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Svolta sul femminicidio, arresto in flagranza per i violenti in famiglia Scritto da Melania Di Giacomo, Corriere della Sera | 09 Agosto

2013 Approvato il decreto. Via da casa i coniugi stalker

ROMA Tre obiettivi: prevenire la violenza di genere, punirla in modo certo e proteggere le vittime. Non soltanto un segno ha detto il premier Enrico Letta ma un cambiamento radicale. La violenza sulle donne un fenomeno di particolare allarme sociale. Come detto chiaramente nell'intestazione del decreto legge in 12 articoli approvato dal Consiglio dei ministri, che introduce norme importanti e attese come l'arresto obbligatorio in flagranza di maltrattamenti in famiglia, la irreversibilit della querela e l'allontanamento da casa dei violenti. Una serie di norme che hanno lo scopo di intervenire tempestivamente prima, di proteggere la vittima, di punire il colpevole e di agire perch la catena persecutoria non diventi femminicidio, per il titolare del Viminale Angelino Alfano. Il testo, che faceva tutt'uno con il decreto svuotacarceri (ieri convertito in legge con il voto del Senato) in giugno era stato stralciato perch era necessario un approfondimento. Un nuovo passaggio, che ha consentito di introdurre dei piccoli miglioramenti, come l'aggravante al reato di violenza sessuale estesa ai partner o ex partner non conviventi e alcune tutele per le vittime durante il processo. Il decreto agisce a diversi livelli, sul piano delle sanzioni ma anche della prevenzione, e in questa direzione va l'ammonimento del questore allo stalker. Estende poi i reati, e inasprisce le pene di un terzo quando ai maltrattamenti in famiglia assistono i minori di 18 anni (prima erano 14), e se la vittima di violenza sessuale una donna incinta. I post imbarazzanti su Facebook, le mail di minacce, i messaggi insistenti, di cui sono vittime soprattutto gli adolescenti, vengono riconosciuti come atti persecutori e puniti severamente. Il decreto interviene sul cyberbullismo aggiungendo ai casi di aggravanti previsti dall'articolo 612 bis, sullo stalking, il fatto commesso attraverso strumenti informatici o telematici. Cos come l'aggravante viene contestata anche nei casi di stalking commessi dal coniuge. Sono stabilite una serie di tutele come l'irreversibilit della querela, gi prevista nella violenza sessuale, per mettere la vittima della persecuzione al riparo da ulteriori pressioni. Secondo la Guardasigilli Annamaria Cancellieri questa una delle misure pi incisive: In passato si visto che spesso le donne rinunciavano per difendere i figli. Alla polizia viene data la possibilit di buttare fuori di casa il coniuge violento, se c' un rischio per l'integrit fisica della donna, ha detto ancora Alfano. Questo perch le molestie e gli atti persecutori sono il presupposto di reati pi gravi, fino all'omicidio. Nei casi di gravi indizi di violenza domestica o di minaccia grave da parte dell'ex, le forze dell'ordine potranno chiedere al magistrato che all'autore sia vietato avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla sua vittima. Verr inoltre tutelata, in tutto il successivo iter processuale, l'identit di chi ha assistito a violenze in famiglia e le segnala alla polizia. Ai processi per femminicidio viene garantita una corsia preferenziale ed stato introdotto il gratuito patrocinio per le vittime di violenza, a prescindere dal reddito. Infine per portare all'emersione le violenze nelle comunit straniere, sar concesso il permesso di soggiorno a chi le subisce e le denuncia.

Il decreto riscuote un coro unanime di apprezzamenti. Con la presidente della Camera, Laura Boldrini, che lo definisce la prova della crescente consapevolezza nella politica e nell'opinione pubblica della violenza sulle donne. Finalmente una buona notizia, dice la leader della Cgil Susanna Camusso, che ora chiede di rendere operative le decisioni assunte. Le violenze sulle donne, per Isabella Rauti, consigliera del ministro dell'Interno, sono una malattia sociale da affrontare come responsabilit condivisa. Melania Di Giacomo

Come le nuove regole garantiranno le donne Scritto da Luisa Pronzato Marta Serafini, Corriere della Sera | 09 Agosto 2013 La querela irrevocabile e le altre misure del provvedimento

