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Benito Calonego

LA POESIA DEL NATALE


POESIE DI NATALE CANTI NATALIZI CANZONI DPAUTORE

(VASTO REPERTORIO DI 66 TESTI)

TITOLI ED AUTORI POESIE DI NATALE NADAL (Biagio Marin) VOGIA DE CASA (Biagio Marin) NATALE IN FRIULI (David M. Turoldo) NATALE (Giuseppe Ungaretti) LO ZAMPOGNARO (Gianni Rodari) IL PELLEROSSA NEL PRESEPE (Gianni Rodari) E' NATALE (Madre Teresa di Calcutta) PER CHI VUOLE PENSARE AL NATALE (Marcello Lazzarin) NELLA CHIESA BELLISSIMA (Hingetsu) OTTO BAMBINI (Shiki) TANTA POVERTA' (Kanajo Hasegawa) L'ANNO NON E' ANCORA FINITO (Shiki) NOTTE PURIFICATA (Anonimo) IO SOGNO MIA MADRE (Anonimo) MURI DE NADAL (Lucia Beltrame Menini) BIANCO NATALE 1997 (Lucia Beltrame Menini) NATALE 2012 (Lucia Beltrame Menini) NATALE (Mario Sileno Klein) DI UN FRAGILE NATALE (Mario Sileno Klein) LETTERA A GES (Mario Lodi) A GES BAMBINO (Umberto Saba) BETLEMME (Don Ottaviano Menato) IL SANTO NATALE (Clemente Rbora) NATALE IN FRIULI (P. Davide Maria Turoldo) LE CIARAMELLE (Giovanni Pascoli) NADALIN CASALIN (Enzo Coltro) NADAL ... LA VITA ... (Giampaolo Feriani) UN PRESEPE (Mirka Bertolaso Nalin) NADALE OGNI ANO (Lucia Beltrame Menini) XE NATO (Mario Sileno Klein) NADALE (Nani del Borgo) PRESEPIO A MESANOTE (Tolo da Re) LA LETERINA (Nadia Zanini) MESSA DI MEZZANOTTE (P. Mastri) IL NATALE (Alessandro Manzoni) UNA STELLA SU BETLEMME (Boris Pasternak) NATALE DEGLI ANNI OTTANTA (Anonimo)

LESTASI (Ada Negri) NATALE (Diego Valeri) NATALE (Olga Visentini) LA STORIA MERAVIGLIOSA (Olga Visentini) LA NOTTE SANTA (Diego Valeri) LA NOTTE SANTA (Guido Gozzano) A GES BAMBINO (Umberto Saba) C ERA ( Juan Ramon Jmenez) E' NATO GES (Ettore Bogno) LA BUONA NOVELLA (Giuseppe Fanciulli) I MAGI (Angiolo Silvio Novaro) SEI DISCESO DALLA MAEST (R. Tagore) LA BEFANA (Giovanni Pascoli) CANTI NATALIZI TRADIZIONALI BIANCO NATALE ASTRO DEL CIEL TU SCENDI DALLE STELLE ALBERO DI NATALE IN NOTTE PLACIDA VENITE FEDELI LA SANTA NOTTE DELLORIENTE O TANNENBAUM STILLE NACHT GINGLE BELLS CANZONI DAUTORE GI NATALE (A. Mingardi) LEGGENDA DI NATALE (F. De Andr) NATALE (F. De Gregori) E NON SERVE CHE SIA NATALE (Pooh) SAR A CASA PER NATALE (Rascal Flatts) MERRY CHRISTMAS (A. Minghi)

Leggiamo pi e pi volte i singoli testi, cercando di penetrarne lintimo significato, arricchendo e integrando sul piano culturale e spirituale il piacere sensibile ed emozionale. Penetrarne il significato non significa, tuttavia, capire tutto: quello della poesia non il linguaggio dellintelletto, della comunicazione oggettiva e impersonale, ma dellespressione soggettiva e personale. La pretesa di capire tutto, sistematicamente e minuziosamente, nuoce senzaltro alla freschezza e allincanto di un linguaggio che proprio dellemozione e della fantasia. Leggiamo pi testi poetici, fino a trovare quello che ci d unintensa emozione, che ci fa rivivere la poesia di certi momenti, indimenticati e indimenticabili, della nostra vita. Unultima raccomandazione: leggiamo la poesia cercando anche di sentire e gustare il ritmo, la musica dei versi, elemento non secondario della poesia, spesso di grande qualit e godibilissima. **************************** I testi che propongo sono tutti di ottima qualit, sono cio vera poesia. Tra di essi spiccano quelli di B. Marin, G. Rodari, D. M. Turoldo, A. Manzoni, C. Rbora, G. Pascoli, B. Pasternak, G. Ungaretti, D. Valeri, G. Gozzano, R. Tagore. Molti di essi si fanno apprezzare anche per il fascino e la musicalit della rima, grazia alla quale in et scolastica siamo riusciti, senza troppa fatica, a memorizzare tante belle poesie che sono cos entrate a far parte del nostro patrimonio spirituale. ************************ Poesie di Natale ...... p. 6 Canti natalizi .......... p. 50 Canzoni dautore. p. 58

P O E S I E NADAL (Biagio Marin) El sielo ponentin el s'ha sfogo de ruose rosse e ponpose su un sfondo senerin. Po xe vigne le stele ne l'aria cristalina; la solite marina la gera sensa vele. In quel ciaror comosso da tanto firmamento no' gera un fil de vento fin a l'ultimo dosso. Un pianzuss lisiero oro via 'l mar, in giro, che pareva un suspiro drio de amaro pensiero. E le canpane in aria le ha sono Nadal: quel son s'ha sperso in mar su l'Istria solitaria. Sui urisunti scuri el lanpiz d'un faro: de l del mar amaro el faro de Salvuri. Natale
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Il cielo ponentino / s' infocato di rose / rosse e pompose / su uno sfondo di cenere. // Poi sono venute le stelle / lalba cristallina; / la solitudine marina / era senza vele. / / In quel chiarore commosso / da tanto firmamento / non c'era un fil di vento / fino all'ultimo dosso. // Un piagnisteo leggero / lungo il mare, intorno, / che pareva un sospiro / dietro un pensiero amaro. / E le campane in aria / hanno suonato Natale: / quel suono s sperso in mare / sullIstria solitaria. // Sugli orizzonti scuri / il lampeggiare di un faro: / di l dal mare amaro / il faro di Salvore. (Da Poesie, Gli Elefanti Poesia, Garzanti Biagio Marin (1891 - 1985) ha scritto tutte le sue poesie nel dialetto di Grado, ed considerato uno dei maggiori poeti del Novecento.

