiche mura di

La Fortezza

Nella nebbiosa palude alta s'erge la scura isola dominata dalle ciclopiche mura di gelida pietra d'Atlante. Silenzioso deserto di neri vuoti spalti

che racchiudono il potente che dalla pietra vede giorno e notte coi suoi cento occhi che a turno fanno veglia.

(Romeo)

notte coi suoi cento occhi che a turno fanno veglia. (Romeo) Immagini nella notte Sulla riva

Immagini nella notte

Sulla riva sassosa del piccolo lago nero puntato d'argento ornato da un abbraccio d'alberi dal fogliame tremulo che mormoravano come gaie donzelle nel leggero vento,

stanco, seduto stavo, meditando sui miei tristi pensieri, solo, lontano dalla città e dalla realtà, abbandonato sull'erba.

La Luna scorreva lenta sul cielo, alta, dolce e silente nella notte, grande, avvolta nel manto d'argento fra le piccole luci delle stelle ma con luce di modestia da sempre, pudica e schiva si vestiva, per non turbar la guadagnata pace ed il sonno lieve lieve delle laboriose creature del piccolo bosco ora sazie e stanche.

Le frastagliate montagne, dalle alte cime sempre bianche quando al sole nel gelido inverno brillava la candida neve ora disegnano nel profondo cielo dove l'orizzonte finiva una lunga e scura sagoma delle vette a creste ed a dolci selle e nell'oscurità a me parevan le distanze stranamente ridotte.

Immagini romantiche della splendida notte al chiaro di luna nell'aire d'alta montana tersa, leggera, mobile e fresca che con grazia ed amore d'angelo, da tempo immemorabile l'incontaminata dea natura a noi distratti mortali dona, remoto ricordo dell'eden donato, ora stupidamente perduto.

Senza cuore ne mente, ma con arroganza per il creato muto l'umanità che volle farsi uguale a Dio ed unica folle padrona, piegando il mondo alla conquistata scienza, da irresponsabile cancellerà ciò che la mano onnipotente fece, immagine pittoresca dipingendo con colori d'ombra e luce quel che questa notte raduna.

Immagine triste e morente, che trascriverò appoggiato sull'erba ricordo ai posteri, privati di questa emozione nei loro pensieri per chi soffrirà l'arcadico mondo perduto dall'uomo nel vento

ed avrà ancor amore e poesia sulle labbra e nel cor tremulo per ricordare ad un bambino una notte silente, di luna d'argento.

Romeo

Molti credono che il pittore raggiunga la massima concentrazione quando dipinge, in realtà il momento della stesura del colore è la liberazione, l'esalazione del respiro, una delle fasi finali, la materializzazione. Il pittore vede la realtà e ne proietta una copia nell'immaginario, la rimodella con i suoi sentimenti e la colloca su uno sfondo spesso diverso da quello reale, per lui la pittura è far emergere le figure dalla tela e dallo sfondo ed esaltarne l'anima. La massima tensione della creatività è la scelta del colore, il colore è nella materia che usa, nascosto, solo il suo cerimoniale lo porta alla luce impastando colori vecchi e nuovi, ogni colore celebra un particolare quando il pittore è innamorato della donna che sta dipingendo, spesso nella realizzazione si esalta con la poesia pensandola o declamandola improvvisa a gran voce.

Colori Sole, mare, prati in fiore. Il vento le nuvole e la tempesta. Il fulmine

Colori

Sole, mare, prati in fiore.

Il vento le nuvole e la tempesta.

Il fulmine e l'arcobaleno, esplosione di colori.

mescolati ad arte, nella tavolozza del grande pittore.

Un colore irrealizzabile bello e splendente, come il fuoco.

Come il diamante, che coli dal pennello come un gioiello.

Per due soli punti, ammirando, i tuoi occhi.

(Romeo)

Il Cervo Volante Un cupo ronzio nel silenzio irrompe, si staglia nera, la forma elegante

Il Cervo Volante

Un cupo ronzio nel silenzio irrompe, si staglia nera, la forma elegante del grande insetto, il cervo volante ora affannato il breve volo rompe.

Peso ed inclinato, con la testa alta, sul ramo sporgente di spinoso pruno, carico di piccoli neri ed aspri ognuno. Faticosamente con le zampe assalta

la cima da dove saltar senza pericoli per guadagnare un faticoso breve tratto guidato dal suo infallibile olfatto sulle colline per ambiti alberi frutticoli.

(Romeo)

Sauro La lucertola veloce fugge al mio pesante passaggio per fermarsi a scrutar il gigante

Sauro

La lucertola veloce fugge al mio pesante passaggio per fermarsi a scrutar il gigante incastrata fra le antiche pietre.

La filante testa protesa verde con le squame puntate e l'occhio nero immobile, con visibile affanno presa.

Ulteriormente non arretra, forse misteriosamente memore

d'esser elegante e minuta nipote di terrificanti antichi padri.

Rettili giunti fino a noi nell'impressa scaglia di pietra incubo peggiore nella notte di terribili ere ora passate.

Burkini trend Finalmente una mattina di riposo al mare, seduto ad un tavolo del bar

Burkini trend

Finalmente una mattina di riposo al mare, seduto ad un tavolo del bar mi gusto in modo religioso il mio cappuccino con cornetto alla crema pasticcera ancora fumante, apro il giornale e passate in rassegna le immancabili lugubri notizie quotidiane, scorgo un articolo di costume fra il polemico ed il malizioso. Una donna islamica si era fatta un tuffo in piscina completamente vestita con tanto di maschera sul viso, immediatamente catturata dalla sorveglianza era stata fatta allontanare per aver infranto le consuetudini del luogo facendo il bagno completamente vestita. L'articolo era diverso dal solito immaginabile, dopo la descrizione dell'evento, una carrellata di improbabili

opinionisti in loco intervistati con solerzia da chi probabilmente non c'era, divisi come sempre nelle due opposte fazioni, mai un terzo parere. C'era chi osannava la sua pudicizia e la tradizione islamica male sottintendendo la maialaggine delle nostre donne che al contrario girano completamente

svestite, contro, chi tacciava gli islamici di regressione barbarica inneggiante all'oscurantismo con sottintesi insulti alle loro donne, che facevano bene a coprirsi. Il commento del bagnino si limitava alla questione igienica dei vestiti in acqua dimenticandosi se, sempre per logica questione igienica, prima del tuffo tutti si erano fatti diligentemente il bidè.

La cosa non finiva lì, si accennava ad un ritorno

globale al pudore, ad una presunta rivincita della Chiesa nei suoi valori di castità morale con una vistosa diminuzione delle donne a seno scoperto sulla spiaggia, un ritorno a quello che era moralità prima

della liberazione sessuale degli anni '60 – '70. Grazie ad una nuova spiritualità religiosa giunta fino a noi grazie all'immigrazione o forse infastidite da attenzioni morbose ed affamate dei nuovi uomini arrivati al contempo critiche e sprezzanti.

Ero perplesso, era tutto vero?

mi lasciava il tempo per le mie cose personali, anzi,

erano circa tre anni che non mi fermavo al mare e l'ultima volta per un solo pomeriggio, se pensavo che abito a pochi chilometri dalla spiaggia e la maggior parte dei presenti aveva fatto almeno un centinaio di

Il mio lavoro non

chilometri per arrivarci, mi sentivo proprio male. Che fare, la notizia mi aveva incuriosito, decisi di fare una passeggiata sulla spiaggia per verificare di persona la veridicità della cosa, una lunga ed attenta marcia di alcuni chilometri sul bagnasciuga per fare una statistica sorprendente. Una sola donna a seno scoperto dalla apparente età di circa sessanta anni, con un tatuaggio della pace anni

'70 sul braccio, forse una irriducibile figlia dei fiori, aveva il coraggio di esporsi al sole in tanga completamente a suo agio, mentre le altre ragazze indossavano costumi abbastanza coprenti ed il massimo della trasgressione era quello di prendere il sole di schiena sdraiate su un asciugamano con le spalline slacciate. Il pomeriggio decisi di andare a vedere cosa accadeva su una spiaggia isolata meta di abituali nudisti, con sorpresa, vidi soltanto due donne senza reggiseno e un solo uomo completamente nudo che si aggirava sulla spiaggia alla ricerca di un qualcosa come un cane da tartufi, probabilmente era seccato di essere il solo. Nella notizia, anche se visibilmente redatta a tavolino, quindi c'era del vero, i seni al vento che non si contavano per la normalità raggiunta erano scomparsi dalle nostre spiagge e nessuna si sarebbe mai tolta il resto. Ma la trasgressione tanto sbandierata dai media, in

cosa consisteva?

cocco con allacci poderosi a piena vista della serie

Forse nei reggiseni a noce di

“sesislacciamiazzoppo” o dagli elastici delle mutandine tirati fuori dai pantaloni e tesi fino a

segnare la pelle per ricordare a tutti che la mattina se

le erano cambiate?

Cosa passa per la mente di queste insicure ragazze, vestite con un abbigliamento ultrasexy lontano dal

buongusto e con la testa da oratorio, ignare della fine seduzione, vestite da mangiauomini ma con la grazia

di un camionista?

Trasgressione è anche sensualità e buon gusto, è maliziosa provocazione e gioiosa cultura, una soave poesia come messaggio all'altro sesso della propria unicità, una raffinata arte del vedo e non vedo, da non confondere con l'uso di un reggiseno anni '50 di pizzo, nero a vista che fa tanto puttana e poco o nulla donna. Trasgressione è indossare un reggiseno invisibile che lascia un leggero movimento danzante al passo e marca due inequivocabili puntine sulla maglietta o la sua assenza che lascia intravedere maliziosamente i seni per pochi attimi con una posa occultamente e maliziosamente voluta. Ho un bellissimo ricordo di una ragazza che conosco, incontrandomi per strada, mi salutò con un sorriso ed un piccolo bacio sfiorato sulle labbra, mi prese una mano e delicatamente me la fece passare sul suo

fianco, aveva un vestitino corto, leggero ed attillato, poi mi sussurrò in un orecchio con un soffio “stamani non le ho messe”, poi con un sorriso si allontanò per

la sua strada sorridendo, camminava come su una

ipotetica riga con passo leggero e ritmato, la gonna accompagnava elegantemente il movimento dei fianchi, pensavo che sotto non aveva nulla, rimasi sconvolto dalla sua elegante sessualità fino a sera. L'uso improprio del vestito, ha fatto che con il tempo si sostituisse alla pelle, oggi ci immaginiamo nel nostro vestito come se fosse una parte estesa del nostro corpo, mutiamo atteggiamento con il vestito al quale affidiamo la nostra sicurezza, abbiamo perso il concetto corporeo e con esso anche quello della naturale ed elegante seduzione mostrando ad altri oggetti che si potrebbero tranquillamente ammirare in una qualsiasi vetrina.

La donna ha perso la conquista di se stessa, di potersi mostrare come opera d'arte della natura cedendo alla mercificazione del suo corpo imposta dalla moda. Una sessualità trasferita su di un pezzo di stoffa che orgogliosamente mostriamo in pubblico, non potevano imporre alla donna di non mostrare il seno, oggi le fanno mostrare il reggiseno, paese che vai,

burkini che trovi.

