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COMUNE DI MILANO

REGOLAMENTO
DI
CONTABILITA
Adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 19 dicembre 1995 con deliberazione n.300 di Reg.
- con le modifiche ed integrazioni apportate dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 25 del 18
marzo 1996, con integrazioni apportate dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 43
dell8/10/2012 e con deliberazione del Consiglio Comunale n. 60 del 17/12/2012.

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CAPO I
Disposizioni generali
Art. 1 Oggetto del Regolamento

Pag.

Art. 2 Rapporti con enti ed organismi costituiti per la gestione di servizi pubblici

Art. 3 Controllo della gestione

Art. 4 Pareri di regolarit tecnica e contabile e di legittimit

CAPO II
Del servizio finanziario
Art. 5 Organizzazione del servizio finanziario

Pag. 10

Art. 6 Compiti del servizio finanziario

10

Art. 7 Competenze delle direzioni del Servizio finanziario

11

CAPO III
Del bilancio e della sua gestione

Art. 8 Progetto di bilancio

Pag. 13

Art. 9 Deliberazione del bilancio

14

Art. 10 Pubblicit dei documenti previsionali

14

Art. 11 Procedura per laccertamento delle entrate

15

Art. 12 Riscossioni e versamenti

15

Art. 13 Procedura per lassunzione degli impegni di spesa

16

Art. 14 Assunzione di impegni a valenza pluriennale

17

Art. 15 Documentazione per la liquidazione della spesa

18

Art. 16 Liquidazione delle spese di utenza di beni e servizi

19

Art. 17 Contributi in denaro per finalit di beneficenza

19

Art. 18 Procedura per lordinazione delle spese

20

Art. 19 Programmazione dei pagamenti

20

Art. 20 Responsabile del procedimento dei mandati

21

Art. 21 Prelievi dal fondo di riserva

21

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Art. 22 Debiti fuori bilancio

21

Art. 22 bis Fideiussione e altre forme di garanzia a terzi

22

Art. 22 ter

23

Art. 23 Fondi a render conto

Pag.

24

Art. 24 Costituzione e rinnovi

24

Art. 25 Gestione

25

Art. 26 Reintegri

26

Art. 27 Verifiche

27

Art. 28 Resa del conto

27

Art. 29 Responsabilit

28

Art. 30 Mandati di anticipazione

28

Art. 31 Particolari spese da effettuarsi a mezzo di mandati di anticipazione

29

Art. 32 Spese delle zone di decentramento

30

Art. 33Gestione dei fondi delle casse scolastiche delle civiche scuole secondarie

30

Art. 34 Affidamento del servizio

Pag.

31

Art. 35 Luoghi di esercizio del servizio

31

Art. 36 Estensione del servizio

32

Art. 37 Procedure di riscossione delle entrate

32

Art. 38 Procedure di pagamento delle spese

33

Art. 39 Custodia e gestione di titoli e valori

35

Art. 40 Riepilogo di cassa

36

Art. 4l Verifiche di cassa

36

Art. 42 Obblighi di assistenza del Tesoriere

36

Art. 43 Sorveglianza del servizio di tesoreria

37

Art. 44 Obblighi del Comune di trasmissione di documenti

37

Art. 45 Obblighi del Tesoriere di custodia di documenti

37

Art. 46 Anticipazioni di tesoreria ed utilizzo di fondi a specifica destinazione

38

CAPO IV
Delle spese da effettuarsi a mezzo F.A.R.C. o mandati di anticipazione

CAPO V
Del servizio di tesoreria e cassa

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CAPO VI
Del piano esecutivo di gestione
Art. 47 Predisposizione del Piano esecutivo di gestione

Pag.

39

Art. 48 Deliberazioni inerenti il Piano esecutivo di gestione

40

Art. 49 Responsabili dellesecuzione del Piano di gestione

40

Art. 50 Variazioni al Piano esecutivo di gestione

41

Art. 51 Rilevazioni per la contabilit generale ed analitica

Pag

42

Art. 52 Rilevazione dei costi comuni

42

Art. 53 Contabilizzazione dei costi comuni

43

43

44

44

Art. 57 Determinazione dei residui attivi

Pag.

45

Art. 58 Determinazione dei residui passivi

45

Art. 59 Rideterminazione dei residui di esercizi precedenti

46

Art. 60 Eliminazione di residui attivi

46

Art. 61 Adempimenti conseguenti al riaccertamento dei residui

46

Art. 62 Partitario dei residui

47

Art. 63 Resa del conto di tesoreria

47

Art. 64 Struttura del rendiconto

47

Art. 65 Allegati al rendiconto

47

Art. 66 Relazione al rendiconto

48

Art. 67 Procedure e termini per la deliberazione del rendiconto

48

Art. 68 Conto degli agenti contabili

49

CAPO VII
Della contabilit economica

Art. 54 Riscossioni di quote di entrate anticipate o posticipate rispetto allesercizio


di competenza
Art. 55 Divieto di assunzione di particolari impegni
Art. 56 Pagamenti di quote di spese anticipati o posticipati rispetto allesercizio di
competenza
CAPO VIII
Del rendiconto della gestione

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CAPO IX
Del patrimonio
Art. 69 Scritture contabili

Pag.

50

Art. 70 Conto generale del patrimonio

50

Art. 71 Tenuta degli inventari

51

Art. 72 Consegnatari

52

Art. 73 Rilevazione dei beni

52

Art. 74 Valutazione di beni particolari

53

Art. 75 Lasciti e donazioni

53

Art. 76 Conduzione dei beni

54

Art. 77 Prestiti e cessioni

54

Art. 78 Verifiche straordinarie

54

Art. 79 Nomina

Pag.

55

Art. 80 Casi di incompatibilit e decadenza

56

Art. 81 Sostituzione

56

Art. 82 Funzionamento del Collegio

57

Art. 83 Nomina di collaboratori

58

CAPO X
Dei revisori

CAPO XI
Norme transitorie
Art. 84 Deliberazione di primo riaccertamento dei residui

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Pag.

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REGOLAMENTO
DI
CONTABILITA

-7-

Capo I
Disposizioni generali
Art. 1
Oggetto del Regolamento
1. La gestione finanziaria e contabile del Comune, oltre che dal D.L.gvo 77 del 25.2.1995 e dal
Regolamento di cui allart. 114 del medesimo decreto, disciplinata dalle disposizioni che
seguono.
2. Le norme contenute nel presente Regolamento si applicano, in quanto compatibili, alle istituzioni
comunali.

Art.2
Rapporti con enti ed organismi costituiti per la gestione
di servizi pubblici
1. I rapporti finanziari e contabili fra il Comune e le proprie istituzioni ed aziende restano
disciplinati dai regolamenti speciali o dagli statuti delle medesime aziende, quelli con i restanti
organismi costituiti per la gestione di servizi pubblici trovano apposita regolamentazione nei
disciplinari di convenzione, nelle convenzioni e negli statuti.
2. La relazione prescritta dallart.55 -7 comma- della legge 142/90, una volta divenuta operativa la
contabilit economica, d dimostrazione, possibilmente in forma consolidata, dei risultati globali
della gestione comunale e di quelle delle aziende comunali e delle societ con prevalente capitale
del Comune.
3. Il bilancio delle istituzioni redatto in conformit allo schema tipo di bilancio allegato al
Decreto 26 aprile 1995 del Ministero del Tesoro, con gli adattamenti che si renderanno necessari.

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Art. 3
Controllo della gestione

1. Il controllo di gestione viene attuato secondo le modalit e con le cadenze previste dal
Regolamento del Servizio di Controllo Interno; al controllo finanziario della gestione provvede il
Servizio finanziario.
2. Il controllo finanziario della gestione viene attuato in tempo reale. Esso deve consentire la
verifica della regolare gestione dei fondi e degli equilibri complessivi del bilancio e rilevare per
ciascun servizio e centro di costo i mezzi finanziari accertati e le spese impegnate per singoli
fattori produttivi.
3. Entro il 30 settembre e comunque quando lAmministrazione lo ritenga opportuno, viene
predisposto apposito documento nel quale, oltre a quanto indicato al comma 2, vengono
evidenziati gli impegni di investimento assunti per ciascun servizio e lo stato del loro
finanziamento.
4. Il Ragioniere generale, sulla scorta delle segnalazioni di cui al 2 comma dellart.6 del presente
Regolamento o per propria valutazione, segnala al Sindaco, al Segretario generale ed al
Presidente dellorgano di revisione e al Presidente dellUfficio di Presidenza del Consiglio ogni
elemento che possa portare a situazioni tali da pregiudicare gli equilibri di bilancio.

Art.4
Pareri di regolarit tecnica e contabile e di legittimit

1. I pareri di cui allart.53 - l comma della legge 142/90 sono espressi sulle proposte di
deliberazione, sui provvedimenti sindacali e sulle determinazioni dirigenziali; eventuali
emendamenti alla proposta di deliberazione devono riportare i pareri di cui sopra e
lattestazione di cui allart.55 - 5comma della legge 142/90, nel caso che essi comportino
anche variazione nella spesa da impegnare.

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Capo II
Del servizio finanziario
Art. 5
Organizzazione del servizio finanziario

1. Il servizio finanziario diretto e coordinato dal Ragioniere generale; esso si articola nelle
seguenti direzioni:
a) Bilanci, Programmazione, Controllo finanziario di gestione, Partecipazioni
b) Attivit finanziarie
c) Controllo e liquidazione delle spese
2. Le direzioni del Servizio finanziario sono articolate in settori per aree omogenee di attivit.
Per esigenze di funzionalit, il Ragioniere generale con sua determinazione pu modificare le
attribuzioni delle direzioni e dei settori del Servizio finanziario e delegare le funzioni vicarie in caso di assenza o di impedimento temporaneo*.