VOGIA DE CASA (Biagio Marin) Vogia de casa mia vissin la ciesa, vogia de fogo alegro sul fogoler quadrato, e parento sento sui banchi in giro:
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la nona che varda le fiame, la gnagna che mete fassine, el pare che conta, gno frli, co' me, co' 'l viso 'ncando, che stemo a sent, intanto che lmia Maria la fa la polenta. El lume a petrolio sbiadisse, xe smorto dal ciasso che fa le fassine co' la bela vanpada, la capa xe piena de tante,_ falische de oro, e de vento lontan che '1 fa propio un lamento. I muri, i parinti, el fogo e la luse, duti ne fodra de ben, ne scolda, ne nutre, e l'nema cresse, e la stioca zogiosa com vanpa de legno ben suto sora '1 camin. Cuss gera a casa! Che vogia stasera de torn co' gno frli, cat i morti atorno a la vanpa e dili che i tinpi pi beli xe stai quii de alora, c d'inverno fistieva la buora, e noltri fveno gropo col sangue e gremo un solo respiro, un'nema sola, difesa da muri siguri contro i vinti e la note,
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e 'l mondo de fora. Voglia di casa. Voglia di casa mia vicino la chiesa, / voglia di fuoco allegro / sul focolare quadrato, / e la parentela seduta sui banchi in giro: / la nonna che guarda le fiamme, / la zia che mette fascine, il padre che racconta, / i miei fratelli, con me, con il viso accaldato, / che stiamo ad ascoltare, / intanto che la zia Maria / fa la polenta. // Il lume a petrolio sbiadisce, / smorto / dal chiasso che fan le fascine, / con la bella vampata; / la cappa piena di tante faville d'oro, / e di vento lontano / che fa proprio un lamento. /I muri, i parenti, il fuoco e la luce, / tutti ci foderano di bene, / ci scaldano, ci nutrono, / e l'anima cresce / e schiocca gioiosa come vampa / di legno ben asciutto / sotto il camino. / Cos era a casa! // Che voglia questa sera / di tornare con i miei fratelli, / trovare i morti attorno alla vampa / dir loro che i tempi pi belli / sono stati quelli d'allora, / quando d'inverno fischiava la bora, / e noi facevamo groppo con il sangue / ed eravamo un solo respiro, / un'anima sola, / difesa da muri sicuri / contro i venti e la notte / ed il mondo di fuori. (Da Poesie, Gli Elefanti Poesia, Garzanti) NATALE IN FRIULI (P. Davide Maria Turoldo) Ma quando facevo il pastore allora ero certo del tuo Natale. I campi bianchi di brina, cieli rotti dal gracidio dei corvi nel mio Friuli sotto fa montagna, erano il giusto spazio alla calata delle genti favolose. I tronchi degli alberi parevano creature piene di ferite; mio padre era parente della Vergine, tutta in faccende, finalmente serena.
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Io portavo le pecore fino al sagrato e sapevo dessere uomo vero del tuo regale presepio. NATALE (Giuseppe Ungaretti) Napoli il 26 dicembre 1916 Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi cos come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare
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LO ZAMPOGNARO (Gianni Rodari) Se comandasse lo zampognaro che scende per il viale, sai che cosa direbbe il giorno di Natale? Voglio che in ogni casa spunti dal pavimento un albero fiorito di stelle doro e dargento. Se comandasse il passero che sulla neve zampetta, sai che cosa direbbe con la voce che cinguetta? Voglio che i bimbi trovino, quando il lume sar acceso, tutti i doni sognati pi uno, per buon peso. Se comandasse il pastore del presepe di cartone, sai che legge farebbe firmandola col lungo bastone? Voglio che oggi non pianga nel mondo un solo bambino, che abbiano lo stesso sorriso il bianco, il moro, il giallino. Sapete che cosa vi dico Io che non comando niente? Tutte queste belle cose accadranno facilmente; se ci diamo la mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale
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durer tutto lanno.

IL PELLEROSSA NEL PRESEPE (Gianni Rodari) Il pellerossa con le piume in testa e con l'ascia di guerra in pugno stretta, com' finito tra le statuine del presepe, pastori e pecorine, e l'asinello, e i maghi sul cammello, e le stelle ben disposte, e la vecchina delle caldarroste? Non il tuo posto, via! Toro Seduto: torna presto di dove sei venuto. Ma l'indiano non sente. O fa l'indiano. Se lo lasciamo, dite, fa lo stesso? O dar noia agli angeli di gesso? Forse venuto fin qua, ha fatto tanto viaggio, perch ha sentito il messaggio: pace agli uomini di buona volont.

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E' NATALE (Madre Teresa di Calcutta) E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano. E' Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro. E' Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della societ. E' Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povert fisica e spirituale. E' Natale ogni volta che riconosci con umilt i tuoi limiti e la tua debolezza. E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. PER CHI VUOLE PENSARE AL NATALE (Marcello Lazzarin) Mi fermo un istante e rincorro prodigiose leggende. Aria di fiaba antica, ritorno ai primordi della vita, sete d'arcano, d'infinito. Voglia d'uscire dal tempo e scendere lungo sentieri astrali segnati al nucleo della galassia. Eterna ricerca del divino nell'umana natura. Profondo universo solcato dall'antica cometa
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messaggio celeste, richiamo d'oriente risveglia profumo di mirra e d'incenso, di muschio e di brina. Odore di nebbia e di greggi anche sotto il lampione del vicolo deserto, lamenti di zampogne richiamano interminabili attese, tenui vagiti di speranza. Sapore di gioie eteree nutrono reliquie d'infantile innocenza. Indefinibili sentimenti trascendono il mio essere. M'immergo felice in questo mondo E tutto il resto ignoro. Natale anche questo.

NELLA CHIESA BELLISSIMA (Hingetsu) Nella chiesa bellissima Un povero presepe di paglia Natale.

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OTTO BAMBINI (Shiki) Otto bambini In intima gioia Natale. TANTA POVERTA' (Kanajo Hasegawa) Tanta povert: Ma c' il babbo con noi Notte di Natale.

L'ANNO NON E' ANCORA FINITO (Shiki) Lanno non ancora finito Eppure primavera Natale.

NOTTE PURIFICATA (Anonimo) Notte purificata Dalla luce dei ceri E' Natale.

