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BRESCIAOGGI

Marted 31 Dicembre 2013

RIFLESSIONI

Aproposito digiornali
Gentile direttore, questa non una lettera, ma un semplice ringraziamento per avermi sopportato per altri 12 mesi di assillo, per aver pubblicato molto di ci che ho scritto e molto di quanto avviene nel consiglio comunale salodiano e dintorni: in ogni caso il prossimo anno ricomincer. Certo per che non si possono solo inviare lettere al direttore e scrivere solo per quello, ma certo che il giornalismo ancora oggi, nonostante i tablet, I-pod, e cento diavolerie, quello che nel lontano 1911 avevano scritto i docenti della universit del Missouri, Walter William e Frank Lee Martin, nel loro libro, memorabile, La pratica del giornalismo: Il giornalismo non nellessenza, lattivit dello stampare e del pubblicare, ma larte di raccogliere e presentare le notizie ed i commenti relativi, di discutere i pi disparati problemi sui quali intrattiene, informa, istruisce. Esso fornisce il ritratto e linterpretazione della vita umana in ogni suo aspetto, e quanto pi tempestivo ed attuale, tanto pi im-

per scatenare le risa dei compagni. Vedere una bimba di sei anni sui gonfiabili che, ad ogni accenno della mamma a parlare con qualche adulto, scende e prepotentemente chiude la bocca con le mani folle! Genitori preoccupati che i loro figli vengano additati agli altri perch non hanno lultimo modello di cellulare o capi di vestiario griffato miseria. Mia madre si curava di me e io a mia volta di mio figlio, preoccupandoci che non combinassero guai, non certo che fossero allultima moda. Che guai stiamo combinando. Manca il coraggio di andare controcorrente. Incolpare la societ riduttivo. Riprendiamo le redini in mano prima che tutto sia deserto. Se gli adulti dormono i maleducati regnano. Ricordiamoci che non ci sono solo erbe cattive o uomini solo malvagi, ma solo pessimi coltivatori (da I Miserabili). Anche la crisi in questi casi potrebbe essere uno strumento di insegnamento a famiglie che non sanno pi cosa necessario e cosa superfluo. Tu caro Nicola (figlio di sessantottini) giovane pap, non puoi giustificare il tuo comportamento spiegandomi: Sono molto stressato e cos la mia donna quando torniamo dal

LE TRADIZIONI

A cura di Attilio Mazza

I pilastri dellanno
Ogni fine anno porta un po' di malinconia e d'inquietudine. Malinconia per ci che ci siamo lasciati alle spalle di buono (poco); inquietudine per gli interrogativi che pone il futuro. Per esorcizzare le paure festeggiamo con cene, cenoni e balli. I pi previdenti hanno gi segnato alcune date sui fogli intatti dei mesi del nuovo calendario: compleanni, scadenze di pagamenti e altro. Ma per lo pi le date dei giorni sono in bianco, e sono quelle che serberanno sorprese. Il calendario segnala il susseguirsi, sempre uguale e sempre diverso, delle stagioni con i suoi pilastri che sono i due solstizi, quello d'estate (il giorno pi lungo) e quello d'inverno (il giorno pi corto), e i due equinozi, di primavera e d'autunno (durata uguale del giorno e della notte), ricorda Maurizio Ponticelli nel saggio I pilastri dell'anno, pubblicato dalle Edizioni Arkeios. Ogni giorno differente da quello che lo precede e da quello che lo segue, non diversamente dalle stagioni che scorrono o dal fiume in cui ci si immerge, il quale non potr mai essere uguale a se stesso, sebbene sia composto pur sempre di acqua. "Non si pu far risalire l'acqua che pass, n richiamare l'ora che trascorsa", scriveva Ovidio parafrasando in versi Eraclito: su questo intrigante bench infido e liquido terreno che fin da ere pi lontane si scontrano le varie teorie e ideologie sull'interpretazione del tempo. Le sequenze progressive dei mesi, da uno a trentuno, con esclusione di qualche variante (febbraio) sono uguali e senza fine e si ha la netta sensazione che si ripetano in eterno ma in realt sono sempre uguali solo per convenzione. Poi vi sono le date che rimandano a ritualit antiche, quasi per volerci offrire certezza che nulla cambia, grazie anche ai proverbi. Ed ecco Halloween e la commemorazione dei defunti, san Martino, santa Lucia con le feste della luce culminanti nel Natale, la magia del Capodanno, i fuochi di Sant'Antonio, i simboli della Candelora, l'illusione del Carnevale, la speranza della Pasqua, il Calendimaggio e la tradizione dell'albero fiorito, la lunga note magica di san Giovanni, le feste dell'estate con la notte di San Lorenzo, e quelle del raccolto nei campi. Un divenire sempre uguale, ma nella realt sempre diverso con il volgere degli anni che tutti segnano, anche nei sentimenti. Il tempo il mistero in cui siamo immersi. Ben lo aveva compreso sant'Agostino: Che cos' dunque il tempo? Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo, non lo so. Tuttavia affermo con sicurezza di sapere che, se nulla passasse, non vi sarebbe un tempo passato; se nulla si approssimasse, non vi sarebbe un tempo futuro; se non vi fosse nulla, non vi sarebbe il tempo presente. Ma di quei due tempi, passato e futuro, che senso ha dire che esistono, se il passato non pi e il futuro non ancora? E in quanto al presente, se fosse sempre presente e non si trasformasse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternit... Questo per chiaro ed evidente: tre sono i tempi, il passato, il presente, il futuro.