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lUnit 23.11.

12 Violenza squadrista Roma, raid ultras contro gli ebrei Supporter del Tottenham (club della comunit ebraica di Londra) attaccati da 30 persone con spranghe e coltelli Un ferito grave. Due tifosi romanisti in manette di Angela Camuso ROMA Unorda di barbari. Ultras, laziali e romanisti insieme. Armati di coltelli, bombolette di gas urticante, mazze e tirapugni. Secondi i testimoni urlavano Via, voi ed ebrei, mentre si scagliavano contro le vittime designate: una decina di tifosi del Tottenham, squadra londinese ospite allOlimpico. Era luna e trenta della notte tra mercoled e gioved e i supporter anglosassoni, notoriamente abitanti in una zona limitrofa al quartiere ebraico londinese, bevevano drink e calici di birra nel rinomato locale sempre pieno di turisti stranieri Drunken Ship, al civico 21 di piazza Campo de Fiori, cuore della movida romana e teatro da anni di violenze ed eccessi che nessuna ordinanza comunale e nessun presidio delle forze dellordine sono riusciti ancora a debellare. Dieci minuti di guerriglia sono bastati a devastare il locale e spedire in ospedale sette inglesi, uno dei quali in codice rosso anche se non pi in pericolo di vita dopo essere stato ferito con un coltello in corrispondenza di una vena tra il gluteo e la gamba. I proprietari del pub, fondato 15 anni fa da un americana e ora gestito da due fratelli, Marco e Raffaele Manzi insieme al socio Gabriele Cannella, parlano di 20mila euro di danni. I picchiatori, coi volti coperti da sciarpe e caschi, avrebbero prima urlato: tutto uno scherzo..., per poi lanciare sgabelli contro le vetrate e sfondare lingresso secondario del pub, su vicolo del Gallo. Gi botte da orbi, a quel punto, contro i tifosi inglesi, che non avevano neppure indosso la maglietta della loro squadra e gridavano You bastard!, cercando di fuggire a quellinferno. Poteva finire in

tragedia, perch i pi violenti a un certo punto hanno afferrato sampietrini e oggetti di ferro che si trovavano sui banchi vuoti del mercato che ogni mattina si svolge sulla piazza e li hanno scagliati, alla cieca, contro i malcapitati. La questura di Roma, gi nellocchio del ciclone per gli scontri al corteo dello scorsa settimana, ne esce piuttosto male dalla vicenda, anche se in fretta la Digos diretta da Lamberto Giannini riuscita ad identificare almeno quindici partecipanti al raid, due dei quali (tifosi della Roma) nella serata di ieri erano finiti agli arresti. Testimoni, infatti, hanno raccontato ai cronisti che in mezzo a quellinferno cerano allinizio solo due, tre poliziotti. I residenti, affacciati alle finestre, imploravano invano: Basta, fermatevi. E i dati forniti dalla questura, sulla base delle registrazioni delle chiamate al 113, sembrano confermare la circostanza: la prima chiamata di richiesta di intervento avvenuta all1.07 e all1.14 arrivata sul posto una prima volante. Solo una ventina di minuti dopo sono per arrivati i rinforzi, con cinque auto, comprese quelle dei carabinieri. Ma a quel punto il raid era pressoch compiuto, coi risultati voluti da chi lo aveva organizzato. La matrice antisemita dellagguato, nonostante gli insulti contro gli ebrei riferite ai cronisti dai testimoni, solo una delle ipotesi alle quali stanno lavorando gli investigatori. Lattivit della polizia, che ha fatto scattare una serie di perquisizioni, andata avanti per tutta la serata e la nottata di ieri e oggi potrebbero esserci novit. Di sicuro, c che i partecipanti al raid finora identificati sono sia tifosi giallorossi che laziali, il che per gli esperti non un gran sorpresa, in quanto gi in altre occasioni lalleanza ha prodotto i medesimi effetti, quando ad esempio sono stati attaccati da laziali e romanisti insieme gli ultras