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5 - luned 15 aprile 2013


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REFERENDUM ILVA: ALLE URNE SOLO I L 19,510/0 DEI TARANTINI AVENTI DIRITTO. NI ENTE QUORUM
Votano in 33mila
Occorrer ebbe s offe r-
marsi sui 33mila, cio il
19,51%, che ha nno votato
contro i 140mila che inve-
ce sono rimasti a casa.
Come vogliamo chiamarli
i 33mila: eroi? coraggiosi?
impavidi? A prescindere
dal voto che hanno espres-
so, chiamiamoli semplice-
mente cittadini di Taran-
to. E non si sentano delusi
i promotori del Comitato
Taranto Futura n coloro
i quali speravano in qual-
cosa di pi. Gli altri , i
140mila che hanno prefe-
rito restarsene a casa,
avr anno modo di riflette-
re, soprattutto coloro i
li in qualche modo quoti-
dia namente si ritrovano a
parlare della
se escludiamo gli anziani,
i disabili gravi , i malati, i
poco informati e i fuori
sede che per mille ragioni
non ha nno potuto espri-
mere la propria opinione,
la stragrande
za di questa citt ha deci-
so di non esporsi, seppur
nel segreto dell'urna. La
stragrande maggiora nza
di questa citt non ha par-
tecipato, ha soltanto dele-
gato. Cos come ormai
cade da qualche anno, VI-
sto e con sider ato che il
trendnel disertare i seggi
elettorali a Taranto in
crescita cost ante. Se consi -
derate che nell' ultimo re-
ferendum nazionale (ac-
qua pubblica,
legittimo impedime nto,
servizi pubblici) a Taran-
to, nel 2011, non si rag-
giunse neanche il quorum
(49,93%), e che alle ultime
amministrative, nel2012,
l'attuale sindaco Stefno
al ballottaggio ottenne ap-
pena 51mila voti. Se poi si
scende nei dettagli, alme-
no fin quando abbiamo
rastr ella to notizie, pare
che al Borgo i votanti sia-
no stati molti di pi rispet-
to alle periferie, special -
mente rispetto ai quartieri
pi esposti
mento e cioe Tambun e
Paolo 'vi. Insomma, nei
prossimi giorni,_ anzi da
oggi, gli spunti per
tere saranno parecchie.
Dunque, molto si pu
dire sul referendum che ha
chiamato i tarantini alle
urne un referendum chia-
ro e seppur monco di
alcuni altri quesiti, s ul fu-
turo dell'Uva, sul futuro di
questa citt. Molto si pu
dire sul limpido boicottag-
gio s ubto negli anni da
quanti il r efer endum lo
hanno temuto e per que-
sto tentato in tutti i modi
di sbarrarne la strada.
Perch anche il refer en-
dum l'affresco di una cit-
t divisa. tra lacerazioni.
i ncertezze, vigliaccherie,
illusioni, sogni, t emerarie-
t. Lo scrive la storia de-
gli ultimi lo s?ri:
ve la st oria degh ultimi
mesi: Taranto non sa an-
cora cosa fare del s uo fu-
turo, e la storia non si
cambia facilmente, in tem-
pi rapidi. Le
non guidate da visiOnan,
necessita no di tempo, e
neanche poco.
Non basta sfil are in
civico o lo ai minimi ter -
mini: non si spiegherebbe-
ro le scelte delle urne, le
elezioni cio di personaggi
che proprio la storia di que-
sta citt avrebbe dovuto
spazzare via. E invece, certi
personaggi imperversava-
no prima, oggi lo faranno
a ncora di pi: loro s han-
no capito come vincere
un'elezione, e non impor-
ta con qua li mezzi. E da
ieri sera stanno brindan-
do. Statene certi.
Rubrica: TARANTO
pag. 3 - luned 15 aprile 2013
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CORRIERE DEL GIORNO
ILVA La citt decide di non decidere. Alle urne quasi il 20% degli aventi diritto pari a circa 34mila votanti. Il quorum resta lontano
Referendum, Taranto si astiene
Aflluenza bassa Picco ad Italia Montegranaro, crollo a Paolo VI. Male anche Tamburi
di ANGELO DI LEO
angelo.dileo@corgiomo.it
O Sotto il 20 %, quasi 34 mi-
la mila e lettori. Poch i ma
convin ti. Il picco degli elet-
tori ad Italia Mon tegranaro.
Il dato minimo giunge da
Paolo VI.Al Bor go e Citt
Vecchia ha votato il 20.5%.
Monte gr a naro- Sal ine Il a
23.38. Paolo VI 9,7. Talsano-
Lama-San Vito 18,2. Tambu-
ri 14,4. Tr e Carr are-Soli to
20,4. Citt inchiodata al19,5
%.Il quorum resta nel cas-
set to. I promotori sognavano
almeno il 30% dei vot ant i. Il
50% sarebbe st ato r ivoluzio-
n ar io. Ma i taran tin i, ieri
dawero in tanti, hanno avu-
to a ltro da fare o hanno op-
tato per l'astensione ragio-
nata, magari pervasi dall' i-
dea c h e ni ent e cambi a e
n iente potr cambiare. Un
classico su queste sponde.Ci
saranno da scl'ivere trattati,
nei prossi mi giorni, sulle ra-
gioni di una scelta che non fa
rima con l'indignazione e la
protesta dilagante che certo,
ieri, ha registrato una scon-
fitt a. Magari da sublimare,
come la mili tanza insegn a,
ma sconfitta resta. Dall a
piazza alle u rne, eviden te-
mente, il passo e' ancor a lun-
go. I manifestanti non hanno
saputo trascinare i loro con-
cittadini nei seggi anche se
quest o refer endum, va detto,
e' s tato segnato prima dal ri-
tardo de lla convocazione e
poi da una inadeguata cam-
pagn a di informazione e sen-
sibilizzazione istituzionale e
politica. Anzi, per certi versi
il vot o sull' Ilva e' stato osta-
colato dal fatalismo e dall a
paura di un futuro diverso,
utilizzati a dovere per demo-
lire e disincentivar e.Il ris ul-
tato non sarebbe stato vin-
colante ma poli ticamen te
valido. Tanto e' bastato per
aggrapparsi alla ' libert d i
coscienza', in certi casi, o al
silen zio di ssenso in tanti al-
tri.! sabo ta-
tori, se ci so-
t enza, qu ell a dell a dignit
del lavoro e dell'aria pulita,
adesso conta n u meri certi
dopo le fiac-
cole, le urla,
n o stati, de-
vono aver fe-
s teggiato si-
no a n otte
fon da. Sba-
gliano, per,
se pen san o
di aver vinto
q ues t e p ri-
DALLE PIAZZE
gli slogan e i
balletti stuc-
c h evoli s u i
n umeri dei
pa r tecipanti
a cortei, co-
mizi e r asse-
gne varie di
rabbia e pas-
ALLE URNE
IL PASSO
ANCORA LUNGO
marie della nuova storia di
Taranto.A pensarci bene le
h ann o perse. Perch la ver-
sione.Oggi Taran to ha il suo
registro, quello degli elettori
che in una domenica di quasi
estate hanno deciso di tim-
brare la propria indignazio-
ne, destinandola ai negazio-
nisti dello stermin io am-
bien tale, al fronte della ras-
segn azi on e e alla r agio n e
perpetua, a quanto pare, di
uno Stato che ritiene costi-
tuzionali anche i livelli mi-
n imi di veleno. Taranto non
vuole morire a norma di leg-
ge. E a norma di legge rea-
gisce votando. Ma votano in
pochi.Pochi, infatti, 34mila
elettori rispetto ai 173 mila
possibili. Ma in questa citt,
va r icordato, in 100m ila non
Rubrica: TARANTO
pag. 3 - luned 15 aprile 2013
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CORRIERE DEL GIORNO
hanno scelto il sindaco sol-
tanto un anno fa. Sono rima-
sti a casa, anche allora, nem-
meno attratti dal gusto an1a-
ro delle clientele o dallo sfi -
zio si poter sfogare la propria
rabbia con un tratto, magari
idiota, che invalidasse la
scheda. Niente, mezza citt
da tempo non vota. Ieri an-
che di pi.Taranto continua
a non occuparsi di se'. E lo ha
fatto anche quando avrebbe
potuto, ieri, consegnare alla
storia un indirizzo preciso in
attesa di altre, nuove, ardue
sentenze.Quorum lontanis-
UESITO 1
simo, dunque. Un sogno che
resta chiuso nel cassetto di
Taranto Futura: difficile
portare alle urne pi di
80mila cittadini in una sola
giornata, con i seggi accor-
pati che hanno dato l'illusio-
ne della grande affluen-
za.Ostacoli burocratici, di-
sinformazione, partiti pila-
teschi, sindacati e industriali
avversi... e alla fine pure il
sole da mare.L'ultima beffa
per un movimento che da ie-
ri pu soltanto crescere par-
tendo da numeri bassi ma si-
curi.
UESITO 2
Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la
vostra salute nonch la salute dei lavoratori contro
l'inquinamento, proporre la chiusura dell'Il va?
Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra
salute e quella dei lavoratori , proporre la chiusura del-
l'area a caldo dell'Ilva, maggiore fonte di inquinamento,
con conseguente smantellamento dei parchi minerali?