Art. 6
Compiti del servizio finanziario

1. Il Servizio finanziario cura il coordinamento e la gestione dellattivit finanziaria e gli


adempimenti di natura contabile derivanti dallo svolgimento dellattivit amministrativa del
Comune; al Servizio finanziario devono essere trasmessi tutti gli atti aventi riflessi finanziari e
patrimoniali.
2. Ciascun responsabile di direzione comunica al Ragioniere generale ogni fatto o circostanza che
possa costituire pregiudizio per gli equilibri di bilancio.
_________________________
* Comma integrato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 25 del 18 marzo 1996.
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Art. 7
Competenze delle direzioni del Servizio finanziario

1. La direzione Bilanci, Programmazione, Controllo finanziario di gestione, Partecipazioni ha


competenza in materia di:
a) Verifica, col concorso delle altre direzioni del Servizio finanziario, delle proposte di
stanziamenti dei bilanci annuale e pluriennale effettuate dai servizi competenti sia in termini
di veridicit, che di compatibilit con gli equilibri di bilancio;
b) Predisposizione dei progetti del bilancio pluriennale e della relazione previsionale e
programmatica;
c) Predisposizione dei progetti del bilancio preventivo, del P.E.G. per la parte finanziaria, del
conto consuntivo e della relazione prescritta dallart.55 -7 comma - della legge 142/90, per
la parte di competenza del Servizio finanziario;
d) Tenuta delle scritture cronologiche e sistematiche della contabilit finanziaria, economica e
patrimoniale;
e) Predisposizione dei provvedimenti di variazioni al bilancio di previsione, al P.E.G. e di
assestamento del bilancio preventivo;
f) Elaborazione dei rendiconti gestionali di periodo e dei dati richiesti dallufficio del controllo
interno;
g) Predisposizione e presentazione dei rendiconti di cui allart. 112 del D.L.gvo 77/95;
h) Controllo della gestione sotto il profilo finanziario;
i) Controllo finanziario delle societ partecipate, delle aziende comunali e dei vari organismi
costituiti per la gestione dei servizi pubblici;
j) Verifica di legittimit degli atti sotto il profilo contabile e rilascio dei pareri di cui allart. 53
1 comma della legge 142/90;
k) Rilascio delle attestazioni di cui allart. 55 5 comma della legge 142/90.
2. La direzione Attivit finanziarie ha competenza in materia di:
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a) Coordinamento e gestione contabile delle entrate.


b) Gestione delle attivit finanziarie (mutui, prestiti, impiego delle liquidit) e di tesoreria.
c) Cura dei rapporti e sorveglianza del servizio di tesoreria.
d) Tenuta delle scritture per la rilevazione cronologica di tutti i movimenti di cassa.
e) Verifica di legittimit degli atti sotto il profilo contabile e rilascio dei pareri di cui allart.53 1 comma- della legge 142/90; controlli in materia contabile.
3. La direzione Controllo e liquidazione delle spese ha competenza in materia di:
a) Controllo e gestione contabile della spesa.
b) Gestione degli impegni e degli accertamenti relativi alle spese di personale.
c) Liquidazione delle competenze economiche del personale e assolvimento dei corrispondenti
obblighi contributivi e fiscali.
d) Tenuta delle scritture ausiliari per la rilevazione delle ritenute operate al personale.
e) Verifica di legittimit degli atti sotto il profilo contabile e rilascio dei pareri di cui allart.53 1 comma- della legge n. 142/90; controlli in materia contabile.
f) Rilascio delle attestazioni di cui allart.55 -5 comma- della legge 142/90 sugli impegni
relativi a spese di personale.

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Capo III
Del bilancio e della sua gestione
Art.8
Progetto di bilancio

1. I responsabili dei servizi propongono, nei tempi e secondo le modalit stabiliti dal Servizio
finanziario, gli stanziamenti di loro competenza interessanti il bilancio annuale e quello
pluriennale, nonch gli elementi idonei alla predisposizione della relazione previsionale e
programmatica; quello incaricato della gestione del personale provvede, inoltre, alla previsione
dei posti da coprire e di quelli che si renderanno vacanti per collocamenti a riposo. I tempi vanno
definiti di concerto con la Presidenza e lUfficio di Presidenza del Consiglio, in forma tale da
consentire la piena e completa espressione della sua funzione di indirizzo.
2. I responsabili degli uffici inventari dei beni mobili e dei beni immobili rilevano, nei tempi e
modi di cui al precedente comma, rispettivamente, le dotazioni dei mobili e degli immobili di
ciascun servizio e, ove costituiti, dei centri di costo e determinano le relative quote
dammortamento da iscrivere fra le previsioni del bilancio dellesercizio successivo e di quello
pluriennale. Ove nel corso di un esercizio si verifichino variazioni nelle dotazioni, si provvede
alla rettifica di valore delle quote dammortamento attribuite ai servizi e centri di costo, da
comunicare al Servizio finanziario in tempo utile per il loro inserimento nella delibera di
assestamento del bilancio. Ad analoga procedura tenuto il responsabile del settore personale
nella rilevazione delle dotazioni di personale.
3. Sulla scorta delle proposte di cui al 1 comma, il Servizio finanziario appronta uno schema di
bilancio secondo le classificazioni previste dalla legge, da sottoporre alla Giunta Comunale, con
le soluzioni idonee al raggiungimento degli equilibri di bilancio.
4. Fra le previsioni di spesa vanno comprese, se esistenti, quelle riguardanti i progetti delle
associazioni e societ cooperative di cui al 3 e 4 comma dellart.7 dello Statuto.
5. La Giunta Comunale predispone il progetto di bilancio di previsione per lanno successivo, la
relazione previsionale e programmatica ed il bilancio pluriennale, da iscrivere allordine del
giorno del Consiglio Comunale, di norma, entro il 10 di ottobre.

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6. lI progetto di bilancio corredato dagli allegati di legge e dalla relazione del collegio dei
revisori.

Art.9
Deliberazione del bilancio

1. Alla deliberazione del bilancio annuale, con allegati il bilancio pluriennale e la relazione
previsionale e programmatica, sentiti i presidenti dei consigli di zona, il Consiglio Comunale
provvede secondo le modalit previste dagli artt.32 e 101 -2 comma- dello Statuto e con unica
votazione complessiva.
2. Agli stanziamenti del progetto di bilancio possono essere proposti emendamenti, con esclusione
di quelli riguardanti gli interventi relativi al personale, agli interessi passivi ed oneri finanziari,
alle imposte e tasse e agli ammortamenti di esercizio. La Giunta, preventivamente allapertura
della sessione di Bilancio, informer il Consiglio degli orientamenti in materia di imposte e
tasse; il Consiglio potr esprimersi con mozioni di indirizzo non vincolanti.
3. Gli emendamenti devono essere formulati nellosservanza dellequilibrio economico e
finanziario del bilancio e nei limiti stabiliti dallart.101 -2comma- dello Statuto.
4. Gli emendamenti non necessitano del parere del collegio dei revisori.
5. Il termine entro il quale possono essere presentati emendamenti stabilito dal regolamento delle
adunanze del Consiglio e dalla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari.

Art. 10
Pubblicit dei documenti previsionali

1. Il principio della pubblicit del bilancio e dei suoi allegati viene garantito mediante la diffusione
dei dati e degli elementi pi significativi di essi nelle forme previste dallart. 61 dello Statuto.

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Art. 11
Procedura per laccertamento delle entrate

1. Salvo i casi regolati dalla legge o da atti deliberativi del Comune, il responsabile del procedimento con il quale vengono accertate le entrate viene individuato nel responsabile del
servizio che cura la gestione delle entrate o suo delegato.
2. Leventuale atto di delega di cui al comma precedente deve essere notificato al Segretario
generale ed al Servizio finanziario.
3. Il responsabile del procedimento trasmette al Servizio finanziario la documentazione che
costituisce titolo valido per laccertamento in tempo utile perch la riscossione possa avvenire
alla scadenza fissata.

Art.12
Riscossioni e versamenti

1. Gli agenti incaricati della riscossione sono designati col provvedimento della Giunta Comunale
di cui allart.48 del presente Regolamento.
2. Le somme riscosse per qualsivoglia titolo da coloro che ne sono incaricati debbono giornalmente
ed integralmente essere versate al Tesoriere del Comune o sugli appositi conti correnti bancari o
postali intestati al Comune.
3. Le somme depositate sui conti correnti relative ad entrate da versare nelle contabilit speciali
presso la Tesoreria statale sono prelevate con cadenza quindicinale, salvo diverse disposizioni di
legge.
4. Gli ordinativi di incasso, oltre a quanto previsto dallart.24 del D.L.gvo 77/95, devono riportare
limputazione alla pertinente contabilit speciale.
5. Gli ordinativi dincasso cui non ha fatto seguito la riscossione entro il termine dellesercizio sono
annullati.

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6. Gli ordinativi di incasso vengono emessi sulla scorta dei documenti giustificativi, sono firmati
dal responsabile del competente ufficio del Servizio finanziario e controfirmati dal direttore del
Servizio finanziario competente o suo delegato.
7. Nei casi di cui allart.37 -4 comma- del presente regolamento, qualora la causale di versamento
sia di dubbia legittimit od opportunit, lordinativo pu essere emesso solo su favorevole
decisione della Giunta Comunale.
8. Il Tesoriere e gli altri agenti incaricati della riscossione, a fronte di ogni somma riscossa,
rilasciano quietanza staccata da un bollettario a madre e figlia o similare modulo meccanografico, unico per ogni esercizio e per ogni agente, numerato in ordine progressivo e vidimato
dal Ragioniere generale o suo delegato.
9. Non sono ammessi ordinativi di incasso e quietanze cumulative, ad eccezione di quelli relativi a
pi interventi o capitoli riguardanti servizi per conto terzi, intestati al Civico Tesoriere e correlati
a mandati di sistemazione contabile.
10. I responsabili dei servizi ed i responsabili delle direzioni del Servizio finanziario, secondo le
rispettive competenze e con loro personale responsabilit, curano che laccertamento, la
riscossione ed il versamento delle entrate, ivi compreso il recupero dei crediti, avvengano in
modo puntuale e nel rispetto delle procedure di legge e di regolamento.

Art. 13
Procedura per lassunzione degli impegni di spesa

1. Fatta eccezione dei casi previsti dallart.27 - 2comma- del D.L.gvo 77/95, allassunzione degli
impegni di spesa provvedono il Consiglio Comunale, la Giunta Comunale, il Sindaco ed i
responsabili dei servizi, secondo le rispettive competenze.
2. Le determinazioni da assumersi da parte dei responsabili dei servizi, per lattuazione del P.E.G.,
possono riguardare le spese relative agli interventi di personale -con esclusione di quelle
individuate al 2comma dellart. 27 del D.L.gvo 77/95-, per acquisto di materie prime e/o di beni
di consumo, per prestazione di servizi, per il godimento di beni di terzi.
3. La proposta di assunzione dellimpegno predisposta e firmata dal responsabile del servizio
competente per materia che ne assume la responsabilit circa la legittimit, la rispondenza agli
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obiettivi assegnati dal P.E.G., la convenienza economica e trasmessa per la verifica della
disponibilit di stanziamento alla competente direzione del Servizio finanziario.
4. La proposta di cui al l comma, anche ai fini della numerazione, deve indicare se essa former
oggetto di deliberazione di provvedimento sindacale o di determinazione.
5. La direzione competente del Servizio finanziario, verificata la disponibilit dei fondi, contestualmente al rilascio della dichiarazione di disponibilit ne attesta la copertura finanziaria a
sensi dellart.55 -5 comma- della legge 142/90; per le dichiarazioni di disponibilit relative alle
spese di conto capitale, la copertura finanziaria indica la specie di entrata straordinaria con la
quale si prevede di finanziare linvestimento.
6. Le spese di conto capitale non possono essere effettuate se non previa acquisizione
dellattestazione del Servizio finanziario che sono stati conseguiti i mezzi di finanziamento.
7. Le dichiarazioni di disponibilit riguardanti spese correnti decadono qualora la relativa
obbligazione non venga a perfezionarsi per il Comune entro il termine dellesercizio; quelle
relative agli interventi acquisti di materie prime e/o di beni di consumo e prestazioni di
servizi decadono comunque se, alla medesima data, non sia stata fatta lordinazione a terzi,
quantificata nel suo esatto importo e dimostrabile documentalmente.
8. I singoli atti di impegno sono individuati con la stessa numerazione della dichiarazione di
disponibilit; quelli attuativi del piano esecutivo di gestione, assunti con determinazioni del
responsabile del servizio competente, hanno distinta numerazione composta dal numero dordine
progressivo e dai codici di servizio e centro di costo di provenienza.
9. Il responsabile del provvedimento di liquidazione, con la conclusione della fase della liquidazione
e comunque con la proposta di saldo, ha lobbligo di comunicare al Servizio finanziario le minori
spese sostenute rispetto a quelle impegnate.