(Romeo)

L'Idolo Può esserci poesia in un piccolo racconto? Non esistono ne versi ne licenze, non ci sono ne terzine ne sestine, ma nei racconti si trovano sempre le emozioni, ci si immedesima nei personaggi e nella magia delle situazioni, L'Idolo è un racconto breve dove il paranormale attraversa improvvisamente la

paranoia per fondersi al fine di misurare se stessi.

paranoia per fondersi al fine di misurare se stessi. L'Idolo Corsa contro il tempo Come tutte

L'Idolo Corsa contro il tempo

Come tutte le mattine alle nove, Alberto era in mezzo

al traffico, sempre quella maledetta caotica strada

piena di auto ferme dove asfissiare con tutto quel gas

di scarico, la strada brulicava di persone in lento

movimento, i suoi alti grattacieli in vetro cemento ed acciaio, erano in famelica attesa dei loro lavoratori, pronti a divorarli anima corpo e mente fino a sera. Nel traffico caotico, chi poteva cercava d'ingaggiare una corsa di pochi centimetri sgommando per guadagnarsi una pole-position per ripartire come in una gara di formula uno, piccola inutile soddisfazione per immaginarsi vivi, potenti e non spersi e diluiti in

quella miriade umana che tutto assorbe e cancella. Era una mattina di sole, non una nuvola in cielo, fra poche ore, le auto si sarebbero arroventate sotto l'astro estivo rendendo ancora più penosa e difficile la già lenta circolazione, comunque non mancava poi tanto per raggiungere il lavoro, un quarto d'ora al massimo salvo complicazioni, più un tempo incalcolabile per trovare un parcheggio, ma quello era normale, una lotteria da sempre. Quella mattina Alberto era pensieroso, mescolava tutto nella sua testa, il lavoro, la famiglia, i suoi studi, le vacanze solo mentali e molto altro, lo stress faceva da padrone in tutte le sue azioni ed in tutti i suoi pensieri, le sue manovre non erano frutto di un ragionamento ma di abitudine, la sua mano si spostava sulla leva del cambio e sul volante in modo automatico, come automatici erano i movimenti dei piedi che volteggiavano fra i pedali del freno, della frizione e dell'acceleratore senza mai un risultato degno di nota, era piantato li ad aspettare, doveva soltanto attendere il momento che qualcuno davanti a lui fosse riuscito a muoversi e questo accadeva raramente. Il tempo passava inesorabile, il ritardo era ormai sicuro, chiedere per l'ennesima volta scusa al direttore per il ritardo adducendo la responsabilità al traffico o girare e tornare a casa adducendo un forte dolore intestinale causato da un cornetto alla crema avariato preso in un bar non so dove lungo strada?

Nervosamente

accese la radio, cambiò

ripetitivamente canale per poi spegnerla, guardò fuori dal finestrino la grigia strada fra i grigi ed anonimi palazzi pieni di anonima gente.

Lo circondavano, si sentì assediato da quella frenetica civiltà, il fiume meccanico era li imperterrito , rumoroso e puzzolente, non si muoveva, alla sua sinistra la corsia preferenziale del tram deserta, a destra quella delle biciclette, guardò anche dallo specchietto, nessuna bicicletta si avvicinava, si domandava, a cosa servivano allora quelle corsie vuote, forse a peggiorare lo scorrimento del traffico? Certamente con due corsie in più tutto sarebbe stato più veloce, ma l'amministrazione credeva fermamente in un servizio pubblico che non funzionava, se tutto avesse funzionato, a cosa sarebbero servite tutte

quelle macchine in strada si domandò

forse che tutti gli automobilisti siano dei masochisti

rimbecilliti?

dei vacanzieri o pensionati che possono permettersi

una salutare gita in bicicletta,

che puzza di scarichi, disse fra se, sopravvivi soltanto

grazie alla tua facoltà acquisita di vivere in semi

apnea,

la gente lavora, non si sono accorti che chi lavora ha fretta e che ogni ora persa al volante in un'auto bloccata è una perdita di denaro per il cittadino, per l'erario e per tutta la società? Perché quegli stupidi ti costringono ad interminabili

credono

credono anche che i cittadini siano

salutare poi, senti

ma non si sono accorti in quel comune che

attese ad una fermata di un autobus che mai ti porta

dove vorresti e quando vorresti ed alla fine sei sempre

a piedi, senza neanche un posto dove sederti, nell'auto

è vero sei bloccato, ma almeno un posto a sedere l'hai

trovato e nessuno ti starnutisce in faccia o cerca di portarti via il portafogli o allunga la mano sui tuoi pantaloni, non senti il fetore dei piedi e del sudore. Alberto guardò ferocemente nuovamente fuori del finestrino, una ragazza alla guida di una poderosa moto cercava di divincolarsi nel traffico, ma ce la farà con quelle gambine a reggerla, pensò fra se, o adesso

mi striscerà la fiancata scusandosi con un falso sorriso perché la moto le è sfuggita di mano o mi aggredirà dicendomi che soltanto degli anti ecologisti come me possono bloccare il traffico causando incidenti con la loro sola negativa presenza, ecco non ci vorrebbe altro, anche una lite per un graffio, si ma anche un graffio costa mezzo stipendio da quegli esosi dei carrozzieri, che cricca anche quelli, tamburellando con le dita sul volante, a loro il lavoro non manca e se lo fanno pagare oro, mentre io qui che faccio, fermo in mezzo al traffico senza essere pagato da nessuno, il mio misero stipendio di consulente e stimatore del museo mi da appena da vivere, un lavoro che ha richiesto anni di studi e di dolorose spese a mio padre per farmi guadagnare meno di un facchino, ne è valsa la pena o facevo meglio a fare il barista?

Forse si,

dell'avventura e della scoperta, quella che manca in

si, questo lavoro ha l'emozione

quasi tutti i lavori, l'emozione di avere in mano oggetti carichi di storia, oggetti scolpiti da civiltà di cui a mala pena conosciamo l'esistenza, come questo misterioso idolo che mi sono portato ieri sera a casa per studiarlo il meglio possibile e che adesso sto riportando al museo prima che il direttore se ne accorga, lui si terrorizzerebbe soltanto all'idea che un granello di polvere possa posarsi sopra, come se non sapesse che è stato sepolto nella terra per migliaia di anni su un cadavere in decomposizione. Ecco si sono tamponati, ora scendono, come da copione e si insultano, ognuno di loro a turno ricopre l'immagine di Senna e l'altro quella del ragionier Rossi che usa l'auto soltanto la domenica, ed io ancora qui come se il mio lavoro non contasse niente. Un pugno sul volante, un'imprecazione ed un colpo di clacson, guarda i due sconvolti uniti nel gesticolare verso di lui, niente, tutto è servito soltanto per guadagnarsi il primo vaffanculo della mattinata, forse quello sentito direttamente. Distrattamente guarda la borsa sul sedile accanto, sente un desiderio irrefrenabile di prenderla e di aprirla, all'interno il misterioso idolo ritrovato in una sepoltura di una sconosciuta civiltà precolombiana, l'osserva, lo ha fatto per ore molte volte senza risultati, ma adesso gli sembra diverso, il suo aspetto orrendo che probabilmente doveva incutere timore, di un timore oscuro ai suoi fedeli, sembra pacifico, le sue orbite vuote sembrano contenere qualcosa che prima

era sfuggito, fuori la situazione peggiora, dagli insulti sono passati agli spintoni e poi agli schiaffi, adesso come se non bastasse bisognerà attendere anche la polizia, nel massimo del nervosismo stringendo lo spaventoso idolo fra le mani urla “ Dio Dio basta! Ti prego, vorrei che tutto si fermasse! Vorrei che tutto fosse silenzio” una luce rossastra esce dalle orbite vuote, spaventato Alberto lascia cadere l'idolo nella borsa per richiuderla immediatamente, nervosamente guarda avanti nella speranza che le macchine siano

ripartite, no è tutto sempre li, ma

sono fermi in una posa strana, uno con una mano tiene lontano l'altro afferrandogli la gola, mentre l'altro ha un braccio piegato verso l'altro, sono immobili, si volta, tutto è immobile, tutto è silenzio. Spaventato esce dall'auto, tutto è fermo, tutto è silenzio, tutto si è fermato, tocca le persone immobili con lo sguardo perso nel vuoto come statue colorate, i vestiti non si muovono al passo, l'aria è ferma, non esiste vento. Alberto corre veloce verso l'auto lasciata aperta, la borsa è ancora li, la riapre e frettolosamente riprende l'idolo in mano, una luce rosso scura lampeggia molto lentamente nelle sue orbite vuote, l'idolo ha un sogghigno di morte impresso nella pietra, ora ha compreso, l'idolo ha dei poteri sovrannaturali, questo spiega molte cose del suo ritrovamento in quella tomba ritrovata nelle foreste dello Yucatan, vicino ad una voragine senza fondo che si apriva nella

i contendenti

boscaglia, posto in piedi sopra il cuore del sacerdote mummificato, dipinto con immagini di antichi scongiuri e di come la tomba fosse stata occultata maggiormente in tempi diversi e tutte le scritte con molta cura cancellate. Si spiegava il perché di quell'improvviso silenzio quando ritrovata la tomba, gli indios si erano chiusi senza dare spiegazioni a nessuna domanda per poi allontanarsi abbandonando la settimana di paga maturata nei loro lavori di scavo, loro che avrebbero fatto qualsiasi cosa per una sola manciata di dollari. Istintivamente rimette in moto la macchina, tutto funzionava, ma perché tutto funzionava mentre tutto era fermo? Se tutto si era fermato, perché sia lui che l'auto potevano ancora muoversi? Doveva andare subito al museo, li con calma avrebbe trovato la spiegazione, doveva correre, non perdere

altro tempo,

tempo in una situazione simile? Sorrise un istante prima di lanciare una maledizione a denti stretti, era tardi? Voleva tempo? Ore ne aveva finché voleva, sempre che poi sapesse cosa farsene. Aveva compreso ora che finalmente poteva fare tutto quello che voleva, dare sfogo a tutti gli istinti repressi, poteva violare qualsiasi regola, perché solo il tempo ha regole, per prima cosa invase la corsia delle biciclette, fra se pensava, “finalmente qualcuno che la usa”, schiacciò pesantemente il piede sull'acceleratore

tempo?

si poteva parlare di

rombando a forte velocità con la sua auto che sembrava scuotersi da anni di torpore, il semaforo davanti era rosso, “ma se il tempo si è fermato, anche le altre auto si sono fermate” disse fra se e senza voltarsi ai lati passo diritto, attraversò marciapiedi considerando i pedoni birilli di un videogame, la libidine di svoltare in senso vietato direttamente sulla corsia degli autobus con il rosso davanti ad un vigile mummificato in un gesto che incute obbligo d'obbedienza , la sua emozione era al massimo, neanche le famigerate telecamere piazzate in tutti gli angoli di strada potevano riprenderlo, era logico che fossero cristallizzate nel loro ultimo fotogramma. Mentre si recava al lavoro commettendo ogni più impensabile infrazione, pensò alla fine di deviare il suo percorso, la spiaggia, quella spiaggia così vicina, ma così lontana, quasi tutti i giorni la vedeva, ma da anni non aveva avuto il tempo di frequentarla, si, una buona nuotata poteva permettersela, tanto il tempo c'era, l'orologio era fermo alla solita ora, anche se avesse passato una giornata, il tempo sarebbe sempre rimasto fisso a quell'ora, un po tardi a dire la verità, ma accettabile se avesse fatto ripartire il tempo da quell'ora soltanto a destinazione. Il sole ancora non bruciava, era sempre mattina, ma una mattina calda, lo era stata anche la notte, raggiunta la spiaggia, cominciò a spogliarsi in macchina, si accorse che non aveva un costume da bagno nell'auto, lo aveva lasciato da anni chiuso nel

cruscotto nella speranza di un momento di tranquillità, ma oggi non c'era, qualcuno lo aveva tolto, frse sua moglie pensando che non serviva a niente li dentro, si, ma da quanto tempo, tempo? Ma che importanza aveva ora il tempo, che fare, doveva rivestirsi e rinunciare anche in quella inaspettata occasione? Si guardò intorno, scese dalla macchina e si diresse verso il mare, attraversò ombrelloni e bagnanti, tutti immobili, come i gabbiani che erano rimasti sospesi in cielo. Anche le onde erano ferme, il mare sembrava una cartolina per attirare i turisti, bello, invitante, ma immobile come una cartolina, camminando, vide vicino a se una ragazza che prendeva il sole con un piccolo bikini ed il reggiseno slacciato, le si avvicinò e la salutò, ma lei rimase immobile. Lui parlava della misteriosa sua situazione e di lei che era bella sotto il sole, che l'aveva notata in mezzo a tante altre, ma lei niente, era impietrita in quel- l'infinito istante. Si alzò deluso, poteva fermarsi con qualsiasi ragazza che voleva, ma nessuna le avrebbe mai risposto, si diresse verso l'acqua, si guardò ancora intorno rassegnato, a cosa serviva un costume se nessuno, trasformato come una statua di marmo, poteva ne muoversi ne vedere. Si tolse gli ultimi vestiti rimanendo completamente nudo e mosse i suoi passi verso la riva, anche la risacca era rimasta immobile, poteva camminare senza

provocare schizzi, affondava nell'acqua ma questa rimaneva sempre immobile. Si tuffò, ma neanche questa volta ci furono schizzi, dopo una lunga nuotata, ritornò a riva, si ricordò che era senza vestiti, ma questo non era importante. Vide un asciugamano su una sdraio, cercò di prenderlo, ma questo non si muoveva, sembrava incollato alla sedia, si guardò, strisciò la sua mano sulla pelle, era completamente asciutto.