33.774 elettori 33.769 elettori
19,52% 19,51%
AFFLUENZA 82 SEGGI SU 82
1 Quesito
2 Quesito
1o Quesito
2o Quesito
1 Quesito
2 Quesito
Maschi
votanti
4.126
4.113
elettori
81.960
81.960
Maschi
votanti elettori
11.672 81.960
11.667 81.960
Maschi
votanti
17.021
17.018
elettori
81.960
81.960
ORE 12
Femmine
votanti elettori
3.662 91.101
3.672 91 .101
ORE 19
Femmine
votanti elettori
10.998 91 .101
10.997 91 .101
ORE 22
Femmine
votanti elettori
16.753 91 .101
16.751 91.101
Totale
votanti
7.788
7.785
elettori
173.061
173.061
Totale
votanti elettori
22.670 173.061
22.664 173.061
Totale
votanti
33.774
33.769
elettori
173.061
173.061
%
4,50
4,50
%
13,10
13,10
%
19,52
19,51
Rubrica: CRONACA
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A diffusione interna - Vietata la riproduzione
CORRIERE DEL GIORNO
l REFERENDARI Parlano Nicola Russo e Fabio Matacchiera
ceE adesso ripartiamo
dall'esercito dei 34mila))
di MICHELE TURSI
michele.tursicorgiorno.it
O La raccolta delle firme, i quesiti. Poi la battaglia dei ricorsi
dinanzi al Tar contro l'Ilva e contro la strana e ambigua alleanza
t ra Confrndustria Cgil e Cisl. Le denunce al si ndaco Stefno per
i ritardi sull'indizione della consultazione. Infine, il voto. Il pa-
dre del referendum sull'Uva, celebrato ieri senza dubbio l'av-
vocato Nicola Russo, coordinatore del comitato Taranto Fu-
tura. Un ambientalista ante litteram in campo contro il nuclea-
re, in prima linea sui temi dell'inquinamento elettromagnetico,
fautore del primo referendum cittadino della storia di Taranto.
' nato l'esercito napoleonico dell'ambientalismo tarantino
- commenta a caldo a urne chiuse - nonostante tutto. Nono-
stante un insufficiente livello di informazione da parte delle
istituzioni. Da uomo di legge spiega il perch. Secondo la nor-
mativa vigente- sottolinea- quando cambia la destinazione del-
la sezione e il numero, l'elettore va avvisato per posta. Il Co-
mune non lo ha fatt o, offrendo solo un'informazione di carat-
t ere generale. Russo ribadisce e rilancia: nato l'esercito del-
l'ecologismo taranti no che si compatta. Ripartiamo da 34mila
elettori.
Le mie previsione si sono rivelate giuste, esordisce Fabio
Matacchiera che subito dopo aggiunge comunque 34mila
persone che hanno vot ato non sono poche. Non lo ritengo un
risultato negativo. Il quorum lontano, ma la cosa non deve
scoraggiarc, n farci abbassare la guardia. Anzi, questa ulte-
riore prova deve incoraggiarci a proseguire lungo la strada delle
bat taglie, delle denunce, come abbiamo fatto in questi anni, in
maniera seria e documentata, senza allarmismi ma con dati di
fatto. Per uno come Matacchier a che ha combattuto contro l'ex
Italsider quasi isolato nei primi anni Novanta, poter contare sul
supporto di oltre 30mila persone un'iniezione di fiducia non
un motivo di rammarico. Dobbiamo andare avanti - aggiunge
l'ambientalista- anche perch, a mio avviso, a breve si capir che
l'Ilva non potr pienamente rispettare le prescrizioni dell'Aia,
per quanto generose con l'azienda. L'Ilva gi in ritardo su al-
cuni interventi per cui invito il Prefet to di Taranto a verificare
se gi ci sono gli estremi per applicare all'azienda le sanzioni
previste dalla stessa Aia in caso di inadempienza.
Matacchiera non si preoccupa di quanti utilizzeranno il man-
cato raggiungimento del quorum come arma per smontare le
t esi degli ambien talisti. A mio avviso non c' n ulla di cui ral-
legrarsi nella condizione di Taranto- dice ancora- e in ogni caso
penso e temo che quest a presunta euforia durer poco perch, a
mio avviso, l'Uva non in grado di sostenere il processo di ri-
sanamento necessario ad eliminare le font i inquinanti dello st a-
bilimento. Potrebbero emergere altre responsabilit anche di
natura penale. Per questo dico che non c' niente da festeg-
giare.
82
l seggi dove
si votato
dopo
l'accorpament o
dell e 190 sezioni
cittadine
34m ila
circa sono stati
gli elettori che
si sono recati
all e urne dalle 8
del mattino
all e 22 di ieri
173m ila
Gli avent i diritto
al voto nell a citt
di Taranto
con una netta
prevalenza
di donne
Rubrica: CRONACA
pag. 4 - luned 15 aprile 2013
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CORRIERE DEL GIORNO
IL SINDACO Stefno: con il voto siamo ancora pi responsabilizzati nel nostro ruolo
ccAHiuenza bassa? l tarantini
hanno fiducia nelle istituzionb)
di PIERPAOLO D'AURI.A
pierpao/o.dauria@corgiorno.it
D Ezi o Stefano a votare ci an-
da to alle 9, di primo ma ttino,
quasi a voler dare l'esempio per-
ch, ha sempre detto, votare
un diritto-dovere dei cittadi ni,
che non ci possiamo lamentare
che siano sempre gl altr i a sce-
gliere al posto nostro per cui
giusto che si voti sempre.
Sindaco, alla fine ha votato il
19,52% degli aventi diritto.
Che interpretazione d di
questo dato.
Guardi, mi sento di interpreta-
re la bassa affluenza in termini
positivi. Pu sembrare un para-
dosso ma la bassa affluenza la
interpreto come un rapporto di
fiduci a dei tarantini nei con-
fronti delle istituzioni.
In che sen
so, scusi.
Ne l se n so
che non pote-
va essere di-
ver same nte.
Dobbiamo te-
n e r e co nt o
d e ll ' a zi o n e
d e ll a magi-
s t ra tura, di
que lla messa
in campo dal
Governo, del-
la nuova Aia
alla quale l'Il-
va dovr atte-
ner si punto per punto, delle
continue rilevazioni del tasso di
inquinamento eseguit e dall'Ar-
pa, dall'Ispra. Tutti fattori che
non hanno fatto alt ro che ac-
cendere i fari sulla situazione di
emergenza del nostro territo-
rio.
Quindi, sta dicendo che i ta-
rantini devono sentirsi rassi
curati?
Certo. I t rentaquatt romila ta-
ran tini che hanno votato per il
referendum devono sapere che
con il loro voto di fatt o respon-
sabilizzano ancor a di pi le isti-
tuzioni nello svolger e il l oro
ruolo. Ai miei concittadini dico
che noi p r osegui remo sulla
strada della difesa della salute e
dell'ambiente.
C' chi ha attribuisce il non
raggiungimento del quorum
alla poca informazione e, so-
prattutto, all'accorpamento
dei seggi.
Sono polemiche pretestuose.
Non riesco a comprendere que-
ste accuse perch se ne parlata
in tivvu: Raitre ha fatto un ser-
vizio venendo a Palazzo di Citt
e ascoltando i parer i e gli appelli
dei consiglieri comunali cos co-
me degli am-
bi e nta l i sti.
Quell a dell a
poca informa-
zione sul refe-
rendum la re-
puta un'offesa
nei confront i
della s tampa.
No n si pu
col pevolizza-
r e qual cuno
sol tanto per-
ch non sta-
to raggiunto il
risu lt at o che
si ha in testa.
Atteggiamenti come quest i non
fanno che allontanare ancora di
pi le persone piuttosto che av-
vicinarle.
S ma parlare di citt adini che
devono sentirsi pi tranquil
li ...
Ma se gli ult imi dati rilevati
dall'Arpa ci dicono che in ben
tre casi nel 2012 il benzo(a)pi-
rene tornato normale come
mai stato nella recente storia!
Ecco, sono questi risultati che
hanno tranquillizzato i cittadini
che hanno scelto di non andare
a votare. Cer to, questo non vuoi
dire che adesso dobbiamo ab-
bassare la guardia. Tutt'altro.
E, comunque, non si pu non
tenere conto che in 34mila
comunque sono andati a vo-
tare.
Infatti. Lo ripeto ancora una
volta. Le istituzioni sono ancora
di pi responsabilizzate dal fat-
to che 34mila persone hanno
detto la loro sul referendum sul-
l' Uva. Ma anche se ce ne fosse
stata una soltanto noi dobbia-
mo occuparcene perch abbia-
mo il dovere di tutelare la salu-
te.
Rubrica: TARANTO IN PRIMO PIANO
pag. 3 - luned 15 aprile 2013
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lA GAZZETIA. DI TARANTO
Nel2010 il responsabile delle relazioni esterne
del gruppo Riva si mobilit per far slittare
la consultazione referendaria svoltasi ieri
llva e la paura del voto
c' un'altra inchiesta
Fascicolo del pm Bruschi sui rapporti Archin-Comune
MIMMO MAUA
e A urne chiuse e consul-
tazione vanificata dal mancato
raggiungimento del quorum
si accendono i riflettori
Procura sui tentativi che l'il va
attraverso l'ex
delle relazioni istituzionali
dell'Uva Girolamo Archin in
carcere dal 26 novembre
so con l'accusa di associazione
a delinquere fmalizzata al di-
sastro ambientale, avvelena-
mento di sostanze alimentari e
corruzione in
atti giudizia-
ri, avrebbe
compiuto per
ritardare il
pi possibile
lo svolgimen-
to del referen-
dum sul side-
rurgico.
IL RICORSO
.Larresto di Archin sar
discusso il6 giugno
dalla Cassazione
La vicenda, inserita nell' in
chiesta denominata Ambien-
te svenduto, stata stralciata
come la Gazzetta in grado di
r ivelare, e affidata dal pro-
curatore capo Franco Sebastio
al sostituto Enrico Bruschi che
ha delegato tutti gli accerta-
menti del caso agli agenti della
Digos.
