Sei sulla pagina 1di 508

Dott.

Prof.
della Rearia

ITALO
Universit"

PIZZI
di Torino

STORIA

POESIA

PERSIANA
La Perse
genre

est

la

grande

route

du

humain. Michelet.

VOLUME

SECONDO

TORINO
UNIONE TIPOGRAFICO-EDITRICE
33, Via
Carlo

Alberto, 33

1894

ni
''^a^
#r"fV
(
"

0i"

W
^

Diritti

di

traduzione
e

di

riproduzione

riservati.

STORIA

DELLA

POESL\

PERSIANA

CAPITOLO

QUINTO
POESIA EPICA

LA

SOMMARIO.
come un

" "

1.

Or"ginedei

vaceonto

epico.
" "

1, :2. Tempi diversi di

cui
"

soiiti

riflesso

e la l'epica

lirica persiana. 3.
e sua

0,

7. Dottrina del dualismo


e 0

origine.
"

bene Devi

il male demoni

come

intesa dai sacerdoti

come

5, Soggetto dell'epopea. -i, 8, 9. La gran lotta cosmica tra il intesa dal popolo. 10, 11. I
" "

Devi

dei popolazioni. primitivo dei Devi applicato poi ad antiche popolazioni. 13. Tratti particolari secondo l'epopea. li. I Devi non considerati esseri al come pi" appartenenti I della 15. Turani. 16. inimicizia fra Irani e Origine genere umano. 17. Re Fr"d"n Turani. e le discordie de' suoi tre re figli. 18. Afr"sy"b dei Turani, il maggiornemico degli Irani. 19. Fondamento storico della inimicizia fra Irani e Turani. 20, 21. In che modo glieroi dell'antica e primitiva
" " " " " " "

rappresentano antiche

12. Concetto

"

2.

alla guerra tra Irani e Turani. mitologia partecipano del racconto 22, 23, 2-4. Il racconto epico. Svolgi"itenlu
"

ordinato epico 25. I

come
"

storia ed elevato ad 26. I


re

Kay.
Z"l.
"

"

27. Il

di figlio Gemsh"d.
non

"

morale. P"shd"d. un re significato primo e il secondo eroe nell'epopea. 28. Rusteni di Rustem dal re la sua provenienza 29, 30. La famiglia e
avere
" "

alto

31. Qualit" straordinarie


"

di Rustem

come

eroe.

"

32. Rustem siano

ricordato nell'Avesta.

33,

3-i,35, 36, 37.


"

Se

Achemenidi gli.

opinionidiverse in proposito. 38. Come al racconto nell'epopea; tradizionale sia la storia. stata accoppiata 39, 40. Prime raccolte di epico tradizioni epiche di Libro dei Re. 4J. I Borgomastri sotto il nome raccoglitori di tradizioni epiche. 42. La li\idizione epicapersiana " una vera epopea
" "

ricordati

"

nazionale.
3. I cicli

4.

che siano epica persiana suppone entrati a formarla, da principio, divei'sicicli. 44. Tre cicli principali. eroi del Segest"n. 50, 51, 52. Ciclo 45, 46, 47, 48, 49. Ciclo dei Devi e degli della guerra coi Turani. 53, 54, 55. Ciclo di Gusht"spe d'Isfendy"r. che per natura 56, 57, 58, 59. Racconti particolari non appartengono ai tre cicli. dei cicli, di quello della guerra 00, 61. Riordinamento e prevalenza coi Turani. fatto partecipare 62. Rustem di alla convenienza per ragion 63. Assestamento definitivo della tradizione epica. guerra coi Turani. Firdiisi. 64. Perch" a questo punto soltanto s'incomincia a parlar di Firdusi. 65. Tentativi, di far ricomporre tra il nono il Libro dei Re. secolo, e il decimo
" " " " " " " "

epici.

43.

della L'ampiezza

tradizione

"

"

"

"

66. Mahm"d
"

di Gliasna.

"

67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74,


non

75.
"

dusi. Vita di Fir-

76. Il Libro dei Re Pizzi,Storia


della

molto curato
voi.

dai dotti in Persia.


TI.

77. Il Libro

"

poesia persiana,

CAPITOLO

QUINTO
"

78, 70, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 00, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103. Sunto del Libro dei Re (per la parteepica). 104, 105, 111. Come si 106, 107, 108, 100, HO. Fedelt" di Firdusi alle sue fonti. d i Firdusi. difettidel debba giudicar 114. Libro e 112, 113, l'opera Pregi
"

dei Re saputoa memoria

dal

i rapsodi di Firdusi. popolo;

"

"

dei Re.

"

115. Gli eroi

come

da Firdusi. rappresentati
e come

"

116. Alto intento


"

morale che ha il Libro dei Re, morali


e

vi mirasse Firdusi.

117, 118. Idee

di Firdusi. religiose 120. I


"

"

110.

edizioni e Principali

traduzioni del Libro

dei Re. cic""ci. 5. I poeti


"

ciclici hanno verseggiato tradizioni epiche lasciate poeti 121. eroi del degli

Firdusi allo stesso movimento con Appartengono da questi trattato a preferenza Segest"n epico. Libro di Ghersh"sp. 126, ciclici. 123, 124, 125. Asadi il giovane e il suo Libro di 120. Il racconto di Kuk il monta127. Il autore. naro, Sani,d'ignoto 128, Il Libro 130. di 131. Il autore. autore. Gih"n-ghir, d'ignoto d'ignoto Il Libro di Libro di Fer"murz, d'ignoto 132. autore. B"n"-gashasp, d'ignoto 136. Il Libro autore. autore. 133, 134, 135. Il Libro di Berz", d'ignoto donata abbandi Behmen, d'ignoto autore. 137, 138. Decadimento della poesia epica Ab" al volgo. 130. Poemi e raccolte di racconti, fattiper il popolo; 141. raccolta. Tallir di Tars"s, e la sua indigesta Mukht"ri il 140, suo e Libro di Shehriy"r. 142, 143, 144, 145. Il poema di R"m"n e Visa attribuito indietro da Firdusi.
"

122. 11 ciclo

"

"

"

"

"

"

"

"

"

"

"

"

Fakhri; da altriattribuitoa Nizami Ar"zi.


in forma tradizionali dei Parsi trattati

"

conti 146, 147, 148, 140, 150. Rac-

epica.
epico.

1. Origine

del

racconto

antecedenti abb"am cai)itoli " proe nel suo cercato di studiare nelle sue origini successivo, svolgersi prio dell'Iran moderno delia dopoch" esso, passatii furori e gliscompigli la proprialingua e diede principio a una raggentil" conquistadegliAralii, novella. Perch",sebbene qualche traccia dubbiosa dell'antica poesia poesia possa molte vedersi qua e l" nella moderna, e nella moderna si abbiano del tempo dei Sassanidi, rifatte, pure quella opere, in particolare dal mistica, scettica, poi poi laudatoria, tempo dei T"hiridi amorosa, poesia
ancora

1. Tutto quel movimento

che poetico

nei

biamente. Tamerlano, " tutta di fattura moderna, indubdell'antica poesia I modi poi e la natura e gliatteggiamenti ha alcuni della quale l'Avesla ci conservato tanto divei's" sono franmienti, di questa poesia da quelli nemmeno pi" recente, da non potersi dere comprena

dei quello

successori di

n" indovinare tanti mutamenti di


e

come

mai

una

stessa

gente, anche
e

tenendo

conto

di

abbia potuto iniziare scompigli,


in genere,

svolgeredue generi

poesiacosi diversi.
2. Ma,
se

quale " e quale abbiam studiata, nella forma, ma nella all'Iran moderno, all'antico invece, non appartiene che tutta la anima e la feconda, apparsostanza, nella natura, nello spirito tiene la poesiaepica.Perch" tanto il Libro dei Re, con lo splendore del suo canto, quanto i pochi e umili poeticicliciche ne hanno calcale le
la lirica tutta

LA

POESIA

KPICA

orme

hanno

raccontato

ci" che Firdusi

non

ha vohito
come

potuto
e

tare, raccon-

efficace di quella iranico, immagine ancora dell'ingegno dottrina della morte e del nulla vita attiva e forte, allorquandonessuna il cuore. E farebbe ancor era giunta ad annebbiar la mente e intorpidire

possono manifestazione

considerarsi n"

pi"n"

meno

che

l'ultima

pi"solenne

veramente, meraviglia
in
una

se

di cotesto

non

avessimo
canzone

vedremo, iltrovare questa grande

le prove storiche siccome di eroi rifattabellamente

d'immaginazione e impeto di affetti ha prese le tanti secoli di distanza dai tempi da cui essa a giovanili, dovrebbe abbiam veramente e ai quali mosse appartenere. Essa, come di quei di questo libro,rende immagine di uno gi" detto in principio chiamano vasta pianura, e che,solitariin una massi che i geologi erratici, cui discesi. La altezza da la lontana sono attestano ancora poesia che bench" in origine che precedono, abbiam studiata nei capitoli procedesse " riusciva alla fine in che tanti svesentimento nobile nevoli l'amore, da quel linguanuova,
con

freschezza

omei

da piagnistei

divenir fortemente

stucchevole la

noiosa,
non

poi, per
la

diventava dottrine mistiche, le infiltrate

poesiadella morte, per


ha

quale ogni umana

energia vien

meno

ogni nobile intento


un

valoi'e.Ma

di vita,e perch"procede dall'amor di questa,questa " poesia la difesero

eroi che celebra gli e ne patria " poesiache insegna ad gloria,

giorno e

le

procacciarono

operare, che vivifica e fortifica l'animo e il cuore, n" liaccascia nella considerazione del nulla. Eppure, anch'essa, le venne la materia e l'ispiracome meno degener";perch", zione, pi" tardi, di
sua

epica si fece
non

romanzesca

di

romanzesca

divenne

mistica alla

glieroi dell'amore e appena i suoi eroi cessarono simboli vani fatui diventar del valore,per e d'allegoria. intorno a cui si aggiratutto quanto il lungoe 3. 11 soggetto principale
volta

d'essere

" una lotta secolare degli Irani persiana, magnificoracconto dell'epopea contro i Devi o Demoni, per i qualisi deve intendere una gente primitiva i Turani, gente barbarica e feroce, e contro che fu da loro soggiogata, al di l" dell'Osso. Sebbene stanziata nella parte settentrionale dell'Asia, rica, sotto un certo aspetto, per" questa lotta, possa e debba considerarsi stoche si narrano, e per le cose e per il vedremo, essa tuttavia, come occhi degl'lrani, " troppo collegata che essa ha assunto agli con significato di Zoroastro,per non l'antica loro religione, quellache va sotto il nome doverne tener parolaqui e prima di ogni altra cosa. 4. JNell'antica religione iranica, pertanto, predomina e signoreggia l'idea di un contrasto tra eterno tra il bene e il male, tra luce e tenebre, in un verit" e menzogna, Dio tra vita e morte; e il bene " personificato del mondo, che abita nella luce,e dicesi Ahura Mazd" creatore benefico, in un laddove il male " raffigurato nell'Avesta, genio maligno che abita nelle tenebre, detto nell'Avesta Anra Mainyu, ambedue pi" noti fra noi coi nomi persiani Ahrimane. fra di Ormuzd e Ora, questidue spiriti mordial prifra loro d al d el mondo in non e increati, dipendenti principio

CAriTOLO

OLINTO

poi dura
delle
cose

un

contrasto

senza

tregua,il quale non


e

cesser"

se

non

alla fine Tan-

tutte,con
dello

la vittoria del dio benefico del male. spirito informa

la sconfitta, anzi

nientamento

Questa

fede nella finale vittoria del

bene

si "

quella che dogma

intanto che il

di s" tutta quanta quest'antica religione, che vede nel creato cotesta gran lotta del bene e del
vera

male, costituisce una


cos" fossero le
cose.

dottrina dualistica.
non

5. Si badi tuttavia che Perch"

si vuol dii'e con

ci" che anche fu


un

principio

la dottrina del dualismo

portato di assai

la primitiva iranica non doveva essere che pi" tarda et",mentre religione E per" l'Haugosservava e ingenuo naturalismo. un giustamente semplice che lo storico bizantino che

Agatiadoveva
i Persiani

essere
onoravano

nel

vero

mava allorquandoaffere

prima di Zoroastro
dai

Giove
con

Saturno

tutti

glialtri Dei venerati


veramente, dopo
le credenze facciano si svolse la dottrina

Greci, quantunque

nomi

diversi. Perch"
e

essa pure trasform" dottrina da fondo a dualistica, questa capo tutte degli Irani. Ma, del naturalismo primitivo degliIrani,

che fu introdotta la

di Zoroastro religione

in

oltre ci" che dice Erodoto della religione dei Persiani antichi, fede, tutta semplice e senza quellestesse divinit" apparato di culto esteriore, che furono adorate e onorate di sacrifiziassai tempo prima di Zoroastro, divinit" propriedi religione ad esempio, Mithra che naturalistica, come, " ilsole, che " la terra, e Vayu che " il e Athars che " il fuoco,e Armaiti vento. Mollo meno poi ildualismo risale a quei tempi nei quali Irani e " vero di Arii, vissero insieme. Perch" egli sotto il nome comune Indiani, che

gliantichi
e

Arii abborrivano

le tenebre vedevano

amavano
un

veneravano

la

luce, e
di

nei fenomeni le

della natura
e

contrasto

tra le deit"
era

benefiche

maligne,

finalmente in
e

si rallegravano quando la vittoria


contrasto
non
era

quellee queste andavano


vero

fuga.Ma questo

ancor

tale che fosse diventato valore di

con propriosistema religioso,

e dignit"

l'Avesta. Sembra come dogma, confermato in un libro sacro di questa dottrina singolare si debba cercar non adunque che l'origine nelle condizioni della tanto lontano, ma piuttosto gente stessa, stanziata morali. e nelle sue nell'Iran, disposizioni

pertanto, solo per della regione trova che iranica, coperte di


che in Anche
neve e

6. Chi

un a

lande sterilie

postura poco, considera la particolare settentrione sono montagne eternamente i venti ghiacciati deserte,donde spirano

le speranze dei poveri agricoltori. pochi momenti distruggono orde dal settentrione vennero, cominciando dai tempi pi" antichi, affamate di ladroni che rapivan gliarmenti e mietevano le messi giuntea
i barbari, dai i venti boreali e posavano e quando tacevano maturit"; deserti ardenti del mezzogiorno si levavano turbini infuocati di sabbia che facevano inaridir le campagne. E questi daimi non poterono essei'c risguardati dagliIrani che come esseri di tanto pi" che presso malefici, opera di essi era in onore Ora, tutto ci" che recava grandissimo l'agricoltura.

danno

questa

arte

nobile

santa,

era

considerato

come

opera

imme-

LA

POESIA

EPICA

diata di

potenze malefiche. La
dei

notte

lavori pacifici nella notte

campi,dlcevasi e urlavano sciacalli e ruggivanofiere,e


nelle
case.

interromperei credevasi procreatada Ahrimane; e


stessa

clie veniva

lupiassaltavano

il

gregge,
nei

il ladro entrava

1 Devi, o

d"moni, appunto col favor

delle tenebre uscivano

luoghiabbandonati Ma, al primo apparirdell'aurora

dalle chiostre d'inferno per intrecciar le ridde loro turni. ; e coi Devi si aggiravanoqua e l" i fantasmi notle

immagini spaventoseandavano

nella fuga, e i lavori dei campi ricominciavano. Anche " frequente regione iranica che luoghifertilie ricchi d'acque scorrenti confinino col sta il regno e appunto nel deserto deserto pi" squallido; deglispiriti nembi i rotanti di sabbia la tempesta e sollevano maligniche mandano al sole, con aure e prile carovane. tiepide maveril Luoghi esposti per far perir valli e burroni e montagne, coperte di ghiacci confinano con " detto Per" l'inverno, nell'Avesta, e morte. eterni,dove tutto " squallore stato creato dai d"moni, dei quali si dice altres" che, al veder prosperare esser essi si rattristano, e fuggono quando veggono maturar l'agricoltura,
in

le

spighe.
7. Ma, oltre le condizioni
del paese, speciali pu" rinvenire in altra

potente ragione di

un errore profondo che questa dottrina dualistica si della gente iranica. Diciamo che dinanzi al contrasto del offusc" la mente arrestata,e bene e del male nel mondo, la mente degliIrani si " come idea filosofica, avendo saputo elevarsi fino a quella non per la quale tanto s" tali il bene quanto il male non stessi, sono specialmente per sempre

nell'ordine fisico, ma
0

danno, neg" d'un


di
e

soltanto per chi ne sente giovamento tratto l'armonia che si manifesta nel creato, e appagandosi relativamente
e

del mondo, scompiglio contemplarsoltanto l'apparente trov" Per"


una

v'ine

travvide che "

incessante

affannosa lotta tra ci" che " buono altro che


un

ci" di

l'universo intero parve non essere formidabili due avversari s'incontrano nel battaglia, qunle
reo.

campo

con

tutte le

coi suoi santi immortali, coi Geni lato, le sue Anra Mainyu dall'altro co' suoi Devi tenebrosi, tutti benefici, con la con Pairike,esseri femminili che trascinano gli uomini a perdizione Ahura loro schiere, Mazd" da
un

avversari dell'uomo. Ma l'uno e glialtri spiriti l'altro avversario, sono e gi"si diceva a principio, increati, quantunque il secondo sia destinato ad esser vinto dal primo alla fine dei secoli; e l'uno il male; il primo,per natura e l'altro crea, il primo il bene, il secondo buona ch'egli ha, e di proprio moto; il secondo,soltanto per contrapporre alla creazione buona del primo la creazione sua malvagia, come quando loro bellezza,con tutti alla luce

contrapposele tenebre,alla vita contrappose la

morte.

Nel

qual

punto Anra Mainyu si diversifica assai dal Satana della Bibbia,il quale fu " increato, fu ma angelo buono un tempo e cadde per superbia, e non

glialtri angeh.Anra Mainyu poi,sebbene abbia facolt" " stimato ignorantee cieco,laddove Satana alcune volte " stato creativa,
creato

da Dio

con

considerato

come

tale che

ama

cerca

il sapere

lo vuole. Per" la storia

CAPITOLO

QUINTO
e

quale gi" trovasi nella ora significato grande diciamo; e un fu inno a Satana, inteso nel senso cui ora ai a possibile accennannuo, nostri. Per un vieto pregiudizio da Medio Evo, l'ignoranza sembr" giorni al sapere, e il sapere si disse venir da Satana, laddove, presso preferibile esso Irani, procedesoltanto da Almra Mazd", dal creatore d'ognicosa gli
dell'albero della
conoscenza

del bene

del male,

tradizione mosaica, ha

per ci" che

buona.

8. Intanto, al gran contrasto


uomini gli Mazd"
0

fra il bene

il male

prendano parte;e s'intende che essi sono di Aura Mainyu secondo che fanno il bene

" pur necessario che i seguacio di Ahura


o

il male. Vi
e

sono

eroi del bene come vi sono i per" in terra gli in partecipanoalla grande battaglia, quelli secondo che questa battaglia Mazd" ti'a Ahura

questie modo per" diverso assai, Aura e Mainyu fu pensata e rappresentata dai sacerdoti nei loro libri sacri e dal popolo nelle sue canzoni epiche. Ora, i sacerdoti ridussero ben prestoe facilmente ad aver forma di sistema filosoficoe religioso, strettamente logicoe conseguente, questa dottrina del dualismo;e perch"gliuomini hanno per sacro dovere
di combattere il bene, cos" i sacerdoti comane di far prosperare dano che alla uomini lutti e impongono con gli partecipino gran battaglia le offerte, le opere pie, le preghiere. le armi che con con sono Queste gli devono
usare

fautori del male,

il male

uomini

dei libri e trovasi che appunto uno combattere, dell'Avesta " il Vend"d"d, il qual nome, nella sua forma originale zendica vida"va detta, cio" creato contro i Devi o demoni, indica gi"che quella per
era

la difesa il comune

pi" potente che


nemico.

l'uomo

aveva

ricevuta
re e

Allo stesso modo, i


a

tere quaggi"per combatmitici eroi dei gli temj)i


il male
con

ed
e

epici come preghiere,


sono

introdotti nell'Avesta si

combattere

contro

oflerte

Hara

pregava

del monte Haoshyanha che ai piedi di poter distruggere i geni del male; di Sraosha, genio

legge del

re

che benefico,

tare vanta per armi le preghiere pi" sante che si possano recida bocca celeste o terrena. Lo stesso profeta Zarathustra o Zoroastro,

un interrogato

giorno da

Aura i

Mainyu qualifossero
quali essa

le armi

sue,
e

rispose
la

che le armi bevanda che


ne

sue

migliori
e

erano

moitai, nei qualisi prepara


" versata, la

spreme

le sacrificale, d" il succo,


e

tazze

nelle

haoma pianta

dei sacerdoti secondo

da Ahura Mazd". Cos" le armi parole pronunciate dei loro campioni sono e simboliche, come, spirituali le

" tutta questa gran lotta cosmica. e morale spirituale 9. Ma il popolo, che certamente non ficasse pot"bene intendere che mai signilo innnavolentieri se contrasto e simbolico, spirituale questo pi" non gin" vivo e visibile in terra, al quale partecipano gi"devoti preganti di ordine loro, veri eroi con armi vere da offesa e da difesa. Come ma poi sacrificanti, che le nevi e i ghiacci, infuocali del i venti le arsure e deserto, fossero opera d" spiriti barbari s correrie che i c osi nelle frequenti maligni, dell'Asia settentrionale facevano nella sua terra con l'impeto e l'avidit" delle gentiselvagge, del nemico altro non pot"vedere o trovare che l'oj"era
e

stim"

LA

POESIA

EPICA

d'ognibene e immagin" die coi barbari Anra Mainyu stesso fosse collegato. dei barbari del settentrione e del Anra Mainyu, adunque, " il protettore di Ahura Mazd", sotto la protezione loro re superboe tracotante,e intanto, in si mantiene tutto il popolo iranico col suo re. Anzi, il re degliIrani, quanto " primo campione del bene " visibile vicario in terra di Ahura Mazd" stesso, laddove immagine terrena di Anra Mainyu " il re stesso dei di stirpi nemiche, il contrasto, insomma, tra barbari. Cosi la lotta vera colore religioso e morale, Irani e Devi e Turani, riceve dalla religione
,

intanto

che

il

suoi gagliardi
non Dopo ci",

popolo, non campioni di

intendendo lancia
a e

i simboli

sacerdotali,arma
e rozza

spada,di clava,d'arco
la

di faretra.

tarder" molto

farsi udire
e

prima e

canzone

epica
le

che

narrer"

di Rustem le battaglie
e

deglialtri eroi dell'Iran contro


intendere

schiere dei Turani

dei Devi. di Devi si debba un'antica lazione popodi cui, per le molte

10. Ora, che sotto il nome

che dovette ritirarsidinanzi

" cosa agl'lrani,

della al principio si pu" pi" dubitare, e il Justi, prove che vi sono, non studi sicura. la pone come certa e Storia della Persia antica, Intanto, gli sua
certezza che prima con pi" recenti hanno fatto conoscere la potenza meda e persiana, assai che avesse prima assai che principio e sull'Eufrate i grandiimperi una semitici, partegrandissima sorgessero sul Tigri abitata da genti assai pi" antiche, diverse di d'Asia doveva essere ma gi" potentie famose nelle arti e nei commerci. Le linguae di stirpe, dato principio all'industria del da tempi immemorabili, avevano quali,
e

le ricerche

lavorar

onde s'erano metalli,


un

commercio

celebri per tutto il mondo che si estese dall'Asia all'Europa, fino


rese

ziandovi iniantico,
a

penetrare,

nella regionegermanica. Ma quella passando le Alpi, esercitata in mezzo ai monti industria tutta speciale, abbandonati, nelle laddove erano le miniere del ferro;e quellareligione di quelle caverne misteriosa deit" terranee, antichissime genti, alle infernali tutta e consacrata e sotperch"sotterra appunto stava ildio potente e invisibile che loro mandava le nascoste ricchezze dei metalli, le genti mentre ariane,di fresco fra loro,abborrivano le divinit" sotterranee venute adoravano a quelle della luce; e quelle formole magiche adoperate nei riti in una lingua barbarica e sconosciuta; fecero si che tutte queste cose ariani quei popoli l'Italia e percorrendo che trovarono altrettante nelle
nuove

terre coleste

antiche,le popolazioni
o

credessero per
e

di esseri misteriosi, semidei famiglie

demoni, ammirati

l'abilit" loro nelle arti, temuti l'arcano commercio


con

diversi nomi, in tutte si trova metalli Kuvera


e

per" che, con quante le antiche tradizioni di popoli indo-europei


che abitano

per le arti magiche da loro le divinit" di sotterra. Avvenne

possedute

per

memoria
usano

di esseri misteriosi la

sotterra, lavorano

magia. Sono Guhy"ki o Yakshi in hidia,ministri di che " ildio delle ricchezze, donate qualiabitano in selve lontane e abbane

fabbi'icano armi

eroi ariani del

terribili di guerra li"m"yana e del Mah"bh"rata.

di cui si vantavano

poi gli
Rodi, in

Sono

Telchini

in

CAPITOLO

QUINTO

incantatori e Cipro, in Creta, abilissimi lavoratori di metalli, reputati si diceva, maghi,perch", sapevano trasformarsi in mille guise e potevano il sereno far far tornare cader la pioggia la grandine quando loro o e talentava. Sono Dattili, che Strabone dice maghi e lavoratori del ferro, abitatori del monte Ida, e Cabiri in Lenno, in Imbro e in Samotracia, ministri di Vulcano in lavorar metalli, Koboldi e e abili incantatori. Sono Nani nei paesigermanici e scandinavi, ha conservati i loro e l'Edda ne I Nani nomi, quasiimpossibili a pronunciare. i metalli, posseggono ricchezze infinite, sono
come

abitano

sotterra, lavorano
e

maghi

involano Sono

i fanciulli,

si

leggein

una

celebre ballata del Goethe.

Brisinghi

nelle

leggende scandinave, e i Brisinghi appunto fabbricavano il ricco monile della dea Freya. 11. Come ora agevolmente si pu" intendere, fanno parte di questa classe di esseri misteriosi anche i Devi dell'epopea iranica. Anch'essi, come i loro confratelli ora enumerati,sono abilissimi nel lavorar metalli e ogni i palazzi del re Fabbricavano, al dir di Firdusi, opera fme e artificiosa. Gemsh"d del re K"vus sul monte e quello gnavano Alburz; al re Tahmi"ras insel'arte mirabile della scrittura e sapevano volar pel cielo recando sulle spalle il trono di Gemsh"d; potevano di notte incatenare e acciecare il re K"vus con tutto l'esercito nei campi del M"zender"n, e trasformarsi in mille guise, fece il re dei Devi del M"zender"n che combattendo come
con

Rustem

si converti in

e il devo pietra,

Akv"n

che soleva trasformarsi lo

in asino selvatico. Abitavano intende

alcuni ilVarena, sotto il qualnome

Spiegel

quellamoni

vend,

settentrione della Persia. Altri abitavano

tratto quell'ampio E qui le prove sono


come

inospitale regioneche " alle pendicidel Dem"il M"zender"n, che " di paese che si stende a mezzogiorno del Mar Caspio.
uosa e

anche

pi" chiare.

Perch"

Firdusi ci descrive illoro


e

re

tale che

aveva

i denti da

alta cinghiale, lungo il collo,

sottile la

persona. Anche in certe tombe preistoriche scoperte da poco tempo nei d" Faznean di Aby"neh nel M"zender"n, al dire del giornale e villaggi l'Orientale (delmaggio 1874.), si trovarono inglese lunghe ossa che il giornale dice gigantesche, essendo il solo stinco lungo ben cinque spanne, e teschi
con

denti di strana

e lunghezza e

sclieletriinteri di statura

enorme.

Per quanto il racconto


essere

di Firdusi

la notizia del

giornaleinglese possano

si potr"negare che essi fra loro vanno non esagerati, perfettamente risultandone noi c io" che nel M"zender"n d'accordo, questa verit", per abitavano un giornoantichissime genti, diverse dalle iraniche nella stirpe, nella linguae nella civilt", civilt" si pu" dire. se 12. Ora, quando gliIrani, venuti da que' luoghi nei qualivissero alcun discesero ad abitare nel vasto paese che da loro ebbe tempo con gl'Indiani, il nome di Iran, portarono anche con s" certe loro idee religiose che dovettero
essere,
e

gi" l'abbiam

detto, di
di

un

ed primitivo i Devi

elementare
erano

naturalismo.

Tra le qualiera

la credenza

nei D('vi.Ma
sovrumano

esseri
e

immortali, dotati soprannaturali, spiriti

potere, buoni

LA

POESIA

EPICA

beiie("cisecondo secondo religioso,

Mainyu che liha


escono

forse per qualche scisma maligni e malefici, gl'Indiani, E i Devi degli Irani abitano l'inferno con Anra gl'Irani. l'inferno " e dale ne procreati pur sempre loro duce e signore, talvolta sul monte Arez"ra che
ne

" la

porta,e

su

quelle

vette deserte intrecciano la ridda. Si credeva

all'intorno
cotesta
una

ne

fosse

ingombra

piena, e

l'aria tutta poi che,talvolta, Diogene Laerzio notava essere

Leggesinell'Avesta che un sbuffano; quando esso germoglia, campo mette il fusto,i Devi piangono; i Devi tossiscono; quando il frumento del tutto quando esso ha spighe grosse, i Devi fuggono;e i Devi sono tornano sterminati in quel luogo abitato laddove si trovano molte spighe; fanno metallo fuso. Queste parole, allora all'inferno correndo come come
dei superstizione speciale Persiani.

quando vi "

i Devi fruttifero,

dere questiDevi,danno anche a diveebbero di essi, fu quello di spiriti che il primo concetto che gl'Irani altro. Ma poi,quando pi" tardi si di esseri sovrumani, e non maligni, antiche che di sopra si diceva, sime abilisin quelle scontrarono popolazioni diverse nelle arti e credute in possesso della magia e degl' incanti, di stirpe dettero cree di lingua, errore per un facile e agevolmente intelligibile
conoscere

la natura

tutta demoniaca

di

di vedere fede
e e

in esse

le schiere dei temuti

della loro si

immaginazione. Per tal via la


terra
e

maligniDevi della loro discendeva figuramitologica


e

in personificava

rendevasi

visibile

sensibile. Perci"

si

legge nell'Avesta che prima di Zoroastro i Devi,rivestendo diverse forme,


la terra percorrevano opere del bene, e che
nessuno

spargendoil male
poi,alla sua
d'allora in

sui loro

le e distruggendo passi

onde venuta, furono ricacciati sotterra,

fu
come

pi" veduto
due
re

" detto

poi da occhio mortale. Gi" di sopra si Tahm"ras come e Gemshid, li tenessero dell'epopea,
e o ne

la forza al loro impero,e lifacessero servire in con schiavi, assoggettatili fabbricar ci" si che
e utensili palazzi

ricevessero

anche

utili insegnamenti. N"


non

o potrebbe

intendere
e

se adeguatamente spiegare erano

col supporre

i Devi di Tahm"ras delle antiche chiamarono

di Gemshid

veramente

che soggiogate, popolazioni col


nome

poi le

fici artegl'ingegnosi atterrite rate ammie genti

di Devi. conservati i nomi di alcuni

13. L'Avesta
l'Avesta " libro

ci ha

Devi; ma

perch"

cosi questi nomi indicano certe qualit" vagie malsacerdotale, che quei Drvi sono astrazioni di colpe mere e mostrano e certi vizi, Tali sono i nomi dei Devi Ak"-mananh 0 di malanni. e A"shma, il primo dei quali animo laddove ilsecondo denota l'ira(il nome malvagio, significa del diavolo Asmodeo " venuto di qui); della siccit", e Apaosha " il Devo la fantasia popolarepi" e Banga quellodell'ubbriachezza. Al contrario, assai si compiacque di quei Devi che non sono come ora tati, rammenquelli cio" simboli e astrazioni di sacerdoti, stano taliche infema son piuttosto direttamente gliuomini, li invitano a battaglia, e giocando di destrezza e di valentia, nella lotta o restano vincitori.Si o soccombono il gioleggenel Libro dei Re che il Devo Xero uccise in singoiar battaglia

10
vane e

CAPITOLO

QUINTO

forma

Siy"mek, che il Devo Bianco e il Devo Akv"n, questo in furono atterrati e uccisi da Rustem d'asino selvatico, a colpi di
valoroso stessi di Devo Bianco
e

clava. Nei nomi


e

di Devo

Nero

trovasi

l'impronta

popolareche si compiacedi tali contrapposti. di rimpicciolir E pare che talvolta questa fantasia si sia compiaciuta questi ai Folletti e ai Koboldi .dei nostri volghi, Devi, tanto da farli quasi eguali dell'ingegno della fantasia
con

le loro

e le grottesche apparizioni

loro burle strane

e nuove.

Serva ad

esempio di
il capo

cotesto

il Devo

Akv"n

che

pi" volte

si f"' giuoco di Rustem

nel raccontarne tanto che ilsapiente Firdusi,

scoteva incredulo l'avventura,

Ci" non la beffa fatta al suo eroe prediletto. quasi glidispiacesse alto principio morale. un toglie per" che qualche volta i Devi rappresentino chiato qualchecolpa grave o s'" macPerch",quando alcuno ha commesso che suole il innocente del sangue di qualche vole colpegrida vendetta, nell'atto ha offuscata della scusarsi dicendo che un Devo, colpa,gli la mente Libro di regno ebbero ucciso Tur per ambizione di scusarsi presso i due colpevoli tentarono il loro innocente fratelloErag', Devo. Al qual loro stata guasta da un il padre dicendo che la mente era
e

tolto il senno, come Salm dei Re che, come


e

la dea Ate, al dir di Omero.

E trovasi nel

punto giova notare che la natura demoniaca, che " la primitivae pi" ebbero dei Devi,anche torna a manifestarsi nel concetto che gl'Irani antica,

dopo

tanti mutamenti

trasformazioni.

14. Del resto, " facile comprendere


il nome applicarono che
vennero

dei Devi alle

appunto perch" gl'Irani, nei paesi che trovarono gentiprimitive


come

dal consorzio descrivono


uomo aver e

ad occupare, dovessero escludere interamente queste Libro dei E l'Avesta il tanto umano. Re, per" quanto

genti
come

la vita dei
re

primo

in terra sotto il governo del primo uomini che fu Gaya-meretan o Gay"mers, dicono quegli

primi uomini

nel cui seno alcun nemico, non era pacifica famiglia, cio" Aura dice in particolare il Libro dei Re, eccetto Ahrimane, come Ma Ahrimane Devi e i suoi non Mainyu. appartenevano a quellafamiglia, formata
una

sola

perch" non

per" n'eran fuori. D'altra parte essi di essi tutta quanta male quaggi", e per" contro erano gliautori d'ogni trovavasi collegata; la famiglia umana ma perch" il bene e il male si porta imfanno sentire a tutti gliesseri viventi,ragionevoli e e irragionevoli, cosi le prime a tutti egualmente evitar questo per conseguir quello, Devi furono combattute dai Ahrimane i contro e battaglie primiuomini
erano

esseri umani

compagnia delle fiere del campo. E si racconta nel Libro dei Re che fu ucciso il giovane e prode Siy"mek dal Devo Nero, appunto perch" come nella sua sorte i viventi tutti che morisse e perch" Siy"mek fu ilprimo uomo
in

d'allora intravvidero la sorte che li aspettava, essendo di


e

Ahrimane, un

esercito di uomini, di
contro

tura creapure la morte d i di di leopardi, leoni, lupi tigri, e

di fieriaugelli mosse

il tristo Devo
sono

diede gii

terribile battaglia.

15. Cili altri nemici degliIrani


tutte designate

vanno Turani,col qual nome che conducedell'altaAsia, al di l" dell'Osso, quelle genti

LA

POESIA

EPir.A

il

vano

vita nomade

facevano

scorrerie

dal racconto epico sono questi 0 Ahrimane, non per" come siccome
a

Anclie nel mezzogiorno. frequenti schiera di Aura fosca collocati nella Mainyu
creature
o

sue

come

esseri

soprannaturali,

" accaduto

dei Devi, ma considerati

sempre

come

uomini

veramente, addetti

lui tuttavia in forza di


sono

quel concetto, per il quale, in molti racconti


come

potest"infernali e protetti da queste.iMa la guerra contro i Turani apparisce alquantopi"tardi da che fu preceduta fa intendere anzi l'epopea essa persiana, nell'epopea
i nemici epici, devoti alle

quelladei Devi,dicendo appunto Firdusi che al tempo di re Gay"mers e i Devi. in terra alcun nemico, eccetto Ahrimane gliuomini non avevano cosi anche doveva essere. Perch" E veramente, in un certo senso storico, uomini in forma umana, fra gli i Devi che secondo l'epopea si aggiravano come e poi furono ridotti ad abitare inaccessibili regioni, rappresentano, i sul antiche trovate abbiam detto,le luogo dagliIrani, gentiindigene quali dovettero o soggiogarle per le prime o scacciare o tollerare che vivessero con loro in istato di faticosa servit", l Turani, al contrario, nemici assai tempo dopo e solo allorquandogli furon conosciuti come si scontrarono usciti dai loro confmi o assalitidal di fuori, Irani, per la che essi risgi"costituite in un regno potente, prima volta in altre genti, V'ha rivalit" d'inimicizia. e adunque guardaronocon alto sentimento di le genti combattere da che Irani credere avessero gli prima ragione per da di Devi, e che poi avessero designa col nome indigeneche l'epopea

respingere gliassalti
a

delle

gentibarbariche

devano che dal settentrione discen-

nei racconti epici, preda. L'una e l'altra guerra appaiono, anche bellamente intrecciate, anzi fuse insieme, solo accoppiate, ma non in modo da formare un tutto ben composto e ordinato. Per giungereal Irani e i loro cantori non dovettero trovare difficolt" grandi, qual punto, g"' del dato che i Turani nemici male, come erano e perch", per" partigiani tali non e de' suoi potevano appartenere che alla schiera di Ahrimane far Devi. Per" la guerra dei Devi e dei Turani era pur sempre il bene; medesima, cio" il tentativo del male di sopraffare

quella guerra
e

il contrasto

tra

loro,raccolti insieme
pur sempre che la battaglia per tutto ad

sotto

la bandiera

di Ahrimane,
e

tra

gliIrani, principio

tornava

essere

l'immagine terrena, viva


combattersi

della sensibile,

gran del mondo

religione insegnava

fin dal

sizione quanto il creato. Pure, nell'economia e nella dispodel racconto epico, la guerra coi la guerra coi- Turani sopraffece Devi tanto, che, nel Libro dei Re, essa occupa quasi due terzi della narrazione,
spesso "

qual

cosa

quellacoi Devi " raccontata a frammenti qua e l" e interrotta per ripigliarsi un'altra volta. Della poi e interrompersi mento che il sentisi pu" forse assegnare altra ragione non se non
laddove

i barbari, tenuto vivo nella difesa della patriaterra contro nazionale, dovette essere gliendoli pi" potente ed efficace perch" attirasse a s", distoda altri l'animo argomenti,
e

la mente

degliIrani

dei loro

primi cantori.

i9

CAPITOLO

QUINTO

bisognava soddisfare a quellache il Vico chiama boria al paridi tanti altri popoli sideravano connazionale. Perch" gliIrani, dell'antichit", la prima gente che fosse stata creata, e le altre s" stessi come
16. Anche
tutte stimavano genti E per" Gay"mers che che glisuccessero re
come

tanti rami

fu il loro
fino
a

venute dal loro ceppo. propaggini e i primo re, fu anche il primo uomo,
o

tutto

il regno

di Gemsh"d

tutta quanta la terra. Anche di Fr"d"n, governarono del mondo, dovevano altri popoli bench" nemici, con tutti gli
come con

partedel regno i Turani adunque,


e

considerarsi

venuti

un

giorno dalla

sacra come

terra

e la presente inimicizia dell'Iran; e

doveva gl'lrani
non

intendersi

pi" tardi sopraggiunta

interne,come per cagioni potevano prevedere, di nel una nate all'improvviso seno Appunto le discordie gran famiglia. del re Fr"d"n, posero il principio per ambizion di regno, nate fra i tre figli b ench" i due Che al della nuova contrario, nemici, popoli, poi, guerra.
che si si considerassero ci" appare da moltissimi fratelliin origine, come sempre puntidel Libro dei Re, nei qualii re Turani si vantano di discendere Fr"d"n.

per cagioni per discordie

dal

re

17. Re Fr"d"n

adunque, divenuto

d'Occidente, signoria d'Africa e del paese di Rum, al secondo,che era Tur, conferi cio" d'Egitto, cio" tutta l'Asia del Turan che da lui appunto s'ebbe il nome, la signoria al figlio minore che era settentrionale con la Cina e l'estremo Oriente; ma fratelli il quale vinceva i due maggioriin prudenza e bont", egli Erag', di portarcorona dell'Iran col privilegio dare la volle e dell'India, signoria del padre i fratellimaggiori, A queste disposizioni e di sedere in trono. vollero fare le loro rimostranze, e perch"Erag', d'invidia, per sentimento s'era recato presso di loro per acquetarli e troppo fidando nella giustizia,
essi lo uccisero e ne mandarono, chiusa pacificarli, diede al vecchio padre.Il quale, all'orribilevista, restandogli giur"di vendicarsi, pur sempre lontana del in in
un

per l'et" grave fu stanco di regnare, che era Salm, conferi la al primogenito tre figli, e

di tutta la terra, quando signore il regno fra i suoi pens" di spartire

cofano, la
in
una

testa
e

e pianti

lamenti

gineceo reale,della
venuto

donna, giovane
la al
come quale,

il tempo del

quale diede alla luce partorire,


era

stato sposo

vinetta giosperanza il giovane Erag'. La


una re

bambina,
in

prode e questo secondo

fu giunta a tempo di nozze, fu data dal vecchio valoroso Pesheng, che discendeva dal re Gemshid. matrimonio fu

isposa
di

Frutto

Min"cihr; e Min"cihr, come

incitamento port" la guerra a Salm e a Tur e lasciando Fr"d"n mor" dopo un la sua vendetta, regno di cinquecent'anni dall'ucciso Ma la guerra coi Turani che discendevano al nipote. "a corona di Fr"d"n

fu adulto,per li uccise. Avuta

Tur, quale pareva dover


ricominci"

cessare

colla morte

maggior vigore e di Tur, credevansi Turani, essendo della famiglia

pi"

tardi

con

Erag', accanimento, perch" " re


dei due
non

uccisori di

solo di

di vendicar
trono

la morte

del loro
re

dell'Iran che

progenitore, aveva Fr"d"n, calpestando ognileggedi giustizia,


ma

di dover

l'obbligo quel riconquistare


aver

LA

POESIA

EPICA

13
e

minore. assegnato al figlio

Da

quel tempo, il pi" animoso


volte i confini
e

potente di
mano

questire
neir Iran
re

si vedr"
e non

violar

pi"

discendere
e

armata

finch", assalti, dopo battaglie lo uccider" in pena delle sue colpe. e non prigioniero secondo l'epopea, da sparso Cos" la guerra fra Irani e Turani,originata in sangue, dar" materia alla maggior partedei canti di essa, ampliandosi da l'altra antica far coi Devi. metter quasi contesa modo da e pi" parte
mille Khusrev
non

quietarmai

mille

lo tara

Questo gran re del Turan Afr"sy"bnel Libro dei Re, e ilsuo


18. deriva da
una

che " l'avversario dei


nome,

re

" detto Irani,

che nell'Avesta

suona

Franrasyan,

radice verbale che

perch"l'epopearacconta
e

significa spaventareed " bene priato, appromolte colpee molti misfatti di Afr"sy"b
incessanti
sono

lo mostra

in

legacon

le potenze infernali. Per"

i suoi

i suoi assalti per insignorirsi di sforzi e ripetuti eglicrede sua, e nel sogno della mente inferma
a

quellaterra iranica che


non

dubita di ricorrere dubita di uccidere il

ogni mala
suo

arte, pur

di toccare

l'intento

suo.

N"

solo perch"aveva in vita alcuni prigioIghr"ras risparmiati nieri chiesto grazia;e uccide di propria Irani che gliavevano il mano e fornisce di esercito il giovane re Irani, Nevdher, fatto prigioniero; degli Sohr"b perch"invada l'Iran; fa il giovane e innocente prine cipe decapitare del che s'era a lla Irani, sua K"vus, rifugiato Siy"vish, figlio re degli sembra riconoscere la propria corte, anzi era suo genero. Con questo, egli ai re dell'Iran, inferiorit", perch"si riscuote e solleva la testa solo rispetto il legittimo o questi" stato sconfitto allorquando nell'Iran o manca signore, " altro luogoo dato ai vizi e al viver molle,come in qualche ilLibro fratello dei Re Ma
racconta

di Nevdher

Irani sono quando g"' dal loro re o da qualche loro ritrae


a

che passava i forti e scendono ardito

giorninell'ozio e nei piaceri. compatti in campo, guidati


si

capitano, Afr"sy"b volentieri

dietro

domanda

qualcheoccasione
riottoso che
non aveva

la pace e ritorna nel suo regno per aspettare L' A vesta poi ci dice anche che questo re migliore. la maest" reale che era una certa aureola luminosa

il nimbo ai nostri Santi;e per" egli ricingevail capo dei re come si bagnava tre volte nel lago Vourukasha, laddove quel lume divino si era senza nascosto, per uscirne investito di esso, ma frutto, perch" la misteriosa aureola fuggivasempre lontana da lui. Egli ", pertanto, la mentre tutti lui, immagine terrena di Aura Mainyu, superbo e stolto come i re Irani, da Gay"mers fino a Gusht"sp, visibileagli occhi sono l'immagine, del creatore Ahura Mazd". I re Irani combattono dei mortali, armi leali con laddove Afr"sy"badopera la frode e ricorre e confidano nell'aiuto del cielo, alla colpa e confida nelle arti del male che sono gli incanti e la magia.

19. A questo punto " ovvia


lieve momento, trovi memoria abbiam
e

necessaria

una

considerazione

di

non

questa si " che, sebbene di questa lotta degliIrani


essa

soltanto nei racconti


contro i Devi
e

epicisi i Turani, pure


mento fondadetto per

e possa avere storico. E quanto ai Devi, basti ci" che di sopra

ragionedi credere che

abbia veramente abbiam

li

CAriTOLO

OLINTO

la terra nella quale gliIrani dovessero conquistar si stanziarono, sulle primitive genti indigene. Quanto ai Turani, tutta col libro sacro la sua leggenda e con storia suo e con iranica, quanta la ci" che ne hanno fatto sapere, anche per brevi cenni, i Greci,fa noto trione antico e profondo odio tra gliIrani e le gentibarbariche del settenun dava alimento la diversit" della vita, nomade dell'Asia. A quest'odio v'" libro e notisi intanto che non per gliIrani; per i barbari, agricola che dei la coltivazione tanto raccomandi di antiche religioni sacro campi barbari del volte Ora l'abbiam l'Avesta. settentrione, questi gi"pi" quanto Irani bestiami nei scendevano a prendervi degli detto, campi troppo spesso assalti e scaramuccie e biade, onde nascevano vise. improvqua e l" frequenti veder chiaramente
come

Gli Irani chiamavano Iscrizioni del Re


e settentrione, erano

Saci, e questo

nome

ci fu conservato

dalle

Dario
nome

il

lunga guerra degliIrani contro i Turani,la storia i barbari dei re persiani le spedizioni contro dal canto suo fa conoscere nella quale egli del settentrione, come quelladi Ciro contro i Massageti, Medio dal in vha. nel secolo la E nono P]vo, poi,altro non si perdette
se

questi l'epopearacconta

tenuti da la

del e dagliscrittori greci, i nomadi d'Istaspe il indica i n cani, gi" significa dispregio cui e quale odio vi si doveva aggiungere.Che quelli, che

vide che

discendere

nell'Iran dalle lande

deserte che

sono

al di l" dell'Osso,
a

orde
e

infinite di barbari
e

che vi fondarono

e principati,

quel
a

tempo una rappresentare

prima

poi

ai nostri

giorni ancora
non

Iran

Turan

stanno

inimicizia che

cesser"

mai, un

odio

implacatodi

che fu e sar" sempre se l'antica cagione di fatti di sangue come stirpe abbia separate del re Fr"d"n, compiuto il fratricidio, discordia dei figli per che sempre le due
a

20.

Eppure
un

genti vicine. alle quali non questeguerre di stirpi,


solo, e

possiam negare

sottostia

fondamento
non

vansi ricordati
ma ancora

storico,presero parte alcuni eroi che troci" s'intende, nel Libro dei Re e nell'Avesta,

doveva esser giunta ai qualicertamente non indiani, notizia alcuna sia della lotta tra Irani e Turani, sia delle discordie dei eroi erano, a quel tempo remoto, del re Fr"d"n. E trovasi che questi figli di Thra"taona meri concetti mitici, come appunto Fr"d"n che,per il nome al Trait"na dei Vedi. E si ricongiunge al Trita e ha nell'Avesta, ch'egli nei Vedi Trita " uccisore, secondo ilThra"taona abbattesse
un

serpe a tre teste, e tale " anche Fr"d"n dell' come Avesta, intanto che il Libro dei Re narra
i

Vedi, di
che

un

alle serpenti attorcigliati mito ricongiunge Tutto cotesto " mitologia, e il meraviglioso questo spalle. eroe aglialtriDei ed eroi uccisori di mostri.Apollo ed Ercole in singolare Ricordasi anche, nel e Scandinavia. Grecia, Sifrido e Sigurdh in Germania dei primi re della stirpeumana, il Libro dei Re, l'antico Gemshid, uno il primo re, e questo dell'Avesta, quale altro non " che il Yima-khsha"ta Yima dell'Avesta corrisponde al Vama degliIndiani che fu il primo uomo che morisse,e per" ebbe l'onore di esser chiamato a regnare sui morti.
mostruoso tiranno
recava

due

d6

CAPITOLO

QUINTO

2.

Svolgimento

del

racconto

epico.
non

22. Se la guerra
terrena
come e

coi Devi degl'Irani

coi Turani

" che
e

gine l'imma-

sensibile del gran contrasto tale assume agliocchi dei credenti

tra Ahura

Mazd"

Aura

appartenendo per natura e rappresentandoil cammino del racconto epico a rappresentare e incarnare un'alta idea,f"losot"ca e religiosa, s'intende come in esso tutto debba avere un significato, la sua parte ben determinata, avere ogni particolare cooperarvi ogni cosa ad un solo fine. Perci" nulla vi si trova da togliere, nulla vi e cospirarvi
" da di
e il fine aggiungere,

un'importanza tutta al gran dramma del mondo, per significato del Con tale quaggi" zione disposigenere umano.

Mainyu, particolare,

ultimo

cui

sono

rivolti tanti fattidi

e principi

tanti moti dei loro animi eroi,

tante fatiche da loro sostenute, robusti,

" altissimo, tante vittorie riportate, santificato dalla sul male. Non
a

e confermato religione dalla speculazione cio" la vittoria che un giorno ilbene avr" filosofica,

v'ha alcun dubbio ad


un

che menti

alte ed elette abbiano

duto presie-

coordinare

cosi alto

il magnificoe significato vediamo

vai'io racconto

creato dalla fantasia


meno non

colti e
conosce

nelle epopee di popoli non pi" vicini alla barbarie,laddove,al dire del Grimm, la poesia
ancora

ci" che popolare;

dano grande importanza ch'essa ha, u" sa perch"accai fatti che va narrando, ma soltanto come conosce accadono; essa ha nulla da dichiarare; dei fattinon rezza, chiale cagioni non sono con esposte intanto i pi" lievi cenni che vi si fanno, colpiscono mente. ma pi" forteDi tal genere sono appunto i canti dell'Edda e in generale tutti al gran ciclo degliDei e deglieroi delcanti che l'Olimpo si quei ricongiungono nordico. Ma, nell'epopea iranica,ben diversa " la cosa; perch"

la

da ci" che s'" detto,gi"si deve


esser

intendere
vera

come

tutto il racconto

vi debba
e

narrato
e

quale

una

storia

che

comincia

col

primo

re

primo

uomo,

difficolt" possa e debba esaurito il ciclo degli eroi, senza come, di Alessandro ci" ai Arsacidi e dei Sassanidi; Magno, degli tempi passare che per altre epopee, diversamente sarebbe stato impossibile. disposte,

23. Al quale effetto contribu"


dell'umano delle
come altre,

la troppo definita e recisa separazione al tutto contrario dal divino in questaepopea, in modo
ancora

l'indiana sopra tutte,nelle quali e Dei e uomini si trovano in una mente impresa che fortespesse volte ad operare insieme, occupati richiede ogni loro cura Per tal loro e ogni separazione, pensiero.
con conseguire una e come religione

focile a

l'iranica che credeva

in

un

Dio
reni, ter-

creatore, ente metafisico

astratto, lontano assai dagliavvenimenti


un

anche l'epopeaassunse narrata semplicemente come


maomettano
come e

carattere
vera e

tutto umano,

per" pot"esser

genuina. Firdusi poi che era ha eguali adoratore dell'unico Iddio che non ha figli e non
storia
con

si leggenel Corano, riconfermando

le

sue

(credenze

particolari

quel carattere

astratto della Divinit" di tanto

contribu" separata dall'uomo,

LA

POESIA

EPICA

17

La qual pi"a dare al suo poema un colore tutto storico e umano. cosa e questodiciamo qui accidentalmente,contribuisce non poco per", e facile la lettura; a renderne a noi pi" gradita perch"ilmonoteismo di Firdusi,simile in grandissima partealle nostre dottrine religiose pi" delle comuni, " assai pi" facile a comprendere delle intricate mitologie anche epopee possono indiane
e

scandinave, che i lettorinostri


Anche famigliari. alla

non

tanto

facilmente

mitologiaclassica difficilmente da lungotempo non fosse entrata come se essa potremmo noi avvezzarci, della letteratura e vita intellettuale, a far parte della nostra per mezzo
rendersi dell'arte.

24. Perch"
narrato

adunque il lungoe magnificoracconto


come

fu epico degl'Irani ricevere


re e una

da loro
e

storia,

come

tale dovette

anche

bene
eroe

ordinata

meditata

laonde ogni interna; disposizione


case

ogni

vi

trov" ilsuo

vi furon collocate per successioni, regnanti e di tutto si volle cercare e trovare il perch". Ora, la prima casa fu quelladei P"shd"d, ricordata nell'Avesta che regn",secondo l'epopea, di col nome ma corrispondente Paradh"ta. "Ne fu capo il re ll"sheng, di lui vissuto della dei casa e regnato (e non era aveva P"shd"d) prima il su tutta la famiglia ancor e primo uomo umana, primo poco numerosa, che abitava sulle montagne re Gay"mers, detto Gaya-meretan dall'Avesta, altri uomini, onde la sua presenza incuteva rispetto e poco si mostrava agli quando, e venerazione. Ma H"sheng, veramente, fu il primo dei P"shd"d allorsi diceva tutta la come a principio, questire signoreggiavano

luogo acconcio,e le

Gli altrifurono Mainyu. che Tahm"ras, Gemsh"d, Fr"d"n, Min"cihr, Nevdher, Zav e Ghersh"sp, trovansi tutti ricordati nell'Avesta coi nomi di Haoshyanha e Takhmaterra
e non avevano

nemici tranne

i Devi

Anra

Thra"taona, Manuscithra, Yima-khsha"la, Naotara,Uzava e Kereinnestato il regno di Dah"k c"cpa.Fra Gemshid e Fr"d"n trovasi come Dhahh"k manifesto o Zoh"q all'arabica, con (che altri vuol pronunciare ebbe d i ucciso ilpadre come straniero, sangue arabo,che, errore), principe suo Mird"s,usurp" il trono dell'Iran e regn" mille anni, finch" Fr"d"n, discendente di Gemshid, lo prese e incaten" nel monte Dem"legittimo vend. Anche l'Avesta conosce impresa di Fr"d"n o questa meravigliosa intende ma Thra"taona, per Dah"k, che vi " detto Dah"ka o Azhi-dah"ka, bens" orribile delittuoso che non e usurpatore, un aveva gi"un re serpente tre capi, sei occhi, da Anra Mainyu. tre bocche, stato gi"procreato 25. Le opere dei re P"shd"d il cammino degliIrani alla segnano civilt", come gl'lrani, gi" fecero i Greci di Prometeo, attribuirono perch" a ciascuno di loro l'invenzione delle prime arti.Si leggepertanto nel Libro
urupa, dei Re che delle acque per inaffiare i campi, inizi" l'agricoltura gettandoper il primo le sementi nel suolo,onde allora per la prima volta gli uomini si nutrirono di j)ane, e

H"sheng trov"

l'uso del ferro, guid"il corso

trov" il fuoco, fino allora ignoto all'uman genere, nei bisogni della vita. Perch",salendo egli un
2
"

il modo

di trarne utilit" alcuni

giornocon

pochi

Storia Pizzi,

della

poesia persiana, voi. II.

18
venne alla montagna, gli Afferrata una incontro.

CAPITOLO

QUINTO

fatto di vedere

H"sheng pietra,
contro
una una

orrido serpe che lo uccise lo colp", non


un

gliveniva

per"; ma

la

urt" scagliata pietra


accese

rupe

scintille.H"sheng festa la di filarla lana abitar


con

scopertadel fuoco. Ma
e

gran di lui, il figlio Tahm"ras, trov" la maniera


e

della montagna e ne trasse vive sul monte e celebr" con una vampa ridusse ad

di tesserne

e e li vinse, gliuomini che gli si sottom"sero,impar" l'arte mirabile della scrittura. da quelli Gemsh"d, che glisuccesse, fabbric" per il primo coltellie spade,trov" l'uso di geometria palazzio dei profumi fece elevar dai Devi che sapevano di guerrieri, di di sacerdoti, terme, divise gU uomini in quattro classi, Gli istitu"la festa del dell'anno. e e di operai, primo giorno agricoltori celebri s" altri re di questa casa resero o imprese, grandie per guerresche ebbero Zav e Fr"di"n come Nevdher, e Min"cihr,o, Ghersh"sp, come regno fu memoria. di e breve con Nevdher, anzi, neghittoso poche opere degne di Afr"sy"b. imbelle ed ebbe misera fine per mano detta de' Kay, fu d'indole assai diversa da quella 26. L'altra casa reale, che si valsero e di propositi dei P"shd"d. Furono principi forti, guerrieri eroi a loro devoti e volsero l'animo ad imprese e del valore degli dell'opera pi" vaste. " questo il tempo della gran guerra coi Turani incominciata
, ,

addomestic" cavalli e buoi vest"; ai Devi i cani e i cervi ; diede battaglia

rinnovatasi ora con odio e accanimento gi"al tempo d" Fr"d"n e di Min"cihr, del re K"vus, figlio maggiore per vendicar la morte di Siy"vish da Afr"sy"b, stato ucciso a tradimento spento il qualee salito Khusrev al del di religione, al tempo si r"pigl"er" re Gusht"spper motivi essa cielo, re dei Turani, si ricuser" di convertirsi alla nuova legge quando Argi"sp, bandita da Zerdusht
nome,
o sua a

Zoroastro. Questa forma

famiglia dicesi dei


kavan
e

re

Kay;

questo

nella

di originaria

kava

nell'Avesta,

re. Succedette significa

quando, alla morte di Zav che dei principi irani era investito fu l'ultimo dei P"shd"d, si trov" che nessuno " chi che rende al atto maest" reale d" quella l'ha, questa regno.
maest" abbiam intorno al capo del re, come trasvolata ad Morto il re Zav, essa era nel paragrafo precedente.
una

quelladei P"shd"d

aureola luminosa

notato
ornare

la fronte di

Qob"d che abitava solitario sul


comando dai

monte
a

avutone valoroso,

radunati principi

Alburz,e per" Rustem dovette recarsi, consiglio,


re e

all'Alburz per condurne tia infiniti pericoli, fu il primo de' ili trono. Qob"d, pertanto,

il nuovo

porlo a

sedere

Kay, e gli altri furono K"vus, Khusrev, Lohr"sp e Gusht"sp,dei quali Arish, Pish"n, Armin, Siy"vish, o Erekhsha, tutti l'Avesta fa ricordo coi nomi d"Kav"ta, Kava Ut;an,Arshan Picananh, Aip"vanhu,Qy"varshan lluyravanh,Aurvat-acpa, Y"st"cpa. eb")ero il regno, e furono Qob"d, K"vus, Khusrev, Cinque soli,tuttav"a, e Gusht"sp. Lolir"sp 27. L'et" dei re Kay essendo eroica e guerriera e data alle impresegrandi, stesso che anche per i re e per gli eroi che le appartengono, s" avvera quello
,

si avvera

per i re

eroi gli

d" altre epopee.

Perch"

accade

in queste che il

LA

POESIA

El'lCA

19

in tutta l'azione pi" per impresa, risplende fa nelle valore adunanze che dei principi e ne senno e degli eroi. prova per che E perch" a lui solo " affidala tutta la cura dell'impresa va guidando
re 0

ciie guidauna il capitano

cosi egli e col consiglio, lascia l'esecuzione dei porto col senno che di grado gli" secondo, ma suoi disegni che di gran eroe a qualche lunga l'avanza nel coraggio e nel valore. Perci",essendo queste antiche
a

buon

almeno affidate alla memoria a principio, del popolo, epiche, arriva a comprendere quale e quanto sia ilmerito siccome il popolo non di colui che guida e governa tutta quanta una e al contrario si impresa, il valore, nel raccontare egli, compiace assai pi" dei fattinei qualirisplende tradizioni
va ne secondario, e di corpo, forte, si dell'eroe e cura Il quale, magnanimo e generoso, poco principale. sembra come e trovandosi intanto, perdersi smarrire, che, per esempio, d'assai nel con di Achille, Achille, senza a nzi, perde Agamennone paragone nel Pu"m"yana indiano, e che Rama, non vince non pu" toccar la vittoria, nel Mah"bh"rata,non di Hanumant, e che Yudhishthira, senza pu" vincere mortai il nemico l'aiuto di Argiuna. suo e Duryodhana senza spegnere la maest" Carlo di il nella senno e Ancora; Magno, francese, epopea

per adornando

mezzo

la

de' suoi cantori i fatti di questo eroe lo fa bello di animo simpatica figura,

di fronte al valore di Orlando, e, nei Nibelunghi, il re Gunthero vale assai poco dinanzi ad Hagen di Tronega,malvagio, empio, ma

perdono assai

valoroso forte,

grande e per" assai pi" caro


epico.

al

popolo che per il primo


anzi propriairanica, mente

architett" quel racconto 28. Anche


in

tutto cotesto si osserva


essa

nella epopea
tocca

di re. questa seconda famiglia Perch" dei tre primi che ebbero regno, Qob"d non ebbe molte imprese, e K"vus fu superbo e vanitoso, e Khusrev, sapiente dolce e di e d'indole sentimenti della pace, e tranquille nella terribile guerra coi Turani, per vendicar la morte del padre suo nella lasci" ai rimase suoi e l a reggia Siy"vish, capitani cura di combattere, riserbandosi soltanto di comparire in campo all'ultimo istante, appena sia di punire Afr"sy"b. Ma intanto, cui si ricorre a giunto il momento quello di pericolo nei momenti riose supremo, che combatte per tutti e rende vittoIrani quando gi" di tutto si dispera, le armi degli " il prode e valoroso di e magnanimo Rustem, figlio Z"I,discendente da Gemsh"d e signore Dinanzi alla splendidafigura del Segest"n. di questo grande eroe si offuscano dei re Kay che,nel momento e si perdono le persone della distretta, ricorrono a lui che volenteroso si sobbarca a mille fatiche. Perch" egli, solo riconduce re Qob"d nell'Iran dall'Alburz affrontando mille perinon coli,
ma ancora

quellaparte di

che

attese pi" volentieri alle opere nobili,

rende

la vista
e

la libert" al re K"vus

accecato

con

cito l'eserre

nel M"zender"n, l'H"m"ver"n


e

lo libera dalla
con

prigionenella
aUri
aveva

quale il

del-

l'aveva

pel cadde vergognosamente dall'altoin luoghi deserti e inospitali. Rustem cielo,

lo riconduce

nell'Iran

gettato quando

la sposa e con il vanitoso re, che

irani, principi
voluto volar

20

CAPITOLO

QUINTO

educava

e poi l'assistevanella guerra Siy"vish

contro

e invadeva Afr"sy"b,

il Turan, mettendone

fuoco, allorquando Afr"sy"b liberava gl'Irani alunno. Al tempo di Khusrev, egli ebbe ucciso il suo regale ceva assediati dai Tui'ani sul monte e lo vinl"am"ven, sfidava il Devo Akv"n
la terra
a

ferro

liberava il
un

giovane B"zhen

che

orrido speco, chiudendone si poteva smuovere. non per forza d'incanto, fedele della gente iranica, e il popolosuo
in

Afr"sy"baveva con l'apertura


Rustem
non ancora

rinchiuso
una

nato incate-

che, gran pietra " l'ei'oe i)rediletto


s'" dimenticato n"

si dimenticher"
momento

di lui.Perch"

anche

oggi,sulle frontiere del Turan, al


voci intonano i canti che

di

mille qualcheassalto improvviso,


a

tenuti vivi tra il volgo da questo gran guerriero, Ai cantori si aggiungono anche gl'imcerti rapsodio cantori girovaghi. provvisat loro le accomodandole modo che ne raccontano a im|)rese, Dehousset " dal ci attestato del al gusto che, viaggiando in volgo, come Firdusi ha consacrati

Persia,ne incontr"
29. Iiustem
e

di Kend, attorniato da presso il villaggio folla che pendeva attenta dal suo labbro.
uno

una

gran

di quella vasta e montuosa sono famiglia originari che forma la partepi" orientale dell'b'an, tra la Drangiana provincia l'IIa"tumantdeH'Avesta e l'Aracosia degli antichi, bagnata dairEtimandro, ebbe fino dai primisecoli dell'Era volgareil che H"rmend di 0 Firdusi,e di Sacastene,gi" ricordato da Isidoro di Carace,corrispondente a nome Trovasi pertanto che questo paese, o S"st"n dei moderni. quellodi Segest"n nelle abitato gi" da gentibellicose e gagliarde, e nei racconti epici e la
sua

memorie devoto fu il ai

della storia " sempre


re

stato ricordato come


aver

di dell'Iran, degno perci" Perch" sostegno.


a

il paese pi" fedele e dati i natali a Paistem che ne

pi" valido

racconta

il Libro

dei Re

che

quando
nel
una sua

fuggivadinanzi

Dah"k

che

gli
onore

aveva

tolto il regno, cerc"

Gemshid, rifugio

laddove Segest"n,

quel re che glidiede anche hanno visitato quelle in isposa. Quellipoi che ai nostri giorni figlia
fu accolto ad d'avere udito i nobili vantar
la loro discendenza

da

contrade,raccontano
da Gemshid.

e Leggesi ancora ebbero dal re Ciro il nome dell'Iran orientale, gliAriaspi, gente appunto di vettovaglie in un onorifico di benefattori perch"lo soccorsero deserto, quand'eragi"vicino a morir di fame con tutti i suoi. Anche Dario Codocol satrapoDesso che poi fu sconf"tto da Alessandro e fugg" come manno, siccome in cerc" di ripai"are nella parte pi" orientale dell'Iran, lo trad", 650 dell'Era fedele E nel sicuro. e finalmente, volgare,fuggendo paese l'infelice tent" di salvarsi in quelleprovincie Arabi invasori, dinanzi agli che poi fu ucciso nella citt" re che fu l'ultimo dei Sassanidi, Yezdeghird,

in Erodoto, in Arriano

in Quinto

pure che Curzio,

di l\lervda

un

mugnaio..
aveva

30. A questo paese adunque che


Rustem la sua suoi re, appartiene con s'" detto,discendeva da Gemshid. ora la bella Per"-cihreh del figlia

dato tante prove

di fedelt" ai

come e questa famiglia, famiglia, ebbe Gemshid come Perch", sata spo-

re

del paese, da

questo matrimonio

LA

i'of:si.\

EPir.A

21

confondersi con l'altroTur, figlio del re P^ivd"n), e nacque Tur (da non da Tur nacque Sh"dasp, e da Sh"daspnacque Tevurg.Discendenti di Tevurg furono Shem, Asrit e Ghersh"sp (da non confondersi con l'altroGhersh"sp, che fu rultimo che fu dei
re e da (ihersh"sp P"slid"d), nacque

Ner"m"n

"S"rem,

di S"m fu padre di Sani, detto per antonomasia il cavaliere. Figlio toltasi in isposa Z"l,il quale, dopo mille contrasti la bella R"d"beh figlia che fu poi l'onore e l'orgoglio Kabul,ebbe da lei un figlio valoroso e illustre era terra natale. Questo figlio della sua Rusteni; e Min"cihr vissuto ultimi anni del tutto il regno re e Rustem, nato negli per di Qob"d, che regn" cento anni, di di Nevdher, di Zav, di Ghersh"sp, di Kusrev che per sessant'anni K"vus che' govern"per centocinquant'anni, fu re, di Lohr"sp che per centoventi anni, e di Gusht"spche per sessanta il trono, ebbe lavila di quattrocentonovant'anni, tenendo conto tenne ultimi cinque re. Incomincia questa vita lunga e soltanto del tempo degli cio" al cominciare della vera et" eroica, al tempo di Min"cihr, gloriosa perch"a quel tempo s'inizi" la gran guerra coi Turani, e finisce nel tempo di Mihr"b
re

del

in cui l'antico ardore


e

civile.Perci"

scemando va e gi"si avvicina l'et"storica guerriero che Rustem " uno di quegli che, eroi, pu" ben dirsi a ragione
a

secondo

il Vico, stanno

rappresentar da s" soli tutta


veramente

una

et" feconda

di

fatti niei'avigliosi e grandi,trovandosi eroica Iraui " degli


come

che

acconciamente

riassunta in lui e

tutta quanta l'et" nelle opere di lui,


vato conser-

31. Meravigliosi e infiniti sono


intorno
a

i racconti che

hanno gl'Irani ilmisterioso

Rustem.

Prima

ancora

ch'egli nascesse,
nascere

augello
detto pre-

S"murgh che abitava sul monte


a

Alburz

ai confini della terra,aveva


un

Z"l

che

da

R"d"beh

gli doveva

fortissimo, figlio
e

dinanzi al quale gli eroi tuttidella terra dovevano la


e le nubi polvere, e non

tremare,

i leoni baciar

sul capo. Il parto di R"d"beh fu laboriosissimo passargli il S"murgh giov"dei consigli suoi l'infelice Z"l che gi"disperava

venne

della salvezza della sposa. Come il fanciullo fu nato, lieto e festante vederlo S"m l'avo di Z"l,e venne anche a vederlo il a padi'e suo,
sua,

padre della madre


per il quale ancora, cinque adulti. Prima
e coraggio
e

Mihr"b,

la novella
a

ne

vol"

fino alla corte


e

del

re

Min"cihr. Dieci nutrici non


come sua

bastavano

saziare l'animoso
scarso

infante gagliardo

il cibo che basta per di gran impresa,nella quale die prova inaspettata
rando quelladi uccidere un elefante furioso che,atterorti della Cresciuto casa negli poi paterna. valore fu conosciuto, divenne il sostegno e la gloria entrato

fu slattato, riusciva

si fu ardire,
era

rovinando, il suo neglianni, come degli Irani;e gi" innanzi abbiam notato molte delle sue pi" gloriose de' suoi re e del suo imprese, compiute a' servigi paese. Nella guerra dei " Turani,tuttavia, il capitano; riserbasi per" di accorrere soltanto eglinon in aiuto degli Irani nel momento d" pericolo di rovina estremo e prossima.
in guerra una d'una tunica ch'egli si era composta con la spoglia da lui uccisa sulle montagne, d" tal natura, che non ciare, tigre poteva n" brun" sommergersi nell'acqua, n" ricevere offesa da armi nemiche. Portava

22

CAPITOLO

QUINTO
e e poderose; una

le suefreccie Somigliavano

ad aste alte

di

esse

con

la

in una aveva contro quale egli sua spedizione fu portata da questinel loro campo i Turani,come col cadavere dell'ucciso, li colp" tutti di terrore e di meraviglia. Al solo rimirarla, essi compresero che quellanon poteva essere che da Rustem, venuto stata scagliata al soccorso Irani. Fra i qualie in guerra e in pace e all'improvviso degli il maggior posto dopo il re, e il titolo d'onore ch'egli aveva sempre egli il altri dall'impero. maggiore fra tutti gli Questo titolo" quello recava, era che nel Libro dei Re " detto giMii-pe"devdn che si potrebbe rendere e in italiano per principe o eroe prepostoalla guardia delle frontiere del marchese dei tempi feudali. un regno, come 32. Pure, di questo grande eroe non trovasi alcun ricordo nell'Avesta, che rammenta tuttavia tutti i re e quasi tutti glieroi che hanno preso

trafitto il giovaneEshkeb"s

parte alla gran


poco, E si ragioni.
natura
non

guerra coi Turani. Cotesto di tal forma, che dello strano

fece

anche meravigliare
conoscere

altri le

fatto si vollei'o

pens"

all'indole dell'Avesta
se

che, essendo libro religioso, per

rifugge dall'eroico; ma,

mai

vi si Incordino tanti altri re

si vede perch" non questa " la ragione, ed eroi, le loro imprese guerresche, con

anzi alcuni stessi eroi della l'Avesta


tante

di Rustem, come del quale famiglia Kerec"cpa, di conosce e strepitose valore, quante non ne racconta opere lo stesso Libro dei Re. Anche si pens" ad un certo astio che l'Avesta, o i dovevano suoi autori, di Rustem, perch" vi si legge avere per la famiglia

con tura creauna Pairika,una malefica fata, Kerec"cpa ebbe commercio di Aura Mainyu, e perch"si racconta nel Libro dei Re che la madre di Rustem, la bella R"d"beh, era figlia di Mihr"b,e Mihr"b era idolatra, di creatura anzi discendeva dall'empio il alla era sua volta, Dah"k, quale, Anra Mainyu. Con questo, il Kabul, laddove Mihr"b aveva non signoria, fece Z"I, doveva e il prender di l" la sua era paese iranico, sposa, come offendere non degliIrani. Laonde poco il sentimento nazionale e religioso lo stesso re Min"cihr,come ne concep" seppe dell'amore dei due giovani,

che

una

grandeira,e perch"egliconcedesse
Perci"
una

l'assenso alle bramate di


non

nozze,

fu

necessario che il cielo, con dalla fede ai


non credenti,

mostrasse segnimanifesti,
aveva

esservi

trario. con-

che tanto famiglia che

deviato dalle

norme

imposte

dai con orrore risguardata poteva dove ladsacerdoti compositori osservatori di quelle dell'Avesta, rigidi norme, ilpopolo guard"soltanto alle opere di valore del suo pi"grandeeroe, Libro dei Re, che " suo e non nel dei sacerdoti, e suo gli assegn" il pi" di non lieve momento, tutte sembrano essere Queste ragioni magnifico posto. che congetturee nulla pi", confortate da nessuna ma non sono non prova, ed empi e per" non tolgonotuttii dubbi. Altri re od eroi prevaricatori
essere
come epico, appunto Gemshid che volle farsi adorare dio e per"fu punito da Dio col togliergli la maest" reale, e come un come K"vus che fu superbo e vanitoso; eppure anche questisono ricordati nelTAvesta con u" si vedrebbe perch"mai, appunto per le colpe le loro colpe,

annovera

il racconto

2-4

CAPITOLO

OLINTO
a una questoargomento, due opinioni,

intorno 34. Nacquero intanto, delle crede quali


veramente

che dei

nessuna

traccia della storia

Acliedegli

menidi eroica fino


a e

si trovi nel Libro

per"anteriore
di vede

tutto il regno

per",assegnando all'et" mitica ed alla storia tutto quanto il pi" antico racconto epico Alessandro tra Gusht"sp e Iskender (cio" Guslit"sp,
Re,
e

un'ampia lacuna che sarebbe stata colmata dalla storia degli Per" memoria. conservato Achemenidi il Libro dei Re avesse se di questi si governarono che gliAchemenidi i fautori di questa opinioneosservano Il quale stranieri al loro popolo. quasi sempre in maniera da restar come il re dei re che sedeva a Persepoli non e a Susa, se non conosceva per i tributi che glidoveva mandare; e perch"questi e la giovent" erano gravi

Magno)

era

costretta

recarsi sotto

repugnanle l'ardor di
sue

nava laddove la trascipaesilontani, dalle del re, ilre fu risguardato genti conquista le armi in

Con questo,le citt" e le come sovrano. piuttosto oppressore che come l'alto affari della corte e deliraniche che non entravano Provincie punto negli reggimento dello stato, solevano, per l'antica costituzione paesana,
un eleggersi o carteggio cura capo che prendevasi la sede del governo con

delle
o

cose

e pubbliche

da solo

aveva

Siccome quella provincia. tende intorno alla e dei Turani, s'ingrandissimaparte gran guerra degl'Irani assai facilmente come i fattidi questa guerra tuttisi riferiscano alla parte pi" settentrionale del paese, al luogo delle irruzioni barbariche, dal quale era assai lontana la residenza del re dei re. Il re, trovandosi lontano che pure avrebbe dal pericolo, n" vi port", n" vi pot"portare quel soccorso dovuto,e, occupato nelle guerre di conquistao nella cura di domare certi lasci" che le gentidei contini ributtassero da sole quegli ribelli, principi

questa

in

in col satrapo che il re mandava poi l'epopea iranica s'aggira per

assalti.Per" la memoria

Achemenidi degli
e non

si " cancellata dalla mente


e

del

popolo che

non

li conobbe

li am",

il Libro dei Re, che

in gran

ne tace. parte " fondalo sulle tradizioni popolari, 35. Accanto a c|uesta opinione che pure ha tanti buoni argomenti per

da Gay"mers, che in tutto il racconto epico, se non s",sta l'altradi quelli assai almeno da Gemsh"d credono di poter trovare, sebbene a Gushl"sp, contraffatta e guasta, la storia dei re Medi e dei re Achemenidi, facendo i re Kay dell'epopea. i re P"shd"d e a questi Ma, per a quelli corrispondere si potr" non e ingegnosoe sottile questo espediente, quanto possa essere mai togliere che certi re dell'epopea come iranica, Gemsh"d, Fr"d"n, K"vus, nei Vedi indiani ; ricordati solo siano m a nell'Avesta, ancora Khusrev, non la qual cosa dimostra chiaramente che noi incontriam qui altrettante figure alcun sentore della potenza nate assai i)rimache si avesse mitologiche, di dover richiamar dei re Medi e degli E per" noi stimiamo Achemenidi. ci" che trovarsi nella avanti abbiam qui detto, guerra tra Iran" e Turani ed memoria di una e mitici i cami"ioni, vera e storica guerra, leggendari i re della storia a quelli essere perci"vana opera il voler far cori'ispondere di questo antico racconto.

LA

POESIA

EPICA

^O

crediamo 36. Ora noi,tra le due opinionicontrarie,


un

di

poter trovare

punto che

se

non

le concilia, poich"ci"

non

si

la
e

giustaparte a ciascuna. Diciamo


altro " il Libro dei He. Perch"
e

anzitutto che

pu",potr"dare tuttavia iranica altro " l'epopea


tale, come
se

come l'epopea,

quella che "

vero

anche genuino lavoro della fantasia popolare,

storico nella guerra dei Devi e dei ha colorito natura aliena dalla storia e quel poco che ha preso dalla storia, la natura. Per" c'" dato in modo da trasformarne quasi interamente fondamento di credere che tutto quanto il racconto avesse e prima dei veri tempi storici,
mers, nato epico,
e

pot"avere qualche Turani, fu per" sempre d"

tempi remoti per suoi limiti il regno di Gay"svolto in ebbe alla regno di Gushtc"sp tanto parte la nazione iranica sol-

primo

uomo

primo
del

re,

il e principio,

fine.Nella invenzione

qual racconto
Re,
anche

per tutto quello che il Libro dei al contrario,

risguarda ci" che v'" di veramente


nelle che composizioni

Ma, epico. precedettero

quelladi Firdusi," fattura di gente colta e addottrinata che da una parte ordiha raccolto il racconto epico dalla tradizione orale del popoloe l'ha nato
in modo ha cercate
e

d" storia vera, come sopra abbiam fatto notare, e dall'altra elementi raccolte quelle poche memorie e dei due storiche, rifatta tutta
cura

formato poi e diversi ha disparati cosi risuscitata


e

solo,pensandosidi aver fino al la storia del passato dal principio


un

racconto

presente.Il pensiero e la

di rifare

di riordinare

la storia dell'impero

ci" che tempo dei Sassanidi soltanto, annali regi vuol dire molto tempo tardi, quando parte grandissima degli andata perduta. E allora, era lacuna,risalendo indietro, per colmare l'ampia

persiano nacquero

in Persia al

fra i Sassanidi

tempi epicialtro non si pot" fare che porre degli Arsacidi, e dagli Arsacidi salire ad Alessandro Magno assai pi" copiose, memorie, erano poi da Alessandro passare
e

la storia di cui le all'antico

epico laddove nulla memorie tuttavia quellescarse


racconto

incastrandovi quasi nulla v'era di storia, che del tempo degli Achemenidi erano pur molta
re

tuttavia rimaste.

37. Tra
non

le

quali, per avventura,


che ricordare " notato, sia dei

con

dubitazione

incertezza il
suo
e

potremmo
come

quella di

sebbene K"vus, perch", mitici


e

nome,

gi" si

tempi

si trovi nell'Avesta

nei Vedi, e quantunque di lui si narri ci" che veramente il suo volo aereo, pure l'indole vanitosa come mitologia,
e

appartienealla e superba del re


Cambise la che

la

sua

non essere

felice spedizione in
stato

Egitto lo avvicinano
e aver

superbo e

vanitoso

tentata

sappiamo l'Egitto. conquista del-

fatto anche dal Justi,si troverebbe il quale ravvicinamento, nei tempi epici, di un fatto di uno e caso degliAchemenidi trasportato di nomi. attribuito a un re dell'epopea soltanto per una casuale somiglianza memoria Anche potrebbesi fanno il la lo Spiegel come e .Insti, aggiungere, di alcuni re della Battriana, anteriori agliAchemenidi, tra i quali si nota che sarebbe il Gusht"spdel Libro dei Re; e un re storico e vero, V"st"cpa, Nel

Gusht"sp risiedeva

Balkh

che

" appunto la Battriana. Ma

tutto ci" "

26

CAPITOLO

OLINTO e

lavoro che

soltanto appartiene

ai tardi
non

della storia, dotti rifacitori ai compositori

dei

primi

Libri dei

Re,

al

popolo che cre" la sua


esser

altre condizioni
e

altriintenti e nulla intanto sapeva delle loro imprese. Perci", concludendo, ci pare di
e con

epopea in Achemenidi degli


nel
vero se

e la storia di epicoche va fino a Gusht"sp, trovasi una la quale in origine non Alessandro, era, perch" gran lacuna, fini l" la sua epopea dove essa necessit" di il popolo doveva senza finire, il racconto Per" doverne ricongiungere della storia. nidi Achemea quello gli vi appartiene altra non non nessuna appartengono alla epopea, come i nomi reale di Persia,e il cercarne tra i Peshd"d casa e i Kay del Libro Ci" non dei Re " opera vana. toglietuttavia che, venuti i tempi in cui si nel gran quadro della storia iranica i tardi compovolle rifare la storia, sitori

diremo

che tra

il racconto

fecero entrar tutto, al modo nel racconto di la tradizione

che sopra

abbiam

incastrando descritto, povero frammento

e qualche e disperso popolare

rinvenuto a stento nelle memorie del passato. storia, 38. Altro adunque " l'epopeairanica quale nacque e si svolse per il popolo, e altro " il Libro
aveva

tra

il

popolo e
dotta. Ma

dei Re, architettato da


senso

gente

le parve essere storico, ilmettere insieme e quasi confondere tra loro i canti epici antichi agevole il di Alessandro la storia dei l addove e tutto ci" ai romanzo e Sassanidi, giorninostri si crederebbe assurdo e impossibile. Questi primicompositori del Libro dei Re fecero come i nostri cronisti del Medio Evo, ai quali cominciare il loro racnon conto parve n" assurdo n" improprio n" impossibile da Adamo ed Eva e discendere poi alla dispersion delle gentidopo il diluvio e la torre di Babele e saltar bellamente alla mitologiaclassica, a qualche altro della Scrittura, e ricongiungendone qualche personaggio
vero

perch"questa non

alcun

divenir

finalmente
tante

alla storia vicende


e

Eppure,con
iranico

da questa alla contemporanea. l'antica canzone rifacimenti, epicadel popolo


romana e

giunsedotata di tal vitalit"e di tal freschezza fino al decimo secolo dell'Era nostra, da poter ricevere dal genio di Firdusi quella splendida che le si conveniva. veste poetica 39. Quelle composizioni adunque che vollero abbracciare tutte le memorie dell'impero persianotanto dei tempi epiciquanto dei tempi storici ed ebbero il titolo di Libro dei Re, furono cominciate soltanto al di eternare con un solenne re pensarono tempo dei Sassanidi. Forse questi " pi" ovvio il monumento letterario la gloria dei loro predecessori; ma dire che, facendo raccogliere e quelle memorie, ebbero intenti speciali la storia antica vollero rinnovare agli occhi della e nel narrare pratici, gente persiana la gloriadei re, della nobilt" e del clero. Al tempo dei s'era veduto qualcheesempio di ribellione al re dei re, e per" Sassanidi, il nuovo di cotesto libro si volle comporre intento legittimista, e con fa ampia testimonianza anche ogni pagina del poema di Firdusi. Ma chi fu il gran re Chosroe An"shirv"n per il primo vi pose alcun pensiero,
del sesto secolo. Quella raccolta che fu scritta in ed pehlevico ebbe il

L\

POESIA

EPICA

"27

titolo
tutte

di Khotdi-udmak, pehlevico quellepartiche contiene anche dalla

cio" Libro dei

Re,

conteneva

quasi

il Libro dei Re, di Firdusi,cominciando fino


a e poi ad Alessandro, Gusht"sp,

parte epicae scendendo


e

poi agliArsacidi
che fu
o

ai Sassanidi. ai

Era

naturale al

che

quella raccolta di

Chosroe

si arrestasse

ma tempi di lui;

sanidi, tempo dell'ultimo dei Sasfu condotto

Yezdeghirdterzo,

il racconto

di Chosroe dal 628


corrono

Khusrev

Parv"z,cio" fino al 628

al che

650, nel qual anno


ventidue

gliArabi

fino al regno dell'Era nostra; e perch" conquistarono la Persia, non


a narrar

anni, la tela storica destinata

le vicende
e

era dell'impero

restava

da

tutta ordita e apprestataa quel tempo pressoch" perch" poi Firdusi,che appunto al 650 aggiungere,

poco

arresta

il suo

avesse poema, doveva versificare.

dinanzi

s" nella

sua

interezza la materia

ch'egli

gliArabi, un Re, qualefu trovato fra i tesori di Yezdeghird, all'arabo Saad che aveva fu mandato toriose. guidatoin Persia le sue schiere vitdi nome un Poi,verso la met" dell'ottavo secolo, R"zbeli, persiano fattosi mussulmano col di Abdallah di Dad"yeh, di nome figlio figlio tradusse dal in arabo del alcuni pehlevico quel libro, quale Al-Muqaffa, tratti ci furono conservati dall'arabo Ibn Qoteyba, morto nel 276 d. E. alessandrino Eutichio. Anche il celebre storico (889 d. C), e dal patriarca di questo labari, morto nel 31i d. E. (023 d. C), e altricronisti usarono
vennero

40. Cotesto fecero i Sassanidi.


dei

Quando

poi

esemplaredel Libro

Libro

dei Re

fatta su perduta, pehleviche, Ab" Mans"r di T"s, dalla quale discende direttamente da un l'ultima del Libro dei Re che " quelladi Firdusi, di guisa che, nel ricomposizione poema di Firdusi
e

un'altra

di fonte nel comporre in persiano, ora ricomposizione


come

le loro storie. Ricordasi fonti

ancora

nella storia di labari, abbiamo opera.

due diverse

sizioni ricompozione conserva-

della stessa

contribuirono 41. Ma, oltre i Sassanidi,


e 0

potentemente alla

alla

dell'antica storia dell'Iran tutti ricomposizione di

capi ghird capidel popolo perch"elettida esso. E troviamo, sotto il re Yezdead uno di essi di compiere la terzo, data appunto la commissione raccolta che Chosroe il grande aveva condotta fino ai suoi tempi,e sappiamo dai Dizionari persiani in Persia la gente dotta aveva che, mentre dimenticato per altri studi le antiche tradizioni epiche, soltanto questi le conoscevano e custodivano con cura borgomastri gelosa.Avvenne tanto perche la parolapersiana dihgdii che propriamentesignifica mastro, borgoanche narratore di o pass" ben tosto a significare raccoglitore trovasi che Firdusi e ancora storie, l'adopera ficato. spesse volte in questo signiebbero Ora, anche per la costituzione dello stato,questi borgomastri al Sassanidi dei e al e Arabi, sempre tempo un'importanza tempo degli molto grande. Anzi, quando, dopo la conquista, il governo e l'azienda in mano pubblica vennero il popolo iranico, deglistranieri, per antii veri

che,secondo villaggi

l'antica costituzione

quei borgomastri iranica, erano

ilQ

cap"tolo

quinto

chissima

consuetudine, riconobbe
ancora

classe. Si noti

che

alcuno

sempre di essi

istituzione la loro patria pretendeva anche di discendere


come

ci fa menzione di uno, di un e Firdusi dagliantichi principidell'epopea, di N"rem, e per" della Az"d-Serv, che si diceva discendente di S"m, figlio Si di Rustem. stessa e comprende adunque come, con tal mente famiglia tal
conservasse questa gente che viveva lontana dalla citt", pensiero, samente geloi racconti pi" lielli dei tempi antichi, le memorie nali, deglieroi nazioandassero e li venisse raccogliendo perch" non perdutiper sempre. dell'h'an orientale e il decimo secolo,i principi Quando poi, tra il nono

di far pensarono Re, le raccolte dei

l'antico Libro dei ricomporre nel persiano moderno ardore riccamente e borgomastri furono cercate con

ricompensate.
42. Si

pu"

ora a

ragionevolmenteconcludere

che

iranica l'epopea

dentement evi-

dispettodi qualche elemento storico che v'" entrato, " una anche di quelle epopee a dispetto dei raffazzonamenti posteriori, che diconsi nazionali, della nazione intera che, e genuina opera splendida bellamente fantasticando il suo passato. Che e poetando, vi ha glorificato se l'epopea greca supera in bellezza e perfezione d'arte tutte le altre
epopee l'iranica le vince nazionali,
tutte
e vastit" nell'ampiezza e

anche

del

disegno,

guidando il suo
che Libri
ne

lungo
nel si

racconto

re, attraverso, si

pu" dire,a
poema

per venti secoli. Quanto

mille vicende

fortune

di

popoli e di

poi alla ricomposizione


e

abbiamo dei

di Firdusi, l'ultimo considerare


come

il

pi" splendidodei
di

quelle epopee cio" in tempi gi" lontani dalle rifatte, allo stesso et" epiche, modo che l' Eneide fu composta da Virgilio in tempi di piena luce storica e assai lontani dalle et" eroiche. Questo, si intende, diciam soltanto per la parte epica di esso, perch" tutta quella all'ultimo dei Sassanidi,essendo di natura parte che va da Alessandro
esso una

Re,

potrebbe

nazionaU

che

assai

tardi furono

diversa, merita
suoi la

diversa

trattazione,e noi ci riserbiamo


e

di dirne
e

altrove. Qui tuttavia,considerando


e
sua

l'operadi Firdusi
luce sulla

lungamente tempi

storica

non personalit",

possiam trattenerci
gran

dal considerare

che tutto

questione omerica. raccolse e verseggi" i racconti epicidel suo Perch", come popolo difficolt" cos" trova difficolt" nulla osta e nessuna e nessuno per crederlo, s'incontra per credere che in Grecia ancora un grande ingegno, un uomo di nome Omero, abbia raccolte certe tradizioni eroiche per vestirle poi Ci" dicasi e di quella forma e ammirano. poetica che tutti conoscono
Firdusi intendasi si
conoscono con e

ci",a parer nostro, getta una

certa

discrezione,non

in modo

assoluto.