del Napoli e contemporaneamente organizzate azioni violente contro gli agenti in servizio di ordine pubblico. Ma tali episodi sono sempre avvenuti immediatamente prima o dopo le partite di calcio, nei pressi dello stadio o in luoghi solitamente presidiati durante i match considerati a rischio. Evidentemente, lintelligence non aveva previsto un raid in piena notte allinterno di un pub nel centro storico di Roma. Le manette, intanto, sono scattate per lultr romanista Francesco Ianari, 26 anni, ambulante del famoso mercato dellusato di via Sannio, gi colpito da Daspo e con un precedente per guida in stato ebrezza e per Mauro Pinnelli, 27 anni, operaio in unimpresa edile e incensurato. Sono stati incastrati dalle telecamere e da un sms che si sono scambiati durante lagguato ed entrambi sono accusati di lesioni pluriaggravate. In pi, a Ianari, contestata anche la detenzione di marijuana e di oggetti atti ad offendere visto che nel suo appartamento sono stati trovati tirapugni, spranghe e altro materiale. lUnit 23.11.12 Quellalleanza tra curve rivali nel nome dellantisemitismo Lestrema destra romana si impossessata del tifo di Lazio e Roma Divisi dai colori ma uniti dallodio razziale e da un nemico comune: la polizia Nel 2008 una retata di laziali e romanisti tutti di destra. Per loro ci fu laggravante di terrorismo di Simone Di Stefano Camerati del calcio, estrema destra e ultras. Unascesa che negli ultimi 15 anni ha riportato svastiche, coltelli e violenza dentro e fuori lo stadio. Era dagli 90 (con lavvento di Meridiano Zero e Movimento Politico) che non si assisteva a una tale escalation dellestrema destra nelle curve. La tessera del tifoso ha solo attenuato gli scontri, ma le minoranze restano. Roma la capitale del tifo nero, una sottocultura da contestualizzare, tra le curve di Lazio e Roma e i nuovi gruppi di estrema destra. Lelemento in comune, che al fischio finale riesce a cancellare la fede calcistica. Si tratta di giovani dai 16-17 anni ai 35-40, fascisti per scelta o per moda, fanno uso di droga, e quel che pi colpisce la grande affluenza di ragazzine, spesso fermate in possesso di armi bianche. Alcuni di loro durante la settimana consegnano volantini di Forza Nuova o affiggono manifesti di

Casa Pound, la domenica sono l che tifano o credono di farlo. La Curva Nord uscita da anni di monopolio Eagles-Irriducibili, la Sud pi anarchica, fino a poco tempo fa dominata da Boys, Fedayn e Opposta Fazione, ora frammentata con Ultras Romani e Ultras Primavalle su tutti. Il primo distinguo va fatto sulla tipologia del tifoso: da una parte chi va in curva perch ama il calcio e il calore della parte pi chiassosa dello stadio, dallaltra chi lo fa perch attratto dal gruppo organizzato e dai suoi capi carismatici: ne accetta ideologia, clich, stile di vita e concetti, modo di parlare. Lorganizzazione gerarchica, tentacolare, chi sgarra viene allontanato. Negli ultimi tempi gli ultras si sono evoluti con il merchandising e la comunicazione. Facebook, i forum, i commenti, ma anche il ritorno dopo anni di oblio nelle radio e nelle tv sportive romane. Lesponente degli Irriducibili, Fabrizio Diabolik Piscitelli su quelle laziali, Guido Zappavigna, ex leader dei Boys (e candidato alle ultime regionali nella lista Polverini) in quelle romaniste. Il derby si gioca soprattutto tra frange ostili delle tifoserie. Lultima stracittadina stata segnata da unescalation di tensioni nate dalla gara dandata di Europa League della Lazio ad Atene, dove i tifosi del Panathinaikos e alcuni esponenti romanisti, in nome del loro gemellaggio, hanno mosso agguato ai laziali in trasferta. Nella gara di ritorno cento greci sono stati scortati dalle forze dellordine a braccetto con alcuni romanisti, gli scontri sono stati inevitabili. Ma se il