Secondo gli inquirenti Ar-
chin avrebbe
<<Uil'oscura opera di prosel-
tismo pro-Dva, fmalizzata a
scongiurare l'indizione del re-
ferendum cittadino.
Quello che gli stessi Riva
definivano il maestro degli
(che dopo il
dell'ennesima istanza
di scarcerazione, affida
all'udienza in Cassazione, fis-
sata il pros-
simo 6 giu-
gno, la spe-
ranza di la-
sciare il car -
cere), nel
2010, si mosse
in due dire-
zioni: spinge-
re sindacati e
industriali di Taranto a pro-
porre ricorso al Tar e con-
vincere il primo cittadino di
Taranto, Ezio Stefano, a fissare
una data pi lontana pos-
sibile.
Al telefono con Fabio Riva, il
19 maggio 2010, Archin in-
forma che la Cgil ha detto di
si, la Cisl ha detto di si>>
restava invece il nodo della Ui.
che ha detto che contraria al
referendum, per non far nes-
sun ricorso. Anche Luigi
D'Isabella, segretario generale
della Cgil Taranto, riceve il
sollecito di Archin <<affmch
intervenga anche lui sul sin-
daco e poi manda un sms al
responsabile delle relazioni
esterne dei Riva: Abbiamo
fissato incontro con il sindaco
per mercoled. Ad Archin
per, non basta la
degli altri e cos il 29 luglio
2010 chiama direttamente Ste-
fno per ottenere certezze sul-
lo slittamento della consulta-
zione referendaria, anche per-
ch la Procura da poco pi di
un mese aveva chiesto l'in
cidente probatorio che poi ha
IL FATTO
La vicenda stata
stralciata dal fascicolo
Ambiente svenduto
Rubrica: TARANTO IN PRIMO PIANO
pag. 3 - luned 15 aprile 2013
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lA GAZZETIA. DI TARANTO
portato al sequestro dello sta-
bilimento, e dunque il vento
era tutt'altro che favorevole
all'il va.
ARCHIN: e addirittura ti
avrebbe chiesto Russo l'incon-
tro per concordare la data.
STEF NO: cio ... una sua
intenzione perch io non ho
parlato con lui ...
ARCHIN: si, si
STEF NO: e adesso che tu
mi stai dicendo questo vado a
vedere i documenti
ARCHIN: si, si sul gior-
nale di oggi
sta! su tutti i
giornali
STEF-
NO: va bene,
va bene!
ARCHI-
N: si! La da-
ta la pi lon-
tana possibile
STEF NO: va bene !!
ARCHIN: per farci lavo-
rare un po' tranquilli
STEFNO: tranquilli!!! va
benissimo ciao Girolamo!!
n giudice per le indagini
preliminari Patrizia Todisco
nell'ordinanza di custodia cau-
telare che ha fatto finire in
carcere Archin, descrive i
rapporti intrattenuti dal sin-
daco Ezio Stefano con il ma-
nagement dell'Uva anche sul
referendum promosso dall'as-
sociazione Taranto Futura e
soprattutto alla luce dispo-
nibilit manifestata dal pri-
mo cittadino ad allontanare la
data della consultazione, come
la testimonianza del fatto che,
lungi dall'intervenire nelle vi-
cende che ri-
guardavano
le emissioni
tossiche del
siderurgico
con la fer-
mezza ed in-
cisivit che le
esigenze di
tutela della
salute pubblica imponevano, il
sindaco di Taranto appariva
incline ad assumere posizioni
ed iniziative piuttosto accon-
discendenti e solidali nei ri-
guardi dell'Uva.
L'indagine condotta dal pub-
blico ministero Enrico Bru-
schi non parte naturalmente
da zero, alla luce del contenuto
delle intercettazioni telefoni-
che compiute dal gennaio al
novembre del 2010 e dei sei
faldoni di documenti che i mi-
litari del Gruppo di Taranto
della Guardia di Finanza han-
no acquisito al Tar di Lecce,
che in pi di una occasione
aveva stoppato la consultazio-
ne, poi defmitivamente auto-
rizzata dal Consiglio di Stato
nell'ottobre del 2011. Ma ov-
viamente nei prossimi giorni
sar svolta tutta l'attivit in-
vestigativa necessaria a fare
definitivamente chiarezza
sull'intera vicenda, accertan-
do eventuali responsabilit in
ordine a comportamenti
(omissivi o commissivi) che
abbiano in qualche maniera
avvantaggiato l'llva.
Rubrica: TARANTO IN PRIMO PIANO
pag. 2 - luned 15 aprile 2013
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lA GAZZETIA. DI TARANTO
NEL RIONE TAMBURI VIAGGIO NEL QUARTIERE ESPOSTO ALriNOUINAMENTO E DOVE IL BOOM DELrAFFLUENZA NON C' STATO
Marco e quel corridoio vuoto nella scuola Vico
Non voglio sentire pi nessuno lamentarsi
Elena: s solo alla chiusura dell'area a caldo, devo pensare a mio nipote
AUSSANDRA CAVALLARO
LWlghe file nel che vive e muore ogni giorno
accanto ali'Ilva. Intere famiglie al seggio del Tamburi per
dire S, chiudete la fabbrica. Questa W1a fotografia che
non mai stata scattata. Un racconto che non sar scritto
perch sarebbe Wla menzogna. E non perch l'obiettivo della
macchina era distratto ma perch Taranto e il suo quar-
tiere, quello dei fumi e delle polveri, hanno scelto, consa
pevolmente, un'altra inquadratu-
ra. Arrivano alla spicciolata nella
scuola Giovan Battista Vico.
Ma si capisce subito, dalle prime
ore della mattina, che la folla non
ci sar. E stride tahnente tanto
che Wl ragazzo di appena vent'an-
ni , Marco, vissuto e cresciuto ai
Tamburi, appena comprende, con
Wl rapido colpo d'occhio, che l'af
fluenza bassa, rivolgendosi al
vuoto di un corridoio esclama:
Fanno pena, non voglio mai pi
sentire nessWlo lamentarsi. E'
ipotizzabile pensare che la sua
platea sia l'intero quartiere, pie
gato da rumi d'inquinamento, ma
latitante quando si tratta di pren-
dere una posizione.
Esiste per una minoranza.
Sulla quale vale la pena ragiona
re. Benito e Teresa, una coppia
intorno ai settant'anni, si sono
recati al seggio della Vico.
Quando escono non dicono quale
sia stata la loro scelta, ma da Wla
piccola sfumatura lasciano intui
re il loro pensiero. <<M io figi io al liceo era compagno della
Patrizia (il gip Todisco ndr). Noi siamo qui per lei. Sono
convinti che le bonifiche potrebbero risolvere il problema.
Ma dovrebbero cominciare sul serio commentano ancora.
Luigi, sua moglie Mariella e la figlia Fabiana, 18 anni,
hanno risposto presente. Luigi tm sotto ufficiale della Ma-
rina. Ha avuto un tumore ne12001. Si sfoga. Vorrei sapere si
domanda perch noi quando lavoriamo ci sono i satelliti a
controllarci, mentre per l'TI va nessuno si era mai accorto di
niente. E poi c' un'altra valutazione che mostra il volto del
quartiere. Mentre io penso di vendere casa aggiWlge Luigi
c' una signora che abita nel mio palazzo e che ha il coraggio
di dirmi che basta mettere le zanzariere e chiudere le fmestre
per non respirare i fwni tossici. Ecco che cosa ascolto io.
Christian e Valeria sono una giovane coppia. La mamma
ha in braccio il flglio pi piccolo, 14 mesi, mentre l'altro
rimasto a casa con i nonni. Cristian ha lavorato dal2002 e per
4 anni in llva, poi passato alle imprese dell'appalto. Ora
disoccupato. Neanche Valeria lavora. Chiusura netta per noi
dicono e l'intenzione pure quella di andarcene da qu.b>.
Chi invece non pu andare via perch se metto in vendita la
mia casa non se la compra nessrmo, neanche se la svendo
abbassando il prezzo Francesca Ruggi. E' andata a votare
con il marito. Harmo Wl nipote acquisito che soffre di allergia
asmatica e non mi venissero a dire che una coincidenza il
fatto che questo bambino cresciuto al Tamburi>>. Parla
Francesca, avrebbe voluto che il referendum fosse stato al
largato a tutta la provincia di 'l'aranto anche loro respirano
veleno e invece il quorum non si raggiWlger mai e questa
sar stata w1a pagliacciata. Sua sorella si ammalata di
twnore a 63 anni. Non ha mai fumato chiosa ar rabbiata,
eppure si il cru1cro. Questi non sono fenomeni che
dovrebbero farci rflettere?. Arriva sola e sola s' incammina
verso l'uscita Elena, una nonna di 80 anni vivace e dalla bella
parlantina. Volete sapere che ho votato? Ve lo dico: "No" alla
chiusura dell'llva, "si" alla chiusura dell'area a caldo. E vi
dico ru1che il perch. Mio nipote lavora li dentro. Io devo
pensare a lui. Elena per consapevole che nell'aria ci sia
qualche <<Valore sballato. Elena davanti a tutti, senza nes-
SWla vergona, si alza un po' la veste e mostra Wla gamba
piena di macchie. Sembra un'allergia piuttosto evidente e
fastidiosa. <do vivo in via Mar Piccolo esclama a gran voce ,
questi eritemi mi sono venuti dal giorno alla notte. Vogliruno
d ire che un caso?>>
Rubrica: TARANTO IN PRIMO PIANO
pag. 2 - luned 15 aprile 2013
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lA GAZZETIA. DI TARANTO
IL VOTO DI IERI
LA CITI NON HA RISPOSTO
Bonelli: una scientifica azione di
boicottaggio. Stefno: dai cittadini
fiducia nelle istituzioni e nel risana mento
Ilva, vincono i s alla chiusura
ma il referendum fallisce
Quorum non raggiunto, alle urne n 19,52. Paolo VI n quartiere dove si votato meno
GIACOMO RlllO
e La citt non risponde. Vin-
cono i S)), ma il quorum lon-
tanissimo. E il referendum fallisce
l'obiettivo. Solo il 19,52 per cento
dei tarantini ieri si recato alle
urne per esprimere la propria opi-
nione sulle ipotesi di chiusura to-
tale o parziale del Siderurgico.