Che

se

di Firdusi

della sua vita,intanto particolari che di Omero nulla si sa di ceiio, ci" proviene dall'essere vissuto Fii'dusi della in tempi storici, in tempi oscuri e anteriori al nascere e Omero storia.

l'et" in cui visse,e tutti i

LA

POESIA

EPICA

^29

3.

cicli

epici.

l'acconto 43. Tutto questo meraviglioso


a

epico che da Gay"mers


d'un tratto si
e

va

fino

Gusht"sp,non
ad
una

pu"

certamente

esser

nato

tanto appartenere sol-

svolgesserotutte

e Perch",prima formassero,ampliassero che tradizioni di di toccano tante quelle imprese re e eroi per lo spazio di duemila anni, dovettero passare molte generazioni, lentamente dovette essere e il bel racconto preparatoin uno spaziodi
non

et".

assai che

tempo che
determinare

si

pu"

determinare
o

con

certezza, ma

che fu tutt'altro che

breve. Vediamo

per congetturao per prove di e qualicicli, qualeet",se pi" antica o


ora

se,

evidenti, possiam

entrati nella

iranica. Come dell'epopea composizione

pi" recente, sono a diverse appartiene

che portidelle et" diverse qualclie et",cosi " anche ragionevole segno e e questo diciamo, s'intende, qualcheimpronta palese; quanto all'origine della tradizione, in appositi non gi"quanto alla ricomposizione posteriore dei qualidi sopra abbiam tenuto parola. libri, Per dichiarar la non lieve questione, crediamo 44. gi" che giovino le dette dei Devi dei non a proposito e cose Turani, quando, gi" poco nelle due guerre contro l'uno e l'altro nemico, fummo indotti a riconoscere cio" la lotta con le genti due momenti della vita dei primitivi Irani, nei Devi,poi la lotta con le gentistraniere, indigeneraffigurate comprese di Turani. A questedue et" differenti e succedanee nel nome dono, corrisponed " naturale,due cicli diversi, differenti tra loro per natura e per intendimenti
e

riconoscibili assai facilmente

certi loro tratti particolari.

A questo si deve
ma ripetute, con

aggiungereun

terzo

altriintenti e sotto

nel quale trovansi o rifatte o ciclo, altri aspetti, molte cose che gi" sono
re e

nei due

primi, sebbene
se

vi si narri di altri

di altri eroi. Tre

grandi

ciclipertanto crediamo
e

altra volta,scrivendo
un numero

di poter riconoscere in tutta quanta l'epopea nica, iradi questo medesimo argomento, abbiam

creduto di trovarvene che


e

alquantomaggiore,ora
separate, per loro
natura

ci siamo
sono

accorti

molte
non

cose

che l" abbiam

per"

ci conveniva

sebbene l'errore d'allora, qui ripetere

congiunte, e qui e l"

le cose, nella sostanza, si riducano ad essere le medesime. Diciamo intanto che i tre ciclior ora annunziati si possono designare coi titoliche seguono, cio": ciclo dei Devi e degli eroi del Segest"n; ciclo della guerra dei Turani; ciclo di hi essi e per essi si di Gusht"sp. Gusht"spe d'Isfendy"r figlio sebbene aggiratutto quanto il racconto dell'epopea, qua e l" qualche frammento si ritrovi e s'incontri, o di mitologia o di storia raramente
come a suo

luogo

non

mancheremo
e

di notare.

45.

Chiamiamo

dei Devi

perch" appunto coi Devi ebbero del Segest"n, mentre e signori Rustem, principi
o principe eroe

degli eroi del Segest"nil primo ciclo, maggiormente da fare e Ghersh"spe Sani
non

si ricorda nel Libro


avuto

dei Re altro

di altra

casa

che abbia

da far guerra

30

CAPITOLO

QL'INTO

il caso pur si toglie combatt" del mondo, primordi ai Di'vi, se

di Gay"mers che, nei Siy"raelv figlio Nero, e quellodi re Tahm"ras di cotesto diremo a|)presso. Ora, " certo che ladi Devi; ma che dom" dove " stata qualche guerra o qualche battaglia con Devi,gliavversari stati glieroi del Segest"n, della casa mentre dei Devi sono quelli sempre che, come vedremo, ha tanta parte nella d'ispahan o dei Gi"derzidi, diede inclite prove di valore e di virt",con Devi guerra coi Turani e col Devo
non

di

hanno

mai

combattuto.

Trovasi

pertanto nell'Avesta ricordato Kerecasa

c"cpa,uno
si

dei

pi" famosi
e

eroi della
e

del la

di malandrini

di mostri,
con

notisi che

i Devi raffigurava che

ceffimosti'uosi, come le

sterminatore come Segest"n, fantasia popolaredegl'h'ani si pu" vedere anche dalle

pagine nei manoscritti del Libro dei Re. ucciso il serpente Cruvara e il Ganavere Adunque, di Nivika e quelli e Varellunu, i figli D"stay"ni, darewa, i nove Ilitacpa strani e oscuri e Cn"vidhaka; e iDench" di questi shava, Arezoshamana n" chi essi siano n" che si sappia veramente dell'Avesta non personaggi
miniature adornano " detto Kere(:acpa abbian

fatto, pure

la loro natura

demoniaca

da

certi indizi

apparisce

abbastanza

di nel senso, gi"sopra dichiarato, Irani veder nei Devi qualche antica gente domata e dipintapoi dagli nell'Avesta " rappreda loro coi colori pi" foschi. E gi" il Gandarewa sentato manifesta. Ci" intendiamo
come
un

maligno, di smisurata grandezza,infestante le vuol Huim qualche interprete sponde del lago Yourukasha; e nei nove tanti ladroni da strada, e (ji"vldhaka " grottescamente dipinto trovare
essere

nell'Avesta
ruota
e

come

tale che minacciava


un carro e

stolidamente

di farsi della terra


e Spirito

una

del cielo
Aura

di schiantar dal cielo il santo

l'inferno dalOra

" noto dei Re, di

che
avo

Mainyu per attaccarli poi a il Kerec"cpa dell'Avesta altro


e ne

quel
non o

suo

carro

immane.

" che
accenna

il S"m

del Libro

di Rustem,

il Libro dei Re ricorda

molte
scarsa

imprese
e

S"m, alcune anche

racconta, quantunque in misura


un

qua

orribile serpe sul fiume Iveshef, del descritta da Firdusi, non l'impresa serpente Cruvara che l'Avesta furono contro i Devi del di Kerec"cpa. Le altre imprese di S"m racconta l" soltanto. Ma, intanto,l'uccisione di " che

Segs"re
soltanto
a

del M"zender"n,

e barbari; paesiinospiti

ma

Firdusi

accenna

questeguerre che S"m


sue conoscere

n" le descrive per certe per" che eglinon ci fa che

faceva per il re Min"cihr,u" le racconta, che diremo altrove. " cerio particolari ragioni

questo grande

misterioso

eroe

altro

impegnato sempre nella guerra coi Devi la quale non gli d" mai ebbe riavuto miracolosamente il figlio egli requien" pace. Perch", come maestri Z"l gi"da lui esposto infante sul monte suo Alburz,assegnatigli
ed S"m educatori, abbandona la
sua casa

M"zender"n, laddove i Devi glidanno tanto del figlio ed egli istante per vedere questo sospirato accorre un figlio suo, ai delle si rende freltoloso muore sue e ma tardi, luoghi battaglie, poi egli
lontano dai suoi
e

per recarsi nel Segs"r e nel da fare.Nasce pi" tardi Rustem,

dalla

sua

casa

con

l'armi in pugno

contro

i Devi.

3:2

CAPITOLO

QUINTO

voluto nella
aveva

nato coi capelli percli" bianchi; e si ricorda la quale quelladel Segesl"n del Kabul, con tanto che poi Z"I ne spos" una il barbaro figlia, patto di vassallaggio di uccider la prole di sesso femminile appena nata, risguarcostume

riconoscere

da

lui

famigliadi Mlhr"b

re

dandosi
tutte

come

sventura

la nascita di

una

femmina

in

una

casa.

Ancora

imprese come quellegrottesche compiuteda Rerec"Qpa,tali che superano con la loro grossolanastramberia ognipi" descritta dal Pulci o dall'Ariosto, accennano impresa di paladini slrepitosa evidentemente a pi" antica e barbarica et". E quello e quasiintimo speciale del Segest"ncol Simurgh, misterioso uccello commercio di questa casa
che abita solitario le valli dell'Alburz
e e

ricordate dall'Avesla

ha favella

intendimento

umano,

si

prende

cura

di allevare il piccoloZ"l,espostoinfante in nel parto

e assiste R"d"beh deserti, un non

momento

cui

si ricorda

di altra

egline viene d'eroi, famiglia


di Rustem

quei luoghi in e d" la vittoria a Rustem faticoso, disperava; questo commercio, diciamo,quale
a

confortar l'asserto nostro.

48. Anche

tutto il costume

ha del barbarico,ond'egli non

somigliapunto aglialtri eroi che popolanola splendidacorte del re dei si mostra Alla corte eglinon mai, se non re. quando il suo signore,in glienefa invito premuroso; qualcheestremo pericolo, perch"laddove gli i altri eroi, come per esempio G"derzidi, vivono sempre in corte, Rustem nel suo di starsi castello natio,al quale si rende frettoloso preferisce " l'unico per la quale fu chiamato. Anche egli appena " cessata l'impresa formidabile cacciatore fra tanti eroi del Libro dei Re, trovandosi e veramente che il cacciare " il suo sollazzo prediletto, nel quale apertamente Perch" i l barbarico. tutto costume e quasi selvaggio dispiega suo si addentrasse nelle foreste e attersi narra da Firdiisi come sovente rasse egli poi
onagro avidamente
un e

lo scuoiasse

facesse arrostire al fuoco

ne

mangiasse
per il

le

riserbandosi carni, ci" " costume


a

trarne

il midollo. Tutto che appunto


era

alla fine di romperne le ossa di tempi preistorici; osserva e

Lenormant delle
ossa

avuto

come

che dicesi quaternaria, il midollo quell'epoca A queste dei cibi pi" squisiti uno e prelibali.
un

et" remote

ci riconduce K"f"r

Sogdiana con

nella dell'incontro di Rustem particolare perch"l'uso di cibarsi di carni umane, l'antropofago,


ancora

gi"da tanto tempo dai luoghiai quali l'avventura di Rustem scomparso " propriodi antichissimi tempi soltanto. Anche quell'uso che si riferisce,
in guerra Rustem, di ricoprirsi di tigre da lui uccisa,di cui gliocchi e il muso, di una con grande pelle spaventodei nemici, si vedevano sovrastare al volto del gran guerriei'o, in luoghideserti e al sonno suo e il costume proprio di abbandonarsi che noi lontani dopo la caccia e il pasto ferino,indicano chiaramente qui tocchiamo ad antichit" maggiore. il Libro dei Re dice

propriosoltanto

di

49. Ed
e

essa

si manifesta

ancora

dal fatto che tanto le

impresedi

S"m

di Rustem

sappiamo

di nel Libro dei Re quanto quelle tutte che Kerec"cpa" S"m) sono

Kerec"cpa nell'Avesta (egi" l'una dall'altra e disgiunte

LA

POESIA

EPICA

33

fra loro e per" anche dispersamente narrate qna e l" lungo indipendenti Sono avventure il racconto dell'epopea. nulla di ma grandi e strepitose, la cui vita e per" molto somiglianoalle dodici fatiche di Ercole, con pi", ha non piccola ed errabonda la vita di Rustem. avventurosa somiglianza Per" noi

possiamragionevolmente supporre
sua a quei tempi origine, ancora

nella appartenere, iranica viveva

che tutto questo ciclo deve pi" antichi in cui l'epopea modo che
un

in canti fra loro

allo stesso disgiunti,

i racconti degliaedi grecidurarono fra loro tempo, secondo molti critici, fmch" poi alcuno li riun", allo stesso modo che l'Edda pi" indipendenti " antica, quale ci " pervenuta, dei
ancora una

raccolta di canti "

scuno ciadisgiunti,

qualipu"

star da s". Pi"

questo gran
racconto

ciclo dovette

epicoe trovarvi

anche naturale, poi,come altri nella tela del con incorporarsi gli gran adeguatoposto; ma del come e del perch" di

tardi

cotesto, diremo in altro luogo. il ciclo della guerra coi Turani " 50. Al contrario,
e

pi"compatto in
concetto
e

s"

mostra

di

esser

tutto

un

racconto

con

unit"

grande di

tento, d'in-

anche coi molti ampliae sorto tutto d'un tratto, menti Perch" abbraccia unicamente la gran esso poi. Irani coi Turani, nata gi"dalle discordie dei figli del re Fr"d"n, guerra degli Min"cihr ebbe vendicata la morte allorquando acquetataper un momento ridestata al tempo che Afr"sy"baccamp" Erag'sugliempi fratricidi, sul trono dell'Iran e continuata poi con suoi diritti furore al implacabile K"vus di di tradimento ebbe ucciso re e Khnsrev, quando Afr"sy"b a tempo finch" d i del ebbe non figlio K"vus, poi Khnsrev,figlio tradito, Siy"vish, si vede che sparso sangue tratto a morte l'uccisore del padre suo. Donde " la cagione della implacata che si fa per quella guerra, e la guerra, come iraniche con vocabolo che " sinosuolsi denotare nelle lingue nimo vendicarlo, di vendetta,atto veramente e acconcio a designarla sua intima di " condotta e accanita natura. Eppure,questa guerra e feroce, vendetta, da ambe le particon alto sentimento d'onore e con un fare un guidata che assai contrastano col fare del ciclo antecedente, laddove cavalleresco, l'una ogni guerra sembra essere una scorreria di ladroni. Perch" gii eroi dele dell'altraparte vengono sovente fra loro a trattative, e osservano le leggi ai morti nemici,che hanno combattuto da e anche dell'onore, valorosi per illoro re, danno onorevole sepoltura. " che il Questo segno ciclo appartiene anche a pi" recente et", et" pi" cavalleresca e gentile,
come

tanto da parer nato di che pot"avere

di

anche risulta chiaro da altre considerazioni che sopra

abbiam

fatto

precedere.
la 51. Questo ciclo " tutto per la gloria dei G"derzidi e di Khusrev. Ora, d ei G"derzidi citt" della di Ispahane discendeva da K"veh, era famiglia che
e ne

il fabbro

vedremo, appunto
erano
3

nella guerra contro Dah"k, come innanzi di Keshv"d, al tempo della guerra coi Turani, G"derz, figlio
era

aiut" Fr"d"n

il capo, e per" le diede anche pi"di settanta,e tra essi andavano


Pizzi, Storia
della

il

nome.

zidi Questi G"dervalor sin-

segnalati per

"

voi. II. poesia 2"ff'siana,

CAPITOLO

oriMO

golare Behr"m, Gh"v, Heg"r


Riistem. Perch"

di Gli"v Ij"zhen, figlio

di

una

di figlia

s'intende per un da Afr"fu fatto uccidere per falsisospetti Siy"vish dei Re che allorquando dall'ira ingiusta del trovato un rifugio sy"b, ["resso il quale egli aveva che vecchio G"derz nel Turan avvert" il un prodigioso genitore, sogno viveva

poi essi dovessero aver tanta parte nella gran guerra, nel Libro che soli li riguarda. fatto particolare Leggesi

Khusrev, postumo ignoto a tutti il giovinetto


Khusrev Siy"vish,
aveva

dell'infelice figlio

ucciso. Ora, morto


e

diritto di successione

per"bisognava ricondurre

nell'Iran dalla terra

al trono, straniera dove andava

di reale. Ghrv allora,figlio rampollo della stirpe errando, quell'ultimo ritrov" Khusrev e dopo sette anni lo G"derz, and" a rintracciare il perduto nella presenza di re stenti e dal Turan, fra mille pericoli, e lo condusse K"vus. dubbio anche la di dubbio Nacque nell'Iran qualche fu ben tosto fatto lacere
non

sui dirittidi Ini al trono,

solo da manifesti

quel ma segni del cielo,


ma a con patrocinar

dai G"derzidi che si mostraron


causa

spada la
una

prontie deliberali al capo dei quali era di lui. Perch" essi,


subito

toccato

l'onore

nere visione divina,per necessit" si trovaron impegnatia sostebench" nato di visione la e la veracit" di quella legittimit"Khusrev,

poi il dovere di vendicar la morte i G"derzidi,per questo stesso loro impegno d'onore, del tradito Siy"vish, re, e nella lunga accorsero primie volenterosi al richiamo del loro giovane diedero inaudite da altri capitani, guerra, sebbene condotta in principio L"den di di o Peshen, tutti caddei'o prove di valore. Anzi, nella battaglia dere combattendo, restando soli il vecchio G"derz, Gh"v e Bizhen, per riprenbreve La trascorsa rinnovar la le armi e quale, guerra. poco dopo tregua,fu ricominciata con rinnovato ardore sotto la guida di G"derz, detta degliundici campioni, rest" sospesa quando, nella battaglia e fra i quali di altrettanti irani, turani caddero sotto i colpi undici principi
e

cresciuto in terra

straniera. Sentito

P"'"n,il capitanodei Turani, ebbe da G"derz

la morte

in combattimenlo

singolare.
52. Ma
non ancora

se

la

lunghissima guerra
per

che d"
una

ci" avviene si risolve, Morto

luogo a tanti combattimenli, venienza. ragione tutta morale e di con-

fece una Rustem Siy"vish, per il primo,che ne fu il balio, scorreria nel Turan laddove distrusse campi e citt" impetuosae selvaggia di Afr"sy"b, il giovinetto Surkheh, figlio uccise miseramente cadutogli e Rustem nel Turan invasione di Ma nelle mani. perch" questa prigioniero fu condotta
senza

arte militare

fu

viso sfogo impetuoso d'improvpinltosto


a

non corruccio,

approd"

veramente

nulla. Pi" tardi, come


e con

Khusrev

fu condotto guerra fu

con nell'Iran,

arte

maggiore

ripresae guidata, per ordine di Fei'"burz, poi da G"derz; eppure, anche questa volta,l'eflettomanc". Del morale effetto tutta la ragione" ripostanella convenienza qual mancato di Siy"vish non la doverosa vendetta della morte di far eseguire gi" da
persone
estranee

premeditatodisegno la Khusrev, prima da T"s e da

al

suo

sangue,

ma

dallo stesso

di figlio

lui.E

finch" per",

LA

POESIA

EPICA

35

Kl"usrev

da

una

parte
mai
e

loro residenze reali mandando


non

toccher"

alle Afr"sy"bdall'altrasi resteranno tranquilli il tere combatlor capitani a combattere, lungo in campo il figlio fine.Scenda al suo dell'ucciso,
e
mano

padre,uccidendo lo stesso dramma autor del delitto, e il gran guerrierosar" finito. re straniero, degliundici campioni or Tutto ci" appunto fa Khusrev dopo la battaglia

compia eglistesso

di

sua

la vendetta del

ora

e ricordata,

ritornato vittorioso alla sua lui,

niun'altra residenza,

cosa

fuorch" attendere in pace il fine della sua carriera rimane ricevuta da Dio rivelazione della sua vicina salita al cielo mortale. Perch", da fare in terra al
suo

" chiamato quale egli


successore
verso

per i suoi meriti nel regno, s'incammina con le lontane

le

sue

virt", designato Lohr"sp


che principi lo seguono landa deserta

alcuni

settentrionali e in una regioni dai loro occhi. A questopunto termina il secondo ciclo. sparisce da Gushl"sp 53. Abbiam detto che nel terzo ciclo, qualeprende il nome sebbene con altri si trovano e rifatte, suo e da figlio, ripetute Isfendy"r

commossi,

molte intendimenti,

cose

la venuta del profeta Zertogliamo le avventure di la guerra coi Turani che pareva finita dusht (il Zoroastro degliAntichi), la morte di Afr"sy"be l'ascensione di re Khusrev al cielo, con qui per altre tocca la vita e le si ripiglia, e tutta la parteche e per altrimodi ragioni ridice e rifa lutto ci" che nel primo ciclo fu detto di imprese di Isfendy"r, Uustem; anzi, di Paistem stesso, Isfendy"r" dichiarato emulo e quasi aperto nemico. E non solo queste cose, ma anche altre molte trovansi in questo ciclo che apertamente contraddicono a ci" che trovasi neglialtri due; tra le qualiviene innanzi per la prima la non diretta discendenza di a Khusrev,dagliantichi re. Perch" Lohr"sp apparLohr"spche successe tiene dei Kay. Mentre poi nei due primi laterale della famiglia ad un ramo Perla citt"d'istakhar (forse cicli la sede degliantichi re era detta essere " trasportata in questo essa nella Persia propriamente delta, a sepoli), nella parte pi" orientale dell'Iran. Quef grado poi Balkh,nella Battriana, stato esser di gran guardianodelle frontiere del regno che sopra vedemmo trovasi dato dei principi del Segest"n, di Rustem specialmente, ora proprio bench" Rustem morto e poi ad Isfendy"r, Zer"r, a Zerir fratellodi Gushl"sp sia
ancora

chagi" trovansi nei Gusht"spin Grecia e

due

E veramente, primi.

se

vivente

abiti tuttora
e

il

suo

castello.Ancora; l'uccisione di

della gran furono le cagioni poi quelladi Siy"vish guerra coi Turani,e perch" dovevasi vendicar sparso sangue, gi" sopra abbiam notato come ilnome onde dagli Irani si designala guerra, significhi da la guerra coi Turani nasce propriamente vendetta. Qui, al contrario, la differenze religiose, del Turan, si ricusa di accoglier re perch" Argi"sp, che Zerdusht ha recata in terra, e per" prende le armi e nuova religione di Fr"d"n Erag'figlio riduce alla distretta lo stesso
morte
ancora eroe
re

Gusht"spfinch" poi "


nuova e

vinto

messo

da

fattosicampione della Isfendy"r, al

fede. La

qualesar"

quella

che render" del

avversari fra loro Rustem antichi tempo degli


re

Isfendy"r, perch"il grande


ha dato loro tante prove di

che Segest"n,

36

CAPITOLO

OLINTO

anzi dichiarato devozione, qui " detto avversario della religione, tale che " dato alle arti degli come apertamente idolatra e dipinto incantesimi e della magia. I re del Turan poi che nei due cicliantecedenti detti discendere dall'antico Tur, uno dei tre figli del re Fr"d"n, ora sono fedelt"
e

di

si dicono

venire dalla terra

del

Peghu,segno

evidente

che la tradizione

aveva epica a questo punto, per qualche forte ragione,

perduta la

sua

traccia.

54. Questa ragionesi deve certamente


alla
e

trovare

nella assai

pi"tarda

et"

tutta questa ultima parte dell'epopea, qualeappartiene quando

i tempi

di pensare si erano lievemente mutati. Perch", non di Gusht"sp oltre le avventure in Grecia che portano il segno di assai pi" in alcune anche inetrecente et",iltrovarsi tamente, e rifatte, questo ciclo ripetute
e

i modi

di vedere

indica naturalmente e troppo degli altri due cicli, che quando questo ciclo si compose, da lungo tempo gli chiaramente altri due dovevano stati composti,e dovevano essersi mutate molte cose esser
cose

molte

per sentir necessit" di rifare con altri intendimenti ci" che gi" era stato fatto. Crediamo appunto questo ciclo fa della guerra pertantoche, come coi Turani una di vendetta, idee e opinioni giose relinon guerra di religione, in soltanto, alla presieduto
sua

contrasto

con

idee

d'altra religione, abbiano opinioni il Buddhismo, penetrato il nuovo zelo religioso e ha

composizione.E

certamente

per tempo nell'Iran dalla

dest" parte orientale,

che non tutta questa parte dell'epopea ispir" della prima. E notisi intanto che l'originalit" ciclo si fanno discendere

pi"

n" la freschezza

n"

il Peghu, dal

il bel Segest"n, nuova segui paese anche il re Lohr"sp allorquando, stanco di regnare, design" suo cessore sucper Pensiamo Gusht"sp e si ritrasse in un tempio a far vita religiosa. dei due primi ciclie la composizionedi adunque che tra la composizione di idee religiose, stia un vero e profondo rivolgimento quando, allorquest'ultimo di Rustem, accolse la
e costume religione,

primisi convertirono

i re del Turan, fu appunto uno alla religione di Buddlia. Anche

quale in questo di quei paesi che

il

buddhistico

vi fu lotta tra buddhistica, religione volle entrare nel battagliero questa e quelladi Zoroastro. Allora,anche l'epopea eroi fossero di gran lungapassati, i tempi degli e sebbene arringo, i pi" antichi, almeno immagin" deglieroi del Segest"nche sono quelli di contro il campione della fosse vivo per mettergli che Piustem ancora Anzi ci" che di Rustem si narra nel primo ciclo, si nuova fede,Isfendy"r. anche le trovansi sette avventure nuovo qui ripetequi per'il eroe, perch" incontr" sulla in che Rustem alle sette avventure di Isfendy"r tutto eguali bella veramente, via del M"zender"n. non Isfendy"r, adunque, " una copia, " inferiore agli altri cicli di Rustem, e il ciclo a cui egliappartiene, anche nell'arte
con

all'entrar nell'Iran della

cui fu architettato

messo

insieme. Ma

perch" non

potevasi epopea comportare che due eroi si trovassero nella medesima che l'uno intendimenti fra anzi senza con loro, opposti, eguali immaginati inlesero che a i compositori ciclo ad altro non del nuovo vincesse l'altro,

LA

POESIA

EPICA

37

mostrare

perdutoe dannato
nuova

all'inferno l'eroe dei che Rustem


e e

ribelle alla contendere

fede. Per" troviamo

tempi anticlii, perch" isfendy"r, dopo lungo

intorno alla loro nobilt"

Rustem tenzone; nella qualea principio Ma ilvecchio costretto a ritirarsidal campo. lasciarsi vincere mitico
cresceva

al loro valore,vengono a singoiar onde ben tosto vedesi ha la peggio, che non vuol eroe glorioso del S"murgh,l'antico e consiglio
e con un ramo

da

un

giovinetto, per
sua mar

della augelloprotettore sulle spondedel

casa,

di terebinto che
un

di

Cina,si fabbrica la notte

dardo

fatale.

spiccher" quelramo, sar" perduto nell'altravita;ma perch" appunto Rustem esiter" un non da quellodipendonola sorte e la vita d'Isfendy"r, vittoria.Cosi,con s" stesso, purch"egliabbia la sua momento a perdere ferisce il suo avversario quel dardo,al rinnovarsi del combattimento,egli dei di questo che poco stante ne muore. compositori Ma, nel pensiero invece ha la " rimasta a Rustem, Isfendy"r se la vittoria delle armi ciclo,
Chi dei martiri della fede di Zoroastro e tocca vittoria assai maggiore, gloria di poco sopravvive infatti, a perch"Rustem " dannato per sempre. Egli, tradito dal fratelloShegh"d, segnando questa ultima sua impresa,e muore la sua morte il fine della parteveramente con epicadel Libro dei Re. che in 55. Gi" di sopra abbiam detto questo terzo ciclo si trovano che non due parti risguardano punto n" Rustem n" Isfendy"r, comprese di Gusht"sp in la venuta di Zerdusht profeta e le avventure e queste sono le altre parti di questo Grecia. Ora, l'uno e l'altrofatto appartengono, come Perch" appar manifesto che prima alla pi" tarda et" dell'epopea. ciclo, della sua legge indubbiamente della venuta di Zerdusht e della promulgazione (fatto l'antico rato racconto epicoera gi" stato trovato, lavotutto storico) che tanto va d'accordo col Libro anche l'Avesta, e composto; onde dei Re, pone la venuta di Zarathustra (cio" Zerdusht)dopo tutta la serie nella gran guerra coi Turani,cio" al tempo dei re che hanno combattuto che " il Gusht"sp di Firdnsi. N" appartengono a meno tarda di re Y"st"cpa anche lasciando ci" che di Gusht"spin Grecia; perch", et" le avventure la scena dei suoi amori l'aver fu aggiuntaposteriore, posto a Costantinopoli ha ilfare genuino dell'antica tutta questa parte di racconto non giovanili, del romanzo col tono e con gli d'amore; atteggiamenti procede epopea, ma Anche abbiam detto tutti sanno, si svolgedall'epopea. come e il romanzo, in Persia dai sold'amore fu udito raccontare dati avanti che questo romanzo che i di Alessandro Magno; ci" che vuol dire,se non c'inganniamo, da beUi dell'antica passati un pezzo se gi" un tempi pi" epopea erano
,

romanzo

d'amore

era

potuto

nascere

farsi

Ma popolare.

di ci" si dir"

della poesia romanzesca. capitolo dei qualicrediamo, per i cicli dell'epopea, 56. Questi,pertanto, sono dichiarata la maggiore o minore ci" che si " detto, di aver bastantemente Troviamo tuttavia che antichit" e quale ne sia la reciproca dipendenza. alcuni racconti speciali, qualinon hanno stretto legame con la restante di essi ; n" vi poteronoentrare,forse entrano in nessuno non narrazione,

pi"

lungo nel

38

CAPITOLO

QUINTO

natura che essi hanno. Questa loro natura speciale accemia per una speciale che dovettero alla pi" antica mitologia, indubbiamente a quella, portar
con

s"

quando gi'Irani
era come

si partirono dalle loro sedi il patrimonio comune-della dei Devi

ed nell'Iran,
e

primitive per discendere E perch"il lungo stirpe.


e

racconto magnifico

della epico
non

guerra
vi

dei Turani

nacque

si

cos" svolse sul suolo iranico, formale

di un parte organicae di gran lunga anteriore. Per" essi restarono qua e l" come di una mitologia a caso lungo il racconto epico;e se alcuni vi hanno preso un posto gettati altriinvece vi restarono come staccati e di poco momento. episodi cospicuo, del re Gemshid che ebbe 57. Primo noteremo fra questi racconti quello adorare come Dio, perdetteil regno regno felice e poi,perch"volle fai'si maest" reale. Anche nell'Avesla ricordasi il meravigliosomito e la e la ebbe pronunciatala parolamenzognera, caduta del misero re, appena egli da quello nel quale Ahura Mazd" l'aveva posto.Ora, " noto stato di felicit" che l'iranico Gemshid pur sempre
o

poterono entrare a far parte,come frammenti e disgregati tutto,questi sparsi

Yima

Khsha"ta,

come

l'Avesta

sponde lo chiama, corri-

morisse, e

che Indiani che fu ilprimo uomo degli fatto j)0i, dalla tradizione per" migr" nelle regionidei beati, al mitico Yama morti.
e

re dei posteriore,

58. Viene secondo, nell'ordine di questimiti,quello di Fr"di"n

di

della mitodei miti pi" antichi e pi" comuni logia uno Dah"k, indubbiamente sebbene sia da sospettare che,quale esso " trattato indo-europea, vi si nel Libro dei De, qualcheelemento storico, come pensa lo Spiegel, abbiam il Libro dei Re ci dice essere sia infiltrato.Perch", come visto,
stato

Dah"k

un ma

orribile tiranno l'Avesta in Dah"ka

abbattuto
o

da

FrcM"n
non

incatenato che

nel
un

Dem"vend;
serpente da

Azhi-dah"ka

riconosce

Mainyu, abbattuto poi da Tlira"a tuttiqueipersonaggi mitici, taona; e Thra"taona per tal via si ricongiunge di uccisori di mostri,da Indra a Vritra e Namuci nel Rigveda ai miti greci
tre teste,creatura

di Aura

Apolloe
e

navo del serpente Pitone, di Ercole e del cane Ortro,al mito scandiSifrido Fafnir. Ma di uccisore del dragone germanico Sigurdh o

dell'antico mito

trovansi,a

nostro

vedere, altre due


S"m Segest"n,

forme
e

nel Libro

dei

due Re, nelle qualifigurano


mostra

eroi del

Rustem, ci" che

che anche

neglialtri cicliqualche elemento


e

di

anteriore mitologia

dragone sul fiume Keshef per mano di S"m, e la liberazione del giovaneD"zhen, di Afr"sy"b e che Afr"sy"b aveva che era stato rapitodalla bella figlia la clava rinchiuso in un orrido speco guardatodagliincanti dei Devi ; ma Nel qualracconto, uno di Rustem e liber" il prigioniero. ruppe gl'incanti elementi dell'antico dei pi" belli e commoventi di Firdusi, tuttis'incontrano gli riscatta (pialche mito indo-europeo, secondo il quale un eroe cosa che gli" stata rapitae nascosta lontana,per lo pi" in una cara caverna, E l'uccisore. l'ha di clava e riavuta,a colj)i veggasi punisce poi,come

pot" entrar

destramente

infiltrarsi. Diciamo

dell'uccisione del

intorno

ci" quanto ha scrittoilRr"al intorno al mito di Ercole

di Caco.

4-0

CAPITOLO

QUINTO

della Cina,che " quanto dire ai tempi del Medio e l'Imperatore tinopoli Evo persiano, quando appunto i Sassanidi pensarono a riordinare la storia N" si pu" opporre che nelI'Avesta si trovano tre nomi : dell'impero. del re Cairima, Tura e Airyu, che corrispondono ai tre nomi dei figli Fr"d"n: Salm, Tur ed Erag',del Libro dei Re; perch" quei nomi non

designanoveramente

alcun

personaggio,ma

sembrano

esser

piuttosto
d'un figli

n" l'Avesta dice che per essi s'intendono nomi di tre regioni, del regno e alle discordie che ne re, e quanto alla spartizione
esso
ne

tre

vennero

poi,

i ricompositori serba assoluto silenzio. Ma, per questo evidente artif"cio, del Libro dei He

al tempo dei Sassanidi poterono ricongiungere iDellamente all'antico mito di Fr"d"n e di Dah"k la gran guerra coi Turani;
e

trovato per",

il punto da cui si dovevano

prenderele mosse,
essa

il racconto

della gran guerra nella guerra di Min"cihr


e

procede libero
e

ed sciolto,

ha il

suo

primo

mento mo-

che di

di morte punisce
e

uccisori di gli

Erag',

ai tempi di Nevdher seguita

tocca il suo
e

punto

Qob"d, al tempo di K"vus e di Khusrev pi" alto,trattandosi della vendetta del tradito Siy"vish,
guerra di

ai tempi di Gusht"sp. religione 61. Con quest'arte e per tali espedienti, questo gran ciclo doveva cosi formar l'unit", d el Al contrario, se pu" dirsi, racconto epico. quello antico in di avventure e meno cate, stacs", perch" composto compatto pi" dei Devi e deglieroi del Segest"n, guato adenon pot" trovar veramente diventa essendo staccati posto nel l'acconto. Perci" appunto, anche perch", fu smembrato si poteva smembrare, esso menti i suoi racconti, e i suoi fram-

finalmente

allogati qua
contro

l"

come

i Devi del M"zender"n

E trovasi che le imprese di S"m capriccio. del e narrate, e Segs"rsono fuggevolmente

di Z"l sotto il regno di Min"cihr;e la storia d'amore per via d'episodi, e di R"d"beh, dai qualipoi nacque Rustem, e le prime giovanili imprese di questo eroe,
aveva sono

poste al tempo di Min"cihr,quando


di

esso

Min"cihr

gi"punitigliuccisori
sette avventure

Erag' e

tace per

Turani;e le

di Rustem

la guerra coi nella via del M"zender"n, e la sua


un

momento

caccia coi sette eroi sul confine del Turan,

la

sua

trista avventura

col

tuttiracconti staccati che, come stanno Sohr"b, sono figlio del stare anche altrove. Anche l'episodio sono, potrebbero

al posto in cui Devo


e

Akv"n

al

tempo di Kliusrcv
Firdusi mostra di

non

ha alcun

legame col

resto del racconto,

lo stesso

dell'aver trovato quest'episodio strano che meravigliarsi il perch". E basti cotesto per Io interrompe per poco, n" se ne conosce ricordar qui tutte le vogliam di nuovo provar ci" che diciamo,poich"non l'epopea persiana. imprese che di Rustem registra i cantori epici, 62. Ma i ricompositori, certamente o se non essi, presto che la gran guerra coi Turani, nella quale 0 tardi dovettero accorgersi l'onore di tutta quanta la nazione era impegnato e alla quale era dato il posto pi" cospicuonel racconto, male poteva stare pur stato che senza

Rustem, questo grandeeroe


aiuto del
suo

che

braccio. Ma

vole vi portasseil valefra glialtri, primeggia entra non perch"nella grande azione egli

LA

POESIA

EPICA

il

cos" eglivi ad altro ciclo, delle cose, appartenendo per la natura e ragion Irani ridotti dai sono fu fatto partecipare artificialmente; per",quando g"' Turani molto
a

mal

punto, e
e suo

cotesto

non

di rado

avviene,il re dell'Iran
e

con

affanno

sollecitudine manda

ad invitar Paistem

che lascia volenteroso

prima. nel corso della poche volte si ripete si potrebbemai intendere perch" non narrazione;che se cosi non fosse, al suo castello quando tutti mai il pi" grande eroe si rimanga tranquillo altri eroi dell'Iran, battere non uno eccettuato, stanno per anni e anni a comgli Paistem in terra straniera. Ai tempipoidi Lohr"spe di Gusht"sp, alieno dalla corte, e lo stesso re Gusht"sp anche maggiormente si mostra
Tutto ci" " artificioevidente che
non

gliozi del

castello, accorre, vince

di ritorna alla quiete

nota

cotesto
non

con

aperto rincrescimento.
l'azione di Rustem di altra natura,
e

La

qual

cosa,

nostro

vedere,

altro

che significa
e a

ad appartiene
sua

altro ordine di

avvenimenti fin

tempi

che, se la

vita fu

prolungata

cotesto fu fatto con quaggi",

antico eroe,

contrapporrea lui, che " Isfendy"r, l'eroe novello della religione e della fede,
e

l'intento manifesto

di

esaltare sul testimone di tempi pi" antichi quale pur bisognava per sempre. 63. Con

passati

fu disposto e adunque e con questi accorgimenti quest'arte nel che a l modo ordinato il vecchio racconto iranica, quale, dell'epopea in gran fece la storia, s i abbiam romanzo resa conosciuto, seguire sopra Arsacidi e dei Sassanidi. Cos" Firdusi, cjuando parte,di Alessandro, degli tutto quanto l'ordito disposto venne, trov" gi"preparato e acconciamente del
suo

gran

poema.

4,

Firdusi.

64. Se il Libro
stesso

modo

incominciato

da lui composto allo di Firdusi,fosse poema Pie, fu composta dal Tasso, noi avremmo che la Gerusalemme iranica dalla narrazione questo discorso intorno all'epopea dei
saremmo

della vita di Firdusi,indi


sua

discesi

dire

sua dell'opera

l'arte del-

Ma poich" esso, secondo quelloche altrove abbiam comporla. cos", a detto,appartiene quella classe di epopee che diconsi nazionali, abbiam cercato di far conoscere nei paragrafi qual fosse il precedenti, e quali lavor"o della nazione che prepar"e disposequella materia epica, nel elementi farne parte.Ora " d'uopo trattar della persona, il magnificoracconto. alla qualefu dato in sorte di vestir di forma poetica vi
sono

entrati

65. Gi" in quella parte dell'introduzione


abbiam tempi della poesiapersiana, il decimo
a opposizione

questo libro che parladei


come

fatto

conoscere
una

tra il nono

secolo si facesse nell'Iran orientale


tutto ci" che sapeva

potente e concorde
questa opposizione,
il nascere della che cacci"

di straniero. A

nata
sua

dal ridestato sentimento


nuova

la Persia deve nazionale,


sua

letteratura

l'uso della

bella

linguamoderna

di

usata l'araba, seggio

fino allora nelle lettere e nell'azienda del governo.

42

CAI-ITOLO

OLINTO timento sen-

Anche

abbiam

visto che

questo ridestarsi improvvisoe potentedel


la gente alle memorie

antiche del paese, onde dell'antico Libro dei He furono ricercati con ardore, ben tosto gli esemplari dei Sassanidi, s'avvisarono di far ricomporre l'opera seguitando principi, antiche storie, che la linguadiversa e la nella nuova lingua quelle inaccessibiliai pi". di Lays della casa forma vieta rendevano Yaqiibfiglio 205 nel d. E. d. sia che mor" stato il primo che dei Saff"ridi, (878 C), pare porre dopo la caduta dei Sassanidi e la conquistadegliArabi pens" a far ricoml'arte che fa forse,a quel libro mancava quel libro. Ma perch",
e

nazionale richiam"

vollero dare al poeta le opere, " S"m"nidi, succeduti ai Saff"ridi, di versegla commissione Deqiqi, gi" da noi conosciuto fra i poetilirici, giare durature il Libro dei Ile. Una
sua nell'opera

morte

quand'egliaveva
non

e gi"l'abbiam narrato, l'arrest" violenta, di distici. composto soltanto un migliaio

66. Questa gloriache


tocc" introduzione
sue a

pot"toccare

n"
e

nidi, ai Saff"ridi n" ai S"m"del quale nella gloria

Mahm"d abbiam

di Ghasna, delle opere

della

quando ebbe terminate le Egli, pur tenuto parola. volse l'animo volentieri alle opere della pace, ed emulando conquiste,
suoi
sua

i S"m"nidi

raccolse alla

accordata alle lettere, nella protezione come predecessori anche di far del si corte il fiore dei poeti pens" tempo,

cerc" e raccolse il Libro dei Ile.Da principio ne ricomporre e verseggiare Khor F"r"z,discendente del gran re Chosroe, dicesi che da un i libri, e fosse del Kirm"n di storie, ricevesse un volume e che da un gli principe di nome Azer Berzin,che da altro discendente dei Sassanidi, mandato un storie antiche,e che quell'Az"dServ di lungo tempo andava raccogliendo abbiam tenuto cui sopra, in questo stesso capitolo, gli facesse parola, ci" ch'egli adunque conoscere sapeva della morte di Lustem. A Mahm"d
non

restava

che di trovare

il poeta che

potessee sapesse sobbarcarsi


a

al

ma glorioso,

difficilissimo incarco. Scelse


a

corte, dando noi

ciascuno
come

una

della questo fine sette poeti storia da verseggiare, e dicesi che Unsuri, che
con

gi"conosciamo
e

vincesse la prova poeta lirico,

la storia di

Rustem
ma

Sohr"b.
se ne

Unsuri

dar la commissione, lui pertanto volle Mahm"d l'amico suo Firdusi scherm" e fece conoscere al principe
A
era

come

quelloche

veramente

atto alla

grande impresa. Di quei giorni

che l'incarico appunto, Firdusi era giuntoa Ghasna. Altri dice,al contrario, di ricomporre il Libro dei Le fu dato ad Asadi che noi gi"conosciamo la vecchia et", di contrasti, che Asadi, scusandosi con autor ma come stato additasse a Mahm"d l'ancor giovane Firdusi,del quale egli era in poesia. maestro di Fakhr ud-din Ahmed, nacque 67. Ab" '1-Q"sim Mans"r Firdusi, figlio nel 329 d. E. (940 d. C.)in un piccolo villaggio presso T"s nel Khorassan; onde gli sarebbe fosse di condizione giardiniere, e dicesi che il padre suo venuto il nome di Firdusi che appunto accennerebbe a quella condizione; secondo vedremo altri questo nome, innanzi,sareblie soprannome come dal principe Mahm"d, o assunto da lui stesso, secondo poeticodatogli

LA

POESIA

EIMCA

43

e fu discepolo d'allora. Ebbe dal padre educazione perfetta, poeti Avvenne poi la morte di Decpqi intorno di Asadi di T"s nell'arte poetica. essendo ancor ventenne, al 349 d. E. (960 d. C); e pare che fin d'allora, Libro dei Re. il di l'ardito stesso, Egli disegno egli comporre concepisse dice che con stento grande,e soltanto per nella introduzione al poema, dell'antico libro generoso animo di un suo amico,pot" avere un esemplare ficolt" d i intanto dei tumulti e degli e vi parla scompigli quel tempo e delle difMa poi,spronato da quell'amico di trovare un principe protettore. storie antiche, alcuna di quelle e la lode cominci" a verseggiare suo, egli diede l'accesso fino che si acquist" con quelladi Fr"d"n e di Dah"k, gli del Khorassan,che l'esort" con ardore a proseguir ad Ab" Mans"r, prefetto

l'uso dei

che per il Di Ab" Mans"r incominciata con tanto onore. ancora l'opera belle lodi duzione nell'introl e del poeta, leggonsi pi" primo indovin" l'ingegno del poema
stesso.

intanto la fama che Mahm"d cercava un poeta; e allora Spargevasi il merito di Firdusi, lo sollecitarono a recarsi che conoscevano tutti quelli Firdusi allora parti da T"s, e raccontasi conoscere. a Ghasna per farglisi nelle vicinanze di un che al suo primo entrare nella gran citt", albergo s'imbattesse in si era condotto a passar la notte, laddove egli un giardino, che Vedendo Firdusi si di in tre poeti corte. accostava, deliberarono essi che che in loro compagnia ninno si accoglieva di allontanarlo dicendogli

68.

mente. poeta.Anche il vostro servitore " un poeta ! disse egliingenuacol tristo disegno di confonderlo e di pigliarsi giuoco Quelli allora, di lui, un verso dopo che ciascuno di essi, gli proposero d'improvvisare improvvisatouno. Accolta da lui la proposta,gli per turno, ne avrebbe tuttigi"noti a noi tra i poeti altri tre che erano Unsuri, Farrukhi e Asgedi, rima (che era tre versi, uno lirici, improvvisarono per ciascuno,con una da ritrovare; in shen)difficilissima e pensavano che,dopo tre rime in shen, lasciatiliimprovvisa l'incognito poeta non avrebbe trovato la quarta. Ma Firdusi, la sua volta, un senza improvvis" quando venne punto esitare,
non

fosse

verso

che nel

senso

si accordava

con

i tre

e precedenti

ricordava di
erano

intanto

le prove

di valore di

qual nome seguente:


TJnsuri:

Gh"v, antico eroe, nella campagna pot"formare la quarta rima. 1 quattroversi


Asgedi:
luna
non

Peshen, col
nell'ordine

Come

la

guanciatua

splende;
; guancia

Passa

tuo sguardo e fende, ogni usberghi gli

Farrukhi:

Firdusi:
a giardin pari

Rosa

non

" in

tua

Come

in

a Pesli"n di Gliev la lancia. giostra

Restarono

taglia i tre malaccorti che non meravigliati sapevan nulla della batd" Gh"v, e per",a loro maggior confusione,dovettero domandarne notizia a Firdusi che loro la narr", poililasci" dolenti della loro presunzione. alla presenza 69. Ma Firdusi, prima ch'egli potesseessere ammesso che del principe, dovette superare molti ostacoli, cortigiani perch"i poeti

44

CAPITOLO

QUINTO

gi" ne
a

avevano

indovinato

il valore, volevano amico


e

ad

ogni costo impedirgli


nome

l'accesso. Poi, secondo Mahmi"d

alcuni,un

di Firdusi,di

M"hek, present"

saggio del suo volendo e altridice cheto stesso Unsuri lo introdusse da Malimiid, poetare; ebbe dal principe la comal merito di lui, come far giustizia missione e che poi, il Libro dei Re, ricusandolo modestamente, indicasse di verseggiare della di sia Firdusi come ilsolo degno grande impresa.Comunque " certo che Mahm"d, alla lettura dei versi del nuovo vigliato, ci", poeta,rest" merala storia di lliistem

d'Isfendy"r,

come

si che tosto volle conoscerlo

ascriverlo tra i suoi. Anche


un

si dice
tu

che, dando
sei veramente

sclamasse lettura Firdusi de' suoi versi, egli


un

giorno:Ma

di questo nome nelle grazie di modo

all'altro significato per tal modo Entrato per tal che in persiano vuol dire il paradisiaco. Firdusi!
"

alludendo

un giorno,tutti i Mahm"d, Firdusi ricevette da lui, libri gi" fatti raccogliere delle storie antiche, convenuto prima che egli d'oro per ognidistico che avrebbe composto. avrebbe ricevuto una moneta il giardino, Gli fu assegnata e contano, racuna come piccolacasa in un giardino, di tigri di eroi, di leoni, di figure e d'elefanti, tutto popolato era la fantasia del poeta, che,pervenuto cosi al fine de' suoi perch"movessero desideri,si raccolse in quella solitudine per attendere al gran lavoro. Facevagli compagnia un giovane paggioche di quando in quando toccava con mano

maestra

le corde di

un

liuto

gliporgeva

da bere.

nel cospetto di tratto in tratto i suoi canti a Mahm"d 70. Firdusi leggeva della corte radunata, e certe miniature dei manoscritti del suo poema

appunto

sta ad ascoltare ; che seduto in trono rappresentanoMahm"d il siede in basso con le stanno attorno in ampio giro i cortigiani, e poeta si stanno suonatori di liuto di rimpetto carte sopra un leggio, sue mentre tura. danzatrici che coi suoni e coi gesti e leggiadre quellaletaccompagnano Cosi Firdusi seguit" per molti anni,finch" nel 400 d. E. (1009 d. C.) finiil suo Libro dei Re, in persiano S"i"h-ndmeh, con questiversi : egli

libro Poi che riiielito Cosi


venne

Mi loder"

dopo la morte mia,

al

suo

fin,del

verso

mio

"\" io morr"

Tutta " Senno


e

la terra. Ognun piena fede e saggezza


entro

clic alberga Da che al suo


core,

pi" mai, ch'io son pur vivo, di mia parola. il seme gittai

la coscienza

del

proprio valore gi" gli aveva


Mahm"d
:

fatto dire, a

met"

del

poema,

a parlando

fec'ioche Sire,un'opra Sar" di


me

monumento

Mole cadendo

va

del sol pelraggio

nel mondo.

Ogni superba
da

Tal monumento Da
non pioggie

che danno alto levai,

0 per la piova; col verso mio ma E il legger" abbia nel core chiunque Di
senno un

avr",non
su

procelle.

germe.

Passeranno

le et"

libro, ipiesto
l'animo lo stesso dei samente divercortigiani Mahm"d, che prima

71. Ma intanto che eglicosi componeva,


si al atteggiava
suo

anzi riguardo;

LA

POESIA

EPICA

45
ora

era

stato preso da cosi

grande ammirazione,

mostravasi

freddo

verso

bench" sempre si compiacessedelie sue letture.Dei e poco sollecito, suoi caldi ammiratori ; di alcuni gii erano avversi,altri erano cortigiani, di lui di denari ; quelli, alcuni anche lo soccorrevano ed erano poeti di questi venivano spargendo sul conto suo calunnie velenose, corte quasitutti, settario celebrato con soverchio ardore gli dicendo ch'egli era per aver ministro il del principe, eroi dell'antica religione, e Ilasan istigavano Firdusi non l'aveva punto Maymendi,gi"cruccioso contro di Firdusi perch"

Anzi,Ilasan Aiaymendi,che pure doveva di ogni cosa spesso lo lasciava mancar trista in verit", necessaria. A questa sua accenna condizione, qua e l" del chiaramente Firdusi nel corso non tanto per" quanto nei poema,
come lodato,

poema. tutte le spese, bene provvedergli

nel altri,

suo

alla line: versi posti seguenti


Ben Grandi di Porsia molli Era Ali ei che Dilemita, ben

giusta
sereno

e dottie di gran sangue, Senza premiodonar, liversi miei

Sua parteor tocca, ch'egli ognor, Dell'alma e liberal, mia l'opera Che bella procedeva, ebbesi lliis"vnQot"yb "
ancor cara.

Trascrivendo venian. Da
A
e assiso, riguardarli

io lungi

stava

detto avresti

de' generosi,

(Jnalnon si tolse mai di me un sol detto per merc" condotto er'ioperqnelli. ! " era la mia Senza premio Altro che un ": Bene hai fatto donar. Vesti da lui
Ch'uom Parte assegnata, e il vigor mio, per quello Ebbimi e cibo ed oro e argento,e moto Ebbi alle mani e a' pie. " Bene hai fatto! ", scemavasi frattanto Per lui non ebbi
E si

Ma perdea.

chiusi

erano

i cofani

Di catastio

e quel serrarne Degliantichi tesori,

Alto il cor mi feria.Pur, fra Di

que' prenci citt" grandi e famosi, quest'alma


72.

o di tributi d'imposte Alcun gravame, e qual dentro a una coltrice io Ravvolgermi poteicon cor tranquillo.

gli present"l'intero volume del poema, di calda ammirazione, comand" ilsultano Mahm"d, in un momento che tolte seco sesglifosse donato un elefante carico d'oro. Ma il ministro, santamila distici i del mand" monete le d'argento, quantierano poema, Firdusi che allora per caso trovavasi ad un a pubblicobagno. Firdusi, sclamando che eglinon fatica cos" grande per essere aveva sopportato

Eppure,quando

Firdusi

tra chi li aveva il e d'argento, poi rimunerato con monete portati, venditor di birra, i denari del principe. e un giovinetto, bagnaiuolo sparti Preso un bicchiere e vuotatolo rapidamente, gridando che tutto il lungo fruttato bicchier lavoro gli di birra un aveva soltanto, gett"nel grembo

del garzone che lo guardava stupito, quellaparte dei denari. 73. Si sdegn" Mahm"d ma quando seppe l'opera rea del ministro,
si lasci" vincere dalle calunnie insidiose di
e ilmisero lui,

poi

poeta, accusato
un

di eresia, fu condannato

ad

essere

sotto calpestato

piedi di

elefante.

udita la terribile sentenza, ritorn" in corte, e l",attendendo in Firdusi, che l" il di doveva un giardino principe appunto passare, improvvis" alcuni versi in dusi, FirMahnn"d, tocco nel cuore, gli perdon"; ma ben comprendendo che egli omai non poteva pi"irestare in corte.
sua

lode.

40

C.Al'ITOLO

nriNTO

medesima notte, consegnata ad Ay"z, favorito del principe, una quella Mahm"d v enti da da a lettera suggellata consegnarsi giorni, passali parti in

Lungo la via lo raggiunse in denaro. clie da parie di Ay"z gli recava coi'i'iere qualche soccorso un conosciamo il suo viaggiodel quale non alcun partiCosi il poeta seguit" colare, forse quello avventura d'una lepida e della generosa ospitase non lit" c itt" ebbe in Khan Lengi"n, a due giornate da|Ispahan, piccola ch'egli Ahmed d" che il lungo da quel governatore era un figlio Muhammed; ma
Ghasna solo solo, senza
recar con

nulla

s".

passo del Libro dei He andata di Firdusi a Khan del Museo

che dallo Schefer, pubblicato

si riferisce
un

questa

Lengi"n e che si trova soltanto in

manoscritto

ci sembra assolutaalla lettura che ne abbiam fatta, mente Britannico, Intanto,egligiungeva a Bagdad, laddove fu accolto con apocrifo. dal Califfo allora regnante, Al-Q"dir Bill"hi, e laddove grandissimoonore della poi,anche per assicurare il novello protettore
sua

fede di credente

il soggetto dal Corano, un compose per lui,togliendone poemetto intorno alla storia di Y"suf e di Zalikha. Il poemetto " pur giunto che tratter" della poesia fino a noi, e di esso si far" parolanel capitolo

maomettano,

romanzesca.
teneva consegnataad Ay"z, conterribile della Mahm"d invettiva di e una contro violenta, quale, Come lesse tradotta. alcuna daremo quei versi, parte nell'appendice, Mahm"d fu preso da subito furore,e risaputoche il poeta era presso il Ma il scrisse al Califfo perch"dovesse rimandarglielo senza Califfo, indugi. che pur sejjpe rintuzzar l'ira di Mahm"d nobile signore, con una risposta Firdusi il ritener e atto non arguta, vedendo che era pericolo generoso la al l'abbandonarlo nelle mani del suo nemico, consigli" poeta fuga;e il da Bagdad, soggiorn" misero poeta,partitosi qualche tempo ad Ahv"z, indi pass"nel Kohist"n, provincia. presso N"sir Lak, governatore di quella del suo Era N"sir Lak un antico amico suo e caldo ammiratore ingegno; mand" incontro alcuni onde, non appena egliseppe della sua veimta, gli Gi" in suoi famigliari onore. Firdusi, ospitato casa di N"sir Lak, per fargli di comporre altro lavoro per e gi"vi poneva mano, concepivail disegno,

74. Ma

la lettera

che egli aveva suggellata

eternar

la memoria

del Ma

quella di Mahm"d.
nelle mani scrivere al sultano

novello protettoree condannare N"sir Lak Io dissuase da ci";anzi, come


suo

all'infamia

egliebbe

i versi che
una

il

la promessa di con composti, poeta gi" aveva la li lettera per rimproverargli sua ingiustizia,
una

lontana speranza che ranimo lasciato il Kohist"n, si ridusse a T"s, di Mahm"d si fosse mutato per lui, alla sua citt" natia,laddove egli visse ancora qualche tempo con una sua forse distrusse. Firdusi allora, concepita Ma figlia.
cantava

avendo udito un fanciullo che per giorno,j"er la piazza, versi della invettiva contro il sultano: questi
un

caso

Se il padre suo

rieii'nato avesse,

una

corona

d'oro

Il l"glio suo postami avrebbe in fronte,

48
come
venne

CAPITOLO

QUINTO

degliEuropeiche ne vollero procurare la stampa, inetti e ignoranti tutta piena di errori dei copisti e guasta si trov" esser la difficolt"che di Essendo opera da racconti interpolati. gran mole, per chi ne sostenere i la vi trovavano e per copisti, grave spesa che doveva desiderava un esemplare,accadde che anche in Oriente " alquanto raro
alle mani
trovarne
un

manoscritto
ne

intero; e il De Sacy che volle confrontar fra loro


contenevano

trov" che era ben racconti, in maniera distico fosse scritto ilcaso che il medesimo perfettamente raro dei Persiani manoscritti. Di si pu" non questa negligenza eguale in due forse rinvenire altra ragione fuori del falso gustoletterario che lungamente nelle opere letterarie, e partiin Persia, per il quale i Persiani, colarment prevalse il concettoso, l'allegorico, nelle poetiche, amano l'artificioso, diversi che manoscritti, alcuni il simbolico,tutto ci" infine che ha dell'oscuro
e

del controverso,

perch"

poi glieruditi
anche

non sognato. E per" certi eruditi e retori di dogmatica e di gramdi logica, di metafisica, occupandosi matica, persiani, delle sottili delle mal d al vezzo e allegorie interpretazioni, guidati

possano ci" che l'autore

trovare

sotto ilvelo della fantasticando,

allegoria,

ha mai

trovarono

mistici

commenti

ampio campo da esercitarvi l'ingegnonelle opere dei poeti Di questi ai qualiscrissero vasti e lunghicommenti. allegorici, di Firdusi non essendo laboriosi perch"la poesia aveva bisogno,
non

semplice e
essa

artificiosanarrazione

e e

descrizione abbandonata

di

cose

di avvenimenti,

ben

prestofu lasciata da s"

al

volgo dei copisti

ignoranti.
77. Ma
se

alcuni di

posto nelle scuole


e

anche il popolo,

ingegnoparvero negare a Firdusi quell'alto pedestre la grande maggioranzadella gente che pure glispetta, riscattarono ampiamente la colpa dei pochi. illetterato,

Perch",oltre che Unsuri poteva esclamare: " Sia lode all'anima di Firdusi, il a quellanatura sua benedetta e felicemente conformata! Non era egli ma nostro e noi i suoi discepoli; egliera il nostro signoree noi maestro glischiavi! " ; oltre che Saadi poteva invocar dal cielo la benedizione oltre che si pot"dire da alcun altro che la parolaera sulla sua sepoltura;
"

discesa di cielo in terra col comando

poi era

tornata

al cielo col

verso

che di Dio nell'atto del creare, ma anche oggi, i versi suoi, di Firdusi, sono

da rapsodierranti che ne sanno a cantati per le citt" e per le campagne in Il Ghodzko, che per lungo tempo viaggi" Persia, memoria il poema. versi d i ciare comine all'udirne qualcunorecitar migliaia rest" meravigliato
a sua scelta, quel punto del Libro dei Re che altri, voleva. E perch" la gran guerra tra Irani e Turani,gi" celebrata dalla " ancora Irani stanziati alle frontiere non cessata, epopea, agliocchi degli

il racconto

perch"non
scaramuccie

ancora

" cessato n" cesser" l'odio fra le due

improvvisee nelle scorrerie ai quali di rincontro i versi di Firdusi, " rapsodipersiani cantano ancora
i Turcomanni rispondono

cos",nelle stirpi, in frequenti que'luoghi, selvaggie

coi canti del loro poeta nazionale, H"shen, detto il fiulio del cieco. Per tal via il Libro dei Re " ritornato sulle labbra del

LA

POESIA

EnCA

49

popoloda

cui in
un un

esso origine

" nato, ed " questa la "

che maggior gloria

impresatanto facilequanto variet" dei particolari a prima vista potrebbesembrare, perch" l'infinita e la singolare quando ogni cosa si volesse notare, ampiezza dell'opera, d'assai i limitiche si vogliono fareltbero si che si sorpasserebbero imporre scritto.Dovendo darne anche al presente qualche per" cenno, per la maggiore " di ci" che le si noteremo cose detto, e quelle intelligenza principali l'avviamento del soltanto che con le altre potranno far meglio conoscere racconto in quell'opera insigne. 79. hicomincia adunque Firdusi con le lodi di Dio e dell'Intelligenz
sunto
non

possa ambire 78. Dare

poeta.
del Libro dei Re

col racconto de' suoi

della creazione del mondo, Narra in

con

le lodi di Maometto

e profeta

un primi compagni. Libri dei di del i e come Re, parla Deq"qi primi eglisi propocomporre nesse, interrotta. Finisce l'introdi ripigliarne duzione morto esso l'opera Deq"qi, del Khorassan e primoprotettore le lodi di Ab" Mans"r, prefetto con di Mahm"d del poeta,poi con quelle e con quelle di Nasr, fratello del

qual maniera

giorno si tent" di

princi|)e.
80.

furono con primo re. Le sue battaglie Ahrimane invidia di lui; che aveva di esso e perch"il Devo Nero, figlio ucciso il figlio l'ucciso, delAhrimane, gliaveva Siy"mek, eglie H"sheng, figlio prendono le armi e vendicano quellamorte. A Gay"mers succede H"sheng che " il primo della casa dei P"shd"d,e tosto,sotto il suo regno, incominciano a manifestarsi le prime arti fra gliuomini con la scoperta del ferro e dell'uso del fuoco,per la qualeegli istituisce festasolenne. una

Gay"mers

fu

primo

uomo

Tahm"ras

trova

l'arte del filar la lana al


suo

addomestica

glianimali

utili

all'uomo;sottomette

comando

Devi, dai qualiriceve l'arte della

essi lo stesso Ahrimane. Il re Gemsh"d e con trova l'uso delle scrittura, edifica istituiscela festa del primo giornodeU'anno e divide armi, palazzi, in quattro classi gli in guerrieri, in agricoltori, uomini, cio" in sacerdoti, in Ma perch" eglidivenne superbo nella sua gloriae volle farsi operai. adorare come da lui la maest" reale, un dio,fugge e il suo regno " invaso ucciso il padre suo Dah"k, che, datosi ad Ahrimane, aveva dall'empio sulle spalle di Arabia, e aveva due orribiliserpenti Mird"s, signore natigli da due baci impressivi trasformato dalle labbra di Ahrimane, in amabile Gemsh"d l" fu andato errando come giovinetto. frattanto, qua e per molti
11 regno del anni, cade in potere di Dah"k che lo fa segare per il mezzo. tiranno deve durare mille anni; e perch"i serpenti gliati attorcireca ch'egli

di quiete, glilasciano momento ognigiorno, di Ahrimane fa uccidere due uomini perch" quei stesso,egli per consiglio suoi cibino L'orribile colpa grida vendetta;e cervella. le ne serpenti Dah"k, spaventato una notte da un terribilesogno nel qualegliera parso che un giovane eroe entrato da lui all'improvviso lo strascinasse incatenato al monte intorno a s" i grandi tutti del Dem"vend, fa raccogliere
attorno
4
"

alle spalle, non

Pizzi, Storta

della

poesia jJO'siana,voi. II.

50

CAPITOLO

QUINTO

regno sempre

per

chieder

loro

una

nella (juale si attesti ch'egli ha scrittura,

Gi" tutti sono intenti a porre il loro giustizia. nome a pi" di quella carta, quando all'improvviso, con grida e strepiti, entra il fabbro d'Ispahan, K"veh, a dimandar giustizia, suo perch" un figlio " le i cervella stato del Dah"k gli rapitoper pascerne con serpenti principe. fortemente conturbato a quella vista,gli fa rendere il figlio lo e prega il di renda monianza testinome suo a ponendo perch" egli quella pie carta, pure, senza sdegnosamente la strappa e calpesta, per lui.Ma K"veh che Dah"k osi fargli nulla;poi esce e scorre le citt" iraniche inalberando di il un'asta si su grembiale di cuoio col quale,lavorando alla fucina,egli dal chiamando alla riscossa le Il e moto fuoco, gentioppresse. riparava dal popolaresi propaga rapidamente e cresce, e la gente sollevata, guidata fabbro animoso, s'incammina
sua verso

regnato secondo

il monte
a

Alburz laddove, con


aveva

la madre

Fr"nek, viveva il giovane Fr"d"n


anche allora, di

cui Dah"k

ucciso il

padre

Abt"n. Fr"d"n capo tiranno

del padre, si pone a per vendicare la morte delle schiere sollevate e di vittoria in vittoria giunge alla reggiadel
atterra ch'egli
un

lo strascina e ma colpo di clava,n" l'uccide, del Dem"vend, avutone e avviso dall'angelo lega in una caverna consiglio S"rosh. E perch"Fr"d"n discendeva da Gemshid, cosi per esso vien reso alla casa dei P"shd"d il regno che per mille anni, meno un giorno, era
stato tenuto

11 nuovo dall'usurpatore.

re

percorre le citt" tutte rimediando

e finalmente, lasciati, lunga servit" vi aveva giuntoa tarda et",sposatii suoi tre figli, alle tre figliuole di Salm, Tur ed Erag', Serv re del Yemen, pensa di spartir fra loro l'ampio i*egno della terra per vivere in pace gliultimi suoi giorni. Ma perch" ad Erag', al minore e pur ilvecchio voluto la padre aveva migliorparte pi" saggiofiglio, assegnare del regno, nasce altri due tristo sentimento d'invidia, negli perch" essi, ebbero pregato inutilmente il padre di abrogarquelledisposizioni, come uccidono a tradimento il giovaneErag', fra loro a pacificarli, venuto e ne la in inviano cofano al padre.Al misero e vecchio testa recisa e chiusa un altra che di vendicare ilfiglio cura resta e di morii" placato, non suo padre bench" non felice, del tradito d'una figlia figlio appena ilgiovaneMin"cihr, Erag',ha punito di morte i traditori.Min"cihr, essendo uscito con infinite schiere contro i due re malvagi, nel primo scontro li vince e mette in in lui successivo assalto notturno, " ucciso da stesso. un fuga; anzi Tur, Salm che vorrebbe " nella che rocca degli Alani, riparare sua, gi" la da Min"cihr,e K"kvi, nipote trova occupata dal prode Q"ren mandato di Dah"k e venuto in suo soccorso, " ucciso in battaglia non ; cosi a Salm Min"cihr l'insegne, lo raggiungee uccide e ne invia resta che la fuga, ma nell'Iran. Fr"d"n, al la tronca testa,con vecchio Fr"d"n quelladi Tur, accolto con molla gioia fra le sue braccia il giovane e valoroso nipote, Io designa suo successore e lo raccomanda a S"m, principedel Segest"n. 81. Intanto, bello e forte del Segest"n, nasce un a S"m, principe figlio in tutto il corpo, ma coi capelli bianchi, perch" il padre,credendo che

ai molti mali che la

LA

POESIA

EPICA

5i

quellosia
laddove di

Alburz, segno infausto di Ahrimane, lo fa esporre sul monte l'infante sarebbe perito se l'augello S"murgh,misterioso abitatore
un

l'avesse allevato nel proprio nido. Scorsi alcuni anni, non alture, quelle da Dio in un terribile sogno perch"ricerchi ilfiglio S"m, ammonito stamente ingiuAlburz con una scorta di cavalieri, dove ladabbandonato, si reca all' il suo giovanefiglio, bello e aitante, detto Z"l dai capelli bianchi, gli " reso Giunta notizia di ci" nell'Iran, dal misterioso augello. re Min"cihr " desidera vedere il prodigioso che dal padre nel tosto gli menato garzone che e l'oroscopo festeggiano, di lui le cose pi" belle. Il padre riconduce ne viene tratto dai savi,presagisce nel Segest"n e nel partire suo questo figlio per la guerra contro i Devi del Segs"re del M"zender"n, l'affida a certi maestri perch"gli dano apprenrecatosi nel Kabul, ogni dottrina. Ma Z"l,per vaghezza di viaggiare, " tosto preso d'amore per la bella R"d"beh che " figlia di Mihr"b,signore di quella terra. Ma a quest'amore si oppone fieramente Min"cihr,perch" la famiglia di Mihr"b " idolatra e discende da Dah"k; n" il giovaneZ"l l'intento suo, se prima non avr" vinto l'animo riluttante potr"conseguir
e

Per" cospetto.

alla corte tutti l'ammirano

ad una prima non si sar" sottomesso prova solenne nel n" lascier" Min"cihr si rato Min"cihr, persuaderea dare ildesidei sacerdoti che se da avranno Z"l e non prima gli predetto assenso, " destino che nasca da R"d"beh ilpi"grande eroe che l'Iran possa vantare. con Dato, perci", l'assenso e fatte le nozze e nato magnifica pompa Rustem, che " il sospirato eroe, gi" celebrato prima di nascere, Min"cihr beato. muore e tranquillo 82. Ma il figlio Nevdher che gli successe, fu ben dissimile da lui, perch" e sua il cura erano banchettare egliera dato al vino e ai piaceri maggior Per" il discendente dell'antico Tur, il re dei Turani, e ildormire. Pesheng, al quale sta pur sempre l'onta sofferta dalla sua a cuore casa, manda, desideroso di vendetta, il figlio suo Afr"sy"b a far guerra agliIrani, e gli Irani vi hanno la peggio, tanto che lo stesso Afr"sy"b, avuto nelle mani Nevdher imbelle e neghittoso, di tronca il sua Z"l mano gli intanto, capo. da solo osa tener fronte all'imbaldanzito re dei Turani, dai prinmentre cipi raccolti fa proclamar re il figlio di Tahm"sp, Zav, al quale, dopo un

del

padre, e

se

cospetto di

regno breve

breve
e

Anche il regno di Ghersh"sp " inerte,succede Ghersh"sp. averlo fornito d'armi e fiacco, Z"l,dopo e di destriero, invia il
e

suo figlio

all'Alburz per rintracciarvi il saggioe ancor giovane Qoli"d che solo,fra i principi di salire irani, era al trono. degno parso 83. La famiglia dei re Kay incomincia appunto a regnare con Qob"d che la guerra. prontamente prende le armi contro di Afr"sy"b e ripiglia del valore di Rustem che, scontratolo in una Afr"sy"b, terribile spaventato

Rustem

battaglia, gliaveva

strappata da! capo la

corona

l'aveva costretto

alla

fuga,ridottosi nella presenza del padre suo Pesheng,con acerbi rimproveri lo costringe a chieder la pace. E la pace " conclusa, e Qob"d, dopo cento anni di regno, muore lasciando il trono al figlio K"vus. Costui, suo

52

CAPITOLO

QIINTO

superbo e

vanitoso per natura, avendo udito un in giovane cantore, celebrar le lodi del

formato giorno da un Devo, trasil M"zender"n,concepisce

glierlo quellaterra abitata dai Devi, n" valgono a distodisegno di conquistar dalla stolta impresa i consigli dei principi e le preghiere e di Z"l Egli parte adunque, e gi" " in vista stesso,venuto a tal fine dal Segest"n. del quale ilLibro dei Re delle citt" del M"zender"n, quando quel principe,
non reca

il nome,

invoca

l'aiuto del terribileDevo


Il Devo

Bianco

che abitava

una

profondagrotta sui pi" alti monti.


Irani degli
avventa in
a una mezzo

densissima
a

e sollevata nel campo accorre, nebbia nella quale essi tutti perdono la vista, si una

loro

con

masnada

di Devi la

tutti

bandoli risergl'incatena,

morir di fame, tolta K"vus

prima a K"vus

corona

reale per numdarla


un pato scamgarzoncello sua

al

re

del M"zender"n. per


caso

tuttavia, per mezzo ai ceppi dei Devi, pu" far conoscere


in
soccorso e verso una

di

la

sventura

Z"l

Z"l manda nel Segest"n.

dell'infelice

Piustem, il quale,ad
d'una pericoli da K"vus via

via comoda

suo figlio slenti e i lunga anteponendo gli

signore il

pi" breve, s'avvia

ilM"zender"n

sette ftimose avventure,


re come

finch", giuntonel campo


cecit" e

per la via delle Irani e inteso anche degli dei suoi guerrieri quella il Devo, e cerca
e

unico rimedio alla sua

del Devo Bianco, va siano alcune stille spremute dal fegato e rende la vista a K"vus l'uccide, dopo una lotta disperata,
re

Irani. Al agli

si mandano del M"zender"n, allora,


sono

da

re

K"vus

oltraggiose proposte,
e

che

rifiutate con

disdegno,e per",e dall'una

dall'altra parte, la

finch" poi,caduto il re si prepara. Essa dura per molli giorni, battaglia del M"zender"n e sterminali i Devi, quel regno diventa provincia dell'Iran, di Eul"d in premio della affidata al governo al M"zender"n. nel guidarlo Ruslem
sua

fedelt" dimostrata

col le guerre di re K"vus coi Berberi, domanda d'II"maver"n, del quale, dopo la vittoria, egli

84.

Seguono
Quel

re

e col re d'Egitto in isposala figlia

S"d"beh.

re

concede, ma gliela
a

malincuore

anzi,colto ilmomento
e

che il re K"vus

sedeva

convito

co' suoi

tuttili incatena principi,


con somma a

chiude rin-

in un prigionieri

castello.Udito cotesto

Afr"sy"b gioia,
Bustem per aiuto.

le armi, entra ripiglia

ricorrono e gl'Irani nell'Iran,

Rustem, pensando giustamente doversi [)rimaliberare il re prigioniero, dei Berberi,d'Egitto scende impetuoso nel paese dei tre re collegati, e libert". Allora,la vittoria su Afr"sy"b" d'II"maver"n, e rende K"vus a alla volta, ritorna scornato certa, e il re dei Turani, sconfitto anche una terra. Ma K"vus, invanito per la fortuna che lo seconda, pensa opere sua
nuove

laddove ilgiorno in un punto matematico e per"suU'Alburz, grandi, fa edificar dai Devi un magnifico esser e la notte dovevano sempre eguali, 1 Devi tuttavia, oppressidal grave lavoro e dalle battiture, sano pen[)alazzo. " nato destilo di bellamente di prendersi e persuadono ch'egli giuoco lui, avvinte dallo stolto re ai in cielo. Quattro sono a aquile regnare che sopra vi sedeva, " trasportato ed egli, d'un suo seggioreale, quattrospigoli cade verfinch" poi,allo stancarsi delle aquile, a volo per ilcielo,
e

LA

rOESIA

Kl'ir.A

53
e

gognosamentein
eroi
accorrono
e

un con

luogo solitario presso la citt" di Amol. Rustem alla reggia. lo rimenano acerbi rimproveri
11
e a

altri

85. Ed si
reca

ecco,

della vita di Rustem. intanto,due episodi


un

prode guerriero

in

luogo di delizie di
"

con

alcuni amici. Accorre P"lsem guerrieri,

gramente a bere alleAfr"sy"b Afr"sy"b per punire gliardimentosi, cacciare

ma,

de' suoi

occhi, ed eglistesso
con

posto in fuga,e Alk"s gli" ucciso sotto gli che lo assale dinanzi a Rustem " costretto a fuggir
carico di cos" ritorna nell'Iran, alla caccia onagro sui prediletta

acerbi

Rustem rimproveri.

preda;ma
confini del

poi,un mattino, si rende


nella solitudine di che il gl'involano al
suo suo

nuovamente

Turan, laddove, cibatosi delle carni di un


una

menta si addorda lui atterrato,

Sopravvengonoalcuni cavalieri turani non Rakhsh, il suo fedele destriero;perch" egli,


selva.
mesto
e

trovandolo alla citt" di

tutto destarsi,

cruccioso

ne

Semeng"n, laddove quel re glifa rendere Tehin isposala sua bella figlia a gran festa in corte e glid" l'accoglie dell'eroe senz'averlo s'era invaghita m"neh che, al solo sentirne favellare, Rustem ritorna al e festa, con mai veduto. Celebrate le nozze gran pompa
abbandonando Segest"n, alla luce
un

fino segue le orme ilperduto destriero,

bellissimo

l'afflitta sposa, che intanto,scorse infante che ella chiama gagliardo adorno
e virt", d'ogni
suo

nove

lune, d" Sohr"b, cio"


"
ora

il biondo. Il fanciullo

cresce

come
e

tocca i sedici egli

anni, inteso dalla madre


nel

che il padre

si " Rustem

che Rustem

lo spensierato disegnodi concepisce Segest"n,

levarsi in armi, di

quistar con-

il re K"vus, e di farne signore il padre. discacciandone l'Iran, il vano secondando va disegno e invia una mano Afr"sy"b,per suoi fini, da due de' suoi, Il"m"n e R"rm"n, ai quali di guerrieri a Sohr"b, guidati sia Rustem Cfuale di loro s'incontrassero in battaglia, uno fra gli eroi irani, se mai perch", di tal difesa. Sohr"b, cada ed egli possa entrar impunemente nell'Iran privo adunque, tocca i confini dell'Iran e prende la Rocca Rianca, e re K"vus, cotesto, si turba e si confonde, n" vede altra via di salute che nel risaputo Rustem tosto Irani e Turani richiamar Rustem dal Segest"n. e accorre, si fa comando per lui di
non

manifestar

mai

Sohr"b

trovansi di fronte. Gi"


e gi" atterra degl'Iran!

Sohr"b

imbaldanzito

dinanzi
senza

lui;ma

per met" la tenda in fretta, ed " chiamato Rustem


a senza

assalto al campo di K"vus, quando tutti fuggono


mena un

sono conoscersi, non ripiglia, ma

volte si

" Rustem,

Rustem

padre e figlio, fra i due pi" fronte l'uno dell'altro.La battaglia che Sohr"b domandi guerriero s'egli all'ignoto un'ultima finch" in fa e si non poi, conoscere,
ecco

che

atterra e ferisce di pugnale ilbel garzone. Lamentando lotta, disperata egli Sohr"b si far" vendetta di lui, allora la sua soi'te e gridando che Rustem intravvede il vero avvicina a morte, intanto che Rustem, a quelle parole, sotto la tunica, un e tutto lo scopre, quando Sohr"b glimostra al braccio,

monile

che Rustem

aveva

dato il di delle

nozze

Tehm"neh.

Cosi,col dolore

del misero
con

e padre che trasportaseco nel Segest"nla bara del morto figlio, si chiude il pietoso della madre lontana, episodio. l'angoscia disperata

54

CAPITOLO

QLINTO
un

86. Frattanto,T"s
recati
a una cacciare,

Gh"v

rinvengono in
re

bosco, nel quale si

ei'ano

vaga

menata che poi, fanciulla,

le altre donne
un

del

gineceo di

K"vus.

di K"vus Figlio

in corte, " posta fra e di costei, nasce

di

che " tosto affidalo alle cure o Siy"vish, infante, Siy"vakhsh leggiadro nel Segest"n Rustem vinetto per la sua educazione. Compiuta la quale,il gio-

" ammirato vien restituito al tetto paterno, laddove, mentre egli da tutti, s'invaghisce perdutamente di lui la matrigna Si"d"beh, prima sposa del
re.

Ma lo

perch" il
accusa

donna

nel

la mala nobile garzone resiste al colpevole amore, di farle N" del di tentato re aver oltraggio. cospetto
scuse

o giovano preghiere

dell'innocente, perch"il l'e, udito il consiglio ricorre alla prova del fuoco, indovini, questione, degli per chiarir la diff"cile
a

inlimando

S"d"beh

acciocch" Siy"vish,

ciascuno

provi la propria

si innocenza, di passare fra due cataste di legniinfiammati. Ma S"d"beh la volenteroso alla prova e felicemente si sottomette ricusa,e Siy"vish delle le vesti,tra il fumo e le vampe intatte con supera, passandoilleso, due cataste
suo accese.

S"d"beh

allora " condannata


a

morte

dallo

sdegnato

e gi" i carnefici s'accostano signore,

lei,quando Siy"vish generoso

nere Eglituttavia non pu" pi" rimaprega per lei e per lei ottiene il perdono. in corte, laddove S"d"beh, sebbene perdonata, nutre per lui un sordo udendo che s'accosta armi con e armati ai confini, Afr"sy"b per", rancore;

quellaguerra. A lui " dato per il suo prode e savio educatore,Rustem, e gi" la e consigliere compagno di Balkh, fortuna delle armi sorride al giovane capitano, perch"le mura da Gars"vez fratello di Afr"sy"b, cadono in potere degliIrani, guardate leri'ibile intanto che esso Afr"sy"b, spaventato da un sogno, s'induce a
chiede
e

ottiene dal

padre di

muovere

la pace. La pace " conclusa sotto certe condizioni,ma perch" di lettera ratificatadal recando una Rustem, essere Siy"vish, re, essa possa di K"vus. Acerbi e irosi rimproveri da si presentaalla corte nel cospetto domandar

parte del
nel

re

lo

in corte, perch"egli, sdegnato e olfeso,ritornasi accolgono

intanto Segest"n, di

che

una

lettera crucciosa di K"vus

nella al figlio,

quale

gli si comanda
del

o proseguirla guerra o di consegnar l'esercito a T"s, latore del foglio reale, riempie il cuore per recarsi in corte a giustificarsi,

giovane infelice di

amarezza e

di dolore.

con consigliatosi Egliallora,

due suoi fedeli amici, Behr"m data ad

Zengheh, non

volendo

mancare

alla fede domandar

recarsi come raumiliato a Afr"sy"be nemmeno colpevole del suo si accomanda alla nel del padre, generosit" perdono cospetto asilo e protezione. Accolla con nemico, chiedendogli gioiada Afr"sy"b la fatto noto al padre ilsuo divisamento, passa ilconfine sua domanda, egli, alla coj'le del re dei Turani che lo riceve con ogni segno di onore. e s" reca di Ah'"sy"b, P"r"n,signoredella terra d" Khoten e fidato consigliere gli d" in isposala figlia tra il amicizia vincolo di sua Ger"reh; ma perch" ilsuo signore si slesso consiglia e e Afr"sy"b Siy"vishpi" pi" stringa, egli Le nozze al giovane principe la sua stessa figlia a dare in isposa Feienghis. viene assegnato un ampio tratto di regione son tosto celebrate, e a Siy"vish

56

(.M'ITOLO

(Jll.MO
una eroe

88. J"i KliLisrev, Ser"sli, intanto, l'angelo apparso


in sogno, d" certa e ricerca. G"derz, destatosi al mattino
e

notte
a

(inderz

sicura novella,invitando il vecchio


narrato

farne sollecita

perch" la
di

sua

et" avanzata nel Turan

manda rischiose, unico Siy"vish, la

pi" non gli concede il figlio Gh"v in suo


e

erede ornai del tiono

meraviglioso, imprese del postumo figlio cerca dell'Iran. Gh"v adunque col suo
di mettersi in
in abito dimesso

il sogno

destriero, con

turanio cercando

ogni
va

entra nel paese dendo incontra e e interrogando quanti per via,ucciperch" non faccia noto ad altriche uno straniero interrogato

spada

il laccio, solo

ricercando

cercando

di Kliusi'ev.Passano

cosi sette anni alcun

senza

in ch'egli,

tanto

finch" un principe, in un verde prato, vicino ad una fontana,incontra un giovinetto giorno, " Khusrev, al quale dalla madre che lo chiama per nome. Quel giovinetto la che inteso cotesto da stata preannunziata aveva era Siy"vish, Ferenghis richiede Khusrev che glimostri venuta di Gh"v. Gh"v, nel colmo della gioia, il neo bruno che portano sul braccio i re della casa de' Kay da Qob"d in poi,siccome segno certo della sua nascita reale. Khusrev mostra il segno, di Gh"v, che rende per il primo il debito omaggio al e cade ogni dubbio vuoisi perdertempo; e per" Ma non ai piedi. suo prostrandoglisi signore, l'estinto Khusrev, che frattanto ha potuto riavere Bihz"d, il fedel destriero delaffrettatiin via, cersi pongono cando padre suo, e Ferenghise (ili"v, di guadagnare, quanto possono pi"presto,ilconfine. Primo liinsegue in salvo. In il fiume " passato, ed essi sono ma P"r"n;secondo, Afr"sy"b, le accoglienze corte liattendono pi"festose;ma levansi, per contendere a cio" di Nevdher due Khusrev ildirittoal trono, T"s, figlio dell'Iran, principi di antica dei P"shd"d, e Feriburz, figlio e nipote di Min"cihr,della casa niera stradi madre K"vus, osservando che Khusrev " nipotedi K"vns e figlio andar

vagando, abbia potuto avere

indizio del

di

non

chiara nascita,perch" nato

ed allevato, chi
co'

sa

come,

nel

Turan.

A difendere i dirittidi Khusrev

levasi G"derz

suoi,perch"a lui
esser

" toccato al mondo

l'onore della visione divina che


un

gliha fatto

conoscere

vivo

Gh"v ha rintracciato e reso di Siy"vish, e perch"ilsuo figlio Gi" la disputa si volge in rissa e in contesa, quando all'Iran quel figlio.
re
una

K"vus

T"s e Feriburz da prova. Vadano propone ai contendenti una alidella rocca di l"ehmen tata sotto le mura parte,e Khusrev dall'altra,
e

dai Devi,
tre che

sar" dichiarato
i due

Ma l'espugner".
l'occa

successore legittimo primi,dopo un vano


una

nel regno

quellodei

ritornano tentativo,
sua re

scorati dalla fa cadere


e

incantata,e Khusrev, ad
e

sola

intimazione, la
rato K"vus, dichiadi

sparire. Kgliallora " ricevuto in trionfo da


nel regno
resta |)ei'ch"

successore

fatto sedere accanto sempi'e da

lui sul trono.


la morte

89. Ma

pur

vendicar

Siy"vish,
un

Khusrev, fattigiurarenel suo e ampio esercito contro di Afr"sy"b,


di passar
sotlo

invia tosto tuttiglieroi dell'Iran, cospetto


ne

conferisce

T"s

il comando,

tandogli vie-

la

rocca

di Kel"t, perch" in Kel"t

soggiorna il

Kliusi-ev di Siy"vish e per" fratellodi esso e di Gerireh, giovane Fir"d, figlio

LA

POESIA

El'ICA

vuto comando, e Fin"d, non ricefjnel partedi padre.Ma Ti"s ti-asgredisce io desiderasse, " ucciso amico dagliIrani bench" ardentemente come tardo e inutile pentimentodi Ti"s. Ger"reh in battaglia, miseramente con tutte le ancelle alla morte del figlio, con stessa, non potendosopravvivere " di cattivo augurio si d" volontaria morte. Quel funesto avvenimento sue che sul fiume K"seh li la via; ma che pure proseguono ecco per gliIrani, sorprendeuna improvvisa e terribile tempesta di neve, e pi" innanzi la Cdi"v ivi iimalzata da .Vfr"sy"b. via " sbarrata da una montagna di legni, appiccailfuoco a quellamontagna e l'esercito passa innanzi, intanto che Tezh"v, signore di Ghirev-ghird,corre presso di Afr"sy"b per dargli per annunzio
con un

(Iellavenuta

degliIrani. Ecco

che Pir"n " loro mandato

incontro

nelle quali che succedono diverse battaglie ed ecco grande esercito, dero caddi Peshen laddove finch" quelladel campo la peggio, hanno gl'Irani
settanta

Khusrev di G"derz, costringe re figli L'infelice in accolto capitano,

a con

richiamar acerbi

T"s

il comando. togliergli dal


suo

rimproveri
delle

" mandato signore, T"s viene

carcere.

90. A
armi

sostituito Fer"burz

nel comando;

ma

la sorte
a

" pur sempre

avversa

agliIrani,e

Feriburz " costretto

lasciare la

impresa.Allora, disgraziata per intercessione di Rustem, T"s " liberato dal Cos" egli ritorna alla investito del grado di capitano. carcere e nuovamente
ma poi,vinto da un terribile inverno che guerra e tenta alcune battaglie; i Turani avevano suscitato per forza di magia, si ritrae co' suoi sul monte

Ham"ven,
intanto

chiuso

all' intorno tutt'

dai Turani

imbaldanziti

della

vittoria,
tuttavia,

che la fame

gi" si fa sentire ai miseri assediati. Khusrev


son

Rustem pervenute, si risolve a mandar Feriburz in aiuto de' suoi, intanto che l'ombra di Siy"vish, stesso con annunzia vicina salute. Essa " attesa con ansiet" apparsa in sogno a T"s, gli venuta di Rustem, intanto che ai Turani giunge daglih'ani nella promessa al

quale le dolorose notizie

la lor di Cina mandato da Afr"sy"b; ma improvviso aiuto col principe quando una vedetta annunzia loro, gioiasi volgeben tosto in ispavento, fra gliIrani,che un una giunto all'improvviso notte, esser gran guerriero l'hanno accolto con lagrime di gioia.Un principedi Kash"n, di nome tanto domandato Pir"n chi sia cotesto eroe del quale si parla con K"m"s, a Rustem fa prigioa battaglia; ma niero sgomento, scende in campo chiamandolo il temerario principee l'uccide. 91. Il principe di Cina vorrebbe ora sapere chi sia l'incognito guerriero
un

che d" si tremende

pronto
Rustem
a

mostrasi de' suoi, Cinghish, prove di valore, e uno sfidarlo. Ma anche Cinghish" ucciso da Rustem, perch" Pir"n
a

s'induce alla fine


veramente.

mandare Rustem

il fratel

suo non

ll"m"n

vedere
suo

se

quello"
Khusrev. da

dichiara che
un

dir" il nome

ad altriche
re

Pir"n, col quale, anzi, domanda

Pir"n

adunque si reca
nome

in nome colloquio da lui che gli porta mille saluti

di
e

benedizioni

parte d" Khusrev,


anclie, in
del

memore suo

sempre asilo e signore,

pur

gliofire nell'Iran. Khusrev poi. protezione


dei benefizi ricevuti, e

58

c.Ai'rroLO

oriNKt

dati aggiunge,cessei'" dalla guerra solo allorquandoglisaranno i della morte del padre suo, che sono Garsivez in mano colpevoli Afr"sy"b, consorti. Pir"n dura necessit" n" i intende la che loro e sa rispondere; viver nelTlran si troladdove verebbe ma come a lui, potrebbe tranquillo quanto del quale furono tutti, nella battaglia con G"derz, i valorosi figli di Peshen, uccisi da lui o da' suoi congiunti?Egli adunque non pu" che Rustern ricusare
la

delle armi, cadono

di che segue, una terribile battaglia nella quale tanti guerrieri turani e il principe di Cina " fatto prigioniero da

di protTerta al e per",

Khusrev.