movente politico, o mosso dallodio verso le forze dellordine, non c derby che tenga. Durante la marcia degli ultras contro la tessera del tifoso nel 2009, erano ultras da tutta Italia, stesso coro: Gabriele uno di noi. Dalla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, avvenuta nel 2007, quellepisodio accomuna qualsiasi frangia di ultras. In Nord fino al marzo 2011 cerano gli Irriducibili eredi degli Eagles, ora di quel gruppo resta solo lo striscione, ma la imbologia nazista continua ad imperare nella curva e durante le partite della Lazio facile sentire lodioso coro giallorosso ebreo, incubo dei tifosi veri, la maggioranza. Gli ispettori federali sono l e appuntano. La Lazio paga. Nellultimo bilancio la societ ha dichiarato di aver pagato 390mila euro per ammende e multe, e altri 110 mila euro per danni subiti dallo stadio, per un totale di 500mila euro, quasi quanto guadagna il tecnico Vladimir Petkovic. Negli anni 90 il razzismo sembrava superato, ma di pari passo con lascesa delle forze di estrema destra, a cavallo del 2000 tornato prepotentemente in gioco. Razzista e antisemita, cos la stampa estera ormai definisce la Curva Nord laziale. Nel derby dellottobre 2011 fece il giro del mondo lo striscione Klose mit uns, scritto con le s runiche che richiamava quelle delle SS naziste. Neanche unidea geniale, visto che i primi a utilizzarlo furono i romanisti in un tristemente noto Roma-Livorno del 2006: Gott mit uns, ma anche svastiche, celtiche, foto del Duce, questa fu laccoglienza riservata agli ultras livornesi di estrema sinistra. Il ritorno al razzismo per la Lazio sembra avere una data, il 10 ottobre 2001, quando allesterno del Centro Sportivo di Formello apparvero alcune scritte contro lallora biancoceleste Fabio Liverani: Liverani negro, Liverani raus. Prima di allora lultima vittima fu Aaron Winter negli anni 90. Ma per capire il substrato criminale in cui opera il fenomeno ultras romano, basta tornare al febbraio 2008. Una maxi-operazione della Polizia che port allarresto di 20 ultras tra laziali (alcuni legati al gruppo In basso a destra) e romanisti. Per molti di loro scatt laggravante del terrorismo per gli assalti al concerto della Banda Bassotti a Villa Ada e alle caserme della Polizia dopo la morte di Sandri. lUnit 23.11.12 ora di fermare il rigurgito nero nella capitale e nel Paese di Vittorio Emiliani Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la butta sul tecnico, teppismo da stadio trasferito nel centro storico. Non cos: il violentissimo, organizzato raid del pub Drunken ship sembra non avere granch a che fare col tifo laziale. La polizia propende per una matrice politica e razzista. Tottenham storicamente il quartiere della comunit ebraica e i bianchi, gli Spurs, ne sono calcisticamente il simbolo dalla fine dell800. Il termine ebrei risuonato distintamente fra le grida esagitate dei violenti che, spalleggiati da numerosi camerati rimasti fuori a bloccare il locale,

hanno preso a mazzate i ragazzi inglesi seduti a bere e a cantare distruggendo il pub. Non a caso fra i primi fermati c un tifoso romanista. Quindi, la spedizione, chiaramente preparata e mirata, aveva una connotazione politica razzista, anti-ebraica. Altro che teppismo da stadio. La gara con Tottenham era stata pensata dalla societ anche come occasione per festeggiare il ritorno a Roma di un campione inglese tanto geniale (e amato) quanto scervellato: Paul Gascoigne detto Gazza biancoazzurro per tre campionati. Inoltre la Lazio punta a salire in alto in Europa dove si sta comportando molto bene. Non ha quindi nessun interesse ad arroventare la vigilia. vero che in passato la tifoseria laziale pi estrema aveva accolto a Roma con scritte antisemite un atleta esemplare, Aaron Winter, ebreo e nero. vero che nella