Una sfida persa per gli organiz-
zatori e, forse, un'occasione man-
cata per la citt. Hanno votato solo
33.774 elettori per il primo quesito
e 33.769 per il secondo su 173.061
aventi diritto. Un risultato ben al
di sotto delle aspettative.
L'llva e Taranto hanno vissuto
un' altra giornata importante, l'en-
nesima in questo ultimo anno: i
tarantini sono stati chiamati aVO
tare per il referendum consultivo
promosso dal comitato Taranto
Futura)). Due i quesiti: s o no alla
chiusura totale dello stabilimen-
to; s o no alla chiusura parziale
dell'Ilva cio della sola area a cal-
do, quella sottoposta a sequestro
dalla magistratura dal lugl io 2012
perch altamente inquinante.
questo il dilemma che strazia la
citt e i tarantini da sempre, acui-
to in modo esponenziale negli ul-
timi mesi, da quando cio in-
teivenuta la Magistratura dando
il via ai primi sequestri, ipotiz-
zandonelleaccuseundisastroam-
bientale senza precedenti. Lavoro
o salute? La possibilit di fornire
una risposta era proprio l. In una
citt dove i casi di tumore, soprat-
tutto tra i bambini, crescono in
maniera esponenziale, l dove le
famiglie hanno sempre almeno un
proprio congiunto che impiegato
nella grande fabbrica, l dove la
magistratura ha ingaggiato una
battaglia forse unica nel suo ge-
nere, li dove i padroni dell'azien-
da puntano i piedi r allentando lo
stanziamento necessario per la
mega-bonifica imposta ormai an-
che dall'Aia, l dove tutto dav-
vero ormai un grande, intricato,
nodo da sciogliere.
Sul referendum sentenzia il
presidente nazionale dei Verdi
Angelo Bonelli, diventato consi-
gliere comunale di Taranto con i
voli del cartello ambientalista
stata fatta una scientifica opera di
boicottaggio perch non solo non
c' stata un' informazione adegua-
ta in grado di raggiungere tutta la
popolazione ma l'amministrazio-
ne comunale ha tagliato del 50% i
seggi elettorali e gli scruta tori.
Secondo il leader ecologista
molti cittadini recandosi a votare
hanno trovato i seggi dove abi
tualmente votavano chiusi e molti
altri hanno dovuto fare i conti con
lunghe me dovute all'accorpa-
mento dei seggi che di certo non
incoraggiavano la partecipazio-
ne)). Nonostante queste operazio-
ni di boicottaggio osseiVa ancora
Bonelli - l'affluenza complessiva
supera 33mila votanti che si sono
voluti esprimere sul drammatico
inquinamento che stringe in una
morsa la citt. In questo quadro,
per, spia ce constatare che Beppe
Grillo, che in altre occasioni, come
per il referendum contro l' ince-
neritore in Val D' Aosta s i mobilit
personalmente con un comizio,
non sia inteiVenuto sul referen-
dum di Taranto: non un comizio,
non un post o una dichiarazione
sul suo blog>).
Diversa la lettura del sindaco
Ezio Stefno. D commento che mi
sento di fare in maniera convinta-
sostiene che i tarantini hanno
fiducia nelle istituzioni. D'altra
parte le istituzioni si sono mosse:
vediamo l'azione della Magistra-
tura, vediamo l'Aia, cos rigide e
contestata, e sar sempre pi ri-
gida. Questo un aspetto molto
positivo e nello stesso tempo pu
tranquillizzare le 33mila persone
che hanno votato per esprimere la
loro opinione perch questa fidu-
cia responsabilizza molto di pi la
magistratura, la Regione, il Co-
mune, la Provincia, l'Arpa, l'Ispra
e il ministero della Sanit)).
Stefno si aspettava un'affiuen-
za <<maggiore alle urne), ma non
reputa il referendum inutile). <<
uno strumento di partecipazione
democratica. Dare voce ai citta-
dini sempre una cosa positiva)).
D referendum, solo consultivo,
aveva la necessit di vedere alle
urne il 50% pi uno degli aventi
diritto, che sono poco pi di
173.000. n quorum era di oltre
86.000 votanti. L'affluenza alle ur
Rubrica: TARANTO IN PRIMO PIANO
pag. 2 - luned 15 aprile 2013
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lA GAZZEITA. DI TARANTO
NON RAGGIUNTO
IL QUORUM
Solo il19,52 per
cento dei tarantini
ieri si recato alle
urne per esprimere
la propria opinione
suDe ipotesi di
chiusura totale o
parziale del
siderurgico. Una
sfida persa per gli
organizzatori e,
forse. un'occasione
mancata per la
citt. A destra uno
dei seggi elettorali
e Girolamo
Archin, l'ex
consulente dell'Uva
tutt'ora in carcere
[foto Todarol
ne alle 12 era del 4,5%, alle 19 del
13,1 %. Ai 'I'amburi, dove campeg.
gia la targa in ricorso dell'operaio
ambientalista Peppino Corisi
(Ennesimo decesso per neoplasia
polmonarell), si votato parados-
salmente meno che in altri rioni:
14,57%.
Quesli i dati sull'ailluenza negli
altri quartieri: Italia Montegrana
ro-Salinella 23,38%, Borgo-Citt
vecchia 20,57, Tre Carrare.SOlito
20,45, San Vto-Lama-Carelli,
18,21%, Paolo VI 9,79%.
Hanno influito, malgradogliap-
pelli delle associazioni ambienta-
liste, gli inviti all'astensione o i
giudizi di inutilitll espressi da
pi parti. n volo arrivato pe-
raltro a pochi giorni dalla senten-
za con la quale la Corte Costitu
zionalc ha stabilito che la legge 231
costituzionale e non lede l'au-
tonomia del potere della Magistra-
tura. L' Ova pu continuare a pro-
durre ma a condizione che l'azien-
da proceda alla bonifica dell'area.
D referendum non ha cambiato
nulla. E non poteva cambiare nul
la.
Rubrica: PUGLIA & BASILICATA
pag. 6 - luned 15 aprile 2013
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lA GAZZETIA. DEL MEZZOGIORNO
LAVORO E SALUTE
FALLISCE IL VOTO CONSULTIVO
LA CARTINA AL TORNASOLE
La bocciatura viene dai quartieri operai. l
Tamburi e Paolo VI hanno fatto
registrare i dati pi bassi di affluenza
Ilva, un tarantino su cinque
d fiducia al referendum
Non viene raggiunto il quorum: alle urne solo ill9.52% degli elettori
FULVIO COLUCCI
e TARANTO. La citt dell'ac-
ciaio sbatte la porta in faccia al
referendum consultivo sulla
chiusura dell'il va, ma per il mo
vimento ambientalista la scon
fitta non una disfatta.
n dato finale della consulta
zione mostra numeri da deficit
democratico: alle 22, chiusi i
seggi, ha votato il19,52 per cento
degli elettori tarantini: 33mila
774 su 173mila e 61 (il totale degli
aventi diritto). n quorum era ol-
tre gli 86mila voti (50,1 per cen
to).
Taranto non ha, insomma,
creduto allo strumento referen
dario e alla sua possibilit di
cambiare effettivamente le sorti
del rapporto fra citt e grande
fabbrica. Il voto non ha fatto pre-
sa anche se ci sono delle atte-
nuanti: era una consultazione,
per molti versi, fuori tempo
massimo rispetto all'evoluzione
della vicenda Uva, anche se non
per colpe addebitabili ai promo-
tori.
l numeri dell'affluenza alle
urne nei quartieri fotografano
la realt. A ripudiare il referen-
dum sono stati i quartieri ope-
rai. I Tamburi e Paolo VI hanno
fatto registrare i dati pi bassi
di affluenza alle urne, rispetto
agli altri rioni cittadini. Ai
Tamburi, l dove pi sentito il
problema ambientale per la vi-
cinanza alle acciaierie, ha vo-
tato il 14,5 per cento e a Paolo vr
il 9,7, molto al di sotto del dato
finale.
Pi generoso, ma sempre al di
solto della media, il dato offerto,
per esempio, dai quartieri Italia
Montegranaro-SalineUa. U 23,3
per cento si avvicina a quel 25
che il comitato organizzatore
del referendum, Taranto Futu-
ra, riteneva la soglia necessa-
ria per parlare di un successo.
Tuttavia, se si prende il nu-
mero dei partecipa n tiall'ul ti ma
marcia ecologista della scorsa
settimana (5mila persone) e se,
soprattutto, si va a ritroso nel
tempo ricordando la manifesta-
zione del 15 dicembre (20mila
persone) e si accostano i numeri
al risultato del referendum,
evidente un piccolo progresso
nel cammino verso una maggio-
re sensibilit sui temi dell'in
quinamento e della salute.