Non

resta

pertanto che

tentar

la sorte

Rustem invia doni e lettere a Khusrev Rustem, lascia vittoriosi gl'lrani. la vittoria, ilsuo viaggio e prosegue trionfale, espugnando per annunziargli la Citt." abitata da K"f"r l'antropofago, alla e costringendo dell'ingiustizia, che Afr"sy"baveva e superbo, fugaanche P"l"dvend,un principe guerriero richiesto d'aiuto. Afr"sy"b,allora,fugge costernato, e Rustem si e T"s rendono presso di Khusrev nell'Iran. 92. Un giorno, sedendo Khusrev in
a giardino

un

ber vino co' suoi

un principi, glii-acconta che un misterioso pastore che giunge affannato, " ilDevo Akv"n; e Quell'onagro onagro disperde e inseguele sue puledre. richiamato dal Segest"n e recatosi nella selva infestata dal Devo, Rustem, l'atterra e uccide,non senza aver posto in fuga Afr"sy"bche con alquanti era principi giunto a diportoin quei luoghideliziosi. 93. intanto,alcuni povericontadini d'irm"n vengono chiedei' soca corso che devastano contro un infinito branco di verri selvaggi a Khusrev Nessuno eroi vuol sobbarcarsi all'impresa, le loro campagne. tolto il degli che solo B"zhen, giovinetto d i da figlio Gh"v, tosto,accompagnato Gurghin al quale egli" dato in custodia, e fa orribile strage delle belve nemiche. va Ma Gurghin, invidioso della gloria di lui,l'induce a recarsi in una certa laddove egli potr"vedere una eletta compagnia parte della lontana foresta, di bellissime fanciulle. Quelle fanciulle sono della corte di Afr"sy"b,e f""a " bella del re stesso,la quale, veduto tra gli esse Menizheh, figlia pur la alberi il vaghissimo garzone, manda la nutrice sua a fargli invito. Presa da subito e cocente amore, sonnifera Menizheh, propinata a Rizhen una Di alle sue stanze nella reggia. bevanda, lo fa trasportareaddormentato ci" " tosto fatto consapevoleAfr"sy"b, condanna che, nell'impeto dell'ira, il giovane amante, festa dov'erano a morte sorpreso da Garsivez in una con

Menizheh

seicento fanciulle, e scaccia costei

senza

Gi" piet".

si rizza

manigoldi il tristo legno del supplizio per Bizhen, quando Pir"n giunge che Afr"sy"bcondona e tanto fa,pregando e supplicando, all'improvviso, la vita all'infelice; lo fa rinchiudere tuttavia in orrida caverna sulle montagne. errando di villa in villa, Menizheh, intanto, va procacciando all'amante con le lagrimee le preghiereuno alimento. Ma l'invidioso scarso l'itoi'iiato in dar di H"zhen nel conto corte, non sa Gurghin, cospetto di Khusrev,che,concepito alle risposte di lui incerte e qualche sospetto confuse,lo fa porre in carcere, e intanto, per consolare il misero Gh"v,
dai

LA

l'dKSlA

Kl'M.A

7)9

padre dell'hi(elice garzone, consulta


si vedevano riflessele
cose

una

sua

pi'odigiosa coppa

nella

quale

In essa, mondo, anche le pi" segrete. la dolorosa adunque, vedesi Bizhen incatenato nella caverna, e Gh"v, con
tutte del

cercando notizia, nel Turan chiedere


se

soccorso,

recasi da Rustem
ecco

nel

Ixco Segest"n.

ora

Kustenj per

travestito da mercante, ed nell'Iran


nessuno mezzo

che Men"zheh

si accosta gli in

dimanda,

Rustem, per

pensa di un

all'infelice prigioniero. Alla


suo

(piai
un

ben noto

anello nascosto

arrostito ch'egli augello porge in elemosina alla mendica a R"zhen, perch"eglinon perda ogni speranza conoscere da
una

si fa fanciulla,
; e

poi,guidato

vampa
caverna

sulla montagna, sale di notte alla spaaccesa ventosa d" e libera Bizhen, col quale,in quellanotte stessa, egli da Men"zheh

un

la sua crudi Afr"'^y"b, delt". rimproverandogli improvviso assalto alla reggia Afr"sy"b fugge costernato, e nell'Iran si celebrano nel cospetto del le
nozze

re

di Bizhen

di Men"zheh.

ridesta la guerra che per poco taceva, formidabile esercito contro furibondo le armi e mena un Afr"sy"bripiglia 94. L'audace assalto di Rustem
e

" il vecchio l'Iran. Capitano Irani, questa volta, degli in vista dell'esercito dei Turani, cerca quale,giunto
contesa
senza

saggioGi"derz,il
ricomporre la gran

di

di spargimento inclini ad per

parte dei Turani


" arte subdola

che l'ir"ndalla sangue. K sembra veramente l e cotesta sua ma accoglier proposte dell'iranio;
e

acquistar tempo
un

chiedei'e novelle forze ad

Afr"sy"b.

secondo certa una giorno propizio, chezza di pianeti, e ci" induce cruccio e stancongiunzione per attaccar battaglia, e non potendo negliIrani,che, sfidati pi" volte dal turanio Human molto lui. Ma alla sfida,sono derisi da lUzhen,dopo pregare, rispondere mento, ottiene dal capitanola desiderata licenza al combattere, e quel combattimanni, alla presenza di due soli turcifatto in luogo lontano e solitario,

G"derz, intanto,sta attendendo

delle sue Human, che " ucciso dall'iranio e spogliato in quella belle armi. I Turani allora,profondamentecrucciati, menano e loro guida " Nestihen, che notte stessa un assalto al campo degliIrani, " fatale
a

" ucciso da Bizhen

nell'accanita

che battaglia ambe le

ne

95. Chiesti

avuti rinforzi da

segue. " due parti,

nemici capitani

le parti, undici campioni da ambedue fra loro di scegliere convengono citrice, data la condizione che delle due gentinemiche quellasar" dichiarata vindella

quale i campioni saranno


sono:

riusciti vincitori. Gli undici

pioni cam-

Fer"burz,Gh"v, Gur"zeh, Fur"hil,Ruh"m, Bizhen, dei Turani sono: Kelb"d, Berteh, Zengheh e G"derz; quelli Heg"r,Gurgh"n, Curvi, Siy"mek, Zenguleh,Barman, R"y"n,Sipehrem,Ender"m"u, Kulirem, Ekhv"st e P"r"n. Tutti i Turani cadono sotto i colpidegliIrani,toltone

degliIrani

Curvi che di

reciso il capo a di Afr"sy"b, aveva per comando Pir"n cade per mano da Gh"v; Siy"vish. Curvi, invece, " fatto prigiojiiero di GudtM'z, e Lah"k intanto e Fershidverd, luogotenenti di lui, fuggono
sua

mano,

mento. cosleiiiali dal campo per render consapevole Afr"sy"bdel tristo avveniMa B"/.lien e li inseguono, li raggiungono e liuccidono e Custehem

60
ne

C.VI'ITOIJ)

UlINTO

Irani i cadaveri sanguinosi. Khusrev nel campo intanto, degli riportano fatto il Gurv" della mozzare a sul e venuto prigioniero luogo guerra, capo al suo ai caduti campioni turani e specialmente data onorevole sepoltura benefattore P"r"n, del quale eglipiange la morte, concede ai superstiti Turani l" raccolti il suo perdono. 96. K giunto ornai il tempo nel quale devon prendere le armi avo e nipote,per fatale necessit" nemici l'uno dell'altro. Gi" si preparano le schiere e gi" l'uno dell'altro stanno eserciti, a fronte gli quando ilgiovane di Afr"sy"b, Sh"dah, t"glio giunge presso di Khusrev con un messaggio del dosi padre. Per esso, Afr"sy"bfa grandi offerte di tesori e di terre, confessandella morte di Siy"visli, e chiede pace, bench" pronto pur colpevole sempre Khusrev
a

tentar la sorte

delle armi vuol

se

Khusrev
ma

insiste nel voler la guerra. soltanto

non rispondech'egli

doni,

chiede

vendetta; e

poich"un
certo senso

combattimento

tra lui e

di morale, essendo
con piuttosto e

che offendere un Afr"sy"bnon potrebbe di Khusrev, egli Afr"sy"b l'avo materno

dice che combatter" Sh"dali " atterralo

Sh"dah, quantunque Sh"dah sia suo zio. il Fato che lo lamentando ucciso da Khusrev, il quale,

fa dare onorevole del sangue de' suoi congiunti, a macchiarsi costringe fra Irani e Turani, e fiera battaglia Segue una sepolturaa quell'ucciso. Afr"sy"bfugge,e Khusrev manda l'annunzio della sua vittoria al vecchio K"vus, nell'Iran. Toccata un'altra sconf"tta da Khusrev, Afr"sy"b si re chiede soccorso donde egli all'Imperiparanella sua citt" di Bihisht-Gang, di Bihisht-Gang, rator della Gina. Ma Khusrev gi"mostrasi sotto le mura di sou si che egli vedesi costretto ad avanzar nuove proposte pace, che gli fondata stata citt" di Khusrev la da ricusate. Perch", presa gi" Gang-dizh, nati dietro lascia lontano a s" abbandonuovamente e da Siy"vish, egli fugge tutte del suo Gihn e le donne il fratelloGarsivez e il figlio gineceo, hanno in dono da lui la vita. del vincitore, potei-e 97. Ma Afr"sy"b presto ritorna coi rinforzi dell'Imperator di Cina. la pace anche una Dimandata volta,tentata anche la sorte delle armi in

che, cadute

in

un

assalto notturno

toccata
e

un'altra sconfitta,eglifugge dal

intanto che vita in dono. la raccolta

l'Imperatore
Ma

il

Principedi Cina domandano


al
re

Khusrev

campo, la

Khusrev, mandati

K"vus

nell'Iran i

con prigionieri

e uccide e sottomette viaggiotrionfale, di Zirih pieno di mostri nuovi e spail re di Mekr"n, e passa il mare ventosi, nell'Iran. l" ritorna si di alla ritrae in fine e e Siy"vish-ghird " di c he solo e desolato, nulla si sa, finch" un Intanto, Afi'"sy"b fuggito stando giornoun pio anacoreta, Il"m, della discendenza dell'antico Fr"di"n,

preda, prosegue il suo

a a

pregare su Dio 0 di

di

un

monte, ode la
o

voce

di tale che in

una

caverna

domanda " la
voce

il regno rendergli

di farlo morire.

Quella voce

di

Afr"sy"baffamato e stanco; perch"Il"m, disceso nella caverna, si avventa di re Khusrev. sul misero e lo legacon laccio per strascinai'loa' piedi un Ma Afr"sy"bsupplica Unni di l'allentarei suoi nodi; ottenuto ci",eglisi gettanel lago vicino di Khangest e scompare in quelleacijue.Il"m, allora

LA

l'OESIA

EPICA

61
e

sale ad
e

un

tempio del
Gars"vez

fuoco laddove
e

K"vus

Khusrev

stavano
menare

loro racconta

l'avvenuto

intanto di far consiglia


e

sulle

adorando, sponde

udendo

duramente, perch"Afr"sy"b, quelle acque. Fatto cotesto,Afr"sy"b, " strascinato ai piedidi Khusrev nuovamente preso da ll"m col laccio, di sua mano e i lamenti, glirecide il che, non ascoltandone le preghiere detta compiendosi per tal guisala vencapo. Anche Garsivez " fatto decapitare,
del

Iago

prigioniero

di batterlo da

i lamenti

del fratello, esca

del tradito

Siy"vish.
re

Khusrev, resa la libert" a Gihn e temendo di aver nel Turan in luogo di Afr"sy"b, dicato vena regnare postolo la morte del padre, perch" Afr"sy"b era troppo duramente, forse, negando pur sempre l'avo suo materno, si ritrae a vita solitaria e religiosa, stessi della Ai corte. l'accesso alla sua presenza agli grandi quali tuttavia, di ci" le chiesta un'udienza da loro,egli ragioni ch'egli fa, n" Z"l espone Perch" egli, avuta valgono a distogliernelo. e Rustem, venuti dal Segest"n, Ser"sh rivelazione del suo designato prossimosalire al cielo, dall'angelo di Qob"d, Lohr"sp della discendenza di Pishin figlio per suo successore estremo e con tutto il dato a tutti un saluto,s'avvia con alcuni principi tentrione. setche dolente l'accompagna, verso vei'so una deserta, popolo, campagna Esortati da lui,ritornano indietro Z"l, Rustem e G"derz; ma Rizhen costanti e Fer"burz, Gustehem, T"s, Gh"v, l'accompagnano glialtri, fontana. Khusi'ev,esortati i comfinch" la sera giungono ad una pagni e fedeli,
98. Muore
il vecchio

K"vus,

ritornare

perch"gi" s'avvicina
e

bagna nella fontana


mesti
e

dopo l" si assidono ritornati alla fonte, landa deserta,finch", quella


poco

orribile tempesta di neve, si Gli eroi invano lo cercano sparisce. per


una

pensosi e

parlanodi lui. Il sonno

intanto li vince, ed essi si addormentano di


neve

quando sopravvienela tempesta profondamente,


li ha

Si riscuotono alcun poco e tentano di aprirsi una e il loro spirito vinti, fugge dai loro corpiper raggiungereil loro

che tutti li pellisce. sepvia;ma ilfreddo

nella via del cielo. signoreche di poco li lia preceduti incomincia contesa ti'a lui e il figlio 99. Il regno di Lohr"sp con una Gusht"spche credesi poco amato e poco onorato dal padre,e per" fugge laddove trova a gran stento solo e di notte nel paese di Rum o di Grecia, fa bandire che la figlia sua di che vivere. Intanto,l'Imperatore Ket"y"na alla quale deve scegliersi uno pubblicaadunanza di principi, sposo in una si reca anche Gusht"sp,sollecitato a ci" da un suo Ket"y"na lo ospite. abbia scello che la sua e l'Imperatore, sdegnato figlia sceglie per isposo, iMa poi,lattosi uno sconosciuto,la discaccia con lo sposo dalla reggia. il valore di Gusht"sp, conoscere eglilo riceve a grande all'Imperatore in casa, n" Gusht"sp,che si fa chian)are Ferrukhz"d, rende noto il onore altri ne abbiano gi" nascimento e gli suo reale, quantunque l'Imperatore il superbo e riot" combattere mandato toso a qualche sospetto.Egliadunque il tributo all'Imperatore. che negava A lly"s, principedei Khazai'i, costui la vittoria, di Gusht"sp,aggiunge avuta tanto da ardire, per mezzo

(ri

CAPITOLO

OLINTO

far domandare domanda

un

tributo al
non

se oltraggiosa

lo riconduce a presso di lui, " riconosciuto dal fratello, che lo riconduce dell'Imperatore,

n" eglisi ritrae dalla nell'Iran; Lolir"sp di Lolir"sp, venuto quando Zer"r,altro figlio con migliorconsiglio. Gusht"sp, gran gioia
re con

la sposa

laddove il re Lohr"sp lo attende per designarlo nell'Iran, suo successore nel regno. Cosi Gusht"sp, ritornato all'amplesso " fatto paterno, re,

Lohr"sp si

ritrae

vita

in religiosa

un

tempio del fuoco presso Dalkh,

detto Xav-beh"r.

Gusht"sp mostrasi fra gliuomini, banditore di il profeta una nuova Zerdusht,e ne sono primi seguaci Io stesso legge, re Gusht"sp e il suo consigliere Gi"m"sp,dotto in astronomia. Ma Argi"sp,
re

100. Al tempo

del

re
ne

dei Turani, mostrasi fa acerbe

fieramente
a

avverso

alla

nuova

fede

rimostranze

Gusht"sp,che

subitamente

per lettera si prepara alla


e

nella prima battaglia fra i qualilo stesso molti eroi ii'ani, guerra. Cadono di Gi"m"sp astrologo, Zerir,secondo la predizione ma poi gliIrani hanno di e e Isfendy"r figlio vittoria, Argi"sp sconfitto " costretto a fuggire, Gusht"sp" mandato dal padre,ritornato in Balkh, a bandir per il mondo la nuova fede. Ma, nella lunga assenza " accusato di fellonia sua, Isfendy"r da Gurezm, invidioso, nel cospetto di Gusht"sp, pei'ch" come Gusht"sp, " in lo fa caricar catene di e gettare oscuro un egli ritornato, appena
carcere.

Avuto
a

annunzio

entra

forza in Balkh

di cotesto,Argi"sprisolleva il capo dal Turan ed e presso glialtari uccide il vecchio re Lohr"sp;

di tutta la terra dell'Iran, se eglipotrebbe insignorirsi fosse reso della sua venuta non consapevoleil re Gusht"sp che intanto tenevasi nel Z"bul fra i sollazzi. Gusht"sp, adunque, accorre in armi, ma " sconf"tto dal turanio e costretto a ripararsi sovra un monte, quando al render la libert" ilcomando d i di e gliconsiglia figlio affidargli Gi"m"sp dell'esercito.Cotesto si fa da Gusht"sppremurosamente, e Isfendy"r figge sconinteramente
il re

molto

facilmente

dei Turani.
il regno

domanda 101. Isfendy"r, allora,

al

padre, che

non

si ricusa

di recar le armi contro di nuovamente impone al figlio Argi"sp e di ucciderlo; com'egliavr" fatto cotesto, Gusht"sp glidar" la reale. Isfendy"r, anche una si arma alla guerra e per la corona e va volta, via incontra sette avventure, simili a quelleche gi" Bustem incontr" per via finch" la del M"zender"n, poiegligiunge alla Bocca di bronzo, laddove rinchiuse e tenute come schiave le sue sorelle. Egli vi giunge traveerano stito da mercante, e penetra nella rocca fante e uccide Argi"sp e ritorna trions" le sorelle ch'egli ha liberate. Ma Gusht"sp menando con nell'Iran, vuol dargliil regno; anzi, gli propone un'altra e assai pi" non ancora rischiosa impresa,quelladi recarsi da Bustem durlo e farlo prigioniero e conalla reggiacarico di ceppi,perch"Bustem da solo non gran tempo ha prestato alcun servizio al suo re, ma anche si ricusa di accogliere non la religione di Zerdusht. Isfendy"r, animo cruccioso e indotto all'obbedienza con della madre soltanto dalle preghiere sua Ket"y"na, recasi nel

veramente,

ma

(U

CAPITOLO

Ql'lNTO

intanto nell'assenza di fosse profondedelle


e

Shegh"d, aveva

fatto

scavare

copertone con col nei boschi, precipita

erba

armato di lame qualiaveva al sommo. e paglia l'apei'tura


suo

per il luogo certe volte all'in su le pareti

Itustem, internatosi
una

destriero Hakhsh forza


ancora

in

fossa

si ferisce a l'orlo

morte.

Egli per" ha
rea. dell'opera

tanta

da

riguadagnare a
si ride di lui

stento
e

donde della fossa,


autore

vede ilfratel suo


liustem
con

Shegh"d che

si confessa

vigor

del

suo

braccio, e

domanda istante ancora, il a Dio, per un l'ultima freccia che gh rimane, trafigge il d'un albero di

dietro al quale platano, chiesto a Dio perdono delle eglis'era nascosto, e muore sereno, dopo aver in gemiti, e sue colpe.Il vecchio Z"I, inteso il tristo annunzio, prorompe
tronco

il cavo traditoi'etrapassando

del tradito Rustem, Fer"murz, figlio cadavere nel le armi, ritorna.nel Kabul

si

reca

nel Kabul, fa trasportare il

laddove gli si fanno splendidi funerali, indi,pigliate Segest"n, ferro m ette vendica il padre e fuoco, e a ch'egli la morte del re malvagio. Intanto,designato il con per suo successore il re Gusht"sp, muore e a questo punto d'Isfendy"r, giovane Behmen, figlio termina la parte veramente epicaed eroica del Libro dei Re. che risguardanoil poema 104. Una delle pi" importantiquestioni di

si " Firdusi,
e

quelladel vedere

in

qual misura
per ci resta

eglisia stato

dizione fedele alla traconoscere esse sono

alle fonti sue.

Per far cotesto,sarebbe

quelle fonti; ma
andate
tutte

sventuratamente,

pur necessario del tempo, l'ingiuria

la speranza che un ancora |)ure non dei Parsi in India, si trovi giorno 0 l'altro, presso le scuole e i collegi o qualche antico libro o i^ehlevico persiano che abbia conservato o tutto
se perdute,

epico quale era prima di Fii'dusi.Intanto,il professore stichezza Martino Haug, che stette lungamente in India ed ebbe molta dimelasci" scritto d'aver veduto nella libreria del sacerdote coi Parsi, Gi"m"spgia Bombay un antico manoscritto del Libro dei Re, pehlev"co. Ma questa notizia ben presto fu trovata totalmente vera; non perch" il
0

parte del

racconto

manoscritto

di

Gi"m"spgicontiene
con

cose

di assai diversa natura, cio"


tra le

ticinque ven-

scritture di vario argomento, hanno

qualialcune

poche

soltanto

sola,ed " cosa preziosissima " contiene del Libro dei che intero un noi, Re, episodio quellodella per guerra tra Gusht"sp e Argi"spre dei Turani, venuti alle armi per la novella di Zerdusht o Zoroastro,ed " lo stesso episodio di d'un migliaio religione

qualche attinenza

Una l'epopea.

disticiche

dusi al tempo dei S"m"nidi,aveva e che poi FirDeq"qi, verseggiato annnonito da un sogno, come eglinarra, inseri tale e quale,senza fattoci pehlevica,
una

che nulla vi mutasse, nel suo poema. 105. Oi'a questo episodio in prosa

conoscere

dal chiara

Geiger in

una

sua

ti-aduzione tedesca accompagnata da


in perfettamente

dotta

dissertazione, concorda

ogni |)arle sua, di fleqiqi. Perch",nell'uno incominciasi con le rimostranze di Ai'gi"sp e re nell'altro, a Gusht"sp intorno alla novella religione che quegliripudia ha gi"fatta sua; e questi
che innanzi farem

ferenze tolte alcune dif-

notare, col racconto

LA

POESIA

EPICA

65

l'intimazione della guerra da parte di Argi"sp, le pre-con dizioni funeste di Gi"m"sp, ministro e astrologo di Guslit"sp, al qualeegli
e

si

con seguita

annunzia
e

la vicina morte di
esso

morte

del fratelsuo la battaglia battaglia con Zerir, Zerir ucciso dal turanio l)i(lerefsh, la vendetta che se con
in

ne

fa,terminandosi
e

in fine con

la scontilla di

sebbene Argi"sp,
cose

narrata

in

maniera

diversa nei due

racconti. Anche
come
se

alcune

molto

particolari

trovansi nell'uno

nell'altro,
salva la vita

ilgiuramentoche
sta egli

Gi"m"sprichiede da

Gusht"spper
suoi
sua

aver

come guerrieri,

la vicina perdita dei per predirgli le paroledolenti che Gi"m"sp dice, lamentando la tolte alcune differenze lievi, tutti, son pure
e quella gi"quel fare grandioso Eccone intanto un propria dell'epopea. esempio,

scienza del futuro. I nomi

e eguali;

lo siilenell'episodio ha pehievico che " magnifica del che il la traduzione

intonazione secondo
era

Geiger:" E l'esercitodel regno iranico

tanto

saliva fino al cielo e ne penetrava fino ne fragore all'inferno lo scalpitare. Nella via, per la quale andavano, stempraron essi di tal guisa il suolo e di tal guisa intorbidaron l'acqua nei fiumi, che bere di quell'acqua. Per settanta giorni ilcielo nessuno pot" per un mese uccelli fu rinvenivano dove non e gli non se non posarsi pi"chiaro, quando
numeroso,

sulla testa dei cavalliornila punta delle lancie o sulla cima di alta montagna. Per ilfumo e per la polvere il giornoe la sollevata, qualche si posavano
notte
o

di Firdusi) (il Visht"sp Gusht"sp fratelloZerir: Fa porre gliaccampamenti; diede questo comando a suo che noi " notte o giorno tanto s'accampino possiam sapere s'egli ". gl'Irani del allo stile di le tutte Queste esagerazioni, resto, comuni, nazioni, epico
non non

si potevanodistinguere; per"re

si trovano

forse anche nel Libro dei Pie? E

ancora:

"

Ilgran condottier

di eserciti, il valoroso

Zerir,cominci"

in un quando ildivino Fuoco gittasi medesima e in quella Deqiqi, parlando appunto di Zerir,

cosi impetuoso, come battaglia canneto e il vento l'accompagna ";

la

dice: occasione,

prode gilt" qnel Zerir bennato, l'alto palafreno Al mezzo Di color baio correggendo.
a

Innanzi

tutti si

Ei s'avvent" della contraria schiera,

Come

talors'avventa il fuoco

rapido

Con la bufera tra le paglie.

Di

ha posto a confronto undici passi pi",il Geiger (e forse se ne potevano anche di pi")dell'episodio mettere altrettanticorrispondenti con pehievico del Libro dei Pie, nei qualisi dicono appunto le medesime cose e si usano le stesse espressioni. Tutto ci" basta a dimostrare, secondo noi, la somiglianza, anzi la vera fra i due racconti. In altro capitolo, parentela, fronteremo conanche
re

il romanzo

di pehievico

Ardesh"r

con

ci" che di questo

racconta

Firdusi.
sono

quella maggiore parlate qui molto lunghe, e nel pehievico e nelle lettere qui e sobrie, pi" stringate riferiteper disteso, e nei maggiori della descrizione, e pi" finiti particolari trattandosi nel Libro dei Re di composizione epicavenuta alla sua maggior ampiezza che si trova
nel Libro dei nelle Pie,specialmente
5
"

106. Ma vi

le dif"erenze; e queste consistono in

Pizzi, Slo"-ia della poesia

persiana,

voi. II.

60

CAPITOLO

QUINTO

perfezione,laddove la prosa
alcuna intonazione
ne epica,

del racconto
ancora

bench" pehlevico,

gi"

abbia

"

assai lontana. Poi,diverso " l'intento

di chi scrive in prosa dall'intento di chi scrive in poesia, nel e Finlusi, dei versi di Deq"qi da lui riferiti, tender giudicar giustamente ha mostrato d'indiceva allorquando questa differenza,
Eraii
:

Ma Di

alcun non ebbe No, no, di verseggiarle aiiticlie, leggende in cor. si che il mio cor beato dal pensiero dette in prosa, e lungi Disegno Di gran pensieri si f"'ingombro. la gente allora. era verseggiarle

Dalle ultime

parolesi

conosce

assai chiaro

che

Firdusi, componendo

in

intendeva versi, che l'avevano voler fare il

di far opera diversa da quelladei compositoriin prosa Perci" non crediamo del tutto, come sembra preceduto.
venuta
e a

Geiger, che tutta quest'ampiezzamaggiore sia Deqiqi e a Firdusi dagli ulteriori testi in prosa che essi avevano dovuto incrociarsi redazioni diverse di nei quali avevano e
racconto.

dinanzi
uno

stesso

Ma

differenze di

quelletutte non sono che maggiorie di sostanza, sempre


narra

differenze di forma, laddove

le

Argi"spe di Gusht"sp,stanno

in questo episodiodella guerra nelle battaglie dell'esitofinale e nel modo


e

della guerra. Perch" il Libro dei Re che il racconto assai pi" guerrieri che d'una

descrive assai

di pi" battaglie

e laddove pehlevico;

dice il pehlevico

Argi"sp fu rimandato
mano,
a

nel regno suo, al finir della guerra, mutilato d'un orecchio, d'un piede, accecato d'un occhio e a cavalcioni
era

la coda, il Libro dei Pie prolungaassai tagliata di Gusht"sp, ilfiglio campione,Isfendy"r, pi" la guerra e introduce un nuovo abbiam veduto modellato sull'antico recente e Rustem, come altrove, eroe alla di f ino alla intera sconf"tta morte. e sua far sue Argi"sp a prodezze, che narra della guerra di Argi"sp fino s'intende che al racconto Donde d'un asino cui
stata

alla

sua

del Libro dei Re hanno mutilazione, i compositori delle


e

fatto

seguir
quella

subito l'altro racconto alla

tentando impresed'isfendy"r, cercando di formarne


uno

di concatenare solo
con

meglio i

due

racconti

maggiore

unit" che si crediam

poteva.
nemmeno,

107. Non

che questo prosaico racconto tuttavia,

dei testi su cui hanno altri di simil genere, uno sia stato, con pehlevico in lavorato e Deqiqi e Firdusi;anzi vuoisi credere che altre composizioni prosa e in persianovi stiano intermedie,al qual proposito il Geiger fa
una

tiva congettura sottileper stabilirl'ordine e la precedenzarispetche da parte questo punto, ecco di queste fonti. Ma, lasciando ora dall'esame del racconto pu" cavarsi questa conseguenza, cio" pehlevico
certa
sua

che

prima
e

del decimo il suo

secolo dell'Era

volgare, per

uno

spazio di tempo

che deve

avere
nono

al

nell'antichit" e deve discendere fino all'ottavo principio tanti racconti si dovette a compon-e secolo, seguitare anche in versi, intorno
a

chi sa se sempre in prosa o se particolari, della tradizione epica, non e a quell'eroe diciam nella

dissimili forse nella natura

questo (non

con forma) da quei canti staccati su cui poscia,

l'opera geniale

LA

POESIA

EPICA

()7

di

un

Omero, si formarono

l'Iliadee l'Odissea. E ricordiamoci

intanto che,

abbiam che tutto il ciclo pur mostrato parte di questo capitolo, in racconti o canti Rustem o la sua che risguarda era famiglia, appunto antichi compositori, anche lo stesso Firdusi, solo gli ma staccati e che non in altra seppero indurvi mai alcuna unit" vera. fatti(e anche cotesto abbiam mostrato)erano
non

Anche

certi eroi

certi loro

di racconti separali soggetto di Deq"qi, dice che ad alcun altro. Firdusi stesso,nel parlar e non legati doveva versificare, tutto un racconto non erano leggendeantiche ch'egli alla fine d'alcun tante suo intero e compatto; e quando racconto, volte, la scorta di qualche antico libro, altro con annunzia d'incominciarne un
non

mostra

forse che l'antica tradizione doveva ai nostri


come giorni,

Anche

il

Geiger

in racconti rati? sepatrovansi in India l'attesta,


essere

compostinel per le mani del volgo presso i Parsi molti racconti staccati, dell'antica eroi avventure che toccano le dialetto del Guzer"t, degli epopea persiana ; n"
qui abbiam
devono essi
esser

molto

dissimili da si

che fin questo pehlevico

potr"opporre che gi"al la grande raccolta a formare tempo dei Sassanidi erasi dato un pensiero volendo ordinare i cicliepici, del Libro dei Re, massime come pehlevica n" Ci" " abbiam mostrato in altra partedi questo capitolo. verissimo, per" alla raccolta accanto abbiam c he detto,perch", ora quest'altro distrugge
confrontato col Libro dei Re. Ma ordinata dai Sassanidi pur abbiamo
stare i racconti
e

ridotta in forma

che diremmo

ufficiale, potevano
ora
a

che staccati, quale appunto " questo pehlevico intenti Uberi diversi,
e

esaminato, fatticon
che ai nostri
e

abbandonati

s",allo
"

stesso modo stato

giorni, dopo
si

tanti secoli che il Libro

dei Re

composto, si fanno
racconti

a cui di sopra si accennava. quei parziali la pi" antica e genuinaforma dell'epopea.

leggono e vivono presso Essi,anzi,sono

i Parsi del Guzer"t


ancora

108. Ci accorgiamo ora


che toccava
esame e

dalla quetroppo ci slam dilungati stione della fedelt" di Firdusi alle sue fonti. Ma da questo della pehlevico
sua

che anche

minuto

del racconto

guerra di
natura
a e

e Argi"sp

di

Gusht"sp

dalle osservazioni
esso
e

fatte intorno alla deriva molta


se ne

dai confronti istituiti

fra

il Libro dei Re

luce

rischiarar la

questione posta

di sopra. Perch" e nella sostanza

sono eguali pu" del narrare e in certi atteggiamenti e modi particolari epico anche rimasti tali sono staccati e separati erano a principio, e che, quali nella ulteriore composizione, ostante che vi si sia voluto indurre quella non

chiaramente

dedurre

che i racconti

maggior compattezza
mai modo le commessure,

unit" che si poteva. Perch" questa unit" che non in si possano riconoscere pur sempre tanto perfetta
e

non

fu

le

di tante pur

mani,

mostrano

non Deqiqio Firdusi,

qualche anche riconoscibili il lavoro perci", dopo quali che il tardo compositore, o il tardo poeta,fosse os" dilungarsi di un punto solo, n" di una linea
gliocchi.
e pehlevico

sola,dal
di

testo che

aveva

sotto
ora

109. Se ilconfronto

istituito tra il racconto

il racconto

Deq"qi mostra

in

che Deqiqi fu molto fedele alla tradizione particolare

08

CAPITOLO

QUINTO
a

ci aiuta antica, esso, per illazione giusta,


e

conoscere

la fedelt" di Firdusi

di racconti epici. Perch" qualunque altro rifacitore o verseggiatore tutti essere quale esso ", mostra di qual natura dovevano quell'episodio, anzi la e la somiglianza, glialtri racconti che ora sono andati perduti, che il narrar di Deq"qiha con esso, ci manifesta qual era stretta, parentela del nono secolo di comportarsidi questi il modo e del decimo compositori facevano che verseggiare delle loro fonti.Essi non in riguardo e nulla pi"; di davano la forma fare
esterna

al racconto
e

nulla

pi";e

un gi" quello, magnifico dei racconti Questo che ora e qui diciamo, atteggiamenti epicipopolari. Per vedremo. ci " confermato dalle parolestesse di Firdusi, come or ora ilqualepur troppo non possiamo fare un confronto qualeper Deqiqiabbiam ilragionamento detto or ora da noi deve pure aver qualche ma forza, fatto; Pi" anche lui. innanzi concludere se non tuttavia, c'inganniamo, per per dire del della poesiaromanzesca, nel capitolo romanzo pehlevico potrem anche d i delle di Ardeshir, sentenze B"zurc'mihr, innanzi, e, pi" pehleviche sia eglilimasto fedele allora quanto, anche fuori dell'epopea, e vedremo ai racconti antichi. Qualipoi fossero i testi ch'egli adoperava,non possiam

sonante

che

aveva

era pur sempre l'adicenei modi e negli

ilfare

dire

con

molta

certezza, e forse

non egli

aveva

sott'occhi che alcune

posizioni com-

che
una

ne

di poco anteriori a lui; e forse l'opera persiane, sua, secondo sembra procedere e discendere per via diretta da pensa il NoldelvC,

fatta da un Ab" Mans"r di T"s, ora amico, ora composizionepersiana di Ab" nemico dei S"m"nidi,dei qualiera vassallo. Questo libro persiano ed " gran danno, tanto pi" che ad Ab" Mans"r Mans"r " andato perduto, fedeli alla religione di fornito le notizie quattro dotti,ancora avevano Per tal via, la consultato antiche fonti pehleviche. Zoroastro,che avevano nel poema sarebbe passala tradizione epica che abbiamo di Firdusi, non arabiche e mussulmane, per alcuna trafiladi versioni o di ricomposizioni rivolo puro e limpido di sorgentepi"alta e incontaminata. Che e sarebbe " questione che la lingua Firdusi poi conoscesse conoscesse o non pehlevica, s'" potutadefinire. Ma se non vi son prove di fatto per mostrare non ancora vi sono trario. la conobbe, non nemmeno ch'egli prove taliche mostrino il condice giustamente il Darmesteter Al qual proposito che,prima che danno non poco da |)ensare quelleparole del poeta stesso possa negarsi, al capitolo che dice in una sua liricache gi" abbiam riferitonell'appendice della poesialirica: lessi Lunga faticasopportando, Molti l'acromi arabici e pelilcvici.

Dopo
nostre

le

non quali parole, e

sarebbe

congetture

accettar
e

lasciar tante pi" savio consiglio l'asserzione del poeta che sappiamo pure forse
sia di cotesto, se

quanto fosse veridico

leale? Ma, comunque

fin

qui

soltanto per congettura possiamotrovar prove intrinseche della sua fedelt", hanno se valore, come crediamo, lo prove estrinseche che ora veggasi brevemente assegneremo.

LA

rOF.SIA

EPir.A

69

110. Se ci potremo
considerata vedremo Che
se come

ricordare

che

tutta

questa tradizione epica era

anche che n"

storia vera, raccolta anche e tramandata come n" Firdusi altro lecito a era mutarne a nessun

tale,
nulla.

anche si fosse, egli

corte di

Mahm"d,

per poco, allontanato dalle fonti sue, in quella tanti nemici cordiali, nella quale egliaveva questa sua

Di ci" tuttavia nessuno, sarebbe stata acerbamente rimproverata. colpagli fece mai alcun rimprovero; fu accusato anzi,come egli per quel che pare, gli celebrato d' altra eroi un' cosi gli fede, apertamente d'eresia per aver sarebbe stato accusato d'infedelt", nessun indubbiamente, senza ritegno, Ed egli sua. qualoraquesto difetto fosse stato trovato nell'opera ancora, in pi" luoghidel suo poema, si vanta di seguir parolaper parola questa crede autentica e genuina storia del passato, tradizione che egli e afferma in lui fosse allontanato. che sarebbe grave dolore per se qualcheparte se ne di K"mi"s del Rustem d i di dice: Terminando e e egli principe Cina, l'episodio
Delia Io Ma di Kain"is aiioora battaglia la storia compii. Lungo il racconto.
nessun

Se

un

solo ne

di doglia ostello avess'io,

Saria

veramente. quest'alma

detto

ne

cadea. Perduto

I Parsi

cio" quelli tra poi,

i Persiani che rimasero


con riguardar

fedeli all'anticareligione, di Firdusi, sospettol'opera


e principio

che pure avrebbero

dovuto

certo

era maomettano, anche con le lodi perch"egli l'accettarono come profeta, qua e l" di Maometto

che vi si fanno

fonte autorevole di stoi'ia;


e

ci" che essi

non

avrebbero
trovato

ove fatto,

tra

il Libro dei Re

i loro libri religiosi


conto, rac-

avessero

alcuna differenza. Ancora; le

del ineguaglianze

le evidenti zeppe poste qua e l" per legareun racconto con l'altro, le ripetizioni le lacune che vi si trovano e anche traddizione, frequenti, qualche conche Firdusi pose in versi ci" che trov", nulla mutasse, perch"tutti cotesti difettisono ch'egli proprii d'ogni
mostrano

chiaramente

senza

antica epopea, presa nel suo tramanda fra molte e diverse

grande, quale
o

era

e insieme, quando essa epopea si conserva gegno d'inQuestidifettitutti un uomo peripezie. avrebbe Firdusi, agevolmente, potuto togliere

ci" che era da aggiungere da levare,perch" o aggiungendo riuscisse ordinata e acconciamente in tutte le parti sua l'opera disposta Firdusi non volle far nulla facolt", perch"non gliparve di averne sue; ma cosi facendo, non alter" di cotesto,e noi crediamo ch'egli fece bene, perch", levando la tradizione. di Firdusi, del merito di un'opera quale" il poema giudicare crediamo che bisogni essa prima stabiliresecondo qualiragioni possa essere F veramente giudicata. poche opere come questa,per la quale il suo autore a Dante e a Shakedegnamente pu" stare accanto ad Omero, ad Eschilo, Ma chi volesse trovarvi osservate spcai-e, destarono tanta ammirazione. le regole di Aristotele, dei Re in questa o in o volesse collocare ilLibro fallirebbe la prova. Opere quellaclasse di poemi narrativi,indubbiamente ed esse stanno come da come con ragionispeciali, queste vanno giudicate 111. Per

70

CAPITOLO

QUINTO

s"

formano

da

s" genere

parte,n" tollerano alcun confronto


dei dei

Anche

bisogna avere tempi e luoghi, nelle quali quellatale opera pot" comporsi,e quale intendimento ebbe l'autore nel comporla, e qualiidee egli ebbe o ebbero i contemporanei n" domandare suoi intorno all'arte, poich"non si pu" ragionevolmente n" pretendereche ogni popolo della terra e pensie giudichi e abbia sentimento che abbiamo d'arte in quellamisura e in quel modo noi. Ora, il i n date come osserva Bacher, quando un uomo condizioni, d'ingegno, ha fatto ci" che gli era dato di fare,e ha dato tutto ci" che dar poteva, ha sprecata l'opera quest'uomo non ha male usalo dell'ingegno suo, non merito ha gloriaa cui il vero sua, e merita lode e ha diritto a quella
diritto.

in mente

qualifurono le condizioni

112. Tale
la forza

ancora

" Firdusi.
stento

Eglimostr"

d'essere

ingegno di potere
a

da trovarsi straordinario,
e

l'ardimento

chi possa esser a nel concepire il vastissimo

posto accanto

lui per

disegno, per

la costanza

nel metterlo

in atto,per l'abilit"nel rappresentare con evidenza tutto ci" dovette rappresentarein tante storie di re e di eroi,in tanti alTetti ch'egli
e

moti d'animi

che dovette dipingere, in gagliardi


cotesto

tante nature

diverse che incarnata


sua,

eglidovette
nella

descrivendo scolpire,

tutta la vita del

popol suo,

vita de' suoi eroi. Tutto

eglisapeva

nella coscienza del

quando, nella invettiva contro


promesso, cos" scriveva:

Mahm"d

che l'aveva defraudato

premio

Fiere tenzoni lo
e saette descrissi, e

Di d"moni E di

Ed archi ('lave e Del


mare

spade ferri, poderosi arnesi ed elmi. Ancora gualdrappe,


e

acnte

d'alliLiatori parlai. le e serpenti, malie ridissi


e

lacci e

Di triste lamie

dei gTiiieauti

Devi

E lor stridirche s'alza al elei, troiai D'uomini illustriin ordine di pugna, in tempo di tenzoni e d'opre D'eroi,

delle deserte favellai, de' campie delle chiare ancor Pianure,

Acque scorrenti.Favellai di lupi, Di pardi e di leoni e d'elefanti;

molta con Degne di vanto, intrepidi, Gloria ed


e
onore

celebratie illustii. tutto seppe


e

Eppure,in argomento
con una

tanto

vasto

Firdusi vario,
non

pot"rappresentar
poeti
stosa maeame

potenza d'arte,che, se
come

ha la

la finezza dei
siui

si manifesta greci,
rozzezza,
se

pur

essa

per conipenso pu" chiamarsi consiste nel

in tutta

primitiva
sua non

tale. L'arte

" di

minicoli
sono,

esterni,ma uomini, fattie

tutta

rappresentar vivamente, quali


del del
lettore
ne come

cose;

immediato, ed eglivede

perci"1'efl'ettosull'animo dinanzi le immagini passarsi

"

poeta

altrettante persone vive, in carne N" egliebbe un'arte poetica e ossa. alla mano, la quale,per dir la verit", gliavrebbe tarpato le ali;s" bene ricav"
tutta l'arte sua

dall'animo
sua

suo

grande e potente,dal
e

cuor

suo

che

fortemente

straripa, direbbe il cantore filmico del Kalevala,e ogni suo detto s'imprime come forte come soltanto ferro rovente, che certamente solletica (solletica non il verso brucia laddove tocca. lloscio dei poeti dei tempi guasti), ma
sentiva. La

parola abbonda

talvolta anche

111

CAPITOU)

QL'IMO

col

che prolungare

vi si fy di l" da

misura, come
e

Talvolta ancora personaggi. certi pensieri sono non stravaganti poco, discorsi de' suoi ridevoli. Ma drammi di
e

gi" abbiamo notato, i esso e degenerain gontiezza, diventano, almeno per noi,
e

anche

il sole ha le

sue

macchie,

la Commedia da

di Dante contorsioni

i di

Shakespeare non
e

vanno

esenti da bisticci e

pensiero
di gran

da altri piccoli non difetti, talvolta anche

mole,

ad evitare in opere sempre possibili venuti non dall'ingegno del poeta, ma dal

inconsciamente dei tempi suoi,al cjuale egli gusto particolare obbedisce. Raramente

qualchevolta

poie

assai breve Firdusi descrive i luoghi, e soltanto,


occorrono

tra le poche descrizioni che

nel

suo

poema,

si potrebbero ricordar
re K"vus a invogli" nel Turan. Siy"vish suo

qui,come
farne la N"
a

belle, quelladella terra del

M"zender"n, che

e quelladelle due citt" fondate da conquista, nella seconda parte del torto Alessandro Humboldt

Kosmos, parlando
della natura, vive di quelle

del sentimento

diverso

che

i diversi

popoliebbero

che essa manca osserva poesiapersiana, indiani. descrizioni di luoghiche sono nei poemi omerici e negli e potenti " che che ed che nella terra Di una eglinon pu" assegnare ragionesola, in arida selve e deserta, mancano iranica, quelle profonde e pi" parti di innnite,quellemontagne eccelse,e infine quei meravigliosi spettacoli

giuntoa

trattar della

natura
e

che inconlransi nel suolo dell'India

che dovevano

meraviglia grande nell'animo


che, se
Firdusi
un non

di chi li osservava, n" descrive

destare stupore Devesi anche aggiungere i

nota

anche

da procedere

tratto

quale per la sua natura, come i luoghidegli avvenimenti suoi. Anche


osservava
a

luoghi,ci" pu" la della tradizione epica iranica, particolare mai novelle del determina certe volgo,non quasi mai
cose

il l"r"al queste medesime della indeterminatezza dei luoghinell'Avesta. proposito


e

115. Firdusi volle


dati la d'una
con

ebbe rappresentarei suoi eroi qualiglieli amanti delle fatiche e dei disagi, tradizione, pieni grandi,operosi, seppe di provvidenza Dio. Che
se e

fiducia sincera nella

fu detto da l'Iran ci ha

alcuno dato i

verit"

che,

laddove
ce

l'India ci ha dato i sacerdoti li ha ritrattiFirdusi. Il


toccato

veri eroi,tali ancora


e

sebbene
non

glifosse
restava

sulmano quale,bench" fosse musdi vivere in tempi in cui dell'antica

gloria paesana
tutta

che la lontana memoria,

pot"tuttavia risuscitar

questa memoria

gloriosa e splendida e

comprendere qual fosse

arido l'indole operosa e guerrieradel popolo suo. Perch" il paese iranico, in molte i)arti, costrinse ben presto chi da principio venne a e infecondo stanza, poi'vi
a

vincer la durezza
si videro costretti

del suolo
a

uomini,
lei che

come

domare
come

ingratoper natura. E per"gli con l'operadelle mani e del


in continua guerra contro Yima di

braccio la natura sembrava

trovaronsi riluttante, negar Ahur-a Mazd"

il vitto giornaliero. Cos", in quellai)artedelnarra a

laddove l'Avesta,

Zarathustra

come

fosse il

come eglidonasse a quale conversasse, si legge ancora Yima un'arma d'oro acciocch", di alimento solcando la terra,provvedesse gliuomini e glianimali. Se poi l'immaginazione popol"i monti e le selve,

primo

uomo

col

LA

POESIA

El'K.A

73 di mostri
e e

l'aria e il mare di Devi die

il seno

stesso della terra

di

maligni, spiriti
in
e

sbuffano

al veder

le biade germogliaia

si pongono

fuga

quando

tutto cotesto sta le spighe biondeggiano, vincere

dovettero difficolt" forze della natura.

significare quali quante gliantichi eroi nel com])atlere e donare le


la natura,
e

Perch"

nell'h'an antico l'eroe suol donare

al conti-ario, in hidia, essa, nel gran


molo

soggiogal'uomo pienadi vigore,


di Dio
e

della vita universale. Gli eroi dell'Iran

nulla quasi l'anvalgono per

il nome invocano virt"; propria viene mai nessun ma prodigio


sono

hanno vittoria, per quel nome dall'alto in loro favore. Quelli dell'India in tali soltanto,impacciati posson vincere i loro nemici.

incarnazioni

di Dei, e

come

quellaveste
eroi Quegli

sacerdotale che sembrano

avere,

n" vicini a combattere, n" temono dinanzi ai pericoli di Firdusi, maggiori, dandosi ricorsmarrirsi per un momento, e se talvolta sembrano indietreggiano; le altre nella confidando imprese gi" compiutee quelle dei loro padri, la

giustizia per
se
non

qualevanno

combattendo, d'un
soccombono al

tratto si
non fato,

rincorano,

n" ritornano nemici.

ovvero vincitori,

gi"a"

loro

che tutta la tradizione epica aveva 116. Ma, quale fosse il significato si qualiintendimenti,al tempo dei Sassanidi, in parail primo Libro dei Re, abbiamo gi" fatto conoscere grafi componesse visibili la descritta Perch" v'era con segni grande poi precedenti. ed era diritto buon bene del essere del essa a male, e iDattaglia pareva documento solenne ammaestramento veramente sacro un avvenire, per gli doveva in cui ogni uomo del passato, grande o umile,regnasse o servisse, occhi degliIrani agli
e con

trovare

la

sua

Non guida infallibile.


narrare

si dovevano si dovevano che

per mero per nulla e non di tanti fattidi principi e eroi,e

tanto diletto solnon

per nulla

le cattive. Quello lodar le opere buone e vituperar dell'Iliade di Omero fu pur creduto dagli antichi, cio" aver dare ai suoi Greci
un

pertanto
voluto

Omero

grande

ammaestramento

Perch" tutto vero. per il Libro dei l"e si dimostra esser la loro storia epicacome solenne documento, rono un sempre anche
e

e morale, politico risguardagl'Irani e come

tale i

Firdusi la

risguard" ; anzi

si

pens" di

dovere

ammaestrare

cipi, prin-

ogni

nella giustizia e in pi" per il quale egliscriveva, Quanto pi" eletta virt", proponendo loro i grandi esempidel passato. di tutti Mahm"d " detto anche "
men vero

poco egliabbia toccato l'intento suo, dalla trista sorte che glitocc"; ma non nobile ufficio, non dalla natura per vanit"
o

troppo chiaramente
era

si arrog"questo ch'egli

presunzione,ma

perch" ci"

voluto

" da lui stesso espressa Tale intenzione sua sua. dell'opera nei seguenti che trovansi nella sua invettiva contro Mahm"d: versi,
Ma
se

il nostro

nome signor senza

si

avesse

usi antichi, I nobilicostiiini e s;\i K


cun

In terra avuto Ottenuto Ed ei


con

macchia,onore

mente

diversa ed altra voglia


mio
cor

avria sapere umano; ne alma intenta avria le belle

Avria

pensatodel

costante

Al voto ardenle, n" la mia

fortuna

Cose ascoltatee de' regnanti appresi

Saria caduta alloi\ (Ibc il liIoi"oso

14

CAPITOLO

OLINTO

Verso mio sol dettai, perch" consiglio Ne traesse il mio


A
sua

Che sia

e parola

sua

virt", pensaiulo

vita

norma prence e giusta perch" quaggi", sapesse

di questo vecciiio Al consigliar antico.

se non Qtiesti versi, c'inganniamo,fauno intendere la ragione e il modo di tutte quelleesortazioul che di tanto in tanto interrompono la narrazione del poema, ovvero quasi sempre i piti lunghiepisodi. aprono e chiudono E quel nome di figlio che Firdusi ricorda tanto spesso per pregarlo di

ascoltare il racconto

del vecchio cantore, onde la retta via di

sia da lui afferrato il senso


e giustizia non

dei versi strani, perch"segua


cuore

accolganel

il pensieronon bello, perch"pregila sola virt" e disprezzi lasci ricordo di lo lasciarono i mondo, perch" qualche s", come gi" regnantiantichi,poich"caduco e fallace " lo splendor del trono e della di diciamo, non designavaaltra persona che ilprincipe corona; quel nome, Ghasna. della
sua

alcun

Cosi Firdusi poteva dire dell'opera ci" che Tucidide sua storia in quanto essa poteva essere utile documento un antiche tradizioni verseggiare
strettamente

affermava

117. Qtiantopoi alle icieereligiose e morali


dovette sistema

per tutti. di lui " da notare che egli

legatead

un

antico

ci" che lo religioso, repugnante alla sua fede di mussulmano, costrinse ad usar attenendosi di preferenza alle idee genecerte cautele, rali scendendo alle particolari. Perch" egli, ritraendo i sentimenti e non
e come

de' suoi eroi religiosi accennando soltanto


e

de' suoi di

re

come

un

teismo

puro

semplice,

divina sfuggita, qua e l", a qualche figura che " l'angelo di Dio,egli a pot"accostarsi di molto al severo monoteismo maomettano, quantunque non del tutto gli sia stato dato di evitar l'accusa di eresia. Ma, anche con tutto ci",nel Libro dei Re si trovano facilmente traccie di idee religiose intimamente legatealla tradizione epica; e quel ricordare,che di continuo vi s" fa,il che governa e signoreggia il fato dei le cose tempo sovrano tutte,come Ahura Mazd" e secondo i quali Greci,ha sentore della setta dei Zerv"niti, dell'antica fede,come Ser"sh
Anra

Mainyu,i

due

eterni avversari,non

sono

increati

fra loro scioltie

l'Avesta li proclama, ma s" bene figli dello Zerv"neh come indipendenti zione akereneh, che " il tempo infinito.La qual cosa mostrerebbe che la tradiche abbiam s'accordi Medio nel poema di Firdusi,sebbene nella sostanza del
conto raccon perfettamente

l'Avesta,pure, passando

attraverso

il

Evo, s'int"ltr"delle dottrine di questa setta che appunto, secondo

Eliseo ed Eznik, storici armeni, nacque nel secolo quinto. Con questo, un solo episodiodel poema si si scosta dal resto nelle idee religiose e pili avvicina
a

cio" l'episodio che quelleortodosse dell'Avesta,


e

narra non una

le

ture avven-

di B"zhen nelle in
sue

di Menizheh, che di
aver

Firdusi tuttavia dice di udito

aver sua

vato tro-

ma fonti,

leggereima

notte

da

ciulla fan-

un

antico libro. Dato

cotesto, si dovrebbe

forse inferirne che

l'antica tradizione

dei tempi non solo ricomposizioni epica ebbe nel correre ci" che gi" sappiamo, ma anche in vario modo fu colorita diverse, secondo questa o quelladottrina religiosa.

L.V

l-OKSIA

Kf'IC.A

/")

fonti, del poema si possono riassumere nella credenza in religiose del bene Dio onnipotente, creatore del cielo e della terra, dispensatore un bench" tutto regga e governi delle loro colpe. uomini, punitore agli Egli, di quaggi",lasciando quasi si tiene assai lontano dalle cose l'universo, al fato la cura di guidarle cose scientemente terrene. Nel qual punto sembra essere, ed " veramente, una conti'addizione, perch"il fato " forza cieca,n" iddio pu" averlo per suo ministro, i^ppure, questo fato,che " che il tempo, iltempo infinitonei secondo l'antica dottrina iranica, non qualetutte le cose si compiono e che viene anche spesso identificato alla
le dottrine volta celeste, perch"la volta celeste segna il corso diciamo, " creduto dai Persiani tutti governare
senza quaggi",

118. Ma, lasciate queste casuali differenze dovute

alle diverse

del tempo, questo fato, di talento le cose a suo

che per questo si voglia escludere la volont" o ildecreto di mente il Darmesteter,umilDio. Alla volont" di Dio ogni buon credente, osserva al fato come poi d'imprecare all'autore d'ogni sventura e d'ognimale di quaggi"; e di queste imprecazioni " da anzi da in tutta ({uanta l'irdusi, poi, la ietteR"deghi piena latura persiana,il fato atterra i superbied esalta gliumili,affligge e si acconcia
e

rassegna

risei-bandosi

i mortali con il le sventure dal trono e coi favori, e precipita rallegra d" la corona volta talall'abiettoschiavo. Anche e ne pi" possente monarca, pevolmente egliaccieca gliuomini di tal forma, che li strascina quasiinconsaestrema a inevitabile, sciagura,sebbene l'evitarla veggasi

spesse volte considerando

pi" facileche

il precipitarvi. Onde

avviene

la vicenda delle sorti umane, domanda a il fato perch" mai egliproduca per distrugger poi ci" che ha mostri crudele
creature

che il poeta stesso, s" stesso o interroga


e prodotto,

si perch" mai egli


sue

e talvolta dolce e mite talvolta, : ; ci" che fa ricordare quei versi del Leopardi

verso

le

Natura, illaudabilnicrav"L;lia,
Che per iieeiderjiarlorisci e mitri.

Di contro

Dio sta, secondo

la dottrina iranica tanto che

ortodossa, quanto
essere

delle sette, l'autore


Anra

d'ogni male

gi" conosciamo

Ahrimane

Che

e tentatore. Mainyu,che pure da Firdusi " detto sovente ingannatore si fa vedere sulla terra, il male ch'egli se egliassai raramente cerca di operarvi, " affidato ai ministri suoi, che sono " i Devi, dei qualiegli detto altres" principe E qui si pensi a quante vicende questo e signore, concetto dei Devi " andato soggettonel lungo corso delle idee, dopo ci" che abbiam detto ch'essi rappresentano e nella mitologiae nella storia. Quando poi gli uomini s'inducono a commettere qualche colpa, come Salm ambizione di tello, e Tur quando per regno uccisero l'innocente loro frai essi sogliono che Devi del delitto hanno loi'o nel momento accusare Ma la pena o il premio che vanno dietro alle sconvolta la mente. e guasta cattive 0 buone opere, riserbansi, secondo Firdusi, ad altra vita,quantunque Iddio bene spesso puniscai rei anche nella vita presente.Perch"

76

CAPITOLO

OLINTO

questo gran
nell'arte sua,
e

poeta,
ma

certamente

uno

dei

del mondo, maggiori poeti


e

non

solo

anche

nella rettitudine

santit" de' suoi

pensierifu nobile
essa
e

grande, ed ebbe sete di giustizia e, come essa poet".E per" la lode e l'ammirazione
ogni opera
sente bella, e l'orrore ch'egli
e

Dante, scrisse per


sincera
va ch'egli

per ad

tributando

per le opere
sua,

malvagie ed empie,
ha ch'egli
suo

l'intera fiducia in Dio trionfo della


e

nella

misericordia

la certezza

nel

sonoi giustizia, Come

nobili sentimenti la rettitudine


sua

che

ispirano ogni
del tacere

canto

ogni
e

suo

verso.

poi
e

nel
suo

giudicaredi ci" che

"

male
oscena

di ci" che " bene,


e

il candido
a

costume
sua

d'ognicosa

mento grandissima, restano docudi vergogna ciati, per tanti miserabili scrittori moderni, spavaldi e sfacche avidamente cei'cando ogni pi" osceno vanno e putrido argomento. 119. Primo far a raccoglieree correggere il testo del Libro dei Re, in
era

lubrica, come

ridondano

lode

Oriente, fu il principe B"ysingher che


anche
una

nipote di Tamerlano,

vi pose
a

prefazione,iniziando
Ci" neir8:29 d. E.

cosi il lavoro

della critica intorno

quel

(1425 d. C). In Europa, invece, assai pi" gran poema. tardi esso s'" fatto conoscere, della e primo nel 1774-, nei suoi Commentari poesia asiatica,ne inseriva alcuni brani il Jones, che tuttavia credeva il
Libro dei Re
nemmeno
essere una

raccolta di

di

poema

di autori

diversi,non
da

scendo cono-

ammirazione, Firdusi,sebbene, preso del genio monumento era un quel gran poema glorioso la preminenza allo stesso che, quanto all'invenzione,contende orientale, Omero. Dopo il Jones, per tacere di altri lavori forse di minor conto, nel tent" per il primo una edizione intera, ne 1811, a Calcutta,il Lumsden
affei'masse che
ma non

il nome

riusc". Pure

Calcutta, nel 1814, l'Atkinson


di

ne

pubblicava
libera che

un

episodio,quello bellissimo
Una inglesi. nel traduzione

Sohr"b,

con ne

una

traduzione

in versi

a Berlino, 1820, ne pubblic" alcuni saggi,ma non pot" proseguire. Intanto, nel 1829, il Turner Macan, a Calcutta, ne pubblic"in quattro volumi il testo il Mohl, a Parigi, ne fuori una dava intero; e tra il 1850 e il 1806 edizione in prosa francese; in sei volumi, con traduzione magnifica una e

intera

in tedesco

tent" il G"rres

versi tedeschi. miglioriepisodiin elegantissimi Ai nostri giorni, la Elena rifece in prosa Zimmern non tradusse, ma seguendo la traduzione del Mohl, molti racconti del Libro dei Re, inglese, ch'ella poi pubblic" illustrati egregiamente da Alma Un'altra Tadema. edizione del testo fu procurata di recente Leida dal Yullers, al (juale, a ciando comincome il Landauer; e l'autore del presente scritto, mori, successe
ne

lo Schack

traduceva

un pubblicarne a Parma primo saggio nel 1872, ha poi sempre seguitatoa lavorare intorno alla sua traduzione in versi italiani dell'intero a

Libro
tra

dei Re, da lui


e

compiuta nel 1885

a pubblicata

Torino

in otto volumi,

il 1880

il 1888.

LA

POESIA

EPICA

77

5.

poeti

ciclici.

allo stesso modo dei Greci, tutti quei poeti ciclici, videro la gloria s'era come poetiche dopo la morte di Firdusi, ch'egli versificando il Libro dei Re, tentarono arte pi" o meno con acquistata versificando di calcarne le della tradizione epica destra quelle parti orme, lasciate a dietro. Tra le qualinon solo che egli, aveva per diverse ragioni,

120. Cliiamiamo

alcune

meritavano
e

veramente

d'essere trattate dalla


ma ancora

mano

maestra

di lui,

per la bellezza epicache esse ebbero da meno, noi che

novit" del racconto, hanno. Non

trattate da
e

per la natura veramente alle mani di questi lui,vennero vi posero ben molto
amore,
ma non

che v'adopraronoogni studio altri, cosi anche


ora

del loro grande predecessore, come e per", l'ingegno le loro opere


tenerne

glifurono
a

furono

presto trascurale,onde

parola,scarseggianole notizie. Perch" di alcuni soltanto dei loro poemi possiam fare qualche cenno per averne da quel tanto che ne " stato pubblicato, laddove per avuto conoscenza inediti nelle pubblichebiblioteche, alcuni altri, non giacendoancora siamo posdobbiam che ricorrere
0
a

ci" che

ne

dicono

il Mohl,

il llieu, o lo

Spiegel,

altriche hanno quegli 121. La

potutovederli ed esaminare.
intanto che "

degna d'essere osservata, si " che poetisecondano in tutto e per tutto il costume di quei tempi,che questi secondo la bella espressione di Firdusi, le era quello di far rivivere, memorie del passato e de' suoi eroi. Perch",se " vero che essi con giore magcalcano " le orme luminose del gran poeta,non 0 minor men gloria che egli inconsciamente inclinazione forte dei vero una segu" tempi suoi, che era questaappunto del risuscitare le memorie ci" e epiche, per quelle abbiamo sciuto ragioniche in altro paragrafo assegnate.E per",dato e riconoche diremo epico, in esso " compreso come e da questo movimento " trascinato Firdusi, cosi vi son esso compresi e da esso ricevono pure come questi poeticiclici, impulsogagliardo per i quali, sprone pi" forte e s'aggiungeval'esempiodel Libro dei Re da imitare. Avviene poderoso, quasi mai di far risaltare il proprio nome; pertanto che essi non cercano o pi" spesso anche lo tacciono;n" vogliono aver modi o atteggiamenti intenti d'arte differenti e spiccati, ma seguono il fare di Firdusi in tutto e sar" il fare comune meglio dir cosi, epico, per tutto,ovvero, e seguono ci" che vi da di lasciar maestro da prescindendosempre grande e pot" Firdusi. Alla narrazione del quale sovente, anche per dar maggior valore che fanno, essi soglionocongiungere immediatamente la loro; all'opera talvolta anche un distico, col quale Firdusi chiude o questo o quell'episodio, di passaggio ci" che a qualcuna di queste narrazioni cicliche, serve le trovandosi Libro dei Re nei manoscritti del riti inseagevol" interpolazioni, secondari distinzione alcuna. senza diamo, crecome questi poemetti Cotesto, anche con tutto ci" pu" e deve dimostrare che l'epopea iranica, prima
cosa

CAriTOLO

OLINTO

che di suo, quanto all'arte, pot" fare per essa Firdusi, si considerava ai tempi di lui come ancora opera nazionale,alia quale ciascuno poteva ad un'opera collettiva e comune, lavorare per la sua parte come non per alla nazione infera. piuttosto notare questi poeticiclicisi volsero di preferenza del dei le eroi celebrar a Segest"n, qualigi"sappiamo impresedegli esauri tutto il ciclo.Anche ilsolo Rustem, non che Firdusi,se se ne toglie sappiamo quante altre tradizioni di questo ciclo ha l'Avesta che Firdusi non ha; ma, anche con questo, trovasi che al tempo dei Sassanidi eransi gi" quellodi Paistem certamente, come epici compostialcuni libri di racconti, che Firdusi e quello toccava di tutti e d'Isfendy"r (che ampiamente tratt") avvisandosi di riemin generale. E per"questi pire ciclici, glieroi del Segest"n
e gloria procacciar

onore

s", ma

122.

" da

intanto che

le lacune

che

Firdusi

aveva

si diedero lasciate,

poterono tradizioni del ciclo degli eroi del Segest"ne

ricercare quante tulle le misero in

che, se Firdusi fu troppo scarso, anche troppo,perch"non solo verseggiarono di le tradizioni di maggior momento natura epica, e vera ma che cominciavano narsi allontavollero ad tutte ancora ricomporre quelle gi" dalla natura epica.Seguirono, pertanto,le vicende della casa del narrando ci" che fecero i figli Segest"nanche nelle generazionisuccessive, ridicendo spesso degliultimi ci" di Rustem, poi i suoi nipoti e i pronipoti, qual lavoro " da osservare abbondarono al contrario, questialtri,
versi. Nel che
e cadendo perci"nel trito e nel gi" s'era detto e narrato dei primi, dei Essi fanno ricordare difetto quei ciclicigrecidella pi" luoghicomuni. in metro epicoci" che glieroi grecifecero a tarda et" che raccontavano di casa poich"furono tornati da Troia, come per Ulisse fece Eugammone Cirene. Tutti questiminuziosi cercatori di racconti non ma pi" guerrieri, da poco che i grandi amanti di conoscere casalinghi, pi" i particolari d'un'azione epica, fanno opera risibilee compassionevole, momenti come

del il romanzo queltale fra noi,se " lecito il paragone, che volle seguitare di Renzo Tramaglino. Manzoni col narrare e descrivere ci" che fecero i figli sarebbe al posto che ora 123. Quanto a Deq"ql che, se fosse vissuto, della crediamo che basti ci" che abbiam detto nel capitolo occupa Firdusi, lirica quanto alla sua vila, detto sopra parlandodel suo e ci" che abbiam di mille disticiconservatoci da Firdusi,quanto all'arte sua di episodio ciclici di lui,ecco che tra i poeti di parlar poeta epico.Lasciando, perci", primo si fa innanzi,non per ordine di tempo, ma perch"tratt" argomento l'autore del epico che va innanzi agli altri nell'ordine della nai'razione, cio" del G-Jiershdsp-""dmeh, l'Asadi che fu maestro trattando dei contrasti Libro di di Firdusi in che " il figlio di qnclGhersh"sp, poesiae del qualeabbiam gi" detto,

Perch" poetici. Asad"

perch"il nome
Re che del

suo

si confuse

da alcuni

eglifu autore di questo poema, e orientali con biografi quello del


conducesse
a

padre,si raccont" che ilvecchio


Firdusi avrebbe lasciato Ma principe.
tutto ci" " stato

termine

il Libro

dei

essendo caduto in disgrazia imperfetto, provato esser falso interamente,e rElli"

80
tare. Asadi

CAPITOLO

QUINTO

nel celebrare gli eroi del Segest"n, arte pi" raffinata con adunciue, cerc" di superare il suo modello, e se lo credette in buona fede; ma studiate e concettose, e talvolta procedono intanto le immagini sue sono da intuizione immediata dell'animo eccitato; da giuochi di parole, n" non cadendo non di egli sempre sa tenersi alla voluta altezza dello stile epico, triviale.Anche la arabiche rado nel in misura assai linguaaccoglie parole di Firdusi che ha ci" di laddove ne e maggiore quella pochissime, appare che il poeta " maggiormente studioso dell'ornamento Il e dell'artificio. Turner Macan, in appendice alla sua edizione del Libro dei Re, ha pubblicato buon tratto di questo poemetto, del quale, nell'appendice, un daremo

qualchesaggio.
che fui'ono molte
e

126. Le imprese di S"m


da Firdusi stesso
conti"o i
e con

esser

state

compiute

da lui nel

e che sappiamo strepitose nel M"zender"n Segs"re

Devi, pare che non abbiano trovato un le trattasse. Perch",come studio speciale

cantore

gi" s'"

particolare Firdusi soltanto detto,

che in

le tocca, e l'autore del Sdm-n"mek, cio" del Libro di sfuggita S"m del quale ora ci tocca parlare, sembra aver preso per soggetto suo gliamori dell'eroe con la bella Peri-dokht figlia principale dell'imperatore che combatte S"m della Cina,altra vii-ago con a visiera calata, battagliera donna. Ma nel furore del combattila crede mento, non una un ond'egli uomo, S"m allo svellersi casuale dell'elmo di lei, la riconosce per quella veduta prima in una ch'essa ", e quale egli aveva immagine dipinta, Ci" stesso racconta onde gi" se n'era perdutamente invaghilo. anche di Firdusi di Sohr"b
e

della bella Gurd-"fr"d; e tutti noi conosciamo


e

il noto
se

di Tancredi episodio

di Clorinda nella Gerusalemme.

Ma, anche

questo

d'amore e gi"appartiene a quei romanzi poemetto " di soggetto amoroso che pi" tardi fiorirono in Persia,sembra che il soggetto ne sia antico, ti'ovandosi che il Mohl, che tuttavia
ne

ragioni, e che gi" nell'Avesta " giudicail soggetto del tempo dei Sassanidi,
non ne una

chiaramente

dice le

ricordata

Per", fata malefica


a

di esizial bellezza,creatura

di Aura

Mainyu, che s'attacc"


dell'Avesta " il S"m

Kerec"cpa.Ora, noi sappiam gi"che il Kerec"cpa della fanciulla epica,e nel nome Peri-dokht possiam trovar ricordata l'antica Per";il nome, infatti, significa " delle Per" delle belle fate ornale d'ali. colei che della o stirpe pure 127. In questo poema, adunque, che conta undicimila distici, gendosi congiundella tradizione immediatamente al racconto di Firdusi in sul cominciare da le guerre principio
re

di

si raccontano Min"cihr, Occidente,poi in Cina, e

brevemente
la

del regno di S"m in

Gemsh"d, e in fine gli di Z"l,con la nascita del amori suoi con la bella Peri-dokht che fu madre quale il poeta arresta il suo racconto per far luogo a quello di Firdusi. di Ricordiamoci intanto che il Libro dei Re, appunto con la nascita del figlio S"m, incomincia il regno di Min"cihr. Autore del poema fu ritenuto lungamente essere Kh"gi" Kirm"ni, autore di altripoemi amorosi e romanzeschi, il vissuto tra 070 d. E. (hi80 d. C.) e il Vii d. E. (1841 d. C); ma ora,
scoperta dei tesori di

LA

POESIA

EPICA

81

dopo gliStudi

sembi'a il ])oema essere zione imitale ricerche dell'Etile, una fiacca d'un altro di Kh"gi" Kirm"ni, fattada ignotoe inetto autore,
e e

ilquale lavorava sebbene volesse

inventava di fantasia

pi" che

non

alle fonti, attingesse


e

una riempiere

evidente lacuna del Libro dei Re amori degli del


suo

derivasse

da un'antichissima tradizione il racconto

eroe.

Ora,

la frase e quel meccadel Libro dei fle questo poema ha il metro, lo stile, nismo, alla maniera facile ad imitare, epica;ma degli aggettivi composti " l'uso delle parole linguapura, perch"troppo frequente il vigoree la profondit" del non arabe, non ne ha la forza descrittiva, Cade nel trivialeche gi" l'avvicina ai e la foga. sentimento, non l'impelo tutti volgari di cui fra poco terreni parola, e plebei; racconti popolari e
non ne

ha

la

tutto il fare nella descrizione delle solite pene d'amore gi"possiede dei pi" triti e romanzeschi. poetilirici

nevole sve-

128. Alle
dell'animoso

avventure

alle impresedella che

di prima giovinezza la sfida


e

Rustem

il racconto appartiene
e ancor

autore d'ignoto

narra

la

battaglia

torni, giovane eroe con un famoso ladro,terrore dei dinRustem ebbe preso la rocca detto Kuk il montanaro. Perch",come Libro che si nel dei del S"pend (ci" Re),il padre suo Z"l temeva legge di non assai che l'impeto troppo amante giovanile ponesse questo figlio Perci" egli, e disperate. con gloriain imprese pericolose paterna cura, far motto mai, in presenza ai compagni di Rustem di non aveva ingiunto combattuto S"m, di lui, di questo ladro temuto, col quale invano avevano Ma un giorno che Rustem andava a diporto co' suoi N"rem e Ghersh"sp.
ecco compagni,

che due viandanti, vedendolo

aitante bello,

forte della

il montanaro; e Rustem che ode, a Kuk persona, dicono che eglisomiglia chi sia l'ignoto fa le meraviglie e domanda ne personaggio. Risaputolo,
non

ostante

le

del padre,egli va preghiere


a

Kuk
e

si teneva, e ad alte voci lo chiama

piedidel monte sul quale battaglia. Dopo le pi" spavalde


a

millanterie dall'alto e dal basso della montagna, la battaglia volgari cade illadro del giovane eroe. Menato nel Segee prigioniero " mandato dietro al figlio, alle st"n da Rustem e da Z"l che era accorso forche con glialtri degnisuoi compagni. 129. " questo ilsoggettodel breve racconto, quale non sappiamose faccia partedi un poema pi" ampio,ora perduto,o se sia un racconto ha voluto aggiungereal Libro staccato che qualcheabile interpolatore sebbene eglinon abbia la nobilt" dello dei Re. E diciamo abile, perch", anche incomincia serba tuttavia rasenti spesse volte il trivialee il volgare, n" ha gli artificideglialtri due poemi test" quasigenuino il fare epico, stiledi Firdusi
e

esaminati,ma procede libero e sciolto, spontaneo e semplice nella sua ci" che " sempre il maggior pregiod'ogniracconto di epopea. narrazione; sembra essere antica e appartenere mente veraMa l'avventura di Rustem, in s",
certamente eroi del Segest"n, non a quelgran ciclo degli origine tradizione invenzione del poeta. E forse abbiain qui un racconto o una di tante ripetizione propriasoltanto d'un determinato luogo dell'Iran,

in

"

Pizzi, Storia

della

poesia persiana, voi. II.

82

CAPITOLO

QUINTO
come verseggi", probabilmente cosi neanche larne cancelnon pot" gente, ancora

altre di natura

onde eguale, di

il poeta che la

la raccolse dal racconto

orale della

queltanto
130. Di
di figli
tre

popolare che

essa

d"

divedere

conoscere.

riustem

poemetticicliciche narrano d'un il caso pietoso (poich"


da
non Firdusi),

imprese e
altro

avventure

di tre

di Rustem, Sohr"b, figlio

possiam qui opinione, il Mohl che ha ancora. sono Per", seguendo potuto brevemente diremo il ne vederne a Parigi i manoscritti, qui soggetto e datine da lui,tanto benemerito riferiremo i giudizi deglistudi persiani.
" stato narrato

dir nulla di nostra

perch" essi

inediti

Il

primo

di essi " il
un

cio" Giha"i-gh"r-ndnieJi,

il Libro

di

e Gih"n-gh"r;

di Rustem, nato dopo la morte e valoroso figlio gagliardo infelicedi Sohr"b. Come Sohr"b, eglipure " allevato lontano dal padre, re Afr"sy"b finch" poi,venuto in et" da portar l'armi, gliconcede armi e combattono armati perch" faccia guerra agli Irani. Rustem e Gih"n-ghir " riconosciuto dal padre e si fa tosto suo compagno insieme, ma il figlio nelle schiere di re K"vus, finch" d'armi e di gloria, con e combatte onore poi,con dolore grandissimo della madre lontana che ne muore, egli" " da un Devo. Come ucciso in battaglia vedesi, tolti alcuni particolari, della storia di dice come Sohr"b, composta tuttavia, questa una ripetizione trovandosi che essa non ha le raffinatezze ilMohl, in tempi vicini a Firdusi, L'autore ne " ignoto, studiate e il fare lirico dei poemi posteriori. e pare che fosse della citt" di Her"t, perch", certo punto del poema, a un egli

Gih"n-ghir"

dice d'averlo composto in questa citt". di Piustera era 131. Altro t"glio Fer"murz, del

quale il Libro dei Fte

narra imprese nella gran guerra coi Turani e nella gi" molte e gloriose fece del padresuo, tradito dal re del Kabul. Ma l'autore vendetta ch'egli ignotod'un poemetto che si dice appunto il Ferdmur^-ndmeh, cio" il

Libro di Fer"murz, ha raccontato

alti'i fatti di lui

altre

imprese.Un
re

re

d'India, N"sh"d, tributario dell'Iran,domanda riottoso nemico, minacciando di domare suo un


cotesto

aiuto

al

K"vus

per

favore

glisi

neghi. Chiede

perci"uno

non pagare il tributo ove della famigliadi S"m; e

uomini mostri e tutti li vince,vince lo con e con va, combatte che abbraccia la religione stesso N"sh"d degliIrani. Crede il Mohl che il Fer"murz

poemetto sia partedi


essere

un

lavoro

maggiore ora
non una

e suppone perduto,

l'autore

del buon

tempo epico,cio"

lontano dal secolo di Firdusi.

" 132. La leggiadra R"n"-gashasp alla di Rustem, vincitrice di leoni, cavalieri che
essa mano e

della uccide

virago altera e bellicosa, figlia molti quale aspirano prodi


liberatrice dopo atterrati, di

disfida

atterra

e data poi da re K"vus di Gi"e di eroi ammaliati, a Gh"v, figlio principi fatta sposa, cessi dalla vita errabonda tuibolenta. Ma la e derz, perch", prima notte ch'ella si trova col suo novello sposo, repugnando all'atto

d'amore, essa

lo atterra

lo

legaforte con

una

sua

cosi legato, cintura, indi,

allora Rustem per i-imetler lo gettae nasconde sotto un sedile.Sopraggiunge celebre episodio dei Nibelunghi, Tutto ci" ricorda un l'ordine in casa.

LA

POKSIA

EPICA

83 notte

legge come e appendesse a legasse


laddove

si

anche
un

la prima Hriinliilde,
ve

di

chiodo della stanza, e

lo tenesse (ino a

matrimonio, giorno,

di Borgogna. Ma di B"n"-gashasppoco si dice lo sposo suo Gunthero re nel Libro dei Re, per non dir nulla, rammentandovisi e poco si narra tanto solche essa " l"glia di Rustem di B"zhen e che, quando Gh"v e madre per rintracciarvi il giovaneKhusrev, si ricondusse per quel tempo alla casa paterna; per" le avventure e le meravigliose ricordate di di formano il di lei, un opere soggetto sopra, poemetto, il c io" Libro il di Bdn"-gashasp-udmeli, B"n"-gashasp, d'ignoto autore,
tutto

and"

nel Turan

mussulmano

come forse,

il Mohl

ha

ragionedi

credere.

storia di Sohr"b, inconsapevolmente 133. La pietosa ucciso dal padre, pare


a

che tanto
se

il cuore colpisse

da invogliar molti l'immaginazione

altri

suole avvenire, imitarla, pure nella stessa tradizione epica, come gi" si trovavano tutte queste storie fra loro somiglianti, non versioni diverse di parallele dal
un

medesimo

racconto.

Perch"

lui in guerra, e sceso con i)adre di Sohr"b, il leggiadro ecco la cui storia, un e valoroso Berzi", sebbene figlio assai pi" ampia e ricca di particolari, almeno nel principio, somiglia, del padre.Essa forma il soggetto di un a quella lungoe vasto, di poema ignotoautore, che il Mohl crede del quinto o del sesto secolo dell'Egira decimo e undecimo d. C.),poich" di un At"y, al quale l'Anquetil (secoli Du Perron l'attribuisce, si ha alcuna notizia, non per quante ricerche abbiano fatte ilMohl
e

lontano

allevato dopo Gih"n-gh"r come gi"Sohr"b aveva fatto,

ilTurner

Macan. che

cio" portailtitolodi Bersu-ndme"i, si far mosse quando per guerra agl'lrani, la d i le lasci" passando per la terra di Shing"n, spos" l"glia quel principe, Sh"hr"d che tale era il nome una sua e parti. della sposa, intanto, gemma d" alla luce un figlio, detto poi Berz", il quale, veduto un giorno da " fatto educare da lui con Afr"sy"bgiunto per caso in quei luoghi, gran esercizi il cura negli guerreschi, perch" giovanemostra aver valore e perch" Cosi fa e manda intanto il prode eglipensa di valersene contro gl'lrani. stuolo d'armati contro l'Iran, laddove subito egli fa prigarzone con uno gionier due capitani di Khusrev, T"s e Fer"burz, che poi Rustem, sopraggiunto nella notte, rende a libert", sebbene egli in un combattimento poi, Berz" stesso, resti ferito e sia costretto a ritirarsi.Ma Fer"murz, con le armi di Rustem il giovane Berz". Ci" postesi padre suo, fa prigioniero il Libro di Berz", che Sohr"b

134. Narra adunque il poema

udendo, la madre
il t"glio e di da T"s combatte
e

accorre

alFannosa nel

e Segest"n

trova

modo

di liberare

con fuggir

lui.Per via s'incontrano


a una e

in Rustem

accompagnato
Rustem

da

G"derz, da lui invitati


con

festa nel

e Segest"n;

gi" sta per ucciderlo, quando la Sohr"b d i e nipote, conoscere per figlio perci", di Rustem stesso. Udito ci", invia il nell'Iran Afr"sy"b giovane P"lsem accompagnato da una vaga cantatrice di nome S"sen,perch" essa co' suoi vezzi tragga a perdizione eroi di re Khusrev. " un'altra Angelicache gli
ancora

Berz", lo

atterra

madre, accorrendo, lo fa

84

CAPITOLO

OriNTO

viene, essa

destinati a cader iie'suoi e glieroi, pure, dall'estremo Oriente, i paladini di Carlo lacci, lasciano la festa e il banchetto di Uustem come dietro alla bella avventuriera.

interrompono il banchetto di lui che celebrava la Pasqua di Natale,per


Intanto, T"s e G"derz che si son rissatialla festa, poiGh"v, poi Gustehem, poi B"zhen, cadono tuttine' lacci
correr

di S"sen, che ebbri li d" in potere di P"lsem. Ma Rustem libera i compagni dal Turan e l'uccide. Allora, con Afr"sy"baccorre e fa Pilsem prigioniero

prima combatter con lui, " distolto da' suoi capitani, fa suo ne ma campione il giovane e prode Berz" sbaraglia l'esercito di Berz", entrato omai nell'esercito degl'Irani. che vedesi costretto alla fuga, e ottiene dal suo signorela signoria Afr"sy"b in premio del suo valore. di Gh"r e di Ileri,
armi
e con

armati, e Khusrev

che voleva

tutta

135. Tale " il soggetto del poema


al Libro dei Re. Al stilee al modo

porare che forse dall'autore volevasi incorsi attiene quanto allo tutte, in misura, secondo
non

strettamente quale egli

di rappresentaree descriver le cose Perch" noi, maggiore di qualunque altro dei poeticiclici. in
comune
con

solo

ha egli

durre epicie certi modi di introgliaggettivi tutto quanto il meccanismo e insomma e avviare racconti e parlate, anche glistessi versi toltida Firdusi ma esterno, per cosi dire, dell'epica, T" tali e quali a certe date occasioni che ritornano frequenti. e ripetuti Firdusi le frasi
e

dubbio ilvalore di Berz", ci" che " non tuttavia esagerato soverchiamente trovandosi essere appartiene, segno dell'et" pi" recente a cui il poema arte consueta glieroi del degliepici posteriori l'ingrandir grottescamente credendosi per tal modo passalo, Del resto, come bella di contraffar

pi" abilmente

lo stileaidico.

pu"

vedersi dal breve sunto

datone, la favola del poema


con

ed " ricca di molte avventure, descritte tutte " ampiamente svolta,


e e ha propria, un

arte

menti disegnodeterminato d'azione,per cui gliavvenin" cade nelle aride genealogie vengono al loro svolgimentonaturale, fece Asadi il giovane nella seconda parte del suo Libro di Ghersh"sp. come letto di sovente dovette essere che il poema Osserva poi ilTurner Macan
e

molto

ammirato, perch" in Oriente esso suole nel Libro dei Re, quantunque non
daremo anche
in ultimo

essere

quenteme inserito assai fre-

vi

appartenga jinuto.

qualchesaggio. autore del Belimeu-nameli, cio" l'ignoto qui il Libro di Behmen, che, attaccando ilsuo racconto a quel punto del Libro la uccide in singoiarbattaglia narra dei Re nel quale Rustem Isfendy"r, siano sebbene mente brevevendetta che di lui fece il figlio Behmen, queste cose di Rustem. La vendetta di morte dallo Firdusi la stesso narrate dopo rivolta in particolare Behmen, anche secondo ilLibro dei Re, non fu veramente Behmen dal quale altres" esso stato educato, era contro di Rustem del Segest"nsterminata da Behmen contro la casa ma dopo la morte del cato grandeeroe. Del resto,il poemetto " di alquantotarda et",essendo dediMahm"d che di Melik-sli"h della casa dei Selgi"qidi, al principe figlio ebbe regno breve e contrastato intorno al i85 d. E. {;WH d. C), e ilMohI,
ne Nell'appendice

136. Porremo

LA

POESIA

Kl'ICA

85

alTerma che l'autore si mostra che ha potuto farne lettura, alquanto presuntuoso, bench" molto ignorante. Dice di attingere alla tradizione orale,
e

ci" anche

sar" vero, non trovandosi abbiam altrove detto 137. Come anche ha studiato,
essa

ch'egli tolganulla da Firdusi.


e come

" facile da

intendere

per

poesiaepica, originepopolaretanto per ilsoggetto quanto per il serba pur sempre visibili e e che di tale origine essa magisterodell'arte, anche quand'"coltivata da uomini d'altissimo ingegno e manifesti i segni, nelle corti. Anche l'epopeairanica ebbe la sua pi" bella veste ospitata da un gran poeta addetto alla corte di un poetica gran principe; eppure, cosi u" n" ci" non cancellare non ne cancell" come togliere l 'origine pot" sua, chiunque
" chiai'o che " di
e comune non ne

per poco, la storia

della generale

tolse ilfare tutto


e

proprioche
certa
sua

consiste in
un

una

forza

non

di narrazione

di descrizione, congiuntaad
una

entusiasmo

che il

oltre poeta a stento pu" celare,

e semplicit". particolare ingenuit"

Queste doti ebbe


tutti

Firdusi in altissimo

grado e

le ebbero

quei poeti ciclicidei quali fin qui abbiam tenuto stati e che noi ignoriamo. probabilmente tutti queglialtri che vi saranno finch" dur" quell'amore Esse piacqueronella poesianarrativa in generale
per
i racconti
e nazionali, epici

in parte parola,e molto

il sentimento

nazionale, ridestatosi

con

fu pi" in generale, lo aiut",e l'arte poetica, potenza neglianimi di tutti, sollecita della sostanza che della forma troppo artificiosa.Ma, al sesto molto dell'Egira (dodicesimo secolo d. C), la poesiacortigiana, abbiam lavorata e fina, quellalirica specialmentedi cui in altro capitolo avviene di tutte come lungamente parlato, prese facilmente ilsopravvento, le poesieospitate nelle corti,costrette a vivere d'una vita artit"cialein un'aria morta. Allora,anche per altre ragioniche nel capitolo seguente e ingenua di Firdusi e de' suoi imitatori, diremo, l'artesemplice quell'arte da cui era nata, non che tanto ritraeva ancora del fare popolare piacque altri si procacci" pi".Per" la poesia narrativa cangi" costume, e come veramente erano e nazionali, esauriti, cosi, poich"gliantichi, soggetti epici curandosi poco omai di ci" che veniva narrando, vi cerc" piuttosto significati nell'ordine morale, e tutto rivesti poi d'una reconditi, specialmente forma studiatamente elegantee fina, ornata di tutti gli artificiche la retorica pi" ricercata poteva fornire. s'intende agevolmente, una 138. Era questa, come poesianuova, la che veniva bellamente a pigliarsi il posto dell'antica. poesia romanzesca, nel Ora quell'antica, che aveva dato le sue prove pi" splendidee gloriose dai poeti Libro dei Re, come ebbe anche fatto il tempo suo, abbandonata si ritorn" nelle dotti che omai avevano cangiatodi gustie d'intendimenti, mani del popolo dal quale un giorno era uscita. Per esso allora si composero nelle quali le avventure raccolte infinitedi tradizioni, strane e pi" strambe poterono trovare il loro posto,laddove anche ognicosa grande fu furono gi" alti modelli di valore e di virt", e gli eroi che rimpicciolita, diventarono volgari e le eroine avventurieri, pi" belle e savie si fecero secolo

80

cap"tolo

OLINTO

indecenti pettegole delle


cose

da

trivio. Cotesto

avvenne

non

tanto

nella sostanza

che fu propri di quest'arte fatte assai e senza sale, poche e eccezioni. Aggiungasi essi rare autori, l'ignoranza degli fossero, chiunque menestrelli e improvvisatori da piazza, ve ne e forse erano sono come in Persia. Per tale ignoranza si videro confuse insieme le anche oggid" della fede zoroaslriana e della mussulmana, trasfigurati cose gliantichi re antichi eroi strani anaci'onismi, e trasportati, da un con e gli dell'epopea difficolt" all'altro senza senza e ritegno. tempo 139. Di questi racconti volgari, di qualunque forma siano, dovrebbe non la storia letteraria, n" in questo libro ce ne occupecertamente occuparsi remo
o

dette

narrate, quanto nei modi

tutta lercia e fecciosa, puerilmentesciocca

noi, anche
essendo essi che
se

perch",se pur lo volessimo, non noti e giacendone ancora pochissimo


ne

potremmo
inediti i

far tanto,
scritti mano-

pochi

conservano

nelle nostre
e

biblioteche. Con

questo per",

lasciando di
e

d'una immensa parlare


un

raccolta di racconti assurdi indigesta

ha Tars"s,del quale il Mohlnon notizia alcuna, non possiam tacere di due poemi che noi crediamo appartenere e che a questa classe di composizioni popolari, pure presumono molto
e vanno

fatta da puerili

arabo, Ab"

T"hir di

sotto il nome

di due

di poeti

140. Il

primo
in

" il

cio" il Libro di Shehriydr-Jidmeh, le

Mukht"ri, che racconta


di Sohr"b, figlio cercandone bench" di Serendib ci" che

imprese del
e

valore. piccolo di Shehriy"i', di Berz", giovaneShehriy"r, figlio


non

del quale altres" ha il India,imitando Firdusi, lo stile.Le avventure dell'eroe


sono

metro pitose, stre-

di ritrari'eil fare

egli poi cada nei lacci d" Fr"nek, della bella reginadell'isola
lo rinchiude in
essere
una non

che (Ceylan),
ne

caverna.

il Piieu

dice, sembra

bene

il racconto, per ordinato, trovandosi

Ma

di Z"l, ch'esso vaga per diverse avventure, tra le quali " pure la venuta laddove egli d" prova del padre di Rustem, alla corte del re Salomone di Giacobbe. un sciogliendo enigma intorno ai dodici figliuoli la tradizione Ecco ora un esempio del modo con cui, nei racconti popolari, Perch" la storia dell'enigma iranica va confusa con la mussulmana. mone, dei dodici figliuoli di Giacobbe, sciolto da Z"l nel cospetto di re Salonel " che la trasformazione altro non di quellache gi" leggesi Libro dei Re, secondo della bella la quale Z"l, per conseguir la mano dai Riid"beh, dinanzi a re Min"cihr sciolse certi enigmi statigli proposti
suo

sapere

sacerdoti.
si dice essere Mukht"ri, il un questo poema poco felice, e atTerma aver quale nell'ultima pagina manifesta il suo nome composto sione. in nome dato la commisMas"d che gliene del principe aveva sua l'opera di Ghasna; ma di Mahm"d il figlio Questo Mas"d parrebbeessere perch"al primo tempo dei Ghasnevidi non s'incontra alcun poeta di nome cosi parrebbeche esso sidebba riferireal tempo dell'altroMas"d, Mukht"ri, nel almeno d'Ibr"him figlio di Mas"d, della medesima 0 casa principesca, nel 55-i d. E. (1159 d. C.), quale visse un Mukht"ri di Ghasna, morto

141. Autore

di

"S"S

CAPITOLO

Ol'INTO

143. Ora, tutta questa roba triviale induce

nell'animo

quel

senso

di

disgustoclie proviamo al veder rappresentare certe indecenti operette frutto e pascolodel gusto e dei costumi dei tempi nostri, francesi, laddove, molto peregrine, vedersi tra le altre cose qualche gran personaggio pu"
della storia ti-attato da cialtrone, come
re

" avvenuto
un eunuco

della regina Ester

del

Assuero, ai qualifu posto


del nome)
o

accanto

Ali (e notisi il dottissimo il

anacronismo costumi
e

che

fa da

asino. Ma
o

popolo,secondo
dei

che

ha

buoni

guastie sentimenti nobili


e

ha l'arte ch'egli vili, merita;

il poema

di H"min

Visa fa

conoscere

i costumi

tempi suoi

la

fu composto. Kppure ne fu detto e se ne classe di gente per la quale esso il poeta t^akhr ud-din Asaad, detto pi" comunemente dice ancora autore Fakhri, nativo della terra di Gurg"n,che l'avrebbe tradotto o ricomj)osto da
un

testo

avutane

da Am"d

pehlevicoiutorno al 4-4-0d. E. (10-48d. C.)|)er commissione ud-din governatore di Nish"p"r, al tempo del princi|)e
casa

Toghrul della
Samarcanda nelle

dei

Altri Selgi"qidi. al 550

ne

fa autore

un

Niz"mi

Ar"zi

di

vissuto intorno

d. E.