Art. 14
Assunzione di impegni a valenza pluriennale

1. Nei casi di necessit o di convenienza, gli impegni sulle spese correnti possono essere estesi a
pi esercizi. Lentit annua di essi deve essere pari a quella del primo anno, fatte salve le

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variazioni dovute in base a legge e comunque contenuta nei limiti degli stanziamenti previsti dal
bilancio pluriennale.
2. La competente direzione del Servizio finanziario annota in apposite e separate scritture gli
impegni assunti a carico dei futuri bilanci ed allinizio di esercizio ed a bilancio approvato
provvede, su richiesta dei servizi competenti, al rilascio delle apposite dichiarazioni di
disponibilit con lattestazione della loro copertura finanziaria. Variazioni in aumento per causali
diverse da quelle di cui al 1 comma devono formare oggetto di apposite dichiarazioni di
disponibilit, se gli stanziamenti di bilancio lo consentono, ed essere deliberate.
3. Le spese correnti, per le quali sia previsto linizio di effettuazione dopo il periodo considerato dal
bilancio pluriennale, possono essere impegnate solo in presenza di dimostrazione della loro
copertura a mezzo di nuove entrate.

Art. 15
Documentazione per la liquidazione della spesa

1. Ad integrazione di quanto previsto dallart. 28 -2 comma- del D.L.gvo 77/95, la


documentazione deve essere prodotta in originale; il duplicato consentito soltanto per
imprescindibili necessit e deve essere effettuato con criteri tali da evitare possibili duplicazioni
di pagamenti.
2. La documentazione relativa allacquisto di beni deve essere corredata dalla dichiarazione di
presa in carico da parte del consegnatario e, nel caso di materiale di consumo, dalla dichiarazione
di ricevuta.
3. Le proposte di liquidazione in conto residui relative agli interventi acquisti di materie prime e/o
di beni di consumo e prestazioni di servizi devono essere accompagnate da copia dellordine
fatto a terzi entro il termine dellesercizio di riferimento; in assenza di questultimo, non
consentita lemissione del mandato di pagamento e la proposta, a cura della competente
direzione del Servizio finanziario, va inoltrata al Ragioniere generale per le segnalazioni di cui
allart.3 4 comma del presente Regolamento.
4. Non possono essere poste in liquidazione le proposte di saldo relative a spese di conto capitale,
se non corredate dalla dichiarazione che le relative opere risultano inventariate.
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5. Il responsabile della liquidazione provvede, con il medesimo atto, ad ordinare lemissione del
mandato di pagamento.

Art. 16
Liquidazione delle spese di utenza di beni e servizi

1. Nei limiti degli stanziamenti previsti nel bilancio approvato, il responsabile del servizio che cura
i contratti di utenza in e con aziende erogatrici di beni e servizi, senza necessit di ulteriori
adempimenti, provvede alla liquidazione delle relative spese e contestualmente ordina
lemissione del relativo mandato di pagamento.

Art. 17
Contributi in denaro per finalit di beneficenza

1. Nellambito del servito di assistenza, beneficenza pubblica e servizi diversi alla persona
vengono previsti appositi fondi idonei ad assicurare interventi urgenti in denaro a favore di
soggetti in stato di necessit.
2. Le somme occorrenti, su richiesta del responsabile del servizio, vengono trimestralmente messe a
sua disposizione e gestite secondo le modalit previste per i fondi a render conto, in quanto
applicabili.
3. Alle erogazioni provvede direttamente il responsabile del servizio o del centro di costo, sentita
una commissione consultiva, che ha il compito di verificare lo stato di necessit e la regolarit
della spesa.
4. La Giunta Comunale, allinizio di ogni esercizio, fissa i criteri ed i limiti per le erogazioni in
denaro e contestualmente nomina la commissione di cui al comma precedente.
5. I componenti della commissione durano in carica un anno e non possono essere confermati per
lanno successivo.

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6. Alla chiusura dellesercizio, il responsabile di cui al 3 comma rende il conto corredato dagli
allegati di cui allart.75 -2 comma- del D.L.gvo 77/95, con esclusione di quelli individuati alle
lettere b) e c) e lo inoltra alla competente direzione del Servizio finanziario per il deposito presso
la segreteria della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti.

Art. 18
Procedura per lordinazione delle spese

1. Il Servizio finanziario provvede allemissione degli ordinativi di pagamento che devono


conformarsi alle disposizioni di cui allart.29 del D.L.gvo 77/95.
2. Gli ordinativi di pagamento devono essere firmati dal responsabile dellufficio che li ha
predisposti e dal competente direttore del settore del Servizio finanziario; alla controfirma degli
ordinativi provvede il Ragioniere generale o, in sua vece, uno dei responsabili di direzione del
Servizio finanziario.
3. E consentita lemissione di ordinativi di pagamento a favore di una pluralit di creditori o
facenti carico ad uno stesso intervento di pi funzioni o capitoli per i servizi in conto terzi; nel
solo caso in cui occorra provvedere anche al pagamento di correlati oneri tributari e previdenziali
in capo a capitoli per servizi in conto terzi, pu farsi luogo allemissione di un unico ordinativo
di pagamento su due titoli di uscita.

Art. 19
Programmazione dei pagamenti

1. La trasmissione al Tesoriere degli ordinativi di pagamento viene disposta dal Ragioniere


generale. La programmazione dei tempi di pagamento dei singoli ordinativi viene effettuata dal
Ragioniere generale, tenuto conto dei limiti di legge e delle disponibilit di cassa presenti e
previste; per esigenze di cassa, il Ragioniere generale pu disporre il pagamento frazionato in pi
scadenze dello stesso ordinativo. In caso di assenza o impedimento del Ragioniere generale, a
tali adempimenti, provvede un suo delegato.
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2. Salvo casi eccezionali e per i pagamenti a scadenza prestabilita, gli ordinativi di pagamento
devono essere presentati al Tesoriere non oltre il 15 dicembre. Decorsa tale data, possono essere
emessi ordinativi di pagamento con imputazione allesercizio successivo in conto residui al cui
pagamento si provvede con linizio del nuovo esercizio.

Art. 20
Responsabile del procedimento dei mandati

1. Responsabile del procedimento dellemissione degli ordinativi di pagamento il Direttore di


Settore di Ragioneria competente per materia; egli espleta le funzioni di cui allart.6 della legge
241/90.

Art. 21
Prelievi dal fondo di riserva

1. Le deliberazioni che prevedono utilizzi del fondo di riserva sono comunicate ai capigruppo
consiliari contestualmente alla loro affissione allalbo.

Art. 22
Debiti fuori bilancio

1. La conoscenza da parte dei responsabili dei servizi di debiti fuori bilancio derivanti dalle causali
previste allart.37 del D.L.gvo 77/95 comporta lobbligo della loro comunicazione al Servizio
finanziario per lindividuazione dei possibili mezzi di ripiano.
2. Al riconoscimento della legittimit dei debiti fuori bilancio si provvede, di norma, con la
deliberazione da adottarsi entro il 30 settembre ai sensi dellart.36 del D.L.gvo 77/95; nei casi in
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cui si renda urgente il pagamento, si pu provvedere in altri periodi dellesercizio, ove esistano i
mezzi per farvi fronte.

Art. 22 bis*
Fideiussione e altre forme di garanzia a terzi

1. Il Comune, a seguito di deliberazione consiliare, pu rilasciare garanzia fideiussoria per


lassunzione di mutui o altre forme di indebitamento destinate ad investimenti di pubblica
utilit, oltre che per i soggetti e nelle forme disciplinate dallart. 207 del D.Lgs. n. 267/2000
anche in favore di societ di capitale, partecipate dal Comune, con prevalente capitale
pubblico.
2. La garanzia potr essere rilasciata nel rispetto delle seguenti limitazioni:
o per periodo non superiore alla durata delloperazione finanziaria per la quale si
rilascia garanzia fideiussoria;
o in misura, rispetto al totale delloperazione finanziaria, non superiore alla percentuale
di partecipazione del Comune nella societ debitrice principale;
o con il beneficio di preventiva escussione del debitore principale;
o con il beneficio della divisione pro quota ai sensi dellart. 1946 C.C. in
proporzione alla quota di partecipazione del Comune nella societ debitrice principale
e lesclusione di responsabilit solidale con gli eventuali altri fideiussori.
3. Per ogni forma di garanzia diversa dalla fideiussione, ai fini dellassunzione di mutui da parte
dei soggetti di cui al comma 1, destinati a realizzare finalit di interesse generale a beneficio
della collettivit, il Comune pu anche assumere, a seguito di deliberazione consiliare,
limpegno a subentrare, in proporzione alla partecipazione societaria del Comune, nelle
obbligazioni esistenti in capo ai medesimi soggetti nei confronti dellistituto mutuante in caso
di inadempimento del garantito.
4. Gli interessi annuali relativi alle operazioni di indebitamento garantite con fideiussione e con
ogni altra forma di impegno concorrono alla formazione del limite di cui allart. 204 del
D.Lgs. 267/2000 e non possono vincolare pi di un quinto di tale limite.
____________________________
*Articolo aggiunto con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 43 dell8/10/2012.

- 22 -

5. La proposta di deliberazione consiliare per il rilascio di garanzie di ogni genere deve essere
sottoposta al parere del Responsabile del Servizio Economico Finanziario anche se non
comporta movimenti di tipo finanziario sullesercizio.

Art. 22 ter*

1. Il Comune, a seguito di deliberazione consiliare, pu rilasciare forme di garanzie atipiche e/o


autonome a sostegno di finanziamenti per investimenti in opere o forniture di societ o enti
interamente partecipati dallo stesso Comune.
2. Tali garanzie possono essere rilasciate nei limiti della durata del finanziamento per gli
investimenti, e comunque per una durata non superiore al periodo di vita utile
dellinvestimento.
3. Tali garanzie potranno essere rilasciate nel rispetto dei limiti di cui agli artt. 202, 204 e 207
del T.U.E.L.