La crescita puramente teo-
rica, certo, ma come se 10m ila
tarantini si fossero aggregati a
quei 20mila scesi in piazza alla
fine del 2012. Scontato il suc
cesso del S alle due domande
proposte: lo stop totale o par-
ziale della produzione dello sta-
bilimento s iderurgico. La chiu-
sura dell'Uva o lo smantella-
mento della sola area a caldo,
quella sequestrata lo scorso 26
lugliodallamagistralurache in-
daga sul reato di disastro am-
bientale, quella oggetto del
braccio di ferro che ha portato
prima alla legge salva-llva e
poi alla decisione della Consulta
che quella legge ha dichiarato
costituzionale, respingendo il
ricorso dei giudici tarantini.
11 commento che mi sento di
fare in maniera convinta - ha
dichiarato il sindaco Ezio Ste-
fno che ieri ha votato di
buon'ora che i tarantini han
no fiducia nelle istituzioni. D'al
tra parte le istituzioni si sono
mosse: vediamo l'azione della
magistratura, vediamo l'Aia, co-
s rigide e contestata, e sar
sempre pi rigida. Questo un
aspetto molto positivo e nello
stesso tempo pu tranquillizza-
re le 33m ila persone che hanno
votato per esprimere la loro opi-
nione perch questa fiducia re-
sponsabilizza molto di pi la
magistratura, la Regione, il Co-
mune, la Provincia, l'Arpa,
l'Ispra, il Ministero della sani
t>>.
Stefno si aspettava un'af-
fluenza maggiore alle urne,
ma non ha reputato il referen-
dum inutile. << uno strumen-
to di partecipazione democra-
tica. Dare voce ai cittadini
sempre una cosa positiva.
n risultato del referendum la-
scer strascichi polemici. Un
dato cer to, il movimento am-
bientalista deve r ipensare la
sua azione e ripartire dalle con-
dizioni di salute e s icurezza de-
gli operai llva se vuole arrivare
a saldare un movimento il pi
ampio possibile.
Altrimenti si avverer la ba t
tuta circolata ieri nel seggio dei
Tamburi: I tarantini, se non
votano, corrono il rischio d i tra
sformarsi da eco-compatibili in
eco-compatiti, agli occhi di
un'Italia scettica sulla reale vo-
lont di cambiare.
Il referendum consultivo l llvaTaranto
)
QUORUM NECESSARIO
50%+ 1,
pari circa a 86.000 votanti su 173.000
12 QUESITI
1) Chausura totale
Volete voi cittadini
di Taranto, al fine
di tute lare la vostra salute
n o n c h l a sal u te
dei lavorator i contro
l ' i nqui name nto, proporre
l a chiusura
d el l 'acciaieria
llva?
r ' = ~ = = ' : l
L!!!!!:!J LE TAPPE
2007
Presentati al sindaco
di Taranto 12 .000 firme
e 3 quesiti referendari
1 settembre 201 O
2) Chausura area a caldo
Vol ete voi cittadini
di Taranto, al f ine
di tutelare la vostra salute
e quella d ei l avoratori,
propor re la chiusura
d e ll'area a caldo dell'llva,
maggiore fonte
di inquinamento,
con conseguent e
smante llamento
dei parchi m i nerali?
7 ottobre 201 O
Su ricorso di llva,
Confindustria e sindacat i
i l Tar b locca l ' iter d ella
consultazione annullando
il decr eto del si ndaco
12 ottobre 2011
Con decreto il sindaco
indice il referendum
Il Consiglio d i Stato d
il via libera al r ef erendu m
ANSA-CENTIMETRI
Rubrica: PRIMA PAGINA
pag. 1 - luned 15 aprile 2013
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lA GAZZE1IA. DEL MFZZOGIORNO
NON C'
IL QUORUM
MA lA VIGilANZA
RESTA ALTA
di DOMENICO PALMIOTII
N
on era facile rag-
giungere il quorwn
di affluenza richje-
sto perch il refe-
rendwn sulla chiusura dell'TI-
va venisse considerato val i do.
Portare alle urne almeno 86mi-
la elettori risultato impos-
sibile.
SEGUE A PAGINA 15
E
ra difficile anche nella citt devastata dall'in-
quinamento del siderurgico e che ha pagato e
continua a pagare un prezzo altissimo in termini
di salute pubblica. n perch questo sia accaduto
ha tante spiegazioni. In primo luogo, c' una progressiva
erosione della partecipazione al voto. Quasi un anno fa a
Taranto si eleggeva il sindaco, che senz'altro un ap-
puntamento importante. Ebbene, alle urne and un po' pi
del 62 per cento e intorno al43-44 per cento al ballottaggio.
Alle politiche di febbraio, poi, i votanti sono stati intorno
al 63-64 per cento. II primo dato da mettere in chiaro,
quindi, che i cittadini-elettori sono sempre pi delusi e
dell'nva, ma invece costruita sulla continuit della
produzione dell'acciaio in una prospettiva di risanamento
ambientale e di messa in sicur ezza degli impianti. Un'im-
postazione che anche il verdetto della Corte Costituzionale
ha rafforzato nel momento in cui ha dato il suo placet alla
legge respingendo, perch non fondate o perch inam-
missibili, tutte le eccezioni mosse dai giudici di Taranto.
SENZA QUORUM
MA LA VIGILANZA
RESTA ALTA
Citt arresa e sconfitta quindi? No, non cos e
soprattutto non deve esserlo. Per vari motivi. Anche se il
di DOMENICO PALMIOTTI quorum non stato raggiunto, quei voti, quei s, sono
comunque un segnale da tenere presente. Sono un pezzo di
sfiduciati. Non credono pi in niente. Si dir: ma nel caso del referendum sull'TI va
era diverso in quanto si chiedeva ai tarantini una risposta che attiene al futuro
della loro citt e si poneva, soprattutto, un tema che ha riflessi evidenti
sull'ambiente e sulla salute di tutti. E allora, perch la risposta non c' stata?
Certo, le questioni sono importanti ma come si pu pensare di condurre e vincere
una battaglia se non si coinvolge un pezzo importante della realt quali sono i
lavoratori dell'llva, cio coloro che la fabbrica vivono ogni giorno? Come si pu
pensare in una larga partecipazione al voto se il tema solo quello della chiusura,
e quindi della perdita dei posti di lavoro, e per giunta in un momento come questo,
e non anche di un progetto di cambiamento e di rilancio della citt?
Non basta dire chiudiamo e bonifichiamo se poi tutto questo non si associa
anche a un'idea sul dopo (e abbiamo visto cosa successo a Bagnoli con la
bonifica). Ecco, nel referendum tutto questo mancato ed stata una mancanza
non da poco. Eppoi c' dell'altro: il carattere stesso del referendum che era
consultivo, ma anche quanto avvenuto in questi mesi, e cio il rilascio
dell'Autorizzazione integrata ambientale con le regole cui l'n va deve attenersi, la
legge, il pronunciamento della Consulta.
n fatto di esprimere un voto e poi non vederlo tradotto nella pratica, certo non
induce gli elettori a correre ai seggi. A maggior ragione, poi, se entrambi i quesiti
sottoposti a giudizio popolare postulano la chiusura della fabbrica guando nella
realt tutti i segnal i vanno in direzione contraria. Perch la legge approvata
l'anno scorso dalla stragrande maggioranza del Parlamento non vuole la chiusura
citt che vuole essere coscienza critica, che vuole agire da
pungolo nei confronti di quanti hanno potere decisionale, e che non si rassegna
allo stato delle cose. Sono voti che non faranno chiudere rnva d'accordo, ma sono
una forza e una pressione che invita a tenere la guardia alta. Se gi un obbligo
far attuare senza sconti e senza dilazioni le prescrizioni che l'Autorizzazione
integrata ambientale impone al siderurgico, adesso Io ancor di pi. I tarantini
non sono andati alle urne come forse ci si aspettava dopo mesi cos tesi ed
esasperati, ma non per questo non meritano rispetto. Anzi, ora che, al netto degli
ulteriori sviluppi giudiziari, la vicenda nva sembra essersi in qualche modo
configurata, l'azione di vigilanza e di controllo dev'essere ampliata e rafforzata e
l'azienda fare tutto ci che le compete.
E' grazie alla mobilitazione delle forze ambientaliste e di migliaia di cittadini
che stato acceso un faro sui danni che l'inquinamento della grande industria
provoca; grazie all'impegno della Magistratura se responsabilit, omissioni e
complicit sono state evidenziate come mai era accaduto in passato. Dev'essere
chiaro che non finita perch c' ancora tanta altra strada da fare. E questa
strada, che significa in primo luogo tutela della salute e dell'ambiente- questioni
che restano attualissime al di l della legge e del referendum -, dev'essere
percorsa, oltrech dalla fabbrica, anche dalla citt senza distinzioni. Quella citt
ieri rimasta ai margini e che invece deve imparare a volersi pi bene
dimostrandolo. E lo si dimostra con la presenza e la partecipazione, ma anche,
tutte le volte che sar necessario - l'llva deve saperlo -, con la protesta e la
denuncia.
Rubrica: ATTUALITA^
pag. 4 - luned 15 aprile 2013
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Quoti dia ilO
IL VA, IL REFERENDUM
................................................................................... ...................................................................................
Tra la gente dei Tamburi , il quartiere pi massacrato dall'inquinamento
In famiglia c' un operaio?
Allora sono tutti per l'llva
di Claudio FRASCELLA
Ai Tamburi sanno di esse-
re sotto osservazione. Co-
munque vada il referendum,
sar l'affluenza a di re quanta
sensibilit passi attraverso i
circa venti mil a abitanti del
ri one. Quel quartiere a una
incollatura dall ' llva, l'azien-
da messa in discussione dalla
votazione consultiva pi utto-
sto che abrogativa. Da qui il
S per confermare una vo-
lont, invece di un nO>> per
annullare una proposta.