(1155 d. C). Leggesi intanto

prime pagine del poema:

Pi" vrtiia istdiia iioii vid'io, SiLiiiillcatu intende. Aeconcianon iir ad altro ne Ella somiglia elie a un verzier i;iocondo; mente non tutti leggouquella lingua,
Ma ilsermon n"" ilpehlevico, e dii 'Ilegge, E
se

alcun

il senso legge,

non

ne

afferra.

144. dubitiamo
non

Ma

che

questa storia derivi


sembra

veramente
esser

da

una

fonte

pehlevica,

poi

parto d'una fantasia volgare, attinta ad alcun libro che abbia ricevuto autorit" dal tempo. Dubitiamo che essa possa essere ancora sciamo conoopera di Fakhri, del quale,se non

assai, perch" essa

quale fosse la vita, essendone

assai

scarse

le notizie, sappiam

tuttavia che fu poeta illustre, atto certamente non a queste opere da trivio, si vuol credere che egli deliberatamente volle far cosa se pure non traria conad opera

ogni

sano

intento d'arte. Dato che il

adunque che
suo,

il poema

non non

sia
si

di lui,"

d'uopo supporre

nome

che nel poema

sia stato preso e assunto abusivamente da qualche cantore popolare legge, del di a quello come e ci", agevolmente si governatore Nish"p"r, dar valore R itorna intendere, e pregio pu" all'opera. pertanto alla per classe delle opere volgarie popolari anche questo poema che tanto fu levato in alto; e si hanno di ci" le prove chiare e manifeste. Tra le quali " la testimonianza non dubbia del poeta stesso che dice,in sul principio insieme del racconto, d'averlo rinvenuto scritto tra le fole del volgo, tra le notizie che trovansi nelle tradizioni orali, sebbene storia era del nostro Pulci che dice d'aver trovato poco prima abbia detto che la in pehlevico. Ma chi pu" credere tutto cotesto? " la stessa maniera la storia di

caldaici, siriaci, ebraici, persiani, grecie

Margutte in libri arabi, latini;e nessuno gli crede. E

per" l'autore
se venne

del nostro

involontariamente da
un

da s" medesimo s'" tradito, indicando poema l'umile fonte da cui egliha tratto l'argomento. Ovvero,
come

antico libro

sembrano

di credere il (Iraf,l'Eth"

LA

POESIA

EPICA

89

cercare senza ci" che dice l'autore del poema, (forse rij"etendo dica il vero),il supposto libro non pot" essere che povera cosa, s'egli nulla di pi".Osserva poi il Grat libro del volgo e fatto per il volgo,ma in prosa, dovette essere che,non conoscendosi la fonte,quale,secondo lui,

il Rieu

non e

qualesia la parte del novello compositore pu" discernere nemmeno del compositore quale quella del libro antico. Certamente per" sono
si

il Graf le immagini scipite e strane, sebbene novello le descrizioni inette, nelvogliatrovare un segno dell'antichit" del racconto nella ruvidezza e l'arditez
non o ingenuit" (semplicit"

si pu"
non

onde si dicono dire)

cose

che

era

meglio tacere.

Ma

tale osservazione

ha valore alcuno, quando si

consideri che

le fonti di Firdusi

che antiche; eppure ed eletto sempre. "

eglinon
vero

erano pi" (e ci" sappiamo ben di certo) ha laidezze, ma non oscenit", procedecasto

che

lo storico Mirkhondi,

come

osserva

il Graf,

di Ashk, onde essa dovrebbe dice che la storia " del tempo di Sh"p"r figlio tutto ci" come che al tempo degliArsacidi ; ma collocarsi nientemeno si
non

prova?
si
sa

il re

M"bed
un

che "
re

uno

dei

del principali personaggi


nome

poema,

chi sia,n"

di questo

si sacerdote) (che significa valore

trova

in alcuna

serie di
cotesto

regnantipersiani.
non

145.
ecco

Ma,

se

bastasse, o
e

non

avesse

dimostrativo,
e

le

cose

e puerili

le sconcie scipite,

le strane indecenti,

grottesche,

onde

lavoro volgaree s'infiora questo poema, che lo mostrano vasi di poeta. Perch" troindegno di chiunque,anche per poco, meriti nome bellamente che
re

reginaShah-r" e ne ha una ripulsa, s'intende, ed egli e partorisca, s'acconcia ad aspettareche essa concepisca fanciulla la va sposa la sua sposa. M"bed, quando che dovr" essere una figlia
M"bed chiede
amore

alla

schiere e che esercito! vengono ad altri, un esercito; raduna, per vendicarsi, dal Dehist"n,dal Kh"rezm, dal Khorass"n, dal dal C"urg"n, dal Taberist"n, dalla Cina, dal M"cin, dal Turan, dal Sind,dal Tibet, Kohist"n,dall'India, dalla niente Sogdiana; meno! Cotesta
non

sembra

forse

Trovasi parodia?
un cosa suo saggio mes-

che R"min

tanto cortese da prega la nutrice d'essergli le deve che ci" non alla bella Visa, osservando
cose

recare

parer

grave

difficile, perch"molte altre


come e

si fanno

di

gravit"
e

difficolt" maggiore,
case

il

il fabbricar prendereal laccio leoni ed elefanti,


a

sull'acqua
E

mulini

vento.

E per

e sconsolata, esprimerel'afTanno di Y"sa piangente

si dice che settanta montagne come amori di Visa e di R"min e i loro laida
e oscena

l'Alburz le sono

cascate addosso.

amplessi sono

descritti nella loro

gli pi"

che Visa d" a risposta che le rimprovera la tradita fede coniugale;n" v'" episodio pi" re M"bed l'amante, sale di quello in cui Visa, per fuggircon e senza vergognoso al fianco del tradito sposo, la troppo compiacente nutrice, pone in letto, alla quale poi toccano, come il re si desta,i pi" sozzi e sconci rimproveri. E dal soggettopassando alla forma, troviamo immagini come queste,cio" venivano il liuto, le pietre, che,quando R"min suonava per il gran piacere, il copil suo cuore sulle acque; e che, quando Visa piangeva, era a galla n" v'" verit";
cosa

pi"sfrontata

della

90

CAPITOLO

QUINTO

la fiala, e le gole ilbevitor del vino ; e che, quando Visa seppe della partenza di R"m"n, ildolore per la partenza di lui faceva da orefice sulle gote di lei (cio"le rendeva e scialbe), mentre pallide gli
erano

occhi e gli piere,

lagrime simili a gemme). anche Questiesempi crediamo che bastino,sebbene vogliamo qui recare un quanto plebeiamente l'autore del poema ha fatto passo per mostrare d'un luogo comune di molti racconti eroici. Perch", in questi, trovasi uso narrato di principi, sovente come un figlio quando sia allevato fra gente
umile
e

occhi

facevano

da

(cio"spargevano gioiellieri

rozza, tosto per

certi atti suoi faccia manifesto


un

l'alto suo

mento. nascicon

Ora, anche
desideri
e

Visa, allevata in

fa manifesto villaggio,

alti

strane

scrivendone

l'altosuo voglie alla reginamadre:

e di leicos" parlala nutrice, nascimento,

Anche

D'Asterab"d seriche stoffe, noi, e (jiiaiulu Edorci"cirrappo pinnoni:,r;Klis(_'e, serici molli di Primo tempo " del d",raso di Cina se drappi
sono e

Color

di molti. E s'ella vede

E de' Berberi chiede. Ecco! alla sera Vuole


un

Alcune vestibuone assai,alquanti difetti e il giallo Scopre per ciascuna, Dice esser degnod'oziosa gente, Di chi " in luttol'azzurro, e degno ilbianco Di chi
scava

panno

alla pi"bella due dritti,

Quale si addice
N"
meno a

di
a

donne. leggiadre leid'ottanta donne


meu

innanzi

che Voglionsi lei servir,


Non si conviene
con esse a

di tanto

la terra (?), e
se

scribi degli dal


sonno

nobile fanciulla.

Il drappo a due colori. E

se

ella a

mangiarsi asside.
e

Levasi alla mattina,ella mi chiede

Tutto vuol d'oro il vasellame

il desco.

Questa adunque " l'arte, e inetto autore se arte si pu" chiamare,dell'ignoto del Fi"min e Visa, poich" non c'indurremo mai a credere che la sconcia
opera che ha lo stiletrivialee plebeo dell'Uccellin l'elverde di Carlo Gozzi di certi racconti di Bertoldo Auerbach, sia dovuta e le melense goffaggini di all'ingegno pur esser novemila che fu poeta di qualche valore. Con diremo che nel leggere, molta noia con giusti, Fakhii

questo,volendo e fastidio, questi

ci siamo, incontrati in due passi soltanto che hanno qualche distici, alito di poesiae qualche sentore di bellezza; e per" uno di questi due daremo tradotto nell'appendice. " quale l'abbiamo Ma, nel resto, l'opera descritta. Che or ci domandasse ora se qualcuno perch" tanto a lungo abbiam che lo merita non ragionato d'un'opera punto, rispondiamo che anche noi
non

l'avremmo

fatto se

non

l'avessimo vista lodata

chiamata

celebre da
e

ebbe agio di poterla che forse non qualche dotto illustre, leggere meditare a dovere. Noi, quanto a noi, non abbiam voluto che al
suo

ricondurre elevato di

umile posto questo poema della

che

gi"s'era

indebitamente

troppigradi. poesiaepicapossono considerarsi


tutte

146. Ultima forma


tradizioni
messe

quelle

in versi dai Parsi per colmare le evidenti lacune del Libro dei Pie. Queste tradizioni, dette Rlv"yetcon parola araba, sebbene abbiano coi poeticiclicidi sopra ricordati questo stesso fine del raccontare ci" che Firdusi ha dimenticato

abbandonarsi

differenziano tuttavia nel non se ne tralasciato, fedeli al volendosi tener strettamente punto alla fantasia,
o

LA

POESIA

EPICA

.H

detto dell'Avesta del Sono


non

dei libri religiosi e nell'intenzione manifesta pehlevici,

s" bene di ammaestramento voler fare opera d'arte, ma che dell'antica epopea hanno racconti inettamente composti,
non

religioso.
soltanto
cuore

il metro, dottrina

l'arte sovrana,

opera

di uomini

stava ai quali pii,

la

dell'arte. Per" essi procedono senza pi" che il magistero religiosa scere linguapersianache fa conovita e senza colore,pedestri sempre, in una si scriveva in India lo Spiegel, come la loro tarda et",quale, osserva in ai tempi di re Akbar (1550-1605 d. C). Perch", gran parte,con altri essi vengono ed esegetica, dall'India, scrittidi natura teologica opera di quei Parsi che fui dal settimo secolo dell'Era nostra l" trovarono rifugio dagliArabi. Ma, sebbene di tarda et", quando la Persia fu,conquistata hanno
conservato

tuttavia molte

tradizioni assai antiche,e la

conoscenza

toccato appena ci" che Ond'" che soltanto di volo,ci viene per essi. contengono, come per lo Spiegel, dice ancora non gi"per altro pregioche possano avere, questi racconti tradizionali hanno qualchevalore. Devono appartenere a diversi

di certi miti

che Firdusi ha coi loro particolari, antichissimi,

autori,ma,
fino
a

per quanto

ce

ne

consta,

nessuno

dei loro nomi

"

giunto

noi. ci " noto quanta e qualesia la loro anche i Parsi in Oriente che non possedere pur
sono

147. Nemmeno
ne e

devono che quelli

perch"molti copia, fra noi, sono giunti

Adunque
studi,sebbene
lo
ne Spiegel

in

teche. inediti nelle nostre bibliogiaccionoancora giunti, di cognizioni e nello stato presente tanta scarsezza degli
non

questo genere di scritture


ha

sia di gran bastano

momento

ricerche nostre, siamo

di tre costretti ad appagarci

lunghiframmenti

per le che

i qualituttavia pubblicati,

perch"noi possiamo

molto lontana dal vero. farci del genere un'idea forse non mito 148. Il primo brano, adunque, narra ampiamente il meraviglioso del
re

Tahm"ras

che

aggiog"Ahrimane
un

lo

cavalc",facendo

su

di esso,

ogni giorno,il giro del mondo


in
e pi" luoghi, ne

intero. II mito
cenno

fa

breve
sua su

" pur ricordato dall'Avesta versi : Firdusi nei seguenti


La sella gli ponea di E
a corsa

Tiilnmir"s venne
Pose in
su

con poi,

ceppiAhrimane.
ratto

Ei

magia dorso quel

tempo

in

tempo
attorno.

l'adducea

pelmondo

C(Mne

sedea, palafren
tradizionale Ahrimane dal
non

Ma

l'autore del racconto


in
e

racconta egli

modo ({ual
non

si appaga di questo poco, perch" che mal volentieri s'acconciava al

possente re che battiture in compenso, d'indurre la mogliedel re a domandargliin qual punto trovasse modo menti della terra egli, cavalcando, avesse paura. E la donna, sedotta dagliornaduro servizio riceveva

Ahrimane, si fece dire dallo sposo qualequel luogo si fosse. Esso era il monte Alburz, e per",quando al mattino che Tahm"ras sul dorso, lo sbalz" a Ahrimane si trov" all'Alburz con segui,
di seta olTertile da
terra
e

Non l'ingoi".

" dubbio

alcuno

in questo pei'ch"

racconto

strano,
si

considerata la grande fedelt" dei Parsi alle loro tradizioni

non religiose,

92

CAPITOLO

OLINTO

"

LA

l'OKSIA

EI'K.A

trovi fonte

un

antico noi
A

mito
ora non

che

i'Avesta

Firdusi

toccano

appena,

attinto

qualclie

che

conosciamo.
racconto

149.
ci" che detto
con

questo
narra

di Tahmiiras brano Gemshid riferito che

di pure

Ahrimane dallo

si

nel secondo
il
re

ricongiunge Spiegel,essendovi
di Ahrimane. d" Gemshid
e

si

in

qual maniera

qui " detto fi'atello di Tahm"ras,


il fratello dal ventre

l'aiuto

dell'angelo Ser"sh l'ignoto autore


questo
re

estraesse

Seguita poi
narrando
;

descrivendo fortunato

la felicit" del regno


a

come

giungesse
e

chiudere
e

la porta dell'inferno lo

dopo eglisi mostr"


maest" merito il reale.
e

superbo

ribelle

Dio,

Dio

pun" col privarlo possiam


marlo, chia-

della del os"

Segue
ritenuto
a

un

se lungo giudizio,

cosi

delle

colpe di Ghersh"sp
sacro

dannato

all'infei-no, perch"
un

percuotere
che il cibo.

fuoco,

dalla fra le

religionedi Zoroastro,
da lui accumulate
stesso
come

giorno
cuocersi cio"
e

la fiamma Si

tardava fa questo

legna giudizio nel cospetto dello


lo stesso

destarsi

per

Ormuzd,
difensore alle accuse,

Ahura

Mazd",
come

assistendovi
e

profeta Zerdusht
l'anima

il fuoco

accusatore,
per poco
la
terra
essa

rispondendo
tre

di col

Ghersh"sp
narrare

intanto

che

" tratta

dall'inferno, che che

le

sue

imprese
queste
d'imitar Alla fine

quando
narrazioni

liber"

da

mostri

la infestavano.
rasenta

In tutte
con

prevale un

fare grottesco

il

volgare,

zioni esagera-

deliberatamente

cercate, credendosi
col dir
cose

indubbiamente

l'autore
mostruose.

degnamente
del

l'epopea antica
noioso si

grossolane

lungo
150.

giudizio,l'anima

di

Ghersh"sp

"

Il giudizio che avanti abbiam che ben

pu"

dare

di simili

narrazioni

perdonata. gi" risulta


hanno
a

chiaro alcun

da

quanto

detto, cio" che, quanto


altro
era

all'arte,non

valore, tanto
Anche
ma se ne

pi"
e

il fine di chi si dedicava

questi lavori.
e

trovano

di scritte in prosa,
se ne

in

una

prosa

povera
non

disadorna;
parci. occu-

di queste, A

facilmente

intender"

il

perch",
arrestar

dobbiamo le nostre
come

questo
alla
nata

punto, poich" qui dobbiamo


tuttavia
il

ricerche

intorno iranica ricevette

poesia epica,vogliamo
dal
sua

osservar
come

soltanto vita

l'epopea

popolo

per

popolo,

ebbe

finch" rigogliosa

la

pi"

bella veste

poetica dal genio di Firdusi, cosi, dopo di


ritorn" al

lui,passato quel tempo


le
e

essa propizio,

popolo da cui

aveva

avuto

discendere da quell'alto origini. Allora, per rifarsi popolare, dovette Firdusi innalzata l'aveva nobile e deporre l'ammanto seggio al quale
e e

reale

vestir

cenci

di gente
a

da

fattasi ti'ivio,

essa

stessa

nei

trivi i

rula gar-

ciarliera. Intanto,

quell'altoseggio ch'essa ha abbandonato,


ma con

" salita,
zesca roman-

con

molta
tutta

presunzione,

merito
e

assai
tutta

minore,
data

la

poesia

tutta artificiosa,

sentenziosa

al filosofare.

APPENDICE

ALLA

POESLA

EPICA

A.

FIRDUSI

Il Liliro

(lei Ilei.
epica).

Sol per ci" ch'essa vede, in s" le trova E in se le crea ; ma con tal core e tale
e con Spirto questa mente e con tal lingua. l'Eterno Nato mortai come potria Ben lodar? si conviene. Degnamente

(per la parie

1. Lodi di Dio

del principio

poema. nostra, arriva

In

nome

del
mente

Signordell'alma
autor, che
non

Ben Tu

si convien che l'essere di Dio

Di nostra

confessi,evitando
e

ogniparola
in core.

a pi" sublime cosa. pensiero di gloria Iddio primo " signor eterna, e primo altere Signor delTampio spazio, E guidaa tutti noi. Signordel mondo.

Uman

Inerte Tua

L'adorando stolta.
e con

via cercando

profondo pensier

Ha gran potere sua legge. Chi sapienza ha in s" ; per sapienza


un flingiovanisce cor

Meditando

Signor del ciel rotante,


E

un a

dona giocondo fulgor alla luna


e a

gaio le stelle.
e

vivo

gi"vecchio
non

stanco.

Eppur, verbo

mortai

fia che

passiv
trova

Dona

questo sol. Ma

intanto

Ch'ei trascende

ogninome,

ognipensiero,

Mai questovel,che uman non pensier All'essenza di Dio libero il varco.

Ogni segno sublime,a ogni pi" bella Parvenza ei d" splendor, lume e colori
Profonde ovunque. Se veder non ponno Il tuo primo Fattor questi occhi tuoi.
Ai

2. La

'^. scoperta del fuoco

Con breve scorta Un

Hosh"ngl'ertamontagna
cosa e

occhi tuoi fulgidi anche


umano a

Che Per

dar rancura, non via non ritrova pensier Lui. Trascende Ei solo Or tu ben sai

di salia, quandogli apparve


e

Lunga
Era
e

lontana. Mobile

veloce occhi gli

fino giunger

bruna

soverchio. Erano

Ogni nome,
Che
ove

ogniloco.

sorpassi ognivisibilcosa
non

Come fonti di sangue, e il negro fumo Che dalle fauci spalancate uscia, L'aria offuscava, Prudenza E
una con lliguard" con

Alto concetto, l"n col" Terreno


e Spirto o mente spirto

giunge
11 nostro
sua mano

molta

umana.

il saggiore,

molto senno,

la mente

ancor

libra in

alla afferrando, pietra


mosse.

Iddio possente,ed Ei come In librato pensiero esser Proclamarlo Vuoisi

potria

Ratto si Con
;

Via

battaglia la pietra scagli"

qual", non
a

compreso? umani san gli


crea

forza di regnante, e il negro dinanzi a lui. Serpe ratto fuggi la


sua

per" che tu
a

servirlo accinto

Ma

la

minor pietra
e e

forte

Sempre ti serbi
Parole

in umilt". Se

Url" di contro Un cotal poco,

si

spezz"con

maggiore quella

favellar la mente

nostra.

scaturia

dall'una

(1) Questi passi del Libro (FiRDCSi.


Il

dei Re dal

sono

secondo
in

la mia versi

traduzione italiani
da

dell'intero Italo

poema

Libro

dei

Be,

recato

persiano

Pizzi, Torino

1886-89, V. Bona, S volumi). (2) Vedi il paragrafo 80 di questo capitolo.

94 E dall'altra una
Tutto Morte Ma
e luce, un

APPENDICE

ALLA

POESLV

EPK.A

chiaror vivo ebbe

Dura ilfavor di lietasorte,e


Pianta che si lev" E
su

quella

Non loco rivesti. quel

e altera giovane corona

serpente ; per"l'orribile

l'altre si estolle, una antichi. Io prenci

che uscia da sue l"t"bre acceso ({nel E ful2;ido te'chiaro al prence splendor, Che chi,t'erroimpugnando, a tutta forza vivida scintilla Batte le pietre,
tratto

con Tocca, e l'avr",

quell'antico seggio
ti consegno,

De'

ag-

Questo nipote mio^, Sam


^

[giunse, battagliero.

un

uscir ne fa.Ma ilre del mondo

Che di

da questade' mortali partir

di Dio venne Nel cospetto adorando. che l'Eterno in dono Benedicente,

Infima sede per me giunta" l'ora. Amico tu gli tu lo soccorri sii,


sue; Nell'opre

die,ponendo un Qnesta luce gli segno

Agliuomini cosi, ver cui voltarsi Dovean pregando, e il re, Luce divina " cotesta,dicea ; chiunque alberga in l'adori! con virt", Saggezza petto lanette cima Venne e sull'alpestre di montana Un gran fuoco dest", qual
Vetta culmine Festa

Valor

con

senno

deh! fa che per te solo ! virt" dispieghi e con

A Minocihr prese la mano allora sire in Il vecchio della terra e mano A Sam

la pose, indi lev" la fronte

Inverso al

acuto, e intorno al fuoco


con

e disse : 0 di giustizia cielo, in ogni tua Eterno Re, verace ben dicesti Io sono : un giorno Promessa,
"

Il prence si rest"

la sua

schiera.
e

Il

e d'ogni signordi giustizia oppresso


"

indisse in egli
e

notte quella

vino

Aiutator!
Mi

Giustizia mi
e e

rendevi.

Bevve pur anco Festa die il nome. Rimase E nobil Fosser


1 in tena
re

di Sad"h alla gaia Cotal festa poi

recavi soccorso,

de' miei

padri

Il serto mi donavi

con

quelserto
Signore,

del sapiente qual


viva. Oh!

Il suggello Cosi,o regal.

memoria

molti
senno

a pari quaggi"

costui nel sede

Ognidesio di questocore ardente Esaudisti tu solo.Or tu mi reca


De' beati al Pi"
non

! La terrena regnatori

alcuno soggiorno. Indugio

Adornava

ei costante

la fea lieta,

Si che la gentef"'di lui l'icordo anni appresso. In bene ognor per tutti gli

loco soffrequest'alma, e in questo m'" rimaner dolce. non pi" Angusto


Tali
cose

compiute, all'improvviso

3. Morte A Sam
2

del

re

[-^r"d"n.
ac(juesti

Cadde la sorte dell'antico prence^,


E caddero i suoi di. Son vizze omai

che ratto

in giunse,

Della Ad

tutte regal pianta

le foglie.
ei

L'antico^ sire favell":E)itutti


I il pi" famoso,ecco prenci
suo

[centi

ogniistante misero
oscuro

piangea
un

Al termin

questamia

Tempo vid'iopassar, che cielche sul mio capo Compiea quest'alto Ratto si volse. Ed or, quel vago ed agile
si curv" *, che Cipresso
non

gi"tocca vita.Un lungo molti giri

E vivea tristo e sconsolato ;

canto

Solitarioed E al trono

alla corona

De' suoi tre prenci'^ pretella. occhi ei si ponea le tronche Innanzi agli Testeeinperpetudduol, sempre piangendo,

per sempre

Cosi dicea : Pass",fecesi oscura

(1) I primi re
la terra.

dell'epopeapersiana si

consideravano

come

signoridi

tutta

quanta

(2) Principedel Segesl"n. V. paragrafi29, 30 e SI del ca[)itolo. (3) Il re Fr"d"n. V. il paragrafo 80 del capitolo. (4) Cio" la sua persona, gi" bella e giovane. di Fr"d"n. V. il paragrafo 80 del capitolo. (5) Il giovane Minocihr, successore (6) Il re Fr"d"n. del re Fr"d"n, periti (7) I tre figli gi" di trista morte. V. il paragr. SO del capitolo.

96

ArPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

Dal caste!di Milir"b ^ d'alma

serena

cielsul capo Quest'alto Che Mai sia pari, e gli


non

cavaliere
un
"

Queste ancelle inviava al tuo giardino


Cotesto La vaga donna di Kabul. Come intese Dest"n 2, balz" quel core,
"

si famoso

prode
L'ancella

fu vistodal destin.

Sorrise alloraal Avvenente

giovinetto paggio,

Si cbe

pelmolto
con

amore

al loco

suo e

Pace ei non
venne Rapido

ebbe. Pien d'ardore


un su suo

d'ansia

valletto.

disse: e si gli qualluna, Deh ! cotesto non dir, che nel castello Di principe Mihr"b sta una fanciulla.

Corse del fiume

la sponda, e allora

Quale sovrasta al tuo signor del capo


Veracemente. E la donna Candore Divino Ambo
Le
un son e

Ch'egli
Le

dall'opposta parte chiese al paggio arco un giovinette,


scoverse

Pari ad

un

arbusto

bianca d'eburneo gentil,

E si brandi della persona. Andava allor qual A piedi se cacciasse; e quando Vide

bella, e

fanno alla sua

fronte

serto i bruni

ricciattorno.

nell'acque bruno
ini

che lo Il garzoncel

augel, per lui c he seguia, avea

fieri gli occhi

suoi, piegate

in un sopracciglia

bell'arco, e ilnaso

Rosate guance, tese all'arcoil nervo, Voce di quel Il pose in man gagliardo. Allor mand" chiare dall'acque perch" Zal la veloce Si levasse l'augel; Sua saetta avvent" rapidamente. S" che dai voli suoi f"' in

stelo. un qual d'argento picciol Angusta bocca


come

E la sua

angusto" il core
i suoi

Di chi nel duol si sta. Ma

Ampi
Si

hanno ricciqual monil che al

capelli jjiede

occhi suoi, e gli cingonle fanciulle,

gi" discendere

Casti e

ferito.Rubiconde allora L'augel Si f"r l'acque del fiume,e Zal,Deh ! passa, Disse al turanio garzoncel, da quella recami ferito tu l'augel e Sponda, Che l'ale ha tronche. Dentro
-

d'un languor pudichi, soave, fiorenti Qual di sonno, son pieni, e son

Le gote sue, nero qual muschio ilcrine. Il lieve respirar par che sua via Tra labbra non quelle alfinche non " Sappi CJie le sia
Ma pari.
*

ritrovi ; donna

tu terra

a un

navicello

quiin

Il turanio garzon ^ l'acque passava Arditamente e ratto alle fanciulle Venia Col
con

noi

quiscendemmo

di Kabul,venimmo Rapidamente Al sire di Zab"l che veramente Cosa vaga saria, leggiadra cosa. Zal Rud"beh nostra. a congiunta Per
amor

fieroincesso. Or, le donzelle

dell'iranio prode giovinetto

dissero D(dce la lingua discioglieudo, Parole acconce : Oh ! chi " costuiche braccio Ha di Di

Veder

di colei leggiadra e adorna,


arte

leone,

eroe

? Sire gagliardo i dardi suoi? Che vale


suo

Cosi ciascuna delle ancelle tutto

qual gente si vanta, ei che


un

in tal guisa A Zal Noi Di

che manifest",

era

questa

Dall'arco avventa
A lui dinanzi

Perch" di leile rosee di Sam quel figlio


11 leggiadro garzon

labbra al labbro
fossero conte. cosi

nemico?

Pi"

degno cavalier gi"non


suo

vedemmo.
e

rispose

Sire del

desio

con

arco

freccia.

Alle fanciulle:Oh!

si davver! che bello

allora pose i denti suoi Rapido Alle labbra ilvalletto e cosi disse: Deh !
non

" ({uesto in ciel, sol che splende congiunto


Alla candida luna !
"

si come parlar,

Prence sovrano!

Ei del Nimr"z

del mio fai, " sire,

Quando, ridendo
di Sam: Figlio
Deh!

aiu'or,

da lor tornossi

i monarchi di Sani,e sogliono Figlio

l'inchiedeal'illustre Il giovinetto, chi " colei che teco

Anche

dirlo Dest"n. Ci"

non

si volile

(1) Principe del Kabul e padre di Z"l. Altro nome ('2) (3) Questigiovanipaggi,secondo
del Turan.

di R"d"beh.

erano l'epopea,

quasi sempre
era

venuti

dalla

regione

(4) Quasi

lo stesso

che

Segesl"n, paese

di cui

di Z"l. signore Sani jiadre

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

97

In secreto Or Se

Tutto parl"?

ridirmi

De' suoi

si fosse.Avea, congiunti, qnal

quid"i tu. Che


a me

ti dicea colei

una Qual gaiaprimavera,

celletla,

ridente ne ritornied hai Ci" che

Schiuse le labbra e de' tuoi denti mostri L'arsentino candor?


"

ne

udia,

Ridisse al prence il garzoncello, e parve ilcore di quel gagliardo Ringiovanir inatteso. Ei disse allora Al giubilo Al lee^iadro garzon Alle ancellecosi : D'esto giardin con Gemme Un mio Con E In
auro con "
:

e grandi i volti. L'adornar di drappi Dipinti Tessuti in ("ina, lucenti v'apprestar Dischi di fulgid'or, ancora sparservi

Ov'erano di

di possenti

E smeraldi

corniole, e vino

nuischio

Vanne, dirai
non

violee rose, Ed ambra mescolar, Anche narcisie tulipani e rami Di di spiconardo ancora. gelsomin,
oro rose

Deh!

uscite

Un solo istante dal


voi

che forse giardin, le purpuree


rose

Dall'altra banda. Eran turchesied ed acque eran di nappi, Le lor bevande. Ecco ! saliasoave Lor colmi Della fanciulla come Come

Ancora ". riporterete Da' suoi tesori

Non tornino al castel, per ch'io secreto


inv"i. messaggio
"

fino al sol dallacelletta Fragranza sol leggiadra.


Oc?

gemme

ei si cerc" monete cofano leggiadro

ilsol fianmiantee chiusa disparve

di gran prezzo, intesti drappi cinque

del ciella portafulgida. Fu dell'aula Che la chiave del sole iva Gi" E La
si compia. Tu l'opra duce d'eroi mosse quel

fulgid'or,
con

un

perduta,
"

Colmo di gemme di gran prence degne, orecchi suoi E di orecchini dasjli Anche si tolse, e due, per la leggiadra Fanciulla di Kali"l, anelli, fulgidi Minocihr nobile Di prence dono. Trascelse con
amor. a

and" un'ancella: Tutta Di Sani al figlio muovi ilpasso. al castello


va

Cos" come

fa l'uom che Ad

cercando
terrazzo
e ascese

F"' un

cenno

disse :

sua compagna. Ella che avea rosate

un

Questo recate

A ninno le fanciulle.
"

voi recate ascosi. Sen favelli, ma Con ardenti parole monete e con

con

corsero tesori,

i valletti
e

occhi guancie gli come un Nerissimi, agile leggiadra alta dal cielo sovrasti cui a Cipresso, Perfettaluna. Come apparve lungi Quel di Sani cavaliernobile figlio, Schiuse le labbra
E talvoce
sue
:

Alle

fanciulle adorne cinque


e

vaghe,
nome

donna l'inclita
te discenda

le gemme Loro affidar

l'oroin

mand"

Lieto venisti,

Di ZaI,del regno gran vassallo ; e tosto Di Rud"beh le ancellead un leggiadro Vallettofavellar:Mai


non

Giocondo

! Su garzoncel

Benedizion d" Dio, scenda

si resta

Cui,

come

te,

nasceva

un

quello ! Oh ! care, figlio


su

Cosa in secreto, in pria s'ella resta non Fra due soltanto s'ella fia tre a nota, ; Secreta Un Or intero pi"non " ; se a quattro, Or la conosce. tu, prudente, popol e avveduto, a noi del vero tu, saggio
cosa

Oh ! dolci a questocor le ancelle mie, dal capo al piede, ben tu sei, Che quello Che descrissero a me! Pel tuo bel volto in Gaudio ha ilcor
La notte ombrosa si converte, giorno alla soave d'ogni gente tua ! Tu in questa guisa adunque Fragranza da' tuoi, Venisti a pie padiglioni stanchezza venne! E al tuo piede regal dall'alto d'eroi E quel come prence occhi ud" la voce, gli Di quelle mura che volto Lev" d'un tratto e leiscopr"

Favella omai. Se alcuna Tu la disvela a noi. Di Zal che nel


"

caseosa.

Come f"r conscie

amor suo pace o riposo N(m rinvenia, l'una ver l'altra dissero le fanciulle : Cadde Malignamente

Il leon fero dentro al laccio, ed ora Di Rud"beh ildes"o, di Zal la brama omai ! Ben Compionsi lieto " questo ! augurio

gemma nitida le gote accese Il terrazzo splendea, Tutto il loco rendean lucente e chiaro
Avea di sol.Si
come

allortutto apprestava Rapidamente Rud"beh di nascosto intenta,


Pizzi, Storia
della a

s" ch'ei rispose: rubili, Qnal fulgido Donna


voi. II.
,

ognuno
poesia persiana

Icuyiadra, venti-a

te saluto

98 Da me,

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

dal ciel benedizion! Deh! quante

Stolto !

su

lei ch'" l'alma mia, mandando


cor

occhi l"ggeiido all'astro Notti per te, gli dinanzi a Dio Della Spiga sn in ciel, Santo E
e verace

Nel ferito suo Da


un suo e

strai di dolore. ad arte laccio, nodi que'

valletto prese un
entro sporgenti

stetti, lagriniando
del mondo ilRe
sovrano

L'intorse

n" pose indugio. l'avvent",


a

che pregai

Un de' merli

Secretamente ilvolto tuo si bello


Mi addimostrasse ! Or

cosi dal basso Del laccios'impigli";

Alla tua voce, Oneste si,di grazia adorne.

nel core giubilai alleparole tue

Fino alla cima il giovinetto eroe Salir potea. Come si assise in alto L" sul terrazzo delle mura, a lui Corse la vaga giovinetta e onla^"gio Si Ma quella man gli prest". le prese ed ambo Ratto il garzon nella sua mano, Movean com 'ebbri.Dal terrazzo allora Gi" discendea del nobile castello Il giovinetto, man quella Giocondo
ramo

Cerca,

Cerca un'arte sottil che via dischiuda


A che parlar dovresti Al tuo cospetto. de' muri, io sulla via? Tu dall'alto

Del

d'eroi come principe


avea

la voce
e

lidi colei che

sembianza

volto

Di leggiadra Peri i, subitamente il capo. Sciolse le trecce sue da sommo Sciolse da la persona, alta ed eretta Quale arbusto gentil, laccio, pieghevol

di lei, Scesero insieme ben

d'una bella pianta,

nella man. Stringendo

Alla celletta scesero auri-fulgente,


re

Qual si nero
Di lacci un

lucente unqua non scaglia A quel di gran consesso di luce, vibrator.Ricci su ricci Era, pieno un
e

degno. paradiso

Eran davver A

inserti quaiserpentelli
sovra

Veracemente, ed
In

eran

le fanciulle

Pi" in

ciocche serpentelli, dal mento. gi"

ciocche

piedinanzi a

lei dagli occhi bruni.

Cosi fu che ratto

Ella cader lasci" da' merli sommi I bei


il piede che,scendendo, capelli Toccar di quella torre,indi dall'alto
mura

volto e l'inclita Zal per quel statura. Per tanta maest", meravigliava, ed crine; Meravigliava per quel ella Avea collane ed orecchini e armille,
e si parca e gemme, fulgidi Drappi Quelle a primavera. Vagogiardino fiorenti Gote sue tulipani eran

Dell'ardue

mand"

voce

disse:

di talche Prence,t"glio A

gi"nascea

Di valorosi, or fa di salir ratto


me

la persona tua, quitraggi


e

Entro I

e ciocca sovra un'aiuola,

ciocca

Dilata il pettoleonino La tua

le cadeau. Ma l" seduto capei di gran prence mano un quella capi D'esti capelli miei ; per te soltanto Divina maest",con lei, qualluna al petto Vennero all'uopo le mie trecce. A questo, Adorna di splendor. Sospeso A questoini voU'io crescermi ilcrine. Un pugnale avea, sul capo un serto egli la donzella m'ama Perch" un giorno chi bei Di e rubini, gentil porgessero a E Zal guardava Inattesa un'alta. Dal rimirarlo non quietava ancora. La vaghissima volto avidamente Ma furtivain (juol donna e si stupia ammirava Pei' quelvolto s" liello Stavasi a riguardar; crine, e il lungo quello Indi tal bacio su le trecce brune Braccio gagliardo e la cervice eretta, che di quel bacio il chiaro suono Di lui la maest",l'alta statura. Stamp", di sua tremenda clava, Dall'altoud" la giovinetta. Intanto Onde, al colpir Ei cosi rispondea attrita e pesta Sfasciavasiipial : Non cosa giusta polve n" splenda mai (piest'almo Una montana inver, Fiaquesta rupe. Ella pi"assai Sole nel giorno ch'io porr"la mano, delle sue gote Mirava allo splendor schiudi di re! Prendi de' Zal si restava in
" "

fate di str.aordinaria belt",alate, protettrici (1) Le Peri sono degli uomini, secondo Secondo che conducono fate malefiche l'epopea. sono gliuomini a perdizione l'Avesta,
con

la loro bellezza.

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

99

Che ranime Il suo


E
cor ne e

accendea,si che pi" assai

avvamp".F"r

caldi baci

amplessisorsi di fumoso vino,

venia dai padiglioni strepito Di timpani sonanti. Un mesto addio Disse alladonna sua, vaga qual luna, Zal Fortemente giovinetto. al seno

che ilnobile leone Se pur to2[li

in potersuo non La strinse, trasse. preda qualsi serra alla sua trama L'agile d'eroi duce D'un bel cosi Ambo di lagrime Alfin, parl" quel panno l'ordito. Deh! tu, dal seno Alla donna gentil: e al sol che gi" montava, Empir le ciglia hai Sciolser ed Candido quale la a favellar:Del mondo fragranza lingua argento, donna Luce divina, anche per poco, a noi D'intattomuschio,o vaghissima che allora Per Qual cipresso contrastar, tu non dovei hammando gentil, sappi Salir pel onde estidue tapini. Che Minocihr sapr" cotesto, mai cielo,

Consenziente in ci" Sam di Nir"m


~

non

Ila^. La

voce

lever" pur nell'ira.


a me verranne

Alla prova d'amor, per la tua vista Non dovesser del cor subitamente Il vincolo spezzar ! L'attortolaccio Zal da l'alto avvent" di quellemura,
"

e contro Spumosoillabbro,

In gran corruccio. Ma pregiata cosa " sol l'anima mia, ch'io la persona
a Appresi

E il vago amante

dal castel discese.

si che dispregiar,

non

calmi 5. Andata Ma
a

Di rivestirla mia funerea benda. Or

di Rustem

al monte

Alburz^.

qui, per
me

Dio

giudice nostro, signor,


il tuo

A te

promettoche

pattomai
Lui

quelfior d'ogni gi"di l", pi"forte,


guerriero, percorrea
sua un

Per

infranto non

ha. Dinanzi

R"steni

strada

Andr"

adorer" compunto pregando,


costume

Verso l'iranio Ecco ! ad prence^. Adorno bello ei vide


e

miglio

Qual "

dei devoti a Dio, di pensier


e

eccelso monte, Pel sentiero d'Alb"rz,


e un

Perch" Sam

del mondo cavalier, perch"

loco. V'erano

L'inclitore ^, da Contro
a me

castigo

Alberi molti

correnti fontane.

di vendetta

di corruccio

Eletto loco ad abitar d'un

prode

Puro facciano il cor.

La mia

preghiera

L'Eterno ascolter", tu alfine. perch"

E novello garzon. Vicino all'acque Era postoun bel trono, e tutto asperso
e

di rose Era d'acqua mi siicompagna. Al cospetto d'ognun, muschio. Un Intatto Io pure, io pur, gli la rispondea bella, Dinanzi
a

di odorante

giovinetto, quale
in ciel sereno,

Dio, la tua promessa


mia lingua

accolgo

" raggiante la luna


Su

E la tua fede. Su la Che altridi

queltrono sedea,dell'ombre

fresche

In testimonio sta il Fattor del mondo


me non

l"a signore e donno


e gloria regal seggio crescea

In parte eletta, e molti eroi dintorno Gli fean corona, con lor cintial fianco,
" costume. Qual di prenci

Fuor che Zal valoroso, inclitoeroe,

Era in quel loco

Quale ha

corona
"

Una festa regal, qualdilettoso Paradiso del ciel piacente e bella. Come vider l'eroe su

E maest" ! E

Cosi

l'amore
"

Adegui istante.Lungiil senno


Fin che dal loco suo

omai,

sentiero. quel
incontro

il desio, che fu cotesto prossimo

Tutti dal loco gli moveano

l'albalevossi

Gli accoltiprenci, f"r vicini e poich"

di Z"l e diff"cilmente avrebbero acconsentito alle nozze (1) II re Minocihr e S"m V. il R"d"beh di straniera idolatra. era e R"d"beh, perch" paragrafo81 del famigha capitolo. (2) Antico eroe padre di S"m. (3) Il re Minocihr. (4) Vedi i paragrafi82 e 83 del capitolo. che abitava sul (5)Il principeQob"d della famigliadei Kay, eletto re dagliIrani, di
monte

Alburz.

JOO A R"slem

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

Col tuo bel viso all'alme nostre. Ancora innanzi vennergli pi"d'assai, Prestando omaggio e dissero: Gagliardo, Di Qob"d manifesto e certo indizio A te dar",qual oltre " veracemente, Inclitoe ilkistre, passar non puoi tuoi il costume. Da questaparte;gli Qual sia l'indolesua, quale ospitanti * Da Uaklish di noi Noi siamo e tu caro. discese, nembo, l'ospite rapido qual Il valoroso, indizios'ebbe Al pregar nostro quidiscendi adunque come in corsa Un cotal poco, onde alla gioia e venne alquanto Di Kay Qob"d per essi, Di quel fiume sul margo, e l" si assisero Ci abbandoniam,beendo un \in fumoso In tuo
o celebrato eroe. ricordo,

Gli accoltieroi sotto

un

albero eccelso
un aureo

eroi da l'eretta Incliti cervice,

Da l'ombre fresche. Sovra

trono

Il valoroso Andarne

m'" rispondea,

d'uopo

Si assise allor l'ignoto giovinetto E di R"stern la


man

Alb"rz per cagiontale Di grave peso, n" mi lice, o prodi, Ristar da l'opra e grave mia, che lunga al monte Ci sta dinanzi la Di rei nemici E In
son rancura.

nella sua

mano

In dolce atto si prese. Un aureo nappo Di dolcissimo vin colm" con l'altra
E
con esso

ingombro

de' Persi incliti in guerra


ancora

lamenti

ogniconfin d'Irania, ed oniei queruli


la nobile

F"' ricordanza. Un altro nappo Colmo di vino Cos"


a

R"stem

asseErnando,

casa. ogni re

Dell'iranio trono

Tu, parl":

celebrato eroe.
entro

Priva " di

grandezza.

Di Qob"d mi chiedestiindizio certo; Da chi


ti veiuie dnn(jue
"

N" mi giova gustardel dolce vino. N" molta pace con Pel dolor mio Nel dilettofra voi.

la mente

poss'io quirestar

Cotesto nome?

E R"stem

rispondea:

Lochi alti0 bassi in camminar

non veggo. Inclito eroe, dicean pur quelli intanto. Io quirecai. L'altezzadell'iranio Trono apprestar li nostri prenci Se all'Alb"rz ne vai tu con tal rancura. e sire ne o di tua gloria dovresti, amante.

Del gran vassallodell'iranioimpero^, Con anima serena, alto un messaggio

Dir

Acclamaron

Chi mai col" vai tu cercando. Noi Siam cavalieridi

quelloco eletto, Fino al monte d'Alb"rz! L" tu vedrai Noi che un convito qui apprestammo. A tisarem Che vai cercando, noi duci,[quello Animoso Qob"d fra genteaccolta. fa qual Un saluto gli anche pi" assai di regnante. E se d'uopo " d'aita, Ma innanzi a lui non indugiarti, assemblea Per te faremo. All'inclita ancora Fosse i Cos" rispose lochi che prenci allor: Vive in quei ancor per poco. Digli Lui domandano del grande D'elettastirpe sol,che per lui solo un re. Nome " Kay Oob"d, rampollo La grandezza ch'" del seme del trono iranio ". apprestar
"

Qob"d. E il padre mio, L'elettod'ogni duce, ei che s'appella Zal valoroso, dicea : " Deh ! vanne a me

Di

re

Fred"n, di nobile des"o.


e verace.

Giusto

Se di voi

Bene il ricorda, a Indizio certo.


"

qualcuno Kay Qob"d mi porga

Che se porgere a me certo un indizio Di lui tu puoi, e quello intanto, porgilo Cosi conduci al Di R"stem
suo grado regale.

Il fortissimo eroe

valoroso alle parole


seme

Come disse cotesto,allor che intese I dettisuoi la nobile assemblea. Sciolse la lingua di Ho io di

Sorrise il giovinetto e cosi disse:

Eroe, del
Prence De' E

di Fred"n

son

io,

que'fortiil duce
un se

Qob"d,e
come

i nomi tuttiio serbo

E cosi disse: Manifesto In questo nostro

Kay Qob"d. Che

segno tu scendi

miei nel mio fedel pensiero. padri chin" la fronte l'ud",

R"stem,

luce darai ostel,

gi"balz" dal ossequioso

seggio

(1) Nome (2) Cio"

del di

cavallo

di R"stem. che consigliato si chiamasse

Z"l, che

aveva

Kay Qob"d

al trono.

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

101

e disse: 0 re dei regi Aurifulg-eiite de' foi'ti, o sostegno terra, Dell'ampia dell'iranio Schermo de' prenci, trono Conforme al piacer tuo sia la grandezza E caggiano le belve ardimentose Entro a' tuoi lacci ! Il seggio imperiale ti loco sia, e Degno grandezzagloria Al re del mondo T'accompagnin quaggi"! Io quireco un saluto, saluto e quel E di Zal battaglier, fiord'ogni prode.

Esto Del Di

e giunsemi gagliardo, per esso fortiil lietoannunzio. serto di que'

E R"stem Della Al
re

allor che intese valoroso,

di que' due falchi, quel sogno regal, luna splendida, corona come de' forticosi disse: Un segno " ilsogno tuo. Tu intanto messaggieri
in Irania andiamo, perch" lor gagliardi, recando alta,
re,

De'

0 Levati,

Appo i
Andiam

correndo.

"

Come

vampa
suo

allora.

Che

se

al

suo

servo

ne

fa cenno

il sire,

Sire Qob"d balz" dal loco


E in sellaal
suo

10 la linguasciorr", dir" messaggio De' guerrieri d'Irania a cotal prence D'alma


serena.

destrierde le battaglie

Gittossiratto. Strinse la cintura A' fianchi R"stem,


E
con

Dal loco suo Di R"stem 11 valoroso

Qob"d animoso, levandosi, porgea


"

nembo, rapido qual fiero Qob"d partissi. prence


di R"stem

La mente, il core

ed il consiglio al dire 6. Incontro Come R"stem


con

Sciolse la lingua battaglier.

Eul"d'^.

del duce iranio ^ allor, Il messaggio a ridir. Come pur giunsero All'orecchiodel
re

viator solingo

si tolse

detti suoi, que'

Balz" nel petto a re Qob"d il core Per molta gioia, e. Qui recate intanto, di vino un colmo nappo. Voi, Disse, ricordando a nome, Questo gagliardo Al labbro vostro l'accostate.
"

allora da l'infausto campo E riprese via. Ciunse ad un loco sua Ove luce
non era. era

Una

profonda

notte Caliginosa

nell'etra.

N" in

Allora

Bevve

valoroso nappo di vin quel E benedisseall'anima del sire.


un

le stelle, notte risplendean quella La luna non splendea. Ben detto avresti Che incatenato ilsol lungi dal cielo Era co' raggi suoi,ch'erano avvinte
a

col purpureo vino compiuto Fu il giro fra gli eroi, poiche pi"accese Del novello signor si fean le gote, A R"stem E in Come generoso ei cosi disse: Con l'anima serena un soglio io vidi,
esso

Come

Dentro

nodi d'un laccio le ridenti

Facelle de la notte. Il valoroso Le


a Rakhsh briglie

abbandon"

sul collo

E trasse

Per l'ombra fosca a Non fiumi Giunse ad


o un

n" dintorno ei giunse innanzi, monti o valli, scerner E ruscelletti.

mi

recavano

lucente
corona

d'un tratto, poi,


e

sole una fulgido

loco luminoso

chiaro.

Due bianchi falchida l'irania terra. Con fiero incesso, veni"no rapidi, Essi da me, sul posavanmi

L" 've la terra

quald'un

verde ammanto

Quellacorona.

capo Poi che desto fui.

Eran le messi Tutta ei vide coperta. ivi la gente Nel primofiordovunque;


e v'erano dopovecchiezza, Ringiovanla Erbe verdi a l'intornoe corsi d'acque. sudor tutta era molle D'un tepido

di speranza in quella Corona rilucente e in que' falconi Candidi


e

Pieno ebbi il core

belli.Ond'" che, di

re

degna.

La veste militar sulla persona Di R"stem si che gli venne battagliei',


cor

Una festaapprestai, si come

vedi,

In questa guisa di quest'acque al inargo. Come candido falco a me quivenne

Alto

un

des"o nel

di

sonno

quiete;

E tosto ei si lev" la sua

villosa

(1) Cio" di Z"l. delle sette avventure (2) " una andava liberarvi il quando egli a 83 del paragrafo capitolo.

incontrate
re

da

R"stem
e

sulla via accecato

del dai

M"zender"n Devi. Vedi il

K"vus

incatenato

102

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

il petto, che copriagli di tigre Spoglia onde stillava Dal sudor penetrata, Il i'ulsid'elmo ancora, e l'uno e l'altro
Arnese

Venne Fra le Un

con man

il misero custode. pianti i due divelti sanguinose disse: e si gli recando, "

Orecchi suoi
uomo

de' caldi raggi al folgorar

di paventoso l", aspetto

Egli espose del sol. Poi che di quiete, in lui Poi che di sonno pi"possente
le briglie Necessit" si fea sentir, Tolse E al suo corsiero, rapidamente libero illasci"peiverdi colti, seminate. Ancora
corazza
e

villosa Qual negro Devo ^, e cinge una di tigre ed ha ferrato l'elmo. Spoglia
" Egli

Tutta

pianura occup"da questapartea quella,


un corazza.

Ahrim"n

che la vasta

Ovvero "
Della

Per le campagne Ei si vesti la sua Come

serpe che dormia nel cavo Io corsi a lui, dai campi


e libero destriero,

l'elmo

Per discacciarquel suo Ei


non

d'un fasciopoi ilsol li asciug",

lasciommi gi" pei verdi

campi

leon D'erbe virenti, qual

selvaggio,

N" volle che al destriero io m'accostassi; in pielevossi intanto ma fiat", mi Ambo gli orecchi e ancora divelse, Gi" si gitt" sonno. quel per ripigliar
scoverse,

la targa Si f"' giaciglio, e postasi Di sotto al capo e dinanzi la spada, vi pos" La man su l'elsa. gagliarda allor che vide Ma de' campi il custode, Libero entrar Di R"stem colti ne' verdeggianti
venne

Ma

mi quando

Subitamente;non

Udi cotesto Eul"d Ira del

si lev" d'un balzo

correndo il destrier, urlo ambe

e per rapidamente cor

la molta

e un Precipitoso, A Rakhsh,al cavaliere Gli sgangherava.

le labbra

si cacci" fuori in

guisa

batt" con Ei s'accost",

un

nodoso

Di negro fumo. Ei si,veder bramava Chi mai fosse costui, cagione per qual Tanto mal fatto avesse E custode. Ai semplice
e a

Ben si destava Legno costui ne pie. R"stem dal sonno, eroe gagliardo, e quegli Gridava intanto Ahrim"n
con

fedele quel

campi suoi
e molti adunque,

stridentevoce

Verdi

fiorenti ei

venne

Giovinetti il seguirfamosi in guerra. ^ che se'tu, perch" sciogliesti Libero Con spade 11 tuo destrierne' verdi campi? aguzze. Con tal scorta, ratto
contro Perch" illasciasti
a

chi

nessuna

Ei le briglie volt" del Verso Dato di R"stem. Destrier si volse

palafreno

Offesa ti rec"? Una

"

Senti nel petto

loco ove segnai fue quel gli

alle parole strane grand'ira Ratto ei si leva, Il prence^ divampar. afferra orecchi all'importuno Ambo gli E li stringe e li attorce e li divelle Dalla radice, u" parola seco Fa buona
o

Quand'eifu vicino
e

al suo era (E di battaglia bramoso), balz" ratto in sella, Fuori traendo la fulminea R"stem
e guerriero

spada,
qualnube

s'avanz"

Ambo trista.

raccolse allora

Che tuona in ciel. Ma

l'un dell'altro (juando

Gli orecchi suoi fra

grida disperate

Accanto si trov",l'arcano evento dichiar" con prontalingua. Questia quel disse. l'echi? Eul"d primiero Qual nome E chi se' tu?
il tuo quale " iltuo
terra Dell'ampia

Il custode de' campi, e l" restossi Attonito e storditoalcun istante Forte Eul"d In quella terra aprica piangendo. era signor, prence guerriero,
e

loco qual In questi rifugio?


re? era,

Inclitoin armi

A lui criovinetto.

Campi

recare

il pi"bello non

(1) Qui
danno

" nel

senso

comune

di

nemico,

di

malvagio, che

vuole

opera

il male

altrui.

(2) R"stem, signore del Segest"n. Vedi i parademoni o spiriti maligni della schiera di Ahrimane. (3) I Devi sono grafi 10-14 del capitolo. iranica. Vedi i paragrafi 4-9 del (4) Il genio del male secondo l'antica religione capitolo.

104 D'altospaventodell'eroeio
temea Pieno fu allor;

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

spirto

che veramente

assaltoe dalla pugna. Dritta Dall'aspro lion feroce distese e qual La man
In alto il Devo

L'estremo

di t'ossevicino. p]ppnre

L'anticoardore ei suscit" nel petto Come leone, e dirizz" l'acuta al fianco del Devo. Spada Una ed
Il ferro acnto forte Cni di Riistem vigor
mano nn

di sue sollev", e il f"'cader. Sul suolo all'altezza, Spalle Fortemente il batt" come
una

belva

spingea,

si che dal corpo In s"bito furor, al Devo. Entro nel l'alma Sprigion" Il

core

piedalla persona
11 mntilato

ficc" R"stem vincente, pugnaigli


nero

del nemico. Via spicc"

col prodein quella guisa S'accapigli" la caverna Tutta ingombrava Che s'accapiglia altero un elefante oscura, E un mar di sangue era la terra intorno. Con un fero leon. Con un sol piede La pugna ei continu" con quell'illustre
E la A
caverna

il sanguinoso petto distacc"2. Quel corpo informe Fegato Ouindi dal

paventosa tutta

8. La

dei batfafj"ia

sette

eroi^.

alfine Al petto E al collo egli atTerr", per atterrarlo mandava. soqquadro Sotto a' suoi pie, e al quell'uoiu gagliardo; Un

Udii che R"stem


in loco giorno,

fortissimo eroe,

ai forti dilettoso, Quel loco E al collo l'afferr" fermo polso con [petto Lieta una festaprepar". R"stem famoso. (Juesto a quel strappava Chiamavasi Nev"nd, l" 'v'erantorri di ornamenti assai e piena Le carni a brani, Eccelse, e ilsuolo a questo, e quello

Tutto si

d'una poltiglia ricopria

Era Fu

ognitorre. Nel deserto un loco

Di sangue intrisa.Oh! se la dolce vita R"stem dicea salvar, Oggi poss'io Nel
cor

alla caccia ; ora vi splende propizio ai mortali. Il Fuoco di Rerzin*,guida D'Irania i prenci eran A seduti col", schiera loco di cene, ampia una quel

eternamente profondo,
"

vivo si fugge. gi"

Davver ! ch'iorimarr". Cosi frattantonel


suo

Gi"

cor

pensava

Il Bianco Devo, per la dolce vita artigli Ogni speme da me! Se dagli

v'era in armi. Quell'illustre D'incliti di Keshv"d prole, Tus e G"derz con lui,

Behr"m

e il forte Ghev, nobili prenci,

feroce io mi disciolgo drago ben che le cuoia Ben che feritoal pie, in quella Cadanmi a brani intorno, terra D'esto Fatata del Maz"nd
i

questamia faccia
i

suoi famosi Non vedrai! pi" de' prodi

di Shav"r illustre con Z"ngheh, Gurghin (justehemme, con f"gliuol, Berzin che eretta Con Kharr"d battaglier, a fulminar la spada Avea la fronte, ch'era di tutti Atto nel campo, e quel,

Animoso

Non

i servi

giammai,non
una

possenti!

La

corona

Gur"zeh. D'essi ed il fior,

Cos"

nel profondo core parlava lieve speranza

Il Bianco Devo, e

eroi. Drappello Aveasi ognuno alquanti ! Era ben quello e valoroso e illustre loco giocondo Tal di festaapprest" R"stem
sol fiammante che questo guerrier,

Ei pur dava al suo cor. Cosi la pugna due Ferocemente prosegnian que' Con

pi"fierodesio;sudor con il suol. Ma R"stem con Rigava Forza di Dio, in grave doglia e vampo,
Alfine Molto in pugnar persever". Si trasse a dietro l'indilocampione

E la luna nel ciel parver dall'alto sangue eletteinvidiar. Ma intanto Le dapi quell'alta Non
un

momento

quell'ampio ripos"

Stuolo d'eroi dalla faccenda grave, Con mazze giocondovino, e frecce, con

Vedi sopra. (1) Il M"zender"n. e la vista al re K"vus e agl'Iran! prigionieri doveva servire Perch" a rendere (2) accecati. Vedi il paragrafo 83 del capitolo. (3) Vedi il paragrafo 85 del capitolo. di Zoroastro. (4) Uno dei templi del Fuoco secondo la religione

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

105

per la caccia. E allora Che f"r trascorsi alquanti di,per molta Con lietocorrer Gioia e
Preso in core, tutti allegri quiete dal vin, cosi parlava un giorno di ZaI : H"steni, dich'io, tiglio

partir que' ; ellin'andaro gagliardi Con veltrie falcili e palanchini adorni,


Con gran baldanza accelerando il passo Del Shehd tino allespiagge, a quei giardini Del regnante Afrasy"b. Da questa banda Era il monte e dall'altra le correnti Del vago fiume ; dall'opposta riva di Di Ser"khs la citt", pien gazzelle. Pieno di
a torme, era capri

Ghev al

0 di noi tutti il pi" t'aniosoeroe, hai di cacciar, se qui son pronti voglia in quelli Al cenno tuo veltricorrenti, ^ verdi giardini D'Afrasy"b regnator Se Del sol liauimante oscurereni la gota De' cavalier per la volante polve, Per falchie veltri, per levar di lunghe Aste ferrate.I nostri Avventereni contro

di faccia

Il deserto infinito. E l" discesero. del vagantefiume, Lungo le spiaggia Baldi e festosi ancor pelmolto vino i cavalieri, e tosto Esilarante, Si empi di tende e padiglioni intorno Il vastissimo campo. Oh ! ipiei stupir". Tante gazzelle in rimirar; ma poi Vennero al loco della caccia, assai Desiosi d'un pastoe desiosi D'una battaglia. Ei suscitar le fiere
E

palafreni e i nostri "n"gri, gli


laccio

Brandi levatiappresteranno un

Ai leoni. L", l",nella pianura falchie veltri Di D"ghvi noi verreni con
noi Per far la caccia,

bramosi,e verri

Abbatterem co' giavellotti, e pingui co' falchinostri prenderem Fagiani " ildi.Per la campagna Per quanto lungo Di Turania fareni la nostra caccia. S" che memoria rester" di noi nelmondo. Anzi iomi penso ancora Quaggi" Che se con lietocor la mia proposta Tu
0 eroe, tutti i accogli,

pelmonte

pelcampo

l'alte grida

Fino al cieloelevar. Cosi fu

sgombra

La terra tutta di leoni agresti, E sentor F"r di


ne

salifino agli augelli

Pel ciel volanti.Cumuli


e di augelli

dovunque
intorno,

belve intorno

di freccia, e qualgi" plauso Qual trafitto spento. regnanti l'alma alla gioia Tutti si assiser poi, via dal Abbandonando,
cor scorrer

ilsapranno. Faranno alnostroardir quando


E R"stem

dicea: Deh! gli

possa

le triste

Lieta per te, come pi"vuoi,la sorte, la tua meta! Allora E sia gioconda deserto Che l'albaspunter", l'aspro Entrerem E dal Oh si ! di Turania qua
e e

Cure cacciate e la mestizia. In pugno orecchi Avean tazze profonde e negli Il dolce Che Stavano
suon

intanto de le ribebe, d'atterrati cervi la fiamma.

dal cacciarvi
avrem

cosce pingui a

correr noni

l" non

posa.

rosolar sovra

Dolce mia

" pure e glorioso, prode al brama, sempiterno mondo in cielfiamanifesto


a

Poi che trascorsi furon sette

giorni

Un ricordo lasciar.Dimani, all'ora Che il rompere


A
su

vin gagliardo In questa guisa, con un Entro a le coppe letiziandoi forti

Al fumoso licortroppodevoti. Del Savio albor sen venne ottavo al primo giorno a ipiel prode proclamar consiglio Ei disse, di ZaI fra i suoi compagni. Figlio Voltosi a
inclitiin guerra. gagliardi que'

ben sar" se Del di novello, loco verrai. Farem quel Di vin, di Forte
un

caccia

scompiglio
"

nappi
e

d'atterrate belve. Con-

insiem. licer gustando

[vennero
i prenci In tal proposta e ninno tutti, D'altro consiglio si f"'autor. Nell'ora

fronte : duci ed eroi da l'alta Prenci, ad Afrasy"b Or, senza dubbio, giugnea u" saria bello Certo annunzio di noi, Che la maligna trama volpe qualche Ordisse co' suoi prenci. potria Egli

Che dai sonni levar sul

Qual fu

primoalbore, tutti desire, s'apprestaron

(1) Il re

del

Turaa, nemico

degliIraai

dei loro

re.

Vedi

il paragr.

18 del

capitolo.

106

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

Qualcheastuzia tramar,

venir

con

l'armi
E

Convennero

col

re

tuttii guerrieri

E ai nostri velti"pelselvaggio campo

i cavalieridi Tnrania in questo

Precludere la via. Ben si conviene


Ei di
tristo abbia quel
e

il Che alcun dinoi guardi sentier, cheappena Trentamila novella alcuna, A brandir Veno'a Taiuiunzio del nemico stuolo

l'inclito sire suo. Consiglio Scegliea u si la campioni, spada


con

tutti famosi valor,

a noi. Facciasi almeno Qui significhi

Per chiare opre di guerra, e fea tai detti: A un punto sol per la dirotta via

dal tornar la via i passi, n" dal correr mai Volgete tolga Si posi alcun di voi la notte o il giorno. Il malvagio signor. Gur"zeh allora, Del deserto la via correan Sire ai figli di Ghev, sen venne accinto que'forti disse Uscendo All'alta levando alta la fronte Andr", allor, a quell'inimpresa. Che
non

ci

"

[clito, Per
E andr"
con

desio di pugnar. Stuolo inllnito

in moto Va, gli a tutte parti Afrasy"b rispose allaselvaggia Ponea,la strada del ritorno ai prenci o illustre, R"stem, e corri, Su la dirotta del fiume. via D'Irania ad occupar. Quando sen vennero Sponda sta. Custode Al loco della caccia, e accorto a guardia e l" sen vennero Vigile
"

lietocor.

Cosi

Sii tu di questi eroi. Gur"zeh Ed


erano

"

Partiasiallora

vendetta D'aspra Gur"zeh Immenso

qualleon,ricco di gloria,
con

per desire intenso Tutti affrettati, s'avanz" quel prode


a

lui celebri e forti


"

di nemici contemplar quel

Alcuni cavalieri. Che Meno

Oh! ha
una

queldrappello
vedetta in armi, sivolsero
e

stuol, non

prima in

alto ei vide

qualGur"zeh
"

Levarsene la

Ei rimirava polve.

che nulla estimar dee le perfide

Arti nemiche!

and"; Quegli

tutto raccolto, drappel L'irrompente che venia qual fosca Una falange

Gli altria far caccia nuovamente, Di nemico Ma


cura guerrier

ninno

si prese. nell'ore della notte poi, oscura.

ciel.Vide che in alto per l'alto Levavasi dal campo un negro turbo al tenebroso nembo Di polve, e in mezzo Nube

annunzio certo Un vessillomostravasi. Gur"zeh, Tempo al sonno propizio, indietro Tutti i ad pi"esperti S" come vento impetuoso, giunse Afrasy"b. torn" con alte grida, raccolse tra i suoi prodi, Si ritorn"; e molte Egli Con voci di terror, quasi Cose di R"stem raccont",dei sette ruggisse. al dilettosoloco a gagliardi cavalier, Quand'egli giunse pari Pugnaci bevea giocondo Della caccia, vino di tanti Leoni tutti, e disse poi, di Zal con gli Prodi suoi nel cospetto altrieroi; si davvero Il gran figlio : Or Ma ratto ei gli Che strano evento accadde a noi! Ma in R"stem leone. : grid" sottil in lascia Un ! Qualchetrama pongasi opra [pria Tua gioia intempestiva ampio Onde assalto improvviso abbian da noi Stuolo " quipresso, che misura o computo Gli ardimentosi. Che se in nostra mano. in sua Non soffre, alla pianura grandezza Che se in nostro poter trarremo i sette Veracemente ugual. Dentro la polve in alto, Che poggia sol risplende Eroi d'Irania, come angustae incresciosa 1 A K"vus Del maligno l'ardua bandiera. Afrasy"b regnatorfarem la terra. detti ai concitati E aggiunse rivolto Rise famosi all'udir pi" poi, que' In guerresca tenzon : Non " d'indugi R"stem, e rise forte. Oh ! la vincente in convien che Fortuna sta con ma noi,disse. Ma tu pria Tempo cotesto; Ne Ne andiain si
come

gente a dilettosa
il nemico le
nosti'e. genti

Del turanio

della volante signor,

Caccia intenta; l" poi, sovra


Irarrem Repentini

Polve dei cavalieriche il turanio Suolo invi",[lerch" si tremi? I suoi

(1) Il

re

degl'Irani.

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

107
^ e
"

Prodi

non

vanno

in l" di centomila,

Di Sam E alber Tutto

antico

le briglie a volger Cavalieri, usi, Con le sul destrier.S'io fossi gualdrappe In questocampo qui solo soletto Con questaclava e la corazza e il mio

! profuso del Zab"l splendente,


suo

della pugna al campo E K"stem in un nappo


,

un

rosso

Vino bevve all'onordel Che in

fratello, Zev"reh battaglier. Zev"reh,allora


man

Rakhsh
Alcun Solo
un

di tanto d'Afrasy"b, battagliero,


mi

si pose
suo

una

ricolma tazza,

Stuol de' suoi prodi e di


non pensier

pazze furie. darei. Qui basti


sue

Ricord" del E bevve


e

il nome prence inclito baci" ilsuol. Riistem di molte


e

campiondi noi nel fatai campo, ben poca cosa Che veramente son
Nella di Turania battaglia
me

Lodi il f"' segno

disse: Ecco, ilfratello

tutta

I cittadini. Questo a

s'addice
m'"

Beve dal nappo del fratel.Lione E veramente queich'a un colmo nappo Avidamente corre dietro. E poi
"

Campo di guerra,

e non

alcuno d'uopo

Che
E la

non

cessava

dal

dal bevere, goder,

Guerrier d'Irania.Qui

slam sette

eroi.

gioia crescea,
del sire e

tristezza andava, la via eroi, degli

in guerra, incliti Cavalieri prestanti, basta Di spade di noi armati, e uno

Ghev cosi disse all'inclito campione: Amor A


corro toglier

Contro

duemila

astati cinquecento

di destrieriincitatori. Cavalier, Che Del


se

Parte del fiume

ad Afrasv"b. Da questa ^ ch'eiscenda. non vogl'io

brama sua volge

questaparte

Del ponte chiuder" l'uno de' capi A

in armi fiume il glorioso regal

malvagio, dall'opposta quel parte

la sua fortuna Afrasv"b regnator, si tragga Davver che gli manc", quand'ei frattanto A questoloco! Tu, coppier,

i nostri Per alcun tempo il trattenendo, Perch" vestano intanto le guerriere

Armi.

Davver! che del

de' giuochi gioir,

Di vino del Zab"I In fino all'orlo.


"

m'empi

una

tazza

Gli vers"

vino quel

velocemente, gliel porse il coppier del suo E ratto il prode giubil"


E acconcio. Ei si rec" quel Porgere nappo in pugno e di re K"vus prima Splendido Del re del mondo ^ II nome pronunci". Per La
me sua

" l'ora! oltrepassata Intempestivi, estreme Dell'arco allora a le due parti La tesa corda ei rileg", venne poi Ratto correndo verso all'unde' capi

Dell'arduo ponte.Ma vicino al ponte era gi", quandoilvessilloscorse, Egli Al


suo, giunger

del

suo

nemico.

Scesi

si faccia
e

ei disse ; ricordanza,

Da questaparteerano

persona Eterna gioia !


"

l'alma

sua

rallegri

ilfiume tutti, sfavane a capo eroi; Superando, gli


ne l'annunzio, spedia grande

Un'altra volta ancora

Afrasv"b. Ghev animoso Il regnante si vesti la sua di

ne prese e die un bacio al suol profondo A R"stem E R"stem disse E vino : Questo giocondo poi

Ei

tigre
suo

" alla faccia di Tus


I alloradel prenci

"

Tutti levarsi

del mondo signor

Irsuta spoglia, e balz" in groppa al Sen venne palafren. Impetuoso


A far

E fecero all'eroedura un'inchiesta:

Tempo non
E bevendo
con

" per noi di vuotar


te

nappi,

De' Turani,e

male

potila

Lottare il Devo Iblis.Nessun resiste. Altri che te, alla clava da un sol colpo

contro all'oste avversa battaglia in strana guisa gridava che s'avventa.Allora Qual fero drago nelle bell'armi Che il scoverse Afrasy"b che fuggian da lui Tutto rinchiuso,

(1) Il re K"vus, inquantoch"


la terra.

re

dell'Iran

si dicevano

re

dei

re

signoridi
La

tutta

(2) Cio"
S"m
essa era aveva

nessuno

pu" brandire,
da
un

come

te, la clava
sul fiume Keshef.

dell'avo
un

tuo

S"m.
un

clava solo

di di

detta la clava ucciso


un

sol

colpoperch" S"m,

giorno,con
divideva

colpo

orribile
o

(3) Il fiume

Am"

G"h"n

dragone (l'OssodegliAntichi)che

il Turan

dall'Iran.

108
La mente Ei tem"
e

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

il senno

detto avresti; forte

Quando il vide,l'iranio, e il ponderoso


Arco fuor trasse da la teca. Allora Su
F"' scendere Ne

di

queibraccio e di

quell'ampio

Irsuto petto e della man

possente,

Dell'eretta cervice e della clava Recata in collo.Ma d'un tratto il prode Tus
e

di sibilanti dardi quell'eroe intorno una e l'etra pioggia a primavera tutta,come ingoml)r"

l'astanel pugno, Nuvola fosca. Sollev" sul capo, lui, il prode A quella vista paventosa, e quello e Ghev gran cavaliero, Gurgliin Gur"zm lo scudo e s'avanz". Con l'asta a Sliav"r, e il Z"nghehpreclaro, Figlio ilcapo del destrier nemico, [forte Raggiunse Ferh"d nell'armi esperti,E Gurghin Behr"m, Berzin, precipitava battaglier D'eroi questodrappel in Dall'ardua sella.Ma gagliardo armi. quelprode giugnea Con l'aste in mano Ghev all'istante; lucenti rimir" ilcaduto e le spade D'indica foggia, E d'ira s'infiamm", si lev" d'un tratto leone come In un sol gruppo dal suo loco;innanzi alta una voce Che rugge nella selva, E alla Mand" Gur"zm. l'alYerrava ratto Vennero, come a jiardi battaglia.
con

G"derz

F"' dar fiato alletrombe


sonori Colpi

f"'ne' timpani Al cinto

fiero quel tempestar

Alla

ed egli Prence turanio, stesso dentro s'avvent".Le battaglia spade le clave e allor,
i

e gi" il traea dal loco suo un pugnale Quell'uomprestante, e poicon Oh si! pien di spavento il petto. Apriagli

Trassero Statura Diedero

giavellotti
dentro

Tutti i suoi
e

cavalierid'alta prodi,
i prenci nella battaglia
tosto

d'altamaest". Ma

ancor

fece il cor! Ma intanto superbi Il regal prence Nevdheride -, in pugno orrendi Con quella clava poderosa, sferrava in su la testa ai prodi, Colpi E Gur"zeh l" dentro si spingea Col brando acuto, come verro agreste In rabbioso furor. G"derz di contro che Tale assalto inferia,
ei fece scempio

Ei de'

color" ben e Irani, Ai primicolpi e la cervice e


il sangue

il petto

E i cavallidi sotto. In questaguisa Ghev si sospinse nella mischia, e parve Leone che Nella
sua

abbia la preda perduta caccia.Da


e

D'alme turanie, leone in giostra, e qnal cavalcando un forte Con l'arcoal braccio, Zev"reh dalla parteopposta Destrier,
innanzi. Spingeasi

ogniparte intorno,

E dinanzi Gi" la sua

da tergo, egli battea clava e de' nemici molte ben che pieg", De' turani

Con elettaschiera

Di

in armi, incliti giovani campioni

Persone in due Ed alte ancoi\a.

gagliarde

Correa frattanto, come


e Gurghin possente,

nembo
trassero

in

cielo,

prenci

le spade,

Molti caddero uccisi ; oh si ! la lieta Sorte di tanti eroi, ben chef;.uiiosi.


i forti Precipitava. Fuggivano

E le clave brandir forti e E Ferh"d


e

Berzin tra i

pesanti pi" famosi.

Ghev, nel tunmlto dellapugna, orrenda


Voce mand"
contro

Eroi di Cina

innanzi

Ghev; stordia
vista. quella

al turanio sire,

Di Turania il signor per

Ma dalla parteove Gurghin, valente tremendi a Mil"d, era a calai' Figlio di clava e di fulmineo brando Colpi Di forte acciaio, stavasi di Gur"zm

Prence illustre Turanio sire. Afrasy"b. hai la fortuna,o vile Grid",che avversa Che il nome tuo perdesti, a che tal vampo, in opi'adura A che tanto sbracciai'ti Veramente a smaltir? Dimenticasti Forse le pugne Qui se' tornato
se eroi, degli con ancora

fronte,

di nome, un uom C-ostui guerricr. incontio dal turanio stuolo. Vennegli

stuolo possente

La

pugna

dimandar. Die

un

alto grido. D'armii2eri nuerricri?0 foi'senulla

(1) La Gina si considera, dall'epopeapersiana,come paragrafi16 e 17 del capitolo. del re Nevdher. (2) T"s figlio

congiunta

al Turan.

Vedi

APPENDICE

ALLA

POESI

EPICA

109

Sai tu (li laiiiosi croi,prenci quosti D'Iraiiia bolla,Hi"steniimperante,

Come

di Turania il prence, ci" vide, Volse le briglie sentieri e i rapidi

Giiderz, Giirghin magnanimoe valente


Cavalier? Nulla sai di Tus manderan

gagliardo? i prodi tuoi cotesti Scompiglieranno


Veracemente
e

si ratto, correa Fuggendoprese. Egli Come nube pelcielfosca e piovosa; Ma R"stem cavalier sospinse in corsa

riverso

Quel

suo

Rakhsh

ed animoso,

incitollo

A tergod'Afrasy"b, di fieriassalti regale. E R"stem di rincontro url" selvaggio Apportatore, e f"'tal detti : Amico Come bieco leon. Tristo, Accorto e saggio, nell'orrendo dicea, campo Che hai tristi correndo mai Non ti sedendo ma p erch" segni, t'arrestar, fa ch'io, Balzasti incontro Con tanti eroi Dov'" R"stem Esercito Non
re non a

il seggio Gi" nella polve tuo

me,

tal pugna

osasti loco

Alto sul dorso,questo re malnato D'anima Faccia


e privi

meco

Nel apprestar?

del

suo
"

fermo all'assalto guerrier,

rossa

la terra.

sangue tutta A quegli accenti. s'accese

sta,non
A
me

regal seggio,
d'alcun l'aita
io col

L'ardente

cos" palafren

sovrano.

Di novello des"o, che detto avresti Fuori dai fianchi gli l'ali, spuntasser balz". Quando vicino egli Fu al turanio signor, questo pensiero In cor gli Or si,che veramente nacque: Giunse del viver suo l'estremogiorno ! De la selladal culmo illacciosuo nodi a que' Ben le disciolte impigliar. Corde all'elmetto il ma s'avvinghiar, prence Al fiero colpo si sottrasse, e il rapido Il turanio Suo corridor balz"
come una vampa. Si che dal laccio dell'eroe fortissimo

Uopo non
Ghev D'uom Nome Donne

" nella battaglia, e molti

Siamo davver, se

quison

prode

S" ratto

contro battaglier veramente

Turania tutta !

niun de' tuoi Turani la pugna

da noi riceve; entro


sono e non
"

Lev" la spada sua, E


come grid"

pi". Cosi dicendo, tagliente, acuta,


in fosco cielo

R"stem

disciolsee volle entro

tuona

Nuvola errante ; e poi, per la seconda d ie Volta, voce e disse: Orbe', turanio,

Ebbro,di
E vivo
non

razza

eroi tu Degli

atto alla pugna vile, Se' vizzo e l"acco, sei. non


e

sei tu ! Vanne
e

ti prendi
e

Il cavaliersi liber", le gote Molli di ed pianto arida la strozza,


con

Qual femminetta
Vanne
a con piatir

conocchia

bambagia. le figliuole tue


casa.

E i cavalierisuoi

l'armi infrante.

Tra le cortine di tua

A tale

Giunse tuo stato,che t'" d'uopo ornai La mano tua ritrardalla battaglia.

Con l'alma oppressa, dietro aluiveni"no Correndo ansanti. Come nembo in cielo,

Afrasy"b dinanzi, fugg"a regnator


Del Gih"n le correnti in concitata Furia

Or

tu

vedrai di combattenti

prodi

Le spade acute, si che mai di pugna Non ti verr" pensier dentro la mente Da cpiesto in poi. Con questo ferro giorno D'indicatempra il capo tuo superbo

quelsuo gran core Era trafitto, e gli estinte giaceano


varcava.

Ma

Di tre Di

ben parti
soave

due de' suoi

guerrieri,

che chiesto avea lui,


e ne

dalla fortuna

S",si,recider". Gi"
La tua
corazza e come Afrasy"b,

per te piangono il fulgid'elmo tuo. udi detti acerbi. que'


Ei

Un miei

tocc" veleno !

Oh si,dell'ampio stuol di pugne amante Due di tre parti pi"non fean ritorno
!

Pieno di ambascia ebbesi ilcore. Che forte egli temea di Zal, n" Figlio
a

di Turania tacque, Ai padiglioni

Morti

del valoroso disiarla pugna

Erano

altrio da nemico ferro gli ed caduti Piagati, altriin potest" schiera di quella Di tesori
e

Ei s'affrett", tuttii suoi guerrieri ma Con gran desire a s" chiamando, innanzi le filecon Spinse infranta lena.

Di

vincenti eroi.
auro

di

in seggi
e

sculti.

Di

corone e

di cinti
e spade

di corazze,

D'elmi Ratto dal contrastar


si trasse
a

di

di

fulgide gemme.
oro

dietro.

Di

di valor,che in palafreni

110 Avean

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

di celate in le briglie,

ferro,

9. Nozze di Rustem Poi che


una

di Tehm"neh

^.

Di trafieri con Di molte

foderi dorati,

pi"d'assai cose leggiadre infinita D'alto prezzo, rest" copia raccolsero in Tutta Degl'Iran!poter. festoso core L'elettapreda, con
Nel ritornar dal contrastato Ma eroi nessuno degli
i

partedella notte ombrosa

Pass" veloce, allorche per la v"lta Del ciel rotante del mattin la stella

campo,

estinti corpi

Denudar

volle e ninno os" le spoglie

Rendeansi tutti De' caduti frugar. Al loco della caccia romorosa E cavalliadducean,la ricca preda Recavan
seco.

parole quella porta Della stanza s'apri per un impulso Lento e leggiero ^. S'avanz" un'ancella Fino al guancial dell'ebbro sire, in mano che soave attorno Lampa reggendo
Scerete l" d'accanto, e Odor d'ambra spargea. Dietro l'ancella, Una vaga fanciulla; oh ! come vivo un Sol che fiammegaria, era di molte costei,

Sal"a raggiando, corsero

Elli scriveano

un

foglio

adorna ! Fragranze sparsa e d'assai fregi s" Eran le ciglia come un sue arco, ei Eran lacciflessiiosi attorti il solo, e Zev"reh, pr"' quai ; Spento giacesse altero Le trecce sue, come Era caduto gi"di sella.Disse cipresso Tu parti R"stem prode a Gurgh"n: adunque Alta ed eretta la statura. In guisa orecchi suoi Di sol lucente dagli anima Con lietocor, con serena, orecchini. In lei Pendea l'aneldegli re porgendo. E questofoglio a K"vus cielo. il d el L'anima " che ci" senno, ed uno spirto integro oper"volger Digli N'" la persona, s" che dir ben puoi invi" col foglio Doni eletti ancora, Che in lei partenon " terrena o vile. e poi E doni fece ai valorosi, Dio sovra lei Di lei meravigli". al fortunato campo Per sette giorni si rimanea E per sette altriancor Co' prodi e letiziando, suoi,godendo di Zal ; ma, della terza Quel gran figlio tuttiveni"no Settimana all'entrar, veni"no Appo l'iranioprincipe, A contemplar corona. quell'inclita Di nostra vita ch'" si Invoc" R"stem, leonino core, E per" dimandava : Oh! il nome

A K"vus re, del campo e tutto E della pugna per narrargli niun de' forti Il lietoevento, e come

della caccia

tuo, Dinnni, qual"? Che cerchi pei'l'ombrosa Notte? (Jual" desio che quiti mena?
E
: Io son quella gli rispose

Tehm"neh.

breve, questo

Ben tu direstiche per aspra doglia del sire Si spezza questocor. Figlia
Di
son io,son Senieng"n

" costume,
Di

per

essa

altriva lieto

io di

stirpe

si cruccia gagliarda persona, altri In assiduo dolor. Cos" la sorte cos" la sorte Ha lontano poter, Molti inganni e vari possiede,

Di valorosiquai leoni in guerra,

nella pugna. In terra Quai leopardi Niun de' re mi sar" condegno sposo. Del ciel superno sotto Poche fanciullea Non mi vide
me

sono

cos", quandonel cielo diversi;


sereno

son

v"lta l'ampia e ninno pari, mia

un Spunta

di,non vi si affidi

Dalle cortine di mie stanze uscita

L'uom

la speme, non disperi allora con Che il giorno vien delladistretta. Il tempo

pi" mai,la voce

Niuno ascoltar pot". Ma,

quairacconti

E per questoe per quelratto trascorre. bene udii gran cose Meravigliosi, Perch" dunquene avr"a dolore il saggio? Narrar di te, che di leoni in giostra Vennero al fine le parole omai E (lipardi e di Devi e di marini Di tal leggenda, qualdiscese a noi Dalle memorie di trascorsitempi. Mostri
non

temi,e

armato

se' di forte

leonin. Tu Artiglio

vai soletto,

(1) Vedi il paragrafo 85 del capitolo. Rustem nella reggia del (2) La stanza dove dormiva ospitato

re

di

Semeng"n.

412 Nella virt", Kerim"n Sia veramente. Nubi del del

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

redivivo

tornastial mio cospetto. DimiUii, perch" 0 forse a verit" levar non suoli Intento ilvolto? Oh s" davver I che stanco Sei tu di vita, se ti rendi ardito Dei leoni all'assalto. E gi" due volte
Ti francaidalla pugna,

Gi" dalle vaganti ardite l'aquile tragga, sinistraluce,


come

Volatricidell'etra, e questo sole Mai


non

Di sventura

gli splenda ; ma, cagion


con

giuoco,

impietosito,

Stimi ei la pugna coi leoni e indietro dal pugnar da forte Non si ritragga Con elefantiardimentosi gli
e

alla tua lunga etade. glorioso, Eroe

! fieri

La

Cosi ei passava appo la bella sposa notte e innanzi a leidi molte lunga
cose

E molte Mont" Con

favell".Ma

quando
la terra

di eserciti, sperditor preclaro, gli rispondea. i valorosi Di tal foggia parole Davver! che inganno Nonusan pronunciar. ! Or tu vedrai Ti fa la giovinezza Il fortissimo eroe
o lioncello dall'alto, da un eroe longevo Ardimentoso,

pelciel questofiammante sole


amor

Qual

ti verr"

rinnovato

tutta

Adornando

cosi,per dirle addio

fatai.Quando Colpo In

la sorte

avversa

Si strinse al pettol'avvenente sposa R"stem e la baci" pi"volte in fronte E ne' begli occhi. Bella
assai Lagrimando

Ha in ira alcun,molli si fan le rupi


mano a un

forte qualbrandel di

cera.

Un'altra volta ancor

forte i cavalli

Si disciolseda lui la giovinetta


come

Avvinsero i guerrieri. Ecco ! la sorte Gi" di lor si Discesero


a

al suo Per",congiunta

compia nemica

rea!

dolor. Sen venne ratto e al suo Cordoglio l'eroel'inclito novelle Appo re, Del suo riposo stanza ombrosa e di sua Gli chiese, al fin di acconcie e sue parole Lieto annunzio gli die del suo destriero.

delle cinture lottar,

S'afferraronoal cuoio. Oh! detto avresti Che ilcielsuperno incatenava il duce Di gagliardi, Sohr"b, lui ch'ebbe possa Di
sovrana

virt".Nel la mano

suo e

corruccio al capo
e

Stese R"stem 10. Morte


come Corse,

al collo

di Sohr"bK

Si l'atferr" pardo belligero qual d'un tratto E dell'ardito garzoncel Gi" la persona. Il tempo suo pieg" suo gi"gi"toccava, e ninna
era

elefanteebbro di foia, l'arcoin pugno


e

Sohr"b allorcon Al cubito. Venia Balzava il fulvo R"stem

illaccio

Il termin Possa R"stem

precipitando.
di sotto destriero e il suolo

s" che ildisteseal suolo in lui,

leon,mentre Ruggendoqual
suo

a pari

leon.

Sapeacostui
non

Che al suol rimasto ei L'acuta Del E

sarebbe

ratto

Scavava forte.Ratto che in tal guisa


in rimirarlo l'ebbe veduto,

il seno sguainando, spada

sent".Si Meraviglia Nel


suo

dolse

ancora.

nell'alma di lui, figlio trapass", ed accorto. Al fataicolpo vigile


e

stupor, per la vicina pugna


dal riguardar. Ma quando prendea

Si contorse
Tutti i

gem"; lasciando allora


! mi venne

Norma

e tristi, suoi, giocondi pensieri

Sohr"b tornando R"stem


Di

rivedea,

Sohr"b cos" a dir prese: Ecco


Tanto danno da Che chiude i
E in tua
man me.

giovent" per
con

Quel cor
E
con

generoso impeto balz".Come pi" accanto ei venne


maest" si

Ti die la chiave

E Ini mir"

grande

miei, l'avarasorte, giorni Oh ! tu non hai la depose.


in

Oh ! tu tal forza,

disse. sfuggito,
Il vero

Colpaveruna

D'un li'on dinanzi a me dall'artiglio, Con duro


cor

sul capo si ratto Tanta rovina addusse il ciel,

che ci",

me

tornasti?perche

Travolc^endomia morte!

'Orsi!

diranno

(1) Sotir"b, scontratosi


" ferito da

con e

R"stem Vedi

suo

lui

muore.

il

padre, senza paragrafo 85


insieme

battimento, conoscerlo, in singoiar com-

del

capitolo.

(2) R"stem

Sohr"b

avevano

gi" combattuta

un'altra volta.

AF'PENDICE

ALLA

rOESL\

EPICA

113

I coetanei miei,per Che Del Per

e scherno, gioco

l'alta stesa nelhipolve, giacque,


^

Persona mia ! Mi die la madre


non genitor amor

i segni

dubbi,e ilviver mio


volto amato, rpiel

fierostato quel cadde airindictroed ogni genitor, Sentimento da lui fuggi d'un tratto; Ma disse poi: Se R"stem veramente Del Sei tu, da stoltoe per la tua natura Io t'avviai tu m'hai spento. Malvagia Per diritto sentiercol mio In
ma ogniguisa,

Ma Sohr"b che vedea

tocc" fine.E il ricercai,

Rramoso di veder

E pei'questo desio diedi la vita. stento Aim" ! che alla sua meta il lungo

consiglio
non sorse

in te mai

Non

ed io veder per ninna via giunse, Volto potei di genitor! Ma intanto, S'anche nell'onde qual natante pesce in ombi'a Calar potessi, notte come o Te stesso tramutar, s'anche nel cielo Salir potessi come stella e questo sole schiantar d'in su la faccia

Alcun moto Della Osa


corazza

d'amor 3. mia

intanto, Disciogli i toglilegami,


osserva

ignudomirar questomio
e

Candido

puro,

corpo al braccio mio


tu vedrai

Quellatua propria gemma


Ci" che tocc" dal

*; or

padre

suo

tal figlio.

Almo

Quando

su

le mie portealto fragore

Di questaterra, sempre e sempre ilmio Genitor chieder" la mia vendetta

Si lev"di timballi, a me sen venne, Molle di pianto ambe le gote, mesta

Da te, quando vedr" che dell'avello La madre mia. Trafitta era quell'alma Furon le pietre ilmio guancial. De' prenci Pel mio ratto partir. M'avvinse al braccio E
eroi ben degli

recher"

qualcuno

A R"slem la novella, e dir" forse Che ucciso fu Sohr"b, in tiu^pe guisa Atterrato nel campo, allorch'eivolle Con rinnovato ardor cercar di lui. R"stem Fu da gran
La terra

Una gemma, e dicea: " Tu serba, o figlio, Del padre ricordo e vedi tuo questo
verr" ". Ben m'era d'uopo Quando all'uopo Ora, nel punto che sorgea la pugna

In questo occhi cheinnanzi agli campo, allor Del


suo un padre figlio. parve dispetto Pv"stem che sciolsela corazza e vide

che l'ascolt", preso alla mente Oscura occhi meraviglia. agii


senza

si f"'; gli
sue

vigore,

La gemma

sua, tutte le vestiattorno


mano

Senza la forza di

membra, senza

Si f"'a brani cadere. 0 per mia Ucciso


! 0 figlio

i sensi Poter, perdette gi"cadde al suol, Allor ch'eiricovrava All'improvviso.

! generoso ! o prode Tu in ognigentecelebrato! ei disse;

I sensi suoi, con e lamenti gemiti Al feritosi volse : Or dimmi quale Di Pi"stem segno hai tu. Deh ! si cancelli II nome fra gli altrieroi, ch'io sono suo R"stem ! Non restiil nome fiime
F di Sani 12Figlio

E si svelleale chiome Pien di


la fronte polve

e e

lagrimava, piendi calde

Stille di pianto il volto. " peggio, Oh! questo Sohr"b dicea ; n" lagrirnar tu d"i occhi tuoi! Oh! qual mai Conambogli destinataavvenne
^

segga nel lutto, e ratto sia,l'antico


un

mio !

ma

frutto

Dall'ucciderte stesso? And" l'evento


!