Tante le attese e altrettanti i dubbi sui provvedimenti del decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri in materia di prevenzione e contrasto della violenza di genere. Che cosa cambier per davvero? Puntare praticamente solo su misure di repressione riuscir ad arginare violenza e maltrattamenti e a ridurre il numero dei femminicidi? Abbiamo cercato di capire che cosa potranno cambiare le nuove regole. Quando e come le nuove norme garantiranno sostegno e tutela alle donne. Abbiamo cercato le risposte analizzando il testo del decreto con l'aiuto della criminologa Anna Costanza Baldry e della giurista Laura De Rui per capire quali siano i punti di forza e quali invece i punti critici. 1 Il decreto legge prevede l'inasprimento delle pene in caso di maltrattamento in presenza dei minori (la cosidetta violenza assistita), in caso di violenza sessuale su donne in gravidanza e per il coniuge, anche se divorziato o separato. Tutto ci far diminuire conflitti e abusi tra le coppie ancora formate o in via di separazione? pacifico che la misura della pena soprattutto se un'aggravante non serve come deterrente. Non tanto l'ammontare della pena a contribuire, quanto la certezza e la velocit della pena. E lo dimostra il fatto che chi uccide poi spesso si costituisce. Le pene gi previste dal codice penale erano sufficienti. Dunque inasprirle non porta benifici, se non a livello simbolico. Ancora accade che gli imputati non arrivino a giudizio perch ci sono magistrati che chiedono l'archiviazione anche su casi conclamati. 2 Altra novit la possibilit per gli inquirenti di raccogliere le testimonianze in modalit protetta. Ossia, la vittima pu essere interrogata senza aver di fronte il compagno. Un passo in avanti, dunque? Il principio sacrosanto e permette alla donna di non subire una violenza secondaria, di tipo psicologico, fatta di sguardi e di minacce sottintese che potrebbero inficiare la testimonianza. 3 Uno dei cardini la querela irrevocabile, ossia una volta che stata presentata denuncia, questa non pu pi essere ritirata in modo da sottrarre la vittima al rischio di nuove

intimidazioni allo scopo di farla desistere. Sicuramente questo disincentiva altri episodi di stalking e impedisce che l'uomo continui a vessare la donna per convincerla a tornare sui suoi passi. C' per un'altra faccia della medaglia. Il rischio che la donna, sapendo di non poter pi tornare indietro, si precluda a priori la possibilit di sporgere denuncia. Dunque ha senso rendere irrevocabile la querela solo se l'assistenza legale immediata e se, nel caso in cui si renda necessaria, questa venga affiancata da assistenza psicologica. 4 Altra novit l'arresto in flagranza obbligatorio in caso di maltrattamenti su famigliari e conviventi. Cosa viene prima? necessaria una preparazione adeguata delle forze dell'ordine affinch sappiano riconoscere e valutare le situazioni di rischio. Ma soprattutto questa una scelta che va accompagnata ad un adeguato sostegno alla donna di tipo psicologico, legale, economico e logistico. 5 Cacciare il marito o il compagno di casa come previsto dal decreto cos semplice? Anche su questo fronte necessaria una formazione degli operatori. Poi indispensabile il coordinamento tra procure, servizi sociali, centri antiviolenza, ospedali e commissariati in modo che il primo luogo a cui la donna si rivolge si attivi e faccia rete con gli attori in campo, affinch ciascuno contribuisca secondo le sue competenze. Il tutto in modo tempestivo. Il tempo infatti nei casi di violenza una variabile fondamentale. 6 Si parla anche di potenziare i centri antiviolenza e i centri di assistenza. Questo decreto legge non sembra essere affiancato da stanziamenti finanziari. E il rischio che la lotta alla violenza si trasformi in belle parole. 7 Il decreto prevenzione e contrasto alla violenze riuscir a limitare il numero dei femminicidi? una strada. Per quello che significa il decreto. E cio riconoscere che maltrattamenti e atti persecutori sono reati gravi. Tuttavia la prevenzione dei femminicidi necessita un approccio strutturale e non di una singola legge. La violenza sulle donne non si risolve come un reato qualunque. Luisa Pronzato Marta Serafini

Femminicidio. Un passo avanti ci aiuter a cambiare Scritto da GIAN ANTONIO STELLA, Corriere della Sera | 09 Agosto 2013

E adesso, per, occorre che chi deve sappia finalmente ascoltare. La nuova legge voluta dal governo contro il femminicidio, benedetta da Maria Stella Gelmini e Anna Finocchiaro,