Gli abitanti sono sotto la
lente d'ingrandimento. Gi
in tarda mattinata la scarsa af-
fluenza alle urne era motivo
di un'accesa discussione. C'
un capannello di gente, in
piazza Ges Divin Lavorato-
re. Qui, dove Gad Lerner l'l
ouobre scorso condusse in di-
retta sul La7 una puntata de
"L' Infedele". Qui, dove il 30
di agosto, per la stessa tv,
Alessandro Sortino durante
un lungo corteo si colleg
con gli studi di "Piazzapuli-
ta" e il conduttore Corrado
Formigli . Qui, dove quelle e
altre telecamere, a partire da
oggi torneranno per chiedere
perch gli abitanti del Rione
non abbiano manifestato at-
Va cos da queste parti -
secondo Emanuele - come al-
trove mettono il bavaglio al-
le notizie: noi avremo le no-
stre colpe, ma c' chi ha
scritto che il referendum do-
po i l pronunciamento della
Consulta era pressoch inuti-
le, indirizzando di fatto la
gente, gi pigra di suo, sulla
strada sbagliata, cio a non
andare alle urne>>.
E gli ambientalisti, i mo-
vimenti - interroga Mimmo
- dove sono? Hanno fatto il
giro della "citt", con volanti-
ni e locandine, e delle tv: for-
se sarebbe stato opportuno
traverso i numeri, nel bene o
nel male, con un S o un
nO, che il siderurgico da
queste parti un argomento
sentito sulla pelle.
Colpa dei mass media -
dice Ignazio - e non solo lo-
ro. perch ci metto anche isti-
tuzioni , partiti e sindacati :
hanno colpevolmente taciuto
l' importanza del referendum,
che questo servisse o meno;
se la consultazione l' ultimo
strumento di democrazia che
resta a noi cittadini, le istitu-
zioni hanno l'obbligo di ri-
cordarlo con conferenza stam-
che avessero fatto un volanti-
naggio qui, ai Tamburi , nel
cuore del problema, quello
che spesso "usano" come
sfondo alle loro dichiarazio-
ni .
Insomma, a mezzogiorno,
ieri, ai Tamburi, colpevoli di
un astensione in massa, non
erano i cittadini di stratti , ma
"gli altri". TI gioco, sottile,
perfido di chi ha taciuto, si
pu dire risuscito. Noi ra-
gazzi - racconta Angelo - lo
abbiamo appreso ieri matti-
na, da amici, per strada: ades-
so mi tocca organizzarmi
con i miei amici. Figurarsi
pa e manifesti e non con let-
tere o apparizioni fugaci.
E' una guerra fra poveri
- taglia corto Antonio - la
solita storia: il tarantino bada
solo al "suo": suo figlio lavo-
ra aii' IIva, la famiglia salva
il siderurgico; suo figlio di-
soccupato, la famiglia pro-
pende per la chiusura; poi, al-
l' interno dell e stesse fami-
glie, gli attrit i, la rabbia me-
scola insieme invidia e dolo-
re: uno stipendio sul quale
contare da una parte, un con-
giunto scomparso, causa ma-
le incurabile, dall'altra.
- replica Giovanni - loro
stanno bene, sono giovani. il
problema-salute non li sfiora,
cosa volete gli importi a che
ora chiudono le urne!.
Non la vediamo cos ne-
ra - prova a giustifi care Pao-
lo - alla "De Carolis" ho vi-
sto un po' di gente, il quartie-
re sta votando: piuttosto gli
amici di Paolo VI e Statte ...
Pensano che la diossina non
li sfiori nemmeno: torniamo
al tarantino caustico, "un pal-
mo lontano da me accada
quel che accada!".
C' chi ha scritto
che il referendum
dopo la Consulta
era inutile
Partiti e sindacati
hanno taciuto
l'importanza
del referendum
Gli ambientalisti
avrebbero dovuto
fare molto
volantinaggio
Rubrica: ATTUALITA'
pag. 6 - luned 15 aprile 2013
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A diffusione interna - Vietata la riproduzione
Q atidiairO
IL VA, IL REFERENDUM
.... ..................... .. .............. .. ............ .. ...... ...... ... ... .... .. .............. ........................ ... ...... .. ........ ..... ... ... ...... .... .... ... ..... .... ...... .. ... .
Oltre trentamila al voto
Si esprime solo ill9,5%
L'altra Taranto assente
Affluenza flop, di gran lunga al di sotto del quorum
di Tiziana FABRIANO
C'erano le mamme con la
speranza adagiata nei passeggi-
ni. C'erano le famiglie che
non vogliono pi sentire pro-
nunciare la parola cancro. I
giovani, che sognano un futu-
ro senza ciminiere e un posto
di lavoro che non sia l' acciaie-
ria. Non sono bastati i loro
"s". non perch i "no" ab-
biano avuto la megJjo, ma per-
ch la gran parte di Taranto
era as ente. E il tanto atteso
referendum sul la chiusura del-
l'Ilva non solo non ha mggiun-
to il quorum degli 86mjJa vo-
ti, ma ha concretizzato la peg-
giore delle aspettative degli
ambientalisti : il non-voto di
massa. Alle 22 di iei i seggi
si sono chiusi dopo quattordi-
ci ore dall'apertura delle 8 del
mattino con un risultato che si
attesta di poco sotto il 20%.
Un tarantino su cinque ha vo-
tato per i due quesiti: la volon-
t di chiudere I'IIva, il primo;
la volont di chiudere soltanto
l'area a caJdo e quinili i par-
chi minerali, il secondo. Il
conteggio si chiude con un' af-
fluenza del 19,5% che in valo-
re assoluto di votanti pari a
33.774 votanti su 173.061 elet-
tori.
n andamento che si mo-
strato da subito bassissimo.
Sin dalla prima proiezione del-
l'affluenza, fornita dal Comu-
ne ieri mattina dopo le 12. A
mezzogiorno aveva votato sol-
tanto il 4,5% dei tarantini, pa-
ri a circa 7700 persone. Per
gli ambientalisti e i sostenitori
del referendum era stata una
vera e propria doccia fredda.
Ma hanno creduto fino all'ulti-
mo istante in una possibile "ri-
monta", incitando al voto con
gli strumenti pi usati della
campagna referendaria: i so-
eia! network e internet. Il dilu-
vio di "post" non si per tra-
dotto in voti. E le file che pu-
re in alcune ore centmli della
giornata ci ono tate i ono
spiegate facilmente con l'ac-
corpamento dei seggi, prtica-
mente dimezzati dal Comune.
Cos al le 19 il "flop" del
referendum contro I'Ilva diTa-
ranto si materializzato nel
numero di poco a due cifre
sull 'affluenza registrata fino a
quel momento: soltanto il
13,1% dei tarantini si era
espresso. Poco pi di 22.600
persone. Si capito quindi
che la migliore delle ipotesi
per la chiusura dei seggi sareb-
be stata la quota risicata del
20% che poi in effetti si sol -
tanto sfiorata. Ma il quorum
si fatto irraggiungibile.
La disaffezione che Taran-
to ha mostrato in modo cre-
' Cente al le urne in occasione
delle ultime comunali e poi
delle elezioni politiche non
sufficiente a spiegare un cos
basso risultato. La politica, ec-
cetto rare e poco convinte pre-
se di posizione, si disinteres-
sata al referendum "lasciando
liberi gli elettori". Il sindacato
e la Confindustria lo hanno
etichettato come inutile invi-
tando all'astensione. Si sono
divisi per ino i comitati civi-
ci. Pro e contro il referendum,
si sono spaccate anche le asso-
ciazioni di categoria degli agri-
coltori.
Persino la geografia socio-
economica della citt, compa-
rata ad una prima analisi empi-
rica del voto referendario, ha
fatto esplodere tutte le contrad-
dizioni della "molle taren-
tum". Al di sotto della gi risi -
cata media sono stati i votanti
nei seggi del quartiere pi
massacrato da decenni di indu-
stria pesante, il rione Tambu-
ri. Segno che proprio dove il
lavoro e la morte si impastano
insieme alle polveri sollevate
dal gigantesco e vicino parco
minerali, il referendum ap-
parso pi che mai lontano. TI
borgo, il quartiere dei profes-
sionisti e della borghesia,
quello invece in cui ci sareb-
15e stato il maggiore numero
di votanti.
La delusione cocente per
un risultato al di sotto dalle
aspettati ve per non vista da
tutti come un punto d'arrivo,
emmai di partenza. Riparten-
za da quelle 33mila persone
che in farghissima parte sono
per i l "s" ad una Taranto di -
versa e che rappresentano una
forza autonoma, svincolata da
partiti e sindacati e pronta a
uifendere il diritto alfa vita e
ad un ambiente sano per i pro-
pri figli.
=
Rubrica: ATTUALITA^
pag. 5 - luned 15 aprile 2013
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uo 1 ano
Una consultazione
superata dai fatti
Il quesito avrebbe dovuto riguardare l'Aia
e da domani questa la nostra battaglia
di Michele MONTEMURRO
Sono andato a votare per
un referendum che stato supe-
rato dai fani. Lo strumento la-
sciava qualche perplessit per-
ch, se abbiamo buona memo-
ria, ci dovremmo ricordare che i
quesiti referendari sono stati con-
cepiti pri ma del 26 luglio (gior-
no del sequestro all'Ilva e degli
arresti, ndc).