IO SOGNO MIA MADRE (Anonimo) Io sogno mia madre Cos dolce con me Natale.
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(I sei haiku sono tratti da Mario Ricc, Questo mondo di rugiada, editrice missionaria italiana, Parma)

MURI DE NADAL (Lucia Beltrame Menini) I meni de anc? Muri de core e sassi: gh muri dapartuto e po' i le ciama case, senpre pi strete e scure ncora piass ser. E dire che, Signor, Ti te si nato on d dira a cel seren, senza porte da urtar, n veri e n coltrine. Caro Banbin Ges, fa' che ronpemo i muri che tien lig la gente distante da l'amore che Ti t' port in tera par tirar s na casa dove ghe staga el grando e el pcolo "fratello". Meti darente a tuti un bo che no 'l sia mato, chiss che 'l desfa 'l giazo de sti fil de piera. Doman saremo Magi co' oro, incenso e mira, pa' anc semo pastori che mili te onora. (Da A pi descalzi, ed. Fratelli Corradin 2011)
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BIANCO NATALE 1997 (Lucia Beltrame Menini) (ricordando Giorgio, nel Natale di 15 anni fa)

Bianco il monte Baldo gi innevato bianco il letto su cui sei inchiodato bianco il volto di liberi gabbiani sospesi nel vuoto come il mio domani.

Bianca la croce di San Zeno in Monte che di notte illumina la tua fronte, bianca la Madonna l sopra al colle nel Santuario, cinta di corolle.

Bianche le pecore del nostro presepe, la grotta, le case, le strade, labete, bianco il crinale della collina, bianca la stella che savvicina.

Bianche le mani del tuo dolore bianco il tuo viso per il pallore,
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bianco il soffitto della tua stanza, bianco il lumino della speranza.

Lucia Beltrame Menini

NATALE 2012 (Lucia Beltrame Menini) Quando arriva il Natale vorrei tornar bambina Udire le campane suonare a Messa Prima. Vedere al davanzale scendere gi la neve, candida, immacolata danza di piume ardite.

La Santa Notte imbianca, in chiesa mille luci frammiste a canti e preci; larmonio che diffonde note di nenie dolci dissolve opache croci.
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Oh, notte dAngeli piena, mia sillaba di cielo, riportami il respiro del tuo Ges Bambino.

NATALE (Mario Sileno Klein) C questa catena di giorni, ipotesi crescente dombra lunga orlata di spreco, appesa al suono cardinale di parole inventario Ma ancora ritorna su pensieri distratti grido di stelle generose a conquistare silenzi turbati. Tradizioni di seta su tele prodigiose ripetono gesti e passi percorsi mille volte. Nellarco dietro il cielo, su dolci prati danima fiorisce bambino stupore di cristallo.

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DI UN FRAGILE NATALE (Mario Sileno Klein) Sempre pi fragile il Natale, vuoto a rendere lungo notti astute, inchiodate alla rabbia dei regali da farsi per vecchie ragioni, a lungo coltivate nellantro indecifrabile del buio. Tornano a spiare nelle mosse ubriache di luna i dettagli snebbiati delle stelle. Resiste limpudenza del muschio sulla riva dellattesa prima che saccenda lacqua dissolta nel grande pozzo della luce. Unimmagine frulla nel granito del giorno destinato a noi per redenzione. Mite sar la notte del palpito se ancora una volta langelo del Verbo avr piet del volo viola del poeta. 17-12-2011

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LETTERA A GES (Mario Lodi) Caro Ges, da la salute a Mamma e Pap un po di soldi ai poverelli, porta la pace a tutta la terra, una casetta a chi non ce l'ha e ai cattivi un po di bont. E se per me niente ci resta sar lo stesso una bella festa.

A GES BAMBINO (Umberto Saba) La notte scesa e brilla la cometa che ha segnato il cammino. Sono davanti a Te, Santo Bambino! Tu, Re delluniverso, ci hai insegnato che tutte le creature sono uguali, che le distingue solo la bont, tesoro immenso, dato al povero e al ricco. Ges, fa chio sia buono, che in cuore non abbia che dolcezza. Fa che il tuo dono saccresca in me ogni giorno e intorno lo diffonda, nel Tuo nome. BETLEMME (Ottaviano Menato) Aspettiamo - ancora - la tua notte con gli occhi arsi, le braccia aperte nel gelo nel nostro vivere ed amare. Torna tra noi, o Bambino!
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Noi, prostrati, leveremo il capo e scioglieremo l'inaridito canto mentre tu ci ricondurrai per mano nella Betlemme del tuo Amore. L, nella tua casa del pane spezzato, pellegrini stanchi, poseremo le nostre vite, e nella melodia infinita offriremo, in ginocchio, il cuore di una rosa.

LE CIARAMELLE (Giovanni Pascoli) Udii tra il sonno le ciaramelle, ho udito un suono di ninne nanne. Ci sono in cielo tutte le stelle, ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri le ciaramelle senza dir niente; hanno destata ne' suoi tuguri tutta la buona povera gente. Ognuno sorto dal suo giaciglio; accende il lume sotto la trave; sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
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di cauti passi, di voce grave. Le pie lucerne brillano intorno, l nella casa, qua su la siepe: sembra la terra, prima di giorno, un piccoletto grande presepe. Nel cielo azzurro tutte le stelle paion restare come in attesa; ed ecco alzare le ciaramelle il loro dolce suono di chiesa; suono di chiesa, suono di chiostro, suono di casa, suono di culla, suono di mamma, suono del nostro dolce e passato pianger di nulla. O ciaramelle degli anni primi, d'avanti il giorno, d'avanti il vero, or che le stelle son l sublimi, conscie del nostro breve mistero; che non ancora si pensa al pane, che non ancora s'accende il fuoco; prima del grido delle campane fateci dunque piangere un poco. Non pi di nulla, s di qualcosa, di tante cose! Ma il cuor lo vuole, quel pianto grande che poi riposa, quel gran dolore che poi non duole; sopra le nuove pene sue vere vuol quei singulti senza ragione: sul suo martro, sul suo piacere, vuol quelle antiche lagrime buone!

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NADALIN CASALIN (Enzo Coltro) Un s-ciapetn de pegore mol col muso dentro al ms-cio blo sco, quatro stradle de sghe, ben marc, na capana fodr de carta rocia... Un mucio de pastori indafar e 'n angelo par sra col so eclsi, un par de case dal porton sbaci, un pontesl su 'n cao de carta argento... Du ocini l davanti spalanc co le manine pronte a tocar tuto: el prespio p blo l' sto qua, co la stla incol su un clo muto.