gara di andata a Londra i laziali avevano pi volte fischiato due giocatori del Tottenham di origine israelita e lo stesso avvenuto ieri sera con i cori razzisti urlati durante la partita. Ma il gravissimo episodio di Campo de Fiori ha connotazioni pi prettamente politiche. Lo dimostra anche il fatto che due degli arrestati per il raid al pub di mercoled notte siano tifosi romanisti. Da quando Gianni Alemanno ha salito la scala del Campidoglio salutato da una selva di saluti romani, la sottocultura della violenza politica, della compiacenza verso storia e attualit dello squadrismo riemersa di continuo. A Casapound stato lasciato fare, in pratica, di tutto, senza cercare di evitare il clima di scontro. La violenza in s stata minimizzata, nonostante aggressioni, ribalderie contro i diversi, incursioni nelle scuole. Comportamenti squadristici autorizzati dal lassismo (o nullismo) del Campidoglio. Del resto, quando questa giunta promuove ad incarichi significativi personaggi appartenuti al terrorismo nero (a Roma micidiale), essa d un segnale preciso. Si obiettato che avevano scontato le pene irrogate. Ma, a parte il fatto che non si trattava di dissociati (i Nar sono rimasti impermeabili alla dissociazione), promuoverli ad alti gradi, farne un pezzo di classe dirigente ha avuto un senso inequivocabile. Come quando nel Comune di Affile (Roma) si elevato al generale Rodolfo Graziani, colonialista spietato, firmatario dei famosi bandi di Sal, rastrellatore di partigiani, un sacrario con finanziamento della Regione Lazio. Come quando a Predappio si lasciano organizzare raduni nostalgici vergognosi lasciando sola lamministrazione comunale di centrosinistra. Non ancora giunta lora di fermare con decisione questo pericoloso rigurgito nero, a Roma e nel Paese? Roma, raid ultr e cori razzisti Cancellieri: la violenza crescer Fonte: CARLO BONINI - la Repubblica | 23 Novembre 2012 Gli inquirenti: i giallorossi potrebbero aver scambiato i membri della comitiva per supporter della squadra dellex laziale Di Canio Slogan razzisti e quella targa del West Ham spunta la pista della rissa per un equivoco CHI? E, soprattutto, perch? Per una giornata intera, la mattanza di Campo de Fiori sembra avere, nella crudele linearit del suo canovaccio, un segno inconfondibile. QUANTOMENO sulla base di un sillogismo che mette in fila circostanze pacifiche. I tifosi londinesi del Tottenham hanno una connotazione razziale. La stella di Davide esposta sulle gradinate dello stadio White Hart Lane e una delle frange hooligan del suo tifo porta il nome di Yid Army, Esercito Ebraico. Il tifo laziale, daltra parte, si ripetutamente macchiato di manifestazioni antisemite. Lultima, ieri sera, quando, durante la partita tra le due squadre, la curva nord dellOlimpico decide di esporre un osceno striscione nazista: Juden Tottenham. C di pi. Nellimmediatezza dellagguato, i primi cronisti a raggiungere il pub Drunken Ship raccolgono almeno un paio di testimonianze che descrivono lassalto accompagnato dalle urla Sporchi ebrei!, mentre sullasfalto di via del Pellegrino, uno dei mazzieri abbandona un casco che la Digos sequestrer e che ha un adesivo che celebra il ricordo di Gabbo Sandri e dunque lo rende attribuibile al tifo laziale. E tuttavia, con il passare delle ore, la storia si ingarbuglia. Si avvita, nelle prime ricostruzioni della Digos, in una trama che non sembra prendere le mosse solo dallantisemitismo, ma, piuttosto, anche dalla feroce follia delle dinamiche che legano le crew inglesi e gli ultras della intera piazza