A urne da poco chiuse lo di-
chiara il deputato del Pd, il taran-
tino Michele Pelillo, che ha pure
un rammarico: <<Se avessimo po-
tuto aggiornare i quesiti referen-
dari scrivendo: se l'IIva non ri-
spetta l'Aia, sei favorevole alla
chiusura dell'azienda? Probabil-
mente avrebbe votato pi gente
ed io avrei risposto s. Il neo
parlamentare commenta anche la
scarsa affl uenz.a ai seggi: Tecni-
camente non sufficiente, per
da un punto di vista politico con-
serva un suo rilievo e non pos-
siamo ignorare un dato del gene-
re. Votare per un referendum
consultivo per noi stata la pri-
ma volta, non avevamo riferi-
menti. Continuo a credere - sot-
tolinea Pelillo - che dobbiamo fa-
re di tutto per dare piena applica-
zione alla legge validata dalla
Corte Costituzionale ( la
23 1/2012 denominata "salva-Il-
va", ndc).
Da domani, dunque, i rifletto-
ri si spostano nuovamente sull'
Aia e sulla sua applicazione.
Questa ulteriore esperienza del
referendum - ribadisce il deputa-
to - serve a consolidare l'esigen-
za di procedere in quella direzio-
ne gi tracciata: capire se il per-
corso previsto dalla legge rea-
lizzabile. Spero ci sia suflciente
volont d'intenti e insieme, co-
me comunit, possiamo pretende-
re che la legge venga rispettata.
Se cos non sar si aprir un
nuovo capitolo.
Secondo Pelillo il dato del
coinvolgimento alle urne non de-
ve essere sottovalutato perch
rimane la certezza che una
grande parte della popolazione
molto sensibile all'argomento e
pretende chiarezza. L'ex asses-
sore regionale della Giunta Ven-
dola non fa segreto di una sua
convinzione sulle risorse impe-
8nate per la realizzazione del re-
ferendum: Quei 400mila euro -
aggiunge Pelillo - gli avrei spesi
in maniera di versa. Dopo aver
Per il
parlamentare
del Pdl Michele
Pelillo il
referendum con
questi quesiti
era ormai
superato
avuto la conferma di ci che
pensavamo, ora stiamo dove sta-
vamo l'altro giorno. Serve quin-
di grande severit nella venfca
puntuale dell'Aia per capire, en-
tro qualche mese, se la chiave
di volta oppure se bisogna trova-
re altre soluzioni, pi drastiche.
Pelillo, infine, sottolinea an-
che la posizione ondivaga assun-
ta dal suo partito, il Pd: Non ci
siamo messi di traverso e abbia-
mo invitato a votare la gente. Pe-
r anche nel nostro partito ci so-
no state diverse sfumature nell'
espressione del voto, tuttavia l'at-
tenzione la dobbiamo porre sulla
legge c sulla sua applicazione,
evitando distrazioni. Vanno be-
ne i cortei, le manifestazioni e i
reterendum. Ognuno ora si sfo-
gato, ma adesso bisogna fare la
cosa pi importante, spero.
Cervellera: Ho votato s alla chiusura dell'area a caldo
e <<Credo che i cittadini hanno ri tenuto
questo referendum inutile e dannoso. Il
commento del consigliere regionale di
Sei Alfredo Cervellera, ex vicesindaco del-
la Giunta Stefno I . <<Noi - prosegue Cer-
vellera- abbiamo dato un'indicazione chia-
ra come partito: contrari alla chiusura dell'
Ilva ma favorevoli alla chiusura dell'attua-
le area a caldo, che riteniamo possa essere
superata utilizzando le migliori tecnologie
tra l'altro previste nell 'Aia. Ccrvellera
dunque ha votato no alla c hiusura totale
dell'll va ma ha votato s alla chiusura dell'
area a caldo e aJ relativo spostamento dei
parchi minerali.
La propriet dell'llva - spiega Cervel-
lera - deve capire che suo interesse inno-
vare quella fabbrica perch sarebbe un in-
vestimento per il futuro. Nel 2016 tutte le
aziende siderurgiche devono seguire le
normative e uropee e l'area a caldo cos
com' sarebbe superata.
Sulla scarsa aflluenza ai seggi, il consi-
gliere regionale di Sei dichiara: Non mi
aspettavo questo dato cos La parte-
cipazione sempre pi ridotta cd un fat-
to negativo. Allo stesso tempo mi aspetta-
vo che non si raggiungesse il quorum.
Cervellera ora si adoperer per SOllecita-
re l'Arpa al fine di esigere trasparenza c
sapere con chiarezza la valutazione del
danno sanitario, che dovrebbe essere rive-
lata entro un mese al massimo. Ci devono
dire - conclude il consigliere regionale di
maggioranza - qual il rapporto tra le ma-
lattie e la presenza della fabbrica. E pro-
prio Sei dovrebbe realizzare prossimamen-
te a Taranto un convegno sul te ma.
Mi.Mo.
pag. 12 - luned 15 aprile 2013
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IL .. MATTINO
L'iniziativa Dopo l'ok della Cassazione
Chiusura Ilva
referendum flop
Taranto assente
Non raggiunto il quonnn
sui quesiti proposti
percentuali ferme al20%
Carlo Mercuri
ROMA. Alla fine il tanto atteso referen-
dum sull'Uva di Taranto ha fatto flop.
Alle urne si sono recati solo 33.774
elettori su 173.061, cio il19,52% de-
gli aventi diritto. Una cifra ben lonta-
na dal 50% pi uno che avrebbe reso
valido I' effetto consultivo del referen-
dum. La maggioranza dei cittadini ta-
rantini quindi rimasta a casa. Nel
rione Tamburi, il pi esposto all' in-
quinamento, si recato ai seggi solo
il9,7%. Gli ambientalisti che hanno
sostenuto il referendum (riuniti sot-
to la sigla Altamarea) avevanospera-
toin un altro risultato: giraggilmge-
re un 30 per cento di sl alla chiusura
dell'Uva per loro sarebbe stato un suc-
cesso.
l quesiti proposti erano due e di gene-
re ultirnativo: tipo Ilva s o Uva no. li
primo proponeva la chiusura totale
dello stabilimento e diceva grosso
modo ai cittadini: volete voi, al fine eli
tutelare la vostra salute contro l'in-
quinamento, chiedere la chiusura
dell'Uva? Il secondo quesito propo-
neva di mettere i sigilli solo all'areaa
caldo, considerata la maggiore fonte
di inquinamento. Nessun quesito
costruttivO>>, come ha sostenuto il
Comitato cittaclino lavoratori liberi
e pensanti, che pure era stato tra i
sostenitori del referendum e da cui
invece all'ultimo ha preso le distan-
ze. Cis! e Uil si sono detti contrari a
questo referendum. La Cis! ha addi-
rittura sottolineato come ,,Je recenti
dichiarazioni diffuse dall'Arpa Pu-
glia in riferimento al graduale miglio-
ramento delle qualit dell'aria nelle
zone critiche della citt costituisco-
no risvolto positivo del percorso vir-
tuoso gi avviato e su cui fondamen-
tale proseguire senza esitazioni. La
Cgil, che non ha dato indicazioni di
voto, ha ritenuto tuttavia Sbaglato
proporre ai cittadini un referendum,
ancorch consultivo, un pronuncia-
mento su terni importanti legati a di-
ritti fondamentali di rilievo costitu-
zionale come la salute e il lavoro. La
Confindustria ha espresso la propria
contrariet, sia in orcline al merito
sia al metodo con i quali si propone
alla cittaclinanza una questione che
va ben al di l di un semplice s o no
apposti su una scheda.
Le forze politiche hanno mostrato ge-
neralmente molto scetticismo nei
confronti eli questo referendum. In
molti casi hanno lasciato libert divo-
to ai propri elettori. Solo Sei (Sinistra,
ecologia e libert, il partito del presi-
dente della Regione Nichi V endola)
ha invitato a votare no al primo quesi-
to (chiusura totale) e s al secondo
(chiusura dell'area a caldo). li Movi-
mento 5 stelle e i Radicali hanno la-
sciato libert eli scelta agli elettori. Se
sifosseraggiunto il quorum, il Comu-
neavrebbedovutotracciareunanuo-
va linea nei confronti dell'azienda si-
derurgica, sapendo tuttavia che i po-
teri dell'amministrazione sull'llva so-
no limitati agli accertamenti sanitari.
O RIPRODUZIONE RISERVATA
Il referendum COnSUltiVO l nva Taranto
)
QUORUM NECESSARIO
50%+1.
pari circa a 86.000 votanti su 173.000
12 QUESITI
1) Ch1usura totale
Volete voi cittadini di Taranto.
al fine di tutelare la vostra
salute nonch la salute
dei lavoratori contro
l' inquinamento, proporre
la chiusura dell"acciaieria
llva?
2) Chiusura area a caldo
Volete voi cittadini di Taranto. al fine di tutelare la vostra
salute e quella dei lavoratori, proporre la chiusura
del l" area a caldo dell"llva, maggiore fonte
di inquinamento, con conseguente smantellamento
dei parchi minerali?
LETAPPE
Uill!::J
2007
Presentati al sindaco
di Taranto 12.000 firme
e 3 quesiti referendari
1 settembre 2010
Con decreto il sindaco indice
il referendum
7 ottobre 2010
Su ricorso di llva.