_____________
*Articolo aggiunto con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 60 del 17/12/2012

- 23 -

Capo IV
Delle spese da effettuarsi a mezzo F.A.R.C. o mandati di
anticipazione

Art. 23
Fondi a render conto

1. Nei casi in cui per lacquisizione di beni o servizi, con esclusione di qualsivoglia spesa
imputabile ad altri interventi, esistano oggettivi elementi che rendono impraticabile o dannoso
per la funzionalit dei Servizi il ricorso ad uno dei sistemi di aggiudicazione previsti
dallapposito regolamento comunale o si renda necessario il pagamento immediato, la Giunta
Comunale pu autorizzare per leffettuazione delle conseguenti spese la costituzione di speciali
fondi, denominati fondi a render conto, da intestare ad uno o pi dipendenti di ruolo e da gestirsi
con le modalit appresso stabilite.
2. In nessun caso ammessa la tenuta di fondi a render conto da parte di amministratori del
Comune o degli uffici di segreteria degli stessi.
3. E garantita la trasparenza e il diritto di accesso ad ogni atto relativo alla costituzione di fondi a
render conto, ex legge 241/90 ed ex art.25 - 2 comma lettera e dello Statuto del Comune di
Milano.

Art. 24
Costituzione e rinnovi

1. La deliberazione di costituzione del fondo a render conto deve contenere le seguenti indicazioni:
a) servizio proponente;
b) esercizio al quale si riferisce la gestione;

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c) importo globale del fondo, da erogarsi. salvo espressa e motivata deroga, trimestralmente
nella misura di un quarto dello stesso;
d) elencazione delle spese da effettuarsi col fondo, con le motivazioni che non consentono il
ricorso alle normali procedure di effettuazione;
e) imputazione delle spese al bilancio;
f) generalit e qualifica dellintestatario;
g) eventuale esonero dallobbligo di prestare cauzione da parte dellintestatario.
2. La deliberazione di cui al comma precedente costituisce provvedimento di legittimazione
dellintestatario alla gestione.
3. La Giunta Comunale, nel mese di dicembre, delibera il rinnovo per lanno successivo di quei
fondi a render conto per i quali permangono le causali che giustificarono la loro costituzione.

Art. 25
Gestione

1. Le somme disponibili sui fondi a render conto devono essere depositate su conti correnti da
intrattenere possibilmente con lIstituto di Credito che gestisce la Tesoreria comunale, intestati al
Comune di Milano e per esso al titolare del fondo.
2. Sulla scorta della deliberazione divenuta esecutiva, il competente responsabile del servizio
dispone per lapertura del conto corrente, vigila sulla sua regolare tenuta e pu in qualsiasi
momento bloccare i fondi disponibili, dandone comunicazione alla competente direzione del
Servizio finanziario.
3. Le spese sui fondi a render conto sono ordinate con buoni a firma dei responsabili del fondo e del
servizio. Ciascun buono deve indicare il fondo al quale si riferisce loggetto della spesa e la
persona del creditore ed staccato da registro a madre e figlia previamente numerato e vidimato
dalla competente direzione del Servito finanziario. I buoni utilizzati per i prelievi sono descritti
in un rendiconto, conforme al modello approvato con il regolamento di cui allart. 114 del
D.L.gvo 77/95, predisposto e sottoscritto dal titolare del fondo e firmato dal responsabile del
servizio.

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4. Al pagamento delle spese si provvede, di norma, con assegni bancari a valere sul conto corrente;
per i pagamenti da eseguire direttamente i prelevamenti dal conto corrente possono essere fatti a
proprio favore dallintestatario del fondo a render conto. Gli intestatari dei fondi a render conto
devono trasmettere alla competente direzione del Servizio finanziario gli estratti conto bancari
per gli opportuni controlli. Gli interessi maturati sui depositi sono accreditati al Comune.
5. Quando, per trasferimento o diversa causa, altro dipendente debba subentrare nella titolarit del
fondo, alla sostituzione provvede il competente responsabile del servizio. Il titolare che cessa
consegna al suo successore mediante apposito verbale:
a) lelenco delle spese gi effettuate corredato dai relativi documenti;
b) il numerario giacente presso il medesimo e i libretti di conto corrente bancario, prestandosi
alla volturazione;
c) i conti e tutti gli altri documenti della gestione del fondo; le copie del verbale e del
provvedimento di nomina sono trasmesse alla competente direzione del Servizio finanziario
per i controlli e le annotazioni di competenza.

Art. 26
Reintegri

1. Il responsabile del servizio, sulla scorta di apposito rendiconto, dispone, nel corso dellesercizio,
per la sistemazione contabile e per il reintegro delle somme erogate a mezzo fondo a render
conto.
2. Il rendiconto di cui al 1 comma, predisposto su apposito modello fornito dal Servizio finanziario
e corredato dalla documentazione giustificativa delle spese, conforme a quanto previsto dallart.
15 del presente Regolamento, firmato dallintestatario del fondo e riporta la dichiarazione del
responsabile del servizio dellaccertamento di regolarit della gestione.
3. La competente direzione del Servizio finanziario provvede ai controlli di competenza. Qualora
vengano riscontrate utilizzazioni del fondo per spese per le quali deve essere seguita la procedura
ordinaria od irregolarit nella osservanza di adempimenti fiscali viene provveduto allo stralcio
per la regolarizzazione, fatta riserva di eventuali responsabilit del titolare del fondo; non sono
ammesse a discarico le spese non previste dalla delibera istitutiva del fondo a render conto.
- 26 -

4. Una copia del rendiconto medesimo, insieme con gli atti di ordinazione del pagamento, va
restituita al servizio interessato e rimane a corredo degli atti.

Art. 27
Verifiche

1. Oltre alle verifiche da parte dellorgano di revisione di cui allart.64 del D.L.gvo 77/95 la
gestione dei fondi soggetta a verifiche anche straordinarie da parte della competente direzione
del Servizio finanziario.

Art. 28
Resa del conto

1. Il rendiconto finale della gestione, redatto sul modello approvato dal regolamento di cui
allart.114 del D.L.gvo 77/95, predisposto dal titolare del fondo a render conto; esso
corredato dalla pertinente documentazione di cui allart.75 -2 comma- del D.L.gvo 77/95, per la
parte non trasmessa in sede di reintegri, e dalla attestazione di regolarit della gestione da parte
del responsabile del servizio competente.
2. Il rendiconto di cui al 1 comma viene trasmesso, entro il mese di gennaio dellesercizio
successivo, alla competente direzione del Servizio finanziario che provvede alla verifica di
regolarit contabile ed allinoltro alla direzione Bilanci per il successivo deposito presso la
segreteria della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti.

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Art. 29
Responsabilit

1. Lintestatario del fondo a render conto responsabile della corrispondenza dei prelievi effettuati
sul fondo alle spese per cui stato costituito.
2. 1 titolari di uno stesso fondo a render conto sono solidalmente responsabili fra di loro a sensi
dellart.2055 del Codice Civile.

Art. 30
Mandati di anticipazione

1. Il Consiglio Comunale e la Giunta Comunale, secondo le rispettive competenze, quando speciali


circostanze lo richiedano, possono disporre che, nellosservanza delle rimanenti procedure di
effettuazione delle spese, ivi incluse quelle contrattuali e sulla trasparenza, al pagamento delle
spese per acquisto di beni o prestazioni di servizi, correlate ad uno specifico programma o a
singole parti di esso, venga provveduto a mezzo di appositi mandati di anticipazione, da intestare
esclusivamente al responsabile del servizio o del centro di costo che gestisce il programma.
2. La delibera che autorizza il mandato di anticipazione deve, tra laltro, contenere le seguenti
indicazioni:
a) lanalisi dettagliata degli oggetti di spesa da pagare col mandato di anticipazione;
b) lillustrazione delle ragioni per cui si ritiene necessario far ricorso alla procedura di
pagamento diversa da quella ordinaria;
c) limporto globale del mandato di anticipazione di cui pu essere chiesto laccreditamento
in una unica soluzione o in pi rate, secondo leffettivo fabbisogno;
d) la previsione espressa della durata del mandato di anticipazione;
e) le generalit dellintestatario;
f) limporto delleventuale cauzione da prestarsi ovvero lespresso esonero da tale
adempimento.
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3. Limporto del mandato di anticipazione viene accreditato in conto corrente bancario intestato al
Comune di Milano e per esso al responsabile che gestisce il programma.
4. Le disposizioni di pagamento devono avvenire con assegni bancari a firma dellintestatario, a
valere sul conto corrente medesimo.
5. Lintestatario del mandato di anticipazione responsabile della corrispondenza dei prelievi
effettuati sul fondo stesso agli oggetti di spesa per cui stato costituito.
6. Alla avvenuta realizzazione del programma e comunque entro il mese di dicembre dellanno di
emissione del mandato di anticipazione, lintestatario dispone per la sua estinzione, trasmettendo
la documentazione necessaria per la sistemazione contabile delle spese effettuate alla competente
direzione del Servizio finanziario.
7. Qualora la competente direzione del Servizio finanziario riscontri nellutilizzazione del fondo
irregolarit nellosservanza di adempimenti fiscali, provvede allo stralcio per la regolarizzazione,
fatta riserva di eventuali responsabilit del titolare del fondo.
8. Il rendiconto redatto sul modello approvato dal regolamento di cui allart. 114 del D.L.gvo
77/95, corredato dalla attestazione di regolarit della gestione da parte dellintestatario, viene
trasmesso alla competente direzione del Servizio finanziario che provvede alla verifica di
regolarit contabile ed allinoltro alla direzione Bilanci per il successivo deposito presso la
segreteria della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti.

Art. 31
Particolari spese da effettuarsi a mezzo
di mandati di anticipazione

1. La Giunta Comunale autorizza annualmente lemissione di mandati di anticipazione in capo ad


un dipendente di ruolo, senza obbligo di cauzione, della direzione attivit finanziarie del Servizio
finanziario per i pagamenti derivanti da imposte e tasse a carico del Comune, rimborsi di entrate
non dovute, spese postali e telegrafiche e di acquisto di valori bollati, carte didentit ed altre
causali simili.
2. Le anticipazioni devono essere disposte con mandati separati per ciascuna causale di spesa e, di
norma, nei limiti del fabbisogno trimestrale determinato in relazione allo stanziamento per tale
- 29 -

scopo previsto in bilancio; i relativi fondi sono depositati su apposito conto corrente, da
intrattenersi con listituto tesoriere, intestato al Comune e per esso al titolare del fondo.
3. I prelievi da parte dellintestatario devono avvenire sulla scorta di buoni a firma del responsabile
della direzione attivit finanziarie del Servizio finanziario. Alla firma dei buoni si fa luogo in
presenza della documentazione che giustifica il prelievo o su ordine del responsabile della
gestione della spesa da pagare con il mandato di anticipazione.
4. Alla fine di ciascun trimestre, lintestatario trasmette alla competente direzione del Servizio
finanziario il rendiconto delle somme erogate, accompagnato dalla documentazione
giustificativa, per la loro sistemazione contabile.