romana, biancoazzurri e giallorossi insieme. Accade infatti che nessuno dei testimoni interrogati dalla Digos verbalizzi alcunch sulla circostanza che durante lassalto sarebbero stati pronunciati epiteti antisemiti. Tutti sembrano ricordare solo il grido gutturale con cui la caccia alluomo ha avuto inizio: A mmmerdee!!. Di pi: i due soli arrestati sono entrambi ultras della Roma. Francesco Ianari, 26 anni, ambulante del quartiere Alberone. Mauro Pinnelli, 25 anni, operaio di san Basilio. Ianari appartiene a Offensiva Ultras, uno spicchio di Sud, che pesca nei quartieri del Tuscolano, san Giovanni, Appio e Tor Bella Monaca. Non particolarmente connotato a destra. La loro partecipazione allagguato data dalla polizia per certa. Per il traffico telefonico e di sms tra i cellulari dei due. Per le riprese delle telecamere in strada. Perch in casa di Ianari viene trovato, insieme a 35 grammi di hashish e al solito lugubre campionario da stadio (tirapugni e simili), un curioso trofeo della notte. Una targa che celebra il West Ham, altra squadra londinese, rubata proprio allinterno del Drunken Ship durante la devastazione. Un dettaglio, lo vedremo, che apre ad un secondo, e se verificato davvero incredibile, scenario. un fatto, dunque, in attesa che le prossime ore dicano se e quanti ultras laziali erano presenti a Campo de Fiori (in serata sono state perquisite due abitazioni di tifosi biancoazzurri), che tra gli aggressori ci sono due ultras della Roma. E il ruolo di uno dei due appare centrale. Francesco Ianari come segnala la polizia un habitu di quella piazza. Non solo, il tipo si gi distinto nel 2006, in incidenti, quando ha rovesciato e dato fuoco a unauto dei carabinieri. Sarebbe Ianari ipotizza la Digos a dare il la al passa-parola che aggregher il gruppo di mazzieri. lui, se la ricostruzione solida, ad avvistare infatti il gruppo dei tifosi inglesi nel pub gi nella prima serata. Ma che siano tifosi del Tottenham, forse Ianari non lo sa. Anche perch non indossano n magliette, n sciarpe che li identificano come tali. O, forse, immagina altro. A Roma, infatti, sono arrivati per la partita casalinga della Lazio contro il Tottenham anche una decina di tifosi del West Ham, la ex squadra del laziale Paolo Di Canio. Il viaggio, di cui gli ultras romanisti sono al corrente, una cortesia in nome dellodio che il West Ham porta verso il Tottenham e dellamicizia che ha verso la Lazio (secondo lo stesso sillogismo che, nelle scorse settimane, ha portato una delegazione di ultras romanisti ad Atene per sostenere il Panathinaikos avversario della Lazio). dunque possibile ipotizza la Digos che Ianari scambi quegli inglesi allinterno del pub per i due volte odiati tifosi del West Ham. Anche perch, alcuni di loro, si sarebbero impadroniti come trofeo proprio della targa che allinterno del locale celebra la ex squadra di Di Canio e che verr ritrovata durante le perquisizioni. Lassalto, dunque, partirebbe per iniziativa degli ultras giallorossi che sono in zona e che Ianari mobilita con un giro di telefonate. E solo a quel punto, alla caccia grossa si unirebbero spontaneamente anche dei laziali. Di quelle frange antisemite ipotizza ancora la Digos in rotta con il resto della Nord, accusata di essersi imborghesita. Vedremo dove porta davvero questa storia. Follia ultr, assalto al pub degli inglesi tifoso del Tottenham in fin di vita cori antisemiti alla partita della Lazio Fonte: MASSIMO LUGLI EMILIO ORLANDO, la Repubblica | 23 Novembre 2012 Raid nel centro della Capitale, sette feriti. In manette due romanisti Scene di guerriglia urbana nel cuore della capitale, un gruppo di tifosi inglesi attaccati con mazze, bastoni, sassi, coltelli e spray urticanti. Una caccia alluomo andata avanti per 20 minuti buoni prima dellintervento di polizia e carabinieri. Sette feriti, uno dei quali, Mills Asmley, 25 anni, in gravissime condizioni per una pugnalata che ha sfiorato laorta. Due arresti, due ultr romanisti accusati di rissa, devastazioni e tentato omicidio e una matrice che, inizialmente, sembrava chiarissima: un raid punitivo dei supporter della Lazio contro quelli del Tottenham alla vigilia del match allo stadio Olimpico. Con il passare delle ore per le certezze sono crollate e lassalto al pub Drunken Ship a Campo dei Fiori, una delle piazze pi centrali di Roma, diventato per gli inquirenti molto