Qui pianse si svelse le chiome e f"' lamenti,


a sue vene

fiero pianto Cosi ; la cosa il sangue. Ud" cotesto

Rimescolossi entro

si percosse il viso
V. il passo antecedente.

del re di Semeng"n e sposa di R"stem. (1) Tetim"neh figlia di S"m Vedi sopra. e padre di R"stem. (2) Z"l figlio Sohr"b nell'altro scontro cosi (3) perch" gi" prima, parla domandato R"stem aveva a era veramente, questo eroe s'egli

con e

R"stem,

pi"

volte

R"stem

sempre

aveva

negato. (4) La gemma


Vedi il passo

che

R"stem

aveva

data

alla madre

di Sohr"b

quando
al
re

la spos". K"vus

precedente.
andasse alcuno
a

Ruslem si narra come (5) Nei versi ommessi che guariva ogni ferita;ma portentoso balsamo subilo
corso

chiedere

un

dei

guerrieriIrani gli era

dietro per
"

che dirgli
della

Sohr"b

era

spirato.
II.

Pizzi, Storia

poesia persiana, voL

114

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

E si svelse le ohioine e f"' co' pugni Un balzo ei diede Onta Pi"stem al petto. d'affanno e in fiera E sospir", pianse Guisa serr" le ciglia sue. Ratto Ma

R"stem
11

il vinse

col pugnai nel

seno

Certo che grave cor trapass"? gli si far" contro la trista Imprecar Di Sam
attorno me progenie, gridando
amor non

poi,

qualnembo, gi" di sellaei scese cacciossi l'elmo gitt", Dal palafren, sul capo. Eran l" intorno Negra polve i prenci Dell'esercito e insiem raccolti e mesti tutti, sospirosi Piangeano dicea E sconsolati; e quei piangendo: cbe alta recavi Giovinetto guerrier, di gagliardi, ilsole La fronte, o germe
Mai
non non

Uoni che Si

avea,

che

senza o

fede

e vive. Ma chi seppe aggira Che garzoncel di tal valor, con

scorse

Anni suoi

questi in brevi, qualcipresso alto


di? che al subitano di guerra, pensier e fosca falangi
reo

Saria cresciuto un

in cor d'un Venirgli

Avria raccoltesue M'avr"a


resa

del di la chiara luce? che fosse un

vedr" cliiugual ti sia ; vederlo, la bianca luna potr"


e o

E comand"

regal drappo
in
cor

No,
Elmo

il tuo

Steso sul volto al giovin figlio suo.


cui Sul volto a tal, E di dominio
su venne

lucente

la corazza,

il tuo

di trono

la tua corona! rogai, Seggio A


uomo qual me

(piale,
uccisi t"glio

citt"desire.

tanta incogliea venne,

sventura

Cui tocc" in sorte angustae tenebrosa Un'arca funeral ! Cosi

Quanta a
Di

che ilmio

quell'arca

Nella mia tarda et"? del regno quel

era Nepote egli difensor preclaro,

Sam

da illustri ei discendea cavalier;


sua

Dal rio campo fu tolta, eroe e il mesto Alla sua tenda si drizz" ; ma poi ilfuoco' Entro a' recinti fu gittate
mentre Divorator,

Per la

madre ! Ed

ora

ambe

le mani

di

il capo polve

L'esercitode' prodi si spargea. polve tutti. I L" intorno un figlio, padiglioni ancora, l drappi in color vari, i preziosi condussi a morte, a cui E fu Solir"b, dorati su cui stese andavano Mai non nascea terra, Seggi l'egual per l'ampia Vincea d'assai di uccisi pardi, entro a le fiamme Non prence, non guerrier. Spoglie dittar mesti glieroi. Levossi un grido di Nir"m, Sam valoroso, Il figlio altri e si dolca quel e Ghev e gli forte, invitti, Lugubree tetro, prenci Ghershaspe mondo del Un : Per innato valor. Non v'ha nel mondo cavaliere. Proteggitor Si come Tal che mi uguagli; te, mai non vedr" la terra, eppur dinanzi a lui, Parvi inetto garzon, ben che gagliardo! Con tal valor,con tal possanza, in tempo il tuo Oh ! sciagurato Della battaglia! Or che dir", quandola madre sua il Misero valor! il La ria novella udi"? Come potrei tuo tuo e Consiglio Mandarle alcuno? Dir" forse ch'io Senza Del di
il trafissi, fosco e perch" colpa resi gli

Troncar mi si dovrian

; la negra Esser dovrebbe ilseggio mio,che

Volto fiorente, e l'eretta persona


E ilvago aspetto, ilduolo e sciagurato E l'affannoche l'anima mi fruga

lo

F"' ci" ch'io pur Uccise mai Prole


e

Oual padre splendor? Forse che degno compii?


! chi.miditc.
sua

Nonsondibiasmoacerbo?()h

Per te,diviso dalla madre tua. E Zal farammi Ferito al cor dal padi'e!

quaggi"la
e

gioconda
e ancora

Rampogna molta,e
Ricca Rud"beh
^

s" forte

si avveduta

ramj)ogna farammi di virt" ! Deh! i prenci,

Nel fior degli anni suoi ? Ma


Eroe Alla

Che

eroi che diranno,alloi'clie indizio Deh ! gii quell'illustre di Semeng"n, lor di tanto! E come padre amoroso, Giunger" venga ^ Di ci" novella inlcndei'annoch'io sua e figlia giovinetta epura dir" mai? Dir" che per vendetta del bel cipresso Svelsi dal mio giardin

di Solir"b. (0 Teluiiineh,madre Vedi sopra. (2) La madre di Rustem.

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

115

mai La vaga pianta, qualdiscolpa che vinto In lor cospetto recher",

ardenti. Detto avresti allora Le stille Che venuto I ildi che sorgeranno estinti, poiche rifuggia corpi
era

Traggaa' miei
Scav"
con

detti lor crucciato core?

et!ilsuol gi"gi"ferocemente Pianse,


sua e la regal l'ugne a

II cor

di tutti da letizia. Intanto, dinanzi a'

vesta

Un'altra volta ancor,

F"' cad"rsi diveltaa brani

brani

Dalla persona. Di re K"vus tutti Stavano accanto a lui sopra la via amiche Gli eroi seduti. Di parole Atte
a avean consigli

prenci gagliardo lev" il coperchio. L'afflitto genitor,


Rec" la bara di Sohr"b Il capo Del
ne

scovr",ne

rimovendo

Il drappo funeral dinanzi Persona


suo. padre mostr" egli

la lingua piena

occhi agli Cosi, quella leggiadra dinanzi ai forti

I valorosi, ma Di
serrarne era

duolo per l'aspro chiuso il cor del forte.

Incliti in armi, e detto avresti in cielo Uomini levarsi.I circostanti. Caligine e donne, giovinetti e vecdii, nello spettacol fiero. vigor
e

Ratto che Alla


sua casa

giunseil fortissimo eroe


e l'arca ^ f"'un gran pianto scorse

Smarrian

L" innanzi pose ; e Rud"beh che bara di Sohr"b e vide L'angusta Scendere al figlio suo fiume occhi un Dagli Tenero d'amaro
su

della terra Principi Feano Nembo Casa


a

vesti e arnesi

brani cader. Fino alle nubi di

pianto

mente colui,eterna-

in un feretro angusto, sopito sciam" piangendo: garzoncel, allora di re ! Eroe, stirpe Principio
"

se ne andava, e quella polve fu allor come ostello un regal Che i morti accoglie, che dentro a un'arca poi Era disceso a riposar quel prode Alle robuste spalle. Leon possente.

Ai lamenti ella fea, grave traendo dal Un sospiro Nasca


un cor:

Non

fiache mai

Alla cervice, detto tu l'avresti che di battaglie Sam cavalier, stanco.

L" venuto posasse. Allor che tutte e valoroso in terra gagliardo videro quel accolte genti Le ti sia,figlio Che ugual d'eroi, volto, progenie Oh ! disse in gemiti. Fecer novellamente e pianti Di leoni rubesti ! e lai Per l'acerbo dolor. Ma con un drappo Per alcun tempo, eroe d'erettafronte, Di color giallo il ricoverse e l'arca Dall'arca fuiieral leva il tuo capo! R"stem rinchiuse, bara Ma tu pi" non faraidel tuo pensiero quell'angusta disse: In oro Fortemente ei serr",poi Intimo e arcano alla tua madre un motto, al figlio mio N" dirai che t'avvenne ai di pi"lieti Quando pur componessi La la colmassi Del viver tuo. Gi" discendesti in cava e tutta sepoltura allorche uscito Di nereggiante Fossa ai giovani d", nel tristoalbergo muschio, l'alta Sar" dal Entrato se' degl'infelici, mondo, e intanto sepoltura m'" all'uopo che resti.Eppurqui Non fia sventura Non parli non a noi qualt'incogliea Or Altro ! far" di lui Oh! del nel Per man mai seno consiglio qual padre. perch" di cui resti al mondo Cosa ben degna, L'alta feritaegli ti apri? Que' lai sentore? Saliano al ciel dalla regal Alcun la sepoltura Allor, dimora, Ei ne lev" come di cavallo E chi li ndia,piangea. Di l" si tolse unghia E ritornossi Eretta e arcata 2. Debile ilvedere a' ginecei Rud"beh ilcord'affanno, Alle genti si fea per pianger Nel duol, nel cruccio, lungo, pieno il intanto in scav" ambe E di le un gi" prode legno Sparse negra polve gote. Di recente alo" novella un'arca R"stem che ci" vedea, occhi e dagli pianse, E serrami vi pose in fulgid'oro. Del pianto f"'scendere sul petto suo
" " "

(1) Nel Segest"n dove era il castello (2) Credo che il poeta vogliaaccennare cavallo, propria dell'architettura moresca.

di Z"l
a

de' suoi

avi.
a

quellafoggia d'arco, appunto

ferro di

116
11
.

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

Cercasse la
La prova del i. fuoco

sua

via l'inclito sire.

N" s'avviassealla montagna ardente. Ratto

Poi che tu ascullila mirabil storia ben Partitainente, Fede


non

venia,l",nel cospetto ch'egli


a

sar"

se

in donna

Di K"vus prence,
E

Oiiella cercherai, poni. Donna

in questa terra, Quellasola fra l'altre

piebalz" di sella Iiosse le gote prest". omaggiogli F"' per vergogna il sire,e tur pietose
al figlio parole suo, ma tosto disse : Non crucciarti ! Tale Siyavish Le
sue

Di

e puro saggio arreca e

cor.

malvagia

Onta

cosa Miglior

E il mondo

vergogna. Or, contro terra schiacciar della sorte! Io di vergogna donna e serpente, " ilvolger " t"a miglior Men vo carco e di danno. Io, se innocente, se d'ambo rpieste andn" libero e
scevro

Impurecose

2.

Scampo m'avr"

; ma

se

d'alcuna
me

colpa

Cos" di tronchi e di rami Levar due monti in mezzo Stava la gente a E nel mezzo era

divelti

Nel tristo fatto segno in

si trova,

creator del mondo. Iddio possente, vorr". Si, pei'l'eterna Me guardar non raccolta, riguardar di Dio dator di grazia, Virt" nullo ed un un varco, belligero

al campo. Intorno

Cavalier vi poteacon la persona il sire 3, A gran stento passar. F"' cenno Sire di gran valor, che sui raccolti Aridi legninereggiante nafta Si spargesse, e venian dugento a prova Le fiamme a suscitar.Soffiano, e detto Avresti allor che notte sottentrava Ratto nel di. Pel vorticosofumo. Al soffiar primo,intenebr" la terra. le fiamme, crepitando, Indi guizzar Dietro
fumo. Tutto il campo allora a quel Pi"assai del cielsi mostr" chiaro.Fremono

Ardor io toccher"

monte. dall'igneo
venne

Siyavish,
come

l" dal fuoco,


ei disse, concedi,

Dio

l'intimo pensiero signore


cor.

Volse del Almo

Tu

mi

Signor, per questomonte


tu Sciogli

ardente

Libero il varco. Del

dal laccio

! mio questapersona attrita padre ebbe pianto Poi che intalguisa assai egli

Come

nembo

di fumo il suo

destriero

Ratto incit" di color fosco. Un Levossi in alto e Per Ma

grido

Dalla citt", dalla pianura intorno


a

la raccolta gente
venne rancura.

I circostanti alto s'avventa tutti, L'orrida fiamma; Per


e cuoce

crudel tant'opra

alto dolore
Ei

Sud"beh che udia voci dolenti


un

In ogni parte ognun che


venne Siyavish

venne.

piangono Venir dal campo, ad


Dalle
sue

tei'razzo

ascese

bel voltosorridente e lieto *. quel l" dal


in padre,

stanze.

Vide ilfuoco, male

fronte

Cerc" al prode venisse e fu Alto


re

Postosi un Con molto II labbro

elmo tutto d'or.Ravvolto

sdegnosa. E la gente gli sguardi imprecando.


K"vus
tenea

in bianche vesti, Su accorgimento

fermi

diritti.

avea

d'un riso,il core pieno

Pien di speranza avea. Bruno ei montava salia Un palafreno, e la polve Dalle zampe di sotto alto ferrate del ciel.Qual " costume Fino all'alto
n'" pur foggia. Di benda funeral, qual Di canfora odorosa alla persona
era Egli

acerbe. parole Pieno d'un'ira il cor. Di cotal guisa innanzi Il suo bruno destrier sospinse che dir potevi Siyavish, Principe
di Piena la lingua S'avventano" di fuoco ilsuo destrier. Ch'eife'

sparso,

ma

parca che al cielo

l'ignee parli vampe, e ninno ninno vide allor, suo quel Siyavish Tutte nel campo Veloce palafren.
Da tutte

(1) Per questo passo, vedi il paragrafo 86 del capitolo. (2) Allude il poeta alle arti maligne della regina S"diibeh. Vedi del capitolo. (3) Il re K"vus. l'innocenza di re K"vus, che doveva (4) Di Siyavish,figlio provare
tra

il

paragrafo 86

sua

passando

le due

cataste

infiammate.

APPENDICE

ALLA

POESLV

EPICA

117

Stavan Come

con

occhi
e

intorno lagrimosi
come,

Meste leturbe

si dicean: Deh!

E Al

sua perdon dell'opera chiese, gli Siyavish pi"ancor si f"'da presso re sovrano

uscir" da le voraci lianiine? di gran core le labbra adorne balz",


e

Tuoni generoso Alf"n, Da le fiamme


D'un
suo

e al suolo Pose lafronte.Ei si,dell'igneo monte

de la terra

bel riso,ambe

le gote sue

Era scampato allavorace fiamma, Atterrato ildesio de' suoi nemici !

Oh! allorch" ilvidero, rosa. Qual porporina Alto un Usci levossi: Ecco ! mirate ! grido dal fuoco il giovinetto sire! E 12. Behr"ni
nel campo
sen venne nemico

Deh ! s'erano acque a superar, balzato Illesoei ne saria, n" alcuna piega Avrian le vesti sullasua Col persona ! Tale usc" da le fiamme ilcavaliere
e la clamide palafreno non
"

^ Ildestriei'o incit"

al campo,

la facciade risplendea

la terra

Al lume della luna.

Miseramente Per tanta

sua,

Eglipiangea uccisi eroi, gli de' caduti. E v'era piet"


su

Che dettoavrestiche Gelsomini ei


recava.

tocchi in Allor che


una

grembo
grazia

E nel

La salma di Revniz nel sangue immersa ilricco arnese fango, squarciato Sul colmo petto. Oh! sovra lui piangea Pietosamente ilvaloroso figlio G"derz
e

Da Dio santo discende, Davver! che


E
sono e

sol

cosa

l'alito del fuoco


"

del l'impeto

turbo.

In

Di quell'istante

dicea : Giovane eroe,


non

Che dall'ignea montagna alla pianura


venne, Siyavish

Inclitocavalier, che se' tu mai Ucciso

da quel campo attorno, Dalla citt"levarsialte le voci,


lui

qui se

di

un polve pugno?

Gittaronsi ver

esercito dell'ampio
a

Abitan lor palagi i grandi in terra. Scendi tu nell'avel! Cos" dicendo


"

I cavalieri e innanzi Ei'a una In mezzo

lui, per

tutto

Attorno a' suoi fratelli ei s'aggirava. Tutti

II vasto loco, monete. gli gitt"r

gittati qua

col" pel vasto

valorosied incliti. gioia Campo.Fra questi, per la terra allora in Un di feritaal petto a prenci, mezzo v'era, a servi, e questi aperto
a

Lieto l'annunzio dava Dell'innocente ebbe Il crine si svelleanel


FieiN) Sud"beh
e

Iddio quello:
"

Da

un

ma ferro,

scampatoanche allavita.
e

! piet"
suo

Ma

intanto

Behr"m E del 0

ei riconobbe

die

un

lamento

corruccio

nome

il richiese.Io,gli rispose, Behr"m. Dimmi


cor.
"

il volto graffmvasi

son prode,

qualsia
Gli disse:

lagrime spargea. Come sen venne dinanzi al padre, Siyavish Principe


Ne traccia in lui di fumo si scopria. Non di fiamma
K"vus
o

Pensier celato del tuo Vivo


ancor

qui son io,prode guerriero,

di cenere

di polve,

Fra tantiuccisi e nell'orrendo campo dittato.Son due di che cerco e bramo stilla una e poco pane e un misero D'acqua a riposar. Corsegli a lato Giaciglio Behr"m allor con anima gi" vinta Ei pianse D'amor,con core di congiunto.
"

dal suo regnantesi gitt" si destriero, e a Regal pie mosse A

piesi mosse

ilprence, ilpopol tutto. Ei strinse ilgiovinetto fio'Ho

Forte al suo

seno

in

(1) " un episodioche e di Gloridano Virgilio,


e

ha
e

una

somighanza singolarecon
"

Medoro, nell'Ariosto, e che


per vendicar la morte di

tra Irani guerra del capitolo.

Turani

quellidi Niso ed Eurialo, dei pi" belli nella lunga uno 86-97 Siyavish.Vedi i paragrafi

(2) Behr"m, prode


combattendo suoi
nome.

coi Turani

generoso nella gran in

fratelli Perch"

(vediil paragrafo 89
non

venisse

mano

di G"derz figlio signore d'Ispahan, aveva perduto, di Peshen dove erano restati uccisi tanti battaglia del capitolo), sferza notata del suo una sua proprio dei Turani, eglivolle di notte andare ciarla rintraca ucciso.

nel campo

nemico, dove, scoperto, fu miseramente

118 In rimirarlo
sue Squarci" e

APPENDICE

ALLA

POESLV

EPICA

si liatt" la vesti
e ne

guancia,
La

Da confine a contili tutta

era

ingombra

fasci"le aperte

Ferite co' brandelli.Oh! Cura


non

darti n"
cotesta
e

dicea, gli che pensier, lieve


venne

campagna di uccisi e per il sangue, il suol di sotto Qual rosa porporina,

" Piaga

iltuo languir ne Poi che

Da fasciache manc".
avr" stretta Piaga
ne a

l'aperta

le bende, al campo
stato migliore

Verrai

con

meco

ed

Nel campo, Da talferitasalirai. Dietro a un serto rogai i,mi si smarr"a Una mia sferza.AUor Per
me

all'intorno. Il valoroso, Rosseggiava a pie Inclito, venia,per t"rsi in grembo Quel prode suo ferito, e s" dicea : In questo campo dell ! qualfronteavremo Senza destrierche ilcalle indaghi?Batto di lui sentore. avean Alquanti prodi Cento dal medio vallo usc"ano in fretta Cavalieri pugnaci 3, a catturarlo Su Di
e quel campo d'assalti lor falangi. Ma Behr"m e ne

che rinvenuta
a

sar",s" verr"

te, nel campo


"

trarloal duce leone f"' tosto,

E A ricondurti prontamente. medio loco nel E di l" si gitt"

corse

Tese all'arcola corda

fin che la sferza Del campo e s'aggir", EH'era fu Di rinvenir gli concesso.

le sue frecce piovere. L'ardimentoso, ei ponea la sua d'eroe all'arco Quando

Ditrafittiguerriersottoaun gran cunnilo,


assai raccolto E v'era sopra fango

Alata punta,chi Fermo

intorno poteagli
ne egli

restarsi? E molti

uccise

dal palafreno E sangue. Si gitt" E la sferza gherm", quandoun nitrito

E feri, qualleon preso dall'ira Balzando innanzi. I cavalieriindietro Si ritornar da lui, vennero Di Piran
*

Lungis'intesedi destrieriin volta. nitrir delle puledre Il giocondo Ud" del forteil palafreno e ratto, la " Qual d'Azergash"sp viva fiamma, Dietro a le puledre In cor si accese. Vienne su l'orme rapido e furente,
-

tutti

al cospetto. Ecco, ei

diceano,

Belva " cotesta di gran cor ; la pugna Il nemico sostien, qualleon fero, A

piedi.
"

Come

la lor gente. giunse molte

Attorno al duce ei favellardell'opra Del Corsero giovane guerrier.


su di lui, grave di pugna di suo assaltoanche, in secreto Facitor,

E Behr"m

si crucciava

dietro a lui
venne e corse

Pania correndo. Cos" ei la corazza

Parole

Fin che ilraggiunse, e di sudor Avea la fronte


e e

bagnata

l'elmo.

che Appenal'afferr",

alto in arcioni la spada allora

E chi mai, Piran chiedea. E in aperto. Chi sar" cotest'uom? Quale il suo nome, eroi? Behr"m, gaQual, fra gl'incliti Vincitor di leoni, " davvero,[gliardo egli
"

chiusa in man Vi balz" ratto, D'indica tempra. Ma le cosce

ilpalafren Ch'ei strinse, non piede mosse, andaro E di polve e sudor coperti Il cavaliero e l'animai riottoso. Forte crueciossiilcavaliero e Vibr" di al spada
suo un

Tal Si

Irani e tutto degli rispose; gli l'esercito^. fa per lui pi"splendido

colpo

di Turania, Ci" disse 6,e and" co' prenci

destrier sul capo, ilsuo


sentiero.

Di rabbia Ratto

d'ira pienoil cor.

Sen

venne

Indi rifecea Al campo

ratto qual nembo, pie,

contrastato

a quel campo Ove prence Behr"m

al loco dell'assalto,
senza

la scorta

(1) Mentre
(2) Nome

di

caduto diadema ad un eglivoleva raccogliere di del secondo la Fuoco, un religione tempio dell'esercito nemico.

un

principenemico.

Zoroastro.

(3) Erano guerrieri e cavalieri (4) Il capitano dei Turani.

Behrrmi invano di fare accettare un a palafreno. (5) Pir"n, intanto, ha tentato licenza da Pir"n, malvagio e vile,avutane Tezh"v, allora,principe di Ghirav-gtiird, si avvia al campo Behr"m, vivo o morto, a qualunque costo. per ricondurne

(6) Tezh"v.

Vedi

la nota

antecedente.

1^20
K

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

lo nipia di sella agevolmente al suol, E, gillalolo dispetta cosa, d'un Scendea,le mani gli stringea

accadde. ora Accadesse, Dal troncar laccio.


E al suol
con

quale" frutto

spadailcapo mio? avvoltolatoe questo gittossi


Deh ! generoso. dell'anima tua
:

la

ei trasse Al suodestrier tornando in sella, L'avvinto Dietro Mesto Se


a

Grido fece a Behr"m Addetto


servo

forsennato qual prigionier

s", ma

Tezli"v cosi dicea forza non fec'iomai

Io sar", sul

in sepolcro
"

che

tu

posi,

Uim", pregando: Animoso guerrier ! Che


a me

restami. Adorazion far"!


Prence Behr"m

A Ghev allora

dicea :

Chiunque nasce,
se

soltantoin la turba infinita


in cangi
un

" forza che morr". Ma


Danno
mi

Di tantieroi tu
La

inferno

per lui alla giunse persona, ancora

notte oscura?"

Su la testa allora sferza


E
non

Della morte
E tu.

gustar non

dee l'angoscia.

di sonante Dugento colpi Ghev A 0

assest",poidisse: gli

" loco

Di

me

in terra poi soggiunse,perch" il reo ricordo anche egli faccia,

barattar parole! Ah! tu

non

sai,

Capo non
Tezh"v
E

glitroncar.

"

Ma

fratello quel

(dienovello germe sciagurato,

Vedea trafitto ilfratelsuo, vedea nelle sue ritorte, malvagio Per la barba ei prese lev" un grido.

nel tristocampo man Della vendetta? 11 vertice alla volta


il tronco Del cielo aggiunger", di sangue "; tic? o Sar" imbevuto e i frutti suoi saranno
'

Piantastidi tua

Tezh"v d'un tratto, e come a lodoletta La testa gli dalla persona. spicc"
Pianse
un

occhi suoi di duol dagli pianto assai Behr"m allor. meravigliando Del ciel per l'opra lev" e disse: e un grido Sventura onde moria Behr"m illustre, Chi vide mai talmeraviglia o ascosa Il cor di (Ihev da fiera doglia uccido " oppresso! 0 manifesta? S'io qualcuno E Tezh"v l)attaglier 0 se a me innanzi uccidi tu. gli sempre cos" rispose : 0 che ucciso cade!" l'alloilola io son sei, uncongiuntoounfi'atel L'aquila
r

in mano Eletta preda, Spadetaglienti. Behr"m ti giunge, la strozza angusta ma D'un serpe or tu vedrai.Ecco! per quella

tudi. Ma non per male artigli gli Pensai di liidii"m tuo, n" per nn'a mano danno. Allor che giunsi, ucciso Vennegli

Entro

Disse, e l'alma rendea Behr"m

gagliardo.

13. Batlo di Bi-Ju'iiK .Ahi poiche del partir l'istante, giunse pi"ardente in lei
-

Nel campo gi"l'avean della battaglia Di Cina i cavalieri. Oh! traditore,


"

Ghev

stolte gli grid", questeparole


E iltrasse per discolparti! loco ove quel giacea
"

Di l'izhcn rimirar Venia la brama. Menizheh

Non avventar Furioso Behr"m


a

s'inducea

a Allor, poich" mesta con tVonte,

lasciarlo

nel dolor dell'alma. Chiam" gagliardo ! Ecco, ei grid", reo questo capo Tosto, Atta una

le ancelle sue.

Volle che tosto

beva ad

la mente assopir
di s" stesso la testa

Per violenza, violenzaa lui Render", (ii'azie a Dio che il mondo Che tanto
a me

miele. Ecco, la porsero, Apprestassercon

fece,

E com'ei

rest" nella mia vita

bevea,fuor chin" Ed ebbro divent",


ne

di tempo, oiid'iol'anima fosca Spazio Schiantar potessi dalla rea persona Del tuo nemico 0 fratelmio ! Per
sua
"

allora Innanzi, grave. Un palanchino


E la partenza per la via colei

che {M'ia

tu

moi'issi,

Tezh"v il supplicava. (diiedea. grazia

al giovinetto Batto apprestava suo E v'era si Addormentato. pei' lei Da


una

uccision

all'amore, })oslo parte nnsedil,


al riposar. Gittava j)osto

ch'era d'uoito Iva dicendo: C((sa,

Dall'alliaun

(1) Per questo bellissimo episodio vedi il paragrafo 1)3 di Afr"sy"b re dei Turani. (2) Menizheh, la bella figlia

del

capitolo.

Al'l'ENDICE

ALLA

POESIA

El'IGA

1-21

Cant'oia intanto al locu de' suoi sonni

Al

de guardiano
e

Menizhelied acqna di olezzantirose


Su di sandalo. Vicina queilegni d'un velo alla oiti", giunse palagio Com'ella

Venne

le porte annunzio contezza. Eiper secreta via


in

Ogniarcano
Pensando E

nel cor profondo esplor", casi; gl'intravvenuti pria

che sempre avea al labbro tal, parole tiiste L'introdusse non visto^ entro la notte. e e l'alberodel male Maligne N" sciolseillabbro con estrani.In quella Scuoter godea per c"rne i fruttipoi, chi Cerc" fosse lo straniero e dove loco al dormire, Sua stanza gli apprest" '1 vago doi'iniente e nel Copri Fin che di Bizlien del

desio vegliar orecchi agli

Fiero le venne. Perch" Come

Un balsamo sottile

Terra fosse di lui, per talvenuta Che volesse in Turania. E il seppe Ebbe timor per la sua E corse a ricercar la dolce vita
sua

grave

Da ridestargli pose entro


sua

mente

ritornasse in lui.

difesa. le

l'assopita Sua mente ricovr", trovossi in grembo dal seri di bianco gelsomino, Quella, donna; entro a l'ostello Leggiadrissima Del regnanteAfrasy"b, videsi accanto, Al medesmo china la tVoute, gnancial
Lei, dal
volto di luna. Oh!

Bizhen destossi e

Solo
Cose

un

avea, consiglio

gi"sapute
e

si che correndo fuori ridir,


e venne

Balz" da le cortine ^ Al turanio Scelse d'Irania un Dio


E parve un trem". Egli

disse

3: La signor

tua figlia giovinetto sposo.

invoc" signore Le

si crucciava ilal'arti

l'antico prence salce in di ventoso, tanto cadenti lagrime


con

Bizhen in core, ed'Alirim"n Cercavasi


in Dio rifugio

! signore ! forse

occhi Dagli E ramment"

suoi si terse nell'ira sua

la mano le cortine
se

E cosi disse : Almo

deh Fattor,

antica
a

Scampoa
Da
E A

me

non

Deh! almeno

sar" da questo loco? chiedi tu la mia vendetta

Sentenza

disse: " Dietro


una

Quei che ha

anche figlia,
"

serto regio

^ e tu ascolta il mio dolore Ciurghiu di me! ch'ei mi fu guida l'imprecar questo male e pronunci" parole

sventurato Egli possiede,

sempre! ".

ei si di ci" che fatto Meravigliava Avea che aspetto e Karakh"n Menizheh,

Di mille incanti

Avea di prence, a s" chiam", dicendo : sovra me tapino. Lieto serba il tuo cor, disse .Menizheh, Per l'opra di costei, donna impudica, E tutte cose che non anche furo. amico mio, mi dona. consiglio, Saggio
aura qual

Stima

lieve.E casi assai dolce convito quaggi",

Karakh"n Pi"

al

suo

re

cos" rispose : faccenda osserva!


non non

Toccano all'uom

e accorto saggio a

est"

Talor l'attende, aspra tenzon talvolta. Poser la mente al ber profuso intanto
Fra il terror d'un
e la speranza supplizio

Se vera, Vedercon

favellarloco

resta.

mai Ma, certo, l'ascoltar


"

uguaglia

D'un talamo di Di
rosee

nozze.

Una fanciulla allora

da ognitenda guancie

occhi. IleAfrasy"b che avea gli L'avveduta risposta, ebbe nel core AITrettatodesio per le parole Di Karakh"n. Un A Garsiv"z
*

Invitarono a s", l'ornar di drappi Di cinese tester. Le giovinette Levarono bel canto, e nella gioia Elle passar cosi la notte e il giorno.
un

rivolse

scrutator,poidisse: sguardo lungo D'Irania (dil che vedemmo vee ancor

[dremo !
Deh !
mai perch"

Poi che stagione di trapass",

tanto

la. sorte avvilupp"

(1) Gurgli"n, guerrieroiranio,aveva


l'aveva al^bandonato nelle mani

accompagnato
Vedi il

Bizlien

nel Turan del

per invidia

di Menizheh.

paragrafo 93

capitolo.

(2) Le cortine delie stanze di Menizheh e (3) Il re Afrasy"b. Vedi sopra. (4) Fratello di Afr"s\"b, principaleautore St) del capitolo.

delle ancelle.

della

morte

di

Siy"vish.Vedi

il paragrafo

122 Nodo E

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

duol da irania terra si tristO;

" ilmio bruno destrier, n" il palafreno


Di via compagno. Oh! veramente ilsole a l'occaso. Oggi di me precipit" N" veggo in terra alcun amico, e ninno E di me protettor fuor che l'Eterno ! Un Dentro

Oh ! va, figiiiioli? perversi

fratello,

Con avveduti cavalierie tutti Dell'ostello valichi e porte regal da te, poscia, chi vedi. Riguardinsi Cerca in mia
casa.

fulgido avea pugnaisempre egli all'un de' schinieri.Egli ladestra Stese e trasse il pugnai Ratto che Garsiv"z pi" s'accostava dalla guaina E la soglia di voci alterne, A quella L" disse il nome: un suon occup". porta, I Bevi il Bizhen mi ! feri.Concenti illustri son (( io,de' figli mangia ", qui vaghi Di liuti con fremer di ribebe Dell'antico Keshv"d, primo di tutti
E

Legalo tu allora
a

quil'adduci strascinando

forza.

allordall'ampio ostello Echeggiavano Del regnante Afrasvc"b.Ma i cavalieri Tutte le portedel regal palagio Prendeano
attorno

D'Irania i forti, liberi guerrieri. Non scalfir" questapersona mia Alcun

giammai,se

ed

varco ogni

in tutte

Non " sazio ilsuo Anche

di portar la testa tronco. Oh ! se nel mondo

Parti cos" chiudean. Quando ben chiuso Vide ilbevere l'ostel, quandocongiunto
ratto tripudio,

venisse orribilescompiglio,
me

Niun le tergavedr" di

! fuggente

Col canto ei vide e col la portae Colpi


ne

divelse i cardini

14-. Liliera:iune di Bizhen

i.

Dal loco, entro la casa e per la soglia ("arsiv"z. Rapido Si gitt" giunse Al loco del banchetto, ove
si celava. E Ospite

lo strano
un

Il valoroso a quella vampa assidua Volse la faccia e camminando assai


-

allor che

guardo

Su Bizhen fnlmin" l" dalla porta, Il sangue Caldo


suo sdegno per l'improvviso all'i ribolli.Tutto nloriio gli

Tutti precesse nella via. Ma giunto D'Akv"n maligno alla sformata pietra^,
ove si grande fossa, quell'orrida duol stento stavano accolli, e e Angoscia Ai sette eroi cosi parl" : Qui vuoisi Toccar del piela terra. Ecco, v'" d'uopo

Su

loco stavano Dell'ampio E dolce vino

trecento

Giovinette leggiadre eavean


e

ribebe
mezzo un rosso

canti. Era nel

Correr concordi

liberarla bocca

Bizhen assiso a le fanciullee Vin recavasi al labbro Addimostrava. In Cacciava Garsiv"z Che
non e

molta

gioia
vile.

Di questacava dall'orrendo sasso. libero Balzar di sellai capitani, Perch" restasse dall'immane

urlo un quell'istante,
:

pietra

Codardo

conosci li parenti tuoi.

L'urlo del pozzo. Soffreg"r le mani Alla pietra eroi d'assai, gli gagliardi la forza, e Sperdean L'orrido Caldo La
a sasso.

D'un possente lion cadestialfine E come vuoi tu ancora Sotto l'artiglio. Disci"r l'anima tua da questastretta? Bizhen in s" medesmo si crucciava E dicea : Come

l" restava immoto

Poi che

gi"scendea
d'un balzo
leone

tutti il sudor, poiche dal pozzo

non pietra

croll", scese
destrier come

mai, solo ed inerme.


senza

R"stem

dal suo

Farei tenzone? Oh! dov'" Ghev,il figlio Di G"derz, di Keshv"d,che


" la vita abbandonar? D'uopo
merlo
meco

Di maschia forza. Egli raccolseillembo Della


corazza

dentro al cinto,e
sua

Dio,

N"

Dator di forza, la

forza antica

(1) Vedi il paragrafo 93 del capitolo. nel Turan in vesti (2) Rustem, venuto
B"ztien,pot"
trovar

di mercante,
e

con

altri sette dove il

la

montagna

la

caverna

tracciarvi prodi,per rinmisero era chiuso,

guidato da

(3)La
che

da Menizheh. sul monte accesa vampa la caverna pietradel Devo Akv"n che chiudeva
una

che

non

si

poteva

vere smuo-

per

forza

d'incanto.

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

123
men vo

diiiiaiul". Punt" la mano Pregando E ratto sollev" la grave pietra Dal loco suo. Di Cina
^ ove

10 ti lascioalla fossa e

in sella
casa.

pi"foltasasso.

Al mio destrier per ritornarmi a Usci un lamento da quel career Come Di

tetro,

ei la gittava, Nereggiavala selva,

E il suol trem" Alto

sotto

l'immane

R"stem le parole giugneandi Bizhen agli orecchi. Ahi! cruda sorte,


sorte

allora gemendoe sospirando

ahi ! cruda E2;\\ rispose, 11 popol mio, che Da di Gurghin,

mia
e a

Blzlien ei dimand":

Quale il tuo stato

Dinanzi ai prenci e alla mia

casa

tutto

Per la tua sorte avversa? E tu dovei

qualdolor

mi

venne

Le dolcezze gustar di questavita! toccasti da sua man Oh ! come adunque L'amara coppa di veleno aspersa ? E rinl'elice dall'oscura cava Cosi
a

m'" forza! portarlo oggi

E portato l'abbiam, e contenti paghi di lui, Fummo e gi" posava il core Da di vendetta incontro a lui. pensier Un R"stem
suo

R"stem

Oh ! come rispose
:

adunque
venne

lacciocal" nel
trasse

career

tetro

All'eroe pi" valente esser 11 cammin


11 suono
a

dovea che

allor, ne

l'infelice
era

! AUor disagiato
me

Grave di

al pie. Tutto ceppi

ignudo.
duolo.

della tua voce, o caro. Tutto il velen della mia vita grama

dal Cresciute l'unghie sfatto e il pel,

In dolce si volt". (Juale tu vedi, " ilmio so"fojiorno. Ilsuol di ferri " ingom11 core Volta del ciell'orridapietra.

Dall'ansia e dalla fame. Era di sangue In ognimembro asperso, avea le gote Pallide peldolor de' Di
sue

[bro,

Per la vita caduca oh ! da gran tempo toltonoi,che troppograve Avemmo Dolor fu il nostro E tremendo R"stem
e

R"stem

suoi ceppi 11 catene rugginose.vide che sparia e pianse, quel corpo


,

Di sotto ai ferri insiem conserti, e ratto Stese la man, l'aspre catene infranse all'infelice E tolse i ceppi e i ferri Di l" veni"no Che il piede gli stringean. Al loro ostel dalla dolente fossa, Bizhen da questoe la fedele ancella ^ Dall'altrolatodell'eroegagliardo.

orribilesventura
"

niartir.

Ma

tile' grazia,

di tua dolce vita rispose,

Iddio consolator, che ti protegge. Or per",generoso, inclito e saggio, Solo


un

desio

in ripongo

te.

Condonami

Gur2;hin2 iltklio di .Mil"d, e luna:i


Discaccia dal tuo
core

ognipensiero
"

di D'izhen 15. Co""ihattimei"to


e

E di vendetta e d'odio.

Oh ! amico mio,

(li Human

*.

Bizlien rispose che sai di allor,


mia qual fu? Battaglia Prence

quella

1 destrieriincitar. Lev" la polvere, Non sai tu forse, mi i f"' E due, di sangue sitibondi, leonin, qual apposte giuoco archi bellicosi, al cielo 11 fmlio di Mil"d? Se gliocchi miei Le corde agli Su lui cadranno un di, l'estremo giorno Sollevatala fronte, essi in tal guisa dell'inulto sar" per lavendetta mia. Vindici fatti sire^, Quel gli Se tu sei tristo e ildetto mio non odi, Di Kenab"d uscirono dal monte 6,

ed

uom

R"stem

avvinto il piene' ceppi rispose,

Levar la testa

verso

il piano. Giunsero

del

Vedi sopra. forma un (1) La Gina, secondo l'epopeapersiana, regno solo col Turan. (2) Perch" Gurghin l'aveva tradito. Vedi sopra. (3) Menizheh. (4) E uno degliepisodidella lunga guerra tra Irani e Turani. Vedi il paragrafo 94 capitolo. di K"vus, stato ucciso a tradimento dal re Afr"sy"b. (5) Cio" di Siy"vish,figlio sopra. (6) Dove Irani accampati g"'

Vedi

erano

col loro

capitano G"derz.

1-24 Ad
un ove deserto, non

AIM'ENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

TGi'iiia d'iuiiaiii
trovar.

Come

da fosca nube corruscanti

In alrtinloco Pel eie!


non

Passaggio

era

n" piede avoltoi, agli


ne

in ciel, cosi da' loro elmetti Folgori E da lor spade uscian faville. l']ppure, Ai beri
non colpi, avea

Di rubesto leon mai

calcava schiere

termezza

Il tristo suolo. Delle Ei

avverse

Sul ferro che E sol

videro alcun, non giro. per l'ampio Che amico fosse o aiutatore. Intanto,

cadente il ferro, splendea. le spade, dalla man de" prodi,

Questa legge ponean


Avversi ei E dicean
:

che stoltamente

Di vampa in guisa scintillavano. Aiudie le loi' Non giugnean destre il. sangue Non

non

sariano a' turcimanni,

[spargere,

Onal di noi scampo alla vita Si toccher", pelturcimanno in core Non si torr" desio di guerra, ond'ei. D'est" giornata per l'altavicenda, E il male Come
fu
e

per" stanco
e

di

il core battaglia

in allo Era de' forti.Dopo i brandi,

Levar le clave

(lil" da misnia

.Ma poi tenzone proseguir. L'aspra

ilben racconti al
e

suo come

sovrano,

Faccenda lor di tal guisa ordinaro Che far prova ei dovean di lor vigoi'e Lottando, e si cei'caro ei di tal foggia
0
o biasmo, che dovea l'un d'essi gloria

veramente l'opra

nell'assalto Fu la battaglia, e quale


L'intento
e

il moilo.

"

Ei dissero cotesto

Tosto E gi"balzar da' lor destrieri.


di lor Avvinsero a' gheroni

del deslriei' l'eunilo togliere Dal (loi'S("

maglie

Alferraiuhdo al cinto, a chi mai fosse

di forza ond'ei l'altro levasse Maggior Dal palafreno e sei cacciasse sotto. Strinsero fortemente, alla vicina lo sforzo de' gagliardi, Ma, per ruppersi Come a' lor veloci Le coreggie a le selle in tanta foga Tenzon, le cinghie. Elli pertanto avvinsero la sella. Su quel Palafreni egli campo d'assalti. dai rapidi Pieni d'un'ira da gagliardi, Non tur tolti corsieii. pieno l'un fu vincente in l'altro a rchi N" II cor d'un odio, su e sii-e. gli apprestar rpiella I fortinodi,ai

leardi, pugnaci Ei, cavalieridi battaglie esperti.

Guisa che si dovea,corsero Alla del tremendo palestra

in

mezzo

Amlio allordiscendean da' lor cavalli, colai poco da l'orrenda pugna Lor teiuiero i destrieri Si riposar.
E
un

assalto.

Di

Per le punte d'acciaioe per le frecce estremi corni che scagliar, gli legno
di acuii strali

1 turcimanni, e i due di nuovo Sorgean

in guisa pugnaci,
se

Fean toccarsifra lor


ci" che E poich"
avean

archi incurvi; Di leonifurenti, ancor degli

stanchi,

si oidinavano eaprender

Ebber tidto avventato, a vibrar l'aste Attesero d'nn tratto. Ei con ([nell'aste Fin che Che Ed
a avean

Nelia lottal'nn

l'altro. Ecco, da l'alba


il sole. in questa

stese l'ombre pi" lunghe

le punte rilucenti, a destra

Ambo

assetatid'uman
e

sangue,

le redini sinistravolteggiar,

Guisa,fra speme

fra timor, cercavansi

T*)rsero fieramente, e
Tutte
a

maglie l'ampie
"

brani cadeau.

Vedi

chi mai

Nella pugna l'un l'altro, e dal contrasto si v(dgeala mente Non anche a dicti'o Stanca d'un solo. Secche
Immerse In
avean

La

si volse e giornata
"

la fortuna

le fauci,

Della

i"ero ardore. battaglia?Avean,pel

nel sudor le nuMultra tulle di l",per v"uia


correndo

fauci i due guerrieri Sgangheratele Come leoni, e d'acqua e di riposo Ma poi Necessit" loro incogliea. Che d'alcun poco fhr posati e alqnanto llato cocente e su l'ardoi' Ripreser Ebber d'acqua alcuna stilla. gittata Brandir le targhe e i bi'andiacuti, e detto

e in (piell'ardor quelti'avaglio perenne

Del sol (lal'alto.Ma

scendean Scandiievole l"'a lor, A


una

fontana. E bevve di
e

(pudldmla
suo

Rizhen

lallo si

lev". Nel

di Dio,dalor di grazie, dolor, Aspro


Ei fea ric(M'do, e la persona tutta salce alla bufera, Tremavagli(piai Oh! (piel Per la (loi;lia si niave. suo

Avresti! ch'era Il di che i molli

(pici

vcracenieiite
a

siUucraniKt

vila.

c(n"e

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

125

perduto speme, disse : Ed etili a Dio cosi pregando Dio creatore, cosa ognisegi'eta Di me conosci ed ognimanifesta ! Che se nel mio pngnar giustizia vedi,
Del viver dtilceavca
in questomio Se tu vedi giustizia

Forza ch'" in noi capace di favella, Tu se' colui che non ha pari, ilmondo A governar, n" ostacolo ha ragione Cotesto a concepir. Ma di talforza Io partealcuna inver non ho, che audacia In me non ", con le ferocibelve La pugna a disiar.Cosi potei Troncar la testa di costui per quella Dei settanta fratelli al

Vendetta dimandare Non


t"rmi in

in

questafoga,
Al
cor

del vigile oggiil mio vigor,


"

Senno mio sii custode! Human

Di Siyavish vendetta e per ilsangue trafitto.

tornava, lividopelduolo

padremio

^.

ilcor d'aflanno. e pieno Oual tristo augello, alla l"attaglia Cosi, ben che feriti,

L'anima di costui dell'alma mia Schiava si resti, e d'un leon l'artiglio Tutte

le sue sfatte memlira ! discerpi Con fiero incesso. E quello Alla coreggia del bruno destriero sopra questo, d'Human E questo sopra quel, fea di vigore la e l",sul suolo. Leg" testa, Riversa ne lasci"la fredda salma, Immane sforzo,ed or quello ora questo in forze Iva ilsuolo a toccar. iMaggiore (jOii l'armi sciolte, rotto il cinto, ilcorpo Tornavan ellie venian, come

pardi,

Era di Bizhen ilturanio ; eppure

un

loco,a

un

altro il capo
e

suo.

Deh!

il

Scherno diventa ognivirt" guerriera


Tosto che di fortuna ilsol tramonta. Tratti di forza ed arti di lottanti
Ei tentar

E illusione in tutte cose,

nullo

[mondo

Aiutator nella distretta " teco ! Ma diverse da l'aspetto son poich" del mondo, cosa inver non degna L'opre affidi il core. gli

cielo e l'alto guisa, d'ogni le mani Alfin, Superava quell'arti. Bizhen porgea di leopardo in guisa, E dal capo a le piante forte avvinghi" L'emulo
suo

E che da stoltotu

16. Ascensione di Partirono


con

re

Khimrv

al cielo 2..

co' fieriartigli. Al collo la sinistramano, lui^ de'

Ei l'afferr" con

irani, prenci eroi Con la destra alla coscia, foinosie degli e di quell'alto De' guerrieri dromedario ildorso R"stem battagliero, E ingente inver qual e Vigiligrandi, sforzando. d'un '1lev" G"derz e Ghev, Bizhen gagliardo, tratto Dest"n, Pieg" Egli Gusteh"m valoroso. Erane ilsettimo, Dal loco suo, boccon lo stese, e, rapido Si come al di K"vus, Ferib"rz ; ottavo nembo, fulgido pugnale Figlio Rec" la destra. Gi" puntando nell'armi.E sen venia Tus illustre forte, La testa gli tronc" dalla persona, l'esercito A squadre a squadre accolto. Di serpe in guisa abbandonollo al suolo. Dalla pianura alla ventosa cima Sul suol miseramente avvoltolossi Salia del monte. Sette giorni ei furo Human Su l'arduo loco e riposar, un bagnando poco, e tutto fu di sangue Un rio quel E deserto. L'arido labbro raccolto l'umor con riguardava pian Bizhen a quello di membra vastissime, D'una fontana. Essi piangean per quello Gittateal suol qual Strano del caso re, gemean pur anco, agile cipresso In un giardino, del duol di lui forte Varco a toccar cagion e meraviglia Gli venia, si che lungi Sommessamente andava Rinvenir ne non egli potean. E a Dio creante si volgea Cosi diceano i sacerdoti: Alcuno dicendo : cotestiaccenti l disse quaggi" Deh! tu che avanzi tempo e spazio e superi Mai non
L'alma nostra
serena e

la vitale

Della montagna

su

l'aereacima

di Peshen. Vedi (1) Morti nella battaglia Per questo passo, vedi il paragrafo 98 ("2)

sopra. del capitolo.

(3^ Col

re

Khusrev.

426 Come Venne

AFPE\DICE

ALLA

POESLV

EPICA

da tutte il sole appari,

parti

Vi abbreviate ilcammin,schiudete ilvarco All'alme vostre per novella luce;


Mai
non

del mondo una gran gente.Donne Ed uomini d'Irania a centomila Giunser piangendo per illoci"alpestre Col gran monarca, e la montagna tutta Risuonava di gemiti e di lai, parean le dure pietre 0 prence, o sire, Della rupe scoscesa. che avvenne Ciascun dicea, mai, se pieno Commoversi

pass"qualcun per questearene


non avesse

Che molta
E

inclita forza

che vien da Dio dignit" Tre di

signore. valorosi e alteri, forti, que'


a

tornando A' suoi dettiobbedir, Per G"derz antico, memore E bramoso di E Ghev
e onor. e

dietro

R"stem guerriero, Dest"n, via, l'aspra


e

avveduto,
tornaro
con

"d'afTanno tuo e di duol questo


Per lo stuolde' tuoi prodi e Corona Ma
non

core cura

Ma

non

Se hai tu molesta Sereno in pria?

Tus

Ferib"rz

(juello

spregi questa dillo^, imperiai, signore, dall'iranio partirti seggio,

Gagliardoe forte Bizhen giovinetto.


Per
una

notte

per

un

ancora giorno

Andaron

Al regno antico non donar sovrano Che sia novello. Qui noi tuttisiamo del tuo destriero. al pie polve Fedeli al Fuoco, qual per te riluce, 1. Ov'c la tua dottrina D'Azergashaspe il eia tua mente? Un tempo E tuo consiglio

Qual

" la

tuttie s'aggirar per l'ampio arido e fesso Deserto, per quel campo Mesti e compunti. Alfin, via. soprala Mostra vasi una fonte, e quell'illustre
ratto. Scesero giugneavi Tutti gli eroi vicino all'acque chiare, E preser cibo e riposar ; ma poi

Prence Khusr"v

Nemmeno

re

Fred"n

scese

dal cielo
a

Cos" lor disse il re

Da questo loco

Scr"sh beato

!^

Oh ! noi dinanzi

Dio

Adorerem, venerabondi noi


Starem nel Il sacro vivo ove risplende temjiio
se

Per questanotte non andrem pi" innanzi. Favellerem de' casi intravvenuti Con
sermon

che di voi lungo,

nessuno

Fuoco, per veder

Iddio al tuo

Santo ha di noi piet", se ancora

in poimi vedr". Ouando D'oggi ilsole In alto lever" fulgido

i vessilli

Core sacerdotal per noi d" luce ! Attonito rimase per cotesto Il re dei
re.

E questaterra tenebrosa e oscura l'istante D'aureo color si vestir",

Chiam"

schiera dell'ampia
sono

Quellosar" di
Per
conoscenza

I sacerdoti e disse : Ottime Le


cose

mia parlenza ipiaudo acconteromnii in pria

n" pianger su qui,

vicina

Ser"sh. CoH'angelo

Che

se

il mio

core

Felicit"bello " per noi. Voi tutti Siate grati e sol quiin terra all'Eterno,
confessate Iddio Vivendo lieti, che verr" ben tosto Riconoscenti,

Da questavia si ritornasse a dietro, Dal petto iltristo cor mi toglierei. Poi che trascorse Sola
una a

de la notte

oscura

l'inclito sovrano parte, Dio curv" la fronte. Il capo

II di che insieme tornerem.

Dolenti
"

Innanzi

del mio andar. Non siate adunque A'

Si volse

E la persona nelle limpid'acque recit" sommesso Purificossi, famosi Il Zendavesta^, a quo' poscia, E accorti e In
cosi disse: Addio saggi, Dal ! levar del sole sempiterno

prenci
e

disse ancor:

Da questomonte

Ritornatevi ornai Non

il re vostro, senza Che lontana " la via, ed aspra; senz'acque

erbe in essa,

non

d'alberifoglie del ritorno

Voi potreste trovar.

Ma

in avanti, Per la volta del ciel, d'oggi

(1) Tempio sacro (2) Il re Khusrev dall'angeloSer"sh;


duhita di

al Fuoco
aveva

fondato

appunto

da della

re

Khusrev. al cielo prossima ascensione O ra la principi. qui gente l'onore d'un colloquiocon

avuto

rivelazione detto

sua

ci"

egli aveva
che
nemmeno

nell'adunanza il
re

dei ebbe

ci", tanto
o

pi"

Fr"d"n

l'angelo. (3) Avesta

Zendavesta, libro

sacro

attribuito

Zoroastro.

128 Di

APPENDICE

ALLA

POESLV

EPICA

di savi e d'esperti illustri, prenci in alto grado In dar consigli, quanti fra i pi'enci Erano pari a lei, quanti fronte. Alta levar potean l'eretta luna in viso, La vasfa figlia come Del nella dinoora, innanzi genifor
intorno

fin che fu stanca. All'aula s'aggir" Ma di tal gente non gli venne a grado Un solo cavaiier,si che tornossi Dal loco eccelso dietro a' veli suoi Nel Del
corrente gineceo,
suo e i

lagrimante.

Passar dovea dell'inclito consesso E lo sposo, trasceglier


e a

dolce compagno in cor vogliosa. Bruna qual penna di corvino augello


sovra

lei

Si f"' la terra, e ci" fino a che in alto L" il monte


si lev" la chiara

Esser dovean le ancelle sue E fino allor nessuno Veduta


avea

raccolte,

de' mortali
sua.

l'alta corona

Il greco Veli del

dietro a' dipinti imperator

f"'cenno Lampa del di. L'imperator Che i prenci tuttivalorosi in Grecia, Ma di grado tosto accorressero minor, All'inclita magion.Forse A le verr"a per grado Come
ne sua

adorne tre figlie gineceo


come a

qualcuno
bellezza.

s" Aveasi allor,

"primavera

Purpuree rose, d'avvenente aspetto, D'alta persona, con dolcezza e molto


Pndor nel viso, con E fiordi
senno. avea

modestia assai di tutte maggior Era prudente.

ad ogniprence intorno giunse Il gratoannunzio, ad ogniillustre ancora, A quanti si volsero avean minor, grado Alla dimora Adorno Anche Disse
a e

La
nome. e

ciascuno imperiai,

Ketay"na
Di E
cor

sereno una ora

d'anima festosa, ella sognatoavea


terra quest'ampia

vago per novella speme. s" generoso e dolce ^ quell'uom allor:Perch" Gushtaspe
si a

gi"

notte
ove

lungo

Che in

Incea

Ti celiin casa? Va! che vedrai forse Della il trono grandezza imperiale E la dimora, e dagli affanni suoi Libero andr" iltuo cor. Come l'intese
"

A' vivi rai del sol,d'uomini eletti


se Ampio drappel D'uomini compagnia, vasta

le mostrava.
e

Quella raccolta.
in
mezzo

Le Pleiadi umiaoliava, e ad Er'anche


uno

essa

mesto stranier,

nel

core

in vista. E sconosciuto e di gran senno D'un cipresso e lavvenente l'altezza,

lui, se con Gushtaspe, da mente entr" nella dimora P"api Del greco imperator. Quivi ei discese In un canto remoto e dagl'illustri
Prence n'and" Discosto assai; pienodi duol si assiseE feritonell'alma. Ecco ! I servi accorti in
ne vennero

d'intattaluna ; avea Aspetto quale

Sedea
Un

con

maest"
a sonnno.

come

pria, poiKetay"na, E le sue ancelle dalle rosee fiori, vaghi guance. E un altro indi ne avea piendi fragranze Come aggirossi alla grand'aula intorno. E di tintevivaci.Ecco ! al mattino tutti (Le ancelle precedean, segu"arda I saggi come Quando il sol si mostr",levossiilcapo accolti), lunge appena De' prenci illustri dal profondo Ecco ! sclamava,. Ella vide Gushtaspe, sonno, E il grande la sua raccolse Che dal mistero il soi;iio mio si scioglie! imperator Di magnati forti eroe cran assemblea, Quindi ilbel capo al giitvincltn quanti illustre di inclita E valorosi e chiari.Allor che lieti corona e sua Fregi" Il consiglier che a lei alla vaga fanciulla Senza indugiarsi. Si assiser tutti,
mazzo

Del trono

gran prence allora Ketay"na di

un

gli porgea

Dal volto di Peri fecero invito, E Ketay"na sessanta ancelle con Entrava allor, con
un

Gi" fu maestro,

come

vide appena.

bel

mazzo

in pugno

all'istante Al greco iiuperator corse illustre disse: Nel consesso E s" gli

Di narcisifreschissimi.Dintorno

Un

uom

la figlia tua preclara. scegliea

(1) Dietro le cortine delle sue stanze. (2) Quegli che aveva ospitatoil giovane Guslil"spprofugo dall'Iran. 99 del capitolo.

Vedi

il paragrafo

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

129

Come Alto Ambe


e

in un giardino agile cipresso Come rose leggiadro. vispe

Me solo disiar? D'uno straniero Festi la scelta, e non E avrai tesori


esso.

Le guance sue, cervice eretta e forti le spalle. Chi da lungi ilvide,

rimarrai con nell'angustia

rimanea. Meravigliato

Diresti

Tal che sia pari a te, cercati, o bella, Fra questi dinanzi al padre eroi, perch" T'abbi l'antico onor. Non
tu contro
"

Che lo circonda maest" divina, noi. Ma costuichi ben sia non sappiam
E

Deh ! sospettoso,
e

disse, acre Ketay"na gli


esser

protervo

Deh! rispose: quei


sue una lignaggio

non

sia che mai

moti superni

Dalle A
suo

stanze rechi biasmo ed onta

mia

A lui figlia!

Di questociel.Se della tua fortuna, Quale pur sia, inclito m'appago, seggio benda ? con regal e dolenti usciron tosto Sospirosi Del greco imperator dalla magione soli Ketay"nae Gushtaspe, e venner Al signor del villaggio ^. Ivi discesero e mesti e dolorosi, e quello. Piangenti Del villaggio vollenel borgo signor, Una
casa

Fa, fa ch'io si

e la mia fronte l'affidi,

A che cercando vai

Si chiner" per la vergogna. Intanto ben sar" che ilcapo Qui, nella reggia, A leisi tronchi ed a coluiche scegliere Ella si volle.
o prence. i l " non cotesta. Rispose consiglier, di te furono prenci Che jiri;! assai
"

Grave cosa,

Che in tal " Cerca uno adopr"r. guisa Dicestialla tua


"

e non figlia, re d'alterafronte ". Ed ora un Scegliti chi pi"le piacque. Ella scegliea Tu Non rivolger per"la fronte addietro Da sentierodi [)io. Questa" la legge avi tuoi dalla cervice altera, Degli

sposo ", dicesti :

Qualiei si avea apprestar.

Pi" bei tappeti, vi rec", poidisse Alla vaga donzella ed allo sposo : Qui rimarrete placidi e tranquilli
E
con

mente

serena.

"

Allor che vide

Prence A

f"'benedizioni Gushtaspe,

d'intatta f",pietoso. quel signor


avea

Devoti

a Dio, di pura f". Per questa. Per questa fermamente un giorno legge

Ricco d'atfetto. intanto Ketay"na Senza misura Rubini


avea

seco. gioielli

Grecia si stette incolume. Tu intanto


Via
non

con

gemme preziose

che non pigliarti


non non
"

"

diritta,

Di tutte

Per ipiestii Mai terra dilettosa.


non sar";tu Propizia

pensarlo.
segnasti
Convenne
in

Sentiero non Giammai 11 greco

calcarche

scelsedal mezzo Allor, specie. Una gemma lucente (occhiodi saggio Non ne vide l'egual) recaronla ; poscia A talche conoscea di gemme il pregio. Si ch'ei stupia ben Modo
0

dell'orme tue.

pi"d'assaidi giusto

[questo
ci" intese, quando imperator Si ch'ei diede a Gusht"sp la figlia sua A lui si cara, e dissegli : Con lei Vanne tu dunque, da me non serto, ma

Monete ei die seimila ragion.

D'oro lucente, quanteerano all'uopo, Pel fulgido rubin ; tosto le cose Che
mancar non potean, sposi, comprar gli Quanto era d'uopo con s'acquistarquello

Non tesori t'avrai, non

regala:emma.

Prezzo infinito ; ei sivivean col frutto Che lor venia da ci", talvolta, godean tal'altra. Ma Gusht"sp la caccia Piangean Sola
a

Ratto che vide, attonitorimase Prence Gushtaspe ed invoc" l'Eterno indi si volse a quella preci, Inclita e disse : 0 vaga donna. figlia
Con

molte

curar

si die. Col

suo

turcasso.

Con le sue

frecce tutto il giorno era. egli


di liiisteiir^.

Fra le delizienutricataun

giorno
F"'

Senza rancura, fra cotanti prenci Incoronatie di gran gloria, oh ! come. Come pot"la voglia tua secreta

18. Morte
cenno

R"stein al suo

che ponessero la sella che di sparvieri destrier,

di Gusht"sp.Vedi sopra. (1) All'ospite (2) Per questo passo, vedi il paragrafo 103
9
"

del

capitolo.

Pizzi,Storia

della poesia

persiana, voi. II.

130

APPENDICE

ALLA

POESLV

EPICA

intorno intorno E di falcili sagaci


il campo. Ing-ombrassero Ei si cacciava
sno

dentro al turcasso Mentre Venne Venner

il laccio l"anco

di prence,

al Shegii"d

anche Zev"reh col prode


con

venia. gli e alquanti Fiorente e amena Te ne verr", te nobil schiera lui di quella

intese che nemico suo Rapido Oh ! tristo, Era Shegh"d ingannator. deserta Oh ! disgraziato, grid", gli Si fa per l'opra tua quest'ampia terra
!

Pentimento

un

giorno

Subitamente, e lo stuol deglieroi


Pel loco de la caccia si Ad
una ma Lungi d'assai;

Vecchio

non

dorrai pur anco. ne ! diverrai dopola colpa


die
: risposta

disperse
e

Shegh"d abietto cosi

da le fosse andando parte, ll"stem ilfratello.

tua Il ciel rotante la giustizia

Qui qui t'amministr". Perch" la mano


Tanto distendi a sparger sangue e desti Tumulti ovunque e fai rapine? Tempo Venne
Finir dovesse

Pel fato che ne' pozzi gliattendea, Andaron Di dritti per la via. D'un tratto
nuovamente
smossa

terra quella

Rakhsh

si che l'odore at"err",

piegossi

per te che la tua vita ancora e de' nemici tuoi


un

rotante Ratto del corpo e s'attrapp", temendo SI come S'impenn", globo.

Dentro ad

laccio tu morissi alfine!


suo

Il prence del Kabul dal

sentiero

Della terra l'odor, con

forte l'unghia volea egli innanzi rapido e veloce Spingere fossa. fra cotesta E passar e quella

frattantoal dilettosoloco Giugnea Della caccia, e vedea l'eroe fortissimo fei'ite Piagatoal sen, vedea quelle Oh ! celebrato fasciatepur anco. Eroe fra tanti eroi,disse compunto,
Non

Rasp"il terren,che ilpasso

Ma di R"steni il cor
Fu

pienod'un'ira
Ei
con e e

pelsuo
un core

Rakhsh, che lafortuna avversa


senno.

Deh ! che t'avvenne al dilettosoloco Della tua caccia? Andr" Medici in traccia e ben io d'alquanti

L'occhio vela del Die Nel

la sferza
tutta

al generoso lieve colpo del dcstriergi"vinto


mezzo

sanguigne lagrime

oppresso

ridest".Nel L'antica foga Come fu Rakhsh


ai due

10 per te verser". Forse che queste Ferite tue si chiuderanno e allora Non avr" Con l'acerbomio
E

profondi pozzi.
suo

Ben cerc" di Al fero In


un

del sfuggir

destino

i due pie di dietro ma artiglio,

di lavar le gote d'uopo Oh ! tu malnato ! pianto rispondea quelgrande, gli ingannator!


-

de' pozzi s'affondar.Non

loco

Stagion per

me

avessi pass"ch'io d'uoiio


versar se a

Era

di battaglie o di resistere quel

Di medic'arti ! Non

di

Nella fataicaduta. Era del pozzo Pieno di lame iltenebroso fondo, Pieno di ferricuspidati, e scampo L"
non era a

stille! Che, Quell'atre


11

pianto resti lungo


termine

Alla vita quaggi", tocca al suo

loco non fuggir,

era

tempo nostro, e vivo un noni la volta IMai del ciel non varc". Non io mi vanto
Ciocia di Gemshid maggiore
;

A militar virt".

ilfianco Squarciato
ilcolloe il petto

gli aperse

N'ebbe Rakhsh generoso, e L'eroe gagliardo; eppur, con Ei rilevossi, ed animoso Dal fondo
oscuro e

Il bianco Il suo Di

pettocon

stridentesega
son

virilforza

nemico 1; u"

io

pi"illusti'e
de' regnanti

l"ero

di Qob"d, non Freil"n,

lino all'orlo trasse

Del tristo pozzo la persona, e quando occhi suoi,ben che ferito, gli Aperse E vide di
e Shcgh"dmaligno reo

Ancora e gloriosi. stirpe malvagio la persona, e allorche venne Afrasy"b


D'inclita

del Prence Khusr"v trafisse


11

tempo

suo.

Cui'vi-zirih squarciava
a

Sinistro il volto, che da lui venia

Con

ci'udo ferro

la gola Siyavish

-.

Quel

ti'adimento

frode, intese, quella

Erano luttijuincipi d'Irania,

(1) Vedi (2) Vedi

il paragrafo 80 i

del
e

paragrafi90

97 del

capitolo. capitolo.

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

131

in mezzo Erano tuttia le battaglie Come


e leoni,

al fiero Ma Shegh"d, Quel cor trafitto. del dardo, Ah ! ah ! grid" Colpo ; ma f"' col poderoso R"slem gli colpo Il suo Dio
estremo

si

! Ma noi pail"r
un

breve

a Troppo via come D'alpestre

restammo, ad lungo

crocicchio

leoni indomiti
mio Feram"rz^ rpiel

Disse l'eroe: doloi'.

Noi ci tenemmo. diletto a Figlio, La La

Grazia " questa che in ogni di Dio, tempo Che l'anima che al fataimomento riconobbi, fino a le labbra giugnea
venne a sera

occhi degli viva luce, quiverr" per compiere Ma poi mia vendetta su di te!
me come
"

Per rivolarne a lui, non

Cosi disse a Dalla

Poi clicm'incolse tanto


teca

maligno e reo : Sliegh"d mal,tu recami

Il di fataidella vendetta mia! Forza donasti a me. Signor possente, della morte innanzi, Per ch'io prendessi, Su l'infedel la mia vendetta ! Intanto Perdona
a me

l'arco mio possente, sua mia di ogni Recami all'uopo voglia tendi
me con

fedel! Ratto ne L'interprete innanzi a La conia e ponlo Alate punte. Deh! A questocampo un Alla
sua non

le colpe mie^ tu
tu

accogli
grazia

due

La mia Dator Del tuo

che preghiera,
e

se'di

sia che
e

giunga
venga

sovrano

aiutator.La fede

leon fero

feritoal corpo. ed io, caccia,


e

Ancor Men

perch'ei quiresti, vegga


se a

tosto

tocchi danno. Che


me,

l'arcomio
aita
e

E accanto

darammi

ninno

ilcorpo Squarcer"

mio de' leon feri.

e la sacrata legge, profeta la tua dottrina Le tue norme, o Signor, Che cotesta i n se legge Accolgo cor. se la santa dottrina Spii'itiial, allora Guardonii in cor gelosamente, Che partir" l'anima mia,qual tema.

del mio tempo. al giunger Si che a la terra, Andava Recliner" la mia persona.
"

Quale sgomento avr"? L'eterna luce


Dona Che E da Via
a

all'anima mia nel

paradiso.
Ei cosi

Shegh"d allora e
La curda
ne

fnor traeva

quell'arco.

l'arcano mio te, Signor,


e

fea prova alquanto tendea, innanzi Di ripiegarlo. Sorridendo, lo depose, Al gran guerriero e gioia Aveasi in Del
suo cor per la vicina morte Ma l'eroequell'arco fratello.

" manifesto

aperto.
"

pensiero disse,

quel corpo l'anima preclara si parti. dogliosamente Piangean


frattanto

L" intorno tutti, e si moria Non Di

in altra fossa, Zev"reh illustre e in vita


un

Avidamente Sue E

ghei"ini, per quelle dolorando assai, fonde piaghe


si si ! delle
sue

sol cavalier si rimanea

e di servi in tanta schiera. })rincipi

oh allora,

frecce alate 19. Funerali


i. di Fhistein

ebbe timor ! Xe andava, Foi'teilfratello schermo alla persona pianta da presso Costernato si fea. Sorgea frondoso ; Un albero di platano Molte stagioni su l'antica pianta E d'una S'erano il tronco volte,
sue suo

Alla Della caccia fatairatto ei ^ Discese al loco ove

pianura

discese.

le fosse intorno

vetusto

Era incavato e le Ben

verdi

foglie

Fosse

Eran scavate, e comand" che steso ilprode e sul giaciglio un giaciglio


una

Sui rami intatte si vedean. Lo stolto de l'alberoda sezzo, s'appiatt" distese la man Ma R"stem che ilvedea,

come cosi, Adagiato

bella reale

ilbalteo di guerriero Pianta. Gli sciolse lev" quel Da' fianchi, suo e gii

E ilpollice lev" dal dardo

apposto.

Paludamento; e
I suoi Cervice
e

in

con tiepid'acqua pria

la pianta Ben che ferito. Trapass" E Di


con suo essa

ne sergenti

lavar l'eretta dolcemente


e

nell'ora ilfi'atel. Cosi,

il seno

poi

eterno

si esilarava partir,

La bianca barba. D'olezzante nuischio

(1) Vedi il passo antecedente. di Rustem, (2) Fer"murz figlio

venuto

celebrare i funerali

del

padre.

132 E d'ambra Una


ancora arsero gli

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

d'accanto

E in due

cosi que' due giorni

feretri

e gran copia cucir. Sul capo Acconciamente gli Feranu'irz intanto di rose Acqua

le profonde piaghe

Toccarla terra di Zab"I, n" alcuno


Li vide mai sul duro suol

deposti.

Con dolce

cura ne

gli spargea,

di canfora

d'alterne Ma, per grave dolor, piena Voci dolenti fu la terra, e detto. Detto avresti! che la campagna intorno fu posta Tremava tutta. In un giardin
La
e a sepoltura

Intattae pura Mentre in un Persona Indi


rose ne

le membra, copr"a

funeral la bella drappo altridintorno, avvolgean gli


con rosso

rasentar

le nubi

chiedean

vino

Ne fu addotta la cima; ivi due tioni Di l'uno dell'altro a fronte, fulgid'or, discese quaggi", Fu posto quell'ostel.
e accanto, l'altro,

Epuro muschio. Ma chi attorno al corpo Gli ricucia la funeral sua vesta,
Pianse Col ardenti allorche imprese lagrime
a ravviar la bianca barba. pettine

F"r collocati, e l'inclito guerriero Che lieta sorte ebbe D'eterno


sonno

in

bast" lo spazio non giacigli l" forse Era A quell'alta persona. albero che lungi Un'alta spoglia o un Di due Stendeva l'ombre sue? In duro un'arca legno
e

Su l'un de' seggi, e sovra

Zev"reh,presso a
Ma

Fecero intanto funerale

v'erano Artificiosa, D'avorio attorno Le E


commessure e

figure
con

sua gloria. de' servi era nell'ampio ostello. qual De' liberiqual de' fidi era e qual suoi di puro cor, mischiava Sergenti Piosecon muschio e alpie di quel fortissimo

che am" quei

pece acconciamente ei chiusero

chiovi d'or ;

La mistura spargea, cosi dicendo

Inclitoeroe, Da

chiedesti perch", perch" un'offerta quale non riprendi


non

mistura e muschio una d'agalloco Dalla sua fossa Su la pece spalmar. Dell'estinto trasse ilfratello guerrier Feram"rz e con affetto Principe Le piaghe ne cuci l" 'veferito Il corpo ne vcdea. Poi che lavato L'ebbero i prodi d'un ricco drappo suoi, Gli f"'una
E
a

Muschio ed ambra da noi

al tuo pie?Che gittarsi


re

Il grado tuo di A' tuoi conviti e

2, che

ritorni

non

il tuo ripigli
a

Vampo
Si
come

s" fiero ai di dell'armi? E


un

noi,

di tesori, di,larghezza
non

Di monete

vesta

funeral

quelforte,

che poca Cosa " cotesta agli occhi tuoi ! Ma intanto


! Iddio paradiso ti conformava !

fai?DavverI

quellirintracciarper alcun loco Vennero Un fusto andar di melagrano.


I ed esperti legnaiuoli vigili
fusto via segar quel per quello Di due di stagione Tavole gravi. In tal faccenda si pass" poi ; ma

Deh ! siitu lietoin Di


e valor giustizia

Del monumento E
a

E da

chiusero la porta dietro si tornar. Cosi sparia


"

Da questaterra l'inclito guerriero, Leon d'eretto capo ! Un monumento


"

Di Rakhsh
La

estinto sopra

un

elefante

Fecero ancor, Immoto


e

qual"

d'un

palafreno

collocar. Tutta la terra, spoglia \y" dal Kabul fino in Zab"I ^ di pianti
su

in pie, per Rakhsh, l",de l'avello

Di U"stem

battaglier presso la porta.

Continui " loco. Stavan Uomini


in

la via
a

piecon donne, ed

vivente

20. (jliiasadella invettiva di Firditsi


contro

alcun non Spazio

restava. Ecco !eipassavano

Mulini "d '^.


era

Le due bare da questa a quella mano, E in tanta folla che roggeale, lievi

Oh !

se un

avaro

non

il re del

nmndo,
l'alma

Le

avean

siccome un'aura. In

una

notte

Sareblie

miol Ma trono ilse;;gio

(1) Dove (2) Rustem


sedere

era e

il castello di

Rustem, nel Segest"n.


sua

quellidella
passo, che

famigliaavevano
" del Libro

il

di portar privilegio

corona

di

in trono.
non

(3) Per questo

dei

Re, vedi il paragrafo 74 del capitolo.

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

133
rea

Di questo re non giunge a sapienza ; Se no, posto ei m'avria su regal seggio.

La natura E amari

mostrer" sempre fruttirecher". Daccanto


sua

Quand'ei nascea,
Alta la sua, stirpe

non

era

di

regnanti

A venditor di canfora odorosa


Fa di passar, di canfora odorosa

n" di
se

regnanti
d'oro

Ei si ricorda 1. Che

il padresuo

Daran Ma
se

le tue fragranza ti accosti


a

vesti tutte.
nero

Regnatoavesse, una corona Il t"glio suo postam'avrebbe in fronte; donna stata fosse un Se regal tempo i cumuli La madre sua, d'oro e d'argento dintorno. visti In Alti avrei a me quella mai non fu ; non osa. Gente grandezza un Perci",non osa udir de' grandi tempo
Il nome illustrequesto re, che
generoso,
a mano

venditor di
ne

E lurido

carbon,nulla
sozzura. non

avrai E

Fuor che negra Certo saria,se Da L'ombre

meraviglia
il male

nascesse

natura malvagia

; e

niun mai tolse

Alcuna speme In chi vile nascea, deh ! non ponete. Amici miei,che per lavar ch'uoni faccia, Tal che negro nascea, non si fa bianco, E buon frutto sperar da vii natura E stoltooprar, quanto gittar rodente Polve sugli occhi e non temerne danno. Ma
se

triste alla notte.

Di Mahm"d Nascimento

cui s" eccelso mai s'apre

die il ciel, non


o

Donando,
Anni

Allor ch'io trenta poco s'apre.

faticasopportai per questo

ilsire perch" premiando nel mondo. Un tesor m'inviasse,e qui, mio rancura, stento,ogni Togliesse ogni Me sollevando al primoonorfra i prenci schiuse i tesori Di sua casa regal, A compensarmi e d'un bicchier di birra Il prezzo m'invi"! ^ Dunque tal pregio, Libro dei Re,

il nostro
senza

nome signor

si avesse

Avuto in terra Ottenuto Ed ei con

onore macchia,

avria sapere umano ne ; alma intenta avria le belle

Cose ascoltate e de' I nobili costumi E


con e

mente

regnanti appresi usi antichi, gli diversa ed altra voglia

Quanto
Pel
suo

un

bicchier vale di birra, io m'ebbi Ma

tesor!

quelbicchier di birra,

Avria pensato del mio cor costante Al voto ardente,n" la mia fortuna Saria caduta allor. Che il glorioso Verso mio sol dettai, consiglio perche Ne traesse il mio re, Che sia parola e sua Al N"

la via, che ha prezzo Si, mi comprai lungo Assai pi" di talre che non ha legge, fede intatta, non regal, ch'io vi spesi. La picciola moneta ^ schiavo " inutil cosa di e vile, Figlio Anche s'ei vanta molti padri suoi Che furon re. Ma gente indegna e abietta Alto levar, frutti, sperarne egregi Non
costume

perch" sapesse virt", pensando di questovecchio. savio consigliar i poeti intattoe puro aftliggesse,
l'onorsuo. Che
ove

Serbando

si vegga

E quanto il filod'una gran matassa Perdere al suo principio, o quanto un In Ha

serpe

ei saetta un Oppresso vate, rapida Una invettiva, fino al giorno e resta il disdegnoso Del mondo estremo carme. Un Santo

grembo
sua

nutricar. L'arbor che orti negli

amara

di,nell'eternalsede di Dio
e

natura, se

il poni

verace,

in spargendomi

fronte

elettie al tempo suo Degli spiriti L'arse radici a ristorar ti appresti Con puro miei che da superne fonti Stillanel paradiso, al fin dell'opra

In segno di dolor la negra polve. far" : L'anima sua Questo grido nel fuoco Ardi, 0 Signor, II cor del
servo

eterno

! Illumina

tuo, che n'" ben

degno!
dei

(1) La
S"m"nidi.

discendeva famiglia del sultano Mahm"d i paragrafi 48-52 del capitoloprimo (2) Vedi il paragrafo 72 del capitolo. Vedi (3) Mahm"d. sopra. Vedi

da di

uno

schiavo Storia.

al servizio

questa

134

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

B.

POETI

CICLICI

di Asadi I. Il Libro (li ("hersh"sp, il Combaltimenlu

alle parole. leon,del padre il garzoncel Tale die un grido feroce. Che parvero cader gi"da le fosche Nubi del cielstille di sangue. Forte il suo destrier spingea. Eglia l'assalto
Forte al destrier che tinta avea

Come

giovane.
di

Tenirgcon

Serena.
^

Tev"rs' ardimentoso Deh ! tu ricco di

venia ilei Nel cospetto suo padre ffli dicea: e


e pregi

di rosa,

la soga, Stringea

di tal guisa innanzi

da tutte opre

dinniiifra Uscito vincitor,

quelli

loco Duci di schiere ov'" Ser"nd 2, qual ha nel campo della pugna. E quale Egli bellicosi " fra questi a dritta, Egli E l'armi manca? Fra questi sue che sono? a " in questo E ilsuo vessil dov'"? che,s'egli di davvero ! Campo pugna per giostrar, Che
E
or

'"traea s" splendido, da l'unghie Egli che oscur" su in cielo Forti qual selce, che lev", la luna ; Dietro la polve d'asta e di clava. Ed egli con colpir
Di acuto ferro ancor,

da tutte

parti

correndo Le redini, Volse Una


e

impetuoso.

e ad ogn'impeto suo rivolse,

rovesci" nemica falange

io trarrolloumiliato

vinto! dolce
!

A capo in

gi",f"'scorrere
un un

di sangue

disse: Anima Shcd"spe gli

Ad

Del

padre tuo, tu
con

se'fanciulloancora
a

Quellasua
E spargea
Ivi

ogni colpo a spada


sangue

fiume. Ecco!

squarciava
se

elefanteilcore rossi

Per"

tanta

forza incontro

lui

al suol, come

Deh !non

" gnerrier andar, ch'egli possente

nascesser

a fasci tulipani

E di gran core. Oh ! non sia mai che del regal Tu cada privo tuo serto E del trono
"

lunge

Attorno

attorno.

Fuggesila schiera

Turania innanzi da Come

Tev"rgomai.

regal! Tev"rgardimentoso e cos" disse: Inclitore, sposo d'ingenua donna. di questoazzurro Per Dio,signor cielo,
Dimmi
cotesto
e non

Crucciossi allora

branco di pecore dinanzi al lupo. Tutti ei li scompiglia Fuggesi

Questinemici

fa balzar dal medio

Punto dell'osteil suo

ti trarre

dietro!

destrierdi guerra. vedea Dairestremo dell'oste ecco


un

che al medio allor, Egli " colui, rispose Punto si sta de le falangi sue. Che greca un'asta recasi a le spalle, E gli sul capo alto un vessillo ondeggia Di color bianco, e v'" di luna
e

Duce Ser"nd l" fur"ante

Devo 3,

Tutto vestitodi ferine pelli,


E sotto
un

sole

Di lui per L'un su l'altro cadeau,

vedea che tutti. palafren; elefantioppressi tema, gli lontano fuggian

" sul drappo. L'immagine

la cintura

I cavalieria molte Forte

Di color d'oro col cimiero, e d'oro Del Che destrier belligero. Diresti
monte

ond'ei miglia, corsi er veloce, suo spron"quel


un

insiem con lagualdrappa Pari ad Splende l'usbergo


suo un

Con

la sua

monte, e si balz" dal loco Un colpo clava ponderosa.

" cui tuttidel henoreco ei^li

sfei'r"di clava Meraviglioso gli

Vestiano i fiori e cui d'altosofTiando Tutto


a

scompiglio pose l'uragano.

Alto sul capo e sul cimiero, e trasse la clava acri scintille; Da quell'elmo

di Tur e nipote di Gemsli"d, signore del Segest"n. (1) Shedasp figlio di Shedasp. del del Kabul che era nemico re (2) Figlio Un s'intende il (3) demone; qui giovane Tev"rg.

136 Del
suo

APFEINDICE

ALLA

POESIA

EPICA

bruno destrier, come splendido


in tenebrosa notte,

E sbarrata hai la via per tua viitade^.

luna Fulii,ida

Segnod'uman

valor

non

son

cotesti

Sani

due leoni atterra battagliero


e

Tuoi ladronecci e

assalti che dai gli

Tremendi

ilfianco.Ed ecco, Fende agli "n"gri

A questestrade, e per"se' in tale opra a le i^azzelle, squarcia donna pi"vile. vileassai Pi" a caso, d'ogni ! Tanto Ora la morte ti raggiunse Che tenebroso si lev" di polve A domandar Perch" nembo Un nembo od a quel battaglia t'indugi? dell'impero Deh! t'accingi! Suvvia,esci di fuori! Il gran vassallo^ si volt".Nel vasto pelsole e per la luna. Camp" ei scoverse un "n"groselvaggio, Se no, giuro Giuro di sire Minocihr pel trono Quale da un lato via pass"del loco E per il serto ch'io verr" sul monte Erano rosse Alle caccio propizio. Oh! questarocca tua Qual leopardo. Le labbra sue, bruna la coda,e rossi Non resterassiincolume,non (juesta tutte Il capo e i pie e l'unghie davanti, ! Io degli e le sue D'un color d'oro. Innanzi ai cavalieri rupi Afgani Montagna fierie
Ei balz"
come

nembo

alla campagna

Diserter" tutta la terra

il fuoco

Si volse ratto; ma Cose

di molte l'eroe,

gi"esperto,gli occhi voltia quello, Gliur"b veloce gli Agliorecchi di Kuk, detto tu avresti spron"su l'orme,
Che il senno Deh!
suo

Dester" per vendetta entro tue mura. Come di R"steni pervenia la voce

E dell'arcion dal culmine disciolto

da lui fuggia. Dicea:


e

nodo al capo Del fiero "n"gro ed atterr" la belva -.


vi f"'un L'attorto laccio,

chi " costui?

che " tal grido? e

[questo
Chi mai si cerca? Alto vociar perch"? E mai perch" disse cotesto?
e

in niente

111.

di Leggenda

Kuk

il montanaro.
di Rusleiii.

e Sfida

contumelie

Perch" mai serba tanto vampo ed ira? la vedetta: Un cavaliero, Dissegli Sire famoso,

", che egli


a
"

di gran

core

E la vedetta che mir" di

lui^

A tenzoni s'acconciaed
E

battaglie,
io mi sono,

grande, L'opera
Subitamente
a

ne

rec" novella

intanto: grida

R"stem

Kuk.

Un

garzoncello,

a Nir"m a Dest"n, figlio Figlio

illustre! ".

che poco dal fiammante sole Disse, Si f"'Bihz"d captivo. disuguaglia, Della pugna nel campo a lui resistere si che all'onta il capo suo Non pot",

mai cerca e stassial campo. Oh! leone Da questomonte non pass" Briaco dal vino Che l'uguagliasse! Ei di te
"

Kuk

era

il montanaro, allora, in
sua

molto

Soffsiacquee il nome.

"

"

Egli era anche

Vampo

mente

detti. a (jne' concep"


Or mi recate

[intaidetti
Col montanaro, (piando venne un grido : Deh! tu malnato, a che ti fai si lunga Dimora Hanno nel castelloonde lor nome
^ Afgani gli *

Si che f"' tal comando:

L'armi,che
Attenda ed
a

non

convien ch'io ((ui a diletti

carco? d'ignominia attorno Semprese' accinto a far rapine

sollazzi. Io tutto il tempo Vidi passar ne' sollazzi e ne' giuochi, Ma da vicino or toccami davvero E costui veramente Questa battaglia.

(1) S"m elle aveva questo grado. Vedi il paragrafo :U del capitolo. dal Manoscritto che trovasi Il di " inedito. Io l'ho tratto testo (2) questa traduzione 6.1 in Laurenziana Assem., cu, 5). {Catal. a Firenze, p. atterrato e fatto prigionieri (3) Rustem, a piedi del monte dove abitava Kuk, aveva
Bihz"d.

(4) Rustem grida dal basso. (5) Kuk era dell'Afganistan. (6) Non si pu" passare per questiluoghi infestati

da

te.

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

137

" il fii^liiiolo (liZal (bastacotesto) ha protettore e amico i; Quale ilSimi"ii^ii


E Zal l'invia
meco a

IV. Il l.ihro di \Wn\\.

ii" intende giostrar,

T"s

cade

nei lacci di S"sena

cantatrice.

cadde in la strozza. Cli'eid'un alliorator Di U"stem


Tus si arma, {Kiik
racconto
va a

dalle case

allorch" uscia

vedere Riistem,e il
: appresso)

alla porta ^,corruccioso il core acerbo dolor, trafitto all'alma, che tal,
conoscenza

D'un

prosegue
una

come

Per l'ebbrezza era Avea di nulla Il suo Che


e

Anche

Guard" Kuk Alta statura

volta dal capo a le piante il garzone e mir" a quella


e

rapido spingea

al portamento fiero,
voci ?

di negro fumo Negracolonna. Andava ei pelsentiero destriercome


mena

E disse : A che fai tu cotante

in suol

e avea d'Irania,

la niente

Davver! che dolce mi tocc" Il tuo vociar ! Chi Uso


e

orecchi gli

cotesto t'insegn"

il cor d'un alto Piena di vampo e pieno Di vendetta desio, quandodinanzi,

di belva in giostra? Lungo il raargo del fiume e per la vasta qual alle fauci "n"gro Campagna, glipass" selvaggio E chi l'anima tua gitt" Ed incit"quelprode ? Forse non sai D'un fero alligator All'improvviso. monte? Un giorno L'ardimentoso suo destriero e sciolse Qual loco sia quest'alto
costume

Sam

di Nir"m

ne

ritorn" sconfitto.

De la selladal culmo illaccio intorto; per l'ardor con che venia correndo L'uom bellicoso, caddegli supino Ma
il palafreno e cadde Precipitando

Ora, che cerchi tu per la montagna? A che t'haipreso tal desio d'assalti?
Come di Kuk ud" la voce ilprode. Volse al monte Vide
un

Pari ad

ei vide e Kuk sguardi gli di braccia, serpente gagliarde un monte, e d'un aspetto quale
Icon. Bruno

Tus animoso

pur sovr'essoe il capo Urt" sul negro suol. L", dove cadde, Ei s'addormi, e le redini disciolte Gli andar per la cervice e per le spalle. che molta accanto il palafren Stettegli Ira per lui e per la sorte avversa Ebbesi in cor, che, dove la fortuna del valore d'alcun, Precipiti qual " giovamento? Scritto era cotesto
E Tus dormi

" di maschio " bianca come


Son

n'" il volto,

canfora la

barba,

due di sangue di monte un brano e qual ricolmi, Nappi occhi suoi si come gli
sua

Aita ha sul collo una

pari A leon negli e pari a lupo artigli, Gridava Dell'assalto neirimpeto.


mazza,

accadde ancora! Ci" che accader dovea, sin che fu


rea oscuro

R"stem

allor: Deh!

ladro infausto

reo,

ilgiorno,

scelleratae trista Di cui per l'opra Si f"'deserta questaterra amena, A che meni tal vampo e tal superbia di guerra e stolta?Ad uomini Spavalda Virt" conviensi, non Crescon stolidovampo. A che di colaifoggia quidi noi

Quando la sorte
Come Il suol batt" con Si
E

gli

era

vicina.

partepass"dell'atranotte.
ambedue le palme.
e a

Indi,levando il capo,

innanzi

dietro

n" vide altro che terra riguard",

parole? tu
e

se'in altoe in cielo. mio lontana.

attorno. Ebbe timor. Deh! come, caiupi venni a questoloco? meri Come, disse,

Ed io in terra Scendi

L'orecchio quaggi"?
voce

Non bene alTerratua


e

Davver! che per morirne io qui son giunto! Stettealcun tempo e fea pensieri, e inPeraflbllar di ilcore [tanto, que'pensieri,

mira ilmio braccio e ilmio vitrore!

(1) Favoloso
dei Re.

augellodell'Alburz,protettore della famigliadi


G"derz
una erano

Rustem.

Vedi

il Libro

(2) T"s
avuto

andati Vedi

nel

Segest"n
del

una

festa al

di

Rustem,
134

avevano

fra loro

contesa.

il sunto

poema

paragrafo

del

capitolo.

138 Pari
a

APPENDICE

ALLA

POESL\

EPICA

Fra s" dieeiulo:Aim" ! di Andar


non pigri se

selvarendea confusa e trista, ine cliefia?


tu sotto al

Ho visto ancor.
Tus che cotesto

"

P.alz"d'arcioniallora

Che,
Des"o

vnolsi in questa impresa, Venne, come nelleman Del palafreno ognipi"stolto piede
in terra E alto si assise a
un

udi,dentro la tenda anche stringendo leone,


le briglie, d'oro. Ei disse seggio

alcuno con calpesti,


non

Contesa

avrai.

"

Balz" in arcioni

A Sus"na cosi

Allor dal campo e ilsuo destriersospinse,Diimni,dimmi molesto. Piena la mente d'un pensier Sus"na, come
E
0

Deh ! tu mia bella, di qui dove anderai.

ud",lev" la fronte

vide un lungi

fuoco acceso, fosse

Eroe che gli rispose:


e

e disse in core: per lutto 0 per festa, Direstiche qualcun de' prenci Irani

Fra

ami la pugna, in tutto il mondo fra piccioli grandi " che mi sia

('antatrice non Ed io,come Per tema Pria da

pari.