Art. 32
Spese delle zone di decentramento

1. Le zone di decentramento, per leffettuazione delle spese di loro competenza, sono dotate di
fondi a render conto per le spese di funzionamento e di mandati di anticipazione per le spese
correlate allesercizio delle funzioni ad esse trasferite.
2. La gestione dei fondi a render conto delle zone si uniforma a quella dettata dagli art.23 e seguenti
del presente regolamento; quella dei mandati di anticipazione alle norme di cui allart.30, fermo
restando che questi ultimi devono essere intestati al dirigente pi elevato in grado assegnato alla
zona.

Art. 33
Gestione dei fondi delle casse scolastiche delle civiche scuole secondarie

1. I segretari economi incaricati della gestione di casse scolastiche vi provvedono secondo le norme
del presente regolamento in quanto applicabili e le disposizioni di cui alla delibera di Giunta
Comunale del 27.7.1984 n.5351.

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Capo V
Del servizio di tesoreria e cassa
Art. 34
Affidamento del servizio

1. Laffidamento del Servizio di tesoreria e cassa avviene, di norma, secondo le procedure


dellappalto concorso fra Istituti di credito iscritti allalbo di cui allart.13 del D.L.gvo 1.9.1993
n.385.
2. I requisiti per la partecipazione alla gara, fra i quali deve essere compresa lentit della cauzione,
sono individuati dallatto deliberativo che autorizza la procedura di affidamento.
3. Il Servizio di tesoreria e cassa, di norma, svolto gratuitamente; il Comune tenuto a fornire a
sue spese i registri, i bollettari e gli stampati regolamentari.
4. A garanzia della gestione del Servizio di tesoreria e cassa, il Tesoriere tenuto a prestare la
cauzione nellimporto stabilito nella delibera di cui al comma 2.

Art. 35
Luoghi di esercizio del servizio

1. Il servizio viene esercitato, oltre che nella sede centrale di Via Silvio Pellico n. 16, presso le
succursali individuate in accordo con listituto tesoriere.
2. I locali sono posti gratuitamente dal Comune a disposizione del Tesoriere.
3. Pagamenti e riscossioni possono essere effettuati anche presso gli sportelli bancari dellIstituto
tesoriere.

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Art. 36
Estensione del servizio

1. Il servizio prestato alle medesime condizioni sia nei confronti del Comune che delle Istituzioni
comunali.
2. A richiesta dellAmministrazione comunale, il Tesoriere deve effettuare le operazioni di cassa
inerenti a speciali gestioni dello stesso Comune, a pubbliche sottoscrizioni promosse dal Comune
medesimo, a fondazioni direttamente amministrate dal Comune.

Art. 37
Procedure di riscossione delle entrate

1. Le entrate sono riscosse in base ad ordinativi di riscossione, con reversali numerate


progressivamente, compilate con procedure a moduli meccanizzati o da staccarsi da bollettario
fornito dal Comune o mediante elenchi.
2. Le bollette a madre e figlia devono avere, anche se il bollettario costituito da pi fascicoli,
ununica numerazione progressiva a cominciare dallinizio di ciascun esercizio e debbono
contenere per ciascun bollettario lindicazione dellesercizio cui il bollettario si riferisce.
3. Per le entrate che, a sensi di legge, devono affluire sulle contabilit accese presso la Tesoreria
Provinciale dello Stato, fatto divieto al Tesoriere di accettare le correlate reversali prive delle
indicazioni di eventuali vincoli di destinazione e della imputazione alla contabilit speciale
fruttifera o infruttifera; della esattezza della indicazione di cui sopra, non pu essere ritenuto
responsabile il Tesoriere.
4. Il Tesoriere non pu rifiutarsi di ricevere, anche senza ordinativo di riscossione, le somme
versate da terzi per causali da essi medesimi denunciate. In tale caso egli deve sempre apporre
sulla quietanza la formula: Salvi i diritti dellAmministrazione e provvedere, mediante
richiesta rivolta alla competente direzione del Servizio finanziario, affinch -nel minor tempo
possibile- loperazione venga regolarizzata con lemissione dellordinativo o restituzione di
quanto incassato.
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5. Il Tesoriere deve procedere allincasso dei valori pervenuti a mezzo posta. Tali valori devono
essere protocollati e segnalati giornalmente alla competente direzione del Servizio finanziario
mediante comunicazioni scritte, al fine di consentire lemissione delle relative reversali, o
comunque, per quelle istruzioni reputate necessarie alla regolarizzazione dei sospesi.
6. Nel caso di mancato incasso di somme la cui scadenza sia stata perentoriamente stabilita, il
Tesoriere deve darne immediato avviso allAmministrazione comunale.

Art. 38
Procedure di pagamento delle spese

1. Il Tesoriere obbligato ad effettuare senza ritardo i pagamenti ordinati dal Comune in base a
regolari mandati individuali o collettivi, emessi su moduli appositamente predisposti, numerati
progressivamente e firmati dalle persone legalmente abilitate o loro sostituti.
2. Per i pagamenti delle spese di cui allart.31 del presente regolamento, di contributi o per altri
pagamenti da eseguirsi improrogabilmente ad epoche fisse per somme prestabilite, in base a
documenti che preventivamente siano stati comunicati al Tesoriere con lordine, da parte del
Comune, di soddisfare il debito alle relative scadenze, questi provvede anche di propria
iniziativa, nei limiti delle disponibilit di cassa e senza attendere lemissione del relativo
mandato di pagamento. La regolarizzazione mediante mandato deve avvenire entro quindici
giorni.
3. I beneficiari dei pagamenti sono avvisati direttamente dal Comune dopo lavvenuta consegna dei
relativi mandati al Tesoriere.
4. I pagamenti sono eseguiti dal Tesoriere nei limiti dei rispettivi interventi e capitoli per i servizi
per conto di terzi previsti dal bilancio in corso.
5. I mandati di pagamento in conto residui sono estinti dal Tesoriere solo se gli stessi trovano
riscontro nellelenco dei residui passivi trasmesso al Tesoriere e sottoscritto dal responsabile
della direzione Bilanci del Servizio finanziario.
6. I mandati di pagamento emessi in eccedenza dei fondi stanziati in bilancio non devono essere
ammessi al pagamento, non costituendo, in tal caso, titoli legittimi di scarico per il Tesoriere.

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7. Per i pagamenti da effettuare a valere sui fondi a specifica destinazione deve essere fatta apposita
annotazione sui relativi mandati.
8. Il Tesoriere non pu dar corso al pagamento di mandati che siano privi dellindicazione del
codice meccanografico, presentino abrasioni o cancellature nellindicazione della somma e del
nome del creditore o discordanze fra la somma scritta in lettere e quella scritta in cifre; ad
eventuali variazioni al titolo originario, si provvede con apposita annotazione, firmata dal
responsabile dellufficio che ha emesso il mandato e dal direttore competente o altro dirigente
del Servizio finanziario.
9. I pagamenti sono effettuati, di norma, presso gli appositi sportelli della civica tesoreria o, a
richiesta dei beneficiari, tramite gli sportelli bancari dellIstituto tesoriere o suoi corrispondenti,
previo ritiro di regolare quietanza a favore della tesoreria civica.
10. Il pagamento delle pensioni, stipendi, salari ed assegni al personale comunale avviene alle
scadenze e secondo le modalit stabilite dal Comune. Laccreditamento dei fondi presso banche
diverse dallistituto tesoriere a favore di dipendenti e pensionati correntisti delle medesime deve
avvenire con la stessa valuta di addebito del conto corrente comunale. I relativi mandati devono
essere consegnati al Tesoriere due giorni lavorativi prima della data fissata per il pagamento.
11. Su richiesta scritta dei beneficiari e con espressa annotazione sui titoli i mandati di pagamento
possono anche essere estinti mediante:
a) accredito in conto corrente postale o bancario intestato al beneficiario;
b) con commutazione in assegno circolare non trasferibile a favore del creditore, da spedire al
richiedente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento e con spese a carico del
destinatario;
c) con commutazione in vaglia postale ordinario o telegrafico o in assegno postale localizzato,
con tassa e spese a carico del richiedente;
d) con assegno di bonifico da spedire a mezzo lettera raccomandata con spese a carico del
richiedente.
12. I mandati di pagamento non estinti entro il 31 dicembre possono essere annullati e riemessi in
conto residui nellesercizio successivo o avere esecuzione secondo le modalit previste
dallart.61 del D.L.gvo 77/95.
13. I mandati di pagamento, con annotati gli estremi della quietanza, vanno consegnati dal Tesoriere
alla competente direzione del Servizio finanziario in allegato al proprio rendiconto.
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Art. 39
Custodia e gestione di titoli e valori

1. Il Tesoriere deve ricevere ed assumere in custodia quei valori e quelle somme di propriet
comunale e di terzi che il Comune ritiene di affidargli, nonch tutti i valori e le somme che
pervengono al Comune da terzi a titolo di deposito cauzionale. Il Tesoriere pu gestire in modo
accentrato presso la Monte Titoli S.p.A. i depositi in titoli, sotto la propria responsabilit e senza
spesa alcuna per i depositanti e/o per il Comune.
2. Il Tesoriere deve prendere in consegna gli oggetti di valore che lAmministrazione comunale,
previa redazione e sottoscrizione di apposito verbale, ritenga di affidargli a titolo di semplice
custodia.
3. Il Tesoriere tenuto a ricevere in consegna e custodire le marche erariali, i fogli di carta bollata,
le marche segnatasse, i distintivi, le medaglie e le targhe per diritti e tasse comunali, le pietre
litografiche, le matrici ed i punzoni, gli speciali moduli di licenza, i fogli bollati comunali, i titoli
di scorta dei prestiti emessi dal Comune di Milano, la carta filigranata, ecc., con lobbligo di
tenere aggiornato il relativo registro di carico e scarico.
4. I depositi vengono dal Tesoriere ricevuti in base a singoli ordinativi emessi dal Comune.
5. La restituzione dei depositi avviene soltanto in seguito a regolari ordinativi emessi dal Servizio
finanziario; i depositi dasta devono dal Tesoriere essere restituiti anche in giornata ai rispettivi
titolari -durante lorario di apertura al pubblico degli sportelli- dietro semplice ordine firmato dal
responsabile della direzione del Servizio finanziario competente o da un suo delegato, a tergo
delle ricevute di deposito.
6. Gli interessi maturati sui depositi definitivi in titoli vanno pagati dal Tesoriere su richiesta del
depositante alle rispettive scadenze, senza ordinativo, mentre quelli sui depositi in contanti
vengono accreditati allAmministrazione.