NADAL ... LA VITA ... (Giampaolo Feriani) St'ano, el presepio no l' gnanca fato...
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lass zo in cantina la capana, la Madonina Santa co'l so Tato e l'angelo che canta gloria e osana... st'ano, la stela bianca de'l Nadal no l' tacada a l'albaro in cusina... la s' impiss, da sola, in ospedal de sora el leto de la me butina... In un dicembre scuro de ombre viola m'avea desmenteg parfin de Dio... gh'era restda me moiere sola a aver coraio e no tirarse indro... Muto, ne'l bianco de la camareta, me ingateiava na paura nera... fin che da'l ciel, na note, na cometa la s' posa ne'l nial de la preghiera... S' fato el me presepio con la stela... e, come se ne'l cor fuse vegn un angelo a impissarme na candela, me fiola la parea el Bambin Ges e me moiere la Madona Santa... Nadal 'l portava in sen la s-ciarirola: s' ilumin i me giorni... e adesso i canta coi oci e co'l soriso de me fiola...

UN PRESEPE (Mirka Bertolaso Nalin) 'Na mama che lata e varda el so dio sognando par lu le robe pi bele,
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el pare che strussia par darghe de pi, che gnente ghe par sia lori bastansa,

e laria se incanta drio l pianto da sono che subito tase ... oh, quanti presepi gh dentro le case!

NADALE, OGNI ANO (Lucia Beltrame Menini) I t ciam Parola, caro Ges Bambino, Ti che te nassi muto e no te s parlare. I t ciam lEterno, ma te si st on Butin che no pol far paura, involtol de fasse,
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post sora na grupia. Quala la to Parola? Zigheto de neonato, per che dise tuto. E mi come i pastori me fermo a Ti vizzin e tremo e sento fredo pensando che tra poco la Pasqua vegnar e te sar za in Croce. On Re che se fa servo pa i altri co umilt. Speremo che a la fine redenta la se senta tuta sta umanit.

XE NATO (Mario Sileno Klein) Fiori de giazo su i veri orbi de i me oci strachi de luce sofeg nel pecato del mondo. M parso in lontananza de vdare on soriso spano sora na mota de tera che me ciama. Forse l solo on sogno on bgolo de vento che ruma tra le foje. Epure gh calcossa che pianze l de fora.
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Se inpiza a linproviso na voze che conosso: me incanta el so calore, xe nato el me Nadale. 17-12-2011

NADALE (Nani del Borgo) Ges Bambin, te s 'l paron del sole, x tue le stele, el fogo e tuto el resto; ma, dime on fi, parch te gh volesto nssare onc, che no gh rose e viole? Vora donarte fiori e no se pole; ma scomissio capir che x par questo ca te vien z: te vo' insegnarme presto che l'omo no pol fare quel ch'el vole. Pec!, parch, se te nassevi in majo, fiori t'in gavara port on careto. Eh s, come omo scusa el me corajo te s st sfortun, fin da toseto. Ma, insieme co la paja e col forajo, te prego, aceta almanco sto soneto. PRESEPIO A MESANOTE (Tolo da Re) Silensio. Nel presepio tuto spta. Spta i pastori l maraveiadi. Spta le pegorine, la cavreta, l'seno e 'l b coi oci indormensadi. Pic l in alto, spta la cometa.
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Spta le palme e i monti infarinadi. L'Angelo el ga z in boca la trombeta. Pian pian ddese bti i sonadi. Eco che a mesanote se fa giorno, un pianto de butin, come un gran fogo, inlmina i pastori l d'atorno. Se desmissia la tera in ogni logo scrolndose de dosso tuto el mal. Ogni cosa vien nova. L' Nadal!

LA LETERINA (Nadia Zanini) L'era inforna la tla de Nadal con la toaja de fiandra ricam e i piati bianchi de le feste, la mama tuta indafar la spiociava i biceri de cristal, la sistemava da novo i toaji controlando che no' i fasesse greste.
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In un canton, vezin a la finestra, col vestito rosso de veludo e un cerchieto de raso fra i cavi, rida i oci bei de la butina fissando el piato fondo del pap da 'ndo spiava sconti e smalizi i quatro cantoni de 'na leterina. In testa la ripassava le parole de la poesia insegn da la maestra, che la parlava de pgore e pastori corsi de note dal Butn par farghe festa, tuta a memoria la I'ava impar e adesso che l'ocasion l'era riv drita inzima a la carega grande davanti a tutti la l'avara cont. L'era musica de possade e de biceri profumi de carne lessa e pear, intanto nel piato fondo del pap pian pian calava brodo e tajadele: se vizinava el momento tanto sospir par 'na sorpresa de quele piass bele, quando levando dal tuto la fondina finalmente sara spunt ... la leterina! Verzendo el fojo e lezendo forte le parole, con un sospiro e la oze che tremava el pap un pochetin el balbetava, i se guardava de sfroso lu e la mama sconta par l'emozion in fondo a la cusina ma, co i oc lustri, i se imbriagava tuti del ben che ghe vola la so butina. (Da Quatro Cicoe, Mensile in dialeto de cultura e tradission venete, dic. 2011)
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MESSA DI MEZZANOTTE (Pietro Mastri) C'era un silenzio come di attesa lungo la strada che andava alla chiesa e fredda l'aria di notte, in quellombra l solitaria. C'eran le stelle nel cielo invernale; e un verginale chiarore di neve, ma lieve e rada. C'era una siepe nera e stecchita: parea fiorita di suo biancospino. E mi teneva, o mio sogno lontano, mia madre per mano. E nella tiepida chiesa che incanto! Fra lumi e un denso profumo d'incenso e suono d'organo e voci di canto, ecco il presepe, con te, Bambino.

IL NATALE (Alessandro Manzoni) (frammenti) .... Ecco ci nato un Pargolo, ci fu largito un Figlio: le avverse forze tremano al mover del suo ciglio: alluom la mano Ei porge, che si ravviva, e sorge oltre lantico onor. .... Oggi Egli nato: ad frata, vaticinato ostello, ascese unalma Vergine,
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la gloria dIsraello, grave di tal portato: da cui promise nato, donde era atteso usc. La mira Madre in poveri panni il Figliol compose, e nellumil presepio soavemente pose; e lador, beata! innanzi al Dio prostrata, che il puro sen le apr. LAngel del cielo, agli uomini nunzio di tanta sorte, non de potenti volgesi alle vegliate porte; ma tra i pastor devoti, al duro mondo ignoti, subito in luce appar. E intorno a lui per lampia notte calati a stuolo, mille celesti strinsero il fiammeggiante volo; e accesi in dolce zelo, come si canta in cielo, a Dio gloria cantar..