Provò a tirare un calcio ad una palla vicino ai suoi piedi, niente da fare, la palla rimase immobile, unica cosa un dolore forte al piede, come se avesse calciato una palla di cemento ferma traffico infissa al suolo. Erano rispuntati i suoi pensieri professionali, cosa

stava accadendo?

spiaggia, cercò di spostare sdraio, giocattoli sparsi,

baciò di scatto sulla bocca una ragazza seduta al bar, ancora niente, tutto era come cementificato, stava sognando? Il dolore al piede gli fece subito comprendere che non stava affatto sognando, il dolore era reale ed aumentava ogni volta che cercava di toccarsi le dita del piede, zoppicava sulla sabbia riarsa. Ma cosa stava accadendo, una bruttissima statuetta di sasso ritrovata conficcata in un polveroso cadavere mummificato di uno stronzo morto chissà quando, poteva essere causa di tutto questo? Ritornò alla macchina, quella poteva muoversi, le portiere si aprivano regolarmente, girò la chiave e

cominciò a girare per la

tutto funzionava a meraviglia, ma avrebbe potuto fare rifornimento una volta finito il carburante? Aveva compreso che se la sua auto s fosse fermata, non ne avrebbe potuto usare altre, non si sarebbero mosse, la conferma fu un'auto ferma con il motore acceso, silenziosa, poteva solo dedurre che il motore era acceso perché c'era del fumo immobile attaccato al tubo di scarico della marmitta, altrimenti non esisteva nessuna differenza da quelle in sosta. Risalì sull'auto incurante del fatto di essere senza vestiti, questa volta guidò in modo normale, si era calmato, il silenzio gli giovava, mediava sulla situazione e su come avrebbe potuto affrontarla. Al primo semaforo rosso si fermò, dopo circa un minuto comprese che il semaforo sarebbe rimasto sempre rosso e si decise a passare, percorrendo la corsia dei taxi arrivò al museo. Posteggiò sul marciapiedi, scese e vide subito una donna con un braccio alzato che indicava verso di lui, si rese conto che era ancora senza vestiti, scappò e si richiuse immediatamente in macchina, cercò disperatamente i pantaloni, si rivestì velocemente, ma come poteva essere stato notato se tutto era ancora fermo? Ridiscese dall'auto, la donna era ancora li, con la faccia spaventata indicava nella sua direzione, anche altre persone dietro di lei guardavano ed indicavano nelle stessa posizione, riosservò attentamente la scena, si voltò, anche altri guardavano, ma in direzione

opposta, guardò attentamente in quella nuova direzione. Apparentemente non c'era niente da vedere, ma riosservando nuovamente la scena, si rese conto che stavano guardando verso l'alto, si rigirò, alzò la testa, vide un bambino sospeso nel cielo, era precipitato dal grattacielo, se il tempo fosse ripreso, in meno di un secondo si sarebbe sfracellato al suolo. Doveva soccorrerlo prima che il tempo riprendesse il suo corso, in quel momento di generale immobilità ed impotenza si sentì un supereroe dotato di grandi poteri, ma come fare per salvarlo? Non era molto in alto, al massimo 8 o 9 metri, troppi per cercare di prenderlo con una scala, una idea fulminea come risolvere il problema, legarlo con una corda a cappio facendola scendere da una finestra del palazzo. Sapeva benissimo che non aveva a disposizione niente di ciò che era fermo nel tempo, ma una corda c'era sempre in macchina, la teneva in caso di necessità nel bagagliaio, fece una corsa alla macchina ancora non era abituato all'idea che il tempo si era fermato, trovò subito la corda, entrò di corsa nel palazzo, guardò l'ascensore, era inutile chiamarlo, non si sarebbe mai mosso, cominciò a salire di corsa per le scale, passato il terzo piano, si sentiva il cuore in gola, ansimava in modo disperato, non era abituato a salire le scale ed il piede aveva ripreso a fargli male. Abitava al piano terra, il suo ufficio era al primo piano

del museo, ma mai una volta aveva rinunciato all'ascensore anche per scendere, neanche il giornale andava a prendere a piedi, l'incarico lo aveva Red il suo maestoso cane collie, così si risparmiava pure la fatica di portarlo a spasso. Imprecò ad alta voce, che stupido, devo correre proprio oggi che il tempo è fermo, rallentò cercando nervosamente dove aveva messo i fazzoletti di carta per asciugarsi il sudore, non li trovava, appena arrivato al quarto piano, passo la porta aperta della ricezione, vide dei fazzoletti sul tavolo bar, cercò di prenderne uno, ma era come incementato al tavolo, anche questo non si muoveva, doveva quindi capire il perché se voleva salvare il bambino, aveva sete, girò dietro il banco per prendere una bottiglia d'acqua, ma anche questa non si muoveva e neanche il rubinetto dell'acqua del lavabo voleva aprirsi, cosa stava accadendo? Cominciò a pensare in modo scientifico, un oggetto per muoversi doveva assorbire o liberare una quantità di energia, quando si muoveva assumeva una propria velocità calcolabile in metri secondo, ecco il punto esclamò, se la velocità con cui si muove un oggetto è legata allo spazio ed al tempo, il secondo è fermo ed equivale a zero, anche un oggetto qualsiasi non può percorrere uno spazio in tempo zero, la sua velocità sarebbe infinita, per cui anche la sua massa dovrebbe essere infinita e tutto questo è impossibile, per cui se un oggetto non viene caricato di energia infinita, non

può spostarsi,. Il ragionamento anche se semplicistico filava, ma

come faceva allora a respirare, l'aria a tempo zero non sarebbe entrata nei suoi polmoni, e l'acqua del mare non avrebbe potuto spostarsi al suo passaggio e l'auto

che funzionava egregiamente?

s'infittiva. Una cosa per volta si disse, il bambino sicuramente è ancora li sospeso fra il quarto ed il terzo piano arrivò alla finestra, era chiusa, cercò di aprirla, poi nervoso si levò una scarpa e la infilò ad una mano sferrando un violentissimo pugno al vetro, il dolore fu fortissimo, il braccio si muoveva a fatica e non riusciva ad aprire le dita della mano, il vetro imperterrito restava al suo posto senza avere emesso il minimo rumore. Già, il rumore, da quando aveva fermato il tempo, anche quello si era arrestato, non ci aveva fatto caso, abituato da sempre al rumore cittadino, la sua assenza non era stata paradossalmente notata, in seguito avrebbe meditato anche su questo strano fenomeno. Ma lui sentiva dolore, ascoltava nitidamente le sue imprecazioni, respirava, ma non poteva bere, avrebbe potuto mangiare? Tenendosi il braccio con l'altra mano percorse la sala, una finestra miracolosamente era aperta quel tanto che bastava per passare, si appoggiò sul davanzale e si sporse verso l'esterno, il bambino era proprio sotto a quella finestra a soli due metri sotto. Aveva le braccia aperte e le gambe rannicchiate, gli

il mistero

occhi scuri spalancati guardavano il cielo, la bocca era aperta in una smorfia di dolore, era li immobile nell'aria, poteva studiarselo attentamente per escogitare un miglior piano d'azione. Fece un cappio alla corda e la calò dalla finestra, con molto tentativi, riuscì a farla passare dalle gambe e serrarla sotto i ginocchi, provò a tirare, il nodo si strinse immobilizzando la presa, ma di movimento nessuno, tutto immobile, pensò quindi di legarla, ma lo assalì un dubbio, da che altezza stava precipitando? se la sua velocità fosse stata troppo elevata, facendo ripartire il tempo, la corda lo avrebbe ucciso all'istante invece che provocargli soltanto leggere ferite. Ripensò subito alla gente sulla strada che indicava, per avere avuto il tempo di osservare, il bambino doveva avere iniziato la sua caduta da molto in alto, il palazzo era di oltre 30 piani, se fosse caduto dalla terrazza del ristorante, la sua velocità aumentando di 9,8 metri al secondo, doveva ormai essere altissima, che fare? Non trovava una soluzione, poteva rilasciare al tempo il suo corso in qualche maniera ed il bambino sarebbe morto, poteva lasciare congelato il tempo, e lui stesso sarebbe morto di fame e di sete. Ma poi, se lui non avesse fermato accidentalmente il tempo, sarebbe arrivato sul luogo dell'incidente almeno un quarto d'ora dopo, non era certo lui il responsabile, quando lui sarebbe arrivato tutto era

accaduto, passato, lui non aveva colpe. Solo se avesse ora fatto ripartire il tempo, sarebbe stato certamente colpevole della morte del bambino, aveva fermato il tempo, ora lui era li, rispetto agli altri aveva anche dei superpoteri, non poteva tirarsi indietro. Che vigliacco sarebbe stato se non fosse intervenuto, aveva tutto il tempo che voleva, anzi, senza tempo tutto era infinito, ma lui era infinito? Imprecò ancora piangendo, morire per non far morire, vivere causando la morte di altri, se avesse accettato la morte per fame, cosa sarebbe accaduto dopo? Alla sua morte il tempo sarebbe ripartito da solo uccidendo il bambino e rendendo inutile il suo sacrificio o sarebbe rimasto congelato per l'eternità creando di fatto la morte di tutto il pianeta? Non lo sapeva, sapeva che qualunque cosa fosse accaduta, lui solo era il responsabile, un briciolo di potere in cambio di una responsabilità insostenibile. Tornò alla finestra, riguardò il bambino sospeso, la sua smorfia di paura congelata nell'infinità di un tempo cristallizzato, si sentì improvvisamente impotente, neanche quella situazione irreale da superman non gli serviva a niente. Pianse ancora per la sua incapacità e per la sua viltà, aveva compreso di essere un vile ed un incapace, si era sempre sentito forte e giusto perché niente lo aveva mai messo alla prova. Tornò lentamente all'auto, prese la borsa e l'aprì,

l'idolo lo fissava con quelle orbite vuote, nere e profonde come lo spazio, la luce rossa scura ora si contraeva lentamente, capì che anche quel remoto idolo lo considerava un incapace, chiuse gli occhi e lo strinse fortemente nelle mani pregandolo piangendo di farlo uscire da quella impossibile situazione, di liberarlo da quella inutile prova. Sentì un suono familiare, riaprì gli occhi, era la sveglia che suonava sul comodino, si trovava nel suo letto, la moglie al fianco ancora dormiva, aveva sognato tutto, ma doveva sbrigarsi ad andare al museo per riportare uno strano reperto che aveva preso per studiarlo tutta la notte, aprì la borsa per controllare, l'idolo era li al suo posto, con il ghigno di morte e le orbite vuote, non c'era tempo per pensare alle sciocchezze, doveva correre, era tardi ed il tempo passava.

Vento Come un soffio di vento vorrei avvolgerti a me, adornarti con le dorate foglie

Vento

Come un soffio di vento vorrei avvolgerti a me, adornarti con le dorate foglie offerte alla luce del sole dalla poderosa quercia solitaria del parco.

Vorrei far cessare ogni rumore dell'aere per ascoltare attento il tuo lieve respiro ed accordarlo all'ansimante battito del mio cuore.

(Romeo)

Neri pensieri

Perché il pensiero vaga e non si ferma, non decide mai di trovar giusto ostello per quell'anelato riposo che il corpo cerca. Senti ora le braccia e le gambe stanche, bruciore agli occhi e ronzio nelle orecchie la sedia non ti basta, la testa lato si reclina lentamente scivolano le mani verso il vuoto gli occhi lasciano scorrere nuove immagini caotiche e veloci, per fuggire al risveglio. Improvviso, un sussulto che riporta alla realtà . La mente reclama per l'insoddisfatto desiderio, un salto sul vuoto, verso l'opposta sponda volando, sul buio baratro delle incertezze cercando poi la solida terra per non cadere, uno slancio cieco di passione e speranza verso ciò che nel profondo sempre si crede. Pensieri che lasciano la corda tesa dell'arco, veloci cercano di raggiungere l'altrui pensiero. Perché in solitudine ci sentiamo piccoli e persi?