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Art. 40
Riepilogo di cassa

Il Tesoriere deve rendere giornalmente il riepilogo delle riscossioni e dei pagamenti effettuati,
secondo le modalit stabilite dal Servizio finanziario, con determinazione del saldo di cassa.

Art. 41
Verifiche di cassa

1. Alle verifiche di cassa sia ordinarie che straordinarie si provvede nei termini e secondo le
modalit previste dagli articoli 64 e 65 deI Decreto L.gvo 77/95.
2. Si provvede a verifica straordinaria di cassa a seguito del mutamento della persona del responsabile del Servizio finanziario ed ogni qual volta viene richiesto dalla Giunta Comunale.

Art. 42
Obblighi di assistenza del Tesoriere

1. Il Tesoriere tenuto ad assistere alla celebrazione degli istromenti notarili che comportino
esazioni o pagamenti allatto del rogito, di persona o a mezzo di proprio delegato.

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Art. 43
Sorveglianza del servizio di tesoreria

1. La sorveglianza del servizio di tesoreria esercitata dallAmministrazione comunale a mezzo


della competente direzione del Servizio finanziario la quale pu impartire al Tesoriere tutte
quelle istruzioni, di esclusivo carattere contabile, che riterr opportuno.
2. Il Ragioniere generale od un suo delegato ed il collegio dei revisori hanno facolt di accesso agli
uffici della tesoreria per ispezione e controllo sia della cassa che degli altri esistenti valori, ogni
qualvolta necessit di servizio lo richiedano.

Art. 44
Obblighi del Comune di trasmissione di documenti

1. Il Comune deve trasmettere al Tesoriere:


a) Copia del bilancio di previsione corredato dalla delibera di approvazione con gli estremi di
esecutivit;
b) Le copie esecutive delle delibere riguardanti le variazioni di bilancio;
c) Le firme autografe con generalit e qualifica delle persone autorizzate a firmare i mandati di
pagamento e gli altri documenti contabili, nonch le eventuali variazioni;
d) Altri documenti previsti da legge o regolamento.

Art.45
Obblighi del Tesoriere di custodia di documenti

1. Il Tesoriere deve tenere al corrente e custodire con la necessaria cautela:


a) Il conto riassuntivo dei movimenti di cassa;
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b) Il bollettario delle riscossioni;


c) Gli ordinativi divisi per intervento di ciascun servizio o capitolo per i servizi in conto di terzi
e cronologicamente ordinati;
d) I verbali di verifica di cassa;
e) Eventuali altre evidenze previste dalla legge.

Art. 46
Anticipazioni di tesoreria ed utilizzo di fondi
a specifica destinazione

1. Il Tesoriere tenuto ad accordare le anticipazioni di tesoreria nei limiti stabiliti dalla legge. La
misura e le condizioni della anticipazione, da riferirsi a quelle praticate nei confronti della
migliore clientela, costituiranno oggetto di apposita deliberazione da adottarsi annualmente da
parte della Giunta Comunale*; con la medesima deliberazione viene autorizzato il Ragioniere
generale o suo delegato allutilizzo dei fondi a specifica destinazione d cui allart.38 -1 commadel D.L.gvo 77/95. In assenza del conto consuntivo approvato dal Consiglio Comunale, per gli
accertamenti di entrata sui quali determinare il limite stabilito per le anticipazioni di tesoreria, si
fa riferimento a quelli risultanti dalle scritture di mastro alla chiusura del penultimo esercizio
precedente.

__________________________
*Comma modificato dalla deliberazione del Consiglio Comunale n. 25 del 18 marzo 1996.

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Capo VI
Del piano esecutivo di gestione

Art. 47
Predisposizione del Piano esecutivo di gestione

1. Entro il mese di giugno, sulla scorta del modello organizzativo al momento esistente, la direzione
bilanci del Servizio finanziario, di concerto col Ragioniere generale, col Segretario generale e col
Responsabile dellufficio del controllo interno, definisce i centri di costo per ciascun servizio, a
valere per la formulazione del P.E.G. dellesercizio successivo e per le incombenze dellufficio
del controllo interno. Eventuali modifiche organizzative devono essere comunicate alla direzione
bilanci del Servizio finanziario per i necessari aggiornamenti al piano dei conti relativi ai centri
di costo.
2. Entro 10 giorni dalla adozione da parte del Consiglio Comunale del bilancio di previsione, il
Ragioniere generale, avvalendosi della direzione bilanci del Servizio finanziario, trasmette al
Segretario generale ed ai responsabili dei servizi, al momento incaricati, uno schema di riparto
degli stanziamenti di competenza del bilancio, accompagnato dalle dotazioni di personale e dalle
quote di ammortamento dei beni mobili e immobili per ciascun servizio e centri di costo, ove
previsti.
3. Sulla scorta dei dati di cui al precedente comma e nel termine dei successivi 10 giorni, i
responsabili dei servizi predispongono la proposta di P.E.G. di loro competenza, con la
quantificazione dei risultati attesi, che trasmettono al Segretario generale ed al Ragioniere
generale.
4. Valutate le proposte ed avvalendosi della direzione bilanci dei Servizio finanziario, il Segretario
generale ed il Ragioniere generale, di concerto, formulano il progetto di P.E.G., da trasmettere
alla Giunta Comunale, di norma, entro il 10 dicembre.

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Art. 48
Deliberazioni inerenti il Piano esecutivo di gestione

1. Tenuto conto del progetto di cui allultimo comma del precedente articolo e prima dellinizio
dellesercizio, la Giunta Comunale definisce, con propria deliberazione, il piano esecutivo di
gestione, assegnando gli obiettivi da perseguire per ciascun servizio e centro di costo.
2. In caso di esercizio provvisorio, valgono, per le dotazioni finanziarie del P.E.G., i limiti previsti
dallart.5 -lcomma- del D.L.gvo 77/95.
3. Contestualmente alla deliberazione del P.E.G., la Giunta Comunale, su proposta del Segretario
generale, individua per lanno seguente con apposito provvedimento gli agenti contabili, quelli
incaricati delle riscossioni ed i consegnatari obbligati alla resa del conto.
4. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono comunicate ai capigruppo consiliari, contestualmente alla loro affissione allalbo.

Art. 49
Responsabili dellesecuzione del Piano di gestione

1. Competono al responsabile del servizio le finzioni in materia di gestione delle dotazioni ad esso
assegnate, ivi comprese quelle finanziarie.
2. Nel caso di servizi comprendenti pi centri di costo, il responsabile, prima dellinizio
dellesercizio, propone, di concerto con il Segretario generale, la nomina dei responsabili dei
centri di costo, cui provvede, con apposito atto, il Sindaco.
3. Nellipotesi di cui al precedente comma, il responsabile del servizio delega tutte o parte delle
funzioni proprie di ciascun centro di costo ai responsabili designati; delle funzioni delegate
rispondono i responsabili dei centri di costo.
4. I responsabili del servizio e dei centri di costo designano, in caso di loro assenza o impedimento,
un sostituto, il cui nominativo va comunicato, prima del verificarsi della vacanza, al Segretario

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generale ed al responsabile del Servizio finanziario; nei casi di inerzia o di impossibilit, alla
designazione provvede il Segretario generale.

Art. 50
Variazioni al piano esecutivo di gestione

1. Qualora il responsabile del servizio ritenga necessaria una modifica alle dotazioni finanziarie di
competenza assegnate, propone alla Giunta Comunale le conseguenti variazioni compensative.
2. Le modifiche di cui al 1 comma possono essere effettuate fra centri di costo di un medesimo
servizio, fra i capitoli di entrata di una medesima risorsa e fra i capitoli facenti parte dello stesso
intervento.
3. Le proposte di modifica tendenti ad incrementare le dotazioni finanziarie del servizio o di un
centro di costo, oltre che motivate, devono individuare le risorse aggiuntive, rispetto a quelle
previste in bilancio, cui possibile fare ricorso oppure i servizi o centri di costo ai quali
apportare le decurtazioni necessarie.
4. Il Sindaco, qualora ricorra lipotesi di cui al 4 comma dellart.48 dello Statuto, pu disporre una
diversa distribuzione delle risorse esistenti sugli stanziamenti di bilancio in cui prevista la spesa
per il procedimento o proporre, a tal fine, prelevamenti dal fondo di riserva o da altri
stanziamenti di bilancio, rispettivamente alla Giunta Comunale o al Consiglio Comunale per le
competenti deliberazioni.
5. Nei casi di cui ai commi precedenti, le proposte devono riportare il parere motivato della
direzione bilanci del Servizio finanziario.

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Capo VII
Della contabilit economica

Art. 51
Rilevazioni per la contabilit generale ed analitica

1. Per la predisposizione del rendiconto della gestione e per assicurare alla contabilit dei costi
gli elementi validi in termini economici, i programmi informatici diretti alla rilevazione dei
fatti di gestione, oltre ad assicurare la lettura di questi ultimi in termini di competenza
finanziaria, devono garantire:
a) in tempo reale, la commutazione delle rilevazioni dalla contabilit finanziaria in dati
di contabilit economica e patrimoniale, a tal fine utilizzando il prospetto di
conciliazione di cui allart. 114 del D.L.gvo 77/95;
b) alla chiusura dellesercizio, la registrazione delle scritture di rettifica idonee a trasformare gli accertamenti e gli impegni in dati di competenza economica, delle
sopravvenienze e delle insussistenze determinatesi nel conto dei residui e di tutti
quegli elementi rilevanti sotto laspetto economico e non rilevabili dalle scritture
della competenza finanziaria.

Art. 52
Rilevazione dei costi comuni

1. La contabilit dei magazzini e complessi industriali, oltre che registrare le consistenze a valore e
quantit delle materie prime e le relative variazioni, rileva le prestazioni di personale effettuate
per ciascun servizio e centro di costo; analoghe rilevazioni vanno tenute dallufficio servizi
ausiliari per il personale gestito.

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2. Le spese correlate a prestazioni di servizi devono trovare, fin dallorigine, apposita e specifica
imputazione per servizio e centro di costo.
3. Le rilevazioni di cui ai commi precedenti sono effettuate in tempo reale e, a richiesta, messe a
disposizione degli incaricati dellanalisi dei costi.

Art. 53
Contabilizzazione dei costi comuni

1. Entro il 20 gennaio, il responsabile del servizio competente trasmette alla direzione bilanci del
Servizio finanziario ed allufficio del controllo interno, per ciascun magazzino o complesso
industriale, lelenco a valore delle rimanenze iniziali e finali e quello delle prestazioni eseguite
per ciascun servizio e centro di costo relative allesercizio precedente; analoga segnalazione va
effettuata per il personale in gestione allufficio servizi ausiliari.
2. Sulla scorta dei valori forniti dai responsabili dei servizi, la direzione bilanci del Servizio
finanziario provvede alla registrazione in contabilit generale delle variazioni in conto delle
rimanenze ed al riparto fra i singoli servizi e centri di costo dei costi comuni.