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IL SANTO NATALE (Clemente Rbora) Gloria a Dio, e quindi Pace a coloro che si amano in Lui. Davanti al Presepio: O nostra umanit come sei ingrandita! con la Divinit tu ti sei pur unita. La Vergine Maria ne resta sbigottita, e a noi peccatori par che obbligata sia. (Da Jacopone da Todi) *** Oggi nato un bel Bambino, Dolce come un agnellino. *** Nato in terra il Re del Cielo, Sol per nostro amore e zelo: Fame e sete, caldo e gelo Gi patisce il piccolino. Oggi nato un bel Bambino.
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*** Notte santa e luminosa, Non pi triste e tenebrosa, Ma beata e graziosa, Poi che sorto il Sol divino. Oggi nato un bel Bambino. *** Escon gi dal gregge fuori Certi semplici pastori: Portan cacio e frutti e fiori Con un bianco pecorino. Oggi nato un bel Bambino. *** Entran dentro ginocchione: Con la Madre e il buon Custode Fanno insieme adorazione; Poi gli baciano il piedino. Bello stare a Lui vicino. *** Dato a noi, Ges Bambino: Quanta pace! che sorriso! Paradiso! Paradiso! (d'ispirazione popolare) UNA STELLA SU BETLEMME (Boris Pasternak) Era pieno inverno. Soffiava il vento della steppa. E aveva freddo il neonato nella grotta, sul pendio della collina. L'alito del bue lo riscaldava. Animali domestici stavano nella grotta, Sulla culla vagava un tiepido vapore. Scosse dalle pelli le paglie del giaciglio e i grani di miglio,
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dalle rupi guardavano, assonnati, i pastori. E l accanto, mai vista sino allora, pi modesta d'un lucignolo, alla finestrella d'un capanno tremava una stella sulla strada di Betlemme.

NATALE DEGLI ANNI OTTANTA (Anonimo) Questa giovinetta d'Israele lo ha portato nove mesi nel suo ventre gentile come tutte le mamme di sempre, lo ha nutrito nove mesi con le sue linfe e il suo sangue questa giovinetta d'Israele: e oggi dal suo ventre gentile nasce al mondo l'Amore, incarnato nella carne dell'uomo, Ges nostro fratello. Noi uomini, razza stordita, abbiamo tanta fame d'amore, non riusciamo a vedere, a capire, continuiamo a straziarci lungo i calvari pi occasionali, la prepotenza, la fame, il petrolio. Mi accompagno a te, giovinetta d'Israele cresciuta e maturata nel silenzio, a te che l'hai portato in te; m'accompagno coi miei fratelli, gli uomini, razza stordita, fin che maturi l'ora del ravvedimento. (da Il Gallo - Dicembre 1973)
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L'ESTASI (Ada Negri) Cuce, in silenzio, sotto la lampada, una cuffietta rosa. Mai non si vide pi leggiadra cosa. Trasale, a un tratto, ne l'ampia tunica, con un sorriso strano. La cuffietta le scivola di mano. Cos , velato lo sguardo, pallida come una morta, ascolta. A qual raggio l'intenta anima volta?... Mai questo acuto spasimo d'estasi le scolor la faccia quando la cinser l'adorate braccia; mai fu, s, bella, fra riso e lacrime, quando, folle d'amore, il suo prescelto le pos sul core. Cos la bruna figlia di Nzareth ud la sacra voce, congiungendo le mani umili in croce: piccola voce nova e terribile che dice a l'infinita tenerezza materna : Eccomi, o vita!...

NATALE (Olga Visentini) E' notte di Santo Natale, e passano gli angeli a schiere
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in vivida luce nivale, librati solfale leggere. Ti vedo, Bambino Ges, in nuvola lieve di luce, discendere ancora quaggi: amore per noi ti conduce. M'han detto che rechi bei doni ai bimbi che pregano assorti ai cuori purissimi e buoni agli occhi nellestasi avvolti. Ma tutti li senti i bambini? ti giungon le voci disperse per l'ombra di questi camini, le piccole voci diverse? "Oh, fammi sapere, Ges, con dono piccino e modesto se giunto il mio prego lass: Signor, non ti chiedo che questo". Sal quella candida fede, e mosse la mano di Dio: un cenno ad un angelo diede e il cielo fu tutto un brillio. (Da Olga Visewntini, Squilli di giocndit, ed. Bottazzi, Suzzara)

LA STORIA MERAVIGLIOSA (Olga Visentini) A cavallo passa il vento col mantello suo d'argento: fischia, sibila, poi lieve
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manda gi, bianca, la neve. Com' bello raccontare fiabe nuove, storie rare quando viene gi la neve a fiocchetti lieve, lieve. Storie dolci, storie vere, tutte candide e sincere ma nessuna cos bella, come quella d'una stella, che tra l'altre riluceva. E la videro i pastori e portaron tutti un dono pi di mille anni or sono. Nel presepe illuminato da una lampada piccina, Ges Cristo, appena nato, allungava una manina alla Madre che adorava. San Giuseppe pur pregava: "Date un solo pannolino, per il Re cos piccino!" Lenti, il bove e l'asinello, riscaldavano col fiato il Bambino appena nato. Sopra gli angeli un bel canto discioglievano a Ges: "Dormi bimbo, dormi Santo, chiudi gli occhi, cos blu;
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china il capo tutto biondo sulla paglia tutta d'oro. Dormi, dormi, Re del mondo; il tuo cuore un gran tesoro! Come lampada il tuo cuore, dormi bimbo, dolce fiore! Su cantiamo al Re divino, Ninna-nanna al Re bambino! Ninna-nanna Re del mondo, sei ridente, roseo e biondo ninna-nanna, mio Signore, io ti dono tutto il cuore! (Da Olga Visewntini, Squilli di giocndit, ed. Bottazzi, Suzzara) NATALE (Diego Valeri) Maria dentro la grotta si pos, e Giuseppe a Betlemme s'avvi. Ma un momento sent che mentre andava, a mzzo passo il pie' gli s'arrestava. Vide attnita laria e il cielo immoto, e uccelli fermi in mezzo al vuoto; e poi vide operai sdraiati a terra, e posata nel mezzo una scodella: e chi mangiava, ecco, non mangia pi. chi ha preso il cibo non lo tira su, chi levava la man la tien levata, e tutti al cielo volgono la faccia.
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Le pecore condotte a pascolare son l che non possono pi andare; fa il pastor per colpirle con la verga e gli resta la man sospesa e ferma; e i capretti che all'acqua aveano il muso ber non possono al fiume in s rinchiuso E poi Giuseppe vide in un momento ogni cosa riprender movimento. Torn sopra i suoi passi, ud un vagito. Ges era nato, il fiore era fiorito. (da Il Campanellino - S.E.I).