E' narcisismo od orgoglio, credere d'esser accolti? Ci sentiamo indispensabili per fare piccole cose, gloria e speme di quel lapalissiano quotidiano con gli occhi rivolti verso quel che c'illumina, decantiamo frasi fatte, scelte sul banco di mercato come se chi scrivesse, avesse avuta futura visione per quell'indispensabile palco di vita mondano. Chiediamo per noi amore come se tutto fosse dovuto, senza mai pensare cosa sia l'altrui desiderio e quanta storia sia scorsa negli occhi che fissiamo, quante parole siano passate dalle orecchie della persona che fortemente vogliamo. Neri pensieri che offuscano la strada della vita, insinuandosi prepotentemente nella mente forzando le porte dell'oscuro e tetro serraglio dei cattivi sentimenti incatenati a fatica dall'ora negato amore annichilitosi nel tempo. Egoismo, famelica fiera che bieca osserva Megera da lui liberata, col corrucciato volto, foriera d'odio e vendetta che dal buio arranca per scatenarsi sull'angelo adorato, ora morente. Neri pensieri, che le fiere liberano dall'oblio del

tempo

mossi dall'odio ed ispiratori di distruzione e follie,

psicopompi della nostra anima perduta nell'abisso

che porteranno tutto a certa e giustificata fine.

Il cuore batte veloce, il petto ansima, la luce

negli occhi spalancati che hanno cacciato il sonno,

la ragione divampa, quali sbagli, quali omissioni

sono state la vera unica colpa del perduto amore.

Cercherò parole di perdono che possano volare al cuore

per ritrovare la perduta pace e fugare i neri pensieri.

(Romeo)

La ricerca dello stile

Non tutti ci fanno caso, presi dalla storia e un po dalla superficialità, non entriamo in modo critico in quel che si legge. Con un po di attenzione, possiamo notare che in molti romanzi ed anche in molti film, il carattere culturale di tutti i personaggi è quasi identico, al di la delle parole e se finiscono per A o per O, uomini, donne e

bambini parlano tutti alla stessa maniera. Normale, i personaggi sono tanti, ma lo scrittore è uno solo ed i dialoghi escono tutti dalla sua fantasia, ne consegue che il grado culturale dei personaggi è soltanto uno, quello dell'autore. Per avere un ottimo romanzo, dovremo prima fare una storia, un brogliaccio dei personaggi ed in seguito trovare tanti autori quanti siano i personaggi, ogni

autore si limita a scrivere le parti del suo personaggio

e ad interagire con tutti gli altri.

Avremo un'opera dove gli uomini pensano da uomini

e le donne pensano da donne, dove i bambini parlano

con un linguaggio da bambino e la vecchia contadina

semianalfabeta non si diletterebbe in paroloni e voli filosofici. In un romanzo scritto da un uomo, le donne non parlano mai dei loro problemi pratici, non fanno discorsi accurati su un vestito o sulla scelta di un profumo, o di un reggiseno che stringe o di una calza che cala. Al contrario, in un romanzo scritto da una donna, gli uomini non parlano mai animatamente della partita di calcio o di come sistemare il motore alla propria motocicletta, sono mutevoli come le donne e cedono soltanto davanti ad esse. La poesia che segue è un esempio, come sarebbe

scritta se fosse stata dettata da un bambino?

Poche

parole ricorrenti, la famiglia, i giochi e la scuola, un senso del bene e del male legato al senso del bello e

del brutto, confidare sempre nell'arrivo di mamma e papà, qualunque sia la situazione.

Ero un bambino

mamma e papà, qualunque sia la situazione. Ero un bambino Ero piccolo, ero solo un bambino

Ero piccolo, ero solo un bambino io non ho mai visto l'alba da vicino, sempre al giorno la mamma mi svegliava quando li dalla finestra la luce entrava.

Con un piccolo bacio, un saluto ed un sorriso si fermava ad accarezzare piano il mio viso. Il giorno salutavo tutti dal giardino fra gli olivi, che siano stati grandi e piccini, buoni e cattivi.

A scuola sempre mi accompagnava la mamma, vita serena, di giochi e studi era il programma. Il pomeriggio ero dietro quella piccola chiesa che da lontano faceva udire la campana tesa.

Portavi la palla per giocare, poi restavi per cantare tutti noi bambini amavi quando non eri a pregare Era un giorno di festa, mi hai promesso un gioco ti ho seguito giù per le scale, sotto in quel loco.

Mi

hai toccato, sei cambiato, mi hai picchiato,

mi

hai spogliato a forza perché non ho giocato

con quel tuo pisello, hai fatto cose brutte, tanto male, volevo dirlo a papà, ma non ho risalito le scale.

Oggi sono ancora qua, nel buio della tua cantina, sotto le pietre del pavimento attendo la mattina, che mamma e papà mi diano ancora un bacino, perché mi hai fatto questo, ero solo un bambino.

(Romeo)

Il bambino non odia, non ha mai conosciuto l'odio, ma capisce che alcune cose sono sporche, il bambino in questa poesia non soffre della morte, perché anche quella non conosce, soffre per l'infinita attesa del mattino, della mancanza di mamma e papà, soffre per la mancanza del giorno e per una ingiusta punizione che gli è stata inflitta alla quale non trova spiegazione.

La Legge di Dio Per ogni popolo è molto importante insegnare, conservare ed osservare le

La Legge di Dio

Per ogni popolo è molto importante insegnare, conservare ed osservare le proprie leggi, anche se sono in continua evoluzione a causa del continuo ed accelerato cambiamento dei tempi, l'insieme delle leggi costituisce un legame del popolo alla sua terra.

Per quanto riguarda la Legge di Dio, le cose sono diverse, il devoto deve conservare intatto il volere divino e preservarlo da ogni manomissione (eresia) futura, Dio ha dato le sue leggi e soltanto Dio può

cambiarle, ogni atto dell'uomo rivolto al cambiamento

o

stravolgimento delle interpretazioni ha del malefico

e

come è scritto, sarà responsabile di tutte le altrui

colpe causate dalla sua manomissione dei sacri testi. Soltanto i profeti possono apportare dei piccoli

cambiamenti, ma sono limitati a delle interpretazioni

o a dei campi di azione, neanche loro possono

stravolgere il messaggio originale Accade nella religione cristiana che siano proprio i

vertici della Chiesa a cambiare le cose, a sostituirsi a Dio nelle sue legiferazioni e ad aggiornarlo in quanto ritenuto non adeguato ai tempi ed alle situazioni, al Padreterno stando molto tempo in cielo e poco in terra, sfuggono le necessità della chiesa e dei fedeli. La legge divina cambia, i 10 comandamenti diventano 9 e poi per magia o meglio, per miracolo, ritornano ad essere 10, sono cambiati, ma la Bibbia no perché non può essere toccata, cosa è accaduto, ma non sono

sempre gli stessi?

dubbio confrontiamo cosa è in nostro possesso. La traccia più antica, la troviamo nella Bibbia, nel libro dell'Esodo:

o qualcosa è cambiato, nel

1)

Io sono il Signore, tuo Dio, non avrai altri dei

all'infuori di me.,

2)

Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che

è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né

di ciò che è nelle acque sotto la terra, non ti prostrerai

davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

3)

Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.

Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo

4)

sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro;

ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio,

né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il

tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.

Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la

terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

5)

prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.

Onora tuo padre e tua madre, perché si

Ricordati del giorno di sabato per santificarlo:

6)

Non uccidere.

7)

Non commettere adulterio.

8)

Non rubare.

9)

Non pronunciare falsa testimonianza contro il

tuo prossimo.

Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non

desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

10)

Confrontiamo adesso la versione cristiana che viene insegnata:

Ascolta Israele! Io sono il Signore Dio tuo:

1)

Non avrai altro Dio fuori di me

2)

Non nominare il nome di Dio invano.

3)

Ricordati di santificare le feste.

4)

Onora il padre e la madre.

6)

Non commettere adulterio.

7)

Non rubare.

8)

Non dire falsa testimonianza.

9)

Non desiderare la donna d'altri.

10)

Non desiderare la roba d'altri.

Al primo sguardo sembrano solo più corti,

semplficati, guardiamoli meglio con una lente e con un confronto diretto notiamo che:

1)

*

--- Io sono il Signore, tuo Dio,

---

altro Dio fuori di me

////

Non avrai

Il primo non cambia molto, non avrai un altro Dio invece di usare Dei, il paganesimo si ritiene superato, ma Dio potrebbe essere confuso con un altro. *

2)

è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra, non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che

--- Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che

---

dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Il secondo comandamento è scomparso, il divieto di

fare immagini, contrasta con il culto delle immagini

proposto dalla Chiesa, il divieto di inchinarsi davanti a statue o immagini varie, viene scavalcato, viene anche cancellata la condanna verso coloro che odiano Dio e

la benedizione verso chi rispetta integralmente i

comandamenti. Il commercio delle reliquie e delle immagini consacrate, erano fondamentali per le casse della Chiesa, anche se simoniache, oltre alla necessità di

sostituire gli dei concreti dei pagani con un qualcosa

di

meno offensivo alla nuova religione. *

---

---

3)

Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo

Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. contro

2)

Non nominare il nome di Dio invano.

Da questo comandamento salta la numerazione, il terzo diventa secondo e si cancella la punizione inflitta a chi pronuncia il nome di Dio senza un motivo. Bisogna ricordare che Dio è un aggettivo, non un nome, l'obbligo di non usare il nome, sposta il nome

stesso sull'aggettivo, per cui l'uso dell'aggettivo è punibile in quanto surrogato del nome. Comunque nel messaggio stravolto, si comprende che il comandamento indica di non bestemmiare, un uso improprio del Suo Nome, mentre in origine non poteva essere pronunciato da bocca impura. *

4)

sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio,

né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. Contro

3)

--- Ricordati del giorno di sabato per santificarlo:

---

Ricordati di santificare le feste.

In modo evasivo, si cerca di non ricordare che il giorno di festa è il Sabato e non la Domenica, festa del sole cara ai pagani, nella traduzione inglese, domenica (giorno del Signore) si traduce in sunday (giorno del sole) non avendo subito cambiamenti, Gesù non chiese di santificare la domenica ed ignorare il sabato, si limitò a spiegare al popolo ebraico il vero significato, onorare Dio, non imporre il divieto di qualsiasi attività.

* Onora tuo padre e tua madre, perché si

prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.

---

---

5)

4)

Contro Onora il padre e la madre. *

 
 

---

---

6)

Non uccidere.

(5)

7)

Non commettere adulterio.

(6)

8)

Non rubare.

(7)

9)

Non pronunciare falsa testimonianza contro il

tuo prossimo.

(8)

 

Fino al penultimo comandamento tutto fila liscio, a parte la numerazione scalata di uno, ma adesso come potremo chiudere a 10, mica potevano dire che un comandamento non esisteva più. *

--- Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non

desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo

schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo. Contro

---

10)

9)

Non desiderare la donna d'altri.

Siamo arrivati al gioco di prestigio, il decimo comandamento viene frazionato in due nuovi

comandamenti, per cui la cui somma coincide, il miracolo matematico si è compiuto. *

--- Quanto vale quindi la Legge di Dio?

Chiesa sicuramente meno di quanto potrebbe incassare con il commercio delle grazie ed assoluzioni, messe a pagamento e servizi a cartello, vendita di santini, gite con visite e pranzi del

pellegrino, vendita di santini, statue e reliquie e chi più ne pensa, più ne metta. Resta incredibile come la menzogna e la falsificazione possa pacificamente convivere con la verità, nella stessa chiesa che mette a disposizione le Scritture originali e quelle falsificate con indifferenza, tanto nessuno se ne accorge, sarà forse questa

l'interpretazione "Il gregge del Signore"? …

ci chiamano pecore.