Art. 54
Riscossioni di quote di entrate anticipate o posticipate
rispetto allesercizio di competenza

1. Non sono ammesse, di norma, riscossioni anticipate di quote di entrate di pertinenza


dellesercizio o di esercizi successivi o limputazione alla competenza di esercizi successivi di
riscossioni di quote di entrate che appartengono allesercizio in corso.

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Art. 55
Divieto di assunzione di particolari impegni

1. Al fine di rendere i dati della contabilit finanziaria il pi possibile rispondenti al principio


dellinerenza economica, fatto divieto di assumere a carico di un esercizio impegni per spese di
competenza dellesercizio successivo; quelli derivanti da contratti per acquisizioni di beni o
prestazioni di servizi a carattere continuativo devono essere esattamente commisurati allentit
delle spese di competenza di ciascun esercizio.
2. Per le finalit di cui al precedente comma, fatto divieto di assumere impegni sul titolo I - spese
correnti- per lacquisto di beni di uso durevole.

Art. 56
Pagamenti di quote di spese anticipati o posticipati
rispetto allesercizio di competenza

1. Non sono ammessi, di norma, pagamenti anticipati di quote di spese di competenza dellesercizio
o di esercizi successivi o limputazione alla competenza di esercizi successivi di pagamenti di
quote di spese che appartengono allesercizio in corso.

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Capo VIII
Del rendiconto della gestione
Art. 57
Determinazione dei residui attivi

1. Alla chiusura dellesercizio, conosciuti i risultati di cassa, la competente direzione del Servizio
finanziario trasmette ai responsabili del procedimento di cui al 1 comma del precedente art. 11
lelenco dei cespiti di entrata della competenza di pertinenza del servizio, per i quali non
intervenuta la riscossione. Questi ultimi, entro il 30 gennaio dellanno successivo, valutata la
sussistenza dei presupposti per laccertamento dellentrata, autorizzano il Servizio finanziario
allinserimento delle somme non riscosse fra i residui attivi del conto del bilancio, mediante
rinvio dellelenco aggiornato e debitamente firmato.

Art. 58
Determinazione dei residui passivi

1. Alla chiusura dellesercizio, conosciuti i risultati di cassa, la competente direzione del Servizio
finanziario trasmette ai responsabili dei servizi interessati lelenco delle dichiarazioni di
disponibilit non supportate da delibere o determinazioni per la proposta di annullamento delle
medesime; analogo elenco viene trasmesso per le dichiarazioni di disponibilit che risultino
deliberate o determinate.
2. I responsabili di cui al comma precedente, verificata per ciascuna partita la sussistenza dei
presupposti per limpegno e lordine fatto a terzi, qualora la spesa riguardi acquisti di materie
prime e/o di beni di consumo e prestazioni di servizi, autorizzano, entro il 30 gennaio dellanno
successivo, ad inserire fra i residui passivi del conto del bilancio le somme non pagate, mediante
rinvio dellelenco di cui al l comma aggiornato e debitamente firmato.

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Art. 59
Rideterminazione dei residui di esercizi precedenti

1. Alla chiusura dellesercizio, la direzione bilanci trasmette ai responsabili dei servizi gli elenchi
dei residui attivi e passivi di esercizi precedenti, di loro pertinenza, ancora in essere a tale data.
2. I responsabili di cui al l comma, verificata per ciascun residuo la persistenza dei motivi che
dettero luogo al suo accertamento, ne autorizzano o meno il mantenimento, mediante rinvio dei
relativi elenchi aggiornati e debitamente firmati entro il 30 gennaio dellanno successivo.

Art. 60
Eliminazione di residui attivi

1. Leliminazione dei residui attivi pu essere disposta nei casi di prescrizione, di insussistenza e
cio di errato accertamento iniziale o per fatto sopravvenuto, di inesigibilit. Nei casi di
inesigibilit, la proposta di eliminazione da parte del servizio competente deve indicarne gli
specifici motivi.
2. Alla eliminazione totale o parziale dei residui attivi di cui al l comma si provvede in occasione
del riaccertamento di cui allart.70 del D.L.gvo 77/95.

Art. 61
Adempimenti conseguenti al riaccertamento dei residui

1. La direzione bilanci, sulla scorta delle autorizzazioni di cui agli articoli precedenti, aggiorna gli
elenchi dei residui e li trasmette al Collegio dei Revisori per loro esame e parere, in tempo utile
per il loro inserimento nel conto del bilancio.

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Art. 62
Partitario dei residui

1. Il partitario dei residui deve evidenziare per ciascuno di essi lanno di provenienza, la risorsa di
entrata o lintervento di spesa o il capitolo dei servizi per conto di terzi di appartenenza.

Art. 63
Resa del conto di tesoreria

1. Il Tesoriere del Comune deve rendere il conto entro il 28 febbraio dellanno successivo a quello
cui il conto si riferisce, corredato degli allegati di cui allart.67 del D.L.gvo 77/95.

Art. 64
Struttura del rendiconto
1. La struttura del rendiconto si conforma alle disposizioni di legge al tempo vigenti in materia.

Art. 65
Allegati al rendiconto

1. Costituisce allegato al rendiconto, oltre a quelli previsti dalla legge, lelenco delle associazioni
che hanno ottenuto contributi, secondo il disposto dellart.7 -4comma- dello Statuto.

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Art. 66
Relazione al rendiconto

1. La relazione di cui allart.73 del D.L.gvo 77/95 composta dallanalisi economico finanziaria
dei dati del rendiconto e da quella di efficacia, alla cui predisposizione provvedono
rispettivamente la direzione bilanci ed il servizio di controllo interno.
2. A cura della direzione bilanci, la proposta di relazione viene sottoposta per le sue valutazioni alla
Giunta Comunale, in tempo utile per il suo inserimento fra gli allegati che accompagnano il
rendiconto.

Art. 67
Procedure e termini per la deliberazione del rendiconto

1. La direzione bilanci del Servizio finanziario predispone gli schemi di rendiconto e della relativa
proposta di deliberazione consiliare in tempo utile, perch la Giunta Comunale possa provvedere
al loro esame e approvazione, di norma, entro il 30 aprile dellanno successivo a quello cui si
riferisce il rendiconto. La proposta di deliberazione approvata dalla Giunta Comunale e lo
schema di rendiconto vengono trasmessi, a cura della direzione bilanci, allorgano di revisione
entro i 10 giorni successivi.
2. Nel termine di 20 giorni dalla trasmissione, lorgano di revisione predispone e trasmette
allamministrazione la relazione di cui allart.105 del D.L.gvo 77/95.
3. La proposta di deliberazione e lo schema di rendiconto, corredati dagli allegati di legge e di
regolamento, vengono trasmessi per lesame dellapposita Commissione consiliare ed iscritti
allordine del giorno del Consiglio Comunale non oltre il 10 giugno.

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Art. 68
Conto degli agenti contabili

1. I dipendenti che hanno maneggio di denaro e quelli incaricati della gestione dei beni comunali
sono tenuti alla resa del conto nei termini e secondo le modalit stabiliti dallart.75 del D.L.gvo
77/95.

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Capo IX
Del patrimonio

Art. 69
Scritture contabili

2. La rilevazione contabile della gestione patrimoniale si attua con la tenuta delle seguenti scritture:
a) il conto generale del patrimonio;
b) gli inventari per gli elementi del patrimonio permanente;
c) i partitari per gli elementi del patrimonio finanziario;
d) il partitario delle sopravvenienze e insussistenze;
e) il libro dei cespiti ammortizzabili;
f) lelenco dei crediti inesigibili.

Art. 70
Conto generale del patrimonio

1. Oltre a quanto previsto dallart.72 del D.L.gvo 77/95, il conto generale del patrimonio riporta, in
termini riepilogativi, i valori allinizio dellesercizio di tutte le attivit e le passivit sia di natura
permanente che finanziaria, le variazioni in essi intervenute durante lesercizio e la loro
consistenza finale, quali si desumono dagli inventari e dalle altre scritture.
2. Le variazioni di cui al comma precedente vanno riportate distintamente, a seconda che
provengano dalla gestione del bilancio o da altra causa;

quelle provenienti dal bilancio

distinguono, tra le altre, le manutenzioni straordinarie dalle nuove opere o acquisti.

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Art. 71
Tenuta degli inventari

1. Per ciascun elemento del patrimonio permanente vanno tenuti uno o pi inventari.
2. I responsabili delle strutture o altri Funzionari alluopo delegati che hanno la gestione di beni di
cui al comma precedente, devono curare la tenuta degli inventari della cui esattezza e
completezza sono responsabili, nonch conservare gli atti costitutivi o probatori dei diritti reali e
degli altri atti relativi ai beni oggetto degli inventari. Essi sono tenuti a comunicare al
Responsabile degli inventari tutte le variazioni (acquisizioni, trasferimenti, cancellazioni ecc.)
riguardanti i beni. Il Responsabile degli inventari, cui compete la gestione dei dati inventariali,
tenuto a trasmettere alla Direzione bilanci del Servizio finanziario copia del riepilogo degli
inventari e comunicare le variazioni sia nella consistenza che nei valori che intervengono durante
lesercizio per cause diverse dal Bilancio.
3. I valori mobiliari di propriet del Comune e quelli in delegata rappresentanza sono inventariati
secondo quanto previsto dal precedente comma dalla competente direzione del Servizio
finanziario e dati in custodia al Tesoriere.
4. I depositi cauzionali devono essere singolarmente annotati in apposito registro, da aggiornare
quotidianamente a cura della competente direzione del Servizio finanziario.
5. I beni di consumo sono affidati ad appositi agenti che ne curano il carico sulla scorta di appositi
buoni a quantit corrispondenti alle fatture dei fornitori e lo scarico in base ai buoni di prelievo a
quantit firmati dai responsabili dei servizi che li richiedono o da loro delegati.
6. Sono considerati beni di consumo: il materiale di cancelleria, le minuterie metalliche, i ricambi,
il materiale edilizio, gli sfusi ed in genere il materiale a perdere che deve essere consumato per
lutilizzazione, le lampadine, il materiale didattico ed i banchi scolastici, i beni di modico valore
a corredo e duso corrente negli uffici, quali cestini, zerbini, manuali, pubblicazioni, ecc.
7. Non sono inventariabili i beni installati in modo fisso nelle strutture edilizie, quali impianti di
aspirazione, pareti attrezzate, cappe, tende, quadri elettrici, plafoniere, ecc.