Corsemi dietro ed accendea Anche E vide

fuoco quel
"

corrente

acqua di liume,
vo

mifosse. L", perch" guida egli


tutto padiglion

E intanto

Vo affrettata in Iraniae

ildestrierfinche vi giunse spinse


un

d'azzurri

fuggendo d'Afrasy"b. Ognisua gioia meglivenia, ch'egli pur sempre


come sua

V'erano di puro Drappi coperto. i pali tutti ed i cavicchi, Argento V'eran di seta i canapi dattorno, Di seta anche
in Fregiato
non

(^ara m'avea Ma
un

stessa vita.

di siriss"meco

ilnobil sire

Per dir maligno di gentemalvagia E per calunnie. Oh s" ! venne sospetto A luidi me per trista indizio e voglia, fu da mal"dica gente. Dato glieu Vollemi trucidar, perch'io fuggii
E da Turania

cotta, edera

un

drappo
tutta

intesto perle,

d'oro, e
l" presso

Era la tenda di tai drappi adorna. l]\\ liutoe Si


una

gigaeran

e una Deposti, come

fanciullaeravi, hella

sole in fronte. Alta costei


come cipresso,

Come

argentoil seno

Candido avea, bella a vedersi E solitaria Oh! mand" perla. Come leon furente, allor che

quale un grido,
scorse

questavia discesi va. Cosi correndo, che ama sua gloria, Khusr"v^, Per}nincipe Da suol turanio qui venn'io. Ma intanto.
a

Che in Irania sen

Se il nome

suo

mi dice ilvaloroso -,

Ogni

sua

brama

toccher". .Mi guidi


esso

Il padiglione, Tus ardimentoso


E disse in
cor:

Appo ilsuo
Come

Pensa deh! tu cotesto


e a questo loco perch"
"

prence, e presso a luiper Accrescansi di me grazia e favore ^. ascolt"queste lieto parole, Fecesi Tus. Direstiche disciolto Iva egli ornaida Ch'ei dissein cor

" mai Per chi gli

Questatenda fu
Da

eretta.

E si dicendo
una

mand" si ferm", lungi


costume

voce,

ogni pensier pi"grave,


:

"ual "
Anche

d'uomini

gagliardi.
"

Mostrimi ilvolto della tenda il sere, mi dica di chi ell'". Sen


venne

mio prence Costeiappo il di me s'acci'esca Io mener", perch"

Favore innanzi Cosi


verronne

lui.Con nuovi doni

Ratto alla porta, come

ud",Sus"na

di Zab"l nel tempo

ricco di pregi. E favell": Signor

Scendi dal palafreno equit'assidi Per alcun tempo. Ti riposa alquanto E prendi tu chiedesti, fiato, e come Io ti dir", seguendoognidesire Del
cor

Che appo sireKhusr"v io fo ritorno. E disseallafanciulla: Ortu (piai cosa

" quidi cibi,apportami, o leggiadra


Di
man

valente.

"

Sus"na rapida

dinanzi d'agnelline ilecavagli


e pane una e d'augelli gran copia, Si che ilduce d'eroiper tanta copia

tuo,che da

mi giunsi io qui quando

Carni

A questo fuor di te, nessuno loco,

p.

(1) li re degliIrani. Vedi Firdusi. (2) T"s. di S"sena (3) Tutto questo racconto 313 della mia traduzione).

"

copiato da Firdusi, p.

378

Ed.

Cale.

(voi. il,

APPENDICE

ALLA

POESLV

EPICA

139
e

Allegro andava,n" illautoconvito ricord". Di cibo Di R"stem prode Come Disse Se


fn sazia lasua
a una

Entro i nodi le braccia

sul fangoso
4. supino

Suolo il lasci" cosi, pestoe


V. Il poema

votilia e piena.
di U"miu
ai suoi del
e

Sus"na ardimentoso ilprode :

Visa.

luTapporta, coppa hai tlivin,deli! Per ch'io di duol non mostrimi cruccioso.
E Sus"na che E rec" innanzi Ad
un

Parole

di

V"ro

balz" dal loco ud",

dopola morte

guerrieri padre.

Come V"ro scorgea miseramente una sua coppa. Tolse eroi (ed eran orcio il coverchio e bevve alquanto Morti gli elliassai)
voce a

E mand"

Tus ardimentoso

Attorno

Q"ren ^, l'anima spirando


e guisa

E cosi disse : Bella ed aitante Ti siamai sempre la persona ! In quale Misura in ogni tempo " ilbever tuo? Io
E
son son

Per l'anima di lui, uccisi tutti


In dolorosa

in

guisa turpe
con

a' prenci Caduti al suolo, suoi Cosi


: Non parl"

ira

Tus animoso,

eirispondea,

bella " ne'

guerrieri

del seme

di ""'evdh"r monarca,

Vilt" di

Sire del mondo

Quanta bevanda vuoi. Deh


Innanzi
a me

alla mano Porgimi ! che gli "

Oh ! vergogna vi tocchi Per ci" che festevoi,per questi prodi.


core.

mai

Uccisi

caduti a qui,

voi dinanzi.

Oh ! non vedete voi ch'"nno cotesti un nappo o tutto mare? 2. Per filtro Vostri amici e congiunti ! E di lor morte un gran Parte gitt" d'una sua drogaarcana Or E lietoil nemico ! di vendetta va [allora,
un D'acque
"

di vino

Destra Sus"na
E nella mano

del

nel nappo rapida guerrier quel nappo

Desio per Q"ren Or che nel saneiie Candida barba? Ucciso Fra le Vedete

non

s'accrescein voi, miseramente

la sua rosse^sfi" Un
re

Rapida pose. L'accostava al labbro Tus. .Ma come bevve,ratto Principe


Ebbro l'uonio si f"', si che
a

hanno, e egli
sue ancor

l'istante

non per"si trova vindice. N" voi un genti

Chin" innanzi la testa oppressa e grave. Allor Sus"na mand" voce a quello Turanio
suo ^

ch'"

la notte, prossima

malnato

di reo

core

Che angustoe tetro sifa ilmondo ! Temo, Temo che in occidente si nasconda anche

E disse : Questoeroe

del mondo,

ed io non Questo celeste sole, illustre, Del

Diresti!che nel corpo alma non bave, Per" tu il lega d'una tua cintura Ne' vincolitenaci e via lo mena, A capo in gi" traenduio pel calle.

mio dallinemici suoi padre fu. Dal primoalbore gli

Abbia chiesto la pena, alto imprecando


A chi
avverso

Pils"m, come udi,ratto,a Qnal furente leon venne affrettato;


Al pie avvinse un laccio e i1trasse gli Su la polve e sui sassi E in Ambe
e a

Di valor prove, e d'arteancor; l'istante,

Molte voi festefino a questoistante incolume ma si sta la


rea

Anche

dietro

di

sua

chiostra

persona, ancora locosuo^.Deh! siate Mob"d,gran mago."al in guisa ! Di serpi Ora alleati a me

In chiuso loco lo gitt", vilmente

guisa turpe abbandonato a terra. avvinse allord'un suo capestro gli

Vi comportate sdegno. per l'accolto vo' mondar la mala Ch'io da mia stirpe Rubitrine dell'ontaed al nemico

di Min()cihi-, dell'Iran. (1) Nevdher, figlio re (2) Sono etruali per lui un bicchiere o un mare, tanto berrebbe. mandato S"sena (3) Pilsem che Afr"sy"b aveva con a perdizione deglieroi dell'Iran. alla somiglianza intorno di al (4) Vedi il capitolo nono paragrafo 26, questa Storia, di questo racconto ci" d'un poema nel capitolo) con ciclico (vedine anche il sunto che si dice dai nostri poeticavallereschi di fratello di Angelica e di suo Dragontina. e (5) Padre di V"ro e re di M"h-"b"d, Re di Merv. nemico (fi) di Q"ren.

liO

APPENDICE

ALLA

POESIA

EPICA

Alto

qui mostrar scompiglio

fra l'armi.

Che

toccasse. gli

Soli ei della clava


toccava

Da male opre di lui tutta la terra Purificar,per esso alla sdegnosa Alma di Q"reiidar conforto
e

Ponderosa

del

re

colpi.

Liaudio.

(/V/' incido
da lui corrotta

della

di Tahin"ras, "i"dijI"c viene per-

coi doni, Ahrim"ne che al il re,

VI. Tradizioni //
re

dei l'arsi. c|ii('lie


teme

conoscere

cavalcando,
monte

soltanto

passaimio del

Tahm"vas

cavalca

Ahr"manc. ilforte ceppi

Albar:-. Al

Udii che avvinse ne' suoi

sefjtie, Ahrim"ne, a sella di il re e l'ingoia). quelpasso, getta

d" che

Talimur"s Ahrim"ne e che per molti suoi stette cruccioso Anni in que' ceppi E umiliato Ahrim"ne

Come

divenne

un e

candido colore il sole errante

La tenebrosa notte Alto mont" Sorse il Ei


venne re

Quel
Ponea

re

perverso. d'inclitonome a lui la sella


e e come

da' sonni suoi pelciel, fortunato. Al corridore


sue eposegli e

sul dorso

dava gli Cinghia Ad D'Alb"rz

palafreno redini, e su quello


a

tosto

barde,
la sella

Le redini gli pose anche E la


e

andando ogni giorno cavalcava,


al luonte

ed

sue

valli.Quando

Lieto il prence sorgea da' sonni suoi, all'ora mattutina, Ad ognigiorno, A Iblis 1 ponea redini Traea dalla vagina una
e

sella, e fuori
sua

cinghia Eglid'inclitafama. Avea nel pugno il regal pnnle La clava ponderosa Per ogni loco E ilcorridor spingea. Il f"' balzar quelvigoroso e giunse
Al
monte

s'assise alto in arcioni,

clava

eccelso. Anche

venia da presso
sovrano

assidea sul dorso D'inclito peso. Egli D'iblis e cavalcava, e sotto a lui
Era il destriero corridor. Tre volte intorno ognigiorno,

Di Cinav"d al ponte il re D'alta cervice A


e

ilcorridor veloce Oh ! ma
ei

dietro

ne

menava.

nel tempo

Ad
Il

al mondo
; e

intero

Che alla montagna Il tristo Devo


^

pi" si le'vicino
testa

quelvaloroso sospingea

al tempo clava

gi" chin" la

(Ihe affrettatoei correa,

sua quella

E lev" i pie di dietro. Ecco, al comando

Di puro acciaio gli batteva in fronte, E tre volte cosi per tuttii giorni Menavalo per monti e per pianure, Per marie Del monte per convalli.Anche su l'alto Alb"rz e per suoi liassi lochi,

Del In

re

del mondo

fu rilielle e stette

ribellion fermo il perverso. Ait" die un e sollev" la clava grido


sua

Il prence allora, ma
Da
sua

non

venne

frullo

sella che il gitt"di fatica,


tristo e le fauci spalanc"

Senza sgomento, sospingea lo strano Suo corridor, dall'Albiirzal poi ponte Di Cinav"d^ Su passava, alto seduto destriero il iiobilre. Ma quel
suo

Ahrim"n

suol'uom E nell'alito

grande e

illustre

quando

Attrasse forte. Nella gran ventraia Il f""cader lo sciagurato e ratto Da loco fuggi come ipiel bufera. donna per l'opra, scendano

Al loco Con le

la cinghia tornava, egli

e la sella gli briglie sciogliea,

Cosi,di stoltae
Il re Sovra
sovrano

rea

alla cervice. un Gittavagli capestro di suoi ceppi. Mai Forte il legava In alcun loco acqua
non era
o

si

Deh! perdea.

che mogliera

sia stolta e rea,


e

cibo

Maledizioni

pi" che mille

mille !

(1) Altro nome (di origine arabica?) di Ahrim"ne. deli'Avesta, sul quale passano (2) Il ponte Cinvant (3) Ahrim"ne.

le anime

dei morti.

Ul

CAPITOLO

SESTO

LA

POESIA

ROMANZESCA

SOMiMARIO.

"

1.

della poesia romanzesca. Oriqine

"

1.

secoiido il Molli, Ragioni,


"

2. Sogromanzesca. del decadere della poesia e del sorgere della poesia getti epica romanzeschi. Antichi racconti 3. dalla r omanzesca. preferiti poesia
" "

4. Due

forme

del

romanzo o

il romanzo

d'Iskcnder

di soggettostorico: persiano. poetico alla storia 6. Necessit" d'incorporare Alessandro.


"

5. Romanzi

"

nazionale la storia d'Iskender. Re. del


re
"

"

7. Nascita d'Iskender

secondo
"

il Libro dei

8. Il romanzo

d'Iskender

venne

ai Persiani da fontigreche.
"

9, 10. Parti
del
17. La storia

romanzo

d'Iskender venute
"

da altre fonti.

li, 12, 13, 14. 11 romanzo


Ci"b"neh.
" "

di Malmi"d

di Behr"m Relir"m-g"r. 15, 16. Il romanzo di Ghasna possibile soggettoda romanzo.


"

18. Altri

personaggi
"

da romanzo. che potevano esser storici 19, 20. Romanzi di soggetto soggetto del Libro dei Re. romanzi d'amore inseriti nella parte epica amoroso; di il di V"miq e Azra. 23, 24, 25, 26. 11 romanzo romanzo 21, 22. pehievico
"

re e

Ardesh"r, primodella casa


Shir"na.
" "

dei Sassanidi.
"

27. 11 romanzo

di Khusrev

Parv"z

28. Romanzi 29. Ilromanzo


:

d'amore di di
e

straniera: il romanzo origine


"

di Yi"suf e

Zai"kha.

Meg'n"n Levia.
e comune senza
"

30. Confronto che fa l'IIaminer


"

dei tre romanzi 31. Romanzi

Khusrev Parv"z

Yi"suf e Zai"kha, Shir"na, Meg'n"ne Levia.


a

d'invenzione;
e

tratto

tuttii romanzi

rarsi dell'innamopersiani
"

scambievole dei due amanti d'amore diventatomistico 2. Poeti vomaiK-esch"


" "

essersi mai veduti.

32. Il
e

romanzo

33. 1 poemiromanzeschi allegorico.


conoscenza romanzo e

le loro parti. siani. per-

34. Limiti della

che abbiamo Y"suf


romanzo e

dei romanzi

35. Ab"

suo

romanzo
"

e il suo 'l-Muayvad Unsuri Y"suf e Zai"kha; come e


"

il suo

e il Zai"kha; Rakhtiy"ri lutti tre e V"miq e Azra,

perduti.
dei Re,
e

36. Firdusi

tratt" la storia dopofinitala

del Libro parte epica

come

v'innest"

seconda parte del poema. d'Ardesh"r. 42. Il romanzo


46. Il romanzo

vi tratt" i romanzi che appartengono a (juesta come d'Iskender. 37, 38, 39, 40, 41. 11 romanzo
"
"

43, 44,
"

45. 47.

11 romanzo Il
romanzo

del

re

Behr"m-g"r.
"

di Behr"m 48. Con

Ci"b"neh.

di Khusrev

Parv"z
"

Shir"na.

"

Firdusi ha trattato qual'arte

da soggetti questi Y"suf


e

romanzo.

49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57. Il romanzo di dimostrata dall'Etile; sunto sua autenticit",
e il suo Giorgi"ni romanzo
"

di Firdusi; Zai"kha, fonti.


e
"

esso;

sue

58. Fas"hi ilsuo


romanzo

V"miq e Azra;Shih"b
"

ud-d"ii Amaaq
"

Y"suf
romanzo e

Zai"kha. Khusrev

59. 11

di Niz"mi. Quintuplo

60, 61, 62, 63,

64.

Il

Meg'n"n 65, ")6,67, 68. 11 romanzo le Sette Belt", 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75. 11 romanzo di Niz"mi. 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86. 11 Libro d'Alessandro, di Niz"mi. 87, 88, 89, 90, 91. Arte di Niz"mi come poeta romanzesco. Suoi romanzi di soggetta 94. i suoi romanzi. 9i, 93. Khusrev di Dchli e
e

Shir"na, di Niz"mi.
"

Levia, di Xiz"mi.
"

"

"

"

storico e contemporaneo.
"

95, 96. Mas"d

Kirm"ni di ller"t; Kli"gi"

i suoi

l^S romanzi.
"

CAPITOLO

SESTO

romanzo '.)0, 100, Hum"y e Hiim"v"n, di Kirm"ni. Nevr"z, di Kii'ni"ni. 102, 108. Ass"r di Tebr"z. 104. Reputazione che ebbe Ass"r come c^rande lO", 106, poeta romanzesco. di Ass"r: Mihr e 107, 108, 109, ilo, 111, 112, 113. Sunto del romanzo
"

97, 08. Il
("nl
e

101. Il romanzo

"

"

"

MusliteiM.

"

114. Come

117, 118. Selm"n


e

di Assai'. il romanzo 11"). HO, possa giudicarsi 119. Gelai il medico e i suoi poemi romanzeschi. S"veghi
" "

il

suo
"

romanzo

dui

Nevr"z.
e

"

120. K"tibi

il

suo

Levia.
romanzi

121.
e

Decadimento

trasformazione

della
"

romanzo Meg'n"n poesiaromanzesca.


"

122. K"tibi

i suoi romanzi

e mistici. allegorici
"

121}. Incerto carattere


e

dei

del tempo persiani


"

della decadenza.

124. Fatt"hi

il

suo

romanzo

Bellezza e Cuore.

125, 126. Romanzi

degliultimi tempi. allegorici

1.

Origine
e

della

poes"a

romanzesca.

le osservazioni del Mohl intorno alle ragioni giuste della poesiaepicain Persia e al successivo meno egliassegna E queste sue ragioni il mancare sono: sorgere e fioriredella romanzesca. dei soggetti epiciperch" gi" trattati da Firdusi e dai cicliciin modo da lasciar spazio ad altri poeti; il sottentrare d'un'arte poetica finata non pi" rafall'arte degli che tanto dovettero ritenere del fare popolare, epici mentarsi l'addormaestoso, largoe sereno, ma alquantoruvido e troppo semplice; del sentimento nazionale, al quale and" debitrice del suo fiorire la poesiaepica; infine il tenace sopravvivere, perch" innato nell'animo
vere

1. Crediamo

che

al venir

umano,

del desiderio del raccontare

del dilettar raccontando.

mente, vera-

dopo ci" che Firdusi e i cicliciavevano narrato, non l'estava alla altrinomi e con altre circostanze le cose con poesianarrativa che ripetere la i tempi propizi che Flianno pi'odotta, e poi, poesia gi"dette; epica, passati facilmente viene a noia,in particolare la gente colta e di gusto presso viene a noia,cade e si perde o " volta al ridicolo. Trovasi e come raffinato,
che perci" in Grecia
e

di Pigrete

Caria si faceva befte dell'Iliadecon

la Batracomiomachia

l'altro nelfu prestoassai, come l'epopea abbiam notato, abbandonala Con questo l'epopea, al volgo. capitolo ai bei tempi dei S"m"nidi dei avuto e voce Ghasnevidi, aveva potentedi del CalilTo di Bagdad e protestae di opposizionealla tirannia spiiituale della ortodossia maomettana, onde

trovasi che in Persia

Firdusi,nella coscienza del sentimento

risuscitato la Persia aveva patrioridesto all'improvviso, poteva dire ch'egli dalla sua sepoltura. Ma ora i barbari del settentrione hanno oppressa e vinta la i)atria, la di Firdusi e perch" canzone magnifica parve un canto si da anche altro canto funerale, ogni epico tacque presto con lo pomposo dei padri. spegnersi degliaffettiche legavanoglianimi alla terra gloriosa 2. Restando
a

tuttavia vivo

incolume

ildesiderio del raccontare

accanto

che erano altri mutati i tempi, si cercarono ora quello dell'ascoltare, d i ai racconti accomodati adatti ai e questipi" soggetti tempi nuovi,pi" assai pi" dei lattideglieroi le avventni'e novelli. Piacquero zesche, romangusti molte volte da idillio, amanti, e la descrizione delle loro gioie degli

"M

CAPITOLO

SESTO

gi" abbiamo Striangeo,


delle due forme. La

chiari

e spiccati

veramente

i genuini

modelli

qual

cosa, secondo

noi,mostra

l'antichit" a cui questo

debba gi"essere e come esso contemjjoraneo genere letterario appartiene, dei grandi racconti dell'epopea, dopo la qualesoltanto pot"venire in onore
e

fiorire.Che di Ciro
e

sia poi la Ciropedia

romanzo,
sua

in cui

Senofonte,preso il
re

nome

i fatti principali della

vita,narri del gran

opere

concetto speun partefinti o almeno ciale, " che da tutti. l'idea certo Ma, poich" quasi risaputa dell'opera ci" che " che al scrittore dalla lutti si allo non venne Persia, sanno, greco appartengono, e le somiglianoanche, i posteriori genere della Ciropedia

fattiin gran " cosa

secondo rappresentati

romanzi
suo

lasciando persiani,

quanto alla filosofiae

pure che Senofonte abbia detto molte cose alla morale. Ancora; l'episodio di Abradale possa
aver

di
e

sebbene che pure trovasi nella Ciropedia, mirabile di descrive amor un storico, esempio di Pantea donna armando di

fondamento
una

coniugale.Perch"
di animo forte
e

magnanimo
il suo consorte
e

cuore

per

prova la vicina
suo

d"

solenne

acciocch" battaglia,

virile, si mostri egli


e

degno servitore

campione del

re,

poi estinto piangendolo

ponendone ricom-

sul pettodi lui, e uccidendosi dopo che squarciate il suo ebbe raccomandato alla nutrice di avvolgere cadavere,con quello di nella granTale dello sposo, in uno stesso ammanto. esempio amore, dezza trovandosi " forza tutto e propriod'immaginazione persiana, sua, hanno che le donne tutte dei racconti persiani, storici, romanzeschi, epici, fu conoforte e grande, tale che, come sciuto sempre qualche tratto d'animo dai Greci, presso i quali la donua era reputalacosa vile,li colpi Ma di cotesto si avr" prova assai pi" tulli d'ammirazione e di meraviglia. di dei romanzi i vari soggetti chiara e manifesta quando si conosceranno

le membra

amore,

" ricchissima questa letteratura. quali di raccontar cose 5. Del resto, quella inclinazione al lutto particolare vasi trofinte 0 miste di finzione di cui " primo segno, per noi, la Ciropedia, che si continu" anche nel Medio Ed era Evo persiano. naturale; tutta persiana, fosse, n", se diversamente origineessa fu cosa perch"iin

dei

potremmo
0

in tanta distanza di tempo, dal quarto quintosecolo avanti l'Era volgareal dodicesimo dopo l'Era volgare,si noi intendere
come

mai

possano

trovar

nel medesimo

se non negli intenti, Medio Evo persiano fu ricchissimo di racconti romanzeschi, molli dei furon rifattinella letteratura posteriore. tutta la lelteraMa, come quali' tura, fin dal tempo dei Sassanidi, poco o nulla si ricorda della storia anteriore ad Alessandro abbiam veduto discorrendo della Magno, come non vanno pi" in su, quanto ai soggetti epopea, cosi i suoi romanzi dei tempi del Macedone, del quale anzi tolsero da fonti presi" trattare, grecliele notizie. Perch" il soggettodi Ciro e quello di Abradale e di Panteajion trovano risconlro nella lelteralura della quale ora parliamo, i-eminiscenza di Ciro nella tradizione se pur si togliequalche nebbiosa

letterari che nei modi e paese monumenti fra loro. Poi il nella forma, molto si rassomigliano

LA

POESIA

ROMANZESCA

145

Khusrev;e quanto alla storia di Zariadre si pu" dire che essa e di Odati, sola,con l'altro episodio degliamori di Z"l e di R"d"beh, resta nel Libro dei Re, nel corrispondente episodiodi solitario frammento d'un edil"zio abbancome donato Ket"y"na e di Gusht"sp,
che epica
tocca

della infanzia di

re

andato

in rovina.

6. Ma la storia di Alessandro
e

Dehii

si provarono Gi"mi e altri di minor


con

fu mirabile soggettoper 1 poetiromanzeschi, nel trattarlo, oltre Firdusi, di e Nizc"mi e Khusrev


conto.

Firdusi

ne

incorpor"la storia nel

che abbiam visto essere stato quell'intento particolare di racconti epici, altri raccoglitori di lui e di tuttigli che " quello proprio Libro dei Re di rifare Niz"mi
una

di Persia, non
e

storia vera; ed " manifesto che chi voleva narrar la storia dietro la lasciar di Alessandro. Ma a conquista poteva lo

altri che gli certi e con speciali


veramente

seguirono, composero

intorno al Macedone che Firdusi


non

poemi
ebbe. E

intenti filosoficie morali

dovette colpir fortemente l'immala storia del gran capitano ginazione anche degli Orientali tutti, solo dei Persiani, onde ben non ma

prestocominciarono a formarsi racconti favolosi e strani intorno alla sua fu risguardato sofo, filoora ora come come egli conquistatore, persona, perch" assai venne tuttavia, Cotesto, messaggieroanche di Dio e profeta. da principio vinti da lui e conquistati, dovettero Irani, g"' perch" pi"tardi, e usurpatore risguardarlo qualeuno straniero, oppressore della loro patria
reale. E per" i Parsi dicono nei loro libriche dignit" rec" in terra la leggenuova, Zarathustra profeta, quand'egli della di
re

dal tempo di e dal tempo

che per il primo la profess", V"st"cpa ogni cosa and" bene in terra finch" venne volse alla peggio. Con venuto il quale,ogni cosa Alessandro; la conquistadi lui non gogna, ci", potevasinegare, n" cancellar la patitaverla sconfitta toccata dal re dei re troppo era rimasta palese. E e di comporre ilprimo quando al tempo dei Sassanidi si ebbe pensiero per", Libro dei Re, la conquista di Alessandro vi trov" luogo acconcio,ma narrata tale accorgimento artificioso da parere una rivendicazione con e bene studiato, che
esso

Alessandro di Persia.

volle fare

fece dei suoi diritti di

vero

monarca legittimo

7. Perch" leggesi in Firdusi (e Firdusi trov" certamente


nelle fonti da lui che
era

questa parte

che consultate)
re

il

re

della reginaHum"y, D"r"b, figlio


re

del figlia

Rehmen,

nipote del

tolse in isposa la Gusht"sp,

di Fil"q"s di Macedonia),la quale poi egli figlia (Filippo dovette rimandare al padre dopo la prima notte di matrimonio, infastidito dal suo alito ingrato. Ma N"hid, trascorsi nove al un mesi, partoriva figlio d'Iskender (Alessandro) quale veniva impostoil nome perch"iskender chiamavasi certa erba medicinale con la quale N"h"d andava guarita l'alito dalIntanto D"r"b il che da erasi re quel primo giorno non spiacevole. pi" dato alcun pensierodella reietta sposa, da altra donna aveva avuto che veniva chiamato Dar" (DarioCodomanno). Per tal secondo figlio un modo Iskender e Dar" erano anzi Iskender era il primogenito; fratelli, e
10
"

bella N"h"d

Pizzi,Storia

della

jjoesia persiana, voi. II.

146

CAPITOLO

SKSTO

per" se
chiedeva

Iskender

cosi (poich"
contro

d'ora in avanti chiameremo l'Iran e contro


suo

anche da

noi Alessandro)

portavale armi

Dar" che

orgoglioso gli
successore

tutto ci" il tributo,

eglifaceva nel

pieno dirittodi

inetta veramente, toglieva nel regno paterno. Questa invenzione, non agli da uno Irani l'onta di essei'e stati signoreggiati straniero,rendendo per tal modo Ma principeindigeno l'usurpatore. nella l'invenzione del figlio versione
non re

" iranica di Persia. di

in quanto essa se non 0 persiana Perch" gi" nel Pseudo-Callistene


recente

fa Alessandro
e sua

slata siriaca,

" pur considerato dal Budge, trovasi che Alessandro pubblicata di Egitto,anzi di Nectanebo, che, essendo in di un maestro re figlio con negromanzia, era andato a Pella in Macedonia dove s'era giaciuto che Perci", secondo l'autore del romanzo Olimpia moglie di Filippo. del f orse secondo secolo dell'Era gare, volterzo doveva essere egiziano, o gi" ritornava nel regno paterno. 1 Persiani Alessandro,venendo in Egitto, l'adottarono per s" nel trovata assai buona l'invenzione, pi" tardi, modo di sopra " detto. 8. Secondo lo Spiegel, nelle fonti che Firdusi dovette consultare, dopo che

della nascita d' Iskender, poco si doveva trovare che questo particolare le risguardasse imprese di lui; per" il poeta dovette ricorrere ad altre attribuito a Callistene, al romanzo fonti e in particolare or ora ricordato, che voltato assai per tempo in siriaco e in arabo presto si sparse per tutto l'Oriente. A noi invece sembra pi" ovvio e giustoil dire che Firdusi nelle fonti che che servirono gli ilLibro dei Pie, trov" le notizie di testo nel comporre trov" tutte le altre degli tavia tutaltri re. " vero Iskender,come Irani dai romanzi agli essi direttamente

toccano

che queste notizie vennero per" da tempo in Oriente; non

greci, penetrati per Firdusi. pot"attingerle " che il manifesto sia di ci", Ma, comunque poeta persianoe ilromanziere bench" innanzi di pari passo, lontani fra loro,vanno greco 0 egiziano,
eccetto che qua
come e

l" il primo si discosta dal secondo

conduce Iskender a egli Oriente e in viaggi verso Occidente, e ne viaggiverso mussulmani. tenendo soltanto l'opera delcerti concetti obbedendo conto a Per", d' Iskender in di Firdusi quale essa ", par certo che il romanzo tale almeno fu divulgato, fu cosi formato da Firdusi, Persia se non e che si son messi poituttigli di lui, sulle orme o apertamente o copertamente, laddove divide i viaggiin altri.Formatosi
e

per certe vedute particolari, visitar la Mecca e la Kaaba,

gersi f"ttosi conoscere, esso pot"svolnuovi ed esser rifattoda altri con altri e prendere aspetti ampliarsi
una

volta il racconto

come intenti,

si trova

aver

fatto Niz"mi.

diventa filosofo, e di cotesto

Niz"mi,Iskender non gi"troviam la ragionenel suo conversare


si muta

Presso

solo
con

Diogene e coi Drahmini


in
e profeta

ricordato dalla storia, ma indiani,

ancora

come

mistico. Di questo mutamento tuttavia trovasi, personaggio laddove egli la nello il stesso Firdusi, o crediamo, princ"pio ragione
in

fa
nn

il suo come e lo raj^presenta eroe giiu-are per Cristo e per la croce Iskender, come uomo pio.Del resto,anche nel falso Callistene leggesi

LA

POESIA

ROMANZESCA

147

nel

adoratore dei Giudei in Gerusalemme, si professasse cospetto


una

del

vero

Iddio, intanto che in


morto Sanigli,

omelia

metrica siriaca di Giacomo detto che


esser

vescovo
era

di

nel 521

d. G., " pur

Alessandro
venuta

cristiano.

9. Tutta questa parte adunque sembra


da fonti
e

ai

poetipersiani

grechemutandosi
di

in quanto dov" mutarsi Tra origine. i

credenze

gente diversa,non

nioni per acconciarsi a opiper" che altri elementi togliendo


doversi

sian loro venuti da altra

porre quello della fonte della vita,posta nel lontano e misterioso paese occidentale delle tenebre, a cui Iskender cerc" di arrivare, prendendosiper guida il vorrebbe Khizr. Anzi, lo Spiegel profeta

sembra quali

o egiziana supporre di origine babilonese questa tradizione della fonte della vita che dona, a chi ne beve, sebbene nelle antiche tradizioni iraniche trovisi gi" eterna giovinezza,

qualche menzione
virt"
sunto
sovrumana e

di acque

del Libro dei

alle qualisi attribuisce purissime, abbiam veduto, nel fare il gi" portentosa;e nel lontano e Re, che re Khusrev, prima di perdersi
e

di fonti

noi

misteriosa fontana. Anche nel libro si bagn" in una settentrione, tane lonil Bundehesh, parlasi a lungo di fonti e di laghi in regioni pehlevico, virt". Ma non essi pure, di meravigliose di qui e mitiche, dotati, buio sembra
esser

venuto
verso

Occidente di Giacomo

che

che forse devesi cercare pi" verso questoparticolare, Oriente. Perch" gi" nell'omelia siriaca, dianzi citata, di " Sar"gh,
narrata

vescovo

l'andata di Alessandro

alla misteriosa

"

fontana nel paese delle tenebre con la scorta di un vecchio quel vecchio sapienteche poi si chiamer" Khizr,cio" verzura arabi
e diverr" persiani,

sapiente.
secondo

delle pi" e una araba, nei romanzi l'etimologia Perch" invenzioni della fantasia. n ei immaginazioni e egli, romanzi tale che l" dov'egli si reca, o nei luoghi " rappresentato come persiani, di porta freschezza d'arie miti e dolci e rigoglio per i quali si aggira, vegetazione. zampilli Spuntano sotto i suoi passierbe e fiori ed escono di panni verdi e l'aspetto di fontane,ed eglisen va vestito sempre suo belle " aspetto florido e aitante come di tale che dona giovinezza e prosperit". io. Anche trovasi ricordato al capo diciottesimo del Corano un misterioso cio" il Cornuto, arabo Dh" '1-qarnayn, personaggiodetto con nome nel

quale,messo
or

di Dio ed
or

esecutore

de' suoi decreti, molti hanno della storia. Ma personaggio Iskender, appunto perch"egli, da Occidente ad Oriente

voluto i

ravvisare hanno

l'uno

l'altro grande

pi"

creduto di ritrovarvi accennato del

come

il Cornuto

Corano,percorse
e

la terra

lev"

nelle lontane

settentrionali dell'Asia parti

gliassalti di popolibarbari
contro

di ferro per ributtar Di questituttavia e delle mura levate ignoti. forti mura

Re; ma Corano, al quale Mas"di per il primo, sebbene con qualche dubbio, vuole identificarlo. Ma Tabari,nelle sue storie,del Cornuto e d'Iskender fece e d'allora in poi fra tanti pretendenti speditamenteun personaggio solo, al titolodi Cornuto, come li chiama lo Spiegel, Iskender acquist" sempre

di essi per opera d'Iskender,trovasi ricordo anche nel Libro dei del Firdusi non dice che Iskender sia il cornuto personaggio

448

CAPITOLO

SESTO

maggior favore,sebbene
adunque, con
formavasi

la

questionenon

anche
a

sia ben

definita. Cos"

renti, popolie a tempi diffei romanzi quale greci diedero maggior copiadi materia e Firdusi l'impulsopi" efficace. alti-opersonaggio storico, 11. Viene, dopo Alessandro o Iskender, un fattosi prestosoggetto graditodi racconti e di romanzi, non per artificiosa storica come si dovette fare per Iskender dai Persiani, ma menzogna per felice che eglilasci" dietro di s". Egli " Yarahr"ne la memoria quinto d i il della casa dei Sassanidi, detto nemente comumalo, figlio Yezdeghirdprimo Behr"m o Behr"m-g"r nella recente letteratura, quale regn" dal in Persia il romanzo

ricordi ed elementi

dovuti diversi,

d'Iskender,al

-4iO al ^SS d. C,

fu

re

amante cavalleresco,

delle avventure

amorose

della caccia, e fautore ardente del buono lo rese


sommamente caro, oltre le

stato del

popolsuo.

Al

suo

ora enumerate, la sua qualit" il avventurosa e travagliata, perch" padre lo tratt" sempre duramente in carcere, e perch" egli, educato volta anche lo sostenne e una assai, di H"ra, Arabi alla corte dei principi impar"ogniarte pi"gentile, presso gli alla caccia del leone,sfidando ogni maniera e musica, e si addestr" poesia di pericoli venne a domandare e di rischi. Come poi, morto il padre,egli i d ovesse imitare il padre il regno, grandi di Persia, temendo ch'egli

popolo giovinezza

suo, slato
non

o per qualche alti'o sospetto, troppo benigno vei"so i Cristiani, re un

vollero riconoscerlo; anzi elessero Khusrev. Ma


come poi,

vecchio

debole

di principe al

nome

Behr"m

pot"parlare ai grandi e

popolo

reale, posta su assemblea,e quando fu stabilito che la corona sarebbe stata conferita a chi avesse fra due leoni feroci, di un trono fra le due belve, la tolse e se balzando imperterrito egli, saputo rapirla,
raccolti in la pose in capo. 12. Fatto re, ai

perdon" molti

tributi non
e

anche

e talvolta pagati,

anche

tolse ai ricchi avari le male

accumulate

ai qualiassegn"uno poveri, chiam"

infruttuose ricchezze per darle sul pubblico erario e per i quali stipendio

anche

dall'India i musici da secondo dire,

perch"cantando piazza
Firdusi
Sol Ma
ne

li divertissero

Soleva gratuitamente.
Con la Con la mia
in grazia,

manifesta

ordiner" Ed in segreta Terrena sede,u" vorr" che

mia, giustizia guisa quest'ampia


un

rimangadesolato e tristo,
suo

ritrovi ciascun
me

nutrimento

E da

iltocchi.

lembo

Questa aperta inclinazione di lui,anche col danno dei ricchi, onde il gran poveri
di attuar le dottrine socialistiche nel
re suo

favorire i a troppo manifesta,


re

anche, ma senza frutto, alla prodezza regno, congiunta


fece di lui ben

tent"

di leggiadra
un vero sue

cavaliere
romanzo.

amante

delle avventure,

j)resto

eroe

da

Anzi, la fantasia del popolo che quasi dimentic"

le

di Costantinopoli e coi e col re d'Armenia guerre con l'imperatore dell'alta Asia tutte le di di di e sue sovrano e uomo principi stato, opere si sbizzarri singolarmentenon solo nel raccontare, magnificandoli, gli

LA

POESIA

ROMANZESCA

149

aneddoti
i

curiosamente si volse alle


sue

cercati di lui che


ancora con

ma poveri, e

impoverivai ricchi e predilezione grande alle sue

arricchiva
avventure

Nei quali racconti,veri soggetti da gradite. che talvolta, nel legballate da cantarsi attorno, tanto s'infiltr"di epico, gere di leggere le cronache orientali che parlanodi questo re, sembra del buon tempo di qualcheeroe qualchecanto di Firdusi allor che parla del notisi s'intende altre resto antico. E come cose gi"dette, qui, per tante d'amore che occhi agli

caccie

feriscon difdei Persiani storia ed epopea, cronaca e romanzo, non nella forma, nell'andamento,nel tono; ma tra loro che nell'arte,
sono

che, in sostanza,
buona

narrando eguali,
cose.

con a

indifferenza Behr"m in

con

la

miglior

fede le stesse

per",quanto

viamo troparticolare,

i cronisti persiani e arabi descrivono con che,per tacere dei poeti, i d i l'educazione di lui e principi Ilira; compiacenza tutta propria presso si scelse tra nel luogo laddove labari dice in qual maniera esso Behr"m le mandre allevate intorno alla corte di H"ra il suo sembra destriero,
racconta
come

di

quei canti del Libro dei Re, laddove Firdusi leggere


e

Rustem

Sohr"b

si scelsero i loro famosi cavalli. A Dehr"m, da cronisti


e

del quinto principe

secolo, fu pure

da

romanzieri

attribuita la clava,

quella

clava dal capo di giovencache " propriasoltanto dei grandi eroi della uccise pi" antica epopea, Fr"d"n, S"m, Rustem. Egli anche atterr" leoni, favolosi
essere

draghi sulle montagne


elementi mitici ed
tutto ci" in

che

non possono Si lui. storia di entrati nella vede, epici cose

nelle

selve;tutte

che

anzi,che

grandissimapartefu fatto dal popoloprima, raccolto poi e abbellito dai romanzieri, perch" anche ai nostri giorni sentonsi sul conto suo, tra il volgo di quei paesi, certe fiabe di assai raccontare Perch" invenzione che poi s'incontrano nei poemi e nei romanzi. rozza solitario di Persia, dice il Malcolm d'aver udito nel 1810, in un villaggio di certa avventura l'amante, deldi Behr"m, e dell'abbandono narrar amorosa
e e con

del successivo

incontro

di costei nel

che principe
essa

le

perdon"
ti'as-

s" la

e d'una riprese, singoiar prova di valore che

dava

torello vivo. Questo racconto, come un vedremo, portando sulle spalle trovasi tal quale in un poema di Niz"mi. 13. Anche la sua morte fu soggettoacconcio alla poesia. Firdusi la
racconta

cos":
Che del mondo Ancor Gi"
non era

Desio potente in lui venuto era D'andar servendo a Dio,si ciie quei serto Ei ripudiava e di regnanteil seggio
che d'ogni e poi cosa Sgombrava tosto, Di

il signor da' suoi


sorto.

Oli ! forse

giacigli era egli

irani de' gagliardi gi"fuggito

assemblea ! Ne and" frattanto Da l'inclita al padre Yezdeghird suo, Principe ilfiato Ma nella strozza, al rimirarlo, Ratto Con ch'ei lo glis'arrest",
scoverse

questaterra venne
Ma

in ini cori'uccio,
sonno

Ciiuntala notte tenebrosa, al S'abbandon".

quandola

sua

gota

L" sid basso orizzonte il sol mostrava.

Pien di spavento fu d'un tratto il core Del sacerdote di quelprence illustre,

Giacente

le gote e gi"spirato, p;dlide sovra un drappointestod'oro.

450

CAPITOLO

SESTO

Ma

altri scrittori, contemporanei o che (certo popolare

Ibn ul-Atliir e antica tiaba dove

assai vicini di tempo a Firdusi, come forse al e appropriando labari, raccogliendo gran re una anche

in Persia, si addita il luogo oggi, andando un giorno il fatto singolare raccontano come accadde), egli,
con

alla caccia,messosi

ardore ad inseguireun
una uno

in precipit" all'improvviso, Da ci" trasse Niz"mi spar".


narra

voragineo
de'

onagro s'atTond" in

venutoglidinanzi
un

pantano dove

pi" bei

racconti d'un

di Behr"m
a

del

quale pi" innanzi


secondo fiaba,

fa ricordare del

noi la nota

parleremo;e la quale (e veggasi l'ode bellissima

che suo poema la bella narrazione

re Teodorico Carducci)

improvvisodalle
Anche inseguirlo. alcune cavalleresco lo

acque

zando sparicorrendo dietro a un cervello,balladdove egli si bagnava, per dell'Adige


re

del buon sparire

Art" in

ha molta tradizioni,
re

con somiglianza

secondo luogo deserto, del questo misterioso sparire


un

persiano. gli eruditi di Persia fanno di Alessandro che sempre grandeggia, in avvolgono la figura
e come

14. Ecco adunque. 1 dotti


un una

filosofo e

per forza nel ciclo dei romanzi. Ma il popoloche " pur sempre il pi" gran poeta,dimenticando il re emulo Bisanzio dimenticando l'uomo di Behr"m di di stato,fa e turiero, un prode avvenamante

e ne profeta nebbia misteriosa, e lui attirano un

delle donne, cultor delle arti e protettoredegli gentile attribuisce la gloria d'aver trovato per il primo un ritmo e gli tutti, oppressi nell'entusiasmo suo aita caccia. maestro colpo di mano poetico per un 15. Il gran re Chosroe An"sh"rv"n, del quale gi" abbiam parlatoal di questo libro come di fautore magnifico delle lettere e delle principio

scienze,non
modo
e e

lasci" tale memoria

come

di comporne romanzi; ma tale fu poi ricordato per tutta la letteratura di


un

di s" presso il popolo iranico da dar di giusto, soltanto ebbe e conserv" nome

posteriore, persiana

arabica. Ma

avventure

la novit" dai ad
essere

e re

che il nome e le per poco divenissero vero e ci" per e acconcio soggetto da romanzo, Ci"bineh che dei casi della sua vita. Behr"m deva discensingolarit"
non

altro Behr"m

accadde

Arsacidi ed

era

nativo di

l"ey, pervenuto per la virt" militare

in capo del re Hormizda generale quarto che regn" dal 578 al fu oltraggiato 590 d. C, come da lui che gli mand" vesti e arnesi da in una femmina si ribell" e si fece proclamarre dai suoi soldati corba,gli che sinceramente l'amavano, l quali egli, Wallenstein animoso e di un incit" ribellione alla tanto con ma non valore, parole alquantogrottesco, veementi
in pubirose, blica quanto anche col farsi vedere nel loro cospetto, conclone, con le vesti femminili indosso, la cuffia in capo e la
e

conocchia

pensasse in pugno, mostrando per qualisegniriconoscesse il re e ricomil valore de' suoi caj)itani. Ora, la ribellione d'un capitano al

legittimo signore era stata fino allora cosa ignota negliannali del che per il e il fiero uomo regno persiano rinnovato sotto i Sassanidi, cominci" da quel giorno la sua vita avventurosa. primo ne diede l'esempio, fu prestoornata di favole, Questa poi,dalla immaginazione popolare,
suo

152

CAPITOLO

SESTO

del popolo persiano, di particolare da eroi coi illustridella romanzo a nche personaggi pi" foggiare storia, in si manifesta di in un che un recenti, tempi esempio pi" pi" personaggio i contemporanei tutti e i posteri fece stupire la grandezza delle opere con la magnificenzadelle opere della pace, con la protezione con guerriere, accordata ai grandiingegnidel tempo. Gi" s'intende che vogliam dire di dei Ghasnevidi, del quale abbiam Mahm"d della casa duzione, parlatonella introtutta
conti presto nella fantasia del popolo soggetto di molti racche sentono del romanzo, veramente sue appunto per quelleopere Intorno a lui, tuttavia,alcun romanzo si " composto, non splendide.

17. Ma

quella inclinazione

divenuto

sebbene

di come personaggiovi fosse pi" che acconcia;ma conti Rehr"m-g"r il popolo ha conservato tante memorie e ricordato tanti racdi avventuriero c osi di Mahm"d come e cacciatore, ancora principe si ricord" come di un esso sterminatore come degliinfedeli, gran prode, di un gran signore, di doni e di favori. E per" " da meravigliare dispensator che un l'omanzo si sia composto anche di lui;o forse, almeno non si vollero cercar a soltanto nel tempo principio, gli eroi da romanzo anteriore al conquistoarabo, e Mahm"d, in tal caso, troppo tardi era anzi certo, i tempi propizi e ci" " assai pi" probabile, al venuto; ovvero, e al comporsi dei romanzi furono quelli dei Sassanidi, nascere passatii lavor"o dovette cessare d'un tratto. Con questo,mentre qualiil singolare alcuni scrittorio contemporanei al gran principe di poco (per o posteriori tacer di Mirkhondi,che " di assai pi" tarda et") narrarono soltanto la storia di lui, fecero Bayhaqie "tbi, trovasi che sovente i poeti mistici come si valsero di certi aneddoti della sua vita per confermar con l'esempio illustremolti dei loro dettami di filosofiae di morale. Perch" esempi di grandezzad'animo, di longanimit",di munificenza (se toglil'oltraggio crudele fatto al povero Firdusi), trovansi in copia nella vita di Mahm"d, volentieri ne fecero tesoro; e noi,nell'appendice e i poeti al capitolo della abbiam riferitoun passo del poema di Att"r che di Mahm"d mistica, poesia la letteratura popolare e quella narra un atto di bont". Anche singolare che pare destinata ai fanciulli, essendo precettistica ed educativa, registra molti trattidella vita intima di lui.L'amicizia sima per il suo schiavo favorito certi tratti d'umilt" e di bont" del povero corte si ricordava pur sempre l'umile sua racconti che trovansi qua e che tutta l'ampiamateria
vero
e

l'indole del

ebbe svisceratispoich'egli fece per costui, e Ay"z, e le pazziech'egli

che tra le pompe della schiavo, diedero luogoa molti origine, l" per gliscrittoriin jirosa e in poesia, senza possa essersi mai raccolta per formare
un

proprio romanzo. 18. Cos" adunque la fantasia popolare, che poich"non crederemmo di questa certi personaggistorici avessero in senza potuto trasfigurarsi eroi da romanzo, veniva ordinando e tessendo un'ampia tela di racconti, intorno ai qualidovevano esercitarsi tanti nobili ingegni. Di cotesto poi abbiamo molti e chiari esempi anche presso altri popoli, veramente ma.

LA

POESIA

ROMANZESCA

153

tanti quanti non sono c'inganniamo, di Ghasna altri personaggi dopo Mahm"d
se non

presso
ora non

ci"

non

vuol

dire che

conti Perch",anzi,trovansi racromanzeschi intorno alle imprese di Gengiskh"n e di e poetici avventuriero d'umile nascita un Tamerlano, e con la storia di N"dir-sh"h, si fece signore di tutta la che nella prima met" del secolo decimottavo

entrare

nella schiera

dopo di lui degli eroi da

nessun romanzo.

altro

Che se di persiano. abbiam tenuto parola, sia potuto personaggio il

Persia,si volle anche comporre


Re.

Per",oltre che il poema non sono trattiamo,veri poemi romanzeschi recente della qualequi non sembrano ma esser o prosaiche, o poetiche tutte questecomposizioni tosto piutcoi veri poemi gontlecronache di avventure. Anche questetuttavia, inclinazione romanzeschi, valgono pur sempre a dimostrare questa singolare dai tempi di Ciro il in eroi certi grandi personaggi, al trasfigurare grande ai nostri giorni.
sono dei romanzi fino ad ora tratteggiati, quegli pi"copiosi ed " bene storie d'amore. Nelle quali tuttavia, altriche narrano pietose iin accenti della alle parole dal principio, accanto e agli che ci" si sappia vilt" cercherebbero abiette le e i sentimenti pi" calda,invano si passione moderni. Perch" il concetto che si ha ed efTemminati dei romanzi ipocriti

di Libro dei col titolo pomposo poema alla letteratura pi" di N"dir-sh"h appartiene
un

19. Anche

della donna

amata

appare

come

concetto

di

cosa

sublime

celestialein

dei il cuore quei romanzi persiani ; e la passioneardentissima che agita ma li conduce mai ad opera indegna e biasimevole, amanti, non giovani a tale, " forte e potente sprone per vincer pericoli e superare ostacoli, si vilt" nel che si o alcuna che non cuore concepisca accolga permette nella mente. rompere sentimento la sventura, n" l'ira dei mortali possono indurli mai a la data fede o a mostrarsi codardi o dappoco, perch"quel loro N" d'amore " sentimento puro ed elevato,sentimento quellolaidissimo onde mostransi ideale
e

ben diverso da cavalleresco, i romanzi moderni.

inquinati

di questi altriromanzi 20. Quanto ai soggetti che ben essendo qualcuno, antico
e

notiamo alle loro fonti,

di

dovette originegenuinamente iranica,

nell'antico Libro dei Re assai tempo prima incorporato presto essere di Firdusi, della storia degliamori di Z"l e di R"d"beh. come avvenne Invece,la storia pietosa degliamori di R"zhen e di Men"zheh fu inserita da Firdusi nel
suo

poema

non

l'avesse trovata perch"egli


notte di
su un

stata perch"essendogli

letta una

ma fonti, vecchio libro,gli parve

nelle

sue

degna d'esser rifatta.Di cotesto ricordisi il lettore che abbiam fatto cenno fosse nel capitolo della poesiaepica, notato ((ual laddove anche abbiam l'origine prima di questa tenera storia d'amore. Per", anche perch"queste dosi trovanstorie vanno strettamente alla grandetradizione eroica, congiunte
che da Bizhen
esse
e

Z"l

da

R"d"beh
sono come

nacque
un

Rustem,

che

le avventure

di

di Men"zheh
narrate

della episodio

furono

epicamente da

gran guerra coi Turani, Firdusi,sebbene il suo genio abbia

154 trovato

CAPITOLO

SESTO

e soavi da romanzo pietoso argomento modulazioni patetiche Ci" stesso possiam dire degliamori di Giisht"sp la bella e da idillio. con nel Ket"y"na, soggettobellissimo da romanzo, che Firdusi pure incorpor"

nel

suo
con

di sopra abbiam ma detto, alcuni particolari moderni, venuti da rifacimenti posteriori.

poema,

antico molto

come nell'origine,

ultimi due, uno 21. Oltre questi


narrato stato il

dei

primiesempi di

romanzo

d'amore

parte e non V"miq e Azra


a

in alcun poema epico,sembra essere incorporato che Unsuri, il re dei poeti e la fanciulla) (l'amante nel 432 d. E.

(1040 d. C), avrebbe composto Di Unsuri, come di poeta lirico, originale pehlevico. sopra un in altro capitolo; mail suo romanzo abbiam gi"parlato " andato perduto, " andato perduto come quellodal medesimo titolo e soggettodi Fas"hi Gior4-62 Mi al che dal d. E. (1049-1070 d. G.) visse alla corte dei principi gi"ni altri poeticome del Taberist"n. Anche Zamiri e N"mi e Iluseyn
che Sh"r"zi, molto
sono,

al tempo dei Ghasnevidi, morto

studio,trattarono
esser

al di l" dei limiti del nostro per il tempo in cui vissero, d'amore che, per quel che pare, doveva questosoggetto

della loro opera gi" tardiva, anche perch" non ma ce bello; edizioni (e certi manoscritti citatidal Rieu non ne sono ne contengono che qualcheframmento), non possiamo dir nulla qui; ci" che pur faremmo, i limiti imposti,i)ur di dir qualchecosa anche oltrepassando intorno al Non potendo far cotesto, ci appagheremo del brevissimo soggettodel romanzo.

compendio che
titolo
e

ha fatto l'ilammer

di

un

poema
turco morto

simo turco del mede"

dal medesimo

soggetto. L'autore
romanzesca,

L"mii, il pi"
nel 940 d. E.
e persiani,

illustre poeta della letteratura turca

(1533

d.

quello di
strofe di

romanzeschi C.). Tratt" egli i pi" belli soggetti Azra secondo l'Oammer, non meno V"miq e conta, endecasillabi
romanzo

di seimila

ridotti poidall'Flammer distici,


nove

a sole quarantanove stesso,compendiatore,

tedeschi sia

ciascuna.

Ora,
non

sembra, che questo


una

esso pehlevico,

" vero, doveva essere


se

come

che

semplicee tenera storia d'amore, laddove, non gi" Unsuri o Fas"hi, bens" glialtri poetipersianiricordati di sopra e con questiil turco ma dato al leggiadroracconto manifesto signiticato mistico L"mii, hanno facendone i del far Di cotesto un uso allegorico. allegoricisoggetti poema siamo romanzeschi, si dir" innanzi;ma non a ridotti, come intanto,
aver

sott'occhi che
ancor

lo

scarno

compendio dell'Hammer,

vediamo

se

siamo pos-

riconoscere

(anche a rischio d'errar molto) i lineamenti del


esser

romanzo

originale.
ne

22. L'ordito vivevano


amavano

deve

stato

molto

semplice. V"miq
era

la bella Azra
e

felici presso teneramente,


e

le loro famiglie in Media, secondo intanto che il giovane


era

che pare,
un

si

sacerdote in

tempio

del Fuoco

al culto. !\lala felicit"dei due pur consacrata amanti " ben presto volta in lutto e in angosciamortale, perch", per e Azra se dall'altro, cagioneche non bene s'intende, l'uno deve sej)ararsi la fanciulla
ne va

in lontane

fredde

regioni settentrionali laddove

la morta

natura

LA

POESIA

ROMANZESCA

'

155

nelle calde e Y"iniq se va ne apparire, i barbari vogliono In Etiopia, ad abiurar la d'Etiopia. costringerlo regioni in pena della ostinasi ricusa,e gi", zione dei suoi maggiori,ma religione egli
tutta si ravviva
e

abbella al

suo

un

sul rogo, freschissimo giardino di rose.


sua,

" condotto

quando il rogo si trasforma d'un tratto in non pu" tuttavia Scampato al fuoco,egli

si strugge a poco a poco, tollerar le pene d'amore, e per" si consuma e del intaulo che la sua Azra, privaessa pure del conforto di veder l'oggetto caldo amanti mandano
amor

suo,

si

muore

nell'abbandono. e nell'angoscia la sorte


e

1 due

fedeli
ancora

hanno
a

dopo
in

morte

felice di salire al cielo donde


serena,
e

noi la loro luce casta


maao

V"miq " Arturo, e Azra " la


soggetto del
" la la quale forse perdita;

Vergine che tiene


romanzo

la

spiga.Tale dev'essere il nudo

di cui

ragione deve lamentarsi

dovuta
mer,

alle troppo manifeste inclinazioni zoroastriane, come invise ai fanatici mussulmani.


E veramente

tanto

pensa l'Hamv'" qui la glorificazione " tutto

adoratori degli

del fuoco, e il carattere

del racconto

tamente pret-

tanto che nello stesso L"mii, che " mistico e gi" a zoroastriano, vivace. Perch" molti secoli di distanza, tenacemente esso ancora emerge ad e sacerdote, il poeta,tra le altre cose, v'introduce il suo eroe, amante

esporre

alla

sua

bella la dottrina tutta zoroastriana


e

dei sette

fuochi;e

dei Parsi per chiarir meglio cotesto teologici lasciassero mussulmani, inorridendo, punto. Perci" " ben naturale che i pii

veggasil'Avesta

i libri

un'altra religione. glorificava Eppure i deve fa e non cotesto non nomi dei due giovaniamanti sono arabi;ma " avvefare difficolt"alcuna,perch"i nomi arabi di V"miq e Azra, come nuto nella dimenticanza il romanzo in altri casi,devono che perduti,
erano
ora esser

che

traduzione

di due

nomi

ora pehlevici,

anche che il

i nomi
romanzo

originali.
dedotto da personaggi storico, grandi e

23. Ecco

d'altri elementi e per l'aggreillustridella storia, garsi per il sopraggiungere " avvenuto Che se cotesto non d'altre parti, diventa anche amoroso. del
romanzo

di Alessandro dicevano
se

Iskender,forse perch" le fonti grechea cui


Iskender
e

si attinse, non

esso

ebbe

non

ebbe

avventure

d'amore,
in

forse

perch"di cavaliere
una

di

si mut" egli guerriero

ben

presto

nella fantasia profeta nella seconda

tutto Orientali, degli

ci",invece,avvenne

per altri

storici, personaggi pi" volte,non


del
come

vasi trovolta sola. Perch", tra le altre, tutta la narrazione


romanzesca

parte del Libro dei Re

fu fondata la

del terzo

cipio potenza dei Sassanidi per opera di Ardesh"r al prinmento, avvenisecolo. Non l'arem qui la storia di questo grande
storia ; per" ci appagheremo di dire che risguarda Ardeshir,molti ricordi storici son pur slati scriviam noi
una

perch"non
che nel
romanzo come conservati,

la

sua

ribellione all'ultimo

re

dei

Ardev"n, le sue Parti,


suo

nella Media e nell'Armenia, la fondazione di molte citt" nel conquiste vasto impero,in breve tempo e assai facilmente riordinato. Ma il romanzo che Firdusi ha inserito nel gran
e principe,

la

sua

poema, fonte " molto

suo

racconta

ben

altre

cose

pi" antica,trovandosi

di questo che molto

456

CAPITOLO

SESTO

addietro, in
un romanzo

un

tempo che
i

ora

cercheremo
reca

in

che pelilevico d'indole

detto il Kar-n"inak
romanzo
vero e

appunto ed " Artakhsh"r, cio" Libro dei fattidi Ardesliir,


come popolare, sono

di determinare, fu composto Esso " cose. quellemedesime talimolti altri romanzi tale lo manifestano
si
e

del

Medio

Evo

e persiano,

tutti anonimi.

Come

strano dimodi la

i racconti

che vi e fiivolosi leggendai'i secondo fu

leggono,come
e suo

P"pak,suocero

di Ardesh"r

il romanzo,

padre

ilsogno secondo

storia,per il qual sogno

preveduta la grandezza futura dell'animoso il suo servire alla corte di Ardev"n e la e la sua disgrazia giovane; come schiava di Ardev"n, che Firdusi conseguente fugacon una bella fanciulla, la profezia dice Guln"ra e di cui il romanzo tace il nome; come pehlevico del regno fattagli due garzoni) da lui da due sibille(secondo Firdusi sono sul incontrate a met" del suo viaggio; la sua vittoria come gran verme che allevato in casa valoroso lleft-b"kht traeva e ne dell'operoso potenza l'inimicizia tra lui e il ribelle Mithrak di e ricchezza grandissima;come stermin" la famiglia, al mocui egli bambina eccetto mento una che,trafugata della strage, fu portata di contadini che l'allev" famiglia presso una la nascita insperatadi un t"glio di Ardeshir,Sh"hp"hr, con come amore; che poi s'invagh" della figlia di Mithrak incontrata da lui presso un pozzo nella campagna, di nascosto, fece cessar d'un tratto gli odi e, sposatala ci" che era stato predetto ad Ardeshir stesso da e le inimicizie antiche; da lui su tale proposito. un Kait,interrogato sapienteindiano, di nome Perch" il saggioindiano aveva detto che nell'Iran sarebbero state e pace solo allorquandola signoriane sarebbe stata divisa tra la e prosperit" stirpedi Ardesh"r e quelladell'estinto Mithrak. Ardesh"r non volle saper nulla di cotesto; ma il t"glio di Mithrak suo, a sua insaputa, sposava la figlia
e

dava

compimento all'oracolo.

Cos"

il romanzo seguita

tino

a e

toccare

il

del t"glio di Ardesh"r primo che era tiglio regno di Ormuzd brevemente dal ^7:2 al illS dell'Era volgare. 24. Ma due
cose

che

regn"

meritano del gran

nate, accene oscuramente sfuggita alcuna esposizione l'avvenalquanto pi" chiara; e una " tura

che

sopra

abbiam

di

verme

di Heft-b"kht,e l'altra" la nascita del

io di ligi

sh"r. Arde-

che abitava in una Ora, quanto al gran verme grotta presso il borgo di K"ci"r"n nella provincia di Kirm"n uccise adoperando e che Ardesh"r pi" l'astuzia che il valore, " chiaro che qui abbiamo un antico racconto d'indra uccisore di Yritra,di Fr"d"n vincitore mitico, del genere di quello di Dah"k, di Apollo uccisore del serpente Pitone,di Ercole uccisor di uccisore del mostro Fafnir;", insomma, un antico mito Caco, di Sigfrido nella storia di questo fortunoso primo re dei Sasindo-europeoinfiltratosi vati che il Liebrecht gliha trosanidi,tanto antico anche ne' suoi particolari tali e quali nel mito scandinavo Secondo di liagnarLodbrok. quel mito, il prode Ragnar Lodbrok uccide con astuzia un terribile drago e ottiene in premio la mano della bella Thora, figlia del conte lleii'audr. Ecco adunque un elemento mitico che " entrato nel romanzo e di cui non

LA

POESIA

ROMANZESCA

157

si

sa

veder

la

forse se ragione, laddove

nel fatto che il Kirm"n cui la tradizione ha

sta pensa il Darmesteter, non " paese in " detto abitare il gran verme, essa,
come

posto la scena del re Fr"d"n, esempio le imprese


ci" da dalla
una

di tanti altri fatti mitici,come


e

che la fantasia

per in fu aiutata popolare far derivare Ma

falsa

del etimologia che

nome

Kirm"n, che si vorrebbe

parola kirm
verme

verme. appunto in persiano significa

perch"
che

Firdusi,come
ilfamoso

si vedr" dai fu trovato

che recheremo passi

racconta nell'appendice,

di Heft-b"kht, da una in un picciol figlia pomo filava per lei che e da lui detto Heft-v"d, all'improvviso, esso, ingrossato la bambagia e tanto ne filava che in breve la casa di Heft-b"kht ne divenne
assunto

ricca, bisogna dire col MohI che, forse,l'antico mito ha

in Persia

cio" " stato tratto a simboleggiar la prosperit" col tempo altro significato, ad un borgo intero, ad una famiglia, e la ricchezza che vengono per la di Heft-b"kht o figlia assai al Heft-v"d e del filardel verme, raccontato da Firdusi e somigliante trovasi nel romanzo racconto scandinavo ricordato di sopra, non pehlevico. notisi ch'egli di Ardesh"r, 25. Quanto alla nascita di Sh"hp"hr figlio fu indotto dalla moglie sua nacque ignotoal padre,perch"il padre,come da lei certa bevanda di Ardev"n, a bere una che era una otTertagli figlia coltivazione del baco da seta. Cotesto fatto della al
suo

ritornar stanco
e

assetato
era

fosse veleno che


ancora era

trovato

che

dalla caccia,preso sospetto che quello mina la mala fema morte veramente, condann"

in

Rosmunda. ebbe
casa aver

Vedesi qui racconto simile a quelloche va attorno gravida. di Alboino, la bella e infelice la figlia tante tradizioni, e tocca da Ardesh"r, la sentenza pronunciata Ma chi doveva eseguir donna
e

della piet"
sua

del

ch'ella recava figlio

nel ventre,

lei tenne

in

poi un giorno,in cui il re con dolore si lagnava di non ilfiglio e festante gli Sh"hp"hr che s'era present" egli gioioso figliuoli,
finch"
un

fatto

bello

valoroso il dir

garzone,

forte

sembra
romanzo

necessario bellamente

qui ora che alla storia. appiccicato

aitante della persona. N" anche questo " un bel brano


e

ci di

naca, e umile, come pehlevico procedepedestre prosa di croed " ben lontano da quello splendoredi forma e di colorito che alla greggiamateria ha saputo dar pi" tardi Firdusi. Quanto alle fonti a cui ha attinto l'ignoto autore, non sappiam nulla ; e forse,come pensa ilN"lche us" di tradizioni e scritte e orali, deke, egli poi alquanto inettamente

26. Il romanzo

intanto che l'opera sua ricuci, racconti che


toccano
essere

non

ha unit" vera,

ma

"

un

insieme

di singoli

le

singoleavventure

all'et" in cui dovette

composto

di sopra. Quanto assai poco di certo si pu" il libro,


notate

che esso non dal N"ldeke mostra scopertovi noti per la furon pu" esser pi" antico del sesto secolo,nel quale soltanto che l'inetto Turchi ricordati nel romanzo prima volta ai Persiani i principi che invece " il terzo. riferisceal secolo del suo eroe compilatore

dire; pure

alcun

anacronismo

fra i personaggi trovato che sopra abbiam storiciche la fantasia popolareha prescelti per intessere romanzi, prov"

27. Anche

il

re

Behr"m,

1,)8
e forti assai frequenti

CAPITOLO

SESTO

le pene

dell'amore

e corse

moltissime

avventure

che

Firdusi
con

Niz"mi

ci raccontarono
vero

poi con
romanzo

molta

graziae

talvolta anche

Ma lepidezza.

soggetto di

di Kliusrev Parv"z
una

che

prov" una

veemente

fu preso dalla storia passioneper la bella Shirina,


essere

d'amore

ilcui vero nome doveva greca, secondo alcuni, Shirina Invece,secondo ogni maggior probabilit", doveva
essere e

Sira,se
nome

era

tale.

(vero

d'una

famigliadel Kh"zist"n;
e

perch" era

di

persiano) religione

luogo a rimostranze finch" poi il re da parte dei grandie dei nobili persiani, e a rimproveri rando dichiamoglie reale, amante, secondo che pare, la elev" al grado di vera
cristiana

fondatrice di chiese

di monasteri, diede

che erano nati da lei o che sarebbero per nascere. attia regnare i figli Fin qui la storia. Ma la fantasia del popolo e poiquelladei suoi poeti propriar s'apilvago
e

che l'Hammer soggetto che


se ne

dice

corona

di

conto; ognipoeticoracnon

nei romanzi per",

composero

di

si descrissero poi,

solo la

della reggia di questo gran magnificenza cavalli e ilsuo cinquantamila


suo

re, e i suoi mille e duecento

elefanti e i suoi
e

la

e gloria

l'arte del anche


e

cantore
narrarono

B"rbed le
sue

fedel destriero d'arabo sangue trono e i suoi tesori e il suo

meraviglioso;ma
bella avventuriera ilcaso d'un pietoso

si

lunghe pene d'amore

per la

le

commise pazzie ch'egli in

altro amante

per lei.Anche vi s'aggiunse della bella Shirina. L'infelice aveva nome

Ferh"d, e questo nome,


stia
a

gnare " passatocome in proverbio Persia, per desitale che invano s'adopra e invano si affaticaper cosa che molto gli Perch" il geloso principe,risaputodell'amore di lui per cuore. per ludibrio a spaccar roccie sulla montagna con la falsa di Shirina sarebbe stata premio alle sue fatiche. E che la mano la rupe e scolpi and", tagli" d'una visita furtiva giorno, poi, ricevuto, per maligno inganno del re, falso da si precipit" di consolazione, di lei, egli, disperato

lo mand" Shirina,

promessa di cuore, buono e semplice il povero giovane, di Itisut"n 0 Behist"n. Ebbe il conforto, un della
sua

donna;

ma

annunzio

della morte

la leggenda romanzesca un'alta rupe e si diede la morte. Per tal modo delle sculture e delle iscrizioni cuneiformi che voleva intendere l'origine
su quella storica rupe. Ma Khusrev, scolpire il romanzo, spos" dopo mille contrasti la sua bella che, rimastagli seguita andare mori si uccise sulla sua tomba per non fedele, quand'egli sempre che anche per altre storie romanzesche sposa ad alcun altro. Ora, per le ragioni ha Firdusi trattare abbiamo non ampiamente potuto assegnate,

Dario

aveva d'istaspe

fatto

questa
Ma

tenera
ne

storia d'amore, compose


un

nulla ha detto di Ferh"d


a

della morte

sua.

poema sebbene trattazione di questo soggetto,

Niz"mi

vero

nella parte,restando insuperato

altri molti

dopo di lui

vi si siano

provaticon
dei
come

poca pretensione. che fin qui abbiamo 28. Tutti questi


non

enumerati, sono

soggetti persiani,

quali tuttavia

i poeti romanzeschi, perch" tosto, si appagarono non fu loro data occasione,ricorsero a fonti straniere. Da queste veniva

loro la storia

perch" tale pi" bella,

la

proclamavaIddio

nel

suo

Corano,

IGO

CAPITOLO

SESTO

In fine,il Y"suf Meg'niin. in Y"suf


e

lezza Zalikha,nel quale l'ideale della maggior bel-

il potere della Zalikha, e dei sentimenti, bellezza e dell'amore, l'impero del cuore e lo spirito eia debolezza della donna che vinta s'abbandona, della profezia, vincitore, dell'altra in forte contrasto. 11 Y"suf e tutte cose poste l'una contro son

l'idealedel

pi"

cocente

amore

in

Zalikha
amore

in poi,

modo

divino, che
non

" la storia, fatta santa dal Corano, dello particolare, soltanto in questo trova sua degna rappresentazione

romanzo,

profane ". 31. Cosi adunque, dopo che la poesiaepica ebbe compiutoil suo
sua

in altre storie

corso

la romanzesca, glorioso, che la maggior sorella


e

sorella minore, destinata per levar la


voce e

attese succederle,

si tacesse

mostrarsi

adorna

bella, facendo

rivivere famosi

narrando storici, personaggi


non sono

leggiadre
come

storie d'amore. assai

che Questi soggetti, trattati


e a

molti

veramente,

presto furono
si mise

saziet" dai

pi" alla loro


romanzesca
non

fantasia

alla duratura
cerca

cosi parvero non bastar poeti, vogliadel raccontare. Per" la poesia di altri racconti, e

studiosa in

mente perch" agevol-

pot" trovarne, ci"


Perci" ebbe

che

non

trov", invent"
e era

con numerosa

la forza dell'immagin

tosto

origineun'ampia

famiglia quasisempre

di poemi,tuttid'amore,
romanzo

perch"nell'amore
non e

n" v'ha pi"facileinventare, solo

che d'amore persiano

sia,nei qualiuno

(e qui la fantasia del poeta maggiormente amanti che alla fine toccano la di due giovinetti si sbizzarrisce) E ilgiovaneamante loro desiderio pi" ardente e vivono felici. meta d'ogni oltre essere bellissimo di forme, onde ogni cuor sospiraper lui," gentile anche prode e valoroso, sdegnoso d'ogni vilt" d'opera o di pensiero, cui egliha a grande e magnanimo sempre, laddove la bella fanciulla,
" il cio" i casi soggetto, le avventure
consacrato

l'amor

nell'amore,ma
nella sventura. l'innamorarsi

sempre di belt" famosa, molle e dolce forti e di costanza virile nel pericolo e capace di pensieri di questiromanzi Anche pu" dirsi esser luogo comune
suo,

" donna

scambievole

dei due

senza giovinetti

che mai per

si siano veduti dice il

prima, sia che l'un d'essi dell'altro s'innamori

ftmia, come

Il qual Petrarca,sia che un sogno amico faccia conoscere ({uestoa quello. trovandosi gi"l'innamorarsi sembra essere molto antico, tuttavia, particolare, di Zariadre e di Odati,rifatto in greco in sogno nel romanzo persiano
narrato da Carete di Mitilene,

da Firdusi sotto i nomi

di Gusht"sp e Ket"non

y"na. Anche Z"l


forse
senza

R"d"beh, secondo il Libro dei Re,


E

s'innamorarono

essersi visti mai?

perch" esso

" sommamente particolare

dei romanzi cosi, orientali, come presto divenne luogo comune poetico, (juandopass"in Occidente, piacque assai ai poetinostri del Medio Evo, sia d'esempio la storia di l"udello signore di IMaia e della Contessa e ne di cosi come e in generale, Ma di taliromanzi sono d'amore, |)resi Tripoli. in particolare " ricchissima oltre ogni dire la letteratura persiana, ((uella n" di pi" tarda et",perch"il genere piac(iue assai, abbisognavaper esso troveE forse (jui libera e poteva spaziare. molto studio, e la fantasia era

LA

POESIA

ROMANZESCA

161

rebbe

il posto suo

il poema

di Visa

R"m"n

che noi abbiamo

collocato tra

nati dalla degenerata fosse meno se esso epica, poesia popolari, laido e trivialenel soggetto e pi" nobile nella forma. Perch" " da sapere " di raffinatezza molto studiata, che questapoesia tutta proromanzesca fumata i racconti
tutta sentimentale e ideale (il qual carattere le fu come elegante, dato da Niz"mi), e per" non pu" entrar nella schiera dei suoi romanzi, svenevoli e cascanti, odorosi di muschio e d'ambra l'indecente e spesso che puzza di bordello e troppo rozzamente, per dir con elegante poema

ed

della frase moderna, santificai diritti

carne.

32. Ultima trasformazione


l'intentodel la quale velando allegorica, dell'anima
umana

poetanon

del poema romanzesco fu anche l'altraper di narrare, ma fu pi"quello si di far opera la vieta
e

sotto

la storia di due amanti

tritadottrina

ritornare alla origine sua, anela di dersi peruniversale. Cotesta, del grand'Essere e gi" s'intende, nell'amplesso che di sospira

di tarda et" fu opera di poetimistici, per i qualila poesiaromanzesca cosi nebbiosa incerta divenne divenne incerta e nebbiosa,la lirica e come

quando, di genuinamente
Per" si fa manifesto che la f"'imputridire la suoi cultori.Facilmente titoloper Amore
e

amorosa,

spasimanted'amor divino. alla fine, mistica, appest"tutta la poesia siana, perromanzesca

si fece

la e lirica, l'epica
e

nell'aria fetida

stagnanted'una unzione nauseabonda,


assai si possono

tolse

conoscere

ogni carattere d'uomo ai questi poemi anche dal

quel che valgono e per quel che vogliono, perch"tale s'intitola Cero Farfalla tale altro si dice e (laconsueta immagine Fede,e

della farfalla che brucia nella fiammella

del cero, immagine dell'anima deve essere storia che si perde in Dio).Vedesi apertamenteche qui non

pantomima vuota di vuote astrazioni. 33. Quanto alla forma di questi poemi,gi"abbiam detto lungamente in quella partedella introduzione che toccava delle diverse forme poetiche. modellato E per" basti ora romanzesco, qui ricordare che il poema buire ha in partegrandissima l'economia e la maniera del distrine sull'epico,
umana

di umani,

ma

del condur
e

al Profeta poema

narrazione, premettendovile consuete lodi a Dio, al quale il a' suoi primicompagni,poi le lodi del principe
la anche dell'occasione del

toccando vuoisi dedicato,


con a

qualche cenno

all'intentorecondito

minando comporloe tercoi ringraziamenti dell'opera,

Dio per il suo compimento felice.Ma quanto al fare intimo e eccettuati il fare profondamente differisce dall'epico; sostanziale, perch",
i racconti romanzeschi

che Fii'dusiha inseritinel Libro dei Pie che ilpoetanon avidamente ch'egli

che

egli

ha dovuto trattare sentenziar

sembra epicamente, delle occasioni

tanto si curi di ci"

ch'egli narra, quanto


e

fare coglie per filoso-

ha dato il primo

lungamente,con fastidio non lieve del lettore.Di cotesto Niz"mi, sebbene anche Firdusi,qualche esempio, forse,

il mal filosofici soverchiamente si abbandoni a' suoi pensieri volta, ; ma nella " cresciuto poi, massime rest" romanzesca vezzo quando la poesia lunghe apparenza e nella sostanza e negliintenti si fece mistica. Allora,
11
"

Pizzi, Storia

della

poesia jjersiana,voi. II.

162

CAPITOLO

SESTO

dissertazioni di morale
narra,
e ne

fanno

conoscere

il

etico di ci" che si significato si deve notare che il tempo

mostrano

il senso

recondito. Anche
era

in cui fioriquesta

romanzesca, poesia

della lirica encomiastica,onde


tutte pompose,

si ebbero

pure il tempo del maggior fiorire canzoni laudatone gliesempi di quelle detto nel

della capitolo condotta in quel tempo alla maggior lirica.Ora, questa poesiaadulatoria, di cui
poranea dell'arte sua, non poteva che operar fortemente sulla contemperfezione che s'appropri" rapidamente e allora svolgentesi poesiaromanzesca di ricco di metafore e d'immagini, artif"ziato, tutto quel linguaggio di parole e di concettini, tutto proprio di di giuochi antitesi e d'iperboli, guaggio Onde la lettura di talipoemi riesce oltremodo faticosa, perch"il linessa. difficile da afferrare e la vi " estremamente immaginoso e figurato li infiora, anche essa, dalla ereditata, erudizione mitologica e storica che

lungamente abbiam

induce lirica,

zone prestofastidio e stanchezza. Quanto " diversa l'antica cane

che direttamente epica,

e le cose, e ciascuna chiama dalla grandezzadei fatti narrati l'effetto suo

per intuizione descrive e rappresenta indica col suo nome, e tutto si ripromette
come
e

descritte! Essa
e sovra

va

e pienadi fogae rapida non

dalla terribilit"delle sioni pasdi in pensiero penpassa siero

alcuno

si arresta
su

lungo,laddove
fino alla saziet"

questa sorella
va

sua

minore
cose

s'arresta volentieri

tutto e

considerando

le

sotto

esse quantiaspetti

hanno

si vuole che abbiano.

2.

Poeti

romanzeschi.

34. Nel
cose

romanzeschi dei poeti parlare


sono

dobbiamo persiani,
e

lamentar

due

contrarie fra loro che

la

scarsezza

l'abbondanza.

Perch",nel

bel tempo della poesiache va dal decimo fiorirono molli poeti romanzeschi volgare,
ancora

al
;

secolo dell'Era deciraoquiiito le loro opere, tuttavia, sono in Occidente,o

ignotea noi,o perch"non

anche

son

venute

perch"

delle nostre biblioteche ; altre poi tuttora inedite per i ripostigli giacciono Per" vi ha andate perdute. conosciute mai, perch" sono ci saranno non
scarsezza

di sapere. V'ha anche abbondanza; pi"c'importerebbe trovandosi che nella che viene a noia e infastidisce, ma quell'abbondanza tarda et" della letteratura fiorirono a decine i poeti romanzeschi,ciascuno di ci" che dei

arte sempre con pi" misera e qualialtro non seppe fare che ridire, continuandosi il mal vezzo da altri, meschina, i racconti gi" composti dopo per tutti i secoli seguentiquasi fino a questo in cui siamo. E per", fu pure ilcapo di questa schiera di r"facitori, Gi"mi che per molti rispetti neir898 d. E. (1492 d. C), quindici morto poetihanno rifattoil romanzo di Khusrev e Sh"rina; e dodici,quello di V"suf e Zalikha;e sedici, tardiva,per ragioni quellodi Meg'n"n e Leyla.Ma questa abbondanza

gi" assegnate altrove,non poich"alti'onon

tocca

da studiare
ora e

noi, e

non

" gran

danno.

35. Nel limite pertanto dei tempi

prima gi" segnato, tacendo, di romanzi dei tempi si pu" fare, degli ignoti compositori

LA

POESIA

ROMANZESCA

1G3

dei Sassanidi
un

dei

tempi anteriori

se

vi furono

nei

troviamo tempi anteriori,

autore di un poema su Y"suf e Zaiiklia, '1-Muayyaddi Ballvh, ultimi S"m"nidi, forse fra il 350 e il 400 d. E. tempo degli (901-1009 d. C), e gi"celebrato al tempo suo come poeta lirico.Ma delle ci " rimasto che un povero e misero distico, liriche non sue e del suo

Ab"

vissuto al

poema

nemmeno

un su

verso.

Per" viene secondo


e

un

autore Bakhtiy"ri,

esso

pure d'un

poema d.

Y"suf

Zal"kha

vissuto forse alla corte d'un

cipe prind. E.

Izz ud-d"n dell'h-"qa,


e

Bakhtiy"r,che

regn"

dal 356 dei

al 367

(967-978 C); Ghasnevidi, tempo noi autore come o d el noto lirico, a gi" ricompositore romanzo poeta che gi"sappiamo essere antico V"miq e Azra (l'amantee la fanciulla),
terzo

viene Unsuri, vissuto al

soggetto romanzesco

poemi
onde,

di

e Bakhtiy"ri
a non

costretti

Ma i pare, in pehlevico. " ed sono perduti, gran danno; " dir ci di salto a nulla, un d'uopo passar poterne
come principio,

scritto da

di Unsuri

andati

Firdusi, nel poema

del

epica,trovasi gi"tanta tale e quale fu veramente,


36. Ma
come l'opera
come

dalla parte genuinamente quale, prescindendo sebbene questa,come romanzesca, parte di poesia
a

Niz"mi

soltanto debba la vita


e

la

sua

perfezione.
preso in
esame

di Firdusi di poeta di

gi"conosciamo epico
e

gi"abbiam

di

poeta

lirico.Per", per

poeta romanzesco,

" necessario

tanto solora parlarne il nostro studio a rivolgere

quella parte soltanto del Libro dei Re che dalla morte di Rustem va alla nella sua e a quell'altro fine, ch'egli suo, Y"suf e Zal"kha, poema compose da pi" tarda et",quando, fuggito Ghasna, ripar"a Bagdad in corte del del Libro dei Re, quella Califlo.Ora sappiamo che la parteveramente epica
che " tutta la morte

composta

su

antiche tradizioni iraniche, termina

appunto

con

maggiore eroe di essa epopea, Rustem, avvenuta al tempo del re Gusht"sp e con conto quale arte al rac; anche sappiamo per qual modo antichi compositoridel Libro dei Re, al tempo dei Sassanidi, epicogli l a storia da Alessandro Arsacidi, vera, Magno agli seppero aggiungere Arsacidi ai che insieme e tutto di ancora Sassanidi; dagli sappiamo questo misti di finzione, tutti racconti,epici, veri,finti, con romanzeschi,storici, i loro anacronismi occhi degliIrani tutti e e le loro inconseguenze, agli
del

agliocchi del loro maggior poeta epico ebbe valore di storia vera. Dato il si trov" dinanzi, nelle sue qual punto, Firdusi, esaurita la parte epica,
molti racconti da fonti,
romanzo

mescolate

di

poche e
e

confuse notizie storiche

dagliantecessori suoi naturale di tutta la narrazione antecedente. Ora, se tutta il seguito come questa parte seconda del Libro dei Re (quale comprende la met", e forse

doveva verseggiare, considerati da lui ch'egli

pi",del poema)
si mostra qua
e

si considera
e

nell'insieme della
come
una

sua

architettura

appare arido
vero

informe

l" da

racconti e splendidi leggiadri


come

e povera cronaca, di fatti cavallereschi o d'avventure

e composizione, interrotta

d'amore,
fresche lutti
e

deserto interrotto di tanto

in tanto

da

oasi

" irrigue. Egli

ravviva gliriconoscono,

che qua e l" il gran poeta, che con quell'arte la cronaca di qualcherisveglio improvviso

IGl

CAPITOLO

SESTO

della

considerazione acuta e nuova, di qualche fantasia, talvolta ode o canzone che sembra talvolta, di qualche tratto inaspettato n" Firdusi ha potuto " sempre tale, la cronaca talvolta idillio; ma elegia,
sua

mente

della

colmare

il vuoto.

Vedasi
e

di Alessandro

di

si sbriga della storia dei successori ch'egli dal che pure ebbero signoria Arsacidi, quelladegli

intanto

terzo secolo avanti l'Era

Volgareal 226 d. C, in
e

meno

d'una

mezza

pagina,

enumerando in terra,

alcuni

col dire che pareva che allora, principiacquietandosi regnassero:


Non fea di
e qneinon ([nello,

non principi

Cosi passare Anni (Incjento, e detto allor tu avresti Che nel mondo Veracemente.
non era

ricordava

inai ; cosi,per alcun tempo, Qnest'aitro

alcun

sovrano

la terra. Riposava

Questialcun ricordo
stessa storia dei Sassanidi

Ancora; nella
la

pi" nota, Firdusi

cinque,ora
savia
e

fa passare innanzi dieci re, dei qualieglinon

che pure avrebbe dovuto essere l'uno dietro l'altro, al lettore, ora
sa e

n"

pu"

raccontar

nulla,appagandosi
desiderio
senza

di dire che essi salirono al trono

pronunciarono qualcheparola
di vita sangue, fanno impaurito sare pase di questa aridit" "
e

onesta, regnarono
vere

poi morirono, lasciando buon

s". Sono
come

ombre

gliotto re
le

senza passano, e sono che dinanzi agli occhi di Macbeth

che

dello Shakespeare.Di questo vuoto streghe che segui, e sappiamo con deve darsi colpaa Firdusi, quale certo che non racconto ron)anle sue fonti. Quando invece s'avvenne in qualche fedelt", lai di tratt" l'arte ma con sua maestro, prendendolo quale zesco, questo mescolato di notizie d el Medio i Evo, l'ebbero preparato compilatori ignoti e quelli storiche,e considerandolo, come pure lo consideravano, vero genuinobrano di storia patria. che si trova nella seconda 37. Intanto,il primo racconto romanzesco parte del poema, si " quelloappunto d'iskender o Alessandro. Di essc^ in generale, gi" abbiam detto nel paragrafoche precede a romanzo, del le fonti, e il modo sono qualile ragioni questo,e abbiam notato quali che gli entrare nei primi Libri dei He, e il perch"di certi mutamenti suo dovuto introdurvi; hanno sappiamo Irani, per loro opinionispeciali,
ancora

che Firdusi di tutto ci" assai fedelmente

ha tenuto
a

conto.

38. Accettato adunque da lui, quale era incomincia


con re

venuto

il racconto, lui, Dar"

eglr

la nascita d'iskender di Persia D"r"b,


e con

in paese

straniero, bench"
a

Iskender

del sia figlio

la

che egli fa gueri*U da lui


e

(Dario

Codomanno),

suo

fratello minore.

Vinto Dar"

Iskender ne sposa la vedova consiglieri, incomincia signore dell'Iran, legittimo (Rossane),e proclamatosi mondo
i suoi

ucciso da due fidi perdonna, la bella R"shanek jier il


re

viaggiavventurosi. Narrasi pertanto il sogno


cose,
e

di

Kayd,

indiano, che, tra le altre animoso perch"l'indiano,

predicela prossimavenuta d'iskender; a ci" dagliindovini, sentasi presagace, consigliato


sul confine del regno col dono di

nel cospetto d'iskender

quattro

LA

POESIA

ROMANZESCA

165

bella fanciulla, una un un filosofo, medico,e una coppa meravigliose: n" vino non mai scemare. Kaid " confernella qualen" acqua mato, possono di nella tale nel atto sua e sommissione, dignit" possesso del per cos" avviene di F"r (il Poro degli storici greci), che non regno; ma Iskender con tutte le sue schiere e cade da valoroso. affronta in battaglia Segue la visita d'Iskender alla Kaaba in Arabia, laddove egliripristina e signore un ne' suoi dirittidi principe Nasr,discendente d'Ismaele e di laddove Iskender trova bella e onesta in Abramo; poi il viaggio Egitto,
cose

accoglienza presso Qebt"n, re del paese. Udito parlaredella reginaQayd"feh di Andalusia (Candace,regina d'Etiopia), Iskender, prese vesti da di lei per domandar tributo e soggezione. ambasciatore, si reca alla reggia " veramente, gli Ma l'animosa reginache l'ha riconosciuto per chi egli fa di un simil giuoco, l'ammonisce il pericolo di non severamente conoscere d'alleanza fa farlo mai pi", seco e un e d'amicizia, patto acquetati prima furori di vendetta di certi da della fatti tacere e parte Tin"sh, figlio regina, ucciso nella Iskender lo di F"r aveva l'India. delre suocero gli perch" persona
il poeta la sua storia di avventure, e narra d'Iskender che Seguita Brahmini in India; che giunge al mar s'intrattiene coi sapienti dente, d'Occimarino ingoia navicello laddove un orrido mostro un trenta con che visita la terra d'Abissinia e il paese dei uomini tra persiani e greci;

39.

drago che infestava la terra; che tocca la citt" delle donne, detta Iler"m, che " la citt" delle Amazoni; che tenta, ma alla invano, sotto la guida del profeta Khizr, di giungere fonte della vita nel paese delle tenebre per dissetarsi a quelle acque che
un

fa uccidere Piedi-deboli, presso i qualiegli

donano nel

eterna

a giovinezza

chi

ne

beve. Di questa fonte

antecedente. E Khizr vi giunge e ne paragrafo il quale,consigliato da certi uccelli parlanti, va e Isr"filche gi" tiene in pugno la tromba, l'angelo
cenno

gi" abbiam detto beve; non gi" Iskender,


trova
su

di

un

monte

in atto di attendere il

di Dio per destare i morti al giorno del giudizio finale. Occidente succede il viaggio 40. Al viaggio verso verso alcune Iskender gentisupplicare
e

ed Oriente,

ecco e

di difenderle

assalti di dagli

Y"gi"g'
e

barbari M"gi"g',popoli
un

bestiali di forma.

Iskender

leva dal suolo

viene a un indi, ferro, seguitandoil suo viaggio, sta seduto in palazzodi rubini,laddove un morto col capo di cinghiale albero che parla, in altro luogo,vede un e dall'albero e dal trono, poi, la vicina la intende di non morto sventura e predirsi sua morte poter pi" fabbrica alto
muro

di

riveder

la madre.

Iskender

va

anche

travestito da ambasciatore

presso

doni magnidella Gina, ilqualebenignamentel'accoglie e con l'Imperatore fici gliconsegna anche una lettera in cui glirimproverala sua smania di Gemsh"d, Dah"k, Fr"d"n, Io conquista, rammentandogli che altri regnanti, hanno- precedutoe sono ritornando tutti morti. Allora, Occidente, verso sconfitta nel passare la gente del Sind che voleva vendicar la morte di re F"r, e toccata la terra del Yemen, Iskender si avvicina alla citt" di

166

CAPITOLO

SESTO

B"bil

laddove (Babilonia),
sua

certi Perch"

segni paurosiglifanno
ordinati egli,
con

intendere
suo

esser

vicina ornai la

morte.

Aristotele

maestro

gliaffaridella successione nel regno, scritta una lettera alla madre, muore amici. Firdusi, descritto dato un mesto addio ai capitani e agli rassegnalo,
il lutto per morali. 41.
non

morte, quella

chiude il suo

racconto

con

lungheconsiderazioni
di Firdusi altro

Da

questo breve
una

sunto

vedesi

come

il racconto dietro

serie di avventure, narrate una disegnodeterminato,senza concetto d'unit". La sia che tolti ai romanzi diversa, e particolari

alcun senza l'altra, non tuttavia, quale, poteva darsi al fantastico racconto, trovandovisi accozzate diverse partid'origine

greci voltati
Crediamo

rifattiin diverse anzi che il Corano

orientali e particolari toltial Corano. lingue


con

cidente quel suo Cornuto che va errando dall'Oriente all'Occidente e dall'Occuriosit" del Che v'abbia contribuito la se non all'Oriente, poco. assiduo di qualche " solleticata dal presentarsi lettore per un momento di questa perch"un'altra seguiti, avventura improvviso nuova, quel cessar " tale che ingenera fastidio e noia, non trovandosi,in tanto raccontare, alcuna azione che tenga sospesa interessi nei successivi momenti
e con

diletto
suo

del lettore l'aspettazione


avventure

lo

del

Sono svolgersi. del

brevi
a

staccate

nulla

pi";

la bella narrazione

grande

simile epico,

largae limpidacorrente, a questo punto sembra quasi oziosa e inerte.