---

per la

perché

°°°°° * °°°°°

A cosa è servito questo capitolo forse fuori ruolo in un

libro di poesie, un significato profondo lo ha, la maggior parte degli artisti non vede di buon occhio la chiesa pur essendo propensi alla fede e a credere in un qualcosa di sovrannaturale, la stessa arte potrebbe essere definita la materializzazione del sovrannaturale

Gli artisti si sono prestati a fare opere per la chiesa, pur rendendosi conto che la loro spiritualità aveva come controparte una molto terrena cassetta. Il concetto ipocrita della chiesa, che da una parte predicava la povertà, mentre dall'altra sperperava somme favolose in palazzi arredi e chiese, la falsificazione delle reliquie e la mercificazione di qualunque cosa sacra, strideva con la purezza di cuore

e la sensibilità degli artisti additati spesso come eretici

o peccatori a causa del comportamento schietto. Papa Leone X nel 1517 nominò 30 nuovi cardinali. Ma fatti accuratamente i conti, i soldi incassati dalle nomine non coprivano tutte le sue spese, la cappella sistina era ancora a metà ed occorrevano molti soldi per finirla, quindi il Papa aggiunse un'altra nomina dicendo :"Ne ho fatti trenta, posso farne 31”, sembra che il seguito fosse “così potremo comprare nuovi pennelli e colori a Michelangelo perché finisca presto tutti i suoi lavori”

(Romeo)

Bella Nata bella da ammirare sempre bella da amare, sorridente per la vita felice con

Bella

Nata bella da ammirare sempre bella da amare, sorridente per la vita felice con la gente. Sfiora la pelle con le dita e dal profondo sente salire lenta l'emozione forte una tentazione la voglia di partire

per terre lontane senza dormire per intere settimane. Una grande borsa da riempire di corsa tanti colorati vestiti l'immancabile rossetto i suoi sogni ed i miti qualcosa per il letto. Ancora entra un sorriso per illuminare il suo viso

Romeo

Quando si scrivono poesie, si possono anche scrivere opere teatrali, il passo è breve, basta averne voglia e tempo. Se per scrivere una poesia basta un'emozione, per scrivere un'opera teatrale bisogna prima documentarsi, trovare luogo ed l'epoca d'inserimento, studiare attentamente tutti i costumi dell'epoca trattata, ricercare tutte le aspirazioni, la vita sociale e politica, il rapporto con la religione e non per ultimo ricercare

scritti degli stessi tempi per ritrovare le metriche di linguaggio. Quando tutto questo è ben chiaro nella nostra mente possiamo cominciare dal brogliaccio, ricostruire le scene e descrivere minuziosamente i caratteri di ogni personaggio. Si traccia definitivamente il percorso e lo suddividiamo in parti minori, adesso possiamo scrivere i dialoghi, ma sempre rileggendosi attentamente il caattere dei personaggi per non creare un soliloquio a più voci.

La mia opera teatrale cominciò con Korg, un manoscritto perso che difficilmente ritroverò, seguì Sogno, un'opera mimica con danza e poesia tutta rigorosamente in bianco e nero. Dopo una lunghissima sosta ripresi con il teatro romano, la prima Lupercalia e la seconda Floralia, al termine cominciai a scrivere Ostracon, ma è rimasto abbandonato ad un terzo dell'opera.

Ostracon

Temistocle e la guerra persiana

"Onda amara, il tuo signore ti infligge questo castigo perché l'hai offeso, senza aver da lui ricevuta offesa alcuna. Il Re Serse ti varcherà, che tu voglia o no. È ben giusto che nessuno fra gli uomini ti offra sacrifici, perché tu non sei che un fiume torbido e salmastro"

Che gli siano inflitte in mia presenza 30 frustate e consegnati i ceppi,

questo, Serse imperatore di tutte le terre fino a questo mare, comanda.

La Trama

Temistocle nato ad Atene tra il 530 e il 520 Figlio di Neocle della nobile stirpe dei Licomidi, del demo di Phrearrioi, dimostrò fin da bambino la volontà di diventare un capo del suo popolo, distratto e svogliato

nei suoi studi, si dimostrò attento nelle arti oratorie e marziali, crebbe ambizioso cercando di emergere nella vita della città di Atene fin da adolescente, si fece ben presto nemici ed oppositori, ma anche riuscì ad attrarre a se con la dialettica e spesso con l'inganno una buona parte della popolazione.

Determinante per la sua storia il contrasto con Aristide il giusto, per molti versi di personalità opposta, ma per altri molto vicini, i contrasti cominciano per avere l'esclusiva nei rapporti con l'efebo Stesileo del quale erano entrambi invaghiti, per continuare con alterne vicende fino ad una reciproca espulsione in tempi diversi dalla città di Atene per ostracismo.

Uomo politico e ottimo generale ateniese, fu eletto arconte nel 493, ma subito messo in secondo piano dall'azione vittoriosa di Milziade a Maratona (490), tornò a dirigere la politica ateniese dopo il fallimento della spedizione di Paro.

Espulsi gli Alcmeonidi suoi oppositori, propose e ottenne, adducendo a pretesto la ripresa della guerra contro Egina, molto credibile e temuta, ma pensando a una ripresa della guerra persiana, che riteneva certa comprendendo che la prima sconfitta fosse il sicuro preludio ad un attacco in massa, che i proventi delle miniere del Laurion venissero impiegati nella costruzione di navi; così la flotta ateniese crebbe di

100 triremi e trasformò il Pireo nel porto militare di Atene.

Allo scoppio della II guerra persiana Temistocle fu posto come stratego alla testa delle forze ateniesi; partecipò, sebbene ciò non rientrasse nei suoi piani, alla difesa delle Termopili; crollata tale linea di difesa, diede ordine alla flotta di ritirarsi nel golfo Saronico, ossessionato dalla valorosa difesa dei 300 di Leonida alle Termopili (480) e dell'occasione che offriva l'esercito persiano per fare grandi e memorabili imprese, fece abbandonare Atene, trasferendo i soldati a Salamina, mentre il resto della popolazione, donne, vecchi e bambini furono affidati a

Contro al parere degli Spartani e di altri popoli greci, Temistocle decise di impegnare in battaglia le navi persiane ai limiti del Peloponneso, indusse gli alleati a combattere nelle acque di Salamina ricorrendo anche all'inganno.

La vittoria del 480 fu un trionfo per i Greci e per Temistocle; nonostante nel 479 fosse stato sostituito nel comando da Aristide e da Santippo, la popolarità di Temistocle rimase inalterata; nel 476 fu celebrato da Frinico con le Fenicie e applaudito ai Giochi Olimpici. Avversato nel suo programma di avvicinamento ad Argo e sospettato di atteggiamenti tirannici, fu ostracizzato tra il 476 e il 471.

Prese allora dimora ad Argo da dove cercò di sollevare nel Peloponneso un moto democratico contro Sparta e di procurare ad Atene il dominio dell'Ellade. Dagli Spartani fu denunziato agli Ateniesi per aver cospirato con Pausania. Condannato a morte in contumacia, fuggì a Corcira e di lì a Efeso. Più tardi accolto da Artaserse andò a vivere a Magnesia al Meandro, in Caria, intorno al 465-464, che gli assegnò il dominio della città beneficiando delle rendite di Magnesia, di Miunte e di Lampsaco. Della sua morte, avvenuta alcuni anni dopo, forse nel 460, non si conosce né la data né il modo; secondo la maggior parte delle fonti si sarebbe suicidato a Magnesia al Meandro verso il 460 aC per non dovere ubbidire ad Artaserse e mettersi al comando di una spedizione contro la Grecia.

I greci ai quali aveva dedicato la sua vita e garantito la libertà con le sue vittorie e la sua politica, lo avevano esiliato, diffamato e poi condannato a morte in contumacia, ma lui restò sempre fedele alla sua patria fino alla sua morte.

Euterpe:

Io sono Euterpe, di patria caria,

ma da me, sappi, agli elleni è nato

il gran Temistocle, vincitor della gente aria.

Vi andrò a narrare del mio figlio donato alla causa greca, che servì da soldato

e ne diresse saggiamente la storia.

Di

Temistocle, mio figlio esiliato,

del

suo potere in Atene con gloria

del suo feroce destino nella terra dei vinti.

Vi narrerò del suo amore per la città di Atene

e

di come ricacciò in mare i parti spinti

e

del suo ardore contro Serse nelle vene

di come superò Leonida tornando vincitore

e di come l'invidia e l'ingratitudine siano più nefasta e di cor mentore

del peggior nemico in moltitudine

che sempre stima del valoroso la sorte e ne trae futuro orgoglio per la sua casta. Vi narrerò della vita e della morte, dell'amore e dell'onor che la sovrasta.

Possa alla fine della storia ritornar nell'Ade sazia della giustizia che squarcerà il ventre

al vile infame che colpito dalla verità cade.

(Romeo)

Sogno

Spettacolo teatrale drammatico, muto in un unico atto in bianco e nero.

Un vecchio artista girovago sopravvive in solitudine imitando Charlie Chaplin per la strada, un giorno conosce un bambino che si interessa al suo spettacolo di strada del quale è rimasto affascinato, è subito amicizia, arriva la madre del bambino maltrattata dal suo nuovo amante che la tiene come un oggetto. Subito in cuor suo se ne innamora per il suo cuore gentile animato da amore puro, fissa uno sperato appuntamento, ma per il povero girovago anche questa volta non arriverà nessuno, giunge la notte, si addormenta e sogna. Nel sogno il suo amore assume un valore spirituale lontano dalla triste realtà, la donna si trasforma in una ballerina del lago dei cigni fra volute di fumo, al suo risveglio trova un biglietto sulla panchina, lei si scusa, ma la sua vita è altrove, ha un bambino piccolo e cerca quella sicurezza di denaro che lui non le può dare con la sua vita incerta. Il cuore non regge e muore, ma i sogni espressione dell'anima non possono morire con lui, si perpetuano nel bambino che lo aveva visto recitare, allontanatosi dalla madre il piccolo da solo prova ad imitarlo

suonando il violino abbandonato ai piedi della panchina.

Sogno

Tenue sensazione che da dentro sale unica luce nella miseria umana unica ricchezza di coloro che sono ricchi di spirito. Irraggiungibile e pura storia d'amore che silenziosa esce dall'anima avvolgendo il corruttibile corpo. Raggio proteso verso altri sensibili sentimenti che come una fiamma di candela altre candele accende di vivida fiamma d'amore. Pallido raggio di luce argentato che se non accolto ritorna, per avvolgersi come una spirale su colui dal quale sorse ed in un ultimo lampo libera, la visione di ciò che non è mai stato umano e divino sogno.

Romeo

Korg eccolo ( fatto ritorno il cavallo è ritornato, ) è lui solo ad aver

Korg

eccolo (

fatto ritorno

il cavallo è ritornato,

)

è lui solo ad aver

Fra alto e basso medioevo in un piccolo e tranquillo borgo della Sassonia, vive una bella ragazza molto pura e devota che ha promesso amore eterno al suo bel fidanzato anche lui perdutamente innamorato di lei, si devono sposare, tutti e due lavorano giorno e notte per costruirsi una piccola casa al limite del bosco appena fuori dal villaggio dove andare a vivere insieme quando sposati. Una mattina arriva al villaggio un drappello di soldati dell'imperatore per arruolare nell'esercito volenti o

nolenti tutti i giovani di robusta costituzione per affrontare una improvvisa guerra ai limiti occidentali dell'impero. Anche il giovane promesso sposo viene prelevato a forza mentre sta lavorando alla costruzione della sua capanna, legato e caricato su un carro insieme ad altri giovani parte per la guerra. La ragazza apprende la notizia dalla vecchia madre ritornata dal mercato, si dispera, decide di partire da sola alla ricerca dell'amato, ma viene fermata, una diserzione da parte del suo futuro sposo sarebbe punita con la decapitazione, le conviene attendere fiduciosa il ritorno, lui è forte ed esperto, sicuramente tornerà. Passano due anni, ma la guerra continua, si tratta di un lungo assedio, ha notizie di lui, è vivo e spera in un veloce ritorno, il tempo ancora passa, ma lui non

ritorna, si reca dal priore per chiedere una grazia a Dio

e all'Imperatore, fa voto di servire sempre il convento

se riceve la grazia, la guerra è finita, i paesani sono

tutti ritornati, riferiscono che lui è stato fatto prigioniero e non si hanno più notizie, lei prega insistentemente, promette di prendere il velo e

rinunciare a tutto in cambio del suo ritorno, ma è tutto inutile, arriva in paese un vecchio mercante girovago

e annuncia di avere visto il giovane prigioniero, è

stato torturato, mutilato sulla pubblica piazza ed infine ucciso in modo atroce, squartato ed i pezzi del suo corpo appesi alle mura in pasto ai corvi.