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Art. 72
Consegnatari

1. Presso ciascun servizio e centro di costo, a cura del responsabile, vengono nominati uno o pi
consegnatari, con solo debito di vigilanza, dei beni mobili di ufficio e degli altri oggetti di cui
debba farsi uso per il servizio dellufficio.
2. Il consegnatario riceve in consegna i beni di cui al l comma con apposito verbale, sottoscritto
dal responsabile del servizio o centro di costo o da un loro delegato e dallo stesso consegnatario.
3. Il consegnatario provvede, annualmente, alla redazione di apposito elenco di discarico dei beni
fuori uso o non pi esistenti per altra causa, e lo trasmette al Responsabile della Struttura. Sulla
scorta di tale elenco e verificata la non esistenza di responsabilit del Consegnatario, il
Responsabile predetto propone apposita delibera alla Giunta Comunale per la cancellazione
dallinventario dei beni elencati.
4. Il Responsabile degli Inventari, a deliberazione divenuta esecutiva provvede ad aggiornare gli
inventari.
5. I consegnatari di cui al presente articolo non hanno lobbligo di resa del conto giudiziale, a sensi
dellart.32 -2 comma- del Regio Decreto 23.5.1924 n.827.

Art. 73
Rilevazione dei beni

1. La rilevazione di ciascun bene, ai fini inventariali, si effettua sulla scorta dei seguenti dati:
a) per i beni immobili:
-

ubicazione, titolo di acquisto, pertinenze, servit prediali costituite su beni di terzi


a favore del bene o delle pertinenze, diritti reali a favore di terzi gravanti sul bene
o sulle pertinenze, valore, quota dammortamento, servizio e centro di costo cui
destinato limmobile.

- 52 -

b) per i beni mobili:


-

descrizione, quantit o numero, valore, servizio e centro di costo cui sono


assegnati.

2. I beni mobili o immobili che formano oggetto di contratti di leasing possono essere acquisiti a
patrimonio solo dopo lavvenuto riscatto e per il prezzo pagato.

Art. 74
Valutazione di beni particolari

1. I beni in gestione a magazzini e complessi industriali del Comune devono formare oggetto di
appositi inventari a quantit ed a valori medi ponderati dei prezzi di acquisto e certificati da una
societ di certificazione. Gli aumenti e le diminuzioni verificatisi rispetto alle rimanenze iniziali
vanno registrati nella contabilit economica.
2. Il capitale di dotazione delle Aziende comunali, ai fini del conto generale del patrimonio si
compone degli apporti finanziari ed in natura del Comune, dei trasferimenti di terzi in conto
investimenti, delle rivalutazioni effettuate.

Art. 75
Lasciti e donazioni

1. Fatte salve le autorizzazioni di legge, allaccettazione o al rifiuto di lasciti e donazioni di beni


provvede la Giunta Comunale o il Consiglio Comunale secondo le rispettive competenze; con la
relativa deliberazione vengono fissate le destinazioni di essi e degli eventuali frutti dagli stessi
derivanti.

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Art. 76
Conduzione dei beni

1. I beni patrimoniali, di regola, devono essere dati in affitto; quelli demaniali concessi in uso con
canoni alla cui fissazione provvede la Giunta Comunale.
2. Le somme temporaneamente disponibili, non soggette al vincolo della Tesoreria unica, devono, a
cura della direzione attivit finanziarie di concerto con il Ragioniere generale e con lAssessore
al Bilancio, essere investite in modo da garantire il loro migliore rendimento.

Art. 77
Prestiti e cessioni

1. I beni mobili possono essere dati in prestito a terzi solo in presenza di apposita deliberazione di
Giunta Comunale, indicante, fra laltro, leventuale canone e limporto del deposito cauzionale o
la esenzione da esso; al termine del periodo di prestito, il Consegnatario dei beni propone al
Responsabile della Struttura, in caso di danni, le ritenute da operare sulla cauzione o il rimborso
da richiedere a terzi.
2. La cessione di beni mobili a terzi pu essere disposta solo su deliberazione della Giunta
Comunale che fissa, fra laltro, il corrispettivo della cessione stessa.

Art. 78
Verifiche straordinarie

1. La Giunta Comunale pu ordinare la verifica straordinaria degli inventari e lapplicazione a tutti


o parte dei beni inventariati delle rivalutazioni previste da leggi dello Stato per il settore privato.

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Capo X
Dei revisori
Art. 79
Nomina

1. La Giunta Comunale, sentita la conferenza dei Presidenti dei gruppi, propone per la nomina al
Consiglio comunale una terna di nominativi per ciascuna delle tre categorie individuate allart.
100 -2 comma- del D.L.gvo 77/95 accompagnata dal curriculum professionale di ciascuno.
2. Alla elezione si provvede con votazione segreta e secondo quanto previsto dagli art. 100 del
D.L.gvo 77/95 e 102 dello Statuto.
3. Le schede che portano votati pi di due nominativi o due nominativi prescelti nella stessa
categoria sono nulle.
4. La delibera di nomina fissa il compenso spettante ai revisori nei limiti previsti dallart. 107 del
D.L.gvo 77/95.
5. Copia della deliberazione, divenuta esecutiva, deve essere notificata agli interessati, i quali entro
cinque giorni dalla notifica devono far pervenire al Sindaco la loro accettazione. Decorso
infruttuosamente il termine o in caso di non accettazione si provvede alla sostituzione, a norma
del successivo art.81.
6. La dichiarazione di accettazione deve contenere lattestazione che non sussistono motivi di
incompatibilit ed ineleggibilit ed essere accompagnata da dichiarazione del rispetto dei limiti
di incarichi previsti allart.104 del D.L.gvo 77/95 da rendersi nelle forme di cui alla legge
n.15/68.
7. Entro otto giorni dallavvenuta accettazione, il Sindaco o suo delegato convoca per iscritto il
Collegio dei revisori per il loro insediamento.
8. Lentrata in carica decorre dal momento dellaccettazione.
9. La rielezione dei revisori in carica non richiede la presentazione del curriculum professionale da
parte dei medesimi.

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Art. 80
Casi di incompatibilit e decadenza

1. Oltre ai casi previsti dalla legge, non possono essere nominati revisori, e se nominati decadono, i
consiglieri comunali e circoscrizionali, gli amministratori di enti ed organismi controllati dal
Comune, coloro che intrattengono rapporti economici o professionali non occasionali con il
Comune, i dipendenti del Comune, delle istituzioni e delle aziende comunali, i congiunti ed
affini fino al quarto grado civile con il tesoriere, con i membri della Giunta Comunale, con gli
amministratori delle istituzioni comunali.
2. La cancellazione, la sospensione dal registro o dagli albi professionali di un revisore, la sua
mancata partecipazione a tre riunioni del Collegio nel corso di un esercizio, senza giustificato
motivo, comportano la decadenza dallufficio di revisore.
3. In caso di inadempienza di uno o pi revisori, il Sindaco, uditi gli interessati, informa il
Consiglio comunale sui rilievi formulati. Il Consiglio comunale assume nella stessa seduta le
determinazioni sulla revoca.

Art. 81
Sostituzione

1. Nei casi di cui ai commi 2 e 3 del precedente art.80 di rinuncia, di sopravvenuta


incompatibilit o altri impedimenti di uno o pi revisori, il Consiglio comunale, entro 30 giorni,
procede alla nomina dei sostituti, scegliendoli dal registro o dagli albi cui appartenevano i
revisori da sostituire; risultano eletti quelli fra i candidati dello stesso registro o albo che hanno
ottenuto il maggior numero di voti. Il nuovo revisore scade insieme con quelli in carica.
2. Nel caso di dimissioni, il revisore resta in carica fino allaccettazione della nomina da parte del
subentrante.

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Art. 82
Funzionamento del Collegio

1. Il Collegio dei revisori, nellesercizio dei compiti previsti dalla legge e dallart.103 dello statuto,
informa la sua attivit al criterio della collegialit e si riunisce almeno ogni bimestre.
2. La convocazione del Collegio effettuata dal Presidente, anche in via breve, per il tramite del
segretario del Collegio. Eventuali assenze devono essere motivate e comunicate al Presidente.
3. In caso di inerzia ingiustificata del Presidente, la convocazione del Collegio pu essere chiesta al
Sindaco dai restanti revisori, il Sindaco pu provvedere sentito il Presidente.
4. Le sedute del Collegio sono valide con la presenza del Presidente e di almeno uno dei membri.
5. Nel caso di cui al precedente 3 comma la seduta valida con la presenza dei due membri e la
presidenza spetta al componente di cui al 2 comma, lettera b) dellart. 100 del D.L.gvo 77/95.
6. Le deliberazioni del Collegio sono assunte a maggioranza dei presenti. Non ammessa
lastensione e a parit di voto prevale quello del Presidente.
7. Il revisore dissenziente pu chiedere linserimento nel verbale della seduta dei motivi del suo
dissenso.
8. Le sedute del Collegio, da tenersi di norma presso la sede comunale, non sono pubbliche; alle
medesime possono assistervi, in accordo con il Presidente, il Sindaco o suo delegato, il
Segretario generale, il Ragioniere generale. Possono essere sentiti dal Collegio amministratori e
dipendenti comunali.
9. Il Collegio ha diritto di accesso a tutti gli atti e documenti dallo stesso ritenuti necessari per lo
svolgimento del proprio mandato. Alluopo il Segretario generale dar ai responsabili dei servizi
le opportune disposizioni. Il diritto di accesso si esercita mediante esame e/o estrazione di copie
di documenti alla presenza dei rispettivi responsabili del servizio o centro di costo o di personale
alluopo delegato.
10. Per ogni seduta deve essere steso apposito verbale.
11. I verbali delle sedute del Collegio devono essere sottoscritti dai revisori intervenuti, numerati
progressivamente e riportati nel libro verbali riunioni del Collegio dei revisori.

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12. Il Collegio dei revisori deve essere supportato da un Segretario che ne raccoglie ordinatamente le
scritture e la documentazione e cura i rapporti dello stesso con la struttura comunale, secondo le
disposizioni di funzionamento impartite dal Presidente del Collegio.

Art. 83
Nomina di collaboratori

1. Il Collegio dei revisori pu nominare propri collaboratori, aventi i requisiti di cui allart. 100
-2 comma- del D.L.gvo 77/95.
2. Lincarico viene conferito con apposita determinazione del Collegio, da comunicare entro
cinque giorni al Sindaco, al Segretario generale ed al Ragioniere generale.
3. I collaboratori sono soggetti alle stesse cause di ineleggibilit ed incompatibilit previste per
i revisori.
4. I collaboratori operano sotto la responsabilit ed a spese del Collegio dei revisori.

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Capo XI
Nome transitorie
Art. 84
Deliberazione di primo riaccertamento dei residui

1. Tenuto conto delle autorizzazioni di cui ai precedenti art.57 -58 e 59 e del parere del Collegio dei
revisori di cui allart.61, la direzione bilanci predispone la proposta di deliberazione per il
riaccertamento dei residui da inserire nel conto del bilancio relativo allesercizio 1995.
2. La Giunta Comunale, esaminata la proposta di cui al l comma, delibera entro il 31.3.1996 gli
elenchi dei residui attivi e passivi riaccertati.

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