pi difficile da decifrare. E intanto leco degli scontri di mercoled notte ha fatto il giro del mondo. La Bbc sottolinea un probabile movente antisemita perch la squadra del Tottenham (che ha tra i simboli la stella di Davide) stata spesso bersaglio di azioni razziste e i tifosi, ebrei e non ebrei, si fregiano del soprannome di Yids. Il sito del Daily Mail, dopo una ricostruzione dellassalto, elenca una serie di norme di sicurezza per i tifosi. Lambasciatore israeliano, Naor Gilon denuncia una nuova tendenza allantisemitismo in Europa. Ma veniamo alla cronaca di una notte dinferno che inizia pochi minuti prima delluna, quando un gruppo di una cinquantina di teppisti, col viso coperto da sciarpe e i caschi da moto in testa, circonda il locale fondato, quindici anni fa da unamericana e divenuto il ritrovo di tutte le tifoserie anglosassoni a Roma. I tifosi del Tottenham sono una trentina e ci danno dentro con la birra fin dal pomeriggio: scherzano e cantano ma nessuno sfoggia i soliti cappellini o le sciarpe coi colori della squadra. Hanno cominciato a scagliare sassi e pezzi di legno contro la vetrata racconta Marco Manzi, uno titolari qualcuno ha urlato uno scherzo, state buoni , forse per ritardare la fuga degli inglesi. Poi hanno fatto irruzione un altro gruppo sfondava la porta che si affaccia su vicolo del Gallo. I teppisti avanzano distruggendo tavolini, vetrate, mobili, arredi e spruzzando getti di gas urticante mentre gli inglesi arretrano verso il fondo del locale. Molti ultr brandiscono chiavi inglesi, pugni di ferro, coltelli, cinghie di cuoio impugnate come scudisci. Nessuno slogan, nessun saluto romano, solo qualche grido di Merde, merde. Un drappello di inglesi riesce a guadagnare la porta e si lancia di corsa lungo via dei Cappellari ma viene raggiunto dopo qualche metro. Ero alla finestra, ho visto un ragazzo a terra, tutto pieno di sangue racconta una signora sui cinquanta lo hanno raggiunto, pugnalato alla gamba e preso a calci. La polizia non si vista per almeno venti minuti. l1,30 quando il gruppo dei teppisti si dilegua nel buio, lasciandosi alle spalle sette feriti (tra cui un bengalese) due coltelli, un tappeto di vetri rotti e la rabbia e la paura della gente. Ho chiamato il 112 alluna ma non rispondeva ricorda Emanuela De Pasquale ho provato col 113 e non mi hanno neanche fatto parlare, hanno detto subito Campo de Fiori, vero?. Ma prima che arrivassero passata mezzora. Qui in piazza nel weekend, c lo spiegamento di forze della movida ma nei giorni feriali siamo abbandonati aggiunge una voce maschile ieri cera solo unauto dei vigili urbani. Allinizio degli scontri sono scappati via. Replica della questura: la prima chiamata arrivata all1,07 e all1,14 la prima volante era gi sul posto. Sta di fatto che tra i quattordici fermati della prima ora, solo sei sono stati trattenuti e, alla fine, due sono stati arrestati. Uno degli ultr sarebbe stato fotografato dallautista di un autobus mentre si vantava dellassalto e, in seguito, bloccato dalla Digos. Francesco Ianari, 26 anni e Mauro Pinnelli, di 25 sarebbero vicini al gruppo Offensiva ultr. A casa di Ianari sono stati trovati coltelli, un pugno di ferro e 35 grammi di marijuana. E dagli spalti laziali, durante la partita di ieri, si sono levati cori di Juden Tottenham mentre qualcuno esponeva uno striscione con la scritta Free Palestina. La violenza identitaria nel vuoto della politica Fonte: Alessandro