Lei alla notizia in preda alla disperazione cerca di suicidarsi gettandosi sotto ad un carro, viene calpestata dai cavalli, ma sopravvive, si risveglia da un lungo sonno di alcuni giorni grazie alle cure della vecchia madre e di una vecchia guaritrice spesso sospettata di magia ma tollerata dagli abitanti per i suoi rimedi. Al risveglio è completamente diversa, è assente e silenziosa, guarda sempre lontano, non sente il dolore delle ferite, non cerca l'amato e sembra non riconoscere nessuno, la vecchia guaritrice impietosita decide di portarla nella sua capanna sul fiume per poterla meglio curare fino a quando potrà fare ritorno alla sua casa. Il tempo passa, le cure cominciano a fare il loro effetto, una notte durante un violento temporale si sveglia all'improvviso, è spaventata, chiede alla vecchia chi è e dove si trova, chiede del suo fidanzato, in silenzio piange fino allo spuntare del sole, la mattina è completamente distrutta, la vecchia si avvicina con un infuso caldo, ma lei rifiuta, vuole una sola cosa, la sua vendetta, tremenda come la morte del suo amato, dopo potrà morire per ricongiungersi al suo promesso sposo. La vecchia la sconsiglia, non avrebbe mai la forza necessaria per una vendetta, e nessuno la aiuterebbe, sono contadini non guerrieri e temono il potere, ma un rimedio ci sarebbe, potrebbe apprendere l'uso delle erbe con le quali salvare ed uccidere a piacimento,

con il tempo dalla vecchia apprende molto e alla sua morte decide di sostituirla nel suo ruolo, torna al villaggio, gira per le case in cerca di malati, li cura e li guarisce, la sua fama esce rapidamente dal villaggio e viene chiamata in città, aiuta i poveri ed i bisognosi con i soldi guadagnati curando i ricchi ed i nobili, improvvisamente in città avvengono delle morti sospette, prima alcuni comandanti dell'esercito, poi il conte con i suoi figli, nel frattempo si trasferisce nella città dove trucidarono il suo amato, riesce a farsi accettare a corte come guaritrice, ma anche li accadono morti misteriose ed orrende, il boia viene trovato legato in un porcile orrendamente dilaniato dai maiali, alcuni soldati delle carceri rimangono intrappolati in un sotterraneo da un incendio bruciando vivi, il figlio del re durante una cena beve un acido che lo uccide con atroci dolori, i sospetti cadono sulla guaritrice che approfittando di una guardia invaghitasi di lei riesce a fuggire per nascondersi in una grotta sulla montagna, viene trovata dalle guardie, imprigionata e processata, un lungo processo dove si cerca una verità ed una menzogna per nascondere altre verità, la giustizia si fonde alla perversione morbosa di un giudice malvagio, un lungo processo e detenzione in stato d'isolamento prima della morte in compagnia di una sola persona, Korg un barbaro giunto da est, brutto e deforme carceriere che si innamora silenziosamente di lei, la interroga sui fatti in segreto con umanità ed

umiltà, cercherà di difenderla in extremis al processo dirottando le domande degli inquisitori e chiedendo ad ognuno cosa avrebbe fatto in quei momenti di guerra e

di

giudicarla a suo modo.

Si

crea nel processo confusione ed incertezza, gli

stessi accusatori si accusano fra loro e finiscono per essere a loro volta inquisiti, la ricerca del demone si

sposta, tutti vengono a turno sospettati di tutto, viene richiesto l'aiuto al Papa che invia un alto prelato esperto di cose demoniache oltre che ad affari segreti

di stato, con l'incarico di sbarazzarsi dei nemici della

cristianità e salvaguardare gli interessi papali, lo stesso giudice scomodo al Papa viene condannato al

rogo, giurati e testimoni torturati, mentre le domande

di Korg si fanno sempre più precise ed insistenti

costringendo molti ad ammettere le loro colpe, l'alto

prelato ne approfitta e comincia a sbarazzarsi di tutte

le persone scomode assecondando sempre Korg nelle

sue fini domande ed inaspettate considerazioni, si deciderà alla fine di lasciare il giudizio ai viandanti ed

ai pellegrini di passaggio nella città, ognuno che

passerà sulla piazza sarà chiamato a giudicare, chi reputa la donna colpevole, dovrà frustarla personalmente, solo, davanti a lei legata completamente nuda ed implorante, qualcuno la condanna con durezza, molti non trovano la forza e l'assolvono, altri fuggono in preda ad un improvvisa crisi d'impotenza, solo al termine la giuria deciderà la sentenza, ma gli interessati non potranno udirla, le

vendette incrociate hanno falciato tutti gli accusatori. Viene assolta dai reati di stregoneria e dalle morti misteriose per mancanza di prove concrete, potrà andarsene, Korg la libera, ma lei sfinita muore serena fra le sue braccia.

Hilde: Ho trovato la morte per chi amandomi è morto, non ho saputo trovare la vita per chi amandomi ancora vive, ora in pace chiudo gli occhi portandomi la visione dei sogni. Korg: Quanto tempo ho atteso, quante notti ho

vegliato sognando un'altra vita, con gli occhi fissi al

cielo nella fredda notte stellata,

inutilmente sognato. Ingiusta sorte, racchiuso in un deforme corpo con il dono di una lucida mente per accorgermene ed una attenta vista per vedere anche lontano la giusta felicità negatami, mio Signore abbi pietà della mia sofferenza, offusca la mia mente perché non possa ricordare l'unico sguardo che mi ha fatto ricordare che anche io sono un uomo.

ho sognato

(Romeo)

Lupercalia Siamo alle origini del teatro popolare romano, un teatro che non ebbe la cultura

Lupercalia

Siamo alle origini del teatro popolare romano, un teatro che non ebbe la cultura e valenti scrittori come il teatro greco, ma la semplicità e l'ingegno, lo fecero amare dal popolo, anche re ed imperatori pur relegandolo a ruoli secondari non poterono fare a meno di alcune rappresentazioni care alla gente romana che avevano anche lo scopo di dare forza ed unione all'impero, pur temendo l'aspetto satirico che spesso li denigrava e metteva in piazza le loro debolezze.

Lupercalia è una antica raffigurazione in chiave nazionalistica della nascita di Roma ed un'auto celebrazione dei fasti imperiali, la storia iniziale in

chiave leggendaria che porterà alla fondazione di una città sacra ed eterna voluta dagli dei, generata da una discendenza antica di eroi fra cui Enea principe guerriero leale e di grande cuore in cerca di una nuova terra dopo la distruzione di Troia, gli stessi dei entrano in gioco anche come parte attiva dell'eletta famiglia regale nobilitando il sangue reale della futura città con Marte, insieme al primo giorno di primavera, giorno di forza creativa che sempre si rinnova, sorgerà una nuova civiltà che entrerà con forza di diritto nella storia dell'umanità e la condizionerà per sempre.

Lupercalia è una celebrazione religiosa antica, con raffigurazioni teatrali dai riti magici oscuri che si perdono nella notte dei tempi, è il rito della natura e delle forze che la governano, della pastorizia e della superstizione, un misto di riti dionisiaci e marziali con riti etruschi vecchi e nuovi ed altri ancora derivati probabilmente dal neolitico, Il rituale alla fine delle rappresentazioni, era celebrato da due ordini di eletti scelti fra la più antica e gloriosa nobiltà romana, fra cui un terzo aggiunto intorno al 50 a.C.di natura spuria dallo stesso Giulio Cesare che durò pochi anni.

Sicuramente per i suoi valori storici, rappresentativi e letterari, è una delle principali manifestazioni dell'impero romano, sarà anche l'ultima ad essere abbandonata agli inizi dell'era cristiana per essere in parte riesumata in epoca fascista anche se privata

della principale forza rappresentativa.

Profezie, complotti e capovolgimenti, amori impossibili e vendette, amore e sangue, riti e stregonerie, dei, principi e spettri percorrono tutta la storia rendendola unica ed appassionante per il suo mistero fin dai tempi antichi.

(Overtoure)

Canto di Roma, degl'olimpici dei e dei divi eroi. Canto dell'aratro che solcò la terra come lama di spada e come folgore affondò nella nera e gelida italica terra tracciando un profondo solco che presto si tributò di sangue. Canto di potenza nel suolo infusa, di vita pulsante che regalarono forti braccia di guerriero e contadino alla superba e decantata storia nel fioco mondo che da quell'alba, prese universale e divino orgoglio.

(Coro)

Bella sei Roma

quando il sole illumina i colli

ed il fiume rispecchia i ponti.

Candidi marmi sono la veste

di grandi opere sorte

per magnificare gli eroi che niente da invidiare hanno ai placidi e bellicosi dei. Grande sei Roma con i tuoi istoriati archi che videro passare vittorioso il poderoso esercito antico seguito dalla miriade dei vinti che stupiti di tanta magnitudine ai loro barbari e spogli lidi in molti non vollero tornare. Potente sei Roma fieri marciano i tuoi figli sulla selce col marziale passo, figli di Roma e non servi che ignavi nel barbaro mondo mai conobbero la comune gloria. Ovunque forti sono i rumori che viva fanno sentire l'Urbe.

Floralia

Floralia

dall'opera Floralis il trionfo della primavera (dramma teatrale)

Nell'antica Roma, dal 28 Aprile al 3 Maggio, si festeggiava la dea Flora, divinità femminile dedicata alla primavera ai fiori,alla fertilità e alle nascite in generale.

I Ludi Floralis, furono istituiti nel 238 a. C. per oracolo della Sibilla al fine d'ingraziarsi gli dei per avere una buona annata agraria, in seguito furono abbandonati, ma poi ripresi con regolarità dal 174 a. C. a causa ad una lunga carestia imputata proprio al fatto di aver abbandonato le celebrazioni sacre in onore della dea e di avere di conseguenza disinteressato Flora dal suo compito.

Il carattere licenzioso dei Floralia, con l'esibizione delle donne che si denudavano a teatro fra l'incitamento del pubblico, indicherebbe nella mentalità romana-italica un legame metafisico tra la sessualità umana e la fertilità vegetale, per cui stimolando l'una attraverso il rituale sacro, si stimolerebbe anche l'altra con la speranza di un copioso raccolto.

Le creature fantastiche che venivano interpretate erano un misto derivato da mitologia locale, orientale, egizia, condita da una buona dose di allegoria filosofica greca. Ogni compagnia interpretava a loro modo le storie rappresentate, ma i personaggi erano ben delimitati ed ognuno svolgeva i suoi ruoli prefissati.

Lo spettacolo era caratterizzato anche da un senso di superiorità che il popolo sentiva come parte integrante della sua appartenenza all'Impero, i teatranti non perdevano occasione per lodare il popolo e stimolare quello che oggi viene definito maschilismo, comune anche alla donna che diventava a sua volta esibizionista vantandosi della sua bellezza e della sua capacità amatoria alla stessa maniera in cui l'uomo vantava le sue doti virili.

Il senso della patria e dell'onore, la devozione agli dei più umani nei loro difetti degli stessi mortali, il concetto del rinnovamento che spostava le ambizioni sui figli e sulla gloria dell'Urbe, caratterizzava lo spettacolo con uno spirito oggi a noi non comprensibile a causa di falsificazioni politiche che hanno in noi denaturato il senso delle cose e delle parole.

Nulla quindi a che vedere con l'accusa postuma di spettacolo osceno e deviante nel quale si esibivano soltanto prostitute pronte a denudarsi per la felicità dei clienti, o alla mera attività di prostituzione blasfema di cui lo spettacolo era il solo messaggio pubblicitario. Va ricordato che all'epoca la nudità non aveva un valore morale, ma un valore unicamente sociale, il vestito indicava la casta di appartenenza e la cittadinanza, il grado

di ricchezza e di notorietà; nelle terme e nei bagni

pubblici, la nudità era la normalità, come lo era normale

nei rituali religiosi e nei ludi, nudi erano i teatranti greci anche se solo uomini e nudi si partecipava alle olimpiadi

ed ai ludi funebri, non da meno erano le feste dionisiache

che si trasformavano in vere e proprie orge pubbliche.

Lo spettacolo dopo 5 giorni di rappresentazioni pubbliche,

fra feste canti e grandi bevute in onore a Dioniso, si concludeva al sesto giorno con la manifestazione di

massa al circo, con i teatranti che inseguivano animali tipici da fattoria erbivori o granivori cercando di catturarli e con il lancio di semi di ogni tipo per augurare prosperità

nei raccolti.

Da queste pubbliche manifestazioni, in seguito nasce l'usanza del lancio di riso agli sposi in augurio di fecondità felicità e prosperità, usanza non certo gradita se fosse derivata dall'attività di meretrici da strada.

(Lode)

Splendida e sorridente dea magicamente vestita di luci e di colori gaio e lieve è il tuo passo di danza

nel giardino incantato del Mondo che col piede veloce sorvoli non filo d'erba al tuo passaggio si piega,

ma tutte s'inchinano le creature

davanti alla tua gaia bellezza che del profumo tuo s'inebriano.

Tiepida giunge a noi mortali l'area mossa dalle tenue tua veste carica degli aromi che ai fiori doni.