42. Nel
abbiam
romanzo

fare tristo ingorgoe stagnare le medesime che

di nel

Firdusi Ardeshir,

racconta

cose

trovate

romanzo

per" non

" necessario
a tre speciale

da noi avanti; stato esaminato pehlevico, ridirle qui ora. Eglituttavia s'" fermato con piacenza comArdeshir del che sono con gliamori punti, giovane la storia del gran incontro e l'idillico pehlevico),
e

la bella schiava di
verme

re

Ardev"n, da lui detta Guln"ra,


romanzo

di Heft-v"d

del (l'Heft-b"kht

Mithrak del romanzo di Ardeshir con la figlia di Mihrek (il Sh"p"r t"glio al pozzo. Nel resto egli procede in grandissimaparte secondo pehlevico) che il N"ldeke anzi nello stesso ordine, toltialcuni particolari il romanzo, che Firdusi doveva avere, massime tenta di spiegare certe idee speciali con intorno a cose di religione. Eglipoi molte asprezze appianaacconciamente in forma e maniera differenze toglie di mezzo; altre cose narra e molte ha che il romanzo non e alcuna ne meno antica, pehlevico reca, per ilfamoso esempio quelladell'essere stato rinvenuto in un picciol pomo della figlia di Ileft-v"d, come verme gi" abbiam notato. Ora, alcuno il testo domandare il sia stato veramente se romanzo potrebbe pehlevico di Firdusi ebbe dinanzi nel comporre questa parte del suo poema. Ma sott'occhi e seguivauna vasta compilazione noi sappiam gi"ch'egli aveva che
in cui tutta

la materia

pi" ovvio

ildire che

del poema il romanzo tanto da


un

era

gi" contenuta; e, d'altra parte," pehlevico quanto la compilazione


comune

da Firdusi derivano seguita

fondo

di tradizioni la cui forma

" ora impossibile rintracciare. Lasciando per"l'inutile questiono, primitiva

168

CAPITOLO

SESTO

and"

travestito da ambasciatore

alla corte di

un Shengul,

re

dove ladindiano,

meravigliose prove feroce E Shengulal creduto ambasciatore e un lupo dragone. diede in isposa la figlia sua come nerlo Spin"d,desideroso, era, di trattetrov" modo di fuggir la bella sposa, e con presso di s". Ma Behr"m fattosi conoscere era Shengull'insegu" ; poi, veramente, per quelloch'egli richiesto di dallo che pi"tardi, era e confuso, suocero perdono mei-avigliato
avversari nella lotta
e

eglidiede
un

di s" abbattendo

uccidendo

con

altri sette re, veniva

vederlo

nell'h-an. s'intrecciano in

44. A

queste

avventure

d'amore

maggior

numero

d'incontri con ricchi avari, quelle spogliati poi dal re per distribuirne ai che Behr"m, uscendo spesso alla poveri le ricchezze. Perch" " da sapersi di allontanarsi dalla scorta reale e di chiedere ospicostume caccia,aveva talit" tale tal altro ricco abitatore della o ch'egli presso quel campagna crudele. Avveniva che essere avaro e era talit" negata l'ospisapeva spesso gli data a stento o sotto le pi" umili condizioni, da quel0 gliera come l'Abraha che lo pose a dormire nell'atriodella casa, senza coltre, giudeo del senza cena, e col patto di spazzare, al di vegnente, le immondizie cavallo. Ma il re si vendicava e puniva l'avaro giudeocol togliergli chezze le ricdarle di nome a un Lanbek, che alcuni acquaiolo, per povero

giorni prima aveva


Il generoso

venduto
va

le

sue

principe pi" abbondantemente e poveri,trovandosi l'erario pubblico fornito, perch" acciocch" non siano da meno dei ricchi, fa venire dall'India per i poveri, diecimila musici da piazza, di tutto, perch" cantino e suonino provvedendoli nel loro cospetto, s' induce a fare e anche gratuitamente perch"egli socialismo in di abitanti da ogni una un sciogliendone gli villaggio, prova obbedienza verso il principe ricchi e poveri, nobili e plebei e dichiarando tutti eguali. Ma gli imbaldanziti e venuti in subito furore, ciarono cominabitanti, dall'uccidere il borgomastro, in piazza, poi scesero rono s'accapigliafra loro
e

anche

degnamente. per ospitarlo in l", perch"egli condona il tributo ai

masserizie

finirono abbandonando tutti un

45. Tali fattihanno


che fin dal

fondamento

tempo clie comparve Mani terzo secolo,a predicarvile sue dottrine socialistiche, queste trovaron bentosto favore grande non solo,come " naturale, presso il popolo minuto, anche presso alcuni dei re Sassanidi. Tra questi, ma appunto anche il nostro Behr"m-g"r;anzi eglifu uno di quelli che pi" s'adopraronoper sebbene attuar quelle assai con dottrine, poco frutto. Ma intorno a ci" vegintorno al socialismo antico, in gasi un bel libro di Salvatore Cog'ietti tratta con tanta dottrina del socialismo persiano. quellaparte laddove egli Anche alle avventure romanzesche di Beln-"m e alle sue imprese in odio dei ricchi e in favore dei poveri,abbiano o non abbiano fondamento rico, stosiano siano abbellite dalla fantasia popolare, o non 0, se l'hanno, troviamo essersi congiuntiper tempo e intrecciati alcuni elementi epici.
Perch" nel leggesi Libro dei Re dell'uccisione di
un

distrutto e desolato. villaggio, storico ; perch" " da notare del e ci" nella prima met" nell'Iran,

il

oriido

drago fatta da

LA

POESIA

ROMANZESCA

169
avere

esso
un

Behr"m,

come

questo drago fu
lui in India.

trovato

nel ventre di

il corpo di

gi"da garzoncello

anche lui divorato;

vi si racconta

di lupi e leoni,

d'altrimostri uccisi da

ai qualifatti" forza dire e Kispetto di queste due cose, o che a Behr"m-g"r la fantasia popolare credere una eroi dell'epopea ha attribuito impresetutte propriedegli (e ricordiamoci, uccisore d'un drago sul fiume Keshef), della impresa di S"m, tra le altre, cacciatore vincitor di leoni furono ingranalcune del che re e 0 imprese dite fatti di da Ma delle due a segno da pigliare aspetto epopea. opinioni, volentieri ci atteniamo alla noi tanto a noi, prima, pi" pi" che quanto " raro l'incontrare esempi,anche presso altre storie e altre letterature, non di racconti e tradizioni epicheapplicate storici. pi" tardi a personaggi Con tutti questi elementi adunque, Firdusi, o chi prima di lui prepar" intorno tuttavia non la tela, il racconto suo a Behr"m-g"r; egli compose

compenetrare l'uno con l'altro di tal forma che ne uscisse, nelle sue partie ben e l'abbiam detto,un romanzo vero, ben disposto composto nel suo insieme. Per cotesto appunto la narrazione di lui bellissima nei suoi particolari, il gran poeta ha spieperch" raramente gato
li seppe far
,

altrove tanta nel narrare,

fantasia

mostrato
a

tanta

maestria alcun

nel descrivere

procedea
con

salti e

senza sbalzi,

legame ne' suoi molti

episodi.
46. Ilmodo
il romanzo cui Firdusi
suo narra

del Behr"m

Ci"bineh, del fiero capitano


con

che si ribell" al

re, si

al modo assomiglia
e

cui

ha egli

trattato

di Ardesh"r nascente, per cosi dire,

di Guln"ra.
e

Perch" anche

qui
che

tutta la
accennano

parte storica "

narrata

con

certa

cura,

soltanto alcuni tratti

biam al romanzesco, e gi" l'absono essi, posti qua e detto altrove, nella selva,laddove una l'avventura di Behr"m riosa mistesar" signore di tutto l'Iran, femmina che egli glipredice poil'impresa il leone in modo nel
e Keppi,

l". Sono

contro narrata

in fine la

sua

morte.

E di

quellaprima
dinanzi
un

avventura

"

che

nel

sembra leggerla

aver

canto

l'Ariosto del-

qualcuna di quelle abitato da una certo palazzoincantato, sue bella e possente maga che prediceai cavalieri, a predestinati grandi del leone ha il futuro. tale nei L'impresa poi Keppi somiglianza cose, di S"m e nelle parole stesse adoperatecon particolari (che " l'impresa il modello di tutte queste imprese),uccisore del dragone sul fiume dubitare che anche qui una tradizione dell'antica Keshef, da non potersi sia stata applicata e singolare non a questo strano personaggio epopea del quale (ed " il terzo fatto, storico nella sostanza, storico. La morte " narrata da Firdusi con tutta nei modi e negliatteggiamenti) romanzesco di piet"profondaper questo congiunte a un senso grandezza e dignit", d'alto ingegno e di gran cuore, cui il re sconoscente aveva uomo giato oltragselve laddove si nasconde
e

quale il gran romanziere

italiano descrive

l'ambizione fatto uscire dal retto sentiero.


se

47. Che

fin

qui,tolto il leggiadro soggettodi Ardeshir


inserite nel Libro dei Re
sono

di

Guln"ra,

queste storie romanzesche

una piuttosto

170

CAPITOLO

SESTO

di Khusrev e di Shirina, vera quella tanti nobili ingegni. Ma storia d'amore che anche dopo Firdusi ha ispirato anche questo smembr" altri racconti, Firdusi,come gi" fece degli per la che gi" sappiamo, sebbene, nel modo necessit" del disporreil poema sembri volerne fare del regno di Khusrev, egli giuntoa un dato momento dicendo: racconto un proprio, serie di avventure

staccate,eccoci

Or io fo

nuova e

Di Khusrev

antica, leggemla Shirina io fo parole.


una

Per"

del leggiadro e pietoso romanzo egli cio" l'incontro di Khusrev

non

ha toccato che i puntiprincipali,


un

in Shirina in

da parte di esso lungo obblio, la ribellione di faccende del regno e la cura di domar belli.Le suoi pi" Ci"bineh avevano Behr"m lungamente distolto il giovane re dal pensare nelle tutta mesta e piangente ad altro ; e per" ora Shirina glisi mostrava ricordava con tale accento di dolore l'amore d'un tempo, che selve e gli in corte. Cotesto si faceva la prendevaseco e la menava Khusrev impietosito di i qualivedevano scandalo dei sacerdoti e dei principi, da lui non senza
un

dopo Khusrev, della dolce amica deglianni

giornodi

caccia

mal

occhio Shirina che

era

cristiana, qualeessi sapevano

esser

donna

di

nelle cose dello stato. Ma Khusrev gran mente, capace di frammischiarsi mostr" loro una coppa d'oro piena dapprima di un sangue impuro,poi di un vino purissimo, con significandosi mondata, poi riempitadi nuovo ci" che che vasi
era
se

Shirina nel

entrata

ora era indegna del re dell'Iran, essa, da princ"pio reale,fatta degna della graziadi lui,meritagineceo

e devozione. Questo " ognimaggior rispetto un

ilsecondo

punto che

tocca

e Firdusi,

pensa da Firdusi come,

storico vi deve pur essere, laddove il terzo, come raccontandosi dev'essere tutto d'invenzione romanzesca, lo Spiegel, fondamento
morto

Khusrev,la donna

amante, richiesta di

nozze

dal

da altra sposa, si facesse condurre tranquilla di lui, natogli d'aspetto, figlio in cuore, al sepolcro dell'antico amante, e l" si avvelenasse ma disperata e assai lungae morisse. mente Questo soltanto racconta Firdusi ; dice tuttavia, d el Khusrev altri scrittori della re come orientali, magnificenza descrivendo anche
con

molti

la sua particolari
e

corte

e, tra le altre

cose

grandi,

quel trono

ingemmato

dorato, detto l'Arcuato,nel quale erano


erano

i segnitutti del dipinti


re

cielo ed

tanti sedili da

stare,oltre il potervi

i principi, i duci, i borgomasti'i, ciascuno primo posto,i sacerdoti, secondo il grado. Quel gran trono era certamente una gran sala con molti sedili all'intorno, insieme fra loro,cou"e vedesi ancora congiunti presso d" al noi in certi cori delle nostre chiese.
intanto s'intende da ci" che finora s'" detto,
romanzo e

48. Firdusi adunque, come


che conobbe li tratt"
con

da questisoggetti

in certi particolari mente leggiadra-

poemi che pot"essere stare quello (lasciando

romanzeschi.

la potente arte sua, non pot" farne veri seppe o non Con questo tuttavia, il gei'me della poesia romanzesca

nell'antichit", perch"nulla

ne

sap-

LA

POESIA

ROMANZESCA

171
suo e " leggiadri poema, alle quali eglifuggevolmente
meno

racconti d'avventure
accenna,
ma polente,

piamo) trovasi gi" vigorosoe pieno di vita nei storie d'amore e le pietose
attendono
e

ornai il poeta che

con

arte

alata

meno

dar" loro appropriata veste poetica. pi" elegante, di Costui sar" Niz"mi di Cangia. Intanto, per dire tutto ci" che crediamo dover dire rispetto a mentre Firdusi, vogliamo anche notare che egli, del Libro dei ha serba il Re stile dell'epopea, nella prima parte vero e seconda in e questa parte, per la diversa grande,magnifico pomposo, natura dei soggetti, non adopera stile alquanto pi" dimesso e famigliare, dallo stile comico. Del quale trovasi un bell'esempio nemmeno rifuggendo di Behr"m-g"r con Abraham, giudeo nell'avventura, gi"ricordata avanti,
avaro,
e

pi" fine

nell'altradi

per decreto reale di


certe
sue

giovane calzolaio che,essendo stato vietato il vino Behr"m, si trov" poiimpacciatoper debolezza in col bisogne quando si ammogli". Dell'avventura di Behr"m
un esso

giudeodaremo
detto che

49. Narrando

nell'appendice. antecedente la vita di Firdusi, anche abbiam capitolo alla corte del Califfo di egli, quando fugg"da Ghasna e ripar"
nel

la traduzione

Bagdad, compose
e

novello un poemetto sul soggetto di Y"suf per ilprotettore fino a noi;ma Zalikha. Esso " giunto perch"soltanto assai tardi n'" stata

cosi s'" potuto anche dubitare se dagliscrittori orientali, sembra sia veramente esso opera del gran cantore del Libro dei Re, perch" di esso sia quellache trovasi nella prefazione che la prima memoria persiana fece al poema di Firdusi, che B"ysingher la quale " dell'anno 829 d. C), e per"posteriore di pi" che quattrocent'anni alla morte d. E. (14-25 Altri scrittoriposteriori fanno menzione del poemetto; ma Aufl, del poeta. fatta menzione il

pi" antico

scrittore del
suo

persianodi

cose

letterarie

amoroso

indagatore
(1203 d. C),
soggetto,di

delle memorie sebbene

ricordi, un
nel 481 conoscerlo

paese, vissuto intorno al 600 d. E. in prosa, intorno allo stesso romanzo d. E.

Ans"ri morto n" sembra

(1088 di C), non ricorda il poema di Firdusi; Gi"mi,il qualepure compose un altro poema intorno allo stesso argomento. Ragionevolmente, si volle supporre che il perci", e che qualche altro poeta di assai pi" tarda poemetto non fosse genuino,
et" Io componesse e poi, per col nome di quel grande. valore dargli studio
e

fama, volesse farlo passare


ha esaminato la

50. Ma

l'Eth" che

con

molto

cura

questione,
per provarla, Di esse,

l'ha definita in favore


sono

e le ragioni dell'autenticit", ch'egli assegna

che tali,
ora

tolgono

cancellano le

perch"noi
e frequenti

assai brevemente

forti

somiglianzetra

ogni esponiamo, la prima si ", trovarsi il Libro dei Re e questo poemetto, in

omai

dubbio.

certi

bene Anche noi riconosciamo tutto cotesto,sebe teniam punti. per vero la somiglianzache l'Eth" scopre tra il lamento di Firdusi per la del figlio morte (e trovasi questo lamento nel Libro dei Re) e il lamento di Rachele prima di morire e quellodi Lia dopo la morte della sorella, a noi non sembri tale da poterne ricavare, come eglifa,una prova forte.

172

CAPITOLO

SKSTO

le somiglianze molte sono Ma, lasciando questo punto molto particolare, assai, veramente e chi ha fatto attenta lettura del Libro dei Re, e frequenti del poemetto. Anche si pu" dire, ognipagina, Firdusi scelse e adoper"il del metro, perch" quella ragione le incontra ad del Libro dei Re, sonante, armonioso
e

"

una

buona
slesso

metro

atto ai racconti

glistessi scrittori orientali glihanno


che armi
tenera
e un

mosso con

Di che guerrieri. vando qualcherimprovero, osserarmonia il fragore delle


raccontare
una

metro

eroico,che ritrae poteva


Diciamo

la

sua

delle

non battaglie,

essere

adoperato per
aver

non ma ragione; l'Eth" osserva giustamente vogliamo parlar noi ora. avesse che se un poeta di tarda et", e non Firdusi, composto il poemetto, si sarebbe valso del metro che " ma non piuttosto gi" del metro epico,

storia d'amore.

In ci" essi sembrano

di cotesto

invece che

stato

adoperatoin
in
e

eccetto

glialtri poemi romanzeschi quellod'Alessandro, perch" questo romanzo


tutti manifestamente volle imitarvi altro

da

Niz"mi
ancora

in

poi,
l'epico del-

tiene

Niz"mi

il Libro

dei Re. Vuoisi

osservar

tuttavia che nel

Kirm"ni,

poeta

romanzesco,

vissuto,come

in metro epico un suo decimoquarto secolo, compose onde, per questa parte,l'argomentodelI'Eth" resta d'alquanto romanzo; posto infirmato. Ancora, aggiunge TEth", un poeta di tarda et" avrebbe comha fatto intento allegorico Gi"mi, e mistico,come il poemetto con della notato anche noi abbiam mistica, gliamori parlando perch"come l'amore dell'anima di Y"suf e Zalikha,presso i mistici simboleggiano che sospiraalla belt" eterna. Ora, nulla di cotesto trovasi nel umana fa Narra e descrive semplicementee nulla pi", come nostro poema. che in una l'Eth" osserva anche il Libro dei Re. Seguitando, parte della che altri l'hanno di laddove il poeta racconta preceduto introduzione, ricorda ilY"suf nel comporre e Zalikha, '1-Muayyad e quel egli quell'Ab" ricordati di sopra, e dei quali, che noi pure abbiam se togli Bakhtiy"ri fatta del fuggevolemenzione questo passo del Y"suf e Zalikha e una

vedremo,

primo
sarebbe voluto

da

Aufl che

ne

riferisce

un

solo distico, non

si ha

alcun'altra

memoria.

Ora, questidue
stato

poetierano
un

che probabile il
nome

poeta di assai
di due

anteriori di poco a Firdusi; n" pi" tarda et",quale avesse


avesse

scrivere sotto nel medesimo

lui,si

lavoro

cessori per suoi predetanto solnoti tardi oscurissimi, pi" poeti


cercato

il poeta stesso del Califfodi attesta che per consiglio laddove egli dice nella introduzione, Calitfodesiderava il poemetto,perch" esso Bagdad,Al-Q"dir llill"hi, compose

agli eruditi. Altre prove

ricava

l'Eth" da

ci" che

che la nella

sua

corte

non

fosse da
era sono

meno

di

del signoredell'lr"qa, quella

quale un

quel racconto.

altro poeta, ed Ulteriore prova

aveva appunto Bakhtiy"ri,

verseggiato

le molte allusioni fatte al Libro dei Re


e

perseguitato poeta ricorda con omai di dire le storie stanco dolore la durata fatica e afferma che egli, storia verace, raccontata dal eroi antichi, si volgeora a una degli bugiarde
nella introduzione, allorquandoilvecchio Profeta nel Corano
:

LA

POESIA

ROMANZESCA

173
re.

Or io
N"
a

non

mio

comporr"libribugiardi, fole sermone per antique


saliabianchezza

Di K"vus

N"

so

che altro mi tocchi,

Dar"

u" ti;itter" semenza sjilendor,

Fuorcliepenae(lolor,perKhiisr"vpre Per le battaglie d'Afrasy"h. Ragione


Vuoisi che in questo di me rida. Or ch'io Potria di me ragion piacersi? Che di H"stem
come

D'erbe

che maligne,

Del color bruno al loco^ E Stanco d'eroe Fred"nE che mi cai


Ei si
se

gi"si fea
core.

questo mio
il trono

di Dah"k

Perdei met" del viver mio nel tempo io tutta piena del nome Feci la terra. E questocore " stanco. Ed io per (Ihev, figlio per Tus e per quel alto fastidioe noia. Di ZaI* mi j)resi

An(die ripi'ese?

dal regno

tolsi.

Di

re

Uob"d,

il core;

anche

rapia

illustre La bufera del tempo il seggio

ancora

Tolta a" Ch'ei


non

vuoisi dir l'istoria^, profeti radice


e

Falsi ornamenti; ma Parole innanzi

veraci egli erano,


sue

avean

fondamento

Diceano il vero, ed " ciascun di


a

Fuori di verit".Favole stolte Ei


non

tuttiin testimonio.

dicean, non

davano a' racconti

Oltre queste prove, tutte forti e buone ed allo stile del poemetto quale fa conoscere sebbene poeta, molto
non egli

l'Eth" fa anche evidenti, che


esso

cenno

" opera

di

un

gran
vando ossermente vera-

che il senso

mostri di affidarsia questo argomento ha estetico personale, in simili questioni, non


tanto
a

valore. Quanto

noi, sebbene

anche

tra

gliOrientali alcuno

abbia detto che ilpoemetto " inferiore al Libro dei Re e mostra che l'estro del poeta s'" affievolitonel corso deglianni e negh assalti della sventura, Zal"kha di Firdusi,per la bellezza dello stile, per la frase poetica, certe sue maniere di disporree atteggiare per certi modi di esprimere il pensiero, al Libro dei Re perch" particolari troppo somiglia ilYtisuf
e

pensiamo che

abbia atteso all'uno e all'altro si possa dubitare che la mente stessa non lavoro. E questa prova, che per l'Eth" sembra aver poco valore, per noi l'ha molto grande, perch" noi Italiani (senzache con ci" vogliasi recare ticarci dimenpossiamo n" dobbiamo che abbiam estetico maggiore di altri popoli senso moderni, come stessi e riconoscono e asseriscono. Ora, se " pur vero che in questo questi l'intuizione rinunnostra " maggiore e pi"rapida, perch"vorremmo punto ziarvi? In verit", se ne vede ragionealcuna, se pure non questa ragione" veduta soltanto da certi eruditi, poveri di mente e di cuore, che ai nostri alticlamori e strepiti con su giorni gridando che dei per le cattedre vanno estetici non si deve tener conto nessuno. Quanto poi al lungo giudizi studiosi agli ingiuria d'altra

nazione)non

silenzio che per quattro secoli dur"

in Oriente

intorno

questa seconda

(1) Cio" mi son (2) Re ed eroe (3) L'antico re


romanzo.

fatto canuto, del Libro Khusrev dei

sono come

veccliio.

Re,

glialtri

che

seguono.

non dell'epopea,

il Khusrev

Parv"z

della

storia

del

(4) Rustem. (5) Di Y"suf

di Zaliklia.

174

CAPITOLO

SESTO

opera

di Firdusi, tanto

che

si

pot" anche

pensare

che

essa

fosse andata

TEth" che essa, come dovette ne l'originale giustamenteosserva perduta, essere deposto a Bagdad,cos" dovette restare lungamente dimenticata nei che seguironoin Bagdad dopo la morte di Firdusi, torbidi e negli scompigli mano diglio. finch" poiqualche ignotafelicemente lo trasse fuori dal suo nasconIl Libro dei

Re, invece, come

in storia del paese e toccava soltanto dimenticanza, sebbene a purgarne il testo daglierrori dei copisti secoli dopo si pensasse da un discendente di Tamerlano. cjualtro

opera maggiore e tale che narrava cadde mai fortemente l'amor di patria, non

la

51. Il poemetto,adunque, si apre


il poeta

con e

le consuete del
come

lodi di Dio.

Seguita

parlandodella
stata

sua

vecchia et"

delle storie del Libro dei Re. Detto


o

eglisia stanco omai la storia di Y"suf poi per qualiragioni


incomincia egli col
narrare

Giuseppe sia

raccolta nel Corano,


mano

di

Rachele,si acconci" ai Avute zio Labano. di suo poi in ispose,prima Lia, poi la tanto servigi ma quella felicit" gli" Rachele, Giacobbe trovasi ricco e felice; sospirata allor che nacque mino. Beniadalla morte di Rachele, guasta improvvisamente altro suo onde, e d'ogni figlio; Giuseppea preferenza Egliamava veduto d'invidioso aveva e perch"Giuseppe sogni per questa predilezione dovesse sembrando che esser maggiore di tutti gli altri egli significato, essi ordiscono la i fratelli fratelli, presero a odiarlo. Nel silenzio pertanto
Giacobbe, che, per conseguirla
della bella
sua e pregano perdita,

il padre a mandarlo

con

loro alla campagna che

presso

ilgregge. E Giacobbe
con

cede,ma

contro

intanto voglia,

andato Giuseppe,

in " da loro gettatoin una cisterna, poi venduto e mandato quelli, vorrebbe far si credere che al Ilvecchio padreintanto, quale un lupo Egitto. il diventa cieco il non ha sbranato dolore, prima figlio prediletto, per gli di f avore con che un Dio, parlare lupo abbia,per singoiar potuto egli per" affermando fratelli che " colpevoli glihanno menato innanzi insanguinato, Ma il lupo, la cruda fiera che ha sbranato il suo esser Giuseppe. quella solo si disvela ma dal piangente non e infelicepatriarca, scolpa, interrogato anche nel cospetto del e li confonde partedelle arti infami di quelli fatto tesoriere in casa del padre.Segue la fortuna di Giuseppe in Egitto, stato venduto dai mercanti. Di lui al quale egli era gran Visir (Putifarre), la moglie del gran Visir, intanto s'innamora la bella Zal"kha, qualepoi, lo accusa di amore, perch" l'onesto giovanenon vuol cedere al colpevole colloca ilcurioso il magia nel cospettodel marito. A questo punto, poeta avendo tolto dal Corano, le quali, delle dame e comico egizie, episodio molta biasimala Zalikha del
suo

amore,

sono

da lei raccolte ad

un

convito. Ma

una poi,aprendosiall'improvviso

lissimo porta e avanzandosi d'un tratto il belstordite di tal guisa a tanta belt", da tutte restano esse Giuseppe, le braccia da le mani coi coltelli di aversi tagliato, e tavola, non accorgersi intanto che volevano afiettarc aranci. Cos" Zalikha,in qualche modo, si giustifica presso le rivali invidiose e maligne.Ma Giuseppe,per l'accusa " posto in carcere, donde poi " tratto allorquando, ch'ella gli ha mossa,

176
e Giuseppe,

(.APITOLO

SESTO

tutta la

lunga introduzione in cui si narra


con

del matrimonio

di

Giacobbe
cotesto

con

Lia
non

Rachele nel

la felicit"susseguente di lui. Ma, tolto

che

si trova
narra

punto in cui si
E Egitto.
non

dal Corano, il poemetto ne rifa il capitolo all'andata di Giacobbe in dei sogni di Giuseppe, il poeta doveva tenersi fedele
a

s'intende che nel


caso

questo suo

testo

tanto

generale, quanto nel mussulmano,


suo con

particolare; perch",quanto
poteva che seguirela

al

caso

come egli, generale,

non

parola

rivelata da Dio nel


a

Maometto
era

v'" annuntanto pi" che la storia di Giuseppe ziata libro, " tanta solennit". Quanto poi al caso particolare, d'eresia alla corte di Mahm"d soverchia di Ghasna ammirazione ed gliantichi eroi dell'Iran; dei credenti,

noto che Firdusi

stato accusato
con

per aver " anche dovendo

celebrato
noto

che,giuntoa

in corte dal capo Bagdad,ospitato


e

di ortodossia far professione il romanzo

desiderando
e

sofferta, egli compose


alla fede maomettana.

di Y"suf

pace dopo tanta guerra Zalikha appunto in omaggio


come

Dato ilqualpunto, " facileintendere

tanto egli

pi" fedelmente dovesse attenersi al testo pi" autorevole del suo racconto. vediamo se ci " dato collocare al loro posto e il capitolo 54. Dopo ci", " gi"stato osserdel Corano e il poemetto di Firdusi. Al qual proposito vato
dal del Corano deriva in gran parte da tradizioni Geigerche il capitolo n" ci" deve parer strano in alcuna maniera, sapendosi rabbiniche; ha tolto molte
con

che Maometto
e

cose

Ma, leggende. Giuseppe hanno


mostrano
conoscono

questo,anche

Giudei quanto a tradizioni altriscrittorimaomettani che dei casi di


a

Cristiani e

fatto

di saperne gi"di quellecose

nelle loro compilazioni storiche, qualchecenno molto di pi" di quelloche gi"trovasi nel Corano, e che anche Firdusi ha che molta

postenel

suo

poemetto.

con Gr"nbaum, Firdusi) labari,Zamakhshari, Ibn ul-Ath"r e del Corano. Ora " certo che a questi celebre espositore anche P)eyz"vi, del racconto ai qualidi sopra si accennava, autori tutti quei particolari trovandosi dalla Bibbia e pi" direttamente da fonti rabbiniche, vennero

Sono

essi

(al dire del

erudizione ha trattato la

di questione

queste fonti di

nel Midrash del detto,per esempio,

come

e confondere con risposte per averne nell'altro libro rabbinico, il Sepher

nella sua coppa Giuseppepicchi" i fratellicolpevoli; e risposte quelle il Libro del

hayyashar cio"
Zamakhshari
e

giusto,

raccomandandovi leggesi pure della lettera che Giacobbe scrisse al l'e d'Egitto il suo diletto Beniamino. Anche scono Ibn ul-Athir riferidel lupo che, accusato questa lettera. Quanto poi al particolare Giacobbe ha con dell'uccisione di Giuseppe,prodigiosamente un colloquio nello dei fratelliinvidiosi, tutto ci" leggesi disvela l'inganno al quale egli e il curioso e insieme pietosoepiora ricordato, stesso Libro del giusto sodio dettato in linguaspagnuola e trovasi riferito anche in un poema, in Ispagua, all'Escui-iale, scritto in lettere arabiche che si conserva opera, secolo. di qualche discendente dei Mori del decimo(iuarto forse,

55. Per", rimandando

alla scrittura del Griinbaum


a

intorno maggior copiadi particolari

chi fosse vago di delle fonti rabbiquestaquestione

LA

POESIA

ROMANZESCA

177

dobbiamo niclie, Firdusi n" Batiffolche

notar

qui, sebbene
amore

s"a forse
a

altriattinsero direttamente gli


con

il farlo, che n" superfluo fonti.Perch", secondo il quelle di Giuseppe e leggenda della

molto

si occup" della

moglie sua

Aseneth, un

stiane, e criampio ciclo di leggendereligiose, giudaiche

s'" svolto assai per tempo prendendole mosse da quel versetto della Genesi: " E Faraone gli(a Giuseppe) diede in moglieAseneth, figlia di sacerdote di On Putifarre,
una

Al quarto secolo,pertanto, dell'Era gare, Volrabbinica s'" formata, daica e trovasi gi"nella versione calleggenda
".

Bibbia,del falso Jonathan, e nel iViidrashdi Eliezer e in altre di rabbini. Al quinto secolo, i cristianise l'appropriarono e compilazioni fecero certo romanzo ne un cristiano, cattolico, composto, come pare, nell'Asia Minore e dettato in greco, sotto iltitolo:La preghiera di Aseneth.
Dal greco pass" pi" tardi in Occidente,e Vincenzo Bellovacense per il nel suo primo la fece conoscere, inettamente tradotta in latino, Specchio assai prima, cio" nel sesto secolo per penetr" che dal mezzo d'Aghel greco la tradusse in siriaco. Dalla siriaca si fecero assai prestole versioni arabica ed etiopica, e la versione arabica

della

storico; ma

in Oriente

di Mos"

fu

che somministr",nel decimo secolo, a Firdusi e aglialtriscrittori quella mussulmani notizie notate di sopra, che sono tutte quelle di origine
e non

rabbinica
come

si trovano

nel Corano.

Aggiungiamoin ultimo, soltanto


che
era

notizia letteraria, che Sant'Efrem


un

del quarto da fare

poneva comsecolo,

sappiam
rabbinica

poema tuttavia
or ora

in dodici siriaco,
se

sulla storia di libri,


o

esso

abbia da noi.

nulla

molto

Non Giuseppe. la con leggenda raccontando che il

toccata
se

56. Ma
racconto

anche

Firdusi,come
del

stesso dice, egli segue

dodicesimo capitolo per la


essere

Corano,giustamentenota il Grunbaum

quel

di lui, quanto ai modi, il in alcuna


conoscere

sua

lasciando che vada va per la sua strada, s critto Profeta. dal Perch" oltre capitolo questo capitolo,
sua

monco

parte,tanto

che

altri scrittori mussulmani

del loro racconto, " frettoloso, meglio ilsoggetto nella sua narrazione, sicch" senza intento drammatico episodico rapido, al fine, parendo che a chi narra, molto poco importidi ci" precipita che egli E non ha intento drammatico, perch" sembi*a curarsi narra. non i di del conoscere nemmeno suo personaggi racconto, ma li introduce a dirne il di senza parlare appagandosi notare laddove glicade in nome, acconcio: " E disse l'interlocutore fra quelli Al qual proposito noi ".
mostrano

di

assai

osserviamo ha

che

tanta aridit" di racconto

e a

tanta

d'arte povert"

Firdusi

la copia maestosa del suo narrare e tutta la maestria di contrapposto lunghi anni nel comporre il Libro dei Re. Del n" le battaglie veramente n" le passioni violente n" le quale non sono qui dovere sacro, tramandansi d" generazione in che,come guerre di vendetta, vi sono eroi, non vi sono non generazione; impresegrandie strepitose, n" ci" che vi s" narra ha l'altosignificato della eterna battaglia morale tra il bene e il male, narrata e descritta gi"in quella Ma, epica. gran canzone chi s'era esercitato per
12
"

Pizzi, Storia

delia poesia

]persiana,voi. II.

178

CAPITOLO

SESTO

in compenso, ineffabiledi

vi
un

sono

affetti dolci

soavi,angosciedi amanti
una

e
e

il dolore di moti

di e dipinture padre derelitto,


e di patimenti, con gioie un

nobili passioni calma


e

di vivi dell'animo,

serenit" cbe forse

di giovanili valgono gl'impeti

tempo. Del resto, anche il Libro dei Re, ha molti tratti in cui hanno parte cospicua in tanti casi che vi si narrano, d'amore affettiintimi;e allora certi puntidi questo romanzo vano troquegli
un

quale e Menizheh, son di Rustem la del morte la da lui descritta e angoscia figlio, disperata peiil figlio suo ucciso,e l'affanno di Gh"v allorquando era inconsapevolmente mortale di Ferengh"s orbata del caduto in potere di Afrasy"b, e la doglia

riscontro in altri di amori gli

e potentecanzone, quell'antica e

nella

gi"stati narrati

diZ"l

di

di B"zhen Pa"d"beh,

di

giovane sposo,
l'innocente

tutto ci" accanto

odi agli

fraterni di Salm

di Tur

e Afrasy"bverso Erag' e quel gran paese guerriero. " pur 57. La linguache in questo suo poemetto ha adoperata Firdusi, del Libro suoi, quella linguapittrice atteggiamenti sempre, nei modi e negli che soverchi, sebbene non in misura di parole dei Re. Abbonda tuttavia, Perch" il Libro dei Re, essendo canto intende il perch". e se ne arabiche; essenzialmente nazionale,non poteva esser composto che nella linguadel in soggetto mussulmano, laddove, d'ognielemento straniero, paese, scevra cio" il Corano, era stato scritto in arabo, del quale il testo pi" autentico, libert" alquantomaggiore. il poeta poteva permettersi, come fece,

di all'iraimpotente

i re dell'Iran

per tutti

glieroi di

58. Notiamo
essi
non

anche

" nomi

di due

poetiromanzeschi
sono
un

perch"scarsissime possiam tare altro,


e

per le notizie che abbiam

intanto

che

autore di un Giorgi"ni, posto (juello gi" di Unsuri,comV"miq e Azra, andato perdutocome romanzo, sul medesimo soggetto.Visse questo poeta alla corte del principe del Taberist"n, d'Iskender, qualeregn"dal 441 al ""i d. E. Kay K"vus figlio sia andato perduto assai per d. C); e pare che il suo poema (104-9-1000

di loro

delle opere.

Uno

di essi "

Fasihi

tempo, trovandosi,secondo

l'IIammer, che Davlet-Sh"h, nel


d.

nono

secolo

secolo (decimo quinto dell'Egira

C),

non

ne

fanno lamentare Essi tuttavia, per la bellezza, L'altro poeta " Shih"b ud-d"n Amaaq di Bukh"ra, morto d. E.

pochi versi. la perdita intera. dell'opera


conosceva

che

nel 543
casa

5-44

(1148

1149 di
un

d.

Sengiardella C.)al tempo del principe

dei Selnon

autore gi"qidi,

Y"suf e Zal"kha, del romanzesco: poema fuori di altra notizia abbiam questa. potuto trovare 59. Della vita del poeta Niz"mi di Gangia abbiam fallo cenno
come

quale

che basti,
tocca

della poesianiistica che crediamo, in quellaparte del capitolo dei Misteri.

d'un'altra opera di lui: Il Tesoro ci" che abbiam detto prima, ci


sono

Perch",lasciando di ridir ora


che dei che
un

volgeremo ai suoi poemi romanzeschi


in volume
col Tesoro
nome

quattroe che, riuniti consuetamente


conosciuti in Oriente col

sono Misteri,

comprensivo di Khamse"i

in arabo

l'altro nome di il Quintuplo o i Cinque, con ovvero significa che i Cinque Tesoli. L'uso i)oi Feiuf Glieng'che in persiano significa

LA

POESIA

ROMANZESCA

179

neirOriente

mussulmano

poemi, romanzesclii questo primo esempiodatone da Niz"mi,icui cinquepoemi furon poisempre modello del genere. E per", si ebbero non pi" tardi, insuperabile reputati di Kirm"ni, di Kliusrev d" Dehli,di K"tibi, di (ii"mi, solo i Quintupli ma anche molti altri di altre letterature, e inclostanici. Ora, turchi, ciagataici romanzeschi di Niz"mi i trattano i quattro poemi da pi" bei soggetti abbiam nel dei tenuto furon romanzo e quali parola, paragrafo precedente nell'ordine che essendo stali dal Tesoro dei preceduti composti segue, abbiam Misteri che, come veduto, vuol essere considerato opera giovanile. Primo adunque fu quello di Khusrev e Shirina; secondo,il Meg'n"n le avventure del re e Levia; terzo, le Sette Belt" (nelquale si raccontano

presto divenne comunissimo, di compor cinque riunirli in volume di da e un solo,venne quasi tutti,

Behr"m-g"r); quarto, il Libro

di Alessandro.

primo poema, abbiam cercato e veduto lo abbia scello per il primo e nel paragrafo e perch"Niz"mi precedente, voleva emular la gloriadi meditato, s'intende anche da ci",perch" egli
Firdusi
e

del 60. Quale sia il soggetto

raccontare

quelle storie che


Anche

non

erano

narrale

nella loro interezza di

nel Libro Khusrev Firdusi


e

dei Re.

sappiamo che, appunto dagliamori

Firdusi dice ben poco e come Di Shirina, per via di episodi. il desiderio d'imitarlo concetto e aveva suo altissimo, chiaro si manifesta da queste parole ch'egli ha poste nella prefazione al di

poi "Niz"mi

Libro di Alessandro:
li maestro di
vate Tosi, i'aiiticu

Niz"mi intanto, Che pur tratt"di questeperle ilfilo E ilcalamo rec" su le memorie Antiche
e viete, per alcuna perla Che nel tesor rinvenne intatta ancora, sua

In

{'.ile qualsposa adornava i carmi suoi, libro in che tante infil" quel perle,

Non

Molti racconti lasci"a dietro, quali f"r detti por lui.Che se le antiche Storie quante altrigi"narr",narrate Tntle avess'egli, il canto suo pi"lungo Snria stato d'assai

Trov" che Pesar

stadera anche potea

parole.

come per",

alcun

suo

amico

di glirimprover"

rammemorar

eroi gli

del

di Dio, Niz"mi, come paganesimo laddove eglipoteva celebrar la gloria Sofocle all'indiscreto dinanzi ai giudici, un giorno leggendoun rispose sclam" che del Tanto allora se ne aver passo piacquel'amico, poema. Niz"mi con la magia della sua parolacollocato un idolo novello nel santuario della Kaaba. Il poema dice il Bacher, fu scritto per confondere tuttavia, i troppo fanatici mussulmani del tempo ; e, del resto, il soggetto stesso dava Niz"mi buon a giuoco per dimostrarsi ortodosso, perch", le avventure narrava appunto al tempo di re Khusrev Parv"z di cui ora egli carriera di Maometto incominciato la e sua d'amore. aveva profeta, la tradizione

parlavadi

una

lettera da lui mandata

al gran

re

accolta da

(1) Firdusi

della citt" di T"s

nel Khorassan.

180

CAPITOLO

SESTO

costui il
suo

COI!

molto
come

onde disprezzo,

la

di profezia

Maometto:

"

Cada

brani

egli ha fatto in brani la lettera mia! ". Con tale intento adun(|ue, religioso quanto ai mussulmani, letterario quanto al
regno, colmar le lacune del Libro dei Re,
ma con

altri modi raffinata

con

arte assai

dei diversa da quella di Lo

ben lontana e studiata, con ciclici, poeti rs'iz"mi compose dalla maest" ruvida dell'epopea, questo suo romanzo delle pi" belle e pietose che " una storie d'amore. Klmsrev e Sh"rina, intorno al 576 d. E. (1180 d. C), dedicatolo a tre principi, compose
arte

vicari

cio" Toghrul, Muhammed regi dell'Azerb"gi"n, nella Incomincia


e

Qizil-sh"h,dei

del racconto, qualial principio

6L

adunque col

prefazione, eglifa lodi grandissime. l'unit" di Dio secondo la fede proclamare

lodando il Profeta e i principi or ora mentovati, seguila della composizione di esso e del come toccando in fine della ragione egli che glienefaceva biasimo. Poi dice l'amico petulante ebbe fatto tacere

mussulmana,

come

re

Khusrev

Parv"z

s'innamorasse le lodi dal


e

della bella
suo

reginad'Armenia, all'udirne
" tosto da lui mandato di Khusrev

fedele

della Sh"rina, figlia 11quale savio Sh"pi"r. Sh"rina s'invaghisce gine. l'imma-

in Armenia, anche

in Armenia

anche

sol tanto all'udirne parlare daSh"p"r e al vederne


non

I due amanti che

sison vistil'un l'altro, seguendo il potente

dell'amore, vanno impulso

giunge a bagnava

e alla fine Khusrev scambievolmente, si che essa, deposte le vesti, veder la bella Sh"rina nel momento
a una

cercandosi

fontana. Khusrev

allora recasi in Armenia


mano

alla madre, la sempre monarchi dei

reginaMihina, la
se ne va

per chiedere di Sh"rina, intanto che costei cercando

residenza a Mad"yn (Ctesifonte), Persia, sontuoso un palazzo menia, Ma Sh"p"r,tornato improvvisamente d'Arche s'intitola dal suo nome. tavia, la riconduce via con grandissimo dolore di Khusrev, il quale tutoccupatonelle faccende del regno per la morte del padre suo, il re alla Ci"b"neh che lo costringe Hormuzd, e jier la ribellione di Behr"m fuga,per poco non dimentica la bella amante e l'amor suo. Ma un giorno laddove Khusrev s'era essi s'incontrano in un luogo deserto e selvaggio, fiamma. potentemente si rinnova e rinportatoa caccia;e tosto l'antico amore fra loro in grande intimit" tra Stanno lungamente i due amanti dere ha pure occasione di atterrare e ucciconviti e feste, tra le qualiKhusrev di Khusrev laddove persiani, si fabbrica per lei
un

in

feroce leone che s'era avventato


non

a suo

Sh"rina. Ma

alla fine, perch",

costei

vuol

cedere

alle brame

del

troppo disioso amante, egli

fugge cruccioso in Grecia

laddove si fa sposo di Maria,figlia tore dell'Imperalo fornisce d'armi di Costantinopoli. e d'armali,onde L'Imperatore Muore padri. il ribelle e salire sul trono sconfiggere intanto Mihina, e Sh"rina sale al trono d'Armenia; la tocca e tormenta, e Khusrev Khusrev ti'oppo non
e

eglipu" rientrar ne' suoi stati


de' suoi
ma

l'amore

pu" stesso difende qualeegli Sh"p"r che la ritorni in

per il suo deludendo dimenticarsi di lei, perch", la


causa e

la

di vigilanza

Maria
nuovo

della sua la

invia di Sh"rina,

presso la il fedele

Persia

guidialla reggia.

LA

l'OESIA

ROMANZESCA

181

erasi 62. Di Shir"iia, intanto, di


nome

tanaro monperdutamente un giovane invaghito

Ferh"d, che, abile nel tagliar tagne pietree roccie sulle monsoleva in montuosi certi e maestro geometria, guidareper luoghi il latte di numerosi suoi canali nei quali eglifaceva scorrere armenti, e ci" per ordine di Sh"rina stessa alla quale era caro di aver quel latte. Ora, andava errando con lamenti nella cocente passione dell'amore, perch"egli, e con Khusrev, che gi"s'era accorto che Sh"rina sospiri per la campagna, sua riguardava con compiacenza al montanaro giovane e avvenente, lo false alla manda lontano, con montagna di B"sut"n a tagliarvi promesse, le pietre. Ma Shir"na si reca da lui, sull'aspra montagna. Della per vederlo, anche da lui che Ferh"d Khusrev, risaputosi qual cosa fatto consapevole di certi ricevuto consolazione grande da quellavisita, aveva per consiglio manda alla montagna un tale, tristo e malvagio, che reca felice all'insavi, egli
la novella sensi dal monte
e

falsa della morte si

di Sh"rina. Ferh"d

precipita privo di

intanto che Shir"na, accorsa con uccide, subitamente, d" di Ma del il manico re. gli sepoltura degna mazzapicchio, gran pianto le col quale Ferh"d in terra molle, cadendo, c onf"ttosi, pietre, spaccava in un bell'albero di melagrano, e i granelli rossi del suo frutto sono cresce immagine perenne delle stilledi sangue del giovane sventurato. 63. Muore intanto Maria, e Khusrev che ha interrogato i savi intorno alle pi" belle donne del mondo, sembra consolarsi col recarsi in Ispahan schiava di nome Sheker,fanciulla di belt" famosa,laddove egli presso una " accolto da lei con molta festa. Eglituttavia non sa scordar la sua Shir"na, trova dolente e lamentosa qualepoi,andando alla caccia, presso ilpalazzo fabbricato lei.1 due fra amanti lungamente s'intrattengono gi" stato per Shir"na mostrasi pur sempre troppo ritrosa e severa, loro a parlare,ma onde l'uno si separa dall'altro cruccioso e dolente. Tuttavia, il buono e fedele Sh"piir consola il re, facendogli intendere che non pu" durar molto lo sdegno di Sh"rina. La quale veramente, mentr'egliva, lo seguitadi lontano intanto che due cantori, B"rbed che gi"da lunghi anni viveva in di nel di lui.Ed ecco corte cantano gareggiando Khusrev,e Nigisa, cospetto che quellofa le lodi del re e ne sostiene le ragioni, fa laddove quest'altro le lodi di Shir"na, finch" costei, glio, uscita all'improvviso da un suo nascondifestoso si d" per vinta all'antico e pur fedele amante che l'accoglie si tra le braccia e mena seco a Mad"yn. L", con magnificapompa e onori, celebrano le
sue

nozze.

introducendo

seguita timenti; e avverconsigli narra poi del sogno di Khusrev, nel quale eglivide il profeta dell'ascensi mand" al re e che il re lacer", Maometto, della lettera che esso profeta del profeta al cielo.Narrasi anche la fine miseranda di Khusrev, ucciso dal figlio Shir"yeh,e la morte di Shir"na che si uccise per dolore. 65. (Quando il principe Gelai ud-d"n Akht"sh"n, signoredi Shirv"n,
veramente

64. A questo punto termina


un

il romanzo.

Ma Niz"mi

gran savio,di

nome

13uzurg-umid,dar
a

che desiderava di

aver

Niz"mi

alla corte, scrisse al

poeta una

lettera molto

182

CAPITOLO

SESTO

onorevole di

invitandolo

ben

Meg'n"n, Niz"mi non prestoche l'argomentopropostogli al poeta che intenti dell'arte.E veramente
corte di Khusrev
e

la storia poeticadegli amori di Leyla e comporre si reput"molto onorato del reale invito, s'accorse ma
a

poteva soddisfare
aveva
una

tutti

gli

della magaificenza avventure,


a

narrato

descritto la pompa e la storia d'amore ricca di

di tronon varsi disegnod'emular Firdus", poteva che dispiacere in argomento troppo umile e semplice. Nel quale le avventure disagio col di giovinetti ricchi trib" diverse d'Arabia sempre n" particolari
e e

di due

le loro pene
scena,
non

d'amore

i loro deliri col deserto arido dar


a e

ugualeper

potevano

luogo porgere molta di fantasia Di cotesto poetica. spiegar potenza del poema, dicendo: a principio
Poich" angusto " ilvestibolo di questo Racconto mio, ire e tornar costante Palestra fan zoppicar. La poesia Di E tl"ii modo

vari

occasione

opportuna di

ilpoeta stesso si

lagna

al comporre in tal viaggio

Dove il sentier non Ch'io dii' cose potr"

ni'" ben noto, forse


e belle, gioconde

poesia D'uopo" mostrar


vasta

si

vuol,se

in

quella
verso

di cavalier natura.

" manifesto? E
Non Non
cene

non

vi
e

son

giardini.
"

Anche

se

del Corano il sacro

"
Di

illustree chiaro, va lungi

ildiletto

canto,

imperiali, non piacer ; ma


non

vino,
v'" secchezza

Per

che altrifa. Redini sono glosse dilettoed eleganza poesia

D'arene,ancor

asprezza, e torna Ratto in fastidioraccontar di carmi.

di monti

Tuttavia,non
abbandonare

corte, Niz"mi
secondo
amore.

che

al signoredi Shirv"n, anche per non dispiacere la sua solitudine prediletta, sebbene pi" volte chiamato alla in quattro mesi, con e grande ardore si mise all'opera, si dice, la comp", narrandovi delle pi" tenere storie di una 584- (1188 d. C), e il poeta mandava al dell'Egira di un suo figlio, carissimo a lui, Muhammed, per mezzo che quattordici, desiderava vivere in corte
e

volendo

Era allora l'anno

il poema principe

allora dell'et" d'anni


un

avervi

ufficio.

66. Il poema
anche invito del

incomincia

con

le consuete

lodi

Dio

al Profeta,toccando

dell'ascensione

di Maometto

al cielo. Parlasi del


esso

principedi

Shirv"n; indi, fatte le lodi di


e

grazioso principee del


salutari

di lui, sferzati certi calunniatori figlio al figlio suo consigli

dati anche certi invidiosi,

che recasi per la prima volta iricorte, si d" diletto, alla narrazione. Il giovaneQays,che poi si chiam" con parola principio d'uno araba Meg'n"n,cio" il forsennato, figlio per la sua pazziaamorosa,
"

dei

maggiorire

d'Arabia

della trib"

fin A miri, erasi invaghito degli

da

Leyla,intanto che costei s'era invaghitadi lui. II i |)arent", ma padre di Meg'n"n chiede per lui la bella fanciulla in isposa, la follia del giovane,si ricusano di darla a un quasiforsennato; risaputa udita dal padre la ripulsa, tutte si fa a brani le perch"Meg'n"n infelice, vesti e quasi ignudo s" ritrae lontano ai monti, a certe valli deserte che del nome della sua bella. Il padre,nel eglifa echeggiardolorosamente alla Kaaba per guarirlodella follia, ma dolore, conduce il t"glio suo

fanciullo della bella

184

CAPITOLO

SESTO

in mai

una

e profonda pi".L'amico

fatale costernazione
suo

d'animo
una

dalla

Sel"m

lo visita anche

quale non si rilever" le sue ma volta, parole


l'acerba morte,
muore

di conforto

nulla

nella solitudine, circondato valgono, perch" l'infelice, belve che sembrano


e

dalle mansuefatte
consunto
e

lamentarne

dal

lungo stento
hanno

Tuttavia, quella felicit"ch'egli dall'angoscia.

Leyla non cielo; perch"l'amico della loro perdita, una


sua

la

potuto conseguirein terra, " loro serbata in loro fedele, il buon Zeyd, che non sapeva consolarsi
notte, sognando, livede
ambedue assunti in paradiso,

in amenissimo

giardino,laddove
che
non

essi,amorosamente
"

abbracciati,
di principe

godono
Shirv"n

di

un

gaudio
un

avr" fine.

Con

le lodi del

si chiude

il bel poema.
romanzo

69. Per fare


dare
avventure

vero
e

della vita del


era

re

unit" al racconto,

dargliunit"

era sario necesBehr"m-g(~)r, in tante impresadifficile,

disparateda raccontare, in tanti casi diversi da descrivere. abbiam fatto notare altrove, Firdusi,come per questa ragione intenti suoi darvi certi non e per particolari pot" questa unit" desiderata. Forse riusc" Niz"mi a conseguirla per il primo in argomento cosi vario,
Nemmeno

unit",tuttavia, pi" esterna

molti fatticome compreso concatenati fra loro. " poi certo


romanzo,
con amore

interna,nascente da ci" che il poeta ha dentro a una che dall'averli cornice,piuttosto


ancora una

che

che

ha voluto
e

riempierecome
ad
un

lacuna del Libro dei


non

egli, componendo questo suo Re, lavorando


aveva

studio attorno

soggetto che Firdusi

trattato

perch" eglistesso dice di aver cercato nelle storie dei re e per intero, d'aver composto un libro che gli par buono, avendo detto con pienezzaci"
che che le cronache altri
a

hanno

met"

soltanto

detto per met", e lavorato per intero ogni gioiello lavorato. Egli lo chiam" aveva Ileft-Pei/ker,
sette

cio" Le al
re

sette

Belt",da

fanciulle di bellezza famosa si

che

furon

care

chiusa,nell'anno 59S d. E. a richiesta del quale eglil'ebbe (11IU3d. C), dedicatolo ad un principe, si sa con certezza, trovandosi non composto. Ma chi fosse questo principe,
come avventuriere, e lo fini,

leggenella

che il nome

Arsl"n, ora

Karbeh

di lui, nei diversi manosci'itti del poema, " scritto ora Kai'b ultima forma " la la Arsl"n,ora AIp Arsl"n, quale pi" illustre lodi che

" certo tuttavia che il principeapparteneva alla casa probabile. Aqsunqur, regi vicari in Mossul ; ma, ad onta delle molte degli
Niz"mi
e ne

fa nell'introduzione al poema della pace per le opere splendide della guerra, nulla di certo sappiamo intorno a lui. Nelle edizioni e nei

anche il nome al luogo di Karb o AIp Arsl"n, di Qizil manoscritti, leggesi assai pi"conosciuto nelle storie; e trovasi per" che molti Arsl"n, principe hanno credulo che
a

lui veramente

Niz"mi

abbia

QizilArsl"n mori nel 587 d. E. (11111 d. C), e


anni che i

dedicato il poema. Ma il poema fu composto cinque

dopo; oiid'" evidente che a lui Niz"mi non pu" averlo dedicato, e assai al di un copisti, nome principe prestoebbero sostituito oscuro, d'un altro molto pi" conosciuto. AIp Arsl"n della casa degli quello Aqsunqur ebbe due figli, nella Nusret ud-din e Ahmed, che Niz"mi rammemora

LA

POESIA

ROMANZESCA

185

introduzione;ma
poema,
come

nella prova ancora il Bacher vorrebbe. Le sette Belt" dalla consueta

che

dedicasse al padre loro il egli dalle lodi di Dio glialtri, di costui al cielo.

70. il poema
e

come incomincia,

del Profeta

descrizione delTascensione

sembra al qualeesso essere Alp Arsl"n, poi le lodi del principe delFeccelIenza della parolae della sapienza. Cotesto, dedicato,e si parla incomincia veramente la nascita di con nella prefazione ; perch"il poema della dei di d i e con Sassanidi, casa re Persia, Behr"m, figlio Yezdeghird H"ra. arabo di i tributari educazione Nom"n, principe la sua principi presso Si fanno

Munzir,con gran cura attendono all'educazione del fa costruire al celebre architetto anzi,esso Nom"n giovinetto, per il quale, di Khavarnaq, greco Simn"r, in luogo acconcio e bene aerato, il palazzo delle maggiori meravigliedell'Oriente. Behr"m, intanto, apprende una e alla caccia d" inclite prove di s", uccidendo ogniarte di cavalier gentile di un solo colpo di strale un onagro e un leone che si era avventato il sopranonde glivenne e sotto lo teneva nome all'onagro preso tra gliartigli, fattosischiudere un di G"r che in persiano Poi, giorno, significa onagro. vi annuir" dipinte di Khavarnaq, egli stanza secreta nel palazzo una il e di tutte sette sette bellissime fanciulle (donde ilpoema prende titolo) della tratto s'innamora. Esse sono: Nimet-n"z, figlia a un dell'Imperatore del re degU del re del Kh"rezm ; Nesrin-b"s, figlia Cina; N"z-peri, figlia del re del Marocco;Hum"y, figlia dell'Imperatore figlia Schiavoni; Azer-g"n, di K"vus, antico i"e dell'Iran della di Costantinopoli; Durusni, della stirpe
di H"ra, e il figlio suo et" eroica;Kh"rek,
e

del figlia

re

d'India. I

strambi nomi tutti, quali


sono

mente vera-

secondo

difficili per che si trovano

ogni lettore nostrano,

trascritti qui da

noi

Avvertiam
a

nell'edizione del poema, fatta in litografia a Teheran. scritto tuttavia che essi variano assai da edizione a edizione, da manoil
e

manosci'itto. intanto " ben Il Yezdeghird.


il
trono

71. Muore

di Persia resta vacante


sue

giovane Behr"m
d'amore.

presto distolto dalle


suo

avventure

di caccia
a

Perch", mentre

maestro
un

balio "Nom"n

si ritrae

vita

convertito da nel deserto, religiosa

cristiana, pio ministro alla religione

eglisi

erede del trono paterno e vince legittimo la corona ardire e coraggio la riluttanza dei principi con togliendo persiani il regno, reale posta in mezzo re e ordinato a due feroci leoni. Divenuto tanto somiglia il giovanee gaioBehr"m-g"r che nella storia e nel romanzo caccie Cuor di ritorna alle Riccardo sue seguitoe a re Leone, predilette,
reca

in Persia siccome

accompagnato da

una

schiava

una giorno, glidomanda e l'orecchio e il capo d'una solo colpodi freccia una delle zampe posteriori si grattava tende l'arco nell'istante che la gazzella Behr"m gazzella.

Fitneh. La quale,un di nome favorita, di trapassard'un che " quella prova difficilissima,

l'orecchio
e

chio e l'orecla zampa, e con un sol dardo le trapassa la zampa " da lui condannata la fanciulla, la testa; ma indiscreta, per la domanda
con a

morte.

Anche

Firdusi

(e se

ne

vegga

il passo recato

nell'appen-

186

CAPITOLO

SESTO

dice

il re cacciatore, racconta ma questo capitolo) questo fatto singolare, secondo dal suo lui, crudelmente atterr",eglistesso, e f"' calpestare
a

fanciulla a cui il Libro dei Re d" il nome destriero l'infelice

forse persiano,

laddove Fitneli " aral30 e vuol nojjile, significa dire seduzione. Ma la bella Fitneh con le lagrime e le preghieregiunge il manigoldo, esecutore della sentenza di morte, e a persuaa impietosire derlo (li lasciarla andar libera per luoghilontani e selvaggi, laddove essa,

pi" vero,

di Azc"deh

che

forte e ardimentosa, si avvezza per l'arsi alto terrazzo al giorno, liiisopra un


cresce,
e

a un

una portar sulle spalle,

volta

giovane

vitellino. Il vitellino

si S])arge intorno forte torello. la faina ili costei che sa e pu" trasportar sulle spalle un Anche l'elnv"m intende tutto ci" con molta meraviglia, e recasi al solitario
crescono

le forze della

onde fanciulla,

ben tosto

nella quale con fanciulla, luogo per veder la prodigiosa

grandissimagioia
Ma ben
suo un

egh

riconosce d'un tratto la


cure

sua

diletta Fitneh,gi" creduta morta.


il dover
suo

tosto ad altre

lo richiama

vicario il ministro

Nersi, se
e

ne

va

con

di re; perch" egli, fatto armi e con armati contro

esercito di Tartari che minaccia

ai confini. al regno,
re

72. Toccata
delle sette di

vittoria

ridato ordine

Behr"m

si ricorda

del castello sulle pareti vaghe fanciulle, dipinte gi"vedute da lui, fattelechiedere che tutte ai sette Khavarnaq; e per", genitori rispettivi di assai buona voglia gliele accordano, il nobile e magnificosignore fa elevare all'architettoSh"dali un gran palazzocon sette magnifici quartieri, distinto e sormontato ciascuno da una cupola di color diverso,secondo i sette pianeti; e in essi quartieri pesse, eglipone ad albergarele sette princiciascuna nel suo, perch" eglijtossa intrattenersi con ciascuna un giornod'ognisettimana; e ciascuna ha vesti di drappi tinti in uno dei d'una speciesoltanto di sette. Cos" una cabala e reca sette colori, gemme tutto singolare, di sette governa questo poema nel disegno del quale,in che ora si toccheranno, non si gran parte,anche per alcuni particolari di riconoscere il disegno dell'Ameto del nostro Boccaccio. pu" a meno 73. Behr"m adunque, poste ad abitare nel magnificopalazzo le sue di un giorno di Sabato si reca sette spose, la sera nel quartierebruno, di bruno, laddove la posto sotto l'infiusso di Saturno,vestito anch'egli indiana, Kh"rek, essa pure vestita di bruno, gli racconta una principessa successiva, il re, graditae piacevolestoria. Alla sera della Domenica vestito di giallo, nel quartieregiallo se ne va posto sotto l'infiusso del la in vesti gialle, che anch'essa Sole, presso principessa greca, Hum"y, istoria.E la stessa visita egliAi, passando una leggiadra pure gliracconta vesti secondo i rispettivi mutate colori e successivamente, il Luned", con il Marted",il Mercoled", il Gioved", il Venerd", aglialtri cinque quartieri, cio" al verde, al rosso, all'azzurro, a quel dal color di sandalo, al bianco, l'influssodella s otto postirispettivamente Luna, d" Marte, di Mercurio, di vestita dei Giove, di Venere, in ciascuno dei quali ciascuna principessa, colore del suo quartiere, gliracconta una storia diversa. Delle quali non

LA

POESIA

ROMANZESCA

IS7

sarebbe lavoro troppo lungo e minuto, appaganqui i sunti, i)erch" doci che risguarda la nostra letteratura, essendo cosa di notar tuttavia, dalla principessa la quarta storia, narrata nel quartiere rosso come figlia al di-amma loso favodel re degliSchiavoni,sia quellache ha dato il soggetto del nostro Carlo Gozzi,la Turandot, dal quale poi Federico Schiller in questi ha tratto il suo. Come drammi, narrasi in quel racconto di una Settentrione del destinata in isposaa d 'un re dell'Asia, figlia principessa, indovinelli. i proposti quel giovane soltanto che ne sappia interpretare Ma d" cotesto diremo pi" a lungo nell'ultimo capitolo. 74. Intanto, la guerra che d'improvviso gl'intimal'imperatordella il regno il re cavaliere dalle sue visite geniali; e poi anche Cina,distoglie diamo domanda le
sue

cure,

perch" eglis'"

accorto

omai

che

il

suo

ministro
un

Andato arti governa in suo nome. con d'una alla caccia, nel tornare assetato in cerca assai male tenda solitaria nel

adunque

il re

giorno
una

fontana,giunge ad

offre ospitalit" laddove un vecchio pastoregli deserto, all'entrata della tenda,teneva un suo cane generosa. Ma perch"il pastore, il re glienechiede, la ragione, e il vecchio e sospeso ad un albero, legato uccidesse gliracconta come questo cane, tanto caro e fedele un giorno, gli le pecore; perci"appunto eglil'aveva legato e sospeso a quell'albero. ammonimento " Behr"m inteso da racconto come Questo salutare, perch" studio residenza reale ed esaminata alla tornato con cura e sua egli, del ministro,lo fa prendere e incarcerare,trovatala ingiusta e l'opera
rea.

Sette innocenti che furon

di lui, narrano gi"vittima dell'ingiustizia che ministro,


tosto

all'adirato signorele opere sospeso ad un palo.

triste del

" fatto morire

75. Ma
son

il nobil

re

ha

e per" poco grigi,

e la barba e i capelli gi" toccato i sessant'anni, Perch" un omai glirimane da godere quaggi". un

incontrato andato alla caccia con alcuni suoi cortigiani, giorno, insolito ardore, cade in una che egliinsegue con meraviglioso

onagro

voragine
non

profondadonde
mai per far scavare d" Behr"m come

non

fu mai

donde pi" visto uscire, la desolata madre

il suo

corpo

fu

potuto estrarre,sebbene
ilsuolo in abbia molta

di lui

profondessetesori
re

quel con somiglianza

luogo fatale.Questa tradizione della morte quelladi Teodorico


si chiude
con

dei

Goti,"

cosa

che

gi"di
morali.

sopra " stata notata.

11 poema

alcune

considerazioni

76. V Iskendey-""dmeh
nella d.
sua

Libro di Alessandro

pi" tarda et" e finito molto C), pochi anni prima della sua morte,
col adoperatoda Firdusi,

fu composto da Niz"mi nel 597 d. E. (1200 probabilmente


e

fu dettato in metro Mz"nii

epico,
volle

cio" nel metro

quale evidentemente

imitarlo soltanto di valentia,non Volle tuttavia gareggiare gareggiare. d'Iskender narra seguendone servilmente le orme, sebbene tutto ci" ch'egli come 0 Alessandro,gi" si trovi nel Libro dei Re. Ma, laddove Firdusi, gi" "Niz"mi che e fa altro non narrare e descrivere, pi" volte abbiam detto, il suo Iskender intento quasid'allegoria e converte e descrive con narra

188

CAPITOLO

SESTO

filosofo, poi in profeta, dando a tutte le opere sue e a' suoi intendimenti alto significato filosofico abbiam e mistico. Ora, le dottrine mistiche, notato e gi" in altro capitolo anche cotesto, cominciavano in quel tempo appunto ad essere in fiore. Come molta agevolezza con a dar tale signipoi iMz"mi sia giunto, d'arte, ficato alla sua narrazione, anche si potr"vedere dal sunto che fra poco daremo del poema; intanto ci dice che, per bene intendere il suo egli ci" che vuol racconto, bisogna levar dagliorecchi la bambagia antica, altri intendimenti e con dire che con altro fine si fa ora a ricompor storia. La afferma d'aver rifatta dopo consultate quale appunto egli quella molte memorie antiche e attinto a fonti giudee,cristiane e pehleviche, avendo trovato che le memorie del gran capitanoerano tutte sparse (jua
e capitano conquistatore principe prima e

di

in

l"

non

ordinate per i diversi


re

molti libri:
uriiamenti poetando; ancora Valili E tolsi e accrebbi da recenti storie

di tal Ma le nieiiioi'ie I confini Non


scoi'rea

che tutti

terra, dell'ampia
un

vid'ioche raccolte in
e

sol libro

Fossero veramente, Ch'eran lutto Eran


un

suoi l'acconti

E cristiane e pehleviche e ffiudee, Scelto a ognilibro il migliorsucco, tolto Da

tesor

colmo

perfetto,

ognibuccia
un

il midollo, e mi

composi

dispersi per

volumi assai.

Tutto

tesor

Ond'io raccolsida Tutto che mi

ogni libro attorno


esso

Di cumuli

di tempo in tempo, feci diversi un cuinui solo.

giov",feci con

Queste parole potrebbero per avventui'a avere quel valore che hanno quelledel nostro Pulci allorquandoaffermava d'aver tolto certa parte del da tanti e tanti libriscrittiin antiche lingued'Oriente, racconto cio" suo Ma dire che il Pulci diceva non averne lutto cotesto se possiam nessuno. da beffa, cosi possiam dire di Niz"mi, che attinse veramente non fonti a antiche,vedendosi che egliqua e l",nel coi"so della narrazione, asserisce
d'aver trovato nel tale maniere
o

nel tal altro libro altre versioni

altri modi

d'uno stesso racconto.

Sappiamo,del resto,esser

di poetipersiani (esempioper tutti sia Firdusi) l'autorit" delle loro fonti. Non conviene valore alle

propriodi questi polosa seguirecon fedelt" scrututtavia dar soverchio

paroledi Niz"mi, e molto meno, come pur vorrebbe tentare il Bacher,vedere e sapere qualisiano state veramente viche, pehlequeste fonti, giudee e cristiane, perch" la ricerca non potrebbeche riuscire infruttuosa e per nulla farci perdere molto tempo. Sappiamo anche e
dobbiam " romanzi bench" credere che il romanzo d'iskender in Oriente,oltre comporre cristiani per anacronismo),hanno greci(detti contribuito, |)oi
a

in assai poca parie, anliclie memorie del tempo dei Sassanidi ebraica. Ma tutte queste Niz"mi dovette e racconti d'oi'igine (pehleviche)
avere

di seconda

mano,

non non

perch"egline
avrebbe ha

consultasse mai

i libri

nali, origi-

ci" che veramente

fare. j)otuto diviso il suo


come

77.

Comun(iue sia

di cotesto, Niz"mi

poema

in due

la prima delle quali narra parti,

d'iskender

di

un

grande capitano,

I,.\ POKSIA

ROMANZKSCA

180

di parla di lui come di profeta, la sapienza attorno per il mondo, poi come filosofoche cerca fra le gentila fede. Ma dell'esistenza e dell'autenti ordinato da Dio a propagar di questa seconda parte assai lungamente si " dubitalo in Europa, perch"l'Hammer ebbe fra le mani un manoscritto delle opere d" fu indotto a scrivere che,sebbene Niz"mi nel quale essa mancava, ond'egli che a un dato punto finiva la parte prima del nel manoscritto si leggesse chiaro che,non trovandosi la seconda, Niz""mi doveva Libro d'Iskender, era del mondo, conquistatore
essere non

intanto che

la seconda

stato

ebbe

che sua, ovvero impeditodalla morte dal continuar l'opera trov" di ripigliarne il filo. L'Erdmann, tuttavia, alcuna voglia
e a

parte esisteva veramente, per il primo che anche la seconda ci" del tutto che non fuori un assai breve sunto; giov"ancora
1 dubbi. Perch" osservando l'et" in cui distici nel che lo
non Spiegel

ne

diede

dissipare

inclina molto

volentieri

crederla
e

genuina,

verso

la fine vi si dice della morte Ma molto facilmente il breve

di Niz"mi

eglimori.

si pone di pochi capitoletto

quale lutto cotesto si dice, riore; postepu" essere una interpolazione del Bacher,reputiamo e per" noi,seguendo in ci" anche l'opinione nello di poter dire, ci sembra che, come genuina questa seconda parte,
stile e nell'arte non difl'erisce punto dalla
nome

prima.
e

78. Anche
da noi

intorno al

del poema
non

al

nome

di ciascuna delle due che n'" nata.

si " disputato assai, con parti


mentre
ora

Libro

d'Iskender

Perch", il poema si suol chiamare VIskender-n"meli,cio" il l'hanno chiamato o Alessandro, trovasi che i copisti
confusione piccola il cio" SJieref-ndmeh, il Libro della
con
ora gloria,

arbitrariamente

ora

cio" il Libro della fortuna,intendendosi Vlqhdl-""dmeh,

ci" la

gloria

Ma il nome dev'esser di Libro della gloria, e la fortuna del gran capitano. da ci" che prestoqualcuno ha confuso questo poema Iskender venuto su
con

altro poema
ma non

che

recava

appunto quel titolo e che

era

stato

ciato, comin-

proseguitopoi,da Niz"mi, per narrarvi tutto ci" che di antichi racconti epici si trova nel poenia di Firdusi. L'altro titolo di non Libro della fortuna, sembra esser venuto da un distico della introduzione,
dice appunto di voler parlare della fortuna d'Iskender. la seconda parte del poema Intanto, prendeva da s" un titolo a parte, onde (d'Iskender), quellodi Khirad-ndmeli, cio" il Libro della sapienza s'accresceva sempre
a

laddove

Niz"mi

diversi. Quanto

pi" la confusione e a noi,noi seguiteremo

l'incertezza in tanti nomi chiamar per


come quest'opera, amor

titoli anche
e

glialtri fanno, il Libro

almeno d'Iskender,

di chiarezza

di

semplicit".
79. Anche
il suo
e

s'" disputato intorno al

di poema almeno inutile,

maggior Iena.
secondo

al quale Niz"mi volle principe Ma perch" sarebbe e lungo e


non

cato dedidioso fastipeso cata intri-

noi che

diamo

alla erudizione

maggiore di quello ch'essa merita, il rifar qui una interminabile e di date,di nomi di principi e di lezioni diverse, questione regnanti trovate in differentiedizioni e manoscritti, ci appagheremo di notare che

JOO

CAPITOLO

SKSTO

intorno pi"probabile l'opinione runa

ci" "

quelladel Rieu, secondo

il quale

Nusret ud-din, e l'altra e partedel poema furono dedicate al principe regiovicario in Tebr"z,che regn" dal 587 al 007 d. E. (1191-1210 d. C). ci sembra Intanto, poema.
esser

tempo che si dia


come

un

del sunto, per quanto bi'eve, Iddio il Profeta,

80. Esso incomincia


descrivendo
come
e

cio" lodando tutti glialtri,

l'ascensione del Profeta al

rendendo cielo,

ragione del

lodando il principe a cui perch"della composizionedel libro, la bella primavera, libro va dedicato, descrivendo esso leggiadramente JNiz"mi prese a comporre nella qualestagione questa sua opera maggiore. il racconto con la nascila d'Iskender (Alessandro), il quale 81. S'apre della stirpedel patriarca d'una pia donna e profetaIbr"h"m era t"glio l" La madre l'aveva n el deserto di dolore e era morta partorito (Abramo). del che indubbiamente sarebbe perito di vergogna accanto al suo bambino in quellasolitudine se in quel giornoappunto Faylaq"sre di Grecia e di
e

fosse passato per quel luogo,essendo l'avesse raccolto e preso per suo. Ora uscito dal savio Aq"m"Iskender, allevato in corte,riceve educazione perfetta Russia di Macedonia) non (Filippo non a caccia,e impietosito
mostra (Nicomaco padre di Aristotele), ingegnogrande e desiderio del re, glisuccede nel regno. N" egliha ardente di sapere e, alla morte alcuna inclinazione alla guerra e alle conquiste;soltanto un giorno gli lo pregano di aiuto contro la gente avuto sentore della sua giustizia, Egizi, infesta e riottosa. Sconfitta la quale,egliregna in Egitto dei Negri, con

khus

saviezza

non giustizia;
un

si dimentica ai

per" dell'antico

tributo che

i
re

re

di

Grecia pagavano invidioso. I messi

(DarioCodomanno)

doni

re tempo i quali rendono ricchissimi,

dell'Iran. Perch"

egliinvia al
Dar"

Dar"
e

d' Iskender

sono

accolti male

alla corte

pi" avido e persiana,

la

appena che Iskender ha fatto sapere guerra si dichiara fra i due monarchi che l'uccello che faceva le ova d'oro (iltributo pagato ai re di a Dar" Persia
era

anche consisteva, Mandate

secondo
e

in Firdusi,

certe

ova

d'oro

massiccio),

morto.

dall'una

approdano a nulla,una gran qualei Persiani combattono


" ucciso
a

dall'altra parte alcune lettere che non ha luogo tra Mossul e Gezira nella battaglia molto

con

valore,ma

sono

vinti. Dar"

tivo fuggi-

quali Iskender d" la mercede (essi ed egli l'aveva loro promessa), chiesta, gliel'avevano pattuita ma poi li punisce di morte in pena del tradimento. che egli, 82. Sedutosi cos" Iskender sul trono dei re persiani, ecco
tradimento da due suoi ai satrapi, nell'intento di propagare la religione del Dio unico, venutagli dal suo disfa i templi delle altre religioni i e spegne antenato, Ibr"h"m profeta, sacri fuochi la e sposa seguaci di Zerdusht (Zoroastro), a' suoi bella R"shanek di Dar". Poscia egli si apparecchia (Rossane), figlia molti e lontani viaggi, il primo dei quali si " verso le terre occidentali, visitando la Mecca e il Yemen, poi salendo fino all'Armenia, combattendo fondando la citt" di Tifl"s. Discende egli fino a Rerda,laddove e vincendo,

gi" adorati

dai

192

CAPITOLO

SESTO

dell'anello del pastore (l'anello di Gige) che rendeva invisibile cale; quello al dito;quellodella visita d'Iskender a Suqr"t(Socrate) chi lo recava che secondo il gran
noto
re

Niz"mi
con

"

un

eremita
e

che fa vita devota in

un

deserto

accoglie
del

parole aspre

severi;non consigli

dubbia

reminiscenza

di Alessandro con colloquio Diogene.Ed eccoci intanto ad Islvcnder filosofo.Perch" egli, un giorno che un filosofo indiano gliera venuto nel fatto al pi" savio monarca certe domande del come cospettoe gliaveva ammirazione c on mondo, Iskendei', grandissimadell'indiano, parlasapientemente di molte e varie e ardue questioni di fisica e di metafisica; dopo di che, allontanatosi il filosofo indiano,egli, trascelti sette savi,intende di volere udire le loro intorno all'origine del opinioni mondo. Ciascuno dei savi espone la sua, e Iskender, uditi in ordine gliavvisi di Arist" di V"lis (Talete), di Bel"n"s (Apollonio di liana), di Suqr"t (Aristotele), di Furf"ry"s (Porfirio), di llurmus (Socrate), Ifl"t"n assai
e notata (Platone) pi" savie parole:

di (Ermete Trismegisto), savi queste

la

di ciascuna,rivolge ai discrepanza

assai pensieri Anch'io, gented'ingegno,

Pnossi Che

in opra eonilnr

Feci intonid

le stelle, e i miei

pensieri

la mente

concepe.

eliiai'a l'iinniagin Or, peiche ilcome


come

In rpieslo s'accordar che per s" stessa Onesta non nacque inimagin prodigiosa Dell'universo.Alcuno architettore Fuori la trasse in Sento pria.
mai

non Leggerne

sappia m,

potremmo

Far ricerca di tanto? E voi che il cielo


in quaderno, Leggeste gi"qiial pagina

nell'alma
se

il gran mastro, anche esiste, Ch'egli N" so, n" vedo. Ohe
sua se

il

Vedete omai per quante vie diverse Di ci" f"ste parola ! Espediente,

[come sapessi

Dopo ci",non
Glie non
manc"

sar" che altri proclami dell'universo a queste

Dell'opra Ci" ch'egli fece,oprar,


85. Ma " venuto
ed
ecco

anch'io ragione,

potrei

che veramente

il dipintm'e? leggiadre Immagini


a dignit" maggiore; salga

omai

iltempo che Iskender

di Dio,l'angelo Ser"sh,glireca il dono della messaggiero divina in un volume al cfuale, Intelligenza portatodal cielo, per comando d" esso Iskender, Platone e Socrate aggiungono, ciascuno, una Aristotele, i suoi Iskender allora, di Dio, ripiglia obbedendo al comando appendice. che " della stirpe come d'ibr"h"m, nella viaggi egli profeta, per ilmondo qualesempre s'" conservato lo spirito profetico, per propagare la religione del Dio unico e disperderele religioni tutte politeiste e idolatre. Questi che d'Iskender sono pienidelle pi" strane e meravigliose avventure viaggi

che il

Occidente,e Iskender, dalla sua sede nell'Iran, visita Gerusalemme, tocca l'Andalusia, partendosi del Nilo,entra nel famoso giardino sale alle sorgenti dell'Irem, gi"piantato
possano
verso

Perch" il primo " volto immaginarsi.

vaggie Shedd"d, e giunge fino a certe gentifiere e selche abitano in caverne, quali egli converte alla fede. Segue il nare verso Mezzogiorno,e Iskender visita certi popoliche, per indoviviaggio fatto u"orire ilfiituro, solevano interrogare l'arido teschio d'un uomo trova egli attossicato dall'oppio, A nche ilteschio e prediceva. e rispondeva valle disseminata di diamanti, che egli una ma disperde, pienadi serpenti, d'albei'i d'oro dal
re

LA

POESIA

ROMANZESCA

493

giungefinalmente

dato all'agricoltura, presso un popoloinnocente e sennplice, di Dio. Segue il viaggio che riconosce in Iskender il messo verso
e

Oriente,visitando Iskender ignoteregioni, poi l'India


lontano
mare

la

Cina, poi il

certe sirene marine che coi ^'incontra loro canti adescavano i naviganti e li perdevano ; supera anche pericolose miracolosamente da un vortice nel quale gi" correnti marine, scampa marittima donde ogni l a stava per perdersi sua nave, e tocca una sponda volti in fugagliabitanti, da un sono mattina,al levar del sole, spaventati

orientale. Iskender

orribile fragoreche
e

quel suono nel quale egli, Ultimo viene il viaggio verso Settentrione, fragore. che disturbato nei era tra le altre avventure, s'incontra in un popolo dalla gente selvaggia lavori della pastorizia e dell'agricoltura e barbarica dei Yagi"g'e M"gi"g'; ma eglifa elevare una gran muraglia di ferro i pastori cui viene a rompersiil furore dei barbari, mentre attendono contro In fine, alle loro opere pacifiche. tocca una terra beata, imperturbati fosse l'et" dell'oro, vita vivono di una in cui gli come se ancor abitanti, nella felicenella e nell'amore, fratellanza, glianza, nell'uguaprosperit", semplice
sottomessi al volere di Dio, senza Tutto ci" " detto da richieste di loro stato; parlandoa s" stesso:
Da tocco perch"egli,

balli, dalle acque cupe. Ma Iskender fa battere i timabitanti costernati e fa cessare lo spavenrinfranca gli tevole
esce

ire,senza
nel cuore,

odi,senza
cos"

ambizioni.
aveva

quellegentifortunate ad Iskender,che le

come risponde

misteri, ecco quest'alti

se

niente

Chi sianinoi dunque? E da che fummo Inviatiper mari e per deserti. da questoloco Forse avvenne perch" Fosse il nostro Perch" da Per passar? abitati
noi

noi

bramo Hai tu, consiglio Io pi" non prendi. Correr pel mondo attorno e ad ogniloco
Atto alla caccia tender le mie reti.

Di tutte Assai

cose caro

che ho raccolte, assai,


"
a me

Lochi da fiereforse andammo intanto? Oh! Apprendessimo

pi"

questo

sermone

al viver norma questi saggi


se

E veramente Che da tal gente appresi!

veduta

Anche dinanzi a chi del mondo

"

sperto

Questa genteavess'iofin dal principio,

il mondo sol per questagente Andato non sarei pel mondo attorno, Reggesi Ma si venuto ad abitar sarei e buona'. Havesplendordaquelli"2 Esperta A un recesso di monte e a Dio servire al mondo sostegno Son questegenti buone. Or, se pur questa Sareimi accinto.Da tal norma uscito " alviver norma, a che slam noi, Mai saria del viver mio non costume, regnanti? E se son questi Altra fede la mia non saria stata ! uomini veraci. gli

11 mondo

ma intanto,

Tali

parole fanno anche troppo chiaramente


tutte le

voleva dar Niz"mi

quale significato cos" lungamente narrata da lui : alla storia d'Iskender,


conoscere

pi" che

la

plativa, della terra,aver valore la vita solitaria e contemglorie Iskender di di cui la stessa dignit" profeta era qualesupera

(1) Cio"
gente buona

i monarchi
e

devota

governano Dio.

il mondo

soltanto

in quanto

sono

coadiuvati

da

(2) I

monarclii.
13

"

Pizzi,Storia

della

poesia persiana, voi. II.

194

CAPITOLO

sf:sto

alla quale sappiamo che s'era dato Niz"mi, mistica, la sua esaltazione pi" splendida. racconto trova alla Une del meraviglioso Perch" egli, al fato comune. avuta 86. Ma anche Iskender soggiace morte vicina, si affretta di ritornarsi in Grecia; rivelazione della sua senonch" giuntoa Shehr-z"r presso Babilonia,egli" preso dal male, e oneste intorno alla vanit" volte ai savi che l'attorniano alcune parole per", in Grecia per consoalla madre sua larla, della vita,fatta scrivere un'epistola " Il cadavere in un'arca contento suo e muore posto rassegnato. libera la destra di dalla di mano foderata broccato, quale d'oro, sporge aveva a ci" cli'egli comandato, poi recalo a lui,pienadi terra, conforme in Grecia la morte Iskenin Alessandria. Risaputasi d'iskender, seppellire sale al tnjuo paterno;ma di lui e di R()shanek, poi,pensando der"s, figlio investito. Cosi la vita alla vanit" delle vita si ritrae ben presto in una solitudine a quaggi", i sette savi, stati gi"fedeli compagni del gran Muoiono contemplativa.
cose

di

monarca,

il poema

termina

con

le consuete da

considerazioni

morali. Firdusi
e

87. Sebbene

Niz"mi

volesse, almeno

che quegli lui raccontando con accanto a porsi Libro dei due circostanze toccato nel U", aveva gl'impefuggevolmente Una delle si " l a meta dirono di raggiungere quali questo stesso sospirata. che briciole sparse d'una ricca imbandigio fatto del non aver potuto raccogliere atto alla grande narral'altra si sta in ci" che egli non era zione epica. Non era atto alla grande narrazione epica,perch" gli dell'animo che fa creder come al poeta, vere mancava quellaingenuit" le cose intanto che le narra, pi" strane e lontane dal verosimile,onde vita e una forza indedescrizione finibili, narrazione una avviene che e pigliano da quell'accento di verit" che suole efficacemente sensibili, ma assumersi i soli da chi " convinto di
narrar cose vei'e.

emular principio, ampiezza maggiore ci"

In (piesto caso, nel


sono

quale
nes-

Yalmiki, si Omero, Firdusi, grandiepici.


di dubbio turba la mente

potutitrovare,

sun'ombra

calma

e serena

tocca fanfaluche, gli

glicreda o sicch" eglinarra e beato, e narra, tranquillo cosi trasfonde in del sensibilmente si suo racconto, e come compiace egli di menti sovrane che altri che l'ascolta, questa soddisfazione sua, propria Di tutto cotesto aveva difetto e serene. alte, tranquille spaziano per regioni anima sensibile e delicata, Niz"mi. La sua era pi" anima lirica che epica,
l'animo
tanto

che altri non sospetto

si faccia beffa di lui come

del cantore; nessun di narrator di

al frastuono delle corti il silenzio della vita da preferire delicata,


non

solitaria quasidi anacoreta, le arti cattive Tale


suo

senza

per" che
a

le vicende

del mondo
ne

uomini degli

si facessero sentire manifesto


in

lui, perch"se

turbasse.

ogni parte de' suoi poemi, e in lui che se la pigha col destino, vedesi un'anima non tranquilla spesso scribaccini avversari emuli senza anche con gli e con e con gli sale, gli scritture. Anche Firdusi che le li sue saccheggiavano come egli chiama, al ma destino, quel suo gridare " gridarda vate oracoleggiantc, grida d'ira e di sdegno,che,se pure ha radice,come ha, nelsfogo platonico
turbamento appar

LA

l'OHSIA

ROMANZESCA

195

angustiato, s'impronta sempre e tosto di quell'epica grandezza che guarda dall'alto le cose nel loro insieme, tutte le vede e sembra non alcuna. Perch" Firdusi non parlain proprionome, toltialcuni distinguerne in nome delle vittime del destino crudele, ma delle piuttosto pochi luoghi, descrive i casi miserandi. Il racconta di e qualiegli gridar JNiz"mi, invece, " gridareaffannoso, proprio di chi non sa trovar sebbene, quando pace, del fato e della nullitc"delle cose di quaggi", s'abbandona egli, parlando al suo fantastico filosofare, accenti cosi dolci e sappiatrovare in compenso
l'animo di calma soavi, cosi improntati che la flebile
musa e

indefinibile malinconia, da
con

non

trovar

di Rumi

poeta epico, la quale ragioneanche pi" forte; sta in ci",che i tempi propiziall'epopea in Persia erano tramontati omai, che " noi fu il tentar l'epopea fuor di e e sappiamo sempre opera vana
vero

88. Tutto ci",adunque,


non

possa competere imped" a Niz"mi di esser d'altra

che

lui.

quando

tener si voglia

conto

tempo

tale che era dotato di luogo. Di cotesto, Niz"mi, come molto accorgimento e di gusto assai fine, forse facilmente pot" avvedersi;
e

fuor di

per"

dalle circostanze stesse


a

lasci" condurre

tentar

nuova essere

in cui poetava, e dalla sua natura stessa, si via. Per la quale essendosi eglimesso mosamente aniil

dei poeti romanzeschi pi'incipe Ma quellainclinazione a Firdusi,principe epici. dirimpetto degli che riconosciamo in lui,talvolta trasmoda
veramente.

riusci ad

persiani
alla lirica

troppo di quente e troppo di freegliinterrompe la narrazione per filosofare, frequente anche lieve, afferra ognioccasione, diti reconegli per trovar significati E perch"la cerchia di questi in tutto ci" che descrive o narra. pensieri siano mistici nel di tanto come filosofici, caso Niz"mi, tanto non pi" ove
"

Perch"

ampia

le cento

avviene bene spesso che il poeta ridice da parer senza confini, saziet" e fastidio grande. Rincresce volte le medesime cose con che

poi di
molte si

trovare
e

eglinon
non

abbandona l'ha detto


e

mai

un

suo

pensiero se prima in

che e sembra veramente ridetto; n" della non frase, parolasua perch" sovente, di circonlocuzioni, fatti molti tentativi di parole,d'immagini, clie ecco egliconclude di non saper trovar modo di esprimereadeguatamente quel tale 0 tal alti'o concetto. In prova di che veggasi come, volendo egli la purit"e lucentezza dell'acquadella vita nel paese delle significare tenebre, dopo quattro diverse comparazioni cosi conclude:

varie maniere

appaghi mai

n" della

Np so, per tanta Di


sua

natura

purit", qualmai
verace

far di suo Immag'in

aspetto.
qua e l" rende tale l'erudizione sua, non gi"
se

89. Questo
ostentala

suo

difetto del

ripeteree del ridire


rende

fastidiosa la lettura, anche da


e

pi" la

di

cercare

lui per mostrarsi erudito,ma adoperataper soverchia cura trovare e dire la verit" tra tante versioni differenti di racconti dinanzi. Perch"

che

glistanno

Niz"mi, come

fanno

eruditi gli

tede-

190

CAPITOLO

SESTO

scili dei nostri narrazioni

e giorni

con

essi anche
stesso

alcuni italianiloro imitatori, tra le


non sa ne

diverse di

uno

fatto

n" giudicare, e scegliei-e

per" bene

fa seguire narrazione se ciascuna all'altra, come spesso una avesse per lui lo stesso valore. Eppure anche lo storico deve saper scegliere anzi dai quellotra i racconti d'un fatto che gli sembra pi" probabile, diversi racconti
done un solo,e questo confermare mostranpu" anche cavarne i gradi di probabilit" maggiore.Che se tanto pu" fare lo storico, fare il poeta e dovrebbe stretto gi"da tanti vincoli, quanto pi" potrebbe al quale " pur concessa maggior libert"! Perch" al poeta, romanzesco,

quelloche segue l'arte sua, appunto per questa arte sua " in afferra per intuizione, sa tale libert"; e quand'egli usarne,
come

concessa

tutto

un

fatto
suo

in tutto
e

un

racconto
come

in

pi" racconti,ci"

soltanto che Niz"mi

giova al
non

intento

lascia

inutile lutto il resto. Ma

tutto ci"

seppe fare,e per",se non sempre, assai spesse volte procede impacciato dell'arte sua coi nostri dall'erudizione. 0 forse noi vogliam giudicare

canoni, mentre

egli seguivaaltro
norma

canone

d'arte,reputato da
"

lui

dai

paesanisuoi
le memorie

invariabile del

dei

che poeti,

tutte quellodel raccoglier

passatoe del non lasciarsene a dietro uessuna. 90. Intanto, perch"eglivolle esser troppo fedele alle testimonianze fatto di dare unit" vera e interna ai non glivenne dell'antichit", sempre
suoi racconti. E il Libro d'Alessandro missione d'Iskender
come non

ha unit" che nel concetto le

della
ma

profeta presso
sue,
come
sono

gentitutte
e

del mondo;

molte quelle

avventure

staccate

sciolte fra loro, potevano

di che il poema anche all'influito senza potessemutar moltipllcarsi come l'altro delle Sette Lietta ha unit" artificiale, natura e d'intento. E Levia e e Shirina, detto, laddove gli altri due, Khusrev sopra abbiam Ma cotesto era e interna. gi" nella natura Meg'n"u, hanno unit" vera
stessa dei racconti
eran quali

venuti per

tradizione, e non

l'opera dalprocedette

di Niz"mi.