Confindustria e sindacati
il Tar blocca l"iler
della consultazione
annullando il decreto
del sindaco
12 ottobre 2011
Il Consiglio di Stato d
il via libera al referendum

pag. 9 - luned 15 aprile 2013
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Taranto, il referendutn sull'Ilva un flop
scarsa
alle urne solo il 20%
degli aventi diritto
LA CON SUL T AZIONE
ROMA Alla fine il tanto atteso re-
ferendum sull'llva di Taranto
ha fatto nop. Alle urne si sono
recati solo 33.774 elettori su
173.061, il 19,52 per cento
degli aventi diritto. Una cifra
ben lontana dal 50 per cento pi
uno che avrebbe reso valido l'ef-
fetto consultivo del referen-
dum. La maggioranza dei citta-
dini tarantini quindi rimasta a
casa. Nel rione Tamburi, il pi
esposto all'inquinamento, si
recato ai seggi solo il 9,7 per cen-
to degli elettori. Gli ambientali-
sti che hanno sostenuto il refe-
rendum (riuniti sotto la sigla Al-
ta marea) avevano sperato in un
altro risultato: gi raggiungere
un 30 per cento di s alla chiusu-
ra deii'IIva per loro sarebbe sta-
to un successo. Avrebbe marca-
to un'inversione di tendenza in
una citt di solito impermeabile
a consultazioni di questo tipo
(Taranto fu uno dei pochi capo-
luoghi italiani in cui non si rag-
TARAI(TO La fabbrica dell ' Uva
giunse il 50 percentodei votanti
al referendum indetto contro il
ritorno al nucleare).
l QUESITI
I quesiti proposti erano due e di
genere ultimativo: tipo llva s o
Ilva no. Il primo proponeva la
chiusura totale dello stabilimen-
to e diceva grosso modo ai citta-
dini: volete voi, al fine di tutela-
re la vostra salute contro l'inqui-
namento. chiedere la chiusura
dell'Uva? LI secondo quesito pro-
poneva di mettere i sigilli solo
all'area a caldo, considerata la
maggiore fonte di inquinamen-
to. Nessun quesito "costrutti-
vo", come ha sostenuto il "Comi-
tato cittadino lavoratori liberi e
pensanti", che pure era stato tra
i sostenitori del referendum e
da cui invece all'ultimo ha preso
le distanze. Bisognava almeno -
ha detto il Comitato- interroga-
NIENTE QUORUM
POCHI l CONSENSI
PERFINO
NEL TAMBURI
Il PIU ESPOSTO
All'INQUINAMENTO
re i cittadini con un Volete voi
che I'Tiva venga chiusa con il
conseguente reimpiego degli
operai nelle opere di bonifica?.
LA QUALIT DELL'ARIA
I sindacati Cisl e Uil si sono detti
contrari a questo referendum.
La Cis l ha addirittura sottolinea-
to come le recenti dichiarazio-
ni diffuse dall'Arpa Pugl ia in ri-
ferimento al graduale migliora-
mento delle qualit dell'aria nel-
le zone critiche della citt costi-
tuiscono risvolto positivo del
percorso virtuoso gi avviato c
su cui fondamenta le prosegui-
re senza esitazioni. La Cgil, che
non ha dato indicazioni di voto,
ha ritenuto tuttavia <<s bagliato
proporre ai cittadini un referen-
dum, ancorch consultivo, un
pronunciamento su temi impor-
tanti legati a diritti fondamenta-
li di rilievo costituzionale come
la sal ute e il lavoro. La Confin-
dustria ha espresso la propria
<<contrariet, sia in ordine al me-
rito sia al metodo con i quali si
propone alla cittadinanza una
questione che va ben a l di l di
un semplice sl o no apposti su
una scheda. Le forze politiche
hanno mostrato generalmente
molto scetticismo nei confronti
di questo referendum. ln molti
casi hanno lasciato libert divo-
to ai propri elettori. Solo Sei (Si-
nistra, ecologia e libert, il parti-
to del presidente della Regione
Nichi V endola) ha invitato avo-
tare no al primo quesito (chiusu-
ra totale) e s al secondo (chiusu-
ra dell'area a caldo). Il Movi-
mento 5 stelle e i Radicali hanno
lasciato libert di scelta agli elet-
tori. E proprio il movimento di
Grillo stato messo sul banco
degli accusati da Peacelink, una
delle sigle che hanno sostenuto
la consultazione, di scarsa par-
tecipazione: <<Il M5S ha una
grossa responsabilit - ha detto
il presidente d Peacelink, Ales-
sandro Marescotti - A Taranto
non l'abbiamo visto sbracciarsi
pi di tanto.
Il COMUNE
Il referendum, come abbiamo
detto sopra, era di tipo consulti-
vo. Se s i fosse raggiunto il quo-
rum, il Comune avrebbe dovuto
raccogliere il testimone per trac-
ciare una nuova linea da seguire
nei confronti dell'azienda side-
rurgica, ben sapendo tuttavia
che i poteri dell'amministrazio-
ne cittadina suii'IIva sono limi-
tati agli accertamenti sanitari.
Carlo Mercuri
C RIPRODUllONE RtSERVATA
pag. 19 - luned 15 aprile 2013
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COBBIEBE DELLA SEBA
Il caso l due quesiti chiedevano la chiusura dello stabilimento o della sola area a caldo
Taranto ignora il referendum
Solo 2 su 10 al voto sull'Uva
Bonelli (Vercli): boicottaggio, colpa del sindaco e di Grillo
DAL NOSTRO INVIATO
TARANTO - Quando sono
le otto di sera il leader dei Ver-
di Angelo Bo q e Ili a tirare le pri-
me somme. <<E chiaro che non
andata bene sintetizza a due
ore dalla chiusura dei seggi. Il
referendum sull11va promosso
dal Contato Taranto Futura, ap-
prodato alle urne dopo pi di
una battaglia giudiziaria e invo-
cato da una raccolta di firme di
12 mila persone, non ha convin-
to i tarantini a presentarsi alvo-
to. I due quesiti re-
ferendari (il primo
sulla chiusura dello
stabilimento, il se-
condo sullo sman-
tellamento della so-
la area a caldo) ieri
sono stati ignorati
dalla larghissima
maggioranza degli
aventi diritto alvo-
to. E il risultato
un flop: affluenza al19,51% dei
votanti, percentuale lontanissi-
ma dal quorum richiesto per
rendere valido l'appuntamento
referendario, (cio il 50%+ 1 de-
gli aventi diritto che equivale a
86.531 votanti).
Per forza andata cos va-
luta Bonelli stata una gara al
boicottaggio. Lui e gli ambien-
talisti che hanno sostenuto la
campagna referendaria se la
prendono con il sindaco Ippa-
zio Stefno che per contenere i
costi ha dimezzato il numero
dei seggi (Stefno, intercettato
alcuni mesi fa dell'inchiesta Il-
va, parla con l'uomo delle rela-
La consultazione
La validit
Il referendum sulla chiusura
dell'llva d Taranto (nella
foto il sindaco lppazio
Stefno) stato promosso
dal Comitato Taranto
Futura che ha raccolto 12
mila firme. valido solo se
si supera il 50% di votanti.
Si votato fino alle 22 di
ieri n 19 scuole
l quesiti
Due i quesiti. Il primo:
Volete voi cittadini di
Taranto. al fine di tutelare
la vostra salute nonch la
salute dei lavoratori contro
l'inquinamento. proporre la
chiusura dell'acciaieria
llva?. Il secondo: Volete
proporre la chiusura
dell'area a caldo dell'Uva.
maggiore fonte d
inquinamento, con
conseguente
smantellamento dei parchi
minerali?
zioni pubbliche del gruppo, Gi-
rolamo Archin, assicurandogli
che far di tutto per far slittare
il referendum). Ce l'hanno an-
che con Chi ha fatto passare
l'idea che tanto questo referen-
dum non sarebbe servito a nul-
la e, sempre per dirla con Bo-
nelli, con la necessit assurda
di avere un quorum che nei casi
di referendum consultivi non si
chiede da nessun'altra parte in
Italia. Ma fra gli avversari ce
n' anche uno nuovo: Seppe
Grillo, accusato di non aver spe-
so parole ed energie sufficienti
sul caso Ilva. Alessandro Mare-
scotti il presidente di Peace-
link, fra le associazioni pi atti-
ve nella corsa al referendum. Ie-
ri sera, a urne ancora aperte, ha
attribuito al M5S una grossa re-
sponsabilit della scarsa parteci-
pazione>> al voto, perch Grillo
non si fatto sentire. Lo stesso
Bonelli in serata ha postato sul-
la sua pagina Facebook un com-
mento sul silenzio brutto e
imbarazzante>> di Grillo. In re-
alt il Movimento aveva diffuso
un comunicato due giorni fa in-
vitando a votare due S al refe-
rendum ma per i delusi dal voto
di ieri serviva l'intervento di
Grillo sul sito.
Rinfacciate le colpe e defini-
ta questa o quella responsabili-
t,l'esito non cambia: il referen-
dum nullo e anche se tutti i
votanti avessero detto un s o
un no alla chiusura deg.li im-
pianti il dato non sarebbe co-
munque rappresentativo della
volont dei tarantini (lo scruti-
nio cominciato alle dieci di ie-
ri sera e il risultato definitivo si
sapr stamattina). Quindi an-
che la valenza politica dell'ap-
puntamento ridotta al mini-
mo. Un'altra sconfitta per il par-
tito an ti -fabbrica, a pochi gior-
ni dalla decisione della Consul-
ta che ha deciso che il decreto
salva-IIva costituzionale e che
gli impianti possono continua-
re a produrre seguendo la tabel-
la di marcia stabilita dall'Auto-
rizzazione ambientale. Lo stabi-
limento resta in ogni caso sotto
accusa per disastro ambientale,
la magistratura lo ritiene re-
sponsabile di malattie e morti.
E per capire che c' ancora mol-
ta strada da fare per arrivare al
risanamento basta puntare
spesso gli occhi sull'IIva. Prima
o poi si vede una nube rossa sul-
le ciminiere, come quella di
due giorni fa: lo slopping,
emissione di fumo non incana-
lato nei camini perch gli im-
pianti non funzionano come do-
vrebbero.
Giusi Fasano
, @GiusiFasano