Gli occhi di iridescenti colori pervadi a tutti coloro che muti osservano l'ineguagliabile meravigliosa opera tua.

(Romeo)

L'amore per il teatro nasce per ultimo, dopo aver preparato tanti piccoli spettacoli, un mio amico, un attore e prestigiatore mi chiese di migliorare un suo spettacolo di strada. Non conoscevo molto bene il teatro di strada, ma scendere e trovarsi a contatto con numerosi personaggi sconosciuti, che improvvisavano piccole cose, privi di boria e di vana arroganza, mi ha veramente emozionato. Ho scoperto il lato poetico della vita da strada, fatto di sogni, speranze e tanta ingenua felicità, nessuno aveva paura della povertà, tutti vivevano di piccole cose che gli rendevano la vita felice, l'amore era alla base di tutto, quando c'era quello, tutto diventava marginale, ho visto più felicità dentro dei vecchi camper che dentro molte ville. Alcune tecniche di spettacolo erano veramente piene di fantasie, altre banali e scontate, le peggiori invece mi sembravano un paravento all'elemosina, un insulto ai veri artisti che fanno della strada e della quotidianità un palco d'arte aperto a tutti.

Dotti ed ignoranti, nullafacenti ed indaffarati si fermavano a guardare quelle cose diverse dalla loro unica fonte di conoscenza, la televisione, la notte alla luce dei lampioni e di fumose torce, regnava quella infantile meraviglia che riportava tutti ad essere eterni bambini, ho visto molti spettatori ben vestiti immedesimarsi negli spettacoli ed accettare felici l'invito a parteciparci, come comparse, se non come oggetti o manichini, ma la loro emozione era veramente forte ed in quel momento nessuno aveva paura di quella situazione lontana dalla realtà del loro lavoro. La strada è stata la mia università dello spettacolo, nella strada ho compreso che bisogna scrivere con il cuore, nella strada ho compreso la sofferenza di coloro che abitualmente ignoriamo. Nella strada scopri che tutti sono dei personaggi che vagano in cerca di un autore che gli riservi delle parti adeguate al loro brogliaccio, quando impari ad aspirarne l'essenza, tutti i personaggi delle tue opere prendono credibilità, rileggendo molti testi dei Gotha della letteratura, trovi un aria irreale, uomini e donne hanno i medesimi fini e problemi, colti ed ignoranti parlano tutti come dei laureati e gli ambienti sono invivibili per i loro abitanti. Lo scrittore compie un unico soliloquio che suddivide fra le parti, i personaggi diventano assurdi ed irreali, fino a quel momento mi era sfuggito, ma dopo rileggere certe cose che mi erano piaciute in passato, le trovavo ridicole ed opprimenti.

Terra insanguinata (canzone rap) Volti scuri velati, sguardi sempre vitali, tante uniche vite da sempre

Terra insanguinata

(canzone rap)

Volti scuri velati, sguardi sempre vitali, tante uniche vite da sempre mai uguali, braccia tremanti agitate al vento protese come alti rami nella spaventosa foresta scossa dalla tremenda improvvisa tempesta. Menti libere decise, per la libertà del Paese.

Di Dio nessuno è mai padrone dell'uomo vale soltanto la ragione, nessuno potrà far valere un diritto che non può mai avere.

Sfidano oggi la poderosa ira divina

dell'oscuro dio causa di tanta rovina. Suolo di Persia splendente oggi sei rovente sotto le alte fiamme tutto nel fumo è bruciato violentemente l'uomo da tempo è stato calpestato sotto la polvere grigia ed il giallo sole ardente.

Di Dio nessuno è mai padrone

dell'uomo vale soltanto la ragione, nessuno potrà far valere un diritto che non può mai avere.

Alte ora le grida, contro l'oppressore vacillante dall'unita folla compatta ed ora urlante, forte trema l'oppressore al suo passaggio comprende che negli opposti schieramenti, ci sono bandiere diverse, ma stessi sentimenti non mollare popolo, è l'ora del vero coraggio.

Di Dio nessuno è mai padrone

dell'uomo vale soltanto la ragione,

nessuno potrà far valere un diritto che non può mai avere.

Antica terra, da tempo soffocata, il popolo ti ama, non sarai dimenticata, ogni giorno muori, nel tirannico dolore all'inerme popolo, dal vile clero imposto dal Dio misericordioso sempre trova posto per chi ha giustizia e libertà nel cuore.

Di Dio nessuno è mai padrone

dell'uomo vale soltanto la ragione, nessuno potrà far valere un diritto che non può mai avere.

Da tempo violentato con il piombo e con la corda domani attendi, la nuova alba che solo il libero ricorda. Arido suolo intriso di sangue dallo schiavo popolo versato hai pronti i tuoi lugubri vermi per accogliere gli assassini che violarono la storia, per questioni di soli quattrini risorgi splendido pavone, un nuovo splendore ti sarà donato.

Di Dio nessuno è mai padrone

dell'uomo vale soltanto la ragione, nessuno potrà far valere un diritto che non può mai avere.

Nel giorno dell'ira, nessuno può contenere l'inarrestabile popolo, oggi assetato di libertà.

(Romeo)

Arriverà Nibiru il fantomatico pianeta killer avvistato dai telescopi di Hollywood, impatterà presto sul grande schermo con apocalittici incassi al botteghino e i poli cambieranno con la loro disastrosa conseguenza, dovremo tutti cambiare le bussole, compresi quelli che l'hanno già persa da tempo.

compresi quelli che l'hanno già persa da tempo. Armageddon Ci saranno guerre e malattie, terremoti ed

Armageddon

Ci saranno guerre e malattie, terremoti ed inondazioni,

ovunque regnerà il disordine e l'uomo sembrerà avere dimenticato Dio, questi saranno i primi segni che indicheranno la fine dei tempi.

Così tuonano le sacre scritture non poi molto dissimili

da una religione ad un'altra, tutto sembra coincidere, il

fuoco che arriverà dal cielo, le stelle che cadono, sembrano denunciare asteroidi che cadranno sulla Terra e missili nucleari, mostri volanti a 7 teste, un modo forse per descrivere missili a testate multiple. Ma questa fatidica data, Dicembre 2012, sarà veramente l'ultima o dovremo archiviarla fra le centinaia di date presunte di catastrofi e fine dell'umanità passate poi inosservate o dimenticate? Non so di preciso che cosa abbia combinato l'uomo per meritarsi il Diluvio, ma visto quello che accade ultimamente, fossi nei panni del Padreterno, quasi quasi qualche angelo a fare una spazzatina ce lo manderei per queste sudice strade. Varrà sicuramente il detto che ognuno comincia prima a spazzare a casa propria, ripulire la loro chiesa ed il vaticano sarà un'impresa biblica, banchieri di vari malaffari, corrotti, ipocriti e falsi benefattori, folli, fornicatori, simoniaci e pedofili, assassini e torturatori, truffatori e mistificatori costituiscono un vero e proprio esercito organizzato, una cupola longeva che ha sfidato i millenni forte di quei non molti che con la loro vera fede sono riusciti a far da braghe alle vergogne di tutta la chiesa. Che sta accadendo in questo povero mondo, colpito da continui anatemi di maghi e santoni del paranormale e del normale che così normale non dovrebbe essere. Dissesti finanziari che regalano a quasi tutto il mondo una eguaglianza al basso e ai soliti pochi quel rimanente che sarebbe inutile dividere visto che gli

altri sono troppi e non saprebbero che farsene. Politici incapaci, ladri ed arroganti, usurpatori di cariche senza consenso popolare, colonnelli e dittatori hanno portato il mondo alla rovina, c'è ancora bisogno d un intervento divino per la distruzione quando funziona alla perfezione il fai da te. Se questo dovesse avvenire, come per il diluvio,

lascerei qualche lacrima per i poveri animali piccoli e inconsapevoli travolti da un estraneo destino. Tornando ai Maia, quasi mi verrebbe voglia di comprarmi una Ferrari rossa fiammante con il pagamento in un'unica rata al 31 dicembre 2012, però

lo spirito commerciale mi indicherebbe di fare

l'opposto, vendere tutto con pagamento differito a quella scadenza, tanto se il mondo dovesse finire, non fallirei, ma se questa data si rivelasse una panzana, lo spumante lo stapperei felicemente da Paperone il primo di gennaio dell'anno successivo, non chiamiamolo 2013 per favore, porterebbe nuovamente sfiga anche questo.

Resta la visione poetica della vita, il mondo finirà, metteremo la parola fine a tutte le ingiustizie ed a tutte

le tristezze, avremo un mondo nuovo, vergine, ci

accoglierà cresciuti con il nostro bagaglio di esperienze, questa volta trattiamolo meglio,

consideriamo che ogni cosa racchiude un'anima piena

di sentimenti, per cui merita rispetto e considerazione.

Romeo

I gabbiani sono sempre stati un simbolo di libertà, nel gabbiano ci immaginiamo liberi di

I gabbiani sono sempre stati un simbolo di libertà, nel

gabbiano ci immaginiamo liberi di viaggiare sui mari

e nei cieli, di poter esplorare scogliere vertiginose e di poter affrontare tempeste.

Il Gabbiano è sempre stato un simbolo di salvezza dei marinai perduti nel mare, l'avvistamento di questi splendidi uccelli, indicava che la terra era vicina.

Gabbiani

Volteggiano in cielo i gabbiani chiassosi, l'acqua del mare è rigata di rosso e d'arancio, il tiepido sole stanco e cadente della sera cala fino a sprofondare sul lontano orizzonte.

L'argentea scogliera, ripida ed ornata di verde, culla dei piccoli ignudi da pochi giorni nati che agitati aprono il becco per il pasto la sera, scurendo dona alla sorgente luna i suoi colori.

Quando qui guardo i gabbiani liberi nel cielo il tempo per me si ferma e stupito osservo i liberi naviganti dell'aria e dei grandi mari come un bambino, come fosse la prima volta.

I gabbiani si diradano per sparire nella scogliera torna il silenzio, si vede la prima lucente stella che fa strada alle infinite altre per riempire il cielo soffia il vento di terra, è notte, leggero torno a casa. (Romeo)

Non è difficile trovare in cielo il Grande Carro, questo aiuta per rintracciare la piccola

Non è difficile trovare in cielo il Grande Carro, questo aiuta per rintracciare la piccola stella polare che è l'ultima del Piccolo Carro meno visibile.

Basta ruotare la distanza fra la prima e l'ultima stella dell'Orsa Maggiore allineandola alla seconda, la stella che troviamo è proprio la Stella Polare.

Stella polare

Pallida stella, luce tremante

lontana, nel buio profondo

della scura volta che ci sovrasta.

Nell'immaginario vista legata

dalla volontà di dimenticati dei ad altre lontane tremule sorelle. Da molto tempo unica guida di chi solcava l' oscuro mare per raggiungere terre lontane. Le notti ti rifletti sul freddo abisso che s'apre sotto l'insicuro legno calcato dall'intrepido lupo di mare.

(Romeo)

Brezza Sullo scoglio, verso il mare protesa come un'antica emblematica polena anima e guida del

Brezza

Sullo scoglio, verso il mare protesa come un'antica emblematica polena anima e guida del veliero fra i flutti attenta scruti il limitar d'orizzonte. Osservo i tuoi neri e lunghi capelli mossi come il crine di un libero destriero dalla forte brezza liberata dall'orcio, dall'invisibile figlio di Poseidone. Risplendono al sole prossimo all'orizzonte con fulminee scintille i tuoi neri occhi

mentre al corpo aderisce la sottile e corta veste

esaltando le veneree e curvilinee forme.

Mai ti avevo vista così, splendida come dea,

come non avevo intuito le tue sinuosità celate,

grazie mare di aver guidato fino allo scoglio

il liberato e forte veritiero soffio di Eolus

donator d'un eterno indimenticabile ricordo.

Romeo

Vedo la donna come una dea che lasciò la natura per seguire il richiamo dell'uomo abbandonato triste e solo sulla terra.

Quando si incontrano l'uomo e la donna possono rifondersi con essa, dall'unione scaturisce tutta la loro bellezza e tutta la loro poesia spirituale, ora che liberati dall'orpello imposto dalla fredda società ritrovano la gioia e la poesia corporea.

Le origini ignote

La mia origine è avvolta nel mistero, scandita da un odio familiare strisciante che ha portato sempre tutto e tutti alla rovina, una sagra della stupidità che portò dalla ricchezza alla miseria in poco tempo.