LA NOTTE SANTA (Diego Valeri) - Mamma, chi che nella notte canta Questo canto divino? - Caro, una mamma poveretta e santa che culla il suo bambino. - Mamma, m parso di sentire un suono come di cennamella. - Sono i pastori, mio piccino buono, che van dietro alla stella. - Mamma, c un batter dali, un sussurrare di voci tuttintorno ... - Son gli angeli discesi ad annunciare il benedetto giorno. - Mamma il cielo si schiara e si colora come al levar del sole ... - Splendono i cuor degli uomini, laurora del giorno dellamore.
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LA NOTTE SANTA (Guido Gozzano) - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare! Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei. Presso quell'osteria potremo riposare, ch troppo stanco sono e troppo stanca sei. Il campanile scocca lentamente le sei. - Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio? Un po' di posto per me e per Giuseppe? - Signori, ce ne duole: notte di prodigio; son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe. Il campanile scocca lentamente le sette. - Oste del Moro, avete un rifugio per noi? Mia moglie pi non regge ed io son cos rotto! - Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi: Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria pi sotto. Il campanile scocca lentamente le otto. - O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno avete per dormire? Non ci mandate altrove! - S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
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Il campanile scocca lentamente le nove. - Ostessa dei Tre Merli, piet d'una sorella! Pensate in quale stato e quanta strada feci! - Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella. Son negromanti, magi persiani, egizi, greci... Il campanile scocca lentamente le dieci. - Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname? Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente? L'albergo tutto pieno di cavalieri e dame non amo la miscela dell'alta e bassa gente. Il campanile scocca le undici lentamente. La neve! - ecco una stalla! - Avr posto per due? - Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta! Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue... Maria gi trascolora, divinamente affranta... Il campanile scocca La Mezzanotte Santa.

E' NATO! ALLELUIA! E nato il sovrano bambino, nato! Alleluia, alleluia! La notte che gi fu s buia
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risplende di un astro divino. Ors, cornamuse, pi gaie suonate! Squillate, campane! Venite, pastori e massaie, o genti vicine e lontane! Non sete, non molli tappeti, ma come nei libri hanno detto da quattromillanni i profeti, un poco di paglia ha per letto. Da quattromillanni sattese questora su tutte le ore. E nato, nato il Signore! E nato nel nostro paese. Risplende dun astro divino la notte che gi fu s buia. E nato il Sovrano Bambino, nato! Alleluia, alleluia! C ERA ( Juan Ramon Jmenez) Lagnello belava dolcemente. Lasino, tenero, si allietava in un caldo chiamare. Il cane latrava quasi parlando alle stelle. Mi svegliaiUscii. Vidi orme celesti sul terreno fiorito come un cielo capovolto. Un soffio tiepido e soave velava lalberata: la luna andava declinando in un occaso doro e di seta apersi la stalla per vedere se Egli era l Cera
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E' NATO GES (Ettore Bogno) Il gregge stanco ansando riposava sotto le stelle nella notte fonda. Dormivano i pastori. Il tempo andava. Quand'ecco una gran luce il cielo inonda. E' mezzanotte. Ed ecco un dolce canto suona per l'aria, in armonia gioconda. Si destano i pastori, al gregge accanto, e ascoltano: "Sia gloria a Dio nei cieli e pace in terra all'uomo!". O dolce incanto! E' nato un bimbo tutto luce e amore. In una stalla, avvolto in pochi veli, povero nato e pure il Re dei cieli. E dice a tutti: "State cuore a cuore, come fratelli! Non odiate mai! L'anima che perdona come un fiore. Chi crede in me non perir mai". LA BUONA NOVELLA (Giuseppe Fanciulli) Ascoltate la novella che portiamo a tutto il mondo: di tutte la pi bella, fiorita dal profondo. Nella stalla, ecco, ora nato un dolcissimo bambino. La Madonna lha posato sulla paglia: poverino! Ma dal misero giaciglio gi la luce si diffonde, gi sorride il divin Figlio ed il cielo gli risponde. Quel sorriso benedetto porti gioia ad ogni tetto!

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I MAGI (Angiolo Silvio Novaro) La carovana non lontana dei Magi d'Oriente. Scalpito di cavalli si sente, suoni di pifferi, confuse aria di cornamuse. I re portano tesori su cavalli bardati d'argento, e i pastori a passo lento ingenui cuori. SEI DISCESO DALLA MAEST (Rabindranath Tagore) Sei disceso dalla maest del tuo trono. Ti sei fermato, o Signore, alla porta della mia casa solitaria. Solo, seduto, nel mio cuore cantavo una canzone: la mia voce arrivata al tuo orecchio e Tu sei sceso. Ti sei fermato, o Signore, alla porta della mia casa solitaria. Nella tua casa quanti canti ci sono, quanti sapienti, ma oggi il canto di chi non ha sapienza Ti sei fermato, o Signore, alla porta della mia casa solitaria.
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(Lanalogia tra il Natale cristiano e la discesa sulla terra della Divinit ind appare quanto mai suggestiva.)

LA BEFANA (Giovanni Pascoli) Viene viene la Befana vien dai monti a notte fonda. Come stanca! La circonda neve, gelo e tramontana. Viene viene la Befana. Ha le mani al petto in croce, e la neve il suo mantello ed il gelo il suo pannello ed il vento la sua voce. Ha le mani al petto in croce. E saccosta piano piano alla villa, al casolare, a guardare, ad ascoltare or pi presso or pi lontano. Piano piano, piano piano.

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Che c dentro questa villa? Uno stropicco leggero. Tutto cheto, tutto nero. Un lumino passa e brilla. Che c dentro questa villa? Guarda e guarda...tre lettini con tre bimbi a nanna, buoni. guarda e guarda...ai capitoni c tre calze lunghe e fini. Oh! tre calze e tre lettini. Il lumino brilla e scende, e ne scricchiolan le scale; il lumino brilla e sale, e ne palpitan le tende. Chi mai sale? Chi mai scende? Co suoi doni mamma scesa, sale con il suo sorriso. Il lumino le arde in viso come lampada di chiesa. Co suoi doni mamma scesa. La Befana alla finestra sente e vede, e sallontana. Passa con la tramontana,
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passa per la via maestra, trema ogni uscio, ogni finestra. E che c nel casolare? Un sospiro lungo e fioco. Qualche lucciola di fuoco brilla ancor nel focolare. Ma che c nel casolare? Guarda e guarda... tre strapunti con tre bimbi a nanna, buoni. Tra la cenere e i carboni c tre zoccoli consunti. Oh! tre scarpe e tre strapunti... E la mamma veglia e fila sospirando e singhiozzando, e rimira a quando a quando oh! quei tre zoccoli in fila... Veglia e piange, piange e fila. La Befana vede e sente; fugge al monte, ch laurora. Quella mamma piange ancora su quei bimbi senza niente. La Befana vede e sente. La Befana sta sul monte. Ci che vede ci che vide: c chi piange e c chi ride; essa ha nuvoli alla fronte, mentre sta sullaspro monte.