Portelli, il manifesto | 23 Novembre 2012 ASSALTO ULTRAS A ROMA. L'aggressione di massa ai tifosi inglesi in un pub romano una spedizione punitiva premeditata e organizzata, quindi un gesto politico. Il problema : di che politica si tratta? Molti anni fa, dopo una rissa fra tifosi laziali e livornesi, andammo con Sandro Curzi, Silvio Di Francia e altri a cercare di convincere il patron della Lazio, Claudio Lotito, a prendere posizione contro il fascismo che dilaga nelle curve (non solo) laziali. Non cap nemmeno di che parlavamo; noi parlavamo di rifiuto del fascismo, lui continuava a insistere, come tutte le autorit calcistiche e istituzionali, che la politica nello stadio non ci doveva entrare. E invece proprio l'assenza della "politica" lascia il campo a pratiche che esprimono allo stato puro la forma dominante della politica in questi tempi di eclissi della politica: la politica dell'identit. Pi la

politica "vera" si svuota di contenuti, fra pensiero unico, leaderismi, primarie ad personam, delega dei governabili ai governanti, pi quello che conta solo lo schieramento, l'appartenenza. E allora: quando l'Osservatorio del Viminale ripete il luogo comune secondo cui questi episodi non hanno niente a che vedere con lo sport dovremo pure chiederci con che cosa c'entrano, e come mai si addensano comunque attorno agli stadi. Allo stadio si canta: Noi siamo i bianco-blu, la Lazio amiamo, la Roma odiamo. Ma se uno gli domanda perch, non te lo sanno dire perch non c' nessun perch, emozioni senza contenuti. Infatti il tifo ha lo stesso statuto linguistico dei nomi propri: significa solo se stesso. Come "Giuseppe" significa solo "una persona che si chiama Giuseppe", cos "tifoso laziale" (o "juventino") significa solo una persona che fa il tifo per la Lazio (o per la Juventus). Non c' nessuna ragione per fare il tifo per una squadra o per un'altra: il grado zero dell' appartenza spesso casuale e intercambiabile (e quando qualche ragione c', identitaria anch'essa. Tifi Fiorentina perch sei di Firenze, tifi Lazio - come me - perch mio padre ci giocava: identit al quadrato). Non sono pi le antiche scazzottate fra il romanista e il laziale al derby per un rigore o un fuorigioco, ma semplice aggressione dell'altro perch non "noi". Che poi la politica dell'aggressione identitaria sia pi consona alla destra che alla democrazia solo un corollario di questo stato di cose (guarda caso, il Tottenham vicino al mondo ebraico): come scriveva qualche giorno fa Marco Lodoli, la forza bruta e l'aggressione a priori diventano il modo primario di affermare la propria esistenza, una forma di comunicazione sempre pi diffusa in tutti i rapporti interpersonali. Lo stadio, insomma, parla di tutti. Infine. Il commento pi frequente sulla radio laziali : non ci crediamo, non possiamo essere stati noi. Ora, l'incredulit il primo stadio della reazione a un trauma, come quando uno viene a sapere di avere una malattia gravissima (e non riguarda solo i tifosi di calcio: vi ricordate quando cantavamo Impossibile, un compagno non pu averlo fatto, e invece i "compagni" lo facevano eccome). Certo, non sono violenti e fascisti solo i tifosi laziali, una malattia ormai generalizzata, tanto che pare che i primi arrestati siano ultra romanisti (in questo caso, non sarebbe la prima azione combinata dei fascisti di entrambe le parti, come gi successo in passato attorno all'Olimpico e a Brescia). Per alla Lazio abbiamo una storia lunga di razzismo e fascismo che non possiamo diluire in un cos fan tutti che azzera ogni cosa. Solo quando si prende atto che la malattia esiste si pu cominciare la cura. Invece di esorcizzarla, direi a quei tifosi increduli e alla societ che li rappresenta: guardiamoci dentro. Magari daremo una mano anche a tutti gli altri infettati.