Come all'antro di Cuma ho raccolto le foglie, ognuno aveva nel tempo lasciato un piccolo messaggio o un piccolo ricordo, risposte veloci ad un ragazzino curioso che era attorniato da tanti oggetti misteriosi.

Quando era ospite in villa, udivo storie di guerre e di congiure, vidi pistole da duello gelosamente custodite, bandiere con stemmi e quadri di uomini impettiti con i baffi, donne vestite dal mento ai piedi con ampie gonne e merletti, ognuno aveva una sua storia, in quelle buie stanze, ma in parte segreta. Un mistero indecifrabile fu la bandiera con la corona ed il nonno 33 dell'officina scozzese del quale poco o nulla è trapelato, il disprezzo verso la regina inglese Elisabetta I e storie di terre lontane mi incuriosivano, una vecchia zia mi raccontò delle origini scozzesi e di come erano fuggiti dopo l'ultima sconfitta cattolica.

In questo paese che ho amato e stimato, mi hanno fatto sentire straniero, mai una volta ho avuto giustizia, con il tempo ho compreso che la legge ama chi ha soldi per mantenerla e odia chi la chiede per giustizia.

La mente ritorna a quelle terre lontane che non ho mai

raggiunto nonostante i numerosi viaggi per il mondo, una inconscia sacralità, ma a 100 km da Edinburgh tornai indietro, non mi sentivo pronto.

Oggi dopo molti anni, sento avvicinarsi il momento che dovrò sedermi su quella terra, che dovrò vagare per il campo di Culloden per poi accendere un fuoco dove sentirò di farlo.

Anche se non ne comprendo i motivo, sempre più spesso sento questo richiamo.

i motivo, sempre più spesso sento questo richiamo. Culloden, l'ultima battaglia per la libertà della

Culloden, l'ultima battaglia per la libertà della Scozia 16 Aprile 1746

La Caledonia Celtica

Scottish Flag Bagpipes
Scottish Flag
Bagpipes
Dunnottar Castle Stonehaven Edimburg Castle
Dunnottar Castle
Stonehaven
Edimburg Castle
Celtic Graveyard Old Scottish Army
Celtic Graveyard
Old Scottish Army

Caledonia

I don't know if you can see

The changes that have come over me In these last few days I've been afraid That I might drift away So I've been telling old stories, singing songs That make me think about where I came from And that's the reason why I seem So far away today

Oh, but let me tell you that I love you That I think about you all the time Caledonia you're calling me And now I'm going home If I should become a stranger You know that it would make me more than sad Caledonia's been everything I've ever had

Now I have moved and I've kept on moving Proved the points that I needed proving Lost the friends that I needed losing

Found others on the way

I have kissed the ladies and left them crying Stolen dreams, yes there's no denying

I have traveled hard with coattails flying Somewhere in the wind

bagpipes

Caledonia

Io non so se tu puoi vedere I cambiamenti che sono venuti su di me In questi ultimi giorni passati ho avuto paura Che io posso allontanarmi

Così ho raccontato vecchie storie, cantando canzoni Che mi fanno pensare da dove venivo

E questo è il motivo per cui mi sembra

Così tanto lontano oggi

Oh, ma lascia che ti dica che ti amo Che io penso a te tutto il tempo Caledonia mi stai chiamando

E ora sto andando a casa

Se dovessi diventare un estraneo Voi sapete che questo mi renderebbe più triste Quello della Caledonia è stato l'unico pensiero Che io abbia mai avuto

Ora mi sono mosso e ho continuato a muovermi Ho provato le cose che avevo bisogno di dimostrare Ho perso gli amici che avevo bisogno di perdere Altri ne ho trovati sulla strada Ho baciato le donne e le ho lasciate piangendo Sogni rubati, sì, non si può negare Ho viaggiato duro con l'obbligo di volare Da qualche parte nel vento

------- Cornamuse -----------

Oh, but let me tell you that I love you

That I think about you all the time Caledonia you're calling me And now I'm going home If I should become a stranger You know that it would make me more than sad Caledonia's been everything I've ever had

(Chorus) Now I'm sitting here before the fire The empty room, the forest choir The flames that could not get any higher They've withered now they've gone But I'm steady thinking my way is clear And I know what I will do tomorrow When the hands are shaken and the kisses flow Then I will disappear

Oh, ma lascia che ti dica che ti amo Che io penso a te tutto il tempo Caledonia mi stai chiamando

E ora sto andando a casa

Se dovessi diventare un estraneo Voi sapete che mi renderebbe più che triste Quello della Caledonia è stato l'unico pensiero Che io abbia mai avuto

(Chorus) Ora sono seduto qui davanti al fuoco La stanza vuota, il coro della foresta Le fiamme che non hanno potuto lanciarsi più in alto Si sono sfinite ed ora se ne sono andate

Ma sto pensando costantemente la mia strada è chiara

E so cosa farò domani

Quando le mani tremeranno ed i baci si affievoliranno

Io poi sparirò.

Quando ho udito questa canzone per la prima volta, ho avuto i brividi, sentivo come mille voci che mi chiamavano, che chiedevano perché del mio ritardo. Ma io non ho nessuna certezza delle mie origini, tutto è stato abilmente celato e nulla è visibile o dimostrabile, lascio quindi all'emozione, al richiamo del sangue la decisione ultima. Una voce che ti chiama attraversando i secoli, anche questo mistero è poesia.

Non resta che salutarci, ti ringrazio per avermi seguito nel mio mondo, un mondo per alcuni incantato e per altri quello dei folli, spero non t'importi a questo punto di fare il conto del tempo passato insieme, ma che tu abbia trovato un angolino dove racchiudermi fra i tuoi sentimenti,

Dal dolce stil novo chi ha un cuore per riceverlo.

sempre ci sarà amore per

Al cor gentil rempaira sempre amore come l’ausello in selva a la verdura; né fe’ amor anti che gentil core, né gentil core anti ch’amor, natura:

ch’adesso con’ fu ’l sole, sì tosto lo splendore fu lucente, né fu davanti ’l sole; e prende amore in gentilezza loco così propïamente come calore in clarità di foco.

Foco d’amore in gentil cor s’aprende come vertute in petra prezïosa, che da la stella valor no i discende anti che ’l sol la faccia gentil cosa; poi che n’ha tratto fòre per sua forza lo sol ciò che li è vile, stella li dà valore:

così lo cor ch’è fatto da natura

asletto, pur, gentile, donna a guisa di stella lo ’nnamora.

Amor per tal ragion sta ’n cor gentile per qual lo foco in cima del doplero:

splendeli al su’ diletto, clar, sottile; no li stari’ altra guisa, tant’è fero. Così prava natura recontra amor come fa l’aigua il foco caldo, per la freddura. Amore in gentil cor prende rivera per suo consimel loco com’ adamàs del ferro in la minera.

Fere lo sol lo fango tutto ’l giorno:

vile reman, né ’l sol perde calore;

dis’omo alter: «Gentil per sclatta torno»; lui semblo al fango, al sol gentil valore:

ché non dé dar om fé che gentilezza sia fòr di coraggio in degnità d’ere’ sed a vertute non ha gentil core, com’aigua porta raggio

e ’l ciel riten le stelle e lo splendore.

Splende ’n la ’ntelligenzïa del cielo

Deo crïator più che [’n] nostr’occhi ’l sole:

ella intende suo fattor oltra ’l cielo,

e ’l ciel volgiando, a Lui obedir tole;

e con’ segue, al primero,

del giusto Deo beato compimento, così dar dovria, al vero, la bella donna, poi che’n gli occhi splende del suo gentil, talento che mai di lei obedir non si disprende.

Donna, Deo mi dirà: «Che presomisti?», sïando l’alma mia a lui davanti. «Lo ciel passasti e ’nfin a Me venisti

e desti in vano amor Me per semblanti:

ch’a Me conven le laude

e a la reina del regname degno,

per cui cessa onne fraude». Dir Li porò: «Tenne d’angel sembianza che fosse del Tuo regno; non me fu fallo, s’in lei posi amanza».

(Guido Guinizzelli)

Laura la mia dolce amica

Laura, una mia amica, la mia dolce e sensibile amica

di penna, non l'ho mai vista ne conosciuta, ci siamo

soltanto scritti più volte, un passatempo serale lo scrivere, fare salotto in pantofole senza rumore, poter ospitare molta gente in 40 centimetri di tastiera senza nessuna formalità. Dovrei definirla un'amica virtuale, ma quando in

quello che si scrive, si lascia l'immagine dell'anima, il mondo è reale, la persona è eterea e presente. Laura ha cor gentile e percepisce le sensazioni, con discrezione resta vicina, anche quando sa che non vuoi sentire nessuno ed il suo pensiero sa far restare legato al cuore nel tempo. Laura, un nome che ha ispirato il Petrarca che scrisse

di lei:

Non era l'andar suo cosa mortale ma d'angelica forma, e le parole sonavan altro che pur voce umana; uno spirto celeste, un vivo sole fu quel ch'i' vidi, e se non fosse or tale, piaga per allentar d'arco non sana.

Laura ha aperto uno spiraglio del suo cuore per farmi vedere, oggi per lei scrivo:

Non ti dimentico Quando credi in solitudine che tutto sia alla fine, guarda, una nuova

Non ti dimentico

Quando credi in solitudine che tutto sia alla fine, guarda, una nuova vita felice è all'orizzonte, chi ha camminato con te e stanco ti ha lasciato, ti chiede ora di non voltarti per cercare le tue orme. Con infinito amore dice: la tua strada è davanti a te, percorrila, portami avanti nel tempo insieme con te, con tutti i ricordi passati insieme, perché io no, non ti dimentico e non voglio essere dimenticato.

(Romeo)

Buonanotte buonanotte a tutte le stelle, buonanotte alla pallida Luna e ai gatti bigi innamorati

Buonanotte

buonanotte a tutte le stelle, buonanotte alla pallida Luna e ai gatti bigi innamorati

che corrono veloci sui prati. Buonanotte a chi beata le labbra socchiude, alle rane che cantano nella palude, buonanotte alle donne belle, amore non dimenticar nessuna. Sogna felice, dolce amica mia sicura che l'amore non vada mai via.

(Romeo)

Perchè scrivo? Tutto quello che ho nel cuore deve uscire. Ecco perchè. (L. van Beethoven)

La parola

quando il libro è finito e non ha lasciato ne ricordi, ne emozioni.

” FINE “ la mette sempre il lettore,

Indice

Prefazione

2

Scrivere, perché farlo?

4

Un Naif fra futurismo e romanticismo

8

Guarda la mia mano

11

Il

Baratro

12

Fiori di ciliegio

14

Visioni e profumi di Primavera

16

La Poesia della Natura

17

Goccia

18

La poesia della Pioggia

19

Pioggia

20

Il

dono dell'amore

21

U

pisci spadu

22

Il

Valore Spirituale delle altre Creature

26

Cantico delle creature

27

Il

mio cane

30

Il

Cane

34

Sguardi fuggenti

35

Imprinting d'amore

37

Cerca una stella

41

Sei padre

43

L'Amor caduto

45

Sentiero

47

Il

Dente di Leone

49

Occhi di donna

52

Labbra socchiuse

54

Donchisciotte

57

Waiting

59

Silenzio

62

Anni 70

67

A

Waterloo si congeda l'onore

72

Il

nemico invisibile

75

Afganistan

76

La terra dei sogni

79

Indifferenza

81

La cartolina

83

Il

suonatore di pianola

84

Spiccioli

88

Rosa di sale

89

Il

corridoio

91

Sotto il vestito niente

92

Diario di viaggio

96

Visioni e profumi di Primavera

100

La Poesia iniziatica

101

Tamburi lontani

102

Il

Sasso

106

Quando l'amore ha gli occhi a mandorla

107

La pelle

109

Sicura è la notte

111

Apuane

113

Dedica di amore

114

Vorrei

115

Solitudine

116

Immagini

117

Occhio lucente

120

Correre

121

Il

destino magico

122

Piano Sottile

126

Pietra

128

Il

Verme

129

La Fortezza

130

Immagini nella notte

131

Colori

134

Sauro

138

Burkini trend

140

L'Idolo

145

Vento

162

Neri pensieri

163

La ricerca dello stile

165

Ero un bambino

167

La Legge di Dio

169

Bella

179

Ostracon

183

Sogno

189

Korg

191

Lupercalia

197

Floralis

202

Terra insanguinata

207

Armageddon