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CANTI NATALIZI BIANCO NATALE Tu, neve, scendi ancor, lenta.... Per dare gioia ad ogni cuor, Natale, spunta la pace santa, l'amor che sa conquistar. Tu, dici, nel cader, neve: il cielo devi ringraziar alza gli occhi, guarda lass; Natale, non si soffre pi. Quel lieve tuo candor, neve, discende lieto nel mio cuor, la notte santa, il cuore esulta d'amor. E' Natale ancore viene gi dal ciel lento un dolce canto amaliator, che mi dice: spera anche tu, e Natale: non si soffre pi.

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ASTRO DEL CIEL Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor! Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar, luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor! Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior, luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor! Tu disceso a scontare l'error, Tu sol nato a parlare d'amor, luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor! TU SCENDI DALLE STELLE (Alfonso Maria de' Liguori) Gloria, Gloria, Gloria, Gloria, Gloria in Excelsis Deo. Tu scendi dalle stelle, o re del cielo e vieni in una grotta, al freddo e al gelo, e vieni in una grotta, al freddo e al gelo. O bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar. O Dio Beato, oh, quanto ti cost l'avermi amato, oh, quanto ti cost l'avermi amato. Gloria, Gloria, Gloria, Gloria, Gloria in Excelsis Deo.

ALBERO DI NATALE S'accendono e brillano gli alberi di Natale. S'accendono e radunano grandi e piccini intorno. I rami si trasformano con bacche rosse e fili d'or.
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Risplendono e sfavillano gli alberi di Natale. Fra i canti degli arcangeli ritorna il bambinello, riposa nel presepio e lo scalda l'asinello. I rami verdi toccano la capannina di carton e l'albero illumina la culla del Signore. S'innalzano, risuonano i canti di Natale, ricordano agli uomini giustizia, pace e amore. La loro dolce musica giunge fra tutti i popoli. Ripete ancor agli uomini: giustizia, pace e amore. IN NOTTE PLACIDA In notte placida, per muto sentier dai campi del ciel, discese l'Amor sull'alme fedeli il Redentor. Nell'aure il palpito, di un grande mister. Del nuovo Israel, nato il Signor, il fiore pi bello di tutti i fior. (Bis) Cantate o popoli gloria all'Altissimo, l'animo aprite a speranza ed amor. Rit. In notte placida...

VENITE FEDELI Venite, fedeli, l'Angelo c'invita, venite, venite a Betlemme.


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Rit. Nasce per noi Cristo Salvatore. Venite, adoriamo il Signore Ges. (3 volte) La luce del mondo brilla in una grotta la fede ci guida a Betlemme. La notte risplende, tutto il mondo attende: seguiamo i pastori a Betlemme. Il figlio di Dio re dell'universo si fatto bambino a Betlemme.

LA SANTA NOTTE DELLORIENTE Questa la santa notte dellOriente nel ciel comparve una lucente stella I tre Re Magi di continuamente dodici giorni seguitaron quella. Senza saver niun dell altro niente si ritrovaron in una strada ai bella In una strada di grande signoria se ne andature tutti in compagnia. In compagnia che tutti se ne andarono giusti a Betlemme arrivarono Furon arrivati presso la capanna la stella si ferm sopra di loro Gaspare Melechiorre e Baldassarre s'inginocchiaron a terra piano piano E l trovaron la figlia di Sant'Anna col Figliolo in braccio alla sua mamma.
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Allora i tre Re Magi dellOriente oro, incenso e mirra regalarono Questa canzone per noi gi finita arrivederci a staltra Epifania Se a staltra Epifania non ci vediamo la Santa Pace vi auguriamo. Questa canzone per noi gi finita arrivederci a staltra Epifania.

O TANNENBAUM O Tannenbaum, O Tannenbaum Wie treu sind deine Blatter! O Tannenbaum, O Tannenbaum Wie treu sind deine Blatter! Du grunst nicht nur zur Sommerzeit, Nein, auch im Winter, wenn es schneit. O Tannenbaum, O Tannenbaum Wie treu sind deine Blatter! O Tannenbaum, O Tannenbaum Du kannst mir sehr gefallen! O Tannenbaum, O Tannenbaum Du kannst mir sehr gefallen! Wie oft hat nicht zur Weihnachtszeit Ein Baum von dir mich hoch erfreut! O Tannenbaum, O Tannenbaum Du kannst mir sehr gefallen! O Tannembaum, O Tannenbaum Du kannst mir sehr gefallen! STILLE NACHT Stille Nacht, heilige Nacht, alles schlaft, einsam wacht Nur das traute heilige Paar. Holder Knab im lockigten Haar.
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Schlafe in himmlischer Ruh', Schlafe in himmlischer Ruh' Stille Nacht, heilige Nacht, Gottes Sohn, o wie lacht, Lieb' aus deinem gottlichen Mund, Da uns schlagt die rettende Stund. Jesus in deiner Geburt, Jesus in deiner Geburt. Stille Nacht, heilige Nacht, die der Welt Heil gebracht, Aus des Himmels goldnen Hohn, uns der Gnaden Fulle la?t sehn, Jesus in Menschengestalt, Jesus in Menschengestalt. Stille Nacht, heilige Nacht, Hirten erst kundgemacht. Durch der Engel Halleluja, tont es laut bei fern und nah, Jesus der Retter ist da, Jesus der Retter ist da. GINGLE BELLS (James Lord Pierpont publ. 1857) Dashing through the snow On a one-horse open sleigh, Over the fields we go, Laughing all the way; Bells on bob-tail ring,

Making spirits bright, What fun it is to ride and sing A sleighing song tonight Jingle bells, jingle bells,
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Jingle all the way! O what fun it is to ride In a one-horse open sleigh A day or two ago, I thought I'd take a ride, And soon Miss Fanny Bright Was seated by my side; The horse was lean and lank; Misfortune seemed his lot; He got into a drifted bank, And we, we got upsot. Jingle Bells, Jingle Bells, Jingle all the way! What fun it is to ride In a one-horse open sleigh. A day or two ago, The story I must tell I went out on the snow And on my back I fell; A gent was riding by In a one-horse open sleigh, He laughed as there I sprawling lie, But quickly drove away. Jingle Bells, Jingle Bells, Jingle all the way! What fun it is to ride In a one-horse open sleigh. Now the ground is white Go it while you're young, Take the girls tonight And sing this sleighing song; Just get a bob-tailed bay Two-forty as his speed Hitch him to an open sleigh And crack! you'll take the lead. Jingle Bells, Jingle Bells, Jingle all the way!
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What fun it is to ride In a one-horse open sleigh.