91. Ma, in compenso

esprimendo nel
l'abbiam

suo

che egliva ci", i nobili e alti pensieri buoni e le osservazioni lungo raccontare, e i consigli di tutto
e

acute, piene di saviezza

di buon

senso,

formano,

gi" in

altro

capitolo

detto,la
dose

sua

lode
vi

maggiore.Meno
sono

forse nel Libro

d'Alessandro,

perch" in
e
ma aura

minore

amministrati

Iskender

e sapiente altri poemi, spiraun'aura assai pi" negli

aria di v'acquista

gli affetti intimi del cuore, di profeta e poco ritiene di umano,


e serena, tranquilla rassegnata,ma non umile, che

soave,

di malinconia, malinconia s'insinua


e

di anima

dolcemente

fa dolcemente

fantasticare. Vedesi
e

sentesi l'uomo

della solitudine che, lontano delle


sue

dai tumulti del mondo

dalle arti sue, vive

soltanto si appaga piace. e come di questi pensieri tutte proprie di poeta lirico, e pi" lirico sono Queste belle qualit" che epico (ripetiamolo ancora) era Niz"mi. Dell'arte sua poi nell'uso di concepiree rendere nell'architettura della frase, ne! modo della lingua, detto gi" nel di queste immagini,abbiam le immagini, e della natura idee
e

de' suoi

LA

POESIA

ROMANZESCA

197

della poesia mistica, laddove capitolo misteri.

si trattava

del

suo

Tesoro

dei

nel 7^25 d. E. (1324 d. C), abbiam morto Dehli, gi" di tale,che, per alcune sue qualit" anzi come di poeta lirico, detto come U"fiz. Ma se nella il maggior lirico persiano, faceva presentire particolari, " tale non e originale, sotto questorispetto, eglipu" dirsi e nuovo lirica, anche troppo fedele imitanella quale si mostra tore nella poesia romanzesca, Di che Niz"mi. Niz"mi fu del suo imit",anzi grande predecessore rifece i poemi romanzeschi, riunendoli egli pure in un libro solo dal titolo di nome lievi mutamenti di Quintuplo, con per ciascuno, ma pur sempre Perch" il dal titolo arabo Mafia nella sostanza. suo quelli poema " poema mistico che corrisponde al u"-anvdr, cio" lo Spuntardegliastri, i cio" lo Specchio Tesoro dei misteri,di Niz"mi ; e VAy"neh IsJcenderi, d'Iskender Libro al o Alessandro, pure di Niz"mi; d'Iskender,corrisponde BesJit Bihisht,cio" Gli otto l'altro poema alle Sette Belt" corrisponde del re Behr"m-g"r. in quello, le avventure narrandovisi, come Paradisi, Gli altri due poemi poi,Khusrev e e Meg'n"n e Sh"r"na, Levia, hanno, vedesi, lo stesso titolo e lo stesso soggettodei loro modelli. come di questipoemi di Khusrev si debba e possa giudicare 93. Ora, come abbiam " dato a noi, che non di Dehli,non potuto vederne i manoscritti le rare edizioni che di qualcuno e nemmeno aver quasi tuttiinediti ancora state procurate in Oriente. Ma, se pure " lecito l'indovinar di essi sono

92. Di Khusrev

di

cosa qualche errare

secondo

certi criteri comuni, si


non

pu"

affermare

senza

timor di

che Khusrev

che quellaleggegenerale
ancora

perch" Khusrev
non

solo per non pot" essere gran poeta romanzesco, tuttifa inferiori ai loro ma modelli, gl'imitatori in cui la poesia apparteneva gi" a quel tempo

persianaaltro
e

faceva che rifare e ridire ci" che altri aveva

gi" fatto

detto

prima. Di

ricordiamoci

detto cotesto, e ora abbiam sopra, nell'introduzione, caratteristicidella tarda qui die questo " pure uno dei segni

Khusi'ev pertanto, oltre l'inferiorit"propria degl'imitatori, poesia persiana. che " quel arte s" l'altro difetto che ha ogni non con reca originale, che sia,dalla sua altezza origidiscendere del genere, plastico o poetico naria dal nobile e solenne al volgare al pedestre e all'umile, e primitiva che non " sempre bello in arte, di render pi" forse con l'intento, trito, cile ovvio, pi" facile e piano ci" che altriha detto o fatto in maniera pi" diff"e e

astrusa. Onde

s'intenderebbe

in poema romanzesco, racconti dappoco, umili indurre in


un un

rire potutoinsecerti d'alto valore nell'origine e nel soggetto, vere inezie,come puerili, questo, cio", per
come

mai

Khusrev

abbia

pio uomo

credere

nell'ascensione di Maometto
il

fatta al cielo,

attimo, Iddio trasforma


e

marito

al medesimo trascorso.

sette figli in sette partorir al medesimo luogo, tempo,

gli fa j"render anni, poi lo ritorna allo stato di prima, pio


uomo

in

donna

senza
e

che

un

solo istante sia

In tal maniera, per un'arte


ma soltanto,

frivola

che, si badi, non ciarliera,

" di Khusrev

gi" di

molti suoi

contemporanei e pi" ancora

198

CAPITOLO

SESTO

dei

la poesiasi poetiposteriori, Iddio


e

abbassa

mente e avvilisce miseraraimiilia,

sua. l'opera 94. Ma noi, per le ragioniesposte, pi" in "d di

cotesto

non

possiam

soltanto che forse Khusrev dire; aggiungiamo di


narrar

poeticamente e in forma di romanzo oltre i sopraddetti di soggetto Perch" trovasi che egli, poemi che sono del suo antico, altri quattro ne ha composti sopra soggetti tempo; e il cio" la Chiave delle primo si " quellodal titolo arabo M"ft"h ul-ftduh, del che le narra vittorie, imprese guerresche principedi Dehli,Gelai ud-din F"r"z-sh"h, negli anni 089 e 690 d. E. (1290-1291 d. C). 11
secondo ha il titolo pure arabo di Qirdn di due fausti pianeti, composto per cio" ul-saadayni, celebrare la

diede per il primo l'esempio alcun fatto contemporaneo.

zione Congiun-

il fausto incontro di

del Bengala, nel 688 d. E. (1289 d. C). avvenuto padree figlio, principi i cio" ha la descrizione Nove Il terzo, dal titolo persianoNul"-Si'p"ln\ Cieli, le avventure della corte d'un principe indiano, e il quarto narra Khizr Khan d'amore del giovane principe la bella Deva! R"ni, figlia con due d'un
re

del
e

Guger"t.Ma basti omai


di

di questo poeta poco Mas"d di

e troppo originale

fecondo

troppo imitatore.

95. Lasciando
600 d. E. alla storia Y"suf lasciando detto

parlare di
autore

un

(1203 d. C.) e
e

d'un poema Zal"kha, perch" nulla


ne

Her"t, vissuto intorno al che rest" incompiuto,intorno


romanzo

sappiamo o possediamo di lui,


di Nakhshebi

anche, perch" nulla

conosciamo, il

di cio" la Pioggiadi rose, che raccontava le avventure Giil-rtz, Mas"m la bella N"sh"beh, passiamoora a Kh"gi" Kirm"ni, autore di con celebrati poemi romanzeschi, detto appunto Kirm"ni nato nella per esser almeno di Kirm"n l'anno 679 d. E. (1282 d. C). Fu poeta lirico, provincia dai ({uali dal far le lodi dei Muzafferidi, a principio, poi si e cominci" si dice, per recarsi alla corte distolse per qualche cori'uccio grave, come di F"rs. di Sciraz,presso il principe Ab" Ish"q,signoredella provincia le Sembra anche che egli, tanti altri poetiche, abbandonate come pompe alla vita vollero della si la mistica, solitudine, consacrasse cortigiane, quiete sceltosi per guida spirituale ilsavio Ala ud-ilin Simn"ni. Mori nel 753 d. E. nel 742 o (1352 d. C), ma altri sostiene che la sua morte " avvenuta nel 745 d. E. (134.1o 1344 d. C), a propositodella quale eglicompose certa sua quartinacon evidente imitazione di Omar una Khayy"m o degli antichi poetiarabi,lodatori del vino:
Ouel (l" ch'io partir" da questa t(M'ra Col corda duol crucciato E dell'esseremio
il vetro spezzer"
una

Xoii

alcun pianila
Fuor

sovra

la touiha mia,
clic il mio l'uoi'

del vino; clicil l"iccliicr lutto jiel

Xou

alcun ;j,eiiia

Contro

il fato, pietra

Liuto abl"andonato.

96. Seguendo Fuso


anche Kirm"ni JNizc"mi, corpo sotto quel nome

che allora

era

invalso, d'imitare

volle comporre d'uso. Ma, laddove

Quintuplo di cinque poemi, riuniti poi in un


il il Quintuplo di Niz"mi
conta

200

CAPITOLO

SESTO

con perch"eglicrede che Ilum"y"iinon con tanta jDassione, cruccioso e vorrebbe, corrisponda, Hum"y indispettito gli fugge quanta egli tarda a raggiungerlo in un deserto,laddove, piangente la e desolata, non de' suoi fedeli al colmo della felicit", Iluni"yallora, principessa. per uno che l'avean s'era tolto dalla casa quand'egli paterna,'' seguito compagni s" manda la della E mano figlia. l'Impeall'Imperatore chiedendogli ratore per risponde di volere acconsentire, purch" prima glisia restituita la la rinvia al padre. Il padre allora, violando la fatta proe Hum"y figlia; messa,

attendo. Ma

fa rinchiudere

in

un

profondo e ignotocarcere
essa suo

l'infelicefanciulla,
e segnidel coi'doglio

poi,fatto sparger tutta la pompa con


Quellafalsa voce
dolore
e

voce

che

" morta,

con

tutti i

degna del

grado,ne

celebra in

" pure intesa da Hum"y; deliberato ornai d" morire, si ritrae dal
suo carcere

pubblicoi funerali. nel pi" profondo perch"egli,


ancora

nel deserto. Ma di far


conoscere

Hum"y"n,
verit" al

lontano,trova

anche

modo

la

suo

fedele,che, armatosi

in tutta fretta, coi suoi

fidi e animosi
contro
con

compagni prontia sfidar con lui e citt" imperiale. L'Imperatoreacceso


nella che battaglia

muove per lui ogni pericolo, incontro di furore gli corre

la

ma ne e esercito; tolta dal carcere e maschi, e per" Egli non lascia figli fatta sposa del suo adorato Hum"y, gli succede nel regno e governa con Io sposo il popolo suo per molti e molti anni felici. 99. Tale " il bel poema antico di Kirm"ni; bello quanto al soggetto, indubbiamente in alcuna sua parte, ma trattato con poca arte dal poeta. Perch" egli, abbiam detto, il metro assunto,come epico di Firdusi,e col il anche inettamente imitare, metro non sa linguaggio ch'egli guast" nel le le resto tutto il racconto e le con stravaganti immagini, con iperboli metafore stranissime, le lunghe e prolisse le ripeticon con descrizioni, zioni alla maniera di Niz"mi che, come sappiamo, cento volte ridice la diverse. Ma Niz"mi " pi" eletto e castigato nell'ai'te stessa cosa con parole

segue, " atterrato la bella Hum"y"n,

ucciso da

ampio Hum"y.

sua,

lo stile

ne

"

pi" nobile

ed elevato, laddove
a

Kirm"ni, strascinalo

forse dal metro che

si lascia andare pi" scorrevole,

Delle freddure e degenera in trascuranza. gli darem colpa, perch" quello era l'andazzo dei tempi; e chi, anche

quellafacilit"soverchia dei concettini frequenti non


ne

grande, pu"
nemmen

sottrarsene

interamente?

Non

se

sottrasse

inleramente.
"

Firdusi

quando l'arte era

e Niz"mi meglio frenata,

gi" troppo

del intanto che Kirm"ni n" l'arte sovrana non aveva pieno di concettini, n" fine ed eclettico del secondo. l'ingegno primo, Gul e Navr"z (Rosa e Primo di dell'anno) 100. L'altro poema fu finito da Kirm"ni dieci anni pi" tardi, cio" nel 742 d. E. (\oA\ d. C), e fu da lui dedicato al ministro Tag' ud-d"n Ir"ip, che minislro dei Muzal"'eridi, il rimuner" l'epilogo. nelriccamente attesta eglistesso, riconoscente, poeta, come al lodi a Dio, al Pi'ofeta, Incominciasi,pertanto,con le consuete ministro protettoree mecenate, e seguesi narrando come un giorno il di re Fir"z, signore del Khorassan,giovane legNavr"z, figlio principe

LA

l'OKSIA

UO.MANZIiSCA

r^Ol

giadrodi
sentendo

corpo

adorno

rammemorare

di invaghisce

lei

non se

Navr"z, fortemente

della mente e del cuore, ogni bella (inalila la bella Gul, figlia di Grecia,si dell'Imperatore vista,mentre essa pure, al solo sentir parlaredi innamora. Chiede il giovane di andare ne attorno di

col secreto intento di trovar la sua bella,ma incontra un per il mondo caduto in profonda malinconia, si forte ostacolo nel padre; perch"egli,

d'ognimaniera di conforto. Soltanto un nome Mihr-pest, gran mandatoglidal di consolarlo modo due storie di giovialquanto, narrandogli netti padre,trova di l 'altradi una amanti, soggetto persiano, soggettoarabo, pervenuti, alla loro felicit". Un'altra storia gli" e mille ostacoli, dopo mille pericoli di esso Mihr-pest, storia di amanti, infelici anche narrata dal t"glio dapprima e anche e poi felici; questa glid" qualche conforto e speranza. Ma iNavr"z, la desiderata licenza al partire; alla fine,pu" impetrar dal i)adre per"egli di alla corte laddove dalla nutrice della ne va dell'Imperatore Grecia, se
savio, di
sua

ritrae dalla

compagnia degliuomini,

mostrandosi

schivo

la lieta notizia che la fanciulla pure lo ama. La nutrice si che porta i messaggi dell'uno all'altrodei due amanti, finch" " poiquella Gul intende fatto conoscere il il valore di Navr"z, che
e

poi,essendosi
muove

per

l'Imperatore
e

contro
mano

di Siria, Fer"kh-z"r, principe di Gul. Celebrate subito


con

lo vince, egli chiede


con

ottiene la
e con

molti onori, Navr"z del

ritorna

alla morte

padre,egli regna
di lui da
un

magnifica pompa la sposa nel Khorassan, laddove, felice per alcun tempo. Una conginratuttavia,
nozze a principeQob"d, glitoglie un

le

ordita contro regno


e

tratto

vita.
come

confrontarlo con " assai l'altro, vogliasi cosi si pu" giudicare, vario e pei-", se meno pi" semplice nell'intreccio, adorno nella sua architettura e nel disegnodell'azione, e meno se pure il poeta, nel tesserne il racconto, non l'ha reso di pi" bello e pi" fiorito; che non sappiamo e non possiamo dir nulla,perch"del poema non abbiam " stato intanto che il datone sunto diretta, or ora potuto aver conoscenza che pot"leggerlo. dato secondo l'Erdmann Ma l'arte, deve o non non forse, dissimile da quella dell'altro poema. Noi intanto osserviamo pu" esserne che
ne a

101. Questo poema,

chi ha letto il Libro

dei Re

il sunto

che

nel

capitolo precedente

abbiam

dato,non
e

sar" potuto

mutati amori

i nomi di

alcuni

Gusht"sp e
mano

che ilsoggetto di questo poema, sfuggire lievi " pochi e particolari, quello stesso degli di Ket"y"na,che formano dei pi" leggiadri uno sodi epimaestra

trattatidalla

di Firdusi. Perci",ricordiamoci
alla corte

che anche

di dell'Imperatore soltanto in sogno, s'invaghisce y"na, la bella Ket"che occhi di divenuto suo cero, suocostui, figlia dell'Imperatore; agli mostrati alcuni atti egliacquista pregio grandissimo dopo s{)lendidi di valore e vinti i nemici in guerra; che ritorna in patria la sposa e con Soltanto l'aggiunta dei tre l'acconti per regna dopo la morte del genitore. il consolare e giovane Navr"z, dev'essere certamente aggiunta posteriore,

lasciata Gusht"sp,

la

reggiapaterna, trovasi

Grecia; che di lui,veduto

202

CAPITOLO

sp:sto

forse " dovuta poema,


era
un o

Kirm"ni; il quale,quanto al soggetto vero trov" questa storia in qualche altro libro n" s'avvide che
allo stesso
o

del
essa

del Libro dei Re episodio orale. Perch" che


sono

lo contrafTaceva, ovvero
ancora,
o e

la raccolse da

qualchetradizione
che certi racconti abbian vissuto
e

" avvenuto

gi" lo sappiamo,
di

del Libro dei Re

vivano

ancora,

Niz"mi, talvolta rimpiccioliti e avvicinati all'idillio,


di
un

dei romanzi

nelle tradizioni del

popolo in

Persia. celebre
e

102. Ass"r
non singolari'

di Tebr"z fu autore solo per le molte


e

romanzo

veramente

assai

strane

intralciate avventure

che vi si

raccontano,
amoie,

ma

.li due

di e non perch"esso narra una storia d'amicizia, Mihr e iMushteri (Sole e Giove),una coppia di giovinetti
ancora

amici

teneri

simile fedeli,

quella di Oreste

Pilade, di Damone
era

Pizia. Ma

il poeta che

dottrine mistiche ed professava

dato alla vita

volle forse alla ascetica,

trinale dotsignificato e ilsuo e allegorico, soggetto era acconcio per cotesto ; anzi Gi"mi, faceva ne che pi" lardi,come vedremo, tratt" soggettosomigliantissimo,

pietosastoria dei due amici

dare

una

certa

sua

che poema essi tuttavia che

dell'anima allegoria riferiscein un il Peiper


non

del corpo.

Del resto, molti brani del

suo

sono opuscolo,
ma

prettamentemistici;
sono

toccano

il

soggettodel poema,

ammonimenti

amici suoi,o sono il poeta stesso e alcuno degli sioni digresrisguardano Cotesto abbiam veduto in di morale. intorno a cose gi" vaghe ancora e non Niz"rni che gi" era mistico, ma pur sempre romanzesco, ad alcuno de' suoi romanzi. Comuntiue allegorico seppe dar significato sia di cotesto," certo che Ass"r, componendo il suo poema, fosse o non fosse mistico
accorse
un se e

fece opera allegorico,


con una

tutta nuova;

di che di
non

eglistesso si
aver

quando,

certa

diceva conjpiacenza, intese:


Annui Mdto

composto

libro dove pure

si discorresse d'amori le abbiamo


certa, i casi,

sensuali. Eccone

intanto le

parole,

dirittamente

Oiioslo lec'io(licoscienza

alieno e del
cor

scevro

tristo d'oiiiii casti affetti. [lii"

Di Mihr

Mnshteri narrando

per sndi

che narrasi,da Per ([neiranior

inipnri
abbiam

103. Ass"r
vita di
sua

era,

come

detto, della citt" di Tebriz;


che

ma

della

nulla

sappiamo,eccetto
casa

eglifu della

corte

del

Bagdad,della

degliIlkh"ni,che noi gi"abbiam


che
ne

Uveys principe i trovato fra poeti poeti altri aveva


beffe,Ass"r
si dove, Tebr"z,lade che principe

liricie del

disse le lodi. Vedendo quale volta anche se assai poco riguardo e qualche
Ass"r
a

ai

faceva
sua

ritrasse

vita solitaria all'uso dei mistici nella di consiglio


certo

nativa

dice esser ch'egli il suo il sultano Uveys, compose doveva essere certamente poema, e vi mori nel 779 o nel 784 d. L. (1877 o I.S8-2d. C). Qualcuno lo chiama per amico
suo,

anche

Att"r,
subito
un

ma

il

suo con

vero

altro

" Ass"r; questo errore l'IIammer s", perch"alcuni, come


nome

ne

ha trascinato

dice Att"r, hanno

affermato

che

il poeta

era

che pure lo del grande mistico figlio

LA

POESIA

ROMANZESCA

203

Ferid ud-diii Att"r,autore

del

degliuccelli. Ma, quando vogliasi Colloquio

guardare al tempo della morte dell'uno e dell'altro poeta, si vedr" che del mistico Att"r,perch" Att"r mori, passata Ass"r non pot" esser t"glio d. C), e Ass"r mor" al pi" presto l'et" di cent'anni,nel G27 d. E. (1:2:29
nel 771) d. E. dell'altro v'"

(1377 d. C),
secolo di Ass"r

per"
e
mezzo

tra

la morte

dell'uno

la morte

quasi un

d'intervallo. che il sunto,

104. Del poema

non

possiam dare
molto

togliendolo

dirne quanto al valore intrinseco, e non e dalTHammer, dall'Ouseley perch"non ne abbiam potuto vedere che scarsi frammenti, nelle opere di Gi"mi e delTIIammer, e soltanto alcuni passiche daremo in un tradotti, manoscritto dell'Accademia dei Lincei
tuttora
a

Roma,

alcuni

distici che il

l'estando esso Peiperriferisce,

inedito.

Sappiam

composto

ad imitazione

di

di Niz"mi, del quelli

tuttavia che esso, simo altisquale Ass"r aveva che

concetto, fu assai reputalo in Oriente, trovandosi


della poesia, con persiani

gli storici

giudizioche " concorde,ne dicono meraviglie. doveva dilettare e piaceresommamente E veramente in tante e nuove esso taglie, e inaspettate diverse,di batavventare, in tante descrizioni di stagioni di viaggi, di deserti, di palazzi, di caccie, di giardini; nelle quali sembra che Ass"r fosse abilissimo. N" sappiam dire se egliebbe da fonti del suo racconto, o se di piantal'invent"; antiche ilsoggetto inclineremmo n" sappiam bene il pei'ch", alla seconda opinione, tanto pi" che tuttavia, che favoriva ognipossibile l'invenzione dei soggetti veniva allora allegoria, di moda. Non tutto per" deve essere stalo inventato da lui; e certamente dovette venirgli da fonti assai pi" antiche quel particolare delTamicizia di ci" che " pure un parMihr e Mushteri per la quale essi furono separati, ticolare
del nolo diremo
l'omanzo

occidentale di Fiore nel di


nono. capitolo Persia Sh"p"r,che

Biancafiore. Ma

di cotesto

pi" lungamente
re un

105. Adunque, il
aveva sepoli),

risiedeva in Istakhar

(Per-

ministro

aveva

bellissimo di nome Mihr (Sole), fedel e il suo figlio di nome Mushteri (Giove), i leggiadrissimo pure un t"glio

essendo quali,
amavano.

di
ecco

pari et", stati anche


che Behr"m,

cresciuti insieme, fortemente ufficialedi corte, vede

si

Ma

d'un figlio

di mal

tanto e col padre, invidioso egli pure, fa,che il quell'amicizia, di Mihr la rappresenti al re Sh"p"r come illecita e pericolosa. precettore Perch" il re, venuto subilo in gran disdegno, comanda al ministro di tenersi a casa il figlio " duramente tanto dato quel comando, che suo; ma il ministro,trascorsi alcuni pochi giorni, di dolore. I due teneri muore nella forzata separazione; soltanto amici, intanto, soffrono e penano Mushteri ha di quando in quando qualche notizia del dolce amico per di un fedel servo di nome Beder. Ma, un giorno,una lettera di mezzo

occhio

Mushteri di Behr"m Mushteri

che Beder che


e con

recava

Mihr

celatamente, cade per


reca

caso

nelle mani
re.

molta sollecitudine la
e

da

leggere al

Ecco che

il fedele

animoso
a

Beder

signoreche

li condanna

morte;

nel cospetto dell'adirato risparmiati poi per intercessione di


sono

menati

"04

CAPITOLO

SRSTO

lasciano la citt" e trovano asilo nelperpetuo esilio, intanto che Mihr infelice, dopo acerbi rimproverie molte miiiaccie rir"qa, fondo di nel torre. di morte, " gettato una Bihz"d
e

mandati

in

106. Intanto,Mushteri
assaliti da certi ladroni da

Ceder, nell'avvicinarsi ad nn castello, sono ad onta del valore strada, presi, incatenati,

nel difendersi, e chiusi nel castello per esservi riserbati a crudele spiegato del vederli Ma la donna del signore del castello,impietosita supplizio. di fuggire; usciti e avvenenti, porge loro destro modo perch" essi, giovani celatamente di deserta
carovana

errando vanno prigione, e gi"si rassegnano a morir

sfinitie

affamati per una di stento, quando il capo

pagna cam-

d'una

ilgeneroso Mahy"r, liraccoglie e li conduce, graditi sopraggiunta, suoi, nella citt" di Bey. In questo tempo, anche Mihr ha potuto ospiti la libert"; oltremodo desideroso di rivedere il suo perch"egli, ricuperare di gran prezzo, s'invola secredolce amico, avuti dalla madre certi gioielli l'India credendo che in quella alla casa paterna e si volge verso tamente Tre fedeli compagni Mushteri abbia trovato terra appunto il suo rifugio. viaggianocon lui. Ma Behr"m, 107. He Sh"p"r non pu" consolarsi della fuga del figlio. stesso domanda d'una ricca se egli la speranza con ricompensa,gli possa andai' per il mondo, travestito da mercante, alia ricerca di Mihr. Perch", si mette in dal re, egli di molti denari e di molte cose preziose provveduto eglis'incontra nell'odiato viaggio, quand'ecco, per la via dell'Azerbigi"n, Mushteri che col
suo

fedele Beder diletto amico. sopra


una nave

con

un ima

altro compagno,

Mihr"b,

va

pur cercando il suo cacciato da Behr"m La Caspio.


nave

Dopo
e

l'infelice " lotta, disperata alla ventura sul Mar "

abbandonato co' suoi

fa

e Mushteri naufragio, una

compagni di

sventura

laddove un re di Derbend spiaggia, cacciando per quei luoghi,tutti li accoglie e soccorre con che andava il molta umanit". Trascorso qualche tempo, Mushteri, sebbene generoso alla ricerca che malvolentieri lo lasci r itorna tanto sua re assai partire, stenti catena delmolti con sta e a pericoli l'aspra cuoi'e, e passata gli si sofferma a riposare l'Alburz, alquantoin una regionetutta bella e sparsa di giardini. 108. Anche Mihi' coi compagni suoi si affretta per via, fuggendo Tii'a fa naufragio, ma ecco e sale su d'una nave; ch'egli paterna.Giiuige al mare solo coi altri l addove che tuttij"criscono compagni gli naviganti, egli

gettatodalle onde furiose sottra

di salute, vien portato dalle onde ad un'isola deserta. Gi" essi disperano di frutti deliziosi, bench" l'isola sia abbondantemente (luando pi'ovvedula
un

mercante

di

nome

Sherf

lidiabbandonati a (piei aj)[)roda


con

prende con

s"

trattati da quei tapini,

lui

molta

benevolenza.

Mihr

Sherf di voler visitai'ela terra di Kh"rezm, della

esso (piale " in viaggio, Gi" tutta la carovana quando la compagnia di Mihr le " del maggiore aiuto,perch"ilvaloroso giovane uccide un N^one e mette in fuga masnada di ladroni, onde glitocca una ricchissima preda.Giunto alla una

" i)n'gatoda Sherf " nativo.

LA

l'OKSlA

HOMANZESCA

205

il quale " sempre della bellezza, Sherf, pi" meravigliato della bella della graziae del valore di Mihr, e gi"gliha detto alcuna cosa si reude nel di del N"li"d, t"glia Keyv"iire cospettoregaleportando paese, anche " dal re intorno alle e seco doni; perch" interrogato magnifici di far molte lodi del giode' suoi viaggi, avventure eglinon pu" a meno vane Mihr. Re Keyv"n desidera vederlo;e il giovane,col suo leggiadro

cill" di Kh"rezm,

con aspetto, re

le sue

e pi" ancora argute e savie risposte

con

una

lode del

fa improvvisata,

il quale,gi"avendo grandissima,
e

avvenente
a

riempie re Keyv"n concepito opinioneche l'incognito donatolo riccamente, vuol sottometterlo garzone sia di nascita illustre, stupirtutta
la corte
e

di ammirazione

certe

sue

prove.

109. Le prove sono otto,cio" della lotta, degliscacchi,della scrittura, della forza della musica, dello sciogliere e dell'agilit", enigmi, giare, dell'armegdel cacciare;e in tutte l'animoso fanciullo tocca

splendidavittoi'ia;
tatori dagliesultanti abie ama

anzi,avendo

ucciso nell'ultima prova un a per sbranare il re Keyv"n, " menato di Kh"rezm. Tutti l'ammirano, e
ma ne ecco

terribile leone inferocito che stava


casa

in trionfo

pi" di
e

tutti l'ammira

il re;
se

di costui, la bella N"hid, perdutamente la ("glia che, intanto, nutrice di lei,fedele di consapevole
trova compiacente,

La invaghisce.

modo

di

nel far consolarla, perch",

il giovane Mihr,ella quell'amore

anche vista da lui, di lei, non ma gi" scopre che anche Mihr " invaghito da lui conosciuta per le molte lodi che di lei si fanno. Eglituttavia non pu" dimenticare ildiletto amico suo, il suo Mushteri,al quale va pensando La nutrice, alla innamorata fanciulla reca festosa intanto, giorno. ed esultante la notizia dell'amore del giovane straniero per lei. ambasciatore di Qar"-kh"n, fiero principe 110. Intanto, di Samaiun canda, viene in corte di re Keyv"n e chiede in isposala bella fanciulla Ma il re, che gi" era deliberato di darla al suo diletto per il suo signore. onde Qar"-kh"n, cruccioso e sdegnato, Mihr, risponde con un superborifiuto,
notte
e mena

contro

il Kh"rezm
non

un

esercito

perde d'animo; ma una a Qar"-kh"n, nella quale Mihr fa prodigi di valore, gran battaglia perch"egliscompiglia le schiere nemiche, uccide i miglioricapitani, Io stesso Qar"-kh"n, che re Keyv"n, al cessar atterra e fa prigioniero della vorrebbe punir di morte, ma che, per intercessione di Mihr, " battaglia,
rimandato libero nel
e

sofferta.Re

Keyv"n

si

infinito per vendicar l'onta le sue schiere, d" raccoglie

suo

Il re, allora, e Mihr intanto che il re


con

tributo. annuo regno sotto condizione di mandare tutto l'esercitovittorioso ritornano trionfanti in citt",
nozze

ha deliberato di affrettar le
una sera

del valoroso
re

garzone

lungamente erasi trattenuto con Mihr in un giardino a ber del vino sotto glialberi lutti in s'addormenta Mihr, allontanatosi per un istante, dersene avvefiore, quasi senza in un luogo ombroso laddove egli" veduto da N"h"d e solitario, che per caso passava di l", ciulla accompagnata dalla nutrice. L'innamorala fanabbandona il capo in grembo al leggiadro garzone, il quale,come

la

Ma figlia.

di

in primavera,

cui il

20()

CAPITOLO

SI-STO

si vede feliceappieno,tanto si ridesta, sognava di lei.Quella notte passa


in tenere
tutta

pi"cli'egli, appunto in quell'istante, attimo di un rapidacome (juanta,

soltanto all'apparir dell'alba, giiamanti perch", parole, il delirio dell'amore, s'inducono a separarsi. Ma, cessato per un momento doloroso ch'egli che Mihr " assalito dal pensiero oma", per un altro ecco del suo viaggio, ha potuto dimenticar la meta quella di andar in affetto,

tempo,

traccia del fanno pregare deserta

suo

amico

che per lui ha sofferto l'esilio. Amore diletto,


e

e sa

cizia amiche

in lui doloroso
o

ostinato contrasto, e
o

l'infelicenon

il cielo

di

darglilume

di

di toglierlo
tanto

vita.
tratto di terra

111. Mushteri

che ha percorso intanto,

abitata

Mihr"b Beder e con l'amico suo, con cercando sempre Egli invia Mihr"b in citt" presso le porte della citt" di Kh"rezm. quando, addoi'inentatosi con gli trovi un luogo da pernottarvi, presso la via intanto
venuto

giunge

perch"
Beder

Behr"m,

ad

schiavo di attende che Mihr"b ritorni, uno ch'egli nosce ricodel suo signore, attinger acqua per la carovana Fattone da lui

i due s'avvicina

addormentati.

consapevole Behr"m, il tristo

scina i due miseri e seco li trafa caricar di catene furore, e le percosse, quando Mihr"b, intanto che torna dalla citt", giunge e vede la sorte dei suoi compagni. Perci",tornato con ansia laddove egliha udito parlardi Mihr con in citt", gi-andissima e tremore

gran tra le villanie

con

lode, trova

modo

con

le

e preghiere

con'

le

lagrimed'introdursi

fino alla

dere l'accaduto. Mihr alloia, impazientedi rivepresenza di lui e di narrargli l'amico suo, ricorre per aiuto al re che tosto con gran sollecitudine fa
cercar

di Behr"m,

ordinando

di menarlo

nel

suo

cospetto, appena

si

potuto trovare. P^cco adunque che Behr"m, intanto che Mihr si tien celato dietro una cortina," introdotto nel cospetto regale,e vengono lui anche Mushteri e Beder,tutti sanguinosi introdotti con per le toccate dal re, rispondeiiehr"m che Mushteri e Beder erano percosse. Interrogato ch'erano essi fuggiti da lui, aveva ogni diritto e ch'egli gi" suoi schiavi, non Mihr, allora, pu" pi" trattenersi; ragione di cercarli e di puniiii. il bugiardo confonde balzando dal e svergogna suo nascondiglio, perch",
sia

lagrimedei circostanti si gettanelle braccia del suo caro amico. di Behr"m, gi" " pronto il carnet"ce per la condanna Gi" il re pronuncia belle domanda ne con quando Mushteri, inginocchiatosi, decapitarlo, di tutti gli astanti, La grazia, nella commozione gli" parolela grazia.
e

tra le

concessa;
e

quale contrastano rabbia e vergogna trascorsi pochigiorni, non offeso, ratament compiantoda alcuno, dispeoi'goglio
ma

il tristo, nell'animo

del

muore.

assai breve stagione, Keyv"n allora, lasciata passare una tutta la Fatte le qualicon della sua s'affrettaa celebrar le nozze figlia. della Mihr vedesi al colmo tutto il giubilo, felicit", e con quando pompa abbandonati de' suoi memoria rinasce in la genitori cuore gli improvvisa memoria lo rende malinconico che ora forse lo piangono estinto, e quella domanda la cagione, e e dolente. Di cotesto avvedutasi N"h"d, essa gliene 112. Be

^20S

CAPITOLO

SESTO

ironia leggiera

tutta

loro

onde particolare,

anche pi" riper"30"e

strana

cercarla sul serio. Per", grossa appar burlesca, laddove Assar sembra festosa di quel romanziere intanto che piace la stranezza nostro, spiace

pei'siano, perch" vuole esser grande, e non " e non pu". Ma ai difetti dei tempi suoi, inclinati a volere il nuovo ad eglipartecipava intanto che gli resta il ogni costo, e per" bisognascusarlo in gran pai'te,
10 sforzo del merito
e

non

dubbio

dell'aver trovato
con

soggetto cosi

nuovo e con

vario di

conto rac-

d'averlo condotto

bell'ordine nell'insieme

proca giustae recifu

di proporzione

parti.
che che S"veghi, noi gi" abbiam

115. Anche
e

l'artificioso e studiato Selm"n

gi"maestro
tra

amico

del

e poeta Uveys, e principe

conosciuto

volle comporre due poemi romanzeschi ad imitazione di poeti lirici, Niz"mi. Uno dei quali si " il Gemsh"d e Khorshid, storia d'amore, in cui l'antica Gemshid, non pi" il gran (iemshid del Libro dei Re, fondatore mitico delche monarchia si ma un iranica, giovane principe immaginario dice t"gho dell'Imperator della Cina, s'innamora della bella Khorshid, di Grecia. Narransi le avventure, al solito, dei due figlia dell'Imperatore fu comamanti e si dipingela loro conseguente felicit". il poema posto Intanto, il quale, alludendo da S"veghiper preghiera del suo regaldiscepolo, ai poemi di Niz"mi, glidiceva un giorno:
Di Fci"k'kI e Kliusr"v divenne anticd

.Moneta antica Batti nel In


nuova noine

non

11 libro oniai. Tu mostraci novella Una reo'alc immairine Cotesta

ha eorso, e tu mio di tua parola, intanto la moneta.

zecca,

al poema, come attestano la dimenticanza qualiparoledella prefazione ad avere che ornai s'incominciava zeschi, degliantichi racconti epicie romancosi mostrano anche il decadere di questa poesiada romanzo e il anche pi" suo agliargomenti frivolie da poco. Tal particolare precipitare Le si manifesta il Libro due nell'altro poema che " pure di
amoroso,

cio" il F"rdq-nameli, S"veghi, inteso


a

che " poema dell'Esigilo,

amanti giovani

descriver le pene di Malik (il l'uno dall'altro, re) e Mahb"b (l'ogseparati

veramente! il poema, strana cosa gettoamato). E S"veghi compose per consolare il principe Beyr"mUveys,aUorquando il suo paggio favorito, l'anno 761 d. E. (1350 d. C), lo abbandon" sh"h, per un lieve dispettuccio,

bellezze. Cosi il poema romanzesco poteva discendei'e ad appropriarsi, por farne soggetto de' suoi di corte e alle bizze degli sbarbati favoriti dei racconti,ai pettegolezzi per recarsi presso altro ammiratore delle
sue

da principi, mistico, 116.

ima

come parte; (lall'altra,

appresso

vedremo,

diventava

zioni fatte precedere le solite invocaKhoi'sh"d, delle consuete storie d'amore, e lodi di Dio e del Profeta, narra una dell'Imperatore secondo la ((uale il giovane Gemsh"d, animoso e leggiadro figlio dell'Imdella Cina, ode le lodi della bellezza di Khorshid,figlia
Il poema

Gemsh"d

LA

POESIA

KOMANZKSCA

209
se

Miihr"b, perch" eglisubitamente peratore di Grecia, dal pittore


innamora.
avventure

ne

Domanda
con

al padre di andare in Grecia


e con

va, incontrando

diverse

e naufragio il fedele Muhr"b si reca destramente nelle stanze della Intanto, bella Khorshid, e tanto fa che poi introduce nel suo cospetto il caldo e

mostri

dragoninel deserto

facendo anche

in

mare.

disioso amante. libazioni

copiosedi vino
il

che il poeta ne metro e rima. Ma

passata ti'acanti e suoni e con intanto leggiadri paggie avvenenti ancelle, riferisce anche le appassionate ghazeleo canzoni,mutando
una amore

Descrivesi

notte di

tutto cotesto,fa chiuder padre di Khorshid,risaputo la t"glia in un castello, laddove,di raro soltanto e sol per pietosa di cura amici compiacenti, ella ha qualchenotizia e qualche lettera del suo fedele Passano intanto lunghi amante. fattisi la nascita giorni, finch", conoscere
e

il valore di Gemshid

lo

premia

che trionfa d'un re, nemico peratore l'Imdell'Imperatore, col farlo suo in isposa. genero dandogli la figlia
con
"

torna Gemshid, allora,

la

padre,regna felicemente. chi si ricorda del Libro dei Re, di Firdusi, alcuni puntiparticolari, volmente ageavr" riconosciuto ilvecchio
corte
romanzo

in Cina,laddove,morto il compagna Tale " il soggetto del poema, nel quale, tolti
sua

di

che, venuto Gusht"sp


e

in

di Grecia, all'Imperatore dopo mille ilsuo valore


e

avventure

dato stenti,

scere cono-

la nascita, cio" la bella Ket"y"na. ne sposa la figlia, cio" il 117. L'altro poema, Libro dell'Esiglio, s'" come per consolare, il principe detto, Uveys della fugadel
e suo

racconta i casi paggiofavorito,

le gioie e i dolori, la rappresenta si volgeal principio,

e la soddisfazione disperazione e

di due

amici carissimi, dall'avverso destino separati E il poeta,sul


suo

felicemente. poi ricongiunti signore, dicendogli:

Oi' dalla lingua mia, prence e signore, Vieni ! l'istoria de' ilne amici ascolla!

Ma la storia dei due amici " intrecciata di molte


con

altre storie

intanto che pur e similitudini, allegorie


e

se

ne

descrivono i

secondarie, giuochie

le feste nei loro incontri fa


uso

la tristezza nella

Anzi ilpoeta vi separazione.

anche

soverchio
e

di

l'esilio e la lontananza danno anche speranza


e

dimostrai'e che appunto la separazione, bench" dolorosi nel presente,

volendo paradossi,

pegno

della

prossima gioiadel

tornare

insieme. E

va

afferma che lo stare insieme ha in s" iltimore pi" in l", perch"egli della futura e prossima separazione. In questa guisa,faticosamente forzando la verit", termine il che a mena non S"veghi sappiamo se poema tanto valesse da consolar veramente l'afflitto che suo padrone poi gliene dovesse
essere

riconoscente la

nella sostanza, come grato. Il soggetto,

si

vede, " pur sempre


vero e

istoria (qui tratta ad adattarsi a un caso pietosa di Mihr e Mushteri, particolare) gi" composta da Ass"r, di Fiore e orientali
e

t)iaucafioree di altriromanzi 118. Quanto all'artedi

occidentali.

pu" dir subito che


14
"

essa

di poeta romanzesco, si S"veghi nella qualit" " pur sempre leziosa che gliabbiam quell'arte
persiana, voi. II. jjoesia

Pizzi,Storia

della

210

CAPITOLO

SESTO

([uantoalla dizione e all'espressione sia alquanto pi" naturale e sciolta. Ma in poesianarrativa,essa fanno glialtri poeti del tempo suo, torna laddove, come l'artificiosuo alcuna sua allegoria dicendo e segue o va parlaper metafora o compone in senso quando alcuni suoi nomi propri si doppio, specialmente cose nato, Cosi,per esempio, nel primo poema or ora esamiprestano a tal giuoco. il fuggiredella bella Kliorshid e il destarsi del giovane Gemshid di Kliorshid in perlontano da lui che si desta, appunto perch"il nome siano anche modo da narrati in il sole,sono significare potere significa cui Gemshid " si desta la del sole a tramontar luna, assomigliato, quando incertezza nel Per" dall'Oriente. una si leva grande quanto e poema regna
sebbene rimproveratanelle liriche,
ora,

alla determinazione
esso
non

dei particolari, intanto precisa

che

nel

suo

insieme

" difficilea intendersi bene. Ed


ma e

" artificioesterno, iniziato

gi"

da Niz"mi,

senza

cangiar di metro,

quello di riferir ghazele,distici

coble staccati,

e rima, nella narrazione;i cangiando metro quartine, nel suo corso, in s", ma guastano il poema ornamenti quali posson piacere vorrebbe "ssere interrotto. Ma quelle avventure che per natura non sua nenie interminabili, e quei lamenti infinitie quelle d'amore sempre eguali ai nostri Allora come piacciono piacevano, son pure stucchevoli e noiose! ammalate di nervi le solite fanciulle isteriche, i solitiromanzi con giorni i solitigiovani le solite mogli infedeli, da dirsi, con con e di desiderii non

buoni scapestrati, vita formare

oneste e belle. per tutto fuorch" per le cose 119. li"cordiamo ancora qui,senza che possiam dir nulla
0

della

sua

alcun

intorno giudizio
stato

ud-d"n

Ahmed,

detto comunemente
essere
e

sua opera poetica,un Gelai il medico, perch"fu dotto

alla

Gelai
e

abile

in medicina, oltre oltre


un un

come elegante poeta,

disse

qualcuno.Perch",
e

canzoniere poema
a

alcune

lasci"

romanzesco,

opere di prosodiaaraba tolto alle tradizioni non


e

egli persiana,

d'invenzione,

cui eglidiede il titolo di Gul


una

Navr"z

tutto ma antiche, di Primo (Rosa e

delle solite storie d'amore, raccontandovi,i)er quanto pare, dell'anno), mine dei Muzatferidi. Gelai condusse a terdella casa dedicatolo a un principe nel 734 e mori nel 705 d. E. (1333 e 1392 d. C.). il suo poema

120.
conosciuto
come nono

Viene
come

ora

in acconcio

il ricordarsi

auche

di

K"tibi, da

noi

avviene secolo

gi" inclinante al mistico,anzi gi" mistico, poeta lirico, di questo temjw. K"tibi era del di quasi tutti i poetilii-ici

e mori di peste neir838 (l434 d. C.). Compose, oltre dell'aggira anche un Quintuploimitando, come Mz"mi; ma glialtri, le poesie liriche, secondo il Rieu, a stento sia giuntoa comporre un poema pare che egli, di al dei misteri, Niz"mi, (juando mor". che doveva corrispondere Tesoro

Trovasi

tuttavia ricordato anche

un

altro suo

poema

di assai noto le avventure


fatto.

soggetto,

quale faceva
di

del Quintuplo, e forse, parte, per al

raccontava
aveva

pietose
a

Leyla e di Meg'n"u, comc^


121. Ma,
come suo

primo Niz"mi
la retorica

tempo

pi" raffinata e
ad
essere

leziosa viene

guastar la

cosi si poesia,

pu"

dire che

incomincia

unico lavoro

L.V

POESIA

ROMANZESCA

211

di vero immiseriti nella fiacca et" e privi il ingegno poetico, poeti, gi"venuto in uso anclie prima, ma ora salito in onore allegorico, poema dei generipi" falsi e scipiti Nel quale,uno certamente in grandissimo. antichi d i raccontano si non pi" storie pietose amanti, toltone letteratura, n" i personaggi si pigliano alle tradizioni del {)assato, in preil soggetto stito intanto clie sono s'inventano d'un tratto e di pianta, dalla storia, ma due giovani innamorati, dei qualisi raccontano, con e sempre sempre le pi" strane e inveroreconditi e con intendimenti sottintesi, simili significati Che " l'invenzione non avventure. se felice, perch" questi sempre romanzi son tuttid'uno stampo medesimo, e il pi" delle volte essa " ben le strane e inverosimili avventure cosa, almeno povera e compassionevole col quale il Byron,e diciamo anche un fossero narrate con quell'intento dei Dumas romanzi avrebbe
senza pi",
e

di amanti o composto i pietosi ci" illettore Perch",quando pi" intricatie meravigliosi. pur fosse,
un

Sue, hanno

narrato

casi

il diletto immediato

del racconto

narrato

come

racconto

nulla

da tormentar la mente egliavesse razione per trovar sotto la narvuoisi quando c'" allegoria. come recondili, Invece, significati ed eccoci questiromanzi, dal tempo di K"tibi in poi,son tutti mistici; che intanto al punto che gi" nella introduzione abbiam fine in un solo intento che " mistico,la lirica amorosa

notato, riunirsi alla


e

Perci",le avventure
per che fra
umana,

amanti degli

rativa. poesia narle loro pene e le gioie, giovinetti,

la

questipoeti misticamente

romantici, rappresentano gliamori

l'anima del-

in terra, che sospira di ricongiungersi Dio a pellegrina Col qual significato, essi sono tutti eguali " ilsuo divino amante. come che uccide la cos" diventano anche intanto loro, poesiavera, l'allegoria
e

noiosi

riuscendo stucchevoli,

alla fine

non

destare alcuna

curiosit" nel

alcun interesse in chi ascolta. Le mosse, del resto, si son lettore, prese da Niz"mi stesso, che, come gi" abbiam notato, d'Alessandro o Iskender ha fatto un messo di Dio, circondato d'aura profetica, al quale altres", in sul

egli fa confessare che lo stato della vita lunga carriera, mistica " superioredi gran lunga a qualunque altro stato di quaggi".Per schiudeva la via al misticismo perch" tal modo, Niz"mi consapevolmente
termine della la schiudeva e inconsapevolmente poesia romanzesca, quando nelle altre sue storie d'amore incastrava tante e tante all'allegoria, trasformava considerazioni morali e spirituali, in angeli i e di uomini Anche amantisi di platonico suoi personaggi, amore. Ass"r, in cotesto,
entrasse

nella

piccolacolpa;e veggasiper ci" quanto abbiam detto Mihr e Mushteri. Notisi poi ancora che certi persoavanti del suo poema naggi hanno nomi di assai chiaro significato, di Niz"mi,di Ass"r e di altri, i quali, mentre indicano,presicome ne sono, questi stessi personaggi, inerenti e proprieal significato notano certe qualit" c ancora allegoricohe
non

ha veramente

il

poeta ha loro voluto dare. Ricordiamoci


favorita di di
re

soltanto di Filneh

che

fu la

schiava
amanle

Behr"m-g"r,e

della bella Sheker

che fu la seconda

Khusrev

ilprimo, in arabo, Parv"z; i qualinomi, significando

'21'2

CAPITOLO

SESTO

dolcezza zuccherina,fanno conoscere seduzione, e il secondo, in persiano, anche li invent", U adoper" tuttavia con manifesta che Niz"mi, se non coscienza di
usar

nomi

di

Dato signit"cato.

il quale
e

poeta romanzesco,
tutte

seguitoin ci" da Kirm"ni

esempio dal maggior da Ass"r, ecco piovere da


sonaggi peranche

mistici e non mistici, a questa et" pi" tarda,romanzi con parti, che hanno nomi di significato 0 forse l'uso " allegorico.

pi" antico di Niz"mi che lo trov" nel popolo,ci" che ci sembra assai pi" anche nel noto poema popolaredi R"min e Visa,alcuni perch", probabile, M"bed e Zerd come (sacerdote) (biondo) e Gul (rosa)recano personaggi,
nomi di assai significato us" anche
noto. Resta

che
senso

altri pi" tardi, per cattivo

vezzo

che invalse, ne

troppo in

allegorico.

122. Tutto ci" che


non

fin qui abbiam

detto,potr"parere digressione, se

almeno inutile,

cui si dovrebbe ci sembra

posta fuori di luogo,perch" incastrata nel punto in di K"tibi. Ma a noi " parso di poterla fare,perch" parlar

che appunto al tempo di K"tibi facciasi intei'a e piena questa trasformazione del romanzo in romanzo mistico. E vero e allegorico diciamo qua
come
e

intera l" anche

piena, perch" qualche altro tentativo di far

cotesto trovasi

prima, se

trovasi notato
e

poema mistico il titolo di Khusrev sotto significato


come

pure " vei'o dal Rieu, compose i

che
un

anche

il gran
romanzesco e

m"stico
con e

Att"r,
goria alle-

Gul
e

Re (il

la

Rosa),

hanno poemi mistico in parte,mentre Ma, tornando a K"tibi, egli, allegoria. poeta lirico, un suo con Quintuplovoleva imitar quellodi Mz"mi, componeva poi certi in quel modo col vezzo dei nomi e mistici, significativi, poemi allegorici intento che abbiam descritto in e con quell'unico sione. questa nostra digresche K"tibi " di quei lirici Notisi ancora dubbi che non si sa bene se tra il vecchio e dicano l'amore vero o il mistico, e che per" stanno come al suo il nuovo; la qual cosa si avvera anche qui,rispetto fare romanzesco, che tiene, da una parte, a quellodi Niz"mi, e dall'altrainclina alla
e

se

pure,

sembra, anche

di Ass"r

di Kii-m"ni

maniera

nuova.

Ma dei

poemi

romanzeschi
recare
non

con

intento mistico che nulla di

vanno

sotto il nome
non

di lui,non
conoscere

possiam
non

innanzi

gi" farne

il contenuto,

gi"
n

darne
averne

pi" qualche esempio,


alcun

dei titoli,

inediti come perch",

sono,
sono

ci " stato dato di

saggio per

quanto breve. Essi


il Riguardato), poema
u

adunque: NcUir
romanzesco
e

Manzi"r
con senso

(ilRiguardante e
mistico; Iliisn

amoroso,

Ishq (Belt"e Amore),

altro poema

dello stesso
esso

Gul-anddm
e

se pure (Martee Aspetto-di-rosa),

u genere; Be"irdm " di K"tibi veramente;

il Ghilslien i Ahrdr, cio" il Roseto del Tesoro 123. Con

de'

che pii,

" poema

fatto ad

tazione imi-

dei misteri,di Niz"mi.


ora

quelloche

di K"tibi abbiam

detto,non

mare vogliamo affernon

in modo

assoluto cbe

che noi, a senza potuto comporre questo punto al quale abbiam condotto la storia del genere romanzesco, ci troviamo in quello stesso dubbio in cui ci siam trovati quando pai'Iavamo

qualche altro poema romanzesco Ma badisi ancora usare dell'allegoria.

si sia

LA

POESIA

ROMANZESCA

'2V"

della tarda dire


con

lirica e poesia
se essa

certezza
non

di questa non si poteva Perch",come in senso gorico, alleproprioe vero o in senso parlasse
amorosa.

avendo di

alcun

modo

di chiarire il diff"cile punto, cos"

ora

di

questaet" non possiamo affermare se raccontino da senno nel dubbio che per noi non e siano mistici. E per", 0 adoprino l'allegoria si potr" si pu" e forse non mai, tanto pi" che non abbiam potuto scioglier da rinvenire,ci appaesaminar questi e difficilissimi poemi inediti ancora gheremo nomi i i lasciando di notarne che titoli, aggiuntivi degliautori, definire la un altri, giorno, vera, possa prendendoneconoscenza questione Del assai solo notar ne non qui, resto, pochi possiam presente. per le anche perch" essi appartengono ad notizie che ne abbiamo, ma scarse alla qualenon abbiam rivolto i nostri studi. un'et" delia letteratura persiana
certi romanzi

124. Ricordiamo,

(1448 d. C), autore alcuni cavati dalle diverse forme delle lettere dell'alfabeto di parole, giuochi che sono i consueti trastulli dei onde esse parolesi compongono, uno poetisenz'anima, senza cuore, senza cervello. E Fatt"hi " veramente scrittori che pure a' suoi tempi ebbe molta fama, e che, de' pi" insipidi
tra le altre opere

neir852 d. E. morto adunque, Fatt"hi di Nish"p"r, di opere tutte piene di concettini e di arzigogoli, di

in prosa

ornata

che pare volesse esser romanzesco Bellezza Cuore, Di", e Il adoperando nomi al modo dei due

in versi, compose " (ed allegorico o


e

un poema cio" Htisn mistico)

anche

di

aperto e chiaro significato

la consueta storia notato. Ed " pur sempre che di sopra abbiam amanti che, dopo mille avventure e peripezie, giungono al fine

di Aql dei loro desiderii pi" caldi. Qui Dil (cuore) figlio

(senno)re dei Greci

del Marocco, posto al governo del borgo di Beden (corpo),dove, nel e detta Dim"gh (cervello), della s'invaghisce punto pi" alto,sta una rocca al sentirne parlare, la fa sua sposa. E e finalmente (bellezza) sciatta e in poche decine di paginedi prosa rimata,ma tutto ci" si narra nel leggere notato dalla troppo intanto che il lettore, tante inezie, insipida, bella Hnsn si domanda mai come allegoria, meravigliato trasparente e puerile ravvisarsi estremamente di senno uomo poteva far tutto cotesto senza ridicolo.
e un

daremo Nell'appendice

un

breve

curiosa saggio di quest'opera cade


i

strana.

125. Andando
e

la poesia oltre, romanzesca


essa
e

capo

fittonel

vacuo
o

e come nell'insipido;

ha

dimenticato

storici grandi soggetti

che Firdusi leggendari di inventando cosi, vita,

iNiz"mi hanno
e

saputo animar

d'un soffio novello

anche per foggiandodi suo fatti e personaggi, nelle il destro che la storia degliamanti offriva ai mistici di rappresentar suoi loro pene le pene dell'anima umana che sospira a Dio, dei personaggi ha foggiato ai nomi dei peraltrettanti simboli,anzi,andando essa oltre, sonaggi anche f"ntiha
se

come preferiti gliastratti,


conoscere

gi" s'" veduto


e sono

esempio. Che

gi"fanno

l'intento mistico

per alcun anche poetici

del poeta che recano, certi titoli il Cero e la Farfalla, come per l'immagine Alili(eveggasi nel capitolo della mistica che significhi la farfallache muore

214

CAPITOLO

SESTO

"

LA

l'OESLV

ROMANZESCA

arsa

nella

fiammella per hanno


come

del la inetta

cero),

alcuni

altri,
onde di

all'opposto,

fanno
autore
e

sorridere li ha trovati. anche poema si bruci" poema in


u

di

compassione
Perch" si

goffaggine
romanzeschi,
S"z
ii

l'inettissimo
senso

poemi questi:

mistico
e

allegorico,

amorosi,
amoroso

G^"(?rt^
che
u

(Caldezza
al

Struggimento),
di
e re

d'una

principessa marito;

indiana

tempo

Akbar

sulla

pira

dell'estinto

Slur
e

Sheker
altro

(Latte
poema

Zucchero),
mistico,
Mihr

mistico;

N(U

ti

Niydz
fa

(Delizia
all'amore

Bisogno),
la

cui

il

principe (Sole
ti e

Bisogno
Luna), (Pane
A altro
e

con

principessa
ma

Delizia;
e

Mali
Ndn

poema

romanzesco,

allegorico
che d'essere
tocca

mistico;
vita per
or ora

Halvd 126.

Pietanza

dolce),
ci ad

altro

poema

della

ascetica.
avventura

questo
in che

punto,

accorgiamo esempio,
d. E. et" Era si

andati poema

anche " di

troppo
Amili

l", perch",
mor" " della di nel 1030

l'ultimo d.

ricordato lercia
e

(1620
di

C),

tutta

questa
alla cos"

untuosa

poesia

pi"

tarda

questa

letteratura, tuttavia,
far

quale
alla

non

ci
e

eravam

proposti
per

arrivare.
se

necessario

sfuggita
anche le

come

digressione
ultime dei il

cos"

pu"

chiamare,
ostinati

conoscere

aberrazioni che
tanta

poeti
suo.

quando
Nel

voglion
soltanto

seguire
" utile la

un

andazzo il ricordar

omai

ha

fatto di

tempo
e

qual

rispetto
almeno per
ora

miseria
a

scritti

di

scrittori,
roba

perch"
il poco
non

lezione che

giovi
essa

anche

noi.

Veramente, meglio
delle che

certa

letteraria

valore

ha,

sarebbe scaffali
a

fosse di che

perita,

perch"
e

ingombrerebbe invoglierebbe
certi

di

s"

gli

biblioteche ci" delle nella

manoscritti, troppo
che si

non

diosi stu-

pubblicarla,
danno

pur lettere

fa

ora

anche sempre

di

soverchio,

con

grandissimo
in

immiseriscono erudizione.

pi"

di

giorno

giorno,

affogate

sta2;nante

216 E da

APPENDICE

ALLA

POESL\

ROMANZESCA

e battaglie; per canipaLiiie

monti

Le

cose

ascose.

Che

se o

centomila

Avean lor ciljo, avean


E lor In

ior dolci sonni

Tu annovei'ide' morti

pi" d'assai,

radunala riposi,
senza ancor

greggia agresti piante


la montagna,

ogni loco

vesti.1 frutti di
a

Nobil sovrano, contro a centomila Un vivente non ". Quegli beato Che
non

Li cibavano

fn tratto all'infernal dimora!

"j semi d'erbe nate E cinti ellisi avean

di cuoi di bere

Ma costui ch'" pur vivo, di per certo un Si morir", che va cotesto e lascia A chi sorviene la vicenda La terra Prence
o sua.

Intorno a' fiancbi, e tristo cibi, agresti


E debile d'attorno ogniinvolucro i.

chiedea " pi" d'assai, l'acqna dall'alto il sole di Grecia principe " l'acqua, o sire,
"

Dimandava
E di
sonno e

di cibo

Iskend"r: Qual parte avete e di riposo di battaglie ilcielo


"

mentre Iskend"r,
"

sovr'esse? Splende Che


attorno

Al

E di

felici e giorni

i Brahmani: Risposero

E di beni

quaggi"?Onesto " soltanto


Dissero

guarda il continente.

Balsamo

elettocbe ci manda

[quegli
Tornava
E
a

(lontre al veleno della sorte. I

dimandar:
sovra

Chi da' suoi sonni


la terra animanti gli

Del mondo Nessun Non Nudo

: Valoroso prence, sapienti di assaltie pugne vincitor,

e chi vigilante,

Si peccator?

muovon

fra parla

noi; di vestio cibi


non

Ed i viventi A che
sono

abbiam

d'uopo,
nasce

di molli strati,
sua

son pur molti,eppure ei quaggi"non veggon chiaro.

Cb", poi che


Di vestimenta

dalla madre

I Brahmani

0 signore risposero:
e

il mortai, cbe molto ci si diletti


non

Che '1 giusto cerchi Per cui

sei d'integro core,

"

d'uopo. Ognuno,
di (juesta terra

(dievigilante " sol colui Sappi


" quaggi"piccola grande parte
e pi" di tutti dovizia,

Di vesti privo, al sen

Tornar dovrassi, e di sgomento " un loco. Di doglia e di terror. Ma noi frattanto Abbiam la terra per giaciglio e l'etra Di (juesto ciel per veste alla persona,
dome

Di terrena

Peccatore " colui che per vendetta E per desio vede scemar suo senno. Che
se

costui conoscer
e

veramente stesso in

vedette in

su

la via cbe attendono

E cerchi

te vuoi, guarda

pria.

Qual
Che

sorte arrivi
sua

dal destin. Quel prence

gloria, per terrene cose Molto s'affanna, e quell'alTanno suo E quelle d'un obolo solo cose
ama

Guarda la tua persona. Ecco! t'" innanzi Tutta la terra, e tu diresti ancora Che t'c congiunta la volta per amor Roteante del ciel; pur ti consigli D'accrescere cotesto e par che addentro L'oscura terra sviscerar tu voglia. Nell'alma tua. d'inferno si nasconde Orrida brama,
A
se

Valor

non

hanno. Quando

poi da questa
e

(-adnca vita ci si Dietm


da lui la

restano diparte,
corona

sua

l'oro

E l'accolta dovizia.Oh ! saper dri il Che via seguono soltanto in ([ucUa

per"non

muti

dir di noi l'indoletua. (juesto Chi " signor di nostr'alme?

L'opre leggiadre ; ma

la

sua

grandezza
'"

egli in-

E del trono l'onor scendon sotterra Son

[chiedea;
Chi sempre
e

nelmondo Dimandavaiskend"r: Quaggi"

ovunipie

male oprar ci "

pi" le cose manifeste


sono
o

noi Andiizion ci I

guida? I
dissero signoreggia, Allora

0 le celate? I vivi
In
numero

i morti estinto giace,


non

Chi maggior?

Ell'" principio allddio, sapienti.


"

Davver! che d'altre cose


:

ha

saggi 0 re, liisposero ([ue" Delle palesi computar tu d('i

d'uopo! pi"assai

L'anima ell'"d'ogni peccato.


Ei dimand" Indole
vei'a

d'andiizion i piaM'osse
;

lauri mar

ci " forza

(1) Probabilmente

" quest'ultimaripetizione

un

passo

interpolato.

APPENDICE

ALF.A

POESIA

UdMANZESCA

217
" di saggezza l'imponi,
con

Sono due Devi Per trista aniliiziVui.

*,

Tanto affanno Mancanza

malia;ni e tali I sao'Gfi risnoiuleaii,


anihizion jirocace Che oprali da lungi,
E
con hisogiio essa.

in te

sentimenti stolti.

" della morte

eletto messaggiero

Uno

ha le labbra

Per la Sonno
L'uno

disseccate e l'altro penuria


trova.

Il crin canuto; oh! perch" dunquetanta Hai speme in cor del vivere lontano?
il re Rispose di
cor: vigil

Per la copia ha, tutta la notte ch'etici!


non e

Se scampo

Ma la sorte

avversa

Per la

di Dio ebbe umil grazia


cure e

schiavo,

Oh! l'altro colpisce.

queibeato

Di cui l'alma nutr" sag'gezzavera! ud" questeparole, Sikcnd"r come Nelle

per cautele assai da' molti arcani avrei trovato Scampo Anch'io per Della volta del ciel.Ma
il sapiente

"

del fieno greco gote, qual divent". Le gote iltristofiore,


sue

occhi fea gli Pallide avea, di lagrime E gonfi e molli, e ilvolto in pria ridente Mestamente
contrasse.

E l'uom di guerra da segnatasorte Per cura e studio non bau scampo. Quegli Che ucciso cadde nelle mie battaglie, Ovver
se

termin" la

sua

giornata

Ei

per"ancora,

Libero prence nelle voglie sue. F"' tal dimando : Qual des"o vi resta Da partenostra? Li tesori miei Ricusar non vogl'io, nessun pensiero Io mi dar" del mio

ei ne fu degno stella, Per sangue che vers", per dolor fiero La sua sorte alcuno, Che ad altriinflisse. ch'ei sia, Per vigile non puote. fuggir

Per la propria sua

Di Dio

vede ognun che lascia castigo


senno.

travaglio.Allora
"

La via del

Ma

qualsia confine
trova

Un de' saggi : Inclitosire, rispose Della vecchiezza e della morte chiudi! Laporta mai Gli rispondea,
"

A decreto di Dio, non

alcuno.

noi

Ragionnon
2. "M

ha contro

del Fato. all'opre

Oh!
non

con

sire la morte, il

ritorna

all'uopo

Umana

A che l'aguzzo artiglio prece!

fontedella

vita nel paese

delle tenebre 2.

d'evitardes"i? drago S'anche di ferro fossitu, da quello Non avrai scampo, e se quiresta a lungo

Del fero

Lieto

beato le falangi sue


e

Di l" ritrasse ^

i principi raccolse

Di vigil' Giovinetto garzon, dal d" fatale alma. And", fin che pervenne di cui confine Della vecchiezza scampo ei non ritrova. Ad un'altra citt", 0 re, disseil Brahmano, inclitoe saggio. 0 medio loco ei non poteadiscernere ;

Sciolto nel voler tuo, Poi che sai tu che non Incontro
a

del mondo. signor


fu mai difesa

dovizia in quelle era Quanta era d'uopo


e di giardini piena mura, Superbe EH'era e di palestre e d'erme torri Vi discese il prence, E di palagi.

morte, che non " peggiore Cosa (|uaggi" della vecchiezza, gloria
con quaggi"

A che cerchi Odorando

tal travaglio

E all'alba che

di gran mattino, segu",

E stoltamente avvelenato fiore ti vai? Le tue fatiche

suoi Senza la scorta de' guerrieri Trasse alla fonte, a cui di vita il nome Diede l'uom de la villa* in Che della sorte dell'eroedi Grecia^
Ei favell".Rest", fin che discese

Dietro a te rimarranno, e iltuo E il tuo tesoro alla nemica Tu stesso lascierai. Che
se

travaglio

quell'istante

gente
per ",\\\r\

(1) Demoni, spiriti maligni. Vedi il capitolodella poesia epica. Per questo passo vedi il paragrafo 9 del capitolo. (:2) Magno. (3) Iskender, cio" Alessandro cantastorie alla cui autorit" spesse volte si II o (4j borgomastro della poesia epica. Vedi il paragrafo 41 del capitolo (5) Iskender.

riferisce Firdusi,

218

APPENDICE

ALLA

POESL\

ROMANZESCA

sol nella fontana Questo fulgido Di cilestre colore ^ Santo


e verace

Ver Un

oh si ! di Dio

Lo stuol di E ad

de la vita allor che mosse i'ac(pia si lev" dal piano Grecia, dicea : Grande
" gli

osserv" prodigio, egli

che grido

Iddio !

dal mondo Sparir

la facellaviva

ognistazion che abbandonava


e

Di questo sol. Cosi tornava allora All'esercito d'assidue cure suo, Col core ingombro, Sikend"r; ma \m Dio ricordava per la notte oscura Molto pensando della vita. all'acqua

Khizr antico

ivi ei ponea veggente,

di cibi in Copia Per due Mosse

varie guise. Andare

cosi, giorni per notti due,


cibo per toglier Al terzo di, nelqueltempo.
sue

JN'" alcun le labbra


in

Quale ei vedea pi" fermo


Nell'esercitosuo, Di E
mezzo

paziente
Due vie mostrarsi

[l'ombre.

ratto e dilungossi scegliea dajtprima Da Khizr il prence e si smarr". Ma intanto e per quaranta gioi'ni prodi, Fino all'acqua vitalscendea quel cibo santo pi"d'assai con s" prendeasi

ai

E correndo niovea, si gran prodigio A contemplar; le sue schiei'e intanto ma Nella citt"s'ebber da lui condegno Ad abitarviun Ricerca fece In
e

Di Dio Della

profeta e sollev" possanza


-

sua

vita fino agli astri. Il capo

loco. Ei d'una
in via la pose.

guida
Quivi

E la persona ei si lav" nell'acqua Lucente e pura, che di s" custodeSolo Iddio si chiedea santo L'antico E si
e verace

Era Khizr,il signor de' E Sikend"r, cedendo al Di l" inovea, Al suo cenno
con

pi"famosi
suo

di lui, quella gente, consiglier

precetto.

l'anima ed il core

affidati. Ecco !

disse. gli

Intento volgi il cere. a questa impresa Avveduto mortai ! Se della vita ci " L'acqua Faremo Colui
non

ei bevve quell'onda si mosse pos",poirapido A ritornar, suoi coi voti auguri gli al Signor. Giunse frattanto Ripetendo Sikend"r ad luce una Principe E splendida scoverse una montagna Alta e superba. Su la vetta eccelsa
e

saggio, di

dato

ben lungo posseder,


venerar

in indugio
muore a

l'Eterno.

Eran quattro colonne ivi confitte. Di cui la cima, d'alo" composta In forte legno,alle nuvole fosche colonna alvertice Giugneadel ciel.D'ogni Era

cui l'anima nutre

Iddio dal ciel, che pone in Dio liducia Per saggezza eh' egli ha. Ma quicon meco Ho Che Come E mi due gemme lucenti come Una il sole.
oscura

un gran nido,e verde un bell'augello in ciascuno, ardimentoso. Riposava

splenderanno per

la notte

ilfonte vedranno.

tu

[irendi

In ij;reca linguaa trivellar si diero I feri augelli beato e proclamar D'alta vittoria il greco sire,.\llora Che il greco Imperatore tal voce Di l" si trasse e rapido venne ne Presso E
un

e sii deiralma })recedi,

tua.

Della persona tua fermo custode. Che l'altra gemma per la via dirotta Facella mi sar". Co' prodi miei Cosi discender" nell'ombre fosche, E vedrem noi qual nascondea secreto Del mondo
A noi

intese,

gli augeicon

maestoso

incesso,

d'essiincominci": DehI tu che tanta

ilCreator denti'otal cosa se' guidaa noi,


mostra.

Fatica porti vita ed ami, in (piesta Che tanto " breve,qualmai cosa cerchi ? cielo se il capo tino all'alto Leverai tu, funesto e scons(dat(i Sar" il partir da questa terra. Intanto, Anche

Tu palese.

E mio rifugio che il mio sentiero " Iddio,


E vjtal mi addita e quell'onda

(1) Secondo
non

il Corano

" la fonte

della vita di cui si

(2) Khizr. Vedi (3) Iskender.

(cap.XVIIl) il sole tramonta parla nel presente il paragrafo 9 del capitolo.

in

una

fontana

fangosa. Questa

passo.

ArPENDIC.K

ALLA

POESIA

KOMANZKSCA

219

Poi che se' i^imito, iliiiiiiii tu se Vedesti mai d'esili canne, Ambo

case

oh vista, quella

ed altre al fero

L'uom

si ! dovea pur anco felicee beato. Allor che intese.

In mattoni die il sol da l'alto cosse.


son

Sikend"r Principe
E
senza venne

salisul monte l'aerea cima

questecose,
e

augello
lochi

scorta
a

su

il prence; Rispose D'esili canne Pi" in

ad abitar son
"

Sen

Quindi scoverse riguardar.


una

in questafoggia. Allora Che la risposta ilfero augello intese,

Israfi|2che

tromba in

man

recava,

sedea. di sospiri Levava al ciel.Son piene gi" si pose, e l'uom devoto a Dio ^ fJiiesel'augello: Le labbra sue, son lagrimosi occhi, ne avea. gli Stupor grande
E la fronte dal loco ov' ei Udisti mai Suoni
e

concenti da conviti?

d'ebbri le voci. (|uaggin Quegli,


"

Iddio Ch' ei l'oraattende che dall'alto

"Suona!
Di

che partein questaterra allor, Rispose non D'allegrezza ha ne' suoi conviti, Nome Anche
non se

Come l" sul monte gridi. gli Iskend"r la faccia ei vide, principe
"

ha d'uom

lietoin fra la

gente

l'alma egli o il core jirofonde


"

orrendo un Qual luon romoreggiante grido Alle stolte tue Mand", poidisse : voglie si 0 schiavo addetto, non portar grave Stento che quaggi",
un

Per tale intento. D'alo"

Dall'eccelsolegno

di tremendo

suono

gi"cal" veloce allora disgombra

Il fero augello al suol, si che

orecchi. A te pur anco ferir" gli Ma tu peltrono tuo, per la corona, Tanto
non

Ne rest" la colonna alto levata, Odorosa di nuiscliio, e in (|uesta guisa Ridomand": in terra sono Maggiori od ignoranza e giustizia Sapienza

invece ticrucciar. T'appresta

avvinci. Alla partenza e le tue some ilprence: Per voler del fato Rispose

Questa sorte
N"

ini

venne e

ond' io soltanto andassi

ingiusto operar? Ouei che si cerca il prence. Sapienza rispose ipiaggi", Sopraogni gente pu" levar la fronte.
"

Ed

Girassi per la terra 0 celate o

errando,

Saliva allordal suolo tenebroso A colonna quell'alta


a

ilverde

augello.
intanto

Col rostro incurvo Gli

rimondarsi intento

e dimandava artigli aguzzi,

Al greco Imperator mai : Deh ! perch" L'uom eh' " fedele a Dio, sulla montagna Ha
suo

per"quante son cose sapessi palesi. Ei discendea Dalla montagna con lamenti e gemiti E a Dio mandava, donator di grazie, Un piosaluto. Per l'oscura via dinanzi Cosi si volse, e andavagli Ma poich" nell'ombre Alcuna guida. Di quella terra entr" la gente sua,
"

soggiorno?
"

Ouand'"

ei giusto,

11 consiglio dell'uom eh' " Altro Dal


non albergo

Dio

[disse, dalla via,di quello devoto. Alcuna pietra

Dalla negra montagna alta una voce Usci d'un tratto: Chi di voi si prende
Ma nulla Che in pugno avr",si pentir". S' egli ne ancora, prende, pentirassi

ha fuor che sul monte.

allorde la colonna andava legno al L'augello nido,e lieton'era il prence Che am" sua possa. Quegli intantoilrostro si aguzzava, e allora Coi fortiartigli Ch' ei fu E da Che
securo

per cotesto in core Gli orecchi Vana difesa cercher".


E per
caso quel e
"

Porse

da nemica
re

sorte

al greco periglio,
senza

f"' cenno l'eccelsa

a e ognuno drappello quel Si f"' pensoso a quella voce, pietre Se afferrar, se lasciardovesse (piivi,

tal voce

scorta

piesovra
e

Per

non

crucciarsidi faticapoi
vien
rancura.

Cima salissedi Ci" che pur

quelmonte

quivi

Orba di frutto.Per le colpe nostre,

tale ne Piangere, Un si dicea, v'era, contemplasse.

(1) Iskend"r. secondo i Mussulmani, gi" pronto a (2) " l'angelodella morte il la vista era tanto spaventosa universale. Perci" sua giudizio per anche ogni uomo dice il poeta. felice e beato, come

suonar e

la tromba

faceva

piangere

220

APr'p:NDI(.K

ALLA

FOESL\

ftOMANZESCA

via Pentirsi in cor, portar dall'aspra l'altro E pietre dicea, e sassi! Eppur,
"

Cosi

T"rno alcun che dobbiamo


E

noi, che duolo

travaglio gustarquinon si dee. E l'un si tolsedelle pietre e l'altro Nulla ne prese; per ignavia ilterzo
Con colai poco ; e allora Che dall'acqua vitali nella pianura
se ne

del)il con voce Imperator Temete Iddio ! Nel core parl" Anche v'abbiate nobili consigli E verecondia, bramate e se goder
:

Il greco

del corpo, i dettimiei vi piaccia in alcun tempo. non Trasgredir


e

E dell'alma

tolse un

Dopo di
Far E

noi v'attendono alla terra


me
"

Ben altre imprese, e gi" con

pi"nulla
Disse,

Uscir d'un tratto,come uscir da Via tenebrosa, nell'evento arcano Ciascun del vero
E E manifesta la menzogna

quella

pu" di mal la

rea

fortuna.

si cerc" la traccia, allora

si feano ; e di rubini l'inganno Colmo ilgrembo un si avea, l'altro di gem; e

usci da quelle membra quell'anima E si part" quell'inclito sovrano, d'eserciti nemici. Sgominator Un grido allora si lev" da tutte Le accolte schiere in
e l'etra ogniparte,

Intatteancora Smeraldi Pi" si

chi poco [me pent" mai cosi lasciati Ne togliea, perch"


si
avesse cosa. qual spregiata e

intron". L'arida quelgrido

polve

Sul capo si spargean gli eroi contriti E per le ciglia del lagrime core

chi nulla prese pent"

volse

Spremean per
Avventaron

liera ambascia.

Entro al

Da tante gemme

preziose il capo. le fiamme,


a e con

[castello
la force Troncar le code Subitamente. Ma mille palafreni sul dorso eretto dolente piangerne

3. Morie

d' Iskender.
come

Dell'esercito suo

l'annunzio

De'

riversatee sciolte palafreni

Ebbe prence Iskender, vide e conobbe Che sua giornata allo stremo. Cenno era
Ei fece allor che fuori il trono
suo

Eran le selle, e Alla In

Detto avrest" la terra intorno. Fuori,


un'arca elliportare pianura,
or, quando fulgid' passava il cielo Suon feroce di lai.Ma dell'estinto

Recato fosse, addotto Dalla Di


sua

la campagna

stanza

Dolente imperiai.

suo grave malor tutta mostrossi De' suoi la schiera, che vedean del sire

Lav"

il vescovola spoglia

in

un'acqua

Senza color le gote. Elli ne andavano Per la insiem pianura nel


cor

di rose, elettacanfora prima,e f"' lenzuol funebre Sparsavi


Purissima

tutti piangenti,

D'un manto

intesto

d'or,mentre

su

lui,

astanti. Sovrano re, piangean tuttigli dicea Deh e e ! E altri vivo, : Rapido trista, gli ognun poiquell'inclita persona. Deh ! mala sorte, che di mezzo a' suoi Ravvolta in drappo gi"tessuto in Cina, Fidati Greci il re si toglie ! Giunge miele Dal capo al pi", dentro l'accolto
un

Con la vampa

qual per

fuoco

Il mutamento

della rea

Si che deserta d'ora in Di lor core E Veloci in

fortuna, poila nostra

Sommersero Fermamente
e Angusta

con

cura,

indi il coperchio
bara quella

serrar di

Dolce terra sar". Davver ! che ottennero l'intento i rei nemici

breve. L'all"erospar"a
intorno
un a recar gittava, se

Che ombre
(Cresciuto

frutti

quelloco toccar l" 'v'eran


corsa

spinti
amara a

di ! Che "

la tua dimora
mai perch" tesoro agogni?
mesto

! Oh

s" ! che

noi

Lunga

non

deh! quaggi",
serto ed
un

Si fa la vita di Noi

! quaggi"

Piangenti

un Vagheggi

qui saremo

in loco aperto e ascoso!

limerai poidie dal Quell'ai'ca

(1) Cio" dal paese (2) Anacronismo


cristiano Iskender
o o

delle tenebre di Firdusi


e

dov'era di altri

la fontana

della vita. mussulmani al loro di la credere

Alessandro

appunto

poeti e perch" era

scrittori greco
e

tempo

Grecia,

meglio l'Impero greco-bizantino, era

cristiano.

APPENDICE

ALLA

POESL\

FiOMANZESCA

2-21

da una uiano all'altra Campo fu tolta, E v'eran due Passavanla que' prenci. Contrarie voci,e di Persia E intorno all'arraeran
e

"4. Filila di Ardeshir

di Guln"ra-.

di

Grecia,

Un

castellosi

avea e

nobile ed alto
a

molte pjirole

Prence Ardev"n, Era


una

dentro

quelcastello

Di que'u:a",liardi. O^iiunch'era di Persia, Cosi dicea : L'Irania sola ildebbe nel Accogliere
sen,

schiava di gran sangue. Nome Della vaga fanciullaera Guln"ra, Alta E di Di


re

che ivi son

tombe

deh ! perch" mai De' gran monarchi, e voi, Per la terra cosi recate attorno funeral? Quest'arca De' Greci
un
"

di gemme e di colori belt", adorna. Ella era quale fragranze Ardev"n il consigliere e l"da

Cosi
:

rispose
" bello

Custode

Oh ! non capitano
ver

de' suoi tesori.Al prence ancor Cara " costei pi"assai de l'alma, ed ei Sol nel vederla si E La Del
avvenne un e allieta. rallegra un

Qui

! Se del sotterrarlo

eh' io dico, salma

Intendimento avete voi,si strugga Nel suolo


ove
"

di che ad

terrazzo

ascese

nascea,

la morta
uom

Di Sikend"r.

Ma

un

di l'ersia allora ! per tuie

Quel suo cor giovinetta. si ch'ellatosto garzone, leggiadro


a

fu lieto

: Ecco Queste parole aggiunse

quanto

Diedesi

sorridente contemplar (piel


eroe e il giovinetto labbro,

A favellarti stai, non Le tue


Vi

toccan

D'Ardeshir Nel
core

Un dilettosoloco parole.

bella qualluna. di colei, loco trov". Stette la bella

de' prischi re di Persia additer",


nome

Piattoun

Nobil ricordo. 1 vecchi Di Khurm

esperti danno, e v' " una selva folta gli E se tu chiedi, ratto E d'acque un lago. Dalla montagna la risposta giunge, Or tosto E ognuno intende quella voce.
un

fin che oscurossi il giorno, Ad aspettar Fin che vicino fu alla notte il giorno.

tetra,e de la torre ai merli Avvinse un laccio suo, tanti vi fece


e

Oscura

Nodi robusti e le numi Tenacemente.

v'appose

Antico

vecchio vi luenate
e

al loco

Gi" discese allora

E v'adducete anche la bara Fate dimando..Se

aperto

a lui risponde

Iddio chiamando
Ai mortali

Con molto ardir da le superne mura, di grazie largitor Com'ella quaggi".


venne

L'erta montagna, nobile consiglio Pei'tal faccemla ella daravvi ancora. allora camminando, in guisa [lapidi andare egli alla selva capri, D'agresti Che
avea l'uom,fra l'armi illustre,

Con fiero incesso ad

di gemme, Ardeshir,

del

e di muschio infusa, e piena D'agalloco il Di fragranze soavi, capo alquanto Di quel dormiente sollev" dal suo

[nome
Di Khurm Tal
monte e quel segnata,e dissero,
:

Guanciale di broccati e stretto al Si vaga


Ei

seno

Il rinserr"' poiche fu desto. A lei


e

rend" risposta

Perch" si

lungo

il tanciullo, bella riguard"

la bara? Tieni appo te de' principi Ma d'Iskend"r ilnobile sepolci'o

suoi capegli volto mir", que' quel

" l" in Iskenderia i, quale nel tempo


Cir
stesso. vivea,si fabbric" egli egli
voce come

E tutto l'ornamento, e le fragranze Senti soavi. Oh! donde mai, le disse, Ti se' levata? gi" ilmio
cor

che

pieno

L'arcana Velocemente

udi,ne

andava

"

s"tu d'alfanno,

bosco e da quel Quellagente guerriera, l'arca ei si portarono.

Ancella

consoli, o bella ! schiava quison io,rispose,


l'anima
e

Pieni d'intenso amor

il core

Sento per te. Son io la donna cara Del regnante Ardev"n, de' suoi tesori Custode ancoi'a, ed ei per
me

s'allegra

(1) Alessandria
Per ('2)

d'Egitto.
cortile.

questo passo vedi i paragrafi:23 e segg. e 4^2 del capitolo. in un Del (3) giovane Ardeshir, staffiere di re Ardev"n, addormentato

9-)9

APPENDICE

A[.LA

POESIA

HOMA.NZESCA

Ed ha raliiia serena.
La tua ancella son

Or, se m'accogli, io, eh' io su la terra

De' tesori custode, allor che intese Di quei le voci e ilfavellardell'astro Ascendente del re, di lor secreto. Per queitre giorni e fin che tre vigilie Furon Fu
trascorse

Vivo soltanto peltuo dolce aspetto. Che se vuoi tu, verr" con teco e luce Dar" a' tuoi Come
non

che giorni

son

tristie foschi.

della notte,intenta

In ciel si

lunga, dopoci", stagione sventura volse, rapida


e

al cor d'un alto e piena agl'indovini col labbro Desio, e mesto, sospiroso Teneasi
a

Incolse al protettor del giovinetto.

mente

lor parole. Al quarto

Quellosi
Bab"k
^

esperto moriva,ad

ed accorto vigile altri abbandonando

Giorno che venne, andar que' sapienti D'alma serena l'arcano a sciogliere

Questa dimora antica.Allor che annunzio Ne venne di doglia appo Ardev"n, pieno
Ei fu davvero L'anima Ambi
sua. e

Appo Ardev"n
Astronomiche Al

si f"'tristae
tosto

oscura

ancora quelle grembo lor signor, alla torre togliendosi

movean

con

tavole nel

Ma

ognigagliardo
cenno

Della fanciulla, e dissero il secreto Del cielsuperno e ognun f"' sue parole Del come del quanto ancora. e del perch",
in avanti, ellidiceano, a tempo D'oggi il cor del nostro sire Che non " lungo,

di Persia le contrade, e ilsire

suoi. F"' Le die al maggior de' tigli

fuori i D'apprestar
Lo stuol de'

timpani regali

E si traesse dalla reggia ai campi

Alloi', subitamente. prodi.


la terra
e

Per

cosa

nuova servo

si dorr". Dal prence

Si f"'oscui'a

tristaal

core

un Fuggir"

di

prosapia regal

D'Ardeshir per colui che si '1 protesse, Di splendid'alma vecciiio. Il core saggio Ratto ei da togliea prence
e

E d'inclito valor. Principe illustre Ei sar"


terra signordell'ampia poi,
e

l'esercito accolto annunzio dopoiltristo veramente. lui, pienod'un'ira

Con sorte amica


A

disiosifrutti'^.

D'Ardev"n Nuovo

accenti corrucciossiforte ({uegli


Ma

prese Per cruccio inverso

Oh! consiglio.
a

Dell'inclito che signor,

Fortuna, il cor.

propizia quandotenebroso
avea

Era

Color di pece de la terra assunse core, ed ei per ogniparte quel Cercavasi la via di pronta fuga La superf"cie *, appo Ardesh"r ne veiuie ~. E avvenne che l", nellasua reggia, La giovinetta. Il cor di quel fanciullo [loi raccolse un'assemblea
serena,

Prence Anlev"n

Come

un

mar

si

; un di soltanto agitava

d'alma d'assai, D'astrologi


A

la propria stellae investigar

quale

non posava ei dal pensiero, E la donzella ci" che detto i saggi

D'Ardev"n

La via del vivei'suo, cercando ancora Di chi mai protettrice, in suo nuitarsi,

Avean d'alma

serena

al

glorioso

D'allora in Si

poila sorte fosse. Il prence Piattoche i dettidi Guln"ra intese. quivi presso Guln"ra, astri Gli del cieloa contemplar. accenti Tre giorni Ma poi del garzoncello a quegli Passar di tempo in tale impresa, di fugapoi d'astro Il core s'infiamm",
mand" gli
nascere

ed ei Prence Ardev"n, ridisseallora, Paziente si fece e manso e dolce

Del Fu

del prence ivi con

cura

Piicercossi una

via,s" che si volse


se

guardato per lor. Ma la fanciulla.

Alla fanciullae disse: Oh!

d'Irania

(1) B"bek
secondo la

vico Papale], (inpelile suocero

di

secondo Ardesti"r,
conto

storia,era

governatore

di alcune

provincieper

di

il romanzo, e Ardev"n. re

padre

Ci" si riferisce ad un fatto antecedente da Firdusi,secondo il quale (;2j raccontato offeso nell'amor il Ardev"n, alla caccia, aveva giovane Ardesh"r, allora suo proprio paggio,ora staffiere per punizione. dei Re, discendeva (3j Allusione al giovane Ardesh"r,che, secondo il Libro dagli antichi monarchi persiani. (4) Quando annott".

224 Heftv"d il nome Cosi Cos"


ne suo.

APl'E.NDICK

ALLA

POESIA

MUMANZESCA

Deli!

mai jieivh" Ne
avea

Da

schiera di quella
e

fanciulleindustri, la persona
intenta

andava il nome

suo?

andava

L'anima

il cor

con

nome (|nel

sette perch"

All'assiduo filar, cosi elladisse Alle donzelle di gran nome: 0 dolci mie di bella Compagne sorte, in volto Come luna Per la nobil fortuna in tanta Il filotrassi, che A
me \enne non

nobili HeftVc"di. Sola Figli

Avea, dilettaal
Ei
non

cor,

che

figlia a pregiolcuno
una

assai. ponea nell'averfiglie che sedeano Ed or, si avvenne un giorno al monte Co' fusi lor le giovinette

io d'esto verme leggiadre, copia anche

d'altro

In In

ampia schiera

ci" che

avean

di cibi

industri. bisogno all'opre


si che dell'altm ancoia pi'ia,

comune ponean, lasciando al tempo intortifusi; Di lor pastofrugai g"' Avvenne ancor che (juella giovinetta

E filavasi allor ci" che recato

Aveasi in

Ove stato vi fosse,a lei venuto Bene


saria. Seco alle case all'uopo Recava poici" che filato avea

Fortunata d'Heftv"d Che il vento Vide Del La


a mezzo scosse

un

picciol pomo
suo

dal natio

ramo.

la via.

Rapidamente
"

Acconciamente, e
E

il cor

della sua

madre

Ella il raccolse; e tu frattanto ascolta la storia. prodigio Allorch"


morse

Si fea per lei ipiale e lieto giocondo

da le belle gote giovinetta

intanto, paradiso, ognimattina, Un morsellin di ipiell'agreste pomo


A quelverme porgea la giovinetta. Dal volto di Per"-, poi(|uel cotanto Ch'ella accrescea Avvenne di
sua bambagia, (|uella

dentro vi scopei^se 11 picciol frutto, Fuor dal pomo iltrasse Un verme ascoso. il pose Con le sue dita e acconciamente De' fusi nel forzier.Quand'ella poi A trarre incominci" dal coranetlo
La candida Ecco ! ella disse, bambagia.

ellafilava. Qual donna incantatrice,


ancor

che

un

di la madre

il

(padre
Cosi diceano
a

In
Non

nome

del

che Signor

non

ha

pari.

la fanciullaindnstre :

ha

cosa compagni, portentosa

Tanto tu fili! o Foisech",

leggiadra,

Oggi a voi nmstrer" filando intenta


Dietro la sorte d'esto verme, ascoso Nel pomo rubicondo. Intorno a lei
"

Un patto fostiqualedi sorella La giovinetta Con alata Peri?


"

Candida
E del

vaga di
venne

quelpomo agreste
ivi nascosto

Riser

le fanciulle, liete gioiose


si filava quella
un

picciolo
a

Ne' voltilor,mostrando le ai'gentine File dei denti, e Due cotantidi ci" che in
ne

Subitamente alla sua Fecesi Inclito e

dolce madre

favellar. Mosti'"

sol

giorno

verme quel indnstre a' genitori su(H,

si che Filar solca,

scrisse il computo

E n'ebber luce