Michela Vittoria Brambilla e Susanna Camusso e insomma da donne e uomini di destra e sinistra che su mille altre cose non si sopportano e si scontrano quotidianamente, raccoglie una coralit di consensi che non si vedeva da decenni. Gli esperti che si occupano da sempre del tema segnalano pi falle (esempio: sicuri che ci saranno i fondi per l'assistenza legale alle vittime?), e l'insieme delle norme dovr essere completato e migliorato, ma davvero un passo in avanti. Tanto pi per un Paese come il nostro. Che viene da una storia profondamente marcata dalla supremazia e dalla violenza maschile. Basti ricordare l'arresto di Giulia Occhini, la Dama Bianca compagna di Fausto Coppi, incarcerata per violazione degli obblighi di assistenza familiare, adulterio e condotta contraria al buon ordine della famiglia. O la voce dell'Enciclopedia di polizia a uso dei commissariati dedicata al tema: indiscutibile come il danno che dall'adulterio della donna ricade sul marito, sia infinitamente pi grave del danno che dall'adulterio del marito ricade sulla moglie: una moglie tradita pu essere compianta, un uomo ingannato ridicolo se ignora, disonorato se sopporta, vituperevole se accetta cinicamente il suo stato.... Per non dire della sentenza di Cassazione che esattamente trent'anni fa, nel 1983, nella scia della legge sul delitto d'onore abolita due anni prima, decise non solo la conferma della pena ridicola (quattro anni di cui due condonati) inflitta a uno che aveva ammazzato la moglie ma la non iscrizione della condanna sul certificato penale dell'imputato. Perch mai sporcargli la fedina per aver solo assassinato una donna? Era ora, che la legge affrontasse finalmente il tema del femminicidio. Se vero che le donne uccise in quanto donne, come spiega lo studioso Marzio Barbagli, erano una volta ancora di pi e i delitti di questo genere sono via via calati come tanti altri reati ancestrali, ancor pi vero che questo sangue diventato insopportabile. Insopportabile scoprire che Rosy Bonanno stata massacrata a coltellate a casa dei genitori dove si era rifugiata dopo avere inutilmente denunciato per sei volte il suo ex compagno assassino. Insopportabile leggere che i genitori di Ilaria Palummieri, uccisa con il fratello dall'ex fidanzato, hanno dovuto indebitarsi per pagare gli avvocati e perseguire l'assassino dei figli. Insopportabile scorrere, sul nostro blog La 27 ora o sul sito inquantodonna.it i volti di Barbara e Roberta e Sandra e Francesca e Chiara e troppe altre uccise da mariti, compagni, fidanzati che magari poi telefonano per dire: Finalmente l'ho fatto!. La nuova legge prevede pi poteri di intervento da parte delle forze dell'ordine, la possibilit di buttar fuori di casa il marito violento, provvedimenti contro il cyberbullismo, l'arresto obbligatorio in flagranza per il maltrattamento familiare (per quanto difficile da provare proprio perch la violenza domestica di solito avviene in casa) e lo stalking, l'irrevocabilit delle querele troppo spesso ritirate da mogli e fidanzate intimorite, una corsia preferenziale per i processi, il gratuito patrocinio che liberer tante donne a carico del carnefice dal peso di dover farsi prestare i soldi per perseguire il carnefice stesso. Pi d'uno ora dir: belle parole e bei principi, ma da qui a risolvere i problemi In realt, leggi simili esistono gi in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna... Dove il sistema di regole Edv (Elimination Domestic Violence) messo a punto da Patricia Scotland, come spiega il libro di Simonetta Agnello Hornby Il male che si deve raccontare, coinvolge gli operatori del Pronto soccorso e i posti di polizia, i datori di lavoro e i servizi sociali. E ha portato a un drastico aumento dei processi agli aggressori, una forte riduzione delle ritrattazioni, un

calo enorme delle assoluzioni per assenza di prove e in definitiva a una diminuzione degli omicidi. Precipitati a Londra dai 49 del 2003 ai 5 del 2010. vero per che non c' legge che possa da sola sanare un problema, guarire una ferita. E a nulla serviranno tutte le migliori idee e le migliori innovazioni delle nuove regole se dovesse mancare, da parte di chi dovr raccogliere gli sfoghi, i pianti, le denunce delle vittime, la capacit di andare oltre il dovere burocratico. Per ascoltare, finalmente. E finalmente capire. Gian Antonio Stella