GIOIA AL MONDO Gioia al mondo, il Signore venuto,


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la terra riceve il suo Re, ogni cuore gli prepara un posto e il firmamento e la natura cantano ... Gioia alla terra, il Salvatore regna, gli uomini intonano le loro canzoni, mentre i campi e le acque, le rocce, le colline e le pianure ripetono la risuonante gioia. Egli regge il mondo con veri e grazia E testimonia le nazioni, le glorie della costituzione E le meraviglie del suo amore. CANZONI DAUTORE

GIA' NATALE (Andrea Mingardi) Anche quest'anno gi Natale potremmo essere pi buoni sono le promesse sono le speranze che ancora battono nei cuori scegliere il bene e non il male vivere insieme se no che Natale che Natale . . Anche quest'anno gi Natale ed io son qui che guardo il cielo dai per favore regalami un amico ed un amore
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un amore vero la neve alta pi di me la pace nel mondo se no che Natale Vedo le luci di tutte le vetrine le stelle adrenaline sugli alberi Sento le voci di questi mille anni che stanno andando via ed ho bisogno di una magia ed ho bisogno di una magia se no che Natale se no che Natale che Natale . . Auguri e baci e Buon Natale e tutto passa in un momento come le promesse come le speranze che poi si perdono nel vento e chi sta bene e chi sta male vivere insieme se no che Natale Vedo le luci di tutte le vetrine le stelle adrenaline sugli alberi Sento le voci di questi mille anni che stanno andando via ed ho bisogno
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di una magia ed ho bisogno di una magia se no che Natale se no che Natale che Natale . . Se no che Natale oh! oh! oh! oh! oh! Anche quest'anno gi Natale Vivere insieme vivere insieme vivere insieme

LEGGENDA DI NATALE (Fabrizio De Andr) Parlavi alla luna giocavi coi fiori avevi l'et che non porta dolori e il vento era un mago, la rugiada una dea, nel bosco incantato di ogni tua idea nel bosco incantato di ogni tua idea. E venne l'inverno che uccide il colore e un babbo Natale che parlava d'amore e d'oro e d'argento splendevano i doni ma gli occhi eran freddi e non erano buoni ma gli occhi eran freddi e non erano buoni. Copr le tue spalle d'argento e di lana di pelle e smeraldi intrecci una collana e mentre incantata lo stavi a guardare dai piedi ai capelli ti volle baciare dai piedi ai capelli ti volle baciare. E adesso che gli altri ti chiamano dea l'incanto svanito da ogni tua idea ma ancora alla luna vorresti narrare
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la storia d'un fiore appassito a Natale la storia d'un fiore appassito a Natale.

NATALE (Francesco De Gregori) C' la luna sui tetti e c' la notte per strada le ragazze ritornano in tram ci scommetto che nevica, tra due giorni Natale ci scommetto dal freddo che fa. E da dietro la porta sento uno che sale ma si ferma due piani pi gi un peccato davvero ma io gi lo sapevo che comunque non potevi esser tu E tu scrivimi, scrivimi se ti viene la voglia e raccontami quello che fai se cammini nel mattino e ti addormenti di sera e se dormi, che dormi e che sogni che fai. E tu scrivimi, scrivimi per il bene che conti per i conti che non tornano mai se ti scappa un sorriso e ti si ferma sul viso quell'allegra tristezza che ci hai Qui la gente va veloce ed il tempo corre piano come un treno dentro a una galleria tra due giorni Natale e non va bene e non va male buonanotte torna presto e cos sia. E tu scrivimi, scrivimi se ti viene la voglia e raccontami quello che fai se cammini nel mattino e ti addormenti di sera e se dormi, che dormi e che sogni che fai.

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E NON SERVE CHE SIA NATALE (Pooh) Quanta polvere fa il mondo mentre va, copre tutto e non ci fa vedere pi, le stagioni i dubbi i figli e le speranze e rincorriamo i sogni qua e l. Che rumore che fa il mondo mentre va, tra motori guerre soldi e gelosie, confondiamo il giorno dopo con l'eternit e l'allegria con la felicit. E intanto tra noi scommettiamo la vita traversando da soli il mare per scoprire cos' che vale. Facci uscire dal temporale prima che ci trascini via. Dacci strade per ritornare dove non siamo stati mai. E non serve che sia Natale per scoprire di avere un cuore, per capire, per sperare un po'. Che fatica che fa il mondo mentre va, tutti in corsa per un posto in prima fila. O sei primo o sei nessuno. Tutto o niente. E il senso della vita se ne va E intanto tra noi ci aggiustiamo la vita, con amori e con medicine, mentre il tempo ci scappa via. Facci piangere per qualcuno che ci lascia e non torner. Dacci braccia per un amico che ci prova e non ce la fa. Se ogni tanto ci fermassimo a pensare, se ci fosse tempo per ricominciare, se vivessimo e lasciassimo campare, sarebbe tutti i giorni un po' Natale.

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SARO 'CASA PER NATALE (Rascal Flatts) Sar a casa per Natale Potete contare su di me Si prega di avere la neve e vischio E i regali sotto l'albero La vigilia di Natale mi trover Se i bagliori di luce d'amore Sar a casa per Natale se solo nei miei sogni Sar a casa, sar a casa se solo nei miei sogni sar a casa, sar a casa se solo nei miei sogni Sto sognando questa sera di un luogo che amo Ancor pi che faccio di solito e anche se so che una lunga strada di ritorno ve lo prometto Sar a casa per Natale Puoi contare su di me Si prega di avere la neve e vischio E regali sotto l'albero La vigilia di Natale mi trover Se i bagliori di luce d'amore Sar a casa per Natale se solo nei miei sogni Sar a casa, sar a casa se solo nei miei sogni

" MERRY CHRISTMAS " (Amedeo Minghi) Ancora torner Natale ognuno lo vedr. La stella che lo benedice su tutti briller per chi non ha mai voce e chi, non l'ascolter.
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Chi segner la pace per tanta umanit questo il giorno Se vuoi Che unisce Lenisce se vuoi. Ancora torner Natale spero ritrover una speranza da sognare chiunque lo vorr. Per chi si cerca al sole della serenit si accender una luce Che non si spegner E quando finir Natale forse ci rester un mondo che sar migliore cos si canter: " Merry Christmas " Per tutti Buon Natale senza diversit. Dovunque sia Natale fermi le avversit " Merry Christmans " Per tutti Buon Natale senza diversit dovunque sia Natale fermi le avversit. Per chi non Natale vita comunque avr. Ritorner Natale stella ti aspetter ...." Merry Christmas"

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